Domenica della lettura 3° appuntamento – PSYCHOSIS capitoli 5 e 6

17 03 2019

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Questi articoli saranno sempre scritti da me, Matteo, e usciranno ogni domenica. Ho deciso di sfruttare la visibilità del blog per mostrare i miei scritti, a scopo di intrattenimento domenicale, e anche a scopo promozionale. Verranno postati due capitoli alla volta dei miei racconti e dei romanzi in via di svolgimento.

Mi raccomando, condividete gli articoli, ma rispettate l’ autore e non copiate questi scritti su nessun altro sito web, perché sono protetti da Copyright Tutti i Diritti Riservati.

Alcuni progetti sono completati, altri sono in fase di svolgimento. Per esempio, del romanzo che inizio a pubblicare oggi ho realizzato dodici capitoli sui ventinove dei quali sarà costituito, finora. Se conoscete qualche casa editrice o qualche persona ” inserita nel giro ” che vuole seguire questa, chiamiamola così, rubrica del blog, fate in modo che venga/ vengano a conoscenza di questo progetto. Io cercherò di impegnarmi a completare i miei scritti.

Oggi cominciamo con PSYCHOSIS, un romanzo che ho iniziato nel 2018, ambientato in una versione romanzata della mia città, e moderatamente ispirato a IT di Stephen King.

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Questo racconto è protetto dal Copyright Tutti i diritti riservati e non si acconsente alla copiatura del testo su altri siti web e nemmeno all’ utilizzo del testo per altri scopi. E’ quindi un testo di sola lettura. Il plagio è un reato.  

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CAPITOLO 5 – Demoni emergenti

1

Era uno spettacolo inusuale, per chi ci faceva attenzione, vedere un ragazzo alla guida di una moto rombante trasportare l’ amico con i vestiti pieni zuppi di sangue. Se non fosse stato che Priamo si teneva il naso premuto con tutta la sua forza si sarebbe potuto pensare che avesse appena massacrato qualcuno. Enea sperava di non imbattersi nei vigili, perchè quelli, dissanguamento o meno, vedendo Priamo senza casco li avrebbero fermati, e il suo amico sarebbe stato accompagnato al pronto soccorso con una volante della polizia.

Si sentiva un uomo, forte e cattivo, quando accelerava in sella alla sua motocicletta. In un piccolo anfratto della sua mente, mentre sfrecciava per le vie, cercando di raggiungere il quartiere di San Valentino, si augurava di non superare i limiti di velocità. Per il resto gli sembrava di essere un personaggio di qualche anime giapponese.

Quando arrivava a delle strisce pedonali si metteva ad urlare « Via, state lontano! Il mio amico è in pericolo! »

Una donna si scansò appena in tempo, e vedendo il passeggero con un fazzoletto sulla faccia e il sangue che colava inesorabile, in cuor suo pensò Oddio, questo è il primo che sopravvive a un attacco del killer!

La signora, ironia della sorte, era la madre di Fosco Chiavelli che usciva da un negozio dove aveva fatto acquisti. Se avesse saputo che a combinare la faccia del passeggero della motocicletta in quel modo era stato il suo stesso figlio lo avrebbe obbligato a trasferirsi dal nonno, che era suo padre, che sapeva bene come risanare certi adolescenti ribelli e impulsivi.

Pensieri strani offuscavano la mente di Enea Cercovici. Andiamo a cercare quei vigliacchi e spiattelliamoli sul cemento. Così capiranno che con noi non si scherza. Stanno giocando col fuoco e non se ne rendono conto.

Enea non sapeva che cosa farsene di questi pensieri cattivi. Rimaneva ammutolito per qualche istante quando gli partivano i film mentali. La sua priorità in quel momento era portare il suo amico al sicuro.

Sto creando uno spettacolo per tutta la città. Doveva proprio accadere alla massima distanza possibile dal quartiere dell’ ospedale. Domani tutti crederanno che siamo stati assaliti dal killer. E noi non possiamo fare altro che tacere altrimenti quei balordi ci perseguiteranno ancora.

Di questi pensieri egoistici si vergognava. Voleva bene al suo amico, e non gli piaceva affatto vederlo in quello stato, a pregare di non perdere conoscenza. Il tempo stringeva. Bisognava risolvere la situazione.

Finalmente imboccò il viale di San Valentino, e sfrecciò attraverso bar e negozi, ristoranti “ pizzerie e davanti alla centrale dei Carabinieri. Poi superò l’ incrocio del canale e ancora più avanti, si voltò a lanciare un’ occhiata al cancello colorato dell’ oratorio più noto della città. Sfrecciò quindi affianco al pilastro con l’ insegna del Blockbuster, ed era ancora a metà strada. Girò quindi a sinistra all’ incrocio e imboccò il viale alberato, con il mini parco giochi e il campo da calcio recintato. Fece una frenata nel parcheggio dell’ ospedale, e scese. Si tolse il casco e diede un’ occhiata all’ amico, che ormai aveva le mani appiccicose e stringeva un fazzoletto grondante.

Una piccola folla cominciò a circondarli, ed Enea spiegò che aveva ricevuto una pallonata in faccia e soffriva di emofilia, così un medico che passava di là lo portò a passi svelti dentro al pronto soccorso. Enea salutò l’ amico con una pacca sulla spalla. Priamo borbottò qualcosa per ringraziarlo del passaggio e mormorò: « Quando mi passa ti dò un colpo di telefono. »

Durante il ritorno a casa, Enea rimase imbottigliato nel traffico, così, sbuffando, si guardò intorno. Ad un tratto, la sua vista si focalizzò su una vetrina. Vi era esposta una macchina fotografica professionale. SCONTATA DEL 40 %, USATA, IN BUONE CONDIZIONI.

Qualcosa scattò, nella mente di Enea. Una specie di connessione, un flashforward, che al contrario di un flashback, ti trasportava nel futuro. Per qualche istante si immaginò a fotografare la carcassa di un coniglio con le gambe rotte e le zampe anteriori strappate via.

Ma che diamine …per Enea fu come svegliarsi da un brutto sogno. Scoccò un’ altra occhiata alla macchina fotografica. Un particolare effetto ottico ne fece brillare l’ obiettivo, come se stesse mandando un segnale diretto al giovane motociclista. Comprami. Usami per il tuo feticcio per la morte. Mi vuoi. Portami via con te.

Enea rabbrividì. Non riusciva più a capire chi era e che cosa stesse facendo. Poi si accorse che la macchina davanti a lui era avanzata, e che stava bloccando la fila. Ripartì, e non ci pensò più fino all’ indomani, quando, come in una specie di pilota automatico, prese dei risparmi dal barattolo dei soldi che teneva in camera sua, e si diresse al negozio.

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Quel giorno, un germoglio di oscurità cominciò a prendere vita dentro la sua mente. Prima di allora non aveva mai dato segni di una benchè minima passione per la fotografia. Fu come una lampadina che si era accesa: posso farlo in questo modo.

Nessuno sapeva che gli piaceva assistere all’ agonia di morte degli animaletti. Nemmeno avrebbero potuto credere che il pensiero gli provocasse una morbosa eccitazione.

Da piccolo riempiva una bacinella d’ acqua e faceva la doccia alle formiche, sconvolgendo la loro normale routine come un Dio che giocava alle estinzioni planetarie.

Poi era passato per la fase delle lucertole, che impiccava dal lampadario di casa durante le prime volte da solo a casa. Era solito anche intrappolarle in un barattolo senza cibo nè acqua. Si immaginava l’ esserino che incontrava la faccia del suo carnefice tutta distorta da dietro il vetro.

A dodici anni, una volta, in occasione di una visita a casa della nonna, si addentrò nel giardino che in verità assomigliava molto di più a una giungla, e si sedette su una gallina, stringendole il collo e tirando.

Quando si trattava di ammazzare un ragno gli dava fuoco. Quando si trattava di eliminare le zanzare chiedeva sempre di usare lui lo spray.

Un giorno, a tredici anni, gli venne affidato il cuginetto per tre ore, durante il pomeriggio, e il bambino era una piccola peste, e lo aveva fatto correre per la casa per stargli dietro, poi gli aveva nascosto dei soldi e non voleva dirgli dove. A un certo punto, Enea si chiuse a chiave nella sua stanza congedandosi dalla sua mansione, e passata un’ ora lo trovò addormentato sul divano in salotto. Si fermò a contemplarlo. Ebbe un’ orrenda visione, nella quale lo strangolava nel sonno con una sciarpa che apparteneva a suo padre. Ne rimase marchiato, e da allora non provò più piacere a far fuori animaletti. Aveva nascosto quel feticcio sotto al tappeto dell’ inconscio e gli aveva detto addio. Poi un pomeriggio tardi, il demone si era ripresentato nella sua vita.

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2

Il giorno dell’ acquisto e del suo debutto come fotografo professionista aveva deciso di addentrarsi nella zona della Scorciatoia, che nel novantatre non portava verso nessun ipermercato, ma finiva fra la vegetazione intricata.

A momenti rischiò di rompere il suo prezioso congegno, perchè inciampò in una radice esposta e capitombolò per terra. Inaugurò la giornata allenandosi con semplici foto dell’ ambiente circostante, fotografando i misteriosi ruderi mangiucchiati dalle edere che si potevano trovare in uno dei sentieri. Scatto dopo scatto ne assunse la padronanza. Nessuno si accorse che si aggirava un ragazzino che recitava il ruolo della Morte, per gli sventurati animaletti che incrociarono il suo cammino. Enea aveva lasciato spazio libero al suo alterego, un essere morboso che si sentiva quasi come un corteggiatore quando inseguiva i coniglietti e li piantonava al terreno con una lama nel ventre. Stava maneggiando un risucchia anime con l’ obiettivo. Scattava sempre il flash quando era giunto il momento preciso del trapasso. Allora Enea si leccava le labbra e sorrideva come un bambino quando gli si regalava qualcosa. Quel che gli veniva trasmesso era una sensazione inebriante di predominio.

« Chi cazzo sei in confronto a me, Fosco Chiavelli? » sibilò a nessuno.

« Tocca ancora uno dei miei amici e il prossimo a essere sventrato sarà il tuo cane! » sghignazzò come se il bullo si trovasse davanti a lui.

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3

Enea si era così lasciato andare alla parte alienante di sè che gli era venuto un leggero mal di testa. I pensieri si accavallavano uno sopra l’ altro, una ciliegia attira l’ altra, aveva pensato. Aveva fatto diventare concreta la visione del coniglio con le gambe spezzate e le zampe anteriori strappate via con la falce. Si era chiesto se i conigli conoscessero l’ odio. Una volta fotografato il trapasso si tirò giù la zip dei pantaloni e pisciò sul suo corpo. Ora mi odi, coniglietto?

Che animali inutili, pensava. Non avranno mai il predominio su quelli più grossi. Chi non odia non sopravvive. Chi non prevale è destinato a finire k.o. per mano del grande demone umano.

Entrò in uno dei ruderi tutti disfatti e decadenti, e si ritrovò a rimirarsi allo specchio.

Si espresse in una lunga risata macabra e insana, con una voce profonda.

Con la mente offuscata dalle sensazioni intense tornò indietro con la memoria a un momento dimenticato, quando un giorno, da piccolo aveva osservato dalla finestra con la tapparella socchiusa suo padre che sferrava un calcione al cane di un vicino, che aveva spaventato Sabele.

Quanto poteva deragliare una mente malata? Una sagoma bizzarra si formò nella mente di Enea. La figura della Morte con dei capelli neri da donna e una collana di perle. La sua anima gemella. Ma no, non era esatto. La persona che più gli era affine, almeno secondo i pensieri di quella giornata, era Fosco Chiavelli. E allora si mise a pensare a lui, si immaginò mentre gli raccontava il suo segreto, e poi andavano a caccia del killer assieme. Avrebbe dovuto chiederlo, un giorno o l’ altro. Vieni, ti mostro una cosa. Perchè non sfoghi la tua rabbia come io sfogo il mio feticcio? Scateniamo il terrore nella foresta della Cittadella. Un genere di terrore che gli stupidi umani che ci circondano ogni giorno non conosceranno mai. Forse solo uno, il famigerato killer di Ferrofiume. Cosa ne dici se un giorno ci mettiamo a indagare e scopriamo la sua identità? Poi potremo ucciderlo assieme, e diremo che era autodifesa, e riceveremo una medaglia. Io quella dorata, tu d’ argento. Perchè rimarrai sempre secondo, rispetto a me. Spiacente, fratello.

