Il bizzarro mistero dello zeitgeist nucleare della Disney, il futuro spiritual – messianico dell’ icona Disneyana, l’ipotesi bomba sporca su Disneyland e le teorie sulla precognizione secondo Eric Wargo

16 08 2019

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In questi giorni il nostro blog si è impegnato a rivelare un misterioso fenomeno inconscio che riguarda l’ approccio a tutto il panorama Disneyano, commerciale, artistico e casual, manifesti, musica e pubblicità.  

La misteriosa associazione fra Disneyland e la devastazione e fra Mickey Mouse e tutto ciò che riguarda la radioattività e le esplosioni nucleari.

Eppure nessuno si è fatto domande sul perché, sulle motivazioni che hanno ispirato questi prodotti, questi dipinti, queste raffigurazioni, questi graffiti di strada, questi disegni …finora abbiamo convissuto con tutto ciò nella totale inconsapevolezza.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/08/13/paragone-fra-9-11-predictive-programming-e-attacco-nucleare-a-disneyland-predictive-programming/

Ma scavando, scavando, noi del blog crediamo potenzialmente di aver scoperto l’ ago nel pagliaio, la chiave di accesso psicotemporale al prossimo evento globale, che sicuramente cambierà il mondo in maniera più intensa dell’ 11 settembre.  

Pensiamo all’ “entità dell’ evento” e a tutto ciò che rappresenterebbe un impensabile attacco terroristico nucleare/ radiologico ( bombe sporche) in un parco divertimenti definito “Il posto più felice della Terra”, che ha come protagonista e mascotte una icona che ha 90 anni del fumetto, del cinema, e della cultura americana. La percezione di Topolino e di tutto ciò che sarà marchiato Disney, per sempre macchiata da un evento senza precedenti che segnerà una nuova epoca, quella del terrorismo nucleare, un agghiacciante prima e dopo.

Può darsi che sia già successo, in qualche altra locazione temporale, in qualche altra dimensione che presto si scontrerà con il nostro presente. Può darsi che l’ impatto psicologico abbia provocato un sisma nella coscienza collettiva, un riverbero che si è disperso attraverso le epoche passate, e ha ispirato migliaia di persone, mosse da qualcosa che sinceramente non so spiegare, non riesco a comprendere perché esistano queste macabre raffigurazioni.

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Non c’è alcuna traccia di riferimenti all’atomo e alla radioattività (così come in altre immagini) ma questa sembra ispirata agli effetti genetici sui feti delle esposizioni a radiazioni, la cosa che inqiuieta è che appunto non ci sono tracce di riferimenti specifici eppure…

“Provo a fare un esempio di cosa potrebbe essere per ME,una precognizione collettiva: un giorno, un gran numero di persone cominciano a fare disegni di qualcosa che non rappresenta nulla di riconoscibile o comunque nulla di immediatamente collegabile con un avvenimento INASPETTATO, apparentemente IMPREVEDIBILE che poi viene ad accadere nelle modalità e forme come apparso nei disegni”

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L’ universo che usa l’ autore di questo manifesto per indurci a riflettere, a rimanere coscienti, a rimanere SINTONIZZATI e a prepararci al peggio.

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La Disney, nel suo ideale di felicità e purezza, è l’ altra faccia dell’ “Imperialismo dalle maniere dolci” dell’ impero statunitense. Il terrorismo ha colpito la superbia dei grattacieli, il potere militare e le risorse aeree dell’ Impero, e ora vuole accoltellarlo al cuore, vuole colpire fra la gente, vuole UCCIDERE L’ INNOCENZA Disneyana, e rivelare la fragilità di una cultura che sembra essere capace di soverchiare ogni cosa e mettersi sempre al primo posto.

Nonostante tutto questo, noi del blog riteniamo che questo fenomeno di predictive programming non sia artificialmente costruito, ma che faccia parte del reale e nascosto funzionamento dei meccanismi di pensiero inconsci. Non ci sono società segrete che inseriscono segnali nei cartoni e nelle pubblicità. Ci sono emozioni e visioni individuali e soggettive di un futuro evento traumatico e trasformativo che sta producendo un’ interferenza con il tempo presente. La causa è nel futuro, non nelle menti di società cospirative perverse. L’ universo ha già vissuto questo evento, e vibra, risponde a questo evento con una dispersione di indizi e segnali retroattivi.

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Dal mio punto di vista ho sempre ritenuto la Disney come qualcosa di eterno, onnipresente e destinato a durare nei secoli a venire, come una specie di Cristianesimo culturale, qualcosa che nessuno si sarebbe mai permesso di colpire. In America molte persone vivono l’ approccio con la Disney in modo leggero e superficiale. Topolino e Paperino sono icone culturali con una quantità di concorrenti ugualmente determinanti, valorizzati allo stesso modo. In Italia abbiamo assorbito e inglobato nella nostra Italianità una tradizione, quella del fumetto di Topolino, del quale io sono collezionista da 26 anni senza mancare mai un numero. Topolino è un amico di famiglia per i lettori, un mentore e un qualcosa di simile a Babbo Natale.

Topolino è stato culturalmente sacralizzato, ed è per questo che rappresenta una chiave di volta per un potenziale colpo di spudorata e perversa violenza ai danni della sua Disney.

Un 11 settembre nucleare con protagonista la Disney infrangerebbe la magia, ucciderebbe l’ immaginazione, la realtà fra le più crude irromperebbe nell’ utopia. Un attacco de – sacralizzante.

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Ma non dobbiamo pensare che la Disney si farebbe distruggere da un simile evento. La Walt Disney Company è stata fondata nel 1919, e ha superato indenne la Seconda Guerra Mondiale. Una versione spartana di Topolino fumetto esisteva prima del 1949. In un mondo post – Disneyland, assisteremmo con tutta probabilità ad un “risveglio collettivo Disneyano”, un po’ come la morte di Michael Jackson ha plasmato quella stagione come L’ ESTATE DI MICHAEL JACKSON.

Nella sua ora più buia, la Disney compirà il miracolo coerente con la sua sacralizzazione culturale e risorgerà dalle ceneri, con una comunità di supporto più unita di prima.

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Sono pochi giorni che osservo tutte queste immagini, e mi sembra di essere piombato in una “bolla extratemporale” dove tutto questo ha un senso, come se fosse sempre stato così, come se tutti sapessero che le cose sarebbero andate in questo modo. L’ intera questione sta già assumendo una bizzarra aria di familiarità.

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Allo stesso tempo rimane qualcosa di assolutamente impensabile, una visione di trasformazione collettiva incalcolabile, una eschaton culturale, dove i bambini del futuro potrebbero approcciarsi alla figura di Mickey Mouse come ad una “icona del tabù”, “icona del marchio”, una trasformazione mannara in un nuovo IT – PENNYWISE che farà assumere alla figura di Mickey Mouse nell’ immaginario collettivo la figura di un martire, il punto di non ritorno della stagnazione culturale della nostra epoca, il viaggio negli abissi come unica strada per raggiungere la zona opposta, quella del Rinascimento Culturale che ci attende. Topolino potrà dire di essere sopravvissuto.

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In IT CHAPTER 2 ci sarà una scena ambientata in un Luna Park, dove Pennywise minaccerà un bambino per sfidare Billy e rievocare l’ antico trauma della morte del fratellino. Topolino, “il Messia dei bambini”, avrà bisogno dell’ eroismo umano e della resistenza agli scossoni, una capacità tutta umana di andare avanti, nonostante tutto.

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Tutto questo non passerà di certo inosservato, qualora dovesse verificarsi il fattaccio. La gente comincerà a farsi domande, comincerà a guardarsi intorno e si renderà conto dell’ esistenza di tutti questi prodotti, che assumeranno un valore predittivo e profetico che trasformerà per sempre l’ icona di Topolino in un simbolo dell’ extratemporalità. Tanti ignoti personaggi in giro per il mondo si risveglieranno novelli Nostradamus all’ improvviso, su tutti Jeff Gillette, autore di Dismayland: the abusement park, e Banksy, autore di Dismaland: the emusement park. Le loro manifestazioni concrete di tutta questa macabra immaginazione rappresenteranno un “simbolo in divenire” di una nuova impensabile realtà.

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 Una nuova era, quella dove i bambini non sono più ingenui, non sono più culturalmente purificati. Il loro amico di infanzia diventerà un traghettatore di giovani menti a contatto con la “realtà delle cose”, a contatto con pensieri maturi e riflessioni sociologiche.

In sostanza, nel mondo post – Disneyland, i bambini penseranno al terrorismo, la loro realtà percettiva ne verrà per sempre influenzata, perché non si può rimanere “serenamente alienati” dalla realtà di un mondo che si trasforma in maniera sempre più intensa, in un pianeta che si accinge ad entrare nella “dimensione escatologica” della sua esistenza.

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Ecco spiegato perché tutte queste manifestazioni artistiche sembrano rappresentare qualcosa di “reale”, come se Topolino fosse già cambiato, questi sono fantasmi retroattivi dell’ immaginario collettivo del futuro, dove una miriade di pensatori cercheranno una spiegazione, una filosofia, un ammorbidimento dell’ evento, parodiando l’ orrore.

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Niente dura per sempre, e un giorno anche la de – sacralizzazione Disneyana sarà un concetto assodato, così scontato da poter essere anestetizzato. La vita andrà avanti, Topolino indosserà la sua maschera a gas e i più spavaldi fra di noi compreranno un cuscino come quello sopra, e ci dormiranno sopra.

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Topolino diventerà “umanizzato”, e per sopravvivere dovrà distaccarsi dal cartoonesco e dalla felicità a tutti i costi, e dovrà cominciare a parlare in un altro modo, più maturo, più paterno, più umanoide e meno animalesco. In un futuro post – attacco nucleare, l’ essere umano cartoonizzato cercherà un appiglio umanistico nei personaggi della Disney. L’ Italianizzazione formato famiglia dei personaggi Disneyani dovrà essere applicata al mondo intero.

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Topolino dovrà essere in grado di parlare del “male” ai bambini. Dovrà assumere connotati genitoriali per acclimatare i giovani al nuovo panorama psicologico, sociale e culturale che si troveranno ben presto ad affrontare.

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Topolino dovrà separarsi in qualche modo dall’ inevitabile associazione con il pericolo e la paura, e dovrà diffondere positività, non in modo forzato e imboccato, ma sotto forma di un accompagnamento protettivo. Dovrà inserire la sua comunità di appassionati in una “bolla di protezione psicologica”.

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L’ aggressione artistica psicologica sarà inevitabile, ma sarà un fenomeno passeggero di truce e straordinaria interferenza che riuscirà a mescolare e confondere il “bene supremo” con il “male supremo”. I genitori del futuro dovranno prestare la massima attenzione a queste deviazioni dalla norma.

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Ad alcuni apparirà assurda la futura inevitabile “febbre Disneyana” che risulterà come conseguenza. Assurdo questo famelico aggrapparsi alla dimensione materialistica Disneyana, e i razionalisti troveranno incomprensibile questa “ricerca della Mecca” che risulterà dalla dimensione spirituale che altrettanto inevitabilmente assumerà la conservazione culturale per la quale masse di persone si impegneranno, nel tentativo di far riemergere dal “vuoto traumatico” la Disney.

Si manifesterà un nuovo paradigma di pensiero collettivo quando la Disney indosserà una veste messianica per stringere la presa sul materialismo, sulla globalizzazione e sul consumismo.

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Sarà un evento storico di incalcolabile influenza, per un momento sembrerà di assistere alla CADUTA DI ROMA, per un breve periodo la fine degli Stati Uniti diventerà una certezza. Un attacco del genere sarà forse una ferita troppo grande, l’ Iceberg del Titanic, che porterà veramente alla fine degli Stati Uniti. Assistere alla sconcertante visione delle rovine di Disneyland ci ricorderà sempre quanta fragilità e precarietà si nasconde nel “poliziotto globale”. Come avvenne per la distanza fra Chernobyl e la fine della Urss, Disneyland sarà la chiave di volta per il rovesciamento della vetta raggiunta.

