La teoria dell’ ONDA TEMPORALE (TimeWave theory)

29 06 2010

La civilizzazione sono 6 miliardi di persone che provano a rendersi felici stando l’uno sulle spalle dell’altro e tirandosi calci nei denti l’un l’altro. Non è una situazione piacevole.E ancora, potete allontanarvi guardando verso questo pianeta e vedere che abbiamo denaro, il potere, il sapere medico, il know-how scientifico, l’amore e una comunità che può produrre un tipo di paradiso terrestre. Tuttavia, siamo guidati dai MENO tra noi – il meno intelligente, il meno nobile, il meno visionario. Siamo guidati dai MENO tra noi e non reagiamo contro i valori deumanizzanti che si tramandano come ICONE DI CONTROLLO.

Questo è quanto, la cultura non è vostra amica. La cultura è convenienza per le altre persone, è convenienza per le istituzioni, chiese, aziende, sistemi di raccolta fiscale, ciò che avete. Non è vostra amica. Vi insulta. Vi succhia potere. Vi usa e vi abusa. Nessuno di voi è trattato bene dalla cultura.

Noi glorifichiamo ancora il potenziale creativo dell’individuo, i diritti degli individui. Comprendiamo che la presenza percettiva dell’esperienza è qualcosa di più importante. Ma la cultura è una perversione. Feticizza gli oggetti, crea la mania del consumo, predica forme senza fine di falsa felicità, forme senza fine di falsa comprensione nella forma di decadenti religioni e sciocchi culti, i quali invitano la gente a diminuirsi e disumanizzarsi comportandosi come macchine – processori di memi trasmessi da Madison Avenue e Hollywood…

Terence McKenna

http://erocx1.blogspot.com/2007/12/terence-mckenna-culture-is-not-your.html

Un comportamento emergente dai sistemi complessi, sostanzialmente fondati su elementi indivisibili e subatomici, presenta uno schema (pattern) che se lo fissiamo quanto basta possiamo vederci impressa dentro ogni realtà. A un certo livello, ogni cosa ha proprietà analoghe, mostrando elementi di somiglianza, all’interno di una famiglia di attributi autosomiglianti. Il modo in cui gli occidentali contemporanei organizzano il tempo è quello di frazionarlo in segmenti: millisecondi, secondi, minuti, ore, giorni, mesi, anni. Sappiamo come questo sistema sia viziato; nel nostro modello di 365 [-366] giorni per anno, c’è richiesto saltuariamente di modificare un mese con un dato giorno extra qui e là. Dire che la nostra misura del tempo è viziata differisce dal dire che lo stesso tempo è un’impostura. Il tempo appare come qualcosa di mutabile, o perlomeno talvolta propenso a esserlo; eppure il tempo non è una cosa, non è materiale— incontrando nella cuspide dello spazio in un universo frazionale, esercitando una forza sempre diretta in avanti [per la nostra percezione]. Il caos si rivela come la forza dominante nell’universo, coi suoi strani attrattori consente il più ammirabile e splendido fenomeno naturale che si verifica. [a questo proposito] C’è forse qualche attrattore che sta spingendoci in avanti attraverso il tempo?I moderni fisici e gli antichi filosofi dell’oriente sono d’accordo – il tempo è cambiamento. Il tempo è un flusso, da Eraclito al Tao Te Ching. Gli I Ching, (chiamati anche “Il libro dei mutamenti”), originari della Cina, sono stati per lungo tempo una delle guide per le culture orientali. Sebbene di concezione umana – e quindi artificiale – se le caratteristiche matematiche e qualitative degli I Ching sono validate (oltre alla loro efficacia nelle opere di artisti e poeti), ciò è una diretta conseguenza delle complesse interazioni delle persone le quali li hanno creati e [soprattutto] della loro comprensione del tempo.

La sequenza del re Wen degli I Ching divide in 64 esagrammi ogni combinazione di sei linee aventi le proprietà dello ying o dello yang. Ogni esagramma, secondo la tradizione, rappresenta gli archetipi delle interazioni umane. Dando per buono il fatto che il mondo sia governato da eventi apparentemente fortuiti e da casualità, il caos nella selezione degli esagrammi dai divinatori dell’I Ching omaggia la caotica natura della realtà, dunque toccando così la sua vera natura, consentendo di intuire le possibilità della vita. Gli I Ching hanno influenzato e sconcertato moderni intellettuali mistici e psicologi come Carl Jung, Philip K. Dick – autore di una personale cosmologia – e Terence McKenna, più rilevante per le teorie qui esposte.

Terence McKenna è un esploratore psiconautico, un tipo speciale di genio che crede nel potere degli psichedelici allo scopo di scatenare le abilità della mente per scoprire i segreti dell’universo. Se qualcosa si può imparare attraverso le teorie della complessità, è l’interconnessione e la gestalt attraverso tutte le cose. Grazie all’uso di funghi contenenti psilocibina e misture aborigene contenenti DimetilTriptamina (DMT), McKenna inizia a formulare una teoria del tempo che all’inizio era molto intuitiva e astratta. Grazie all’aiuto di suo fratello etnobotanico, Dennis McKenna, di Rupert Sheldrake, teorico del campo morfogenetico, e dello scienziato della teoria del caos Ralph Abraham, McKenna chiarifica ulteriormente la sua Teoria delle novità grazie a una base matematica raffinata.

Qualche terminologia di base deve essere stabilita affinchè faccia acquistare senso alle descrizioni qui presenti. Anzitutto, per prima cosa, la mia conoscenza della matematica è limitata. La mia conoscenza della teoria del caos e dei frattali si riconduce a una manciata di libri e corsi che ho preso sull’argomento. Non sono un fisico— sono solo un tipo con un interesse sincero verso [la natura della] realtà, forse più aperto di mente di quanto dovrei essere. Non mi domando se queste teorie abbiano l’aria di essere totalmente scientifiche o meno, e nemmeno credo in esse più che a un modello del tempo senza struttura. Come umani, siamo creature con una mente strutturata in schemi, e per la nostra personale comodità tendiamo a inventare razionalizzazioni dell’universo per adattarsi a un modello che può farci felici — il quale dice come qualcosa accada oltre la casualità. Per come ho capito la teoria delle complessità, soltanto aumentando gli argomenti che si possono produrre qui e ora, il tempo e l’impronta frattale è possibile che impongano la causalità [e non la casualità?].

