Protetto: Triangolo del diavolo e linguaggio del crepuscolo

3 10 2018

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The X files-X it e la morte della cultura del complotto, parte prima

1 08 2018

Bene, dopo 25 anni sembra che siamo arrivati ​​alla fine dei giochi. Sto parlando di quella che è probabilmente l’ultima permutazione di The X-Files e della conspiracy culture su Internet che si è sviluppata sulla sua falsariga.

Forse siamo arrivati anche alla fine di Internet come agorà pubblica dove persone di ogni ceto sociale e ogni tipo di punti di vista diversi si mescolano e discutono. Per qualche motivo le tre cose mi sembrano intimamente legate.

 

Ritorniamo un attimo indietro con le lancette dell’orologio

Gli X-Files sono tornati nel 2016 per una “serie evento” fortemente pubblicizzata. Chris Carter ha cercato di “riunire la band” come meglio poteva, utilizzando i suoi nerd preferiti quali Glen e Darin Morgan e James Wong, autori di alcuni degli episodi più amati della serie.

Ma altri pilastri – in particolare Howard Gordon ( 24, Homeland ), Frank Spotnitz ( Strike Back, The Man in the High Castle ) e Vince Gilligan ( Breaking Bad, Better Call Saul ) – erano troppo occupati con altri progetti da presentare e non si sono presi.

L’episodio principale andò in scena dopo il Super Bowl L ottenendo ascolti enormi. Le chiacchiere su questo X file spuntarono come gracidii di ranocchie attraverso tutti i social media. E, significativamente, la messa in onda dell’episodio sembrò illuminare come un albero di Natale il nesso teorie del complotto/para-politica/UFO.

Lo show non era ancora finito che gli innumerevoli video di YouTube del focoso dialogo tra Mulder e “Tad O’Malley” (un personaggio basato su Alex Jones, interpretato da Joel McHale e come tale, incommensurabilmente più attraente) stavano spuntando come funghi dopo una tempesta estiva.

Tutto ciò per dire che i critici – più che altro gli estremisti del globalismo neoliberista – odiarono come il veleno ogni secondo di quell’episodio.

Veleno moltiplicato per l’AIDS al quadrato, più la radice quadrata del cancro.

L’episodio della prima era tutt’altro che perfetto. La grossolanità complessiva da parte del triumvirato al potere dello show (Chris Carter, David Duchovny e Gillian Anderson) era fin troppo evidente. Duchovny sembrava stretto nella parte di Hank Moody (il personaggio di una lunga “sex comedy” intitolata Californication ) e Anderson era ancora chiaramente fissata su Stella Gibson, il suo personaggio irlandese della “crime story” The Fall, e per fortuna in X files non parlava con accento britannico!

A Chris Carter gli bollivano chiaramente tante idee in mente ma sembrava troppo incline ai finti dialoghi pretenziosi in stile Marvel Comics anno 1973 che spesso ricordavano gli episodi di Mytharc dei vecchi tempi. Allora poteva funzionare con tutti (tranne i nitpicker di USENET [?]) poiché quei dialoghi davano allo spettacolo una specie di aria portentosa, quasi biblica.

In questi tempi di Peak TV la cosa sembra un po’ tirata per i capelli.

Da lì il tono virò in maniera sempre più barcollante senza nemmeno più il minimo brandello di continuità o di umore tra l’uno e l’altro dei sei episodi.

La “Mutazione del Fondatore” di Wong [cos’é?] è stata più forte di tutto: una sintesi astuta di adattamento autonomo e Mytharc [ma chi o cosa è?] e ce n’è comunque voluta per unire insieme le due sfere ma il risultato è stato talmente frivolo da non suscitare nemmeno un “effetto nostalgia”.

Il Mulder and Scully Meet the Were-Monster di Darin Morgan s’è presto rivelato un noioso e pietoso party per quelli di mezza età, disfatto da una commedia così ampia e pungente che quasi ci si aspettava che Soupy Sales [?] saltasse improvvisamente fuori.

Il fratello Glen ha lavorato molto più duramente di chiunque per raggiungere quella classica atmosfera del 1994, ma il suo Home Again ha rilanciato un mostro riciclato (dalla sesta stagione, “Arcadia”) facendo un minestrone con il “melodramma in camera da letto” (dritto dagli anni novanta) ormai troppo consumato e condito con un soliloquio bizzarro di un punk rocker veterano (Tim Armstrong di Rancid).

E così Armstrong, dopo aver dimostrato al mondo molto tempo fa che non poteva cantare, con questa interpretazione incomprensibile si prese la responsabilità di dimostrare che non poteva nemmeno recitare.

Ovviamente, nessuna delle due abilità è davvero un handicap in un leggendario outfit street-punk come quello dei Rancid, ma forse in The X-Files lo è un pochino. (Se ti degnerai di guardarlo, usa i sottotitoli. Puoi ringraziarmi nei commenti).

Ma a questo punto, l’ondata iniziale di eccitazione e attesa si era raffreddata considerevolmente. Questo non era certo l’X-Files che tutti ricordavamo, quello dei bei vecchi tempi. E’ stato un po’ come se i Led Zeppelin si fossero riformati e avessero registrato un album dubstep.

Insomma, lo splendore catodico dei nostri anni verdi non era stato per nulla rievocato da questo ritorno di X files.

Tutto ciò sembrò indicare a Chris Carter che ora era il momento di abbandonare metaforicamente le sue medicine e preparare uno dei suoi brevettati “quarantacinque minuti”.

Questa volta lasciò cadere “Babilonia” sulla testa di ignari pecoroni, lasciò cadere una lussureggiante giraffa su tutti i tipi di nidi di calabrone (Islam, terrorismo, droghe, cultura redneck), cose che probabilmente sembravano davvero una grande idea all’epoca.

Supponendo, ovviamente, che questa roba Carter la stesse somministrando.

Sulla carta, “Babylon” è affascinante, un lungo riconoscimento della potente influenza degli allucinogeni e degli antichi culti misterici nello spettacolo.

Sullo schermo, tuttavia, si trattava di un qualcosa fatto alla bell’e meglio, pieno di dopplegangers di cartoni animati di Mulder e Scully (Einstein e Miller, che i fan odiarono all’istante), e altri cartoni animati tra i più stupidi: dai ballerini ai razzisti ai terroristi ecc…

Non contento di quell’enorme aiuto per il maltrattamento dei fan, Carter ha poi lavorato sbrigativamente a un finale della serie. Ci deve aver lavorato con una pistola alla testa, a giudicare dalla scrittura.

Tutto questo per dire che “My Struggle II” fa sembrare “Babylon” come “Duane Barry” in confronto. Il dialogo è stato tra i più perfettini, le motivazioni tra le più opache e una recitazione più di legno che mai nella storia dello show.

In vero stile carteriano, il tutto è culminato con l’inferno che si scatena nella forma di un contagio armato. Per poi concludersi con uno splendido set che ha visto un prostrato Mulder e una Scully dalla faccia impotente in attesa affrontare una morte certa – e un’apocalisse globale – nella forma di un UFO in bilico. E inoltre quel ragazzo, Miller…

I fan erano sconcertati, gli aficionados della ditta M&S erano apoplettici dalla rabbia e comunque gli stessi critici erano settimane che prevedevano tutto questo bel risultato.

Dunque così sembrava essere l’ignobile fine di una serie tv un tempo gloriosa.

Detto questo, la serie di eventi ha guadagnato abbastanza spazio per la rete FOX, che lotta per ottenere un altro risultato. Stavolta la stagione si svolgerà per dieci episodi, lasciando presumibilmente agli scrittori più spazio per confezionare il tutto e inviare Mulder e Scully al tramonto per vivere i loro giorni in pace.

Il fatto è che lo stesso Carter sembra credere di aver “completato tutto” nel 2001, con il finale della ottava stagione.

Quella trama fu originariamente progettata per ultimare la saga di Mulder-Scully e passare il testimone a nuovi agenti. Il piano prevedeva che lo show continuasse con nuove star e un nuovo showrunner (presumibilmente Spotnitz e/o Gilligan) mentre Carter, Duchovny e Anderson lanciavano nei cinema un nuovo progetto.

Il problema era che Gillian Anderson rimase per la nona stagione, quella che non le diede soddisfazione. La sua trama doveva ancora essere revisionata, cosa che sembrava essere fatta apposta per ostacolare qualsiasi investimento dei fan nel nuovo team di XF.

Peggio ancora, la cultura di Internet che è “cresciuta” con X-Files era ormai da tempo divenuta tossica, i forum online di XF (che una volta producevano gli articoli per conto proprio) ora si riducevano a spazzatura. (Glen Morgan in realtà ha scritto alt.tv.x-files nel mezzo della seconda stagione).

Poi, naturalmente, è successo l’11 settembre e all’improvviso nessuno era più interessato ad approfondire le cospirazioni governative.

Ovviamente, non è stato d’aiuto lo spinoff di X-Files The Lone Gunman (il cui episodio pilota era nella slot della domenica sera di TXF molto simile a un episodio tradizionale ospitato dalla serie principale)  il cui argomento è la presenza una organizzazione criminale nascosta nel governo che cerca di controllare a distanza un aereo di linea nel World Trade Center.

La nona stagione è in realtà molto meglio di quanto si meriti . Cioè con l’ovvia eccezione del Mytarch, che per lo più gioca come una trama i cui scrittori sono stati costretti dalla rete televisiva a continuare a scalciare come un cavallo morto da tempo.

E il secondo film di XF è anche assai meglio di quanto l’opinione comune ti porterebbe a credere. È solo molto, molto oscuro e molto, molto cupo.

Ma sembra anche che sia stato progettato per “confezionare” la trama di Mulder-Scully. Il problema è che fu il film di cattivo gusto dell’estate 2008 e non aveva dischi volanti.

Così è emerso che per la stagione 11 gli sceneggiatori hanno abbandonato ogni pretesa che il revival di X-Files fosse tutt’altro che un esercizio di nostalgia per i GenXer ingrigiti.

Il che, naturalmente, è stato più che buono per me, essendo un GenXer ingrigito.

Tanto più che ha prodotto alcuni degli episodi più soddisfacenti da quando quell’epica corsa di Mytharc era avvenuta a metà dell’ottava stagione. Solo con quella insostituibile nebbia di Vancouver. Inoltre Mark Snow torna sulle onde sinusoidali e sulle batterie, e quindi è nel suo.

E tutto è iniziato con la tradizionale modalità X-Files, cioè con una fottuta apertura terribile della stagione.

Beh, non era uniformemente terribile. Sembrava uno dei consueti lavori “buona la prima” a cui ci ha abituato l’ultimo Carter. Con in più questa volta dei dialoghi interiori inspiegabili in prestito da Sin City.

E nemmeno il Sin City migliore: parliamo dei dialoghi interiori di Sin City: A Dame to Kill for.

Eppure, William B Davis sembrava essersi divertito molto a rosicchiare lo scenario e a scatenare dei dialoghi sulla Kree-Skrull War degni del Carter migliore visti come il vangelo. Ed è stato bello vedere Chris Owens come un Jeffrey Spender miracolosamente guarito (un ruolo scritto per Robert Patrick, che non era disponibile) e la Monica Reyes interpretata Annabeth Gish che si schierava per la Marita Covarrubias interpretata da Laurie Holden.

Inoltre, AC Peterson è stato eccezionale nella parte del signor Y, che si è presentato per alcuni secondi dell’ultimo episodio per incontrare il suo creatore. Ovviamente. I carters andranno a Carter, qualsiasi cosa significhi.

In linea con i tempi, le tematiche cospirative sono ora incentrate sulla breakaway civilization e il secret space program. Oltre che la singolarità e il transumanesimo.

E ci è stato anche detto che gli alieni non erano più interessati al nostro pianeta a causa di … uh, il riscaldamento globale. Eh certo, queste cavolate vengono scritte in California, come poteva essere altrimenti? Il riscaldamento globale è nulla di più nulla di meno che una religione calvinista di tipo californiano.

Ad ogni modo, la nave si raddrizzò una volta schiarito il fumo della bomba di “My Struggle”.

Ciò che è veramente notevole nella stesura di questa stagione è la sua quintessenza. Glen Morgan non ha solo scritto un raccoglitore di un Ep. 02 (“Questo”), ha scritto una sceneggiatura quintessenziale alla Glen Morgan.

Significa che inizia con un “set” molto appariscente, impostato su una canzone dei Ramones, che prende quasi le sue mosse da un precedente classico XF, Kill Switch, da cui prende anche il nome.

Inoltre ci sono un sacco di dialoghi piacevoli e una polposa azione da fumetto.

Caspita, ho persino tirato fuori la mia copia di Vitalogy per immergermi davvero nel 1994. Beh, non l’ho proprio fatto. Ma avrei dovuto pensarci.

Barbara Hershey, di cui Chris Carter non sembra avere il minimo indizio su cosa farne, appare ancora come il malvagio Erika Price, che sembra il figlio bastardo di Ray Kurzweil e Diana Fowley. Le mette in bocca tutto un discorso caricaturale su Mulder in uno scontro memorabile e sembra quasi convincente.

Nel complesso,  “This” è un formidabile ritorno alle origini che segnala una parata in arrivo di altrettanto validi esercizi di ritorno alle origini. Grazie a Dio.

Quel suono sospirante che avete udito durante tutto l’inverno è stato il suono degli sfinteri in tutta la X-Files Nation che si sono rilassati quando hanno visto arrotolarsi il sipario dell’episodio 3 coi titoli di coda.

Ovviamente, stiamo parlando del loop-in “Plus One” di Chris Carter, un episodio della quinta stagione epico in tutto tranne che nella timeline. Certamente in spirito, aspetto e sensibilità.  

In altre parole, la quintessenza di Chris Carter.

Ora, il tema in esecuzione per tutta la Season Eleven è la realtà alternativa. “My Struggle III” non è stato sicuramente un must  ma è arrivato così vicino a convincermi che la visione di “My Struggle II” avrebbe dovuto avere da sempre un taglio profetico.

Successivamente, l’episodio “Questo” concretizza la realtà alternativa nel cyberspazio. E “Plus One” è pieno dei tradizionali doppelganger di Carter, molti dei quali si presentano come dei rapiti incoscienti e incazzati provenienti da un universo speculare al nostro.

Intendiamoci, “Plus One” non ha una sola particella di senso, ma è così vertiginoso e di alta qualità da non aver nemmeno il tempo di accorgersene. Mi ha ricordato molto certi episodi amati dai fans di Carter come “Post-Modern Prometheus” e “Improbable”, ma m’è risultato considerevolmente più tradizionalista per quanto riguarda l’attuale X-Files.

Tutto inizia con un trio punk che fa la cover di una canzone di David Duchovny (sul serio!) e da lì si ci trova a rotolarsi dentro una notte buia e oscura. La coraggiosa XF Karin Konoval (madre dell’ Inbreeding di “Home”) interpreta due  fratelli gemelli maschio e femmina (lo scivolare nelle questioni gender è un altro topoi di lunga data di Carter) con un tale abbandono che vi viene quasi da voler stabilire un contatto con lei.

Quei poveri, dolci bambinetti estivi hanno a lungo disprezzato Chris Carter per la sua riluttanza a trasformare The X-Files in uno slash porn. Carter, che nel cuore è rimasto un ragazzo educato dalla religione battista, è un grande sostenitore della gratificazione ritardata (leggi: **** – prendere per i fondelli).

Beh, almeno sullo schermo.

Sapendo che questo era probabilmente il suo ultimo rodeo, Carter ha regalato agli ‘shipper’ (e probabilmente agli snoggers) quello per cui si stavano struggendo: un caxxo di Mulder-Scully. Bene, Carter l’ha fatto a modo suo.

