2001 prossimamente e i disastri (annunciati) di WOKE, il politicamente corretto autoritario e militaresco

10 05 2022

Nell’attesa che riescano a vedere la luce prima o poi qui sul blog due impegnativi post lunghissimi per la cui stesura ho preso ispirazione da diversi post del blog di Christopher Knowles, faccio un po’ di riscaldamento presentando in italiano qualche suo ultimo aggiornamento.

Mi scuso per aver di recente latitato con i post, ma sono stato molto impegnato in alcune immersioni profonde a livello di Fossa delle Marianne nei rituali senza fine, così come nella tana del coniglio senza fondo della Sibilla [“https://civiltascomparse.wordpress.com/?s=elisabeth+fraser“]. Stiamo parlando qui di sincromisticismo dei più duri. Faccio questo lavoro da quasi trent’anni e ne rimango ancora sbalordito quasi ogni giorno.

Nel caso in questione, il recente lavoro da me svolto su “2001: Odissea nello spazio”, ha legato tutti i tipi di questioni in sospeso con il mio lavoro sulla magia degli astri e la mia ricerca su tutto il ritualismo di alto livello che sembra essere ovunque in questi giorni. Come probabilmente già sapete, “2001” è zeppo di strati su strati su strati di simbolismo, sebbene mi sembra di star cominciando a capire che la maggior parte di essi sia una deviazione dal suo messaggio principale, il che sarebbe del tutto coerente con tutti quei bizzarri rituali che abbiamo visto di recente.

Credetemi, tutto questo ha a che fare con ciò che sta succedendo in questo momento e tutto ciò che ha a che fare con il futuro pianificato per noi!

• Considerate solo che l’uomo più ricco del mondo – sapete, colui che è stato nelle notizie 24 ore su 24 nell’ultimo mese – non solo possiede la sua “agenzia spaziale”, ma ha anche legami tangibili con l’Oracolo dell’Apocalisse.

• Considerate che il dottor Stranamore sta rapidamente diventando una realtà, con membri di alto rango dello Stato di sicurezza nazionale che esaltano le virtù della guerra nucleare.

• Considerate che il seguito di Kubrick a “2001” è stato un film che mostrava tecniche di lavaggio del cervello che sono ovunque oggi, specialmente nelle nostre scuole.

• Si consideri che un oscuro tizio del Congresso, viene preso in giro su tutti i social media per aver incautamente denunciato la sottocultura sessuale alla “Eyes Wide Shut” nella capitale della nazione.

https://secretsun.blogspot.com/2022/05/hiding-in-plain-rite-livestream-at-6-pm.html

L’Impero delle bugie – cioè l’asse del male che lega Hollywood, la Silicon Valley e i grandi conglomerati dei mass media – sta collassando più rapidamente di quanto chiunque sognerebbe. 

Le news cercano accuratamente e assiduamente di evitare l’argomento, ma chiunque abbia più di due neuroni in testa, sa esattamente cosa sta bombardando a tappeto l’impero delle bugie: quell’ideologia chiamata “Woke.” https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/woke/

Woke, una pseudo-“estrema sinistra” abbracciata quasi esclusivamente da iper-privilegiati quanto malati mentalmente – è stata foraggiata dai miliardi provenienti dalle agenzie d’intelligence e dalle élites che tengono le redini dei più grossi conglomerati industriali. 
 
Il piano era quello di avvelenare la politica, influenzando i giovani suscettibili ormai clinicamente malati [a causa dell’iper-onnipervadenza dei media], dividendo la cittadinanza facendole lavaggi del cervello inerenti “[pseudo]giustizia sociale e diritti civili”, volendo dividere la popolazione in schieramenti contrapposti per far sì che non sarebbe stata più unita [come ai tempi di “Occupy Wall Street”, diciamo] per domandare giustizia economica alla rapace congrega global-capitalista [la stessa che s’è inventata l’ideologia “Woke.”]

 

Sfortunatamente, quella psyop chiamata “Woke” ha evocato un’infestazione demonica a livello globale, in modi mai visti a memoria d’uomo. E ora i demoni dell’ideologia “Woke” si stanno rivoltando contro gli stregoni che li hanno evocati.

Vedete, un sacco di persone che si definiscono “cercatori di verità” pensano che le élites siano come Lex Luthors e Braniacs, non rendendosi conto che lo stesso Sistema è una EGGREGORA, e i membri che lo compongono non soltanto sono tutt’altro che arguti e previdenti, ma sono anche rimpiazzabili.

 

NIENTE VA##INI PER IL VIRUS WOKE!

Un sacco di persone hanno descritto Woke come un Virus, così come il sottoscritto Christopher Knowles fece nel 2019:

CONSIDERATE QUESTO …
 
E se “Woke” NON fosse un’eruzione spontanea di fervore rivoluzionario, o persino un piano insidioso da parte di George Soros e i sorosiani, per far scoppiare una “rivoluzione colorata” in America?
 
E se “Woke” fosse un tipo di virus artificiale, scatenato da forze sconosciute che desiderano far crollare tutte le istituzioni che formano l’opinione pubblica in America?
 
Considerate che mentre alcuni americani potrebbero vedere queste istituzioni come bastioni del liberalismo, molte altre persone in tutto il mondo le vedono come nient’altro che armi di propaganda per le brutali macchine statunitensi di guerra e debito.
 
E se “Woke” fosse stato davvero progettato per distruggere Hollywood, i media, le università e la Silicon Valley dall’interno?
 
Suona pazzo, vero?
 
Bene, sembra folle solo finché non vi accorgete del monte Everest di cadaveri che “Woke” ha lasciato sulla sua scia.

“Woke” è una Jonestown al rallentatore

Considerando i giocatori e la sequenza temporale, direi che è più che probabile come in origine Woke fosse nientemeno che certi piani operativi di guerra psicologica descritti esaurientemente dal disertore del KGB Yuri Bezmenov [leggete per esempio qui: “https://appelloalpopolo.it/?p=49858“, “

Perché le lezioni del 1984 di un ex-agente del KGB sono ancora attuali

Il che è ironico, visto quanti dei Woke oggi come oggi siano così genocidiaramente anti-russi e desiderosi di guerra contro di loro in questi giorni: e ognuno di loro, se fossero veri i legami coi piani dell’URSS spifferati all’Occidente nel 1984 da Bezmenov, marcerebbe quindi al ritmo del KGB in un modo o nell’altro, come piccoli marmocchi viziati senza cervello, quali peraltro i “wokers” sono, calzati e vestiti.

Non posso fare a meno di chiedermi se i mistici nella cerchia di Putin abbiano preso il modello della guerra psicologica spifferato da Bezmenov e lo abbiano potenziato con incantesimi satanici e demoniaci, soprattutto considerando quanti tra quei Woke parassiti si stanno inesorabilmente spostando verso la magia nera e l’adorazione del diavolo. 

Curiosamente, leggete cosa venne scritto sul blog a un certo punto qui: “https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/11/28/liper-normalizzazione-e-i-memi-dai-ranocchi-di-estrema-destra-alle-pizze-pedo-sataniste/

Curtis, nel film, evidenzia le inusuali strategie di un personaggio: l’uomo d’affari Vladislav Surkov, vicino all’attuale presidente russo. Surkov, nelle operazioni da lui chiamate di “guerra non lineare”, è capace di finanziare l’appoggio all’attuale politica russa così come la sua opposizione, e questo sia in patria che fuori, per esempio durante la guerra civile in Ucraina. Quanto c’entra tutto ciò con l’immagine controversa che i media danno dell’attuale presidente russo, la quale passa disinvoltamente da quella di “grande statista che vuol mantenere la sovranità del suo paese, sdradicare il terrorismo e rimettere in sesto le cose anche in Occidente” a quella di “autocrate oligarca anti-democratico con manie di grandezza neo-imperialiste e tiranniche”?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è sempre andata così da Napoleone in avanti e forse anche prima: le grandi personalità pubbliche – soprattutto se a capo di grandi nazioni – polarizzano le opinioni su di loro. Ma se tutto ciò fosse fatto…APPOSTA, come suggerisce il film di Curtis?

Chiusa parentesi.

Imbecilli strapagati a Tinseltown [“https://spiegato.com/cose-tinseltown“] – tutti sicuramente che si stanno muovendo ai ritmi della plutocrazia – hanno succhiato a lungo e voluttuosamente quell’ “oppio dei popoli” consistente nell’ideologia Woke. E come ogni drogato o aderente a una setta, Hollywood sta ora pagando un prezzo terribile per la sua sottomissione a quel fascismo del politicamente corretto chiamato Woke.

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/laffondo-elon-musk-su-netflix-inguardabile-causa-woke-2027908.html

https://www.hdblog.it/mercato/articoli/n554711/elon-musk-netflix-woke-virus-polemica-calo-twitter/

https://www.smartworld.it/streaming/musk-contro-netflix-ideologia-woke.html

Screen Shot 2022-05-07 at 2.46.02 PM

Screen Shot 2022-05-07 at 12.46.03 PM

Screen Shot 2022-05-07 at 12.48.40 PM

SEDUTI SUL PETARDO DA LORO STESSI COSTRUITO

L’intero scopo di Woke, come promulgato dalla Plutocrazia, è quello di distruggere il tessuto sociale, ridurre i salari in merda e spezzare la schiena alla classe media operaia e proletaria. Questo è tutto. Chiunque vi dica il contrario è cerebralmente morto.

Quindi diamo ora una breve occhiata a come se la cavano i nostri signori Woke quando si tratta di giustizia economica…

Apprezzate l’ironia: le gerarchie globo-capitaliste hanno visto l’ideologia Woke – ricordiamo, un vecchio programma di guerra psicologica del KGB – come un modo per spianare noi poveracci spingendo salari e redditi il più vicino possibile allo zero. Ma questi sono signori cresciuti dentro tali livelli di benessere economico e comforts da far sembrare dei barboni i principi del Rinascimento però, nello stesso tempo, non li potreste certo inquadrare come persone sveglie e lungimiranti. E quindi, come Wily Coyote, si sono sparati nelle palle usando la stessa pistola che avevano caricato per spararci a noi.
 
Perciò, se avete qualche familiare o amico infettato dal contagio dell’ideologia Woke, dovreste provare a fargli sapere che se le cose stanno in effetti cominciando ad andare in vacca, gli ex burattini faranno letteralmente a pezzi i burattinai lanciandoli ai lupi senza batter ciglio. Alle persone affamate, di solito non piace essere istruite sui loro “privilegi.” 
 
Sarebbe l’ora di svegliarsi rendendosi conto di essere come dentro una specie di gigantesca setta, e fare i conti con la realtà.

Questa è soltanto l’umile opinione del sottoscritto Christopher Knowles.

https://secretsun.blogspot.com/2022/05/rude-awokening-for-empire-of-lies.html





Alessandro Dal Lago e Valerio Evangelisti

25 04 2022

Ciao a tutti, sto preparando due lunghi post, che mi sono stati ispirati da una serie di aggiornamenti del blog di Christopher Knowles, non so quando vedranno la luce. Nel frattempo, ho avvertito il bisogno di onorare qui su “Civiltascomparse-il punto zero” la memoria di due uomini di grande cultura scomparsi di recente a poca distanza l’uno dall’altro: Alessandro Dal Lago e Valerio Evangelisti. Bisogno, anche perché m’è sembrato di notare come, a causa di una certa somiglianza tra loro sia per l’appartenenza politica – la sinistra non moderata – sia per i temi affrontati, sia per il loro forte piglio critico, per la loro appartenenza generazionale, finanche per il loro stesso aspetto fisico… il non essere passato nemmeno un mese tra le loro scomparse potrebbe far si che i due siano inclusi nel fenomeno descritto a questo indirizzo: “https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/03/22/icone-massmediatiche-morte-nello-stesso-periodo/” , sebbene, sinceramente, sia Dal Lago sia Evangelisti “icone massmediatiche” non lo siano mai state visto che la loro fama era comunque sempre piuttosto di nicchia, nonostante (e mi sa forse proprio per questo) il valore delle cose che scrivevano.

evangelisti-300x460

 

Alessandro Dal Lago

Alessandro Dal Lago 24/07/2003 Copyright Giovanni Giovannetti/Effigie/Writer Pictures NO ITALY, NO AGENCY SALES

Da qualche tempo sono iscritto alla newsletter di “https://pianetica.org/”, un progetto sia sul web sia su libro cartaceo, ideato da due scrittori italiani. Periodicamente, all’indirizzo della mia casella di posta elettronica con cui mi sono abbonato alla newsletter, mi vengono inviati aggiornamenti sulle nuove uscite di articoli i cui files di testo, destinati esclusivamente agli iscritti, passato un certo tempo, spariranno da internet, cioè “da remoto”, e saranno irreperibili, tranne magari nelle memorie dei computer “in locale” di quegli abbonati che nel frattempo avranno salvato i files, i quali possono però essere rimessi in circolazione nel web dagli stessi iscritti, basta che citino la fonte.

Per ora, presentiamo qui un testo solo di Valerio Evangelisti (anche perché è quello che ci è arrivato per email), non ne presentiamo anche uno di Alessandro Dal Lago (il quale per un breve periodo – proprio nel 2005 in cui fu scritto il testo di Evangelisti! – peraltro fu insegnante di chi sta scrivendo)…ma prima o poi potrebbe darsi che un suo scritto lo presenteremo qui sul blog. Il prof. Dal Lago è scomparso il 26 marzo.

Ciao subscriber,

viene rilasciato “Una narrativa adeguata ai tempi”, un saggio di Valerio Evangelisti, il grande scrittore scomparso il 18 aprile scorso. Il saggio è preceduto da un testo di chi scrive Pianetica. Per scaricare lo scritto è sufficiente cliccare sul pulsante azzurro qui sotto.

Ricordiamo che “Pianetica” è anche un libro cartaceo, di cui sono autori Giuseppe Genna e Pino Tripodi, autoprodotto in alta tipografia e acquistabile al prezzo al di là del mercato di 50 euro a questo link: http://www.milieuedizioni.it/prodotto/pianetica/.

 

Il 18 aprile 2022 è mancato Valerio Evangelisti.

È tra gli scrittori che è necessario ritenere fondamentali negli ultimi decenni di letteratura e critica e impegno nella regione italiana del pianeta. Non si intende qui tracciarne un ricordo o peggio un bilancio. Si possono recuperare in Rete moltissime e sincere testimonianze dell’ammirazione e dell’affetto tributatigli da lettrici e lettori, oltreché valutazioni sulla statura e la profondità del suo lavoro (ci permettiamo di segnalarne una per tutte: il ricordo in audio di Wu Ming 1 su radiocittàfujiko).

Se c’è un autore contemporaneo totale e non contenibile in una forma destinata a sclerotizzarsi, per chi scrive Pianetica è proprio Evangelisti. Dalla terza fase della sua raccolta di saggi ibridi, uscita col titolo Distruggere Alphaville, al momento fuori catalogo, ci preme riprodurre il saggio che qui segue, intitolato Una narrativa adeguata ai tempi.

Si tratta di un intervento che ebbe la sua pubblicazione nel 2005 e che risente di un processo storico, peraltro analizzato e perfino profetizzato dall’autore, in cui la riflessione si sofferma sulle crepature di ciò che fu ai tempi il presente e che le vicende si sono incaricate di spalancare ad abisso: per esempio, la questione dei generi. Tuttavia il rigore e la visione di Valerio Evangelisti lanciavano già l’elemento dei generi letterari in una dimensione ben più profonda e ora di clamorosa attualità: i generi esistenziali. Anche la visuale sul controllo e sulla dinamica tecnologica sembrerebbero collocabili nel contesto del 2005, ma le profondità dell’analisi del “Magister” surclassano la dittatura dei giorni e lanciano la prospettiva ben oltre l’attualità che stiamo vivendo, ben oltre l’ingenuità che sconta l’idolo critico del “capitalismo della sorveglianza”.

Il punto di vista pianetico è definitivamente la fase di confronto estremo a cui ha teso e non smette di tendere la scrittura di Valerio Evangelisti: l’uscita dai protocolli e dai canoni, la storia che non è più storica e però non cessa di esserlo, le plebi autonome e diffuse in un quadro di economia non più economica, la fine del politico a vantaggio dello sguardo planetario che ragiona su rapporti tra pianeti e sulla formazione e morte dei cosmi. La sorte biologica ha impedito a Evangelisti di approfondire questo confronto con un simile oggetto non formale, che abbisognerebbe di menti e di scritture come la sua: capaci di cambiare per sempre le percezioni, anticipandole attraverso la messa di se stessi in periferia, per poi distruggere l’intera città morente.

(La pòlis della politica è l’Alphaville di Evangelisti. La politica fondata sulla pòlis cede a un’infinità di relazioni e apparizioni fondata sul pianeta e non più sulle vetuste e inique categorie implicite nell’idea e nella storia di ciò che fu città).

Salutiamo il fratello sorella Valerio Evangelisti, nella notte ci guidano le stelle.

 

 

“Una narrativa adeguata ai tempi”

di Valerio Evangelisti

 

La globalizzazione dell’economia, il ruolo egemone dell’informatica, il potere del denaro astratto, le nuove forme di autoritarismo legate al dominio delle comunicazioni sembrano lasciare indifferenti gli scrittori di letteratura “alta”, quanto meno in Europa. Nella maggior parte dei loro romanzi il mondo pare rimasto immutato. Prevalgono le storie intimiste, identiche a quelle che avrebbero potuto svolgersi cinquanta anni fa, o che potranno svolgersi tra cinquant’anni. Amori, passioni e tradimenti continuano a consumarsi entro contesti dai colori tenui e dalle luci soffuse, in cui si annusa la polvere e il borotalco. Ci sono eccezioni, certo; ma rimangono isolate e non alterano il quadro generale, minimalista a oltranza.

