Judy: c’era una volta anche a Holy Wood

10 07 2019

Ecco un nuovo aggiornamento del blog “Just watching the wheels go round” (“Basta solo vedere le ruote che girano”), che tratta dell’ennesimo film celebrativo di Holy Wood.

https://brizdazz.blogspot.com/2019/07/judy-once-upon-time-in-hollywoodtoo.html

C’era una volta a Holy Wood

Quest’anno fanno cinquant’anni da quando Judy Garland è mancata, ed è anche l’ottantesimo anniversario dell’uscita de Il mago di Oz.

Sembra che il 2019 sia un grande anno per gli anniversari, specialmente per Holy Wood.

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Stay tuned, 20 luglio 2019

28 06 2019

Branson a Genova: “Vi presento la mia nuova Virgin”

Richard Branson della Virgin a Genova il 20 luglio 2018
Demolizione del ponte Morandi a Genova il 28 giugno. Monitorata dalla stessa Fincantieri che ha prodotto la Virgin Scarlet Lady, inaugurata il 20 luglio dell’anno passato.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/09/11/impressioni-e-immaginazioni-sul-crollo-del-ponte-morandi-il-14-agosto-2018/

Contemporaneamente allo scontro feroce tra sovranisti e globalisti incentrato sulla figura catalizzatrice di Carola Rakete, capitana della nave “Sea watch”, contro Matteo Salvini in primis, che dai suoi fans è chiamato “il capitano”.
Contemporaneamente al PD coinvolto nella guerra contro i trafficanti di esseri umani in generale e di bambini in particolare, guerra che per ora fatica alquanto a raggiungere i mass media mainstream.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/05/27/il-pensiero-razionale-non-basta-per-capire-il-corso-degli-avvenimenti/#comment-5946

Un estratto da un articolo di Goro Adachi di Etemenanki (oggi su Super Torch Ritual) risalente al 18 aprile 2011:

Quello di cui scrivo su questo sito – tutte le cose “MULTICONTESTUALI” – tende a rendere perplessa la gente. E’ così fuori allineamento con il normale modo di pensare della maggior parte delle persone, le quali perciò si disorientano e finiscono per provare un senso di confusione. La loro conoscenza interiore può riconoscere un ordine superiore di “verità” ma la mente cosciente necessita di molto più convincimento e di tempo prima che possa digerire tutto ciò e cominci [con molta fatica] a riconoscere che esiste una cosa come la “coerenza multicontestuale” – tipicamente espressa come sincronicità – la quale sta alla base della realtà oltre la soglia di ciò che è normalmente considerato possibile.

Una cosa è notare alcuni pezzi di “coincidenze significative” nella vita. È innocuo. Numerologia? Carina. Simbolismo? Divertente. Forse anche stimolante. Ma quando si parla di una super coerenza intercontestuale – che è ciò che evidenzio e dimostro su questo sito – le cose diventano un po ‘sconcertanti e persino “SPAVENTOSE” per molti. La mente ordinaria cerca di trovare un modo per scacciare tutto ciò, dimodoché l’ordine sia ripristinato e non ci sia più bisogno di rivedere radicalmente la propria visione del mondo poiché accettare la VISIONE NASCOSTA significherebbe rifiutare una base fondamentale della comprensione pratica [ma incompleta] della realtà. Sarebbe come sopravvivere a un terremoto catastrofico e dover ricostruire una città. È un compito arduo. Ci vuole un grande sforzo e impegno, a cui normalmente rifuggiamo.

Perciò capisco gli effetti psicologici. Può trattarsi di un subitaneo bivio in cui la mente ha da prendere una grande decisione concernente la stessa natura della realtà. Consciamente o inconsciamente, tale pressione è avvertita e non è comoda per molti. Ma tale è la natura della verità. La verità, non è affatto raro sia SCOMODA. Voi potete sceglierlo se accettarlo o negarlo. La vita è una serie di queste decisioni. Voi potete continuare a negare ma poi pagate il pedaggio. Ci siete voi, c’è la verità e nel mezzo c’è il TEMPO.

Più noi andiamo contro la verità più noi siamo intrappolati nel tempo ed esso diventa sempre più incomprensibile e faticoso fino a collassare, come una stella collassa in un buco nero. Abbiamo bisogno di cortocircuitare il processo e fuggire dal tempo. Per questo, ricercando la verità e accettando ciò come nostra priorità. Ciò ci prende un sacco di energia e attenzione perché la verità si nasconde come una volpe e noi dobbiamo cacciarla dentro il buco del coniglio bianco dove c’è buio e quindi si deve avere bisogno di una mappa altrimenti finite per girare semplicemente in cerchio. Questa “mappa” o “radar” è ciò che io chiamo COERENZA MULTICONTESTUALE O INTERCONTESTUALE.

È un po ‘come usare un diagramma di Venn; andate nell’area più pesante per la “risposta” più universale. In altre parole, è come una “meta analisi” di sincronicità. Una “coincidenza significativa” qui, un’altra sincronicità lì, e un altra là … Qualcosa che molta gente può notare e cercare di interpretare ciascuno di questi “segni”. Ma non pensa o non sa come trovare connessioni tra queste “coincidenze” che le uniscono. L’area di tale unificazione – coerenza – è il blip sul radar o una freccia che indica la direzione della verità.

The future arrives in 2019

The future arrives in 2019

Almeno, per i “profeti” della fantascienza.

Arthur C. Clarke’s July 20, 2019: Life in the 21st Century (1986) is all about one specific day – July 20, 2019 – representing “the future” exactly 50 years after the Apollo 11 Moon landing. (Clarke wrote the introduction and epilogue only.)

2019 is also “the future” in Blade Runner (1982) based on Philip K. Dick’s novel “Do Androids Dream of Electric Sheep?” (1968), explicitly set in November 2019 Los Angeles.

Galactic Notre Dame

Galactic Notre Dame

Potremo avere presto un altro evento “Virgin” – questa volta potrebbe rivelarsi galattico…o almeno nell’orbita terrestre bassa – nella forma di…

…Richard Branson si sta potenzialmente per silurare nello spazio con la sua propria Virgin Galactic SpaceShipTwo  il 20 luglio , o intorno a questa data, giusto per il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio dell’ Apollo 11.

Richard Branson vuole effettuare il primo volo nello spazio entro luglio

…riecheggiando il drammatico incendio di Notre Dame a Parigi poco più di due mesi fa il giorno del compleanno di Leonardo Da Vinci , la città in cui la principessa Diana morì in un incidente automobilistico 22 anni fa. Ricordate: “Notre Dame” significa “Our Lady” [che come sappiamo è uno degli appellativi con cui Christopher Knowles di “The Secret Sun” chiama la “cantante sibilla” Elisabeth Fraser] altrimenti detta Maria Vergine, e “Diana” è la divinità romana della Luna.

La Virgin, la “Our Lady” da me stesso fotografata il 10 giugno all’uscita di una recita scolastica di fine anno dedicata ad “Alice nel paese delle meraviglie”. Nel momento in cui l’ho scattata sapevo che questa “vergine imprigionata” era significativa.

In più, “Apollo” è una divinità solare  ed è durante le eclissi solari che il sole e la luna si uniscono, così come succederà il 2 luglio, solo due settimane prima del “big Apollo/Moon/Virgin day”.

https://scienze.fanpage.it/eclissi-solare-totale-2019-quando-la-luna-oscurera-la-nostra-stella-e-come-goderci-lo-spettacolo/

[…]

Chissà quante altre coerenze multi-contestuali.., ma per ora fermiamoci qui.





E’ lui che quest’anno è morto il 24 giugno

25 06 2019

Continua da https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/06/24/chi-morira-in-questo-24-giugno/

http://copycateffect.blogspot.com/2019/06/Dunleavy-obit.html

Spesso ci vuole del tempo per sapere chi muore in una certa data. Sono generalmente segnalate le persone più famose, conosciute e/o famigerate, e quindi in questo caso lo sappiamo ben presto. Infatti, immediatamente i media raccontano al mondo di queste morti, in quanto solitamente vengono definite “celebrità”.

Il 22 giugno 2019, ho chiesto ” Chi morirà il 24 giugno 2019? ” Un’eventuale decesso di persona celebre sarebbe stato allineato al tema degli ufo iniziato con il primo avvistamento di settantadue anni fa nel giorno di San Giovanni Battista.

Muore la leggenda dei giornali tabloid di New York

Uno di questi individui, Steve Dunleavy, la “leggenda dei giornali scandalistici di New York” era considerato nientemeno che “il cuore del New York Post “, ed è morto lunedì 24 giugno 2019:  È morto a casa sua a Long Island, New York. A 81 anni, dopo essersi ritirato nel 2008, si poteva pensare che la sua morte fosse prevista. Ma non lo era.

Suo figlio ha riferito lunedì al New York Daily News  “E ‘avvenuto in modo molto improvviso, si trovava a casa, s’è spento tranquillamente, ma non sappiamo quale sia stata la causa della morte”.

Steve Dunleavy era un membro del palcoscenico del mondo.

Stephen Francis Patrick Aloysius Dunleavy (21 gennaio 1938 – 24 giugno 2019) nacque a Sydney, in Australia,  divenne giornalista presso The Sun e The Daily Mirror , per poi farsi un nome come editorialista del New York Post dal 1976 al 2008, dopo che Rupert Murdoch acquistò il gruppo che possedeva il newspaper. Negli anni 80 e 90 è stato il reporter principale del programma televisivo scandalistico A Current Affair.

I suoi reportage televisivi erano centrati in realtà su alcuni casi piuttosto scottanti, incluse interviste alla madre di Sirhan Sirhan, l’assassino di Robert F. Kennedy e al reo confesso dei “Boston Strangler”, Albert DeSalvo,  interviste con le famiglie delle vittime del “figlio di Sam” e con le guardie del corpo mafiose di Elvis Presley.

Il libro di Dunleavy, Elvis: What Happened? (uscito nel luglio 1977) fu pubblicato profeticamente tre settimane prima che Elvis morisse (agosto 1977) e divenne un best seller.

 
L’irriverente stile di Dunleavy è stato il modello per la performance dell’attore Robert Downey Jr. nel ruolo di “Wayne Gale” nel film di Oliver Stone, Natural Born Killers . Downey ha trascorso del tempo con Dunleavy per prepararsi al ruolo. Dunleavy è accreditato su IMDb per il suo lavoro, anche come attore, noto per The Preppie Murder (1989), So I Married an Axe Murderer (1993) e The Vampire Project (1995).   (Qui vediamo dei collegamenti a Cryptokubrulogy?)

Dunleavy e gli UFO

Mentre lavorava al New York Post e a Current Affair , Steve Dunleavy si è trovato ad avere a che fare con una delle ossessioni di Elvis, gli UFO in Elvis: What Happened?  A quanto pare, Dunleavy si divertiva a parlare dei presunti rapporti di Elvis con gli extraterrestri, tra cui l’avvistamento di un UFO blu brillante testimoniato da suo padre, Vernon, proprio la notte in cui Elvis nacque. Si diceva che fosse stato contattato da due “esseri alieni”. Era un convinto sostenitore degli UFO e dichiarava di averli visti in molte occasioni.

Ma che dire di Steve Dunleavy, c’entra mica con l’argomento? A quanto pare si, visto che Dunleavy era il 23 ° testimone oculare di un incidente UFO molto famoso. 

Tra l’altro testimone di uno dei casi più dibattuti e discussi cioè l’incidente di Linda Cortile.

L’abstract dell’evento inizia così

Giovedì, 30 novembre 1989, alle 3:15 del mattino,  Linda Cortile, residente a New York, sarebbe stata rapita dagli alieni dal suo appartamento al dodicesimo piano sul lato est di Manhattan. Presumibilmente cinque alieni sono entrati nella sua camera da letto mentre era ancora sveglia. L’hanno paralizzata spostandola poi nel suo salotto. Linda e tre dei cinque alieni hanno poi galleggiato in posizione fetale attraverso la finestra del soggiorno. Gli altri due alieni sembravano essere rimasti nel suo appartamento fino al suo ritorno. (Per il resto, vedete qui .)

Come nota Sean F. Meets nel suo sito web sul caso, “Il rapimento UFO di Linda Cortile conta 23 testimoni elencati nel registro pubblico.”
Alla fine della lista , troverete questo:

 
Testimone n. 23 – Reporter Steve Dunleavy (fine 2002)
Il ventitreesimo testimone del caso di Linda fu Steve Dunleavy, un reporter investigativo del New York Post. Dunleavy era un testimone oculare indipendente della processione delle limousine lungo South Street durante il rapimento UFO del 30 novembre 1989. La sua aggiunta come testimone venne alla fine del 2002, quando Yancy Spence gli telefonò per vedere cosa si ricordava Dunleavy del rapimento UFO del 30 novembre 1989.
 
[…]
Intrigante, nel mezzo del “debunking” e della difesa del caso Linda Cortile, troviamo lo scettico George Hansen contro l’intellettuale ufologo Jerome Clark. Il 24 ottobre 1992, Clark pubblicò una confutazione intitolata  The Politics of Torquemada, o Earth Earthing Hansen’s Planet.  Clark rispondeva alle parole di Hansen del 12 ottobre 1992 nei confronti di diversi intellettuali possibilisti nei confronti del fenomeno UFO come Budd Hopkins, Walt Andrus, John Mack, David Jacobs, e Jerome Clark.
 
Ora a fine giugno 2019, Steve Dunleavy, il testimone n. 23, è morto.
 

Così come altri difensori dell’incidente di Linda Cortile sfidati da George Hansen quali:

 
Psichiatra americano, ricercatore di abusi da parte degli alieni, scrittore e professore alla Harvard Medical School, il Dr. John Mack è morto lunedì 27 settembre 2004 a Londra, in Inghilterra.