Ma gli “shipper” hanno capito che in un contesto X-Files , “Plus One” non è altro che porno hardcore XXX. E il Mulder-Scully deve condividere un topoi da camera da letto che potrebbe non essere mai stato sollevato da migliaia di fans risalenti al 1993, ma sicuramente si sentiva come così fosse, almeno per loro.

La più iconica delle ambientazioni complottiste: il parcheggio sotterraneo.

 

Con Morgan e Carter che hanno preso a calci certi loro episodi per eccellenza traendone storielle autonome, Darin Morgan è tornato per cercare di battersi contro questa consuetudine.

Ed ecco dove la più ampia corrente sotterranea che ha nutrito il successo della serie di X-Files (e ora lo minaccia) è balzata in superficie: la cultura del complotto, che ora sta crollando.

Mi rendo conto che la maggior parte della gente ha amato (o meglio, ha finto di amare) “Mulder e Scully meet the were-monstre“, ma alcuni altri, incluso il sottoscritto, sicuramente non l’hanno fatto. Per me sembrava tutto così triste e da menopausa maschile il lamento di Morgan che non era mai stato in grado di proseguire il suo incredibile successo adolescenziale.

Ragazzi, dovremmo avere tutti quanti noi di questi problemi…

In ogni caso, si potrebbe sostenere che “The Lost Art of Forehead Sweat” proviene dallo stesso stampo (con Reggie Qualcosa, spettatore del successo esplosivo di X-Files , il quale rispecchia Morgan stesso dopo aver lasciato la serie), ma per i miei soldi è considerevolmente più spiritoso (piuttosto che amaro) e schivo (piuttosto che auto-disprezzante) rispetto al suo predecessore.

Anche “Sweat” è un episodio quintessenziale. In effetti, è la quintessenza di Darin Morgan e mi sono quasi sentito come se fossi stato teleportato nel 1996, che probabilmente tutti conoscono essere il mio più caro desiderio nella vita.

Molto più di un episodio di XF alla Darin, “Sweat” mi ricorda molto “La difesa di Doomsday di Jose Chung”,  sequel nel telefilm Millennium del mio episodio preferito XF di Darin “Jose Chung’s From Outer Space“. Ha la stessa atmosfera di un numero della rivista MAD del 1972, la qualità di un lavandino, un senso di abbandono totale.

Inoltre, il pastiche alla Zelig nel mezzo è particolarmente inestimabile. E i miei complimenti a DM per aver scelto Bill Dow, di norma tragicamente sottoutilizzato, per un cammeo brillante.

Il fulcro della storia è comunque uno scontro tra Mulder e il Dr. They, interpretato con assoluta naturalezza dal veterano attore protagonista Stuart Margolin.

Ed è qui che Morgan legge l’epitaffio di The X-Files, così come la stessa cultura della cospirazione.

Un po ‘di storia, prima.

La cultura cospirativa che alimentava X-Files non era di tipo paleocon, alla Infowars per intenderci, o la varietà escatologica, entrambi così comunemente demonizzati oggi da coloro che sono cresciuti, si sono calmati e hanno iniziato a indossare completi blu o marrone.

Qui, piuttosto, ha agito l’influenza della trilogia degli Illuminati, Mae Brussel e l’ Apocalypse Culture . Era la cultura cospirativa di WBAI-FM, Dave Emory e RE/search. [mah!] Era un’esegesi apertamente libertaria, di sinistra e anti-autoritaria, prodotta dalle macchie di sangue lasciate dagli assassini di Kennedy, Kent State e dal Vietnam.

Di conseguenza, una sfilata di esponenti della cultura freak, calzati e vestiti, si è insinuata sullo schermo, iniziando molto presto ad assistere a X Files.

Dalla prima stagione avete avuto Brad Wilchek, la copia sfacciata di uno Steve Jobs della Apple in esilio, e Max Fennig, il rapito dagli alieni trasformato in vagabondo complottista. Max, a sua volta, ha ispirato i lone gunmen, che Morgan e Wong hanno basato su un trio di strambi teorici della cospirazione.

La seconda stagione gettò nelle canne Chuck Burks, da bravo pensatore di breve durata. Tutto ciò ha raggiunto il suo apogeo con l’episodio degno di uno scienziato pazzo di Vince Gilligan, “Insoliti sospetti”, che ha raccontato l’origine dei Gunmen.

Ma muoversi in parallelo con questi era una razza di dissidenti piuttosto seria, a cominciare dall’angelo vendicatore di Tony Todd in “Insonnia”. Immediatamente dopo di lui avevamo il rapito psicotico Duane Barry, interpretato da Steve Railsback che lo seguiva a sua volta in una sfilata di miliziani (inclusi agenti e doppiogiochisti) e leader apocalittici quali Richard Odin, Vernon Ephesian, Absalom e Josepho.

Si poteva tracciare una sorta di evoluzione nella storia della serie in cui sia il nerd che il teorico della cospirazione correvano in tandem prima che il nerd finisse in un angolo. E nelle ultime due stagioni abbiamo Tad O’Malley, che è un po ‘come Alex Jones, solo più affascinante e carismatico (puoi mai immaginare Joel McHale che interpreta un personaggio improbabile?)

Ma con l’elezione di Trump, l’Establishment non ha più alcuna pazienza per ogni tipo di cultura della cospirazione, eccetto la sua. L’asse Neolib-Neocon-FAANG-Wall Street che esercita una dominanza incontrastata e imperiosa su ogni singola istituzione di questo paese (a parte il ramo esecutivo e alcuni governi statali impotenti, almeno apparentemente) non tollera la minima deviazione o dissenso dal suo ordine del giorno, che venga da sinistra, da destra o dal centro.

Così ora, con l’aiuto dei signori ingegneri di SiliCylon Valley, Cylon Francisco e Cyleattle, qualsiasi parola scoraggiante può essere efficacemente messa a tacere con un algoritmo insonne. E stanno lavorando giorno e notte per cercare di fermare qualsiasi pensiero preoccupante alla fonte.

Significa dentro il tuo cranio.

Potrebbe esserci ancora un grumo di cultura della cospirazione – principalmente della varietà nichilista di Pizzagate – lasciata sui social media, ma se le cose continuano nel loro corso attuale quelle voci saranno messe a tacere prima di allora.

Ma l’altra forza che milita contro la cultura della cospirazione è il collasso del Centro, che dopotutto non regge. Non c’è una monolitica voce rappresentante l’autorità, che vi attira e cerca di portarvi nella sua direzione. Gli adulti effettivi in ​​questo paese sono da tempo morti e sepolti.

E i nostri attuali mezzi di informazione mainstream fanno apparire i media statali sovietici di Andropov come un severo pilastro dell’oggettività.

Forse è sempre stato così, ma un tempo lo nascondevano meglio. E i budget sempre più ristretti hanno lasciato anche le più grandiose notizie nelle mani di incompetenti e millennials incapaci di pagare il debito, e si chiedono quando sono entrati in questo inferno e quando si sono evaporati i loro privilegi  (suggerimento:  dopo la laurea.)

Quindi puoi avere tutti i fatti in mano, tutti i documenti, tutte le prove che ti piacciono. Se nessuno vuole sentire, non sarà mai ascoltato. Garantito. Punto.

Mi piacerebbe dire che vedo cambiamento in futuro, ma a meno che le persone smettano di usare i loro computer per l’auto-conferma drogandosi con la loro stessa dopamina, non vedo come possa avvenire un qualsiasi cambiamento.

Quindi la ricerca romantica di un Mulder e Scully, fermi nella convinzione che la “V” della Verità vi libererà, non si registra meno che mai alla nostra età e ai nostri tempi. Se qualsiasi verità arriva ad oscurare la giornata, il vostro feed Twitter e/o Facebook spazzerà via quegli insetti molesti. A nessuno importa più la Verità oggettiva. Ricercare la Verità è comunque quasi certamente un reato di licenziamento in questi giorni. Quindi parlatene con il vostro responsabile delle risorse umane.

Ad ogni modo, lasciate il compito a Darin Morgan, per far provare a far cadere quel bocciolo di verità nel mezzo delle nostre vite.

Ciò detto, torniamo alla nostra trasmissione regolarmente programmata perché c’è molto più di questo da affrontare: transgenetica, controllo mentale, stregoneria, pedofilia e vampirismo di Hollywood.

Ditemi cosa, lo faremo nella seconda parte, perché sto diventando potentemente assonnato. O forse è una mia fatica dovuta alla depressione. Non posso sul serio stabilire la differenza.

CONTINUA

https://secretsun.blogspot.com/2018/07/the-x-files-x-it-death-of-conspiracy.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





Cripto-kubrickologia 2 – il bigfoot

20 06 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/06/CK-FBF.html

Cripto-kubrickologia: Una metodologia utile per decostruire cinema, storia e sincronicità. Essa riguarda le sincro dei film di Stanley Kubrick legate a elementi trovati in altre realtà.

Shining è un film horror del 1980 prodotto e diretto da Stanley Kubrick e scritto assieme alla novellista Diane Johnson. Il film è basato su una novella del 1977 di Stephen King dallo stesso titolo [in Italia uscita per la prima volta con l’editrice Sonzogno nel 1978 col titolo Una splendida festa di morte.]

Il film Shining parla di un certo Jack Torrance (Jack Nicholson),  aspirante scrittore reduce da un periodo di alcolismo, il quale accetta un posto come sorvegliante in bassa stagione di uno storico, isolato albergo chiamato Overlook Hotel sperduto tra le Montagne Rocciose del Colorado. Assieme a Jack ci sono sua moglie Wendy Torrance (Shelley Duvall) e il figlioletto Danny Torrance (Danny Lloyd). Danny possiede “lo shining,” abilità psichicheche gli permettono di vedere l’orribile passato di quell’albergo.

Una famigerata scena riguarda l’improvvisa scoperta da parte di Wendy Torrance’s di un uomo in abito da sera colto in una posizione compromettente con un apparente uomo o donna in costume da orso.

Nella versione di questa interazione all’interno del romanzo di Stephen King , il costume è da cane. L’analisi di questa scena da parte di Rob Ager nota che egli crede che “un cambiamento di costume da cane a orso non ha alcun significativo effetto sulla estetica spaventosità della scena, cosicché ci deve essere stata una qualche sorta di logica al lavoro nella decisione di Kubrick.” (Source.)

Ecco il bigfoot….

Sia per coincidenza o per proposito, una presentazione speculare interna della “forma”dell’orso di fronte all’uomo è apparsa in un annuncio per un programma di Animal Planet nel 2011. Nel 2010, durante la sessione fotografica per l’episodio pilota di Finding Bigfoot, una serie di immagini furono prese in Alaska.

Alcune di queste furono scelte per essere utilizzate per la promozione di questa serie che avrebbe avuto successo per cento episodi, dal 2011 fino al 2018. Quella serie è finita, cosicchè io farò il resoconto di un’ immagine di cripto-kubrickologia che era lì dall’inizio.

I quattro ospiti (Ranae Holland, Matt Moneymaker, James “Bobo” Fay e Cliff Barackman) vengono presentati in pose che riflettono il loro lavoro sul campo investigativo.

Ma se lo esaminiamo da vicino, c’era mica qualcuno nel dipartimento delle pubbliche relazioni che ha giocato un piccolo scherzo di cripto-kubrickologia?

Quello che stava succedendo ad Animal Planet era una sorta di messaggio segreto della Disney? È un fatto storico ben noto che i cartoonist che lavorano alla Disney hanno nascosto messaggi subliminali e immagini sessuali .

O il Finding Bigfoot e Shining si sovrappongono solo per una coincidenza cosmica?

Certamente, nel campo delle barzellette e della politica, l’immagine dell’orso di Shining è stata usata per esprimere un punto di vista editoriale o comico.

Un altro Criptokubrology-Bigfoot sidetrek

Su Twitter, nel 2017, troviamo questo momento “237” / Kubrick:

Ecco perché é chiamato twilight language.

 





Bye bye evoluzionismo darwinista!

5 04 2018

evolutionwrong

Con questo lungo articolo imparerete che la Signora Evoluzione e’ una religione imboscata nel territorio nemico! In sostanza ha bisogno di uno psicologo che le spieghi a quale sezione appartiene veramente! 

Imparate bene questa importante frase rivelatrice:

<<Accettiamo integralmente i paradigmi della scienza nonostante l’assurdità di alcuni suoi costrutti, malgrado la tolleranza della comunità scientifica verso l’infondatezza del materialismo. Siamo costretti ad aderire aprioristicamente alla causa del materialismo, per creare un apparato di ricerca e una serie di concetti che producano spiegazioni materiali, non importa quanto contro-intuitive e mistificanti esse siano per i non iniziati. La natura assolutistica del materialismo ci impedisce di prendere in considerazione l’ipotesi divina [o comunque ipotesi non strettamente materialistiche]>>

Richard Lewontin di Harvard

 

http://scienceagainstevolution.info/index.shtml Questo sito in inglese smonta al 100% la teoria ( non legge, MAI legge ) dell’ evoluzionismo / Darwinismo in una notte. E contiene una marea di informazioni.

 

Il darwinismo è ufficialmente la risposta scientifica alla religione [e alla spiritualità].

Praticamente ne hanno inventata una anche loro per contrastare tutte le altre, e hanno ufficialmente vinto la guerra, per questo impariamo la storia scritta dai vincitori. Ma si sbagliano. 

La teoria dell’ evoluzione è una di queste. Come il RISCALDAMENTO GLOBALE! Una barzelletta data nei libri di testo come verità pura, senza NESSUNA PROVA! Non abbiamo mai assistito all’ evoluzione! Non esistono specie di transizione. Non potrebbero sopravvivere abbastanza da completare il fantomatico processo di evoluzione.

 

Il materiale qui di seguito è in buona parte tradotto da SCIENCEAGAINSTEVOLUTION sito web ricchissimo di materiale informativo in continuo aggiornamento.

Gli scienziati non hanno confermato praticamente tutti i postulati di Darwin. In effetti, gli evoluzionisti moderni ammettono generalmente che Darwin si sbagliava praticamente su ogni questione specifica. Lo scorso gennaio abbiamo scritto la scorecard di Darwin, nella quale abbiamo esaminato in dettaglio ogni postulato di origine della specie, e abbiamo scoperto che ne aveva solo tre corretti. In particolare, Darwin era corretto quando disse ” :

Più individui nascono che possono sopravvivere.
C’è molta variazione nelle specie.
L’evoluzione dipende dalle variazioni ereditarie

Aveva torto quando

le caratteristiche sviluppate dall’esercitazione sono ereditate.
Le caratteristiche diminuite per disuso sono ereditate.
Il clima provoca variazioni che vengono ereditate.
La dieta provoca variazioni che vengono ereditate.
Non c’è limite al cambiamento ereditato.
Gli embrioni rintracciano lo sviluppo evolutivo.
“organi rudimentali” sono la prova che le caratteristiche diminuite di disuso sono ereditate.
Il record fossile sosterrebbe l’evoluzione se fosse più completo.
Darwin riconobbe correttamente i problemi con la sua teoria.

Sapeva,

“le leggi che governano l’eredità erano abbastanza sconosciute” a Darwin.
“correlazione di crescita” (consanguineità) ha effetti collaterali che limitano la variazione.
“incrociare” provoca variazioni di tornare alla norma.
Il record fossile non supporta l’evoluzione.
Non ci sono forme intermedie viventi.
Strutture complesse, come l’occhio, e ecolocalizzazione, non avrebbe potuto evolvere.
Gli istinti non possono essere spiegati con la selezione naturale.
Non si possono allevare specie diverse per produrre nuove specie fertili.

