Stiamo catturando il futuro su Civiltà Scomparse

16 10 2017

time circle                          

La ciclologia cambia la mente e svela il futuro

Il lettore fedele di questo blog di cui sono co- autore negli anni ha imparato queste definizioni chiave:

  • Il tempo funziona come se il presente fosse in mezzo a un sandwich, e riceve informazioni sia dal passato che dal futuro
  • Infatti gran parte del nostro presente anche se non ce ne accorgiamo è costruito dai residui retroattivi del futuro
  • Il tempo ha una struttura frattale e autoripetente presentata sotto forma di grafico grazie alla teoria della timewave di Mckenna – Meyer
  • I presentimenti di una persona allenata alle sincronicità e al riconoscimento dei patterns sono più vicini alla realtà prossima
  • Le persone tornano nella nostra vita sotto forma di archetipi nel nostro continuo e ciclico ricambio sociale – ogni persona che conosci può metaforicamente clonarsi a distanza di 3 o 4 anni da quando l’ hai conosciuta, ma anche negli anni a distanza di 6, 9, 12, 15 anni dal presente e via dicendo …
  • Inoltre esistono persone che entrano nella tua vita nel ruolo inconscio di anticipatori di una esperienza – relazione qualsivoglia – futura – e di solito sono più ravvicinate dei normali ricicli di archetipi 
  • L’ eterno ritorno di Nietzsche  è veritiero, ma avviene nel corso di una singola vita
  • L’ andamento di ogni relazione sociale o evento in generale può essere decodificata attraverso il sistema delle svolte , che è simile ai vari metodi astrologici ma incredibilmente più accurato – per sfruttarlo appieno serve ricordare le date della nostra vita e fare attenzione ai patterns
  • Queste svolte possono essere calcolate a distanza dal punto di inizio di una relazione qualsiasi attraverso diverse tappe – 38 giorni, 64 giorni, 119 giorni che sarebbe 4 mesi – 3 giorni, 8 mesi e 12 giorni, 4 anni, 2 mesi , 14 giorni, 8 anni, 7 mesi e 2 giorni e 16 anni, 9 mesi e 27 giorni.
  • Abbiamo esplorato i vari stadi di un cercatore di sincronicità – da affascinato e curioso casuale a scopritore a ricercatore, fino a immagazzinatore, raccoglitore ed eventualmente anticipatore.
  • La storia del mondo attraversa diversi cicli storici ed esistono anni – clone e noi ne abbiamo scoperti diversi – informazioni inedite che non troverete da nessuna altra parte e in nessuna lingua
  • Il ciclo vitale dei 3 anni è più preciso di qualunque sistema astrologico ma ancora non permette di anticipare la data di un evento riciclato – ritornato sotto forma di evento diverso dallo stesso ” sapore ” e con la stessa  ” atmosfera ”  – le persone che conoscono appieno il loro passato possono sfruttare questo ciclo per ( e non sto scherzando ) conoscere il loro futuro attraverso tematiche generali che dovranno affrontare. Ogni  3 anni la tua vita ricicla e ricostituisce le tematiche e l’ atmosfera di anni a distanza dal presente di 3 anni – e anche 6, 9, 12, 15, ecc. – essenzialmente se vuoi conoscere il tuo futuro studia appieno il tuo passato    

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/07/20/tempo-a-sandwich-il-presente-ha-origine-nel-futuro/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/09/07/la-mia-teoria-delle-svolte-tempo-frattale-autoripetente-il-futuro-si-rivela/     

 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/12/15/presentimenti-come-reazione-al-futuro/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/06/05/la-vita-decodificata-vi-svelo-la-struttura-delle-svolte/ 

  • Articolo sopra aggiornato a Ottobre 2017

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/12/23/il-fenomeno-dei-ritorni-auto-somiglianti-delle-persone-nella-vita/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/09/indagine-nei-loop-della-vita-risonanze-storiche-nella-vita-personale-i-fantomatici-ritorni-di-persone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/10/sincro-iniziazione-cose-la-sincronicita/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/03/altri-cicli-storici-la-complessita-aumenta/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/08/il-vaso-di-pandora-e-il-ciclo-vitale-dei-3-anni/

 

 

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Il mistero del mio puzzle onirico – Il remake

11 10 2017

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Era una mattina di otto anni fa ( 11 ottobre 2009 ) quando iniziò il primo sogno che andò a formare un vero e proprio puzzle onirico.

Vidi un ragazzino mio conoscente entrare in casa mia, e mettersi sul divano con una faccia triste. Per distrarlo, gli mostrai una console di videogiochi. Poco dopo arrivò una donna che disse che doveva portarlo via, ma nel frattempo io chiesi a mia madre se lui sarebbe rimasto con noi. E lei disse di sì.

Avevo conosciuto il ragazzino nel marzo dell’ anno prima ( la mia memoria mi porta al 21 marzo 2008 ), mentre passavo in bici per il parco e un ragazzino dell’ oratorio mi fermò per salutarmi e mi presentò i suoi amici. Giocavano a carte. Più avanti lo ritrovai sempre al parco che teneva compagnia a due miei amici più grandi, che all’ epoca erano i miei migliori amici.

Non sapevo quasi niente di lui, e avevo appena iniziato l’ università, quindi avevo la mente concentrata su grandi cambiamenti e su un’ altra città. Non mi spiego, ancora adesso, come mai proprio lui e come mai proprio in quel momento.

Per un certo periodo il mistero si concentrò su di lui …I sogni continuarono e nel frattempo nella vita reale, sia prima di ottobre che nei mesi successivi , non lo vedevo più in giro e frequentavo l’ università. Due settimane dopo sognai che il ragazzino non si trovava, in città lo stavano cercando, e io per qualche motivo lo avevo incontrato recentemente e lo stavo cercando anch’ io …

A dicembre sognai che lui e la sua famiglia si sarebbero trasferiti e che lasciavano la casa ad un altro proprietario. Li vidi sistemare pacchetti da portar via e coprire i divani con un telo trasparente. Tenete conto che – non conoscevo nessuno della sua famiglia – non ancora , almeno.

A gennaio 2010 ( e visto che annoto sempre i sogni interessanti, era il 10 gennaio ) ho sognato che il ragazzino era in cucina da me, e chiedeva a mia madre di farlo restare perché non aveva un altro posto dove andare. Se ricordo bene, vicino al tavolo da cena c’ era un seggiolino da bambino piccolo, ma non mi spiego il perché.

Nel frattempo, durante l’ anno, il suo fratello maggiore cominciò a rivolgermi la parola quando mi incontrava, ma non lo conoscevo, e si trattavano solo di incontri senza molto significato. Ma nel frattempo – due eventi FORTI nella mia vita – catalizzarono la mia attenzione su un certo nome – il nome del ragazzino – e furono: la morte di un mio compagno di classe che vidi il giorno prima in giro e che passò affianco a me poche ore prima di morire e un’ amicizia ” del destino “, di quelle che provocano un IMPATTO e lasciano un SEGNO. Ho trasformato la mia estate per un sogno perché nel giorno del funerale del compagno morto, avevo sognato che avrei incontrato un suo omonimo e che saremmo stati amici. La faccenda è complicata e non posso raccontarla. Ma posso dire che non dimenticherò mai le due TEMPESTE che sono scoppiate intorno a quel NOME.

Nel frattempo l’ 8 aprile 2010 ( che 7 anni dopo sarebbe stato il giorno del funerale di mio nonno materno ) sognai che eravamo a un funerale realmente accaduto nel 2009 e il ragazzino e la madre avevano raggiunto la chiesa e la madre ringraziò la mia famiglia per essersi preso cura di lui ( ? )…All’ epoca non capivo.

Nel dicembre del 2010 ( ovviamente nel giorno del Santo di quel nome ) iniziai uno stage lavorativo in una scuola, e cominciai a vedere più spesso il fratello maggiore del ragazzino. E poi un giorno sua madre entrò e parlò con il nostro staff. Forse è stato quello a triggerare il sogno che cambiò le cose in gennaio.

Gennaio 2011. Epifania. Mi sveglio con il ricordo di un sogno sul quale ho dibattuto mentalmente per anni. C’ era sua madre e il ragazzino con dei pacchi regalo , e io li raggiungevo e lei diceva che era contenta di avermi conosciuto e che aveva scoperto di essere imparentata con mia madre e che le nostre famiglie si sarebbero riunite. ( Devo ammettere che questo sogno smosse dibattiti mentali perché allo stato attuale sono sicuro al 99% che non c’è nessuna parentela fra mia madre e la sua.  

Non ci furono altri sogni fino al maggio del 2012 , quando sognai che io e il ragazzino eravamo amici e conversavamo di un’ attività sportiva. Comunque nel 2011 e 2012 ci fu una pausa onirica, e io ero impegnato con tutta un’ altra storia di vita.

