Timewave Zero – Gli eventi che vedremo e scenari da Eschaton

31 10 2014

 

image

Introduco qui un nuovo articolo sulla Teoria della Novità’ anche detta della Timewave, di cui abbiamo discusso già altre volte in questo blog. La ricerca continua, e sta dando i suoi buoni frutti. Qui parlerò dei principali eventi di ripetizione storica- culturale che dovremmo vedere prima del momento in cui usciremo fuori dal vincolo della ciclicità, anche detto ” data zero “.

La timewave e’ un software che pone su un grafico una immagine del tempo, una immagine frattale, essendo il tempo frattale, e formato da elementi che ritornano in determinate circostanze, uguali a se stessi, ma che danno origine ad eventi ” gemelli ” o specchiati.

Grazie a delle formule matematiche complesse e’ possibile calcolare ogni aspetto di questo ciclo, creando una specie di DNA del tempo e della storia umana e universale, dandoci modo di calcolare i movimenti del tempo nel futuro, oltre che nel passato, anticipando esattamente i periodi di abitudine e consueta normalità come anche i periodi di grandi stravolgimenti, cambiamenti, rivoluzioni e tumulti sociali. Il fulcro di tutto questo e’ riuscire a stabilire il momento in cui i cicli dei 67 anni, di 384 giorni, e di 6 giorni, in cui tutta la storia umana viene compressa e rievocata, replicata,  iniziano e finiscono, per capire quando – essenzialmente – il tempo come lo conosciamo avrà fine. Una volta usciti dal vincolo della ciclicità, la struttura stessa del tempo subirà un perenne cambiamento. E questo cambiamento dovrebbe avvenire nel 2015, o in un periodo non posteriore all’ estate del 2018. Per arrivare a una conclusione su questo, bisogna registrare le risonanze storiche mano a mano che si manifestano, e calcolarne la data zero richiesta dalla coppia di eventi passati e presenti con il metodo dei giorni Giuliani e la formula ((64*JDN2)- (JDN1)/63. E questa e’ una cosa che io faccio, mandando avanti questa ricerca quando mi è’ possibile.

Ciò che e’ stato scoperto e’ che mano a mano che il tempo va avanti sul grafico, i cicli in cui gli stessi elementi temporali si ripetono si assottigliano, passando per esempio da un ciclo di 4300 anni fino a uno di 67 anni, poi 384 giorni, dove si suppone siamo ora, e uno di 6 giorni, poi ore, minuti e secondi, fino a un momento in cui tutto si arresta, o almeno, appare così, e come se entrassimo in un buco nero gravitazionale ma temporalmente, entriamo in una nuova dimensione del tempo, a noi finora sconosciuta. Fin dagli anni ’80 la decade degli anni ’10 del 2000 e’ stata identificata come il periodo in cui avviene questa metamorfosi o transizione.

Le varie ipotesi che Terence Mckenna, ideatore della teoria nel 1971, e lecturer su vari argomenti fino alla sua morte a 53 anni nel 2000, con la collaborazione di Peter Meyer, con il quale sono stato in contatto fino alla chiusura del forum sul sito di Mckenna, avevano immaginato per l’ eventuale data zero o Eschaton nel vicino futuro sono … 1) Viaggio nel Tempo, con la chicca speciale di creare una macchina che inconsapevolmente avrebbe cambiato le leggi della fisica trasformando il mondo e l’ universo in un videogioco completato, come sbloccare tutti i trucchi di un gioco ( Singolarità Tecnologica ) 2 ) Contatto con una altra civilta’ dotata della sua mappatura temporale personale 3) Contatto con un universo parallelo la cui mappatura temporale interferisce con la nostra fino a un punto di rottura.

Per realizzare l’ Eschaton in una società come la nostra, e’ richiesto uno stato di connettività sociale perfetta ed evoluta ( Globalizzazione, social media, internet ) e un processo di progresso tecnologico e culturale esponenziale. E noi siamo la società perfetta per questo tipo di evento, che si ritiene essere unico nell’ universo.

Terence in ” Chaos, Creativity and Cosmic Consciousness ” ( 1992 ) diceva:
” Nel mio scenario per il viaggio nel tempo, questa tecnologia farà finire la storia umana improvvisamente. Le persone nate dopo questo evento guarderanno al passato come noi guardiamo ai primi umanidi preistorici. Si chiederanno come poteva essere tutto quell’ aspettare che gli eventi accadessero in una realtà lenta e gelatinosa. Essi saranno in grado di viaggiare nel passato, ma solo fino al punto in cui la macchina del tempo e’ stata attivata. Sara’ esattamente come la nascita di un nuovo tipo di universo e realtà. Tutta la materia e ogni cosa in esistenza verrà ” futurizzata” e trasformata istantaneamente nella sua versione più evoluta, fosse anche una versione di quell’ oggetto di miliardi di anni nel futuro. Ogni invenzione umana immaginabile e non ancora immaginabile si materializzerà, poiché in realtà il viaggio nel tempo cambia le leggi della fisica e modifica totalmente il tempo.

Prima di assistere all’ esperienza trasformativa Dell’ Eschaton assisteremo probabilmente alla seguente serie di eventi di ripetizione storica ( li metto per ordine poiché ora stiamo ripetendo un periodo che va dal 1979 al 1989 ) …

Io sto analizzando attualmente diverse timelines di ripetizione di eventi, una sola delle quali si rivelerà quella giusta. Peter Meyer pone l’ Eschaton in due possibili date: 8 Luglio 2018 o 26 Agosto 2018 ma io sono di una diversa opinione e differenti vedute. Secondo me sarà in una di queste date: 21/22 Dicembre 2014,       8 Febbraio 2015, 23 Marzo 2015, 30 Marzo 2015, 7 Aprile 2015, 25 Maggio 2015, 29 Maggio 2015.

Ora, le rievocazioni storiche per essere più sincronicistiche possibili dovrebbero ripetersi vicino alla data del’ evento storico passato che vogliono replicare, quindi la data finale sarà probabilmente fra Marzo e Maggio 2015.

1) Una crisi di ostaggi in una ambasciata in Iran o Iraq come quella che comincio’ il 4 Novembre 1979 potrebbe rievocarsi a breve, potenzialmente la prossima settimana. Sarebbe l’ inizio di una nuova crisi che riguarderà l’ Iran/Iraq, prologo per una nuova guerra nel 2015.

2) Un sindacato che darà inizio a uno sciopero generale a replicare Solidarnosc, 1980, con il supporto e l’ influenza della Chiesa Cattolica, potrebbe anche avvenire in Italia, fra l’ 8 e il 12 Novembre 2014.