Lo stile fiacco, estenuato, viene considerato realista. A esso apparterrebbe la verità, tanto da farne l’unica forma di letteratura veramente nobile. Poco importa che l’autore, se non ha tempo da perdere, batta il proprio testo su un computer e lo spedisca per posta elettronica. Poco importa che i tempi di stampa si siano più che dimezzati grazie a nuove tecniche tipografiche. Queste innovazioni vili non possono riflettersi nella storia narrata, salvo contaminarla e ridurne la carica di sublime. La prosa “realistica” si colloca fuori del tempo. Ciò che vi sta dentro è robaccia.

Certo, la letteratura “bianca” si trascina dietro la propria antitesi, il roman noir. Qui il sociale, la strada, la vita metropolitana, il conflitto hanno un ruolo importante. Non ve ne hanno, però, salvo rari casi, le strutture planetarie del sistema, i cambiamenti epocali, le modificazioni psicologiche e comportamentali indotte dallo sviluppo tecnologico. La vicenda si risolve, in fondo, nello scontro tra pochi individui animati da passioni eterne: l’odio, la vendetta, l’amore, la sete di giustizia. Il massimalismo della cornice si risolve nel minimalismo dello svolgimento. Poliziotto corrotto, o dubbioso, o onesto, contro criminale onesto, o dubbioso, o corrotto. Non è sempre così, per fortuna, ma lo è assai spesso. Se non altro, però, viene chiamato in causa il sistema nel suo assieme. È un minimalismo più grande, o un massimalismo rimpicciolito.

Due passi avanti e uno indietro.

Il fatto è che, oggi come non mai, il sistema si è diluito a livello di continenti, e il controllo sulle vite individuali è passato a centrali di potere anonime e distanti. Un volume di scambi vertiginoso decide nello spazio di una giornata centinaia di migliaia di destini. Una fabbrica chiude in Francia, una rivolta esplode in Indonesia, un’industria italiana sposta la produzione in Albania, un avventuriero guadagna miliardi in Australia e li perde in Spagna il giorno successivo. A tutto ciò, si accompagna una miriade di drammi che nessuno si incarica di registrare. E, quando si va a vedere chi è l’agente di tante tragedie, si scopre che si tratta di azionisti inconsapevoli che hanno affidato i propri risparmi a un gestore di fondi. Ma anche questi è parzialmente inconsapevole: tutto ciò che conosce è il mercato. E il mercato non è un’entità fisica, ma un’assieme di equilibri retti da norme. Chi ha dettato quelle norme? I governi. Ma anche i governi sono inconsapevoli, seppure in minima parte: assumono decisioni in sintonia con altri governi, che a loro volta sono condizionati dai governi più forti. E a chi obbediscono questi ultimi? In realtà a nessuno, in teoria al mercato…

Se si cercasse il vero elemento scatenante, forse si finirebbe per scoprirlo nel professore alcolizzato di una piccola università americana di provincia. Costui, in un momento di delirio etilico, ha elaborato una teoria basata sul nulla, ma molto in sintonia con quelle che erano, in quel momento, le esigenze politiche del suo governo. La teoria si miscela all’ideologia, il composto si trasforma in politica, la politica si converte in comando, il comando si fa potere. Il disoccupato sa a quel punto chi ringraziare. Anzi, non lo sa. Non lo sa nessuno. Mentre la letteratura “alta” si compiace di ignorare tutto ciò, nei piani bassi della narrativa c’è chi ne ha fatto da tempo il proprio oggetto.

Alludo alla fantascienza.

Non a tutta, è chiaro.

Se c’è una cosa che vi abbonda è la paccottiglia. Ma il genere è per sua natura massimalista, e incline a occuparsi di grandi temi: trasformazioni su larga scala, sistemi occulti di dominio, società alternative, effetti tragici o bizzarri della tecnologia. Come il più balordo degli spaghetti-western poteva contenere grande cinema, così il più illeggibile dei romanzi di fantascienza può contenere grandi intuizioni. Magari si disperderà in avventure fini a se stesse, in profili psicologici abborracciati, in semplificazioni degne di una favoletta per bambini. Ciò che non potrà mai tollerare è il minimalismo, estraneo al suo codice genetico.

È solo nella fantascienza che si trovano descrizioni realistiche (sì, realistiche!) del mondo in cui viviamo. Quale altro genere letterario ha mai dedicato un romanzo ai meccanismi delle crisi economiche? Nessuno. Prendete invece Depression or Brust (1974) di Mack Reynolds. L’annullamento dell’ordinazione di un frigorifero, da parte di un uomo qualunque, provoca il fallimento del concessionario, poi della casa produttrice, poi, di gradino in gradino, il crollo dell’intera economia statunitense. La storia non ha un protagonista vero e proprio che non siano la crisi in sé e la fragilità complessiva del sistema.

Non sarà letteratura raffinata, ma non la si può relegare nell’ambito dell’effimero e dell’irrilevante. Il tema è tanto forte da non lasciarsi emarginare. Risaliamo indietro. Prendete Hell’s Pavement di Damon Knight (1955). In una società di poco futura rispetto alla nostra, viene trovata la medicina definitiva contro il crimine. Ogni delinquente abituale viene condizionato ad avere allucinazioni al momento di commettere un misfatto. La trovata finisce però nelle mani di alcune multinazionali, che l’adattano ai loro scopi: il misfatto supremo, che provoca le allucinazioni, è acquistare i prodotti di una società concorrente. Risultato: il mondo intero si divide in aree di potere, in cui ogni multinazionale esercita il proprio dominio imponendo ai cittadini le allucinazioni a lei favorevoli.

Fa sorridere? Bè, io non sorrido troppo. Vivo in un paese in cui un intero movimento politico è sorto da un momento all’altro, per via del fatto che il suo leader possedeva una rete di catene televisive… Sempre in tema di allucinazioni, un autore italiano di fantascienza, Vittorio Curtoni, scrisse una ventina di anni fa alcuni racconti che avevano al centro una guerra futura. Le parti in lotta avevano fatto uso di armi psichedeliche. La conseguenza era stata quella di creare un’umanità ormai incapace di distinguere il vero dal falso, e anche di riconoscere se stessa come appartenente a un’unica comunità solidale… Chi abbia ancora in mente l’orgia di false notizie, presentate dalle fonti più autorevoli, che ha accompagnato la guerra nel Golfo e quella nel Kossovo, ha già capito a cosa alludo. I neonati che gli uomini di Saddam Hussein avrebbero strappato alle incubatrici, i 700 bambini kossovari che sarebbero stati rapiti e sottoposti a trasfusioni di sangue a favore dei soldati di Milosevic… Altrettante false notizie, che inducono a pensare che la guerra allucinogena sia veramente cominciata. Non voglio dilungarmi con gli esempi. Me ne permetto un ultimo.

Ho alluso alla difficoltà di trovare chi regga, oggi, le leve del potere. C’è un delizioso racconto di Jack Vance che si intitola Dodkin’s Job (1964). Un operaio è sconcertato dagli ordini irrazionali che, in una società rigidamente suddivisa in classi, gli pervengono dall’alto. Si mette alla ricerca di chi li emana. Dopo lunghe indagini, scopre che non provengono da nessuno. O meglio, è un anziano custode dei palazzi del potere che si incarica di batterne l’abbozzo su una vecchia macchina da scrivere. È poi l’intero sistema che li fa propri, li deforma e li muta in assurde imposizioni. A prima vista, poco più di una barzelletta. In realtà, un apologo sulla mancanza di democrazia che può manifestarsi nelle moderne forme del vivere civile, quando il comando si esercita senza controllo. Attraverso la metafora, la fantascienza ha saputo cogliere meglio di qualsiasi altra forma narrativa le tendenze evolutive (o involutive) del capitalismo contemporaneo. Ciò le ha permesso di frequente di superare i limiti della letteratura e di dilagare nel costume, nei comportamenti, nel vocabolario d’ogni giorno, nel vivere quotidiano. La corrente detta cyberpunk, attiva fino a una decina di anni fa, ne costituisce il principale esempio. Per la prima volta nella storia, molto in anticipo sugli attuali sviluppi di Internet, una folta schiera di scrittori assumeva a tema dei propri romanzi l’informatica, quale forma di connessione tra uomo e macchina.

Romanzi “fantastici”, lontani da quel realismo che è ritenuto forma letteraria privilegiata? Mi si permetta di dubitarne. Allorché Internet si è imposta, le opere di Gibson, Sterling, Rucker ecc. hanno fornito alla nuova realtà la terminologia adatta a descriverla, oltre a una mappa dei suoi possibili futuri. Più ancora, hanno indicato a gruppi di oppositori le vie per una possibile resistenza, culturale e pratica, alle minacce implicite nell’emergere di una rete comunicativa onnipresente, capace di riprodurre i rapporti di dominio sul terreno insidioso dell’immaterialità. Si sono visti spezzoni dell’ultrasinistra europea, influenzati per loro stessa ammissione dalla narrativa cyberpunk, creare la rete ECN (European Counter Network) e usare per primi la rapidità del nuovo sistema informativo per coordinare le proprie iniziative. I centri sociali dei giovani antagonisti si sono riempiti di modem e di computer, regolarmente distrutti dalla polizia durante le proprie irruzioni. Gli hackers hanno condotto titaniche battaglie individuali contro i grandi gruppi economici, rallentandone l’accesso al Web e la conquista del suo controllo. Si era già visto la letteratura popolare influenzare la vita concreta (penso al feuilleton ottocentesco e alle ricadute sociali dei romanzi di Sue), ma mai in forma così massiccia e sistematica. Tanto che il cyberpunk si è estinto non per debolezza propria, ma perché era divenuto superfluo, a fronte del proprio dilagare fuori del campo narrativo.

Non credo che altre correnti letterarie possano vantare una fine tanto gloriosa.

Viene il sospetto che il fantastico, e in particolar modo la fantascienza, rappresentino il solo modo per descrivere adeguatamente, in chiave narrativa, il mondo attuale. È un mondo in cui l’immaginario ha assunto un peso sconosciuto in precedenza. Se dovessimo riformulare una teoria del valore (e sarebbe quanto mai necessario), dovremmo aggiungere l’informazione ai fattori individuati dalle varie scuole economiche. Quantità di lavoro contenute nelle merci, scarsezza dei beni, gioco tra domanda e offerta non bastano più. Una merce è tanto più richiesta quanto più è conosciuta, e il suo valore cresce di conseguenza… Il capitalismo tradizionale si accontentava della pubblicità. Oggi penetra oltre: nella fantasia, nei sogni, nelle visioni del mondo più intime. La crescita della comunicazione gli ha offerto il destro per fare ciò, imponendo modelli di vita, creando bisogni dove non ce n’erano, accrescendo la sete di affermazione individuale. Non si capisce nulla della società attuale se non si tiene presente la rapida colonizzazione dell’immaginario che è stata attuata in questi anni. Una volta si svolgeva un ruolo produttivo per un certo numero di ore al giorno, e il resto del tempo era dedicato alla ricreazione e al riposo, cioè a se stessi. Oggi le attività ricreative, tutte basate sulla comunicazione, espandono l’area della produttività a detrimento dell’ozio e della quota di riposo. Praticamente ogni spettacolo televisivo contiene incitamenti all’acquisto, si tratti di pubblicità esplicita o di riferimenti ai modi di vivere ritenuti ottimali per tutti. Si sono visti interi rivolgimenti sociali dovuti all’immagine: la corsa alle merci occidentali dopo la caduta del muro di Berlino, l’afflusso massiccio di albanesi in Italia sull’onda delle trasmissioni televisive captate oltre Adriatico… Ma un conto è l’informazione, un conto è la manipolazione. La comunicazione capitalistica punta ormai direttamente all’inconscio. La produzione di simboli, un tempo affidata a evoluzioni secolari, è diventata frenetica. Lo smarrimento della propria identità è spudoratamente agevolato. Di contro, informazione e comunicazione sono state scisse quando ci sono in ballo grandi temi. Tragedie immense sono state ridotte a sequenze velocissime di immagini, tanto veloci da non sedimentare nulla. Assistere a un notiziario della CNN significa non assistere a niente. Se ne esce con una serie di nozioni inservibili, dato che mancano di antecedenti, di analisi, di riflessione. Il fatto è che il grande nemico comune, per chi controlla i destini altrui (sia pure in forma anonima), è la profondità. Il sistema sopravvive solo se chi è subalterno vive in superficie. Salvo l’esigenza di far penetrare nel suo intimo, e perfino nella sua psiche, false informazioni e false simbologie perché non si accorga della propria condizione. La fantascienza, il fantastico, la letteratura che ha al proprio centro l’immaginario, hanno il potere di fortificare la fantasia contro queste aggressioni. Lo usano meno del dovuto, e talora non lo usano affatto. La fantascienza statunitense contemporanea è lo spettro di ciò che era: standardizzata, miserabile, si riduce a forme spurie di divulgazione scientifica, nulle sul piano letterario e su quello intellettuale. Non le giova l’avere rinunciato, in nome del politically correct, all’ambiguità e alla provocazione. Ma non c’è da attendersi che sia il mainstream, tanto indifferente alla società che lo circonda da avere fatto del disimpegno e del ripiegarsi su se stessi un criterio qualitativo, a guidare la resistenza contro la colonizzazione dell’immaginario.

Occorre una narrativa massimalista, autoconsapevole, che inquieti e non consoli.

La fantascienza lo era.

Può tornare a esserlo.

 

[da Distruggere Alphaville, L’ancora del Mediterraneo, 2005]





Aggiornamento del blog ispirato da un update “in chiaro” di Super Torch Ritual (https://www.supertorchritual.com/great-filter-warning/)

13 02 2022

Questo 2022 NON sarà un anno di rottura, come molti, ora come ora, si stanno attendendo illusoriamente. Da qualche tempo ormai (anni), alcuni colleghi sincromistici ed il sottoscritto, stanno pensando invece al 2023, a questo anno – il prossimo, ormai – come “di rottura”, “indimenticabile”, “pivotale”, o “anno portale” per dirla col blog gemello “Il mondo simbolico.”

Il momento in cui le condizioni degli astri che hanno coinciso con questo difficilissimo inizio decennio, cambieranno rotta e disposizione verso quella seconda metà che porterà alla chiusura di due cicli importantissimi tra il 2026 e il 2032: il Saturno-Urano e il Saturno-Nettuno, cicli planetari intimamente connessi a quella “bestia” chiamata “Occidente” emersa (“in un adesso ben preciso dalle acque della storia precedente”) dopo la temperie storica del 1760-1780.

Prima Nettuno e poi Urano, torneranno a congiungersi con Saturno e sarà di nuovo…”equinozio di primavera” per la cosiddetta “bestia Occidente.” In contemporanea, anche altri cicli importanti per noi occidentali (il “Saturno-Plutone” e il “Giove-Saturno”) avranno delle figure le quali non faranno che rafforzare la singolarità e la carica innovativa delle cose che procederanno di concerto. Sarà la prima infanzia e l’infanzia di un nuovo Occidente dopo tanto tempo rinnovato, che sarà poi  pienamente adulto una volta raggiunta la metà del secolo.

La precedente congiunzione di quei pianeti prima di quelle che ci saranno nei prossimi dieci anni esatti, era in una condizione che, per la “bestia”, la si sarebbe potuta vedere come “equinozio d’autunno”: “le cose sarebbero andate sempre peggio rispetto a prima…”, l’atmosfera psichica collettiva degli occidentali sarebbe stata sempre più negativa rispetto a prima.

A proposito dei cicli planetari in correlazione con i cambiamenti storici, consultare l’ottimo sito web Cycles of history, http://cyclesofhistory.com/

Ormai più di dieci anni fa, quando mi ero appena conosciuto con Fabon-Mediter di “Il mondo simbolico” e non mi ero ancora conosciuto con l’altro mio collega, ovvero Pacillimat (ex Teozakary), quando questo blog era ancora ospitato dalla piattaforma di blog tutta italiana Splinder (altri tempi!), mi ero dedicato a piccole analisi sincromistiche su eventi – più o meno piccoli ma comunque pubblicizzati massmediaticamente – riguardanti anomalie di oggetti artificiali nello spazio, satelliti, sonde…

La caduta del satellite UARS, la caduta del satellite ROSAT, la caduta della sonda Phobos GRUNT…poi avevo abbandonato queste, chiamiamole, “ricerche”, perché non mi sentivo all’altezza (troppo pretestuoso e ingenuo?) di un Goro Adachi, per dire…

via the solar flare-induced geomagnetic storm destroying most of the latest batch of SpaceX’s Starlink satellites early February. Literally an “extra coronal” event as “corona” astronomically refers to the atmosphere or “wind” around the Sun.

https://www.webnews.it/2022/02/10/elon-musk-tradito-dal-suo-sogno-satelliti-starlink-fritti-dal-sole/

https://www.lastampa.it/esteri/2022/02/09/news/tempesta_solare_distrugge_i_satelliti_di_musk_appena_lanciati-2851512/

Oltretutto, a fine 2011, le prodezze satellitari della star Elon Musk erano comunque ancora di là da venire…

Caso strano, di tempeste dovute all’eiettamento della massa coronale del Sole verso la Terra, ne ho scritto nel post di fine 2021 quello immediatamente prima di questo (https://civiltascomparse.wordpress.com/2021/12/27/il-grande-black-out/)

Rileggere anche cose più vecchie, come questa: https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/05/19/il-nostro-sole-avrebbe-parlato/, e altre se le trovate.

