27 ottobre 1962, il re del terrore

26 10 2017

Ricordo da ragazzino, quando seguivo ancora i programmi della televisione, come vi fossero delle serate in cui alla tv “non vi era niente”, nulla di interessante né in un canale né in un altro mentre vi erano altre serate in cui dovevi in continuazione saltare da un canale all’altro, fare zapping o flipping,  perché stavano trasmettendo molte cose interessanti contemporaneamente: uno show (un tempo si diceva “varietà”) nuovo di zecca su rai 2, un film per la tv o fiction (un tempo si diceva “sceneggiato”) interessantissimo su canale 5, una partita di calcio “che non te la potevi assolutamente perdere” su rai 1 ecc. Tutto nella stessa serata di programmazione tv.

Penso sia così anche per certi anni, mesi e giorni della storia occidente-centrica che conosciamo: in alcuni sembra che davvero non succeda nulla di nuovo e che l’abitudine regni sovrana; uno scorre le notizie, le news, e vede che rigurgitano di non novità, di cose che potevano benissimo succedere anche un giorno, un mese, un anno, cinque anni prima; in  altri anni, mesi e giorni, sui giornali, le tv, le radio (e in seguito anche internet) si assiste invece come a un surriscaldamento, a un sovraccarico, a un eccesso di notizie importanti che sembrano avvenire tutte nello stesso tempo e prendersi quasi a spintoni l’un l’altra.

Un esempio di ciò avvenne esattamente 55 anni fa, nell’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare. Quel mese e giorno furono PIVOTALI, per usare un neo-inglesismo, fu un periodo in cui in futuro si faceva spazio più del solito e toglieva spazio più del solito al passato quasi franandogli addosso, in cui venivano al pettine nodi della Storia allora recente e nello stesso tempo se ne generavano altri di nodi, in cui si aprivano spazi e orizzonti che si sarebbero fatti sentire per un bel pezzo a venire e avrebbero dato forma a diversi zeitgeist dei lustri e decenni futuri.

Non so se il mio collega di blog Teozakari abbia un giorno o l’altro voglia di studiare l’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare su uno dei suoi particolareggiati grafici dell’onda temporale di Terence McKenna, per vedere se, in effetti, anche per la teoria frattale-ricorsiva della Timewave, quel punto lì della nostra storia occidente-centrica mostri qualche anomalia-singolarità pure su quei grafici, in modo da far ritenere che davvero sia stato un momento cardine di grande incremento di novità storica e di grande decrescimento dell’abitudine storica.

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Nell’ottobre 1962 il pianeta Terra si trovò mai come allora vicino a una Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica la quale si sarebbe giocata a colpi di terrificanti armi termonucleari. Si era nel picco, nel culmine assoluto della tensione atomica tra le due superpotenze la quale stava durando da almeno dodici anni. Tutto era iniziato nell’agosto precedente, – l’agosto in cui morì Marylin Monroe – quando l’URSS di Krusciov sfidò gli USA di Kennedy cominciando a installare rampe di missili nell’isola di Cuba retta dai  socialisti di Castro, le foto aeree USA scoprirono le installazioni missilistiche URSS a Cuba. L’esercito americano impedì alle navi sovietiche di raggiungere la costa cubana senza prima aver esaminato il carico delle navi. Cominciò un pericolosissimo “braccio di ferro” tra le due superpotenze che, attraverso i mass media, “lasciò il mondo col fiato sospeso”.

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In quello stesso ottobre 1962, iniziò a Roma il Concilio Vaticano II, organizzato per cominciare a svecchiare l’istituzione secolare e secolarizzata della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e tenerla “al passo coi tempi”, i quali stavano cambiando soprattutto a causa della tecnologia e della diffusione sempre più crescente dei mass media. Il Concilio venne inaugurato da Giovanni XXIII, il quale in questa foto (apparsa come copertina di una rivista) appare significativamente col pianeta Terra alle sue spalle.

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In quella terza decade di ottobre 1962 venne deciso un blocco navale da parte delle navi militari USA nei confronti delle navi URSS che attraversavano l’Atlantico verso Cuba cariche di componenti militari per i missili a corto-medio raggio. Intanto, con la procedura “Chrome Dome” del generale delle forze strategiche aeree SAC Thomas Power,  almeno venti bombardieri B 52 erano costantemente in volo sopra l’emisfero nord, fino al polo, sempre armati di bombe termonucleari assai più potenti della bomba di Hiroshima: era la cosiddetta “airborne alert”, “allerta in volo”, in ogni momento questi B 52 potevano essere allertati e dirigersi verso lo spazio aereo sovietico nemico. Durante la “crisi di Cuba” dell’ottobre 1962, il numero di questi aerei militari in volo carichi di bombe atomiche pronte all’uso in caso di allerta, raggiunse quasi la settantina.

