Il Grande Black Out

27 12 2021

Correva l’anno 2003, precisamente la notte tra sabato e domenica 28 settembre, durante lo spazio di tempo che intercorse tra l’invasione dell’Iraq da parte degli angloamericani nel marzo-maggio precedente (“aprile è il mese più crudele”) e la – allora futura – cattura del latitante Saddam Hussein con la barba lunga, su tutti gli schermi del globo nel dicembre di quello stesso anno, naturalmente acciuffato nei deserti iracheni dagli angloamericani.

Era la notte di un week end di fine settembre e chi scrive si trovava a un piccolo concerto del gruppo ska italiano Statuto, vestito – come tutti gli altri in un locale vicino Savona – in stile mod, a ballare la musica di quel gruppo, che in quell’anno commemorava i vent’anni dalla sua fondazione, a Torino nel 1983, gruppo nato dagli appuntamenti tra quei allora ventenni vestiti mod in Lambretta, i quali avevano assimilato la nuova ondata ska a quei tempi proveniente da Oltre Manica. In quel 2003, l’album della commemorazione del ventennale fu l’orecchiabilissima compilation intitolata “I campioni siamo noi.

Precedentemente, nel tardo pomeriggio, gli Statuto si erano già esibiti davanti a noi dentro un posto underground di estrema sinistra a Savona e poi si era andati tutti quanti insieme a mangiare a una gran tavolata in pizzeria, a cui avevano partecipato altri gruppi della scena ska e anche “rude boys-oi! punk” italiana, i più noti dei quali erano i Klasse Kriminale.

Una volta conclusasi la pizzata, con gli automezzi avevamo tutti preso la direzione verso la vicina località di Albisola, dove gli Statuto si sarebbero di nuovo esibiti. Dalle 22:00 in poi, con tutti i gruppi coinvolti in quel raduno modernista, si ballava in pista: brani reggae, rythm’n blues, funk e naturalmente ska.

Ogni tanto si usciva fuori per prendere una boccata d’aria e, durante un’ennesima uscita, noi tutti, componenti delle band e partecipanti al raduno dei mods, abbiamo improvvisamente fatto caso a qualcosa che era successo nel frattempo. Non c’era più un lampione acceso che fosse uno in tutto l’isolato in cui ci trovavamo; una volta tornati nel  locale avevamo visto che dentro era tutto e solo avvolto fiocamente dalla luce lunare che proveniva dalle grandi finestre: luci elettriche ovunque spente, tutta la strumentazione ferma, altoparlanti compresi.

Dopo che ogni speranza che la corrente elettrica ritornasse, passata un’ora buona di attesa, aveva abbandonato tutti – componenti delle bands, inservienti della sala da ballo-dance floor e baristi, partecipanti al raduno mods-rude boys in abiti anni ’50-’60 (simpatizzanti compresi) – si era capito che quel black out era più grave di quanto avessimo pensato in un primo momento: intorno alle 4:30-5:00 del mattino, le automobili, gli scooter, le lambrette e i furgoncini con dentro la strumentazione musicale, presero la via del ritorno, ci salutammo al buio completo con gli Statuto, gli altri e noi compresi cioè una delle compagnie di amici vestiti in stile mod della quale io ero un componente, via assieme dentro l’automezzo verso il capoluogo ligure, in un’autostrada spettrale completamente immersa nelle tenebre più fitte, così come la salita consueta che feci per ritornare a casa, ormai alle 6 del mattino passate.

Meditabondo, nella mia cameretta dentro cui non potevo accendere nessuna luce, e fuori dalla finestra nemmeno mezzo lampione era illuminato, nel buio a letto cercavo faticosamente di addormentarmi, con nella testa la preoccupazione che potesse essere successo qualcosa di grave tale da mettere in black out tutta la regione.

Una volta sveglio a mezzogiorno di quella domenica, seppi che la corrente era ritornata e che il black out era avvenuto in TUTTA Italia, isole comprese (https://it.wikipedia.org/wiki/Black_out_in_Italia_del_2003), con alcune regioni che sarebbero state in panne ancora fino al giorno dopo; a Roma era successo durante la prima cosiddetta “notte bianca” (voluta dall’allora sindaco Veltroni) con iniziative inerenti spettacolo & cultura previste quasi fino al mattino, coinvolgenti migliaia di persone e, infatti, molta gente di ritorno dalla notte, rimase bloccata dentro metropolitana e ascensori.

La causa sarebbe stata in seguito rinvenuta in un grosso albero caduto in Svizzera a un’ora ben precisa (le 3:01) che avrebbe provocato il danneggiamento di linee elettriche comuni allo stato elvetico, all’Italia e alla Slovenia, che fu parzialmente coinvolta in quel black out.
L’estate europea del 2003 viene ricordata come una delle più calde della storia, con una lista di vittime all’attivo (soprattutto anziani) mai così lunga  e preoccupazioni per possibili black out (qualcuno anche avvenuto) dovuti a un sovraccarico delle linee elettriche per vie dei tantissimi impianti di refrigerazione e condizionamento d’aria, si erano già avute polemiche, dovute anche proprio al fatto che una bella parte dell’elettricità usata nel territorio italiano è importata da fonti straniere seppur paesi limitrofi (https://www.lavoce.info/archives/21803/gli-enti-locali-ci-regalano-il-black-out/), problema tuttora non risolto, come vedremo.

2020, mai così tanti black out come quest’anno in Italia https://www.prontobolletta.it/black-out-record-italia-2020/

Da un po’ di tempo in qua, galleggia nelle narrazioni alternative (su internet in particolar modo ma forse non soltanto), l’idea di un black out generalizzato che potrebbe bloccare tutto il sistema tecnologico su cui poggia l’ Occidente e il non Occidente, sistema di vita collettiva sociale e di sostentamento stesso, basato soprattutto sull’energia elettrica ma anche sui gas e gli idrocarburi, fonti di energia le quali però stanno in posizione subordinata rispetto all’elettricità: se salta questa infatti salta tutto poiché anche la stessa estrazione di gas, idrocarburi e anche carbone si basa sull’elettricità.

Una versione più mite di un evento di questo tipo, riguarda lo spegnimento soltanto della rete internet e non di tutta la rete elettrica.

Quasi una decina di anni fa, nel luglio 2012, avvenne una tempesta della corona solare, con venti provocati da materia stellare eiettata (https://en.wikipedia.org/wiki/July_2012_solar_storm) che, se fossero andati nella stessa direzione della Terra, avrebbero potuto generare una distorsione del campo elettromagnetico terrestre confrontabile a quella del cosiddetto “evento di Carrington” avvenuto nel 1859: ai tempi, forse anche condizionati da alcune idee fantasmagoriche sulle profezie incentrate sulla data allora futura del 21/12/12, si ritenne che se fosse avvenuto un evento analogo (https://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Carrington), in cui le aurore boreali (https://it.wikipedia.org/wiki/Aurora_polare), per dire, furono viste pure in cieli innaturalmente meridionali (a Roma!), le linee elettriche del mondo avrebbero rischiato di saltare quasi tutte e in effetti nel precedente evento di tempesta solare, quello quarant’anni prima del 2012 (https://en.wikipedia.org/wiki/August_1972_geomagnetic_storm), nell’agosto ’72, delle aurore boreali si videro nei cieli non solo della Britannia ma anche della Spagna, vi furono qui e là  black out di linee soprattutto radio-telefoniche, ci si trovò di fronte a diversi problemi per i progetti astronautici dell’epoca e quell’evento del ’72 causò anche la detonazione accidentale di mine navali USA in Vietnam! (nella tempesta del 1859 saltò invece l’unica e sola tecnologia comunicativa di quei tempi basata sull’elettricità, ovvero il telegrafo.)

Nel 2012, la stessa Unione Europea, in un documento adesso irreperibile nel web (http://ipsc.jrc.ec.europa.eu/fileadmin/repository/sta/docs/SWAD_OUTCOME_EUR.pdf), manifestava preoccupazione che una tempesta solare, interferendo rovinosamente con il campo elettromagnetico della Terra, avrebbe potuto provocare una rottura della rete elettrica potenzialmente a livello globale. Furono tanti coloro che sul web in quel famoso 2012 previdero il “grande black out”, molti di quei documenti e testimonianze sono oggi scomparsi, com’è solito succedere spesso su internet, soprattutto se passa un po’ di tempo.

Per esempio, se provate ad andare sulle pagine web (come questa, http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/09/ancora-sul-blackout-prossimo-venturo.html) in cui il celebre avvocato, complottista e astrologo Paolo Franceschetti, nel 2012, profetizzava il black out totale prossimo venturo provocato dall’ “élite degli Illuminati” che terrebbe in pugno il mondo dall’alto dei suo schemi di potere gerarchico-piramidali, oggi non troverete più nulla, ma solo un “redirect” all’attuale sito di Franceschetti ovvero “Petali di loto.” (https://petalidiloto.com/)

A destra Edgar Cayce, a sinistra David Wilcock, personaggi affini tra loro non solo fisionomicamente.

In quell’anno, inoltre, succedeva che, in fibrillazione per la prossimità della data (21/12/12) della presunta fine del “lungo computo” del calendario Maya, da una parte ci fossero personaggi come Franceschetti i quali mostravano di temere come l’ “élite degli Illuminati” potesse provocare lei stessa un “black out generale totale” per i suoi fini di ulteriore assoggettamento delle popolazioni (in vista della supposta implementazione completa del Nuovo Ordine Mondiale-NWO basato su quei comandamenti scritti sulla pietra delle cosiddette Georgia Guidestones), dall’altra; al contrario, dall’altra parte c’erano personaggi come il divulgatore New Age David Wilcock, i quali invece, a quell’epoca avevano preso l’abitudine di dire, ricevendo informazioni segrete da degli “insiders” e/o “whisteblowers”, che l’élite degli Illuminati (pedofili-satanisti?) era in procinto di essere arrestata tutta al completo cominciando da tutti i suoi tirapiedi e “correvano voci” sul web di come “arresti di massa” di più di diecimila persone, sarebbero stati mostrati al mondo in diretta tv in mondovisione e sarebbero avvenuti in seguito a – anzi, durante – un’interruzione totale dell’energia elettrica in tutto l’Occidente se non in tutto il globo, proprio per spezzare il “mondo di prima” (il quale sarebbe dominato – o almeno molto condizionato – nascostamente da quelle “élites pedofile-sataniste”) dal “mondo di dopo”, una volta che l’élite psicopatica sarebbe stata tutta arrestata e quindi la sua influenza sul mondo debellata; veniva detto segnatamente da uno di quegli “insiders”, un certo DRAKE Bailey, da cui Wilcock diceva di ricevere informazioni sul futuro immediato, di come la durata del black out globale sarebbe comunque stata piuttosto limitata per contenere i danni, all’incirca non più di DUE-TRE SETTIMANE, nemmeno a un mese intero ci si sarebbe arrivati e, anzi, questo Drake suggeriva anche di fare scorte di tutti i generi di prima necessità nei supermercati finché ci se lo poteva ancora permettere, ma soprattutto di fare scorta di carta igienica, tanta carta igienica, perché è di quella che ce n’è più gran bisogno se non la si può reperire, diceva semi-serio quel Drake; all’inizio del testo nella seguente webpage risalente ai primi di luglio ’12, David Wilcock disse di come gli “insiders” dentro l’intelligence gli avessero rivelato di quanto questi “mass arrests” fossero “imminent” e, successivamente, nel corso della disquisizione con Drake al riguardo, Wilcock volle far notare come nella Virginia e nel Maryland, ci fossero già state informazioni in merito a massicce interruzioni di energia elettrica, pure vicino alla città di Washington, “mai così spiccate in USA al di fuori di eventi come gli uragani” (probabilmente i recenti “power outage” in California hanno sorpassato di dimensione quei blocchi della corrente di quell’inizio estate ’12!), ecco la webpage in cui si raccontano tutte quelle cose tenendo presente una lunga precedente intervista di Wilcock a Drake e la “luce verde” del titolo si riferisce a un comando militare tipo “semaforo” che avrebbe fatto scattare la grande…”retata”: https://divinecosmos.com/davids-blog/1062-green-light/

Comunque se andate a ricercare sui motori di ricerca usando le chiavi di ricerca “David Wilcock” “Drake” “Interview”, “Mass Arrests”, potete trovare un mucchio di materiale riguardante l’ “attesa degli arresti di massa” di quella primavera 2012, qualcosa venne anche citato in italiano, https://www.oltre12.net/2012/04/david-wilcock-e-drake-informazioni-su.html, dove, inoltre, è riportata una serie di punti elencati da quel Drake riguardanti la mega operazione militare-di polizia internazionale contro i “cattivi”, tra i quali leggiamo il seguente:

Potrebbero verificarsi interruzioni nelle catene di distribuzione. La nostra società si basa su organizzazione complessa degli approvvigionamenti di cibo, energia ecc.. Pertanto sarebbe opportuno preparare una settimana / auspicabilmente un mese di provviste/acqua e beni di necessità. La cosa è cautelativa ma verosimile, anche se cercheranno di ridurre i disagi al minimo.

L’unica immagine che nel 2012 circolò sul web di Drake Bailey, quel (presunto) “insider”, informatore segreto, di David Wilcock.

Questo blog su cui sto scrivendo, partì nel 2008, intorno ai tempi in cui cominciava a farsi più acuta la grande crisi finanziaria-economica dovuta a crolli di grosse strutture finanziarie negli USA, che si estese anche in Europa dal 2010-11: da quel momento lì in poi non abbiamo fatto altro che far notare quanto e come l’Occidente stesse ristagnando, soprattutto culturalmente e nelle sue psicologie collettive ritmate dai massmedia, di come alla velocità sempre più elevata delle tecnologie della comunicazione si contrapponesse un essere FERMI come intelligenza collettiva, bloccata da atteggiamenti inadeguati e disfunzionali dal momento che tutto il possibile “nuovo” (frutto proprio della grande crescita delle tecnologie comunicativo-telematiche), il quale stava emergendo dal 2006-2008 in avanti, era ostacolato dalle vecchie infrastrutture, soprattutto a livello di pensiero di massa (soprattutto in Italia, ça va sans dire, ma niente affatto soltanto lì) e quel possibile “nuovo”, rovinosamente imbastardito da tutto il vecchio ancora presente, vigente e agente, non poteva che prendere delle pieghe grottesche e ridicole, così come sta succedendo col movimento “woke” ovvero il “politicamente corretto cool” (vedere per esempio a questo proposito https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/woke)

Gli anni ’10 del XXI secolo sono stati uno strazio, un muoversi “tecnocraticamente” senza un perché plausibile ma solo coazioni a ripetere collettive, mediate dall’iper-tecnologia “come se non ci fosse un domani”, tutto si muoveva vorticosamente e tutto era fermo contemporaneamente. Tantissima azione e zero (spaccato) vero cambiamento radicale visibile a tutti di cui tanti ormai sentivano la necessità. Le illusioni sono seguite a delusioni senza soluzione di continuità: tanti “salvatori del mondo”, “uomini del destino” mass-mediatizzati, gettati (“nella pattumiera della storia” si sarebbe detto un tempo): ovvio che molti alternativi e “leoni da tastiera”, saltellanti sul web tra la terra di “cospirazionopolis” (ovvero gli USA) e la colonia Italia – ma non solo – si buttavano tra le braccia di illusioni, speranze, timori i più campati in aria mentre gli altri pedalavano anno dopo anno in un “business as usual” tra lavoro e “tempo libero” entrambi parcellizzati da ogni tipo di rete sociale fatta di quei piccoli computers ovunque chiamati smartphone (erano ormai lontani i tempi in cui venivano chiamati soltanto “I phone”)… l’atmosfera era satura di una RETROMANIA ormai divenuta quasi un sistema di lettura della realtà, unita a una tecnocrazia reticolare in cui erano ingoiati persino politici carismatici importantissimi che non si capiva mai da che parte veramente stessero poiché sul web ogni parere sul loro conto veniva sconfessato e smontato da altri pareri di solito equipollenti, vicendevolmente, senza respiro.

Il triennio 2017-2019 fu il peggiore, non farò alcun nome tanto li conoscete tutti: da una parte il politicamente corretto militarizzato che avrebbe dato origine al cosiddetto “movimento woke”, dall’altra “parte della barricata” il bullismo e il…”bomberismo” (https://www.vice.com/it/article/gv3vqx/cose-il-bomberismo-pagine-facebook-italiane) oltre a un cosiddetto “sovranismo” che purtroppo spesso e volentieri era soltanto nazionalismo nostalgico (nel senso di “passato recente pre-globalizzazione”, non nel senso di “ventennio”, sebbene tuttavia ci fossero e ci siano fascisti da quelle parti), eppoi smartphone-social network-dipendenze, videogame (in rete)-dipendenze, siti di dating-dipendenze, l’impossibilità di far finire una volta per tutte sia finti politici vecchi e vecchie vedette musicali bollite, sia i reality e talent show; l’invasione di cuochi stellati, mangioni, mangiatori (anche super-mangiatori influencer sul web) e ovunque il trionfo dell’individualismo tecno-manageriale falsamente mitigato da un’economia della condivisione ancora in gran parte inesistente, sebbene la si volesse vedere in giro più frequentemente di quanto in realtà vi fosse; le centinaia di serie tv dalle trame sempre più involute e nerd nel senso più catastrofico del termine; la musica pop radiofonica e da MTV che mostrava tutta la sua decadenza “fashion-mondana-gossippara” ormai quasi compiaciuta di essere decadente e di far rimpiangere la musica delle radio del passato; le scimmiottature delle icone pop del passato da parte delle numerosissime influencers; sul web complottista, le idee asfittiche che ancora perduravano immobili anno dopo anno in un riciclo perenne; eventi riguardanti personaggi famosi diventati tali in uno schioccare di dita: sia capitane di navi cariche di migranti sia ambientaliste poco più che bambine le quali in fondo – nonostante non l’avrebbero mai ammesso – non convincevano nemmeno poi tanto i veri ambientalisti e antifascisti, ai quali sotto sotto non convincevano nemmeno certi movimenti…spontanei di piazza in rappresentanza di un vuoto spinto pneumatico contro dei “rappresentanti della destra” i quali, dal canto loro, per pubblicizzarsi, facevano leva sull’ “essere pop nei social network”, sull’andare a fare i trasgressivi in spiaggia tra gli aperitivi oppure sfruttando mediaticamente l’essere diventati “virali” per via di un motivetto dance, sempre però dicendo di essere devoti alla patria o a figure religiose.

