Diffidate di qualsivoglia interpretazione onirica e considerate invece questo (della serie – un cactus non è un tridente o una croce – trattasi di cactus ;) )

13 10 2017

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Ogni volta che leggo di discussioni a scopo interpretativo dei sogni metaforicamente sbatto la testa contro un muro perchè la gente non si rende conto di scrivere interpretazioni che NON hanno senso logico. Ci sono quelli che vanno a cercare i significati più astrusi e SCONNESSI e poi ci sono gli altri balordi che minimizzano e ridicolizzano tutto, facendo tanti giri di parole per dirti che le emozioni che scaturiscono dai tuoi sogni sono banali e poco interessanti senza rendersi conto dell’ egoismo e della noncuranza che scaturisce dalle loro frasi. I sogni, amici miei, sono le cose più misteriose e mistiche che ci appartengono e dovrebbero essere studiati a fondo ma senza quelle ridicole interpretazioni che gli attribuiamo. Ci sono diverse categorie di sogni, e alcuni possono riguardare sì le nostre paure e la nostra interiorità, ma altri invece sembrano una finestra su altre realtà e sottolineo realtà, e non centrano nulla con il nostro essere.

CATEGORIE DI SOGNI:

  •  SOGNO LA PAURA: sono connessi alle nostre paure interiori ma non si celano dietro a chissà quale simbologia. Sono molto diretti. Sono sogni dove morite o affrontate un pericolo.
  • SOGNO MESSAGGERO : di solito centra un parente scomparso che riappare in sogno, quando questo succede, anche se si accompagna a persone vive, si tratta di qualcosa che vogliono farvi sapere. E’ l’ unico modo che hanno per comunicarvi qualcosa.
  • SOGNO MULTIVERSO: e se i sogni aprissero finestre su un’ altra realtà? Che esiste, certamente esiste, ma in un luogo irraggiungibile che rappresenta un universo parallelo? Quando nei sogni le cose sembrano stranamente simili ma allo stesso tempo diverse probabilmente siete riusciti ad aprire una finestra su un universo parallelo. Se ci pensate spesso i sogni ci mostrano versioni e scelte alternative rispetto alla nostra realtà e ci sono esperti scienziati che si sono dedicati allo studio della fase REM che sono aperti a questa eventualità e ipotizzano un trasferimento di percezioni e dati fra due individui di due universi differenti – https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi32uOVie7WAhVLVxQKHRqQBQ0QFggwMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.psychologytoday.com%2Fblog%2Fdream-catcher%2F201407%2Fdreams-and-the-many-worlds-interpretation-quantum-physics&usg=AOvVaw0omISO4EaeQaXarRKZfThv
  • SOGNO PREMONITORE: per esempio sognare una persona prima di conoscerla e rendersi conto che è uguale a quella in sogno, oppure sognare di un evento che dopo un certo tot di tempo si realizza , anche se non proprio allo stesso modo, anche solo una parte di esso.
  • SOGNO LUCIDO : è un sogno nel quale avete coscienza di star sognando e di solito appare con colori più vividi del solito. Attenzione quando vi svegliate, potreste trattenere per un istante il sogno e vedere un cane sul comodino come è successo a me 😉
  • SOGNO DILATATO NEL TEMPO: quando sognate periodi di giorni o settimane in pochissimo tempo.
  • SOGNO LA TV: non so voi, ma a me capita spesso di guardarmi film o show televisivi in sogno.
  • SOGNO L’ INVENZIONE: fatevi una ricerca su Google e scoprite quanti famosi inventori hanno avuto l’ ispirazione in sogno.

Ora che sapete come stanno le cose buttate via tutto ciò che riguarda o tratta delle interpretazioni dei sogni, perché fanno collegamenti assolutamente sconnessi e non hanno senso. NON HANNO SENSO. La realtà è che i sogni andrebbero studiati, e non è ammissibile che metaforicamente la gente vi dica che 2+2 fa 5, perché è così che vi raccontano dei significati dei sogni. Le cose sono evidenti. E diffidate anche degli scettici e dei disinteressati, perché non hanno capito niente. Non sono in grado di apprezzare il mistero che rappresenta l’ onirica. Non lasciate che vi dicano che le vostre emozioni scaturite dai sogni sono banali e poco interessanti.

 

  

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Ma insomma cosa diavolo è questa vaporwave?

29 04 2017

Continua da: https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/23/eroi-di-un-sogno-di-sixthclone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/17/la-chiamavano-vaporwave/

La vaporwave è un genere musicale ispirato dalla EDM (Electronic Dance Music),  dal seapunk, dalla dance indipendente chillwave, dalla synthwave, dal glo fi, dalla summermusic, dalla newretrowave (che però è filosoficamente tutta un’altra cosa rispetto al vaporwave); è stato ispirato anche dall’hypnagogic pop e dal cosiddetto futur funk, oltre che dalla muzak o elevator music (la musica degli ascensori, dei supermercati e delle sale di attesa) ed è stato influenzato pure dallo smooth jazz, dal contemporary rythm’blues e dalla lounge music. Il genere vaporwave eredita anche lo spirito della house music – dal momento che si può fare comodamente a casa con applicazioni di manipolazione audio gratuiti e scaricabili – ed è un genere fatto per la Rete. I brani musicali vengono downloadati dalla Rete e, rimasticati, vengono poi uploadati nella stessa Rete, è il genere musicale di internet e dei prosumer, è il genere musicale della Casaleggio Associati.

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I file audio – soprattutto di brani electro synth pop anni ottanta novanta – vengono modificati stiracchiandone il tempo, rallentandoli, rimontandoli in dei modi inediti con gli effetti audio dei software di audio editing. La vaporwave è anche conosciuta per il suo uso di ideogrammi orientali (preferibilmente giapponesi ma non solo, anche coreani) dentro i titoli delle tracce sonore. Gli ideogrammi fanno ricordare il mondo dei romanzi postmoderni di Banana Yoshimoto, e dei cartoni animati giapponesi, gli anime. Non a caso, visto che il postmoderno giapponese è il postmoderno più postmoderno che ci sia.

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Il genere vaporwave è stato spesso descritto come una satira della cultura della globalizzazione neoliberista delle multinazionali e del consumismo e, nello specifico, una critica verso il mondo della musica pop dance elettronica commerciale.

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La sua storia è la seguente: secondo un articolo del Chicago Reader, il genere vaporwave emerge nel luglio 2011 con la comparsa dell’album New Dreams LTD di Laserdisc Visions, il quale fu successivamente definito utilizzando la parola “vaporwave” dal produttore texano Will Burnett.

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Il produttore texano Will Burnett.

Il primo conosciuto uso del termine fu pubblicato in una recensione per l’album Surfs Pure Hearts di Girlhood nel blog musicale Weed Temple il 13 ottobre 2011.