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Nello stesso ottobre 1962 uscì la rivista mensile “Panorama”, che col tempo divenne settimanale e la più diffusa rivista di attualità politica, sociale e culturale in Italia . E’ proprio il caso di dire che si apriva un nuovo PANORAMA.

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La crisi missilistica di Cuba fu presente ininterrottamente sui mass media nella terza decade di ottobre 1962 fino alla pericolosissima giornata del 27 ottobre 1962, quando la crisi giunse il suo culmine. Se la crisi di Cuba fu il picco della paura atomica degli anni cinquanta il 27 ottobre 1962 fu il picco del picco: le navi sovietiche continuavano ad avanzare nell’Atlantico, la costruzione delle installazioni missilistiche sovietiche nella Cuba castrista non si fermava, i generali più “falchi” dicevano al presidente che ormai la sola opzione ragionevole era l’invasione militare (dalle conseguenze terribili); non solo, venne intercettato un aereo U2 sopra la Russia e a Cuba venne abbattuto un altro U2 in cui perse la vita il pilota Rudolf Anderson: ormai si era veramente a un passo dalla mezzanotte termonucleare. Il segretario alla difesa di allora, McNamara, in seguito disse che pensò a quel sabato come l’ultimo della sua vita, e non solo della sua.

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Nel medesimo giorno in cui McNamara pensava che quello fosse l’ultimo sabato della sua esistenza, vennero intervistati questi quattro ragazzotti con le zazzere e vestiti con abiti “mod”, questi quattro ragazzotti all’inizio di quello stesso ottobre 1962 fecero uscire il loro primissimo 45 giri, con Love me do su un lato e Please please please su un altro. Ben pochi allora li conoscevano. L’immagine che vedete venne scattata il 27 ottobre 1962 dentro uno studio radio-tv in Inghilterra.

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Quello stesso sabato 27 ottobre, in Italia, il potentissimo magnate del petrolio Enrico Mattei tornava in volo da Catania verso Milano con uno dei suoi piccoli aerei personali. Enrico Mattei era probabilmente il personaggio italiano più influente dell’epoca, era considerato davvero un grandissimo, una specie di divinità dell’Olimpo, veramente pochi oggi se ne rendono conto, era in assoluto l’industriale dell’epoca più conosciuto, ben più di Gianni Agnelli della FIAT. Nelle mani di Mattei, l’ENI divenne un impero in grado di sfidare le potenze petrolifere straniere, in particolare quelle anglosassoni. La sua morte avvenne proprio quel 27 ottobre 1962, quando a bordo del suo aereo precipitò presso una oscura località in provincia di Pavia. All’epoca si pensò a un tragico incidente, ma col tempo si appurò che la struttura del velivolo venne manipolata apposta per farlo perdere controllo e schiantare al suolo. Mattei fece una fine molto simile a quella del pilota Rudolf Anderson, alla guida dell’U2 abbattuto sui cieli di Cuba quello stesso 27 ottobre.

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Nell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un universo culturale pop che tutt’ora non se n’è andato: uscì sugli schermi cinematografici “Dr. No” (“Agente segreto 007, licenza di uccidere”), il primissimo film della lunghissima serie dell’agente segreto 007 James Bond al servizio di sua maestà britannica e vide la luce il primordiale 45 giri dei britannici The Beatles. In quell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un futuro piuttosto lungo da cui ancora non ne siamo usciti.

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La morte dello strapotente magnate petrolifero Enrico Mattei quel 27 ottobre 1962 fu il primo vero “mistero italiano” nello stile dei molti che sarebbero venuti in seguito, in modo particolare dal 1969 in avanti, dalla strage di piazza Fontana in poi . Quella di Mattei fu una fine che influenzò molto il futuro perché fu il primo attacco diretto e violento alla sovranità e all’indipendenza politico-economica dell’Italia, fu il primo atto eversivo nello stile di quella che si sarebbe in seguito chiamata “strategia della tensione”. Furono almeno due gli omicidi sensazionali dell’allora futuro che si ricondurranno al caso Mattei: l’omicidio del giornalista siciliano Mauro De Mauro che avverrà nel 1970 e l’omicidio dell’intellettuale critico, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini nel 1975.

