La più letterale presentazione immaginabile come "oracolo dell'Apocalisse"

24 03 2020

Dylan Dog n°77, febbraio 1993.

Da un post di “The Secret Sun” di aprile 2018: […] Ma il fatto è che “Five Ten Fiftyfold” dei Cocteau Twins cantata da Elisabeth Fraser, è in effetti la canzone più terrificante mai registrata. Anche solo una rapida occhiata al testo lo indica:

Wheezing and Sneezing
Tenfold it blew apart
It halved it in half
And went gushing gust wind

Respiro sibilante e starnuti
Dieci volte è esploso
Lo ha dimezzato a metà
E cominciò a soffiare forte vento

Tiziano Sclavi, papà di Dylan Dog, fa un video in cui dice di restare a casa per evitare di contrarre-diffondere il virus.

Come promesso, ecco la mia personale versione di un post di “The secret sun” apparso nel settembre 2019, in cui il gestore del blog Christopher Knowles fa il resoconto di uno spettacolo dei Massive Attack assieme alla ex cantante dei Cocteau Twins Elisabeth Fraser, che Knowles da anni e anni mostra di considerarla una “Sibilla”, una figura oracolare dalle capacità profetiche. Oltretutto, Knowles ritiene di non essere il solo a essersi reso conto di ciò ma anche potenti figure influenti nell’ombra e lo spettacolo presentato nel settembre scorso potrebbe apparire come una “presentazione ufficiale”.

Bene, il giorno è finalmente giunto e sono andato a sentire le profezie della Sibilla al tempio solare nel più grande tempio mitraico all’aperto nella “Nuova Roma”.
 
O è la “Nuova Bisanzio” ed è invece Londra la “Nuova Roma”? O è Londra la “Nuova Babilonia” e New York la “Nuova Roma”? Mah.
 
Comunque sia, non sono rimasto deluso. Anzi, ho ricevuto molto più di quello che ho speso.
Il palco e la platea sono dentro un sole gigante.
Manifesto comparso a Genova a partire da settembre-ottobre 2019.
Ho preso il mio biglietto all’ultimo minuto.  La verità è che Mezzanine non è mai stato uno dei miei album favoriti dei Massive Attack, e non sono mai stato certo se gli incantesimi della Sibilla inerenti a quell’album dovrebbero essere considerati canonici (Mi considero uno di quei canonici, ortodossi, irritanti tipi i quali credono che l’età delle profezie uniche della Sibilla si concluse nell’anno 1996.)

Inoltre, temevo che la Sibilla, avendo ora oltre vent’anni di più, avrebbe magari avuto maggiori problemi alle corde vocali aggravati dalla paura del palcoscenico e la sua voce nell’album era già un’ottava al di sopra della sua gamma naturale. Perdipiù, i prezzi dei biglietti erano ridicoli finché i bagarini hanno cominciato ad alzarli man mano che si ci avvicinava allo show.

Oltretutto, non hanno fatto “Silent Spring” il vero capolavoro della Sibilla assieme ai Massive.
 
Tuttavia, gli eventi del giorno hanno complottato nel forzarmi di cercare misericordia e guida dalla “Our Lady”, la “Nostra Signora”, e sono stato molto lieto di averlo fatto.

PRIMA DI TUTTO

Ero nei posti molto indietro, di mezzo — in “Mezzanine”, ironicamente– e potevo vedere e sentire tutto perfettamente.
 
Inoltre, per questo spettacolo, non c’è nulla sul palco da guardare se non un gruppo di musicisti in piedi nel buio. L’azione era in uno spettacolo di luci coi collage video di Adam Curtis. Meno male che m’è parso non ci fossero epilettici nel pubblico.
 
Avevo visto diversi video on-line ma non si avvicinano all’esperienza che si ha “dal vivo”. Le luci erano molto, molto accese, la musica era molto, molto forte e i video erano bizzarramente tridimensionali, come ologrammi. Se ci fosse qualche verità sui metodi visti in The Parallax View, ognuno nella folla avrebbe potuto essere un candidato manciuriano.
 
Devo dire che con i video, quegli accordi e tutto il resto, lo spettacolo mi ha ricordato molto di più un concerto dei Clash di qualsiasi cosa mi aspettassi i Massive Attack mettessero su.
 
E’ stato molto divertente sentire i Massive fare una cover di una delle mie canzoni dei Bauhaus preferite come “Bela Lugosi’s Dead.”
 
Mi hanno ricordato un sacco anche i Clash, quando Mikey Dread or Ranking Roger hanno agguantato il microfono.
Così come da me detto tante volte, i video di Adam Curtis sono usciti da The Parallax View e Clockwork Orange. Insieme allo spettacolo di luci, l’ho trovato anche somigliante al suo lavoro nel balletto MKULTRA del 2017.
 
Ironicamente, pensando a tutti i messaggi “anti-nostalgia” di Adam Curtis, è invero una forma di nostalgia per un tempo in cui le persone credevano sul serio che poche semplici visualizzazioni di immagini disturbanti– naturalmente accompagnate da testo– erano in grado veramente di fare il lavaggio del cervello alle masse.
 
Sappiamo meglio le cose adesso.
 
Il climax dello spettacolo ha dimostrato la mia folle illusione tesi singolare che quella timida, modesta, schiva e piuttosto androgina casalinga di mezza età suscita in qualche modo l’ interesse per un sacco di potenti e influenti personaggi. Gente che sembra veramente sapere il fatto suo quando si tratta di esoterismo e occulto. 
 
Così come mi è sembrato di intuire molto molto tempo fa, pare esserci una connessione simbolica ripetuta tra questa piccola voce di soprano scozzese e l’Apocalisse, che è così consistente e così presente da essere innegabile.
 
Non chiedetemi il perché.
 
Comunque, dopo un catalogo d’immagini distopiche c’è stato un “crescendo” del “Group Four” (potete vedere una completa performarce della canzone qui. )
 
Robert Del Naja (o Banksy, se preferite) e la Sibilla hanno condiviso le voci, quindi Del Naja ha lasciato il palco alla Sibilla, che silenziosamente s’è lasciata abbagliare dalle luci.

O silenziosamente Lei ha canalizzato, dipende dal vostro punto di vista. 

Poi la band ha suonato a squarciagola un riff particolarmente rumoroso mentre scene di rivolte a Parigi, Mosca e Hong Kong riempivano gli schermi assieme ad altri flash da incubo.
 

