Siamo personaggi in ( non solo una ) storia

8 11 2018

 

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Non penso che potremo mai uscire collettivamente o individualmente da questa realtà percettiva. C’è una realtà di base ( almeno per noi ) là fuori che è così totalmente incomprensibile per noi, che la differenza fra loro e noi equivale a quella fra un personaggio dei fumetti e un umano, la differenza che passa fra un mondo bidimensionale di carta e un mondo tridimensionale di materia. 

Siamo personaggi in una storia dove tutto è vero e falso allo stesso tempo. I personaggi di un fumetto vivono in un mondo particolare, dove ogni storia singola rappresenta un universo, e quasi mai una storia è collegata ad ogni altra storia, c’è sempre qualche aggiunta o differenza particolare. Di conseguenza, possiamo pensare che anche se il multiverso scientificamente non funziona, effettivamente è reale perchè noi probabilmente viviamo la storia della nostra vita ogni volta in modalità differenti. Non mi è ancora chiaro se noi viviamo sempre nella stessa personalità ma inserita in una infinità di modalità, circostanze locali e internazionali diverse, e finali differenti, oppure se la nostra coscienza percettiva è unica e quindi viviamo le vite di tutte le persone, conosciute e sconosciute, una alla volta. 

La seconda opzione aggiungerebbe una infinita ulteriore varietà per la nostra serie di vite, ma ci farebbe anche pensare di essere un po’ bizzarri, e forse è più logico pensare che effettivamente gli altri non sono versioni alternative di noi, ma altri personaggi. La prima opzione potrebbe non piacere a chi come me ha sempre desiderato essere un altro, ma dovremmo considerare che esisterebbe quindi una virtualmente infinità varietà di circostanze che renderebbe la nostra vita completamente unica e originale ad ogni turno. 

Se pensiamo alla maggior parte dei fumetti che conosciamo, non c’è continuità generalmente fra una storia e un’ altra, i personaggi vivono in un mondo che è sempre presente, in cui le circostanze possono cambiare ogni volta come anche essere così simili da sembrare identiche, ma alla fine c’è sempre qualcosa che , grazie allo svolgimento della storia, cambia le circostanze di partenza. 

La morte sarebbe quindi semplicemente un passaggio fra una vita e un’ altra, un viaggio indietro nel tempo ma allo stesso tempo anche un passaggio di dimensione, perchè ogni vita non è semplicemente un replay ma un vero e proprio rimontaggio e riconfigurazione ogni volta. 

Ecco perchè non abbiamo libero arbitrio. Nessun ” personaggio ” può effettivamente avercelo, in qualsiasi circostanza viene progettato. Noi abbiamo un / dei designer/s e dei ” lettori ” se così possiamo percepirli, dentro la stragrande maggioranza delle persone ci sono due ” essenze” , una vive la circostanza e l’ esperienza, e l’ altra la critica, la commenta. Probabilmente in determinati casi, il ” lettore ” è anche autore allo stesso tempo. Noi dobbiamo far pace con quella figura perchè viviamo in simbiosi con essa. Se ci fondiamo riusciamo a creare quella sensazione che chiamiamo ” essere immersi nella vita “.

E se noi viviamo in un mondo creato, ogni cosa può essere vera e falsa, presente e assente, anche se le leggi che governano l’ universo sono effettivamente coerenti, sono coerenti solo per quanto riguarda questa precisa e singola dimensione in cui ci troviamo. Fossimo in un’ altra, altre cose potrebbero essere vere che qui non lo sono.

Quindi, in sostanza, la scienza e la religione sono vere e false allo stesso tempo, sono semplicemente una caratteristica del mondo che ci avvolge. 

Il senso della vita è immergersi, vivere e sfruttare l’ occasione, creare simbioticamente una storia originale e degna di tutto rispetto. 

Chissà quante volte abbiamo vissuto diversamente, chissà se questa è solo la prima volta. Non fa molta differenza, tutto per noi è nuovo come se fosse sempre la prima volta. 

Chissà quante cose sono effettivamente ispirate alla realtà di base, chissà se là oltre ci vivono quelle che noi chiamiamo divinità, o semplicemente esseri come noi, o esseri diversissimi da noi, come se potessimo comparare i personaggi di Topolino con la nostra realtà, forse loro hanno creato gli umani che sono animali dal loro punto di vista. 

E’ un po’ come comprendere in tutta la sua essenza e significato il mondo di Toy Story. Noi rincorriamo e chiediamo consiglio e guida alle divinità, ma siamo essenzialmente fatti in simbiosi con loro, e forse a differenza di loro , siamo intercambiabili e infinitamente variabili, la differenza sta nel chi ” ci legge ” e chi ” ci scrive “, e forse siamo anche più duraturi di loro. Non è detto che una volta che una serie di storie è finita, anche noi siamo finiti. Non credo ci sia differenza fra i personaggi, che siano di Topolino, o Braccio di Ferro, o Tex. Forse siamo come quelle melodie che noi abbiamo messo in moto e che potrebbero durare più della nostra stessa civiltà. E forse un giorno qualcun altro arriverà e si metterà ad ascoltare. 

    

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Non possiamo dire che non siamo stati avvertiti

8 10 2018

Ho continuato a parlare di X-Files Reality (XFR) da quando iniziai questo blog, ma negli ultimi tempi? Bene, negli ultimi tempi s’è fatto così egregio sottolineare come X-Files sia la nostra cosiddetta realtà che sta diventando quasi del tutto evidente oltre che inquietante.

Voglio dire, abbiamo appena fatto un tuffo profondo nel mondo di X-Files poche settimane fa e già c’è un intero nuovo lotto di XFR da ordinare.

Ma devo ammettere che era molto più divertente quando tutti pensavamo che X-Files fosse fantascienza. Soprattutto tutta quella roba sulle api armate progettate per diffondere virus modificati geneticamente, come il vaiolo.

25 anni dopo X-Files è ancora il più rilevante spettacolo politico. Scordatevi “The west wing” o “The wire”, la migliore educazione politica proviene da Mulder e Scully.

Ora, prima che entriamo in questo particolare horror show, dovrei mettere una parola buona per questo pezzo tratto da Inverse, da cui mi sento ancora un po’ interdetto. Non dal pezzo in sé, badate bene, ma perché un sito aziendale mainstream come questo pubblicherebbe un pezzo che parla di cose come la seguente?

Grazie alla piccola parte che ha avuto questa assistenza militare, uno dei batteri usati, Serratia marcescens, s’è evoluto da una relativa non-patogenicità a causare significativamente infezioni da trattare a livello ospedaliero (e talvolta mortali) e a essere sempre di più resistente agli antibiotici.

Immagino sia stata una svista. Spero che nessuno se ne sia accorto e che l’autore sia stato spedito via di soppiatto.

I militari USA potrebbero avere modificato insetti per farli diventare armi, dicono alcuni ricercatori. Negli ambienti militari USA vengono modificati insetti per farli diventare armi da guerra? Tale è la questione posata da un gruppo di scienziati e avvocati che hanno osservato da vicino un programma supportato da DARPA (agenzia per progetti di ricerca avanzati), in un articolo della prestigiosa pubblicazione Science.

Nel loro studio “ricerche in agricoltura, o un nuovo sistema di armi biologiche?”, gli scienziati spiegano che il programma DARPA chiamato “Insect allies” appare – in superficie – come un’esplorazione di vie per introdurre modifiche genetiche nei cereali direttamente nei campi, disperdendo virus geneticamente modificati che sono stati ingegnerizzati per lavorare sui cromosomi dei cereali tramite gli insetti.

Parlando di esplosioni dal passato, The Daily Grail sembra che si sta preparando a chiudere i battenti, ma posta ancora alcuni articoli interessanti ogni tanto. Uno dei titoli più recenti attirò la mia attenzione perché le “lede” – le api armate che introducevano virus geneticamente modificati nelle colture alimentari – sono tratte direttamente da X-Files .
Naturalmente, vi avverto che qui stiamo parlando di DARPA, che una volta ho descritto come un paio di nerd con un fax e un abbonamento a The Uncanny X-Men .

Avendo seguito per più di 30 anni questo nocciolato gruppo di geek , ho visto un sacco di grandi idee uscire da DARPA. Ma in realtà non é poi uscito granché, almeno per quanto riguarda le applicazioni sul campo. Il che, in fin dei conti, è probabilmente una buona cosa.

C’è una nuova cricca ai posti di comando? DARPA è diventata un X-Files invece di un X-Men? Il tempo ce lo dirà.

Per sviluppare tali contromisure, i team di Insect allies stanno sviluppando un nautrale ed efficente sistema di trasferimento in due passaggi per trasferire geni modificati alle piante: gli insetti vettori e i virus delle piante da loro trasmessi. Le tre aree tecniche del programma – manipolazione virale, ottimizzazione degli insetti vettori e la terapia genica selettiva nelle piante mature – si legano assieme verso l’obiettivo di modificare rapidamente le piante senza il bisogno di infrastrutture ingombranti. Fin dall’inizio del programma, il team di Insect allies, con esperienza in biologia sintetica e molecolare, ha dimostrato tecniche di rottura che stanno provvedendo una conoscenza fondativa sulla modifica dei geni del virus delle piante e la biologia vettoriale delle malattie su cui il programma verrà costruito.

L’attuale comunicato stampa DARPA per “Insect Allies” avvolge tutti questi bei trucchetti in un ammucchiante aiuto gergale (lingua biforcuta) ma se le batterie del tuo rilevatore di cazzate sono completamente cariche vedrai che ciò di cui stanno parlando casca a fagiolo con il riassunto a cui provvede Il Daily Grail.

Il Pentagono intende creare un’esercito di insetti per “proteggere i cereali”. I critici hanno timore che potrebbe diventare un’arma biologica.
Il Pentagono sta studiando come far sì che plotoni di insetti combattano le malattie dei cereali durante le emergenze agricole.
Il baco trasporterebbe virus geneticamente modificati che si potrebbero impiegare rapidamente se cereali critici quali mais o grano diventassero vulnerabili alla siccità, alla ruggine naturale o a un attacco improvviso con bio armi.

Science Alert ci mostra il tutto in modo un po ‘diverso ma i fatti di fondo rimangono gli stessi: api geneticamente ingegnerizzate, virus geneticamente modificati, colture geneticamente modificate.
Pensavate mica che la Monsanto e le loro colture OGM fossero roba malefica? Ho la sensazione che quello che sta arrivando, in confronto a ciò la multinazionale Monsanto sembrerà formata da un gruppo di umanisti dal cuore tenero.
Però devo dire che ho riso ad alta voce davanti a quel sottotitolo, “I critici temono che potrebbe diventare un’arma biologica”. Il vecchio “Inventore della bomba al virus ebola si preoccupa che potrebbe essere usata per nuocere le persone” di routine.

L’erba killer più popolare al mondo collegata al declino delle api del miele.

Parlando di Monsanto, assomiglia al glifosfato (noto anche come “Roundup”), non uccide più solo esseri umani, ma uccide anche le api. Dov’è Michael Clayton quando hai bisogno di lui?

Forse il Roundup uccide solo le api che non sono state modificate geneticamente per impollinare colture alimentari con virus modificati. Una specie di smistamento che libera la strada per le api modello CRISPR.

Però che tipo di virus geneticamente modificati potrebbero essere pronte a diffondere queste nuove super api? Bene, quali erano le api destinate a diffondersi in The X-Files?

Cioé cosa? Mica la varicella? Oh, guardate un po’ …

I microbiologi sono improvvisamente molto, molto preoccupati per il vaiolo sintetico.
Dovreste pubblicare uno studio che descriva come riportare il vaiolo dentro un laboratorio?
Ai primi di quest’anno, degli scienziati hanno pubblicato uno studio che descrive come mettere assieme dei segmenti di DNA allo scopo di riportare in auge un virus del vaiolo equino, precedentemente eradicato.

… si trattava di vaiolo sintetico. Che alcuni stronzi in realtà hanno solo ingegnerizzato geneticamente in un laboratorio. Come in X-Files …

Eccezionale. È semplicemente fantastico. Adoro la scienza, cazzo.

Due giornali hanno respinto lo studio dopo che essere stato pubblicato da PLOS One, un giornale peer-reviewed ad accesso libero.
Secondo i suoi critici lo studio non solo dimostra che voi potete sintetizzare un agente patogeno mortale ma, come Science riporta, non solo sono previste spese di laboratorio di 100.000 $ ma anche una panoramica completa e dettagliata su come farlo.
Alcuni colleghi sono ancora piuttosto contrariati di ciò. L’allegato di PLOS One, PLOS Pathogens, ha appena pubblicato tre testi in cui vengono riportate le opinioni a proposito dell’intera faccenda, così come la confutazione da parte di professori del Canada.
Complessivamente, tutto in maniera alquanto felpata. Ma potete comunque cogliere il fatto che i microbiologi sono molto, molto preoccupati che qualcuno rimetta in auge il vaiolo.

Quindi questi lunatici non solo sintetizzano una roba contagiosa e letale, ma si mettono a pubblicare una guida su “come fare” in quella che è essenzialmente la versione “rivista scientifica” di una “vanity press”. Bene!!!

Vi dirò che tutti questi accademici e professori potrebbero lavorare dalla mattina alla sera per mettere al bando la libertà di parola di chiunque sia un micrometro alla destra di Pol Pot, ma sono certo che diventerebbero assolutisti del Primo Emendamento se si trattasse della loro libertà di pubblicare un libro di cucina anarchico per le groupie delle Twelve Monkeys.

Voglio dire, dovete proprio amare un casino “lascienza”.

Forse tutta questa teoria sul Paradosso di Fermi che sostiene come le civiltà aliene necessariamente si distruggono quando raggiungono un certo livello di avanzamento scientifico non è poi così fuori dal seminato.

“Contagio neanderthaliano”: ‘come impronte dai dinosauri da lungo estinti”: gli umani furono infettati da virus alieni.