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Posso dire, in tutta sincerità, che uno degli eventi simbolo di quel 2019, per afferrare un po’ quell’atmosfera collettiva ormai satura d’imbecillità senza rimedio, fu quando la vedette televisiva Pamela Prati girava da un talk show all’altro per confessare affranta che un certo suo “principe azzurro”, la quale credeva di aver sposato per corrispondenza dall’America, che pensava fosse “l’uomo della sua vita”, il “protagonista della sua storia d’amore”, un certo Mark Caltagirone, in realtà aveva poi scoperto essere un uomo assolutamente inesistente, nient’altro che un personaggio di fantasia!!!
Vicenda accoppiabile ad altre, come quella in Argentina dell’ex calciatore del Napoli Claudio Caniggia, per mesi e mesi sui talk show, una certa Marianna Nannis, sua ex moglie, monopolizzava l’attenzione parlando e riparlando – soprattutto sparlando – della “nuova fiamma” dell’ex marito Caniggia: una tale Sofia Bonelli (forse giornalista, sicuramente “influencer” su “insta”, con tutti i suoi “selfie” uno dopo l’altro), dicendo peste e corna di entrambi: il nulla totale imperante, per ore e ore, per mesi spacciato come cose importanti! E questa è solo una, solo una delle migliaia e migliaia – a dir poco – delle vicende di questo tipo, tutte quelle che non so, e che girano tra il web e le tv, a migliaia e migliaia, e sono e restano appunto il vuoto pneumatico, che monopolizza l’attenzione dei milioni di visualizzatori di schermi e che nel 2019 sembrava essere proprio al suo apice!

Nonostante la frenesia tecno-comunicativa, straripante di video-foto su schermi ovunque (e forse persino a causa di questa!) gli anni ’10, soprattutto gli anni 2017-2019, si possono riassumere in una parola sola: STERILITA’.

Ecco, le cose stavano così quando nel marzo 2020 ci fu una (prima, primissima penso) “interruzione dei programmi”, quelli di vita proprio s’intende, di tutti i giorni, come uscire di casa e andare semplicemente al lavoro, a far la spesa al supermercato oppure andare in macchina, al bar, al ristorante, in discoteca. Non si poteva far più niente come prima, si era immobilizzati.
Per due-tre mesi le cose si congelarono, non si fermarono mai proprio completamente (non è mai successo) ma le strade e tutti i locali si svuotarono comunque di botto, i movimenti di umani e automezzi ebbero una forte battuta d’arresto, circolavano dappertutto – anziché le persone – le immagini degli spazi vuoti nelle città normalmente pieni di umani e automezzi e che, talvolta, invece, ora – oltre quelli tutti in tuta d’astronauta protettiva che con le lance schiumavano i marciapiedi – quegli spazi vedevano piante e animali selvatici, i quali mai prima d’ora da chissà quanto tempo, si avventuravano in luoghi fino a qualche mese prima invasi dai turisti, come per esempio la laguna di Venezia: arrivarono fin lì dei delfini, per esempio, cosa che non si vedeva da secoli.

E anche dopo il maggio 2020, nonostante il “ripartire” (che l’ho sempre preferito nell’accezione di “ripartire le ricchezze”  e non di “ripartire con il lavoro per il consumismo” ), nonostante il “ritorniamo alla normalità” promanato dagli organi d’informazione, anche se mai si ritornò agli svuotamenti di strade e gli arresti domiciliari di massa di marzo-maggio 2020 – durante quella che allora la chiamavano ancora “quarantena” e non lockdown –  la socialità libera dai controlli ovunque di prima di marzo ’20, era tuttavia scomparsa…e come ci sarebbe potuta ancora essere, imbavagliati da mascherine, distanziati socialmente, controllati, monitorati, gestiti, salvaguardati per il nostro bene? coi bollettini di contagi e vittime quotidiani, e alla fine anche punzonati in massa facendo lunghe file davanti agli “hub”?
E’ come se i ritmi della storia avessero chiaramente voluto mostrarci, a noi occidentali e occidentalizzati, che eravamo fermi, bloccati, prima soltanto psicologicamente, adesso sempre più anche fisicamente. Il “blocco delle cose”, ormai era come tracimato e si era fatto anche fisico, non solo più psico-cultural-sociale.

Quindi lo ZEITGEIST, lo spirito del tempo, di questo tempo, sembra essere diventato (pericolosamente?): blocco, interruzione. Elettroencefalogramma piatto. Forse non a caso, possiamo dire, il presidente USA (ovvero colui che nei flim di Hollywood anni Ottanta- Novanta era il “comandante in capo del mondo che salvava tutti”) uscito dal 2021, è un tizio che viene chiamato “sleepy Joe” e in molte sue raffigurazioni satiriche che girano, viene mostrato alla stregua di un vecchietto con l’arteriosclerosi, o peggio la sindrome di Alzheimer.

Una certa aria che ha tirato in questo 2021, già ben ben distopico per conto suo (con i coprifuoco, le separazioni, le mascherine, le file per andarsi a vaccinare, i lasciapassare, i bollettini, le divisioni e inimicizie ovunque), è stata quella di “paura per il rischio di carenza/mancanza di approvvigionamenti di materie prime” (cercatele sui motori di ricerca e vedrete, soprattutto se aggiungete anche “black out”); a proposito poi di “insiders”, so che il giornalista economico-finanziario Leopoldo Gasbarro, venne qualche mese fa avvisato da uno di questi che la situazione al riguardo non fosse affatto rosea per il futuro, i vari indici non sono positivi e la situazione potrebbe anche sfuggire di mano, e ciò, Gasbarro ha lasciato intendere, potrebbe essere anche sinonimo di “black out.”

Spot andato in onda in Germania negli ultimi tempi.

https://www.ilcambiamento.it/articoli/aumento-materie-prime-e-rischi-di-black-out-gli-stregoni-dell-economia-sono-allo-sbaraglio

Se dunque questo “spirito del tempo” chiamato “blocco”, che possiamo chiamare “non si può più andare avanti” dovesse ulteriormente crescere d’intensità e magnitudo, forse potrebbe davvero concretizzarsi anche nel mondo reale questa, chiamiamola, “leggenda urbana proveniente dal futuro”, la quale aleggia nell’info-sfera da anni, inerente appunto un “black out globale prossimo venturo.” Così come ciò che successe – e continua a succedere – dal marzo-maggio 2020 in poi fu un’intensificazione di magnitudine del “lockdown socio-culturale” degli anni precedenti, il “black out prossimo venturo” potrebbe essere visto come un ulteriore step verso una ulteriore “interruzione di tutte le cose.”

In sintonia simbolica, oltretutto, con l’idea di quel RESET, ormai da anni presente nella mente collettiva e che negli ultimi due anni s’è fatto ancora più presente (vedere a questo proposito l’ultimo articolo sul blog gemello “Il mondo simbolico”, http://mondo-simbolico.blogspot.com)

Anche diversi autori famosi di libri, negli anni passati, hanno scritto di questo argomento, Umberto Eco come vedremo in seguito e, alquanto recentemente, uno degli scrittori statunitensi più celebrati dalla critica, Don De Lillo. con il romanzo “Silenzio.”

Il silenzio: il blackout prossimo venturo secondo DeLillo

La trama è molto semplice. Siamo nel 2022; una coppia, in volo verso New York, è coinvolta in un incidente aereo generato da un improvviso blackout totale.
In città, in un appartamento nell’East Side, tre amici li attendono per guardare tutti insieme il Super Bowl alla TV: una professoressa in pensione, suo marito, fervente tifoso, e un suo ex studente visionario e disadattato.
All’improvviso irrompe il silenzio. Lo schermo del televisore rimane nero e tutta la moderna tecnologia digitale ammutolisce, con tutti gli esiti devastanti che possiamo ben immaginare.
Cos’è accaduto? Una guerra alle porte, un nuovo attacco terroristico dopo l’11 settembre, evento peraltro di cui DeLillo si è occupato? Oppure si è verificata la temutissima implosione della tecnologia, dalla quale dipendiamo tutti, sia a livello personale che globale?

Gli effetti del blackout tecnologico
La descrizione dello smarrimento e delle reazioni dei vari personaggi allo spegnimento della tecnologia è quanto mai verosimile:

Adesso questi tossicodipendenti digitali non possono fare niente, i cellulari sono fuori uso, ogni cosa è fuori uso, completamente totalmente fuori uso. (…) Tutto quello che sta accadendo non era in fondo scontato? Non è quello che alcuni di noi stanno pensando? Era la nostra meta. Niente più meraviglia, niente più curiosità.

“Prossimo venturo” si, ma quando?
Non lo sappiamo…ma una finestra temporale potrebbe forse essere quella che ci suggerisce Marco Celada, un astrologo professionista ex cibernetico, consulente di grandi gruppi industriali, che in un’intervista nel 2013 previde la pandemia iniziata nel 2020 e ci dice che i primi mesi del 2022 avrebbero, secondo le sue analisi, “la configurazione più brutta di tutto il secolo.”

https://www.corriere.it/cronache/21_dicembre_17/marco-celada-fisico-cibernetico-ad-astrological-coach-manager-nel-2013-annunciai-pandemia-segreto-tutto-compleanni-8142245e-5f71-11ec-9db8-81822b3ce727.shtml

Aveva previsto la pandemia con sette anni di anticipo. Lo fece in un’intervista uscita nel 2013 su un quotidiano nazionale, firmata da tale Stefano Lorenzetto. Disse: «Dal 2015 al 2021 ci sarà il periodo più negativo di questo secolo. Più che bellica, l’emergenza sarà ambientale e sanitaria, con lo scoppio di epidemie molto aggressive». […] a suo dire, il peggio deve ancora arrivare: «Da febbraio a maggio, l’indice ciclico planetario raggiungerà il culmine della negatività, una situazione che mai più si ripeterà nel corso di questo secolo. Ma da giugno cominceremo a uscirne».

Dal momento che, negli anni passati, in particolare da dopo il 2008-2010 per culminare nel 2012, la questione del “black out totale prossimo venturo” è stata talvolta convergente a quelle leggende sulle manovre d’intelligence segrete in azione “underground” da tanti decenni, le quali sarebbero a un certo punto sfociate in un’ operazione di polizia internazionale contro quella cabala-deep state (con i suoi centri nevralgici in ordine crescente d’importanza, a Washington, Londra e Roma) responsabile del sistema occulto di potere criminale del pianeta, è chiaro come, dal momento che il black out è visto, in questa linea di pensiero, come il necessario momento di “vuoto operativo” (nel senso di vuoto in cui si opera) tra il mondo vecchio condizionato dalla cabala crudele, perversa e psicopatica e il mondo nuovo in cui ci si sarebbe finalmente liberati, dopo tanto tempo, dal giogo della stessa cabala (arrestata in massa durante l’interruzione globale di energia elettrica): se però passati i giorni e settimane del “grande black out”, una volta ritornata la corrente, si sarebbero viste le cose della politica e della società ritornare lentamente più o meno allo stesso identico modo di prima, allora a quel punto sarebbe stato davvero chiaro una volta per tutte, che le storie circolanti in Rete sugli arresti della cabala oscura dominatrice del mondo, erano state appunto sempre soltanto favole senza fondamento.

Non sappiamo se accadrà nei mesi della prima metà del 2022, non sappiamo nemmeno se accadrà presto o se nemmeno accadrà davvero, fatto sta che dal nostro punto di vista – che di certo non è quello “scientifico-pratico” bensì quello “simbolico-sincromistico” – la direzione che il nostro mondo occidentale e occidentalizzato ha preso da quasi due anni a questa parte, pensiamo abbia uno zeitgeist, cioè uno “spirito del tempo” molto più propizio adesso rispetto che qualche anno fa, per uno sviluppo storico di questo tipo che noi energia elettrica-dipendenti, lo vediamo del tutto inaccettabile e non augurabile nella maniera più assoluta…ma leggiamo cosa va dicendo il fisico dell’Università di Roma Andrea Aparo von Flüe in un’intervista a “Il Giorno”, https://www.ilgiorno.it/economia/blackout-totale-1.7116347

Qualche settimana fa la notizia di un assalto ai ferramenta in Spagna per acquistare bombole di gas e torce nel timore che un enorme blackout potesse “spegnere la luce” nel Paese per giorni aveva suscitato reazioni fra lo stupore e l’ilarità. L’ipotesi di uno stop prolungato alla fornitura di energia elettrica in un mondo iperconnesso e abituato a impiegare le tecnologie 24 ore su 24 pare lontana, anche se l’esplosione dei consumi nel primo periodo della pandemia – seguente anche al ricorso generalizzato allo smart working – è stato uno dei cambiamenti più evidenti nel mondo travolto dal coronavirus. Andrea Aparo von Flüe, fisico, dirigente d’azienda (ha occupato ruoli di responsabilità all’interno della galassia Finmeccanica ma anche in Ansaldo) e docente all’università Sapienza di Roma, dove insegna Strategia aziendali, spiega perché l’ipotesi non è da considerarsi così peregrina.

Professore, perché dobbiamo preoccuparci?
“In Europa stiamo spingendo al limite della capacità il sistema di produzione e distribuzione dell’elettricità. Quanto più ci si avvicina al limite, tanto aumenta la probabilità di una crisi. Ricordando la legge di base di Murphy, ovvero ‘Se qualcosa può andare male lo farà’, nonché la legge di Drucker ‘Se una cosa va male, tutte le altre faranno lo stesso, allo stesso tempo’, c’è davvero da essere preoccupati.
Inoltre la capacità del sistema di soddisfare eventuali picchi della domanda è molto limitata a causa della modifica del mix dei modi di produzione. Abbiamo chiuso per motivi economici ed ecologici le centrali a carbone, ridotto quelle ad olio combustibile, aumentato le sorgenti intermittenti, non investito a sufficienza nei sistemi di accumulo. Insomma, abbiamo fatto di tutto per complicarci la vita”.

Quali sono le cause che potrebbero provocare un grande blackout?
“Un eccesso di domanda di energia rispetto a quanto viene effettivamente prodotto. Oppure una qualunque interruzione di linea del sistema di distribuzione. Pericoli a cui si aggiungono la criticità sul fronte delle scorte, l’aumento dei prezzi dei combustibili e l’obsolescenza di impianti e infrastrutture”.

Quanto potrebbe durare e quali sono le dimensioni dell’area che potrebbe essere coinvolta, se dovesse riguardare l’Europa?
“Per rimettere in piedi l’intero sistema viene stimato un tempo compreso fra i 7 e i 14 giorni. [caso strano, proprio lo spazio di tempo che disse “Drake” a Wilcock nel 2012!] Anche perché il sistema cui facciamo riferimento non si limita alla sola Europa. La cosiddetta ‘Area sincrona continentale’, già conosciuta con la sigla UCTE, è la più grande rete elettrica al mondo. 400 milioni di utenti in 30 Paesi. Comprende Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo Romania, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Ungheria, nonché Algeria, Marocco, Tunisia e Turchia [di certo quindi non si tratterebbe di qualcosa di analogo a ciò che successe ai due paesi toccati a fine settembre 2003…]

Quali sarebbero gli effetti di questo spegnimento “globale” sulla nostra vita quotidiana?
“Colpirebbe qualunque dispositivo o sistema che per funzionare ha bisogno di energia elettrica. Quindi se non tutto, quasi tutto. Telefoni, Internet, sportelli Bancomat, sistemi di pagamento, semafori, metropolitane, il comparto dei trasporti, ascensori, reti idriche e fognarie, televisione, radio, frigoriferi, lavatrici, lavapiatti, auto elettriche. Consiglio, come gioco da fare, di trovarne il maggior numero possibile”.

E se dovesse verificarsi cosa sarebbe necessario avere in casa per passare indenni l’intero periodo di black-out?
“Bisognerebbe avere in casa la dotazione prevista per eventi di emergenza, come terremoti e altre catastrofi naturali. Acqua da bere, almeno due litri al giorno a persona. Cibo. Disinfettanti, medicinali e generi di prima necessità per la cura della persona, carta igienica compresa. Sacchi per spazzatura. Candele e altri dispositivi di illuminazione non elettrici. Combustibile per cuocere e per il riscaldamento. Coperte. Una radio a batterie per eventuali comunicazioni di emergenza. E fatemi aggiungere anche una buona scorta di libri da leggere, giochi di società. E possibilmente una compagnia gradevole”.

Persino un ministro dell’attuale governo, recentemente ha toccato la questione: https://www.ilmessaggero.it/video/politica/giorgetti_black_out_energetico_non_da_escludere_attuale_sistema_approvvigionamento-6354632.html:
(Agenzia Vista) Roma, 30 novembre 2021 “Un black out non è da escludere rispetto all’attuale assetto dell’approvvigionamento energetico. Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di sterilizzare questo tipo di impatto nei confronti delle famiglie, al netto che a livello europeo si definisca un piano per evitare conseguenze peggiori come arrivare a un black out”. Lo ha afferma il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti durante l’assemblea di Confartigianato. Confartigianato Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev agenziavista.it
Questa volta evitiamo di parlare di kW o di Kwh, non parliamo di potenza elettrica o di energia elettrica: parliamo della seria possibilità che ci si possa ritrovare, per un periodo di tempo significativo, senza l’una e senza l’altra. Semplicemente al buio.

Sicuramente, il più dettagliato degli articoli da noi letti al riguardo, è apparso sullo spazio web di un quotidiano italiano a grande diffusione, https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/19/non-sono-un-indovino-ma-siamo-vicini-a-un-grande-blackout-ipotesi-assurda-per-nulla/6396634/, lo stesso fisico dell’Uniroma intervistato da “Il Giorno”, approfondisce la cosa entrando meglio nella questione:

Ricordate il 28 settembre 2003? Ore 3:01 del mattino, l’Italia dorme. Il carico della rete elettrica è basso, circa 28 mila MW. Il 25% viene importato da Francia e Svizzera. Notte di tempesta sul Lucomagno, al confine fra il cantone Ticino e quello dei Grigioni, Svizzera centro-meridionale. Il vento fa avvicinare troppo un ramo alla linea a 380kV che trasporta energia elettrica verso l’Italia, interrompendola. Il carico viene ridistribuito fra gli altri collegamenti in funzione, sovraccaricandoli. Intervengono le protezioni. Uno dopo l’altro, si interrompono anch’essi.

Il gestore svizzero alle 3:11, non riuscendo a ristabilire i collegamenti interrotti, telefona al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale – oggi si chiama Terna – chiedendogli di ridurre la richiesta di potenza di 300 MW. Poca roba. Alle 3:21 Grtn soddisfa la richiesta e alle 3:25 le protezioni interrompono la linea del San Bernardino, sempre in Svizzera, sovraccarica al 110%. Segue altra sequenza di chiusura di collegamenti, il sistema elettrico italiano diventa instabile. La frequenza che caratterizza le grandezze sinusoidali di tensione e corrente inizia a oscillare. Dai nominali 50 Hz scende a 47,6 Hz, frequenza non sostenibile dal sistema che collassa alle 3:27.

