La più letterale presentazione immaginabile come "oracolo dell'Apocalisse"

24 03 2020

Dylan Dog n°77, febbraio 1993.

Da un post di “The Secret Sun” di aprile 2018: […] Ma il fatto è che “Five Ten Fiftyfold” dei Cocteau Twins cantata da Elisabeth Fraser, è in effetti la canzone più terrificante mai registrata. Anche solo una rapida occhiata al testo lo indica:

Wheezing and Sneezing
Tenfold it blew apart
It halved it in half
And went gushing gust wind

Respiro sibilante e starnuti
Dieci volte è esploso
Lo ha dimezzato a metà
E cominciò a soffiare forte vento

Tiziano Sclavi, papà di Dylan Dog, fa un video in cui dice di restare a casa per evitare di contrarre-diffondere il virus.

Come promesso, ecco la mia personale versione di un post di “The secret sun” apparso nel settembre 2019, in cui il gestore del blog Christopher Knowles fa il resoconto di uno spettacolo dei Massive Attack assieme alla ex cantante dei Cocteau Twins Elisabeth Fraser, che Knowles da anni e anni mostra di considerarla una “Sibilla”, una figura oracolare dalle capacità profetiche. Oltretutto, Knowles ritiene di non essere il solo a essersi reso conto di ciò ma anche potenti figure influenti nell’ombra e lo spettacolo presentato nel settembre scorso potrebbe apparire come una “presentazione ufficiale”.

Bene, il giorno è finalmente giunto e sono andato a sentire le profezie della Sibilla al tempio solare nel più grande tempio mitraico all’aperto nella “Nuova Roma”.
 
O è la “Nuova Bisanzio” ed è invece Londra la “Nuova Roma”? O è Londra la “Nuova Babilonia” e New York la “Nuova Roma”? Mah.
 
Comunque sia, non sono rimasto deluso. Anzi, ho ricevuto molto più di quello che ho speso.
Il palco e la platea sono dentro un sole gigante.
Manifesto comparso a Genova a partire da settembre-ottobre 2019.
Ho preso il mio biglietto all’ultimo minuto.  La verità è che Mezzanine non è mai stato uno dei miei album favoriti dei Massive Attack, e non sono mai stato certo se gli incantesimi della Sibilla inerenti a quell’album dovrebbero essere considerati canonici (Mi considero uno di quei canonici, ortodossi, irritanti tipi i quali credono che l’età delle profezie uniche della Sibilla si concluse nell’anno 1996.)

Inoltre, temevo che la Sibilla, avendo ora oltre vent’anni di più, avrebbe magari avuto maggiori problemi alle corde vocali aggravati dalla paura del palcoscenico e la sua voce nell’album era già un’ottava al di sopra della sua gamma naturale. Perdipiù, i prezzi dei biglietti erano ridicoli finché i bagarini hanno cominciato ad alzarli man mano che si ci avvicinava allo show.

Oltretutto, non hanno fatto “Silent Spring” il vero capolavoro della Sibilla assieme ai Massive.
 
Tuttavia, gli eventi del giorno hanno complottato nel forzarmi di cercare misericordia e guida dalla “Our Lady”, la “Nostra Signora”, e sono stato molto lieto di averlo fatto.

PRIMA DI TUTTO

Ero nei posti molto indietro, di mezzo — in “Mezzanine”, ironicamente– e potevo vedere e sentire tutto perfettamente.
 
Inoltre, per questo spettacolo, non c’è nulla sul palco da guardare se non un gruppo di musicisti in piedi nel buio. L’azione era in uno spettacolo di luci coi collage video di Adam Curtis. Meno male che m’è parso non ci fossero epilettici nel pubblico.
 
Avevo visto diversi video on-line ma non si avvicinano all’esperienza che si ha “dal vivo”. Le luci erano molto, molto accese, la musica era molto, molto forte e i video erano bizzarramente tridimensionali, come ologrammi. Se ci fosse qualche verità sui metodi visti in The Parallax View, ognuno nella folla avrebbe potuto essere un candidato manciuriano.
 
Devo dire che con i video, quegli accordi e tutto il resto, lo spettacolo mi ha ricordato molto di più un concerto dei Clash di qualsiasi cosa mi aspettassi i Massive Attack mettessero su.
 
E’ stato molto divertente sentire i Massive fare una cover di una delle mie canzoni dei Bauhaus preferite come “Bela Lugosi’s Dead.”
 
Mi hanno ricordato un sacco anche i Clash, quando Mikey Dread or Ranking Roger hanno agguantato il microfono.
Così come da me detto tante volte, i video di Adam Curtis sono usciti da The Parallax View e Clockwork Orange. Insieme allo spettacolo di luci, l’ho trovato anche somigliante al suo lavoro nel balletto MKULTRA del 2017.
 
Ironicamente, pensando a tutti i messaggi “anti-nostalgia” di Adam Curtis, è invero una forma di nostalgia per un tempo in cui le persone credevano sul serio che poche semplici visualizzazioni di immagini disturbanti– naturalmente accompagnate da testo– erano in grado veramente di fare il lavaggio del cervello alle masse.
 
Sappiamo meglio le cose adesso.
 
Il climax dello spettacolo ha dimostrato la mia folle illusione tesi singolare che quella timida, modesta, schiva e piuttosto androgina casalinga di mezza età suscita in qualche modo l’ interesse per un sacco di potenti e influenti personaggi. Gente che sembra veramente sapere il fatto suo quando si tratta di esoterismo e occulto. 
 
Così come mi è sembrato di intuire molto molto tempo fa, pare esserci una connessione simbolica ripetuta tra questa piccola voce di soprano scozzese e l’Apocalisse, che è così consistente e così presente da essere innegabile.
 
Non chiedetemi il perché.
 
Comunque, dopo un catalogo d’immagini distopiche c’è stato un “crescendo” del “Group Four” (potete vedere una completa performarce della canzone qui. )
 
Robert Del Naja (o Banksy, se preferite) e la Sibilla hanno condiviso le voci, quindi Del Naja ha lasciato il palco alla Sibilla, che silenziosamente s’è lasciata abbagliare dalle luci.

O silenziosamente Lei ha canalizzato, dipende dal vostro punto di vista. 

Poi la band ha suonato a squarciagola un riff particolarmente rumoroso mentre scene di rivolte a Parigi, Mosca e Hong Kong riempivano gli schermi assieme ad altri flash da incubo.
 

Tutto quanto mi ha anche ricordato una strana visione da me avuta di un antico misterioso rituale in una mattina di prima estate del 1986, mentre all’incrocio di James Street con Harter Road ascoltavo “Great Spangled Fritillary.” 

Qualcosa che sembrava uscita dai misteri di Delfi ed Eleusini.

La venerata sacerdotessa poi s’è messa a cantare qualcuno dei suoi oracoli mentre le torce ardevano e gli stendardi svolazzavano.

Naturalmente tutto è iniziato nel 2013, quando lo stesso cast mise in scena il prototipo di questo tour. Amo questo video perché è la sola registrazione degli scorsi 23 anni in cui il cantare della Sibilla si avvicina di più alla sua gamma armonica naturale.
 
Prendete nota dell’immagine finale della performance nel video sopra.
E’ tutto così folle, no? Voglio dire, perché? Perché continuiamo a vedere questo genere di cose? Perché sentiamo la sua voce risuonare nel cielo del rituale “Clarion Call”, a sua volta uno “spin” dello stesso produttore di “Siren Song” in Australia? 
 
Perché questa timida donnetta– sostanzialmente in pensione decenni dopo i suoi gloriosi giorni rock/indie negli Ottanta — affascina così tanto certuni a tal punto da farli spendere un sacco di soldi per mettere in piedi queste accese esibizioni ritualistiche?
 
E’ del tutto pazzesco, e sta andando avanti da due decenni.
I Massive Attack si esibiscono sul palco nel settembre 2019 davanti a video di pozzi di petrolio in fiamme.

Magari per il fatto che grandi eventi esterni sembrano così spesso essere in sincro con eventi significativi della vita di Lei e del suo lavoro. 

Come il super-tifone e i super-branchi di delfini che l’anno scorso hanno annunciato il suo ritorno in pista. O il fatto che l’uragano Dorian abbia colpito nello stesso momento in cui Lei tornava a esibirsi in America dopo sei anni (e a fare un tour per la prima volta in 13 anni.)

O che l’ultimo rituale di “impeachment” contro Trump è iniziato proprio poche ore prima che Lei si esibisse in quel di Washington DC. 

Ormai ne abbiamo viste di cose che ci fanno stare lì fermi a pensare, giusto?

Sto a teorizzare ma posso solo dire che sapevo c’era qualcosa di unico e inconoscibile in lei 36 anni fa, poco dopo i primi secondi del brano “From the Flagstones.”
 
Mi manca molto il senso di abbandono che mi suscitavano quei vecchi dischi dei Cocteau Twins, nonostante non sia mai stato un grande fan del suo alto soprano, ma qualche macro-sincro sicuramente è riuscita a smuovermi delle rotelle nel cervello grazie a quella performance.
 
Vedete, avevo perduto il significato sottostante di “flowers”, “fiori”, fino alla canzone successiva. Sono stato così colpito dagli strazianti filmati di guerra che scorrevano sugli schermi che mi c’è voluto un po’ prima di capire.
 