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Vasilij Aleksandrovič Archipov (in russo: Василий Александрович Архипов?; Orechovo-Zuevskij rajon, 30 gennaio1926Železnodorožnyj, 18 agosto1998) è stato un marinaio e militaresovietico.
Durante la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, come comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59 della classe Foxtrot, si oppose al lancio di un siluro nucleare malgrado il suo sottomarino fosse stato oggetto del lancio di bombe di profondità da parte di un gruppo da combattimento della US Navy composto dalla portaereiUSS Randolph e undici cacciatorpediniere[1]; il comandante ritenne la provocazione sufficiente a reagire nel modo più consono e diede disposizioni per lanciare un siluro a testata nucleare. Il vicecomandante Archipov tuttavia espresse disaccordo e convinse il proprio superiore ad attendere: il lancio di bombe da parte dei militari americani si interruppe, e il comandante russo ritirò l’ordine, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta culminare in un conflitto atomico fra USA e URSShttps://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Aleksandrovi%C4%8D_Archipov

Per lanciare quel siluro a testata nucleare, il protocollo da seguire stabiliva che tutti gli ufficiali a bordo del sottomarino dessero parere positivo al lancio, il solo ufficiale che si rifiutò di dare il suo voto e ruppe l’unanimità fu il vice comandante Archipov scongiurando così un’escalation letale. Una vicenda somigliante a questo episodio ed avvenuta più di vent’anni dopo, riguardò il tenente colonnello dell’armata rossa Stanislav Petrov e il suo rifiuto di rispondere con un contrattacco a un lancio di missili ICBM da parte USA, poi rivelatosi un falso allarme dovuto a un errore dei computer.

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Il numero del quotidiano “La Stampa” di domenica 28 ottobre 1962, il giorno del “sospiro di sollievo” dopo il picco altissimo di tensione del sabato.

Col tempo, venne alla luce che i missili sovietici già installati sull’isola di Cuba erano pienamente operativi e in grado di lanciare testate nucleari in caso di invasione dell’isola, all’epoca si riteneva invece che le batterie di missili a Cuba dovessero ancora essere completate e che quindi nessun missile era operativo e pericoloso; ciò facilitava le posizioni degli intransigenti del Pentagono che alla Casa Bianca premevano per un’invasione americana dell’isola: tanti anni dopo, l’allora segretario della difesa McNamara rivelò come quel 27 ottobre si andò “a tanto così” dall’invasione.

La crisi missilistica cubana e la morte di Enrico Mattei nel “black saturday” (come viene ancora oggi ricordato quel giorno negli Stati Uniti) influirono per lungo tempo a venire, molti nodi si erano sciolti e altri nodi si erano invece legati, gli anni Cinquanta furono in rotta di collisione con gli anni Sessanta e Settanta e, come si è detto, nuovi panorami mai visti prima si aprirono.

Nei giorni che seguirono, a inizio novembre, mentre i sovietici iniziavano a smantellare la loro base missilistica a Cuba venti giorni prima che gli americani decidessero di togliere il blocco navale, uscì nelle edicole il primissimo numero di un fumetto che fece scandalo per la sua crudezza e diversità dai soliti cliché delle storie a fumetti: il protagonista non era infatti per i ragazzi un esempio positivo da seguire, Diabolik è infatti un malvivente, un fuorilegge, un maledetto, un clandestino. Questo tipo di figura avrà un avvenire di fronte a sé, in Italia e non solo.

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Stiamo catturando il futuro su Civiltà Scomparse

16 10 2017

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La ciclologia cambia la mente e svela il futuro

Il lettore fedele di questo blog di cui sono co- autore negli anni ha imparato queste definizioni chiave:

