Non possiamo dire che non siamo stati avvertiti

8 10 2018

Ho continuato a parlare di X-Files Reality (XFR) da quando iniziai questo blog, ma negli ultimi tempi? Bene, negli ultimi tempi s’è fatto così egregio sottolineare come X-Files sia la nostra cosiddetta realtà che sta diventando quasi del tutto evidente oltre che inquietante.

Voglio dire, abbiamo appena fatto un tuffo profondo nel mondo di X-Files poche settimane fa e già c’è un intero nuovo lotto di XFR da ordinare.

Ma devo ammettere che era molto più divertente quando tutti pensavamo che X-Files fosse fantascienza. Soprattutto tutta quella roba sulle api armate progettate per diffondere virus modificati geneticamente, come il vaiolo.

25 anni dopo X-Files è ancora il più rilevante spettacolo politico. Scordatevi “The west wing” o “The wire”, la migliore educazione politica proviene da Mulder e Scully.

Ora, prima che entriamo in questo particolare horror show, dovrei mettere una parola buona per questo pezzo tratto da Inverse, da cui mi sento ancora un po’ interdetto. Non dal pezzo in sé, badate bene, ma perché un sito aziendale mainstream come questo pubblicherebbe un pezzo che parla di cose come la seguente?

Grazie alla piccola parte che ha avuto questa assistenza militare, uno dei batteri usati, Serratia marcescens, s’è evoluto da una relativa non-patogenicità a causare significativamente infezioni da trattare a livello ospedaliero (e talvolta mortali) e a essere sempre di più resistente agli antibiotici.

Immagino sia stata una svista. Spero che nessuno se ne sia accorto e che l’autore sia stato spedito via di soppiatto.

I militari USA potrebbero avere modificato insetti per farli diventare armi, dicono alcuni ricercatori. Negli ambienti militari USA vengono modificati insetti per farli diventare armi da guerra? Tale è la questione posata da un gruppo di scienziati e avvocati che hanno osservato da vicino un programma supportato da DARPA (agenzia per progetti di ricerca avanzati), in un articolo della prestigiosa pubblicazione Science.

Nel loro studio “ricerche in agricoltura, o un nuovo sistema di armi biologiche?”, gli scienziati spiegano che il programma DARPA chiamato “Insect allies” appare – in superficie – come un’esplorazione di vie per introdurre modifiche genetiche nei cereali direttamente nei campi, disperdendo virus geneticamente modificati che sono stati ingegnerizzati per lavorare sui cromosomi dei cereali tramite gli insetti.

Parlando di esplosioni dal passato, The Daily Grail sembra che si sta preparando a chiudere i battenti, ma posta ancora alcuni articoli interessanti ogni tanto. Uno dei titoli più recenti attirò la mia attenzione perché le “lede” – le api armate che introducevano virus geneticamente modificati nelle colture alimentari – sono tratte direttamente da X-Files .
Naturalmente, vi avverto che qui stiamo parlando di DARPA, che una volta ho descritto come un paio di nerd con un fax e un abbonamento a The Uncanny X-Men .

Avendo seguito per più di 30 anni questo nocciolato gruppo di geek , ho visto un sacco di grandi idee uscire da DARPA. Ma in realtà non é poi uscito granché, almeno per quanto riguarda le applicazioni sul campo. Il che, in fin dei conti, è probabilmente una buona cosa.

C’è una nuova cricca ai posti di comando? DARPA è diventata un X-Files invece di un X-Men? Il tempo ce lo dirà.

Per sviluppare tali contromisure, i team di Insect allies stanno sviluppando un nautrale ed efficente sistema di trasferimento in due passaggi per trasferire geni modificati alle piante: gli insetti vettori e i virus delle piante da loro trasmessi. Le tre aree tecniche del programma – manipolazione virale, ottimizzazione degli insetti vettori e la terapia genica selettiva nelle piante mature – si legano assieme verso l’obiettivo di modificare rapidamente le piante senza il bisogno di infrastrutture ingombranti. Fin dall’inizio del programma, il team di Insect allies, con esperienza in biologia sintetica e molecolare, ha dimostrato tecniche di rottura che stanno provvedendo una conoscenza fondativa sulla modifica dei geni del virus delle piante e la biologia vettoriale delle malattie su cui il programma verrà costruito.

L’attuale comunicato stampa DARPA per “Insect Allies” avvolge tutti questi bei trucchetti in un ammucchiante aiuto gergale (lingua biforcuta) ma se le batterie del tuo rilevatore di cazzate sono completamente cariche vedrai che ciò di cui stanno parlando casca a fagiolo con il riassunto a cui provvede Il Daily Grail.

Il Pentagono intende creare un’esercito di insetti per “proteggere i cereali”. I critici hanno timore che potrebbe diventare un’arma biologica.
Il Pentagono sta studiando come far sì che plotoni di insetti combattano le malattie dei cereali durante le emergenze agricole.
Il baco trasporterebbe virus geneticamente modificati che si potrebbero impiegare rapidamente se cereali critici quali mais o grano diventassero vulnerabili alla siccità, alla ruggine naturale o a un attacco improvviso con bio armi.

Science Alert ci mostra il tutto in modo un po ‘diverso ma i fatti di fondo rimangono gli stessi: api geneticamente ingegnerizzate, virus geneticamente modificati, colture geneticamente modificate.
Pensavate mica che la Monsanto e le loro colture OGM fossero roba malefica? Ho la sensazione che quello che sta arrivando, in confronto a ciò la multinazionale Monsanto sembrerà formata da un gruppo di umanisti dal cuore tenero.
Però devo dire che ho riso ad alta voce davanti a quel sottotitolo, “I critici temono che potrebbe diventare un’arma biologica”. Il vecchio “Inventore della bomba al virus ebola si preoccupa che potrebbe essere usata per nuocere le persone” di routine.

L’erba killer più popolare al mondo collegata al declino delle api del miele.

Parlando di Monsanto, assomiglia al glifosfato (noto anche come “Roundup”), non uccide più solo esseri umani, ma uccide anche le api. Dov’è Michael Clayton quando hai bisogno di lui?

Forse il Roundup uccide solo le api che non sono state modificate geneticamente per impollinare colture alimentari con virus modificati. Una specie di smistamento che libera la strada per le api modello CRISPR.

Però che tipo di virus geneticamente modificati potrebbero essere pronte a diffondere queste nuove super api? Bene, quali erano le api destinate a diffondersi in The X-Files?

Cioé cosa? Mica la varicella? Oh, guardate un po’ …

I microbiologi sono improvvisamente molto, molto preoccupati per il vaiolo sintetico.
Dovreste pubblicare uno studio che descriva come riportare il vaiolo dentro un laboratorio?
Ai primi di quest’anno, degli scienziati hanno pubblicato uno studio che descrive come mettere assieme dei segmenti di DNA allo scopo di riportare in auge un virus del vaiolo equino, precedentemente eradicato.

… si trattava di vaiolo sintetico. Che alcuni stronzi in realtà hanno solo ingegnerizzato geneticamente in un laboratorio. Come in X-Files …

Eccezionale. È semplicemente fantastico. Adoro la scienza, cazzo.

Due giornali hanno respinto lo studio dopo che essere stato pubblicato da PLOS One, un giornale peer-reviewed ad accesso libero.
Secondo i suoi critici lo studio non solo dimostra che voi potete sintetizzare un agente patogeno mortale ma, come Science riporta, non solo sono previste spese di laboratorio di 100.000 $ ma anche una panoramica completa e dettagliata su come farlo.
Alcuni colleghi sono ancora piuttosto contrariati di ciò. L’allegato di PLOS One, PLOS Pathogens, ha appena pubblicato tre testi in cui vengono riportate le opinioni a proposito dell’intera faccenda, così come la confutazione da parte di professori del Canada.
Complessivamente, tutto in maniera alquanto felpata. Ma potete comunque cogliere il fatto che i microbiologi sono molto, molto preoccupati che qualcuno rimetta in auge il vaiolo.

Quindi questi lunatici non solo sintetizzano una roba contagiosa e letale, ma si mettono a pubblicare una guida su “come fare” in quella che è essenzialmente la versione “rivista scientifica” di una “vanity press”. Bene!!!

Vi dirò che tutti questi accademici e professori potrebbero lavorare dalla mattina alla sera per mettere al bando la libertà di parola di chiunque sia un micrometro alla destra di Pol Pot, ma sono certo che diventerebbero assolutisti del Primo Emendamento se si trattasse della loro libertà di pubblicare un libro di cucina anarchico per le groupie delle Twelve Monkeys.

Voglio dire, dovete proprio amare un casino “lascienza”.

Forse tutta questa teoria sul Paradosso di Fermi che sostiene come le civiltà aliene necessariamente si distruggono quando raggiungono un certo livello di avanzamento scientifico non è poi così fuori dal seminato.

“Contagio neanderthaliano”: ‘come impronte dai dinosauri da lungo estinti”: gli umani furono infettati da virus alieni.

Parlando di parola-voodoo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), The Daily Galaxy (noto da queste parti come The Daily Bonghit) sta paragonando i contagi dei Neanderthal a “virus alieni”. Il che è piuttosto stupido, dal momento che non ho mai sentito in vita mia il termine “alieno” applicato ai Neanderthal.

Naturalmente, visto che molta gente non legge mai il testo allegato a questi titoli, l’espressione “virus alieni” verrà impressa nella mente inconscia.

“Gli alieni possono essere già venuti sulla Terra prima dell’evoluzione umana” dichiara uno scienziato”.
Delle specie extraterrestri potrebbero essere atterrate sulla Terra molto prima che gli umani si evolvessero, uno scienziato ha affermato.
Il professor Jason Wright crede che degli alieni “tecnologici” possono avere vagato tra diversi pianeti del nostro sistema solare, incluso l’antico pianeta Terra.

“Specie tecnologiche indigene precedenti”. Pensateci un momento. “precedenti” e “Indigene” sembrano parole codificate per lasciare l’impressione inconscia che questa razza aliena si originaria di qui e, anzi, sia stata già qui prima di noi. Significa che quando essi “tornano”, hanno il diritto di cancellarci e / o sostituirci tramite ibridazione.

Dopo tutto, sono loro gli “indigeni”.

CASSANDRA SPENDER: Ti avevo detto che gli alieni erano qui per fare del bene e mi avevano scelta come oracolo per diffondere la parola. Solo ora però so come mai gli alieni sono qui e non è nulla di buono.

MULDER: Dunque sono qui per cosa?