Un’ altra traccia dell’ errore nella teoria dell’ evoluzione è il fatto che a ogni singolo ritrovamento, la storia dell’ evoluzione umana deve essere poi completamente rivalutata in una chiave nuova, come se nessuno dei mattoni che la compongono potesse stare in piedi senza quello nuovo. E’ difficile confutare un fatto detto da un evoluzionista perché lui ci farà puntualmente notare che ” adesso non ci crede più ” in quel determinato fatto. Non c’è mai stata certezza assoluta nella teoria come vogliono farci credere. Solo una variabilità costante.

1. inizialmente, la terra era un pianeta senza vita.
2. c’è vita sulla terra ora.
3.in qualche tempo in passato, la vita si è originata sulla terra, o è venuta sulla terra dallo spazio.
4. indipendentemente da dove o quando la vita ha avuto origine, si è dovuto originare in un qualche momento, da qualche parte, in qualche modo.
5. la vita si è originata da processi puramente naturali, o altro elemento soprannaturale deve essere stato coinvolto.
6. la scienza, come definita dal sistema scolastico pubblico, esclude le spiegazioni soprannaturali.
7. la scienza dipende dal “metodo scientifico” per determinare la verità.
8. il metodo scientifico consiste nel testare le ipotesi utilizzando esperimenti ripetibili.
9. se esiste una spiegazione scientifica per l’origine della vita, essa deve dipendere interamente da processi naturali e ripetibili.
10. se la vita è originata da un processo naturale in determinate condizioni specifiche, dovrebbe essere possibile ricreare la vita alle stesse condizioni.
11. per più di 50 anni gli scienziati hanno cercato di trovare le condizioni che producono la vita, senza successo.
12. cinquant’anni di tentativi falliti di creare la vita hanno sollevato più domande che risposte su come la vita avrebbe potuto nascere naturalmente.
13. le cose viventi sono state osservate morire dai processi naturali, che possono essere ripetuti in un laboratorio.
14. la vita non è mai stata osservata originarsi attraverso qualsiasi processo naturale.
15. “abiogenesi” è la convinzione che la vita può provenire da sostanze non viventi attraverso processi puramente naturali.
16. la teoria dell’evoluzione dipende dall’ abiogenesi come punto di partenza.
17. se la teoria di abiogenesi è falsa, allora la teoria dell’evoluzione è falsa.
18. il sistema scolastico pubblico insegna che in qualche modo la prima cellula vivente si è formata naturalmente e riprodotta.
19. non esiste un modo noto in cui la prima cellula vivente potrebbe essersi formata naturalmente.
20. la prima cellula vivente avrebbe avuto bisogno di un certo meccanismo per metabolismo.
21. non ci è processo naturale conosciuto da cui il metabolismo potrebbe originare in una cellula senza vita.
22. la prima cellula vivente dovrebbe svilupparsi e riprodursi affinchè la vita continui oltre la prima morte della cellula.
23. crescita e riproduzione richiedono divisione cellulare.
24. la divisione cellulare è un processo complesso.
25. non esiste un processo naturale conosciuto con cui la divisione cellulare potrebbe originarsi per caso.
26. secondo la teoria dell’evoluzione, forme di vita unicellulari si sono evolute in forme di vita multi-cellulare.
27. le forme di vita multi-cellulare sono costituite da un assemblaggio di cellule che hanno funzioni diverse.
28. non vi è spiegazione scientifica per come una singola cellula potrebbe o cambierebbe naturalmente la funzione.
29. gli organismi unicellulari hanno una membrana che permette alla cellula di scambiare alcune sostanze (“nutrienti” e “rifiuti”, per mancanza di condizioni migliori) con l’ambiente.
30. non tutte le cellule in più grandi organismi multi-cellulari sono in contatto con l’ambiente esterno.
31. gli organismi multi-cellulari più grandi hanno bisogno di qualche metodo affinchè le cellule interne scambino le sostanze nutrienti e rifiuti con l’ambiente esterno.
32. gli animali multi-cellulari molto grandi richiedono un sistema complesso (tipicamente compreso i denti, la saliva, la gola, lo stomaco e gli intestini) per l’assorbimento delle sostanze nutrienti dall’ambiente.
33. gli animali multi-cellulari molto grandi richiedono un sistema complesso (tipicamente compreso i polmoni, gli intestini, il cuore, le arterie e le vene) per la distribuzione delle sostanze nutrienti e dell’ossigeno alle cellule interne.
34. gli animali multi-cellulari molto grandi richiedono un sistema complesso (tipicamente compreso i polmoni, cuore, arterie, vene, reni e vescica) per la rimozione dei rifiuti dalle cellule interne.
35. non vi è alcuna spiegazione soddisfacente su come sistemi complessi come questi potrebbero avere origine da qualsiasi processo naturale.
36. secondo la teoria dell’evoluzione, una forma di vita invertebrata si è evoluta nella prima forma di vita dei vertebrati.
37. i vertebrati hanno, per definizione, una spina dorsale che contiene un sistema nervoso.
38. il sistema nervoso rileva gli stimoli e reagisce a loro.
39. non vi è spiegazione soddisfacente per come il sistema nervoso più semplice potrebbe provenire da qualunque processo naturale.
40. secondo la teoria dell’evoluzione, alcuni dei primi vertebrati erano pesci, che hanno gli occhi e un cervello collegato da un sistema nervoso.
41. non vi è spiegazione soddisfacente come gli elementi ottici (tipicamente compreso una lente, un iride ed i sensori chiari) potrebbero riunirsi da tutto il processo naturale.
42. non vi è alcuna spiegazione soddisfacente come algoritmi di elaborazione delle immagini potrebbe avere origine in un cervello di pesce da qualsiasi processo naturale.
43. se la teoria dell’evoluzione è vera, allora ogni caratteristica di ogni cosa vivente deve essere il risultato di una mutazione casuale.
44. sono state osservate mutazioni che aumentano o diminuiscono le dimensioni di alcune porzioni di un organismo vivente.
45. sono state osservate mutazioni che cambiano la forma di un organismo vivente.
46. sono state osservate mutazioni che duplicano le caratteristiche esistenti (mucche con due teste, mosche con ali extra, ecc.).
47 non è mai stata osservata una mutazione che fornisce una nuova funzione (vista, udienza, odore, allattamento) in un organismo vivente che precedentemente non ha avuto quella funzione.
48. la cross-breeding e l’ingegneria genetica possono trasferire le funzionalità esistenti da un organismo vivente all’altro.
49. la cross-breeding non può spiegare in primo luogo l’origine di nuove funzionalità.
50. la selezione artificiale migliora le caratteristiche desiderate rimuovendo i tratti genetici che inibiscono le caratteristiche desiderate.
51. la selezione artificiale è più efficiente della selezione naturale.
52. ci sono limiti alla quantità di cambiamento che può essere prodotto dalla selezione artificiale.
53. la mutazione e la selezione artificiale non sono state dimostrate sufficienti per realizzare nuove forme di vita da quelle esistenti.
54. la somiglianza delle caratteristiche non è prova definita di ascendenza comune.
55. la somiglianza delle caratteristiche è osservata spesso in oggetti progettati dall’uomo.
56. il fatto che un individuo è nato più tardi di un altro individuo morto non è la prova che l’individuo successivo è un discendente biologico di quella precedente, soprattutto se sono di specie diverse.
57. sono stati proposti molti diversi alberi evoluzionari umani.
58. c’è disaccordo sul lignaggio di ominidi perché la “prova” è altamente speculativa e scarsa.
59. Darwin era corretto quando disse: “qualsiasi variazione che non è ereditata non è importante per noi.”
60. le caratteristiche acquisite non sono ereditate perché non causano alcun cambiamento nel DNA.
61. spiegazioni per come le creature scimmiesche si siano evolute in esseri umani sono speculazioni fantasiose senza conferma sperimentale.
62. non vi è alcuna prova a suggerire che la prole di animali che mangiano cibi cotti sono più intelligenti di prole della stessa specie che mangiano cibi crudi.
63. non c’è prova per suggerire che gli esercizi mentali effettuati dai genitori aumenteranno il formato del cervello dei loro bambini.
64. non c’è prova che se le creature scimmiesche a volte si levano in piedi verticalmente per vedere sopra le erbe alte, aumenteranno il formato del cervello dei loro cuccioli
65. non c’è prova che se le creature scimmiesche a volte si levano in piedi per vedere sopra le erbe alte, renderà più facile che i loro cuccioli si levano in piedi
66. gli strati sedimentari sono formati nei periodi moderni da tali cose come le inondazioni, slavine e tempeste.
67. i fossili negli strati sedimentari formati in tempi moderni contengono il genere di cose che vivono in quella posizione.
68. il concetto di età geologica si basa sul presupposto evolutivo che i tipi di fossili sepolti in strati sedimentari sono determinati dal tempo, piuttosto che la posizione.
69. tutti gli strati sedimentari formati in tempi moderni sono della stessa età geologica, nonostante il fatto che essi contengono diversi tipi di fossili.
70. datazione radiometrica dipende da presupposti che non possono essere verificati circa le concentrazioni iniziali di elementi.
71. datazione radiometrica di rocce riportate dalla luna non è un metodo affidabile per determinare l’ età della Terra
72. “materia oscura” e “energia oscura” sono stati postulati per spiegare perché le misure astronomiche non corrispondono con previsioni della teoria del Big Bang
73. quando le misure non sono d’accordo con le previsioni teoriche, è generalmente perché la teoria era sbagliata.
74. “non abbiamo visto accadere, non possiamo farlo accadere di nuovo, e non sappiamo come potrebbe essere accaduto, ma deve essere accaduto in qualche modo!” non è mai una spiegazione scientifica soddisfacente.
75. le scuole pubbliche non dovrebbero insegnare una speculazione fantasiosa che non è coerente con le leggi sperimentalmente verificate come se fosse vero.

 

L’ evoluzione secondo la scienza:  

Frankencell

Frankencell, la prima cosa vivente che è venuta alla luce attraverso un non guidato, processo naturale che non è ancora stato scoperto. Nel nostro video, Frankencell prende vita nell’atmosfera di metano e ammoniaca. La scienza è basata sull’osservazione, ma le nuove forme di vita non sono state mai state osservate emergere spontaneamente.

Separiamo la verità dall’umorismo esagerato: cinquant’anni fa, quando Stanley Miller produsse alcune molecole organiche in un’atmosfera di metano e ammoniaca, gli evoluzionisti erano davvero convinti che la vita fosse iniziata così. Oggi, questa teoria è in gran parte respinta. Sanno che non è successo in questo modo, ma dal momento che non hanno alternative, l’esperimento di Miller è ancora nei libri di testo di biologia.

Poiché gli evoluzionisti non hanno nemmeno una spiegazione lontanamente plausibile per l’origine della vita, cercano di escludere l’origine della vita dalla teoria dell’evoluzione. Dicono che l’ abiogenesi non fa parte dell’evoluzione quando, infatti, è il fondamento stesso dell’evoluzione.

Se gli piace ammetterlo o no, intimiditi, gli evoluzionisti intellettuali credono che qualche processo naturale abbia causato la derivazione di un sacco di composti organici diversi da semplici molecole. Quei residui organici si sono uniti in una cellula con una membrana che permette le sostanze nutrienti dentro ed i prodotti residui fuori. Poi, in qualche modo, quella cella ha fatto la transizione da inanimato a animato. Cioè, proprio come il mostro di Frankenstein, è venuto alla vita spontaneamente. [come se una pietra un giorno diventasse una forma di vita così, per sfizio.]

Ma cerchiamo di non fermarci qui. Una volta che è venuto a vita, ha dovuto cominciare ad acquistare ed usare l’energia per svilupparsi ed infine riprodursi. In caso contrario, sarebbe morto poco dopo essere venuto in vita, e non ci sarebbe nulla da evolvere.

Riproduzione

La riproduzione è un vero problema per gli evoluzionisti, su più livelli. La prima cosa vivente ha dovuto riprodursi prima di morire. Cosa costringe una singola cellula a dividersi in due?

Il processo di riproduzione doveva essere abbastanza perfetto per creare prole più identica, ma doveva essere abbastanza imperfetto per creare prole diversa. Quando una riproduzione imperfetta (forse incompleta) ha prodotto il primo organismo multicellulare, non solo doveva essere vitale, ma le diverse cellule dovevano svolgere diverse funzioni in armonia con l’altro. Come e perché è successo? Gli evoluzionisti non lo sanno, ma credono che debba essere successo perché ci sono tanti diversi tipi di organismi multicellulari.

Vertebrati

Gli animali multi-cellulari cadono in due categorie: vertebrati e invertebrati. Cioè, gli animali hanno una spina dorsale o non ce l’ hanno. Gli evoluzionisti credono che tutti i vertebrati abbiano un antenato comune, che doveva essere un qualche tipo di pesce.

Evolvere una spina dorsale non è solo una questione di evoluzione di un osso lungo la schiena. La spina dorsale è ciò che protegge il midollo spinale, che è parte integrante del sistema nervoso centrale. Così, quando gli evoluzionisti dicono che qualcosa ha evoluto una spina dorsale, stanno davvero dicendo che qualcosa ha evoluto un funzionamento del sistema nervoso centrale con un cervello collegato ad almeno un tipo di sensore (vista, udito, gusto, tatto, odorato). Questo è un piccolo passo per un evoluzionista, ma un salto gigante per un pesce.

I pesci sono creature sessuali, che è un’altra questione di riproduzione che confonde gli evoluzionisti. La riproduzione sessuale è certamente buona. Esso fornisce un metodo per eliminare gli errori genetici dalla popolazione. Permette anche di variare. Non c’è alcun argomento a riguardo. La domanda difficile è: “come ha avuto origine la riproduzione sessuale?” La risposta ingenua degli evoluzionisti è “poiché è buona, deve essersi evoluta.” Vorrebbero che tu accettassi  senza pensarci ulteriormente. Passiamo oltre.

Supponiamo che la prima creatura maschile si sia evoluta per caso, ma non ci sono creature femminili. Che la creatura maschile non poteva produrre alcun progenie, e così la mutazione maschile sarebbe morta nella prima generazione. La stessa cosa è vera se una femmina si è evoluta da sola. Pertanto, le forme maschili e femminili dovettero evolversi simultaneamente per le mutazioni sessuali per stabilire una popolazione. È altamente improbabile.

Ma c’è di più. Supponiamo che le varianti maschili e femminili si presentano contemporaneamente (nella stessa area geografica, non meno). Come farebbero a sapere cosa fare l’uno con l’altro? Perché dovrebbero volerlo fare? Un pesce femmina trova un luogo appartato per deporre le uova. Che cosa motiva un pesce maschio per trovare quelle uova e fertilizzarle? È quasi come se i pesci fossero programmati per fare questo, implica un programmatore, che è inaccettabile per gli evoluzionisti. Quindi, gli evoluzionisti hanno bisogno di una spiegazione su come le risposte programmate possano evolvere senza un programmatore. Non ce l’hanno.

Boobzilla

Mentre la storia va avanti, i pesci si sono evoluti negli anfibi, che si sono evoluti nei rettili, che si sono evoluti nei mammiferi. I libri di testo rendono questo suono semplice come le scaglie che si trasformano in peli. Sì, i rettili hanno squame e mammiferi hanno i peli, ma c’è più di questo.

I rettili, come i pesci e gli anfibi, sono a sangue freddo. I loro corpi hanno la stessa temperatura dell’ambiente circostante.

