L’anno più felice di sempre

13 06 2019
Film britannico del 1957. Dell’epoca in cui incredibilmente si producevano ancora veri e propri film in UK, diversi da quelli di Hollywood.

Oggi vi proponiamo un articolo apparso sul Daily Mail due anni e mezzo fa. Nonostante sia forse passato un po’ di tempo, non penso proprio che esso abbia nel frattempo perduto la sua fragranza.

Anzi, mi viene da dire che migliorerà sempre più con gli anni.

Tra l’altro, il presente post del blog lo si potrebbe vedere come un ricorso di quest’altro: https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/11/27/l11-aprile-1954-non-e-successo-niente/

Trovandosi sul Daily Mail, ovviamente, tutto l’articolo in questione è incentrato sulla Gran Bretagna e su tante cose che sicuramente riescono ad assaporarle in pieno solo i lettori britannici…però il fatto è che il 1957 pare davvero che fu sul serio un anno decisamente felice e non solo per l’UK ma per tutto l’intero Occidente (più Russia, ciòè l’allora URSS, che comunque considero parte dell’Occidente): gli USA furono nel pieno degli anni Cinquanta di Happy Days e di un presidente repubblicano con una politica economica di sinistra, la Germania ovest e l’Italia si stavano apprestando al cosiddetto “boom economico”, l’URSS metteva in orbita il primo satellite artificiale e cominicava il cosiddetto “disgelo”con gli USA e la NATO…

https://it.wikipedia.org/wiki/1957

Prima che trovassi il seguente testo, ricordo bene l’impressione di una certa serenità che ho sempre avuto di fronte ai mass media di quell’epoca precisa, che fossero magari siparietti pubblicitari animati francesi trasmessi in palinsesti tv notturni dimenticati  oppure riviste italiane dell’epoca trovate nelle cantine, riviste popolate oltre che da Amintore Fanfani anche da Jayne Mansfield e Brigitte Bardot. E proprio in un’Italia nell’anno di elezioni politiche somiglianti a una siesta messicana, alla televisione iniziò il “Carosello”, vennero messe in commercio le prime auto utilitarie “per tutti” come le Fiat 600 e Nuova 500 (stavolta davvero per le classi popolari e non per finta come successe con la Fiat 500 “Topolino” del 1936), e il “maggiolone” VW, la 2CV e la Citroen DS “Squalo” cominciarono a diffondersi rispettivamente dalla Germania ovest e dalla Francia dopo essere rimaste sotto chiave almeno dal 1939.

Al di là di questo, io non so se l’autore Dominic Sandbrook (https://www.dailymail.co.uk/news/article-4150296/Yes-1957-really-happiest-year-ever.html) o quei ricercatori di cui scrive abbiano mai pensato alla possibilità di cicli storici; il 1957 fu l’anno in cui “doveva ancora tutto accadere” poiché fu il primo in cui si lasciarono davvero alle spalle gli anni  che sfociarono nella cosiddetta “seconda guerra mondiale”, venne lasciata dietro quell’epoca cinica che portò al 1929, agli anni Trenta e ai disastrosi anni Quaranta. Epoca cinica la quale non potè imparare nulla dal 1957 semplicemente perché allora si trovava ancora nel futuro e non potè imparare nulla da quell’ ALTRO 1957, all’ inizio inizio della Belle Epoque situato nel pieno degli anni Ottanta del XIX secolo perché ormai troppo indietro nel passato.

 

Sì, il 1957 fu davvero l’anno più felice di sempre! Questo è ciò che hanno scoperto dei ricercatori e, come sostiene uno storico, la nostra epoca cinica potrebbe imparare tanto dal suo ottimismo

Qual’è stato l’anno recente più felice per la Britannia? Gli storici battibeccano da anni per cercare una risposta a questa domanda, ma ora una squadra della Warwick University sostiene di averlo scoperto. L’anno migliore della nostra storia moderna, affermano, è stato il 1957.

A prima vista, questa potrebbe sembrare una scelta strana: il 1957 fu l’anno in cui Harold Macmillan divenne Primo Ministro, Paul McCartney incontrò per la prima volta John Lennon, Stanley Matthews giocò la sua ultima partita per l’Inghilterra e Patrick Moore apparve per la prima volta nella televisione britannica.

Fu anche l’anno in cui la regina diede il suo primo messaggio natalizio televisivo ed Elvis Presley registrò il suo primo numero uno britannico, All Shook Up.

Harold MacMillan divenne primo ministro nel 1957 sostenendo “non siete mai stati tanto bene!”.

Ciononostante, non fu in alcun modo uno degli anni iconici della storia moderna.

Nessuno ha mai scritto un libro che celebra gli eventi e le conquiste del 1957, come s’è fatto con anni importanti come il 1914 (l’inizio della prima guerra mondiale), il 1945 (la fine della seconda guerra mondiale) o il 1989 (la fine della Guerra Fredda) [o anche il 1968 o il 2001…]

Ma i ricercatori di Warwick sono irremovibili. Dopo aver setacciato circa otto milioni di libri pubblicati tra il 1776 e il 2009, e contando l’uso di “parole positive” come “pace”, “pacifico”, “divertimento” e “felicità”, affermano che tutte le prove suggeriscono che il 1957 rappresenta il picco, il vero Everest del nostro benessere nazionale.

Avendo passato un sacco di tempo a scrivere sulla Gran Bretagna dagli anni Cinquanta, potrei avere qualche dubbio sui loro metodi di ricerca, ma non posso essere in disaccordo con le loro conclusioni.

E anche se i sedicenti progressisti possono amare il mondo gentile e ordinato degli anni Cinquanta in Gran Bretagna, penso che potremmo imparare molto dai tempi degli arredi G-plan, delle radio in bachelite e delle case angolari di Lione.

Per i giovani [non solo per i giovani] di oggi, la Gran Bretagna del 1957 sembra appartenere alla storia antica. Era una terra di terrazzi affumicati e di pub di quartiere, di uomini incappottati [e con i cappelli] con le loro pinte di mite e di casalinghe con il velo che spazzava i loro passi, un paesaggio che svaniva di piccioni e stagni, Muffin The Mule e Hancock’s Half Hour.

Per i giovani moderni la fine degli anni ’50 sembra storia antica.

Non tutto era perfetto, ovviamente. Nessuna società lo è mai stata. La Gran Bretagna alla fine degli anni Cinquanta aveva poco tempo per persone che erano diverse, per immigrati, gay e lesbiche, o per coloro che non erano proprio in grado di adattarsi. Se avessi camminato per alcune strade nel 1957, avrei visto dei cartelli con su scritto “Niente cani, niente irlandesi e niente negri.”

Però è un po’ troppo poco per schernire i presunti fallimenti dei nostri predecessori. Molto meglio, penso, imparare da quello che avevano di buono – e la verità è che nel 1957, in Gran Bretagna c’erano un sacco di cose giuste.

Forse la cosa più sorprendente, considerato il fatto che tanti di noi sono disgraziati nel 2017, è ciò che una volta eravamo persone allegre e ottimiste. Erano passati solo 12 anni dalla fine della seconda guerra mondiale e alcune città e città erano ancora segnate dai danni delle bombe.

Eppure, dopo gli anni di austerità del dopoguerra, il grande motore del consumismo aveva già cominciato a ruggire. Nel 1957, i primi bar “express”, come li chiamavano allora, si stavano diffondendo nell’Inghilterra meridionale, mentre i primi gruppi di skiffle stavano trovando un pubblico entusiasta.

Le vendite di automobili, televisori e elettrodomestici in vendita a High Street erano a livelli record: entro la fine del decennio otto famiglie della classe operaia su dieci possedevano un televisore e tre su dieci possedevano una lavatrice; quando fino a pochi anni prima praticamente nessuno ne possedeva neanche uno.

Per dirla in modo spiccio, la vita stava migliorando ad un ritmo sorprendente.

Solo da vent’anni la Gran Bretagna era affondata nelle profondità della Grande Depressione, eppure milioni di persone ora godevano di comfort e piaceri – una nuova casa, una nuova macchina, forse anche una vacanza all’estero – cose che una volta sarebbero state quasi inimmaginabili.

In effetti, essere giovani nel 1957 era un paradiso. Era un paese con piena occupazione, dove si poteva uscire da un lavoro lunedì pomeriggio e trovarne uno migliore martedì mattina, dove gli stipendi erano alti e costantemente in aumento.

Nessuna generazione nella storia aveva mai prima goduto della libertà finanziaria e personale degli adolescenti del 1957.

Come disse a un intervistatore un ragazzo della classe operaia di Coventry: “Ogni settimana comprerei almeno due o tre singoli di musica. C’erano così tanti bei lavori ben pagati per adolescenti legati all’industria automobilistica. Ogni settimana mi basta una manciata di sterline, per i vestiti, per uscire fuori la sera e, soprattutto, per la musica. “

Niente di tutto questo andò perduto col nuovo premier eletto quell’anno Harold Macmillan, il quale, anzi, si fece vedere positivamente appagato dalla nuova società dei consumi. Senza dubbio questo spiega le sue famose parole dette a Bedford, “non siete mai stati meglio!”

“Siamo sinceri”, disse il primo ministro alla folla, “la maggior parte della nostra gente non se l’è mai passata così bene. Andate in giro per il paese, andate nelle città industriali, andate nelle fattorie e vedrete una prosperità che non abbiamo mai avuto nella nostra vita, né mai nella storia di questo paese “.

Gli intellettuali di sinistra danno alla Gran Bretagna degli anni Cinquanta una fama ingiustamente cattiva sostenendo che era soffocante

All’epoca, naturalmente, le persone presumevano che la loro nuova prosperità avrebbe potuto renderli sempre più felici.

Mentre la fine degli anni Cinquanta diventavano gli anni Sessanta, sognavano pacchetti salariali sempre più grandi, auto sempre più sfolgoranti, elettrodomestici sempre più elaborati, vacanze sempre più esotiche.

Sicuramente, si dicevano, la vita degli inizi del XXI secolo sarebbe stata un Paradiso, libero da malattie, tristezze e ansie.

Bene, sappiamo quanto si fossero sbagliati. In verità – oltre all’ottimismo e all’inizio inizio del consumismo, forse la qualità più preziosa che definì la Gran Bretagna del 1957 fu il senso di comunità.

Questo, più di ogni altra cosa, è ciò che distingue quel mondo dal nostro: un senso di appartenenza, di vicinato, di una società stabile, stabile, felice.

Si trattava di un paese con una grande mobilità sociale, in cui i bambini della classe operaia più brillanti potevano, dopo la scuola dell’obbligo, aspirare a un posto all’università, a un buon lavoro e un reddito costante.

Però, al tempo stesso, non era una società schiava dell’ingordigia e dell’ambizione; né era una società di individualisti rampanti, che conoscevano il prezzo di tutto e il valore di nulla.

A questo proposito, ciò era altrettanto vero nelle prospere periferie meridionali così come negli stereotipi delle calde e omogenee strade dell’Inghilterra settentrionale. Così, quando i ricercatori studiarono il fiorente borgo di Woodford nel 1957, in quello che oggi è il nord-est di Londra, furono colpiti dal forte spirito di comunità che si respirava allora.

La gente andava in chiesa e nei club insieme. Andavano d’accordo con i loro vicini, e si sentivano rassicurati che i loro concittadini condividessero la loro cultura e i loro valori.

«C’è uno spirito molto amichevole», osservò una casalinga, una certa mrs Noble. ‘Penso di appartenere a una calda comunità ‘.

Stava parlando di Woodford, ma avrebbe potuto facilmente parlare della Gran Bretagna tutt’intera.

