Carlo Calenda, ovvero Enrico Bottini, l’io narrante

31 05 2018

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Dopo il Matteo Salvini diciassettenne partecipante al quiz di canale 5 “Doppio Slalom” e partecipante ventenne a un’altro quiz di canale 5, “Il pranzo è servito” e dopo il Matteo Renzi partecipante diciannovenne ad ancora un altro quiz di canale 5, “La ruota della fortuna”…l’ennesimo homo novus mediatico della politica italiana appartenente alla Generazione X, CARLO CALENDA, ci trasporta in una dimensione magica, simile a quella dei due Matteo concorrenti ai quiz tv delle mattine e dei pomeriggi degli anni Novanta e futuri segretari e presidenti: dimensione psichica simile perché vediamo come un uomo politico ora abbastanza sotto i riflettori mediatici, fu già in precedenza sotto i riflettori mediatici, e in giovanissima età ma, a differenza dei due Matteo, nel caso di Carlo Calenda c’è il “rischio” che il campo della fiction e quello della realtà si intersechino ulteriormente, provocando corto-circuiti archetipici e simbolici che possono auto-riflettersi in modo inatteso attraverso i decenni.

Una figura sotto i riflettori dei media che spargono la sua immagine e le sue parole per ogni dove a milioni di persone diventa qualcosa di somigliante più a un ASTRO che a una persona comune non famosa, un astro dunque in grado di influenzare la mente collettiva produttrice di archetipi e simboli i quali dalla fiction possono travasarsi nella realtà, quella realtà che però è costantemente filtrata dai mass media, oggi più che mai.

La realtà che crediamo tanto reale è contaminata da quella virtuale e il flusso informativo va nei due sensi e cose che si sarebbero concretizzate solo molto, molto tempo dopo già sono apparse in nuce molto tempo prima e, quando le abbiamo viste per la prima volta, non le abbiamo riconosciute come tali, non le potevamo in nessun modo riconoscere come tali poiché, naturalmente, all’epoca (perennemente distratti dalla nostra mente conscia e dall’emisfero cerebrale sinistro) non conoscevamo quel futuro che comunque, pur in stato embrionale e irriconoscibile, già era attivo ed emergeva in quel passato, a nostra insaputa.

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Matteo Salvini a “Doppio slalom”.

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Matteo Salvini a “Il pranzo è servito”.

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Matteo Renzi a “La ruota della fortuna”.

Quelle di Matteo Salvini e Matteo Renzi, come sappiamo, furono delle COMPARSATE mediatiche, il celebre “quarto d’ora di celebrità” di Andy Warhol, anche se si può dire che il futuro, in qualche modo, era televisivamente già apparso dentro quelle lontane puntate di “Doppio slalom”, “Il pranzo è servito” e “La ruota della fortuna”, era già apparsa la voglia di vincere (che si concretizzava in modo piano e sicuro) di Matteo Salvini ed era già apparso il “buttarsi a bomba in una piscina” di Matteo Renzi, prima di vedere se dentro la piscina in cui ci si butta c’è l’acqua oppure no.

Quindi nel caso di Salvini le risposte al quiz tv vengono date a colpo sicuro e tutte esatte mentre le risposte di Renzi sulle prime sembrano tutte sicure ma poi almeno una si rivela clamorosamente sbagliata. Embrionalmente (e televisivamente), ciò che è successo in questi ultimi anni ERA GIA’ SUCCESSO negli anni Novanta, anche se a magnitudine mooolto più ridotta e con mooolti meno telespettatori. E, come si è detto, all’epoca non ci si rendeva conto di ciò a cui si stava assistendo, solo un bel po’ di anni dopo ci se ne sarebbe resi conto, ex post si potrebbe dire.

Simile ma diverso il caso del terzo uomo appartenente alla generazione X della politica italiana di oggi, Carlo Calenda.

Qui passiamo dall’apatia, il cinismo e il grunge degli anni Novanta a quell’INCANTO e quella fiducia negli esseri umani e nei processi storici lineari che esisteva ancora in tv nell’anno 1984, reso celebre dall’omonimo libro di George Orwell, come tutti sanno. Esistevano ancora in prima serata sulla Rai sceneggiati televisivi girati su pellicola dal grande Luigi Comencini (il regista di Cercasi Gesù con Beppe Grillo, per inciso) e si rifacevano a un classico intramontabile della coscienza civile adolescenziale del post-risorgimento italiano, Cuore, anzi “IL LIBRO Cuore come fu quasi da subito intitolato l’omonimo romanzo dello scrittore onegliese Edmondo De Amicis. In questo caso, la futura celebrità politica italiana andò ben oltre il quarto d’ora visto che si trattava di uno dei personaggi principali assieme a Eduardo De Filippo per dire, un protagonista fatto e finito, calzato e vestito, comparso persino sulle locandine della videocassetta e sulla copertina del libro con più di cento illustrazioni.

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Carlo Calenda compare nella locandina della videocassetta di Cuore nel 1984.