Ma quello che successe nel 2013 mi fece pensare molto, e mi ha fatto tornare a riprendere tutto e unire i puntini. Dovete sapere che la mia passione per i sogni e la loro decifrazione deriva dall’ aver sognato, la mattina di un 2 giugno 2007, una bambina, precisamente la nascita di una bambina di nome Giulia in estate, in Puglia. A darle nascita era mia madre, e c’ erano anche i miei nonni materni, sebbene la nonna fosse già scomparsa all’ epoca. I nonni materni in Puglia …? Mmmm… Quello era strano, perché mia madre non è Pugliese. La vidi anche cresciuta, bionda e con occhi scuri. La sognai anche nell’ estate del 2008, questa volta nella terra dei miei nonni materni, che erano presenti, assieme a mia madre, ed era più grande, e sempre bionda, e si chiamava sempre Giulia.

Vedete, quando ero piccolo, io e mio fratello avevamo tanti amici immaginari con cui occupare le nostre giornate, e quando giocavamo al medico, c’ era un solo evento che , come un rituale, mettevamo in scena: la nascita di Giulia, che immaginavamo sempre in estate. Quando cominciarono i sogni su di lei, che poi dopo i primi due episodi continuarono ( una volta guardavamo un cartone animato a casa ” nostra ” e un’ altra volta ( 11 novembre 2013 ) fu la mia migliore amica a sognarmi con lei ) pensavo che sarebbe arrivata una sorellina o cuginetta nuova.

Un giorno, a fine agosto 2013 , la mia migliore amica e io parlavamo dei sogni, e lei mi informò che alla famiglia del ragazzino si era aggiunta una nuova arrivata: una bambina di nome Giulia, nata d’ estate. Cominciai a pensare che avevo sognato ( di nuovo ) una persona prima che esistesse. Il nonno del mio migliore amico gli ha raccontato di averlo visto in sogno, uguale a come era da piccolo. Anni prima mi capitò di conoscere un’ amica di penna che avevo già incontrato in sogno, stessi vestiti, capelli, e stesso stadio del quale lei aveva foto nel suo profilo, e stesso luogo di origine.

Poco dopo ricontattai il ragazzino in questione e ci conversai , volevo cercare di arrivare a un punto per cui, dopo un certo periodo di tempo, gli avrei rivelato della serie di sogni che lo riguardavano. Ma poco dopo ci perdemmo comunque di vista senza che io ottenessi quello che volevo. In ogni caso fu come ricaricare di sincronicità un mistero onirico …poche settimane dopo sognai il ragazzino in una comunità , e un signore cercava di adottarlo, ma gli veniva detto che non poteva. Era un sogno triste, e lui piangeva, ma in silenzio, e poi si voltò senza dire nulla e tornò sui suoi passi.

Nell’ autunno ( ottobre ) del 2014 non potevo più tenermi dentro il mistero tacito dei sogni, solo la mia migliore amica conosceva la storia e avevo ricominciato a incontrare il ragazzo in giro sempre più spesso. Perciò gli mandai un lungo messaggio, al quale rispose qualche giorno dopo. Mi ringraziò per averglielo detto, ma disse che secondo lui non c’ era significato dietro, e che non credeva che i sogni rivelassero qualcosa sul futuro. Io provai a fargli approfondire la cosa ma presto mi arresi e persi fiducia. Nel 2014 i sogni sono continuati ma non sembravano più così significativi.

Poi arrivò il 16 marzo del 2015, e sognai che ero stato invitato a casa loro, e che c’ erano tutti, anche i parenti che non avevo ancora sognato, persino la nonna. La madre nel sogno mi abbracciò e mi rammentò con una frase che ” ero parte della famiglia “. Quindi come nel primo sogno, ma al contrario. Stavolta riguardava me. Continuavo a non capire. Poco dopo decisi di raccogliere tutte le informazioni che avevo a mia disposizione, e scoprii una serie di particolari, date, aneddoti, interessanti e forse addirittura intriganti, con i quali cercai di unire i puntini.

Nel dicembre del 2015 sognai che ci eravamo riuniti come famiglie nella nostra casa estiva e il ragazzo sembrava essere in confidenza con mio fratello. E’ stato l’ ultimo sogno particolarmente significativo perché le nostre famiglie erano assieme.  

Nell’ agosto del 2016 sognai che il ragazzo era accompagnato da una ragazza e venivano a trovarmi a casa mia. Sognai inoltre che la sua famiglia o una sua parte si erano trasferiti nei pressi di casa mia.

I sogni si son rarefatti nel corso del tempo, ma l’ ultimo risale al 12 agosto 2017, quando sognai la madre accompagnata dal ragazzo e suo fratello, per strada, sulla strada che percorro sempre quando vado a lavorare, e in cielo c’ erano un sacco di stelle cadenti, il cielo ne era ricoperto, e ad un certo punto la madre cadde a terra e mi chiamò , dicendomi di avvertire i suoi figli che era caduta, e io quindi li raggiunsi.

Negli scorsi giorni è successa un’ altra cosa , che mi ha fatto tornare indietro nel tempo a tutta questa bizzarra e misteriosa vicenda di sognare persone che effettivamente non conosco, e con le quali nei sogni c’è questo misterioso legame. Ma non la racconterò. Resta il fatto che, come 8 anni fa, pensavo a tutt’ altro, ero impegnato in tutte altre faccende e ambizioni, e poi come non detto, il ciclo ricomincia e nuove storie emergono …

Essendo che studio astrologia da quando avevo quindici anni, a me piacciono le date e i compleanni. Sono le prime cose che ricerco di una persona. Io sono nato il 1mo di marzo , e la madre del ragazzo è più di dieci anni più giovane di mia madre, ma entrambe hanno un figlio/a della mia età, ma l’ altra è nata in un giorno che scomposto forma 3 volte il numero 1…E ha anche il nome della mia prima amica di quando ero piccolo e abitavo altrove.

Il padre, di cui non so assolutamente nulla a parte per il nome, porta il nome del fratello di mia madre, e il fratello maggiore porta quello di mio cugino materno. Credo che siano per metà pugliesi. Lo si capisce dal cognome e dalla sua diffusione.

Quando ci siamo trasferiti in questa città non era un giorno a caso …E per qualche strano motivo, i due giorni in cui ho conosciuto/ incontrato il ragazzo e suo fratello corrispondono a : il giorno dopo il compleanno 88 di mio nonno materno e il giorno che sarebbe diventato il suo funerale.

Avevo un amico , all’ epoca, che abitava nella via parallela alla loro, e avevamo stretto un patto che dovevamo dire ai nostri amici in comune che eravamo cugini da parte di madre.

Non so dire esattamente cosa significa tutta questa storia, non ho fatto molto per fissarci la mia attenzione sopra, dico la verità, la mia mente è sempre sovvra – stimolata e accade tutto assieme: semplicemente le cose sono andate così e io ho solo ricevuto questi sogni.

Forse un giorno capirò … nel frattempo ” celebro ” questa data mistica e misteriosa con un nuovo articolo che è a sua volta ciclico, perché anche essi ritornano …esattamente come i nuovi particolari della storia che sono riemersi dall’ oblio e sono giunti a me, come un cerchio che si chiude, e forse si tratta di una spinta verso l’ eschaton di questa storia …

      Matteo

LA MIA INTERPRETAZIONE:  Allora, per cominciare cerchiamo di spezzettare gli eventi e cerchiamo di dare una minima spiegazione sulle cause: i sogni sono cominciati durante la prima settimana da me trascorsa all’ università nella città dove ( ho scoperto in seguito ) tutti i figli della famiglia sono nati …mmm interessante no?Il primo sogno rimane misterioso, non so come sia potuto verificarsi perchè non ero più in contatto e non incontravo nemmeno più il diretto interessato nei mesi intorno alla data del primo sogno …Invece il sogno relativo alla madre è arrivato 3 settimane dopo averla vista bene per la prima volta …potrebbe aver funzionato da trigger …

All’ inizio intorno al 2011 pensavo veramente che ci fosse qualcosa dietro e che ci fosse una parentela sconosciuta / segreta fra le nostre famiglie, prevalentemente da parte materna, ma scoprendo la loro regione di origine ho dovuto arrendermi all’ evidenza che al 99% non c’è parentela. Ho mostrato una foto della donna a mia madre ma lei mi ha detto che non la conosce. Sta di fatto che sia come date, che come nomi, c’è una connessione con il lato materno della mia famiglia…Ma ci si ferma a una similitudine. Dopo che si è aggiunto un nuovo membro le mie teorie sono aumentate e comunque è stranissimo il collegamento con un mio rituale dell’ infanzia che condividevo con mio fratello …Io come blogger faccio da anni ricerche sul tempo e come funziona il tempo e ho fatto esperimenti con risultati e conclusioni che non si trovano altrove e sono per certi versi inaudite …E’ possibile che ci sia stato un evento nel futuro che abbia avuto un effetto riverbero ( come quando si tira un sasso in un lago per dire ) che è rimbalzato nel passato e mano a mano se ne sentono gli effetti …Quindi se uno degli eventi è già passato e potrebbe riguardare quel nuovo membro mi chiedo quale sia allora il prossimo. Secondo me l’ evento causa potrebbe non essere da ricercarsi nel passato ma nel futuro.

