Zazous

21 04 2018

Qualche tempo fa avevo intenzione di fare un post di sole immagini, dedicato a un argomento su cui ero ancora incerto, o forse su nessun argomento in particolare.
Penso che in futuro riprenderò questa idea, so che sono un bel po’ le idee per il blog che ho in sospeso le quali poi magari vedono la luce dopo tanto tempo da quando queste idee mi sono venute per la prima volta in mente.
Tra le immagini che volevo inserire nel post ci sarebbe stata la seguente:

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Una foto ambientata durante le distruzioni belliche nella “brutta stagione” degli anni Quaranta del XX secolo. La ragazza in primo piano ha un atteggiamento, un modo di vestire, uno “spirito” che a me ricorda atteggiamenti e modi di vestire tipici dei ragazzi d’oggi, i quali sono cresciuti in un altra “brutta stagione”, con manifestazioni diverse ma con lo  stesso senso. Così, più o meno, sarebbe stato ciò che avrei scritto in quel post di sole immagini a cui pensavo.

Forse quella ragazza nella foto potrebbe essere dello stesso “spirito” delle ragazze di oggi che compaiono nel seguente video:

E quando ho letto il seguente pezzo tratto dal romanzo “La pelle” di Curzio Malaparte, mi si sono drizzate le antenne perché in esso viene proprio descritto il futuro quando compare una primissima volta nel passato e ovviamente non viene riconosciuto, non viene visto per come sarà visto solo successivamente, una volta che si sarà manifestato a maggiore magnitudine: è straordinario vedere spuntare uno scritto come questo in un libro dove sono ancora forti, invece, i riferimenti tardo ottocenteschi e primo novecenteschi alla Patria, alle divise, agli stivali e alle decorazioni, alle gerarchie militari descritte con tanta importanza e onore, al culto dei morti e della guerra: tutti elementi che “facevano mondo” (soprattutto in Europa) negli anni Dieci, Venti, Trenta del XX secolo e ancora negli Quaranta anche se in questo ultimo decennio erano appunto in via di distruzione, violentemente bellica come sappiamo.
E in mezzo a tutta questa distruzione, comparivano queste  manifestazioni fetali di un futuro allora ancora lontano, per certi versi anche più di trent’anni.

Ecco il testo tratto dal romanzo “La pelle”:

A un certo punto Georges si mise a parlare degli zazous di Parigi.
<<What?>> disse Jack.
Dapprima ridendo dell’ingenua ignoranza di Jack, e a poco a poco oscurandosi in viso, Georges disse che gli zazous erano giovani eccentrici tra i diciassette e i venti anni, vestiti in modo strano, con scarpe da golf, calzoni attillati e rimboccati fino a metà degli stinchi, giacca molto lunga, spesso di velluto e una camicia dal colletto alto e stretto. Portavano, disse, i capelli lunghi e piatti fin nel collo, sulla fronte e le tempie pettinati in un modo che ricordava la pettinatura di Maria Antonietta.
Gli zazous avevano cominciato ad apparire qua e là per Parigi verso la fine del 1940, più numerosi nel quartiere detto della Muette, nei pressi della piazza Victor Hugo (in un bar di quella piazza avevano infatti il loro quartiere generale), spargendosi poi a poco a poco, in folti gruppi, sulla Rive Gauche: ma i loro quartieri preferiti rimasero quelli eleganti della Muette e deu Champs Elysées.
Appartenevano di regola a famiglie della borghesia agiata, e parevano staccati dalle preoccupazioni di varia natura che angustiavano, in quel tempo, l’animo dei francesi. Non mostravano interesse particolare né per l’arte, né per la letteratura, né per lo sport, e meno che mai per la politica, se tuttavia si può dar questo nome alla sudicia politica di quegli anni. Per tutto ciò che la parola flirt esprime, o sottintende, affettavano indifferenza, benché andassero di solito accompagnati, o, per meglio dire, seguiti, dalle zazous femmine, anch’esse di giovanissima età, e vestite anch’esse in modo eccentrico, con una maglia lunga fino al pube e una gonnella corta fin sopra il ginocchio. Non parlavano mai, in pubblico, ad alta voce, ma sempre con voce sommessa, quasi si parlassero all’orecchio, e sempre di cinematografo: non, tuttavia, di attori e di attrici, ma di registi e di film. Passavano i loro pomeriggi nei cinema, e nelle sale buie non si udiva che il loro parlottare sommesso, quel loro chiamarsi l’un l’altro con brevi gridi gutturali.
Che qualcosa di poco chiaro fosse in loro, nei loro segreti conciliaboli e misteriosi andirivieni, potrebb’essere provato dal fatto che, spesso, la polizia invadeva i loro ritrovi abituali. <<Allez, allez travailler, le fils à papà>> dicevano bonariamente i flics spingendo gli zazous. Non si può dire se, in quanto alla polizia francese, si trattasse d’ingenuità o di tacita complicità: ma era noto a tutti che gli zazous si proclamavano, sia pur sommessamente, gaullisti [cioè stavano dalla parte del generale Charles De Gaulle a capo del governo francese in esilio]. Con l’andar del tempo, molti zazous si diedero a piccoli traffici, specie al mercato nero delle sigarette americane e inglesi. E verso la fine del 1942 avveniva di frequente che la polizia riuscisse a sequestrare, nelle tasche degli zazous, non solo pacchetti di Camel e di Players, ma manifestini di propaganda gaullista stampati in Inghilterra. dicevano alcuni: e questo era anche il parere della polizia francese, che non voleva noie.
Che dietro le spalle degli zazous vi fosse, o no, il famoso Generale americano Donovan, non era facile, allora stabilire: oggi non è più possibile alcun dubbio. Gli zazous formavano un réseau in stretto contatto con l’Intelligence americana e inglese. Ma, allora, gli zazous apparivano, agli occhi dei parigini, nient’altro che giovani eccentrici, che avevano, per naturale reazione alla severità della vita in quegli anni, lanciato una moda facile e divertente, e ai quali si poteva tutt’al più rimproverare di recitar la parte di lions e di dandies, indifferenti così ai patimenti e alle angosce comuni, come alla superbia e alla brutalità dei tedeschi, in una società borghese impaurita, avvilita, e di null’altro desiderosa che di non avere noie né con i tedeschi né con gli Alleati, ma più con quelli che con questi. In quanto ai costumi degli zazous, non si poteva dir niente di preciso e, sopra tutto, nulla di male.

Anche il seguente articolo di Stephanie Buck (https://timeline.com/zazou-france-world-war-ii-9f26b36e0ee3):

Zazous: cosa significava una cultura punk in piena Seconda Guerra Mondiale in Francia

Capelli lunghi, vestiti larghi, occhiali da sole, stile cinico e nichilista.

Perché sono sempre gli squilibrati dai capelli lunghi a causare problemi?

Bene, per gli zazous, una sottocultura giovanile ribelle nella Francia della Seconda Guerra Mondiale, i capelli lunghi furono una forma letterale di protesta.
Un decreto del governo del 1942 chiese che tutti i barbieri raccogliessero e donassero i capelli allo sforzo bellico, per essere trasformati in pantofole e maglioni. Gli zazou ribelli si rifiutarono e allungarono ulteriormente i loro capelli.

Durante quegli anni, il regime conservatore di Vichy e il suo primo ministro Philippe Pétain stavano collaborando con i nazisti occupanti per imprimere severe leggi sulla moralità su una popolazione giovanile ritenuta pigra e dissidente.

In segno di protesta contro l’ideologia di Vichy e l’austerità forzata, gli zazous sfidarono l’immagine del cittadino francese obbediente alle regole e omogeneizzato. Quando il governo impose i razionamenti della stoffa, gli zazous uomini si misero a indossare giacche lunghe e gonfie al ginocchio, pantaloni raccolti e baffetti minuscoli. Portavano ombrelli “Chamberlain” anche nei giorni di sole, una parodia dello stile inglese. Le zazous donne indossavano giacche con spalle larghe, gonne corte, rossetto audace e capelli sbiancati alla Hollywood.

Come i loro omologhi swing kids in Germania, gli zazous furono proiettati sulla scena jazz, che aveva avuto origine nella comunità afro-americana e si diffuse poi in tutto il mondo intorno alla metà del secolo [XX]. In effetti, il termine “zazous” probabilmente prende il nome da una canzone chiamata “Zah Zuh Zahby” di Cab Calloway, un musicista jazz di Harlem. Oltre ai jazz club e ai cinema, gli zazous frequentavano due caffè principali a Parigi, il Pam Pam cafe sugli Champs-Élysées e il Boul’Mich sul Boulevard Saint-Michel. Gli zazous avevano l’abitudine di bere succo di frutta o birra con un bicchierino di sciroppo di granatina, ed erano abituali consumatori di insalata di carote grattugiate.

L’abbigliamento di Cab Calloway, che influenzò l’estetica zazou.

“Essere uno zazou voleva dire avere tempo, tempo libero e denaro da spendere per [questo tipo di protesta]”, dice Sarah Fishman, decano associato di studi universitari all’Università di Houston. Gli zazous erano in genere istruiti, benestanti e di età compresa tra i 17 ei 20 anni.

Eppure gli zazous erano i più visibili, i più marchiati dal loro dispiacere. Quando gli ebrei furono costretti a esporre la stella gialla sui vestiti, alcuni zazous indossarono pure loro la stella gialla, disegnata con la parola “zazou”. Il 27 marzo 1942 fu il giorno in cui il primo treno di ebrei lasciò Parigi per Auschwitz, e anche il giorno del “decreto del barbiere”.
Il giornale Cri du Peuple pubblicò un disegno di un membro dell’organizzazione giovanile di Vichy che tagliava con forza i capelli di uno zazou. I giovani sgherri del regime cominciarono a radunare gli “zazzerosi” dai loro caffè e cinema e a picchiarli per strada.

“Fecero impazzire i funzionari, che odiarono questo fenomeno “, afferma Fishman.
Il quotidiano collaborazionista La Gerbe proclamò il 25 giugno 1942: “Stiamo avendo grandi difficoltà ad eliminare il veleno dell’Americanismo. È entrato nei nostri costumi, ha impregnato la nostra civiltà. Dobbiamo dedicare i nostri massimi sforzi contro queste trasgressioni del gusto e portamento: il declino delle facoltà critiche, le follie del jazz e dello swing negro, il contagio della nostra gioventù da parte dei cocktail party americani. ”

Nel luglio del 1942, i funzionari francesi organizzarono allora l’espulsione più aggressiva, saccheggiando i caffè per raccoglierli e mandarli nei campi di lavoro delle campagne. Un altro giornale simpatizzante del regime di Vichy, Gringoire, celebrò il fatto che la polizia aveva calpestato “i bambini pervertiti e le bambine oziose che infestano i caffè e le brasserie degli Champs-Élysées e del quartiere latino i quali hanno adottato lo slogan: “uno swing francese in un’Europa zazou”.

Come veniva visto uno zazou su una pagina di Gringoire, un giornale pro-regime di Vichy.

Mentre gli zazous fuggivano sottoterra, la tradizione che li riguardava non fece che crescere. Dopotutto, era difficile per le autorità distinguere tra una rivolta politica e una mera tendenza commerciale. È in parte il motivo per cui lo show business amò il messaggio sovversivo del gruppo. Il cantante Andrex pubblicò “Y’a des zazous” nel 1944:

Jusqu’ici sur terre un homme pouvait être
Blanc ou noir, ou rouge, ou jaune et puis c’est tout
Mais une autre race est en train d’apparaître
C’est les Zazous, c’est les Zazous
Un faux col qui monte jusqu’aux amygdales
Avec un veston qui descend jusqu’aux genoux
Les cheveux coupés jusqu’à l’épine dorsale
Voila le Zazou, voila le Zazou. (https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=39782)

Fino ad oggi un uomo poteva essere nero o bianco o giallo o rosso e basta,
Ma è nata una nuova razza, sono i zazous.
Un falso colletto fino alle mascelle con una giacca fino alle ginocchia,
Capelli lunghi,
Quello è lo zazou, quello è lo zazou.
Ci sono zazous nel mio quartiere
Sono là in mezzo anch’io
E uno di questi giorni,
Sarete tutti zazous come loro,
Perché lo zazou è contagioso.

È difficile poter dire [con certezza] quando la cultura zazou si è veramente estinta, ma gli storici stimano che l’estinzione sia iniziata quando la Germania ha imposto il lavoro forzato in Francia tra il 1942 e il 1943. […]

Sebbene il movimento zazou si sia alla fine dissipato, ha contribuito a stabilire quale potrebbe essere la controcultura dei giovani: fanatici alla moda con un messaggio.