Dove sono andati a finire tutti i fiori? Bene, lo vedete dalle grafiche alla fine del clip dove esattamente sono finiti i fiori, figurativamente e letteralmente.

Take Time to Smell the Roses Because Losing Your Sense of Smell Could Be One of the First Signs You Have COVID-19?

Prenditi tempo ad annusare le rose perché la perdita del senso dell’olfatto potrebbe essere uno dei primi sintomi del COVID-19.

Ma adesso dovrei spiegare perché ho iniziato a essere fissato con Lei. Vedete, ha salvato la mia vita, piuttosto letteralmente. E, sebbene in modo figurato, mi ha tirato fuori dall’inferno.

O forse anche letteralmente.

 

FARMACI SONICI

Christopher Knowles, infatti, anni fa è stato molto male, a causa di sofferenze fisiche dovute a infiammazioni muscolari (sindrome infiammatoria miofasciale); dal momento che le cure a base di farmaci quali Celebrex e Vioxx non funzionavano (anzi peggioravano la situazione) e l’unico farmaco di una certa utilità, il Prednisone, aveva dei brutti effetti collaterali, l’unica strada da percorrere rimaneva quella dei cocktail di oppiodi, una strada infernale durata molto tempo.

Knowles non riusciva più a fare niente, nemmeno a muoversi e pensare, imbottito di psicoattivi, lidocaina e gel Voltaren.

Grazie alla pericolosa assunzione di più medicine in contemporanea (Oxymorphone, Tapentadol, Klonopin) in qualche modo, fortunatamente, il suo stato infiammatorio non peggiorava anche se i suoi medici gli dicevano che sarebbe stato meglio si ricoverasse in ospedale e che era da pazzi affrontare la malattia da soli contando soltanto sulle proprie forze.

E infatti, se non fosse stato per la voce della “Sibilla”, a dire dello stesso Knowles, egli forse non ne sarebbe uscito, perlomeno in tempi ragionevolmente brevi. Torniamo alle sue parole.

E’ una che toglie i veleni. Non ho ancora capito bene come ci riesca ma c’è qualcosa nelle sue melodie e armonie che funziona sulla chimica del cervello in modi che non abbiamo ancora capito, in modi simili agli oppiodi ma senza costipazioni e la bocca secca. Così ebbe modo di dire Prince: ti fa piombare in uno stato onirico.

Anche se non mi spingo certo a dire che sia davvero una fata elfo aliena capace di mesmerizzare in un incantesimo i suoi ascoltatori, è indubbio che qui abbiamo a che fare con qualcosa di inusuale.

 

PHILIP K. DICK

Tradizionalmente, il test per spiriti e oracoli non era solo la profezia, era anche la capacità di guarire. Questo è un punto molto importante.

Vedete, avevo finalmente tirato fuori tutta la mia roba dall’appartamento di Satana restituendogli la chiave quando morì Chris Cornell.

Non chiedetemi di spiegarvi. Niente di ciò possiede un senso oggettivo. Ogni giorno che passa comincio a chiedermi sempre più spesso se sono solo un personaggio dentro una storia di Philip K. Dick che fa solo finta di essere un essere umano reale. Spero un giorno o l’altro di riuscirmi a spiegarmi meglio.

Come ho detto molte volte, PKD sarebbe stato molto più fissato di me con questa donna. E gli avrebbe ispirato la scrittura di almeno venti libri.

Ad ogni modo, ora come ora, le prove sono abbastanza conclusive da pensare che non c’è più solo un blog come il mio a rendere conto di ciò che sta succedendo. Non posso dire di essere felicissimo che certe persone abbiano usato Lei per le loro imprese, ma è tutta questione di Potere. Un po’ come quando i produttori volevano infilare sempre Tony Bennett e Johnny Clash nei dischi dei loro artisti.

Il talento è economico, ma il carisma è caro. E il vino non va confuso con la bottiglia che lo contiene.

Posso non essere d’accordo con l’ideologia neo-fabiana di Adam Curtis, ma non posso onestamente dire che lui non pensi davvero di star facendo la cosa giusta.

Non sono d’accordo con le filosofie che molte persone potrebbero sostenere e posso credere che quelle filosofie portino quasi inevitabilmente a un disastro, ma sono poche le persone che si organizzano e agiscono con intenzioni maliziose.

Al contrario, penso che i maggiori crimini storici vengano spesso commessi da persone convinte di stare agendo “per il bene dell’umanità.”

Probabilmente le cinque parole più pericolose del mondo.





Il mio romanzo in costruzione Psychosis era precognitivo?

8 03 2020

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https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/03/02/inaugurazione-della-domenica-della-lettura-un-nuovo-progetto-del-blog-psychosis-cap-1-e-2/

Questa era la trama di un romanzo ambientato in una versione romanzata della mia città, attualmente nella zona rossa di quarantena, nel 2018:

”Un ragazzo appassionato di motociclette e figlio di un inventore, un baskettista con l’ emofilia, un intellettuale sfuggente, un mingherlino perseguitato dai bulli, una tenace ragazza di campagna, una ragazza povera e un bullo convertito. Questi i protagonisti di una storia incentrata sul confronto con un serial killer che ha gettato nel caos la città di Ferrofiume. Alternandoci fra due epoche diverse, il 1993 e il 2018 assisteremo al ritorno in città dei sette ragazzi diventati adulti, per indagare su una nuova ondata di violenza , nelle sembianze di un fotografo e libraio smemorato, un campione sportivo stagionato, un plurilaureato in cerca di stimoli, uno stimato professore, una madre single, un’ ex infermiera disoccupata e un alcolista traumatizzato. Oscuri segreti vengono rivelati, mentre persone apparentemente tranquille si trasformano all’ improvviso in assassini scatenati. Sette avversari e un padre megalomane prendono di mira i protagonisti, gli Emarginati, mentre un ragazzo dalle doti sovrannaturali supporta i protagonisti e li spinge a diventare una cosa sola.”


Nel capitolo 2 scrivevo:

“Marzo, tempo di fiere a Ferrofiume : Piazza Giostre diventa un Luna Park, e Piazza Fiere in zona La Tartufara ospita bancarelle e cibo a volontà. Molta gente viene attirata dagli svaghi, dopo un lungo e sonnolento inverno. Quel febbraio era stato però particolare: la paura cresceva, fra gli abitanti e i genitori del posto …”; nella mia citta’ questo doveva essere il primo weekend con le giostre, che sono state annullate.

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e ancora:

“Gli scorsi due mesi erano stati tremendi. La polizia aveva organizzato coprifuoco. Gente di tutte le età veniva trovata in condizioni spaventose.” / “A Stefano piaceva camminare a lungo. Dentro di sè doveva lottare con i draghi della paura per percorrere strade così silenziose che poteva udire con chiarezza il rumore prodotto dalle sue scarpe.” / “Il killer cambiava orario a ogni singolo attacco. Ormai era chiaro che il coprifuoco aveva sempre meno senso, perchè c’ era stata una vittima per ogni ora del giorno e della notte. I giovani uscivano solo in compagnie di almeno otto persone, che passavano sotto casa degli amici ad aspettarli. I ragazzini non potevano più vivere l’ esperienza del primo giro in centro con gli amichetti. Molti incontri si svolgevano comunque in luoghi pubblici o al chiuso. Ormai era diffuso il motto hashtag #giorniliberidalkiller perchè la gente aveva capito che uccideva solo un giorno a settimana, a rotazione. Nei giorni liberi dalla violenza la città sembrava più vitale e vivace. Nel giorno bollino nero tutti si chiudevano a riccio e non vedevano l’ ora di chiudersi in casa. Alcuni negozi avevano incominciato a chiudere. Il killer dominava i pensieri privati delle persone. Di notte la polizia in assetto da militare presidiava i quartieri per cercare di beccarlo appena prima di compiere un delitto.” / “Il killer del passato uccideva molti più giovani, quello nuovo invece li assaliva di rado, concentrandosi invece sulle persone fra i venticinque e i quarantacinque anni.”

Interessante anche questo accenno ad una “maratona disastrosa” …!