Tutto quanto mi ha anche ricordato una strana visione da me avuta di un antico misterioso rituale in una mattina di prima estate del 1986, mentre all’incrocio di James Street con Harter Road ascoltavo “Great Spangled Fritillary.” 

Qualcosa che sembrava uscita dai misteri di Delfi ed Eleusini.

La venerata sacerdotessa poi s’è messa a cantare qualcuno dei suoi oracoli mentre le torce ardevano e gli stendardi svolazzavano.

Naturalmente tutto è iniziato nel 2013, quando lo stesso cast mise in scena il prototipo di questo tour. Amo questo video perché è la sola registrazione degli scorsi 23 anni in cui il cantare della Sibilla si avvicina di più alla sua gamma armonica naturale.
 
Prendete nota dell’immagine finale della performance nel video sopra.
E’ tutto così folle, no? Voglio dire, perché? Perché continuiamo a vedere questo genere di cose? Perché sentiamo la sua voce risuonare nel cielo del rituale “Clarion Call”, a sua volta uno “spin” dello stesso produttore di “Siren Song” in Australia? 
 
Perché questa timida donnetta– sostanzialmente in pensione decenni dopo i suoi gloriosi giorni rock/indie negli Ottanta — affascina così tanto certuni a tal punto da farli spendere un sacco di soldi per mettere in piedi queste accese esibizioni ritualistiche?
 
E’ del tutto pazzesco, e sta andando avanti da due decenni.
I Massive Attack si esibiscono sul palco nel settembre 2019 davanti a video di pozzi di petrolio in fiamme.

Magari per il fatto che grandi eventi esterni sembrano così spesso essere in sincro con eventi significativi della vita di Lei e del suo lavoro. 

Come il super-tifone e i super-branchi di delfini che l’anno scorso hanno annunciato il suo ritorno in pista. O il fatto che l’uragano Dorian abbia colpito nello stesso momento in cui Lei tornava a esibirsi in America dopo sei anni (e a fare un tour per la prima volta in 13 anni.)

O che l’ultimo rituale di “impeachment” contro Trump è iniziato proprio poche ore prima che Lei si esibisse in quel di Washington DC. 

Ormai ne abbiamo viste di cose che ci fanno stare lì fermi a pensare, giusto?

Sto a teorizzare ma posso solo dire che sapevo c’era qualcosa di unico e inconoscibile in lei 36 anni fa, poco dopo i primi secondi del brano “From the Flagstones.”
 
Mi manca molto il senso di abbandono che mi suscitavano quei vecchi dischi dei Cocteau Twins, nonostante non sia mai stato un grande fan del suo alto soprano, ma qualche macro-sincro sicuramente è riuscita a smuovermi delle rotelle nel cervello grazie a quella performance.
 
Vedete, avevo perduto il significato sottostante di “flowers”, “fiori”, fino alla canzone successiva. Sono stato così colpito dagli strazianti filmati di guerra che scorrevano sugli schermi che mi c’è voluto un po’ prima di capire.
 
Dove sono andati a finire tutti i fiori? Bene, lo vedete dalle grafiche alla fine del clip dove esattamente sono finiti i fiori, figurativamente e letteralmente.

Take Time to Smell the Roses Because Losing Your Sense of Smell Could Be One of the First Signs You Have COVID-19?

Prenditi tempo ad annusare le rose perché la perdita del senso dell’olfatto potrebbe essere uno dei primi sintomi del COVID-19.

Ma adesso dovrei spiegare perché ho iniziato a essere fissato con Lei. Vedete, ha salvato la mia vita, piuttosto letteralmente. E, sebbene in modo figurato, mi ha tirato fuori dall’inferno.

O forse anche letteralmente.

 

FARMACI SONICI

Christopher Knowles, infatti, anni fa è stato molto male, a causa di sofferenze fisiche dovute a infiammazioni muscolari (sindrome infiammatoria miofasciale); dal momento che le cure a base di farmaci quali Celebrex e Vioxx non funzionavano (anzi peggioravano la situazione) e l’unico farmaco di una certa utilità, il Prednisone, aveva dei brutti effetti collaterali, l’unica strada da percorrere rimaneva quella dei cocktail di oppiodi, una strada infernale durata molto tempo.

Knowles non riusciva più a fare niente, nemmeno a muoversi e pensare, imbottito di psicoattivi, lidocaina e gel Voltaren.

Grazie alla pericolosa assunzione di più medicine in contemporanea (Oxymorphone, Tapentadol, Klonopin) in qualche modo, fortunatamente, il suo stato infiammatorio non peggiorava anche se i suoi medici gli dicevano che sarebbe stato meglio si ricoverasse in ospedale e che era da pazzi affrontare la malattia da soli contando soltanto sulle proprie forze.

E infatti, se non fosse stato per la voce della “Sibilla”, a dire dello stesso Knowles, egli forse non ne sarebbe uscito, perlomeno in tempi ragionevolmente brevi. Torniamo alle sue parole.

E’ una che toglie i veleni. Non ho ancora capito bene come ci riesca ma c’è qualcosa nelle sue melodie e armonie che funziona sulla chimica del cervello in modi che non abbiamo ancora capito, in modi simili agli oppiodi ma senza costipazioni e la bocca secca. Così ebbe modo di dire Prince: ti fa piombare in uno stato onirico.

Anche se non mi spingo certo a dire che sia davvero una fata elfo aliena capace di mesmerizzare in un incantesimo i suoi ascoltatori, è indubbio che qui abbiamo a che fare con qualcosa di inusuale.

 

PHILIP K. DICK

Tradizionalmente, il test per spiriti e oracoli non era solo la profezia, era anche la capacità di guarire. Questo è un punto molto importante.

Vedete, avevo finalmente tirato fuori tutta la mia roba dall’appartamento di Satana restituendogli la chiave quando morì Chris Cornell.

Non chiedetemi di spiegarvi. Niente di ciò possiede un senso oggettivo. Ogni giorno che passa comincio a chiedermi sempre più spesso se sono solo un personaggio dentro una storia di Philip K. Dick che fa solo finta di essere un essere umano reale. Spero un giorno o l’altro di riuscirmi a spiegarmi meglio.

Come ho detto molte volte, PKD sarebbe stato molto più fissato di me con questa donna. E gli avrebbe ispirato la scrittura di almeno venti libri.

Ad ogni modo, ora come ora, le prove sono abbastanza conclusive da pensare che non c’è più solo un blog come il mio a rendere conto di ciò che sta succedendo. Non posso dire di essere felicissimo che certe persone abbiano usato Lei per le loro imprese, ma è tutta questione di Potere. Un po’ come quando i produttori volevano infilare sempre Tony Bennett e Johnny Clash nei dischi dei loro artisti.

