Un nuovo tempo per una nuova civiltà

18 02 2019

Vi presento una parte del libro “La terza rivoluzione industriale” di Jeremy Rifkin, che ho trovato meritevole di attenzione in Civiltà scomparse. Molto vicina agli argomenti trattati nel blog.

Buona lettura.

 

La riscoperta dello spazio e del tempo

La decisione di fondare le loro nuove teorie sulle verità della fisica newtoniana indusse gli economisti illuministi a concepire lo spazio e il tempo in un modo molto meccanicistico e utilitaristico: lo spazio è un contenitore, un deposito, pieno di utili risorse pronte per essere espropiate a fini economici; il tempo, a sua volta, è uno strumento malleabile da manipolare per velocizzare il processo di espropriazione e creare una ricchezza economica virtualmente illimitata. Le azioni dell’uomo sono considerate una forza esterna che agisce sulle risorse contenute nello spazio, trasformandole nel modo più efficiente possibile con tecnologie labor-saving (risparmio di manodopera) in utilità produttive. L’approccio utilitarista allo spazio e l’uso efficiente del tempo sono diventati così le fondamentali coordinate spazio-temporali della teoria economica.

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I concetti illuministi e post-illuministi dello spazio, del tempo e dell’agire dell’uomo riflettevano il pensiero dell’epoca: geologi e chimici erano convinti che la materia inanimata della Terra fosse una sorta di giacimento di risorse ancora da sfruttare, passivo e illimitato, che attendeva l’intervento umano per essere attivato e trasformato in una ricchezza produttiva. Oggi le nuove scoperte della scienza sul funzionamento del nostro pianeta, e soprattutto sull’interazione tra i processi geochimici e i sistemi viventi, gettano il seme del dubbio sulle ultime vestigia del pensiero economico classico.

[…]

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Negli anni settanta del novecento lo scienziato britannico James Lovelock e la biologa americana Lynn Margulis analizzarono il modo in cui i processi geochimici interagiscono con i processi biologici sulla terra al fine di mantenere le condizioni ideali per la conservazione della vita. Nel corso dei decenni successivi la loro provocatoria “ipotesi Gaia” ha conquistato consensi sempre più vasti, ed è stata rafforzata e confermata da ulteriori evidenze empiriche rilevate da ricercatori in ogni campo.

Lovelock e Margulis osservano che la terra è un sistema autoregolato che agisce come un organismo vivente e, a sostegno della loro ipotesi, citano l’esempio della regolazione del metano e dell’ossigeno. Il livello di ossigeno nell’atmosfera terrestre deve mantenersi entro una fascia di oscillazione molto ristretta per permettere alla vita di conservarsi: se i livelli di ossigeno aumentassero al di sopra del livello massimo, la terra si trasformerebbe in una sfera infuocata e la vita si estinguerebbe. Ma come viene mantenuto tale equilibrio?

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Secondo i due scienziati, quando l’ossigeno nell’atmosfera raggiunge livelli superiori a quelli accettabili innesca un corrispondente aumento della produzione e rilascio di metano da parte di batteri microscopici. Il metano migra nell’atmosfera e agisce da riduttore dell’ossigeno, riportandolo al livello “normale”. Questo non è che un esempio delle migliaia di feedback circolari che fanno sì che la biosfera sia un luogo ospitale per tutte le forme di vita terrestri.

Sta emergendo una nuova visione scientifica del mondo, le cui premesse e ipotesi sono più compatibili con i modi di pensare reticolari alla base del modello economico della Terza rivoluzione industriale. La vecchia scienza è caratterizzata dal distacco, dall’esproprazione, dalla dissezione e dalla riduzione; la nuova dall’impegno, dall’integrazione e dall’olismo. La vecchia scienza è concentrata sul rendere la natura produttiva; la nuova un partnerariato con la natura.

 

[…]

Se tutti gli organismi biologici interagiscono continuamente con i processi geochimici per mantenere una condizione omeostatica favorevole alla perpetuazione della biosfera e alla preservazione della vita sulla terra, per garantire alla specie umana il benessere a lungo termine è fondamentale essere capaci di vivere entro i limiti spaziali e temporali che vincolano il funzionamento della terra. La teoria e la pratica economica classica e neoclassica, con la loro mania per l’espropriazione e il consumo, hanno minato alla base i meccanismi di feedback tra i processi biologici e geochimici della biosfera, impoverendo gli ecosistemi del pianeta e provocando un drammatico cambiamento delle temperature e del clima.

Se vogliamo sopravvivere e prosperare come specie, dobbiamo ripensare i concetti di spazio e di tempo. La definizione economica classica dello spazio come contenitore o deposito di risorse passive deve necessariamente essere sostituita da un’idea di spazio come comunità attiva di relazioni. In questo nuovo schema, la composizione geochimica del pianeta non può più essere considerata una risorsa o una proprietà, bensì una parte complessa delle relazioni interattive che rendono possibile la vita sulla terra. Allo stesso modo, le nostre priorità economiche devono passare dalla produttività alla generatività, da uno sfruttamento puramente utilitarista della natura alla tutela delle relazioni che conservano la stabilità della biosfera.