C’è stato un numero di album descritti da molti nella comunità vaporwave per essere stati una sorta di catalizzatori per il genere o “proto-vaporwave.” Questi album includono una pubblicazione di Daniel Lopatin (anche conosciuto come Oneohtrix Point Never) sotto Chuck Person, intitolata Chuck Person’s Eccojams vol. 1 e poi abbiamo l’album di James Ferraro Far Side Virtual. La musica di Eccojams’ consiste in ciò che Lopatin ha definito come “echo jams” (ovvero “inceppamenti di eco”) dove le forme di musica pop, di solito degli anni ottanta, sono rallentate e qualche volta messe a loop oltre che tagliate e avvitate. I temi e lo stile di Far Side Virtual di Ferraro sono simili a quelli del vaporwave: la globalizzazione, la cultura internet e la critica della cultura consumista postmoderna, una critica fatta con campionamenti musicali di sample e loop che ricordano (cioè che vengono proprio fatte con) musiche di ascensore, musichette di windows e altra roba di questo tipo. Fino a qui il testo su http://knowyourmeme.com/memes/cultures/vaporwave

Possiamo aggiungere che il termine sembra derivare dal neologismo informatico vaporware, con cui si indicano, sarcasticamente, i prodotti informatici (hardware e software) di cui viene indicata una data ufficiale di uscita sul mercato ma poi questi prodotti informatici alla fine non escono, si vaporizzano e c’è chi dice che sembra anche derivare da un passo del “Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels in cui si scrive che “Tutti i solidi alla fine si vaporizzeranno nell’aria.”

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Bene, se pensate che quanto scritto sopra vi abbia spaccato la testa (ancor prima di iniziare a sentire un singolo suono di questa musica) ciò è niente in confronto alla pagina wikipedia inglese alla voce vaporwave dove ci si infila dentro anche il surrealismo, il cyberpunk, la glitch music (quella fatta con gli errori delle apparecchiature acustiche), la stock music, il retrofuturismo, l’hardvapour, il seapunk, Friedrich Nietzsche, l’utopismo, l’ipercontestualizzazione, una “distopia dada”, fino a giungere alla simpson wave e alla trump wave! (in Italia sembra sia nato il filone costanzo wave.)

Colpevolmente, a nostro parere, viene dimenticato il possibile apporto della witch house a tutto questo: la musica house fatta rielaborando sonorità estremamente gotic e dark, “de paura.” La quale si diffuse su You Tube qualche anno fa, con immagini e video di tipo creepy che accompagnavano i brani, generando una determinata atmosfera torbida e morbosa.

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

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Una cosa importante dell’attuale vaporwave (da qualcuno definita sorpassata e defunta ma secondo noi non è vero, anzi è appena agli inizi) è che non si limita affatto alla semplice musica, ai semplici suoni manipolati ma è una sinergia tra suoni e immagini e anche titoli. E’ la creazione di un ambiente, di un clima psichico, una specie di realtà virtuale fatta di

  1. Elaborazione audio, più o meno estrema, di brani pop radiofonici del recente passato;
  2. Titoli in ideogrammi, caratteri ASCII, font particolarmente “estetico”;
  3. Immagini di anime giapponesi, grafica windows del passato, statue classiche, ambienti palmizi tipo Florida o California, estetica multinazionale anni ottanta novanta;
  4. A tutto ciò (di base, di default diciamo) si aggiunge qualsiasi altra cosa: per noi in Italia, ad esempio, la cedrata Tassoni o il Cinzano o Jerry Calà e Umberto Smaila di Colpo Grosso e le FIAT Tipo ecc. (vedere per esempio https://www.facebook.com/vaportorino/?fref=ts)

ci vuole tanto vapore

E il tutto può benissimo essere fatto “in diretta”: ho visto in un video dedicato all’iperstizione (hyperstition) e al cosiddetto “accelerazionismo” (spero ne riparleremo sul blog) dove viene mostrata della gente che fa vaporwave in diretta, in un qualche evento in un locale – come fossero dei deejay – utilizzando you tube, you tube converter, ricerca di immagini google, photoshop, effetti sonori mp3, applicazione scaricate di manipolazione audio, e ci dà dentro, smanetta e crea lì sul momento l’aesthetic vaporwave per tutti i presenti.

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Si, perché un concetto centrale di tutto questo è che il risultato di queste manipolazioni audio-video-immagini di questa specie di NET.ART (arte di internet) è creare AESTHETICS. Cioè, quelle manipolazioni non devono portare a qualcosa di gratuito, di brutto e fastidioso anche se strano e originale, ma devono avere come obiettivo l’estetica, il bello, il meraviglioso in una forma di scintillante decadenza postmoderna controllata oltre che allucinata, psichedelica, distaccata e critica.

La vaporwave è un po’ il punto di vaporizzazione dei solidi (come si è detto prima citando Marx ed Engels), quando la complessità tipo matrioska dei sottogeneri musicali pop rock synyh jazz electro funk R&B ecc contemporanei diventa così estrema da andare fuori controllo ed arrivare a essere sostanzialmente irrintracciabile giungendo a qualcosa d’indescrivibile, una specie di caos magico.

 





Eroi di un sogno, di Sixthclone

23 01 2017

Quest’oggi noi di civiltascomparse presentiamo un esempio di vaporwave italiana. Pare che i più illustri (diciamo così) esponenti italiani di questa ineffabile corrente artistico-musicale che si muove esclusivamente attraverso internet siano i Tassony. Vi è anche un gruppo vaporwave Torino e un altro vaporwave Napoli. In passato, presentammo un video di Cadeo e, anche se all’epoca non lo sapevamo, quello è un altro esempio di vaporwave italiana. L’estetica vaporwave, diffusa underground in tutto il globo attraverso internet, utilizza videografiche del passato, materiali pop della tv di oggi ma soprattutto di ieri, schermate e finestre di computer obsolete, prodotti di tecnologia di massa obsoleti, il tutto mescolato a prodotti di consumo di spot pubblicitari, di adesso ma soprattutto di ieri, video e immagini prese da VHS e tv private regionali con la qualità video dell’epoca, echi di musica synth-pop radiofonica del passato. Tutto questo con, qui e là, statue greco-romane e ideogrammi orientali.

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La vaporwave è un tipo di corrente estetico-musicale che adopera materiale revival pur non avendo la minima intenzione di fare alcun revival e, nonostante sia piuttosto riconoscibile in certe sue cose che si potrebbero chiamare “punti fermi”, è un qualcosa in progress, in continua sperimentazione e mutazione. Un nuovo tipo di visione del mondo distaccata e ironica.

E’ interessante la parabola artistica dell’utente You Tube Sixthclone il quale, partendo da elaborati video di remix e sound da DJ da club di gabber, è approdato recentemente a video di ispirazione vaporwave altrettanto elaborati e molto raffinati.

Il video (anzi, videoclip) seguente ne è un esempio, buona visione.





La chiamavano vaporwave

17 01 2017

E’ già da un po’ che su civiltascomparse non tratto di un tipo di musica, di sound che, si può dire, sia uno dei più originali del nostro oggi. Un tipo di musica che parte dal synth pop-new wave-new romantic-italo disco anni ottanta ma che non è una rielaborazione nostalgica, non è un operazione revival, non si tratta affatto di ciò. Quei materiali vengono utilizzati per generare qualcosa di nuovo, inedito, un nuovo immaginario musicale, vengono utilizzati un po’ come Giorgio De Chirico utilizzava le statue e i templi greco-romani nei suoi quadri metafisici. E questo tipo di nuova musica (che si trova sottotraccia, soprattutto su internet, su video You Tube non professionistici) penso possa essere definita metafisica, penso che l’intenzione dei suoi autori sia raggiungere una condizione senza tempo, a-temporale, adoperando materiale strettamente legato alla musica pop anni ottanta, che viene riproposta in modo onirico, deformato, con sample e campionature ripetitive il cui ascolto somiglia a quello di una radiolina a pile sul comodino, ascoltata in dormiveglia di notte o all’alba, le cui pile si stanno scaricando a poco a poco.