In alcuni ambienti culturali, la Gran Bretagna degli anni Cinquanta subisce una stampa ingiusta. Gli intellettuali di sinistra, per esempio, sono spesso pronti a tacciare quegli anni come soffocanti, stagnanti e reazionari, sostenendo che invece gli anni Sessanta erano più liberi e sbarazzini.

Questo mi ha sempre colpito come un’assurdità assoluta. Sì, la Gran Bretagna degli anni Cinquanta era un paese patriottico e moralmente conservatore, non privo di difetti e pregiudizi.

Ma era anche una società immensamente stabile, prospera e ottimista, perfettamente bilanciata tra progresso e continuità, tra entusiasmo per il cambiamento e rispetto per la tradizione.

Con i loro ricordi di guerra di austerity, la maggior parte delle persone erano troppo sensibili, troppo consapevoli dalle avversità, per condividere le nostre ossessioni delle novità e delle celebrity. Sapevano che la vera felicità spesso si trova nella semplicità e nella stabilità, valori che invece in questi ultimi decenni abbiamo ampiamente dimenticato.

A Woodford nel 1957, venne intervistata una donna la cui vita forse sembrerebbe orribilmente noiosa a moltissimi giovani di oggi.

“Alla fine della giornata,” quella donna osservò, “ricordo tutte le operazioni di lucidatura e pulizia, lavaggio e stiratura, che dovranno essere ripetute da capo, e come molte altre casalinghe vorrei che la mia vita potesse essere un po ‘più eccitante a volte.”

“Ma quando il caminetto alla sera scoppietta, quando la casa brilla di pulito, allora mi sembra che questa sia forse la strada per la vera felicità.”

Le nostre vite di adesso sono tanto più felici e piene della sua, con tutti gli stress, le inquietudini e le ansie fastidiose accompagnate dal flusso ininterrotto di aggiornamenti dei social network, delle e-mail e gli avvisi di Twitter? Mah.

In effetti, quando visionate cinegiornali e film di quei giorni, e vedete la semplice gioia della gente che si sdraia a prendere il sole sulla spiaggia di Blackpool, salutando agitata dai finestrini del treno, chiacchierando affettuosamente con i vicini all’angolo della strada, o lanciando i cappucci in alto alle partite di calcio , è difficile non provare una punta di rimpianto per la nostra innocenza perduta.

Non possiamo tornare indietro, naturalmente. I giorni di Dixon Of Dock Green e il fumo di pipa nei pub sono spariti, per non tornare mai più.

Ma se potessimo imparare ancora una volta i valori di semplicità, stabilità, patriottismo e comunità, allora forse anche noi potremmo riconquistare la tranquilla soddisfazione che caratterizzava la vita di tante persone in quel mondo scomparso del 1957.

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Come sarà narrata la Storia nel futuro remoto

16 05 2019

 

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Quando verranno applicate le Leggi della Storia per studiare da capo tutte le vicende umane, rivalutare e riconsiderare tutti i potenziali allacci fra le epoche, si comprenderà che la Storia dell’ umanità è “iniziata di nuovo” nel marzo 1868 quando una ragazzina chiamò il padre per avvisarlo che nella caverna di Altamira in Spagna vi erano dipinti di animali alle pareti.

Si studieranno le epoche dei ritrovamenti del nostro passato più remoto, come in Prussia nel 1856 e i dipinti nelle caverne nel 1879. Si racconteranno i blizzard ottocenteschi come una mini era glaciale, e si narreranno le leggende circostanti l’ invenzione dell’ automobile nel 1886, della bicicletta nel 1864 – 1868 e della motocicletta nel 1885. Si parlerà delle mitiche scoperte archeologiche del 1922, di Ur in Iraq e di Tutankhamon in Egitto.

La figura di Adolf Hitler ( il Fuhrer ) sarà tanto remota e tanto intrisa di storia dal gusto mitologico quanto lo sono i faraoni dell’ Antico Egitto come Ramses II, per noi, in quest’ epoca. Si parlerà della Germania Nazista come del Vecchio Regno d’ Egitto. Hitler apparirà quasi come una figura anti – religiosa, e i Nazisti saranno narrati come seguaci, la Svastica avrà la stessa impressione di un geroglifico egiziano. Si narrerà della spedizione archeologica che, fra il 1928 e il 1939 ha portato i tedeschi a riscoprire le rovine di Uruk e Gilgamesh, il sovrano dell’ antichità.

Si indagherà a fondo nel “misticismo – simbolismo nazista” a noi assai poco noto, come il Sole Nero di Himmler, un po’ come nell’ Impero di Sargon, il primo impero della Storia, vi era la dottrina del Sole Nero. Si farà un paragone fra l’ Antico Egitto e l’ Epoca Nazista, per esempio facendo notare che Hess, il vice di Hitler, visse sedici anni in Egitto, e che molti egittologi degli anni ’30 del ‘900 supportavano il Nazismo. Si farà infatti notare che la Germania era il primo paese al mondo in ambito di studio egittologico. Inoltre Albert Speer, architetto di Hitler, studiava l’ Antico Egitto. Hitler, nel febbraio 1939, si recò ad una esibizione di arte egiziana a Berlino. La Repubblica di Weimar apparirà come il Regno di Mezzo dell’ Antico Egitto.

Le campagne militari della Seconda Guerra Mondiale in Egitto avranno la stessa importanza che viene ora data a quando gli Ittiti invasero l’ Egitto, e la Germania verrà descritta come una quasi superpotenza dell’ epoca, “prospera” come il Nuovo Regno d’ Egitto. L’ Olocausto degli Ebrei avrà lo stesso valore storico e “leggendario” dell’ esodo degli Ebrei dall’ Egitto e di quando i nuovi nati degli ebrei vennero gettati uno ad uno nelle acque del Nilo e verrà identificata la data del 3 novembre del 1943 come il peggior giorno della storia della civiltà ebraica. Si narrerà dell’ invasione da parte degli Afrika Korps tedeschi in Egitto nel 1942, e dell’ Operazione Sonnenblume del 1941 come di quando Ramses II affrontò gli Ittiti. La Seconda Guerra Mondiale avrà lo stesso sentore leggendario della Guerra di Troia per noi. La Campagna Nordafricana del 1940 sarà il nuovo collasso dell’ Età del Bronzo. L’ Epoca Oscura dell’ Antica Grecia sarà sostituita dalle vicende greche della Seconda Guerra Mondiale.

L’ immagine dei bracci alzati (il saluto nazista) avrà la stessa impressione delle figure con il braccio alzato dell’ epoca di Akhenaten, il faraone che aveva inventato questo gesto. Si parlerà del ” culto ariano ” nazista come noi parliamo ora degli ariani dell’ India nel 1000 avanti Cristo, l’ epoca dei Vedas e del sanskrito.

L’ epoca dell’ Antica Grecia sarà rimpiazzata dalle vicende della Grecia di Papandreou e dalla Guerra Civile Greca negli anni ’40 del ‘900. La fondazione di Israele nel 1948 avrà lo stesso sentore leggendario della conquista di Gerusalemme da parte di David nel 1003 avanti Cristo. Si parlerà delle prime olimpiadi post – guerra, e delle vicende politiche degli anni ’70, l’ epoca di Andreotti, in Italia.

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Il bicentenario degli Stati Uniti il 4 luglio 1976 diventerà leggendario come la narrazione della fondazione di Roma, e invece di parlare di Sparta, si parlerà della Dittatura dei Colonnelli in Grecia, a partire dal 1967. La pena di morte messa in pratica negli Usa sarà interpretata come noi ora interpretiamo le leggi draconiane di Atene, e le usanze barbariche dei popoli del passato remoto.

L’ Iran degli anni ’70 e ’80 del ‘900 saranno il nuovo Impero Persiano, e l’ Unione Sovietica verrà ricordata come noi ricordiamo la celebre rivale di Roma, Cartagine ( Tunisia ), e si ricorderà anche la ” fase dell’ Iraq” , quindi la Prima Guerra del Golfo del 1991, e della minacciosa figura di Saddam Hussein, e di come la leggenda e il folklore dell’ epoca narrano di un fantomatico attacco con un piccolo ordigno nucleare nei pressi di Baghdad, il 27 febbraio 1991, da parte degli Stati Uniti al termine di quel conflitto.

Si parlerà dell’ entrata della Grecia nell’ Unione Europea nel 1981 come noi ora interpretiamo la vicenda della Grecia consegnata a Roma, visto il destino che dovrà affrontare la nazione dal 2010 in avanti. In Italia si narrerà dell’ Italia di quei tempi come della Repubblica Romana dei nostri libri di storia, e allo stesso modo sarà interpretata la superpotenza statunitense.

Come Atene scelse la democrazia, anche la Dittatura dei Colonnelli ebbe fine nel 1974. La guerra fra Iran e Iraq degli anni ’80 del ‘900 saranno spiegate come noi narriamo delle guerre greco – persiane dell’ antichità, e di come i Persiani invasero l’ Acropoli ad Atene.

Nei libri di storia, nel capitolo sulla cultura tardo – novecentesca si parlerà di Hollywood e della cultura del cinema e dei lungometraggi e cortometraggi, un po’ come noi ascoltiamo le lezioni scolastiche sulla epoca d’ oro del teatro greco. Chissà quali saranno i film che verranno interpretati e raccontati nei secoli futuri … Alcune conferenze di personaggi che nel nostro quotidiano magari ci sono poco noti, come purtroppo possiamo dire di Terence Mckenna, attraverso Youtube e la rete Internet verranno riproposte agli studenti del futuro, e un ruolo centrale probabilmente lo avrà proprio Mckenna, che fra il 2009 e il 2012 ha spopolato sulla rete, poiché la grandissima parte delle sue lectures, dal 1982 al 1999, sono ancora visualizzabili in rete, sia in formato audiovisivo che in forma scritta, tramite una grande quantità di fonti. Terence Mckenna entrerà nell’ immaginario filosofico come un novello Platone.

Le immagini della Statua della Libertà e della sua riapertura al pubblico nel 1986 saranno simili alle nostre immagini simboliche del Colosso di Rodi in Grecia, e i libri di storia nei licei classici del futuro al posto delle guerre puniche avranno i capitoli sulla Guerra Fredda novecentesca fra le due superpotenze, quella Sovietica e quella Americana. La distruzione di Cartagine verrà rimpiazzata dalle descrizioni del disastro nucleare di Chernobyl nel 1986 e dai capitoli sul collasso dell’ Unione Sovietica nel 1991.

La Pax americana del 1992 – 2001 avrà la stessa impressione che abbiamo noi della Pax Romana, ai tempi dell’ emergere dell’ Impero Romano. Quest’ epoca verrà fatta iniziare fra il 20 gennaio 1988, quando venne inaugurato Bush padre, e il 1 febbraio 1992 quando venne dichiarata terminata la Guerra Fredda. Giovanni Paolo II in ambito religioso e culturale diventerà una figura semi messianica, come il nostro Gesù Cristo, e si parlerà della sua elezione nel 1978 successiva alla misteriosa scomparsa prematura del Papa precedente, e del lento e graduale declino della sua salute, mentre invece dapprima appariva come un pontefice molto dinamico, e di come nonostante tutto, non abbandonò il suo compito, fino alla scomparsa avvenuta il 2 aprile 2005. L’ attentato ai suoi danni del 13 maggio 1981 verrà ricordato come un evento dai risvolti leggendari, come la crocefissione di Cristo.

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Al posto delle vicende riguardanti i giochi gladiatoriali nel Colosseo, sorprendentemente si narrerà dei match di wrestling e dei tornei di arti marziali moderni, anche videoludici. Oppure si parlerà delle più celebri partite di baseball, e di calcio. Il muro fra Messico e Usa, installato durante la presidenza Clinton fra San Diego e Tijuana nel 1993 verrà ricordato come noi ora narriamo del Muro di Adriano.