CASSANDRA SPENDER: Per spazzarci via dal pianeta.

“L’umanità discende dagli aleni? Degli scienziati trovano prove che la vita sulla Terra proviene dallo spazio”
Le “pietre di costruzione” della vita sono arrivate sulla Terra dopo essere state portate qui dallo spazio, affermano degli scienziati.
Un nuovo studio ha scoperto che la chimica alla base dell’evoluzione di ogni organismo vivente sul nostro pianeta sono state trasportate qui da comete o da meteoriti.
Peccato però che non ci siano chiare evidenze che l’umanità discenda dagli alieni, sebbene non ci siano nemmeno evidenze del contrario.
I ricercatori suggeriscono due tipi di sostanze chimiche chiamate acidi fosfatici e difosforici, i quali si formano nel vuoto dello spazio.

Abbiamo qui una nuova variante della “panspermia” (gioco di parole linguistico diabolicamente intelligente: “Pan’s Sperm”, “sperma di Pan“). E notate anche come”fosfati” sia così pericolosamente simile a “glifosfati”, non pensate?

Ora, voi mi conoscete: io mi occupo di questo tipo di attività “out of space”.

E ora mi domando se questi argomenti qui vengono ora modellati attraverso la programmazione neuro-linguistica? È molto importante prendere nota dell’uso specifico del linguaggio di fronte ad articoli come questi perché potete scommettere sul vostro ultimo bitcoin che ci sono tutti i tipi di professionisti molto pagati che infiocchettano tutti questi documenti e comunicati stampa per il massimo impatto desiderato.

Nuova teoria: l’origine spaziale aliena del progetto biologico dei dinosauri. E gatti. E umani. E ogni altra cosa.
Test della fosfina suggeriscono uno sviluppo del DNA e RNA.
Le molecole essenziali per la vita sulla terra possono essere state portate sulla nostra madre Terra da meteoriti e comete, secondo i risultati degli esperimenti.

Vediamo come la parola scientifica per “fosfato” è riscritta in una maniera esotica e vagamente “alla Star Trek”: “fosfina”. Ma ricordiamo che i fosfati e le fosfine sono derivati del fosforo, che è anche il nome della stella del mattino. Colui che, a seconda della vostra particolare ideologia potrebbe essere Cristo, Venere o Lucifero. Forse tutti e tre, chi lo sa?

Il punto è: i fosfati e i fosfini sono davvero e veramente le cose più importanti per l’argomento “panspermia”?

Oppure, se al riguardo volete essere sincro-linguisti, “Lucifero è il vero frutto dello sperma di Pan”?

Che cosa ha detto una volta Ol ‘Smellybeard? Gli incantesimi sono l’ortografia e i grimori sono la grammatica? Qualcosa del genere. Quale amabile moccioso

“DNA alieno potrebbe ‘essere ricreato’ sulla Terra”.
In Utah si potrà essere in grado di ri-creare forme di vita aliene e “stampare” degli organismi usando l’equivalente biologico di una stampante 3D, ha predetto un pioniere della ricerca sul DNA.
Il dr. Craig Venter, che ha collaborato alla mappatura del genoma umano, ha creato la prima forma sintetica di vita al mondo, usando la chimica e inserendo del DNA dentro una cellula batterica.

Ed ecco il mio preferito in assoluto: un piano per inviare sonde robotiche nelle zone più remote dello spazio in modo da poter “ritrarre” il DNA alieno per il ri-sequenziamento e la stampa 3D. Voglio dire, mettendo da parte tutte le possibilità di Andromeda Strain , come può essere una buona idea ricostruire i microbi alieni qui sulla Terra?

Ecco, pensateci, forse qui sto proprio parlando delle possibilità di Andromeda Strain.

Ma quale possibile garanzia potremmo avere che le nostre salvaguardie per controllare i microbi terrestri funzionerebbero su quelli alieni? Che succede se non rispondono a disinfettanti o a camere bianche o a tute antisommossa?

[…] Ha scritto: “Non è lontano il giorno quando saremo in grado di inviare una sequenza genomica roboticamente controllata fino agli altri pianeti per la lettura della sequenza DNA di ogni vita di microbo alieno.
Se saremo in grado di…flasharli indietro sulla Terra saremo in grado di ricostruire i loro genomi.
“La versione sintetica del genoma marziano potrebbe quindi essere usata per ricreare sulla Terra la vita marziana”.
Nel 2010 il dr Venter e il suo team svilupparono un nuovo cromosoma da DNA artificiale in un test, trasferendolo in una cellula vuota dove si moltiplicò – la definizione di un essere vivente.
Il multimilionario pioniere della genetica ha paragonato il suo lavoro con il mondo dei computer del tempo, definendo come software il DNA artificiale.

Ed ora, apposta per voi, una roba da capogiro: “E se qualcun altro là fuori stesse adesso facendo la stessa cosa?” Che vuol dire “flashare” il segnale alieno da chissà dove a qui da noi.
Ricordate questa scena? Certo, si tratta di un tipo di trattamento molto hollywoodiano dello stesso concetto, ma  cosa succederebbe se qualcosa di simile stesse accadendo davvero mentre ora qui stiamo parlando? Pensandolo come esperimento mentale.

Mentre state facendo funzionare le rotelle, ecco un piccolo accurato grafico simile a certi altri visti in precedenza. Ora, pensate a tutta questa tecnologia esagerata e folle che abbiamo ai nostri tempi: l’intera industria dei computer e tutto il resto, i computer quantistici e le intelligenze artificiali oltre ai sequenziatori di geni e le stampanti 3D.
Ma volete sentire una nozione veramente pazzesca da me ricevuta solo l’altro giorno?Funziona così: senza tutta questa nuova tecnologia – il cielo stesso sembrava cadere giù dopo una strana sequenza di eventi, una vigilia dell’estate del 1947, presumibilmente– un’ipotetica razza aliena non sarebbe mai stata in grado di “teletrasportare” i loro i genomi attraverso i confini dello spazio e così caricano il tutto nel nostro “dandy wave” a portata di mano e così creano corpi ibridi per se stessi usando il nostro plasma sanguigno, le cellule staminali embrionali e così via e così via.

Cioé, assumendo che una razza aliena voglia realmente ciò.

“I raggi cosmici potrebbero essere connessi ai fulmini terrestri”
Tutti i fulmini sulla Terra potrebbero avere la loro origine nello spazio, suggeriscono nuove ricerche.

E vi viene in mente tutta quella roba riguardante i raggi cosmici e le supernove e le gocce di rugiada perlacea che si alzano ecc?

“COSA SUCCEDE SULLA TERRA! Misteriosi RAGGI COSMICI che eruttano dall’Antartide potrebbero DARE UNO SCOSSONE ALLE LEGGI DELLA FISICA”. STRANI raggi cosmici osservati in Antartide potrebbero essere composti da un tipo di particella mai viste prima che sfiderebbero le leggi della fisica”: così dicono certi scienziati.

E poi, naturalmente, ci sono i raggi cosmici che escono dall’Antartide e vengono scoperti al largo della Terra di Victoria Land, da tutte le parti: non potrebbero certo essere una specie di luce di faro, no? Dei neutrini si sparano dritti dal centro della Terra andando contro alle leggi della fisica? Viviamo strani giorni.

La clonazione umana di massa può essere più vicina di quanto pensiamo.

Si noti l’espressione qualificativa “di massa”. Credo che sia a causa della clonazione umana artigianale già in atto da qualche tempo.

Ma che dire della clonazione inumana di massa? O clonazione ibrida di massa? Stranamente questo l’articolo non lo aggiunge.

Il divieto alla clonazione umana è stupido – la Brexit è l’ultima chanche perché il Regno Unito se ne sbarazzi.

Avete letto? Vietare la clonazione umana è stupido, “é stupido!”, si strugge l’hillybilly. Solo le persone stupide sono contrarie.

Coosa, sei stupido? Va bene allora. Chiudi il cazzo e smettila di essere contro la clonazione umana. Sappiamo dove abiti!

“I cloni umani sono reali? Una star della musica dice di essere un clone di seconda generazione”
Il fatto: recentemente, un rapper famoso chiamato Lil Buu dichiara di essere un clone che è stato clonato da un’azienda chiamata Clonaid.
La cosa ha innescato un dibattito ma il fatto rimane, la clonazione umana è stato un argomento controverso per anni e potrebbe essere già stata compiuta.

I cloni umani sono reali? Non lo so. L’acqua è bagnata? Il cielo è blu? L’attuale Papa è un falso profeta?

Non posso parlare per conto di questa particolare celebrità (cerco di non parlare mai per conto di persone che si chiamano cose come “Lil Buu”) ma ho visto abbastanza prove per soddisfare ogni incertezza che potrei avere al riguardo.

SAMANTHA MULDER: La comunità [di cloni], per cause di forza maggiore, è dispersa. Ci sono cloni identici ai miei genitori che vivono praticamente in ogni parte del paese.

MULDER: Cosa stanno cercando di realizzare?

SAMANTHA MULDER: È convinto che la nostra amministrazione del pianeta sia stata abbandonata e che, automaticamente, un giorno diventeranno gli eredi naturali.

MULDER: Tutti i cloni hanno lavorato nelle cliniche per aborti, perché?

SAMANTHA MULDER: Per accedere ai tessuti fetali. Sebbene le biologie siano incompatibili, hanno finalmente trovato un modo per combinare il DNA umano con il DNA alieno.

Video di Planned Parenthood: perché usano tessuti da feti abortiti?

Ciò è interessante: ricordo quando l’intera questione delle cellule staminali divenne un argomento di divisione anche se alla fine un compromesso fu raggiunto e i ricercatori (almeno negli USA) concordarono di non usare cellule staminali embrionali da feti abortiti. Ma a quanto pare quel piccolo divieto è caduto sul ciglio della strada.

O è mica ancora sul posto ma viene semplicemente ignorato? Mi confondo facilmente.

Però mi domando sul serio che cosa stia conducendo il dibattito sull’aborto, soprattutto in questi giorni in cui si parla di contraccettivi altamente efficienti e crolli di natalità. Sono sicuro che molti di voi là fuori avranno le proprie opinioni politiche al riguardo e vi ringrazio fin d’ora per esservi astenuti dall’esporle nello spazio commenti, ma tutto ciò mi colpisce come una cosa davvero bizzarra, specialmente alla luce delle cose che si sono dette.

Eppure proprio come abbiamo visto nell’episodio”Colony”, il tessuto fetale sarebbe probabilmente la soluzione migliore quando si tratta di ibridizzare il DNA umano e qualcosa, sapete, d’ altro. Se potessimo discutere di questo aspetto scientifico della questione senza impelagarci nella politica, sarebbe molto bello. Secondo me almeno, eh.

