Le locations del mio romanzo Psychosis

17 02 2018

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Psychosis è ambientato in una versione romanzata della mia città, ma con un nome diverso, che è Ferrofiume ( scelto perché nella prima versione volevo dare un’ ambientazione americana, e in Inglese viene tradotto Iron River ), negli anni 1993 e 2018. Le informazioni e i cambiamenti non sono esattamente gli stessi, ma si può avere un’ idea di come è fatta la città.

I quartieri principali sono definiti: Parte Vecchia ( centro storico ), San Valentino, Oltreponte, Quarto Autunno, zona del Castello ( o della Fortezza, devo ancora decidere ), Quartiere dello Sport, Chinatown ( nella mia città vivono e commerciano molti cinesi ), quartieri albanesi, il quartiere delle fiere e Piazza Giostre ( La Tartufara, un salone che contiene nel romanzo Piazza Fiere ), il centro città con la sua Via Signorile, Collina dell’ Anna, Zona Industriale, quartiere ebraico, Piccola Milano e le frazioni ( per esempio Ferrofiume Popolo, con cascine e fattorie ).

Le locations più usate nel romanzo saranno:

la zona del Molo, che è rappresentato da un paio di barche, una piattaforma sul fiume, una gradinata dove si riuniscono giovani e famiglie, e in tempi più recenti ospita anche alcuni tavoli con vista fiume. Andando sul sentiero a sinistra, si va verso una zona di folta vegetazione che io chiamerò Pozzanghera e Rocce, mentre a destra c’è un percorso, adesso un pochino ricostruito meglio, che io chiamerò ( Viale – nome inventato dai giovani – Riva Amorosa ) perché probabilmente è una zona di coppie, che porta sotto a un ponte, e poi ancora lontano, fino a raggiungere una fabbrica, e un’ altra zona di foresta, dove all’ inizio si può scendere su una piattaforma di rocce nei pressi di un altro ponte, che è una zona molto nascosta. Ancora più in là c’è un’ altra zona che chiamerò la Spiaggia di Sassi, anche quella abbastanza nascosta.

Un’ altra location che userò molto fin dal principio è una zona boschiva preceduta da una breve radura che si trova appena prima della zona di Oltreponte, dove adesso ci sono anche dei tavoli e una fontana. Da lì si può vedere il fiume e dal ponte si possono vedere le persone ai tavoli. Nella mia storia, in fondo a quella zona, nei pressi della parte boschiva avverranno tanti episodi, e si chiamerà Alto Verde, e sarà caratterizzata da erba talmente alta da perdere l’ orientamento, con un sentiero di ghiaia che ci passa attraverso ( in realtà la zona con l’ erba alta è da tutt’ altra parte ).

Possibilmente potrei usare anche un piccolo luogo che qui viene chiamato Il Tendone ( uno spazio quadrato con posti a sedere e due tavoli da ping pong, circondato da grossi sassi ) che si trova in fondo a un parco che viene frequentato da famiglie e bambini, dove in tempi recenti hanno anche messo un campetto da basket.

La zona della Cittadella potrebbe risultare abbastanza usato, si trova nei pressi del Cinema e precede una zona boschiva, dove, se ci si addentra, si vedono alcuni ruderi e una Scorciatoia che viene spesso usata per accorciare il tragitto verso un ipermercato. Nella Cittadella in tempi recenti ogni tanto viene organizzato qualche evento, e ci sono le persone che portano i cani, tavoli per mangiare e incontrarsi in gruppo, e dei percorsi che in un’ epoca passata venivano usati per gare di motocross.

Zona Quarto Autunno è la zona dedicata al 4 Novembre, e contiene una scuola elementare, un piccolo parco giochi, e un famigerato palazzone abbandonato dove si dice si possano trovare barboni, e ci si possa anche perdere. Sarà una location molto usata nel romanzo.

Il centro città potrebbe risultare molto usato come location, e ho scelto di sostituire il banale nome di Via Roma con un più originale Via Signorile, che è una lunga via con i negozi principali del luogo, alcuni bar e locali, e una piazza con una statua al centro, che ho scelto di chiamare Piazza del Cavaliere. Girando a sinistra dopo Piazza Cavaliere si potrà vedere l’ iconico campanile e si potrà raggiungere Piazza Castello / Fortezza. Invece, svoltando in una via che si posiziona più indietro, appena prima della parte centrale di Via Signorile si può raggiungere una piazza dedicata a San Francesco ( che io chiamerò invece Piazza Franceschini ) che fino a qualche anno fa ospitava una scuola IAL.

