Tracce di mutamento – Segnali di ingresso nella ( mia ) era del Leone

5 03 2019

 

Questa è la prima volta che mi rendo conto in contemporanea e non in retrospettiva, di un cambiamento di era nella mia vita. Le nostre vite si svolgono in parallelo con la Storia, e passa virtualmente e simbolicamente attraverso scompartimenti diversi, distinti fra loro. Ognuno di essi è come un secolo, si contraddistingue per il suo ” carattere ” e per il progresso personale che produce.   

All’ inizio della vita ( o possibilmente anche dopo l’ adolescenza ) queste epoche interiori sono uguali per tutti, e tutte si accompagnano all’ ingresso, come una interferenza, di ” altro da sè “, una figura di riferimento, un simbolo esteriore e concreto di ciò che viviamo a livello psicologico e interiore, intangibile agli altri. 

Il nostro primo – punto di riferimento o catalizzatore – è sempre la nostra madre, poichè si inizia sempre nell’ epoca del Cancro, in un tempo della vita in cui siamo dipendenti dalla sua presenza e dal suo supporto, dove dormiamo quasi tutto il giorno e viviamo dentro una casa, a contatto con la famiglia, dove impariamo le basi della vita, una stagione di tutorial dove dobbiamo essere guidati dai genitori in ogni cosa. Certe epoche durano poco, altre si estendono per diversi anni. E potenzialmente possono essere ” di anticipazione ” oppure ” di primo grado “, poichè per esempio ad un certo punto il bambino che cresce entra in una breve epoca mentale del Pesci, dove vive in un mondo che assomiglia ad un ” sogno “, intriso di fantasia, fiabe, leggende, e affronta il primo contatto con l’ acqua della piscina. 

Durante i miei primi mesi di vita spesso mi trovavo a stare da solo con mia madre mentre mio padre si occupava dell’ emergenza di salute di mio nonno. Mia madre allo stesso modo in cui io ne avevo esperienza come ” maggiore influenza e interferenza ” nella mia nuova esistenza, scriveva tutto quello che mi riguardava nelle sue agende. Poi il ” proiettore metaforico ” si è spostato su mio padre, che mi raccontava le fiabe, le favole, le barzellette, le filastrocche, poi ho cominciato a disegnare, a inventare mondi tutti miei, e ho cominciato verso i sei anni un corso di nuoto. 

Ad un certo punto avviene un mutamento evidente, in concomitanza con l’ esperienza con un insegnante o una babysitter, grazie al quale impara il concetto di autorità ” esterna dai genitori ” e guida ( alternativa ).  Questa è una fase di nuovi inizi, nella quale emerge la vera personalità primaria e basilare del bambino, dove comincia a distinguersi per qualcosa di ” tutto suo “. In questa fase il bambino vede ogni cosa come nuova, come qualcosa da iniziare e scoprire, non c’è un passato definibile, ma un presente molto intenso. Il bambino inizia uno sport, il bambino si confronta con ” gli altri da sè ” , compete con i compagni di scuola o di corso, costruisce le basi della sua individualità e identità, e vive la vita con grande energia, e spesso anche con attacchi di rabbia. Il bambino pensa solo ai suoi interessi, generalmente, è concentrato pienamente su sé stesso. Inoltre il pionierismo si vede nella interpretazione individuale del mondo circostante, rappresentato da esso in modi innovativi ed esclusivamente personali.

La mia infanzia secondaria è stata accompagnata dalla figura di babysitters, insegnanti, ma soprattutto compagni di scuola, e dagli istruttori del centro nuoto. Creavo idee tutte mie sul mondo che stavo imparando a conoscere, e percepivo tutto in correlazione con me stesso, ma percepivo con intensità anche il confronto con gli altri. La lettura degli Animorphs, che è sostanzialmente una storia di guerra, ha rappresentato una parte veramente significativa delle mie esperienze percettive.   

L’ ingresso nella pubertà è il mutamento di epoca più evidente e turbolento, e rappresenta simbolicamente l’ ingresso nell’ epoca interiore dei Gemelli, che di solito dura fino alla fine del sedicesimo anno di vita.  Il modello di riferimento è il – coetaneo, un compagno di classe, il fratello, la sorella, eventualmente un cugino, un giovane vicino di casa, uno zio. Una fase imprevedibile, dove la varietà si accumula, le novità si accavallano, tutto è ancora generalmente nuovo, ci si concentra prevalentemente sulle comunicazioni, sul nuovo cellulare, sui messaggi, le email, i bigliettini in classe, i pettegolezzi, e sul mondo scolastico.

A tredici anni, attraverso una festicciola, sono entrato di diritto nell’ epoca interiore del Gemelli. Le novità e il progresso erano apportati dai coetanei, dalla storiella con una ragazza, l’ approccio all’ epoca innovativo con il cellulare, l’ epoca dei messaggini, degli sms, degli squilli, per me iniziata a quattordici anni, il confronto con un fratello che cresceva, le ultime esperienze con i cugini d’ estate prima di allontanarsi e perdersi di vista, la lettura dei libri, il primo approccio con le notizie del mondo, i fumetti, come Topolino e Dylan Dog ( una collezione posseduta da mio zio ), il passaggio dalle medie alle superiori, e la concentrazione sullo studio e sulle informazioni. L’ uso originale ed eccentrico del mio diario, con codici segreti, disegnini e altre cose che intrigavano i miei compagni, un diario che veniva ricercato e chiacchierato … 

Generalmente dai diciassette ai diciannove anni si entra nell’ epoca interiore dell’ Acquario, nella quale il simbolo di riferimento, l’ ” altro da sè ” che produce una interferenza e una influenza nella nostra vita è il migliore amico, il gruppo, la compagnia, i compagni di classe , e l’ approfondimento delle amicizie, e delle conoscenze tecnologiche, è centrale. Si incomincia ad uscire dal perenne presente, e si comincia a immaginare e pianificare il futuro, gli adulti diventano elementi di contorno, si ricerca l’ indipendenza e la libertà, e i cambiamenti abbondano ancora, e sono ancora più imprevedibili e repentini. Si diventa adolescenti ribelli e bastian contrari, si esce dal recinto, si valorizza le proprie diversità e si trasgredisce alle regole.