Il talento è economico, ma il carisma è caro. E il vino non va confuso con la bottiglia che lo contiene.

Posso non essere d’accordo con l’ideologia neo-fabiana di Adam Curtis, ma non posso onestamente dire che lui non pensi davvero di star facendo la cosa giusta.

Non sono d’accordo con le filosofie che molte persone potrebbero sostenere e posso credere che quelle filosofie portino quasi inevitabilmente a un disastro, ma sono poche le persone che si organizzano e agiscono con intenzioni maliziose.

Al contrario, penso che i maggiori crimini storici vengano spesso commessi da persone convinte di stare agendo “per il bene dell’umanità.”

Probabilmente le cinque parole più pericolose del mondo.





Una nuova previsione per il Ventunesimo secolo

22 03 2020





La guerra non è iniziata, è finita

20 03 2020

4161A7CD-639A-475A-9002-8686F5A10A85non penso che questo nuovo superevento creerà dei precedenti. Il 9/11 è stato un evento estremo la quale magnitudo non si è mai ripetuta, tutti gli altri attacchi, persino quello di Parigi, sono stati eventi di moderata intensità ben lontani dalla “sensazione globale” del 2001. Diciamo che teoricamente questo è stato un progredire al contrario, ci sono stati “piccoli moderati Covid” negli scorsi anni che non hanno mai fatto scalpore, e da questi si è arrivati al superevento. Tante scosse di assestamento hanno dato origine al sisma principale. Quindi la tensione si allenterà. Ricordiamoci che più un evento è estremo, meno potenzialita’ ha di ripetersi. C’è stato solo un (duo) Hiroshima – Nagasaki nella storia, e si potrebbero fare altri esempi. Lo stesso esempio si potrebbe fare con Nizza, ci sono stati altri eventi di simile stampo, ma di intensita’ molto minore, molto meno sentiti del 2016. Certo, se si pensa a Guernica, si può pensare che sia una eccezione che conferma la regola, perché poi comunque grandi bombardamenti di quel tipo non si sono piu’ verificati post ww2. Se uno guarda ai cicli storici potrebbe anche preoccuparsi un po’ anche considerato allaccio 1933 – 2020, ma anche questi cicli devono comunque confrontarsi con la fame di cambiamenti del flusso della timewave, e ricordiamoci comunque che questo 2020 è allacciato anche al 1968, oltre che al 1988 (quindi prossimo al 1989) quindi c’è speranza di vedere qualche regime che cade e si scioglie come neve al sole. Penso anche alla analogia (e al ciclo di allaccio con il 2020) della guerra mondiale che finisce con il botto. Ecco, il nuovo evento atomico è questo, il colpo finale di una guerra mondiale numero 3 arrivata alla fine. Il climax prima dell’ imminente scioglimento della tensione. Confido in questo. Noi abbiamo più prospettive degli altri, ne sappiamo una più di loro.
Pensate infatti che 6 anni fa debuttava L’ Isis a riaccendere lo zeitgeist degli attacchi terroristici, ma la guerra era finita da un pezzo, da marzo 2019 quando hanno “sconfitto” Isis fino al 27 ottobre quando hanno fatto fuori il califfo.
Si allaccia quindi al ciclo storico 1939-1945.
Certo, dopo c’è stata la guerra fredda, ma guarda caso nessun (altro) attacco nucleare sulle città e contro le nazioni.
Solo la “paura” di qualcosa che non potranno più permettersi.
E se tanto mi dà tanto, da questo nuovo 1945 che è il 2020 verranno fuori tante di quelle cose scandalose che mi sa che il regime lo ha fatto fuori dal vaso stavolta.
I nodi verranno al pettine.
A questo punto mi viene da fare la analogia con gli altri “anni caldi” del terrorismo, 2001-2005 e paragonarli alla prima guerra mondiale 1914-18.
questa analogia con la guerra fredda e la tensione nucleare inquieta un pochino, ma se la Storia si ripete, allora non ripeteranno mai più lo scalpore del 2020, ci ricorderanno solo che potrà accadere, ci faranno fare esercitazioni, sarà come ricordarci lo olocausto senza mai ripeterlo, oppure farci credere che un nuovo 9/11 sia possibile senza mai metterlo in atto veramente. Fino a quando (come il potenziale attacco nucleare delle ricerche del blog) non accadrà di nuovo solo quando sarà anacronistico. Noi comunque sappiamo che nel futuro qualunque processo storico che prima prendeva spazi di decenni verrà compresso e incapsulato in breve tempo, molto più rapido dei precedenti tempi storici. Non avremo una guerra fredda di decenni, solo piccoli allacci nei punti cruciali, riverberi, tentativi, come la faccenda dei missili di Cuba, chd che ci faranno sudare freddo per poi spegnersi come accendini scarichi. Vedrete.





Nuove prospettive sulla timewave zero – Rivoluzione evento Covid – 19

19 03 2020





Il mio romanzo in costruzione Psychosis era precognitivo?

8 03 2020

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https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/03/02/inaugurazione-della-domenica-della-lettura-un-nuovo-progetto-del-blog-psychosis-cap-1-e-2/

Questa era la trama di un romanzo ambientato in una versione romanzata della mia città, attualmente nella zona rossa di quarantena, nel 2018:

”Un ragazzo appassionato di motociclette e figlio di un inventore, un baskettista con l’ emofilia, un intellettuale sfuggente, un mingherlino perseguitato dai bulli, una tenace ragazza di campagna, una ragazza povera e un bullo convertito. Questi i protagonisti di una storia incentrata sul confronto con un serial killer che ha gettato nel caos la città di Ferrofiume. Alternandoci fra due epoche diverse, il 1993 e il 2018 assisteremo al ritorno in città dei sette ragazzi diventati adulti, per indagare su una nuova ondata di violenza , nelle sembianze di un fotografo e libraio smemorato, un campione sportivo stagionato, un plurilaureato in cerca di stimoli, uno stimato professore, una madre single, un’ ex infermiera disoccupata e un alcolista traumatizzato. Oscuri segreti vengono rivelati, mentre persone apparentemente tranquille si trasformano all’ improvviso in assassini scatenati. Sette avversari e un padre megalomane prendono di mira i protagonisti, gli Emarginati, mentre un ragazzo dalle doti sovrannaturali supporta i protagonisti e li spinge a diventare una cosa sola.”