Flusso temporale (TimeWave) Uno è una teoria evoluta, così com’è attualmente. Attraverso molte revisioni compiute da meticolose investigazioni dei matematici Matthew Watkins e John Sheliak, è evoluta in qualcosa di più di un astratto psichedelico ghiribizzo. Considerato che il tempo – così come la luce – fluttua in una forma a onda, benchè un po’ più complicato di un qualcosa di così semplice come una curva a seno. Questa onda è un frattale, il quale quando viene tracciato nel corso del tempo (X) rimane della stessa forma, senza considerare se il tempo è visto come una larga porzione dello stesso o una piccola unità. In questo grafico verrebbero rappresentate le novità, gli eventi [nuovi] nel corso del tempo.

Secondo Alfred North Whitehead la creatività è il principio delle novità. La creatività introduce novità nella capacità della moltitudine, la quale è [lo stesso] universo dagli elementi disgiunti. Il progresso creativo è l’applicazione di questo principio fondamentale della creatività per ogni novità che origina. Il principio metafisico fondamentale è il progresso dalla disgiunzione alla congiunzione, la creazione di una nuova entità diversa dalle entità disgiunte da cui origina. Subito la nuova entità è l’insieme dei molti che si ritrovano, ed è anche una tra le moltitudini disgiunte che lascia; è una nuova entità, disgiunta tra le moltitudini di cui è sintesi. I molti diventano uno, incrementando da quest’uno. Nelle loro nature [singole], le entità disgiunte sono molte nel processo di passaggio nell’unità congiunta. Perciò la produzione di insiemi di novità è la nozione definitiva, incorporata nei termini di concrescenza. Queste fondamentali nozioni di produzione di novità e insiemi concreti sono entrambi inesplicabili sia in termini superiori universali sia in termini dei componenti che partecipano alla concrescenza. Nell’analisi dei componenti astratti dalla concrescenza si può fare appello alla sola intuizione.

Sul grafico dell’Onda Temporale (TimeWave), periodi di alto livello di novità coincidono dove hanno preso posto eventi chiave della storia. Il tracciato grafico di McKenna, attraverso il programma informatico Onda Temporale Zero (TimeWave Zero) sviluppato da John Sheliak, indica ai suoi più alti livelli di novità punti chiave del processo [prei]storico, come la formazione del sole, della terra, e così via.

Guardando a una scala del tempo più piccola, il grafico ripete se stesso con nuovi punti chiave. Il grafico presenta il tempo su una scala di 6 miliardi di anni, oppure lo stesso illustra gli ultimi 94 milioni di anni. Oppure si può saltare avanti nei passati 360 anni; l’Onda Temporale rimane la stessa, come gli eventi chiave tracciati secondo McKenna (i quali ammetto possano essere più soggettivi, un difetto arbitrario della teoria):

il più convincente pezzo di informazione in questi grafici è il punto finale nel 2012. Secondo il software che McKenna ha usato, e l’informazione al riguardo che si suppone rilasciata dall’inconscio collettivo (o LOGOS) c’è una futura data finale in quell’anno, per la precisione nel dicembre 2012. Questa data finale non è la data dell’ARMAGEDDON, come di solito viene detto in certe teorie sulla fine del mondo; è invece il punto di più alto livello di novità in tutto il corso del tempo. Questo potrebbe essere interpretato come il maggior paradigma del cambio [di era] che abbiamo mai conosciuto, e limitandolo SOLO all’umanità sarebbe folle. McKenna ha teorizzato che potrebbe essere l’anno in cui ci sarà qualche tipo di CONTATTO, o verrà implementato qualche mezzo per attraversare il tempo e lo spazio, oppure vi sarà la realizzazione di una [vera] intelligenza artificiale che diventa un PUNTO OMEGA – o qualcosa del genere – per l’universo [a noi conosciuto]. La sua personale convinzione, e anche ciò che sottoscriverei se fossi iscritto a qualcosa del genere, è un ritorno al Paesaggio Invisibile (Invisible Landscape), ciò significa lasciarsi il corpo di carne alle spalle e diventare UNO col cosmo.

La teoria di Rupert Sheldrake del campo morfogenetico entra qui nella presente ricerca. Il campo morfogenetico è l’idea di un inconscio collettivo coniugato alla fisica, qualcosa di altamente sperimentale e senza una prova verificabile. Qualcuno che ha seriamente avuto esperienze con piante psichedeliche, “spirituali” [contenenti] DMT, Salvia Divinorum, e psilocibina è entrato in contatto con questo campo, e la sua risonanza morfica in noi stessi è stata più reale di come suggerirebbe ogni modello allucinatorio. E’ una vergogna che la maggior parte delle ricerche psichedeliche USA siano state soffocate nel corso degli anni, tale stigma sociale è stato posto come consuetudine.

Si ha bisogno solo di menzionare la parola “Psichedelia”, e tutte le ricerche correlate vengono incredibilmente gettate dalla finestra. Ralph Abraham pensa al 2012 come a uno STRANO ATTRATTORE che il tempo ha seguito per tutta la sua estensione [a noi conosciuta], che siamo stati tirati verso questo punto attraverso la complessità.

Un mezzo per scoprire questa spinta [attrattiva] potrebbe trovarsi nella supposta natura riflettente degli I Ching. Si potrebbe attribuire questa abilità a controverse sperimentazioni, molto probabilmente false. La teoria del campo morfogenetico è, però, infalsificabile. Da questo campo, si potrebbe ipotizzare, gli antichi avevano tratto le loro conoscenze codificandole in strumenti divinatori.E’ interessante notare come, indipendentemente dalle speculazioni di Terence McKenna sull’argomento, anche il Calendario Maya vede come data ultima il 2012. Questa evidenza corrobora e suggerisce ulteriormente la possibilità di una risonanza morfica di tale punto ultimo.

La teoria dell’Onda Temporale (TimeWave) non è libera da critiche. Nel 1994, Matthew Watkins sollevò una questione con cui pensava la costruzione matematica di McKenna come qualcosa di arbitrario. In seguito, almeno secondo McKenna, l’errore matematico fu corretto nel programma del computer. Secondo Watkins, “L’Onda Temporale è una funzione matematica definita dall’applicare una “trasformazione frattale” in una funzione lineare definita per porzioni. Questa funzione è un’espressione di 384 “punti dati” (valore positivo di un numero intero) derivata dalla sequenza di Re Wen degli I Ching. L’obiezione di Watkins è che in qualche punto matematico, i numeri sono portati all’ennesima potenza, ma vede non chiari motivi del perchè. I matematici che hanno scritto il programma del computer chiamano ciò “mezza torsione”. Nonostante i suoi dubbi sul significato dell’Onda Temporale, Watkins dice: “Non mi sorprenderebbe se una mappa frattale di risonanza temporale fosse codificata nella sequenza I Ching di Re Wen, così come non mi sorprenderebbe se qualcosa di molto rilevante accadesse il 21 dicembre 2012. Il mondo può essere un posto molto strano, e tutti quanti abbiamo molto da imparare. La speculazione iper-immaginativa di McKenna ha infiammato l’immaginazione di molti. Con questa particolare ‘teoria’ [inoltre] ha diffuso consapevolezza degli I Ching e del calendario Maya, entrambi ricchi di fascino e sistemi scarsamente compresi di un’antica sapienza umana. Devo però finire suggerendo che il resto del suo pensiero pubblicato non deve essere respinto, come il risultato delle mie conclusioni le quali sono state qui discusse.”