Deluso, si risvegliava la parte quotidiana di sè, ma solo in maniera parziale.

Accidenti, però, c’è un problema mica da poco. Io sono uno degli emarginati e tu sei uno dei forti e temuti bulli. Che situazione bizzarra. Non te lo aspetteresti da uno come me, eh? Forse non ci possono essere due persone così affini, a dividersi il territorio. Uno di noi dovrà prevalere. Forse un giorno sarò costretto a piantarti quel tuo stupido pugnale nello stomaco.

Tu pensi di detestare il mondo, di essere visto come un ragazzo cattivo e beffardo. Ma sei patetico. Ascoltami, gran figlio di puttana. Osserva come invado e dissacro i tuoi ultimi istanti di vita mostrandoti una malignità che non conoscevi ancora.

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 4

Il giorno seguì la notte come se niente fosse successo. Appena Enea ripose la macchina fotografica nello zainetto, si dimenticò di ogni cosa. Quella sera, prima di cena, approfittando del fatto che Sabele si era ritirato in bagno, all’ improvviso ebbe un’ intuizione strana. Così si recò nella stanza di suo fratello maggiore. Con l’ incredibile sospetto che aveva in corpo quella stanza apparve sinistra. Si aspettava quasi che, se avesse aperto l’ armadio e rovistato nei cassetti, avrebbe trovato abiti sporchi di sangue, e una collezione di lame nascoste sotto il letto. E se il fratello l’ avesse beccato a far pasticci con le sue cose, avrebbe potuto reagire male. Ma Sabele gli voleva bene, non era forse così? La visione della testa di una vittima, nascosta fra le sue cose, gli fece annodare lo stomaco. Ne visualizzava gli occhi spenti bloccati in un’ espressione di terrore, con rivoli di sangue che colavano dalla bocca.

Se la madre fosse passata in corridoio e avesse spento la luce per sbaglio come succedeva spesso Enea si sarebbe lasciato prendere dal panico, ma non poteva. Doveva cercare di controllarsi, eppure tremava tutto. Sembrava uno scheletro giocattolo mosso da un bambino dispettoso.

Se non avesse trovato niente, si sarebbe messo il cuore in pace, e si sarebbe vergognato per il resto dei suoi giorni di aver sospettato del fratello.

Questa indagine istintiva e impulsiva la doveva a tutte le vittime. Cercava di farsi venire in mente qualche episodio inquietante del fratello, qualche discussione accesa. Gli chiedeva di partecipare a giochi strani?

Gli chiedeva sempre di fare quello che muore, o che viene catturato, ma significava qualcosa?

Avrebbe potuto chiedergli che cosa pensasse della vicenda del killer. Secondo lui veniva da fuori a mietere vittime, oppure era una persona del luogo? Avrebbero potuto incontrarlo e pensare a quanto era gentile quell’ uomo? Era uno che cercava di attirare le persone chiedendo informazioni su come raggiungere un determinato luogo e poi le assaliva? Non hai molta immaginazione, Enea. Quello era un predatore. Adocchiava le prede, le sceglieva con attenzione, e non si faceva notare fino al preciso istante dell’ attacco.

Quali indizi poteva cercare? E se non ci fosse niente di rilevante in camera sua? Non era certo il posto dove nascondere le armi e i vestiti con gli schizzi di sangue.

Poi realizzò che lui usciva spesso da solo per andare a disegnare. Animali e persone, ricordi? Te lo aveva detto quella volta.

Fece saettare lo sguardo e compì un giro su se stesso. Dove potrebbe essere quel quaderno?

Cercò di ricordare le volte in cui l’ aveva visto prenderlo.

Poi capì. Era mischiato con il suo materiale scolastico. Guardò l’ etichetta su tutti i quaderni. Arrivò a maneggiarne uno senza etichetta. I fogli erano giallo seppia. In prima pagina c’ era scritto DISEGNI DI UN PROFESSIONISTA: SE STAI SBIRCIANDO QUI DENTRO NON TORNERAI PIU’ INDIETRO. Ma che razza di frase di benvenuto era? Il quaderno ondeggiava per i tremolii delle mani di Enea.

Andò avanti, e cominciò a sfogliare. Sono disegni normalissimi. Ritratti di gente comune che passeggia per i parchi. Uccellini che vengono a banchettare con le briciole di pane. Ma poi Enea si rese conto che le pagine erano più spesse di come dovevano essere. Erano pinzate sia sopra che sotto. Erano attaccati due alla volta. Cercò di sbirciare dentro a una delle pagine nascoste, e vide gli orrori. Non riusciva a scrutare l’ intero disegno, ma vedeva comunque una serie di cadaveri. NON TORNERAI PIU’ INDIETRO! Una smorfia di tristezza e paura piegò le labbra di Enea. Mosse le pagine con il timore che cresceva. L’ ultimo ritratto era allo scoperto, e colorato.

Sabele aveva inserito anche sè stesso, ed era irriconoscibile. Gli occhi erano dei fari rossi, la bocca era un ghigno come quello di un teschio, ma con i denti di un tirannosauro. I capelli scuri contornavano un teschio con la pelle ancora attaccata addosso. Sta guardando me! Mi vuole afferrare per il collo e punirmi per aver aperto il suo quaderno! pensò Enea, che si sentì male. Gli occhi si socchiusero, e il ragazzino cominciò ad ansimare, sentendosi senza fiato. Si era piegato come un vecchietto col mal di schiena che si sorreggeva sul bastone.

Devo mettere tutto al suo posto! Non deve sapere nulla di quel che ho visto! SBRIGATI!

Enea si sorprese di trovare la forza d’ animo di risistemare il quaderno nella sua posizione, e si ritirò in un angolino della cantina, a sfogare un attacco di panico.

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5

A cena, Enea si era presentato con gli occhi arrossati e la mano tremolante, che cercava di acchiappare gli gnocchi con la forchetta. Si era sorpreso di riuscire a mangiare, ma temeva che i genitori …e il fratello …il killer in casa mia, quel genere di fratello, percepissero la nausea che provava. Finito di mangiare, si posizionarono tutti e quattro in salotto a guardare la televisione. Ogni tanto, Enea si lasciava scappare un’ occhiata al fratello. Quella sera era così cupo …non aveva parlato di niente. Era lì, nell’ angolo più lontano da lui, a fare da soprammobile. Ad un certo punto i loro sguardi si incrociarono, e il cuore partì per un giro sull’ ottovolante. Enea arrivò a massaggiarselo, temendo che gli aprisse il petto per andarsene per conto suo. E magari finire strizzato dalle mani del fratello.

Sabele sorrise. Non mostrava denti aguzzi. Era un sorriso da Ehi, come stai? Si sta bene in famiglia, non è così? ma quel che Enea vedette fu il teschio con la pelle nera con due semafori rossi per occhi che veniva a ghermirlo.

Enea balzò in piedi e caracollò in bagno mormorando « Mi scappa! »

Si chiuse in bagno, e si svestì, tirandosi via i vestiti con una furia in corpo. Ha capito tutto! Sa che io so cosa fa quando esce a disegnare! Mi prenderà quando meno me l’ aspetto …sarò la sua prossima vittima, e una volta tornato a casa, piangerà sulla mia tomba, chiedendosi come mai non è riuscito a difendermi e proteggermi. Sta recitando una parte.

Enea era rimasto in mutande, e saltellava sul posto con le mani fra i capelli, cercando disperatamente di fermare il flusso di emozioni che lo sconcertavano.

Chiuse gli occhi e si immaginò Sabele che lo confrontava e gli diceva NON TI AZZARDARE A PRENDERE LE MIE COSE! SE INFORMI QUALCUNO DI CIO’ CHE HAI VISTO VERRO’ NEL TUO LETTO A SPEZZARTI LE OSSA E LAVERO’ CASA NOSTRA CON IL TUO SANGUE!

Sono il fratello di un serial killer diventava una frase eccitante da ripetersi come un mantra.

CAPITOLO 6 – Attratto dalla tenacia

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1

1993

Beatrice Bronsone si era svegliata alle prime ore del mattino, scossa da incubi, che rappresentavano apparizioni e presenze. Tirò su la serranda e vide che il panorama dei campi era stato coperto da una spessa coltre di nebbia. Le sembrava quasi che la casa levitasse nel nulla. Dopo aver fatto una colazione a modo, che per lei significava salutare, nutriente e leggera, come al solito saltò sulla bicicletta col cestino davanti e si spostò dalla sua zona di residenza di Ferrofiume Popolo, prestando la massima attenzione al transito delle auto.

Giunta in città, si apprestava a compiere le sue abituali commissioni per i clienti fissi dei suoi genitori, che producevano vino e generi alimentari nella loro cascina – fattoria e nell’ orto. Portate a termine le consegne, decise di vagare senza una meta particolare per la città, sentendosi una sensazione di timore e pesantezza addosso. Il giorno precedente aveva avvistato una presenza in lontananza che le aveva fatto venire i brividi, anche se quel mattino l’ episodio appariva già come qualcosa di confuso e remoto. In ogni caso, l’ aveva spinta a fare dietrofront e rintanarsi in casa.

Qualcosa attirò la sua attenzione, mentre si era fermata per qualche istante a osservare il fiume dal Viale che portava al Molo. Un foglio da disegno giallo seppia con le iniziali del suo nome ben evidenziate. Che curiosa coincidenza, pensò lei. Chissà chi l’ aveva lasciato lì …o magari l’ avevano gettato via. Lo raccolse e se lo mise in tasca.

Si avvicinò al sentiero di ghiaia che portava al Molo, e notò una grossa macchia di sangue asciutto.

Mi fa pensare alla presenza misteriosa di ieri riflettè. Ma no, dai, sarà che un piccione è stato assalito da un gatto …però mancano le piume sparpagliate tutt’ intorno.

Non voleva trovarsi un corvaccio nero a scrutarla con quei loro occhietti intelligenti. Li temeva, anche se poteva sembrare stupido, per via del modo in cui ne parlavano, come uccelli del malaugurio.

Poi si accorse delle impronte di scarpa, che lasciavano macchie rosse lungo il sentiero.

I passi del killer di Ferrofiume pensò. Scosse quel lugubre pensiero con la testa.

Concluse che l’ atmosfera non era delle migliori, anzi, non le piaceva affatto. E se si trovasse ancora nei paraggi, pronto ad assalirla? E se si trattasse di un barbone ubriaco? Lei era una ragazza e non poteva permettersi di prendersi dei rischi.

Cominciò a pentirsi di aver inforcato la bici per andare a fare le consegne in città, persino di essersi svegliata così presto quella mattina. Sebbene provasse curiosità verso quelle orme, non poteva seguirle e vedere dove portavano. Non voleva essere una di quelle, cioè quelli che fanno i ritrovamenti macabri. Si mise a pensare al disegno che si era messa in tasca. Forse chi l’ aveva abbandonato a terra era la vittima. Era meglio tornare a casa, e continuare con i soliti lavoretti con gli animali e le piante.

Certo. E invece scese dalla bici, mise il cavalletto e cominciò a seguire le impronte.

Scesa a livello dell’ erba, sentì un cra cra. C’ era uno di quei corvacci nei paraggi. Ma non osò guardarsi attorno. Cercò di ignorare quel verso.

Vide un braccialetto con un bottone argentato che brillava, gettato a terra. Accidenti.

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2

L’ arrivo della primavera rinvigoriva sempre le energie e la voglia di muoversi di Beatrice, che si rallegrava di poter praticare jogging al mattino, una volta a settimana. Era una ragazza tenace e determinata, si era iscritta a un corso di arti marziali, karate, e trascorreva i tempi di qualità andando a caccia di fagiani con il padre. Aveva quasi sedici anni, ma stava già imparando a guidare, sebbene si mettesse al volante di un Ape, o di un furgoncino, o di un trattore, a seconda dell’ occorrenza. Il padre riteneva che sua figlia fosse più matura di un maschio alla sua età, e abbastanza dotata per accelerare i tempi.

