Eric Wargo – Time Loops, libro

17 09 2018

 

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Disponibile a 10 euro su Amazon 

Eric Wargo has a PhD in anthropology from Emory University and works as a science writer and editor in Washington, DC. In his spare time, he writes about science fiction, consciousness, and the paranormal at his popular blog, The Nightshirt. Time Loops is his first book.

“I will not be shy. I consider Time Loops to be the most significant intellectual work on a paranormal topic in the last fifty years, since Jacques Vallee’s Passport to Magonia (1969), to be precise. Not only does Eric Wargo show us how strong the evidence for precognition really is–already a major accomplishment. He gives us scientific, psychological, and interpretive tools for thinking about these phenomena in strikingly original ways. In the process–the real stunner for me–he points us toward (or looks back from) the future of knowledge, a future in which the humanities are as crucial as the sciences. Buckle up tight and get ready for the roller coaster ride of your life. And why not? As Wargo shows us with astonishing rigor and humor, these ‘time loops’ may well be our lives.” — Jeffrey J. Kripal, the J Newton Rayzor Professor of Religion at Rice University, and the author Mutants and Mystics and Secret Body and co-author of Changed in a Flash

“Eric Wargo writes with epic breadth, keen observation, deep rigor and–above all–great integrity on a topic of innate controversy. He succeeds gloriously in providing this century’s first historical and analytic overview of precognition and its causes.”
— Mitch Horowitz, PEN Award-winning author of Occult America and The Miracle Club

Time Loops is the definitive inquiry into cases of people who remember their future. Eric Wargo is the Sherlock Holmes of retrocausation.”
— Nick Herbert, author of Quantum Reality and Faster Than Light

“For those who wonder if experiences of precognition are real, or perhaps just coincidences or mistakes of memory, Time Loops provides a well written, balanced overview of the latest scientific interpretations of these mind-bending phenomena. Spoiler alert: Based on an increasing body of experimental evidence, yes, precognition is real.”
— Dean Radin, Chief Scientist at the Institute of Noetic Sciences and the author of Entangled Minds and Real Magic

 

PRIMA PARTE: Profezie e disastri, coincidenze impossibili e prospettiva dal presente / Universo con futuro fisso / Evidenza scientifica per la precognizione / Presentimenti e futuro che influenza il presente

SECONDA PARTE: Catturare le precognizioni, memoria e premoria, termodinamica; fisica quantistica, come costruire un congegno che ” vede ” il futuro ; Tesseract brain / Non solo umani

TERZA PARTE:  I taboo del tempo, psicologia e repressione / desideri e metabolizzazione del futuro nei sogni / traumi, sopravvivenza e il sublime precognitivo

QUARTA PARTE: Vite dei precognitivi / Jung e lo scarabeo / Destino, libero arbitrio e futilità / Ricordare il futuro / P. K. Dick / The Arrival il film , significato e la Creazione del passato   

 

La storia umana interferisce, riverbera e interpenetra se stessa. Se ci sono 3 dimensioni temporali la storia potrebbe addirittura avere volume. Un flusso storico – temporale – causale a loop produrrebbe strani fenomeni e turbolenze.

Se la storia non è lineare il futuro può influenzare il passato. Vediamo il futuro costantemente ma lo interpretiamo come qualcosa di altro. La nozione di tempo ciclico descrive una potente intuizione umana sull’ esperienza di precognizione.

Riarrangiamo il passato costantemente – attraverso la rimodellazione di memorie – e gli diamo una nuova forma simbolica. La memoria seleziona da un infinito magazzino di associazioni quelle che si collegano a eventi veri e producono quelle che in retrospettiva sono impossibili coincidenze o destini.

L’ architettura associativa della memoria è un principio di connessione acausale. Informazioni ed emozioni viaggiano temporalmente indietro nel tempo a partire da una – fonte – che è un evento traumatico o comunque suscitante forti emozioni. Quando eventi reali corrispondono a desideri inconsci le persone reagiscono con emozioni conflittuali fra loro che non riconoscono o processano appieno. Si genera anche in loro fascino ed eccitazione inconscia e quindi la notizia avrebbe una impressione forte su di essi.

Siccome questo fascino esiste sospeso in uno stato protetto di non conoscenza , assomiglia alla funzione onda nella fisica quantistica : non può essere misurato differenziato e localizzato ed è quindi non locale sia nel tempo che nello spazio – questo sentimento è quindi atemporale acausale e contrasta con l’ analisi razionale perché la sua ragione di essere e il suo significato – causa risiede sempre nel futuro.

Sintomi psicoanalitici possono essere causati da un evento futuro che funge anche da cura attraverso una logica a time loop  Secondo JW Dunne – An experiment with time – i sogni premonitori non sono su eventi futuri ma sul modo in cui l’ individuo viene a conoscenza dell’ evento e quindi la reazione all’ evento è ciò che riverbera all’ indietro nel tempo. Funge proprio da principio di connessione acausale a cui Jung attribuiva il suo poco chiaro concetto di sincronicità. I sintomi ( di genere psicoanalitico – emotivo ) sono in grado di trasferire certi pensieri ed emozioni in un posto ” introvabile ” quale è il passato.

Le sincronicità sembrano effetti del passato ma lo sono del futuro, poiché stimolate da un presentimento o premonizione del loro ” imminente arrivo “. L’ esempio dello scarabeo della paziente di Jung è il miglior esempio di ” sintomo ” causato dalla cura. Le nostre intenzioni / emozioni causano effetti nel futuro che diventano le future cause degli effetti presenti.

Le sincronicità sono una ” scusa ” concettuale per difenderci dalla verità delle nostre funzionalità precognitive – bisognerebbe rimpiazzarle con un migliore framework teorico. Siccome l’ informazione viaggia nel tempo amplifica il significato di un evento attraverso un effetto feedback. Le sincronicità sono un mistero fondamentale, sembrano arrangiate e manipolate in un modo che sembra impossibile senza immaginare una intelligenza superiore attiva che si interessa di noi e ci guida e organizza gli eventi – molte persone si sentono comunque a disagio in un mondo di segnali.

Gli archetipi sono un effetto illusorio prodotto dalla nostra incapacità di riconoscere azioni che si autoconfermano rese possibile dalla natura a loop del tempo. Il nostro inconscio riceve costantemente e reagisce a informazioni future senza sapere e senza riconoscere che esse vengono dal futuro perché esso non ha un senso del tempo – le sincro hanno una qualità ricorsiva , frattale e autosomigliante ed è per questo che più se ne riconosce l’ esistenza e più volte si percepiranno le sincro – credere in esse produce sincro che rafforzano la credenza verso di esse.

Viviamo in un mondo che curva e si biforca ed è in loop con se stesso e ciò esercita una forza formante sulle nostre vite e sugli eventi ma non lo riconosciamo siccome viviamo linearmente e siamo scettici – viviamo in un mondo piu vicino alla fantascienza che al “realismo” e per crescere dobbiamo riconoscerlo. Siamo orientati verso una emozione – ricompensa – risultato / premio – una emozione di soddisfazione premiante senza esserne consci. In un mondo di libero arbitrio e di attori consci la precognizione tenderebbe a negare se stessa.

L’ informazione precognitiva produce bolle di storia alternative che sono isolate dalla corrente / flusso di causalità attraverso l’ azione conscia e volontaria del ricevente dell’ informazione futura. Esperienze deja vu potrebbero essere memorie di sogni che accadono allo stesso tempo in cui diventano realtà. Il concetto di sincronicità è destinato ad essere rimpiazzato da uno più coerente ? Quando registriamo una coincidenza stiamo captando l’ emozione provata. Più ci orientiamo verso un certo modo di pensare più riceviamo conferme dello stesso.

E’ la gratificazione che viene suscitata quando il mondo oggettivo conferma le nostre credenze e i nostri desideri e aspettative. Attraverso una logica circolare e self – fulfilling non solo la credenza ma anche il fascino / l’ emozione per la coincidenza ci abilita come pre requisito a beneficiare delle nostre capacità di precognizione. Sono stati fatti test che indicano che le persone estroverse fiduciose e che vogliono richiamare l’ attenzione sono più propense a riconoscere il fenomeno della sincronicità. Quello che riverbera nel passato è la scena di conferma dell’ evento e non l’ evento stesso. Onorare e contribuire ai successi personali della precognizione contribuisce a crearli secondo un effetto feedback. Fenomeni ipnagogici ( visioni pre – sonno ) potrebberoessere risorse di informazione precognitiva.

Il lavoro creativo attrae sincronicità e potrebbe considerarsi come una vera e propria varietà specifica del fenomeno quella derivata dal lavoro creativo. Se viviamo nell’ universo associativo dello sviluppatore di software invece che quello del fisico dello spazio – tempo allora i miracoli non sono più da considerarsi eventi irrazionali – dovrebbe quindi essere creata una nuova teoria dell’ informazione.

Il fatto che le sincronicità riflettono fortemente una logica associativa piuttosto che causale ci indica che non possono essere considerate solamente fattori della realtà oggettiva. La presunzione fisicalista che la coscienza proviene dall’ attività cerebrale non può essere supportata filosoficamente ed empiricamente – per la gran parte le informazioni potrebbero non essere immagazzinate nel cervello come rappresentazioni Il cervello può essere considerato ricevente ( metafora che sta diventando obsoleta? ) come mediatore fra coscienza e gli eventi della realtà fisica – oppure come immagine della localizzazione della nostra esperienza egoica nel campo della coscienza – La neuroscienza del futuro potrebbe arrivare un giorno a capire che il cervello è un sistema ( motore di ricerca ) per trovare l’ informazione richiesta nel campo ( quantum field ) non locale che sarebbe come una registrazione di informazioni o un sistema di accesso come in un sito ( Google ).

Le strutture del tempo e della causalità come ne abbiamo esperienza sono dettate da collegamenti associativi fra informazioni simboliche – tenere eventi che accadono assieme associati l’ un l’ altro è l’ unico modo per preservare un senso biografico e quindi di identità personale. Nel cercare nella memoria per informazioni cerchiamo associazioni fra eventi che operano in modo non logico con metafore , giochi di parole , e artifici letterari e modi di dire figurati nella logica del surrealismo , del mito e del folklore – situati in distinti ambienti spaziali che risultano familiari collegati alla infanzia e agli anni formativi La mente ha accesso al nostro passato cosi´ come si fa con una libreria o una collezione

La precognizione potrebbe essere funzionale e utile solo in caso di esperienza futura che confermi o meno che quanto previsto sia vero o falso. Tutto quello che non sappiamo è quanto abbiamo dimenticato di sapere o dimenticato che potevamo sapere se solo sapessimo come chiederlo Le nostre azioni / intenzioni causano effetti nel futuro che diventano le cause future degli effetti presenti

E se il precognitivo non sta realmente osservando una scena del futuro ma sta producendo un comportamento che ottiene un premio – risultato per essere precognitivo? La precognizione potrebbe non operare direttamente sulla realtà attuale ma sull’ inattualizzato potenziale ( quantistico ) degli stati sovrapposti / sovraimposti prima dell’ osservazione fisica – il “Non Ancora Qualsiasi cosa” rimane inosservato e indeterminato e questo dovrebbe teoricamente rendere grandi porzioni del passato soggette a cambiamento ( dal punto di vista mentale – mnemonico – psicologico )  – dietro la superficie di quel che esiste già deve esserci una vasta riserva di potenzialità inosservata – il futuro quindi non potrebbe esistere là fuori pienamente formato in un preesistente ” regno platonico “.

Secondo Eric Wargo questo suggerisce che questa asimmetria e non chiusura include anche il passato esistito – se la precognizione è un’ interazione con possibilità che interagiscono con effetti reali prima dell’ osservazione fisica potrebbe spiegare i fenomeni precognitivi – ciò che rimane inosservato è quindi indeterminato e ciò renderebbe porzioni del passato ( emotivo – psicologico – mnemonico ) soggette a cambiamento. Se ciò coinvolge alterazione inconscia con il potenziale latente degli stati sovraimposti ( superimposed ) quantistici prima dell’ osservazione fisica potremmo continuamente traversare la ”  zona proibita ” del non ancora creando quindi il nostro ordine e muovendoci verso di esso nascosti sia agli occhi di un ipotetico Dio che a quelli di Heisenberg.

Potremmo organizzare inconsciamente opportunità o ostacoli per noi stessi che potrebbero influenzare il nostro futuro attraverso l’ interferenza con il passato attraverso la nostra attenzione e intenzione / azione. Se viviamo in un universo aperto e non deterministico sogni di eventi futuri che potrebbero accadere non accadono – la precognizione potrebbe essere percepita solo in una ” stretta banda ” al confine della coscienza. Quindi il passato e il futuro influenzerebbero il presente solo dove siamo ignoranti delle nostre vere emozioni – il futuro  deriva il “potere di influenza ” dal fatto di non essere ” visto ” e ” non conoscibile” .