“Per la prima volta alcuni scienziati hanno tratto cellule uovo umane dal sangue umano”
Si tratta del primo passo verso la produzione di massa di ovuli umani usando tessuti (anche sanguigni) di altre persone.

Il motivo per cui lo chiedo è perché vedo scienziati in grado di produrre uova e sperma da dingleberry e toe-cheese [roba terribilmente schifosa che mi rifiuto di tradurre] (o qualsiasi altra cosa) al giorno d’oggi, quindi cosa impedisce loro di creare pseudo-feti fuori dal grembo materno?

Ma come ho detto, forse quelle cellule staminali vengono utilizzate per progetti più specializzati, se sapete cosa intendo (cough – “Erlenmeyer Flask” – cough).

Ci risiamo.

“Micro-robottini ispirati agli spermatozoi nuoteranno nel vostro corpo inoculando farmaci”.

Ad ogni modo, c’è questa idea – assolutamente terrificante – dei nanobot ispirati nientemeno che allo sperma.

Di nuovo lo sperma. È lo sperma di Pan? Sono sicuro che ne ha lasciato abbastanza per lavorarci su. Controllate il pene del capro.

Naturalmente, quell’idea non funzionò tanto bene nella serie di X-Files. Almeno per Skinner. Piuttosto bene invece per Alex Krycek. Ecco, almeno fino a quando Skinner non s’è fatto saltare le cervella (e non in un bel modo).

Parlando di panspermia, ho menzionato la mia teoria secondo cui Skinner è gay e che il suo rapporto con il (bisessuale) Krycek era tutta una specie di elaborata metafora-allegoria BDSM?

Tornate indietro e guardate di nuovo tutto. Vedrete cosa intendo. So che siete persone intelligenti.

“Quando dozzine di gls della guerra in Corea affermarono che un UFO li fece cadere ammalati.
Esistono teorie che vanno da raggi sovietici della morte altamente tecnologici agli studi extraterrestri sui combattimenti umani allo stress che induce allucinazioni.

In qualche modo, questa vicenda su History Channel ha attirato la mia attenzione. Mi chiedo se è qui che TXF ha avuto l’idea di questo scambio di battute nell’episodio “EBE”:

MULDER: Cosa sapete della sindrome della Guerra del Golfo?

LANGLY: Agente orange degli anni novanta.

BYERS: Proiettili d’artiglieria rivestiti di uranio impoverito.

MULDER: Avete mai sentito parlare di aerei classificati durante la guerra nel Golfo Persico?

BYERS: Perché dovreste esporre un aereo segreto ad una forza aerea che corre in Iran ogni volta che voi saltate in aria?

MULDER: Che mi dici delle attività UFO in quel periodo?

LANGLY: Sì, gli UFO hanno causato la Sindrome della Guerra del Golfo, è una buona cosa.

BYERS: Ecco perché ci piaci, Mulder, le tue idee sono più strane delle nostre.

“US Air Force: non preoccupatevi domenica di quelle strane bizzarre luci e delle esplosioni, è solo una nave spaziale”.

E poi c’è questo piccolo oggetto, che lega qualsiasi numero di trame di X-Files fino all’episodio “Gola Profonda”.

È divertente, ho avuto uno scambio qualche tempo fa con qualcuno che è … beh, diciamo molto profondamente connesso. Abbiamo avuto modo di parlare di The X-Files e ha detto che gli è piaciuto lo spettacolo ma solamente gli episodi di mitologia,  solo perché erano “roba da saggistica”.

Questo è il motivo per cui penso sia lecito supporre che se qualcuno a Hollywood è stato “letto”, quel qualcuno è Chris Carter.

Ce n’è di cui parlare se si apre il dibattito e a volte mi chiedo se non lo abbia fatto un po’ andare via di testa, il Carter. La sua scrittura cominciò a girare un po ‘di lato una volta che tutti gli affari con i cloni e gli ibridi furono davvero spazzati via.

Forse Carter era troppo oberato di lavoro, forse era troppo schmokedy-schmoke, ma comunque la tempistica è di certo un poco curiosa.

E si noti che da quel punto in poi le sue cose indipendenti hanno cominciato a diventare molto, molto strane, a cominciare da “The Post-Modern Prometheus”, che riguarda – ricordate ora – la transgenica e le modifiche geniche.

https://secretsun.blogspot.com/2018/10/we-cant-say-we-werent-warned.html

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Protetto: Triangolo del diavolo e linguaggio del crepuscolo

3 10 2018

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Quel joker non è più divertente

24 09 2018

https://secretsun.blogspot.com/2018/09/that-joker-isnt-funny-anymore.html

Bene, il mese di settembre per questo blog potrebbe essere ormai alle spalle, ma sembra che ci siano ancora alcune sorprese. L’ultimo è  il nuovo film indipendente di Joker, che vedrà come protagonista Joaquin Phoenix.
Ehi, Cesar Romero, Jack Nicholson, Heath Ledger, Jared Leto? È logico che Phoenix abbia il ruolo iconico, giusto? Voglio dire, chi altri vi aspettereste, giusto?

È tanto più logico se siete degli irriducibili lettori di Secret Sun ….

Perché le foto dal set rivelano una connessione con i Killing Joke.

Nemmeno io sono un fan dei KJ. Ma dovrò mettere cose geek su di loro.

Capito ciò che intendo?

Interessante che questo mese abbia preso il via con il tour per il quarantesimo anniversario dei Killing Joke (no, seriamente– uccidetemi ) e mi è capitato di avere un altro tipo di roba seguita spesso da Secret Sun saltata fuori due giorni dopo che i Jokers hanno dato il via al loro tour a Seattle.

COLEMANIA E LE ONDE

Vedete, se davvero mi chiedeste di ridimensionare tutta questa follia in termini comprensibili per i profani, mi piacerebbe immergermi nel regno della fisica per le mie allegorie. È come se negli anni avessi guardato tutte queste particelle, giusto?
Ma poi noto tutta questa azione spettrica a distanza , questi strani attrattori

Quindi allora sono tipo… aspettate; non si tratta di particelle, ma di onde.

 

O più precisamente, quella particella è anche un’onda. Quindi immagino sia una specie di fotone memetico. O quanti di luce. Sapete cosa intendo.
Voglio dire, io non lo so. Spero che voi lo sappiate.
Ed è un po ‘come quello che ha detto Stanton Friedman confrontando isotopi e dischi volanti. Diceva sempre che non aveva bisogno di dimostrare che tutti gli isotopi fossero fissionabili, aveva solo bisogno di dimostrare che il plutonio e l’uranio lo sono.

Quindi, in pratica, quello che sto cercando di dire è che ho passato la vita a guardare queste strane particelle che si pensa essere solo particelle e sto dicendo, aspetta aspetta, penso che siano anche delle onde. Tendono a sfuggire dal loro posto e iniziano a rimbalzare dappertutto, eccitando ogni sorta di altre particelle e sollevando strane onde che fanno accadere grandi cose.

L’ARTE COME  ATTRATTORE

Quindi per dirla in modo più chiaro, per me è come, ehi, guarda questo particolare artista. Potresti pensare che non siano terribilmente importanti e che non abbiano alcun interesse nel loro lavoro. Ma quello che sto cercando di dirvi è che non si tratta di arte per l’arte, ma di arte come attrattore. 

Un attrattore che si comporta nel modo in cui generalmente non si suppone si comporti l’arte. Ma avendo passato anni a fare equazioni per x, sono stato in grado di ripetere gli esperimenti.

Quindi quando dico, ehi, vedete quel bizzarro vecchio artista di fumetti lì? Quello che ha fatto sembrare tutto squadrato e goffo? Bene, non siate ingannati dalle apparenze. Era un canale per le forze – le onde, se volete – ben oltre la nostra comprensione e le sue visioni febbrili avranno un profondo impatto sulla cultura. Questo ho detto più di un decennio fa.

Ed eccoci qui.

O quando dico, ciao, vedete quella piccola signora scozzese lì dal taglio di capelli anni ’80 che si trovava in quella strana band ? Non siate ingannati dalle apparenze. Perché qualche altra forza … e una forza abbastanza primordiale … sembra averla messa in un sacco usandola come una specie di canale.

Oppure onda.

Possiamo rintracciare la causa e l’effetto più e più volte. Lei arriva lì in giro lanciando un enigma criptico là fuori e la prossima cosa che saprete è che l’argine si sta rompendo.
O quando dico, ehi, conoscete mica quella strana band industriale metal che tutti i ragazzi delle tue band preferite dicono essere la loro band preferita? Sì, beh, terzo verso, uguale al primo.
Aspetta, aspetta, aspetta, resisti; stai dicendo tutto in una volta!
OK, quindi cosa stai cercando di dire? “Fottuto idiota, stanno mica parlando di Batman: The Killing Joke , della graphic novel di Alan Moore / Brian Bolland del 1988?”
Oh, me ne sono accorto…

Immagino che voi abbiate dimenticato tutto ciò che vi ho appena detto di particelle e onde.

Perché Batman: The Killing Joke – 1989 Batmania – 2008 Dark Knight-mania? Niente di tutto ciò, nemmeno un frammento di esso, sarebbe mai accaduto senza i Killing Joke, la band.
Mai

 

E ora sembra come se qualcuno coinvolto in questo film facesse sì di farcene rendere conto scegliendo come protagonista l’attore importante il più somigliante possibile a Jeremy “Jaz” Coleman, cantante e traino dei Killing Joke.


Con i capelli e il trucco hanno fatto il più possibile per approfondire la somiglianza.

Vedete, Alan Moore – che ha ricreato il Joker e scritto la graphic novel che sarebbe stata la fonte principale di influenza sul tratteggio del personaggio di Heath Ledger – si esibì negli stessi locali dei Killing Joke, la band negli anni ottanta. Il nesso della pop art sotterranea e marginale, gli alt.rockers, i maghi del caos, i kink sessuali, i tossici strafatti, ecc.

Non passò molto tempo dopo The Killing Joke che Moore stesso avrebbe preso la decisione fatale di adottare una visione del mondo identica a quella della band il cui nome ha inciso e il resto, ovviamente, è storia.

Voglio dire, andiamo, l‘immagine più iconica di Batman: The Killing Joke è “ispirata” alla copertina dell’album Top 20 del 1985 di Killing Joke , Night Time.
E cavolo, allora chiama Jaz il tuo avvocato per i diritti d’autore. O almeno chiama il tuo prossimo album, “Batman”.