Su civiltascomparse abbiamo trattato di questo tipo di veramente nuova musica diverse volte, ecco i link:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/06/10/lazerhawk-distress-signal/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/01/le-cassette-non-e-revival-ma-metafisica-synthpop/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/12/01/lo-spazio-e-il-posto/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/11/18/vhs-glitch-cala-rossa/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/09/23/lake-r%e2%96%b2dio-heavens-gate/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/01/28/stellar-door-the-war/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/10/02/newretrowave/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/02/22/toro-y-moi-hypnagogic-pop-o-glo-fi-o-chillwave-o-summermusic/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/04/01/18-carat-affair-lake-radio-ovvero-lantichita-sepolcrale-dei-nastri-videoregistrati/

eccetera.

Questo tipo di musica pare si possa chiamare con diversi nomi. Io da qualche anno la conoscevo come hypnagogic pop, chillwave, glo-fi; recentemente ho scoperto che è diventata “famosa” col nome di vaporwave. Sulla blogosfera italiana si trova scritto poco e nulla su questo argomento (ma anche su quella inglese, tuttalpiù, si trovano solo playlist e immagini) eccetto qualcosina su Prismomag. A parte Prismomag, solo Ilmegliodinternet ha scritto qualcosa sul tema vaporwave, concludendo in un modo che riesce a illustrare un certo senso della vaporwave ma che, a mio parere, non coglie il fatto che gli autori di questo tipo di sound (e di immagini e video legati a questo sound) vanno oltre (senza rendersene conto ovvimamente), riuscendo a generare sensazioni somiglianti preoccupantemente a quelle che sorgono guardando i migliori risultati dell’arte della prima metà del XX secolo.

Cosa dice Ilmegliodiinternet:

E quindi, per quale motivo sta roba dovrebbe essere interessante? Beh, pensateci: il vaporwave risucchia frame culturali che hanno completamente perso il valore originario (se mai ne hanno avuto uno) e li mischia insieme creando un artefatto e bizzarro senso di nostalgia che ineluttabilmente colpirà i nati negli anni ’80 o primissimi ’90. Beh, in fondo, non è un po’ tutta la sottocultura di internet a funzionare in questo orrendo e splendido modo? Vabbè, vista la natura fluida e ridondante del microverso Vaporwave, mi pare alquanto palloso continuare a menarla sulla sua mitologia, sui valori simbolici, esoterici e salcazzo cosa. E’ abbastanza facile arrivarci da soli, comunque. Se sta roba vi ha incuriosito, scopritela.

Read more: http://ilmegliodiinternet.it/vaporwave/#ixzz4W28MuX2m

Non solo: la vaporwave mi risulta proprio imparentata con un altro tipo di sound originale uscito negli ultimi anni, che è quello chiamato witch house: l’incontro tra lo spirito del gothic dark e della new wave più cupa con quello della house.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/12/31/witch-house-o-grab-strana-epidemia-musicale-underground/

 





L’iper-normalizzazione e i memi: dai ranocchi di estrema destra alle pizze pedo-sataniste

28 11 2016

In questi ultimi giorni, mi sono reso ulteriormente conto di come la realtà di ciò che sta succedendo nel mondo si stia facendo sempre più ambigua, sfuggente e, in ultima analisi, incomprensibile. E tutto ciò a causa della sua estrema complessità, sempre più manifesta.

Forse inafferrabile a tal punto da aver difficoltà ad esprimerla adeguatamente.

Periodicamente, su questo blog, avviso di “articoli in preparazione” che però poi faticano a venire alla luce. Ho chiaro l’argomento ma non ho chiara l’esposizione.

Per esempio, l’anno scorso avevo annunciato un intervento incentrato sulle opere dell’artista spagnolo Luis Quiles confrontate con la miniserie britannica “Black mirror”, un confronto che, penso proprio, nessuno abbia mai intrapreso finora (perlomeno in rete, almeno stando ai risultati di Google)…

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Luis Quiles e “Black mirror” trattano del nostro presente multinazionale e super-interconnesso, dove foto, immagini e testi circolano continuamente sulle autostrade elettroniche attraverso i computer (smartphone e pad compresi) e dove il discrimine tra ciò che è vero e ciò che è falso non è più chiaro come prima.

A tal punto che, su un blog italiano abbastanza seguito, leggo ciò:

Una settimana fa, l’Oxford English Dictionary ha diffuso, come ogni anno, il premio alla “parola dell’anno”. Con questo termine si intende un neologismo che sintetizza, identifica e rappresenta l’umore più corrente e diffuso nella società occidentale. Nel 2016 ha vinto il termine “Post-Truth” (post-verità) definito così: “Relativa a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica del ricorso alle emozioni e alle credenze personali”.

E’ sempre più irritante – per me – prendere una posizione netta e chiarissima su qualsiasi argomento, di politica internazionale, soprattutto. E ho idea che questa mia sensazione (non particolarmente piacevole) sia condivisa da un mucchio di gente.

Sensazione non certo rassicurante ma che può avere un suo strano fascino, affine al fascino dell’ignoto, penso.

Personaggi politici visti positivamente o negativamente, cose e avvenimenti che esistono o non esistono, a seconda del tipo di newsletter a cui sei abbonato, a seconda del tuo filtro di Facebook e del tuo BIAS DI CONFERMA.

Giornali internazionali di prestigio che un giorno consigliano il SI a un referendum e il giorno dopo, gli stessi identici giornali, consigliano il NO.

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Intanto escono film come “HYPERNORMALISATION”, di Adam Curtis, dove viene esposto come vi sia una “guerra senza limiti” grazie alla quale l’attuale assetto di potere (che per il film è incentrato sulla triade Usa – Russia – Siria) mantiene lo status quo attraverso una realtà virtuale fatta di narrazioni confuse e contraddittorie fatte ad arte per non far capire alle masse cosa stia davvero succedendo. Ma ciò, sottolinea il film, non è una teoria del complotto bensì il regolare funzionamento del sistema iper-tecno-mediatico in cui siamo immersi, il cui inizio-inizio viene situato circa quarant’anni or sono e che, negli ultimi anni, non ha fatto che esarcerbarsi a causa dell’infittirsi delle reti di comunicazione.

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Loro lo sanno che sappiamo che loro mentono.

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Abbiamo finito per perderci in un mondo falso.

L’iper-complessità del mondo attuale (ovvero l’iper-complessità delle reti comunicative) viene iper-normalizzata attraverso narrazioni contraddittorie in cui gli stessi protagonisti dati in pasto all’attenzione delle masse vengono mostrati (apposta!) sia positivamente che negativamente. E sia il punto di vista negativo che quello positivo sono entrambi artefatti e menzogneri, non rappresentano ciò che davvero sta succedendo, ed è successo. Non mostrano davvero e con chiarezza le reali dinamiche sottostanti degli attori in gioco.