Alcuni artisti probabilmente prendono non solo ispirazione e influenza dal passato ma anche dal futuro preconoscendo i loro stessi libri e non solo, anche i libri di altri che leggeranno in seguito.

Nel mondo letterario la precognizione sembra caratterizzare più spesso scrittori frenetici di livello di qualità non eccellente come scrittori di fortuna e / o esordienti – la precognizione emerge quindi nella concentrazione creativa e sarebbe la cosiddetta musa ( Dick – Robertson – il fumettista Kirby che ha anticipato la faccia su Marte ) La neuro – psicologia del futuro riguardo la precognizione si concentrerà quindi sulla dopamina e i circuiti dopaminergici del sistema di reward ( premio – risultato ) poiché la dopamina è il neuro trasmettitore più associato ai segnali anticipatori.

Le idee si potrebbero diffondere fra contemporanei precognitivamente attraverso condivisioni e convergenze future – persone che non si sono ancora incontrate potrebbero condividere idee attraverso la preconoscenza di interazioni future o dell’ incontro di tali idee sotto forma di libro futuro – gli artisti si potrebbero leggere l’ un l’ altro precognitivamente e si prestano idee attraverso una specie di intangibile ” internet precognitivo ”  Indicatore di ciò è quando l’ elemento presumibilmente prestato da un lavoro del passato / del futuro si trova scomodamente fuori luogo o poco sviluppato a confronto con il lavoro futuro – si nota più spesso negli autori poco apprezzati in vita o non eccezionali oppure sottovalutati per circostanze di carriera.

Jon Taylor ha proposto una teoria molto interessante di precognizione come memoria delle proprie esperienze future, basato su una “risonanza” ( similitudine ) tra gli stati del cervello simili in diversi punti nel tempo. Egli basa questa idea sulla tesi di David Bohm che le configurazioni spaziali simili sono in qualche modo naturalmente collegate attraverso lo spazio e il tempo. La somiglianza delle configurazioni di firing corticale a punti nel tempo differenti potrebbe, suggerisce  Taylor, permettere una tal risonanza ( similitudine ) fra i punti differenti nella timeline del cervello e così produrre gli effetti precognitivi. Questi favoriscono preferibilmente la precognizione degli eventi più vicini piuttosto che più lontani nel tempo, a causa della plasticità in corso (creazione di nuove connessioni sinaptiche) che cambia gradualmente la connettività neuronale. La telepatia limitata inoltre è potenzialmente sostenuta dal modello del Taylor, anche se sarebbe meno comune data la dissomiglianza relativa dei cervelli differenti della gente (la somiglianza dei fratelli  e dei gemelli, fra i quali le esperienze telepatiche sono segnalate comunemente, sono l’eccezione che prova la regola). L’ipotesi di Taylor assomiglia alla tesi di Rupert Sheldrake sulla “risonanza morfica” come base della memoria; la precognizione sarebbe essenzialmente uno specchio futuro-risonante di risonanza della memoria con il cervello passato

La precognizione è solo informazione nella misura in cui può essere confrontata con la realtà, e questo probabilmente cade in una gradazione o categoria. Non ci sono informazioni assolutamente corrette o precognizioni totali, perché allora non ci sarebbe un “fuori” per le informazioni, e nessun modo di sapere che è esistito ; d’ altra parte, all’ altro estremo, le informazioni completamente errate non sarebbero informazioni, soltanto rumore e nessuno potrebbe agire secondo esse.

Il futuro sta esercitando un’influenza onnipresente su di noi, al livello più intimo della materia e dell’energia che ci costituiscono e del nostro mondo. È proprio qui, in questo momento, un tutto avanti indietro di ” onde di marea ” di causalità che è altrettanto importante per dettare il dispiegarsi della natura come lo è  il passato ; è solo molto più oscuro. E la natura permette-e Seth Lloyd lo ha dimostrato- situazioni particolari in cui piccoli pezzi di quella ondata massiccia all’indietro di influenza possono essere utilizzati per informarci di eventi nel futuro.

Ma la precognizione umana non deve essere totale e perfetta, non più di qualsiasi informazione sensoriale è totale e perfetta. Ha solo bisogno di essere “abbastanza buona per il lavoro del governo”, come si dice.

Con miliardi di cellule che eseguono calcoli precognitivi simili, il cervello potrebbe arrivare ad un’adeguata approssimazione, un “rapporto maggioritario” che è abbastanza buono per guidare il suo comportamento.

Se il cervello è un computer quantistico, potrebbe funzionare creando sistemi coerenti di particelle “entangled ” che sono abbastanza isolate, per abbastanza a lungo, che sono in grado di manipolare le informazioni in modi ben oltre ciò che i computer convenzionali possono raggiungere, tra cui l’invio di informazioni coerenti nel passato e l’estrazione di informazioni che arrivano dal futuro.

Prevedo che una qualche forma di negoziazione e di estrazione di informazioni coerenti attraverso il tempo può rivelarsi una funzione di base della corteccia. Il cervello può essere proprio qualcosa come il tesseract di Nolan ( Interstellar ), un organo che è veramente un tunnel attraverso il tempo, che si estende in tutta la nostra vita intera. La precognizione è così fondamentalmente memoria- per esempio nel modo in cui si comporta. Così come possiamo solo ricordare il nostro passato e non il passato altrui, possiamo solo ricordare il nostro futuro.

E oltre ad essere personale, la precognizione è anche associativa – di nuovo, proprio come la memoria. Questi messaggi dal futuro sono di solito obliqui nella loro essenza, quindi poco decifrabili e distorti. Gli unici messaggi precognitivi che “sopravvivono” sono quelli che portano al loro essere inviati indietro nel tempo, in primo luogo. Tra i parametri di tale Tesseract sarebbe una tendenza per i più chiari esempi di precognizione di essere solo consapevolmente riconoscibile dopo il fatto, a meno che non vi è alcuna possibilità di impedire il futuro risultato in cui l’informazione è stata inviata al presente.

L’ ippocampo produce la nostra libreria autobiografica – I sogni sono come i codici a barre dei nuovi capitoli della nostra vita. La precognizione è l’ altra faccia della repressione – che è processo di scambio/ trasporto di dati non voluti nel passato. La precognizione è il processo corrispondente di ricezione della info repressa dal futuro. Precognizione – Apparizione di nuove info senza saperne la causa. La repressione è una causa che sembra perdere il suo effetto perdendo parte della sua influenza.

Siamo specialmente precognitivi verso gli eventi che non vogliamo pienamente affrontare quando accadono. Se il cervello può raggiungere attraverso la propria timeline, l’accesso alle informazioni nel suo futuro e passato, allora potrebbe essere caratterizzato come un processore di informazioni completamente quadri-dimensionale, in grado di utilizzare tutta la sua potenza di calcolo per tutta la sua vita intera, per non parlare di capitalizzare su tutte le altre fantastiche abilità di “qubits”.

Se il cervello è un computer quantistico (o più probabile, un assemblaggio di miliardi di computer quantistici collegati classicamente) — e se così può, in un dato momento, utilizzare tutti i suoi stati attraverso il tempo, così come tutti i percorsi possibili per ottenere la risposta a una domanda di ricerca in memoria-allora non solo le sue capacità precognitive, ma le sue capacità di calcolo in generale sarebbero davvero formidabili. L’idea che il cervello potrebbe essere un computer quantistico che calcola attraverso tutta la sua storia solleva una possibilità ulteriore: che la durata della vita ( se più lunga ) causa  un’ intelligenza superiore, aumentando le risorse di calcolo a quattro dimensioni del cervello dell’individuo.

Questo potrebbe forse fornire una spiegazione alternativa per la correlazione genetica. ” Ho proposto un possibile collegamento quantum-classico nel precedente articolo – fondamentalmente che il comportamento quantistico “precognitivo” nei neuroni influenzerebbe la loro attivazione, innescando associazioni di “memoria” che sostanzialmente corrispondono (o sono coerenti con) a future esperienze/modelli di attivazione del cervello. (ovviamente è molto speculativo.) Non sono sicuro se questo risponde alla tua domanda.

Basicamente, la precognizione/presentimento sarebbe una perturbazione o una deviazione dell’attivazione del cervello in risposta ad una situazione futura non-ancora-attuale. La situazione non esiste ancora, e non è nemmeno rappresentata in/dal cervello, ma un alone di associazioni per l’evento futuro è attivato, e in alcuni casi può preparare la nostra risposta-o semplicemente  ci coinvolge attraverso sogni strani.

 

 

 

 

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Impressioni e immaginazioni sul crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018

11 09 2018

Abbiamo pensato un po’ prima di scrivere questo aggiornamento del blog poiché la natura dell’evento in questione é tale che è facile, parlando subito in un certo modo di questi avvenimenti, dare l’impressione di essere insensibili o mancanti di rispetto. Quindi abbiamo pensato di lasciare passare un po’ di tempo prima di parlare del crollo del ponte Morandi in termini “altri”, cioé in termini simbolici, sincronici, sincro-mistici e ciclici del tempo storico, termini propri di questo blog.

Ovviamente, dal momento che questo è uno di quegli eventi che si imprimono nella mente collettiva – poiché 1) spezza il consueto tran tran (anche mass-mediatico); 2) milioni di persone hanno la loro attenzione rivolta verso la stessa cosa – non poteva che attirare il nostro interesse in questo senso.

Direi di cominciare dal luglio 2001, G8 di Genova, i fatti che successero allora furono così violenti e d’impatto da attrarre l’attenzione di tutto il circo mass-mediatico internazionale, cosa insolita per una città normalmente schiva e un po’ chiusa in se stessa.

https://www.google.com/search?q=g8+genova&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwith97ot7LdAhXNCewKHcY4BMMQ_AUICygC&biw=1366&bih=632#imgrc=_

L’agosto 2001, personalmente, lo ricordo come un mese per me molto particolare in cui mi dedicai a un’attività lavorativa per me anomala (operaio che timbra il cartellino), a cui non mi ero mai avvicinato in passato e non mi sarei mai più riavvicinato nell’allora futuro. Per me il 2001 era stato un anno di delusioni e disillusioni che, probabilmente quando arriverà il momento giusto, potrei anche raccontare in questo blog.

Quel posto di lavoro si trovava in una cittadina che ogni giorno raggiungevo facendo l’autostrada usando un’ Alfa 33. E ogni giorno per andare al lavoro percorrevo avanti e indietro il viadotto sul torrente Polcevera quindi il ponte Morandi. Alla fine di quell’agosto fracassai l’Alfa 33 riuscendo a venire fuori dall’incidente senza – per fortuna – danni fisici anche se l’automobile ebbe mezza parte anteriore distrutta. In quell’occasione mi fidai troppo delle curve dopo un periodo in cui aveva piovuto e dunque l’asfalto era ancora un po’ scivoloso. Il punto dell’autostrada in cui feci l’unico incidente della mia vita si trovava poco prima dell’inizio del ponte Morandi.

Erano passati un mese e dieci giorni dalle vicende del G8 e poco più di dieci giorni dopo avvenne una cosa che, si può dire, è considerata l’archetipo dell’evento amplificato dai mass media che attira contemporaneamente l’attenzione di milioni di persone verso la stessa direzione, unificandole in qualche modo.

Ricordo che nei giorni della seconda o terza decade di quel settembre, ero andato a un convegno organizzato dall’estrema sinistra il cui motto era una di quelle celebri frasi attribuite ad Albert Einstein: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale ma so che la quarta si combatterà con le pietre”. Mi ero recato a questo convegno con alcuni miei amici di allora e uno di questi, mentre eravamo seduti sui sedili ripieghevoli rossi di fronte al palco, aveva detto: “Ma guardate un po’ nel giro di nemmeno due mesi cosa è successo tutto assieme! Prima col G8 ora con le torri gemelle, sembra la fine del mondo…”

Terremoti, incidenti, azioni terroristiche. Oltre alle tragedie umane che portano con sé. grazie all’amplificazione dei mezzi di comunicazione di massa, portano catastroficamente il SIMBOLICO nel cuore stesso della nostra realtà di tutti i giorni, coinvolgendo l’attenzione di milioni di persone verso lo stesso punto, come una lente che cattura i raggi del sole e genera il FUOCO. Infatti l’espressione “mettere a fuoco” deriva proprio da questo.

Che la causa sia la politica, il terrorismo, un incidente o un terremoto, cosa c’è di più simbolico di muri, torri, ponti che crollano?