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Carlo Calenda compare sulla copertina del libro Cuore, con più di cento illustrazioni. Ricorda in modo inquietante la copertina del libro con Matteo Renzi bambino uscito qualche anno fa in allegato a un quotidiano.

Il romanzo parla di alunni diligenti che scrivono diari al lume di candela dando del voi ai genitori, aule in cui si aggirano personaggi vestiti all’antica in un modo tardo ottocentesco (ricordiamo il maestro Perboni interpretato da Johnny Dorelli e la maestrina dalla penna rossa da Giuliana De Sio), onore e patria, Dio e famiglia, vicende familiari strappa-lacrime, il rischio della tbc sempre in agguato, scolari adolescenti indimenticabili come il forzuto e altruista Garrone (personaggio capace di addossarsi i torti di un compagno di scuola pur di salvarlo da una condanna ingiusta), il malefico Franti (che però poi si scopre avere alle spalle una situazione familiare agghiacciante), il già citato maestro di scuola, solo come un naufrago e sempre sofferente e intabarrato nei suoi paltò, la cui unica sua vera famiglia, dice, sono i suoi allievi…

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Elsa Fornero, la “maestrina dalla penna rossa” del libro Cuore.

Il narratore in prima persona del libro Cuore è l’alunno Enrico Bottini…ma leggiamo su Wikipedia:

Il romanzo è strutturato come il diario di un ragazzo di famiglia borghese, Enrico Bottini, che riporta sulla pagina episodi e personaggi della sua classe scolastica durante un anno in terza elementare, nell’anno scolastico 1881-82 presso una scuola di Torino e intervallato da “racconti mensili” del maestro elementare su varie storie sempre interpretate da fanciulli. L’ambientazione generale è la Torino dell’Unità d’Italia, nel periodo tra il 1878 (anno d’incoronazione del Re Umberto I) e il 1886 (anno della pubblicazione del libro); più precisamente gli eventi narrati sono ambientati fra il 17 ottobre 1881 e il 10 luglio 1882.

In pratica gli eventi narrati si svolgono all’incirca cento anni prima della messa in onda sulla rai dello sceneggiato tv. Enrico Bottini è un ragazzo borghese, che pare distinguersi per condotta, diligenza, obbedienza e – possiamo dirlo? – anche un po’ di mediocrità.

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Enrico Bottini interpretato da Carlo Calenda e la maestrina dalla penna rossa interpretata da Giuliana De Sio.

Lo sviluppo dell’anno scolastico è seguito in ordine cronologico, dal 17 ottobre 1881 al 10 luglio 1882: a ogni mese corrisponde un capitolo, in cui il diario di Enrico è intervallato da appunti dei familiari (padre e madre, solo una volta la sorella maggiore), che leggono le sue pagine e gli forniscono consigli di stampo etico e pedagogico utili per la sua crescita. A questi capitoli si aggiungono nove racconti, presentati mensilmente dal maestro di Enrico, che seguono le avventure, spesso con esito drammatico, di bambini italiani di varie regioni. Il diario termina con la notazione del trasferimento della famiglia e la perdita degli amici di Enrico, che dovrà frequentare la quarta elementare in un’altra città.

Il diario di Enrico Bottini viene intervallato da storie lette e dettate dal maestro – che ricordo sempre triste, tossicchiante e ricoperto di cappotti – storie riguardanti bambini delle varie regioni italiane, racconti spesso edificanti ma lacrimevoli: l’escursus in un’Italia triste e piena di problemi.

Lo sguardo del nostro Enrico è quello di un ragazzo qualunque, ligio al dovere, testimone di drammi in cui non vuole essere coinvolto ma solo descriverli con la sua penna, calamaio e carta assorbente. Nella sua classe c’è una vera e propria esplosione di tragedie e di individui ben distanti dalla media, nel bene e nel male (borderline si direbbe oggi) ma Bottini si limita a farne la cronaca tenendosene ben distante.

Ecco chi è il nostro eroe secondo Wikipedia:

Enrico Bottini, io narrante e protagonista della storia: è un personaggio senza nessuna “caratteristica” particolare, che non parla quasi mai del suo profitto scolastico. Dal testo si intuisce che è un allievo nella media, senza acuti ed entusiasmo particolare per lo studio; alla fine, quando vengono dati i risultati dell’anno, non si cita tra i promossi, anche se la mancanza di commenti da parte sua e dei suoi genitori lo lascia capire.

Capite? E’ SCONTATO che sia promosso, non viene nemmeno preso in considerazione il contrario ma non viene preso in considerazione non in una maniera gaiosa e trionfante bensì in una maniera triste, mediocre per via della sua piatta inevitabilità. “Anche quest’anno sono stato promosso…”, ma detto in modo quasi sconfortato.

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Enrico Bottini o Carlo Calenda?

Dunque da un po’ di anni a questa parte vediamo l’inedito fenomeno di personalità politiche già mediatizzate prima che i loro volti venissero noti sui mass media come politici, in precedenza non era mai successo. E’ un po’ come quei corpi celesti – per esempio Urano, Nettuno e Plutone – che furono già osservati retrospettivamente prima della loro scoperta ma non erano stati riconosciuti.