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Mie impressioni sulla leggenda della morte di Paul McCartney nel 1966

27 03 2018

Il qui presente testo è un post sviluppato finalmente dopo sei anni. Proprio ora, evidentemente, era venuto il momento di ampliarlo e postarlo.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/06/19/il-compleanno-di-paul-mccartney-oggi/

Era il 1992. Leggevo un fumetto fantascientifico. Su due numeri di questo fumetto, prima dell’inizio dell’episodio, vi fu una specie di articolo o editoriale in due puntate dedicato a una questione di cui prima di allora in vita mia non avevo mai sentito parlare, anche perché, tra l’altro, allora in Italia era conosciuta da pochissimi. Si trattava di una faccenda inerente il gruppo musicale The Beatles in generale e uno dei componenti del gruppo in particolare: Paul McCartney.
Secondo questo articoletto, Paul McCartney morì nel novembre 1966 in seguito a un misterioso incidente d’auto e fu rimpiazzato da un sosia, coi connotati facciali modificati chirurgicamente, il quale da allora in poi è sempre stato fatto spacciare a milioni di fan che fosse Paul McCartney quando ciò, a dar retta a questa storia, non corrispondeva a verità.
Gli indizi che mostrerebbero come Paul McCartney si schiantò con la sua macchina, morì e fu sostituito da un sosia all’insaputa del mondo, si troverebbero in tutti gli album successivi al 1966: per esempio un mucchio di dettagli presenti sulle copertine, sulle retro-copertine e negli interni degli album i quali mostrerebbero Paul McCartney in modo volutamente diverso dagli altri componenti della band (per esempio sulla famosissima copertina di “Abbey road” è il solo a piedi nudi), sottolineando appunto il fatto che Paul fosse l’unico morto tra di loro, e non soltanto dettagli sulle foto e illustrazioni negli album ma anche particolari anomali in diversi video e interviste, messaggi ascoltati facendo girare al contrario i dischi (come il famoso “Turn me on dead man” in un brano del “White album”) e strane allusioni negli stessi testi delle canzoni.

Ricordo il piccolo “shock” che mi prese leggendo queste cose. Fu uno shock per modo di dire, naturalmente ma, insomma, una cosa simile riguardante i The Beatles (forse il gruppo musicale più famoso della Storia) e uno dei suoi componenti di punta, mi aveva lasciato con una sensazione di sorpresa e mi aveva affascinato.

Negli anni successivi, ogni tanto mi succedeva di leggere testi riguardanti la morte di McCartney e la sua sostituzione o di vedere filmati che accennavano a questa storia, la quale divenne nota come “leggenda nera della morte di Paul McCartney”, infatti così l’ho sempre considerata, una leggenda appunto. Era qualcosa di molto affascinante, che sorprendeva, ma non ci poteva essere nulla di vero dietro, no?

Fino a che non sono arrivato all’estate dell’anno 2012.
Scoprì che il 15 luglio 2009, l’edizione del mensile “Wired Italia” presentò due professionisti: Gabriella Carlesi (medico legale specializzato in craniometria e odontologia forense) e Francesco Gavazzeni (esperto informatico di ricostruzioni facciali al computer) i quali mostrarono il risultato delle loro ricerche: analizzando accuratamente le immagini dei volti di Paul McCartney di prima del 1966 confrontandole con quelle del Paul McCartney dal 1967 in avanti sono giunti alla conclusione che i due volti non corrispondono, tra essi vi sono sensibili differenze, come se appunto appartenessero a due persone diverse, e si tratta di particolari delle strutture craniche di base riguardanti ossa e cartilagini, quindi non modificabili dalla chirurgia plastica.

Successivamente scoprii nella rete anglofona veramente un mucchio di siti e forum dedicati all’argomento, con un sacco, davvero un sacco di foto (anche immagini ormai  dimenticate) che confrontavano in modo preciso e certosino – con un’attenzione direi chirurgica – le foto del McCartney prima del 1966 con quelle dal 1967 in poi, usando tantissimi confronti, animazioni gif sofisticate, raffronti craniometrici al millimetro, cattura di dettagli mai visti che apparivano o non apparivano solo prima o solo dopo le immagini del Paul del 1966.

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Sarà suggestione, ma dopo un po’ cominciavo in effetti a vedere che il volto del McCartney di prima del novembre ’66 non era lo stesso del McCartney di dopo il novembre ’66. Era una sensazione stranissima e scombussolante quella di assistere a una storia sempre da me creduta una leggenda urbana – una fola, un qualcosa di totalmente inventato, un parto della fantasia di qualche fan un po’ eccentrico – mutarsi in una possibile realtà, suffragata da prove scientifiche addirittura.
I due esperti italiani Carlesi e Gavazzeni avevano cominciato la loro ricerca con l’obiettivo di smontare ogni possibile idea che la leggenda della morte di Paul McCartney avesse dietro qualcosa di vero, dimostrando che quindi si trattava di una bufala come del resto si è sempre creduto, e si erano invece trovati a individuare dettagli i quali sembravano suffragare l’ipotesi che  vi fossero due McCartney, uno vivo e uno…boh.

Addirittura ricordo di aver visto da qualche parte che spuntò persino un altro italiano il quale nel garage possiede l’autovettura su cui McCartney fece l’incidente e che fu in seguito riparata. L’ha fatta analizzare e sono stati trovati al suo interno diversi particolari strani, che potrebbero alludere alla veridicità della leggenda urbana.
Naturalmente, in seguito a tutto ciò, sono spuntati i debunker, coloro che volevano ridimensionare la pretesa che la morte del beatle nel ’66 fosse successa davvero e non fosse solo una fantasia collettiva, portando prove che le cose continuavano a essere come si è sempre pensato che fossero, parliamo dei cosiddetti “difensori della versione ufficiale”, i difensori della “versione comunemente accettata”. In questo caso, i complottisti vengono chiamati i “P.I.D” (“Paul Is Dead”) mentre i debunkers sono i “P.I.A.” (“Paul Is Alive.”)
Ricordo di aver visto un video dei P.I.A. (i quali sono coloro che per esempio invalidano la ricerca dei ricercatori forensi Carlesi e Gavazzeni dicendo che l’analisi su vecchie foto non funziona, è fuorviante) in cui veniva mostrato come un bel po’ di immagini del McCartney post 1966 fossero sovrapponibili al McCartney pre 1966, quindi OK, la storia della morte e sostituzione del beatle continua a essere solo una storia che credono vera solo bambini, creduloni, complottisti e fans eccentrici.
Però ho anche visto dei P.I.D rispondere a ciò mostrando come un mucchio di foto e forse anche video post 1966 fossero stati successivamente “tampered” cioè modificati per far somigliare il McCartney pre 1966 a quello post 1966 (soprannominato “Faul” dai P.I.D., cioè “Falso Paul”.) Tra l’altro, i P.I.D., per rimarcare la differenza tra il Faul vivo e il Paul morto, chiamano quest’ultimo col suo nome completo: James Paul McCartney.

In effetti la memoria collettiva è debole e influenzabile, molte foto davvero originali anteriori al ’66 sono andate al macero, i poster sulle pareti delle camere sono stati presto sostituiti, buttati o comunque dimenticati perché intanto si era smesso di essere fans adolescenti e si era divenuti adulti; i filmati in pellicola sono stati rimpiazzati dai Betamax, Video2000 e VHS prima e dai DVD poi e, se ci fosse davvero una grande cospirazione dietro, non ci si mette nulla a modificare praticamente tutte le immagini prodotte dalla seconda metà degli anni sessanta in avanti che riproducono foto e video di prima del ’66. Col tempo, dunque, le fattezze dei due McCartney si sarebbero mescolate e saremmo stati abituati a vedere le immagini del primo McCartney influenzati dalle immagini del secondo McCartney. E anche le stesse voci, in post-produzione, possono essere rese praticamente identiche attraverso una opportuna iper-tecnologia musicale sicuramente a disposizione degli attori della vicenda (questo se qualche P.I.D. volesse rispondere ai P.I.A. che domandano come sia possibile che il cantante di “Michelle”/”Yesterday” e di “Hey Jude”/”Let it be” siano in realtà due cantanti diversi.)

La craniometra forense Gabriella Carlesi.

Lo so che è impossibile modificare tutte le foto e i filmati anteriori al ’66 ma in quanti hanno mai provato, soprattutto nell’era pre-internet e pre internet 2.0, a mettersi lì a confrontare con attenzione le immagini di Paul di prima del ’66 con quelle di dopo il ’66? Pensando, oltretutto, alla confusione tra immagini modificate e non modificate e all’abitudine, ormai ultra-decennale, di vedere le fattezze del primo Paul attraverso quelle del secondo.
Non voglio dire di stare in tutto e per tutto dalla parte dei P.I.D. contro i P.I.A., voglio conservare un po’ di imparzialità, però è difficile scordare quella mia ricerca durata ore sui forum anglofoni nell’estate 2012, tra una nuotata e l’altra. Non penso di essere stato vittima di qualche colpo di sole se dico che quel viso corto, largo e guanciottoso, quel taglio degli occhi e il naso breve visibili nelle immagini presunte non modificate, collimavano davvero ben poco con quel viso oblungo dalle sopracciglia molto arcuate, il naso lievemente a uncino e altri particolari dell’altra faccia.
La mente mi diceva “dai, è solo una leggenda urbana, com’è possibile” ma gli occhi, sarà stata sicuramente un’illusione, ma gli occhi volevano  proprio mostrarmi i connotati di due volti diversi.
Non penso che i P.I.D. abbiano modificato loro stessi le foto di McCartney prima del 1966 per farle non somiglianti a quelle del McCartney successivo: pretendere ciò sarebbe una specie di assurdo complottismo da parte dei P.I.A., da parte cioè dei debunkers della questione.
Inoltre, se la teoria (anzi, la leggenda!) della morte di McCartney fosse sul serio realtà (o anche se non lo fosse), l’anno in cui essa è o sarebbe avvenuta, il 1966, segna l’inizio di ciò che Mediter di Il mondo simbolico ha chiamato “l’anno 0”, “l’anno dell’inizio della nera notte dell’anima nella pop culture” nella sua serie di articoli del 2013 dedicati allo sconcertante fermento esoterico-musicale di quegli anni dal ’66 in poi.

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte.html

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte_29.html

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/06/charles-manson-e-la-notte-oscura.html

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/06/charles-manson-e-lera-della-notte.html

Guarda un po’ che strano, i The Beatles, l’anno dopo, il 1967, fanno uscire un album “Sgt Pepper and the lonely hearts club band” come se avessero alluso al fatto che al gruppo fosse successo qualcosa di dirompente e avesse cambiato addirittura nome, “Lonely hearts club band”. Oltre all’esoterista-“satanista” Aleister Crowley, sulla copertina abbiamo tantissimi altri personaggi anche se è naturalmente Crowley colui che attira di più l’attenzione di chi guarda, visto che se chi guarda sa anche solo vagamente chi è stato Crowley, si domanda cosa diavolo ci faccia in mezzo a un gruppo musicale pop che fino all’anno prima faceva canzoni per ragazzine.


Sulla copertina si respira proprio un’aria come di “svoltare pagina”, di cambiamento quasi violento, sia di stile, sia di musica, sia di argomenti delle canzoni, sia di struttura dell’album (un album cosiddetto “concept”, cioè con i brani legati da un unico filo conduttore, cosa mai fatta prima dai The Beatles), si vedono i vari componenti del gruppo con delle espressioni stranamente fisse o inebetite, come se fossero reduci da qualcosa che li ha turbati e l’unico che un po’ sorride è proprio Paul (il quale qui, a credere ai P.I.D., sarebbe già Faul cioè il Falso Paul), ma sorride in un modo tirato e posticcio. Inoltre, sulla copertina, compaiono anche i The Beatles della “vita precedente” cioè quelli col caschetto e abito Mod, mostrati come se fossero una roba ormai del passato quando era trascorso solo un pugno di mesi dall’ultimo album in cui erano ancora abbigliati così: tutto un cambiamento repentino.
Di immagini strane, inesplicabili e conturbanti se ne trovano a bizzeffe in rete, andandole a cercare, soprattutto cercandole negli album e nei video successivi a “Sgt Pepper”. Sulla forumlandia e sul You Tube anglofono sembra quasi essere presente una vera “wave” dedicata a video misteriosi sui Beatles, con naturalmente come colonna sonora pezzi quali “Revolution 9” del “White album” riprodotti al contrario e altri anomali e semisconosciuti esperimenti musicali-occultistici.
Insomma, verità, finzione, mezza verità, mezza finzione, suggestione forse? Una cosa è certa: il mistero, l’esoterismo, l’occulto, i segreti avvolgono il gruppo musicale pop più famoso, considerato addirittura l’archetipo di tutti i gruppi musicali pop venuti dopo di loro.

Dagli articoli de Il Mondo Simbolico inseriti qualche riga fa, estrapolo un frammento dedicato a Charles Manson, venuto a mancare di recente, che fan ben capire l’atmosfera di quel post 1966:

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2013/05/charles-manson-e-lera-della-notte_29.html

[…] Manson stava creando una sua visione religiosa e filosofica del mondo, unendo estratti e testi del White Album dei Beatles, con quelli dell’apocalisse di San Giovanni, per creare una visione apocalittica di guerra razziale che presto sarebbe divenuta una realtà. Questa sua visione gli venne soprattutto ascoltando il brano Helter skelter, da molti giudicato come uno dei brani più “pesanti” di quel periodo e visto da molti come il brano progenitore dell’hard rock e del metal. Manson ascoltò questa canzone, e le altre del White Album, e le interpretò come un monito dell’avvicinarsi della guerra di razze. Vide i Beatles come i Quattro Angeli dell’Apocalisse e credette che le loro canzoni dicessero a lui e ai suoi seguaci di prepararsi («Look out! cos’ here she comes!»). Manson chiamò questa guerra da lui menzionata proprio “Helter Skelter”.