L’antefatto (o meglio uno dei possibili antefatti) del crollo del ponte Morandi lo si potrebbe vedere in questo: un altro ponte Morandi (gemello di quello di Genova e costruito negli stessi anni) in Libia, chiamato “ponte sul Wadi-al-Kuf” https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sul_Wadi_al-Kuf

La cui chiusura fu decisa dal governo libico a fine ottobre 2017. Pochi giorni prima del 14 agosto 2018, il sindaco della località in cui si trova questo viadotto, comunicava ufficialmente al governo la sua alta pericolosità per via del rischio di cedimenti. Qualcosa era forse nell’aria…

Nell’agosto 2016 in Cile è crollato un ponte ferroviario, le foto sono impressionanti ma l’incidente non fece nemmeno un ferito poiché il treno finito nel fiume in seguito a quel crollo era un treno merci.

https://www.internazionale.it/notizie/2016/08/19/crolla-un-ponte-nel-sud-del-cile

Ne riparleremo del Cile, per adesso ricordiamo del crollo in passato di un altro ponte Morandi, nella stessa America del sud, sul lago di Maracaibo in Venezuela, parzialmente crollato a causa di un urto di una petroliera contro un pilone causando la caduta nel fiume di autoveicoli e la morte di sette persone: l’evento ebbe luogo nell’aprile 1964, quindi ben prima dell’inaugurazione del ponte Morandi di Genova, risalente al 1967.

La foto qui sopra l’ho scattata col mio cellulare Nokia più o meno all’ora in cui stava avvenendo il crollo o era avvenuto da molto poco. Quando l’ho guardata successivamente, mi sono reso conto di come in qualche modo riassumesse un certo “spirito” della vicenda che stava proprio avvenendo in quegli attimi, senza che allora io ne fossi minimamente a conoscenza: il cielo plumbeo, il vetro come rigato di lacrime, il ponte e l’adesivo sul vetro “Preziosi vattene” (Enrico Preziosi è un dirigente sportivo a capo di una squadra di calcio di Genova) si può dire simboleggiassero l’atmosfera dell’evento che si sarebbe successivamente manifestato. Mentre il cielo grigio, la pioggia-lacrime e il ponte, penso possano essere facilmente riconosciuti come evidenti simboli dell’avvenimento, l’adesivo “Preziosi vattene” è meno immediato da capire come simbolo, soprattutto per chi non é di Genova: come ad ogni modo si può intuire, la direzione della società calcistica da parte di Preziosi è stata oggetto di polemiche a tal punto che molti volevano le sue dimissioni e l’atmosfera mentale che suscita questo adesivo rosso e blu sul vetro nella foto la vedo come affine a quella delle polemiche in seguito al crollo del ponte Morandi. Senza saperlo, ho catturato con quella foto una ben determinata atmosfera psichica che sarebbe stata ben presente a livello collettivo nelle ore e nei giorni successivi.

Qualche mese prima, Genova ha ospitato, come succede ogni cinque anni, la manifestazione Euroflora e, per l’occasione, sopra alcune strade del centro della città, era appeso un numero considerevole di ombrelli aperti, una specie di installazione artistica, connessa all’Euroflora, che è stata molto fotografata.

Guarda caso, il crollo del ponte Morandi è avvenuto in un momento in cui la pioggia era parecchio intensa tanto che qualcuno ha subito ipotizzato (erroneamente) che un fulmine avesse colpito il ponte e il suo cedimento fosse quindi avvenuto per via di ciò. Anche quelle persone che sono riuscite a catturare su video gli attimi in cui succedeva la cosa, avevano cominciato a filmare per testimoniare in presa diretta la forte acqua che stava scendendo in quei momenti. Singolarmente, prima e dopo l’ora in cui è successo il fatto (e in cui veniva giù la pioggia intensa) il clima non è più stato particolarmente brutto, e così nei giorni precedenti e successivi. Tutti quegli ombrelli sembravano come avvisare di RIPARARSI da qualcosa che sarebbe venuto dall’alto…

Genova è una citta che ha spesso attirato l’attenzione dei mass media nazionali su di sé per via della pioggia o, meglio, per via degli effetti della pioggia: alluvioni e inondazioni a volte tragicamente spettacolari e con il loro tributo di vittime.

Il mio collega di blog Teoscrive ha subito rintracciato una notizia riguardante il crollo di un ponte presso Biella avvenuto venticinque anni prima proprio a causa delle forti precipitazioni

Dicevamo prima del forte impatto simbolico di un ponte così grande e spettacolare che collassa, delle immagini del ponte crollato trasmesse da tutti i mass media. In un certo senso il disastro era previsto: si sapeva che prima o poi quella struttura poteva crollare, se ne parlava da anni, si può dire che era quasi più una questione di “quando” che di “se”. Una volta viste le prime immagini, m’è venuto da pensare al film Cassandra crossing, un film di tanti anni fa riguardante epidemie e virus letali dove i passeggeri di un treno infettato dal virus sono destinati a perire attraversando un ponte fatiscente che crollerà sotto il peso del treno e una buona parte del film mostra quei passeggeri, una volta a conoscenza del loro destino di morte, che fanno di tutto per saltare a terra prima di raggiungere l’inizio del ponte. Combinazione, di virus letali parla anche un film di un po’ di tempo dopo, Io sono leggenda, dove compare il ponte di Brooklyn crollato.

Cassandra crossing.

 

Io sono leggenda.

In effetti, le notizie e le immagini di avvenimenti come questo presto si diffondono “viralmente” come si dice, proprio come un’epidemia, soprattutto in un’epoca in cui ci sono internet 2.0, You Tube e i social network, tutta roba che, per esempio, non c’era ai tempi del G8 prima citato.

Proprio come i passeggeri del film Cassandra crossing, diversi conducenti di mezzi automobilistici, sono riusciti a fermarsi in tempo un secondo prima di crollare assieme al ponte o andare verso il vuoto e, recentemente, il divulgatore e contro-informatore Rocco Bruno ha utilizzato la metafora del ponte Cassandra crossing per dire come, passeggeri di un tipo di civiltà profondamente in crisi, dobbiamo “saltare giù” prima di crollare assieme a questa stessa civiltà.

La foto estremamente evocativa e simbolica, diffusa dai mass media in tutto il mondo e vista dunque da milioni di persone, del camion della catena di supermercati Basko di fronte al vuoto oltre il ponte crollato. Potrebbe essere visto come un emblema della civiltà dei supermercati e del consumismo che si ferma un attimo prima del collasso?!

Il ponte Morandi era talvolta soprannominato “ponte di Brooklyn” per via della vaga somiglianza e tale ponte è spesso comparso distrutto dentro film catastrofici (come Final Destination V) e lo stesso ponte di Brooklyn, nella realtà extra-filmica, qualche anno fa fu colpito da un’intensa perturbazione che ne distrusse una sezione e fece anche rischiare la vita ad alcune persone.

https://www.si24.it/2014/07/03/crolla-di-una-sezione-del-ponte-di-brooklyn-new-york-colpita-da-un-violento-temporale/58130/

La distruzione del ponte di Brooklyn in Final destination V.

A questo indirizzo https://hackaday.com/2015/11/18/suspension-bridges-of-disbelief/ c’è inoltre un’analisi con una lunga carrellata dei vari effetti speciali di diversi ponti americani distrutti in film catastrofici hollywoodiani e di come spesso e volentieri le distruzioni di quei ponti in tali film non seguano le leggi fisiche di cui tengono conto gli ingegneri che progettano quelle strutture. A quest’altro indirizzo http://www.thegeektwins.com/2015/05/7-sci-fi-movies-that-destroyed-golden.html vengono illustrati i sette film di fantascienza in cui il ponte sul “Golden gate” a San Francisco lo si vede distrutto in molteplici maniere. Come si vede anche qui, l’immagine del ponte distrutto fa il paio, come potenziale simbolico, a quella di torri crollate.

Tra l’altro, lo stesso 14 agosto 2018, un’auto si è schiantata contro le ringhiere intorno al palazzo del parlamento di Westminister a Londra provocando diversi feriti tra i passanti, in un sospetto atto di terrorismo http://www.repubblica.it/esteri/2018/08/14/news/londra_auto_contro_barriere_fuori_al_parlamento_un_uomo_arrestato-204069540/

La cosa particolare è che l’anno precedente Londra fu coinvolta in due azioni terroristiche più gravi: una compiuta il 22 marzo (a un anno esatto di distanza dall’attentato terroristico di Bruxelles!) e l’altra il 3 giugno 2017. Sono coinvolti dei PONTI in entrambi i casi: nel primo il ponte di Westminster (vicino al palazzo del parlamento) nel secondo il London bridge. In tutti e due gli attentati sono stati coinvolti alcuni malcapitati passanti proprio come nello strano attentato di Londra – di minore entità ma comunque ben presente sui mass media anche lui – del 14 agosto 2018. Anche nel crollo del ponte Morandi sono stati travolti dei passanti e sia in questo caso sia in quello degli attentati londinesi centrali sono stati gli autoveicoli, quegli stessi autoveicoli che da un po’ di tempo vediamo prendere fuoco con sempre maggiore frequenza.

A ciò si può collegare un curioso episodio avvenuto prima di quegli attentati, nel febbraio 2016, quando molti passanti furono spaventati da uno dei classici autobus rossi londinesi che esplose e prese improvvisamente fuoco nel bel mezzo del London bridge https://www.mirror.co.uk/tv/tv-news/bus-explodes-london-bridge-terrifying-7326412 non si trattava di un atto terroristico vero e proprio ma erano riprese per una scena di un film su Jackie Chan. Verrebbe quasi da pensare che gli autori degli attentati di Londra dell’anno dopo si siano ispirati a questo film!

Comunque sia, proprio esattamente come all’epoca del G8 nel luglio 2001, la provinciale Genova, in quei giorni di ferragosto 2018, occupava le principali notizie di apertura in tutto il mondo, per la prima volta dopo poco più di diciassette anni.

A tal punto che anche la SINCRO-SFERA anglofona (ovviamente quella principale del mondo) ne è stata coinvolta:

https://brizdazz.blogspot.com/2018/08/anxiety-crossing-our-bridges-when-we.html

http://thesignificanceofr.blogspot.com/2018/08/predictive-programming-or.html

Compreso il nostro collega americano Goro Adachi, da cui abbiamo imparato il concetto di COERENZA MULTI-CONTESTUALE:

https://www.supertorchritual.com/news/cydonian-bridge/

https://www.supertorchritual.com/the-genoa-bridge-code/

This was one of those multicontextually resonant events sending shock waves across time backward and forward. And it’s surprisingly – or not so surprisingly in our case – very esoteric. It confirms a hidden, very powerful theme we’ve being stressing all year but no one else would be cognizant of, the…

https://www.supertorchritual.com/the-genoa-bridge-code-part-2/

https://secretsun.blogspot.com/2018/08/damn-it-planets.html

https://merovee.wordpress.com/2018/08/02/the-golden-bridge/

Dunque nel periodo subito dopo l’inizio della seconda metà dell’anno 2001, vi fu l’infuocato G8 di Genova come abbiamo detto il quale, un po’ per la presenza dei principali capi di stato del mondo asseragliati dentro la “zona rossa” del capoluogo ligure, un po’ per i terribili, tumultuosi fatti successi in quei giorni, focalizzò l’attenzione mass-mediatica mondiale su Genova e, dopo nemmeno due mesi, vi fu un altro fatto che catalizzò ancora più massicciamente l’attenzione mediatica di tutto il mondo verso New York e Washington (già normalmente piuttosto mediatiche per i fatti loro, senza che accada nulla di particolarmente terribile). Stranamente, diciassette anni dopo, vi è il ritorno di Genova all’attenzione internazionale e per via di un avvenimento che decisamente ricorda quello delle torri gemelle; in questo agosto 2018 sembra quasi ci sia stato un ritorno ibrido degli avvenimenti del luglio e del settembre 2001. Il luogo del torrente Polcevera in cui è venuto giù il ponte è stato definito “zona rossa”, proprio come la zona off limits in cui si vedevano i capi di stato durante il G8 e come senso ricordava il luogo delle torri gemelle collassate chiamata “ground zero”.

Tra l’altro in un contesto globale parecchio i fibrillazione: il nuovo governo italiano “populista” che crea scompiglio, le vicende negli Stati Uniti con la contrapposizione ormai quasi bellica tra i trumpiani e i non trumpiani in vista delle elezioni di mid term, i casi di censura mediatica nei confronti dell’informazione alternativa su internet, le vicende riguardanti un papato si può dire in caduta libera a causa della pedocriminalità ma non solo, i problemi delle migrazioni, i problemi dell’Unione Europea, i preoccupanti attriti tra Stati Uniti e NATO da una parte e Russia e Cina e le “potenze emergenti” dall’altra…

A questo proposito, poco più di quattro anni fa, scrivemmo un articolo che, letto oggi, ci sorprende un po’.