A partire dal 2007 la mia classe era entrata al centro delle mie esperienze, culminando nella elezione a rappresentante di classe, una sorpresa imprevista, e culminando nell’ innamoramento perso e non corrisposto, che ha portato me al centro dell’ attenzione. Quella era anche un’ epoca di fondamentali e significative esperienze in amicizia, e anche nell’ approccio con il mondo della rete, che prima di allora, sinceramente, non era così influente per me, ed estendendo le conoscenze della rete, si sono modificate tante percezioni, ho affrontato l’ esperienza di partecipare a discussioni sui forum, ho appreso informazioni alternative e innovative, ma l’ energia turbolenta dell’ Acquario, a livello metaforico, ha portato anche turbolenze mentali e psicologiche, attacchi di panico e altri problemi, nel 2008. 

La mia ” era del Sagittario interiore ” è iniziata intorno alla metà di giugno – inizio luglio 2009, in concomitanza con la conoscenza di una grossa ” figura di mentore ” e figura di riferimento, quale è stata Terence Mckenna. Ad un certo punto, come per magia, tutto ha iniziato a girare intorno a lui e alla sua idea della vita, e alla timewave. Terence Mckenna mi ha donato una passione per la Storia, e l’ esplorazione di concetti rari da trovare. Tutto girava intorno alle Grandi Domande, e poi ho cominciato il primo anno di tentativo di università, e allora il mio mondo, anche sociale, si è allargato, ho esplorato i concetti di diversità, di lontananza dal mio territorio usuale, e sono diventato un po’ più indipendente, anche senza la patente. Il 6 ottobre 2009 è stato il secondo ingresso in questa epoca, forse l’ unica che ha avuto un prologo estivo prima di accendersi pienamente. Durante l’ autunno del 2012 è tornata per qualche settimana, quando ho provato di nuovo a frequentare l’ università, anche se è stata un’ esperienza diversa, più concentrata sulle materie di studio, e meno sull’ approccio alternativo ed espanso, al sociale. Quell’ autunno, infatti, è stato l’ ultimo periodo dove la credenza nelle idee e nelle ” storie ” di Mckenna era molto concreto, le aspettative erano alte, il suo messaggio e il suo pensiero percepiti intensamente dentro di me. 

Nel giugno e luglio 2010 e dicembre 2010 – giugno 2011 e febbraio – giugno 2012 ho affrontato le mie prime esperienze di ” esplorazione lavorativa “, presentatasi a me attraverso intermezzi, per poi concentrarsi pienamente fra marzo e luglio 2014, in una potenziale ” Epoca della Vergine “, caratterizzata da un forte senso del dovere che avvertivo come una catena che stringeva. Inoltre l’ approccio organizzato e preciso della Vergine mi ha aiutato a produrre tutte le mie ricerche relative alla Timewave, per esempio. Inoltre dalla fine dell’ estate 2011 al marzo 2013 ho anche vissuto fra due case e due famiglie, alle prese con una intensissima e inglobante vicenda che si collegava a delle lezioni private, e quindi il mio ” secondo fratello ” è stato un elemento guida e di riferimento ( tutto all’ improvviso girava intorno a lui, e tutto si allacciava a lui ) e poi il punto di riferimento si è spostato verso i colleghi del mio lavoro attuale. Ho sviluppato una vita abitudinaria e monotona, dimenticando per un bel po’ tutti i cambiamenti e le rivoluzioni proposte dalle fasi precedenti, ho imparato determinate cose, e ho vissuto in una visione del mondo pratica che ha stonato un bel po’ con la mia essenza.

Il 2013, più o meno dalla metà di marzo fino a fine febbraio 2014, e poi ancora lungo tutto il 2014 e una piccola parte del 2015, è stato un anno Cancerino, poichè mi sono chiuso in me stesso e nella mia casa, che mi ha donato esperienze nuove, ho iniziato ad esplorare e riscoprire con grande intensità e determinazione il mio passato, leggendo tutte le agende di mia madre, andando a vedere tutte le vecchie foto, i filmini, e continuando a scrivere sui miei diari con più intensità, per conservare e immagazzinare il presente. In quella fase credo che il mio punto di riferimento sia diventato dapprima la mia soffitta con le sue foto vecchie, l’ armadio delle agende di mia madre, e successivamente il mio attuale posto di lavoro, nel quale mi sono adattato come fosse una seconda casa, perché è così che mi sento, anche se non sarà per sempre. Il passato era più concreto del presente, e infatti la mia vita si è di gran lunga rallentata e stabilizzata, arruginendosi un bel po’. Quella staticità era evidente, e mi provocava grande frustrazione. La mia prima compagnia di amici post stasi è diventata come una piccola famiglia alternativa, una combriccola di fratellastri, e io ero una figura di riferimento e moderazione, assieme ad un mio altro amico, eravamo diventati i ” genitori ” del gruppo. Dalla fine dell’ estate 2014 all’ inizio dell’ inverno 2014 – 2015 tutto ha cominciato a ruotare intorno a loro. 

Intorno ad un giorno indefinito ( ancora non ero cosciente di questi mutamenti d’epoca interiore ) della primavera 2015 ho cominciato la mia era dello Scorpione: i segnali erano evidenti, il modello di riferimento culturale, e il modello di pensiero che più ha influito sulla mia vita era Stephen King, i suoi libri, ma non solo, adesso che ci penso, anche la serie di Degrassi, con tutte le innovazioni percettive che produceva sul mio modo di pensare. I libri di King erano tutta un’ altra cosa rispetto agli altri testi, erano intensi, potevano suggestionare, ti catturavano, ti scombussolavano, erano letture vissute. Il 2015 è stato, inoltre, ” l’ anno in cui ho perso di vista il mondo interiore “, avevo allentato i contatti con la mia interiorità e le mie meditazioni, dopo il ” ritiro in me stesso ” del 2013 – 2014, ne avevo abbastanza, e infatti il mio mondo sociale è esploso, si è espanso a dismisura, ogni mese spuntava fuori qualcuno di nuovo, o un nuovo amico, sia concreto che potenziale. Senza esserne cosciente, il mio stile di vita e le mie tendenze, si sono modificate, allineandosi al ” modo in cui si percepisce chi è Scorpione ” per così dire. E’ stato anche l’ anno in cui è morto il mio gatto, che viveva con noi da sedici anni, e ho avuto a che fare con il tema della – condivisione delle risorse – e bisogna dirlo, c’è stato anche un notevole sfruttamento di queste risorse, e uscire da questo circolo vizioso è stato difficile, ma intorno alla primavera del 2017 ce l’ ho fatta.

