P.S.: Knock knock

2 08 2018

Post di sole immagini (non fatto da me) in integrazione a https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/07/28/cigno-nero/ http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/black-swan.html

Chi è lì?

Giusto o […]sbagliato?

Wrong or Wright?

"Il tempo è fuori di sesto, o maledetto dispetto! / Che mai sono nato per sistemarlo bene!"
Amleto, atto primo scena quinta.


“Tempo fuori di sesto” di Philip Dick.


http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/ps-knock-knock.html




Cigno nero

28 07 2018

Post di sole immagini (non mio).

Black Swan

http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/black-swan.html

Destinazione?

https://civiltascomparse.files.wordpress.com/2018/07/e6eba-p3588907_p_v8_aa.jpg





Estate 1918

29 06 2018

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/01/30/inquietanti-coincidenze-di-centanni-fa-o-previsioni-per-il-futuro/

Questa sera presento un passo importantissimo verso la fine del libro “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque; penso sia un po’ la poesia definitiva di cosa significhi continuare a combattere, difendersi e rischiare di morire senza alcuna speranza, ben sapendo infatti che la guerra la si è ormai perduta.

 

I mesi passano. Questa estate del 1918, è la più sanguinosa e la più pesante. I giorni stanno, come angeli azzurri e dorati, inattingibili, inconcepibili, sopra la cerchia della distruzione. Tutti qui sappiamo che perdiamo la guerra. Non se ne parla molto, ma siamo in ritirata, e non potremo più attaccare dopo questa grande offensiva, non abbiamo più né uomini né munizioni. E tuttavia la lotta continua, la strage continua…

Estate 1918: mai la vita, pure in questa sua così miseranda parvenza, ci è parsa più desiderabile di ora – rossi papaveri sui prati intorno ai nostri baraccamenti, lucidi insetti sui fili d’erba, calde serate nelle camerate semibuie e fresche, alberi neri e misteriosi nel crepuscolo, stelle e fluire di acque, sogni e lunghi sonni. Oh vita, vita, vita!

Estate 1918: mai si è tanto sofferto in silenzio quanto stavolta nel ritornare in linea. Incontrollate voci di armistizio e di pace che agitano gli animi sono sorte e turbano i cuori e rendono la partenza più gravosa che mai!

Estate 1918: mai la vita di trincea è stata più amara e orribile che in queste ore di fuoco, quando le pallide facce di combattenti giacciono sulla mota e le mani si avvinghiano nella spasmodica invocazione: “Non ora! non ora! Non ora, proprio all’ultimo istante”.

Estate 1918: vento della speranza che soffia sui campi bruciati, febbre delirante dell’impazienza, della delusione, del più atroce orrore di morte, inconcepibile domanda: perché? Perché non si pone una fine a tutto questo? E perché si levano queste voci, che annunciano la fine?





E’ morto il fratello di John A. Keel

26 06 2018

A proposito del post (https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/06/20/24-giugno-festivita-di-san-giovanni-battista-e-giorno-in-cui-muoiono-gli-ufologi/) in cui Loren Coleman di Twilight language mostra che un mucchio di ufologi – o comunque persone relazionate con l’ufologia – sono stranamente morti tutti il 24 giugno o in una data molto vicina: nel suo ultimo articolino postato oggi, Coleman vuole far vedere come anche in questo 2018 ci sia stata la coincidenza di un personaggio vicino agli ambienti ufologici morto intorno al 24 giugno. Purtroppo io, sulle prime, vedendo l’annuncio dell’aggiornamento, pensavo che questo Raymond L. Kiley fosse venuto a mancare ieri o l’altroieri generando quindi una bella coincidenza significativa…e invece ho visto che è morto il 4 giugno, una data non particolarmente prossima al 24 giugno…anzi piuttosto lontanuccia visto che è non due o tre ma ben VENTI giorni prima; inoltre questo Kiley non era nemmeno lui in prima persona a essere stato coinvolto in qualche modo nell’ufologia bensì suo fratello John A. Keel, venuto a mancare qualche anno fa (e anche lui non il 24 giugno ma il 3 luglio)!

Insomma, non mi sembra affatto una coincidenza significativa e il tutto mi sembra, anzi, tirato per i capelli.  La mia speranza è che Coleman fosse legato in qualche modo a questo signore e abbia voluto rendergli omaggio così.