19 marzo 1915: Plutone fu fotografato per la prima volta senza riconoscerlo, quindici anni prima della sua scoperta da parte di Clyde Tombaugh.

 

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L’ incomprensibile mondo degli afantasiaci. Sei uno di loro?

30 05 2018

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Visualizza immagine di origineSe queste immagini ti fanno sentire confuso, ti sei mai chiesto perché? Perché fai quello che fai nel modo in cui lo fai?

GLI AFANTASIACI :

  • Non visualizzano nessun tipo di immagine mentale con l’ ” occhio della mente”
  • Molti di loro non sognano la notte, ma la maggior parte sì. Ma non si rendono conto di cosa voglia dire esattamente ” daydreaming – sognare a occhi aperti “.
  • Non sono soggetti a distrazioni, sono più capaci di concentrazione e non soffrono di ansia.
  • Non visualizzano la storia istante per istante durante la lettura di un libro.
  • Alcuni di loro non ricordano le facce. Se il loro parente più stretto dovesse sparire e gli venisse chiesto loro di creare un identikit visivo non saprebbero farlo. Necessitano di foto e filmati per ” rivedere ” il passato.
  • Hanno ricordi di altro tipo, usando altri sensi, ma non possono richiamare scenari del passato.
  • Perfettamente funzionali, non si rendono conto della loro condizione fino all’ età adulta. La condizione stessa è stata scoperta solo qualche anno fa.
  • Quando si rendono conto della loro diversità si sentono molto spaesati, e pensano di essere circondati da gente con superpoteri. 
  • Spesso hanno problemi di orientamento, con le mappe e cose del genere. Trovare l’ auto parcheggiata fra le tante altre richiede un grande sforzo.
  • Non capiscono l’ interesse per la fantasia, e sono generalmente più tendenti allo scetticismo e al realismo assoluto.

I SUPER FANTASIACI:

  • Hanno immagini mentali paragonabili alla realtà, spesso anche più nitide dei sogni notturni. Possono manipolare queste immagini e visualizzarle a 360 gradi da tutti i punti di vista.
  • Questa abilità quotidiana funziona meglio a occhi aperti, e non richiede alcuno sforzo, è assolutamente spontanea.
  • Possono soffrire di ansia perché le immagini mentali sono come tatuate ed è difficile staccarsele di dosso.
  • Potrebbero visualizzare una loro giornata tipo rimanendo a pensare nel letto.
  • Ricordano le facce persino degli sconosciuti visti una volta nella vita. Rammentano più particolari delle persone nella media.
  • Possono applicare tutti i sensi nella loro immaginazione.
  • Probabilmente sono soggetti a episodi di sinestesia, per esempio sprazzi di colore ( della durata di un istante ) in reazione a suoni o altro.

Mi chiedo, essendo io appartenente alla media , e probabilmente un poco più su della media, quali siano le implicazioni per queste persone a riguardo della coscienza umana, a riguardo della loro spiritualità, che probabilmente è in loro assente e abbastanza incomprensibile, da qui forse deriva la concezione della matematica e del tempo come costrutti di invenzione umana, e si può dedurre quindi che l’ ateismo è stato inizialmente concepito da un afantasiaco?

Dilemmi che per ora non hanno risposta. Però sarebbe molto interessante confrontarsi con queste persone e capire che concezione hanno dei concetti astratti e meno legati alla realtà ” nuda e cruda ” della vita …

L’ umanità non si è accorta fino al 2010 di questa sindrome? Ringraziate gli scienziati che derisero l’esperto in cerca di prove e pareri dai suoi colleghi , che lo derisero dicendo che la ” visualizzazione mentale non esiste ” !!!!!

da Wikipedia:
To my astonishment, I found that the great majority of the men of science to whom I first applied, protested that mental imagery was unknown to them, and they looked on me as fanciful and fantastic in supposing that the words ‘mental imagery’ really expressed what I believed everybody supposed them to mean.
Per la mia meraviglia, scoprii che la maggioranza degli uomini di scienza ai quali mi sono rivolto ( 1880 ) inizialmente per verificare questa sindrome protestarono che la visualizzazione era a loro assolutamente sconosciuta, argomento allucinatorio e di fantasia era supporre che la visualizzazione mentale fosse realmente quello che la gente supponeva di possedere.

 

  

 





Il riduzionismo scientifico applicato alla trama di Toy Story

28 05 2018

Toy Story non è solo una saga di film per bambini, ma c’è molto di più dietro, da interpretare. La scena simbolo di Toy Story è quella dove Woody dice ” la verità cruda e semplice ” della condizione della loro esistenza:

Il fatto che i giocattoli nella scena si trovino all’ esterno del loro mondo – casa e a confronto con l’ immensità del mondo esterno, una città incomprensibile, non è affatto un caso:

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Questa scena in particolare rimanda al dipinto dell’ Urlo , famoso nel mondo. Questo è il destino che la scienza si è dato da sola: confrontarsi con la mancanza di senso dell’ esistenza stessa perché l’ unica cosa che la scienza accetta è il presupposto del Caso, divinizzato e glorificato futilmente, ignorando del tutto l’ ingombrante presenza dell’ esistenza stessa, ignorandone il mistero inarrivabile.

