Sulla fine della chiesa cattolica (così come la conosciamo)

1 10 2017

Appunti tratti dai miei quaderni, la parte prima, qui tagliata, è notevole ma tanto lunga, prima o poi la pubblicherò.

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The young pope.

[…]

In effetti è difficile immaginare i ragazzini di oggi (se vogliamo, anche gli esponenti della mia generazione e della generazione precedente alla mia) immergersi nella senile atmosfera gerontocratica della curia cardinalizia-papale quando raggiungeranno l’età adatta.

Mi viene anche da pensare a quella serie tv di Paolo Sorrentino, The young pope. Immaginare un possibile papa del futuro quaranta-cinquantenne, in clergyman bianco, che parla in modo non retorico, non evocativo, non suggestivo, in modo diretto senza perifrasi e giri di parole teologici e magari è anche intervistato come qualsiasi altro personaggio che non sia “Sua santità”, e viene invitato ai talk show.

Il papa che desacralizza totalmente il papato e svecchia per davvero la religione cattolica apostolica romana, facendola diventare qualcos’altro.

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Ogni era ha la sua religione. Nei duemila anni dell'”era dei pesci” è stata la volta del cristianesimo, che ha la sua manifestazione di potere massimo nella chiesa cattolica apostolica romana, la religione più popolata, più diffusa e più potente del mondo. I successivi duemila anni circa dell'”età dell’acquario” avranno un’altra religione.

Quel papa del futuro (ben illustrato dalla serie tv di Sorrentino) può essere visto come la conseguenza [naturale] di un processo cominciato soprattutto a fine anni Cinquanta- inizio anni Sessanta del XX secolo col Concilio Vaticano II. [E’ un processo che giungerà a completa maturazione, con la fine totale della chiesa cattolica così come la conosciamo, intorno a fine XXVI-inizio XXVII secolo.]

[…]

Il fatto che il cristianesimo, basato sulla figura, la storia e la mitizzazione di un profeta di origine ebraico-essena chiamato Gesù Cristo, abbia così tanto pesato nella psicologia collettiva, sia stato così tanto presente nelle menti di miliardi di persone è dovuto al fatto che, evidentemente, “La più grande storia mai raccontata” è una storia che è riuscita e riesce ad attirare e condizionare grandi masse di persone.

Ma la potenza di attrazione (e di dominio sulle menti) del cristianesimo in generale e del cattolicesimo in particolare è legata al mistero del tempo.

Il cristianesimo è l’incarnazione di un modello psichico basato sul tempo lineare storico (l’attesa della “seconda venuta di Cristo”) e sul ritmo delle stagioni nella zona temperata dell’emisfero boreale.

Il punto, poi, è che la figura di Gesù Cristo è emersa proprio al momento giusto. Se non ci fosse stato Gesù Cristo il suo posto sarebbe stato preso da un altro, ci sarebbe stata comunque un’altra figura ad incarnare un modello così presente nella mente collettiva dei successivi duemila anni.

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Nel film “Habemus papam” del 2013, il papa eletto nel conclave si blocca e non riesce a iniziare il suo papato e per questo viene interpellato uno psicanalista per farlo psicanalizzare in modo che possa iniziare il suo ministero. Recentemente, papa Francesco ha rivelato di essere stato psicanalizzato quando era più giovane, da una psicanalista ebrea.

Probabilmente, se il Gesù storico fosse nato nato duecento anni prima o duecento anni dopo, lo stesso suo messaggio non sarebbe riuscito a incidere così a fondo la mente collettiva e quindi a essere diffuso in modo così pervadente e capillare e a condizionare così tanto la storia, anzi a fare la storia (gli anni li contiamo dalla nascita di Cristo.)

Gesù Cristo ha avuto il pregio e il privilegio di essere la persona (anzi, la figura) giusta al momento giusto. Forse cento anni prima sarebbe stato troppo presto e cento anni dopo troppo tardi. La stessa cosa penso che riguardi i filosofi greci, i padri del pensiero occidentale.

La storia può forse essere vista come un processo di graduale auto-apprendimento che toglie gradualmente i veli al rimosso della mente collettiva perché probabilmente vi è una “rimozione freudiana” nell’umanità occidentale.

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Disamina sincro-mistica del fenomeno Virginia Raggi (micro-aggiornamento)

14 04 2017

Cos’è successo? Il fenomeno Virginia Raggi si è già sgonfiato?

Lo scorso febbraio la sindaca di Roma era così tanto sotto i riflettori dei mass media, pressoché quotidianamente e in prima pagina, che avevamo pensato come la sua sovraesposizione mediatica potesse contenere un senso archetipo, simbolico, sincromistico incentrato sull’Apocalisse, la Fine dei Tempi e la distruzione di Roma.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/13/disamina-sincro-mistica-del-fenomeno-virginia-raggi/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/26/disamina-sincro-mistica-del-fenomeno-virginia-raggi-reloaded/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/03/11/disamina-sincro-mistica-e-astrologica-sul-fenomeno-virginia-raggi-aggiornamento/

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Forse avevamo esagerato, chissà, ma in quei due primi mesi dell’anno Virgina Raggi pareva davvero sulla bocca di tutti (anche e soprattutto di quelli che avrebbero fatto meglio a restare zitti), a differenza della sua collega sindaca di Torino, sempre per il Movimento 5 stelle, Chiara Appendino.

Ora, dunque, sui mass media ci si intrattiene con altro (la questione “firme false” per esempio), Virginia Raggi e le sue vicende sembrano finite in un cono d’ombra, relegate in seconda pagina.

Però noi pensiamo che la sindaca di Roma, la “pentastellata”, la madre vergine di un nuovo che non riesce ancora a venire alla luce, è qualcosa di simbolicamente troppo d’impatto perché possa continuare a restare sottotraccia a lungo.

Risorgerà in superficie, più evidente ed epifanica che mai.





Disamina sincro-mistica (e astrologica) del fenomeno Virginia Raggi, aggiornamento

11 03 2017

Pare proprio che ogni 13 giorni si debba aggiornare il post sulla sindaca di Roma Virginia Raggi. Abbiamo iniziato il 13 febbraio:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/13/disamina-sincro-mistica-del-fenomeno-virginia-raggi/

Abbiamo reloadato il 26 febbraio:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/26/disamina-sincro-mistica-del-fenomeno-virginia-raggi-reloaded/

Adesso, 11 marzo, ripartiamo da uno dei quattro simboli-archetipi (vergine da sacrificare, oca del Campidoglio, donna dell’Apocalisse, distruzione di Roma)  che abbiamo fatto coincidere con la figura mediatica di Virginia Raggi. Vi è infatti un importante aggiornamento astrologico sull’argomento, con la collaborazione dell’amica Dani Jay.

LA DONNA DELL’APOCALISSE?

La “donna vestita di sole” che compare nel capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni (1-6). https://en.wikipedia.org/wiki/Woman_of_the_Apocalypsehttps://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_e_il_drago

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Primo segno: la Donna e il dragone. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava già un terzo delle stelle dal cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perchè vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

La donna dell’Apocalisse è generalmente riconosciuta come la Vergine Maria. Questa posizione si ritrova anticamente, così come nel Medioevo e nella moderna Chiesa Cattolica Romana. Tale visione non nega l’interpretazione alternativa della Donna quale rappresentante la Chiesa, come nel moderno dogma cattolico. La Vergine è dunque considerata sia la madre di Dio sia la madre della Chiesa che la Chiesa stessa.

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La vergine di Strasburgo, con la corona di stelle.

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Al seguente link http://www.francescoocchetta.it/wordpress/?p=276 si trova una sollecitante storia su come abbia avuto origine la bandiera dell’Unione Europea che, come sappiamo, mostra dodici stelle gialle su sfondo blu. Ringrazio Dani Jay per la segnalazione.

In realtà però c’è un altro grande segno che conosciamo meglio della Costituzione che ci ricorda come l’Europa continui ad essere nutrita dalla presenza del Cristianesimo. Come per ironia della sorte, sulla copertina della Costituzione europea viene quasi sempre raffigurata la bandiera dell’Unione. Anzi la stessa Costituzione precisa che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio.

Qui c’è il colpo di scena. Pochi sanno che questi colori, i simboli, le stelle la disposizione in tondo della bandiera ecc. sono un omaggio a Maria di Nazareth, la madre di Gesù. Per dirla più esplicitamente: la bandiera europea è nata come un simbolo mariano.
A dichiararlo è stato Arséne Heitz il grafico che partecipò e vinse il bando del Consiglio d’Europa nel 1950. Egli è rimasto poco noto ma il suo disegno parla di Maria e si riferisce ed è stato ispirato dal noto passo dell’Apocalisse in cui si parla delle dodici stelle: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.

Non mi intendo di astrologia, ma potrei giocarmi qualche soldo (del Monopoli) che il tema zodiacale natale di Virginia Raggi mostra la luna in opposizione (quindi “sotto i piedi”) o qualcosa del genere. Oppure che all’inizio della giunta comunale della sindaca vi fosse la luna in opposizione o che “succederà qualcosa quando la luna…”, ecc.

Che si digitate su Google “Virginia Raggi” “luna” potete anche notare come, in effetti, in molti titoli le due cose sono associate, “luna di miele finita”, “vive sulla luna”, “raggi di luna calante” e, per quanto invece riguarda il sole, lo sapete che la sindaca ha indossato occhiali da sole personalizzati?