Nella notte tra l’8 ed il 9 agosto 1969, vari membri della Manson family scatenarono la loro follia omicida che tanto ha orrificato e affascinato l’America, la strage di Bel air.

Personalmente, a me piace vedere trattate queste cose borderline da siti web non esplicitamente alternativi o complottisti, mi danno la sensazione che “potrebbe allora essere tutto vero”, per esempio questo sito generalista sui The Beatles tratta la faccenda in modo tranquillamente oggettivo, come niente fosse, non lesinando sui particolari inusitati.

https://thosebeatles.weebly.com/conspiracy.html

BEATLES CONSPIRACY: C’E’ STATO UN COVER UP SULLA MORTE DI PAUL NEL 1966?

Ottobre del 1969, tre settimane dopo che il celebrato album “Abbey Road” fosse diffuso, il programma radiofonico di Russ Gibb ricevette una chiamata da un uomo che si identificò solo come “Tom”. Il deejay di Detroit ascoltò attentamente ciò che aveva da dire colui che aveva chiamato a proposito di alcuni indizi nascosti nelle canzoni dei Beatles e nelle copertine degli album, i quali indicavano che Paul McCartney era morto il 9 novembre 1966 in un incidente d’auto. Gli ascoltatori iniziarono a inondare la stazione radio newyorkese con “prove” e presto la voce si diffuse nel mondo. Fu una mossa pubblicitaria dei Beatles, la follia di un fan che si era bevuto dei falsi indizi lasciati da John Lennon come scherzo o Paul morì veramente?

Sulla cover dell’ultimo album che i Beatles registrarono, “Abbey Road”, la band è fotografata mentre attraversa la strada chiamata Abbey Road a Londra, fuori dagli studi di registrazione della EMI. Paul cammina fuori squadra rispetto agli altri beatles, a piedi nudi e con gli occhi chiusi. In molti paesi, Inghilterra inclusa, i corpi sono sepolti senza scarpe. Inoltre, il modo in cui i Beatles sono abbigliati sulla copertina si dice abbia questo significato:
Lennon vestito di bianco – colui che fa l’omelia funebre
Starr vestito di nero – quello delle pompe funebri
“McCartney” in completo e piedi nudi – il cadavere
Harrison in blue jeans e camicia da lavoro – colui che scava la fossa.

Sullo sfondo della copertina di “Abbey road” è posteggiata una Volkswagen con un possibile messaggio criptico, “28 IF” sulla targa. Coloro che propugnano l’ipotesi Paul Is Dead [i P.I.A.] vedono ciò col significato che, se Paul McCartney all’epoca della foto fosse stato ancora vivo avrebbe avuto 28 anni [“28 IF”=”28 SE.”]
Il magazine “Life” citò Paul (quello reale o il sostituto?) come spiegazione, “In Abbey Road noi eravamo vestiti coi nostri abiti ordinari. Stavo camminando a piedi nudi perché era una giornata calda. La Volkswagen era parcheggiata lì per caso.”

“Let It Be” fu il penultimo album dei Beatles a essere registrato ma l’ultimo a essere pubblicato. Sulla copertina, Paul è il solo beatle il cui volto è parzialmente oscurato (da un microfono). Egli è anche l’unico non fotografato di profilo e su uno sfondo bianco, infatti lo sfondo di Paul è rosso sangue.

Tutte le foto prese prima del 1966 si sovrappongono perfettamente l’un l’altra e pure tutte le foto prese dopo il 1967 si sovrappongono perfettamente l’un l’altra. Tuttavia, i ricercatori [Gabriella Carlesi e Francesco Gavazzeni] furono scioccati dalla scoperta che le foto prima del 1966 non si sovrappongono alle foto prese dopo il 1967.

Per esempio, la curvatura frontale della mandibola si mostra differente (la curva che va da un’orecchio all’altro e passa attraverso il mento, la quale si vede quando guardi direttamente in faccia, come nelle foto sulla destra e anche la curva della mandibola è differente (la curva che vedresti se guardassi in basso dalla sommità del capo). Ancora più interessante è la posizione, relativa al cranio, del punto dove il naso sporge dalla faccia, perché essa non può essere modificata dalla chirurgia. Secondo la Carlesi, questi punti sono considerabilmente differenti tra i due volti.

Anche qualche dettaglio dell’orecchio è utile per propositi di identificazione perché anche questi non sono modificabili attraverso la chirurgia. Carlesi e Gavazzeni hanno stabilito che le orecchie dei due volti sono significativamente differenti tra loro.

Qualche caratteristica del corpo umano può essere alterata come la posizione e l’inclinazione dei denti (gli apparecchi ortodontici funzionano così per milioni di persone). La Carlesi sottolinea che la configurazione dentaria dei due volti non si sovrappone ma in una maniera davvero curiosa.

Nella bocca di Paul il suo canino destro superiore sporge dalla sua posizione normale perché non c’è abbastanza spazio nella sua mandibola per far sì che tutti i suoi denti siano perfettamente allineati.

Anche nella bocca di Faul questo stesso canino è storto ma è pieno di spazio nella sua mandibola per tutti i suoi denti. Dal momento che nessun altro dente sta spingendo contro il dente storto, come ha fatto questo dente a diventare storto?

La Carlesi conclude che il dente storto nella bocca di Faul fu il risultato di un’operazione dentale per simulare il dente storto nella bocca di Paul.

Nel 1962, quando i The Beatles stavano vivendo ad Amburgo in Germania ed erano ancora sconosciuti al grande pubblico, Paul McCartney ebbe una breve relazione con una donna tedesca chiamata Erika Wohlers, la quale gli diede alla luce una figlia, Bettina, nel dicembre 1962, nel momento in cui cominciarono a diventare famosi. I Beatles lasciarono presto la Germania e McCartney abbandonò Erica. Intorno al 1967 McCartney fu d’accordo di dare 30.000 marchi in supporto a Bettina ma non ha ammesso di essere suo padre anche se il suo certificato di nascita tedesco lo identificava come tale!

Una volta che Bettina divenne adulta, domandò a una corte tedesca di essere riconosciuta da McCartney come sua figlia naturale. McCartney doveva sottomettersi al test del DNA e il test mostrò che non era suo padre. Particolare interessante,, basandosi su un autografo firmato da McCartney, assieme a qualche foto presa per l’occasione, Bettina accusò la persona che fece il test del DNA di essere un sostituto di Paul, non il Paul McCartney autentico! L’autografo, per la cronaca, fu firmato da una persona destrimane (Paul era mancino).

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Per concludere, e seminare ulteriore perplessità e confusione, diamo il link di un articolo che sta evidentemente dalla parte dei P.I.A. e che fa il verso a quelli che confrontano tutte le immagini dei due Paul McCartney mostrando come la stessa cosa si può fare con tutti gli altri tre Beatles e che, confrontando determinate loro immagini, esce fuori che dall’una all’altra, col passare degli anni, si possono trovare dettagli che le fanno sembrare riproducenti due persone diverse quando invece si tratta dello stesso individuo visto che, naturalmente sarebbe ridicolo che tutti i Beatles, oltre Paul, siano stati sostituiti. https://www.dailystar.co.uk/news/latest-news/571295/The-Beatles-never-existed-John-Lennon-Paul-McCartney-body-doubles-Ringo-George-Harrison

Ma questo sberleffo a me sembra capzioso perché non si può certo paragonare questa trovata estemporanea di qualche burlone a una leggenda urbana famosissima e ultra-decennale, che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro e che sembra dare adito a oggettive perplessità riguardanti un possibile fondo di verità, per quanto poco rintracciabile esso sia.

 





Popular culture breakthrough: IT 2017 and a breath of cinematic novelty after the Long 2000s slumber ( and that old times Iconic feeling is here )

11 01 2018

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Make no mistake, this IT movie was something else, different from all the cinematic novelty’s slumber that plagued the popular culture in music and cinematic history for pretty much the entire 2000s. ( * For the people who don’t know about this blog, we talk and discuss, among all the other topics, the way culture in general has changed and has become more loop – like, with all the remakes, sequels and superheroes stuff  – and with all kinds of revivals – we definitely live in the cultural age of RE – everything ) ( ** yeah, IT 2017 is a remake, but at the same time it is something else entirely )

So, at least for the preteens and teens, and Stephen King readers, and nostalgics of the 1990s and 1980s, they finally saw a movie that inspires thoughts of ( Old Time ) legend the likes we have not seen since Star Wars in the 1970s and E. T. and the first real Jurassic Park. This is it, what we were waiting for, and when I see this PERFECTLY SELECTED cast, I just think that for many teens and preteens out there, these guys are the new Beatles. They are an exception because for many years cinematic culture seemed to have lost that Legendary Feeling that made an actor or an actress an Icon, a Culture Maker. Now at least they have their true icons.

Stephen King has created characters with a depth that I had not seen since the incredibly underrated saga of Animorphs ( 1996 – 2001 ) ( * I cannot believe this saga didn’t become a planetary success. ) Yesterday I finished the book of IT and I almost cried. Animorphs characters were so well written that looked like real people. Same thing happens with the Losers Club.  

I hope that for all the kids and teens out there, who live a hard and tough life, they will take inspiration from this movie ( and don’t forget the novel 🙂 ) and create connections that will win over all the difficult experiences they get through. The cast ‘s Amazing friendship should inspire many other people to create their own Losers Club ( * to be a Loser should acquire a new meaning, a cultural meaning related to friendship in some slang out there ) ( ** and eventually all who lost something will gain a lot from their connections, so find unity with your classmates and neighbors and create the story of your epic friendship ). Create your own culture and share it.

So, maybe this is the breakthrough for cinematic industry to finally recover the Icons feeling in movies. This may as well be the first breath of fresh air since the mid – 1990s.

This article is a little gift for them, the cast, and I hope they will enjoy their life and I hope they will understand their true potential, because they can actually become, maybe soon, maybe in the near future, culture makers. Acting in movies is not just a job, it is culture making. It’s that magic thing that also happens in the activity of reading: letting people live in the mind of someone else. You actor yourself become someone else during the process of acting. Meditate on these thoughts 🙂 You have the gift of getting access to all kind of different worlds in which you live your story, you have the gift of virtual eternity because your movies will be seen for generations to come.     

I am an aspiring writer, so I hope I will someday able to add my 2 cents to popular culture, and to create worlds, and I hope that someday I will be able to know you guys 🙂   

—————————————– ( changing topic, we discuss the link between this article and our interpretation of culture in this blog ) 

In Italian, we discussed the atmosphere of ” cultural exhaustion ” and the plunge in a loop of habit in every single part of popular culture, https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/15/loccidente-ha-esaurito-la-sua-spinta-propulsiva/ ( The occidental world has exhausted the novelty ‘s propulsive push – 2010 ) ( https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/21/segnali-di-esaurimento-delle-novita-nella-maniera-consueta-di-vedere-il-mondo-e-la-storia/ – 2011 ) while we also discussed ( in Italian ) that 1956 was probably the most culturally powerful and influential year in 20th century, that year was in fact like some sort of cultural Big Bang that shaped the rest of everybody’s life since.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/16/i-misteri-della-cospirazione-e-della-linea-spaziotempo-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/18/ancora-sulla-linea-spaziotempo-post-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/10/02/ulteriori-precisazioni-sugli-anni-da-cui-tutto-e-cominciato/

 





(Antonio) Razzi in Siria e Nord Corea

14 04 2017

 

 

 

Buona-Pascuetta-di-Razzi

Se c’è un personaggio mediatico che ben rappresenta la Storia distrutta progressivamente dalla farsa questi è di certo ANTONIO RAZZI.

Un signor nessuno fino a pochi anni fa, proiettato verso uno scranno di Montecitorio da vicende incredibili degne della sincronicità più delirante.

Abruzzese come ce ne sono rimasti più pochi, di famiglia umilissima, ex emigrato in Svizzera, presidente della FEAS (Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera), si ritrova, nei secondi anni duemila, come deputato per il partito di Antonio Di Pietro “Italia dei valori”, per poi di punto in bianco passare dalla parte di Silvio Berlusconi e, nell’anno 2010, salvarlo da una grave crisi di governo che minacciava di farlo dimettere anzitempo.

I deputati che, all’epoca, risultarono fondamentali per salvare il fondoschiena del governo Berlusconi, furono DUE: Antonio Razzi, appunto, e Domenico Scilipioti, personaggio questo molto simile a Razzi, anche lui passato da Di Pietro a Berlusconi, anche lui decisamente sui generis e decisamente farsesco, appassionato di medicine alternative, scie chimiche e signoraggio bancario.

Antonio Di Pietro, all’epoca (secondi anni duemila abbiamo detto) imbarcava chiunque nel suo partito immagine “Italia dei valori”, e nel reclutare Domenico Scilipioti e, soprattutto, Antonio Razzi nella sua scuderia, non poteva immaginare quanto avrebbe contribuito in futuro alla demolizione della serietà storica.

