Ma insomma cosa diavolo è questa vaporwave?

29 04 2017

Continua da: https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/23/eroi-di-un-sogno-di-sixthclone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/17/la-chiamavano-vaporwave/

La vaporwave è un genere musicale ispirato dalla EDM (Electronic Dance Music),  dal seapunk, dalla dance indipendente chillwave, dalla synthwave, dal glo fi, dalla summermusic, dalla newretrowave (che però è filosoficamente tutta un’altra cosa rispetto al vaporwave); è stato ispirato anche dall’hypnagogic pop e dal cosiddetto futur funk, oltre che dalla muzak o elevator music (la musica degli ascensori, dei supermercati e delle sale di attesa) ed è stato influenzato pure dallo smooth jazz, dal contemporary rythm’blues e dalla lounge music. Il genere vaporwave eredita anche lo spirito della house music – dal momento che si può fare comodamente a casa con applicazioni di manipolazione audio gratuiti e scaricabili – ed è un genere fatto per la Rete. I brani musicali vengono downloadati dalla Rete e, rimasticati, vengono poi uploadati nella stessa Rete, è il genere musicale di internet e dei prosumer, è il genere musicale della Casaleggio Associati.

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I file audio – soprattutto di brani electro synth pop anni ottanta novanta – vengono modificati stiracchiandone il tempo, rallentandoli, rimontandoli in dei modi inediti con gli effetti audio dei software di audio editing. La vaporwave è anche conosciuta per il suo uso di ideogrammi orientali (preferibilmente giapponesi ma non solo, anche coreani) dentro i titoli delle tracce sonore. Gli ideogrammi fanno ricordare il mondo dei romanzi postmoderni di Banana Yoshimoto, e dei cartoni animati giapponesi, gli anime. Non a caso, visto che il postmoderno giapponese è il postmoderno più postmoderno che ci sia.

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Il genere vaporwave è stato spesso descritto come una satira della cultura della globalizzazione neoliberista delle multinazionali e del consumismo e, nello specifico, una critica verso il mondo della musica pop dance elettronica commerciale.

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La sua storia è la seguente: secondo un articolo del Chicago Reader, il genere vaporwave emerge nel luglio 2011 con la comparsa dell’album New Dreams LTD di Laserdisc Visions, il quale fu successivamente definito utilizzando la parola “vaporwave” dal produttore texano Will Burnett.

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Il produttore texano Will Burnett.

Il primo conosciuto uso del termine fu pubblicato in una recensione per l’album Surfs Pure Hearts di Girlhood nel blog musicale Weed Temple il 13 ottobre 2011.

C’è stato un numero di album descritti da molti nella comunità vaporwave per essere stati una sorta di catalizzatori per il genere o “proto-vaporwave.” Questi album includono una pubblicazione di Daniel Lopatin (anche conosciuto come Oneohtrix Point Never) sotto Chuck Person, intitolata Chuck Person’s Eccojams vol. 1 e poi abbiamo l’album di James Ferraro Far Side Virtual. La musica di Eccojams’ consiste in ciò che Lopatin ha definito come “echo jams” (ovvero “inceppamenti di eco”) dove le forme di musica pop, di solito degli anni ottanta, sono rallentate e qualche volta messe a loop oltre che tagliate e avvitate. I temi e lo stile di Far Side Virtual di Ferraro sono simili a quelli del vaporwave: la globalizzazione, la cultura internet e la critica della cultura consumista postmoderna, una critica fatta con campionamenti musicali di sample e loop che ricordano (cioè che vengono proprio fatte con) musiche di ascensore, musichette di windows e altra roba di questo tipo. Fino a qui il testo su http://knowyourmeme.com/memes/cultures/vaporwave

Possiamo aggiungere che il termine sembra derivare dal neologismo informatico vaporware, con cui si indicano, sarcasticamente, i prodotti informatici (hardware e software) di cui viene indicata una data ufficiale di uscita sul mercato ma poi questi prodotti informatici alla fine non escono, si vaporizzano e c’è chi dice che sembra anche derivare da un passo del “Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels in cui si scrive che “Tutti i solidi alla fine si vaporizzeranno nell’aria.”