 

http://copycateffect.blogspot.com/2018/06/Kiley-obit.html

John Alva Keel, 79 anni, noto per i suoi studi e libri sugli UFO, tra cui The Mothman Prophecies, ha vissuto la maggior parte della sua vita a New York City. E’ morto il 3 luglio 2009, al Mount Sinai Hospital di New York, dopo alcuni mesi trascorsi in una casa di riposo vicino al suo appartamento nell’Upper West Side.

Alva John Kiehle (in seguito conosciuto come John Keel) nacque il 25 marzo 1930, a Hornell, New York, figlio di un piccolo capobanda. I suoi genitori si separarono e fu cresciuto dai suoi nonni. Metà dei suoi fratelli e sorelle gli sopravvissero nello stato di New York e poi in tutto il paese.

Uno di essi era Raymond Kiley. È venuto a mancare. Di seguito è il suo necrologio.

Raymond L. Kiley {15 gennaio 1941 – 4 giugno 2018}
PERRY {New York} – Raymond L. Kiley, 77 anni di Perry, scomparso lunedì 4 giugno 2018. Era nato a Varsavia dai defunti Chester e Irene Gibbs Kiley. Suo fratello John Keel lo precedette nella morte.
Ray amava raccogliere la linfa, fare sciroppo d’acero, pescare e tagliare la legna. Ha frequentato la prima chiesa congregazionale nel Perry Center. Ray era un uomo che amava lavorare e stava ancora lavorando per Donald G. Butler Construction in Perry.
È sopravvissuto dai suoi figli: Joyce Wilson di Las Vegas, Nev., Christine (Ken) Gilbert di Pavilion, Denise (Patrick) McIntyre di Perry, Daniel (Wendy) Kiley di Perry; sorelle, Mary White e Cheryl Keaton, entrambe della Florida; sette nipoti; otto pronipoti; insieme a molti nipoti.
{Raymond L. Kiley è stato sepolto nel cimitero di Glenwood a Perry {New York}. Fonte.

Raymond Kiley che si diverte ad Halloween.

 

Thanks to P.H. and D.S. for info and/or images.





A proposito dell’estinzione dell’ultimo maschio di rinoceronte bianco

22 03 2018

C’è stata questa notizia della morte dell’ultimo rinoceronte maschio bianco abitante nell’emisfero nord. E’ stato soppresso all’età di quarantacinque anni a causa del suo cattivo stato di salute ormai irreversibile. Si chiamava Sudan e abitava in Kenya nella riserva di Ol Pejeta Conservancy.

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E’ una notizia che m’ha colpito negativamente. Di cosa può essere simbolo di ciò che sta succedendo adesso e succederà nel futuro questo evento (per quanto piccolo) diffuso sui mass media in questi giorni?

Il rinoceronte è uno degli animali più singolari, un po’ come l’ornitorinco in passato lo si è persino creduto un animale di fantasia, con quella specie di corazza che ha al posto della pelle e il corno in mezzo alla fronte come l’unicorno: solo che l’unicorno è in effetti un animale di fantasia mentre il rinoceronte no.

In passato me ne sono già, diciamo, occupato di questo animale, nel 2003 scrissi un raccontino sperimentale postato su un sito di scrittura creativa e poi in seguito pubblicato su un opuscolo a tiratura limitata. Tra l’altro, ho saputo della notizia della morte del rinoceronte proprio da un conoscente di colui che mi pubblicò il raccontino.

Questo animale esotico ha incontrato l’interesse degli artisti, una delle sue più antiche raffigurazioni che si conoscono è quella presente su una parete di una delle grotte di Chauvet in Francia, risalente al Paleolitico. Nel XVI secolo l’artista Albrecht Dürer disegnò una delle sue immagini più conosciute, che mostra il rinoceronte proprio come una specie di guerriero a quattro zampe, quasi un carro armato vivente.

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Salvador Dalì si prese praticamente una cotta per il rinoceronte e soprattutto per il suo corno, che lo vedeva come una delle rappresentazioni più perfette di una spirale logaritmica esistenti in natura. Memorabile fu una sua conferenza del 1955 alla Sorbona di Parigi in cui illustrò come le curve logaritmiche per lui più importanti presenti in natura fossero quelle del cavolfiore romanesco e, appunto, del corno di rinoceronte.

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Tornando al vecchio rinoceronte chiamato Sudan della riserva in Kenya, come la si può vedere sincromisticamente la morte di questo ultimo maschio bianco? Cosa può mostrare multi-contestualmente? Cosa potrebbe indicare?