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Anche nell’organizzazione del tempo, l’efficienza deve cedere il posto alla sostenibilità: il nostro approccio all’ingegnerizzazione deve essere ricalibrato e sincronizzato con le ciclicità rigenerative della natura, invece che con i semplici ritmi produttivi dell’efficienza del mercato.

I passaggi dalla produttività alla generatività e dall’efficienza alla sostenibilità rimetterebbero la nostra specie al passo con i flussi e riflussi, i ritmi e le ciclicità della più vasta comunità biosferica della quale siamo parte integrante e indivisibile. […]

 

Per gli scettici, convinti che qualsiasi tentativo di integrare le attività umane nei ritmi e nelle ciciicità della biosfera sia inutile a causa dell’innata predisposizione biologica dell’uomo ad assicurarsi l’autonomia dalla natura e a esercitare il potere su di essa a distanza, un rapido excursus introduttivo alla cronobiologia dovrebbe bastare a tacitare ogni ulteriore obiezione.

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Tutte le forme di vita, dai microbi agli esseri umani, sono regolati da miriadi di orologi biologici che adattano i propri processi fisiologici al più generale ritmo della biosfera e del pianeta. Le creature viventi, inclusi gli uomini, scandiscono le proprie funzioni interne ed esterne sulla base del giorno solare (ciclo circadiano), del mese lunare (ritmo lunare), dell’avvicendarsi delle stagioni e della rotazione annuale della terra intorno al sole (ciclo circannuale). Lo psicologo John E. Orme ha osservato che “l’universo fisico è fondamentalmente ritmico per propria natura. La luna ruota intorno al sole e il sistema solare stesso muta posizione spaziale nel tempo. Tutti questi fenomeni producono cambiamenti ritmici regolari e la sopravvivenza delle specie biologiche dipende dalla capacità di seguire questi ritmi. [J.E. Orme, “Time: Psychological Aspects: Time, Rhythms, ad Behavior”, in T. Carlstein, D. Parkes, N.J. Thrift (a cura di), Making Sense of Time, New York, J. Wiley, 1978, p. 67.]

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Chiunque abbia provato il jet lag, avendo attraversato più fusi orari durante un viaggio in aereo, sa che il corpo umano è delicatamente calibrato e sincronizzato sui ritmi del pianeta, e che ogni alterazione provoca uno sfasamento dei processi corporei. La temperatura corporea aumenta e diminuisce secondo sequenze prevedibili nell’arco delle ventiquattr’ore, e lo stesso vale per lo stato termico della pelle. Il ciclo mestruale della donna tende a seguire il ciclo lunare e sono noti i “disturbi affettivi stagionali” (DAS), che si manifestano nei mesi invernali quando la diminuzione delle ore di luce provoca in alcuni soggetti predisposti un senso di sonnolenza e di depressione analogo al processo di letargo che nel periodo invernale rallenta l’attività fisiologica di molti mammiferi [K. Hammer, “Experimental Evidence for the Biological Clock”, in J.T. Fraser (a cura di), The Voices of Time: A Cooperative Survey of Man’s Views of Time as Expressed by the Sciences and by the Humanities, New York, G. Braziller, 1966; Joost A. Meerloo, Along the Fourth Dimension: Man’s Sense of Time and History, New York, John Day Company, 1970, p. 67; S. Sharp, Biological Rhythms and the Timing of Death, in “Omega Journal of Death and Dying”, 12, 1981-82, pp. 15-23.]

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I ricercatori nel campo della crono-farmacologia stanno cominciando a capire che il momento della giornata in cui viene somministrato un dato farmaco o eseguito un intervento chirurgico può influenzarne l’efficacia, e stanno sperimentando la sincronizzazione della terapia con l’orologio biologico interno del singolo paziente.

Il fatto che l’uomo, come ogni altra specie, sta biologicamente integrato nei cicli della terra cambia il modo in cui pensiamo allo spazio e al tempo: il nostro stesso essere è inserito nelle coordinate spaziotemporali del pianeta. Le cellule del nostro corpo vengono continuamente sostituite e la nostra esistenza è un esempio dell’attività della natura, con calorie energetiche a bassa entropia che entrano in noi dall’esterno, trasformandosi in nuove cellule che sostituiscono quelle divenute scorie e restituite all’ambiente affinché siano riciclate. Ognuno di noi è un’incarnazione delle correnti energetiche e dei processi geochimici e biologici che fluiscono attraverso la biosfera. Nel sistema planetario, la vita, i processi geochimici e le ciclicità della terra interagiscono in una varietà di relazioni strettamente sincronizzate che garantiscono il funzionamento di ogni organismo e della biosfera nel suo complesso.

