Gli orfani dell’attesa per il 2012

31 12 2012

E’ un fenomeno a cui stiamo assistendo, e assisteremo ancora di più nei prossimi mesi (o forse no, ma le probabilità ci sono.) Sto parlando di quanto sia stata mitizzata ed esacerbata dai mass media, in particolare da Internet ma non solo, la data della “fine del mondo secondo il Calendario Maya”, e di quanto non sia successo assolutamente NULLA di spettacolare ed evidente per i destini del pianeta in quel giorno lì, il 21 dicembre 2012, ormai gettato nell’archivio della storia o, meglio, della cronaca, più o meno spicciola.

Programmi televisivi, dossier, siti dedicati, milioni di risultati se si clicca(va) su Google la data fatidica, film catastrofici di pessimo gusto, spot pubblicitari con allusioni all’apocalisse (con la a minuscola) in quel giorno…e poi? Un FLOP di dimensioni mostruose.

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Soprattutto i siti dove vengono raccolte le canalizzazioni di “esseri dello spazio” e di “maestri ascesi”, sono in evidente difficoltà e si stanno arrampicando sugli specchi. Questi vari personaggi canalizzati che, come uno stillicidio, una specie di tortura cinese, periodicamente parla(va)no di “Ascensione”, “Fine del ciclo della dualità”, “Cambio dimensionale verso dimensioni più elevate”, “Disclosure extraterrestre con manifestazioni nei cieli di dischi volanti”, “risveglio quantico”, utilizzando un linguaggio paternalista, mieloso, romanticheggiante, non hanno più nulla di sostanziale da dire trascorsa la data del 21 dicembre 2012, traguardo in cui, secondo questi personaggi canalizzati, saremmo entrati nella Golden Age più assoluta e totale, con l’ “atterraggio dei fratelli maggiori cosmici galattici di luce”, o qualcosa del genere.

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Steve Beckow

Se sapete un po’ d’inglese – o traducete con qualche strumento web di traduzione – potete andare su The 2012 scenario, uno dei siti principali di raccolta di questi messaggi canalizzati da personaggi che, come se fossero medium, si fanno strumenti e portavoce da parte di angeli, arcangeli, serafini, cherubini, maestri ascesi, comandanti di flotte intergalattiche, ecc, e scoprirete che Steve Beckow, il gestore e animatore del sito in questione, in certi suoi articoli del 22, 23, 24 dicembre, si mostrava profondamente DELUSO per via del fatto che l’Ascensione non era stata come se l’aspettava, e l’aveva percepita molto più debole di quanto si aspettasse, passato il momento clou, ovvero le 11:11, ora internazionale, del 21 dicembre, in cui, invece, Beckow aveva “avvertito una grande ondata di energia”, la quale poi, però, evidentemente era scemata. Inoltre – sempre secondo uno di questi suoi articoli dei giorni seguenti al 21, che adesso non ho voglia di rintracciare nel sito, ma potete farlo voi se ne avete voglia – Beckow si lamentava del mancato rilascio dei “fondi di prosperità finanziaria”, base di un nuovo sistema finanziario internazionale, quel progetto NESARA, ispirato ai “maestri ascesi” che, altri – un pochettino più seri e attendibili, come David Wilcock – giudicano essere una completa bufala, ma Beckow continua a crederci e, in uno di quegli stessi articoli, si lagnava anche di non aver visto i dischi volanti nei cieli, dicendo: “e le ‘città di luce’ dove sono? Perchè non sono scese dal cielo?”, o qualcosa del genere.

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Il siriano SaLuSa

Addirittura, uno dei suoi sodali, forse Stephen Cook, quando talvolta vengono pubblicate le analisi della situazione geopolitica “segreta” da parte di un investigatore come Benjamin Fulford, scrive una specie di prefazione in corsivo in cui viene detto di “prendere con le pinze ciò che viene riportato da Fulford.” Ora, io, in questo caso, sono perfettamente d’accordo, ma allora perchè prendere, invece, per oro colato, le canalizzazioni di fratelli galattici di luce dalla chioma lunga e fluente, vestiti con la tuta di bordo?

Insomma, gli stessi che, fino ai giorni precedenti al 21 dicembre, tenevano ancora in bella mostra sul sito, l’articolo Welcome in a new and inimmaginable world, in cui si magnificava una specie di “giardino dell’Eden” per il mondo post-21 dicembre, anzi, si diceva apertamente che l'”Ascensione in 4^ o 5^ dimensione”, il volteggiare dei dischi volanti nei cieli, e altre cose di questo tipo, sarebbero potute venire anche PRIMA del 21 dicembre. Adesso, questo articolo è scomparso, come c’era da immaginarsi. C’è da dire che era l’unico articolo del sito aperto ai commenti, gli altri hanno la sezione commenti bloccata, nessuno può commentare.

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Capitan Futuro

Vedendo tutte queste cose, mi sono intristito per questi personaggi, fossi stato nei loro panni, avrei voluto non essere così credulone, anzi essere completamente scettico. Non dico ai livelli del CICAP, o del suo corrispettivo americano (che non mi ricordo come si chiami), ma comunque un po’ con i piedi per terra, e non con la testa sulle nuvole a quei livelli. Non avrei mai voluto, per esempio, organizzare una conferenza intitolata Preparing for Ascension, preparata per il periodo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, a Sedona, non so dove in America, in cui, a un certo punto, Mike Quinsey, il canalizzatore di SaLuSa, ha canalizzato “in diretta” il comandante in capo siriano – nel senso di Sirio e non della Siria – vestito in divisa spaziale come in un cartone animato di inizio anni ottanta. Questo dev’essere stato un momento eccezionale della conferenza, visto che, di solito, Quinsey si limita – e penso non abbia finito passato il 21 dicembre – a scrivere periodicamente questi “messaggi canalizzati” che sono un periodare incentrato sempre sugli stessi argomenti (che potete immaginare) e che lasciano sempre, a chi legge, un senso di attesa per avvenimenti “imminenti”, i quali siamo sempre ancora qui ad aspettarli. Naturalmente, se poi non succede nulla di eclatante e significativo per il periodo che avevano previsto, si ha sempre la carta della affermazioni indimostrabili perchè slegate alla realtà esterna: “l’attivazione della griglia di energia di GAIA”, “l’afflusso di energia spirituale durante l’allineamento planetario e l’allineamento con il centro della Galassia”, e il puntare su queste affermazioni indimostrabili – perchè “sensazioni interiori”, è tipico anche di un altro personaggio, in qualche modo collega di quelli di The 2012 scenario, ovvero un certo Cobra di 2012 portal.