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Since the 9/11 attacks the fear of terrorist groups using dirty bombs has increased immensely, which has been frequently reported in the media.[5] The meaning of terrorism used here, is described by the U.S. Department of Defense‘s definition, which is “the calculated use of unlawful violence or threat of unlawful violence to inculcate fear; intended to coerce or to intimidate governments or societies in the pursuit of goals that are generally political, religious, or ideological objectives”.[6] There have only ever been two cases of caesium-containing bombs, and neither was detonated. Both involved Chechnya. The first attempt of radiological terror was carried out in November 1995 by a group of Chechen separatists, who buried a caesium-137 source wrapped in explosives at the Izmaylovsky Park in Moscow. A Chechen rebel leader alerted the media, the bomb was never activated, and the incident amounted to a mere publicity stunt.[7] In December 1998, a second attempt was announced by the Chechen Security Service, who discovered a container filled with radioactive materials attached to an explosive mine. The bomb was hidden near a railway line in the suburban area Argun, ten miles east of the Chechen capital of Grozny. The same Chechen separatist group was suspected to be involved.[8] Despite the increased fear of a dirty bombing attack, it is hard to assess whether the actual risk of such an event has increased significantly. One example is the radiological accident occurring in Goiânia, Brazil, between September 1987 and March 1988: Two metal scavengers broke into an abandoned radiotherapy clinic and removed a teletherapy source capsule containing powdered caesium-137 with an activity of 50 TBq. They brought it back to the home of one of the men to take it apart and sell as scrap metal. Later that day both men were showing acute signs of radiation illness with vomiting and one of the men had a swollen hand and diarrhea. A few days later one of the men punctured the 1 mm thick window of the capsule, allowing the caesium chloride powder to leak out and when realizing the powder glowed blue in the dark, brought it back home to his family and friends to show it off. After 2 weeks of spread by contact contamination causing an increasing number of adverse health effects, the correct diagnosis of acute radiation sickness was made at a hospital and proper precautions could be put into procedure. By this time 249 people were contaminated, 151 exhibited both external and internal contamination of which 20 people were seriously ill and 5 people died. Statements from the U.S. government after 9/11 may have contributed unnecessarily to the public fear of a dirty bomb. When United States Attorney General John Ashcroft on June 10, 2002, announced the arrest of José Padilla, allegedly plotting to detonate such a weapon, he said:

[A] radioactive “dirty bomb” (…) spreads radioactive material that is highly toxic to humans and can cause mass death and injury.

— Attorney General John Ashcroft

This public fear of radiation also plays a big role in why the costs of an RDD impact on a major metropolitan area (such as lower Manhattan) might be equal to or even larger than that of the 9/11 attacks.[12] Assuming the radiation levels are not too high and the area does not need to be abandoned such as the town of Pripyat near the Chernobyl reactor,[17] an expensive and time consuming cleanup procedure will begin. These procedures are the current state of the art for radioactive contamination cleanup, but some experts say that a complete cleanup of external surfaces in an urban area to current decontamination limits may not be technically feasible.[12] Loss of working hours will be vast during cleanup, but even after the radiation levels reduce to an acceptable level, there might be residual public fear of the site including possible unwillingness to conduct business as usual in the area. Tourist traffic is likely never to resume. An example of a worst-case scenario is a terror organization possessing a source of very highly radioactive material, e.g. a strontium-90 thermal generator, with the ability to create an incident comparable to the Chernobyl accident. Although the detonation of a dirty bomb using such a source might seem terrifying, it would be hard to assemble the bomb and transport it without severe radiation damage and possible death of the perpetrators involved. Shielding the source effectively would make it almost impossible to transport and a lot less effective if detonated.  Terrorist organizations may also capitalize on the fear of radiation to create weapons of mass disruption rather than weapons of mass destruction. A fearful public response may in itself accomplish the goals of a terrorist organization to gain publicity or destabilize society.[47] Even simply stealing radioactive materials may trigger a panic reaction from the general public. Similarly, a small-scale release of radioactive materials or a threat of such a release may be considered sufficient for a terror attack.[47] Particular concern is directed towards the medical sector and healthcare sites which are “intrinsically more vulnerable than conventional licensed nuclear sites”.[47] Opportunistic attacks may range to even kidnapping patients whose treatment involve radioactive materials. Of note is the public reaction to the Goiânia accident, in which over 100,000 people admitted themselves to monitoring, while only 49 were admitted to hospitals. Other benefits to a terrorist organization of a dirty bomb include economic disruption in the area affected, abandonment of affected assets (such a buildings, subways) due to public concern, and international publicity useful for recruitment. The Dirty Bomb Fact Sheet from FEMA states that the main danger of a dirty bomb comes from the initial blast rather than the radioactive materials[54] To mitigate the risk of radiation exposure, however, FEMA suggests the following guidelines:

  • Covering the mouth/nose with cloth to reduce risk of breathing in radioactive materials.

  • Avoiding touching materials touched by the explosion.

  • Quickly relocating inside to shield from radiation.

  • Remove and pack up clothes. Keep clothes until instructed by authorities how to dispose of them.

  • Keep radioactive dust outside.

  • Remove all dust possible by showering with soap and water.

  • Avoid taking potassium iodide, as it only prevents effects from radioactive iodine and may instead cause a dangerous reaction.

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“If the brain turns out to have quantum computing properties, this could even open the door to a realistic physical explanation for the most causally outrageous form of psi, precognition.”
“Se il cervello si rivela avere proprietà di calcolo quantistico, questo potrebbe anche aprire la porta a una spiegazione fisica realistica per la forma più causalmente oltraggiosa di psi, la precognizione.”

“The future is right here, right now, a whole backwards-facing tidal wave of causality that is just as important for dictating nature’s unfolding as its billiard-ball past is; it is just far more obscure”

“Il futuro è proprio qui, in questo momento, un’intera ondata di causalità rivolta all’indietro che è altrettanto importante per dettare lo svolgersi della natura quanto il suo passato da biliardo; è solo molto più oscuro”

“Our conscious intent could be unknowingly pulling our meat puppet’s strings from a position dislocated slightly into the future, where the results of the action are already more or less known”
“Il nostro intento consapevole potrebbe essere inconsapevolmente tirare le corde del nostro pupazzo di carne da una posizione dislocata leggermente nel futuro, dove i risultati dell’azione sono già più o meno noti”

“The unconscious may be nothing but future consciousness as it informs present thought and action. Precognition and the unconscious may really be the same thing.”
“L’inconscio potrebbe essere nient’altro che la coscienza futura che informa il pensiero e l’azione presenti. La precognizione e l’inconscio potrebbero essere davvero la stessa cosa.”

“We can’t find the origins of our thoughts because those origins haven’t happened yet. We haven’t yet gotten to where we (will have) thought them in the first place.”
“Non riusciamo a trovare le origini dei nostri pensieri perché quelle origini non sono ancora accadute. Non siamo ancora arrivati al punto in cui (avremo) pensato loro in primo luogo.”

“The future is literally where the “karmic seeds” are planted and, thus, whence they arise in the form of our thoughts and inspiration for action, through the retrocausal logic of psi”
“Il futuro è letteralmente dove sono piantati i ‘semi karmici’ e, quindi, da dove sorgono sotto forma dei nostri pensieri e dell’ ispirazione per l’azione, attraverso la logica retrocausale/retroattiva della precognizione”

“We only “see” the future when something we are seeing in the present, or something from our past in memory, stands out more vividly because it happens to match or resemble that not-yet-materialized thing”
“Vediamo il futuro solamente quando qualcosa che stiamo vedendo nel presente, o qualcosa del nostro passato in memoria, si distingue più vividamente perché corrisponde o assomiglia a quella cosa non ancora materializzata”

“Future physics and neuroscience will be able to crack the nut of how psi works, but we need to give it time—including time for many of the current anxiously “classical” generation of skeptics to die off”
“La fisica del futuro e le neuroscienze saranno in grado di capire il meccanismo di come funziona la precognizione, ma dobbiamo dargli il tempo, incluso il tempo per molte delle attuali generazioni ansiosamente ‘classiche’ di scettici per morire”

“The challenge of precognitive technology is working within the narrow margin where information tends not to be self-cancelling”
“La sfida della tecnologia precognitiva è lavorare entro il margine ristretto in cui le informazioni tendono a non essere auto-cancellanti”

“Causality in an analog universe never contradicts the possible, but information is buried deeply in noise; we can never know for certain what information actually comes from the future”
“La causalità in un universo analogico non contraddice mai il possibile, ma l’informazione è sepolta profondamente nel rumore; non possiamo mai sapere con certezza quali informazioni provengono realmente dal futuro”

“Precognition is built around reward and enjoyment, not trauma and pain. Post-selection explains why positive signals of reward are preferentially “pre-ceived”
“La precognizione è costruita intorno alla ricompensa e al godimento, non a traumi e dolore? La post-selezione spiega perché i segnali positivi di ricompensa sono preferibilmente “pre-concepiti”

“There is nothing particularly “moral” about psi. Instead of binding us to other people across space, psi binds us to ourselves in the future, and to our own relief or pleasure within the larger context of threat and danger.”
“Non c’è niente di particolarmente ‘morale’ nella precognizione. Invece di legarci ad altre persone attraverso lo spazio, ci lega a noi stessi nel futuro, e al nostro sollievo o piacere nel più ampio contesto di minaccia e pericolo.”

“Paranormal phenomena survive in a post-selected universe precisely by introducing doubt, and mucking with our ability to settle on the right explanation.”
“I fenomeni paranormali sopravvivono in un universo post-selezionato proprio introducendo il dubbio, e a con la nostra capacità di accontentarsi della giusta spiegazione.”

Eric Wargo pensa che lo scetticismo sia un modo per l’ universo di evitare paradossi: ” Societal disbelief in psi and prophecy must be included in our account of the universe’s immune system against paradox”
“L’incredulità sociale nella precognizione e nella profezia deve essere inclusa nel nostro resoconto del sistema immunitario dell’universo contro il paradosso”

“The Trickster function causes us to find perverse reward precisely in signs of things we don’t want to happen.”
“La funzione trickster ci fa trovare una ricompensa perversa proprio nei segni di cose che non vogliamo che accadano”.

“Our own complex emotional reactions to future traumatic situations can travel backward in time and influence us in the present, if only on an unconscious level.”
“Le nostre complesse reazioni emotive alle future situazioni traumatiche possono viaggiare all’indietro nel tempo e influenzarci nel presente, anche se solo a livello inconscio.”

“Instead of our future selves meddling in the past, our unconscious minds are constantly receiving and reacting to future information without knowing it comes from the future.”
“Invece del nostro futuro che si intromette nel passato, le nostre menti inconsce ricevono costantemente e reagiscono alle informazioni future senza sapere che provengono dal futuro.”

“It is at least worth considering whether all psi may involve precognition and, more specifically, precognition of one’s own future emotional reactions to events.”
“Vale almeno la pena valutare se tutti i fenomeni paranormali possano comportare la precognizione e, più specificamente, la precognizione delle proprie future reazioni emotive agli eventi.”

“If anyone’s innocence is lost here, it should be yours: Time is not what you were raised to think it is. Neither is your own mind”
“Se l’innocenza di qualcuno qui è persa, dovrebbe essere la tua: il tempo non è quello che sei stato sollevato per pensare che sia. Né è la tua mente.”

“My dream is that the psi ranger of tomorrow will learn to detect and recognize the bent twigs of her own passage ahead of herself in time and understand them for what they are.”
“Il mio sogno è che i precognitivi di domani imparino a rilevare e riconoscere i ramoscelli piegati dal suo passaggio davanti a sé in tempo e li capisca per quello che sono.”