Il fenomeno del revival della cultura e del calendario Maya fra il 1982 e il 2012, soprattutto grazie alle conferenze di Mckenna, verrà visto come un curioso fenomeno. Verrà ricordato il profondo legame che gli Stati Uniti hanno con il Cristianesimo, sia cattolico che protestante, e si parlerà delle persecuzioni cristiane moderne in Medio Oriente.

Noi interpretiamo in un certo modo la venuta dei barbari alle soglie dell’ Impero Romano, e una vasta quantità di materiale storico verrà riservato alla lunga vicenda delle migrazioni, dei migranti moderni e dei profughi delle prime due decadi del millennio, e potrebbero essere interpretate come una delle ragioni della grande crisi Europea della nostra epoca. Al posto del Sacco di Roma del 410 si narrerà dell’ attacco di Oklahoma City nel 1995 oppure dell’ 11 settembre 2001, come due eventi che hanno scalfito la percezione americana di essere intoccabili e inattaccabili. I lupi solitari, gli estremisti e i terroristi islamici saranno interpretati dalle epoche future come i ” nuovi barbari ” che minacciavano l’ Impero.

Un evento simbolicamente importante e fondamentale verrà segnalato, il 1 luglio 1997, la cessione di Hong Kong alla Cina da parte del Regno Unito, e la scomparsa della Principessa Diana, come la fine dell’ Impero Britannico e l’ inizio del declino della percezione della famiglia reale in Gran Bretagna. Il declino dell’ Impero Britannico verrà studiato in maniera tanto approfondita di quanto a fondo noi studiamo la caduta dell’ Impero Romano.

Papa Benedetto XVI, il pontefice che abdicò, verrà ricordato come noi ricordiamo il Benedetto che si occupò dell’ emergere della cultura monastica medievale, oppure come noi ricordiamo il primo imperatore tedesco del Sacro Romano Impero. Bashar Al – Assad sarà probabilmente una figura storica di spicco, assieme ai leader islamici dei nostri tempi, ma lui in particolare, per via della Guerra Siriana, e si narrerà del decollo cinese di inizio millennio come di una epoca d’ oro della Cina, come noi parliamo delle dinastie Tang e Song.

Quando il Messico verrà riconosciuto come superpotenza nel tardo ventunesimo secolo, si ricorderanno i sismi del 1985, 1999 e del 2003, un po’ come noi narriamo del Collasso di Teotihuacan. I libri di storia conterranno le narrazioni della storia dell’ emergere dell’ Isis, della reinstaurazione del Califfato Islamico, nel 2014. Si parlerà dell’ epoca fra il 1991 e il 2003 come di una epoca eccezionale in Iraq, Baghdad, prima dell’ Epoca del Caos corrispondente alla caduta di Saddam.

Le vicende riguardanti il passaggio alla moneta unica Euro, e della creazione dell’ Unione Europea del Ventunesimo secolo, avranno lo stesso sentore dell’ epoca di Carlo Magno. Anche la Merkel potrebbe essere ricordata come una figura di spicco dell’ ” Impero Euro – tedesco ” che iniziò nel 2005.

Un evento che noi non percepiamo ancora come di forte valore storico – simbolico verrà successivamente ripreso e studiato, il discorso alla Sorbona del 12 settembre 2006, di Papa Benedetto XVI, che fece infuriare il mondo islamico, facendolo scendere nelle piazze di tutto il Medio Oriente, e come la Guerra al Terrore iniziata nel 2001, si parlerà di questo evento come simbolo delle ” Crociate Occidente contro Oriente del 2000 “. Un’ altra vicenda che risulterà memorabile sarà la crisi delle vignette danesi pubblicate il 30 settembre 2005, che fomentarono la rabbia islamica nel 2006.

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Come noi parliamo dell’ Assedio di Damasco della Seconda Crociata nel 1148, in futuro si parlerà molto ampiamente della Guerra Siriana iniziata il 15 marzo 2011, in particolare della battaglia di Damasco del luglio 2012. Al posto di Saladino, si parlerà allora del ruolo di Assad in questo incredibilmente complesso conflitto. Come noi narriamo della Quarta Crociata e del Sacco di Costantinopoli, in futuro si segnaleranno gli attacchi terroristici di Istanbul del 2003, 2008 e 2010.

Gli Stati Uniti della Guerra al Terrore, che verrà ricordata come la ” Terza Guerra Mondiale frammentaria ” , saranno interpretati un po’ come noi ricordiamo i Mongoli che devastavano immensi territori ( i Mongoli si recarono anche a Baghdad ), e anche il ruolo della Cina nelle vicende di inizio millennio avranno lo stesso sentore dell’ epoca dell’ Impero Mongolo.

Papa Francesco sarà il nuovo simbolo liberale della nostra epoca, come noi abbiamo preso la figura di San Francesco come personaggio di spicco del medioevo. L’ estate del 2003 in Europa, in particolare, verrà simbolicamente ricordata come un’ epoca di ” crisi climatica “, come fu la Crisi del Trecento ( 1315 – 1317 ). Uno spettacolo di intrattenimento televisivo che rimarrà celebre nella storia sarà quello della narrazione della Divina Commedia da parte di Benigni, “Tutto Dante”, iniziato nel giugno 2006, e riprodotto in alcune tourneè.

George Bush sarà il novello Tamerlano che portò alla rovina Baghdad, mentre la foto dei due pontefici, del 23 marzo 2013, in preghiera l’ uno accanto all’ altro, verrà ricordato come un momento di separazione simbolica, fra la Chiesa come la conoscevamo, e un nuovo modello di Chiesa, quella tendente al liberalismo e alla globalizzazione del periodo Francescano della nostra epoca.

La graduale diffusione delle stampanti 3d verrà narrata come una transizione straordinaria in ambito tecnologico, come una, o forse in assoluto la prima, fra le mirabili invenzioni tecnologiche della nostra epoca. Si ricorderà il 16 luglio 1984 come noi ricordiamo il 23 febbraio 1755. Un libro in particolare che verrà rilevato dalla nostra epoca, sarà Il Codice da Vinci di Dan Brown, pubblicato nel 2003 – 2004. Una serie televisiva rilevante, invece, sarà quella de I Tudor.

Si narrerà del 2011, quando Barack Obama mostrò il suo certificato di nascita negli Stati Uniti, dei tornado che hanno devastato il territorio americano in quell’ anno, e dell’ attacco alla maratona di Boston del 2013. Si parlerà delle sessioni del Congresso statunitense.

Verranno ricordate le scoperte di esopianeti del 2011, 2012, 2013 e 2015 come “nuovi mondi”, e di una nuova Epoca delle Scoperte Astronomiche. In particolare verrà dato ampio risalto alla scoperta del Sistema Solare extraterrestre annunciata il 22 febbraio 2017. Si parlerà degli attriti e delle crisi diplomatiche fr Stati Uniti e Messico, a seconda di chi fra di loro resterà a galla nel futuro prossimo di questo secolo, come dei novelli Cortès oppure come delle popolazioni inferiori da tenere sotto controllo, dei Cartelli Messicani e delle vicende della cronaca nera messicana, sanguinaria, come dei sacrifici umani degli Aztechi.

Elisabetta II sarà la figura di spicco della nostra epoca, in ambito Britannico e di cultura globale, un po’ come “la nostra” Elisabetta I. Risulteranno significativi gli attacchi terroristici francesi alla redazione di Charlie Hebdo e a Parigi nel 2015, e Nizza 2016,  ma saranno eventi periferici, come noi ricordiamo vagamente il Massacro degli Ugonotti di Parigi nel 1572. Il nostro Stephen King sarà molto probabilmente inserito come materia obbligatoria nell’ ambito della letteratura ( di genere, e popolare, ma di raffinatissimo livello) e la sua figura sarà nota in tutto il mondo, come noi ricordiamo Shakespeare.

Le epopee dei migranti sui barconi, mandati allo sbando nel mar Mediterraneo, rifiutati e dimenticati, assunti solo per raccogliere pomodori, saranno le vicende narrate a mò della Tratta degli Schiavi usati per raccogliere il cotone, del Seicento.

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Verrà ricordata la Crisi Catalana del 2017, ma solo nei libri di storia particolareggiati e di nicchia, come facciamo noi con la Rivolta Catalana del 1640 e la Guerra di Successione Spagnola. Verrà ricordato mediaticamente l’ incendio della Grenfell Tower a Londra nel 2017, e il fenomeno MeToo e il caso mediatico di Harvey Weinstein verrà ricordato come una isteria dei nostri tempi, come la caccia alle streghe del 1692.

Il momento in cui si segnalerà una nuova epoca della crescente potenza Russa sarà l’ intervento militare in Siria del 2015. Sarà anche ricordata la tormentata e complessa vicenda della Brexit, come di un momento di crisi profonda della politica britannica, fra il 2016 e il 2020. L’ estate e l’ autunno del 2018, nell’ era statunitense di Donald Trump, e in particolare il caso Kavanaugh verranno narrati come un momento di particolare rilevanza, con i toni magnificati che utilizziamo per la Rivoluzione Americana, e alcuni libri di storia particolareggiati non mancheranno di segnalare la brutale uccisione di Kashoggi in Turchia da parte dei Sauditi, come certi libri ricordano la brutale uccisione di Tupac Amaru II nel 1781.

Il movimento dei Gilet Jaunes in Francia, inaugurato nel novembre 2018 verrà ricordato come una tappa fondamentale per l’ inizio di una nuova epoca rivoluzionaria,e verrà magnificato e studiato nel dettaglio, e forse anche abbastanza glorificato, come le vicende della Rivoluzione Francese, e si ricorderanno le soppressioni di queste proteste con i proiettili di gomma, i feriti gravi e le vittime.

Del 2018 si ricorderanno le carovane in viaggio dall’ Honduras agli Stati Uniti di ottobre, e quelle delle primavere del 2017 e 2018 provenienti dall’ America Centrale e altri paesi del Sudamerica, che un giorno lontano saranno romanticizzate e mediatizzate come abbiamo fatto noi con l’ Oregon Trail del 1840.

Il nuovo Napoleone verrà trovato nelle figure di Macron in Francia nel periodo dei gialli rivoluzionari, che sarà ricordato anche per la scarsa capacità diplomatica nei confronti della nostra nazione, e di Guaidò, fautore del colpo di stato in Venezuela del 2019, autoproclamatosi leader del paese, che ha fallito la missione di liberazione il 30 aprile 2019. Al posto della Guerra di Indipendenza Venezuelana di Bolivar ottocentesca, si parlerà della Crisi Costituzionale Venezuelana del 2019 dell’ epoca di Maduro. In Italia avrà particolare risalto la vicenda di cronaca nera del cittadino di colore che ha tentato di dare fuoco ad un pulmino scolastico, un evento sventato dai Carabinieri. Si ricorderà la prima abdicazione di un imperatore giapponese in duecento anni, avvenuta di recente. E si parlerà della primavera, e in particolare di maggio 2019, come di una “fredda e maledetta primavera”, un po’ come noi ricordiamo l’ Anno senza Estate, il 1816. In America avrà una certa rilevanza di carattere paleo – mediatico il confronto fra l’ attivista nativo americano e gli studenti cattolici di Covington con il cappello di Trump, del 18 gennaio 2019, come il primo potenziale tassello di una nuova ondata di crisi diplomatiche fra gli americani di origine britannica e i nativi del continente. Si ricorderà anche l’ Incendio di Notre Dame del 15 aprile 2019, fautore di un breve risveglio di coscienza religioso, con le masse riunite in preghiera davanti alla visione delle fiamme e del disfarsi della guglia. 