Sua madre le aveva insegnato che le donne non devono necessariamente sottostare al volere degli uomini, e le aveva sempre suggerito di pensare con la propria testa, e di tirarsi su sempre, senza arrendersi davanti alle difficoltà quotidiane.

Sebbene temesse i corvi e affini, non si faceva problemi a prendere di mira fagiani con il fucile. Era una tradizione di famiglia, un rito di passaggio, e aveva cominciato ad andare nei boschi con il padre sin dai tredici anni.

Durante l’ anno si occupava di rimuovere le erbacce infestanti, diserbare, seminare, zappare e arare, collaborando a pieno titolo con il padre. Come mansioni alternative, se la madre glielo chiedeva, preparava conserve, varie ricette e pelava le patate. Le avevano insegnato che le multinazionali “ sporcavano “ e modificavano il cibo. Beatrice evitava di incappare in quelle trappole scegliendo marche più modeste e mangiando ciò che producevano nel loro piccolo, sempre cercando qualità e stando attenta alla salute. Quando si trattava di andare in città a portare carichi di vino, conserve e altri prodotti, le veniva data una paghetta non da poco, con tanto di bonus mancia da parte dei clienti fidati, dai piccoli negozianti, che lei considerava il suo primo mini stipendio.

Nell’ autunno precedente aveva intrapreso un corso di canoa con un team di giovani, che si radunavano al Molo di Ferrofiume per percorrere un tragitto prestabilito lungo il fiume Po. Ne era rimasta entusiasta e si aspettava di ricominciare una volta iniziato il mese di aprile.

Di recente aveva aggiunto una nuova mansione durante la quale collaborava con il padre: il tetto necessitava di essere aggiustato, dopo essere stato danneggiato da un violento temporale e quindi, anche se la madre si era preoccupata un pochino, era salita sul tetto a sostituire le tegole. Trascorreva i suoi momenti liberi, di svago, assieme a un gruppo di maschi, nei giorni in cui si fermava a cenare dalla zia, che in quel periodo così pericolo per la città, la portava a casa subito dopo con la macchina.

Suo padre aveva conservato un album di vecchie foto, e durante le sere invernali spesso si sedeva sulla poltrona a commentarle assieme a sua figlia; così Beatrice aveva scoperto che un tempo passava una specie di tram per le strade della città di Ferrofiume, il tramvai.

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3 

In un altro giorno, Beatrice aveva preso la sua bici durante un giorno libero da impegni e si fece i consueti chilometri per raggiungere il cuore della città, diretta verso la zona industriale. Avrebbe fatto un giro di perlustrazione da quelle parti per un’ ora, poi sarebbe tornata a casa, o magari avrebbe prima fatto visita alla zia per accordarsi sul loro prossimo appuntamento serale. Le avrebbe chiesto di usare il telefono per avvertire la madre che sarebbe tornata un po’ più tardi. La donna cominciava a temere, un po’ come tutte le madri della zona, che il killer potesse colpire proprio sua figlia. Una volta le aveva elencato una serie di divieti perentori, alzando l’ indice verso l’ alto, ma Beatrice le aveva ricordato che era una ragazza intelligente e giudiziosa, e non era necessario trattarla come una bambinetta ingenua. La madre glielo aveva riconosciuto.

L’ attrazione principale della zona industriale erano le rovine di Ground Zero, la fabbrica che aveva scatenato una nube tossica durante la maratona dell’ ottantasei. Per i giovani del luogo avvicinarvisi equivaleva a entrare in uno scenario da videogioco, e si avvertivano gli echi di Chernobyl, che era accaduto solo qualche settimana prima del Ground Zero. Bisognava però che tutti quelli che si mettevano in esplorazione facessero attenzione alle polveri letali che ancora si potevano trovare negli angoli nascosti. In quella circostanza, Beatrice si sentiva tanto Lara Croft alle prese con una scoperta archeologica.

Molte fabbriche nei dintorni erano state danneggiate in modo grave; Beatrice poteva osservare mattoni, ruderi deformi e macchinari arrugginiti. Esaminava il terreno come se avesse delle lenti d’ ingrandimento al posto degli occhi: massima attenzione alle polveri.

Beatrice si mise a ipotizzare che forse il killer era stato trasformato in un mostro mietitore per le conseguenze di una fantomatica intossicazione. Forse proveniva proprio da quel luogo e nei paraggi avrebbe trovato la sua tana.

E se qualcuno di quei ragazzini scomparsi si fosse avventurato proprio qui? E io finirei per trovarne i resti. Magari se si entra a contatto con le polveri in questo luogo si muore in pochi minuti. Nessuno potrebbe recuperare il corpo.

Si rese conto che c’ era un silenzio cristallino, e le sembrava di vagare attraverso una fotografia. I suoi pensieri si concentrarono sugli operai che avevano perso la vita o se l’ erano rovinata per colpa dell’ incidente, e alle sofferenze delle loro famiglie.

L’ esplosione deve essere stata tremenda. Quei poveretti devono essere stati mutilati. Seppelliti da metri di macerie. Devono aver trovato almeno una testa intatta.

I suoi pensieri la fecero rabbrividire.

Ad un tratto si trovò davanti una figura misteriosa: un ragazzo grande che portava un grosso cappello sulla testa, e un cappotto rosso. Il viso era parzialmente coperto da un fazzoletto rosso. I capelli assomigliavano a quelli di Michael Jackson.

Trovò che somigliasse alla presenza dell’ altra volta.

Il flusso dei suoi pensieri si arrestò all’ improvviso. La figura tratteneva fra le mani un corvaccio nero. Il ragazzo era seduto e la guardava negli occhi.

Beatrice non potè fare a meno di gridare, e fece dei passi indietro, sollevando le braccia per proteggersi. Inciampò, e quasi finì a gambe all’ aria. Se avesse sbattuto la testa all’ indietro sarebbe potuta svenire.

Si allontanò, tenendo d’ occhio la figura spaventosa, che si sollevò sui piedi, e liberò il corvo. Poi tirò fuori una fionda, e colpì con un sasso l’ uccello nero, mandandolo al tappeto.

Beatrice cominciò a correre, e non si voltò più all’ indietro. Non avrebbe potuto mancare di vederlo, visto che era colorato in quel modo mentre tutto il resto era grigio e opaco.

La figura lasciò andare una risata terrificante, e cominciò a correrle dietro.

Beatrice, disperata, cercò di infilarsi attraverso una porta decadente, ma inciampò e si costrinse a voltarsi verso la figura, che si abbassò con un braccio disteso, tentando di afferrarla per una caviglia. Era intenzionato a ucciderla. Gli occhi erano quelli di un felino che non conosceva la pietà. Beatrice riuscì a spostare la gamba e a sfuggire alla sua presa.

Si mise a correre, e proprio mentre pensava di aver trovato un angolo sicuro, lui si sollevò e picchiò con tutta la sua forza contro il macchinario, facendolo traballare. Lei gridò di nuovo e vide il suo sorriso maligno mentre la indicava con un dito.

Beatrice fece appello a tutte le sue forze, ma non bastò. La figura la afferrò per un braccio. Le unghie la punsero come fossero artigli. Si sentì trascinare, e lottò per restare in equilibrio con i piedi.

« Lasciami stare! » urlò e torse il braccio. Sentì le sue dita strusciarsi sulla manica. Riprese a correre, senza badare alla testa che le girava per lo shock. Procedette per una quindicina di metri e dovette fermarsi perchè le mancava il fiato. Si infilò nell’ ingresso di un altro rudere. La figura arrivò dietro di lei e si mise a sbirciare dentro.

I loro sguardi si incrociarono, e Beatrice si abbassò di scatto, proteggendosi la testa con le mani, gemendo. Si appoggiò sulle ginocchia, e cominciò a tastare il pavimento per cercare un oggetto qualsiasi per potersi difendere. Trovò un pezzo di vetro di bottiglia, e lo afferrò, mostrandolo alla figura.

« Stammi lontano! » disse. La figura avanzò e allora lei lanciò il vetro, e poi afferrò altri piccoli cocci di mattonella come disperato tentativo di farlo desistere. La figura se li lasciava rimbalzare addosso e non reagiva affatto.

Beatrice trovò un pezzo di un qualche macchinario e lo scagliò con tutta la forza che aveva in corpo contro la figura. Riuscì a provocare un graffio sul viso coperto del ragazzo killer, facendolo ruggire di dolore.

Allora lei si diede la carica e continuò a lanciare pezzi di piastrella, riempiendosi le mani. La figura indietreggiò e tirò fuori una sacca da dentro al cappotto. Sotto gli occhi sorpresi di Beatrice, tirò fuori un quaderno e cominciò a scriverci qualcosa, o a disegnare lei, per qualche oscuro motivo che la ragazzina non riusciva a capire.

Quel gesto imprevisto fermò la sua foga e le fece venire la pelle d’ oca. Mi sta ritraendo così si ricorderà di me la prossima volta. Ce l’ ha con me e se lo legherà al dito.

Ad un tratto la figura ritirò il quaderno nella sacca e si avvicinò a lei, che si era immobilizzata per il terrore. La guardò dall’ alto al basso, e poi tracciò una X immaginaria con le dita fredde sulla sua fronte. Vuol dire che sei diventata un bersaglio. Beatrice tremava tutta, e il labbro inferiore le pendeva e le allungava il mento.

E poi la figura si allontanò, lasciandola libera di prendere la bici e scappare a tutta velocità verso la zona della Tartufara, e di Piazza Castello. Non poteva permettersi di piagnucolare. Non era da lei. Si fermò a una fontana davanti a una gelateria e si lavò le mani, ma soprattutto la fronte, sfiorata da quella mano viscida. Per tutto il tragitto verso casa di sua zia non si voltò, non si soffermò a osservare la gente che passeggiava, e non cambiò mai andatura.

Giunta in quella confortevole casa, si chiese se per caso non si era lasciata impressionare. Non poteva essere successo per davvero, non a lei, poi. Ma sapeva che era stata un’ esperienza reale.

Risultato immagine per blonde teen girl

4

Quando trovò il braccialetto in zona Molo, si guardò per bene tutt’ intorno, e constatò che non si vedeva nessuno. Si avvicinò all’ acqua e scese i gradini. Tirò fuori il disegno con le sue iniziali e lo tenne sollevato con due dita, con il braccio disteso di fronte a lei.

Guardando in basso, le parve per un istante di vedere una pallida mano galleggiante, ma in realtà era una busta gettata da uno stupido inquinatore.

Aveva intenzione di sbarazzarsi di quel disegno, ma ad un tratto si rese conto che sarebbe stato meglio conservarlo: era una prova di quanto era avvenuto. Il killer la cercava e l’ aveva presa di mira. Pensava a lei come un bambino innamorato fantasticava sulla sua compagna di banco. Le venne la nausea al solo pensarci. Aveva voglia di strappare in mille piccoli frammenti quel foglio. Il rumore di passi che sembravano provenire da un punto indefinito in mezzo ai cespugli la fece trasalire. Si rimise il disegno in tasca e saltò al galoppo della bici, scendendo solo per attraversare la salita, senza rallentare. Non sapeva se era vero o meno, ma si sentiva uno sguardo morboso addosso. Non poteva ripetersi quella scena. Non tutto quel nascondersi e lanciare cose. Ad ogni modo, si ritrovò a percorrere di nuovo il centro città senza rallentare, e senza voltare lo sguardo. Si chiedeva che cosa potesse renderla attraente per un killer. Si chiedeva come fosse possibile che non era stato ancora catturato o colto sul fatto appena prima di assalire una persona. La macchia di sangue sulla ghiaia rimase impressa nella sua mente, ma il riprendere le sue abitudinarie mansioni rese quei ricordi agitati un turbine di immagini sfocate e disordinate.

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Raccontando storie fuori dal normale: Allucinazione perversa

28 02 2019

https://secretsun.blogspot.com/2019/02/telling-tales-out-of-school-jacobs.html

Gli Dei delle sincro sono una lotteria capricciosa, si tuffano nelle nostre vite mostrandoci stuzzicanti interconnessioni, e rispondono a una domanda nello stesso momento in cui ce ne fanno altre mille.