Parlando di parola-voodoo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), The Daily Galaxy (noto da queste parti come The Daily Bonghit) sta paragonando i contagi dei Neanderthal a “virus alieni”. Il che è piuttosto stupido, dal momento che non ho mai sentito in vita mia il termine “alieno” applicato ai Neanderthal.

Naturalmente, visto che molta gente non legge mai il testo allegato a questi titoli, l’espressione “virus alieni” verrà impressa nella mente inconscia.

“Gli alieni possono essere già venuti sulla Terra prima dell’evoluzione umana” dichiara uno scienziato”.
Delle specie extraterrestri potrebbero essere atterrate sulla Terra molto prima che gli umani si evolvessero, uno scienziato ha affermato.
Il professor Jason Wright crede che degli alieni “tecnologici” possono avere vagato tra diversi pianeti del nostro sistema solare, incluso l’antico pianeta Terra.

“Specie tecnologiche indigene precedenti”. Pensateci un momento. “precedenti” e “Indigene” sembrano parole codificate per lasciare l’impressione inconscia che questa razza aliena si originaria di qui e, anzi, sia stata già qui prima di noi. Significa che quando essi “tornano”, hanno il diritto di cancellarci e / o sostituirci tramite ibridazione.

Dopo tutto, sono loro gli “indigeni”.

CASSANDRA SPENDER: Ti avevo detto che gli alieni erano qui per fare del bene e mi avevano scelta come oracolo per diffondere la parola. Solo ora però so come mai gli alieni sono qui e non è nulla di buono.

MULDER: Dunque sono qui per cosa?

CASSANDRA SPENDER: Per spazzarci via dal pianeta.

“L’umanità discende dagli aleni? Degli scienziati trovano prove che la vita sulla Terra proviene dallo spazio”
Le “pietre di costruzione” della vita sono arrivate sulla Terra dopo essere state portate qui dallo spazio, affermano degli scienziati.
Un nuovo studio ha scoperto che la chimica alla base dell’evoluzione di ogni organismo vivente sul nostro pianeta sono state trasportate qui da comete o da meteoriti.
Peccato però che non ci siano chiare evidenze che l’umanità discenda dagli alieni, sebbene non ci siano nemmeno evidenze del contrario.
I ricercatori suggeriscono due tipi di sostanze chimiche chiamate acidi fosfatici e difosforici, i quali si formano nel vuoto dello spazio.

Abbiamo qui una nuova variante della “panspermia” (gioco di parole linguistico diabolicamente intelligente: “Pan’s Sperm”, “sperma di Pan“). E notate anche come”fosfati” sia così pericolosamente simile a “glifosfati”, non pensate?

Ora, voi mi conoscete: io mi occupo di questo tipo di attività “out of space”.

E ora mi domando se questi argomenti qui vengono ora modellati attraverso la programmazione neuro-linguistica? È molto importante prendere nota dell’uso specifico del linguaggio di fronte ad articoli come questi perché potete scommettere sul vostro ultimo bitcoin che ci sono tutti i tipi di professionisti molto pagati che infiocchettano tutti questi documenti e comunicati stampa per il massimo impatto desiderato.

Nuova teoria: l’origine spaziale aliena del progetto biologico dei dinosauri. E gatti. E umani. E ogni altra cosa.
Test della fosfina suggeriscono uno sviluppo del DNA e RNA.
Le molecole essenziali per la vita sulla terra possono essere state portate sulla nostra madre Terra da meteoriti e comete, secondo i risultati degli esperimenti.

Vediamo come la parola scientifica per “fosfato” è riscritta in una maniera esotica e vagamente “alla Star Trek”: “fosfina”. Ma ricordiamo che i fosfati e le fosfine sono derivati del fosforo, che è anche il nome della stella del mattino. Colui che, a seconda della vostra particolare ideologia potrebbe essere Cristo, Venere o Lucifero. Forse tutti e tre, chi lo sa?

Il punto è: i fosfati e i fosfini sono davvero e veramente le cose più importanti per l’argomento “panspermia”?

Oppure, se al riguardo volete essere sincro-linguisti, “Lucifero è il vero frutto dello sperma di Pan”?

Che cosa ha detto una volta Ol ‘Smellybeard? Gli incantesimi sono l’ortografia e i grimori sono la grammatica? Qualcosa del genere. Quale amabile moccioso

“DNA alieno potrebbe ‘essere ricreato’ sulla Terra”.
In Utah si potrà essere in grado di ri-creare forme di vita aliene e “stampare” degli organismi usando l’equivalente biologico di una stampante 3D, ha predetto un pioniere della ricerca sul DNA.
Il dr. Craig Venter, che ha collaborato alla mappatura del genoma umano, ha creato la prima forma sintetica di vita al mondo, usando la chimica e inserendo del DNA dentro una cellula batterica.

Ed ecco il mio preferito in assoluto: un piano per inviare sonde robotiche nelle zone più remote dello spazio in modo da poter “ritrarre” il DNA alieno per il ri-sequenziamento e la stampa 3D. Voglio dire, mettendo da parte tutte le possibilità di Andromeda Strain , come può essere una buona idea ricostruire i microbi alieni qui sulla Terra?

Ecco, pensateci, forse qui sto proprio parlando delle possibilità di Andromeda Strain.

Ma quale possibile garanzia potremmo avere che le nostre salvaguardie per controllare i microbi terrestri funzionerebbero su quelli alieni? Che succede se non rispondono a disinfettanti o a camere bianche o a tute antisommossa?

[…] Ha scritto: “Non è lontano il giorno quando saremo in grado di inviare una sequenza genomica roboticamente controllata fino agli altri pianeti per la lettura della sequenza DNA di ogni vita di microbo alieno.
Se saremo in grado di…flasharli indietro sulla Terra saremo in grado di ricostruire i loro genomi.
“La versione sintetica del genoma marziano potrebbe quindi essere usata per ricreare sulla Terra la vita marziana”.
Nel 2010 il dr Venter e il suo team svilupparono un nuovo cromosoma da DNA artificiale in un test, trasferendolo in una cellula vuota dove si moltiplicò – la definizione di un essere vivente.
Il multimilionario pioniere della genetica ha paragonato il suo lavoro con il mondo dei computer del tempo, definendo come software il DNA artificiale.

Ed ora, apposta per voi, una roba da capogiro: “E se qualcun altro là fuori stesse adesso facendo la stessa cosa?” Che vuol dire “flashare” il segnale alieno da chissà dove a qui da noi.
Ricordate questa scena? Certo, si tratta di un tipo di trattamento molto hollywoodiano dello stesso concetto, ma  cosa succederebbe se qualcosa di simile stesse accadendo davvero mentre ora qui stiamo parlando? Pensandolo come esperimento mentale.

Mentre state facendo funzionare le rotelle, ecco un piccolo accurato grafico simile a certi altri visti in precedenza. Ora, pensate a tutta questa tecnologia esagerata e folle che abbiamo ai nostri tempi: l’intera industria dei computer e tutto il resto, i computer quantistici e le intelligenze artificiali oltre ai sequenziatori di geni e le stampanti 3D.
Ma volete sentire una nozione veramente pazzesca da me ricevuta solo l’altro giorno?Funziona così: senza tutta questa nuova tecnologia – il cielo stesso sembrava cadere giù dopo una strana sequenza di eventi, una vigilia dell’estate del 1947, presumibilmente– un’ipotetica razza aliena non sarebbe mai stata in grado di “teletrasportare” i loro i genomi attraverso i confini dello spazio e così caricano il tutto nel nostro “dandy wave” a portata di mano e così creano corpi ibridi per se stessi usando il nostro plasma sanguigno, le cellule staminali embrionali e così via e così via.

Cioé, assumendo che una razza aliena voglia realmente ciò.

“I raggi cosmici potrebbero essere connessi ai fulmini terrestri”
Tutti i fulmini sulla Terra potrebbero avere la loro origine nello spazio, suggeriscono nuove ricerche.

E vi viene in mente tutta quella roba riguardante i raggi cosmici e le supernove e le gocce di rugiada perlacea che si alzano ecc?

“COSA SUCCEDE SULLA TERRA! Misteriosi RAGGI COSMICI che eruttano dall’Antartide potrebbero DARE UNO SCOSSONE ALLE LEGGI DELLA FISICA”. STRANI raggi cosmici osservati in Antartide potrebbero essere composti da un tipo di particella mai viste prima che sfiderebbero le leggi della fisica”: così dicono certi scienziati.

E poi, naturalmente, ci sono i raggi cosmici che escono dall’Antartide e vengono scoperti al largo della Terra di Victoria Land, da tutte le parti: non potrebbero certo essere una specie di luce di faro, no? Dei neutrini si sparano dritti dal centro della Terra andando contro alle leggi della fisica? Viviamo strani giorni.

La clonazione umana di massa può essere più vicina di quanto pensiamo.

Si noti l’espressione qualificativa “di massa”. Credo che sia a causa della clonazione umana artigianale già in atto da qualche tempo.

Ma che dire della clonazione inumana di massa? O clonazione ibrida di massa? Stranamente questo l’articolo non lo aggiunge.

Il divieto alla clonazione umana è stupido – la Brexit è l’ultima chanche perché il Regno Unito se ne sbarazzi.

Avete letto? Vietare la clonazione umana è stupido, “é stupido!”, si strugge l’hillybilly. Solo le persone stupide sono contrarie.

Coosa, sei stupido? Va bene allora. Chiudi il cazzo e smettila di essere contro la clonazione umana. Sappiamo dove abiti!

“I cloni umani sono reali? Una star della musica dice di essere un clone di seconda generazione”
Il fatto: recentemente, un rapper famoso chiamato Lil Buu dichiara di essere un clone che è stato clonato da un’azienda chiamata Clonaid.
La cosa ha innescato un dibattito ma il fatto rimane, la clonazione umana è stato un argomento controverso per anni e potrebbe essere già stata compiuta.

I cloni umani sono reali? Non lo so. L’acqua è bagnata? Il cielo è blu? L’attuale Papa è un falso profeta?

Non posso parlare per conto di questa particolare celebrità (cerco di non parlare mai per conto di persone che si chiamano cose come “Lil Buu”) ma ho visto abbastanza prove per soddisfare ogni incertezza che potrei avere al riguardo.

SAMANTHA MULDER: La comunità [di cloni], per cause di forza maggiore, è dispersa. Ci sono cloni identici ai miei genitori che vivono praticamente in ogni parte del paese.

MULDER: Cosa stanno cercando di realizzare?

SAMANTHA MULDER: È convinto che la nostra amministrazione del pianeta sia stata abbandonata e che, automaticamente, un giorno diventeranno gli eredi naturali.

MULDER: Tutti i cloni hanno lavorato nelle cliniche per aborti, perché?

SAMANTHA MULDER: Per accedere ai tessuti fetali. Sebbene le biologie siano incompatibili, hanno finalmente trovato un modo per combinare il DNA umano con il DNA alieno.

Video di Planned Parenthood: perché usano tessuti da feti abortiti?

Ciò è interessante: ricordo quando l’intera questione delle cellule staminali divenne un argomento di divisione anche se alla fine un compromesso fu raggiunto e i ricercatori (almeno negli USA) concordarono di non usare cellule staminali embrionali da feti abortiti. Ma a quanto pare quel piccolo divieto è caduto sul ciglio della strada.

O è mica ancora sul posto ma viene semplicemente ignorato? Mi confondo facilmente.

Però mi domando sul serio che cosa stia conducendo il dibattito sull’aborto, soprattutto in questi giorni in cui si parla di contraccettivi altamente efficienti e crolli di natalità. Sono sicuro che molti di voi là fuori avranno le proprie opinioni politiche al riguardo e vi ringrazio fin d’ora per esservi astenuti dall’esporle nello spazio commenti, ma tutto ciò mi colpisce come una cosa davvero bizzarra, specialmente alla luce delle cose che si sono dette.

Eppure proprio come abbiamo visto nell’episodio”Colony”, il tessuto fetale sarebbe probabilmente la soluzione migliore quando si tratta di ibridizzare il DNA umano e qualcosa, sapete, d’ altro. Se potessimo discutere di questo aspetto scientifico della questione senza impelagarci nella politica, sarebbe molto bello. Secondo me almeno, eh.

“Per la prima volta alcuni scienziati hanno tratto cellule uovo umane dal sangue umano”
Si tratta del primo passo verso la produzione di massa di ovuli umani usando tessuti (anche sanguigni) di altre persone.

Il motivo per cui lo chiedo è perché vedo scienziati in grado di produrre uova e sperma da dingleberry e toe-cheese [roba terribilmente schifosa che mi rifiuto di tradurre] (o qualsiasi altra cosa) al giorno d’oggi, quindi cosa impedisce loro di creare pseudo-feti fuori dal grembo materno?

Ma come ho detto, forse quelle cellule staminali vengono utilizzate per progetti più specializzati, se sapete cosa intendo (cough – “Erlenmeyer Flask” – cough).

Ci risiamo.

“Micro-robottini ispirati agli spermatozoi nuoteranno nel vostro corpo inoculando farmaci”.

Ad ogni modo, c’è questa idea – assolutamente terrificante – dei nanobot ispirati nientemeno che allo sperma.

Di nuovo lo sperma. È lo sperma di Pan? Sono sicuro che ne ha lasciato abbastanza per lavorarci su. Controllate il pene del capro.

Naturalmente, quell’idea non funzionò tanto bene nella serie di X-Files. Almeno per Skinner. Piuttosto bene invece per Alex Krycek. Ecco, almeno fino a quando Skinner non s’è fatto saltare le cervella (e non in un bel modo).

Parlando di panspermia, ho menzionato la mia teoria secondo cui Skinner è gay e che il suo rapporto con il (bisessuale) Krycek era tutta una specie di elaborata metafora-allegoria BDSM?

Tornate indietro e guardate di nuovo tutto. Vedrete cosa intendo. So che siete persone intelligenti.