I mammiferi sono a sangue caldo. Regolano le loro temperature corporee all’interno di una determinata gamma senza riguardo alla temperatura esterna. Quando ottengono troppo freddo, rabbrividiscono (o effettuano l’altra attività fisica come sfregamento delle loro mani) per generare il calore. Quando ottengono troppo caldo, sudano in modo che l’evaporazione li raffreddi. Ciò significa che i mammiferi hanno bisogno di un sistema di controllo a circuito chiuso che includa sensori di temperatura collegati a meccanismi di riscaldamento e raffreddamento. Qualsiasi ingegnere che ha progettato un sistema di controllo a circuito chiuso sa che non si è in grado di mettere insieme un sistema correttamente funzionante per caso.

La caratteristica distintiva di un mammifero è, naturalmente, le sue ghiandole mammarie. I mammiferi producono prole che non è in grado di digerire carne, frutta e verdura. Pertanto, la madre ha bisogno di produrre latte per il cucciolo/ bambino da bere. Le ghiandole mammarie secernono il latte solo dopo la nascita di un cucciolo/ bambino. Che richiede una sorta di trasferimento di informazioni chimiche tra l’utero e il seno, che è improbabile che sia sorto per caso. Inoltre, vi è l’istinto apparentemente pre-programmato per la madre di portare il bambino al seno, e il bambino a succhiarlo. È difficile descrivere l’intera procedura di infermieristica senza usare la parola, “miracoloso”.

Piante

Molta dell’ attenzione evolutiva si concentra sugli animali, ma si suppone che anche le piante si siano evolute. Il mito dell’evoluzione vegetale è ancora più sorprendente del mito degli animali.

La differenza di definizione fra le piante e gli animali è che le piante possono fabbricare il loro proprio alimento ma gli animali non possono. Gli animali devono mangiare altri animali o piante. La prima cosa vivente ha dovuto essere una pianta perché il primo animale non avrebbe avuto alcune piante o animali pre-esistenti da mangiare.

Le piante verdi producono il loro proprio alimento usando un processo denominato fotosintesi, che coinvolge la clorofilla. Le piante prendono anidride carbonica e acqua e li assemblano in grassi e zuccheri utilizzando la potenza del sole. È un processo molto complicato.

Gli ingegneri potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo se potessero inventare solo una foglia artificiale. Immaginate una lastra di cemento sulle dimensioni di un campo di calcio. Fatela pendere gradualmente in modo che l’estremità nord è di circa 2 centimetri più alto rispetto alla fine sud. Copritela con una sorta di materiale impregnato con clorofilla e altre sostanze chimiche necessarie. Spruzzate poi una nebbia di acqua sull’estremità del Nord e lasciate l’acqua fluire lentamente attraverso la foglia artificiale fino a che non raccolga in una grondaia all’estremità del sud. Pompate questa acqua, che contiene zuccheri e grassi, in una pianta di trasformazione che confezioni gli zuccheri e grassi in qualche modo come cibo. Perché gli ingegneri non l’hanno ancora fatto?

La ragione, naturalmente, è che la fotosintesi è un processo così complicato che non possiamo duplicarlo. Se la fotosintesi è nata per caso, si potrebbe pensare che sarebbe imperfetta e inefficiente, così gli esseri umani potrebbero progettare un simile, ma più efficiente, modo per farlo. Ma resta il fatto che se si desidera una zona delle dimensioni di un campo di calcio per trasformare la luce del sole in cibo, il modo migliore per farlo è quello di piantare i fagioli di soia su di esso.

Il sesso è la radice di molti problemi, quindi non è una sorpresa che il sesso vegetale provoca problemi per gli evoluzionisti. Le piante sono in un Regno biologico completamente differente che gli animali.

Il sesso avrebbe dovuto evolversi separatamente in ogni regno. Tutto ciò che abbiamo detto sul problema dell’origine del sesso negli animali si applica anche alle piante. Ma, inoltre, c’è il problema degli impulsi sessuali nelle piante (che non hanno coscienza). È abbastanza difficile spiegare perché gli animali si accoppiano istintivamente, ma la nozione di piante che vogliono accoppiarsi è assolutamente assurda.

Evoluzionisti sostengono che le API e fiori si CO – EVOLSERO perché le API hanno bisogno di fiori e i fiori hanno bisogno di API. Questo è un pio desiderio, non è scienza. Inoltre, c’è il problema dell’origine della fecondazione vegetale prima che le API si evolvessero. Presumibilmente, prima che le API si evolvessero, il polline era diffuso dal vento. È piuttosto inefficiente. Ma, deve essere stato abbastanza buono, altrimenti la prima pianta sessuale non sarebbe stata in grado di riprodursi utilizzando il vento per l’impollinazione. Se l’impollinazione del vento fosse abbastanza buona, quindi non ci sarebbe alcuna necessità di evolvere i fiori graziosi che attraggono le API.

 

I paleontologi costruiscono timeline di evoluzione basate su ossa simili , come per esempio mascelle e denti, tutto il tempo, ma:

Just because two fossils have similarly shaped jaws or teeth does not mean they share a recent evolutionary history – Il fatto è che la similitudine nelle ossa non implica affatto condivisione di storia evoluzionaria.

Gli evoluzionisti non possono accettare l’ idea di un designer superiore. Hanno proprio un complesso psicologico. Per esempio leggete di questo famoso ateo che a 80 anni annuncia che ora crede in un ” Dio minimale ” ( ! Praticamente crede in un nano alto ! ) Ecco, questa gente ” non sta bene ” .   

Famous Atheist Now Believes in God
One of World’s Leading Atheists Now Believes in God, More or Less, Based on Scientific Evidence(AP) NEW YORK Dec 9, 2004 — A British philosophy professor who has been a leading champion of atheism for more than a half-century has changed his mind. He now believes in God more or less based on scientific evidence, and says so on a video released Thursday.At age 81, after decades of insisting belief is a mistake, Antony Flew has concluded that some sort of intelligence or first cause must have created the universe. A super-intelligence is the only good explanation for the origin of life and the complexity of nature, Flew said in a telephone interview from England.
Gli INGEGNERI disprezzano la teoria dell’ evoluzione: I creazionisti con credenziali accademiche di solito sono ingegneri e non scienziati perché gli scienziati sono più abituati a pensare in astratto rispetto ai ” o bianco o nero ” ingegneri. Una mail mandata al sito scienceagainstevolution. info:

Ancora un altro sito Web che confuta l’evoluzione scritto da un ingegnere. Che cosa succede a voi che disprezzate l’evoluzione? È perché si spende così tanto tempo a progettare le cose da soli così da non poter accettare l’idea che la vita non poteva avere origine senza un progettista? Abbiamo passato così tanto tempo a scrivere codice di computer da pensare che il DNA non si possa essere originato per caso? Nell’università che frequento c’è un gruppo di studenti PF che, come voi, cercano di confutare l’evoluzione. Il numero di studenti iscritti a scienze biologiche che ne sono membri? Zero. Ingegneri? 87%.

Gli ingegneri costruiscono sistemi complessi. Sappiamo per esperienza che i disegni che non sono del tutto corretti non riescono a funzionare. Programmi per computer con milioni di righe di codice non funzionano se solo poche righe sono sbagliate. Nessuno ha mai saldato i transistor e resistori insieme in modo casuale e ha prodotto un set di TV a colori. Poiché i sistemi biologici sono molto più complessi dei sistemi che costruiamo e poiché il codice del DNA è molto più complicato dei programmi di calcolatore che scriviamo, non possiamo accettare nemmeno un po’ l’idea della creazione casuale. Non abbiamo mai visto un sistema complesso sorgere per caso, e non hanno alcun buon motivo scientifico per credere che sia possibile.

Quando qualcuno confuta la teoria dell’ evoluzione ti dicono che sei ” contro la scienza ” e che sei ” scientificamente analfabeta “, ma la verità è che l’ evoluzione va contro la scienza. E’ uno scudo di difesa, organizzato involontariamente come un complotto contro le religioni. E’ una religione materialistica senza designer. E si può fare scienza senza evoluzione.  

Perché negli Stati Uniti gli evoluzionisti devono ricorrere agli avvocati per evitare che vengano diffuse reazioni anti-evoluzionistiche in scuole e università? Se la teoria si chiamasse legge e non fosse confutabile in un paio di giorni nella sua interezza, non ci sarebbero tutti questi affanni nel difendere una legge. Non ci sono problemi di questo tipo per difendere la legge della gravità. La osserviamo tutti i minuti.  

Solo il 40% degli insegnanti di scienza nel 1997 credevano che la vita si è evoluta da una singola cellula in un organismo più complesso.

Overman (1997) surveyed science teachers listed in the U.S. Registry of Science Teachers using a Likert scale instrument. Part of the survey presented statements for measuring teachers’ origins beliefs. The survey contained four evolution-oriented statements and four creation-oriented statements. 1,026 individuals were sent the survey. Three hundred and ninety-one surveys were returned. Of these, 313 were complete and could be analyzed. The table on the previous page [not reproduced here] presents the percentage of teachers’ responses to the origins belief statements. 1
The results of the entire survey quoted above are given on the web page referenced in the footnote. Generally, the results showed what might be described as roughly uniform with roughly equal numbers of the evolution and creation sides. For example, consider the responses to Overman’s question 4.

4. Life evolved from a simple cell to more complex organisms.
14% – Strongly Agree
26% – Agree
19% – Undecided
14% – Disagree
27% – Strongly disagree
So, 40% believe in evolution and 41% don’t. There isn’t a lot of difference between the high score and the low score. A uniform distribution would have 20% in each of the five categories. None of the categories is more than 7% away from 20%.

Will future Iguanodon reconstructions sport feathers? Stay tuned. Despite having a beak and being an ornithischian, or “bird-hipped” dinosaur, the animal isn’t closely related to the lineage that evolved into birds. However, since 2002 paleontologists have unearthed a couple of other ornithischians with primitive bristle or furlike feathers. Iguanodon may get yet another makeover.

Iguanodonte, anche se fornito di becco e annoverato fra gli ornitischi ( se si dice così ) non è collegato alla linea evolutiva degli uccelli.

Perché un cuore di babbuino funziona meglio se trapiantato in un corpo umano piuttosto che quello di uno scimpanzé? Perché un medico chirurgo NON evoluzionista ha potuto salvare una vita?

The only new argument he advances is at 1:06:50, where he brings up Baby Fae. Baby Fae was the infant who received a baboon heart transplant at Loma Linda Medical Center in 1984. Baby Fae’s body rejected the heart and she died a few weeks later. Dr. Prothero (who is not a medical doctor) says that Baby Fae would have lived if Dr. Leonard Bailey had used a chimp heart instead of a baboon heart. He says Dr. Bailey should have been sued for malpractice (and would have been if he had worked for a “regular hospital”—not one run by Seventh-day Adventists). When asked why he didn’t use a chimpanzee heart (because the alleged evolutionary distance between baboons and humans is greater than the evolutionary distance between chimps and humans) Dr. Bailey said, “I don’t believe in evolution.”

There are three fallacies in Dr. Prothero’s argument. The first is that, despite his evolutionary claim, a chimp heart would not have worked either. It would have been rejected, too. That’s why nobody has successfully given a human infant a chimp heart in the years since 1984.

A bat looks exactly like an intermediate form between a mouse and a robin, but no evolutionist claims a bat is proof that a mammal evolved into a bird (or vice versa) because it doesn’t fit the evolutionary story, so it isn’t a transitional form.

Perché un pipistrello non viene indicato come ” specie di transizione ” ? Perché non corrisponde alla loro idea di evoluzione. Per loro non può esistere una mescolanza di mammifero e uccello, in qualsiasi forma essa avvenga.

Dinosauri ne’ a sangue caldo ne’ a sangue freddo? Quindi una via di mezzo, come pare siano i pesci, in particolare i tonni?

So, what’s the truth? Were dinosaurs cold-blooded reptiles or warm-blooded birds? Here’s what the experts now say,

Were dinosaurs ectotherms or fast-metabolizing endotherms whose activities were unconstrained by temperature? To date, some of the strongest evidence for endothermy [warm-bloodedness] comes from the rapid growth rates derived from the analysis of fossil bones. However, these studies are constrained by a lack of comparative data and an appropriate energetic framework. Here we compile data on ontogenetic growth for extant and fossil vertebrates, including all major dinosaur clades.

Our results find that mass-independent growth rates in dinosaurs were intermediate to, and significantly different from, those of endothermic and ectothermic taxa (table S2). Although some dinosaur growth rates overlap with high-power ectotherms or low-power endotherms, they cluster closest to energetically and thermally intermediate taxa, such as tuna. 8

How long is it going to take the general public to accept the idea that dinosaurs were not cold-blooded lizards or warm-blooded birds of prey, but were actually tepid-blooded ” fish- like ” ?

Come possiamo essere sicuri che i dinosauri fossero davvero a sangue freddo? In realtà gli animali a sangue caldo sono più attivi e dinamici di quelli a sangue freddo (? )

Originally, it was inferred that dinosaurs had to have been cold-blooded because they were so big they could not possibly eat enough food to nourish their huge bodies. Although not mentioned in the quote above, there is also a “heat shedding” problem with large warm-blooded animals. Big warm-blooded animals produce lots of internal heat when moving, with proportionally less surface area to allow that heat to escape. (Elephants have big ears, which act as radiators, and hippos spend lots of time in cool water for this reason.) Therefore it was logically concluded that dinosaurs could not have been warm-blooded.

On the other hand, it was inferred that dinosaurs had to have been warm-blooded because a large cold-blooded animal could not absorb enough heat from the environment to remain active, especially in cold weather. Snakes are long and skinny because that shape provides a better surface-to-volume ratio than any fat dinosaur shape. Therefore it was logically concluded that dinosaurs could not have been cold-blooded. But they had to have existed because their bones are real, so they must have been one or the other. What’s the right answer? It is a matter of opinion, which has changed over time.

 

Bakker certainly is correct to recognize that classification is purely arbitrary, based on prevailing opinion. If the “feathered dinosaurs” discovered in China had been discovered in the 19th century, they no doubt would have been classified as birds because (duh) only birds have feathers. How do we know those feathered fossils aren’t the fossils of extinct birds—not dinosaurs? We don’t.

Come possiamo sapere se i fossili delle creature preistoriche piumate sono davvero dinosauri piumati oppure specie sconosciute di uccelli?

Noi non siamo cambiati nei migliaia di anni, e quando nasce qualcuno di diverso dalla norma non si parla di condizione evolutiva ma di difetto fisico. Se uno nasce con dodici dita lo chiamano difetto non miglioramento.

La verità è che se un evoluzionista potesse creare una serie di civiltà da zero non ordinerebbe le varietà umane nella maniera in cui viviamo noi.

If natural selection were true, Eskimos would have fur to keep warm, but they don’t. They are just as hairless as everyone else. If natural selection were true, humans in the tropics would have silver, reflective skin to help them keep cool, but they don’t. They have black skin, just the opposite of what the theory of natural selection would predict.

Perché gli eschimesi non sono molto pelosi ? Perché chi vive ai tropici e’ nero invece di argenteo o comunque una pelle che rifletta i raggi solari?

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Quando Darwin illustrò la propria teoria, ammise che fino a quel momento non fosse stato rinvenuto alcun reperto fossile a riprova della transizione, ma affermò che certamente in futuro se ne sarebbero rinvenuti:

“Infine, se la mia teoria è veritiera, innumerevoli varietà intermedie, anelli di congiunzione tra le specie dello stesso gruppo devono certamente essere esistite. Allora, perché non le troviamo incastonate in misura considerevole nella crosta della terra?”