“La tragedia che portava il marchio di questa località avvenne il quattro giugno dell’ ottantasei, durante un giorno di festa dedicato allo sport: la maratona di Ferrofiume, che negli anni successivi sarebbe stata spostata dai primi di giugno alla terza settimana di maggio. Fu allora che la zona industriale venne rasa al suolo da un incidente industriale in quell’ ammasso di macerie che avrebbe ricevuto il soprannome di Ground Zero. Una nube tossica si espanse per tutta la città, proprio nel bel mezzo dello svolgimento della corsa attraverso le strade della maggior parte dei quartieri. Alla maratona partecipava il novantacinque per cento dei giovani abitanti, bambini, adolescenti, ragazzi, e anche adulti e qualche attempato che riusciva ancora ad essere dinamico. I più svogliati e alcuni genitori seguivano la marcia in bicicletta o si fermavano ad aspettare in determinati punti della città. L’ enorme folla mischiata alla polvere letale che nevicò sulla città risparmiando solo pochi quartieri provocò una catastrofe totale. Centinaia morirono nelle prime settimane e mesi. Migliaia nell’ anno successivo. ” / “Come poteva essere accaduto era un mistero. Ma i social network ribollivano di rabbia, disperazione ed esasperazione. Il killer aveva cambiato dinamica. Quello non era un giorno ad alto rischio. All’ improvviso era tutto vero. Era ricominciata in modo ufficiale. “ 

Parlavo anche di un inventore bislacco che distribuiva medicinali speciali sottobanco:

“Ci sto lavorando! Sto cercando di assopire, attraverso una sostanza inedita, quella parte del cervello che lo fa entrare in uno stato psicotico …ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma un giorno lo farò smettere del tutto. E’ così che ho iniziato a fornire un servizio agli abitanti di questa città! Le mie pillole si occupano degli umori, dei sentimenti, tutto viene bilanciato, stimolano il benessere e la felicità, e migliorano la vita quotidiana della gente!” / “Le famiglie si stanno dividendo, le notti si stanno facendo chiassose, mi sento circondato da mine vaganti, piccoli mondi privati dove si sta accumulando la tensione e si stanno caricando tempeste di energia. Proprio lì dove tutto sembra andare a gonfie vele, lì dove tutto sembrava ordinato, sereno, ora ci albergano i demoni.” / “I cittadini stanno reagendo con rabbia, disperazione, esasperazione, e quant’ altro. Hanno tutti paura di essere la prossima vittima. ” / “Sul gruppo online degli abitanti di Ferrofiume c’è molto subbuglio e concitazione. Stanno chiedendo a gran voce le dimissioni del capo delle forze dell’ ordine, e non solamente le sue. Anche il sindaco è bersagliato dalle lamentele. Si è verificato anche un arresto, ma è evidente che la persona è innocente. / “Persino gli eremiti che non socializzano mai con nessuno sono stati coinvolti da tutto questo pasticcio. / “La gente non potrà tollerare altre morti. Stanno diventando tutti sospettosi l’ uno dell’ altro. Sono tutti alla ricerca del colpevole, cercando di capire chi finge di essere qualcuno che non è. Però ci sono anche altre persone che non sembrano essere toccate da quanto sta succedendo. Queste persone sembrano completamente concentrate su loro stessi, sembra quasi che non siano a contatto con la realtà. Riesco a percepire tutto ciò, quando faccio le mie passeggiate, che ormai sono diventate ronde alla ricerca di qualcosa di imprevisto. C’è il coprifuoco, come ai nostri tempi, ricordate?” / “Fioccano i reclami, le lettere al comune, la gente chiede una soluzione, aspetta una svolta nelle indagini. In molti si sono spostati nelle case di campagna, o passano molto più tempo andando a trovare gli amici e i parenti stretti delle città più vicine. E poi ci sono certe persone, per le quali sembra che non sia mai successo nulla, quelli che non sembrano essere al corrente della situazione critica che stiamo vivendo.” / “Pensavamo di esserci lasciati tutto quanto alle spalle. E adesso si ripropone di nuovo questa storia, anche se il modo in cui ci sta coinvolgendo, la percezione che ne abbiamo, è del tutto diversa, più matura di venticinque anni fa” …

P.S. il nome del killer era “CerCOVIci”! COVID! 





237: la minacciosa memoria crepuscolare del futuro

26 02 2020

 

E se il “237” segnalasse un messaggio molto specifico?

Cassandra predice il futuro e nessuno le crede. Il lavoro dei registi si svolge nel corso di quel fiume chiamato futuro, li vediamo immergersi in quella via acquatica spazio-temporale paradossalmente senza alcun riguardo allo stesso scorrere lineare del tempo causa effetto dal passato al futuro. Cassandra rivela appunto il futuro. E il numero 217 è un indizio per arrivare al 237.

 
Voglio invitarvi in un flusso di coscienza pieno di sincro, pensieri random, e alcune idee che potrebbero avere un qualche impatto sulla comprensione cripto-kubrickologica del numero 237.
 
Tutto è per me iniziato mentre guardavo la notte degli Oscar. A un certo punto c’è stato l’annuncio di Brad Pitt come vincitore della statuetta quale miglior attore non protagonista per il personaggio di “Cliff Booth” in C’era una volta a Hollywood (2019) ~ (da qui in poi CUVAH).
 
Quentin Taratino gioca col tempo, la storia, l’immaginazione. E Brad Pitt ~ in camicia hawaiana ~ ci offre una forte interpretazione. Amo quel film, l’ho visto quattro volte da quando è uscito e sono sicuro che lo vedrò ancora.
 
La camicia hawaiana indossata da Pitt è un TROPO comparso in molti film. 
 
Ho cominciato a meditare su Pitt, i suoi ruoli, e la sua camicia hawaiana. il viaggio nel tempo e la predizione del futuro ~ una sensazione che mi accompagnato attraverso tutto CUVAH ~ ancor prima di aver visto l’interpretazione di Pitt. Una sensazione alla Cassandra, a livello “di pancia”. 
 

Cassandra fu una donna della mitologia greca che non stava simpatica a nessuno perché faceva profezie vere ma che non venivano credute. Oggi il suo nome è impiegato come artificio retorico per indicare qualcuno le cui accurate profezie cadono nel vuoto. Brad Pitt, la camicia hawaiana, Cassandra, e le profezie. Tutto questo per me stava scorrendo assieme.

Loren Coleman in camicia hawaiana.

Il “complesso di Cassandra” disegna il profilo di qualcuno che pensa di poter prevedere il futuro senza sentirsi in grado di cambiarlo. Uno dei più specifici ed eloquenti esempi di questo complesso si trova nel film “L’esercito delle dodici scimmie”, interpretato da Brad Pitt, Bruce Willis, Madeleine Stowe, Christopher Plummer e David Morse.

 
“L’esercito delle dodici scimmie” è un film americano del 1995 di genere fantascientifico noir-thriller diretto dall’ex componente del gruppo comico inglese Monthy Python Terry Gilliam, inspirato dal cortometraggio di Chris Marker del 1962 intitolato La Jetée.
 
Il “complesso di Cassandra” è l’espressione data al fenomeno caratterizzato da quelle persone che prevedono brutte notizie e danno avvertimenti per il futuro ma vengono ignorate e anche respinte. L’espressione entrò nel lessico nel 1949 ai tempi in cui nel dibattito filosofico francese si discutevano le potenzialità di predire eventi futuri.

Il critico cinematografico Roger Ebert trovò la descrizione del futuro di “L’esercito delle dodici scimmie” simile a quella di Blade Runner (1982; anche questo scritto da David Peoples) e di Brazil (1985; anche questo diretto da Terry Gilliam). “Il film è una celebrazione della follia e del destino, con un eroe che prova a uscire dal caos della sua condizione, ma non ci riesce” scrive Ebert. “Il film è freddo, oscuro, umido e anche la storia d’amore tra [Bruce] Willis e [Madeline] Stowe è disperata piuttosto che gioiosa.”

Potete ricordare la camicia hawaiana anche in “L’esercito delle 12 scimmie”. Non è indossata da Brad Pitt, ma dal protagonista del film: Bruce Willis.

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27esercito_delle_12_scimmie

L’uso del viaggio nel tempo in “L’esercito delle 12 scimmie” serve per illustrare il “complesso di Cassandra”, e la trama sfrutta appieno questa opportunità. James Cole, giungendo dal futuro, ha ben coscienza della catastrofe imminente e capisce inoltre che il risultato non può essere evitato. Nella sua realtà, il virus ha già spazzato via la maggior parte dell’umanità—è un fait accompli, un “fatto compiuto”. La sua ovvia diagnosi per lui nel 1996 è il “complesso di Cassandra”, e per questo viene curato dalla dottoressa Railly che è una dei più importanti esperti in materia. Le sue credenziali in quest’area vengono ben mostrate nel film durante la firma di un libro, mentre tiene una lezione dedicata all’argomento. Ironicamente, più tardi nel corso del film quando finalmente comincia a credere che James non è folle, [non ha il “complesso di Cassandra”] lei stessa a quel punto diviene l’esempio prototipo del “complesso di Cassandra”; sa che quasi tutti moriranno, ma non c’è niente che può fare per impedirlo.

Terry Gilliam, riferendosi a “L’esercito delle 12 scimmie”, ha affermato che “solo un film è stato capace di interpretare una memoria impossibile, una memoria folle:  Vertigo di Alfred Hitchcook.
 
 

Ne “L’esercito delle 12 scimmie”, i personaggi di Bruce Willis (James Cole) e della Stowe (dottoressa Kathryn Railly) guardano proprio Vertigo mentre si stanno trovando in fuga.
 
“Penso che noi due abbiamo già visto prima questo fim,” lui le dice mentre sta diventando evidente che vivono in un mondo che è un eco letterale della narrativa di Boileau-Narcejac adattata da Hitchcook per Vertigo. A questo punto, i due si stanno finalmente avvicinando all’aeroporto dei sogni [profetici] di Cole fin dall’infanzia. Kathryn ha indossato una parrucca bionda come travestimento, mostrando a Cole la sua propria eco della trasformazione finale di Judy Barton in Madeleine Elster [in Vertigo appunto]. Kathryn usa anche il nome Judy come soprannome una volta in aeroporto. Fonte.
L’avevo notata in un video appena visto sulla questione dell’uso pre-Shining del numero 237, ed eccola di nuovo: una camicia hawaiana.
 
