Il Grande Black Out

27 12 2021

Correva l’anno 2003, precisamente la notte tra sabato e domenica 28 settembre, durante lo spazio di tempo che intercorse tra l’invasione dell’Iraq da parte degli angloamericani nel marzo-maggio precedente (“aprile è il mese più crudele”) e la – allora futura – cattura del latitante Saddam Hussein con la barba lunga, su tutti gli schermi del globo nel dicembre di quello stesso anno, naturalmente acciuffato nei deserti iracheni dagli angloamericani.

Era la notte di un week end di fine settembre e chi scrive si trovava a un piccolo concerto del gruppo ska italiano Statuto, vestito – come tutti gli altri in un locale vicino Savona – in stile mod, a ballare la musica di quel gruppo, che in quell’anno commemorava i vent’anni dalla sua fondazione, a Torino nel 1983, gruppo nato dagli appuntamenti tra quei allora ventenni vestiti mod in Lambretta, i quali avevano assimilato la nuova ondata ska a quei tempi proveniente da Oltre Manica. In quel 2003, l’album della commemorazione del ventennale fu l’orecchiabilissima compilation intitolata “I campioni siamo noi.

Precedentemente, nel tardo pomeriggio, gli Statuto si erano già esibiti davanti a noi dentro un posto underground di estrema sinistra a Savona e poi si era andati tutti quanti a mangiare a una gran tavolata in pizzeria, a cui avevano partecipato anche altri gruppi della scena ska e anche “rude boys-oi! punk” italiana, i più noti dei quali erano i Klasse Kriminale.

Una volta conclusasi la pizzata, con gli automezzi avevamo tutti preso la direzione verso la vicina località di Albisola, dove gli Statuto si sarebbero di nuovo esibiti. Dalle 22:00 in poi, con tutti i gruppi coinvolti in quel raduno modernista, si ballava in pista: brani reggae, rythm’n blues, funk e naturalmente ska.

Ogni tanto si usciva fuori per prendere una boccata d’aria e, durante un’ennesima uscita, noi tutti, componenti delle band e partecipanti al raduno dei mods, abbiamo improvvisamente fatto caso a qualcosa che era successo nel frattempo. Non c’era più un lampione acceso che fosse uno in tutto l’isolato in cui ci trovavamo; una volta tornati nel  locale avevamo visto che dentro era tutto e solo avvolto fiocamente dalla luce lunare che proveniva dalle grandi finestre: luci elettriche ovunque spente, tutta la strumentazione ferma, altoparlanti compresi.

Dopo che ogni speranza che la corrente elettrica ritornasse, passata un’ora buona di attesa, aveva abbandonato tutti – componenti delle bands, inservienti della sala da ballo-dance floor e baristi, partecipanti al raduno mods-rude boys in abiti anni ’50-’60 (simpatizzanti compresi) – si era capito che quel black out era più grave di quanto avessimo pensato in un primo momento: intorno alle 4:30-5:00 del mattino, le automobili, gli scooter, le lambrette e i furgoncini con dentro la strumentazione musicale, presero la via del ritorno, ci salutammo al buio completo con gli Statuto, gli altri e noi compresi cioè una delle compagnie di amici vestiti in stile mod della quale io ero un componente, via assieme dentro l’automezzo verso il capoluogo ligure, in un’autostrada spettrale completamente immersa nelle tenebre più fitte, così come la salita consueta che feci per ritonare a casa, ormai alle 6 del mattino passate.

Meditabondo, nella mia cameretta dentro cui non potevo accendere nessuna luce, e fuori dalla finestra nemmeno mezzo lampione era illuminato, nel buio a letto cercavo faticosamente di addormentarmi, con nella testa la preoccupazione che potesse essere successo qualcosa di grave tale da mettere in black out tutta la regione.

Una volta sveglio a mezzogiorno di quella domenica, seppi che la corrente era ritornata e che il black out era avvenuto in TUTTA Italia, isole comprese (https://it.wikipedia.org/wiki/Black_out_in_Italia_del_2003), con alcune regioni che sarebbero state in panne ancora fino al giorno dopo; a Roma era successo durante la prima cosiddetta “notte bianca” (voluta dall’allora sindaco Veltroni) con iniziative inerenti spettacolo & cultura previste quasi fino al mattino, coinvolgenti migliaia di persone e, infatti, molta gente di ritorno dalla notte, rimase bloccata dentro metropolitana e ascensori.

La causa sarebbe stata in seguito rinvenuta in un grosso albero caduto in Svizzera a un’ora ben precisa (le 3:01) che avrebbe provocato il danneggiamento di linee elettriche comuni allo stato elvetico, all’Italia e alla Slovenia, che fu parzialmente coinvolta in quel black out.
L’estate europea del 2003 viene ricordata come una delle più calde della storia, con una lista di vittime all’attivo (soprattutto anziani) mai così lunga  e preoccupazioni per possibili black out (qualcuno anche avvenuto) dovuti a un sovraccarico delle linee elettriche per vie dei tantissimi impianti di refrigerazione e condizionamento d’aria, si erano già avute polemiche, dovute anche proprio al fatto che una bella parte dell’elettricità usata nel territorio italiano è importata da fonti straniere seppur paesi limitrofi (https://www.lavoce.info/archives/21803/gli-enti-locali-ci-regalano-il-black-out/), problema tuttora non risolto, come vedremo.

2020, mai così tanti black out come quest’anno in Italia https://www.prontobolletta.it/black-out-record-italia-2020/

Da un po’ di tempo in qua, galleggia nelle narrazioni alternative (su internet in particolar modo ma forse non soltanto), l’idea di un black out generalizzato che potrebbe bloccare tutto il sistema tecnologico su cui poggia l’ Occidente e il non Occidente, sistema di vita collettiva sociale e di sostentamento stesso, basato soprattutto sull’energia elettrica ma anche sui gas e gli idrocarburi, fonti di energia le quali però stanno in posizione subordinata rispetto all’elettricità: se salta questa infatti salta tutto poiché anche la stessa estrazione di gas, idrocarburi e anche carbone si basa sull’elettricità.

Una versione più mite di un evento di questo tipo, riguarda lo spegnimento solo della rete internet e non di tutta la rete elettrica.

Quasi una decina di anni fa, nel luglio 2012, avvenne una tempesta della corona solare, con venti provocati da materia stellare eiettata (https://en.wikipedia.org/wiki/July_2012_solar_storm) che, se fossero andati nella stessa direzione della Terra, avrebbero potuto generare una distorsione del campo elettromagnetico terrestre confrontabile a quella del cosiddetto “evento di Carrington” avvenuto nel 1859: ai tempi, forse anche condizionati da alcune idee fantasmagoriche sulle profezie incentrate sulla data allora futura del 21/12/12, si ritenne che se fosse avvenuto un evento analogo (https://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Carrington), in cui le aurore boreali (https://it.wikipedia.org/wiki/Aurora_polare), per dire, furono viste pure in cieli innaturalmente meridionali (a Roma!), le linee elettriche del mondo avrebbero rischiato di saltare quasi tutte e in effetti nel precedente evento di tempesta solare, quello quarant’anni prima del 2012 (https://en.wikipedia.org/wiki/August_1972_geomagnetic_storm), nell’agosto ’72, aurore boreali si videro nei cieli non solo della Britannia ma anche della Spagna, vi furono qui e là  black out di linee soprattutto radio-telefoniche, ci si trovò di fronte a diversi problemi per i progetti astronautici dell’epoca e quell’evento del ’72 causò anche la detonazione accidentale di mine navali USA in Vietnam! (nella tempesta del 1859 saltò invece l’unica e sola tecnologia comunicativa di quei tempi basata sull’elettricità, ovvero il telegrafo.)

Nel 2012, la stessa Unione Europea, in un documento adesso irreperibile nel web (http://ipsc.jrc.ec.europa.eu/fileadmin/repository/sta/docs/SWAD_OUTCOME_EUR.pdf), manifestava preoccupazione che una tempesta solare, interferendo rovinosamente con il campo elettromagnetico della Terra, avrebbe potuto provocare una rottura della rete elettrica potenzialmente a livello globale. Furono tanti coloro che sul web in quel famoso 2012 previdero il “grande black out”, molti di quei documenti e testimonianze sono oggi scomparsi, com’è solito succedere spesso su internet, soprattutto se passa un po’ di tempo.

Per esempio, se provate ad andare sulle pagine web (come questa, http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/09/ancora-sul-blackout-prossimo-venturo.html) in cui il celebre avvocato, complottista e astrologo Paolo Franceschetti, nel 2012, profetizzava il black out totale prossimo venturo provocato dall’ “élite degli Illuminati” che terrebbe in pugno il mondo dall’alto dei suo schemi di potere gerarchico-piramidali, oggi non troverete più nulla, ma solo un “redirect” all’attuale sito di Franceschetti ovvero “Petali di loto.” (https://petalidiloto.com/)

A destra Edgar Cayce, a sinistra David Wilcock, personaggi affini tra loro non solo fisionomicamente.

In quell’anno, inoltre, succedeva che, in fibrillazione per la prossimità della data (21/12/12) della presunta fine del “lungo computo” del calendario Maya, da una parte ci fossero personaggi come Franceschetti i quali mostravano di temere come l’ “élite degli Illuminati” potesse provocare lei stessa un “black out generale totale” per i suoi fini di ulteriore assoggettamento delle popolazioni (in vista della supposta implementazione completa del Nuovo Ordine Mondiale-NWO basato sui comandamenti scritti sulla pietra delle cosiddette Georgia Guidestones), dall’altra; al contrario, dall’altra parte c’erano personaggi come il divulgatore New Age David Wilcock, i quali invece, a quell’epoca avevano preso l’abitudine di dire, ricevendo informazioni segrete da degli “insiders” e/o “whisteblowers”, che l’élite degli Illuminati (pedofili-satanisti?) era in procinto di essere arrestata tutta al completo cominciando da tutti i suoi tirapiedi e “correvano voci” sul web di come “arresti di massa” di più di diecimila persone, sarebbero stati mostrati al mondo in diretta tv in mondovisione e sarebbero avvenuti in seguito a – anzi, durante – un’interruzione totale dell’energia elettrica in tutto l’Occidente se non in tutto il globo, proprio per spezzare il “mondo di prima” (il quale sarebbe dominato – o almeno molto condizionato – nascostamente da quell’ “élite pedofila-satanista”) dal “mondo di dopo”, una volta che l’élite psicopatica sarebbe stata tutta arrestata e quindi la sua influenza sul mondo debellata; veniva detto segnatamente da uno di quegli “insiders”, un certo DRAKE Bailey, da cui Wilcock diceva di ricevere informazioni sul futuro immediato, di come la durata del black out globale sarebbe comunque stata piuttosto contenuta, all’incirca non più di DUE-TRE SETTIMANE, nemmeno a un mese intero ci si sarebbe arrivati e, anzi, questo Drake suggeriva anche di fare scorte di tutti i generi di prima necessità nei supermercati finché ci se lo poteva ancora permettere, ma soprattutto di fare scorta di carta igienica, tanta carta igienica, perché è di quella che ce n’è più bisogno se non la si può reperire, diceva semi-serio quel Drake; all’inizio del testo nella seguente webpage risalente ai primi di luglio ’12, Wilcock dice di come gli “insiders” dentro l’intelligence gli avessero rivelato di quanto questi “mass arrests” fossero “imminent” e, successivamente, nel corso della disquisizione con Drake al riguardo, Wilcock volle far notare come nella Virginia e nel Maryland, ci fossero già state informazioni in merito a massicce interruzioni di energia elettrica, pure vicino Washington, “mai così spiccate in USA al di fuori di eventi come gli uragani” (e probabilmente i recenti “power outage” in California hanno sorpassato di dimensione quei blocchi della corrente di quell’inizio estate ’12!), ecco la webpage in cui si raccontano tutte quelle cose tenendo presente una lunga precedente intervista di Wilcock a Drake e la “luce verde” del titolo si riferisce a un comando militare tipo “semaforo” che avrebbe fatto scattare la grande…retata: https://divinecosmos.com/davids-blog/1062-green-light/

Comunque se andate a ricercare sui motori di ricerca usando le chiavi di ricerca “David Wilcock” “Drake” “Interview”, “Mass Arrests”, potete trovare un mucchio di materiale riguardante l’ “attesa degli arresti di massa” di quella primavera 2012, qualcosa venne anche citato in italiano, https://www.oltre12.net/2012/04/david-wilcock-e-drake-informazioni-su.html, dove è riportata una serie di punti elencati da quel Drake riguardanti la mega operazione militare-di polizia internazionale contro i “cattivi”, tra i quali leggiamo il seguente:

Potrebbero verificarsi interruzioni nelle catene di distribuzione. La nostra società si basa su organizzazione complessa degli approvvigionamenti di cibo, energia ecc.. Pertanto sarebbe opportuno preparare una settimana / auspicabilmente un mese di provviste/acqua e beni di necessità. La cosa è cautelativa ma verosimile, anche se cercheranno di ridurre i disagi al minimo.

L’unica immagine che nel 2012 circolò sul web di Drake Bailey, quel (presunto) “insider”, informatore segreto, di David Wilcock.

