27 ottobre 1962, il re del terrore

26 10 2017

Ricordo da ragazzino, quando seguivo ancora i programmi della televisione, come vi fossero delle serate in cui alla tv “non vi era niente”, nulla di interessante né in un canale né in un altro mentre vi erano altre serate in cui dovevi in continuazione saltare da un canale all’altro, fare zapping o flipping,  perché stavano trasmettendo molte cose interessanti contemporaneamente: uno show (un tempo si diceva “varietà”) nuovo di zecca su rai 2, un film per la tv o fiction (un tempo si diceva “sceneggiato”) interessantissimo su canale 5, una partita di calcio “che non te la potevi assolutamente perdere” su rai 1 ecc. Tutto nella stessa serata di programmazione tv.

Penso sia così anche per certi anni, mesi e giorni della storia occidente-centrica che conosciamo: in alcuni sembra che davvero non succeda nulla di nuovo e che l’abitudine regni sovrana; uno scorre le notizie, le news, e vede che rigurgitano di non novità, di cose che potevano benissimo succedere anche un giorno, un mese, un anno, cinque anni prima; in  altri anni, mesi e giorni, sui giornali, le tv, le radio (e in seguito anche internet) si assiste invece come a un surriscaldamento, a un sovraccarico, a un eccesso di notizie importanti che sembrano avvenire tutte nello stesso tempo e prendersi quasi a spintoni l’un l’altra.

Un esempio di ciò avvenne esattamente 55 anni fa, nell’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare. Quel mese e giorno furono PIVOTALI, per usare un neo-inglesismo, fu un periodo in cui in futuro si faceva spazio più del solito e toglieva spazio più del solito al passato quasi franandogli addosso, in cui venivano al pettine nodi della Storia allora recente e nello stesso tempo se ne generavano altri di nodi, in cui si aprivano spazi e orizzonti che si sarebbero fatti sentire per un bel pezzo a venire e avrebbero dato forma a diversi zeitgeist dei lustri e decenni futuri.

Non so se il mio collega di blog Teozakari abbia un giorno o l’altro voglia di studiare l’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare su uno dei suoi particolareggiati grafici dell’onda temporale di Terence McKenna, per vedere se, in effetti, anche per la teoria frattale-ricorsiva della Timewave, quel punto lì della nostra storia occidente-centrica mostri qualche anomalia-singolarità pure su quei grafici, in modo da far ritenere che davvero sia stato un momento cardine di grande incremento di novità storica e di grande decrescimento dell’abitudine storica.

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Nell’ottobre 1962 il pianeta Terra si trovò mai come allora vicino a una Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica la quale si sarebbe giocata a colpi di terrificanti armi termonucleari. Si era nel picco, nel culmine assoluto della tensione atomica tra le due superpotenze la quale stava durando da almeno dodici anni. Tutto era iniziato nell’agosto precedente, – l’agosto in cui morì Marylin Monroe – quando l’URSS di Krusciov sfidò gli USA di Kennedy cominciando a installare rampe di missili nell’isola di Cuba retta dai  socialisti di Castro, le foto aeree USA scoprirono le installazioni missilistiche URSS a Cuba. L’esercito americano impedì alle navi sovietiche di raggiungere la costa cubana senza prima aver esaminato il carico delle navi. Cominciò un pericolosissimo “braccio di ferro” tra le due superpotenze che, attraverso i mass media, “lasciò il mondo col fiato sospeso”.

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In quello stesso ottobre 1962, iniziò a Roma il Concilio Vaticano II, organizzato per cominciare a svecchiare l’istituzione secolare e secolarizzata della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e tenerla “al passo coi tempi”, i quali stavano cambiando soprattutto a causa della tecnologia e della diffusione sempre più crescente dei mass media. Il Concilio venne inaugurato da Giovanni XXIII, il quale in questa foto (apparsa come copertina di una rivista) appare significativamente col pianeta Terra alle sue spalle.

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In quella terza decade di ottobre 1962 venne deciso un blocco navale da parte delle navi militari USA nei confronti delle navi URSS che attraversavano l’Atlantico verso Cuba cariche di componenti militari per i missili a corto-medio raggio. Intanto, con la procedura “Chrome Dome” del generale delle forze strategiche aeree SAC Thomas Power,  almeno venti bombardieri B 52 erano costantemente in volo sopra l’emisfero nord, fino al polo, sempre armati di bombe termonucleari assai più potenti della bomba di Hiroshima: era la cosiddetta “airborne alert”, “allerta in volo”, in ogni momento questi B 52 potevano essere allertati e dirigersi verso lo spazio aereo sovietico nemico. Durante la “crisi di Cuba” dell’ottobre 1962, il numero di questi aerei militari in volo carichi di bombe atomiche pronte all’uso in caso di allerta, raggiunse quasi la settantina.

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Nello stesso ottobre 1962 uscì la rivista mensile “Panorama”, che col tempo divenne settimanale e la più diffusa rivista di attualità politica, sociale e culturale in Italia . E’ proprio il caso di dire che si apriva un nuovo PANORAMA.

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La crisi missilistica di Cuba fu presente ininterrottamente sui mass media nella terza decade di ottobre 1962 fino alla pericolosissima giornata del 27 ottobre 1962, quando la crisi giunse il suo culmine. Se la crisi di Cuba fu il picco della paura atomica degli anni cinquanta il 27 ottobre 1962 fu il picco del picco: le navi sovietiche continuavano ad avanzare nell’Atlantico, la costruzione delle installazioni missilistiche sovietiche nella Cuba castrista non si fermava, i generali più “falchi” dicevano al presidente che ormai la sola opzione ragionevole era l’invasione militare (dalle conseguenze terribili); non solo, venne intercettato un aereo U2 sopra la Russia e a Cuba venne abbattuto un altro U2 in cui perse la vita il pilota Rudolf Anderson: ormai si era veramente a un passo dalla mezzanotte termonucleare. Il segretario alla difesa di allora, McNamara, in seguito disse che pensò a quel sabato come l’ultimo della sua vita, e non solo della sua.

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Nel medesimo giorno in cui McNamara pensava che quello fosse l’ultimo sabato della sua esistenza, vennero intervistati questi quattro ragazzotti con le zazzere e vestiti con abiti “mod”, questi quattro ragazzotti all’inizio di quello stesso ottobre 1962 fecero uscire il loro primissimo 45 giri, con Love me do su un lato e Please please please su un altro. Ben pochi allora li conoscevano. L’immagine che vedete venne scattata il 27 ottobre 1962 dentro uno studio radio-tv in Inghilterra.