L’artista, autore, oratore e investigatore ufo Budd Hopkins è morto domenica 21 agosto 2011 a New York.

 
Manager della Motorola e fondatore del Mutual UFO Network Walt Andrus è morto mercoledì 16 settembre 2015 a Cibolo, in Texas.




L’anno più felice di sempre

13 06 2019
Film britannico del 1957. Dell’epoca in cui incredibilmente si producevano ancora veri e propri film in UK, diversi da quelli di Hollywood.

Oggi vi proponiamo un articolo apparso sul Daily Mail due anni e mezzo fa. Nonostante sia forse passato un po’ di tempo, non penso proprio che esso abbia nel frattempo perduto la sua fragranza.

Anzi, mi viene da dire che migliorerà sempre più con gli anni.

Tra l’altro, il presente post del blog lo si potrebbe vedere come un ricorso di quest’altro: https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/11/27/l11-aprile-1954-non-e-successo-niente/

Trovandosi sul Daily Mail, ovviamente, tutto l’articolo in questione è incentrato sulla Gran Bretagna e su tante cose che sicuramente riescono ad assaporarle in pieno solo i lettori britannici…però il fatto è che il 1957 pare davvero che fu sul serio un anno decisamente felice e non solo per l’UK ma per tutto l’intero Occidente (più Russia, ciòè l’allora URSS, che comunque considero parte dell’Occidente): gli USA furono nel pieno degli anni Cinquanta di Happy Days e di un presidente repubblicano con una politica economica di sinistra, la Germania ovest e l’Italia si stavano apprestando al cosiddetto “boom economico”, l’URSS metteva in orbita il primo satellite artificiale e cominicava il cosiddetto “disgelo”con gli USA e la NATO…

https://it.wikipedia.org/wiki/1957

Prima che trovassi il seguente testo, ricordo bene l’impressione di una certa serenità che ho sempre avuto di fronte ai mass media di quell’epoca precisa, che fossero magari siparietti pubblicitari animati francesi trasmessi in palinsesti tv notturni dimenticati  oppure riviste italiane dell’epoca trovate nelle cantine, riviste popolate oltre che da Amintore Fanfani anche da Jayne Mansfield e Brigitte Bardot. E proprio in un’Italia nell’anno di elezioni politiche somiglianti a una siesta messicana, alla televisione iniziò il “Carosello”, vennero messe in commercio le prime auto utilitarie “per tutti” come le Fiat 600 e Nuova 500 (stavolta davvero per le classi popolari e non per finta come successe con la Fiat 500 “Topolino” del 1936), e il “maggiolone” VW, la 2CV e la Citroen DS “Squalo” cominciarono a diffondersi rispettivamente dalla Germania ovest e dalla Francia dopo essere rimaste sotto chiave almeno dal 1939.

Al di là di questo, io non so se l’autore Dominic Sandbrook (https://www.dailymail.co.uk/news/article-4150296/Yes-1957-really-happiest-year-ever.html) o quei ricercatori di cui scrive abbiano mai pensato alla possibilità di cicli storici; il 1957 fu l’anno in cui “doveva ancora tutto accadere” poiché fu il primo in cui si lasciarono davvero alle spalle gli anni  che sfociarono nella cosiddetta “seconda guerra mondiale”, venne lasciata dietro quell’epoca cinica che portò al 1929, agli anni Trenta e ai disastrosi anni Quaranta. Epoca cinica la quale non potè imparare nulla dal 1957 semplicemente perché allora si trovava ancora nel futuro e non potè imparare nulla da quell’ ALTRO 1957, all’ inizio inizio della Belle Epoque situato nel pieno degli anni Ottanta del XIX secolo perché ormai troppo indietro nel passato.

 

Sì, il 1957 fu davvero l’anno più felice di sempre! Questo è ciò che hanno scoperto dei ricercatori e, come sostiene uno storico, la nostra epoca cinica potrebbe imparare tanto dal suo ottimismo

Qual’è stato l’anno recente più felice per la Britannia? Gli storici battibeccano da anni per cercare una risposta a questa domanda, ma ora una squadra della Warwick University sostiene di averlo scoperto. L’anno migliore della nostra storia moderna, affermano, è stato il 1957.

A prima vista, questa potrebbe sembrare una scelta strana: il 1957 fu l’anno in cui Harold Macmillan divenne Primo Ministro, Paul McCartney incontrò per la prima volta John Lennon, Stanley Matthews giocò la sua ultima partita per l’Inghilterra e Patrick Moore apparve per la prima volta nella televisione britannica.

Fu anche l’anno in cui la regina diede il suo primo messaggio natalizio televisivo ed Elvis Presley registrò il suo primo numero uno britannico, All Shook Up.

Harold MacMillan divenne primo ministro nel 1957 sostenendo “non siete mai stati tanto bene!”.

Ciononostante, non fu in alcun modo uno degli anni iconici della storia moderna.

Nessuno ha mai scritto un libro che celebra gli eventi e le conquiste del 1957, come s’è fatto con anni importanti come il 1914 (l’inizio della prima guerra mondiale), il 1945 (la fine della seconda guerra mondiale) o il 1989 (la fine della Guerra Fredda) [o anche il 1968 o il 2001…]

Ma i ricercatori di Warwick sono irremovibili. Dopo aver setacciato circa otto milioni di libri pubblicati tra il 1776 e il 2009, e contando l’uso di “parole positive” come “pace”, “pacifico”, “divertimento” e “felicità”, affermano che tutte le prove suggeriscono che il 1957 rappresenta il picco, il vero Everest del nostro benessere nazionale.

Avendo passato un sacco di tempo a scrivere sulla Gran Bretagna dagli anni Cinquanta, potrei avere qualche dubbio sui loro metodi di ricerca, ma non posso essere in disaccordo con le loro conclusioni.

E anche se i sedicenti progressisti possono amare il mondo gentile e ordinato degli anni Cinquanta in Gran Bretagna, penso che potremmo imparare molto dai tempi degli arredi G-plan, delle radio in bachelite e delle case angolari di Lione.

Per i giovani [non solo per i giovani] di oggi, la Gran Bretagna del 1957 sembra appartenere alla storia antica. Era una terra di terrazzi affumicati e di pub di quartiere, di uomini incappottati [e con i cappelli] con le loro pinte di mite e di casalinghe con il velo che spazzava i loro passi, un paesaggio che svaniva di piccioni e stagni, Muffin The Mule e Hancock’s Half Hour.

Per i giovani moderni la fine degli anni ’50 sembra storia antica.

Non tutto era perfetto, ovviamente. Nessuna società lo è mai stata. La Gran Bretagna alla fine degli anni Cinquanta aveva poco tempo per persone che erano diverse, per immigrati, gay e lesbiche, o per coloro che non erano proprio in grado di adattarsi. Se avessi camminato per alcune strade nel 1957, avrei visto dei cartelli con su scritto “Niente cani, niente irlandesi e niente negri.”

Però è un po’ troppo poco per schernire i presunti fallimenti dei nostri predecessori. Molto meglio, penso, imparare da quello che avevano di buono – e la verità è che nel 1957, in Gran Bretagna c’erano un sacco di cose giuste.

Forse la cosa più sorprendente, considerato il fatto che tanti di noi sono disgraziati nel 2017, è ciò che una volta eravamo persone allegre e ottimiste. Erano passati solo 12 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e alcune città e città erano ancora segnate dai danni delle bombe.

Eppure, dopo gli anni di austerità del dopoguerra, il grande motore del consumismo aveva già cominciato a ruggire. Nel 1957, i primi bar “express”, come li chiamavano allora, si stavano diffondendo nell’Inghilterra meridionale, mentre i primi gruppi di skiffle stavano trovando un pubblico entusiasta.

Le vendite di automobili, televisori e elettrodomestici in vendita a High Street erano a livelli record: entro la fine del decennio otto famiglie della classe operaia su dieci possedevano un televisore e tre su dieci possedevano una lavatrice; quando fino a pochi anni prima praticamente nessuno ne possedeva neanche uno.

Per dirla in modo spiccio, la vita stava migliorando ad un ritmo sorprendente.

Solo da vent’anni la Gran Bretagna era affondata nelle profondità della Grande Depressione, eppure milioni di persone ora godevano di comfort e piaceri – una nuova casa, una nuova macchina, forse anche una vacanza all’estero – cose che una volta sarebbero state quasi inimmaginabili.

In effetti, essere giovani nel 1957 era un paradiso. Era un paese con piena occupazione, dove si poteva uscire da un lavoro lunedì pomeriggio e trovarne uno migliore martedì mattina, dove gli stipendi erano alti e costantemente in aumento.

Nessuna generazione nella storia aveva mai prima goduto della libertà finanziaria e personale degli adolescenti del 1957.

Come disse a un intervistatore un ragazzo della classe operaia di Coventry: “Ogni settimana comprerei almeno due o tre singoli di musica. C’erano così tanti bei lavori ben pagati per adolescenti legati all’industria automobilistica. Ogni settimana mi basta una manciata di sterline, per i vestiti, per uscire fuori la sera e, soprattutto, per la musica. “

Niente di tutto questo andò perduto col nuovo premier eletto quell’anno Harold Macmillan, il quale, anzi, si fece vedere positivamente appagato dalla nuova società dei consumi. Senza dubbio questo spiega le sue famose parole dette a Bedford, “non siete mai stati meglio!”

“Siamo sinceri”, disse il primo ministro alla folla, “la maggior parte della nostra gente non se l’è mai passata così bene. Andate in giro per il paese, andate nelle città industriali, andate nelle fattorie e vedrete una prosperità che non abbiamo mai avuto nella nostra vita, né mai nella storia di questo paese “.

Gli intellettuali di sinistra danno alla Gran Bretagna degli anni Cinquanta una fama ingiustamente cattiva sostenendo che era soffocante

All’epoca, naturalmente, le persone presumevano che la loro nuova prosperità avrebbe potuto renderli sempre più felici.

Mentre la fine degli anni Cinquanta diventavano gli anni Sessanta, sognavano pacchetti salariali sempre più grandi, auto sempre più sfolgoranti, elettrodomestici sempre più elaborati, vacanze sempre più esotiche.

Sicuramente, si dicevano, la vita degli inizi del XXI secolo sarebbe stata un Paradiso, libero da malattie, tristezze e ansie.

Bene, sappiamo quanto si fossero sbagliati. In verità – oltre all’ottimismo e all’inizio inizio del consumismo, forse la qualità più preziosa che definì la Gran Bretagna del 1957 fu il senso di comunità.

Questo, più di ogni altra cosa, è ciò che distingue quel mondo dal nostro: un senso di appartenenza, di vicinato, di una società stabile, stabile, felice.

Si trattava di un paese con una grande mobilità sociale, in cui i bambini della classe operaia più brillanti potevano, dopo la scuola dell’obbligo, aspirare a un posto all’università, a un buon lavoro e un reddito costante.

Però, al tempo stesso, non era una società schiava dell’ingordigia e dell’ambizione; né era una società di individualisti rampanti, che conoscevano il prezzo di tutto e il valore di nulla.

A questo proposito, ciò era altrettanto vero nelle prospere periferie meridionali così come negli stereotipi delle calde e omogenee strade dell’Inghilterra settentrionale. Così, quando i ricercatori studiarono il fiorente borgo di Woodford nel 1957, in quello che oggi è il nord-est di Londra, furono colpiti dal forte spirito di comunità che si respirava allora.

La gente andava in chiesa e nei club insieme. Andavano d’accordo con i loro vicini, e si sentivano rassicurati che i loro concittadini condividessero la loro cultura e i loro valori.

«C’è uno spirito molto amichevole», osservò una casalinga, una certa mrs Noble. ‘Penso di appartenere a una calda comunità ‘.

Stava parlando di Woodford, ma avrebbe potuto facilmente parlare della Gran Bretagna tutt’intera.

In alcuni ambienti culturali, la Gran Bretagna degli anni Cinquanta subisce una stampa ingiusta. Gli intellettuali di sinistra, per esempio, sono spesso pronti a tacciare quegli anni come soffocanti, stagnanti e reazionari, sostenendo che invece gli anni Sessanta erano più liberi e sbarazzini.

Questo mi ha sempre colpito come un’assurdità assoluta. Sì, la Gran Bretagna degli anni Cinquanta era un paese patriottico e moralmente conservatore, non privo di difetti e pregiudizi.

Ma era anche una società immensamente stabile, prospera e ottimista, perfettamente bilanciata tra progresso e continuità, tra entusiasmo per il cambiamento e rispetto per la tradizione.

Con i loro ricordi di guerra di austerity, la maggior parte delle persone erano troppo sensibili, troppo consapevoli dalle avversità, per condividere le nostre ossessioni delle novità e delle celebrity. Sapevano che la vera felicità spesso si trova nella semplicità e nella stabilità, valori che invece in questi ultimi decenni abbiamo ampiamente dimenticato.

A Woodford nel 1957, venne intervistata una donna la cui vita forse sembrerebbe orribilmente noiosa a moltissimi giovani di oggi.

“Alla fine della giornata,” quella donna osservò, “ricordo tutte le operazioni di lucidatura e pulizia, lavaggio e stiratura, che dovranno essere ripetute da capo, e come molte altre casalinghe vorrei che la mia vita potesse essere un po ‘più eccitante a volte.”

“Ma quando il caminetto alla sera scoppietta, quando la casa brilla di pulito, allora mi sembra che questa sia forse la strada per la vera felicità.”

Le nostre vite di adesso sono tanto più felici e piene della sua, con tutti gli stress, le inquietudini e le ansie fastidiose accompagnate dal flusso ininterrotto di aggiornamenti dei social network, delle e-mail e gli avvisi di Twitter? Mah.