Nel 2015 e 2016 ho vissuto ” il lato ombra della adolescenza ” ed ero completamente immerso in una seconda fase adolescenziale, visto che io sono sempre stato un caso a parte, percorrendo una corsia alternativa, con tempi di crescita e maturamento ben differenti dalle altre persone. In quest’ anno ho vissuto l’ adolescenza ” di strada ” e ” delle esperienze ” che mi mancava, e mantenere il segreto e la discrezione era diventata ” parola d’ ordine “. Nel 2015 inoltre ho scoperto il mondo LGBT, ho approfondito l’ argomento, perché mi interessava comprendere il loro punto di vista. Le mie riflessioni ed esplorazioni del pensiero umano si sono concentrate su quella comunità di persone. Non solo, ho anche scoperto di avere l’ OCD ( disturbo ossessivo – compulsivo ) e ho approfondito l’ argomento e conosciuto meglio me stesso. Ci sono state inoltre diverse esperienze legate alla mortalità altrui, già da inizio anno 2015, che mi hanno fatto riflettere. Ho cominciato veramente a stare sveglio per la gran parte della notte, e l’ anno scorso mi son guardato tutte le stagioni di Skins, la serie tv più ” scorpionica ” che possa esserci in circolazione. Lo Scorpione è associato ai cibi esotici, e persino quello ho affrontato, con occasionali serate al ristorante Giapponese …   persino la parte relativa agli interventi chirurgici ( unica volta per me finora ) l’ ho affrontata alla fine dello scorso anno! le complicazioni e le difficoltà, le CRISI erano vissute con grande intensità, quasi si presentassero apposta per questa fase della vita, CRISI che a tutti gli effetti si sono ritirate nel corso della primavera 2017, dove sono entrato all’ improvviso in una fase calma, durata per tutto il 2018, e che forse si avvia verso la fine, pronta ad una nuova ricarica, ma con ” energie e atmosfere ” ben diverse dalla gelosia e vendicatività, e struggimento rabbioso e frustrato dello Scorpione.  

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Ora che cosa sta succedendo? Come sarà il mio futuro immediato? 

Per qualche tempo, fra la seconda metà del 2018 e i primi due mesi del 2019, sono stato in un limbo, una fase di ritiro, di inerzia, di lentezza, ma ora penso che questa fase stia arrivando alla fine, e che una serie di nuovi cambiamenti avrà presto inizio. 

Già dai primi giorni dell’ anno avvertivo una sorta di anticipazione, anche se credevo facesse ancora tutto parte di ciò che veniva prodotto dall’ era dello Scorpione interiore, ma in realtà erano esperienze nuove. 

Credo di aver trovato il mio nuovo ” punto di riferimento simbolico “, anche se per confermarlo, bisognerà attendere ancora qualche tempo, prendere nota e catturare tutti i segnali del mutamento. 

Le sincronicità sono tali che potrei persino provare ad abbandonare il mio approccio fatalistico prodotto dallo Scorpione, dove l’ impatto del pensiero nichilistico ha prodotto imprevedibili interferenze, e probabilmente potrei tornare ad un modo di pensare più individualistico.

A volte sinceramente si ha la percezione perfettamente coordinata di ” vedere il futuro, unire tutti i puntini, di trovarsi in situazioni che sembrano roba da telefilm ” …

Se si entra nel regno del Leone interiore, bisogna arrivare a capire che, vivendo una vita in un corpo, tutto gira veramente intorno alla tua esperienza singolare e individuale. Il mio modo di vedere eccentrico e individualistico potrebbe tornare alla ribalta. 

Le parole chiave di questa nuova imminente esperienza di vita sono: lealtà, volontà, fedeltà, sicurezza e fiducia interiore, rispetto di sè, generosità, un nuovo approccio alle figure di autorità, la percezione dell’ arroganza, dell’ egoismo, e un approccio innovativo e concentrato sulla creatività e sul talento, un’ epoca che sarà caratterizzata dal ” ritorno della drammaticità ” nella mia vita, dopo un calmissimo 2018 ( per i miei standard, si intende ). Inoltre forse ci sarà un approccio innovativo concentrato sui divertimenti, il ritrovamento del bambino interiore, un potenziale nuovo approccio alla ” vita romanticizzata “, una potenziale ” nuova alba “, un periodo che durerà diversi anni, forse più di tutte le altre epoche precedenti, che rappresenterà ” il mezzogiorno della vita “, e forse si ridurrà l’ esperienza di vita ” di veglia notturna ” fino alle sette del mattino, ma non mancheranno serate molto significative, visto che il Leone è associato alle esperienze ( non solo diurne e pomeridiane ) serali, mentre invece lo Scorpione mi aveva fatto addentrare nella notte profonda. 

Urge un approfondimento astrologico della psicologia leonina, per capire a cosa vado incontro. Una esperienza leonina può produrre ” spettacoli ” , esperienze che possono farti sentire come se fossi ” interprete e attore ” * ( non è mica un caso che il mio insegnante di scuola guida appena iniziata sembra rubato ad un palcoscenico teatrale nei suoi modi di esprimersi ;), per fare un minuscolo esempio), aumenta la vitalità, ma si presentano anche notevoli eccedenze ed esagerazioni. Probabilmente ad un certo punto, nel corso dei mesi e degli anni, cercherò ” la attenzione altrui ” e mi concentrerò di nuovo sui miei talenti creativi.             