<<Concordo pienamente con i commenti al libro in cui si sottolinea l’assenza di prove dirette di transizioni evolutive. Se mi fosse stata nota l’esistenza di un fossile di questo tipo, lo avrei certamente incluso tra le argomentazioni … Ma non ne esistono.>>

dottor Colin Patterson, ex paleontologo del British Museum di Storia Naturale e autore del trattato Evolution

 

<<L’assenza di prove fossili che dimostrino le fasi intermedie tra le grandi transizioni nella progettazione organica, anzi la nostra incapacità, anche nella nostra immaginazione, di mappare transizioni funzionali in molti casi, è un problema persistente e fastidioso per i conti dell’evoluzione gradualistica.>>

Stephen Jay Gould, professore di Geologia e Paleontologia dell’Università di Harvard

 

<<In effetti, non esiste un solo reperto fossile che sia in grado di documentare in modo convincente la transizione da una specie all’altra.>>

L’evoluzionista Stephen M. Stanley della Johns Hopkins University

 

<<Un grave problema nel provare la teoria proviene dalla documentazione fossile, cioè le impronte delle specie scomparse preservate nelle formazioni geologiche. Questo ambito non ha mai rivelato tracce delle ipotetiche varianti intermedie di Darwin – mentre prova che le specie appaiono e scompaiono bruscamente, e tale anomalia ha alimentato la tesi creazionista secondo cui ogni specie sia stata creata da Dio. [questa affermazione dimostra che gli anti-evoluzionisti non sono ipso facto creazionisti]>>

Il paleontologo Mark Czarnecki, evoluzionista

 

<<E’ come se i fossili siano stati piantati senza alcuna storia evolutiva. Inutile dire che l’elemento dell’improvvisa semina delizia i creazionisti. Entrambe le scuole di pensiero (puntazionisti e gradualisti) disprezzano i creazionisti, ma concordano sul fatto che le lacune siano reali, che rappresentino vere e proprie imperfezioni nella documentazione fossile. L’unica spiegazione della improvvisa comparsa di tanti tipi di animali complessi nell’era cambriana sarebbe la creazione divina [o qualche tipo di intervento non ascrivibile al materialismo-riduzionismo], ed entrambe le scuole rigettano tale possibilità.>>

Richard Dawkins

<<Ogni paleontologo sa che la maggior parte delle specie non mutano. Ciò è fastidioso … mette addosso una terribile angoscia. [ Questa per loro è una angoscia! Sono o no dei complessati? ] possono diventare un po’ più grandi o irregolari, ma restano comunque le stesse specie. Eppure le prove di questa notevole stasi sono state ignorate. Se le specie non mutano, non è possibile parlare di evoluzione.>>

Stephen J. Gould, evoluzionista dell’Università di Harvard

La cellula più semplice concepibile richiederebbe non meno di 100.000 paia di basi di DNA e un minimo di circa 10.000 aminoacidi per formare la catena proteica essenziale. Per non parlare delle innumerevoli altre ‘coincidenze’ necessarie per formare la prima cellula

Tenete presente che ogni coppia di singole basi nella catena del DNA deve presentare lo stesso orientamento molecolare (‘sinistra’ o ‘destra’)? E tenete presente che praticamente tutti gli amminoacidi devono avere orientamento opposto. E ognuno non deve contenere il benché minimo errore.
“Dunque, proviamo a calcolare le probabilità che gli orientamenti corretti si formino in modo casuale. Sarebbe 1 probabilità su 2.110.000, o 1 probabilità su 1.033.113!
“In altri termini, componendo un trilione, trilione, trilione di combinazioni ogni secondo per 15 miliardi anni, le probabilità di raggiungere tutti gli orientamenti corretti sarebbero ancora di una probabilità su un trilione, trilione, trilione, trilione … ed i trilioni continuerebbero 2755 volte!
“Sarebbe come vincere oltre 4.700 lotterie nazionali di fila comprando un solo biglietto per ciascuna di esse. In altre parole … impossibile.”
estratto dal libro di Jonathan Gray The Forbidden Secret:
<<Anche oggi che siamo in possesso dei dati della sequenza del DNA, non siamo in grado di accedere direttamente ai processi di evoluzione, per cui la ricostruzione obiettiva del passato scomparso può compiersi solo mediante l’immaginazione creativa.>>
<<Il numero di fossili a sostegno del nostro albero genealogico di specie è così limitato che ci sono in giro più scienziati che reperti. La cosa notevole è che tutte le prove materiali a sostegno della teoria dell’evoluzione umana starebbero in una singola bara. E all’interno resterebbe anche spazio!>>
 dr. Lyall Watson, evoluzionista
<<La questione chiave è che il tipo di cambiamento necessario per giungere dai microbi agli esseri umani necessita di modifiche che incrementano il contenuto di informazioni genetiche da oltre mezzo milione di ‘lettere’ del DNA del più ‘semplice’ organismo, fino a tre miliardi di lettere (memorizzate in ogni nucleo cellulare umano).>>
<<Gli strati fossili non sono rinvenuti nell’ordine logico che gli evoluzionisti illustrano nei loro libri di testo. Non esiste un singolo luogo sulla superficie terrestre in cui scavando in perpendicolare si rinvengano strati fossili nell’ordine indicato nei libri di testo. L’ordine di uno strato sull’altro non esiste in natura. Gli strati fossili in realtà sono stati effettivamente rinvenuti in un certo ordine, ma quest’ordine è l’esatto opposto di quanto affermato dagli evoluzionisti, o al limite è interlacciato (strati recenti e antichi rinvenuti gli uni sugli altri in sequenze ripetitive). I fossili out of place sono la regola e non l’eccezione, in tutta la documentazione fossile.>>

Nulla si avvicina all’efficienza del DNA nella memorizzazione di grandi moli di dati. Un filamento di DNA è migliaia di volte più sottile di un capello. Una capocchia di spillo di DNA può contenere informazioni sufficienti a riempire una pila di libri che si estende dalla terra alla luna per 500 volte.

Benché il DNA sia avvolto in strette spire, le cellule possono rapidamente accedere, copiare, e tradurre le informazioni memorizzate nel DNA. Il DNA ha anche un correttore di bozze incorporato che assicura che si verifichi una copia precisa. Stiamo parlando di circa un errore ogni 10 miliardi di nucleotidi copiati.”
Il DNA è così incredibilmente complesso che è assolutamente assurdo credere che un simile sistema di linguaggio abbia potuto ‘evolversi’ autonomamente, per puro caso
Il DNA non è solo una molecola con un modello; si tratta di un codice, un linguaggio, e un meccanismo di memorizzazione di informazioni. Tutti i codici sono creati da una mente cosciente; non vi è processo naturale noto alla scienza che crei informazioni codificate. Pertanto il DNA è stato progettato da una mente.

Se la specie umana è antica quanto affermano i libri di storia, che fine hanno fatto tutte le ossa e le tombe? Quanto segue è un estratto da un articolo di Don Batten:

“Gli evoluzionisti sostengono che vi sia stata un’Età della Pietra risalente a circa 100.000 anni fa, in cui la Terra era popolata da un numero variabile tra un milione e dieci milioni di individui. Reperti fossili dimostrano che anche allora le persone seppellissero i loro morti, spesso insieme a manufatti; la cremazione non fu praticata fino a tempi relativamente recenti (nel pensiero evoluzionistico). Seppure vi fosse stato solo un milione di persone vive in quel periodo, con un tempo medio di generazione di 25 anni, avrebbero dovuto seppellire circa 4 miliardi di corpi, e molti reperti. Se invece le persone fossero state 10 milioni, allora i corpi sepolti dovrebbero ammontare a circa 40 miliardi. Se i tempi codificati dall’evoluzionismo fossero corretti, vorrebbe dire che gli scheletri dei corpi sepolti dovrebbero essere in larga parte ancora presenti dopo 100.000 anni, dato che sono state rinvenute ossa risalenti a periodi estremamente più antichi. Ed anche ipotizzando che gli scheletri si siano volatilizzati, logica vorrebbe che avremmo dovuto rinvenire una miriade di manufatti.”
<<Eppure, nonostante più di un secolo di scavi, i reperti fossili restano nella confusione più esasperante. Con così pochi indizi, anche un solo osso che non rientri nel quadro può sconvolgere tutto il quadro. Praticamente ogni grande scoperta ha aperto profonde crepe nella teoria convenzionale, e ha costretto gli scienziati a inventare nuove teorie, mentre infuria il dibattito.>>
Time Magazine
<<Io stesso sono convinto che la teoria dell’evoluzione, in particolare nella misura in cui è stata applicata, sarà una delle grandi barzellette riportate nei libri di storia del futuro. La posterità si meraviglierà che un’ipotesi dalla così dubbia consistenza sia stata accettata con una simile assurda credulità.>>
Malcolm Muggeridge, filosofo e giornalista di fama mondiale
Questo è un commento di Daniele, da me trovato online, e pare essere un esperto studioso di evoluzione, acculturato, che proprio grazie alla montagna di informazioni accumulate è arrivato a confutare la teoria che lo appassionava:

Tutte le facoltà di scienze (naturali, biologiche, agrarie) che si occupino di vita inseriscono all’interno dei loro piani di studio esami di biologia e di biochimica, di botanica e chimica vegetale, chimica del suolo, chimica organica, botanica, zoologia, eccetera, eccetera. Va da sé che i corsi di queste facoltà in genere sono tenuti da professori di fede marcatamente evoluzionista e va da sé che io all’età di vent’anni fossi uno sfegatato evoluzionista e mi trovai in un’aula di seminario a deridere come un disgraziato il professor Sermonti per interposta persona mentre, osannato dagli studenti, un altro professore di cui non ricordo il nome, diceva che l’evoluzione era un “fatto”, che chi si contrapponeva era un imbecille, e via così, che l’occhio si poteva formare per selezione naturale e cambiamenti graduali…insomma tutto il raffinato armamentario ideologico dell’evoluzionismo, che è un fatto culturale e storico-ideologico prima di essere una teoria scientifica. Fu quella la prima volta che venni a contatto con l’anti-evoluzionismo, non mi sfiorò neppure l’idea di andarmi a leggere il libro per il quale l’università cattolica del Sacro Cuore aveva deciso di scomodare persone di peso cattedatrico da milioni di carati e richiamare gli studenti all’ordine della scienza ufficiale. Un vero macigno fu scagliato contro di noi in quel momento, invece di articolare le tesi e le controtesi in un onesto dibattito dove le due parti avessero avuto modo di confrontarsi, la verità assoluta era trasmessa come monologo autoritario fatto di slogan che all’epoca non ero in grado di distinguere da quel concetto di scienza che più o meno a fatica e più o meno con successo avrei imparato negli anni successivi. Poi il tempo scavò quel primo solco, fu come una pulce in un orecchio, poi intervennero altri fattori, viaggi, studi, contatti con la flora di altri continenti, con il mais dei maya e degli aztechi, con il teosinte, la madre divina del maìz, con gli indios e con la mia futura moglie, insomma con una cultura diversa, ben più refrattaria della nostra a certo pensiero occidentale. Tornai qui, in questo micidiale paese a cercare di sbarcare il lunario, e un bel giorno, su internet, vidi scritto, non senza averlo cercato, Alce Nero, conferenza del professor Sermonti contro l’evoluzionismo. Feci senza pensarci su due volte cinquecento km per assistere a quella conferenza. E fu amore a prima vista, stavolta, conobbi tra le altre cose un mio collega che mi regalò un suo libro, dove iniziai ad apprendere tutto ciò che per anni mi era stato nascosto a proposito del dibattito e mi resi conto di non avere capito nulla di nulla fino a quel momento.

Una delle fasi più difficili da spiegare nell’evoluzione è spiegare scientificamente il modo in cui gli organelli e le cellule complesse si sono sviluppati da queste creature primitive. Tra queste due forme non è stata rinvenuta alcuna forma transazionale. Le creature uni- e pluricellulari possiedono tutte queste strutture complicate, e non è ancora stata trovata alcuna creatura o gruppo dotato di qualche genere di organelli a costituzione più semplice, oppure più primitivi. In altre parole, gli organelli presentati si sono sviluppati esattamente nel modo in cui sono. Essi non possiedono forme semplici e primitive.

LA FAVOLA DELLA TRANSIZIONE DALL’ACQUA ALLA TERRA Gli evoluzionisti presumono che gli invertebrati marini apparsi nello strato cambriano si siano in qualche modo evoluti in pesci nel corso di dieci milioni di anni. Tuttavia, così come gli invertebrati cambriani non hanno antenati, non vi sono vincoli di transizione tali da rivelare un simile processo evolutivo. Si noti che gli invertebrati e i pesci presentano enormi differenze strutturali. Mentre i primi hanno i loro tessuti duri all’esterno dei loro corpi, i pesci, che sono vertebrati, li hanno all’interno. Siffatta enorme “evoluzione” avrebbe richiesto miliardi di passi per essere portata a compimento e dovrebbe essere testimoniata da altrettante forme di transizione.

Non c’è alcuna differenza tra i fossili delle prime tartarughe e i membri di queste specie viventi oggi. In parole semplici, le tartarughe non si sono “evolute”, sono sempre state tartarughe.

800 scienziati pluridottorati hanno firmato una petizione contro l’ insegnamento dell’ evoluzionismo http://www.dissentfromdarwin.org/

<<E’ un fatto che negli ultimi 150 anni siano emerse prove contro l’evoluzione: l’esplosione cambriana, la mancanza di forme di transizione, il calcolo delle probabilità che ha una sola proteina di formarsi spontaneamente (figuriamoci una cellula), la scoperta della totale utilità del dna a differenza di come si era supposto (dna spazzatura), la scoperta delle funzioni di quelli che prima erano considerati “organi vestigiali” ..devo continuare?  In fin dei conti cosa ha portato il darwinismo? razzismo e pulizia etnica, false basi scientifiche su cui investigare (si pensi a tutte le cure di malattie genetiche che si potevano raggiungere in questi anni se non ci fosse stata la convinzione che parte del dna fosse inutile …convinzione ora smentita) depressione percentualmente in aumento tra gli atei.>>

Lucy era una normalissima scimmia, la notizia è anche piuttosto vecchia e fu riportata su varie riviste scientifiche. http://evoluzione.tk/…/lucy-e-gli-australopithecus.php

Tutte le specie di Australopithecus sono scimmie estinte che somigliano alle scimmie di oggi. Il fatto che l’Australopithecus non possa essere considerato un antenato dell’uomo è stato accettato di recente dalle stesse fonti evoluzioniste.

Con tutto il rispetto per il mondo animale, ma chi dice che noi siamo inferiori alle specie animali come i falchi pellegrini non sa che cosa sta dicendo. Noi siamo in grado di replicare il volo attraverso la tecnologia, e comunque vadano le cose, tutte le loro cosiddette abilità non significano niente di fronte al pensiero umano. Siamo inarrivabili per qualunque altra creatura attualmente esistente sulla Terra.

Si parla sempre di complessi, da un polo all’ altro, chi parla di superiorità totale, chi parla di inferiorità e sminuisce tutto, bisogna stare nella media. Altrimenti si va dietro a chi segue complessi del disfattismo.

Ci dicono che i dinosauri si sono estinti per il 90% nell’ immediato per il meteorite o il supervulcano o quel che è, e che nel giro di settimane o mesi li hanno seguiti il resto …cosa è successo? Nel giro di due settimane hanno preso le ali e hanno acquisito il becco? Mi pare che qualcosa non quadra?

I coccodrilli sono fra le specie più antiche, gli squali pure, ma non mi pare che siano cambiati, sono come erano nella preistoria preumana. Addirittura avevo letto che gli squali esistevano PRIMA degli alberi! Eppure non sono diventati le specie dominanti, eppure ne avevano di tempo! Perchè?