“I call this the “impossible by degrees” fallacy: If something is hard to think, we assume that nature likewise must find it strenuous to achieve. But if we grant the existence of precognition at all, there is no reason not to think that it is an ubiquitous operating principle in our lives. The problem is we have never had a theory that made it believable or palatable to mainstream scientific thinking.”
“Lo chiamo fallacia ‘impossibile per gradi’: se qualcosa è difficile da pensare, assumiamo che la natura lo debba anche trovare faticoso da raggiungere. Ma se concediamo l’esistenza della precognizione, non c’è motivo di non pensare che sia un principio operativo onnipresente nella nostra vita. Il problema è che non abbiamo mai avuto una teoria che lo rendesse credibile o appetibile al pensiero scientifico tradizionale.”

“Synchronicity, in a sense, is the ultimate solitary pleasure”
“La Sincronicità, in un certo senso, è il piacere solitario per eccellenza. “

“We live in a vast precognitive soup, and at least some artists seem to draw not only from past influences but also from their own future timelines, precognizing their own books they have yet to write as well as books by others they have yet to read”
“Viviamo in una vasta zuppa precognitiva, e almeno alcuni artisti sembrano attingere non solo dalle influenze del passato, ma anche dalle loro sequenze temporali future, prevedendo i loro libri che devono ancora scrivere così come i libri di altri che devono ancora leggere”

“Among literary types, precognition seems to uniquely characterize frenetic genre writers, people compelled to bust their asses in the “trash stratum” just to make ends meet.”

“Nella letteratura, la precognizione sembra caratterizzare unicamente scrittori frenetici, di genere, persone che scrivono per cercare di guadagnare qualcosa e che rimangono allo stadio ‘trash’.”

“That Phillip Dick was channeling his own future, particularly when he was absorbed in frenetically setting words to page, should not surprise us at all. Psi seems to emerge especially in “flow” states of skilled engagement. Whenever you are really cooking at whatever it is you are most skilled at and enjoy, that’s when (albeit unbenownst to you) you will be most tapped into the precognitive signal channel I have called “prophetic jouissance” and which traditionally has just been called “the muse. Dick is only the most famous example. The alcoholic, depressed, and impoverished sea adventure writer Morgan Robertson precognized not only the sinking of the Titanic 14 years before it occurred but also the Japanese sneak attack on the U.S. Navy in Hawaii and the invention of radar. Comics genius Jack Kirby, as Chris Knowles has described on his blog, saw and described the “face on mars” 17 years before it was photographed by the Viking orbiters.”
Che Phillip Dick stava canalizzando il proprio futuro, in particolare quando è stato assorbito freneticamente impostando le parole sulla pagina, non dovrebbe sorprenderci affatto. La precognizione sembra emergere soprattutto negli stati di “flusso” di impegno qualificato. Ogni volta che ti stai davvero appassionando di qualsiasi cosa tu sia più abile e ti diverti, è allora che (anche se inconapevolmente) sarai più inserito nel canale del segnale precognitivo che ho chiamato “godimento profetico” e che tradizionalmente è stato semplicemente chiamato la musa. Dick è solo l’esempio più famoso. Lo scrittore di avventura marittima Morgan Robertson, depresso e impoverito, ha previsto non solo l’affondamento del Titanic 14 anni prima che si verificasse, ma anche l’attacco furtivo giapponese alla Marina degli Stati Uniti alle Hawaii e l’invenzione del radar. Il genio dei fumetti Jack Kirby, come Chris Knowles ha descritto sul suo blog, ha visto e descritto il “volto su Marte” 17 anni prima che fosse fotografato dagli orbiter Vikings “

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Precognizione basata sulla dopamina: “Although Rick Strassman has linked prophecy to DMT and the pineal gland (the usual ‘unitarian’ wishful thinking that goes back to Descartes and possibly the ancient world), I foretell that a future neuropsychology of psi will concentrate on dopamine and the dopaminergic circuits of the reward system, since dopamine is really the neurotransmitter most associated with anticipatory signals. “
Precognizione basata sulla dopamina: “Anche se Rick Strassman ha collegato la profezia al DMT e alla ghiandola pineale (il solito pensiero desiderio ‘unitario’ che risale a Cartesio e forse al mondo antico), predico che una futura neuropsicologia della precognizione si concentrerà sulla dopamina e i circuiti dopaminergici del sistema di ricompensa, dal momento che la dopamina è davvero il neurotrasmettitore più associato con segnali anticipatori. “

“The sure sign of a science in denial of psi is that it runs in circles, perpetually elaborating and becoming more involuted without actually converging on final answers to its driving questions. Isn’t this what is happening both to physics and psychology? The breakthrough will happen, if it happens, only when psi is acknowledged.”
“Il segno sicuro di una scienza nella negazione della precognizione è che funziona in cerchio, elaborando perennemente e diventando più involuta senza in realtà convergere sulle risposte finali alle sue domande di guida. Non è questo che sta accadendo sia alla fisica che alla psicologia? La svolta avverrà, se accadrà, solo quando la precognizione sarà riconosciuta.”

“One way of explaining it would be to say that human beings imagine they live in the present, yet their basic mental state might be described as ‘elsewhereness’, like a schoolboy looking out of a window instead of paying attention to the lesson. It is, in fact, incredibly difficult to be ‘present’, since we live in an interpreted world. We cannot even ‘see’ without preconception—’that is so and so’. Our most basic frame of mind is that of spectators; we look out at the world like someone in a cinema. When a man awakens to present reality the whole world changes. Everything suddenly becomes real. But his vision of himself also changes: he becomes aware of himself as a dynamic force rather than as a passive entity”
“Un modo per spiegarlo sarebbe quello di dire che gli esseri umani immaginano di vivere nel presente, ma il loro stato mentale di base potrebbe essere descritto come ‘altrove’, come uno scolaro che guarda fuori da una finestra invece di prestare attenzione alla lezione. È, infatti, incredibilmente difficile essere “presenti”, poiché viviamo in un mondo interpretato. Non possiamo nemmeno “vedere” senza preconcetti, “Questo è così e così”. Il nostro stato d’animo più elementare è quello degli spettatori; guardiamo il mondo come qualcuno in un cinema. Quando un uomo si risveglia alla realtà presente, tutto il mondo cambia. Tutto diventa improvvisamente reale. Ma anche la sua visione di se stesso cambia: diventa consapevole di se stesso come forza dinamica piuttosto che come entità passiva”

“Anything that remains unobserved is still indeterminate, and this should render even large portions of the past subject to change. Behind the surface of what already exists there must be vast reserves of unobserved potentiality.”
“Tutto ciò che rimane inosservato è ancora indeterminato, e questo dovrebbe rendere anche grandi porzioni del passato soggette a modifiche. Dietro la superficie di ciò che già esiste ci devono essere vaste riserve di potenzialità inosservata.”

“The notion that the psychic apparatus can seek and find “the right answer” based on an arbitrary signifier is another version of the basic stone of offense that prevents skeptics from accepting psi on principle: Where is the psychic getting their information?”
“L’idea che l’apparato psichico possa cercare e trovare “la risposta giusta” basata su un significante arbitrario è un’altra versione della pietra di base dell’offesa che impedisce agli scettici di accettare la precognizione in linea di principio: da dove ottiene la informazione il precognitivo?

“Synchronicities and remote viewing both share the central mystery of meaning: How can the Universe know our own intentions, thoughts, needs, etc.?”

“Le sincronicità e la visione a distanza condividono il mistero centrale del significato: come può l’Universo conoscere le nostre intenzioni, i nostri pensieri, i nostri bisogni, ecc.? “

“He suggests that the problem of accessing information in psychic space via association is directly related to a more familiar problem experienced even by non-psychics, the meaningful coincidences Jung called “synchronicity.” During the period leading up to Messengers, Vallee experienced a real doozy, which shook his prior assumptions about causality to the core. After seeing the name Melchizedek scrawled on the Paris metro, Vallee learned that the name (Abraham’s teacher in the Old Testament) referred to a UFO group, which turned out to have members even in California, where he was then living. He then devoted a great deal of work to this and other groups and their beliefs about UFO contact. Then, the week when he started compiling his notes on Melchizedek and writing Messengers, he was given a cab ride in LA, and when he later looked at the receipt the driver had given him, it said “Melchizedek.” There was only one person with that surname in the LA phone directory. Unless someone or something was staging an elaborate hoax to screw with him, the odds against that one person driving the cab he happened to hail on an LA street are impossible to calculate but must be astronomical.”
“Egli suggerisce che il problema di accedere alle informazioni nello spazio psichico attraverso l’associazione è direttamente correlato a un problema più familiare sperimentato anche da non-sensitivi, le coincidenze significative che Jung ha chiamato “sincronicità”. Durante il periodo che precedette i Messaggeri, Vallee sperimentò una sincronicità da trip, che scosse le sue precedenti ipotesi sulla causalità al centro. Dopo aver visto il nome Melchizedek scarabocchiato sulla metropolitana di Parigi, Vallee apprese che il nome (insegnante di Abramo nell’Antico Testamento) si riferiva a un gruppo UFO, che si è rivelato avere membri anche in California, dove allora viveva. Ha poi dedicato una grande quantità di lavoro a questo e ad altri gruppi e alle loro credenze sul contatto UFO. Poi, la settimana in cui ha iniziato a compilare i suoi appunti su Melchizedek e scrivere Messaggeri, gli è stato dato un passaggio in taxi a Los Angeles, e quando in seguito ha guardato la ricevuta che l’autista gli aveva dato, scoprì che l’ autista si chiamava “Melchizedek”. C’era solo una persona con quel cognome nell’elenco telefonico di Los Angeles. A meno che qualcuno o qualcosa non stesse mettendo in scena un’elaborata bufala per fregarlo, le probabilità che quell’ unica persona fosse colui che guidava il taxi su cui a Vallee è capitato di salire su una strada di Los Angeles sono impossibili da calcolare, ma devono essere astronomiche.”

“Creative work invites small synchronicities, almost to the point where I consider it its own variety of the phenomenon. Even in the course of writing this post, I experienced an intense perfect storm of “research synchronicities” in which previously unread books or previously unseen web pages magically fell open to the exact information I needed and/or took me down some personally significant rabbit hole. Any creative writer or artist knows this experience, and may even come to take these things for granted. However, synchronicities of the scope of Vallee’s Melchizedek are rarer and may be life-altering.”
“Il lavoro creativo porta a piccole sincronicità, quasi al punto che lo considero una propria varietà del fenomeno. Anche nel corso della scrittura di questo post, ho sperimentato un’intensa tempesta perfetta di “sincronicità di ricerca” in cui libri precedentemente non letti o pagine web inedite magicamente si sono aperti alle informazioni esatte di cui avevo bisogno e /o mi hanno portato giù nella tana del coniglio, per così dire. Qualsiasi scrittore o artista creativo conosce questa esperienza e può anche prendere queste cose per scontate. Tuttavia, le sincronie dell’ambito del Melchizedek di Vallee sono più rare e possono alterare la vita.”