La maggior parte dei 59 milioni di italiani continua a dormire, con l’eccezione dei romani, che stanno vivendo la “Notte Bianca”, ma al buio. La rete elettrica cade come in un domino, una tessera dopo l’altra. Per rimettere il tutto in piedi si segue la stessa dinamica, senza scorciatoie. La corrente torna verso le 9:00 del mattino nel nord-Italia, al centro alle 16:30 e al sud alle 19:00. In Sicilia si torna alla normalità alle 22:00. Solo la Sardegna e alcune isole minori rimangono sempre accese, perché non collegate alla rete principale.

Ci vollero due minuti e mezzo per spegnere tutto, ma circa 19 ore per rimettere in sesto la rete elettrica italiana. Domanda: poiché l’intero sistema di distribuzione dell’elettricità in Europa è interconnesso, Regno Unito compreso – alla faccia della Brexit – cosa potrebbe accadere se l’intera rete europea diventasse instabile e cadesse?

Ipotesi assurda, diranno i più. Invece no, non è assurda per nulla. Anzi.
Sabato 4 novembre 2006: più di 15 milioni di europei rimangono senza corrente elettrica per due ore. Venerdì 8 gennaio 2021, ore 13:04. Problema di fornitura in Romania. La frequenza inizia a essere instabile, viene raggiunto il terzo dei quattro livelli di attenzione della Entso-e (European Network of Transmission System Operators for Electricity, ovvero Rete europea degli operatori per la trasmissione dell’energia elettrica) che raggruppa 42 soggetti, che recita: “Situazione deteriorata, inclusa interruzione di rete a grande scala. Elevato pericolo per i sistemi adiacenti. Princìpi di sicurezza non soddisfatti. Sicurezza globale a rischio”.

Siamo molto vicini al grande buio. Per stabilizzare la rete vengono avviate le centrali in grado di generare energia elettrica in modo rapido, ovvero impianti idroelettrici e a turbogas. L’intervento di emergenza ha successo, questa volta. Cosa accadrà la prossima?
La crescente quota parte delle fonti di energia rinnovabile, altamente volatili, insieme all’eliminazione di grandi impianti sia dedicati a soddisfare il carico di base (nucleare e carbone), sia di scorta (back-up a turbogas), stanno peggiorando la situazione. In passato sono state registrate 15 operazioni di emergenza all’anno. La media annuale degli ultimi anni è di 240 interventi.

Possiamo solo sperare che il prossimo inverno sia mite, perché se fosse rigido aumenterebbero i consumi di energia elettrica. Per stabilizzare la rete in caso di domanda eccessiva occorre avviare le centrali a turbogas e farle andare nel tempo. Purtroppo l’Europa sta registrando una massiccia riduzione dei suoi approvvigionamenti di gas, le scorte sono limitate. Intervenire con successo, in caso di necessità, diventa più difficile, se non impossibile.

27 ottobre 2021. Klaudia Tanner, ministro austriaco della Difesa, dichiara che esiste un’elevata probabilità di un black-out elettrico che avrà significativi impatti su reti informatiche, telefonia cellulare e utenze private, non solo in Austria, ma su scala europea (NdA: La Difesa austriaca non è nuova a predizioni azzeccate: nel 2017 avevano parlato di una possibile epidemia nella prossima decade che avrebbe paralizzato il mondo. Nessuna magia, nessun “gomblotto”, solo buon senso…). Il che significa affermare che la questione non è se ci sarà un black-out, ma quando. Comunque, le conseguenze saranno catastrofiche.

Cosa fare se si spegne tutto? Bisogna avere cibo, almeno due litri di acqua al giorno a persona, combustibile, candele, batterie per radio e per torce tascabili, denaro contante perché Atm e Pos non funzionano, medicine. Si fermano le infrastrutture: semafori, trasporti pubblici, treni, impianti idrici, ascensori, trattamento rifiuti, frigoriferi. Niente televisione. Si spengono computer e quanto è digitale. No Facebook, no social, no web. Nessun cinguettio. Per quanto tempo? La stima è che per rimettere in piedi la rete europea servono da un minimo di sette al massimo di quindici giorni.

Si consiglia di prepararsi per tempo seguendo un corso di pronto soccorso, prevedere un punto di incontro per familiari e amici se il black-out non permette di comunicare, distribuire compiti e responsabilità fra vicini per gestire al meglio le risorse disponibili (aspetto positivo: sospensione delle liti condominiali?).Nessuno sa esattamente quali saranno le conseguenze di un black-out europeo. Di sicuro non si riuscirà a tornare alla normalità in modo rapido. Si deve prevenire per quanto possibile e prepararsi a gestire la crisi.

Ovviamente stanno già rumoreggiando i complottisti anonimi: “Si tratta di azione concertata dai poteri forti per convincere le masse della bontà della costruzione di impianti nucleari…”; “Per evitare di rispondere alle critiche sull’efficacia del green-pass e dei vaccini, per sostenere la menzogna dell’esistenza di un virus Covid, i digerati, i digitati, le cavallette di Sion, i marinai della Potëmkin, o chi per loro, stanno pianificando l’interruzione programmata del sistema di distribuzione elettrica”; “Si tratta di una strategia di diversione finalizzata all’interruzione del sistema economico-finanziario mondiale per permettere ai rettiliani di prendere il controllo del mondo…”.

Siamo spiacenti di informare che un black-out su scala europea – o nord-americana, perché non sono messi molto meglio di noi – è un evento possibile, basato su solide basi statistiche e di probabilità, funzioni dell’architettura e della complessità del sistema che è stato messo in posto negli anni, delle decisioni molto spesso politiche e non tecniche che sono state assunte.

Il poter finire tutti al buio per un paio di settimane non è una previsione, una divinazione, il risultato di complicati calcoli astrologici o altre tecniche di divinazione, bensì semplice evidenza sperimentale. Dati i consumi, la tipologia delle capacità installate, i sistemi di riserva, le scorte di combustibili, il possibile andamento climatico della prossima stagione invernale, i conti non tornano e, se spingendo i dati un po’ di qua e un po’ di là, li facciamo tornare, il margine è così sottile da non tranquillizzare nessuno.
Dovesse accadere prendete nota che non sono stato io, non ho predetto nulla, anche perché non scrivo quartine, non mi interessano le frattaglie animali o i fondi di tazze di thè e non frequento Cuma e nemmeno Delfi. Meditate gente, meditate, e non dimenticate di fare scorta di coperte calde. Si è dimenticato di citarle.

Torniamo al 2012, torniamo alle profezie di allora, di Paolo Franceschetti, gran parte di esse oggi irreperibili sul web…si faceva evidentemente avvertire la paura del “grande black out” il quale, nel luglio di quell’anno, come si seppe solo in seguito, fu un’eventualità tutt’altro che remota, tutt’altro che favoleggiata solo da complottisti o fuori di testa:
La tempesta solare perfetta (che mancò la Terra)
https://www.lescienze.it/news/2014/03/19/news/tempesta_solare_magnetica_perfetta_espulsioni_plasma_corona_sole-2055531/

La super tempesta solare del 2012 così come l’evento di Carrington. La NASA: siamo stati fortunati
https://www.meteoweb.eu/2014/07/super-tempesta-solare-2012-come-levento-carrington-nasa-fortunati/305914/

Tempesta solare: nel 2012 avrebbe potuto distruggere la Terra
https://www.nextme.it/scienza/universo/sistema-solare/8107-tempesta-solare-2012-distruggere-terra
Etc, etc…

 

Nel seguente aggiornamento che Franceschetti postò nel 2012, l’avvocato-complottista-astrologo presenta uno strano testo di Umberto Eco che il famosissimo semiologo e romanziere italiano fece pubblicare dal settimanale “L’espresso” nel 2003 [vi ricorda qualcosa quest anno?] e che, presentato nella sua rubrica “La bustina di Minerva”, venne poi raccolto nel volume “A passo di gambero.” L’atmosfera di quel raccontino è del tutto in linea con l’idea di un “reset di tutte le cose”, un “nuovo inizio”, uno “staccare la spina dopo così tanto tempo in cui non veniva staccata”, un’ “interruzione dall’ipnosi dei gadget multimediali”, che di certo ha raggiunto livelli d’intensità maggiore adesso rispetto al 2003.

Certo, lo scenario del testo è immensamente più grave e radicale rispetto a quello che finora abbiamo tratteggiato, e Umberto Eco, lo noto leggendo, a questa sua fantasticheria fanta-apocalittica, vi mescola arbitrariamente dei suoi ricordi risalenti a quella seconda guerra mondiale da lui vissuta quando era bambino.

https://forum.comedonchisciotte.org/opinioni/franceschetti-sul-black-out-globale-prossimo-venturo/

Come ho detto nella conferenze e in alcuni articoli, pare si prepari un black out globale, di proporzioni mondiali, che toglierà la luce elettrica per settimane in tutto il globo.
http://paolofranceschetti.com/?p=655 (se ci cliccate sopra finite su uno spazio web vuoto)
I segnali erano diversi e inquietanti.
Attualmente poi ne iniziano a parlare quotidiani come Repubblica e il Sole 24 ore. E già nel 2003 era comparso questo inquietante articolo di Umberto Eco, su L’espresso, segnalatoci da un lettore. Ve lo propongo perché, casualmente, dice le stesse cose che diciamo noi su questo blog da tempo, prospettando scenari possibili, ma anche le soluzioni:

Sogno che dopo un Black Out mondiale si scateni una guerra planetaria

Ho sognato l’Apocalisse.
Quando qualcuno dice “io sogno che…” oppure “ho fatto un sogno”, s’intende di solito che in quel sogno si siano materializzati, o svelati, i suoi desideri. Ma un sogno può anche essere un incubo, in cui si annuncia ciò che non si desidera affatto, oppure un sogno divinatore, che richiede l’intervento dell’interprete autorizzato, il quale ci dica che cosa esso annunciava, prometteva o minacciava. Di questa terza natura è il mio sogno, e lo racconto così come lo sogno, senza chiedermi in anticipo se corrisponda ai miei desideri o alle mie paure.

Sogno dunque che dopo un ‘black out’ globale, che immobilizza l’intero mondo civile, nella ricerca folle delle responsabilità, e nel tentativo di reagire a una minaccia, si scateni una bella guerra planetaria. Ma di quelle coi fiocchi, non un incidente marginale come la seconda guerra mondiale, che ha fatto solo cinquanta milioni di morti. Una guerra vera, di quelle che la tecnica ci consente oggi di fare, con intere aree del pianeta desertificate dalle radiazioni, con almeno la metà della popolazione mondiale che scompare, per fuoco amico, fame, pestilenze, insomma una cosa per bene, fatta da generali competenti e responsabili, all’altezza dei tempi. Naturalmente (si è egoisti anche nei sogni) sogno che io, i miei cari, i miei amici, viviamo in una zona del pianeta (possibilmente la nostra) in cui le cose non siano andate del tutto in modo disperato.

Naturalmente, non avremo più comunicazioni televisive, per non parlare d’Internet, visto che anche le linee telefoniche saranno ormai andate in tilt. Sopravviverà qualche comunicazione radio, usando vecchi apparecchi a galena. Non ci saranno più le linee elettriche, ma rabberciando alla buona alcuni pannelli solari, specie nelle case di campagna, si potrà avere qualche ora di luce, e per il resto si andrà a borsa nera per alimentare dei lumi a petrolio, tanto nessuno starà ancora a raffinare benzina per macchine che, se ancora esistono, non hanno più strade dove correre. Al massimo qualche camioncino, e per il resto carretti e calessi trainati da cavalli. A questa luce scarsa, e possibilmente accanto a un caminetto alimentato con parsimonia disboscando di qua e di là, di sera, ai miei nipoti, ormai privi della televisione, potrò leggere vecchi libri di fiabe ritrovati in solaio, o raccontare di come fosse il mondo prima della guerra.

A una cert’ora ci accucceremo davanti alla radio e capteremo alcune trasmissioni lontane, che ci informano su come stanno andando le cose, e ci avvertono se si addensano pericoli nella nostra area. Ma per comunicare si saranno anche riaddestrati colombi viaggiatori, e sarà bello staccare dalla loro zampetta l’ultimo messaggio in arrivo, che ci dice che la zia ha la sciatica ma tutto sommato continua a campare, o trovare il quotidiano di ieri in ciclostile. Può darsi che, se ci siamo rifugiati in campagna, nel paesino abbiano tenuto in piedi una scuola, e in tal caso darei il mio contributo, insegnando grammatica o storia – non geografia, perché i territori saranno nel frattempo così mutati che parlare di geografia sarebbe lo stesso che parlare di storia antica. Se poi la scuola non ci fosse, radunerei i nipoti e i loro amici e farei scuola in casa, prima le aste, per addestrargli il polso, e non solo alla scrittura, ma ai molti lavori manuali che dovranno fare, e poi via via, se ci fossero ragazzi più grandi potrei fare anche delle buone lezioni di filosofia. Può darsi che per i ragazzi rimanga il cortile della parrocchia, dove sarà sopravvissuto un campetto di calcio (e si potrà giocare anche con una palla di stracci), forse sarà stato ricuperato dalla cantina un vecchio calciobalilla e il parroco avrà fatto costruire dal falegname un ping pong, che i giovani scopriranno più appassionante e creativo dei videogiochi di un tempo.

Si mangerà molta verdura, se la zona non sarà ancora radioattivizzata, e saranno buone le ortiche cotte, che sembrano spinaci. Siccome si moltiplicano per vocazione, non mancheranno dei conigli, e forse ci sarà un pollo di domenica, alla più piccola il petto, al più grande la coscia, l’ala al papà, l’anca alla mamma, e per la nonna che è di bocca buona il collo, la testa e il portacoda, che nei polli ruspanti è il più saporito. Si riscoprirà il piacere delle passeggiate a piedi, il tepore dei vecchi giacconi fuori moda, e dei guanti di lana, con cui si può anche giocare a palle di neve. Non dovrebbe mancare il vecchio medico condotto, capace di mettere insieme qualche riserva di aspirina e di chinino. Si sa, senza più le camere iperbariche, le tac e le ecografie, la vita umana tornerà su una media di sessant’anni, ma non sarà male, calcolando la lunghezza della vita media in altre zone del globo. Rifioriranno sulle colline i mulini a vento. Davanti alle loro grandi braccia i vecchi racconteranno la storia di don Chisciotte, e i piccoli scopriranno che è bellissima. Si farà musica, e tutti impareranno a suonare qualche vecchio strumento ritrovato, per male che vada con un coltellino e una canna si possono fare intere orchestrine di flauti, alla domenica si danzerà sull’aia, e forse qualche fisarmonicista sopravvissuto suonerà la Migliavacca.

Nei bar e nelle osterie si giocherà a briscola, bevendo spuma e vino giovane. Circolerà di nuovo lo scemo del paese, costretto ad abbandonare la vita politica. I giovani demotivati si consoleranno aspirando vapori di camomilla con un asciugamano sulla testa, e diranno che è uno sballo. Riprenderanno fiato, a mezza montagna, molti animali, tassi, faine, volpi, e lepri a non finire, e anche gli animalisti accetteranno di andare talora a caccia per procurarsi cibo proteinico, con vecchie doppiette se ci sono, con archi e frecce in ogni caso, e vibratili cerbottane. Nella notte, a valle, si udranno abbaiare i cani, ben nutriti e tenuti in gran conto, perché si sarà scoperto che sostituiscono a poco prezzo sofisticati sistemi elettronici d’allarme. Nessuno li abbandonerà più sull’autostrada, sia perché avranno acquistato un valore commerciale, sia perché non ci sono più le autostrade, sia perché se anche ci fossero nessuno le prenderebbe più, perché arriverebbe troppo in fretta in zone che sarà meglio evitare, ‘ubi sunt leones’.

Rifiorirà la lettura, perché i libri, tranne casi di incendio, sopravvivono a molti disastri, saranno ritrovati in stanzoni abbandonati, sottratti alle grandi biblioteche cittadine andate in rovina, circoleranno per prestito, verranno regalati a Natale, ci terranno compagnia nei lunghi inverni e persino d’estate, quando faremo i nostri bisogni sotto un albero. Pur udendo dalla radio a galena voci inquietanti, sperando di farla franca, ringraziando il cielo ogni mattina perché siamo ancora vivi e il sole risplende, i più poetici tra di noi inizieranno a dire che, tutto sommato, sta rinascendo un’età dell’oro. Calcolando che questi rinnovati piaceri dovrebbero essere pagati con almeno tre miliardi di morti, la scomparsa delle piramidi e di San Pietro, del Louvre e del Big Ben (New York nemmeno a parlarne, sarà tutto Bronx), e che dovrò fumare paglia, se non sarò riuscito almeno a perdere il vizio, mi sveglio dal mio sogno con molta inquietudine e – dico la verità – spero che non si avveri.

Ma sono andato da uno che pratica la mantica e sa persino leggere le viscere degli animali e il volo degli uccelli, e costui mi ha detto che il mio sogno non annuncia soltanto qualcosa di orrendo: suggerisce anche come quell’orrore potrebbe essere evitato se riuscissimo a contenere i nostri consumi, astenerci dalla violenza, non eccitandosi neppure troppo a quella altrui, e riassaporare ogni tanto gli antichi riti e i desueti costumi – perché dopotutto anche oggi si può spegnere il computer e il televisore e – invece di partire in volo charter per le Maldive – raccontare qualcosa accanto al fuoco, basta averne la voglia.
Ma, ha aggiunto il mio oniromante, proprio questo è un sogno, che si abbia il coraggio di fermarci un momento per evitare che di sogni si avveri l’altro. E quindi, ha aggiunto l’oniromante, che è saggio ma stizzoso come tutti i profeti a cui nessuno dà retta, andate un poco a farvi fot…e tutti quanti, perché è anche colpa vostra.

Possiamo dire che Umberto Eco, nel testo che abbiamo appena presentato, è riuscito a farci comunque evocare certe cose che sarebbero probabilmente presenti in una realtà la quale, a causa della mancanza dell’iper-tecnologia ovunque, farebbe riemergere comportamenti e interessi umani che la computerizzazione portata agli estremi e l’ipnosi della multimedialità 24/7 aveva fatto dimenticare e fatto diventare desueti.
Se, secondo quelle previsioni che abbiamo visto, l’interruzione di energia elettrica su grande scala, dovesse durare al massimo sette, quattordici giorni – a dir davvero tanto un mese – forse non ci sarebbe nemmeno il tempo di abituarcisi ma, anche solo durasse qualche giorno e nel frattempo ci fossero spesso certe nottate invernali limpidissime, la visione della volta celeste stellata non disturbata da nessun tipo di inquinamento luminoso, potrebbe attirare quei tanti che, soprattutto tra quelli nati negli ultimi decenni, uno spettacolo così nel cielo non l’avevano mai visto in vita loro nelle città.
Non sapendo che altro fare nelle prime ore della notte, anche solo per un periodo di tempo non lunghissimo, in una realtà in cui è venuta a mancare del tutto l’energia elettrica, molti – soprattutto i cosiddetti “alternativi” ma non solo – potrebbero aggregarsi a osservare i cieli notturni che, soprattutto nelle zone molto urbanizzate, da tempi immemorabili non avevano avuto più modo di far vedere degli astri così ben visibili!