Ecco un passo riguardante la Liguria in generale e Genova in particolare come manifestazioni simboliche della differenza e contrapposizione tra ovest ed est:

Ho immaginato che il famoso EVENTO si sarebbe manifestato nel prossimo agosto (il mese in cui il mio compare Matteo vede come propizio per lo scatenamento di grandi cose), quando sarò via da Genova per dieci giorni. Mi sarei trovato a non poter più tornarci per lungo, lungo tempo e, quando, magari dopo anni, ci sarei ritornato, non avrei più trovato nulla di ciò che era stato e delle persone che ci vivevano.

Mi domando, però, la ragione simbolica di questa paranoia – che s’è ripresentata, sebbene con intensità molto minore, dopo diciannove anni – cosa vuole davvero dirmi il mio inconscio, rendendomi sensibile e ricettivo a immaginazioni di questo tipo, e ho pensato a ciò che ha scritto recentemente il mio compare Mediter su un suo articolo, il millenario scontro Oriente-Occidente, lo scontro tra il sorgere e il calare del Sole, tra un mondo vecchio che non vuole morire e un mondo nuovo che non riesce a nascere.

Come ligure, io questo lo avverto in modo particolare, visto che, il posto dove vivo si trova A META’ tra Occidente e Oriente, infatti Genova si trova in mezzo alla Liguria, tra la Riviera di Ponente (Occidente) e la Riviera di Levante (Oriente) e io, tra l’altro, sono anche di un segno, la Bilancia, che richiama alquanto questa dialettica Est-Ovest.

Il crollo di un ponte che collega il ponente con il levante della Liguria, che connette l’ovest all’est, può forse essere visto come una manifestazione simbolica (concretizzata nella realtà materiale) anticipatoria di una possibile rottura prossima ventura tra occidente e oriente? Mostrata mass-mediaticamente a tutto il mondo prima della sua effettiva manifestazione concreta nella realtà materiale?

Ecco cosa scrivevamo anche in quello stesso articolo:

Mi veniva anche in mente che, nei giorni intorno al 20 luglio 2001, vi furono gli avvenimenti del G8, e questa sarebbe potuta essere una combinazione significativa, esattamente dopo dodici anni. Un ritorno di un avvenimento simile a maggiore intensità e magnitudo, con Genova di nuovo alla ribalta internazionale, non certo per qualcosa di lieto, ma per qualcosa di fortissimo impatto psicologico globale. Come sarebbe, appunto, un’esplosione atomica.

Periodicamente, la città che venne definita con vari soprannomi, “Superba”, “Dominante”, sembra teatro di forti anomalie, le quali scuotono lo status quo, in particolare dell’Italia, ma non solo. Dalla “partenza dei Mille” nel 1860 al bombardamento navale inglese del 1941 (il quale sembrò un “ricorso storico” del bombardamento navale francese del 1684) ai disordini del 1960 e quelli, già citati, del 2001, e le periodiche, disastrose, alluvioni, dal quella del 1970, a quella del 1992, alla recente del 2011. [nell’ottobre 2014 ne sarebbe avvenuta un’altra].

E poi l’anno scorso, quando una nave colpì un edificio del porto a forma di torre, provocando vittime.

Quest’ultima frase è da spiegare: mi riferisco infatti a qualcosa che successe nel maggio 2013 quando una motonave si scontrò con la TORRE dei piloti del porto facendola crollare e producendo vittime https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia_della_torre_dei_piloti_di_Genova.

Leggendo quell’articolo sembra proprio che mi attendessi qualcosa di dirompente a Genova per l’agosto 2014 quando invece poi è avvenuto esattamente quattro anni dopo.

Il fatto che l’avvenimento del ponte Morandi crollato sia stato per molti genovesi shockante ma non del tutto inaspettato (come se lo si sentisse che prima o poi sarebbe successo) l’ho visto leggendo dei commenti di un mio contatto su Facebook in cui diceva di provare una sensazione stranissima, davvero difficile a far capire a parole, si ricordava dei sogni o delle sensazioni che aveva da piccola, nei quali non vedeva più da lontano la consueta silhuette del viadotto all’orizzonte alla fine della valle e adesso la visione dal suo terrazzo che aveva del panorama senza il ponte (la skyline senza il ponte) la riconosceva esattamente come quella di quei sogni o di quelle visioni che aveva da bambina.

Cosa altro può anticipare il messaggio simbolico globale del crollo del viadotto?

Si sa che l’etimologia della parola “PONTEFICE” significa “costruttore di ponti” e, ora come ora, l’attuale pontefice della chiesa cattolica si può dire sia “sotto inchiesta”, “bersaglio di polemiche”, “nel mirino”, proprio come il “pontefice” Riccardo Morandi (tra l’altro ormai da un po’ passato a miglior vita), il costruttore del ponte crollato. Qualcuno, come si è già detto, nelle primissime ore dopo il crollo, ha fantasticato sul fatto che il crollo fosse avvenuto perché il ponte “era stato colpito dal fulmine”. La parte della sezione del ponte di Brooklyn collassata nel 2014 venne giù in seguito a una tempesta di fulmini. Uno o più fulmini colpirono la sommità della cupola di San Pietro l’11 febbraio 2013, giorno delle dimissioni di Benedetto XVI.

https://www.supertorchritual.com/the-last-pope/

Una delle cose peggiori successe al papato di Francesco in questi ultimi tempi è stata la dimissione in blocco, a maggio, di più di trenta vescovi in Cile sempre a causa delle brutte faccende di pedo-criminalità e delle loro coperture in alto loco. Come abbiamo visto, il Cile è un paese che sembra proprio direttamente connesso al crollo del ponte, sia perché tra le vittime del crollo vi erano anche due cileni sia perché il Cile pare una terra colpita con una certa frequenza da incidenti di questo tipo: m’è stato comunicato direttamente da una cilena (tra l’altro da me incontrata anche il 14 agosto poco prima che venisse giù il ponte) di come in Cile si siano commemorati contemporaneamente i morti dovuti al crollo del viadotto di Genova e i morti di un incidente simile avvenuto anni fa in Cile e che fece uguale scalpore .

Quell’ 14 agosto 2018 è stato anche il giorno della morte di Micheal Persinger, uno scienziato eccentrico e singolare di cui avemmo modo di parlare in un curioso articolo risalente ai tempi delle olimpiadi di Londra nell’estate 2012, quando parve che alla cerimonia d’inaugurazione di quei giochi olimpici si fossero manifestati nientemeno che gli “illuminati”, ovverosia quelle tredici famiglie potentissime le quali secondo i teorici della cospirazione vantano un lignaggio secolare-millenario risalente ai tempi di Babilonia e influenzano gli avvenimenti planetari avendo sotto i loro ricatti di ogni tipo tutte le maggiori istituzioni dell’occidente, a cominciare da quelle finanziarie, militari, religiose e giudiziarie essendo inoltre in contatto con entità extra-dimensionali che li mantengono al potere supremo alle quali fanno tributo praticando innominabili riti satanici sacrificando giovani vite. Questo in nuce pensano certi cosiddetti “teorici della cospirazione”, esagerando di molto cose che magari possono anche avere un qualche fondamento nella realtà (basti pensare alle ramificazioni criminali accertate dei servizi segreti delle nazioni più potenti). Le divinità babilonesi, l’occhio che tutto vede e controlla sulla cima della piramide delle piramidi (la società piramidale fatta di piramidi sotto piramidi), la fenice che brucia nel fuoco e risorge dalle sue stesse ceneri: una simbologia di questo tipo in effetti fu presente nei rutilanti spettacoli all’inaugurazione e alla chiusura delle olimpiadi di Londra del 2012.

La fenice che brucia e risorge dalle sue stesse ceneri davanti all’unico occhio in cima alla piramide.

Bene, quel Micheal Persinger (ideatore di un casco particolare il quale stimola determinati punti del cervello che permettono di provare sensazioni percepite come “contatto con Dio”), per riassumere ciò che scrivemmo in quell’articolo, ipotizzava che una mutazione – intenzionale o meno – del campo elettromagnetico della Terra avrebbe fatto in modo di far comunicare istantaneamente i cervelli tra loro attarverso una specie di “mente collettiva” la quale si sarebbe manifestata proprio in seguito ai cambiamenti delle strutture geo-elettromagnetiche del pianeta. La questione aperta è: e se questa “mente collettiva” vera e propria fosse già attiva ma semplicemente inconscia e se, attraverso certe mutazioni, la si rendesse invece consapevole di se stessa? Può essere che le cosiddette “sincronicità”, i “climi psichici” e le “coerenze inter-contestuali” siano dei sintomi dell’esistenza sottotraccia di questa mente collettiva, la quale sembra rendersi conto di se stessa più del consueto in occasione di determinati avvenimenti globali d’impatto e di shock, amplificati e resi globali dagli attuali mass media.

Sottoscrivo ciò che dice Goro Adachi al riguardo:

Ciò che il tipico teorico della cospirazione non capisce e dunque lo limita nella sua valutazione delle cose è come le notevoli coincidenze possono sorgere dal reame metafisico al di là di ogni consapevole volontà umana e come sorprendentemente comuni tali coincidenze siano. Senza comprendere il ruolo della sincronicità – in sostanza della “magia” – nella nostra realtà, voi non potete sperare di ottenere reali intuizioni di ciò che è in corso intorno a noi e di cosa ci attende oltre l’orizzonte. Il nuovo articolo del Daily grailsSteam Engine Time & Ideaspace: How Creative Ideas Arise Simultaneously” tocca questo importante argomento.

https://www.supertorchritual.com/news/metaphysical-order-in-reality/

La piramide?

Intanto pensiamo che l’evento del crollo del ponte Morandi sia stato qualcosa che ha dato una bella scossa alla mente collettiva, ben al di là di quella italiana, tutto il mondo l’ha visto bene, é stato simbolico in una maniera sfacciata e spudorata e pensiamo sia stato di certo premonitore di roba di magnitudo molto elevata che avverrà in un futuro più o meno prossimo.

Come dice il pluri-citato Goro Adachi:

Questo è uno di quegli eventi che risuonano in maniera multicontestuale mandando onde di shock su e giù attarverso il tempo. Ed è sorprendentemente – o non così sorprendentemente nel nostro caso – molto esoterico. Esso conferma un nascosto, molto potente, tema che stiamo evidenziando lungo il corso dell’anno in corso […]

Sicuramente molti livelli di questa cosa ci sfuggono: per esempio è possibile un collegamento con l’eclisse lunare del 27 luglio (poco più di quindici giorni prima), la più lunga del secolo e del suo allineamento col pianeta Marte, dalla faccia completamente illuminata e alla minore distanza dalla Terra da anni?

E che dire di un’altra associazione mentale che ci viene da fare: i palazzoni sotto quel che resta del viadotto pericolante,  verranno distrutti e quindi gli abitanti andranno via. Sembra il rovescio di ciò che avvenne proprio dopo il 1967, qualche anno dopo l’inaugurazione del ponte quando venne raso al suolo il quartiere di via Madre di Dio che si trovava anch’esso esattamente ai piedi di un ponte, proprio come quei palazzoni sotto il viadotto, dai quali abbiamo visto gli abitanti che sono stati sfollati, esattamente come gli antichi abitanti del quartiere di via Madre di Dio. Questo quartiere (assieme al Borgo dei lanaiuoli e alla via dei servi) è sempre stato visto come il simbolo della “Genova vecchia” della “Genova scomparsa”, sacrificata alla modernità, al consumismo e alla super-motorizzazione partita proprio dagli anni sessanta in avanti. In quel periodo intorno al 1967 venne smantellato un simbolo della “città più a misura d’uomo” quale era il tram elettrico e venne edificato quell’altro tempio alla super-motorizzazione che fu ed è la sopraelevata, una specie di percorso autostradale nel bel mezzo della zona del porto e della città vecchia. Genova fu costretta in un modo quasi violento alla modernità veloce, motorizzata e consumistica. L’epoca dello smantellamento di quei quartieri medievali sotto il vecchio ponte di Carignano per dare spazio alla velocità moderna e soprattutto post-moderna fu nello slancio di fine anni sessanta inizio anni settanta, oggi forse vediamo, con questo crollo, l’inizio-inizio di un processo inverso e, infatti, l’immagine di quel camion del supermarket con di fronte il vuoto del ponte amputato ci fa meditare.