Ma queste sono solo parole; queste non necessariamente sono convinzioni.Trovo queste idee incredibilmente affascinanti, e solo vorrei poter capire la matematica a ogni livello. Il concetto di Onda Delle Novità, orientata col tempo, è ancora un’altra attrattiva alternativa a Dio e al destino; un punto finale terrorizzante ed eccitante, perchè è la fine di una cosa e l’inizio di un’altra.

Civiltà Perdute ha tradotto-elaborato in italiano il testo al seguente indirizzo:

http://www.december212012.com/articles/I-Ching/Timewave_Theory.htm

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Edmund Sixtus Muskie e John Forbes Kerry

26 06 2010

L'ex segretario di stato USA Edmund Sixtus Muskie e il senatore democratico – già candidato presidente USA 2004 – John Forbes Kerry.





SINCRONICITA’ Le correlazioni olistiche sono rare?

21 06 2010
Si conclude su CIVILTA’ PERDUTE il lungo articolo sulla SINCRONICITA’ indagata dallo psicologo Carl Jung e dal fisico Wolfgang Pauli, articolo da noi tradotto da questo indirizzo:http://www.metapsychique.org/Synchronicite-et-Hasard.htmlAllo stesso indirizzo potete anche trovare i ringraziamenti e una ricca bibliografia sull’argomento.

11. Le correlazioni olistiche sono rare?
Nella vita quotidiana, raramente osserviamo le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen. L’esistenza delle correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen non ha bisogno di spiegazioni dal punto di vista teorico, ma come spiegare la loro assenza nella vita quotidiana? La questione dell’esistenza non ha certo niente a che vedere con la questione della sua messa in evidenza. Però si afferma spesso che le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen sono rare. Così, Jürgen Audretsch scrive per esempio:”Due fotoni qualsiasi non mostrano, per dirla schiettamente, nessuna correlazione E-P-R. Si ha bisogno di molta abilità per preparare uno stato a due fotoni – come quello descritto precedentemente – nel pieno di un esperienza. In effetti, questo non è stato possibile in maniera convincente che negli ultimi anni. Perciò non si attende in generale nessun comportamento olistico tra due oggetti macroscopici qualsiasi.”

Affermazioni come queste non sono pertinenti, tuttavia si ha certamente bisogno di grandi capacità sperimentatrici per mettere quantitativamente in evidenza le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen tra due sistemi senza interazioni spazialmente separate. Ma non è difficile produrre degli stati in correlazione E-P-R. Secondo la meccanica quantistica, l’esistenza delle correlazioni E-P-R è generica, cioè generalmente – ma non sempre – i sistemi fisici sono intrecciati indipendentemente dalla loro distanza o dalla loro relazione. La meccanica quantistica moderna può infatti spiegare come mai le correlazioni E-P-R presenti dappertutto sono abitualmente impercettibili nella vita quotidiana. Gli oggetti quotidiani sono la maggior parte del tempo caratterizzati quantisticamente da modelli collettivi, i quali possono essere descritti da un insieme di proprietà compatibili. In seguito alla disuguaglianza di Bell generalizzata, non si possono avere correlazioni olistiche tra modelli collettivi di questo tipo.

Se si considera il concetto di Jung di un coordinatore delle significazioni tra la psiche e la materia come teoricamente accettabile, allora, così come con le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen, si ci pone la domanda: perchè si vedono raramente queste correlazioni nella vita quotidiana? Secondo la concezione originale di Jung è una caratteristica della sincronicità quella di apparire sporadicamente. Inoltre, gli effetti sincronici sono unicamente emanazioni di un ARCHETIPO costellato (cioè ATTIVATO), ma non di un archetipo latente. Tali fenomeni si producono “soprattutto in situazioni ad alto impatto emotivo, come quando vi è un decesso, una malattia, un incidente, ecc. La maggior parte dei fenomeni sincronici si producono quindi in delle situazioni archetipiche, per esempio legate al pericolo, al rischio, a dei moti dell’animo funesti, ecc.”

Jung, però, ha evidenziato nelle note in fondo alla pagina del suo articolo La sincronicità come un principio di relazioni acausali:

“Devo comunque sottolineare nuovamente la possibilità che il rapporto tra i corpi e l’anima possa essere compreso come una relazione sincronica. Questa è unicamente una supposizione ma, se viene confermata, allora la mia attuale concezione che vede la sincronicità come un fenomeno raro [da percepire?] dovrebbe essere corretta.”

“Dato che la sincronicità non è unicamente un fenomeno psicofisico, ma può prodursi lo stesso senza l’intervento della psiche umana, direi che in questo caso si dovrebbe parlare di un’identità o una conformità, piuttosto che di una significazione.”

La proposta di considerare la possibilità di correlazioni olistiche nel rapporto tra il mondo fisico e la psiche ha senz’altro bisogno di una messa a punto più precisa. Per esempio, la questione di sapere se è possibile(e quindi in che modo?) produrre e distruggere delle correlazioni psicofisiche, resta del tutto senza risposta. Per evitare fraintendimenti, sottolineo che le correlazioni olistiche qui discusse sono forse generiche ma sicuramente non universali. Effettivamente, esistono comunque degli stati non correlati. Per questa ragione, le correlazioni psicofisiche olistiche non implicano in nessun modo che la realtà abbia ininterrottamente un’anima.





Fisico nucleare descrive un vasto COVER UP sugli UFO, di Lee Spiegel

12 06 2010
Secondo David Wilcock, la guerra per il DISCLOSURE, la declassificazione del materiale riguardante UFO e alieni da parte dei maggiori stati del mondo, si sta facendo calda. A suo dire, questo articolo, apparso su AOL.news il 7 giugno, e balzato al 2° posto nella classifica dei più letti, potrebbe testimoniarlo. Infatti, a parlare di questi argomenti è il fisico nucleare Stenton Friedman, uno dei non molti scienziati a interessarsi (da lunghissimo tempo) di questo fenomeno.“Alcuni UFO sono navette spaziali guidate da un’intelligenza extraterrestre, e questa è la più grande storia del millennio.”