Questo blog su cui sto scrivendo, partì nel 2008, intorno ai tempi in cui cominciava a farsi più acuta la grande crisi finanziaria-economica dovuta a crolli di grosse strutture finanziarie negli USA, che si estese anche in Europa dal 2010-11: da quel momento lì in poi non abbiamo fatto altro che far notare quanto e come l’Occidente stesse ristagnando, soprattutto culturalmente e nelle sue psicologie collettive ritmate dai massmedia, di come alla velocità sempre più elevata delle tecnologie della comunicazione si contrapponesse un essere FERMI come intelligenza collettiva, bloccata da atteggiamenti inadeguati e disfunzionali dal momento che tutto il possibile “nuovo” (frutto proprio della grande crescita delle tecnologie comunicativo-telematiche) il quale stava emergendo dal 2006-2008 in avanti, era ostacolato dalle vecchie infrastrutture, soprattutto a livello di pensiero di massa (soprattutto in Italia, ça va sans dire, ma niente affatto soltanto lì) e quel possibile “nuovo”, rovinosamente imbastardito da tutto il vecchio ancora presente, vigente e agente, non poteva che prendere delle pieghe grottesche e ridicole, così come sta succedendo col movimento “woke” ovvero il “politicamente corretto cool” (vedere per esempio a questo proposito https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/woke)

Gli anni ’10 del XXI secolo sono stati uno strazio, un muoversi “tecnocraticamente” senza un perché plausibile ma solo coazioni a ripetere collettive, mediate dall’iper-tecnologia “come se non ci fosse un domani”, tutto si muoveva vorticosamente e tutto era fermo contemporaneamente. Tantissima azione e zero (spaccato) vero cambiamento radicale visibile a tutti di cui tanti ormai sentivano la necessità. Le illusioni sono seguite a delusioni senza soluzione di continuità, tanti “salvatori del mondo”, “uomini del destino” massmediatizzati gettati (“nella pattumiera della storia” si sarebbe detto un tempo): ovvio che molti alternativi e “leoni da tastiera”, saltellanti sul web tra la terra di “cospirazionopolis” (ovvero gli USA) e la colonia Italia – ma non solo – si buttavano tra le braccia di illusioni, speranze, timori i più campati in aria mentre gli altri pedalavano anno dopo anno in un “business as usual” tra lavoro e “tempo libero” entrambi parcellizzati da ogni tipo di rete sociale fatta di quei piccoli computers ovunque chiamati smartphone (erano ormai lontani i tempi in cui venivano chiamati soltanto “I phone”)… l’atmosfera era satura di una RETROMANIA ormai divenuta quasi un sistema di lettura della realtà, unita a una tecnocrazia reticolare in cui erano ingoiati persino politici carismatici importantissimi che non si capiva mai da che parte veramente stessero poiché sul web ogni parere sul loro conto veniva sconfessato e smontato da altri pareri di solito equipollenti, vicendevolmente, senza respiro.

Il triennio 2017-2019 fu il peggiore, non farò alcun nome tanto li conoscete tutti: da una parte il politicamente corretto militarizzato che avrebbe dato origine al cosiddetto “movimento woke”, dall’altra “parte della barricata” il bullismo e il bomberismo (https://www.vice.com/it/article/gv3vqx/cose-il-bomberismo-pagine-facebook-italiane) oltre a un sovranismo che purtroppo spesso e volentieri era soltanto nazionalismo nostalgico (nel senso di “passato recente pre-globalizzazione”, non nel senso di “ventennio”, sebbene tuttavia ci fossero e ci siano fascisti da quelle parti), eppoi smartphone-social network dipendenze, videogame (in rete)-dipendenze, siti di dating dipendenze, l’impossibilità di far finire una volta per tutte sia finti politici vecchi e vecchie vedette musicali bollite sia i reality e talent show; l’invasione di cuochi stellati, mangioni, mangiatori (anche super-mangiatori influencer sul web) e ovunque il trionfo dell’individualismo tecno-manageriale falsamente mitigato da un’economia della condivisione ancora in gran parte inesistente sebbene la si volesse vedere in giro più frequentemente di quanto in realtà vi fosse, le centinaia di serie tv dalle trame sempre più involute e nerd nel senso più catastrofico del termine, la musica pop radiofonica e da MTV che mostrava tutta la sua decadenza “fashion-mondana-gossippara” ormai quasi compiaciuta di essere decadente e di far rimpiangere la musica delle radio del passato, le scimmiottature delle icone pop del passato da parte delle numerosissime influencers, sul web complottista le idee asfittiche che ancora perduravano immobili anno dopo anno in un riciclo perenne, eventi riguardanti personaggi famosi diventati tali in uno schioccare di dita: sia capitane di navi cariche di migranti sia ambientaliste poco più che bambine le quali in fondo – nonostante non l’avrebbero mai ammesso – non convincevano nemmeno poi tanto i veri ambientalisti e antifascisti, ai quali sotto sotto non convincevano nemmeno certi movimenti…spontanei di piazza in rappresentanza di un vuoto spinto pneumatico contro dei “rappresentanti della destra” i quali, dal canto loro, per pubblicizzarsi, facevano leva sull’ “essere pop nei social network”, sull’andare a fare i trasgressivi in spiaggia tra gli aperitivi oppure sfruttando mediaticamente l’essere diventati “virali” per via di un motivetto dance, sempre però dicendo di essere devoti alla patria o a figure religiose.

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Posso dire, in tutta sincerità, che uno degli eventi simbolo di quel 2019, per afferrare un po’ quell’atmosfera collettiva ormai satura d’imbecillità senza rimedio, fu quando la vedette televisiva Pamela Prati girava da un talk show all’altro per confessare affranta che un certo suo “principe azzurro”, la quale credeva di aver sposato per corrispondenza dall’America, che pensava fosse “l’uomo della sua vita”, il “protagonista della sua storia d’amore”, un certo Mark Caltagirone, in realtà aveva poi scoperto essere un uomo assolutamente inesistente, nient’altro che un personaggio di fantasia!!!
Vicenda accoppiabile ad altre, come quella in Argentina dell’ex calciatore del Napoli Claudio Caniggia, per mesi e mesi sui talk show una certa Marianna Nannis, sua ex moglie, monopolizzava l’attenzione parlando e riparlando – soprattutto sparlando – della “nuova fiamma” dell’ex marito Caniggia: una tale Sofia Bonelli (forse giornalista, sicuramente “influencer” su “insta”, con tutti i suoi “selfie” uno dopo l’altro), dicendo peste e corna di entrambi: il nulla totale imperante, per ore e ore, per mesi spacciato come cose importanti! E questa è solo una, solo una delle migliaia e migliaia – a dir poco – delle vicende di questo tipo, tutte quelle che non so, e che girano tra il web e le tv, a migliaia e migliaia, e sono e restano appunto il vuoto pneumatico, che monopolizza l’attenzione dei milioni di visualizzatori di schermi e che nel 2019 era al suo apice!

Nonostante la frenesia tecno-comunicativa, straripante di video-foto su schermi ovunque (e forse persino a causa di questa!) gli anni ’10, soprattutto quelli 2017-2019, si possono riassumere in una parola sola: STERILITA’.

Ecco, le cose stavano così quando nel marzo 2020 ci fu una (prima, primissima penso) “interruzione dei programmi”, quelli di vita proprio s’intende, di tutti i giorni, come uscire di casa e andare semplicemente al lavoro, a far la spesa al supermercato oppure andare in macchina, al bar, al ristorante, in discoteca. Non si poteva far più niente come prima, si era immobilizzati.
Per due-tre mesi le cose si congelarono, non si fermarono mai proprio completamente (non è mai successo) ma le strade e tutti i locali si svuotarono comunque di botto, i movimenti di umani e automezzi ebbero una forte battuta d’arresto, circolavano dappertutto – anziché le persone – le immagini degli spazi vuoti nelle città normalmente pieni di umani e automezzi e che, talvolta, invece, ora – oltre quelli tutti in tuta d’astronauta protettiva che schiumavano i marciapiedi – quegli spazi vedevano piante e animali selvatici che mai prima d’ora da chissà quanto tempo, si avventuravano in luoghi fino a qualche mese prima invasi dai turisti, come per esempio la laguna di Venezia: arrivarono fin lì i delfini, per esempio, cosa che non si vedeva da secoli.

E anche dopo il maggio 2020, nonostante il “ripartire” (che l’ho sempre preferito nell’accezione di “ripartire le ricchezze”  e non di “ripartire con il lavoro per il consumismo” ), nonostante il “ritorniamo alla normalità” promanato dagli organi d’informazione, anche se mai si ritornò agli svuotamenti di strade e gli arresti domiciliari di massa di marzo-maggio 2020 – durante quella che allora la chiamavano ancora “quarantena” non lockdown – tutta la socialità libera dai controlli ovunque di prima di marzo ’20 era tuttavia scomparsa e come ci sarebbe potuta ancora essere imbavagliati da mascherine, distanziati socialmente, controllati, monitorati, gestiti, salvaguardati per il nostro bene? coi bollettini di contagi e vittime quotidiani, e alla fine anche punzonati in massa facendo lunghe file davanti agli “hub”?
E’ come se i ritmi della storia avessero chiaramente voluto mostrarci, a noi occidentali e occidentalizzati, che eravamo fermi, bloccati, prima solo psicologicamente adesso sempre più anche fisicamente. Il “blocco delle cose” ormai era come tracimato e si era fatto anche fisico, non solo più psico-cultural-sociale.

Quindi lo ZEITGEIST, lo spirito del tempo, di questo tempo, sembra essere diventato (pericolosamente?): blocco, interruzione. Elettroencefalogramma piatto. Forse non a caso, possiamo dire, il presidente USA (ovvero colui che nei flim di Hollywood anni Ottanta Novanta era il “comandante in capo del mondo”) uscito dal 2021 è un tizio che viene chiamato “sleepy Joe” e che in molte sue raffigurazioni satiriche che girano, viene mostrato alla stregua di un vecchietto con l’arteriosclerosi, o peggio la sindrome di Alzheimer.

Una certa aria che ha tirato in questo 2021, già ben ben distopico per conto suo (con i coprifuoco, le mascherine, le file per andarsi a vaccinare, i lasciapassare, i bollettini, le divisioni e inimicizie ovunque), è stata quella di “paura per il rischio di carenza/mancanza di approvvigionamenti di materie prime” (cercatele sui motori di ricerca e vedrete, soprattutto se aggiungete anche “black out”); a proposito poi di “insiders”, so che il giornalista economico-finanziario Leopoldo Gasbarro, venne qualche mese fa avvisato da uno di questi che la situazione al riguardo non è affatto rosea per il futuro, i vari indici non sono positivi e la situazione potrebbe anche sfuggire di mano, e ciò ha lasciato intendere potrebbe essere anche sinonimo di “black out”

Spot andato in onda in Germania negli ultimi tempi.

https://www.ilcambiamento.it/articoli/aumento-materie-prime-e-rischi-di-black-out-gli-stregoni-dell-economia-sono-allo-sbaraglio

Se dunque questo “spirito del tempo” chiamato “blocco”, che possiamo chiamare “non si può più andare avanti” dovesse ulteriormente crescere d’intensità e magnitudo, forse potrebbe davvero concretizzarsi anche nel mondo reale questa, chiamiamola, “leggenda urbana proveniente dal futuro” che aleggia nell’info-sfera da anni, inerente appunto un “black out globale prossimo venturo.” Così come ciò che successe – e continua a succedere – dal marzo-maggio 2020 in poi fu un’intensificazione di magnitudine del “lockdown socio-culturale” degli anni precedenti, il “black out prossimo venturo” potrebbe essere vista come un ulteriore step verso una ulteriore “interruzione di tutte le cose.”

In sintonia simbolica, oltretutto, con l’idea di quel RESET, ormai da anni presente nella mente collettiva e che negli ultimi due anni s’è fatto ancora più presente (vedere a questo proposito l’ultimo articolo sul blog gemello “Il mondo simbolico”, http://mondo-simbolico.blogspot.com)

Anche diversi autori famosi di libri, negli anni passati, hanno scritto di questo argomento, Umberto Eco come vedremo in seguito e, alquanto recentemente, uno degli scrittori statunitensi più celebrati dalla critica, Dom De Lillo. con il romanzo “Silenzio.”

Il silenzio: il blackout prossimo venturo secondo DeLillo

La trama è molto semplice. Siamo nel 2022; una coppia, in volo verso New York, è coinvolta in un incidente aereo generato da un improvviso blackout totale.
In città, in un appartamento nell’East Side, tre amici li attendono per guardare tutti insieme il Super Bowl alla TV: una professoressa in pensione, suo marito, fervente tifoso, e un suo ex studente visionario e disadattato.
All’improvviso irrompe il silenzio. Lo schermo del televisore rimane nero e tutta la moderna tecnologia digitale ammutolisce, con tutti gli esiti devastanti che possiamo ben immaginare.
Cos’è accaduto? Una guerra alle porte, un nuovo attacco terroristico dopo l’11 settembre, evento peraltro di cui DeLillo si è occupato? Oppure si è verificata la temutissima implosione della tecnologia, dalla quale dipendiamo tutti, sia a livello personale che globale?

Gli effetti del blackout tecnologico
La descrizione dello smarrimento e delle reazioni dei vari personaggi allo spegnimento della tecnologia è quanto mai verosimile:

Adesso questi tossicodipendenti digitali non possono fare niente, i cellulari sono fuori uso, ogni cosa è fuori uso, completamente totalmente fuori uso. (…) Tutto quello che sta accadendo non era in fondo scontato? Non è quello che alcuni di noi stanno pensando? Era la nostra meta. Niente più meraviglia, niente più curiosità.

“Prossimo venturo” si, ma quando?
Non lo sappiamo…ma una finestra temporale potrebbe forse essere quella che ci suggerisce Marco Celada, un astrologo professionista ex cibernetico, consulente di grandi gruppi industriali, che in un’intervista nel 2013 previde la pandemia iniziata nel 2020 e ci dice che i primi mesi del 2022 avrebbero, secondo le sue analisi, “la configurazione più brutta di tutto il secolo.”

https://www.corriere.it/cronache/21_dicembre_17/marco-celada-fisico-cibernetico-ad-astrological-coach-manager-nel-2013-annunciai-pandemia-segreto-tutto-compleanni-8142245e-5f71-11ec-9db8-81822b3ce727.shtml

Aveva previsto la pandemia con sette anni di anticipo. Lo fece in un’intervista uscita nel 2013 su un quotidiano nazionale, firmata da tale Stefano Lorenzetto. Disse: «Dal 2015 al 2021 ci sarà il periodo più negativo di questo secolo. Più che bellica, l’emergenza sarà ambientale e sanitaria, con lo scoppio di epidemie molto aggressive». […] a suo dire, il peggio deve ancora arrivare: «Da febbraio a maggio, l’indice ciclico planetario raggiungerà il culmine della negatività, una situazione che mai più si ripeterà nel corso di questo secolo. Ma da giugno cominceremo a uscirne».

Dal momento che, negli anni passati, in particolare da dopo il 2008-2010 per culminare nel 2012, la questione del “black out totale prossimo venturo” è stata talvolta convergente a quelle leggende sulle manovre d’intelligence segrete in azione “underground” da tanti decenni, le quali sarebbero a un certo punto sfociate in un’ operazione di polizia internazionale contro quella cabala-deep state (con i suoi centri nevralgici in ordine crescente d’importanza, a Washington, Londra e Roma) responsabile del sistema occulto di potere criminale del pianeta, è chiaro come, dal momento che il black out è visto, in questa linea di pensiero, come il necessario momento di “vuoto operativo” (nel senso di vuoto in cui si opera) tra il mondo vecchio condizionato dalla cabala crudele, perversa e psicopatica e il mondo nuovo in cui ci si sarebbe finalmente liberati, dopo tanto tempo, dal giogo della stessa cabala (arrestata in massa durante l’interruzione globale di energia elettrica): se però passati i giorni e settimane del “grande black out”, una volta ritornata la corrente, si sarebbero viste le cose della politica e della società ritornare lentamente più o meno allo stesso identico modo di prima, allora a quel punto sarebbe stato davvero una volta per tutte chiaro che le storie circolanti in Rete sugli arresti della cabala oscura dominatrice del mondo, erano state appunto sempre soltanto favole senza fondamento.

