Cripto-kubrickologia 2 – il bigfoot

20 06 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/06/CK-FBF.html

Cripto-kubrickologia: Una metodologia utile per decostruire cinema, storia e sincronicità. Essa riguarda le sincro dei film di Stanley Kubrick legate a elementi trovati in altre realtà.

Shining è un film horror del 1980 prodotto e diretto da Stanley Kubrick e scritto assieme alla novellista Diane Johnson. Il film è basato su una novella del 1977 di Stephen King dallo stesso titolo [in Italia uscita per la prima volta con l’editrice Sonzogno nel 1978 col titolo Una splendida festa di morte.]

Il film Shining parla di un certo Jack Torrance (Jack Nicholson),  aspirante scrittore reduce da un periodo di alcolismo, il quale accetta un posto come sorvegliante in bassa stagione di uno storico, isolato albergo chiamato Overlook Hotel sperduto tra le Montagne Rocciose del Colorado. Assieme a Jack ci sono sua moglie Wendy Torrance (Shelley Duvall) e il figlioletto Danny Torrance (Danny Lloyd). Danny possiede “lo shining,” abilità psichicheche gli permettono di vedere l’orribile passato di quell’albergo.

Una famigerata scena riguarda l’improvvisa scoperta da parte di Wendy Torrance’s di un uomo in abito da sera colto in una posizione compromettente con un apparente uomo o donna in costume da orso.

Nella versione di questa interazione all’interno del romanzo di Stephen King , il costume è da cane. L’analisi di questa scena da parte di Rob Ager nota che egli crede che “un cambiamento di costume da cane a orso non ha alcun significativo effetto sulla estetica spaventosità della scena, cosicché ci deve essere stata una qualche sorta di logica al lavoro nella decisione di Kubrick.” (Source.)

Ecco il bigfoot….

Sia per coincidenza o per proposito, una presentazione speculare interna della “forma”dell’orso di fronte all’uomo è apparsa in un annuncio per un programma di Animal Planet nel 2011. Nel 2010, durante la sessione fotografica per l’episodio pilota di Finding Bigfoot, una serie di immagini furono prese in Alaska.

Alcune di queste furono scelte per essere utilizzate per la promozione di questa serie che avrebbe avuto successo per cento episodi, dal 2011 fino al 2018. Quella serie è finita, cosicchè io farò il resoconto di un’ immagine di cripto-kubrickologia che era lì dall’inizio.

I quattro ospiti (Ranae Holland, Matt Moneymaker, James “Bobo” Fay e Cliff Barackman) vengono presentati in pose che riflettono il loro lavoro sul campo investigativo.

Ma se lo esaminiamo da vicino, c’era mica qualcuno nel dipartimento delle pubbliche relazioni che ha giocato un piccolo scherzo di cripto-kubrickologia?

Quello che stava succedendo ad Animal Planet era una sorta di messaggio segreto della Disney? È un fatto storico ben noto che i cartoonist che lavorano alla Disney hanno nascosto messaggi subliminali e immagini sessuali .

O il Finding Bigfoot e Shining si sovrappongono solo per una coincidenza cosmica?

Certamente, nel campo delle barzellette e della politica, l’immagine dell’orso di Shining è stata usata per esprimere un punto di vista editoriale o comico.

Un altro Criptokubrology-Bigfoot sidetrek

Su Twitter, nel 2017, troviamo questo momento “237” / Kubrick:

Ecco perché é chiamato twilight language.

 

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Immaginiamo un mondo fittizio … Teoria della Simulazione di Realtà

8 06 2018

 

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Immaginiamo una società del futuro, non necessariamente lontano nei secoli, che ha la possibilità di realizzare una simulazione di realtà simile a quella del film Ready Number One, con la particolarità unica nella storia dei videogames, che l’ utente ha la possibilità di manipolare ( ma non dopo un certo ” livello di esperienza” ) il livello di immersione totale nell’ ambiente di gioco. Grazie alla nanotecnologia che isola i sensi e la percezione, il gioco viene vissuto come una realtà vera e propria. 

Il principiante deve essere sempre accompagnato da una giocatrice esperta, perché la società dalla quale proviene, è matriarcale, e deve sottoporsi ad una ” nascita virtuale ” che prevede un ” set- up organizzativo ” e una esperienza simbiotica, e la prima esperienza di ” full immersion ” a livello sensoriale. Due giocatori con una lunga esperienza virtuale guidano il principiante in un tutorial, che prevede la simulazione della crescita di età.

I giocatori sono divisi per livello di ” immersione virtuale “, ci sono quelli che hanno deciso di giocare alla massima difficoltà, vivendo una ” vita virtuale ” senza conoscere le ” reali ” leggi della realtà. Tutto quello che sanno dell’ esperienza è conosciuta attraverso le ” informazioni razionali ” della realtà.

Ci sono quelli che hanno deciso di essere coscienti di qualcosa di più grande all’ esterno della realtà virtuale, e sono i religiosi, e i mistici, ma essi non sanno che tutte le figure religiose che hanno deciso di seguire, sono in effetti, collaboratori speciali, ” architetti ” che hanno deciso di svolgere un ruolo pilota per la realizzazione della ” storia fittizia ” , una sorta di ” cameo ” , e hanno potuto farlo perché erano stati ” premiati ” per il loro operato nella realizzazione del sistema su cui si fonda la realtà simulata. Infatti la ” storia umana ” del gioco è di gran lunga differente da quella della realtà vera e propria.

Ci sono i solipsistici che erroneamente pensano di essere in modalità single player. Sono coscienti della realtà come fittizia, ma non sono coscienti della partecipazione collettiva alla simulazione. Sono elementi ribelli e di solito sfuggono alle regole del gioco, e si ritirano in un loro mondo privato.

Ci sono poi quei pochi individui sparsi, che sono vagamente coscienti che c’è qualcosa di diverso, si ricordano di aver già interpretato personaggi diversi, e addirittura cominciano a ricordare chi sono nella realtà vera. Loro sono coscienti del fatto che la ” realtà virtuale ” è governata da sistemi ciclici, decisi dalle varie nazioni della realtà vera, per esempio alcuni aspetti della vita occidentale sono organizzati secondo un sistema che replica i cicli astrologici, mentre l’ organizzazione del sistema che governa i cicli storici è di ” marca cinese “, pensiamo all’ I Ching, e al suo collegamento con il DNA e alla Timewave, grafico che mappa il tempo, realizzato come derivazione dall’ I Ching. L’ Occidente ha deciso di istituire un sistema che gli si frappone, e così vi sono diversi cicli storici che determinano gli eventi e che si differenziano dalla Timewave.

Ma la Timewave è il sistema principale, e determina l’ evoluzione delle ere storiche e l’ equilibrio e il contrasto dei due fattori di ” marca cinese ” abitudine e novità. Alla fine dei cicli l’ intero sistema della realtà virtuale attraversa una transizione , un vero e proprio upgrade verso un livello superiore, simile alla singolarità tecnologica che è stata già in precedenza raggiunta dalla realtà vera.

L’ aspetto significativo è che sono in pochi a conoscere la sua esistenza. Terence Mckenna può quindi rappresentare, o un altro di quei ” ruoli speciali e privilegiati” e quindi può rappresentare l’ ideatore del sistema che si immette nel ” gioco ” come demiurgo e ispiratore, allo scopo di realizzare il suo ideale di ” Eschaton – Omega Point “. Oppure qualcuno ( lui diceva di essere in comunicazione con la saggia voce informatrice del Logos ) ha interferito e gli ha comunicato le informazioni necessarie per generare una simulazione del grafico Timewave.