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Quello stesso sabato 27 ottobre, in Italia, il potentissimo magnate del petrolio Enrico Mattei tornava in volo da Catania verso Milano con uno dei suoi piccoli aerei personali. Enrico Mattei era probabilmente il personaggio italiano più influente dell’epoca, era considerato davvero un grandissimo, una specie di divinità dell’Olimpo, veramente pochi oggi se ne rendono conto, era in assoluto l’industriale dell’epoca più conosciuto, ben più di Gianni Agnelli della FIAT. Nelle mani di Mattei, l’ENI divenne un impero in grado di sfidare le potenze petrolifere straniere, in particolare quelle anglosassoni. La sua morte avvenne proprio quel 27 ottobre 1962, quando a bordo del suo aereo precipitò presso una oscura località in provincia di Pavia. All’epoca si pensò a un tragico incidente, ma col tempo si appurò che la struttura del velivolo venne manipolata apposta per farlo perdere controllo e schiantare al suolo. Mattei fece una fine molto simile a quella del pilota Rudolf Anderson, alla guida dell’U2 abbattuto sui cieli di Cuba quello stesso 27 ottobre.

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Nell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un universo culturale pop che tutt’ora non se n’è andato: uscì sugli schermi cinematografici “Dr. No” (“Agente segreto 007, licenza di uccidere”), il primissimo film della lunghissima serie dell’agente segreto 007 James Bond al servizio di sua maestà britannica e vide la luce il primordiale 45 giri dei britannici The Beatles. In quell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un futuro piuttosto lungo da cui ancora non ne siamo usciti.

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La morte dello strapotente magnate petrolifero Enrico Mattei quel 27 ottobre 1962 fu il primo vero “mistero italiano” nello stile dei molti che sarebbero venuti in seguito, in modo particolare dal 1969 in avanti, dalla strage di piazza Fontana in poi . Quella di Mattei fu una fine che influenzò molto il futuro perché fu il primo attacco diretto e violento alla sovranità e all’indipendenza politico-economica dell’Italia, fu il primo atto eversivo nello stile di quella che si sarebbe in seguito chiamata “strategia della tensione”. Furono almeno due gli omicidi sensazionali dell’allora futuro che si ricondurranno al caso Mattei: l’omicidio del giornalista siciliano Mauro De Mauro che avverrà nel 1970 e l’omicidio dell’intellettuale critico, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini nel 1975.

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Vasilij Aleksandrovič Archipov (in russo: Василий Александрович Архипов?; Orechovo-Zuevskij rajon, 30 gennaio1926Železnodorožnyj, 18 agosto1998) è stato un marinaio e militaresovietico.
Durante la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, come comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59 della classe Foxtrot, si oppose al lancio di un siluro nucleare malgrado il suo sottomarino fosse stato oggetto del lancio di bombe di profondità da parte di un gruppo da combattimento della US Navy composto dalla portaereiUSS Randolph e undici cacciatorpediniere[1]; il comandante ritenne la provocazione sufficiente a reagire nel modo più consono e diede disposizioni per lanciare un siluro a testata nucleare. Il vicecomandante Archipov tuttavia espresse disaccordo e convinse il proprio superiore ad attendere: il lancio di bombe da parte dei militari americani si interruppe, e il comandante russo ritirò l’ordine, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta culminare in un conflitto atomico fra USA e URSShttps://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Aleksandrovi%C4%8D_Archipov

Per lanciare quel siluro a testata nucleare, il protocollo da seguire stabiliva che tutti gli ufficiali a bordo del sottomarino dessero parere positivo al lancio, il solo ufficiale che si rifiutò di dare il suo voto e ruppe l’unanimità fu il vice comandante Archipov scongiurando così un’escalation letale. Una vicenda somigliante a questo episodio ed avvenuta più di vent’anni dopo, riguardò il tenente colonnello dell’armata rossa Stanislav Petrov e il suo rifiuto di rispondere con un contrattacco a un lancio di missili ICBM da parte USA, poi rivelatosi un falso allarme dovuto a un errore dei computer.

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Il numero del quotidiano “La Stampa” di domenica 28 ottobre 1962, il giorno del “sospiro di sollievo” dopo il picco altissimo di tensione del sabato.

Col tempo, venne alla luce che i missili sovietici già installati sull’isola di Cuba erano pienamente operativi e in grado di lanciare testate nucleari in caso di invasione dell’isola, all’epoca si riteneva invece che le batterie di missili a Cuba dovessero ancora essere completate e che quindi nessun missile era operativo e pericoloso; ciò facilitava le posizioni degli intransigenti del Pentagono che alla Casa Bianca premevano per un’invasione americana dell’isola: tanti anni dopo, l’allora segretario della difesa McNamara rivelò come quel 27 ottobre si andò “a tanto così” dall’invasione.

La crisi missilistica cubana e la morte di Enrico Mattei nel “black saturday” (come viene ancora oggi ricordato quel giorno negli Stati Uniti) influirono per lungo tempo a venire, molti nodi si erano sciolti e altri nodi si erano invece legati, gli anni Cinquanta furono in rotta di collisione con gli anni Sessanta e Settanta e, come si è detto, nuovi panorami mai visti prima si aprirono.

Nei giorni che seguirono, a inizio novembre, mentre i sovietici iniziavano a smantellare la loro base missilistica a Cuba venti giorni prima che gli americani decidessero di togliere il blocco navale, uscì nelle edicole il primissimo numero di un fumetto che fece scandalo per la sua crudezza e diversità dai soliti cliché delle storie a fumetti: il protagonista non era infatti per i ragazzi un esempio positivo da seguire, Diabolik è infatti un malvivente, un fuorilegge, un maledetto, un clandestino. Questo tipo di figura avrà un avvenire di fronte a sé, in Italia e non solo.

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L’ eschaton di Stephen King è OGGI – The Dome

20 10 2017

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Stephen King narrava nel suo libro pubblicato nel 2009 che un certo sabato corrispondente secondo i fans al 21 Ottobre 2017 – OGGI ( ! ) una cupola misteriosa piombava a intrappolare una cittadina prima insignificante mettendola al centro dell’ attenzione mondiale in un vero e proprio fenomeno escatologico.

Questa data mi intriga non solo perché The Dome è stato il primo libro che ho letto del maestro Stephen King, ma anche perché risulta dalla mia ricerca timewave nell’ unire due coppie di eventi e calcolare una formula per giungere alla data zero –  eschaton che l’ accoppiamento implica, che QUESTA DATA è giunta ad essere TERZA nella mia classifica delle potenziali DATE ZERO della TIMEWAVE.

Dopo questa data a ottobre ci sono solo un paio di date potenziali che ci separano dall’ estate 2018 dove avverrà la – grande prova del 9 – per verificare se la ricerca indipendente che mando avanti dal 2013 avrà successo.

Quindi cosa possiamo fare in questo sabato inusuale? LEGGIAMO qualche pagina da THE DOME, andiamo a vedere il film IT di Stephen King ( io stasera andrò a vederlo per la seconda volta con una diversa compagnia di amici ) e facciamo attenzione al cielo 😉 non sia mai che King abbia carpito qualche informazione dall’ etere!