“Quando dozzine di gls della guerra in Corea affermarono che un UFO li fece cadere ammalati.
Esistono teorie che vanno da raggi sovietici della morte altamente tecnologici agli studi extraterrestri sui combattimenti umani allo stress che induce allucinazioni.

In qualche modo, questa vicenda su History Channel ha attirato la mia attenzione. Mi chiedo se è qui che TXF ha avuto l’idea di questo scambio di battute nell’episodio “EBE”:

MULDER: Cosa sapete della sindrome della Guerra del Golfo?

LANGLY: Agente orange degli anni novanta.

BYERS: Proiettili d’artiglieria rivestiti di uranio impoverito.

MULDER: Avete mai sentito parlare di aerei classificati durante la guerra nel Golfo Persico?

BYERS: Perché dovreste esporre un aereo segreto ad una forza aerea che corre in Iran ogni volta che voi saltate in aria?

MULDER: Che mi dici delle attività UFO in quel periodo?

LANGLY: Sì, gli UFO hanno causato la Sindrome della Guerra del Golfo, è una buona cosa.

BYERS: Ecco perché ci piaci, Mulder, le tue idee sono più strane delle nostre.

“US Air Force: non preoccupatevi domenica di quelle strane bizzarre luci e delle esplosioni, è solo una nave spaziale”.

E poi c’è questo piccolo oggetto, che lega qualsiasi numero di trame di X-Files fino all’episodio “Gola Profonda”.

È divertente, ho avuto uno scambio qualche tempo fa con qualcuno che è … beh, diciamo molto profondamente connesso. Abbiamo avuto modo di parlare di The X-Files e ha detto che gli è piaciuto lo spettacolo ma solamente gli episodi di mitologia,  solo perché erano “roba da saggistica”.

Questo è il motivo per cui penso sia lecito supporre che se qualcuno a Hollywood è stato “letto”, quel qualcuno è Chris Carter.

Ce n’è di cui parlare se si apre il dibattito e a volte mi chiedo se non lo abbia fatto un po’ andare via di testa, il Carter. La sua scrittura cominciò a girare un po ‘di lato una volta che tutti gli affari con i cloni e gli ibridi furono davvero spazzati via.

Forse Carter era troppo oberato di lavoro, forse era troppo schmokedy-schmoke, ma comunque la tempistica è di certo un poco curiosa.

E si noti che da quel punto in poi le sue cose indipendenti hanno cominciato a diventare molto, molto strane, a cominciare da “The Post-Modern Prometheus”, che riguarda – ricordate ora – la transgenica e le modifiche geniche.

https://secretsun.blogspot.com/2018/10/we-cant-say-we-werent-warned.html





Quel joker non è più divertente

24 09 2018

https://secretsun.blogspot.com/2018/09/that-joker-isnt-funny-anymore.html

Bene, il mese di settembre per questo blog potrebbe essere ormai alle spalle, ma sembra che ci siano ancora alcune sorprese. L’ultimo è  il nuovo film indipendente di Joker, che vedrà come protagonista Joaquin Phoenix.
Ehi, Cesar Romero, Jack Nicholson, Heath Ledger, Jared Leto? È logico che Phoenix abbia il ruolo iconico, giusto? Voglio dire, chi altri vi aspettereste, giusto?

È tanto più logico se siete degli irriducibili lettori di Secret Sun ….

Perché le foto dal set rivelano una connessione con i Killing Joke.

Nemmeno io sono un fan dei KJ. Ma dovrò mettere cose geek su di loro.

Capito ciò che intendo?

Interessante che questo mese abbia preso il via con il tour per il quarantesimo anniversario dei Killing Joke (no, seriamente– uccidetemi ) e mi è capitato di avere un altro tipo di roba seguita spesso da Secret Sun saltata fuori due giorni dopo che i Jokers hanno dato il via al loro tour a Seattle.

COLEMANIA E LE ONDE

Vedete, se davvero mi chiedeste di ridimensionare tutta questa follia in termini comprensibili per i profani, mi piacerebbe immergermi nel regno della fisica per le mie allegorie. È come se negli anni avessi guardato tutte queste particelle, giusto?
Ma poi noto tutta questa azione spettrica a distanza , questi strani attrattori

Quindi allora sono tipo… aspettate; non si tratta di particelle, ma di onde.

 

O più precisamente, quella particella è anche un’onda. Quindi immagino sia una specie di fotone memetico. O quanti di luce. Sapete cosa intendo.
Voglio dire, io non lo so. Spero che voi lo sappiate.
Ed è un po ‘come quello che ha detto Stanton Friedman confrontando isotopi e dischi volanti. Diceva sempre che non aveva bisogno di dimostrare che tutti gli isotopi fossero fissionabili, aveva solo bisogno di dimostrare che il plutonio e l’uranio lo sono.

Quindi, in pratica, quello che sto cercando di dire è che ho passato la vita a guardare queste strane particelle che si pensa essere solo particelle e sto dicendo, aspetta aspetta, penso che siano anche delle onde. Tendono a sfuggire dal loro posto e iniziano a rimbalzare dappertutto, eccitando ogni sorta di altre particelle e sollevando strane onde che fanno accadere grandi cose.

L’ARTE COME  ATTRATTORE

Quindi per dirla in modo più chiaro, per me è come, ehi, guarda questo particolare artista. Potresti pensare che non siano terribilmente importanti e che non abbiano alcun interesse nel loro lavoro. Ma quello che sto cercando di dirvi è che non si tratta di arte per l’arte, ma di arte come attrattore. 

Un attrattore che si comporta nel modo in cui generalmente non si suppone si comporti l’arte. Ma avendo passato anni a fare equazioni per x, sono stato in grado di ripetere gli esperimenti.

Quindi quando dico, ehi, vedete quel bizzarro vecchio artista di fumetti lì? Quello che ha fatto sembrare tutto squadrato e goffo? Bene, non siate ingannati dalle apparenze. Era un canale per le forze – le onde, se volete – ben oltre la nostra comprensione e le sue visioni febbrili avranno un profondo impatto sulla cultura. Questo ho detto più di un decennio fa.

Ed eccoci qui.

O quando dico, ciao, vedete quella piccola signora scozzese lì dal taglio di capelli anni ’80 che si trovava in quella strana band ? Non siate ingannati dalle apparenze. Perché qualche altra forza … e una forza abbastanza primordiale … sembra averla messa in un sacco usandola come una specie di canale.

Oppure onda.

Possiamo rintracciare la causa e l’effetto più e più volte. Lei arriva lì in giro lanciando un enigma criptico là fuori e la prossima cosa che saprete è che l’argine si sta rompendo.
O quando dico, ehi, conoscete mica quella strana band industriale metal che tutti i ragazzi delle tue band preferite dicono essere la loro band preferita? Sì, beh, terzo verso, uguale al primo.
Aspetta, aspetta, aspetta, resisti; stai dicendo tutto in una volta!
OK, quindi cosa stai cercando di dire? “Fottuto idiota, stanno mica parlando di Batman: The Killing Joke , della graphic novel di Alan Moore / Brian Bolland del 1988?”
Oh, me ne sono accorto…

Immagino che voi abbiate dimenticato tutto ciò che vi ho appena detto di particelle e onde.

Perché Batman: The Killing Joke – 1989 Batmania – 2008 Dark Knight-mania? Niente di tutto ciò, nemmeno un frammento di esso, sarebbe mai accaduto senza i Killing Joke, la band.
Mai

 

E ora sembra come se qualcuno coinvolto in questo film facesse sì di farcene rendere conto scegliendo come protagonista l’attore importante il più somigliante possibile a Jeremy “Jaz” Coleman, cantante e traino dei Killing Joke.


Con i capelli e il trucco hanno fatto il più possibile per approfondire la somiglianza.

Vedete, Alan Moore – che ha ricreato il Joker e scritto la graphic novel che sarebbe stata la fonte principale di influenza sul tratteggio del personaggio di Heath Ledger – si esibì negli stessi locali dei Killing Joke, la band negli anni ottanta. Il nesso della pop art sotterranea e marginale, gli alt.rockers, i maghi del caos, i kink sessuali, i tossici strafatti, ecc.

Non passò molto tempo dopo The Killing Joke che Moore stesso avrebbe preso la decisione fatale di adottare una visione del mondo identica a quella della band il cui nome ha inciso e il resto, ovviamente, è storia.

Voglio dire, andiamo, l‘immagine più iconica di Batman: The Killing Joke è “ispirata” alla copertina dell’album Top 20 del 1985 di Killing Joke , Night Time.
E cavolo, allora chiama Jaz il tuo avvocato per i diritti d’autore. O almeno chiama il tuo prossimo album, “Batman”.

Ed è abbastanza chiaro che la copertina della graphic novel è stata “ispirata” dalla copertina di BM: TKJ. Guardate il layout. Hanno anche usato un font sans-serif simile.
Credetemi, le copertine dei fumetti del 1988 non usavano esattamente molto Helvetica Neue. Se capite cosa intendo.

E adesso vi sto dicendo, questi produttori stanno scherzando con il fuoco.

Jaz Coleman non è solo il cantante di una vecchia rock band, è anche un direttore d’orchestra e arrangiatore inserito nei classici brilluccicanti. Ha lavorato con persone quali Sarah Brightman e Nigel Kennedy, oltre a comporre gli adattamenti sinfonici dei Pink Floyd e dei Led Zeppelin.
Ancora più importante, però, Coleman è un occultista molto attivo che non apprezza granché i conglomerati multinazionali quando iniziano a braccare la sua terra. Soprattutto perché praticamente ogni testo che scrive riguarda quanto odia i conglomerati multinazionali.

Voglio dire, siamo prima scesi noi tutti su questa strada, no?

La radicale nuova reinterpretazione del Joker da parte di The Dark Knight non è stata particolarmente radicale o nuova se avessi mai visto il video di Hosannas from the Basements of Hell, la title track per l’album del KJ del 2006.
È solo che centinaia di milioni di persone in tutto il mondo non l’hanno fatto. Guardate quel video, intendo.

In effetti, l’intera interpretazione da Oscar da parte di Ledger è stata praticamente cancellata dal personaggio interpretato sul palco da Coleman. Solo Jaz Coleman è più spaventoso e più pazzo di ogni Joker di sempre, moltiplicato per la quarta potenza.

Stiamo parlando di un tizio che mandava buste con dentro organi di animali assieme a coltelli e chiodi usati per toglierli. Roba da vero Joker.

E Jaz stava facendo il sorriso con il rossetto 25 anni prima che Heath Ledger lo provasse.
Quel batterista su “Wardance”? Ben Calvert? È un morto per Tom Brady. Brr.

E ci sono molti altri “tributi” da cui provengono.

Devo essere onesto, non sono eccessivamente ottimista su ciò che potrebbe venir fuori da tutto questo. L’ultimo che ha strappato Jaz Coleman è stato Heath Ledger e, beh, sapete come è andata.

D’altra parte, DC / WB ha fatto decine di miliardi di dollari eliminando Jaz Coleman l’ultima volta, quindi perché lasciar cadere una mano vincente, giusto?
Però qualcuno ha appena lanciato un cerchio di protezione intorno a Phoenix. Per quanto ami la musica di Jaz, non gli chiederei di camminare al mio fianco con i miei cani mentre mi trovo in vacanza. E certamente non se pensasse che l’ho fregato a Magic: The Gathering l’altra sera.
Metaforicamente parlando, ovviamente.

Conrad Veit nel film del 1928 “L’uomo che ride”.

Vedete, è ben noto nei circoli di fumetti che Batman e Superman hanno entrambi l’ eredità di furti, tradimenti e inganni.

Probabilmente avete sentito parlare della cosiddetta “Maledizione di Superman” che al creatore Jerry Siegel (il quale ho ragione di credere fosse anche esperto di occulto) è stato detto di scatenare sulla gente che lo ha distaccato dalla sua creazione.

Ma forse potete non avere mai sentito dire che il co-creatore di Superman Joe Shuster stava lavorando come corriere di strada quando la DC rastrellava milioni di persone dal suo lavoro. Anche l’ex caporedattore della DC, Carmine Infantino, è diventato uccel di bosco per avere buttato fisicamente Shuster giù dall’edificio. La DC aveva un paio di piani morbidi quando l’ex stella DC stava lì a consegnare un pacco ad un altro cliente.

Shuster era legalmente cieco in quel momento e non era più in grado di lavorare come artista.

Illustrazione del 1933 rappresentante il super-eroe pulp the black bat

Lo storico dei fumetti Marc Tyler Nobleman ha fatto molto per dimostrare che il cosiddetto “creatore” di Batman, Bob Kane, ha praticamente fatto delle cazzate ma ha incassato gli assegni mentre i suoi peones Bill Finger e Jerry Robinson hanno fatto tutto il lavoro sulla striscia. E anche loro hanno stracciato praticamente tutti gli scarti di Batman da quei fumetti pulp. Kane era solo fortunato che lui era tanto squallido quanto la gente che cercava di fregarlo.

Juggalo, Jaz Coleman 1984.

Ancora più importante, Jaz Coleman stava facendo la parte del clown psicotico ben prima di Batman: The Killing Joke , o The Dark Knight Returns , fosse per quello. A quel tempo, il Joker era, beh, uno scherzo. Un brutto scherzo. I fumetti di Batman lo ritraevano come un gigantesco Jack-in-the-Box o in sella ai treni Joker ciuf-ciuf. E altro ancora.

Credetemi: nessuno ha visto quella merda banale e ha detto, amico, devo solo io essere un vero Joker.

Mentre il Joker stava facendo il suo giretto sui trenini ciuf-ciuf, Coleman e Coles stavano usando l’immagine del Giullare nel contesto di immagini di incubi surreali profondamente inquietanti e profondamente risonanti, e qui è un tipo di bestia completamente diversa da quella del Joker che uccide i civili con le sue pistole giocattolo.

Contesto. Attrattori. Onde. Altri termini di fisica che non capisco.

Singolo di debutto dei Killing Joke.

È più che discutibile che Jaz Coleman e l’artista di casa di Killing Joke, Mike Coles, siano i veri creatori del moderno archetipo del Joker male-pagliaccio così come lo conosciamo.