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Maestro Hilarion

Sia chiaro, sono il primo a essere persuaso  che viviamo in tempi di cambiamenti velocissimi, i quali probabilmente rovesceranno la visione del mondo come siamo abituati a conoscerlo, sono convinto (ci sono troppi indizi) che vi sia un cover up – da parte dell’intelligence e dei “poteri forti” internazionali sulla realtà UFO ed extraterrestre, il quale dura perlomeno dagli anni quaranta-cinquanta del secolo scorso. Sono altresì convinto che la realtà UFO ed extraterrestre sia legata a tipi di energie pulite e gratuite (le quali ci sembrerebbero “fantascientifiche” in confronto a ciò che comunemente sappiamo), le quali non sono state ancora desecretate, implementate e diffuse, perchè vi sono forti interessi dietro, legati al sistema economico-finanziario, sì in crisi, ma in cui siamo tuttora immersi (nonostante sia passato quel 21/12/12 nel quale doveva cambiare tutto.) Mi sembra, quindi, probabile che si giungerà a un punto del tempo – presumibilmente entro questo decennio – in cui la convergenza di diversi fattori finanziari, economici, politici, culturali, di mutazione biologica e tecnologica, di velocizzazione esponenziale della comunicazione, porterà al collasso degli schemi millenari con cui leggiamo il mondo noi occidentali e all’emergere di una realtà che ora ci apparirebbe come fantastica: la famosa “SINGOLARITA’ NEL TEMPO”, di cui a volte ho parlato su Civiltà Scomparse.

Ma questo non mi induce a bermi di tutto, a farmi digerire dei minestroni identificabili con un solo aggettivo: new age, ricchi di “età dell’oro prossime venture”, “immagini sognanti tratte da libri fantasy“, “comandanti in capo di flotte interplanetarie dai nomi esotici”, “creature spirituali angelicate” ecc ecc. Oltretutto, questo mi ostacola grandemente, rende la mia posizione difficile – la mia e quella di altri, per esempio Andrea Doria, Marco Garbuglia, Fausto Bonavita – poichè i miei interessi verso argomenti un po’ “eretici”, e che esulano dai normali schemi con cui vediamo – o, meglio, descriviamo – la realtà, possono venir messi nello stesso sacco, dalle persone “scientifiche e razionali”  assieme alle fantasticherie di gente come quelli di The 2012 scenario & C, e farmi quindi venire percepito come “uno di quelli che credono ad Ashrar Sheran e a Maestro Hilarion.” Potrei quasi pensare che si tratti di una precisa opera di disinformazione. Mischiare volutamente possibili realtà esoteriche o tenute all’oscuro dal pubblico dei mass media con stupidaggini popolate da arcangeli, serafini, cherubini, maestri ascesi, comandanti in tuta da Star Trek o da Capitan Futuro, e via così. Non a caso, siti come The 2012 scenario, e anche un altro blog chiamato American Kabuki, alternano articoli – diciamo così – seri, scientifici e razionali inerenti argomenti scomodi taciuti dai mass media, alle ultime canalizzazioni di SaLuSa, Maestro Hilarion, Montague Keen, Matthew Ward, Saint Germain, Arcangelo Michele, persino Gesù (Jesus Sananda)!

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Ashtar Sheran

Restando al campo dei blog in lingua italiana, più o meno del tipo di The 2012 scenario, vi sono Raggio Indaco e Hearthaware. Il primo, intorno a primavera, criticava coloro che commentavano delusi scrivendo “siamo ancora a maggio e non sta ancora succedendo nulla”, minacciando di bloccarli se continuavano ancora a scrivere commenti di quel genere (ma, in realtà, inconsapevolmente, l’autore di Raggio Indaco si rifletteva nelle parole di quei commenti, e forse è per questo che gli faceva male leggerli.) Lo scorso febbraio, Raggio Indaco era tra quelli che riportavano – senz’altro credendoci un po’ – gli articoli tradotti da The 2012 scenario in cui si cianciava di “ospitate di una lista selezionata di persone a bordo della nave madre dei galattici”, ed eravamo ai livelli in cui si parlava tranquillamente di “biciclette spaziali” per raggiungere l’astronave madre, e in cui anche qualcuno dei commentatori in lingua italiana diceva che avrebbe voluto essere nella lista di coloro che avrebbero visitato le navi spaziali, rispondendo in modo acido a coloro che si mostravano increduli di fronte a tutta questa fantasia favolistica spacciata per realtà, e che esternavano questa loro incredulità scrivendo commenti critici verso la creduloneria e malafede imperante.

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Jesus Sananda, ammiraglio della Federazione Galattica Di Luce

Hearthaware è un caso singolare, perchè, nonostante sia un blog in cui vengono criticate, e anche un po’ smontate, le canalizzazioni di personaggi come Sheldan Nidle, Mike Quinsey e di Gregg Gilies della “Federazione Galattica di Luce” (che poi ha fatto una “brutta fine”), e anche gli “spacciatori di meditazioni di massa per il risveglio quantico” come Cobra, si dà comunque spazio a una visione in cui predomina fortemente lo stile fantasy, e non sono rari i commentatori di quel blog che hanno un modo di scrivere così flautato e mieloso da farti desiderare all’istante la visione di un film come Die Hard, duri a morire. Ma fosse soltanto la maniera di scrivere zuccherosa non ci sarebbe nessun problema, non posso mica criticare lo stile (il gergo new age popolato da termini come “namaste” e “Gaia”) anche se non è nelle mie corde. Il punto è che, per diversi commentatori, è stato normale domandarsi se sarebbero ascesi in quarta o quinta dimensione nell’arco di tempo compreso tra il 12/12/12 e il 21/12/12, magari sparendo alla vista delle persone. Tant’è che, in un commento su quel blog, ho chiesto se stessero scherzando. Lotharun, il gestore del blog, mi sembra comunque sufficientemente saggio e più coi piedi per terra di altri, nonostante il suo forte sbilanciamento nelle fantasie, viste come realtà.

Forse qualcuno ricorderà che avevo tra i miei link sia Raggio Indaco sia Hearthaware. Adesso li ho tolti. Il primo l’avevo messo perchè qualche tempo fa mi aveva gentilmente ringraziato per delle traduzioni che avevo reso loro disponibili, ma adesso l’ho tolto, perchè è congelato dall’inizio di novembre, periodo dell’ultimo articolo, un messaggio di Maestro Hilarion, come di consueto pieno di spiritualità un po’ spicciola e wishful thinking. Il secondo l’avevo messo per via del suo approccio critico, che si distanziava un po’ dagli spazi web dello stesso tipo, ma un certo numero di recenti articoli, e soprattutto diversi commenti del tipo che ho citato, m’ha indotto a togliere il link. Tra l’altro, tutti i tag che ci sono qui a fianco, diversi di questi comuni a siti che ho citato, come “2012”, “cambio dimensionale”, “calendario maya”, ecc, li ho inseriti perchè mi aiutano l’indicizzazione, tentando di attirare qui le persone comunque un po’ interessate da questi argomenti, le quali però, magari, potrebbero essere deluse dal mio approccio alternativo verso questi argomenti alternativi. Sinceramente, non so adesso, trascorsa l’ondata di “follia collettiva sul web” inerente il 2012, se in futuro funzioneranno ancora quei tag.