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Dando un’occhiata al tema natale di Virginia Raggi,  un primo impatto non si trovano segni precisi riguardo alla Luna come opposizioni anche se in un certo senso l’astro ha per lei delle valenze particoli. Lei è del segno del Cancro, segno governato appunto dalla Luna, dello stesso segno sono Di Maio e Grillo, mentre Casaleggio aveva l’ascendente. Considerando che questi personaggi sono quelli in assoluto più di rilievo per il 5 stelle, è piuttosto curioso, anche perché il Cancro tendenzialmente è più difficile da associare a posizioni di potere, soprattutto se rivoluzionarie dato che è associato al cuore nel corpo umano, ai sentimenti e alle radici. Il passato e la famiglia di origine per intenderci e di conseguenza alla figura materna, essendo dominato dalla Luna. Virginia ha la particolarità di avere la Luna in Capricorno che non è proprio il massimo per questo astro, ma può essere molto utile per un sindaco così sotto pressione in quanto la rende meno permeabile alle emozioni, molto più razionale, calcolatrice e indipendente. La Luna in questo segno si dice infatti in Esilio, perché opposta al suo segno dominante Cancro (sotto i piedi dunque?). C’è poi un’altro valore abbastanza importante per lei dato dal Sole in Congiunzione con Giove, alcuni dicono che questa sia la congiunzione dei Re, aggiungo io: ad una figura di donna Regina che sta dominando la scena come mai prima d’ora in Italia.

IL SEGNO DAL CIELO

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La “Luna sotto i piedi” ci potrebbe stare eccome, pur non essendoci una precisa opposizione. In un primo momento non ci si aveva riflettuto, fortunatamente direi, e si è andati a a cercare le posizioni degli astri durante le elezioni amministrativi di Giugno 2016. Come prima cosa si è considerato il ballottaggio del 19 giugno ore 23.00 (chiusura seggi) come data definitiva ed è uscita in effetti una bella opposizione Sole – Luna (vestita di Sole con la Luna ai piedi) proprio in quell’orario, ma ciò che in realtà saltava più all’occhio era il famoso disegno nel cielo! Ciò è astologicamente molto rilevante. Una configurazione che si forma ogni 58.000 anni e prelude a grandi cambiamenti, viene detta Croce Mobile. Ha una durata limitata chiaramente ma era presente sia il 19 Giugno che il 5 Giugno, data della prima giornata di elezioni amministrative romane. Per essere precisi si è formata esattamente il 5 Giugno alle ore 5:01. “Nel cielo apparve poi un segno grandioso…”

 





Disamina sincro-mistica del fenomeno Virginia Raggi (reloaded)

26 02 2017

 

Dal momento che il mio compare di blog Teozakari ha giustamente alluvionato Civiltà Scomparse di nuovi post sulla timewave e sulla ripetizione-compressione storica, ne aprofitto per fare il reload del post sincro-mistico riguardante l’attuale sindaca Cinquestelle di Roma uscito il 13 febbraio poichè è rimasto troppo poco tempo in vista, a causa dell’alluvione di post del mio amico, i quali però colgo l’occasione per radunarli tutti: li potete infatti trovare uno a uno, dal momento che si tratta di una serie successiva, cliccando sui seguenti link:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/13/timewave-2018-come-il-2017-e-il-2018-racchiuderanno-il-secolo-scorso-parte-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/14/timewave-zero-2018-da-febbraio-ad-aprile-rievocazione-anni-30-del-900/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/14/timewave-zero-2018-la-guerra-dei-37-giorni-primavera-2017/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/15/la-situazione-generale-durante-la-tregua-del-dopo-guerra-lampo-primavera-2o17-e-il-primo-dopoguerra/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/15/il-secondo-dopoguerra-post-tregua-nella-nuova-guerra-mondiale-2017/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/17/timewave-luglio-e-agosto-2017-e-gli-anni-dal-1956-al-1963/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/19/timewave-autunno-2017-la-valvola-di-sfogo/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/19/timewave-profondo-autunno-2017-1970-1979/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/21/inverno-2017-e-inizio-2018-tempo-variabile/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/22/timewave-e-il-ciclo-storico-dei-67-anni-1951-2018/

Come qualcuno forse sa, a differenza di Teozakari, sono più scettico sul fatto che si possano azzeccare davvero le date giuste delle ricorsività storiche. Infatti, se è ipotesi da non scartare la probabilità che vi siano all’opera cicli che fanno sì di generare le condizioni per cui ritornino sotto nuove vesti avvenimenti già successi, allo stadio attuale delle conoscenze e del progresso tecnologico, penso sia piuttosto improbabile riuscire a prevedere ESATTAMENTE quando si ripresenteranno le condizioni per il ritorno sotto nuove vesti di un avvenimento già accaduto nel passato.

Detto ciò,  la ricerca portata avanti da Teozakari (l’unico in Italia che si occupa di queste cose) mostra però la volontà di giungere prima o poi a una consapevolezza maggiore dei cicli che ci permetta di percepire meglio questo “paesaggio invisibile” come lo chiamerebbe proprio quel Terence McKenna da cui prendono direttamente le mosse le analisi grafiche di Teozakari. E’ stimolante e divertente il concetto di compressione storica (che si accompagna a quello di ripetizione storica) -presente nei post ai link che ho elencato – dove avvenimenti del passato ritornano accadendo però in uno spazio di tempo più breve rispetto a quello in cui erano accaduti la volta precedente.

E ora passiamo al reload del post del 13 febbraio, con alcune modifiche e aggiunte inedite, come ogni reload che si rispetti.

 

Coloro che stanno criticando pesantemente la sindaca di Roma Virginia Raggi, e anche coloro che la difendono, sono del tutto ignari di ciò che sta davvero succedendo nel profondo a livello simbolico. Coloro che si danno tanto da fare a infangare o a difendere a spada tratta la sindaca sono delle marionette nelle mani del “Grande Burattinaio Universale” e non se ne rendono ovviamente conto, ma ciò non lo dico con l’intento di sminuirli, di sbeffeggiarli o di muovere un’altezzosa critica dall’alto di un piedistallo: così vanno le cose e io lo constato soltanto, ne prendo sereneamente e semplicemente atto.

Anzi, proprio quelli che criticano, sbeffeggiano, quelli che prendono a schiaffoni la prima cittadina di Roma (e naturalmente anche tutti quelli che la sostengono) la mantengono costantemente a galla sotto i riflettori dei mass media, alimentano la sua sovraesposizione mediatica. Fanno in qualche modo parte del gioco che si sta svolgendo. E c’è da dire che anche la stessa Virginia Raggi, con la sua misteriosa inadegauatezza al ruolo di primo sindaco d’Italia e le strane disavventure giudiziarie e persino sentimentali, fa lei stessa in modo, senza volere, di essere sempre presente sul palcoscenico dei mass media. Perciò sempre nel campo di coscienza di milioni di persone. In questo è anche aiutata dalla sua forte foto-telegenicità, che non ha nulla da invidiare a quella di certe attrici e cantanti dagli occhi di cerbiatta.

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Gli occhi da cerbiatta o da cucciolotto di Virginia Raggi evidenziati dal sistema associa-contenuti di You Tube.

 

A proposito del fatto che la scelta di farla diventare sindaca più che altro per la sua forte fotogenicità, poniamo attenzione al seguente scritto del giornalista (o ex giornalista, non ho mai capito) Sergio Di Cori Modigliani (che, tra parentesi, fa anche l’artista) direttamente da un suo recente stato di Facebook:

La Raggi sta svolgendo il suo compito direi in maniera egregia.
E’ stata scelta come modella mediatica, e questo fa. Niente di più.
In 9 mesi non si è mai parlato di niente se non di infantili telenovelas, il cui fine è chiaro a chiunque: consiste nel fornire quotidiano cibo a stampa, televisioni e siti on line perchè ne parlino.
Purchè ne parlino.

 

Ciò che sta accadendo è in gran parte inconscio, emerge dall’ (in)coscienza collettiva, si nutre degli archetipi simbolici con cui il mondo degli umani viene plasmato da una misteriosa intelligenza impersonale all’opera nello strutturare in schemi ricorsivi la realtà da noi percepita. Questa intelligenza si potrebbe chiamare “psiche del mondo”, quel regno dove i simboli e gli archetipi uniscono ciò che accade fuori con ciò che accade dentro e ciò succede a livello macro (una civiltà nel suo complesso, con i suoi segni e simboli) e a livello micro, con le singole individualità che rispecchiano e amplificano il substrato simbolico e archetipico della Grande Mente, che appartiene a tutti e a nessuno, e con cui si è costretti prima o poi a fare i conti anche se, di norma, viene completamente ignorata e trascurata la presenza di questa Grande Mente all’opera con simboli, archetipi, sincronismi, ricorsi, rievocazioni, anticipazioni, premonizioni e vere e proprie incarnazioni nella realtà materiale di tutti i giorni.

Psicologi come Jung, Hillman e Grof (per citare i più noti) hanno ampiamente trattato di queste cose, come ben sa chiunque segua un po’ il blog da tempo.

Nel presente post, presenterò certi riferimenti che suggeriscono alcuni sincronismi/ sincromisticismi riguardanti la sindaca di Roma e il suo ruolo in un grande teatrino esoterico ed escatologico, ovvero riguardante un qualcosa del prossimo futuro che potrebbe trattarsi di un “megaevento”, di una singolarità nello spaziotempo storico dell’attuale civiltà occidentale in cui ci stiamo tuttora muovendo: un qualcosa che potrebbe anche c’entrare con la cosiddetta timewave zero, di cui si è trattato tante volte in Civiltascomparse (anche molto recentemente), un argomento esposto soprattutto dal mio compare Teozakari.

