Lo strano evento del duomo di Milano in faccia a Berlusconi

13 12 2019

Tutte le immagini sono dopo il testo.

Sono passati esattamente dieci anni da quando la sera del 13 dicembre 2009 l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi venne aggredito durante tumultuose manifestazioni di protesta per un suo incontro a Milano.

L’aggressione fu portata proprio usando uno di quei modellini del duomo di Milano fatti in serie che vengono di solito venduti ai turisti nelle tabaccherie e nelle edicole. Un certo Massimo Tartaglia, artista e inventore sfortunato, ebbe un “momento di squilibrio” e gettò appunto in faccia a Berlusconi un modellino del duomo, causandogli ovviamente delle ferite al volto. Il comportamento dell’allora premier fu singolare e piuttosto avventato poiché si alzò sul predellino dell’auto in cui era a bordo quando avvenne il fattaccio in modo da mostrare a tutta la folla lì presente cosa era successo, che l’avevano aggredito.

Quell’autunno 2009 fu particolarmente caldo politicamente. Già l’anno si era svolto in modo anomalo a livello politico. Berlusconi era BERSAGLIATO in continuazione, oltre che i famosi processi di corruzione con al centro quell’inglese, Mills, cominciavano a manifestarsi quegli scandali sessuali in cui Berlusconi venne coinvolto i quali non fecero che aggravare la sua posizione giudiziaria, già piuttosto turbolenta. Testate giornalistiche come “La Repubblica” ne fecero un loro  cavallo di battaglia di quelle vicende, sempre sulle prime pagine in quella seconda metà del 2009 dopo che nella prima metà si aveva già avuto modo di assistere a cose strane, come l’organizzazione dei capi di stato del “G8” in una città de L’Aquila stravolta dal terremoto di aprile, o le urla buffe nei confronti dell’allora neo presidente USA Obama in presenza della regina Elisabetta II e fu, mi sembra, in quel periodo che “Sua Emittenza” la fece fuori dal vaso più volte nei confronti dell’allora e attuale cancelliera Merkel.

In quello stesso autunno (dopo l’inaugurazione del “Movimento 5 stelle” al teatro Smeraldo a Milano a inizio ottobre e il contemporaneo primo numero in edicola de “Il fatto quotidiano”) fece il suo ingresso sulla scena mediatica, il cosiddetto “Popolo viola”: le piazze d’Italia si riempirono con una buona parte di quella gente (sbrigativamente e ovviamente etichettata come “di sinistra”) che mostrava platealmente di non volerne più sapere dell’era Berlusconi e di volere le sue dimissioni. Fu un movimento che nacque dai “social network”, dieci anni fa già belli presenti, quello stesso Facebook che avrebbe facilitato l’insorgere di quella che sarebbe stata chiamata “primavera araba” poco più di un anno dopo.

Qualcuno equiparò il “popolo viola” alle cosiddette “rivoluzioni colorate” che nel primo decennio del XXI secolo vennero scatenate dall’Occidente “atlantico” verso alcuni governi  autoritari dell’Est Europa (per esempio la “rivoluzione arancione” In Ucraina nel 2004) e in cui diversa gente ci ha sempre visto lo zampino dello “speculatore finanziario filantropo” George Soros.

La cosa strana è che la protesta politica italiana di quell’autunno 2009 pareva proprio comunque ispirata ai colori. Parliamo di un certo servizio mediaset, sul Tg5, che venne mandato in onda quell’ottobre e in cui il giudice Mesiano – magistrato che si occupava del processo sulla corruzione di Mills da parte di Berlusconi – veniva mostrato come una persona eccentrica di cui c’era poco da fidarsi, uno che fumava in continuazione passeggiando vestito in modo così “casual” da indossare dei calzini di colore turchese assieme ad abiti che non c’entravano nulla con quella tinta.

Subito il “popolo viola” si appropriò anche del colore turchese dei calzini del giudice Mesiano e alcuni anti-Berlusconiani giunsero a indossare pedalini di quel colore, per protestare contro il servizio Mediaset di tg5 che metteva in cattiva luce colui che aveva in mano il processo Mills e quindi in pugno Berlusconi.

In questo clima di fine impero, funestato anche da certe bruttissime vicende sessuali in cui furono coinvolti l’ex direttore del quotidiano cattolico “L’Avvenire” Boffo e l’ex conduttore e presidente di regione Marrazzo, vediamo un certo Massimo Tartaglia, un quarantenne (quarant’anni prima quasi esatti, il 12 dicembre 1969, ci fu la bomba nella banca di piazza Fontana) che butta in faccia a un presidente del consiglio ultra massmediatizzato e ultra celebre un modellino del duomo di Milano. Il volto di Berlusconi, in piedi sul predellino dell’auto per offrirlo alla folla in delirio, era sanguinante ma qualche tempo dopo qualcuno di quelli che è facile definire “complottisti” mostrò che qualcosa non quadrava nella dinamica della vicenda e nelle ferite e tracce di sangue sulla faccia del premier…che insomma il modellino non era stato davvero scagliato su quel viso da Tartaglia, che qualche addetto alla sicurezza del presidente aveva contribuito spruzzettando del sangue finto e oltretutto, il Berlusconi ritornato davanti agli obiettivi delle fotocamere qualche tempo dopo aveva mostrato sulla faccia un medicamento che pareva quasi uno di quei cerottoni dei cartoni animati.