E così, proprio mentre una realizzazione che cambiava il gioco ha sfondato la nebbia del mio intricato flusso di pensieri,  strani segnali sincro-sferici mi cadevano sulla testa come piccole gocce di rugiada cosmica…

Successivamente, un recente (e un po ‘sconsiderato) tentativo di rivedere Allucinazione perversa [in originale “Jacob’s ladder”, la scala di Giacobbe]) ha posto gli ultimi pezzi del puzzle con questa pazzesca teoria dei fan su XF.

Ho visto Allucinazione perversa (“Jacob’s ladder”) almeno un centinaio di volte, probabilmente molte di più. Guardavo il VHS, lo riavvolgevo e poi lo guardavo di nuovo. Ogni notte, per un bel po ‘di tempo.

C’è qualcosa di sbagliato in me. Sono il primo ad ammetterlo.

Comunque, avendo passato troppo tempo nel primo decennio della mia vita A., allucinato, B., vivendo febbri pericolosamente alte, C., avendo incubi estremamente vividi , e D., soffrendo per lunghi periodi in un losco ospedale municipale. † La Scala di Giacobbe sembrava risuonare su livelli che preferirei che non fosse così.

Inoltre, uno dei primi ricordi della mia vita è stato portare mio zio all’aeroporto di Logan per prendere un certo numero di voli di collegamento verso il Vietnam, dove ha volato con elicotteri Medevac per i Marines (il SOB [Son Of Bitch, Figlio Di Puttana] pazzo  abbandonò il college per andare a strappare le lacrime intorno al ‘Nam, cercando la merda) .º

E come tutto ciò non bastasse, avevo questo incubo ricorrente in cui ero un soldato in qualche foresta mitteleuropea. Finiva sempre con un milite tedesco che balzava da dietro un grosso albero, intagliando il mio coraggio – abbastanza stranamente – con un fucile a baionetta. A un certo punto, poco più tardi, ne ho approfittato per passare così tanto tempo della mia infanzia nell’immediata periferia di Fort Devens, allora conosciuta come “US Army Intelligence School”.

In ogni caso, son sicuro di dire che con due membri stretti della mia famiglia in servizio durante il Viet Nam – con Fort Devens incombente come Mordor – che l’esercito era una presenza potente nella mia mente giovane e impressionabile.

Mentre stavo rimuginando tutta questa follia nella mia mente, la pazza zia Rosanne ci ha regalato un video intitolato “La scala di Giacobbe”, in cui depone una confusa pseudo-Kabbalah flibbledy-fleh, la quale, come mi rendo conto, è ridondante. Anche così, alcuni dei vlogger complottisti erano un po ‘agitati per via di quell’incantesimo lì.

Non ci sarà il remake di “Allucinazione perversa” questo febbraio.

Per poi scoprire, con mio grande orrore, che Allucinazione perversa sarebbe stata l’ultima vittima del terribile virus del remake che affligge Hollywood. Da ciò che ero in grado di raccogliere dalle prove disponibili, sembrava una roba assolutamente merdosa, come e ancora peggio del remake di Wicker Man . Dal cast da solo ho avuto l’impressione che fosse al livello di qualche schifoso video “straight-to”, un obbrobrio che persino la Redbox si sarebbe rifiutata di trasmettere.

In effetti, l’opinione sul progetto sembrava del tutto negativa e quindi sembra che, in un raro caso di terribile giudizio, …

Ritardo indefinito per il remake di Allucinazione perversa – “Jacob’s Ladder” — — Quando “Jacob’s Ladder” debuttò nel 1990 significò uno shift verso l’ horror più psicologico nella decade seguente. E’ stato riportato che un remake fosse in preparazione, sebbene lo studio responsabile ha rivelato che il film sarebbe stato procrastinato indefinitamente.

Meno male che tale aborto garantito sarebbe rimasto soltanto in agguato dentro un armadietto da qualche parte dal 2016. La mia opinione è che qualunque distributore abbia perso una scommessa e/o sia stato ingannato nello scatenare questo pasticcio o probabilmente è rinsavito e ha deciso di non lasciare cadere questo carico fumante di cacca che cola sulle teste del pubblico.
Bene, tutto questo è davvero scintillante. Mi sembra di sentirvi pensare: “ma che diamine c’entra tutto questo con  X-Files e questa ultima teoria fuori di testa di cui stai chiacchierando?” Andiamo ai nastri VHS …

Allucinazione Perversa – Jacob’s Ladder è stato scritto da Bruce Joel Rubin, con TinselTown che è stato il suo primo grande successo assieme alla sua storia per il film del 1983, Brainstorm .

Significativamente, questo è stato l’ultimo film di Natalie Wood prima della sua morte per annegamento, un dramma che ha anche co-interpretato Christopher Walken.

Notare anche la presenza di Louise Fletcher in Brainstorm , l’attrice vincitrice di un Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo, un film ispirato ai giorni di Ken Kesey come cavia per il progetto MKULTRA.

Non penso abbiate bisogno di un tutorial del Dr. Colin Ross per raccogliere qui i sottotesti.

Fletcher in seguito recitò in Star Trek: Deep Space Nine come sacerdotessa dei Profeti, un’incarnazione (molto) sottilmente velata del Concilio dei Nove.

Significativamente, la prima di Brainstorm è avvenuta meno di un mese prima di La Zona Morta , in cui Walken interpreta un sensitivo che acquisisce i suoi doni dopo una NDE [Near Death Experience]. Come ormai tutti si aspettano, il co-protagonista di La Zona Morta Martin Sheen è arrivato per la prima volta in The Outer Limits , in particolare un episodio in cui il nostro uomo Leslie Stevens si è degnato di raccontare alcuni racconti fuori dalla scuola riguardo ai programmi militari del MK.

(“Nightmare” era originariamente programmato per il 25 novembre 1963, a causa di…[ciò che sapete]).

Più tardi Rubin ha generato dei grossi dollari con le sue sceneggiature per Ghost e Deep Impact ma non è riuscito a ottenere niente per Allucinazione Perversa – Jacob’s Ladder, che languiva in studio, fino a quando il regista britannico Adrian Lyne – fresco della sua strepitosa Fatal Attraction – lo ha preso in custodia.
Lyne ha davvero bisogno di essere considerata una co-sceneggiatrice per questo film, dal momento che la sceneggiatura originale di Rubin è stata pesantemente rivista poiché non era proprio così eccezionale. Sono generalmente un fan del lavoro di Rubin ma devo ammettere che la sceneggiatura originale di Jacob’s Ladder è una roba piuttosto banale. Quindi Lyne ha tirato fuori tutti i mostri della tentazione di Sant’Antonio e quant’altro, sostenendo che il pubblico avrebbe semplicemente riso dei demoni cornuti e del resto.

Lyne sviluppò quindi un vocabolario visivo completamente nuovo per i demoni, rifuggendo i movimenti dei rotori di elicotteri per le terribili crisi che i demoni mostravano. Lyne ruba anche enormi strati di stile e atmosfere di Friedkin da L’Esorcista, una pietra di paragone ovvia per questo film.

Ci sono più demoni tradizionali nel mix, ma li avete visti soltanto con la coda dell’occhio. E così è stato per il milione di video metal nati negli anni ’90 assieme apparentemente al franchise di Silent Hill.

Così com’ è stato per  X-Files.

Quindi mi sono sconcertato su questo strano schema che corre per l’intera serie di X-Files e cioè che ogni episodio che tratta di alieni e / o nella serie (Mytharc) è stato accoppiato nell’ordine di esecuzione con un episodio che tratta esplicitamente di controllo mentale, e molto spesso assieme ai loro corollari quali allucinogeni, culti, ipnotismo e feticismo sessuale violento.

Non so esattamente cosa ancora significhi, ma è troppo coerente e ossessivo per essere casuale. In effetti, gli episodi della Mytharc spesso vanno a parare nel MK ultra e argomenti correlati direttamente nella trama, inclusi i primissimi episodi dell’intera serie.

Inoltre, l’altra serie principale di Chris Carter, Millennium, ha fatto spesso lo stesso, abbinando il suo pilota a un episodio successivo (“Gehenna”) riguardante le droghe allucinogene e il culto del controllo mentale.

Millennium alla fine ha anche coinvolto le grandi ossessioni di Carter, vale a dire i programmi psi e i programmi di controllo mentale del governo. I primi due episodi della terza stagione (aventi un tipo di racconto fuori dalla normale scuola carteriana), riguardavano una famiglia di telespettatori (tutti con Betty Fraser Eyes, non per caso) cacciati e uccisi.

Gli ultimi due episodi hanno fatto saltare in aria la premessa della serie sostenendo che il Millennium Group (originariamente ritratto come un semplice gruppo di consulenti ma poi trasformato come culto cripto-massonico) stava infatti programmando tutti i serial killer dello spettacolo che aveva servito per giustificare la loro esistenza e acquisire potere e influenza.

 

L’influenza di Allucinazione perversa – Jacob’s Ladder su X-Files è sempre stata in agguato sullo sfondo, almeno secondo me.

Ma se in realtà la mia ipotesi  è corretta e X-Files riguarda in realtà due soggetti coinvolti in un programma di eugenetica (e psi) di lunga durata e gli alieni e quelli che incontrano sono o falsi e / o allucinogene – allusioni ispirate, le connessioni di Allucinazione perversa – Jacob’s Ladder assumono quindi improvvisamente un significato molto più grande.

La mia ultima proposta  è che non solo i nostri eroi vengono utilizzati per allevare i superumani, ma sono anche usati per i soggetti Rik-Dekker in fuga da precedenti esperimenti genetici. Sono programmati per pensare che siano tutti mostri o alieni o qualsiasi altra cosa salvi le loro coscienze.

Non ridete; questo è essenzialmente ciò che riguardava il clone di TXF, Fringe .

Quindi i vostri Tooms e i vostri Flukemen e i vostri assaggiatori di tumori è tutta gente lasciata libera o fuggita. Il lavoro di Mulder e Scully era di riportarli indietro o di dargli una grattatina. Più spesso quest’ultimo.

Ciò non è una speculazione inerte da parte mia: questa era in effetti la trama effettiva degli episodi della prima stagione come “Eve”, “Young at Heart” e, soprattutto, “The Erlenmeyer Flask”.

In tal caso, la seconda e la terza puntata (e certamente terribile) seconda parte della trama di “My Struggle” assumono improvvisamente una nuova dimensione. Perché?

Perché Jacob’s Ladder è stato parzialmente ispirato al racconto di Ambrose Bierce, “An Occurrence at Owl Creek Bridge “.

Voglio dire, questo è Chris Carter per voi. Frattale.

La trama essenziale di Allucinazione perversa – Jacob’s Ladder – soldati di combattimento in Viet Nam usati in soggetti per test di droghe allucinogene – è stata sostanzialmente pubblicata in Front Street nell’episodio “”Kitten” della 11a stagione.

Posso solo immaginare l’incontro della storia: “OK, ci stiamo avvicinando alla conclusione qui, se dovessimo riscrivere semplicemente Jacob’s Ladder: ora o mai più”.

Questo episodio ha pure un nome che è tutto un programma vero e proprio: [MK]NAOMI.

E nel caso non aveste notato il modello, “Kitten” è seguito da “Ghouli”, il  che ci introduce per la prima volta al giovane William Mulder, il prodotto definitivo del programma eugenetico del dopoguerra. Per addolcire il piatto, uno dei poteri mentali del giovane William è … aspettate … il controllo mentale.

Oh, e chi interpreterà esattamente la parte di William?

Non altri che Milen Robbins.

Figlio della star di “Allucinazione perversa” Tim Robbins e di Susan Sarandon.

Ma questa non è la sola connessione diretta tra “Allucinazione perversa” e “X Files”.

C’è anche Brett Hinkley che ha recitato in “Genderbender” come – avete indovinato – un alieno Amish controllato mentalmente (ma amoroso).

Fattoide bonus: tali alieni Amish amorosi (“i Fratelli”) sono basati sugli Shaker, il cui insediamento principale era proprio lì fuori e si chiamava – aspettate – Fort Devens.