Intanto possiamo dire che il Movimento 5 stelle (il “nuovo” della politica italiana, il “nuovo paradigma”, l’autoproclamatosi “seppellitore del vecchio”) è stato messo davvero per la prima volta alla prova con la poltrona di sindaco della Città Eterna nientemeno, è stato trascinato giù dal mondo un po’ fantastico, innocente e immaginifico in cui viveva (la rete, il popolo del web), ha insomma perduto la VIRGINità con Virginia Raggi.

La quale Virginia Raggi è ora diventato sostanzialmente il personaggio più celebre di ciò che era ed è mostrato dai mass media come “il nuovo” (ovvero il Movimento 5 stelle), e ciò s’è manifestato tra due eventi avvenuti nel 2016: ovverosia la morte di due figure paterne del movimento, Gianroberto Casaleggio e Dario Fo. L’una avvenuta esattamente sei mesi dopo l’altra. Esattamente in mezzo tra le due vi è stato l’inizio dell’avventura della sindaca, con un po’ di ritardo (di cui ci si è anche ovviamente lamentati sui mass media), quasi come per far si di cominciare (senza rendersene conto, ça va sans dire) proprio in mezzo tra le due morti dei due padri, l’una avvenuta il 12 aprile e l’altra esattamente sei mesi dopo, il 13 ottobre. (è esattamente così: infatti la giunta capitolina ha cominciato poco prima del 12 luglio http://www.ilpost.it/2016/07/07/chi-sono-gli-assessori-della-giunta-raggi/).

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“Il grillo canta sempre al tramonto”, libro scritto nel 2013 dalle figure paterne del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio e Dario Fo, l’uno morto il 12 aprile, l’altro il 13 ottobre 2016, a esattamente sei mesi di distanza con in mezzo, a luglio, l’inizio della giunta comunale di Virginia Raggi. Notare nel titolo la metafora “solare”.

Ci tengo a dire che il presente post non vuole prendersi eccessivamente sul serio, dunque non vuole fare alcun sensazionalismo, non vuole fare alcuna previsione “alla Nostradamus” per il futuro, ma vuole portare alla luce e sottolineare il crocevia di archetipi e simboli dell’attuale zeitgeist che pare convergere nella figura catalizzatrice di Virginia Raggi in relazione agli eventi che si stanno svolgendo in questi anni turbolenti, in Italia in particolare e nella civiltà occidentale in generale. I leit motiv del discorso sono il travaglio di un Nuovo Mondo che non riesce a nascere davvero, il Vecchio Mondo, in tutta la sua potenza, che non vuole morire e il sacrificio di un’innocente per propiziare gli “dei”; l’attesa di un evento di grande magnitudine incentrato forse proprio su Roma, la”caduta degli dei” e, inoltre, la salvezza dovuta non al merito ma all’eterogenesi dei fini

 

LA VERGINE DA SACRIFICARE?

Il sacrificio della vergine al Dio Sole http://www.ipnotica.org/il-sacrificio-della-vergine-al-dio-sole/

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sono in un profondo rilassamento,quando vedo un grande occhio e mi trovo sdraiata sopra un tavolo. sembra marmo, ma è di pietra levigata. sono vestita tutta di bianco e in testa ho una corona di fiori bianchi, piedi e mani legati, il cuore batte forte perchè sento che devono sacrificarmi. ho circa 16 anni, capelli lunghi lisci. di fronte a me c’è un grande uomo con i capelli sciolti e dorso nudo, porta delle collane al collo e delle piume in testa come se fosse una corona, la faccia è dipinta di bianco e rosso, anche sul petto ha un simbolo e in mano ha un grande pugnale: è il capo della tribù. io chiedo perchè debbano sacrificare proprio me e mi risponde che il Dio Sole vuole la mia purezza, la mia bellezza e la mia forza, perchè sono un’eletta. dove mi trovavo vedo un grande tempio di pietra con una grande scalinata.ho sentito un forte dolore nel petto e mi mancava il respiro, quando mi sono svegliata stavo piangendo.

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Il sacrificio della vergine a un grande fiume (il Nilo), si tratta di un resoconto che ha tutto il sapore di un rito arcaico https://artmasko.wordpress.com/2013/07/12/orrore-della-vita-ed-estasi-della-vita-lorizzonte-perduto-di-federico-faruffini/

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Avveniva a Philae, sul sacro suolo di Aset, nel Nomo di Ta Khentit.

Le grida dei parenti erano improvvisamente cessate, quando due sacerdoti si erano avvicinati al corpo semisommerso nelle acque basse. La fanciulla era prona, non più scossa da sussulti, sospesa con dei legacci a una trave che le impediva di affondare. Ormai era pronta al grande viaggio che l’avrebbe portata dalle trasparenti braccia del Nilo a quelle perigliose della Duat. Era giovane e bella e vergine senza dubbio: il suo giovane cuore non poteva certo pesare più di una piuma di Maat.

I sacerdoti fecero un cenno e iniziarono i canti accompagnati dal pizzicare di corde sulle arpe. Sommessi ricominciarono i lamenti. Con studiata lentezza i due uomini ribaltarono la trave insieme al corpo che vi era fissato ed esposero il volto alla benedizione dei raggi di Ra. Sciolsero i legacci e sollevarono delicatamente il busto poggiandolo perpendicolarmente sulla trave. Lessero quindi la formula rituale scolpita sul legno dipinto color lapislazzuli e si allontanarono lasciando che la corrente portasse via la sposa del Nilo e le ghirlande di fiori.

Gli incaricati del visir fecero allora scendere gli scandagli di rame fino a toccare il fondo roccioso.

Il livello stava salendo ed era vicino al suo massimo annuale: avrebbero avuto un’altra benefica inondazione.

La Thysia, un offerta sacrificale destinata a placare gli dei o assicurarsi il loro sostegno http://nemmenoconunfiore.altervista.org/pages/Thysia.html

La parola thysia, da una terminologia di pratiche religiose, significa letteralmente una offerta agli dei per lo scopo di placare loro, per garantire il loro sostegno, o semplicemente per esprimere la loro gratitudine.

Come la preghiera, il sacrificio, con o senza spargimento di sangue, era il mezzo principale per l’individuo o per il gruppo di comunicare con gli dei e comprendeva il cuore di ogni cerimonia religiosa. In pratica, almeno per la Grecia al periodo storico, la vittima sacrificale che è stata ucciso era ancora un animale. Tuttavia, nella mitologia, la modifica del livello di simboli archetipici, e riflette anche le pratiche rituali precedenti, il tema del sacrificio di una vergine viene con frequenza impressionante.

Di solito prima di una battaglia, a volte dopo, raramente in altre circostanze, gli uomini sono costretti a mettere a morte una ragazza . Sotto l’assioma magica che “il più alto merito il meglio ” di solito è la migliore, la più bella, la ragazza più nobile, la figlia del capo che doveva essere offerta, in modo che la domanda possa avere l’effetto desiderato.

La Vergine viene portata all’altare. La sua morte significherà l’inizio della guerra e del massacro. Lei, quando era ancora in vita, era all’ oscuro dell’oggetto del desiderio, una fonte di tensione e di conflitto tra gli uomini del gruppo, diventa ora il legame connettore che li unisce in una comune impresa. Il sangue versato della ragazza esige vendetta e si accende la natura aggressiva degli uomini. L’immagine della Vergine, che vive in un’altra dimensione, porta gli uomini in battaglia.

Per il sacrificio è accettabile, tuttavia, la vittima deve essere disposta a fornirsi volontariamente, assolvendo in tal modo la società di un senso di colpa e della paura della vendetta. Per onorare, e anche per placare la ragazza che era stata offerta per la salvezza di tutti, il gruppo stabilisce un culto postumo con offerte.

L’OCA DEL CAMPIDOGLIO?

Lo strepito delle oche del Campidoglio sacre alla dea Giunone salvò Roma dai Galli. Il palazzo del Campidoglio è l’attuale sede del palazzo del comune di Roma, che ha Virginia Raggi come inquilina.https://fantasticandoinsieme.wordpress.com/2012/12/09/una-leggenda-dellantica-roma-le-oche-del-campidoglio/

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Una delle leggende più famose è legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, ben sveglie, destarono il guardiano Marco Manlio. Allora Manlio chiamò i soldati romani, che combattendo con grande energia respinsero i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dagli strepiti delle oche.

LA DONNA DELL’APOCALISSE?

La “donna vestita di sole” che compare nel capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni (1-6). https://en.wikipedia.org/wiki/Woman_of_the_Apocalypse https://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_e_il_drago

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La Vergine vestita di raggi di sole a Schlag in Austria.

Primo segno: la Donna e il dragone. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava già un terzo delle stelle dal cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perchè vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

La donna dell’Apocalisse è generalmente riconosciuta come la Vergine Maria. Questa posizione si ritrova anticamente, così come nel Medioevo e nella moderna Chiesa Cattolica Romana. Tale visione non nega l’interpretazione alternativa della Donna quale rappresentante la Chiesa, come nel moderno dogma cattolico. La Vergine è dunque considerata sia la madre di Dio sia la madre della Chiesa che la Chiesa stessa.

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La Vergine di Strasburgo, con la corona di stelle.