Antonio Razzi è colui che fa più ridere e sembra più comico della sua imitazione da parte di Maurizio Crozza. Fa molto più ridere l’originale della sua imitazione. Ricordiamo che costui è un senatore della Repubblica Italiana, con congruo stipendio, bonus e vitalizi. Ed è un soggetto che fatica a parlare un corretto italiano, perché, a suo dire, “ha lavorato troppo in Svizzera e per tanto tempo ha parlato solo altre lingue.”

Antonio Razzi, attualmente, è una specie di saltimbanco che pare avere l’intenzione di ridicolizzare le situazioni più scottanti della politica internazionale. Non si capisce bene quanto “ci faccia o ci è”, a tratti la sua attività somiglia a un’operazione dadaista, somiglia a certe istanze dell’arte concettuale contemporanea, come quelle degli artisti Maurizio Cattelan e Gianni Motti.

Razzi appare come un “de-pensante” (come ha detto Vittorio Sgarbi di Virginia Raggi), una persona incolta dal quoziente intellettivo basso che, credendo di fare e dire cose serie, le mostra invece nel loro lato più grottesco e farsesco.

Concludo mostrando un po’ di titoli di articoli su varie testate on line incentrati su Antonio Razzi e le sue prodezze e dichiarazioni.

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Io Razzi vado a fermare i razzi in Corea del nord

http://www.iltempo.it/politica/2017/04/12/news/io-razzi-vado-a-fermare-i-razzi-la-missione-in-corea-del-nord-del-senatore-fi-1027081/

Corea del nord vs Trump, Antonio Razzi: vado lì a calmare le acque

http://www.meteoweb.eu/2017/04/corea-del-nord-vs-trump-antonio-razzi-vado-li-a-calmare-le-acque/886190/

Antonio Razzi: pronto a fare lo scudo umano in Corea del nord

http://www.giornalettismo.com/archives/2212374/razzi-corea-del-nord-scudo-umano/

“Ho chiesto a Donald Trump d’incontrarmi”

http://www.ilpescara.it/politica/antonio-razzi-incontro-donald-trump.html

Antonio Razzi: “Io il Donald Trump italiano”

http://www.termometropolitico.it/1235991_antonio-razzi-e-sicuro-io-il-trump-italiano.html

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Il selfie con Assad

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/20/foto/siria_antonio_razzi_a_damasco_il_selfie_con_assad-161002129/1/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/21/antonio-razzi-e-il-suo-selfie-vergognoso-con-bashar-al-assad/3465125/

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/21/foto/razzi_-_lucarelli_scontro_su_twitter_dopo_il_selfie_con_assad-161051722/1/

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/12339670/cruciani—selfie-di-razzi-e-assad–genialata-totale–.html

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Dal punto di vista sincromistico, è d’interesse notare come, dopo non molto tempo dallo scatto di quelle foto assieme a RAZZI, ad Assad sono piovuti davvero i razzi tomahawk sul territorio della sua Siria.

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Foto ricordo di Antonio Razzi in Nord Corea, i cui razzi impensieriscono il mondo.

Vedere anche

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/29/top-secret-la-seconda-guerra-civile-americana-e-la-finzione-che-cancella-la-storia/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/09/silvio-berlusconi-papa/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/11/come-ci-sentiremmo-se-silvio-berlusconi-diventasse-davvero-papa/

 





Disamina sincro-mistica del fenomeno Virginia Raggi (reloaded)

26 02 2017

 

Dal momento che il mio compare di blog Teozakari ha giustamente alluvionato Civiltà Scomparse di nuovi post sulla timewave e sulla ripetizione-compressione storica, ne aprofitto per fare il reload del post sincro-mistico riguardante l’attuale sindaca Cinquestelle di Roma uscito il 13 febbraio poichè è rimasto troppo poco tempo in vista, a causa dell’alluvione di post del mio amico, i quali però colgo l’occasione per radunarli tutti: li potete infatti trovare uno a uno, dal momento che si tratta di una serie successiva, cliccando sui seguenti link:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/13/timewave-2018-come-il-2017-e-il-2018-racchiuderanno-il-secolo-scorso-parte-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/14/timewave-zero-2018-da-febbraio-ad-aprile-rievocazione-anni-30-del-900/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/14/timewave-zero-2018-la-guerra-dei-37-giorni-primavera-2017/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/15/la-situazione-generale-durante-la-tregua-del-dopo-guerra-lampo-primavera-2o17-e-il-primo-dopoguerra/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/15/il-secondo-dopoguerra-post-tregua-nella-nuova-guerra-mondiale-2017/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/17/timewave-luglio-e-agosto-2017-e-gli-anni-dal-1956-al-1963/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/19/timewave-autunno-2017-la-valvola-di-sfogo/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/19/timewave-profondo-autunno-2017-1970-1979/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/21/inverno-2017-e-inizio-2018-tempo-variabile/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/22/timewave-e-il-ciclo-storico-dei-67-anni-1951-2018/

Come qualcuno forse sa, a differenza di Teozakari, sono più scettico sul fatto che si possano azzeccare davvero le date giuste delle ricorsività storiche. Infatti, se è ipotesi da non scartare la probabilità che vi siano all’opera cicli che fanno sì di generare le condizioni per cui ritornino sotto nuove vesti avvenimenti già successi, allo stadio attuale delle conoscenze e del progresso tecnologico, penso sia piuttosto improbabile riuscire a prevedere ESATTAMENTE quando si ripresenteranno le condizioni per il ritorno sotto nuove vesti di un avvenimento già accaduto nel passato.

Detto ciò,  la ricerca portata avanti da Teozakari (l’unico in Italia che si occupa di queste cose) mostra però la volontà di giungere prima o poi a una consapevolezza maggiore dei cicli che ci permetta di percepire meglio questo “paesaggio invisibile” come lo chiamerebbe proprio quel Terence McKenna da cui prendono direttamente le mosse le analisi grafiche di Teozakari. E’ stimolante e divertente il concetto di compressione storica (che si accompagna a quello di ripetizione storica) -presente nei post ai link che ho elencato – dove avvenimenti del passato ritornano accadendo però in uno spazio di tempo più breve rispetto a quello in cui erano accaduti la volta precedente.

E ora passiamo al reload del post del 13 febbraio, con alcune modifiche e aggiunte inedite, come ogni reload che si rispetti.

 

Coloro che stanno criticando pesantemente la sindaca di Roma Virginia Raggi, e anche coloro che la difendono, sono del tutto ignari di ciò che sta davvero succedendo nel profondo a livello simbolico. Coloro che si danno tanto da fare a infangare o a difendere a spada tratta la sindaca sono delle marionette nelle mani del “Grande Burattinaio Universale” e non se ne rendono ovviamente conto, ma ciò non lo dico con l’intento di sminuirli, di sbeffeggiarli o di muovere un’altezzosa critica dall’alto di un piedistallo: così vanno le cose e io lo constato soltanto, ne prendo sereneamente e semplicemente atto.

Anzi, proprio quelli che criticano, sbeffeggiano, quelli che prendono a schiaffoni la prima cittadina di Roma (e naturalmente anche tutti quelli che la sostengono) la mantengono costantemente a galla sotto i riflettori dei mass media, alimentano la sua sovraesposizione mediatica. Fanno in qualche modo parte del gioco che si sta svolgendo. E c’è da dire che anche la stessa Virginia Raggi, con la sua misteriosa inadegauatezza al ruolo di primo sindaco d’Italia e le strane disavventure giudiziarie e persino sentimentali, fa lei stessa in modo, senza volere, di essere sempre presente sul palcoscenico dei mass media. Perciò sempre nel campo di coscienza di milioni di persone. In questo è anche aiutata dalla sua forte foto-telegenicità, che non ha nulla da invidiare a quella di certe attrici e cantanti dagli occhi di cerbiatta.

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Gli occhi da cerbiatta o da cucciolotto di Virginia Raggi evidenziati dal sistema associa-contenuti di You Tube.

 

A proposito del fatto che la scelta di farla diventare sindaca più che altro per la sua forte fotogenicità, poniamo attenzione al seguente scritto del giornalista (o ex giornalista, non ho mai capito) Sergio Di Cori Modigliani (che, tra parentesi, fa anche l’artista) direttamente da un suo recente stato di Facebook:

La Raggi sta svolgendo il suo compito direi in maniera egregia.
E’ stata scelta come modella mediatica, e questo fa. Niente di più.
In 9 mesi non si è mai parlato di niente se non di infantili telenovelas, il cui fine è chiaro a chiunque: consiste nel fornire quotidiano cibo a stampa, televisioni e siti on line perchè ne parlino.
Purchè ne parlino.

 

Ciò che sta accadendo è in gran parte inconscio, emerge dall’ (in)coscienza collettiva, si nutre degli archetipi simbolici con cui il mondo degli umani viene plasmato da una misteriosa intelligenza impersonale all’opera nello strutturare in schemi ricorsivi la realtà da noi percepita. Questa intelligenza si potrebbe chiamare “psiche del mondo”, quel regno dove i simboli e gli archetipi uniscono ciò che accade fuori con ciò che accade dentro e ciò succede a livello macro (una civiltà nel suo complesso, con i suoi segni e simboli) e a livello micro, con le singole individualità che rispecchiano e amplificano il substrato simbolico e archetipico della Grande Mente, che appartiene a tutti e a nessuno, e con cui si è costretti prima o poi a fare i conti anche se, di norma, viene completamente ignorata e trascurata la presenza di questa Grande Mente all’opera con simboli, archetipi, sincronismi, ricorsi, rievocazioni, anticipazioni, premonizioni e vere e proprie incarnazioni nella realtà materiale di tutti i giorni.

Psicologi come Jung, Hillman e Grof (per citare i più noti) hanno ampiamente trattato di queste cose, come ben sa chiunque segua un po’ il blog da tempo.

Nel presente post, presenterò certi riferimenti che suggeriscono alcuni sincronismi/ sincromisticismi riguardanti la sindaca di Roma e il suo ruolo in un grande teatrino esoterico ed escatologico, ovvero riguardante un qualcosa del prossimo futuro che potrebbe trattarsi di un “megaevento”, di una singolarità nello spaziotempo storico dell’attuale civiltà occidentale in cui ci stiamo tuttora muovendo: un qualcosa che potrebbe anche c’entrare con la cosiddetta timewave zero, di cui si è trattato tante volte in Civiltascomparse (anche molto recentemente), un argomento esposto soprattutto dal mio compare Teozakari.

Intanto possiamo dire che il Movimento 5 stelle (il “nuovo” della politica italiana, il “nuovo paradigma”, l’autoproclamatosi “seppellitore del vecchio”) è stato messo davvero per la prima volta alla prova con la poltrona di sindaco della Città Eterna nientemeno, è stato trascinato giù dal mondo un po’ fantastico, innocente e immaginifico in cui viveva (la rete, il popolo del web), ha insomma perduto la VIRGINità con Virginia Raggi.

La quale Virginia Raggi è ora diventato sostanzialmente il personaggio più celebre di ciò che era ed è mostrato dai mass media come “il nuovo” (ovvero il Movimento 5 stelle), e ciò s’è manifestato tra due eventi avvenuti nel 2016: ovverosia la morte di due figure paterne del movimento, Gianroberto Casaleggio e Dario Fo. L’una avvenuta esattamente sei mesi dopo l’altra. Esattamente in mezzo tra le due vi è stato l’inizio dell’avventura della sindaca, con un po’ di ritardo (di cui ci si è anche ovviamente lamentati sui mass media), quasi come per far si di cominciare (senza rendersene conto, ça va sans dire) proprio in mezzo tra le due morti dei due padri, l’una avvenuta il 12 aprile e l’altra esattamente sei mesi dopo, il 13 ottobre. (è esattamente così: infatti la giunta capitolina ha cominciato poco prima del 12 luglio http://www.ilpost.it/2016/07/07/chi-sono-gli-assessori-della-giunta-raggi/).

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“Il grillo canta sempre al tramonto”, libro scritto nel 2013 dalle figure paterne del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio e Dario Fo, l’uno morto il 12 aprile, l’altro il 13 ottobre 2016, a esattamente sei mesi di distanza con in mezzo, a luglio, l’inizio della giunta comunale di Virginia Raggi. Notare nel titolo la metafora “solare”.

Ci tengo a dire che il presente post non vuole prendersi eccessivamente sul serio, dunque non vuole fare alcun sensazionalismo, non vuole fare alcuna previsione “alla Nostradamus” per il futuro, ma vuole portare alla luce e sottolineare il crocevia di archetipi e simboli dell’attuale zeitgeist che pare convergere nella figura catalizzatrice di Virginia Raggi in relazione agli eventi che si stanno svolgendo in questi anni turbolenti, in Italia in particolare e nella civiltà occidentale in generale. I leit motiv del discorso sono il travaglio di un Nuovo Mondo che non riesce a nascere davvero, il Vecchio Mondo, in tutta la sua potenza, che non vuole morire e il sacrificio di un’innocente per propiziare gli “dei”; l’attesa di un evento di grande magnitudine incentrato forse proprio su Roma, la”caduta degli dei” e, inoltre, la salvezza dovuta non al merito ma all’eterogenesi dei fini

 

LA VERGINE DA SACRIFICARE?