Beh, certo, avete avuto John Wayne Gacy, ma è un po ‘diverso, e questo non è diventato davvero qualcosa di importante fino a quando Gacy ha iniziato a vendere i suoi dipinti di clown negli anni ottanta.

Ma Pennywise, il malefico Clown Posse e i veri Joker come James Holmes possono essere effettivamente rintracciati e / o incolpati di quell’immaginario incredibilmente potente che ha viaggiato lungo la musica incredibilmente potente di Killing Joke. Cambiata la mia mente.

Mike Coles è un fottuto genio.

Quindi, è una cosa buona o cattiva? Ebbene, tutto dipende dal contesto. Potete usare quel machete per pulire la spazzola e ridimensionare pericolosi parassiti come le zanzare o potete usarlo per tagliare la testa a qualcuno.Tutto sta in come lo si usa.
Personalmente, penso che certi meme – od onde – é meglio lasciarli nel laboratorio dove possono essere studiati dagli esperti, per coniare un’altra analogia. Alcune onde sono un po ‘troppo potenti per la distribuzione generale, specialmente perché possono essere mutate e tenute come armi in agenti patogeni, tanto per mescolare alcune metafore.

 

I Killing Joke non sarebbero mai riusciti ad avere un successo di massa perché erano / sono troppo strani, pazzi e inquietanti, ma i loro copiatori hanno racimolato milioni di persone, non ultimo Marilyn Manson
Inoltre, non per raccontare storielle fuori dalla scuola, ma Jaz odia apertamente l’America e penso che potrebbe odiare anche molti americani. State bene attenti alle vostre opzioni di marketing.

Oltretutto, nessuna stazione radio, anche satellitare o su internet, potrà mai mettere in rotazione brani come questo. Non importa quanto Dave Grohl dice di amare quei ragazzi.




X files X-it e la morte della cultura del complotto, parte seconda e conclusione

4 08 2018

Continua da qui: https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/08/01/the-x-files-x-it-e-la-morte-della-cultura-del-complotto-parte-prima/

Sono un grande fan del motto “stai nella tua corsia” quando si tratta di istituzioni culturali popolari. Non intendo “ripetere la stessa idea finché il mondo non grida pietà”, intendo, “capire cosa ha spinto la gente a pigliare la tua idea da un oceano infinito di concorrenti e bloccarla come una tartaruga.”

Fare così efficacemente richiede saggezza e una più profonda comprensione dell’archetipo e della psicologia di gruppo, cosa per cui i tipi più creativi non sono esattamente conosciuti.
Permettetemi di citare due esempi dal mondo della musica pop come esempi di ciò di cui non sto parlando …

Prima che la formula prendesse piede.

Da un lato avete gli AC / DC. Dopo aver girato con ritmi e modi diversi per alcuni anni, hanno scoperto che la loro interpretazione di “All Right Now” di Free sembrava risuonare meglio con un pubblico di massa quando Back in Black vendeva un milione di copie.
Quindi per i decenni successivi hanno seguito spietatamente quella formula; mid tempo, backbeat a quattro quadrati, riffs ritagliati, bluster blues e cori da inno.
Però io dico di solito: “Mi piace l’AC / DC, hanno un sacco di buone canzoni”.
All’estremo opposto (praticamente in ogni modo possibile) abbiamo i Village People. Il gruppo è partito da un gay scherzoso interpretato su una cultura mainstream sessualmente ingenua, mescolando scimmiottamenti dei Tom of Finland a una disco dance piena di doppi sensi.
Questa specie di barzelletta s’è sgonfiata piuttosto rapidamente, come fanno di solito le battute stupide. E dopo alcuni anni di egemonia culturale ad ampio spettro, i disco-party – anche a causa della cocaina e del nitrato di amile – hanno finito il gas innescando un forte contraccolpo.
Il problema non era tanto la musica, dal momento che la disco dance urban-gay continuava a vendere a prescindere, anche per via della sferzante cultura elitaria che la circondava. Tra l’altro, un catastrofico film [non un film catastrofico…] del 1980 (interpretato da Bruce Jenner) ha contribuito a ridurre i Village People e la stessa disco dance in una specie di barzelletta di successo.

Senti il ​​CRINGE — ogni centimetro di esso.

Così i Village People, che si vantavano di ispirare un’aria commerciale, si aggrappavano ai folli disco-nightclub britannici conosciuti come “New Romantics” per garantirsi una continua rilevanza culturale.

Fu un disastro umiliante, ma così intriso di kitsch, disperazione e ingenuità (il titolo dell’album era Renaissance, speranza contro speranza) che, uhm, entrò negli annali dei grandi film della serie “che-diamine-avevano-in-testa-quando-li stavano-girando”, più o meno allo stesso modo di The Brady Variety Hour.

In una di quelle mosse disperate che ispirano sia la pietà che il disprezzo, il vice-leader si era vestito con abiti apparentemente rubati da Goodwill di Spandau Ballet e aveva girato un video che suonava come qualcosa che Adam Ant avrebbe potuto fare se i suoi conduttori avessero deliberatamente cercato di sabotare la sua carriera.

Renaissance raggiunse il picco al numero 138 nelle classifiche di Billboard.

Il risultato è che mentre i tempi degli AC / DC e dei Village People sotto i riflettori  sono passati da tempo, AC / DC hanno continuato a essere una costante e i Village People sono entrati nell’aldilà dei concerti da sagra estiva, delle navi da crociera e dei party aziendali , con la maggior parte dei membri originali che, dai e ridai, si sono dissipati col tempo.

Quindi cosa c’entra tutto questo con The X-Files?

Chris Carter si vantava sempre che X-Files offriva un luogo “elastico” per la narrazione. E infatti la serie ha spesso approfondito tutti i tipi di ingranaggi diversi, alternando vicende con mini-mostri a episodi di “mitologia” quasi serializzati e di respiro comico.

Ma ciò che X-Files aveva di davvero fatto bene era questo raccontare storie che rendevano normale il paranormale prendendo sul serio la materia e innestando la laconica sensibilità di Carter sulla televisione a episodi alla produzione di valore filmico.

Lo spettacolo scalò la cima dello spirito dei suoi tempi usando una formula alchemica affidabile; la chimica fulminante delle sue giovane guide, il dramma procedurale discreto e la speciale iridescenza della nebbia di Vancouver.

Una volta che X-Files raggiunse il suo apice, i suoi produttori iniziarono a fare l’amore con la formula del suo successo. Il primo lungometraggio si mostrò eccessivamente widescreen, cancellando quella specie di intimità in grado di rendere le storie stravaganti così credibili.

La produzione si è poi trasferita da Vancouver a Los Angeles, sbarazzandosi della magia e dell’atmosfera del suo ex ospite. La prima stagione di LA è stata caricata di deboli commedie alternate a episodi di alto profilo, perdendo tutto quel sapore “questo-è-proprio-ciò-che-sta-accadendo-ora”, che si è lavorato così duramente per creare.

I conflitti personali e professionali cominciarono a mostrarsi sullo schermo e la serie sembrò priva di radici e senza scopo per gran parte della sesta e settima stagione. La qualità è sempre rimasta alta ma la magia sembrava essere sparita.

I produttori dell’ottava stagione hanno lavorato duramente per tornare alle origini, ma con un David Duchovny part-time la serie aveva comunque fatto troppe giravolte e ciò aveva influito sull’umore negativo che ormai aveva preso possesso di molti fan, ormai manifesto anche davanti alla nona stagione.

Sfortunatamente, i produttori non sembravano davvero capire esattamente perché così tante persone fossero entusiaste per il ritorno nel 2016. E così si sono dati il compito di far sbucare qualche altro coniglio dal cilindro, nel tentativo che lo spettacolo potesse essere ancora “rilevante” per le cose del XXI secolo, quando praticamente tutti volevano che lo show mostrasse il dito medio al XXI secolo, riportandoci in massa ai bei vecchi tempi.

Non so esattamente cosa sia successo ma sembrava ovvio che Carter e compagni non avrebbero più commesso lo stesso errore.

Quindi, Marty McFly, dai gas alla De Lorean che si ritorna al 1995!

Sfortunatamente, questa decisione è stata presa un po ‘troppo tardi.

Il lancio del 2016 ha spaventato la maggior parte dei fan del bel tempo andato e gli annunci di Gillian Anderson – in ottobre e gennaio – che questa sarebbe stata la sua ultima stagione, probabilmente ha dato a molti altri l’impressione che la Anderson – e quindi l’alchimia inimitabile dello show – non si sarebbero visti in giro quest’anno.

Ma l’altro problema è che David Duchovny e la Anderson non sono più giovani e graziosi. È una cosa orribile, superficiale, ma per la televisione è un fatto dei più terribilmente concreti. Non sono troppo orgoglioso di ammettere che crogiolarsi nella scintillante e feconda bellezza delle labbra morbide di Gillian Anderson sia stata una delle ragioni principali per cui seguivo la serie, ai tempi.

Fatemi causa.

Per di più, Scully non è davvero il propulsore emotivo di una volta, e l’avrete certo notato. Io l’ho fatto. Nemmeno una volta m’è capitato di pensare: “Oh, questo bambino sarà di certo migliore in presenza del papà!”.

Quindi le cose non erano certamente uguali agli anni novanta, anzi.

La Anderson era perfettamente funzionale (e resta comunque una donna perfettamente attraente) ma ciò non ha fatto di certo il suo gioco. Duchovny, d’altro canto, ha fatto finta di niente nelle sue scene, il che potrebbe essere il motivo per cui gli sceneggiatori si sono rivolti nella sua direzione, in particolare Chris Carter con “My Struggle IV”.

X-FILES BY NUMBERS

“Ghouli” – il secondo passaggio di Jim Wong per armonizzare l’architettura dello show con i suoi standard – mi ha ricordato un vecchio aneddoto che ho sentito una volta in cui Jim Shooter, l’editore in capo della Marvel degli anni ottanta, fornì tutti i collaboratori di un “Marvel-by-numbers” della storia su cui lui e gli altri stavano lavorando. Si trattava di una lezione oggettiva su come Jim Shooter voleva che le storie venissero raccontate in modo che anche chi non avesse mai letto prima un fumetto avrebbe saputo esattamente il cosa, chi, quando e il dove nella storia.

Quindi, piuttosto che essere sepolto da un quarto di secolo di continuity, Wong ha creato un episodio archetipo di X-Files con “Ghouli”, in quanto inizia come un episodio di “Monster of the Week”, scava nel laghetto parapsicologico della serie da cui si è così tanto spesso pescato, prima di trasformarsi in un Mytharc ep in versione classica, che ci reintroduce a William Mulder e ai giocatori del Deep State che lo inseguono.

Non so quanto c’abbiano dato dentro qui Wong e Carter, ma “Ghouli” ha sicuramente dato il là per il finale della serie. Così ha fatto in effetti anche l’episodio “Founder’s mutation”.

Wong sembrava consapevole del fatto che dopo ben oltre 200 storie di X-Files era difficile inventarsi qualcosa che avrebbe ancora sorpreso qualcuno, così si è preferito rispolverare i vecchi episodi preferiti: “Ghouli” si tuffa nell’angoscia adolescenziale di eps come “Die Hand Die Verletz” e “Syzygy”, prendendo pezzi di trama da eps come “Pusher” e “Folie a Deux” e si abbevera a tutti i tipi di prototipi del melodramma intorno al letto ospedaliero.

Gabe Rotter, l’uomo di lunga data di Carter, ha anche scelto X-Files by Numbers con “Kitten”, un episodio che non è sembrato impressionare fan o critici anche perché di sicuro non è l’episodio meglio diretto di sempre. 

Il modello tradizionale di X-Files di gemellaggio di un Myth ep con una storia di allucinogeni tiene banco in questo episodio, che è incentrato su MK-NAOMI, il programma successivo a MK-ULTRA.
Modificando diverse parti componenti non solo dei precedenti X-Files eps ma di Jacob’s Ladder, Full Metal Jacket e Beyond the Black Rainbow , “Kitten” torna ai giorni di Skinner in Vietnam e mostra come l’esposizione a un agente nervino senza nome ha trasformato uno spaventoso Marine draftee in una crudele e sadica macchina da guerra.

Sfortunatamente, la guerra non finì mai per “Kitten” e continuò a essere messo alla prova in un manicomio militare. Peggio ancora, l’esercito seleziona la sua vecchia città come terreno di prova per una versione nuova e migliorata del gas NAOMI.

In tutto l’episodio ci sono echi di classici del complottismo di XF come “Blood” e “Wetwired” e l’ospite dell’ep-star Haley Joel Osment degli anni ’90 in un duplice ruolo. Osment sembra davvero aver fatto una vita dura fin dai suoi giorni di gloria e, come tale, s’è trattato di una scelta azzeccata.

Rotter mette in luce la guerra a bassa intensità che l’America ha sempre intrapreso sulla sua classe lavoratrice – in particolare la classe operaia bianca e rurale (leggi: “scozzese-irlandese”) – sin dalla sua fondazione. In questo, l’agente nervoso NAOMI potrebbe anche essere un Oxycontin disperso nell’aria, devastando intere comunità e lasciando dietro di sé solo resti umani.

Dopo “Kitten”, sono tornate le ambientazioni da incubo techno  con “Follower”, scritto da Kristen Cloke (che ha recitato in “The Field Where I Died” interpretando Lara Means in Millennium ) e Shannon Hamblin.

Un sacco di critici hanno visto questo eps come se The X-Files avesse cercato di rubare un po delle atmosfere di Black Mirror , ma i veri fan sapevano che questi stessi temi sono da sempre collegati a X-Files e risalgono a “Ghost in the Machine” addirittura all’inizio della prima stagione.

Alcuni potrebbero vedere questo episodio come una sorta di esercizio in “X-Files Lite”, ma quello che stiamo veramente guardando è un esercizio di umorismo nero post-moderno.