Non sappiamo se accadrà nei mesi della prima metà del 2022, non sappiamo nemmeno se accadrà presto o se nemmeno accadrà davvero, fatto sta che dal nostro punto di vista – che di certo non è quello “scientifico-pratico” bensì quello “simbolico-sincromistico” – la direzione che il nostro mondo occidentale e occidentalizzato ha preso da quasi due anni a questa parte, pensiamo abbia uno zeitgeist, uno “spirito del tempo” molto più propizio adesso rispetto che qualche anno fa, per uno sviluppo storico di questo tipo che noi energia elettrica-dipendenti, lo vediamo del tutto inaccettabile e non augurabile nella maniera più assoluta…ma leggiamo cosa va dicendo il fisico dell’Università di Roma Andrea Aparo von Flüe in un’intervista a “Il Giorno”, https://www.ilgiorno.it/economia/blackout-totale-1.7116347

Qualche settimana fa la notizia di un assalto ai ferramenta in Spagna per acquistare bombole di gas e torce nel timore che un enorme blackout potesse “spegnere la luce” nel Paese per giorni aveva suscitato reazioni fra lo stupore e l’ilarità. L’ipotesi di uno stop prolungato alla fornitura di energia elettrica in un mondo iperconnesso e abituato a impiegare le tecnologie 24 ore su 24 pare lontana, anche se l’esplosione dei consumi nel primo periodo della pandemia – seguente anche al ricorso generalizzato allo smart working – è stato uno dei cambiamenti più evidenti nel mondo travolto dal coronavirus. Andrea Aparo von Flüe, fisico, dirigente d’azienda (ha occupato ruoli di responsabilità all’interno della galassia Finmeccanica ma anche in Ansaldo) e docente all’università Sapienza di Roma, dove insegna Strategia aziendali, spiega perché l’ipotesi non è da considerarsi così peregrina.

Professore, perché dobbiamo preoccuparci?
“In Europa stiamo spingendo al limite della capacità il sistema di produzione e distribuzione dell’elettricità. Quanto più ci si avvicina al limite, tanto aumenta la probabilità di una crisi. Ricordando la legge di base di Murphy, ovvero ‘Se qualcosa può andare male lo farà’, nonché la legge di Drucker ‘Se una cosa va male, tutte le altre faranno lo stesso, allo stesso tempo’, c’è davvero da essere preoccupati.
Inoltre la capacità del sistema di soddisfare eventuali picchi della domanda è molto limitata a causa della modifica del mix dei modi di produzione. Abbiamo chiuso per motivi economici ed ecologici le centrali a carbone, ridotto quelle ad olio combustibile, aumentato le sorgenti intermittenti, non investito a sufficienza nei sistemi di accumulo. Insomma, abbiamo fatto di tutto per complicarci la vita”.

Quali sono le cause che potrebbero provocare un grande blackout?
“Un eccesso di domanda di energia rispetto a quanto viene effettivamente prodotto. Oppure una qualunque interruzione di linea del sistema di distribuzione. Pericoli a cui si aggiungono la criticità sul fronte delle scorte, l’aumento dei prezzi dei combustibili e l’obsolescenza di impianti e infrastrutture”.

Quanto potrebbe durare e quali sono le dimensioni dell’area che potrebbe essere coinvolta, se dovesse riguardare l’Europa?
“Per rimettere in piedi l’intero sistema viene stimato un tempo compreso fra i 7 e i 14 giorni. [caso strano, proprio lo spazio di tempo che disse “Drake” a Wilcock nel 2012!] Anche perché il sistema cui facciamo riferimento non si limita alla sola Europa. La cosiddetta ‘Area sincrona continentale’, già conosciuta con la sigla UCTE, è la più grande rete elettrica al mondo. 400 milioni di utenti in 30 Paesi. Comprende Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo Romania, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Ungheria, nonché Algeria, Marocco, Tunisia e Turchia [di certo quindi non si tratterebbe di qualcosa di analogo a ciò che successe ai due paesi toccati a fine settembre 2003…]

Quali sarebbero gli effetti di questo spegnimento “globale” sulla nostra vita quotidiana?
“Colpirebbe qualunque dispositivo o sistema che per funzionare ha bisogno di energia elettrica. Quindi se non tutto, quasi tutto. Telefoni, Internet, sportelli Bancomat, sistemi di pagamento, semafori, metropolitane, il comparto dei trasporti, ascensori, reti idriche e fognarie, televisione, radio, frigoriferi, lavatrici, lavapiatti, auto elettriche. Consiglio, come gioco da fare, di trovarne il maggior numero possibile”.

E se dovesse verificarsi cosa sarebbe necessario avere in casa per passare indenni l’intero periodo di black-out?
“Bisognerebbe avere in casa la dotazione prevista per eventi di emergenza, come terremoti e altre catastrofi naturali. Acqua da bere, almeno due litri al giorno a persona. Cibo. Disinfettanti, medicinali e generi di prima necessità per la cura della persona, carta igienica compresa. Sacchi per spazzatura. Candele e altri dispositivi di illuminazione non elettrici. Combustibile per cuocere e per il riscaldamento. Coperte. Una radio a batterie per eventuali comunicazioni di emergenza. E fatemi aggiungere anche una buona scorta di libri da leggere, giochi di società. E possibilmente una compagnia gradevole”.

Persino un ministro recentemente ha toccato la questione, https://www.ilmessaggero.it/video/politica/giorgetti_black_out_energetico_non_da_escludere_attuale_sistema_approvvigionamento-6354632.html:
(Agenzia Vista) Roma, 30 novembre 2021 “Un black out non è da escludere rispetto all’attuale assetto dell’approvvigionamento energetico. Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di sterilizzare questo tipo di impatto nei confronti delle famiglie, al netto che a livello europeo si definisca un piano per evitare conseguenze peggiori come arrivare a un black out”. Lo ha afferma il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti durante l’assemblea di Confartigianato. Confartigianato Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev agenziavista.it
Questa volta evitiamo di parlare di kW o di Kwh, non parliamo di potenza elettrica o di energia elettrica: parliamo della seria possibilità che ci si possa ritrovare, per un periodo di tempo significativo, senza l’una e senza l’altra. Semplicemente al buio.

Sicuramente, il più dettagliato degli articoli da noi letti al riguardo, è apparso sullo spazio web di un quotidiano italiano a grande diffusione, https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/19/non-sono-un-indovino-ma-siamo-vicini-a-un-grande-blackout-ipotesi-assurda-per-nulla/6396634/, lo stesso fisico dell’Uniroma intervistato da “Il Giorno”, approfondisce la cosa entrando meglio nella questione:

Ricordate il 28 settembre 2003? Ore 3:01 del mattino, l’Italia dorme. Il carico della rete elettrica è basso, circa 28 mila MW. Il 25% viene importato da Francia e Svizzera. Notte di tempesta sul Lucomagno, al confine fra il cantone Ticino e quello dei Grigioni, Svizzera centro-meridionale. Il vento fa avvicinare troppo un ramo alla linea a 380kV che trasporta energia elettrica verso l’Italia, interrompendola. Il carico viene ridistribuito fra gli altri collegamenti in funzione, sovraccaricandoli. Intervengono le protezioni. Uno dopo l’altro, si interrompono anch’essi.

Il gestore svizzero alle 3:11, non riuscendo a ristabilire i collegamenti interrotti, telefona al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale – oggi si chiama Terna – chiedendogli di ridurre la richiesta di potenza di 300 MW. Poca roba. Alle 3:21 Grtn soddisfa la richiesta e alle 3:25 le protezioni interrompono la linea del San Bernardino, sempre in Svizzera, sovraccarica al 110%. Segue altra sequenza di chiusura di collegamenti, il sistema elettrico italiano diventa instabile. La frequenza che caratterizza le grandezze sinusoidali di tensione e corrente inizia a oscillare. Dai nominali 50 Hz scende a 47,6 Hz, frequenza non sostenibile dal sistema che collassa alle 3:27.

La maggior parte dei 59 milioni di italiani continua a dormire, con l’eccezione dei romani, che stanno vivendo la “Notte Bianca”, ma al buio. La rete elettrica cade come in un domino, una tessera dopo l’altra. Per rimettere il tutto in piedi si segue la stessa dinamica, senza scorciatoie. La corrente torna verso le 9:00 del mattino nel nord-Italia, al centro alle 16:30 e al sud alle 19:00. In Sicilia si torna alla normalità alle 22:00. Solo la Sardegna e alcune isole minori rimangono sempre accese, perché non collegate alla rete principale.

Ci vollero due minuti e mezzo per spegnere tutto, ma circa 19 ore per rimettere in sesto la rete elettrica italiana. Domanda: poiché l’intero sistema di distribuzione dell’elettricità in Europa è interconnesso, Regno Unito compreso – alla faccia della Brexit – cosa potrebbe accadere se l’intera rete europea diventasse instabile e cadesse?

Ipotesi assurda, diranno i più. Invece no, non è assurda per nulla. Anzi.
Sabato 4 novembre 2006: più di 15 milioni di europei rimangono senza corrente elettrica per due ore. Venerdì 8 gennaio 2021, ore 13:04. Problema di fornitura in Romania. La frequenza inizia a essere instabile, viene raggiunto il terzo dei quattro livelli di attenzione della Entso-e (European Network of Transmission System Operators for Electricity, ovvero Rete europea degli operatori per la trasmissione dell’energia elettrica) che raggruppa 42 soggetti, che recita: “Situazione deteriorata, inclusa interruzione di rete a grande scala. Elevato pericolo per i sistemi adiacenti. Princìpi di sicurezza non soddisfatti. Sicurezza globale a rischio”.

Siamo molto vicini al grande buio. Per stabilizzare la rete vengono avviate le centrali in grado di generare energia elettrica in modo rapido, ovvero impianti idroelettrici e a turbogas. L’intervento di emergenza ha successo, questa volta. Cosa accadrà la prossima?
La crescente quota parte delle fonti di energia rinnovabile, altamente volatili, insieme all’eliminazione di grandi impianti sia dedicati a soddisfare il carico di base (nucleare e carbone), sia di scorta (back-up a turbogas), stanno peggiorando la situazione. In passato sono state registrate 15 operazioni di emergenza all’anno. La media annuale degli ultimi anni è di 240 interventi.

Possiamo solo sperare che il prossimo inverno sia mite, perché se fosse rigido aumenterebbero i consumi di energia elettrica. Per stabilizzare la rete in caso di domanda eccessiva occorre avviare le centrali a turbogas e farle andare nel tempo. Purtroppo l’Europa sta registrando una massiccia riduzione dei suoi approvvigionamenti di gas, le scorte sono limitate. Intervenire con successo, in caso di necessità, diventa più difficile, se non impossibile.

27 ottobre 2021. Klaudia Tanner, ministro austriaco della Difesa, dichiara che esiste un’elevata probabilità di un black-out elettrico che avrà significativi impatti su reti informatiche, telefonia cellulare e utenze private, non solo in Austria, ma su scala europea (NdA: La Difesa austriaca non è nuova a predizioni azzeccate: nel 2017 avevano parlato di una possibile epidemia nella prossima decade che avrebbe paralizzato il mondo. Nessuna magia, nessun “gomblotto”, solo buon senso…). Il che significa affermare che la questione non è se ci sarà un black-out, ma quando. Comunque, le conseguenze saranno catastrofiche.

Cosa fare se si spegne tutto? Bisogna avere cibo, almeno due litri di acqua al giorno a persona, combustibile, candele, batterie per radio e per torce tascabili, denaro contante perché Atm e Pos non funzionano, medicine. Si fermano le infrastrutture: semafori, trasporti pubblici, treni, impianti idrici, ascensori, trattamento rifiuti, frigoriferi. Niente televisione. Si spengono computer e quanto è digitale. No Facebook, no social, no web. Nessun cinguettio. Per quanto tempo? La stima è che per rimettere in piedi la rete europea servono da un minimo di sette al massimo di quindici giorni.

Si consiglia di prepararsi per tempo seguendo un corso di pronto soccorso, prevedere un punto di incontro per familiari e amici se il black-out non permette di comunicare, distribuire compiti e responsabilità fra vicini per gestire al meglio le risorse disponibili (aspetto positivo: sospensione delle liti condominiali?).Nessuno sa esattamente quali saranno le conseguenze di un black-out europeo. Di sicuro non si riuscirà a tornare alla normalità in modo rapido. Si deve prevenire per quanto possibile e prepararsi a gestire la crisi.

Ovviamente stanno già rumoreggiando i complottisti anonimi: “Si tratta di azione concertata dai poteri forti per convincere le masse della bontà della costruzione di impianti nucleari…”; “Per evitare di rispondere alle critiche sull’efficacia del green-pass e dei vaccini, per sostenere la menzogna dell’esistenza di un virus Covid, i digerati, i digitati, le cavallette di Sion, i marinai della Potëmkin, o chi per loro, stanno pianificando l’interruzione programmata del sistema di distribuzione elettrica”; “Si tratta di una strategia di diversione finalizzata all’interruzione del sistema economico-finanziario mondiale per permettere ai rettiliani di prendere il controllo del mondo…”.

Siamo spiacenti di informare che un black-out su scala europea – o nord-americana, perché non sono messi molto meglio di noi – è un evento possibile, basato su solide basi statistiche e di probabilità, funzioni dell’architettura e della complessità del sistema che è stato messo in posto negli anni, delle decisioni molto spesso politiche e non tecniche che sono state assunte.

Il poter finire tutti al buio per un paio di settimane non è una previsione, una divinazione, il risultato di complicati calcoli astrologici o altre tecniche di divinazione, bensì semplice evidenza sperimentale. Dati i consumi, la tipologia delle capacità installate, i sistemi di riserva, le scorte di combustibili, il possibile andamento climatico della prossima stagione invernale, i conti non tornano e, se spingendo i dati un po’ di qua e un po’ di là, li facciamo tornare, il margine è così sottile da non tranquillizzare nessuno.
Dovesse accadere prendete nota che non sono stato io, non ho predetto nulla, anche perché non scrivo quartine, non mi interessano le frattaglie animali o i fondi di tazze di thè e non frequento Cuma e nemmeno Delfi. Meditate gente, meditate, e non dimenticate di fare scorta di coperte calde. Si è dimenticato di citarle.