Un altro che – inconsapevole di star facendo disinformazione – mischia notizie alternative verosimili con i testi delle canalizzazioni di SaLuSa, e adirittura – in un’occasione – un messaggio tutto in maiuscolo del famigerato Ashtar Sheran, dando per buone e convincenti le une e le altre, indistintamente, è Nicola Zegrin, di Lo Specchio Del Pensiero. Anche qui, come sull’altra sponda dell’Atlantico, abbiamo persone che, imbambolate dal Cambiamento – che c’è comunque, al di là delle fantasie – sembrano “sbarellare”, dando credito alle fonti web più improbabili, cadendo, con tutte le scarpe, nell’inverosimiglianza e nella mancanza di credito (che poi trascina miseramente con sè anche divulgatori alternativi meno creduloni.)

Ricordo ancora, poco più di un anno fa, intorno al periodo di Occupy Wall Street, e al famoso “portale di novembre, l’ 11 11 11, quale attesa serpeggiasse negli articoli di questi siti. Si stava procedendo verso la fine del 2011 e si stava andando verso l’inizio del 2012, l’anno fatidico, di cui si era tanto parlato negli anni scorsi, almeno a partire dal 2006. Steve Beckow, mettendo nella stessa zuppa le proteste negli USA e le canalizzazioni di extraterrestri buoni, aveva aggiunto “occupy” al titolo del blog, in uno slancio pseudo-sessantottiano, The (occupy) 2012 scenario, lo ricordo bene, ce l’ho ancora nel plug-in di Mozilla Fireworks che mostra i nomi degli spazi web visitati sulla barra degli indirizzi una volta che digiti le lettere iniziali. In effetti, il 2011 era stato un anno ricco di avvenimenti i quali sembravano anticipare un’ulteriore escalation nel 2012, il quale invece è stato sostanzialmente un anno alla Aspettando Godot, ricco di attese che non si sono concretizzate, fino al culmine di queste attese e speranze non concretizzate, ovvero il 21/12. Dove sembra, in un certo senso, che sia davvero finita la storia, perchè anche questa montatura mediatica (come quella del “presidente superman” Obama quattro anni prima) s’è adesso sgonfiata come un palloncino, e quali altre ci potrebbero essere adesso, così fatte pesare? E’ stato mica una specie di esperimento? Qualcuno, come il folle David Icke, direbbe che l’attesa per un cambiamento il 21/12/2012 è stata montata ad arte, creando un Y2k spirituale – per usare una sua espressione – ovvero generando apposta una delusione, per abbassare la vibrazione planetaria, gettando più ancora nello sconforto una buona parte del genere umano in occidente (coloro che “ci credevano”), in modo da succhiare ancora di più le loro energie in modo da manipolarli meglio.

Adesso, entrando in questo 2013 non fatto percepire importante come il 2012, ho personalmente la sensazione, a differenza degli altri San Silvestro, che non si stia concludendo un anno e iniziando uno nuovo, non so bene spiegare a cosa sia dovuto questo, forse potrebbe anche somigliare a una specie di illusione percettiva, o qualcosa di simile.

Una cosa mi pare di poterla affermare: lo sgonfiarsi del 21/12/12 segna comunque la fine di un epoca. Non penso, infatti, che, in futuro, le date profetizzate per la “fine del mondo”, avranno un seguito mediatico confrontabile con quello del 21/12/12. Ci sarà ancora il tempo e la voglia di tirare fuori tutti quegli articoli sul cambiamento d’era e allineamenti planetari, quei video interminabili presentati da Gregg Braden o Roberto Giacobbo, quelle interviste lunghissime ai discendenti dei Maya, e via dicendo? Non penso. E’ difficile pensare al ripetersi di un impegno tale in futuro, qualsiasi altra data possano di nuovo inventarsi per la “fine del mondo”  e adesso tante persone, scottate per questo abisso tra ciò che si immaginava succedesse, e ciò che è effettivamente successo (cioè niente), non penso che abboccheranno presto ad altri Nostradamus.

Quindi, in un certo senso, la “fine del mondo” c’è stata, ma nel modo in cui non è facile rendersene conto immediatamente.





Igor Sibaldi, al Rotary club, parla della Civiltà come essere vivente

30 12 2012

72 anni fa, in questo periodo, tirava una brutta aria. Non si parlerà del 2012 stasera, ne avete già sentito parlare troppe volte. E’ un’altra teoria, che è la scoperta di un nuovo essere vivente. Pensavamo di conoscerli già tutti, includendo i parameci, i grandi cetacei, e ce n’era un altro, il più grande di tutti, ma non lo si vedeva, perchè per tanto tempo è sfuggito all’osservazione, é talmente grande che non lo si vedeva. Però è un essere vivente a tutti gli effetti, e si chiama la CIVILTA’. Sono i più grossi esseri viventi attualmente diffusi sul pianeta. Si dividono tutto quanto il pianeta, e saranno in sei o sette, non di più. C’è la civiltà occidentale, quella islamica, quella cinese, quella sudamericana (che non è quella occidentale), c’è anche la civiltà oceanica. Queste civiltà sono tutti esseri viventi, nel senso che nascono, vivono e muoiono.

La nostra civiltà occidentale, quella di cui noi siamo attualmente parte, è cominciata all’incirca alla metà del settecento, così com’è adesso. Alla metà del settecento, intorno al 1750, c’è stata la Prima Guerra Mondiale. E’ stata allora la Prima Guerra Mondiale, cioè la prima guerra svoltasi in tre continenti contemporaneamente. Si chiamò Guerra Dei Sette Anni, ed era combattuta dai laghi canadesi dell’Ontario fino alla Russia, tutta insieme. E ci partecipava, per la prima volta, la neonata Civiltà Occidentale, che si è formata lì. Prima di quella guerra c’era l’Europa, non c’era ancora l’America, la Russia era sconosciuta. Da lì, 1760 circa, si forma un organismo che prende l’Europa, l’America del Nord e la Russia. E dura fino a oggi.

E’ interessante studiare questi esseri viventi. Uno potrebbe obiettare che non possiedono il corpo, invece il corpo ce l’hanno eccome. E’ un corpo che si estende geograficamente, e prova anche dei sentimenti.