Non ho potuto fare a meno di pensare alle critiche rivolte ai produttori di This is Spinal Tap. Certuni urlavano che il film non era proprio una commedia, perché tutte quelle barzellette apparenti mostravano come funzionava davvero il business rock. Ma questo è esattamente il motivo per cui il film è così incredibilmente esilarante.

Allo stesso modo, le battute sui “follower” [dei social network penso] esagerano solo un po’ la realtà attuale. Quindi forse questo è in realtà il più spaventoso X-Files mai realizzato, perché le vostre probabilità di svegliarvi in questa particolare distopia sono di certo più alte che un incontro con vampiri, alieni o scienziati pazzi.

Questa è una distopia che molti teorici della cospirazione degli anni novanta non hanno profetizzato. Perché preoccuparsi delle truppe d’assalto e del controllo mentale quando si può semplicemente guidare qualcuno verso il delirio, verso una follia sbavante, semplicemente utilizzando una linea di servizio clienti automatizzata.

Il nuovo scrittore Benjamin Van Allen, con l’episodio “Famiglio”, c’è probabilmente andato molto vicino al perché di questo orribile secolo con cui tutti siamo stati puniti, ed è riuscito a evocare dalla tomba della storia quel sapore sfuggente di metà anni novanta.

In quanto tale, “Famiglio” ha un doppio significato malvagio; si parla di famigli nel senso della magia nera, ma si tratta anche di un episodio deliziosamente familiare, nel tono e nello spirito, ai fan di lunga data.

Al diavolo, se gli anni novanta di CGI e Anderson e Duchovny si affacciassero su questo presente, avreste un episodio in cui il 1995 guiderebbe legioni di svitati affetti dall’Effetto Mandela pronti ad andare al looney bin.

In altre parole, Van Allen ha deciso di scrivere un classico X-Files ep e c’è riuscito ben oltre i sogni più sfrenati di chiunque. Ma sotto il bagliore ricco e accogliente della nostalgia c’è un rimuginare sulla stregoneria, sugli abusi sui minori e sull’isteria di massa.

Il brutto scherzo qui è che allo stesso tempo abbiamo Mulder e Scully i quali sembrerebbero solo metaforicamente alle prese con la caccia alle streghe e il maccartismo, in realtà stanno cacciando una vera strega il cui incantesimo sta massacrando bambini molto piccoli nel modi più orribili. (Intendiamoci, “Famiglio” non si avvicina minimamente a una commedia, è solo un modo di dire).

Qui c’è la classica “messaggistica” di X-Files al lavoro: certo, ci sono isteriche e metaforiche cacce alle streghe e sono faccende terribili. Ma indovinate un po? Ci sono anche delle vere streghe là fuori e pure quelle sono orribili.

“Famiglio” non affronta direttamente le controversie sulla pedofilia, ma in realtà non è necessario. È molto più efficace e decisamente meno polemico, affrontarle indirettamente. Dà una specie di audience a coloro che vogliono ridimensionare l’argomento  ma illustra molto chiaramente che certe cosacce nascoste non sono solo farina del sacco della propaganda di “estrema destra”.

Fermare chi vede i figli come preda dovrebbe essere un problema politicamente non partigiano. Ma non ci è più permesso questo lusso, vero?

Il vero problema dell’isteria di massa è che troppo spesso divora gli innocenti e lascia i colpevoli liberi sulla base di pregiudizi e malintesi. In quel contesto, vi fa pensare che “Famiglio” sarebbe stato più efficace in un campus universitario d’élite piuttosto che in una stereotipata cittadina.

Non contenta di spiare il nido di calabrone della pedofilia (che è un termine improprio, il termine appropriato dovrebbe essere la pedopatia ), X-Files poi ci offre un’altra commedia nera con “Nothing lasts forever”.

La crescente oscurità satanica che rosicchia il demonio di Hollywood sembra essere un sottofondo inespresso in questa stagione. Avete uno dei serial killer in “Plus One” identificati come un’attrice famosa, avete dei personaggi televisivi kiddie che uccidono i bambini in “Famiglio” e gentaglia di Hollywood da lungo tempo dedita a cannibalismo e bevute di sangue.
L’episodio è stato scritto da Karen Nielsen, pupillo di Glen Morgan, ma qui non si può fare a meno di un po ‘di baseball al lavoro, nella classica tradizione di X-Files.
Il cattivo principale dell’episodio, Barbara Beaumont, è una star televisiva di successo che si immagina una diva pop, anche se non sa cantare per nulla. Il suo scagnozzo è un genio pazzo che si nutre parassiticamente della forza vitale di un’attrice dissolvendola e innestandosela sul suo corpo.
Forse è solo la mia immaginazione, ma serpeggia mica una sottile scia di cattiveria nel triumvirato al potere di X-Files? Non posso dirlo, ma non sarebbe certo fuori luogo in questo spettacolo pensando anche alla leggendaria lotta intestina di Ten Thirteen, una volta famosa [di qualunque cosa si trattasse].

Dopo una stagione di confortevole familiarità, Chris Carter ha chiuso il tutto con un episodio che mi ha davvero piacevolmente sorpreso.

Avevo temuto “My Struggle IV”, in particolare dopo “My Struggle III”. Ma mi resi conto dopo la vertiginosa corsa di “Plus One” che il problema di questa mitologia degli ultimi giorni era la noia e l’esasperazione di Carter nonostante qualsiasi buon viso a cattivo gioco avesse mostrato.

“My Struggle” era imperfetto in molti punti ma non difettava di passione. Sembrava un purgante per le peggiori paure di Carter, che devono essere particolarmente inquietanti considerando quanto egli sia connesso a quelli che hanno potere dentro i servizi segreti.

“My Struggle II” è un casino, e per questo do la colpa al superlavoro e alla sceneggiatura in prima stesura. Avrebbe potuto andare molto meglio se Carter lo avesse consegnato a uno dei suoi scrittori per sgrezzare un po’ i dialoghi. Ma anche questo mostrava un ‘urgenza sotterranea, nonostante l’effetto fosse attenuato dalla scrittura distratta.

“My Struggle III” è invece un naufragio, un tentativo di ri-tracciare una storia che era quasi certamente destinata ad essere un finale di serie. Alcuni critici lo hanno paragonato al finale di Sopranos , in cui i fan sono stati lasciati a chiedersi se non fosse stato progettato per dare un senso all’assassinio di Tony.

Questa volta, sapevo di essere nei guai quando Anne Simon, la consulente scientifica di Carter, ha scritto su Twitter come Carter avesse appena finito la sceneggiatura di “My Struggle III” nello stesso periodo in cui la stagione era prevista per le riprese.

Mai un buon segno.

Detto questo, adoro assolutamente “My Struggle IV” e non ho alcuna esitazione nel gettarmi sulla gogna per difenderlo come un’opera di genio e l’ unico vero modo per porre fine a questa torturante mitologia XF del 2018.

Dopotutto, chiedere a Carter di trascinare la mytharc fuori dalla naftalina dopo 15 anni sarebbe sempre stata una richiesta dubbia, nello stesso modo in cui era irragionevole chiedere a Jack Kirby di porre fine alla saga del quarto mondo con un paio di storie 15 anni dopo aver messo via baracca e burattini.

Inoltre, il vero potere dietro il trono del “triumvirato” della mitologia XF (mytharc) è sempre stato il produttore esecutivo Frank Spotnitz, che ha preso il controllo della trama nella terza stagione dopo aver svolto nella seconda una specie di apprendistato intensivo.

Sia chiaro,  Carter è sempre stato profondamente coinvolto nella mitologia XF, ma è sempre stato Spotnitz a stabilire il ritmo.

Si trattava di una cosa sia buona sia cattiva: Spotnitz aveva una grande abilità nei complotti e nei bizantinismi, ma ogni tanto poteva piazzarsi in un angolo. La forza di Carter era nella resa emotiva del dramma e quindi avevate dei momenti in cui Carter non sarebbe stato cotto nella torta tanto quanto mescolato alla glassa quando non era coinvolto nella trama originale.

Perciò l’effetto “punz-in-the-face” di episodi come “The Erlenmeyer Flask”, “Duane Barry” e “Paperclip” non era sempre presente nel menu.

In un mondo perfetto, Carter avrebbe lavorato con i suoi scrittori per produrre una serie di episodi-evento nel 2016 e sciogliere tutti i nodi di anni di continuità in modo appropriato. Non è ciò che è successo, dal momento che Carter ha deciso invece di dare ai fan quello che dicevano di volere.

C’è un senso di continuità molto più forte nell’undicesima stagione e il team di tag Wong-Carter ha lavorato bene nel tentativo di quadrare alcuni cerchi, in particolare la demarcazione tra i miti e i mostri.

Ma ho avvertito molto, con “My Struggle IV”, che Carter ha semplicemente rinunciato ai fardelli del passato ed è tornato alle origini, in questo caso il suo amore eterno per Kolchak: The Night Stalker.

Ed è così che Carter ha deciso di concludere la serie con un mostro nell’episodio della settimana.

La battuta finale è che il prodotto finale di tutti gli sforzi, sofferenze e sofferenze che Mulder e Scully hanno subito nella loro ricerca della “Verità” alla fine si traduce nel loro figlio che si rivela essere il mostro più pericoloso che abbiano mai incontrato, la somma di tutte le loro paure (Ho i miei dubbi sulla paternità di Smoking Man in ma non rischierò di ridicolizzarmi citando un precedente).

In altre parole, Scully ha dato alla luce l’Anticristo e non il figlio di Cristo come i fan si aspettavano da tempo. Probabilmente non è un messaggio che qualcuno vuole sentire.

So che molti fan non amano il finale ma va bene così. Tutti commettiamo errori. Penso che il passare del tempo permetterà alle persone di guardare indietro all’episodio e giudicarlo per i propri meriti e non sotto il peso di un quarto di secolo di speculazioni e delusioni.

Quello che mi è particolarmente piaciuto è che la scrittura era libera dal chris-claremontismo di Carter,  tutta quell’insalata di parole ampollosa e proclamatoria a cui abbiamo così tanto assistito nel precedente “My Struggles”.

Carter non è uno scrittore perfetto ma può scrivere dialoghi abbastanza nitidi quando è coinvolto nella storia, nonostante qualche mia personale pignoleria che posso avere sulle scelte carteriane.

Quindi alla fine quello che abbiamo qui è un momento di vittoria per un segno distintivo della cultura pop anche se la maggior parte degli spettatori non l’ha capito.

Ho amato The X-Files al meglio quando era una serie di nicchia. Mi piaceva meno quando era ormai divenuto un prodotto onnipresente sul mercato di massa, specialmente  un prodotto che le persone di cui non ne sapevano nulla si sentivano in diritto di esprimere opinioni. I fan che si sono sintonizzati sul serial in questa stagione sono stati il nocciolo duro, , quindi di solito era interessante sentire cosa avevano da dire.

Ironia della sorte. il serial ha conservato il suo slancio profetico anche se le masse di fan lo hanno abbandonato assieme alle realtà della breakaway civilization, del programma spaziale segreto e dei virus spaziali usati come arma.

All of which being plucked from the back pages of the news no one bothers to read anymore.

Nessuno si preoccupa di leggere più tutto ciò che viene messo nell’ultima pagina delle news.

E come abbiamo visto, lo stato della tecno-sorveglianza, la predazione dei bambini e il satanismo d’élite erano tutti ben referenziati nel revival di XF così come i cibi transgenici, CRISPR CAS9 e tutti gli altri orrori del mondo reale che troppi ignorano attentamente mentre combattono su Trump e l’identità politica.

A nessuno sembra importare molto di combattere il potere. Ora la lotta è finita su chi riesce esattamente a controllare le macchinazioni di morte di massa e il controllo completo. Le persone – specialmente i Repubblicani di Rockefeller che indossano la tuta scamosciata del Partito Democratico a lungo defunto – non hanno più problemi con la guerra infinita, l’oligarchia o la sorveglianza. Vogliono solo sedersi il più vicino possibile al tavolo dei big.

Tutti loro avranno una gran brutta sorpresa, è tutto ciò che mi viene da dire in questo momento.

In questo contesto, William Mulder non è solo un mostro da film, è un avatar . È l’ angelo della morte, l’inevitabile risultato dello stato di sicurezza nazionale. La battaglia non finisce per allontanarlo dal suo orribile destino, la battaglia è finita su chi si troverà esattamente dietro al volante.

Penso che tutti lo capiscano, almeno a livello inconscio. I fan attenti l’ hanno capito nella nona stagione. E in quanto tale, The X-Files lascia il palcoscenico con una profezia che nessuno vuole sentire ma nel suo cuore avverte che è vera.

NOTA: ho sentito un sacco di brontolii sul fatto che fosse irrealistico il fatto che la cinquantenne e qualcosa Scully sia di nuovo incinta. Bene, ho un’amica rimasta incinta a 50 anni e ha avuto tre gemelli. Quindi forse non è tutto così assurdo.

 

 

https://secretsun.blogspot.com/2018/08/the-x-files-x-it-death-of-conspiracy.html





24 giugno 2018: personaggi morti in questa data correlati all’ufologia (?)

9 07 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/07/624-703.html

Roswell, 1947.

Come ho detto di recente e di cui ho già parlato in precedenza, il 24 giugno è di importanza fondamentale per gli ufologi. Il 24 giugno 1947, l’era moderna degli UFO cominciò con il drammatico avvistamento di “dischi volanti” da parte di Kenneth Arnold che volava tra il Monte Rainier e il Monte Adams nello Stato di Washington. Dal 1947la storia di questa data è associata alla morte di ufologi [o comunque persone relazionate in qualche modo con l’astrologia].

Il primo articolo di Bill Bequette che utilizzava la parola “disco volante” apparve il 25 giugno 1947per poi diffondersi in tutto il mondo.