Per molto tempo la nostra specie ha vissuto in sincronia con i ritmi del pianeta. Le energie concentrate nei combustibili fossili della Prima e della Seconda rivoluzione industriale hanno allontanato per la prima volta l’uomo dalle ciclicità della terra. Oggi l’illuminazione elettrica ventiquattr’ore su ventiquattro, la comunicazione Internet, i viaggi aerei, i turni di lavoro e una miriade di altre attività ci hanno allontanato dal nostro orologio biologico primordiale. Il sole e l’alternarsi delle stagioni sono diventati meno rilevanti per la nostra soppravivenza o, almeno, siamo ormai convinti di questo.

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La nostra crescente dipendenza dai ricchi giacimenti di radiazione solare inerte e conservata, in forma di combustibili basati sul carbonio, ci ha dato l’illusione che il nostro successo sulla terra dipendesse più dalla genialità e dal progresso delle tecnologie che dai cicli ricorrenti della natura. Adesso ci stiamo rendendo conto che non è così. L’imposizione di ritmi produttivi artifciali – soprattutto l’isitituzionalizzazione dell’efficienza meccanicista – ha portato una grande ricchezza materiale a una porzione significativa della popolazione umana, ma a spese degli ecosistemi terrestri, con conseguenze tragiche per la stabilità della biosfera.

[…] riportiamoci alla luce del sole. Affidandoci al flusso energetico che attraversa la biosfera – il sole, il vento, il ciclo idrico, la biomassa, il calore geotermico, le onde e le maree oceaniche – ci riconnettiamo con i ritmi e le ciclicità del pianeta. Torniamo a essere integrati nell’ecosistema della biosfera e giungiamo a capire che la nostra impronta ecologica individuale influenza il benessere di tutti gli altri esseri umani e di ogni creatura vivente.

[…]

Sotto questi e altri aspetti, i cambiamenti in atto nel modo in cui percepiamo la natura umana e il senso dell’avventura dell’uomo rispetto al pensiero dominante negli ultimi duecento anni, nel corso di due rivoluzioni industriali, sono così radicali che gran parte della teoria economica classica e neoclassica, che ha accompagnato e legittimato questi due straordinari periodi storici, non sopravviverà al nuovo paradigma economico emergente.

[…]

Owen Bartfield, un filosofo britannico recentemente scomparso, si è espresso sulla fase che la nostra specie sta attraversando e ha osservato che l’umanità, nella sua relazione con la natura, ha attraversato due grandi fasi.

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Per oltre il 90% della nostra esistenza sulla terra abbiamo vissuto come cacciatori e raccoglitori: i nostri più antichi antenati sperimentavano la natura in maniera diretta e intima. C’erano confini molto labili fra sè e l’altro da sè: la vita era vissuta in uno stato quasi onirico nel quale gli esseri viventi e gli altri fenomeni interagivano, si ricombinavano e si scambiavano di posto in uno sconcertante carosello, quella che gli antropologi chiamano “nebbia indifferenziata”.

La vita quotidiana era perfettamente regolata sulle ciclicità della natura e delle stagioni, come ancora accade a tutte le altre creature della terra. La “madre terra” non era ancora una metafora, ma un vero essere primordiale al quale i cacciatori-raccoglitori si affidavano per la propria sopravvivenza e, per questo, era trattata con rispetto, amata e temuta dagli uomini, che dipendevano dalla sua clemenza.

La grande trasformazione dalla caccia-raccolta all’agricoltura ha cambiato radicalmente la relazione dell’uomo con la natura: dal completo assoggettamento alla sua benevolenza e generosità a un suo sempre più stretto controllo e accurata gestione, in quanto risorsa. Con la domesticazione delle piante e degli animali, l’uomo ha cominciato a distaccarsi dal mondo naturale, creando una barriera fittizia tra il suo comportamento e quello animale.

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Nel Basso Medioevo, essere civilizzati significava essersi liberati dalla “bruta” condizione animale. Le generazioni successive sono diventate sempre più consapevoli di sé e autosufficienti, ma a costo della perdita dell’intima, originaria partecipazione alla natura di cui godevano.

Bartfeld ha scritto che la razza umana si trova oggi all’inizio di una terza fase della propria relazione con la natura: un momento in cui l’uomo torna a rapportarsi con il mondo naturale, non con un senso di dipendenza e timore – come avveniva per i nostri antenati – ma come scelta deliberata di diventare parte integrante di una più vasta universale comunità della vita. [O. Bartfield, Salvare le apparenze, trad. it. Genova-Milano, Marietti, 2010 (ed. or. 1965)]

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Questa è la coscienza della biosfera. Ciò che Bartfield lascia inesplorato, però, è il processo storico sottostante per il quale una specie sempre più cosciente di sè e individualizzata è in grado di cambiare direzione, scegliendo intenzionalmente di riscoprire la relazione d’interdipendenza con la natura[…]

Ogni successiva e sempre più complessa rivoluzione dell’energia e delle comunicazioni ha innescato una differenziazione delle mansioni sempre più elaborata che, a sua volta, ha incentivato una maggiore individuazione e consapevolezza di sé. Il generico “noi” che caratterizzava la semplice esistenza dei cacciatori-raccoglitori ha ceduto il posto a singole individualità: macellai, fornai e fabbricanti di candele, ciascuno con un più marcato senso del proprio io, reso possibile dalla mansione unica svolta per la società. Ancora oggi i cognomi evocano le competenze professionali trasmesse di generazione in generazione: Ferrari, Calzolari, Calderali, Malgaroli [ecc.]