Se qualcuno ha voglia di leggere anche qualcosa di diverso può provare con un mio racconto ispirato vagamente a THE DOME che si intitola INTERFERENZE e che è postato fino a dove sono arrivato ( una sessantina di pagine scritte ma rimane incompleto ) sul mio sito Lo Scrittore Sconosciuto –  

https://loscrittoresconosciuto.wordpress.com/2017/09/22/interferenze-capitolo-1-2015/

inserite – Interferenze – nel motore di ricerca interno al sito per cercare i capitoli successivi.

La prossima settimana in ogni caso abbiamo ancora un altro evento interessante: il PICCO FINALE e più INTENSO del grafico timewave proposto da Meyer, che ci fornirà un INDIZIO CHIAVE per capire che cosa potrebbe succedere una volta raggiunta la data zero – eschaton nel 2018. Infatti dovremmo aspettarci un evento di enorme magnitudo storico – geopolitica che trasformerà la nostra epoca attuale.





Protetto: Dal Big Bang al Big Vision – La soluzione al modello di viaggio nel tempo di Mckenna

27 06 2017

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La guerra lampo è imminente ( ? ) – Rievocazione seconda guerra mondiale 2017

10 04 2017

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In questo articolo farò un rifacimento dell’ articolo sulla crisi di guerra dei 37 giorni di Febbraio …

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/14/timewave-zero-2018-la-guerra-dei-37-giorni-primavera-2017/

In un periodo che va dal 14 Aprile 2017 alla seconda settimana di Luglio 2017 si verificherà una crisi di guerra lampo che durerà all’ incirca 40 giorni e poi si tornerà a una situazione di guerra fredda ma intensificata. Siamo di fronte a una nuova fase della guerra mondiale che è cominciata nel 2001 ( ed è una cosa che non si può negare in qualunque modo la intendete voi E’ una guerra mondiale – punto ).

Questa sarà la fase più calda ed esplosiva, e poi tutto si raffredderà, e le tensioni saranno simili a quelle viste durante la guerra fredda e nel prossimo anno tutto cambierà e anche la fase di guerra fredda finirà.

GIORNO 0 – Sapremo quando la crisi sta per iniziare, quando ore prima le comunicazioni internet e telefoniche saranno temporaneamente interrotte per gli Stati Uniti o la Turchia, o la Russia, e aerei e navi e turisti e persone residenti all’ estero saranno chiamate a rientrare in patria il più presto possibile. Anche britannici e francesi saranno richiamati in patria.

GIORNO 1 – La guerra lampo inizia quando gli Stati Uniti intervengono militarmente in Siria con una invasione terrestre, oppure se la Turchia mette piede in Siria ( o in questo caso addirittura se la Turchia decide di invadere Grecia o Armenia ma è meno probabile per ora ). La Russia interviene a supporto della Siria. La Turchia potrebbe voler cominciare uno sterminio dei Curdi e potrebbe decidere di instaurare campi di isolamento in territorio Siriano.

DAL GIORNO 2 – Da ora è probabile che i vari bombardamenti della seconda guerra mondiale ritornino in forma moderna con attacchi terroristici, magari molto diversi da quelli più recenti, probabilmente con uso di esplosivi o droni…a rischio sono Praga e Finlandia in primis, nel frattempo la Turchia potrebbe decidere di mettere piede in un paese a scelta fra Azerbaigian, Iraq e Cipro.

DAL GIORNO 3 – Ancora, a rischio la Bielorussia e sempre la Finlandia, potenziale incontro fra ( Mussolini e Hitler – ? ) , il primo ministro Britannico annuncia che        ” ( Hitler ) ha perso il pullman ” ( da interpretare come – ha perso la testa – ma potrebbe essere interpretato come – è rimasto indietro ). A rischio attacchi Danimarca e Norvegia. La Turchia potrebbe avere a che fare con il referendum per eliminare il posto di premier e dare al Presidente potere assoluto. Ottenuto ciò, la Turchia potrebbe scatenarsi in invasioni e minacce, e i Turchi all’ estero in manifestazioni tentando una presa di potere e creando disordini in tutta Europa.

DAL GIORNO 4 – A rischio attacchi Francia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Rotterdam e Bruxelles, Parigi, l’ attenzione dei media si sposterà di nuovo anche sui campi  per profughi in Europa, a causa di rivolte. Possibile colpo di stato in Francia e/o presa di potere da parte della minoranza islamica in certe regioni.

DAL GIORNO 5 – A rischio attacchi Inghilterra, possibile primo intervento di reazione armata Britannico contro la Turchia.

GIORNO 6 – La Turchia annuncia che vendicherà reazione armata nel suo territorio, e l’ Inghilterra potrebbe subire nuovi attacchi, e a rischio c’è anche la Norvegia. La Turchia mette piede in Grecia, che mette in atto forte resistenza.

GIORNO 7 – A rischio attacchi la Germania , l’ Ungheria e Romania si schierano con la Turchia, che potrebbe subire attacchi per rivendicazione da parte dell’ Europa. Intanto l’ Inghilterra interviene in Egitto per sbarrare la strada e ostacolare la Turchia, e l’ Inghilterra potrebbe ancora subire attacchi.

GIORNO 8 – La Turchia comincia la caccia ai Curdi, e potrebbe mettere piede in territorio Libico, ma l’ Inghilterra interviene contro di essa. Battaglia di Bengasi, rivolte e scioperi scoppiano nei Paesi Bassi.

GIORNO 9 – Colpi di stato in zone balcaniche ostacolano le prese di potere della Turchia, che però conquista Bengasi e avanza in Grecia, dove Atene capitola.

 GIORNO 10 – L’ Inghilterra interviene in Iraq, gli Usa dichiarano emergenza nazionale illimitata, e sia Inghilterra che Francia avanzano in Siria, mentre gli Usa chiudono l’ ambasciata Turca assieme ad altri paesi, fra cui Germania e Italia, mentre la Turchia si batte contro la Russia, incominciando una avanzata, con il supporto di Romania e Ungheria. Invece nei Balcani si organizza la Resistenza.  

GIORNO 11 – La Turchia organizza la sua ” soluzione finale ” per i Curdi, e Inghilterra e Russia intervengono in  Iran per ostacolare la Turchia.

GIORNO 12 – La Russia è colpita da un attacco ad armi chimiche e la Turchia lo rivendica, e comincia a fare prigionieri e ad eliminare i Russi, mentre il leader Iraniano è forzato a dimettersi e la Grecia organizza la Resistenza. Si verifica un massacro in Ucraina che scalda anche quel settore focolaio. La Macedonia organizza una guerra di liberazione del territorio.   