La “trade war” del 2018 fra Stati Uniti e Cina verrà inserita solo nei libri specializzati, come la Guerra dell’ Oppio cinese ottocentesca. Nei libri specializzati locali verrà inserita anche la sparatoria scolastica in Ucraina, Crimea, del 2018. 

Invece del Quarantotto si ricorderanno il Duemiladiciassette e il Duemiladiciotto, quelli della marcia degli studenti statunitensi contro le armi da fuoco in seguito alla sparatoria scolastica di San Valentino 2018, le proteste all’ inaugurazione di Trump, le più partecipate della storia del paese, le manifestazioni delle donne femministe e liberali, la crisi Catalana e molto probabilmente ci sarà anche un Duemiladiciannove, all’ insegna del clima e di Greta, per esempio il 27 settembre 2019 ci sarà l’ #Earthstrike.

I videogiochi a scelta multipla ( film interattivi ) come Life is Strange (1 e 2), Heavy Rain, Oxenfree, Detroit Become Human,verranno riproposti alle classi scolastiche per studiare l’ immaginario e la cultura dell’ epoca in cui sono stati pubblicati, come noi leggiamo di Tom Sawyer di Mark Twain. La storia della videoludica sarà argomento universitario, e verranno studiati e riproposti agli studenti giochi d’ avventura ed esplorazione libera come Red Dead Redemption II, che ci illustrerà in maniera quasi del tutto realistica la vita quotidiana del periodo del Far West ottocentesco. 

Un altro evento storico che verrà messo in risalto sarà il summit fra il leader nordcoreano e il presidente statunitense Donald Trump, il 12 giugno 2018, e nel febbraio 2019. Nei libri di storia ci sarà una voce anche per il summit del G7 del 2018, nel quale i leader delle nazioni più influenti del mondo si sono trovati alle prese con un imprevedibile e controverso Donald Trump, e verrà inserita anche l’ organizzazione del mondiale di calcio del 2018 in Russia, come uno dei tornei sportivi dai toni più politicizzati e geopoliticamente strategici di sempre. Inoltre del 2018 si ricorderà anche la complessa vicenda dei giovani calciatori thailandesi intrappolati in una caverna per settimane, e della loro liberazione. Inoltre risulterà rilevante il fatto di marzo dell’ ex ufficiale dell’ intelligence militare russo Skripal, che funse da doppio agente per l’ intelligence britannica, avvelenato assieme alla figlia con il Novichok in Inghilterra, un veleno che ha intossicato e fatto almeno un’ altra vittima anche in estate. Anche l’ annuncio del ritiro dalla vita politica nel 2021 della Merkel, in seguito alle deludenti elezioni nazionali del 2018 verrà inserito nei libri di storia. Notevole attenzione verrà dedicata alla vicenda del brutale assassinio del giornalista Kashoggi nella ambasciata araba di Istanbul, in Turchia, da parte di sauditi, nell’ ottobre del 2018, un po’ come noi accenniamo oggi all’ uccisione dell’ arciduca Ferdinando nel 1914. 





Gatti di Schrödinger, cubi di Schrödinger e case dei fantasmi (cioè ne’ vivi ne’ morti)

26 04 2019

https://brizdazz.blogspot.com/2019/04/schrodingers-cube.html

https://brizdazz.blogspot.com/2019/04/the-historic-renwick-mansion.html

 

[Ho tolto una buona parte delle immagini presenti nei post originali. Purtroppo il tizio australiano del blog “Just watching the wheels go round” ha l’abitudine – oltre che di aggiornare il blog molto forse troppo frequentemente, di incorporare un mucchio di video anche lunghi che nessuno guarderà e di divagare senza mai andare dritto al punto – di inserire un mucchio di immagini “simpatiche” (anche .gif animate), con l’intenzione di “alleggerire”, cosa che  invece, a mio parere…appesantisce, anche lo stesso scorrimento della pagina web.]

[Pensare che questi suoi due post presi insieme li ho trovati parecchio importanti e meritevoli di essere ampliati in un articolo tutto loro, che scriverei con piacere se ne avessi la possibilità e soprattutto la capacità.

“The Cube” fa parte di uno di quei film del triennio 1997-1999 che mostrano come in quel momento di fine secolo XX, il cinema hollywoodiano si trasformò in una specie di “stargate” per l’evoluzione della (in)coscienza collettiva formata dalla grande massa planetaria degli spettatori cinematografici dei film usciti da Hollywood: “The Truman Show”, “The Matrix”, “The sixteenth floor”, “Titanic”, “Armageddon”, “Deep Impact”, “The Big Lebowsky”, “Jackie Brown”…e me ne dimentico sicuramente altri, senza contare che persino il provinciale cinema italiano ci mise del suo, con “Nirvana” di Salvatores…e qualcuno potrebbe anche obiettare che quest’ondata psichedelica era iniziata da ben prima del post 1995, perlomeno da dieci anni, dai tempi di “They live”…

Solo ciò che viene mostrato dal tipo di “Just watching the wheels go round”,  quando fa notare come l’ambientazione in cui si muovono i personaggi del film (cioè il cubo) sia un solido in tre dimensioni composto in due dimensioni da una serie di sei quadrati che sono praticamente la croce latina su cui è basata la religione cattolica, meriterebbe sicuramente un approfondimento.

E anche la seconda parte, con la discussione sul film “Winchester”, film che si svolge nella casa più infestata di spettri di sempre, meriterebbe di essere ampliata coinvolgendo magari un po’ di cose che si trovano dentro i testi ai link seguenti:

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-1-visioni.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-2-filosofie.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-3-derrida-vs-fukuyama.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-4-spettri-e-suoni.html

http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-5-altri-fantasmi.html

Articoli del web italiano da incorniciare – e penso nemmeno troppo conosciuti purtroppo – sulla fantasmagorica categoria filosofica di “hauntology” del filosofo Derrida come caratteristica sostanziale del post-moderno, soprattutto dal 1989-1994 in avanti. In alcuni punti di della serie di articoli qui sopra sembra persino essere profetizzata la vaporwave!

Tenendo presente ciò che leggerete e vedrete in questo post, la “hauntology” presentata in quei post di “La covata malefica” la possiamo vedere come il fantasma del gatto di Schrödinger (non uno zombi perché questi è “vivo E morto” mentre il fantasma è “vivo O morto”) dentro un cubo in cui siamo in trappola, fantasmi anche noi (e forse nel nostro caso pure zombi), un cubo in tre dimensioni che, reso in due dimensioni è nient’altro che la croce latina della religione cattolica ovverosia la matrice psico-storico-temporale in cui viviamo ormai da quasi duemila anni e non ne siamo tuttora usciti.]

Il gatto è vivo o morto?

Ho visto “CUBE” un piccolo grande film sul Netflix australiano durante il fine settimana di Pasqua, già da me visto negli anni ’90 in un cinema, ma appena uscito dalla proiezione, mi grattai la testa pensando che fosse si un film interessante, ma troppo strano … e poi me ne dimenticai.

Negli anni ’90 vidi il film pensando che qualche malvagio complesso militare-industriale stava usando una specie di progetto MKULTRA per giocare a gatto e topo su un gruppo di normali cittadini da utilizzare per un esperimento crudele.
Ma guardando di nuovo il film durante il fine settimana e dopo aver ascoltato il personaggio di Holloway borbottare diverse volte la frase “holy cats”, m’è venuto da pensare al film come a una rappresentazione del paradosso del gatto di Schrödinger in cui i personaggi possono essere vivi e al tempo stesso possono anche essere morti.

Il gatto di Schrodinger: un gatto, del veleno e una fonte radioattiva sono piazzati dentro una scatola sigillata. Se al suo interno un rilevatore (per esempio un contatore geiger) rileva radioattività (per esempio il singolo decadimento di un atomo), il contenitore del veleno si frantuma, rilascia il veleno e uccide il gatto. L’interpretazione di Copenhagen della meccanica dei quanti implica che dopo un po’ il gatto è simultaneamente vivo E morto. Eppure, quando si apre la scatola, si vede che il gatto è vivo OPPURE morto, non SIA vivo che morto. Ciò pone la questione di quando esattamente la superposizione quantistica ha termine e la realtà collassa in una possibilità o in un’altra.

Tale tipo di scenario ha reso per me il film molto più interessante in quanto suggeriva un genere di purgatorio in cui i personaggi non si trovavano più sulla Terra ma nemmeno nella “vita reale” dopo la vita.
Erano stati messi alla prova in qualche modo prima della prossima tappa del “viaggio dell’anima” e sarebbero stati ricompensati con l’ammissione in qualche tipo di paradiso (andare verso la luce) , oppure puniti dentro un reame infernale, oppure ancora fatti sul piano terrestre per rinascere in un’altra vita ed essere messi di nuovo alla prova.
Il che mi ha ricordato una battuta ironica in cui uno dei personaggi a un certo punto s’è reso conto di girare in tondo … dentro un cubo ?!  

Sentirete il personaggio di Ren nel trailer del film dire “dai un’occhiata bene, perché ho la sensazione che qualcuno ci stia guardando ” e lo studente di matematica indossa anche quegli iconici occhiali con montatura tonda che gli danno quell’aria alla ‘Grande Gatsby’ .
Chiunque “sia stato” a metterli tutti quanti nel cubo, ha fatto però si di non portare via gli occhiali allo studente dimodoché li possa usare per leggere i numeri posizionati all’ingresso di ciascuna porta.

Thinking Outside of Time (or the Box) Pensando al di fuori del tempo (o della scatola)

Non che io mi consideri davvero dentro la cristianità (forse solo a un livello mistico esoterico), ma apprezzo che una croce latina fatta di quadrati possa agevolmente trasformarsi in una scatola chiusa, e viceversa;-)

A prescindere da qualsiasi cosa intendiate fare, vi consiglio di non mettervi a guardare i sequel; come qualcuno ha scritto, queste trame distruggono il primo film, con l’unico obiettivo di fare cassa.
Guardate la recensione seguente per sapere cosa intendo.

Penso che questi film sequel meriterebbero di essere cancellati e dimenticati.

E facendo un po’ di allarme spoiler, se avete intenzione di guardare il film, noterete che l’ultima stanza è una stanza rossa e se i prigionieri del cubo non ne escono in tempo mentre agisce da ponte, sono costretti a tornare indietro nel cubo.

C’ho anche trovato un po’ di sincro personali dal momento che il personaggio di Ren fa menzione del grande Houdini e m’è capitato di leggere un libro su di un illusionista-escapologista australiano il quale idealizzò a tal punto Houdini da andare a visitare la sua tomba.

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2008/12/06/impossibilitato-a-postare-per-qualche-giorno/]

Ho recentemento scritto a proposito di Houdini e di Cosentino nel seguente post sulla Brexit e Halloween –

Britain is Trying to Do a Houdini on Halloween at the Beginning of a Mercury Retrograde? (La Britannia sta provando a fare da Houdini all’inizio di Mercurio retrogrado?)

Terence McKenna una volta disse, “l’universo è un puzzle, la vita è un problema da risolvere …”
[Terence McKenna: “Siamo ingabbiati dalle nostre programmazioni culturali. La Cultura è un’allucinazione di massa e quando tu esci fuori da questa allucinazione vedi tutto ciò per quello che è.”

Gatto dipinto nella Renwick Mansion
Fantasma- l’anima di una persona morta, uno spirito disincarnato, immaginifico, di solito dalla forma ombrosa ed evanescente, che vaga e non dà pace alle persone vive.