Voglio concludere questo articolo riportando un’ottimo scritto del mio amico regista Davide Scovazzo – già comparso una volta in questo blog – che lo vedo come degno finale di tutto quanto:

 

ULTIME RIFLESSIONI SUL PONTE MORANDI

…è che uno crede sempre che le “cose”, le persone, le realtà siano eterne. Che i genitori non moriranno mai, che la vita sia infinita, che la nostra adorata ci amerà per sempre, che quel muretto scrostato e pieno di scritte che sei abituato a vedere fin da bambino quotidianamente nella strada che percorri minimo due volte al giorno sarà sempre lì.
Poi accade.
Il cielo si fa di un rosso “strano” e malato o di un giallo infetto e presago di apocalisse, il Bisagno esonda e lascia strade, negozi, certezze e vite umane sepolte da una mota irreale che alluviona la coscienza, tuo padre si ammala e muore, un ponte che “davi per scontato” e vedevi ogni giorno dal finestrino della macchina andando a lavoro, su cui bestemmiavi in coda o percorrendo il quale sognavi a ore assurde al ritorno da concerti e serate al limite della notte d’un tratto crolla, i programmi televisivi si bloccano e iniziano a spuntare edizioni speciali dei vari TG zeppi di video amatoriali in cui viene ripetuto “ommioddio! ommioddio! ommioddio!” come un isterico mantra, questi stramaledetti social si intasano e ognuno diventa esperto, profeta, sarcastico, superfluamente poetico, tuttologo, e si ripiomba, anche interiormente, in una nuova preistoria. Ha qualcosa di luttuosamente liberatorio, macabro a dirsi.
Le priorità si scompagninano, il mondo come lo conosciamo si mette in standby, ci si guarda intorno per capire se tra i nostri cari ci sono vittime, la capufficio che urla e l’interrogazione di Latino dell’indomani smettono di essere al centro dei nostri pensieri e si fanno piccolissimi.
Si riguarda la fine del (nostro minuscolo, ma condiviso) mondo con occhi nuovamente bambini.
E adesso?
Ho un ricordo personale che mi lega al ponte.
Ma non è “quella volta sul ponte”. E’ più circa il ponte.
Ricordo un’altra istituzione venuta a mancare in questa vecchia Diva imparruccata in avanzato stato di decomposizione tra residui infeltriti di velluti ormai sozzi, vecchi tesori impolverati e ragnatele su antichi argenti ossidati che è la nostra dolorosamente e mestamente, depressivamente amata Genova, immortale e morta al medesimo tempo: il Genova Film Festival.
Sarà stato sette anni fa (anche il tempo si crede che non passi mai, e invece…).
Presenziai con il mio fortunato cortometraggio DURANTE LA MORTE, e lo presentai al sempre stranamente (data la ritrosìa del Genovese-tipo, che preferisce lamentarsi con la cadenza a morto di un mare in risacca per l’assenza di eventi che partecipare agli eventi stessi – che invece esistono eccome – oppure crearne di nuovi…ma in fondo a noi questo mugugno è caro e fa parte del nostro DNA come il Pesto e la Focaccia) caloroso pubblico insieme al Presidente e Maestro di Cerimonie Cristiano Palozzi.
Mi chiesero quali fossero i miei progetti per il futuro che ci sarebbe stato dopo quel corto.
Scherzando, citando la fine del capolavoro del Maestro Lucio Fulci “Zombi 2” (di cui allego una foto…notate le Torri Gemelle sullo sfondo….terrore si aggiunge a terrore, e non certo per i motivi originariamente voluti dagli autori…) in cui il Virus si è espanso anche in Occidente e gli Zombi invadono le nostre città che, appunto, crediamo immortali in quanto inespugnabili, sicure e al sicuro, eterne, incrollabili (con tutti i simbolismi più o meno facili e più o meno beceri che possiamo volerci vedere…gli immigrati coi barconi? L’annebbiamento delle nostre stesse intelligenze senzienti tra fake news, overdose di dati inutili e vacui e annullamento dell’identità? Ma non usciamo fuori tema…), perfettamente esemplificato da uno stuolo di Zombi che avanzano ciondolando invadenti e inarrestabili sul Ponte di Brooklyn (nomignolo che abbiamo sempre affettuosamente dato noi autoctoni al Ponte Morandi data la vaga somiglianza), dissi scherzando e canzonando un po’ il cinema del collega Massimo Morini, “Ho in mente un remake di Zombi 2 in cui gli Zombi marciano sul Ponte Morandi! Bisognerà fare in fretta, prima che ci pensino come al solito i Buio Pesto, magari tirando fuori uno dei loro soliti film, magari intitolato “ResurreXön”!”.
Il pubblico rise. Se ne aveva ancora voglia (ora credo di no, ormai siamo troppo terminalmente stanchi).
L’idea ci sarebbe anche stata, ma sarebbe stato troppo difficile bloccare la strada, impedendo quella viabilità che pareva così indispensabile e inarrestabile e di cui adesso dobbiamo imparare a fare a meno, come dell’acqua e del cibo in tempo di guerra. Col senno di poi, davvero avremmo dovuto fare in fretta.
Ora il ponte rimane lì, come un nonno appena morto a cui avremmo voluto fare molte domande e non l’abbiamo mai fatto, ma ormai è troppo tardi e restano solo i rimpianti per le risposte che non avremo mai più.
Guardo la mia città e la mia nazione, il mondo intero, i governi e i “sistemi” cadere pezzettino per pezzettino come i denti di un morto, mentre i viventi (o presunti tali) rimasti continuano a darsi la colpa l’uno con l’altro del decadimento fisico e strutturale della civiltà come la conosciamo.
Fino a qualche anno fa avrei detto che siamo come i pochi superstiti che si difendono dal lento ma inesorabile incedere degli Zombi (l’ignoranza? La corruzione?) che ci assediano.
Ora no.
Ora so per certo che i Morti Viventi che zoppicano a mente vuota, istericamente voraci e ottusamente ciechi su questo ponte crollato che non porta più da nessuna parte siamo Noi.





I patterns nella mia vita – cicli vitali – Aggiornato al 2018

10 09 2018

 

patterns

La vita è una serie di allacci fra persone e fra eventi. Per confermare questo esperimento faccio la prova con la mia vita, e con alcuni particolari della vita delle persone che mi circondano e alcuni eventi che spiccano e che più mi hanno stupito nella mia ricerca sui cicli vitali. Questo per provare che funziona anche per la vita degli altri. E’ difficile capire perché accade, forse si allaccia alla teoria del tempo frattale, forse è la natura della ciclicità insita in tutta la vita in generale, forse si tratta di quello che noi chiamiamo destino, che come il DNA, mette in correlazione gli eventi della nostra vita passata e presente, con quelli futuri. Andando a guardare nel passato, si può provare a fare ipotesi per il futuro, anche se rimane l’ imprevedibilità e gli allacci si fanno spesso con più chiarezza ad eventi accaduti. Ad ogni modo questo approccio ai cicli vitali è del tutto pionieristico e inedito, perché nessuno ha mai provato a fare questa prova, e non è stata nemmeno pensata. 

Ogni persona che entra a far parte della mia vita è concatenata a una serie di persone del mio passato , e di solito si presentano in seguito alla chiusura del ciclo con la persona affine a loro più vicina temporalmente, anche subito dopo questo, anche se perlopiù servono 3 anni prima che quella ” personalità ” si ripresenti e un altro ciclo ricominci. Conoscendo a fondo il proprio passato è possibile perlomeno fare delle congetture e delle teorie riguardo al proprio futuro. Non so se accade nella vita degli altri, ma nella mia vita le persone sono per modalità naturale messe sotto esame ogni 3 anni , una distanza di tempo entro la quale una barriera naturale si impone determinando la continuazione della amicizia. Fate anche voi questo esperimento e raccogliete più dati che potete sul vostro passato. 

1989 – 1992 – 1995 – 1998 – 2001 – 2004 – 2007 – 2010 – 2013 – 2016 – 2019

L’ evento più importante nella vita della mia famiglia nel 1989 ( a parte scoprire che stavo arrivando io 😉 ) arrivò negli ultimi giorni, quando pochi giorni prima di Natale mio nonno paterno col mio stesso nome e cognome fece un incidente sulla strada e finì in gravi condizioni. Rimase in ospedale per 6 mesi fino alla sua morte prima dei 60 anni. Nel 2001 ho cominciato a fare terapia per la scoliosi all’ ospedale e quella estate ero al centro dell’ attenzione della mia famiglia. Nel 2004 fui colpito dalla varicella il giorno prima del mio compleanno, e rimasi a letto per 15 giorni. Il mio migliore amico subì una operazione chirurgica e io passai del tempo con lui in ospedale. Nel 2007 cominciai a sviluppare delle ansie e il primo attacco non passò inosservato … accadde a scuola, e mi ricordo che dovetti essere fatto sdraiare in corridoio. Nel 2010 la mia vita interiore fu segnata dalla morte per incidente automobilistico di un conoscente e compagno di classe per 8 anni che avevo incontrato il giorno dell’ incidente. Nel 2016 un mio amico appassionato di moto come questo compagno di classe scomparso ha fatto un brutto incidente e ha rischiato grosso. Mia nonna paterna si è trasferita da noi per essere curata, nei giorni vicino a Natale.  Inoltre la mia famiglia venne coinvolta da un attacco di food poisoning che ci portò tutti quanti all’ ospedale. Nel 2013 morì mio nonno materno, il primo nonno che ho visto morire. E così si completava il cerchio. Nel 2016 mio fratello ha fatto un incidente in macchina. Nel 2007 cominciai ad avere dei sogni su una persona alla quale ho rivelato di ciò solo nel 2016, ed è stata questa persona a contattarmi.

Nel 2013 ho assistito a un dissolvimento sistematico della mia posizione sociale, un raso terra reset  assoluto e nel 2016 ho cominciato a perdere tutto quello che avevo ottenuto due anni prima. La compagnia si è disgregata e l’ inverno 2016-17 e’ stato assolutamente letargico … I cicli hanno sempre avuto ragione quindi la svolta e’ in arrivo in qualche punto ancora indefinito del 2017 .

PREVISIONI 2019: Nel 1992 nacque mio cugino, si prospettano novità che lo riguardano? All’ epoca abbiamo avuto un ospite durante le vacanze estive. Mio padre ha completato la specializzazione. Nel 1995 abbiamo comprato casa e ci siamo trasferiti in un’ altra città. Visto che è in arrivo il mio anno 29, chissà che non si prospetti un trasferimento, fonte probabilmente di innumerevoli cambiamenti, per lo meno entro l’ intera durata dell’ anno, perché non so se potrei aspettare il 2022 per questo. Il 1995 fu l’ anno della nascita di mia cugina … novità in arrivo per lei?

Inoltre nel 1998 io e mio fratello abbiamo subito cambiamenti in casa , con le stanze, e tutto, e quindi ancora una volta potrebbe coincidere con un possibile drastico cambio di abitudini e / o trasferimento altrove. In quell’ anno ci fu anche una gara di nuoto … per ora non nuoto più, ma chissà … l’ evento si verificò durante le vacanze.

Nel 2001 l’ attenzione si concentra sull’ amicizia con il mio amico storico, all’ epoca all’ insegna di gameboy e Pokemon, mio fratello si era appassionato di musica, siamo stati a Venezia ( sarebbe interessante incontrare Stephen King alla prima di IT 2 il prossimo anno a Venezia hehe anche se dubito che verrà qui! ). Poi potrei cambiare cellulare.

Interessante anche l’ allaccio potenziale con la festa del mio amico storico ( 2001 ) , durante la quale ci fu un imprevisto, un nostro piccolo amico che non era soddisfatto di quanto stava accadendo ha fatto una scenata … magari questo evento si potrebbe replicare in modo semplice da immaginare, magari durante il primo compleanno del figlio del mio amico, o in una altra occasione durante l’ anno, il bambino potrebbe fare tanti capricci e coinvolgere un po’ tutti gli invitati! Quindi comunque non sarebbe niente di drammatico, come le mie impressioni di undicenne interpretarono quei capricci dell’ altro nostro amico alla festa!

Potenziale un cambiamento nel lavoro, visto che il 2001 fu ( forse ) l’ ultimo anno in cui frequentai il corso di nuoto, e anche l’ anno in cui finii le elementari, che mi ricordano un po’ con qualche remoto fantasioso allaccio l’ ambiente di lavoro, dove comunque ci sono anche tanti bambini durante i centri estivi … In arrivo una nuova importante conoscenza femminile?

2004 – 2019: il mio amico delle superiori potrebbe tornare in scena più spesso quest’ anno. Un evento riguardante il mio amico storico potrebbe allacciarsi a quanto accaduto nel 2004. Ancora una volta si prospetta un cambio di ambiente quotidiano.

2007 – 2019: tornerà la collaborazione con un oratorio? Chissà. Quell’ anno vinsi il premio migliore animatore. Ci fu anche un ritiro spirituale con il mio amico storico che potrebbe replicarsi come incontro di vacanze o altra occasione particolare di gruppo che lo include, o magari il battesimo del figlio.

2010 – 2019: quell’ anno fu pieno di eventi e cambiamenti grandi, un drammatico incidente che mi ha portato a ritrovare un’ amica del passato remoto, il breve ritorno di una compagna delle superiori, due nuovi stage, occasioni di andare in una grande città assieme al mio amico delle superiori e la sua ragazza, e amicizie molto molto movimentate, e anche un after notturno estivo in spiaggia, una intossicazione alimentare di famiglia, un tentativo di trasferirmi per studio nella città dove vive ora il mio amico storico, però poi ci ripensai, la conoscenza con la madre del mio ” secondo fratello ” e la prima volta che mi recai a casa sua. La conoscenza di uno pseudo cugino come ci facevamo chiamare dagli amici in comune. Una collaborazione con un oratorio, diverso dal 2007. Una parente anziana venne a vivere da noi come ospite.