( commenti tratti da un forum )

Perché sono stati raccolti in banchi del germoplasma? Perché i geni “positivi” come li chiameresti tu possono essere solo trovati e trasferiti, mai e poi mai fabbricati e mai e poi mai indotti per mutazione. Se dici questo non hai compreso a fondo cosa si può fare e cosa no con la genetica, e potrei trovare più di qualche professore di genetica apparentemente evoluzionista che te lo confermerebbe senz’altro, in quanto cosciente del fatto.

Se fosse vero ciò che dice l’evoluzionismo si potrebbe tranquillamente fare a meno delle varietà più antiche e quindi “in via di evoluzione” e aspettare che le mutazioni ci diano tutta la variabilità genetica di cui abbiamo bisogno, con tutte le forme di induzione di mutazione artificiale che possediamo dovrebbe essere un gioco da ragazzi fare zucche e pomodori in grado di resistere a qualsiasi malattia, far fuori qualsiasi insetto, nella pretesa demiurgica e superomista dell’uomo di fare meglio di Dio o della Natura. Pretesa assurda.

In laboratorio, almeno fino a 20 anni fa, ma non ho ragione di pensare che le cose siano cambiate, non si riesce a costituire artificialmente nemmeno una bolla di sapone con doppio strato fosfolipidico. Le bolle di sapone, organiche ma non vitali, sono tutte monostrato.

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<<Il risultato finale di tutti i miei studi ed investigazioni e cioè che l’idea di evoluzione, saggiata con esperimenti relativi alla speciazione e ad altre scienze annesse, conduce sempre ad incredibili contraddizioni ed a conseguenze confusionarie per via delle quali la teoria evoluzionistica dovrebbe essere completamente abbandonata, farà senza dubbio irritare molti; e lo farà ancora di più la mia conclusione che la teoria evoluzionistica non può in alcun modo essere considerata come un’innocua filosofia naturale, bensì rappresenta un serio ostacolo per la ricerca biologica. Essa ostacola il raggiungimento di risultati consistenti, perfino da materiale sperimentale uniforme. Questo perché ogni cosa deve, in definitiva, venir costretta ad adattarsi a questa teoria speculativa. Una biologia esatta non può, quindi, venire edificata.>>

Heribert Nilsson, botanico e genetista (1953)

 

<<La teoria dell’evoluzione è impossibile… L’evoluzionismo è una sorta di dogma al quale gli stessi sacerdoti non credono più, ma che mantengono in piedi per il loro popolo. Questo bisogna avere il coraggio di dirlo, affinché gli uomini delle future generazioni orientino la loro ricerca in altro modo.>>

Paul Lemoine, geologo (1939)

 

<<Veramente immenso deve essere il numero delle varietà intermedie che anticamente esistettero sulla Terra. Perché dunque ogni formazione geologica e ogni strato non sono pieni di questi legarni intermedi? Certo è che la geologia non rivela una tale catena organica perfettamente graduata; e questa è forse la più ovvia e seria obiezione che si possa fare alla mia teoria.>>

Charles Darwin, evoluzionista (1872)

 

<<Molte specie e generi compaiono improvvisamente nella documentazione paleontologica, differendo in modo notevole e multiplo da un gruppo più antico qualsiasi. Questa apparenza di discontinuità diviene più comune a misura che si ascende nelle categorie, fino a divenire virtualmente universale per ciò che concerne gli ordini, e tutti i gradi superiori della gerarchia tassonomica. Le discontinuità tra i gruppi maggiori sono così generali che non si può imputarle al caso.>>

George Gaylord Simpson, paleontologo (1950)

 

<<Invito ogni paleontelogo, anche coloro che fanno ricerche sui Vertebrati, a mostrare una serie genealogica impeccabile, nella quale non appaiano dei trattini al posto di prosecuzioni continue e dove anche tutti i membri di una serie si susseguano nel tempo l’uno dopo l’altro: serie genealogiche che si prolunghino oltre il limite di una normale variazione di stato vitale o di un appropriato modo di vivere!>>

Edgar Dacqué, paleontologo ed evoluzionista (1921)

 

<<Considero come tramontate le dottrine evoluzionistiche di Darwin, Haeckel e Huxley.>>

Albert Einstein, fisico nucleare (1950)

 

http://scienceagainstevolution.info/v20i2f.htmv

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Mie impressioni sulla leggenda della morte di Paul McCartney nel 1966

27 03 2018

Il qui presente testo è un post sviluppato finalmente dopo sei anni. Proprio ora, evidentemente, era venuto il momento di ampliarlo e postarlo.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/06/19/il-compleanno-di-paul-mccartney-oggi/

Era il 1992. Leggevo un fumetto fantascientifico. Su due numeri di questo fumetto, prima dell’inizio dell’episodio, vi fu una specie di articolo o editoriale in due puntate dedicato a una questione di cui prima di allora in vita mia non avevo mai sentito parlare, anche perché, tra l’altro, allora in Italia era conosciuta da pochissimi. Si trattava di una faccenda inerente il gruppo musicale The Beatles in generale e uno dei componenti del gruppo in particolare: Paul McCartney.
Secondo questo articoletto, Paul McCartney morì nel novembre 1966 in seguito a un misterioso incidente d’auto e fu rimpiazzato da un sosia, coi connotati facciali modificati chirurgicamente, il quale da allora in poi è sempre stato fatto spacciare a milioni di fan che fosse Paul McCartney quando ciò, a dar retta a questa storia, non corrispondeva a verità.
Gli indizi che mostrerebbero come Paul McCartney si schiantò con la sua macchina, morì e fu sostituito da un sosia all’insaputa del mondo, si troverebbero in tutti gli album successivi al 1966: per esempio un mucchio di dettagli presenti sulle copertine, sulle retro-copertine e negli interni degli album i quali mostrerebbero Paul McCartney in modo volutamente diverso dagli altri componenti della band (per esempio sulla famosissima copertina di “Abbey road” è il solo a piedi nudi), sottolineando appunto il fatto che Paul fosse l’unico morto tra di loro, e non soltanto dettagli sulle foto e illustrazioni negli album ma anche particolari anomali in diversi video e interviste, messaggi ascoltati facendo girare al contrario i dischi (come il famoso “Turn me on dead man” in un brano del “White album”) e strane allusioni negli stessi testi delle canzoni.

Ricordo il piccolo “shock” che mi prese leggendo queste cose. Fu uno shock per modo di dire, naturalmente ma, insomma, una cosa simile riguardante i The Beatles (forse il gruppo musicale più famoso della Storia) e uno dei suoi componenti di punta, mi aveva lasciato con una sensazione di sorpresa e mi aveva affascinato.

Negli anni successivi, ogni tanto mi succedeva di leggere testi riguardanti la morte di McCartney e la sua sostituzione o di vedere filmati che accennavano a questa storia, la quale divenne nota come “leggenda nera della morte di Paul McCartney”, infatti così l’ho sempre considerata, una leggenda appunto. Era qualcosa di molto affascinante, che sorprendeva, ma non ci poteva essere nulla di vero dietro, no?

Fino a che non sono arrivato all’estate dell’anno 2012.
Scoprì che il 15 luglio 2009, l’edizione del mensile “Wired Italia” presentò due professionisti: Gabriella Carlesi (medico legale specializzato in craniometria e odontologia forense) e Francesco Gavazzeni (esperto informatico di ricostruzioni facciali al computer) i quali mostrarono il risultato delle loro ricerche: analizzando accuratamente le immagini dei volti di Paul McCartney di prima del 1966 confrontandole con quelle del Paul McCartney dal 1967 in avanti sono giunti alla conclusione che i due volti non corrispondono, tra essi vi sono sensibili differenze, come se appunto appartenessero a due persone diverse, e si tratta di particolari delle strutture craniche di base riguardanti ossa e cartilagini, quindi non modificabili dalla chirurgia plastica.

Successivamente scoprii nella rete anglofona veramente un mucchio di siti e forum dedicati all’argomento, con un sacco, davvero un sacco di foto (anche immagini ormai  dimenticate) che confrontavano in modo preciso e certosino – con un’attenzione direi chirurgica – le foto del McCartney prima del 1966 con quelle dal 1967 in poi, usando tantissimi confronti, animazioni gif sofisticate, raffronti craniometrici al millimetro, cattura di dettagli mai visti che apparivano o non apparivano solo prima o solo dopo le immagini del Paul del 1966.

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Sarà suggestione, ma dopo un po’ cominciavo in effetti a vedere che il volto del McCartney di prima del novembre ’66 non era lo stesso del McCartney di dopo il novembre ’66. Era una sensazione stranissima e scombussolante quella di assistere a una storia sempre da me creduta una leggenda urbana – una fola, un qualcosa di totalmente inventato, un parto della fantasia di qualche fan un po’ eccentrico – mutarsi in una possibile realtà, suffragata da prove scientifiche addirittura.
I due esperti italiani Carlesi e Gavazzeni avevano cominciato la loro ricerca con l’obiettivo di smontare ogni possibile idea che la leggenda della morte di Paul McCartney avesse dietro qualcosa di vero, dimostrando che quindi si trattava di una bufala come del resto si è sempre creduto, e si erano invece trovati a individuare dettagli i quali sembravano suffragare l’ipotesi che  vi fossero due McCartney, uno vivo e uno…boh.

Addirittura ricordo di aver visto da qualche parte che spuntò persino un altro italiano il quale nel garage possiede l’autovettura su cui McCartney fece l’incidente e che fu in seguito riparata. L’ha fatta analizzare e sono stati trovati al suo interno diversi particolari strani, che potrebbero alludere alla veridicità della leggenda urbana.
Naturalmente, in seguito a tutto ciò, sono spuntati i debunker, coloro che volevano ridimensionare la pretesa che la morte del beatle nel ’66 fosse successa davvero e non fosse solo una fantasia collettiva, portando prove che le cose continuavano a essere come si è sempre pensato che fossero, parliamo dei cosiddetti “difensori della versione ufficiale”, i difensori della “versione comunemente accettata”. In questo caso, i complottisti vengono chiamati i “P.I.D” (“Paul Is Dead”) mentre i debunkers sono i “P.I.A.” (“Paul Is Alive.”)
Ricordo di aver visto un video dei P.I.A. (i quali sono coloro che per esempio invalidano la ricerca dei ricercatori forensi Carlesi e Gavazzeni dicendo che l’analisi su vecchie foto non funziona, è fuorviante) in cui veniva mostrato come un bel po’ di immagini del McCartney post 1966 fossero sovrapponibili al McCartney pre 1966, quindi OK, la storia della morte e sostituzione del beatle continua a essere solo una storia che credono vera solo bambini, creduloni, complottisti e fans eccentrici.
Però ho anche visto dei P.I.D rispondere a ciò mostrando come un mucchio di foto e forse anche video post 1966 fossero stati successivamente “tampered” cioè modificati per far somigliare il McCartney pre 1966 a quello post 1966 (soprannominato “Faul” dai P.I.D., cioè “Falso Paul”.) Tra l’altro, i P.I.D., per rimarcare la differenza tra il Faul vivo e il Paul morto, chiamano quest’ultimo col suo nome completo: James Paul McCartney.

In effetti la memoria collettiva è debole e influenzabile, molte foto davvero originali anteriori al ’66 sono andate al macero, i poster sulle pareti delle camere sono stati presto sostituiti, buttati o comunque dimenticati perché intanto si era smesso di essere fans adolescenti e si era divenuti adulti; i filmati in pellicola sono stati rimpiazzati dai Betamax, Video2000 e VHS prima e dai DVD poi e, se ci fosse davvero una grande cospirazione dietro, non ci si mette nulla a modificare praticamente tutte le immagini prodotte dalla seconda metà degli anni sessanta in avanti che riproducono foto e video di prima del ’66. Col tempo, dunque, le fattezze dei due McCartney si sarebbero mescolate e saremmo stati abituati a vedere le immagini del primo McCartney influenzati dalle immagini del secondo McCartney. E anche le stesse voci, in post-produzione, possono essere rese praticamente identiche attraverso una opportuna iper-tecnologia musicale sicuramente a disposizione degli attori della vicenda (questo se qualche P.I.D. volesse rispondere ai P.I.A. che domandano come sia possibile che il cantante di “Michelle”/”Yesterday” e di “Hey Jude”/”Let it be” siano in realtà due cantanti diversi.)

La craniometra forense Gabriella Carlesi.

Lo so che è impossibile modificare tutte le foto e i filmati anteriori al ’66 ma in quanti hanno mai provato, soprattutto nell’era pre-internet e pre internet 2.0, a mettersi lì a confrontare con attenzione le immagini di Paul di prima del ’66 con quelle di dopo il ’66? Pensando, oltretutto, alla confusione tra immagini modificate e non modificate e all’abitudine, ormai ultra-decennale, di vedere le fattezze del primo Paul attraverso quelle del secondo.
Non voglio dire di stare in tutto e per tutto dalla parte dei P.I.D. contro i P.I.A., voglio conservare un po’ di imparzialità, però è difficile scordare quella mia ricerca durata ore sui forum anglofoni nell’estate 2012, tra una nuotata e l’altra. Non penso di essere stato vittima di qualche colpo di sole se dico che quel viso corto, largo e guanciottoso, quel taglio degli occhi e il naso breve visibili nelle immagini presunte non modificate, collimavano davvero ben poco con quel viso oblungo dalle sopracciglia molto arcuate, il naso lievemente a uncino e altri particolari dell’altra faccia.
La mente mi diceva “dai, è solo una leggenda urbana, com’è possibile” ma gli occhi, sarà stata sicuramente un’illusione, ma gli occhi volevano  proprio mostrarmi i connotati di due volti diversi.
Non penso che i P.I.D. abbiano modificato loro stessi le foto di McCartney prima del 1966 per farle non somiglianti a quelle del McCartney successivo: pretendere ciò sarebbe una specie di assurdo complottismo da parte dei P.I.A., da parte cioè dei debunkers della questione.
Inoltre, se la teoria (anzi, la leggenda!) della morte di McCartney fosse sul serio realtà (o anche se non lo fosse), l’anno in cui essa è o sarebbe avvenuta, il 1966, segna l’inizio di ciò che Mediter di Il mondo simbolico ha chiamato “l’anno 0”, “l’anno dell’inizio della nera notte dell’anima nella pop culture” nella sua serie di articoli del 2013 dedicati allo sconcertante fermento esoterico-musicale di quegli anni dal ’66 in poi.

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte.html

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte_29.html

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/06/charles-manson-e-la-notte-oscura.html

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/06/charles-manson-e-lera-della-notte.html

Guarda un po’ che strano, i The Beatles, l’anno dopo, il 1967, fanno uscire un album “Sgt Pepper and the lonely hearts club band” come se avessero alluso al fatto che al gruppo fosse successo qualcosa di dirompente e avesse cambiato addirittura nome, “Lonely hearts club band”. Oltre all’esoterista-“satanista” Aleister Crowley, sulla copertina abbiamo tantissimi altri personaggi anche se è naturalmente Crowley colui che attira di più l’attenzione di chi guarda, visto che se chi guarda sa anche solo vagamente chi è stato Crowley, si domanda cosa diavolo ci faccia in mezzo a un gruppo musicale pop che fino all’anno prima faceva canzoni per ragazzine.