Questo discorso sarebbe stato presente, in nuce, anche nell’articolo su Luis Quiles e “Black mirror”, il quale attende tuttora di essere scritto (tra l’altro, l’autore Charlie Brooker è in combutta con Adam Curtis, l’autore di “Hypernormalisation”.)

Curtis, nel film, evidenzia le inusuali strategie di un personaggio: l’uomo d’affari Vladislav Surkov, vicino all’attuale presidente russo. Surkov, nelle operazioni da lui chiamate di “guerra non lineare”, è capace di finanziare l’appoggio all’attuale politica russa così come la sua opposizione, e questo sia in patria che fuori, per esempio durante la guerra civile in Ucraina. Quanto c’entra tutto ciò con l’immagine controversa che i media danno dell’attuale presidente russo, la quale passa disinvoltamente da quella di “grande statista che vuol mantenere la sovranità del suo paese, sdradicare il terrorismo e rimettere in sesto le cose anche in Occidente” a quella di “autocrate oligarca anti-democratico con manie di grandezza neo-imperialiste e tiranniche”?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è sempre andata così da Napoleone in avanti e forse anche prima: le grandi personalità pubbliche – soprattutto se a capo di grandi nazioni – polarizzano le opinioni su di loro. Ma se tutto ciò fosse fatto…APPOSTA, come suggerisce il film di Curtis?

Tutto questo dibattito pubblico planetario attuale attraverso la super-connettività (pseudo-dibattito e pseudo-pubblico) è la piattaforma digitale telematica globale dove le visioni del mondo possono facilmente diventare radicali fino alla follia e portare a risultati nel mondo reale, quello della democrazia formale dei paesi occidentali, per esempio.

Abbiamo visto come vi siano state polemiche, dopo il risultato delle elezioni negli USA, perché alcuni hanno visto nella libertà di circolazione di contenuti informativi eccessivi ed esagerati (razzismo, xenofobia, supremazia della razza bianca, complottismo) una delle colpe del risultato delle elezioni USA, e allora vi è stato un coro di proteste verso i social network, naturalmente capeggiati da Facebook e dal suo scienziato, barone Frankenstein – Zuckerberg, il quale s’è affannato a dire che lui e la sua creatura sono innocenti, e comunque verranno presi provvimenti – chissà quali – per far sì che le bufale e l’odio non circolino più dentro Facebook e non influenzino più il gioco elettorale.

Ebbene, proprio da internet è uscita fuori questa strana cosa chiamata ALT-RIGHT (nome che sembra un comando della tastiera del computer ma sta per “destra ALTernativa”), una destra americana politicamente scorretta in modo totale, xenofoba, misogina, complottista, anti-islamici, anti-immigrati, anti-globalizzazione, filo-nazi, per la supremazia del maschio bianco contro tutto ciò che lo minaccia. E questa ALT-RIGHT, nata e cresciuta su internet, fa ampio uso di social network come 4chan e Reddit, del trolling in rete, e soprattutto dei memi, cioè di quelle immagini innocenti che possono essere modificate e acquistare diversi significati a seconda del contesto in cui sono inserite, che circolano attraverso i gruppi di discussione e i social network, e che sono difficili se non impossibili da intercettare ed eliminare, perchè si riproducono potenzialmente all’infinito.

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Pepe the frog: innocente cartone animato amatoriale o simbolo dell’odio razzista, xenofobo, misogino, suprematista del maschio di razza bianca?

Per via delle dinamiche del web, dunque, un innocente meme come il ranocchio PEPE THE FROG (apparso per la prima volta su un fumetto amatoriale in rete nel 2005) è divenuto uno dei memi più diffusi e onnipresenti della folle destra alternativa finto ironica (cioè spaccia per esempio come ironia un gruppo di suoi esponenti che fa il saluto nazista e dice “Hail” quando invece ironia non è), tanto da essere ormai identificato come un suo simbolo a tutti gli effetti, un simbolo dell’odio e del male, a cui ha alluso persino la candidata democratica in campagna elettorale. Il meme Pepe the frog è stato persino paragonato a KEK, una divinità del pantheon dell’Antico Egitto, con la proprietà di influire sul corso degli avvenimenti, portandoli a proprio vantaggio.

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KEK, il Dio del Caos. Kek è la deificazione del primordiale concetto di tenebra nella religione dell’antico Egitto. Incarna il tempo giusto prima dell’alba, facendo sì che sia il portatore di luce. Kek è rappresentato come un uomo dalla testa di rospo. Nei geroglifici Kek è ritratto come un uomo che sembra seduto davanti allo schermo di un computer. Paia e numeri sono molto importanti nella mitologia di Ogdoad. La ripetizione di numeri era usata per creare l’universo, secondo Ogdoad. Kek sta usando 4chan come vascello per diffondere il suo messaggio e traghettare in una nuova era di luce.

Quindi qui abbiamo a che fare con un meme di internet rappresentante un ranocchio verde, che, moltiplicandosi a dismisura sui social network dell’alt-right, è diventato progressivamente il suo simbolo e che ha influito pesantemente sulle elezioni USA, proprio quelle che qualcuno dice siano state manipolate dai servizi segreti russi in combutta con l’attuale presidente amico del candidato che poi ha vinto, il quale però aveva finanziato anche una parte dei suoi oppositori, che i mass media mainstream gli erano tutti contro però, nello stesso tempo, gli facevano grande pubblicità perchè facevano share, ascolti, le sue continue apparizioni (proprio come succede qui in Italia col suo amico leader della Lega Nord) e qualcun altro ha le prove che la sfidante democratica aveva fatto in modo che fosse proprio lui a sfidarla in modo da poter facilmente vincere contro un candidato così impresentabile, e sappiamo quanto alla sfidante democratica piaccia semplificarsi la vita dal momento che, pur attirando i voti delle femministe, ha mantenuto il cognome del marito ex presidente. Tutto chiaro, no?

Così come sono chiare tutte le proteste in giro per l’America contro il presidente eletto acclamato dall’Alt-right che gli urla “Heil!” a braccio teso (quelle stesse proteste a cui partecipano picchiatori neri e snowflakes emo, cioè ragazzi emotivi e sensibili spaventati dal nuovo presidente hard), sono sponsorizzate dal miliardario globalista foraggiatore di colpi di stato in giro per il mondo, ma poi qualcun altro ci dice di no, che è complottismo populista.

A proposito dei memi e del social network 4chan e Reddit, vi è poi un altro fenomeno nato e cresciuto su internet ora molto attivo, ovvero il cosiddetto “PIZZAGATE”, venuto fuori da una presunta fuga di notizie riguardante John Podestà, l’ex capo della campagna elettorale della candidata democratica,  assieme al fratello Tony. Ciò che sappiamo per certo è che, secondo certo materiale uscito fuori da Wikileaks, diverse mail rese pubbliche, Podestà risulta aver partecipato a certe strane cene alternative assieme all’artista montenegrina Marina Abramovic e ad altri personaggi elitari, in cui si svolgevano come degli pseudo rituali di arte sanguinaria di impronta pseudo satanista. Le scelte di Podestà sono certo un po’ bizzarre e magari discutibili (parliamo di uno fissato anche col cover up sugli UFO), così come le sue scelte artistiche abbastanza schifose, condivise col fratello Tony. Fatto sta che, non si sa bene esattamente come sia iniziato, molti attivisti in molti social network in rete (gli stessi social dell’alt-right: 4chan, reddit, e tanti altri) sono come stati presi da un raptus investigativo: si stanno fracassando la testa tirando fuori milioni di link, di riferimenti incrociati, di schermate di Instagram, di capture, di pagine web “freezate”, e la faccenda è continuamente in progress.