“If there is no time dimension as we usually assume there is, we may be traversing events by association. Modern computers retrieve information associatively. You “evoke” the desired records by using keywords, words of power: you request the intersection of “microwave” and “headache,” and you find twenty articles you never suspected existed. Perhaps I had unconsciously posted such a request on some psychic bulletin board with the keyword “Melchizedek.” If we live in the associative universe of the software scientist rather than the sequential universe of the spacetime physicist, then miracles are no longer irrational events. The philosophy we could derive would be closer to Islamic “Occasionalism” than to the Cartesian or Newtonian universe. And a new theory of information would have to be built. Such a theory might have interesting things to say about communication with the denizens of other physical realities.”
“Se non c’è una dimensione temporale come si presume di solito c’è, potremmo attraversare gli eventi per associazione. I computer moderni recuperano le informazioni in modo associativo. Si “evocano” i record desiderati usando parole chiave, parole di potere: si richiede l’intersezione di “microonde” e “mal di testa”, e si trovano venti articoli che non hai mai sospettato esistessero. Forse avevo inconsciamente postato una tale richiesta su qualche bacheca psichica con la parola chiave “Melchizedek”. Se viviamo nell’universo associativo dello scienziato del software piuttosto che nell’universo sequenziale del fisico spazio-temporale, allora i miracoli non sono più eventi irrazionali. La filosofia che potremmo derivare da tutto ciò sarebbe più vicina all'”Occasionalismo” islamico che all’universo cartesiano o newtoniano. E una nuova teoria dell’informazione dovrebbe essere costruita. Tale teoria potrebbe avere cose interessanti da dire sulla comunicazione con gli abitanti di altre realtà fisiche.”

“The notion that we exist in a nonlocal quantum field of information that fundamentally has no spaciotemporal dimensionality at all is widely accepted in the physics community as well as among today’s psi researchers, and thus is destined to transform the brain sciences and psychology as well (even if the psychologists need to be dragged into the new paradigm kicking and screaming). The physicalist presumption that consciousness arises from brain activity cannot be supported either philosophically or empirically (as any number of writers have lately pointed out). And for the most part, information may not in fact be “stored” in the brain as representations, despite our habit of thinking about it as a memory bank.”
“La nozione che esistiamo in un campo quantistico non locale di informazioni che fondamentalmente non ha alcuna dimensionalità spaziale è ampiamente accettata nella comunità della fisica così come tra i ricercatori della precognizione di oggi, e quindi è destinata a trasformare la scienza del cervello e la psicologia (anche se gli psicologi hanno bisogno di essere trascinati nel nuovo paradigma a calci e urla). La presunzione fisicista che la coscienza deriva dall’attività cerebrale non può essere sostenuta né filosoficamente né empiricamente (come un numero qualsiasi di scrittori ha recentemente sottolineato). E per la maggior parte, le informazioni non possono infatti essere “memorizzate” nel cervello come rappresentazioni, nonostante la nostra abitudine di pensare ad esso come una banca di memoria.”

Una cosa simile alla timewave: “In some recent articles, Jon Taylor has proposed a very interesting theory of precognition as memory of one’s future experiences, based on a “resonance” between similar brain states at different points in time. He bases this idea on David Bohm’s argument that similar spatial configurations are somehow naturally linked across space and time. The similarity of configurations of cortical firing at different time points could, Taylor proposes, enable such a resonance between different points in the brain’s timeline and thus produce precognitive effects. These would preferentially favor precognition of events closer rather than more distant in time, due to ongoing plasticity (creation of new synaptic connections) that gradually changes our neuronal connectivity. Limited telepathy is also potentially supported by Taylor’s model, although it would be less common given the relative dissimilarity of different people’s brains (the similarity of siblings and twins, between whom telepathic experiences are commonly reported, being the exception proving the rule). Taylor’s hypothesis resembles Rupert Sheldrake’s argument about “morphic resonance” as the basis of memory; precognition would be essentially a future-resonating mirror of memory’s resonance with past brain states.”
Dunque qualcosa di simile all timewave di Terence Mckenna: “In alcuni articoli recenti, Jon Taylor ha proposto una teoria molto interessante della precognizione come memoria delle esperienze future, basata su una “risonanza” tra stati cerebrali simili in diversi momenti nel tempo. Basa questa idea sull’argomento di David Bohm secondo cui configurazioni spaziali simili sono in qualche modo naturalmente collegate attraverso lo spazio e il tempo. La somiglianza delle configurazioni della (cortical firing – attività della corteccia) in diversi momenti potrebbe, Taylor propone, consentire una tale risonanza tra i diversi punti nella linea temporale del cervello e quindi produrre effetti precognitivi. Questi favorirebbero preferibilmente la precognizione di eventi più vicini piuttosto che più distanti nel tempo, a causa della plasticità in corso (creazione di nuove connessioni sinaptiche) che cambia gradualmente la nostra connettività neuronale. La telepatia limitata è anche potenzialmente supportata dal modello di Taylor, anche se sarebbe meno comune data la relativa dissimilarità del cervello di persone diverse (la somiglianza di fratelli e gemelli, tra i quali le esperienze telepatiche sono comunemente riportate, eccezione che dimostra la regola). L’ipotesi di Taylor assomiglia all’argomentazione di Rupert Sheldrake sulla “risonanza morfica” come base della memoria; la precognizione sarebbe essenzialmente uno specchio che risona dal futuro della risonanza della memoria con gli stati cerebrali passati.”

  

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C’era una volta a Hollywood, detta anche “Holy Wood” o “Hollywoodland”

29 07 2019

Come la mettiamo con gli anni che finiscono per 9, i loro anniversari e HOLLYWOOD ?
Oggi ho finito di leggere Hollywood Babylon’ il famigerato libro di Kenneth Anger che tratta della tragica storia dell’attrice Peg Entwistle 

https://it.wikipedia.org/wiki/Peg_Entwistle

Il 16 settembre 1932, all’età di 24 anni, si tolse la vita, gettandosi dalla prima lettera della celebre scritta gigante che sormonta Hollywood in Los Angeles (all’epoca era ancora “Hollywoodland”). Fu la prima a scegliere tale morte, facendo poi della scritta un trampolino di suicidi tristemente famoso. La sua morte si dimostrò essere dovuta a causa della perdita del lavoro. Il suo corpo fu rinvenuto due giorni dopo, il 18 settembre[2].

Nel 1949 (70 anni fa precisi) il segno di HOLLYWOODLAND venne ridotto dalle 13 lettere originali alle ormai familiari 9 .

Peg Entwistle in ‘Thirteen Women’ (1932)

Originariamente pubblicato in francese nel 1959   [60 anni fa precisi] da JJ Pauvert a Parigi col titolo di “Hollywood Babylone”, la prima edizione americana di Hollywood Babylon venne pubblicata nel 1965 dall’Associated Professional Services di Phoenix, in Arizona .

Una seconda edizione venne pubblicata nel 1975 dalla Straight Arrow Press del gruppo Rolling Stone e distribuita da Simon & Schuster , dopo una serie di conflitti sul copyright.

 Anche George Reeves morì in circostanze misteriose nel 1959.

Morte di George Reeves il 16 giugno 1959
Uscito il 26 luglio 2019

Tarantino porta il suo 9° film sugli schermi quest anno, film che si focalizza sugli eventi del 1969.
Un film per ogni lettera della scritta “HOLLYWOOD”.

Hollywood Babilonia

https://it.wikipedia.org/wiki/Hollywood_Babilonia

https://www.adelphi.it/libro/9788845912658

Mi domando se si parla anche di Judy (Garland) in questo film sul 1969?

https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/07/10/judy-cera-una-volta-anche-a-holy-wood/

Il mago di Oz uscì nel 1939.

Una saporita delizia di gossip degna di un gourmet…ricca di dettagli e decadenza…”Hollywood babylon” è più di una mero “rivelare”, è una rivelazione (Rex Reed) — Kenneth Anger è un ex attore bambino cresciuto fino a diventare uno dei più importanti filmakers alternativi. “Hollywood babylon” fu pubblicato originariamente a Parigi, e divenne presto una leggenda underground. Non una parola è stata cambiata. Non una storia è stata omessa. Siamo di fronte a una serie di caldi e frizzanti scandali che continuano a scioccare il mondo. — Kenneth Anger ha confezionato una scatola deliziosa di bonbon avvelenati, pescando dai cumuli di spazzatura della fabbrica dei sogni di Hollywood, mettendo assieme una vera prodigiosa antologia di star costellata di scandali.

Persino Kenneth Anger nel 1969 fece un film , quindi quest’anno c’è un altro cinquantesimo da festeggiare … forse?

O forse no.
Penso che Tarantino dovrebbe ispirarsi a “Hollywood Babylon” di Kenneth per un prequel del suo nono film per il suo decimo e ultimo (si Quentin, proprio solo dieci film dovresti alla fine fare nella tua vita!)

In un anno pieno di numerosi significativi cinquantesimi, dal primo allunaggio umano, al festival musicale di Woodstock, all’ultima esibizione dei Beatles, alla battaglia di Hamburger Hill in Vietnam, alle rivolte di Stonewall a New York City ~ un’altra è la serie di omicidi compiuti dalla famiglia Manson l’8-9 agosto 1969.

Once Upon a Time in Hollywood (o Once Upon a Time in … Hollywood ) è un film del 2019 scritto e diretto da Quentin Tarantino, che coinvolge, in un certo senso, la cronologia e le persone delle uccisioni della famiglia Manson a Los Angeles 1969.
 
Erano i giorni degli hippy, delle star di Hollywood e delle rock star. A volte si sovrapponevano. Soprattutto nel 1969.
Jack Nicholson, Dennis Hopper, and Michelle Phillips

La data di uscita del film è stata cambiata dal 9 agosto 2019 al 26 luglio 2019. Quella data di agosto, ovviamente, sarebbe stata il 50 ° anniversario degli omicidi di Tate (iniziata con l’invasione della residenza l’8 ma si verificò il 9).

Tutti nati il 26 luglio

26 luglio è il compleanno di Mick Jagger, Stanley Kubrick, Aldous Huxley e Carl Jung. 26 luglio è il compleanno degli attori Helen Mirren, Sandra Bullock, Olivia Williams, e Kate Beckinsale.

Prima che il film ha visto la luce, è morto qualche personaggio comparso nello stesso film.

Charles Manson e il suo corrispettivo Damon Herriman nel film di Tarantino

Charles Manson è morto il 19 novembre 2017 a causa di un arresto cardiaco seguito a una crisi respiratoria in concomitanza con un cancro al colon, negli stessi giorni della morte di un suo collega, Salvatore Riina detto Totò.

 

Vedere anche http://mondo-simbolico.blogspot.com/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte.html

Burt Reynolds e George Spahn. Spahn morì il 22 settembre 1974 a 85 anni.
Bruce Dern e Burt Reynolds
 
Burton Leon Reynolds Jr. nacque l’11 febbraio 1936 a Lansing, nel Michigan. Reynolds è morto di infarto al Jupiter Medical Center di Jupiter, in Florida, il 6 settembre 2018, all’età di 82 anni. A maggio 2018, si è unito al cast del film di Quentin Tarantino Once Upon a Time a Hollywood nella parte di George Spahn ( un cieco di ottant’anni che ha affittato il suo ranch a Charles Manson), ma è morto prima di girare le sue scene e in seguito è stato sostituito da Bruce Dern. Il corpo di Reynolds è stato cremato al crematorio della Gold Coast in Florida.
Luke Perry (nato l’11 ottobre 1966), che interpretava Scott Lancer (leggi “Wayne Maunder”) nel film di Tarantino, è mancato pochi mesi fa. Perry ha subito un infarto a casa sua a Sherman Oaks, in California, il 27 febbraio 2019. Cinque giorni dopo, il 4 marzo, è morto per complicazioni. Aveva 52 anni. (Vedere CNN qui .)
 
Wayne Maunder , la star dei Western TV degli anni ’60 che ha ispirato il personaggio di Luke Perry nel film di Quentin Tarantino, è morto di malattia cardiovascolare l’11 novembre 2018, a Battleboro, Vt., Un portavoce del Dipartimento della Salute del Vermont l’ha confermato a Variety . Aveva 80 anni.

Negli anni ’60 -’70 Wayne Maunder viveva accanto a Sharon Tate .

Maunder nacque il 19 dicembre 1937 a New Brunswick, in Canada e crebbe a Bangor, nel Maine. Dopo il liceo, si arruolò nella Marina degli Stati Uniti e in squadre di baseball come Milwaukee Braves e Pittsburgh Pirates. Anni dopo a Maunder gli colse il desiderio di recitare e dunque studiò con Stella Adler a New York City.