In effetti, quando visionate cinegiornali e film di quei giorni, e vedete la semplice gioia della gente che si sdraia a prendere il sole sulla spiaggia di Blackpool, salutando agitata dai finestrini del treno, chiacchierando affettuosamente con i vicini all’angolo della strada, o lanciando i cappucci in alto alle partite di calcio , è difficile non provare una punta di rimpianto per la nostra innocenza perduta.

Non possiamo tornare indietro, naturalmente. I giorni di Dixon Of Dock Green e il fumo di pipa nei pub sono spariti, per non tornare mai più.

Ma se potessimo imparare ancora una volta i valori di semplicità, stabilità, patriottismo e comunità, allora forse anche noi potremmo riconquistare la tranquilla soddisfazione che caratterizzava la vita di tante persone in quel mondo scomparso del 1957.





Sindrome di Nida – Rumelin; esiste? Visione dei colori a spettro inverso

7 06 2019

Pensate che se ci fossero persone che vedono il mondo con lo spettro dei colori completamente invertito ce ne renderemmo conto?

Visualizza immagine di origine

Ho trovato questo: esiste una rara condizione genetica prevalentemente maschile di “double color blindness ” che sostituisce il rosso con il verde e viceversa e quindi potrebbe generare una “inversione totale dei colori”! (sindrome di Nida – Rumelin)

si stima che la sindrome di Nida – Rumelin potrebbe colpire 14 PERSONE SU 10.000!!! (Ma non è stato riconosciuto e scoperto nessun caso finora)

Ma pensate alla sindrome Afantasia fino a poco tempo fa sconosciuta, e alla sindrome del Situs Inversus che inverte la posizione degli organi interni… 

Come qualche anno fa si è arrivati a capire che non tutte le persone sono in grado di visualizzare immagini nella mente (e vivono normalmente senza mai immaginare questo “potere” della gente comune) un giorno potremmo scoprire che qualcuno di noi vive in un mondo completamente alieno…?

An experiment with monkeys suggests color perception emerges in our brains in response to our experiences of the outside world, but that this process ensues according to no predetermined pattern. The result shows there are no predetermined perceptions ascribed to each wavelength. Our neurons aren’t configured to respond to color in a default way; instead, we each develop a unique perception of color. “Color is a private sensation,”

In pratica pare che è stato scoperto che non c’è un pattern predeterminato nella percezione dei colori, e associabili ad ogni lunghezza d’ onda, e invece ognuno di noi sviluppa una percezione unica del colore, come una sensazione privata, perchè i neuroni non rispondono ad un colore in una configurazione di default uguale per tutti.

An unknown number of women may perceive millions of colors invisible to the rest of us. One British scientist is trying to track them down and understand their extraordinary power of sight.

Una donna su 10 milioni vede 4 bande di colori ( quindi centinaia di colori a noi invisibili ), invece delle 3 classiche, senza saperlo.

https://www.popsci.com/article/science/woman-sees-100-times-more-colors-average-person?fbclid=IwAR31Sk8Q755alBBuzpw6anZgh_UVutn42R0qBeAE1FmUVnCam3jZl2IvQjo

A sinistra la visione tetracromatica

color scientists have categorized humans with “normal vision” in around 8 categories of more subtle color differences, where these are caused by genetics and slight differences in the composition of the light-sensitive proteins.

esiste una rara condizione genetica maschile di “double color blindness ” che sostituisce il rosso con il verde e viceversa e quindi potrebbe generare una “inversione totale dei colori”! ( sindrome di Nida – Rumelin )

Martine Nida-Rümelin (1996) argues that color science indicates that behaviorally undetectable spectrum inversion is possible and raises this possibility as an objection to functionalist accounts of visual states of color. I show that her argument does not rest solely on color science, but also on a philosophically controversial assumption, namely, that visual states of color supervene on physiological states. However, this assumption, on the part of philosophers or vision scientists, has the effect of simply ruling out certain versions of functionalism. While Nida-Rümelin is quite right to search for empirical tests for claims about the nature of visual states, philosophical issues remain pivotal in determining the correctness of these claims. Central claims of colour vision science when combined with specific empirical assumptions lead to the predictionthat there are red-green-inverted people.

Is it possible that a person who behaves just like you and me in
normal life situations and applies colour words to objects just as we
do and makes the same colour discriminations and colour similarity
judgements that we make, see green where we see red and red where
we see green? Many philosophers assert that the description of such
a case is somehow incoherent. Often the motivation for this assertionis “that they suspect that admitting that claim [the possibility of sucha case] will put one on a slippery slope which will eventually landone in skepticism about other minds”.1
Among philosophers, however, it does not seem to be common
knowledge that there is scientific evidence for the existence of such
cases.

As mentioned in the introduction, it is estimated that about 14 of 10000 males could suffer from this defect.
Of course, it would not at all be easy to identify those people, since, in contrast to individuals suffering from red-green-blindness, they could make a difference between reddish and greenish shades and, grown up in our linguistic community, they would call the
same things reddish and greenish as we do. For that reason, they may be called pseudonormal. Indeed, it seems even possible that the differences in their visual system are completely compensated somehow, so that they would not differ from normally sightedpeople in any behavioral respect.However, the theoretical assumptions which have been outlined in this section seem to imply that there is a psychological or mental difference between normally sighted people and pseudonormal individuals, even if their behavior is not at all affected by it.

(No such person has been found, but we can predict that there are 14 such persons for every 10,000 males.)Nida-Rümelin argues that such a person might be anatural case of spectrum inversion.

se sul tablet imposti la regolazione dei colori sul daltonismo, e poi inverti i colori, puoi scoprire come dovrebbe vedere uno di questi introvabili tizi “super daltonici”!

LA VICENDA DI “THE DRESS 2015”: 

Vi ricordate questa storia trend nel 2015? Se sul tablet settate i colori del daltonismo e poi invertite i colori otterrete i colori della sindrome di Nida – Rumelin, e il vestito appare – chiaramente – bianco e oro – arancio!!! ( E per la cronaca, io lo vedo chiaramente blu e oro 😉 )

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Un deserto a colori invertiti

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Una caverna a colori invertiti

Voi direte: questa persona si sentirebbe di vivere in un mondo assai bizzarro, dove gli oggetti bollenti hanno colori freddi, e i fluidi hanno colori caldi, dove il Sole genera oscurità e le caverne sono avvolte dalla luce e da un inquietante candore…

Il Sole a colori invertiti

E invece questa persona imparerebbe a vivere sensazioni analoghe alle nostre attraverso la visione di un ambiente esattamente opposto al nostro e completamente alieno alla nostra realtà. Per questa persona, andare sotto alla calda luce del Sole significherebbe avvicinarsi ad una “zona d’ombra calda”, e il Sole apparirebbe come una sfera nera o blu scuro, mentre la sua luce gialla apparirebbe violacea – rosa, e la notte invece sarebbe ammantata di un bianco intenso. Come noi ogni tanto osserviamo che una fiamma può essere azzurra e quindi avere colori freddi ma essere caldissima, la persona imparerebbe ad associare il colore verde all’ intenso calore del fuoco.

L’ uomo apparirebbe verde per questi individui

Se adesso vi mettete a pensare che solo di recente ( pochissimi anni fa ) è stato scoperto che non tutti gli umani sono in grado di visualizzare immagini nella mente con il “terzo occhio”, e in questo istante una notevole quantità di persone vivono senza immaginare di essere circondati da persone che possono “vedere cose che non ci sono” anche ad occhi aperti, e che pensano solo attraverso le parole, potete immaginare che con tutta probabilità qualcuno là fuori vede il mondo con colori molto diversi dai miei e dai tuoi.

In the past, most scientists would have answered that people with normal vision probably do all see the same colors. The thinking went that our brains have a default way of processing the light that hits cells in our eyes, and our perceptions of the light’s color are tied to universal emotional responses. But recently, the answer has changed.

“I would say recent experiments lead us down a road to the idea that we don’t all see the same colors,” Neitz said.

Another color vision scientist, Joseph Carroll of the Medical College of Wisconsin, took it one step further: “I think we can say for certain that people don’t see the same colors,” he told Life’s Little Mysteries.

One person’s red might be another person’s blue and vice versa, the scientists said. You might really see blood as the color someone else calls blue, and the sky as someone else’s red. But our individual perceptions don’t affect the way the color of blood, or that of the sky, make us feel.

we each develop a unique perception of color. “Color is a private sensation,” Carroll said.Sean Day performed a survey that compared which colors are mapped to their respective letters in different synesthetes. The survey compared 25 synesthetes and clearly shows variability between color and letter association. If synesthesia has a genetic and environmental influence of color mappings, then it is highly likely that the mapping of wavelengths to a color is also variable .

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Risultato immagine per we see colors differently

Il suo mondo apparirebbe a noi come immerso nell’ oscurità generata da una stella oscura, e la notte sarebbe di un bianco accecante, come se fossimo in alta montagna e osservassimo una distesa di neve che ricopre tutto. Il cielo apparirebbe come rosso con tracce di nero, e il rosso sarebbe un colore freddo mentre il blu e il verde sarebbero i colori più caldi. Gli spinaci che a me danno la nausea gli provocherebbero la stessa sensazione, anche se questi spinaci apparirebbero a lui come rosa brillante.

Un mondo a colori complementari invertiti sarebbe costituito da erba rossa, cielo giallo, e i termini associati ai colori sarebbero gli stessi, ma con diverse sensazioni. La luminosità assumerebbe una sensazione del tutto bizzarra. Infatti dove noi vedremmo una scena oscura e offuscata, la persona invertita vedrebbe una scena molto chiara, distinta e “illuminata”.

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In un mondo dai colori capovolti, il giallo sarebbe un colore molto femminile, il limone sarebbe rosa, e la lavanda sarebbe gialla, cio‘ che da noi sarebbe viola e fucsia, da loro sarebbe giallo. L’ oceano apparirebbe arancione, mentre gli astronauti americani indosserebbero il blu. Il colore della notte nel cielo apparirebbe color marrone – ruggine, il verde e il rosso sarebbero scambiati, quindi piante rosse e tramonti verdi, la menta sarebbe rosa e il color verde menta sarebbe molto femminile ( rosa ), le olive sarebbero rosso scuro, l’ acqua di mare sarebbe rossa sgargiante. Lo spazio dell’ universo apparirebbe di un bianco sporcato di arancio.

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A destra la versione invertita

Nell’ immagine sotto  possiamo vedere una foresta immersa nella notte, con i colori invertiti. Per la persona che vede questo, il bianco confonderebbe la visuale, e apparirebbe come una tonalità inquietante o calmante, a seconda del carattere.

Pensate come sarebbe strano vivere in un mondo del genere …Un mondo dove il buio ci permette di vedere con chiarezza mentre la luce offusca la visuale. Un mondo dove saremmo come mostri alla Avatar, blu con degli occhi da gatto, con le interiora avvolte nella luce, i capelli bianchi, e dove la carta sarebbe nera.

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La foresta di notte a colori invertiti

L’ universo a colori invertiti

L’ Oceano a colori invertiti





Vi racconto la mia vita – parte 3 – 20s, la mia seconda vita

27 05 2019

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CHI ERO: Da “creatore di mondi” in questa fase della mia vita sono diventato scrittore occasionale, e la mia fantasia è ancora attiva. Ho imparato a passare molto tempo da solo, diventando uno di quelli che escono da soli senza programmi per il pomeriggio. Le mie letture si sono concentrate sui libri di testo scolastici. Il legame con mio fratello si affievolisce sempre di più in questa fase. La mia giornata comincia al mattino prestissimo.

COSA E’ CAMBIATO: praticamente ogni cosa di me ora è diversa. Anche il modo di parlare. Ho scritto racconti e libri, ma la mia costanza periodica e quasi del tutto inesistente non mi ha ancora permesso di ricavare qualcosa da questa mia passione. La grafomania si è intensificata. Non smetto mai di scrivere, e se non è su carta è al computer. Il tempo che passo da solo è diminuito negli anni sociali, ma ci sono stati ancora anni dove stavo sempre per i fatti miei. Leggo ancora tanto, e dal 2015 ho cominciato a seguire e collezionare Stephen King, che ha monopolizzato il mio mondo letterario. Il legame con mio fratello in questa fase è …sempre più scarso, anno dopo anno, passiamo le giornate a condividere una casa ma senza parlarci. I ritmi della mia vita di anno in anno si sono spostati dal mattino prestissimo al primo pomeriggio e ho cominciato a vivere la notte sveglio. Dalle curiosità sulle cose quotidiane ma enigmatiche dell’ infanzia, passando attraverso channeling ed evocazioni al modo di giochi mentali, in questa fase approfondisco la passione per l’ astrologia professionale divorando libri e siti web voracemente, e il mio nuovo metodo di esplorazione mistica è quello della sincronicità, per poi concentrarmi stabilmente nell’ ambito della ciclologia, metafisica e filosofia. Anche la mia dieta negli anni è cambiata, c’è stata una lunga pausa con il cioccolato, mentre le patatine sono difficilissime da lasciare, e di recente ho ripreso con il cioccolato in grandi quantità, ma mangio sempre pesce, carne, ogni tanto la pizza ( 2010, per esempio ), panini ( dal 2010 ) e ho introdotto i wurstel ( 2015 ) e il caffè ( 2019 ).

Spiritualmente, nei primi anni sono stato influenzato dalle lectures di Terence Mckenna, ho continuato a credere in Dio, ma a modo mio, in modo molto personale e individuale, e nel 2018 sono diventato anti – evoluzionista ( non esiste la macroevoluzione ) e ho abbracciato la filosofia – teoria dell’ Individualismo Aperto: esiste una sola coscienza, la coscienza è l’ unica cosa che esiste veramente, siamo tutti Uno, e reincarnazione. Non è necessaria la presenza di Dio per ammettere che l’ Individualismo Aperto è l’ unica cosa che certamente è vera.    