Nel capitolo 2 scrivevo:

“Marzo, tempo di fiere a Ferrofiume : Piazza Giostre diventa un Luna Park, e Piazza Fiere in zona La Tartufara ospita bancarelle e cibo a volontà. Molta gente viene attirata dagli svaghi, dopo un lungo e sonnolento inverno. Quel febbraio era stato però particolare: la paura cresceva, fra gli abitanti e i genitori del posto …”; nella mia citta’ questo doveva essere il primo weekend con le giostre, che sono state annullate.

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e ancora:

“Gli scorsi due mesi erano stati tremendi. La polizia aveva organizzato coprifuoco. Gente di tutte le età veniva trovata in condizioni spaventose.” / “A Stefano piaceva camminare a lungo. Dentro di sè doveva lottare con i draghi della paura per percorrere strade così silenziose che poteva udire con chiarezza il rumore prodotto dalle sue scarpe.” / “Il killer cambiava orario a ogni singolo attacco. Ormai era chiaro che il coprifuoco aveva sempre meno senso, perchè c’ era stata una vittima per ogni ora del giorno e della notte. I giovani uscivano solo in compagnie di almeno otto persone, che passavano sotto casa degli amici ad aspettarli. I ragazzini non potevano più vivere l’ esperienza del primo giro in centro con gli amichetti. Molti incontri si svolgevano comunque in luoghi pubblici o al chiuso. Ormai era diffuso il motto hashtag #giorniliberidalkiller perchè la gente aveva capito che uccideva solo un giorno a settimana, a rotazione. Nei giorni liberi dalla violenza la città sembrava più vitale e vivace. Nel giorno bollino nero tutti si chiudevano a riccio e non vedevano l’ ora di chiudersi in casa. Alcuni negozi avevano incominciato a chiudere. Il killer dominava i pensieri privati delle persone. Di notte la polizia in assetto da militare presidiava i quartieri per cercare di beccarlo appena prima di compiere un delitto.” / “Il killer del passato uccideva molti più giovani, quello nuovo invece li assaliva di rado, concentrandosi invece sulle persone fra i venticinque e i quarantacinque anni.”

Interessante anche questo accenno ad una “maratona disastrosa” …!

“La tragedia che portava il marchio di questa località avvenne il quattro giugno dell’ ottantasei, durante un giorno di festa dedicato allo sport: la maratona di Ferrofiume, che negli anni successivi sarebbe stata spostata dai primi di giugno alla terza settimana di maggio. Fu allora che la zona industriale venne rasa al suolo da un incidente industriale in quell’ ammasso di macerie che avrebbe ricevuto il soprannome di Ground Zero. Una nube tossica si espanse per tutta la città, proprio nel bel mezzo dello svolgimento della corsa attraverso le strade della maggior parte dei quartieri. Alla maratona partecipava il novantacinque per cento dei giovani abitanti, bambini, adolescenti, ragazzi, e anche adulti e qualche attempato che riusciva ancora ad essere dinamico. I più svogliati e alcuni genitori seguivano la marcia in bicicletta o si fermavano ad aspettare in determinati punti della città. L’ enorme folla mischiata alla polvere letale che nevicò sulla città risparmiando solo pochi quartieri provocò una catastrofe totale. Centinaia morirono nelle prime settimane e mesi. Migliaia nell’ anno successivo. ” / “Come poteva essere accaduto era un mistero. Ma i social network ribollivano di rabbia, disperazione ed esasperazione. Il killer aveva cambiato dinamica. Quello non era un giorno ad alto rischio. All’ improvviso era tutto vero. Era ricominciata in modo ufficiale. “ 

Parlavo anche di un inventore bislacco che distribuiva medicinali speciali sottobanco:

“Ci sto lavorando! Sto cercando di assopire, attraverso una sostanza inedita, quella parte del cervello che lo fa entrare in uno stato psicotico …ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma un giorno lo farò smettere del tutto. E’ così che ho iniziato a fornire un servizio agli abitanti di questa città! Le mie pillole si occupano degli umori, dei sentimenti, tutto viene bilanciato, stimolano il benessere e la felicità, e migliorano la vita quotidiana della gente!” / “Le famiglie si stanno dividendo, le notti si stanno facendo chiassose, mi sento circondato da mine vaganti, piccoli mondi privati dove si sta accumulando la tensione e si stanno caricando tempeste di energia. Proprio lì dove tutto sembra andare a gonfie vele, lì dove tutto sembrava ordinato, sereno, ora ci albergano i demoni.” / “I cittadini stanno reagendo con rabbia, disperazione, esasperazione, e quant’ altro. Hanno tutti paura di essere la prossima vittima. ” / “Sul gruppo online degli abitanti di Ferrofiume c’è molto subbuglio e concitazione. Stanno chiedendo a gran voce le dimissioni del capo delle forze dell’ ordine, e non solamente le sue. Anche il sindaco è bersagliato dalle lamentele. Si è verificato anche un arresto, ma è evidente che la persona è innocente. / “Persino gli eremiti che non socializzano mai con nessuno sono stati coinvolti da tutto questo pasticcio. / “La gente non potrà tollerare altre morti. Stanno diventando tutti sospettosi l’ uno dell’ altro. Sono tutti alla ricerca del colpevole, cercando di capire chi finge di essere qualcuno che non è. Però ci sono anche altre persone che non sembrano essere toccate da quanto sta succedendo. Queste persone sembrano completamente concentrate su loro stessi, sembra quasi che non siano a contatto con la realtà. Riesco a percepire tutto ciò, quando faccio le mie passeggiate, che ormai sono diventate ronde alla ricerca di qualcosa di imprevisto. C’è il coprifuoco, come ai nostri tempi, ricordate?” / “Fioccano i reclami, le lettere al comune, la gente chiede una soluzione, aspetta una svolta nelle indagini. In molti si sono spostati nelle case di campagna, o passano molto più tempo andando a trovare gli amici e i parenti stretti delle città più vicine. E poi ci sono certe persone, per le quali sembra che non sia mai successo nulla, quelli che non sembrano essere al corrente della situazione critica che stiamo vivendo.” / “Pensavamo di esserci lasciati tutto quanto alle spalle. E adesso si ripropone di nuovo questa storia, anche se il modo in cui ci sta coinvolgendo, la percezione che ne abbiamo, è del tutto diversa, più matura di venticinque anni fa” …

P.S. il nome del killer era “CerCOVIci”! COVID! 