[…]

Se la nostra natura intrinseca è empatica e abbiamo una pulsione innata all’affiliazione con la natura, come possiamo risvegliare la nostra connessione biofilica? Wilson afferma che qui “devono entrare in scena gli psicologi”, [Arousing Biophilia: A Conversation with E.O. Wilson, in “Orion”, inverno 1991; http://arts.envirolink.org/interviews_and_conversations/EOWilson.html. i quali ci devono aiutare a risvegliare la pulsione primordiale alla biofilia, a lungo sepolta nel nostro inconscio collettivo. Altri concordano con lui.

Nel 1992 Theodore Roszak, che ha coniato il termine “ecopsicologia”, nel suo libro The Voice of the Earth manifestava una certa delusione rispetto alla psicologia come professione, notando come l’American Psychiatric Association elencasse nel Diagnostics and Statistical Manual (DSM) oltre 300 patologie mentali, senza mai contemplare la possibilità che l’essere umano possa soffrire psichicamente a causa della perdita del legame con la natura. “Gli psicoterapeuti hanno esaurientemente analizzato ogni forma di relazione familiare e sociale disfunzionale, ma le relazioni ambientali disfunzionali non esistono neppure come concetto” scrive Roszak [T. Roszak, The Nature of Sanity, in “Psychology Today”, 1°gennaio 1996; http://www.psychologytoday.com/articles/199601/the-nature-sanity, ed evidenzia un punto molto significativo rilevando che “il DSM definisce il disturbo di ansia da separazione come un’ansia eccessiva riguardante la separazione da casa e dalle persone alle quali l’individuo è attaccato. Ma nessuna separazione è più pervasiva, in quest’epoca di ansia, della disconnessione dal mondo naturale”. Roszak ha sfidato la professione psichiatrica, dichiarando che i tempi sono maturi per “una definizione della salute mentale fondata sull’ambiente”. [T. Roszak, The Voice of Earth, New York, Simon & Schuster, 1992.][E.A. Bragg, Towards Ecological Self: Deep Ecology Meets Constructionist Self-Theory, in “Journal of Environmental Psychology”, 16, 1996, pp. 93-108.]

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Se ti sbagli

30 01 2019

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Se la religione – fede è falsa, si vive una vita di speranze, fede, comportamenti consoni alle regole, mettendo prima di tutto la dignità e la buona volontà umana, si vive in comunità delle quali ci si può fidare, si gode della bellezza del pianeta e dell’ universo, e per ogni difficoltà si trova un appiglio a cui aggrapparsi, una persona che ci aiuti con sincero interesse e sincera empatia. Si trova un senso per quasi ogni cosa, si guarda al futuro con speranza, ci si sente protetti, e ci si sente propensi a sopprimere il nostro lato oscuro. Per il benessere nostro e della comunità. Si muore poi con tranquillità, abbandonandosi alla speranza di qualcosa di migliore. E ci si abbandona al nulla. Nessuno lo saprà mai.

Se l’ ateismo – nichilismo è falso, si vive una vita di frustrazione, noia, disperazione, senza alcun sincero interesse per le regole della civiltà, poichè esse sono relative e soggettive, e senza significato, poichè esse non hanno vero valore. La dignità umana non ha significato, l’ uomo è animale e per questo si può fare di lui quel che si vuole, purchè non si venga scoperti dalla psicotica società regolizzata, e se ne può disfare come se fosse un oggetto, tanto non importa a nessuno. Si vive in una comunità in cui tutti sono sospettabili, nessuno è sincero, tutti sono ridicoli buonisti oppure malvagi depravati. L’ universo è crudele e assurdo, non importa quanto perfetto esso possa sembrare agli occhi dell’ ingenuo, è nato dal nulla per caso e non ha direzione. Ogni difficoltà rappresenta un passo in più verso la fossa, ogni difficoltà è magnificata e la compassione degli altri è un ridicolo comportamento innaturale ed emotivo, quindi non necessario. Mantenersi in salute serve solo relativamente, poichè tutti dobbiamo comunque morire e sparire dalla faccia della terra. Si muore con il timore del dolore, degli ultimi momenti al cospetto del nulla. E se si è sbagliati si è passata una intera vita a piangersi addosso e a vivere un mondo meraviglioso con il cuore a pezzi, e la mente arida, diffondendo questa aridità di pensiero a tutti gli altri. E lo sapranno tutti.