Queste parole non sono le farneticazioni di qualche individuo squilibrato che cerca attenzione o una camicia di forza confortevole. Stanton Friedman è [conosciuto come un anticonformista], una specie di cane sciolto.

Impiegato per 14 anni come fisico nucleare per società come General Electric, General Motors, Westing house e Aerojet General, lavorò su programmi altamente classificati riguardanti aerei a propulsione nucleare, e missili a fissione e fusione nucleare.

Nel 1958, gli UFO colpirono la sua attenzione, e Friedman ha da allora tenuto conferenze su questo argomento in più di 700 università gruppi di ricerca in tutti i 50 stati USA e in giro per il mondo.

Il fisico nucleare Stanton Friedman ha dedicato più di 50 anni per portare avanti la verità scientifica sugli UFO, ed è stato un investigatore civile della prima ora nei fatti inerenti il leggendario INCIDENTE DI ROSWELL (Ufo Crash) nel 1947.

“Dopo 53 anni di investigazioni, mi sono reso conto di come ci si trovi alle prese con un WATERGATE cosmico,” dice [Friedman] ad AOL News. “Ciò significa che poche persone nei maggiori governi conoscono almeno dal 1947 che un certo numero di UFO sono navette spaziali di origine aliena.”

Nel nuovo libro di Friedman, Science was wrong (“La scienza ha sbagliato”), scritto assieme a Kathleen Marden, osserva: “Non c’è stata carenza di argomenti validi, dichiarazioni negative giunte da gruppi di scettici e persone che si sono rifiutati di esaminare l’evidenza … che supporta la nozione di come un certo numero di UFO abbiano origini extraterrestri.”

Friedman cita molti casi di incontri UFO di cui hanno avuto esperienza persone competenti, testimoni oculari affidabili, incluso uno della Japan Airlines.

 

Uno dei più credibili avvistamenti UFO della storia viene da una serie di immagini prese a bordo della nave brasiliana Almirante Saldanha il 16 gennaio 1958. L’equipaggio della nave – assieme a diversi scienziati – fu testimone oculare di un oggetto a forma di pianeta Saturno. L’UFO si avvicino a un’isola, facendo una ripida immersione prima di volare via velocemente. Juscelino Kubitschek, allora presidente del Brasile, confermò l’autenticità delle foto.

“Un Boeing 747 sopra l’Alaska si imbattè in qualcosa che era due volte la grandezza di una portaerei, il quale volava circolarmente intorno al jet. Ciò venne poi riferito a terra, dove [la presenza] sia dell’UFO che del Boeing 747 fu registrata dal radar.

“La spiegazione data dagli scettici fu che era Giove! Ma ragazzi, un radar aereo può registrare Giove? Ciò era totalmente ridicolo. Si potrebbe dire che tu stai combattendo con le forze del ‘male’, cioè arroganza e ignoranza.”

Mentre qualche scienziato attraverso gli anni ha suggerito a bassa voce che la terra è stata visitata dagli ET, Friedman è più esplicito. E’ specialmente irritato dall’abitudine degli scienziati di usare telescopi e radiotelescopi radio per la ricerca di intelligenza extraterrestre, come l’istituto SETI in California.

“Il loro sostentamento dipende dalla congettura che non ci sia [ancora stato] nessuno che sia giunto qui, e che se solo aspettiamo ancora un po’, noi registreremo il segnale e sarà la più grande scoperta nella storia umana, e risolverà tutti i nostri problemi.”

“Quello che veramente mi dà noia è che la gente del SETI ti dirà che non ci sono PROVE sugli UFO. Bene, loro certamente non riferiscono niente, quindi non deve esistere nulla al riguardo, giusto? Sbagliato!”

Se è così, perchè perchè affidabili scienziati rifiuterebbero di considerare che la terra potrebbe essere una vacanza lampo per viaggiatori di altri mondi?

“Perchè dovrebbero ammettere che avevano ignorato una tale storia di grandi proporzioni per così tanto tempo e che si erano sbagliati,” dice Friedman. “Aver sbagliato è qualcosa che non piace per nulla ammettere agli scienziati.”

Nel corso degli ultimi 50 anni, numerosi sondaggi e rilevamenti della pubblica opinione hanno indicato che le persone sono molto interessate e anche preoccupate per ciò che riguarda gli UFO.

 

Una delle migliori immagini UFO mai prese, questo oggetto fu fotografato da Paul Trent sopra la sua fattoria nel marzo 1950. Una successiva investigazione Air Force determinò che “uno straordinario oggetto volante, metallico, argenteo, a forma di disco, di decine di metri di diametro ed evidentemente artificiale, volò alla vista di due testimoni oculari.

Un sondaggio Roper del 2002, commissionato da Science Fiction Channel, riportò che il 72% di americani credevano che il governo USA non stava dicendo tutto ciò che sapeva a proposito degli UFO, e il 68% pensava che il governo sappia di più a proposito della vita extraterrestre rispetto a ciò che si preoccupava di divulgare.

Ma perchè il governo – ogni governo – coprirebbe le informazioni riguardanti gli UFO? Per Friedman, la risposta è qualcosa maggiormente coi piedi per terra.

“Non so di un governo su questo pianeta che voglia per i suoi cittadini il dovere primario di avere fedeltà per il pianeta. Il nazionalismo è l’unico gioco in città.

Inoltre, dice Friedman, ci sono dei punti di vista militari. “Dal punto di vista della sicurezza nazionale, ognuno vorrebbe afferrare un disco volante e capire come funziona e usarlo per sviluppare armi da usare sull’ ‘ALTRO’, e c’è sempre un ‘ALTRO’.”

Come esattamente si potrebbe ottenere in un colpo solo un disco volante? Un modo è proprio quello di attendere che un veicolo da altri mondi sviluppi qualche problema meccanico e semplicemente atterri rovinosamente al suolo.

Mi viene in mente l’UFO CRASH di Roswell N.M.

Nel luglio del 1947, qualcosa si schiantò fuori dalla piccola città e, secondo gli iniziali rapporti ufficiali, si trattava di un disco volante. Le autorità cambiarono velocemente quella storia, dichiarando che era solamente un pallone metereologico che era caduto dal cielo.

Tredici anni dopo l’EVENTO di Roswell, Friedman incontrò il personale militare che era coinvolto con gli eventi del 1947 e disse che alla fine fecero qualche passo avanti nella descrizione della navicella spaziale schiantata e dei corpi degli alieni morti.

La leggenda dell’ “incidente di Roswell” nacque proprio a causa dell’ostinata determinazione di Stanton Friedman.