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Il 2010 fu l’ anno che cambiò ogni cosa nella mia vita, ma in seguito venne superato di netto dal 2014, e dal 2015 la mia personalità ha subito una scissione completa da quella di prima, almeno nel mondo esterno.

Frequentai l’ università fino a maggio, poi decisi di interrompere. L’ inizio dell’ anno fu tranquillo, a parte per quel gennaio quando tutti in famiglia venimmo coinvolti da un attacco di intossicazione alimentare e venni ricoverato in ospedale assieme a mio fratello.

Poi ad aprile un mio compagno di classe di elementari e medie MORI’ IN UN INCIDENTE D’ AUTO, un evento che rimase impresso a fuoco nella mia psiche perché lo incontrai lo stesso pomeriggio per strada.

Fu una occasione per riprendere i contatti con la mia amica delle elementari, fu lei a contattarmi per prima il 2 maggio. Conobbi anche la fidanzata di questo ragazzo e cercai di consolarla con testi di canzoni e poesie. Ritrovai anche i contatti con una compagna del primo anno delle superiori che cambiò poi scuola e città perché all’ epoca stava vivendo un anno difficile in classe per problemi privati. Si dimostrò molto maturata e cambiata.

In estate venni pagato per un lavoro per la prima volta, e partecipai come animatore ai centri estivi di una scuola elementare, e per le prime settimane mi venne affidato un bambino autistico, ma ebbi molta difficoltà a gestirlo. Così decisero di affidarmi altri bambini. In dicembre divenni stagista membro dello staff di segreteria di una scuola professionale.

In febbraio scrissi il remake del libro del 2007. Alla festa di carnevale dell’ oratorio, dove ero con il mio amico storico, conobbi anche un ragazzo di 6 anni più giovane che sarebbe entrato presto nella mia vita, e anche rientrato dopo, ma come cattiva influenza. 

Ad una cena di classe scoprii l’ inganno della mia amica del 2009, motivazione per interrompere i contatti con lei. Andai 2 volte a Torino con il mio migliore amico e la sua ragazza. Nel frattempo ero particolarmente amico di quel ragazzo del 1995/ 1996 che con l’ amico mi aveva seguito per giorni in bici, insistendo per conoscermi. Non discutevamo mai. Uscivamo spesso come un trio. Un giorno si scontrò con la bici contro quella di un bullo che lo perseguitò, cosa che lo scosse molto e danneggiò la nostra amicizia, perché lui si sentiva appunto perseguitato e allarmato. Mi ricordo che mi portava spesso alla stazione ad osservare i treni che lo appassionavano. Dopo la vicenda del bullo, ci perdemmo di vista. Avevamo avuto una prima discussione in estate perché non mi fidavo più tanto di lui, l’ altro amico mi diceva che mi mentiva su tante cose.

In estate non andammo al mare con la famiglia, ma trascorsi una settimana al sud con mio zio e la sua famiglia. Non facemmo altre vacanze.

Fu occasione per un AGOSTO DI FUOCO quando, poco dopo aver recuperato i contatti con il mio “pseudofratello”, conobbi un ragazzo del 1996 che lo conosceva, che entrò di impatto nella mia vita con una pallonata sulla mia testa, data per errore.

Dopo ferragosto, avevo avuto la pessima decisione di portarmi in giro i soldi rimasti dalle vacanze con lo zio, e capitò che mi vennero rubati. Tutti mi portavano ad un unico colpevole: quel ragazzo del 1996. Io tentai di affrontarlo da solo, ma i miei genitori scoprirono il furto ed eruttarono in uno SCONTRO ATOMICO con i genitori di questo ragazzo, che fra l’ altro mi aveva portato davanti a casa sua già in passato nelle settimane precedenti. Tranne in un’ altra occasione, io e il mio “pseudofratello” interrompemmo per ( quasi ) sempre i contatti. La vicenda del furto aveva causato un terremoto nella mia psiche.

Loro non lo seppero mai, ma in autunno io e il ragazzo del 1996 ritornammo in contatto per qualche settimana, in maniera pacata e tranquilla. Anche se sapevo che fidarmi di lui era rischioso … però non successero altri pasticci. In quell’ estate inoltre, il mio amico del 1995/6 un giorno mi presentò il mio futuro  “pseudocugino” del 1998 con cui si accompagnava in quell’ occasione. Dopo la “guerra del furto”  cominciammo a scriverci online e poi ci conoscemmo meglio, ma fu il suo migliore amico che entrò a far parte della mia vita, seppure all’ inizio in modo abbastanza superficiale, quell’ autunno.

A dicembre  quest’ ultimo mi invitò a conoscere sua madre a casa sua. Sarebbe diventato COME UN SECONDO FRATELLO PER ME, anche di più del mio reale fratello, e divenne il rapporto di amicizia e fratellanza più intenso della mia vita.

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In autunno i miei genitori per distrarmi decisero di provare a convincermi a trasferirmi in un collegio con il mio migliore amico a Torino, per riprovare con l’ università, ma io rinunciai perché non mi sentivo ancora pronto a lasciare casa per un collegio, poi, che non sapevo che gente c’ era … In estate ripresi i contatti con la mia amica “platonica” per un breve tempo, e lei era molto contenta di incontrarmi in quelle occasioni. Poco prima di Natale mia nonna paterna venne a vivere in soffitta da noi perché si era ammalata e mio padre la voleva far seguire dall’ ospedale locale.

Il 2011 è stato un anno più tranquillo, monopolizzato dal mio “secondo fratello” come assoluto protagonista di una nuova mini era nella mia vita. Dal mattino alla sera i miei pensieri giravano intorno a lui. Lui lo considero la persona in assoluto più influente sulla mia vita. L’ ombra della sua personalità è ancora presente dopo anni nella mia mentalità.   

Questo fu l’ anno in cui iniziai a tenere un diario rudimentale. Il mio amico storico mi aiutò a comprare online, usati, gli ultimi due libri della saga degli Animorphs, in inglese. In gennaio mi incontrai per l’ ultima volta con il mio “pseudofratello”.

Mi tenevo in costante contatto telefonico con la mia amica con cui avevo ripreso i contatti nel maggio 2010. Poco dopo Fukushima, cominciai a comprare la rivista Internazionale ( ho smesso nel 2018 ). Quel febbraio approfondii l’ amicizia con il mio “pseudocugino”, un omonimo sostituto simbolico del mio vero cugino paterno, e il suo migliore amico. In aprile quest’ ultimo mi chiese di aiutarlo con i compiti in biblioteca, e finii per aiutare lui e altri due ragazzini.

A partire da agosto cominciai ad andare sempre più spesso a casa sua, per aiutarlo con LEZIONI PRIVATE e conobbi quindi la sua famiglia, una casa che divenne virtualmente come LA MIA SECONDA CASA.

In settembre andai anche spesso in biblioteca con il mio “pseudocugino”, con il quale ebbi anche una discussione, occasione in cui lui mi insultò duramente. Tornò anche un mio amico del 2010 ( quello di futura cattiva influenza ), con il quale andavo spesso a giocare a pallone all’ oratorio l’ anno scorso e a casa sua in cortile in questi due anni.

Il mio secondo fratello era un ragazzino difficile all’ epoca, affezionato perché mi chiamava spesso al telefono per conversazioni serali, ma anche difficile da gestire e da capire. Abbiamo avuto tre discussioni intense durante il corso dell’ anno, ma invece di crollare il nostro rapporto di fratellanza si faceva sempre più stretto.

Divenni completamente inglobato nella sua vita, letteralmente mettendo da parte la mia. Ancora adesso mi domando come possa essere accaduto, ma era chiaramente destino.

Non nascondo che cominciavo a sentirmi come se fosse una anticipazione di un ipotetico figlio, una anticipazione karmica, un test preparatorio ad un futuro remoto. Il mio “pseudocugino” venne a vedere casa mia per la prima volta in estate.

Quell’ estate siamo tornati in Corsica, ancora una volta saltando il mare del sud. Cominciai anche a raccogliere particolari sul mio passato, stimolato dalla teoria della timewave. Per un periodo breve frequentai due volte a settimana uno stage poco significativo a Torino. Mio fratello nel frattempo prese la patente. Fino a giugno frequentai lo stage di segreteria nella scuola professionale. Tornai anche al centro estivo della scuola elementare del 2010. Il mio migliore amico diede una festa di compleanno a casa sua, occasione per una riunione di compagni di classe. Cominciai anche a leggere tutti i diari di mia madre per raccogliere i dati sul mio passato.

Il 2012 non è stato da me percepito come un cambiamento d’ anno come le altre volte, e si è svolto come una diretta continuazione del 2011, un anno di transizione.

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Tutto l’ anno venne dedicato al mio rapporto di fratellanza con il ragazzino, e alle lezioni private, e al rapporto fra me, lui e sua madre.

A febbraio ci fu una eccezionale nevicata. Ormai passavo ogni singolo giorno a casa del mio secondo fratello, e praticamente VIVEVO A CAVALLO FRA DUE FAMIGLIE. Scoprii una effimera passione per i disegni artistici. Tornai alla segreteria della scuola professionale. Il mio “pseudofratello”  mi contattò online e riallacciammo superficialmente i contatti, ma ormai il suo ruolo era stato definitivamente occupato. Avevo anche perso di vista il mio “pseudocugino” e praticamente avevo perso di vista chiunque altro. Il rapporto con il mio “secondo fratello” migliorò per un breve periodo.

Poi arrivò il giorno in cui mi venne un acufene all’ orecchio sinistro, che rimane ancora adesso nel 2019. Per un mese persi il controllo, scosso e preso dai timori per questa condizione. Poi me ne feci una ragione e divenne come il battito cardiaco, un suono normale del mio corpo. Erano tornati gli attacchi di panico. Non so se fu perché quel giorno il mio secondo fratello era tornato dalla gita, e quindi, in qualche modo psicologicamente preoccupato, consapevole di essere rimasto inglobato completamente nella sua vita, ciò ha avuto un effetto fisico sul mio corpo. Non so.

Ritrovai comunque i contatti con il mio amico storico. Il mio “secondo fratello” venne a vedere casa mia per la prima volta in estate e ci venne spesso, ma a me dava fastidio che se ne approfittasse per usare il mio computer. Lo lasciavo fare, ma non ero d’ accordo. In settembre lui e il suo migliore amico divennero acerbi l’ uno con l’ altro. Con l’ avanzare del rapporto di fratellanza con me, non riusciva più a tollerarlo.

In estate morì mia nonna paterna, e papà era sconvolto. Mia nonna ha avuto due funerali, uno al nord, e uno al sud. Ancora una volta saltammo il mare al sud. Quando morì ero al mio secondo giorno con mia madre in Veneto, così dovemmo tornare indietro. Ci tornammo poi in agosto.

In autunno riprovai a frequentare l’ università di lingue straniere, anche per cambiare abitudini e distaccarmi gradualmente dal mio secondo fratello, anzi, diciamo che era esclusivamente per quel motivo che decisi di riprovare. Volevo che si abituasse alla mia assenza e a lasciarmi i miei spazi, ma lui non mantenne la promessa, e questo incrinò il nostro rapporto di fratellanza per sempre.

All’ università mi ricordo una saggia professoressa che portava in parte il mio cognome, letteratura straniera, e la prof. di inglese, una simpatica Texana con l’ accento americano. Feci anche amicizia con un professore della scuola professionale che aveva deciso di iniziare l’ università, e parlavamo di attualità durante i passaggi in auto verso casa che mi dava. Aiutai il mio “secondo fratello” con le verifiche e venne promosso quest’ anno. In autunno mio fratello iniziò l’ università e si trasferì.

Il fenomeno 2012 si ridusse in un nulla di fatto, cosa che mi deluse molto, e mi fece perdere la fiducia per il futuro. Anche questo ebbe influenza su quello che avvenne nel 2013.

Il 2013 è stato l’ anno dove il mio io interiore ha avuto il monopolio, un anno di solitudine meditativa quasi assoluta, un viaggio nel tempo come ritorno ad un passato che credevo non avrei mai più percepito.

Il 2013 fu anche l’ anno in cui conobbi l’ autore principale di questo blog, che è diventato l’ “amico di penna” più durativo della mia vita ( quasi 6 anni ormai ) e una specie di “mentore a distanza” e “compagno di pensieri e riflessioni”.  

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Questo fu il mio anno sabbatico dal mondo. Il mio “secondo fratello” chiedeva sempre più tempo da me, prendeva e prendeva e in cambio dava ben poco. Fu un inverno spento e spossato per me. In febbraio mi misi in contatto con Peter Meyer e cominciai a fare una ricerca indipendente sulla teoria timewave e sulle alternative che Meyer proponeva. I problemi e le discussioni con il mio “secondo fratello” erano sempre più frequenti. Non gli dissi che avevo interrotto gli studi.

Andai una unica volta a cena a casa sua, ma i miei genitori erano ormai stufi di tutto questo tempo dedicato a lui e a sua madre, così in marzo, da un giorno all’ altro, crollò tutto come il muro dell’ 89. Fu un severo trauma per me distaccarmi da lui e riprendere possesso della mia vita. Lui portò rancore per tanto tempo e si comportò con freddezza e rabbia, incapace di capire che ero ormai esausto e mangiato dalla routine e dalla quantità di ore passate con loro ogni giorno. Un mese dopo mi seguì durante una mia passeggiata e allora lo mandai via con rabbia. Fu la fine.