E’ indubbio che, per chi sa vedere, c’è una COERENZA MULTICONTESTUALE in atto, mica da ridere: in Occidente (a partire da quello più periferico come Canada, Ucraina e Australia) numerose “campagne in azione”: vaccini, tamponi, eserciti, lasciapassare, carri armati, camion, assembramenti in movimento. Affollamenti (molto paradossalmente, mentre vengono limitati!) che stiamo vedendo ormai dal 2020. Ci si sta muovendo tanto insomma, sicuramente, ma non è ancora il momento (di veri movimenti risolutori), non nel 2022. Per ora sono ancora movimenti a vuoto, movimenti che non cambiano nulla anzi, per meglio dire, che non ROMPONO nulla.

Il mondo attuale è troppo, troppo disordinato (e al tempo stesso, troppo iper-controllato dalle tecnologie della comunicazione e dei mass media) perché scoppi davvero una vera e propria Terza Guerra Mondiale.

Andate a vedere diverse cose che ho messo nel blog negli ultimi due anni-due anni e mezzo, inerenti corone solari et simila.

Goro Adachi, fa notare il “bridge”, il “ponte satellitare”, lo “starlink” (il progetto dei satelliti di Elon Musk), compromesso dal vento solare, “wind sun”, “wind-sor”: strano da parte nostra, questo far notare il “bridge”, poiché associa il “ponte di stelle” di Musk (messo alle strette dal Sole) ai camion canadesi che bloccano i ponti.

Canada-trucker-bridge

Proprio nel momento in cui Mario Draghi è andato a Genova per ricordare il “ponte ricostruito”, e inaugurato nel bel mezzo tra le prime due ondate del coronavirus in Italia (inizio agosto 2020), col nome di “ponte di San Giorgio”, il santo che sottomette il DRAGO, comune alla tradizione genovese e inglese.

https://www.governo.it/it/media/il-presidente-draghi-visita-genova/19100

https://genova.repubblica.it/cronaca/2022/02/09/news/draghi_a_genova_la_ricostruzione_del_ponte_un_modello_per_tutta_l_italia_-337067868/

Un mese dopo il crollo del vecchio ponte (cioè viadotto autostradale dell’A12), quello intitolato all’architetto suo progettista, Riccardo Morandi, postammo un lungo sincro-articolo proprio dedicato all’analisi simbolica di quanto successo il 14 agosto 2018, anche lo stesso Goro Adachi all’epoca se ne occupò perché il fatto del crollo del viadotto ebbe risonanza internazionale. Ora come ora, rileggendo quel post, possiamo quasi pensare annunciasse simbolicamente cose che si sarebbero manifestate soltanto nel futuro, quello che stiamo vivendo da due-tre anni. Al giorno d’oggi, sono TRE ANNI E MEZZO dal crollo del ponte Morandi e UN ANNO E MEZZO dall’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio in sua sostituzione.

Leggetelo attentamente anche voi:

Impressioni e immaginazioni sul crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018

Paolo-Uccello-San-Giorgio-e-il-drago

San Giorgio e il drago, meraviglioso dipinto di Paolo Uccello.

With minimal decoding it’s quite in your face.

Now if you want more omens, SpaceX will make headlines again early next month when a Falcon 9 rocket launched many years ago will go out with a bang literally when it crashes into the Moon

https://www.informazione.it/a/D290053D-04AC-4CC9-8941-D0B3AEC85D92/Un-razzo-Falcon-X-sta-precipitando-accidentalmente-sulla-Luna-Scienze-Notizie

Un razzo Falcon 9 di SpaceX rischia a Marzo l’impatto (involontario) con la Luna

https://www.blog-news.it/metapost/un-razzo-falcon-x-sta-precipitando-accidentalmente-sulla-luna

Fotogramma di un film di George Melies del 1902.

L’ 8 agosto 2008 iniziarono i

Giochi della XXIX Olimpiade

a Pechino e in quello stesso identico 08/08/08 ci fu un breve conflitto tra la Federazione Russa e la Georgia, che però fece molto rumore sui mass-media occidentali (rumorosamente contrari alla Russia, come sempre), quella guerra l’abbiamo sempre considerata spartiacque tra due diversi tempi, avvenne poco prima dell’inizio del disastro finanziario partito dagli Stati Uniti (15 settembre) e poco prima dell’elezione del “primo presidente USA nero della storia” (primi di novembre.)

Guarda che combinazione, i

XXII Giochi olimpici invernali 

di Sochi, in Russia, si svolsero in quel febbraio 2014 in cui si conclamò il conflitto tra l’Ucraina e la Federazione Russa…e oggi che sono in svolgimento i

Giochi Olimpici Beijing 2022

4 febbraio 2022 – 20 febbraio 2022

 

Comunque, il razzo Falcon X è previsto precipiterà sulla Luna a marzo.

Il primo razzo Falcon X della Space X venne lanciato nel 2012: https://www.focus.it/scienza/spazio/decolla-la-prima-capsula-cargo-privata-per-lo-spazio

Per il “ritorno a camminare sulla Luna” prossimo venturo dopo l’ “ultima volta nel 1972”, di cui qualche volta recentemente si è parlato sui mass media, (missione Artemis IIIhttps://it.wikipedia.org/wiki/Artemis_3), pare verranno utilizzati proprio dei Falcon X della Space X.

Il super-telescopio James Webb, in grado attraverso gli infrarossi, di perlustrare come mai prima i segreti dell’Universo, dopo anni e anni di preparazione, è stato lanciato, dopo molti rinvii, poco dopo il solstizio d’inverno il giorno di Natale, la sua destinazione il punto di Lagrange L2 (1,5 milioni di chilometri dalla Terra) intorno a cui orbiterà e presso cui c’è arrivato un mese dopo. La struttura del James Webb, fatta di specchi d’oro disposti ad alveare, stimola la curiosità sui possibili aspetti simbolici e leggendari della missione, la quale potrà in futuro inaugurare nuove epopee spaziali.

Concludiamo con Christopher Knowles, che ci ha resi edotti nel suo ultimo post, “https://secretsun.blogspot.com/2022/02/alex-garlands-goes-full-frase-with.html

dei livelli di sincronicità, in gradazione dalla più bassa alla più alta magnitudine:

o here is how I tend to classify (and identify) syncs:

Level One: Simple Coincidence

Level Two: Acausal Coincidence

Level Three: Meaningful Acausal Coincidence

Level Four: Symbolically-Supercharged Meaningful Acausal Coincidence

Level Five: A Cascading Series of Symbolically-Supercharged Meaningful Acausal Coincidences

Level Six: A Cascading Series of Symbolically-Supercharged Meaningful Acausal Coincidences connected to major events in real time

Level Seven: Elizabeth Fraser.

https://civiltascomparse.wordpress.com/?s=elisabeth+fraser





Transiti astrologici, progressioni, case zodiacali e la mia vita personale sotto il microscopio dell’ astrologo (parte 1)

30 11 2021
Visualizza immagine di origine
L’ astrologia è psicologia magica e paleontologia della mente
Visualizza immagine di origine

IL SOLE transita in una CASA per 30 giorni. Nella mia vita entra in SESTA in primavera, focalizzandosi su lavoro e salute, routine e animali domestici, in SETTIMA in aprile, focalizzandosi sulle relazioni, in OTTAVA in maggio focalizzandosi sulle risorse condivise e sul lato oscuro e la sessualità, in NONA in estate focalizzandosi su viaggi, studi e teorie, in DECIMA in estate focalizzandosi sugli obiettivi, ambizioni, lavoro e status sociale, in UNDICESIMA focalizzandosi sulle speranze, i desideri, il futuro e le amicizie, in DDDICESIMA in autunno, focalizzandosi sul riposo, il misticismo e le emozioni, in PRIMA in autunno, focalizzandosi sulle iniziative e sulla personalità come appare, in SECONDA focalizzandosi sui soldi e sul territorio locale e sul mangiare, in TERZA focalizzandosi su scrittura, fratelli, coetanei e altri parenti, piccoli viaggi, trasporti e variabilità, in QUARTA in inverno focalizzandosi sulla vita domestica e il rapporto con i genitori e sul passato, e in QUINTA in inverno, focalizzandosi sulle storie d’ amore, il divertimento, gli hobbies, le persone giovani, la creatività e le attenzioni ricevute. IL MIO SOLE in PESCI è progredito in ARIETE nel 2010 (Il mio ANNO SOLARE n.1) (azione, iniziative, sport, problemi di rabbia, conflitti, nuovi inizi) e l’ ASCENDENTE è progredito dalla VERGINE in BILANCIA (il segno dei soci e partners) nel 2005 (l’ anno della storia con Martina)  

Visualizza immagine di origine

LA LUNA transita in un SEGNO per 2 anni e mezzo (sistema delle progressioni astrologiche): in DECIMA nel settembre 1992 (scopro che arriverà mio fratello), transito che si ripeterà nel settembre 2022, portando focalizzazione emotiva sul lavoro, ambizioni e status sociale, in UNDICESIMA nel marzo 1995 (vivevo a Torino) e marzo 2025, portando focalizzazione emotiva sulle speranze, i desideri e le amicizie e la vita di gruppo, in DODICESIMA nel settembre 1997 e settembre 2027, portando focalizzazione emotiva sul riposo, attività dietro le quinte, e sul misticismo e le emozioni. In PRIMA entra nel marzo 2000 (infanzia e amico storico), portando focalizzazione emotiva sulla personalità, l’ azione e le iniziative, in SECONDA nel settembre 2002 (seconda media iniziata, ginnastica correttiva), portando focalizzazione emotiva sulle cose materiali, i soldi e il cibo, in TERZA nel marzo 2005 (storia con Martina) portando focalizzazione emotiva su  scrittura (realizzato primo libro nel 2006), coetanei, fratelli, parenti, notizie e comunicazione e brevi viaggi e trasporti, in QUARTA nel settembre 2007 (Liceo, oratorio) portando focalizzazione emotiva sulla casa, la vita in famiglia e il rapporto con la madre e il passato, in QUINTA nel marzo 2010 (università) portando focalizzazione emotiva sull’ amore, le persone giovani (ho conosciuto Massi ex amico fraterno), hobbies, divertimento, creatività, attenzioni ricevute, in SESTA nel settembre 2012 (ritorno all’ università, lezioni con Massi) portando focalizzazione emotiva su lavoro, routine e salute e animali domestici, in SETTIMA nel marzo 2015 (la compagnia, Adelin), portando focalizzazione emotiva sulle relazioni sociali e attività condivise, in OTTAVA nel settembre 2017 (la compagnia), portando focalizzazione emotiva sul lato oscuro, sessualità, pensieri cattivi, passione per l’ horror (ho visto film IT al cinema) e risorse condivise, in NONA nel marzo 2020 (il periodo del primo lockdown, Valentina) portando focalizzazione emotiva sui viaggi, lo studio, le teorie, dove risiede ancora adesso.  

LA LUNA transita in un SEGNO per 2 anni e mezzo (sistema delle progressioni astrologiche): in GEMELLI nel settembre 1992 (ANNO LUNARE N.1) (il segno dei fratelli e in questo mese ho scoperto che sarebbe arrivato un fratellino) e settembre 2022 (ANNO LUNARE N.2) portando focalizzazione emotiva su scrittura, coetanei, fratelli, parenti, notizie, comunicazione, brevi viaggi e trasporti. In CANCRO nel marzo 1995 e marzo 2025 (in questo transito mi sono trasferito da Torino), portando focalizzazione emotiva sulla casa, la vita in famiglia e il rapporto con la madre e il passato, in LEONE nel settembre 1997 e settembre 2027, portando focalizzazione emotiva sull’ amore, le persone giovani, hobbies, divertimento, creatività, attenzioni ricevute. In VERGINE nel marzo 2000, portando focalizzazione emotiva su lavoro, routine e salute e animali domestici (in questo transito ho scoperto la scoliosi e ho fatto il ricovero, gli esami e ho iniziato ginnastica correttiva), in BILANCIA nel settembre 2002 portando focalizzazione emotiva sulle relazioni sociali e attività condivise (in questo transito ho iniziato la storia con Martina), in SCORPIONE nel marzo 2005, portando focalizzazione emotiva sul lato oscuro, sessualità, pensieri cattivi, passione per l’ horror, e risorse condivise (transito avvenuto durante la storia con Martina), in SAGITTARIO nel settembre 2007, portando focalizzazione emotiva sui viaggi, lo studio, le teorie (durante questo transito ho fatto assistenza all’ oratorio, ho partecipato ad un ritiro spirituale e ho avuto forti difficoltà nello studio con l’ incidenza di attacchi di panico, e nel dicembre 2007 ho viaggiato a New York, inoltre nel 2009 ho scoperto Terence Mckenna e la Timewave Zero), in CAPRICORNO nel marzo 2010 (università e primo lavoro estivo pagato e poi primo stage lavorativo e lezioni private con Massi), portando focalizzazione emotiva sul lavoro, ambizioni e status sociale. In ACQUARIO nel settembre 2012, portando focalizzazione emotiva sulle speranze, i desideri e le amicizie (amicizia fraterna con Massi ma anche distacco da lui e desiderio di libertà) e la vita di gruppo (la mia prima compagnia di amici è arrivata in questo transito), in PESCI nel marzo 2015, portando focalizzazione emotiva sul riposo, attività dietro le quinte, e sul misticismo e le emozioni (la compagnia, Adelin nuovo migliore amico), in ARIETE nel settembre 2017 (la compagnia) portando focalizzazione emotiva sulla personalità, l’ azione e le iniziative, in TORO nel marzo 2020, dove risiede ancora adesso (il periodo del primo lockdown, Valentina) portando focalizzazione emotiva sulle cose materiali, i soldi e il cibo e il territorio immediatamente circostante.

Visualizza immagine di origine

MERCURIO transita in una CASA in poche settimane, come anche VENERE, e MARTE percorre una CASA in 45 giorni quindi non saranno analizzati. MERCURIO è progredito in PESCI nel 1994 (ANNO MERCURIALE N.1) (da qui proviene il mio pensiero rivolto al misticismo e al subconscio) ed entrerà in ARIETE nel 2024 (ANNO MERCURIALE N.2), portando probabilmente ad una maggiore dinamicità mentale e focalizzazione intellettiva su conflitti, rabbia, e attività intense, iniziative e nuovi inizi.

Visualizza immagine di origine

VENERE è progredita in ACQUARIO nel 1992 (ANNO VENUSIANO N.1) (il segno della vita in gruppo) ed entrerà in PESCI nel 2022 (ANNO VENUSIANO N.2), probabilmente fornendo una maggiore compassione ed empatia, estendendo i confini personali, una nuova potenziale storia sentimentale, e favorendo relazioni profonde, mistiche e nebulose.

Visualizza immagine di origine

MARTE è progredito in ACQUARIO nel 1998 (ANNO MARZIANO N.1) e non entrerà in PESCI fino al 2028 (ANNO MARZIANO N.2). (In Acquario può dare un rapporto brusco e conflitti potenziali con amici e gruppi e la difesa delle proprie opinioni)

Visualizza immagine di origine

GIOVE (Il pianeta più forte nella mia carta astrale) transita in una CASA nel corso di un anno; siccome il mio GIOVE è di grado zero, è progredito nel 2020 nel segno del LEONE (ANNO GIOVIALE N.1), portando opportunità e supporto ed espansione nell’ ambito dell’ amore, creatività, rapporto con persone giovani, hobbies e divertimenti. GIOVE connette il 1990, il 2002 e il 2014 con il transito in DECIMA casa, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito della carriera, ambizioni e status sociale (nel 2002 iniziavo la seconda media e nel 2014 a 9 giorni dall’ inizio del transito ho iniziato a lavorare nel centro nuoto, attività durata 6 anni, anno che inoltre mi ha portato alla “prima compagnia”). Il transito in UNDICESIMA connette il 1991, il 2003 e il 2015, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito delle speranze, desideri, amicizie e gruppi (nel 2003 era stato creato per qualche settimana un gruppetto di amici miei e il 2015 è stato per me un anno di “esplosione sociale” e Adelin è diventato il mio migliore amico dell’ epoca), il transito in DODICESIMA connette il 1992, il 2004 e il 2016, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito del misticismo, del ritiro dal sociale, nell’ attività ed esplorazione del subconscio e portando a comportarsi in modo empatico e compassionevole, ma portando anche delle “prove di vita”: (nel 2004 contemporaneamente al transito mi sono ammalato di varicella e il 2016 è stato un anno di frustrazioni e difficoltà, e una certa vicenda che mi ha superficialmente coinvolto della quale non posso parlare si connette ad uno dei temi della dodicesima, l’ attenzione verso la finalità della vita). Transito in PRIMA connette il 1993 (anno della nascita di mio fratello del segno Ariete) – 2005 (l’ anno della storia) – 2017 (anno della seconda compagnia), portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito dell’espressione della personalità, dei potenziali conflitti, nello sport e attività intense, e per le iniziative. Transito in SECONDA connette il 1994 – 2006 – 2018, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito del territorio circostante, dei soldi, del cibo e dello stile di vita alimentare, della fiducia in sé stessi. Transito in TERZA connette il 1995 – 2007 – 2019 portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito dei fratelli, cugini, zii, coetanei, trasporti, comunicazioni, approccio alle notizie e brevi viaggi (nel 1995 è nata mia cugina, e nel 2019 ho iniziato scuola guida). Transito in QUARTA connette il 1996 – 2008 – 2020 portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito della casa, della famiglia, delle donne nella vita (il 1996 il primo anno nella nuova casa, nel 2020 c’ era Valentina, Laura, e ci si focalizzava sulla vita domestica a causa dei lockdown). Transito in QUINTA connette il 1997 – 2009 – 2021 portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito delle persone giovani, dell’ amore, dei divertimenti, degli hobbies e altri piaceri (il 2009 è stato l’ anno in cui ho iniziato a conoscere molte persone più giovani e l’ anno in cui ho scoperto la Timewave e l’ anno in cui ho fatto esperienza di amore non corrisposto, nel 2021 c’è la terza compagnia e ci sono state esperienze un po’ diverse dalle mie solite abitudini). Transito in SESTA connette il 1998, il 2010 e il 2022, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito del lavoro (da intendersi anche come “vita scolastica”), della salute, degli animali domestici e della vita di routine e pratica (nel 2010 sono stato pagato per la prima volta per un lavoro estivo e ho iniziato uno stage, e frequentavo l’ università). Transito in SETTIMA connette il 1999, il 2011 e il 2023, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito delle relazioni, delle associazioni, dei partners, delle cose relative alla giustizia e in ambito artistico (nel 2011 io e Massi siamo diventati amici fraterni e siamo diventati per così dire “soci” per la faccenda delle lezioni private e lui ha cominciato a diventare un elemento principale della mia vita).