Questa tematica dell’ ” ospite ” e dell’ ” adozione ” che compare in alcuni di questi sogni potrebbe collegarsi in qualche modo con la storia di una famiglia che conosciamo da tantissimi anni che è un po’ parallela alla mia …i nostri genitori fanno lo stesso tipo di lavoro, io assomiglio alla prima figlia, mio fratello e il loro altro figlio sono nati molto vicini di data …e hanno praticato lo stesso sport per un bel po’ di tempo …e guarda caso 3 anni prima dell’ inizio di questi sogni hanno deciso di adottare un ragazzino che ha lo stesso nome e la stessa età del diretto interessato dei miei sogni. Questa è una possibile spiegazione che posso dare anche se non vedo perchè nei miei sogni questa storia dovrebbe reinterpretarsi dopo così tanto tempo.





Il 25 ottobre sulla timewave: il punto di rottura

9 10 2017

16649377_10210749026874645_2997101867826516308_n gStatisticamente questa timeline è quella più probabilmente corretta, visto che ha dato come risultati ben 17 esempi di ripetizioni storiche fra due coppie di eventi, ben al di sopra di ogni altra data zero possibile.

Ciò vorrebbe dire che siamo arrivati al punto di rottura: il 25 ottobre si ipotizza un evento di grandissima magnitudo che farà cambiare rotta al grafico e farlo puntare sempre più verso il basso. Il Grande Picco che stiamo per raggiungere starebbe a indicare l’ ultimo punto di fattore abitudine – stabilità in frizione con il fattore novità – instabilità, e quindi vorrebbe indicare che siamo nella quiete prima della tempesta e che i tempi storici futuri non raggiungeranno mai più questo livello di attuale abitudine – stabilità. Più importante di un Cambio Ciclo, che rappresenta un Primo Finale ( Finale che ha tre mandate di apertura – il Cambio Ciclo del 19 giugno 2017 – il Grande Picco del 25 ottobre 2017 sono le prime due ) viene il Grande Picco che anticipa direttamente gli eventi del Gran Finale ( che non è una fine vera e propria ma un nuovo inizio ).

Quali eventi possiamo ipotizzare per il punto del 25 e 26 ottobre 2017? Ecco quali eventi storici avranno una finestra di tempo per ripetersi:

  • Watergate , il più grande scandalo politico Statunitense
  • La morte di Bruce Lee
  • Gli Stati Uniti bombardano la Cambogia
  • Colpo di stato in Cile
  • Nazioni Unite accolgono le 2 Germanie
  • Guerra dello Yom Kippur ( Egitto e Siria contro Israele )
  • Il vice presidente Usa si dimette
  • Embargo petrolifero da parte dell’ Iran contro i sostenitori di Israele
  • L’ Austerity Italiana

Sull’ altra timeline indicata da Peter Meyer, realizzatore del software grafico questo punto di rottura avviene fra il 13 e il 14 dicembre 2017.

  Cosa era successo nelle altre date indicate nella immagine?

21 aprile 2017:     

Arts and culture
Business
Disasters and accidents
Law and crime
Politics and elections
Science and technology

3 maggio 2017:

Armed conflicts and attacks

Arts and culture
Business and economy
Disasters and accidents
  • An explosion at a coal mine near Azadshahr, Iran, kills at least 35 miners and traps 39 others, according to state media. (BBC)
  • A car crash at an auto auction in Billerica, Massachusetts, kills at least three and injures nine, two critically. (CNN)
Politics and elections

19 giugno 2017:

Armed conflict and attack

Disasters and accidents
International relations
Law and crime
Science and technology
  • Personal information of about 200 million U.S. citizens has been exposed on the Internet since January when unsecured files were uploaded by Republican contractor Deep Root Analytics. The data, available via publicly accessible providers such as Amazon Web Services, included birth dates, home addresses, telephone numbers, religious affiliations, ethnicities, and political views. The problem was discovered by an UpGuard analyst. (BBC) (Salon)




Via Madre di Dio e dintorni: appunti su una Genova seppellita

1 08 2017

Il presente articolo lo si può considerare una puntata particolarmente estesa della serie Appunti tratti dal mio quaderno, categoria del blog la quale è un po’ di tempo non viene da me aggiornata. Come nelle altre puntate, la soluzione stilistica adottata per la stesura dell’articolo è quella del flusso di coscienza, perciò non vi stupite e vi prego di non irritarvi se, leggendo, avete l’impressione di uno che, seguendo il filo delle sue associazioni mentali, salta di palo in frasca pressoché in continuazione. Comunque, buona lettura.

L’idea per l’articolo che siete in procinto di leggere mi è venuta consultando due blog presenti nella blogosfera italiana in generale e genovese in particolare: C’era una volta Genova di Gianfranco Curatolo (più l’omonimo gruppo Facebook con moltissime foto d’epoca) e “Dear miss Fletcher” .

Le loro descrizioni dello scomparso quartiere genovese di Ponticello e degli altrettanto quartieri scomparsi di Portoria-Piccapietra e di Borgo Lanaiuoli-via Dei Servi-via Madre di Dio. Con tutti quei dettagli-particolari delle foto del XIX secolo/primissimo XX secolo, le persone fotografate, cosa stavano facendo quando fu scattata l’immagine, com’erano vestite (all’antica, ovviamente), le loro azioni poco chiare, gli oggetti che avevano in mano (magari “oggetti misteriosi”, come in quel programma tv anni Cinquanta condotto dal compianto Enzo Tortora, programma di cui vidi la replica forse di notte negli anni Novanta) (Telematch si chiamava), cosa ci raccontano i dettagli-particolari di quelle foto del passato guardandoli con la lente d’ingrandimento.

Il fatto che quel mondo, così diverso dal mondo a cui siamo stati abituati, esisteva ben prima che noi nascessimo. Non l’abbiamo minimamente mai vissuto. E ne abbiamo nostalgia. Abbiamo nostalgia di qualcosa che non abbiamo mai vissuto.

Ciò che ci attrae, che ci affascina in quelle foto, sono gli stessi, identici, luoghi, gli stessi spazi – che conosciamo benissimo – della nostra città natale, ma completamente diversi da come li abbiamo sempre visti. Sono gli stessi identici luoghi ma, contemporaneamente, sono qualcosa di completamente altro.

Non abbiamo mai visto i vicoli di Portoria e la Porta Aurea nello stesso quartiere oggi completamente cambiato e supermodernizzato.

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La Porta Aura nel vecchio quartiere di Portoria-Piccapietra.

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Lo scomparso vico Pellissoni nel vecchio quartiere Portoria-Piccapietra.

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Demolizione a colpi di piccone del vecchio quartiere Portoria-Piccapietra, la Porta Aurea la si vede in mezzo alla foto.

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Il quartiere Portoria-Piccapietra oggi.

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Il quartiere Portoria-Piccapietra oggi.

http://ceraunavoltagenova.blogspot.it/2013/10/piccapietra-piccon-dagghe-cianin.html

https://dearmissfletcher.wordpress.com/2013/09/28/per-le-strade-della-vecchia-portoria/

E che dire della misteriosa Porta Romana la quale, dopo essere stata smantellata, se ne perdettero completamente le tracce, a differenza di Porta Pila e di Porta Degli Archi (detta anche Porta di Santo Stefano perché vicina alla chiesa omonima);

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Immortalata in un rarissimo dagherrotipo, ecco come appariva Porta Romana, di cui si sono perse completamente le tracce a differenza delle sue gemelle più importanti Porta Pila e Porta Degli Archi (o di Santo Stefano.)

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Porta Pila com’era un tempo, prima del suo trasloco in un luogo diverso da quello originario, associata al Ponte Pila, anch’esso smantellato perché il torrente sottostante è stato ricoperto.

Porta di Santo Stefano (detta anche Porta dell'Arco o degli Archi) Genova

Porta Degli Archi (o Di Santo Stefano, perché vicina alla chiesa omonima), anch’essa spostata rispetto al suo luogo originario.