Il paradosso della razionalità

27 01 2019

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Nella mia mente sono scisso … la razionalità mi spaventa e mi aliena, ho la tendenza a pensare in modo così razionale che sento che la vita non ha più nessun senso di esistere e che è una assoluta tragedia … ma da altra parte percepisco anche questa super razionalità come illusoria e generata da una cultura psicotica e paradossale … quando vivi in un mondo paradossale e ancora oscuro e nebuloso in moltissime sue caratteristiche … trovo che pensare che la nostra epoca abbia risposto a tutte le domande sia uno sbaglio grossolano. Da altra parte però spesso temo che sia vero e che davvero non si possa uscire dalla concezione di “ universo orologio “ anche se io difficilmente aggiungerei a questo concetto anche una assenza di Dio, per vari motivi. È una mia debolezza … paradossalmente mi sento più irrazionale quando formulo pensieri e teorie super razionali. Cerco di immedesimarmi in questi super scienziatoni che affermano che l’ Uomo non è realmente cosciente di se’, e per la miseria mi chiedo perché non li rinchiudono tutti in un manicomio, perché come si fa ad affermare una cosa simile e vivere in modo normale? Come mai non li vediamo uscire fuori di testa e fare qualche follia? Purtroppo io ho questa capacità di immedesimazione, riesco a sentirmi proprio come loro e a formulare pensieri affini ai loro pur trovandoli bizzarri e privi di senso, privi di connessione con la realtà del vissuto. 

Ormai spesso mi trovo a pensare al concetto di libero arbitrio, e come sapete le mie scoperte sui cicli storici mi spingono a pensare che il libero arbitrio non esiste o che almeno in gran parte, a livello collettivo non esiste.

Poi leggo che il modo di vedere il mondo come un “ orologio prevedibile “ della razionalità illuminista anti – Dio e anti libertà, è stato superato da cose come la “ teoria del caos “ la teoria della complessità e la fisica quantistica …
Ma allo stesso tempo leggo anche come la fisica quantistica sia una illusione o un fraintendimento, come gli universi paralleli che quasi sicuramente non esistono, perché intangibili.
Qualcuno che ne sa di più potrebbe spiegarmi se sono cose attendibili oppure superate?
Cosa ne pensate sul libero arbitrio? È ancora razionale parlare di libero arbitrio? E l’ universo orologio prevedibile è razionale e realistico?

Comunque, quando penso ad un mondo in assenza di libero arbitrio, la razionalità comincia a perdere di valore e di senso, almeno dal mio punto di vista, e non capisco perché dovrebbe anche coincidere con l’ assenza di un Dio, e non capisco perché i super razionali sono così sicuri che non ci sia Dio …
Okay, i geni, il DNA, ma queste cose non sono spontanee, non si mettono assieme in modo spontaneo …

Io penso che se non c’e Un libero arbitrio, allora siamo come personaggi di un libro, i personaggi di un libro hanno un Dio, il loro autore, lo scrittore de libro, oppure anche ai personaggi dei videogiochi, anche loro hanno un copione e sono prevedibili, ma sono stati creati e hanno un Dio, e persino degli spettatori esterni alla loro realtà, e completamente intangibili.

Però allo stesso tempo allora in assenza di libero arbitrio saremmo praticamente oggetti in balia di qualcosa, qualsiasi cosa essa sia. Ed è abbastanza terrificante.

Quindi insomma, poi leggo che la concezione dell’ universo orologio è – rassicurante – e il determinismo è – rassicurante – ma io non so dove trovino tutta questa sicurezza e accettazione … io vivrei meglio in un mondo imprevedibile e caotico.

D’ altra parte la nostra vita è un paradosso perché noi percepiamo la nostra vita sempre come l’ unica, sempre imprevedibile, non sappiamo mai cosa accadrà fra 2 minuti ma magari possiamo prevedere un evento attraverso un ciclo storico.
Anche questa cosa, poi, dei cicli storici, okay, è arbitrario come concetto, ma perché, perché accidenti funziona? Se fosse falso non funzionerebbe, e non sarebbe possibile trovarne nemmeno uno, nemmeno sforzandosi. E invece ne troviamo, e più di uno.

Insomma, come facciamo a razionalizzare l’ assenza di libero arbitrio in un mondo che ci fa sentire esattamente come se prendessimo noi ogni decisione?

Che valore ha la razionalità dal punto di vista di un super razionale? Come affronta la sua vita un super razionale?

Anche questa cosa della diffusione dell’ ateismo, a me sinceramente spaventa, io ho questa debolezza, quando penso ad un ateo convinto faccio subito la connessione ai serial killer, perché dal mio punto di vista ogni serial killer, ogni persona capace di uccidere è necessariamente atea, anche se spesso non è così, io percepisco così.