GIORNO 13 – A rischio attacchi è Mosca ora, dove potrebbe scoppiare un conflitto Russo – Turco, e anche la Bielorussia. Ma il tutto viene offuscato dall’ emergere di un nuovo campo di battaglia, perché la Corea del Nord attacca le navi militari statunitensi stazionanti nelle acque circostanti, e allo stesso tempo detona una bomba nucleare nell’ atmosfera sovrastante l’ Asia, provocando un black out generalizzato nell’ area di Hong Kong, Giappone, Shanghai, Filippine, Corea del Sud, Malesia, Thailandia e una parte di India. Nel frattempo , ma molto meno probabile, il Giappone e la Cina si contendono le Isole Kurili da tempo fonte di dispute.

GIORNO 14 – Anche le Filippine potrebbero quindi entrare in guerra, e la Malesia che tempo fa ha avuto una disputa con la Corea del Nord, mentre la Turchia compie massacri e deportazioni di Curdi. Singapore si arrende, e i Nord Coreani attaccano Darwin in Australia, e Los Angeles subisce un black out e un attacco da un ( oggetto non identificato ).

GIORNO 15 – Il primo ministro Britannico commenta il recente attacco della Corea del Nord contro la base navale alleata in Sri Lanka come ” un momento critico ” e come tentativo di replicare il precedente attacco alle navi militari statunitensi nelle acque Coreane.

GIORNO 16 – Si fa battaglia in Ucraina e in Russia, il Messico dichiara guerra agli Usa o alla Turchia, a rischio attacchi la Germania e la Turchia, mentre la Corea del Nord lancia un attacco shelling contro Sydney, mentre Usa ed Europa dichiarano guerra agli alleati della Turchia. Su internet si diffondono i video diari di una ragazzina islamica / Curda residente in un paese affine alla Turchia o in Europa.

GIORNO 17 – Cominciano deportazioni di turchi e migranti e isolamento in campi profughi per evitare rivolte, come anche per i Coreani residenti in Usa e Canada, il Brasile dichiara l’ entrata in guerra, e il Lussemburgo mette su uno sciopero generale.

GIORNO 18 – Scoppiano rivolte nei ghetti e nei campi profughi, e avviene una reazione armata in territorio statunitense o in territorio Turco.

GIORNO 19 – Ulteriori zone della Francia vengono assediate da migranti o islamici, o turchi residenti in Francia, mentre la Turchia subisce una sconfitta in Russia, e gli stermini e deportazioni Curde vengono ufficialmente rese note e riconosciute.

GIORNO 20 – L’ Iraq si rivolta contro la Turchia, mentre l’ Inghilterra conquista Tripoli e la Turchia si arrende in Russia. Intervento armato in Tunisia e la Turchia dichiara guerra totale contro avversari.  

GIORNO 21 – Incominciano massacri e violente rivolte nei campi profughi Europei, a rischio attacchi la Bielorussia, ma anche potenziale evento a Napoli.

GIORNO 22 – Incomincia una battaglia con carri armati in Russia, Statunitensi e alleati arrivano in Sicilia, mentre Roma potrebbe subire attacco, come anche Amburgo in Germania, e anche la Turchia. Potenziale arresto di leader, potenzialmente il Turco. La Turchia continua a perdere in Russia.

GIORNO 23 – Invasione in territorio Italiano da parte degli alleati, e resa di uno dei leader, anche se il Turco potrebbe essere liberato da raid. Rivolte violente a Napoli ed esplosione con potenziali vittime. L’ Italia dichiara guerra alla Turchia.

GIORNO 24 – Gravissimo massacro di Curdi, chiusura nei campi di contenimento di Rom e zingari, a rischio attacco Berlino, ma anche la Turchia. Potenziale evento a Bari, e potenziale massacro in Grecia.

GIORNO 26 – A rischio attacchi l’ Ungheria, possibili eventi in Italia.

GIORNO 27 – La Russia interviene in Crimea, Roma è in mano agli alleati, e anche la Turchia, gli alleati arrivano a liberare la Francia assediata da islamici e Turchi residenti, Londra subisce potenziale attacco missilistico, Turchia clamorosamente sconfitta in Bielorussia, potenziali eventi in Finlandia.

GIORNO 28 – La Russia libera la zona del baltico, continuano rivolte nei campi profughi, ma anche in Siria in modo simile alle Primavere Arabe, la Romania diventa un membro alleato, Parigi è liberata dall’ assedio.

GIORNO 29 – Bruxelles è liberata, Londra subisce ancora attacco missilistico, gli alleati arrivano ad Atene, e cade la prima città Turca.

GIORNO 30 – Potenziale evento esplosivo imponente in Inghilterra, forse accidentale, e inizia una guerriglia civile in Grecia.

GIORNO 31 – La Russia libera un campo di contenimento di Curdi esponendone le condizioni disumane. Erdogan ( ? ) fa il suo ultimo discorso pubblico. Conferenza di Yalta in Ucraina ( il conflitto Ucraino volge al termine con risoluzioni ), la Russia interviene a Budapest, e in una città Turca ( potenzialmente ) ( o si tratterà di un attacco alla Germania? ) avviene il gravissimo massacro / bombardamento che sarà come una Nuova Dresda ( 22/25.000 vittime ). Manila viene liberata. La Turchia passa agli Alleati.

GIORNO 32 – Terribile bombardamento colpisce Pyongyang, Corea del Nord, e fa 100.000 vittime. Erdogan ordina la totale distruzione delle infrastrutture per ostacolare il nemico che avanza, preso da Alleati un altro campo di contenimento Curdo. Si scatena una battaglia a Berlino, o più potenzialmente a Ankara / Istanbul, ed Erdogan concede la sconfitta in un bunker, mentre gruppi di partigiani della Resistenza assaliscono violentemente uno dei leader con la moglie, in fuga dal paese, mentre in alcune zone Europee gli aeroplani buttano giù cibo durante una situazione critica di scarsità di risorse.

GIORNO 33 – Per propaganda viene annunciata la morte del nuovo Hitler ” in combattimento fino alla morte contro i Russi “, mentre il Presidente Usa è TRUMan, mentre Ankara e Istanbul cadono e i Russi piazzano la loro bandiera su un edificio importante, Olanda, Danimarca sono liberati dagli assedi, e ci si occupa delle operazioni finali della guerra in Siria.

GIORNO 34 – La Turchia viene scomposta e divisa in 4 aree e si comincia a delineare i confini di un Grande Kurdistan. Le Filippine sono liberate, il primo ministro inglese potrebbe dimettersi e potrebbe avvenire un evento a New York. Gli Stati Uniti, d’ accordo con la Cina sin da inizio Aprile 2017, prendono una decisione cruciale e lanciano un paio di bombe nucleari sulla Corea del Nord , mentre il Giappone si arrende nella disputa delle isole con la Cina. Finisce il regime dittatoriale Coreano, anche se le società occidentali reagiscono con proteste, shock e indignazioni all’ uso di armi nucleari da parte degli statunitensi.