Concludo questo lungo post, sperando abbiate avuto la pazienza di seguirlo da cima a fondo, aggiungendo una MORALE (?), diciamo così, come alla fine di una fiaba e, infatti, molto recentemente, il 21 dicembre passato, mi sono imbattuto nella seguente storiella, scritta su pannelli su una stradina vicino ai boschi, per invogliare i più piccoli al rispetto della natura: avendo già in testa di postare questo post, mi ha fatto un certo effetto leggerla:

In un luogo molto, molto lontano e circondato dalla natura, due proprietari terrieri di nome Dorothy e Riccardo volevano costruire nuove fabbriche e così iniziarono a disboscare il bosco.
In quel bosco però vivevano il Mago della Natura e la Strega Ghignetta che, preoccupati per la salute delle piante e degli animali che abitavano il bosco, decisero di trasformare Riccardo in un tasso e Dorothy in un capriolo per fargli smettere di distruggere la natura circostante.
Dorothy e Riccardo così trasformati, dentro quei nuovi corpi si sentivano un po’ strani, tuttavia provarono ad adattarsi e a cercare cibo e rifugio nel bosco.
Stanchi e affamati, dopo alcuni giorni decisero di andare a cercare il Mago e la Strega per supplicarli e convincerli a farli tornare umani.
Così si misero in viaggio. Lungo il tragitto, quasi nascosta da un arbusto d’alloro trovarono una volpe ferita, era stata investita da un camion diretto al cantiere della nuova fabbrica in costruzione.
Il tasso e il capriolo la soccorsero, le procurarono acqua e cibo e la curarono con un infuso di bacche di sambuco e foglie di nocciolo.
Una volta guarita la volpe, che voleva sdebitarsi coi suoi nuovi e gentili amici, si offrì di aiutarli a cercare il nascondiglio segreto e per farlo chiese aiuto al suo fidato compagno, il cinghiale grufolante.
Il cinghiale non sapeva dove si trovasse il rifugio ma conosceva qualcuno che poteva saperlo: il saggio gufo, lui di solito era informato di tutti i fatti che accadevano nel bosco.
Il gufo abitava in cima a un’altissima montagna , protetto tra i rami di un’antica roverella.

Il viaggio per raggiungerlo fu lungo e faticoso, pieno d’imprevisti ma grazie alle capacità di ognuno e al lavoro di squadra, gli animali riuscirono a raggiungere la cima.
Giunti a destinazione, dopo essersi rifocillati con un’abbondante scorpacciata di ciliegie e fichi, incontrarono il saggio gufo, che in effetti conosceva il luogo dove abitavano il Mago e la Strega, ma lo avrebbe rivelato solo se avessero prima superato una prova: il tasso e il capriolo dovevano salvare il nido dell’aquila che si trovava in pericolo.
Il capriolo e il tasso passarono tutta la notte a parlare e studiare un piano e il giorno dopo, di buon mattino, partirono alla ricerca del nido.
Nessuno sa veramente cosa combinarono, ma tornarono poco prima del tramonto, portando tra le zampe le uova di aquila intatte.
La prova era stata superata brillantemente!!!
Il gufo sorrise e rivelò la sua vera identità: era lui il Mago della Natura e l’aquila era la Strega Ghignetta!
Durante il tempo trascorso nei panni di un tasso e di un capriolo, Dorothy e Riccardo avevano capito l’importanza della natura e della sua tutela.
Supplicarono il Mago e la Strega di farli tornare umani e promisero in cambio di non costruire più fabbriche.
I due, finalmente umani, decisero di costruire al posto della fabbrica un’oasi protetta per animali e piante, dove pian piano arrivarono abitanti da tutto il bosco.
Gli animali, le piante e gli umani vissero così felici e contenti senza più fabbriche!!!





Universo = Dio = Coscienza = Percezione di un Io = Vita umana = Reincarnazione naturalistica (Individualismo Aperto Sequenziale)

23 12 2021
DEEPAK CHOPRA: “SONO STATO ATEO FINO A QUANDO NON HO REALIZZATO DI ESSERE DIO”

LA SCOPERTA PIU’ GRANDE E “NASCOSTA” DELLA FISICA QUANTISTICA E’ CHE LA REALTA’ OGGETTIVA NON ESISTE, E QUINDI TUTTO CIO’ CHE ESISTE E’ ACCESSIBILE SOLO ATTRAVERSO LA MENTE. FUORI DAL CERVELLO NON ESISTE NULLA, MA IN REALTA’ ANCHE LA MATERIA E’ UNA ILLUSIONE. QUESTO SIGNIFICA CHE L’ UNIVERSO NON ESISTE COME “ENTITA’ MATERIALE”. L’ UNIVERSO E’ UNA (LA) MENTE. QUESTO CONCETTO SI CHIAMA “COSCIENZA UNICA” E INDICA CHE L’ UNIVERSO E’ “COSCIENTE” E NON C’E’ DISTINZIONE FRA DIO E UNIVERSO. L’ UNIVERSO E’ AUTO – CREATO PERCHE’ IN QUANTISTICA UNA COSA ESISTE SOLO SE E QUANDO VIENE OSSERVATA. L’ OSSERVAZIONE DELL’ UNIVERSO PROVIENE DAL FUTURO. E’ STATA QUELLA OSSERVAZIONE DAL FUTURO A CREARE L’ UNIVERSO NEL PASSATO. IL TEMPO E’ UNA ILLUSIONE: LE AZIONI DEL FUTURO E DEL PRESENTE SONO IN GRADO DI DETERMINARE COME SI SVOLGERA’ IL PASSATO. IL TUO PASSATO E PRESENTE DIPENDE (ANCHE) DA QUELLO CHE E’ SUCCESSO NEL TUO FUTURO. IL TUO FUTURO ESISTE GIA’, E IN FISICA QUANTISTICA E’ IN UNO STATO DI SOSPENSIONE MA NON E’ UN “NULLA” DOVE ANCORA E’ TUTTO DA ESSERE DECISO. COSA SUCCEDE NEL TUO PASSATO DIPENDE DA QUELLO CHE AVRAI FATTO NEL FUTURO. NON C’E’ DISTINZIONE FRA UNIVERSO, DIO E COSCIENZA (MENTE UMANA). LA MENTE E’ L’ UNIVERSO. LA MENTE E’ DIO. IN QUESTO NUOVO MODELLO DI PENSIERO DIO E’ UN UNIVERSO CHE PERCEPISCE DI ESISTERE OGNI VOLTA SOLO IN UNA MENTE SINGOLA. LA COSCIENZA E’ COME UNA FORMA DI ENERGIA INVISIBILE. SI PUO’ PARAGONARE ALLA LUCE E ALLA ELETTRICITA’. CIO’ CHE ACCENDE LE LAMPADINE E’ UNA COSA SOLA. CREDERE CHE LE NOSTRE MENTI SIANO SEPARATE E MORTALI E’ COME CREDERE CHE PER OGNI LAMPADINA CI SIA UNA FORMA DI LUCE /ELETTRICITA’ DIVERSA CHE SI ESTINGUE ALLO SPEGNERSI. PRIMA DELLA TUA VITA C’ ERA ALTRA VITA, DOPO LA TUA VITA CI SARA’ ALTRA VITA, E TUTTE QUELLE VITE LE HAI PERCEPITE / LE PERCEPIRAI TU, PERCHE’ C’E’ UN SOLO “IO” CHE CRESCE, SI EVOLVE, E SI RESETTA E RIPARTE DA UNA TABULA RASA OGNI VOLTA. IL DIO CHE CERCHI E’ “LA PERCEZIONE DI UN IO”.      

Per comprendere la natura di Dio, bisogna essere schizofrenici, oppure guardare il mondo con i loro occhi,simularli e interpretare il loro modo di pensare e il loro ruolo nella realtà.
Dio è solipsistico, un creatore che non ha mai varcato i confini di sé stesso. Dio ha creato un palcoscenico, una rappresentazione nella quale lui stesso è l’ unico protagonista, e ogni volta che si svolge la vita di una creatura è Dio a farne esperienza. Io, tu, lui, esso, siamo tutti un ruolo interpretato da Dio. Dio si è plurificato per sperimentare la vita in soggettiva.

L’ unica cosa che costituisce la realtà, l’ unica cosa che esiste è la percezione di esistere, una coscienza unica e identica per tutti gli individui.  

Individualismo sequenziale ( aperto ): La fisica spirituale e religione naturalistica sotto forma di “teoria filosofica”.

Mentre esisti, ti trovi in un universo dalla consistenza essenzialmente mentale – psichico, basato interamente sul tuo punto di vista, sulla tua soggettività personale ( personalizzata ). E “nuoti” attraverso un invisibile tesseract simile a quello mostrato in Interstellar. 

Ogni volta che vivi questa tua vita dall’ inizio alla fine, l’ universo si riconfigura in una modalità, una dimensione interamente basata sul tuo individuo. E questo fenomeno si ripete costantemente. Non hai solo questa tua vita che sta leggendo ora, a disposizione. Tu hai vissuto/ vivrai tutte le esistenze possibili, sotto forma di tutte le creature esistite/ esistenti/ che esisteranno. nonostante l’ universo si ricalibri ogni volta che noi muoriamo, la linea temporale collettiva ci appare lineare e costante.

Ogni singolo punto di vista, ogni singola esperienza, da parte di ogni creatura dotata di un livello minimo di coscienza e di percezione sensoriale, deve essere riprodotto e rivissuto sotto forma di tutti i punti di vista.

Ogni forma di tempo è interamente soggettiva. L’ illusione della simultaneità è data da un entaglement quantistico, una sorta di misteriosa comunicazione fra tutti noi che ci permette di armonizzare i nostri universi – guscio soggettivi. Bisogna comprendere che c’e‘ una costante connessione a distanza fra questi “gusci di tempo”, queste bolle temporali che costituiscono i personaggi, ed è questa connessione a dare origine alla parvenza che vi sia simultaneità e contemporaneità, e che vi sia un presente condiviso.

Se sei nato prima di me, io sono nato, vissuto e morto nella tua forma, nella tua mente, in te, essenzialmente, per tutti gli anni della tua vita, per tutti gli istanti della tua vita. Se sei nato dopo di me, io nascerò, vivrò e morirò in te, facendo esperienza soggettiva di tutti gli istanti della tua vita.

n questo modo l’ eternità esiste, ma non viene percepita come tale. Tutto ciò che conosciamo viene riprodotto, incontriamo noi stessi tutti i giorni, e ogni cosa avviene a diversi livelli, allo stesso modo in cui si è verificata prima, e nello stesso modo in cui verrà ricordata da vite future. Un supertempo per una coscienza unica che si riproduce e si ricalibra ogni tot. Ogni esperienza osservabile viene osservata soggettivamente, ogni frammento del supertempo viene osservata da tutti gli individui dal nostro unico “occhio”.

In questo modo della comunicazione fra gusci si elimina la percezione del solipsismo, nel senso che anche se noi siamo uno solo, esiste comunque una simultaneità, ma è una comunicazione fra livelli e fra “tempi soggettivi”. Siamo costantemente “al telefono” per così dire. Totalmente isolati e totalmente allacciati allo stesso tempo. Nell’ universo basato su di me, in teoria, potrei esistere solo io “per davvero”, e vivere a contatto con proiezioni, ma se inseriamo questa faccenda della comunicazione interferenza le cose cambiano. Perchè altrimenti sarebbe come se davvero nel mio universo basato su di me, io sono l’ unico attore che comunica con fantasmi del passato e proiezioni di potenziali individui non ancora  esistiti, dal mio punto di vista. Invece se ci mettiamo una specie di comunicazione “temporale” si spiega la percezione di simultaneità.

Si tratta infatti proprio di vivere dall’ inizio alla fine ogni vita, riprodurre ogni esperienza, dal punto di vista di ogni persona che vi assiste …andiamo al cinema? Rivedremo lo stesso  film, dal punto soggettivo di ogni persona seduta in quella sala, ad un certo punto del nostro “viaggio infinito” … non solo, qualora all’ interno della sala fossero presenti mosche o zanzare, rivivremmo la stessa scena, sotto forma di questi insetti, uno alla volta! E così siamo stati e saremo ogni singolo animale dotato di anche un minimo livello di coscienza e capacità osservativa, e ogni essere umano  che è esistito, esiste ora ed esisterà dal prossimo istante a tutto il futuro disponibile.

Ho anche trovato uno che la chiama “legge della conservazione della coscienza” …secondo il mio modello di questa teoria, anche se accadesse una estinzione di massa sul nostro pianeta, la coscienza unica verrebbe conservata, si nasce di nuovo e si arriva al punto dell’ estinzione molteplici volte, tornando indietro e arrivando a quel punto molteplici volte. Arrivati a esaurimento scorte, per così dire, c’è sempre la possibilità di “sfruttare” l’ esistenza di creature aliene su altri pianeti al sicuro …In mancanza di qualsiasi altra risorsa, il ciclo di tutte le esistenze può ricominciare da capo, eliminando quindi ogni limite all’ immaginazione.

E’ una comunicazione. Tutti i soggetti agiscono al presente. Solo che il tuo presente, dal punto di vista mio, rappresenta il mio passato/ il mio futuro e io l’ ho già vissuto/ devo ancora viverlo. Quindi è una comunicazione. E’ un presente collettivo a diversi livelli, una comunicazione e una percezione che viaggia nel tempo, una modalità di tempo completamente differente da quella che conosciamo. Il presente esiste solo per il soggetto attraverso il quale l’ universo  ricostruisce la realtà. E’ come quella cosa che si dice che tutti i tempi esistono  contemporaneamente. Esistiamo tutti in modalità solipsistica, e siamo separati per via temporale, ma le nostre percezioni eliminano completamente tale    separazione. E’ come se questo universo fosse in grado di “ricordare”, “creare” e   “futurare” allo stesso tempo.

n questo modo, sarebbero da ripensare cose come aborto di un neonato o embrione sano, e cose come l’ eutanasia. L’ eliminazione di un neonato sano sarebbe un “crimine totale”, la rinuncia personale ad una potenziale vita sana e produttiva, mentre il prolungamento della sofferenza terminale sarebbe un non  senso, se pensiamo che avremmo a disposizione una miriade di vite di tot durata  in condizioni di salute normali!

CHI E’ DIO NELL’ UNIVERSO MENTALE

Dio è la Coscienza Unica che si genera da sé e si autoriproduce sotto forma della mente e punto di vista ( Osservatore ) della creatura individuale, del soggetto con il quale tu/lui/lei/esso si identifica. Dio è inconsapevole di sé stesso e non ha il controllo della sua esistenza. Dio può solo percepire l’ esistenza di qualcosa di superiore alle creature individuali, attraverso la sua creazione nel suo intero. Dio è soggetto ad una super linea temporale, nella quale ogni istante si protrae per la durata della vita di una creatura individuale. Questa linea temporale si estende alla stessa velocità dell’ estensione dell’ universo come lo conosciamo.

In questa filosofia, in questa interpretazione della verità, Dio (la coscienza collettiva e unica) e’ soggetto ad una super linea temporale, nella quale, ogni istante dura la vita di una creatura, ogni istante rappresenta una vita dall’ inizio alla fine. Questa linea temporale continua a scorrere, ma la totalità di questo supertempo e’ indescrivibile, si potrebbe dire che si tratta di una linea temporale, un orologio che “si espande” allo stesso modo in cui si espande l’ universo. Pensiamo che se includiamo solo tutti gli esseri umani che hanno vissuto nella  storia umana, assieme a quelli che stanno vivendo ora e che nascono ogni minuto, avremmo gia’ totalizzato la durata dell’ universo come nota di almeno  200 volte. Questo a dire che il materiale fornito dalle esperienze della totalita‘ delle vite umane contiene tante informazioni quanto l’ intera esistenza dell’ universo moltiplicata per 200. Solo nell’ ambito umano. Se esistesse un film di  tutto quanto, servirebbero 200 universi pieni di creature, per visualizzarlo per intero. Se le vite umane esistite ed esistenti finora fossero un liquido, servirebbero 200 universi per contenerle.

Cosa si deduce da tutto ciò? Si deduce che tu (io, tu, lui) sei un Dio, o una sorta di Dio, che si nasconde a sé stesso, che crea e si fa creare dalle sue creazioni, che esiste come individuo e come collettività allo stesso tempo, e che di sé possiede solo la percezione che ci sia qualcosa di superiore. Sei un Dio che vive all’ interno della Grande Storia dell’ Esistenza, come unico protagonista del Grande Film. Una creatura incredibile, che nonostante abbia essenzialmente annullato sé stesso, riesce comunque ad esistere attraverso il suo Grande Sogno, la sua Grande Immaginazione.  Dio in sostanza sei tu, e qualunque persona tu incontri, e qualunque animale tu incontri.  

Da un certo punto di vista, siamo una “creatura” molto anomala, che soffre e gode di sé stesso e a causa di sé stesso, che si alimenta unicamente di sé stesso, che si aiuta e si odia da solo, che combatte e si oppone a sé stesso, che ha nostalgia di sé stesso, che ricorda sé stesso e che comunica solo con sé stesso, che trova compagnia in una versione di sé stesso. Siamo sempre soli, in un certo senso, ma non lo siamo mai perché siamo divisi e frammentati. Una creatura che riproduce versioni di sé, e che uccide e viene ucciso da versioni di sé. Una creatura che teme e si strugge di qualcosa che non esiste, la Morte. Una creatura che prega e venera sé stesso, o che nega l’ esistenza di sé stesso.   Dio non è   quello delle religioni, Dio non sa di essere tale, Dio non ha controllo sulla propria esistenza, nonostante cio’ riesce comunque a creare un universo di estrema creativita’. In sostanza, Dio c’e‘ e non c’e‘. Allo stesso tempo. 

Secondo Sir James Jeans: il flusso della conoscenza si sta dirigendo verso una realtà non meccanic; l’ Universo comincia ad apparire più come un grande pensiero piuttosto che una grande macchina. La mente non rappresenta più un intruso accidentale nel regno della materia … dovremmo invece considerarla ( elevarla a ) creatrice e governatrice del regno della materia.