C’è anche Pruitt Taylor Vince, che ha recitato in “Unruhe” nella quarta stagione. Questo probabilmente sarà uno shock per tutti voi, ma “Unruhe” si occupa di droghe e tecniche di controllo mentale. Inoltre, Psi.

Incredibile, lo so.

Ci sono altri dettagli strani. Il punteggio di Mark Snow in “The Jersey Devil” ha sollevato i riff del Coro Bulgaro dalla colonna sonora di Allucinazione perversaJacob’s Ladder quando non erano ancora diventati un cliché. La regista e produttrice di X-Files , Kim Manners, ha detto di aver preparato “Grotesque” (incredibilmente sul controllo della mente demoniaca) suonando la stessa colonna sonora.

Ci sono gli Alieni senza volto (che incontriamo nella sessione di ipnosi di Scully in “Il rosso e il nero”), che assomigliano a quel macabro compagno di JL.

C’è anche il fatto che quando “Sveta” appare (nella prima puntata di “My Struggle”)  assomiglia molto a Elizabeth Peña in Allucinazione perversaJacob’s Ladder , è solo decisamente meno sexy.

Niente di cui affliggersi, poiché non ci sono molte persone che potrebbero essere altrettanto sexy come Elizabeth Peña in Allucinazione perversaJacob’s Ladder.

Ci sono altre cose, come le scene ospedaliere di Mulder in “Kill Switch” e “The Sixth Extinction”, il bagno di ghiaccio di Mulder in “Endgame”. L’esplosione inspiegabile dell’auto in Fight the Future. L’ascensione di Emily in “All Souls”e probabilmente qualcos’altro che non m’è ancora venuto in mente.

Ma non potete fare a meno di chiedervi se gli eventi visti in Allucinazione perversaJacob’s Ladder siano solo fantasie di un soldato drogato e morente (nell’episodio XF “Amor Fati”), in realtà ciò è affine alla mia teoria che gli eventi di  X – file sono il risultato della pesante programmazione di controllo mentale che è vista o implicita ancora e ancora e ancora in quella serie?

Quando tirate le vostre somme, ricordate che anche Harsh Realm di Carter, di breve durata, ruotava attorno ai militari e alle realtà false e il suo pilota in The After era pensato per essere un rimuginare sul Purgatorio, così come per Allucinazione perversa Jacob’s Ladder.

Perciò qui c’è una specie di schema, non credete? Sfogate le vostre preoccupazioni, osservazioni e contributi nella sezione dei commenti.

 

 

 

º Abbastanza stranamente, finì per lavorare in un ospedale psichiatrico statale piuttosto famoso quando uscì dal servizio. Non ho ancora ultimato quel puzzle. Non sono proprio sicuro di volerlo.

† In seguito venni a sapere che una signora, tale Amy Anderson, si trovava spesso nello stesso ospedale e apparentemente per lo stesso motivo. Con mio grande sgomento.

* In realtà mi sono imbattuto in Miles Robbins– letteralmente– una strana notte sulla Sixth Avenue. Mi stavo dirigendo verso la stazione PATH e quasi inciampai in una Susan Sarandon dall’aspetto molto aspro e dal suo pancione di considerevoli dimensioni. Allora [Robbins]  era dunque solo un bambino.

Ma aspettate; C’è più!
 
A quel tempo, il nostro primo figlio sembrava esattamente – e intendo esattamente – come Macaulay Culkin nel film. È per questo che mia moglie ha sempre lasciato la stanza durante i miei tempi di osservazione di Allucinazione perversaJacob’s Ladder (sembra più simile a Daniel Craig ora, solo più magro).

E poiché l’Universo è pazzo, quando ho visto il film avevo anche appena iniziato a vedermi con un chiropratico, che nella logica dei sogni standard non assomigliava a Danny Aiello, ma piuttosto ad Elizabeth Pena (di fatto era originaria di Città del Messico).

In realtà, il mio bel chiropratico messicano sembrava esattamente come Robey in venerdì 13, la serie, che è un’altra strana sincro data l’intera connessione XF con quello spettacolo. Era persino una rossa. La mia vita è stata molto strana.




Protetto: Il secondo nome di Michael Cohen è Dean

28 02 2019

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La carrellata di immagini di Secret Sun prima dei giochi del “Super Baal”

3 02 2019

https://secretsun.blogspot.com/2019/02/secret-sun-super-baal-liii-pregame.html

E’ il Grande Gioco e oggi è una giornata pienotta. Ecco quindi per voi alcune immagini random e non connesse tra loro che hanno recentemente incrociato il mio cammino, per meditarci sopra…

I gesti del governatore di New York Andrew Cuomo mentre parla lunedì 7 gennaio 2019 al Bernard College di New York, dove ha fatto richiesta di una codifica del diritto di aborto nelle leggi dello stato di New York.

“Hail Satan? Recensione del film: gli eroi satanisti usano il diavolo per separare chiesa e stato — Sundance 2019: documentario fa luce sull’incompreso Tempio Satanico.

Mai più vite sacrificate all’idolatria del feto.

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Il vento non s’è mai sentito meglio.

Il dio del tempo atmosferico, conosciuto anche come dio delle tempeste, è una divinità mitologica associata ai fenomeni climatici quali il tuono, il fulmine, la pioggia e il VENTO. — Giove, re degli dei e dio del clima nell’antica Roma.

Ossa misteriose risalenti all’antica Grecia potrebbero essere quelle di un adolescente sacrificato a Zeus.

#MAGAkids nel tritacarne, i loro cappelli per primi, e che urlino!

Sacrifici a Baal, dio superiore dei fenici.

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E’ la nuova Zeus-rassegna, fatta apposta per voi

28 01 2019

https://secretsun.blogspot.com/2019/01/its-new-zeus-revue-coming-right-at-you.html

Bene, è stata un’altra settimana entusiasmante e frenetica, non credete?

Avere cervelli difettosi come i miei tende a far intrappolare in una sincronia sempre più insidiosa con tutti i simboli e i significanti che ti svolazzano attorno, quindi vedrò se i miei eruditi lettori vorranno provare a volare tra le più ampie (ed empie) stranezze in giro per l’Etere …
In tutto questo, non voglio entrare troppo in profondità nella melma nella politica, e ringrazierò tutti i miei bravi commentatori a non farlo, visto che quello è un buco sincronico (sinkhole) a parte.
Ma ho raccolto un sacco di dati con difficoltà e visto che ritengo svegli un mucchio di miei lettori, ho pensato di buttar giù un po ‘di queste cose per vedere se vi rivelano patterns significativi.
Ho cercato di rintracciare le orme di divinità [cornute] nascoste da un po ‘di tempo ormai, ma dato che si tratta di un mix sincretico di culture e figure molto diverse, è molto più facile a dirsi che a farsi.
Anche così, il Cornuto sembra essere una sorta di jolly in tutte le notizie importanti della settimana scorsa o giù di lì, dato alcuni dei simboli molto evidenti sono connessi alle sue varie incarnazioni come Zeus e Giove Ammon.
Quindi non so se mi trovo in coma o se siamo morti tutti nel 2012  […], so solo che gli dei sono tornati e hanno fame.
Perciò indossate i vostri cappucci pensanti e guarda cosa potete fare di tutte queste sciocchezze che vi propongo…
CIBO DEGLI DEI

Un meteorite impatta sulla “Luna lupesca di sangue” E’ stata la prima volta che un impatto è stato catturato da una ripresa durante una eclisse totale di luna.

Una start-up controversa [Ambrosia] investe 8.000 dollari per iniettare nei vostri vasi sanguigni sangue giovanile adesso dichiarano di essere pronte e in attività in 5 città degli USA.

Cibi sacri: Ambrosia e il nettare degli dei. Nell’antica Grecia, agli dei del monte Olimpo piaceva un fragrante snack chiamato Ambrosia. Qualcuno pensa fosse un drink, altri un cibo, ad ogni modo sembrava conferire immortalità. salute e una buona igiene in seguito al suo consumo.

Super luna lupesca di sangue: quelli che osservano il cielo hanno l’ultima chance di vedere un’eclisse lunare totale.

Nella mitologia greca, il Licaone era un re dell’Arcadia che, nella più popolare versione del mito. testava l’onniscienza di Zeus servendogli carne arrostita di suo figlio Nittimo, allo scopo di vedere se davvero Zeus sapesse veramente tutto. Per ricambiare questo raccapricciante atto, Zeus trasformò Licaone in un lupo, assieme alla sua progenie, compreso Nittimo, che ritornò alla vita.

Il rituale era notturno, a giudicare dal nome NITTIMO (da nyx, notte) che fu dato al figlio di Licaone, il quale fu ucciso e servito come parte del banchetto destinato a Zeus. Voci della cerimonia che circolarono tra i greci giravano intorno al tema del sacrificio umano e del cannibalismo: secondo Platone, un particolare clan si raggruppava sulla montagna per fare un sacrificio a Zeus Licaone ogni nove anni e un singolo boccone di frattaglie umane sarebbe stato mescolato con quelle degli animali.

In che modo allora un protettore inizia a trasformarsi in un tiranno? Chiaramente quando fa ciò che l’uomo si dice che faccia nel racconto del tempio arcadico di Zeus Lycaean. . . Il racconto è che chi ha assaggiato le viscere di una singola vittima umana macinata con le viscere di altre vittime è destinato a diventare un lupo. . .
E il protettore del popolo è come lui; avendo una folla interamente a sua disposizione, non è trattenuto dallo spargere il sangue di parenti; col metodo preferito di falsa accusa li porta in tribunale e li uccide, facendo sparire la vita dell’uomo, e  assaporando il sangue dei suoi concittadini con lingua e labbra empie; alcuni uccide e altri bandisce, al tempo stesso alludendo all’abolizione dei debiti e alla spartizione delle terre: e quale sarà dopo il suo destino? Platone, Repubblica

Le ossa potrebbero appartenere ad adolescenti sacrificati a Zeus.

DURO ARIETE

Belus o Belos, nei testi greci classici o latini classici (e nel tardo materiale basato su di essi) in un contesto che si riferisce al dio babilonese Bel Marduk. Sebbene spesso identificato con il dio greco Zeus – corrispondente al dio latino Giove come Zeus Belos o Giove Belus, in altri casi Belus è evemerizzato come un antico re che fondò Babilonia e costruì le ziqqurat. E’ riconosciuto e adorato come dio della guerra.

PROPRIO GIU’ DALLA STRADA

Procter & Gambler sfida degli uomini a radere la loro “mascolinità tossica” in uno spot pubblicitario della Gilette. Lo spot che fa il verso a #MeToo domanda “E’ questo il meglio che un uomo può prendere?”

Ciò sembra un pochetto strano a qualcuno? #CovingtonCatholic è a meno di dieci miglia di distanza dal quartier generale della #Gillette? Forse la realtà si sta accartocciando su se stessa o forse sono io a essere in coma.

@Gillette Quanto presto voi ragazzi scenderete lì?

Dico quello che penso e ognuno di questi ragazzi lo sto trovando un pezzo di merda.

Io, no, non posso ancora proprio credere di stare difendendo uno spot di rasoi ma la nazi-gioventù del 2019 mi costringe a farlo. #nonsiamomaistaticosìviciniallafinedeigiorni

“Avendo una folla completamente a sua disposizione, non è trattenuto dal versare il sangue di parenti e col metodo preferito della falsa accusa li porta in tribunale e li uccide …”

CITTA’ DI CONGREGA [DELLE STREGHE?]

A New York passa la legge che permette gli aborti in ogni momento della gravidanza se la salute della madre è a rischio.

 

Lo stato di New York “celebra” la legalizzazione dell’aborto fa sì che il vescovo cattolico metta in questione la fede del governatore Cuomo.

Il governatore di New York Andrew Cuomo fa sì che l’one world trade center e altri luoghi degni di nota brillino di rosa questo giovedì per celebrare la promulgazione del “reproductive health act”.

La marcia per la vita è un differente tipo di uscita didattica per le scuole come i Covington Catholic.

SATANISTI: DEGLI EROI

“Hail Satan?” Recensione del film: gli eroi satanisti usano il Diavolo per separafre Chiesa e Stato” Sundance 2019: un documentario fa luce sull’incompreso Tempio Satanico”.