Transito in OTTAVA connette il 2000, il 2012 e il 2024, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito delle risorse altrui, della condivisione di risorse, delle risorse date da altri ed ereditate, nella sessualità, nel lato oscuro della vita, segreti e altre cose nascoste e private e pensieri legati alla mortalità e alla trasformazione (il 2012 è stato l’ anno centrale della mia amicizia fraterna con Massi e della ricerca Timewave e del fenomeno 2012 relativo alla “fine del mondo come lo conosciamo”: io condividevo tutte le mie “risorse” (in senso teorico) con Massi e c’ era la sensazione che dopo le cose non sarebbero state più come prima a causa delle teorie sulla Timewave). Transito in NONA connette il 2001, il 2013 e il 2025, portando opportunità, supporto ed espansione nell’ ambito dei viaggi, dell’ istruzione, delle teorie e concetti astratti, religiosi, filosofici e tutto ciò che concerne il rapporto con persone di diversa nazionalità, l’ estero, il remoto e l’ esotico (nel 2001 finivo le elementari e iniziavo le medie, ed entravo per la prima volta a contatto con “i fatti del mondo” con la vicenda del terrorismo internazionale, nel 2013 finiva bruscamente la mia amicizia con Massi, simboleggiando un periodo di rinnovata libertà e capacità potenziale di espansione, e nel 2013 ho cominciato la mia “amicizia a distanza” con il proprietario del blog e ho iniziato a occuparmi della ricerca sulla Timewave in modo indipendente, in estate sono tornato dopo anni in Puglia per le vacanze).

Visualizza immagine di origine

SATURNO transita in una CASA nel corso di 2 anni e mezzo, ed è progredito in ACQUARIO (ANNO SATURNIANO N.1) nel 1998 (portando ostacoli, limiti, restrizioni, prove e difficoltà, ma anche capacità di costanza, persistenza e determinazione e stabilità nell’ ambito della vita sociale, di gruppo, nelle amicizie, nel lavoro di squadra, nell’ uso della tecnologia e nell’ ambito di speranze e desideri)in un anno in cui ho vissuto una di quelle estati dei tempi d’ oro. Nel 2028 progredirà in PESCI (ANNO SATURNIANO N.2) portando ostacoli, limiti, restrizioni, difficoltà, costanza, persistenza, determinazione e stabilità nell’ ambito dell’ esplorazione della psiche e del subconscio, del misticismo, della gestione delle emozioni, e nell’ ambito del riposo e dal ritiro dalla società, nell’ ambito dell’ immaginazione, in uno dei transiti più difficili che esistono in astrologia. Il mio SATURNO è entrato in SESTA CASA nel settembre 1992 (mi ricordo l’ autunno della febbre ricorrente nel 1993) e ci rientrerà nel settembre 2022, portando ostacoli, restrizioni e prove, ma anche costanza, persistenza e stabilità nell’ ambito della salute, dell’ attività fisica, del lavoro, della gestione della routine e degli animali domestici. In SETTIMA CASA nel marzo 1995 e nel marzo 2025 a gestire l’ ambito dei partners, collaborazioni, soci, attività artistiche e situazioni riguardanti la giustizia. In OTTAVA CASA nel settembre 1997 e settembre 2027, a gestire l’ ambito del lato oscuro, delle risorse condivise, della sessualità, della psiche e del concetto di mortalità. In NONA CASA nel marzo 2000, a gestire l’ ambito dei viaggi, dell’ istruzione, della scuola, della religione, teorie, filosofia e libertà (in questo transito ho scoperto di avere la scoliosi e ho finito le elementari e iniziato le medie). In DECIMA CASA nel settembre 2002, a gestire l’ ambito della reputazione sociale, della carriera (scolastica in questo caso), delle ambizioni e della chiusura in sé stessi, in uno dei transiti più difficoltosi (transito arrivato mentre frequentavo le medie fino alla seconda metà del primo anno delle superiori, durante il quale mi reputavano uno dei ragazzi più silenziosi e riservati della classe. Ho iniziato British School, inoltre. Durante questo transito svolgevo attività di ginnastica correttiva per la scoliosi, ma ho anche iniziato una storia sentimentale). In UNDICESIMA CASA nel marzo 2005 (durante il culmine della mia storia sentimentale) a gestire l’ ambito della vita in gruppo (quindi di classe), delle collaborazioni, delle amicizie, delle speranze e desideri (transito vissuto durante gli anni delle superiori, quando passavo da una lezione privata ad un’ altra e studiavo, e quindi non avevo tanto tempo per la vita sociale, al di là di ciò che accadeva in classe e con Martina). In DODICESIMA CASA nel settembre 2007 a gestire l’ ambito della mentalità subconscia, dell’ immaginazione e delle fantasie, del misticismo, e del ritiro dalla vita sociale, in uno dei transiti più difficili dell’ astrologia (in quel periodo ho cominciato a fare più attenzione ai miei sogni già nei mesi precedenti, ho preso parte ad un ritiro spirituale con l’ oratorio, e due mesi dopo sono cominciati i ricorrenti attacchi di panico. Il 2008 è stato uno degli anni più difficili per me, avevo strani pensieri costanti, incominciavo a frequentare i siti delle notizie alternative e ho incominciato ad incontrarmi con uno psicologo, e poi ho scoperto Terence Mckenna (guru della psichedelia) e la Timewave Zero, che ha acceso la mia immaginazione come mai prima d’ ora, e nell’ autunno 2009 è iniziata la mia saga onirica di sogni ricorrenti che continua ancora adesso). In PRIMA CASA nel marzo 2010, a gestire l’ espressione della personalità, delle iniziative e attività intense e sportive, e la gestione della rabbia e dei nuovi inizi (in questo periodo ho interrotto la frequentazione dell’ università, un mese dopo è morto un mio ex compagno di classe, ogni tanto giocavo a pallone con un amico, ho iniziato l’ amicizia con Massi e l’ attività delle lezioni private e mi sono trovato a confrontarmi con la complessa e a tratti rabbiosa personalità di Massi. Ma è in questo transito che ho anche iniziato a lavorare (due stages). In SECONDA CASA nel settembre 2012, a gestire l’ ambito dei soldi, del territorio circostante, della dieta alimentare e della fiducia in sé stessi (in questo transito ho ripreso l’ università, ma dopo qualche mese l’ ho di nuovo interrotta, ma nel marzo 2014 ho iniziato a lavorare al centro nuoto. In questo transito mi sono distaccato da Massi e ho incontrato online il mio collega blogger).

In TERZA CASA nel marzo 2015, a gestire l’ ambito dei fratelli e altri parenti, dei coetanei, dei brevi viaggi, dei veicoli, comunicazioni, approccio alle notizie (appena iniziato questo transito Adelin è diventato mio amico e ha cambiato in gran parte il mio modo di vivere e le mie abitudini (aveva quasi la stessa data di compleanno di mio fratello, nel 2016 mio fratello ha avuto un incidente d’ auto e nel 2017 è stato operato. Nel 2015 ho sperimentato una grande espansione della vita sociale e della conoscenza dei vari quartieri della mia città e nel 2017 ho cambiato compagnia, comunicando anche tramite la Playstation e frequentando i Comiccons. Nel 2016 con Penpals.net ho comunicato con almeno una persona da quasi tutti i paesi del mondo, e in questo transito gestivo il blog come co – autore, e seguivo costantemente le notizie. In QUARTA CASA nel settembre 2017, a gestire l’ ambito della vita in casa, della famiglia, dei genitori, dell’ approccio alle donne (in questo periodo frequentavo la mia seconda compagnia, ma il 2018 è stato forse l’ anno più “scarso” della mia vita con un certo ritiro dalla vita sociale. Con la compagnia spesso ci trovavamo al cinema, nei bar e a casa a vedere film, ma nel 2019 è arrivata una delle persone più influenti della mia vita, Valentina, che ha fatto da protagonista per un lungo periodo e ha subito un lutto in famiglia nel quale io sono stato coinvolto, rimanendole accanto in un periodo difficile). In QUINTA CASA, la casa di base nella mia carta astrale è giunto nel marzo 2020, arrivando giusto in tempo per il primo lockdown, limitando il settore dei divertimenti, piaceri, hobbies, creatività, storie sentimentali e l’ approccio alle persone più giovani, sebbene poi nell’ autunno 2020 è arrivata la terza compagnia e c’è stato un autunno “dai toni primaverili”. Questo transito durerà fino al settembre 2022, quando arriverà in SESTA CASA, a gestire l’ ambito del lavoro, della routine, degli animali domestici, salute e attività fisica. In SETTIMA CASA, nel Marzo 2025, come potenzialmente suggeriscono anche i miei famigerati “cicli vitali” potrebbe arrivare la persona giusta con cui iniziare una storia sentimentale duratura, non senza difficoltà (e curiosamente, questo transito suggerisce la potenzialità di associarsi ad una persona che ha subito un lutto, come una vedova, o una separazione di qualche tipo, o una persona con certe situazioni di vita dove si ha bisogno di un supporto e di un impegno di responsabilità), mentre nel settembre 2027, in OTTAVA, potrebbe suggerire influenza nell’ ambito delle risorse condivise, ereditate, fornite da altri, sessualità, lato oscuro, psicologia, privacy e segreti.

Visualizza immagine di origine

URANO transita in una CASA nel corso di sette anni, e nella mia carta astrale è progredito in ACQUARIO nel 2012 (ANNO URANICO N.1), apportando diversificazione, novità, imprevisti o distacchi e approcci improvvisi /sati, attività intensa e cambiamenti e minore stabilità in generale nell’ ambito della vita sociale, delle amicizie, dell’ approccio alla tecnologia e nella vita di gruppo: nel 2013 è terminata in modo improvviso e turbolento la mia amicizia fraterna con Massi ma è anche iniziata quella a distanza, tramite l’ uso di tecnologia, con il mio collega blogger, e nel 2014 ho iniziato a vivere in compagnie sociali, fino ad arrivare al culmine della espansione e della diversificazione della vita sociale nel 2015, un fenomeno che si è ripetuto con minore magnitudo nel 2017, e con maggiore magnitudo nel 2020 e 2021. Il mio URANO ha iniziato gestendo la QUARTA CASA, nell’ ambito della famiglia, dei genitori, dell’ approccio alle femmine (Il mio trasferimento nel 1995, per esempio, le difficoltà dei miei genitori nei mesi successivi alla mia nascita per quanto riguardava l’ incapacità fisica di mio nonno in seguito ad un incidente) per poi spostarsi in QUINTA CASA nel marzo 1997 andando a gestire il settore dei piaceri, divertimenti, il settore dell’ infanzia (il bambino interiore?), degli hobbies e della creatività (la prima storia sentimentale è iniziata nel 2003), favorendo tutta una serie di eccentricità, bizzarrie, e peculiarità nella mia vita di bambino, e nel marzo 2004 è entrato in SESTA CASA, gestendo la salute, attività fisica, animali domestici, routine e lavoro scolastico (regalandomi subito una bella varicella, difficoltà e turbolenze scolastiche, attacchi di panico e movimentando notevolmente la mia routine quotidiana, apportando tutta una serie di imprevisti e nuove esperienze) fino al marzo 2011, quando è entrato in SETTIMA CASA, gestendo l’ ambito delle associazioni, soci, partners, arti, giustizia e in quel periodo stava cominciando la mia amicizia fraterna con Massi e la mia “associazione” con lui con la questione delle lezioni private, arricchendo di imprevisti, distacchi, capovolgimenti e turbolenze la gestione del mio rapporto con le amicizie “a due”. Nel MARZO 2018 è arrivato in OTTAVA CASA, a gestire l’ ambito delle risorse condivise, ereditate, fornite da altri, della sessualità, del lato oscuro, della privacy e dei segreti, e della psiche e della mortalità (mi ricordo particolarmente l’ aprile del 2018 come un periodo di intensa turbolenza interiore con il ritorno degli “strani pensieri” difficili da gestire, e poi ovviamente il coinvolgimento delle letture “scorpioniche” di Stephen King, ma ora come ora non saprei come interpretare questo transito e carpire i patterns delle varie turbolenze e ottovolanti negli ambiti sopra descritti, se non che nel marzo 2018 appunto rimasi molto – interiormente, non in superficie, non evidentemente – coinvolto e scosso a livello psicologico dalla morte improvvisa del figlio adulto dei miei vicini di casa, e del fatto che sono stato coinvolto nella vita di una persona che ha subito un importante lutto nel 2019, e poi ovviamente tutti i pensieri che riguardano l’ approccio alla pandemia di Covid, dove il tema della mortalità è presente ovunque). Nel marzo 2025, a suggerire ancora una volta un cambiamento di rotta in quel periodo, arriverà in NONA CASA, a gestire l’ ambito dell’ approccio a filosofia, religione, teorie, attività di ricerche e studi, a movimentare la mia passione per la lettura e forse a fornirmi dinamicità e opportunità improvvise quanto scioccanti e di profondo cambiamento nell’ ambito delle – pubblicazioni di scritti – ambito gestito dalla nona casa, e forse a regalarmi viaggi lontano…

Visualizza immagine di origine

NETTUNO transita in una CASA nel corso di quattordici anni ed è progredito nella mia carta astrale in ACQUARIO nel 2006 (ANNO NETTUNIANO N.1), apportando confusione, potenzialità di dissoluzione e trasformazioni subconscie nell’ ambito delle amicizie, della vita sociale, di classe e collaborazioni di gruppo e attività di gruppo. Nettuno ha iniziato gestendo la QUARTA CASA fino al compimento dei miei 14 anni, gestendo la mia vita in famiglia, l’ approccio alla mia abitazione e l’ approccio alle femmine e ragazze anche se Nettuno è uno dei pianeti più difficili da interpretare, proprio per la sua natura elusiva, fluida e subconscia. Nel marzo 2004 (proprio durante l’ approfondimento della mia storia con Martina) è giunto a gestire la QUINTA CASA, nell’ ambito dei divertimenti, piaceri, hobbies, storie sentimentali, approccio alle persone più giovani, regalandomi la varicella quasi subito (le malattie infettive sono gestite da Nettuno) (ricordiamo l’ influenza: confusione, potenzialità di dissoluzione e trasformazioni subconscie, e nel marzo 2018 è giunto in SESTA CASAconfusione, potenzialità di dissoluzione e trasformazioni subconscie nell’ ambito della salute, dell’ attività fisica, animali domestici e gestione della vita di routine e della vita lavorativa (nel marzo 2020 ho interrotto il lavoro e non sono impegnato in esso da allora) ed è difficile interpretare questo transito per via del fatto che agisce a livello subconscio, nel sottobosco della vita, portando un metaforico velo di nebbia, potenziali dissoluzioni in nulla di fatto e trasformazioni subliminali, anche se di recente, nell’ ottobre 2021, ho preso un impegno a iniziare una routine di palestra, un evento insolito nella mia vita. Ovviamente poi c’è da considerare tutta la situazione della pandemia di Covid e la mia interpretazione subconscia della stessa. Questo transito durerà fino al marzo 2032, quando giungerà in SETTIMA CASA, portando un metaforico velo di nebbia, potenziali dissoluzioni in nulla di fatto e trasformazioni subliminali e inconscie nell’ ambito dei partners, associazioni, giustizia, arte e diplomazia.