Rimane una domanda: se tutto ciò che esiste è costituito dalla Mente Unica come Coscienza Collettiva, perché non possiamo agire sul panorama circostante come facciamo con il nostro corpo? Perché non possiamo percepire sensorialmente oltre la superficie del nostro corpo? Perché non possiamo muovere gli oggetti con la nostra mente, come facciamo con le braccia e le gambe? Come può la “bounded mentation” ( mentazione limitata ) esistere all’ interno della Coscienza Unica Collettiva? I contesti mentali possono diventare dissociati, con una discontinuità o interferenza nella loro normale integrazione. Questa integrazione dei contenuti mentali avviene tramite concatenazioni di associazioni cognitive. Queste associazioni funzionano tramite la logica implicita. Anche se si perde accesso ai contenuti mentali circostanti, si rimane integrali alla Coscienza Collettiva ospitante i tali. Non c’è bisogno di evocare distinzioni ontologiche dalla mente. L’ analogia della dissociazione è utile per spiegare come psiche distinte e individuali possono formarsi, secondo il modello “ognuno è un frammento della coscienza universale”. Quindi non possiamo influenzare le leggi della natura o interagire con la realtà circostante come facciamo con il nostro corpo perché siamo dissociati dai corrispondenti contenuti mentali. I contenuti mentali di un frammento non possono evocare direttamente i contenuti mentali all’ esterno, ma l’ un l’ altro possono influenzarsi.

In filosofia esistono tre tipi di Individualismo: quello classico – occidentale lo interpreta come CHIUSO ( Ogni individuo possiede una sola vita, e quando finisce non succede nulla. L’ Io esiste, ma è limitato ). Ci sono due alternative: L’ Individualismo VUOTO ( L’ io non esiste, e ogni giorno rappresenta una sorta di nuova vita. Quando finisce l’ ultimo giorno non succede nulla. ), e sinceramente non ha molto senso. L’ altra alternativa è l’ Individualismo APERTO (L’ io esiste come un collettivo frammentato, e viene espresso in modo diverso da individuo a individuo. Quando finisce una vita, ne comincia un’ altra. Alcuni ritengono che la coscienza soggettiva “si sposta”, quindi quando un individuo muore, la sua coscienza passa alla persona più vicina al morente, quella che si sta svegliando in quel momento, oppure quella che sta sviluppando il primo ricordo della sua vita in quel momento. In sostanza, è come se la “percezione di esistere” fosse “la luce” – la luce esiste in molte forme, ma non si può pluralizzare la luce. Quando una luce si spegne, la luce persiste in un altro apparecchio. Da qualche parte c’è sempre una luce accesa. Ma queste opzioni sono arbitrarie ). La vita inizia nel momento in cui il soggetto comincia ad osservare il mondo circostante, a cominciare dall’ interno dell’ utero. Osservare comprende anche la “registrazione percettiva” fornita dai sensi. In sostanza, un individuo diventa una persona quando il suo cervello sviluppa le basi per la coscienza e per la percezione sensoriale, quindi a sei mesi dal concepimento. La nuova opzione è l’ Individualismo SEQUENZIALE ( L’ io si riconfigura da soggetto a soggetto, partendo da una tabula rasa, e quando il soggetto muore l’ universo si riconfigura, in una sorta di continuo alternarsi fra “Big Bang” e “Big Crunch”. Quando una persona muore, rinasce a partire dalla forma di embrione che sviluppa coscienza e osservazione sensoriale ).

Questo modello di reincarnazione è completamente naturalistica, da intendersi come interpretazione. Ogni vita riparte da una tabula rasa. Non ci sono “premi” e “punizioni” per le azioni commesse in una vita differente. Il cosiddetto karma agisce solo nell’ ambito di una singola vita, e tutti i premi e punizioni che possiamo ricevere sono limitati da ciò che può accadere nel “mondo reale”. La tua personalità sarà sempre unica e irripetibile, i corpi cambiano continuamente, ma la percezione di esistere della creatura sarà sempre in relazione a te, sarà sempre percepita da te, sarai tu ad averne esperienza, sarai tu ad esistere sotto forma di quella creatura, umana o animale. Anche se una creatura animale non è cosciente di esistere come lo è un essere umano, rimane comunque il fatto che il suo punto di vista, la sua osservazione del mondo circostante, le sue percezioni sensoriali, saranno tue. A seconda della vita in cui ti troverai, preferirai fare del bene o fare del male, oppure agirai per istinto, come cacciatore – predatore o come preda.

Il cambiamento più importante, ragionevolmente, avverrebbe nell’ ambito del concetto della mortalità, poiché questa teoria la mette completamente al tappeto. Questa “consapevolezza maledetta” dell’ umanità, assente nel mondo animale, dell’ inevitabile ed eventuale conclusione della propria vita, verrà ufficialmente e definitivamente superata. Questo malessere interiore collettivo non avrà più ragion d’ essere. Ci si impegnerà molto di più per agire e attuare cambiamenti e decisioni nella propria vita, si accetterà e si formulerà un significato della vita differente da quello occidental – nichilista di oggi.

Inoltre le varie religioni dovranno necessariamente aggiornarsi alle consapevolezze moderne, e cercare di mettere assieme una “religione collettiva” meno legata alla sacralità e all’ immaginario ritual – religioso, e più legata alla “meta-realtà della fisica”.

Allo stesso modo, la scienza dovrà limitare il suo approccio ostile nei confronti della spiritualità in generale, e dovrà anche essa adattarsi alle consapevolezze moderne, ed eliminare tutte quelle ideologie scientiste che la contaminano attualmente.

In sostanza, le religioni andranno all’ esplorazione del “meta-reale” con i nuovi aggiornamenti della fisica dell’ universo mentale immateriale, e le scienze andranno all’ esplorazione del “paranormale” con gli studi sulla precognizione, e dovranno cercare di avvicinarsi a dimensioni del tutto nuove.

Si potrebbe quindi dire che, osservando lo zeitgeist dei nostri tempi, l’ atmosfera della nostra attualità, dove si sta creando una scissione fra conservatori etici religiosi che auspicano ad un ritorno al passato, e futuristi nichilisti iper – tecnologici che auspicano la realizzazione del superuomo, attraverso una indottrinazione scientista e una “kurzweilizzazione” del futuro, insomma, si sta preparando una certa atmosfera, tutto si sta mettendo in moto, ma ben presto le motivazioni e le ambizioni cambieranno!

Lo stesso riduzionismo che abbiamo applicato tramite la scienza nei confronti della natura umana lo dobbiamo applicare nel contesto della “localizzazione” dell’ Universo. L’ universo reale è molto più ristretto di quello che pensiamo, e praticamente non si estende al di là del conosciuto, al di là dell’ accessibilità dell’ osservatore centrale. In sostanza, ciò che un individuo non conosce, letteralmente non esiste. E tutto ciò che ha conosciuto, e che arriverà a conoscere, è preprogrammato ad ogni nuova vita ( universo ricalibrato sul soggetto ).

DESCRIZIONE DELL’ UNIVERSO LOCALE

Immaginiamo un universo che ci presenta più o meno sempre lo stesso ambiente, in un range di sequel che va avanti per un tot periodo, che si modifica con l’ avanzare del progresso tecnologico, dove il soggetto centrale, colui che ne fa esperienza in soggettivo ( che cambia ogni volta che l’ universo si ricalibra, facendo tabula rasa, e ricostruendosi su un altro “frammento della Coscienza Unica Collettiva ) vive a contatto – esclusivamente – con le sue vite passate e future, umane e animali. ( avevamo deciso nello scorso articolo di escludere le piante e i microorganismi ) – sarebbe in sostanza un universo dove, pur essendo le azioni compiute tutte al tempo presente – il libero arbitrio è sostanzialmente assente. La distanza temporale fra i frammenti della Coscienza Collettiva ( avevamo compreso nello scorso articolo che noi come individui non siamo divisi attraverso lo spazio, ma temporalmente separati, pur agendo sempre ad un livello di presente, presente solo per me/ per te/ per esso ) non è più comparabile con la distanza sconfinata fra le stelle dell’ universo, ma si limiterebbe quindi ad una quantità umanamente comprensibile – in sostanza, la vita più lontana da te nel passato sarebbe quella della persona più anziana che conosci, e la vita più lontana da te nel futuro sarebbe quella della persona più giovane che conosci – quindi la distanza temporale, quantificata, rientrerebbe in una cifra compresa fra (*dal mio punto di vista) 93 anni nel passato, e 28 anni, 6 mesi e 1 giorno nel futuro. La persona che conosci, che è nata nella data più vicina alla tua nel futuro sarebbe la tua vita immediatamente futura ( sono stato in classe per 10 anni con una ragazza che sarebbe nata 1 giorno dopo di me, se non fossi nato 1 settimana prima del previsto, e alle superiori per 5 anni con una ragazza nata lo stesso giorno della precedente, e sono stato per 8 anni compagno di classe con un ragazzo nato lo stesso giorno di queste ragazze ). La stessa cosa nel passato: fra le persone che conosci, o a cui hai avuto accesso visivo e uditivo, senza quindi conoscerla di persona, quella nata nel passato a breve distanza da te sarebbe la tua vita passata immediatamente precedente a quella attuale. Tutto ciò che viene rappresentato nella tua “realtà locale e direttamente accessibile, a livello visivo, auditivo e sensoriale, rappresenta una affinità alle tue caratteristiche, alla tua personalità, alle tue eccentricità e idiosincrasie, e i patterns che si verificano sono tali da poter essere riconosciuti come patterns precisamente da te. C’è il tuo marchio nel mondo. Il tuo inconscio si manifesta nelle esperienze concrete. Tali esperienze sono in sostanza rappresentazioni del tuo pensiero. La realtà si manifesta in modo da accomodarsi alle tue caratteristiche, al modo in cui interpreti le situazioni concrete. Allo stesso modo in cui le sincronicità sembrano dimostrare la potenzialità di un “deus ex machina” e quindi di una interferenza da una mente superiore, è l’ universo stesso, il manifestarsi della realtà che sembra dimostrare la coerenza fra il tuo modello di pensiero e gli avvenimenti concreti. Sei tu a creare, evocare e anticipare, distribuire e rilasciare, disperdere nel tempo i contenuti a cui (hai avuto) avrai accesso (in altre vite). Se decidi che il tuo punto di vista è quello più ragionevole, i fatti della tua realtà ti porteranno sempre a giustificare il tuo punto di vista. Se pensi che la razionalità sia indispensabile e irrinunciabile per spiegare la realtà e le basi della tua esistenza, allora il mondo a te accessibile ti darà sempre ragione, in qualche modo. Se invece pensi che la via della verità si trovi solo nell’ “alternativa al consenso”, allora ti saranno mostrate determinate scorciatoie per giustificare il tuo punto di vista. Ma al di là della vita individuale, resta sempre una ( sorta di ) certezza: la vita persiste ( vita intesa come percezione di esistere, e attività osservatrice tramite la coscienza ), anche se muterà sempre forma, e cambierà sempre vestito, dovunque qualcosa è stato osservato, dovunque esiste la vita, esisti tu, sì, proprio tu. In questa nuova versione della realtà, ogni persona del (tuo) mondo, ogni animale del (tuo) mondo è una versione diversa di te stesso, allo stesso modo in cui il bambino che eri o l’ anziano che sarai è una versione diversa di te stesso, l’ altro è te in un’ epoca diversa. Anche se lo stai vedendo ora. Spogliati del timore della mortalità: finchè esiste la vita attorno a te, là vi è la prova dell’ assenza della morte, della nullificazione della morte in questo universo.





Il caos magico di TODO MODO (10 anni esatti dopo “Obama Biden 1 – Osama Bin Laden 0)

11 05 2021

Perciò, dove voglio arrivare? Credo che tutto quanto sia inter-connesso e se  prendiamo un dato sistema di informazioni-intrattenimento e lo guardiamo in maniera veramente approfondita, a un certo punto vedremo apparire dei patterns, degli schemi. È così che cerco di usare soprattutto la cultura pop e i film. Così come un mistico interpreterebbe la vostra carta natale, le carte dei tarocchi o i sogni, sto cercando di usare ciò che vedo sui mass media come una sfera di cristallo per rintracciare patterns rilevanti che fanno emergere possibili realtà sconosciute dalla trance della realtà consensuale ordinaria. Gli artisti proiettano i loro desideri e i desideri della società nei libri e film che realizzano e noi stabiliamo la validità delle loro idee con la forza delle nostre convinzioni collettive, le quali si traducono in ciò che ci piace pensare come “realtà concreta condivisa.” Credo che possiamo leggere le sceneggiature cogliendovi possibilità imminenti le quali potrebbero derivare dalla spinta di una volontà collettiva di cui normalmente non siamo affatto coscienti. Un’altra possibilità è che possiamo scoprire verità nascoste le quali sono state soppresse e riescono a trovare espressione nell’oceano creativo inter-connesso sbloccato sempre più ogni giorno da tecnologie come Internet. La maggior parte del mio lavoro è stato possibile solo negli ultimi mesi poiché internet collega sempre più tutto a tutto (essendo Youtube, Wikipedia, Blogging, Imdb, Google, ecc. i miei strumenti magici appena scoperti per trovare connessioni) con velocità crescente man mano che ci si avvicina al 2012.
Jake Kotze, 20 ottobre 2006

«Todo modo para buscar la voluntad divina.»
Sant’Ignazio da Loyola, fondatore dell’ordine dei gesuiti

«Forzai le mani (…) [dello scrittore Leonardo] Sciascia anche nel tono del film (…), e mi sembrò così, non soltanto di seguire [una sua indicazione] (…), ma di evocare quel clima di farsa nerissima che si respirava e si continua tuttora a respirare in Italia.»
Elio Petri

Sinossi ridotta all’osso del film Todo Modo di Elio Petri, uscito nell’aprile 1976, ottenibile come risultato su un motore di ricerca:
Per salvarsi da un’epidemia che incombe, alcune personalità di spicco della politica e dell’industria si ritirano in un luogo isolato al fine di sottoporsi a dei rigorosi esercizi spirituali.

Todo Modo si svolge in gran parte all’interno di un albergo sotterraneo catacombale di cemento e metallo, chiamato “Zafer” gestito da un inflessibile prete gesuita, don Gaetano. Quell’ambiente underground è decorato da statue religiose stilizzate dentro quei luoghi ctonii, sotto terra, che possono far venire in mente il cristianesimo arcaico all’epoca delle persecuzioni ma nello stesso tempo si tratta di luoghi post-moderni, sembrano quasi enormi parcheggi metropolitani o bunker post-atomici nello stile tipico della chiesa post-conciliare, in quell’inizio di seconda metà anni ’70: tempi che, nonostante in seguito sarebbero stati ricordati con nostalgia (poiché erano ancora presenti tutte quelle cose di cui nei decenni successivi se ne sarebbe sentito la mancanza), quando invece erano l’ oggi, quei tempi potevano essere vissuti con molta pesantezza, soprattutto in Italia ma non solo.

Dopo un trentennio di suo governo senza rivali in Italia, in quegli anni la Democrazia Cristiana, la “Diccì”, veniva vista in modo apocalitticamente drammatico, soprattutto sulle produzioni dei mass media meno allineate ai poteri istituzionali.

Nel film Todo Modo – tratto da una libera interpretazione dell’omonimo libro di Leonardo Sciascia – quanto detto sopra viene mostrato dal regista Elio Petri in senso onirico-grottesco, direi utilizzando non coscientemente una specie di “caos magico” (lo vedremo tra poco.) Gli uomini politici della D.C., il potere governativo allora trentennale in Italia, dal post-seconda guerra mondiale in poi, appaiono come quelle figure pesantissime quali erano in tutto e per tutto anche nella realtà “vera” al di fuori del film, con i loro occhiali, le borse, i portaborse, quegli abiti sempre scuri di ordinanza e rappresentanza assieme al loro modo di parlare impolverato di cultura classica-giuridica: sempre a mediare, a diplomatizzare tra pubblico e privato, tra civile e militare, tra laico e religioso, tra esoterico ed essoterico. In quei tempi, quegli uomini erano un po’ come il cosiddetto Politburo del Comitato centrale del PCUS – Wikipedia) nell’allora ancora esistente U.R.S.S.:, erano ieratici, eburnei e inaccessibili (soprattutto linguisticamente) dalle “persone normali”, nonostante ci si trovasse in una Repubblica dell’Occidente, seppure pesantemente condizionata da quegli U.S.A. e quella N.A.T.O. di cui la D.C. incarnava la colonna governativa in Italia.

In quell’albergo-bunker sotterraneo chiamato “Zafar” gli uomini della D.C. in blocco sono significativamente loro, e non quelli del P.C.I., a rifugiarsi lì dentro dall’epidemia in corso per compiere degli imponenti “esercizi spirituali” dentro un ambiente in cui sullo sfondo ci sono sculture che sembrerebbero fatte da uno di quegli artisti, come l’architetto Pier Luigi Nervi – Wikipedia, tipici della Chiesa post-modernista di quei tempi, circa un decennio dopo il Concilio Vaticano II: vediamo sugli sfondi quelle figure religiose bianche dalle forme stilizzate le quali mi ricordano straordinariamente certe sculture che conosco bene sulla superficie esterna in cemento della parrocchia post-conciliare post-moderna in cui si sposarono i miei un anno esatto prima dell’uscita del film!

Inoltre, la sagrestia e gli ambienti di ritrovo dietro e sotto la zona dell’altare di quella parrocchia, vi garantisco che, immaginandoli sotto un’illuminazione diversa e più cupa, quando ero bambino e li frequentavo, avrebbero suscitato un’atmosfera penso simile a quella degli interni dell’albergo-bunker del film…

Negli ultimi giorni ho cercato a più riprese di scrivere qualcosa al riguardo di Todo Modo sul blog, ma finora non c’ero ancora riuscito…temevo finisse per succedere, posso proprio dire, quasi esattamente come dieci anni fa spaccati, quando – dopo che in quel 1°maggio vi fu il processo sommario, la cattura e l’esecuzione di “colui che fece buttare giù le torri gemelle” – pur avendo in testa un post da fare al riguardo, non sarei mai riuscito a buttarlo giù, infatti e a metterlo sul blog, a up-loadarlo pensando di intitolare quel post mai fatto “Obama Biden 1 – Osama Bin Laden 0”!