Nel mio romanzo la nota salita che porta in una zona collinare si chiamerà direttamente Collina dell’ Anna, e nella mia storia sarà costellata di villette.

La Zona Industriale avrà la sua storia, e vi sarà narrato un famigerato incidente che caratterizzerà la storia della città ( che chiamerò Ground Zero ). Appena prima di questa zona vi si trovano delle roulotte e una pista ciclabile che viene usata anche per gli allenamenti di atletica, e in tempi recenti ospita un campo da calcio e da rugby. C’è anche una strada che passa parallela alla parte iniziale della zona Industriale che porta verso una nota piscina, un locale discoteca, e se si va fino in fondo si raggiunge la Diga.

Come bonus extra vi saranno due locali bar con nomi un po’ sopra le righe, Vivere bar ( che nella versione 2018 diventa un ristorante esotico ) – che posizionerò per adesso in Piazza Castello / Fortezza, e Belli e Assetati ( che ovviamente non esiste con questo nome ) che si trova nei pressi di una fermata dei pullman, dove aspettano gli studenti.

I suggerimenti saranno ben accolti. Soprattutto sulla versione del 1993, che non ho potuto vivere perché sono arrivato un po’ più tardi in zona.    

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Seguite la realizzazione del mio nuovo romanzo Psychosis

15 02 2018

Ieri ho iniziato il mio nuovo romanzo PSYCHOSIS! Non posso rivelare nulla sulla trama, ma tratterà del genere Horror – Thriller con un poco di Sovrannaturale. Inoltre, per la prima volta in una mia storia, ho deciso di dargli un’ ambientazione italiana, e perciò ho realizzato una versione romanzata della mia città.

Sul mio sito potrete tenervi aggiornati sulla realizzazione del romanzo e potrete esplorare le locations immaginarie di una città che esiste veramente.

https://psychosis-in-anteprima.webnode.it/home/

 





Siamo il nulla che sogna di vivere?

28 01 2018

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Ironicamente, nel giorno in cui la timeline di Meyer segnala che è arrivato il giorno in cui si ripete il periodo della mia nascita, parlerò del dramma della mortalità.

Ultimamente mi sono chiesto, se tutta questa mia attenzione per le teorie alternative come la teoria della simulazione e della realtà virtuale, la ciclicità e la frattalità insita in ogni aspetto dell’ esistenza, nel tempo e nella storia, alla teoria della reincarnazione, non sia un tentativo di fuga dalla tremenda realtà che è la più semplice e probabile. Abbiamo una sola vita che potrebbe finire in ogni momento e dopo il nulla. Siamo quindi essenzialmente nullità che sognano la propria esistenza. Sulla scala dell’esistenza dell’ universo non siamo mai esistiti. Le persone che costituivano il popolo nei secoli e millenni precedenti della nostra storia , quelli di cui non si è conservato niente, essenzialmente non sono mai realmente esistiti.

Credo che dovrò sempre confrontarmi con i due lati della mia mentalità, come dice la mia carta astrale, che segnala un segno solare spirituale e un ascendente pratico. Del resto, se ancora non ve ne siete accorti, siamo in un’ era storica dove CREDERE è passato di moda, e chi crede in qualcosa subisce tutta una serie di indignate reazioni dagli altri. C’è quasi da temere che in un piccolo angolo nascosto del nostro cuore, nessuno crede più in nulla. Certo, le formiche non possono immaginare lo spazio, non hanno concezione di Giove, ma Giove esiste, ma noi umani non riusciamo a maneggiare questo modo di pensare.

Proviamo a pensare dal punto di vista di un ateo assoluto: che senso avrebbe dare una mano alla società, che senso avrebbe fare figli? Chiedere a un altro essere umano di vivere in un mondo senza significato, dove si ha l’ illusione di esistere per pochissimo tempo prima di scomparire nel nulla? Che senso avrebbe salvare chi è sfortunato dal punto di vista genetico? Perché permettere una vita così diversa e limitata? Non avrebbe invece più senso per l’ individuo adottare un comportamento sociale egoista e pensare a soddisfare i propri bisogni e concentrarsi sui propri interessi invece di consegnare le ore della sua giornata a una carriera lavorativa? I potenti e i ricchi probabilmente ragionano così. I disperati anche ragionano così.