“Ho seguito la pista abbastanza da trovare un certo numero di persone chiave, e senza internet a disposizione, la cosa prese un mucchio di lavoro,” dice.

Ma Friedman è pienamente consapevole dell’abbondante scetticismo che gira attorno alla controversia di Roswell.

“Com’è ovvio, la resistenza ad accettare questo caso diventerà più forte nonostante ogni prova” dice Friedman. “Perchè se è vero, tutto quanto — corpi, rottami, cover-up, minacce — non è ciò di cui hai più bisogno?”

Friedman dice che ha avuto solamente 11 “disturbatori” in più di 700 discorsi pubblici sugli UFO.

“Io sono ancora ottimista nei confronti del fatto che, nel corso della mia esistenza – e ho 75 anni – arriveremo almeno a vedere una parte della mia storia, cioè che non siamo soli nell’universo.”

Con la scoperta, negli ultimi anni, di centinaia di pianeti in orbita attorno ad altri soli, gli scienziati cominciano davvero a speculare che il cosmo abbondi di vita.

Inoltre, nel 2008, l’astronomo capo della Specola Vaticana, il reverendo Gabriel Funes, ha proclamato che esseri intelligenti creati da Dio potrebbero veramente esistere nello spazio cosmico, e ciò non contraddirebbe la fede in Dio.

Tutto questo dà speranza a Friedman.

“Adesso è probabilmente il tempo di dire, si, facciamo parte di [una specie] di vicinato galattico; sfortunatamente, non siamo i pezzi grossi del vicinato.”





SINCRONICITA’ , correlazioni olistiche e fenomeni sincronici tra materia e psiche

12 06 2010
Prosegue su CIVILTA’ PERDUTE il lungo articolo sulla SINCRONICITA’ indagata dallo psicologo Carl Jung e dal fisico Wolfgang Pauli, articolo da noi tradotto da questo indirizzo:http://www.metapsychique.org/Synchronicite-et-Hasard.html
9. Correlazioni olistiche nel mondo della materia
Generalmente, i sottosistemi di un qualsiasi sistema fisico sono – in seguito alla meccanica quantistica – intrecciati da correlazioni olistiche che non si possono spiegare a partire dalle interazioni. Cioè: tutta l’informazione riguardante gli stati dei sotto-sistemi di un sistema globale e le loro interazioni non è sufficiente per determinare lo stato del sistema globale. Ciò è valido ugualmente per le situazioni dove i sotto-sistemi sono lontanissimi e non interagiscono tra loro. Attualmente, si chiamano correlazioni Einstein-Podolsky-Rosen le informazioni mancanti per la determinazione completa dello stato totale del sistema.

Fu Einstein che segnalò per la prima volta questa situazione strana. Con Boris Podolsky e Nathan Rosen, pubblicò un articolo nel quale provava a dimostrare la non completezza della meccanica quantistica con l’aiuto di una esperienza di pensiero. In questo articolo, mostrò che, generalmente, la descrizione completa dei sottosistemi – di un sistema quantistico globale – separata nello spazio, non può descrivere interamente il comportamento del sistema globale. Questo contraddice il principio di separabilità che Einstein sostenne durante tutta la sua vita:

“… quello che si considera come (“veramente”) esistente, deve essere in una certa maniera localizzato nello spazio-tempo. Cioè, quello che è reale in una parte A dello spazio, deve (in teoria) “esistere” indipendentemente di ciò che è considerato come reale in un altra parte dello spazio, B. Se un sistema fisico si estende sulle parti A e B dello spazio, allora quello che si trova in B deve avere un’esistenza indipendente da quello che si trova in A. Quello che si trova in B non deve dipendere da quello che si sta misurando in A; a dire il vero, quello che si trova veramente in B deve essere indipendente dalla misura o non-misura in A.”

Secondo Einstein, la mancanza di separabilità nello spazio era il motivo più importante per dire che la meccanica quantistica era una teoria incompleta. In una lettera a Max Born del 4 marzo 1947, scrisse :

“Non posso giustificarti la mia attitudine in fisica di modo che tu la possa trovare ragionevole. … è per questo che non posso seriamente credere nella meccanica quantistica; perchè è incompatibile col principio che la fisica debba presentare una realtà nello spazio e nel tempo, senza effetti “fantomatici” di lunga portata.”

Per Einstein era essenziale pensare che le cose della fisica fossero organizzate in un continuum spazio-temporale:

“a un momento dato, queste cose prendono un’esistenza indipendente le une dalle altre nella misura in cui si trovano in delle “parti differenti dello spazio”. Il pensiero fisico nel senso abituale sarebbe impossibile senza l’ipotesi dell’esistenza (“essere così”) indipendente delle cose distanti nello spazio, che proviene innanzitutto dalla nostra maniera quotidiana di pensare. Senza una separazione netta, non vedo come le leggi fisiche potrebbero essere formulate e testate.”

Nel frattempo, tutte queste previsioni controintuitive sono state verificate oltre ogni ragionevole dubbio. Da un punto di vista concettuale, una deduzione importante è stata fatta da Erwin Schrödinger, poco dopo l’apparizione dell’articolo di Einstein, Podolsky et Rosen: “Il tutto è in uno stato determinato, ma non per ognuna delle sue parti prese singolarmente in se stesse.”In questo caso, si dice, in base a Schrödinger, che i due sotto-sistemi sono intrecciati gli uni con gli altri, cioè che i due sotto-sistemi intrecciati non esistono individualmente. Le correlazioni acausali che sono intrecciate tra i due sottosistemi, sono state analizzate da Schrödinger in due articoli che non hanno conosciuto molta attenzione. Attualmente, si parla di sistemi quantici intrecciati da correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen, anche se Einstein, Podolsky et Rosen non hanno parlato di correlazioni nel loro articolo.

Per i sistemi quantici interagenti, bisogna necessariamente prendere in considerazione le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen per fare concordare la teoria con l’esperienza, e questo non è mai stato oggetto di discussione dall’avvento della meccanica quantistica. Queste correlazioni sono entrate nel dibattito filosofico soltanto da due decenni, dopo essere state retrouvées sperimentalmente, e questo anche in dei sotto-sistemi lontanissimi e senza interazioni, ciò è in perfetta concordanza con le previsioni teoriche. Secondo la meccanica quantistica, le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen non possono essere espresse da relazioni e non permettono la trasmissione di informazione. La meccanica quantistica è una teoria di azioni in prossimità, e non contesta il postulato di Einstein il quale appalta tutta la fisica su azioni locali che, al massimo si propagano alla velocità della luce. Ma la struttura locale delle interazioni non implica in nessun modo la separabilità del mondo materiale.