2019: Immaginiamo un’ Europa senza Youtube

20 11 2018

     Il video sopra è stato da me selezionato perché quest’ anno ho scoperto questa simpaticissima Youtuber Italiana, Jokerina

   A causa dell’ Articolo 13, dal 12 Gennaio 2019, Youtube potrebbe essere bandito  in Europa, o addirittura chiudere del tutto. In entrambi i casi, tutti i video mai realizzati su Youtube diventerebbero irrecuperabili. PUO’ SUCCEDERE. Ed è GRAVE!

Ho saputo ora che pare che in Spagna non ci sia più Google News. La Spagna ha bandito l’ opzione di cercare le notizie sul mondo tramite Google. Quindi le aziende troppo grosse per cadere possono crollare.

La prima cosa a cui penso è la MUSICA. Musiche bellissime e non commerciali che non saprei assolutamente come recuperare senza Youtube. Io vivo di musica Youtube H24 e mi aiuta ad evitare di preoccuparmi del mio orecchio sinistro acufenizzato. Grazie all’ ascolto della musica non sento più il rumore del mio orecchio interno.

Certo, esiste l’ opzione di tornare a utilizzare uno stereo e dei dischi, ma quindi fatemi capire, potremo solo ascoltare la musica che piace commerciare a LORO?

La seconda cosa a cui penso è l’ INFORMAZIONE VERA. Canali come quello di Enzo Pennetta, BYOBLU, il telegiornale della verità, e comunque altri documentari non ufficiali. GENTE, dovremo affidarci alla TELEVISIONE! Potremo ascoltare solo le notizie che piacciono a loro! E meno male che esisteranno ancora i siti alternativi, altrimenti veramente torneremmo indietro psicologicamente di decenni.

La terza cosa sono gli YOUTUBERS. Va bene, molti sono stupidi, ma alcuni come la simpatica Jokerina, e Adam Beales, sono molto interessanti e creativi. All’ industria dei videogiochi servono gli Youtubers perché fanno pubblicità sui videogiochi. Ci sono interi videogiochi caricati su Youtube nei Walktroughs. Allo stato attuale chiunque potrebbe anche evitare di comprare i videogiochi perché li giocano gli Youtubers al posto tuo. Senza Youtube dovremo tornare a comprare videogiochi senza conoscere niente di ciò che stiamo comprando al prezzo di 70 fottuti euro.

Le serie TV, i film, i TRIBUTI ai personaggi e agli attori …intere serie TV che andrebbero perse per sempre caricate su Youtube, perché ormai chi mai compra i DVD ? Film proibiti e sconosciuti ai più che possono essere visti su Youtube.

Accidenti, questo non è solo un problema per tredicenni! Questo è un problema per tutti, almeno quelli che non hanno ancora 60 anni. Dite addio alla corsa verso l’ Informazione Reale senza Youtube. Dite addio alla musica non commerciale senza Youtube. Recupererete per forza televisioni e stereo senza Youtube.

E se vorrete RIVEDERE QUALSIASI COSA che vi siete persi, sarà proprio come negli anni ’90. Persa l’ occasione, persa la visione.

Ci rimetteremo tutti quanti. E se i giovani faranno partire una rivoluzione, VE LA SIETE ANDATA A CERCARE e IO PERSONALMENTE LI SUPPORTERO’ COMPLETAMENTE.

Vivremo in un mondo diverso senza Youtube. NON E’ UNO SCHERZO e NON E’ UNA ESAGERAZIONE.

FIRMA QUI, ACCIDENTI!     https://www.change.org/p/saveinternet-internet-e-in-pericolo-e-tu-puoi-salvarlo-europarl-en





P.S.: Knock knock

2 08 2018

Post di sole immagini (non fatto da me) in integrazione a https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/07/28/cigno-nero/ http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/black-swan.html

Chi è lì?

Giusto o […]sbagliato?

Wrong or Wright?

"Il tempo è fuori di sesto, o maledetto dispetto! / Che mai sono nato per sistemarlo bene!"
Amleto, atto primo scena quinta.


“Tempo fuori di sesto” di Philip Dick.


http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/ps-knock-knock.html




The X files-X it e la morte della cultura del complotto, parte prima

1 08 2018

Bene, dopo 25 anni sembra che siamo arrivati ​​alla fine dei giochi. Sto parlando di quella che è probabilmente l’ultima permutazione di The X-Files e della conspiracy culture su Internet che si è sviluppata sulla sua falsariga.

Forse siamo arrivati anche alla fine di Internet come agorà pubblica dove persone di ogni ceto sociale e ogni tipo di punti di vista diversi si mescolano e discutono. Per qualche motivo le tre cose mi sembrano intimamente legate.

 

Ritorniamo un attimo indietro con le lancette dell’orologio

Gli X-Files sono tornati nel 2016 per una “serie evento” fortemente pubblicizzata. Chris Carter ha cercato di “riunire la band” come meglio poteva, utilizzando i suoi nerd preferiti quali Glen e Darin Morgan e James Wong, autori di alcuni degli episodi più amati della serie.

Ma altri pilastri – in particolare Howard Gordon ( 24, Homeland ), Frank Spotnitz ( Strike Back, The Man in the High Castle ) e Vince Gilligan ( Breaking Bad, Better Call Saul ) – erano troppo occupati con altri progetti da presentare e non si sono presi.

L’episodio principale andò in scena dopo il Super Bowl L ottenendo ascolti enormi. Le chiacchiere su questo X file spuntarono come gracidii di ranocchie attraverso tutti i social media. E, significativamente, la messa in onda dell’episodio sembrò illuminare come un albero di Natale il nesso teorie del complotto/para-politica/UFO.

Lo show non era ancora finito che gli innumerevoli video di YouTube del focoso dialogo tra Mulder e “Tad O’Malley” (un personaggio basato su Alex Jones, interpretato da Joel McHale e come tale, incommensurabilmente più attraente) stavano spuntando come funghi dopo una tempesta estiva.

Tutto ciò per dire che i critici – più che altro gli estremisti del globalismo neoliberista – odiarono come il veleno ogni secondo di quell’episodio.

Veleno moltiplicato per l’AIDS al quadrato, più la radice quadrata del cancro.