In Once Upon a Time a Hollywood , il rapporto tra l’attore Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e il suo doppio stuntman / migliore amico Cliff Booth (Brad Pitt) è modellato direttamente sull’amicizia tra Burt Reynolds e il regista stuntman Hal Needham , entrambi ora deceduti.

 
Quentin Tarantino ha definito questo film la sua “lettera d’amore a Hollywood”, la vecchia Hollywood e i suoi giorni di gloria, le stelle dello “star system” che vanno e vengono.
 
Ci sono stelle, storie di stelle e finzioni di stelle in questo film. È un film di attori, recitazione e non recitazione, invecchiamento e hippy. Quante di queste facce moriranno, prima o poi?
 
Steve McQueen, Bruce Lee e Fumio Demura

Breanna Wing, nativa di Auburn, nel Maine, diplomata alla Edward Little High School nel 2007, dove s’è dedicata all’ hockey su prato e recitato nel drama club, interpreta l’autostoppista Cheyenne che Sharon Tate (Maggie Robbie) raccoglie in Once Upon A Time In Hollywood .

Gli hippies della famiglia Manson nel film di Tarantino
La vera famiglia Manson
Tate Killers: Tex Watson, Susan Atkins e Patricia Krenwinkel
Sharon Tate e Nancy Kwan con Bruce Lee come personal trainer.
Sharon Tate e Roman Polanski
Sharon Tate e gli altri bersagli della famiglia Manson – Jay Sebring, Abigail Folger e Wojciech Frykowski – qui raffigurati sono ovviamente tutte persone reali, così come lo stesso Manson e i suoi seguaci Tex Watson, Susan Atkins e Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian, quest’ultima divenuta testimone e collaboratrice nel processo ma è mostrata nel film come in fuga prima dell’inizio dei crimini. (Idem Dakota Fanning nei panni del seguace di Manson Squeaky Fromme.) Ovviamente, i destini di tutte le persone sopra menzionate differiscono notevolmente nella vita reale rispetto a quanto si vede nel film.
A meno che non siate piombati adesso sul pianeta Terra, sì, Bruce Lee era uno tosto, la più grande stella delle arti marziali del suo tempo (probabilmente, di tutti i tempi). Lee è rappresentato nel film da Mike Moh, durante il suo periodo interpretato da Kato in The Green Hornet . E, sì, è stato davvero il personal trainer di karate di Sharon Tate quando Lee recitava nel ruolo della spia di Dean Martin per The Wrecking Crew .
Damian Lewis di Homeland interpreta Steve McQueen in una scena ambientata al Playboy Mansion. McQueen, come Rick Dalton, iniziò come protagonista di un western televisivo su un cacciatore di taglie – Wanted: Dead or Alive – prima di diventare una star del cinema e un’icona della cultura pop grazie a film come I magnifici sette , Bullitt e La grande fuga , in cui Rick sogna di recitare al posto di McQueen ad un certo punto.
Anche Timothy Olyphant e il compianto Luke Perry interpretano persone reali nel film. Sì, Lancer era una vera serie TV e gli attori che interpretavano – James Stacey e Wayne Maunder – erano reali. L’ultima scena di Olyphant che vediamo nel film, in cui parte in sella alla sua motocicletta, è anche un presagio del tragico destino in serbo per Stacey (perse due arti e la sua ragazza rimase uccisa in un incidente di moto perché investiti da un guidatore ubriaco).
Inoltre, in una serie tv sull’ FBI, Rick appare ospite come “cattivo della settimana”.
Michelle Phillips e Mama Cass dei Mamas’n Papas appaiono durante la scena del playboy Mansion.
Con la sua criniera argentata e gli occhiali oversize, il Marvin Schwarzs di Al Pacino sembra essersi ispirato al leggendario agente di talento hollywoodiano Lew Wasserman. Fonte

Quentin Tarantino celebra Hollywood e la musica, in molti modi, così come ha fatto Peyton Reed con il technicolor di Down With Love .

Tarantino ha fatto il suo compitino. Mi è piaciuto molto C’era una volta a Hollywood . Ma prevedo che, oltre a quelli legati al film che sono deceduti,  altre persone moriranno presto sulla scia di questo film. Questo film sembra portarsi dietro una specie di effetto a catena.
 
 
 
 




Protetto: Rutger Hauer è morto il 19 luglio dello stesso anno di Blade Runner

25 07 2019

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Deludente anniversario del 20 luglio

21 07 2019

July 20, 2019 = 50 years since Apollo 11 landed on the Moon. The Shining, the sweater, the Tang, the launching pad (the rug) and Room 237 = 237,000 miles to the moon. A tribute twilight film. ~

7/20/69. The Moon Landing is awash in conspiracy theories. From Kubrick faking it to the Masons conducting rituals (11 did have a lot of 33-connections) to the ultimate one: the real mission of Apollo 11 was to open a communication portal to the ancient deity Osiris.~

https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/06/28/stay-tuned-20-luglio-2019/

https://it.wikipedia.org/wiki/Eclissi_lunare_del_16_luglio_2019

La vita spericolata di Richard Branson

Richard Branson’s Endorsement of Nxivm Appeared Online for 10 Years

Richard Branson, come Jeffrey Epstein un miliardario proprietario di isole private, dalle relazioni molto pericolose riguardanti uno sfrenato libertinismo e riguardanti persino sette di culto sessuale quali NXIVM.

Qui (https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/06/28/stay-tuned-20-luglio-2019/) ho citato Richard Branson – in relazione al 20 luglio, il giorno in cui Branson aveva promesso di silurarsi nello spazio con un veicolo prodotto dalla branca della sua azienda Virgin, “Virgin Galactic” (https://it.wikipedia.org/wiki/Virgin_Galactic) di voli sub-orbitali – e qui (https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/07/08/stay-tuned-20-luglio-addendum/) ho citato Jeffrey Epstein, l’altro miliardario proprietario di isole e anche lui coinvolto in vicende riguardanti il libertinismo spinto, ma di un tipo ancora più losco.

In un post ho citato Richard Branson e nell’altro (l’addendum dello stesso post) ho citato Jeffrey Epstein, questo senza sapere che anche Branson aveva degli altarini dello stesso tipo (sette di culto sessuale), anche se non così gravi come quelli di Epstein.

Mi domandavo cosa mai potesse succedere il 20 luglio (che in qualche modo avevo annunciato nei due post del blog citati) e, se in generale, c’è stato solo il prevedibilissimo anniversario dei cinquant’anni dal primo sbarco di un essere umano sulla Luna, a quanto pare, per quanto mi riguarda ho vissuto una giornata con diverse suggestioni (soprattutto quando sono passato davanti a certe bancarelle di libri e giornali vecchi) e adesso ho anche scoperto di aver commentato una certa singolare foto di Richard Branson, questa

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senza rendermi conto che si trattava dello stesso Branson di cui avevo scritto nel primo annuncio del 20 luglio.

Ed ecco un aggiornamento di Super Torch Ritual del 20 luglio, in cui Goro Adachi dice purtroppo cose piuttosto banali, praticamente delle americanate.

One Nation Under The Sun

Happy Apollo 11 50th anniversary! It’s been half a century. Now we’ve colonized the Moon, Mars, and a space fleet headed for Alpha Cent… Oh wait, we are struggling just to put a man back on the Moon. 😭 Absolutely no sci-fi writer would have predicted this staggering lack of progress in space. But that’s all about to change thanks to the rise of the commercial space industry or “New Space” spear-headed by SpaceX. Governments are just too unreliable for big, long-term projects that require stable focus and steady funding. The Apollo program managed to accomplish what it did due to extreme fear (Soviet threats), which is why it was unsustainable. We didn’t choose to go to the Moon because it’s hard, we chose to go to the Moon because we were scared. Fear is a great motivator. But it’s primitive and temporary. In the 21st century, we choose to go to the Moon, Mars and beyond because we are inspired to do so, not out of fear but because, despite everything, we can still dream.

Felice cinquantesimo anniversario di Apollo 11! E’ stato metà secolo fa. Adesso stiamo colonizzando la Luna, Marte, e una flotta spaziale è diretta verso Alpha Centauri… Però no, un attimo, ci stiamo picchiando anche solo per riportare degli esseri umani sulla Luna. 😭 Nessuno scrittore di fantascienza avrebbe previsto questa straordinaria perdita di ulteriore progresso nei viaggi spaziali. Ma tutto è sul punto di cambiare grazie alla crescita dell’industria commerciale spaziale detta anche “New Space” guidata da SpaceX [di Elon Musk]. I governanti sono troppo poco affidabili per grossi progetti a lungo termine che richiedono un focus stabile e investimenti di lunga durata. Il programma Apollo compì tutto ciò che abbiamo visto a causa di un’estrema paura (la minaccia dei sovietici), ed è per questo che a breve divenne insostenibile. Non abbiamo scelto di andare sulla Luna per superare i nostri limiti, abbiamo scelto di andare sulla Luna perché eravamo spaventati. La paura è una grossa motivazione. Ma è primitiva e temporanea. Nel ventunesimo secolo, scegliamo di andare sulla Luna, Marte e oltre perché siamo ispirati nel fare ciò, non per via della paura ma perché, a dispetto di tutto, noi possiamo ancora sognare.

Grazie Goro, fammi ancora sognare.





Protetto: Nello spazio nessuno può sentirti mentre gridi “gelato”?

19 07 2019

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L’anno più felice di sempre

13 06 2019
Film britannico del 1957. Dell’epoca in cui incredibilmente si producevano ancora veri e propri film in UK, diversi da quelli di Hollywood.

Oggi vi proponiamo un articolo apparso sul Daily Mail due anni e mezzo fa. Nonostante sia forse passato un po’ di tempo, non penso proprio che esso abbia nel frattempo perduto la sua fragranza.

Anzi, mi viene da dire che migliorerà sempre più con gli anni.

Tra l’altro, il presente post del blog lo si potrebbe vedere come un ricorso di quest’altro: https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/11/27/l11-aprile-1954-non-e-successo-niente/

Trovandosi sul Daily Mail, ovviamente, tutto l’articolo in questione è incentrato sulla Gran Bretagna e su tante cose che sicuramente riescono ad assaporarle in pieno solo i lettori britannici…però il fatto è che il 1957 pare davvero che fu sul serio un anno decisamente felice e non solo per l’UK ma per tutto l’intero Occidente (più Russia, ciòè l’allora URSS, che comunque considero parte dell’Occidente): gli USA furono nel pieno degli anni Cinquanta di Happy Days e di un presidente repubblicano con una politica economica di sinistra, la Germania ovest e l’Italia si stavano apprestando al cosiddetto “boom economico”, l’URSS metteva in orbita il primo satellite artificiale e cominicava il cosiddetto “disgelo”con gli USA e la NATO…

https://it.wikipedia.org/wiki/1957

Prima che trovassi il seguente testo, ricordo bene l’impressione di una certa serenità che ho sempre avuto di fronte ai mass media di quell’epoca precisa, che fossero magari siparietti pubblicitari animati francesi trasmessi in palinsesti tv notturni dimenticati  oppure riviste italiane dell’epoca trovate nelle cantine, riviste popolate oltre che da Amintore Fanfani anche da Jayne Mansfield e Brigitte Bardot. E proprio in un’Italia nell’anno di elezioni politiche somiglianti a una siesta messicana, alla televisione iniziò il “Carosello”, vennero messe in commercio le prime auto utilitarie “per tutti” come le Fiat 600 e Nuova 500 (stavolta davvero per le classi popolari e non per finta come successe con la Fiat 500 “Topolino” del 1936), e il “maggiolone” VW, la 2CV e la Citroen DS “Squalo” cominciarono a diffondersi rispettivamente dalla Germania ovest e dalla Francia dopo essere rimaste sotto chiave almeno dal 1939.