Diversi articoli al riguardo hanno sottolineato che adesso, dopo il decesso dell’ultimo maschio, di rinoceronti bianchi settentrionali è rimasta solo una coppia di femmine.

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E quindi l’unico modo per poter tentare di proseguire la stirpe è quello della fecondazione artificiale utilizzando gli spermatozoi congelati dell’ormai estinto maschio di rinoceronte bianco.

A me questa notizia ha messo addosso tristezza e inquietudine, ci vedo molte cose dentro le quali, di certo, non è ancora il momento di esporle.





Ma insomma cosa diavolo è questa vaporwave?

29 04 2017

Continua da: https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/23/eroi-di-un-sogno-di-sixthclone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/17/la-chiamavano-vaporwave/

La vaporwave è un genere musicale ispirato dalla EDM (Electronic Dance Music),  dal seapunk, dalla dance indipendente chillwave, dalla synthwave, dal glo fi, dalla summermusic, dalla newretrowave (che però è filosoficamente tutta un’altra cosa rispetto al vaporwave); è stato ispirato anche dall’hypnagogic pop e dal cosiddetto futur funk, oltre che dalla muzak o elevator music (la musica degli ascensori, dei supermercati e delle sale di attesa) ed è stato influenzato pure dallo smooth jazz, dal contemporary rythm’blues e dalla lounge music. Il genere vaporwave eredita anche lo spirito della house music – dal momento che si può fare comodamente a casa con applicazioni di manipolazione audio gratuiti e scaricabili – ed è un genere fatto per la Rete. I brani musicali vengono downloadati dalla Rete e, rimasticati, vengono poi uploadati nella stessa Rete, è il genere musicale di internet e dei prosumer, è il genere musicale della Casaleggio Associati.

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I file audio – soprattutto di brani electro synth pop anni ottanta novanta – vengono modificati stiracchiandone il tempo, rallentandoli, rimontandoli in dei modi inediti con gli effetti audio dei software di audio editing. La vaporwave è anche conosciuta per il suo uso di ideogrammi orientali (preferibilmente giapponesi ma non solo, anche coreani) dentro i titoli delle tracce sonore. Gli ideogrammi fanno ricordare il mondo dei romanzi postmoderni di Banana Yoshimoto, e dei cartoni animati giapponesi, gli anime. Non a caso, visto che il postmoderno giapponese è il postmoderno più postmoderno che ci sia.

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Il genere vaporwave è stato spesso descritto come una satira della cultura della globalizzazione neoliberista delle multinazionali e del consumismo e, nello specifico, una critica verso il mondo della musica pop dance elettronica commerciale.

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La sua storia è la seguente: secondo un articolo del Chicago Reader, il genere vaporwave emerge nel luglio 2011 con la comparsa dell’album New Dreams LTD di Laserdisc Visions, il quale fu successivamente definito utilizzando la parola “vaporwave” dal produttore texano Will Burnett.

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Il produttore texano Will Burnett.

Il primo conosciuto uso del termine fu pubblicato in una recensione per l’album Surfs Pure Hearts di Girlhood nel blog musicale Weed Temple il 13 ottobre 2011.

C’è stato un numero di album descritti da molti nella comunità vaporwave per essere stati una sorta di catalizzatori per il genere o “proto-vaporwave.” Questi album includono una pubblicazione di Daniel Lopatin (anche conosciuto come Oneohtrix Point Never) sotto Chuck Person, intitolata Chuck Person’s Eccojams vol. 1 e poi abbiamo l’album di James Ferraro Far Side Virtual. La musica di Eccojams’ consiste in ciò che Lopatin ha definito come “echo jams” (ovvero “inceppamenti di eco”) dove le forme di musica pop, di solito degli anni ottanta, sono rallentate e qualche volta messe a loop oltre che tagliate e avvitate. I temi e lo stile di Far Side Virtual di Ferraro sono simili a quelli del vaporwave: la globalizzazione, la cultura internet e la critica della cultura consumista postmoderna, una critica fatta con campionamenti musicali di sample e loop che ricordano (cioè che vengono proprio fatte con) musiche di ascensore, musichette di windows e altra roba di questo tipo. Fino a qui il testo su http://knowyourmeme.com/memes/cultures/vaporwave

Possiamo aggiungere che il termine sembra derivare dal neologismo informatico vaporware, con cui si indicano, sarcasticamente, i prodotti informatici (hardware e software) di cui viene indicata una data ufficiale di uscita sul mercato ma poi questi prodotti informatici alla fine non escono, si vaporizzano e c’è chi dice che sembra anche derivare da un passo del “Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels in cui si scrive che “Tutti i solidi alla fine si vaporizzeranno nell’aria.”