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Al seguente link http://www.francescoocchetta.it/wordpress/?p=276 si trova una sollecitante storia su come abbia avuto origine la bandiera dell’Unione Europea che, come sappiamo, mostra dodici stelle gialle su sfondo blu. Ringrazio Dani Jay per la segnalazione.

In realtà però c’è un altro grande segno che conosciamo meglio della Costituzione che ci ricorda come l’Europa continui ad essere nutrita dalla presenza del Cristianesimo. Come per ironia della sorte, sulla copertina della Costituzione europea viene quasi sempre raffigurata la bandiera dell’Unione. Anzi la stessa Costituzione precisa che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio.

Qui c’è il colpo di scena. Pochi sanno che questi colori, i simboli, le stelle la disposizione in tondo della bandiera ecc. sono un omaggio a Maria di Nazareth, la madre di Gesù. Per dirla più esplicitamente: la bandiera europea è nata come un simbolo mariano.
A dichiararlo è stato Arséne Heitz il grafico che partecipò e vinse il bando del Consiglio d’Europa nel 1950. Egli è rimasto poco noto ma il suo disegno parla di Maria e si riferisce ed è stato ispirato dal noto passo dell’Apocalisse in cui si parla delle dodici stelle: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.

Non mi intendo di astrologia, ma potrei giocarmi qualche soldo (del Monopoli) che il tema zodiacale natale di Virginia Raggi mostra la luna in opposizione (quindi “sotto i piedi”) o qualcosa del genere. Oppure che all’inizio della giunta comunale della sindaca vi fosse la luna in opposizione o che “succederà qualcosa quando la luna…”, ecc.

Che si digitate su Google “Virginia Raggi” “luna” potete anche notare come, in effetti, in molti titoli le due cose sono associate, “luna di miele finita”, “vive sulla luna”, “raggi di luna calante” e, per quanto invece riguarda il sole, lo sapete che la sindaca ha indossato occhiali da sole personalizzati?

 

 

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Nel libro “La vergine e l’eroe, Temesa e la leggenda di Euthymos di Locri”, a pagina 13, è scritto che al motivo del sacrificio di una vergine per stornare una calamità si associa quello della liberazione di una fanciulla dalle grinfie di un mostro da parte di un valoroso eroe che poi ne ottiene la mano. Pensiamo alle vicende di Virginia Raggi e dei suoi supposti pretendenti amorosi, tra cui un certo Romeo. “Pretendenti amorosi” che le regalano persino polizze assicurative sulla vita senza che lei lo sappia.

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Una certa parte dei mass media mostrano la giunta Raggi come una giunta comunale apocalittica, alla stregua di un’invasione di cavallette, foriera di disastri per la metropoli romana; diverse cronache, in questi mesi, ci hanno mostrato infatti ripetutamente la città dei sette colli in balia del disordine, della trascuratezza e quasi del caos.

Inoltre, non dimentichiamoci come proprio la città di Roma venga vista da anni quale futuro obiettivo di un distruttivo terremoto, forse da anche prima la predizione dello pseudo-scienziato Raffaele Bendandi il quale previde un rovinoso terremoto proprio a Roma nel maggio 2011, evento poi mai verificatosi. Guarda caso, proprio nell’epoca della giunta comunale di Virginia Raggi, i sismi che hanno colpito il Centro Italia in questi mesi a partire da agosto (giusto il mese dopo l’insediamento della giunta) si son fatti avvertire anche nella stessa Urbe, nella stessa Città Eterna, in particolare il 18 gennaio 2017, giorno in cui sono stati anche fatti evacuare edifici e scuole, e la stessa metropolitana.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/01/18/news/roma_terremoto_evacuate_scuole_e_metro-156291638/

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/photogallery/2017/01/18/terremoto-sisma-roma-metro-evacuata.html

 

LA DISTRUZIONE DELLA CITTA’ ETERNA?

http://leozagami.com/2016/10/30/prophetic-citations-on-the-earthquakes-shaking-italy-in-my-book/

Il complottista ed ex massone (ed ex illuminato a suo dire) Leo Lyon Zagami (citato già alcune volte su questo blog), recentemente ha parlato di quest’ondata di terremoti vicino a Roma, dicendo come fosse stata predetta in un suo libro che ha come argomento l’Ultimo Papa. Zagami parla di come questa ondata sismica in Italia Centrale, sia come un “lento processo di avvicinamento” a un grande cataclisma che avrà luogo proprio nell’Urbe, come profetizzato da testi riguardanti la fine del papato e della Chiesa. Per esempio il testo celeberrimo di San Malachia, quello della successione dei papi prevista in anticipo di secoli, compreso l’ultimo papa, una profezia che potrebbe essere una di quelle che si autoavverano, come abbiamo suggerito in questo blog qualche tempo fa presentando un testo al riguardo, di un giornalista spagnolo.

Diamo dunque la parola a Leo Lyon Zagami, con l’avvertenza che tutto ciò può avere comunque un valore solo simbolico-archetipico e non inerente ad avvenimenti che, come invece forse pensa Zagami, possano davvero svolgersi come illustrato nelle profezie, invasione russo-islamica compresa.

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3 prophetic citations from “Pope Francis: The Last Pope?”:

Are we to believe the Earth, and to an extent that the Moon, would both collapse? Perhaps this is a metaphor, or a description of some kind of new physical reality? The “days of universal madness” could refer to the imbalance of the planets, while the “crying Sun” could suggest an intense radioactive solar-rain that will lead to the overheating of the atmosphere, and would increase aridity upon Earth. The passage describing “… the ground of Rome shall move as the wave of the sea,” could refer to violent earthquakes that would be produced, and that could even sink the Eternal City, followed by, “And the sea will come to Rome …”
The outcome of this chain of catastrophic events predicted by the Apocalypse of Ephesus would be a complete reshaping of our planet, which perhaps will spin through a different orbit, or experience a pole shift where continents rise and fall.

Crediamo che la Terra, e per estensione anche la Luna, possa collassare? Forse è una metafora, o la descrizione di un qualche tipo di nuova realtà fisica? I “giorni di follia universale” potrebbero riferirsi a un disequilibrio dei pianeti, mentre il “sole piangente” potrebbe suggerire un’intensa radioattività solare che condurrebbe a un surriscaldamento dell’atmosfera, e aumenterebbe l’aridità sopra la Terra. Il passaggio qui descritto “…il suolo di Roma si muoverà sulle onde del mare” potrebbe riferirsi a un violento terremoto che sarebbe prodotto e che potrebbe anche inabissare la Città Eterna, seguito da un “E il mare giungerà a Roma…” Il risultato di questa catena di eventi catastrofici predetti dall’Apocalisse di Efeso sarebbe un completo rimodellamento del pianeta, che forse salterebbe su un’orbita diversa o un esperienza di inversione dei poli dove i continenti emergono e s’inabissano.cit. p. 155.

Renzo Baschera, the “Prophecy Hunter” we encountered earlier, writes in reference to the prophecies of Saint John Bosco: “Rome, like Paris, will be destroyed. At this point, dozens of prophecies seem to agree. Destruction of the city of Rome, however, will not be so sudden and immediate. There will be certain ‘signs’ first. In fact, it is written: I will come to you four times. ‘The first’ sign will be given by an earthquake (but it will be a series of mini-earthquakes, which ‘will run rampant on the Roman hills, as runaway goats’).” p. 175.

Renzo Baschera, il “cacciatore di profezie”, incontrato precedemente, scrive riferendosi alle profezie di San Giovanni Bosco: “Roma, come Parigi, sarà distrutta. Su questo punto, dozzine di profezie sembrano d’accordo. Tuttavia, la distruzione delle città di Roma, non sarà improvvisa e immediata. Ci saranno certi “segni”, innanzitutto. Infatti è scritto: “Verrò da te quattro volte. ” Il primo segno sarà dato da un terremoto (ma sarà una serie di mini-terremoti, che si avvicineranno ai colli di Roma come capre in fuga”) p. 175.

Also bear in mind that within this context are the growing tensions at a geopolitical level, described clearly by Pope Francis since the summer of 2014, and suggesting that the Third World War has already begun, with the possible Islamization of the Vatican hierarchy. This all seems to fit in with the words of the New Testament from Matthew 24: “For many will come in my name, claiming, ‘I am the Messiah,’ and will deceive many. You will hear of wars and rumors of wars, but see to it that you are not alarmed. Such things must happen, but the end is still to come. Nation will rise against nation, and kingdom against kingdom. There will be famines and earthquakes in various places.” It is hard not to wake up every morning and see history repeating itself. After one hundred years since World War I, many nations seem to be on the brink of the biggest conflict in history, with the stakes higher than ever before.

Si tenga presente che in questo contesto vi sono crescenti tensioni a livello geopolitico, descritte chiaramente da Papa Francesco fin dall’estate del 2014, le quali suggeriscono che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata, con la possibile islamizzazione della gerarchia del Vaticano. Tutto ciò pare combaciare con le parole del Nuovo Testamento da Matteo 24: “Molti verranno nel mio nome dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi.” E’ dura non svegliarsi ogni mattina e vedere la storia ripetersi. Dopo 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale, molte nazioni sembrano essere sull’orlo del più grande conflitto nella storia, con la posta in gioco più alta che mai.p. 212.

Copyright © 2015 by Leo Lyon Zagami
Published by the Consortium of Collective Consciousness (San Francisco-US) All rights reserved.