Il film in evidenza è “Veloci di mestiere”, Fast Company, un film canadese d’azione diretto da David Cronenberg,  l’unico suo film NON HORROR.
 
In una scena messa sotto esame cripto-kubrickologico da Alex Fulton e Shawn Montgomery, l’attore canadese George Buza, nel ruolo di “Meatball,” dice “the Sandman Inn Room 237” mentre sta indossando una camicia hawaiana.
Si tratta di un film uscito l’anno prima dello Shining di Kubrick (1980) in cui c’è la famigerata scena riguardante proprio la “room 237”. E’ significativo, penso, che la stessa “Room 237” sia legata a “Sandman”, “uomo di sabbia”.
 
La favola di Hans Christian Andersen Ole Lukøje del 1841 presenta un “Sandman”, chiamato Ole Lukøje, il quale per una settimana regala dei sogni a un bambino spruzzandogli gli occhi con della polvere magica. “Ole” è un comune nome danese e “Lukøje” significa “occhi chiusi”.

“Mr. Sandman” è una canzone popolare scritta da Pat Ballard pubblicata nel 1954 e registrata nel maggio di quell’anno da “Vaughn Monroe & His Orchestra” più tardi nello stesso anno da “The Chordettes and The Four Aces”, “i quattro assi”. Il film Back to the Future II , “Ritorno al futuro II” (1989) viene adoperata la versione “The Four Aces” di “Mr. Sandman” in almeno due occasioni.
 
Curiosamente, il film di Kubrick del 1999, Eyes Wide Shut, in sostanza, è una variazione dell’uso del nome “Sandman.” Il testo della canzone fa la richiesta a “Mr. Sandman” di “portarmi un sogno” –dunque la tradizionale associazione con la folcroristica figura di “the Sandman”. 
 
E se anche Cronenberg, e non solo Kubrick, fosse la chiave del “237”?

Accanto a “Veloci di mestiere” (1979) e il suo “Sandman Inn Room 237,” David Cronenberg presenta il “237” in Scanners (1982), un horror fantascientifico canadese, incentrato su un gruppo di persone dai devastanti poteri telecinetici e telepatici.
“Quell’estate del ’42”, film che Danny di “Shining” guarda alla tv interpretato da Jennifer O’Neill che compare anche in “Scanners”. 3570 giorni di intervallo tra l’uscita del primo e del secondo film. Cioè 2037 + 1533 giorni. Ci sono 1533 versetti nel libro della Genesi.
Danny guarda con la mamma Wendy “Quell’estate del ’42” in tv, film uscito il 9 aprile 1971: tra la sua uscita e quella di “Shining” (23 maggio 1980) trascorrono 3333 giorni.

[La mattina del 3 ottobre 1979, la Claudia Jennings di “Veloci di mestiere” si addormentò al volante della sua VW decapottabile mentre andava verso Malibù facendo un frontale con un furgone sul Topanga Canyon Boulevard. Morì pochi minuti dopo a causa di gravissime ferite.]
 
“Ci sono 4 miliardi di persone sulla Terra. 237 sono ‘scanners’. Essi hanno il più terrificante potere mai creato…e stanno vincendo,” si legge sulla locandina di Scanners.”

C’è qualcosa di molto predittivo nell’opera di David Cronenberg.

Questo tratto di Cronenberg è riflesso nella sua stessa vita personale.
 
Fui abbastanza scioccato quando seppi il nome che diede alla figlia nel 1972: Cassandra. E anche la scoperta che nacque il 17 febbraio fu curiosa . Nello stile del calendario americano, la data sarebbe scritta come 2/17. Fu il numero “217”  che sulle prime venne deciso da Stephen King per la stanza dell’ Overlook Hotel nel suo romanzo The Shining. Nel film del 1980, la stanza 217 di King divenne la famigerata “room 237” di Kubrick.

E Cronenberg ha condiviso col pubblico l’inquietante ricordo crepuscolare del suo futuro. Perché nel 1979 in “Veloci di mestiere” e nel 1981 in Scanners, David Cronenberg predisse una data significativa ~ per il calendario non americano ~ 237

 
Ovvero il 23 luglio 1982 ~ 23/7/82.

Nell’articolo seguente

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/09/11/impressioni-e-immaginazioni-sul-crollo-del-ponte-morandi-il-14-agosto-2018/

a un certo punto viene citato un film intitolato “CASSANDRA crossing”.

Proprio come i passeggeri del film Cassandra crossing, diversi conducenti di mezzi automobilistici, sono riusciti a fermarsi in tempo un secondo prima di crollare assieme al ponte o andare verso il vuoto e, recentemente, il divulgatore e contro-informatore Rocco Bruno ha utilizzato la metafora del ponte Cassandra crossing per dire come, passeggeri di un tipo di civiltà profondamente in crisi, dobbiamo “saltare giù” prima di crollare assieme a questa stessa civiltà.

L’evento che sembra avere inviato un terremoto spazio-temporale, un “crono-sisma”, attraverso il mondo dei realizzatori di film, di cui registi, produttori, scrittori, e altri “percepiscono” “avere senso,” e “predicono” attraverso l’uso del “237,” è il DISASTRO del film di “La zona del crepuscolo” cioè “Twilight zone, the movie”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_sul_set_di_Twilight_Zone

In modo conciso, in un lungo post sul suo blog Gary W. Wright, dice qualcosa di simile quando scrive:  ” ‘237 uomini e donne con poteri conosciuti e sconosciuti’ ” vengono citati all’inizio del film [Scanners], cosa che evoca la data del 23/07/82 di quel disastro dell’opera filmica di Cronenberg chiamato “The twilight zone, the movie”.
 
Wright sottolinea anche che Cronenberg ha la sua crepuscolare e personale “memoria dei crimini del futuro” che appare nel suo film “Il demone sotto la pelle”,  Shivers [del 1975]. La targa della macchina sportiva rossa che trasporta la gente infetta fuori dal parcheggio sotterraneo per diffondere con successo una malattia alla fine del film era 732E790, numero di targa che stranamente anticipa in modo esatto la data 07/23/82 del disastro di The twilight zone.”
 
A proposito di “Veloci di mestiere”, Wright scrive, sulla predizione cronenbergeriana del disastro di Twilight Zone che la quella sua crepuscolare “premonizione fu ribadita minacciosamente dall’elicottero nel film che a un certo punto si mette a volare sempre più lentamente per poi precipitare.”
 
Wright vede la complessa “Zone War,” come la definisce lui, tra Cronenberg e varie altre fazioni nella lotta tra Hollywood e la scena “indie” svolgersi proprio a causa dello scioccante incidente nel film Twilight Zone: The Movie. Così scrive:
 
“Da parte sua, Kubrick avvertì implicitamente Cronenberg che la sua passione per i film allegorici in chiave horror avrebbe distrutto la sua abilità artistica e creativa and creativity tanto quanto il custode dell’infestato e tormentato Overlook Hotel ha distrutto lo scrittore in difficoltà John Daniel ‘Jack’ Torrance, nome che evoca “Jack the Ripper” in “L’uomo venuto dall’impossibile”, Time After Time, [di Nicholas Meyer del 1979] e interpretato da Jack Nicholson nel celebre film allegorico Shining (1980).
In effetti, i movimenti della macchina da presa nel film, la strana colonna sonora che evoca quella di Crimes of the Future e allusioni ad “Arancia meccanica”, Crimes of the Future, “Veloci di mestiere”, “Il demone sotto la pelle” e Stereo affermano l’implicito intento del film di Cronenberg. Curiosamente, la “Sandman Inn room 237” citata in “Veloci di mestiere” riapparsa come “room 237” dell’ “Overlook hotel” in Shining non solo si ribadisce l’implicito intento verso Cronenberg ma c’ è un altro inquietante ricordo del futuro disastro di “La zona del crepuscolo – il film”, dal momento che il numero originale della stanza nel libro di Stephen King del 1977 Shining era “217”. 
Questi inquietanti “ricordi del futuro” hanno continuato a perseguitare l’arte filmica di Cronenberg una volta che ha collaborato ancora David, Heroux, Irwin, Sanders, Shore, Solnicki, Spier, Lynne Gorman – che ha interpretato la signora Grant nella serie Nobody Waved Goodbye, di Don Owen, e Reiner Schwarz – che ha interpretato il Doctor Birkin in “La covata malefica” – e confutava la preoccupazione implicita di Kubrick espressa in  Shining che si stava distruggendo continuando a realizzare horror allegorici, abbandonando il genere con quello che è forse ancora il suo film più sconcertante, controverso, idiosincratico, originale, memorabile, cioè Videodrome (1982).”
 
I dettagli specifici della decapitazione di Vic Morrow e la morte dei due bambini vietnamiti nel disastro di Twilight Zone, almeno nelle cronache convenzionali, danno suggerimenti sul duro stile di regia di John Landis, e sulla rottura della sua amicizia con Steven Spielberg a causa dell’incidente.
 
Dunque il fenomeno del “237 di Kubrick” potrebbe essere stata la predizione nascosta di un evento allora futuro che si sarebbe concretizzato   nel disastro del 23/7 (1982)?
 