La scienza sta lasciando vuoti dopo vuoti nell’ animo degli individui. Sarebbe molto meglio vivere cercando la spiritualità e lasciare al mistero l’ aspetto della mortalità. Ma ormai tutti pensano di sapere, anche se la scienza si ricrea secolo dopo secolo, ormai chi si laurea pensa di aver ricevuto il dono della onniscienza e non riesce a uscire dal suo pensiero recintato e impacchettato. Ma forse i poveri illusi siamo noi che cerchiamo risposte dove non ci saranno mai.

Sarà per l’ inverno, sarà l’ età difficile ma ultimamente mi sento abbastanza angosciato. La mia vita non è particolarmente originale o speciale, la comunicazione in famiglia è sempre più difficile, e ho il sospetto che mio padre tanto tempo fa è passato per la mia stessa strada rassegnandosi a un triste scetticismo e nichilismo. Vivo in una città senza molte possibilità, non ho una vita sentimentale, con le amicizie ci sono alti e bassi a seconda del periodo, e la passione per la scrittura deve confrontarsi con una tendenza ad avere – zero – persistenza. Non posso fare a meno di mettere tutto da parte per settimane intere per dedicarmi ad altro. Non sono affatto costante. E l’ entusiasmo dell’ estate di Mckenna del 2009 è ormai un lontano ricordo. La mia vita è un continuo attendere qualcosa di speciale. Qualsiasi cosa io voglio mettere in atto sembra bloccarsi per via di interferenze. La Terra potrebbe anche essere dotata dell’ unica coscienza intelligente nell’ universo per quel che ne sappiamo, ma dal mio punto di vista vivo una vita mediocre e sottovalutata in un mondo dove la gente fortunata vive in paradisi terrestri e ha successo ed enormi opportunità, mentre altri vivono inferni inimmaginabili.

Per me è angosciante pensare che potremmo vivere in una realtà – non realtà, in un luogo – non luogo , in un tempo – non tempo, senza un background, senza un futuro con l’ unica chance di soddisfazione dettata dalla genetica, dal periodo culturale, dall’ ambiente geografico. Tutto quel che vedo nella spiritualità è offuscato dall’ imponente ombra della mortalità.  

 

   





Popular culture breakthrough: IT 2017 and a breath of cinematic novelty after the Long 2000s slumber ( and that old times Iconic feeling is here )

11 01 2018

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Make no mistake, this IT movie was something else, different from all the cinematic novelty’s slumber that plagued the popular culture in music and cinematic history for pretty much the entire 2000s. ( * For the people who don’t know about this blog, we talk and discuss, among all the other topics, the way culture in general has changed and has become more loop – like, with all the remakes, sequels and superheroes stuff  – and with all kinds of revivals – we definitely live in the cultural age of RE – everything ) ( ** yeah, IT 2017 is a remake, but at the same time it is something else entirely )

So, at least for the preteens and teens, and Stephen King readers, and nostalgics of the 1990s and 1980s, they finally saw a movie that inspires thoughts of ( Old Time ) legend the likes we have not seen since Star Wars in the 1970s and E. T. and the first real Jurassic Park. This is it, what we were waiting for, and when I see this PERFECTLY SELECTED cast, I just think that for many teens and preteens out there, these guys are the new Beatles. They are an exception because for many years cinematic culture seemed to have lost that Legendary Feeling that made an actor or an actress an Icon, a Culture Maker. Now at least they have their true icons.

Stephen King has created characters with a depth that I had not seen since the incredibly underrated saga of Animorphs ( 1996 – 2001 ) ( * I cannot believe this saga didn’t become a planetary success. ) Yesterday I finished the book of IT and I almost cried. Animorphs characters were so well written that looked like real people. Same thing happens with the Losers Club.  

I hope that for all the kids and teens out there, who live a hard and tough life, they will take inspiration from this movie ( and don’t forget the novel 🙂 ) and create connections that will win over all the difficult experiences they get through. The cast ‘s Amazing friendship should inspire many other people to create their own Losers Club ( * to be a Loser should acquire a new meaning, a cultural meaning related to friendship in some slang out there ) ( ** and eventually all who lost something will gain a lot from their connections, so find unity with your classmates and neighbors and create the story of your epic friendship ). Create your own culture and share it.