I futuristi cercano di avvisare il popolo giocante dell’ arrivo della transizione -upgrade. Ma in realtà ognuno è così immerso nel sistema che tutti si aspettano che la realtà circostante è stabile e non può cambiare, e così nemmeno la condizione umana.

In questo mondo persino la rete sociale è determinata dalle azioni del passato, nel senso che si è riusciti a digitalizzare e artificializzare il fenomeno sincronicistico, e il libero arbitrio non è completo, ma segue lo schema dei moderni giochi a scelta multipla, a ramificazioni. La libertà risiede nella possibilità di scegliere determinate ramificazioni di eventi, ma effettivamente, anche a causa delle regole genetiche simulate, il libero arbitrio è di gran lunga limitato.

Esistono diversi stili di vita e opzioni di gioco : la simulazione di milizia, la competizione sportiva, l’ opzione di vita a contatto con la natura, l’ opzione materialista, dove si perde interamente la percezione del sé reale, l’ opzione che predilige il sociale e l’ incontro con amici, la vita in famiglia, lo studio della storia fittizia, la ricerca fossile che si gratta la testa per via delle incongruenze con il pensiero Darwinista, la recitazione, in effetti l’ attore che intraprende un ruolo recitativo, la vita scolastica, l’ opzione scientifica, basata su leggi preorganizzate che moderano e supportano la realtà fittizia, lo stile di vita artistico, lo stile di vita psicologico, lo stile di vita criminale, lo stile di vita adolescenziale, il nomade e viaggiatore, esploratore, lo stile di vita religioso, lo stile di vita dogmatico, la scalata al successo, la realizzazione di grandi e ambiziosi progetti, lo stile di vita basato sulla passione per il futuro e le tecnologie, e poi ci sono quelli che si fanno le grandi domande – perché esistiamo? Siamo davvero soli? C’è qualcosa oltre?

Tutti questi stadi di vita e simulazione possono essere vissuti attraverso le – 12 – vite a disposizione, ognuna delle quali preclude la conoscenza del livello precedente, ma il sistema esterno archivia tutti i dati, e anche i punteggi, che determinano le condizioni di vita disponibili nel livello successivo. Insomma, anche qui , le libertà sono abbastanza limitate, non puoi interpretare quel che preferisci, devi attenerti a delle regole.

La simulazione unisce e comprende tutti i generi – avventura – azione ( per esempio per i soldati c’è lo sparatutto ), per i lottatori c’è il picchiaduro, il genere musicale per i music show, i rompicapo, i videogiochi di ruolo per le persone famose e i personaggi storici, le simulazioni, per chi pratica la guida ai trasporti, o chi si concentra sul suo mondo privato e locale, il gestionale / manageriale per chi fa carriera, quello sportivo, l’ opzione strategica per il mondo militare e politico, educativo per le scuole, open world per chi gira per le città e chi viaggia. Poi il Survival, per chi si trova in situazioni critiche da risolvere, l’ horror, medico, romantico, vacanze, domesticazione di animali, università, vita notturna, tempo libero, super naturale e psichedelico, ma c’è anche l’ opzione di simulazione in condizioni psicologiche che simulano le malattie mentali. Queste persone non sono adatte a intraprendere un ruolo nella simulazione. 

Le idee sono trasferite e selezionate da un sistema di ricerca inconscio, che scandaglia un settore simile a un Cloud, un archivio di download, ed è così che le idee giungono all’ utente. Ci sono i pacchetti espansione per chi attua un trasferimento o per chi attua un cambiamento di stile di vita. Sono presenti una miriade di Easter Eggs, abilmente nascosti e accessibili solo a quelli abbastanza svegli da capire.

I sogni sono una serie di downloads specifici e individuali, accessibili nella fase REM del sonno. Probabilmente c’è l’ opzione di lasciare la realtà simulata temporaneamente durante la fase del sonno pre- REM. Infatti il corpo – avatar stesso lo richiede dopo un tot di ore. ( Il tempo ovviamente scorre in modo ben differente nella realtà vera )

Il gioco si svolge in multiplayer e ogni singolo individuo rappresenta un ruolo interpretato da una persona reale. Non esistono personalità coscienti ma artificiali, usate solo come comparse. La personalità del giocatore nella realtà vera può e spesso è completamente differente.

Nella simulazione probabilmente sono escluse civiltà extraterrestri, anche per dare la possibilità di una espansione universale dell’ umanità, e capire come si sarebbero comportati gli umani se fossero stati soli e unici partecipanti progrediti dell’ universo. Siccome tutti i libri e i romanzi sono idee ” pescate ” dal sistema che archivia i download, molti di essi potrebbero rappresentare la realtà vera e propria.

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Nella PRIMA vita è come dover seguire un tutorial …Siamo guidati dagli altri e la nostra personalità non è forte, non si espone. Tendiamo a comunicare in modo lamentoso e malinconico, e viviamo in una famiglia autoritaria o addirittura potente e inglobante. Avremo probabilmente contatti frequenti con l’ acqua, che sia quella di un fiume, di un mare, di un oceano, di un lago o semplicemente della piscina comunale …probabilmente siamo ancora a stretto contatto psichico – spirituale con la Fonte dalla quale siamo partiti, e quindi avremo impressioni particolari e una spiccata immaginazione. Nessuno ci crederà quando parliamo di cose esterne a questo mondo …potremmo vivere in un luogo dove l’ inverno è buio, e il clima costringe a un ritiro nella propria casa. I ricordi della Fonte sono ancora più evidenti e spontanei.

Nella SECONDA vita, reagiamo alla passività e alla debolezza approcciandoci con grande energia e passione al mondo esterno. Potremmo apprendere un’ arte marziale, subire o entrare in guerra, o anche solo fare il soldato per un anno senza combattere, potremmo anche reincarnarci in una figura negativa, in un bullo arrogante che tormenta i ragazzini più piccoli, magari quelli che in una vita precedente tormentavano lui. Viviamo probabilmente in un posto più caldo che nella vita di prima, gli ormoni ci mettono in subbuglio, ci ribelliamo alle autorità e viviamo in un ambiente casalingo rustico ed elementare. Potremmo avere un forte rapporto karmico con una figura debole e necessitante che ci spinge ad ammorbidirci, che ci spinge ad assumere un approccio protettivo. Da tormentatori diventiamo difensori.

Nella TERZA vita ci evolviamo a confronto con gli altri, i pari, i coetanei soprattutto. Il carattere si ammorbidisce, e ci prendiamo meno sul serio. Viviamo in un ambiente che ci permette di concentrarci sulla scuola e su un ristretto gruppo di fidati amici, un paese moderno, con programmi tv, riviste, libri, e siamo portati per la scrittura, e il parlato. Potremmo condividere questa esperienza davvero con un gemello, che però successivamente perderemo di vista. Forse è colui / colei che è morto/ a assieme a noi nella vita precedente. Possiamo vivere questa esperienza alla leggera. Ma tutto viene vissuto come effimero e passeggero, e poco rimane di quel che impariamo qui se non stiamo attenti. 