L’episodio della prima era tutt’altro che perfetto. La grossolanità complessiva da parte del triumvirato al potere dello show (Chris Carter, David Duchovny e Gillian Anderson) era fin troppo evidente. Duchovny sembrava stretto nella parte di Hank Moody (il personaggio di una lunga “sex comedy” intitolata Californication ) e Anderson era ancora chiaramente fissata su Stella Gibson, il suo personaggio irlandese della “crime story” The Fall, e per fortuna in X files non parlava con accento britannico!

A Chris Carter gli bollivano chiaramente tante idee in mente ma sembrava troppo incline ai finti dialoghi pretenziosi in stile Marvel Comics anno 1973 che spesso ricordavano gli episodi di Mytharc dei vecchi tempi. Allora poteva funzionare con tutti (tranne i nitpicker di USENET [?]) poiché quei dialoghi davano allo spettacolo una specie di aria portentosa, quasi biblica.

In questi tempi di Peak TV la cosa sembra un po’ tirata per i capelli.

Da lì il tono virò in maniera sempre più barcollante senza nemmeno più il minimo brandello di continuità o di umore tra l’uno e l’altro dei sei episodi.

La “Mutazione del Fondatore” di Wong [cos’é?] è stata più forte di tutto: una sintesi astuta di adattamento autonomo e Mytharc [ma chi o cosa è?] e ce n’è comunque voluta per unire insieme le due sfere ma il risultato è stato talmente frivolo da non suscitare nemmeno un “effetto nostalgia”.

Il Mulder and Scully Meet the Were-Monster di Darin Morgan s’è presto rivelato un noioso e pietoso party per quelli di mezza età, disfatto da una commedia così ampia e pungente che quasi ci si aspettava che Soupy Sales [?] saltasse improvvisamente fuori.

Il fratello Glen ha lavorato molto più duramente di chiunque per raggiungere quella classica atmosfera del 1994, ma il suo Home Again ha rilanciato un mostro riciclato (dalla sesta stagione, “Arcadia”) facendo un minestrone con il “melodramma in camera da letto” (dritto dagli anni novanta) ormai troppo consumato e condito con un soliloquio bizzarro di un punk rocker veterano (Tim Armstrong di Rancid).

E così Armstrong, dopo aver dimostrato al mondo molto tempo fa che non poteva cantare, con questa interpretazione incomprensibile si prese la responsabilità di dimostrare che non poteva nemmeno recitare.

Ovviamente, nessuna delle due abilità è davvero un handicap in un leggendario outfit street-punk come quello dei Rancid, ma forse in The X-Files lo è un pochino. (Se ti degnerai di guardarlo, usa i sottotitoli. Puoi ringraziarmi nei commenti).

Ma a questo punto, l’ondata iniziale di eccitazione e attesa si era raffreddata considerevolmente. Questo non era certo l’X-Files che tutti ricordavamo, quello dei bei vecchi tempi. E’ stato un po’ come se i Led Zeppelin si fossero riformati e avessero registrato un album dubstep.

Insomma, lo splendore catodico dei nostri anni verdi non era stato per nulla rievocato da questo ritorno di X files.

Tutto ciò sembrò indicare a Chris Carter che ora era il momento di abbandonare metaforicamente le sue medicine e preparare uno dei suoi brevettati “quarantacinque minuti”.

Questa volta lasciò cadere “Babilonia” sulla testa di ignari pecoroni, lasciò cadere una lussureggiante giraffa su tutti i tipi di nidi di calabrone (Islam, terrorismo, droghe, cultura redneck), cose che probabilmente sembravano davvero una grande idea all’epoca.

Supponendo, ovviamente, che questa roba Carter la stesse somministrando.

Sulla carta, “Babylon” è affascinante, un lungo riconoscimento della potente influenza degli allucinogeni e degli antichi culti misterici nello spettacolo.

Sullo schermo, tuttavia, si trattava di un qualcosa fatto alla bell’e meglio, pieno di dopplegangers di cartoni animati di Mulder e Scully (Einstein e Miller, che i fan odiarono all’istante), e altri cartoni animati tra i più stupidi: dai ballerini ai razzisti ai terroristi ecc…

Non contento di quell’enorme aiuto per il maltrattamento dei fan, Carter ha poi lavorato sbrigativamente a un finale della serie. Ci deve aver lavorato con una pistola alla testa, a giudicare dalla scrittura.

Tutto questo per dire che “My Struggle II” fa sembrare “Babylon” come “Duane Barry” in confronto. Il dialogo è stato tra i più perfettini, le motivazioni tra le più opache e una recitazione più di legno che mai nella storia dello show.

In vero stile carteriano, il tutto è culminato con l’inferno che si scatena nella forma di un contagio armato. Per poi concludersi con uno splendido set che ha visto un prostrato Mulder e una Scully dalla faccia impotente in attesa affrontare una morte certa – e un’apocalisse globale – nella forma di un UFO in bilico. E inoltre quel ragazzo, Miller…

I fan erano sconcertati, gli aficionados della ditta M&S erano apoplettici dalla rabbia e comunque gli stessi critici erano settimane che prevedevano tutto questo bel risultato.

Dunque così sembrava essere l’ignobile fine di una serie tv un tempo gloriosa.

Detto questo, la serie di eventi ha guadagnato abbastanza spazio per la rete FOX, che lotta per ottenere un altro risultato. Stavolta la stagione si svolgerà per dieci episodi, lasciando presumibilmente agli scrittori più spazio per confezionare il tutto e inviare Mulder e Scully al tramonto per vivere i loro giorni in pace.

Il fatto è che lo stesso Carter sembra credere di aver “completato tutto” nel 2001, con il finale della ottava stagione.

Quella trama fu originariamente progettata per ultimare la saga di Mulder-Scully e passare il testimone a nuovi agenti. Il piano prevedeva che lo show continuasse con nuove star e un nuovo showrunner (presumibilmente Spotnitz e/o Gilligan) mentre Carter, Duchovny e Anderson lanciavano nei cinema un nuovo progetto.

Il problema era che Gillian Anderson rimase per la nona stagione, quella che non le diede soddisfazione. La sua trama doveva ancora essere revisionata, cosa che sembrava essere fatta apposta per ostacolare qualsiasi investimento dei fan nel nuovo team di XF.