Mangiare un passato scomparso

1 03 2020

Confesso di subire il fascino degli spot pubblicitari delle merendine e snack degli anni ’80-’90 oggi non più in produzione.

Anche perché, durante la mia infanzia in quegli anni quelle merendine le avevo mangiate!

Nonostante, oggi come oggi, se ne producano ancora eccome (e forse più di prima), hanno perduto del tutto la carica mitologica che possedevano in quegli spot pubblicitari di trenta-quarant’anni fa.

Il loro mito è dato dal ritmo collettivo diverso e più ottimista dei tempi che li produssero e che, dalla distanza attuale, dei ritmi di oggi, appare come un paradiso che abbiamo perduto, anche se quell’ottimismo era dato anche da ingenuità e illusioni.

Il fatto che di quelle merendine attualmente si sia interrotta la produzione, intensifica la sensazione di perdita di una cornucopia della fortuna, di divinità dell’abbondanza e prosperità che ci hanno abbandonato, ritirandosi in dei posti per noi ora irraggiungibili.

E poco importa che quei dolci di pandispagna, cioccolato e creme, che quei biscotti e patatine al formaggio fossero buonissimi in confronto a quelli di oggi anche perché dentro avevano ingredienti grassi attualmente posti sotto divieto di utilizzo per produrre alimenti industriali.

Con i suoi profumi e i suoi gusti, non ho mai trovato nulla di più attraente del CIBO DEL PASSATO.

D’accordo, opere d’arte, tecnologie, avvenimenti bellici, documenti scritti, statue, film, abiti…ma se c’è una cosa che ci risulta davvero concreta è il cibo…e quello del passato, di trenta, settanta, cento anni fa: l’abbiamo irrimediabilmente perduto, con tutti i profumi e i sapori che c’erano allora e che oggi per via del passare dei tempi, non ci sono più.

Infatti, un certo numero di spot pubblicitari di allora intendeva sollecitare e solleticare lo spettatore proprio ventilandogli la possibilità che i biscotti dolci proposti dalla pubblicità tv fossero “proprio come quelli di un tempo”, soprattutto allora! Anche se erano una novità.

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Oggi rimpiangiamo il fatto che gli “iogoroll” siano stati sostituiti dai “flauti” (meno compatti e non più disponibili farciti crema di yogurt e frutta) che il “tegolino” di allora era assai più grande, quadrato e burroso, che non fanno più “campanelle”, “soldini” e “fieste” alla mandorla…ma all’epoca c’erano questi spot che presentavano i “dolcetti delle feste” come riproposizione di tradizioni antiche mai esistite nella realtà ma solo in uno spot in cui veniva mostrata della gente di “altri tempi”, vestita fuori moda vagamente XIX secolo nelle campagne, tutto in stile flou e sognante, in questo “dì di festa”, avrebbe detto Leopardi. E i nomi dei “dolcetti” che mangiavano in quell’occasione erano in linea con tutta la narrazione “c’era una volta”, quando i mulini erano bianchi, avendo nomi di cose che non erano più di moda: “baiocchi”, “nocchie”, “gemme”.

Così come anche “l’antica gelateria del corso”, che io mi ricordo pensavo, con quel suo logo Belle epoque fosse una VERA tradizione di un negozio di gelati da una fine XIX secolo-inizio XX  in realtà mai esistito, se non nella fantasia professionistica di un team di pubblicitari del nord Italia.

Ricordo, dunque, inoltre, che un po’ di anni fa, una volta passata infanzia e adolescenza (parlo del primo lustro degli anni 2000) ero attratto da questi prodotti la cui intenzione era proprio quella di proseguire una vera tradizione presente fin da tanti anni prima; mi ricordo, per esempio, la marca “spumador” di Como o giù di lì. Sapevo già da qualche tempo della sua esistenza poiché in certi bar, quando chiedevo la spuma al banco, mi servivano delle aranciate, dei ginger o delle sanguinelle proprio di quella marca…ma fu una sorpresa quando scoprì che la “spumador” quella originale, modello n°1 diciamo, risalente all’anno 1938 in Italia era ancora in produzione, con la stessa ricetta di allora e persino con lo stesso stile retrò di etichettamento.

Un po’ di anni fa feci un sogno in cui mi succedeva di riuscire a mangiare prodotti alimentari, più o meno di produzione industriale, dell’Italia degli anni Trenta del secolo scorso, riuscivo chissà come mangiare cibi confezionati prodotti nel 1936-1939 o giù di lì.

Naturalmente sarebbe stata un’emozione per me dal momento che magari avrei avuto a che fare con caratteristiche del cibo ormai non più presenti attualmente, le quali mi avrebbero stupito.

Comunque, il mangiare cibo della seconda metà anni Trenta mi sembrava proprio come qualcosa che poteva succedermi soltanto in sogno dal momento che la vedevo come una cosa decisamente improbabile reperire prodotti alimentari di quegli anni senza poter disporre di una macchina del tempo.

Finchè non mi sono imbattuto recentemente in un certo Steve di http://www.mremarketplace.com/ , il quale è nel commercio delle razioni militari vendute ai civili. Nei suoi video presenta sue recensioni delle cosiddette “razioni K” ovvero un pasto giornaliero completo destinato ai militari che si trovano in missione composto da tre scatole colazione, pranzo e cena. Ogni esercito di ogni paese ha le “razioni K”, Italia compresa. Questo Steve, mentre consuma il pasto giornaliero contenuto nelle tre scatole, lo recensisce.

Oltre che recensire razioni militari dei nostri giorni, Steve si è cimentato a consumare razioni militari del passato, da lui reperite. Assieme a pacchetti di sigarette, caramelle e chewingum, se le confezioni ermetiche sono riuscite a conservarsi in buono stato, dentro le lattine e i sacchetti si possono trovare polveri di caffè e di latte instantaneo, burro di arachidi e biscotti i quali in qualche caso sono ancora perfettamente commestibili, cinquanta, sessanta, anche ottant’anni dopo essere stati prodotti in un mondo che oggi non c’è più.

Quel mio sogno si può allora avverare…





237: la minacciosa memoria crepuscolare del futuro

26 02 2020

 

E se il “237” segnalasse un messaggio molto specifico?

Cassandra predice il futuro e nessuno le crede. Il lavoro dei registi si svolge nel corso di quel fiume chiamato futuro, li vediamo immergersi in quella via acquatica spazio-temporale paradossalmente senza alcun riguardo allo stesso scorrere lineare del tempo causa effetto dal passato al futuro. Cassandra rivela appunto il futuro. E il numero 217 è un indizio per arrivare al 237.