2013 – 2019 : A prima vista questo allaccio indica qualche distacco e cambiamento nello status sociale, un settore che potrebbe essere molto intenso e turbolento. Fu anche un anno in cui scoprii i dettagli del mio passato. Quel che potrebbe succedere è un approfondimento dell’ amicizia con quel mio amico che si allaccia al mio “ secondo fratello “, dal quale però successivamente ci potrebbe essere un ( probabilmente temporaneo ) distacco. E’ stato anche l’ anno in cui sono entrato in contatto con il mio collega blogger, quindi forse ci sarà l’ occasione per un’ altra importante amicizia adulta.

2016 – 2019: visto che ho deciso di fare la patente dovrò prestare la massima attenzione, visti gli allacci poco favorevoli, una delle cose che mi ha fatto pensare due volte prima di decidermi. Nel 2016 per esempio mio fratello fece un piccolo incidente con la macchina, ma fu uno spavento. Il 2016 fu un anno di terremoti nel campo delle amicizie, non ne andava bene una, e quando andava bene per un periodo, poi arrivava la botta, e tutto si capovolgeva. In sostanza fu proprio un anno che è meglio dimenticare. In casa ci fu un temporaneo spostamento di mobili poco gradito.

Nel 1989 ci fu il matrimonio di mio zio. Questa volta toccherà al figlio, mio cugino? O non ancora per tre anni? Nel 2016 dovetti cambiare gli occhiali quando li calpestai per sbaglio! Come quando giocavo con il mio amico al gameboy, il 2016 fu l’ estate del fenomeno Pokemon Go, ma non mi feci affatto coinvolgere. Però ne ho sentito tanto parlare. Nel 2019 meglio non dare feste, visto come è andata nel 2016 …

1990 – 1993 – 1996 – 1999 – 2002 – 2005 – 2008 – 2011 – 2014 – 2017

Nel 1990 la vita di un Matteo cominciava e la vita di un altro Matteo finiva. Nel 1993 nasceva mio fratello. Nel 1999 si aggiungeva un altro membro effettivo della famiglia, il gatto ;). Nel 1996 ho cominciato a frequentare il centro sportivo dove nel 2014 ho cominciato a lavorare come stagista. Nel 1999 visitai per la prima ( unica? non ricordo ) volta Genova e nel 2014 cominciai a scrivere articoli su questo blog, il cui autore è un Genovese ;). Il pattern si fa vedere persino con gli acquisti e i videogiochi. Scoprìi la play 1 e Tekken 2 nel 1999, nel 2002 presi la play 2 e Tekken 4 e probabilmente quest’ anno prenderò la play 4 per Tekken 7, che si dice essere l’ ultimo capitolo della saga per completare il cerchio. Nel 2002 mio padre dovette subire un intervento chirurgico, e questo si potrebbe collegare col 1990 a mio parere. Nel frattempo io facevo terapia personale per la schiena. Nel 2002 inoltre conobbi una ragazza che sarebbe stata al centro della mia attenzione come protagonista nel 2005. Il termine di questo ciclo si ebbe nel 2014 quando dopo un tentativo di riprendere almeno un rapporto di amicizia prendemmo strade diverse definitivamente, in modo molto simile alla prima volta che ci lasciammo nel 2005. Nel 2005 morì mia nonna materna. Nel 2005 inoltre conobbi un amico che sarebbe diventato più importante nel 2014. Ora, nel 2008 e nel 2014 successero due episodi molto particolari che a mio parere possono considerarsi affini, perchè uno dei protagonisti portava lo stesso nome ma non esattamente perchè l’ altro aveva un nome composto, l’ altro era lo stesso del 2014, e la ragazza aveva la stessa nazionalità della ragazza del 2014. Ma non vi racconterò i dettagli. Nel 2008 io ero presente ai fatti, nel 2014 ero assente e mi venne raccontato. Inoltre pare che vi sia un pattern in questi anni concatenati in cui nella mia vita vi è almeno uno ” scontro ” con una femmina.

Il problema di quest’ anno è l’ inevitabilità del collo di bottiglia attraverso la quale barriera non so come il mio panorama sociale nato nel 2014 in seguito a un reset riuscirà a superarla. Prevedo almeno una importante amicizia femminile.

AGGIORNAMENTO 2017: La compagnia si è disgregata come previsto ma sorprendentemente non ho avuto nemmeno il tempo di tornare solo perché ne ho trovata un’ altra. Ognuno di loro è collegato in qualche modo ai ragazzi della vecchia compagnia, e non solo, mi sembra siano persino un amalgamo di tutti i miei vecchi amici. L’ arrivo di una nuova compagnia è l’ evento principale di questo mio 2017 e credo che su di loro si concentreranno la maggior parte dei cicli. Per me è come assistere ogni 3 anni a un cambio di stagione o addirittura passare da una tematica a un’ altra, e il cast cambia ma i caratteri di base rimangono sempre gli stessi come degli archetipi.

A volte, invece di fare che tutto si riorganizza in grande stile, ci sono dei singoli episodi che in un certo senso riepilogano, come per esempio una mia conversazione abbastanza lunga con una professoressa che non vedevo da tempo, incontrata mentre venni colto da un diluvio mi ha mostrato che a volte queste connessioni ritornano solo in forma episodica, e non con una nuova grande storia. Allo stesso tempo persone che nel 2014 sono state protagoniste dal mio punto di vista, in questo 2017 invece sembrano relegate a fare da background, apparendo solo sporadicamente.

Questa nuova compagnia vedrà il suo più forte ostacolo probabilmente fra 2 o 3 anni quando avverrà qualcosa che fungerà o da evento separatore oppure da sfida e difficoltà che però potrebbe essere affrontata con successo.

ALTRO AGGIORNAMENTO 2017: come è stato nel 1990 che mia madre si era arrabbiata perché mia nonna e mio zio erano stati per troppo tempo ospiti dei miei genitori, nel 2017 mia madre e mio fratello hanno deciso che non potevo più invitare amici in soffitta, e mio fratello ha fatto una sfuriata con due miei amici. Tre anni prima avevo ottenuto le chiavi della soffitta e il permesso di invitare amici.  Il collegamento con il centro nuoto dove lavoro c’è con il 1996, quando ho iniziato a frequentare il corso di nuoto nello stesso centro ( altra sede all’ epoca ). Al posto del corso di musica del 1996 ho iniziato quello di giapponese, anche se solo per qualche mese, assieme ad un mio nuovo amico. Questa persona rappresenta una versione positiva del mio ” secondo fratello “, e le lezioni che facevo con quello del passato si allacciano alle lezioni di giapponese seguite assieme alla persona nuova. Come quando ho cominciato ad andare a casa sua sempre più spesso nel 2011, sono stato un paio di volte a casa della persona nuova. Si allacciano anche con le abitudini affini di telefonare e parlare per un po’ la sera.

1991 – 1994 – 1997 – 2000 – 2003 – 2006 – 2009 – 2012 – 2015 – 2018

A primo impatto questa concatenazione riguarda eventi forse meno diretti, più sfumati, come per esempio il fatto che l’ unico viaggio a Parigi per noi è avvenuto nel 1997, che non posso fare a meno di collegare col fatto che nel 2015 Parigi è tornata al centro della attenzione di famiglia a causa dell’ attacco terroristico. Nel 2000 il mio gatto è stato ricoverato di urgenza per una malattia al quale è sopravvissuto per un pelo. Nel 2015 il mio gatto è morto dopo una lunga serie di ” terapie ” applicate dal veterinario e dai miei genitori. Al mio tredicesimo compleanno i miei amici mi hanno aiutato a ” dichiararmi ” a una altra ragazzina, e tre anni dopo nel 2006 ci siamo lasciati per la seconda volta, separando le nostre strade il giorno prima del compleanno tredicesimo di mio fratello. Nel 2006 una mia compagna di classe che ha sempre frequentato con me fin dalle elementari ( classe accanto alle medie ) ha avuto un incidente d’ auto e in seguito siccome mio padre aveva dato una mano con il post – evento e con le altre amiche sue sopravvissute, per un certo periodo mi ricordo che si dimostrò più gentile e più attenta a me. Non sapevamo che tre anni dopo saremmo stati un po’ al centro dell’ attenzione in classe con discussioni, commenti, battute che ci hanno portato a un piccolo conflitto, anche online, fino all’ ultimo giorno dell’ ultimo anno, quando in classe si parlava solo di noi due, e poi le nostre strade si sono separate per sempre. Nel 2015 ho scritto a sua madre online per spiegare un po’ di quello che avvenne nel 2009, come mi sentivo, e a che punto ero nella mia vita. Volevo attuare una chiusura del ciclo. Nel 2009 ho approfondito l’ amicizia con due fratelli che avevo conosciuto nel 2006. Ho cominciato a frequentare la stessa università due volte a tre anni di distanza, 2009 e 2012, senza continuare nessuna delle due volte. Nel 2012 tornai in una scuola superiore come stagista , tre anni dopo aver concluso gli studi. Nel 2003 il mio migliore amico fece una caduta che lo portò a mesi di terapie e a un intervento chirurgico. Nel 2012 mio padre ha seguito la terapia di suo nonno, la cui salute peggiorò in modo inesorabile in seguito a una caduta. Nel 2012 la migliore amica di mia madre venne ricoverata in seguito a un evento improvviso riguardante la salute. Nel 2015 mentre lei e mia madre facevano una passeggiata, il marito di lei si è sentito male in negozio e in seguito a un ricovero in condizioni critiche è morto.

AGGIORNAMENTO 2018: Mia madre poteva andare in pensione adesso, ( nel 1991 aveva cominciato ad assumere il suo attuale ruolo ) ma ha deciso di aspettare un anno. Forse alcune decisioni possono oltrepassare il ” limite ” posto dai cicli. Entro quest’ anno potrei partecipare ad un battesimo. Dal 1994 non arrivano molti allacci, ma le vacanze al mare di quest’ anno sono state lunghe quasi quanto allora. Per quanto riguarda l’ allaccio con il 1997, si può fare fra il mio ” primo amico ” e l’ attuale mio amico, visto che le due persone a mio parere sono allacciate fra loro, e al posto del corso di musica ci potrebbe essere quello della scuola guida, che ho deciso di fare in ritardo. Inoltre quest’ anno siamo tornati per una occasione ( pranzo ) alla casa in campagna dei nostri amici del mare, dove passavamo spesso il tempo all’ epoca.

Ciò si allaccia anche con il 2000, anno che si concentra sull’ inizio della mia amicizia con il mio amico storico, quello che dura più a lungo, con il quale in questo 2018 ci sono state varie occasioni di novità, visto che ha avuto un figlio. Si spera che ci sia una nuova conoscenza femminile, che potrebbe allacciarsi al mio tredicesimo compleanno, occasione di rivelazioni e nuovi inizi. Curiosamente nel 2003 il 14 agosto fu un giorno molto triste, per la prima volta una mia parente morì, e così partecipai al mio primo funerale. Questo 14 agosto è stato l’ ultimo giorno delle vacanze, e con la tragedia di Genova, si è parlato per lo più di questo evento. Anche nel 2003 le vacanze si conclusero in questo inusuale e triste modo.

L’ allaccio fra il mio ” primo libro ” del 2006 e il 2018 potrebbe verificarsi con il mio prossimo progetto, che consiste nel raccogliere i miei racconti dell’ anno scorso, in un vero e proprio libro, realizzato in diverse copie da una tipografia. Proprio come nel 2006 scrissi la mia fan fiction a penna su un quaderno dalla forma di libro, presentandolo in classe. All’ epoca andavo dal dentista in ospedale, e anche quest’ anno ho cambiato sede riguardo a questo, e vado in una clinica specializzata che sembra proprio un ospedale mignon. Qualche giorno fa la nostra seconda macchina si è rotta definitivamente, e abbiamo deciso che a breve la demoliremo, dopo 19 anni di carriera, proprio come accadde per la nostra vecchia auto nel 2006. Di recente, inoltre, ho avuto occasione di conversare con un compagno delle superiori che non vedevo dal 2009, e questo compagno ha dato una festa abbastanza memorabile nel 2006.