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La vita vista dal punto di vista di Woody è assoggettata all’ etichettatura con la quale è stato marchiato dalla realtà del mondo in cui vive: è un semplice giocattolo, e l’ unico scopo della sua vita è intrattenere un essere umano, visto, anche in materia di mere dimensioni, come superiore. L’ uomo – giocattolo di Toy Story, secondo Woody, quindi, deve abbassarsi allo status di giocattolo – oggetto immobile e manipolato, ignorando una incommensurabile realtà. Woody è stato creato dall’ uomo alla quale deve concedersi interamente, con la sola libertà permessa in tutti i momenti nei quali il bambino si assenta. Ciò che Woody ignora, testardamente, è il fatto che lui non è un ” semplice giocattolo “, ma parla, è autonomo, non si consuma come l’ umano, ma pur di concedersi all’ uomo arriva a imitare l’ oggetto immobile e vuoto lasciandosi manipolare da una creatura che sarebbe incredibilmente più felice e affezionata a lui se i giocattoli si permettessero di uscire dal loro tabù e rituale riduzionistico, e decidessero di rivelare la loro umanità al bambino. Ciò che Woody cerca , l’ affetto umano, sarebbe più apprezzabile se il giocattolo e l’ umano fossero entrambi consapevoli della coscienza del giocattolo. Invece, imitando l’ oggetto, predispone il bambino a confrontarsi con la futilità di un oggetto, che con la crescita, perde di valore, e il giocattolo non può fare altro che confrontarsi con la perdita di interesse del bambino – scopo di vita, generato unicamente da un testardo e masochistico riduzionismo che il giocattolo ha imposto a sé stesso.

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Paradossalmente i giocattoli decidono di rivelarsi unicamente all’ individuo che li vede come insignificanti e freddi oggetti: Sid. Il potere della loro coscienza viene quindi rivelato unicamente allo scopo di spaventare, mettendoli in condizione di vincere la battaglia contro Sid, ma diventando elementi antagonistici. Avrebbero potuto fare molto per cambiare la personalità e gli intenti di Sid, ma invece scelgono di coalizzarsi contro di lui.

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La verità è che questi giocattoli nel mondo di Toy Story sono definibili come tali solo per via della loro scelta. Nessuna legge del loro mondo vieta loro di andarsene, costruire una comunità indipendente e autonoma, e duratura, esplorando un mondo esterno, che non si dimostra di per sé ostile. I giocattoli sono convinti che il loro unico scopo sia quello di ridursi a meri oggetti, per intrattenere una creatura cosciente come loro, paradossalmente imitando una ” immobilità ” che non gli appartiene, riducendosi a risiedere in una stanza, conducendo le loro vite completamente dipendenti dalla presenza o meno del bambino, che senza averne la minima idea, decide tutto della vita del giocattolo. Gli unici momenti in cui il giocattolo scopre sé stesso è in assenza del bambino. Allora riscopre improvvisamente di possedere mobilità, coscienza, immaginazione, linguaggio, e di essere egli stesso manipolatore di altri oggetti.

E così siamo noi: la scienza non fa altro che ridurre l’ essenza stessa dell’ essere umano, ora semplice animale, relegato in un angolo e non alla luce del sole, assoggettato ad un caso cieco , ma onnipotente, incosciente ma allo stesso tempo paradossalmente manipolatore. Poi c’è il concetto di uomo – macchina, e così via, non facciamo altro che agire in modo masochistico, definendoci testardamente giocattoli, ignorando i misteri che ci contraddistinguono dall’ animale , come il linguaggio, la coscienza di sé, la musica e quant’ altro. Usiamo i nostri “superpoteri” solo allo scopo di fare del male, non ci importa più niente dell’ etica, dei concetti di bene e male, se si può fare qualcosa va fatto, a discapito delle altre forme di vita che ci accompagnano su questa Terra. Il bene e il male diventano concetti individuali in un mondo di concezione atea e riduzionista: il brav’ uomo ha un concetto di bene diverso dal sadico. Dal punto di vista del sadico, il male è giusto, perché suscita soddisfazione e compiacimento. Andy non si rende conto di fare dispiacere al giocattolo cosciente perché per lui i giocattoli non hanno sentimenti , ovvio, perché i giocattoli hanno sempre celato questo loro aspetto a Andy. Sid allo stesso modo non si rende conto di essere un antagonista, per lo stesso motivo.