GIORNO 35 – Profughi Nord Coreani si riversano nella Corea del Sud creando una immane crisi e scompiglio generale. Si torna a una situazione di Guerra Fredda e si riflette sullo sconsiderato uso di armi nucleari in guerra. Viene stabilita una repubblica democratica con un governo fantoccio. Nei prossimi giorni i responsabili di crimini di guerra e contro l’ umanità verranno sottoposti a processo.

GIORNO 37 – Anche Ungheria, Armenia, Azerbaigian, Cipro, Grecia, Siria, Iraq, Iran, Georgia, Romania e Macedonia potrebbero subire scombussolamenti nel territorio, con confini modificati e potenziali suddivisioni simili al territorio Turco, ma solo alcuni paesi non tutti.





Strana analogia fra l’ evento di Grasse in Francia ed episodio della serie Degrassi Next Class

16 03 2017

Oggi un ragazzo di 17 anni si è introdotto nel suo liceo in Francia, nella cittadina di GRASSE, armato di due pistole, un fucile da caccia e un paio di granate probabilmente fatte in casa. La sparatoria ha coinvolto il preside e almeno 7 studenti, quindi ci sono feriti ma non ci sono vittime.

Non ho potuto fare a meno di pensare all’ episodio della serie Canadese DEGRASSI NEXT CLASS – Sorry not Sorry trasmesso in Canada il 15 Gennaio 2016, che mostra un ragazzo della scuola superiore Degrassi introdursi all’ interno del liceo durante una celebrazione – ballo scolastico – armato di pistola. Ma grazie all’ intervento del fratello maggiore, che si accorge che manca la pistola del padre, e avvisa le forze dell’ ordine dopo aver trovato assieme ad un amico una lista di vittime potenziali – KILL LIST – del fratello nella stanza devastata in seguito a un suo attacco di rabbia perché la madre gli ha tolto cellulare e videogiochi in seguito alle accuse di aver perseguitato una ragazza online assieme al suo gruppo del club dei videogiochi della scuola, e in seguito alle proteste del consiglio studentesco che voleva censurare un videogioco violento.

Nella KILL LIST c’ erano la ragazza perseguitata online, due membri del consiglio studentesco, un ragazzo gay dichiarato e una ragazza islamica, il fratello di questa, migliore amico del ragazzo che voleva uccidere, e una ragazza di cui era innamorato ma che aveva smesso di fidarsi di lui. Il ragazzo aveva subito atto di bullismo ed era stato picchiato dal fidanzato della ragazza una volta scopertosi colpevole delle offese pesanti online e delle minacce di morte.

A causa dell’ intervento immediato delle teste di cuoio, il ragazzo nell’ episodio non riesce a colpire nessuno e torna a casa senza che nessuno scopra che si tratta di lui che ha causato scompiglio, e il fratello maggiore mantiene il segreto per un certo periodo di tempo. COSA SBAGLIATA da fare a mio parere.

Ora cominciamo a parlare di analogie; il ragazzo francese è figlio di un consigliere comunale locale e il suo nome contiene un verbo violento, inoltre era solito pubblicare foto di un videogioco violento stranamente simile a quello che il personaggio di Degrassi giocava. Il personaggio di Degrassi si chiama HUNTER – CACCIATORE ed è figlio di un politico locale, che era stato precedentemente in lista per diventare sindaco e se non ricordo bene era stato eletto, ma si era separato dalla famiglia in seguito a un divorzio perché la moglie aveva scoperto che aveva un amante. Inoltre ho visto online una foto del ragazzo francese e assomiglia in modo inquietante a questo attore.

Sono quasi convinto che quel ragazzo abbia visionato questo episodio di Degrassi e se non lo avesse fatto bè, la questione si fa ancora più inquietante. Soprattutto pensando che il 20 Gennaio 2017 la serie di Degrassi trasmetteva un episodio che finiva con lo schianto di un pullman scolastico, dove un ragazzo finiva in coma. Curiosamente poche ore dopo, forse prima della trasmissione serale in Canada, un pullman di ragazzi ungheresi si schiantava sull’ autostrada, prendendo fuoco. Fra le vittime era segnalato un ragazzo in coma.

 





L’iper-normalizzazione e i memi: dai ranocchi di estrema destra alle pizze pedo-sataniste

28 11 2016

In questi ultimi giorni, mi sono reso ulteriormente conto di come la realtà di ciò che sta succedendo nel mondo si stia facendo sempre più ambigua, sfuggente e, in ultima analisi, incomprensibile. E tutto ciò a causa della sua estrema complessità, sempre più manifesta.

Forse inafferrabile a tal punto da aver difficoltà ad esprimerla adeguatamente.

Periodicamente, su questo blog, avviso di “articoli in preparazione” che però poi faticano a venire alla luce. Ho chiaro l’argomento ma non ho chiara l’esposizione.

Per esempio, l’anno scorso avevo annunciato un intervento incentrato sulle opere dell’artista spagnolo Luis Quiles confrontate con la miniserie britannica “Black mirror”, un confronto che, penso proprio, nessuno abbia mai intrapreso finora (perlomeno in rete, almeno stando ai risultati di Google)…

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Luis Quiles e “Black mirror” trattano del nostro presente multinazionale e super-interconnesso, dove foto, immagini e testi circolano continuamente sulle autostrade elettroniche attraverso i computer (smartphone e pad compresi) e dove il discrimine tra ciò che è vero e ciò che è falso non è più chiaro come prima.

A tal punto che, su un blog italiano abbastanza seguito, leggo ciò:

Una settimana fa, l’Oxford English Dictionary ha diffuso, come ogni anno, il premio alla “parola dell’anno”. Con questo termine si intende un neologismo che sintetizza, identifica e rappresenta l’umore più corrente e diffuso nella società occidentale. Nel 2016 ha vinto il termine “Post-Truth” (post-verità) definito così: “Relativa a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica del ricorso alle emozioni e alle credenze personali”.

E’ sempre più irritante – per me – prendere una posizione netta e chiarissima su qualsiasi argomento, di politica internazionale, soprattutto. E ho idea che questa mia sensazione (non particolarmente piacevole) sia condivisa da un mucchio di gente.

Sensazione non certo rassicurante ma che può avere un suo strano fascino, affine al fascino dell’ignoto, penso.

Personaggi politici visti positivamente o negativamente, cose e avvenimenti che esistono o non esistono, a seconda del tipo di newsletter a cui sei abbonato, a seconda del tuo filtro di Facebook e del tuo BIAS DI CONFERMA.