Alcuni miei conoscenti sono persuasi che quell’evento fu tutta una montatura per screditare i sempre più tumultuosi movimenti di protesta anti-berlusconiani, altri invece sono ligi alla “versione ufficiale” e dicono che quella volta l’allora premier rischiò davvero di “perdere la faccia” nel senso più concreto e meno metaforico possibile dell’espressione.

Fatto sta che lo “zeitgeist”, lo “spirito del tempo”, di quella seconda metà 2009 (l’anno in cui avvenne la bomba mediatica globale della morte di Micheal Jackson per dire…) è stato così denso – non solo in Italia ovviamente – che meriterebbe di essere indagato più a fondo.

https://www.repubblica.it/politica/2009/12/13/news/berlusconi_aggredito_in_piazza_duomo_arrestato_uomo_con_problemi_mentali-1822110/

Qualche complottista non si fidò della “versione ufficiale” di come andarono le cose.
L’attacco alla faccia di Berlusconi con un modellino del duomo di Milano avvenne QUASI esattamente 40 anni esatti dopo la strage di piazza Fontana, una piazza che si trova dietro il duomo (foto scattata da chi scrive).
Massimo Tartaglia e Silvio Berlusconi.
Il “popolo viola” in piazza contro Berlusconi in quell’autunno 2009.
“Siamo tutti il giudice Mesiano”, con i suoi calzini color turchese.
L’allora segretario del PD e attuale ministro dei beni culturali Franceschini indossa i “calzini turchesi del giudice Mesiano” in segno di vibrata protesta.

Ci vorrebbe anche un’analisi ciclologico-ricorsiva delle manifestazioni di piazza italiane rese celebri dai mass media…

Vedere per esempio https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/01/16/dalla-marcia-dei-40-000-al-referendum-del-54/





Il re dei giardini di Marvin, Shining e Twin Falls

12 12 2019
Il re dei giardini di Marvin (1972) di Bob Rafelson è un film un po’ bizzarro che vede Jack Nicholson e Scatman Crothers condividere lo schermo, così come fanno in Shining (1980).

Infatti, Benjamin Sherman “Scatman” Crothers appare in quattro film con Jack Nicholson: Il re dei giardini di Marvin (1972), Due uomini e una dote (1975), Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), e Shining (1980).

La cosa intrigante è che è nato 70 anni prima della prima di Shining: il 23 maggio 1910. Crothers è anche in risonanza con JFK. dal momento che morì il 23 novembre 1986, esattamente 23 anni dopo il giorno in cui JFK venne assassinato.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/11/22/dal-frame-237-alla-camera-237-da-shining-a-westworld/

Gli altri interpreti di Il re dei giardini di Marvin sono Bruce Dern, Ellen Burstyn, e Julie Anne Robinson (nell’immagine sotto).

Julia Anne Robinson nacque il 4 marzo 1951 a Twin Falls, Idaho, USA. Assieme al personaggio di Jessica in Il re dei giardini di Marvin (1972), l’unico altro film in cui è apparsa fu A Fan’s Notes (1972), nella parte di Bunny Sue, e un cortometraggio, Getting Straight (1970), non accreditata.

In seguito la Robinson entrò in una comunità di Eugene nell’ Oregon. Mentre si trovava lì, saltò la partecipazione a un party in cui sarebbe stata ingaggiata, tornandosene a casa. Morì il 13 aprile 1975 in una camera di motel a causa di un incendio.

Nel mondo dei sincro-nauti, ha creato gran confusione il fatto che essendo Twin Falls nell’ Idaho il paese natale della Robinson, era corso il pensiero che ciò potesse avere relazione con i reami mistici di “Twin Peaks”. In uno degli articoli biografici sulla Robinson, la sua nascita è data erroneamente come “Twin Falls nello Iowa.”

In un altro articolo, in cui viene detto che Julia Anne Robinson morì a causa del fatto che si addormentò sul letto mentre stava fumando, interviene suo fratello commentando che l’incendio avvenne a causa di un guasto elettrico.
 
Possiamo dire che mentre gli altri interpreti di Il re dei giardini di Marvin videro decollare la loro fama a partire da questo film, per Julia Robinson fu invece l’inizio della fine.

Due cartelloni pubblicitari per lozioni abbronzanti nell’inverno di Atlantic city.

http://copycateffect.blogspot.com/2019/12/MarvinGardens.html





Appunto sincro-ciclo-archetipico su Maria Elena Boschi

9 12 2019

Il qui presente aggiornamento del blog potrebbe forse vedersi come un “prossimamente”, una serie di ampliabili indizi su un certo personaggio della politica degli ultimi anni, piuttosto esposto sotto i riflettori dei mass media, prevalentemente italiani.

Questo è un piccolo appunto per un maggiore approfondimento che oggidomani qualcuno potrebbe intraprendere al riguardo, iniziando una ricerca di tracce nel corso degli anni riguardanti il V.I.P.  in questione.

Segnali che si riconducono al passato storico degli Etruschi risalente a duemila-tremila anni fa, il quale si ripresenta in un certo modo ai giorni nostri, dal momento che certe realtà archetipiche possono risuscitare attivamente in presenza di condizioni sincro-cicliche adatte.