Ed è abbastanza chiaro che la copertina della graphic novel è stata “ispirata” dalla copertina di BM: TKJ. Guardate il layout. Hanno anche usato un font sans-serif simile.
Credetemi, le copertine dei fumetti del 1988 non usavano esattamente molto Helvetica Neue. Se capite cosa intendo.

E adesso vi sto dicendo, questi produttori stanno scherzando con il fuoco.

Jaz Coleman non è solo il cantante di una vecchia rock band, è anche un direttore d’orchestra e arrangiatore inserito nei classici brilluccicanti. Ha lavorato con persone quali Sarah Brightman e Nigel Kennedy, oltre a comporre gli adattamenti sinfonici dei Pink Floyd e dei Led Zeppelin.
Ancora più importante, però, Coleman è un occultista molto attivo che non apprezza granché i conglomerati multinazionali quando iniziano a braccare la sua terra. Soprattutto perché praticamente ogni testo che scrive riguarda quanto odia i conglomerati multinazionali.

Voglio dire, siamo prima scesi noi tutti su questa strada, no?

La radicale nuova reinterpretazione del Joker da parte di The Dark Knight non è stata particolarmente radicale o nuova se avessi mai visto il video di Hosannas from the Basements of Hell, la title track per l’album del KJ del 2006.
È solo che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo non l’hanno fatto. Guardate quel video, intendo.

In effetti, l’intera interpretazione da Oscar da parte di Ledger è stata praticamente cancellata dal personaggio interpretato sul palco da Coleman. Solo Jaz Coleman è più spaventoso e più pazzo di ogni Joker di sempre, moltiplicato per la quarta potenza.

Stiamo parlando di un tizio che mandava buste con dentro organi di animali assieme a coltelli e chiodi usati per toglierli. Roba da vero Joker.

E Jaz stava facendo il sorriso con il rossetto 25 anni prima che Heath Ledger lo provasse.
Quel batterista su “Wardance”? Ben Calvert? È un morto per Tom Brady. Brr.

E ci sono molti altri “tributi” da cui provengono.

Devo essere onesto, non sono eccessivamente ottimista su ciò che potrebbe venir fuori da tutto questo. L’ultimo che ha strappato Jaz Coleman è stato Heath Ledger e, beh, sapete come è andata.

D’altra parte, DC / WB ha fatto decine di miliardi di dollari eliminando Jaz Coleman l’ultima volta, quindi perché lasciar cadere una mano vincente, giusto?
Però qualcuno ha appena lanciato un cerchio di protezione intorno a Phoenix. Per quanto ami la musica di Jaz, non gli chiederei di camminare al mio fianco con i miei cani mentre mi trovo in vacanza. E certamente non se pensasse che l’ho fregato a Magic: The Gathering l’altra sera.
Metaforicamente parlando, ovviamente.

Conrad Veit nel film del 1928 “L’uomo che ride”.

Vedete, è ben noto nei circoli di fumetti che Batman e Superman hanno entrambi l’ eredità di furti, tradimenti e inganni.

Probabilmente avete sentito parlare della cosiddetta “Maledizione di Superman” che al creatore Jerry Siegel (il quale ho ragione di credere fosse anche esperto di occulto) è stato detto di scatenare sulla gente che lo ha distaccato dalla sua creazione.

Ma forse potete non avere mai sentito dire che il co-creatore di Superman Joe Shuster stava lavorando come corriere di strada quando la DC rastrellava milioni di persone dal suo lavoro. Anche l’ex caporedattore della DC, Carmine Infantino, è diventato uccel di bosco per avere buttato fisicamente Shuster giù dall’edificio. La DC aveva un paio di piani morbidi quando l’ex stella DC stava lì a consegnare un pacco ad un altro cliente.

Shuster era legalmente cieco in quel momento e non era più in grado di lavorare come artista.

Illustrazione del 1933 rappresentante il super-eroe pulp the black bat

Lo storico dei fumetti Marc Tyler Nobleman ha fatto molto per dimostrare che il cosiddetto “creatore” di Batman, Bob Kane, ha praticamente fatto delle cazzate ma ha incassato gli assegni mentre i suoi peones Bill Finger e Jerry Robinson hanno fatto tutto il lavoro sulla striscia. E anche loro hanno stracciato praticamente tutti gli scarti di Batman da quei fumetti pulp. Kane era solo fortunato che lui era tanto squallido quanto la gente che cercava di fregarlo.

Juggalo, Jaz Coleman 1984.

Ancora più importante, Jaz Coleman stava facendo la parte del clown psicotico ben prima di Batman: The Killing Joke , o The Dark Knight Returns , fosse per quello. A quel tempo, il Joker era, beh, uno scherzo. Un brutto scherzo. I fumetti di Batman lo ritraevano come un gigantesco Jack-in-the-Box o in sella ai treni Joker ciuf-ciuf. E altro ancora.

Credetemi: nessuno ha visto quella merda banale e ha detto, amico, devo solo io essere un vero Joker.

Mentre il Joker stava facendo il suo giretto sui trenini ciuf-ciuf, Coleman e Coles stavano usando l’immagine del Giullare nel contesto di immagini di incubi surreali profondamente inquietanti e profondamente risonanti, e qui è un tipo di bestia completamente diversa da quella del Joker che uccide i civili con le sue pistole giocattolo.

Contesto. Attrattori. Onde. Altri termini di fisica che non capisco.

Singolo di debutto dei Killing Joke.

È più che discutibile che Jaz Coleman e l’artista di casa di Killing Joke, Mike Coles, siano i veri creatori del moderno archetipo del Joker male-pagliaccio così come lo conosciamo.

Beh, certo, avete avuto John Wayne Gacy, ma è un po ‘diverso, e questo non è diventato davvero qualcosa di importante fino a quando Gacy ha iniziato a vendere i suoi dipinti di clown negli anni ottanta.

Ma Pennywise, il malefico Clown Posse e i veri Joker come James Holmes possono essere effettivamente rintracciati e / o incolpati di quell’immaginario incredibilmente potente che ha viaggiato lungo la musica incredibilmente potente di Killing Joke. Cambiata la mia mente.

Mike Coles è un fottuto genio.

Quindi, è una cosa buona o cattiva? Ebbene, tutto dipende dal contesto. Potete usare quel machete per pulire la spazzola e ridimensionare pericolosi parassiti come le zanzare o potete usarlo per tagliare la testa a qualcuno.Tutto sta in come lo si usa.
Personalmente, penso che certi meme – od onde – é meglio lasciarli nel laboratorio dove possono essere studiati dagli esperti, per coniare un’altra analogia. Alcune onde sono un po ‘troppo potenti per la distribuzione generale, specialmente perché possono essere mutate e tenute come armi in agenti patogeni, tanto per mescolare alcune metafore.

 

I Killing Joke non sarebbero mai riusciti ad avere un successo di massa perché erano / sono troppo strani, pazzi e inquietanti, ma i loro copiatori hanno racimolato milioni di persone, non ultimo Marilyn Manson
Inoltre, non per raccontare storielle fuori dalla scuola, ma Jaz odia apertamente l’America e penso che potrebbe odiare anche molti americani. State bene attenti alle vostre opzioni di marketing.

Oltretutto, nessuna stazione radio, anche satellitare o su internet, potrà mai mettere in rotazione brani come questo. Non importa quanto Dave Grohl dice di amare quei ragazzi.




Impressioni e immaginazioni sul crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018

11 09 2018

Abbiamo pensato un po’ prima di scrivere questo aggiornamento del blog poiché la natura dell’evento in questione é tale che è facile, parlando subito in un certo modo di questi avvenimenti, dare l’impressione di essere insensibili o mancanti di rispetto. Quindi abbiamo pensato di lasciare passare un po’ di tempo prima di parlare del crollo del ponte Morandi in termini “altri”, cioé in termini simbolici, sincronici, sincro-mistici e ciclici del tempo storico, termini propri di questo blog.

Ovviamente, dal momento che questo è uno di quegli eventi che si imprimono nella mente collettiva – poiché 1) spezza il consueto tran tran (anche mass-mediatico); 2) milioni di persone hanno la loro attenzione rivolta verso la stessa cosa – non poteva che attirare il nostro interesse in questo senso.

Direi di cominciare dal luglio 2001, G8 di Genova, i fatti che successero allora furono così violenti e d’impatto da attrarre l’attenzione di tutto il circo mass-mediatico internazionale, cosa insolita per una città normalmente schiva e un po’ chiusa in se stessa.

https://www.google.com/search?q=g8+genova&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwith97ot7LdAhXNCewKHcY4BMMQ_AUICygC&biw=1366&bih=632#imgrc=_

L’agosto 2001, personalmente, lo ricordo come un mese per me molto particolare in cui mi dedicai a un’attività lavorativa per me anomala (operaio che timbra il cartellino), a cui non mi ero mai avvicinato in passato e non mi sarei mai più riavvicinato nell’allora futuro. Per me il 2001 era stato un anno di delusioni e disillusioni che, probabilmente quando arriverà il momento giusto, potrei anche raccontare in questo blog.

Quel posto di lavoro si trovava in una cittadina che ogni giorno raggiungevo facendo l’autostrada usando un’ Alfa 33. E ogni giorno per andare al lavoro percorrevo avanti e indietro il viadotto sul torrente Polcevera quindi il ponte Morandi. Alla fine di quell’agosto fracassai l’Alfa 33 riuscendo a venire fuori dall’incidente senza – per fortuna – danni fisici anche se l’automobile ebbe mezza parte anteriore distrutta. In quell’occasione mi fidai troppo delle curve dopo un periodo in cui aveva piovuto e dunque l’asfalto era ancora un po’ scivoloso. Il punto dell’autostrada in cui feci l’unico incidente della mia vita si trovava poco prima dell’inizio del ponte Morandi.

Erano passati un mese e dieci giorni dalle vicende del G8 e poco più di dieci giorni dopo avvenne una cosa che, si può dire, è considerata l’archetipo dell’evento amplificato dai mass media che attira contemporaneamente l’attenzione di milioni di persone verso la stessa direzione, unificandole in qualche modo.