  • Il tempo funziona come se il presente fosse in mezzo a un sandwich, e riceve informazioni sia dal passato che dal futuro
  • Infatti gran parte del nostro presente anche se non ce ne accorgiamo è costruito dai residui retroattivi del futuro
  • Il tempo ha una struttura frattale e autoripetente presentata sotto forma di grafico grazie alla teoria della timewave di Mckenna – Meyer
  • I presentimenti di una persona allenata alle sincronicità e al riconoscimento dei patterns sono più vicini alla realtà prossima
  • Le persone tornano nella nostra vita sotto forma di archetipi nel nostro continuo e ciclico ricambio sociale – ogni persona che conosci può metaforicamente clonarsi a distanza di 3 o 4 anni da quando l’ hai conosciuta, ma anche negli anni a distanza di 6, 9, 12, 15 anni dal presente e via dicendo …
  • Inoltre esistono persone che entrano nella tua vita nel ruolo inconscio di anticipatori di una esperienza – relazione qualsivoglia – futura – e di solito sono più ravvicinate dei normali ricicli di archetipi 
  • L’ eterno ritorno di Nietzsche  è veritiero, ma avviene nel corso di una singola vita
  • L’ andamento di ogni relazione sociale o evento in generale può essere decodificata attraverso il sistema delle svolte , che è simile ai vari metodi astrologici ma incredibilmente più accurato – per sfruttarlo appieno serve ricordare le date della nostra vita e fare attenzione ai patterns
  • Queste svolte possono essere calcolate a distanza dal punto di inizio di una relazione qualsiasi attraverso diverse tappe – 38 giorni, 64 giorni, 119 giorni che sarebbe 4 mesi – 3 giorni, 8 mesi e 12 giorni, 4 anni, 2 mesi , 14 giorni, 8 anni, 7 mesi e 2 giorni e 16 anni, 9 mesi e 27 giorni.
  • Abbiamo esplorato i vari stadi di un cercatore di sincronicità – da affascinato e curioso casuale a scopritore a ricercatore, fino a immagazzinatore, raccoglitore ed eventualmente anticipatore.
  • La storia del mondo attraversa diversi cicli storici ed esistono anni – clone e noi ne abbiamo scoperti diversi – informazioni inedite che non troverete da nessuna altra parte e in nessuna lingua
  • Il ciclo vitale dei 3 anni è più preciso di qualunque sistema astrologico ma ancora non permette di anticipare la data di un evento riciclato – ritornato sotto forma di evento diverso dallo stesso ” sapore ” e con la stessa  ” atmosfera ”  – le persone che conoscono appieno il loro passato possono sfruttare questo ciclo per ( e non sto scherzando ) conoscere il loro futuro attraverso tematiche generali che dovranno affrontare. Ogni  3 anni la tua vita ricicla e ricostituisce le tematiche e l’ atmosfera di anni a distanza dal presente di 3 anni – e anche 6, 9, 12, 15, ecc. – essenzialmente se vuoi conoscere il tuo futuro studia appieno il tuo passato    

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/07/20/tempo-a-sandwich-il-presente-ha-origine-nel-futuro/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/09/07/la-mia-teoria-delle-svolte-tempo-frattale-autoripetente-il-futuro-si-rivela/     

 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/12/15/presentimenti-come-reazione-al-futuro/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/06/05/la-vita-decodificata-vi-svelo-la-struttura-delle-svolte/ 

  • Articolo sopra aggiornato a Ottobre 2017

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/12/23/il-fenomeno-dei-ritorni-auto-somiglianti-delle-persone-nella-vita/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/09/indagine-nei-loop-della-vita-risonanze-storiche-nella-vita-personale-i-fantomatici-ritorni-di-persone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/10/sincro-iniziazione-cose-la-sincronicita/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/03/altri-cicli-storici-la-complessita-aumenta/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/08/il-vaso-di-pandora-e-il-ciclo-vitale-dei-3-anni/

 

 





Diffidate di qualsivoglia interpretazione onirica e considerate invece questo (della serie – un cactus non è un tridente o una croce – trattasi di cactus ;) )

13 10 2017

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Ogni volta che leggo di discussioni a scopo interpretativo dei sogni metaforicamente sbatto la testa contro un muro perchè la gente non si rende conto di scrivere interpretazioni che NON hanno senso logico. Ci sono quelli che vanno a cercare i significati più astrusi e SCONNESSI e poi ci sono gli altri balordi che minimizzano e ridicolizzano tutto, facendo tanti giri di parole per dirti che le emozioni che scaturiscono dai tuoi sogni sono banali e poco interessanti senza rendersi conto dell’ egoismo e della noncuranza che scaturisce dalle loro frasi. I sogni, amici miei, sono le cose più misteriose e mistiche che ci appartengono e dovrebbero essere studiati a fondo ma senza quelle ridicole interpretazioni che gli attribuiamo. Ci sono diverse categorie di sogni, e alcuni possono riguardare sì le nostre paure e la nostra interiorità, ma altri invece sembrano una finestra su altre realtà e sottolineo realtà, e non centrano nulla con il nostro essere.