Le storie originali furono scritte dai giornalisti di Pendleton East Oregonian , Bill Bequette e Nolan Skiff. La frase “dischi volanti” non compare in nessuno di essi ma è stata inventata (il 27 giugno, probabilmente) da un giornalista o un editore sconosciuto altrove  sulla base delle storie dei fili di Bequette.
Bequette, il caporedattore del giornale, e Skiff ebbero una prima intervista con Arnold nell’ufficio del giornale a mezzogiorno del mattino del 25 giugno, dopo di che le storie iniziali furono originate rapidamente. La prima breve storia del giornalista Nolan Skiff, scritta appena in tempo per fare il fondo della prima pagina del numero di East Oregon, usò la frase “aereo simile a un disco” (saucer-like aircraft), dimostrando che fin dall’inizio Skiff interpretò l’uso di Arnold della parola “piattino” utilizzata per una similitudine di forma.

Impossibile! Forse, ma “vedere è credere”, dice Flier
Kenneth Arnold, assieme ai vigili del fuoco di Boise, stava volando nel sud di Washington ieri pomeriggio alla ricerca di un aereo marino scomparso, fermandosi qui in rotta verso Boise  con una storia insolita – non aspettandosi di essere creduto dalla gente ma che dichiarò essere vera.

Arnold disse di aver avvistato nove aerei simili a un disco volante che volavano in formazione il 3 di ieri, erano estremamente luminosi – come se fossero nichelati – volando a velocità immane. (Pendleton East Oregonian, 25 giugno 1947)

Bequette suggerì ad Arnold che una storia telegrafica avrebbe potuto sciogliere alcune informazioni sugli strani oggetti che lui e Arnold ritenevano fossero una sorta di aerei o razzi dell’esercito dell’aeronautica militare. Scrisse anche un racconto a parte pubblicato dalla Associated Press quello stesso pomeriggio. Coerentemente con la storia di Skiff, anche questo disse che Arnold (erroneamente identificato come impiegato del Servizio Forestale degli Stati Uniti) descrisse di aver visto “nove oggetti luminosi simili ai piattini”:

PENDLETON, Ore., 25 giugno (AP) – Nove oggetti luminosi simili a piattelli volantii a “incredibile” velocità a 10.000 piedi di altezza sono stati segnalati oggi da Kenneth Arnold, Boise, Idaho, pilota che ha affermato di non poter azzardare un’ipotesi di cosa fossero.

Arnold, un impiegato del Servizio Forestale degli Stati Uniti impegnato nella ricerca di un aereo scomparso, ha detto di aver avvistato gli oggetti misteriosi ieri alle tre del pomeriggio. Stavano volando tra il Monte Rainier e il Monte Adams nello Stato di Washington, disse, e sembrava tessere dentro e fuori dalla formazione. Arnold ha detto che ha cronometrato e stimato la loro velocità a 1200 miglia all’ora.
Le inchieste a Yakima la scorsa notte hanno portato solo sguardi vuoti, ha detto, ma ha aggiunto che ha parlato oggi con un uomo non identificato dallo Utah, a sud di qui, che ha detto di aver visto oggetti simili sulle montagne vicino a Ukiah.
“Sembra impossibile”, disse Arnold, “ma è così.” ~ NICAP

Il giornalista dell’East Oregonian Bill Bequette e il montatore Nolan Skiff non hanno immaginato la storia di 191 parole che fecero uscire quel mercoledì giusto in tempo per il giornale della sera facendo sì di far decollare, proprio “come un disco volante” l’Associated Press e catturando l’attenzionedella nazione intera.

Il titolo in fondo alla prima pagina dell’EO per il 25 giugno 1947 recita: “Impossibile! Forse, ma ‘vedere è credere’ “, dice Flyer. “ E nelle sette frasi che seguirono, Bequette e Skiff riportarono le affermazioni di Arnold che il giorno prima vide “nove aerei simili a piattelli che volavano in formazione” a un’altitudine compresa tra 9.500 e 10.000 piedi tra Mount Rainer e Mount Adams e si muovevano velocità di circa 1.200 miglia all’ora. “ The Military Times .

Il Military Times ha osservato chiaramente: “Skiff morì nel 1970, Arnold nel 1984 e Bequette nel 2011.”
Arnold morì il 16 gennaio 1984 e Bequette il 24 aprile 2011.
Il necrologio di Bequette iniziò, “WILLIAM C. BEQUETTE 16 settembre 1917 – 24 aprile 2011 Kennewick, Washington, William C. Bequette, redattore di lunga data del Tri-City Herald , è morto nel sonno.” Ha menzionato il suo posto nella storia dei “dischi volanti”. Skiff è stato dimenticato con il passare degli anni, tranne che dalla letteratura ufficiale ufologica.

Perché il 16 gennaio? Il più famoso UFO “a forma di piattino” fotografato era l’ oggetto volante non identificato dell’isola di Trindade , che venne visto e fotografato sopra Ilha de Trindade del Brasile il 16 gennaio 1958.

John Keel parlava spesso dell’elevato tasso di probabilità di avvistamenti UFO alla fine di aprile. Il 24 aprile è sempre sembrato un buon appuntamento per Keel. L’incidente di Lonnie Zamora o Socorro fu un incontro ravvicinato di UFO che avvenne venerdì 24 aprile 1964, verso le 17:50, alla periferia di Socorro, nel New Mexico. Lonnie Zamora, un funzionario di polizia di Socorro all’epoca in servizio, dichiarò di essere andato più vicino all’oggetto non identificato e fornì il resoconto più prolungato e completo. Dopo lunghe indagini, il Blue Book del progetto dell’Aeronautica non è stato in grado di fornire una spiegazione convenzionale e ha elencato il caso come “sconosciuto”.
Ma chi lo sa davvero?

Kenneth Arnold apre l’era moderna dei dischi volanti, nello stato di Washington, il 24 giugno 1947.

Il 24 giugno diventa una data da tenere d’occhio ogni anno. Combina una data celebrativa con la sindrome dell’anniversario, con alcuni traguardi mortali legati a questo punto del calendario.
Ovviamente, gli annunci mortuari spesso non arrivano fino a giorni (o settimane o mesi) più tardi. Ora, passata la prima settimana del mese di luglio, sembra che diversi decessi possano essersi verificati il 24 giugno aventi un collegamento diretto all’ufologia nella cultura popolare.
24 giugno 2018:
Stanley Anderson
Stanley Anderson ha recitato nella prima stagione di Roswell come un ex funzionario ex governativo – in passato ha interpretato anche uno sceriffo che è stato il primo sulla scena di un sito UFO distrutto.
L’attore teatrale, cinematografico e televisivo Stanley Anderson, noto per il suo ruolo di giudice nell’episodio finale di Seinfeld e come General Slocum in Spider Man , è morto il 24 giugno 2018 all’età di 78 anni, sei settimane dopo essere stato diagnosticato un cancro al cervello.

Oltre a Spider Man , il suo curriculum includeva ruoli come presidente degli Stati Uniti in Armageddon e The Rock di Michael Bay. Tra i suoi film più recenti ricordiamo Red Dragon , Legally Blonde 2 e Runaway Jury . In TV, ha avuto un ruolo ricorrente come papà di Drew Carey in The Drew Carey Show e ha interpretato il memorabile ruolo di Judge Vandelay nell’episodio finale di Seinfeld .

Anderson era anche un membro di lunga data di tre sindacati per attori, secondo la sua famiglia, e ha lavorato dietro le quinte facendo il lavoro di voce off in annunci per candidati e problemi democratici in tutto il paese.

“Era molto orgoglioso, in definitiva, del ruolo che ha svolto in politica”, è stata la dichiarazione della sua famiglia.

Ha interpretato:

X-Files (serie TV)
come Agente Schoniger
– ” Closure ” (2000) … Agente Schoniger

– Stanley Anderson (l’agente Lewis Schoniger, che si consulta con Scully durante la visione del nastro di regressione di Mulder) ha avuto un ruolo ricorrente in The Drew Carey Show nel ruolo del padre di Drew;
– L’agente Schoniger prende il nome dal vicino di casa dei nonni di Chris Carter;
– La sceneggiatura originale includeva una scena tra Scully, Skinner e Agent Schoniger che discutevano sul fatto che il Dipartimento del Tesoro non era felice che i record riguardanti il ​​rapimento di Samantha fossero perseguiti. Il sito ufficiale ha persino eseguito la scansione del copione da questa scena che non era nell’episodio finale. Fonte .

Anderson, criptokubrologicamente, come è apparso in…

The Shining (miniserie tv)
Delbert Grady
– ” Episodio # 1.3 ” (1997) … Delbert Grady

Ma il chiaro legame di Anderson con gli UFO è arrivato attraverso le sue apparizioni
Roswell (serie TV)
James Valenti Sr.
– ” Secrets and Lies ” (2001) … James Valenti Sr.

James Valenti, Sr. è un personaggio ricorrente nella stagione 1 della serie di fantascienza WB Roswell .

Ex sceriffo di Roswell, James ha passato la vita cercando di dimostrare che gli alieni sono reali. (Questo ruolo sembra essere stato ispirato dallo sceriffo George Wilcox , che informò l’Esercito sul crash degli UFO di Roswell).

La serie della Westinghouse Broadcasting Network, Roswell, ha esaminato ciò che è accaduto ai giovani della comunità negli anni successivi alla caduta dell’UFO nel 1947.

Vice Valenti sul luogo dell’incidente nel 1947

Dai file wifi di Roswell :

Dopo aver prestato servizio nella seconda guerra mondiale, James si unì al Dipartimento dello sceriffo di Roswell. Il vice James Valenti era sulla scena del Crash nell’estate del 1947. Nei successivi dodici anni, James divenne padre (Jim Jr., nato nel 1951) e infine sceriffo della contea di Chavez.

Il 16 novembre 1959, lo sceriffo James Valenti Sr. scoprì il cadavere di James Atherton. Nello stesso anno, Valenti ha indagato sulla morte di un’attrice morta a causa di un bizzarro fulmine durante le riprese di They Are Among Us proprio a Roswell. Secondo la truccatrice Bess Covendall, le indagini di Valenti hanno causato “un bel po ‘di scalpore”. Gli sforzi di Valenti per scoprire la verità gli valsero il ridicolo dell’FBI e il soprannome di “Sgt. Martian”. Il figlio di otto anni, Jim Jr., era un testimone oculare della crescente ossessione del padre.
Nel 1972, Valenti incontrò Everett Hubble. Valenti apprese che la moglie di Hubble fu uccisa nello stesso modo di Atherton; l’assassino non lascia segni se non una mano d’argento. Hubble convinse Valenti che l’assassino si era camuffato da vagabondo, e i due uomini rintracciarono dentro a un silos questo personaggio sospetto. Hubble sparò al vagabondo, ma Valenti cadde in disgrazia perdendo il lavoro come sceriffo e iniziando una lenta discesa nella demenza.

Jim Valenti, Jr. alla fine fu costretto a mettere suo padre in una casa di cura, dove le sue visite sono diventate sempre meno frequenti. Fonte .
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Otto Binder, dal 1941 al 1953, scrisse 986 di 1743 storie Marvel. Ha scritto Liquidation of the UFO Investigators del 1971. Binder fu uno dei primi scrittori a notare il significato del 24 giugno. Binder, egli stesso, morì il 13 ottobre 1974, lo stesso giorno in cui morì anche il personaggio televisivo americano Ed Sullivan.
Ecco la mia lista di alcuni decessi UFO allineati negli ultimi 24 giugno:
(1) 24 o 23 giugno (c’è qualche disputa), 1964, muore Frank Scully, 72 anni, autrice di uno dei primi libri sui “dischi cadenti” , Behind the Flying Saucers (1950).
(2 e 3) 24 giugno 1967, due contattati UFO britannici, Ernest Arthur Bryant, un contattore, e Richard Church, autore e presidente di CIGIUFO, muoiono.
(4) Il 23 giugno (USA) o 24 (Regno Unito) del 1967 muore Frank Edwards, 55 anni, autore popolare di UFO e personalità radiofonica negli anni ’50, anticipando Arthur Bryant di qualche ora. Infatti, Edwards scompare poco prima della mezzanotte del 23, che sarebbe stata la mattina del 24 giugno nel Regno Unito, quindi la stessa data della morte di Ernest Arthur Bryant. James Moseley stordisce i delegati riuniti per il Congresso degli Ufologi del 1967 all’Hotel Commodore di New York il 24 giugno, con la notizia della morte improvvisa di Frank Edwards.
(5) Il 24 giugno 1969 muore Willy Ley, 62 anni, scienziato missilistico e autore stile Charles Fort. Willy Ley fu uno dei primi stimati scienziati moderni a tentare di rispondere alla domanda su cosa sia un disco volante. Nel 1952, fu uno dei primi, se non il primo, a dire che l’85% degli avvistamenti UFO sono non identificati, lasciando l’altro 15% aperto a nozioni di “viaggi interplanetari”, di cui iniziò a scrivere nel 1926.
(6) 24 giugno 1978 muore Robert Charroux, 69 anni il famoso nome de plume di Robert Joseph Grugeau. Charroux era un autore francese noto per le sue teorie sugli antichi astronauti e scritti su altri argomenti alla Charles Fort, in libri come Masters Of The World: Groundbreaking New Revelations About The Ancient Astronauts (1979).

(7) Il 24 giugno 1987 muore Jackie Gleason all’età di 71 anni, l’attore che fu uno dei primi sostenitori della ricerca sui dischi volanti. Il noto interesse di Gleason per gli UFO avrebbe spinto il presidente Richard Nixon a condividere alcune informazioni con lui ea rivelare pubblicamente certi dati sugli UFO.