3) La potenzialità che l’ Iraq si accanisca contro l’ Iran come nella guerra che comincio’ nel 1980, fra il 9 e il 13 Novembre 2014.

4) Una settimana turbolenta e piena di eventi drammatici in India a replicare l’ anno 1984, nefasto per questo paese, visto che sul grafico un anno di eventi storici equivale a 6 giorni di rievocazioni storiche. Quindi ci andrebbe di mezzo un certo Tempio, rivolte popolari devastanti, e forse la rievocazione di Bhopal, il peggior incidente industriale della storia, una fuga di gas altamente tossico e letale. Fra il 30 Novembre e il 7 Dicembre 2014.

5) Un evento paragonabile a Chernobyl , in Ucraina, che potrebbe replicarsi in una esplosione nucleare o in un incidente industriale con nube di gas tossico, che però potrebbe essere già avvenuto, vista l’ esplosione che ha coinvolto una struttura industriale ad altissimo rischio a Donetsk il 20 Ottobre 2014. Altrimenti e’ potenziale fra l’ 11 e il 15 Dicembre 2014.

6) Un crash economico paragonabile a quello del 1987 intorno al 19 Dicembre 2014.

7) Una nuova Intifada in Palestina/ Israele entro la fine di quest’ anno.

8) Un massacro di manifestanti a Hong Kong a replicare Tiananmen e’ più che probabile, visto il coincidere del ciclo storico dei 25 anni di mia scoperta, che vede il 2014 come collegato indiscutibilmente al 1989. Mi aspetto che questo avvenga molto a breve, forse addirittura il 4 Novembre, e non dopo l’ 11 Novembre. L’ imposizione della legge marziale sarà un segnale di allarme.

9) Un evento che replichi la caduta del muro nel 1989, e qui ci vedo l’ Ucraina ( La Germania del Ventunesimo secolo), Israele e Palestina che si aprono l’ un l’ altro oppure le due Coree, e sarà un evento epocale e trasformativo, e anche molto improvviso e inaspettato, forse addirittura indotto per errore, ma che non si potrà arrestare, fra il 6 e il 14 Novembre oppure comunque entro la fine del’ anno.

10) L’ Iraq che invade il Kuwait, dando origine a una nuova Guerra del Golfo entro i prossimi 3 mesi.

11) La rievocazione del Collasso di Jugoslavia, che potrebbe rappresentare il collasso del sistema Europeo oppure un ritorno della crisi etnica degli anni ’90 nell’ Europa Dell’ Est, entro questo mese e forse intorno al 15 Novembre.

12) La fine del periodo che stiamo vivendo che pare replicare la Guerra Fredda, iniziato fra Febbraio e Marzo 2014 e che si affievolirà gradualmente fra il 12 Novembre e il 17 Gennaio 2015.

16) Un’ altra guerra civile per ragioni etniche in Bosnia entro i prossimi mesi.

17) Una nuova settimana di forti scontri e lootings in Usa per ragioni razziali come fu nel 1992 potrebbe replicarsi in tempo per il Ringraziamento 2014.

18) Sempre questo periodo intorno al Ringraziamento 2014 e’ potenzialmente a rischio terrorismo, siccome si dovrebbe replicare l’ attacco a NY del 1993, quindi attenzione ai segnali di allarme.

19) Una rivolta mirata al centro politico del potere Russo, come nell’ Ottobre 1993 intorno alla fine di questo mese, verso l’ anniversario di Euromaidan in Ucraina.

20) La resurrezione del Mammuth Lanoso a replicare la clonazione della pecora Dolly 1996-1997 nel 2015.

21) La possibilità di un incidente simile a quello di Diana 1997 nella Famiglia Reale non è’ da ignorare.

22) La Nato che interviene nella crisi etnica nell’ area del’ ex Jugoslavia come nel 1999.

23) Una giornata di intense proteste e scontri fra popolo e polizia e’ potenziale in Italia, come nel 2001 forse durante una riunione di politici in una certa città e io ipotizzerei fortemente Genova, forse relativamente alla recente alluvione che forse ha fatto da scintilla per questo futuro evento. Da segnalare che tale evento si manifesterà a UN giorno di distanza dalla rievocazione degli eventi dell’ 11 Settembre 2001.

24) Sulle varie timelines la rievocazione del 9/11 ha dato curiosi risultati, per esempio quella per Febbraio 2015 lo pone nel periodo del Ringraziamento 2014, quelle di Marzo e Aprile 2015 lo pongono a Gennaio 2015, fra il 5 e il 20 Gennaio, e quelle di Maggio lo pongono l’ 8 Marzo e il 12 Marzo 2015, a un anno esatto di distanza dalla sparizione del’ aereo Malese e da una fuga di gas che ha provocato l’ esplosione di 2 edifici a NY nel 2014.

25) E’ molto probabile che il periodo del 2003 si ripeterà intorno al Marzo 2015 creando un nuovo 2003 con un nuovo intervento militare in Iraq, a dispetto delle immense proteste di pacifisti globali che si verificheranno come fu nel 2003.

26) Sempre Marzo 2015 potrebbe essere sorprendentemente caldo o freddo, creando un paio di giorni che replicheranno l’infausta Estate del 2003 in Europa.

27) E’ probabile che la Spagna o un altro paese Europeo subirà un suo nuovo 9/11 a ripetizione di Marzo 2004, seguito dallo sdegno del popolo che si riunirà in manifestazioni a milioni, entro Marzo 2015.

28) La rievocazione del terremoto 9.3 e tsunami internazionale del 2004 potrebbe avvenire intorno al 27 Marzo 2015 e potrebbe avere a che fare con l’ Asia oppure con il noto Cumbre Vieja capace di scatenare tsunami assolutamente devastanti in seguito al collasso del monte su un isola, che sommergerebbero parti del’ Africa Ovest e provocherebbero danni immani in Spagna, Inghilterra e nelle Coste Atlantiche dei due continenti Americani, nel giro di sole 8 ore. Impossibile sfuggire in tempo per la maggior parte degli ipotetici coinvoiti.

29) La rievocazione di Londra 7/7 e’ potenziale come anche quella del’ uragano Katrina, che si potrebbe replicare in una devastante alluvione americana.

30) La riattivazione del CERN e’ prevista per Febbraio / Marzo 2015 e fungerà da rievocazione di Settembre/ Ottobre 2008. In coincidenza con questo si replicherà la crisi economica del 2008 partita dalla bancarotta di Lehman brother’s. Il 21 Febbraio 2015 o 1 Marzo 2015.