Il colle del convento Sant’Andrea prima che lo sbancassero e lo spianassero (e ne ricostruissero il chiosco accanto alla cosiddetta “casa di Colombo”, chiostro che se uno non conosce la storia, sembra c’entrare qualcosa con la “casa di Colombo” lì vicina, visto che è proprio lì accanto, e invece non c’entra assolutamente nulla), era un convento fino a fine XVIII secolo quando poi, durante l’epoca napoleonica, venne ri-convertito in carcere e completamente smantellato (a parte il chiostro) a fine XIX-inizio XX secolo, all’epoca in cui venne sbancato il colle di Sant’Andrea (ecco perché Porta Soprana ERA chiamata anche Porta di Sant’Andrea) per aprire via Dante e costruire il palazzo della Borsa nel 1912, quello Poste e telegrafo e il palazzo del Credito Italiano.

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Demolizione del Colle di Sant’Andrea (col relativo convento) per l’ampliamento di piazza De Ferrari (fine XIX-inizio XX secolo.)

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Lo stesso luogo dell’immagine precedente al giorno d’oggi.

Per fare ciò, buttarono giù la palazzata di vico dritto Pontexello lato monte. Via Dante, fino agli anni trenta, era solo il pezzo iniziale, quello da De Ferrari, oltre vi era ancora la palazzata (“in stile vicoli”) lato mare di vico drito Pontexello a perdita d’occhio fino a piazza Ponticello, con in mezzo il proverbiale “barchile”, la fontanella in seguito traslocata in Campetto (non “piazza Campetto” come dice qualcuno.) Al posto di quella che poi si sarebbe chiamata “via Ceccardi” vi era salita Morcento, la quale saliva al colle di Morcento, con un enorme palazzone che faceva come da vedetta, colle che venne sbancato pure quello. Perché negli anni trenta, sotto l’impulso del progresso, della modernità, del Novecento, vennero costruiti (anzi, “innalzati”) quegli edifici ultramoderni, di stile razionalista, venne allungata via Dante, venne aperta piazza Dante e via Ceccardi, venne aperta la galleria la quale, attraversando via Fiume, collegava la nuova piazza Dante alla nuova piazza della Vittoria, costruita in quegli stessi anni trenta, con il suo arco di trionfo al centro, con la “fiamma della patria” (che la si doveva tenere sempre accesa e ora è sempre spenta), con intorno gli edifici di stile razionalista modernista (palazzo INPS) come quelli di piazza Dante, quella stessa piazza della Vittoria la quale venne aperta nello stesso luogo in cui c’era la grande spianata del Bisagno, ovvero il risultato dello smantellamento delle cosiddette “fronti basse del Bisagno” e lo smantellamento delle mura lungo quella che si sarebbe poi chiamata via Fiume, grande spianata che ospitò le Colombiadi 1892 e l’Expo 1914.

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Palazzata lato mare di vico drito Pontexello e palazzata lato monte buttata giù, il pezzetto della “casa di Colombo” mantenuto in piedi e il chiostro del convento di Sant’Andrea, edificio che all’epoca della foto non c’era già più.

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Palazzata lato mare e palazzata lato monte di vico drito Pontexello.

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Vico drito Pontexello a perdita d’occhio giù fino a piazza Ponticello, in primo piano sulla sinistra la “casa di Colombo”.

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La zona in fondo a vico drito Pontexello nella cartolina precedente la si può collocare oggi nel mezzo della strada in secondo piano in questa foto.

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Porta Soprana (o Porta di Sant’Andrea), vico drito pontexello e “casa di Colombo” come appaiono da fine anni Trenta in poi, senza alcun palazzo tranne la cosiddetta “casa di Colombo” (cioè quello che ne rimane da inizio XX secolo in poi.)

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Vico drito Pontexello e ingresso di Porta Soprana (o Porta di Sant’Andrea), inquadratura fine XIX secolo più o meno nella stessa angolazione della foto precedente.

Vedere anche: https://dearmissfletcher.wordpress.com/tag/vico-dritto-di-ponticello/

10 Viaggio nei Caruggi di Riccardo Navone ed. Fratelli Frilli (2)

Antiche case scomparse del quartiere di Morcento, attuale via Ceccardi (foto scattata negli anni Venti), a destra vico drito Pontexello, in primo piano in fondo a destra si scorge il pezzetto superstite della “casa di Colombo” con l’edera attorno.

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Lo sbancamento della collina di Morcento, anni Venti del Novecento.

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Via Ceccardi (ex collina di Morcento) al giorno d’oggi e zona dell’ex piazza Ponticello.

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Lo stesso identico luogo dell’immagine precedente visto dalla parte opposta: piazza Ponticello, nei primi anni del XX secolo, col barchile (fontana) in mezzo alla piazza, successivamente traslocato in Campetto. Vico drito Pontexello è in fondo tra le due file di palazzi nella direzione verso “casa di Colombo” e Porta Soprana. Tutto ciò che vediamo nell’illustrazione è scomparso.

Gli stessi anni Trenta in cui venne smantellato il ponte Pila – assieme al ponte Romano e a una passerella pedonale – per coprire il Bisagno all’altezza della stazione Brignole fino al mare. Il Rivo Torbido, tombinato già nel 1500. I quartieri Portoria, Ponticello, Cheullia, distrutti nel 1971 con quegli affari moderni (“benne”, “escavatori” mi viene in mente si chiamano quegli aggeggi per distruggere edifici) come si vede in quelle riprese di quel servizio su Raitre andato in onda all’incirca nel 1989-90 o giù di lì.

Video che contiene l’intervista a quel signore nato a Roma ma portato nel borgo di via Madre di Dio da piccolissimo, faceva il chierichetto la domenica, per “20 citti”, nella chiesa che poi nel 2008-2010 sarebbe diventata sede della biblioteca franzoniana. Quel signore racconta come le persone si mettessero di traverso di fronte a quegli attrezzi moderni per demolire, perché sapevano che lì nei pressi, in vico Gattamora, vi era la casa natale di Niccolò Paganini e che l’avrebbero buttata giù come le altre case, allora diversi abitanti si erano messi a fare gli scudi umani. Però un giorno – con l’inganno, in modo subdolo – erano stati mandati via dagli emissari dei mandanti che c’erano dietro quelle demolizioni e, quando gli abitanti del borgo erano ritornati la mattina dopo, la casa natale di Paganini (quella del manifesto dal titolo “Onoranze a Niccolò Paganini nel centenario dalla sua morte – 1840-1940 XVIII e.f.” da me visto nel 1996 su uno dei volumi “Genova nella seconda guerra mondiale”) era stata ormai buttata giù.

I videofilmati dell’epoca (1971) (di cui uno recuperato dall’oblio, con tanto di logo tv misterioso in basso a destra) mostrano che, mentre quegli aggeggi buttano giù i muri delle caratteristiche case alte e strette di tipo medievale, contemporaneamente venivano attivati quei getti d’acqua per limitare i nuvoloni di polvere.

Vi sono tutte quelle foto in bianco e nero, in quelle due pagine web Publifoto le quali mostrano il quartiere ancora intatto anche se con le case vecchie, ormai degradate e pericolanti, anche per via dei bombardamenti della WWII.

In una di quelle foto si vede una bottiglieria (col nome che inizia con la C)(in realtà si chiamava “Biagio Gavazza”, negli appunti su carta non ricordavo il nome), il cerchio “Coca cola” (in realtà rosso ma grigio per via del bianco e nero), bambini e donne che mostrano come di essere proletari o sottoproletari, qualche panno steso. In certe foto si vedono macchine FIAT dell’epoca, di quell’epoca ancora molto meccanica e operaia, ben prima dell’era elettronica e digitale. Cioè ben prima degli Ottanta. Chissà se quelli da cui partì l’ordine di smantellare quei palazzi, ebbero già in mente cosa avrebbero costruito al posto di quei palazzi buttati giù, se avevano cioè già in mente le strutture del “Centro dei liguri” (ovvero templi in vetro-cemento della burocrazia capitalista) e i cosiddetti “Giardini Baltimora” che furono soprannominati “Giardini di plastica”. Baltimora, guarda caso una città americana con problemi di ordine pubblico, violenza e degrado.

Strada della Madre d'Iddio e ponte di Carignano a Genova, 1847

Via Madre di Dio in un quadro di fine XVIII secolo.

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Via Madre di Dio fine XIX inizio XX secolo.

Per vedere altre immagini di com’era un tempo il quartiere Lanaiuoli-Dei Servi-Madre di Dio, vi è il gruppo “I ragazzi di via Madre di Dio”: https://www.facebook.com/groups/316859939691/photos/

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Demolizione del quartiere di via Madre di Dio intorno al 1971.

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Via Madre di Dio 1902.