Nella conclusione del film di Petri, dentro un parco in condizioni tali da sembrare di essere stato investito in pieno dalla Fine Dei Tempi (così come tra l’altro lo sarebbe stato, in un certo senso, di lì a poco il parco Lambro [vedere Festival del proletariato giovanile – Wikipedia edizione 1976]) dappertutto è disseminato, oltre che di uomini politici e dirigenti ammazzati, “di cose segrete venute alla luce” potremmo dire e, in sostanza, succede che, in quel parco, alla fine di una lunga pista di fogli di carta tra l’erba e gli alberi (documenti dentro archivi che avrebbero dovuto rimanere nascosti?!) Todo Modo si conclude col Presidente della D.C. (interpretato da Gian Maria Volonté) a cui viene “eseguita la sentenza” usando un’arma da fuoco, da parte di un personaggio anomalo e inclassificabile interpretato da quel Franco Citti che fu tra gli amici e attori preferiti di uno scrittore-regista, Pier Paolo Pasolini, il quale favoleggiò a proposito di un “processo giudiziario universale” che secondo lui si sarebbe dovuto svolgere un giorno o l’altro per alla fine condannare tutti gli uomini della Democrazia Cristiana, da lui visti come i responsabili del Male in Italia dal dopoguerra in poi.

Quel Pasolini che venne poi ucciso pochi mesi prima l’uscita nelle sale di Todo Modo dopo che venne distribuito un film da lui diretto, il suo ultimo, in cui l’indicibile del Potere sarebbe stato esposto allo sguardo del pubblico come probabilmente mai prima nella storia del cinema, come (forse) sarebbe riuscito soltanto al suo collega Stanley Kubrick nel 1998-1999, nel bel mezzo di quella fine anni Novanta dove sugli schermi apparvero diversi film (come abbiamo ricordato più volte nel blog) in cui veniva mostrata l’ “escatologia” forse prossima ventura, il cosiddetto “esaurimento della storia conosciuta”, cioè la scoperta scioccante che il proprio mondo sempre creduto tanto indiscutibilmente reale e concreto si trattava in realtà di un’illusione frutto di condizionamenti collettivi andati avanti per così tanto, tanto tempo (secoli o addirittura millenni) al punto da perderne la memoria e la coscienza. Kubrick morì dopo aver cercato di fare un film su qualcosa che avrebbe dovuto essere tenuto per sempre celato dietro le quinte, pena, appunto, la “fine del mondo.”

Sia per Kubrick che per Pasolini si trattò del loro ultimo film prima di morire. A Elio Petri andò diversamente, Todo Modo fu infatti il suo penultimo film.

Il personaggio del Presidente è apertamente calcato sulla figura di Aldo Moro (che, all’uscita del film, era a capo del governo da due anni), pur senza mai nominarlo direttamente; ma la fisicità, il modo di comportarsi e il ruolo rivestito non lasciano spazio a dubbi in merito.

Volonté per quest’interpretazione prese a studiare i comportamenti di Moro, i suoi discorsi, la sua mimica facciale e corporale, l’inflessione della sua voce, la sua vena conciliatrice. Petri ricordò che i primi due giorni delle riprese furono cestinati di comune accordo perché la somiglianza tra i due “era imbarazzante, prendeva alla bocca dello stomaco”, considerando che egli non doveva interpretare direttamente Moro, bensì fornirne una maschera, una caricatura, un simulacro. Anche perché, se il personaggio fosse stato esplicitamente Aldo Moro, il film non avrebbe mai potuto essere distribuito.

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Petri – che sarebbe morto ancora giovane dopo aver girato “Buone notizie”, il suo ultimo deprimente film – in quella metà anni Settanta, forse come trascinato dalla precognizione di un allora futuro prossimo maggiormente escatologico rispetto a quel presente, realizzò Todo Modo, volendo mettere una pietra tombale a quel cinema politico (da militanza, da comizio extraparlamentare) di cui diventò una specie di maestro nei tempi tumultuosamente di critica e azione politica generalizzata in Italia dopo il 1969 i quali già poco più di cinque anni dopo non ci sarebbero più potuti essere.

Leonardo Sciascia, lo scrittore del romanzo Todo Modo da cui fu molto liberamente tratta la sceneggiatura del film, disse che Petri, in un certo senso, riuscì a rappresentare sullo schermo cinematografico quel “processo universale” alla Democrazia Cristiana che il collega (di entrambi) Pasolini, come si è detto, avrebbe voluto un giorno vedere, così come scrisse su quel suo articolo giornalistico intitolato “Io so.”
Ma qui è in ballo qualcosa di più secondo noi, di molto di più: sia Pasolini che Petri (e anche Kubrick e altri?) attinsero a conoscenze “altre” di cui loro per primi non sospettavano minimamente e in essi avvenne un certo fenomeno per cui un certo sistema di potere occulto, un certo dominio occulto comprendente tutta la realtà da noi conosciuta, veniva da loro, per così dire, ridotto di dimensioni e minimizzato dalla dimensione metafisica-metastorica a quella politica e sociale: per esempio, nel caso di Pasolini, era la “Democrazia Cristiana” a essere colpevole del Male, nel caso di Kubrick le “congreghe di culti satanici” e sia Pasolini che Petri, negli stessi 1975-1976, fecero due film grotteschi i quali, proprio per via delle loro esagerazioni (somiglianti a una specie di delirio organizzato) si avvicinarono pericolosamente come mai prima al cinema al cuore spaventoso della Storia occidentale, finendo, a causa del loro talento senza freni, per diventare dei profeti senza volerlo e senza nemmeno saperlo; finora generalmente s’è tenuto a pensare che i testi profetici siano sempre i soliti famosi – da determinati libri dell’ Antico Testamento all’Apocalisse a Nostradamus, tutt’al più la Monaca di Dresda o il Ragno Nero – e si pensa di solito che i profeti siano sempre coscienti di esserlo, sappiano sempre bene di essere tali…ma le libere associazioni fantastiche di uno scrittore o di un cineasta (o, perché no, di un autore di videogiochi), se per un miracolo riescono a essere davvero libere, arrivano a sollevare per un attimo la tenda, il più delle volte senza nemmeno saperlo come si è ripetuto, dietro a cui si celano le cose che non sono ancora successe ma succederanno.

16 Ma questo è ciò che fu detto dal profeta Gioele: 17 “E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. 18 In quei giorni spanderò del mio Spirito sopra i miei servi e sopra le mie serve, e profetizzeranno. (Atti 2,16-21)

Per non incorrere in problemi di tipo censorio o denunce da parte degli ambienti istituzionali, Petri scelse dunque di utilizzare per Todo Modo un registro surreale-grottesco-metafisico-onirico e grazie a ciò plasmò il film generando quindi, secondo noi, una specie di “caos magico”: tradizionalmente con queste parole si intende un tipo di pratica della magia nera all’insegna del “nulla è vero, tutto è permesso” (espressione che ricorda personaggi come il mago nero Aleister Crowley) ma noi vogliamo invece intendere “caos magico”, senza intenderlo nella maniera corrente propria di certi circuiti esoterici e perciò senza utilizzare giudizi di valore negativi o positivi, lo intendiamo alla stregua di un tipo di azione precognitiva, in cui la deformazione nelle maniere più fantastiche della realtà presente – usando le associazioni mentali libere – porta a descrivere appunto nel presente ciò che succederà in un futuro più o meno prossimo, magari credendo di descrivere qualcosa d’ altro o non rendendosi conto di stare descrivendo nello stesso momento due o più cose che avverranno sì nel futuro ma distanti tra loro nel tempo e nello spazio quando invece – nella “visione” creativa – le si erano viste entrambe assieme: questa ultima cosa può essere significativa perché potrebbe voler dire che avvenimenti distanti tra loro nello spaziotempo della Storia, possiedono in realtà un senso intrinseco che li accomuna sebbene l’uno possa precedere l’altro di parecchi anni, decenni o persino secoli se non millenni.
Da un altro punto di vista, il futuro è già in nuce presente nel passato e in determinate condizioni di percezione lo si può già percepire anticipatamente prima della sua manifestazione concreta e tangibile, sebbene quasi sempre in maniera deformata e inesatta: questa è una considerazione a cui il ricercatore americano Eric Wargo e noi di questo blog siamo giunti indipendentemente gli uni dagli altri.

Vedere I principi della precognizione onirica (Eric Wargo) | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com)

Così Elio Petri – non rendendosi conto di star “profetizzando” – usando una sorta di “caos magico” come sfera di cristallo, è riuscito a vedere e mettere insieme l’epidemia coi vaccini obbligatori alla morte di Aldo Moro, ai drammi immensi della Chiesa dopo la morte di Paolo VI, fino a quei processi del “pool di Milano” (con Antonio Di Pietro e gli altri giudici) che anni e anni dopo avrebbero fustigato quella classe dirigente mostrata messa tutta “in lockdown” da Petri nel 1976: il “pool di Milano del 1992-1993” avrebbe portato nella realtà la fantasia di Pasolini del “processo universale alla classe politica”, però facendolo somigliare quasi a quello di un film trash di serie B, senza in fondo nulla di davvero metafisico o metastorico.

Concludiamo, ricordando altri due film di registi italiani che, secondo noi, possono ricollegarsi a Todo Modo (o, almeno ve li associamo mentalmente): uno è Il seme dell’uomo di Marco Ferreri, mi sembra del 1971, che fa vedere i tempi finali dopo lo sterminio della specie umana – in una maniera terribile perché si passa in poche decine di minuti dai supermercati con le canzoncine diffuse dalle radio e i telegiornali a una preistoria prossima ventura senza nome – in cui una coppia superstite cerca di far continuare a proseguire l’Homo Sapiens Sapiens appartandosi in una villa abbandonata su una spiaggia. In una scena allucinante di questo film, viene mostrata in tv la distruzione di Roma  con Paolo VI moribondo come ultimo papa portato via agonizzante in barella dal Vaticano ormai somigliante a un cratere.
L’altro film è Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada, di Lina Wertmüller, uscito nel 1983 in cui un importante uomo politico rimane bloccato dentro un’auto blu super blindata da cui, nonostante l’aiuto del resto dell’intera classe dirigente coadiuvata dai servizi d’intelligence, non potrà mai più uscire.

Vedere anche Civiltà Scomparse in pausa e avviso importante | Civiltà Scomparse – Il Punto Zero (wordpress.com)

Todo Modo: il significato simbolico del film-accusa di Elio Petri – Auralcrave





COME PREPARARSI AL MANIFESTARSI DELL’ ESCHATON – Omega Point estate 2021

3 05 2021

Nello schema di tempo a spirale del Timewave, attraversare epoche di tempo significa passare da un insieme di leggi che condizionano l’ esistenza ad un altro insieme radicalmente diverso di leggi. L’universo è visto come una serie di scompartimenti o epoche le cui leggi sono molto diverse l’una dall’altra, con transizioni da un’epoca ad un’altra che si verificano improvvisamente e inaspettatamente. 

CHE COS’E’ UN EVENTO DI MAGNITUDO ESCATOLOGICA

L’ Eschaton è un evento di una magnitudo superiore a qualsiasi cosa voi possiate pensare: pensate all’ emergere di una forma di linguaggio complesso in un mondo o civiltà che ne sono privi. Pensate quindi all’ invenzione della scrittura in un mondo che ne era privo. Pensate all’ invenzione della ruota in una civiltà che può spostarsi solo a piedi. Pensate all’ emergere del Cristianesimo e alle trasformazioni storiche che ha provocato. Pensate all’ invenzione del libro e della stampa in un mondo che ne era privo. Pensate all’ invenzione dell’ agricoltura e alle immense trasformazioni ambientali che ha provocato. Pensate alla scoperta dell’ America in un mondo che non conosceva altri continenti oltre a Europa e Asia. Pensate alle drammatiche trasformazioni culturali generate dalla Rivoluzione Industriale fin da metà ‘700 e capirete in parte l’ entità della TRANSIZIONE STORICA che ci aspetta di vivere nell’ estate del 2021.

Se la transizione sarà abbastanza netta ed estrema, ci troveremo quasi istantaneamente in un contesto globale completamente differente, al di là di ogni immaginazione. Se invece sarà un evento inizialmente intenso, ma graduale e progressivo, allora avremo modo di provare a gestire la situazione nei primi due mesi.

Ci sono TRE OPZIONI potenziali: il contatto globale con una civiltà extraterrestre, l’ invenzione del viaggio nel tempo che permetterà di manipolare il Tempo e il generarsi di un fenomeno Flashforward che provocherebbe una dislocazione temporale temporanea della coscienza collettiva. Qualsiasi cosa esso sia, provocherà un vero e proprio GREAT RESET ( in sintonia con l’ attuale zeitgeist globale) della storia dell’ uomo e dell’ universo.

LE DATE IN CUI POTENZIALMENTE QUESTO FENOMENO DOVREBBE MANIFESTARSI

25 MAGGIO 2021 – 12 GIUGNO 2021 – 17 GIUGNO 2021 – 21 GIUGNO 2021 – 14 – 16 LUGLIO 2021 – 4 AGOSTO 2021

ACCORGIMENTI DA PRENDERE

Noi del blog vogliamo cercare di essere il più razionali possibili: non abbiamo la certezza che questo Evento accadrà, ma intendiamo prendere sul serio la possibilità che sia tutto vero.

Consigliamo di: compiere attività a basso rischio nelle date indicate, evitare se possibile di viaggiare e di farsi trovare in mezzo al traffico, se possibile evitare di immergersi in mare o perlomeno non in mare aperto, evitare di prendere aerei, non fare programmi troppo complessi e addirittura se possibile restare a casa.

Qualora un “Omega Point” avvenisse per davvero, possiamo stare certi che le nostre vite cambierebbero velocemente, in modi totalmente imprevedibili, inimmaginabili, e che non ci sarebbe ritorno allo stato di cose precedenti. Consiglierei anche di dormire a lungo e presentarsi il più riposati e lucidi possibile, perché la quantità di nuove informazioni e di cambiamenti drastici e costanti che emergeranno nelle prime ore, nei primi giorni, settimane saranno talmente intensi che i nostri cicli del sonno potrebbero risultarne stravolti.

E’ un po’ come quando siamo arrivati al periodo dei primi lockdown covid nel mondo. La pandemia covid è una anticipazione di ciò che ci aspetta.

Arricchite le vostre giornate di esperienze, leggete quello che avete lasciato in arretrato e preparatevi ad una trasformazione completa. Qualsiasi cosa avverrà dobbiamo essere pronti a lasciarci ogni aspetto del passato collettivo e individuale alle spalle.





I principi della precognizione onirica (Eric Wargo)

29 03 2021

IL SOGNO DEI SOLDI INTRAPPOLATI NELLA BOTTIGLIA DEL LATTE

Nel giugno del 2019 un uomo sognò che i suoi genitori avevano vinto 230.000 euro alla lotteria, ma che non si potevano recuperare i soldi perché erano intrappolati in una bottiglia del latte. Convinse i suoi a comprare un biglietto della lotteria, ma non vinsero niente. Una settimana dopo sua madre gli disse che il cugino di suo padre aveva vinto alla lotteria, nello stesso giorno in cui lui ebbe il suo sogno, e la somma era precisamente quella anticipata. Il cugino di suo padre era un LATTAIO.

IL SOGNO DELL’ ASTRONOMO, AUTORE DI “ONEIRONAUTI”

Un astronomo scopritore di una stella scoprì, nel suo diario dei sogni, che esattamente nove anni prima, quasi nello stesso giorno, aveva scritto di aver sognato di vedere un anello attorno ad una altra stella che stava esaminando e aveva fatto un disegno che ricalcava le immagini dell’ Hubble che rivelavano un anello attorno a Formalhaut, qualcosa che avrebbe scoperto appunto NOVE ANNI DOPO.

RISONANZE CALENDRICHE NEI SOGNI

Questo libro indica che una delle regole dei sogni sembra essere quella di anticipare una esperienza nella stessa data o intorno alla stessa data del sogno.

Finora non sono state prodotte evidenze che i sogni premonitori non esistono. Non credere agli scettici che dicono che “la scienza ha confermato la non esistenza delle premonizioni nei sogni”.

Dire che la precognizione esiste va davvero contro la Scienza?

Quello che davvero va contro la Scienza è dire che qualcosa va contro di essa solo perché noi presumiamo che la Scienza funzioni in un certo modo. Non è realmente così che funziona.

Eventi anticipati nei nostri sogni sono spesso prodotti dalle nostre stesse azioni, spesso in reazione al sogno stesso, attraverso un processo simile a quello “della gallina e dell’ uovo”. Alcuni studiosi hanno quindi creduto che queste esperienze andavano oltre il fenomeno della “causalità fisica”. Carl Jung credeva che sogni confermati da eventi successivi fossero una prova del “principio di connessione acausale” che lui definiva con il termine “Sincronicità”. I simboli della precognizione nei sogni si chiamano “time gimmicks”.

I sogni su esperienze future sono spesso distorti. I sogni premonitori sono connessi alla memoria. Si possono identificare i sogni premonitori con il metodo della “libera associazione”. I sogni ogni tanto ammucchiano esperienze future assieme in un singolo fenomeno, una singola narrazione. I sogni premonitori NON indicano possibili futuri individuali o azioni probabili soggette a cambiamento, ma indicano esperienze che accadranno realmente. Dire che la precognizione è come un radar per registrare pericoli è una metafora sbagliata. La precognizione è una nuova gnosi, un percorso di comprensione che ci connette al nostro “Io Lungo – Longer Self”, che ha una estensione temporale.

Pensa ad un programma di video editing, immagina che la tua coscienza scorra lungo un nastro di frames da sinistra a destra. La tua intera vita comunica con te attraverso il “cursore – coscienza” che sperimenti in questo momento.

Se ora sei influenzato da una esperienza futura attraverso un sogno, per estensione, i pensieri e i sogni del presente e le esperienze attuali danno forma al tuo passato, lo influenzano. Fornendoti soggettive e oblique anticipazioni del tuo percorso nel futuro, i sogni espandono radicalmente la tua comprensione di chi sei e di come sei arrivato a questo punto della tua vita. E’ sia un lavoro di retrospettiva che di prospettiva, una sorta di archeologia o paleontologia della tua storia di vita.

La Scienza dice che la precognizione è impossibile, ma in realtà è reale, quotidiana e assolutamente comune. Dovrai renderti presto conto che molto di quel che ci viene detto riguardo alla psicologia mainstream, e molto di quello che presumiamo sia vero sul modo in cui funziona la mente e il cervello dovranno essere rivisti e revisionati nel prossimo futuro. E questo vale anche per il modo in cui attualmente intendiamo il tempo e la causalità.

Il modo per recuperare il significato dei sogni è quello di usare il metodo della “associazione libera”: riflettere onestamente su ogni elemento, personaggio e situazione insiti in esso, tutto ciò che ci viene in mente sul momento.

Nell’ articolo su “The Journal of Personality and Social Psychology” del 2011 intitolato “Percepire il futuro: evidenza sperimentale per influenze anomale retroattive sulla cognizione e affetto”, l’ autore di ciò era un noto psicologo della Cornell University dal nome di Daryl Bem. I partecipanti ad un test di indovinelli sulle parole notavano risultati migliori se studiavano la lista di parole da ricordare DOPO aver fatto il test.