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Bene, se pensate che quanto scritto sopra vi abbia spaccato la testa (ancor prima di iniziare a sentire un singolo suono di questa musica) ciò è niente in confronto alla pagina wikipedia inglese alla voce vaporwave dove ci si infila dentro anche il surrealismo, il cyberpunk, la glitch music (quella fatta con gli errori delle apparecchiature acustiche), la stock music, il retrofuturismo, l’hardvapour, il seapunk, Friedrich Nietzsche, l’utopismo, l’ipercontestualizzazione, una “distopia dada”, fino a giungere alla simpson wave e alla trump wave! (in Italia sembra sia nato il filone costanzo wave.)

Colpevolmente, a nostro parere, viene dimenticato il possibile apporto della witch house a tutto questo: la musica house fatta rielaborando sonorità estremamente gotic e dark, “de paura.” La quale si diffuse su You Tube qualche anno fa, con immagini e video di tipo creepy che accompagnavano i brani, generando una determinata atmosfera torbida e morbosa.

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

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Una cosa importante dell’attuale vaporwave (da qualcuno definita sorpassata e defunta ma secondo noi non è vero, anzi è appena agli inizi) è che non si limita affatto alla semplice musica, ai semplici suoni manipolati ma è una sinergia tra suoni e immagini e anche titoli. E’ la creazione di un ambiente, di un clima psichico, una specie di realtà virtuale fatta di

  1. Elaborazione audio, più o meno estrema, di brani pop radiofonici del recente passato;
  2. Titoli in ideogrammi, caratteri ASCII, font particolarmente “estetico”;
  3. Immagini di anime giapponesi, grafica windows del passato, statue classiche, ambienti palmizi tipo Florida o California, estetica multinazionale anni ottanta novanta;
  4. A tutto ciò (di base, di default diciamo) si aggiunge qualsiasi altra cosa: per noi in Italia, ad esempio, la cedrata Tassoni o il Cinzano o Jerry Calà e Umberto Smaila di Colpo Grosso e le FIAT Tipo ecc. (vedere per esempio https://www.facebook.com/vaportorino/?fref=ts)

ci vuole tanto vapore

E il tutto può benissimo essere fatto “in diretta”: ho visto in un video dedicato all’iperstizione (hyperstition) e al cosiddetto “accelerazionismo” (spero ne riparleremo sul blog) dove viene mostrata della gente che fa vaporwave in diretta, in un qualche evento in un locale – come fossero dei deejay – utilizzando you tube, you tube converter, ricerca di immagini google, photoshop, effetti sonori mp3, applicazione scaricate di manipolazione audio, e ci dà dentro, smanetta e crea lì sul momento l’aesthetic vaporwave per tutti i presenti.

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Si, perché un concetto centrale di tutto questo è che il risultato di queste manipolazioni audio-video-immagini di questa specie di NET.ART (arte di internet) è creare AESTHETICS. Cioè, quelle manipolazioni non devono portare a qualcosa di gratuito, di brutto e fastidioso anche se strano e originale, ma devono avere come obiettivo l’estetica, il bello, il meraviglioso in una forma di scintillante decadenza postmoderna controllata oltre che allucinata, psichedelica, distaccata e critica.

La vaporwave è un po’ il punto di vaporizzazione dei solidi (come si è detto prima citando Marx ed Engels), quando la complessità tipo matrioska dei sottogeneri musicali pop rock synyh jazz electro funk R&B ecc contemporanei diventa così estrema da andare fuori controllo ed arrivare a essere sostanzialmente irrintracciabile giungendo a qualcosa d’indescrivibile, una specie di caos magico.

 





(Antonio) Razzi in Siria e Nord Corea

14 04 2017

 

 

 

Buona-Pascuetta-di-Razzi

Se c’è un personaggio mediatico che ben rappresenta la Storia distrutta progressivamente dalla farsa questi è di certo ANTONIO RAZZI.

Un signor nessuno fino a pochi anni fa, proiettato verso uno scranno di Montecitorio da vicende incredibili degne della sincronicità più delirante.