Giornali internazionali di prestigio che un giorno consigliano il SI a un referendum e il giorno dopo, gli stessi identici giornali, consigliano il NO.

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Intanto escono film come “HYPERNORMALISATION”, di Adam Curtis, dove viene esposto come vi sia una “guerra senza limiti” grazie alla quale l’attuale assetto di potere (che per il film è incentrato sulla triade Usa – Russia – Siria) mantiene lo status quo attraverso una realtà virtuale fatta di narrazioni confuse e contraddittorie fatte ad arte per non far capire alle masse cosa stia davvero succedendo. Ma ciò, sottolinea il film, non è una teoria del complotto bensì il regolare funzionamento del sistema iper-tecno-mediatico in cui siamo immersi, il cui inizio-inizio viene situato circa quarant’anni or sono e che, negli ultimi anni, non ha fatto che esarcerbarsi a causa dell’infittirsi delle reti di comunicazione.

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Loro lo sanno che sappiamo che loro mentono.

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Abbiamo finito per perderci in un mondo falso.

L’iper-complessità del mondo attuale (ovvero l’iper-complessità delle reti comunicative) viene iper-normalizzata attraverso narrazioni contraddittorie in cui gli stessi protagonisti dati in pasto all’attenzione delle masse vengono mostrati (apposta!) sia positivamente che negativamente. E sia il punto di vista negativo che quello positivo sono entrambi artefatti e menzogneri, non rappresentano ciò che davvero sta succedendo, ed è successo. Non mostrano davvero e con chiarezza le reali dinamiche sottostanti degli attori in gioco.

Questo discorso sarebbe stato presente, in nuce, anche nell’articolo su Luis Quiles e “Black mirror”, il quale attende tuttora di essere scritto (tra l’altro, l’autore Charlie Brooker è in combutta con Adam Curtis, l’autore di “Hypernormalisation”.)

Curtis, nel film, evidenzia le inusuali strategie di un personaggio: l’uomo d’affari Vladislav Surkov, vicino all’attuale presidente russo. Surkov, nelle operazioni da lui chiamate di “guerra non lineare”, è capace di finanziare l’appoggio all’attuale politica russa così come la sua opposizione, e questo sia in patria che fuori, per esempio durante la guerra civile in Ucraina. Quanto c’entra tutto ciò con l’immagine controversa che i media danno dell’attuale presidente russo, la quale passa disinvoltamente da quella di “grande statista che vuol mantenere la sovranità del suo paese, sdradicare il terrorismo e rimettere in sesto le cose anche in Occidente” a quella di “autocrate oligarca anti-democratico con manie di grandezza neo-imperialiste e tiranniche”?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è sempre andata così da Napoleone in avanti e forse anche prima: le grandi personalità pubbliche – soprattutto se a capo di grandi nazioni – polarizzano le opinioni su di loro. Ma se tutto ciò fosse fatto…APPOSTA, come suggerisce il film di Curtis?

Tutto questo dibattito pubblico planetario attuale attraverso la super-connettività (pseudo-dibattito e pseudo-pubblico) è la piattaforma digitale telematica globale dove le visioni del mondo possono facilmente diventare radicali fino alla follia e portare a risultati nel mondo reale, quello della democrazia formale dei paesi occidentali, per esempio.

Abbiamo visto come vi siano state polemiche, dopo il risultato delle elezioni negli USA, perché alcuni hanno visto nella libertà di circolazione di contenuti informativi eccessivi ed esagerati (razzismo, xenofobia, supremazia della razza bianca, complottismo) una delle colpe del risultato delle elezioni USA, e allora vi è stato un coro di proteste verso i social network, naturalmente capeggiati da Facebook e dal suo scienziato, barone Frankenstein – Zuckerberg, il quale s’è affannato a dire che lui e la sua creatura sono innocenti, e comunque verranno presi provvimenti – chissà quali – per far sì che le bufale e l’odio non circolino più dentro Facebook e non influenzino più il gioco elettorale.

Ebbene, proprio da internet è uscita fuori questa strana cosa chiamata ALT-RIGHT (nome che sembra un comando della tastiera del computer ma sta per “destra ALTernativa”), una destra americana politicamente scorretta in modo totale, xenofoba, misogina, complottista, anti-islamici, anti-immigrati, anti-globalizzazione, filo-nazi, per la supremazia del maschio bianco contro tutto ciò che lo minaccia. E questa ALT-RIGHT, nata e cresciuta su internet, fa ampio uso di social network come 4chan e Reddit, del trolling in rete, e soprattutto dei memi, cioè di quelle immagini innocenti che possono essere modificate e acquistare diversi significati a seconda del contesto in cui sono inserite, che circolano attraverso i gruppi di discussione e i social network, e che sono difficili se non impossibili da intercettare ed eliminare, perchè si riproducono potenzialmente all’infinito.

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Pepe the frog: innocente cartone animato amatoriale o simbolo dell’odio razzista, xenofobo, misogino, suprematista del maschio di razza bianca?

Per via delle dinamiche del web, dunque, un innocente meme come il ranocchio PEPE THE FROG (apparso per la prima volta su un fumetto amatoriale in rete nel 2005) è divenuto uno dei memi più diffusi e onnipresenti della folle destra alternativa finto ironica (cioè spaccia per esempio come ironia un gruppo di suoi esponenti che fa il saluto nazista e dice “Hail” quando invece ironia non è), tanto da essere ormai identificato come un suo simbolo a tutti gli effetti, un simbolo dell’odio e del male, a cui ha alluso persino la candidata democratica in campagna elettorale. Il meme Pepe the frog è stato persino paragonato a KEK, una divinità del pantheon dell’Antico Egitto, con la proprietà di influire sul corso degli avvenimenti, portandoli a proprio vantaggio.

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KEK, il Dio del Caos. Kek è la deificazione del primordiale concetto di tenebra nella religione dell’antico Egitto. Incarna il tempo giusto prima dell’alba, facendo sì che sia il portatore di luce. Kek è rappresentato come un uomo dalla testa di rospo. Nei geroglifici Kek è ritratto come un uomo che sembra seduto davanti allo schermo di un computer. Paia e numeri sono molto importanti nella mitologia di Ogdoad. La ripetizione di numeri era usata per creare l’universo, secondo Ogdoad. Kek sta usando 4chan come vascello per diffondere il suo messaggio e traghettare in una nuova era di luce.