Al di là di questo, io non so se l’autore Dominic Sandbrook (https://www.dailymail.co.uk/news/article-4150296/Yes-1957-really-happiest-year-ever.html) o quei ricercatori di cui scrive abbiano mai pensato alla possibilità di cicli storici; il 1957 fu l’anno in cui “doveva ancora tutto accadere” poiché fu il primo in cui si lasciarono davvero alle spalle gli anni  che sfociarono nella cosiddetta “seconda guerra mondiale”, venne lasciata dietro quell’epoca cinica che portò al 1929, agli anni Trenta e ai disastrosi anni Quaranta. Epoca cinica la quale non potè imparare nulla dal 1957 semplicemente perché allora si trovava ancora nel futuro e non potè imparare nulla da quell’ ALTRO 1957, all’ inizio inizio della Belle Epoque situato nel pieno degli anni Ottanta del XIX secolo perché ormai troppo indietro nel passato.

 

Sì, il 1957 fu davvero l’anno più felice di sempre! Questo è ciò che hanno scoperto dei ricercatori e, come sostiene uno storico, la nostra epoca cinica potrebbe imparare tanto dal suo ottimismo

Qual’è stato l’anno recente più felice per la Britannia? Gli storici battibeccano da anni per cercare una risposta a questa domanda, ma ora una squadra della Warwick University sostiene di averlo scoperto. L’anno migliore della nostra storia moderna, affermano, è stato il 1957.

A prima vista, questa potrebbe sembrare una scelta strana: il 1957 fu l’anno in cui Harold Macmillan divenne Primo Ministro, Paul McCartney incontrò per la prima volta John Lennon, Stanley Matthews giocò la sua ultima partita per l’Inghilterra e Patrick Moore apparve per la prima volta nella televisione britannica.

Fu anche l’anno in cui la regina diede il suo primo messaggio natalizio televisivo ed Elvis Presley registrò il suo primo numero uno britannico, All Shook Up.

Harold MacMillan divenne primo ministro nel 1957 sostenendo “non siete mai stati tanto bene!”.

Ciononostante, non fu in alcun modo uno degli anni iconici della storia moderna.

Nessuno ha mai scritto un libro che celebra gli eventi e le conquiste del 1957, come s’è fatto con anni importanti come il 1914 (l’inizio della prima guerra mondiale), il 1945 (la fine della seconda guerra mondiale) o il 1989 (la fine della Guerra Fredda) [o anche il 1968 o il 2001…]

Ma i ricercatori di Warwick sono irremovibili. Dopo aver setacciato circa otto milioni di libri pubblicati tra il 1776 e il 2009, e contando l’uso di “parole positive” come “pace”, “pacifico”, “divertimento” e “felicità”, affermano che tutte le prove suggeriscono che il 1957 rappresenta il picco, il vero Everest del nostro benessere nazionale.

Avendo passato un sacco di tempo a scrivere sulla Gran Bretagna dagli anni Cinquanta, potrei avere qualche dubbio sui loro metodi di ricerca, ma non posso essere in disaccordo con le loro conclusioni.

E anche se i sedicenti progressisti possono amare il mondo gentile e ordinato degli anni Cinquanta in Gran Bretagna, penso che potremmo imparare molto dai tempi degli arredi G-plan, delle radio in bachelite e delle case angolari di Lione.

Per i giovani [non solo per i giovani] di oggi, la Gran Bretagna del 1957 sembra appartenere alla storia antica. Era una terra di terrazzi affumicati e di pub di quartiere, di uomini incappottati [e con i cappelli] con le loro pinte di mite e di casalinghe con il velo che spazzava i loro passi, un paesaggio che svaniva di piccioni e stagni, Muffin The Mule e Hancock’s Half Hour.

Per i giovani moderni la fine degli anni ’50 sembra storia antica.

Non tutto era perfetto, ovviamente. Nessuna società lo è mai stata. La Gran Bretagna alla fine degli anni Cinquanta aveva poco tempo per persone che erano diverse, per immigrati, gay e lesbiche, o per coloro che non erano proprio in grado di adattarsi. Se avessi camminato per alcune strade nel 1957, avrei visto dei cartelli con su scritto “Niente cani, niente irlandesi e niente negri.”

Però è un po’ troppo poco per schernire i presunti fallimenti dei nostri predecessori. Molto meglio, penso, imparare da quello che avevano di buono – e la verità è che nel 1957, in Gran Bretagna c’erano un sacco di cose giuste.

Forse la cosa più sorprendente, considerato il fatto che tanti di noi sono disgraziati nel 2017, è ciò che una volta eravamo persone allegre e ottimiste. Erano passati solo 12 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e alcune città e città erano ancora segnate dai danni delle bombe.

Eppure, dopo gli anni di austerità del dopoguerra, il grande motore del consumismo aveva già cominciato a ruggire. Nel 1957, i primi bar “express”, come li chiamavano allora, si stavano diffondendo nell’Inghilterra meridionale, mentre i primi gruppi di skiffle stavano trovando un pubblico entusiasta.

Le vendite di automobili, televisori e elettrodomestici in vendita a High Street erano a livelli record: entro la fine del decennio otto famiglie della classe operaia su dieci possedevano un televisore e tre su dieci possedevano una lavatrice; quando fino a pochi anni prima praticamente nessuno ne possedeva neanche uno.

Per dirla in modo spiccio, la vita stava migliorando ad un ritmo sorprendente.

Solo da vent’anni la Gran Bretagna era affondata nelle profondità della Grande Depressione, eppure milioni di persone ora godevano di comfort e piaceri – una nuova casa, una nuova macchina, forse anche una vacanza all’estero – cose che una volta sarebbero state quasi inimmaginabili.

In effetti, essere giovani nel 1957 era un paradiso. Era un paese con piena occupazione, dove si poteva uscire da un lavoro lunedì pomeriggio e trovarne uno migliore martedì mattina, dove gli stipendi erano alti e costantemente in aumento.

Nessuna generazione nella storia aveva mai prima goduto della libertà finanziaria e personale degli adolescenti del 1957.

Come disse a un intervistatore un ragazzo della classe operaia di Coventry: “Ogni settimana comprerei almeno due o tre singoli di musica. C’erano così tanti bei lavori ben pagati per adolescenti legati all’industria automobilistica. Ogni settimana mi basta una manciata di sterline, per i vestiti, per uscire fuori la sera e, soprattutto, per la musica. “

Niente di tutto questo andò perduto col nuovo premier eletto quell’anno Harold Macmillan, il quale, anzi, si fece vedere positivamente appagato dalla nuova società dei consumi. Senza dubbio questo spiega le sue famose parole dette a Bedford, “non siete mai stati meglio!”

“Siamo sinceri”, disse il primo ministro alla folla, “la maggior parte della nostra gente non se l’è mai passata così bene. Andate in giro per il paese, andate nelle città industriali, andate nelle fattorie e vedrete una prosperità che non abbiamo mai avuto nella nostra vita, né mai nella storia di questo paese “.

Gli intellettuali di sinistra danno alla Gran Bretagna degli anni Cinquanta una fama ingiustamente cattiva sostenendo che era soffocante

All’epoca, naturalmente, le persone presumevano che la loro nuova prosperità avrebbe potuto renderli sempre più felici.

Mentre la fine degli anni Cinquanta diventavano gli anni Sessanta, sognavano pacchetti salariali sempre più grandi, auto sempre più sfolgoranti, elettrodomestici sempre più elaborati, vacanze sempre più esotiche.

Sicuramente, si dicevano, la vita degli inizi del XXI secolo sarebbe stata un Paradiso, libero da malattie, tristezze e ansie.

Bene, sappiamo quanto si fossero sbagliati. In verità – oltre all’ottimismo e all’inizio inizio del consumismo, forse la qualità più preziosa che definì la Gran Bretagna del 1957 fu il senso di comunità.

Questo, più di ogni altra cosa, è ciò che distingue quel mondo dal nostro: un senso di appartenenza, di vicinato, di una società stabile, stabile, felice.

Si trattava di un paese con una grande mobilità sociale, in cui i bambini della classe operaia più brillanti potevano, dopo la scuola dell’obbligo, aspirare a un posto all’università, a un buon lavoro e un reddito costante.

Però, al tempo stesso, non era una società schiava dell’ingordigia e dell’ambizione; né era una società di individualisti rampanti, che conoscevano il prezzo di tutto e il valore di nulla.

A questo proposito, ciò era altrettanto vero nelle prospere periferie meridionali così come negli stereotipi delle calde e omogenee strade dell’Inghilterra settentrionale. Così, quando i ricercatori studiarono il fiorente borgo di Woodford nel 1957, in quello che oggi è il nord-est di Londra, furono colpiti dal forte spirito di comunità che si respirava allora.

La gente andava in chiesa e nei club insieme. Andavano d’accordo con i loro vicini, e si sentivano rassicurati che i loro concittadini condividessero la loro cultura e i loro valori.

«C’è uno spirito molto amichevole», osservò una casalinga, una certa mrs Noble. ‘Penso di appartenere a una calda comunità ‘.

Stava parlando di Woodford, ma avrebbe potuto facilmente parlare della Gran Bretagna tutt’intera.

In alcuni ambienti culturali, la Gran Bretagna degli anni Cinquanta subisce una stampa ingiusta. Gli intellettuali di sinistra, per esempio, sono spesso pronti a tacciare quegli anni come soffocanti, stagnanti e reazionari, sostenendo che invece gli anni Sessanta erano più liberi e sbarazzini.

Questo mi ha sempre colpito come un’assurdità assoluta. Sì, la Gran Bretagna degli anni Cinquanta era un paese patriottico e moralmente conservatore, non privo di difetti e pregiudizi.

Ma era anche una società immensamente stabile, prospera e ottimista, perfettamente bilanciata tra progresso e continuità, tra entusiasmo per il cambiamento e rispetto per la tradizione.

Con i loro ricordi di guerra di austerity, la maggior parte delle persone erano troppo sensibili, troppo consapevoli dalle avversità, per condividere le nostre ossessioni delle novità e delle celebrity. Sapevano che la vera felicità spesso si trova nella semplicità e nella stabilità, valori che invece in questi ultimi decenni abbiamo ampiamente dimenticato.

A Woodford nel 1957, venne intervistata una donna la cui vita forse sembrerebbe orribilmente noiosa a moltissimi giovani di oggi.

“Alla fine della giornata,” quella donna osservò, “ricordo tutte le operazioni di lucidatura e pulizia, lavaggio e stiratura, che dovranno essere ripetute da capo, e come molte altre casalinghe vorrei che la mia vita potesse essere un po ‘più eccitante a volte.”

“Ma quando il caminetto alla sera scoppietta, quando la casa brilla di pulito, allora mi sembra che questa sia forse la strada per la vera felicità.”

Le nostre vite di adesso sono tanto più felici e piene della sua, con tutti gli stress, le inquietudini e le ansie fastidiose accompagnate dal flusso ininterrotto di aggiornamenti dei social network, delle e-mail e gli avvisi di Twitter? Mah.

In effetti, quando visionate cinegiornali e film di quei giorni, e vedete la semplice gioia della gente che si sdraia a prendere il sole sulla spiaggia di Blackpool, salutando agitata dai finestrini del treno, chiacchierando affettuosamente con i vicini all’angolo della strada, o lanciando i cappucci in alto alle partite di calcio , è difficile non provare una punta di rimpianto per la nostra innocenza perduta.

Non possiamo tornare indietro, naturalmente. I giorni di Dixon Of Dock Green e il fumo di pipa nei pub sono spariti, per non tornare mai più.

Ma se potessimo imparare ancora una volta i valori di semplicità, stabilità, patriottismo e comunità, allora forse anche noi potremmo riconquistare la tranquilla soddisfazione che caratterizzava la vita di tante persone in quel mondo scomparso del 1957.