Sono persuaso che, andando a cercare, possono uscire fuori delle sorprese.

http://www.turismoitalianews.it/arte-architettura/850-il-busta-di-arianna-capolavoro-della-scultura-etrusca

E’ un capolavoro della scultura etrusca recuperato dall’oblio solo negli ultimi anni. Il busto di Arianna in terracotta, proveniente da Falerii e datato al III secolo avanti Cristo, può essere considerato come uno degli esempi più belli di coroplastica etrusca di età ellenistica.

In questi anni 10 del XXI secolo che si stanno velocemente avviando alla loro conclusione, quel tipo di ciclicità storica studiata in questo blog (legata agli archetipi e alle sincronicità) ha probabilmente fatto risuonare oggi quel passato etrusco di decine e decine di secoli fa, come ben si sa anche legato alla storia di Roma e alle sue politiche, dal momento che ci sono stati pure re di Roma di origini etrusche, i quali tra l’altro furono proprio gli ultimi re, prima dell’instaurarsi della Repubblica.

L’Etruria e l’Urbe hanno nuovamente elettrizzato l’agone politico.

https://www.finestresullarte.info/888n_donna-etrusca-libera-bellissima-moderna.php

La donna etrusca: indipendente, libera, moderna e bellissima

Quando pensiamo allo stato della donna nelle civiltà antiche, nel nostro immaginario si profila la figura di una donna subalterna rispetto all’uomo, e il cui compito è soprattutto quello di curare le attività domestiche, o comunque di attendere a occupazioni tipicamente femminili. Non era così, invece, per la donna etrusca: nessun altra donna come quella etrusca godette di un grado tanto alto di emancipazione, libertà e autonomia.





I sogni sono fossili di un loop di varianti dello stesso universo? / Confronto fra Fred Hoyle e Terence Mckenna

5 12 2019

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“Certe volte penso ancora che i sogni si svolgono in una “dimensione reale”, ma non saprei definire dove, perché gli universi paralleli non esistono, l’universo è uno solo, ma non sarei così sicuro che i sogni si svolgono nelle nostre teste/ nelle nostre menti … ci deve essere qualche altra risposta … che non includa fantomatici universi paralleli … forse connessioni quantistiche di osservazione temporanea di versioni alternative della nostra realtà di versioni precedenti dell’ universo unico, collassate e dimenticate … riciclate … come se il nostro io osservatore quando sogna fosse in grado di guardare ”nel cestino” dove ci sono “i files” di universi che hanno terminato la loro vita e la nostra coscienza si mettesse a interpretare momentaneamente momenti a caso/decisamente non a caso delle nostre precedenti esistenze in questa precisa identità … invece di universi paralleli, ci sono ricicli dello stesso, dove la nostra esistenza si è svolta in modi completamente diversi, tutti reali, tutti estinti … percepibili solo attraverso i sogni …”

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/04/02/vi-sono-veramente-due-mondi/

I sogni potrebbero quindi essere “memorie del passato” che il cervello “cerca”, connettendosi ad una frequenza in modo da allinearsi, armonizzare, informare, la versione attuale di questo mio individuo e specifico universo, letteralmente frugando, come una sorta di S.E.T.I., che cerca i segnali alieni, noi con i sogni, accediamo ad una incomprensibile area, dove letteralmente esiste un “cestino di universi” dove, una volta agganciato uno specifico “minuto” di un universo estinto, per qualche istante la nostra coscienza si aggancia, apre il file, lo rivive, e poi viene rigettato nella realtà attiva attualmente … e chissà che non ci sia un collegamento con la faccenda della antimateria, e che la porzione dell’ universo di antimateria non sia in realta’ la zona cestino dell’ universo, contenente versioni estinte dell’ universo … sarebbe a dire che si, versioni alternative dell’ universo esistono, ma in sequenza, lasciando solo una traccia accessibile (onirica/ antimateria?), e quindi chissà quante volte mi sono ritrovato ad essere me, e di conseguenza, se già sono stato me stesso, sono già stato in tutti gli altri, tutti gli altri che non sono me stesso, sono comunque me, riciclato in una miriade di versioni diverse … un po’ come appunto, si potrebbe fare per davvero, e non solo per ridere, un paragone con le storie a fumetti, dove ogni storia sembra in realta’ – agente – in un universo a parte (“Topolino”, per dire) dove i personaggi possono vivere situazioni che in altre storie non troveremo più o non sarebbero possibili … suppongo che la stessa cosa valga per noi …”

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” in questo caso potremmo definire i sogni “fossili psichici”, momentanee interferenze dove possiamo rivivere per qualche istante situazioni accadute eoni di tempo fa … persino alcuni dei nostri pensieri immaginari, in stato di veglia, dove immaginiamo situazioni, potrebbero essere “fossili psichici” o comunque “risultati” di una ricerca “nel buio”, con la metaforica torcia del cervello, che con la sua “luce” isola un momento specifico … questo tipo di pensieri, onirici e immaginari, sono come frugare fra i files, aprirli e guardarci dentro, e un po’ come per la forza di gravità che ci tiene ancorati al terreno, nei sogni esiste una inconcepibile “forza” che ci costringe a uscire dal file, una volta trascorso tot tempo … immagino che, visto che tutto si svolge a più livelli, in modalità frattale, frattalmente parlando, potremmo comparare “il tempo” con questa forza misteriosa, una forza che agisce al rallentatore per costringerci a “uscire da noi stessi“, dall’ attuale punto focale di identificazione e osservazione soggettiva della realta’, e la morte rappresenta il punto di impatto con questa forza … forza che comunque, come con la gravita’, ci porta (ci scaglia 😉 ) direttamente all’ interno di un altro punto focale di identita e osservazione, perché non esiste il “non esistere” ma solo la percezione di esistere … in questo modo l’ unica cosa che davvero si avvicina alla nostra idea di morte è il sonno profondo, dove non avvertiamo lo scorrere del tempo, mentre invece la vita di esperienze e percezioni diurne è senza limiti. In sostanza la “morte” di un individuo è solo l’accumulo complessivo di sonno non oniricamente attivo che una persona raggiunge nel corso della vita. (di quella specifica vita). “