(8) Il 24 giugno 2006 muore Lyle Stuart, 83 anni, l’editore rinnegato che nel 1959 pubblicò Stranger than Science dello scrittore anomalo Frank Edwards, un libro alla Charles Fort pieno di informazioni sull’ufologia e altri racconti inspiegabili.
(9) Il 24 giugno 2013, James Martin, 79 anni, un ex scienziato missilistico, scienziato informatico e autore di After the Internet: Alien Intelligence (2000), venne trovato a galleggiare morto sulle acque al largo dell’isola di Agar. Il dottor Martin acquistòl’isola di Agar nel 1977 e fece la sua casa a Bermuda dove il miliardario mantenne sempre un profilo regolarmente basso.
(10) Il 24 giugno 2013, Alan Myers, 58 anni, il più importante batterista (1976-1987) della band Devo, muore di cancro allo stomaco a Los Angeles. I Devo facevano musica punk, art rock, post-punk e new wave, eseguendo anche spettacoli teatrali in cui mescolavano temi kitsch di fantascienza, umorismo surrealista e satira sul moralismo. I Devo erano soliti registrare presso i propri UFO Studios. Di più
e
(11) 24 giugno 2015 muor Mario Biaggi, 97 anni, un ex membro del Congresso del Bronx coinvolto nel movimento di “rivelazione UFO”. Una volta venne raffigurato sulla copertina del n°4 di Ideal’sUFO Magazine del dicembre 1978. Nel periodico apparve l’intervista a Mario Biaggi intitolata There Is A UFO Cover-Up By the Government. L’immagine di copertina mostrava Biaggi assieme all’allora presidente Carter. Di più
(12) Il 24 giugno 2017 muore Loren Janes, 85 anni, un leggendario stuntman e coordinatore degli stunt. Fu coinvolto in alcuni intriganti film relativi agli UFO.
Loren Janes (conosciuto anche come Loren James) fu coordinatore degli stunt di sicurezza per il film cult ufologico, Repo Man , che ha la sua giusta dose di battute di UFO su dischi volanti, giochi di nomi, “Men in Black” e teorici della cospirazione. Era in ” Ritorno al futuro” (1985), per le sue acrobazie, e nella “storia degli UFO” di Steven Spielberg in 1941 (1979).
(13) 24 giugno 2018, Stanley Anderson, 78. Vedi sopra.
Dan Ingram
La voce della radio di New York, Dan Ingram, 83 anni, è morto il 24 giugno 2018.

Mentre gli UFO spazzavano i cieli, Ingram era al microfono WABC di New York il 9 novembre 1965, quando l’elettricità cominciò a mancare prima del Grande black out del Nord-est. Vennero riportati avvistamenti UFO durante quel black out.
Frank Evans Heart
Muore a 89 anni Frank Evans Heart, ingegnere informatico americano (ha lavorato al primo computer di routing per ARPANET, il predecessore di Internet).
Carlos Lopez, Jr.
Carlos Lopez, Jr. muore per suicidio (arma da fuoco) il 24 giugno 2018. Attore, 2017, American Made (capo della CIA); Attore, 2014, Capitan America: Winter Soldier (membro SWAT) Attore / Sceneggiatore, 2012, PTSD-An American Tragedy . Altri
George Cameron
Il batterista dei Left Banke, Justo George Cameron, 70 anni, è morto il 24 giugno 2018 al Mount Sinai Medical Center di Manhattan dopo una battaglia contro il cancro. Nato a Manhattan il 16 ottobre 1947, George era il figlio del compianto Justo e Dominga (Alvarez) Cameron.

George è stato un membro fondatore della band pop barocca, The Left Banke, che ha guadagnato popolarità alla fine degli anni ’60 per i singoli di successo Walk Away Renee e Pretty Ballerina. Il coinvolgimento di George con la band è rimasto fino alla sua morte, spesso ospitando concerti e tour di reunion, rilasciando ulteriori canzoni e album e esibendosi in molti eventi di beneficenza per bambini in tutta New York City.

Dal brano Walk Away Renee dei The Left Banke:
Testo capito male:
Don’t walk away, Renee 
You won’t see me in my UFO. 
Testo originale:
Just walk away Renee 
You won’t see me follow you back home.
[Temo che qui sopra Loren Coleman abbia un po’ esagerato: vale a dire, Coleman himself ha capito male un pezzetto di una canzone di George Cameron pensando che parlava di UFO quando non era così e per questo motivo ha inserito George Cameron, morto il 24 giugno, tra coloro che hanno avuto a che fare con l’ufologia tutti morti in quella data???]
Dale Arthur “Gabby” Park
Dale Arthur Park è morto il 24 giugno dopo una breve malattia. Dale nacque a Trinidad, in Colorado, il 18 gennaio 1938, a Glen “Tuffy” e Opal McLaughlin Park. Si trasferì a Los Angeles con la sua famiglia allargata quando aveva quattro anni. Dopo che suo nonno morì, Dale traslocò con la nonna nella zona di La Puente e si occupò di lei fino alla sua morte nel 1964. Dale iniziò una carriera come stuntman cinematografico pochi anni dopo. Acquisì pure un abito da gorilla, apparendo come tale in diversi film, TV e spettacoli dal vivo. Nel 1968 Dale sposò Laura (Doolin) Barton, l’ex moglie del suo defunto cugino Jerry Barton. Vivevano in Covina con diversi cani e altri animali. Dale e Laura traslocarono poi nella Victor Valley nel 1997, al fine di avere una proprietà in cui poter tenere i loro cavalli. Dale divenne noto per la sua imitazione del compagno occidentale George “Gabby” Hayes, apparendo come Gabby al Roy Rogers Museum e in molte altre località. Lui e Laura hanno vissuto in Oro Grande dal 1998 in avanti, inclusi due anni nell’ex ranch di Roy Rogers. Dale era membro di lunga data della Victor Church Bible Church dove serviva come anziano e, in alcune occasioni, durante il sermone della domenica. Ha diretto molti servizi di “Cowboy Church” nella zona. Dale è stato anche coinvolto con la Fondazione Happy Trails Children’s. Era un cavaliere compiuto, artista e scrittore. Sua moglie Laura e dal suo figliastro Kelly Barton di Oak Park, in California gli sono sopravvissuti. Il servizio funebre è programmato per le 10:00 il 6 luglio a Desert View Funeral Home, 11478 Amargosa Road, Victorville, CA 92392. Al posto dei fiori, le donazioni possono essere fatte a Victor Valley Bible Church, 16349 Hughes Road, Victorville, CA 92395.
Pubblicato sulla Daily Press il 1 luglio 2018.
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Il 24 giugno e il 2 luglio sono World UFO Day (s), e celebrano la consapevolezza degli oggetti volanti non identificati. Ce ne sono due all’anno: il 24 giugno perché in tale data Kenneth Arnold ebbe il primo avvistamento di “dischi volanti” nel 1947. Il 2 luglio commemora l’incidente UFO a Roswell (NM) del 1947.
John Keel era importante, su tutta la linea. Da Google …
Fenomeno del mercoledì




John Mack, Lawrence d’Arabia e il 27 settembre

25 06 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/06/Mack-9.27.html

Quando sono apparso su The Paracast di Gene Steinberg il 24 giugno 2018, sono stato sfidato dal suo conduttore J. Randall Murphy , un ufologo canadese, per tutto il programma. Mentre stavo parlando della sindrome dell’anniversario e del legame speciale che lega la data del 24 giugno alla morte di diversi ufologi, Murphy ha contestato la data della morte di John Mack dicendo che era semplicemente avvenuta per caso. Sentiva che questo era vero perché era presumibilmente stato un incidente accidentale.

Io, naturalmente, ho detto che era possibile. Dopotutto non avevo parlato della morte di Mack e non ne avevo sostenuto la data  come prova di qualcosa. Ma ero curioso di scavare un po ‘più in profondità per analizzare quale potrebbe essere una visione dietro quello specifico evento della vita di John Mack. Ecco perciò alcuni pensieri sulla questione. È un’esplorazione a flusso di coscienza per collegare alcuni punti. Ma non è una tesi che spiega perché, esattamente, il dottor Mack è morto. In genere mi sento a mio agio nel dire: “Non so quando ho risposto a questo tipo di domande”.

Chi è John Mack? Lo sfondo biografico standard per Mack nota che il suo nome completo era John Edward Mack. Nacque il 4 ottobre 1929 a New York, e morì il 27 settembre 2004 . Era uno psichiatra americano ricercatore dei rapimenti alieni, le cosiddette abduction, scrittore e professore alla Harvard Medical School. Vinse il premio Pulitzer per la sua attività di biografo e fu un importante investigatore dei rapimenti alieni, su cui scrisse diversi libri. Inoltre era un attivista per l’eliminazione delle armi nucleari.

John Mack e Budd Hopkins, altro studioso di rapimenti alieni.

Mack ha scritto diversi libri che rispecchiano i suoi interessi, tra cui

Nightmares and Human Conflict (1970)
Un principe del nostro disordine: la vita di TE Lawrence (1976)
Vivienne: The Life and Suicide of a Adolescent School Girl (1977)
Abduction: Human Encounters with Aliens (1994)
Discussioni sugli alieni: Atti della conferenza di studio sulle abduction tenutasi al MIT Cambridge, MA (1995), e
Passaporto per il cosmo: trasformazione umana e incontri con gli alieni (1999).

Mack era uno studioso di T.E. Lawrence. Il suo libro del 1976, A prince of our disorder  fu uno studio biografico sulla vita dell’ufficiale britannico T.E. Lawrence e nel 1977 vinse  il Premio Pulitzer per le opere biografiche. Tutt’altro che un piccolo onore direi.

Quindi, è o no significativa la data del 27 settembre , in cui Mack morì?
Il libro che ha lanciato la leggenda di T.E. Lawrence è stato Seven Pillars of Wisdom ed è il racconto autobiografico delle esperienze del soldato britannico T.E. Lawrence (soprannominato “Lawrence d’Arabia”), mentre si trovava in servizio come ufficiale di collegamento con le forze ribelli durante la rivolta araba contro i turchi ottomani dal 1916 al 1918. Si ritiene che sia stato pubblicato per la prima volta nel dicembre del 1926, in Inghilterra.
T.E. Lawrence ha registrato quanto segue sulle sue esperienze, su ciò che accredita come una data che lo ha influenzato molto:
Lawrence descrive uno degli episodi più controversi della sua esperienza nel deserto. Il 27 settembre 1918 lui e la sua forza militare araba erano alla ricerca di una colonna turca in ritirata che contava circa 2000 soldati. Giungendo nel villaggio di Tafas, a sud della città di Damasco, si sono trovati di fronte alle terrificanti conseguenze della furia turca che attraversava il villaggio. Corpi mutilati di donne e bambini giacevano tra le rovine fumanti. Mentre il naufrago Lawrence osservava la sparpagliata colonna turca sparire all’orizzonte, diede l’ordine: “non fate prigionieri”.
Descrive la carneficina, quindi termina con:
Con il mio ordine non abbiamo preso prigionieri, per l’unica volta nella nostra guerra.
In Seven Pillars of Wisdom , Lawrence scrisse questo a proposito del 27 settembre 1918 :
“In una follia nata dall’orrore di Tafas, abbiamo ucciso e ucciso, persino soffiando nelle teste dei caduti e degli animali, come se la loro morte e il loro sangue che scorreva potesse placare la nostra agonia”.

T.E. Lawrence e Lorren Thomas, 1918.

Il primo avventuriero dei media Lowell Thomas introdusse al pubblico londinese With Allenby in Palestine e Lawrence in Arabia, come annunciato tramite una pubblicità sul The London Times , il 27 settembre 1919.

Peter ‘O Toole interpreta il protagonista nel film Lawrence d’Arabia del 1962.

Dopo la pubblicazione dell’edizione per gli abbonati del 1926, Lawrence dichiarò che nessun altro numero di Seven Pillarsof Wisdom sarebbe stato pubblicato durante la sua vita. Lawrence fu ucciso in un incidente motociclistico nel maggio 1935, all’età di 46 anni.

Con grande clamore, il New York Times  il 27 agosto 1935 annunciò che la prima edizione americana di Seven Pillars of Wisdom dalla morte di TE Lawrence sarebbe stata pubblicata il 27 settembre 1935.

Lunedì 27 settembre 2004 mentre mi trovavo a Londra per tenere una conferenza sponsorizzata dalla T.E. Lawrence Society , il dottor Mack venne ucciso da un guidatore ubriaco diretto a ovest sulla Totteridge Lane. Mack stava tornando a casa da solo, dopo una cena con gli amici, quando venne investito alle 23:25 vicino all’incrocio tra Totteridge Lane e Longland Drive. Mack perdette conoscenza sulla scena dell’incidente e fu dichiarato morto poco dopo. L’autista venne arrestato sulla scena dell’incidente e in seguito subì la denuncia per guida distratta sotto l’influenza dell’alcool.

John Mack si trovava effettivamente a Londra e non stava tenendo lezioni sugli alieni, bensì un discorso su T.E. Lawrence. Forse era consapevole dell’importanza del 27 settembre nella biografia di Lawrence? Dopotutto, Mack fu biografo di Lawrence. Doveva sapere del massacro di Tafas.
Come osserva l’ autore Nick Redfern nel ridimensionare (“debunkare”) le teorie del complotto sull’incidente di Mack come omicidio, Mack “era uno speaker pomeridiano al T.E. Lawrence Society Symposium.” La presentazione di Mack fu molto ben accolta, tanto che gli fu poi chiesto di dare una presentazione serale aggiuntiva. Seguì una cena e più tardi, quella notte, mentre Mack si dirigeva verso l’abitazione che lo ospitava a Londra, fu colpito da un’auto e ucciso su un passaggio pedonale.
Come continua Nick:
C’è un altra questione che può avere rilevanza, e a cui mi posso riferire. Era settembre. Era notte. Era Londra. Era oberato d’impegni. E John Mack era un americano in Inghilterra. Sono un inglese che vive in America. Quando mi sono trasferito negli Stati Uniti, quindici anni fa, due delle primissime cose che dovevo fare erano (a) imparare a guidare sul lato opposto della strada; e (b) fare un test di guida negli Stati Uniti. Per coloro che potrebbero non esserne a conoscenza, mentre negli Stati Uniti guidano a destra, nel Regno Unito guidiamo a sinistra.