Abruzzese come ce ne sono rimasti più pochi, di famiglia umilissima, ex emigrato in Svizzera, presidente della FEAS (Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera), si ritrova, nei secondi anni duemila, come deputato per il partito di Antonio Di Pietro “Italia dei valori”, per poi di punto in bianco passare dalla parte di Silvio Berlusconi e, nell’anno 2010, salvarlo da una grave crisi di governo che minacciava di farlo dimettere anzitempo.

I deputati che, all’epoca, risultarono fondamentali per salvare il fondoschiena del governo Berlusconi, furono DUE: Antonio Razzi, appunto, e Domenico Scilipioti, personaggio questo molto simile a Razzi, anche lui passato da Di Pietro a Berlusconi, anche lui decisamente sui generis e decisamente farsesco, appassionato di medicine alternative, scie chimiche e signoraggio bancario.

Antonio Di Pietro, all’epoca (secondi anni duemila abbiamo detto) imbarcava chiunque nel suo partito immagine “Italia dei valori”, e nel reclutare Domenico Scilipioti e, soprattutto, Antonio Razzi nella sua scuderia, non poteva immaginare quanto avrebbe contribuito in futuro alla demolizione della serietà storica.

Antonio Razzi è colui che fa più ridere e sembra più comico della sua imitazione da parte di Maurizio Crozza. Fa molto più ridere l’originale della sua imitazione. Ricordiamo che costui è un senatore della Repubblica Italiana, con congruo stipendio, bonus e vitalizi. Ed è un soggetto che fatica a parlare un corretto italiano, perché, a suo dire, “ha lavorato troppo in Svizzera e per tanto tempo ha parlato solo altre lingue.”

Antonio Razzi, attualmente, è una specie di saltimbanco che pare avere l’intenzione di ridicolizzare le situazioni più scottanti della politica internazionale. Non si capisce bene quanto “ci faccia o ci è”, a tratti la sua attività somiglia a un’operazione dadaista, somiglia a certe istanze dell’arte concettuale contemporanea, come quelle degli artisti Maurizio Cattelan e Gianni Motti.

Razzi appare come un “de-pensante” (come ha detto Vittorio Sgarbi di Virginia Raggi), una persona incolta dal quoziente intellettivo basso che, credendo di fare e dire cose serie, le mostra invece nel loro lato più grottesco e farsesco.

Concludo mostrando un po’ di titoli di articoli su varie testate on line incentrati su Antonio Razzi e le sue prodezze e dichiarazioni.

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Io Razzi vado a fermare i razzi in Corea del nord

http://www.iltempo.it/politica/2017/04/12/news/io-razzi-vado-a-fermare-i-razzi-la-missione-in-corea-del-nord-del-senatore-fi-1027081/

Corea del nord vs Trump, Antonio Razzi: vado lì a calmare le acque

http://www.meteoweb.eu/2017/04/corea-del-nord-vs-trump-antonio-razzi-vado-li-a-calmare-le-acque/886190/

Antonio Razzi: pronto a fare lo scudo umano in Corea del nord

http://www.giornalettismo.com/archives/2212374/razzi-corea-del-nord-scudo-umano/

“Ho chiesto a Donald Trump d’incontrarmi”

http://www.ilpescara.it/politica/antonio-razzi-incontro-donald-trump.html

Antonio Razzi: “Io il Donald Trump italiano”

http://www.termometropolitico.it/1235991_antonio-razzi-e-sicuro-io-il-trump-italiano.html

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Il selfie con Assad

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/20/foto/siria_antonio_razzi_a_damasco_il_selfie_con_assad-161002129/1/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/antonio-razzi-e-il-suo-selfie-vergognoso-con-bashar-al-assad/3465125/

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/21/foto/razzi_-_lucarelli_scontro_su_twitter_dopo_il_selfie_con_assad-161051722/1/

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/12339670/cruciani—selfie-di-razzi-e-assad–genialata-totale–.html

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Dal punto di vista sincromistico, è d’interesse notare come, dopo non molto tempo dallo scatto di quelle foto assieme a RAZZI, ad Assad sono piovuti davvero i razzi tomahawk sul territorio della sua Siria.