So, maybe this is the breakthrough for cinematic industry to finally recover the Icons feeling in movies. This may as well be the first breath of fresh air since the mid – 1990s.

This article is a little gift for them, the cast, and I hope they will enjoy their life and I hope they will understand their true potential, because they can actually become, maybe soon, maybe in the near future, culture makers. Acting in movies is not just a job, it is culture making. It’s that magic thing that also happens in the activity of reading: letting people live in the mind of someone else. You actor yourself become someone else during the process of acting. Meditate on these thoughts 🙂 You have the gift of getting access to all kind of different worlds in which you live your story, you have the gift of virtual eternity because your movies will be seen for generations to come.     

I am an aspiring writer, so I hope I will someday able to add my 2 cents to popular culture, and to create worlds, and I hope that someday I will be able to know you guys 🙂   

—————————————– ( changing topic, we discuss the link between this article and our interpretation of culture in this blog ) 

In Italian, we discussed the atmosphere of ” cultural exhaustion ” and the plunge in a loop of habit in every single part of popular culture, https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/15/loccidente-ha-esaurito-la-sua-spinta-propulsiva/ ( The occidental world has exhausted the novelty ‘s propulsive push – 2010 ) ( https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/21/segnali-di-esaurimento-delle-novita-nella-maniera-consueta-di-vedere-il-mondo-e-la-storia/ – 2011 ) while we also discussed ( in Italian ) that 1956 was probably the most culturally powerful and influential year in 20th century, that year was in fact like some sort of cultural Big Bang that shaped the rest of everybody’s life since.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/16/i-misteri-della-cospirazione-e-della-linea-spaziotempo-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/18/ancora-sulla-linea-spaziotempo-post-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/10/02/ulteriori-precisazioni-sugli-anni-da-cui-tutto-e-cominciato/

 





27 ottobre 1962, il re del terrore

26 10 2017

Ricordo da ragazzino, quando seguivo ancora i programmi della televisione, come vi fossero delle serate in cui alla tv “non vi era niente”, nulla di interessante né in un canale né in un altro mentre vi erano altre serate in cui dovevi in continuazione saltare da un canale all’altro, fare zapping o flipping,  perché stavano trasmettendo molte cose interessanti contemporaneamente: uno show (un tempo si diceva “varietà”) nuovo di zecca su rai 2, un film per la tv o fiction (un tempo si diceva “sceneggiato”) interessantissimo su canale 5, una partita di calcio “che non te la potevi assolutamente perdere” su rai 1 ecc. Tutto nella stessa serata di programmazione tv.

Penso sia così anche per certi anni, mesi e giorni della storia occidente-centrica che conosciamo: in alcuni sembra che davvero non succeda nulla di nuovo e che l’abitudine regni sovrana; uno scorre le notizie, le news, e vede che rigurgitano di non novità, di cose che potevano benissimo succedere anche un giorno, un mese, un anno, cinque anni prima; in  altri anni, mesi e giorni, sui giornali, le tv, le radio (e in seguito anche internet) si assiste invece come a un surriscaldamento, a un sovraccarico, a un eccesso di notizie importanti che sembrano avvenire tutte nello stesso tempo e prendersi quasi a spintoni l’un l’altra.

Un esempio di ciò avvenne esattamente 55 anni fa, nell’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare. Quel mese e giorno furono PIVOTALI, per usare un neo-inglesismo, fu un periodo in cui in futuro si faceva spazio più del solito e toglieva spazio più del solito al passato quasi franandogli addosso, in cui venivano al pettine nodi della Storia allora recente e nello stesso tempo se ne generavano altri di nodi, in cui si aprivano spazi e orizzonti che si sarebbero fatti sentire per un bel pezzo a venire e avrebbero dato forma a diversi zeitgeist dei lustri e decenni futuri.

Non so se il mio collega di blog Teozakari abbia un giorno o l’altro voglia di studiare l’ottobre 1962 in generale e il 27 ottobre 1962 in particolare su uno dei suoi particolareggiati grafici dell’onda temporale di Terence McKenna, per vedere se, in effetti, anche per la teoria frattale-ricorsiva della Timewave, quel punto lì della nostra storia occidente-centrica mostri qualche anomalia-singolarità pure su quei grafici, in modo da far ritenere che davvero sia stato un momento cardine di grande incremento di novità storica e di grande decrescimento dell’abitudine storica.