Allacci con il 2009? Forse il mio esame della maturità corrisponderà al mio esame per la patente prossimo. Si prospetta un autunno all’ insegna del cambiamento, forse dettato dalla conoscenza di due nuovi amici, come fu nel 2009, e potrebbe centrare qualcosa con il corso della patente, visto che il giorno in cui cominciai l’ università accadde che conobbi due persone, di cui uno fu determinante per arrivare a conoscere una persona che mi portò a stravolgere tutte le mie conoscenze future. Inoltre potrebbero tornare gli amici di penna stranieri, e anche nel 2009 presentai il mio copione in classe, quindi si allaccia al progetto tipografia. Anche nel 2009 partecipai ad un battesimo ( nel 1991 era il mio ). Una certa vicenda privata ha replicato in modo sbalorditivo una vicenda affine del 2009, allacciandosi perfettamente.

Collegandosi al mio ” secondo fratello ” del 2012, un mio amico in particolare spicca fra gli altri, e si allaccia con quell’ altro. Per un breve periodo, ho cercato di replicare il mio interesse per i disegni artistici, ma giusto il tempo di una singola occasione. Una persona che conobbi nel 2012 attraverso il mio ” secondo fratello ” ha risposto, l’ unica, ad un mio messaggio ” di massa ” mandato per tentare di avviare un progetto con i miei amici. Nel 2012 mi recai diverse volte dove vive ora il mio amico storico, per partecipare ad un breve stage. In quell’ anno, io e la mia famiglia facemmo visita ad un parente del mio amico e poi al successivo funerale. I passaggi in auto che mi fornì un amico adulto conosciuto ad uno stage potrebbero replicarsi sotto forma del mio istruttore di guida prossimo? Riuscirò a visitare la nuova casa del mio amico storico come nel 2012 feci una delle ultime visite a casa sua? L’ amica di mia madre che si sentì male nel 2012, durante un viaggio, quest’ anno ha avuto un evento simile, anche se molto più lontano, e in forma più grave, si è ripresa. Come il mio ” secondo fratello ” visitò per la prima volta casa mia, nella stessa stagione ( 2018 ) ci fu un occasione per il suo allaccio di visitare casa mia. Mio fratello è tornato a prepararsi per gli esami come quando ha cominciato nel 2012 e come quando ha fatto la maturità nello stesso anno. Chissà se partirà per un’ altra città come accadde all’ epoca? Inoltre all’ epoca conobbi una persona adulta che divenne mia amica su fb, ma quest’ anno ho deciso di toglierla dagli amici, continuando però a seguirla altrove.

Spicca anche l’ occasione di aver conosciuto il fratello minore di una ragazza che avevo conosciuto nel 2009, all’ università, e con la quale avevo avuto una conversazione sul treno nel 2012, quando ho ritentato la strada universitaria.

Per quanto riguarda gli allacci al 2015, c’è stata una effimera ripresa dei contatti con un amico che è stato protagonista per me di quell’ anno, e il primo passo l’ ha fatto lui, anche se comunque non ha significato la ripresa dell’ amicizia. Ed è accaduto 365 giorni dopo la chiusura dei contatti nell’ anno prima. L’ allaccio alla morte del mio gatto è stata la morte della cagnetta dei nostri immediati vicini, vissuta più del mio gatto. C’è stata occasione di rivedere un amico conosciuto nel 2015, anche se finora solo per una volta. E’ successo anche per un’ altra persona, conosciuta nello stesso anno, anche se finora solo per una brevissima e poco significativa occasione. La scomparsa improvvisa di un nostro amico di famiglia potrebbe essersi allacciata, anche se l’ allaccio in sé è debole, i due non si conoscevano, però siccome era un parente dei nostri vicini immediati, entrambi sono scomparsi all’ improvviso da un giorno all’ altro.

Nel 2015 c’è stata l’ ultima visita alla casa originale del mio amico storico. Una mia amica, ora trasferitasi, conosciuta nel 2015, continua a mantenersi in contatto con me. Di occasioni di rivedere amici e conoscenti del 2015 ce ne sono state diverse. Nessuna delle quali iniziata da me. Nel 2015 una nostra amica è diventata giovane madre.

Come previsto, la compagnia che ha preso il ruolo di quella cominciata nel 2014, quest’ anno, come fu per la prima nel 2015, ha cominciato a presentare i primi punti deboli, i primi ostacoli, le cose non sono più quelle di prima, anche se rimane una certa stabilità dettata dall’ abitudine, era comunque meglio nel 2017, c’ era più unità di gruppo.





Dall’ altra parte della staccionata – lettera ad un amico

9 09 2018

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E così è accaduto. Non minimizziamo l’ esperienza, e il cambiamento  che tu, caro amico, affronterai nei prossimi mesi, e anni. Diventare padre è l’ esperienza di cambiamento più monumentale della vita. Anche se hai appena varcato la soglia di un mondo ” alieno e incomprensibile ” per me, non posso fare a meno di immedesimarmi con la mia sconfinata fantasia ( e intuizione ) nella tua situazione.

Questa originale e forse simpatica lettera ti potrebbe sorprendere, ma come sai, io scrivo, quindi perché non scrivere? Chi legge non saprà come ti chiami, non saprà chi sei per ovvi motivi di privacy, ma chi mi segue qui oggi saprà che il mio amico storico, il mio amico di infanzia e adolescenza, quello per eccellenza, è sempre stato il mio supporto di stabilità, anche quando non se ne rendeva conto, anche quando non c’ era, il pensiero rimaneva. Mai una discussione, mai successa nemmeno una singola volta, mai una volta mi sono trovato in situazioni di imbarazzo o sconvenienti, quando arrivavo con le mie ” giornate tipo ” piene di ” eventi sconvolgenti ” dall’ altra parte c’ era sempre quella voce pacata che dava sicurezza, già, perché quella tua tranquillità ( non importa quanto impegno ci avrai messo per mantenerti sempre stabile, magari mi sorprenderebbe ) in poche parole dava un po’ più di senso alla vita. Fra noi due, mi sono sempre immaginato, che io ero come Pippo e tu come Topolino.   

Di amici ne ho avuti tanti, ma uno solo è sopravvissuto così tanto alle turbolenze della mia vita, che dal 2009 a questa parte non è più così lineare come prima, anzi, proprio per niente, sconclusionata e piena di errori.

Sono stato lontano e distante, già, come al solito ho pensato più alla vita degli altri che alla mia, sono fatto così, sono assolutamente convinto che, messo nella tua attuale situazione, potrei tranquillamente dire ciao al mondo e dedicare la mia vita alla nuova creatura. Quindi, credimi, ti capirò molto bene. E’ proprio quello che va fatto. Di genitori poco ortodossi ne vedo spesso, e ogni volta mi indigno. So bene che è necessario ricalibrare il proprio mondo personale per gettarsi a capofitto in una nuova vita, che sarà come ripetere la propria, che sarà come conoscere i propri genitori di nuovo, in modi che neanche credevamo possibile.

In un certo senso ho sperimentato anche io un periodo del genere, anche se avanti nel futuro rispetto alla tua timeline ( lol haha ) … quando nel 2011 e 2012 e inizio 2013 ho dedicato le mie giornate alle lezioni a casa di un ragazzo che è diventato più fratello del mio all’ epoca distante fratello, e molto velocemente, a dire il vero, è diventato una sorta di ” figlio “. Ho sperimentato cosa vuol dire dimenticare il mondo circostante. Ero spinto dal mio senso del dovere, che divorava ogni altra cosa. Sono fuggito dalla situazione per ritrovare me stesso, nella mia solita maniera apocalittica e molto rapida. Sapevo che per mandare avanti il mio futuro era necessario darci un taglio, ma dopo anni, soprattutto dopo un tentativo di ricongiungimento andato a scatafascio, mi sono reso conto che tutto poteva essere diverso, ma l’ altra persona non ha fatto la sua parte come promesso, e quindi forse sarebbe andata allo stesso modo comunque. Nella mia mente, è come se io fossi assolutamente convinto di ” essermi salvato ” andando via, ma sono anche convinto che quella situazione fosse così particolare, io che sono sempre in giro ero entrato in modalità ” casalingo “, c’ era persino l’ altra parte del ruolo, quello della madre, quel ragazzo io e lei ce lo siamo spartito per due anni mentre il padre era spesso al lavoro e assente.     

Visto che mi occupo di cicli vitali e sincronicità, suppongo che se la vita è ciclica, e lo è sicuramente, quel periodo fosse una specie di ” test per il futuro ” che io ritengo comunque di aver fallito, ma in ogni caso ritengo che sia una anticipazione. E’ del tutto impossibile da immaginare, adesso, ma in un periodo del futuro potrebbe succedere qualcosa di simile anche a me. Non ho mai dovuto cercare nessuno, c’ era solo da aspettare che il tempo facesse la sua parte e mi portasse dove voleva che fossi, quindi suppongo che ” cercare ” qualcosa a riguardo non porterà a qualche risultato. Ad ogni modo, quel test non era nemmeno il primo, e non era nemmeno l’ ultimo … E sono sicuro che se le cose fossero state diverse, probabilmente con una persona diversa, a questo punto sarebbe ancora qui, perché non sono capace di lasciar andare via le persone. Credo che quel determinato evento di ” fuga ” sia stato frutto di qualche allineamento astrologico … non a caso c’ era uno stellium in Acquario, il segno della libertà.

Tu probabilmente non hai avuto nessun ” test “, nessuna modalità tutorial, il Tempo ti ha portato il piccoletto e ti ha detto ” Deal with it “. Per di più, eri anche figlio unico, e adesso non sarai più solo, anche se probabilmente non ti sarai mai sentito solo in quel senso, ma chissà … non ho mai osato chiedertelo.

     Risultato immagine per wizard movie jimmy

Per qualche motivo, la mia vita, per tanto tempo, mi ha portato a vivere situazioni in cui io ero il punto di riferimento di tutti gli altri, poi sono diventato quello che    ” andava superato in tutto ” e quel ruolo è ormai sfumato, e ormai i miei amici sono davvero miei amici e non ” tanti fratelli minori ” . Ho voluto rivivere la mia adolescenza, che ritenevo di non aver mai vissuto, visto quanto stavo sui libri per galleggiare sulla sufficienza alle superiori, in una scuola che, col senno di ora, avrei potuto facilmente conquistare, con un po’ di crescita in più … ma così è stato, e , be’, ho fatto l’ adolescente. Ho scritto centinaia di pagine di diario su quell’ esperienza, ma credo che rimarranno non letti fino a quando non lo avrò deciso. C’ era un’ altra persona in quei tempi, dentro di me, un essere ignoto e turbolento che ho mandato via quando non ne potevo più.

Da un anno e mezzo a questa parte sto finalmente ritrovando il me stesso che si era perso chissà dove più o meno nel 2010 o giù di lì. La vita in questi mesi sembra così normale che c’è bisogno di smuovere un po’ la situazione. Quando la vita ti dà solo cambiamenti e turbolenze, se si stabilizzano le cose viene quasi voglia di dire …” e quindi? Tutto qui? “.

Ma a dire la verità sono contento che ” è tutto qui “, perché non desidero altro che una vita normale e tranquilla. Ho sempre desiderato vivere una vita senza tante grandi domande, ho sempre desiderato una gamma di umori e modi di vivere meno melodrammatici ( che ci posso fare, ascendente in Leone … 😉 ) e tanta praticità in più. Ho sempre vissuto la vita in termini di limiti ed esperienze comuni ” mancate ” e altre esperienze meno comuni che invece sono state vissute.

Quindi, voglio fare lo scrittore … ho un passato da ” vero scrittore “? Come quella donna madre single sulla soglia della povertà che scriveva affianco alla bambina disperata, circondata da persone che la guardavano in modo strano? Come quell’ americano che viveva in una roulotte con la moglie e i figli piccoli senza un telefono, facendo lavori di fortuna? Diciamo che sono più fortunato di come sono stati loro a quel tempo, ma anche io potrò raccontare il mio background ” dalle stalle alle stelle “: potrei dire che sono quel tipo sempre sottovalutato, sempre dato per scontato come stravagante sognatore, quel tipo che esce spesso da solo e rimane da solo, e non si sa a che cosa sta pensando. Sono convinto che bisognerebbe pensarci due volte prima di sottovalutare le persone nell’ ombra, che non spiccano a livello sociale e a livello di status in generale, perché la vita è piena di sorprese. Le vite sopra descritte lo dimostrano.

Certo, loro saranno quelli che escono sempre accompagnati, che hanno la macchina sportiva, che possono raccontare delle loro conquiste, ma dalla mia parte ho una notevole creatività e capacità di scrivere, che conservo come il mio tesoro, una qualità che non trovo in nessuno di loro. Non giudico nessuno, più o meno, però mi rendo conto che loro hanno le fidanzate, le compagnie che li aspettano sotto casa, le loro piccole vittorie della giornata, le loro serate movimentate, ma io ho qualcosa di più grande e di più raro.

Ad ogni modo, anche a distanza, anche nei periodi dove non ci siamo sentiti, sei sempre stato un mio punto di riferimento. Tante, tante volte ho avuto bisogno di una dose di pacata razionalità, e te ne ho messo al corrente solo in rare occasioni, e credimi, ce ne sono state tante.