Il gatto di Schrodinger è VIVO/MORTO

A proposito del vostro gatto, mr. Schrodinger: ho da darvi una notizia buona E una cattiva.
M’è capitato di ascoltare l’ultima puntata del podcast ‘Me & Paranormal You’ di Ryan Singer dove parla a proposito della Renwick Mansion
Sorridevo mentre nel podcast ascoltavo Ryan parlare della Renwick Mansion, specialmente quando all’inizio commentava un dipinto murale di Jane Freeman rappresentante un gatto.
Poi, tirandomi in ballo dal momento che ho rivisto di recente il film “CUBE” e scritto su di esso, Ryan inizia a parlare dell’importanza dei numeri primi in questo podcast.
Poi continua a parlare della sua interpretazione del ventitreesimo comedy show al Renwick Mansion.

23 Minuti?

I 23 MINUTI CRUCIALI: gli operai si sono dimenticati del fuoco fino a che era troppo tardi.

NON la Renwick Mansion tower

[Nemmeno questa è la Renwich mansion tower!]

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/02/28/vertigo-o-leterno-ritorno-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/01/vertigo-o-leterno-ritorno-2/%5D


Nato il 23 aprile.

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/10/23/fantasilandia-e-i-due-tutti-vestiti-di-bianco/]


Nato il 23 aprile

42 Minutes (and More/Moore?-) with Jake Kotze on Sandra Dee’s Birthday? 42 minuti (e più?) con Jake Kotze sul compleanno di Sandra Dee?

hester”scoltando Ryan parlare della Renwick Mansion mi sono ricordato del trailer del film “Winchester” , che parla di una villa californiana costruita dalla vedova di Winchester per ospitare i fantasmi.
Ho notato che era presentato sul Netflix australiano, quindi gli ho dato una guardata subito dopo aver ascoltato il podcast di “Me & Paranormal You”.

Non ho potuto fare a meno di pensare al film “CUBE” con tutte le sue stanze, così come le stanze del film “Winchester” dove i “fantasmi” sono ospiti della loro ospite Sarah Winchester 🙂


13 chiodi in ogni porta per sigillare ogni stanza nel labirinto della casa di Winchester ?

Non ho potuto fare a meno di pensare che aprile è un mese…impegnativo, in cui c’è maggiore probabilità che accadano strani eventi nel mondo per qualche motivo.

[https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/04/20/aprile-e-il-mese-piu-crudele/]

Terremoto e incendio di San Francisco nell’aprile del 1906.
Ispirato ad eventi realmente accaduti nella più infestata casa della storia.

Paranormal Investigator Lorraine Warren Dies on Holy Thursday? L’investigatore del paranormale muore nel giovedì santo?

Mi chiedo se Ryan si sia reso conto che quest anno il 20 aprile ricorreva il ventesimo anniversario dal massacro della Columbine High School ?

Non me ne sono reso conto quando vedevo  il film ‘Winchester’, ma è stato diretto da due fratelli gemelli della mia città natale di Brisbane e parte del film è stato girato nella Labassa mansion nello stato australiano di Victoria.


Una vetrata di vetro decorato nella Labassa mansion.

Labassa

Originariamente chiamato ‘Sylliott Hill’, è stato ribattezzato ‘Ontario’ nel 1880, tenendo presente il patrimonio canadese del nuovo proprietario Alexander William Robertson.
Ha fatto ristrutturare la villa in stile Secondo Impero francese commissionando all’architetto tedesco John AB Koch la ristrutturazione della casa in una villa del XVI secolo.
L’interno presenta carte da parati dorate in rilievo, vetrate ornate e un raro soffitto a trompe l’oeil.

 

Ribattezzata Labassa nel 1904 ospitò l’élite di Melbourne fino al 1920 quando fu divisa in appartamenti.
I residenti includevano le prime star del cinema muto australiano di Hollywood e altri bohemien.
Labassa è la più lussuosa delle poche residenze del XIX secolo e gli interni magnificamente restaurati delle sale principali ancora impressionano tutti i visitatori.

 

Ciò che mi fa ridere quando la gente parla del [lo spazio]tempo come non  realmente esistente e che la morte è al di là del normale [spazio]tempo terrestre non è questo che rende noi esseri umani molto simili ai gatti di Schrödinger , né vivi, né morti?
Solo un pensiero fuori dagli schemi, così come mi piace pensare 😉

[Così come forse è un pensiero fuori dagli schemi anche vedere la nostra condizione post-moderna come somigliante alla condizione dei gatti di Schrödinger, ne’ vivi ne’ morti.]

Devo ammettere che mentre ‘Winchester’ vale la pena di vederlo, non è comunque all’altezza del film del fratello, ‘Predestination’.


The ‘Together Forever’ bullet in the movie ‘Winchester’ La pallottola “per sempre insieme ” nel film “Winchester”.
“Per sempre insieme”.

La cosa per me più strana è che nel film ‘Winchester’ il proiettile inciso con le parole ‘insieme per sempre’ gioca un ruolo centrale nel film e il giorno che vado a vedere questo film prendo il suddetto giornale di Brisbane che mostra quelle parole in prima pagina: non solo, ma leggo di una vicenda su un mio compagno di classe morto, mai più visto e sentito dai giorni di scuola.

Remember the Days of the Old School Yard? Ricordi i giorni nel cortile della vecchia scuola?

E sebbene io personalmente detesti le armi da fuoco, è vero che non sono loro ma le persone a uccidere altre persone.

E penso sia questo il problema reale di questo pianeta.





#social_animals and 13 Reasons Why?

6 04 2019

https://brizdazz.blogspot.com/2019/04/socialanimals-and-13-reasons-why.html

Ho guardato un documentario dal titolo ‘Social Animals’ e poi ha iniziato a guardare la serie Netflix ‘ 13 reasons why’ mentre leggevo gli ultimi post di Chris Knowles nel suo blog ‘The Secret Sun’ in cui ha dato il suo parere sulla seconda serie di ‘ OA’ , che devo ancora vedere … forse … o forse no?

https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/04/05/prossima-dimensione-per-favore-oa-stagione-due/

Immagini tratte dal film
‘social_animals’


“Sui social media puoi editare te stesso in colui che vuoi essere.
“E, nel frattempo, di persona sei bloccato con colui che sei veramente”
“Nel grande spettacolo dell’esistenza noi stessi siamo sia attori che spettatori”, Niels Bohr.
13 reasons why’ 
“Vedi, la verità non è sempre la più eccitante versione delle cose”
“…o la migliore o la peggiore.”
“E’ da qualche parte lì nel mezzo.”
“Ma merita di essere ascoltata e ricordata…”
“La verità verrà fuori, come qualcuno ha detto una volta.”
“Rimane.”

Probabilmente non mi sarei mai preso la briga di guardare ’13 reasons why’ se non fosse stato per l’ascolto di un podcast dove una star australiana interpreta ragazza morta intorno alla quale ruota il mondo dello spettacolo

Aussies a Hollywood Podcast: KATHERINE LANGFORD

Katherine Langford

Dopo aver guardato questi show, posso dire di considerarmi fortunato per non aver frequentato il sistema scolastico attuale, non che fosse facile allora ai vecchi tempi della mia scuola, ma con l’aggiunta odierna degli smartphone-monoliti … o black mirrors, come preferisco chiamarli … un mix così sarebbe stato l’inferno in Terra per noi scolaretti.

“Capitolo 6, LEANNA, Stregoneria dei telefoni cellulari e magia delle microonde”
“Questa forma di attività magica funziona per ogni situazione, per quanto a lungo potete mantenere le cose in prospettiva. Come ho suggerito nel precedente capitolo, se il vostro obiettivo è quello di essere il prossimo vincitore di Voice o se intendete spendere il resto della vostra vita su un’isola deserta assieme a Bradley Cooper, potreste essere tristemente delusi. Fate si che le vostre richieste siano ragionevoli e non dovreste avere nessun problema. Questa non è scienza missilistica. Qualunque sia il vostro dilemma o bisogno […]
“[…] fate sì che il messaggio sia positivo e quindi visualizzate il risultato. Mettete ben chiaro e in modo semplice esattamente ciò che voi volete. Alla fine, chiudete sempre l’incantesimo con le parole ‘così sia’ ” — TESTO POSITIVO Lasciate che vi dia un esempio di come usare la magia del testo. Se il vostro amico vuole un nuovo lavoro, digitare le parole ‘Susan Doe avrà presto un favoloso nuovo lavoro. Così sia’ Inviate il messaggio di testo al cellulare di Susan e ditele di leggerlo e non cancellarlo. Il messaggio non dovrebbe essere cancellato fino a che l’incantesimo non ha funzionato. Spesso per ottenere risultati c’è bisogno di inviare soltanto un testo ma potete inviare lo stesso testo ogni giorno per una settimana se ce n’è di bisogno.

Anche se mi piacerebbe pensare di poter non essere ancora stato coinvolto nei media “sociali”.

Potremmo combattere.


’13 reasons why’ S1: E4 ‘Tape 2, lato B’
[singhiozzo] suvvia, affronta il monolite.

Aprire le pod bay doors HAL [9000]?

Mi dispiace, Dave, ma ho paura di non poter fare questo.

Oh, HELL!





Trump nella guerra tra yankee e cowboy del 2019

5 01 2019

http://copycateffect.blogspot.com/2019/01/Oglesby-Trump.html

Prima che Christian Bale diventasse il personaggio di Patrick Bateman nel film American Psycho (2000, regista Mary Harron), esisteva l’immaginario Patrick Bateman nel libro di Bret Easton Ellis del 1991, American Psycho . Il Bateman nel romanzo è ossessionato dall’uomo d’affari e dalla celebrità Donald Trump.

[Nel libro] American Psycho , [Donald Trump] è colui che Patrick Bateman idolatra sopra tutti gli altri. Bateman parla costantemente di lui, citando dettagli molto specifici della sua vita lussuosa, ed è spesso distratto dal pensiero di vedere Trump o sua [allora] moglie Ivana a New York City. L’ossessione di Bateman spesso infastidisce Evelyn, la quale vorrebbe che il suo fidanzato parlasse di qualcosa di diverso da Trump. L’inclusione di Trump come idolo nel romanzo (in cui in realtà mai appare) ancora il libro alla realtà di fine ’80 ([la predominanza di] Wall Street a New York, e mostra anche la natura ossessiva della mente di Bateman. La sua attrazione per Trump indica chiaramente al lettore le cose che Bateman apprezza maggiormente in un’altra persona: ricchezza, successo, stravaganza e belle donne. Fonte

La celebrity Donald Trump ha spostato la fantasia ispirata alla sua personalità nella realtà di quel film complottista che è diventato la sua attuale vita politica.

Quindi devo fare ancora una volta la domanda: cosa direbbe il defunto Carl Oglesby (30 luglio 1935 – 13 settembre 2011), l’autore di The Yankee e Cowboy War , da quale parte si trova Donald Trump? Recentemente ho ricevuto una risposta ponderata.

Nonostante sia di New York, penso che Oglesby valuterà Trump come piuttosto saldamente dalla parte dei Cowboys. Trump è al 100% a favore dell’industria petrolifera e del gas, favorendo pressoché nessuna normativa ambientale o di altro tipo in quell’industria e sostenendo l’uso illimitato di combustibili fossili rispetto alle energie alternative. Così come le compagnie petrolifere, si oppone al trattato sul cambiamento climatico.

Oglesby ha anche osservato che mentre gli Yankees sostenevano la difesa, favorivano anche alleanze internazionali e trattati sulle armi. I cowboy prediligevano enormi spese per la difesa e diffidavano delle alleanze internazionali. Quindi, in tale prospettiva, Trump si adatterebbe maggiormente anche con i Cowboys, dato che ha aumentato la spesa per la difesa di un ammontare record, togliendosi dai trattati internazionali come il trattato sui cambiamenti climatici e il trattato nucleare iraniano, il TPP, il trattato sulle armi nucleari intermedie ed è poco incline verso agenzie internazionali e alleanze come l’ONU e la NATO.