Quindi magari la religione è irrazionale, è da sradicare, chissà, ma io avrei più paura a vivere in un mondo privo di religione, perché tale mondo spegnerebbe il valore di ogni vita. Perché allora vuol dire che il bene e il male non hanno senso, e “ tutto è lecito “.
Quindi se la natura di una persona è maligna, allora è lecito soddisfare le sue esigenze assassine …
Una volta sono capitato su una intervista al padre di un cannibale …tale padre aveva inculcato al figlio l’ ateismo spinto e l’ evoluzionismo … e si è ritrovato un figlio cannibale, convinto che la vita non avesse valore, e che le sue esigenze fossero lecite perché lo dice la natura.

Capite, viviamo in un mondo paradossale, e la razionalità non aiuta a capirlo.

perche’ gli Atei si riproducono? Non è una situazione assolutamente egoista portare al mondo una persona che poi necessariamente dovrà morire, che senso ha fare un figlio in un mondo ateo, che è un mondo dove la nascita equivale alla morte? Sinceramente quando penso in modo ateo, che attenzione, la mia è tutta immedesimazione siccome non ci riesco proprio ad essere ateo, trovo assurdo voler fare figli, e portarli in questa trappola mortale.

Ultimamente, quando gioco a certi videogiochi, sento anche un po’ di alienazione, anche perché ormai ci inseriscono pure la religione, e la religione in un videogioco sinceramente mi disturba, perché quando guardi dei personaggi pregare senti immediatamente come la religione in se’ possa non avere alcun significato …io penso dovremmo evitare di inserire la religione nei videogiochi, proprio come si evita di inserirla in certi fumetti …

Eppure la religione è necessaria in un certo senso, e trovo sbagliato etichettarla come malattia mentale, perché a tutti gli effetti è una caratteristica innata dell’ uomo e una esigenza naturale, e poi a tutti gli effetti “ siamo programmati per credere “ e ho letto un articolo dove la percezione della presenza di Dio è equiparata alla sensazione del gusto …
Come puoi negare che la sensazione del gusto esiste?
Allo stesso modo come puoi negare quella sensazione della presenza di Dio o chi per lui?
Puoi negare il gusto? Se trovi che una torta è gustosa, è irrazionale pensare così?

Comunque capisco perché i super razionalisti hanno un problema con l’ ipotesi di Dio. Dal loro punto di vista un Dio potrebbe essere, o qualcuno che non interviene e che non aiuta e che ci scarica con la morte e tanti saluti, oppure qualcuno che ci manovra e possiede completamente, oppure come dicono i credenti nella teoria della simulazione …
Che viviamo in un ambiente dal quale non possiamo uscire e che viviamo in una realtà molto simile ad un videogioco …
Qui ci sono due varianti, chi crede che siamo come in Ready Player One, che quindi siamo avatars in una realtà virtuale e che il nostro vero corpo e la nostra vera coscienza sia altrove …e che possiamo accedervi eventualmente dopo la morte.
E chi invece crede che siamo proprio personaggi, e che magari viviamo la nostra vita continuamente, in modalità e scelte diverse, in un continuo ritorno …e che siamo virtuali al cento per cento.

Comunque, io sinceramente mi chiedo come fanno quei super scienziati che affermano che l’ uomo non è realmente cosciente e che la coscienza di se’ sia una illusione, come fanno a vivere la loro vita normalmente. Io trovo che questi pensieri siano da malati mentali.

Ma da altra parte, chi davvero è malato, e chi davvero è razionale? Un po’ come i transgender …se hanno ragione loro non sono malati, se si sentono diversi non sono necessariamente psicotici, siamo noi che siamo stupidi e superstiziosi e invece loro sono più razionali di noi …

E quindi chi è una persona razionale e chi invece non lo è? È davvero così semplice dire che un religioso e’ irrazionale e un ateo è sano? E se fosse il contrario?
E se fosse questa idea di super razionalità ad avere i caratteri di una malattia mentale?

Io vi posso dire, a me preoccupano assai di più i super razionali piuttosto che i religiosi, mi sembra che i primi abbiano maggiore potenzialità di passare oltre ogni moralità …

Sono ancora convinto che ogni ateo sia anche necessariamente potenzialmente pericoloso per via della sua filosofia di vita fatalista e potenzialmente permissiva di tutti i mali …
Scusate se è offensivo, ma io la penso così …





Osservatorio sulla Grande Restaurazione: la misura di un ariete

24 01 2019

https://secretsun.blogspot.com/2019/01/great-restoration-watch-measure-of-ram.html

Così tanti rituali, così poco tempo. Un sacco di argomenti di cui discutevamo nel precedente post sono saltati fuori  la scorsa settimana, quindi concedetemi un po ‘di tempo mentre lancio qualche pepita d’oro in polvere nella vostra padella virtuale …


E’ stato alla fine completato un restauro durato decenni della tomba di re Tutankamon in Egitto.