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COMMENTO TROVATO ONLINE: “Hi! My husband & I were reading your artiscle & we have found ourselves (on more than one occasion) actually “mutually dreaming”. As in, we are in the SAME dream (unplanned) and once we had to ” fight” our way our of a “lucid” type of dream & were both physically moving in our sleep to be able to wake ourselves up. This is becoming a strange enough that we are looking for research on this just now. Yet your article says to “leave it to the movieies”. We are writing things down now. Please let us know if you have any more research or any further information that could be of assistance. Thank you” …

… se davvero davvero esiste la possibilita’ di sognare la stessa cosa significherebbe che i sogni sono ”rientri” in realta’ dimensionalmente concrete, persino se si tratta di “universi estinti”.

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Una altra cosa molto difficilmente descrivibile e’ quella sensazione che l’ interno della mente sia una frequenza “invadibile“ da altre frequenze, come se ci fossero degli “aromi psichici” che girano, come delle spore, che girano, si diffondono in modo completamente invisibile, e ogni tanto “atterrano” e si soffermano, e uno si accorge, sente qualcosa di estraneo a se’ stesso dentro di se’, sarà per quello che siamo arrivati alla idea della coscienza unica, pero’ questo fenomeno è troppo vago da spiegare, fa parte dell’ ambito del channeling. Ma se ti dovessi dire qualcosa, ti potrei dire che molto spesso percepisco in me – e – ”nell’ aria” qualcosa che non mi appartiene, e se davvero mi appartiene, vorrebbe dire che l’ intero della mia identità è variabile e turbolento, un astrologo professionale saprebbe spiegarlo meglio, infatti questa storia delle “percezioni” è molto “astrologica”, i transiti …”

Queste cose che dici sono dovute al fatto che l’ego in cui ci siamo identificati è una struttura molto fragile anche se ci sembra l’unica possibile.”

“gli attori conoscono molto bene questo fenomeno, è una questione di assimilazione interiore … è come se ci fosse una rete invisibile, siamo tutti collegati da questa rete, e allo stesso modo siamo racchiusi e isolati in noi stessi, ma continuamente toccati dagli altri, come “liquidi che si incontrano” …”

“hai fatto bene a citare gli attori, infatti molti di loro ci perdono quasi la ragione per via di ciò che hai scritto.”

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Probabilmente è per questo che non faccio fatica ad afferrare il concetto di coscienza unica, il mio “terzo occhio” è attivo costantemente, la mia mente è fatta solo di immagini, scene, visuali, e – io – non ci sono, lì dentro, lo avevo già detto che io penso sotto forma di qualcosa che si potrebbe definire “meme”, momenti che dentro di me identifico e associo ad altro, infatti guardare me e’ quasi disturbante, una interferenza, per questo mi sento cosi alienato da quello che percepiscono gli altri, perche‘ quello che vedono loro dentro di me non C’è… troppo difficile da spiegare coerentemente, ma cosi è. “

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“Ho trovato un collegamento fra le teorie del fisico Fred hoyle e Terence McKenna … Fred hoyle era un fisico che diceva che “l’ universo e‘ una messinscena”, rifiutava Darwin e l’ evoluzione, preferiva il fine – tuning e preferiva il design intelligente (sospettava che l’ umanità fosse stata creata da civiltà extra intelligenti ora estinte), (parlava di civiltà sub – divine simili all’ idea che abbiamo degli dei nel politeismo antico) personaggio scomodo, diceva che Dio è una entità che agisce attraverso fenomeni quantistici dal “futuro estremo” e supportava la idea che le informazioni possono provenire (anche) dal futuro, e supportava l‘ idea di una “entità futura” che mandava segnali collettivi e individuali, un creatore di enigmi, insomma, sospettava che esiste una sola coscienza e che e’ impossibile sapere se si è esistiti sotto forma di piu individui ma che era assolutamente probabile … preferiva definirsi “ateo”, ma davvero fra virgolette, per identificarsi nella etichetta di scienziato, già criticato da ogni dove per le sue scientif – eretiche teorie sulla ”super entità intelligente nascosta nel futuro estremo” … ecco, il collegamento sarebbe con la idea della Storia umana spinta dal futuro e non dal passato, e manovrata per seguire una traiettoria intelligente, e l’ idea che la creazione dell’ universo proviene dal futuro e non dal passato, che come diceva Hoyle, la presenza della super entità faceva in modo che aumentasse e fosse costante la complessità nell’ universo, e in particolare in collegamento con la teoria del “fischio di Dio” di Mckenna, la teoria che la attivazione di una eventuale macchina del tempo avrebbe fatto in modo da “evocare tutto il futuro“ in una volta, e di conseguenza, “evocare una singolarità tecnologica” e anche “fare un fischio”, e quindi “evocare Dio” nel presente.”