Ma da quanto esiste questa teoria che sono esseri viventi? Da tanto tempo; il primo libro sull’argomento è l’Apocalisse di Giovanni. A un certo punto del libro c’è quel numero, il sei sei sei, il “numero del diavolo.” C’è un passo molto bello, tredicesimo capitolo dell’Apocalisse, dove si dice: “Si vede sorgere una Bestia (in greco antico, Toteron), che ha un nome che è un numero, e ci vuole intelligenza per capirlo, e questo numero è un marchio che viene stampato sulla mano destra, e sulla fronte di tutte le persone appartenenti  a questa Bestia. Il nome/numero è sei sei sei. E’ strano che se ne discuta così tanto, perchè la sua interpretazione è molto semplice. Nell’Apocalisse ebraica, le lingue semitiche, e anche il greco, usavano le lettere per indicare i numeri. Per esempio, Aleph è 1, Beth è 2, Ghimel è 3. La lettera 6 era la Wav, la V, traslitterata come W, doppia V (W.) In ebraico, qualsiasi ebreo lo capisce, sei sei sei era Wav Wav Wav, W W W. Qualcosa di familiare.

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W W W, in ebraico, è un incantesimo, che vuol dire “io ti blocco, ti blocco, ti blocco.” Come mai il W W W (Internet) è così diffuso? All’inizio del secolo scorso, in America, il romanzo più famoso era “Il mago di Oz.” In questo libro c’è il W W W, ed era una siglia che stava per Wicked Witch of the West, la cattiva strega dell’Ovest. Era quella che fermava Dorothy, che combatteva con la protagonista, intralciandola: era la potenza maligna. L’autore, Baum, l’ha chiamata W W W in base al vecchio incantesimo ebraico che vuole bloccare.

Per quanto riguarda Internet, si sa, è una Rete, e una rete è fatta di nodi, che servono proprio un po’ a “bloccare”, per cui W W W, World Wide Web, che vuol dire “ragnatela”, quindi che sia sei sei sei va benissimo. Comunque, questa è una digressione […]

Senza il marchio, il sei sei sei dell’Apocalisse, le persone non possono comprare e vendere […] Tutti hanno questo marchio. Questa è la prima idea di una civiltà come un organismo. Non si differenzia tanto dagli altri organismi, per esempio, il nostro è fatto di cellule, e ciascuna di queste ha un suo mondo. Se noi potessimo intervistare una cellula ci racconterebbe tantissime cose. [A seconda della specializzazione, un tipo di cellula è diverso dall’altro, quelle del cervello da quelle dell’unghia da quelle del midollo spinale.] La civiltà vive proprio in questo modo, solo che le cellule della civiltà siamo noi. Ognuno di noi è una cellula di questo grosso organismo che è la civiltà.

Studiare uno di questi corpi è una disciplina appassionante. Diversi filosofi russi se ne sono interessati nel secolo scorso. […] All’inizio degli anni novanta, c’era una teoria, quella di Duncan […] in questa teoria si dice che, intorno al 2009-2012, viene raggiunto il picco della produzione di petrolio e di gas naturale. Quindi, a partire dall’inizio del novecento, c’è una salita della curva della produzione di petrolio che determina un mondo. Raggiunto il picco, non è che viene mantenuto, il picco cade. Allora, secondo Duncan, cominciano a prodursi tutta una serie di processi, per cui, dal punto massimo, si torna indietro velocemente a livelli di decenni addietro, fino a giungere al livello (di consumi) del 1930 nel 2030 […]

Il contributo di Igor Sibaldi alla teoria della civiltà è il seguente: così come un organismo vivente ha le sue stagioni, ognuno diverso dall’altro, per esempio il gatto vive circa vent’anni, ma non è che vive meno di noi, vent’anni per il gatto sono centoquindici anni per noi […] E siamo noi ad avere il ritmo delle quattro stagioni, non il gatto.

La civiltà ha il suo anno e le sue stagioni. A Sibaldi risulta che l’anno della civiltà, rispetto al nostro, sia di 72 anni, e c’ha lavorato tanto per scoprirlo. Cosa vuol dire l’anno della civiltà? Per esempio, oggi è il 30 dicembre, se noi pensiamo al 30 dicembre di un anno fa vediamo che il clima più o meno era lo stesso. Non era identico, magari pioveva, però simile, ed era simile anche all’anno precedente, e a quello ancora prima. Ecco, la civiltà, che non è metereologica ma storica, ogni 72 anni ripropone una situazione simile.

Se tu sei solo una cellula della civiltà, non te ne accorgi. Fai la tua parte, hai il tuo compito, sei un suo strumento obbediente.  Se, invece, tu cominci ad accorgerti di essere un individuo dentro la civiltà, allora smetti di essere solamente una sua cellula, e cominci a pensare: “ma io cosa ci guadagno a stare qui dentro?” Io posso essere una goccia d’acqua portata da un fiume oppure una persona che guarda il fiume dalla riva, questa è la differenza. Studiare le civiltà ha come scopo riuscire a essere sulla riva. E, invece di fluire con tutti gli altri, accorgersi di quello che succede, e fare previsioni. Non profezie da palla di cristallo, ma previsioni economiche, politiche, personali, regolandosi in base alla situazione, come si fa con le previsioni del tempo.

Dunque, un anno della civiltà è 72 anni dei nostri, ogni 72 anni si ripete la situazione di 72 anni prima. Le stagioni della civiltà durano 6 anni e sono 12. Sembra complicato ma è semplice. In ogni stagione c’è un clima diverso, per esempio in estate fa caldo, in inverno fa freddo, in autunno fa freschino. [Dentro l’anno della civiltà] ce ne sono dodici varianti. Noi siamo appena usciti, nel 2012, che veramente è un anno di cerniera, tra due stagioni diverse, siamo appena usciti da un periodo che si può chiamare solamente “periodo di ribellione.” Perchè, dal 2006 al 2012, se facciamo i calcoli, togliendo (tre volte) 72 anni, si arriva al 1790 – 1796, epoca dopo la Rivoluzione Francese. Questa rivoluzione qualcuno l’ha fatta, la Francia, qualcun’altro no. Chi l’ha fatta gli è andata bene, perchè era proprio quello che la civiltà in quel momento chiedeva: ribellati!

Poi [72 anni dopo], 1862-1868, [in quest’arco di tempo] due stati han cominciato a darsi da fare in Europa, nella civiltà occidentale, e uno nelle Americhe, gli Stati Uniti. Che cosa han fatto? Hanno rivoluzionato tutto quanto. Gli stati del nord, 1864 in America, han detto “cambiamo tutto”, gli stati del sud han detto “no, restiamo come prima.” Chi ha vinto? Era inevitabile, in quel periodo di ribellione, hanno stravinto gli stati del nord, hanno schiacciato gli stati della confederazione [del sud] e s’è cambiata la storia di un paese.