Durante le riprese dell’episodio “Time Out” di [Twilight Zone: The Movie] diretto da [John] Landis il 23 luglio 1982, intorno alle due e mezza di notte, l’attore Vic Morrow e l’attore bambino Myca Dinh Le (di sette anni) e Renee Shin-Yi Chen (Chén Xīnyí, di sei anni) morirono in un incidente di elicottero sul set. I due attori bambini furono assunti violando la legge californiana, che proibisce agli attori piccoli di lavorare la notte o nelle vicinanze di esplosioni, e richiede la presenza di un insegnante o tutor. Durante il successivo processo, l’illegalità dell’ingaggio dei due bambini fu ammessa dalla difesa, con Landis che ammise la sua colpevolezza (ma non per l’incidente), e ammise che il loro ingaggio fu  “sbagliato”. 
Il produttore e co-regista Steven Spielberg fu così disgustato da come Landis maneggiò la situazione, da troncare l’amicizia con lui invocando pubblicamente la fine della New Hollywood Era, in cui i registi avevano il controllo quasi completo del film. Quando i giornalisti gli domandarono dell’incidente, Spielberg dichiarò “Nessun film è così importante da rischiare di morirci. Penso che le persone siano sempre più contro i produttori e registi che pretendono troppo. Se qualcosa non è sicuro, c’è il diritto e la responsabilità per ogni attore o membro della troupe di gridare, ‘Dacci un taglio!’
Nella scena del finale originale, il personaggio di Morrow avrebbe dovuto tornare indietro nel tempo e incappare in un villaggio vietnamita deserto in cui trovava due bambini vietnamiti quando appare un elicottero dell’esercito USA e inizia a sparargli addosso. Morrow doveva prendere entrambi i bambini sotto le sue braccia e fuggire dal villaggio mentre l’elicottero lo distruggeva con esplosioni che avrebbero portato il personaggio a redimersi. Il pilota dell’elicottero guidava male attraverso le palle di fuoco generate da un effetto pirotecnico. Un tecnico a terra non lo sapeva e detonò due cariche pirotecniche ravvicinate. Tutti e tre furono uccisi all’istante; Morrow e Le furono decapitati dalle pale superiori del rotore dell’elicottero mentre Chen fu schiacciato a morte da uno dei montanti.” […]

Nel 1982 (uno degli anni che noi del blog teniamo d’occhio), avvenne anche questo:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2020/01/14/cripto-kubrickologia-cryptokubrology-il-numero-237-dopo-di-shining/

Il film horror “Poltergeist, demoniache presenze”, tra l’altro, rimase in seguito tristemente famoso poichè una delle sue interpreti, Dominique Dunne, venne ammazzata a soli 22 anni dal suo ragazzo con cui non voleva stare più insieme. Il fatto avvenne nello stesso 1982 dell’uscita del film e mentre Dominique Dunne stava girando le prime scene di una nuova mini-serie tv su mostruosi extraterrestri, la quale sarebbe stata poi conosciuta come “V, i visitors”.

Oltre intorno alla metà di settembre di quello stesso ’82, alla morte della principessa hollywoodiana Grace Kelly quasi quindici anni esatti prima della morte di un’altra principessa: Lady Diana.

https://it.wikipedia.org/wiki/Grace_Kelly#La_morte

In quel settembre, chi scrive si trovava in Sardegna, prima di iniziare a frequentare la prima elementare, a bordo di un piccolo canotto con la scritta “Montecarlo”. Se mi gira, prima o poi cercherò la foto corrispondente e se la trovo magari la pubblicherò.

Così finisce la tesi principale di quelli che considerano essere il vero significato sottostante al “237” nei film usciti in passato fino a Shining (1980) e oltre. Diversi film di Cronenberg, molti di cui sopra-citati, meriterebbero di essere rivisti per scoprirvi ulteriori approfondimenti. Il fenomeno del 237 è molto più profondo della stessa cripto-kubrickologia. E’ stato il risultato retrospettivo del trauma psichico dell’incidente del 23 luglio 1982?
 
 
E, a proposito di camicie hawaiane, Hawaii-Five-0 è uno show (trasmesso originariamente per dodici stagioni dal 1968 all’ 1980 (ritornando poi dal 2010 fino a oggi) col maggior utilizzo di camicie hawaiane in una trasmissione tv. Ed ecco qui abbiamo Vic Morrow nel programma, mentre ha indosso una camicia del genere.

Versione originale di Loren Coleman:

http://copycateffect.blogspot.com/2020/02/TwilightFuture.html





Il politicamente corretto negli USA forse sta tirando le cuoia

11 02 2020
“Birds of prey” al botteghino peggio di quanto si pensava.

Mi sono a lungo domandato se il movimento chiamato “Woke” — o PC (Politicamente Corretto), o in qualunque modo vogliate chiamarlo — non sia per caso un’operazione di controspionaggio vasta, insidiosa e auto-replicante ingegnosamente progettata non solo per sabotare ma per distruggere e disintegrare le aziende e le istituzioni di quelli che abboccano a questo amo.

Perché, anche se non è così, lo sembra proprio. E ora le fondamenta marce stanno cominciando a sgretolarsi…

Penso che Woke seminerà ancora molta più distruzione ma anche che siamo forse all’inizio della sua fine, quando persino il torrente di innumerevoli miliardi di cui molti di questi Woke sono dotati non riesce più a riciclarsi e rallenta fino a divenire un rigagnolo.

E’ come un applauso dopo un discorso di Stalin: a quei tempi nessuno osava applaudire in ritardo mentre qui nessuno osa correre il rischio di saltare giù per primo dal treno suicida. 

C’è una pressione insopportabile che porta non solo ad aderire a ogni singolo, diktat “Woke” – pena il “ban” da Twitter – ma c’è così impegno a mostrarsi costantemente più “Woke” degli altri tale che nessuno osa sottolineare come quasi l’intera infrastruttura dell’opinione pubblica nel mondo occidentale sta buttando centinaia di milioni– se non miliardi– nel cesso di “Woke”.

E ogniqualvolta a Hollywood gli gira di dar gas al “Woke”, le cose finiscono solitamente in lacrime e rovina.

Così vediamo l’attore Ewan McGregor affermare orgoglioso che il film “Birds of prey” affronta la MISOGINIA di tutti i giorni e queste tematiche sono sempre lì presenti a tal punto nella loro testa che lo stesso McGregor e il suo collega Chris Messina congetturano sui “cattivi” di “Birds of prey”, i quali sono probabilmente GAY. 

Così come abbiamo visto con altre catastrofi a nove cifre, la Warners ha speso un sacco di tempo e denaro nel “Woke-marketing” di Birds of Prey, e come tutte le volte sono finiti a bagno.

“Birds of prey” “crociata femminista contro il patriarcato” delude le aspettative finanziarie.
E’ questo il miglior modo di illustrare quanto sia suicida rischiare centinaia di milioni di dollari a caccia di un pubblico che non risponde all’appello sostenendo i prodotti commercializzati appositamente per loro?
 
Cooptando giornalisti e critici a cui comunque gli lasci visionare gratis i film? Dove sta qui la salute mentale?
 
Naturalmente, uno dei problemi è che molti contratti d’affari per questi film vennero chiusi anni fa e le penalità per averli infranti di solito sono piuttosto rigide, il risultato è che quindi ora sugli schermi scorrono tutti questi film lanciati da infallibili scialacquatori di denari.
 
Scommetto che nello specifico molti di quei contratti furono chiusi nel 2017, quando sembrava che l’America stesse avendo un crollo psicotico tale da poter essere vittima di una “rivoluzione colorata”.
 
Questo potrebbe essere stato il piano, ma sfortunatamente, i piani divengono pii desideri una volta che sono andati a bagno.
Elisabeth Banks, nonostante il crollo al botteghino del suo remake “Woke” di “Charlie’s Angels”, eccola lanciarsi di nuovo in una nuova impresa!

Non so voi, ma io non sono ottimista sul fatto che finirà presto. Hollywood è troppo abituata al denaro facile, ed è una tale serra soffocante, devota ipocritamente a questa ortodossia maoista del “Woke”, che i fallimenti catastrofici meritati vengono ricompensati con altre opportunità per spremere dagli investitori somme ancora più grandi di denaro. 

Lo vediamo con Elizabeth Banks consegnare un nuovo progetto che finirà in bancarotta, poche settimane dopo la bancarotta del suo remake politicamente corretto di Charlie’s Angels.

Allo stesso modo, Hollywood non sembra stancarsi mai di bruciare centinaia di milioni di dollari in olocausto all’altare pagano dell’appello al botteghino immaginario di Kristen Stewart.

Si noti che il risultato mondiale per il suo Alien è arrivato a una piccola frazione di ciò che serviva a raggiungere il pareggio di bilancio. Sono sicuro che ci sono paesi la cui cifra del PIL è più bassa dei soldi che Hollywood ha perduto provando a fare di questa tizia senza fascino una star.

 
Ma come ho detto, è del tutto possibile che i contratti per la sfilata di fallimenti della Stewart vennero chiusi quando le sue interpretazioni nei film di Twilight diedero un’aura scintillante di popolarità milionaria ai suoi sguardi senza carisma.
Il popolare sito d’intrattenimento “CollegeHumour” crolla dopo due decenni di sciocche battute virali.

Più di recente, abbiamo visto il crollo del sito College Humor, un tempo molto popolare, il quale si è suicidato auto-infliggendosi col “Woke”. Forse avrebbero dovuto rimanere fedeli allo spaccio di sciocche battute da far diventare virali e non assecondare il politicamente corretto in modo insincero e ipocrita.