L’annuncio di Trump sull’improvviso ritiro di tutte le truppe statunitensi che si trovano in Siria non andrebbe molto bene con i Cowboys. Ma penso che Trump abbia i suoi precedenti accordi e intese con la Turchia e la Russia che ha dato agli uni l’enorme dono di abbandonare i curdi alla loro mercé e agli altri di rivendicare la vittoria totale in Siria e mantenere le loro truppe lì per sempre.
Dunque anche questo nel complesso penso si adatti al lato Cowboys. Ha continuato la copertura del caso JFK, dicendo sì alla richiesta delle agenzie di intelligence di tenere i file secretati anche quando la legge che li manteneva tali era scaduta. Fonte: Andrew Wilkins . 23 dicembre 2018.

Caleb Oglesby ha scritto (il 23 dicembre 2018) sulla mia pagina Facebook dichiarando: “Andrew Wilkins, penso che mio padre sarebbe d’accordo”.

Questa discussione mi ha fatto sentire a mio agio con quello che ho scritto in precedenza il 17 giugno 2017: “Sembrano pochi dubbi che stiamo assistendo a una battaglia degli Yankees (Yates, Comey, Rosenstein ?, Mueller) vs Cowboys (Flynn, Sessions, Trump) sotto i nostri occhi.”

Strano che gli alleati dei cowboy di Trump sembrino “rassegnati” o licenziati, negli ultimi tempi. Ma altri sono stati reclutati.

Le udienze pubbliche del comitato giudiziario del Senato, in merito alla nomina della Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, si sono limitate a riprodurre questo melodramma per le luci dei media e le telecamere.

Michael Carlson scrive, in parte per The Times Literary Supplement, alcuni suoi pensieri sull’argomento in ” Cowboys and Yankees: Le forze che hanno portato a Trump ” (31 ottobre 2016):

Vedere Trump come un outsider politico ignora la realtà. La sua candidatura si confonde col suo “personaggio”, ma il personaggio è il mantello da torero che distoglie l’attenzione da questioni più sistemiche. Trump è ben lungi dall’essere un’eccezione, anche se, come si dice, le eccezioni dimostrano le regole. Solo otto anni fa, ad esempio, John McCain ha scelto come vice l’eccentrica Sarah Palin, cosa che praticamente l’ha allontanato dalla presidenza. Le radici del successo di Trump possono essere ricondotte alla transizione post-bellica americana dagli uomini in flanella grigia degli anni ’50 ai nuovi uomini alle nuove frontiere degli anni ’60.
Politicamente, Trump è la reductio ad absurdum del declino di mezzo secolo di relativo equilibrio americano. Sì, alcune parti della storia personale di Trump e le stranezze della sua esibizione sono inusuali per un candidato per l’ufficio più alto della nazione. Ma la sua candidatura rappresenta la convergenza finale di due riallineamenti nella politica americana che hanno richiesto cinquanta anni per risolversi. Il Partito Repubblicano si è devoluto [così come il Democratico, nota personale] e il risultato di questo processo è Trump.
Il conflitto interno tra i repubblicani era tra quelli che lo scrittore americano Carl Oglesby descriveva come “Yankees” e i “Cowboys”. Gli yankees rappresentavano la vecchia aristocrazia della costa est e il denaro, gli avvocati di Wall Street e i banchieri d’investimento. Hanno fondato il partito prima della guerra civile, in parte attraverso un desiderio di noblesse oblige di porre fine alla schiavitù. Ai loro ranghi si unirono i baroni ladri del diciannovesimo secolo che guadagnarono la rispettabilità attraverso la ricchezza e l’adozione di quel noblesse oblige . Tendevano ad essere internazionalisti. I cowboy rappresentavano i nuovi soldi: petrolieri del Texas indipendenti, appaltatori aero-spaziali e della difesa, giganteschi rivenditori, la crescente potenza del Far West. Offrivano poca nobiltà e nessun obbligo, e sostenevano l’eccezionalismo americano che rasentava l’isolazionismo, a meno che l’interesse dominante dell’America non dettasse il contrario. Includevano gruppi come la John Birch Society, finanziata dalle fortune di Coors – i sostenitori della destra che consideravano Dwight Eisenhower un comunista.
Nel 1964, il loro portabandiera, Barry Goldwater dell’Arizona (“l’estremismo nella difesa della libertà non è un vizio”) vinse la nomination presidenziale repubblicana. Fu sconfitto alle elezioni da Lyndon Johnson mentre Richard Nixon e Gerald Ford, sostenuti dagli Yankee, riguadagnarono il potere all’interno del Partito. Ma nel 1980, i Cowboys trovarono un portavoce più presentabile: l‘ex conduttore televisivo Ronald Reagan sconfisse Jimmy Carter correndo contro l’establishment di Washington, con George HW Bush, figlio di un banchiere d’investimento yankee diventato il petroliere texano Cowboy come vice-presidente. Da allora, l’opposizione al “governo” è diventata la posizione di default dei repubblicani. I politici di carriera corrono contro “gli addetti ai lavori di Washington”, nella ribellione della pantomima contro gli stessi interessi che li finanziano e le cui esigenze servono.
Il secondo riallineamento proveniva da uno scisma nel Partito Democratico, che, all’epoca in cui Johnson sconfisse Goldwater, era un disagievole alleato della classe operaia e dei “liberali” del nord, accanto ai cosiddetti Dixiecrats. Dixiecrats rappresentavano il “solido sud” che per un secolo si era rifiutato di votare repubblicano, per la semplice ragione che Abramo Lincoln aveva vinto la guerra civile e liberato gli schiavi. Erano i conservatori impegnati nella segregazione sotto le spoglie dei “diritti degli stati”; molti tra essi furono anche rinati cristiani.
Nello stesso 1964 Johnson promulgò l’importante legge sui diritti civili. Nel 1965 spinse il Voting Rights Act attraverso il Congresso, firmando quel disegno di legge pensando al sud. Quattro anni dopo Richard Nixon introdusse una “strategia meridionale” per i repubblicani, e nel 1980, quando Reagan sconfisse Carter, l’unico stato meridionale che Carter aveva catturato era la sua stessa Georgia.
Quando la destra e la sinistra erano miste tra due parti [gli yankee e i cowboy], l’arte del compromesso era l’essenza della politica. Ma ora tutta la dura destra era in un partito, e questi travolgenti repubblicani radicali, religiosi e  bianchi condividevano un impegno per la purezza ideologica, esercitando un’estrema pressione sui “moderati” per attaccare saldamente a destra e affrontare le sfide alle primarie, finanziati da denaro illimitato da sostenitori come i fratelli Koch. La cooperazione con il Partito Democratico diventò un anatema.
In questo vortice, il vantaggio di Trump sui suoi sedici avversari alle primarie era la sua stessa mancanza di un pedigree politico; ha sostituito le posizioni con la personalità. I sondaggi precedenti le primarie hanno mostrato che, sebbene avesse un supporto inferiore al 30%, nessuno degli altri candidati lo precedeva uno a uno. Un partito unito solo nella sua opposizione al governo non è riuscito a offrire un leader attraente dall’interno, lasciando un vuoto per un aspirante demagogo da riempire. Una volta che vinse la nomination, la sua campagna attaccò i neri e i latinos e uno come Pat Robertson convinse leader religiosi  a incanalare messaggi di sostegno da parte di Dio.
Trump ha beneficiato di un’altra evoluzione della politica dagli anni ’60. Nel 1960 un dibattito televisivo contribuì a spingere John Kennedy alla vittoria su Richard Nixon. Nel 1964, uno spot elettorale di Johnson mandato in onda una volta sola, che mostrava una bambina che raccoglieva fiori prima di essere cancellata da una bomba atomica, uccise la campagna del rivale Goldwater. Cinquant’anni dopo, Trump ha realizzato con accortezza che il tipo di tv americana in cui s’è presentato come candidato è diventato quello stesso reality show in cui è stato protagonista negli ultimi dieci anni. In un sistema dipendente da centinaia di milioni di dollari per finanziare le pubblicità televisive, la celebrità e il comportamento stravagante di Trump gli garantivano la fortuna dell’esposizione gratuita. Come ha detto un capo di uno dei canali tv, “è orribile per l’America, ma è grandioso per noi”. Ciò s’è dimostrato un vantaggio finché il fuoco non si restringeva in una battaglia testa a testa, e i riflettori iniziarono a mostrare il sudore sotto il trucco.

Sapevamo già che la personalità di Donald Trump è stata seminata nella nostra cultura per decenni. Trump ha ispirato diversi personaggi del film .

Gordon Gekko della serie dei film di Wall Street.

Eppure è sorprendente che non ci sia stata una maggiore analisi di dove Trump (cripto-politicamente) risieda all’interno del panorama Yankees vs Cowboys.
E’ancora troppo presto per preoccuparsi del 2020. Abbiamo ancora il 2019 in primis da vivere, dentro una sceneggiatura che sembra essersi svolta al cinema.
Le risposte potrebbero essere oltre l’arcobaleno, con gli occhi spalancati.
Abbiamo tutti bisogno che i nostri siano aperti.
Mi mancano le riflessioni di Carl Oglesby.

 





Ragionate assieme a me

7 11 2018

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Facciamo delle considerazioni: 

Come me, le persone intelligenti fanno fatica a credere in realtà divine, sia da una parte che dall’ altra. 

Noi sappiamo due cose: la scienza sbaglia in determinate cose ed è ancora imperfetta nello spiegare la realtà in cui viviamo; le religioni sono un costrutto umano, moralmente rispettabili, ma non corrispondenti alla realtà che conosciamo. 

La materia non esiste, e la coscienza individuale e soggettiva è l’ unica cosa che conosciamo. Fuori dalla nostra mente la materia che pensiamo di osservare non c’è. 

Abbiamo ragionato nello scorso articolo sul mistero del fenomeno artificiale chiamato Storia. 

La scienza ci dice che non abbiamo libero arbitrio. 

Alcuni teorici di grande intelligenza ipotizzano che viviamo in una realtà simulata, essenzialmente uguale ad un videogioco, o ad un film. 

Ci sono quindi le seguenti possibilità:

  • il cervello è un ricettore di pensieri e non un produttore. Noi veniamo dal futuro, e siamo tutti attori, perchè questo è quello che fanno gli attori, rinunciano al loro libero arbitrio allo scopo di interpretare determinati personaggi e accettano di seguire un copione.  Il grande spettacolo è la Storia, e per tutti gli agenti di periferia ci sono piccoli spettacoli che sono le nostre vite private. Una volta che un determinato momento arriva, per tutti, usciamo dallo spettacolo e recuperiamo le nostre vite reali. Siccome siamo tutti attori, il nostro io là fuori potrebbe essere del tutto differente, e non ci sono premi nè punizioni per le nostre azioni. Fa tutto parte del copione. 
  • Esiste la possibilità che non possiamo uscire da questa realtà, siamo essenzialmente personaggi simulati e completamente virtuali, e dobbiamo vivere questa vita che ci troviamo, appieno, perchè non c’è altra realtà oltre a questa. Si accorda pienamente con ciò che la scienza ci ha sempre detto. Tutto ciò che non corrisponde alla nostra realtà non fa alcuna differenza, perchè la morte della personalità è reale.  siccome è difficile credere che personaggi puramente virtuali si facciano domande sulla propria esistenza, sembrerebbe più logico pensare che se davvero siamo puramente finti, non ci saremmo mai dovuti fare domande sulla nostra esistenza. Noi non siamo animali, loro sì non si fanno domande sulla loro esistenza, ma noi siamo diversi.
  • Allora però ci sono anche le seguenti opzioni: un personaggio puramente finto può essere riciclato e riutilizzato, quindi noi potremmo effettivamente vivere diverse versioni della nostra vita, e non ci accorgeremmo mai del riciclo. Oppure, siccome percepiamo che la coscienza è unica e uguale per tutti, ogni personaggio riceverebbe una possibilità sola. La morte è il passaggio da una persona all’ altra, e noi abbiamo vissuto e vivremo ancora, come altre persone e non ci potremmo mai accorgere della differenza. Ancora una volta, gli unici premi e le uniche punizioni che riceviamo derivano da ciò che succede in questa realtà individuale, e forse comunque potrebbe valere la legge del karma e delle reincarnazioni. 
  • La soluzione è vivere le nostre vite, senza aspettative, facendo attenzione alle bugie della scienza, ma facendo anche attenzione alle religioni, semplicemente viviamo la nostra vita pienamente, perchè il dopo non dipende da noi. Se siamo personaggi puramente virtuali, non cambia nulla per quanto riguarda le nostre vite private e la nostra collettività. Abbiamo questa realtà che è vera per noi e dobbiamo viverla. 
  • Se invece siamo attori che abbiamo accettato limitazioni al nostro libero arbitrio allo scopo di ricreare il mondo del passato, interpretiamo comunque il nostro personaggio. Ancora una volta, ciò che c’è dopo, non ci riguarda. Sarebbe troppo differente per comprenderlo, ma non sarebbe comunque una realtà divina, solo superiore, ma non perfetta e non infinita. 