Nella QUARTA vita impariamo a prendere sul serio le amicizie, lavoriamo sul sociale, il carattere è più aereo ma torna la ribellione. Gli adulti non sono molto influenti in questa esperienza, è come se facessero da contorno. Dobbiamo cavarcela da soli, oppure ci appoggiamo a una compagnia fissa, agli amici della vita. Siamo indipendenti e necessitiamo di vivere in un ambiente di spazi aperti, che allo stesso tempo soddisfi le nostre esigenze tecnologiche. Viviamo pensando più al futuro che al presente, e quindi manca il ricordo della vita precedente, che è stata vissuta ad alta velocità e ci è sfuggita di mano … E’ difficile che in questa vita si abbiano dei figli, e comunque come padri saremmo distaccati e probabilmente poco attenti alla vita del figlio, sempre persi in riflessioni e utopie. Si rimane sempre giovani dentro. 

La QUINTA vita, è sempre un po’ selvaggia e libertina …In questa vita decisamente si è portati al rischio, ancora recuperiamo la ribellione dalla vita precedente, e abbiamo una intensa vita sessuale, ma anche una forte individualità che non ci permette di approfondire il rapporto …Forse perché ci fidiamo poco degli altri o perché siamo sempre indaffarati, fra viaggi e studi. In questa vita probabilmente riusciremo a laurearci, se si tratta di una esperienza positiva, incontreremo culture diverse, e vivremo in paesi con grandi spazi aperti e dotati di un efficiente sistema di trasporti. Se invece l’ esperienza è più negativa potrebbe rappresentare la tappa più oscura … E allora c’è un’ alta probabilità di finire in prigione o vittime di malintenzionati. Se si muore in modo violento potremmo trovarci tracce del trauma nella vita successiva. In questa versione della quinta vita abbiamo comunque rapporti con personalità contorte e controverse, sia che siamo buoni o cattivi. Potremmo assumere atteggiamenti minacciosi o voler spaventare le persone. Pagheremmo comunque un forte debito per le nostre azioni …Siamo pecore nere, abbiamo un carisma che può risultare pericoloso e non abbiamo quasi nessun dubbio sul nostro carattere e i nostri obiettivi.

Tutto si sistema …Nella SESTA vita il carattere torna di nuovo nel recinto, ci concentriamo sulla vita lavorativa e sulla cura del fisico. Potremmo lavorare per tutte le persone alle quali abbiamo complicato la vita in una vita precedente. Ci sentiamo umili, modesti, non abbiamo tutto quel grande talento che crediamo di avere, oppure lavoriamo in silenzio facendo il nostro dovere. Impariamo cosa vuol dire impegno e ripartiamo dalla gavetta. Non è una esistenza particolarmente intrigante o interessante, non siamo famosi, ma siamo comunque necessari e fondamentali. 

Nella SETTIMA vita torniamo ad avere una certa influenza nel sociale, possiamo rilassarci un poco, il carattere si è equilibrato, e condividiamo probabilmente questa esistenza con fidati colleghi, soci, alleati, partners, mariti, mogli. Abbiamo una particolare propensione al design, ci si interessano le regole del buon vivere, abbiamo compreso la lezione. Certo, non tutti in questa vita riescono a sposarsi o addirittura a trovare un lavoro …In questo caso bisognerà accontentarsi di un amore giovanile, ma di sicuro, per quanto breve la vita potrebbe essere nei casi sfortunati, la compagnia non mancherà …E’ una esistenza dove possiamo rappresentare una figura moderatamente conosciuta, moderatamente famosa. Non c’è spazio per l’ eccesso. La perfezione è una aspirazione impossibile, persino qui.

Nella OTTAVA vita non vogliamo ancora espanderci troppo … Anzi, i rischi si evitano, e l’ unico vero rischio rappresenta l’ aumento di peso e l’ arrugginirsi del carattere …Gli oggetti che tanto ci piacevano nella vita precedente hanno ancora un fascino particolare, siamo collezionisti, ricerchiamo la qualità in tutte le cose. Diciamo che in questa vita ci si rapporta con il ” non umano “, il mondo naturale e con tutte le cose artificiali. Abbiamo un lavoro stabile, non ci mancano i soldi, e se mancano li cerchiamo con tutte le nostre forze. Se siamo sfortunati, passeremo per un’ esistenza da senzatetto, come una persona che dorme in macchina e mangia quel che trova, con l’ unica compagnia della coperta e la soddisfazione effimera dei pochi soldi elemosinati …Oppure di un cane che non ci vuole abbandonare. Qui conta di più il possesso, il proprio territorio, fa parte del nostro destino. Non ci interessa molto il mondo sociale, siamo contenti di poco o insistiamo per ottenere più del necessario …Siamo realisti e materialisti. 

Nella NONA vita contiamo solo noi …E’ un’ esperienza un po’ solipsistica …Nella vita precedente ci siamo circondati di oggetti, qui invece vogliamo richiamare una audience, un pubblico vivo e fremente, che urla il nostro nome. Avremo un forte rapporto karmico con figli, e con una fidanzata, potremmo avere esperienza di fama e successo, quello vero, oppure quello un po’ illusorio della rockstar. Ci siamo specializzati in un talento che dobbiamo assolutamente dimostrare. Viviamo in un paese caldo, di alto livello, possibilmente. Possiamo raggiungere il punto più alto delle dodici tappe. Nella vita precedente ci siamo aggrappati alla cultura che ci circondava, adesso abbiamo l’ opportunità di partecipare e di creare con il nostro stile, di metterci il nostro marchio, di creare nuove culture. 

Nella DECIMA vita,  si passa dal caldo al freddo, da Los Angeles all’ Irlanda, dalle stelle alle stalle, da un fisico forte e dominante ma sempre agile, a un fisico sì forte e dominante, ma portato ad acciacchi e di riflessi lenti. Ci tocca tornare al lavoro, costruendoci di nuovo una carriera che ci farà sentire sì importanti, ma non toccherà le vette gradite, anzi, arrivati in cima ci chiederemo perché, e se davvero ne valeva la pena. In questa vita dobbiamo capire la vecchiaia, sia all’ età di bambino e ragazzo, sia da adulto, ci rapportiamo con i più grandi, con il capo, con i nonni, con chi ne sa di più. Ci sentivamo tanto importanti nella scorsa vita, adesso cerchiamo di imparare da chi sa come stanno davvero le cose. Siamo realisti, non esageriamo più. Il pubblico è scomparso, siamo in una vita dove si ascolta il silenzio. Abbiamo vissuto una vita agiata, ora invece ci dobbiamo guadagnare tutto con la fatica, partendo da nulla. Possiamo rappresentare una identità che si porta dietro vaghi ricordi di una vita migliore, mentre ora trascorre una esistenza modesta, limitata, con una famiglia ottusa e invadente, oppure che richiede troppo. Invece di cercare un pubblico ci si ritira nella propria casa e ci si rifugia nel conosciuto. Spuntano fuori tante memorie delle vite precedenti e ci fanno impressione. Se prima guidavamo gli altri ora ci lasciamo invece trasportare dai comandi altrui e cerchiamo di interferire il meno possibile con la società.  