Connettendo i punti (connect the dot si dice), tutti questi attivisti di Reddit, 4chan ecc… hanno accumulato una grande quantità di prove (anzi, indizi più che di prove), indizi che dimostrerebbero come John Podestà e il fratello Tony – due pesantemente coinvolti con le faccende dei Clinton – facciano parte di una èlite pedofila-satanista ad alto livello, il cui quartier generale e luogo di incontri sarebbe una pizzeria chiamata “Comet pizza shop”, in quel di New York.

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Se il meme Pepe the frog (innocente cartoon amatoriale fatto a ranocchio), a furia di rimpallare tra un aggiornamento e l’altro, tra un nuovo post e l’altro in migliaia di versioni  e fotomontaggi, ha cambiato completamente contesto diventando qualcos’altro, cioè uno dei simboli principali dell’alt-right – tanto da essere citato pure sul mainstream – gli attivisti del “Pizzagate”, stanno andando alla ricerca di memi, anzi di cripto-memi, nella cerchia dei presunti pedofili ad alto livello del “Comet pizza shop”, memi sulle schermate di Instagram, le quali mostrerebbero come certe immagini che si ripetono, certe allusioni nelle chat, certe parole che stanno per concetti che normalmente queste parole non significano, rivelerebbero le intenzioni segrete dei partecipanti a questi forum on line. Dentro cui, a dir la verità, si incontrano delle immagini disturbanti, popolate da bambini molto piccoli in atteggiamenti poco decifrabili e opere pittoriche e sculture di veramente dubbio gusto.

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Il cripto-meme della pizza.

 

Poi, appunto, ci sarebbe il riferimento alla “pizza” per indicare qualcos’altro, qualcosa che, secondo i detective digitali di Reddit e 4chan, sarebbe legato a turpi giri pedofili-satanisti con personaggi, quali i fratelli Podestà, mani in pasta nel clan dei Clinton, cioè al clan di un ex presidente USA e della prima donna presidente mancata. Stando a queste ricerche, i due Podestà sarebbero persino i rapitori di una bambina, Madeleine McCann, rapita qualche anno fa in Portogallo, all’interno di un appartamento in un residence,  e i due in effetti somiglierebbero sorprendentemente all’identikit dei rapitori, identikit che compare anche sulla pagina Wikipedia in inglese relativo al caso di questa bambina scomparsa nel 2007, caso che all’epoca fece un bel po’ di rumore sui mass media anglofoni.

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L’identikit dei rapitori di Madeleine McCann che somiglia misteriosamente a John e Tony Podestà.

 

Naturalmente, il mainstream vede tutto ciò come un’ennesima teoria del complotto, anche se David Seaman – giornalista dell’Huffington post – si è esposto, essendo persuaso che sul serio ci possa essere qualcosina di vero dentro queste matte e disperatissime ricerche incrociate sul web. Altri, poi, vedono in questo “Pizzagate” una cosiddetta  psyop, ovvero un’operazione di “guerra psicologica”, per distrarre o influenzare le menti delle masse,  oppure per limitare la libertà d’espressione su internet con la scusa di reprimere le bufale eccessive e pericolose (le quali, secondo questa teoria, sarebbero dunque fatte ad arte, magari dai servizi d’intelligence.) Altri non hanno dubbi: E’ TUTTO VERO, ragazzi, e c’è l’ORRORE dentro il clan Clinton.

Insomma, siamo ormai nell’era del post-truth, della post-verità, come ci dicono. E per una testata mainstrem che ci garantisce che il “Pizzagate” è puro delirio complottista messo in piedi esagerando smisuratamente qualche mail di John Podestà uscita fuori da Wikileaks – associandole con mille altre cose che non c’entrano nulla le une con le altre – vi è una marea montante in rete che ci vuole dire l’esatto contrario, cioè che stanno scoprendo migliaia di indizi incrociati su un marciume pedofilo-satanista incistato dentro il Potere  USA.

Abbiamo ormai capito che, nell’era della post-verità unita all’interconnessione spinta, il giudizio dell’informazione mainstream (garanzia di verità, ci dicono anzi ci dicevano) è rigettato da una buona fetta di pubblico, proprio perchè mainstream, proprio perchè mass media, perchè New York Times, Washington post e Financial times, e dunque è importante ciò che viene creduto e non ciò che è vero, e ciò che viene creduto reale sarà reale nelle sue conseguenze.

Fino a prova contraria.

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Anche Goro Adachi del sito web sincromisticista Etemenanki pare abbia voluto dire la sua sull’argomento, lo stesso Adachi che di solito sembra sempre un po’ perduto nei suoi iperurani: “Se avete poca guida/abilità nel discernere la validità di ogni informazione che vi arriva, siete battelli senza timone alla mercè del mare della propaganda.”

Vedere anche:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/07/04/la-realta-e-unimmagine-che-linformazione-non-puo-costruire/





Dal frame 237 alla camera 237, da Shining a Westworld

22 11 2016

 

Frame 237, 22 novembre 1963.

E’ quando il sole luccica che il tetto va riparato.

 

Oltre al 35°presidente degli USA John F. Kennedy, altre due persone degne di nota muoiono il 22 novembre 1963: Aldous Huxley, filosofo e narratore inglese (nato nel 1894) e C.S. Lewis, autore, poeta e critico inglese-irlandese (nato nel 1898).

 

Il 21 novembre 1963, dei critici cinematografici avevano pianificato un’anteprima speciale del film di Stanley Kubrick “The doctor Strangelove” (“Il dottor Stranamore”) il giorno successivo. Ma quando la notizia è arrivata da Dallas il giorno dopo, 22 novembre, i piani cambiarono.

Un ospite scarabocchiò su un invito la frase “(L’ANTEPRIMA) NON S’E’ TENUTA, IL GIORNO DOPO SPARARONO A KENNEDY”, il foglio è stato pubblicato venerdì (22 novembre 2013, Los Angeles Times) su Reddit e altri social media (vedi sotto) , e qualcuno identifica la grafia come appartenente allo stesso Kubrick.

 

 

Una fotografia da un meeting della NASA, tenuto presumibilmente nel 1961, a cui partecipano degli uomini che sembrano riflettere personaggi che compariranno nel film del 1964 “Il dottor Stranamore”.

 

 

 

Uno dei personaggi significativi del film “Shining” [sempre di Stanley Kubrick] (1980) è Stuart Ullman. Ullman è un cognome tedesco tipico degli ebrei d’Europa, significa “uomo di Ulm”.