31) L’ allerta influenza suina/ aviaria/ ebola si intensificherà nel periodo di replica del 2009, intorno a fine Aprile 2015, se la data zero e’ in Maggio.

32) Potenziale l’ avvenire di un incidente aereo simile a quello della compagnia Malese in Ucraina nel Luglio 2014 potrebbe avvenire per un aereo polacco nei pressi di Russia/ Ucraina, generando alta tensione politica, intorno al 27 Aprile 2015. Rievocherà l’ incidente di Aprile 2010 che ha spazzato via il governo Polacco.

33) Un potenziale intervento militare in Siria e’ da aspettarsi intorno al quarto anniversario della guerra a metà Marzo 2015, a replicare l’ inizio della guerra nel 2011.

34) Poi sarà ora di rievocare l’ intero fenomeno della Primavera Araba, in Tunisia, recentemente ritornata al punto di partenza pre- rivoluzione, in Egitto, impiantonato in un loop rivoluzionario che Sa tanto di glitch nella matrix, in Libia, un paese in anarchia, e in Siria, un paese in guerra.

35) Per la rievocazione di Fukushima ho trovato una serie di potenziali interessanti eventi negli Usa, a rischio di avvenire, e se succederanno sarà verso il 7-15 Marzo 2015: per esempio in South Carolina, 3 reattori della centrale di Oconee sono a rischio, essendo al di sotto di una diga che rischia di collassare. In un altro caso, in Tennessee, la diga di Boone, della stessa altezza delle cascate del Niagara, al confine con la Virginia, in una zona a rischio sismico, nelle vicinanze di 7 reattori nucleari della TVA, presenta una specie di buco/frana chiamato ” Sinkhole ” scoperto molto recentemente. Poi c’è la centrale di Omaha, in Nebraska, a rischio alluvione nel caso straripaste il fiume Missouri.

36) Il ritorno di Indignados in Spagna e Grecia, di Occupy Movement negli Usa, e delle rivolte inglesi del 2011, e delle rivolte di Roma nel 2011.

37) La potenzialità di un altro affondamento navale in Italia come nel caso della Concordia, e io farei attenzione alla zona di Venezia.

38) Il ritorno della Corea in scena, in mancanza di un evento da caduta muro del 1989, e’ da prevedersi per i primi 5 mesi del 2015, con le solite minacce nucleari e test atomici vari.

39) Altre rivoluzioni in Turchia e Brasile, a continuare ciò che e’ già avvenuto, a replicare il 2013.

40) Un nuovo colpo di stato in uno dei paesi coinvolti dal ritorno della Primavera Araba, forse l’ Egitto, a continuare il misterioso loop storico. L’ insorgere di una nuova crisi Siriana, successivamente a un potenziale nuovo attacco chimico contro la popolazione.

41) Il ritorno per un breve periodo della paura di una nuova guerra fredda, e della alta tensione creatasi in Ucraina, con nuovi sconvolgimenti politici, proteste con vittime, e’ da aspettarsi, in replica al 2014.

42) Non è’ da escludersi una nuova guerra di Gaza nel 2015 e un possibile 9/11 Brasiliano nel corso di un evento sportivo a replicare lo smacco subito dal Brasile la scorsa estate, che metaforicamente poteva annunciare questo futuro evento.





Guglielmo da Baskerville e Jorge Luis Bergoglio, due nomi senza tempo

25 10 2014

Bergoglio-e-Guglielmo-da-Baskerville-660x330 (1)

Ho da poco terminato di rileggere “Il nome della rosa” di Umberto Eco, tra l’altro nella sua edizione originale del 1980, l’avevo già letto in precedenza ma nell’edizione Bompiani successiva: m’è recentemente capitata un’occasione fortunosa in cui ho potuto acquistare quella primissima edizione, che penso possano vantare di averla in pochi ormai.

“Il nome della rosa” anche se ambientato nel novembre 1327, come spirito lo trovo straordinariamente attuale, senza tempo. Si tratta della descrizione, da parte del personaggio principale, di una settimana dentro un’abbazia medievale del Nord Italia, che contiene una BIBLIOTECA LABIRINTICA.

In quella settimana lì dentro ne succedono di cotte e di crude.

Si tratta di un libro cupo, tenebroso, dove all’apparenza di benevolenza cristiana dell’abbazia, si contappongono segreti inenarrabili, giochi di potere incrociati, vendette e sentimenti ben poco caritatevoli e religiosi.

Molte figure cattoliche vengono raffigurate nel romanzo in modo spregevole.

A cercare di indagare il perché delle cose brutte che stanno succedendo dentro le mura dell’abbazia in quella settimana di novembre, ci pensa un certo Guglielmo da Baskerville, appartenente all’ordine dei francescani, che, come uno Sherlock Holmes in anticipo di cinque secoli e mezzo (“Il mastino dei Baskerville”) cercherà di ottenere il più possibile dagli indizi di cui è disseminata quella specie di fortezza religiosa, assieme al giovane novizio Adso da Melk, che gli fa da spalla watsoniana con cinquecento anni e mezzo d’anticipo.

L’aver lasciato inavvertitamente il volume (senza sovraccoperta) all’aperto, a causa d’una dimenticanza, m’ha portato a ritrovarmelo con la copertina un po’ rovinata dalle zampe di un animale, ed è stata per me come un’anticipazione – perlomeno l’ho vista come tale – di ciò che avrei letto in seguito, alla fine del libro, nel culmine del settimo e ultimo giorno, quello in cui Dio si riposò, secondo la leggenda biblica.

Il settimo giorno avviene la NEMESI, che non la rivelo nei particolari per rispetto a chi non ha mai letto il romanzo, la cecità di uno dei personaggi – al centro di tutti i segreti – fa si di far concludere tutto, di far finire l’abbazia.

Le contraddizioni, le incomprensioni, le ambiguità e i nodi irrisolti trascinano all’evento finale.

Ripensando a ciò che avviene nell’ultimo capitolo, alle immagini che mi ha suscitato, non ho potuto non pensare alle immagini del finale del film di Hitchcook “La donna che visse due volte  – Vertigo” (di cui se n’è già parlato in questo blog), in cui la CATARSI avviene per opera dell’inconsapevolezza di una figura religiosa.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/05/24/vertigo-25-maggio-articolo-solo-di-immagini-e-musica/

Il personaggio cieco che, nel finale de “Il nome della rosa”, attiva la spirale di avvenimenti finale fu ispirato a Umberto Eco da uno scrittore argentino, di cui non faccio il nome, ma che è tra le letture più ricorrenti di un certo papa Francesco.  E, non solo, pare che quest’ultimo fosse anche amico di tale scrittore argentino.