A voi  la scelta.  Ragionate bene, e non fatevi suggestionare, sia che sia scienza che religione, nessuna di questi due concetti è esatto al 100%. Il nichilismo non fa bene sia psicologicamente che fisicamente, e questo lo sappiamo. Ma anche troppa concentrazione sulla religione non è benefico. L’ unica cosa che sappiamo è che effettivamente la realtà che conosciamo non è pienamente reale, o almeno non lo è secondo gli standard del realismo assoluto. Ma una persona razionale non può credere in una realtà alternativa divina. La realtà rimane sempre imperfetta, sia qui dentro che eventualmente là fuori. Ma in fondo è il bello della realtà. Noi non leggeremmo mai una storia su un mondo perfetto. L’ antagonismo esiste per uno scopo. E il bene esiste per lo stesso scopo.    





Eric Wargo – Time Loops, libro

17 09 2018

 

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Disponibile a 10 euro su Amazon 

Eric Wargo has a PhD in anthropology from Emory University and works as a science writer and editor in Washington, DC. In his spare time, he writes about science fiction, consciousness, and the paranormal at his popular blog, The Nightshirt. Time Loops is his first book.

“I will not be shy. I consider Time Loops to be the most significant intellectual work on a paranormal topic in the last fifty years, since Jacques Vallee’s Passport to Magonia (1969), to be precise. Not only does Eric Wargo show us how strong the evidence for precognition really is–already a major accomplishment. He gives us scientific, psychological, and interpretive tools for thinking about these phenomena in strikingly original ways. In the process–the real stunner for me–he points us toward (or looks back from) the future of knowledge, a future in which the humanities are as crucial as the sciences. Buckle up tight and get ready for the roller coaster ride of your life. And why not? As Wargo shows us with astonishing rigor and humor, these ‘time loops’ may well be our lives.” — Jeffrey J. Kripal, the J Newton Rayzor Professor of Religion at Rice University, and the author Mutants and Mystics and Secret Body and co-author of Changed in a Flash

“Eric Wargo writes with epic breadth, keen observation, deep rigor and–above all–great integrity on a topic of innate controversy. He succeeds gloriously in providing this century’s first historical and analytic overview of precognition and its causes.”
— Mitch Horowitz, PEN Award-winning author of Occult America and The Miracle Club

Time Loops is the definitive inquiry into cases of people who remember their future. Eric Wargo is the Sherlock Holmes of retrocausation.”
— Nick Herbert, author of Quantum Reality and Faster Than Light

“For those who wonder if experiences of precognition are real, or perhaps just coincidences or mistakes of memory, Time Loops provides a well written, balanced overview of the latest scientific interpretations of these mind-bending phenomena. Spoiler alert: Based on an increasing body of experimental evidence, yes, precognition is real.”
— Dean Radin, Chief Scientist at the Institute of Noetic Sciences and the author of Entangled Minds and Real Magic

 

PRIMA PARTE: Profezie e disastri, coincidenze impossibili e prospettiva dal presente / Universo con futuro fisso / Evidenza scientifica per la precognizione / Presentimenti e futuro che influenza il presente

SECONDA PARTE: Catturare le precognizioni, memoria e premoria, termodinamica; fisica quantistica, come costruire un congegno che ” vede ” il futuro ; Tesseract brain / Non solo umani

TERZA PARTE:  I taboo del tempo, psicologia e repressione / desideri e metabolizzazione del futuro nei sogni / traumi, sopravvivenza e il sublime precognitivo

QUARTA PARTE: Vite dei precognitivi / Jung e lo scarabeo / Destino, libero arbitrio e futilità / Ricordare il futuro / P. K. Dick / The Arrival il film , significato e la Creazione del passato   

 

La storia umana interferisce, riverbera e interpenetra se stessa. Se ci sono 3 dimensioni temporali la storia potrebbe addirittura avere volume. Un flusso storico – temporale – causale a loop produrrebbe strani fenomeni e turbolenze.

Se la storia non è lineare il futuro può influenzare il passato. Vediamo il futuro costantemente ma lo interpretiamo come qualcosa di altro. La nozione di tempo ciclico descrive una potente intuizione umana sull’ esperienza di precognizione.

Riarrangiamo il passato costantemente – attraverso la rimodellazione di memorie – e gli diamo una nuova forma simbolica. La memoria seleziona da un infinito magazzino di associazioni quelle che si collegano a eventi veri e producono quelle che in retrospettiva sono impossibili coincidenze o destini.

L’ architettura associativa della memoria è un principio di connessione acausale. Informazioni ed emozioni viaggiano temporalmente indietro nel tempo a partire da una – fonte – che è un evento traumatico o comunque suscitante forti emozioni. Quando eventi reali corrispondono a desideri inconsci le persone reagiscono con emozioni conflittuali fra loro che non riconoscono o processano appieno. Si genera anche in loro fascino ed eccitazione inconscia e quindi la notizia avrebbe una impressione forte su di essi.

Siccome questo fascino esiste sospeso in uno stato protetto di non conoscenza , assomiglia alla funzione onda nella fisica quantistica : non può essere misurato differenziato e localizzato ed è quindi non locale sia nel tempo che nello spazio – questo sentimento è quindi atemporale acausale e contrasta con l’ analisi razionale perché la sua ragione di essere e il suo significato – causa risiede sempre nel futuro.

Sintomi psicoanalitici possono essere causati da un evento futuro che funge anche da cura attraverso una logica a time loop  Secondo JW Dunne – An experiment with time – i sogni premonitori non sono su eventi futuri ma sul modo in cui l’ individuo viene a conoscenza dell’ evento e quindi la reazione all’ evento è ciò che riverbera all’ indietro nel tempo. Funge proprio da principio di connessione acausale a cui Jung attribuiva il suo poco chiaro concetto di sincronicità. I sintomi ( di genere psicoanalitico – emotivo ) sono in grado di trasferire certi pensieri ed emozioni in un posto ” introvabile ” quale è il passato.

Le sincronicità sembrano effetti del passato ma lo sono del futuro, poiché stimolate da un presentimento o premonizione del loro ” imminente arrivo “. L’ esempio dello scarabeo della paziente di Jung è il miglior esempio di ” sintomo ” causato dalla cura. Le nostre intenzioni / emozioni causano effetti nel futuro che diventano le future cause degli effetti presenti.

Le sincronicità sono una ” scusa ” concettuale per difenderci dalla verità delle nostre funzionalità precognitive – bisognerebbe rimpiazzarle con un migliore framework teorico. Siccome l’ informazione viaggia nel tempo amplifica il significato di un evento attraverso un effetto feedback. Le sincronicità sono un mistero fondamentale, sembrano arrangiate e manipolate in un modo che sembra impossibile senza immaginare una intelligenza superiore attiva che si interessa di noi e ci guida e organizza gli eventi – molte persone si sentono comunque a disagio in un mondo di segnali.

Gli archetipi sono un effetto illusorio prodotto dalla nostra incapacità di riconoscere azioni che si autoconfermano rese possibile dalla natura a loop del tempo. Il nostro inconscio riceve costantemente e reagisce a informazioni future senza sapere e senza riconoscere che esse vengono dal futuro perché esso non ha un senso del tempo – le sincro hanno una qualità ricorsiva , frattale e autosomigliante ed è per questo che più se ne riconosce l’ esistenza e più volte si percepiranno le sincro – credere in esse produce sincro che rafforzano la credenza verso di esse.

Viviamo in un mondo che curva e si biforca ed è in loop con se stesso e ciò esercita una forza formante sulle nostre vite e sugli eventi ma non lo riconosciamo siccome viviamo linearmente e siamo scettici – viviamo in un mondo piu vicino alla fantascienza che al “realismo” e per crescere dobbiamo riconoscerlo. Siamo orientati verso una emozione – ricompensa – risultato / premio – una emozione di soddisfazione premiante senza esserne consci. In un mondo di libero arbitrio e di attori consci la precognizione tenderebbe a negare se stessa.

L’ informazione precognitiva produce bolle di storia alternative che sono isolate dalla corrente / flusso di causalità attraverso l’ azione conscia e volontaria del ricevente dell’ informazione futura. Esperienze deja vu potrebbero essere memorie di sogni che accadono allo stesso tempo in cui diventano realtà. Il concetto di sincronicità è destinato ad essere rimpiazzato da uno più coerente ? Quando registriamo una coincidenza stiamo captando l’ emozione provata. Più ci orientiamo verso un certo modo di pensare più riceviamo conferme dello stesso.

E’ la gratificazione che viene suscitata quando il mondo oggettivo conferma le nostre credenze e i nostri desideri e aspettative. Attraverso una logica circolare e self – fulfilling non solo la credenza ma anche il fascino / l’ emozione per la coincidenza ci abilita come pre requisito a beneficiare delle nostre capacità di precognizione. Sono stati fatti test che indicano che le persone estroverse fiduciose e che vogliono richiamare l’ attenzione sono più propense a riconoscere il fenomeno della sincronicità. Quello che riverbera nel passato è la scena di conferma dell’ evento e non l’ evento stesso. Onorare e contribuire ai successi personali della precognizione contribuisce a crearli secondo un effetto feedback. Fenomeni ipnagogici ( visioni pre – sonno ) potrebberoessere risorse di informazione precognitiva.

Il lavoro creativo attrae sincronicità e potrebbe considerarsi come una vera e propria varietà specifica del fenomeno quella derivata dal lavoro creativo. Se viviamo nell’ universo associativo dello sviluppatore di software invece che quello del fisico dello spazio – tempo allora i miracoli non sono più da considerarsi eventi irrazionali – dovrebbe quindi essere creata una nuova teoria dell’ informazione.

Il fatto che le sincronicità riflettono fortemente una logica associativa piuttosto che causale ci indica che non possono essere considerate solamente fattori della realtà oggettiva. La presunzione fisicalista che la coscienza proviene dall’ attività cerebrale non può essere supportata filosoficamente ed empiricamente – per la gran parte le informazioni potrebbero non essere immagazzinate nel cervello come rappresentazioni Il cervello può essere considerato ricevente ( metafora che sta diventando obsoleta? ) come mediatore fra coscienza e gli eventi della realtà fisica – oppure come immagine della localizzazione della nostra esperienza egoica nel campo della coscienza – La neuroscienza del futuro potrebbe arrivare un giorno a capire che il cervello è un sistema ( motore di ricerca ) per trovare l’ informazione richiesta nel campo ( quantum field ) non locale che sarebbe come una registrazione di informazioni o un sistema di accesso come in un sito ( Google ).