In Europa quali stati stavano pigliando la stessa iniziativa? La Prussia e il Piemonte. Il piccolo stato del Piemonte, in quel periodo, stava dicendo: “ma se io metto su, non una ribellione, [bensì] un “Risorgimento”, comincio a far fuori tutti.” Tutti gli stati un po’ arretrati, che non si ribellano […] Per cui lo stato delle Due Sicilie dice: “no, noi siamo fedeli al passato”: distrutto,  lo Stato Della Chiesa: distrutto, tutte le varie repubbliche, tutte quante fatte fuori, l’Austria, legata al passato: distrutta, sconfitta in quel periodo. Perchè? Perchè era il periodo delle ribellioni.

1934-1940 [72 anni dopo], chi si è ribellato questa volta? Uno stato solo, purtroppo: l’America, che proprio in quel periodo ha fatto il New Deal; cosa vuol dire il New Deal? “Cambiamo tutto quanto, non funzionava il modello economico precedente, lo cambiamo del tutto.” E’ stato l’unico (stato) a trovarsi nel momento giusto nella condizione giusta. Gli altri stati europei, purtroppo, hanno perso completamente quel treno lì, l’Italia era ferma, la Germania era ferma: venivano dal periodo precedente, quello dei sei anni precedenti, che si chiama “il periodo delle dominazioni”, il periodo in cui cominciano sempre le dittature, cominciano sempre i capi, in America Roosevelt, in Europa Hitler, in Russia Stalin. Nel periodo appena concluso, si richiedeva alle cellule della civiltà occidentale di ribellarsi, cambiare, scuotere di dosso il vecchio, per affrontare il periodo che comincia quest’anno [72 anni prima, l’inizio della Seconda Guerra Mondiale], 2012-2018, il periodo del “non si può più aiutare nessuno.” Quando la civiltà comincia a “sudare” e a espellere le scorie, è sempre stato così, dal 1750 in avanti, questo periodo qui, se si va indietro, è il periodo in cui la civiltà a incominciato a eliminare, senza pietà, tutto ciò che era attardato, vecchio, e che non aveva fatto in tempo a ribellarsi nel periodo precedente. Nel 1796, tre volte 72 anni prima, chi è che stava arrivando in tutta Italia? Napoleone, un ragazzino di 28 anni, con intorno dei colleghi generali più o meno di quell’età. Pensate a un generale di 28 anni, con truppe equipaggiate male, con i pantaloni [rattoppati?], pensate, in confronto, gli austriaci, elegantissimi; la diplomazia vaticana e quella inglese, potentissime, l’esercito vaticano, i russi, c’erano in questo 1796. Erano tutti convintissimi di poter battere Napoleone. C’era un problema, Napoleone, nel periodo precedente, era appena uscito da uno stato che si era giustamente ribellato nel momento giusto, aveva una propulsione straordinaria, per cui, in un modo che gli storici fanno fatica a spiegare, questo esercito guidato da ragazzini sconfigge tutti i più grandi eserciti europei per sei anni di fila.

72 anni fa cos’è successo? UNO stato ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, uno solo, gli altri l’han persa tutti. Dalla Germania alla Russia (che ha avuto 27 milioni di morti.) Chi ha stravinto tutto, in questi sei anni, 72 anni fa? Gli Stati Uniti, quelli che si erano ribellati al momento giusto. E chi ha stravinto tutto 72 anni prima? Piemonte e Prussia. Il Piemonte, nel 1870, spazzati via gli ultimi residui [del vecchio mondo], è diventata una potenza europea, col nome di Regno D’Italia, e la Prussia è diventata la Germania nel 1870. Si vede che c’è una ricorrenza precisa.

Vedendo i vari periodi, si vede che la regolarità c’è senza forzarla. A Igor Sibaldi, quando studiava queste cose, gli sembrava di essere, tutt’ad un tratto, fuori dalla storia e di aver capito, come un bambino capisce le regole del gioco degli scacchi, finalmente capiva come si gioca la storia. Per lui era magnifico, e pensava: “nessuno mi crederà.” Però lo stesso pensiero l’hanno avuto tutti quanti i filosofi della civiltà che han fatto teorie simili sulle epoche.

A cosa serve questa teoria? Vale, questa teoria della “ribellione” e del “non si può più aiutare nessuno”, sia sul piano dei grandi numeri sia sul piano individuale. Se nei sei anni scorsi, fate un esamino di coscienza, vi siete ribellati e avete cambiato tutto, e avete preso decisioni mai prese prima, e avete fatto delle grosse svolte, anche andando contro l’opinione della maggioranza, adesso siete nella posizione giusta per entrare in un periodo CATTIVO, un periodo in cui si tratta di fare i Napoleoni, di non guardare in faccia nessuno, perchè, se una persona adesso cercasse di aiutare persone in difficoltà, nel senso, non “l’amico in difficoltà”, ma situazioni che non vogliono cambiare, e che tu aiuti frenandoti, fai del male a loro e a te stesso. E’ un periodo così, in cui, chi si è ribellato negli anni precedenti, ha davanti a se una quantità di possibilità meravigliose, chi non si è ribellato nei sei anni precedenti ha ancora, diciamo un due mesi di tempo [da ottobre a dicembre 2012], quindi si può mettere in pari – sapete che c’è quella bella parabola dell’ “Undicesima ora”, in cui, anche quello che ha lavorato per un’ora viene pagato uguale, che nessuno mai capisce cosa vuol dire quella parabola lì, ma [può essere anche interpretata come]: “se la storia comincia a cambiare, non importa che tu sia in orario fin dall’inizio, basta che tu sia in orario per tempo, basta che sali per tempo sulla nave, poi la nave parte. L’importante è che non arrivi al porto quando la nave è già partita.”

Tradizionalmente, è l’inverno il momento in cui decolla l’anno dopo. Per esempio, nel 1940, ma questo è un discorso su cui ci si dilungherebbe troppo. Quindi, se non vi siete ancora ribellati, ribellatevi, e preparatevi a questo periodo di conquista. Secondo me qualcuno di voi, da dopo l’estate, un’aria nuova l’ha già sentita. Qualcosina ha già sentito che stava cambiando. Io l’ho sentito benissimo. Interiore, esteriore, si sente un periodo diverso che incomincia, ed è sempre bellissimo essere dentro un periodo nuovo.

Tanti vostri conoscenti non ne sanno niente, e sono cellule che vengono portate, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ora dopo ora, non sanno DOVE. Guardando un po’ più in alto, uno dice “ho capito dove va”, quindi so che ci sarà questa corrente, questa marea, che io posso sfruttare.