Torniamo al 2012, torniamo alle profezie di allora, di Paolo Franceschetti, gran parte di esse oggi irreperibili sul web…si faceva evidentemente avvertire la paura del “grande black out” il quale, nel luglio di quell’anno, come si seppe solo in seguito, fu un’eventualità tutt’altro che remota oppure favoleggiata solo da complottisti o fuori di testa:
La tempesta solare perfetta (che mancò la Terra)
https://www.lescienze.it/news/2014/03/19/news/tempesta_solare_magnetica_perfetta_espulsioni_plasma_corona_sole-2055531/

La super tempesta solare del 2012 così come l’evento di Carrington. La NASA: siamo stati fortunati
https://www.meteoweb.eu/2014/07/super-tempesta-solare-2012-come-levento-carrington-nasa-fortunati/305914/

Tempesta solare: nel 2012 avrebbe potuto distruggere la Terra
https://www.nextme.it/scienza/universo/sistema-solare/8107-tempesta-solare-2012-distruggere-terra
Etc, etc…

Nel seguente aggiornamento che Franceschetti postò nel 2012, l’avvocato-complottista-astrologo presenta uno strano testo di Umberto Eco che il famosissimo semiologo e romanziere italiano fece pubblicare dal settimanale “L’espresso” nel 2003 [vi ricorda qualcosa quest anno?] e che, presentato nella sua rubrica “La bustina di Minerva”, venne poi raccolto nel volume “A passo di gambero.” L’atmosfera di quel raccontino è del tutto in linea con l’idea di un “reset di tutte le cose”, un “nuovo inizio”, uno “staccare la spina dopo così tanto tempo in cui non veniva staccata”, un’ “interruzione dall’ipnosi dei gadget multimediali”, che di certo ha raggiunto livelli d’intensità maggiore adesso rispetto al 2003.

Certo, lo scenario del testo è immensamente più grave e radicale rispetto a quello che finora abbiamo tratteggiato e Umberto Eco, lo noto leggendo, a questa sua fantasticheria fanta-apocalittica, vi mescola arbitrariamente dei suoi ricordi risalenti a quella seconda guerra mondiale da lui vissuta quando era bambino.

https://forum.comedonchisciotte.org/opinioni/franceschetti-sul-black-out-globale-prossimo-venturo/

Come ho detto nella conferenze e in alcuni articoli, pare si prepari un black out globale, di proporzioni mondiali, che toglierà la luce elettrica per settimane in tutto il globo.
http://paolofranceschetti.com/?p=655 (se ci cliccate sopra finite su uno spazio web vuoto)
I segnali erano diversi e inquietanti.
Attualmente poi ne iniziano a parlare quotidiani come Repubblica e il Sole 24 ore. E già nel 2003 era comparso questo inquietante articolo di Umberto Eco, su L’espresso, segnalatoci da un lettore. Ve lo propongo perché, casualmente, dice le stesse cose che diciamo noi su questo blog da tempo, prospettando scenari possibili, ma anche le soluzioni:

Sogno che dopo un Black Out mondiale si scateni una guerra planetaria

Ho sognato l’Apocalisse.
Quando qualcuno dice “io sogno che…” oppure “ho fatto un sogno”, s’intende di solito che in quel sogno si siano materializzati, o svelati, i suoi desideri. Ma un sogno può anche essere un incubo, in cui si annuncia ciò che non si desidera affatto, oppure un sogno divinatore, che richiede l’intervento dell’interprete autorizzato, il quale ci dica che cosa esso annunciava, prometteva o minacciava. Di questa terza natura è il mio sogno, e lo racconto così come lo sogno, senza chiedermi in anticipo se corrisponda ai miei desideri o alle mie paure.

Sogno dunque che dopo un ‘black out’ globale, che immobilizza l’intero mondo civile, nella ricerca folle delle responsabilità, e nel tentativo di reagire a una minaccia, si scateni una bella guerra planetaria. Ma di quelle coi fiocchi, non un incidente marginale come la seconda guerra mondiale, che ha fatto solo cinquanta milioni di morti. Una guerra vera, di quelle che la tecnica ci consente oggi di fare, con intere aree del pianeta desertificate dalle radiazioni, con almeno la metà della popolazione mondiale che scompare, per fuoco amico, fame, pestilenze, insomma una cosa per bene, fatta da generali competenti e responsabili, all’altezza dei tempi. Naturalmente (si è egoisti anche nei sogni) sogno che io, i miei cari, i miei amici, viviamo in una zona del pianeta (possibilmente la nostra) in cui le cose non siano andate del tutto in modo disperato.

Naturalmente, non avremo più comunicazioni televisive, per non parlare d’Internet, visto che anche le linee telefoniche saranno ormai andate in tilt. Sopravviverà qualche comunicazione radio, usando vecchi apparecchi a galena. Non ci saranno più le linee elettriche, ma rabberciando alla buona alcuni pannelli solari, specie nelle case di campagna, si potrà avere qualche ora di luce, e per il resto si andrà a borsa nera per alimentare dei lumi a petrolio, tanto nessuno starà ancora a raffinare benzina per macchine che, se ancora esistono, non hanno più strade dove correre. Al massimo qualche camioncino, e per il resto carretti e calessi trainati da cavalli. A questa luce scarsa, e possibilmente accanto a un caminetto alimentato con parsimonia disboscando di qua e di là, di sera, ai miei nipoti, ormai privi della televisione, potrò leggere vecchi libri di fiabe ritrovati in solaio, o raccontare di come fosse il mondo prima della guerra.

A una cert’ora ci accucceremo davanti alla radio e capteremo alcune trasmissioni lontane, che ci informano su come stanno andando le cose, e ci avvertono se si addensano pericoli nella nostra area. Ma per comunicare si saranno anche riaddestrati colombi viaggiatori, e sarà bello staccare dalla loro zampetta l’ultimo messaggio in arrivo, che ci dice che la zia ha la sciatica ma tutto sommato continua a campare, o trovare il quotidiano di ieri in ciclostile. Può darsi che, se ci siamo rifugiati in campagna, nel paesino abbiano tenuto in piedi una scuola, e in tal caso darei il mio contributo, insegnando grammatica o storia – non geografia, perché i territori saranno nel frattempo così mutati che parlare di geografia sarebbe lo stesso che parlare di storia antica. Se poi la scuola non ci fosse, radunerei i nipoti e i loro amici e farei scuola in casa, prima le aste, per addestrargli il polso, e non solo alla scrittura, ma ai molti lavori manuali che dovranno fare, e poi via via, se ci fossero ragazzi più grandi potrei fare anche delle buone lezioni di filosofia. Può darsi che per i ragazzi rimanga il cortile della parrocchia, dove sarà sopravvissuto un campetto di calcio (e si potrà giocare anche con una palla di stracci), forse sarà stato ricuperato dalla cantina un vecchio calciobalilla e il parroco avrà fatto costruire dal falegname un ping pong, che i giovani scopriranno più appassionante e creativo dei videogiochi di un tempo.

Si mangerà molta verdura, se la zona non sarà ancora radioattivizzata, e saranno buone le ortiche cotte, che sembrano spinaci. Siccome si moltiplicano per vocazione, non mancheranno dei conigli, e forse ci sarà un pollo di domenica, alla più piccola il petto, al più grande la coscia, l’ala al papà, l’anca alla mamma, e per la nonna che è di bocca buona il collo, la testa e il portacoda, che nei polli ruspanti è il più saporito. Si riscoprirà il piacere delle passeggiate a piedi, il tepore dei vecchi giacconi fuori moda, e dei guanti di lana, con cui si può anche giocare a palle di neve. Non dovrebbe mancare il vecchio medico condotto, capace di mettere insieme qualche riserva di aspirina e di chinino. Si sa, senza più le camere iperbariche, le tac e le ecografie, la vita umana tornerà su una media di sessant’anni, ma non sarà male, calcolando la lunghezza della vita media in altre zone del globo. Rifioriranno sulle colline i mulini a vento. Davanti alle loro grandi braccia i vecchi racconteranno la storia di don Chisciotte, e i piccoli scopriranno che è bellissima. Si farà musica, e tutti impareranno a suonare qualche vecchio strumento ritrovato, per male che vada con un coltellino e una canna si possono fare intere orchestrine di flauti, alla domenica si danzerà sull’aia, e forse qualche fisarmonicista sopravvissuto suonerà la Migliavacca.

Nei bar e nelle osterie si giocherà a briscola, bevendo spuma e vino giovane. Circolerà di nuovo lo scemo del paese, costretto ad abbandonare la vita politica. I giovani demotivati si consoleranno aspirando vapori di camomilla con un asciugamano sulla testa, e diranno che è uno sballo. Riprenderanno fiato, a mezza montagna, molti animali, tassi, faine, volpi, e lepri a non finire, e anche gli animalisti accetteranno di andare talora a caccia per procurarsi cibo proteinico, con vecchie doppiette se ci sono, con archi e frecce in ogni caso, e vibratili cerbottane. Nella notte, a valle, si udranno abbaiare i cani, ben nutriti e tenuti in gran conto, perché si sarà scoperto che sostituiscono a poco prezzo sofisticati sistemi elettronici d’allarme. Nessuno li abbandonerà più sull’autostrada, sia perché avranno acquistato un valore commerciale, sia perché non ci sono più le autostrade, sia perché se anche ci fossero nessuno le prenderebbe più, perché arriverebbe troppo in fretta in zone che sarà meglio evitare, ‘ubi sunt leones’.

Rifiorirà la lettura, perché i libri, tranne casi di incendio, sopravvivono a molti disastri, saranno ritrovati in stanzoni abbandonati, sottratti alle grandi biblioteche cittadine andate in rovina, circoleranno per prestito, verranno regalati a Natale, ci terranno compagnia nei lunghi inverni e persino d’estate, quando faremo i nostri bisogni sotto un albero. Pur udendo dalla radio a galena voci inquietanti, sperando di farla franca, ringraziando il cielo ogni mattina perché siamo ancora vivi e il sole risplende, i più poetici tra di noi inizieranno a dire che, tutto sommato, sta rinascendo un’età dell’oro. Calcolando che questi rinnovati piaceri dovrebbero essere pagati con almeno tre miliardi di morti, la scomparsa delle piramidi e di San Pietro, del Louvre e del Big Ben (New York nemmeno a parlarne, sarà tutto Bronx), e che dovrò fumare paglia, se non sarò riuscito almeno a perdere il vizio, mi sveglio dal mio sogno con molta inquietudine e – dico la verità – spero che non si avveri.

Ma sono andato da uno che pratica la mantica e sa persino leggere le viscere degli animali e il volo degli uccelli, e costui mi ha detto che il mio sogno non annuncia soltanto qualcosa di orrendo: suggerisce anche come quell’orrore potrebbe essere evitato se riuscissimo a contenere i nostri consumi, astenerci dalla violenza, non eccitandosi neppure troppo a quella altrui, e riassaporare ogni tanto gli antichi riti e i desueti costumi – perché dopotutto anche oggi si può spegnere il computer e il televisore e – invece di partire in volo charter per le Maldive – raccontare qualcosa accanto al fuoco, basta averne la voglia.
Ma, ha aggiunto il mio oniromante, proprio questo è un sogno, che si abbia il coraggio di fermarci un momento per evitare che di sogni si avveri l’altro. E quindi, ha aggiunto l’oniromante, che è saggio ma stizzoso come tutti i profeti a cui nessuno dà retta, andate un poco a farvi fot…e tutti quanti, perché è anche colpa vostra.

Possiamo dire che Umberto Eco, nel testo che abbiamo appena presentato, è riuscito a farci comunque evocare certe cose che sarebbero probabilmente presenti in una realtà la quale, a causa della mancanza dell’iper-tecnologia ovunque, farebbe riemergere comportamenti e interessi umani che la computerizzazione portata agli estremi e l’ipnosi della multimedialità 24/7 aveva fatto dimenticare e fatto diventare desueti.
Se, secondo quelle previsioni che abbiamo visto, l’interruzione di energia elettrica su grande scala, dovesse durare al massimo sette, quattordici giorni – a dir davvero tanto un mese – forse non ci sarebbe nemmeno il tempo di abituarcisi ma, anche solo durasse qualche giorno e nel frattempo ci fossero spesso certe nottate invernali limpidissime, la visione della volta celeste stellata non disturbata da nessun tipo di inquinamento luminoso, potrebbe attirare quei tanti che, soprattutto tra quelli nati negli ultimi decenni, uno spettacolo così nel cielo non l’avevano mai visto in vita loro nelle città.
Non sapendo che altro fare nelle prime ore della notte, anche solo per un periodo di tempo non lunghissimo in una realtà in cui è venuta a mancare del tutto l’energia elettrica, molti – soprattutto i cosiddetti “alternativi” ma non solo – si aggregherebbero a osservare i cieli notturni che, soprattutto nelle zone molto urbanizzate, da tempi immemorabili non avevano avuto più gli astri così ben visibili!

Concludo questo lungo post, sperando abbiate avuto la pazienza di seguirlo da cima a fondo, aggiungendo una MORALE (?), diciamo così, come alla fine di una fiaba e, infatti, molto recentemente, il 21 dicembre passato, mi sono imbattuto nella seguente storiella, scritta su pannelli su una stradina vicino ai boschi, per invogliare i più piccoli al rispetto della natura: avendo già in testa di postare questo post, mi ha fatto un certo effetto leggerlo:

In un luogo molto, molto lontano e circondato dalla natura, due proprietari terrieri di nome Dorothy e Riccardo volevano costruire nuove fabbriche e così iniziarono a disboscare il bosco.
In quel bosco però vivevano il Mago della Natura e la Strega Ghignetta che, preoccupati per la salute delle piante e degli animali che abitavano il bosco, decisero di trasformare Riccardo in un tasso e Dorothy in un capriolo per fargli smettere di distruggere la natura circostante.
Dorothy e Riccardo così trasformati, dentro quei nuovi corpi si sentivano un po’ strani, tuttavia provarono ad adattarsi e a cercare cibo e rifugio nel bosco.
Stanchi e affamati, dopo alcuni giorni decisero di andare a cercare il Mago e la Strega per supplicarli e convincerli a farli tornare umani.
Così si misero in viaggio. Lungo il tragitto, quasi nascosta da un arbusto d’alloro trovarono una volpe ferita, era stata investita da un camion diretto al cantiere della nuova fabbrica in costruzione.
Il tasso e il capriolo la soccorsero, le procurarono acqua e cibo e la curarono con un infuso di bacche di sambuco e foglie di nocciolo.
Una volta guarita la volpe, che voleva sdebitarsi coi suoi nuovi e gentili amici, si offrì di aiutarli a cercare il nascondiglio segreto e per farlo chiese aiuto al suo fidato compagno, il cinghiale grufolante.
Il cinghiale non sapeva dove si trovasse il rifugio ma conosceva qualcuno che poteva saperlo: il saggio gufo, lui di solito era informato di tutti i fatti che accadevano nel bosco.
Il gufo abitava in cima a un’altissima montagna , protetto tra i rami di un’antica roverella.