ANDANDO AL SUPER B’AAL

Molte circostanze fanno sì di connettere la lontana storia di questo paese con quella dei fenici. Al tempo della congiunzione di Venere con la Luna, si svolgevano sacrifici solenni tra i druidi, in cui delle vittime umane erano immolate; in quel particolare periodo i babilonesi, da cui i fenici derivano la loro teologia, avevano costume di offrire sacrifici umani a Giove Belus nella sala di Astarte, la cui adorazione fu introdotta in Giudea da una delle concubine di Salomone, chiamata Ashtareth in ebraico, e dal momento che questa lingua non possiede parole per indicare il divino, nelle scritture viene indicata come la regina del paradiso, e l’abominazione dei zidoniani.

Costruito presso una palude che dava sul fiume Potomaca e il cimitero nazionale di Arlington, il memoriale onorario del sedicesimo presidente degli USA […] il memoriale è stato costruito ispirandosi al tempio di Zeus a Olimpia, e altri capolavori dell’antica Grecia. […]

Statua di Zeus e statua di Lincoln.

 

Uno scheletro della Grecia antica può essere ciò che rimane di umani sacrifici a Zeus.

Un sacrificio umano dell’epoca della Grecia antica in un altare sulla cima di un monte? Un seppellimento umano in un altare a Zeus diffonde congetture sui sacrifici umani della Grecia antica. Su un picco montano della Grecia del sud, gli archeologi hanno fatto una scoperta inusuale: un seppellimento umano in un antico altare dedicato a Zeus. La scoperta fu recentemente riportata dal ministro greco della cultura.

 

Misteriose ossa risalenti alla Grecia antica potrebbero essere quelle di un adolescente sacrificato a Zeus.

MAI DIRE MAI

“True detective” stagione 3 episodio 3 “The Big Never”.

 

Il Grande Mai — Hays ricorda la sua lontana relazione con Amelia, così come la rottura della loro relazione emersa dopo che si sono sposati; dieci anni dopo i crimini Purcell, nuove evidenze emergono, dando ad Hays una seconda chance per vendicarsi.

WOLF LIKE ME

“Avendo una folla completamente a sua disposizione, non è trattenuto dal versare il sangue di parenti, col metodo preferito di falsa accusa li porta in tribunale e li uccide …”

Domanda onesta. Avete mai visto una faccia più da prendere a pugni di quella di questo ragazzo?

E’ un deplorabile. Anche qualche ppl può essere preso a pugni in faccia.

“Falli urlare, prima i cappelli nel tritacarne” […] inclusa Kathy Griffin, il produttore Disney Jack Morrissey e Ron Perlman si sono affrettati a cancellare dei tweets furiosi a proposito dei ragazzi di Covington dopo che un nuovo video suggerisce che il confronto non era equa”. — Alcuni liberals importanti di Hollywood sono arrabbiati a proposito di certi studenti della Catholic high school del Kentucky mentre erano filmati a confrontarsi con vecchi nativi americani — Immagini virali hanno mostrato dei ragazzi che sembravano prendere per i fondelli Nathan Phillips sabato vicino al memoriale di Lincoln — Ma il nuovo video saltato fuori dall’incidente mostra mostra una timeline degli eventi più sfumata — Phillips, il vecchio nativo americano, è intervenuto nel litigio tra i ragazzi dell’high school e una bizzarra setta religiosa — Ciononostante, celebrità liberal compresi Debra Messing, Kathy Griffin, Rosie O’Donnell, Ed Asner e altri hanno espressamente oltraggiato i ragazzi — Griffin, ha voluto anche “nominare e svergognare” i ragazzi — Il giovedì, Griffin ha cancellato un tweet che mostrava dei giocatori di baseball di Covington “fare un saluto nazista” sebbene la foto li mostri mentre alzano tre dita — Anche Ron Perlman, l’attore dei “figli dell’anarchia”, ha cancellato un tweet sui ragazzi di Covington, anche se ancora si riferisce a uno di loro dandole della “puttanella” — Il produttore cinematografico ha cancellato un tweet in cui ai “MAGA kids” gli si augura di finire dentro un tritacarne assieme ai loro cappelli.

erik “paga gli insegnanti, amico” abriss @AbrissErik — Non so cosa dice di me ma io ho davvero perso la capacità di articolare la rabbia isterica, la nausea e il mal di testa che mi procura questa roba. Voglio solo che questa gente muoia. Semplicemente. Ognuno di loro preso singolarmente. E i loro genitori.

Fuoco sui “MAGA” cazzoni. In vista.

 

 

 

 

 

  • Beffardo. Condiscendente. Irrispettoso. STRONZO. #CovingtonShame.

    Sto tifando per una totale e completa disfatta di questi teenagers che vestono cappelli MAGA fino a che possiamo seguire ciò che sta succedendo. Sembra che avvelenino le giovani menti. — Rep. John Yarmuth @RepJohnYarmuth Il comportamento che abbiamo visto in questo video è più che raccapricciante ma non succede per caso. E’ il diretto risultato dell’odio razzista dispiegato quotidianamente dal presidente degli USA che, tristemente, qualcuno scambia per un modello da seguire.

    Kathy Griffin @kathygriffin — Ps. La replica dalla scuola è stata patetica e impotente. Voglio i NOMI di questi ragazzi. Ho vergogna di loro. Se pensate che questi coglioni non vi fotterebbero in un batter d’occhio pensateci meglio.

    Pink non si scuserà per la condanna degli studenti coinvolti in un faccia a faccia con un vecchio nativo americano.

    Dal momento che erano a Washington DC, dovrebbero prendere i loro berretti rossi e le loro stronzate MAGA e fare la stessa cosa al congresso. La reazione non sarebbe così dignitosa. Gli stamperebbero nel deretano quel loro sorrisetto idiota.

    C’è sempre qualche stronzo di internet che mi informa che non ho visto ciò che ho visto. Queste piccole puttanelle bianche coi berretti rossi simboleggianti i più bassi istinti. Vaffanculo.

    Do drop it, Perly.

    i #MAGAkids voglio vederli urlanti inghiottiti dal tritacarne, preceduti dai loro berretti.

    MAI DIRE NEVERLAND

    Bryan Singer, direttore di Bohemina Rhapsody, è accusato di violenza sessuale da quattro uomini, quando erano minorenni.

     

    “Lasciando Neverland”: un documento della Sundance di Michael Jackson fa scioccare il pubblico. — Premiere delle due parti di Dan Reed, un exposure di quattro ore in cui due uomini affermano di essere stati abusati dal re del pop […] — Michael Jackson con Jimmy Safechuck, allora di dieci anni, sull’aereo del tour di Michael Jackson nel 1988.

    Cercando Neverland.

     

     





Reeves name game

25 01 2019

http://copycateffect.blogspot.com/2019/01/Reeves.html

George Reeves (5 gennaio 1914 – 16 giugno 1959) Steve Reeves (21 gennaio 1926 – 1 maggio 2000) Keanu Reeves (2 settembre 1964 -) Christopher Reeve (25 settembre 1952 – 10 ottobre 2004)

Molti portali aperti grazie ai names games. Una rivelazione degli strani monikers (nomi, appellativi) si verifica se studiate gli avvistamenti nel corso degli anni.
Prendete come gateway un libro quale The Field Guide to Extraterrestrials di Patrick Huyghe oppure Operation Trojan Horse di John Keel.
Per un momento, lasciatemi mettere ciò in tale contesto. Con un solo nome: Reeves.

Ho scoperto che quel famoso parapsicologo J.B. Rhine ha studiato il caso Reeves. Così nel 2014 ho contattato il responsabile dell’istituto per vedere quali file avesse. C’è stata una ricerca in proposito ma non hanno potuto trovare nessuna menzione della famiglia Reeves nei loro archivi.

La discussione su Twitter riguardante “Reeves” m’ha stimolato a fare una raccolta dei miei pensieri sui name game  inerenti il cognome Reeves e le sue forme associate, tutto assieme.

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Nell’aprile del 1966, la sedicenne Kathy Reeves di Newport, nell’Oregon, vide tre minuscoli tronchi d’albero che attraversavano un prato vicino a casa sua. Stava camminando verso casa con un amico attraverso un grande campo quando videro tre piccoli “monticelli” che si muovevano attraverso il campo. Erano multicolori; arancione, bianco, giallo, blu anche “anguria”.

Tim Binnall ha scritto nel 2009:

Loren Coleman nel suo libro Mothman and Other Curious Encounters , scrive  la strada di Pioneer Mountain “era sempre stata anomala”, secondo la gente del posto. (È un tipo di strada spettrale.) Coleman fa il name game con Newport; commentando che la città è un “nuovo porto” di eventi bizzarri, e che il nome Reeves sembra essere in cima alla lista per le persone che stanno vivendo eventi “alla Charles Fort”.

La famiglia Reeves in Oregon ha sperimentato un bel po ‘di stranezze dopo che Kathy Reeves è stata testimone di un avvistamento; luci colorate che si muovono sia all’interno che all’esterno della casa, UFO, ecc. Altri sono stati i testimoni di questi eventi sulla Pioneer Mountain, e degli UFO sono stati avvistati anche da diversi altri testimoni in differenti zone di Newport.

John A. Keel una volta sollevò la questione della selettività del nome nei suoi scritti: “Centinaia di migliaia di eventi fenomenali sono stati descritti su giornali, riviste e libri e centinaia di migliaia di testimonianze sono stati riportate dalla stampa. Quando si ha a che fare con una così grande collezione di evidenze da parte della popolazione, dovrebbero emergere certe leggi di probabilità. Dovremmo aspettarci che più Smith vedano più UFO di chiunque altro, semplicemente perché ci sono più Smiths in giro, ma, in realtà, il cognome Smith appare raramente in un rapporto UFO. “

Ciò che Keel ha scoperto è che i nomi inusuali erano il punto di convergenza dei fenomeni. Vedendo McDaniel, Reeves / Reaves, Maddox, Heflin, Allen, Hill e altri, come selezionati per gli UFO e le relative esperienze, così come ho sottolineato nel mio capitolo “Name Game” nel 1983, in Mysterious America .

Bryant e Helen Reeve del Flying Saucer Pilgrimage

Il cognome dei testimoni, Reeves, è tra quei speciali titoli di famiglia che sono stati individuati come un ruolo magnetico nel name game. John Keel una volta mi disse che le persone di nome Reeve / Reeves hanno molte strane esperienze. Molti testimoni chiave sono stati nominati Reeves. Uno sguardo agli indici di “Fortean Times” [rivista ispirata a Charles Fort] mostrerà una pletora di Reeves e Reeve come testimoni.

John F. Reeves sottolinea ciò che considera impronte aliene vicino alla sua proprietà a Brooksville, in Florida.

Un uomo di nome Reeves fu il principale testimone di un caso UFO di Brooksville, in Florida, ormai famoso. Come ha scritto Jerome Clark: “Un uomo così oscuro da essere a malapena conosciuto dalla maggior parte degli altri residenti dell’area rurale in cui viveva, John F. Reeves, 66 anni, ha finito per trovarsi al centro dell’attenzione internazionale nel 1965, quando ha riferito di un incontro con un UFO e il suo occupante. “
I contendenti Bryant e Helen Reeve raggiunsero lo status di celebrità negli anni ’50 dopo aver scritto il loro libro, Flying Saucer Pilgrimage.
Molto è stato scritto delle tragiche coincidenze che turbinavano le vite degli attori (George Reeves e Christopher Reeve) che interpretarono Superman al cinema e alla tv(un personaggio immaginario che era un alieno venuto sulla Terra per aiutare gli umani) o il “superman” ( Keanu Reeves) in Matrix.
C’è un motivo per cui è chiamato name game. Mothman and Other Curious Encounters (NY: Paraview, 2002)

Steve Reeves, Ercole nella serie di film 1957-1959.

1 agosto 2007:  il ponte I-35W crolla.