70760_papa_borges_h

Bergoglio (a sinistra) e Borges (a destra)

Successivamente, qualche giorno dopo la fine della lettura del libro, mi sono imbattuto sul seguente articolo tratto dal magazine online “Taormina oggi”

http://www.blogtaormina.it/2014/09/25/bergoglio-e-la-pulizia-in-vaticano-nel-nome-della-rosa/190893

La svolta di Bergoglio – Il Papa aveva fatto intuire un cambio radicale dentro le mura vaticane. Era necessaria un’inversione di tendenza, per recuperare quella credibilità perduta nel corso degli ultimi decenni. Tra scandali di potere e sessuali, la Chiesa cattolica si è allontanata sempre più dai suoi fedeli. Adesso tocca al pontefice argentino riavvicinare le parti. In realtà lo ha fatto dal primo giorno in cui è stato nominato. Con quel modo di parlare semplice e diretto e il nome, Francesco, che ha scelto per rappresentare il suo pontificato, sottolineano un desiderio di tornare alle radici, all’essenza del cristianesimo. Non sarà un percorso semplice. I primi bastoni tra le ruote li hanno messi i mafiosi e quella parte di clero, disseminato sul territorio italiano, che hanno sfidato le parole di scomunica del Santo padre nei confronti dei criminali. Quelle dichiarazioni, pronunciate nella Piana di Sibari, hanno rimesso in primo piano la parola legalità, che negli ultimi decenni non è stata un imperativo categorico per il mondo cattolico.

Lotta ai pedofili in abito sacro – Poi c’è la piaga degli scandali sessuali e della pedofilia. Un qualcosa di diffuso in tutto il mondo, una vergogna che Papa Francesco non ha nascosto e non si è risparmiato nel chiedere scusa e nell’incontrare le vittime. Però non basta, non è sufficiente. Così Bergoglio ha dato il via libera all’arresto dell’arcivescovo polacco Jozef Wesolowski, che a Santo Domingo adescava ragazzini nella sua rete di lussuria. Il tribunale del Vaticano gli dovrebbe dare, almeno, sei o sette anni di prigione e le accuse si aggravano, perché Wesolowski è stato trovato in possesso di materiale pedopornografico. L’ormai ex Nunzio apostolico non è l’unico a essere finito sotto i riflettori della vergogna. Il Sant’Uffizio, in questi giorni, sta processando per abusi sui minori due vescovi. Si tratta del cileno Marco Antonio Órdenes e del peruviano Gabino Miranda Melgarejo. L’obiettivo è fare pulizia, in fondo e sul serio. Solo in questo modo la Chiesa potrà riacquistare credibilità di fronte al mondo e le sue parole potrebbero avere un peso diverso.

Quel legame francescano tra Bergoglio e Guglielmo da Baskerville – Papa Bergoglio è determinato a far portare avanti le indagini e a scoprire altri abusi da parte del clero. In questo ricorda molto il protagonista del film “Il nome della rosa”. Si tratta di Guglielmo da Baskerville, interpretato da Sean Connery. Era un erudito frate francescano e dopo il suo arrivo in un’abbazia benedettina gli venne chiesto di investigare sulla strana morte di un monaco, alla quale se ne aggiunsero altre. Fra Guglielmo aveva avviato le sue indagini, aiutato dal giovane Adso, e scoprì una serie di legami lussuriosi all’interno del mondo benedettino. Non era questo il suo obiettivo e infatti la parte conclusiva del film mostra bene ciò che interessava porre all’attenzione dello spettatore, ma Guglielmo da Baskerville ha scorto il peccato tra quelle mura. Lo ha guardato dritto negli occhi, proprio come sta facendo il pontefice sudamericano che con tutte le sue forze, la sua intelligenza e la decisione sta cercando di rinnovare la Chiesa, ripulirla contro il volere di molti. Del resto anche il francescano Guglielmo era stato ostacolato nella sua azione di verità.
In seguito, ho sognato il papa emerito Benedetto XVI e papa Francesco vestiti con degli abiti lunghi che però non sembravano ecclesiastici della liturgia cattolica ma cinesi o sudamericani, e ricordo che, soprattutto papa Francesco, aveva in testa un copricapo a forma di scodella rovesciata fatto di canapa o di vimini; vedevo sia Benedetto XVI sia papa Francesco come in una specie di anticamera o di corridoio lungo e stretto, soprattutto papa Francesco andava e tornava da una stanza fuori dalla mia vista e aveva l’aria agitata, smarrita, incerta e preoccupata.
E, guardando questa scena, giravo la testa e dicevo a uno dietro di me che “qualcosa stava bollendo in pentola” e forse questo qualcuno penso fosse proprio uno dei miei compari sul web di questi argomenti misteriosi di cui mi occupo.




Nessuna risposta – Il mio ultimo articolo da co-autore?

17 10 2014

image

La verità di questo mondo e’ che siamo tutti analfabeti, e siamo tutti piccoli e insignificanti di fronte all’ ignoto in ogni sua categoria, il futuro in tutte le sue salse, l’ onirica contaminata dalla tragedia del’ interpretazione Freudiana, la vita dopo la morte e l’ esistenza di altre realtà , dal multiverso alla matrice, fino alle dimensioni ” alienanti ” descritte da Mckenna.

Il misticismo ha una nemesi che si chiama scetticismo, realismo e nichilismo, quel genere di commento che ti viene detto ” esistiamo e basta ” senza farsi domande, senza cercare qualcosa in più, facendosi imboccare dalla religione, dalle guide che sono in realtà ciechi che guidano altri ciechi.

La verità e’ che il viaggio all’ incontro con l’ ignoto e’ un viaggio solitario, di sacrifici, come quello della morte, che richiede di lasciare tutto quanto dietro e ” uscire “.

Per far parte della società ed esser reputato dignitoso, non bisogna mai nemmeno accennare all’ ignoto, pena l’ essere additato, isolato e giudicato. Non parlo di me in particolare, ma in generale.

Non è’ la prima volta che mi ritrovo coi punti interrogativi intorno alla testa, e così pieno di pensieri che si affollano senza uscire, senza trovare il loro tragitto, la loro meta. Il cervello e’ in sciopero. Non c’è in me la capacità di affrontare l’ ignoto fino in fondo.

Io mi son preso un arduo compito, che e’ quello di prendere la teoria della Timewave di Mckenna e rivalutarla agli occhi degli altri, cambiando il corso di una idea nata nel 1971 che altrimenti avrebbe già trovato il suo capolinea. E’ arduo perché non so se nel corso della vita troverò la soluzione, il traguardo che essa richiede. E’ arduo perché mi fa entrare in una categoria, una etichettatura, un genere di cose che a me non appartengono perché io mi ritengo al di fuori di ogni etichetta.