Il viaggio per raggiungerlo fu lungo e faticoso, pieno d’imprevisti ma grazie alle capacità di ognuno e al lavoro di squadra, gli animali riuscirono a raggiungere la cima.
Giunti a destinazione, dopo essersi rifocillati con un’abbondante scorpacciata di ciliegie e fichi, incontrarono il saggio gufo, che in effetti conosceva il luogo dove abitavano il Mago e la Strega, ma lo avrebbe rivelato solo se avessero prima superato una prova: il tasso e il capriolo dovevano salvare il nido dell’aquila che si trovava in pericolo.
Il capriolo e il tasso passarono tutta la notte a parlare e studiare un piano e il giorno dopo, di buon mattino, partirono alla ricerca del nido.
Nessuno sa veramente cosa combinarono, ma tornarono poco prima del tramonto, portando tra le zampe le uova di aquila intatte.
La prova era stata superata brillantemente!!!
Il gufo sorrise e rivelò la sua vera identità: era lui il Mago della Natura e l’aquila era la Strega Ghignetta!
Durante il tempo trascorso nei panni di un tasso e di un capriolo, Dorothy e Riccardo avevano capito l’importanza della natura e della sua tutela.
Supplicarono il Mago e la Strega di farli tornare umani e promisero in cambio di non costruire più fabbriche.
I due, finalmente umani, decisero di costruire al posto della fabbrica un’oasi protetta per animali e piante, dove pian piano arrivarono abitanti da tutto il bosco.
Gli animali, le piante e gli umani vissero così felici e contenti senza più fabbriche!!!





Lo Zeitgeist del futuro anticipato nelle copertine delle riviste di notizie e attualità

23 03 2021

ZEITGEIST ~Lo spirito culturale che informa una determinata epoca, come si riflette nella letteratura, nella filosofia, nelle arti. Spirito del tempo, spesso reso in tedesco come Zeitgeist, è un’espressione adottata nella storiografia filosofica ottonovecentesca, per indicare la tendenza culturale predominante in una determinata epoca. Utilizzando il mio metodo dei “cicli vitali” (specificatamente quello dei 3 ANNI, 6 e 9 ANNI e 11/12 ANNI) possiamo analizzare le copertine del TIME, NEWSWEEK, COURRIER INTERNATIONAL e INTERNAZIONALE per scoprire lo zeitgeist del futuro, e quindi anticipazioni sugli eventi.

Vediamo cosa è uscito fuori dalla mia ricerca:

2021: cacciatori di alieni, ritorna la Jihad, “di nuovo nucleare” (Make America Nuclear Again), i giovani dicono BASTA, la ossessione islamica della Francia, il boom dello smart job, l’ epoca dei droni, il patto coreano, “cambiare la storia dell’ uomo”, Fake News: non avete ancora visto niente, la estate in cui cambiò il clima, Italia in stato di agitazione, la guerra portata in classe, “un milione di morti”, Washington DC ghiacciata e bloccata, nessun lavoro, “il lato oscuro degli aiuti”, la lampadina si spacca, Iran contro tutti, guerra dei droni, scompare la Russia, tecnoprofeti, dopo Parigi, lotta per la libertà, “chi ha ucciso la vacanza estiva?”, IRAN, tutti sospetti, guerra mondiale Isis, guerre stellari, la utopia delle regole, CIA e il paranormale, frode farmaceutica, minaccia planetaria, Grexit, ostacoli negli spostamenti, imperativi morali, moda tossica (con il simbolo del nucleare), pericolo atomico, paura dei vaccini, storie dell’ orrore dagli ospedali, complotto Cina, lotta delle matite, weak recovery, ripensare lo spazio, tempesta solare e blackout, preoccupazioni rivolte verso il Sole, cattive medicine, stop alla austerità, scandalo Cina, la fine della Corea del Nord, Casa Bianca vacante, salviamo la educazione scolastica, estate impantanata, vivere senza aerei, mondo cinesizzato, attacco dei droidi, Obama all’ Indiana (KAMALA HARRIS), terrorismo a Times Square, troviamo una cura.

Per darvi una dimostrazione di questo metodo, vi mostro cosa avrei potuto ricavare se avessi fatto questo stesso lavoro nel 2019, riferendomi alle anticipazioni per il 2020:

2020: Resistenza contro Trump, Democratici Matter, guerra a Washington di Trump, la morte della verità, “Non siamo pronti per la prossima pandemia”, America russificata, Trump rimbalza sempre all’ indietro, la demolizione di Trump, codice rosso salute (Healthcare.gov), trovare Dio nell’ oscurità, crisi della educazione scolastica, guerra mondiale zero, Guerra Fredda II, uomini in pausa, “la morte dell’ intrattenimento”, lotta razziale, mai offline e sempre connessi, epidemia (Ebola), Ebola Fighters, nessun lavoro, America in declino, meltdown asiatico, Salute – prossima ondata, Croci, guerra next door, la guerra in casa, il declino dell’ Europa, la Cina scoppia, l’ ansia fa bene, la fine del capitalismo, Amazon si prende tutto, la notte dell’ Euro, governo tecnocrate Italia, i mascherati negli Usa, crolla la democrazia, l’ Italia è fottuta, Milano, la fine dell’ occidente, ricostruzione dell’ Asia, popolo indignato, la Cina si avvelenerà, la morte dell’ estate, rabbia virale, resilienza, vince Obama (Kamala Harris), la verità sui vaccini, Wall Street ha venduto l’ America, crisi finanziaria nuova Depressione, era della disinformazione, anatomia del terrore, stregoneria Amazon, la fine dell’ Europa, rivoluzione dei trasporti, l’ anno di tutti i pericoli, guerra del cinema, muri da abbattere, (epidemia – urgente non impanicarsi), combattere per il salario minimo, i nostri amici batteri, popolo in collera, la catastrofe di troppo, nuovo disordine mondiale, Cina sisma politico, vietato vietare, lo Stato vuole regimentare tutto, viaggiare di meno per vivere meglio, il dilemma del turista, medico salva vita, informazione geneticamente manipolata, la dittatura del tempo, ritirata delle multinazionali, Amazon vuole prendersi il mondo, la macchina si è rotta, aspettativa Obama (Kamala), si spezza la corda, assicurazione sanitaria, RESET, frugalità, il futuro del lavoro, Presidente Usa Dottore, il vaccino non funziona, scienziato ribelle, buonanotte Giappone, Twitter, Soluzione Cinese, torna l’ uomo forte, Iran Blues, vita lenta – nuovi valori – ecologia, epidemia mediatica, lo stress salva la vita, comincia a spendere, Biden non scherza, riduzione del college, Campidoglio capovolto, presidenza post imperiale.

2022: Corsa allo spazio, la Terra è sopravvissuta, Kamala Harris, vendesi Terra, ribelli contro l’ estinzione, Brasile sotto attacco, Notre Dame in nero, torna la minaccia nucleare, Italia onda anomala, la fine dell’ Europa, medicine per la memoria, si avvicina la fine degli Usa, la Regina ci lascia, il cinema cinese, come riconoscere gli alieni, Nucleaire (Francia), il secondo 9/11, declino dell’ Europa, la notte dell’ Euro, la fine dell’ Occidente.

2023: Il terremoto dei giovani (Youthquake), alieni nella Casa Bianca (virus come entità aliena), inverno oscuro, lotta climatica, reinventare il turismo, potere Kamala, scuola spaziale, fallimento degli Usa, la Turchia contro il mondo, penuria alimentare, vita sospesa, Cina si ferma, Trump guerra al governo, russificazione degli Usa, Trump is back, boom del Bitcoin, Spagna – Catalonia – Guerra civile, guerra del cinema fra Usa e Cina, preoccupa il Sole, fronte messicano, guerra mondiale zero, invasori spaziali, Messico crisi dei confini, futuro è bitcoin, Ucraina e la fine del regime russo, incubo India, mascherina contro la minaccia verde, complotti e Ufo, stop alla austerità, paura spagnola.

2024: il ritorno degli Anni Ruggenti, Casa Bianca devastata e un nuovo inizio, “astronauta che prega”, Trump circonda e chiude Biden, transizione ecologica, di nuovo nucleare, i giovani dicono BASTA, ne hanno abbastanza, la ossessione islamica della Francia, la tempesta di Trump, Trump il re, Trump va avanti, TRUMPIER, Trump irrompe sulla scena, dopo Parigi, IRAN, guerra mondiale Isis, Turchia come la Siria, moda tossica (con il simbolo del nucleare), pericolo atomico, lotta delle matite, l’ ascesa dei droni, Texas secessione, la Turchia esplode, maschera a gas, religione spaziale, tornano gli Dei ( dallo spazio? ), Fukushima all’ americana, escalation della cyberguerra.

Toglie il respiro – combattere il clima non si può fare se la Cina non aiuta
“Astronauta che prega”
Astronauta che prega – Tornano gli dei





Il passaggio dalla “decade ruggente” dei Venti (della mia vita) alla mia imminente “terza vita”

10 02 2020

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E’ proprio così, signore e signori, sto per uscire dalla decade dei Venti della mia vita per giungere in una “nuova era”, quella dei Trenta.

In questo articolo, analizzerò le dinamiche del cambiamento di scenario e di “passaggio fra le ere” nella mia vita.

IL PASSAGGIO DALL’ INFANZIA ALL’ ADOLESCENZA: Nell’ ambito di questo modello di pensiero, la fine dell’ Era Infantile si posiziona durante l’ anno Undicesimo, quindi per me il 2001: ed ecco che eventi come L’ IMPATTO NEL MIO IMMAGINARIO DELL’ 11 SETTEMBRE, il primo dei “tre big bang”, poiché nel mio undicesimo anno mi sono lasciato alle spalle l’ innocenza e purezza infantile, per cominciare a conoscere un mondo diverso. La metaforica “nuvola nera” che si è addensata e soffermata sull’ inconsapevole figura che era il bambino che ero fungeva quindi da “base” per una “saga del malessere e dell’ agitazione interiore” che si sarebbe concentrata alla massima potenza durante il mio “tormentato 2008”. Ricordo molto bene le intense preoccupazioni dei miei genitori a riguardo del mio inspiegabile cambiamento di carattere e atteggiamento…la conoscenza del male, attraverso le cronache di un crimine che ha avuto come vittima un mio coetaneo, ammazzato dalla sorella e dal fidanzato di questa, e di come tutta la mia classe delle elementari nel periodo immediatamente successivo è stata sottoposta ad una sorta di “questionario” riguardo a paure, preoccupazioni e cose del genere. La tematica delle “storie d’ amore” , emersa da quella giornata che si potrebbe definire un po’ “il vero big bang dei Dieci”, il 2 marzo 2003, quando mi sono dichiarato alla mia migliore amica durante una festicciola a casa mia, per il mio tredicesimo compleanno. Il culmine sarebbe avvenuto durante il 2009, l’ anno dell’ Amore Non Corrisposto, catapultato nel mezzo di un High School Love Story, senza futuro …E la scoperta del mio particolare caso di scoliosi, per la quale mi è stato detto che ci sono solo 5 individui in tutta Italia che presentano questa particolare manifestazione, e quindi tutto ciò che riguardava la salute e il corpo fisico. 

L’ IMPATTO CON GLI ANNI VENTI , “I RUGGENTI”: Anche per questa nuova era della mia vita posso isolare una data precisa, il 6 ottobre 2009, “il big bang n. 1 dei Venti” (la base per la successiva manifestazione della mia vita sociale trasformata) , quando ho conosciuto due nuovi “futuri amici” per strada, invece che all’ Università, e la mia vita ha intrapreso un percorso totalmente differente. Non solo, nella settimana successiva è iniziata la “saga onirica” potenzialmente precognitiva che ha acceso il mio immaginario mistico per anni. Curioso che il 6 ottobre 2009 sia anche la data dell’ inizio della serie “Flashforward” sulla precognizione!

Ma quella era solo una – anticipazione -, una ventata d’ aria fresca che si accompagnava ad un “ciclone di novità”, che si sarebbero manifestate in un “falso anno quieto” che si è acceso come fuochi d’ artificio, metaforicamente, a partire dal “25 aprile 2010”, una data nera della mia generazione locale, quando un nostro compagno di classe di elementari e medie è morto in un incidente d’ auto, e abbiamo “appreso la mortalità”. Un tema che simbolicamente o concretamente si sarebbe ancora manifestato nel corso dei Venti, la scomparsa della nonna paterna nel 2012, la “piccola morte” che è stata la separazione improvvisa e non temporanea dal mio “secondo fratello” , il “grande spavento” di dicembre 2014, quando un mio amico si è sentito male al bar ed è stato portato al pronto soccorso, fortunatamente senza conseguenze, il “secondo grande spavento” di maggio 2015 quando un altro mio amico è stato portato all’ ospedale, anche questo senza conseguenze, il piccolo incidente d’ auto di mio fratello nel gennaio 2016, un momento critico e potenzialmente altamente pericoloso della mia vita nel febbraio 2016 , e l’ “effetto mentale della mortalità” che ha tormentato il mio 2018, durante l’ anno 28, e parte del 2019 ( gli anni fra il 27 e il 29 sono gli anni astrologici del “confronto con la propria mortalità” ), la conoscenza di una persona che ha affrontato una malattia terminale, durante quest’ anno, e “il terzo big bang dei Venti, rappresentato dall’ incontro con il mio “secondo fratello” e sua madre, il 18 agosto 2010 (immediatamente seguito dal manifestarsi dei “giorni di fuoco” di agosto, e dello “scontro atomico” fra i miei genitori e la famiglia di un mio amico), e 17 dicembre 2010 (lo stesso giorno dell’ inizio della Primavera Araba) anche se tecnicamente la persona che mi ha fornito le conoscenze che avrebbero determinato la mia “successiva vita di gruppo e compagnie” era stata un’ altra, il mio “pseudocugino”, sempre conosciuto nel 2010. Ma il suo impatto sulla trasformazione della mia vita sociale non si è manifestato fino al 2014.