Jay Reeves, 39 anni, è stato uno dei primi personaggi sulla scena dopo il crollo. Ha provato a chiamare il 911, ma tutte le linee erano bloccate. Poi, ha sentito i suoni delle urla dei bambini dallo scuolabus.
“Ho aperto la portiera della mia auto e sono stato accolto dalle urla di molti bambini. I bambini urlanti sono un ottimo segno: ciò significa che sono vivi e pieni di molta energia “, ha detto Reeves, un paramedico addestrato e coordinatore della sicurezza pubblica per la Minnesota American Red Cross. Associated Press, 2 agosto 2007.
Un famoso produttore cinematografico del film della serie di Superman, Man of Steel , Lloyd Phillips, 63 anni, è morto improvvisamente a Malibu, in California  il 28 gennaio 2013. La “maledizione” di Superman?
Chiunque abbia scritto la voce ” Superman Curse ” su english Wikipedia ha svolto un ottimo lavoro di ricerca sull’argomento discutendo di un elenco molto ampio di individui a cui può essere applicato. Questi, oltre a George Reeves e Chris Reeve, erano altri personaggi legati a Superman, tra cui Bud Collyer, Lee Quigley, Kirk Alyn, Margot Kidder, Richard Pryor e Dana Reeve. Cose di questo tipo sono state esplorate nel documentario del 2006, The Curse of Superman (La maledizione di Superman).

La maledizione di Superman.

17 ottobre 2013 . Washington DC
Dopo che i legislatori hanno votato per la riapertura del governo, le cose hanno preso una piega bizzarra alla Camera. Una stenografa del Congresso di nome Dianne Reidy ha dovuto essere rimossa  dopo aver preso il microfono alla reception, e cominciato a parlare di cose come Massoneria & Costituzione, aggiungendo inoltre che gli Stati Uniti non sono “una nazione sotto Dio”.

“Vanno contro Dio!”, Esclamò la donna. “Non puoi essere servitore di due padroni. Lode a Dio, Signore Gesù Cristo! “
I legislatori hanno osservato quello che stava accadendo, all’inizio, in un silenzio sbalordito. Un rappresentante del Texas ha detto all’Associated Press, “Aveva un’espressione impazzita”, come trasmesso da KXL 101 FM News.

Reidy avrebbe dichiarato:

Non sarà deriso! Non sarà deriso! (Non toccarmi). Non sarà deriso! Il più grande inganno è qui, questa non è una nazione sotto Dio! Non lo è mai stata! Se lo fosse stata, non sarebbe stata, no, non sarebbe stata, la costituzione non sarebbe stata scritta dai massoni! Loro vanno contro Dio! Non puoi servire due padroni! Non puoi servire due padroni. Lode a Dio, Signore Gesù Cristo! Lode a …

Dianne Reidy, la stenografa della camera.

Nell’ambito della decodifica del linguaggio del twilight, si deve sottolineare come in precedenza ho notato l’importanza del name game tra i seguaci di Charles Fort e i fenomeni anomali riguardanti i “Reed” / “Reeder” / “Reeves” e, secondo John A. Keel, anche in ufologia e demonologia, coi “Reeves” / “Reaves”. Il cognome, naturalmente, è stato associato alle vite tragiche dei vari “Reeves” che hanno interpretato Superman in televisione e al cinema, e i ruoli di Superman di Keanu Reeves in Matrix e Ultimatum alla Terra .

Il nome “Diane Reidy” sarebbe semplicemente una piega diversa del filone  Reeves / Reed.

13 gennaio 2014 . Wesley Chapel, Contea di Pasco, in Florida.
Curtis Reeves, Jr., 71 anni, un capitano della polizia di Tampa in pensione è stato arrestato e detenuto senza cauzione per aver sparato a un uomo e a sua moglie dopo un’apparente discussione sugli sms mentre si trovava in un cinema a Wesley Chapel, in Florida .
Nel pomeriggio di lunedì a vedere il film Lone Survivor , Reeves e sua moglie erano seduti dietro un’altra coppia, Chad e Nicole Oulson, a guardare le anteprime, quando Reeves si è agitato con Chad per mandare sms prima dell’inizio del film.
Alla Wesley Chapel, la proiezione del 13 gennaio di Lone Survivor è scoppiata una discussione tra le coppie, è stato lanciato un popcorn, dopo di cui Reeves ha lasciato il teatro, per poi tornare e tirare fuori una pistola sparando a a Oulson e sua moglie. I funzionari hanno detto che Nicole ha cercato di bloccare la pallottola, provocando una ferita da arma da fuoco alla sua mano, prima che Chad venisse colpito e ucciso.

Paul Monet, 1847-1922.

Keanu Reeves.

Whitley Strieber ha preregistrato un episodio con me, Loren Coleman, per il suo podcast Dreamland .
Abbiamo parlato, in generale, del tema delle strane creature , del museo cripto-zoologico e della prossima conferenza , ma poi Whitley ha preso una piega inaspettata: mi ha chiesto del mio studio su nomi e date. Come gli dissi, all’epoca, “so dove stai andando”.
All’improvviso, Whitley scelse un nome per discuterne.
Il nome: Reeves .
Come ho detto a Whitley, Reeves è uno di quei nomi che sembrano avere un’attrazione magnetica per gli incidenti UFO e per i temi culturali alla “Superman”. John Reeves è un nome legato agli avvistamenti UFO di Brooksville in Florida; Bryant e Helen Reeve hanno viaggiato negli Stati Uniti in cerca di “dischi”, S’è vista un collegamento tra Keanu Reeves e UFO polacchi , e John A. Keel nei suoi scritti ha parlato dell’importanza del nome ” Reeves “.
Il nome stesso, Reeve , in inglese significa “la testa sotto il re, o il sovrintendente / capo contadino di un maniero”. Reeve in olandese significa “passare un filo attraverso un anello o qualcosa di simile”. Questo deriva da reven , “reef”, in un certo senso “usare una corda dentro o come nel reefing “.
Reeves è un nome. Sappiamo che ce ne sono altri.
In The Rebirth of Pan: Hidden Faces of American Earth Spirit , così scrive Jim Brandon, per quanto riguarda il “name game”:
Non sto parlando di scioglilingua spettrali come Yog-Sothoth di HP Lovecraft o Ishakshar di Arthur Machen, ma di nomi abbastanza comuni quali Bell, Beall e varianti, Crowley, Francis, Grafton, Grubb, Magee / McGee, Mason, McKinney , Montpelier, Parsons, Pike, Shelby, Vernon, Watson / Watt, Williams / Williamson.
Nel mio libro del 1983, Mysterious America , scrissi:

Criptologia o coincidenza? A Jim Brandon dovrebbe essere attribuito il richiamo al nome Watts / Watkins / Watson e al suo intreccio con cose inspiegabili. Alcuni altri nomi coinvolti in eventi misteriosi individuati da Brandon sono Bell, Mason, Parsons, Pike, Vernon e Warren. L’influenza di nomi come Mason, Pike, Warren e Lafayette, ad esempio, affronta, in qualche modo cripto-politico e occulto, i loro legami con la tradizione massonica.

Il mio collega e corrispondente Chuck Shepherd, è stato uno studente di questo “name game” per anni. Ecco cosa dice Chuck al riguardo, in una introduzione all’argomento:

Il classico middle name

Nei primi anni ’90 mi venne in mente che “Wayne” era un nome popolare tra alcuni degli assassini più atroci del nostro tempo, ad esempio il pagliaccio John Wayne Gacy (il quale uccise quasi tre dozzine di ragazzi e giovani nel tardo pomeriggio del1970 e seppellì la maggior parte di loro sotto le assi della sua casa) ed Elmer Wayne Henley (condannato a sei ergastoli consecutivi nel 1974 a Houston per il ruolo, con il capobanda Dean Allen Corll, negli omicidi di 27 giovani). Ho iniziato a pubblicare elenchi periodici nel 1996, e presto i lettori si sono assicurati di non averne mai perso uno di quelli che hanno fatto notizia. Fonte, (con un impressionante elenco di nomi) .

 

 





La mia interpretazione di astrologia – Una filosofia astrale

25 01 2019

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La mia interpretazione dell’ Astrologia la interpreta come una filosofia che studia la rappresentazione simbolica del Sistema Solare e immediati dintorni come metafora della mente umana.

Nella mia interpretazione il Sistema Solare si potrebbe identificare come una analogia della coscienza e dell’ inconscio umano, una sorta di dimensione matematica e quindi intangibile della concreta dimensione mentale umana psicologico – caratteriale.

Gli scienziati hanno la ” certezza – evidenza – convinzione ” che tutto ciò che riguarda l’ essere umano abbia a che fare con la genetica e i geni.

La filosofia astrologica dice un po’ la stessa cosa, ma rimpiazza i geni con delle energie, delle forze simili alla gravità, intangibile ma onnipresente, o per meglio dire rimpiazza i geni con dei cicli che sincronicamente si allineano con il movimento delle orbite degli astri, quasi come se ogni movimento di un astro possa essere analogo alla trasmissione di informazioni fra neuroni.

L’ Astrologia infatti è intimamente connessa agli studi sulla ciclologia, e ha la sue origini nei calendari e nelle documentazioni di informazioni sincroniche antiche.

Noi uomini moderni dobbiamo avere una interpretazione metaforico – ciclica – sincronica delle ” regole astrologiche ” e del suo sistema di credenze.

In questo senso, il Sole rappresenterebbe la nostra personalità più evidente e immediata, il cuore e il fulcro del nostro essere. Il Sole è il ” nostro nome ” e il nostro ” ruolo ” sulla Terra. L’ Ascendente è la parte della personalità che usiamo in situazioni pubbliche e quindi non intime, è il copione che decidiamo di interpretare quando vogliamo apparire o agire consapevolmente in modo cosciente e controllato, ma la personalità Solare è quella spontanea, intima, privata e unicamente caratteristica di noi stessi come individui.

I pianeti più vicini al Sole sono le nostre emozioni e passioni più emergenti, come l’ intelletto e i nostri interessi ” verbali “, il tono di voce e ciò che vogliamo comunicare ( Mercurio ), le nostre emozioni legate all’ amore, all’ affetto e all’ amicizia, e il rapporto con l’ estetica del nostro fisico ( Venere ) e la nostra tenacia, l’ energia vitale, e la rabbia, il rapporto con la forza fisica ( Marte ). In questo contesto si inserisce anche la (Luna), che rappresenta i nostri umori, ricordi improvvisi e fugaci e il nostro intuito. La Luna è connessa alle maree terrestri come i nostri umori sono connessi agli occhi, a ciò che vediamo, perché la visione è il motore di trasmissione reazionale delle emozioni, e le acque Terrestri sono i nostri dotti lacrimali, mentre i Terrestri sono i nostri occhi.  

La Fascia Asteroidale, con elementi protagonisti Cerere, Vesta e Igea rappresentano l’ analogo dei nostri geni, ci sono migliaia di rocce piccole e grosse che si allacciano in qualche modo alle nostre caratteristiche più svariate, ai livelli più svariati, come se esistesse uno – spettro – rappresentato dai gradi presenti nella nostra carta astrale, e diventano più magnificati ed evidenti quando raggiungono il grado 0°, 1° e 29° alla nostra nascita. Come se ci fossero una miriade di potenzialità per noi, che diventano ” allacciate intimamente ” a noi solo qualora nascessimo sotto un determinato grado di alto valore astrologico. (Cerere) rappresenta la soddisfazione dei bisogni, il nostro rapporto con il cibo, e il rapporto con il genitore. ( Vesta ) rappresenta la devozione, la presenza o meno del pudore, eventuali repressioni, la capacità di concentrarsi, mentre ( Igea ) rappresenta il nostro concetto e livello di igiene, salute, pulizia.

Le Case Astrologiche rappresentano qualcosa di simile ai gruppi sanguigni, indicano il settore della vita nel quale ogni ” pianeta ” manifesterà il suo simbolismo nella vita individuale, e generalmente sono dodici ( in Oriente sono 27 o 28, associate al ciclo lunare e non quello solare ):

Il SE’, I VALORI, le COMUNICAZIONI, L’ ABITAZIONE / L’ AMBITO FAMIGLIARE, i PIACERI, L’ AMBITO DI LAVORO E SALUTE, le ASSOCIAZIONI e PARTNERSHIP, la TRASFORMAZIONE, la FILOSOFIA, la REPUTAZIONE PUBBLICA, le AMICIZIE e la RETE SOCIALE, l’ INCONSCIO e L’ AMBITO DEL DISFATTISMO.