Peggio ancora, la cultura di Internet che è “cresciuta” con X-Files era ormai da tempo divenuta tossica, i forum online di XF (che una volta producevano gli articoli per conto proprio) ora si riducevano a spazzatura. (Glen Morgan in realtà ha scritto alt.tv.x-files nel mezzo della seconda stagione).

Poi, naturalmente, è successo l’11 settembre e all’improvviso nessuno era più interessato ad approfondire le cospirazioni governative.

Ovviamente, non è stato d’aiuto lo spinoff di X-Files The Lone Gunman (il cui episodio pilota era nella slot della domenica sera di TXF molto simile a un episodio tradizionale ospitato dalla serie principale)  il cui argomento è la presenza una organizzazione criminale nascosta nel governo che cerca di controllare a distanza un aereo di linea nel World Trade Center.

La nona stagione è in realtà molto meglio di quanto si meriti . Cioè con l’ovvia eccezione del Mytarch, che per lo più gioca come una trama i cui scrittori sono stati costretti dalla rete televisiva a continuare a scalciare come un cavallo morto da tempo.

E il secondo film di XF è anche assai meglio di quanto l’opinione comune ti porterebbe a credere. È solo molto, molto oscuro e molto, molto cupo.

Ma sembra anche che sia stato progettato per “confezionare” la trama di Mulder-Scully. Il problema è che fu il film di cattivo gusto dell’estate 2008 e non aveva dischi volanti.

Così è emerso che per la stagione 11 gli sceneggiatori hanno abbandonato ogni pretesa che il revival di X-Files fosse tutt’altro che un esercizio di nostalgia per i GenXer ingrigiti.

Il che, naturalmente, è stato più che buono per me, essendo un GenXer ingrigito.

Tanto più che ha prodotto alcuni degli episodi più soddisfacenti da quando quell’epica corsa di Mytharc era avvenuta a metà dell’ottava stagione. Solo con quella insostituibile nebbia di Vancouver. Inoltre Mark Snow torna sulle onde sinusoidali e sulle batterie, e quindi è nel suo.

E tutto è iniziato con la tradizionale modalità X-Files, cioè con una fottuta apertura terribile della stagione.

Beh, non era uniformemente terribile. Sembrava uno dei consueti lavori “buona la prima” a cui ci ha abituato l’ultimo Carter. Con in più questa volta dei dialoghi interiori inspiegabili in prestito da Sin City.

E nemmeno il Sin City migliore: parliamo dei dialoghi interiori di Sin City: A Dame to Kill for.

Eppure, William B Davis sembrava essersi divertito molto a rosicchiare lo scenario e a scatenare dei dialoghi sulla Kree-Skrull War degni del Carter migliore visti come il vangelo. Ed è stato bello vedere Chris Owens come un Jeffrey Spender miracolosamente guarito (un ruolo scritto per Robert Patrick, che non era disponibile) e la Monica Reyes interpretata Annabeth Gish che si schierava per la Marita Covarrubias interpretata da Laurie Holden.

Inoltre, AC Peterson è stato eccezionale nella parte del signor Y, che si è presentato per alcuni secondi dell’ultimo episodio per incontrare il suo creatore. Ovviamente. I carters andranno a Carter, qualsiasi cosa significhi.

In linea con i tempi, le tematiche cospirative sono ora incentrate sulla breakaway civilization e il secret space program. Oltre che la singolarità e il transumanesimo.

E ci è stato anche detto che gli alieni non erano più interessati al nostro pianeta a causa di … uh, il riscaldamento globale. Eh certo, queste cavolate vengono scritte in California, come poteva essere altrimenti? Il riscaldamento globale è nulla di più nulla di meno che una religione calvinista di tipo californiano.

Ad ogni modo, la nave si raddrizzò una volta schiarito il fumo della bomba di “My Struggle”.

Ciò che è veramente notevole nella stesura di questa stagione è la sua quintessenza. Glen Morgan non ha solo scritto un raccoglitore di un Ep. 02 (“Questo”), ha scritto una sceneggiatura quintessenziale alla Glen Morgan.

Significa che inizia con un “set” molto appariscente, impostato su una canzone dei Ramones, che prende quasi le sue mosse da un precedente classico XF, Kill Switch, da cui prende anche il nome.

Inoltre ci sono un sacco di dialoghi piacevoli e una polposa azione da fumetto.

Caspita, ho persino tirato fuori la mia copia di Vitalogy per immergermi davvero nel 1994. Beh, non l’ho proprio fatto. Ma avrei dovuto pensarci.

Barbara Hershey, di cui Chris Carter non sembra avere il minimo indizio su cosa farne, appare ancora come il malvagio Erika Price, che sembra il figlio bastardo di Ray Kurzweil e Diana Fowley. Le mette in bocca tutto un discorso caricaturale su Mulder in uno scontro memorabile e sembra quasi convincente.

Nel complesso,  “This” è un formidabile ritorno alle origini che segnala una parata in arrivo di altrettanto validi esercizi di ritorno alle origini. Grazie a Dio.

Quel suono sospirante che avete udito durante tutto l’inverno è stato il suono degli sfinteri in tutta la X-Files Nation che si sono rilassati quando hanno visto arrotolarsi il sipario dell’episodio 3 coi titoli di coda.

Ovviamente, stiamo parlando del loop-in “Plus One” di Chris Carter, un episodio della quinta stagione epico in tutto tranne che nella timeline. Certamente in spirito, aspetto e sensibilità.  

In altre parole, la quintessenza di Chris Carter.

Ora, il tema in esecuzione per tutta la Season Eleven è la realtà alternativa. “My Struggle III” non è stato sicuramente un must  ma è arrivato così vicino a convincermi che la visione di “My Struggle II” avrebbe dovuto avere da sempre un taglio profetico.

Successivamente, l’episodio “Questo” concretizza la realtà alternativa nel cyberspazio. E “Plus One” è pieno dei tradizionali doppelganger di Carter, molti dei quali si presentano come dei rapiti incoscienti e incazzati provenienti da un universo speculare al nostro.