Naturalmente, questa ricerca non finisce qui. Come in tutte le analisi sincro-mistiche, gli elementi esposti sono spesso in numero assai ridotto rispetto a come li si potrebbe ampliare ulteriormente. Invito dunque i lettori a estendere questa ricerca, anche solo privatamente, ma sarei molto lieto se i loro riscontri al riguardo occupassero lo spazio commenti.





Disamina sincro-mistica del fenomeno Virginia Raggi

13 02 2017

Coloro che stanno criticando pesantemente la sindaca di Roma Virginia Raggi, e anche coloro che la difendono, sono del tutto ignari di ciò che sta davvero succedendo nel profondo a livello simbolico. Coloro che si danno tanto da fare a infangare o a difendere a spada tratta la sindaca sono delle marionette nelle mani del “Grande Burattinaio Universale” e non se ne rendono ovviamente conto, ma ciò non lo dico con l’intento di sminuirli, di sbeffeggiarli o di muovere un’altezzosa critica dall’alto di un piedistallo: così vanno le cose e io lo constato soltanto, ne prendo sereneamente e semplicemente atto.

Anzi, proprio quelli che criticano, sbeffeggiano, quelli che prendono a schiaffoni la prima cittadina di Roma (e naturalmente anche tutti quelli che la sostengono) la mantengono costantemente a galla sotto i riflettori dei mass media, alimentano la sua sovraesposizione mediatica. Fanno in qualche modo parte del gioco che si sta svolgendo. E c’è da dire che anche la stessa Virginia Raggi,  con la sua misteriosa inadegauatezza al ruolo di primo sindaco d’Italia e le strane disavventure giudiziarie e persino sentimentali, fa lei stessa in modo, senza volere, di essere sempre presente sul palcoscenico dei mass media. Perciò sempre nel campo di coscienza di milioni di persone. In questo è anche aiutata dalla sua forte foto-telegenicità, che non ha nulla da invidiare a quella di certe attrici e cantanti dagli occhi di cerbiatta.

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Gli occhi da cerbiatta o da cucciolotto di Virginia Raggi evidenziati dal sistema associa-contenuti di You Tube.

Ciò che sta accadendo è in gran parte inconscio, emerge dall’ (in)coscienza collettiva, si nutre degli archetipi simbolici con cui il mondo degli umani viene plasmato da una misteriosa intelligenza all’opera nello strutturare in schemi ricorsivi la realtà da noi percepita. Questa intelligenza si potrebbe chiamare “psiche del mondo”, quel regno dove i simboli e gli archetipi uniscono ciò che accade fuori con ciò che accade dentro e ciò succede a livello macro (una civiltà nel suo complesso, con i suoi segni e simboli) e a livello micro, con le singole individualità che rispecchiano e amplificano il substrato simbolico e archetipico della Grande Mente, che appartiene a tutti e a nessuno, e con cui si è costretti prima o poi a fare i conti anche se, di norma, viene completamente ignorata e trascurata la presenza di questa Grande Mente all’opera con simboli, archetipi, sincronismi, ricorsi, rievocazioni, anticipazioni, premonizioni e vere e proprie incarnazioni nella realtà materiale di tutti i giorni.

Psicologi come Jung, Hillman e Grof (per citare i più noti) hanno ampiamente trattato di queste cose, come ben sa chiunque segua un po’ il blog da tempo.

Nel presente post, presenterò certi riferimenti che suggeriscono alcuni sincronismi/ sincromisticismi riguardanti la sindaca di Roma e il suo ruolo in un grande teatrino esoterico ed escatologico, ovvero riguardante un qualcosa del prossimo futuro che potrebbe trattarsi di un “megaevento”, di una singolarità nello spaziotempo storico dell’attuale civiltà occidentale in cui ci stiamo tuttora muovendo: un qualcosa che potrebbe anche c’entrare con la cosiddetta timewave zero, di cui si è trattato tante volte in Civiltascomparse (anche molto recentemente), un argomento esposto soprattutto dal mio compare Teozakari.

Intanto possiamo dire che il Movimento 5 stelle (il “nuovo” della politica italiana, il “nuovo paradigma”, l’autoproclamatosi “seppellitore del vecchio”) è stato messo davvero per la prima volta alla prova con la poltrona di sindaco della Città Eterna nientemeno, è stato trascinato giù dal mondo un po’ fantastico, innocente e immaginifico in cui viveva (la rete, il popolo del web), ha insomma perduto la VIRGINità con Virginia Raggi.

La quale Virginia Raggi è ora diventato sostanzialmente il personaggio più celebre di ciò che era ed è mostrato dai mass media come “il nuovo” (ovvero il Movimento 5 stelle), e ciò s’è manifestato tra due eventi avvenuti nel 2016: ovverosia la morte di due figure paterne del movimento, Gianroberto Casaleggio e Dario Fo. L’una avvenuta esattamente sei mesi dopo l’altra. Esattamente in mezzo tra le due vi è stato l’inizio dell’avventura della sindaca, con un po’ di ritardo (di cui ci si è anche ovviamente lamentati sui mass media), quasi come per far si di cominciare (senza rendersene conto, ça va sans dire) proprio in mezzo tra le due morti dei due padri, l’una avvenuta il 12 aprile e l’altra esattamente sei mesi dopo, il 13 ottobre. (è esattamente così: infatti la giunta capitolina ha cominciato poco prima del 12 luglio http://www.ilpost.it/2016/07/07/chi-sono-gli-assessori-della-giunta-raggi/).

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“Il grillo canta sempre al tramonto”, libro scritto nel 2013 dalle figure paterne del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio e Dario Fo, l’uno morto il 12 aprile, l’altro il 13 ottobre 2016, a esattamente sei mesi di distanza con in mezzo, a luglio, l’inizio della giunta comunale di Virginia Raggi. Notare nel titolo la metafora “solare”.

Ci tengo a dire che il presente post non vuole prendersi eccessivamente sul serio, dunque non vuole fare alcun sensazionalismo, non vuole fare alcuna previsione “alla Nostradamus” per il futuro, ma vuole portare alla luce e sottolineare il crocevia di archetipi e simboli dell’attuale zeitgeist che pare convergere nella figura catalizzatrice di Virginia Raggi in relazione agli eventi che si stanno svolgendo in questi anni turbolenti, in Italia in particolare e nella civiltà occidentale in generale. I leit motiv del discorso sono il travaglio di un Nuovo Mondo che non riesce a nascere davvero, il Vecchio Mondo, in tutta la sua potenza, che non vuole morire e il sacrificio di un’innocente per propiziare gli “dei”; l’attesa di un evento di grande magnitudine incentrato forse proprio su Roma, la”caduta degli dei” e, inoltre, la salvezza dovuta non al merito ma all’eterogenesi dei fini

 

LA VERGINE DA SACRIFICARE?

Il sacrificio della vergine al Dio Sole http://www.ipnotica.org/il-sacrificio-della-vergine-al-dio-sole/

16 febbraio- regressione con leonardo per lavorare allo sblocco delle paure di entrare in profondità dell’anima.
sono in un profondo rilassamento,quando vedo un grande occhio e mi trovo sdraiata sopra un tavolo. sembra marmo, ma è di pietra levigata. sono vestita tutta di bianco e in testa ho una corona di fiori bianchi, piedi e mani legati, il cuore batte forte perchè sento che devono sacrificarmi. ho circa 16 anni, capelli lunghi lisci. di fronte a me c’è un grande uomo con i capelli sciolti e dorso nudo, porta delle collane al collo e delle piume in testa come se fosse una corona, la faccia è dipinta di bianco e rosso, anche sul petto ha un simbolo e in mano ha un grande pugnale: è il capo della tribù. io chiedo perchè debbano sacrificare proprio me e mi risponde che il Dio Sole vuole la mia purezza, la mia bellezza e la mia forza, perchè sono un’eletta. dove mi trovavo vedo un grande tempio di pietra con una grande scalinata.ho sentito un forte dolore nel petto e mi mancava il respiro, quando mi sono svegliata stavo piangendo.

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Il sacrificio della vergine a un grande fiume (il Nilo), si tratta di un resoconto che ha tutto il sapore di un rito arcaico https://artmasko.wordpress.com/2013/07/12/orrore-della-vita-ed-estasi-della-vita-lorizzonte-perduto-di-federico-faruffini/

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Avveniva a Philae, sul sacro suolo di Aset, nel Nomo di Ta Khentit.

Le grida dei parenti erano improvvisamente cessate, quando due sacerdoti si erano avvicinati al corpo semisommerso nelle acque basse. La fanciulla era prona, non più scossa da sussulti, sospesa con dei legacci a una trave che le impediva di affondare. Ormai era pronta al grande viaggio che l’avrebbe portata dalle trasparenti braccia del Nilo a quelle perigliose della Duat. Era giovane e bella e vergine senza dubbio: il suo giovane cuore non poteva certo pesare più di una piuma di Maat.

I sacerdoti fecero un cenno e iniziarono i canti accompagnati dal pizzicare di corde sulle arpe. Sommessi ricominciarono i lamenti. Con studiata lentezza i due uomini ribaltarono la trave insieme al corpo che vi era fissato ed esposero il volto alla benedizione dei raggi di Ra. Sciolsero i legacci e sollevarono delicatamente il busto poggiandolo perpendicolarmente sulla trave. Lessero quindi la formula rituale scolpita sul legno dipinto color lapislazzuli e si allontanarono lasciando che la corrente portasse via la sposa del Nilo e le ghirlande di fiori.