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Foto ricordo di Antonio Razzi in Nord Corea, i cui razzi impensieriscono il mondo.

Vedere anche

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/29/top-secret-la-seconda-guerra-civile-americana-e-la-finzione-che-cancella-la-storia/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/09/silvio-berlusconi-papa/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/11/come-ci-sentiremmo-se-silvio-berlusconi-diventasse-davvero-papa/

 





Le basi della teoria del tempo frattale di Mckenna

29 10 2016

 

TEORIA DELLA STRUTTURA FRATTALE DEL TEMPO ” TIMEWAVE ZERO ”

 

C’è una teoria che esiste dal 1974 e che quasi nessuno conosce ma che nei prossimi anni sarà riconosciuta come una delle teorie più importanti del secolo.

Ideatore un uomo straordinario e dalla capacità lessica ineguagliabile , Terence Mckenna.

Terence McKenna (Colorado, 16 novembre 1946 – 3 aprile 2000) è stato uno scrittore, naturalista e filosofo statunitense.
Terence McKenna
Fu una delle personalità più significative della controcultura americana degli ultimi anni, dal 1982 al 1999 e’ stato un lecturer delle sue teorie e migliaia di suoi video esistono su you tube.

La “Timewave zero” è un software grafico basato su formule matematiche. Secondo McKenna dovrebbe calcolare il flusso e riflusso della “novità”, definita come aumento nel tempo dell’interconnessione nell’Universo, oppure la complessità organizzata.[16]Basandosi sull’interpretazione di McKenna della sequenza “King Wen” delle tessere dell’ I Ching cinesi, il grafico sembra mostrare grandi periodi di novità, corrispondenti con i maggiori cambiamenti nell’evoluzione biologica e nei cambiamenti socioculturali dell’umanità. Secondo Mckenna il tempo e’ in eterno conflitto fra una situazione statica, stagnante, abitudinaria e conservativa, e una situazione turbolenta, inusuale, progressiva e caotica, e quest’ ultima situazione è destinata a prevalere sulla prima sempre di più col passare del tempo fino all’ annullamento della prima.
Questa teoria che dimostra che il tempo è mappabile e che la storia è ciclica , e inoltre il comportamento umano nei confronti della storia è prevedibile.
La teoria si chiama Timewave Zero, ed è un grafico frattale ( le sue onde si ripetono, e a seconda dei cicli temporali, si comprimono ), ed è stato inventato nel 1974 e completato nel 1993 ( Dopo tale data non è stato assolutamente modificato fino ai tempi recenti ) e rappresenta una mappatura dei cicli temporali racchiusi nell’ I- Ching cinese. Terence Mckenna lo ha ideato ed è stato aiutato da fisici matematici nel realizzarlo.
Il grafico mappa tutta la storia, e ha mappato anche tutto il futuro degli anni ’70-’80-’90-’00 e arriva fino al 2018, quando secondo la teoria, dovrebbe accadere l’ evento più importante dell’ umanità, quello che dovrebbe cambiare il modo in cui misuriamo il tempo, nel giorno domenica 8 luglio 2018, data che, in seguito alla morte di Mckenna e in conseguenza agli eventi del 9/11 ( 11 settembre 2001 ) e’ stata calcolata durante la revisione della teoria, quando durante la sua vita, Mckenna , facendo iniziare i suoi calcoli da una data chiave 6 agosto 1945 individuava la data della transizione a una nuova epoca temporale nel 18 novembre 2012. Il carattere mistico di Mckenna lo aveva spinto ad allinearsi alla data 21 dicembre 2012 attraverso ulteriori calcoli, ma il suo errore di giudizio non compromette la teoria, ne ritarda solamente i risultati. Lo sviluppatore del software Peter Meyer spiega le ragioni per cui è possibile calcolare una data di transizione alternativa e 8 luglio 2018 e’ la soluzione data dalla sua revisione.

NOTA BENE:

Però secondo la mia ricerca personale la data della transizione e dell’ evento più importante della storia dell’ uomo e’ più che probabile che avvenga nel periodo fra gennaio e inizio giugno 2017.