Ricordo che nei giorni della seconda o terza decade di quel settembre, ero andato a un convegno organizzato dall’estrema sinistra il cui motto era una di quelle celebri frasi attribuite ad Albert Einstein: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale ma so che la quarta si combatterà con le pietre”. Mi ero recato a questo convegno con alcuni miei amici di allora e uno di questi, mentre eravamo seduti sui sedili ripieghevoli rossi di fronte al palco, aveva detto: “Ma guardate un po’ nel giro di nemmeno due mesi cosa è successo tutto assieme! Prima col G8 ora con le torri gemelle, sembra la fine del mondo…”

Terremoti, incidenti, azioni terroristiche. Oltre alle tragedie umane che portano con sé. grazie all’amplificazione dei mezzi di comunicazione di massa, portano catastroficamente il SIMBOLICO nel cuore stesso della nostra realtà di tutti i giorni, coinvolgendo l’attenzione di milioni di persone verso lo stesso punto, come una lente che cattura i raggi del sole e genera il FUOCO. Infatti l’espressione “mettere a fuoco” deriva proprio da questo.

Che la causa sia la politica, il terrorismo, un incidente o un terremoto, cosa c’è di più simbolico di muri, torri, ponti che crollano?

L’antefatto (o meglio uno dei possibili antefatti) del crollo del ponte Morandi lo si potrebbe vedere in questo: un altro ponte Morandi (gemello di quello di Genova e costruito negli stessi anni) in Libia, chiamato “ponte sul Wadi-al-Kuf” https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_sul_Wadi_al-Kuf

La cui chiusura fu decisa dal governo libico a fine ottobre 2017. Pochi giorni prima del 14 agosto 2018, il sindaco della località in cui si trova questo viadotto, comunicava ufficialmente al governo la sua alta pericolosità per via del rischio di cedimenti. Qualcosa era forse nell’aria…

Nell’agosto 2016 in Cile è crollato un ponte ferroviario, le foto sono impressionanti ma l’incidente non fece nemmeno un ferito poiché il treno finito nel fiume in seguito a quel crollo era un treno merci.

https://www.internazionale.it/notizie/2016/08/19/crolla-un-ponte-nel-sud-del-cile

Ne riparleremo del Cile, per adesso ricordiamo del crollo in passato di un altro ponte Morandi, nella stessa America del sud, sul lago di Maracaibo in Venezuela, parzialmente crollato a causa di un urto di una petroliera contro un pilone causando la caduta nel fiume di autoveicoli e la morte di sette persone: l’evento ebbe luogo nell’aprile 1964, quindi ben prima dell’inaugurazione del ponte Morandi di Genova, risalente al 1967.

La foto qui sopra l’ho scattata col mio cellulare Nokia più o meno all’ora in cui stava avvenendo il crollo o era avvenuto da molto poco. Quando l’ho guardata successivamente, mi sono reso conto di come in qualche modo riassumesse un certo “spirito” della vicenda che stava proprio avvenendo in quegli attimi, senza che allora io ne fossi minimamente a conoscenza: il cielo plumbeo, il vetro come rigato di lacrime, il ponte e l’adesivo sul vetro “Preziosi vattene” (Enrico Preziosi è un dirigente sportivo a capo di una squadra di calcio di Genova) si può dire simboleggiassero l’atmosfera dell’evento che si sarebbe successivamente manifestato. Mentre il cielo grigio, la pioggia-lacrime e il ponte, penso possano essere facilmente riconosciuti come evidenti simboli dell’avvenimento, l’adesivo “Preziosi vattene” è meno immediato da capire come simbolo, soprattutto per chi non é di Genova: come ad ogni modo si può intuire, la direzione della società calcistica da parte di Preziosi è stata oggetto di polemiche a tal punto che molti volevano le sue dimissioni e l’atmosfera mentale che suscita questo adesivo rosso e blu sul vetro nella foto la vedo come affine a quella delle polemiche in seguito al crollo del ponte Morandi. Senza saperlo, ho catturato con quella foto una ben determinata atmosfera psichica che sarebbe stata ben presente a livello collettivo nelle ore e nei giorni successivi.

Qualche mese prima, Genova ha ospitato, come succede ogni cinque anni, la manifestazione Euroflora e, per l’occasione, sopra alcune strade del centro della città, era appeso un numero considerevole di ombrelli aperti, una specie di installazione artistica, connessa all’Euroflora, che è stata molto fotografata.

Guarda caso, il crollo del ponte Morandi è avvenuto in un momento in cui la pioggia era parecchio intensa tanto che qualcuno ha subito ipotizzato (erroneamente) che un fulmine avesse colpito il ponte e il suo cedimento fosse quindi avvenuto per via di ciò. Anche quelle persone che sono riuscite a catturare su video gli attimi in cui succedeva la cosa, avevano cominciato a filmare per testimoniare in presa diretta la forte acqua che stava scendendo in quei momenti. Singolarmente, prima e dopo l’ora in cui è successo il fatto (e in cui veniva giù la pioggia intensa) il clima non è più stato particolarmente brutto, e così nei giorni precedenti e successivi. Tutti quegli ombrelli sembravano come avvisare di RIPARARSI da qualcosa che sarebbe venuto dall’alto…

Genova è una citta che ha spesso attirato l’attenzione dei mass media nazionali su di sé per via della pioggia o, meglio, per via degli effetti della pioggia: alluvioni e inondazioni a volte tragicamente spettacolari e con il loro tributo di vittime.

Il mio collega di blog Teoscrive ha subito rintracciato una notizia riguardante il crollo di un ponte presso Biella avvenuto venticinque anni prima proprio a causa delle forti precipitazioni

Dicevamo prima del forte impatto simbolico di un ponte così grande e spettacolare che collassa, delle immagini del ponte crollato trasmesse da tutti i mass media. In un certo senso il disastro era previsto: si sapeva che prima o poi quella struttura poteva crollare, se ne parlava da anni, si può dire che era quasi più una questione di “quando” che di “se”. Una volta viste le prime immagini, m’è venuto da pensare al film Cassandra crossing, un film di tanti anni fa riguardante epidemie e virus letali dove i passeggeri di un treno infettato dal virus sono destinati a perire attraversando un ponte fatiscente che crollerà sotto il peso del treno e una buona parte del film mostra quei passeggeri, una volta a conoscenza del loro destino di morte, che fanno di tutto per saltare a terra prima di raggiungere l’inizio del ponte. Combinazione, di virus letali parla anche un film di un po’ di tempo dopo, Io sono leggenda, dove compare il ponte di Brooklyn crollato.

Cassandra crossing.

 

Io sono leggenda.

In effetti, le notizie e le immagini di avvenimenti come questo presto si diffondono “viralmente” come si dice, proprio come un’epidemia, soprattutto in un’epoca in cui ci sono internet 2.0, You Tube e i social network, tutta roba che, per esempio, non c’era ai tempi del G8 prima citato.

Proprio come i passeggeri del film Cassandra crossing, diversi conducenti di mezzi automobilistici, sono riusciti a fermarsi in tempo un secondo prima di crollare assieme al ponte o andare verso il vuoto e, recentemente, il divulgatore e contro-informatore Rocco Bruno ha utilizzato la metafora del ponte Cassandra crossing per dire come, passeggeri di un tipo di civiltà profondamente in crisi, dobbiamo “saltare giù” prima di crollare assieme a questa stessa civiltà.

La foto estremamente evocativa e simbolica, diffusa dai mass media in tutto il mondo e vista dunque da milioni di persone, del camion della catena di supermercati Basko di fronte al vuoto oltre il ponte crollato. Potrebbe essere visto come un emblema della civiltà dei supermercati e del consumismo che si ferma un attimo prima del collasso?!

Il ponte Morandi era talvolta soprannominato “ponte di Brooklyn” per via della vaga somiglianza e tale ponte è spesso comparso distrutto dentro film catastrofici (come Final Destination V) e lo stesso ponte di Brooklyn, nella realtà extra-filmica, qualche anno fa fu colpito da un’intensa perturbazione che ne distrusse una sezione e fece anche rischiare la vita ad alcune persone.

https://www.si24.it/2014/07/03/crolla-di-una-sezione-del-ponte-di-brooklyn-new-york-colpita-da-un-violento-temporale/58130/

La distruzione del ponte di Brooklyn in Final destination V.

A questo indirizzo https://hackaday.com/2015/11/18/suspension-bridges-of-disbelief/ c’è inoltre un’analisi con una lunga carrellata dei vari effetti speciali di diversi ponti americani distrutti in film catastrofici hollywoodiani e di come spesso e volentieri le distruzioni di quei ponti in tali film non seguano le leggi fisiche di cui tengono conto gli ingegneri che progettano quelle strutture. A quest’altro indirizzo http://www.thegeektwins.com/2015/05/7-sci-fi-movies-that-destroyed-golden.html vengono illustrati i sette film di fantascienza in cui il ponte sul “Golden gate” a San Francisco lo si vede distrutto in molteplici maniere. Come si vede anche qui, l’immagine del ponte distrutto fa il paio, come potenziale simbolico, a quella di torri crollate.

Tra l’altro, lo stesso 14 agosto 2018, un’auto si è schiantata contro le ringhiere intorno al palazzo del parlamento di Westminister a Londra provocando diversi feriti tra i passanti, in un sospetto atto di terrorismo http://www.repubblica.it/esteri/2018/08/14/news/londra_auto_contro_barriere_fuori_al_parlamento_un_uomo_arrestato-204069540/

La cosa particolare è che l’anno precedente Londra fu coinvolta in due azioni terroristiche più gravi: una compiuta il 22 marzo (a un anno esatto di distanza dall’attentato terroristico di Bruxelles!) e l’altra il 3 giugno 2017. Sono coinvolti dei PONTI in entrambi i casi: nel primo il ponte di Westminster (vicino al palazzo del parlamento) nel secondo il London bridge. In tutti e due gli attentati sono stati coinvolti alcuni malcapitati passanti proprio come nello strano attentato di Londra – di minore entità ma comunque ben presente sui mass media anche lui – del 14 agosto 2018. Anche nel crollo del ponte Morandi sono stati travolti dei passanti e sia in questo caso sia in quello degli attentati londinesi centrali sono stati gli autoveicoli, quegli stessi autoveicoli che da un po’ di tempo vediamo prendere fuoco con sempre maggiore frequenza.

A ciò si può collegare un curioso episodio avvenuto prima di quegli attentati, nel febbraio 2016, quando molti passanti furono spaventati da uno dei classici autobus rossi londinesi che esplose e prese improvvisamente fuoco nel bel mezzo del London bridge https://www.mirror.co.uk/tv/tv-news/bus-explodes-london-bridge-terrifying-7326412 non si trattava di un atto terroristico vero e proprio ma erano riprese per una scena di un film su Jackie Chan. Verrebbe quasi da pensare che gli autori degli attentati di Londra dell’anno dopo si siano ispirati a questo film!