Intendiamoci, “Plus One” non ha una sola particella di senso, ma è così vertiginoso e di alta qualità da non aver nemmeno il tempo di accorgersene. Mi ha ricordato molto certi episodi amati dai fans di Carter come “Post-Modern Prometheus” e “Improbable”, ma m’è risultato considerevolmente più tradizionalista per quanto riguarda l’attuale X-Files.

Tutto inizia con un trio punk che fa la cover di una canzone di David Duchovny (sul serio!) e da lì si ci trova a rotolarsi dentro una notte buia e oscura. La coraggiosa XF Karin Konoval (madre dell’ Inbreeding di “Home”) interpreta due  fratelli gemelli maschio e femmina (lo scivolare nelle questioni gender è un altro topoi di lunga data di Carter) con un tale abbandono che vi viene quasi da voler stabilire un contatto con lei.

Quei poveri, dolci bambinetti estivi hanno a lungo disprezzato Chris Carter per la sua riluttanza a trasformare The X-Files in uno slash porn. Carter, che nel cuore è rimasto un ragazzo educato dalla religione battista, è un grande sostenitore della gratificazione ritardata (leggi: **** – prendere per i fondelli).

Beh, almeno sullo schermo.

Sapendo che questo era probabilmente il suo ultimo rodeo, Carter ha regalato agli ‘shipper’ (e probabilmente agli snoggers) quello per cui si stavano struggendo: un caxxo di Mulder-Scully. Bene, Carter l’ha fatto a modo suo.

Ma gli “shipper” hanno capito che in un contesto X-Files , “Plus One” non è altro che porno hardcore XXX. E il Mulder-Scully deve condividere un topoi da camera da letto che potrebbe non essere mai stato sollevato da migliaia di fans risalenti al 1993, ma sicuramente si sentiva come così fosse, almeno per loro.

La più iconica delle ambientazioni complottiste: il parcheggio sotterraneo.

 

Con Morgan e Carter che hanno preso a calci certi loro episodi per eccellenza traendone storielle autonome, Darin Morgan è tornato per cercare di battersi contro questa consuetudine.

Ed ecco dove la più ampia corrente sotterranea che ha nutrito il successo della serie di X-Files (e ora lo minaccia) è balzata in superficie: la cultura del complotto, che ora sta crollando.

Mi rendo conto che la maggior parte della gente ha amato (o meglio, ha finto di amare) “Mulder e Scully meet the were-monstre“, ma alcuni altri, incluso il sottoscritto, sicuramente non l’hanno fatto. Per me sembrava tutto così triste e da menopausa maschile il lamento di Morgan che non era mai stato in grado di proseguire il suo incredibile successo adolescenziale.

Ragazzi, dovremmo avere tutti quanti noi di questi problemi…

In ogni caso, si potrebbe sostenere che “The Lost Art of Forehead Sweat” proviene dallo stesso stampo (con Reggie Qualcosa, spettatore del successo esplosivo di X-Files , il quale rispecchia Morgan stesso dopo aver lasciato la serie), ma per i miei soldi è considerevolmente più spiritoso (piuttosto che amaro) e schivo (piuttosto che auto-disprezzante) rispetto al suo predecessore.

Anche “Sweat” è un episodio quintessenziale. In effetti, è la quintessenza di Darin Morgan e mi sono quasi sentito come se fossi stato teleportato nel 1996, che probabilmente tutti conoscono essere il mio più caro desiderio nella vita.

Molto più di un episodio di XF alla Darin, “Sweat” mi ricorda molto “La difesa di Doomsday di Jose Chung”,  sequel nel telefilm Millennium del mio episodio preferito XF di Darin “Jose Chung’s From Outer Space“. Ha la stessa atmosfera di un numero della rivista MAD del 1972, la qualità di un lavandino, un senso di abbandono totale.

Inoltre, il pastiche alla Zelig nel mezzo è particolarmente inestimabile. E i miei complimenti a DM per aver scelto Bill Dow, di norma tragicamente sottoutilizzato, per un cammeo brillante.

Il fulcro della storia è comunque uno scontro tra Mulder e il Dr. They, interpretato con assoluta naturalezza dal veterano attore protagonista Stuart Margolin.

Ed è qui che Morgan legge l’epitaffio di The X-Files, così come la stessa cultura della cospirazione.

Un po ‘di storia, prima.

La cultura cospirativa che alimentava X-Files non era di tipo paleocon, alla Infowars per intenderci, o la varietà escatologica, entrambi così comunemente demonizzati oggi da coloro che sono cresciuti, si sono calmati e hanno iniziato a indossare completi blu o marrone.

Qui, piuttosto, ha agito l’influenza della trilogia degli Illuminati, Mae Brussel e l’ Apocalypse Culture . Era la cultura cospirativa di WBAI-FM, Dave Emory e RE/search. [mah!] Era un’esegesi apertamente libertaria, di sinistra e anti-autoritaria, prodotta dalle macchie di sangue lasciate dagli assassini di Kennedy, Kent State e dal Vietnam.

Di conseguenza, una sfilata di esponenti della cultura freak, calzati e vestiti, si è insinuata sullo schermo, iniziando molto presto ad assistere a X Files.

Dalla prima stagione avete avuto Brad Wilchek, la copia sfacciata di uno Steve Jobs della Apple in esilio, e Max Fennig, il rapito dagli alieni trasformato in vagabondo complottista. Max, a sua volta, ha ispirato i lone gunmen, che Morgan e Wong hanno basato su un trio di strambi teorici della cospirazione.

La seconda stagione gettò nelle canne Chuck Burks, da bravo pensatore di breve durata. Tutto ciò ha raggiunto il suo apogeo con l’episodio degno di uno scienziato pazzo di Vince Gilligan, “Insoliti sospetti”, che ha raccontato l’origine dei Gunmen.

Ma muoversi in parallelo con questi era una razza di dissidenti piuttosto seria, a cominciare dall’angelo vendicatore di Tony Todd in “Insonnia”. Immediatamente dopo di lui avevamo il rapito psicotico Duane Barry, interpretato da Steve Railsback che lo seguiva a sua volta in una sfilata di miliziani (inclusi agenti e doppiogiochisti) e leader apocalittici quali Richard Odin, Vernon Ephesian, Absalom e Josepho.