E ci sono delle volte in cui temo, come Mckenna inorridito dal ” nulla e dalla mancanza di risposte e significato ” durante una sua famosa meditazione che lo cambio’ per sempre, di aver risollevato una idea che non ha futuro o significato concreto.

Non sopporto di non avere le risposte, ma soprattutto di non avere le risorse per andarle a cercare e la capacità di prendermi i miei rischi e andare fino in fondo. C’è qualcosa che mi blocca.

Non sopporto di essere in grado di unire tutti i puntini , unico nella massa, di persone che non vedono proprio nessun punto da unire.

Ammetto di farmi influenzare alle volte, da cose come lo scetticismo, la chiusura mentale e il nichilismo, ma lo faccio con paura. Paura di una umanità che non ha bisogno dell’ ignoto, che lo nasconde sotto il tappeto, non ne parla e non lo affronta. Non importa quanto siamo andati avanti nella scienza , siamo ancora li’ , uomini primitivi di fronte a ” tutto il resto ” .

Ci sono periodi in cui sento il bisogno di staccare, almeno mentalmente, dal’ affannarsi della società, affannarsi per riempirsi di cose concrete tralasciando l’ unica cosa che davvero ci può riempire. Tutto quanto materiale non lo è’. Ci sono momenti in cui sono stanco, stanco di rimanere in un mondo privo di misteri, dove il disegno, QUEL disegno, e’ noto solo ai pochi, non mi sembra reale. Non mi sembra reale di trovarmi proprio qui.

Le amebe vivono e basta. Le piante lo fanno. Noi siamo uomini. Non ce ne scordiamo.





Una storia onirica

13 10 2014

image

Nella mia vita accadono cose molto strane, bizzarre, particolari…ormai sono abituato alla comparsa di piccole sincronicita’ , dove tutto sembra allacciarsi alla perfezione, ma ancora adesso certe volte mi viene la pelle d’ oca, perché se tutte queste circostanze esistono, di conseguenza esiste un ” manovratore ” nel retroscena…

Nella storia di oggi vi parlerò della mia esperienza col mondo onirico, una zona dell’esistenza quotidiana ancora inesplorata, l’ accesso a un mondo dove e’ tutto diverso, tutto viaggia in modo alternativo, e soprattutto dove le persone che in questa vita non hanno alcun legame di qualche genere, ad un tratto diventano collegate da una serie di circostanze…

La mia storia inizia l’ 11 Ottobre 2009, un mattino che sarebbe stato come tanti, se non avessi sognato un mio conoscente, uno dei tanti, che nel sogno appariva triste e abbattuto, e si sedeva sul divano in camera mia e di mio fratello, assente. Io e mia madre eravamo attorno a lui, e cercavamo di farlo sentire a suo agio. Sembrava che sapessi che aveva bisogno di distrazioni, quindi gli proposi di venire a vedere una console per videogames. Ma subito una donna suono’ alla porta e disse che doveva portarlo da qualche parte. Poco chiaro dove. Mentre scendeva le scale, e noi eravamo alla porta, mi voltai e chiesi a mia madre ” Resterà? ” e lei disse di si’.

Era l’ inizio di una storia a puntate, sogni ricorrenti che nei mesi, e anni, a venire avrebbero narrato una storia da mettere insieme come un puzzle.

Il secondo sogno arrivo’ il 25 Ottobre 2009, e in questo lo stavo cercando per la mia città perché era sparito e lo stavano cercando, e io ero stato l’ ultimo a vederlo.

E il terzo il 3 Dicembre 2009, e vidi i suoi genitori mettere un velo trasparente intorno a tutti i mobili della casa e facendo pacchetti da portare via e dicevano che avrebbero lasciato la casa a qualcun altro…nel frattempo nel sogno io passavo davanti a lui e  ci scambiavamo un’ occhiata nei pressi di casa sua.

Voglio sottolineare che questa persona per me era ( ed e’ ) solo un conoscente, amico di alcuni miei amici, con cui ho avuto pochissime conversazioni e ci incontravamo solo con amici comuni in pochissime circostanze, tanto e’ che in quell’ Ottobre del 2009 non lo incontravo in giro da diversi mesi, e questo aumenta l’ alone di mistero intorno a questa circostanza.

Ovviamente devo rimanere nel vago, perché non ho mai rivelato a questa persona questo mistero di sogni ricorrenti che in qualche misterioso, devo ripeterlo, modo lo riguarda.

Io ho una memoria molto forte e precisa, e ricordo il giorno in cui lo incontrai per la prima volta, senza conoscerlo ancora. Facevo un giro in bici la sera, ero tornato da fuori città, e fra le altre cose quella mattina un sogno mi aveva fatto svegliare in lacrime. E vidi questo ragazzino in bici, che in fondo era uno come tanti altri, a parte quel cappello, che per qualche oscuro motivo mi fece pensare a Oliver Twist. Quello del film più recente. Ebbi uno strano presentimento quella sera. Una sorta di ” foreshadowing “.

Due giorni dopo, il 21 Marzo 2008, questo posso dirlo, facevo uno dei miei giri pomeridiani e al parco più vicino al mio quartiere incontrai un ragazzino del mio oratorio, che conoscevo da tempo, circondato dai suoi amici, che giocavano a carte. Mentre salutavo e parlavo con il mio giovane amico, lo vidi e lo riconobbi. Il mio giovane amico me li presentò tutti. Lui fece un commento su di me, ridacchiando. Nel giro di pochi minuti me ne ero già andato. E per qualche settimana non pensai assolutamente niente di questo incontro.

Nel frattempo stavo attraversando una primavera molto difficile, stavo diventando molto ansioso e irrequieto, probabilmente stressato, e avevo bisogno di qualche tipo di svago. In Aprile dello stesso anno ritrovai il ragazzino in compagnia di due miei vecchi amici, al parco. Rimasi con loro quel pomeriggio, e così ebbi modo di avere una o forse più di una conversazione con lui, nel frattempo. Non ricordo molto bene. Mi chiese della mia età e forse anche del suo amico che mi aveva detto il suo nome, forse come lo avevo conosciuto. Davvero non ricordo molto bene. Mi fece bene farmi due risate quel giorno, in un periodo molto stressante per me. Ci furono altre occasioni in cui ci vedemmo al parco, sempre casualmente. Altre volte mi incontrava con quel ragazzino Dell’ oratorio. Ma poi gradualmente ci perdemmo di vista, e io continuai la mia vita, senza pensare niente di che, fino a Ottobre 2009.