Recuperai i contatti telefonici con la mia amica del 2010, ma non trovammo modo di incontrarci di persona per una serie di contrattempi, cosa che all’ epoca non comprendevo e che ha creato un breve fraintendimento fra di noi.

Nel frattempo mi ero chiuso in me stesso, recuperando il mio mondo interiore, incapace di fidarmi delle persone, nel timore che potessero inglobarmi nella loro rete.

Gli attacchi di panico ogni tanto tornavano. In aprile morì mio nonno materno. Tornai a leggere i diari di mia madre, e temevo che nella mia vita non ci fosse più nulla da dire, e il futuro era fosco. Ricominciai a scrivere racconti. Partecipavo molto di più online. Scrissi un intero libro di astrologia, recuperando la passione acquisita a 15 anni. Anche mio fratello cominciò a chiudersi in sé stesso e tornò a vivere a casa qui. Non venne in vacanza con noi e preferì rimanere a guardare la casa, mentre noi andammo al mare al sud.

Quell’ estate entrai in contatto su questo blog con il proprietario, che divenne gradualmente un amico e compagno di vita a distanza. Cominciai a fornirgli materiale per scrivere articoli.

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In autunno scoppiò un dibattito di gruppo su fb per i miei interessi mistici, cosa che incrinò il mio rapporto di amicizia con il mio migliore amico scettico. Acquistai la biografia di Terence Mckenna e compresi la sua vita. In primavera arrivò il numero 3000 di Topolino che acquistai anche stavolta due volte, e stimolò di nuovo il mio interesse per i fumetti. Conobbi anche il padre del mio “rivale” delle medie, e cominciammo a uscire spesso in autunno in bici, conversando di tante cose. In estate ci fu un ritorno al passato remoto e conobbi meglio, una sera, i miei vicini di casa del sud. Ritrovammo anche gli amici storici di mio padre.

Provai ad entrare in contatto con il ragazzo della mia storia onirica ricorrente, e i sogni ripresero all’ improvviso, ma non riuscii a raccontargli la verità sui sogni. In autunno, per solitudine, ripresi i contatti online con il ragazzo del furto, e chiarimmo tutta la situazione, decidendo di essere amici da quel momento. Lo aiutai in qualche modo come potevo a cercare una potenziale location per un suo stage lavorativo e parlammo del passato. Il mio amico del 2009 e 2010, il ciclista, tornò occasionalmente ma non riuscimmo a recuperare l’ amicizia e ci perdemmo di vista di nuovo per sempre. Quest’ anno inoltre cominciai ad appassionarmi ad una serie canadese sulla scuola superiore, Degrassi, che andava avanti dagli anni ’80 con una pausa fino al 2001, e mi guardai – tutti – gli episodi online.

Il 2014 è stato l’ anno fondante della mia seconda vita, diciamo la fase secondaria, e l’ anno con più “momenti memorabili” della mia vita. E’ stato anche il primo anno ” della compagnia”, un cambiamento di stile di vita per me, e il primo approccio con la “vita di gruppo” piuttosto che con le amicizie a due.

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L’ anno è iniziato con calma, anche se con qualche turbolenza famigliare. A gennaio sono caduto in bici e mi sono quasi spaccato un ginocchio. Il compleanno l’ ho trascorso a Torino con mio padre.

In marzo, ho cominciato a lavorare nel centro nuoto dove in passato avevo frequentato il corso di nuoto, anche se ha cambiato sede. E’ il luogo dove nel 2019 lavoro ancora adesso. Quindi tutto ha cominciato a cambiare.

Nel frattempo, ho finito di leggere la biografia di Mckenna, ho approfondito l’ amicizia online con il ragazzo del furto, e sono tornato amico del mio “pseudocugino” che è diventato un po’ il protagonista del mio anno.

Ho ritrovato anche i contatti con il mio amico delle superiori, è venuto per la prima volta a vedere casa mia, e ho assistito ad un suo “corso” di lezioni private. Ho provato a riallacciare i contatti anche con la mia migliore amica “platonica” ma tutto è andato male, e lei mi ha cacciato dalla sua vita, cosa che mi fece stare male. Infatti cancellai il suo numero e la bloccai su fb.

Anche giugno fu un mese turbolento in casa. In aprile trovai un nuovo amico online, un Peruviano che vive a Roma. In maggio ho conosciuto il nuovo migliore amico del mio “pseudocugino” e la fidanzata di questo. A fine maggio ho interrotto i contatti con il ragazzo del furto. Gradualmente, in maggio, e poi definitivamente da fine agosto, ho cominciato a frequentare la compagnia di amici del mio “pseudocugino”, in un tentativo di ritrovare e avere esperienza della mia adolescenza “non vissuta veramente” anni fa.

Inoltre in maggio ho riallacciato i contatti con un amico dell’ oratorio, e assieme a lui anche con la fidanzata del mio migliore amico delle superiori, che era una ragazza appassionata di misticismo come l’ altro, mentre il mio amico era scettico, ma all’ epoca cominciò ad essere più aperto di mente, temporaneamente. L’ amicizia con questa ragazza è stata molto interessante, anche se effimero il periodo in cui ci siamo frequentati, durato solo qualche settimana. Per quel breve periodo avevamo formato un trio. In seguito, ho aiutato il mio amico a riallacciare i contatti con lei e a tornare assieme a lei. Avevo conosciuto nel frattempo, alcune sue amiche.

Io e il mio amico in estate siamo andati in campagna, a dei concerti anche, e in biblioteca, girando con la sua auto. Inoltre, ho frequentato come membro dello staff il mio primo centro estivo organizzato dal centro nuoto.

Poi sono diventato, sempre in estate, co – autore del blog Civiltà Scomparse, sul quale nel 2019, scrivo ancora adesso.

Ho partecipato anche alla festa serale a casa del mio amico delle superiori, dove c’ era anche il mio trio. Inoltre ho avuto una “conversazione conclusiva” con il padre del mio secondo fratello. Assieme al mio trio per breve tempo ho frequentato i locali bar della mia città, cosa anomala per me. In settembre ho cambiato cellulare, dopo anni. Ho scoperto whatsapp. In ottobre ho provato a spiegare al ragazzo quella mia vicenda dei sogni ricorrenti, ma non ho ottenuto niente che risolvesse il mistero e questo mi scoraggiò. Almeno adesso lui ne era consapevole. In autunno mi sentivo in competizione per il mio “pseudocugino” con un altro amico che avevamo in comune, che lo invitava sempre nella sua grande casa fuori città.

In ottobre, ho ottenuto le chiavi della mia soffitta, dove lui è venuto a trovarmi spesso quell’ autunno.

Al sud, al mare, abbiamo conosciuto altre famiglie amiche, e ritrovato gli amici di mio padre. A ferragosto abbiamo fatto un torneo di calcetto, e una cena di gruppo in campagna.

In settembre si era formato un gruppo molto affiatato, e io ero il più grande. Loro erano fra il 1996 e il 1999. Lo possiamo chiamare IL GRUPPO CLASSICO: Io, il mio “pseudocugino”, il mio amico rumeno ( all’ epoca il suo migliore amico ), due cugini di primo grado ( fra di loro ) e un ragazzo del 1996, e occasionalmente c’ era anche una ragazza bionda ( “Britney” )  e un albanese che successivamente si è trasferito. Questo gruppo classico è durato fino alla fine del 2014, per poi espandersi.  

 Ogni tanto mi vedevo ancora con il mio amico storico.  In novembre, il mio “secondo fratello” ha discusso con me, mentre ero con gli amici, ma non ho reagito.  Ogni tanto io e il mio “pseudocugino” accompagnavamo a casa la sua migliore amica, la bionda. Vidi anche un film sulla vita di Terence Mckenna, online. In dicembre, ci sono state turbolenze, e in una occasione, una sera un nostro amico ( il tipo del 1996 ) si è sentito male in un locale bar e ci siamo spaventati molto, è andato all’ ospedale, ma poi si è ripreso. In quell’ occasione, ci sentivamo come una “grande famiglia di amici”. Inoltre, ho conosciuto anche la famiglia di uno dei miei nuovi amici. Il mio amico storico è venuto a trovarmi a casa mia, dopo Natale.

Quest’ anno mi sono concentrato molto sulla scrittura del mio diario personale. Entro la fine del 2015 queste “note” avrebbero raggiunto le centinaia di pagine. Questa fase è durata fino alla prima metà del 2016, quando ho interrotto.

Il 2015 è stato l’ anno più sociale della mia vita, una vera esplosione di nuove conoscenze, dove la protagonista assoluta è stata l’ espansione del gruppo compagnia. E’ stato anche l’ anno più trasformativo in assoluto per me.

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Quest’ anno, come fu anni fa, ho approfondito l’ amicizia con il migliore amico del mio “pseudocugino”, il ragazzo della Romania, e lui non era ( di nuovo ) più al centro della mia vita sociale, cosa che ( di nuovo ) ha provocato avversità nei miei confronti, per lui, a lungo andare. 

Nel frattempo, quest’ anno è stato ricchissimo nel campo sociale, ho conosciuto tantissime altre persone determinanti. E’ stato anche un anno di esperienze e comportamenti molto diversi dalle mie abitudini.

I nuovi arrivati nella compagnia sono stati: Rocco e i suoi amici, uno in particolare. Rocco e io ci prendevamo sempre in giro, amichevolmente, cosa che era fonte di continue discussioni, un vero e proprio tormentone, e spesso io non lo sopportavo, ma nel corso del tempo le cose sono migliorate ed è ancora adesso nel 2019 mio amico; i due “giganti”, ex giocatori di basket, fratelli, di origini miste fra Italia ed Europa, e con uno di questi in particolare nel 2015 ho legato. Un altro cugino dei due cugini del gruppo classico, un mio ex amico che si è inserito ma era una cattiva influenza, un ragazzo già conosciuto nel 2014, altri due fratelli anche loro di origini miste ( con la casa più bella che io abbia mai visto ), una ragazza loro amica, una ragazza con la passione del canto, un ragazzo che voleva fare il poliziotto ( si è poi trasferito nel corso dell’ anno ), un ragazzo che era stato estromesso dal gruppo originale prima che arrivassi io, e che tentava di ritornarci, un altro ragazzo in particolare, e altri in seguito.   

Ci sono state varie turbolenze abbastanza gravi quest’ anno, fra me e il “pseudocugino” in particolare. Il mio gatto Mino si è ammalato in autunno, ed è morto il 7 dicembre, e il giorno dopo lo abbiamo sepolto a casa di una amica di famiglia in montagna. Ho passato il compleanno del mio amico rumeno con lui a casa sua. Anche quest’ anno siamo tornati al sud, per l’ estate. Poi c’è stato un amico che è riuscito anche ad allacciare i contatti con mio fratello, è venuto a conoscere la mia famiglia, e ha passato a cena da me il mio onomastico, conversando anche con mia madre. Lui è uno dei due “giganti” della compagnia.

Inoltre quest’ anno è iniziata la mia passione per i libri di Stephen King, a cominciare da The Dome.

In quell’ epoca, eravamo soliti andare a casa della nonna di uno della compagnia, in gruppo, anche se lui spesso non tollerava il casino. E’ stato anche un anno abbastanza caotico, infatti. Anche con un altro amico ci sono stati momenti okay, e dibattiti molto accesi. Ho conosciuto anche una amica simpatica. Sono stato per l’ ultima volta a casa del mio amico storico, nella nostra città. Ho anche riallacciato per un po’ di tempo i contatti con l’ ex migliore amico del mio “pseudocugino “, cosa che ha creato dibattiti.

Ho anche contattato online la madre della mia compagna delle superiori del dibattito online e della lettera, in due occasioni, per parlare di come mi sentivo all’ epoca. Ho frequentato ancora il centro estivo qui nel mio posto di lavoro. Due amici si sono trasferiti. La compagnia si era allargata quasi a sproposito quest’ anno.

La mia soffitta era diventata un luogo di riferimento per la compagnia, in numerose occasioni. Ad un certo punto la compagnia ha rischiato di dividersi in due.

In estate ho fatto un tentativo di riallacciare i contatti con il mio “secondo fratello”, ma c’è stato un “sabotaggio” e siamo finiti di nuovo a discutere in modo acceso, e tutto è sfumato. Sono stato costretto ad allontanarmi di nuovo da lui, nonostante un amico che avevamo in comune avesse cercato di darci una mano. In autunno, la nostra compagnia ha assistito ad un “torneo di boxe” ai giardini, con una altra compagnia. Io ovviamente non ho partecipato, solo guardato. Sono passato brevemente per altre compagnie, nel frattempo, quest’ anno.

In autunno, ho frequentato molto il mio amico rumeno, una delle persone che più mi hanno cambiato nella mia vita. Nella mia vita futura, di tutto questo periodo, mi ricorderò principalmente di lui.

Quest’ anno, inoltre, ho ricominciato a scrivere racconti.

Il 2016 è stato un altro anno tormentato e complicato e fonte di numerosi brutti ricordi.

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In gennaio mio fratello ha fatto un piccolo incidente d’ auto. In generale è stato un brutto e turbolento anno.

La mia festa di compleanno in soffitta è stata complicata da un forte diluvio, ed è uscita fuori controllo, e i miei genitori si sono infuriati. In maggio è finita l’ era della soffitta, dopo che mio fratello ha fatto una sfuriata con due miei amici. ( Gli amici sono tornati a frequentare la mia soffitta a partire dal 2019 ).

Quest’ anno ho comprato altri libri di Stephen King. Sia l’ amicizia con il mio “pseudocugino” che con il suo migliore amico, ( dalla Romania ) dopo un periodo normale, con tanto di “after” in soffitta in una occasione, si è complicata ed è stata diverse volte sul punto di finire. Anche quest’ anno ho partecipato al centro estivo del centro nuoto.