Come sarà narrata la Storia nel futuro remoto

16 05 2019

 

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Quando verranno applicate le Leggi della Storia per studiare da capo tutte le vicende umane, rivalutare e riconsiderare tutti i potenziali allacci fra le epoche, si comprenderà che la Storia dell’ umanità è “iniziata di nuovo” nel marzo 1868 quando una ragazzina chiamò il padre per avvisarlo che nella caverna di Altamira in Spagna vi erano dipinti di animali alle pareti.

Si studieranno le epoche dei ritrovamenti del nostro passato più remoto, come in Prussia nel 1856 e i dipinti nelle caverne nel 1879. Si racconteranno i blizzard ottocenteschi come una mini era glaciale, e si narreranno le leggende circostanti l’ invenzione dell’ automobile nel 1886, della bicicletta nel 1864 – 1868 e della motocicletta nel 1885. Si parlerà delle mitiche scoperte archeologiche del 1922, di Ur in Iraq e di Tutankhamon in Egitto.

La figura di Adolf Hitler ( il Fuhrer ) sarà tanto remota e tanto intrisa di storia dal gusto mitologico quanto lo sono i faraoni dell’ Antico Egitto come Ramses II, per noi, in quest’ epoca. Si parlerà della Germania Nazista come del Vecchio Regno d’ Egitto. Hitler apparirà quasi come una figura anti – religiosa, e i Nazisti saranno narrati come seguaci, la Svastica avrà la stessa impressione di un geroglifico egiziano. Si narrerà della spedizione archeologica che, fra il 1928 e il 1939 ha portato i tedeschi a riscoprire le rovine di Uruk e Gilgamesh, il sovrano dell’ antichità.

Si indagherà a fondo nel “misticismo – simbolismo nazista” a noi assai poco noto, come il Sole Nero di Himmler, un po’ come nell’ Impero di Sargon, il primo impero della Storia, vi era la dottrina del Sole Nero. Si farà un paragone fra l’ Antico Egitto e l’ Epoca Nazista, per esempio facendo notare che Hess, il vice di Hitler, visse sedici anni in Egitto, e che molti egittologi degli anni ’30 del ‘900 supportavano il Nazismo. Si farà infatti notare che la Germania era il primo paese al mondo in ambito di studio egittologico. Inoltre Albert Speer, architetto di Hitler, studiava l’ Antico Egitto. Hitler, nel febbraio 1939, si recò ad una esibizione di arte egiziana a Berlino. La Repubblica di Weimar apparirà come il Regno di Mezzo dell’ Antico Egitto.

Le campagne militari della Seconda Guerra Mondiale in Egitto avranno la stessa importanza che viene ora data a quando gli Ittiti invasero l’ Egitto, e la Germania verrà descritta come una quasi superpotenza dell’ epoca, “prospera” come il Nuovo Regno d’ Egitto. L’ Olocausto degli Ebrei avrà lo stesso valore storico e “leggendario” dell’ esodo degli Ebrei dall’ Egitto e di quando i nuovi nati degli ebrei vennero gettati uno ad uno nelle acque del Nilo e verrà identificata la data del 3 novembre del 1943 come il peggior giorno della storia della civiltà ebraica. Si narrerà dell’ invasione da parte degli Afrika Korps tedeschi in Egitto nel 1942, e dell’ Operazione Sonnenblume del 1941 come di quando Ramses II affrontò gli Ittiti. La Seconda Guerra Mondiale avrà lo stesso sentore leggendario della Guerra di Troia per noi. La Campagna Nordafricana del 1940 sarà il nuovo collasso dell’ Età del Bronzo. L’ Epoca Oscura dell’ Antica Grecia sarà sostituita dalle vicende greche della Seconda Guerra Mondiale.

L’ immagine dei bracci alzati (il saluto nazista) avrà la stessa impressione delle figure con il braccio alzato dell’ epoca di Akhenaten, il faraone che aveva inventato questo gesto. Si parlerà del ” culto ariano ” nazista come noi parliamo ora degli ariani dell’ India nel 1000 avanti Cristo, l’ epoca dei Vedas e del sanskrito.

L’ epoca dell’ Antica Grecia sarà rimpiazzata dalle vicende della Grecia di Papandreou e dalla Guerra Civile Greca negli anni ’40 del ‘900. La fondazione di Israele nel 1948 avrà lo stesso sentore leggendario della conquista di Gerusalemme da parte di David nel 1003 avanti Cristo. Si parlerà delle prime olimpiadi post – guerra, e delle vicende politiche degli anni ’70, l’ epoca di Andreotti, in Italia.

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Il bicentenario degli Stati Uniti il 4 luglio 1976 diventerà leggendario come la narrazione della fondazione di Roma, e invece di parlare di Sparta, si parlerà della Dittatura dei Colonnelli in Grecia, a partire dal 1967. La pena di morte messa in pratica negli Usa sarà interpretata come noi ora interpretiamo le leggi draconiane di Atene, e le usanze barbariche dei popoli del passato remoto.

L’ Iran degli anni ’70 e ’80 del ‘900 saranno il nuovo Impero Persiano, e l’ Unione Sovietica verrà ricordata come noi ricordiamo la celebre rivale di Roma, Cartagine ( Tunisia ), e si ricorderà anche la ” fase dell’ Iraq” , quindi la Prima Guerra del Golfo del 1991, e della minacciosa figura di Saddam Hussein, e di come la leggenda e il folklore dell’ epoca narrano di un fantomatico attacco con un piccolo ordigno nucleare nei pressi di Baghdad, il 27 febbraio 1991, da parte degli Stati Uniti al termine di quel conflitto.

Si parlerà dell’ entrata della Grecia nell’ Unione Europea nel 1981 come noi ora interpretiamo la vicenda della Grecia consegnata a Roma, visto il destino che dovrà affrontare la nazione dal 2010 in avanti. In Italia si narrerà dell’ Italia di quei tempi come della Repubblica Romana dei nostri libri di storia, e allo stesso modo sarà interpretata la superpotenza statunitense.

Come Atene scelse la democrazia, anche la Dittatura dei Colonnelli ebbe fine nel 1974. La guerra fra Iran e Iraq degli anni ’80 del ‘900 saranno spiegate come noi narriamo delle guerre greco – persiane dell’ antichità, e di come i Persiani invasero l’ Acropoli ad Atene.

Nei libri di storia, nel capitolo sulla cultura tardo – novecentesca si parlerà di Hollywood e della cultura del cinema e dei lungometraggi e cortometraggi, un po’ come noi ascoltiamo le lezioni scolastiche sulla epoca d’ oro del teatro greco. Chissà quali saranno i film che verranno interpretati e raccontati nei secoli futuri … Alcune conferenze di personaggi che nel nostro quotidiano magari ci sono poco noti, come purtroppo possiamo dire di Terence Mckenna, attraverso Youtube e la rete Internet verranno riproposte agli studenti del futuro, e un ruolo centrale probabilmente lo avrà proprio Mckenna, che fra il 2009 e il 2012 ha spopolato sulla rete, poiché la grandissima parte delle sue lectures, dal 1982 al 1999, sono ancora visualizzabili in rete, sia in formato audiovisivo che in forma scritta, tramite una grande quantità di fonti. Terence Mckenna entrerà nell’ immaginario filosofico come un novello Platone.

Le immagini della Statua della Libertà e della sua riapertura al pubblico nel 1986 saranno simili alle nostre immagini simboliche del Colosso di Rodi in Grecia, e i libri di storia nei licei classici del futuro al posto delle guerre puniche avranno i capitoli sulla Guerra Fredda novecentesca fra le due superpotenze, quella Sovietica e quella Americana. La distruzione di Cartagine verrà rimpiazzata dalle descrizioni del disastro nucleare di Chernobyl nel 1986 e dai capitoli sul collasso dell’ Unione Sovietica nel 1991.

La Pax americana del 1992 – 2001 avrà la stessa impressione che abbiamo noi della Pax Romana, ai tempi dell’ emergere dell’ Impero Romano. Quest’ epoca verrà fatta iniziare fra il 20 gennaio 1988, quando venne inaugurato Bush padre, e il 1 febbraio 1992 quando venne dichiarata terminata la Guerra Fredda. Giovanni Paolo II in ambito religioso e culturale diventerà una figura semi messianica, come il nostro Gesù Cristo, e si parlerà della sua elezione nel 1978 successiva alla misteriosa scomparsa prematura del Papa precedente, e del lento e graduale declino della sua salute, mentre invece dapprima appariva come un pontefice molto dinamico, e di come nonostante tutto, non abbandonò il suo compito, fino alla scomparsa avvenuta il 2 aprile 2005. L’ attentato ai suoi danni del 13 maggio 1981 verrà ricordato come un evento dai risvolti leggendari, come la crocefissione di Cristo.

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Al posto delle vicende riguardanti i giochi gladiatoriali nel Colosseo, sorprendentemente si narrerà dei match di wrestling e dei tornei di arti marziali moderni, anche videoludici. Oppure si parlerà delle più celebri partite di baseball, e di calcio. Il muro fra Messico e Usa, installato durante la presidenza Clinton fra San Diego e Tijuana nel 1993 verrà ricordato come noi ora narriamo del Muro di Adriano.

Il fenomeno del revival della cultura e del calendario Maya fra il 1982 e il 2012, soprattutto grazie alle conferenze di Mckenna, verrà visto come un curioso fenomeno. Verrà ricordato il profondo legame che gli Stati Uniti hanno con il Cristianesimo, sia cattolico che protestante, e si parlerà delle persecuzioni cristiane moderne in Medio Oriente.

Noi interpretiamo in un certo modo la venuta dei barbari alle soglie dell’ Impero Romano, e una vasta quantità di materiale storico verrà riservato alla lunga vicenda delle migrazioni, dei migranti moderni e dei profughi delle prime due decadi del millennio, e potrebbero essere interpretate come una delle ragioni della grande crisi Europea della nostra epoca. Al posto del Sacco di Roma del 410 si narrerà dell’ attacco di Oklahoma City nel 1995 oppure dell’ 11 settembre 2001, come due eventi che hanno scalfito la percezione americana di essere intoccabili e inattaccabili. I lupi solitari, gli estremisti e i terroristi islamici saranno interpretati dalle epoche future come i ” nuovi barbari ” che minacciavano l’ Impero.

Un evento simbolicamente importante e fondamentale verrà segnalato, il 1 luglio 1997, la cessione di Hong Kong alla Cina da parte del Regno Unito, e la scomparsa della Principessa Diana, come la fine dell’ Impero Britannico e l’ inizio del declino della percezione della famiglia reale in Gran Bretagna. Il declino dell’ Impero Britannico verrà studiato in maniera tanto approfondita di quanto a fondo noi studiamo la caduta dell’ Impero Romano.

Papa Benedetto XVI, il pontefice che abdicò, verrà ricordato come noi ricordiamo il Benedetto che si occupò dell’ emergere della cultura monastica medievale, oppure come noi ricordiamo il primo imperatore tedesco del Sacro Romano Impero. Bashar Al – Assad sarà probabilmente una figura storica di spicco, assieme ai leader islamici dei nostri tempi, ma lui in particolare, per via della Guerra Siriana, e si narrerà del decollo cinese di inizio millennio come di una epoca d’ oro della Cina, come noi parliamo delle dinastie Tang e Song.

Quando il Messico verrà riconosciuto come superpotenza nel tardo ventunesimo secolo, si ricorderanno i sismi del 1985, 1999 e del 2003, un po’ come noi narriamo del Collasso di Teotihuacan. I libri di storia conterranno le narrazioni della storia dell’ emergere dell’ Isis, della reinstaurazione del Califfato Islamico, nel 2014. Si parlerà dell’ epoca fra il 1991 e il 2003 come di una epoca eccezionale in Iraq, Baghdad, prima dell’ Epoca del Caos corrispondente alla caduta di Saddam.