Sulla copertina si respira proprio un’aria come di “svoltare pagina”, di cambiamento quasi violento, sia di stile, sia di musica, sia di argomenti delle canzoni, sia di struttura dell’album (un album cosiddetto “concept”, cioè con i brani legati da un unico filo conduttore, cosa mai fatta prima dai The Beatles), si vedono i vari componenti del gruppo con delle espressioni stranamente fisse o inebetite, come se fossero reduci da qualcosa che li ha turbati e l’unico che un po’ sorride è proprio Paul (il quale qui, a credere ai P.I.D., sarebbe già Faul cioè il Falso Paul), ma sorride in un modo tirato e posticcio. Inoltre, sulla copertina, compaiono anche i The Beatles della “vita precedente” cioè quelli col caschetto e abito Mod, mostrati come se fossero una roba ormai del passato quando era trascorso solo un pugno di mesi dall’ultimo album in cui erano ancora abbigliati così: tutto un cambiamento repentino.
Di immagini strane, inesplicabili e conturbanti se ne trovano a bizzeffe in rete, andandole a cercare, soprattutto cercandole negli album e nei video successivi a “Sgt Pepper”. Sulla forumlandia e sul You Tube anglofono sembra quasi essere presente una vera “wave” dedicata a video misteriosi sui Beatles, con naturalmente come colonna sonora pezzi quali “Revolution 9” del “White album” riprodotti al contrario e altri anomali e semisconosciuti esperimenti musicali-occultistici.
Insomma, verità, finzione, mezza verità, mezza finzione, suggestione forse? Una cosa è certa: il mistero, l’esoterismo, l’occulto, i segreti avvolgono il gruppo musicale pop più famoso, considerato addirittura l’archetipo di tutti i gruppi musicali pop venuti dopo di loro.

Dagli articoli de Il Mondo Simbolico inseriti qualche riga fa, estrapolo un frammento dedicato a Charles Manson, venuto a mancare di recente, che fan ben capire l’atmosfera di quel post 1966:

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte_29.html

[…] Manson stava creando una sua visione religiosa e filosofica del mondo, unendo estratti e testi del White Album dei Beatles, con quelli dell’apocalisse di San Giovanni, per creare una visione apocalittica di guerra razziale che presto sarebbe divenuta una realtà. Questa sua visione gli venne soprattutto ascoltando il brano Helter skelter, da molti giudicato come uno dei brani più “pesanti” di quel periodo e visto da molti come il brano progenitore dell’hard rock e del metal. Manson ascoltò questa canzone, e le altre del White Album, e le interpretò come un monito dell’avvicinarsi della guerra di razze. Vide i Beatles come i Quattro Angeli dell’Apocalisse e credette che le loro canzoni dicessero a lui e ai suoi seguaci di prepararsi («Look out! cos’ here she comes!»). Manson chiamò questa guerra da lui menzionata proprio “Helter Skelter”.

Nella notte tra l’8 ed il 9 agosto 1969, vari membri della Manson family scatenarono la loro follia omicida che tanto ha orrificato e affascinato l’America, la strage di Bel air.

Personalmente, a me piace vedere trattate queste cose borderline da siti web non esplicitamente alternativi o complottisti, mi danno la sensazione che “potrebbe allora essere tutto vero”, per esempio questo sito generalista sui The Beatles tratta la faccenda in modo tranquillamente oggettivo, come niente fosse, non lesinando sui particolari inusitati.

https://thosebeatles.weebly.com/conspiracy.html

BEATLES CONSPIRACY: C’E’ STATO UN COVER UP SULLA MORTE DI PAUL NEL 1966?

Ottobre del 1969, tre settimane dopo che il celebrato album “Abbey Road” fosse diffuso, il programma radiofonico di Russ Gibb ricevette una chiamata da un uomo che si identificò solo come “Tom”. Il deejay di Detroit ascoltò attentamente ciò che aveva da dire colui che aveva chiamato a proposito di alcuni indizi nascosti nelle canzoni dei Beatles e nelle copertine degli album, i quali indicavano che Paul McCartney era morto il 9 novembre 1966 in un incidente d’auto. Gli ascoltatori iniziarono a inondare la stazione radio newyorkese con “prove” e presto la voce si diffuse nel mondo. Fu una mossa pubblicitaria dei Beatles, la follia di un fan che si era bevuto dei falsi indizi lasciati da John Lennon come scherzo o Paul morì veramente?

Sulla cover dell’ultimo album che i Beatles registrarono, “Abbey Road”, la band è fotografata mentre attraversa la strada chiamata Abbey Road a Londra, fuori dagli studi di registrazione della EMI. Paul cammina fuori squadra rispetto agli altri beatles, a piedi nudi e con gli occhi chiusi. In molti paesi, Inghilterra inclusa, i corpi sono sepolti senza scarpe. Inoltre, il modo in cui i Beatles sono abbigliati sulla copertina si dice abbia questo significato:
Lennon vestito di bianco – colui che fa l’omelia funebre
Starr vestito di nero – quello delle pompe funebri
“McCartney” in completo e piedi nudi – il cadavere
Harrison in blue jeans e camicia da lavoro – colui che scava la fossa.

Sullo sfondo della copertina di “Abbey road” è posteggiata una Volkswagen con un possibile messaggio criptico, “28 IF” sulla targa. Coloro che propugnano l’ipotesi Paul Is Dead [i P.I.A.] vedono ciò col significato che, se Paul McCartney all’epoca della foto fosse stato ancora vivo avrebbe avuto 28 anni [“28 IF”=”28 SE.”]
Il magazine “Life” citò Paul (quello reale o il sostituto?) come spiegazione, “In Abbey Road noi eravamo vestiti coi nostri abiti ordinari. Stavo camminando a piedi nudi perché era una giornata calda. La Volkswagen era parcheggiata lì per caso.”

“Let It Be” fu il penultimo album dei Beatles a essere registrato ma l’ultimo a essere pubblicato. Sulla copertina, Paul è il solo beatle il cui volto è parzialmente oscurato (da un microfono). Egli è anche l’unico non fotografato di profilo e su uno sfondo bianco, infatti lo sfondo di Paul è rosso sangue.

Tutte le foto prese prima del 1966 si sovrappongono perfettamente l’un l’altra e pure tutte le foto prese dopo il 1967 si sovrappongono perfettamente l’un l’altra. Tuttavia, i ricercatori [Gabriella Carlesi e Francesco Gavazzeni] furono scioccati dalla scoperta che le foto prima del 1966 non si sovrappongono alle foto prese dopo il 1967.

Per esempio, la curvatura frontale della mandibola si mostra differente (la curva che va da un’orecchio all’altro e passa attraverso il mento, la quale si vede quando guardi direttamente in faccia, come nelle foto sulla destra e anche la curva della mandibola è differente (la curva che vedresti se guardassi in basso dalla sommità del capo). Ancora più interessante è la posizione, relativa al cranio, del punto dove il naso sporge dalla faccia, perché essa non può essere modificata dalla chirurgia. Secondo la Carlesi, questi punti sono considerabilmente differenti tra i due volti.

Anche qualche dettaglio dell’orecchio è utile per propositi di identificazione perché anche questi non sono modificabili attraverso la chirurgia. Carlesi e Gavazzeni hanno stabilito che le orecchie dei due volti sono significativamente differenti tra loro.

Qualche caratteristica del corpo umano può essere alterata come la posizione e l’inclinazione dei denti (gli apparecchi ortodontici funzionano così per milioni di persone). La Carlesi sottolinea che la configurazione dentaria dei due volti non si sovrappone ma in una maniera davvero curiosa.

Nella bocca di Paul il suo canino destro superiore sporge dalla sua posizione normale perché non c’è abbastanza spazio nella sua mandibola per far sì che tutti i suoi denti siano perfettamente allineati.

Anche nella bocca di Faul questo stesso canino è storto ma è pieno di spazio nella sua mandibola per tutti i suoi denti. Dal momento che nessun altro dente sta spingendo contro il dente storto, come ha fatto questo dente a diventare storto?

La Carlesi conclude che il dente storto nella bocca di Faul fu il risultato di un’operazione dentale per simulare il dente storto nella bocca di Paul.

Nel 1962, quando i The Beatles stavano vivendo ad Amburgo in Germania ed erano ancora sconosciuti al grande pubblico, Paul McCartney ebbe una breve relazione con una donna tedesca chiamata Erika Wohlers, la quale gli diede alla luce una figlia, Bettina, nel dicembre 1962, nel momento in cui cominciarono a diventare famosi. I Beatles lasciarono presto la Germania e McCartney abbandonò Erica. Intorno al 1967 McCartney fu d’accordo di dare 30.000 marchi in supporto a Bettina ma non ha ammesso di essere suo padre anche se il suo certificato di nascita tedesco lo identificava come tale!

Una volta che Bettina divenne adulta, domandò a una corte tedesca di essere riconosciuta da McCartney come sua figlia naturale. McCartney doveva sottomettersi al test del DNA e il test mostrò che non era suo padre. Particolare interessante,, basandosi su un autografo firmato da McCartney, assieme a qualche foto presa per l’occasione, Bettina accusò la persona che fece il test del DNA di essere un sostituto di Paul, non il Paul McCartney autentico! L’autografo, per la cronaca, fu firmato da una persona destrimane (Paul era mancino).

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Per concludere, e seminare ulteriore perplessità e confusione, diamo il link di un articolo che sta evidentemente dalla parte dei P.I.A. e che fa il verso a quelli che confrontano tutte le immagini dei due Paul McCartney mostrando come la stessa cosa si può fare con tutti gli altri tre Beatles e che, confrontando determinate loro immagini, esce fuori che dall’una all’altra, col passare degli anni, si possono trovare dettagli che le fanno sembrare riproducenti due persone diverse quando invece si tratta dello stesso individuo visto che, naturalmente sarebbe ridicolo che tutti i Beatles, oltre Paul, siano stati sostituiti. https://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/571295/The-Beatles-never-existed-John-Lennon-Paul-McCartney-body-doubles-Ringo-George-Harrison

Ma questo sberleffo a me sembra capzioso perché non si può certo paragonare questa trovata estemporanea di qualche burlone a una leggenda urbana famosissima e ultra-decennale, che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro e che sembra dare adito a oggettive perplessità riguardanti un possibile fondo di verità, per quanto poco rintracciabile esso sia.

 





2017 – Il breakthrough che nessuno si aspetta – Trapianto di corpo

8 02 2017

Il 2017 ha in serbo una allucinante possibilità per il breakthrough del secolo: il trapianto di una testa umana su un corpo diverso dall’ originale.

Questo medico ITALIANO andando contro tutti i pronostici e tutte le previsioni potrebbe diventare il TRUMP DELLA MEDICINA! 

Secondo questo medico, oltre a dimostrare il successo ( non importa quanto breve – il primo paziente di trapianto di cuore ha vissuto 18 giorni ) – potrebbe dimostrare scientificamente se o meno la coscienza sopravviva alla morte fisica, nel caso il paziente, una volta risvegliatosi settimane dopo nel 2018, raccontasse che era cosciente nella fase dell’ operazione in cui sarà scientificamente morto. 

I primi test su umani ufficiale sarà a Ottobre 2017 in Cina, mentre il trapianto ufficiale che potrebbe diventare l’ operazione del secolo avverrà secondo Canavese a Dicembre 2017, probabilmente in Cina, siccome costerà meno che negli Stati Uniti. 

Se tutto andrà bene, Spiridonov potrà cominciare a camminare entro Marzo – Giugno 2018. 

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwikw7yjpIHSAhVF0hoKHYZ1D88QFggaMAA&url=http%3A%2F%2Fit.ibtimes.com%2Ftrapianto-di-testa-primo-tentativo-nel-2017-come-avverra-scienza-o-fantascienza-video-1449514&usg=AFQjCNHruJLOHdK5OIo-_687d_BLYk8aBw&sig2=7xvdnzXZ6wwVzB5LjhC60w&bvm=bv.146094739,d.d2s

Quando qualche anno fa il chirurgo italiano Sergio Canavero annunciò l’intenzione di praticare il primo “trapianto di testa su un essere umano nella storia della medicina, in tanti pensarono ad una bufala per farsi pubblicità . Chi era scettico magari continuerà ad esserlo, ma Canavero è fermamente intenzionato ad eseguire l’intervento nel corso del 2017.

“È importante che la gente smetta di pensare che questo sia impossibile: è assolutamente possibile e stiamo lavorando in questa direzione”, aveva spiegato l’anno scorso il chirurgo, presentando i risultati della sperimentazione della procedura di trapianto di testa eseguita su topi e scimmie.

In effetti, come spiegato più volte, la definizione di “trapianto di testa” è decisamente fuorviante: dal momento che quello che rende una persona ciò che è si trova nel cranio, è il “proprietario” della testa ad essere il ricevente, e di conseguenza si dovrebbe parlare di “trapianto di corpo”. Ad ogni modo, “trapianto di testa” è l’espressione più usata in questi anni su tutti gli organi di informazione e anche dallo stesso Canavero, quindi anche noi continueremo a definire l’intervento in questo modo.

Definire “complessa” l’operazione in questione sarebbe un tentativo di minimizzare: qualsiasi trapianto è ovviamente un intervento di difficoltà estrema, ma il trapianto di testa sarebbe in cima ad un’ipotetica classifica. Il ricevente sarà Valery Spiridonov, un 31enne russo.

L’intervento richiederà 36 ore ed il lavoro di 150 persone. Come spiegato da Canavero, saranno coinvolti due interi team chirurgici: il primo si focalizzerà su Spiridonov e l’altro sul corpo del donatore, un paziente cerebralmente morto e selezionato sulla base di altezza, corporatura e profilo immunologico. Entrambe le persone saranno sotto anestesia, collegate a macchine che permetteranno di conservare l’attività cerebrale e cardiaca.

La testa di Spridonov sarà a quel punto congelata, rendendolo di fatto cerebralmente morto come il donatore (anche se, si spera, per un tempo limitato). Il sangue verrà drenato dal suo cervello mentre la circolazione sanguigna nel resto del corpo verrà fermata. Se pensate che tutto questo sia particolarmente complesso, sappiate che l’operazione vera e propria a quel punto non sarà neanche iniziata.

Un primo momento fondamentale sarà infatti quello del taglio di entrambi i midolli spinali, che sarà eseguito con una nanolama in diamante da 200.000 dollari messa a punto alla University of Texas. Questa fase sarà particolarmente impegnativa per le due squadre coinvolte: una volta che la testa di Spiridonov sarà stata asportata, ci sarà appena un’ora di tempo per riattaccarla sul nuovo corpo.

Quest’ultima parte non significa ovviamente soltanto mettere qualche punto intorno al collo, ma riconnettere vene ed arterie in modo che (auspicabilmente) il flusso sanguigno torni nella testa del paziente. Quando questa procedura è stata sperimentata su una scimmia, non sono stati registrati danni cerebrali. A quel punto, sarà seguita la procedura definita da Canavero per “fondere” insieme i due segmenti di midollo spinale, ricucendo anche muscoli e pelle.

Se tutto questo andrà come previsto (e si tratta di un “se” bello grosso), Spiridonov potrà ricominciare a camminare con le sue gambe tra i tre ed i sei mesi dopo l’intervento. “Se il cosiddetto trapianto di testa funzionerà, questo aprirebbe la strada ad una scienza interamente nuova sulla ricostruzione post-trauma del midollo spinale”, aveva spiegato qualche mese fa spiega Michael Sarr, il direttore responsabile di Surgery e chirurgo della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota), a New Scientist.





L’iper-normalizzazione e i memi: dai ranocchi di estrema destra alle pizze pedo-sataniste

28 11 2016

In questi ultimi giorni, mi sono reso ulteriormente conto di come la realtà di ciò che sta succedendo nel mondo si stia facendo sempre più ambigua, sfuggente e, in ultima analisi, incomprensibile. E tutto ciò a causa della sua estrema complessità, sempre più manifesta.

Forse inafferrabile a tal punto da aver difficoltà ad esprimerla adeguatamente.