Il mio amico storico ha fatto una passeggiata con me per annunciarmi che si sarebbe sposato a breve, e ho partecipato al suo matrimonio, sono andato lì con un passaggio da un amico in comune, quello del  trio del 2014. Ho avuto una lunga conversazione con la mia prof. delle medie, in occasione di un diluvio, per strada. Anche quest’ anno mi sono appassionato alla serie televisiva canadese Degrassi. Ho approfondito l’ amicizia con un amico disegnatore.  Ho ricominciato a scrivere racconti, anche quest’ anno. Un amico della compagnia ha fatto un brutto incidente in moto. E’ tornato un tizio ( un mio ex amico, la cui cattiva influenza ha causato problemi )  di tanti anni fa, già dall’ anno scorso, ma è cambiato molto, e non mi stava simpatico quasi per niente. Io e il mio amico storico ci siamo anche ritrovati in occasione del funerale di una nostra maestra delle elementari. In sostanza è stato un anno di continuazione del 2015, ma in peggio. Ho cominciato anche a diminuire la scrittura del mio diario personale, fino a perdere l’ abitudine verso giugno 2016.

In estate abbiamo ritrovato le famiglie dei miei amici del mare e degli amici di papà. Rocco e un altro ragazzo venivano spesso in soffitta, e anche il mio amico dalla Romania, in particolare in inverno almeno due volte a settimana. Da maggio l’ era della soffitta si è interrotta quando mio fratello se l’ è presa con una sfuriata contro Rocco e l’ altro ragazzo. Ho anche recuperato per un po’ l’ amicizia con il mio coetaneo amico delle superiori, fra giri in auto e serate spiritose. L’ amica appassionata di canto ha cantato per me, un giorno che ci siamo trovati. Il mio ex amico dalla cattiva influenza ha combinato il pasticcio definitivo. Poi quest’ anno ho frequentato anche un ragazzo con la passione del disegno, e uno con la passione del computer.

Intorno a inizio febbraio e terza settimana di giugno ci sono stati due momenti critici per la compagnia. La primavera è stata fitta di imprevisti ed eventi di forte impatto. In estate ho frequentato brevemente anche un’ altra compagnia. In estate, poi, sono tornati in voga i Pokemon fra gli amici, grazie alla app di Pokemon Go.

Ho conosciuto una persona che avrei ritrovato successivamente nel 2019, e con la quale inizialmente non andavo d’ accordo. Poi ho cominciato a seguire la serie di Stranger Things. Uno dei “giganti” si è trasferito per un periodo. In ottobre ho cominciato ad appassionarmi di nuovo agli amici di penna, e ne ho raccolti almeno uno per quasi tutti i paesi del mondo, grazie a Penpals.net.

Il 2017 è stato un “anno diverso”, di distacco dalla compagnia, sia classica che allargata, per frequentarne stabilmente una nuova, evento protagonista dell’ annata.

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Questo è stato l’ anno in cui io e il mio “pseudocugino” ci siamo allontanati così tanto da perdere l’ amicizia che c’ era. Era diventato un elemento negativo nella mia vita, e non lo tolleravo più. Di conseguenza, con l’ amico dalla Romania che avevamo in comune, ci siamo persi di vista.

Io mi sono distaccato e sono passato direttamente ad un’ altra compagnia, formata dagli amici di un altro della compagnia ( uno dei due cugini del gruppo classico ) che si era distaccato dalla nostra l’ anno prima. Questi sono: il “saggio”, “Gandalf”, i due Marco, una ragazza, la ragazza piombata da me in soffitta e le altre due sue amiche, e un ragazzo albanese.

La nuova compagnia è stata anche anticipata dall’ arrivo inaspettato in soffitta a casa mia, durante uno degli ultimi incontri di gruppo, di una ragazza. Quel giorno mia madre è intervenuta per la prima volta dicendo di non fare casino. Ormai non si fidavano più dei miei amici. Sono sopravvissuti in pochissimi alla fine della compagnia del 2014, uno in particolare era quell’ amico ( Rocco ) con il quale fra me e lui ci prendevamo in giro in continuazione in modo amichevole.

Quest’ anno, assieme ad un nuovo amico, in autunno ho frequentato per breve tempo un corso di giapponese, dove abbiamo anche trovato per poco tempo una nuova amica polacca, che poi si è trasferita.

Quest’ anno sono tornati in voga i videogiochi ( nella nuova compagnia di gamers ), con l’acquisto della Play 4, ma sorprendentemente Tekken 7 non è durato molto, e invece la storia ( videoludica ) dell’ anno è stata Life is Strange e Before the Storm. Con i nuovi amici per un po’ abbiamo preso l’ abitudine di comunicare attraverso la Play.

Inoltre in giugno sono andato con loro al Comiccon ( fumetti e videogiochi ), una fiera in città, dove ho conosciuto il mio “amico dell’ anno”, con il quale poi ho frequentato il corso di giapponese. Per un giorno e una notte abbiamo ospitato una gattina di pochi mesi. Anche quest’ anno ho partecipato al centro estivo del centro nuoto. Sono andato per la prima volta a casa del mio “amico dell’ anno” in dicembre, appena prima di Natale. In autunno, inoltre, mi sono appassionato alla storia del libro e al film di IT e al gruppo di attori. Sono andato a vedere il film due volte, prima con il mio amico, poi con la compagnia.

Il 2018 è stato un altro anno di ritiro della marea, l’ anno più scarso di cambiamenti della mia vita, che ha superato il vecchio 2013 per momenti di solitudine. Un anno di transizione.

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Anche quest’ anno siamo andati al mare al sud. Life is Strange ( 2 ) è tornato con una nuova serie videoludica, con due fratelli per metà latini come protagonisti. Io e il mio amico abbiamo interrotto il corso di giapponese. Abbiamo provato a studiare a casa sua, ma non ci siamo riusciti. Quest’ estate abbiamo fatto un pranzo nella casa di campagna del sud, con gli amici del mare, come ai vecchi tempi. Anche quest’ anno ho scritto racconti, e in primavera ho concluso un saggio, Le Leggi della Storia. A inizio settembre il mio amico storico ha avuto un figlio. Me lo ha annunciato appena prima del mio compleanno. Il mio amico del corso di giapponese è venuto almeno una volta in soffitta in occasione della seconda volta che siamo andati al Comiccon della nostra città con la compagnia. In settembre, siamo andati anche a quello di Alessandria. Mio fratello è tornato a frequentare con convinzione l’ università di medicina. Da quest’ anno la compagnia del 2017 non è più così unita come l’ anno scorso, e li incontro meno costantemente. Ogni tanto però ci ritroviamo anche con l’ altra parte della compagnia che si è allontanata, delle ragazze. Con noi è rimasta solo una ragazza, in particolare. Io e il mio amico dalla Romania della vecchia compagnia ci siamo chiariti sul passato ma non avevamo ancora veramente riallacciato i contatti. Un anno di transizione, non particolarmente significativo, e ristagnante, una continuazione dell’ anno scorso. A metà ottobre è avvenuto un ritorno dal passato, del mio “pseudocugino”, anche se non ha aiutato a cambiare le cose, a parte occasionali e molto rari incontri con membri della vecchia compagnia.

A Natale ho scritto un messaggio al mio “secondo fratello”, conosciuto nel 2010, e dal quale mi sono allontanato nel 2013, per chiedergli ufficialmente di tornare nella mia vita.

E’ stato un autunno molto sotto tono, con quasi nessun genere di cambiamento, dal 2013, questo è il secondo anno con cambiamenti più scarsi nella mia vita, e potrei persino dire che sia il mio anno più transizionista di sempre.

In autunno ho cominciato inoltre a guardarmi tutti gli episodi della serie di SKINS, le cui tematiche, curiosamente e sincronicisticamente, avrebbero anticipato alcuni aspetti della mia vita del 2019. Se la compagnia pre – 2017 aveva i toni degli episodi di Degrassi, si può dire che gli amici del 2019 mi rimandano ai personaggi di Skins.

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Il 2019, al momento in cui scrivo, che è il 27 maggio, appare essere un anno di forti e importanti cambiamenti, un ritorno ai tempi d’ oro del 2015, ma non privo di turbolenze occasionali.

Quest’ anno Marzo ha portato grandi cambiamenti: non solo ho iniziato scuola guida ufficialmente, ma, sempre all’ insegna dei ritorni ciclici, ho riscoperto due persone che hanno “assorbito” il ruolo dei due ragazzi che nei miei primi anni di vita, fra il 1993 e il 1995, giocavano con me quando ero piccolo. Loro erano Sardo – Torinesi, mentre questi due di oggi, uno è Torinese, mentre l’ altro è rumeno ( quello del 2015 ) ( la lingua presenta la particolarità delle parole che finiscono per u come nel sardo ).

Dopo una pausa sociale durata per quasi tutto il 2018, ho ripreso i contatti con diversa gente, e in particolare mi sono legato ad uno dei due giganti che nel 2016 si era trasferito e poi è tornato qui.

C’è stata un’ altra festicciola in soffitta, un evento che ha inaugurato una nuova compagnia formata da “vecchie leve” e nuovi arrivati: il Torinese e il mio amico della Romania, il gigante n. 2, e la mia migliore amica ( nuova ) del 2019. La mia migliore amica, in particolare, mi ha portato a conoscere e ritrovare altre persone, una sua amica che già conoscevo e una nuova, uno dei due fratelli con la casa bella conosciuto nel 2015, e un altro ragazzo del 1996, ma anche un altro dalla Romania, che già avevo conosciuto.

Di “contorno” per incontri occasionali ci sono anche “il saggio” della compagnia del 2017, l’ amico albanese della compagnia del 2017 e il suo amico che già conoscevo, Rocco e i suoi amici, un altro ragazzo albanese, una ragazza che ho conosciuto nel 2018, proveniente da un’ altra compagnia, l’ amica con la passione per il canto, almeno altri due della compagnia del 2017 ( una coppia ), e altri.       

Il “nuovo” amico ( in realtà conosciuto nel 2016 – e c’ era già anche prima, nel 2015 ) mi ricorda il mio amico delle superiori, inoltre mi ricorda anche il mio “pseudofratello” del 2007 – 2008 e il mio “secondo fratello” del 2011 – 2012

E’ stato un febbraio di malattia, fra tosse, influenza, e la colica, a fine febbraio una notte sono andato al pronto soccorso.

Quest’ anno ho provato a scrivere messaggi al mio “secondo fratello” per convincerlo a riprendere i contatti, ma non è andata bene, lui aveva accettato ma poi si è tirato indietro. Mi sono sentito di nuovo trascinato nel passato, e ho riversato la mia rabbia su di lui, che mi ha bloccato.

Anche con il mio “pseudocugino” tornato lo scorso autunno, le cose non sono andate bene, e c’è stata un’ altra discussione, fra l’ altro nel sesto anniversario del 2013 e di ciò che avvenne a marzo con l’ altro, e la nostra amicizia è finita di nuovo. Invece ho recuperato i contatti con il mio amico dalla Romania, è venuto a casa mia e mi ha fatto una sorpresa. Sono stato diverse volte a casa del torinese.

Fra il 16 e il 18 maggio sono caduto due volte dalla bici, la prima mi sono distratto un attimo e sono andato a cozzare contro un’ auto ferma, e per poco il manubrio non mi è entrato dentro, e ho un piccolo livido vicino all’ ombelico. La seconda volta, la strada era bagnata ( come nel 2014, e a pochi metri dallo stesso punto in cui son caduto allora ) e ho battuto il ginocchio, che si è gonfiato, ma non come nel 2014, e mi sono graffiato una mano.

Ho visto per la prima volta dal vivo il figlio del mio amico storico, e sono stato un po’ con lui e la moglie, e i nonni di lui al parco. Quest’ anno sto collezionando le copertine metalliche di Topolino, che saranno 30 ed usciranno fino a metà novembre. La nuova amica che ho conosciuto fra febbraio e aprile è un altro caso di persona piombata nella mia vita, e questa volta è diventata la mia migliore amica in un lampo, e lei rappresenta un misto di tutte le ragazze principali che ho conosciuto. Grazie a lei si è creata una sub-compagnia dove praticamente sono tutte persone che negli anni scorsi, principalmente nel 2015 e 2016, erano dal mio punto di vista nel background della mia vita, e invece ora vengono approfonditi. Nel frattempo, a metà maggio ho completato la revisione e l’ approfondimento del mio saggio “Le Leggi della Storia” scritto nella primavera del 2018, ma non ho ancora avuto il tempo di mandare le lettere alle case editrici. 

Con l’ amico torinese mi vedo un po’ meno spesso.  Grazie alla mia migliore amica ha cominciato a piacermi il caffè. La ricerca sulla timewave ha ripreso vigore quest’ anno. Però non ho avuto tempo nè di scrivere racconti, nè ( abbastanza poco ma cerco di andare avanti ) per le lezioni di scuola guida. Maggio è stato un mese finora particolarmente intenso, come non succedeva da anni a questa parte.

Rimane abbastanza costante l’ amicizia con il mio amico dalla Romania. Ci sono state due occasioni in cui mi sono visto sia con lui che con la mia migliore amica. Di questi anni probabilmente ricorderò principalmente loro due. A metà aprile sono stato invitato da lui alla grigliata del suo compleanno, ed è stata proprio una bella giornata. A Pasqua invece ho partecipato ad una grigliata con 5 persone, organizzata dalla mia migliore amica. 