Il progetto – portato avanti dal Getty Conservation Institute di Los Angeles e il ministero egiziano delle antichità – è coinvolto sia nella stabilizzazione delle pitture murali che decorano le tombe vecchie di tremila anni sia nelle nuove barriere e nel nuovo sistema di ventilazione che ridurrebbe in futuro i danni del sito.

La conservazione e la preservazione è importante per il futuro[…]ha detto Zahi Hawass in una dichiarazione.

Questa roba parla da sola, no? I lettori di lunga data sanno tutto sulla potente sincronizzazione di Getty, quindi prendete in considerazione questo oggetto per il vostro turno alla giocata a Scarabeo-The Secret Sun.

LA CIOTOLA DI GIOVE (The jupiter blow)

Bene, dopo un entusiasmante Bloody Moony Sunday-y, il conto finale per il Super Bowl LIII è pagato da due simboli cornuti : gli Amuns di Los Nephilim con la testa di un caprone, simbolo usato anche per Brady e i suoi New Atlantis Baphomets.
Ora, sapete tutti che grande fan dei Pats sono per essere un malvagio Pissah Masshole, ma non scommetterei contro gli Amuns …
…per ovvie ragioni. Questo sicuramente è l’anno del Dio cornuto e nascosto, quindi gli apostoli più ovvi sembrerebbero la scelta più appropriata.

Beh, in entrambi i casi so chi vincerà alla grande in modo simbolico e questo è … l’avete indovinato … Freemery. Notate che gli Amuns volavano con i colori Freemly e i Baphomets sono di proprietà di Robert “The” Kraft.

I Baphomets suonano anche allo stadio Gillette, che prende il nome dal re Gillette. Il quale non era solo un Eccellente nell’Antica Framassoneria e nell’Ordine Accettato, ma anche uno dei primi banchieri pianificatori per il movimento governativo globale.
In una storia correlata, so che molte persone hanno ancora problemi con le questioni di Mitra e del mitraismo, anche se ne ho parlato solo come Howard Beale per 12 anni o giù di lì. Ma va bene, ho fiducia in voi. Alcuni sono studenti lenti ma sono un insegnante molto paziente.
Confrontate  l’immagine più in alto con questi piccoli incantatori di Masked Singer:
Lo trovo divertente ma anche un po’ triste.
Abbiamo parlato del tempio di Mitra costruito nel nuovo quartier generale di Bloomberg a Londra, ma il nostro amico Tracy Twyman mi ha detto di un piccolo fatto che quasi mi sono dimenticato mentre mi picchiavo con i simboli per tutta la giornata.

Il sito originale della banca si trovava a Wallbrook, una strada della City di Londra dove, durante la ricostruzione nel 1954 degli archeologi trovarono le vestigia di un tempio di Mitra risalente all’epoca dei Romani.

(Mitra si dice sia stato adorato come, tra le altre cose, il Dio dei Contratti), le rovine mitraiche sono forse le più celebri di tutte le scoperte di epoca romana fatte nel XX secolo nella City di Londra e possono essere visitate dal pubblico.

 

… e quindi questo piccolo negozietto chiamato Bank of England è stato infatti costruito sopra un Mitreo. In effetti, la città di Londra fu probabilmente la roccaforte mitraica nei vecchi tempi romani.

Perché il logo di papa Francesco sul Nuovo Marocco implica la sottomissione all’Islam? Una sentimentalità pan-religiosa sopravvive nell’apparente abbracciare l’Islam dell’attuale papa, come moralmente equivalente all’ethos e alla cultura giudaico cristiana.

La prima legge di Knowles dice che ogni volta che una polemica esplode sul simbolismo nei media, in realtà sta mascherando un messaggio simbolico completamente diverso.

Potrebbe essere un esempio di ciò …

… poiché il simbolo in questione assomiglia un po ‘a una nostra vecchia conoscenza, il Circolo X …

 

… un simbolo mitraico ben attestato di cui ancora esiste una curiosa quantità di piccole prove visive.
Forse qualcuno lo stava solo mettendolo via nel caso di un giorno di pioggia. O una grande restaurazione, o qualsiasi altra cosa.

Devo ammetterlo, sono affascinato dal Kazakistan. È solo una gigantesca scheda di Scarabeo-Secret Sun, per quanto ne so, almeno lo è la capitale Astana. Mi piace che il loro sigillo incorpori il Cerchio X, il Blu e l’Oro, e possibili Ippocampi se non Pegasi. Questo è il tipo di roba che mi fa ridere.

 

[…]

Parlando di programmi spaziali totalmente reali …

SAPETE CHE È FALSO, PERCHE’ SEMBRA COSI’ FALSO

Il test dello Starship appena finito di assemblare nella rampa di lancio Space X nel Texas. Questa è un’immagine reale, non una ricostruzione.

Shot.

Annuncio a sorpresa: Space X lascia in sosta il 10% di forza lavoro. Neanche una parola finora dal CEO Elon Musk.