Ora so che ci sarà un bambino e un adolescente e un adulto che avrà sempre a disposizione quella tua pacata ragionevole razionalità, la tua grande qualità, e sono soddisfatto per questo.

Sarà che la mia vita si sta adattando al ristagno culturale in cui siamo immersi da anni, e del quale io e il mio collega abbiamo parlato nel blog? O sarà così perché adesso non avrò più bisogno del tuo intervento ragionevole?

Capisco perfettamente. Da un po’ di tempo a questa parte ho trovato una nuova voce interiore, una delle tante 😉 che mi sta aiutando in questo senso. Tu adesso mi dirai, ma il fatto che io adesso abbia una vita da accudire non vuol dire che i problemi e le insicurezze del mondo circostante siano improvvisamente diventate un ” di meno dei miei “. Io ti dirò con tutta tranquillità che a tutti gli effetti adesso potrai avvalerti proprio di questo. Sì, è vero, te lo dico io 🙂 ora i problemi del mondo circostante sono scesi di livello, e non devi farti nessun problema. Anzi, sentiti libero, nei momenti critici, di affidarti a me, saprò premere un pulsante nella mia mente e connettermi nella immedesimazione del ” Consigliere ” e trovare le parole adatte, anche se conosco la tua modestia e ho qualche dubbio che lo farai per davvero 😉 .

Comunque, non intendo mantenere la mia vita ” ferma e stagnante ” per molto a lungo, ancora. In un certo senso, mi sento connesso alla tua timeline, e mi rendo conto che è ora di lasciare certi aspetti della mia vita alle spalle. Ci sono romanzi da mandare avanti e completare, per esempio. C’è quella faccenda della patente dell’ auto che si è persa nei ” più avanti ” da almeno dieci anni. Ci sono tante faccende lasciate in sospeso, che è ora che abbiano la priorità. Bando alle ciance, in poche parole.

Ho un progetto a lungo termine, e sarò assolutamente determinato a riguardo. Scrivere e pubblicare è incluso nel progetto, ma ci sono anche altre cose. So già che questo autunno sarà ” differente “, non escludo che possa generare una scissione da linearità a non linearità, come nel 2009, si allinea a quella cosa dei cicli vitali, quindi qualcosa succederà. Voglio provare l’ esperienza di metter piede in un ” mondo ignoto ” , diverso dal tuo, ma comunque in un certo senso affine.

Non ci vorrà molto … ben presto la vita da questa parte risulterà un po’ troppo insipida e banale, ci vuole qualcosa che si smuova, che movimenti un po’ le cose.

Buona fortuna per il tuo grande viaggio. Io cercherò di starti dietro, lol, ad una notevole ” distanza a livello esperienziale ” ma sarò sempre qui, pronto ad accoglierti, pronto a valorizzare la nostra amicizia, pronto a ricompensarti del supporto fornito, e ( no, non l’ ho dimenticata questa parte haha ) anche pronto ad accogliere tutto quello che fa parte della tua vita. Con lo stesso valore.

                                                                                                                                             Matteo  

                                                                                                                                     





Psychosis e il concorso Wattys

31 08 2018

Sono il coautore di questo blog, e desidero informarvi che la mia storia PSYCHOSIS sta partecipando ad un concorso online ( WATTYS2018 ), e ha passato oggi la PRIMA SELEZIONE, da una lista di 11. 412 storie iscritte ufficialmente, è entrata in una nuova lista di 600 classificate! Fra 15 giorni vi sarà un’ altra selezione, e a fine settembre saranno annunciati i vincitori!

Se siete interessati, e iscritti a Wattpad, oppure conoscete persone che hanno voglia di leggere una bella storia ( 10 capitoli postati per ora ) e che sono iscritti a Wattpad, potete proporgli / visualizzare e/o votare, e/o commentare la mia storia PSYCHOSIS su questo link:  https://www.wattpad.com/myworks/153384203-psychosis

Inoltre la storia ha anche un sito ufficiale! Nel link sotto potete visualizzare le storie dei personaggi, e potete leggere fino a 11 capitoli!

https://psychosisromanzoonline.wordpress.com/

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Ted Kennedy e John McCain

27 08 2018

http://blog.synchrosecrets.com/?p=30825

Negli eventi globali, le sincronicità sono talvolta così abbaglianti che persino dei giornalisti notano le “coincidenze”.

Il 25 agosto, la famiglia di John McCain annuncia che l’ottantunenne senatore muore alle 16:48 a causa di un glioblastoma, una rara forma di cancro al cervello. Quando ho saputo della sua morte, ho accennato a Rob come Ted Kennedy avrebbe dato a McCain probabilmente il benvenuto nel mondo dei più poiché non solo furono amici ma sono morti per lo stesso tipo di tumore. Ciò che non sapevo – come annunciato pochi minuti dopo – è che Kennedy è morto il 25 agosto 2009, nove anni fa nello stesso giorno.

[…]

NDT: notiamo inoltre quanto i due si somigliassero ANCHE FISICAMENTE.

 





John Oswald, la plunderphonic e le musicassette vaporwave

24 08 2018

Qui sopra la versione vaporwave del brano Danger Eyez di Tassony e BOOM BO riprodotta da un boombox della Samsung degli anni novanta.

 

 

Noi di Civiltà Scomparse abbiamo avuto modo di parlare in diverse occasioni di un particolare genere musicale – per adesso non ancora molto famoso in Italia – chiamato vaporwave, che di primo acchito la si potrebbe vedere come una specie di pop-music nostalgica del pop (del synthpop soprattutto) di trenta/trentacinque anni fa oppure la si potrebbe vedere come un MEME di internet visto che la vaporwave è parecchio presente per esempio su You Tube e i cartoni animati e le scritte giapponesi, le statue classiche, lo stile windows, i videogiochi vecchi e i palmizi della Florida nei colori del tramonto (che accompagnano la musica) sono diventati, da qualche anno, un qualcosa di così diffuso in rete da essere visto come un vero e proprio meme.

Una moda passeggera, qualcosa di estemporaneo quindi, replicato un eccessivo numero di volte…ma forse non è veramente così. Forse la vaporwave è qualcosa di talmente impalpabile, di così radicalmente nuovo anche – nonostante sia realizzata con materiale più che altro “nostalgico” – che è perciò molto facile fraintendere e soprattutto banalizzare. E’ comodo dunque vederla come una specie di moda memeiola di internet senza alcun futuro vero di fronte a sè, senza capacità alcuna di ulteriore evoluzione, qualcosa di auto-referenziale e adatto solo per i segaioli mentali di internet o per quelli che la vogliono prendere in giro modificando a piacimento la celebre copertina di Floral shoppe di Macintosh plus.

E invece a nostro parere non è così: la vaporwave non solo non è affatto un meme effimero e ha un futuro luminoso davanti ma ha anche dietro di se’ una sua storia rispettabile, che parte proprio da quegli anni ottanta così tanto utilizzati come materia prima da questo genere musicale (che non è solo un genere musicale ma anche un’estetica). Fu infatti verso la fine di quel decennio che un certo John Oswald, un canadese, inventò qualcosa da lui chiamato plunderphonic, basato su una teoria – da Oswald messa velocemente in pratica – secondo cui la stessa registrazione della musica poteva essere utilizzata come uno strumento musicale. Oswald affermava che la registrazione non solo serve per documentare un brano musicale e per diffonderlo a più persone possibile ma ha in sé anche una valenza creativa la quale si può manifestare utilizzando la registrazione proprio come uno strumento musicale. C’è da dire che, nel momento in cui Oswald enunciava la sua teoria nel 1985, i sample pre-registrati già cominciavano a essere massicciamente utilizzati nella musica electro pop, anche quella non di nicchia, anche quella che allora passava per radio.

A fine anni ottanta non esisteva manco l’ombra di un internet di massa e non esisteva nemmeno nessuna forma di “creative commons” e simili perciò le leggi del copyright erano spietate: dunque John Oswald, quando mise in pratica la sua teoria musicale utilizzando come strumento le registrazioni di The Great Pretender di Dolly Parton per creare un brano da lui intitolato Pretender, si vide presto piombare in casa gli ispettori del corrispettivo della SIAE del Canada i quali gli sequestrarono tutte le settantatre copie dell’album successivo, il quale era invece realizzato utilizzando le registrazioni di canzoni di Michael Jackson a quell’epoca trasmesse per radio, e quelle copie furono sequestrate proprio per conto della casa discografica che allora aveva sotto contratto Jackson.

Tutto questo per dire che la vaporwave può vantare nobili origini underground pre-internet e che ridurla a una moda internettiana da prendere in giro e da scimmiottare con i meme rallentando brani anni ottanta famosi non le fa onore.

Di più, lungi dall’essere qualcosa di episodico e passeggero come i più pensano, la sua evoluzione nel futuro potrebbe, anzi, portare a una rivoluzione completa della musica pop.

In questo articoletto https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/04/29/ma-insomma-cosa-diavolo-e-questa-vaporwave/ scrivevamo ciò:

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

Tutto quello qui ora riportato ci risulta ancora piuttosto vero ma ciò che all’epoca non sapevamo ancora è che nonostante la vaporwave sia un nuovo genere che nasce da internet (Finalmente internet ha la sua musica qualcuno scrisse) è anche un genere che, pur utilizzando internet come uno strumento musicale, vuole anche in qualche modo uscire da internet.

In che senso diciamo questo?

Un po’ come la vaporwave non è nostalgica e vintage pur adoperando materiale nostalgico e vintage preso da internet, allo stesso modo, volendo uscire dall’ ON LINE verso l’OFF LINE, fa sì di tornare all’analogico attraverso le musicassette, registrando sui nastri delle musicassette i brani musicali realizzati utilizzando i download da internet.

E quindi effetto nostalgia anche questo? La solita mania retrò, “le musicassette come ai bei tempi”?!

Secondo noi no, secondo noi è così solo apparentemente. La cosa davvero innovativa, e che guarda proprio al futuro, è che la SPERSONALIZZAZIONE dei brani, degli album e delle innumerevoli proposte vaporwave già presenti su internet in generale e su You Tube in particolare, ebbene tale spersonalizzazione prosegue passando dall’on line all’off line, passando dal digitale all’analogico, anzi rendendosi in qualche modo ancora più manifesta portando dentro i nastri delle musicassette l’anonimato prodotto da internet.

Come già nella witch house (che molti già non ricordano più ma noi la ricordiamo benissimo), i miti pop basati sulla personalizzazione, sulle “star” – o comunque sui “nomi” – saltano per aria (forse perché vanno troppo veloci), autori e titoli sono spesso indicati con caratteri non leggibili – per gli occidentali – e così gran parte dei nomi dei brani: in queste musicassette attirano di più i colori, le immagini e scritte rispetto a ciò che questi colori, immagini e scritte vogliono significare, conta di più il significante del significato, anzì significato praticamente non ce n’è, c’è solo estetica, aesthetic, una condizione di (coloratissimo) sbiadimento dei ricordi, come una sovra-registrazione analogica sopra altre registrazioni analogiche precedenti, e questo ci fa ripensare a John Oswald e alla sua pratica di usare la registrazione come strumento musicale: un cerchio che dunque si chiude ma che anche si diffonde, come le onde – radio – concentriche di un sasso lanciato in una pozzanghera.

La “rivoluzione completa” della musica pop, di cui parlavamo prima, sarebbe quindi uno sviluppo delle cose che nei prossimi decenni potrebbe portare alla vaporizzazione dell’intera musica pop una volta che la miscela di velocità dei processi, internetizzazione del mondo  e lontananza negli anni dei ricordi dei vecchi miti (vedere questo articolo) sarà giunta ormai a compimento.

Di seguito, il contenuto degli album su You Tube nelle varie musicassette presentate nel video qui sopra:

Dan Mason ダン·メイソン – Miami Virtual 2.0

bl00dwave : Distance

Aokigahara Online – Mori

Limousine – Wrestling Wave [Full Album]

3D BLAST : 3D: Die a Hero

Cobalt Road – Purgatory Full Album

Cape Coral : Slowed Midnight

Brat’ya : Nightwalker

LUXURY ELITE // SAINT PEPSI : LATE NIGHT DELIGHT

 

Carrellata di immagini di musicassette vaporwave:

https://www.google.it/search?hl=it&authuser=0&tbm=isch&source=hp&biw=1366&bih=631&ei=riKAW4nVK_CDrwSYwavIDQ&q=cassette+vaporwave&oq=cassette+vaporwave&gs_l=img.3..0i19k1j0i8i30i19k1l4.2152.5528.0.6364.19.17.0.1.1.0.291.2365.0j10j4.14.0….0…1ac.1.64.img..4.15.2373.0..0j35i39k1j0i30k1j0i5i30k1j0i5i30i19k1.0.OeY3sd6XIXo#imgrc=_