Se qualcuno è curioso, cosa ci sarà dopo il 2018? Stagione di sei anni 2018-2024? Niente di ottimo, è il periodo che si chiama “apice della tensione.” Le varie tensioni che nei prossimi sei anni, a partire da quest’inverno, si saranno scatenate, dovranno essere frenate un po’. E’ stato così 72 anni prima nella Guerra Fredda, è stato così nell’equilibrio europeo dopo la guerra prussiana, è stato così quando si cercava di frenare Napoleone dopo il 18o2. Poi c’è un altro periodo così così, un altro periodo bruttino, e poi, finalmente, tra trent’anni circa, si sta benissimo. Cioè, “si sta benissimo”, ci sono sei anni molto impegnativi, però chi vince lì…Uno dice “è brutta come cosa, cioè siamo capitati proprio in quel periodo…meglio i miei genitori, che eran capitati in un periodo bellissimo, perchè i quarant’anni precedenti, un crescendo di mutamenti, di innovazioni, di slanci, di cose, meravigliosi i quarant’anni precedenti, meglio ancora i nonni nostri, che avevan fatto il periodo più bello di tutti, quello che ci sarà tra trent’anni, e dura un’altra trentina d’anni, sarà bellissimo, una meraviglia. Ecco, non è detto che non ci si arrivi, perchè, con i progressi della medicina, l’età media è prevista, come sapete, in grande allungamento.

C’è dunque questo miglioramento in corso [della lunghezza della vita media], però non è questo il punto. Il punto è: adesso che io SO che c’è questa civiltà, e che tanti sono solo cellule, è che a me, certo, ogni tanto conviene, essere una cellula, essere parte d’una civiltà, però mi piacerebbe anche essere IO, mi piacerebbe essere una persona libera che, se deve fare la cellula della civiltà e fluire – ribellandosi quando la civiltà decide di ribellarsi, e fare il cattivo quando la civiltà decide di fare il cattivo, ecco, mi piacerebbe essere IO che lo scelgo, di farlo, con anche qualche alternativa. E questa era la posizione che a me interessava di più. Come può una persona essere “radicalmente libero”? Non libero secondo la costituzione, non libero secondo la politica, ma libero dagli esseri, ripeto, più grandi e più potenti, che si stanno adesso dividendo il pianeta, che sono le civiltà. Come faccio io a essere IO, e a non essere solo un occidentale? Come faccio io, quando vado in Arabia, a non sentirmi straniero? Ma a vedere se c’è qualcun altro come me, che non è solo una cellula della civiltà, questo m’interessava. E qui viene tutto il discorso su com’è fatta la civiltà. La civiltà è fatta, non come il corpo umano, di organi e di membra, ma di gruppi, di aggregazioni. Il gruppo più piccolo è la coppia, un pochettino più grande c’è la famiglia, poi la ditta, un po’ più grande c’è il quartiere, poi ci può essere la città, la regione, e così via.





Berlusconi in blu

29 12 2012

Nelle ultime due interviste che il presidente e cavaliere Silvio Berlusconi ha concesso, a una settimana di distanza l’una dall’altra, non a due giornalisti, ma a una show-woman e a uno show-man,  il colore di sfondo dello studio era il BLU.

La prima intervista risale a domenica (live) 16 dicembre, la seconda a domenica (in) 23 dicembre.

I due improvvisati intervistatori sono stati, rispettivamente, Barbara D’Urso e Massimo Giletti.

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Il BLU è il colore del silenzio, della calma e della tranquillità, della tenerezza, della gioia di vivere. È il colore della contemplazione e della spiritualità. Induce alla quiete, alla placida e profonda soddisfazione o adattamento o armonia.

L’azzurro è il colore del mare e del cielo. Per i cinesi il blu è il colore dell’immortalità.

È associato alla forma geometrica del cerchio, simbolo dell’eterno moto dello spirito, un mix di quiete e dinamicità.

In una stanza blu i battiti cardiaci diminuiscono e la sensibilità al freddo aumenta, mentre gli oggetti sembrano più piccoli e leggeri.

Il carattere “blu” è dolce e gentile, tenero, romantico, semplice e sensibile, ama la natura, gli animali e i bambini. Ha grandezza d’animo, buona fede, ingenuità e dedizione, in genere ha un aspetto giovanile, ed emana un forte senso di calma. Apprezza la sincerità e l’onestà, cerca rapporti cordiali e duraturi, ama studiare, riflettere, è attratto dal mistero. Sa comunicare molto bene e si esprime con grande facilità. E’ una persona degna di fiducia e fedele. Riesce molto bene in attività intellettuali. Un buon compagno, comprensivo e tollerante, affettuoso e per nulla geloso.

E’ un colore ampiamente usato, dal blu scuro al blu marine. E, come tale, significa il classico, il tradizionale. Il turchese però ha un aspetto di modernità e vivacità.

Il blu riflette anche il significato di pulizia perché è il colore dell’acqua, quindi è immediato il suo riferimento al cielo e al mare: indicato per pubblicizzare i viaggi.

Il blu è il colore più importante nella percezione visiva di sicurezza e solidità.

Da solo o associato al bianco è stato molto utilizzato per i marchi di prodotti collegati alla finanza, all’attività bancaria o ai trasporti.

Polizia e Carabinieri vestono divise blu e azzurre, così com’è il colore delle loro macchine, per dare un senso di tranquillità, di pace e quindi di fiducia.

http://www.homolaicus.com/linguaggi/teoria-colori2.htm





Appunti tratti dal mio quaderno (7) + bonus

23 12 2012

Settima puntata.

In un servizio televisivo non so in quale programma per seguire la maratona elettorale delle elezioni politiche USA del 2000, uno degli ospiti, a un certo momento, con la mappa degli USA degli stati rossi e blu che appariva dietro, aveva detto che ormai era certo che il vincitore era Al Gore, e ogni tanto si vedeva la sua foto accanto a quella di Bush.

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In Videocracy, a un certo punto, la voce fuoricampo di Erik Gandini, parla di come, in Italia, si sia vissuto un’atmosfera, dagli anni ottanta in avanti, che possono capirla e riconoscerla soltanto coloro della generazione, nata e cresciuta in Italia, che l’hanno vissuta. Gli stranieri sono esclusi dal riconoscerla e capirla. E’ stata mostrata anche quella proto televisione commerciale, una trasmissione del 77 – 78 reperita su nastro smagnetizzato, diventato in bianco e nero, con rari sprazzi di colore, e le linee bianche magnetiche che attraversano il video.

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La trasmissione andava in onda su “Tele Torino International”, lo studio era l’interno di un bar coi tavolini e le sedie, le persone telefonavano da casa e, se rispondevano esattamente alle domande che venivano loro rivolte, potevano scegliere il vestito che una donna in sala (dal viso nascosto con una mascherina) doveva togliersi.

Gli operai al mattino erano stanchi e non rendevano nelle officine FIAT, perchè stavano alzati fino a tardi a vedere la trasmissione.