Ulm è una città nello stato federale tedesco del Baden-Württemberg, situata sul fiume Danubio. La battaglia di Ulm del 16-19 ottobre 1805 fu una serie di schermaglie, al termine della Campagna di Ulm, le quali permisero a Napoleone I di intrappolare un intera armata austriaca sotto il comando di Karl Freiherr von Mach Leiberich, con perdite minime, forzando la sua resa vicina a Ulm, nell’elettorato di Baviera.

La maggior parte delle persone ebree identificatesi come tali, furono spazzate via a Ulm nel corso della Seconda guerra mondiale.

Nel film “Shining”, Barry Nelson indossa un parrucchino che lo fa somigliare a JFK, seduto alla scrivania con sopra una bandiera americana. Nelson fu il primo attore a interpretare James Bond nel film tv “Casino Royale” del 1954, otto anni prima che Sean Connery ebbe la parte di Bond in “Dr No” [“Agente segreto 007, licenza di uccidere”.] La sua ultima interpretazione più nota fu proprio quella di Stuart Ullman nel 1980, in “Shining”. La sua ultima apparizione in un film (non accreditata) fu quella di un “attore alla tv” nel film “Poltergeist” del 1982. Barry Nelson morì il 7 aprile 2007 durante un viaggio in Bucks County, in Pennsylvania, nove giorni prima il suo novantesimo compleanno. La causa della sua morte rimase sconosciuta.

Bucks County in Pennsylvania è una storica località piuttosto strana, conosciuta per le sue “rocce trillanti” e avvistamenti di “thunderbird” [rarissimi volatili che secondo alcuni non esisterebbero neanche.] Anche il film seguente da lui girato è legato a Bucks County: “Signs” di M. Night Shyamalan, del 2002, la location e le riprese furono interamente laggiù; “The stand” di Stephen King contiene una scena girata laggiù; tutto “The last broadcast” (eccetto la sequenza di NJ) fu girata a Bucks County; e uno dei primi film di Steven Spielberg, “Something evil”, fu girato a Bucks County.

 

Mi ricordo quando ero un ragazzino, mia nonna ed io potevamo tenere intere conversazioni senza nemmeno aprire la bocca.

Chiamava questa lo “shining”, la LUCCICANZA.

Nel 1980 Scatman Crothers interpretò Dick Hallorann in “Shining” di Stanley Kubrick, dove è ammazzato da Jack Torrance (Jack Nicholson). Nella realtà, Crothers morì il 22 novembre 1986, il ventitreesimo anniversario della morte del presidente John “Jack” Kennedy.

 

Kubrick disse che cambiò il numero della stanza 217 del libro nel 237, per via di una richiesta dell’hotel dove venne girata la scena stabilita.

Il codice telefonico del posto dove abita Stephen King è 207. Il codice 217 corrisponde all’Illinois centrale.

Il decollo della navetta Apollo per la Luna fa la sua apparizione in “Shining”.

“Ci sono film che ti rimangono dentro, per sempre…e ancora…e ancora”.

 

“Molti modi per entrare, nessuno per uscire.”

 

Il libro di Stephen King VS il film di Stanley Kubrick:

NESSUN LABIRINTO NEL LIBRO.

 

Nel film “Westworld” del 2016, la prima volta che appare il labirinto è su una calotta cranica.

 

Notato da Alex Fulton: da Westworld, “anomalia rilevata” a 23:07.

 

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L’onda di terrore che ha investito l’America E’QUI.

Meme della campagna elettorale USA 2016.

 

Folklore, notizie false, fake, o FAKElore? La famiglia di Cruz è sospettata di essere legata a Lee Harvey Oswald, senza alcuna prova certa, apparentemente da agenti della campagna di Trump.

 

Nel film “Shining”, Jack Torrance (Jack Nicholson) diventa custode invernale dell’isolato albergo Overlook Hotel in Colorado, sperando di risolvere così il suo blocco dello scrittore. Si trasferisce laggiù assieme a sua moglie, Wendy (Shelley Duvall), e suo figlio, Danny (Danny Lloyd), che è tartassato da premonizioni psichiche.

Nella realtà, è da quasi quindici anni che l’attrice sessantasettennne Shelley Duvall non ha una parte in un film, costretta a lottare con disturbi mentali. Articoli del novembre 2016 riportano che la figlia di Stanley Kubrick, Vivian Kubrick, ha cominciato una campagna su GoFundMe per aiutare l’attrice di “Shining” Shelley Duvall.

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Queste delizie violente hanno finali violenti.

 

 

Originale in inglese sul blog Twilight language al seguente indirizzo:

http://copycateffect.blogspot.it/2016/11/237.html 





SINCRO-iniziazione: cos’è la sincronicità

10 10 2016

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Una intro-induzione al mondo interiore

Cosa si intende per sincromisticismo? Anche quelli tra noi che ne sono stati coinvolti per anni, non sempre sono d’accordo col miglior modo per definirlo. Dunque, prima di tentare  di rispondere a  questa domanda, iniziamo col concetto di sincronicità. La sincronicità si riferisce al rendersi conto di coincidenze significative, nelle quali solitamente un evento fuori di voi corrisponde a un pensiero o a un sentire dentro di te, in una maniera che in qualche modo sembra intenzionale ma non può essere spiegata come una occorrenza di normale causa-effetto.

“Ciò che ho chiamato sincronicità…diventa un dialogo poetico, un concerto per due violini, tra l’uomo-mago e la Natura. Il mondo vi si presenta – per dirla con Nietzsche – in una ‘occorrenza piena di significato’, ti fornisce un sottile, quasi segreto messaggio, qualcosa che appare senza apparente ragione, a-causale, ma che tu senti che è piena di significato. Questo stato dell’essere è ciò che esattamente il mondo sta cercando, e tu ne dovresti estrarre il significato, che soltato tu sei capace di sentirlo, perché “sincronizza”, coincide con il tuo immediato stato mentale, con un evento nella tua vita, cosicché è in grado di trasformarsi – con il tuo aiuto, in leggenda e destino.”

–Miguel Serrano

Per fare un esempio: una volta stavo andando giù per la strada di casa mia e inizio vividamente a ricordare una conversazione che avevo avuto col mio batterista il giorno prima, a proposito di una canzone di Natalie Imbruglia che l’avevano trasmessa per radio. Menzionai il mio recente acquisto di quell’album alle bancarelle per 25 cent e mi lamentavo che non era proprio un bel disco…forse un altro suo album sarebbe stato migliore. Ho continuato a camminare e, una volta che il treno dei miei pensieri è giunto al capolinea, ho guardato in basso a lato della strada e c’era quell’altro album di Natalie Imbruglia, posato sull’erba vicino al mio piede! C’è da chiedersi se vi sia una specifica connessione tra una cosa che ha a che fare con l’altra. Ci hanno insegnato che non sarebbe razionale affermare che l’album è apparso a un lato della strada semplicemente perché avevo pensato ad esso. Ma cosa si può concludere quando questo tipo di coincidenza accade diverse volte al giorno, quasi ogni singolo giorno?!

“Anche quelli che intellettualmente sono d’accordo che tu stesso dai forma alla tua propria realtà, trovano ciò difficile da accettare per certi versi. E’ ovvio che sei letteralmente ipnotizzato nel credere che le tue sensazioni sorgono in risposta agli eventi. Tuttavia, il tuo sentire causa gli eventi che percepisci. Secondariamente, tu reagisci a quegli eventi.