Si è scoperto che le persone possono descrivere immagini che non hanno ancora visto e che non sono state nemmeno ancora selezionate dallo sperimentatore con un grado maggiore di accuratezza di quanto sia possibile prevedere in modo casuale. Si è scoperto che rispondiamo agli stimoli (prerisposte comportamentali) con dieci secondi di anticipo.

IL METODO DUNNE

Quel che è valoroso nel metodo scientifico di Dunne nello studio dei sogni era che è stato in grado di escludere ogni connessione fra la sua mente e un evento significativo distante nel tempo, forzandolo a concludere che quello che i suoi sogni gli portavano come informazione erano anticipazioni della sua esperienza soggettiva di leggere di quegli eventi nel futuro, o di guardare i notiziari su di essi. Non erano informazioni dirette sugli eventi ma erano drammatizzazioni immaginative della storia sul giornale che avrebbe successivamente letto.

PRINCIPIO 1 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

La precognizione non è sugli eventi nel futuro, ma riguarda la nostra esperienza futura soggettiva, riguarda ciò che apprenderemo o leggeremo nel futuro.

Perché questa è una distinzione importante? Perché gli eventi reali potrebbero non corrispondere esattamente con la nostra soggettiva comprensione di essi. I sogni quindi riempiono i nostri dubbi ed errori sulla futura comprensione degli eventi con quello che presumeremo che sarà, non con i fatti concreti.

Elizabeth Krohn, colpita da un fulmine nel 1988, imparò a mandare a se stessa email dei suoi sogni per facilitarne la successiva autentificazione. Anche lei scoprì che i sogni anticipavano esperienze future soggettive, il modo in cui lei informava se stessa degli eventi, il modo in cui li apprendeva, ne leggeva, il modo in cui li trovava in rete. E’ possibile avere precognizione di scene dai romanzi, dalle serie TV, dai film.

PRINCIPIO 2 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni premonitori non sono percepiti necessariamente come speciali e non hanno particolari caratteristiche che li distinguono dai sogni comuni, quindi bisogna prendere in considerazione OGNI sogno.

Mantenere un quaderno notebook sul quale scrivere i sogni potrebbe causare una memorizzazione più efficiente di essi, perché impostiamo una intenzione. La trascrizione dei sogni è assolutamente cruciale alla comprensione di essi.

Ogni dettaglio dei sogni è come una parola o un termine in un “larger text”: se l’ hai notato vuol dire che è significativo, non importa quanto stupido o banale possa apparire a livello superficiale.

Le associazioni che attribuisci ai sogni sono esclusivamente personali e soggettive, poiché toccano temi imbarazzanti e memorie, pensieri e sentimenti difficilmente condivisibili con altri.

La probabilità di accorgersi di una connessione fra il sogno ed esperienze reali nel futuro si riduce, quanto più ci distanziamo temporalmente dal momento del sogno. E’ più difficile accorgersi di qualche esperienza anticipata nel futuro, se questa è molto lontana nel tempo e non si è trascritto adeguatamente il sogno.

Il libro suggerisce che è sufficiente esaminare le proprie trascrizioni dei sogni por pochi minuti ogni sera, tornando indietro almeno di tre giorni.

La facoltà precognitiva appare essere attratta da cose che hanno a che fare con la precognizione, il tempo e anomalie anacronistiche. Questi sogni sono caratterizzati da una simpatica geometria frattale (self – similarity a tutti i livelli). Questi sogni remixano e mescolano attributi di oggetti.

Bruce Siegel replicò l’ esperimento di Dunne in un periodo lungo sette anni, registrando 241 sogni, e scoprì che UN QUARTO di essi si collegavano ad una esperienza futura, distante pochi giorni, o addirittura a pochi minuti dal risveglio.

I sogni ci mostrano esperienze future – in modo obliquo – attraverso simboli, puns e altre connessioni associative.

Una delle più significative fallacie della Scienza è credere che un fenomeno difficile da studiare e verificare con il metodo scientifico non possa essere reale.

Gli umani, essendo creatori di significato e motivati dalla ricerca di significato, evaderanno sempre in qualche modo lo scrutinio scientifico, ed è per questo che abbiamo bisogno della filosofia, della storia, dell’ arte, della letteratura, della religione, in sostanza, abbiamo bisogno delle materie umanistiche. Ma nel nostro mondo attuale, plasmato dalla esaltazione della Scienza, la realtà che ci sono significati nel mondo e che devono essere studiati in modo rigoroso, spesso viene minimizzata e dimenticata.

Le persone ordinarie che hanno trascritto i loro sogni, anche a esclusione del simbolismo standard di Freud e Jung, notano che c’è una logica oscura in essi, ma soprattutto, una ingenuità che trascende la loro stessa mentalità. Se questa ingenuità viene analizzata in modo Freudiano, appare eccessiva, così lontana dall’ esperienza della nostra intelligenza mondana che le persone hanno difficoltà ad accettare che la loro mente sia in grado di produrre simili narrative così complesse e intricate.

Può sembrare poco intuitivo, ma la prima chiave per comprendere la precognizione è realizzare che si tratta di un aspetto della nostra memoria. La precognizione avviene nei confronti del nostro futuro individuale e non quello degli altri, e nemmeno verso eventi oggettivi. Sconvolgimenti emotivi futuri sono più facili e probabili da pre – memorizzare (pre – ricordare) proprio come quelle del passato. La precognizione è molto associativa, riguarda la realizzazione di connessioni (non – logiche), riguardo esperienze che accadono assieme, in un tempo futuro vicino, anche se non hanno nessuna correlazione con esperienze del passato, anche se simili.

La ricercatrice onirica Ann Faraday ha scritto nel suo libro del 1974 “The Dream Game”, che dopo essersi trasferita in un nuovo appartamento al settimo piano, sognò di cadere dal balcone. La sua prima regola è quella di guardare per una interpretazione letterale, e non simbolica, e quando si mise a esaminare il suo balcone, scoprì che necessitava di alcuni lavoretti di riparazione. Scrisse quindi che la informazione era stata registrata inconsciamente nella sua mente, ma che era troppo indaffarata per rendersi conto della situazione potenzialmente pericolosa. Scrisse anche che un vicino sognò che suo figlio stava cadendo da una alta scala, così lei gli consigliò di darci una occhiata, e così lui scoprì un gradino pericolante. La psiche funzionava quindi da cane da guardia per prevenire eventuali incidenti.

Una donna che viveva nello Stato di Washington riferì di essersi svegliata da un terribile sogno nel quale il suo figlio neonato veniva schiacciato da un lampadario posto sopra la sua culla. Nel sogno l’ ora segnava le 4:35 di notte. Suo marito la rassicurò, dicendole che era solo un sogno, e di tornare a dormire. Ma il suo istinto materno ebbe la meglio, e così lei portò suo figlio nel loro letto. Più tardi, la coppia venne svegliata da un suono. Una volta corsi nella stanza della culla videro che il lampadario era caduto PER DAVVERO, schiacciando la culla. Ovviamente l’ orologio segnava le 4:35 di notte.

Molti sogni anticipano con precisione, fin nei minimi dettagli, eventi di giorni, settimane, mesi, anni e persino decenni nel futuro, in modi che non possono essere spiegati altrimenti. Una migliore interpretazione, e spiegazione che copre l’ intero spettro dei sogni precognitivi è che i sogni mostrano i nostri pensieri consci in reazione ad eventi e scoperte nel futuro. Questi tipi di vividi e immaginari “e se” sono la reale spiegazione per le premonizioni di disastri che sembrano essere evitati per poco, nella vita reale.

Questo “radar dei pericoli potenziali” riesce persino a presentare i pensieri e le emozioni che tu percepiresti dopo il tuo successivo incontro ravvicinato con una minaccia.

I sogni “sanno già” quali persone potresti incontrare nel futuro, e persino in che modo.

PRINCIPIO 3 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni ci mostrano simbolicamente i nostri pensieri consci futuri in reazione a shock emotivi e realizzazioni successive

PRINCIPIO 4 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni costruiscono rappresentazioni del futuro usando mattoncini di esperienze passate

Questi mattoncini associativi possono essere sia esperienze recenti che risalenti all’ infanzia o giovinezza, e spesso si focalizzano su esperienze future che ci rimandano (che risuonano con ) a esperienze del passato.

Senza specificazioni verificabili, un sogno sul futuro può facilmente essere interpretato come una rappresentazione del passato.

Una metafora alternativa a quella dei mattoncini sarebbe quella di pensare ai sogni come effigi di pensieri futuri, agenti come sostituti di materiali già esistenti, ma spesso incredibilmente mescolati fra di loro. Una scoperta futura su una stella che l’ astronomo Paul Kalas non aveva ancora esaminato era stata quindi rappresentata come una stella verso la quale era intimamente familiare.

E il sogno dell’ autore Eric Wargo che anticipava il 9/11 era associato a pensieri già esistenti sul tema della vulnerabilità, che erano stati prodotti successivamente all’ attacco, e il sogno ha usato le sue personali associazioni mnemoniche usando il tema del suicidio e della crisi.

Figure e oggetti onirici possono scambiarsi gli attributi. L’ autore aveva sognato due edifici bassi, grigi dalla facciata simile a quella delle Torri Gemelle, rappresentati sotto forma di moschee, mescolando diverse tematiche.

PRINCIPIO 5 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Figure periferiche nella nostra vita possono apparire nei nostri sogni, persino le celebrità, come action figures o archetipi, rappresentando associazioni riguardanti questi individui, in una allegoria simbolica

 PRINCIPIO 6 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Una situazione o esperienza recente potrebbe triggerare (suscitare) un sogno riguardo una esperienza futura che risuona e somiglia a quella del passato (risonanza tematica)

I sogni premonitori non sono replay letterali di esperienze future. Invece, si collegano ad esse simbolicamente, in modo obliquo e associativo. Perciò, per creare un approccio efficace, e teoricamente efficace, dobbiamo combinare il metodo Dunne con le scoperte recenti relative alla funzione mnemonica dei sogni e anche con il metodo della libera associazione di Freud.

“Libera associazione” significa semplicemente dare permesso a te stesso di notare dettagli e riflettere su cosa ci viene in mente, a prima vista, su di essi. Una associazione spesso sembrerà casuale. Chiediti: cosa è stato rimpiazzato, distorto, sostituito, e che significato ha questa alterazione per te? Cosa manca nel “dream setting” che invece dovrebbe esserci nella realtà? Devi seguire le regole: considera valido solo le primissime cose che ti vengono in mente.

I nostri sogni realizzano drammi esagerati, esaltati ed elaborati per rappresentare anche situazioni poco significative. Questo è un fattore che ci impedisce di trovare corrispondenze con eventi reali. Immaginiamo che un sogno drammatico debba necessariamente rappresentare qualcosa di grande, mentre invece il riferente potrebbe essere qualcosa di più semplice, come trovare un oggetto importante che è caduto nell’ acqua del lavandino o di una bacinella.

PRINCIPIO 7 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Il livello di drammatizzazione del sogno potrebbe essere di gran lunga fuori proporzione rispetto al significato e alla magnitudo della esperienza sul quale si focalizza

I sogni rappresentano esperienze e pensieri del futuro usando materiali già disponibili nella nostra memoria.

PRINCIPIO 8 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Sono le associazioni ai nostri sogni e non il loro contenuto manifesto che spesso rivelano collegamenti alle esperienze successive

Quando ti sarai abituato a fare libera associazione con i sogni, avrai realizzazioni stupefacenti a ripetizione.

Bruce Siegel ha stimato che un quarto della sua lista di 241 sogni registrati hanno prodotto risultati positivi alla precognizione. Se può essere dimostrato che un quarto dei nostri sogni producono risultati positivi, è ragionevole considerare che molti altri in più potrebbero produrre tali risultati, se noi facessimo più attenzione.

PRINCIPIO 9 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Bisogna presumere che, anche se è impossibile dimostrarlo, OGNI nostro sogno può essere potenzialmente precognitivo

Tutti i sogni hanno luogo da qualche parte, in qualche luogo che viene da essi rappresentato e mostrato, familiare o ignoto. Il luogo mostrato nel sogno ha una notevole importanza nella interpretazione di esso, e potrebbe rivelare importanti dettagli sulla situazione futura.

L’ autore scrive che ha scoperto che molti suoi sogni si collegano a notizie o immagini trovate su Internet, e che il sogno inevitabilmente pone l’ autore al centro della scena, al suo interno, facendolo interagire con oggetti e figure. Anche se la situazione futura viene vissuta in modo passivo, senza esserne protagonisti, il sogno ci fa entrare in scena come tali.

Lo spazio simbolico (il luogo) che il sogno usa per rappresentare una esperienza non è mai casuale. Potrebbe essere associabile alla situazione futura, o essere narrativamente consistente con qualche simbolo chiave.

A volte accade che sogni che possono sembrare di scarsa importanza e magnitudo nel presente possono risultare successivamente molto più significativi per il futuro. Infatti, come certe rappresentazioni drammatiche possono essere usate per situazioni banali, rappresentazioni apparentemente banali possono essere usate per indicare situazioni di grande magnitudo.

L’ autore ha sognato di cadere in un luogo, dove poi è effettivamente avvenuto uno scivolone, in un luogo in cui precedentemente si era slogato un polso mesi addietro. Il suo sogno aveva mescolato associazioni in un tableau composito.

PRINCIPIO 10 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni spesso codificano esperienze in una singola finestra temporale, ma non necessariamente queste esperienze devono avvenire in sequenza, anche se vengono rappresentate come tali

I nostri sogni sembrano conoscere in anticipo l’ orario in cui avvengono situazioni future, e la data.

Secondo il fenomeno delle RISONANZE CALENDRICHE, un sogno potrebbe indicare una esperienza futura che avviene ad una distanza esatta (nella stessa data del sogno) settimane, mesi, anni in avanti. L’ autore indica che secondo la sua ricerca, alcuni sogni hanno invece la data sbagliata di un giorno o due, sia in anticipo che in ritardo rispetto alla data della situazione futura.

PRINCIPIO 11 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni ogni tanto rappresentano e indicano situazioni future che avvengono nella stessa data del sogno, anche anni in avanti rispetto all’ anno attuale (giorno più, giorno meno)

Quello che definisce un pensiero come – inconscio – non è che viene prodotto da una parte nascosta della tua mente, ma che è un pensiero che viene influenzato da un altro pensiero, conscio, che tu non hai ancora sperimentato. Che si trova avanti nel tempo rispetto alla tua mente sul momento.

In fisica quantistica la RETROCAUSALITA’ indica che gli effetti possono verificarsi e mostrarsi in anticipo rispetto alle loro stesse cause. Questo fenomeno si nasconde nella randomness (casualità) della meccanica quantistica, un fenomeno che aveva catturato l’ attenzione di Jung. Significa quindi che Einstein aveva ragione: Dio non gioca a dadi.

Un sogno può precedere un incontro con una persona o animale, che assume maggior significato e valore a causa di una esperienza o informazione che produce la causa dell’ incontro con tale persona o animale.

Il cervello è un radar per le coincidenze, e un creatore di esse. Con il suo vorace appetito per le associazioni, ci orienta verso confluenze di eventi ed esperienze che vanno in rima o risuonano con altre precedenti, e che sono connesse attraverso metodi di associazione soggettivi e personalizzabili. (Ciò viene evidenziato nella mia teoria dei CICLI VITALI)

PRINCIPIO 12 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

La sincronicità è ciò che ci orienta verso risultati positivi, coincidenze che appaiono spettacolari e miracolose, doni, e noi siamo inconsapevoli che le nostre azioni giocano un ruolo per trasportarci verso, e creare, questi avvenimenti sincronici

Tecnicamente abbiamo sempre un ruolo nella realizzazione del futuro anticipato in modo obliquo dai sogni. Non è un fenomeno accidentale, ma una regola.

PRINCIPIO 13 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

In un modo o nell’ altro, i sogni ci portano a realizzare il futuro che profetizzano

L’ interpretazione di un incontro come qualitativamente significativo per il soggetto viene inclusa nelle anticipazioni dei sogni.

PRINCIPIO 14 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Un sogno potrebbe pre – rappresentare i pensieri futuri del soggetto, che riguardano il modo in cui si considera il sogno stesso, il suo valore, attraverso un fenomeno frattale

Se noi riusciamo ad essere abbastanza coraggiosi e fiduciosi da condividere il nostro sogno con altri, queste persone che ascoltano potrebbero riuscire a completarne il significato, aggiungere rivelazioni significative, apportando informazioni aggiuntive e verifiche riguardanti ciò che stava accadendo nel sogno.

PRINCIPIO 15 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Un sogno precognitivo di per sé potrebbe essere poco importante, ma ciò che importa davvero è ciò che ti suggerisce di fare in futuro, quello che ti ispira a compiere, il comportamento che hai in reazione ad esso, e le connessioni con altri che ti spinge a mettere in atto

PRINCIPIO 16 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

La precognizione spesso ci orienta verso categorie di esperienze che modificano le nostre credenze e prospettive precedenti

IL PRESENTIMENTO DI OSCAR

“Ero in macchina con il mio amico Tom, ed erano all’ incirca le 5:00 del pomeriggio, e stavamo guidando verso Prospect Avenue, in Kansas City. Stavamo ridendo per una battuta, ed eravamo felici. All’ improvviso, una percezione molto intensa mi ha spinto a dire che c’ era un problema serio, smettemmo di ridere, e anche se non sapevamo dire di cosa si trattava, cominciammo a guardarci intorno e controllare gli oggetti nella macchina. Ad un certo punto gli dissi di accendere la radio, e la prima cosa che sentimmo fu l’ annuncio di un incidente automobilistico nel quale in seguito scoprimmo che riguardava alcuni nostri compagni di scuola, uno dei quali era morto”

Una rapida ricerca online può portarci a visualizzare pagine e pagine di report di sogni di persone che riguardavano gli eventi dell’ 11 settembre 2001, e anche opere artistiche che sembravano anticipare la distruzione delle torri.

L’ autore poi spiega come eventi riguardanti esplosioni, per motivi che possono collegarsi a leggi della fisica, possono essere molto più facili da anticipare, per la rapidità con la quale avvengono. Per esempio, nel database raccolto dalla ricercatrice onirica pionieristica Louisa Rhine, metà di essi riguardavano la tematica del fuoco, incendi ed esplosioni.

Spesso i sogni ci rappresentano anticipazioni di pensieri futuri che sono esistenziali, che riguardano la nostra percezione di essere sopravvissuti alle tali.