*Si potrebbe aggiungere anche il punto di vista super – animalista, che riduce l’ uomo a un ” virus che consuma il mondo per il suo egoismo “. Anche l’ animalista spinto non se ne rende conto, ma applica il riduzionismo. La natura ci ha dato la capacità di manipolare le risorse in modo completamente diverso dagli animali, senza alcuna eccezione, quindi cosa dovremmo fare? Inventare una super mega ultra astronave e trasferirci tutti da un’ altra parte, per il bene della natura terrestre, per il bene della fauna e della flora? Già che ci siamo, perché non attuare la nostra estinzione, tanto faremmo solo un favore alla fauna? Fino a che punto l’ animalista spinto arriverà a farsi condizionare? Se siamo onnivori ci possiamo fare qualcosa? Mangiare solo piante può davvero cambiare e salvare il mondo? O non cambierebbe poi granchè? Il vegetarianismo e il veganismo da questo punto di vista si tratta solo di un complesso, un complesso riduzionista e autoetichettante e sacrificatorio. Alle multinazionali frega niente se non mangiate un determinato animale, e l’ animale non sa che è mangiato proprio da voi. Buono se vi fa sentire bene con voi stessi, ma non strettamente necessario.     

La natura ci sballottola come vuole perché noi glielo lasciamo fare. I giocattoli sacrificano la loro stessa essenza perché convinti di essere ” solo una determinata cosa” . Lasciano che Andy si annoi e perda affetto per loro, e lasciano che Sid li distrugga, testardamente, per via di un’ etichetta che li ha portati a lasciarsi condizionare.

Il riduzionismo scientifico è il nostro condizionamento. E porterà ai risultati che porterà per colpa di ciò. La scienza fa scoperte presupponendo sempre la solita cosa, ma non si rende conto che, periodo dopo periodo, riduzione dopo riduzione, si sta perdendo l’ essenza stessa dell’ essere umano. Che senso ha interpretare l’ universo come indifferente e casuale? Che senso ha tutto quanto? Tutta questa foga e corsa alle scoperte, ma a che scopo? Usare il proprio incredibile incommensurabile umano cervello per che cosa esattamente? Se l’ uomo è solo un essere animalistico, meccanico, manipolato dal caso, e sballottato dalle malattie, che senso ha esplorare un universo che emana superiorità in ogni sua forma?

E i robot? Rischiamo di diventare i giocattoli di un giocattolo, ragazzi. Come in Toy Story il giocattolo – uomo si sacrifica e annulla sé stesso per un uomo, allo stesso modo, noi, affascinati dalla macchina, che a causa del riduzionismo etichettatore, sarà percepito ovviamente come superiore, rischiamo di donarci totalmente alla meccanicistica. Kurzweil ci vuole come Woody. Desiderosi della macchina superiore, metteremo da parte tutto ciò che abbiamo di umano, per intrattenere una cosa che imita la vita ( ma non potrà mai essere vita ) ? 

Perché una certa categoria di umani ” futuristi Kurzweilisti ” INVIDIA la macchina e il robot quando è la macchina che dovrebbe INVIDIARE l’ uomo? Perché i giocattoli invidiano e adorano l’ uomo quando potrebbero ipoteticamente dimostrare, se non addirittura la superiorità , almeno l’ uguaglianza? Perché ci etichettiamo come animali quando siamo INCOMPRENSIBILI agli animali? Perché la scienza si ostina? La ” sanità mentale ” tanto presunta e glorificata da chi fa della scienza il suo TUTTO si può definire veramente tale, o manca qualcosa di fondamentale? La scienza come risponde all’ insanità mentale di chi desidera che arrivi il piedone di una macchina gigante a calpestare l’ uomo solo per dimostrare le capacità umane?

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Quando la scienza avrà fatto, visto, vinto, tutto quanto, questo sarà il risultato.

 

   





Il pensiero razionale non basta per capire il corso degli avvenimenti

27 05 2018

 

Un estratto da un articolo di Goro Adachi di Etemenanki (oggi su Super Torch Ritual) risalente al 18 aprile 2011:

Quello di cui scrivo su questo sito – tutte le cose “MULTICONTESTUALI” – tende a rendere perplessa la gente. E’ così fuori allineamento con il normale modo di pensare della maggior parte delle persone, le quali perciò si disorientano e finiscono per provare un senso di confusione. La loro conoscenza interiore può riconoscere un ordine superiore di “verità” ma la mente cosciente necessita di molto più convincimento e di tempo prima che possa digerire tutto ciò e cominci [con molta fatica] a riconoscere che esiste una cosa come la “coerenza multicontestuale” – tipicamente espressa come sincronicità – la quale sta alla base della realtà oltre la soglia di ciò che è normalmente considerato possibile.

Una cosa è notare alcuni pezzi di “coincidenze significative” nella vita. È innocuo. Numerologia? Carina. Simbolismo? Divertente. Forse anche stimolante. Ma quando si parla di una super coerenza intercontestuale – che è ciò che evidenzio e dimostro su questo sito – le cose diventano un po ‘sconcertanti e persino “SPAVENTOSE” per molti. La mente ordinaria cerca di trovare un modo per scacciare tutto ciò, dimodoché l’ordine sia ripristinato e non ci sia più bisogno di rivedere radicalmente la propria visione del mondo poiché accettare la VISIONE NASCOSTA significherebbe rifiutare una base fondamentale della comprensione pratica [ma incompleta] della realtà. Sarebbe come sopravvivere a un terremoto catastrofico e dover ricostruire una città. È un compito arduo. Ci vuole un grande sforzo e impegno, a cui normalmente rifuggiamo.