Realizzare ciò è come qualcosa che avviene a certe persone le quali, mentre dormono, si trovano nello stato di sogno; quando improvvisamente si risvegliano mentre sono ancora nel sogno, prima di tutto capiscono di stare sognando e poi che sono loro stessi a creare l’esperienza del sogno

Capire che sei tu a creare la tua propria realtà, richiede questo stesso tipo di risveglio differente, almeno per molti, dal risveglio normale. Naturalmente, a qualcuno succede più che ad altri. La realizzazione stessa, infatti, cambia le regole del gioco, per quanto ti riguarda, a un grado piuttosto considerabile.”

–Seth (Jane Roberts)

Ti potresti trovare a camminare attraverso una folla di persone estranee, quando improvvisamente un inusuale pensiero entra nella tua mente da chissà dove. La seconda cosa che sai è che qualcuno ti passa accanto e tu lo senti commentare su cosa stavi giusto pensando, portandoti a chiederti se per caso stessero leggendo i tuoi pensieri. Ti potrebbe venire in mente [questo è un classico] qualcuno con cui non parli da anni per poi imbatterti subito in lui o ricevere una sua chiamata qualche minuto dopo. Ti viene una gran pensata o un’improvvisa profonda realizzazione, e qualche tempo dopo quello stesso giorno leggi di quella tua nuova idea su un libro. Un programma radio o Tv sembra quasi come se stessero rispondendo a ciò che succede dentro di te, almeno per un momento. Queste coincidenze danno la sensazione che il mondo stia interagendo con noi in una maniera che sembra quasi mistica – o forse schizofrenica, dipende a quale campo della psicologia ti riferisci. Mentre qualche volta possiamo risalire alla fonte di eventi esterni in certi pensieri e sensazioni avute prima che accadessero, essi avvengono quasi sempre in un modo che è un  po’ differente da come ci saremmo aspettati, arraffando la nostra attenzione per poi svanire senza tracce. Eppure la connessione tra dentro e fuori di noi sembra sempre qualcosa di sbalorditivo.

Lo psicologo svizzero Carl Jung (1875-1961) coniò il termine “sincronicità” per riferirsi a queste strane occorrenze. Per aiutare a spiegare come queste fossero possibili, sviluppò anche la teoria dell’ “inconscio collettivo” [kollektives Unbewusstes], che [a differenza dell’inconscio di Freud] non appartiene a una persona sola ma a tutta l’umanità [o forse tutti gli esseri viventi]. Secondo tale teoria, ogni essere [umano] vivente condivide con tutti gli altri qualcosa che si potrebbe chiamare una mente di gruppo, ma questa conoscenza è sepolta così profondamente sotto la superfice dei loro pensieri quotidiani che essi quasi non si rendono per nulla conto di ciò. Occasionalmente, un pensiero o un impulso può far venire a galla in superficie in risposta a qualche specifico stimolo o bisogno, ma l’individuo che sperimenta ciò non ha idea da dove esso provenga: banalmente pensa e sente credendo che tutto abbia origine solo e soltanto da lui stesso e basta.

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Noi accettiamo la realtà del mondo così come ci viene presentata.

Non stare a preoccuparti di come fare

Strano a dirsi, la maggior parte della gente non sembra mai accorgersi di tali inconsueti fenomeni, mentre altri ne sono testimoni quasi costantemente. Ma perché succede ciò? Perché la sincronicità insegue sempre una persona ignorando le altre persone intorno a lei? Qualcuno può “insegnare” ad avere queste esperienze, o incoraggiarle ad accadere più di frequente? E in che modo lo si potrebbe fare?

Le credenze personali potrebbero essere un fattore; coloro che non credono nella sua possibilità non si daranno la pena di cercare e quelli che non sanno, semplicemente ne sono all’oscuro e basta. Lo scientista scettico potrebbe dirti che ciò di cui tu stai facendo esperienza è semplicemente il risultato di un’attenzione selettiva o di un “bias di conferma”, e che è semplicemente un effetto della Legge dei Grandi Numeri – lo psicologo scettico si riferirà al vostro credere alle coincidenze come una “illusione di riferimento” o qualsiasi numero di altri termini che condividono una quasi identica definizione con la sincronicità. Talvolta queste spiegazioni degli scettici possono cogliere nel giusto; qualcuno mentalmente pigro potrebbe essere tentato di chiamare qualcosa una sincronicità  semplicemente trascurando di cercare una spiegazione causale più terra terra. E noi tendiamo a vedere più di ciò che stiamo cercando. Nulla di mistico a questo proposito.

Però le sincro vanno ben oltre. Con un’esperienza continuativa, ci si renderà conto che queste spiegazioni non colgono il modo in cui tali coincidenze possono essere così straordinariamente specifiche, così perfettamente allineate col tempo, così organizzate in modo intricato e così frequenti. Se noi sperimentiamo solo pochi di questi eventi nella nostra vita, sarebbe semplice applicare il rasoio di Occam e tagliare via ogni possibile interpretazione mistica fino a giungere a qualche secca, razionale spiegazione per ciò che succede. Ma la spiegazione più semplice non è sempre la più corretta; qualche volta un enorme mazzo di sincro si forma assieme intorno a un particolare tema o soggetto, come se chiedessero tutta la nostra attenzione. E in rare occasioni , sembra persino che l’universo risponderà alle nostre richieste per una particolare sincro, o ci aiuterà a manifestare qualcosa per cui stiamo domandando. Il seguente video ne dà un piccolo sorprendente esempio, e nei miei blog ne condivido un po’ dei miei, alcuni proprio da capogiro.

Manifestando letteralmente una persona nella tua realtà, si porta in primo piano un bel po’ d’interessanti questioni riguardanti il libero arbitrio e la scelta: quanto la meditazione ha avuto sulle decisioni consce di Dean Raidin? E perché molti simili tentativi fatti da altre persone falliscono? Magari formano qualche tipo di accordo psichico a un livello inconscio, ed ogni altro esperimento di natura simile è il semplice risultato di non riuscire a raggiungere tale mutuo accordo. Non abbiamo modo di sbirciare in questo invisibile lavorìo interiore, cosicchè possiamo solo congetturare.

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Un’altra affascinante coincidenza viene fuori da un articolo che ho letto recentemente, sebbene non conosca da dove la storia abbia origine:

Nel 1973, il vincitore dell’award, l’attore britannico Anthony Hopkins (che raggiunse la fama nel ruolo di Hannibal Lecter) fu deliziato nel sapere che era riuscito ad avere una parte nel film basato sul libro “The Girl From Petrovka” di George Feifer. Pochi giorni dopo aver firmato il contratto, decise di visitare Londra per prendere una copia del libro.

Cercò e ricercò ma non potè trovare una copia in nemmeno una libreria. Dopo aver lasciato perdere, andò ad aspettare la metro nella stazione underground di Leicester Square, e fece caso a un libro abbandonato su una panchina lì vicino. Hopkins lo pigliò in mano e fu scioccato nello scoprire che era “The Girl From Petrovka” – proprio il libro che aveva cercato!