CATEGORIE DI SOGNI:

  •  SOGNO LA PAURA: sono connessi alle nostre paure interiori ma non si celano dietro a chissà quale simbologia. Sono molto diretti. Sono sogni dove morite o affrontate un pericolo.
  • SOGNO MESSAGGERO : di solito centra un parente scomparso che riappare in sogno, quando questo succede, anche se si accompagna a persone vive, si tratta di qualcosa che vogliono farvi sapere. E’ l’ unico modo che hanno per comunicarvi qualcosa.
  • SOGNO MULTIVERSO: e se i sogni aprissero finestre su un’ altra realtà? Che esiste, certamente esiste, ma in un luogo irraggiungibile che rappresenta un universo parallelo? Quando nei sogni le cose sembrano stranamente simili ma allo stesso tempo diverse probabilmente siete riusciti ad aprire una finestra su un universo parallelo. Se ci pensate spesso i sogni ci mostrano versioni e scelte alternative rispetto alla nostra realtà e ci sono esperti scienziati che si sono dedicati allo studio della fase REM che sono aperti a questa eventualità e ipotizzano un trasferimento di percezioni e dati fra due individui di due universi differenti – https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi32uOVie7WAhVLVxQKHRqQBQ0QFggwMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.psychologytoday.com%2Fblog%2Fdream-catcher%2F201407%2Fdreams-and-the-many-worlds-interpretation-quantum-physics&usg=AOvVaw0omISO4EaeQaXarRKZfThv
  • SOGNO PREMONITORE: per esempio sognare una persona prima di conoscerla e rendersi conto che è uguale a quella in sogno, oppure sognare di un evento che dopo un certo tot di tempo si realizza , anche se non proprio allo stesso modo, anche solo una parte di esso.
  • SOGNO LUCIDO : è un sogno nel quale avete coscienza di star sognando e di solito appare con colori più vividi del solito. Attenzione quando vi svegliate, potreste trattenere per un istante il sogno e vedere un cane sul comodino come è successo a me 😉
  • SOGNO DILATATO NEL TEMPO: quando sognate periodi di giorni o settimane in pochissimo tempo.
  • SOGNO LA TV: non so voi, ma a me capita spesso di guardarmi film o show televisivi in sogno.
  • SOGNO L’ INVENZIONE: fatevi una ricerca su Google e scoprite quanti famosi inventori hanno avuto l’ ispirazione in sogno.

Ora che sapete come stanno le cose buttate via tutto ciò che riguarda o tratta delle interpretazioni dei sogni, perché fanno collegamenti assolutamente sconnessi e non hanno senso. NON HANNO SENSO. La realtà è che i sogni andrebbero studiati, e non è ammissibile che metaforicamente la gente vi dica che 2+2 fa 5, perché è così che vi raccontano dei significati dei sogni. Le cose sono evidenti. E diffidate anche degli scettici e dei disinteressati, perché non hanno capito niente. Non sono in grado di apprezzare il mistero che rappresenta l’ onirica. Non lasciate che vi dicano che le vostre emozioni scaturite dai sogni sono banali e poco interessanti.

 

  





Sulla fine della chiesa cattolica (così come la conosciamo)

1 10 2017

Appunti tratti dai miei quaderni, la parte prima, qui tagliata, è notevole ma tanto lunga, prima o poi la pubblicherò.

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The young pope.

[…]

In effetti è difficile immaginare i ragazzini di oggi (se vogliamo, anche gli esponenti della mia generazione e della generazione precedente alla mia) immergersi nella senile atmosfera gerontocratica della curia cardinalizia-papale quando raggiungeranno l’età adatta.

Mi viene anche da pensare a quella serie tv di Paolo Sorrentino, The young pope. Immaginare un possibile papa del futuro quaranta-cinquantenne, in clergyman bianco, che parla in modo non retorico, non evocativo, non suggestivo, in modo diretto senza perifrasi e giri di parole teologici e magari è anche intervistato come qualsiasi altro personaggio che non sia “Sua santità”, e viene invitato ai talk show.

Il papa che desacralizza totalmente il papato e svecchia per davvero la religione cattolica apostolica romana, facendola diventare qualcos’altro.

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Ogni era ha la sua religione. Nei duemila anni dell'”era dei pesci” è stata la volta del cristianesimo, che ha la sua manifestazione di potere massimo nella chiesa cattolica apostolica romana, la religione più popolata, più diffusa e più potente del mondo. I successivi duemila anni circa dell'”età dell’acquario” avranno un’altra religione.

Quel papa del futuro (ben illustrato dalla serie tv di Sorrentino) può essere visto come la conseguenza [naturale] di un processo cominciato soprattutto a fine anni Cinquanta- inizio anni Sessanta del XX secolo col Concilio Vaticano II. [E’ un processo che giungerà a completa maturazione, con la fine totale della chiesa cattolica così come la conosciamo, intorno a fine XXVI-inizio XXVII secolo.]

[…]

Il fatto che il cristianesimo, basato sulla figura, la storia e la mitizzazione di un profeta di origine ebraico-essena chiamato Gesù Cristo, abbia così tanto pesato nella psicologia collettiva, sia stato così tanto presente nelle menti di miliardi di persone è dovuto al fatto che, evidentemente, “La più grande storia mai raccontata” è una storia che è riuscita e riesce ad attirare e condizionare grandi masse di persone.