 PRINCIPIO 17 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Il pensiero “SONO SOPRAVVISSUTO” è un target molto comune del fenomeno precognitivo

In molti casi, la focalizzazione sulla sopravvivenza non può esserci di aiuto per prevenire ed evitare disastri e tragedie, specialmente se riguardano altre persone e non noi come individui. Gli annali della precognizione onirica sono pieni di storie di persone che, ad ogni modo, riescono a salvare la propria vita e quelle di altri, a causa di un sogno.

PRINCIPIO 18 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Esperienze che suscitano imbarazzo e umiliazione dentro di noi sono un target comune del fenomeno precognitivo

La frustrazione che proviamo quando capiamo che non c’è una infrastruttura precognitiva che ci aiuta ad evitare i disastri hanno ispirato i ricercatori a creare registri di sogni. Ma che cosa potrebbe fare una agenzia autoritaria per prevenire un incidente aereo o un attacco terroristico? Sostanzialmente nulla, nessuno crede nella precognizione, e ad ogni modo gli eventi rappresentati, secondo la fisica quantistica, SONO GIA’ AVVENUTI E SCRITTI, perché nella fisica quantistica, IL FUTURO ESISTE ED E’ FISSO.

E’ importante per le persone che sperimentano sogni su disastri che i loro sentimenti di colpa emergono dalla credenza naturale, ma errata che le premonizioni mostrano “futuri possibili” che sono soggetti al libero arbitrio e che sono influenzabili dalle nostre azioni, e quindi evitabili.

NON E’ COSI’ CHE FUNZIONA

A volte, i sogni rappresentano alcune di queste considerazioni, per esempio situazioni future in cui temiamo e immaginiamo che POTREBBE avvenire qualcosa in una determinata situazione e ce la rappresentano come se avvenisse per davvero. Il pensiero del futuro è incluso nella rappresentazione onirica del contesto. Se noi incontriamo una coppia che sta attraversando la strada e percepiamo un potenziale pericolo per loro, un sogno potrebbe mostrarci quella situazione, ma nel sogno tale pericolo potrebbe concretizzarsi, anche se successivamente, verificheremo che tale indicente non è mai avvenuto, anche se comunque una coppia molto simile a quella del sogno ci passa davanti. I sogni non sono riflessi diretti di eventi futuri, ma riflessi della nostra percezione di tali eventi, riflessi della nostra coscienza e dei nostri pensieri situati nel futuro rispetto a noi. 

Addirittura, i sogni ci indicano, inclusi nel contesto, la nostra percezione confusa riguardante il nostro fallimento nell’ agire. Se tu non avessi fallito ad agire e non ti fossi sentito in colpa, non avresti mai avuto un tale sogno in primo luogo.

Questi pensieri situati nel futuro rispetto a noi interferiscono con il nostro IO del presente e ci muovono in maniera tale che finiamo per produrre proprio quegli specifici pensieri nel momento giusto, creando time loops nella nostra vita. Se non fosse così diventerebbe una situazione paradossale.

Escludi a priori la considerazione che i sogni ci mostrano “futuri possibili” o “situazioni alternative” alla “e se fosse andata così”. NO. I sogni ci trasmettono informazioni SU QUELLO CHE SARA’, anche se questa informazione potrebbe essere trasmessa in modalità distorte, e in modi molto strani.

 PRINCIPIO 19 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni ci pre – presentano in modo obliquo e simbolico esperienze reali, concrete, nel futuro, piuttosto che letteralmente pre – presentarci possibilità future

I sogni sono come airbag, reti di protezione, che ci preparano all’ impatto con sconvolgimenti nel nostro futuro. Il sogno ci spoilera alcuni dettagli sull’ evento, così da tenerci pronti ad accogliere tale esperienza.

PRINCIPIO 20 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni non possono rappresentare direttamente la cessazione di esistere, ma si focalizzano sulla perdita da noi sperimentata nel futuro, come viene da noi sperimentata nella nostra mente, i sentimenti che proviamo quando avviene o sulla possibilità eventuale di perdere qualcuno

Le persone non dovrebbero sentirsi responsabili se sbagliano una interpretazione di un disastro futuro, o se falliscono nel prevenire eventi spiacevoli. Non c’è altro modo in cui sarebbero potute andare le cose. Non c’è una timeline dove il corso degli eventi si svolge in modo differente.

PRINCIPIO 21 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI Non è colpa tua se hai una premonizione di qualche evento spiacevole che successivamente si verifica concretamente

Tutto quel che la esperienza del futuro ci suscita a livello emotivo, e di pensieri che produciamo in reazione ad essa, sono già inclusi nel “pacchetto” interpretativo del sogno che ci arriva. Persone particolarmente efficienti a livello intuitivo potrebbero essere maggiormente portate ad agire, in reazione ad impulsi improvvisi, e oggettivamente privi di senso, inizialmente, di modo da evitare situazioni spiacevoli per altri. Una telefonata fatta di istinto potrebbe allontanare un malvivente che sta meditando di compiere un crimine dalla persona che chiamiamo, per esempio. La azione di rispondere alla telefonata potrebbe farlo battere in ritirata. Come certe persone hanno un valido senso dell’orientamento, altre persone possono avere un valido senso dell’ intuizione, nei confronti di presentimenti riguardanti minacce per se stessi ed altri. L’ autore Eric Wargo definisce l’ inconscio come – coscienza distante nel tempo rispetto al presente – consciousness displaced in time Spesso quando due idee sembrano diametricamente opposte possono invece rivelare una pertinenza fra le due. I pensieri possono essere CAUSATIVI nel contesto dei time loops, e ciò potrebbe essere persino in grado di recuperare una certa percentuale di libertà effettiva nell’ illusione del libero arbitrio che abbiamo. Se noi possiamo essere influenzati da pensieri situati temporalmente nel futuro rispetto a noi, di conseguenza, pensieri attuali, sperimentati sul momento, qui, ora, possono influenzare le nostre azioni situate nel passato rispetto a noi.

LA STORIA DEI SOGNI RICORRENTI DI TOBI, AMICA DI GIOVINEZZA DELL’ AUTORE La narrazione del libro si focalizza su una storia riguardante un fenomeno di sogni ricorrenti accaduto a Tobi, una amica di giovinezza dell’ autore di questo libro. “Nell’ inverno del 1988 la vita di Tobi venne stravolta da un fenomeno di sogni ricorrenti che le suscitavano paura e depressione. Per lei, nel contesto di ingenuità nel quale si trovava, non era stato possibile comprendere le reali implicazioni dei suoi sogni. Non era in grado di comprendere che i sogni che le tormentavano le notti erano in realtà messaggi di stupore del suo IO situato nel futuro rispetto a lei. Le ripercussioni di questa incomprensione crearono una serie di notevoli differenze e stravolgimenti nel suo modo di vivere. A causa della depressione che le suscitavano, si allontanò dai suoi coetanei, e rinunciò a trasferirsi in un’ altra nazione. Questa decisione la portò successivamente a conoscere il suo futuro marito e a farsi una famiglia. Per raggiungere il successo nel futuro era necessario prima sperimentare alcuni dolori e traumi. I sogni funsero da trigger, come spinta per smuoverla e guidarla verso determinate decisioni. I sogni riguardavano un suo conoscente del passato con la quale non era più in contatto, e che oggettivamente non aveva ragioni per focalizzarsi su di lui in modo tale da sperimentare questi sogni. Ciò che sperimentiamo nei sogni è la – presenza – di qualcosa di altro da se, non riconosciuto, che potrebbe farci soffrire, ma potrebbe fare ciò per il nostro bene, anche se sul momento non ce ne rendiamo conto. Questa presenza sconosciuta, simbolicamente parlando, è il nostro IO del futuro. Questi interventi di influenza sul presente dal futuro non vengono mai riconosciuti come tali, e vengono interpretati erroneamente come qualcosa di pauroso, minaccioso, oppressivo. Tobi visualizzava il suo conoscente dei sogni ricorrenti come un gigante, ma non era realmente lui, bensì una manifestazione del futuro di Tobi, qualcosa di protettivo e gentile, che l’ avrebbe guidata verso un futuro di soddisfazioni per lei.“

Tobi all’ epoca aveva 19 anni. I sogni avevano una ricorrenza settimanale, e in essi, lei si comportava in modo violento verso questo conoscente, lo abbatteva con una arma, mentre lui veniva raffigurato come un gigante minaccioso, e ciò contrastava nettamente con il suo carattere contrario alla violenza. In quello stesso inverno del 1988 conobbe il suo futuro marito, a causa della situazione nella quale si trovava, il suo allontanamento dagli altri, provocato dalla depressione, e la sua rinuncia a trasferirsi. Nel 2011 era quindi madre di due bambini, e ad un tratto i sogni sul conoscente RICOMINCIARONO. Nel sogno del 2011, lui la incontrava per strada e la portava a casa sua, e sulla soglia, cercava di nascondere alla sua vista ciò che c’ era all’ interno. Ma lei vide comunque cosa c’ era, e vide una serie di “libri straordinari”. Sette anni dopo, nel 2018, ebbe invece un sogno su un amico di questo famigerato conoscente. Immediatamente lei fu consapevole che il sogno riguardava il suo vecchio conoscente, così decise di cercare finalmente informazioni online su di lui. Tobi scoprì che il suo conoscente era stato ucciso nel 2008, precisamente nel modo in cui lei si comportava violentemente nei suoi confronti nei sogni ricorrenti. Il sogno del 2011 era arrivato al terzo anniversario della sua morte. In seguito, continuando le ricerche online, decise di cercare info sui suoi coinquilini al college, uno dei quali era l’autore di questo libro.

Tobi scoprì che egli aveva un blog sulla precognizione “TheNightShirt” e che solo qualche giorno prima aveva pubblicato il suo libro “Time Loops”, a riguardo. Così decise di ordinarlo, e si rese conto che nel marzo 2017 aveva avuto un sogno sull’ autore, nel quale descriveva “la dimostrazione della presenza di una coscienza non ordinaria”. I due tornarono in contatto tramite una mail di lei, e collaborarono assieme alla comprensione dei sogni ricorrenti. Ci rendemmo conto che i sogni riconoscevano già allora il valore della scoperta nel futuro sul suo omicidio. E’ un clichè dire che “nulla avviene per caso”, ma nella realtà della fisica quantistica e della retrocausalità è effettivamente così. L’ autore successivamente scoprì un sogno che si focalizzava su Tobi, il 15 novembre del 1999, quando non erano più in contatto da almeno 10 anni. Sognò che era una profetessa, una sibilla, che allevava conigli in una fattoria. Mentre stava scrivendo una mail per informare la sua amica, gli arrivò un messaggio inbox dalla UPS, che lo informava dell’ arrivo di un pacco. Si trattava di un regalo di Natale da parte di Tobi, per la figlia dell’ autore: un libro “viaggio sul pianeta dei conigli” di Rosemary Wells, un libro già letto dai figli di Tobi.

PRINCIPIO 22 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Attributi del carattere quali – coscienziosità e una attitudine di interesse e gentilezza nei confronti di se e di altri – possono essere essenziali per suscitare la manifestazione della precognizione, almeno in modo consistente

Penso che siamo coinvolti nella creazione delle nostre vite già scritte che noi mettiamo in atto, come fossimo attori, che seguono un copione. Essenzialmente siamo come personaggi, non molto diversi da quelli dei romanzi.

Uno dei risultati più sublimi e sorprendenti della “paleontologia del se” attraverso i sogni è la scoperta di un fossile dal futuro, che rappresenta la nostra coscienza come è ora, in un sogno scritto anni addietro rispetto al nostro presente.

  PRINCIPIO 23 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Sogni che risultano essere precognitivi spesso contengono una rappresentazione simbolica dell’ atto del tornare a esaminare tale sogno per verificarne il contenuto

PRINCIPIO 24 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Il linguaggio associativo usato in un sogno, o il suo contenuto simbolico, è influenzato e forzato ad adattarsi in modi particolari ad esperienze successive e alla connessione con altri sogni nel corso della propria vita, in modo da formare un “filone narrativo”

Alcuni ricercatori possono scoprire che sogni avvenuti in sequenza lungo giorni e anni potrebbero tutti collegarsi e riferirsi ad un singolo evento nel futuro, o addirittura riferirsi – al prossimo episodio – e quindi al sogno successivo nella serie ricorrente. Brian Inglis nel suo libro “Coincidence” parla dell’ esperienza di Sebastian Earl, postata nel database del centro di ricerca parapsicologica di Edinburgo (Fondazione Koestler), un evento avvenuto quando aveva quindici anni:

“Un giorno, mentre ero vicino ad addormentarmi, mentre mi veniva sonno una frase mi piovve nella mente, e mi stupii a tal punto che il giorno dopo la raccontai al mio amico Adam a scuola, e lui si agitò molto, perché mi spiegò che aveva letto quella stessa esatta frase in un libro nella sera precedente, prima di dormire.”

Il fatto che la frase gli era piombata in testa mentre si stava addormentando era sintomatico di un fenomeno di orientamento verso un momento di significativa connessione con il suo amico. Il fatto di aver condiviso l’ avvenimento era già pre – impostato nel fenomeno stesso.

PRINCIPIO 25 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Fenomeni ipnagogici e ipnopompici frequentemente risultano essere precognitivi, spesso nel giro di un giorno o due dal verificarsi degli stessi

Libro scritto nel 1898 anticipa l’ evento del Titanic del 1912: la storia narra del tragico viaggio della nave da crociera “Titan”

Se sei un artista, o uno scrittore, vai ad esaminare i tuoi progetti del passato, soprattutto quelli poi abbandonati o abbozzati, o mai pubblicati. Potresti scoprire sorprendenti anticipazioni di eventi e situazioni che si sono verificate nella tua vita e in quelle di altri vicini a te. Potrebbe persino esserci una relazione inversa rispetto alla qualità e al valore di un lavoro creativo e il suo quoziente di anticipazione intuitiva di eventi concreti.

PRINCIPIO 1 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

La precognizione non è sugli eventi nel futuro, ma riguarda la nostra esperienza futura soggettiva, riguarda ciò che apprenderemo o leggeremo nel futuro.

PRINCIPIO 2 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni premonitori non sono percepiti necessariamente come speciali e non hanno particolari caratteristiche che li distinguono dai sogni comuni, quindi bisogna prendere in considerazione OGNI sogno.

PRINCIPIO 3 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni ci mostrano simbolicamente i nostri pensieri consci futuri in reazione a shock emotivi e realizzazioni successive

PRINCIPIO 4 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni costruiscono rappresentazioni del futuro usando mattoncini di esperienze passate

PRINCIPIO 5 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Figure periferiche nella nostra vita possono apparire nei nostri sogni, persino le celebrità, come action figures o archetipi, rappresentando associazioni riguardanti questi individui, in una allegoria simbolica

PRINCIPIO 6 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Una situazione o esperienza recente potrebbe triggerare (suscitare) un sogno riguardo una esperienza futura che risuona e somiglia a quella del passato (risonanza tematica)

PRINCIPIO 7 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Il livello di drammatizzazione del sogno potrebbe essere di gran lunga fuori proporzione rispetto al significato e alla magnitudo della esperienza sul quale si focalizza

PRINCIPIO 8 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Sono le associazioni ai nostri sogni e non il loro contenuto manifesto che spesso rivelano collegamenti alle esperienze successive

PRINCIPIO 9 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Bisogna presumere che, anche se è impossibile dimostrarlo, OGNI nostro sogno può essere potenzialmente precognitivo

PRINCIPIO 10 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni spesso codificano esperienze in una singola finestra temporale, ma non necessariamente queste esperienze devono avvenire in sequenza, anche se vengono rappresentate come tali

PRINCIPIO 11 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni ogni tanto rappresentano e indicano situazioni future che avvengono nella stessa data del sogno, anche anni in avanti rispetto all’ anno attuale (giorno più, giorno meno)

PRINCIPIO 12 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

La sincronicità è ciò che ci orienta verso risultati positivi, coincidenze che appaiono spettacolari e miracolose, doni, e noi siamo inconsapevoli che le nostre azioni giocano un ruolo per trasportarci verso, e creare, questi avvenimenti sincronici

PRINCIPIO 13 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

In un modo o nell’ altro, i sogni ci portano a realizzare il futuro che profetizzano

PRINCIPIO 14 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Un sogno potrebbe pre – rappresentare i pensieri futuri del soggetto, che riguardano il modo in cui si considera il sogno stesso, il suo valore, attraverso un fenomeno frattale

PRINCIPIO 15 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI Un sogno precognitivo di per sé potrebbe essere poco importante, ma ciò che importa davvero è ciò che ti suggerisce di fare in futuro, quello che ti ispira a compiere, il comportamento che hai in reazione ad esso, e le connessioni con altri che ti spinge a mettere in atto

PRINCIPIO 16 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

La precognizione spesso ci orienta verso categorie di esperienze che modificano le nostre credenze e prospettive precedenti

PRINCIPIO 17 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Il pensiero “SONO SOPRAVVISSUTO” è un target molto comune del fenomeno precognitivo

PRINCIPIO 18 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Esperienze che suscitano imbarazzo e umiliazione dentro di noi sono un target comune del fenomeno precognitivo

PRINCIPIO 19 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

I sogni ci pre – presentano in modo obliquo e simbolico esperienze reali, concrete, nel futuro, piuttosto che letteralmente pre – presentarci possibilità future

PRINCIPIO 20 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI I sogni non possono rappresentare direttamente la cessazione di esistere, ma si focalizzano sulla perdita da noi sperimentata nel futuro, come viene da noi sperimentata nella nostra mente, i sentimenti che proviamo quando avviene o sulla possibilità eventuale di perdere qualcuno

PRINCIPIO 21 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Non è colpa tua se hai una premonizione di qualche evento spiacevole che successivamente si verifica concretamente

PRINCIPIO 22 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI Attributi del carattere quali – coscienziosità e una attitudine di interesse e gentilezza nei confronti di se e di altri – possono essere essenziali per suscitare la manifestazione della precognizione, almeno in modo consistente

PRINCIPIO 23 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Sogni che risultano essere precognitivi spesso contengono una rappresentazione simbolica dell’ atto del tornare a esaminare tale sogno per verificarne il contenuto

PRINCIPIO 24 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI Il linguaggio associativo usato in un sogno, o il suo contenuto simbolico, è influenzato e forzato ad adattarsi in modi particolari ad esperienze successive e alla connessione con altri sogni nel corso della propria vita, in modo da formare un “filone narrativo”

PRINCIPIO 25 DEL LIBRO SUI SOGNI PREMONITORI

Fenomeni ipnagogici e ipnopompici frequentemente risultano essere precognitivi, spesso nel giro di un giorno o due dal verificarsi degli stessi