Il sacrificio della vergine al Dio Sole http://www.ipnotica.org/il-sacrificio-della-vergine-al-dio-sole/

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sono in un profondo rilassamento,quando vedo un grande occhio e mi trovo sdraiata sopra un tavolo. sembra marmo, ma è di pietra levigata. sono vestita tutta di bianco e in testa ho una corona di fiori bianchi, piedi e mani legati, il cuore batte forte perchè sento che devono sacrificarmi. ho circa 16 anni, capelli lunghi lisci. di fronte a me c’è un grande uomo con i capelli sciolti e dorso nudo, porta delle collane al collo e delle piume in testa come se fosse una corona, la faccia è dipinta di bianco e rosso, anche sul petto ha un simbolo e in mano ha un grande pugnale: è il capo della tribù. io chiedo perchè debbano sacrificare proprio me e mi risponde che il Dio Sole vuole la mia purezza, la mia bellezza e la mia forza, perchè sono un’eletta. dove mi trovavo vedo un grande tempio di pietra con una grande scalinata.ho sentito un forte dolore nel petto e mi mancava il respiro, quando mi sono svegliata stavo piangendo.

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Il sacrificio della vergine a un grande fiume (il Nilo), si tratta di un resoconto che ha tutto il sapore di un rito arcaico https://artmasko.wordpress.com/2013/07/12/orrore-della-vita-ed-estasi-della-vita-lorizzonte-perduto-di-federico-faruffini/

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Avveniva a Philae, sul sacro suolo di Aset, nel Nomo di Ta Khentit.

Le grida dei parenti erano improvvisamente cessate, quando due sacerdoti si erano avvicinati al corpo semisommerso nelle acque basse. La fanciulla era prona, non più scossa da sussulti, sospesa con dei legacci a una trave che le impediva di affondare. Ormai era pronta al grande viaggio che l’avrebbe portata dalle trasparenti braccia del Nilo a quelle perigliose della Duat. Era giovane e bella e vergine senza dubbio: il suo giovane cuore non poteva certo pesare più di una piuma di Maat.

I sacerdoti fecero un cenno e iniziarono i canti accompagnati dal pizzicare di corde sulle arpe. Sommessi ricominciarono i lamenti. Con studiata lentezza i due uomini ribaltarono la trave insieme al corpo che vi era fissato ed esposero il volto alla benedizione dei raggi di Ra. Sciolsero i legacci e sollevarono delicatamente il busto poggiandolo perpendicolarmente sulla trave. Lessero quindi la formula rituale scolpita sul legno dipinto color lapislazzuli e si allontanarono lasciando che la corrente portasse via la sposa del Nilo e le ghirlande di fiori.

Gli incaricati del visir fecero allora scendere gli scandagli di rame fino a toccare il fondo roccioso.

Il livello stava salendo ed era vicino al suo massimo annuale: avrebbero avuto un’altra benefica inondazione.

La Thysia, un offerta sacrificale destinata a placare gli dei o assicurarsi il loro sostegno http://nemmenoconunfiore.altervista.org/pages/Thysia.html

La parola thysia, da una terminologia di pratiche religiose, significa letteralmente una offerta agli dei per lo scopo di placare loro, per garantire il loro sostegno, o semplicemente per esprimere la loro gratitudine.

Come la preghiera, il sacrificio, con o senza spargimento di sangue, era il mezzo principale per l’individuo o per il gruppo di comunicare con gli dei e comprendeva il cuore di ogni cerimonia religiosa. In pratica, almeno per la Grecia al periodo storico, la vittima sacrificale che è stata ucciso era ancora un animale. Tuttavia, nella mitologia, la modifica del livello di simboli archetipici, e riflette anche le pratiche rituali precedenti, il tema del sacrificio di una vergine viene con frequenza impressionante.

Di solito prima di una battaglia, a volte dopo, raramente in altre circostanze, gli uomini sono costretti a mettere a morte una ragazza . Sotto l’assioma magica che “il più alto merito il meglio ” di solito è la migliore, la più bella, la ragazza più nobile, la figlia del capo che doveva essere offerta, in modo che la domanda possa avere l’effetto desiderato.

La Vergine viene portata all’altare. La sua morte significherà l’inizio della guerra e del massacro. Lei, quando era ancora in vita, era all’ oscuro dell’oggetto del desiderio, una fonte di tensione e di conflitto tra gli uomini del gruppo, diventa ora il legame connettore che li unisce in una comune impresa. Il sangue versato della ragazza esige vendetta e si accende la natura aggressiva degli uomini. L’immagine della Vergine, che vive in un’altra dimensione, porta gli uomini in battaglia.

Per il sacrificio è accettabile, tuttavia, la vittima deve essere disposta a fornirsi volontariamente, assolvendo in tal modo la società di un senso di colpa e della paura della vendetta. Per onorare, e anche per placare la ragazza che era stata offerta per la salvezza di tutti, il gruppo stabilisce un culto postumo con offerte.

L’OCA DEL CAMPIDOGLIO?

Lo strepito delle oche del Campidoglio sacre alla dea Giunone salvò Roma dai Galli. Il palazzo del Campidoglio è l’attuale sede del palazzo del comune di Roma, che ha Virginia Raggi come inquilina.https://fantasticandoinsieme.wordpress.com/2012/12/09/una-leggenda-dellantica-roma-le-oche-del-campidoglio/

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Una delle leggende più famose è legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, ben sveglie, destarono il guardiano Marco Manlio. Allora Manlio chiamò i soldati romani, che combattendo con grande energia respinsero i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dagli strepiti delle oche.

LA DONNA DELL’APOCALISSE?

La “donna vestita di sole” che compare nel capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni (1-6). https://en.wikipedia.org/wiki/Woman_of_the_Apocalypse https://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_e_il_drago

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La Vergine vestita di raggi di sole a Schlag in Austria.

Primo segno: la Donna e il dragone. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava già un terzo delle stelle dal cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perchè vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

La donna dell’Apocalisse è generalmente riconosciuta come la Vergine Maria. Questa posizione si ritrova anticamente, così come nel Medioevo e nella moderna Chiesa Cattolica Romana. Tale visione non nega l’interpretazione alternativa della Donna quale rappresentante la Chiesa, come nel moderno dogma cattolico. La Vergine è dunque considerata sia la madre di Dio sia la madre della Chiesa che la Chiesa stessa.

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La Vergine di Strasburgo, con la corona di stelle.

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Al seguente link http://www.francescoocchetta.it/wordpress/?p=276 si trova una sollecitante storia su come abbia avuto origine la bandiera dell’Unione Europea che, come sappiamo, mostra dodici stelle gialle su sfondo blu. Ringrazio Dani Jay per la segnalazione.

In realtà però c’è un altro grande segno che conosciamo meglio della Costituzione che ci ricorda come l’Europa continui ad essere nutrita dalla presenza del Cristianesimo. Come per ironia della sorte, sulla copertina della Costituzione europea viene quasi sempre raffigurata la bandiera dell’Unione. Anzi la stessa Costituzione precisa che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio.

Qui c’è il colpo di scena. Pochi sanno che questi colori, i simboli, le stelle la disposizione in tondo della bandiera ecc. sono un omaggio a Maria di Nazareth, la madre di Gesù. Per dirla più esplicitamente: la bandiera europea è nata come un simbolo mariano.
A dichiararlo è stato Arséne Heitz il grafico che partecipò e vinse il bando del Consiglio d’Europa nel 1950. Egli è rimasto poco noto ma il suo disegno parla di Maria e si riferisce ed è stato ispirato dal noto passo dell’Apocalisse in cui si parla delle dodici stelle: “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”.

Non mi intendo di astrologia, ma potrei giocarmi qualche soldo (del Monopoli) che il tema zodiacale natale di Virginia Raggi mostra la luna in opposizione (quindi “sotto i piedi”) o qualcosa del genere. Oppure che all’inizio della giunta comunale della sindaca vi fosse la luna in opposizione o che “succederà qualcosa quando la luna…”, ecc.

Che si digitate su Google “Virginia Raggi” “luna” potete anche notare come, in effetti, in molti titoli le due cose sono associate, “luna di miele finita”, “vive sulla luna”, “raggi di luna calante” e, per quanto invece riguarda il sole, lo sapete che la sindaca ha indossato occhiali da sole personalizzati?

 

 

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Nel libro “La vergine e l’eroe, Temesa e la leggenda di Euthymos di Locri”, a pagina 13, è scritto che al motivo del sacrificio di una vergine per stornare una calamità si associa quello della liberazione di una fanciulla dalle grinfie di un mostro da parte di un valoroso eroe che poi ne ottiene la mano. Pensiamo alle vicende di Virginia Raggi e dei suoi supposti pretendenti amorosi, tra cui un certo Romeo. “Pretendenti amorosi” che le regalano persino polizze assicurative sulla vita senza che lei lo sappia.

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Una certa parte dei mass media mostrano la giunta Raggi come una giunta comunale apocalittica, alla stregua di un’invasione di cavallette, foriera di disastri per la metropoli romana; diverse cronache, in questi mesi, ci hanno mostrato infatti ripetutamente la città dei sette colli in balia del disordine, della trascuratezza e quasi del caos.

Inoltre, non dimentichiamoci come proprio la città di Roma venga vista da anni quale futuro obiettivo di un distruttivo terremoto, forse da anche prima la predizione dello pseudo-scienziato Raffaele Bendandi il quale previde un rovinoso terremoto proprio a Roma nel maggio 2011, evento poi mai verificatosi. Guarda caso, proprio nell’epoca della giunta comunale di Virginia Raggi, i sismi che hanno colpito il Centro Italia in questi mesi a partire da agosto (giusto il mese dopo l’insediamento della giunta) si son fatti avvertire anche nella stessa Urbe, nella stessa Città Eterna, in particolare il 18 gennaio 2017, giorno in cui sono stati anche fatti evacuare edifici e scuole, e la stessa metropolitana.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/01/18/news/roma_terremoto_evacuate_scuole_e_metro-156291638/

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/photogallery/2017/01/18/terremoto-sisma-roma-metro-evacuata.html

 

LA DISTRUZIONE DELLA CITTA’ ETERNA?

http://leozagami.com/2016/10/30/prophetic-citations-on-the-earthquakes-shaking-italy-in-my-book/

Il complottista ed ex massone (ed ex illuminato a suo dire) Leo Lyon Zagami (citato già alcune volte su questo blog), recentemente ha parlato di quest’ondata di terremoti vicino a Roma, dicendo come fosse stata predetta in un suo libro che ha come argomento l’Ultimo Papa. Zagami parla di come questa ondata sismica in Italia Centrale, sia come un “lento processo di avvicinamento” a un grande cataclisma che avrà luogo proprio nell’Urbe, come profetizzato da testi riguardanti la fine del papato e della Chiesa. Per esempio il testo celeberrimo di San Malachia, quello della successione dei papi prevista in anticipo di secoli, compreso l’ultimo papa, una profezia che potrebbe essere una di quelle che si autoavverano, come abbiamo suggerito in questo blog qualche tempo fa presentando un testo al riguardo, di un giornalista spagnolo.

Diamo dunque la parola a Leo Lyon Zagami, con l’avvertenza che tutto ciò può avere comunque un valore solo simbolico-archetipico e non inerente ad avvenimenti che, come invece forse pensa Zagami, possano davvero svolgersi come illustrato nelle profezie, invasione russo-islamica compresa.

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3 prophetic citations from “Pope Francis: The Last Pope?”:

Are we to believe the Earth, and to an extent that the Moon, would both collapse? Perhaps this is a metaphor, or a description of some kind of new physical reality? The “days of universal madness” could refer to the imbalance of the planets, while the “crying Sun” could suggest an intense radioactive solar-rain that will lead to the overheating of the atmosphere, and would increase aridity upon Earth. The passage describing “… the ground of Rome shall move as the wave of the sea,” could refer to violent earthquakes that would be produced, and that could even sink the Eternal City, followed by, “And the sea will come to Rome …”
The outcome of this chain of catastrophic events predicted by the Apocalypse of Ephesus would be a complete reshaping of our planet, which perhaps will spin through a different orbit, or experience a pole shift where continents rise and fall.

Crediamo che la Terra, e per estensione anche la Luna, possa collassare? Forse è una metafora, o la descrizione di un qualche tipo di nuova realtà fisica? I “giorni di follia universale” potrebbero riferirsi a un disequilibrio dei pianeti, mentre il “sole piangente” potrebbe suggerire un’intensa radioattività solare che condurrebbe a un surriscaldamento dell’atmosfera, e aumenterebbe l’aridità sopra la Terra. Il passaggio qui descritto “…il suolo di Roma si muoverà sulle onde del mare” potrebbe riferirsi a un violento terremoto che sarebbe prodotto e che potrebbe anche inabissare la Città Eterna, seguito da un “E il mare giungerà a Roma…” Il risultato di questa catena di eventi catastrofici predetti dall’Apocalisse di Efeso sarebbe un completo rimodellamento del pianeta, che forse salterebbe su un’orbita diversa o un esperienza di inversione dei poli dove i continenti emergono e s’inabissano.cit. p. 155.