John Bell ha introdotto per la prima volta nel 1964 una misura di correlazione, verificabile sperimentalmente, che permette di testare in modo empirico ipotesi plausibili di separabilità, indipendentemente dai ragionamenti di Einstein sulla meccanica quantistica. Le suppozioni di Einstein sono state utilizzate da Bell per mostrare che conducono a un’evidente contraddizione rispetto alle predizioni della meccanica quantistica verificabili dall’esperienza.

Il teorema di Bell è un risultato molto semplice, ma profondo, che evidenzia certi aspetti OLISTICI del mondo materiale. Gli è stato ispirato dai ragionamenti di Einstein, Podolsky e Rosen, ma può essere formulato indipendentemente da ogni teoria fisica particolare. Il risultato può essere formulato attraverso differenti versioni, ma riguarda sempre una disuguaglianza con funzioni di correlazioni misurabili sperimentalmente. Oggi, le si chiama molto semplicemente “disuguaglianze di Bell”. Se un’esperienza mostra una violazione di una disuguaglianza di Bell – che è stata dedotta a partire dalle supposizioni teoriche di Einstein – allora questo prova l’esistenza di correlazioni, indipendentemente dai ragionamenti della meccanica quantistica. Oggi esiste tutta una serie di esperienze che hanno incontestabilmente verificato la violazione delle disuguaglianze di Bell in dei sistemi senza interazioni spazialmente separate.

Le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen sono importanti per la filosofia poichè mostrano che, generalmente, i fenomeni materiali non sono nè separabili nè locali. L’esistenza dei fenomeni olistici è intimamente legata all’esistenza delle grandezze incompatibili. Il metodo più semplice per vedere questa relazione è di generalizzare algebricamente le disuguaglianze di Bell. Per fare questo si ha bisogno di una serie di ragionamenti formali schematizzati nell’allegato (non tradotto). Si può formulare il risultato più importante in forma condensata:

Possono esistere correlazioni olistiche tra due sotto-sistemi S1 e S2, se e solamente se esistono proprietà incompatibili in S1 come in S2.

Si tratta in particolare di due sistemi materiali quantici, S1 e S2, quindi le correlazioni olistiche tra essi proprio le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen. Come nella formulazione generalizzata delle correlazioni olistiche, ci sono diverse restrizioni soppresse (importanti per il loro aspetto quantico), si ci domanda se uno dei due sistemi potrebbe essere non materiale. La condizione essenziale è che si possa attribuire a questo sistema proprietà ben definite. Secondo Jung, la realtà oggettiva esige:

“Un modello matematico basato su fattori invisibili e incomprensibili. La psicologia non può fuggire alla validità universale di questo fatto, tanto più che la psiche osservatrice è già integrata nel formulare una realtà obiettiva.”

Non conosco approcci a partire da cui si possa codificare il “mentale” (qualsiasi cosa si possa intendere con questo) in modo tale che si possa testare direttamente una disuguaglianza di Bell nel senso indicato sopra. Mi parebbe più promettente fare una messa a punto delle proprietà strutturali di un sistema contenente due sotto-sistemi cinematicamente indipendenti S1 e S2, dove S1 sarebbe un sistema materiale e S2 un sistema non materiale.
10. Fenomeni sincronici e correlazioni olistiche

Correlazioni acausali e non locali appaiono nei fenomeni sincronici, così come nelle esperienze con sistemi fisici intreccati. Però ci sono delle differenze importanti tra le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen della meccanica quantica e le corrispondenze di senso sincronico.

Una di queste differenze consiste nel fatto che solo le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen sono sperimentalmente riproducibili. Questo vuol dire che è unicamente con le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen che si possono fare esperienze di laboratorio e ottenere risultati statisticamente riproducibili. Inoltre, le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen sono un fenomeno puramente fisico, perciò non si può parlare di un fattore NUMINOSO. Per questa ragione, i fenomeni sincronici non possono essere interpretati dalla meccanica quantistica. Malgrado ciò delle sorprendenti analogie rimangono tra i fenomeni sincronici e le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen – puramente fisiche – che suggeriscono l’applicazione generalizzata della disuguaglianza di Bell. Nominiamo “S” il sistema globale che contiene la psiche e la materia e supponiamo che la materia possa essere concettualizzata dal sotto-sistema S1 e la psiche, allo stesso modo, dal sotto-sistema S2. Quindi ci si pone la questione della dipendenza tra le proprietà fisiche e psichiche. Pauli s’è espresso sulla “compatibilità dei concetti psicologici come la vita e l’anima, supponendo la validità – senza eccezione – delle leggi fisiche” in un manoscritto non pubblicato, Esempi moderni di fisica di “sfondo” del giugno 1948:

“Dal momento che la concezione determinista è stata abbandonata in fisica, non ci sono neanche ragioni per mantenere ancora una concezione vitalista, secondo cui l’anima potrebbe o dovrebbe “violare” le leggi fisiche. Mi sembra piuttosto che una parte essenziale dell’ ‘armonia universale’ consista nel far sì che le leggi fisiche lascino proprio un margine per un altro modo di osservare e di considerare le cose (la biologia e la psicologia) in modo che l’anima possa raggiungere tutti i suoi ‘obiettivi’ senza violare delle leggi fisiche”.

L’ipotesi di una compatibilità di tutte le proprietà fisiche con tutte le proprietà psichiche garantisce l’affermazione, empiricamente ben fondata, che i fenomeni psichici non violano mai le leggi fisiche cinematiche, verificando così l’autonomia dei domini fisico e psichico che Pauli esigeva. Con ciò vengono esaudite le condizioni formali preliminari per la validità della disuguaglianza generalizzata di Bell. Sotto queste condizioni, ne segue che le correlazioni olistiche tra la materia e la psiche sono appunto possibili quando ci sono delle proprietà incompatibili nel dominio materiale, così come nel dominio psichico. I lavori di jung mettono a disposizione abbondanti ricerche empiriche sulle proprietà psichiche incompatibili. Lo stesso Pauli ne scrive, in un esame – dedicato all’ottantesimo compleanno di Jung – dove compara le concezioni sull’inconscio nei differenti domini della conoscenza:

“La ‘corrispondenza’, le ‘coppie di contrari complementari’ e la ‘globalità’ appaiono indipendentemente nella fisica e nelle concezioni dell’inconscio.”