Chaser.

La Space X, compagnia di veicoli spaziali di Elon Musk, ha costruito un prototipo di un razzo di acciaio inossidabile nel Texas del sud.
Le persone che vivono vicino al sito hanno riportato mercoledì pomeriggio che il veicolo, conosciuto come “test hopper”è stato spazzato via da poderose raffiche di vento.

Postumi della sbornia.

WOLFMOON, FAMMI IL TUO INCANTESIMO

Un meteorite si sfracella nella “Super Blood Wolf Moon”. Fu la prima volta che un impatto lunare è stato catturato in video durante un’eclissi totale.

L’impatto fu confermato ufficialmente da José Maria Madiedo, astronomo dell’università di Huelva in Spagna. Madiedo e i suoi colleghi hanno monitorato l’eclisse lunare per anni tramite il MIDAS (Moon Impacts Detection and Analysis System) network di telescopi, specificatamente impostati per osservare gli impatti.

Questa cosa qui ho visto che è stata sopraffatta da un’ondata di commenti annoiati.

Beh, l’esilarante acronimo MIDAS, oltre a prendere il nome da una casa reale di Frigia, lo prende anche da quello di una regione della moderna Turchia che ci ha dato anche Mitra e Cibele, assieme a tutti gli altri picchiatori.

Eclisse 2018: la “luna di sangue” capace di scatenare rituali di sesso satanico e sacrifici umani/animali. La Luna di sangue di stasera sarà accompagnata da una massiccia crescita di rituali satanici, coi satanisti che promettono sacrifici umani e animali e atti bizzarri di promiscuità sessuale.

Diversamente dall’anno scorso, la stampa dozzinale non era pervasa dal ridicolo sacrificio umano di clickbait, cosa da me trovata leggermente deludente a causa del fatto che posso sempre usare una risatina occulta.

Ma questo non ha impedito agli abitanti demoniaci posseduti della Mega-Coven Blue Check di strillare, avere convulsioni e strappare i loro indumenti per qualche spargimento di massa di quel delizioso, nutriente, sangue di ragazzo adolescente …

Henry Bacon collaborò a costruire il memoriale, di cui è stato preso a modello il tempio di Zeus a Olimpia e altri capolavori greci…

… su quello che sembrava a tutti gli occhi stanchi e tristi come una pianificata e coordinata psy op psicopatica al Tempio di Giove Ammon a Masonington, DC.

Forse ho bisogno di occhiali, non lo so.

Niente c’è oltre la speranza,
niente che possa essere giurato impossibile,
niente di meraviglioso, dal momento che Zeus,
padre degli dei dell’Olimpo,
fatta notte dal mezzogiorno,
nascondendo la luce del sole splendente,
e la paura dolente venne sugli uomini.

Archiloco (circa 680-645 aC)

 

Però mi conoscete; Ho visioni di eclissi, templi, cripto-satanisti di Twitter, CNN; Mi limito a saltare a volte conclusioni affrettate. Forse vedo troppi film hammer horror su Creature Double Feature..

Va bene, ci sto lavorando con un terapista.

Il vescovo cattolico di Covington ancora non si scusano per aver insidiato ragazzi innocenti. Questo è un argomento molto serio. [l’inferno non ha fretta.]

Ovviamente non posso dire che questo sia stato un sacrificio simbolico pianificato tra reti sataniche in posizioni di alta influenza, ma devo ammettere che mi sento sempre un po’ ‘nervoso quando vedo “Vescovo” e “ragazzi innocenti” nello stesso titolo. Magari per via del fatto di essere di Braintree e da sempre.

Sto pensando di trovare ognuno di questi ragazzacci e dare loro una bella porzione della mia mente.

 

Anch’io non posso credere di stare difendendo un’azienda di rasoi ma questa nazi-gioventù del 2019 mi porta a farlo.

Ma devo ammettere che il tempismo è stato un po ‘strano: Gillette fa uno schifo di se stessa con il suo merdoso show di Valerie Solanas e quasi subito dopo questo (presumibilmente) incidente sceneggiato e questo (presumibilmente) blitz dei media coordinati fanno apparire (presumibilmente) confermato tutto ciò che la pubblicità stava (presumibilmente) dicendo.

E così, il grido di battaglia fu sollevato tra sociopatici iper-privilegiati di tutto il paese: Più veloce, Pussyhat! Kill! Kill!”

Ciò era strano, ma questo …

A qualcuno sembra strano questo? La covington catholic sta a meno di cinque miglia dalla Gillette? Forse la realtà veramente si sta ripiegando su se stessa. […]

… ciò è strano. Voglio dire, la Covington Catholic sta letteralmente in fondo alla strada rispetto alla sede mondiale di Procter & Gamble. Giusto? L’effetto Mandela riscrive anche il presente o mi sto solo trovando in coma? Forse qualcuno dovrebbe darmi un pizzicotto.

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