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Via Madre di Dio 1978.

http://www.taxi-driver.it/summerfest/2015/06/08/perche-i-giardini-baltimora/

I cosiddetti drop out (gli emarginati, gli esclusi) degli anni Ottanta, a cui fu dedicata una puntata della trasmissione tv notturna su raitre Fuori Orario, risalente al luglio 2001, più o meno i giorni del G8 e dei cortei contro il G8. In un’altra di quelle publifoto – quelle da me visionate sono solo una minuscola parte di quelle disponibili su richiesta!, penso a pagamento – vi erano riferimenti al marxismo-leninismo-maoismo di quegli “anni formidabili” (per dirla col libro del proverbiale Mario Capanna, titolo del suo libro visto oggi su una bancarella di piazza Colombo.)

Vi è poi una publifoto mostrante solo una facciata senza la casa dietro, con le finestre le quali sono occhiaie vuote, che poi sarebbe stata buttata giù anche quella; guardando meglio mi sono accorto – riconoscendo il dettaglio della nicchia con la Madonna dentro, le due colonnine e le targhe sotto con le epigrafi – che la facciata apparteneva a quella che un tempo fu la casa di Niccolò Paganini e si ergeva in mezzo al terreno dove prima vi erano le altre case e ora non c’era più niente (solo macerie) e in futuro, lì, sarebbe stato costruito il modernissimo “Centro dei liguri” e i giardini che, negli Ottanta dei drop out, erano popolati da tossicodipendenti in preda all’ero.

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Casa natale di Niccolò Paganini immortalata intorno agli anni Quaranta.

Casa natale di Paganini nel 1961: http://www.publifoto.net/rps/det.php?art_id=134&ord=iD&key=yes&page=1&RCCrps=CITT%C3%81:%20VICO%20GATTAMORA&sogg=casa-di-paganini

Casa natale di Paganini nel 1971: http://www.publifoto.net/rps/det.php?art_id=4590&ord=iD&key=yes&page=1&RCCrps=CITT%C3%81:%20VICO%20GATTAMORA&sogg=il-quartiere-di-borgo-lanaiolivia-madre-di-dio

Quella lì del 1971 (l’anno dopo l’ALLUVIONE, tutto in maiuscolo, di cui ho visto delle catastrofiche foto in bianco e nero, con le auto d’epoca per ogni dove) era una demolizione nello stile di quella del ‘500, quando sicuramente demolirono case che non c’erano prima per aprire Strada nuova, come a fine XVIII, quando buttarono giù la chiesa di San Domenico per edificare il teatro Carlo Felice (poi fracassato dai bombardamenti del 1941-42 e ricostruito nel 1991); sempre in quella fine XVIII quando fecero passare il convento di Sant’Andrea da convento a carcere, convertendolo a carcere e durò ancora per un secolo fino a fine Ottocento inizio Novecento quando poi venne buttato giù del tutto (sbancando e spianando anche il Colle, come abbiamo già visto) per ampliare piazza De Ferrari passata da piazza San Domenico a De Ferrari nel 1874, lo stesso anno in cui vennero inglobati al comune di Genova i comuni della bassissima Val Bisagno e dell’immediato Levante), venne fatta crollare la palazzata di Strada Giulia, costruito l’attuale palazzo della Regione e poi i palazzi della Borsa, delle Poste e telegrafo e del Credito Italiano.

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L’ALLUVIONE (tutto in maiuscolo) del 1970, l’anno prima di quando il borgo di via Madre di Dio venne spazzato via dalla faccia del pianeta Terra per poi, a fine anni Settanta, costruire al suo posto il “Centro dei Liguri” e i Giardini Baltimora.

Conoscendo questa storia – e avendo visto i dagherrotipi – si vede con un altro occhio (lo si nota proprio) quel pezzettino di strada con la ringhiera di ferro vecchio, prima non lo si era mai notato: lo si riconosce come il pezzetto di strada superstite che andava alla porta del carcere di Sant’Andrea (ex convento) e che girava subito a destra di porta Soprana (ex porta di Sant’Andrea) una volta svoltata, come si vede in quell’immagine del 1890, dove compare la targa “sestriere di Portoria” e un orologio elettrico non dissimile da quelli di oggi, e certi di quelli che commentano queste foto sulle prime “non ci si trovano”, “gli mancano le coordinate” tanto la zona appare così diversa rispetto a oggi.

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Il dagherrotipo del 1890 della zona ora completamente cambiata presso Porta Soprana, la strada che andava all’ingresso del convento – poi carcere – di Sant’Andrea.

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Questo pezzetto di strada corrisponde al tratto di strada dell’angolo destro in basso della foto precedente (anzi, all’angolo destro fuori dalla foto precedente), la strada che portava al colle di Sant’Andrea col convento diventato poi carcere, tutto sparito da inizio XX secolo per lasciare spazio agli edifici delle Poste e telegrafo, della Borsa e del Credito Italiano.

pezzo di strada e palazzo borsa credito italiano e poste e telegrafo

Il pezzetto superstite dell’antica strada della foto precedente e i palazzi della Borsa, delle Poste telegrafo e del Credito italiano costruiti nei primi anni del Novecento dopo la spianatura dei colli di Morcento e di Sant’Andrea al cui edificio andava l’antica strada in salita quando era ancora integra, come si vede bene nel dagherrotipo del 1889.

Nella stessa fine XIX, in vista delle Colombiane o Colombiadi dell’anno 1892, vennero smantellate le cosiddette “fronti basse” del Bisagno, facendo così apparire-emergere la cosiddetta Spianata del Bisagno, un ampio piazzalone che durò fino agli anni Trenta e che ci fu nel periodo tra lo smantellamento delle “fronti basse” e la costruzione di piazza Della Vittoria, dunque in pieno periodo Belle Epoque. L’epoca delle donne con busto stretto, gonna larga e lunga e cappello largo e l’epoca degli uomini con camicia, colletto, polsini, gipponetto (panciotto), giacchetta, orologio da taschino con catenella, braghe con la riga, soprabito e l’ immancabile cappello.

http://ceraunavoltagenova.blogspot.it/2013/04/cera-una-volta-il-bisagno-parte-sesta.html

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Bastioni (“fronti basse”) sul torrente Bisagno – ora piazza Della Vittoria – demoliti nel 1890 in occasione delle Colombiane o Colombiadi del 1892.

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La spianata del Bisagno dopo la sparizione delle “fronti basse”, durata fino agli anni Venti quando venne costruita piazza Della Vittoria.

Io sapevo della spianata ma non che fosse emersa dopo aver fatto sparire quelle “fronti basse” a Levante (dal XVII secolo, ultima cerchia di mura.) Quella fine XIX fu anche l’epoca in cui vennero smantellate le PORTE di quelle mura del XVII secolo: Porta Pila, Porta Romana e Porta Degli Archi (o di Santo Stefano) e quest’ultima venne traslocata per costruire il Ponte Monumentale e si unì Strada Giulia con via della Conciliazione o Consolazione (la futura via XX settembre), la quale poi proseguiva diritta con quella che si chiamava via Minerva ed era la strada che poi sarebbe divenuta Corso Buenos Aires e fino al 1874 faceva parte del comune di San Francesco D’Albaro, col Borgo Pila.

Tutte queste nozioni sostanzialmente non le sapevo. Le sapevo sì e no.

Via Minerva era cinque metri più alta rispetto a Strada Giulia e via della Conciliazione, per farle stare sullo stesso piano – e unirle attraverso il Ponte Pila – venne abbassata di cinque metri , usando anche i trenini che c’erano allora per per portar via i blocchi di materiale inerte. La modernizzazione di Genova e il suo ampliamento verso Levante ha poi dovuto fare i conti col torrente Bisagno e col fatto che lo si è costretto, a causa dell’urbanizzazione, quindi del “progresso”. Si è limitato il suo alveo, prima poteva esondare nella campagna senza fare danni. Poi nel 1914 lo smantellamento del manicomio a raggiera (del Settecento e Ottocento) (più o meno dove c’è ora l’Unieuro) ma prima anche la palazzata lato monte di vico drito Pontexello. Infatti ecco perché l’omonima canzone in dialetto parla di un personaggio che finisce in carcere proprio a Sant’Andrea, storia della canzone, quindi, di prima fine XIX inizio XX secolo, pressappoco quando hanno aperto (anzi aprirono) via Dante. Però, per un bel po’, è ancora rimasta in piedi la palazzata lato mare e metà o più della palazzata lato monte, la salita di Morcento assieme al colle di Morcento e tutto il “vico drito” fino a piazza Ponticello, col suo quartiere omonimo e il barchile (fontana) in mezzo alla piazza.

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La zona di vico drito Pontexello, piazza Ponticello e colle del Morcento dopo l’apertura di via Dante, via Ceccardi e piazza Dante e l’edificazione degli edifici modernisti e grattacieli nella metà degli anni Trenta.