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Bene, se pensate che quanto scritto sopra vi abbia spaccato la testa (ancor prima di iniziare a sentire un singolo suono di questa musica) ciò è niente in confronto alla pagina wikipedia inglese alla voce vaporwave dove ci si infila dentro anche il surrealismo, il cyberpunk, la glitch music (quella fatta con gli errori delle apparecchiature acustiche), la stock music, il retrofuturismo, l’hardvapour, il seapunk, Friedrich Nietzsche, l’utopismo, l’ipercontestualizzazione, una “distopia dada”, fino a giungere alla simpson wave e alla trump wave! (in Italia sembra sia nato il filone costanzo wave.)

Colpevolmente, a nostro parere, viene dimenticato il possibile apporto della witch house a tutto questo: la musica house fatta rielaborando sonorità estremamente gotic e dark, “de paura.” La quale si diffuse su You Tube qualche anno fa, con immagini e video di tipo creepy che accompagnavano i brani, generando una determinata atmosfera torbida e morbosa.

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

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Una cosa importante dell’attuale vaporwave (da qualcuno definita sorpassata e defunta ma secondo noi non è vero, anzi è appena agli inizi) è che non si limita affatto alla semplice musica, ai semplici suoni manipolati ma è una sinergia tra suoni e immagini e anche titoli. E’ la creazione di un ambiente, di un clima psichico, una specie di realtà virtuale fatta di

  1. Elaborazione audio, più o meno estrema, di brani pop radiofonici del recente passato;
  2. Titoli in ideogrammi, caratteri ASCII, font particolarmente “estetico”;
  3. Immagini di anime giapponesi, grafica windows del passato, statue classiche, ambienti palmizi tipo Florida o California, estetica multinazionale anni ottanta novanta;
  4. A tutto ciò (di base, di default diciamo) si aggiunge qualsiasi altra cosa: per noi in Italia, ad esempio, la cedrata Tassoni o il Cinzano o Jerry Calà e Umberto Smaila di Colpo Grosso e le FIAT Tipo ecc. (vedere per esempio https://www.facebook.com/vaportorino/?fref=ts)

ci vuole tanto vapore

E il tutto può benissimo essere fatto “in diretta”: ho visto in un video dedicato all’iperstizione (hyperstition) e al cosiddetto “accelerazionismo” (spero ne riparleremo sul blog) dove viene mostrata della gente che fa vaporwave in diretta, in un qualche evento in un locale – come fossero dei deejay – utilizzando you tube, you tube converter, ricerca di immagini google, photoshop, effetti sonori mp3, applicazione scaricate di manipolazione audio, e ci dà dentro, smanetta e crea lì sul momento l’aesthetic vaporwave per tutti i presenti.

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Si, perché un concetto centrale di tutto questo è che il risultato di queste manipolazioni audio-video-immagini di questa specie di NET.ART (arte di internet) è creare AESTHETICS. Cioè, quelle manipolazioni non devono portare a qualcosa di gratuito, di brutto e fastidioso anche se strano e originale, ma devono avere come obiettivo l’estetica, il bello, il meraviglioso in una forma di scintillante decadenza postmoderna controllata oltre che allucinata, psichedelica, distaccata e critica.

La vaporwave è un po’ il punto di vaporizzazione dei solidi (come si è detto prima citando Marx ed Engels), quando la complessità tipo matrioska dei sottogeneri musicali pop rock synyh jazz electro funk R&B ecc contemporanei diventa così estrema da andare fuori controllo ed arrivare a essere sostanzialmente irrintracciabile giungendo a qualcosa d’indescrivibile, una specie di caos magico.

 





(Antonio) Razzi in Siria e Nord Corea

14 04 2017

 

 

 

Buona-Pascuetta-di-Razzi

Se c’è un personaggio mediatico che ben rappresenta la Storia distrutta progressivamente dalla farsa questi è di certo ANTONIO RAZZI.

Un signor nessuno fino a pochi anni fa, proiettato verso uno scranno di Montecitorio da vicende incredibili degne della sincronicità più delirante.