 
Voglio invitarvi in un flusso di coscienza pieno di sincro, pensieri random, e alcune idee che potrebbero avere un qualche impatto sulla comprensione cripto-kubrickologica del numero 237.
 
Tutto è per me iniziato mentre guardavo la notte degli Oscar. A un certo punto c’è stato l’annuncio di Brad Pitt come vincitore della statuetta quale miglior attore non protagonista per il personaggio di “Cliff Booth” in C’era una volta a Hollywood (2019) ~ (da qui in poi CUVAH).
 
Quentin Taratino gioca col tempo, la storia, l’immaginazione. E Brad Pitt ~ in camicia hawaiana ~ ci offre una forte interpretazione. Amo quel film, l’ho visto quattro volte da quando è uscito e sono sicuro che lo vedrò ancora.
 
La camicia hawaiana indossata da Pitt è un TROPO comparso in molti film. 
 
Ho cominciato a meditare su Pitt, i suoi ruoli, e la sua camicia hawaiana. il viaggio nel tempo e la predizione del futuro ~ una sensazione che mi accompagnato attraverso tutto CUVAH ~ ancor prima di aver visto l’interpretazione di Pitt. Una sensazione alla Cassandra, a livello “di pancia”. 
 

Cassandra fu una donna della mitologia greca che non stava simpatica a nessuno perché faceva profezie vere ma che non venivano credute. Oggi il suo nome è impiegato come artificio retorico per indicare qualcuno le cui accurate profezie cadono nel vuoto. Brad Pitt, la camicia hawaiana, Cassandra, e le profezie. Tutto questo per me stava scorrendo assieme.

Loren Coleman in camicia hawaiana.

Il “complesso di Cassandra” disegna il profilo di qualcuno che pensa di poter prevedere il futuro senza sentirsi in grado di cambiarlo. Uno dei più specifici ed eloquenti esempi di questo complesso si trova nel film “L’esercito delle dodici scimmie”, interpretato da Brad Pitt, Bruce Willis, Madeleine Stowe, Christopher Plummer e David Morse.

 
“L’esercito delle dodici scimmie” è un film americano del 1995 di genere fantascientifico noir-thriller diretto dall’ex componente del gruppo comico inglese Monthy Python Terry Gilliam, inspirato dal cortometraggio di Chris Marker del 1962 intitolato La Jetée.
 
Il “complesso di Cassandra” è l’espressione data al fenomeno caratterizzato da quelle persone che prevedono brutte notizie e danno avvertimenti per il futuro ma vengono ignorate e anche respinte. L’espressione entrò nel lessico nel 1949 ai tempi in cui nel dibattito filosofico francese si discutevano le potenzialità di predire eventi futuri.

Il critico cinematografico Roger Ebert trovò la descrizione del futuro di “L’esercito delle dodici scimmie” simile a quella di Blade Runner (1982; anche questo scritto da David Peoples) e di Brazil (1985; anche questo diretto da Terry Gilliam). “Il film è una celebrazione della follia e del destino, con un eroe che prova a uscire dal caos della sua condizione, ma non ci riesce” scrive Ebert. “Il film è freddo, oscuro, umido e anche la storia d’amore tra [Bruce] Willis e [Madeline] Stowe è disperata piuttosto che gioiosa.”

Potete ricordare la camicia hawaiana anche in “L’esercito delle 12 scimmie”. Non è indossata da Brad Pitt, ma dal protagonista del film: Bruce Willis.

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27esercito_delle_12_scimmie

L’uso del viaggio nel tempo in “L’esercito delle 12 scimmie” serve per illustrare il “complesso di Cassandra”, e la trama sfrutta appieno questa opportunità. James Cole, giungendo dal futuro, ha ben coscienza della catastrofe imminente e capisce inoltre che il risultato non può essere evitato. Nella sua realtà, il virus ha già spazzato via la maggior parte dell’umanità—è un fait accompli, un “fatto compiuto”. La sua ovvia diagnosi per lui nel 1996 è il “complesso di Cassandra”, e per questo viene curato dalla dottoressa Railly che è una dei più importanti esperti in materia. Le sue credenziali in quest’area vengono ben mostrate nel film durante la firma di un libro, mentre tiene una lezione dedicata all’argomento. Ironicamente, più tardi nel corso del film quando finalmente comincia a credere che James non è folle, [non ha il “complesso di Cassandra”] lei stessa a quel punto diviene l’esempio prototipo del “complesso di Cassandra”; sa che quasi tutti moriranno, ma non c’è niente che può fare per impedirlo.

Terry Gilliam, riferendosi a “L’esercito delle 12 scimmie”, ha affermato che “solo un film è stato capace di interpretare una memoria impossibile, una memoria folle:  Vertigo di Alfred Hitchcook.
 
 

Ne “L’esercito delle 12 scimmie”, i personaggi di Bruce Willis (James Cole) e della Stowe (dottoressa Kathryn Railly) guardano proprio Vertigo mentre si stanno trovando in fuga.
 
“Penso che noi due abbiamo già visto prima questo fim,” lui le dice mentre sta diventando evidente che vivono in un mondo che è un eco letterale della narrativa di Boileau-Narcejac adattata da Hitchcook per Vertigo. A questo punto, i due si stanno finalmente avvicinando all’aeroporto dei sogni [profetici] di Cole fin dall’infanzia. Kathryn ha indossato una parrucca bionda come travestimento, mostrando a Cole la sua propria eco della trasformazione finale di Judy Barton in Madeleine Elster [in Vertigo appunto]. Kathryn usa anche il nome Judy come soprannome una volta in aeroporto. Fonte.
L’avevo notata in un video appena visto sulla questione dell’uso pre-Shining del numero 237, ed eccola di nuovo: una camicia hawaiana.
 
Il film in evidenza è “Veloci di mestiere”, Fast Company, un film canadese d’azione diretto da David Cronenberg,  l’unico suo film NON HORROR.
 
In una scena messa sotto esame cripto-kubrickologico da Alex Fulton e Shawn Montgomery, l’attore canadese George Buza, nel ruolo di “Meatball,” dice “the Sandman Inn Room 237” mentre sta indossando una camicia hawaiana.
Si tratta di un film uscito l’anno prima dello Shining di Kubrick (1980) in cui c’è la famigerata scena riguardante proprio la “room 237”. E’ significativo, penso, che la stessa “Room 237” sia legata a “Sandman”, “uomo di sabbia”.
 