Vi racconto la mia vita – parte 1 – i primi 12 anni

25 05 2019

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CHI ERO: Un “creatore di mondi” fin dall’ inizio e un “escapista” immerso nella fantasia. Non potevo stare da solo nemmeno per un momento quando non ero con la mente nel mio mondo. Se non creavo storie, le leggevo, e i fumetti di Topolino e i libri di Animorphs e Piccoli Brividi erano la mia vita. Altre cose che leggevo erano le enciclopedie, comprese quelle di animali. Sono sempre stato un osservatore meditativo, alle prese con “fenomeni curiosi ed enigmatici” che in realtà facevano parte delle esperienze di vita di tutti i giorni, per gli altri. Ero molto legato a mio fratello, che coinvolgevo nella mia attività creativo – simulatoria, ma facevamo anche delle azzuffate memorabili. Ad un certo punto ho cominciato ad avere la necessità di tenere sempre qualcosa in mano da manipolare, come quel personaggio dei Peanuts con la sua copertina. Ho mangiato verdure solamente alla mensa scolastica, e in seguito non ne ho più mangiate, preferendo carne e pesce. La mia dieta è sempre stata ristretta e selettiva, e non ho mai avuto il gusto di mangiare, vivendo pranzi e cene come brevi momenti di transizione fra un’ avventura mentale e l’ altra.    

Sono il co – autore di questo blog . Sono stato concepito nel 1989, e in origine dovevo essere un gemello, ma l’ altro embrione non si è sviluppato abbastanza. Ho scoperto questo particolare a 23 anni su uno dei diari di mia madre. Non dovrei pensare a qualcuno che non ha avuto una chance di esistere nel “mondo reale”, ma per anni pensavo fosse una cosa che spiegava molti aspetti del mio carattere.

Mia madre era una insegnante e mio padre studiava medicina. Si sono incontrati 10 anni prima ad una festa alla quale non volevano partecipare. Quell’ anno mio zio si sposò, e il fratello di mio padre aveva 13 anni e viveva al sud con mia nonna. Un evento sconvolgente cambiò tutto, quando la sera del 19 dicembre, mio nonno paterno, 59 anni, a bordo di un camioncino Ape, andò fuori strada e rimase gravemente ferito. Per i miei genitori è stato il periodo più difficile e tormentato, mio padre faceva le notti di veglia e mia madre rimaneva sola ed era preoccupata per il futuro. Qui non posso entrare nei dettagli, ma ho letto tutti i diari di mia madre, e so che quello è stato un periodo di sei mesi cruciale e tortuoso. L’ atmosfera natalizia venne quindi distrutta da questo tragico avvenimento.

Il 1990 non venne celebrato dalla mia famiglia, a causa della situazione critica di mio nonno. Le giornate di mio padre erano infinite e sconfortanti, e mia madre stava spesso da sola, tranne in rare occasioni. Mia nonna e mio zio di 13 anni sono stati per un periodo ospiti dei miei genitori, mentre vivevamo al quarto piano di una casa di periferia. Io sono nato il 1 marzo, e presi il nome di mio nonno paterno, che morì in giugno. Mio padre rischiò grosso in un incidente d’ auto il giorno dopo la sua morte. Quell’ anno comprarono una Fiat Tipo. C’e’ una “legge astrologica” che spiega che ogni giorno successivo alla nascita nei primi mesi corrisponde ad un anno. Dunque secondo questo sistema e’  previsto che vivrò 105 anni, perché mio nonno mio omonimo è scomparso 105 giorni dopo la mia nascita.

Nel 1991 andavamo spesso in montagna con amici di famiglia, pranzavamo in un albergo. Mia madre divenne preside, e mio padre cominciò a lavorare nella città dove ci saremmo trasferiti più avanti. Sono stato battezzato in gennaio. Nell’ estate del 1992, mio zio paterno aveva 16 anni e mio padre lo ha invitato in vacanza al mare con noi. Nelle foto sembra quasi come un fratello maggiore per me. E’ venuto anche in campagna, nel paese dei genitori di mia madre. Ho festeggiato il mio compleanno in un albergo di montagna. All’ epoca c’ era anche una ” zia ” che si sarebbe trasferita in Calabria più avanti, e che non rividi più, non essendo mai andato più in giù della Puglia nella mia vita. Mio padre ha finito la specializzazione universitaria. Nella notte delle stelle cadenti, mia madre ha concepito mio fratello e a inizio settembre ha scoperto di essere incinta.

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Nel 1993 Il protagonista dell’ anno fu mio fratello minore, che nacque in aprile. Nel frattempo che mia madre era ricoverata per la nascita, io sono stato qualche giorno a casa dalla “zia”. La sera in inverno, io ero impossibile da gestire, secondo mia madre. Abbiamo festeggiato il compleanno di papà a Beaulard, con un suo migliore amico. La nonna materna ha fatto poi una visita a sorpresa a casa nostra. Io ero felice dei tanti ospiti che ci facevano compagnia.  Passavo molto tempo assieme ad una “zia” che era una amica stretta di mia madre, una insegnante, e suo marito, e i suoi due figli adolescenti. Ogni tanto visitavamo la città dove vivo ora. Festeggiai il mio compleanno nell’ albergo di montagna dove andavamo spesso. In maggio parlavo spesso nel sonno. Mio fratello venne battezzato in giugno. In estate siamo stati in Veneto, e papà ha fatto continuamente su e giù da lì a Torino. Io ho fatto un breve corso di nuoto con istruttore, a quanto pare. Siamo anche stati due volte alla tombola. Passammo il capodanno a casa dell’ altro migliore amico di mio padre, che aveva già due figli grandicelli. Imparai a leggere con Topolino, e non ho MAI smesso di comprarlo e di leggerlo, ne possiedo quindi almeno un migliaio, non ho mai mancato un numero finora. Abbiamo passato il capodanno con amici di famiglia, a casa di un migliore amico di mio padre.

Nel 1994 Quell’ anno fu un bell’ affollato compleanno a casa nostra. Andavamo ancora in montagna, andavamo in campagna in Veneto, in primavera, a vedere fra le altre cose, le galline di mia nonna, una stalla grande, con le mucche, il fiume da una strada che si poteva percorrere in bici e dove raramente passavano auto. Ora quel fiume non si vede più da quel punto di vista. La notte dell’ Epifania l’ abbiamo passata a Rodano. Comprai il numero 2000 di Topolino in due copie, mentre tornavamo a casa dal Veneto, o subito dopo. Mio fratello festeggiò il primo compleanno. Si fece anche male ben 3 volte nel corso dell’ anno, e almeno una volta dovettero mettergli i punti. Ricordo che un giorno arrivò a casa con il sangue che colava lungo tutto il suo corpo, dal labbro. Ricordo che avevo una amichetta, si chiamava Valentina. E’ il primo ricordo che ho della mia vita. Passammo un lungo mese al mare. Ad un certo punto, papà è tornato al nord e ci ha lasciati al sud per qualche giorno, e abbiamo festeggiato anche il 18esimo compleanno di mio zio. A settembre, il 13, l’ auto di papà venne danneggiata dalla famigerata gang dei cavalcavia, con un sasso, ma rimase illeso. Due giorni dopo  partì per l’ Australia, per due settimane, portando un sacco di souvenirs e musica aborigena che avremmo spesso ascoltato, e che noi bambini accoglievamo con entusiasmo. Si fermò anche ad Hong Kong, portando a casa un documentario. A ottobre andammo a raccogliere castagne in Val Carbonieri. Scrissi la mia prima poesia, a quanto pare. In autunno, i miei genitori cominciarono a progettare un trasferimento, e trovarono una casa dove vivo ora. Il Piemonte vide una grave alluvione, quell’ autunno, inoltre, e mi ricordo di averla vista alla tv. Uno dei migliori amici di mio padre ha fatto Babbo Natale per me e mio fratello.

Nel 1995 i miei genitori comprarono la casa nuova, e ci trasferimmo in ottobre. Io e mio fratello venimmo divisi, la notte del trasferimento, e lui andò a casa della giovane babysitter, mentre io sono stato da mia ” zia ” e la sua famiglia. Fu l’ ultimo giorno che ho trascorso nella località dove sono vissuto da piccolo, e non ci tornai più. Con il tempo mi sono reso conto che i due fratelli, ragazzi grandi, con i quali trascorrevo il tempo a casa della zia, nei miei pensieri e remoti ricordi, erano diventate ” figure mitologiche “, in qualche modo non potevo arrivarci, non potevo percepirlo, ma mi mancavano e il distacco fu percepito intensamente, attraverso il tempo. Per molto tempo ho cercato e attirato l’ attenzione di figure di riferimento che in qualche modo inconscio mi rimandavano a loro, senza saperlo. Quella primavera, mio padre andò a visitare, sempre da solo, ai congressi, gli Stati Uniti, il Gran Canyon e Las Vegas. Ho partecipato alla mia prima gita scolastica, e in novembre conobbi la babysitter che sarebbe diventata come una sorella maggiore per noi. Le visite della zia e di suo marito erano frequenti. In autunno cominciai a conoscere qualcuno/ a dei miei futuri compagni di classe.

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Il 1996 è stato l’ anno del compleanno alle materne, con le barrette kinder da distribuire e mangiare … ero già un mangiatore di cioccolato, con denti da latte perfetti che si sarebbero trasformati in una polveriera fra qualche anno, dopo che caddero questi. Abbiamo una foto dove una mia amichetta mi bacia sulla guancia. Quest’ anno presi anche il morbillo. In primavera siamo andati in Veneto. In estate siamo stati un mese al sud.  Io conobbi il mio primo amico fisso, che viveva a poca distanza da casa mia. Mio padre ha provato a farmi fare un corso di calcio, visto che lui era un giocatore per hobby, ma me ne sono andato via alla prima pallonata sulla testa. Ho anche provato a fare karatè, ma non ha funzionato. Frequentavo un corso di musica, prevalentemente di flauto, papà avanzava di carriera, cominciai poi le elementari e trovai una nuova amica, con la quale sono ancora amico adesso, dopo una lunga pausa dove ci eravamo persi di vista. Mi ricordo il primo giorno di scuola, e una foto che abbiamo di lei. Cominciai a frequentare il corso di nuoto al centro dove lavoro ora, e il mio futuro capo mi gettò nell’ acqua per farmi ambientare. Presto sarei diventato un ottimo nuotatore. L’ acqua era il mio ambiente favorito.

Del 1997 mi ricordo le fantasiose storie del mio amico, che avrebbero probabilmente ispirato le mie. Ho festeggiato il compleanno con lui e mia zia e suo marito. Gli amici del mare sono venuti a casa nostra ( una famiglia fra le tante ) per pasqua. In primavera, siamo andati in Veneto. In estate, il mio primo viaggio all’ estero, a Parigi. Mi ricordo che comprammo degli animaletti da giocare, e che mi venne il bernoccolo quando ne lanciai uno in aria, e le corna del bufalo mi finirono sulla fronte. Pioveva spesso, e abbiamo visto la luce del sole fino a mezzanotte. Mio papà filmava spesso con la videocamera in questo periodo. Mio padre fece un viaggio a Monaco. Abbiamo trascorso il Ferragosto a Conzano, dove a fine mese abbiamo anche festeggiato in anticipo il compleanno del mio amico.  I miei cugini sono venuti con la famiglia a trovarci in Puglia. Cominciarono a cadermi i denti da latte. La famiglia del mio amico aveva una casa in montagna, e mi ricordo la estate che trascorrevamo ogni tanto lì, e la tenda da campeggio dove io e mio fratello giocavamo con lui, ascoltando le sue mirabolanti storie. Aveva un anno in meno di me, se mi ricordo bene. Almeno una volta sono andato a casa della mia amica, che aveva due sorelle grandi. Mi ricordo qualcosina. Mi ricordo che mi regalò una scatoletta di chewing gum, che hahaha conservo ancora adesso intatta in un cassetto! La nonna paterna è venuta a trovarci per le vacanze di Natale.

Nel 1998 Io e mio fratello ricevemmo una nuova camera , e da allora l’ abbiamo condivisa per dormire. Il salotto dove c’è la mia stanza ora era la nostra sala giochi, ed era completamente diverso. Mio fratello trovò due nuovi amici, due fratelli, e io li ho condivisi con loro. Mi ricordo che i genitori erano severi e un po’ freddini, e noi abituati ad alzarci da tavola quando più ci pareva, rimanevamo un po’ stupiti dal loro obbligo di chiedere il permesso, e le facce severe dei loro genitori. Mio fratello trovò anche una persona che è ancora adesso il suo migliore amico. Una mia compagna di classe in marzo invitava tutti i compagni nella sua casa con giardino, per il compleanno, e mi stupisco di ricordare ancora un po’ di cose di quelle giornate. Almeno in una occasione è venuta a casa nostra, abbiamo un filmino. In Veneto andavamo anche al mare. Al sud, i nostri amici del mare ci invitarono a dei pranzi nella loro casa di campagna. Eravamo quattro famiglie molto unite. Ormai nuotavo bene, e al sud aveva aperto una piscina, e andavamo spesso anche lì, oltre che al mare, con la mia amica, e abbiamo partecipato assieme ad una gara, che io vinsi. Spesso facevamo anche picnic nella foresta. In novembre dovetti mettere gli occhiali. Ricordo il momento in cui li tolsi e mi resi conto che non avrei visto bene senza.