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Nell’ottobre 1962 il pianeta Terra si trovò mai come allora vicino a una Guerra Mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica la quale si sarebbe giocata a colpi di terrificanti armi termonucleari. Si era nel picco, nel culmine assoluto della tensione atomica tra le due superpotenze la quale stava durando da almeno dodici anni. Tutto era iniziato nell’agosto precedente, – l’agosto in cui morì Marylin Monroe – quando l’URSS di Krusciov sfidò gli USA di Kennedy cominciando a installare rampe di missili nell’isola di Cuba retta dai  socialisti di Castro, le foto aeree USA scoprirono le installazioni missilistiche URSS a Cuba. L’esercito americano impedì alle navi sovietiche di raggiungere la costa cubana senza prima aver esaminato il carico delle navi. Cominciò un pericolosissimo “braccio di ferro” tra le due superpotenze che, attraverso i mass media, “lasciò il mondo col fiato sospeso”.

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In quello stesso ottobre 1962, iniziò a Roma il Concilio Vaticano II, organizzato per cominciare a svecchiare l’istituzione secolare e secolarizzata della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e tenerla “al passo coi tempi”, i quali stavano cambiando soprattutto a causa della tecnologia e della diffusione sempre più crescente dei mass media. Il Concilio venne inaugurato da Giovanni XXIII, il quale in questa foto (apparsa come copertina di una rivista) appare significativamente col pianeta Terra alle sue spalle.

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In quella terza decade di ottobre 1962 venne deciso un blocco navale da parte delle navi militari USA nei confronti delle navi URSS che attraversavano l’Atlantico verso Cuba cariche di componenti militari per i missili a corto-medio raggio. Intanto, con la procedura “Chrome Dome” del generale delle forze strategiche aeree SAC Thomas Power,  almeno venti bombardieri B 52 erano costantemente in volo sopra l’emisfero nord, fino al polo, sempre armati di bombe termonucleari assai più potenti della bomba di Hiroshima: era la cosiddetta “airborne alert”, “allerta in volo”, in ogni momento questi B 52 potevano essere allertati e dirigersi verso lo spazio aereo sovietico nemico. Durante la “crisi di Cuba” dell’ottobre 1962, il numero di questi aerei militari in volo carichi di bombe atomiche pronte all’uso in caso di allerta, raggiunse quasi la settantina.

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Nello stesso ottobre 1962 uscì la rivista mensile “Panorama”, che col tempo divenne settimanale e la più diffusa rivista di attualità politica, sociale e culturale in Italia . E’ proprio il caso di dire che si apriva un nuovo PANORAMA.

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La crisi missilistica di Cuba fu presente ininterrottamente sui mass media nella terza decade di ottobre 1962 fino alla pericolosissima giornata del 27 ottobre 1962, quando la crisi giunse il suo culmine. Se la crisi di Cuba fu il picco della paura atomica degli anni cinquanta il 27 ottobre 1962 fu il picco del picco: le navi sovietiche continuavano ad avanzare nell’Atlantico, la costruzione delle installazioni missilistiche sovietiche nella Cuba castrista non si fermava, i generali più “falchi” dicevano al presidente che ormai la sola opzione ragionevole era l’invasione militare (dalle conseguenze terribili); non solo, venne intercettato un aereo U2 sopra la Russia e a Cuba venne abbattuto un altro U2 in cui perse la vita il pilota Rudolf Anderson: ormai si era veramente a un passo dalla mezzanotte termonucleare. Il segretario alla difesa di allora, McNamara, in seguito disse che pensò a quel sabato come l’ultimo della sua vita, e non solo della sua.

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Nel medesimo giorno in cui McNamara pensava che quello fosse l’ultimo sabato della sua esistenza, vennero intervistati questi quattro ragazzotti con le zazzere e vestiti con abiti “mod”, questi quattro ragazzotti all’inizio di quello stesso ottobre 1962 fecero uscire il loro primissimo 45 giri, con Love me do su un lato e Please please please su un altro. Ben pochi allora li conoscevano. L’immagine che vedete venne scattata il 27 ottobre 1962 dentro uno studio radio-tv in Inghilterra.