UNDICESIMA vita, se prima pensavamo al nostro ego e adoravamo le persone importanti e le celebrità che volevamo imitare, ora invece siamo costretti o portati spontaneamente a occuparci degli invisibili, dei deboli e degli sfruttati. Probabilmente ne facciamo addirittura parte. Siamo persone che salvano vite, che consolano chi ha bisogno, facciamo i medici e gli infermieri oppure aiutiamo i carcerati a cambiare e a rientrare in società. Abbiamo ideali umanitari e attribuiamo importanza alla religione. Ci portiamo dietro il bagaglio interiore di esperienze di fatica e limitazione. Forse nella vita precedente eravamo troppo freddi, distaccati e avari e ora dobbiamo lavorare su questo, diventando empatici, sensibili …Oppure, mentre costruivamo carriere e tiravamo su famiglie abbiamo allontanato tante persone che avevano bisogno di noi e ora rimediamo servendo appunto chi necessita più attenzioni. Abbiamo del lavoro da fare, siamo cresciuti emotivamente, non abbiamo bisogno di particolari attaccamenti alla famiglia e nemmeno alla patria. Abbiamo rafforzato il carattere, attraversato una fase di tutorial, e ora siamo più sicuri di noi stessi. Dobbiamo mantenerci da soli, con le proprie forze, senza chiedere a nessuno, e solo il minimo indispensabile.

Strane cose accadono nell’ ULTIMA vita, abbiamo memorie emergenti di altre vite, sensazioni, intuizioni, premonizioni, abbiamo esperienza di sincronicità, la fantasia può diventare realtà, il sogno si realizza, il destino dalle mille strade interseca spesso il nostro percorso. Dobbiamo imparare a capire cosa conta davvero. E’ come se fossimo a un bivio, fra una vita cattiva e una buona, e possiamo vivere il paradiso che ci offre la vita o tutto ciò che di peggio c’è al mondo. Forse siamo guide spirituali, forse non abbiamo capito molto della vita e torniamo a fare i selvaggi. Forse ci interessa di più l’ esperienza sessuale, forse apparteniamo più al mondo in negativo che a quello dei bravi e simpatici. Siamo certamente in grado di analizzare la situazione dal punto di vista psicologico, ormai conosciamo a fondo l’ umanità e sappiamo a cosa andiamo incontro. Forse scegliamo di fare del buono ogni giorno, e forse invece abbiamo scelto di minacciare interi paesi. C’è la possibilità di fare notizia in questa vita, sia da un lato che dall’ altro. Forse facciamo una scoperta importante che apporta benefici all’ umanità, o forse ci si macchia di un crimine. Si salvano vite, o si sfruttano vite.

 

     

    

 

 





Il pensiero razionale non basta per capire il corso degli avvenimenti

27 05 2018

 

Un estratto da un articolo di Goro Adachi di Etemenanki (oggi su Super Torch Ritual) risalente al 18 aprile 2011:

Quello di cui scrivo su questo sito – tutte le cose “MULTICONTESTUALI” – tende a rendere perplessa la gente. E’ così fuori allineamento con il normale modo di pensare della maggior parte delle persone, le quali perciò si disorientano e finiscono per provare un senso di confusione. La loro conoscenza interiore può riconoscere un ordine superiore di “verità” ma la mente cosciente necessita di molto più convincimento e di tempo prima che possa digerire tutto ciò e cominci [con molta fatica] a riconoscere che esiste una cosa come la “coerenza multicontestuale” – tipicamente espressa come sincronicità – la quale sta alla base della realtà oltre la soglia di ciò che è normalmente considerato possibile.

Una cosa è notare alcuni pezzi di “coincidenze significative” nella vita. È innocuo. Numerologia? Carina. Simbolismo? Divertente. Forse anche stimolante. Ma quando si parla di una super coerenza intercontestuale – che è ciò che evidenzio e dimostro su questo sito – le cose diventano un po ‘sconcertanti e persino “SPAVENTOSE” per molti. La mente ordinaria cerca di trovare un modo per scacciare tutto ciò, dimodoché l’ordine sia ripristinato e non ci sia più bisogno di rivedere radicalmente la propria visione del mondo poiché accettare la VISIONE NASCOSTA significherebbe rifiutare una base fondamentale della comprensione pratica [ma incompleta] della realtà. Sarebbe come sopravvivere a un terremoto catastrofico e dover ricostruire una città. È un compito arduo. Ci vuole un grande sforzo e impegno, a cui normalmente rifuggiamo.

Perciò capisco gli effetti psicologici. Può trattarsi di un subitaneo bivio in cui la mente ha da prendere una grande decisione concernente la stessa natura della realtà. Consciamente o inconsciamente, tale pressione è avvertita e non è comoda per molti. Ma tale è la natura della verità. La verità, non è affatto raro sia SCOMODA. Voi potete sceglierlo se accettarlo o negarlo. La vita è una serie di queste decisioni. Voi potete continuare a negare ma poi pagate il pedaggio. Ci siete voi, c’è la verità e nel mezzo c’è il TEMPO.

Più noi andiamo contro la verità più noi siamo intrappolati nel tempo ed esso diventa sempre più incomprensibile e faticoso fino a collassare, come una stella collassa in un buco nero. Abbiamo bisogno di cortocircuitare il processo e fuggire dal tempo. Per questo, ricercando la verità e accettando ciò come nostra priorità. Ciò ci prende un sacco di energia e attenzione perché la verità si nasconde come una volpe e noi dobbiamo cacciarla dentro il buco del coniglio bianco dove c’è buio e quindi si deve avere bisogno di una mappa altrimenti finite per girare semplicemente in cerchio. Questa “mappa” o “radar” è ciò che io chiamo COERENZA MULTICONTESTUALE O INTERCONTESTUALE.

È un po ‘come usare un diagramma di Venn; andate nell’area più pesante per la “risposta” più universale. In altre parole, è come una “meta analisi” di sincronicità. Una “coincidenza significativa” qui, un’altra sincronicità lì, e un altra là … Qualcosa che molta gente può notare e cercare di interpretare ciascuno di questi “segni”. Ma non pensa o non sa come trovare connessioni tra queste “coincidenze” che le uniscono. L’area di tale unificazione – coerenza – è il blip sul radar o una freccia che indica la direzione della verità.

In sostanza, è vedere gli avvenimenti in successione sui mass media attraverso l’emisfero destro del cervello (quello “irrazionale”) e non sempre e solo attraverso l’emisfero sinistro del cervello (quello “razionale”).

Ecco perché spesso il futuro giunge inaspettato e imprevisto, perché l’abbiamo previsto utilizzando soltanto la logica consequenziale e tenendo presente avvenimenti che sono già accaduti e che si pensa accadranno di nuovo in futuro più o meno NELLO STESSO MODO. Anche su questo stesso blog si sono usate analisi previsionali di questo tipo, quelle classiche che usano gli ESPERTI.

Non basta.

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Terremoto del Nepal il 25 aprile 2015, il tetto del mondo.

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Violenti scenografici scontri il 1°maggio 2015 per l’inaugurazione dell’Expo di Milano. Terremoto e scontri sono avvenuti esattamente in mezzo al periodo di tempo intercorso tra le due stragi di Parigi del 2015 e poco prima dell’annuncio di Donald Trump a candidarsi come presidente degli USA.

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La torre di Dubai in fiamme a inizio 2016, anno intenso e di rottura che fa presagire valanghe e terremoti.

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La torre Grenfell in fiamme presso Londra il 14 giugno 2017 giorno del compleanno di Donald Trump, circa un anno dopo l’uscita dell’UK dall’UE. Nel 2017 l’UK ha subito tre attentati, due a Londra.

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La Trump tower in fiamme a gennaio 2018.

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La Trump tower in fiamme ad aprile 2018.

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Episodi di autobus in fiamme in questi ultimi anni.