Il titolo era Spogliamoci insieme, ed era precedente anche a La bustarella e Colpo Grosso.

L’epoca iniziale, primigenia, del riflusso, del neoliberismo, del ritorno al privato (dopo gli anni settanta dell’impegno) si stava facendo strada con questo tipo di immaginario. Fanciulle discinte negli studi televisivi, assieme al dilagare di quella “mancanza di senso accompagnate dall’ipertrofia della visibilità e del gossip“, di cui scrive Sergio Di Cori Modigliani. Cose che si contrapponevano ai discorsi pacati, in bianco e nero, con i primi piani eterni, di Togliatti, con i suoi occhiali dalla mezza montatura spessa.

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Il Dadaumpa delle gemelle Kessler, coreografate da Don Lurio, diventava preistoria coperta di licheni. La paleotelevisione del servizio pubblico. Tv didattica e didascalica, dominata dal perbenismo cattolico. “Cattolico decoro”, come cantava Giovanni Lindo Ferretti.

L’attacco e l’invasione dell’Iraq nel 2003, erano stati tanto tambureggiati, prima e dopo, settimana dopo settimana. Ma era stata un’azione molto teatrale, molto mediatica. Il “tiranno” Saddam era ormai un pallone gonfiato, che si circondava e faceva sostituire da mille sosia, andava in Tv con una faccia che sembrava una sua caricatura, e non si capiva nemmeno bene se si trattasse proprio di lui. Con un paio di pesanti occhialoni dalla montatura spessa, e sopracciglia e baffi che sembrano tinti. Poi, alla fine di quel 2003, dopo che per mesi si dava per disperso e non si riusciva a rintracciare, Saddam venne “braccato”, nel periodo in cui prendevo cappuccini e merendine nei bar di Sestri Ponente, ascoltando il walkman, e le immagini del suo look, nel momento in cui venne catturato, erano diverse da quelle a cui c’avevano abituato i mass media.

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Durante tutta la prima metà del 2003, la Guerra in Iraq (pallido sequel della molto più classica originale e originaria Guerra in Iraq del 1991) era spettacolarizzata al massimo dappertutto: radio, Tv, giornali e internet. Ricordo persino un’immagine dei concorrenti di Sanremo (tra cui Bobby Solo e Little Tony) che posavano per mostrare tutta la loro contrarietà alla guerra.

Lele Mora, tutto vestito di bianco dentro quella stanza da letto in Costa Smeralda, dove ogni cosa era bianca, non riuscì a starmi antipatico quando vidi Videocracy. Al contrario, ha una faccia che mi è simpatica, più simpatica di quella di Fausto Bertinotti, mio idolo quanto avevo vent’anni.

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Bonus

Questo doversi sempre riferire a qualcosa di esterno che ci domina. Uno di questi “esterni che ci dominano” è il linguaggio, per esempio la lingua italiana. Non è qualcosa che ha origine dalla nostra interiorità, ma da un’esteriorità che ci individua e ci dice come dobbiamo essere. Per esempio, parlanti di una determinata lingua, nel mio caso la lingua italiana. Mi identifico con ciò che di me viene detto dal “mondo esterno”, ed abbocco all’amo. Mi identifico in ciò che mi viene detto di essere dal “mondo esterno”, e comincio a dimenticare (in seguito me lo dimenticherò completamente) che “mondo interiore” e “mondo esterno” sono la stessa cosa. I confini del corpo sono falsi confini. E’ il confine del corpo il confine da abbattere.





21/12/2012

21 12 2012

december

ALESSIO BERTALLOT – Sono Fermo from Gianluca Giangi Magnoni on Vimeo.





Nel 12/12/12, in attesa del 21/12/12, “Io ci sarò” di Piero Pelù

12 12 2012

Ci troviamo alla data 12/12/12 (anche se sto scrivendo l’11/12, programmando con WordPress l’uscita per il giorno successivo), e iniziano i nove giorni che ci separano da questo 21/12/12, presunta “fine del calendario Maya.” Nove giorni in cui – si dice sui blog di roba alternativa inerente queste cose – comincerà a esserci un’escalation di quegli influssi solari-elettromagnetici-psichici, o non so cos’altro, che raggiungerà il culmine proprio alla famosa data.

Intanto, la data di oggi è l’ultima di questo secolo formata da tutte le tre cifre uguali, la successiva ci sarà nel lontano 2101.

Anche se, poi, il solstizio d’inverno del 21/12 non dovesse celare nulla di strano o anomalo o straordinario (nemmeno la fine della precessione degli equinozi di 25.900 anni), e fosse frutto di interpretazioni sbagliate e invenzioni di sana pianta, ad ogni modo è stata creata, in tutti questi anni, un’EGGREGORA piuttosto solida, di non so quante migliaia di persone le quali si attendono debba avvenire qualcosa in quella tale giornata o giù di lì. Perciò, dal momento che sono persuaso di come la psiche (collettiva) abbia influenza sulla realtà materiale, potrebbe succedere qualcosa proprio perchè viene atteso da non so quante migliaia di persone.

Io ho scelto di rispondere a questa attesa, presentando un videoclip che potrebbe essere visto come una specie di “manifesto” per questi giorni. E’ il video della canzone “Io ci sarò”, tratta dall’album “Nè buoni nè cattivi”, il primo album di Piero Pelù come cantante solista, uscito nel 2000.

Facciamo dunque “un passo indietro”, come si dice in questi casi.

Correvano gli anni 1999-2000 (i quali precedentemente erano stati caricati di immaginario, un po’ come ora il 2012), e il famoso gruppo rock italiano LITFIBA, vide la scissione tra i due storici componenti ancora in attività: Ghigo Renzulli e Piero Pelù. Dopo l’uscita dell’ultimo album assieme, intitolato “Infinito” (sulla cover identificato soltanto col SIMBOLO dell’infinito), da molti aficionados giudicato il più brutto di sempre – nonostante le moltissime copie vendute – Renzulli proseguì il percorso dei Litfiba (dal momento che era detentore dei diritti del nome del gruppo) assieme a un nuovo frontman, somigliante nell’aspetto e nella voce a Pelù (tale Gianluigi “Gabo” Cavallo) e Piero iniziò la sua carriera da solista. Il tutto avvenne nel MITICO 2000. “Elettromacumba” – il nuovo dei Litfiba con Renzulli e Cavallo – uscì all’inizio dell’anno e “Nè buoni nè cattivi” – il primo di Pelù come solista – uscì verso primavera.

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Nell’altrettanto mitico 1999, come abbiamo visto, uscì l’ultimo album del Litfiba, quando i contrasti tra Pelù e Renzulli erano già conclamati (infatti anche la cover sembra mostrare questa condizione di “separati in casa”.) “Infinito” è da alcuni considerato come l’ultimo della cosiddetta “tetralogia degli elementi”, formata da diversi album usciti dal 1990 in avanti (“El Diablo” = fuoco, “Terremoto” = terra, “Spirito” = aria, “Mondi sommersi” = acqua), ed è associato al TEMPO.