Nella Astrologia Postmoderna inserirei anche: La VISIONE DELLE COSE / L’ ORIENTAMENTO, la REDENZIONE / RESTAURAZIONE / PROTEZIONE oppure la SOPPRESSIONE e l’ ASSOPIMENTO, e poi anche la STRUMENTALIZZAZIONE, la DEVOZIONE, la LOTTA INTERIORE/ l’ ESORCIZZAZIONE / l’ ESPULSIONE / l’ EROSIONE / il TOCCARE IL FONDO.          

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La fascia esterna è separata dall’ analogia della mente ” esternalizzante ” e assume una tendenza ” interiorizzante “, rappresentata da Giove, Saturno e Nettuno. ( Giove ) rappresenta il nostro rapporto con l’ abbondanza, il nostro spettro di ottimismo – pessimismo, la magnificazione degli eventi che si innesca – dentro di noi – e il nostro livello di capacità e volontà di espandere i nostri confini e la nostra elasticità mentale. Giove è una spugna che raccoglie e deposita tutta la ” massa ” cerebrale, come un ponte fra l’ immediatezza esteriorizzante e la meditazione interiorizzante. ( Saturno ) rappresenta il nostro approccio alle regole, ai doveri e ai compiti che ci vengono imposti nella vita, simbolizza le nostre difficoltà interiori, e il nostro approccio nei confronti di limiti e capacità o potenzialità ridotte e ostacolate dagli eventi. Rappresenta anche le ambizioni, lo spettro del realismo e della razionalità Il pianeta è circondato da anelli come quella area mentale è circondata da ostacoli e barriere nei confronti del resto. Sono pianeti ” gassosi “, nebulosi come l’ area della nostra interiorità che simbolizzano.

Ci sono anche i Centauri, dei quali l’ elemento principale è ( Chirone ) che rappresenta la nostra ferita interiore, l’ invidia e il desiderio di aiutare gli altri quando non possiamo fare qualcosa per noi stessi. Mentre per esempio ( Asbolus ) potrebbe rappresentare l’ emergere di un presentimento.  I Centauri hanno un’ orbita instabile, possono trasformarsi in comete ed eventualmente anche essere espulsi dal territorio, e potrebbero rappresentare pensieri zavorra eventualmente espulsi.  

( Urano ) rappresenta gli impulsi, l’ approccio ai cambiamenti e alle occasioni nell’ immediato, il desiderio di cambiare, il dinamismo interiore di chi possiede una grande energia. Urano possiede dei ” poli equatoriali ” quindi si associa al desiderio di distinguersi dalla massa. Simboleggia quindi anche le nostre caratteristiche eccentriche e originali, mentre ( Nettuno ) rappresenta la parte nebulosa della nostra mente, la ricettività psichica, le incertezze, ma anche la parte capace di astrazione e immaginazione, e anche di ideali e obiettivi teorici e astratti, non ancora concretizzati. E’ associato anche ai castelli di carta, quelli di alcuni mistici, ma anche di molti scienziati categorici e dogmatici, oppure degli scienziati da talk show, quelli pagati per divagare, etichettando cose non evidenti e non tangibili come ” scienza “. Questi sono giganti ghiacciati, perché sono meno connessi alle emozioni, e più allacciati invece a delle aree mentali alle quali ci approcciamo con neutralità. Sono composti da sostanze ” volatili ” come lo sono i prodotti di queste aree mentali che simbolizzano, che noi associamo a idee di libertà e speranza.

I satelliti rappresentano ” ulteriori scompartimenti ” : (Ganimede) rappresenta le caratteristiche LGBT  e tutto ciò che riguarda la questione del gender e dell’ identità sessuale, ed è uno scompartimento di Giove. ( Titano ) legato a Saturno potrebbe rappresentare le nostre associazioni agli antenati e le eredità dettate da essi, poiché i Titani esistevano prima degli Dei Olimpici ed erano delle forze primordiali. Forze che possono essere associate alle tendenze ereditarie.

Oltre Nettuno abbiamo la Cintura di Kuiper e il Disco Diffuso, popolato da pianeti ben distanti dal Sole ( quindi distanti dalla personalità immediata esteriorizzata, intima e caratteristica individuale ), lontani dal fulcro della nostra mente. Qui si cela il nostro inconscio.

Risultato immagine per unconscious in mind

Qui abbiamo (Plutone – Caronte ), le nostre ossessioni sia individuali che collettive e associabili ad una generazione, nonché il nostro concetto di mortalità e il rapporto con il fenomeno più ignoto di tutti, la morte. Fino a poco tempo fa Plutone racchiudeva in sé tutto il nostro inconscio, ma ora nella nuova astrologia in sviluppo, il nostro inconscio è stato diviso in vari scompartimenti.

Abbiamo ( Orcus ) che rappresenta le promesse ( a noi stessi, agli altri ), i patti, e il disturbo ossessivo compulsivo, come anche la necessità di mettere ordine. Abbiamo ( Issione ) che rappresenta la contestazione di leggi ingiuste e illegittime, la coscienza delle ciclicità ed eventuali ritorni sui propri passi. Abbiamo ( Salacia ) che rappresenta la nostra fuga interiore e fisica, alla ricerca di uno sfogo dalle pressioni, la vergogna e la sensazione di inadeguatezza. Abbiamo ( Varuna ) che rappresenta la metabolizzazione e la ” macchina dell’ innesto dei pensieri ” che poi si trasformano in parole, frasi, discorsi, scritti, e anche bugie, in associazione via ” ponte ” con Mercurio. Abbiamo ( Haumea ) che rappresenta energie e frequenze drammatiche, intense, reazioni ad eventi che spazzano via tutto il resto, energie che collidono e si impattano sulle altre.  

Questi pianeti viaggiano su cicli che possono portarli ad emergere a livello cosciente ( perielio – vicinanza massima al Sole ) oppure a rimanere allo stadio di inconsapevolezza e un – awareness ( Apside – massima distanza dal Sole ). Abbiamo ( Quaoar ) che rappresenta l’ elaborazione di ciò che poi diventerà il carisma ( le strategie ), il desiderio di sperimentare, rischiare, la voglia di scherzare che emerge anche in modo incontrollabile, la ricerca di distrazioni, l’ inconscio legato all’ approccio alla musica, l’ elaborazione di quelli che diventeranno confronti verbali ( sarcasmo, sfida ). Abbiamo ( Makemake ) che rappresenta tutte le nostre bizzarrie nascoste, i guizzi mentali, l’ intelletto che si scontra con la società, la reazione alle sorprese, o l’ elaborazione di queste nei confronti di altri. Abbiamo ( Eris ) che simboleggia l’ elaborazione del confronto diretto con gli altri, soprattutto a polarità opposte, l’ approccio e l’ elaborazione del pensiero che poi interpreterà i comportamenti dell’ altro sesso, il confronto con l’ esclusione sociale e con la forza distruttiva della natura, l’ approccio con rivali, nemici, nemesi e i Casus Belli, quindi gli eventi triggeranti. Abbiamo ( TX300 ) che rappresenta l’ elaborazione di ciò che diventerà poi diffusione di informazioni, rapporto con i mass media, manipolazione, propaganda, il bisogno di attirare l’ attenzione, il mercanteggiare, la nostra versione dei fatti, la scelta di una fazione, e quindi in sostanza la nostra ideologia e il nostro messaggio. Abbiamo ( AW197, anche detto Edison ) che rappresenta ciò che ci coglie quando si accende la lampadina, l’ energia che alimenta una idea, una connessione, una epifania, una rivelazione interiore, la capacità di costruirsi una rete sociale, la vocazione.  

In tempi più recenti abbiamo anche ( Huya, dio della pioggia, nome analogo ad una nota azienda finanziaria Giapponese ), che rappresenta la nostra idea di diritti sociali, l’ approccio con il concetto di scarsità, e la sete di qualcosa, ma anche le occasioni che piovono sul nostro percorso. ( Varda, ancora poco noto e poco elaborato ) che potrebbe simboleggiare lo sviluppo interiore della forza creativa, la capacità di vedere oltre, e la chiarezza mentale, una energia positiva, che porta luce nell’ ignoto. Abbiamo ( Sila – Nunam ) un elemento binario che rappresenta la codipendenza, e l’ attaccamento a situazioni tossiche. Abbiamo ( Albion ) che ventisette anni fa ha prodotto una nuova era astrologica ma ha ricevuto il nome solo di recente, e rappresenta il rapporto con le iniziative, la costruzione e la fondazione di imprese e di ” mondi ” , il nostro imperialismo interiore, le iniziazioni e i riti di passaggio.

Abbiamo anche gli onirici Mors – Somnus ( un altro elemento binario come Plutone e Sila – Nunam ) e Altira, che simboleggiano il primo il rapporto con l’ inconscio notturno, i pensieri che ci vengono al buio, in solitudine, mentre cerchiamo di addormentarci, la sensazione di lasciarci la giornata alle spalle e quindi di prepararci ad una ” piccola morte transitoria “, essere in allerta e veglia notturna, la letargia, l’ eventuale anemia mediterranea, la stimolazione, il sonnambulismo per alcuni, l’ uso di luci per sfuggire al buio, la meditazione sul cuscino, il sogno lucido. Il secondo, che rappresenta la fase REM, il mondo del sogno aborigeno, che simboleggia coloro che incarnano un sogno, che esprimono un sogno, che rappresentano il sogno di altri, gli incubi, l’ assorbimento in sé stessi, l’ approccio con i sogni e il significato che vi associamo.      

E ce ne sarebbero tanti altri, magari ancora da nominare e da scoprire. La metafora associabile all’ eclittica è il grado a spettro della tangibilità, e della capacità umana di quantificare, studiare e prevedere l’ andamento e il percorso sul quale viaggiano le nostre aree mentali. In questo caso ( Eris ) sarebbe l’ area dal percorso più complesso e turbolento.

Abbiamo ( Sedna ) che rappresenta l’ inerzia, il desiderio di sopravvivenza, la vittimizzazione, il sacrificio, il pianto interiore e silenzioso, la privazione, il rapporto con ciò che non è aggiustabile e correggibile, il disgusto, il sentirsi eventualmente miserabili, in depressione, diciamo che frequentiamo l’ area di Sedna nei punti più bassi della nostra vita. Infatti sta proprio al fondo del nostro inconscio.

Anche se non tutto è perduto, perché pare che ancora più in fondo ci sia ( OR10 ) che rappresenta la connessione con uno sconosciuto, l’empatia, la compassione profonda e umana, la partecipazione alla collettività, la commozione, la suscitazione, l’ incoraggiamento, la carità, e l’ espressione di pensieri profondi.

L’ inconscio, come funziona nel rapporto fra le aree più periferiche del Sistema Solare e gli otto pianeti, è uno specchio, o il lato oscuro del conscio, proprio come il Sole contiene la sua parte oscura in OR10, Mercurio in Varuna e TX300, Marte e Venere rispettivamente in Eris e nel non ancora menzionato ( Lempo: amore capriccioso, pericoloso, morboso, la violazione dell’ intimità altrui, l’ amore che prende il controllo del conscio, la passione sofferta, la frenesia amorosa, l’ amore non corrisposto e la seduzione dell’ altro ), Cerere e Plutone in Haumea, Giove in Quaoar, Saturno in Orcus e Sedna, Urano in Makemake e Issione ed Edison, Luna e Nettuno rispettivamente in Salacia e OR10. Infatti i Transnettuniani e altri nuovi astri rappresentano le espressioni oscure e inconscie del territorio mental – emotivo che abbiamo vissuto finora.

Non solo questo, ma l’ Astrologia include un sistema di ” etichettatura dei flussi ” simile all’ I Ching con i suoi esagrammi, ed è composto dai 360 gradi sabiani, per ognuno dei quali esiste una definizione e una immagine mentale associabile.  

Il Ventunesimo secolo in Astrologia è iniziato nel 1992, con la scoperta del primo Cubewano ( quello che ora si chiama Albion ) e rappresenta il secolo della filosofia e dell’ approccio con il nostro inconscio, nei minimi dettagli.