Visualizza immagine di origine

PLUTONE transita in una CASA in un periodo variabile (circa 20 anni) ed è progredito nella mia carta astrale in SAGITTARIO nel 2003 (ANNO PLUTONICO N.1) apportando: drastiche trasformazioni di carattere permanente, peculiari ossessioni e portando un “velo di oscurità e intensità” e “morte metaforica” o distruzione di strutture precedentemente stabili nell’ ambito dei viaggi, del remoto, straniero, esotico, teorie, filosofia, religione, istruzione e vita scolastica e studi. Da notare che nel 2003 ho partecipato al primo funerale della mia vita, nel 2010 e 2012 le due interruzioni degli studi, le turbolenze e difficoltà delle superiori, e poi nel 2007 c’è stato il mio viaggio a New York, la passione per la cultura americana che è iniziata più o meno nel 2004 ed è durata per tutta la mia adolescenza, in Corsica nel 2003 e 2011, le gite in Europa, la “tremenda” trasformazione della mia mentalità in seguito alla scoperta di Terence Mckenna, le sue teorie, la sua filosofia, la ricerca sulla Timewave, la mia passione per la lettura, per non parlare di tutto ciò che è arrivato successivamente tramite le ricerche per arricchire il blog. Insomma, tutte trasformazioni che appartengono al settore “sagittariano” della vita. Per quanto riguarda LE CASE: per i primi 19 anni della mia vita Plutone ha gestito la TERZA CASA, quella delle comunicazioni, trasporti, veicoli, viaggi brevi, fratelli e altri parenti, approccio alle notizie, approccio ai coetanei apportando appunto: drastiche trasformazioni di carattere permanente, peculiari ossessioni e portando un “velo di oscurità e intensità” e “morte metaforica” o distruzione di strutture precedentemente stabili fino al marzo 2010, quando è arrivato in QUARTA CASA, a gestire l’ ambito della famiglia, dei genitori, dell’ approccio alle donne e della vita in casa ( drastiche trasformazioni di carattere permanente, peculiari ossessioni e portando un “velo di oscurità e intensità” e “morte metaforica” o distruzione di strutture precedentemente stabili ) (qui si potrebbe inserire la intensa amicizia fraterna con Massi, prevalentemente vissuta a casa sua, in un periodo fra agosto 2011 e marzo 2013 in cui vivevo “in alternanza” fra la sua famiglia e la mia, e ciò che ne è seguito: distacco permamente, “morte metaforica” di una amicizia ma anche di una “residenza in una casa”, il carattere intenso e a tratti ossessivo della vita assieme a lui) (personalmente, io considero appartenenti alla quarta casa anche gli ambienti di lavoro, soprattutto se assumono una percezione soggettiva di “luogo di seconda casa”, come è stato il centro nuoto per me, e poi si sa come è andata a finire dopo anni) mentre all’ incirca nel 2030 arriverà in QUINTA CASA, quella dei divertimenti, piaceri, storie sentimentali, figli, approccio ai giovani e creatività. Ancora più difficile questo da interpretare, per la sua lunga durata, le trasformazioni graduali e la vastità della sua influenza.              





Vermicino, uno tsunami mitopoietico

5 06 2021

Il seguente post cominciammo a scriverlo il 24 agosto 2019, per poi interromperlo e inserirlo nell’archivio mantenendolo allo stato di bozza.  Lo completiamo e presentiamo adesso, in occasione della scadenza dei quarant’anni esatti di distanza da quell’avvenimento cardine su cui saranno incentrati gli appunti che esporremo in seguito a una prefazione, lunga, si, ma necessaria, da scrivere e da leggere.

Buona lettura!

OIP (2)

Parliamo di una “caduta nel pozzo” che, per qualche giorno, prese possesso dell’attenzione di milioni e milioni di telespettatori, attivando un dramma collettivo scaturito nientemeno che dal seno di quella “programmazione regolare delle trasmissioni della tv italiana” all’epoca di poco più di venticinque anni di vita in quel pazzesco 1981.

Erano anni particolari quelli: dal 1976-1977 in poi, fino al 1982 (Breve appunto veloce su Grace Kelly | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com), in cui era come se un presente senza nome stesse inghiottendo contemporaneamente passato e futuro prendendo, altrettanto contemporaneamente, il meglio e il peggio da entrambi.

Chiariamo bene subito una cosa però, a scanso di equivoci: nulla a che vedere col “presentismo” che denunciammo bene nel seguente post: Come la tecnologia ha ucciso il futuro | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com)

I primi vagiti di ciò che, tanto tempo dopo, si sarebbe chiamato “consumismo”, alla fine della Ricostruzione, all’incirca nel 1952 – dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale di qualche anno prima – erano percepiti come in modo sognante, poetico e “nuovo di zecca”. In quel ’52, però, ben pochi potevano davvero prevedere gli slanci e i cambiamenti senza precedenti che ci sarebbero stati nei trent’anni successivi. Cambiamenti in qualche modo dovuti alla maturazione definitiva dei semi della cosiddetta “Seconda Rivoluzione Industriale” la cui primissima preparazione cominciò nel “dopo 1848”, il cui inizio in sordina cominciò poi una ventina di anni più tardi e le cui novità senza precedenti nella vita di tutti i giorni, cominciarono a comparire e svilupparsi concretamente dal 1890 al 1920.

bdd2b-prometheus

Quello sviluppo tumultuoso, di fine XIX-inizio XX secolo, del prometeico portare il fuoco sacro degli Dei al mondo profano degli uomini occidentali (petrolio, elettricità, chimica di sintesi ed energia atomica) portò a una reazione totalitaria come mai si vide prima nella Storia ricordata in Occidente: la miscela di quei doni di Prometeo e dei modi di fare bellici ereditati da tutti i secoli passati, assieme ai modi gerarchici di pensare, ebbe come risultato due guerre “alla vecchia maniera” (cioè conquiste territoriali di eserciti nemici in combattimento l’uno contro l’altro in rappresentanza di idee collettive inculcate nelle masse dai reggenti sopra di loro) mai così distruttive!

…fino a giungere al 1945 della Storia ricordata in Occidente e al LAMPO che si vide nell’estate di quell’anno da una parte all’altra sulla superficie del pianeta. Il lampo in oriente trasportato dall’occidente a bordo dell’Enola Gay – Wikipedia: la concretizzazione nella realtà materiale della “distruzione dei mondi” da parte del dio Shiva, così come venne da pensare allo scienziato Robert Oppenheimer – Wikipedia quando vide i bagliori cosmici e non terrestri di quelle esplosioni mai viste prima da nessuno poiché sono la reificazione di dei che accecano chi li guarda in faccia.

Rdb1f34c94020e2514a85445f6e7e5772

Quegli scienziati, che avevano contribuito in pieno allo sviluppo di ciò che venne sperimentato in gran segreto nei deserti americani, sapevano bene che una bomba funzionante con lo stesso identico funzionamento delle stelle, se fosse stata impiegata nella stessa scala delle armi usate nelle Guerre Mondiali degli allora ultimi trent’anni, avrebbe significato molto probabilmente la distruzione materiale dell’intera umanità. Insomma, una terza riproposizione “mondiale” di una guerra “alla vecchia maniera” usando quelle bombe, sarebbe stato sinonimo di una parola sola: suicidio.

Gli anni quaranta furono una specie di buco nel normale tessuto spaziotemporale della Storia conosciuta, di cui tutti i decenni successivi – nessuno escluso – subirono le conseguenze dovendone fare i conti: l’immensa distruttività attinta dagli elementi dei nuclei atomici cambiò per sempre la Storia, contemporaneamente allo sviluppo della missilistica sia negli USA che nell’URSS da parte degli stessi uomini (il più famoso tra loro fu Wernher von Braun – Wikipedia) che prima la svilupparono nella loro terra d’origine, la Germania in mano ai nazionalsocialisti; quegli uomini – presumibilmente in contatto diretto con chissà quali forze – avevano sviluppato anche altri progetti, le cui tracce, penso, si dischiusero nei cieli con diversi avvistamenti dal 1947 al 1952, cronachisticamente documentati sulle prime pagine dei giornali dell’epoca, .

KELLYCOL_053

Avrebbero mai potuto immaginare gli USA e l’URSS nel 1922 di cosa sarebbero riusciti a fare trenta e quarant’anni dopo? Gli esperimenti nucleari con la “bomba H” nell’atmosfera, l’aviazione dei caccia e dei B-52 e poi i lanci di missili e satelliti artificiali avrebbero portato alla fine di quel tipo di guerra che ce lo si stava trascinando dietro ormai da innumerevoli secoli e perciò alla fine di un tipo di Storia che era andata avanti da altrettanto!

Gli anni ’50 del XX secolo sono stati questo inizio, era l’inizio della Fine, che però ci sarebbe stata tutt’altro che subito. Era quando ancora non si derideva affatto chi parlava di UFO e quando i ragazzini delle scuole negli USA si esercitavano a buttarsi a terra in un certo modo nel caso in cui la luce accecante di una “Bomba H” proveniente dal “mondo comunista” fosse apparsa al di là delle alte finestre dell’aula in cui studiavano e facevano ricreazione.

Nel 1981 erano passati solo nemmeno trent’anni da quegli scenari, dalla fine di Joseph Stalin e dall’incoronazione di Elisabetta II, dagli ampi spazi nel cielo e nel cosmo al di fuori dell’orbita terrestre che improvvisamente si aprivano assieme a tutte quelle tensioni “tra i due blocchi USA-URSS” le quali, prima di finire nel 1963 con il termine degli esperimenti nucleari nell’atmosfera – il più importante dei quali fu l’esplosione della Bomba Zar – Wikipedia – tensioni che ebbero il loro culmine nel 1961 e 1962 rispettivamente con le crisi di Berlino e di Cuba, quando insomma erano ancora tutti da costruire i confini dei muri in cui, dal 1964 in poi – dopo le emersioni di papa Paolo VI, del capo dell’URSS Breznev, del presidente Johnson (e in Italia di Aldo Moro col suo primo governo) – senza più tutte quelle tensioni inter-continentali, si sarebbe finalmente sviluppato il FUTURO.

a0317460877_10

Cosa successe invece dopo il 1977? Esplose quel “NO FUTURE” che allora sembravano in pochi a vederlo: i punk britannici per esempio. E’ sorprendente quanto il movimento punk sia riuscito a estendersi e influenzare, anche ben oltre i confini della Britannia, a partire appunto dal ’77, nonostante avesse avuto origine, in sostanza, da emarginati straccioni senza arte ne parte.

In quella fine anni ’70-inizio anni ’80 del XX secolo, erano ancora in gran parte presenti, penso soprattutto all’Italia, le “vedette” in attività già magari ai tempi della Distruzione negli anni ’40 e comunque ai tempi della Ricostruzione negli anni ’50 e poi del “Sempre più in alto”, delle escalation nel decennio ancora successivo…erano ancora presenti celebrità del teatro di rivista, radiofoniche, cinematografiche, della “vecchia politica”, del “vecchio giornalismo” (Nicolò Carosio – Wikipedia), i “mostri sacri della commedia all’italiana”, i cantanti appartenenti a mondi che non venivano più sentiti affatto come “ancora attuali del  nostro presente”, tutt’altro, e, a ogni modo, tutti questi, proprio in virtù delle loro origini, continuavano comunque a pensare alla Storia così come venne trasformata dalla Seconda Rivoluzione Industriale, cioè all’insegna del “avanziamo verso il futuro per far sì che sia ancora migliore del passato che abbiamo vissuto noi”, avendo questo punto di vista anche attraversando i “brutti tempi” 1922-1952 e mantenendoselo (e, anzi,  naturalmente rafforzandoselo!) nei “tempi dell’ascesa”, quelli a partire dal 1957.

Vent’anni esatti dopo, passate le “domeniche senz’auto” del 1973 e arrivato e sparito il 1975 senza che il socialismo si fosse espanso, non essendo ancora alla portata di tutti l’elettronica e la digitalizzazione – allora già presenti ma ancora soltanto in fasce – lo Spleen – Wikipedia per parecchi cominciava a essere forte; le premesse e promesse rivoluzionarie di qualche anno prima (1968-1969) tardavano a manifestarsi in concreto e il terrorismo di estrema sinistra ed estrema destra che mieteva vittime quotidianamente era di sicuro uno dei sintomi maggiori di questa insofferenza di cui il “NO FUTURE” dei punk era il riassunto più scarno, certo, ma anche forse il più esaustivo.

La “sconfitta delle lotte operaie ai cancelli della FIAT” (Dalla marcia dei 40.000 al referendum del 54% | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com), che si consumò tra il 1973 e il 1980, fu dovuta in gran parte agli effetti dell’inizio della della cosiddetta “Terza Rivoluzione Industriale” ma ben pochi allora tra la classe operaia, utilizzando in modo ordinario una forma mentis molto ideologica e imbevuta di dialettica, se ne accorsero. A quei tempi, vigeva ancora un sistema semi-pianificato in cui l’economia di mercato e i mercati finanziari venivano influenzati e anche regolati dalle istituzioni nazionali oltre che dalla politica partitica + associazioni sindacali e di categoria, regolazioni…”ideologiche” però (in sostanza basate sulla cultura storico-umanistica) e che perciò non potevano essere accettate in un eventuale mondo futuro in cui le attività umane avrebbero fatto riferimento a una struttura di controllo basata fondamentalmente sulla digitalizzazione informatica e telematica di tutto quanto il quantificabile.

In quella seconda metà degli anni ’70, si videro dei drammi mai visti esplodere sugli allora mass media: rapimenti e omicidi quasi in diretta di figure politiche paterne al vertice, in grado di grandi capacità dialettico-mediatrici, nate, cresciute e maturate agli antipodi del “no future” sia quello dei punk…sia quello di una moltitudine di figure dell’estremismo politico perlopiù giovanile nell’ Italia di quegli anni.
Furono anni in cui venne ammazzata un’ingente quantità di “servitori dello stato”, in cui le cronache dei telegiornali erano farcite di fototessere segnaletiche in bianco e nero di terroristi ricercati che rapivano, rapinavano e uccidevano. Ovunque.

Contemporaneamente, tuttavia, a una prima emersione di mondi elettronici e virtuali che pervadeva di novità tempi ancora carichi di tutto quel bel consumismo pionieristico il quale però non era certo più vissuto con un senso di ottimismo che cominciava già a non esserci proprio più collettivamente come prima, oltrepassate le “colonne d’Ercole” del 1970.
Caso strano, fu nel 1964, dunque proprio all’inizio di quella “distensione USA-URSS” – che seguì gli incontri e accordi al vertice tra le due super-potenze per la fine degli esperimenti atomici nell’atmosfera – che, con la cosiddetta “congiuntura” ci fu una prima avvisaglia della fine prossima ventura di quell’ “ottimismo sognante e incantato” – il quale direi ebbe la sua massima manifestazione nel 1957 (L’anno più felice di sempre | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com) – e che fu una caratteristica degli anni della Ricostruzione una volta esauritosi il Dopoguerra. Nel 1964 vi fu quel tentativo di colpo di stato in Italia, il cosiddetto “piano Solo” ordito dal generale De Lorenzo assieme allora presidente Segni: un filo rosso che giunge a quel 1970 citato poco fa, quando si ebbe un altro tentativo di golpe in dicembre, stavolta ad opera del principe Junio Valerio Borghese, dopo le esplosioni – di cui una veramente sanguinosa a Milano – del 12 dicembre dell’anno precedente, quelle che inaugurarono ciò che venne poi chiamato “strategia della tensione” e che ebbe il suo non plus ultra col rapimento, detenzione e omicidio di colui il cui primo governo partì proprio ai tempi del primo tentativo di colpo di stato.

L’impossibilità, a causa di ciò che partì nel 1945, di fare la guerra alla “maniera tradizionale” – quella risalente almeno fin dai tempi dei sumeri – con i grandi eserciti contrapposti, guidati da generali per la conquista di (grandi) territori e l’assoggettamento di popolazioni, portò, durante gli anni ’50, alla costituzione di mega-alleanze militari di super-potenze continentali coi loro stati satelliti, nelle quali (NATO – più SEATO e CENTO – vs “Patto di Varsavia”) veniva utilizzata strategicamente più la minaccia di guerra che la guerra su vasta scala vera e propria e quelle alleanze militari erano sostanzialmente delle immense strutture gerarchico-burocratiche basate più che altro sul continuo ammodernamento tecnologico per impressionare l’altra parte della barricata.
La contrapposizione USA-URSS, fino al 1963, come si sa, sembrò far davvero temere, più volte, potesse degenerare in una nuova guerra mondiale termonucleare, magari per colpa di un’azione inconsulta di uno dei carri armati che si fronteggiarono da una parte all’altra di Berlino durante la crisi che venne risolta solo con l’edificazione del Muro tra le due parti della città: nella mente collettiva dell’Occidente aleggiava il fantasma di una guerra atomica inter-continentale scatenata (dai bombardieri sempre in volo) magari soltanto a partire da un carro armato che da una parte o dall’altra del reticolato della porta di Brandeburgo, avrebbe potuto compiere qualche azione – anche apparentemente insignificante – che però non avrebbe mai dovuto fare perché interpretata male dal nemico davanti a lui! La crisi di Berlino avveniva dentro i confini municipali di una metropoli europea ma la sua gravità era appunto inter-continentale e andava di gran lunga al di là dell’Europa, comprendendo i territori americani e asiatici.

Invece poi, per circa un quindicennio dopo il 1963 – durante tutto l’arco del pontificato di papa Paolo VI – la divisione USA-URSS mantenuta dal Muro a Berlino fu – oggettivamente e paradossalmente – quella struttura solida e su cui non c’era più da discutere, che, in qualche modo, era il confine sicuro delle piazze dove, dal 1964 al 1979, non venne “cambiata la società” ma ne vennero – senza alcun dubbio – liberalizzati i costumi.