Da fine 2009 a inizio 2010 oramai già ogni volta che, le poche, davvero poche volte , che mi capitava di vederlo in giro, mi faceva sempre uno strano effetto.

Ma non avevo ancora vissuto niente. Perché’ un inizio d’ anno relativamente tranquillo stava per essere spazzato via per lasciar spazio ad alcune delle esperienze più toccanti e inquietanti della mia vita. Ed entrambe furono immediatamente anticipate da due incontri con un parente di questo mio conoscente, di età’ vicina alla sua.

L’ 8 Aprile del 2010, quarto sogno. Eravamo a un funerale realmente avvenuto, ma nel 2009, e lui voleva parlare con me. Sua madre davanti alla chiesa ci ringrazio’ – per esserci preso cura di lui – ( ??? ) – molto bizzarro. Non sapevo cosa pensare.

Il giorno dopo fu la prima volta che il parente in questione di cui sopra mi rivolse la parola.

Siamo al 24 Aprile 2010, e stavo avendo una giornata veramente difficile. Mi stavano facendo arrabbiare tutti, e non facevo altro che incontrare persone che avrei voluto evitare, quel giorno, in bici. Ad un certo punto svoltai in un lungo vicolo, e mi ritrovai in mezzo a una riunione di amici. Erano gli amici del ragazzo imparentato con lui. Non so se mi conosceva o meno, ma resta il fatto che mi saluto’ e io risposi al saluto, ma me ne andai subito. Incontrai anche un mio vecchio compagno di scuola con cui non ero amico.

Il giorno dopo ricevetti la notizia che questo compagno era morto in un incidente. E il nome corrispondeva pressapoco al nome del ” protagonista ” dei sogni ricorrenti. E io lo avevo guardato in faccia poche ore prima. Quel nome certamente mi sarebbe rimasto impresso nella mente, sogni o non sogni.

La seconda circostanza fece nascere in me l’ idea della Teoria delle Svolte. Non ho alcuna intenzione di raccontarla, vi basti sapere che fu il momento culminante per me dell’ intero anno. Questa volta ci misi un po’ a far lavorare gli ingranaggi, ma presi nota del fatto che sempre il giorno prima le circostanze di un caso che non esiste avevano fatto in modo che io e il parente del ragazzo ci trovassimo per qualche minuto nello stesso luogo, e che mi trovavo con altre persone, e il gestore del negozio ci chiese se eravamo tutti assieme, e noi rispondemmo di no.

Ancora una volta quel nome riguardava la mia vita, ma questa volta in modo molto più personale. Questa volta non me lo sarei scordato. Anzi, cominciai a pensare a una sorta di maledizione vera e propria.

Entro la fine Dell’ anno mi ritrovai a iniziare uno stage lavorativo che fece in modo che, e senza averlo deciso, avrei visto questo suo parente più o meno tutti i giorni. Iniziai lo stage il giorno del Santo corrispondente all’ ormai famoso nome.

Il quinto sogno era in arrivo. 6 Gennaio 2011. Nel sogno incontravo lui con sua madre, avevano entrambi delle buste da shopping, e io conversai con lei, quelli nelle buste sono regali, stiamo per festeggiare qualcosa insieme, e lei è’ contenta di averci conosciuti. In più sembra che sua madre sia imparentata con la mia, forse rendendoci cugini. Non ricordo bene, perche’ all’ epoca persi l’ agenda e dovetti affidarmi alla memoria per riscriverla. Ma mi pareva di aver capito che le nostre madri scoprivano di essere sorellastre. Mi sono svegliato con una intuizione, una specie di ” epifania ” e avevo la sensazione che quella signora volesse dire che c’era una parentela dal lato materno fra le nostre famiglie…Ma sembrava poco probabile…però poi ci riflettei e ci feci dei ragionamenti…senza trovare risposte adeguate.

A Gennaio 2011 mi trovai all’ ospedale per una emergenza, in tarda serata, e mio padre nomino’ il suo cognome. Ne dedussi che un suo parente lavorava li’ . Persino su una barella inaspettatamente questa storia mi veniva incontro.

A Febbraio 2012 cominciai un altro periodo di stage nello stesso posto dell’ altra volta. Il giorno del mio compleanno scopro per caso che il padre del ragazzo che me lo ha presentato porta il suo nome. Tanto per dirvi che per 2 anni questo nome fu ovunque nella mia vita.

9 Maggio 2012. Ennesimo sogno. In questo ci conoscevamo abbastanza bene ed eravamo amici, ci scambiavamo delle foto sportive, non ricordo bene, forse erano assieme ad articoli. Eravamo davanti al mio posto di lavoro.

Sembrava che fosse tutto partito dalla fine. Che stessi tornando indietro nel tempo nella timeline a ogni sogno.

Decisi di contattarlo nel 2013. Niente di particolare, volevo solo cercare di conoscerlo un poco di più. Riuscìi a farci un paio di conversazioni. Ma non riuscii nel mio intento. Pensavo che se avessi cominciato a conoscerlo, prima o poi avrei potuto raccontarglielo.

5 Gennaio 2014. Sono al supermercato col mio migliore amico, un market molto diverso da quello vero, e vediamo delle ragazze che osservano qualcosa dietro di noi, fanno delle foto. Ad un tratto – lui – abbraccia scherzosamente il mio amico e si fa fare una foto dalle ragazze. Lui nella vita e’ prudentemente scettico su certe cose, ma nel sogno questo episodio lo aveva ” fatto pensare “. Forse era una sincronicita’ nel sogno. Fu così intensa che il mio amico nel sogno ebbe bisogno di bere per chiarirsi le idee.

2 Febbraio 2014. Lui, a casa mia, sembra che ci viva, guarda la tv in salotto, io ero presente. Parlavamo di uno sport. Già'” molto molto banale.

Non ho più avuto sogni di questo genere da allora. La ragione per cui ho deciso di raccontare tutto questo e’ che, in fondo, ho sempre desiderato che lui lo venisse a sapere, perché forse potrebbe darmi una mano a  far luce su questo mistero. O piu’ probabilmente per allegerirmi la mente perche’ tendo ad essere sensibile a queste cose e ho bisogno di condividerle. Ma siamo nel mondo reale, e non puoi raccontare a un conoscente , una comparsa ( per di più piuttosto rara ) nella tua vita che appare più del consueto nel mondo onirico.

La mia passione per i sogni inizio’ con la ” nascita onirica ” di una bambina di nome Giulia, il 2 Giugno 2007, e nel sogno eravamo in Puglia, terra di origine di mio padre ma nel sogno c’ erano i miei nonni materni.