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12 luglio 2016, scontro frontale di due treni (due mezzi di trasporto) in Puglia in un momento di scontro frontale politico, in Italia e non solo: due giorni dopo avvenne un attentato nella città di Nizza con molte vittime, usando un grosso mezzo di trasporto.

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Terremoto spaventoso nel CUORE d’Italia il 24 agosto 2016.

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Il 2016 in Italia si conclude con un terremoto politico.

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Il 2017 si apre con una valanga dal monte più alto del cuore dell’Italia, valanga che invase tutti i mass media.

 

 

 

 





“Tutti insieme finalmente”: flusso di ricordi causato da antichi “Tv sorrisi e canzoni” scannerizzati dal blog Imago Recensio

30 11 2017

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Sono riuscito a ritrovare delle copie scannerizzate di “Tv sorrisi e canzoni” fine anni Settanta inizio Ottanta sull’eccezionale blog italiano Imago Recensio, che consiglio a tutti gli interessati di consultare approfonditamente.

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Per me i “Tv sorrisi e canzoni” (o “Sorrisi e canzoni Tv” o semplicemente “Tv”) comprati da mia mamma settimana dopo settimana  – e se non mangiavo come dovevo o andavo male a scuola prendendo note sul diario non me li comprava più – partono solo all’incirca dall’anno 1983 in avanti o, perlomeno solo all’incirca dall’anno 1983 in poi iniziano i miei ricordi di essi. Pressapoco dall’anno di questo numero dalla seguente copertina

Su Imago Recensio è riprodotta comunque una copia di “Tv” veramente straordinaria, risalente al marzo 1981, con in copertina un fotomontaggio rappresentante l’attrice Sarah Fawcett (molto in voga a quei tempi in diversi telefilm), Mike Bongiorno, Raffaella Carrà e l’Incredibile Hulk con sotto la scritta “Tutti insieme finalmente” su fondo rosso, ed era scritto così perché, in tutti i numeri precedenti di “Tv” all’interno c’era un inserto staccabile, nella seconda parte del settimanale, coi programmi tv della settimana, con i palinsesti delle più di 300 tv private regionali che c’erano all’epoca. Ovviamente, sul “Sorrisi e canzoni” di una determinata regione italiana si trovavano i programmi tv regionali soltanto di quella determinata regione, nel mio caso (Liguria) c’erano, per esempio, i programmi tv dell’emittente TVS, “la televisione del Secolo XIX (il quotidiano del capoluogo ligure)” e ricordo vagamente che, per me, fu il 1982 più che il 1981 “l’anno di TVS”, l’anno in cui spesso e volentieri mi succedeva di guardare TVS al tv color Blaupunkt prodotto in Germania Ovest, nel salotto di via Biga e mi ricordo vagamente che seguivo, ero attratto da un telefilm dove, puntata dopo puntata, si svolgevano le avventure di un personaggio maschile, forse britannico, con sulla testa sempre la bombetta e in mano sempre l’ombrello. Vestito all’inglese, forse vestito “fumo di Londra”, con la bombetta, chissà che personaggio era, anzi fu.

Ebbene, su quei “Tv” scannerizzati da Imago Recensio volevo vedere se riconoscevo qualcosa che mi ritornava alla mente dopo tanto tempo. Tra l’altro, quel numero di “Sorrisi” di marzo 1981, “Tutti insieme finalmente”, potrei sbagliarmi ma mi pare fosse proprio quello con cui per un po’ mi trastullai quando, penso proprio nell’anno 1981, mi trovavo in via Raitano ex via Pallavicini, dai nonni, ebbi male alla pancia o qualcosa del genere e non potei bere come al solito la gazzosa nella bottiglia di vetro presa dal frigorifero senza freezer ma, anziché la gazzosa, potevo bere solo i granuli di Citrosodina disciolti nell’acqua.

Quando ho visto la pagina delle trasmissioni tv regionali, ho riconosciuto la figura del telegatto, del “supertelegattone” sdraiato sopra uno schermo tv con sopra scritto “riposo”. E infatti mi sono ricordato dopo tanto tempo che su quelle tv ultra-regionali vi erano dei giorni in cui non trasmettevano nulla per tutto il giorno, quelle tv erano appunto “a riposo”.

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Ed era il periodo in cui non c’erano ancora Italia 1 e Rete 4, TVS non era ancora divenuta Italia 1 o Rete 4) e c’era solo Canale 5, in quel 1980-1981, col suo simbolo del serpente che tiene in bocca un fiore, e aveva tutta la sua importanza, all’epoca, per il fatto che c’era solo Canale 5 (ex Antenna 3 Lombardia mi pare) e non ancora Italia 1 e Rete 4, le quali si sarebbero manifestate solo dal 1982-1984 in avanti.

Quel 1981 era l’epoca in cui vi erano tutte quelle pubblicità sul settimanale che invitavano i piccoli telespettatori a telefonare a Mazinga Z, Atlas Ufo Robot o Goldrake, e ai piccoli telespettatori avrebbero risposto i doppiatori di quei “cartoni animati giapponesi” fingendosi proprio i robot o i comandanti dei robot di quei cartoni, mandati in onda prima sulla RETE 2 e, successivamente, su molti canali regionali.

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In quel 1981 vi furono i croissant Pavesi nelle buste di plastica, farciti di varie marmellate (anzi, “confetture” come si diceva allora) tra cui quella di ciliegia, penso fosse quella più gettonata.

In seguito, i croissant in busta Pavesi scomparvero completamente, risucchiati dal nulla, anzi da un futuro in cui non vi era più spazio per essi.

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Leggendo quelle vecchie riviste quegli antichi “Sorrisi”, tornano alla mente cose che si erano completamente dimenticate, seppellite dalle cose successe nel cumulo di anni successivi, anni che allora dovevano ancora arrivare.

Per esempio, nell’anno 1983 vi fu l’ ora irricordabile “nuovo programma tv con Pippo Baudo”, Un milione al secondo, su Rete 4, forse ancora di Mondadori e non ancora di Berlusconi.

Mi piacerebbe poter sfogliare la collezione completa di “Tv”, su carta da maneggiare,  dei vent’anni dal 1975 al 1995, dovrei andare in un’emeroteca.

Ho anche rivisto dopo tanto tempo quei due “Sorrisi” dell’anno 1984, dell’estate ottantaquattro, il “Tv” con la cover in cui appare Diego Armando Maradona, appena acquistato dal Napoli, con quattro gelati Eldorado o Tanara o Besana tra le dita e il “Tv” che commemorava i cinquant’anni di Paperino. Nelle due seguenti foto ci sono le uniche testimonianze di quelle copertine riuscite a reperire su internet.

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Ovviamente, all’età di otto anni, ero del tutto indifferente e inconsapevole verso le questioni politico-sociali dell’epoca. Quella politica nazionale e internazionale a cui ho cominciato a interessarmi solo dal 1994-1995 in poi, quando il mondo era del tutto diverso da quello degli anni Ottanta.

Ho avuto modo di rivedere anche quelle pubblicità truffa che pubblicizzavano l’acquisto di semi per corrispondenza – un po’ come la scuola per corrispondenza “radio Elettra” – semi per ottenere delle siepi piene di fragole e, quando l’ho visto, m’è ritornata alla mente l’immagine di quel ragazzino sorridente visto di schiena, con il caschetto di capelli (che non si capisce quasi se sia maschio o femmina) e coglie le fragole da quella siepe gigante di fronte a lui, piena di fragole.