Cominciava – altrettanto senza alcun dubbio – a iniziare qualcosa di apocalittico in quegli anni, pensiamo a tutti quei morti ammazzati ben pubblicizzati su giornali, radiogiornali e telegiornali, con il pubblico bene attento a tutto quanto succedeva sul serio e non ancora distratto dagli allora inesistenti internet, videogiochi e serie tv…pensiamo a come venissero assaltati e uccisi banchieri, giornalisti d’inchiesta, magistrati, presidenti, generali, e forse persino un papa; pensiamo a stazioni ferroviarie saltate in aria assieme a decine di vittime tre mesi prima di un terremoto altrettanto catastrofico, col presidente della Repubblica Italiana di allora – in seguito assurto a figura mitica – pencolante da un luogo di dolore all’altro, schiacciato emotivamente dalle sofferenze umane dei suoi concittadini, visti un po’ come dei nipoti sotto la sua guida morale.

Abbiamo parlato di tentativi di colpi di stato, di terrorismo ideologico di sinistra e destra estreme, di “strategia della tensione” e di “distensione USA-URSS” e di come tutte quante queste cose proliferarono dal 1964-1969 fino a fine anni ’70 nel momento in cui i confini del “muro di Berlino” e dei confini tra “le due Germanie” – ormai decisi “una volta per tutte” assieme al termine degli esperimenti atomici nell’atmosfera – erano quelli delle piazze in cui ci si scatenava politicamente in quel quindicennio, dimenticandosi di quel privato a-politicizzato dentro cui invece si ritornò a rifugiarsi finito l’anno 1980 (INDRO MONTANELLI: Alle origini del RIFLUSSO | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com).

OIP

Quando Alfredino Rampi, il 10 giugno 1981, cade dentro il pozzo artesiano, siamo in un momento in cui l’Italia e il mondo paiono come essere entrati nell’ “orizzonte degli eventi” proprio di un buco nero, il mondo di quel quindicennio 1963-1978 che abbiamo detto (contemporaneamente sia di distensione tra i due blocchi continentali e sia di “strategie della tensione” al loro interno) comincia palpabilmente a non esserci più, si sgretola…non ci si sente più il terreno sotto i piedi!

maxresdefault

Alfredino cade nel pozzo di Vermicino nella parte ancora primaverile di giugno e in quella primavera ’81 scoppiano tanti drammi sui mass media, che concentrano tutta la mente collettiva nel presente non facendola per ora pensare al futuro: la “strategia della tensione” comincia a collassare sul serio con l’arresto del “pezzo grosso” Mario Moretti – Wikipedia, il più pesantemente implicato nel rapimento-omicidio di Aldo Moro – Wikipedia e con la scoperta giudiziaria di nomi eccellenti – anche ministri e militari – nelle liste di Licio Gelli – Wikipedia a capo della loggia massonica deviata “propaganda 2” la quale – presumibilmente a partire dal 1964-1970 – era diventata uno stato occulto dentro lo stato: a causa di ciò, il governo guidato da Arnaldo Forlani – Wikipedia dovrà dimettersi a maggio, una volta fatto entrare ufficialmente nell’illegalità ciò che fino a poco tempo prima era ben tollerato e coperto da qualche alto vertice del sistema di potere occidentale: il governo Forlani sarà l’ultimo dell’era pluri-trentennale dei governi italiani soltanto democristiani, successivamente arrivò il primo governo a guida non democristiana, quello di Giovanni Spadolini – Wikipedia e vennero aperte commissioni parlamentari per indagare sulla turbolentissima “strategia della tensione” che se la si stava, altrettanto turbolentemente, per lasciare alle spalle; in quello stesso marzo il presidente USA Ronald Reagan viene preso a pistolettate così come nientemeno che il PAPA in persona, il polacco Giovanni Paolo II eletto da pochi anni: preso a pistolettate anche lui, a maggio. Entrambi i SUPER-CAPI dell’Occidente in quella primavera rimarranno, per un certo tempo, tra la vita e morte e ciò verrà monitorato dai mass media.

La fine della “distensione USA-URSS” era ormai certa dopo la rivoluzione islamica iraniana e soprattutto l’invasione sovietica dell’Afghanistan di due anni prima e con la difficile situazione degli stati satelliti dell’URSS (Polonia in primis) e oltretutto la decisione d’installare missili nucleari tattici nell’Europa occidentale in risposta ai missili sovietici SS-20, gli spettri della distruzione atomica tornavano sui mass media così come non succedeva più da una ventina di anni a quella parte e stavolta a far paura, più che i B-52 armati di bombe, erano i missili tattici e quelli strategici che potevano ospitare ben più di una testata nucleare, oltre naturalmente ai sottomarini armati vicino alle coste. Allora non moltissimi pensavano alla possibilità che il “Muro” avrebbe perduto la sua funzione – poco meno che trentennale – proprio alla fine di quel decennio appena iniziato e avevano timore invece dell‘ineluttabilità storica di una Terza Guerra Mondiale tra i due chiarissimi e ben delineati “blocchi contrapposti” così come furono “scontri di blocchi contrapposti” quelli che si erano visti nelle due Guerre Mondiali precedenti. Negli anni ’90, su un annuario Rizzoli, seppi che in quell’inizio anni Ottanta circolava un testo che illustrava le analogie del 1980 col 1914 e che l’ho rintracciato al seguente indirizzo: “Rumors of War: The 1914 Analogy | Foreign Affairs

In giro c’erano ancora tutte le cose del 1961 (“Muro” compreso quindi) ma le tv private a colori, i personal computer, i videogiochi dentro i bar, i primi bancomat e gli automezzi con ormai tanta elettronica ed elementi in PVC, facevano capire, a chi sapeva vedere, che un “trapasso” era ormai prossimo. Il “buco nero” di quel 1981, in cui non si riusciva a stare in piedi e si rischiava di perdere l’equilibrio e cadere, era anche dovuto al fatto che trenta-quarant’anni prima di allora il mondo era diversissimo, così come NON lo sarebbe più stato altrettanto trenta-quarant’anni dopo di allora, e adesso, col senno di poi, lo sappiamo bene!

Presumibilmente, se non ci si fosse trovati in tali condizioni di coerenza multi-contestuale in Italia e nel mondo, non si sarebbe mai potuto manifestare quel vero e proprio tsunami che fu il precipitare di milioni di telespettatori, appartenenti a una nazione intera, all’interno di un buco nero, seguendone tutte le vicende minuto per minuto, tutti quanti anche di notte fino alle prime luci del mattino.

Potrebbe anche essere che a generare gran parte del “gorgo oscuro scivoloso” di quel 1981, furono i conflitti sotterranei sull’utilizzo allora futuro delle nuove tecnologie elettroniche-digitali di fronte a cui si doveva cominciare a fare per davvero i conti e si sarebbe visto presto – a partire già dall’anno successivo – quanto quelle tecnologie fossero in grado di cambiare le cose in Occidente, anche per quanto riguardava la vita di tutti i giorni, la cultura e il cosiddetto “intrattenimento”  e non soltanto – così com’era stato invece fino allora – utilizzate esclusivamente per le strutture di “back office” della produzione industriale e dei sistemi logistico-militari…anche per questi motivi, tutti quegli shock collettivi si addensavano e avrebbero spinto a far cantare a un musicista inconsueto (il quale avrebbe visto la morte esattamente quarant’anni dopo) “Mister Tamburino/non ho voglia di scherzare/rimettiamoci la maglia/i tempi stanno per cambiare”, in una canzone ospitata dentro un album, uscito verso la fine di quello stesso anno, con dei testi come “Lo shivaismo tantrico/di stile dionisiaco/il senso del possesso/che fu pre-alessandrino” i quali ebbero l’ardire di trovarsi dentro il primo disco italiano che raggiunse il milione di copie vendute!

E, a proposito di cantanti, non dimentichiamoci che appena una settimana prima della caduta di Alfredino nel pozzo, il 2 giugno, trovò la morte in un incidente stradale Rino Gaetano – Wikipedia, il cantante dalle conoscenze strane agli alti livelli ai cui signori che si trovavano lassù, gli piaceva pestare  i calli e che metteva nelle sue canzoni riferimenti da ben pochi rintracciabili e riconoscibili ma che a quei pochi pare non piacesse affatto che Rino Gaetano li mettesse.

Morte Rino Gaetano, incidente o omicidio? Cosa accadde il 2 giugno 1981 (viagginews.com)

Non è vero, come certi dicono, che “il caso non esiste”, il caso esiste eccome ma va studiato, analizzato aprendo la mente e soprattutto non sottovalutato, poiché il discrimine tra “caso” e “non caso” – ammesso che esista – può essere molto più sottile di quanto si tenda generalmente a pensare.

9788820043018_0_0_0_768_75

Tutti gli appunti che seguono li ho presi aiutandomi con l’ottimo libro-inchiesta di Massimo Gamba, “Vermicino. L’Italia nel pozzo – Massimo Gamba – Libro – Sperling & Kupfer – Le radici del presente | IBS“, uscito nel 2007 di cui assai di recente (25 maggio scorso) ne è stata fatta una riedizione, Alfredino. L’Italia nel pozzo – Massimo Gamba – Libro – Sperling & Kupfer – Pickwick | IBS

9788855440875_0_0_424_75

Pierluigi Pini, che prima di entrare in Rai (inviato tg2) lavorò per vent’anni al quotidiano (ora scomparso da tanto tempo) Paese sera, rientrato a casa dopo mezzanotte, vide su una delle tante tv private che allora proliferavano (forse Teleroma56)  una scritta che scorreva in sovrimpressione: “si cerca una gru per aiutare a tirare su un bambino caduto in un pozzo”.

Anche Giancarlo Santalmassi – Wikipedia, caporedattore cronaca tg2, vede il messaggio della tv privata in quelle ore notturne tra l’ 11 e il 12 giugno, chiama anche lui la redazione e gli dicono che Pini sta partendo per raggiungere la località dove si trova il pozzo. […] L’operatore Vitaliano Natalucci comincia a impressionare metri e metri di pellicola. Sono le primissime immagini registrate di questa vicenda. Immagini preziose, importanti, che rimarranno nella storia della televisione, e non solo. Pini cala il microfono dentro il pozzo e la voce di Alfredino, le sue grida disperate rimangono incise sul nastro magnetico. Quelle immagini e quei suoni, così, senza commento, andranno in onda nel tg2 delle 13. A quell’ora, le urla del bimbo, sepolto vivo nel pozzo entreranno nelle case degli italiani e chi le ascolterà non potrà mai più dimenticarle.

E’ lì, con le registrazioni di quella prima notte, che nasce l’evento televisivo,, anche se la lunga diretta di diciotto ore, che tutti ricordano e che tanto ha fatto discutere, comincerà solo il giorno dopo. […]

I nomi “Vermicino” e “Alfredino” cominciarono allora a prendere forma assieme nella coscienza collettiva, quasi come se fossero stati elementi di una favola mitica.

volpe-caprone-pozzo-200x235

Tutte le fiabe che parlano di pozzo – Ti racconto una fiaba

Il microfono piazzato nel pozzo è importante anche per un altro aspetto. Si tratta dello strumento che consentirà di far sentire la voce di Alfredo, le sue urla strazianti a milioni di italiani, attraverso la televisione. Comunque la si voglia pensare, sono proprio le grida del bambino ad aver attratto come una calamita l’attenzione della gente su Vermicino, più ancora delle immagini. E questo, senza quel microfono, non sarebbe mai potuto accadere. […]

[…] Ma proprio alle 10.30 il flusso informativo, che presto diverrà un gigantesco fiume in piena, si interrompe, almeno nella zona del Lazio. Le antenne radio della vicina antenna di Santa Palomba, la più grande e potente di Roma, interferiscono con il microfono calato nel pozzo, sovrapponendo alla voce di Alfredino i programmi radiofonici della Rai e delle emittenti private. Il risultato è una singolare e grottesca miscela sonora, che crea seri problemi ai soccorritori. Come se non ce ne fossero già abbastanza. I vigili del fuoco chiamano l’azienda pubblica e in brevissimo tempo la dirigenza della Rai decide di sospendere per un’ora tutti i programmi. La stessa cosa fanno le radio locali e i radioamatori della zona. In realtà ci vorrà parecchio tempo per sistemare le cose e il black out durerà ben sette ore, dalle 10,30 alle 17,30, quando sulle tre reti radiofoniche della Rai verrà diffuso questo messaggio: “Avvertiamo che le trasmissioni riprendono anche nella zona laziale e in quelle limitrofe. Ci scusiamo con i nostri radioascoltatori, lieti se il temporaneo silenzio del servizio pubblico avrà contribuito, come tutti auspicano, alla salvezza del bambino.” Il Messaggero fa notare che si tratta di un caso senza precedenti. “Dal periodo della guerra a oggi non era mai successo niente di simile.” E riferisce che al giornale sono giunte parecchie chiamate di cittadini allarmati. “Quando saltando da un programma all’altro mi sono reso conto che nessuna stazione trasmetteva, ci ha detto un lettore, m’è venuto il sospetto che stesse succedendo qualcosa di grave, tipo un colpo di stato o roba del genere. (Il Messaggero, 12 giugno 1981). Sono i giorni in cui sta esplodendo, in tutta la sua virulenza, lo scandalo della P2. Nel paese circolano con insistenza voci di forze eversive pronte ad agire. Le preoccupazioni di quel lettore, dunque, non sono poi così peregrine. Sandro Curzi – Wikipedia, direttore del tg3, ricorda che “in quei giorni arrivavano notizie strane. Sembrava che una parte dei servizi segreti fosse stata informata che stava per accadere qualcosa di straordinario.

Oggi sappiamo che fu di Giancarlo Santalmassi la decisione di mandare quelle immagini e quei suoni così come uscirono dal microfono, senza commento.

Dal momento che il servizio pubblico televisivo negli anni prima passò dal controllo del governo a quello del parlamento – dalla riforma RAI del 1975 in avanti – vi furono tensioni tra il tg1 e il tg2 per stabilire chi aveva la priorità per il collegamento. C’era infatti una sola telecamera mobile che trasmetteva inquadrando in modo fisso la trivella che scavava il cosiddetto “cappellaccio”, un materiale roccioso vulcanico estremamente duro composto da tufo e peperino.

Poiché la zona di Vermicino, come tutti i “castelli romani”, un tempo apparteneva a un vero e proprio vulcano, il cosiddetto Vulcano Laziale – Wikipedia.

Per rendersi bene conto come in quell’inizio di anni ’80, il terrorismo di estrema sinistra di matrice brigatista rossa non fosse stato comunque ancora debellato sul serio, basti ricordare la vicenda del povero Roberto Peci, che venne rapito e ucciso, d’altra parte proprio perché le cose stavano cambiando rispetto a qualche anno prima poiché cominciavano a esserci i brigatisti pentiti e il fratello Patrizio Peci fu uno di questi. Roberto Peci, invece, fu sequestrato – proprio il giorno in cui Alfredo Rampi cadde nel pozzo, il 10 giugno – da un commando di quattro terroristi sotto gli ordini del “criminologo brigatista” Giovanni Senzani – Wikipedia e, dopo cinquantacinque giorni di detenzione, la stessa durata di quella di Aldo Moro, il 3 agosto Peci venne anche ucciso allo stesso modo, cioè con undici pallottole. Per qualche tempo, circolò la leggenda che l’interrogatorio di Mario Moretti ad Aldo Moro venne ripreso con una delle prime videocamere amatoriali, conservato dentro chissà quale cassetta di sicurezza e qualcuno disse persino di averlo visionato in segreto: è certo che invece venne davvero filmato l’interrogatorio di Giovanni Senzani a Roberto Peci e mandato alla Rai per essere trasmesso anche se il responsabile Sergio Zavoli – Wikipedia si rifiutò nettamente di farlo. L’esecuzione di Peci pare avvenne per trasmettere un messaggio chiaro ai brigatisti pentiti di tacere sui misteri del caso Moro.

200746495-dcb1b1a8-55b6-493d-908c-f2cc5de10f95

[…]Tra una chiacchiera e l’altra qualcuno dice di aver visto in televisione, meno di una settimana prima, un telefilm con una storia molto simile a quella che si sta vivendo qui. In effetti una tv privata ha trasmesso un episodio della serie La casa nella prateria [l’episodio “Little girl lost”, “La piccola bambina perduta”] in cui una bambina cade in un pozzo. I soccorritori ne scavano uno parallelo, poi un cunicolo orizzontale e alla fine riescono a raggiungerla e a trarla in salvo. La somiglianza con la vicenda di Alfredino è impressionante. […] manca solo il lieto fine.

“La casa nella prateria” Little Girl Lost (TV Episode 1976) – IMDb

Qualcun altro ricorda L’asso nella manica, il capolavoro che Billy Wilder ha girato trent’anni prima, nel 1951. Un uomo rimane intrappolato in una miniera. Kirk Douglas, che veste i panni di Charles Tatum, un giornalista cinico e ambizioso, prima organizza i soccorsi, poi fa di tutto per ritardarne l’opera in modo da sfruttare il clamore da lui stesso creato intorno alla notizia. Nel frattempo, ai margini della miniera si raduna un’immensa folla che dà vita spontaneamente a una grande kermesse, dove la tragedia di un uomo che muore si trasforma in macabro spettacolo.

L’asso nella manica – Wikipedia

Proprio come a Vermicino, dove i venditori di porchetta, con i loro furgoncini, faranno affari d’oro per sfamare le migliaia di persone accorse sul posto. L’asso nella manica è uno di quei rari casi in cui si è deciso di mantenere, per l’edizione italiana, il titolo originale Ace in the Hole. Ma il film ha anche un altro titolo originale, The Big Carnival, il grande carnevale, dove il termine “carnival” può essere tradotto anche con “baldoria”, “orgia”, “parco di divertimenti”…

Prima che si decise per la lunghissima diretta finale (a reti unificate), i telegiornali Tg1, Tg2 e anche a volte il Tg3, interrompevano i programmi consueti con ripetute edizioni straordinarie in diretta da Vermicino. 