Quindi qui abbiamo a che fare con un meme di internet rappresentante un ranocchio verde, che, moltiplicandosi a dismisura sui social network dell’alt-right, è diventato progressivamente il suo simbolo e che ha influito pesantemente sulle elezioni USA, proprio quelle che qualcuno dice siano state manipolate dai servizi segreti russi in combutta con l’attuale presidente amico del candidato che poi ha vinto, il quale però aveva finanziato anche una parte dei suoi oppositori, che i mass media mainstream gli erano tutti contro però, nello stesso tempo, gli facevano grande pubblicità perchè facevano share, ascolti, le sue continue apparizioni (proprio come succede qui in Italia col suo amico leader della Lega Nord) e qualcun altro ha le prove che la sfidante democratica aveva fatto in modo che fosse proprio lui a sfidarla in modo da poter facilmente vincere contro un candidato così impresentabile, e sappiamo quanto alla sfidante democratica piaccia semplificarsi la vita dal momento che, pur attirando i voti delle femministe, ha mantenuto il cognome del marito ex presidente. Tutto chiaro, no?

Così come sono chiare tutte le proteste in giro per l’America contro il presidente eletto acclamato dall’Alt-right che gli urla “Heil!” a braccio teso (quelle stesse proteste a cui partecipano picchiatori neri e snowflakes emo, cioè ragazzi emotivi e sensibili spaventati dal nuovo presidente hard), sono sponsorizzate dal miliardario globalista foraggiatore di colpi di stato in giro per il mondo, ma poi qualcun altro ci dice di no, che è complottismo populista.

A proposito dei memi e del social network 4chan e Reddit, vi è poi un altro fenomeno nato e cresciuto su internet ora molto attivo, ovvero il cosiddetto “PIZZAGATE”, venuto fuori da una presunta fuga di notizie riguardante John Podestà, l’ex capo della campagna elettorale della candidata democratica,  assieme al fratello Tony. Ciò che sappiamo per certo è che, secondo certo materiale uscito fuori da Wikileaks, diverse mail rese pubbliche, Podestà risulta aver partecipato a certe strane cene alternative assieme all’artista montenegrina Marina Abramovic e ad altri personaggi elitari, in cui si svolgevano come degli pseudo rituali di arte sanguinaria di impronta pseudo satanista. Le scelte di Podestà sono certo un po’ bizzarre e magari discutibili (parliamo di uno fissato anche col cover up sugli UFO), così come le sue scelte artistiche abbastanza schifose, condivise col fratello Tony. Fatto sta che, non si sa bene esattamente come sia iniziato, molti attivisti in molti social network in rete (gli stessi social dell’alt-right: 4chan, reddit, e tanti altri) sono come stati presi da un raptus investigativo: si stanno fracassando la testa tirando fuori milioni di link, di riferimenti incrociati, di schermate di Instagram, di capture, di pagine web “freezate”, e la faccenda è continuamente in progress.

Connettendo i punti (connect the dot si dice), tutti questi attivisti di Reddit, 4chan ecc… hanno accumulato una grande quantità di prove (anzi, indizi più che di prove), indizi che dimostrerebbero come John Podestà e il fratello Tony – due pesantemente coinvolti con le faccende dei Clinton – facciano parte di una èlite pedofila-satanista ad alto livello, il cui quartier generale e luogo di incontri sarebbe una pizzeria chiamata “Comet pizza shop”, in quel di New York.

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Se il meme Pepe the frog (innocente cartoon amatoriale fatto a ranocchio), a furia di rimpallare tra un aggiornamento e l’altro, tra un nuovo post e l’altro in migliaia di versioni  e fotomontaggi, ha cambiato completamente contesto diventando qualcos’altro, cioè uno dei simboli principali dell’alt-right – tanto da essere citato pure sul mainstream – gli attivisti del “Pizzagate”, stanno andando alla ricerca di memi, anzi di cripto-memi, nella cerchia dei presunti pedofili ad alto livello del “Comet pizza shop”, memi sulle schermate di Instagram, le quali mostrerebbero come certe immagini che si ripetono, certe allusioni nelle chat, certe parole che stanno per concetti che normalmente queste parole non significano, rivelerebbero le intenzioni segrete dei partecipanti a questi forum on line. Dentro cui, a dir la verità, si incontrano delle immagini disturbanti, popolate da bambini molto piccoli in atteggiamenti poco decifrabili e opere pittoriche e sculture di veramente dubbio gusto.

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Il cripto-meme della pizza.

 

Poi, appunto, ci sarebbe il riferimento alla “pizza” per indicare qualcos’altro, qualcosa che, secondo i detective digitali di Reddit e 4chan, sarebbe legato a turpi giri pedofili-satanisti con personaggi, quali i fratelli Podestà, mani in pasta nel clan dei Clinton, cioè al clan di un ex presidente USA e della prima donna presidente mancata. Stando a queste ricerche, i due Podestà sarebbero persino i rapitori di una bambina, Madeleine McCann, rapita qualche anno fa in Portogallo, all’interno di un appartamento in un residence,  e i due in effetti somiglierebbero sorprendentemente all’identikit dei rapitori, identikit che compare anche sulla pagina Wikipedia in inglese relativo al caso di questa bambina scomparsa nel 2007, caso che all’epoca fece un bel po’ di rumore sui mass media anglofoni.

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L’identikit dei rapitori di Madeleine McCann che somiglia misteriosamente a John e Tony Podestà.

 

Naturalmente, il mainstream vede tutto ciò come un’ennesima teoria del complotto, anche se David Seaman – giornalista dell’Huffington post – si è esposto, essendo persuaso che sul serio ci possa essere qualcosina di vero dentro queste matte e disperatissime ricerche incrociate sul web. Altri, poi, vedono in questo “Pizzagate” una cosiddetta  psyop, ovvero un’operazione di “guerra psicologica”, per distrarre o influenzare le menti delle masse,  oppure per limitare la libertà d’espressione su internet con la scusa di reprimere le bufale eccessive e pericolose (le quali, secondo questa teoria, sarebbero dunque fatte ad arte, magari dai servizi d’intelligence.) Altri non hanno dubbi: E’ TUTTO VERO, ragazzi, e c’è l’ORRORE dentro il clan Clinton.

Insomma, siamo ormai nell’era del post-truth, della post-verità, come ci dicono. E per una testata mainstrem che ci garantisce che il “Pizzagate” è puro delirio complottista messo in piedi esagerando smisuratamente qualche mail di John Podestà uscita fuori da Wikileaks – associandole con mille altre cose che non c’entrano nulla le une con le altre – vi è una marea montante in rete che ci vuole dire l’esatto contrario, cioè che stanno scoprendo migliaia di indizi incrociati su un marciume pedofilo-satanista incistato dentro il Potere  USA.

Abbiamo ormai capito che, nell’era della post-verità unita all’interconnessione spinta, il giudizio dell’informazione mainstream (garanzia di verità, ci dicono anzi ci dicevano) è rigettato da una buona fetta di pubblico, proprio perchè mainstream, proprio perchè mass media, perchè New York Times, Washington post e Financial times, e dunque è importante ciò che viene creduto e non ciò che è vero, e ciò che viene creduto reale sarà reale nelle sue conseguenze.