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Quello stesso sabato 27 ottobre, in Italia, il potentissimo magnate del petrolio Enrico Mattei tornava in volo da Catania verso Milano con uno dei suoi piccoli aerei personali. Enrico Mattei era probabilmente il personaggio italiano più influente dell’epoca, era considerato davvero un grandissimo, una specie di divinità dell’Olimpo, veramente pochi oggi se ne rendono conto, era in assoluto l’industriale dell’epoca più conosciuto, ben più di Gianni Agnelli della FIAT. Nelle mani di Mattei, l’ENI divenne un impero in grado di sfidare le potenze petrolifere straniere, in particolare quelle anglosassoni. La sua morte avvenne proprio quel 27 ottobre 1962, quando a bordo del suo aereo precipitò presso una oscura località in provincia di Pavia. All’epoca si pensò a un tragico incidente, ma col tempo si appurò che la struttura del velivolo venne manipolata apposta per farlo perdere controllo e schiantare al suolo. Mattei fece una fine molto simile a quella del pilota Rudolf Anderson, alla guida dell’U2 abbattuto sui cieli di Cuba quello stesso 27 ottobre.

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Nell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un universo culturale pop che tutt’ora non se n’è andato: uscì sugli schermi cinematografici “Dr. No” (“Agente segreto 007, licenza di uccidere”), il primissimo film della lunghissima serie dell’agente segreto 007 James Bond al servizio di sua maestà britannica e vide la luce il primordiale 45 giri dei britannici The Beatles. In quell’ottobre 1962 vennero gettati i semi di un futuro piuttosto lungo da cui ancora non ne siamo usciti.

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La morte dello strapotente magnate petrolifero Enrico Mattei quel 27 ottobre 1962 fu il primo vero “mistero italiano” nello stile dei molti che sarebbero venuti in seguito, in modo particolare dal 1969 in avanti, dalla strage di piazza Fontana in poi . Quella di Mattei fu una fine che influenzò molto il futuro perché fu il primo attacco diretto e violento alla sovranità e all’indipendenza politico-economica dell’Italia, fu il primo atto eversivo nello stile di quella che si sarebbe in seguito chiamata “strategia della tensione”. Furono almeno due gli omicidi sensazionali dell’allora futuro che si ricondurranno al caso Mattei: l’omicidio del giornalista siciliano Mauro De Mauro che avverrà nel 1970 e l’omicidio dell’intellettuale critico, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini nel 1975.

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Vasilij Aleksandrovič Archipov (in russo: Василий Александрович Архипов?; Orechovo-Zuevskij rajon, 30 gennaio1926Železnodorožnyj, 18 agosto1998) è stato un marinaio e militaresovietico.
Durante la crisi dei missili di Cuba, nel 1962, come comandante in seconda del sottomarino sovietico B-59 della classe Foxtrot, si oppose al lancio di un siluro nucleare malgrado il suo sottomarino fosse stato oggetto del lancio di bombe di profondità da parte di un gruppo da combattimento della US Navy composto dalla portaereiUSS Randolph e undici cacciatorpediniere[1]; il comandante ritenne la provocazione sufficiente a reagire nel modo più consono e diede disposizioni per lanciare un siluro a testata nucleare. Il vicecomandante Archipov tuttavia espresse disaccordo e convinse il proprio superiore ad attendere: il lancio di bombe da parte dei militari americani si interruppe, e il comandante russo ritirò l’ordine, evitando una possibile escalation che sarebbe potuta culminare in un conflitto atomico fra USA e URSShttps://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Aleksandrovi%C4%8D_Archipov

Per lanciare quel siluro a testata nucleare, il protocollo da seguire stabiliva che tutti gli ufficiali a bordo del sottomarino dessero parere positivo al lancio, il solo ufficiale che si rifiutò di dare il suo voto e ruppe l’unanimità fu il vice comandante Archipov scongiurando così un’escalation letale. Una vicenda somigliante a questo episodio ed avvenuta più di vent’anni dopo, riguardò il tenente colonnello dell’armata rossa Stanislav Petrov e il suo rifiuto di rispondere con un contrattacco a un lancio di missili ICBM da parte USA, poi rivelatosi un falso allarme dovuto a un errore dei computer.