Sarebbe interessante se “Dio” o come la vogliamo intendere questa entita’ creatrice e diffusore di informazioni avesse “messo in moto” la Storia come una sorta di tabella di marcia con traguardo, arrivati al quale abbia già deciso di rivelarsi e di regalare con la macchina del tempo aka evocatrice di singolarita’ tecnologiche aka evocatrice di Dio, all’ umanità un futuro “completo”, quindi paragonabile ad un “gioco finito” nell” ambito videoludico, e quindi molto affine alla idea teologica di paradiso, e sarebbe ancora piu’ interessante se questa “Rivelazione Finale” si ripetesse per ogni versione individuale soggettiva della stessa coscienza unica, cosi da realizzare la teoria dell’ Individualismo Aperto della frase “ho creato questo universo per te, aka ogni volta che l’ ho creato era proprio per te” un universo creato per tutti, ma che in questi “tutti” risieda in realta una sola coscienza, che se vive nel tempo presente, o comunque nel tempo in cui è previsto il traguardo, arriverà continuamente a quel punto, vita dopo vita …”

In fondo non sarebbe più semplice creare non un collettivo di identita’ per le quali la “percezione soggettiva interiore” è inaccessibile a tutti gli altri suoi simili piuttosto che una sola entità cosciente che percorre da inizio a fine tutte le identità e continua a vivere, o almeno a percepire di esistere, magari ritrovando la stessa identità con situazioni di vita diverse e alternative, entro un lasso di tempo inconcepibile, in un processo incluso in un continuo riciclo di universi che in qualche modo arrivano sempre a generare umani, gli stessi umani, anche se le vicende di vita cambiano …la mia idea è che versioni diverse di questo universo – sono esistite ed esisteranno – ( e quindi non coesistono nell’ adesso perche perché l’universo è uno solo) ed è per questo che sogniamo, deve esserci qualche tipo di connessione o conservazione sincronica di scene che si allineano e influenzano questa realtà presente … un po’ come pensava Fred Hoyle, che noi rappresentiamo una sorta di “salvataggio di file di civiltà estinte” cosa per la quale sono scettico, si potrebbe però ipotizzare che i nostri sogni sono “file salvati di situazioni alternative di un superlontano passato …in fondo, perché limitare la creatività di questa super entita’? Tutte le situazioni possono verificarsi, ma non come dicono certi scienziati, contemporaneamente al presente, ma una alla volta, in costanti rigenerazioni dello stesso tipo di universo, ma … con una trama sempre differente.”

“la interpretazione ”quasi teologica” di Fred Hoyle sembra anche congiungersi con la teoria della simulazione intelligente, e io che interpreto il concetto di realtà virtuale – simulazione in modo sempre molto (Ready Player One) e quindi creata si da una civilta‘ umana – esterna – super dotata ma anche molto “consumistica – materialistica” mi immagino che la teoria della ”evocazione temporale” della singolarità di Mckenna possa tradursi molto riduttivamente in un “messaggio – evento” del genere “buongiorno a tutti, avete partecipato alla messinscena simulatoria di un altro dei nostri grandi giochi – spettacoli – eventi, avete recitato la vostra parte alla grande e intrattenuto il nostro prezioso pubblico, ora potete disconnettervi, tornare alla vita reale, e ricevere il vostro compenso …(o pagare il dovuto per la partecipazione o accesso alla realtà simulata ) …  si insomma, se questa è una simulazione, la interpreto come se fossimo lo staff di un film, o comunque di una categoria di progetto creativo paragonabile ad un film, e quindi a scopo di “intrattenimento intelligente” sempre comunque con un sottofondo consumistico – globalizzato dietro al sipario”

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Alcuni appunti presi prima di vedere "The Joker"

4 12 2019

Continua da qui:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/12/02/lego-e-la-prima-forma-di-sincronicita/

“The Joker” è l’ultimo film di Todd Phillips che ha furoreggiato da ottobre in poi.  Il debutto di Todd Philips avvenne con il documentario “Hated in the Nation” sul performer punk più estremo, perverso ed eccessivo della storia, GG Allin. 
 
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Il Joker interpretato da Joaquin Phoenix è un uomo traumatizzato, forse malato, che si esibisce su un palco lottando per essere accettato.
Joaquin Phoenix è famoso per “I’m Still Here”, un falso documentario che racconta la sua vita dopo “essersi ritirato” dal mondo di Hollywood, perseguendo poi “il sogno di diventare un rapper hip hop”.
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GG Allin e Phoenix (o il “personaggio Phoenix” in “I’m still here”) rappresentano due individui che raggiungono il successo nel raffinato gioco della fama, per in seguito abbandonarlo condividendo poi col pubblico la loro discesa nella pazzia.
In “The Joker” sembra che Todd Phillips e Joaquin Phoenix tentino di raccontare la storia del lato oscuro dell’inseguimento della fama, di persone che la perseguono portandosi dietro un bagaglio inevitabilmente tragico.  Persone che hanno perduto così tanto nella loro vita da essere state in qualche modo indotte a credere che la loro ascesa nel mondo della fama sia una forma di salvezza.
Nel tentativo di selezionare un album da ascoltare mentre guardo “The Joker”, cerco pezzi di puzzle che vi si adattino perfettamente.
 