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I vari giorni della settimana li identificavo con i colori dei giorni dei programmi tv sul settimanale: domenica = rosa carne; lunedì = azzurro blu; martedì = rosa arancionato; mercoledì = rosa fucsia; giovedì = viola; venerdì = verde; sabato = rosa;

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Sabato, ultimo giorno della settimana per “Tv” era rosa.

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Leggevo il “cineracconto” (prima di aprire il giornale ricordo mi dicevo: “chissà questa settimana che film avranno cineraccontato“) con a fianco la classifica dei film più visti della settimana.

“Scusate il ritardo”, con Massimo Troisi, Lello Arena e Giuliana De Sio, la quale aveva una sorella cantautrice chiamata Teresa De Sio e Giuliana, tra le due, per me era la più bella.

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Era un “evento” quando andavo – o meglio, mi portavano – al cinema a vedere un film (di norma un film commedia o comico) che era stato cineraccontato su “Tv, sorrisi e canzoni”. Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Enrico Montesano. Massimo Troisi e Lello Arena, appunto, con le immagini, i fotogrammi del film più salienti, esplicativi ed iconici.

In quel numero di “Sorrisi e canzoni” del marzo 1981 vi fu anche la locandina del programma “Quark”, della primissima puntata di “Quark” (che negli anni seguenti sarebbe diventata una trasmissione tv famosissima), condotto dal giornalista Piero Angela, allora non così celebre e iconico, “la divulgazione scientifica per tutti” e quella prima puntata di “Quark” ed era NOVITA’ dentro i quadrifoglio verde. Un po’ come c’era la “prima visione tv” dentro un quadrifoglio simile (non so se il quadrifoglio di “prima visione tv” fosse pure quello lì verde oppure di un altro colore.)

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Nel 1983 la prima visione tv del film “Il padrino” e “Il padrino parte II” meritava ben quattro pagine all’epoca su “Tv”.

Vi erano tutte quelle rubriche con le varie giornaliste corrispondenti dalle diverse capitali del mondo occidentale.

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Ritornando su Imago Recensio e guardando meglio, mi sono reso conto che quel “Tv” del 1981, “Tutti insieme finalmente” di cui parlavo prima, non era di settembre, come in un primo momento pensavo, (il “ritorno dei programmi tv dopo l’estate”, la “nuova stagione televisiva”) ma di marzo. Dentro quella copia, come vi ho già detto, vi erano pagine pubblicitarie di prodotti dimenticati, che oggi ben pochi si ricordano, diciamo nessuno; titoli di sceneggiati, show  e telefilm americani in onda di sabato sera su Rai Due (anzi, Rete Due), che anche l’autore di ImagoRecensio non si ricordava affatto.

Fino a quel numero 11 del marzo 1981 (“Tutti insieme finalmente”), i programmi tv giornalieri da domenica a sabato erano solo quelli della “tv del servizio pubblico”, della RAI (e di poche altre reti come la Svizzera e Capodistria), mentre i programmi di tutte le all’epoca numerosissime tv private regionali erano a parte, in un inserto centrale spillato e staccabile.

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L’inserto centrale spillato e staccabile del numero dal 20 al 26 gennaio 1980.

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L’inserto centrale spillato e staccabile del numero dal 30 aprile al 6 maggio 1978.

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L’inserto centrale spillato e staccabile del numero dal 25 al 31 gennaio 1981.

Questo prima del 1982-1984, quando le tv private berlusconiane Fininvest hanno cominciato ad avere una loro fisionomia ben definita e soprattutto uno “spirito” ben definito (qui ci vorrebbe qualche termine preciso, di quelli che usano i filosofi); con la trasmissione “Drive In”, per esempio, e le giovani pin up snelle ma con le forme in evidenza, che si aggiravano tra il pubblico del “Drive In” (USA anni Cinquanta), il quale pubblico erano figuranti pagati e vestiti in maniera inelegante che ridevano alle battute dei comici, e un po’ di quei comici lì di “Drive In” (che nel titolo pareva fare il verso a uno dei programmi tv ammiraglia della rete ammiraglia Uno della RAI, “Domenica In”) erano emersi, sia da un po’ nelle tv private regionali (per esempio quelle del triangolo industriale del nord) sia in certi programmi RAI di fine anni Settanta inizio Ottanta come uno che fu chiamato “Non stop”. E quell’attenzione alle giovani formose, snelle e scosciate, e con molta pelle in esposizione, era uscita fuori sia da programmi tv ultraregionali seconda metà anni Settanta (come uno in zona Torino chiamato “Spogliamoci insieme”) sia da programmi tv RAI – penso Rete Due – quali “Il cappello sulle ventitrè”.

Il mondo tra il 1978 e il 1981 era proprio tanto tanto diverso dal mondo post 1981. Quel mondo a cui ero abituato e affezionato dal 1982-1984 fino a inizi anni Novanta (con quel tipo o modello di “Tv sorrisi e canzoni” settimana dopo settimana, nella epoca Fininvest piena) non c’era affatto prima del 1981, e ancor di più fino al 1979. Solo nell’anno 1978 cominciarono ad apparire i cartoni animati giapponesi (in Italia non venivano ancora chiamati di certo “anime” come a partire dai Novanta…) con gli ufo robot intergalattici superpotenti guidati da ragazzi inguainati in tute spaziali e caschi dentro la sala comandi dentro la testa dei robot. C’era una specie di ingenuità generalizzata che investiva in pieno anche il mondo degli adulti, non solo quello dei bambini. Basti pensare che i dischi 45 giri delle sigle dei cartoni animati Heidi, Remi e Anna dai capelli rossi sfioravano la vetta delle classifiche, anzi delle superclassifiche.

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La doppia pagina del numero 14 “Tv” dal 2 all’8 aprile 1978 che presentava il cartone animato giapponese Atlas Ufo Robot, era il numero della prima settimana di programmazione in assoluto, sulla Rete Due, di Atlas Ufo Robot, fu un evento televisivo totale di cui oggi non riusciamo ad avere idea, merita di essere letto tutto per intero, e più volte, l’articolo di ImagoRecensio dedicato a questo numero 14 del 1978: http://imagorecensio.blogspot.it/2016/04/tv-sorisi-e-canzoni-n-14-dal-2-al-8.html

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http://imagorecensio.blogspot.it/2016/04/tv-sorisi-e-canzoni-n-14-dal-2-al-8.html Per l’occasione venne anche scomodato il grande Peter Kolosimo.

Da pochissimo tempo la tv italiana aveva cominciato a trasmettere completamente a colori – dall’anno prima, il 1977 – e come una valanga inizia la programmazione di una novità assoluta per l’Italia come Atlas Ufo Robot: certi giornalisti o redattori di “Sorrisi e canzoni”, abbacinati da tutta quella fantascienza giapponese in technicolor, quasi davano di matto e si spingevano (in avanti nel futuro) a scrivere che quel nuovo cartone animato era progettato interamente con i computer (anzi “cervelli elettronici” come li chiamavano allora), leggete leggete.

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L’esplosione del Tv color dopo il 1977, pronta per l’arrivo di Atlas Ufo Robot.

Contestualmente, guarda caso, proprio quel 1978 fu per l’Italia un anno picco di avvistamenti e fenomeni UFO.

Ancora due anni dopo, quando Atlas Ufo Robot venne ribattezzato Goldrake, si ci ostinava a non negare che tutto o quasi il cartone animato giapponese venisse realizzato al computer, anzi al cervellone elettronico.