Le strutture del tempo e della causalità come ne abbiamo esperienza sono dettate da collegamenti associativi fra informazioni simboliche – tenere eventi che accadono assieme associati l’ un l’ altro è l’ unico modo per preservare un senso biografico e quindi di identità personale. Nel cercare nella memoria per informazioni cerchiamo associazioni fra eventi che operano in modo non logico con metafore , giochi di parole , e artifici letterari e modi di dire figurati nella logica del surrealismo , del mito e del folklore – situati in distinti ambienti spaziali che risultano familiari collegati alla infanzia e agli anni formativi La mente ha accesso al nostro passato cosi´ come si fa con una libreria o una collezione

La precognizione potrebbe essere funzionale e utile solo in caso di esperienza futura che confermi o meno che quanto previsto sia vero o falso. Tutto quello che non sappiamo è quanto abbiamo dimenticato di sapere o dimenticato che potevamo sapere se solo sapessimo come chiederlo Le nostre azioni / intenzioni causano effetti nel futuro che diventano le cause future degli effetti presenti

E se il precognitivo non sta realmente osservando una scena del futuro ma sta producendo un comportamento che ottiene un premio – risultato per essere precognitivo? La precognizione potrebbe non operare direttamente sulla realtà attuale ma sull’ inattualizzato potenziale ( quantistico ) degli stati sovrapposti / sovraimposti prima dell’ osservazione fisica – il “Non Ancora Qualsiasi cosa” rimane inosservato e indeterminato e questo dovrebbe teoricamente rendere grandi porzioni del passato soggette a cambiamento ( dal punto di vista mentale – mnemonico – psicologico )  – dietro la superficie di quel che esiste già deve esserci una vasta riserva di potenzialità inosservata – il futuro quindi non potrebbe esistere là fuori pienamente formato in un preesistente ” regno platonico “.

Secondo Eric Wargo questo suggerisce che questa asimmetria e non chiusura include anche il passato esistito – se la precognizione è un’ interazione con possibilità che interagiscono con effetti reali prima dell’ osservazione fisica potrebbe spiegare i fenomeni precognitivi – ciò che rimane inosservato è quindi indeterminato e ciò renderebbe porzioni del passato ( emotivo – psicologico – mnemonico ) soggette a cambiamento. Se ciò coinvolge alterazione inconscia con il potenziale latente degli stati sovraimposti ( superimposed ) quantistici prima dell’ osservazione fisica potremmo continuamente traversare la ”  zona proibita ” del non ancora creando quindi il nostro ordine e muovendoci verso di esso nascosti sia agli occhi di un ipotetico Dio che a quelli di Heisenberg.

Potremmo organizzare inconsciamente opportunità o ostacoli per noi stessi che potrebbero influenzare il nostro futuro attraverso l’ interferenza con il passato attraverso la nostra attenzione e intenzione / azione. Se viviamo in un universo aperto e non deterministico sogni di eventi futuri che potrebbero accadere non accadono – la precognizione potrebbe essere percepita solo in una ” stretta banda ” al confine della coscienza. Quindi il passato e il futuro influenzerebbero il presente solo dove siamo ignoranti delle nostre vere emozioni – il futuro  deriva il “potere di influenza ” dal fatto di non essere ” visto ” e ” non conoscibile” .

Alcuni artisti probabilmente prendono non solo ispirazione e influenza dal passato ma anche dal futuro preconoscendo i loro stessi libri e non solo, anche i libri di altri che leggeranno in seguito.

Nel mondo letterario la precognizione sembra caratterizzare più spesso scrittori frenetici di livello di qualità non eccellente come scrittori di fortuna e / o esordienti – la precognizione emerge quindi nella concentrazione creativa e sarebbe la cosiddetta musa ( Dick – Robertson – il fumettista Kirby che ha anticipato la faccia su Marte ) La neuro – psicologia del futuro riguardo la precognizione si concentrerà quindi sulla dopamina e i circuiti dopaminergici del sistema di reward ( premio – risultato ) poiché la dopamina è il neuro trasmettitore più associato ai segnali anticipatori.

Le idee si potrebbero diffondere fra contemporanei precognitivamente attraverso condivisioni e convergenze future – persone che non si sono ancora incontrate potrebbero condividere idee attraverso la preconoscenza di interazioni future o dell’ incontro di tali idee sotto forma di libro futuro – gli artisti si potrebbero leggere l’ un l’ altro precognitivamente e si prestano idee attraverso una specie di intangibile ” internet precognitivo ”  Indicatore di ciò è quando l’ elemento presumibilmente prestato da un lavoro del passato / del futuro si trova scomodamente fuori luogo o poco sviluppato a confronto con il lavoro futuro – si nota più spesso negli autori poco apprezzati in vita o non eccezionali oppure sottovalutati per circostanze di carriera.

Jon Taylor ha proposto una teoria molto interessante di precognizione come memoria delle proprie esperienze future, basato su una “risonanza” ( similitudine ) tra gli stati del cervello simili in diversi punti nel tempo. Egli basa questa idea sulla tesi di David Bohm che le configurazioni spaziali simili sono in qualche modo naturalmente collegate attraverso lo spazio e il tempo. La somiglianza delle configurazioni di firing corticale a punti nel tempo differenti potrebbe, suggerisce  Taylor, permettere una tal risonanza ( similitudine ) fra i punti differenti nella timeline del cervello e così produrre gli effetti precognitivi. Questi favoriscono preferibilmente la precognizione degli eventi più vicini piuttosto che più lontani nel tempo, a causa della plasticità in corso (creazione di nuove connessioni sinaptiche) che cambia gradualmente la connettività neuronale. La telepatia limitata inoltre è potenzialmente sostenuta dal modello del Taylor, anche se sarebbe meno comune data la dissomiglianza relativa dei cervelli differenti della gente (la somiglianza dei fratelli  e dei gemelli, fra i quali le esperienze telepatiche sono segnalate comunemente, sono l’eccezione che prova la regola). L’ipotesi di Taylor assomiglia alla tesi di Rupert Sheldrake sulla “risonanza morfica” come base della memoria; la precognizione sarebbe essenzialmente uno specchio futuro-risonante di risonanza della memoria con il cervello passato

La precognizione è solo informazione nella misura in cui può essere confrontata con la realtà, e questo probabilmente cade in una gradazione o categoria. Non ci sono informazioni assolutamente corrette o precognizioni totali, perché allora non ci sarebbe un “fuori” per le informazioni, e nessun modo di sapere che è esistito ; d’ altra parte, all’ altro estremo, le informazioni completamente errate non sarebbero informazioni, soltanto rumore e nessuno potrebbe agire secondo esse.

Il futuro sta esercitando un’influenza onnipresente su di noi, al livello più intimo della materia e dell’energia che ci costituiscono e del nostro mondo. È proprio qui, in questo momento, un tutto avanti indietro di ” onde di marea ” di causalità che è altrettanto importante per dettare il dispiegarsi della natura come lo è  il passato ; è solo molto più oscuro. E la natura permette-e Seth Lloyd lo ha dimostrato- situazioni particolari in cui piccoli pezzi di quella ondata massiccia all’indietro di influenza possono essere utilizzati per informarci di eventi nel futuro.

Ma la precognizione umana non deve essere totale e perfetta, non più di qualsiasi informazione sensoriale è totale e perfetta. Ha solo bisogno di essere “abbastanza buona per il lavoro del governo”, come si dice.

Con miliardi di cellule che eseguono calcoli precognitivi simili, il cervello potrebbe arrivare ad un’adeguata approssimazione, un “rapporto maggioritario” che è abbastanza buono per guidare il suo comportamento.

Se il cervello è un computer quantistico, potrebbe funzionare creando sistemi coerenti di particelle “entangled ” che sono abbastanza isolate, per abbastanza a lungo, che sono in grado di manipolare le informazioni in modi ben oltre ciò che i computer convenzionali possono raggiungere, tra cui l’invio di informazioni coerenti nel passato e l’estrazione di informazioni che arrivano dal futuro.

Prevedo che una qualche forma di negoziazione e di estrazione di informazioni coerenti attraverso il tempo può rivelarsi una funzione di base della corteccia. Il cervello può essere proprio qualcosa come il tesseract di Nolan ( Interstellar ), un organo che è veramente un tunnel attraverso il tempo, che si estende in tutta la nostra vita intera. La precognizione è così fondamentalmente memoria- per esempio nel modo in cui si comporta. Così come possiamo solo ricordare il nostro passato e non il passato altrui, possiamo solo ricordare il nostro futuro.

E oltre ad essere personale, la precognizione è anche associativa – di nuovo, proprio come la memoria. Questi messaggi dal futuro sono di solito obliqui nella loro essenza, quindi poco decifrabili e distorti. Gli unici messaggi precognitivi che “sopravvivono” sono quelli che portano al loro essere inviati indietro nel tempo, in primo luogo. Tra i parametri di tale Tesseract sarebbe una tendenza per i più chiari esempi di precognizione di essere solo consapevolmente riconoscibile dopo il fatto, a meno che non vi è alcuna possibilità di impedire il futuro risultato in cui l’informazione è stata inviata al presente.

L’ ippocampo produce la nostra libreria autobiografica – I sogni sono come i codici a barre dei nuovi capitoli della nostra vita. La precognizione è l’ altra faccia della repressione – che è processo di scambio/ trasporto di dati non voluti nel passato. La precognizione è il processo corrispondente di ricezione della info repressa dal futuro. Precognizione – Apparizione di nuove info senza saperne la causa. La repressione è una causa che sembra perdere il suo effetto perdendo parte della sua influenza.

Siamo specialmente precognitivi verso gli eventi che non vogliamo pienamente affrontare quando accadono. Se il cervello può raggiungere attraverso la propria timeline, l’accesso alle informazioni nel suo futuro e passato, allora potrebbe essere caratterizzato come un processore di informazioni completamente quadri-dimensionale, in grado di utilizzare tutta la sua potenza di calcolo per tutta la sua vita intera, per non parlare di capitalizzare su tutte le altre fantastiche abilità di “qubits”.

Se il cervello è un computer quantistico (o più probabile, un assemblaggio di miliardi di computer quantistici collegati classicamente) — e se così può, in un dato momento, utilizzare tutti i suoi stati attraverso il tempo, così come tutti i percorsi possibili per ottenere la risposta a una domanda di ricerca in memoria-allora non solo le sue capacità precognitive, ma le sue capacità di calcolo in generale sarebbero davvero formidabili. L’idea che il cervello potrebbe essere un computer quantistico che calcola attraverso tutta la sua storia solleva una possibilità ulteriore: che la durata della vita ( se più lunga ) causa  un’ intelligenza superiore, aumentando le risorse di calcolo a quattro dimensioni del cervello dell’individuo.

Questo potrebbe forse fornire una spiegazione alternativa per la correlazione genetica. ” Ho proposto un possibile collegamento quantum-classico nel precedente articolo – fondamentalmente che il comportamento quantistico “precognitivo” nei neuroni influenzerebbe la loro attivazione, innescando associazioni di “memoria” che sostanzialmente corrispondono (o sono coerenti con) a future esperienze/modelli di attivazione del cervello. (ovviamente è molto speculativo.) Non sono sicuro se questo risponde alla tua domanda.

Basicamente, la precognizione/presentimento sarebbe una perturbazione o una deviazione dell’attivazione del cervello in risposta ad una situazione futura non-ancora-attuale. La situazione non esiste ancora, e non è nemmeno rappresentata in/dal cervello, ma un alone di associazioni per l’evento futuro è attivato, e in alcuni casi può preparare la nostra risposta-o semplicemente  ci coinvolge attraverso sogni strani.