Allo stesso modo, l’un tempo molto popolare cracked.com ha finito per soccombere alle inevitabili conseguenze della “wokeificazione”. 

Nessuno va più in quel sito. Ormai è come visitare una casa di riposo per millennials moribondi. 

Come la chiusura dei college americani sta devastando le famiglie – quando i college chiudono della gente soffre.
Potete visitare QUI una lista di “fabbriche di indottrinamento maoista” (una volta conosciute come “college di arti liberali”) che si sono negli ultimi anni lasciate assoggettare dal “Woke”. 
 
Per non dimenticare mai come le tendenze suicide di coloro che lavorano nel “Woke” hanno un prezzo devastante per delle famiglie innocenti.

I promotori di “Woke” non stanno scherzando con il loro proprio denaro, ma con il benessere e il livello di vita di persone comuni che non c’entrano nulla con quelle scorribande nella follia.

 
Quando arriverà la resa dei conti — perché arriverà, segnate le mie parole — i costi della Woke-mania in sangue e oro dovranno essere messi nel conto.
 
E ora che abbiamo internet, sapremo esattamente dove andare a cercare.

AGGIORNAMENTO: Questo è interessante. Salon, il quale ha permesso di farsi spogliare e ischeletrire dal cancro di “Woke”, sta ora immergendo le dita dei piedi nell’ anti-Woke

 
 
Versione originale di Christopher Knowles:
 




Il “237” di Shining in Sh! The Octopus del 1937 e la “stanza 27”

21 01 2020

Attenzione: alla fine di questa fine versione italiana dell’articolo di Loren Coleman su un ulteriore esempio del numero 237 della stanza di Shining in film precedenti Shining, ho scritto una sincro allerta.

In “Cripto-kubrickologia (#cryptokubrology): il numero 237 dopo di Shining ci siamo chiesti se ce ne fossero altri di film con dentro il 237 prima dell’uscita di Shining nel 1980, oltre ai film già menzionati qui.

Uno di questi “237” si vede apparire in un film commedia, una oscura “monster comedy” americana del 1937 intitolata Sh! The Octopus. Compare come numero di stanza dell’ospedale in cui si trova l’attrice Marcia Ralston.

Nonostante gli attori Hugh Herbert e Allen Jenkins fossero già comparsi in uno stesso film, questo è il primo che li vede uniti in un vero e proprio team. La bizzarria del film ne ha fatto un “cult movie”.

Herbert and Jenkins interpretano due detective imbronciati, i quali, alla ricerca di un maestro del crimine dal nome “The Octopus”, finiscono per ritrovarsi dentro un faro marittimo infestato pieno di personaggi sospetti, tra cui il personaggio principale, il quale sembra essere un autentico polpo.

Diverse recensioni di questo film lo presentano come “terribile” e tra l’altro veramente difficile da reperire. Tuttavia, in “Trailers from Hell,” Michael Schlesinger tratta di Sh! The Octopus dicendo che raggiunse quasi la perfezione nel suo genere. (Vedere qui il trailer originale.) Viene anche detto che ci fu un gruppo rock il cui nome fu ispirato al film.
 

Sul sito “1000 Misspent HoursSh! The Octopus viene visto come “uno dei pochi conosciuti esemplari di un genere apparentemente impossibile, la parodia di una parodia. A ben vedere, infatti, il film è stato interpretato come una parodia di The Gorilla, il quale fu egli stesso una parodia di film sulle case misteriose quali The Bat e The Cat and the Canary. Infine, Sh! The Octopus è abbastanza semplicemente uno dei più strani e illogici film della sua – e di ogni altra – era.”

 
Nello stesso sito inoltre viene osservato che “Captain Hook (George Rosener, già in Doctor X e House of Secrets), in custode senza una mano, è un uomo squilibrato pericoloso, e ha l’abitudine di piombare in una rabbia omicida ogni volta che sente il ticchettio di un orologio.”
 
Ci viene poi detto da Scott Ashlin, il recensore del sito: “Una cosa sola mi ha fermato dal definire Sh! The Octopus il più stupido film horror/mistery degli anni trenta: la sconcertante possibilità che i suoi autori si rendevano perfettamente conto di che stavano combinando e l’avessero dunque fatto apposta.”

Per quanto riguarda la stanza 237, può avere una funzione speciale in questo film. Dopo che il faro marittimo esplode e gli spettatori pensano che il film sia finito, in realtà non lo è.

Invece della fine c’è una dissolvenza su una scena in un ospedale dove uno dei personaggi principali “è su un letto, si agita e viene assistito. Si scopre che è svenuto a causa di tutte quelle pillole che stava prendendo in auto all’inizio del film.” Marcia Ralston e un’altra attrice “sono infermiere dell’ospedale, e uno lo sottolinea in una maniera straordinariamente simile a come si vedrà nella scena finale di “Il mago di Oz” due anni dopo. E quindi tutte quelle cose appena successe? Mai accadute,” scrive il 15 aprile 2008 Stacia, l’autore della recensione (qui).

Tanti anni fa Marcia Ralston fu sposata con Phil Harris.

Il film uscì l’11 dicembre 1937. Schlesinger ne parla come uno dei film usciti per il Natale 1937. Una specie di strambo “cinepanettone americano” ante litteram?!

L’ “Octopus” (altrimenti detto “La piovra”) in anni recenti ha preso un sinistro significato cripto-politico, con il libro The Octopus: Secret Government and the Death of Danny Casolaro di Kenn Thomas e Jim Keith.

Pubblicato originariamente nel 1996 per essere poi elogiato dalla critica, questo libro divenne un classico molto ricercato nella letteratura complottista underground – e oggi detiene prezzi molto elevati nel mercato dei libri da collezione. La nuova edizione tascabile [Feral House, 2004] porta le ricerche complottistiche di Casolaro nel mondo post 11 settembre, per il quale fu considerato un presagio.”

Inoltre, tornando al film, avere un personaggio come “Captain Hook” in Sh! The Octopus è un enigma.  Nel 2010 scrissi di una misteriosa serie di morti di piccoli bimbi, tutti uccisi nello stesso modo tramite grucce. Le morti sono spesso dovute a ganci appendiabiti, a volte negli armadi a volte nei bagni. Questo studio apparve il 24 gennaio 2010 in “The Peter Pan/Hook Deaths.” seguito il 27 febbraio 2014 da “New Hook Death.” Nel 2017, ho aggiornato sul fenomeno con un nuovo post.

BTW, Sh! The Octopus ha una scena con un uomo impiccato gocciolante sangue, cosa che, attraverso il “linguaggio del crepuscolo”, ci può portare a ulteriori sincro-indagini riguardanti il film in questione.

Attenzione: sincro-allerta!

Devo ammettere che per tutta la giornata di ieri non avevo molta voglia di fare la versione italiana di quell’ultimo articolo di Loren Coleman sul “237” e la cosa che oggi mi ha spinto decisamente invece a farla è stata la visione ieri di un episodio su un canale YT di ricercatori italiani del paranormale, gli “Italian paranormal research”.

Ne ho visti un po’ di episodi degli “I.P.R.” e devo dire che sono bravini e davvero alle volte sembrano riuscire a presentare nelle loro riprese qualcosa di davvero poco spiegabile con gli schemi scientifici classici con cui vediamo il mondo.

Gli ultimi episodi da loro inseriti hanno per me un particolare motivo di interesse dovuto al fatto che, per questa loro indagine, si sono recati in un enorme hotel senza nome abbandonato in un luogo sperduto (ci ricorda qualcosa?), nel quale sembra abbiano svolto dei rituali. A questa indagine i due del’ I.P.R. hanno fatto partecipare – con un piccolo inganno – una loro amica presentatrice tv, la quale non è avezza alle ricerche sul paranormale e, infatti, una volta nel luogo, mostra di avere una gran paura tale da paralizzarsi non riuscire nemmeno, a un certo punto, ad avanzare lungo un corridoio in fondo a cui si sono uditi dei rumoretti inspiegabili.

La cosa che veramente mi stupisce, anche ora che ne rifletto scrivendo, è che questo episodio, “La stanza 27, ‘brutte sensazioni’ ” mostra delle analogie con questo ultimo articolo di Loren Coleman: la stanza dell’hotel “maledetta”, con un numero che ha il 66% delle cifre del “237”. Inoltre a un certo punto, nella stanza in questione viene mostrata una gruccia, un appendiabiti (oggetto dai “comportamenti strani” già visto in un’indagine precedente lì dentro) e la stessa ragazza che s’è presa paura ha anche tirato in ballo la storia di un “marinaio” avente qualcosa a che fare con vicende oscure presumibilmente avvenute nell’hotel e in particolare dentro quella stanza.

Stranamente tutti elementi che in qualche modo compaiono anche nel film Sh! The Octopus e nell’articolo di Coleman a lui dedicato.

Gli appendiabiti nella “stanza 27” dell’episodio degli I.P.R.

Articolo che, oggi ho scoperto dopo aver visto ieri il filmato degli I.P.R., Coleman ha aggiornato proprio aggiungendo quella parte di Sh! The Octopus in cui c’è l’uomo appeso a gancio e quei riferimenti di suoi precedenti articoli su omicidi di bambini uccisi da appendiabiti.