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L’invasione dei robot alla tv italiana in quel 1978-1981.

Dalle pagine scannerizzate su Imago Recensio ho scoperto che trasmettevano non ben identificati “cartoni animati ungheresi” sulla Rete Tre Rai, la quale ha cominciato a trasmettere nel 1979 ed era del P.C.I.

 

Tanti anni dopo, tra il 1991 e il 1992 fui testimone di un altro cambiamento, di un’altra mutazione rispetto a prima: ora i programmi tv ci sarebbero stati tutta la notte, 24 h su 24, non ci sarebbe stata più l’interruzione dei programmi da una cert’ora della notte fino alla loro ripresa il mattino seguente. Fino ad allora soltanto certe tv private trasmettevano 24/24.

Pensare che, mi pare proprio, nella seconda metà degli Ottanta, mi chiedevo a volte perché le reti tv Fininvest e le reti RAI non trasmettessero tutta la notte come certe tv private regionali. Così come mi chiedevo perché i telefoni fossero solo fissi e non ci potessero essere dei telefoni senza filo per parlare a distanza come coi walkie talkie giocattolo.

Ma di tutto questo parleremo un’altra volta.





Diffidate di qualsivoglia interpretazione onirica e considerate invece questo (della serie – un cactus non è un tridente o una croce – trattasi di cactus ;) )

13 10 2017

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Ogni volta che leggo di discussioni a scopo interpretativo dei sogni metaforicamente sbatto la testa contro un muro perchè la gente non si rende conto di scrivere interpretazioni che NON hanno senso logico. Ci sono quelli che vanno a cercare i significati più astrusi e SCONNESSI e poi ci sono gli altri balordi che minimizzano e ridicolizzano tutto, facendo tanti giri di parole per dirti che le emozioni che scaturiscono dai tuoi sogni sono banali e poco interessanti senza rendersi conto dell’ egoismo e della noncuranza che scaturisce dalle loro frasi. I sogni, amici miei, sono le cose più misteriose e mistiche che ci appartengono e dovrebbero essere studiati a fondo ma senza quelle ridicole interpretazioni che gli attribuiamo. Ci sono diverse categorie di sogni, e alcuni possono riguardare sì le nostre paure e la nostra interiorità, ma altri invece sembrano una finestra su altre realtà e sottolineo realtà, e non centrano nulla con il nostro essere.

CATEGORIE DI SOGNI:

  •  SOGNO LA PAURA: sono connessi alle nostre paure interiori ma non si celano dietro a chissà quale simbologia. Sono molto diretti. Sono sogni dove morite o affrontate un pericolo.
  • SOGNO MESSAGGERO : di solito centra un parente scomparso che riappare in sogno, quando questo succede, anche se si accompagna a persone vive, si tratta di qualcosa che vogliono farvi sapere. E’ l’ unico modo che hanno per comunicarvi qualcosa.
  • SOGNO MULTIVERSO: e se i sogni aprissero finestre su un’ altra realtà? Che esiste, certamente esiste, ma in un luogo irraggiungibile che rappresenta un universo parallelo? Quando nei sogni le cose sembrano stranamente simili ma allo stesso tempo diverse probabilmente siete riusciti ad aprire una finestra su un universo parallelo. Se ci pensate spesso i sogni ci mostrano versioni e scelte alternative rispetto alla nostra realtà e ci sono esperti scienziati che si sono dedicati allo studio della fase REM che sono aperti a questa eventualità e ipotizzano un trasferimento di percezioni e dati fra due individui di due universi differenti – https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi32uOVie7WAhVLVxQKHRqQBQ0QFggwMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.psychologytoday.com%2Fblog%2Fdream-catcher%2F201407%2Fdreams-and-the-many-worlds-interpretation-quantum-physics&usg=AOvVaw0omISO4EaeQaXarRKZfThv
  • SOGNO PREMONITORE: per esempio sognare una persona prima di conoscerla e rendersi conto che è uguale a quella in sogno, oppure sognare di un evento che dopo un certo tot di tempo si realizza , anche se non proprio allo stesso modo, anche solo una parte di esso.
  • SOGNO LUCIDO : è un sogno nel quale avete coscienza di star sognando e di solito appare con colori più vividi del solito. Attenzione quando vi svegliate, potreste trattenere per un istante il sogno e vedere un cane sul comodino come è successo a me 😉
  • SOGNO DILATATO NEL TEMPO: quando sognate periodi di giorni o settimane in pochissimo tempo.
  • SOGNO LA TV: non so voi, ma a me capita spesso di guardarmi film o show televisivi in sogno.
  • SOGNO L’ INVENZIONE: fatevi una ricerca su Google e scoprite quanti famosi inventori hanno avuto l’ ispirazione in sogno.

Ora che sapete come stanno le cose buttate via tutto ciò che riguarda o tratta delle interpretazioni dei sogni, perché fanno collegamenti assolutamente sconnessi e non hanno senso. NON HANNO SENSO. La realtà è che i sogni andrebbero studiati, e non è ammissibile che metaforicamente la gente vi dica che 2+2 fa 5, perché è così che vi raccontano dei significati dei sogni. Le cose sono evidenti. E diffidate anche degli scettici e dei disinteressati, perché non hanno capito niente. Non sono in grado di apprezzare il mistero che rappresenta l’ onirica. Non lasciate che vi dicano che le vostre emozioni scaturite dai sogni sono banali e poco interessanti.

 

  





Ma insomma cosa diavolo è questa vaporwave?

29 04 2017

Continua da: https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/23/eroi-di-un-sogno-di-sixthclone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/17/la-chiamavano-vaporwave/

La vaporwave è un genere musicale ispirato dalla EDM (Electronic Dance Music),  dal seapunk, dalla dance indipendente chillwave, dalla synthwave, dal glo fi, dalla summermusic, dalla newretrowave (che però è filosoficamente tutta un’altra cosa rispetto al vaporwave); è stato ispirato anche dall’hypnagogic pop e dal cosiddetto futur funk, oltre che dalla muzak o elevator music (la musica degli ascensori, dei supermercati e delle sale di attesa) ed è stato influenzato pure dallo smooth jazz, dal contemporary rythm’blues e dalla lounge music. Il genere vaporwave eredita anche lo spirito della house music – dal momento che si può fare comodamente a casa con applicazioni di manipolazione audio gratuiti e scaricabili – ed è un genere fatto per la Rete. I brani musicali vengono downloadati dalla Rete e, rimasticati, vengono poi uploadati nella stessa Rete, è il genere musicale di internet e dei prosumer, è il genere musicale della Casaleggio Associati.

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I file audio – soprattutto di brani electro synth pop anni ottanta novanta – vengono modificati stiracchiandone il tempo, rallentandoli, rimontandoli in dei modi inediti con gli effetti audio dei software di audio editing. La vaporwave è anche conosciuta per il suo uso di ideogrammi orientali (preferibilmente giapponesi ma non solo, anche coreani) dentro i titoli delle tracce sonore. Gli ideogrammi fanno ricordare il mondo dei romanzi postmoderni di Banana Yoshimoto, e dei cartoni animati giapponesi, gli anime. Non a caso, visto che il postmoderno giapponese è il postmoderno più postmoderno che ci sia.

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Il genere vaporwave è stato spesso descritto come una satira della cultura della globalizzazione neoliberista delle multinazionali e del consumismo e, nello specifico, una critica verso il mondo della musica pop dance elettronica commerciale.