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Intorno al 1999 abbiamo ospitato diversi animaletti, io ero appassionato di lucertole, e le analizzavo spesso, lasciandomi mordere le dita e purtroppo avevamo l’ usanza di gettare secchiate di acqua sulle formiche in terrazzo. abbiamo avuto tartarughe d’ acqua che ricordo molto bene, pesci rossi che morivano continuamente, e un merlo che volevo mostrare alla babysitter, ma purtroppo proprio quel giorno morì in terrazzo, e mi ricordo che ero disperato … dopo una gita in montagna, avevamo portato delle chiocciole da tenere in casa e davanti al portone inciampai su una di esse e piansi perché l’ avevo schiacciata. Cominciammo ad andare spesso a prendere il vino che producevano i contadini. A sorpresa, (mia madre fa sempre di testa sua 🙂 ) a settembre arrivò a casa nostra un gatto, cosa che non fece piacere a mio padre, ma Mino rimase con noi per 16 anni e 4 mesi. Era un gatto arancione e bianco, d’ angora. Aveva 2 mesi quando arrivò. Papà quest’ anno andò a Stoccolma. Poi visitammo per l’ unica volta che io ricordo Genova, a vedere l’ acquario. Fu anche l’ anno che scoprimmo i videogiochi, la playstation 1 , vigilante 8 e tekken 2 fra i primissimi. Comprammo una auto nuova, che funziona ancora adesso. Ogni tanto avevamo una nuova babysitter, una signora che a me stava un poco antipatica, era più severa, e ci portava sempre in giro per mercati e commissioni sulla sua Opel Corsa. Mio padre visitò anche la California, San Diego, dove si trovò nel mezzo di una scossa su un grattacielo.

Intorno al 2000, cominciai a raccontare storie dei miei amici immaginari, condividendole con mio fratello*. Giocavamo sempre al medico, facendo finta che la donna fosse un peluche gigante di orso polare, e la aiutavamo a far nascere sempre la stessa figlia, che chiamavo Giulia, come un rituale. Le mie storie erano molto dettagliate, e vivevano in una città dettagliata. Mio zio paterno si sposò quest’ anno, e nacque mio cugino, il giorno prima del mio decimo compleanno, alla mia stessa ora. E si chiama come me. Mino rischiò grosso a febbraio, e io cercai informazioni sulla sua malattia, che a quanto pare diedero una mano a capire che cosa aveva e a farlo recuperare, scampato alla morte 🙂 . Festeggiai il mio primo compleanno in soffitta con i compagni di classe e con un animatore di feste. Il compleanno è stato filmato. A pasqua siamo andati ad Ischia. Mio padre visitò Madrid. Al mare siamo andati di nuovo alla casa in campagna dei nostri amici estivi e ad agosto siamo stati un giorno con gli zii paterni prima di partire. Ero appassionato di Pokemon e Digimon, che guardavo sempre in tv. Collezionavo le carte da gioco e giocavo al gameboy. Mi ricordo che registravamo le puntate dei Digimon perché coincidevano con il corso di nuoto. Poi tornavo a casa e guardavo gli episodi. Questo fu l’ anno dove ho fatto amicizia con il mio vicino di casa, e con il mio amico storico, con il quale sono amico e in contatto costante ancora adesso. Andavo a casa sua, era figlio unico, e condividevamo la passione per i Pokemon e per i libri. Lui era un Potteriano, ma io avevo altri orizzonti. I Piccoli Brividi, per esempio. Quintali di enciclopedie di animali. Fumetti a volontà. Sempre Topolino, ovviamente. In estate c’ era anche il Braccio di Ferro e Geppo il diavoletto. Ma la mia vita erano gli Animorphs, all’ epoca. Ho collezionato fino al 2002 ben 52 libri della serie. Letture sofisticate per la mia età, storie mature, di guerra e conflitti interiori. La base di tutte le mie future storie, personaggi vivi che erano come migliori amici. Ho alcuni ricordi di come il mio migliore amico mi faceva affrontare le paure, a casa sua andavamo in un sotterraneo, corridoi stretti, e io ero claustrofobico, e lo seguivo comunque. Con lui mi sono sempre sentito al sicuro. Osservavamo i pesci che teneva in bagno, parlavamo di tante cose, spesso libri. Eravamo i preferiti degli insegnanti, i “migliori della classe”. Il maestro mi rimproverava perché “mangiavo” la colla. Abbastanza costantemente … Nel frattempo cominciavo ad avvertire i primi stimoli del corpo, di sotto, e inizialmente pensavo che ci fosse qualcosa che non andava, una malattia o chissà che, poi, ascoltando gli altri miei compagni parlarne in palestra, cominciai a capire…

*C’ era una storia che avevo ” immaginato ” nell’ infanzia, dove per anni ho descritto come ” amici immaginari ” e ” racconti creativi ” un uomo e una donna, potenzialmente di origine Italiana / Spagnola, chiamati Mario e Rita, ai quali si affiancava spesso una donna ricca chiamata ( Lu Sosa – non il nome esatto ma un nome vero che si avvicina più evidentemente a quello che le avevo attribuito ), con due figli maschi ( e nel “gioco dei dottori” il rituale era la nascita della terza, Giulia, come già avevo menzionato ). Davo sempre la stessa descrizione della donna chiamata Rita, e nei racconti creativi mi concentravo sempre sull’ età di 28 anni per qualche motivo a me ignoto. Questa donna aveva la stessa età del marito, e il marito svolgeva un lavoro impiegatizio, ( mentre forse la donna faceva la farmacista o qualcosa di simile, ma potrei aver preso questa ” ispirazione ” per via del lavoro simile (non uguale) di mio padre ) … che non saprei descriverlo meglio, e forse il marito non era molto fedele, o c’ era un triangolo amoroso non molto serio, quasi un flirt, fra l’ uomo e la signora ( Lu Sosa ), della quale la moglie era al corrente. Vivevano in una città non meglio definita chiamata Panda ( che in teoria potrebbe essere una traduzione a voce di Punda ) che aveva la peculiarità di essere divisa in due sezioni. L’ altra sezione aveva un nome simile, ma più lungo. Davo sempre la stessa descrizione della donna ( Rita ) con la quale quest’ uomo viveva. Capelli ricci, biondi o rossi, ma più sull’ arancione, quindi comunque chiari. ( pare quasi la descrizione della amica di mia madre …ma non sono affatto sicuro che lo fossero all’ epoca in cui ho cominciato a raccontare questo …e in ogni caso sono sicuro che non pensavo a lei, anzi sinceramente non ricordo quasi per niente la sua presenza nella mia vita , mentre invece c’è in anni recenti  )

SOLUZIONE? Qualche anno fa avevo scoperto che la ” città ” di Punda esiste veramente, anche se in realtà è più un distretto, incluso nella città dal nome ufficiale di Willemstad, nei Caraibi, a Curacao, città che è effettivamente divisa in due distretti affini, Punda e Otrobanda. Nel gennaio 2018 ( avevo quasi 28 anni, ricordate la menzione dei 28 di prima? ) ho scoperto che nella città c’è un locale ristorante chiamato   “da Mario” …ho finto di cercare informazioni su una certa coppia di persone e ho scoperto che esistono due persone chiamate Mario e Rita, che sono fratello e sorella, e possiedono un negozio di souvenir nel distretto di Punda di Willemstad. In più per qualche oscuro motivo ( a Willemstad si parla / scrive perlopiù – come seconda lingua ufficiale l’ olandese ) a diciassette anni, se ricordo bene che età avevo, ho cominciato per un breve periodo , improvvisamente a studiare da solo l’ olandese e volevo impararlo bene. Sono stupito dal fatto che Lu Sosa sia un nome reale. Nei miei racconti creativi, Lu Sosa era una donna ricca, bella, forse un po’ vanitosa, e forse aveva capelli corti e rossi …Mi piace pensare di essere stato in contatto telepatico con loro due per almeno due anni … 

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Nel 2001 ero sempre attaccato al gameboy, ai Pokemon, anche se non li ho mai visti, o almeno molto raramente, in televisione. (Però ne ho visto il film al cinema all’ Epifania) Quella era per i Digimon, per i cartoni della Disney che mio padre registrava sempre, facendo sempre storie quando anni dopo ci avrei registrato costantemente sopra. Mio fratello iniziò lezioni di pianoforte, e quindi ne comprammo uno a febbraio. Andammo a Venezia a febbraio, ma io ho fatto troppe storie e mio padre si arrabbiò al ritorno. Festeggiai ancora una volta in classe, in soffitta.

Il mio amico provò a dare una festicciola in casa sua, ma avvenne un episodio, dove l’ altro nostro amico era diventato super invidioso e super arrabbiato, perché io avevo portato un libro di indovinelli e lui credo non riusciva a indovinare, e tirò giù una sfuriata memorabile, che rimase impressa nella mia psiche, ma forse non era quell’ evento drammatico che io ricordavo con memorie distorte. Forse era solo una sfuriata da bambino, ma particolarmente intensa, e ci furono discussioni fra famiglie, e questo me lo ricordo. Il mio amico ebbe il compleanno rovinato e non fece più nessuna festa in futuro, a casa sua. Io avevo perso un amico.

A scuola ero spesso preso di mira, perché mia madre era la preside, e i bambini erano invidiosi, perché io nell’ intervallo andavo a trovare mia madre e le sue colleghe, e mangiavo tanto cioccolato, e finivo sempre dal dentista, che non usava abbastanza anestesia, ed erano dolori. I miei compagni erano molto più “maturi” di me, io ero un bambino vero e fantasioso. Loro usavano già parole da adulti che io non mi azzardavo a usare, mai.

A Natale ricevetti il mio primo cellulare. In aprile forse io e mio fratello abbiamo ottenuto una cameretta condivisa. Ero ancora un lettore horror, ed ero immerso nel mondo degli Animorphs, e nel mondo dei miei amici immaginari … a maggio siamo andati in Sardegna.

A giugno ci fu la festa della fine delle elementari, una cena con tutte le famiglie e gli insegnanti. Mi ricordo che l’ ultimo giorno di scuola un tizio della classe accanto rovinò il mio diario dove avevo raccolto le firme dei miei compagni, e mi misi a piangere disperato. Quell’ estate mio padre scoprì che avevo la scoliosi e mi fece fare un sacco di esami. A luglio venni anche ricoverato per cinque giorni. Fare la risonanza è stata una esperienza impressionante per un bambino claustrofobico. Dopo però siamo stati in vacanza da inizio luglio a dopo ferragosto. Quella fu anche l’ estate del parco giochi, e delle partitelle di calcio (a 6 anni, visto che mio padre gioca a calcio, i miei genitori hanno provato a iscrivermi ad un corso di calcio, ma me ne andai alla prima pallonata sulla testa … ) … il mio interesse per il calcio è sempre stato sotto zero. Però giocare a pallone era divertente, ai giardini.

In estate, inoltre, nella casa di nonna in Puglia, ero inevitabilmente incuriosito dai fumetti di mio zio, e sfogliavo i suoi Dylan Dog, che mi impressionavano, scene che mi rimanevano impresse. 

Poi l’ 11 SETTEMBRE arrivò come un ciclone, forse era il mio secondo giorno di scuola media, guardavamo la melevisione, io e mio fratello, mio padre sistemava il terrazzo, mia madre era al lavoro. Io chiamai mio padre fuori, avvisandolo della notizia del primo aereo, e lui era stupito, ma mi ricordo che gli chiesi perché era sconvolto, che era già successo in precedenza … rimanemmo a guardare la tv tutto il giorno. Mia madre lasciò una pagina vuota sul suo diario di quell’ anno, per la prima volta da quando aveva cominciato a scriverli. Io e mio padre in serata andammo a trovare il nostro amico ciclista , e loro parlavano di questo in macchina. Mi ricordo una conversazione, lunga anche, che ebbi con il mio migliore amico, al telefono, sull’ 11 settembre. La scuola media non era un bell’ ambiente, la scuola era malandata, il quartiere era losco, e io ricevetti la mia unica nota in classe per aver quasi cominciato uno scontro con il mio ex amico della sfuriata. C’ erano spesso risse in classe, me ne ricordo una in particolare, un mio compagno che aveva sbattuto al muro un altro. Il mio migliore amico, per fortuna, rimaneva in classe con me. Guardavamo da distanza i cambiamenti dei nostri compagni, dopo la scuola, o nell’ intervallo …

Un altro “evento mediatico” che segnò la mia infanzia, il primo precedente all’ 11 settembre, quando cominciavo ad avere coscienza di ciò che accadeva fuori dalla mia città è stato l’ omicidio compiuto da Erika e Omar nei confronti della madre e del fratello di lei, un bambino che aveva più o meno la mia età. Il 2001 è stato il primo di una serie di anni “psicologicamente complessi” nella mia vita.

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Nel 2002 ero alle prese con il mio primo cellulare, i primi messaggi. All’ epoca usavo ancora poco il computer, che a casa mia è arrivato tardi. Però probabilmente giocavo già ai Sims. Sono andato in gita con la classe a Gressoney, e poi con la scuola di mia madre che all’ epoca lavorava in una scuola media fuori città, sono andato in gita in giro per l’ Europa, per esempio a Salisburgo. Guardavo ancora i Digimon alla televisione, e ho comprato gli ultimi due Animorphs usciti in Italia. Per completare la serie avrei dovuto aspettare anni, e li presi in Inglese quei due ultimi più avanti. Ancora per anni avrei sognato l’ emozione di vedere in vetrina in libreria le nuove uscite degli Animorphs, che uscivano sempre due alla volta. Al mio compleanno sono andato dal dentista! In estate siamo andati anche in Veneto, e abbiamo frequentato una piscina all’ aperto. In agosto cominciai a fare un ” corso ” di esercizi fisici per la schiena a casa con una specialista. In marzo ho cominciato lezioni private di chitarra, a quanto pare, ma non ricordo molto. In luglio siamo stati in vacanza a Roma. In autunno papà venne operato di ernia del disco, un evento che cambiò molte sue abitudini. In aprile siamo andati in vacanza a Napoli, Pompei, Procida e Ischia. In quell’ anno mi sentivo in competizione per “l’ attenzione”  del mio migliore amico, con un compagno di classe che avevamo in comune, che mi sopportava a malapena. Le medie sono state una classe complicata in un ambiente non ideale.