Questa bambina e’ apparsa in atri sogni miei ricorrenti, sempre con la presenza contemporanea di mia madre o i nonni materni…ed e’ persino apparsa nel sogno di una altra persona su di me…l’ 11 Novembre 2013 la mia amica mi ha sognato in compagnia di una bambina di nome Giulia.

Così’ ho deciso di scrivere questo articolo, di rimanere molto, molto vago, ma mettendo qualche indizio qua e la’ così che possa intuire da solo, che forse, solo forse, questo mistero lo riguarda. O almeno, un suo alterego.

Se stai leggendo, sappi che non riesco ancora a spiegarmi come tutto questo possa avere avuto luogo innanzitutto. Il mondo reale e’ più fantasioso del più creativo dei film, e più intrigante del più acclamato libro di successo. Oppure semplicemente bizzarro,  bizzarro sul serio. 

Questa vicenda mi ha dato molto da pensare, certo, la vita me lo ha fatto anche dimenticare, tralasciare, mettere da parte tutto quanto. Ma non era mai per sempre. Rimaneva quel mistero nell’ angolino della mente.

Sono passati 5 anni dall’ inizio di tutto questo. E’ ora di lasciare una qualche traccia…e Questo e’ L’ unico modo che conosco.





La supersintesi della storia occidentale pensando alla dialettica di Hegel

7 10 2014

55078753

Gli habitué di questo blog sanno bene quanto ci è cara l’ipotesi che il tempo (in particolare la storia, in particolare la storia occidentale) sia tutt’altro che una linea retta verso l’infinito, in cui causa ed effetto si succedono in modo lineare dal passato al futuro, ma che può, invece, trattarsi di una SPIRALE, la quale ha, proprio come una spirale, contemporaneamente origine e fine in un punto, verso cui e da cui sta accelerando. Fine e origine della storia allo stesso tempo.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/11/19/quando-il-prima-sara-adesso/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/06/13/linizio-della-storia-si-trova-nel-futuro/

Qualcuno pensa che si possa trattare anche di un PROCESSO INTENZIONALE, stabilito da, più o meno definite, forze occulte, a partire all’incirca dalla fine del XVIII/inizio del XIX in avanti, dall’epoca dell’Illuminismo-Romanticismo, quando esplosero sulla scena la rivoluzione americana, quella francese, quella industriale e si fecero strada i primi grossi circuiti finanziari a livello continentale, insomma l’inizio dell’epoca contemporanea, l’epoca tecnologico-industriale, nella quale ci stiamo attualmente dibattendo, con sempre maggiore intensità e rumore.

Questo processo a forma di spirale (sia o non sia intenzionale), in cui avvenimenti storici traumatici e d’impatto per le coscienze di tutto il mondo si dispiegano a ritmo sempre più accelerato, ha molto in comune con il processo dialettico esposto dal filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il cui pensiero si è sviluppato esattamente  in quell’epoca a cavallo tra il XVIII/XIX secolo di cui si diceva poco fa.

la-massoneria-smascherata-image456

APPUNTI SULLA DIALETTICA HEGELIANA

http://www.pololiceale.it/attachments/article/13/DOC.%20V%20B.%20APPUNTI%20SULLA%20DIALETTICA%20HEGELIANA.pdf

Per Hegel la realtà è un divenire perenne, che non avviene però a caso, ma è sottoposto ad una legge fondamentale (che è legge del pensiero e delle cose, visto che per Hegel la realtà è spirito, pensiero assoluto): la dialettica.

I romantici hanno ragione nel sostenere che l’intelletto degli illuministi è freddo e astratto, ma tale astrattezza non si supera con il sentimento, che non è in grado di giustificare il rapporto tra finito e infinito, bensì con la ragione, l’unica in grado di cogliere autenticamente, concretamente l’Infinito che è nelle cose.

La dialettica ci fa capire il movimento di questa realtà, la quale è spirito che si autocrea in continuazione.

Essa, quindi, è il metodo fondamentale della filosofia e allo stesso tempo la legge dello sviluppo del reale.

Essa ha tre momenti o tappe, strettamente collegati:

1) tesi (momento astratto o intellettivo): è la prima tappa dello sviluppo del pensiero e del reale, quella dell’affermazione di un concetto. L’intelletto pone, concepisce un concetto, ad es. l’innocenza, come statico, fisso, nettamente contrapposto al male.

L’intelletto vede nell’innocenza un universale astratto, rigidamente separato dal suo opposto, dunque limitato e statico.

Questo momento è chiamato anche in sé, perché contiene, sebbene solo potenzialmente, gli altri momenti dello sviluppo dialettico (male compreso), come una sorta di nucleo originario: l’innocenza contiene virtualmente il possibile sviluppo del male, che l’intelletto astratto vede qui,in questo stadio, come nettamente scisso e senza alcun rapporto con il male stesso.

 

2) antitesi ( momento dialettico o negativamente razionale): questa tappa ci fa capire che ogni momento della realtà si rovescia nel suo opposto, nella sua determinazione contraria: se approfondiamo il concetto di innocenza, ci accorgiamo che questa, per la sua stessa natura, rimanda necessariamente al male come suo doppio.

L’innocenza è tale solo in quanto confrontata e opposta al male, così come l’uno è tale solo in relazione ai molti, il finito all’infinito, il simile al dissimile.

Questo è il momento della negazione del primo concetto, che incrina la sua semplicità e purezza quasi embrionale: è l’ambito dell’oggettivazione, alienazione, estraniazione del primo concetto, del suo uscire da se stesso, dal suo modo di essere statico, rigido e inerte. E’ il momento dell’altro da sé o del per sé: qui la dialettica mostra il movimento attraverso cui la prima determinazione (l’innocenza) viene negata e passa nel suo opposto.

In questa tappa inizia ad attivarsi la ragione, che va al di là dell’intelletto illuministico e ci fa capire che ogni determinazione (momento o aspetto della realtà) è una negazione, ossia ogni concetto è tale in quanto nega, si oppone a tutti gli altri.
Il bianco è tale in quanto, allo stesso tempo, è non nero, non blu, non rosso, ecc.

L’affermazione di un concetto, dunque (tesi) implica necessariamente un rapporto negativo con gli altri e in particolare la negazione di quello che più gli si oppone ( nel nostro caso, l’innocenza non sarà tale solo perché contrapposta all’invidia, alla gelosia o all’indifferenza, ma soprattutto perché opposta al male).

Il prossimo e ultimo punto del processo dialettico hegeliano, quello della sintesi tra tesi e antitesi, è il più importante perché segna il momento in cui si arriva all’ “occhio” della spirale, il suo punto di fine-origine, in cui finisce il ciclo e si ritorna all’origine per cominciare un altro ciclo.