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Uno scorcio della stessa identica zona al centro della foto precedente prima che negli anni Trenta picconi e macchinari da demolizione facessero piazza pulita per la costruzione di edifici moderni e grattacieli. I commentatori sul web di foto come questa faticano a capire dove venne scattata la foto tanto la stessa zona oggi è irriconoscibile rispetto a prima.

Mi sono dimenticato di scrivere che, fino agli anni Ottanta del XIX secolo non era stata ancora aperta via Fieschi, la quale divenne una specie di via parallela ascendente alla strada Lanaiuoli-via Dei Servi-via Madre di Dio (con il rivo Torbido sottostante, quando non era ancora tombinato, prima del ‘500, su cui ci passava il “vico drito” con un ponticello, ecco il perché del suo nome.)

La situazione del quartiere Morcento-Ponticello resto così immutata fino alla fine degli anni Venti del XX, quando venne deciso di modernizzare ulteriormente Genova, con la prosecuzione di via Dante, l’apertura di via Ceccardi e di piazza Dante, l’apertura della galleria e l’edificazione dei due grattacieli, con quello più alto che è la Torre Piacentini, alta più di cento metri, torre che gli anglosassoni cercarono di bombardare durante la WWII perché “simbolo del Regime” ma che la mancarono più volte e invece colpirono i quartieri Castello e Cheullia. Via Ceccardi, che me la ricordo nella mia infanzia perché leggendario capolinea delle linee 46 e 47, non c’era affatto prima dei Venti-Trenta perché al suo posto vi era invece il colle di Morcento. Sembra quasi che piazza Dante, via Ceccardi, i due grattacieli, gli altri edifici modernisti-razionalisti, la galleria verso la zona di Della Vittoria (e Della Vittoria stessa, con tutti gli edifici intorno, della stessa epoca) ci siano sempre stati assieme alla copertura del torrente Bisagno – denominata viale Brigate Partigiane dopo la WWII – ma non è affatto così. Me ne sono accorto per la prima volta nell’epoca 1996 di quando leggevo quei quattro volumi dedicati a Genova nella WWII, quando vi era quella foto appartenente agli anni Trenta dove, accanto alla galleria, vi erano vecchie case alte e strette (al posto degli edifici modernisti che ho sempre visto), sulla via Dante verso la galleria passava un tram e la didascalia della foto diceva qualcosa del tipo “Per ampliare piazza Dante, aprire via Ceccardi e costruire edifici nuovi e grattacieli, si radono al suolo le ultime case del vecchio quartiere Ponticello.”

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Lo stesso identico luogo fotografato oggi nella seguente immagine: http://static.panoramio.com/photos/large/58725209

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La zona di ex vico drito Pontexello e di piazza Ponticello come appare dal 1935-1938  in avanti.

http://ceraunavoltagenova.blogspot.it/2013/10/via-dante-e-piazza-dante.html

E, prima d’allora, ricordo che non avevo mai saputo che “prima degli edifici e grattacieli da me sempre visti lì c’era un intero quartiere con case alte vecchie proprio come quelle dei caruggi del centro storico.”

La rete tramviaria elettrica di Genova continuò a essere attiva fino al 1965-1966 e negli anni Sessanta vi furono altri sacrifici di antiche costruzioni, immolate sull’altare della modernizzazione e del progresso occidentalista. La sopra-elevata. Che per costruirla buttarono giù il cosiddetto “Ponte Reale” (antica prosecuzione fino al porto del Palazzo Reale) come si vede in quell’immagine publifoto del 1964, col Ponte già in fase di demolizione controllata: http://www.publifoto.net/rps/det.php?art_id=5527&ord=iD&page=1&RCCrps=PONTE%20REALE

Gli avvenimenti degli anni Trenta sono state dunque le ultime distruzioni di quel tipo e, lasciando un po’ perdere gli episodi del Ponte Reale e di altri edifici per costruire la strada sopra-elevata, l’episodio dello smantellamento della maggior parte dell’antico quartiere Cheullia e del quartiere Lanaiuoli-Dei Servi-Madre di Dio, è somigliato molto (“nello spirito”) agli episodi iniziati nella “notte dei tempi”, in quel ‘500 quando aprirono Strada Nuova (futura via Garibaldi), poi quando buttarono giù la chiesa di San Domenico, quando aprirono via Fieschi, aprirono la prima parte di via Dante per ampliare De Ferrari, fino ad arrivare a Portoria e Cheullia e Lanaiuoli-Dei Servi-Madre di Dio nel 1971. Lo “spirito” era quella delle distruzioni e costruzioni degli anni Trenta era fascista. Quindi nell’era democratica succedevano cose molto simili a quelle avvenute nell’era fascista. Torre Piacentini (il grattacielo alto più di cento metri) e altre costruzioni moderne-razionaliste negli anni Trenta e il “Centro dei Liguri” negli anni Ottanta-Novanta dopo le distruzioni del 1971.

Ci sono quelli che dicono: <<Eh, va be’, ma comunque quelle case dovevano buttarle giù, visto che erano disagiate e pericolanti e in buona parte abbandonate, si trovavano in quello stato perché non si erano mai più riprese dai bombardamenti della WWII.” Appunto, sembra proprio che la WWII abbia dato una bella mano, prima, quasi come se l’avesse fatto apposta.

Anche se ovviamente non è così, però sembra.

In seguito al 1971 le cose simili ancora successe sono state la distruzione della vecchia Corte Lambruschini dopo il 1984 (in una foto dell’84 la si vede ancora in piedi) e l’edificazione della nuova Corte Lambruschini a fine anni Ottanta. Penso che anche il pluricitato “Centro dei Liguri” sia di dopo il 1985. La caserma dei pompieri in Marina di Sarzano, vicino a via Madre di Dio, fu demolita nel 1992. Lo stadio De Ferraris venne rifatto nuovo e coperto per i mondiali di calcio di “Italia ’90” e anche la ricopertura del Bisagno di fronte allo stesso stadio. In quel 1992 anche il nuovo Porto Antico con l’ascensore Bigo, l’acquario “per i 500 anni dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo”, la “bolla di Renzo Piano” (costruita in occasione del G8 del 2001), il nuovo teatro Carlo Felice inaugurato nel 1991.

Tornando invece a vent’anni prima, al 1971 e alla distruzione del quartiere Cheullia (a cui fu dedicata una canzone in dialetto), il commento di uno su Facebook è stato che aveva lavorato lì tanti anni fa e quei luoghi se li ricorda “come in un sogno”, quei luoghi immortalati dalle publifoto. Però non sono completamente d’accordo con coloro che scrivono nei commenti cose di questo genere: <<Com’era bello prima, prima era meglio di adesso>>, <<Come sarebbe bello che ritornassero quei tempi>>, <<Quanto mi sarebbe piaciuto vivere in quell’epoca.>> Lo trovo fuorviante questo modo di pensare, questo modo di vedere le cose, perché fa capire ancora meno COSA SIA DAVVERO SUCCESSO. Torniamo sempre al passato perché non ce ne siamo ancora liberati, abbiamo dei conti in sospeso col passato. Sono successe delle cose che ce le siamo spiegate in un certo modo ma, sotto sotto, dentro di noi, sappiamo che “ce la raccontiamo”, che il modo in cui ci spieghiamo le cose successe nel passato non è quello giusto, è solo quello convenzionale.

E allora vi sono tutte quelle immagini che ci turbano, ci fanno provare sensazioni che non ci fanno dormire la notte. Un soggettista-sceneggiatore che s’inventa una storia non avrebbe potuto fare di meglio: un quartiere antico, l’ultimo quartiere di tipo medievale fuori mura, immediatamente fuori dalle mura del Barbarossa, sopravvissuto a secoli di storia, caratteristico per via del percorso che segue il corso del rivo Torbido tombinato sotto, il quale porta fino al mare con sopra l’arcata del ponte – pittoresco come e più di Boccadasse – che, prima, dal 1944-45 viene reso disagievole e pericolante dai bombardamenti inglesi del 1941-42 e angloamericani nel 1944-45 e poi – con la scusa che appunto quelle erano case disagievoli, abbandonate e pericolanti – viene distrutto nel 1971 (preziosissima casa natale di Paganini compresa), cinque/sei anni dopo che l’ultimo tram entrò in rimessa e venne poi levata la rete tramviaria, pochi anni dopo la costruzione della sopra-elevata (che prima previde la distruzione completa del Ponte Reale e degli altri edifici lì dal porto) e un anno dopo la Grande Alluvione. In quegli anni Settanta che il Bacci Pagano di Bruno Morchio ha definito come “il punto più alto toccato dalla civiltà occidentale” (occidentale contemporanea, dopo la Rivoluzione Francese.) E al posto di quei vecchi, pittoreschi quartieri vengono costruiti edifici iper-modernisti i quali sono veri e propri templi laici in vetro e cemento al capitalismo neo-liberista incipiente che poi sarebbe di lì a pochi anni divenuto imperante, come hanno mostrato bene Thomas Friedman ed Edward Luttwak nel 1999-2000 coi loro libri “La dittatura del capitalismo” e “La Lexus e l’ulivo.”