Le vicende riguardanti il passaggio alla moneta unica Euro, e della creazione dell’ Unione Europea del Ventunesimo secolo, avranno lo stesso sentore dell’ epoca di Carlo Magno. Anche la Merkel potrebbe essere ricordata come una figura di spicco dell’ ” Impero Euro – tedesco ” che iniziò nel 2005.

Un evento che noi non percepiamo ancora come di forte valore storico – simbolico verrà successivamente ripreso e studiato, il discorso alla Sorbona del 12 settembre 2006, di Papa Benedetto XVI, che fece infuriare il mondo islamico, facendolo scendere nelle piazze di tutto il Medio Oriente, e come la Guerra al Terrore iniziata nel 2001, si parlerà di questo evento come simbolo delle ” Crociate Occidente contro Oriente del 2000 “. Un’ altra vicenda che risulterà memorabile sarà la crisi delle vignette danesi pubblicate il 30 settembre 2005, che fomentarono la rabbia islamica nel 2006.

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Come noi parliamo dell’ Assedio di Damasco della Seconda Crociata nel 1148, in futuro si parlerà molto ampiamente della Guerra Siriana iniziata il 15 marzo 2011, in particolare della battaglia di Damasco del luglio 2012. Al posto di Saladino, si parlerà allora del ruolo di Assad in questo incredibilmente complesso conflitto. Come noi narriamo della Quarta Crociata e del Sacco di Costantinopoli, in futuro si segnaleranno gli attacchi terroristici di Istanbul del 2003, 2008 e 2010.

Gli Stati Uniti della Guerra al Terrore, che verrà ricordata come la ” Terza Guerra Mondiale frammentaria ” , saranno interpretati un po’ come noi ricordiamo i Mongoli che devastavano immensi territori ( i Mongoli si recarono anche a Baghdad ), e anche il ruolo della Cina nelle vicende di inizio millennio avranno lo stesso sentore dell’ epoca dell’ Impero Mongolo.

Papa Francesco sarà il nuovo simbolo liberale della nostra epoca, come noi abbiamo preso la figura di San Francesco come personaggio di spicco del medioevo. L’ estate del 2003 in Europa, in particolare, verrà simbolicamente ricordata come un’ epoca di ” crisi climatica “, come fu la Crisi del Trecento ( 1315 – 1317 ). Uno spettacolo di intrattenimento televisivo che rimarrà celebre nella storia sarà quello della narrazione della Divina Commedia da parte di Benigni, “Tutto Dante”, iniziato nel giugno 2006, e riprodotto in alcune tourneè.

George Bush sarà il novello Tamerlano che portò alla rovina Baghdad, mentre la foto dei due pontefici, del 23 marzo 2013, in preghiera l’ uno accanto all’ altro, verrà ricordato come un momento di separazione simbolica, fra la Chiesa come la conoscevamo, e un nuovo modello di Chiesa, quella tendente al liberalismo e alla globalizzazione del periodo Francescano della nostra epoca.

La graduale diffusione delle stampanti 3d verrà narrata come una transizione straordinaria in ambito tecnologico, come una, o forse in assoluto la prima, fra le mirabili invenzioni tecnologiche della nostra epoca. Si ricorderà il 16 luglio 1984 come noi ricordiamo il 23 febbraio 1755. Un libro in particolare che verrà rilevato dalla nostra epoca, sarà Il Codice da Vinci di Dan Brown, pubblicato nel 2003 – 2004. Una serie televisiva rilevante, invece, sarà quella de I Tudor.

Si narrerà del 2011, quando Barack Obama mostrò il suo certificato di nascita negli Stati Uniti, dei tornado che hanno devastato il territorio americano in quell’ anno, e dell’ attacco alla maratona di Boston del 2013. Si parlerà delle sessioni del Congresso statunitense.

Verranno ricordate le scoperte di esopianeti del 2011, 2012, 2013 e 2015 come “nuovi mondi”, e di una nuova Epoca delle Scoperte Astronomiche. In particolare verrà dato ampio risalto alla scoperta del Sistema Solare extraterrestre annunciata il 22 febbraio 2017. Si parlerà degli attriti e delle crisi diplomatiche fr Stati Uniti e Messico, a seconda di chi fra di loro resterà a galla nel futuro prossimo di questo secolo, come dei novelli Cortès oppure come delle popolazioni inferiori da tenere sotto controllo, dei Cartelli Messicani e delle vicende della cronaca nera messicana, sanguinaria, come dei sacrifici umani degli Aztechi.

Elisabetta II sarà la figura di spicco della nostra epoca, in ambito Britannico e di cultura globale, un po’ come “la nostra” Elisabetta I. Risulteranno significativi gli attacchi terroristici francesi alla redazione di Charlie Hebdo e a Parigi nel 2015, e Nizza 2016,  ma saranno eventi periferici, come noi ricordiamo vagamente il Massacro degli Ugonotti di Parigi nel 1572. Il nostro Stephen King sarà molto probabilmente inserito come materia obbligatoria nell’ ambito della letteratura ( di genere, e popolare, ma di raffinatissimo livello) e la sua figura sarà nota in tutto il mondo, come noi ricordiamo Shakespeare.

Le epopee dei migranti sui barconi, mandati allo sbando nel mar Mediterraneo, rifiutati e dimenticati, assunti solo per raccogliere pomodori, saranno le vicende narrate a mò della Tratta degli Schiavi usati per raccogliere il cotone, del Seicento.

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Verrà ricordata la Crisi Catalana del 2017, ma solo nei libri di storia particolareggiati e di nicchia, come facciamo noi con la Rivolta Catalana del 1640 e la Guerra di Successione Spagnola. Verrà ricordato mediaticamente l’ incendio della Grenfell Tower a Londra nel 2017, e il fenomeno MeToo e il caso mediatico di Harvey Weinstein verrà ricordato come una isteria dei nostri tempi, come la caccia alle streghe del 1692.

Il momento in cui si segnalerà una nuova epoca della crescente potenza Russa sarà l’ intervento militare in Siria del 2015. Sarà anche ricordata la tormentata e complessa vicenda della Brexit, come di un momento di crisi profonda della politica britannica, fra il 2016 e il 2020. L’ estate e l’ autunno del 2018, nell’ era statunitense di Donald Trump, e in particolare il caso Kavanaugh verranno narrati come un momento di particolare rilevanza, con i toni magnificati che utilizziamo per la Rivoluzione Americana, e alcuni libri di storia particolareggiati non mancheranno di segnalare la brutale uccisione di Kashoggi in Turchia da parte dei Sauditi, come certi libri ricordano la brutale uccisione di Tupac Amaru II nel 1781.

Il movimento dei Gilet Jaunes in Francia, inaugurato nel novembre 2018 verrà ricordato come una tappa fondamentale per l’ inizio di una nuova epoca rivoluzionaria,e verrà magnificato e studiato nel dettaglio, e forse anche abbastanza glorificato, come le vicende della Rivoluzione Francese, e si ricorderanno le soppressioni di queste proteste con i proiettili di gomma, i feriti gravi e le vittime.

Del 2018 si ricorderanno le carovane in viaggio dall’ Honduras agli Stati Uniti di ottobre, e quelle delle primavere del 2017 e 2018 provenienti dall’ America Centrale e altri paesi del Sudamerica, che un giorno lontano saranno romanticizzate e mediatizzate come abbiamo fatto noi con l’ Oregon Trail del 1840.

Il nuovo Napoleone verrà trovato nelle figure di Macron in Francia nel periodo dei gialli rivoluzionari, che sarà ricordato anche per la scarsa capacità diplomatica nei confronti della nostra nazione, e di Guaidò, fautore del colpo di stato in Venezuela del 2019, autoproclamatosi leader del paese, che ha fallito la missione di liberazione il 30 aprile 2019. Al posto della Guerra di Indipendenza Venezuelana di Bolivar ottocentesca, si parlerà della Crisi Costituzionale Venezuelana del 2019 dell’ epoca di Maduro. In Italia avrà particolare risalto la vicenda di cronaca nera del cittadino di colore che ha tentato di dare fuoco ad un pulmino scolastico, un evento sventato dai Carabinieri. Si ricorderà la prima abdicazione di un imperatore giapponese in duecento anni, avvenuta di recente. E si parlerà della primavera, e in particolare di maggio 2019, come di una “fredda e maledetta primavera”, un po’ come noi ricordiamo l’ Anno senza Estate, il 1816. In America avrà una certa rilevanza di carattere paleo – mediatico il confronto fra l’ attivista nativo americano e gli studenti cattolici di Covington con il cappello di Trump, del 18 gennaio 2019, come il primo potenziale tassello di una nuova ondata di crisi diplomatiche fra gli americani di origine britannica e i nativi del continente. Si ricorderà anche l’ Incendio di Notre Dame del 15 aprile 2019, fautore di un breve risveglio di coscienza religioso, con le masse riunite in preghiera davanti alla visione delle fiamme e del disfarsi della guglia. 

La “trade war” del 2018 fra Stati Uniti e Cina verrà inserita solo nei libri specializzati, come la Guerra dell’ Oppio cinese ottocentesca. Nei libri specializzati locali verrà inserita anche la sparatoria scolastica in Ucraina, Crimea, del 2018. 

Invece del Quarantotto si ricorderanno il Duemiladiciassette e il Duemiladiciotto, quelli della marcia degli studenti statunitensi contro le armi da fuoco in seguito alla sparatoria scolastica di San Valentino 2018, le proteste all’ inaugurazione di Trump, le più partecipate della storia del paese, le manifestazioni delle donne femministe e liberali, la crisi Catalana e molto probabilmente ci sarà anche un Duemiladiciannove, all’ insegna del clima e di Greta, per esempio il 27 settembre 2019 ci sarà l’ #Earthstrike.

I videogiochi a scelta multipla ( film interattivi ) come Life is Strange (1 e 2), Heavy Rain, Oxenfree, Detroit Become Human,verranno riproposti alle classi scolastiche per studiare l’ immaginario e la cultura dell’ epoca in cui sono stati pubblicati, come noi leggiamo di Tom Sawyer di Mark Twain. La storia della videoludica sarà argomento universitario, e verranno studiati e riproposti agli studenti giochi d’ avventura ed esplorazione libera come Red Dead Redemption II, che ci illustrerà in maniera quasi del tutto realistica la vita quotidiana del periodo del Far West ottocentesco. 

Un altro evento storico che verrà messo in risalto sarà il summit fra il leader nordcoreano e il presidente statunitense Donald Trump, il 12 giugno 2018, e nel febbraio 2019. Nei libri di storia ci sarà una voce anche per il summit del G7 del 2018, nel quale i leader delle nazioni più influenti del mondo si sono trovati alle prese con un imprevedibile e controverso Donald Trump, e verrà inserita anche l’ organizzazione del mondiale di calcio del 2018 in Russia, come uno dei tornei sportivi dai toni più politicizzati e geopoliticamente strategici di sempre. Inoltre del 2018 si ricorderà anche la complessa vicenda dei giovani calciatori thailandesi intrappolati in una caverna per settimane, e della loro liberazione. Inoltre risulterà rilevante il fatto di marzo dell’ ex ufficiale dell’ intelligence militare russo Skripal, che funse da doppio agente per l’ intelligence britannica, avvelenato assieme alla figlia con il Novichok in Inghilterra, un veleno che ha intossicato e fatto almeno un’ altra vittima anche in estate. Anche l’ annuncio del ritiro dalla vita politica nel 2021 della Merkel, in seguito alle deludenti elezioni nazionali del 2018 verrà inserito nei libri di storia. Notevole attenzione verrà dedicata alla vicenda del brutale assassinio del giornalista Kashoggi nella ambasciata araba di Istanbul, in Turchia, da parte di sauditi, nell’ ottobre del 2018, un po’ come noi accenniamo oggi all’ uccisione dell’ arciduca Ferdinando nel 1914.