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Il numero del quotidiano “La Stampa” di domenica 28 ottobre 1962, il giorno del “sospiro di sollievo” dopo il picco altissimo di tensione del sabato.

Col tempo, venne alla luce che i missili sovietici già installati sull’isola di Cuba erano pienamente operativi e in grado di lanciare testate nucleari in caso di invasione dell’isola, all’epoca si riteneva invece che le batterie di missili a Cuba dovessero ancora essere completate e che quindi nessun missile era operativo e pericoloso; ciò facilitava le posizioni degli intransigenti del Pentagono che alla Casa Bianca premevano per un’invasione americana dell’isola: tanti anni dopo, l’allora segretario della difesa McNamara rivelò come quel 27 ottobre si andò “a tanto così” dall’invasione.

La crisi missilistica cubana e la morte di Enrico Mattei nel “black saturday” (come viene ancora oggi ricordato quel giorno negli Stati Uniti) influirono per lungo tempo a venire, molti nodi si erano sciolti e altri nodi si erano invece legati, gli anni Cinquanta furono in rotta di collisione con gli anni Sessanta e Settanta e, come si è detto, nuovi panorami mai visti prima si aprirono.

Nei giorni che seguirono, a inizio novembre, mentre i sovietici iniziavano a smantellare la loro base missilistica a Cuba venti giorni prima che gli americani decidessero di togliere il blocco navale, uscì nelle edicole il primissimo numero di un fumetto che fece scandalo per la sua crudezza e diversità dai soliti cliché delle storie a fumetti: il protagonista non era infatti per i ragazzi un esempio positivo da seguire, Diabolik è infatti un malvivente, un fuorilegge, un maledetto, un clandestino. Questo tipo di figura avrà un avvenire di fronte a sé, in Italia e non solo.

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L’ eschaton di Stephen King è OGGI – The Dome

20 10 2017

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Stephen King narrava nel suo libro pubblicato nel 2009 che un certo sabato corrispondente secondo i fans al 21 Ottobre 2017 – OGGI ( ! ) una cupola misteriosa piombava a intrappolare una cittadina prima insignificante mettendola al centro dell’ attenzione mondiale in un vero e proprio fenomeno escatologico.

Questa data mi intriga non solo perché The Dome è stato il primo libro che ho letto del maestro Stephen King, ma anche perché risulta dalla mia ricerca timewave nell’ unire due coppie di eventi e calcolare una formula per giungere alla data zero –  eschaton che l’ accoppiamento implica, che QUESTA DATA è giunta ad essere TERZA nella mia classifica delle potenziali DATE ZERO della TIMEWAVE.

Dopo questa data a ottobre ci sono solo un paio di date potenziali che ci separano dall’ estate 2018 dove avverrà la – grande prova del 9 – per verificare se la ricerca indipendente che mando avanti dal 2013 avrà successo.

Quindi cosa possiamo fare in questo sabato inusuale? LEGGIAMO qualche pagina da THE DOME, andiamo a vedere il film IT di Stephen King ( io stasera andrò a vederlo per la seconda volta con una diversa compagnia di amici ) e facciamo attenzione al cielo 😉 non sia mai che King abbia carpito qualche informazione dall’ etere!

Se qualcuno ha voglia di leggere anche qualcosa di diverso può provare con un mio racconto ispirato vagamente a THE DOME che si intitola INTERFERENZE e che è postato fino a dove sono arrivato ( una sessantina di pagine scritte ma rimane incompleto ) sul mio sito Lo Scrittore Sconosciuto –  

https://loscrittoresconosciuto.wordpress.com/2017/09/22/interferenze-capitolo-1-2015/

inserite – Interferenze – nel motore di ricerca interno al sito per cercare i capitoli successivi.

La prossima settimana in ogni caso abbiamo ancora un altro evento interessante: il PICCO FINALE e più INTENSO del grafico timewave proposto da Meyer, che ci fornirà un INDIZIO CHIAVE per capire che cosa potrebbe succedere una volta raggiunta la data zero – eschaton nel 2018. Infatti dovremmo aspettarci un evento di enorme magnitudo storico – geopolitica che trasformerà la nostra epoca attuale.





Protetto: Dal Big Bang al Big Vision – La soluzione al modello di viaggio nel tempo di Mckenna

27 06 2017

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