Perciò capisco gli effetti psicologici. Può trattarsi di un subitaneo bivio in cui la mente ha da prendere una grande decisione concernente la stessa natura della realtà. Consciamente o inconsciamente, tale pressione è avvertita e non è comoda per molti. Ma tale è la natura della verità. La verità, non è affatto raro sia SCOMODA. Voi potete sceglierlo se accettarlo o negarlo. La vita è una serie di queste decisioni. Voi potete continuare a negare ma poi pagate il pedaggio. Ci siete voi, c’è la verità e nel mezzo c’è il TEMPO.

Più noi andiamo contro la verità più noi siamo intrappolati nel tempo ed esso diventa sempre più incomprensibile e faticoso fino a collassare, come una stella collassa in un buco nero. Abbiamo bisogno di cortocircuitare il processo e fuggire dal tempo. Per questo, ricercando la verità e accettando ciò come nostra priorità. Ciò ci prende un sacco di energia e attenzione perché la verità si nasconde come una volpe e noi dobbiamo cacciarla dentro il buco del coniglio bianco dove c’è buio e quindi si deve avere bisogno di una mappa altrimenti finite per girare semplicemente in cerchio. Questa “mappa” o “radar” è ciò che io chiamo COERENZA MULTICONTESTUALE O INTERCONTESTUALE.

È un po ‘come usare un diagramma di Venn; andate nell’area più pesante per la “risposta” più universale. In altre parole, è come una “meta analisi” di sincronicità. Una “coincidenza significativa” qui, un’altra sincronicità lì, e un altra là … Qualcosa che molta gente può notare e cercare di interpretare ciascuno di questi “segni”. Ma non pensa o non sa come trovare connessioni tra queste “coincidenze” che le uniscono. L’area di tale unificazione – coerenza – è il blip sul radar o una freccia che indica la direzione della verità.

In sostanza, è vedere gli avvenimenti in successione sui mass media attraverso l’emisfero destro del cervello (quello “irrazionale”) e non sempre e solo attraverso l’emisfero sinistro del cervello (quello “razionale”).

Ecco perché spesso il futuro giunge inaspettato e imprevisto, perché l’abbiamo previsto utilizzando soltanto la logica consequenziale e tenendo presente avvenimenti che sono già accaduti e che si pensa accadranno di nuovo in futuro più o meno NELLO STESSO MODO. Anche su questo stesso blog si sono usate analisi previsionali di questo tipo, quelle classiche che usano gli ESPERTI.

Non basta.

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Terremoto del Nepal il 25 aprile 2015, il tetto del mondo.

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Violenti scenografici scontri il 1°maggio 2015 per l’inaugurazione dell’Expo di Milano. Terremoto e scontri sono avvenuti esattamente in mezzo al periodo di tempo intercorso tra le due stragi di Parigi del 2015 e poco prima dell’annuncio di Donald Trump a candidarsi come presidente degli USA.

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La torre di Dubai in fiamme a inizio 2016, anno intenso e di rottura che fa presagire valanghe e terremoti.

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La torre Grenfell in fiamme presso Londra il 14 giugno 2017 giorno del compleanno di Donald Trump, circa un anno dopo l’uscita dell’UK dall’UE. Nel 2017 l’UK ha subito tre attentati, due a Londra.

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La Trump tower in fiamme a gennaio 2018.

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La Trump tower in fiamme ad aprile 2018.

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Episodi di autobus in fiamme in questi ultimi anni.

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12 luglio 2016, scontro frontale di due treni (due mezzi di trasporto) in Puglia in un momento di scontro frontale politico, in Italia e non solo: due giorni dopo avvenne un attentato nella città di Nizza con molte vittime, usando un grosso mezzo di trasporto.

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Terremoto spaventoso nel CUORE d’Italia il 24 agosto 2016.

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Il 2016 in Italia si conclude con un terremoto politico.

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Il 2017 si apre con una valanga dal monte più alto del cuore dell’Italia, valanga che invase tutti i mass media.

 

 

 

 





Urano 2018: Something wild is coming

8 05 2018

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Attenzione ai bulli e alle personalità turbolente nel periodo immediatamente successivo al passaggio di staffetta di Urano: probabilmente si sentiranno più selvaggi del solito.   

 

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… E questo NON è il modo di reagire! Ma METAFORICAMENTE è quello che il bullo potrebbe non aspettarsi come reazione alle sue angherie in un periodo come questo.

 

Il 15 Maggio 2018 Urano entra in Toro ( temporaneamente fino a inizio Novembre, e per sette anni da inizio Marzo 2019 ) e la nostra vita subirà uno scossone. Le parole chiave sono:

Il dinamismo La spinta all’azione La forza di decisione La reattività a impulsi immediati L’eliminazione dell’inutile Il concentrarsi sul presente Il pragmatismo L’imprevisto L’occasione colta al volo I riflessi mentali L’opportunismo La capacità lavorativa La realizzazione pratica L’abilità manuale I tagli netti.  