L’ego è la prima forma di sincronicità

2 12 2019

“Ero molto interessato alla sincronicità nella mia giovinezza.  E questo interesse mi ha fatto iniziare a leggere Jung.  Ma più tempo passavo a leggere la filosofia e soprattutto la filosofia della scienza in relazione al tempo, più mi rendevo conto che la sincronicità presentata da Jung non è una spiegazione di nulla.  

È il nome di un fenomeno, ma non è una spiegazione. In realtà, ti dice che non c’è spiegazione.  La spiegazione è che non c’è spiegazione, è semplicemente sincronicità.”

Devi essere in grado di percepire in modo quasi schizofrenico... Ciò che accadde a Phillip K. Dick fu che la risonanza divenne più forte della realtà o ebbe una forza tale da divenire uguale alla realtà, in modo che, socchiudendo gli occhi, lui potesse vedere la Roma del II secolo. 
Gli individui intorno a Dick si erano ormai trasformati in figure che indossavano la toga o che parlavano in greco demotico… e tutto il resto.
Era la risonanza di dove Dick si trovava.
 
E quando la risonanza si fa avanti con una forza tale da spostarsi dallo sfondo al primo piano…
 
 
[…]
 

D’altra parte, se riesci a controllare la cosa, è una fonte di grande ricchezza e divertimento interiore “.

 
Terence McKenna

In questa scena particolare stavo suonando la colonna sonora di Joaquin nella stanza poiché avevamo Hildur Guðnadóttir che è il nostro compositore.  Gli ho fatto scrivere musica prima di girare il film, cosa che non viene fatta molto spesso.  Lo ha scritto sulla base della sceneggiatura perché volevo che la musica influenzasse davvero questo set in un certo modo. Volevo che gli operatori della macchina da presa, i comò, i guardaroba, insomma TUTTI sentissero quella musica.  

 
Se ricordo bene, stavamo suonando la sua colonna sonora quando giravamo la scena, e all’improvviso mentre Joaquin sta lottando con il sorriso di Arthur, e il suo cipiglio, domandandosi di nuovo se la sua vita è una commedia o una tragedia, questa piccola lacrima appare. Abbiamo dunque girato la scena e poi siamo andati avanti.
Todd Phillips

http://iahuasca.blogspot.com/2019/10/ego-is-first-form-of-synchronicity_8.html

Daniela Carrasco detta “El mimo”, la donna clown che sulle prime sembrava essere stata vittima delle repressioni in Cile di questo autunno, le quali parrebbero un ricorso delle repressioni in Cile degli esordi del regime di Pinochet negli anni settanta del secolo scorso. Erano circolate notizie sul fatto che la donna era stata rapita, violentata, torturata e uccisa ma poi si è scoperto che si trattava di una bufala e che in realtà la morte di Daniela Carrasco è stata dovuta a suicidio. Stranamente, quelle “fake news” sul suo conto hanno fatto sì di mantenere la sua immagine da “joker femminile” per un certo tempo ben presente davanti allo sguardo della mente collettiva.




“Woke” è una Jonestown al rallentatore

19 11 2019

Un velenoso razzismo molto nascosto è la quintessenza di “Woke”, come voi saprete.

Christopher Knowles

Per la sorpresa di assolutamente nessuna anima esistente sulla Terra, l’ultimo remake di Charlie’s Angels è un clownesco disastro senza limiti. 
 
Peggio ancora, è seguito all’ancora più notevole cancellazione di Terminator: Dark Fate, l’ultima di una serie di catastrofi al botteghino per l’ Hollywood post-#MeToo
Il casting di questo film– persino nel contesto della Hollywood del 2019– è assolutamente inspiegabile. 
 
Le “Angels” originali erano bellezze idealizzate della vecchia scuola del varietà e la loro versione filmica era paragonabile a una “hipster” della 
generazione x da ragazza, ma queste nuove foto dei promo appaiono meno da film d’azione e più come un’insegnante di ginnastica del liceo che posta inavvertitamente sul web una fuga non autorizzata nel deserto assieme alle sue allieve di pallavolo preferite.
 
Voi tutti conoscete la mia esasperazione verso Hollywood e il suo spacciare vecchie baldracche come eroine d’azione, però qui si raggiungono veramente nuovi limiti.

Spero solo di non essere mai testimone di un combattimento reale di una di queste silfidi. Anche il più mediocre dei boxeur visti finora sul grande schermo distruggerebbe con un solo pugno le loro facce da folletti, se non fare cadere le loro teste dal collo.

I film dei super-eroi sono una cosa, ma questa roba rasenta l’incitamento al caos.
 
 
 
E’ TUTTO A PEZZI

Il problema più importante è che Hollywood è in un pasticcio molto molto serio, qualunque voce possiate voi sentire che dica il contrario. 

Le stars non funzionano più, i vecchi successi non funzionano più, i giganteschi investimenti sugli effetti speciali in computer grafica non funzionano più. Se a qualcuno gli spunta un’idea originale nel cervello ha il terrore di farlo sapere a qualcuno.

Sempre più film stanno perdendo sempre più denaro e nessuno ha il più vago indizio di come cambiare marcia. A rendere le cose peggiori, il diluvio di certi studi culturali  delle majors che ha invaso la città ha portato con sè tensioni particolarmente virulente incentrate su “WOKE”.

Il regista di “Terminator destino oscuro” dice che il film farà paura ai “troll misogini”.

E così avete assistito alle piacevolezze sulla razza, sul “gender”, sul femminismo come una tattica bizzarra consistente nello scagliarsi contro i “troll” e gli omini di paglia su internet utilizzando le seghe mentali politicamente corrette riciclando il lavoro creativo di qualche vecchia gloria del passato che magari non può più lamentarsene.

“Terminator destino oscuro” è sulla buona strada per perdere 120 milioni di dollari mettendo a repentaglio la sua casa di produzione.

Perlopiù questa tattica ha portato a cataclismi finanziari senza freni. Il che significa che sarà utilizzato per sempre.

Il fallimento finanziario non è mai punito a Hollywood. Se perdete centinaia di milioni di dollari per le giuste ragioni, verrete anzi in qualche modo ricompensati.

Elisabeth Banks: “Il mio film è pieno di subdole idee femministe” — Attrice, scrittrice e regista, Elisabeth Banks è una rarità a Hollywood: una donna che fa sentire forte e chiara la sua voce. Aprofittando dell’uscita del suo remake di “Charlie’s Angels” in uscita nei cinema, parla del fatto che le donne di cinema devono essere pagate come gli uomini, e che cosa ha imparato da Julia Roberts.
Kristen Stewart contro la cultura patriarcale“.
E così la retorica pseudo-femminista proveniente da Hollywood si è scatenata in modo burrascoso quanto bizzarro con queste stars iper-privilegiate, vestite costosissimamente, a parlare di diritti delle minoranze nelle loro lussuose stanze davanti a reggi-microfono annuenti pronti a catturare ogni singola sillaba.
 
Questa è la quintessenza della prerogativa del capitalismo pre collasso imperiale. Le contraddizioni non sono eccezioni, sono dettami nascosti imposti da punizioni che potrebbero schiacciare una carriera.
La Kristen Stewart di “Pirati dei Caraibi” avrebbe potuto essere una delle “Charlie’s Angels”, veniva preannunciato. E infatti…
Ma essere un “produttore d’azzardo” a Hollywood significa che non dovrai mai e poi mai doverti prendere un singolo brandello di responsabilità per aver perso centinaia di milioni di soldi di qualcun altro.
 
Prendete Kristen Stewart, la star di Charlie’s Angel , per esempio. Ha perduto un incalcolabile cifra dalla fine della serie Twilight e probabilmente perderà altri $ 50 milioni con questa bomba.
 
Importa a qualcuno? Ovviamente no. Gli studi cadranno l’uno sull’altro per sacrificare ai loro altari un mucchio di altri milioni non dichiarati.
Kristen Stewart, la star di Charlie’s Angels, parla di come affrontare la misoginia — L’attrice Kristen Stewart dice che i misogini potrebbero non essere furbi abbastanza da arrabbiarsi per il nuovo film di Charlie’s Angels.
La serie ininterrotta di fallimenti disastrosi della Stewart dall’ultimo film di Twilight non ha minimamente fatto abbassare la cresta all’attrice e dunque non ha domato queste sue compulsioni che alienano i potenziali spettatori del film.
 
E perché mai sarebbe dovuto avvenire il contrario?
Si, va be’…
Kristen Stewart è delirantemente ricca, tanto che potrebbe permettersi di non lavorare più un solo giorno delle sue prossime cinquanta vite e lo sa che ci sarà sempre una processione di produttori a portata di mano, la quale non vede l’ora di gettare nel cesso i milioni dei loro investitori.

E poi comunque a chi davvero importa? Gran parte del settore attende che i cinesi acquistino la maggior parte degli studios, un processo già ben avviato. Perché dunque non godersi la festa prima di una brusca frenata?

Ciò mi ha fatto pensare. Cosa che, visto il mal-funzionamento del mio cervello, è sempre pericolosa.
 
Nel web esistono molti dibattiti e discussioni su “Woke” da parte di gente assai più intelligente di me.
 
E se discutessero delle cose sbagliate?
 