Gli incaricati del visir fecero allora scendere gli scandagli di rame fino a toccare il fondo roccioso.

Il livello stava salendo ed era vicino al suo massimo annuale: avrebbero avuto un’altra benefica inondazione.

 

La Thysia, un offerta sacrificale destinata a placare gli dei o assicurarsi il loro sostegno http://nemmenoconunfiore.altervista.org/pages/Thysia.html

La parola thysia, da una terminologia di pratiche religiose, significa letteralmente una offerta agli dei per lo scopo di placare loro, per garantire il loro sostegno, o semplicemente per esprimere la loro gratitudine.

Come la preghiera, il sacrificio, con o senza spargimento di sangue, era il mezzo principale per l’individuo o per il gruppo di comunicare con gli dei e comprendeva il cuore di ogni cerimonia religiosa. In pratica, almeno per la Grecia al periodo storico, la vittima sacrificale che è stata ucciso era ancora un animale. Tuttavia, nella mitologia, la modifica del livello di simboli archetipici, e riflette anche le pratiche rituali precedenti, il tema del sacrificio di una vergine viene con frequenza impressionante.

Di solito prima di una battaglia, a volte dopo, raramente in altre circostanze, gli uomini sono costretti a mettere a morte una ragazza . Sotto l’assioma magica che “il più alto merito il meglio ” di solito è la migliore, la più bella, la ragazza più nobile, la figlia del capo che doveva essere offerta, in modo che la domanda possa avere l’effetto desiderato.

La Vergine viene portata all’altare. La sua morte significherà l’inizio della guerra e del massacro. Lei, quando era ancora in vita, era all’ oscuro dell’oggetto del desiderio, una fonte di tensione e di conflitto tra gli uomini del gruppo, diventa ora il legame connettore che li unisce in una comune impresa. Il sangue versato della ragazza esige vendetta e si accende la natura aggressiva degli uomini. L’immagine della Vergine, che vive in un’altra dimensione, porta gli uomini in battaglia.

Per il sacrificio è accettabile, tuttavia, la vittima deve essere disposta a fornirsi volontariamente, assolvendo in tal modo la società di un senso di colpa e della paura della vendetta. Per onorare, e anche per placare la ragazza che era stata offerta per la salvezza di tutti, il gruppo stabilisce un culto postumo con offerte.

 

L’OCA DEL CAMPIDOGLIO?

Lo strepito delle oche salva Roma, il palazzo del Campidoglio è l’attuale sede del palazzo del comune di Roma, che ha Virginia Raggi come inquilina.https://fantasticandoinsieme.wordpress.com/2012/12/09/una-leggenda-dellantica-roma-le-oche-del-campidoglio/

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Una delle leggende più famose è legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, ben sveglie, destarono il guardiano Marco Manlio. Allora Manlio chiamò i soldati romani, che combattendo con grande energia respinsero i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dagli strepiti delle oche.

 

LA DONNA DELL’APOCALISSE?

La “donna vestita di sole” che compare nel capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni (1-6). https://en.wikipedia.org/wiki/Woman_of_the_Apocalypse https://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_e_il_drago

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La Vergine vestita di raggi di sole a Schlag in Austria.

Primo segno: la Donna e il dragone. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava già un terzo delle stelle dal cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perchè vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

La donna dell’Apocalisse è generalmente riconosciuta come la Vergine Maria. Questa posizione si ritrova anticamente, così come nel Medioevo e nella moderna Chiesa Cattolica Romana.  Tale visione non nega l’interpretazione alternativa della Donna quale rappresentante la Chiesa, come nel moderno dogma cattolico. La Vergine è dunque considerata sia la madre di Dio sia la madre della Chiesa che la Chiesa stessa.

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La Vergine di Strasburgo, con la corona di stelle.

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Nel libro “La vergine e l’eroe, Temesa e la leggenda di Euthymos di Locri”, a pagina 13, è scritto che al motivo del sacrificio di una vergine per stornare una calamità si associa quello della liberazione di una fanciulla dalle grinfie di un mostro da parte di un valoroso eroe che poi ne ottiene la mano. Pensiamo alle vicende di Virginia Raggi e dei suoi supposti pretendenti amorosi.

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Una certa parte dei mass media mostrano la giunta Raggi come una giunta comunale apocalittica, alla stregua di un’invasione di cavallette, foriera di disastri per la metropoli romana; diverse cronache, in questi mesi, ci hanno mostrato infatti ripetutamente la città dei sette colli in balia del disordine, della trascuratezza e quasi del caos.

Inoltre, non dimentichiamoci come proprio la città di Roma venga vista da anni quale futuro obiettivo di un distruttivo terremoto, forse da anche prima la predizione dello pseudo-scienziato Raffaele Bendandi il quale previde un rovinoso terremoto proprio a Roma nel maggio 2011, evento poi mai verificatosi. Guarda caso, proprio nell’epoca della giunta comunale di Virginia Raggi, i sismi che hanno colpito il Centro Italia in questi mesi a partire da agosto (giusto il mese dopo l’insediamento della giunta) si son fatti avvertire anche nella stessa Urbe, nella stessa Città Eterna, in particolare il 18 gennaio 2017, giorno in cui sono stati anche fatti evacuare edifici e scuole, e la stessa metropolitana.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/01/18/news/roma_terremoto_evacuate_scuole_e_metro-156291638/

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/photogallery/2017/01/18/terremoto-sisma-roma-metro-evacuata.html

 

LA DISTRUZIONE DELLA CITTA’ ETERNA?

http://leozagami.com/2016/10/30/prophetic-citations-on-the-earthquakes-shaking-italy-in-my-book/

Il complottista ed ex massone (ed ex illuminato a suo dire) Leo Lyon Zagami (citato già alcune volte su questo blog), recentemente ha parlato di quest’ondata di terremoti vicino a Roma, dicendo come fosse stata predetta in un suo libro che ha come argomento l’Ultimo Papa. Zagami parla di come questa ondata sismica in Italia Centrale, sia come un “lento processo di avvicinamento” a un grande cataclisma che avrà luogo proprio nell’Urbe, come profetizzato da testi riguardanti la fine del papato e della Chiesa. Per esempio il testo celeberrimo di San Malachia, quello della successione dei papi prevista in anticipo di secoli, compreso l’ultimo papa, una profezia che potrebbe essere una di quelle che si autoavverano, come abbiamo suggerito in questo blog qualche tempo fa presentando un testo al riguardo, di un giornalista spagnolo.

Diamo dunque la parola a Leo Lyon Zagami, con l’avvertenza che tutto ciò può avere comunque un valore solo simbolico-archetipico e non inerente ad avvenimenti che, come invece forse pensa Zagami, possano davvero svolgersi come illustrato nelle profezie, invasione russo-islamica compresa.

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3 prophetic citations from “Pope Francis: The Last Pope?”:

Are we to believe the Earth, and to an extent that the Moon, would both collapse? Perhaps this is a metaphor, or a description of some kind of new physical reality? The “days of universal madness” could refer to the imbalance of the planets, while the “crying Sun” could suggest an intense radioactive solar-rain that will lead to the overheating of the atmosphere, and would increase aridity upon Earth. The passage describing “… the ground of Rome shall move as the wave of the sea,” could refer to violent earthquakes that would be produced, and that could even sink the Eternal City, followed by, “And the sea will come to Rome …”
The outcome of this chain of catastrophic events predicted by the Apocalypse of Ephesus would be a complete reshaping of our planet, which perhaps will spin through a different orbit, or experience a pole shift where continents rise and fall. 

Crediamo che la Terra, e per estensione anche la Luna, possa collassare? Forse è una metafora, o la descrizione di un qualche tipo di nuova realtà fisica? I “giorni di follia universale” potrebbero riferirsi a un disequilibrio dei pianeti, mentre il “sole piangente” potrebbe suggerire un’intensa radioattività solare che condurrebbe a un surriscaldamento dell’atmosfera, e aumenterebbe l’aridità sopra la Terra. Il passaggio qui descritto “…il suolo di Roma si muoverà sulle onde del mare” potrebbe riferirsi a un violento terremoto che sarebbe prodotto e che potrebbe anche inabissare la Città Eterna, seguito da un “E il mare giungerà a Roma…” Il risultato di questa catena di eventi catastrofici predetti dall’Apocalisse di Efeso sarebbe un completo rimodellamento del pianeta, che forse salterebbe su un’orbita diversa o un esperienza di inversione dei poli dove i continenti emergono e s’inabissano.cit. p. 155.

Renzo Baschera, the “Prophecy Hunter” we encountered earlier, writes in reference to the prophecies of Saint John Bosco: “Rome, like Paris, will be destroyed. At this point, dozens of prophecies seem to agree. Destruction of the city of Rome, however, will not be so sudden and immediate. There will be certain ‘signs’ first. In fact, it is written: I will come to you four times. ‘The first’ sign will be given by an earthquake (but it will be a series of mini-earthquakes, which ‘will run rampant on the Roman hills, as runaway goats’).” p. 175.

Renzo Baschera, il “cacciatore di profezie”, incontrato precedemente, scrive riferendosi alle profezie di San Giovanni Bosco: “Roma, come Parigi, sarà distrutta. Su questo punto, dozzine di profezie sembrano d’accordo. Tuttavia, la distruzione delle città di Roma, non sarà improvvisa e immediata. Ci saranno certi “segni”, innanzitutto. Infatti è scritto: “Verrò da te quattro volte. ” Il primo segno sarà dato da un terremoto (ma sarà una serie di mini-terremoti, che si avvicineranno ai colli di Roma come capre in fuga”) p. 175.