Su https://www.facebook.com/groups/gianfranco.curatolo/photos/ vi è stato poi un altro commento da me apprezzato riguardante le distruzioni in via Madre di Dio nel 1971: una signora che all’epoca era scolaretta e che, da un balcone, vedeva queste distruzioni con le benne che facevano crollare la parte alta degli edifici e le palle di acciaio che colpivano i muri e li facevano andare giù tra polvere e getti d’acqua. Era uno spettacolo strano, che la attraeva, che non riusciva a dargli un senso, sembrava quasi uno strano gioco. E quella signora se lo ricordava come appartenente a un passato lontanissimo, che solo rivedendo le immagini sul web e aver saputo bene la storia ha ricostruito tutto associando quelle lontane memorie che vedeva da bambina – e che per lungo tempo si era dimenticata – con la storia del borgo Lanaiuoli/Dei Servi/Madre di Dio del tutto demolito per far posto alle costruzioni del “Centro dei liguri” e dei “giardini di plastica”.

[Continua…]





La seconda edizione di ” Poteva accadere ” – nuove “quasi catastrofi”

14 07 2017

 

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Questa seconda edizione di eventi catastrofici che potevano accadere ( vedi prima edizione qui : https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/avvenimenti-che-potevano-succedere-e-non-sono-accaduti/ ) è un elenco di eventi incredibili e catastrofici che solo per pura fortuna non sono accaduti…

  • Mezzanotte esplosiva per l’ aviazione evitata per secondi: il 7 Luglio 2017 quasi a mezzanotte fra il 7 e 8, un aereo canadese stava atterrando nell’ aeroporto di San Francisco quando ad un tratto sbaglia pista e si immette nella pista di decollo dove 4 aerei pieni di carburante e di centinaia di passeggeri stavano attendendo di decollare. Per pochi secondi è stato evitato un 9/11 accidentale che avrebbe causato il peggior disastro della storia dell’ aviazione con quasi 1000 vittime. Uno degli aerei ( uno era diretto a Sydney, uno diretto alle Filippine e uno a Orlando in Florida ) ha riferito che l’ aereo canadese gli è passato sopra. Se la torre di controllo avesse ritardato di 7 secondi l’ ordine di rinunciare all’ atterraggio questo disastro sarebbe successo e i 5 aerei sarebbero esplosi all’ istante causando una mezzanotte di fuoco. L’ accaduto è stato rivelato la settimana successiva.   

1) Il sommergibile radioattivo: il 29 Dicembre 2011 Chernobyl ha rischiato di ripetersi 25 anni dopo ( vedi articoli sul ciclo storico dei 25 anni su questo blog ) quando un sommergibile contenente bombe nucleari si è incendiato in fase di riparazione in zona Russa. Sarebbe stato necessario evacuare migliaia di persone. Il sommergibile aveva 4 armi nucleari a bordo.

2) Il primo ministro Inglese stava per abbattere un aereo passeggeri sopra Londra: l’ 11 Settembre 2001 la catena di eventi stava per coinvolgere Londra quando un aereo non identificato che si stava avvicinando a Londra ha fatto sì che venisse domandato al primo ministro di decidere se abbatterlo o meno. L’ aereo passeggeri in quei minuti aveva un problema tecnico e non poteva essere identificato o contattato. Se il ministro avesse deciso di abbatterlo i suoi resti sarebbero caduti sulla città.

3) Il più grande attacco terroristico della storia sventato a Tokyo: la setta di Aum Shinrikyo il 1 Luglio 1993 aveva pianificato un attacco oltremodo devastante: un congegno posizionato sul tetto di un palazzo aveva spruzzato una nube di antrace sulla città fra le più popolose del mondo. La scoperta sul materiale usato venne fatta solo 2 anni dopo: antrace aerosolizzata. Ma siccome avevano accidentalmente usato uno strain sviluppato per le vaccinazioni invece di eliminarle avevano immunizzato tali persone dalla malattia.

4) 300- 600 persone quasi coinvolte in incidente ferroviario in Inghilterra: il 7 Marzo 2015 si stava per verificare un incredibile incidente ferroviario. Venne evitata una collisione per 60 secondi. Sarebbe stato un errore umano.

5) Il raggio radioattivo che transita inosservato : l’ 11 Marzo 2002 in Inghilterra una compagnia di trasporto di waste disposal medico trasportò un congegno altamente radioattivo per 200 km. Per un errore umano il posizionamento di esso aveva generato un raggio radioattivo invisibile che provocava una altissima dose di radiazioni. Se invece fosse stato posizionato orizzontalmente avrebbe esteso il raggio di azione delle radiazioni a 300 metri dal veicolo. L’ agenzia ricevette una multa di 151.000 sterline.    

6) Un altro grande attacco a Madrid nel 2004 sventato: l’ ETA stava per attaccare Madrid con esplosivi ” giganteschi “. L’ esplosione avrebbe ucciso o ferito gravemente tutti coloro che si sarebbero trovati nel raggio di 1 km dall’ epicentro. Il camion contenente tali esplosivi venne però fermato e identificato in un controllo di routine stradale.

7) Rischiata ecatombe a Ekaterinburg: il 2 Aprile 1979 in Russia poteva essere un giorno apocalittico. Una fuga di un agente batteriologico ( antrace aerosolizzata ) ha quasi causato la morte di centinaia di migliaia di persone! Ma la direzione del vento ha salvato la città.

8) Un terremoto inferiore al 7.0 di magnitudo poteva causare una ecatombe negli Stati Uniti se una diga fosse venuta giù: Nella Valle di San Fernando il 9 Febbraio 1971 all’ alba stava per succedere l’ inimmaginabile. Un terremoto del 6.7 di magnitudo ha rischiato di causare il collasso di una diga ( Van Norman Reservoir ) . Una stima della UCLA ha concluso che lo tsunami di acqua avrebbe causato la morte di almeno 70.000 – 125.000 persone. Ma la diga era piena solo a metà quel giorno.

9) Il 9/11 della Spagna che poteva accadere prima del 9/11 originale: la settimana prima di Natale del 1999 poteva essere tremenda per Madrid. Il 21 e 22 Dicembre due furgoni pieni di esplosivo vennero scoperti abbandonati e pronti all’ uso nell’ immediato. Il piano era di abbattere la Picasso Tower, incredibilmente simile nell’ aspetto alle Torri Gemelle alle 20:00 circa dell’ ultimo giorno lavorativo prima delle vacanze natalizie, un orario di punta del traffico. In quella torre ci lavorano 5.000 persone.

10) La fine di un impero nel 1908: ( anche se pensavo fosse San Pietroburgo che il bolide di Tunguska stava per colpire ) il 30 Giugno 1908 se il meteorite/ gigantesco bolide per motivi a noi sconosciuti avesse ritardato di 6 ore il suo impatto con la Terra l’ impero britannico avrebbe avuto fine: poteva infatti colpire Londra e toglierla dalla faccia della Terra! All’ epoca era la città più popolosa e importante del mondo!

11) Un altro disastro delle Canarie poteva avere luogo a New York: il 20 Giugno 2011 una collisione fra aerei, uno egiziano e uno Lufthansa è stata evitata per pochi secondi, un incidente che avrebbe tolto la vita a circa 600 persone in un aeroporto di New York.     

12) La tempesta solare definitiva: fra il 22 e il 23 Luglio 2012 c’è stata una tempesta solare di enorme intensità. Se avesse colpito la Terra ( per esempio una settimana prima circa ) avrebbe causato danni per diversi miliardi e avrebbe causato un black out generalizzato che avrebbe cambiato la storia del mondo.  

 





Protetto: Dal Big Bang al Big Vision – La soluzione al modello di viaggio nel tempo di Mckenna

27 06 2017

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Emmanuel Macron, l’uomo dei ricorsi concentrati

7 05 2017

Quando si va a fare un’escursione in montagna, ci si rende conto di essere quasi arrivati alla meta quando si riconoscono certi determinati particolari del paesaggio, i quali indicano che non manca molto al perseguimento della vetta.

Per quanto riguarda la via normale al Mon Viso, ad esempio, la roccia chiamata “gendarme testa d’aquila” fa sapere che ormai si è quasi arrivati.

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La roccia chiamata “gendarme testa d’aquila”, quando la si vede nel corso della via normale alla cima del Mon Viso, vuol dire che la cima la si è quasi raggiunta.