Renzo Baschera, the “Prophecy Hunter” we encountered earlier, writes in reference to the prophecies of Saint John Bosco: “Rome, like Paris, will be destroyed. At this point, dozens of prophecies seem to agree. Destruction of the city of Rome, however, will not be so sudden and immediate. There will be certain ‘signs’ first. In fact, it is written: I will come to you four times. ‘The first’ sign will be given by an earthquake (but it will be a series of mini-earthquakes, which ‘will run rampant on the Roman hills, as runaway goats’).” p. 175.

Renzo Baschera, il “cacciatore di profezie”, incontrato precedemente, scrive riferendosi alle profezie di San Giovanni Bosco: “Roma, come Parigi, sarà distrutta. Su questo punto, dozzine di profezie sembrano d’accordo. Tuttavia, la distruzione delle città di Roma, non sarà improvvisa e immediata. Ci saranno certi “segni”, innanzitutto. Infatti è scritto: “Verrò da te quattro volte. ” Il primo segno sarà dato da un terremoto (ma sarà una serie di mini-terremoti, che si avvicineranno ai colli di Roma come capre in fuga”) p. 175.

Also bear in mind that within this context are the growing tensions at a geopolitical level, described clearly by Pope Francis since the summer of 2014, and suggesting that the Third World War has already begun, with the possible Islamization of the Vatican hierarchy. This all seems to fit in with the words of the New Testament from Matthew 24: “For many will come in my name, claiming, ‘I am the Messiah,’ and will deceive many. You will hear of wars and rumors of wars, but see to it that you are not alarmed. Such things must happen, but the end is still to come. Nation will rise against nation, and kingdom against kingdom. There will be famines and earthquakes in various places.” It is hard not to wake up every morning and see history repeating itself. After one hundred years since World War I, many nations seem to be on the brink of the biggest conflict in history, with the stakes higher than ever before.

Si tenga presente che in questo contesto vi sono crescenti tensioni a livello geopolitico, descritte chiaramente da Papa Francesco fin dall’estate del 2014, le quali suggeriscono che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata, con la possibile islamizzazione della gerarchia del Vaticano. Tutto ciò pare combaciare con le parole del Nuovo Testamento da Matteo 24: “Molti verranno nel mio nome dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi.” E’ dura non svegliarsi ogni mattina e vedere la storia ripetersi. Dopo 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale, molte nazioni sembrano essere sull’orlo del più grande conflitto nella storia, con la posta in gioco più alta che mai.p. 212.

Copyright © 2015 by Leo Lyon Zagami
Published by the Consortium of Collective Consciousness (San Francisco-US) All rights reserved.

Naturalmente, questa ricerca non finisce qui. Come in tutte le analisi sincro-mistiche, gli elementi esposti sono spesso in numero assai ridotto rispetto a come li si potrebbe ampliare ulteriormente. Invito dunque i lettori a estendere questa ricerca, anche solo privatamente, ma sarei molto lieto se i loro riscontri al riguardo occupassero lo spazio commenti.





Disamina sincro-mistica del fenomeno Virginia Raggi

13 02 2017

Coloro che stanno criticando pesantemente la sindaca di Roma Virginia Raggi, e anche coloro che la difendono, sono del tutto ignari di ciò che sta davvero succedendo nel profondo a livello simbolico. Coloro che si danno tanto da fare a infangare o a difendere a spada tratta la sindaca sono delle marionette nelle mani del “Grande Burattinaio Universale” e non se ne rendono ovviamente conto, ma ciò non lo dico con l’intento di sminuirli, di sbeffeggiarli o di muovere un’altezzosa critica dall’alto di un piedistallo: così vanno le cose e io lo constato soltanto, ne prendo sereneamente e semplicemente atto.

Anzi, proprio quelli che criticano, sbeffeggiano, quelli che prendono a schiaffoni la prima cittadina di Roma (e naturalmente anche tutti quelli che la sostengono) la mantengono costantemente a galla sotto i riflettori dei mass media, alimentano la sua sovraesposizione mediatica. Fanno in qualche modo parte del gioco che si sta svolgendo. E c’è da dire che anche la stessa Virginia Raggi,  con la sua misteriosa inadegauatezza al ruolo di primo sindaco d’Italia e le strane disavventure giudiziarie e persino sentimentali, fa lei stessa in modo, senza volere, di essere sempre presente sul palcoscenico dei mass media. Perciò sempre nel campo di coscienza di milioni di persone. In questo è anche aiutata dalla sua forte foto-telegenicità, che non ha nulla da invidiare a quella di certe attrici e cantanti dagli occhi di cerbiatta.

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Gli occhi da cerbiatta o da cucciolotto di Virginia Raggi evidenziati dal sistema associa-contenuti di You Tube.

Ciò che sta accadendo è in gran parte inconscio, emerge dall’ (in)coscienza collettiva, si nutre degli archetipi simbolici con cui il mondo degli umani viene plasmato da una misteriosa intelligenza all’opera nello strutturare in schemi ricorsivi la realtà da noi percepita. Questa intelligenza si potrebbe chiamare “psiche del mondo”, quel regno dove i simboli e gli archetipi uniscono ciò che accade fuori con ciò che accade dentro e ciò succede a livello macro (una civiltà nel suo complesso, con i suoi segni e simboli) e a livello micro, con le singole individualità che rispecchiano e amplificano il substrato simbolico e archetipico della Grande Mente, che appartiene a tutti e a nessuno, e con cui si è costretti prima o poi a fare i conti anche se, di norma, viene completamente ignorata e trascurata la presenza di questa Grande Mente all’opera con simboli, archetipi, sincronismi, ricorsi, rievocazioni, anticipazioni, premonizioni e vere e proprie incarnazioni nella realtà materiale di tutti i giorni.

Psicologi come Jung, Hillman e Grof (per citare i più noti) hanno ampiamente trattato di queste cose, come ben sa chiunque segua un po’ il blog da tempo.

Nel presente post, presenterò certi riferimenti che suggeriscono alcuni sincronismi/ sincromisticismi riguardanti la sindaca di Roma e il suo ruolo in un grande teatrino esoterico ed escatologico, ovvero riguardante un qualcosa del prossimo futuro che potrebbe trattarsi di un “megaevento”, di una singolarità nello spaziotempo storico dell’attuale civiltà occidentale in cui ci stiamo tuttora muovendo: un qualcosa che potrebbe anche c’entrare con la cosiddetta timewave zero, di cui si è trattato tante volte in Civiltascomparse (anche molto recentemente), un argomento esposto soprattutto dal mio compare Teozakari.

Intanto possiamo dire che il Movimento 5 stelle (il “nuovo” della politica italiana, il “nuovo paradigma”, l’autoproclamatosi “seppellitore del vecchio”) è stato messo davvero per la prima volta alla prova con la poltrona di sindaco della Città Eterna nientemeno, è stato trascinato giù dal mondo un po’ fantastico, innocente e immaginifico in cui viveva (la rete, il popolo del web), ha insomma perduto la VIRGINità con Virginia Raggi.

La quale Virginia Raggi è ora diventato sostanzialmente il personaggio più celebre di ciò che era ed è mostrato dai mass media come “il nuovo” (ovvero il Movimento 5 stelle), e ciò s’è manifestato tra due eventi avvenuti nel 2016: ovverosia la morte di due figure paterne del movimento, Gianroberto Casaleggio e Dario Fo. L’una avvenuta esattamente sei mesi dopo l’altra. Esattamente in mezzo tra le due vi è stato l’inizio dell’avventura della sindaca, con un po’ di ritardo (di cui ci si è anche ovviamente lamentati sui mass media), quasi come per far si di cominciare (senza rendersene conto, ça va sans dire) proprio in mezzo tra le due morti dei due padri, l’una avvenuta il 12 aprile e l’altra esattamente sei mesi dopo, il 13 ottobre. (è esattamente così: infatti la giunta capitolina ha cominciato poco prima del 12 luglio http://www.ilpost.it/2016/07/07/chi-sono-gli-assessori-della-giunta-raggi/).

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“Il grillo canta sempre al tramonto”, libro scritto nel 2013 dalle figure paterne del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio e Dario Fo, l’uno morto il 12 aprile, l’altro il 13 ottobre 2016, a esattamente sei mesi di distanza con in mezzo, a luglio, l’inizio della giunta comunale di Virginia Raggi. Notare nel titolo la metafora “solare”.

Ci tengo a dire che il presente post non vuole prendersi eccessivamente sul serio, dunque non vuole fare alcun sensazionalismo, non vuole fare alcuna previsione “alla Nostradamus” per il futuro, ma vuole portare alla luce e sottolineare il crocevia di archetipi e simboli dell’attuale zeitgeist che pare convergere nella figura catalizzatrice di Virginia Raggi in relazione agli eventi che si stanno svolgendo in questi anni turbolenti, in Italia in particolare e nella civiltà occidentale in generale. I leit motiv del discorso sono il travaglio di un Nuovo Mondo che non riesce a nascere davvero, il Vecchio Mondo, in tutta la sua potenza, che non vuole morire e il sacrificio di un’innocente per propiziare gli “dei”; l’attesa di un evento di grande magnitudine incentrato forse proprio su Roma, la”caduta degli dei” e, inoltre, la salvezza dovuta non al merito ma all’eterogenesi dei fini

 

LA VERGINE DA SACRIFICARE?

Il sacrificio della vergine al Dio Sole http://www.ipnotica.org/il-sacrificio-della-vergine-al-dio-sole/

16 febbraio- regressione con leonardo per lavorare allo sblocco delle paure di entrare in profondità dell’anima.
sono in un profondo rilassamento,quando vedo un grande occhio e mi trovo sdraiata sopra un tavolo. sembra marmo, ma è di pietra levigata. sono vestita tutta di bianco e in testa ho una corona di fiori bianchi, piedi e mani legati, il cuore batte forte perchè sento che devono sacrificarmi. ho circa 16 anni, capelli lunghi lisci. di fronte a me c’è un grande uomo con i capelli sciolti e dorso nudo, porta delle collane al collo e delle piume in testa come se fosse una corona, la faccia è dipinta di bianco e rosso, anche sul petto ha un simbolo e in mano ha un grande pugnale: è il capo della tribù. io chiedo perchè debbano sacrificare proprio me e mi risponde che il Dio Sole vuole la mia purezza, la mia bellezza e la mia forza, perchè sono un’eletta. dove mi trovavo vedo un grande tempio di pietra con una grande scalinata.ho sentito un forte dolore nel petto e mi mancava il respiro, quando mi sono svegliata stavo piangendo.

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Il sacrificio della vergine a un grande fiume (il Nilo), si tratta di un resoconto che ha tutto il sapore di un rito arcaico https://artmasko.wordpress.com/2013/07/12/orrore-della-vita-ed-estasi-della-vita-lorizzonte-perduto-di-federico-faruffini/

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Avveniva a Philae, sul sacro suolo di Aset, nel Nomo di Ta Khentit.

Le grida dei parenti erano improvvisamente cessate, quando due sacerdoti si erano avvicinati al corpo semisommerso nelle acque basse. La fanciulla era prona, non più scossa da sussulti, sospesa con dei legacci a una trave che le impediva di affondare. Ormai era pronta al grande viaggio che l’avrebbe portata dalle trasparenti braccia del Nilo a quelle perigliose della Duat. Era giovane e bella e vergine senza dubbio: il suo giovane cuore non poteva certo pesare più di una piuma di Maat.

I sacerdoti fecero un cenno e iniziarono i canti accompagnati dal pizzicare di corde sulle arpe. Sommessi ricominciarono i lamenti. Con studiata lentezza i due uomini ribaltarono la trave insieme al corpo che vi era fissato ed esposero il volto alla benedizione dei raggi di Ra. Sciolsero i legacci e sollevarono delicatamente il busto poggiandolo perpendicolarmente sulla trave. Lessero quindi la formula rituale scolpita sul legno dipinto color lapislazzuli e si allontanarono lasciando che la corrente portasse via la sposa del Nilo e le ghirlande di fiori.

Gli incaricati del visir fecero allora scendere gli scandagli di rame fino a toccare il fondo roccioso.

Il livello stava salendo ed era vicino al suo massimo annuale: avrebbero avuto un’altra benefica inondazione.

 

La Thysia, un offerta sacrificale destinata a placare gli dei o assicurarsi il loro sostegno http://nemmenoconunfiore.altervista.org/pages/Thysia.html

La parola thysia, da una terminologia di pratiche religiose, significa letteralmente una offerta agli dei per lo scopo di placare loro, per garantire il loro sostegno, o semplicemente per esprimere la loro gratitudine.

Come la preghiera, il sacrificio, con o senza spargimento di sangue, era il mezzo principale per l’individuo o per il gruppo di comunicare con gli dei e comprendeva il cuore di ogni cerimonia religiosa. In pratica, almeno per la Grecia al periodo storico, la vittima sacrificale che è stata ucciso era ancora un animale. Tuttavia, nella mitologia, la modifica del livello di simboli archetipici, e riflette anche le pratiche rituali precedenti, il tema del sacrificio di una vergine viene con frequenza impressionante.

Di solito prima di una battaglia, a volte dopo, raramente in altre circostanze, gli uomini sono costretti a mettere a morte una ragazza . Sotto l’assioma magica che “il più alto merito il meglio ” di solito è la migliore, la più bella, la ragazza più nobile, la figlia del capo che doveva essere offerta, in modo che la domanda possa avere l’effetto desiderato.