Ma la potenza di attrazione (e di dominio sulle menti) del cristianesimo in generale e del cattolicesimo in particolare è legata al mistero del tempo.

Il cristianesimo è l’incarnazione di un modello psichico basato sul tempo lineare storico (l’attesa della “seconda venuta di Cristo”) e sul ritmo delle stagioni nella zona temperata dell’emisfero boreale.

Il punto, poi, è che la figura di Gesù Cristo è emersa proprio al momento giusto. Se non ci fosse stato Gesù Cristo il suo posto sarebbe stato preso da un altro, ci sarebbe stata comunque un’altra figura ad incarnare un modello così presente nella mente collettiva dei successivi duemila anni.

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Nel film “Habemus papam” del 2013, il papa eletto nel conclave si blocca e non riesce a iniziare il suo papato e per questo viene interpellato uno psicanalista per farlo psicanalizzare in modo che possa iniziare il suo ministero. Recentemente, papa Francesco ha rivelato di essere stato psicanalizzato quando era più giovane, da una psicanalista ebrea.

Probabilmente, se il Gesù storico fosse nato nato duecento anni prima o duecento anni dopo, lo stesso suo messaggio non sarebbe riuscito a incidere così a fondo la mente collettiva e quindi a essere diffuso in modo così pervadente e capillare e a condizionare così tanto la storia, anzi a fare la storia (gli anni li contiamo dalla nascita di Cristo.)

Gesù Cristo ha avuto il pregio e il privilegio di essere la persona (anzi, la figura) giusta al momento giusto. Forse cento anni prima sarebbe stato troppo presto e cento anni dopo troppo tardi. La stessa cosa penso che riguardi i filosofi greci, i padri del pensiero occidentale.

La storia può forse essere vista come un processo di graduale auto-apprendimento che toglie gradualmente i veli al rimosso della mente collettiva perché probabilmente vi è una “rimozione freudiana” nell’umanità occidentale.





Le nuvolette nel corso degli anni che hanno annunciato la bufera Marco Bucci

26 06 2017
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In senso orario: Giovanni Toti, Marco Bucci, Fabrizio De Andrè, Gianni Crivello. Immagine trovata in rete non mi ricordo più dove. Se qualcuno reclama diritti su questa immagine non ha che da contattarmi e patteggiamo una soluzione.