Due anni dopo, nel mezzo delle riprese a Vienna, Hopkins venne visitato da George Feifer, l’autore. Durante la loro conversazione, Feifer ammise che non aveva nemmeno una copia del suo proprio libro. Menzionò che aveva prestato l’ultima copia a un amico, che apparentemente smarrì il libro da qualche parte a Londra. In più, dichiarò che la sua copia conteneva importanti appunti e annotazioni scritte sui margini delle pagine.

Improvvisamente, una lampadina si accese nella mente di Hopkins. Gli diede in mano la copia da lui trovata due anni prima. “E’ questa?” domandò, “con li appunti scritti sui margini?” Entrambi gli uomini erano scioccati nello scoprire che si trattava proprio della copia originale di Feifer.

Ciò che mpressionò la mente di Hopkins fu che, trovando quel libro, egli potè capire molto meglio il personaggio che doveva interpretare e l’intera vicenda. Gli appunti dell’autore fecero una grande differenza.

Pensandoci bene, una cosa è ovvia: la spiegazione scettica e “razionale” – che tali coincidenze siano accidenti privi di significato – sembra più un tentativo disperato e senza basi di ignorare il fatto che è in azione qualcos’altro rispetto a ciò a cui siamo abituati. Carl Jung suggerì perfino che ci può anche non essere per nulla una spiegazione razionale a questi eventi; la conclusione più probabile è che questi eventi sono organizzati a un livello di realtà oltre la sfera della mente cosciente ordinaria, eppure la nostra mente può interagire con esso e influenzarlo in qualche modo.

Ciò che rende tutto questo così inafferrabile è che le sincronicità sono “camuffate” dentro eventi molto naturali e terra terra, e fare caso a esse dipende interamente dal nostro proprio stato soggettivo – di cui siamo consapevoli solo noi e nessun altro. Esse accadono così spontaneamente e imprevedibilmente che è molto poco possibile “provare” a qualche altro oltre a noi che qualcosa di sconcertante s’è prodotto; le sincronicità non possono essere ripetute in modo da produrre test scientifici per la loro esistenza. Eppure quando lo scettico dichiara che noi stiamo banalmente vedendo ciò che vogliamo vedere, lui stesso è cieco davanti a ciò a cui sceglie di rimanere cieco. Il modo di vedere il mondo basato sulla scienza classica diffuso tra noi moderni ci isola dalla possibilità o persino dal notare che i cosiddetti eventi e fenomeni “psichici” sono comuni come l’aria che respiriamo. Non sono abilità o poteri miracolosi; sono semplicemente il modo con cui il mondo opera, tutto il tempo.

Quasi tutti coloro che hanno esperienze di sincronicità giungono alla conclusione che tu non puoi forzarle ad apparire in ogni specifico modo, ma puoi incoraggiarle ad accadere più frequentemente, cercandole e aspettandotele. Può quasi sembrare come se un qualche tipo di intelligenza impersonale sia eccitata dal fatto che tu finalmente ti sia accorto di essa ed è come se iniziasse a farti piccole “strizzatine d’occhio” e giocarti tiri surreali qui e là. La cosa importante è non esagerare il senso delle proporzioni di queste sinc: non fare l’errore di supporre che sia “Dio” che stia parlando con te. Ho visto gente fare così e non è buona cosa.

Diverse persone preferiscono interpretare una sincronicità come segno che esse sono “sulla strada giusta”. Le vedono come una conferma per qualsiasi cosa stiano pensando o pianificando, come se l’universo fosse d’accordo con loro. Ma questo non è sempre il caso. Qualche volta le sincronicità creano lezioni da imparare, anche molto difficili. Possiamo manifestare persone e situazioni negative, ed anche partner romantici che non sono fatti per noi, allo scopo di renderci consapevoli di questioni nel nostro interiore che hanno bisogno di essere risolte. Le sincronicità sembrano accadere più frequentemente e con maggiore intensità durante periodi di maggiori mutamenti esistenziali, come nuove relazioni o cambiamenti di carriera, spostamenti, viaggi importanti, perdite di persone care ecc. Alcune volte avvengono per fare per fare un punto veloce di una situazione, come una specie di “inside joke” per rischiarare tale situazione. Le sinc possono anche irritare senza pietà il nostro ego per farci riconsiderare le nostre attitudini. Nello scenario peggiore, possono violentemente strappare via la nostra intera realtà per aiutarci a fronteggiare quel qualcosa dentro noi stessi con cui non stiamo stati mai in grado di confrontarci: ciò che può essere definita una guarigione, sebbene sulle prime non possa venire avvertita.


“Gli antipodi sciamanici del normale, del famigliare e dell’apparentemente razionale, hanno una loro propria logica da vaudeville. Ciò che è quasi sconcertante circa le altre dimensioni è questo: dopo che tu hai rischiato la tua salute, la disapprovazione degli amici e della famiglia per arrivare lì, tu trovi, assieme ai frammenti della profezia e del mito, assieme alle rivelazioni del terrore e della beatitudine utopica, cose bizzarre da commedia di bassa lega, stereotipi di carta stagnola e roba da cartone animato. Lo scherzo è una maschera che l’Ignoto, l’Altro, indossa per nascondere se stesso, per conservarsi intatto dall’umana [troppo umana] comprensione. Perciò uno degli stromenti sciamanici più efficaci è la risata, la quale, agendo con l’efficienza di un bisturi da chirurgo, spazzola via l’ombrosità della mente.”

–Daniel Pinchbeck, BREAKING OPEN THE HEAD

In realtà, buona parte delle sinc mostrano di essere riflessi dei tuoi propri pensieri, esternalizzati. Il mondo è uno specchio che riflette qualunque cosa il pensatore stia pensando su di esso, e gli esseri umani hanno una stupefacente abilità di illudere se stessi. Se hai un improvviso pensiero o idea che non è vera o per nulla basata su fatti e cose reali, può ancora produrre una sorprendente sincronicità…ma se usi quella coincidenza come una conferma che la tua idea era corretta, allora illudi te stesso e finisci per perderti in una sala di specchi. L’approccio alle sincronicità non dovrebbe essere troppo serio, perché sfortunatamente c’è una linea piuttosto sottile tra misticismo e malattia mentale. Tieni presente che la realtà non sempre si accorda alla tua interpretazione di essa.

Ma quando familiarizzi meglio con le sincronicità sviluppando un’attiva relazione con esse, imparererai a non balzare a frettolose conclusioni a proposito del loro significato…e il miglior modo di imparare è compiendo errori. Sii paziente. Tenere un diario o un quaderno delle tue sincronicità ti può essere di beneficio, così come prendere nota dei tuoi sogni, e stare attenti ai pattern e ai temi simbolici che si ripetono nel corso del tempo. Qualche volta le coincidenze (e i sogni) possono essere caricate di messaggi e significati che potrebbero non assumere senso se non anni dopo, quando si sono aggiunti al loro posto altri pezzi del puzzle. Nessuno può dirti cosa imparererai da questa pratica; si tratta di qualcosa che puoi sperimentare soltantotu su te stesso.

Adesso che conosciamo le basi, possiamo muoverci verso il reame del sincromisticismo.

[Continua…]

Versione originale in inglese: http://www.synchronoah.com/maynardmousewebscom