Comunque sia, proprio esattamente come all’epoca del G8 nel luglio 2001, la provinciale Genova, in quei giorni di ferragosto 2018, occupava le principali notizie di apertura in tutto il mondo, per la prima volta dopo poco più di diciassette anni.

A tal punto che anche la SINCRO-SFERA anglofona (ovviamente quella principale del mondo) ne è stata coinvolta:

https://brizdazz.blogspot.com/2018/08/anxiety-crossing-our-bridges-when-we.html

http://thesignificanceofr.blogspot.com/2018/08/predictive-programming-or.html

Compreso il nostro collega americano Goro Adachi, da cui abbiamo imparato il concetto di COERENZA MULTI-CONTESTUALE:

https://www.supertorchritual.com/news/cydonian-bridge/

https://www.supertorchritual.com/the-genoa-bridge-code/

This was one of those multicontextually resonant events sending shock waves across time backward and forward. And it’s surprisingly – or not so surprisingly in our case – very esoteric. It confirms a hidden, very powerful theme we’ve being stressing all year but no one else would be cognizant of, the…

https://www.supertorchritual.com/the-genoa-bridge-code-part-2/

https://secretsun.blogspot.com/2018/08/damn-it-planets.html

https://merovee.wordpress.com/2018/08/02/the-golden-bridge/

Dunque nel periodo subito dopo l’inizio della seconda metà dell’anno 2001, vi fu l’infuocato G8 di Genova come abbiamo detto il quale, un po’ per la presenza dei principali capi di stato del mondo asseragliati dentro la “zona rossa” del capoluogo ligure, un po’ per i terribili, tumultuosi fatti successi in quei giorni, focalizzò l’attenzione mass-mediatica mondiale su Genova e, dopo nemmeno due mesi, vi fu un altro fatto che catalizzò ancora più massicciamente l’attenzione mediatica di tutto il mondo verso New York e Washington (già normalmente piuttosto mediatiche per i fatti loro, senza che accada nulla di particolarmente terribile). Stranamente, diciassette anni dopo, vi è il ritorno di Genova all’attenzione internazionale e per via di un avvenimento che decisamente ricorda quello delle torri gemelle; in questo agosto 2018 sembra quasi ci sia stato un ritorno ibrido degli avvenimenti del luglio e del settembre 2001. Il luogo del torrente Polcevera in cui è venuto giù il ponte è stato definito “zona rossa”, proprio come la zona off limits in cui si vedevano i capi di stato durante il G8 e come senso ricordava il luogo delle torri gemelle collassate chiamata “ground zero”.

Tra l’altro in un contesto globale parecchio i fibrillazione: il nuovo governo italiano “populista” che crea scompiglio, le vicende negli Stati Uniti con la contrapposizione ormai quasi bellica tra i trumpiani e i non trumpiani in vista delle elezioni di mid term, i casi di censura mediatica nei confronti dell’informazione alternativa su internet, le vicende riguardanti un papato si può dire in caduta libera a causa della pedocriminalità ma non solo, i problemi delle migrazioni, i problemi dell’Unione Europea, i preoccupanti attriti tra Stati Uniti e NATO da una parte e Russia e Cina e le “potenze emergenti” dall’altra…

A questo proposito, poco più di quattro anni fa, scrivemmo un articolo che, letto oggi, ci sorprende un po’.

Ecco un passo riguardante la Liguria in generale e Genova in particolare come manifestazioni simboliche della differenza e contrapposizione tra ovest ed est:

Ho immaginato che il famoso EVENTO si sarebbe manifestato nel prossimo agosto (il mese in cui il mio compare Matteo vede come propizio per lo scatenamento di grandi cose), quando sarò via da Genova per dieci giorni. Mi sarei trovato a non poter più tornarci per lungo, lungo tempo e, quando, magari dopo anni, ci sarei ritornato, non avrei più trovato nulla di ciò che era stato e delle persone che ci vivevano.

Mi domando, però, la ragione simbolica di questa paranoia – che s’è ripresentata, sebbene con intensità molto minore, dopo diciannove anni – cosa vuole davvero dirmi il mio inconscio, rendendomi sensibile e ricettivo a immaginazioni di questo tipo, e ho pensato a ciò che ha scritto recentemente il mio compare Mediter su un suo articolo, il millenario scontro Oriente-Occidente, lo scontro tra il sorgere e il calare del Sole, tra un mondo vecchio che non vuole morire e un mondo nuovo che non riesce a nascere.

Come ligure, io questo lo avverto in modo particolare, visto che, il posto dove vivo si trova A META’ tra Occidente e Oriente, infatti Genova si trova in mezzo alla Liguria, tra la Riviera di Ponente (Occidente) e la Riviera di Levante (Oriente) e io, tra l’altro, sono anche di un segno, la Bilancia, che richiama alquanto questa dialettica Est-Ovest.

Il crollo di un ponte che collega il ponente con il levante della Liguria, che connette l’ovest all’est, può forse essere visto come una manifestazione simbolica (concretizzata nella realtà materiale) anticipatoria di una possibile rottura prossima ventura tra occidente e oriente? Mostrata mass-mediaticamente a tutto il mondo prima della sua effettiva manifestazione concreta nella realtà materiale?

Ecco cosa scrivevamo anche in quello stesso articolo:

Mi veniva anche in mente che, nei giorni intorno al 20 luglio 2001, vi furono gli avvenimenti del G8, e questa sarebbe potuta essere una combinazione significativa, esattamente dopo dodici anni. Un ritorno di un avvenimento simile a maggiore intensità e magnitudo, con Genova di nuovo alla ribalta internazionale, non certo per qualcosa di lieto, ma per qualcosa di fortissimo impatto psicologico globale. Come sarebbe, appunto, un’esplosione atomica.

Periodicamente, la città che venne definita con vari soprannomi, “Superba”, “Dominante”, sembra teatro di forti anomalie, le quali scuotono lo status quo, in particolare dell’Italia, ma non solo. Dalla “partenza dei Mille” nel 1860 al bombardamento navale inglese del 1941 (il quale sembrò un “ricorso storico” del bombardamento navale francese del 1684) ai disordini del 1960 e quelli, già citati, del 2001, e le periodiche, disastrose, alluvioni, dal quella del 1970, a quella del 1992, alla recente del 2011. [nell’ottobre 2014 ne sarebbe avvenuta un’altra].

E poi l’anno scorso, quando una nave colpì un edificio del porto a forma di torre, provocando vittime.

Quest’ultima frase è da spiegare: mi riferisco infatti a qualcosa che successe nel maggio 2013 quando una motonave si scontrò con la TORRE dei piloti del porto facendola crollare e producendo vittime https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia_della_torre_dei_piloti_di_Genova.

Leggendo quell’articolo sembra proprio che mi attendessi qualcosa di dirompente a Genova per l’agosto 2014 quando invece poi è avvenuto esattamente quattro anni dopo.

Il fatto che l’avvenimento del ponte Morandi crollato sia stato per molti genovesi shockante ma non del tutto inaspettato (come se lo si sentisse che prima o poi sarebbe successo) l’ho visto leggendo dei commenti di un mio contatto su Facebook in cui diceva di provare una sensazione stranissima, davvero difficile a far capire a parole, si ricordava dei sogni o delle sensazioni che aveva da piccola, nei quali non vedeva più da lontano la consueta silhuette del viadotto all’orizzonte alla fine della valle e adesso la visione dal suo terrazzo che aveva del panorama senza il ponte (la skyline senza il ponte) la riconosceva esattamente come quella di quei sogni o di quelle visioni che aveva da bambina.

Cosa altro può anticipare il messaggio simbolico globale del crollo del viadotto?

Si sa che l’etimologia della parola “PONTEFICE” significa “costruttore di ponti” e, ora come ora, l’attuale pontefice della chiesa cattolica si può dire sia “sotto inchiesta”, “bersaglio di polemiche”, “nel mirino”, proprio come il “pontefice” Riccardo Morandi (tra l’altro ormai da un po’ passato a miglior vita), il costruttore del ponte crollato. Qualcuno, come si è già detto, nelle primissime ore dopo il crollo, ha fantasticato sul fatto che il crollo fosse avvenuto perché il ponte “era stato colpito dal fulmine”. La parte della sezione del ponte di Brooklyn collassata nel 2014 venne giù in seguito a una tempesta di fulmini. Uno o più fulmini colpirono la sommità della cupola di San Pietro l’11 febbraio 2013, giorno delle dimissioni di Benedetto XVI.

https://www.supertorchritual.com/the-last-pope/

Una delle cose peggiori successe al papato di Francesco in questi ultimi tempi è stata la dimissione in blocco, a maggio, di più di trenta vescovi in Cile sempre a causa delle brutte faccende di pedo-criminalità e delle loro coperture in alto loco. Come abbiamo visto, il Cile è un paese che sembra proprio direttamente connesso al crollo del ponte, sia perché tra le vittime del crollo vi erano anche due cileni sia perché il Cile pare una terra colpita con una certa frequenza da incidenti di questo tipo: m’è stato comunicato direttamente da una cilena (tra l’altro da me incontrata anche il 14 agosto poco prima che venisse giù il ponte) di come in Cile si siano commemorati contemporaneamente i morti dovuti al crollo del viadotto di Genova e i morti di un incidente simile avvenuto anni fa in Cile e che fece uguale scalpore .

Quell’ 14 agosto 2018 è stato anche il giorno della morte di Micheal Persinger, uno scienziato eccentrico e singolare di cui avemmo modo di parlare in un curioso articolo risalente ai tempi delle olimpiadi di Londra nell’estate 2012, quando parve che alla cerimonia d’inaugurazione di quei giochi olimpici si fossero manifestati nientemeno che gli “illuminati”, ovverosia quelle tredici famiglie potentissime le quali secondo i teorici della cospirazione vantano un lignaggio secolare-millenario risalente ai tempi di Babilonia e influenzano gli avvenimenti planetari avendo sotto i loro ricatti di ogni tipo tutte le maggiori istituzioni dell’occidente, a cominciare da quelle finanziarie, militari, religiose e giudiziarie essendo inoltre in contatto con entità extra-dimensionali che li mantengono al potere supremo alle quali fanno tributo praticando innominabili riti satanici sacrificando giovani vite. Questo in nuce pensano certi cosiddetti “teorici della cospirazione”, esagerando di molto cose che magari possono anche avere un qualche fondamento nella realtà (basti pensare alle ramificazioni criminali accertate dei servizi segreti delle nazioni più potenti). Le divinità babilonesi, l’occhio che tutto vede e controlla sulla cima della piramide delle piramidi (la società piramidale fatta di piramidi sotto piramidi), la fenice che brucia nel fuoco e risorge dalle sue stesse ceneri: una simbologia di questo tipo in effetti fu presente nei rutilanti spettacoli all’inaugurazione e alla chiusura delle olimpiadi di Londra del 2012.