Non so bene come considerare questa tarda o anticipata vittoria del “centrodestra unito”, che ha consegnato Genova a una giunta non “rossa”, cioè non di sinistra o centrosinistra, per la prima volta da più di settant’anni portando l’outsider Marco Bucci, un manager che ha lavorato molto all’estero, alla poltrona di sindaco della Superba a palazzo Tursi in via Garibaldi, sede del comune.
Diversi giornali titolano che si tratta di un’ “avvenimento storico” e, in effetti, un po’ lo è: Genova è sempre stata una città di sinistra, progressista, non di destra, con una forte classe operaia portuale e non solo portuale, città medaglia d’oro della resistenza antifascista. Ora, a causa dei molti errori annosi della casta politica cittadina del Partito Democratico e affini – casta che ha deluso un bel po’ di genovesi nonostante sia da sempre egemone in città – è riuscito a vincere le elezioni amministrative un “centrodestra unito” (unito per la prima volta da un sacco di tempo) composto dalla Lega Nord salviniana, da “Fratelli d’Italia” di Giorgia Meloni, dal partito Forza Italia che si richiama a un ectoplasmatico Silvio Berlusconi, dal sempre presente a ogni elezione locale Enrico Musso e da “Direzione Italia” di un certo Raffaele Fitto (partito thatcheriano) più, naturalmente, il listone civico dedicato allo stesso Bucci in pendant con quello dedicato al suo avversario Gianni Crivello dalla sponda opposta dell’agone politico.
Era da anni che si pensava quando il centrodestra sarebbe riuscito a espugnare palazzo Tursi con un suo sindaco, si pensava “quando”, infatti, perché il “se” era fuori discussione: prima o poi era sicuro che sarebbe successo.
E ora, in questa opprimente fine di giugno 2017, è successo, si è concretizzato il fantasma che aleggiava da anni.
Preannunciato, nel corso del tempo, da diversi segni premonitori, per chi sapeva vederli (ed erano in ben pochi):
Come quando, nel 1999, diventò sindaco di “Bologna, la rossa” l’esponente del centrodestra Sergio Guazzaloca, con la prima giunta non di sinistra o di centrosinistra dal dopoguerra, si parlò di “La caduta del muro di Bologna” e fu uno degli elementi psicologici collettivi che, unito a molti altri (come la sconfitta alle regionali dell’anno seguente) portò l’allora governo di centrosinistra alla disfatta. Combinazione, Guazzaloca è morto molto recentemente.
Un altro segno premonitore fu ancora prima, il ballottaggio del 1997 quando il folcloristico Sergio Castellaneta – il quale dopo la rottura con la lega si presentò con un listone civico tutto suo “Genova nuova” – riuscì inaspettatamente ad andare al ballottaggio contro il candidato di centrosinistra Giuseppe Pericu, e alla fine vinse quest’ultimo ma proprio per il rotto della cuffia: ce l’avete presente quando nella primavera 2002 al primo turno delle presidenziali francesi, i citoyens videro sgomenti che lo sfidante al ballottaggio di Jacques Chirac non sarebbe stato Lionel Jospin ma Jean Marie Le Pen? Ebbene, ben prima, nell’autunno ’97 appunto, i cittadini genovesi, sgomenti e un po’ divertiti, videro che lo sfidante di Pericu al secondo turno non sarebbe stato, che so, un Claudio Burlando ma un Castellaneta Sergio,  personaggio ex leghista che conduceva una trasmissione tv regionale dove sparava a zero su tutti.
Un altro segno premonitore fu quando, alle elezioni regionali del 2000 (già citate) divenne presidente della regione Sandro Biasotti e la regione Liguria dalla sua fondazione trent’anni prima era sempre stata di centrosinistra e invece Biasotti era (ed è) un duro e puro di Forza Italia, centrodestra.
Questo exploit biasottiano fu bissato esattamente quindici anni dopo, quando un’altro duro e puro di Forza Italia, Giovanni Toti, conquistò la poltrona di presidente della regione aprofittando delle divisioni, delle rivalità e dei colpi bassi tra i due candidati di sinistra e centrosinistra: Lella Paita e Luca Pastorino…come dice il proverbio? Queste erano le nuvole che preannunciavano il ciclone Marco Bucci, il quale ha aprofittato delladelusione provocata alla cittadinanza genovese dalla ectoplasmaticità del predecessore Marco Doria, esacerbata delle assurde divisioni in seno ai Cinque Stelle e dagli improbabili listoni civici di ex e scissionisti che hanno esasperato gran parte degli aventi diritto al voto i quali son stati spinti a votare in massa un sindaco che non si è mai occupato di politica, che è stato un manager e che è “sceso in campo”.
Ricorda qualcosa?





(Antonio) Razzi in Siria e Nord Corea

14 04 2017

 

 

 

Buona-Pascuetta-di-Razzi

Se c’è un personaggio mediatico che ben rappresenta la Storia distrutta progressivamente dalla farsa questi è di certo ANTONIO RAZZI.

Un signor nessuno fino a pochi anni fa, proiettato verso uno scranno di Montecitorio da vicende incredibili degne della sincronicità più delirante.

Abruzzese come ce ne sono rimasti più pochi, di famiglia umilissima, ex emigrato in Svizzera, presidente della FEAS (Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera), si ritrova, nei secondi anni duemila, come deputato per il partito di Antonio Di Pietro “Italia dei valori”, per poi di punto in bianco passare dalla parte di Silvio Berlusconi e, nell’anno 2010, salvarlo da una grave crisi di governo che minacciava di farlo dimettere anzitempo.

I deputati che, all’epoca, risultarono fondamentali per salvare il fondoschiena del governo Berlusconi, furono DUE: Antonio Razzi, appunto, e Domenico Scilipioti, personaggio questo molto simile a Razzi, anche lui passato da Di Pietro a Berlusconi, anche lui decisamente sui generis e decisamente farsesco, appassionato di medicine alternative, scie chimiche e signoraggio bancario.

Antonio Di Pietro, all’epoca (secondi anni duemila abbiamo detto) imbarcava chiunque nel suo partito immagine “Italia dei valori”, e nel reclutare Domenico Scilipioti e, soprattutto, Antonio Razzi nella sua scuderia, non poteva immaginare quanto avrebbe contribuito in futuro alla demolizione della serietà storica.

Antonio Razzi è colui che fa più ridere e sembra più comico della sua imitazione da parte di Maurizio Crozza. Fa molto più ridere l’originale della sua imitazione. Ricordiamo che costui è un senatore della Repubblica Italiana, con congruo stipendio, bonus e vitalizi. Ed è un soggetto che fatica a parlare un corretto italiano, perché, a suo dire, “ha lavorato troppo in Svizzera e per tanto tempo ha parlato solo altre lingue.”