Abruzzese come ce ne sono rimasti più pochi, di famiglia umilissima, ex emigrato in Svizzera, presidente della FEAS (Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera), si ritrova, nei secondi anni duemila, come deputato per il partito di Antonio Di Pietro “Italia dei valori”, per poi di punto in bianco passare dalla parte di Silvio Berlusconi e, nell’anno 2010, salvarlo da una grave crisi di governo che minacciava di farlo dimettere anzitempo.

I deputati che, all’epoca, risultarono fondamentali per salvare il fondoschiena del governo Berlusconi, furono DUE: Antonio Razzi, appunto, e Domenico Scilipioti, personaggio questo molto simile a Razzi, anche lui passato da Di Pietro a Berlusconi, anche lui decisamente sui generis e decisamente farsesco, appassionato di medicine alternative, scie chimiche e signoraggio bancario.

Antonio Di Pietro, all’epoca (secondi anni duemila abbiamo detto) imbarcava chiunque nel suo partito immagine “Italia dei valori”, e nel reclutare Domenico Scilipioti e, soprattutto, Antonio Razzi nella sua scuderia, non poteva immaginare quanto avrebbe contribuito in futuro alla demolizione della serietà storica.

Antonio Razzi è colui che fa più ridere e sembra più comico della sua imitazione da parte di Maurizio Crozza. Fa molto più ridere l’originale della sua imitazione. Ricordiamo che costui è un senatore della Repubblica Italiana, con congruo stipendio, bonus e vitalizi. Ed è un soggetto che fatica a parlare un corretto italiano, perché, a suo dire, “ha lavorato troppo in Svizzera e per tanto tempo ha parlato solo altre lingue.”

Antonio Razzi, attualmente, è una specie di saltimbanco che pare avere l’intenzione di ridicolizzare le situazioni più scottanti della politica internazionale. Non si capisce bene quanto “ci faccia o ci è”, a tratti la sua attività somiglia a un’operazione dadaista, somiglia a certe istanze dell’arte concettuale contemporanea, come quelle degli artisti Maurizio Cattelan e Gianni Motti.

Razzi appare come un “de-pensante” (come ha detto Vittorio Sgarbi di Virginia Raggi), una persona incolta dal quoziente intellettivo basso che, credendo di fare e dire cose serie, le mostra invece nel loro lato più grottesco e farsesco.

Concludo mostrando un po’ di titoli di articoli su varie testate on line incentrati su Antonio Razzi e le sue prodezze e dichiarazioni.

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Io Razzi vado a fermare i razzi in Corea del nord

http://www.iltempo.it/politica/2017/04/12/news/io-razzi-vado-a-fermare-i-razzi-la-missione-in-corea-del-nord-del-senatore-fi-1027081/

Corea del nord vs Trump, Antonio Razzi: vado lì a calmare le acque

http://www.meteoweb.eu/2017/04/corea-del-nord-vs-trump-antonio-razzi-vado-li-a-calmare-le-acque/886190/

Antonio Razzi: pronto a fare lo scudo umano in Corea del nord

http://www.giornalettismo.com/archives/2212374/razzi-corea-del-nord-scudo-umano/

“Ho chiesto a Donald Trump d’incontrarmi”

http://www.ilpescara.it/politica/antonio-razzi-incontro-donald-trump.html

Antonio Razzi: “Io il Donald Trump italiano”

http://www.termometropolitico.it/1235991_antonio-razzi-e-sicuro-io-il-trump-italiano.html

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Il selfie con Assad

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/20/foto/siria_antonio_razzi_a_damasco_il_selfie_con_assad-161002129/1/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/antonio-razzi-e-il-suo-selfie-vergognoso-con-bashar-al-assad/3465125/

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/21/foto/razzi_-_lucarelli_scontro_su_twitter_dopo_il_selfie_con_assad-161051722/1/

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/12339670/cruciani—selfie-di-razzi-e-assad–genialata-totale–.html

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Dal punto di vista sincromistico, è d’interesse notare come, dopo non molto tempo dallo scatto di quelle foto assieme a RAZZI, ad Assad sono piovuti davvero i razzi tomahawk sul territorio della sua Siria.

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Foto ricordo di Antonio Razzi in Nord Corea, i cui razzi impensieriscono il mondo.

Vedere anche

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/29/top-secret-la-seconda-guerra-civile-americana-e-la-finzione-che-cancella-la-storia/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/09/silvio-berlusconi-papa/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/11/come-ci-sentiremmo-se-silvio-berlusconi-diventasse-davvero-papa/