Isidoro Mirabella fu il primo omino a calarsi nel pozzo per provare a raggiungere il bambino grazie alla propria struttura corporea esile e minuta. L'”uomo ragno”, così come Alfedino aveva chiamato prima “lo zio Ivo”. Ci furono screzi tra i giovani speleologi  e il responsabile dei soccorsi e primo operativo della protezione civile  Elveno Pastorelli – Wikipedia, i primi volevano segare la tavoletta con l’aiuto di Mirabella ma i vigili del fuoco si erano opposti e volevano continuare con la trivella mandando poi via gli speleologi. Li richiameranno solo nel tardo pomeriggio di venerdì, nel momento più drammatico dell’operazione di salvataggio, in una situazione disperata e ormai fuori controllo.[…]

TVSorMazinga30ago5set810020b

“Tutti insieme finalmente”: flusso di ricordi causato da antichi “Tv sorrisi e canzoni” scannerizzati dal blog Imago Recensio | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com)

Il mostro meccanico della geosonda che trivella con fatica il duro materiale vulcanico, diventa Mazinga, l’eroe di tutti i bambini di quell’anno, per Alfredino e il pompiere Nando Broglio con cui, parlandosi al microfono, diventeranno amici. Cantavano sempre assieme i titoli di testa di Mazinga.

La disfatta dei mostri meccanici: una super-geosonda arancione a pressione  si incastra al primo colpo e non c’è modo di aggiustarla. Un signore di Torino, durante la lunga notte dell’ultima diretta, consiglierà di usare “missili perforanti“. Si fa allora a quota trentadue metri (sopra il bambino a trentasei metri e non sotto, come previsto fino ad allora) il tunnel di collegamento tra i due pozzi. Uno dei tecnici, il primo che va giù, per scavare il tunnel di raccordo, è così conciato da sembrare un mostro spaziale. Martello pneumatico ad aria compressa. Cestello metallico che fa da ascensore per andare a fare un lavoro sotterraneo estremamente faticoso e pericoloso. Solo due metri separano i pozzi ma le insidie del terreno le conoscono tutti. I vigili costretti a lavorare in condizioni limite.

Diretta di diciotto ore dalle 13 del 12 giugno alle 7 del 13 giugno. Inizia il tg2 e mezz’ora dopo il tg1. L’inviato è Maurizio Beretta – Wikipedia, che diventerà direttore generale di Confindustria. Indossa giacca bianca forse di lino, del tutto inadeguata alla situazione, destinata a impolverarsi e macchiarsi col passare dei minuti. Parla forbito con una r leggermente arrotondata che nobilita il suo eloquio. Sembra un piccolo grande Gatsby capitato per sbaglio in una scena di Accattone, film che Pier Paolo Pasolini girò vent’anni prima a pochi chilometri da Vermicino. Notiziari tg1 e tg2 contemporaneamente in onda, in diretta, a reti unificate, e ci rimarranno fino alla mattina dopo. Duello serrato tra gli inviati dei diversi notiziari, Beretta e Bartoccioni, a colpi di microfono per porre le domande al dottor Fava, col suo aplomb.

Governo Spadolini in formazione [dopo le dimissioni del governo Forlani a causa dello “scandalo P2.”] Scorrono le dichiarazioni di Berlinguer, Piccoli, Craxi e dello stesso Spadolini. Cinque minuti appena e poi il mezzobusto Piero Badaloni – Wikipedia riporta tutti i telespettatori a Vermicino. E’ scioccante il contrasto tra le immagini istituzionali del Senato e il caos polveroso che si anima intorno al pozzo; tra le parole misurate e ingessate del servizio pubblico appena visto e la cronaca improvvisata di un fatto che viene raccontato mentre si svolge [in tempo reale]. Le notizie dei tre rapiti allora in mano alle BR: l’ ingegner Giuseppe Taliercio, direttore di Porto Marghera, l’ingegner Renzo Sandrucci, dirigente Alfa Romeo e Roberto Peci, fratello del brigatista pentito Patrizio. Un servizio su quest’ultimo [importantissimo, come s’è già visto] episodio viene interrotto, perché Il futuro capo di Confindustria chiede la linea: ci sono novità e molto positive. Attraverso il microfono calato nel pozzo si sono sentite, nello stesso momento, le voci di Alfredino e dei vigili che stanno scavando [il tunnel di raccordo]. Dunque sono vicinissimi.

La sensazione generale, ormai, è che si sia giunti alla stretta finale. Ecco perché tg1 e tg2 decidono di andare avanti, oltre l’orario consueto. Dopo aver seguito per quasi due giorni questa vicenda così emozionante, non possono staccare la spina proprio ora, quando manca da raccontare solo l’epilogo, la salvezza. Alle 14 si collega con Vermicino anche Rai tre, che trasmetterà anch’essa in diretta sebbene  non in modo continuativo come le altre due reti. Le soli tre reti nazionali esistenti [in quegli anni pre-Fininvest] sono tutte concentrate sul dramma di Alfredino. E’ vero che la richiesta del pubblico ormai è immensa, ma se uno volesse guardare qualcos’altro ormai non può più farlo, deve spegnere la tivù. I centralini della rai bersagliati da migliaia di telefonate, vogliono collegamenti più lunghi, più frequenti, chiedono al servizio pubblico un impegno ancora maggiore. Ma tra le innumerevoli chiamate ce ne sono altre che dicono: “Non fateci più sentire quella voce, è insopportabile, è straziante, è troppo…” Con il passare del tempo la voce del piccolo sarà somministrata al pubblico con sempre maggiore cautela e discrezione, anche se tecnicamente sarebbe possibile ascoltarla sempre, visto che il giorno prima un tecnico era riuscito addirittura a calare un microfono della rai all’interno del pozzo artesiano. Ma in questo caso una saggia autocensura e le sollecitazioni del pubblico suggeriscono una scelta più sobria e moralmente più accettabile.

In attesa della felice conclusione, data ormai per imminente, Piero Badaloni manda avanti questo telegiornale – già diventato qualcosa di molto diverso – con altre notizie: il maxi processo a Torino contro le BR, grandi gabbie ospitanti decine di imputati, vengono letti migliaia di capi di imputazione, un bollettino di guerra. Licio Gelli, “il maestro venerabile” è fuggito dall’Italia diretto, pare, in Uruguay. Meno di un mese prima, il 20 maggio, venne resa pubblica la lista degli appartenenti alla loggia massonica P2. Un terremoto politico-istituzionale che travolse il governo Forlani. Lo stesso giorno in cui fu arrestato Roberto Calvi – Wikipedia per il crack del Banco Ambrosiano, Badaloni sembra quasi scusarsi se è costretto a occuparsi di altro, di queste notizie e di altre come un disastroso terremoto in Iran. Rassicura in continuazione il pubblico che Beretta può chiedere la linea quando vuole. Fratellini di sette e otto anni precipitati in un pozzo e annegati alla periferia di Siracusa. Notizia che allunga la sua ombra come un oscuro presagio disturbando l’ottimismo che continua a essere presente.  Papa Giovanni Paolo II convalescente al policlinico Gemelli [dai colpi di arma da fuoco esplosi contro di lui un mese esatto prima], vuole essere informato sulle difficili operazioni di soccorso e forse vede anche la diretta.

Arriva il presidente della Repubblica Sandro Pertini – Wikipedia e intuisce che Vermicino può essere un riscatto per gli scandali nei soccorsi dopo il terremoto dell’Irpinia del novembre 1980: “i vigili del fuoco che riescono a salvare un bambino caduto in un pozzo!” Con la cuffia ascolta la voce del piccolo. Nando Broglio fa sentire il presidente Pertini ad Alfredino e gli dice che lo aspetta al Quirinale, che se esce fuori ci andrà con lui ma Alfredino non è mai uscito fuori e dunque il Quirinale Broglio lo sta ancora attendendo poiché senza Alfredo non ci sarebbe mai andato. Pertini è arrivato lì anche perché gli avevano comunicato che il bambino stava per essere tirato fuori e non poteva mancare e la diretta quindi doveva continuare. Ma probabilmente la diretta sarebbe continuata comunque anche senza il presidente.

Pertini, quel “nonno d’Italia”, nato nel 1896 (dunque ultra-ottuagenario al tempo dei fatti), in quell’inizio di decennio era un volto drammatico: ricordo diversi discorsi di fine anno in cui il presidente Pertini si dilungava allarmato a parlare del pericolo che una guerra locale (per esempio in Medioriente) rischiasse di degenerare in una guerra totale USA-URSS; Pertini, a quei tempi, finiva per ritrovarsi spesso in luoghi di dolore da cui ne usciva affranto, per esempio nei paesi dell’Irpinia dopo il disastroso terremoto di fine 1980 oppure, qualche mese prima, singhiozzante dopo aver visto le condizioni disperate di alcuni bambini in seguito all’esplosione di Bologna.

angelafresu

Angela Fresu, la vittima più giovane della strage alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Forse si trovò addirittura, assieme alla mamma e a un’amica, nel punto esatto dell’esplosione. Angela Fresu narrata da Antonella Colombi — Assemblea legislativa. Regione Emilia-Romagna

Per dire quanto Pertini, anche al di là dei drammi, avesse la tendenza a trovarsi al centro di emozioni forti condivise da milioni di concittadini, fu lui il presidente nel momento in cui la nazionale italiana si affermò campione del mondo di calcio al “Mundial” spagnolo dell’anno successivo, assieme al suo “omologo simbolico”, il ct della nazionale, Enzo Bearzot – Wikipedia, un’accoppiata mitica di due personaggi dal viso roccioso e fumatori di pipa, durata un pugno di giorni del 1982.

La CNN , la rete “all news” nata da una scommessa di Ted Turner – Wikipedia il 1°giugno 1980, utilizza le immagini della Rai e le manda in onda in diretta. Una delle più agguerrite tv locali fu Videouno, di proprietà del quotidiano Paese sera. Sandro Curzi, quando divenne direttore del tg3, se ne innamorò e prese in blocco tutti quei cronisti, compresa una giovanissima Rosanna Cancellieri.

Soluzione di acqua e glucosio mandata giù al bambino attraverso una flebo con cannuccia: per proteggerla dal sole […] coperta con una piccola scatola di quelle che contengono il nastro magnetico usate per i registratori audio della Rai. Quasi un’immagine simbolica. Più prosaicamente, tutto può tornare utile in questa […] palestra di sopravvivenza.

Pertini è stato avvertito che ormai si è giunti alla stretta finale. E’ lì, accanto a Franca Rampi, e segue con attenzione ogni movimento. Le poggia una mano sulla spalla, come a volerla confortare. La sensazione di tutti, confermata anche dai cronisti della Rai, è che il salvataggio sia davvero questione di minuti. Ma i minuti passano e non succede niente. I vigili hanno difficoltà ad allargare il foro, per potersi affacciare. Tuttavia è urgente capire dove si trova il bambino, anche per decidere in che modo procedere. Con un braccio nel pozzo un vigile cala una torcia legata a una corda. Dopo un po’ si sente Pastorelli che dice, spazientito: “Quando la lampada è arrivata all’altezza di Alfredo, quella è la distanza e vi potete fermare. Non potete continuare a calarla solo perché il pozzo arriva fino a ottanta metri“. Sono parole stupefacenti. Come se la torcia potesse oltrepassare il bimbo e proseguire la sua discesa. Evidentemente scende e non trova nessun ostacolo. Comincia a essere evidente che c’è un problema. Un brivido corre lungo la schiena di tutti. Quando si è a più di 5 ore e mezza di maratona tv, dopo le 19. Il foro del cunicolo troppo alto rispetto al bambino, di più non di meno di un paio di metri. Non riescono a capire dove sia il bambino e non lo sentono. Scivolato. Pastorelli spera che sia uno sbaglio dovuto alla perdita di lucidità dei suoi uomini dopo tanto lavorare al tunnel di raccordo. Pastorelli chiama lo speleologo Tullio Bernabei e gli dice di fare qualcosa.

Tullio entra nel cestello metallico e si inabissa accompagnato da un altro vigile. “Feci il tunnel di collegamento, mi affacciai sul pozzo attraverso il foro, che era strettissimo, venticinque centimetri. Ci entrava solo la mia testa. Mi ero portato giù una torcia elettrica e un cavo, un cordino bianco. Attaccai la torcia al cordino…” Bernabei sembra non riuscire ad andare avanti. Ha il fiato corto per l’emozione. Continua a fatica. “Vado piano perché…non è passato…non è passato niente…ventitrè anni non sono… Calai la torcia e ho bene in mente l’immagine di questo tubo, il pozzo, che viene illuminato dal cerchio di luce bianca, che scende e io non lo vedevo, non lo vedevo… Calavo, finché lo vidi lontanissimo, non lo potrò mai scordare, con il braccio sopra la testa, pieno di terra…E lo sentivo respirare, lo sentivo ansimare…A quel punto feci un nodo al cordino e tirando su misurai la distanza tra me e il bambino. Mentre tiravo su e contavo, ogni metro…era una pugnalata, perché sapevo a cosa corrispondeva ogni metro, quanto lo allontanava dalla vita, dalla salvezza, dalla possibilità di raggiungerlo (“L’Italia di Alfredino.”) La misurazione data da Tullio dà un risultato sconvolgente, che assomiglia a una sentenza di condanna a morte. Alfredino è scivolato di altri trenta metri e ora si trova a una profondità di oltre sessanta metri. Questo segna il rientro in gioco degli speleologi. La drammatica notizia data alle 20,00 dopo sette ore consecutive di diretta tv.

Due individui soltanto riusciranno a scendere nel pozzo. E rischieranno seriamente la vita dentro quell’orrido budello.

Intanto la folla degli spettatori è diventata immensa, oltre ventimila persone. L’arrivo del presidente Pertini e lo straordinario impatto mediatico che sta avendo la vicenda hanno calamitato schiere di curiosi, che stanno provenendo da ogni parte. Durante questa nottata, l’ultima, la grande kermesse raggiunge quelle dimensioni che poi faranno gridare alla vergogna e allo scandalo. Ormai è il tripudio dei venditori ambulanti, che con i loro furgoni vendono panini, bibite, perfino palloncini. […] Poco distante dal pozzo, ricorda oggi Massimo Lugli – Wikipedia, allora inviato di Paese Sera, c’era un bar, che all’inizio portava un sacco di roba da mangiare gratis. A tutti, perché c’era una gran confusione e non si capiva chi erano i soccorritori, i giornalisti, i curiosi. Qualche quotidiano riporta che un panino con prosciutto e mozzarella arriva a costare fino a duemila lire. In quel bar, aggiunge Massimo Lugli, c’era anche il telefono a gettoni più vicino, quindi noi giornalisti eravamo sempre lì per dettare gli articoli alla redazione. Ci sono enormi difficoltà a contenere il fiume in piena. Su via di Vermicino una strada perlopiù di campagna e piuttosto stretta, le macchine sono parcheggiate disordinatamente per chilometri e chilometri, quasi accatastate l’una sull’altra, rendendo problematica la viabilità.

L’arrivo del presidente Sandro Pertini peggiorò le cose, sebbene fosse mosso da buone intenzioni, anche perché distolse ulteriormente l’attenzione dalle operazioni in corso.

“C’era un’atmosfera felliniana”, ricorda Paolo Guzzanti – Wikipedia. “Anzi, tempo dopo ne parlai con lo stesso Federico Fellini – Wikipedia e lui mi disse che avrebbe voluto fare un film proprio su questo clima da circo che c’era a Vermicino”

Le reti della Rai, ormai in diretta da sette ore consecutive, stanno dando la drammatica notizia proprio in concomitanza con l’orario canonico dei telegiornali della sera. Anche i giornalisti sembrano storditi da quello che s’è appena appreso, come se non riuscissero a crederci. Fanno sempre più fatica a mantenere quel tono di fiducia e ottimismo con cui hanno condotto la loro telecronaca fino a ora. Per due giorni hanno raccontato una favola che, per quanto drammatica – le favole lo sono sempre – era tutta protesa verso il lieto fine. […] Ora, improvvisamente, il racconto cambia registro e ci si trova tutti proiettati all’interno di un’angosciante tragedia. Se prima si aspettava solo la felice conclusione della storia, ora si cominciano a delineare i contorni di un epilogo di morte, anche se nessuno ha il coraggio di dirlo. Ma prima che lo sciagurato finale abbia luogo sono ancora tante le cose che devono succedere. E straordinarie. E’ a questo punto che inizia la notte più vorticosa, convulsa, appassionante, commovente, folle, eroica, tormentata, dolente, disperata che l’Italia ricordi. […]

I soccorritori si sono ritrovati improvvisamente di fronte a una situazione nuova, la più drammatica dall’inizio di questa storia. E proprio quando la salvezza del bambino sembrava imminente. A quarantanove ore dal principio del dramma, dopo due giorni e due notti in cui si è tentato di tutto, le cose si sono messe molto, ma molto peggio di quanto non fossero all’inizio.[…]

L’ambiente in cui [Alfredino] si trova ora, a meno di sessanta metri, è infinitamente peggiore di quello che lo ospitava a meno trenta. Molto più umido e molto più freddo. Quanto potrà ancora resistere in vita, si chiede il medico? Si chiedono tutti?