Le coppie di contrari complementari discusse da Pauli nel suo manoscritto Esempi moderni di fisica “di sfondo” si integrano in modo sorprendente in un modello nel quale la materia e la psiche sono sotto-sistemi compresi in un sistema globale. Pauli difende la compatibilità del mondo fisico e del mondo psichico, ma attende una simmetria che rifletta i rapporti di complementarità all’interno della sfera materiale e della sfera psichica:

“In base alla psicologia, le leggi fisiche sembrano essere una ‘proiezione’ di costellazioni di idee archetipiche, mentre, visti da fuori, anche gli avvenimenti microfisici sono da interpretare comme archetipici e il loro ‘riflesso’ nella psiche è una condizione necessaria per poterli percepire. Riassumendo, si può interpretare tutto ciò che si è presentato in modo tale che l’inconscio produca spontaneamente l’immagine di una coppia di contrari complementari sull’altra.”

“In base alla concezione qui esposta, la quaternità non sarebbe avvalorata all’interno della fisica, ma nella misura in cui la coppia di contrari della fisica si trova di nuovo riflessa nel dominio psichico, si attribuisce una quaternità alla globalità composta dalla fisica e dalla psicologia. Mi sembra possibile che vi siano dei fenomeni dove l’intera quaternità gioca un ruolo essenziale e non soltanto le coppie di contrari fisici e psichici dalla loro parte. In tali fenomeni, non si potrebbe più definire con giudizio DIFFERENZE CONCETTUALI come ‘fisico’ e ‘psichico’…”

Questa quaternità corrisponde esattamente alla situazione olistica con l’intreccio dei sotto-sistemi S1 e S2, caratterizzati dall’esistenza di coppie compatibili dalle proprietà incompatibili. Correlazioni olistiche tra il dominio fisico S1 e il dominio psichico S2 renderebbero possibili le relazioni psicofisiche ACAUSALI NON-LOCALI che non sono prodotte da interazioni.





Nono videopost

8 06 2010




SINCRONICITA’ Caso ed evoluzione; Relazione globale tra psiche e materia

8 06 2010
Prosegue su CIVILTA’ PERDUTE il lungo articolo sulla SINCRONICITA’ indagata dallo psicologo Carl Jung e dal fisico Wolfgang Pauli, articolo da noi tradotto da questo indirizzo:
http://www.metapsychique.org/Synchronicite-et-Hasard.html
7. Il caso e l’evoluzione
Il caso gioca un ruolo importante nella teoria dell’evoluzione. Per esempio, Walter Elsasser, Jacques Monod e Manfred Eigen, l’hanno sempre sottolineato. Il caso è fondamentale per comprendere la teoria dell’evoluzione e l’apparizione delle forme di vita. Francis Crick riassume : “La sola fonte di autentiche innovazioni è il caso.” Nonostante questo, ciò che si intende per caso non è chiaro. Mancanza di cause o mancanza de conoscenza? Monod parla di “caso essenziale”, il quale sarebbe caratterizzato da “l’indipendenza totale di due serie di esperienze.” Ma ragionamenti basati sulla fisica dei quanti ci possono portare a dubitare dell’esistenza di una simile “indipendenza totale”.

Pauli ha osservato come l’idea di sincronicità possa avere importanza per la teoria biologica dell’evoluzione. Ha soprattutto discusso argomenti scientifici teorici contro la teoria evolutiva di Darwin, sottolineando la possibilità di sincronicità nell’evoluzione:

“Il modello evolutivo di Darwin è un tentativo di eliminare completamente qualsiasi scopo da una nuova teoria. Lo scopo è stato quindi dovuto essere rimpiazzato dall’introduzione del ‘caso’ (possibilità).”

Pauli ha sottolineato come avvenimenti rari, o anche unici, sono particolarmente importanti per l’evoluzione biologica, a differenza delle leggi statistiche verificabili empiricamente. Inoltre, ha ammesso la possibilità di PROCESSI FISICI CON UN FINE. Egli scriveva a un amico, il biologo Delbrück:

“Forse la soluzione è [più complessa di quella che sembri], e accanto al CASO CONSACRATO, esistono anche dei processi con UN FINE DIRETTO e influenze causali dell’ambiente…”

Ufficialmente, simili considerazioni sono malviste nella biologia moderna, ma non superflue. Come ha detto il genetista J.S.B. Haldane in una delle sue battute:

“La TELEOLOGIA è come una maîtresse per il biologo : non può vivere senza di lei, ma non vuole essere visto con lei in pubblico.”

Un tema centrale nei sogni di Pauli degli anni cinquanta era la questione di una nuova fisica. A più riprese, c’è nei suoi sogni la questione di una nomina a professore di fisica teorica. Pauli commenta ciò notando che non si tratta di una cattedra universitaria convenzionale, visto che Pauli – premio Nobel 1945 – era già professore di fisica teorica presso l’ETH di Zurigo da diversi anni. Si tratta della nuova fisica, della nuova scienza. E l’università in questione non non si trova nella famosa città di Zurigo ma a Esslingen – conosciuta dagli abitanti di Zurigo per non essere che il capolinea di un treno regionale. Questo luogo sconosciuto dalla scienza tradizionale sarebbe stata la culla della nuova scienza. E se Pauli vuole decidersi per Esslingen, il suo tentativo non è assolutamente assicurato. Comunque sia, Pauli deve andarci per dare provvisoriamente dei corsi di fronte a sconosciuti.

Grazie al cielo esiste un manoscritto di quattro pagine sotto il titolo “Corsi davanti a sconosciuti” che descrive questa situazione. Il punto di partenza dei corsi fittizi di Pauli è il “caso cieco e senza scopo” della meccanica quantistica con le sue probabilità primarie associate. Il secondo tipo di leggi naturali è essenzialmente legato al fatto che l’osservatore può intervenire sugli avvenimenti attraverso il libro scelto del dispositivo sperimentale. Dopo Pauli, la nuova scienza deve soprattutto consacrarsi al terzo tipo di leggi naturali. Dopo una discussione critica sulle concezioni tradizionali della biologia e del caso, i concetti evolutivi di Lamarck e Darwin, Pauli scrisse:

“Secondo questa ipotesi, differente dalla concezione di Darwin e da quella di Lamarck, si incontra proprio qui il terzo tipo di leggi naturali, che consiste nella correzione di fluttuazioni aleatorie attraverso coincidenze significative o finali di avvenimenti legati in modo acausale. … in rapporto con questo, vorrei adesso discutere dell’ipotesi che questa apparizione globale di coincidenze portatrici di significato nell’evoluzione biologica evidenzia un fattore psichico associato il quale appare come emozione o eccitazione portata al suo grado più elevato.”