La fenice che brucia e risorge dalle sue stesse ceneri davanti all’unico occhio in cima alla piramide.

Bene, quel Micheal Persinger (ideatore di un casco particolare il quale stimola determinati punti del cervello che permettono di provare sensazioni percepite come “contatto con Dio”), per riassumere ciò che scrivemmo in quell’articolo, ipotizzava che una mutazione – intenzionale o meno – del campo elettromagnetico della Terra avrebbe fatto in modo di far comunicare istantaneamente i cervelli tra loro attarverso una specie di “mente collettiva” la quale si sarebbe manifestata proprio in seguito ai cambiamenti delle strutture geo-elettromagnetiche del pianeta. La questione aperta è: e se questa “mente collettiva” vera e propria fosse già attiva ma semplicemente inconscia e se, attraverso certe mutazioni, la si rendesse invece consapevole di se stessa? Può essere che le cosiddette “sincronicità”, i “climi psichici” e le “coerenze inter-contestuali” siano dei sintomi dell’esistenza sottotraccia di questa mente collettiva, la quale sembra rendersi conto di se stessa più del consueto in occasione di determinati avvenimenti globali d’impatto e di shock, amplificati e resi globali dagli attuali mass media.

Sottoscrivo ciò che dice Goro Adachi al riguardo:

Ciò che il tipico teorico della cospirazione non capisce e dunque lo limita nella sua valutazione delle cose è come le notevoli coincidenze possono sorgere dal reame metafisico al di là di ogni consapevole volontà umana e come sorprendentemente comuni tali coincidenze siano. Senza comprendere il ruolo della sincronicità – in sostanza della “magia” – nella nostra realtà, voi non potete sperare di ottenere reali intuizioni di ciò che è in corso intorno a noi e di cosa ci attende oltre l’orizzonte. Il nuovo articolo del Daily grailsSteam Engine Time & Ideaspace: How Creative Ideas Arise Simultaneously” tocca questo importante argomento.

https://www.supertorchritual.com/news/metaphysical-order-in-reality/

La piramide?

Intanto pensiamo che l’evento del crollo del ponte Morandi sia stato qualcosa che ha dato una bella scossa alla mente collettiva, ben al di là di quella italiana, tutto il mondo l’ha visto bene, é stato simbolico in una maniera sfacciata e spudorata e pensiamo sia stato di certo premonitore di roba di magnitudo molto elevata che avverrà in un futuro più o meno prossimo.

Come dice il pluri-citato Goro Adachi:

Questo è uno di quegli eventi che risuonano in maniera multicontestuale mandando onde di shock su e giù attarverso il tempo. Ed è sorprendentemente – o non così sorprendentemente nel nostro caso – molto esoterico. Esso conferma un nascosto, molto potente, tema che stiamo evidenziando lungo il corso dell’anno in corso […]

Sicuramente molti livelli di questa cosa ci sfuggono: per esempio è possibile un collegamento con l’eclisse lunare del 27 luglio (poco più di quindici giorni prima), la più lunga del secolo e del suo allineamento col pianeta Marte, dalla faccia completamente illuminata e alla minore distanza dalla Terra da anni?

E che dire di un’altra associazione mentale che ci viene da fare: i palazzoni sotto quel che resta del viadotto pericolante,  verranno distrutti e quindi gli abitanti andranno via. Sembra il rovescio di ciò che avvenne proprio dopo il 1967, qualche anno dopo l’inaugurazione del ponte quando venne raso al suolo il quartiere di via Madre di Dio che si trovava anch’esso esattamente ai piedi di un ponte, proprio come quei palazzoni sotto il viadotto, dai quali abbiamo visto gli abitanti che sono stati sfollati, esattamente come gli antichi abitanti del quartiere di via Madre di Dio. Questo quartiere (assieme al Borgo dei lanaiuoli e alla via dei servi) è sempre stato visto come il simbolo della “Genova vecchia” della “Genova scomparsa”, sacrificata alla modernità, al consumismo e alla super-motorizzazione partita proprio dagli anni sessanta in avanti. In quel periodo intorno al 1967 venne smantellato un simbolo della “città più a misura d’uomo” quale era il tram elettrico e venne edificato quell’altro tempio alla super-motorizzazione che fu ed è la sopraelevata, una specie di percorso autostradale nel bel mezzo della zona del porto e della città vecchia. Genova fu costretta in un modo quasi violento alla modernità veloce, motorizzata e consumistica. L’epoca dello smantellamento di quei quartieri medievali sotto il vecchio ponte di Carignano per dare spazio alla velocità moderna e soprattutto post-moderna fu nello slancio di fine anni sessanta inizio anni settanta, oggi forse vediamo, con questo crollo, l’inizio-inizio di un processo inverso e, infatti, l’immagine di quel camion del supermarket con di fronte il vuoto del ponte amputato ci fa meditare.

Voglio concludere questo articolo riportando un’ottimo scritto del mio amico regista Davide Scovazzo – già comparso una volta in questo blog – che lo vedo come degno finale di tutto quanto:

 

ULTIME RIFLESSIONI SUL PONTE MORANDI

…è che uno crede sempre che le “cose”, le persone, le realtà siano eterne. Che i genitori non moriranno mai, che la vita sia infinita, che la nostra adorata ci amerà per sempre, che quel muretto scrostato e pieno di scritte che sei abituato a vedere fin da bambino quotidianamente nella strada che percorri minimo due volte al giorno sarà sempre lì.
Poi accade.
Il cielo si fa di un rosso “strano” e malato o di un giallo infetto e presago di apocalisse, il Bisagno esonda e lascia strade, negozi, certezze e vite umane sepolte da una mota irreale che alluviona la coscienza, tuo padre si ammala e muore, un ponte che “davi per scontato” e vedevi ogni giorno dal finestrino della macchina andando a lavoro, su cui bestemmiavi in coda o percorrendo il quale sognavi a ore assurde al ritorno da concerti e serate al limite della notte d’un tratto crolla, i programmi televisivi si bloccano e iniziano a spuntare edizioni speciali dei vari TG zeppi di video amatoriali in cui viene ripetuto “ommioddio! ommioddio! ommioddio!” come un isterico mantra, questi stramaledetti social si intasano e ognuno diventa esperto, profeta, sarcastico, superfluamente poetico, tuttologo, e si ripiomba, anche interiormente, in una nuova preistoria. Ha qualcosa di luttuosamente liberatorio, macabro a dirsi.
Le priorità si scompagninano, il mondo come lo conosciamo si mette in standby, ci si guarda intorno per capire se tra i nostri cari ci sono vittime, la capufficio che urla e l’interrogazione di Latino dell’indomani smettono di essere al centro dei nostri pensieri e si fanno piccolissimi.
Si riguarda la fine del (nostro minuscolo, ma condiviso) mondo con occhi nuovamente bambini.
E adesso?
Ho un ricordo personale che mi lega al ponte.
Ma non è “quella volta sul ponte”. E’ più circa il ponte.
Ricordo un’altra istituzione venuta a mancare in questa vecchia Diva imparruccata in avanzato stato di decomposizione tra residui infeltriti di velluti ormai sozzi, vecchi tesori impolverati e ragnatele su antichi argenti ossidati che è la nostra dolorosamente e mestamente, depressivamente amata Genova, immortale e morta al medesimo tempo: il Genova Film Festival.
Sarà stato sette anni fa (anche il tempo si crede che non passi mai, e invece…).
Presenziai con il mio fortunato cortometraggio DURANTE LA MORTE, e lo presentai al sempre stranamente (data la ritrosìa del Genovese-tipo, che preferisce lamentarsi con la cadenza a morto di un mare in risacca per l’assenza di eventi che partecipare agli eventi stessi – che invece esistono eccome – oppure crearne di nuovi…ma in fondo a noi questo mugugno è caro e fa parte del nostro DNA come il Pesto e la Focaccia) caloroso pubblico insieme al Presidente e Maestro di Cerimonie Cristiano Palozzi.
Mi chiesero quali fossero i miei progetti per il futuro che ci sarebbe stato dopo quel corto.
Scherzando, citando la fine del capolavoro del Maestro Lucio Fulci “Zombi 2” (di cui allego una foto…notate le Torri Gemelle sullo sfondo….terrore si aggiunge a terrore, e non certo per i motivi originariamente voluti dagli autori…) in cui il Virus si è espanso anche in Occidente e gli Zombi invadono le nostre città che, appunto, crediamo immortali in quanto inespugnabili, sicure e al sicuro, eterne, incrollabili (con tutti i simbolismi più o meno facili e più o meno beceri che possiamo volerci vedere…gli immigrati coi barconi? L’annebbiamento delle nostre stesse intelligenze senzienti tra fake news, overdose di dati inutili e vacui e annullamento dell’identità? Ma non usciamo fuori tema…), perfettamente esemplificato da uno stuolo di Zombi che avanzano ciondolando invadenti e inarrestabili sul Ponte di Brooklyn (nomignolo che abbiamo sempre affettuosamente dato noi autoctoni al Ponte Morandi data la vaga somiglianza), dissi scherzando e canzonando un po’ il cinema del collega Massimo Morini, “Ho in mente un remake di Zombi 2 in cui gli Zombi marciano sul Ponte Morandi! Bisognerà fare in fretta, prima che ci pensino come al solito i Buio Pesto, magari tirando fuori uno dei loro soliti film, magari intitolato “ResurreXön”!”.
Il pubblico rise. Se ne aveva ancora voglia (ora credo di no, ormai siamo troppo terminalmente stanchi).
L’idea ci sarebbe anche stata, ma sarebbe stato troppo difficile bloccare la strada, impedendo quella viabilità che pareva così indispensabile e inarrestabile e di cui adesso dobbiamo imparare a fare a meno, come dell’acqua e del cibo in tempo di guerra. Col senno di poi, davvero avremmo dovuto fare in fretta.
Ora il ponte rimane lì, come un nonno appena morto a cui avremmo voluto fare molte domande e non l’abbiamo mai fatto, ma ormai è troppo tardi e restano solo i rimpianti per le risposte che non avremo mai più.
Guardo la mia città e la mia nazione, il mondo intero, i governi e i “sistemi” cadere pezzettino per pezzettino come i denti di un morto, mentre i viventi (o presunti tali) rimasti continuano a darsi la colpa l’uno con l’altro del decadimento fisico e strutturale della civiltà come la conosciamo.
Fino a qualche anno fa avrei detto che siamo come i pochi superstiti che si difendono dal lento ma inesorabile incedere degli Zombi (l’ignoranza? La corruzione?) che ci assediano.
Ora no.
Ora so per certo che i Morti Viventi che zoppicano a mente vuota, istericamente voraci e ottusamente ciechi su questo ponte crollato che non porta più da nessuna parte siamo Noi.