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Ho dunque immediatamente afferrato “The Glowing Man” di Swans.

A.  Album e film durano due ore.



B.  Il personaggio di Robert De Niro nel film si chiama Murray Franklin/ “The Glowing Man” ha un pezzo chiamato “Frankie M”.



C.  Robert De Niro ha interpretato un nuovo film chiamato “The Irishman”/ Io sono irlandese.



D.  Il trucco da pagliaccio di “The Joker” rappresenta un tipo di “glowing man”, una persona il cui volto è “illuminato” e AMPLIFICATO.

 
 
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E.  Le prime performances negli anni 80 di Michael Gira, produttore di “The glowing man”, mi fanno venire in mente un GG Allin più stabile , nel senso che Michael Gira ha distrutto e sprecato il suo ego nei modi più selvaggi e vulnerabili. 
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F.  I due pezzi di apertura dell’album, “Cloud of Unknowing”/”Cloud of Forgetting” rappresentano un tentativo di liberarsi dalla prigionia di un qualche tipo di trauma, o da uno scuro e non facile passato.  Ciò è qualcosa che può essere raggiunto garbatamente o perversamente.  Ho la sensazione che questo film mostri il lato oscuro, il lato perverso della salvezza che sorge in situazioni senza speranza.
 
 
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GG Allin assieme a Donald Trump.
 
 
G.  Il pezzo finale dell’album si chiama “Finally, Peace”, ed è qualcosa che in definitiva credo stia cercando il personaggio del Joker.
 
Per me, questi sono pezzi del puzzle abbastanza numerosi che la mia mente può torcere, girare e mettere insieme in quello che posso solo descrivere come una lente metafisica attraverso la quale vedere, sentire.



iAhuasca: una disposizione di corrispondenze interdipendenti progettate per trascendere le coincidenze così completamente da innescare un niagara di sincronicità che, una volta credute, proiettano in primo piano le percezioni pre-cognitive.
 
 
 
 
[…]
Non conosco la trama di questo film, ma sento come se sapessi di cosa tratta.  Sento di averlo già sentito nei brani di “The Glowing Man”;  questa è semplicemente un’occasione per vedere la versione filmica di quella musica. 

[…]

Naturalmente.  Ogni occasione per sedersi e ascoltare “The Glowing Man” dall’inizio alla fine sarà un’interessante meditazione.

Ci saranno sincronicità?

Naturalmente.  Anche le lancette di un orologio fermo dicono l’ora esatta due volte al giorno. 
 

Ma cosa succede quando le lancette di un orologio fermo dicono l’ora esatta tre volte al giorno?

O anche quattro o cinque volte al giorno?  Queste “scintille” sono indizi per il tipo di esperienza che sto cercando. 

[…]

Versione originale: http://iahuasca.blogspot.com/2019/10/ego-is-first-form-of-synchronicity.html





Ponti, aquile e unicorni

30 11 2019

Il viadotto sulla autostrada A26 “Savona-Torino” crollato il 24 novembre presso la località di Altare.
Già preoccupavano più di tre anni fa i ponti autostradali di Altare.
https://www.ivg.it/2016/06/cemento-pezzi-ferro-arrugginito-preoccupa-ponte-della6-altare-ferrania/

Nelle stesse ore in cui venne giù il ponte Morandi sulla A10 vi fu un tentativo di attentato terroristico a Londra.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/09/11/impressioni-e-immaginazioni-sul-crollo-del-ponte-morandi-il-14-agosto-2018/

Tra l’altro, lo stesso 14 agosto 2018, un’auto si è schiantata contro le ringhiere intorno al palazzo del parlamento di Westminister a Londra provocando diversi feriti tra i passanti, in un sospetto atto di terrorismo http://www.repubblica.it/esteri/2018/08/14/news/londra_auto_contro_barriere_fuori_al_parlamento_un_uomo_arrestato-204069540/

La cosa particolare è che l’anno precedente Londra fu coinvolta in due azioni terroristiche più gravi: una compiuta il 22 marzo (a un anno esatto di distanza dall’attentato terroristico di Bruxelles!) e l’altra il 3 giugno 2017. Sono coinvolti dei PONTI in entrambi i casi: nel primo il ponte di Westminster (vicino al palazzo del parlamento) nel secondo il London bridge. In tutti e due gli attentati sono stati coinvolti alcuni malcapitati passanti proprio come nello strano attentato di Londra – di minore entità ma comunque ben presente sui mass media anche lui – del 14 agosto 2018.

[…]

A ciò si può collegare un curioso episodio avvenuto prima di quegli attentati, nel febbraio 2016, quando molti passanti furono spaventati da uno dei classici autobus rossi londinesi che esplose e prese improvvisamente fuoco nel bel mezzo del London bridge https://www.mirror.co.uk/tv/tv-news/bus-explodes-london-bridge-terrifying-7326412 non si trattava di un atto terroristico vero e proprio ma erano riprese per una scena di un film su Jackie Chan. Verrebbe quasi da pensare che gli autori degli attentati di Londra dell’anno dopo si siano ispirati a questo film!