La Vergine viene portata all’altare. La sua morte significherà l’inizio della guerra e del massacro. Lei, quando era ancora in vita, era all’ oscuro dell’oggetto del desiderio, una fonte di tensione e di conflitto tra gli uomini del gruppo, diventa ora il legame connettore che li unisce in una comune impresa. Il sangue versato della ragazza esige vendetta e si accende la natura aggressiva degli uomini. L’immagine della Vergine, che vive in un’altra dimensione, porta gli uomini in battaglia.

Per il sacrificio è accettabile, tuttavia, la vittima deve essere disposta a fornirsi volontariamente, assolvendo in tal modo la società di un senso di colpa e della paura della vendetta. Per onorare, e anche per placare la ragazza che era stata offerta per la salvezza di tutti, il gruppo stabilisce un culto postumo con offerte.

 

L’OCA DEL CAMPIDOGLIO?

Lo strepito delle oche salva Roma, il palazzo del Campidoglio è l’attuale sede del palazzo del comune di Roma, che ha Virginia Raggi come inquilina.https://fantasticandoinsieme.wordpress.com/2012/12/09/una-leggenda-dellantica-roma-le-oche-del-campidoglio/

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Una delle leggende più famose è legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, ben sveglie, destarono il guardiano Marco Manlio. Allora Manlio chiamò i soldati romani, che combattendo con grande energia respinsero i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dagli strepiti delle oche.

 

LA DONNA DELL’APOCALISSE?

La “donna vestita di sole” che compare nel capitolo 12 dell’Apocalisse di Giovanni (1-6). https://en.wikipedia.org/wiki/Woman_of_the_Apocalypse https://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_e_il_drago

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La Vergine vestita di raggi di sole a Schlag in Austria.

Primo segno: la Donna e il dragone. Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava già un terzo delle stelle dal cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perchè vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

La donna dell’Apocalisse è generalmente riconosciuta come la Vergine Maria. Questa posizione si ritrova anticamente, così come nel Medioevo e nella moderna Chiesa Cattolica Romana.  Tale visione non nega l’interpretazione alternativa della Donna quale rappresentante la Chiesa, come nel moderno dogma cattolico. La Vergine è dunque considerata sia la madre di Dio sia la madre della Chiesa che la Chiesa stessa.

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La Vergine di Strasburgo, con la corona di stelle.

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Nel libro “La vergine e l’eroe, Temesa e la leggenda di Euthymos di Locri”, a pagina 13, è scritto che al motivo del sacrificio di una vergine per stornare una calamità si associa quello della liberazione di una fanciulla dalle grinfie di un mostro da parte di un valoroso eroe che poi ne ottiene la mano. Pensiamo alle vicende di Virginia Raggi e dei suoi supposti pretendenti amorosi.

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Una certa parte dei mass media mostrano la giunta Raggi come una giunta comunale apocalittica, alla stregua di un’invasione di cavallette, foriera di disastri per la metropoli romana; diverse cronache, in questi mesi, ci hanno mostrato infatti ripetutamente la città dei sette colli in balia del disordine, della trascuratezza e quasi del caos.

Inoltre, non dimentichiamoci come proprio la città di Roma venga vista da anni quale futuro obiettivo di un distruttivo terremoto, forse da anche prima la predizione dello pseudo-scienziato Raffaele Bendandi il quale previde un rovinoso terremoto proprio a Roma nel maggio 2011, evento poi mai verificatosi. Guarda caso, proprio nell’epoca della giunta comunale di Virginia Raggi, i sismi che hanno colpito il Centro Italia in questi mesi a partire da agosto (giusto il mese dopo l’insediamento della giunta) si son fatti avvertire anche nella stessa Urbe, nella stessa Città Eterna, in particolare il 18 gennaio 2017, giorno in cui sono stati anche fatti evacuare edifici e scuole, e la stessa metropolitana.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/01/18/news/roma_terremoto_evacuate_scuole_e_metro-156291638/

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/photogallery/2017/01/18/terremoto-sisma-roma-metro-evacuata.html

 

LA DISTRUZIONE DELLA CITTA’ ETERNA?

http://leozagami.com/2016/10/30/prophetic-citations-on-the-earthquakes-shaking-italy-in-my-book/

Il complottista ed ex massone (ed ex illuminato a suo dire) Leo Lyon Zagami (citato già alcune volte su questo blog), recentemente ha parlato di quest’ondata di terremoti vicino a Roma, dicendo come fosse stata predetta in un suo libro che ha come argomento l’Ultimo Papa. Zagami parla di come questa ondata sismica in Italia Centrale, sia come un “lento processo di avvicinamento” a un grande cataclisma che avrà luogo proprio nell’Urbe, come profetizzato da testi riguardanti la fine del papato e della Chiesa. Per esempio il testo celeberrimo di San Malachia, quello della successione dei papi prevista in anticipo di secoli, compreso l’ultimo papa, una profezia che potrebbe essere una di quelle che si autoavverano, come abbiamo suggerito in questo blog qualche tempo fa presentando un testo al riguardo, di un giornalista spagnolo.

Diamo dunque la parola a Leo Lyon Zagami, con l’avvertenza che tutto ciò può avere comunque un valore solo simbolico-archetipico e non inerente ad avvenimenti che, come invece forse pensa Zagami, possano davvero svolgersi come illustrato nelle profezie, invasione russo-islamica compresa.

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3 prophetic citations from “Pope Francis: The Last Pope?”:

Are we to believe the Earth, and to an extent that the Moon, would both collapse? Perhaps this is a metaphor, or a description of some kind of new physical reality? The “days of universal madness” could refer to the imbalance of the planets, while the “crying Sun” could suggest an intense radioactive solar-rain that will lead to the overheating of the atmosphere, and would increase aridity upon Earth. The passage describing “… the ground of Rome shall move as the wave of the sea,” could refer to violent earthquakes that would be produced, and that could even sink the Eternal City, followed by, “And the sea will come to Rome …”
The outcome of this chain of catastrophic events predicted by the Apocalypse of Ephesus would be a complete reshaping of our planet, which perhaps will spin through a different orbit, or experience a pole shift where continents rise and fall. 

Crediamo che la Terra, e per estensione anche la Luna, possa collassare? Forse è una metafora, o la descrizione di un qualche tipo di nuova realtà fisica? I “giorni di follia universale” potrebbero riferirsi a un disequilibrio dei pianeti, mentre il “sole piangente” potrebbe suggerire un’intensa radioattività solare che condurrebbe a un surriscaldamento dell’atmosfera, e aumenterebbe l’aridità sopra la Terra. Il passaggio qui descritto “…il suolo di Roma si muoverà sulle onde del mare” potrebbe riferirsi a un violento terremoto che sarebbe prodotto e che potrebbe anche inabissare la Città Eterna, seguito da un “E il mare giungerà a Roma…” Il risultato di questa catena di eventi catastrofici predetti dall’Apocalisse di Efeso sarebbe un completo rimodellamento del pianeta, che forse salterebbe su un’orbita diversa o un esperienza di inversione dei poli dove i continenti emergono e s’inabissano.cit. p. 155.

Renzo Baschera, the “Prophecy Hunter” we encountered earlier, writes in reference to the prophecies of Saint John Bosco: “Rome, like Paris, will be destroyed. At this point, dozens of prophecies seem to agree. Destruction of the city of Rome, however, will not be so sudden and immediate. There will be certain ‘signs’ first. In fact, it is written: I will come to you four times. ‘The first’ sign will be given by an earthquake (but it will be a series of mini-earthquakes, which ‘will run rampant on the Roman hills, as runaway goats’).” p. 175.

Renzo Baschera, il “cacciatore di profezie”, incontrato precedemente, scrive riferendosi alle profezie di San Giovanni Bosco: “Roma, come Parigi, sarà distrutta. Su questo punto, dozzine di profezie sembrano d’accordo. Tuttavia, la distruzione delle città di Roma, non sarà improvvisa e immediata. Ci saranno certi “segni”, innanzitutto. Infatti è scritto: “Verrò da te quattro volte. ” Il primo segno sarà dato da un terremoto (ma sarà una serie di mini-terremoti, che si avvicineranno ai colli di Roma come capre in fuga”) p. 175.

Also bear in mind that within this context are the growing tensions at a geopolitical level, described clearly by Pope Francis since the summer of 2014, and suggesting that the Third World War has already begun, with the possible Islamization of the Vatican hierarchy. This all seems to fit in with the words of the New Testament from Matthew 24: “For many will come in my name, claiming, ‘I am the Messiah,’ and will deceive many. You will hear of wars and rumors of wars, but see to it that you are not alarmed. Such things must happen, but the end is still to come. Nation will rise against nation, and kingdom against kingdom. There will be famines and earthquakes in various places.” It is hard not to wake up every morning and see history repeating itself. After one hundred years since World War I, many nations seem to be on the brink of the biggest conflict in history, with the stakes higher than ever before.

Si tenga presente che in questo contesto vi sono crescenti tensioni a livello geopolitico, descritte chiaramente da Papa Francesco fin dall’estate del 2014, le quali suggeriscono che la Terza Guerra Mondiale è già iniziata, con la possibile islamizzazione della gerarchia del Vaticano. Tutto ciò pare combaciare con le parole del Nuovo Testamento da Matteo 24: “Molti verranno nel mio nome dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi.” E’ dura non svegliarsi ogni mattina e vedere la storia ripetersi. Dopo 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale, molte nazioni sembrano essere sull’orlo del più grande conflitto nella storia, con la posta in gioco più alta che mai.p. 212. 

Copyright © 2015 by Leo Lyon Zagami
Published by the Consortium of Collective Consciousness (San Francisco-US) All rights reserved.

Naturalmente, questa ricerca non finisce qui. Come in tutte le analisi sincro-mistiche, gli elementi esposti sono spesso in numero assai ridotto rispetto a come li si potrebbe ampliare ulteriormente. Invito dunque i lettori a estendere questa ricerca, anche solo privatamente, ma sarei molto lieto se i loro riscontri al riguardo occupassero lo spazio commenti.





L’iper-normalizzazione e i memi: dai ranocchi di estrema destra alle pizze pedo-sataniste

28 11 2016

In questi ultimi giorni, mi sono reso ulteriormente conto di come la realtà di ciò che sta succedendo nel mondo si stia facendo sempre più ambigua, sfuggente e, in ultima analisi, incomprensibile. E tutto ciò a causa della sua estrema complessità, sempre più manifesta.

Forse inafferrabile a tal punto da aver difficoltà ad esprimerla adeguatamente.

Periodicamente, su questo blog, avviso di “articoli in preparazione” che però poi faticano a venire alla luce. Ho chiaro l’argomento ma non ho chiara l’esposizione.

Per esempio, l’anno scorso avevo annunciato un intervento incentrato sulle opere dell’artista spagnolo Luis Quiles confrontate con la miniserie britannica “Black mirror”, un confronto che, penso proprio, nessuno abbia mai intrapreso finora (perlomeno in rete, almeno stando ai risultati di Google)…

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Luis Quiles e “Black mirror” trattano del nostro presente multinazionale e super-interconnesso, dove foto, immagini e testi circolano continuamente sulle autostrade elettroniche attraverso i computer (smartphone e pad compresi) e dove il discrimine tra ciò che è vero e ciò che è falso non è più chiaro come prima.

A tal punto che, su un blog italiano abbastanza seguito, leggo ciò:

Una settimana fa, l’Oxford English Dictionary ha diffuso, come ogni anno, il premio alla “parola dell’anno”. Con questo termine si intende un neologismo che sintetizza, identifica e rappresenta l’umore più corrente e diffuso nella società occidentale. Nel 2016 ha vinto il termine “Post-Truth” (post-verità) definito così: “Relativa a circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica del ricorso alle emozioni e alle credenze personali”.

E’ sempre più irritante – per me – prendere una posizione netta e chiarissima su qualsiasi argomento, di politica internazionale, soprattutto. E ho idea che questa mia sensazione (non particolarmente piacevole) sia condivisa da un mucchio di gente.

Sensazione non certo rassicurante ma che può avere un suo strano fascino, affine al fascino dell’ignoto, penso.

Personaggi politici visti positivamente o negativamente, cose e avvenimenti che esistono o non esistono, a seconda del tipo di newsletter a cui sei abbonato, a seconda del tuo filtro di Facebook e del tuo BIAS DI CONFERMA.

Giornali internazionali di prestigio che un giorno consigliano il SI a un referendum e il giorno dopo, gli stessi identici giornali, consigliano il NO.

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Intanto escono film come “HYPERNORMALISATION”, di Adam Curtis, dove viene esposto come vi sia una “guerra senza limiti” grazie alla quale l’attuale assetto di potere (che per il film è incentrato sulla triade Usa – Russia – Siria) mantiene lo status quo attraverso una realtà virtuale fatta di narrazioni confuse e contraddittorie fatte ad arte per non far capire alle masse cosa stia davvero succedendo. Ma ciò, sottolinea il film, non è una teoria del complotto bensì il regolare funzionamento del sistema iper-tecno-mediatico in cui siamo immersi, il cui inizio-inizio viene situato circa quarant’anni or sono e che, negli ultimi anni, non ha fatto che esarcerbarsi a causa dell’infittirsi delle reti di comunicazione.