Non è possibile che tutta la folla presente a Vermicino, che tutta ltalia davanti alla tivù assista inerme allo spegnersi di quella vita. […] In molte città, nel corso del pomeriggio, i negozi di elettrodomestici hanno messo dei televisori fuori, per strada, e subito la gente si è raccolta in cappannelli per seguire l’evolversi della situazione. Più tardi chi girerà per le vie deserte, durante le ore notturne, vedrà i palazzi illuminati da mille luci, i bagliori inconfondibili delle tante tivù accese. Sentirà le voci dei telecronisti uscire dalle finestre, sciamare nell’aria e disperdersi nel caldo della notte estiva. […] diversi televisori, magari quelli più vecchi, in bianco e nero, si romperanno, non reggeranno la fatica di essere rimasti accesi per tante ore.

Non è come il 21 luglio 1969 o il 17 giugno 1970, sempre di notte. Quelli erano eventi annunciati, emozioni attese, qui no, qui tutto nasce per caso e diventa un avvenimento epocale ed è iniziato come la cronaca di un piccolo fatto, un dramma privato. Poi, ora dopo ora, è montato, cresciuto, esploso. Rapidamente ha coinvolto tutti, è diventato il figlio, il nipote, il fratellino. Trenta milioni di italiani stanno partecipando allo spettacolo della morte in diretta, ma non lo sanno e pensano ancora si tratti di una favola a lieto fine. Telefonate di telespettatori che consigliano modi per salvare il bambino, uno di questi modi (una colla speciale che tira su anche elefanti) visto nella trasmissione “Portobello, il mercatino del venerdì”. Il volontario Claudio Aprile dice che è un buco troppo piccolo, che lì nessuno riuscirà mai a entrare, a domanda dell’altro volontario, quello più celebre, Angelo Licheri (Chi è Angelo Licheri (chi-e.com). Che poi scende intorno alla mezzanotte del nuovo giorno, sabato 13 giugno.

“Voi prendete una cosa così” commenta oggi Bernabei, facendo il gesto per indicare un cerchio di trenta centimetri, “immaginatevi che scende per più di trenta metri e andateci a testa in giù. E’ un incubo, il peggior incubo. Tra l’altro, anche giuridicamente, è stato davvero un azzardo fare quei tentativi, non ci voleva niente perché Angelo Licheri rimanesse sul fondo, […] e pensare che, a suo dire, è “un tipo molto pauroso” ma si è detto che lo doveva fare perché laggiù c’era un bimbo che chiedeva aiuto.[…] quando lo raggiunge, Licheri gli passa la mano sugli occhi e sulla bocca per togliergli la melma, è il primo contatto fisico da quando è precipitato nel buco, a cinquantaquattro ore dalla caduta. […] l’altalena delle emozioni non è finita anzi sta raggiungendo la sua fase culminante. […] Angelo Licheri non riesce a prenderlo. Anche perché è a testa in giù da più di mezz’ora e non può continuare così. Tentativo durato quarantacinque minuti, un record. Per sette volte ha tentato di strapparlo alle tenebre del pozzo, per sette volte gli è scivolato via. Angelo Licheri riuscì a sprigionare un coraggio e una generosità senza limiti. Doti che il piccolo fattorino sardo, forse senza nemmeno esserne consapevole, mostrò di possedere in misura straordinaria.

Quando viene portato su, provato, escoriato, ricoperto di fango e sangue sembra la raffigurazione vivente dell’Ecce Homo – Wikipedia, il Cristo flagellato [o dopo essere stato tirato giù dalla croce.] Franca Rampi, la mamma di Alfredino, accarezzava quel viso stravolto, arrivato alle soglie della morte per strappare alla morte un’altra vita, e lui balbettava alla donna frasi di scusa per non essere riuscito nel suo tentativo. Dopo l’Ecce Homo, la Pietà. Salvatore Li Causi, un altro volontario, disse che Il clima di quelle ore gli ricordava un quadro di Hieronymus Bosch – Wikipedia. Un altro volontario ancora, Angelo Cossu non ce la fa, atterrito dalla claustrofobica oscurità del cunicolo. Pietro Molino, volontario sedicenne, un minorenne, viene fermato in tempo. […] Nella folle notte di Vermicino è stato smarrito ogni criterio, sono saltate tutte le regole e tutti i principi, ogni cosa può diventare normale in questa situazione abnorme, ogni assurdità può diventare ragionevole e accettabile. […] Persino un altro adolescente si fa avanti, Luciano Balbo di quindici anni. […] Arriva anche il ministro dell’interno Virginio Rognoni. […]

In un momento di stasi senza sapere più cosa fare, si cincischia nell’ operazione cosiddetta “telecamera e ancorotto”, fatta tanto per non stare con le mani in mano.

L’altalena emotiva non accenna a fermarsi quando alle cinque del mattino viene calato nel pozzo Donato Caruso. Milioni di italiani su un ottovolante impazzito, lanciato a folle velocità e senza una guida. Mai era capitato che la televisione generasse un carico di emozione così potente e incontrollabile. E mai più capiterà. […] La televisione restituisce in modo nitido le comunicazioni che avvengono in profondità. Ovviamente non si vede niente, l’inquadratura è fissa sull’imboccatura del pozzo. Ma mai una radiocronaca è stata così emozionante, palpitante. […] Mentre il cestello metallico riporta in superficie il volontario gli inviati della Rai, per la prima volta in tre giorni, si parla esplicitamente di un “clima di delusione e di scoraggiamento totale”. Sono quasi le 7,00. […] Il giovane speleologo spiega al prof Fava che Alfredino non si muove, non dà segni di vita, è freddo e rigido. Probabilmente il decesso è sopraggiunto molto prima della sua discesa, tra le 3,00 e le 4,00 di quella infinita e tragica notte. […] Franca Rampi non si vede più, si è già allontanata dal teatro delle operazioni. Anche Pertini decide di andare via. E’ rimasto per quindici ore ad aspettare, in questa landa desolata. Quasi sempre in piedi, all’imboccatura del pozzo, col vestito blu sempre più impolverato. Aveva detto che sarebbe rimasto fino all’ultimo per vedere il bambino tratto in salvo. E’ stato di parola ma anche lui va via sconfitto. […] L’inquadratura rimane fissa su Tullio Bernabei e Maurizio Monteleone che escono dal pozzo sul cestello dell’ascensore, sono gli ultimi a uscire. I due ragazzi scendono dal cestello metallico e a testa bassa rapidamente si allontanano, uscendo dall’inquadratura, l’inquadratura finale di Vermicino.[…]

[…] Dalla Francia arriva in carne e ossa un personaggio molto noto a tutti gli italiani, soprattutto agli sportivi. E’ Jacques Mayol – Wikipedia, il campione di immersioni in apnea, che dagli anni sessanta ingaggia memorabili duelli a colpi di record mondiali con il nostro Enzo Maiorca – Wikipedia. Il suo ultimo primato lo stabilirà due anni dopo, nel 1983, raggiungendo i centocinque metri di profondità. Il subacqueo non è venuto per infilarsi nel pozzo, il suo fisico robusto non glielo consentirebbe. Però è convinto che Alfredino possa essere ancora in vita. “So che a volte” scriverà qualche giorno dopo in una lettera a un popolare settimanale, “il respiro c’è ancora, anche quando non si vede. So di centinaia di casi di persone apparentemente morte che in realtà erano ancora vive e salvabili. Quel sabato il bambino sembrava morto. Ma poteva anche non esserlo.” Non solo, Mayol ha anche la soluzione pronta. “Ho proposto uno scavo parallelo al cunicolo per raggiungere Alfredino dall’acqua [?!] che sotto quel pozzo è profonda ben dieci metri [?!]. Mi è stato detto che non si poteva fare, che non c’era tempo. Allora come soluzione disperata ho proposto che venisse calata una scimmia ammaestrata per imbarcare il bambino. La cosa ha fatto ridere qualcuno ma non vedevo allora, e non vedo adesso, che cosa ci fosse da ridere. Ho visto dei babbuini ammaestrati all’opera in camere di compressione e so di quali cose incredibili sono capaci.” […] Jacques Mayol concluderà tragicamente la sua esistenza. Si suiciderà nel 2001, nella sua abitazione sull’Isola d’Elba, a causa di una profonda depressione di cui soffriva da molto tempo. […] Quello per la morte di Alfredino fu un lutto vero, non rituale, per milioni d’italiani a cui era come morto un figlio, un nipote, un fratello. Dolore che per molti non troverà espressione tranne una forma di cupa e silenziosa depressione. Farmacisti che registrano in quei giorni aumenti nelle vendite di tranquillanti e cardiotonici, anziani morti di fronte alla tv, davanti alla trasmissione Rai ormai definita da qualcuno (come Rinaldo Recchi, proprietario di tre grandi farmacie romane) come “omicida”.

Una ventina di giorni dopo i fatti, il 28 giugno 1981, si insedia al governo Giovanni Spadolini, primo presidente del consiglio non democristiano della prima repubblica.

Nel giardino della villetta di Vermicino, c’è Jacques Mayol che è ancora là e insiste con la storia della scimmietta ammaestrata, per lui l’unica strada praticabile per riprendere il corpo. Da tre giorni nella casa dorme e mangia anche un certo Roberto, ha ventisette anni, è piombato da Modena e dice di essere lì per salvare Alfredo. Dice di essere un laureando in medicina e di fare il volontario all’ospedale modenese. Si autodefinisce un “sensibile” e sostiene che Alfredo da due giorni non si trova più nel pozzo artesiano ma a seicento chilometri di distanza, in un altro pozzo che si trova tra Bologna e Modena. Ma non basta, è convinto che Alfredo sia ancora in vita e che per riaverlo è sufficiente andare a prenderlo. Sconvolta e indebolita dal lutto, Franca Rampi vuole credere a ciò che dice quel ragazzo e basta che lui si allontani da Vermicino senza dire nulla a nessuno che mamma Rampi sviene e viene perciò emesso un appello alla polizia di rintracciare una 127 rossa targata Modena. Quel Roberto la soggioga con le sue folli teorie e in un’occasione ha persino accompagnato Jacques Mayol in giro per circhi a cercare una scimmia ammaestrata.

Aldo De Luca riesce ad avvicinare questo delirante personaggio e ce ne consegna un ritratto. Del cognome si conosce solo la prima lettera, la B. E’ un biondino di corporatura esile, con i capelli lunghi che scivolano sul collo. Parla senza pause, interromperlo è difficile e di continuo intercala il suo parlare con “perfetto”…E’ vero che Alfredo è ancora vivo? ‘Certamente. E’ vivo, ma ora si trova in un altro pozzo, tra Modena e Bologna’ ‘Come fai a saperlo?’ ‘Lo so perché lo vedo, perché sono un sensibile. Ho scattato delle foto vicino al pozzo che dimostravano la mia teoria. Stamattina ho visto Alfredo. Era sotto altre spoglie, però.’ Perché eri andato via? ‘Perché mi avevano fatto incazzare, perché si stava perdendo tempo’ (Il Messaggero, 17 giugno 1981) Quel “Roberto” lascia definitivamente Vermicino quando Ferdinando Rampi, di nascosto da Franca, gli mette in mano ventimila lire e lo prega di non farsi più vedere.

Molti degli episodi successi in questi giorni, molti dei personaggi che sono giunti a Vermicino inducono a pensare che questa vicenda abbia come sollevato una ventata di follia, la cui onda lunga, in qualche caso, ha continuato a propagarsi per anni. E’ un’ipotesi sfuggente, un po’ irrazionale, che però si riaffaccia alla mente in modo prepotente quando, ancora oggi, si incontra qualcuno dei protagonisti di allora. Nessuno è in grado di dire quanta follia Vermicino abbia generato, ma certamente ne ha attirato molta, come una potente calamita.

Fotogramma del film “Videodrome” di David Cronenberg, uscito nelle sale l’anno dopo, il 1982.

Trenta milioni di italiani hanno seguito la vicenda di Alfredino davanti al video. Per molti redattori del tg1 e tg2 c’è anche l’amara sensazione di aver contribuito a evocare una creatura mostruosa. Se è vero che durante lo svolgimento del dramma la gente voleva sentir parlare solo di Alfredino, dopo la terribile ultima notte, dopo la morte del bimbo, i centralini della rai hanno ricevuto centinaia di telefonate di protesta. Tutte persone che si sono sentite tradite dal servizio pubblico, come travolte e lasciate senza difese di fronte alla trasmissione televisiva più sconvolgente che sia mai andata in onda.

Trenta milioni di persone imprigionate nell’incubo, prigioniere, vittime dell’orribile attrazione che avevano quelle immagini, finite dentro il pozzo, bambini sconvolti che si svegliavano di notte di soprassalto parlando di Alfredino.

Il presidente della Rai Sergio Zavoli […[ scende in campo per difendere l’operato dell’azienda di viale Mazzini: “Le telecamere a Vermicino erano una telecamera. UNA sola telecamera che per diciotto ore ha proposto un unico piano sequenza. In questa presenza […] discreta, in questa fissità del tempo e dello spazio va visto, a mio avviso, il grado di responsabilità del servizio pubblico. Se, al contrario, lo zoom avesse indagato con compiacenza e golosità tra i volti, le situazioni, le attese, i dettagli più crudeli, quali accuse avremmo dovuto sentire?” […] Ugo Zatterin lo conferma: “Abbiamo volutamente usato questa tecnica ‘riduttiva’ per non drammatizzare”

Ma su questo punto l’editorialista del corriere Giulio Nascimbeni [fa un’osservazione]: “Forse, al di là della terribile carica delle immagini, è stato anche l’effetto della tecnica televisiva usata: quella ripresa fissa, quasi un monoscopio, quel fotogramma paralizzato che non aveva nemmeno il riscatto del’animazione e quindi rendeva l’angoscia e il dolore ancora più ossessivi.”

Più di una persona, tra quelli che sono stati a Vermicino e che hanno anche visto le immagini della diretta televisiva, conferma che assistere al dramma davanti al piccolo schermo era quasi più allucinante e claustrofobico che viverlo sul posto. “La trasmissione televisiva” commenta qualche giorno dopo la psicologa Caterina Sorrentino, “ha certamente avuto un impatto molto violento. Ritengo addirittura che l’atmosfera fosse più stemperata sul luogo della vicenda che non nelle case degli italiani che seguivano la tivù. Sul posto c’erano alcuni elementi estranei, e al tempo stesso facenti parte del quadro generale, che alleggerivano di tanto in tanto la tensione. Nelle case la televisione portava invece un’immagine ben precisa, limitata quasi sempre a quei pochi metri quadrati dove i soccorritori si muovevano: una sorta di palcoscenico sul quale si alternavano i protagonisti della vicenda. Come angosciante sottofondo la voce di Alfredo, che gli apparecchi televisivi diffondevano molto più chiaramente di come noi la ricevessimo sul posto” (Piero Poggio, Gente, 3 luglio 1981)

Ci sarebbe stata l’intenzione di coprire l’oscuro e inquietante scandalo della P2, di cui allora si percepisce già la gravità, ma non ancora le dimensioni e la portata? Sospettano questo perfino alcuni giornalisti della Rai, come Piero Badaloni, ancora oggi convinto che se l’inizio della lunga diretta fu casuale non fu casuale la decisione di proseguirla, di andare avanti per tutte quelle ore.

Questa quasi totale assenza di filtro – che mai era capitata in televisione e mai più capiterà – è avvenuta in occasione di un evento che più tragico non si poteva immaginare. La tragica fine di quella creatura è piombata nelle case degli italiani […] senza che la mediazione giornalistica potesse attutirne l’impatto.

A Vermicino non c’era nessuno incaricato di organizzare e razionalizzare le emozioni. […] Anche questa mancanza di punti di riferimento ha contribuito a sconvolgere i telespettatori.

[…] E’ un luogo comune dire che la “tv del dolore” è cominciata in quella occasione, ed è sbagliato perché quella che verrà poi conosciuta come “tv del dolore” prevede appunto una mediazione tra l’emozione scatenata e la risoluzione finale che fa si che il pubblico non ci pensi più una volta spento il piccolo schermo […] Gli autori, nella “tv de dolore”, devono stare attenti a scegliere, controllare, […], addomesticare la realtà che viene proposta in tv. E’ come se la diretta di Vermicino rappresentasse l’obiettivo “emotivo” a cui tutti gli autori televisivi idealmente tendono, sapendo però che non possono, non devono mai raggiungerlo.

home2

“Il corpo di Alfredino, quando fu recuperato sabato 11 luglio,  era avvolto da un prisma di ghiaccio di azoto liquido di circa un metro di altezza per cinquanta centimetri di larghezza.”

Il 13 luglio Pertini, senza preavviso, si reca all’istituto di medicina legale per rendere omaggio ad Alfredo. Lo fa senza preavviso come suo solito e davanti alla piccola salma si commuove ancora una volta.

Angelo Licheri e Donato Caruso [gli unici due volontari che sono riusciti a toccarlo, il primo quando era ancora vivo, il secondo quando era ormai morto] portano la piccola bara. Il parroco di Vermicino don Francesco Terribile, dopo aver ricordato la titanica lotta per salvare il bambino, dice che Alfredo è come un seme caduto sotto terra che deve far fiorire qualcosa di nuovo, darci una società migliore.

I resti mortali del bambino vengono alloggiati in un loculo. Almeno la sua ultima dimora non sarà sottoterra. Devono avere pensato qualcosa di simile anche i tre alpinisti che pochi giorni prima, conquistata una vetta di tremila metri del gruppo del Sassolungo, sulle Dolomiti, hanno deciso di intitolarla proprio ad [Alfredo Rampi.]