Due giorni dopo il crollo del viadotto di Altare avviene un terremoto in Albania, soprannominato “il paese delle Aquile” e la sua bandiera non sono due aquile ma un’aquila bicipite, che guarda “a ponente e a levante”. Una città italiana interessata da diversi terremoti durante la sua storia è proprio L’Aquila, colpita duramente il 6 aprile di esattamente dieci anni fa da un sisma che fece molto parlare di sè anche perché nello stesso anno, in seguito, il premier di allora organizzò proprio a L’Aquila la riunione del G8.

http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=333

Aquila bicipite, simbolo araldico usato per la prima volta dall’imperatore Costantino nel IV secolo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Aquila_bicipite

A inizio novembre la città de L’Aquila ha subito nuove scosse sismiche, una di queste avvertita anche a Roma.

https://www.fanpage.it/attualita/terremoto-a-laquila-scossa-di-magnitudo-tra-4-4-e-4-9-avvertita-fino-a-roma-gente-in-strada/

https://tg24.sky.it/cronaca/2019/11/07/terremoto-l-aquila.html

Nel penultimo giorno di novembre, a pochi giorni di distanza dal crollo del ponte di Altare e del terremoto in Albania, Londra è di nuovo interessata ad attacchi terroristici, su un ponte.

…il London Bridge (già teatro dall’attentato del 3 giugno 2017)

https://www.repubblica.it/esteri/2019/11/29/news/londra_spari_a_london_bridge_la_polizia_interviene-242226470/

Un tizio di etnia araba, pare uscito troppo presto di galera, pare dotato di una finta cintura esplosiva, pare affiliato all’isis, ha spaventato i passanti sul ponte e poi si è messo ad accoltellarli prima di venire fermato con un estintore e con un altro oggetto di cui tra breve diremo.

Nella stessa giornata, il 29 novembre, tra l’altro quella del cosiddetto “Black friday” si consuma un attentato simile, questa volta nella città de L’Aia nei Paesi Bassi: alcuni passanti del centro storico affollato di persone in preda allo shopping, sono presi di mira da un accoltellatore e vengono feriti da costui.

http://copycateffect.blogspot.com/2019/11/London2019.html

Lo chef polacco Luckasz della “Fishmongers ‘Hall” ha preso una zanna di narvalo da un muro per fermare l’attentatore del London Bridge. È abbastanza visibile nelle fotografie e nei video dell’incidente. Fonte
 

Il narvalo ( Monodon monoceros ) è una balena dentata di medie dimensioni che possiede una grande “zanna” proveniente da un dente canino sporgente. Vive tutto l’anno nelle acque artiche intorno alla Groenlandia, al Canada e alla Russia. È una delle due specie viventi di balena della famiglia Monodontidae, insieme al beluga. I maschi del narvalo si distinguono per una lunga zanna elicoidale, che è un canino allungato in alto a sinistra. Il narvalo era una delle molte specie descritte da Carlo Linneo nel suo Systema Naturae del 1758.

 
Il suo nome deriva dall’antica parola norrena nár , che significa “cadavere”, in riferimento alla pigmentazione grigiastra e chiazzata dell’animale, simile a quella di un marinaio annegato e la sua abitudine estiva di “fare il morto” galleggiando sull’acqua o a riva.
 
Secondo una leggenda Inuit, la zanna del narvalo fu creata quando una donna con una corda di arpione legata intorno alla vita fu trascinata nell’oceano dopo che l’arpione aveva colpito un grosso narvalo. La donna venne trasformata in un narvalo e i suoi capelli, da lei acconciati in un nodo attorcigliato, divennero la caratteristica zanna narvale a spirale.

Alcuni europei medievali credevano che le zanne di narvalo fossero le corna del leggendario unicorno. Poiché si riteneva che queste corna avessero poteri magici, come curare la malinconia o persino neutralizzare un veleno, i vichinghi e altri commercianti del nord furono in grado di venderli per molte volte il loro peso in oro.

 

Unicorn Cybertruck

Unicorn Cybertruck


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L’inaugurazione dell’automobile blade-runneriana “cybertruck” di Elon Musk del 21 novembre coinciderà con un raro sciame meteorico noto come “Alpha Monocerotid” o “scia meteoritica unicorno[…]

https://www.gqitalia.it/news/article/meteoriti-in-italia-2019-21-22-novembre

https://zednews.it/scienza/notizie-spazio-astronomia/meteoriti-oggi-tempesta-meteorica-meteore-costellazione-dellunicorno/

Unicorno sulla destra.

https://thesignificanceofr.blogspot.com/2019/11/the-lion-and-unicorn-london-bridge-is.html

Gettata nel mix mediatico dell’attentato londinese, troviamo dunque questa zanna di narvalo, un tempo ritenuta la prova dell’esistenza in passato degli unicorni, la quale trasforma questa vicenda quasi in una sorta di racconto fantastico o di fiaba, specialmente quando vedete che il simbolo dell’unicorno, così amato dai bambini in questi giorni, fa parte di molti emblemi, tra questi proprio lo stemma del Regno Unito.

Il leone e l’unicorno sono simboli pieni di significato esoterico. La polizia e la gente comune combattono insieme in modi bizzarri una minaccia terroristica in piena vista su un ponte nel mezzo di una delle città più famose del mondo. Si metterebbero a ridere se leggessero una roba così scritta da voi, ma è presente tra le notizie tv sul piccolo schermo alle due del pomeriggio. Credete proprio a tutto ciò che vedete in tv in questi giorni?