La favola di Hans Christian Andersen Ole Lukøje del 1841 presenta un “Sandman”, chiamato Ole Lukøje, il quale per una settimana regala dei sogni a un bambino spruzzandogli gli occhi con della polvere magica. “Ole” è un comune nome danese e “Lukøje” significa “occhi chiusi”.

“Mr. Sandman” è una canzone popolare scritta da Pat Ballard pubblicata nel 1954 e registrata nel maggio di quell’anno da “Vaughn Monroe & His Orchestra” più tardi nello stesso anno da “The Chordettes and The Four Aces”, “i quattro assi”. Il film Back to the Future II , “Ritorno al futuro II” (1989) viene adoperata la versione “The Four Aces” di “Mr. Sandman” in almeno due occasioni.
 
Curiosamente, il film di Kubrick del 1999, Eyes Wide Shut, in sostanza, è una variazione dell’uso del nome “Sandman.” Il testo della canzone fa la richiesta a “Mr. Sandman” di “portarmi un sogno” –dunque la tradizionale associazione con la folcroristica figura di “the Sandman”. 
 
E se anche Cronenberg, e non solo Kubrick, fosse la chiave del “237”?

Accanto a “Veloci di mestiere” (1979) e il suo “Sandman Inn Room 237,” David Cronenberg presenta il “237” in Scanners (1982), un horror fantascientifico canadese, incentrato su un gruppo di persone dai devastanti poteri telecinetici e telepatici.
“Quell’estate del ’42”, film che Danny di “Shining” guarda alla tv interpretato da Jennifer O’Neill che compare anche in “Scanners”. 3570 giorni di intervallo tra l’uscita del primo e del secondo film. Cioè 2037 + 1533 giorni. Ci sono 1533 versetti nel libro della Genesi.
Danny guarda con la mamma Wendy “Quell’estate del ’42” in tv, film uscito il 9 aprile 1971: tra la sua uscita e quella di “Shining” (23 maggio 1980) trascorrono 3333 giorni.

[La mattina del 3 ottobre 1979, la Claudia Jennings di “Veloci di mestiere” si addormentò al volante della sua VW decapottabile mentre andava verso Malibù facendo un frontale con un furgone sul Topanga Canyon Boulevard. Morì pochi minuti dopo a causa di gravissime ferite.]
 
“Ci sono 4 miliardi di persone sulla Terra. 237 sono ‘scanners’. Essi hanno il più terrificante potere mai creato…e stanno vincendo,” si legge sulla locandina di Scanners.”

C’è qualcosa di molto predittivo nell’opera di David Cronenberg.

Questo tratto di Cronenberg è riflesso nella sua stessa vita personale.
 
Fui abbastanza scioccato quando seppi il nome che diede alla figlia nel 1972: Cassandra. E anche la scoperta che nacque il 17 febbraio fu curiosa . Nello stile del calendario americano, la data sarebbe scritta come 2/17. Fu il numero “217”  che sulle prime venne deciso da Stephen King per la stanza dell’ Overlook Hotel nel suo romanzo The Shining. Nel film del 1980, la stanza 217 di King divenne la famigerata “room 237” di Kubrick.

E Cronenberg ha condiviso col pubblico l’inquietante ricordo crepuscolare del suo futuro. Perché nel 1979 in “Veloci di mestiere” e nel 1981 in Scanners, David Cronenberg predisse una data significativa ~ per il calendario non americano ~ 237

 
Ovvero il 23 luglio 1982 ~ 23/7/82.

Nell’articolo seguente

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/09/11/impressioni-e-immaginazioni-sul-crollo-del-ponte-morandi-il-14-agosto-2018/

a un certo punto viene citato un film intitolato “CASSANDRA crossing”.

Proprio come i passeggeri del film Cassandra crossing, diversi conducenti di mezzi automobilistici, sono riusciti a fermarsi in tempo un secondo prima di crollare assieme al ponte o andare verso il vuoto e, recentemente, il divulgatore e contro-informatore Rocco Bruno ha utilizzato la metafora del ponte Cassandra crossing per dire come, passeggeri di un tipo di civiltà profondamente in crisi, dobbiamo “saltare giù” prima di crollare assieme a questa stessa civiltà.

L’evento che sembra avere inviato un terremoto spazio-temporale, un “crono-sisma”, attraverso il mondo dei realizzatori di film, di cui registi, produttori, scrittori, e altri “percepiscono” “avere senso,” e “predicono” attraverso l’uso del “237,” è il DISASTRO del film di “La zona del crepuscolo” cioè “Twilight zone, the movie”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_sul_set_di_Twilight_Zone

In modo conciso, in un lungo post sul suo blog Gary W. Wright, dice qualcosa di simile quando scrive:  ” ‘237 uomini e donne con poteri conosciuti e sconosciuti’ ” vengono citati all’inizio del film [Scanners], cosa che evoca la data del 23/07/82 di quel disastro dell’opera filmica di Cronenberg chiamato “The twilight zone, the movie”.
 
Wright sottolinea anche che Cronenberg ha la sua crepuscolare e personale “memoria dei crimini del futuro” che appare nel suo film “Il demone sotto la pelle”,  Shivers [del 1975]. La targa della macchina sportiva rossa che trasporta la gente infetta fuori dal parcheggio sotterraneo per diffondere con successo una malattia alla fine del film era 732E790, numero di targa che stranamente anticipa in modo esatto la data 07/23/82 del disastro di The twilight zone.”
 
A proposito di “Veloci di mestiere”, Wright scrive, sulla predizione cronenbergeriana del disastro di Twilight Zone che la quella sua crepuscolare “premonizione fu ribadita minacciosamente dall’elicottero nel film che a un certo punto si mette a volare sempre più lentamente per poi precipitare.”
 
