Non odiare per vincere, di Salvatore Brizzi

15 10 2009

Alimentando l’insofferenza e l’odio verso le entità duali stesse, o nei confronti degli eserciti, della globalizzazione o dei responsabili dell’inquinamento ambientale, si ottiene l’effetto esattamente opposto a quello voluto.
Chi agisce in tal modo diviene egli stesso inquinatore del pianeta… e anche della peggior specie: inquinatore mentale ed emotivo.
Le forze duali si nutrono infatti proprio di quelle basse emozioni che l’uomo esprime nei suoi maldestri tentativi di ostacolarle.
Su troppi siti ho notato un astio serpeggiante nei confronti del Nuovo Ordine Mondiale così come degli alieni.
Questi argomenti vengono affrontati con pesantezza invece che con leggerezza. In fondo è tutto un gioco divinamente perfetto. Le migliori armi per vincere sono la Gioia, la Compassione, la Presenza…
Se si incrementa la separatività non si fa altro che incrementare il potere dei signori della dualità. È un discorso perfettamente logico. La "battaglia per la Terra" si combatte a livello sottile più che sul piano fisico grossolano.
Come sconfiggere un nemico che si nutre di odio? Con l’amore.
Non combattendolo, ma sottraendogli i soldati; divulgando cioè il risveglio delle coscienze e facendo così in modo che nessuno sia più disposto a farsi abbagliare dalle sue promesse. Il vecchio modo di intendere la vita appassirà con un moto naturale derivante dal non riuscire più a trovare terreno fertile nelle coscienze ormai liberate dei nuovi uomini.
Le informazioni riguardo il loro operato vanno diffuse; essi vanno portati allo scoperto, mostrati all’opinione pubblica, ma non odiati, bensì trascesi, resi impotenti dall’avanzare di una nuova visione dell’esistenza all’interno della comunità umana, resi innocui perché superati dalla nuova presa di consapevolezza.
Allora moriranno d’inedia, perché non saranno più alimentati in alcun modo da un’umanità consapevole ormai incapace di provare in famiglia, sul lavoro, in auto o davanti alla tv le basse emozioni che costituiscono il loro cibo.
Il disegno diabolico di sottomissione della Terra è come l’Idra dalle nove teste che compare in una delle fatiche di Ercole. L’eroe riesce a sconfiggere il mostro solo quando smette di voler tagliare le sue teste – ne nascevano due ogni volta che ne veniva tagliata una – ma si inginocchia di fronte a lui, lo solleva e lo espone alla luce del Sole.
Ogni genere di interferenza culturale che risvegli le coscienze dal piattume – e dal pattume – quotidiano può essere compiuta.
Non ci sono limiti a ciò che si può fare per aiutare il risveglio degli uomini, purchè ogni intervento non sia mai accompagnato da odio e risentimento nei confronti di un presunto nemico; il che trasformerebbe un’azione a favore del Bene in un’azione contro.
Rammento che la saggezza popolare ha sempre saputo che "non si sconfigge il diavolo divenendo noi stessi diavoli": nel momento in cui li si odia si entra a far parte delle loro schiere, divenendo inutilizzabili per il servizio all’umanità.
Non ha d’altronde alcun senso logico voler odiare entità che sono solo manifestazioni energetiche agenti secondo una natura duale. Quale colpa avrebbero commesso se non quella di esistere e di voler svolgere il loro compito – la divisione – secondo la loro natura? Sarebbe come accusare la forza di gravità di essere di ostacolo all’uomo. Lo è, ma la colpa è della struttura dell’uomo, non della forza. Per gli uccelli la forza di gravità non è un problema, bensì un mezzo per godere della Bellezza del volo.
Gli esseri diabolici ci sono utili, ci sono indispensabili, perché attraverso la separazione illusoria ci costringono a divenire ogni giorno più consapevoli di noi stessi. L’adorazione del diavolo in quanto portatore di luce (=lucis -ferum) che avveniva all’interno di antiche confraternite, ha origine da questa esatta considerazione.
Ciò naturalmente non giustifica le deviazioni sataniche operate al fine di soddisfare desideri personali! Sia chiaro che se l’uomo è schiavo delle forze duali lo deve al suo addormentamento, non a una loro presunta "cattiveria".
Noi creiamo la nostra realtà: questa è una legge che vale SEMPRE.
Non è odiando le forze del Male che si salva il mondo… ma nemmeno restando nella passività. Ogni uomo ha un suo specifico lavoro da svolgere. Invece il lavoro che, più in generale, ognuno di noi deve svolgere, consiste nel cominciare a risvegliarsi alla sua anima con il fine di diventare più utile al risveglio del pianeta.
È un lavoro "per", non "contro". Il vero Guerriero, il Portatore della Fiamma, sia esso uomo o donna, non si occupa del male, non spreca le sue energie, egli è un artista che si focalizza su opere e interventi che facciano crescere a dismisura il Bene nel mondo.

Salvatore Brizzi

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4 responses

16 10 2009
pietroatzeni

E’ un principio che è ben conosciuto anche in occidente e che si riassume nel detto: "odio chiama odio"… Non so se sia la strada migliore, so solo che così non si può andare avanti e qualcosa bisognerà pur fare se vogliamo smettere di essere usati come polli da spennare dal Nuovo ordine. Ciao, Pietro. 

9 01 2014
Shambhalla

Trascendere la dualità non vuol dire che non sia necessario riconoscerne l’utilità come costruzione fittizia all’interno di un più generale ‘gioco per l’integrazione delle polarità’. Io scelgo da che parte stare, una dimensione della dualità (quel che per me rappresenta bene, giustizia, ecc., che è poi la stessa cosa che fanno i miei ‘nemici’, anche se per lo più inconsapevolmente: loro hanno una loro idea di ciò che giusto, di ciò che è bene, ecc.). La differenza sta qui: io so di recitare una parte; questo sapere trasforma qualitativamente l’energia sottile, la rende acuta, penetrante, una vera e propria manifestazione di ‘primo raggio’. In questo occorre chiarezza, poi decisionalità e infine azione. Ciò che occorre fare precipuamente infatti è agire. Ma si pone il problema dell’azione disinteressata, su cui si fraintende troppo. L’azione scevra dall’attaccamento ai frutti che ne derivano non è, ancora, una semplice postura neutrale, passiva e inerte, anodina e anestetica nei confronti dell’essere: per avere l’effetto desiderato, per entrare in circolo, diciamo, l’azione deve essere ‘centrata’, fondata sulla presenza e sulla verticalità, il che equivale a dire ‘potente’. Un enorme cespite energetico viene liberato attraverso l’azione consapevole, la sua forza è inimmaginabile. Per far questo occorre un’attitudine frequentata al risparmio bioenergetico, all’accumulazione e all’incremento nonché alla trasformazione dell’energia in polarizzazione dinamica orientata. E questo è il lavoro alchemico di cui credo parli anche Salvatore. Un saluto s.

11 01 2014
Civiltà Scomparse

Grazie per il contributo.

21 05 2015
Danyael

Cioè? Come li ameresti gli umani vendoti ( ovvero demonizzati) che ormai volontariamente formano il grande corpo fisico-spirituale dell’id-dio di questo mondo? Toglierai le sue tessere al Golem ben formato facendoti crocifiggere e urlando “Padre perdonali, non sanno quel che fanno!”, o gli darai un po’ di libri indiani da leggere? Ma sei proprio sicuro tu di essere sveglio e non ipnotizzato? Eh si, te lo dico perchè il mondo occidentale attuale è pieno di caritatevoli buonisti e così tanto marcio come non mai.

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