Questa ipotesi viene dalla mia raccolta di dati personale di decine di rievocazioni e collegamenti storici fra coppie di eventi, che portano a un calcolo dato dalla formula di Peter Meyer, realizzatore del software grafico della timewave.
La storia si ripete. Gli eventi si ripetono in forme moderne, e il grafico spiega che alcuni periodi di tempo hanno una mappatura identica ad altri, futuri, periodi di tempo, e in effetti, tutti i periodi di tempo sono collegati fra loro.

Mckenna spiega che tutta la storia può essere spiegata come uno scontro fra abitudine e novità, Habit e Novelty. Quando il grafico sale, l’ abitudine cresce, nei picchi, gli eventi incontrano una ” sfida “, una ” complicazione ” dettata dalla novità e quando il grafico si abbassa avvengono eventi innovativi e altamente tecnologici e progressivi.

Ci sono diversi cicli, uno di 67 anni è cominciato il 27 marzo 1951 ( data che rappresenta l’ inizio corrente della replica di tutta la storia umana in 67 anni ) e uno di 384 giorni che inizierà il 19 giugno 2017, quando la storia umana verrà ripercorsa in poco più di un anno. – ma potremmo aver già raggiunto questo periodo se la transizione dovesse verificarsi nei primi mesi del 2017.

Il grafico è frattale, ciò vuol dire che la mappatura dei cicli temporali è sempre uguale, ma ogni volta che cambia un ciclo, si comprime. Arrivato al luglio 2018, in teoria, la compressione non è più visibile a occhio nudo, e non è neanche possibile da rappresentare graficamente.

Il grafico è stato realizzato mettendo insieme rappresentazioni grafiche dell’ I- Ching cinese, che si dice racchiuda in sè un dna della storia. Infatti gli esagrammi dell’ I- ching, se non sbaglio, sono 64, come 64 sono i codoni dell’ RNA.

Terence Mckenna ha sempre avuto due idee precise per cosa sarebbe accaduto alla fine del grafico: il primo viaggio nel tempo.
Terence Mckenna diceva che saremmo passati dallo spazio-tempo al tempo-spazio, e secondo lui sarebbe stato come attivare tutti i trucchi di un videogioco e ” completare ” il gioco, diceva che sarebbe seguita subito un’ anticipata singolarità tecnologica e avremmo avuto a disposizione di tutto e all’ istante.
Diceva che il viaggio nel tempo non implicherà un vero e proprio macchinario che il pubblico potrà usare per viaggiare fra le epoche, ma che causerebbe una modifica delle leggi della natura causando la trasformazione della epoca presente nella versione più evoluta immaginabile del futuro. Per evitare ogni paradosso tipico dei viaggi nel tempo sarà il futuro stesso a sovrapporsi al presente e ad arrivarci incontro.
Quindi il grafico non sarebbe potuto essere lo stesso. In teoria il grafico esce fuori scala, e assume un movimento unico, e l’ abitudine nella storia non esisterà più, sarà proprio debellata e vivremo in un mondo dove la novità e il progresso prevale su tutto.

Lui diceva che tutta la storia va verso una specie di ” Grande Attrattore ” , e che la storia ha un proprio scopo ” spirituale-mistico “.
Diceva che questo evento che deve ancora venire ha scaturito delle interferenze nel passato, facendo venir fuori la storia come è adesso.

le ripetizioni degli eventi avvengono secondo tematiche: il grafico è in grado di descriverci una sorta di orologio biologico-storiologico umano, cioè è in grado di dirci quando ci sono maggiori potenziali per guerre, rivoluzioni e periodi di progresso. Guardando al passato, alla traccia sul grafico, possiamo capire esattamente cosa ci aspetta in un determinato periodo futuro. Non c’ entra occidentale od orientale. E’ un processo globale. Direi proprio biologico.

Ne consegue che esiste un fenomeno sincronicistico secondo il quale epoche diverse hanno la stessa struttura grafica per cui gli eventi si ripresentano in forma moderna e in maniera sempre più compressa tanto è che un anno del passato viene compresso in sei giorni del presente.