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La sua storia è la seguente: secondo un articolo del Chicago Reader, il genere vaporwave emerge nel luglio 2011 con la comparsa dell’album New Dreams LTD di Laserdisc Visions, il quale fu successivamente definito utilizzando la parola “vaporwave” dal produttore texano Will Burnett.

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Il produttore texano Will Burnett.

Il primo conosciuto uso del termine fu pubblicato in una recensione per l’album Surfs Pure Hearts di Girlhood nel blog musicale Weed Temple il 13 ottobre 2011.

C’è stato un numero di album descritti da molti nella comunità vaporwave per essere stati una sorta di catalizzatori per il genere o “proto-vaporwave.” Questi album includono una pubblicazione di Daniel Lopatin (anche conosciuto come Oneohtrix Point Never) sotto Chuck Person, intitolata Chuck Person’s Eccojams vol. 1 e poi abbiamo l’album di James Ferraro Far Side Virtual. La musica di Eccojams’ consiste in ciò che Lopatin ha definito come “echo jams” (ovvero “inceppamenti di eco”) dove le forme di musica pop, di solito degli anni ottanta, sono rallentate e qualche volta messe a loop oltre che tagliate e avvitate. I temi e lo stile di Far Side Virtual di Ferraro sono simili a quelli del vaporwave: la globalizzazione, la cultura internet e la critica della cultura consumista postmoderna, una critica fatta con campionamenti musicali di sample e loop che ricordano (cioè che vengono proprio fatte con) musiche di ascensore, musichette di windows e altra roba di questo tipo. Fino a qui il testo su http://knowyourmeme.com/memes/cultures/vaporwave

Possiamo aggiungere che il termine sembra derivare dal neologismo informatico vaporware, con cui si indicano, sarcasticamente, i prodotti informatici (hardware e software) di cui viene indicata una data ufficiale di uscita sul mercato ma poi questi prodotti informatici alla fine non escono, si vaporizzano e c’è chi dice che sembra anche derivare da un passo del “Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels in cui si scrive che “Tutti i solidi alla fine si vaporizzeranno nell’aria.”

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Bene, se pensate che quanto scritto sopra vi abbia spaccato la testa (ancor prima di iniziare a sentire un singolo suono di questa musica) ciò è niente in confronto alla pagina wikipedia inglese alla voce vaporwave dove ci si infila dentro anche il surrealismo, il cyberpunk, la glitch music (quella fatta con gli errori delle apparecchiature acustiche), la stock music, il retrofuturismo, l’hardvapour, il seapunk, Friedrich Nietzsche, l’utopismo, l’ipercontestualizzazione, una “distopia dada”, fino a giungere alla simpson wave e alla trump wave! (in Italia sembra sia nato il filone costanzo wave.)

Colpevolmente, a nostro parere, viene dimenticato il possibile apporto della witch house a tutto questo: la musica house fatta rielaborando sonorità estremamente gotic e dark, “de paura.” La quale si diffuse su You Tube qualche anno fa, con immagini e video di tipo creepy che accompagnavano i brani, generando una determinata atmosfera torbida e morbosa.

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

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Una cosa importante dell’attuale vaporwave (da qualcuno definita sorpassata e defunta ma secondo noi non è vero, anzi è appena agli inizi) è che non si limita affatto alla semplice musica, ai semplici suoni manipolati ma è una sinergia tra suoni e immagini e anche titoli. E’ la creazione di un ambiente, di un clima psichico, una specie di realtà virtuale fatta di

  1. Elaborazione audio, più o meno estrema, di brani pop radiofonici del recente passato;
  2. Titoli in ideogrammi, caratteri ASCII, font particolarmente “estetico”;
  3. Immagini di anime giapponesi, grafica windows del passato, statue classiche, ambienti palmizi tipo Florida o California, estetica multinazionale anni ottanta novanta;
  4. A tutto ciò (di base, di default diciamo) si aggiunge qualsiasi altra cosa: per noi in Italia, ad esempio, la cedrata Tassoni o il Cinzano o Jerry Calà e Umberto Smaila di Colpo Grosso e le FIAT Tipo ecc. (vedere per esempio https://www.facebook.com/vaportorino/?fref=ts)

ci vuole tanto vapore

E il tutto può benissimo essere fatto “in diretta”: ho visto in un video dedicato all’iperstizione (hyperstition) e al cosiddetto “accelerazionismo” (spero ne riparleremo sul blog) dove viene mostrata della gente che fa vaporwave in diretta, in un qualche evento in un locale – come fossero dei deejay – utilizzando you tube, you tube converter, ricerca di immagini google, photoshop, effetti sonori mp3, applicazione scaricate di manipolazione audio, e ci dà dentro, smanetta e crea lì sul momento l’aesthetic vaporwave per tutti i presenti.

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Si, perché un concetto centrale di tutto questo è che il risultato di queste manipolazioni audio-video-immagini di questa specie di NET.ART (arte di internet) è creare AESTHETICS. Cioè, quelle manipolazioni non devono portare a qualcosa di gratuito, di brutto e fastidioso anche se strano e originale, ma devono avere come obiettivo l’estetica, il bello, il meraviglioso in una forma di scintillante decadenza postmoderna controllata oltre che allucinata, psichedelica, distaccata e critica.

La vaporwave è un po’ il punto di vaporizzazione dei solidi (come si è detto prima citando Marx ed Engels), quando la complessità tipo matrioska dei sottogeneri musicali pop rock synyh jazz electro funk R&B ecc contemporanei diventa così estrema da andare fuori controllo ed arrivare a essere sostanzialmente irrintracciabile giungendo a qualcosa d’indescrivibile, una specie di caos magico.

 





Eroi di un sogno, di Sixthclone

23 01 2017

Quest’oggi noi di civiltascomparse presentiamo un esempio di vaporwave italiana. Pare che i più illustri (diciamo così) esponenti italiani di questa ineffabile corrente artistico-musicale che si muove esclusivamente attraverso internet siano i Tassony. Vi è anche un gruppo vaporwave Torino e un altro vaporwave Napoli. In passato, presentammo un video di Cadeo e, anche se all’epoca non lo sapevamo, quello è un altro esempio di vaporwave italiana. L’estetica vaporwave, diffusa underground in tutto il globo attraverso internet, utilizza videografiche del passato, materiali pop della tv di oggi ma soprattutto di ieri, schermate e finestre di computer obsolete, prodotti di tecnologia di massa obsoleti, il tutto mescolato a prodotti di consumo di spot pubblicitari, di adesso ma soprattutto di ieri, video e immagini prese da VHS e tv private regionali con la qualità video dell’epoca, echi di musica synth-pop radiofonica del passato. Tutto questo con, qui e là, statue greco-romane e ideogrammi orientali.

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La vaporwave è un tipo di corrente estetico-musicale che adopera materiale revival pur non avendo la minima intenzione di fare alcun revival e, nonostante sia piuttosto riconoscibile in certe sue cose che si potrebbero chiamare “punti fermi”, è un qualcosa in progress, in continua sperimentazione e mutazione. Un nuovo tipo di visione del mondo distaccata e ironica.

E’ interessante la parabola artistica dell’utente You Tube Sixthclone il quale, partendo da elaborati video di remix e sound da DJ da club di gabber, è approdato recentemente a video di ispirazione vaporwave altrettanto elaborati e molto raffinati.

Il video (anzi, videoclip) seguente ne è un esempio, buona visione.