Ted Kennedy e John McCain

27 08 2018

http://blog.synchrosecrets.com/?p=30825

Negli eventi globali, le sincronicità sono talvolta così abbaglianti che persino dei giornalisti notano le “coincidenze”.

Il 25 agosto, la famiglia di John McCain annuncia che l’ottantunenne senatore muore alle 16:48 a causa di un glioblastoma, una rara forma di cancro al cervello. Quando ho saputo della sua morte, ho accennato a Rob come Ted Kennedy avrebbe dato a McCain probabilmente il benvenuto nel mondo dei più poiché non solo furono amici ma sono morti per lo stesso tipo di tumore. Ciò che non sapevo – come annunciato pochi minuti dopo – è che Kennedy è morto il 25 agosto 2009, nove anni fa nello stesso giorno.

[…]

NDT: notiamo inoltre quanto i due si somigliassero ANCHE FISICAMENTE.

 





John Oswald, la plunderphonic e le musicassette vaporwave

24 08 2018

Qui sopra la versione vaporwave del brano Danger Eyez di Tassony e BOOM BO riprodotta da un boombox della Samsung degli anni novanta.

 

 

Noi di Civiltà Scomparse abbiamo avuto modo di parlare in diverse occasioni di un particolare genere musicale – per adesso non ancora molto famoso in Italia – chiamato vaporwave, che di primo acchito la si potrebbe vedere come una specie di pop-music nostalgica del pop (del synthpop soprattutto) di trenta/trentacinque anni fa oppure la si potrebbe vedere come un MEME di internet visto che la vaporwave è parecchio presente per esempio su You Tube e i cartoni animati e le scritte giapponesi, le statue classiche, lo stile windows, i videogiochi vecchi e i palmizi della Florida nei colori del tramonto (che accompagnano la musica) sono diventati, da qualche anno, un qualcosa di così diffuso in rete da essere visto come un vero e proprio meme.

Una moda passeggera, qualcosa di estemporaneo quindi, replicato un eccessivo numero di volte…ma forse non è veramente così. Forse la vaporwave è qualcosa di talmente impalpabile, di così radicalmente nuovo anche – nonostante sia realizzata con materiale più che altro “nostalgico” – che è perciò molto facile fraintendere e soprattutto banalizzare. E’ comodo dunque vederla come una specie di moda memeiola di internet senza alcun futuro vero di fronte a sè, senza capacità alcuna di ulteriore evoluzione, qualcosa di auto-referenziale e adatto solo per i segaioli mentali di internet o per quelli che la vogliono prendere in giro modificando a piacimento la celebre copertina di Floral shoppe di Macintosh plus.

E invece a nostro parere non è così: la vaporwave non solo non è affatto un meme effimero e ha un futuro luminoso davanti ma ha anche dietro di se’ una sua storia rispettabile, che parte proprio da quegli anni ottanta così tanto utilizzati come materia prima da questo genere musicale (che non è solo un genere musicale ma anche un’estetica). Fu infatti verso la fine di quel decennio che un certo John Oswald, un canadese, inventò qualcosa da lui chiamato plunderphonic, basato su una teoria – da Oswald messa velocemente in pratica – secondo cui la stessa registrazione della musica poteva essere utilizzata come uno strumento musicale. Oswald affermava che la registrazione non solo serve per documentare un brano musicale e per diffonderlo a più persone possibile ma ha in sé anche una valenza creativa la quale si può manifestare utilizzando la registrazione proprio come uno strumento musicale. C’è da dire che, nel momento in cui Oswald enunciava la sua teoria nel 1985, i sample pre-registrati già cominciavano a essere massicciamente utilizzati nella musica electro pop, anche quella non di nicchia, anche quella che allora passava per radio.

A fine anni ottanta non esisteva manco l’ombra di un internet di massa e non esisteva nemmeno nessuna forma di “creative commons” e simili perciò le leggi del copyright erano spietate: dunque John Oswald, quando mise in pratica la sua teoria musicale utilizzando come strumento le registrazioni di The Great Pretender di Dolly Parton per creare un brano da lui intitolato Pretender, si vide presto piombare in casa gli ispettori del corrispettivo della SIAE del Canada i quali gli sequestrarono tutte le settantatre copie dell’album successivo, il quale era invece realizzato utilizzando le registrazioni di canzoni di Michael Jackson a quell’epoca trasmesse per radio, e quelle copie furono sequestrate proprio per conto della casa discografica che allora aveva sotto contratto Jackson.

Tutto questo per dire che la vaporwave può vantare nobili origini underground pre-internet e che ridurla a una moda internettiana da prendere in giro e da scimmiottare con i meme rallentando brani anni ottanta famosi non le fa onore.

Di più, lungi dall’essere qualcosa di episodico e passeggero come i più pensano, la sua evoluzione nel futuro potrebbe, anzi, portare a una rivoluzione completa della musica pop.

In questo articoletto https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/04/29/ma-insomma-cosa-diavolo-e-questa-vaporwave/ scrivevamo ciò:

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

Tutto quello qui ora riportato ci risulta ancora piuttosto vero ma ciò che all’epoca non sapevamo ancora è che nonostante la vaporwave sia un nuovo genere che nasce da internet (Finalmente internet ha la sua musica qualcuno scrisse) è anche un genere che, pur utilizzando internet come uno strumento musicale, vuole anche in qualche modo uscire da internet.

In che senso diciamo questo?

Un po’ come la vaporwave non è nostalgica e vintage pur adoperando materiale nostalgico e vintage preso da internet, allo stesso modo, volendo uscire dall’ ON LINE verso l’OFF LINE, fa sì di tornare all’analogico attraverso le musicassette, registrando sui nastri delle musicassette i brani musicali realizzati utilizzando i download da internet.

E quindi effetto nostalgia anche questo? La solita mania retrò, “le musicassette come ai bei tempi”?!

Secondo noi no, secondo noi è così solo apparentemente. La cosa davvero innovativa, e che guarda proprio al futuro, è che la SPERSONALIZZAZIONE dei brani, degli album e delle innumerevoli proposte vaporwave già presenti su internet in generale e su You Tube in particolare, ebbene tale spersonalizzazione prosegue passando dall’on line all’off line, passando dal digitale all’analogico, anzi rendendosi in qualche modo ancora più manifesta portando dentro i nastri delle musicassette l’anonimato prodotto da internet.

Come già nella witch house (che molti già non ricordano più ma noi la ricordiamo benissimo), i miti pop basati sulla personalizzazione, sulle “star” – o comunque sui “nomi” – saltano per aria (forse perché vanno troppo veloci), autori e titoli sono spesso indicati con caratteri non leggibili – per gli occidentali – e così gran parte dei nomi dei brani: in queste musicassette attirano di più i colori, le immagini e scritte rispetto a ciò che questi colori, immagini e scritte vogliono significare, conta di più il significante del significato, anzì significato praticamente non ce n’è, c’è solo estetica, aesthetic, una condizione di (coloratissimo) sbiadimento dei ricordi, come una sovra-registrazione analogica sopra altre registrazioni analogiche precedenti, e questo ci fa ripensare a John Oswald e alla sua pratica di usare la registrazione come strumento musicale: un cerchio che dunque si chiude ma che anche si diffonde, come le onde – radio – concentriche di un sasso lanciato in una pozzanghera.

La “rivoluzione completa” della musica pop, di cui parlavamo prima, sarebbe quindi uno sviluppo delle cose che nei prossimi decenni potrebbe portare alla vaporizzazione dell’intera musica pop una volta che la miscela di velocità dei processi, internetizzazione del mondo  e lontananza negli anni dei ricordi dei vecchi miti (vedere questo articolo) sarà giunta ormai a compimento.

Di seguito, il contenuto degli album su You Tube nelle varie musicassette presentate nel video qui sopra:

Dan Mason ダン·メイソン – Miami Virtual 2.0

bl00dwave : Distance

Aokigahara Online – Mori

Limousine – Wrestling Wave [Full Album]

3D BLAST : 3D: Die a Hero

Cobalt Road – Purgatory Full Album

Cape Coral : Slowed Midnight

Brat’ya : Nightwalker

LUXURY ELITE // SAINT PEPSI : LATE NIGHT DELIGHT

 

Carrellata di immagini di musicassette vaporwave:

https://www.google.it/search?hl=it&authuser=0&tbm=isch&source=hp&biw=1366&bih=631&ei=riKAW4nVK_CDrwSYwavIDQ&q=cassette+vaporwave&oq=cassette+vaporwave&gs_l=img.3..0i19k1j0i8i30i19k1l4.2152.5528.0.6364.19.17.0.1.1.0.291.2365.0j10j4.14.0….0…1ac.1.64.img..4.15.2373.0..0j35i39k1j0i30k1j0i5i30k1j0i5i30i19k1.0.OeY3sd6XIXo#imgrc=_

 





16 agosto: nascite e morti di re e regine

17 08 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/08/Aug16.html

Aretha Franklin, nata nel 1942, morta il 16 agosto 2018.

Elvis Presley, nato nel 1935, morto il 16 agosto 1977.

Madonna, nata il 16 agosto, nel 2018 compie 60 anni.

Anna d’Austria, regina della Polonia, nata il 16 agosto 1573, muore nel 1598.

Ranavalona I, regina consorte del regno di Madagascar e poi sovrana, nacque nel 1778 e morì il 16 agosto 1861.

Vedo le cose un po’ differentemente da quando ho incontrato @CryptoLoren. Trovo interessante che il Re del Rock e la Regina del Soul siano morti entrambi il 16 agosto.

Così oggi fanno 80 anni da quando morì Robert Johnson e 41 da quando morì Elvis Presley e Aretha Franklin è morta oggi. E Madonna, che chiama se stessa “la Regina” su Instagram, compie 60 anni. Un potente mojo (?) della musica deve essere attivo il 16 agosto. #DustDevilDreams.