Si poteva tracciare una sorta di evoluzione nella storia della serie in cui sia il nerd che il teorico della cospirazione correvano in tandem prima che il nerd finisse in un angolo. E nelle ultime due stagioni abbiamo Tad O’Malley, che è un po ‘come Alex Jones, solo più affascinante e carismatico (puoi mai immaginare Joel McHale che interpreta un personaggio improbabile?)

Ma con l’elezione di Trump, l’Establishment non ha più alcuna pazienza per ogni tipo di cultura della cospirazione, eccetto la sua. L’asse Neolib-Neocon-FAANG-Wall Street che esercita una dominanza incontrastata e imperiosa su ogni singola istituzione di questo paese (a parte il ramo esecutivo e alcuni governi statali impotenti, almeno apparentemente) non tollera la minima deviazione o dissenso dal suo ordine del giorno, che venga da sinistra, da destra o dal centro.

Così ora, con l’aiuto dei signori ingegneri di SiliCylon Valley, Cylon Francisco e Cyleattle, qualsiasi parola scoraggiante può essere efficacemente messa a tacere con un algoritmo insonne. E stanno lavorando giorno e notte per cercare di fermare qualsiasi pensiero preoccupante alla fonte.

Significa dentro il tuo cranio.

Potrebbe esserci ancora un grumo di cultura della cospirazione – principalmente della varietà nichilista di Pizzagate – lasciata sui social media, ma se le cose continuano nel loro corso attuale quelle voci saranno messe a tacere prima di allora.

Ma l’altra forza che milita contro la cultura della cospirazione è il collasso del Centro, che dopotutto non regge. Non c’è una monolitica voce rappresentante l’autorità, che vi attira e cerca di portarvi nella sua direzione. Gli adulti effettivi in ​​questo paese sono da tempo morti e sepolti.

E i nostri attuali mezzi di informazione mainstream fanno apparire i media statali sovietici di Andropov come un severo pilastro dell’oggettività.

Forse è sempre stato così, ma un tempo lo nascondevano meglio. E i budget sempre più ristretti hanno lasciato anche le più grandiose notizie nelle mani di incompetenti e millennials incapaci di pagare il debito, e si chiedono quando sono entrati in questo inferno e quando si sono evaporati i loro privilegi  (suggerimento:  dopo la laurea.)

Quindi puoi avere tutti i fatti in mano, tutti i documenti, tutte le prove che ti piacciono. Se nessuno vuole sentire, non sarà mai ascoltato. Garantito. Punto.

Mi piacerebbe dire che vedo cambiamento in futuro, ma a meno che le persone smettano di usare i loro computer per l’auto-conferma drogandosi con la loro stessa dopamina, non vedo come possa avvenire un qualsiasi cambiamento.

Quindi la ricerca romantica di un Mulder e Scully, fermi nella convinzione che la “V” della Verità vi libererà, non si registra meno che mai alla nostra età e ai nostri tempi. Se qualsiasi verità arriva ad oscurare la giornata, il vostro feed Twitter e/o Facebook spazzerà via quegli insetti molesti. A nessuno importa più la Verità oggettiva. Ricercare la Verità è comunque quasi certamente un reato di licenziamento in questi giorni. Quindi parlatene con il vostro responsabile delle risorse umane.

Ad ogni modo, lasciate il compito a Darin Morgan, per far provare a far cadere quel bocciolo di verità nel mezzo delle nostre vite.

Ciò detto, torniamo alla nostra trasmissione regolarmente programmata perché c’è molto più di questo da affrontare: transgenetica, controllo mentale, stregoneria, pedofilia e vampirismo di Hollywood.

Ditemi cosa, lo faremo nella seconda parte, perché sto diventando potentemente assonnato. O forse è una mia fatica dovuta alla depressione. Non posso sul serio stabilire la differenza.

CONTINUA

https://secretsun.blogspot.com/2018/07/the-x-files-x-it-death-of-conspiracy.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





Estate 1918

29 06 2018

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/01/30/inquietanti-coincidenze-di-centanni-fa-o-previsioni-per-il-futuro/

Questa sera presento un passo importantissimo verso la fine del libro “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque; penso sia un po’ la poesia definitiva di cosa significhi continuare a combattere, difendersi e rischiare di morire senza alcuna speranza, ben sapendo infatti che la guerra la si è ormai perduta.

 

I mesi passano. Questa estate del 1918, è la più sanguinosa e la più pesante. I giorni stanno, come angeli azzurri e dorati, inattingibili, inconcepibili, sopra la cerchia della distruzione. Tutti qui sappiamo che perdiamo la guerra. Non se ne parla molto, ma siamo in ritirata, e non potremo più attaccare dopo questa grande offensiva, non abbiamo più né uomini né munizioni. E tuttavia la lotta continua, la strage continua…

Estate 1918: mai la vita, pure in questa sua così miseranda parvenza, ci è parsa più desiderabile di ora – rossi papaveri sui prati intorno ai nostri baraccamenti, lucidi insetti sui fili d’erba, calde serate nelle camerate semibuie e fresche, alberi neri e misteriosi nel crepuscolo, stelle e fluire di acque, sogni e lunghi sonni. Oh vita, vita, vita!

Estate 1918: mai si è tanto sofferto in silenzio quanto stavolta nel ritornare in linea. Incontrollate voci di armistizio e di pace che agitano gli animi sono sorte e turbano i cuori e rendono la partenza più gravosa che mai!

Estate 1918: mai la vita di trincea è stata più amara e orribile che in queste ore di fuoco, quando le pallide facce di combattenti giacciono sulla mota e le mani si avvinghiano nella spasmodica invocazione: “Non ora! non ora! Non ora, proprio all’ultimo istante”.

Estate 1918: vento della speranza che soffia sui campi bruciati, febbre delirante dell’impazienza, della delusione, del più atroce orrore di morte, inconcepibile domanda: perché? Perché non si pone una fine a tutto questo? E perché si levano queste voci, che annunciano la fine?