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In quello stesso 1999 scoppiò una guerra, la prima in Europa dopo più di cinquant’anni, condotta dalla NATO, proprio nel corso del suo cinquantesimo anniversario, contro la Serbia di Milosevic, a causa di violenze di tipo “etnico” (così la vendettero i mass media) le quali avvenivano nel territorio conteso del Kosovo. In realtà si trattò di un conflitto geopolitico, il quale inaugurò – ancora prima dell’ 11 settembre 2001 – la tensione internazionale che stiamo tuttora vivendo, dovuta alla crisi secolare dell’impero occidentale, il quale reagiva alla stessa – e tuttora continua a reagire – utilizzando la violenza del complesso militare-industriale nelle sue mani.

Il primo emergere nei panni di cantante solista da parte di Piero Pelù (senza i Litfiba) fu proprio in occasione della Guerra europea nel Kosovo, quando partecipò (assieme a Luciano Ligabue e Lorenzo “Jovanotti” Cherubini) a “Il mio nome è mai più”, un brano, una instant-song, realizzata a tempo di record dopo l’inizio dei bombardamenti NATO sulla Serbia e sul Kosovo, una specie di canzone di denuncia e protesta contro questa guerra.

[Nell’anno in cui l’Alleanza Atlantica inglobava anche tre stati che fino a dieci anni prima erano nell’orbita dell’impero sovietico, minacciando di espandersi sempre più verso est. Nell’anno del massimo trionfo territoriale dell’Impero iniziava la sua crisi, che sarebbe definitivamente esplosa nel 2007-2008. Il crollo delle Torri Gemelle non fu l’inizio, e a dir la verità nemmeno la Guerra nel Kosovo – questi semmai erano i sintomi conseguenti – l’inizio furono le gravi turbolenze finanziarie del 1997-1998 in Asia e Russia, le quali furono la prima forte battuta d’arresto a quelli che ho chiamato “anni sessanta della globalizzazione”, nel biennio 1995-1997, un biennio che vide (guarda caso) un fiorire di NOVITA’ nella musica di grande consumo (rock, pop, elettronica & C), sia in Italia che nel resto dell’occidente, esattamente come negli anni sessanta.]

Vi è qui una specie di intreccio di coincidenze, combinazioni, sincronismi, che leggo tra le righe. Il Piero Pelù che, nei primi anni novanta assieme ai Litfiba – i quali dal dark rock new wave degli inizi (assieme a gruppi come i Diaframma che invece mantennero quella linea) virarono a una specie di rock con sonorità “tex-mex” – cantava brani dai testi al limite del complottismo (come El Diablo e Maudit), adesso, nell’anno 2000, con il brano “Io ci sarò”, era protagonista di un video nel quale sembra entrare e uscire da una dimensione parallela all’altra, interagendo con la realtà circostante in modi degni di uno appena reduce da un “salto quantico” o da un “cambio dimensionale.” Mentre canta “Lassù qualcuno mi ama/e sento che mi chiama” (indicando col dito verso l’alto) e “ti insegno un’onda/con cui giocherai.” Oltretutto, le esplosioni che punteggiano tutto il video, richiamano fortemente la scena finale – profetica? – di un film dell’anno precedente, il temutissimo 1999 (lo stesso del primo episodio di Matrix) ovvero Fight Club, con le esplosioni che fanno crollare tutti i grattacieli con l’accompagnamento di “Where is my mind” dei Pixies.

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Sembra esserci una strana correlazione tra il 1999-2000 e il 2012 (in entrambi i casi, anni fatti percepire precedentemente come straordinari, nel senso etimologico del termine), legati da una linea rossa che potrebbe consistere nella FINE DELL’IMPERO, proprio durante il suo apparente apogeo, nel momento in cui la rete digitale occidentale della globalizzazione avvolge tutto quanto come una ragnatela (Web), la massima estensione della autostrade elettroniche, dell’ american way of life, delle città, dei videoclip, delle televisioni, dei videogiochi, della pornografia, delle spese militari, delle vendite di psicofarmaci, il tutto prima di qualche tipo di esplosione che milioni di persone stanno attendendo, proprio per il 21/11/2012. Forse la fine di quel TEMPO che era simbolo dell’ultimo album dei Litfiba, il bruttissimo “Infinito”, prima della separazione di Ghigo Renzulli e Piero Pelù, tanto rimpianta da, per esempio, gli Elio e le storie tese, i quali, quattro anni dopo, nel 2003, nel loro album Cicciput, fecero uscire una loro specie di accorata preghiera per la riunificazione dei due storici elementi del gruppo: “Litfiba tornate insieme.”

Litfiba - Stato Libero Di Litfiba

I due, qualche anno dopo, tornarono insieme, precisamente l’11 dicembre 2009. I Litfiba originari, coi loro due storici componenti, fecero uscire, l’anno successivo, una raccolta con due inediti, “Stato libero” e, proprio in questo 2012, il primo album con soli inediti dopo “Infinito”, ovvero “Grande nazione.” Eccolo di nuovo il filo rosso: 1999 l’ultimo album prima della separazione; 2000 i primi album dopo la separazione; 2012 l’album (il primo di soli inediti) della riunificazione. In anni ricchi di misteriose reunion, come quella, per esempio, dei Take That. Ma questa, naturalmente, è un’altra storia.

cicciput

Litfiba_GrandeNazione





Il primo ministro Julia Gillard annuncia la fine del mondo

6 12 2012

Il primo ministro australiano, di orgine gallese, Julia Gillard ha predetto la fine del mondo in un videomessaggio per Triple J, una rete radio dell’Australia, ricevendo più di 200.000 visualizzazioni su You Tube in 24 ore.

Il messaggio è parte di una campagna pubblicitaria dello show di punta del mattino

Gillard dice nel filmato: “Miei cari concittadini australiani, la fine del mondo sta arrivando. Abbiamo scoperto che ciò che dice il calendario Maya è vero.”

E continua: “Se il colpo di grazia verrà da carnivori, zombie demoniaci, bestie infernali, o dal trionfo totale di K-Pop, voi tutti sapete che combatterò fino alla fine . “

Il videomessaggio è il coronamento di una ghiotta settimana per gli scherzi in Australia, dopo che due dj sono riusciti a ottenere da un ospedale gli aggiornamenti  sulle condizioni mediche in stato di gravidanza di Kate Middleton, spacciandosi per la regina e il principe Carlo.

http://www.digitalspy.co.uk/odd/news/a443468/australian-prime-minister-predicts-zombie-apocalypse.html