La profezia dell'LSD-25

29 11 2019
 
Nel mio primo libro: The Tek-Gnostics Heresies , ho toccato le misteriose origini del composto psichedelico, LSD-25. Oltre alla narrativa scientifica comunemente accettata inerente le sperimentazioni negli anni 30 e 40 del XX secolo alla Sandoz Pharmaceuticals, sperimentazioni di vari composti derivati ​​dall’ergot … Oltre a raccontare le disavventure di Albert Hoffman, il famoso creatore dell’LSD-25 [morto ultracentenario nel 2006] ho anche considerato le sue ramificazioni sincroniche ed esoteriche.
 
“Come vedremo, il parallelo riemergere della cultura psichedelica durante questo periodo, insieme al rinnovato interesse per il paranormale, suggeriscono che questi eventi sincronistici sono nati organicamente, in tandem o” come in risposta “al crescente potere della tecnologia. Il regno della psichedelia sarebbe riemerso nel mondo moderno attraverso la scoperta scientifica del composto chimico, l’LSD-25, rafforza il mito della psichedelia come un contrappeso alla tecnologia. Come se l’esperienza psichedelica fosse nata come una cura alla crescita virale della tecnologia. “
 
Ho anche toccato le ramificazioni e l’interesse che aveva nell’LSD-25 l’intelligence militare ai tempi della Seconda Guerra Mondiale (l’ufficio dei servizi strategici, o OSS, in seguito CIA). Ancora una volta la narrativa comune sosteneva che l’MI era interessato a utilizzare le sostanze psichedeliche appena sintetizzate come siero della verità o, in modo più nefasto, come sostanza chimica per il lavaggio del cervello in stile Candidato manciuriano
 
“La grande ironia è che MK-ULTRA e CIA, nella loro ricerca sinistra per sviluppare e sfruttare il siero della verità supremo, (per usarlo contro agenti stranieri, reali e immaginari, o contro minacce interne indotte dalla paranoia) sono stati fondamentali diffondere queste sostanze in America. Sembra infatti più di una coincidenza che questi psichedelici incredibilmente potenti, sia sintetizzati che naturali, siano improvvisamente resi disponibili alle masse, in un momento così cruciale nella storia americana.
 
Viene detto che l’essere umano è stato inventato dall’acqua, come mezzo per poi uscirne fuori. Allo stesso modo, è come se queste sostanze psichedeliche “avessero una loro agenda”. Le vie dell’universo sono davvero misteriose. In effetti, questi composti psichedelici, visti come “agenti d’intelligence” del nostro misterioso universo, sembravano aver trovato la loro strada, come “di loro spontanea volontà” … per le stesse persone che erano pronte a riceverli. Magic Mushrooms”, “Peyote” e “LSD-25” sono diventati l’eucaristia della controcultura che prese fuoco simultaneamente sulla “west e sulla east coast”, alla fine degli anni ’60 del XX secolo.
 
Con le loro stesse mani, gli spettrali tiranni del complesso militare-industriale USA hanno innescato, senza ovviamente volerlo, una tempesta di resistenza psichedelica alle loro manipolazioni e al loro controllo. Accecati dalla paura, credendo alla propria propaganda, inavvertitamente hanno fatto luce sulle loro attività nefaste. La controcultura degli anni ’60, “attivata” dagli psichedelici, lanciò il primo contrattacco contro l’IMPERO. I “capi” della controcultura trovarono forti alleati nel movimento per i diritti civili e in larga misura diedero origine ai movimenti ambientalisti.”
La settimana passata ho letto un articolo di Xavier Francuski su Psychedelic Times… che esplora la profezia – in senso letterale – della creazione dell’LSD-25… un decennio prima del famoso giro in bicicletta di Hoffmann nel 1933: infatti Leo Perutz pubblicò un racconto intitolato “St Petri-Schnee” (English version – Saint Peter’s Snow [“la neve di San Pietro”]). Dall’articolo in questione:
 
“In the novel, St Petri-Schnee is an ergot-type fungus that attacks wheat, rye, and barley. Perutz tells a story about a gentleman scientist by the name of Baron Malchin, who, inspired by historical records of its sacramental use, isolated a hallucinogenic drug from this fungus. As the story progresses, the effects of this psychotropic substance are covertly tested on the population of a small, isolated village, and the substance itself ends up catalyzing a mass renewal of religious enthusiasm.”
 
“Nel racconto in questione, ‘St Petri-Schnee’ è un fungo di tipo ‘ergot’ che attacca il grano, la segale e l’orzo. Perutz racconta la storia di uno scienziato gentiluomo chiamato Baron Malchin, il quale, ispirato dai ricordi dell’uso sacramentale di quel fungo, ne isola una droga ‘allucinogena’ . Nel proseguimento della vicenda, gli effetti di questa sostanza psicotropa sono testati di nascosto sulla popolazione di un piccolo villaggio isolato e la sostanza stessa finisce per catalizzare un rinnovato entusiasmo religioso di massa”
 
Gli eventi del racconto di Perutz sarebbero emersi un decennio dopo alla “Sandoz Pharmaceuticals”, in un modo molto somigliante. E’ una buona lettura il seguente articolo poiché espande la nostra comprensione pop-storica della psichedelia…