A dire il vero, della mia vita si potrebbe dire che ci sono state “tre persone fondamentali”: mio fratello fino al 2010, il mio “secondo fratello” dal 2010 al 2013, e il mio amico rumeno dal 2015, ed escludo il mio amico storico di tutta una vita perché lui ha indirizzato “il suo impatto” in altri ambiti, in altre circostanze della mia vita. Quindi posizionerei anche un “altro big bang” al 18 marzo 2015, quando ho iniziato a conoscere meglio il mio amico rumeno, durante l’ anno più trasformativo e intenso della mia vita finora, un anno che mi ha fatto sfornare centinaia di pagine di diario …  

Al momento credo di poter affermare che “l’ anteprima della mia terza vita” è iniziatail 3 marzo 2019 e l’ 11 aprile 2019. Il 3 marzo il mio amico rumeno è tornato nella mia vita dopo una pausa di due anni, in una piacevole serata, e l’ 11 aprile sono stato per la prima volta assieme da solo con la mia “potenziale migliore amica”, che nella lista delle “persone che hanno cambiato la mia vita” è diventata la prima ragazza classificata. L’ amicizia con lei ha portato ad un “nuovo bagaglio di esperienze e immaginario”, ma come accadde per quella sorta di “anomalia della mia vita” con il mio “secondo fratello”, durante la quale ho vissuto a cavallo fra due famiglie, ho la netta impressione che – lei sia una anticipazione della prossima ragazza che sarà la prima femmina in assoluto a determinare l’ inizio di una “nuova era” nella mia vita, e io la conosco già, posso individuarla, ma non posso rivelarla a nessuno, non nella veste della potenzialità che rappresenta. E’ stata “quantisticamente osservata” ma non è stata ancora “concretizzata”. In un certo senso, il periodo fra aprile e giugno 2019 rappresenta per me un “nuovo fenomeno anomalo” perché ho messo da parte la mia vita sociale per concentrarmi su una “micro – saga” completamente estranea.

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LO TSUNAMI DEVE ANCORA ARRIVARE! La mia è l’ anticipazione che il 2020 replicherà lo “shock” simile al 2010, e che sto per conoscere “la persona che mi traghetterà nella TERZA VITA”.

Dustin Hunter Evans in Miracle Dogs Too

E la mia anticipazione è che la CONCRETIZZAZIONE DEL MIO MISTERO ONIRICO rappresenterà il fulcro, il nucleo del “Big Bang” che fungerà da base per la mia terza vita.

Sono diventato un vero esperto nelle anticipazioni, nella decifrazione di eventi simbolici e segnali dal futuro, mi sembra di vivere in un mondo POST – THE ARRIVAL, dove lo svolgimento del flusso del pensiero si modifica, e si comincia a PRE – CORDARE. Ed è questo procedimento CHE VOGLIO INSEGNARVI. Voglio insegnarvi AD ANTICIPARE.

Il campanello d’ allarme? Da inizio ottobre c’è uno “zeitgeist” in corso…

Avevo scritto inizialmente che mi aspettavo un importante segnale al 25 ottobre 2019 … ebbene, fra il 23 e il 24 ottobre ho fatto un’ altra scoperta sincronica e significativa che si allaccia alla “saga dei sogni” ! Che sta a significare che nonostante tutto, questo filone sincronico viaggia molto vicino ai “luoghi della mia vita”, potenzialmente in attesa di una sorta di “Grande rivelazione” che finalmente spieghi tutto.

Ho fiducia. Il filone non si muove più attraverso i sogni, ma predilige episodi distanti fra loro di sincronicità. 

Inoltre c’è stato un segnale molto forte che indica che la mia SECONDA VITA è finita. La saga videoludica di Life is Strange 2 è finita, e ha significato molto per me, vista la tematica del “legame fraterno”. E’ accaduto il 3 dicembre 2019. E in quello stesso periodo il mio amico, che rappresentava una continuazione diretta del filone simboleggiante il mio “amico fraterno” (2011 – 2013), è partito e andato via. Il finale di Life is Strange 2 è stata una esperienza molto emotiva e catartica per me, molto di più che per Life is Strange 1.  

Dopo il periodo di alta intensità di inizio estate 2019, dal 9 giugno a inizio luglio, vi è stato quindi un altro periodo di alta intensità di cambiamento, fra fine novembre e inizio dicembre 2019. 

Il 2020 sarà quindi l’ ANNO DECISIVO. 

Risultato immagini per daniel and sean life is strange 2

 

 





Timewave 2022 previsioni per il 2020 – 2021 parte 1

25 11 2019

Con la traslazione al 2022, questo è il grafico per il 2018. Per fare la traslazione bisogna aggiungere 4 anni e 2 giorni (10 luglio 2022) con una differenza che va da 19 giorni a 5 giorni (21 giugno 2022 – 15 luglio 2022) se si vogliono seguire le altre potenziali timelines per il periodo.

La storia della “rinascita della timewave” e la sua rivalutazione (da parte mia, e ormai si potrebbe chiamare Timewave Two (Zero 2012 di Mckenna, One di Sheliak e “One 2018” di Meyer ) comincia dalla RIVOLTA DEI GILET GIALLI IN FRANCIA, la più potenziale rievocazione della RIVOLUZIONE FRANCESE mai accaduta finora. Comincia quindi dal 17 novembre 2018 … 

Une colère française

Nel 2018 abbiamo quindi visto le rievocazioni della RIVOLUZIONE AMERICANA, per esempio per quanto riguardava il “caso Kavanaugh” , periodo nel quale la rievocazione più sorprendente (e non poco inquietante) è stato l’ allaccio fra il truce assassinio di Kashoggi ( 2 ottobre 2018) e la brutta fine di Tupac Amaru II (circa 1781).  Inoltre appena prima del debutto dei Gilet Gialli sono emerse informazioni inedite sulla vicenda della malattia mentale di Re Giorgio (1788).

  Visualizza immagine di origineVisualizza immagine di originePicture of That all men and women are created equal

Nel 2019 siamo quindi passati attraverso lo ZEITGEIST NAPOLEONICO, incarnato da MACRON e GUAIDO’ in Francia e Venezuela.

 

Con la traslazione di 4 anni e 2 giorni, questo è il grafico per il 2019.

Macron ça empire !

Notre-Dame du monde

Questo zeitgeist ha visto il consolidarsi della rivolta settimanale dei Gilet Gialli, la competizione fra Guaidò e Maduro in Venezuela, culminata nel tentativo di colpo di stato in Venezuela, fallito, e nella microfase dell’ “anno senza estate” 1816 in quel freddo maggio 2019, ma anche nell’ allaccio alle dimissioni dell’ Imperatore Giapponese, per la prima volta dal 1817. Da quando maggio è iniziato, non abbiamo più sentito parlare di Guaidò, un novello napoleone fallito …Nel frattempo l’ epoca napoleonica era anche quella delle conquiste e vittorie di Bolivar in sudamerica …

La tappa successiva è stata quella di Hong Kong (1841), il QUARANTOTTO rivoluzionario (1848) e la rievocazione della RIBELLIONE DEI TAIPING IN CINA degli anni ’50 dell’ 800, “assorbita” dalla continuazione imperterrita, alla francese, delle manifestazioni violente ad Hong Kong.

  Hong Kong : non à la Chine !Hong Kong, la liberté à tout prix

Movimenti di protesta in tutto il mondo. Analisi e prospettive nella stampa internazionale

In recent months, protests around the world have been in the news almost constantly. There are protests in Europe, Africa, Asia, North and South America, and the Middle East. Though each protest is different, there are similarities.

Unrest is seemingly everywhere. We look at the some of the reasons for and responses to it in Hong Kong, Lebanon, Chile, Catalonia and Iraq.

Per quanto esplose a latitudini così lontane e per motivi diversi, tutte le proteste di queste ultime settimane celano un malcontento più ampio nei confronti di una élite politica vista come distante e corrotta, nutrito dalla fatica di dover affrontare forti e profonde disuguaglianze sociali ed economiche. Quasi in contemporanea a Cile e Libano, ci sono state manifestazioni di protesta in Ecuador, in Catalogna, in Iraq. Si è scesi in piazza in Egitto e prima ancora in Algeria, Sudan e Hong Kong. Andando a ritroso fino a ottobre dello scorso anno quando sono iniziate le proteste dei Gilet Gialli in Francia.

October has seen a wave of often unprecedented protest movements erupt

INSOMMA, LA FEBBRE DEL QUARANTOTTO HA INCENDIATO IL MONDO, giusto in tempo per il periodo che avevo previsto: ottobre 2019.

(1848 inizia: 21 giugno 2022 – 1 ottobre 2019 / 10 luglio 2022 – 19 ottobre 2019 / 15 luglio 2022 – 24 ottobre 2019)

CINA:

From the Western Inspired Taiping Rebellion (1850-1864) to the Hong Kong Protest Movement – Global Research, September 26, 2019

Characteristically, the English press was sympathetic to the rebellion until the ratification of the hoped-for treaty; then they began to spread stories in which Taiping leaders cut children’s heads and smashed them against the wall. Sounds familiar. 

Hong’s creed sounds incoherently millenarian, puritanical and “modern”, if you think that the bulk of the target audience were illiterate Chinese peasants in the middle of the nineteenth century. Abolition of private property, suppression of the cue imposed under death penalty by the Manchus, strict equality and separation of sexes, prohibition of life in common and sexual intercourse even between marriages, separates armies of men and women, substitution of Confucian texts by the Bible as the main subject for civil service examinations.

The whole story sucks from beginning to end. But if we still have some doubt, we only need to see what is happening at this very moment, all distances saved. Today we see how the United States, Great Britain and Atlanticism not even hide that they do everything they can to destabilize China and introduce as deep a wedge as possible to break her apart —for Hong Kong is only the handiest cleft to open well the cracks in Taiwan, Tibet or Xinjiang. 

If we are now witnessing such a effort to introduce chaos in a world where interdependence multiplies consequences, what could not happen in 1850 when for these countries impunity was almost absolute and the only thing to fear was that excessive Chinese bleeding would reduce profits too much. 

In contrast with Opportunity, reigning supreme as blinders in politics, there are glimpses of Synchronicity in events that escape whatever machination; they are often noticed by those most alien to power, even by historians at the end of the day when they stop working and pursuing their theses. Thus, for example, the Taiping rebellion preceded and coexisted in time with the American civil war. So what?

For me it is full of meaning that China acquired its maximum territorial expansion with the Qing  around 1800, only a few years before its ruin and darkest stage began. These things happen all too often, and we don’t need to say that external expansion has nothing to do with the welfare of the people or even with the consolidation of power. 

What Beijing really fears is another Taiping Rebellion. A nobody named Hong Xiuqan proclaimed himself the brother of Jesus and raised a vast peasant army to overthrow the ruling Manchu dynasty in Beijing. Brutal civil war raged from 1850-1864 in which up to 100 million are believed to have been killed or died of famine.

The Taiping Rebellion December 1850 – August 1864, which is also known as the Taiping Civil War or the Taiping Revolution,[6] was a massive rebellion or civil war that was waged in China from 1850 to 1864 between the established Manchu-led Qing dynasty and the Hakka Han Chinese-led Taiping Heavenly Kingdom. Led by Hong Xiuquan, the self-proclaimed brother of Jesus Christ, the goals of the Taipings were religious, nationalist, and political in nature. For over a decade, the Taiping occupied and fought across much of the mid and lower Yangtze valley. Ultimately devolving into total war, the conflict between the Taiping and the Qing was the largest in China since the Qing conquest in 1644 and it involved every province of China. Severely weakened by an attempted coup and unable to capture the Qing capital of Beijing, the Taipings were ultimately defeated by decentralized, irregular armies such as the Xiang Army commanded by Zeng Guofan.

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DAVANTI A NOI abbiamo:

DICEMBRE 2019: La rievocazione della “seconda guerra dell’ Oppio” fra Cina e Occidente, the American Old West (epoca del Far West e dei film Western), la creazione della canzone Jingle Bells 1857, un potenziale attacco terroristico in Francia con il coinvolgimento di “migranti” (28 nov – 17 dic – 22 dic), il debutto del Big Ben, e una potenziale TEMPESTA SOLARE o ALLERTA SOLARE, probabilmente nel secondo caso dedicata all’ annuncio ufficiale di un MINIMO SOLARE iniziato. Se si tratterà davvero di una tempesta solare (7 – 26 – 31 dic) sarà di una magnitudo simile a quella che è avvenuta come Carrington Event 1859 e quella che ci ha quasi colpito nel luglio 2012. Poi passeremo alla rievocazione delle teorie Darwiniane, e allora ci sarà da divertirsi 😉 (9 – 28 dic, 2 gen 2020) e mentre si dibatterà di evoluzioni, magari emergerà un nuovo Garibaldi (12 dic – 31 dic – 5 gen 2020 ).

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: inizierà a carburare il “secessionismo statunitense” (15 dic) e la terminologia politica americana si trasformerà per assimilare caratteristiche da “guerra civile statunitense” (17 dicembre 2019), ci sarà una “battaglia di Shanghai” (19 dic), Antietam e il peggior giorno della storia statunitense ottocentesca (26 dic), Gettysburg e il culmine della guerra civile a capodanno (31 dic).  

GENNAIO 2020: Gennaio ci porterà in un “clima da guerra civile” negli Stati Uniti, con chiacchiere di secessionismo (3 gen), la battaglia di Shanghai (7 gen), il culmine della “tensione civile statunitense” (19 gen), per poi entrare nella fase delle “guerre contro i nativi americani” (15 gen), da segnalare anche l’ incendio con più vittime della storia in territorio abitato (2000 vittime in una chiesa in fiamme (21 gen), la “terza battaglia di Nanking” e il “massacro dei Taiping” con 100.000 vittime ( in arrivo la Tiananmen di Hong Kong? ) ( 6 gen – 25 gen – 30 gen). Il mese finisce al culmine della FRIZIONE e quindi ad un PICCO, quello del 28 GENNAIO 2020. Ritengo che la presidenza di Trump sia a rischio, considerato l’ allaccio all’ assassinio di Lincoln da parte di un attore, e l’ attacco al segretario di stato americano avvenuto in contemporanea (9, 10 – 28, 29 gennaio 2020 – 2, 3 febbraio 2020).

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: In questo caso la timeline ci parla di Ku Klux Klan, rapine in banca o sui treni, Das Kapital di Marx, Garibaldi, il Destino Manifesto americano, il debutto della bicicletta, la fine del feudalismo giapponese.