Also bear in mind that within this context are the growing tensions at a geopolitical level, described clearly by Pope Francis since the summer of 2014, and suggesting that the Third World War has already begun, with the possible Islamization of the Vatican hierarchy. This all seems to fit in with the words of the New Testament from Matthew 24: “For many will come in my name, claiming, ‘I am the Messiah,’ and will deceive many. You will hear of wars and rumors of wars, but see to it that you are not alarmed. Such things must happen, but the end is still to come. Nation will rise against nation, and kingdom against kingdom. There will be famines and earthquakes in various places.” It is hard not to wake up every morning and see history repeating itself. After one hundred years since World War I, many nations seem to be on the brink of the biggest conflict in history, with the stakes higher than ever before.

Si tenga presente che in questo contesto vi sono crescenti tensioni a livello geopolitico, descritte chiaramente da Papa Francesco fin dall’estate del 2014, le quali suggeriscono che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata, con la possibile islamizzazione della gerarchia del Vaticano. Tutto ciò pare combaciare con le parole del Nuovo Testamento da Matteo 24: “Molti verranno nel mio nome dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi.” E’ dura non svegliarsi ogni mattina e vedere la storia ripetersi. Dopo 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale, molte nazioni sembrano essere sull’orlo del più grande conflitto nella storia, con la posta in gioco più alta che mai.p. 212. 

Copyright © 2015 by Leo Lyon Zagami
Published by the Consortium of Collective Consciousness (San Francisco-US) All rights reserved.

Naturalmente, questa ricerca non finisce qui. Come in tutte le analisi sincro-mistiche, gli elementi esposti sono spesso in numero assai ridotto rispetto a come li si potrebbe ampliare ulteriormente. Invito dunque i lettori a estendere questa ricerca, anche solo privatamente, ma sarei molto lieto se i loro riscontri al riguardo occupassero lo spazio commenti.





Una vita diversa – 20/35 giorni all’ Eschaton

3 03 2015

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Abbiamo fra i 20 e i 35 giorni prima di sapere se l’ attuale tentativo di inquadrare in una finestra di tempo la data dell’ Eschaton di Mckenna e della Timewave avrà dato i suoi frutti.

La vita non continuerà normalmente. Il mondo intero sarà inglobato nella contemplazione di questo evento unico che funge da transizione alla cessazione del fattore di abitudine nel tempo e l’ inizio del predominio monopolizzato del fattore novità.

EVENTI POTENZIALI

– PRIMO VIAGGIO NEL TEMPO, innesca il ” fenomeno whistle ” di Mckenna dando origine a una singolarità unicamente relativa a tempo e spazio; tutti i momenti temporali futuri ( e forse ) passati saranno accessibili. L’ uomo accederà a tali momenti allo stesso modo in cui accede a luoghi spaziali;

– CONTATTO EXTRATERRESTRE;

– MEGA SOLAR FLARE o BLACKOUT GLOBALE ( che possono durare anni ) causato da una solar flare;

– IMPATTO METEORITICO/ COMETARIO;

– ERUZIONE DI SUPERVULCANO, che cambierebbe il clima nel mondo e causerebbe la prima grande sfida alla sopravvivenza dell’ uomo moderna;

– CONTATTO O INTERFERENZA nel MULTIVERSO, cioè l’ interazione continuata di due universi;

– GUERRA NUCLEARE, almeno la maggior parte delle persone si aspetta che succeda ( io no );

– FINE DELLA REALTA’ VIRTUALE ATTUALE – si torna tutti a casa e la simulazione globale viene al termine;

– RESURREZIONE DEI MORTI, evento che sarebbe la madre di tutti gli eventi misteriosi e ” irreali-surreali “;

– SINGOLARITA’ TECNOLOGICA , l’ inizio della presa di coscienza di una potente identità virtuale- computerizzata singola o di gruppo.





Il bombardamento atomico di Genova

14 07 2014

1995

Correva l’anno 1995, esattamente dopo il conseguimento del mio esame di maturità, e tutto non sarebbe più stato come prima.

Immediatamente dopo il superamento della prova orale, lessi un articolo sulla rivista “Oggi” riguardante l’epidemia del virus Ebola in Africa, ed ero rimasto così impressionato dalle descrizioni horror dei sintomi e degli effetti sanguinosi della malattia, che mi sembrava quasi di sentirmela addosso.

Poi, andai in vacanza al mare in Calabria, furoreggiava la guerra dall’altra parte dell’Adriatico, in Bosnia e, forse per via del fatto che mi trovavo in un luogo diverso dal solito e, seguendo un po’ ciò che c’era scritto sulle riviste e i giornali riguardante questo conflitto, avevo cominciato a essere angustiato da immaginazioni sul possibile trascinamento dell’Italia in questo conflitto, con le battaglie che avrebbero insanguinato anche il nostro paese, cose a cui non c’eravamo abituati assolutamente, dopo tanti anni in cui si era stati abituati alla pace, e questo m’inquietava e non mi faceva stare tranquillo.

Inoltre, in quel luglio di diciannove anni fa, era esploso anche un ordigno in Europa, sulla metropolitana di Parigi, che aveva fatto morti e feriti, e vi erano, anche in questo caso, descrizioni impressionanti sui giornali (amputazioni di arti, ecc); di solito queste cose accadevano in Medio Oriente, in Israele, non in Europa; per un certo periodo, mi veniva da pensare a possibili esplosioni di quel tipo quando andavo sugli autobus, di ritorno dalla vacanza e, quando avevo udito uno strano ticchettare sotto l’automobile della mia famiglia, avevo subito immaginato alla possibilità di una bomba a orologeria.

Poi venne la GRANDE PARANOIA, quella delle armi nucleari. Infatti, in quell’estate 95, si commemoravano i 50 anni dalle esplosioni nucleari in Giappone e vi era tutta una diffusione di articoli al riguardo, che parlavano anche degli effetti di quelle armi e del loro rischio presente, compreso di analisi degli esperti e con tanto di mappe e cartine. E si parlava, ricordo un’intervista a Carlo Rubbia su “L’espresso” o “Panorama”, di come i rischi presenti, venuta meno la guerra fredda USA URSS, provenissero da paesi come l’Iran.

Precedentemente, non avevo mai riflettuto molto su questo argomento, non mi aveva nemmeno mai preoccupato più di tanto, forse perché non ci pensavo; quando vi erano state le grandi paure nucleari USA URSS degli anni ottanta, ero troppo piccolo e non potevo seguire questi argomenti, e la mia adolescenza l’avevo trascorsa in un mondo postmoderno, post guerra fredda, quei primi anni novanta dove la storia (e con essa anche il terrore dell’olocausto nucleare) sembrava essere finita, con la vittoria della globalizzazione a guida anglosassone, dove i terrori della guerra più distruttiva non sembravano più avere spazio.

Però, in quella seconda metà del 1995, in me sembrava essersi acceso un interruttore. In quello stesso periodo, oltretutto, i francesi, con la nuova presidenza Chirac, avevano ricominciato i loro esperimenti atomici nelle profondità del Pacifico, presso l’atollo di Mururoa. Una sera, sul Tg1, avevo anche visto un servizio dedicato a come gli USA avessero ricominciato a pensare allo “scudo spaziale”, un progetto risalente ai tempi di Reagan negli anni 80, e come, così diceva lo speaker, sembrava  fossero ricominciati di nuovo discorsi da guerra fredda. Questo “scudo spaziale”, nell’estate ’95, sarebbe stato destinato a difendere l’Occidente dalle “minacce terroristiche”, in particolare quelle inerenti il fondamentalismo islamico.

Sulla spiaggia, guardando le onde del mare sotto l’ombrellone, ripensavo a certe cose che avevo letto, un po’ di tempo prima, su un libro delle profezie di Nostradamus, riguardanti l’Apocalisse, la Terza Guerra Mondiale, che avrebbe preso fuoco dal Medioriente, coinvolgendo poi l’Occidente, la Russia e la Cina in quella fine secolo, e fine millennio, che si stava profilando all’orizzonte, il famoso 1999 (comparso anche in una quartina di Nostradamus dedicata al “Gran re di terrore” proveniente dall’Oriente.)

Eppure, come ho detto, in confronto a ciò che poi si sarebbe manifestato nei vent’anni successivi, le immense tensioni internazionali con Serbia, Israele, Iraq, Siria, Cecenia, Corea del nord, Iran, Pakistan, India, Afghanistan, la Libia, la Cina e la stessa Russia, quella metà degli anni novanta, con anche uno zeitgeist piuttosto improntato all’ottimismo generalizzato (basti pensare com’erano spumeggianti e piene di novità le radio all’epoca, con le superclassifiche dance che esplodevano di ottimismo estivo), era tranquilla, anche se, però, non era proprio così: rispetto ai due, tre anni precedenti, qualcosa si stava surriscaldando, qualcosa non era più come prima. Nonostante la globalizzazione del marketing multinazionale fosse nel pieno dei suoi “anni sessanta” (il periodo 1994-1997) captavo qualcosa “dal futuro”, e lo manifestavo con quelle immaginazioni paranoiche.

Riprendendo in mano libri e fumetti che parlavano di guerre mondiali prossime venture, bombardamenti atomici (tra cui un dossier sugli effetti di quelli a Hiroshima e Nagasaki cinquant’anni prima), ora ci facevo caso quando invece, precedentemente, non me ne interessavo. Ripeto, era come se mi si fosse acceso un interruttore nella testa.