Wright vede la complessa “Zone War,” come la definisce lui, tra Cronenberg e varie altre fazioni nella lotta tra Hollywood e la scena “indie” svolgersi proprio a causa dello scioccante incidente nel film Twilight Zone: The Movie. Così scrive:
 
“Da parte sua, Kubrick avvertì implicitamente Cronenberg che la sua passione per i film allegorici in chiave horror avrebbe distrutto la sua abilità artistica e creativa and creativity tanto quanto il custode dell’infestato e tormentato Overlook Hotel ha distrutto lo scrittore in difficoltà John Daniel ‘Jack’ Torrance, nome che evoca “Jack the Ripper” in “L’uomo venuto dall’impossibile”, Time After Time, [di Nicholas Meyer del 1979] e interpretato da Jack Nicholson nel celebre film allegorico Shining (1980).
In effetti, i movimenti della macchina da presa nel film, la strana colonna sonora che evoca quella di Crimes of the Future e allusioni ad “Arancia meccanica”, Crimes of the Future, “Veloci di mestiere”, “Il demone sotto la pelle” e Stereo affermano l’implicito intento del film di Cronenberg. Curiosamente, la “Sandman Inn room 237” citata in “Veloci di mestiere” riapparsa come “room 237” dell’ “Overlook hotel” in Shining non solo si ribadisce l’implicito intento verso Cronenberg ma c’ è un altro inquietante ricordo del futuro disastro di “La zona del crepuscolo – il film”, dal momento che il numero originale della stanza nel libro di Stephen King del 1977 Shining era “217”. 
Questi inquietanti “ricordi del futuro” hanno continuato a perseguitare l’arte filmica di Cronenberg una volta che ha collaborato ancora David, Heroux, Irwin, Sanders, Shore, Solnicki, Spier, Lynne Gorman – che ha interpretato la signora Grant nella serie Nobody Waved Goodbye, di Don Owen, e Reiner Schwarz – che ha interpretato il Doctor Birkin in “La covata malefica” – e confutava la preoccupazione implicita di Kubrick espressa in  Shining che si stava distruggendo continuando a realizzare horror allegorici, abbandonando il genere con quello che è forse ancora il suo film più sconcertante, controverso, idiosincratico, originale, memorabile, cioè Videodrome (1982).”
 
I dettagli specifici della decapitazione di Vic Morrow e la morte dei due bambini vietnamiti nel disastro di Twilight Zone, almeno nelle cronache convenzionali, danno suggerimenti sul duro stile di regia di John Landis, e sulla rottura della sua amicizia con Steven Spielberg a causa dell’incidente.
 
Dunque il fenomeno del “237 di Kubrick” potrebbe essere stata la predizione nascosta di un evento allora futuro che si sarebbe concretizzato   nel disastro del 23/7 (1982)?
 
Durante le riprese dell’episodio “Time Out” di [Twilight Zone: The Movie] diretto da [John] Landis il 23 luglio 1982, intorno alle due e mezza di notte, l’attore Vic Morrow e l’attore bambino Myca Dinh Le (di sette anni) e Renee Shin-Yi Chen (Chén Xīnyí, di sei anni) morirono in un incidente di elicottero sul set. I due attori bambini furono assunti violando la legge californiana, che proibisce agli attori piccoli di lavorare la notte o nelle vicinanze di esplosioni, e richiede la presenza di un insegnante o tutor. Durante il successivo processo, l’illegalità dell’ingaggio dei due bambini fu ammessa dalla difesa, con Landis che ammise la sua colpevolezza (ma non per l’incidente), e ammise che il loro ingaggio fu  “sbagliato”. 
Il produttore e co-regista Steven Spielberg fu così disgustato da come Landis maneggiò la situazione, da troncare l’amicizia con lui invocando pubblicamente la fine della New Hollywood Era, in cui i registi avevano il controllo quasi completo del film. Quando i giornalisti gli domandarono dell’incidente, Spielberg dichiarò “Nessun film è così importante da rischiare di morirci. Penso che le persone siano sempre più contro i produttori e registi che pretendono troppo. Se qualcosa non è sicuro, c’è il diritto e la responsabilità per ogni attore o membro della troupe di gridare, ‘Dacci un taglio!’
Nella scena del finale originale, il personaggio di Morrow avrebbe dovuto tornare indietro nel tempo e incappare in un villaggio vietnamita deserto in cui trovava due bambini vietnamiti quando appare un elicottero dell’esercito USA e inizia a sparargli addosso. Morrow doveva prendere entrambi i bambini sotto le sue braccia e fuggire dal villaggio mentre l’elicottero lo distruggeva con esplosioni che avrebbero portato il personaggio a redimersi. Il pilota dell’elicottero guidava male attraverso le palle di fuoco generate da un effetto pirotecnico. Un tecnico a terra non lo sapeva e detonò due cariche pirotecniche ravvicinate. Tutti e tre furono uccisi all’istante; Morrow e Le furono decapitati dalle pale superiori del rotore dell’elicottero mentre Chen fu schiacciato a morte da uno dei montanti.” […]

Nel 1982 (uno degli anni che noi del blog teniamo d’occhio), avvenne anche questo:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2020/01/14/cripto-kubrickologia-cryptokubrology-il-numero-237-dopo-di-shining/

Il film horror “Poltergeist, demoniache presenze”, tra l’altro, rimase in seguito tristemente famoso poichè una delle sue interpreti, Dominique Dunne, venne ammazzata a soli 22 anni dal suo ragazzo con cui non voleva stare più insieme. Il fatto avvenne nello stesso 1982 dell’uscita del film e mentre Dominique Dunne stava girando le prime scene di una nuova mini-serie tv su mostruosi extraterrestri, la quale sarebbe stata poi conosciuta come “V, i visitors”.

Oltre intorno alla metà di settembre di quello stesso ’82, alla morte della principessa hollywoodiana Grace Kelly quasi quindici anni esatti prima della morte di un’altra principessa: Lady Diana.

https://it.wikipedia.org/wiki/Grace_Kelly#La_morte

In quel settembre, chi scrive si trovava in Sardegna, prima di iniziare a frequentare la prima elementare, a bordo di un piccolo canotto con la scritta “Montecarlo”. Se mi gira, prima o poi cercherò la foto corrispondente e se la trovo magari la pubblicherò.

Così finisce la tesi principale di quelli che considerano essere il vero significato sottostante al “237” nei film usciti in passato fino a Shining (1980) e oltre. Diversi film di Cronenberg, molti di cui sopra-citati, meriterebbero di essere rivisti per scoprirvi ulteriori approfondimenti. Il fenomeno del 237 è molto più profondo della stessa cripto-kubrickologia. E’ stato il risultato retrospettivo del trauma psichico dell’incidente del 23 luglio 1982?
 
 
E, a proposito di camicie hawaiane, Hawaii-Five-0 è uno show (trasmesso originariamente per dodici stagioni dal 1968 all’ 1980 (ritornando poi dal 2010 fino a oggi) col maggior utilizzo di camicie hawaiane in una trasmissione tv. Ed ecco qui abbiamo Vic Morrow nel programma, mentre ha indosso una camicia del genere.

Versione originale di Loren Coleman:

http://copycateffect.blogspot.com/2020/02/TwilightFuture.html