A livello collettivo URANO IN TORO porterà imprevedibili alti e bassi a livello economico, con la possibilità di avere esperienza di recessioni economiche oppure grandi sprint di ottimismo, in un senso o nell’ altro, dai risvolti imprevedibili e incostanti. Inoltre la fiducia in noi stessi potrebbe essere altalenante allo stesso modo. Le persone sentiranno il bisogno o il desiderio di cambiare come mangiano, aggiungere qualche novità nella solita dieta o rivoluzionarla del tutto. Negli scorsi sette anni Urano è passato attraverso l’ Ariete ed è stato un passaggio assai turbolento, inaugurato dal terremoto e tsunami, e incidente nucleare di Fukushima. Il passaggio in Ariete è stato molto più evidente, a livello collettivo, e assai intenso. Avrebbe dovuto portare una tendenza a favorire il pionierismo, a fare qualcosa per la prima volta, ma anche attacchi di aggressività imprevedibili. Il passaggio in TORO sarà più controllabile e mansueto, ma gli effetti saranno pesanti e lenti e graduali, ma anche duraturi.

La CASA in cui farà ingresso, diversa per ogni segno, determinerà il territorio della personalità che subirà il cambiamento più intenso. L’ effetto della PRIMA CASA è il PIU’ FORTE, e lo avvertiranno i TORO. Un evento trigger li spingerà a rivoluzionare la loro immagine, e risulterà evidente a tutti quelli che gli stanno vicino. Sentiranno il bisogno di cominciare a fare qualcosa che prima non avevano fatto, per la prima volta. Potrebbe portare attacchi a episodio di aggressività dai risvolti imprevedibili. L’ effetto della SECONDA CASA potrebbe portare vantaggi oppure ostacoli a livello economico, all’ improvviso, e in circostanze imprevedibili, per gli ARIETE. Probabilmente sentiranno anche il bisogno di aggiungere qualcosa in più alla loro dieta, attuando cambiamenti in questo modo. I PESCI invece saranno alle prese con la TERZA CASA, che potrebbe portare nuovi vicini di casa, aggiungere componenti in famiglia, e se molto legati a fratelli, cugini e zii, il cambiamento proverrà dal rapporto con loro. Inoltre provvederà a far conoscere gente nuova nelle vicinanze locali. La QUARTA CASA invece porterà cambiamenti e stravolgimenti in casa per gli ACQUARIO. Forse vorranno risistemare casa e cambiare un po’ tutto, inoltre eventi imprevedibili proverranno dai famigliari più stretti. Al CAPRICORNO passa la QUINTA CASA, che porterà storie d’ amore improvvise dai risvolti imprevedibili, desiderio di cambiare modo di divertirsi, e per gli adulti, i cambiamenti proverranno dai figli. Inoltre il talento individuale potrebbe essere fonte di cambiamenti e stravolgimenti. Ai SAGITTARIO passa la SESTA CASA, che porterà nuove opportunità di lavoro, possibilità di rapportarsi con colleghi nuovi, desiderio di cambiare occupazione oppure eventi imprevedibili sul luogo di lavoro, e il cambiamento potrebbe provenire dai colleghi. Per i giovani significa che il cambiamento proverrà dai compagni di scuola, soprattutto da quelli nuovi, e ci sarà l’ opportunità di cambiare modo di studiare, o spostarsi di scuola. Inoltre la salute potrebbe variare in modo imprevedibile. La SETTIMA CASA, per gli SCORPIONE porterà nuove opportunità di trovare un partner, un socio, un alleato, un/a migliore amico/a, oppure favorirà novità che se non saranno soddisfatte, porteranno al distacco dal vecchio rapporto. Inoltre le storie d’ amore e le amicizie tuttora in corso potrebbero prendere una piega imprevedibile. L’ OTTAVA CASA per i BILANCIA porterà opportunità e vantaggi provenienti da eredità, prestiti di denaro, condivisione di beni, ma potrebbe anche far emergere un certo livello di lato oscuro o una sfaccettatura della personalità più ribelle che prima era invece stagnante sotto la superficie. La NONA CASA per i VERGINE porterà nuove opportunità di viaggi all’ estero, e/ o in posti molto particolari, possibilità di cambiare facoltà universitaria o scuola, e i compagni di corso e di scuola provocheranno cambiamenti nella loro personalità. Amicizie diverse dal solito dai risvolti imprevedibili con amici di penna e amici di etnia straniera, o di passaggio nella vostra città. La DECIMA CASA per i LEONE porterà opportunità di carriera e stravolgimenti a riguardo, con la possibilità di rapportarsi con nuovi colleghi, e più probabilmente con un nuovo capo, o un nuovo staff, con risvolti imprevedibili. Possibilità di scalare gerarchie sociali attraverso metodi innovativi e imprevedibili. L’ UNDICESIMA CASA per i CANCRO porterà nuovi amici, ed eventi dai risvolti imprevedibili con i soliti amici. Il vostro mondo sociale sarà sicuramente rivoluzionato. Desiderio di cambiare compagnia. La DODICESIMA CASA per i GEMELLI porterà invece un cambiamento intimo e privato, e di solito non è proprio di buon auspicio, perché potrebbe significare che il vostro mondo interiore diventerà turbolento e imprevedibile. In pochi si renderanno conto di cosa vi sta succedendo.