FEBBRAIO 2020: Sulla timeline per il 10 luglio 2022 si parlerà di Ku Klux Klan, rapine in banca o sui treni, Das Kapital di Marx, Garibaldi, il Destino Manifesto americano, il debutto della bicicletta, la fine del feudalismo giapponese. Abbiamo poi il Generale Custer, Mendel e la tavola periodica, ma anche il PRIMO CONCILIO VATICANO … ( cambiamento di pontefice in arrivo? Conclave? ) ( 7 – 26 febbraio 2020).  

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: Abbiamo il Primo Concilio Vaticano (7 feb), l’ ASSEDIO DI PARIGI 1870 (12 feb), la fondazione dell’ Impero Tedesco (14 feb), la settimana di sangue francese 1871 (16 feb), con le ribellioni completamente soppresse, e la fine dello zeitgeist del Taiping Cinese (17 feb). Da segnalare anche l’ Incendio di Chicago (2500 vittime) ( e novel ) (18 feb), e per finire (28 feb) la depressione economica ottocentesca del 1873.

MARZO 2020: Questo mese vedrà l’ ASSEDIO DI PARIGI 1870 (2 mar), la fondazione dell’ Impero Tedesco (4 mar), la settimana di sangue francese (6 mar), con le ribellioni completamente soppresse, e la fine dello zeitgeist del Taiping Cinese (7 mar). L’ Incendio di Chicago (2500 vittime) (8 mar), altre preoccupazioni riguardo al Sole (10 mar) e con l’ arrivo della primavera anche la depressione economica ottocentesca del 1873.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: La rievocazione dell’ invenzione del TELEFONO (1876) arriva il (15 – 16 mar), le guerre con i nativi americani, Tom Sawyer, e particolare aumento di novità intorno al (28 mar), con la rievocazione della LAMPADINA di EDISON (1879).  

APRILE 2020: La rievocazione dell’ invenzione del TELEFONO (1876) arriva il (3,4 aprile), e particolare aumento di novità intorno al (16 apr), con la rievocazione della LAMPADINA di EDISON (1879), che è anche il giorno dell’ uscita dell’ attesissimo videogioco futuristico CYBERPUNK 2077. La stessa rievocazione si estende fino al 25 – 26 aprile 2020.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: A inizio mese abbiamo la rievocazione della LAMPADINA, mentre entro il (18 apr) passiamo ai duelli del Far West, e a due punti di novità ( 22 apr ) per il China Exclusion Act e (24 apr) l’ inizio dell’ Era Elettrica 1882, e l’ epoca di Tesla. Per concludere, il 29 aprile abbiamo la rievocazione della grande eruzione del Krakatoa 1883 e dell’ inizio della costruzione della Sagrada Familia, il 30 aprile.   

Night City is a city in the Free State of Northern California. It is located in the west coast of the United States in the Del Coronado Bay. As of the year 2020 it is said to have around five million inhabitants across its many boroughs, and in 2077 was voted “the worst place to live in America”. It is the central location in the upcoming Cyberpunk 2077 video game.

NIGHT CITY COME ALLUSIONE ALL’ ILLUMINAZIONE NOTTURNA ( e alla rivoluzione enorme che ha comportato)? 

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MAGGIO 2020: due punti di novità (11 mag) per il China Exclusion Act e (13 mag) l’ inizio dell’ Era Elettrica 1882, e l’ epoca di Tesla. il 18 maggio abbiamo la rievocazione della grande eruzione del Krakatoa 1883 e dell’ inizio della costruzione della Sagrada Familia, il 19 maggio. Maggio ci parla ancora di Far West, l’ archetipo del Cowboy, ma anche (26, 27 maggio) dello Scramble for Africa 1884, con la conferenza di Berlino dedicata all’ organizzazione dell’ Africa.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: Maggio ci parla dello Scramble for Africa 1884, con la conferenza di Berlino dedicata all’ organizzazione dell’ Africa (7, 8 maggio), e di una rivoluzione dei trasporti (auto, bici, moto) culminante il 14 MAGGIO 2020 con una esplosione di novità della durata di due mesi corrispondente al debutto dell’ automobile nel 1886. Avevo ipotizzato in un articolo precedente che potremmo addirittura vedere l’ annuncio dell’ invenzione della MACCHINA DEL TEMPO, considerato che questa è una delle “tappe anticipatorie dell’ Eschaton del 2022”. Fra il 20 e il 23 maggio abbiamo la rievocazione della Tour Eiffel e del sisma francese che fece 2000 vittime.

GIUGNO 2020: Giugno ci introduce ad un salto di novità di due mesi, che ha inizio il 2 GIUGNO 2020 corrispondente al debutto dell’ automobile nel 1886. Avevo ipotizzato in un articolo precedente che potremmo addirittura vedere l’ annuncio dell’ invenzione della MACCHINA DEL TEMPO, considerato che questa è una delle “tappe anticipatorie dell’ Eschaton del 2022”. Fra l’ 8 e l’ 11 giugno abbiamo la rievocazione della Tour Eiffel e del sisma francese che fece 2000 vittime. L’ inaugurazione della Tour Eiffel e il fallito colpo di stato francese (21, 22 giugno 2020) e le rivoluzioni di massa coordinate dei lavoratori del 1890 (28 giugno).

TIMELINE 21 GIUGNO 2022:L’ inaugurazione della Tour Eiffel e il fallito colpo di stato francese (2,3 giugno 2020) e le rivoluzioni di massa coordinate dei lavoratori del 1890 (9 giugno), in tempo per l’ anniversario delle proteste di Hong Kong 2019. Il 15 giugno 2020 dovrebbe essere un giorno di intense manifestazioni in Francia (1891), ed entro inizio estate si annuncerà lo zeitgeist dell’ immigrazione in territorio statunitense. Particolare attenzione al 22 giugno 2020, quando si rievoca il disastro del Monte Bianco (200 vittime) del 1892. A fine mese arriva di nuovo il rischio economico (1893 depressione economica).  

LUGLIO 2020: Questo mese inizia immediatamente con la conclusione della “fase di rievocazione delle guerre contro i nativi americani” e la questione della “frontiera americana”. Poi comincia una fase di concentrazione dei mass media sulla questione dell’ immigrazione negli Stati Uniti. Particolare attenzione all’ 11 luglio 2020 (disastro del Monte Bianco, 200 vittime, 1892). Il 16 luglio 2020 presenta un rischio economico (1893 depressione economica). Sorprendente la rievocazione, a due giorni dall’ inaugurazione delle Olimpiadi Giapponesi, della fondazione dell’ International Olympic Committee (IOC), ma anche (23 luglio 2020) della prima guerra Sino – Giapponese, concentrata sulla questione Coreana, assieme alla questione della Minimum Wage Law. Ancora, (25 luglio 2020 ), il massacro di Port Arthur, Giappone, 1894, e al (31 luglio) la questione dell’ effetto serra, e il primo film, 1895.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: La rievocazione della fondazione dello IOC si presenta il 3 luglio, mentre la prima guerra Sino – Giapponese il 4 luglio 2020. L’ effetto serra e il primo film di Lumière entro il 12 luglio. Il 14 luglio è interessante, si segnala una crisi politica italiana, e le dimissioni del premier. Inoltre, in questa data si verifica la rievocazione della prima Olimpiade moderna del 1896, a 10 giorni di distanza dall’ inizio delle Olimpiadi Giapponesi. Il 15 luglio potrebbe presentare un rischio per il Giappone, visto che rievoca il terribile sisma e tsunami del 1896. La corsa all’ oro del Klondike il 16 luglio, e la scoperta del luogo di nascita del Buddha rappresentano un culmine di massima novità iniziato due mesi prima. Per il 27 luglio si segnalano i Moti di Milano del 1898, mentre per il 30 luglio si segnala un “colpo di stato dei democratici statunitensi”.

AGOSTO 2020: Interessante il 2 agosto 2020: ( crisi politica Italiana e dimissioni del premier e rievocazione della prima Olimpiade moderna del 1896, proprio durante le Olimpiadi Giapponesi). Il culmine di massima novità iniziato due mesi prima arriva entro il 3 – 5 agosto, e si presenta con un terribile sisma e tsunami giapponese (1896) a mettere a rischio lo svolgimento delle Olimpiadi. Inoltre potrebbe essere occasione per un “attacco nucleare” nelle modalità da me segnalate in altri articoli, riguardo alla questione Disneyland. Il 13 agosto, guerra Ispano – Americana con coinvolgimento di Cuba, 15 agosto i moti di Milano del 1898, 18 agosto il “colpo di stato dei democratici statunitensi”, il 20 agosto il peggior disastro naturale australiano (Queensland), il 22 agosto la fondazione della Fiat, il 26 agosto le scoperte sull’ eredità di Mendel, mentre il 27 agosto la ribellione contro gli stranieri ( Boxers Rebellion ) in Cina. Da segnalare il 28 agosto che rievoca l’ assassinio del Re Italiano da parte di un anarchico, nel 1900, e il 29 agosto, anniversario di Katrina, la rievocazione di un devastante uragano americano avvenuto nel 1900, che fece migliaia di vittime. Nella stessa data potrebbero tornare in voga le teorie quantistiche, visto che si rievoca la “fase della rivoluzione quantistica nella fisica”. Interessante anche come sincronicità con il 1997 e Diana, il 31 agosto la rievocazione della scomparsa della Regina Vittoria nel 1901.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: 1 agosto, il peggior disastro naturale Australiano nel Queensland, il 3 agosto la fondazione della Fiat, l’ 8 agosto la Boxers Rebellion in Cina, da segnalare il 9 agosto la rievocazione dell’ assassinio del Re Italiano nel 1900, e il 10 agosto la rievocazione di un devastante uragano americano che fece migliaia di vittime nel 1900, e nella stessa data potrebbero tornare in voga le teorie quantistiche, visto che si rievoca la “fase della rivoluzione quantistica nella fisica”. Il 12 agosto si segnala la “fine dell’ epoca vittoriana”, mentre il 14 agosto rievoca il genocidio Sudafricano. Possibilità di una imponente eruzione il 20 e 21 agosto 2020 (novità), nella stessa data si inserisce anche la questione dell’ indipendenza cubana. (novità) anche per il 22 agosto con il “debutto della fantascienza” con “Trip to the Moon”, mentre il 23 e il 24 agosto rievocano una blockade navale contro il Venezuela, il 25 agosto l’ abolizione del “califfato africano”, e il 29 agosto 2020 rievoca il PRIMO VOLO del 1903, il 30 agosto una crisi fra Russia e Giappone, e il 31 agosto la fondazione di Times Square.

SETTEMBRE 2020: 2 settembre, il genocidio Sudafricano, possibilità di imponente eruzione l’ 8 – 9 settembre (novità) e la questione dell’ indipendenza cubana. 10 settembre 2020 (novità) il debutto della “fantascienza” con “Trip to the Moon”, e 11 – 12 settembre una blockade navale contro il Venezuela. 13 settembre l’ abolizione del “califfato africano”, il 17 settembre 2020 la rievocazione del PRIMO VOLO del 1903, 18 settembre una crisi fra Russia e Giappone, 21 settembre ancora il genocidio in Africa, mentre il 24 settembre 2020 si innesca la “fase della rivoluzione russa” (1905), con le prime proteste. 25 settembre 2020 la relatività di Einstein e 26 settembre 2020 “il 1905 di Einstein”, il 28 settembre la Russia viene sconfitta dal Giappone, e “il manifesto di Ottobre” in Russia.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022:  2 settembre 2020 il genocidio in Africa, mentre il 5 settembre 2020 si innesca la “fase della rivoluzione russa” (1905), con le prime proteste. il 6 e 7 settembre la relatività di Einstein e “il 1905 di Einstein”, mentre il 9 settembre la Russia viene sconfitta dal Giappone, e si rievoca “il manifesto di Ottobre” in Russia. ATTENZIONE al 12 settembre 2020 ( 1906, eruzione del Vesuvio e sisma a San Francisco) e al 14 settembre 2020 ( Seconda occupazione di Cuba ), mentre si segnala per il 22 settembre un massacro durante proteste in Cile, con coinvolgimento di una scuola (2000 vittime) (1907) e nella stessa data il primo approccio storico all’ elettronica. 25 settembre la scoperta del petrolio in Iran e l’ evento di Tunguska 1908 (novità) e 28 settembre 2020 ATTENZIONE, rievocazione del terremoto e maremoto di Messina del 1908 (novità). 30 settembre il colpo di stato Ottomano del 1909 con il declino del sultano.

OTTOBRE 2020: ATTENZIONE, 1 ottobre 2020 ( 1906, eruzione del Vesuvio e sisma a San Francisco) e 3 ottobre 2020 ( Seconda occupazione di Cuba ), mentre si segnala per l’ 11 ottobre 2020 un massacro durante proteste in Cile, con coinvolgimento di una scuola (2000 vittime) (1907) e nella stessa data il primo approccio storico all’ elettronica. 14 ottobre la scoperta del petrolio in Iran e l’ evento di Tunguska 1908 (novità) e 17 ottobre 2020 ATTENZIONE, rievocazione del terremoto e maremoto di Messina del 1908 (novità). 19 ottobre il colpo di stato Ottomano del 1909 con il declino del sultano. 21 ottobre 2020, rievocazione delle proteste della “settimana tragica” di Barcellona, 25 ottobre 2020 in prossimità di Halloween abbiamo 1910 il primo film horror, e 27 ottobre 2020 l’ annessione della Corea al Giappone, con le dimissioni dell’ imperatore coreano. In ottobre 2020 abbiamo anche la rivoluzione messicana del 1910, la fondazione della repubblica cinese, con le dimissioni dell’ imperatore, la rievocazione del disastro del Titanic, una eruzione VEI 6 in Alaska, le guerre balcaniche contro la Turchia, la Decena Tragica del Messico nel 1913 e l’ inizio dell’ era della produzione di massa. 

Una scissione importante avviene, nel contesto delle risonanze storiche, con la fase relativa alla “tensione geopolitica globale” e le eventuali corrispondenti “chiacchiere sincroniche su un conflitto globale” con la rievocazione del 1914 (30, 31 ottobre 2020): possiamo ipotizzare che questa fase inizi con un tentato o effettivo assassinio al leader della Germania.