Fino a prova contraria.

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Anche Goro Adachi del sito web sincromisticista Etemenanki pare abbia voluto dire la sua sull’argomento, lo stesso Adachi che di solito sembra sempre un po’ perduto nei suoi iperurani: “Se avete poca guida/abilità nel discernere la validità di ogni informazione che vi arriva, siete battelli senza timone alla mercè del mare della propaganda.”

Vedere anche:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/07/04/la-realta-e-unimmagine-che-linformazione-non-puo-costruire/





Dal frame 237 alla camera 237, da Shining a Westworld

22 11 2016

 

Frame 237, 22 novembre 1963.

E’ quando il sole luccica che il tetto va riparato.

 

Oltre al 35°presidente degli USA John F. Kennedy, altre due persone degne di nota muoiono il 22 novembre 1963: Aldous Huxley, filosofo e narratore inglese (nato nel 1894) e C.S. Lewis, autore, poeta e critico inglese-irlandese (nato nel 1898).

 

Il 21 novembre 1963, dei critici cinematografici avevano pianificato un’anteprima speciale del film di Stanley Kubrick “The doctor Strangelove” (“Il dottor Stranamore”) il giorno successivo. Ma quando la notizia è arrivata da Dallas il giorno dopo, 22 novembre, i piani cambiarono.

Un ospite scarabocchiò su un invito la frase “(L’ANTEPRIMA) NON S’E’ TENUTA, IL GIORNO DOPO SPARARONO A KENNEDY”, il foglio è stato pubblicato venerdì (22 novembre 2013, Los Angeles Times) su Reddit e altri social media (vedi sotto) , e qualcuno identifica la grafia come appartenente allo stesso Kubrick.

 

 

Una fotografia da un meeting della NASA, tenuto presumibilmente nel 1961, a cui partecipano degli uomini che sembrano riflettere personaggi che compariranno nel film del 1964 “Il dottor Stranamore”.

 

 

 

Uno dei personaggi significativi del film “Shining” [sempre di Stanley Kubrick] (1980) è Stuart Ullman. Ullman è un cognome tedesco tipico degli ebrei d’Europa, significa “uomo di Ulm”.

Ulm è una città nello stato federale tedesco del Baden-Württemberg, situata sul fiume Danubio. La battaglia di Ulm del 16-19 ottobre 1805 fu una serie di schermaglie, al termine della Campagna di Ulm, le quali permisero a Napoleone I di intrappolare un intera armata austriaca sotto il comando di Karl Freiherr von Mach Leiberich, con perdite minime, forzando la sua resa vicina a Ulm, nell’elettorato di Baviera.

La maggior parte delle persone ebree identificatesi come tali, furono spazzate via a Ulm nel corso della Seconda guerra mondiale.

Nel film “Shining”, Barry Nelson indossa un parrucchino che lo fa somigliare a JFK, seduto alla scrivania con sopra una bandiera americana. Nelson fu il primo attore a interpretare James Bond nel film tv “Casino Royale” del 1954, otto anni prima che Sean Connery ebbe la parte di Bond in “Dr No” [“Agente segreto 007, licenza di uccidere”.] La sua ultima interpretazione più nota fu proprio quella di Stuart Ullman nel 1980, in “Shining”. La sua ultima apparizione in un film (non accreditata) fu quella di un “attore alla tv” nel film “Poltergeist” del 1982. Barry Nelson morì il 7 aprile 2007 durante un viaggio in Bucks County, in Pennsylvania, nove giorni prima il suo novantesimo compleanno. La causa della sua morte rimase sconosciuta.

Bucks County in Pennsylvania è una storica località piuttosto strana, conosciuta per le sue “rocce trillanti” e avvistamenti di “thunderbird” [rarissimi volatili che secondo alcuni non esisterebbero neanche.] Anche il film seguente da lui girato è legato a Bucks County: “Signs” di M. Night Shyamalan, del 2002, la location e le riprese furono interamente laggiù; “The stand” di Stephen King contiene una scena girata laggiù; tutto “The last broadcast” (eccetto la sequenza di NJ) fu girata a Bucks County; e uno dei primi film di Steven Spielberg, “Something evil”, fu girato a Bucks County.

 

Mi ricordo quando ero un ragazzino, mia nonna ed io potevamo tenere intere conversazioni senza nemmeno aprire la bocca.

Chiamava questa lo “shining”, la LUCCICANZA.

Nel 1980 Scatman Crothers interpretò Dick Hallorann in “Shining” di Stanley Kubrick, dove è ammazzato da Jack Torrance (Jack Nicholson). Nella realtà, Crothers morì il 22 novembre 1986, il ventitreesimo anniversario della morte del presidente John “Jack” Kennedy.

 

Kubrick disse che cambiò il numero della stanza 217 del libro nel 237, per via di una richiesta dell’hotel dove venne girata la scena stabilita.

Il codice telefonico del posto dove abita Stephen King è 207. Il codice 217 corrisponde all’Illinois centrale.

Il decollo della navetta Apollo per la Luna fa la sua apparizione in “Shining”.

“Ci sono film che ti rimangono dentro, per sempre…e ancora…e ancora”.

 

“Molti modi per entrare, nessuno per uscire.”

 

Il libro di Stephen King VS il film di Stanley Kubrick:

NESSUN LABIRINTO NEL LIBRO.

 

Nel film “Westworld” del 2016, la prima volta che appare il labirinto è su una calotta cranica.

 

Notato da Alex Fulton: da Westworld, “anomalia rilevata” a 23:07.

 

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L’onda di terrore che ha investito l’America E’QUI.

Meme della campagna elettorale USA 2016.

 

Folklore, notizie false, fake, o FAKElore? La famiglia di Cruz è sospettata di essere legata a Lee Harvey Oswald, senza alcuna prova certa, apparentemente da agenti della campagna di Trump.

 

Nel film “Shining”, Jack Torrance (Jack Nicholson) diventa custode invernale dell’isolato albergo Overlook Hotel in Colorado, sperando di risolvere così il suo blocco dello scrittore. Si trasferisce laggiù assieme a sua moglie, Wendy (Shelley Duvall), e suo figlio, Danny (Danny Lloyd), che è tartassato da premonizioni psichiche.

Nella realtà, è da quasi quindici anni che l’attrice sessantasettennne Shelley Duvall non ha una parte in un film, costretta a lottare con disturbi mentali. Articoli del novembre 2016 riportano che la figlia di Stanley Kubrick, Vivian Kubrick, ha cominciato una campagna su GoFundMe per aiutare l’attrice di “Shining” Shelley Duvall.

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Queste delizie violente hanno finali violenti.

 

 

Originale in inglese sul blog Twilight language al seguente indirizzo:

http://copycateffect.blogspot.it/2016/11/237.html