[cos’ è “Woke”? In America si definisce così un tipo di comunicazione sociale mediatica basata sul mostrare (o meglio sull’ostentare) di stare al fianco di gruppi umani visti come “minoranze oppresse” vuoi per l’etnia, la religione, l’orientamento sessuale. Questo premere così forte sul sottolineare l’importanza dei diritti delle minoranze rischia spesso di sfociare in partigianerie e bigottismi di segno opposto a quelli dei conservatori, ai nazionalisti, ai cultori della purezza etnico-sessuale-culturale, ma altrettanto perniciosi.
Spesso sono i ricchi considerati “di sinistra” a mostrarsi “Woke” e secondo i critici tale loro atteggiamento serve anche e soprattutto a lavarsi la coscienza e sviare l’attenzione sulle loro responsabilità nel provocare impoverimento ed esclusione sociale a causa di politiche economico-finanziarie predatorie generatrici di crisi pagate dai più poveri, magari non considerati dai “Woke” proprio perché non facenti parte di gruppi minoritari considerati come “oppressi”.]
 
CONSIDERATE QUESTO …
 
E se “Woke” NON fosse un’eruzione spontanea di fervore rivoluzionario, o persino un piano insidioso da parte di George Soros e i sorosiani, per far scoppiare una “rivoluzione colorata” in America?
 
E se “Woke” fosse un tipo di virus artificiale, scatenato da forze sconosciute che desiderano far crollare tutte le istituzioni che formano l’opinione pubblica in America?
 
Considerate che mentre alcuni americani potrebbero vedere queste istituzioni come bastioni del liberalismo, molte altre persone in tutto il mondo le vedono come nient’altro che armi di propaganda per le brutali macchine statunitensi di guerra e debito.
 
E se “Woke” fosse stato davvero progettato per distruggere Hollywood, i media, le università e la Silicon Valley dall’interno?
 
Suona pazzo, vero?
 
Bene, sembra folle solo finché non vi accorgete del monte Everest di cadaveri che “Woke” ha lasciato sulla sua scia.
 
 
LO CONOSCERETE (“WOKE”) DALLA SCIA DEI SUOI ​​MORTI
 
Cominciamo con il “brodo primordiale” di “Woke” ossia i college e i programmi scolastici di “arti liberali”, dei “liberals”. Fu qui che alle istanze più sfrenate originate dagli anni sessanta gli fu permesso di trovare un santuario dopo che COINTELPRO decimò il movimento.
 
Ed è stato letteralmente in queste stesse scuole “liberals” che le basi per l’inter-sezionalismo, il post-modernismo e tutti gli altri contagi “proto-‘Woke’ ” sono apparsi per la prima volta. Le cose sono andate alla grande per un po ‘, ma il pifferaio viene sempre a raccogliere i suoi debiti.
 
Prima di proseguire distogliete gli occhi se siete tipi schizzinosi.
Colleges di arti liberali in crisi — Chiudono le porte dopo tanti anni.
Entro il 2030 più del cinquanta per cento dei colleges sarà sparito.
I piccoli colleges di arti liberali sopravviveranno al prossimo decennio?
Meno di uno su venti di ogni diploma scolastico sono di discipline umanistiche associate alle arti liberali secondo l’accademia americana delle arti e delle scienze. Prima della caduta erano uno su cinque nel 1967. Il numero dei baccalaureati in storia è piombato del 25 per cento solo dal 2007, del 22 per cento in linguistica, letteratura e composizione, del 15 per cento filosofia e religione; questo secondo i calcoli della Burning Glass Technologies.

Diamo un’occhiata alle zone più infiammate dal movimento “Woke” come Oberlin, Antioch, Evergreen e Mizzou …

Oberlin è costretta a controllare il suo “privilegio ‘Woke’ “.
Una giuria dell’Ohio ha identificato una varietà completamente nuova, il “privilegio ‘Woke’ ” e ha deciso di trattenere le persone che credono di essere protette da essa — La giuria ha impugnato uno stupefacente verdetto da 11 milioni di dollari contro Oberlin per una campagna contro il business locale e ha preso altri 33 milioni punendo il target dei negozi pop e per mamme così come fornai e alimentari.
Il bollettino di Oberlin ci dice che l’Edmonia Lewis Center per donne e transgender chiude i battenti.
Calo catastrofico delle iscrizioni dopo il crollo della giustizia sociale.
Il crollo delle iscrizioni di Mizzou continua: un numero di più di tre dormitori sparirà l’anno prossimo.
Dopo le proteste gli studenti schivano l’università del Missouri.
Crollo d’iscrizioni e finanziamenti.
Potrebbero essere enormi gli effetti politici dovuti allo svuotamento delle chiese “mainline”.
Le cosiddette “Chiese ‘Mainline’ ” furono le prime ad “adottare” “Woke” e i risultati furono uniformemente infernali.
 
Quasi tutti loro bussano alla porta del Cielo, dopo aver perso decine di milioni di parrocchiani. Buona fortuna, gente.
 
 
LO SPARGIMENTO FINALE DI SANGUE STA ARRIVANDO, È SOLO DIETRO L’ANGOLO
 
Successivamente, diamo un’occhiata a quello che è stato il principale vettore infettivo per il virus “Woke” negli ultimi anni: i siti di media on line.

Il sangue scorrerà come un fiume per questi “Wokelords” e “Wokeladies”.

I tagli di duemila posti di lavoro nei providers di news sul web: il libero mercato uccide il giornalismo digitale — più i commercials girano sui social network più i posti di lavoro vengono tagliati.
I tagli di posti di lavoro nel giornalismo non sono mai stati così accentuati dai tempi della Recessione — i giornalisti licenziati sono ora costretti a improvvisarsi baristi.
Secondo quanto riferito, “The HuffPost” è bloccato all’asta.
Il crollo di Splinter.
Il “Bustle Digital Group” colpito da una nuova ondata di licenziamenti.
Vi ho mostrato solo un piccolo campione. E le cose potranno solo peggiorare man mano che si prosciuga il denaro.
 
Che dire di Tumblr, il più “Wokest Woke” che abbia mai svegliato? Il paziente zero della pandemia “Woke”.
Tumblr ,una volta venduto per un bilione di dollari, il proprietario di WordPress lo ha comprato per una frazione di quella cifra.
Anche nel mondo dei fumetti collassa l’editoria “Woke”, la DC comics sta buttando già la Vertigo, che presenterà solo fumetti adatti a determinate età.
Perdite, perdite, perdite…

E che dire del flagello degli “awards”, degli spettacoli di premiazione, dove ora è richiesto che i multimilionari “mind-controlled” salgano sul palco per molestare i comuni americani che sperano di riuscire a pagare l’affitto il prossimo mese?

Gli “awards” raggiungono un nuovo basso livello di popolarità.
Gli Emmy vanno a fondo, appena sei milioni di spettatori.
I “grammys” raggiungono uno storico basso livello di popolarità.
I “video music awards” di MTV raggiungono uno storico basso livello di seguito popolare.
Gli spettacoli politicamente corretti in spirale declinante verso il fondo.
Anche il “The wall street journal” è costretto ad ammettere che gli “academy awards” (ovvero “gli oscar”) vanno giù a picco.

[…]

Le cose non vanno meglio per i programmi tv che spingono “Woke” al pubblico televisivo. “Batwoman potrebbe essere cancellato a causa dei bassi ascolti”.
Questo Chris Rock che ‘twitta’ a proposito dell’insopportabile “wokeness” è accusato di “insufficiente wokeness”.
Da Bill Maher al regista del Joker, gli intrattenitori dicono che il “wokeness” ha ucciso la commedia.

Nemmeno i critici televisivi mostrano apprezzamento verso le cose “Woke” che vanno in tv e le cose non girano poi bene alle multinazionali quali “Procter & Gamble”, per esempio, quando i loro “executivers” s’ingollano manciate di pasticche blu di “Wokeodin”

Procter & Gamble: forti vendite ma svalutazioni borsistiche di 8 bilioni di dollari.
Il “super Woke” Canada, col suo premier Justin Trudeau che non si ricorda il numero delle volte in cui s’è dipinto la faccia di nero. Le cose a livello sociale vanno così bene nel paese di cui è premier da permettere attualmente ai movimenti secessionisti e separatisti di emergere come non mai.
“Paint him black”…
Esempi di come stanno andando le cose nel “Wokestan” conosciuto precedentemente come “Svezia”.
Questi sono solo piccoli campioni del potere suicida di quella Jonestown al rallentatore nota come “Woke”. Odio dirlo, ma nonostante il gioco al massacro del carattere auto-fagico del “Wokeness”, non vedo la sua fine in vista.
 
Le pandemie bruciano i loro percorsi. Ahimé, le élite cognitive americane hanno ben dimostrato di non avere né l’astuzia né i mezzi per opporsi efficacemente al “Wokeness”. Ironia della sorte, poiché sono stati loro in primis a scatenare questo virus, illudendosi che avrebbe decimato i loro nemici lasciando però in piedi le loro stesse cittadelle.
 
E se non riescono nemmeno a resistere a una manciata relativamente piccola di chiusure su Twitter, pensate davvero che possano resistere agli uomini di ferro i quali attualmente gestiscono la Cina?
 
Immagino che la morale di questa storia sia iniziare a studiare il mandarino, ragazzi.