TIMELINE 21 GIUGNO 2022: 2 ottobre 2020, rievocazione delle proteste della “settimana tragica” di Barcellona, 8 ottobre 2020 l’ annessione della Corea al Giappone, con le dimissioni dell’ imperatore coreano. In ottobre 2020 abbiamo anche la rivoluzione messicana del 1910, la fondazione della repubblica cinese, con le dimissioni dell’ imperatore, la rievocazione del disastro del Titanic, una eruzione VEI 6 in Alaska, le guerre balcaniche contro la Turchia, la Decena Tragica del Messico nel 1913 e l’ inizio dell’ era della produzione di massa. Una scissione importante avviene, nel contesto delle risonanze storiche, con la fase relativa alla “tensione geopolitica globale” e le eventuali corrispondenti “chiacchiere sincroniche su un conflitto globale” con la rievocazione del 1914 ( 11, 12 ottobre 2020): possiamo ipotizzare che questa fase inizi con un tentato o effettivo assassinio al leader della Germania.

E quindi la Germania si adira con paesi come la Russia, per esempio, la Serbia, la Turchia (questa assieme a Inghilterra e Francia). Attenzione alla rievocazione di un terremoto 6.7 in Italia (15 – 16 ottobre 2020) e poi iniziano le rievocazioni degli “attacchi con il gas tossico” in Russia e Polonia, nella stessa data, 16 . 17 ottobre (novità) l’ invasione della Turchia e il genocidio armeno. la Turchia se la prende con i Cristiani, l’ Italia viene coinvolta nella crisi, poi 19 – 20 ottobre 2020 (novità) “attacchi col gas” in Francia, la Russia va contro la Serbia, potenzialità di una sparatoria scolastica statunitense (21 vittime), 21 – 22 ottobre 2020 bombardamento di Parigi, 22 – 23 ottobre 2020 (novità) un altro “attacco con il gas” in Francia, 24 – 25 ottobre 2020 la rievocazione della battaglia di Somme, e l’ accanimento fra Italia e Germania, 25 – 26 ottobre 2020 il debutto dei carri armati in Francia, 27 – 28 ottobre 2020 gli Stati Uniti interrompono relazioni diplomatiche con la Germania, a causa del coinvolgimento del Messico nella crisi geopolitica, e poi 28 – 29 ottobre 2020 (novità) la rievocazione della “fase rivoluzionaria 1917 in Russia”, con la fine dell’ Impero Russo, e la battaglia di Gaza da 10.000 vittime e 29 – 30 ottobre 2020 (novità) una imponente esplosione in Belgio (la più potente prima del nucleare). E’ alta quindi la possibilità che si verifichino attacchi terroristici durante questa fase.   

 





27 ottobre 1962, il re del terrore

26 10 2017

Ricordo da ragazzino, quando seguivo ancora i programmi della televisione, come vi fossero delle serate in cui alla tv “non vi era niente”, nulla di interessante né in un canale né in un altro mentre vi erano altre serate in cui dovevi in continuazione saltare da un canale all’altro, fare zapping o flipping,  perché stavano trasmettendo molte cose interessanti contemporaneamente: uno show (un tempo si diceva “varietà”) nuovo di zecca su rai 2, un film per la tv o fiction (un tempo si diceva “sceneggiato”) interessantissimo su canale 5, una partita di calcio “che non te la potevi assolutamente perdere” su rai 1 ecc. Tutto nella stessa serata di programmazione tv.

Penso sia così anche per certi anni, mesi e giorni della storia occidente-centrica che conosciamo: in alcuni sembra che davvero non succeda nulla di nuovo e che l’abitudine regni sovrana; uno scorre le notizie, le news, e vede che rigurgitano di non novità, di cose che potevano benissimo succedere anche un giorno, un mese, un anno, cinque anni prima; in  altri anni, mesi e giorni, sui giornali, le tv, le radio (e in seguito anche internet) si assiste invece come a un surriscaldamento, a un sovraccarico, a un eccesso di notizie importanti che sembrano avvenire tutte nello stesso tempo e prendersi quasi a spintoni l’un l’altra.

Un esempio di ciò avvenne esattamente 55 anni fa, nell’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare. Quel mese e giorno furono PIVOTALI, per usare un neo-inglesismo, fu un periodo in cui in futuro si faceva spazio più del solito e toglieva spazio più del solito al passato quasi franandogli addosso, in cui venivano al pettine nodi della Storia allora recente e nello stesso tempo se ne generavano altri di nodi, in cui si aprivano spazi e orizzonti che si sarebbero fatti sentire per un bel pezzo a venire e avrebbero dato forma a diversi zeitgeist dei lustri e decenni futuri.

Non so se il mio collega di blog Teozakari abbia un giorno o l’altro voglia di studiare l’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare su uno dei suoi particolareggiati grafici dell’onda temporale di Terence McKenna, per vedere se, in effetti, anche per la teoria frattale-ricorsiva della Timewave, quel punto lì della nostra storia occidente-centrica mostri qualche anomalia-singolarità pure su quei grafici, in modo da far ritenere che davvero sia stato un momento cardine di grande incremento di novità storica e di grande decrescimento dell’abitudine storica.

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Nell’ottobre 1962 il pianeta Terra si trovò mai come allora vicino a una Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica la quale si sarebbe giocata a colpi di terrificanti armi termonucleari. Si era nel picco, nel culmine assoluto della tensione atomica tra le due superpotenze la quale stava durando da almeno dodici anni. Tutto era iniziato nell’agosto precedente, – l’agosto in cui morì Marylin Monroe – quando l’URSS di Krusciov sfidò gli USA di Kennedy cominciando a installare rampe di missili nell’isola di Cuba retta dai  socialisti di Castro, le foto aeree USA scoprirono le installazioni missilistiche URSS a Cuba. L’esercito americano impedì alle navi sovietiche di raggiungere la costa cubana senza prima aver esaminato il carico delle navi. Cominciò un pericolosissimo “braccio di ferro” tra le due superpotenze che, attraverso i mass media, “lasciò il mondo col fiato sospeso”.

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In quello stesso ottobre 1962, iniziò a Roma il Concilio Vaticano II, organizzato per cominciare a svecchiare l’istituzione secolare e secolarizzata della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e tenerla “al passo coi tempi”, i quali stavano cambiando soprattutto a causa della tecnologia e della diffusione sempre più crescente dei mass media. Il Concilio venne inaugurato da Giovanni XXIII, il quale in questa foto (apparsa come copertina di una rivista) appare significativamente col pianeta Terra alle sue spalle.

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In quella terza decade di ottobre 1962 venne deciso un blocco navale da parte delle navi militari USA nei confronti delle navi URSS che attraversavano l’Atlantico verso Cuba cariche di componenti militari per i missili a corto-medio raggio. Intanto, con la procedura “Chrome Dome” del generale delle forze strategiche aeree SAC Thomas Power,  almeno venti bombardieri B 52 erano costantemente in volo sopra l’emisfero nord, fino al polo, sempre armati di bombe termonucleari assai più potenti della bomba di Hiroshima: era la cosiddetta “airborne alert”, “allerta in volo”, in ogni momento questi B 52 potevano essere allertati e dirigersi verso lo spazio aereo sovietico nemico. Durante la “crisi di Cuba” dell’ottobre 1962, il numero di questi aerei militari in volo carichi di bombe atomiche pronte all’uso in caso di allerta, raggiunse quasi la settantina.

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Nello stesso ottobre 1962 uscì la rivista mensile “Panorama”, che col tempo divenne settimanale e la più diffusa rivista di attualità politica, sociale e culturale in Italia . E’ proprio il caso di dire che si apriva un nuovo PANORAMA.

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La crisi missilistica di Cuba fu presente ininterrottamente sui mass media nella terza decade di ottobre 1962 fino alla pericolosissima giornata del 27 ottobre 1962, quando la crisi giunse il suo culmine. Se la crisi di Cuba fu il picco della paura atomica degli anni cinquanta il 27 ottobre 1962 fu il picco del picco: le navi sovietiche continuavano ad avanzare nell’Atlantico, la costruzione delle installazioni missilistiche sovietiche nella Cuba castrista non si fermava, i generali più “falchi” dicevano al presidente che ormai la sola opzione ragionevole era l’invasione militare (dalle conseguenze terribili); non solo, venne intercettato un aereo U2 sopra la Russia e a Cuba venne abbattuto un altro U2 in cui perse la vita il pilota Rudolf Anderson: ormai si era veramente a un passo dalla mezzanotte termonucleare. Il segretario alla difesa di allora, McNamara, in seguito disse che pensò a quel sabato come l’ultimo della sua vita, e non solo della sua.

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Nel medesimo giorno in cui McNamara pensava che quello fosse l’ultimo sabato della sua esistenza, vennero intervistati questi quattro ragazzotti con le zazzere e vestiti con abiti “mod”, questi quattro ragazzotti all’inizio di quello stesso ottobre 1962 fecero uscire il loro primissimo 45 giri, con Love me do su un lato e Please please please su un altro. Ben pochi allora li conoscevano. L’immagine che vedete venne scattata il 27 ottobre 1962 dentro uno studio radio-tv in Inghilterra.

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Quello stesso sabato 27 ottobre, in Italia, il potentissimo magnate del petrolio Enrico Mattei tornava in volo da Catania verso Milano con uno dei suoi piccoli aerei personali. Enrico Mattei era probabilmente il personaggio italiano più influente dell’epoca, era considerato davvero un grandissimo, una specie di divinità dell’Olimpo, veramente pochi oggi se ne rendono conto, era in assoluto l’industriale dell’epoca più conosciuto, ben più di Gianni Agnelli della FIAT. Nelle mani di Mattei, l’ENI divenne un impero in grado di sfidare le potenze petrolifere straniere, in particolare quelle anglosassoni. La sua morte avvenne proprio quel 27 ottobre 1962, quando a bordo del suo aereo precipitò presso una oscura località in provincia di Pavia. All’epoca si pensò a un tragico incidente, ma col tempo si appurò che la struttura del velivolo venne manipolata apposta per farlo perdere controllo e schiantare al suolo. Mattei fece una fine molto simile a quella del pilota Rudolf Anderson, alla guida dell’U2 abbattuto sui cieli di Cuba quello stesso 27 ottobre.

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Nell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un universo culturale pop che tutt’ora non se n’è andato: uscì sugli schermi cinematografici “Dr. No” (“Agente segreto 007, licenza di uccidere”), il primissimo film della lunghissima serie dell’agente segreto 007 James Bond al servizio di sua maestà britannica e vide la luce il primordiale 45 giri dei britannici The Beatles. In quell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un futuro piuttosto lungo da cui ancora non ne siamo usciti.

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La morte dello strapotente magnate petrolifero Enrico Mattei quel 27 ottobre 1962 fu il primo vero “mistero italiano” nello stile dei molti che sarebbero venuti in seguito, in modo particolare dal 1969 in avanti, dalla strage di piazza Fontana in poi . Quella di Mattei fu una fine che influenzò molto il futuro perché fu il primo attacco diretto e violento alla sovranità e all’indipendenza politico-economica dell’Italia, fu il primo atto eversivo nello stile di quella che si sarebbe in seguito chiamata “strategia della tensione”. Furono almeno due gli omicidi sensazionali dell’allora futuro che si ricondurranno al caso Mattei: l’omicidio del giornalista siciliano Mauro De Mauro che avverrà nel 1970 e l’omicidio dell’intellettuale critico, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini nel 1975.

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Vasilij Aleksandrovič Archipov (in russo: Василий Александрович Архипов?; Orechovo-Zuevskij rajon, 30 gennaio1926Železnodorožnyj, 18 agosto1998) è stato un marinaio e militaresovietico.
Durante la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, come comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59 della classe Foxtrot, si oppose al lancio di un siluro nucleare malgrado il suo sottomarino fosse stato oggetto del lancio di bombe di profondità da parte di un gruppo da combattimento della US Navy composto dalla portaereiUSS Randolph e undici cacciatorpediniere[1]; il comandante ritenne la provocazione sufficiente a reagire nel modo più consono e diede disposizioni per lanciare un siluro a testata nucleare. Il vicecomandante Archipov tuttavia espresse disaccordo e convinse il proprio superiore ad attendere: il lancio di bombe da parte dei militari americani si interruppe, e il comandante russo ritirò l’ordine, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta culminare in un conflitto atomico fra USA e URSShttps://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Aleksandrovi%C4%8D_Archipov

Per lanciare quel siluro a testata nucleare, il protocollo da seguire stabiliva che tutti gli ufficiali a bordo del sottomarino dessero parere positivo al lancio, il solo ufficiale che si rifiutò di dare il suo voto e ruppe l’unanimità fu il vice comandante Archipov scongiurando così un’escalation letale. Una vicenda somigliante a questo episodio ed avvenuta più di vent’anni dopo, riguardò il tenente colonnello dell’armata rossa Stanislav Petrov e il suo rifiuto di rispondere con un contrattacco a un lancio di missili ICBM da parte USA, poi rivelatosi un falso allarme dovuto a un errore dei computer.

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Il numero del quotidiano “La Stampa” di domenica 28 ottobre 1962, il giorno del “sospiro di sollievo” dopo il picco altissimo di tensione del sabato.

Col tempo, venne alla luce che i missili sovietici già installati sull’isola di Cuba erano pienamente operativi e in grado di lanciare testate nucleari in caso di invasione dell’isola, all’epoca si riteneva invece che le batterie di missili a Cuba dovessero ancora essere completate e che quindi nessun missile era operativo e pericoloso; ciò facilitava le posizioni degli intransigenti del Pentagono che alla Casa Bianca premevano per un’invasione americana dell’isola: tanti anni dopo, l’allora segretario della difesa McNamara rivelò come quel 27 ottobre si andò “a tanto così” dall’invasione.

La crisi missilistica cubana e la morte di Enrico Mattei nel “black saturday” (come viene ancora oggi ricordato quel giorno negli Stati Uniti) influirono per lungo tempo a venire, molti nodi si erano sciolti e altri nodi si erano invece legati, gli anni Cinquanta furono in rotta di collisione con gli anni Sessanta e Settanta e, come si è detto, nuovi panorami mai visti prima si aprirono.

Nei giorni che seguirono, a inizio novembre, mentre i sovietici iniziavano a smantellare la loro base missilistica a Cuba venti giorni prima che gli americani decidessero di togliere il blocco navale, uscì nelle edicole il primissimo numero di un fumetto che fece scandalo per la sua crudezza e diversità dai soliti cliché delle storie a fumetti: il protagonista non era infatti per i ragazzi un esempio positivo da seguire, Diabolik è infatti un malvivente, un fuorilegge, un maledetto, un clandestino. Questo tipo di figura avrà un avvenire di fronte a sé, in Italia e non solo.

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