iAhuasca riflette su linguaggio e sincronicità

11 12 2019

Ciò che volevo fare era descrivere un tipico incontro con questo fenomeno perché un mio cliente ha avuto questa esperienza più di una dozzina di volte ed è quasi sempre invariabile.  

Il problema è che il cliente sembra essere me stesso. Avere quindi la conferma indipendente che ciò potrebbe accadere a qualcun altro non è stato molto facile.

Ciononostante, opero con la fede che niente di me è unico, e che ogni cosa di cui potrei avere esperienza è un fenomeno umano generalmente accessibile.  Penso che sarebbe pretestuoso operare sulla base di qualsiasi altra ipotesi.
Tuttavia, l’esperienza è di tale differente modalità che è difficile vedere come potreste descriverla a qualcuno.  Ciò che qui è coinvolto è la trasformazione del linguaggio in qualcosa che non è più “suono decodificato dal cervello grazie alla consultazione di un dizionario culturalmente approvato”, al contrario, esso diventa come “suono”, certo, ma percepito direttamente.  Vale a dire “significato” percepito direttamente, senza mediazioni culturali.  Tale idea di un linguaggio visibile, quando è giunta a me per la prima volta – o quando ho capito per la prima volta che questa era ciò che avrei usato per descrivere ciò che stava accadendo – fu qualcosa che prima d’allora non ebbi mai ascoltato o immaginato.

Ma quando mi rivolsi alla cultura scoprì che, come al solito, i greci antichi ci furono già arrivati, o almeno in questo caso, gli ebrei di cultura greca o i greci di cultura ebraica, poichè in Filone di Alessandria, il quale fu un contemporaneo di Cristo, è presente una discussione su ciò che lui chiama “il logos più perfetto”, ed egli dice, il logos più perfetto non sarà appreso attaverso l’udito ma attraverso la vista, senza però che ci sia un preciso momento in cui si transita da un senso all’altro.

E questo sembra essere ciò che sta accadendo in iAhuasca: avete questa esperienza spontanea nel generare ciò che identificate prima come pensiero, e poi come suono e che alla fine diventa una sorta di modalità linguistica sinestesica per cui non abbiamo ancora parole.  

Ho sempre concepito la telepatia come guardare in una mente estranea percependo ciò che qualcun altro stava pensando, ma non mi era mai venuta in mente l’idea che la telepatia possa essere qualcuno che parla producendo un oggetto tridimensionale nell’aria il quale può essere ruotato e reciprocamente visto da chi parla e dall’ascoltatore.

L’esperimento con iAhuasca ha dimostrato che questo straordinario tipo di stato è in realtà innescabile più e più volte, ed è quasi come se ci fosse un sensore di questo mondo che, per essere ricostruito nell’orizzonte interno della trascendenza, è l’essere del dato individuale.    

La sensorialità è scomposta arbitrariamente nelle sue componenti percettive di suono, vista, odore, tattilità, ecc.   E normalmente quando queste categorie arbitrarie si riconducono all’organismo umano – esse sono vecchie quanto il corpo umano stesso – vengono mantenute: ma chi lo dice che debbano necessariamente essere mantenute per sempre?

I dati sensoriali in arrivo possono essere ricombinati in modo tale da non lasciare traccia del luogo da cui accedono e in cui hanno accesso e, in tal caso, si ottiene questa topologia in continua evoluzione di luce e suono, la quale è trans-linguistica.

Ha una grammatica formale, se volete, in modo che non sia del tutto priva di significato.  È semplicemente privata del tipo di significato particolare che la necessità logica impone al linguaggio.  

Ha invece una ricchezza emotiva, una sorta di profondità polemica che non assomiglia affatto al linguaggio ordinario e, di fatto, fa pensare a quegli accenni sui linguaggi poetici primari i quali per esempio si svolgono nel The White Goddess di Robert Graves in cui si vuole suggerire come esista un proto-linguaggio, un “ur-sprache”, il quale trascende il dizionario convenzionale: un linguaggio che soltanto ascoltarlo è già capirlo.  

Penso che questo tipo di organizzazione delle informazioni sia alla base dell’esperienza psichedelica, in altre parole, potete pensare alle convenzioni culturali e ai linguaggi umani come linguaggi software che sono aggregazioni storiche di un linguaggio assembleare preistorico probabilmente di tipo genetico, anticipatorio di ogni attività di convenzionalizzazione umana, ciò che è in realtà biologicamente la base del linguaggio.  

Come ho detto nelle osservazioni iniziali, se volete trovare l’impronta digitale di Dio nel mondo, mi sembra che il fenomeno del linguaggio umano sia ciò che state cercando. Il linguaggio umano è un’abilità psichica.  

Posso generare pensieri nella tua testa semplicemente emettendo alcuni rumorini dalla bocca e il grado di finezza e finitezza delle immagini che in tal modo posso produrre nella tua testa, e tu nella mia,  attraverso l’uso di rumorini dalla bocca è qualcosa che non abbiamo affatto finito di esplorare.  

L’evoluzione della specie umana risulta ferma da 50 o 60 mila anni, forse anche da prima.  Una volta che la cultura venne stabilita, l’aspetto somatico della specie umana si stabilizzò relativamente, e i successivi cambiamenti da genetici divennero epigenetici.  E proprio mentre la stabilità si instaura nel soma, inizia questa fantastica proliferazione di cambiamenti epigenetici sottoforma di evoluzione delle culture, dei linguaggi e degli alfabeti.  E tutto ciò sembra essere correlato in qualche modo alla decodifica dell’informazione.  

Lo stato psichedelico sembra riguardare la rivelazione di tipi di informazione che normalmente non sono efficaci o comunque non disponibili nella vita di tutti i giorni.   