Terence MCkenna in molte interviste ha detto che l’ evento finale molto probabilmente riguarda un cambiamento nel nostro modo convenzionale di misurare/ concepire il tempo, e ha detto che implicherebbe l’ attivazione del primo viaggio nel tempo. Diceva che non si può viaggiare nel tempo prima del momento in cui si realizza il primissimo viaggio, e una volta fatto uno, non avremmo avuto bisogno di fare nient’ altro, perchè sarebbe stato come sbloccare ” tutti i trucchi ” di un videogioco.

Queste sono le condizioni che deve avere l’ evento finale…
– Non deve avere precedenti nella storia
– Deve mantenere una connessione fra gli esseri umani ( non deve danneggiare le comunicazioni globali )
– Deve essere immediatamente percepibile da tutto il mondo
– Dovrà avere un ruolo nel modo in cui cambieremo la nostra percezione del tempo
– Dovrà porre fine alla possibilità degli eventi di ripetersi secondo il modello convenzionale.
In teoria ogni civiltà evoluta nell’ universo dovrebbe avere una sua versione di timewave ( orologio biologico ) e se due civiltà si incontrassero, le loro timewave si fonderebbero…L’ evento finale infatti è chiamato un’ interferenza nella storia convenzionale.

Il concetto di I-Ching vede il tempo come un numero finito di distinti e irriducibili elementi, nello stesso modo in cui gli elementi chimici compongono il mondo della materia. Tali elementi sono 64. Il grafico è un modello di tempo che incorpora la conservazione e l’ ingresso della novità.
Gli esagrammi accadono in coppia nella sequenza King Wen. Il secondo è l’ inverso del primo. In ogni sequenza di 64 esagrammi ce ne sono 8 che non cambiano una volta invertiti, e sono accoppiati con esagrammi in cui ogni linea del primo esagramma è diventato il suo opposto.

Mckenna è partito dal calcolo del numero delle linee che cambiano dal passaggio da un esagramma al successivo in una serie elaborando una sequenza di base.
Zero
2 ore e 25 minuti
6 giorni
384 giorni
67 anni – 1951
4306 anni ( 67 X 64 ) – 2300 a. C.
275.000 anni ( 4300 X 64 ) – l’ emergere dell’ homo sapiens
18 milioni di anni ( 275.000 X 64 ) – l’ inizio dell’ era dei mammiferi
1.3 miliardi di anni – l’ inizio della vita sul pianeta

Siti di riferimento:

http://www.fractal-timewave.com/

http://www.fractal-timewave.com/timewave_calculator.php

https://it.wikipedia.org/wiki/Terence_McKenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/

http://www.fractal-timewave.com/articles/zerodate_reconsidered.html





Sui nuovi post di sole immagini

16 03 2016

Da un po’ di tempo a questa parte, periodicamente, ho l’abitudine di mettere dei nuovi post contenenti solo immagini e zero, o quasi, testo.

Perché?

La risposta può benissimo essere la pigrizia (più che la “mancanza di tempo”): certo, può essere, ma ritengo ci sia anche dell’altro.

Da un po’ di tempo – soprattutto adoperando il motore di ricerca immagini – mi rendo conto di come, utilizzando certe parole chiave, vengono fuori immagini, la cui connessione tra di loro salta agli occhi come una specie di “montaggio cine-televisivo” fatto di associazioni mentali suscitate dalle immagini uscite dal motore di ricerca.

E questo va al di là di ogni testo fatto di parole di una determinata lingua. E’un po’ una specie di linguaggio subliminale senza parole fatto delle associazioni mentali prodotte dalle immagini uscite fuori dal motore di ricerca.

Per questo, in quei post potete godervi solo immagini e niente testo, non solo per colpa della pigrizia.

Naturalmente, questo post dedicato ai post di sole immagini non contiene neppure un immagine.





Nuovo post di sole immagini 3

5 03 2016

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Nuovo post di sole immagini

27 01 2016

 

 

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27 01 2014
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CIAO CARI, SONO LA GIOVANE ELISABETTA II, TUTTO CIO’ CHE STATE AFFRONTANDO SARA’ QUASI DEFINITIVAMENTE OK. CHE NE DITE DI GODERCI LA CORSA SENZA FARE STORIE PER OGNI PIU’ PICCOLA COSA?