Il corso fittizio termina con un’indicazione sulla sincronicità nel senso dato da Jung:

“Inoltre, penso qui alle coincidenze significative non attivabili dall’intenzione e che si producono unicamente in condizioni particolari, alle quali C.G. Jung si è riferito a più riprese. Chiamando queste coincidenze delle “sincronicità”, ha stabilito una relazione strana tra questi fenomeni e il concetto di tempo. Dove i fenomeni adattativi dell’evoluzione biologica distinguono visibilmente una direzione della freccia del tempo, dovrebbe sembrare naturale considerare tutti i fenomeni presentati qui, questi fenomeni non causali legati a un senso o a uno scopo, come di natura analoga.”

Una concezione del mondo che includa corrispondenze significative, conduce a una nuova valutazione del problema psicofisico. I tentativi prudenti di Jung e Pauli indicano che tipo di cammino potrebbe essere preso. Mi sembra che non sia a priori impossibile che queste idee siano integrabili in una scienza della natura allargata, la cui concretizzazione resta per il momento una questione aperta. Pauli ha osservato nella sua conferenza “La scienza e il pensiero occidentale.”:

“Non oserò fare delle previsioni sul futuro, visto che conosco bene i fallimenti di tutti gli sforzi prematuri di unificare la storia dello spirito. Evidenzio solamente che, dal secolo XVII, le attività dello spirito umano sono state divise in maniera rigorosa, ma concepire una vittoria degli opposti, comprendente sia la sintesi della comprensione razionale sia dell’esperienza mistica dell’unità è il mito – dichiarato o meno – della nostra epoca.”

 

8. La relazione globale tra la psiche e la materia

La meccanica quantistica è una teoria della materia e, in quanto tale, non dà degli insegnamenti diretti sul problema della relazione tra la psiche e la materia. Ma il fatto che la meccanica quantistica sia una teoria olistica, coerente e che mette assieme dei concetti opposti, ci porta a pensare che i rapporti dicomplementarità qui trattati possano avere una validità che va oltre la fisica. In una lettera a Fierz del 10 août 1954, Pauli così riflette [sulla questione]:

“Può essere che non si tratti ‘correttamente’ la materia – per esempio nel senso in cui è considerata la vita – quando la si osserva nello stesso modo della meccanica quantistica, cioè ignorando lo stato interiore dell’ ‘osservatore’. La celebre incompletezza della meccanica quantistica (Einstein) è – nonostante tutto – effettivamente presente ma, com’è ovvio, non si può rimediarci ritornando alla fisica classica dei campi (Questo è solamente un ‘malinteso nevrotico’ di Einstein). Si tratta piuttosto di considerare le relazioni globali tra l’ ‘interiorità’ e il ‘mondo esterno’ le quali non trovano spazio nella scienza attuale (ma che l’alchimia ha prefigurato…).”

Nel suo lavoro su Keplero, Pauli parla di un “ordine del cosmo che sfugge alla nostra arbitrarietà” dove “non soltanto l’anima dell’individuo è soggetta a un ordine pensato oggettivamente ma anche a ciò che è riconosciuto nella percezione”, e aggiunge alla fine di questo lavoro: “Sarebbe soddisfacente interpretare la psiche e la fisica come due aspetti complementari della stessa realtà.” Questa unità, oltre la pluralità e trascendente il tempo e lo spazio è stata chiamata da Jung l’UNUS MUNDUS, basandosi sull’idea di “MONDO UNICO” dell’alchimista Gerhard Dorn (XVII secolo). In questo modo, la dualità della psiche e della materia sarebbe superata da un TERZO che li supera [e li contiene ambedue].

Se non mi sbaglio, Descartes vede la divisione tra la res cogitans e la res extensa come inevitabile. Un primo passo per quanto riguarda la visione di Pauli sulla complementarità della psiche e della materia, è l’idea che la separazione tra la psiche e la materia non è fissata a priori, analogamente alla separazione di Heisemberg. Il concetto di materia esige necessariamente una cesura dell’UNUS MUNDUS ma non fissa ancora la posizione di questa cesura. Si può immaginare che, in principio ci siano molte cesure differenti permesse. Le due parti, provenienti da una simile rottura di simmetria dell’UNUS MUNDUS, mostreranno in una certa misura aspetti materiali e aspetti psichici. Ma non devono essere associati banalmente ai concetti tradizionali di “psiche” e “materia” (o res cogitans e res extensa). Delle diverse rotture di simmetria dell’Unus Mundus potrebbero condurre a concezioni del mondo complementari le quali si escludono mutualmente ma che sono coerenti, logicamente parlando.

Se si considera la meccanica quantistica come un principio universalmente valido per il dominio materiale, allora sarebbe soprattutto una teoria globale della materia, che non fa distinzioni a priori tra l’oggetto materiale [misurato] e l’apparecchio materiale di misura. La globalità non separata descritta dal simbolismo della meccanica quantistica è determinista. Se si vuole creare un legame tra questa teoria ed esperienze psichiche, allora si deve dividere la struttura globale della materia con la cesura di Heisemberg. Questa cesura definisce distintamente l’oggetto e l’apparecchio di misura e conduce inevitabilmente a una descrizione indeterminista non riducibile la quale permette unicamente di ottenere informazioni di natura statistica. Come la cesura di Heisenberg elimina il determinismo del mondo quantico non separato, la cesura di simmetria potrebbe distruggere la corrispondenza di senso tra le due parti, poi chiamate “psichica” e “materiale”. Secondo Pauli, ciò che suscita la corrispondenza di senso deve essere:

“… posta oltre la differenziazione tra “psichico” e “fisico”, allo stesso modo in cui le “idee” platoniche hanno un aspetto concettuale e uno di “forza naturale” (e producono degli effetti). Accetto addirittura di chiamare questa cosa “l’organizzatore e il regolatore degli archetipi” ; sarebbe però inammissibile definire questi archetipi alla stregua di contenuti psichici. Le immagini interiori (chiamate “dominanti dell’inconscio collettivo” da Jung) sarebbero piuttosto la manifestazione psichica degli archetipi che dovrebbero così generare, produrre e determinare tutto ciò nel comportamento del mondo oggettivo rispondendo alle leggi naturali. Le leggi naturali del mondo degli oggetti sarebbero allora la manifestazione fisica degli archetipi… Quindi, tutte le leggi naturali dovrebbero avere la loro corrispondenza nell’interiorità dell’essere umano, e viceversa, anche se ancora oggi non si può sempre vederlo direttamente.”

Così come la parte materiale dell’Unus Mundus è, in gran misura, descritta correttamente dalla meccanica quantistica, si può quindi supporre che le strutture più fondamentali di questa teoria possano avere una validità che va oltre il dominio materiale. Si potrebbe soprattutto pensare alle correlazioni olistiche che sono predette dalla meccanica quantistica e che sono largamente verificate nel dominio materiale.