In realtà abituarmi a guidare a destra non fu la grande sfida che pensavo potesse essere. Anche dopo aver da sempre guidato a sinistra dall’età di 17 anni. In effetti, fu sorprendentemente facile. Tuttavia, c’era una cosa che c’ha messo un po ‘a scrollarsi di dosso. Era l’istinto di guardare nella “direzione del Regno Unito” per il traffico in arrivo. E particolarmente così quando attraversai le strade nella piccola città degli Stati Uniti in cui ho vissuto per la prima volta: Littlefield nel Texas. Poiché nel Regno Unito guidiamo a sinistra, significa che dovete guardare a destra per vedere il traffico in arrivo. Ed è l’esatto opposto negli Stati Uniti: il traffico vi arriva a destra, quindi dovete girare la testa a sinistra per vederlo avvicinarsi.

Il Dr. John Mack aveva 74 anni e viveva a Cambridge, nel Massachusetts. Si trovava a Londra il 27 settembre 2004 a parlare di Lawrence D’Arabia: una data così importante per T.E. Lawrence in cui  il 27 settembre 1918 (“non fate prigionieri”) in pratica ordinò degli omicidi e nella stessa data del 27 settembre venne pubblicata l’edizione americana del libro di T.E. Lawrence, subito dopo la sua morte nel 1935.
Solo negli ultimi anni le strade di Londra sono state contrassegnate in un certo modo per evitare incidenti. Troppo tardi per John Mack?




Zazous

21 04 2018

Qualche tempo fa avevo intenzione di fare un post di sole immagini, dedicato a un argomento su cui ero ancora incerto, o forse su nessun argomento in particolare.
Penso che in futuro riprenderò questa idea, so che sono un bel po’ le idee per il blog che ho in sospeso le quali poi magari vedono la luce dopo tanto tempo da quando queste idee mi sono venute per la prima volta in mente.
Tra le immagini che volevo inserire nel post ci sarebbe stata la seguente:

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Una foto ambientata durante le distruzioni belliche nella “brutta stagione” degli anni Quaranta del XX secolo. La ragazza in primo piano ha un atteggiamento, un modo di vestire, uno “spirito” che a me ricorda atteggiamenti e modi di vestire tipici dei ragazzi d’oggi, i quali sono cresciuti in un altra “brutta stagione”, con manifestazioni diverse ma con lo  stesso senso. Così, più o meno, sarebbe stato ciò che avrei scritto in quel post di sole immagini a cui pensavo.

Forse quella ragazza nella foto potrebbe essere dello stesso “spirito” delle ragazze di oggi che compaiono nel seguente video:

E quando ho letto il seguente pezzo tratto dal romanzo “La pelle” di Curzio Malaparte, mi si sono drizzate le antenne perché in esso viene proprio descritto il futuro quando compare una primissima volta nel passato e ovviamente non viene riconosciuto, non viene visto per come sarà visto solo successivamente, una volta che si sarà manifestato a maggiore magnitudine: è straordinario vedere spuntare uno scritto come questo in un libro dove sono ancora forti, invece, i riferimenti tardo ottocenteschi e primo novecenteschi alla Patria, alle divise, agli stivali e alle decorazioni, alle gerarchie militari descritte con tanta importanza e onore, al culto dei morti e della guerra: tutti elementi che “facevano mondo” (soprattutto in Europa) negli anni Dieci, Venti, Trenta del XX secolo e ancora negli Quaranta anche se in questo ultimo decennio erano appunto in via di distruzione, violentemente bellica come sappiamo.
E in mezzo a tutta questa distruzione, comparivano queste  manifestazioni fetali di un futuro allora ancora lontano, per certi versi anche più di trent’anni.

Ecco il testo tratto dal romanzo “La pelle”:

A un certo punto Georges si mise a parlare degli zazous di Parigi.
<<What?>> disse Jack.
Dapprima ridendo dell’ingenua ignoranza di Jack, e a poco a poco oscurandosi in viso, Georges disse che gli zazous erano giovani eccentrici tra i diciassette e i venti anni, vestiti in modo strano, con scarpe da golf, calzoni attillati e rimboccati fino a metà degli stinchi, giacca molto lunga, spesso di velluto e una camicia dal colletto alto e stretto. Portavano, disse, i capelli lunghi e piatti fin nel collo, sulla fronte e le tempie pettinati in un modo che ricordava la pettinatura di Maria Antonietta.
Gli zazous avevano cominciato ad apparire qua e là per Parigi verso la fine del 1940, più numerosi nel quartiere detto della Muette, nei pressi della piazza Victor Hugo (in un bar di quella piazza avevano infatti il loro quartiere generale), spargendosi poi a poco a poco, in folti gruppi, sulla Rive Gauche: ma i loro quartieri preferiti rimasero quelli eleganti della Muette e deu Champs Elysées.
Appartenevano di regola a famiglie della borghesia agiata, e parevano staccati dalle preoccupazioni di varia natura che angustiavano, in quel tempo, l’animo dei francesi. Non mostravano interesse particolare né per l’arte, né per la letteratura, né per lo sport, e meno che mai per la politica, se tuttavia si può dar questo nome alla sudicia politica di quegli anni. Per tutto ciò che la parola flirt esprime, o sottintende, affettavano indifferenza, benché andassero di solito accompagnati, o, per meglio dire, seguiti, dalle zazous femmine, anch’esse di giovanissima età, e vestite anch’esse in modo eccentrico, con una maglia lunga fino al pube e una gonnella corta fin sopra il ginocchio. Non parlavano mai, in pubblico, ad alta voce, ma sempre con voce sommessa, quasi si parlassero all’orecchio, e sempre di cinematografo: non, tuttavia, di attori e di attrici, ma di registi e di film. Passavano i loro pomeriggi nei cinema, e nelle sale buie non si udiva che il loro parlottare sommesso, quel loro chiamarsi l’un l’altro con brevi gridi gutturali.
Che qualcosa di poco chiaro fosse in loro, nei loro segreti conciliaboli e misteriosi andirivieni, potrebb’essere provato dal fatto che, spesso, la polizia invadeva i loro ritrovi abituali. <<Allez, allez travailler, le fils à papà>> dicevano bonariamente i flics spingendo gli zazous. Non si può dire se, in quanto alla polizia francese, si trattasse d’ingenuità o di tacita complicità: ma era noto a tutti che gli zazous si proclamavano, sia pur sommessamente, gaullisti [cioè stavano dalla parte del generale Charles De Gaulle a capo del governo francese in esilio]. Con l’andar del tempo, molti zazous si diedero a piccoli traffici, specie al mercato nero delle sigarette americane e inglesi. E verso la fine del 1942 avveniva di frequente che la polizia riuscisse a sequestrare, nelle tasche degli zazous, non solo pacchetti di Camel e di Players, ma manifestini di propaganda gaullista stampati in Inghilterra. dicevano alcuni: e questo era anche il parere della polizia francese, che non voleva noie.
Che dietro le spalle degli zazous vi fosse, o no, il famoso Generale americano Donovan, non era facile, allora stabilire: oggi non è più possibile alcun dubbio. Gli zazous formavano un réseau in stretto contatto con l’Intelligence americana e inglese. Ma, allora, gli zazous apparivano, agli occhi dei parigini, nient’altro che giovani eccentrici, che avevano, per naturale reazione alla severità della vita in quegli anni, lanciato una moda facile e divertente, e ai quali si poteva tutt’al più rimproverare di recitar la parte di lions e di dandies, indifferenti così ai patimenti e alle angosce comuni, come alla superbia e alla brutalità dei tedeschi, in una società borghese impaurita, avvilita, e di null’altro desiderosa che di non avere noie né con i tedeschi né con gli Alleati, ma più con quelli che con questi. In quanto ai costumi degli zazous, non si poteva dir niente di preciso e, sopra tutto, nulla di male.

Anche il seguente articolo di Stephanie Buck (https://timeline.com/zazou-france-world-war-ii-9f26b36e0ee3):

Zazous: cosa significava una cultura punk in piena Seconda Guerra Mondiale in Francia

Capelli lunghi, vestiti larghi, occhiali da sole, stile cinico e nichilista.

Perché sono sempre gli squilibrati dai capelli lunghi a causare problemi?

Bene, per gli zazous, una sottocultura giovanile ribelle nella Francia della Seconda Guerra Mondiale, i capelli lunghi furono una forma letterale di protesta.
Un decreto del governo del 1942 chiese che tutti i barbieri raccogliessero e donassero i capelli allo sforzo bellico, per essere trasformati in pantofole e maglioni. Gli zazou ribelli si rifiutarono e allungarono ulteriormente i loro capelli.

Durante quegli anni, il regime conservatore di Vichy e il suo primo ministro Philippe Pétain stavano collaborando con i nazisti occupanti per imprimere severe leggi sulla moralità su una popolazione giovanile ritenuta pigra e dissidente.

In segno di protesta contro l’ideologia di Vichy e l’austerità forzata, gli zazous sfidarono l’immagine del cittadino francese obbediente alle regole e omogeneizzato. Quando il governo impose i razionamenti della stoffa, gli zazous uomini si misero a indossare giacche lunghe e gonfie al ginocchio, pantaloni raccolti e baffetti minuscoli. Portavano ombrelli “Chamberlain” anche nei giorni di sole, una parodia dello stile inglese. Le zazous donne indossavano giacche con spalle larghe, gonne corte, rossetto audace e capelli sbiancati alla Hollywood.

Come i loro omologhi swing kids in Germania, gli zazous furono proiettati sulla scena jazz, che aveva avuto origine nella comunità afro-americana e si diffuse poi in tutto il mondo intorno alla metà del secolo [XX]. In effetti, il termine “zazous” probabilmente prende il nome da una canzone chiamata “Zah Zuh Zahby” di Cab Calloway, un musicista jazz di Harlem. Oltre ai jazz club e ai cinema, gli zazous frequentavano due caffè principali a Parigi, il Pam Pam cafe sugli Champs-Élysées e il Boul’Mich sul Boulevard Saint-Michel. Gli zazous avevano l’abitudine di bere succo di frutta o birra con un bicchierino di sciroppo di granatina, ed erano abituali consumatori di insalata di carote grattugiate.

L’abbigliamento di Cab Calloway, che influenzò l’estetica zazou.

“Essere uno zazou voleva dire avere tempo, tempo libero e denaro da spendere per [questo tipo di protesta]”, dice Sarah Fishman, decano associato di studi universitari all’Università di Houston. Gli zazous erano in genere istruiti, benestanti e di età compresa tra i 17 ei 20 anni.

Eppure gli zazous erano i più visibili, i più marchiati dal loro dispiacere. Quando gli ebrei furono costretti a esporre la stella gialla sui vestiti, alcuni zazous indossarono pure loro la stella gialla, disegnata con la parola “zazou”. Il 27 marzo 1942 fu il giorno in cui il primo treno di ebrei lasciò Parigi per Auschwitz, e anche il giorno del “decreto del barbiere”.
Il giornale Cri du Peuple pubblicò un disegno di un membro dell’organizzazione giovanile di Vichy che tagliava con forza i capelli di uno zazou. I giovani sgherri del regime cominciarono a radunare gli “zazzerosi” dai loro caffè e cinema e a picchiarli per strada.

“Fecero impazzire i funzionari, che odiarono questo fenomeno “, afferma Fishman.
Il quotidiano collaborazionista La Gerbe proclamò il 25 giugno 1942: “Stiamo avendo grandi difficoltà ad eliminare il veleno dell’Americanismo. È entrato nei nostri costumi, ha impregnato la nostra civiltà. Dobbiamo dedicare i nostri massimi sforzi contro queste trasgressioni del gusto e portamento: il declino delle facoltà critiche, le follie del jazz e dello swing negro, il contagio della nostra gioventù da parte dei cocktail party americani. ”

Nel luglio del 1942, i funzionari francesi organizzarono allora l’espulsione più aggressiva, saccheggiando i caffè per raccoglierli e mandarli nei campi di lavoro delle campagne. Un altro giornale simpatizzante del regime di Vichy, Gringoire, celebrò il fatto che la polizia aveva calpestato “i bambini pervertiti e le bambine oziose che infestano i caffè e le brasserie degli Champs-Élysées e del quartiere latino i quali hanno adottato lo slogan: “uno swing francese in un’Europa zazou”.

Come veniva visto uno zazou su una pagina di Gringoire, un giornale pro-regime di Vichy.

Mentre gli zazous fuggivano sottoterra, la tradizione che li riguardava non fece che crescere. Dopotutto, era difficile per le autorità distinguere tra una rivolta politica e una mera tendenza commerciale. È in parte il motivo per cui lo show business amò il messaggio sovversivo del gruppo. Il cantante Andrex pubblicò “Y’a des zazous” nel 1944:

Jusqu’ici sur terre un homme pouvait être
Blanc ou noir, ou rouge, ou jaune et puis c’est tout
Mais une autre race est en train d’apparaître
C’est les Zazous, c’est les Zazous
Un faux col qui monte jusqu’aux amygdales
Avec un veston qui descend jusqu’aux genoux
Les cheveux coupés jusqu’à l’épine dorsale
Voila le Zazou, voila le Zazou. (https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=39782)

Fino ad oggi un uomo poteva essere nero o bianco o giallo o rosso e basta,
Ma è nata una nuova razza, sono i zazous.
Un falso colletto fino alle mascelle con una giacca fino alle ginocchia,
Capelli lunghi,
Quello è lo zazou, quello è lo zazou.
Ci sono zazous nel mio quartiere
Sono là in mezzo anch’io
E uno di questi giorni,
Sarete tutti zazous come loro,
Perché lo zazou è contagioso.

È difficile poter dire [con certezza] quando la cultura zazou si è veramente estinta, ma gli storici stimano che l’estinzione sia iniziata quando la Germania ha imposto il lavoro forzato in Francia tra il 1942 e il 1943. […]

Sebbene il movimento zazou si sia alla fine dissipato, ha contribuito a stabilire quale potrebbe essere la controcultura dei giovani: fanatici alla moda con un messaggio.