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Loro lo sanno che sappiamo che loro mentono.

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Abbiamo finito per perderci in un mondo falso.

L’iper-complessità del mondo attuale (ovvero l’iper-complessità delle reti comunicative) viene iper-normalizzata attraverso narrazioni contraddittorie in cui gli stessi protagonisti dati in pasto all’attenzione delle masse vengono mostrati (apposta!) sia positivamente che negativamente. E sia il punto di vista negativo che quello positivo sono entrambi artefatti e menzogneri, non rappresentano ciò che davvero sta succedendo, ed è successo. Non mostrano davvero e con chiarezza le reali dinamiche sottostanti degli attori in gioco.

Questo discorso sarebbe stato presente, in nuce, anche nell’articolo su Luis Quiles e “Black mirror”, il quale attende tuttora di essere scritto (tra l’altro, l’autore Charlie Brooker è in combutta con Adam Curtis, l’autore di “Hypernormalisation”.)

Curtis, nel film, evidenzia le inusuali strategie di un personaggio: l’uomo d’affari Vladislav Surkov, vicino all’attuale presidente russo. Surkov, nelle operazioni da lui chiamate di “guerra non lineare”, è capace di finanziare l’appoggio all’attuale politica russa così come la sua opposizione, e questo sia in patria che fuori, per esempio durante la guerra civile in Ucraina. Quanto c’entra tutto ciò con l’immagine controversa che i media danno dell’attuale presidente russo, la quale passa disinvoltamente da quella di “grande statista che vuol mantenere la sovranità del suo paese, sdradicare il terrorismo e rimettere in sesto le cose anche in Occidente” a quella di “autocrate oligarca anti-democratico con manie di grandezza neo-imperialiste e tiranniche”?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è sempre andata così da Napoleone in avanti e forse anche prima: le grandi personalità pubbliche – soprattutto se a capo di grandi nazioni – polarizzano le opinioni su di loro. Ma se tutto ciò fosse fatto…APPOSTA, come suggerisce il film di Curtis?

Tutto questo dibattito pubblico planetario attuale attraverso la super-connettività (pseudo-dibattito e pseudo-pubblico) è la piattaforma digitale telematica globale dove le visioni del mondo possono facilmente diventare radicali fino alla follia e portare a risultati nel mondo reale, quello della democrazia formale dei paesi occidentali, per esempio.

Abbiamo visto come vi siano state polemiche, dopo il risultato delle elezioni negli USA, perché alcuni hanno visto nella libertà di circolazione di contenuti informativi eccessivi ed esagerati (razzismo, xenofobia, supremazia della razza bianca, complottismo) una delle colpe del risultato delle elezioni USA, e allora vi è stato un coro di proteste verso i social network, naturalmente capeggiati da Facebook e dal suo scienziato, barone Frankenstein – Zuckerberg, il quale s’è affannato a dire che lui e la sua creatura sono innocenti, e comunque verranno presi provvimenti – chissà quali – per far sì che le bufale e l’odio non circolino più dentro Facebook e non influenzino più il gioco elettorale.

Ebbene, proprio da internet è uscita fuori questa strana cosa chiamata ALT-RIGHT (nome che sembra un comando della tastiera del computer ma sta per “destra ALTernativa”), una destra americana politicamente scorretta in modo totale, xenofoba, misogina, complottista, anti-islamici, anti-immigrati, anti-globalizzazione, filo-nazi, per la supremazia del maschio bianco contro tutto ciò che lo minaccia. E questa ALT-RIGHT, nata e cresciuta su internet, fa ampio uso di social network come 4chan e Reddit, del trolling in rete, e soprattutto dei memi, cioè di quelle immagini innocenti che possono essere modificate e acquistare diversi significati a seconda del contesto in cui sono inserite, che circolano attraverso i gruppi di discussione e i social network, e che sono difficili se non impossibili da intercettare ed eliminare, perchè si riproducono potenzialmente all’infinito.

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Pepe the frog: innocente cartone animato amatoriale o simbolo dell’odio razzista, xenofobo, misogino, suprematista del maschio di razza bianca?

Per via delle dinamiche del web, dunque, un innocente meme come il ranocchio PEPE THE FROG (apparso per la prima volta su un fumetto amatoriale in rete nel 2005) è divenuto uno dei memi più diffusi e onnipresenti della folle destra alternativa finto ironica (cioè spaccia per esempio come ironia un gruppo di suoi esponenti che fa il saluto nazista e dice “Hail” quando invece ironia non è), tanto da essere ormai identificato come un suo simbolo a tutti gli effetti, un simbolo dell’odio e del male, a cui ha alluso persino la candidata democratica in campagna elettorale. Il meme Pepe the frog è stato persino paragonato a KEK, una divinità del pantheon dell’Antico Egitto, con la proprietà di influire sul corso degli avvenimenti, portandoli a proprio vantaggio.

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KEK, il Dio del Caos. Kek è la deificazione del primordiale concetto di tenebra nella religione dell’antico Egitto. Incarna il tempo giusto prima dell’alba, facendo sì che sia il portatore di luce. Kek è rappresentato come un uomo dalla testa di rospo. Nei geroglifici Kek è ritratto come un uomo che sembra seduto davanti allo schermo di un computer. Paia e numeri sono molto importanti nella mitologia di Ogdoad. La ripetizione di numeri era usata per creare l’universo, secondo Ogdoad. Kek sta usando 4chan come vascello per diffondere il suo messaggio e traghettare in una nuova era di luce.

Quindi qui abbiamo a che fare con un meme di internet rappresentante un ranocchio verde, che, moltiplicandosi a dismisura sui social network dell’alt-right, è diventato progressivamente il suo simbolo e che ha influito pesantemente sulle elezioni USA, proprio quelle che qualcuno dice siano state manipolate dai servizi segreti russi in combutta con l’attuale presidente amico del candidato che poi ha vinto, il quale però aveva finanziato anche una parte dei suoi oppositori, che i mass media mainstream gli erano tutti contro però, nello stesso tempo, gli facevano grande pubblicità perchè facevano share, ascolti, le sue continue apparizioni (proprio come succede qui in Italia col suo amico leader della Lega Nord) e qualcun altro ha le prove che la sfidante democratica aveva fatto in modo che fosse proprio lui a sfidarla in modo da poter facilmente vincere contro un candidato così impresentabile, e sappiamo quanto alla sfidante democratica piaccia semplificarsi la vita dal momento che, pur attirando i voti delle femministe, ha mantenuto il cognome del marito ex presidente. Tutto chiaro, no?

Così come sono chiare tutte le proteste in giro per l’America contro il presidente eletto acclamato dall’Alt-right che gli urla “Heil!” a braccio teso (quelle stesse proteste a cui partecipano picchiatori neri e snowflakes emo, cioè ragazzi emotivi e sensibili spaventati dal nuovo presidente hard), sono sponsorizzate dal miliardario globalista foraggiatore di colpi di stato in giro per il mondo, ma poi qualcun altro ci dice di no, che è complottismo populista.

A proposito dei memi e del social network 4chan e Reddit, vi è poi un altro fenomeno nato e cresciuto su internet ora molto attivo, ovvero il cosiddetto “PIZZAGATE”, venuto fuori da una presunta fuga di notizie riguardante John Podestà, l’ex capo della campagna elettorale della candidata democratica,  assieme al fratello Tony. Ciò che sappiamo per certo è che, secondo certo materiale uscito fuori da Wikileaks, diverse mail rese pubbliche, Podestà risulta aver partecipato a certe strane cene alternative assieme all’artista montenegrina Marina Abramovic e ad altri personaggi elitari, in cui si svolgevano come degli pseudo rituali di arte sanguinaria di impronta pseudo satanista. Le scelte di Podestà sono certo un po’ bizzarre e magari discutibili (parliamo di uno fissato anche col cover up sugli UFO), così come le sue scelte artistiche abbastanza schifose, condivise col fratello Tony. Fatto sta che, non si sa bene esattamente come sia iniziato, molti attivisti in molti social network in rete (gli stessi social dell’alt-right: 4chan, reddit, e tanti altri) sono come stati presi da un raptus investigativo: si stanno fracassando la testa tirando fuori milioni di link, di riferimenti incrociati, di schermate di Instagram, di capture, di pagine web “freezate”, e la faccenda è continuamente in progress.

Connettendo i punti (connect the dot si dice), tutti questi attivisti di Reddit, 4chan ecc… hanno accumulato una grande quantità di prove (anzi, indizi più che di prove), indizi che dimostrerebbero come John Podestà e il fratello Tony – due pesantemente coinvolti con le faccende dei Clinton – facciano parte di una èlite pedofila-satanista ad alto livello, il cui quartier generale e luogo di incontri sarebbe una pizzeria chiamata “Comet pizza shop”, in quel di New York.

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Se il meme Pepe the frog (innocente cartoon amatoriale fatto a ranocchio), a furia di rimpallare tra un aggiornamento e l’altro, tra un nuovo post e l’altro in migliaia di versioni  e fotomontaggi, ha cambiato completamente contesto diventando qualcos’altro, cioè uno dei simboli principali dell’alt-right – tanto da essere citato pure sul mainstream – gli attivisti del “Pizzagate”, stanno andando alla ricerca di memi, anzi di cripto-memi, nella cerchia dei presunti pedofili ad alto livello del “Comet pizza shop”, memi sulle schermate di Instagram, le quali mostrerebbero come certe immagini che si ripetono, certe allusioni nelle chat, certe parole che stanno per concetti che normalmente queste parole non significano, rivelerebbero le intenzioni segrete dei partecipanti a questi forum on line. Dentro cui, a dir la verità, si incontrano delle immagini disturbanti, popolate da bambini molto piccoli in atteggiamenti poco decifrabili e opere pittoriche e sculture di veramente dubbio gusto.

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Il cripto-meme della pizza.

 

Poi, appunto, ci sarebbe il riferimento alla “pizza” per indicare qualcos’altro, qualcosa che, secondo i detective digitali di Reddit e 4chan, sarebbe legato a turpi giri pedofili-satanisti con personaggi, quali i fratelli Podestà, mani in pasta nel clan dei Clinton, cioè al clan di un ex presidente USA e della prima donna presidente mancata. Stando a queste ricerche, i due Podestà sarebbero persino i rapitori di una bambina, Madeleine McCann, rapita qualche anno fa in Portogallo, all’interno di un appartamento in un residence,  e i due in effetti somiglierebbero sorprendentemente all’identikit dei rapitori, identikit che compare anche sulla pagina Wikipedia in inglese relativo al caso di questa bambina scomparsa nel 2007, caso che all’epoca fece un bel po’ di rumore sui mass media anglofoni.

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L’identikit dei rapitori di Madeleine McCann che somiglia misteriosamente a John e Tony Podestà.

 

Naturalmente, il mainstream vede tutto ciò come un’ennesima teoria del complotto, anche se David Seaman – giornalista dell’Huffington post – si è esposto, essendo persuaso che sul serio ci possa essere qualcosina di vero dentro queste matte e disperatissime ricerche incrociate sul web. Altri, poi, vedono in questo “Pizzagate” una cosiddetta  psyop, ovvero un’operazione di “guerra psicologica”, per distrarre o influenzare le menti delle masse,  oppure per limitare la libertà d’espressione su internet con la scusa di reprimere le bufale eccessive e pericolose (le quali, secondo questa teoria, sarebbero dunque fatte ad arte, magari dai servizi d’intelligence.) Altri non hanno dubbi: E’ TUTTO VERO, ragazzi, e c’è l’ORRORE dentro il clan Clinton.

Insomma, siamo ormai nell’era del post-truth, della post-verità, come ci dicono. E per una testata mainstrem che ci garantisce che il “Pizzagate” è puro delirio complottista messo in piedi esagerando smisuratamente qualche mail di John Podestà uscita fuori da Wikileaks – associandole con mille altre cose che non c’entrano nulla le une con le altre – vi è una marea montante in rete che ci vuole dire l’esatto contrario, cioè che stanno scoprendo migliaia di indizi incrociati su un marciume pedofilo-satanista incistato dentro il Potere  USA.

Abbiamo ormai capito che, nell’era della post-verità unita all’interconnessione spinta, il giudizio dell’informazione mainstream (garanzia di verità, ci dicono anzi ci dicevano) è rigettato da una buona fetta di pubblico, proprio perchè mainstream, proprio perchè mass media, perchè New York Times, Washington post e Financial times, e dunque è importante ciò che viene creduto e non ciò che è vero, e ciò che viene creduto reale sarà reale nelle sue conseguenze.

Fino a prova contraria.

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Anche Goro Adachi del sito web sincromisticista Etemenanki pare abbia voluto dire la sua sull’argomento, lo stesso Adachi che di solito sembra sempre un po’ perduto nei suoi iperurani: “Se avete poca guida/abilità nel discernere la validità di ogni informazione che vi arriva, siete battelli senza timone alla mercè del mare della propaganda.”

Vedere anche:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/07/04/la-realta-e-unimmagine-che-linformazione-non-puo-costruire/