Noi di questo blog abbiamo ripetuto più volte come, a nostro parere, la linea spaziotemporale della storia incentrata sull’Occidente non è una linea dritta, continua e uniforme, indefinitamente dal passato al futuro, ma una specie di spirale di Fibonacci, e a un certo punto di quello che per noi è il futuro, si arriverà a una specie di “anomalia spazio temporale” della storia occidentale, un punto di fine-origine della spirale.

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Il processo di progressiva accelerazione verso questo punto di fine-origine è dato dal ripetersi ricorsivo di avvenimenti già accaduti in passato che ricorrono e si ripropongono sotto altre vesti, contemporaneamente vecchie e nuove.

In questo stesso blog sono state compiute parecchie analisi incentrate su questa ricorsività degli avvenimenti della storia occidentale, analisi compiute in massima parte dal mio socio di blog Teozakari, con le sue indagini basate sulle ripetizioni storiche utilizzando il software Timewave inventato dall’etnobotanico Terence McKenna e perfezionato dal ricercatore Peter Meyer. Il punto di fine-origine della spirale del tempo (e il punto zero del grafico della Timewave, in cui l’abitudine raggiunge lo zero e la novità raggiunge l’infinito) era stato da McKenna ipotizzato essere la data 21/12/2012, coincidente con la fine del lungo computo del calendario Maya, ipotesi che, come abbiamo ben visto, non ha corrisposto all’effettiva realtà di come sono andate le cose. Peter Meyer, più recentemente, ha stabilito il punto zero del grafico Timewave (il punto di fine-origine della spirale di Fibonacci) in un giorno della seconda metà dell’anno 2018.

Tornando a noi e a oggi, quando le ricorsività cominciano a concentrarsi, cioè quando un avvenimento di rilevanza storica (oggi come oggi definito come di rilevanza massmediatica) è il ricorso di parecchi altri (avvenimenti del passato) contemporaneamente, vuol dire che i giri della spirale stanno diventando sempre più piccoli; quando un avvenimento massmediatico rilevante ne ricorda contemporaneamente parecchi altri già avvenuti nel passato, vuol dire che la linea spaziotemporale della – presunta – linearità storica occidentale sta raggiungendo la meta, ormai non più tanto lontana come prima, si è ormai abbastanza prossimi al punto di fine-origine, all’occhio della spirale.

E’ insomma come la roccia “gendarme testa d’aquila” che ci annuncia che non c’è più ormai tanta strada da fare per arrivare alla cima del Mon Viso.

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Uno degli argomenti più seguiti in questi ultimi tempi sono le elezioni presidenziali francesi. Elezioni anomale come mai si era visto fino ad allora nella storia di Francia, ricche di colpi di scena, colpi bassi, indagini della magistratura, hackeraggi, terrorismo massmediatico, quasi una specie di replica delle elezioni presidenziali USA di pochi mesi prima.

Per lungo tempo pareva che il candidato favorito di queste elezioni fosse l’archetipo della Marianne e di Jeanne D’Arc chiamato Marine Le Pen ma, improvvisamente, due o tre mesi fa, dal nulla è sbucato questo Emmanuel Macron, un individuo che fino a poco prima non lo conosceva praticamente nessuno, un oscuro burocrate delle banche Rothschild, ministro dell’economia poco brillante e poco telegenico dell’ultimo governo della presidenza Hollande, l’unica nota un po’ più saporita era che costui fosse una specie di pupillo del notissimo economista globale Jacques Attali e un’altra curiosità un po’ pepata su di lui era che è sposato a una donna di venticinque anni più giovane, sua ex insegnante.

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Poi, tutto d’un tratto, nel giro di poco tempo, questo Emmanuel Macron è diventato telegenico al massimo, non s’è fatto che parlare di lui, soprattutto dopo l’esito del primo turno delle presidenziali i massmedia mainstream non hanno fatto che strombazzare come Macron fosse l’unico, il solo che potesse fermare l’avanzata della populista, xenofoba, antieuro Marine Le Pen. Sono state molto anomale queste presidenziali per la conquista dell’Eliseo: gli storici partiti repubblicano e socialista (la destra e la sinistra classici) hanno raggiunto cifre catastrofiche rispetto a solo cinque anni fa mentre i populisti di estrema destra e di estrema sinistra (Le Pen e Melenchon) hanno avuto una crescita straordinaria, mai vista prima.

Il crollo del potere classico e l’avanzata delle ali estreme ha evidentemente impensierito l’establishment (i cosiddetti PTB “Power That Be”) il quale è corso ai ripari con questa candidatura bizzarra, un giovane con zero esperienza in politica fino a un anno prima (prima che diventasse ministro dell’economia), di aspetto belloccio, che veste sportivo, che parla e veste come un giovane dell’Erasmus, “nè di destra nè di sinistra”, centrista, spalleggiato quasi senza vergogna dai poteri finanziari e aziendali della globalizzazione, per l’Unione Europea e l’euro, messo lì quasi all’improvviso.

Il fenomeno Emmanuel Macron, tornando al discorso principale del post, è il nostro “gendarme testa d’aquila” che ci fa capire come la fine del percorso della spirale non sia lontano, che i numeri sono sempre più piccoli e vicini allo zero: questo avvenimento è una specie di “accartocciamento ricorsivo” di una quantità di altri avvenuti in precedenza, è il ripetersi di tutti questi altri, contemporaneamente e in modo condensato.

Tengo a precisare che gli avvenimenti del passato che ora ricorrono tutti quanti contemporaneamente in Macron sono di sicuro solo una minima parte di tutti quelli che si possono trovare a un’indagine più accurata.

 

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E’ il ritorno di Donald Trump contro Hillary Clinton nel 2016, i populisti contro i globalisti, ma questa volta in modo curiosamente rovesciato: il candidato primo presidente donna in USA era il globalista e il candidato primo presidente donna in Francia è il populista, il fenomeno massmediatico bizzarro e che spiazza tutti in USA era il populista e in Francia è il globalista.

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E’ il ritorno di Alexis Tsipras in Grecia nel 2015, il giovane anti-sistema che sbaraglia tutti e tutto e diventa presidente. Bizzarramente, Macron si definisce “anti-sistema” visto che dice di voler lottare contro i privilegi della casta statale e sindacale francese.

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E’ il ritorno di Matteo Renzi in Italia nel 2014, il giovane che vuole rottamare la vecchia politica parassita, vestito sportivo e senza cravatta, per dare più spazio alla meritocrazia attraverso il liberismo, la flessibilità e il mercato.

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E’ il ritorno di Mario Monti in Italia nel 2011, l’uomo uscito dal nulla messo su improvvisamente dai grossi poteri finanziari e aziendali dell’UE.

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E’ il ritorno sia dell’elezione di Nicholas Sarkozy come presidente della Republique nel 2007 (all’epoca mostrato dai massmedia come “il nuovo”), sia dell’elezione di François Hollande come presidente dell’Eliseo nel 2012, che si presentò lui pure come “di rottura col passato” e “presidente anti-casta.” Macron può venire considerato come una specie di mix tra i due presidenti.

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 Inoltre, Sarkozy, alle presidenziali francesi del 2007, aveva come sfidante una donna al secondo turno, Segoléne Royal, tra l’altro moglie di colui che sarebbe diventato presidente nel 2012, Françoise Hollande.

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E’ il ritorno dell’affermazione del Movimento 5 Stelle in Italia nel 2013: il partito di Macron, “En marche!”, è un movimento inedito, venuto su in poco tempo, senza circoli e filiali sul territorio, che si considera “nè di destra nè di sinistra”, anti-casta e anche ambientalista. “En marche!” è un partito populista dell’establishment.

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E’ il ritorno della candidatura di Barack Hussein Obama a presidente degli Stati Uniti, candidatura poi risultata vittoriosa nel 2008. Un candidato inedito, spiazzante, giovane, bizzarro (mulatto di origine islamica) ,anticasta, antiprivilegi, globalista, che vince (alle primarie) contro una donna, Hillary Clinton.

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E’ il ritorno dell’affermazione del giovane Tony Blair nel Regno Unito nel 1997 come primo “premier minister” vestito con abiti preferibilmente casual e senza cravatta, fotografato in bicicletta, che volle modernizzare il partito laburista (“New labour”) e l’intera terra d’Oltremanica, con la sua “Cool Britannia” e il suo essere appoggiato dalla grande finanza globale…

C’è da concludere dicendo che dall’esito di queste presidenziali francesi sapremo gli ulteriori sviluppi, ancora poco prevedibili sia in un caso sia in un altro. Ma una cosa la possiamo affermare con una certa relativa sicurezza: non manca molto al punto zero della spirale dello spaziotempo storico occidentecentrico o, perlomeno, non manca moltissimo.