La teoria finale di Stephen Hawking: l’universo è un ologramma?

3 05 2018

Il professor Stephen Hawking ha sfidato le precedenti teorie sull’inflazione cosmica e sul “multiverso” in un nuovo articolo.
“Stephen Hawking ha rivelato dall’oltretomba la sua teoria scientifica finale: l’universo è un ologramma.
Il cosmologo,  morto il 14 marzo, ha sfidato le precedenti teorie sull’inflazione cosmica e sul “multiverso” in un nuovo articolo pubblicato sul “Journal of High Energy Physics. “

Stephen Hawking Muore nel Pi Day ?!

“Gli scienziati in genere credono che per una piccola frazione di secondo dopo il Big Bang, l’universo si espanse in modo incredibilmente rapido prima di stabilirsi nel suo stato attuale, pieno di stelle e galassie, [questa è chiamata] la teoria dell’inflazione.
Ma alcuni hanno proposto che, su una scala globale più grande, l’inflazione continui all’infinito, dando origine a un “multiverso” – un numero di universi differenti con le proprie leggi della fisica.
Il professor Hawking era sempre turbato da questa idea, che a un livello fondamentale non può essere conciliata con la teoria della relatività generale di Einstein. In un’intervista dello scorso anno ha detto:

Non sono mai stato un fan del multiverso.

Lavorando con il collega belga Professor Thomas Hertog, il Prof Hawking ha esteso la strana nozione di una realtà olografica per spiegare come l’universo sia nato dal momento del Big Bang.
La nuova teoria abbraccia lo strano concetto che l’universo è come un ologramma vasto e complesso. In altre parole, la realtà in [quattro] dimensioni [tre più il tempo] è un’illusione e il mondo apparentemente “solido” intorno a noi […] è proiettato da informazioni memorizzate su una superficie in due dimensioni.
La variazione della teoria dell’olografia di Hawking e Hertog supera il problema di combinare l’inflazione eterna con la relatività generale.
Il prof. Hertog, della Katholieke Universiteit Leuven (KT Leuven), ha dichiarato:

Si tratta di una nozione matematica molto precisa di olografia che è uscita dalla teoria delle stringhe negli ultimi anni, non ancora completamente compresa ma è sbalorditiva e cambia la scena completamente.

Applicata all’inflazione, la teoria appena pubblicata suggerisce che il tempo e ‘l’inizio’ dell’universo sorsero olograficamente da uno stato inconoscibile al di fuori del Big Bang.
Il Prof Hawking ha detto prima della sua morte:

Non possiamo ritornare a parlare di universo unico, ma le nostre scoperte implicano una significativa riduzione del multiverso, in una gamma molto più piccola di possibili universi.”

Eternità, ci siamo ancora arrivati?

“Ricordati di alzare lo sguardo verso le stelle e non alle tue scarpe. Prova a dare senso a ciò che vedi e chiediti a proposito di cosa fa sì che l’universo esista. Sii curioso e per quanto ci siano difficoltà sulla tua via c’è sempre qualcosa che puoi fare se non ti arrendi”.

Bene, questo è scomodo…

Stranamente avevo appena ascoltato questo podcast stamattina e poi ho letto dell’ultima teoria di Hawking su un universo olografico.
Eben Alexander, medico e insegnante alla Harvard Medical School e altrove, e noto neurochirurgo accademico, pensava di sapere come funzionavano il cervello, la mente e la coscienza.
Un’esperienza trascendentale di quasi-morte (Near Death Experience, NDE) durante un coma di una settimana a causa un’infezione inspiegabile al cervello, gli ha cambiato [tutta la sua visione della realtà] – completamente.
I ricordi della sua vita sono stati completamente cancellati, eppure si è risvegliato con altri ricordi: quelli di una fantastica odissea in profondità in un altro regno – a suo dire più reale della [consueta] realtà terrestre!
A partire dalla sua NDE del 2008, Eben Alexander ha riconciliato la sua ricca esperienza spirituale con la fisica e la cosmologia contemporanea.
Siamo coscienti nonostante il nostro cervello.
Sondando profondamente nella nostra coscienza, trascendiamo i limiti del cervello umano e del regno fisico-materiale.
La sua storia offre una chiave cruciale per la comprensione della realtà e della coscienza umana.
Ieri avevo ascoltato un podcast con Michael Shermer, il quale ha portato lì nel podcast un bel po’ di discorsi del Dr. Eben Alexander: in pratica si parla di universi più piccoli [bidimensionali?] del nostro universo conosciuto, come pare che [lo stesso] Hawking sia finalmente arrivato a pensare dopo tutto, sembra 😉