Antonio Razzi, attualmente, è una specie di saltimbanco che pare avere l’intenzione di ridicolizzare le situazioni più scottanti della politica internazionale. Non si capisce bene quanto “ci faccia o ci è”, a tratti la sua attività somiglia a un’operazione dadaista, somiglia a certe istanze dell’arte concettuale contemporanea, come quelle degli artisti Maurizio Cattelan e Gianni Motti.

Razzi appare come un “de-pensante” (come ha detto Vittorio Sgarbi di Virginia Raggi), una persona incolta dal quoziente intellettivo basso che, credendo di fare e dire cose serie, le mostra invece nel loro lato più grottesco e farsesco.

Concludo mostrando un po’ di titoli di articoli su varie testate on line incentrati su Antonio Razzi e le sue prodezze e dichiarazioni.

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Io Razzi vado a fermare i razzi in Corea del nord

http://www.iltempo.it/politica/2017/04/12/news/io-razzi-vado-a-fermare-i-razzi-la-missione-in-corea-del-nord-del-senatore-fi-1027081/

Corea del nord vs Trump, Antonio Razzi: vado lì a calmare le acque

http://www.meteoweb.eu/2017/04/corea-del-nord-vs-trump-antonio-razzi-vado-li-a-calmare-le-acque/886190/

Antonio Razzi: pronto a fare lo scudo umano in Corea del nord

http://www.giornalettismo.com/archives/2212374/razzi-corea-del-nord-scudo-umano/

“Ho chiesto a Donald Trump d’incontrarmi”

http://www.ilpescara.it/politica/antonio-razzi-incontro-donald-trump.html

Antonio Razzi: “Io il Donald Trump italiano”

http://www.termometropolitico.it/1235991_antonio-razzi-e-sicuro-io-il-trump-italiano.html

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Il selfie con Assad

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/20/foto/siria_antonio_razzi_a_damasco_il_selfie_con_assad-161002129/1/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/antonio-razzi-e-il-suo-selfie-vergognoso-con-bashar-al-assad/3465125/

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/21/foto/razzi_-_lucarelli_scontro_su_twitter_dopo_il_selfie_con_assad-161051722/1/

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/12339670/cruciani—selfie-di-razzi-e-assad–genialata-totale–.html

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Dal punto di vista sincromistico, è d’interesse notare come, dopo non molto tempo dallo scatto di quelle foto assieme a RAZZI, ad Assad sono piovuti davvero i razzi tomahawk sul territorio della sua Siria.

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Foto ricordo di Antonio Razzi in Nord Corea, i cui razzi impensieriscono il mondo.

Vedere anche

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/29/top-secret-la-seconda-guerra-civile-americana-e-la-finzione-che-cancella-la-storia/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/09/silvio-berlusconi-papa/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/11/come-ci-sentiremmo-se-silvio-berlusconi-diventasse-davvero-papa/

 





Disamina sincro-mistica del fenomeno Virginia Raggi (micro-aggiornamento)

14 04 2017

Cos’è successo? Il fenomeno Virginia Raggi si è già sgonfiato?

Lo scorso febbraio la sindaca di Roma era così tanto sotto i riflettori dei mass media, pressoché quotidianamente e in prima pagina, che avevamo pensato come la sua sovraesposizione mediatica potesse contenere un senso archetipo, simbolico, sincromistico incentrato sull’Apocalisse, la Fine dei Tempi e la distruzione di Roma.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/13/disamina-sincro-mistica-del-fenomeno-virginia-raggi/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/26/disamina-sincro-mistica-del-fenomeno-virginia-raggi-reloaded/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/03/11/disamina-sincro-mistica-e-astrologica-sul-fenomeno-virginia-raggi-aggiornamento/

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Forse avevamo esagerato, chissà, ma in quei due primi mesi dell’anno Virgina Raggi pareva davvero sulla bocca di tutti (anche e soprattutto di quelli che avrebbero fatto meglio a restare zitti), a differenza della sua collega sindaca di Torino, sempre per il Movimento 5 stelle, Chiara Appendino.

Ora, dunque, sui mass media ci si intrattiene con altro (la questione “firme false” per esempio), Virginia Raggi e le sue vicende sembrano finite in un cono d’ombra, relegate in seconda pagina.

Però noi pensiamo che la sindaca di Roma, la “pentastellata”, la madre vergine di un nuovo che non riesce ancora a venire alla luce, è qualcosa di simbolicamente troppo d’impatto perché possa continuare a restare sottotraccia a lungo.

Risorgerà in superficie, più evidente ed epifanica che mai.