Periodicamente, su questo blog, avviso di “articoli in preparazione” che però poi faticano a venire alla luce. Ho chiaro l’argomento ma non ho chiara l’esposizione.

Per esempio, l’anno scorso avevo annunciato un intervento incentrato sulle opere dell’artista spagnolo Luis Quiles confrontate con la miniserie britannica “Black mirror”, un confronto che, penso proprio, nessuno abbia mai intrapreso finora (perlomeno in rete, almeno stando ai risultati di Google)…

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Luis Quiles e “Black mirror” trattano del nostro presente multinazionale e super-interconnesso, dove foto, immagini e testi circolano continuamente sulle autostrade elettroniche attraverso i computer (smartphone e pad compresi) e dove il discrimine tra ciò che è vero e ciò che è falso non è più chiaro come prima.

A tal punto che, su un blog italiano abbastanza seguito, leggo ciò:

Una settimana fa, l’Oxford English Dictionary ha diffuso, come ogni anno, il premio alla “parola dell’anno”. Con questo termine si intende un neologismo che sintetizza, identifica e rappresenta l’umore più corrente e diffuso nella società occidentale. Nel 2016 ha vinto il termine “Post-Truth” (post-verità) definito così: “Relativa a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica del ricorso alle emozioni e alle credenze personali”.

E’ sempre più irritante – per me – prendere una posizione netta e chiarissima su qualsiasi argomento, di politica internazionale, soprattutto. E ho idea che questa mia sensazione (non particolarmente piacevole) sia condivisa da un mucchio di gente.

Sensazione non certo rassicurante ma che può avere un suo strano fascino, affine al fascino dell’ignoto, penso.

Personaggi politici visti positivamente o negativamente, cose e avvenimenti che esistono o non esistono, a seconda del tipo di newsletter a cui sei abbonato, a seconda del tuo filtro di Facebook e del tuo BIAS DI CONFERMA.

Giornali internazionali di prestigio che un giorno consigliano il SI a un referendum e il giorno dopo, gli stessi identici giornali, consigliano il NO.

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Intanto escono film come “HYPERNORMALISATION”, di Adam Curtis, dove viene esposto come vi sia una “guerra senza limiti” grazie alla quale l’attuale assetto di potere (che per il film è incentrato sulla triade Usa – Russia – Siria) mantiene lo status quo attraverso una realtà virtuale fatta di narrazioni confuse e contraddittorie fatte ad arte per non far capire alle masse cosa stia davvero succedendo. Ma ciò, sottolinea il film, non è una teoria del complotto bensì il regolare funzionamento del sistema iper-tecno-mediatico in cui siamo immersi, il cui inizio-inizio viene situato circa quarant’anni or sono e che, negli ultimi anni, non ha fatto che esarcerbarsi a causa dell’infittirsi delle reti di comunicazione.

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Loro lo sanno che sappiamo che loro mentono.

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Abbiamo finito per perderci in un mondo falso.

L’iper-complessità del mondo attuale (ovvero l’iper-complessità delle reti comunicative) viene iper-normalizzata attraverso narrazioni contraddittorie in cui gli stessi protagonisti dati in pasto all’attenzione delle masse vengono mostrati (apposta!) sia positivamente che negativamente. E sia il punto di vista negativo che quello positivo sono entrambi artefatti e menzogneri, non rappresentano ciò che davvero sta succedendo, ed è successo. Non mostrano davvero e con chiarezza le reali dinamiche sottostanti degli attori in gioco.

Questo discorso sarebbe stato presente, in nuce, anche nell’articolo su Luis Quiles e “Black mirror”, il quale attende tuttora di essere scritto (tra l’altro, l’autore Charlie Brooker è in combutta con Adam Curtis, l’autore di “Hypernormalisation”.)

Curtis, nel film, evidenzia le inusuali strategie di un personaggio: l’uomo d’affari Vladislav Surkov, vicino all’attuale presidente russo. Surkov, nelle operazioni da lui chiamate di “guerra non lineare”, è capace di finanziare l’appoggio all’attuale politica russa così come la sua opposizione, e questo sia in patria che fuori, per esempio durante la guerra civile in Ucraina. Quanto c’entra tutto ciò con l’immagine controversa che i media danno dell’attuale presidente russo, la quale passa disinvoltamente da quella di “grande statista che vuol mantenere la sovranità del suo paese, sdradicare il terrorismo e rimettere in sesto le cose anche in Occidente” a quella di “autocrate oligarca anti-democratico con manie di grandezza neo-imperialiste e tiranniche”?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è sempre andata così da Napoleone in avanti e forse anche prima: le grandi personalità pubbliche – soprattutto se a capo di grandi nazioni – polarizzano le opinioni su di loro. Ma se tutto ciò fosse fatto…APPOSTA, come suggerisce il film di Curtis?

Tutto questo dibattito pubblico planetario attuale attraverso la super-connettività (pseudo-dibattito e pseudo-pubblico) è la piattaforma digitale telematica globale dove le visioni del mondo possono facilmente diventare radicali fino alla follia e portare a risultati nel mondo reale, quello della democrazia formale dei paesi occidentali, per esempio.

Abbiamo visto come vi siano state polemiche, dopo il risultato delle elezioni negli USA, perché alcuni hanno visto nella libertà di circolazione di contenuti informativi eccessivi ed esagerati (razzismo, xenofobia, supremazia della razza bianca, complottismo) una delle colpe del risultato delle elezioni USA, e allora vi è stato un coro di proteste verso i social network, naturalmente capeggiati da Facebook e dal suo scienziato, barone Frankenstein – Zuckerberg, il quale s’è affannato a dire che lui e la sua creatura sono innocenti, e comunque verranno presi provvimenti – chissà quali – per far sì che le bufale e l’odio non circolino più dentro Facebook e non influenzino più il gioco elettorale.

Ebbene, proprio da internet è uscita fuori questa strana cosa chiamata ALT-RIGHT (nome che sembra un comando della tastiera del computer ma sta per “destra ALTernativa”), una destra americana politicamente scorretta in modo totale, xenofoba, misogina, complottista, anti-islamici, anti-immigrati, anti-globalizzazione, filo-nazi, per la supremazia del maschio bianco contro tutto ciò che lo minaccia. E questa ALT-RIGHT, nata e cresciuta su internet, fa ampio uso di social network come 4chan e Reddit, del trolling in rete, e soprattutto dei memi, cioè di quelle immagini innocenti che possono essere modificate e acquistare diversi significati a seconda del contesto in cui sono inserite, che circolano attraverso i gruppi di discussione e i social network, e che sono difficili se non impossibili da intercettare ed eliminare, perchè si riproducono potenzialmente all’infinito.

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Pepe the frog: innocente cartone animato amatoriale o simbolo dell’odio razzista, xenofobo, misogino, suprematista del maschio di razza bianca?

Per via delle dinamiche del web, dunque, un innocente meme come il ranocchio PEPE THE FROG (apparso per la prima volta su un fumetto amatoriale in rete nel 2005) è divenuto uno dei memi più diffusi e onnipresenti della folle destra alternativa finto ironica (cioè spaccia per esempio come ironia un gruppo di suoi esponenti che fa il saluto nazista e dice “Hail” quando invece ironia non è), tanto da essere ormai identificato come un suo simbolo a tutti gli effetti, un simbolo dell’odio e del male, a cui ha alluso persino la candidata democratica in campagna elettorale. Il meme Pepe the frog è stato persino paragonato a KEK, una divinità del pantheon dell’Antico Egitto, con la proprietà di influire sul corso degli avvenimenti, portandoli a proprio vantaggio.

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KEK, il Dio del Caos. Kek è la deificazione del primordiale concetto di tenebra nella religione dell’antico Egitto. Incarna il tempo giusto prima dell’alba, facendo sì che sia il portatore di luce. Kek è rappresentato come un uomo dalla testa di rospo. Nei geroglifici Kek è ritratto come un uomo che sembra seduto davanti allo schermo di un computer. Paia e numeri sono molto importanti nella mitologia di Ogdoad. La ripetizione di numeri era usata per creare l’universo, secondo Ogdoad. Kek sta usando 4chan come vascello per diffondere il suo messaggio e traghettare in una nuova era di luce.

Quindi qui abbiamo a che fare con un meme di internet rappresentante un ranocchio verde, che, moltiplicandosi a dismisura sui social network dell’alt-right, è diventato progressivamente il suo simbolo e che ha influito pesantemente sulle elezioni USA, proprio quelle che qualcuno dice siano state manipolate dai servizi segreti russi in combutta con l’attuale presidente amico del candidato che poi ha vinto, il quale però aveva finanziato anche una parte dei suoi oppositori, che i mass media mainstream gli erano tutti contro però, nello stesso tempo, gli facevano grande pubblicità perchè facevano share, ascolti, le sue continue apparizioni (proprio come succede qui in Italia col suo amico leader della Lega Nord) e qualcun altro ha le prove che la sfidante democratica aveva fatto in modo che fosse proprio lui a sfidarla in modo da poter facilmente vincere contro un candidato così impresentabile, e sappiamo quanto alla sfidante democratica piaccia semplificarsi la vita dal momento che, pur attirando i voti delle femministe, ha mantenuto il cognome del marito ex presidente. Tutto chiaro, no?

Così come sono chiare tutte le proteste in giro per l’America contro il presidente eletto acclamato dall’Alt-right che gli urla “Heil!” a braccio teso (quelle stesse proteste a cui partecipano picchiatori neri e snowflakes emo, cioè ragazzi emotivi e sensibili spaventati dal nuovo presidente hard), sono sponsorizzate dal miliardario globalista foraggiatore di colpi di stato in giro per il mondo, ma poi qualcun altro ci dice di no, che è complottismo populista.

A proposito dei memi e del social network 4chan e Reddit, vi è poi un altro fenomeno nato e cresciuto su internet ora molto attivo, ovvero il cosiddetto “PIZZAGATE”, venuto fuori da una presunta fuga di notizie riguardante John Podestà, l’ex capo della campagna elettorale della candidata democratica,  assieme al fratello Tony. Ciò che sappiamo per certo è che, secondo certo materiale uscito fuori da Wikileaks, diverse mail rese pubbliche, Podestà risulta aver partecipato a certe strane cene alternative assieme all’artista montenegrina Marina Abramovic e ad altri personaggi elitari, in cui si svolgevano come degli pseudo rituali di arte sanguinaria di impronta pseudo satanista. Le scelte di Podestà sono certo un po’ bizzarre e magari discutibili (parliamo di uno fissato anche col cover up sugli UFO), così come le sue scelte artistiche abbastanza schifose, condivise col fratello Tony. Fatto sta che, non si sa bene esattamente come sia iniziato, molti attivisti in molti social network in rete (gli stessi social dell’alt-right: 4chan, reddit, e tanti altri) sono come stati presi da un raptus investigativo: si stanno fracassando la testa tirando fuori milioni di link, di riferimenti incrociati, di schermate di Instagram, di capture, di pagine web “freezate”, e la faccenda è continuamente in progress.

Connettendo i punti (connect the dot si dice), tutti questi attivisti di Reddit, 4chan ecc… hanno accumulato una grande quantità di prove (anzi, indizi più che di prove), indizi che dimostrerebbero come John Podestà e il fratello Tony – due pesantemente coinvolti con le faccende dei Clinton – facciano parte di una èlite pedofila-satanista ad alto livello, il cui quartier generale e luogo di incontri sarebbe una pizzeria chiamata “Comet pizza shop”, in quel di New York.

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Se il meme Pepe the frog (innocente cartoon amatoriale fatto a ranocchio), a furia di rimpallare tra un aggiornamento e l’altro, tra un nuovo post e l’altro in migliaia di versioni  e fotomontaggi, ha cambiato completamente contesto diventando qualcos’altro, cioè uno dei simboli principali dell’alt-right – tanto da essere citato pure sul mainstream – gli attivisti del “Pizzagate”, stanno andando alla ricerca di memi, anzi di cripto-memi, nella cerchia dei presunti pedofili ad alto livello del “Comet pizza shop”, memi sulle schermate di Instagram, le quali mostrerebbero come certe immagini che si ripetono, certe allusioni nelle chat, certe parole che stanno per concetti che normalmente queste parole non significano, rivelerebbero le intenzioni segrete dei partecipanti a questi forum on line. Dentro cui, a dir la verità, si incontrano delle immagini disturbanti, popolate da bambini molto piccoli in atteggiamenti poco decifrabili e opere pittoriche e sculture di veramente dubbio gusto.

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Il cripto-meme della pizza.

 

Poi, appunto, ci sarebbe il riferimento alla “pizza” per indicare qualcos’altro, qualcosa che, secondo i detective digitali di Reddit e 4chan, sarebbe legato a turpi giri pedofili-satanisti con personaggi, quali i fratelli Podestà, mani in pasta nel clan dei Clinton, cioè al clan di un ex presidente USA e della prima donna presidente mancata. Stando a queste ricerche, i due Podestà sarebbero persino i rapitori di una bambina, Madeleine McCann, rapita qualche anno fa in Portogallo, all’interno di un appartamento in un residence,  e i due in effetti somiglierebbero sorprendentemente all’identikit dei rapitori, identikit che compare anche sulla pagina Wikipedia in inglese relativo al caso di questa bambina scomparsa nel 2007, caso che all’epoca fece un bel po’ di rumore sui mass media anglofoni.

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L’identikit dei rapitori di Madeleine McCann che somiglia misteriosamente a John e Tony Podestà.

 

Naturalmente, il mainstream vede tutto ciò come un’ennesima teoria del complotto, anche se David Seaman – giornalista dell’Huffington post – si è esposto, essendo persuaso che sul serio ci possa essere qualcosina di vero dentro queste matte e disperatissime ricerche incrociate sul web. Altri, poi, vedono in questo “Pizzagate” una cosiddetta  psyop, ovvero un’operazione di “guerra psicologica”, per distrarre o influenzare le menti delle masse,  oppure per limitare la libertà d’espressione su internet con la scusa di reprimere le bufale eccessive e pericolose (le quali, secondo questa teoria, sarebbero dunque fatte ad arte, magari dai servizi d’intelligence.) Altri non hanno dubbi: E’ TUTTO VERO, ragazzi, e c’è l’ORRORE dentro il clan Clinton.

Insomma, siamo ormai nell’era del post-truth, della post-verità, come ci dicono. E per una testata mainstrem che ci garantisce che il “Pizzagate” è puro delirio complottista messo in piedi esagerando smisuratamente qualche mail di John Podestà uscita fuori da Wikileaks – associandole con mille altre cose che non c’entrano nulla le une con le altre – vi è una marea montante in rete che ci vuole dire l’esatto contrario, cioè che stanno scoprendo migliaia di indizi incrociati su un marciume pedofilo-satanista incistato dentro il Potere  USA.

Abbiamo ormai capito che, nell’era della post-verità unita all’interconnessione spinta, il giudizio dell’informazione mainstream (garanzia di verità, ci dicono anzi ci dicevano) è rigettato da una buona fetta di pubblico, proprio perchè mainstream, proprio perchè mass media, perchè New York Times, Washington post e Financial times, e dunque è importante ciò che viene creduto e non ciò che è vero, e ciò che viene creduto reale sarà reale nelle sue conseguenze.

Fino a prova contraria.

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Anche Goro Adachi del sito web sincromisticista Etemenanki pare abbia voluto dire la sua sull’argomento, lo stesso Adachi che di solito sembra sempre un po’ perduto nei suoi iperurani: “Se avete poca guida/abilità nel discernere la validità di ogni informazione che vi arriva, siete battelli senza timone alla mercè del mare della propaganda.”

Vedere anche:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/07/04/la-realta-e-unimmagine-che-linformazione-non-puo-costruire/