Già Karl Marx aveva immaginato, partendo dal ciclo a tre tempi della dialettica di Hegel, che la storia occidentale seguisse questo processo, giungendo a una sintesi finale, che sarebbe stata la fine/origine della storia. Lui vedeva la contrapposizione tra tesi e antitesi come la contrapposizione delle masse operaie proletarie e del capitale finanziario-industriale borghese, e la sintesi sarebbe stata, NON la vittoria ultima del proletariato operaio industriale sul capitale nella “lotta di classe” (come molti pensavano), ma il comunismo, ovvero “quel momento che avrebbe posto fine allo stato di cose presente”…

Non si trattava dunque dell’instaurazione di un modello sociale nato dalla vittoria dei proletari nella guerra di classe contro i capitalisti (ciò che si è pensato per tutto il XIX-XX secolo, e che ha giustamente portato al crollo e al discredito del cd “comunismo reale”) ma di un momento – magari brevissimo – in cui vi sarebbe stata la sintesi suprema di tutta le contraddizioni della storia passata, dove “i nodi sarebbero venuti al pettine”, un momento in cui avrebbe (inaspettatamente e improvvisamente) preso senso l’insensato della storia occidentale.

Insomma, un momento di VERTIGINE.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/05/24/vertigo-25-maggio-articolo-solo-di-immagini-e-musica/

346e7f4fd19c3ed2b69886a5135c29bf

3)sintesi ( momento speculativo o positivamente razionale).
Senonché, perché ci sia autentico sviluppo, non basta contrapporre puramente due determinazioni l’una all’altra: finora, infatti, innocenza e male sono nettamente antagoniste e se ne stanno in un mero rapporto di antinomia. Se restassimo a questo stadio, al modo di vedere in maniera puramente antinomica i due opposti, rimarremmo ancorati all’intelletto illuministico (kantiano), che separa, vedendo bianco e nero in senso unilaterale.

Il terzo momento segna l’intervento definitivo della ragione, che nega la pura contrapposizione dei primi due, evidenziando anche e soprattutto il legame che unisce i due opposti, al di là della loro contrapposizione.

Perché ci sia un autentico processo dialettico, non basta opporre semplicemente due concetti, bensì capire la manchevolezza dell’uno rispetto all’altro, cioè il fatto che l’uno non può stare senza l’altro.

La sintesi ci fa cogliere l’aspetto positivo di questa contrapposizione, cioè il positivo che è nel negativo: vale a dire il fatto che quella manchevolezza è la molla che spinge oltre l’opposizione dei due momenti contrapposti ( innocenza/male) e ci permette di cogliere la loro conciliazione o mediazione. Questo momento, che Hegel definisce con il termine Aufhebung, superamento, è un togliere ( auf = via) e un conservare (heben = tenere) al tempo stesso: esso nega quanto di puramente negativo vi era nella precedente antinomia, ossia la mera contrapposizione dei primi due termini (ecco perché la sintesi è anche detta negazione della negazione) e conserva il loro aspetto positivo, ciò che fa andare avanti il reale e la storia .

Nel nostro esempio, la virtù o il bene è la negazione di ciò che di negativo vi era nell’antitesi (il male allo stato puro come opposto all’innocenza) e costituisce la conservazione, il recupero della positività di quell’opposizione ad un livello più alto.

Nega, pertanto, il male in quanto pura negazione dell’innocenza, ma conserva la positività di questa opposizione, cioè il fatto che questa possa aver insegnato ad una persona cosa ha sbagliato e cosa deve dunque rifiutare della sua esperienza e cosa invece va salvato di essa perché lo ha aiutato a crescere.

Il superamento toglie il male opposto all’innocenza e conserva la sua funzione di averci restituito un’innocenza consapevole, perché è passata attraverso l’esperienza dolorosa, ma necessaria del male.

Quindi bene/male, pace/guerra, bianco/nero, non sono momenti puramente contrapposti: la vera pace è solo quella che attraversa il passaggio drammatico e terribile, ma necessario di opposizione e di superamento della guerra.

La terza tappa opera una conciliazione o mediazione tra tesi e antitesi e consente uno sviluppo della realtà, che si è liberata da ciò che ne ostacola il divenire e il progresso (ossia si libera del finito).

Per Hegel, dunque, la realtà è razionale proprio perché è contraddittoria e il compito della ragione è quello di superare tali contraddizioni, risolvendole ad un livello più alto, che saranno a loro volta punto di partenza per ulteriori contraddizioni, che dovranno essere superate, e così via all’infinito.

La sintesi in questo senso è una sorta di ritorno alla tesi, ma arricchita di tutto il processo dialettico di cui abbiamo parlato.

Quindi, la sintesi completa il circolo dialettico, che rappresenta il processo dell’Assoluto e dell’infinito nella sua pienezza più vera (contrapposto al cattivo infinito, simboleggiato dalla linea retta che non risolve mai l’antinomia che ne è alla base.)

Questa ultima parte, che segue, mi fa pensare fortemente alla successione degli Yuga raffigurata come ALBERO DELLA VITA

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/07/05/siamo-in-un-ciclo-senza-fine/

Un ulteriore esempio che possiamo fare è quello di seme / pianta / frutto: il seme è la semplicità e la purezza embrionale della vita vegetale, che deve essere negato in quanto tale dalla pianta, che da esso si sviluppa, determinando la morte del seme per poter nascere in quanto pianta. A sua volta, la vita e la riproduzione del frutto implica che sia negata anche la pianta in quanto tale, che corrompendosi assicura il ciclo riproduttivo del vegetale.

Entrambi, il seme e la pianta, vengono tolti dalla loro reciproca opposizione per lasciare posto al frutto (cioè devono morire in quanto tali) ma viene conservato il loro aspetto positivo, ossia il contributo che essi portano alla realizzazione del suo ciclo.

Immagine5

L’albero dell’umanità (o albero di Dio) [dai tempi più recenti a quelli più antichi]:L’età del ferro (l’età più cupa); L’età del rame (inizio dell’antichità e dell’inferno, apparizione delle religioni); [la fine dell’] età d’argento (la fine del Paradiso); L’età dell’oro; Il Seme dell’albero della vita = Dio, la sorgente; L”era del diamante, dove l’inizio e la fine coincidono.





Le Cassette. Non è revival ma metafisica synthpop

1 10 2014

NewRetroWave.

Wow!
Le Cassette finally deliver their incredible debut album

“Left To Our Own Devices”

523485_4776049245819_797797226_n

NON VI DIMENTICHEREMO MAI