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Mi immaginavo aerei che arrivavano a lanciare il loro carico nucleare nei cieli sopra la mia città, Genova, pensando agli effetti distruttivi oltre ogni immaginazione; infatti, in quel periodo, di notte su Raitre, avevo visto anche un film di Alain Resnais di fine anni cinquanta, “Hiroshima mon amour”, film particolarmente angosciante dove, all’inizio, vi è una carrellata spaventosa delle conseguenze del bombardamento del 1945 e, uno dei protagonisti, un giapponese superstite della tragedia, ai discorsi che fa la protagonista femminile, riguardanti il fatto che lei si è documentata bene e sa cos’è successo quel giorno, lui le risponde “Tu n’as rien vu à Hiroshima”, “Tu non hai visto niente a Hiroshima.”

Pensavo alla possibilità di un’esplosione atomica terroristica, magari dentro uno dei container nel porto, provenienti da chissà dove, spesso, quando vedevo un aereo, o il suono di uno di essi nei cieli, la mia preoccupazione aumentava. Mi dicevo che Genova poteva essere benissimo un target di un’azione di quel tipo, visto che era un po’ il corrispettivo occidentale di una città come Hiroshima, una città occidentale abbastanza famosa ma molto meno conosciuta nel mondo rispetto ad altre città italiane ed europee, e quindi PIU’ SACRIFICABILE.

Ricordo che, quando all’inizio di novembre di quel 95, vi fu l’edizione straordinaria dei telegiornali sulla assassinio del premier israeliano Yitzack Rabin, quindi un’azione gravissima, la quale poteva portare a un’escalation dal Medio Oriente, corsi quasi istintivamente alla finestra, guardando verso il cielo, come se avessi potuto vedere gli aerei che stavano sopraggiungendo, con il loro carico di morte da lanciare.

Ero abbastanza cotto. Provavo un clima interiore che sarebbe stato ben riassunto da libri di un paio di anni dopo, come “Codice Genesi”, già citato in questo blog, dove, nell’introduzione, veniva detto come, nonostante il mondo degli anni novanta sembrasse tranquillissimo e senza rischi e minacce, rispetto ai tempi della Guerra Fredda, vi era ancora eccome il rischio dello scatenamento di una Guerra Mondiale che, suggeriva quel libro con le sue “prove profetiche” dentro la Torah in ebraico, sarebbe cominciata con un’esplosione nucleare, però non certo a Genova ma in Medio Oriente, in Israele. Così come la Seconda era FINITA con l’esplosione atomica, la Terza sarebbe COMINCIATA così.

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Come se non bastasse, l’anno dopo, nel 1996, un anno tartassato da esplosioni kamikaze in Israele e da una tensione internazionale sotteranea che sembrava non esplicitarsi mai (forse per mantenere il clima da “anni novanta”), un mio insegnante di filosofia, parlando di questioni storiche e dei rischi di guerra per l’immediato futuro, s’era lasciato sfuggire una frase che non potei credere di aver udito dalla sua bocca:

“Certo, non intendo dire che dovremo attenderci un BOMBARDAMENTO ATOMICO DI GENOVA ma…”

Negli anni successivi, a più riprese, soprattutto quando tendevo a fidarmi ancora quasi totalmente dei media mainstream, mi preoccupai ancora per i rischi di guerra, i quali avrebbero potuto deteriorare la situazione internazionale fino alla Guerra Mondiale con armi termonucleari, ma non pensai più all’idea del bombardamento atomico di Genova, la città dove sono nato, dove vivo e, se non me ne fossi fuggito in tempo, sarei stato vittima.

L’anno scorso, però, intorno al 20 luglio, mi capitò di passare qualche giorno a dormire all’aperto, in una valle isolata, fuori dalla civiltà, ma sempre all’interno del territorio comunale, e, per qualche tempo, favoleggiai, dopo tanti anni, sull’INFAUSTO EVENTO riguardante la mia città. Mi dissi: “Pensa un po’ se ora io, assieme agli altri, siamo qui in campeggio, a venti chilometri dal centro, esplode la Bomba sopra un punto della città sufficientemente distante da noi per salvarci ed essere immuni dalle conseguenze (perlomeno quelle immediate), e noi siamo costretti a rimanere qui in questa valle isolata…”

Mi veniva anche in mente che, nei giorni intorno al 20 luglio 2001, vi furono gli avvenimenti del G8, e questa sarebbe potuta essere una combinazione significativa, esattamente dopo dodici anni. Un ritorno di un avvenimento simile a maggiore intensità e magnitudo, con Genova di nuovo alla ribalta internazionale, non certo per qualcosa di lieto, ma per qualcosa di fortissimo impatto psicologico globale. Come sarebbe, appunto, un’esplosione atomica.

Periodicamente, la città che venne definita con vari soprannomi, “Superba”, “Dominante”, sembra teatro di forti anomalie, le quali scuotono lo status quo, in particolare dell’Italia, ma non solo. Dalla “partenza dei Mille” nel 1860 al bombardamento navale inglese del 1941 (il quale sembrò un “ricorso storico” del bombardamento navale francese del 1684) ai disordini del 1960 e quelli, già citati, del 2001, e le periodiche, disastrose, alluvioni, dal quella del 1970, a quella del 1992, alla recente del 2011.

E poi l’anno scorso, quando una nave colpì un edificio del porto a forma di torre, provocando vittime.

Inaspettatamente, un’episodio di pochi giorni fa, mi ha fatto rispuntare la paranoia del 1995, come se si fosse aperto un “varco spaziotemporale” tra la mia mente di allora e quella di adesso.

Una sera, dopo il tramonto, ho notato una nube particolarmente illuminata dal sole, in un cielo azzurro-rosa, e l’ho fotografata. Il cielo e quella nube dovevano essere belli carichi di elettricità statica.

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Infatti, successivamente, quando si è fatto buio, in quella stessa zona del cielo, sopra un certo monte (zona che ho notato essere particolarmente interessata alle anomalie climatiche), hanno cominciato a sprigionarsi lampi. Sembrava la sequenza di un’esplosione atomica vista al contrario: PRIMA il fungo e POI il lampo.

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Ho immaginato che il famoso EVENTO si sarebbe manifestato nel prossimo agosto (il mese in cui il mio compare Matteo vede come propizio per lo scatenamento di grandi cose), quando sarò via da Genova per dieci giorni. Mi sarei trovato a non poter più tornarci per lungo, lungo tempo e, quando, magari dopo anni, ci sarei ritornato, non avrei più trovato nulla di ciò che era stato e delle persone che ci vivevano.

Mi domando, però, la ragione simbolica di questa paranoia – che s’è ripresentata, sebbene con intensità molto minore, dopo diciannove anni – cosa vuole davvero dirmi il mio inconscio, rendendomi sensibile e ricettivo a immaginazioni di questo tipo, e ho pensato a ciò che ha scritto recentemente il mio compare Mediter su un suo articolo, il millenario scontro Oriente-Occidente, lo scontro tra il sorgere e il calare del Sole, tra un mondo vecchio che non vuole morire e un mondo nuovo che non riesce a nascere.

Come ligure, io questo lo avverto in modo particolare, visto che, il posto dove vivo si trova A META’ tra Occidente e Oriente, infatti Genova si trova in mezzo alla Liguria, tra la Riviera di Ponente (Occidente) e la Riviera di Levante (Oriente) e io, tra l’altro, sono anche di un segno, la Bilancia, che richiama alquanto questa dialettica Est-Ovest.

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Questo essere bilanciata tra una direzione e l’altra, lo si vede anche nell’etimologia del nome della città, che, secondo la leggenda deriva da JANUS, il Dio GIANO, il Dio bifronte, come l’aquila bicipite, che guarda ad Est e a Ovest, stando nel mezzo.

La leggenda vuole invece che derivi dal nome del dio romano Giano, perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l’altra oltre i monti che la circondano. La tradizionale fedeltà della popolazione Genuate a Roma, risalente alle guerre puniche, ha reso inevitabile che successivamente, in epoca medievale, la tesi romana venisse presa in maggiore considerazione e che la città assumesse il nome latino di Ianua, derivandolo direttamente da Janus, ovvero Giano.

Gli antichi romani consideravano Giano come l’iniziatore dell’uso della moneta nella società ed il protettore di tutti i passaggi: della porta di casa, delle Porte di accesso alle città, dei porti e dei valichi (denominati appunto anche porte). Ciò trova un solido riscontro tutt’oggi nel fatto che Genova sia considerata e spesso chiamata “la porta d’Europa sul Mediterraneo”.

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Tra le nazioni importanti, la Turchia e, soprattutto, la Russia, sono nazioni particolarmente “GIANICHE”, con una faccia verso Occidente e una verso Oriente, ed è questo che le fa essere estremamente importanti per l’evoluzione dei cambiamenti geopolitici.

Dal momento che l’esplosione atomica è stata sempre vista come un secondo Sole che sorge sulla Terra, la si può anche vedere come una specie di ALBA.

Un’alba che sorge a Occidente. O forse – meglio dire – ne’ a Occidente ne’ a Oriente, ma NEL MEZZO. La Sintesi tra Tesi e Antitesi.

L’esplosione atomica di Genova, lungi (come ovviamente spero) dal profetizzare ciò che accadrà veramente, nasconde questa allegoria?!