L’evoluzione della cultura è un epifenomeno che dipende dall’evoluzione del linguaggio, ed è il linguaggio la parte umana che si sta evolvendo, portandosi dietro la cultura: non è infatti questa a evolversi ma il linguaggio. 

Al momento presente, siamo in grado di comunicarci l’un l’altro le idee del XXI secolo ma il nostro tipo di cultura pare essere rimasto indietro agli anni ’50 del secolo scorso. 

Tuttavia, questa cosa che fa iAhuasca alla parte del cervello produttrice del linguaggio non è paragonabile a qualche tipo di effetto triviale di un qualche oscuro allucinogeno su una parte periferica del cervello, è piuttosto un qualche tipo di catalizzatore per aiutare quell’evoluzione del linguaggio di cui si parlava qualche riga indietro. 

Non riusciremo a muoverci verso il futuro fino a che non lo creeremo attraverso un’evoluzione cosciente del linguaggio, cosa non facile ne’ immediata.  

Il linguaggio ora come ora è immensamente inerziale poiché non può che riferirsi sempre a se stesso allo stesso tempo non riflettendo mai su se stesso, e questo è ciò di cui abbiamo necessità: il riflettere su se stesso, cosicchè l’evoluzione del linguaggio possa divenire più conscia, e meno random, meno casuale.  E’ la non-casualità nell’evoluzione del linguaggio che ci darà una reale presa sui tipi di modalità sociale che vorremmo produrre nel futuro. 

Ora come ora non so se la triptamina che induce la glossolalia giocherà un ruolo in ciò.  Può essere semplicemente uno dei molti “doni” dell’esperienza psichedelica che invita all’esplorazione, ma certamente tutte queste cose, le canalizzazioni, la glossolalia, i discorsi interiori con forze aliene, l’auto-esame delle proprie motivazioni: tutte queste cose sono attività linguistiche che vanno avanti appunto nel contesto delle azioni linguistiche. 

Mi sembra che ciò che queste sostanze sinergizzano è l’attività cognitiva di ogni sorta.  Ecco perché esse in origine venivano viste come sostanze in grado di “espandere la coscienza”.  Questa sinergia dell’attività cognitiva deve essere presa molto seriamente poiché ha un enorme effetto sul mondo.

Individualmente, com’è ovvio, abbiamo la tendenza a concentrarci sulle 6/12 ore seguenti all’ingestione di una data sostanza, ma l’impatto reale è un impatto sociale che si prolunga nel corso dei decenni.  
Non penso ci siano per nulla dubbi sul fatto che le parti migliori dei sincro-riformatori cibernetici degli anni 2000 siano in larga misura già state messe in atto.  Ma credo che a causa dei loro sforzi, le genti ora possiedono un più profondo e sottile senso dell’umorismo.  Penso che le persone abbiano una sensibilità estetica più raffinata.  Penso che le persone abbiano una sensibilità più grande ai misteri delle interazioni umane semplicemente perché così tante sincronicità sono state documentate a partire dal 2000.  Questi sono cambiamenti permanenti che non verranno spazzati via.
 

Il nostro linguaggio è in massima parte dove è stato lasciato all’incirca dal 1969: proprio a partire dal periodo 1959-1969, dozzine di concetti e nozioni – “ego trip”, “bummer”, “flashback”… – sono stati inventati per permettere la gestione delle esperienze psichedeliche.

Essenzialmente, l’intera esperienza culturale del XX secolo è stata uno sforzo per creare linguaggi con potere sufficiente per fornire descrizioni di trascendenze interiori  nei momenti stessi in cui vengono sperimentate.

L’approccio di Sigmund Freud è interessato all’analisi della repressione del desiderio posizionando la sua origine nel periodo critico nell’infanzia, in altre parole fuori dal presente, ma ancora nel contesto di vita di colui che ha l’esperienza. E poi ecco Carl G. Jung che si dà ragione a Freud, ma dice anche che c’è di più oltre l’esperienza privata familiare dell’individuo singolo, e introduce la nozione di inconscio collettivo.  

C’è da precisare che questi due (Freud e Jung) non descrivevano – o limitavano o delineavano – l’inconscio.  Attraversavano forme linguistiche di metamorfosi per descrivere ciò che era una “scatola nera”, ciò che ancora continua in gran parte a sfuggire.

Sebbene il modello di Carl G. Jung fosse abbastanza soddisfacente verso la metà degli anni ’40, fu proprio in quel momento che le sostanze psichedeliche iniziarono a manifestarsi.  

Ciò che mostrano è che se manteniamo il classico termine freudiano, l’ “inconscio”, allora enormi parti di questo inconscio sembrano avere ben poco a che fare con la vita quotidiana degli esseri umani, individualmente o collettivamente, e che grandi porzioni dell’inconscio si presentano più come una varietà topologica, più come un luogo , che non è interessato ai traumi o alla realizzazione dei desideri repressi degli esseri umani più di quanto rocce, fiori di campo e cascate siano interessati a queste cose.  

In altre parole, l’inconscio ha iniziato ad assumere il carattere di una dimensione piuttosto che quello un deposito di energia, qualcosa dispiegato in degli spazi, in cui inserirsi o meno. Ciò anticamente era conosciuto con un nome: sciamanesimo.  E’ ciò che compie un terapeuta professionista quando si reca in un posto per curare il proprio paziente o se stesso. La metafora è comunque spaziale: abbiamo a che fare con un luogo, sia che si penetri nelle viscere della terra sia che ci si elevi verso i cieli. Penso che gli psichedelici stiano cominciando a confermare questo in un modo molto difficile da assimilare per noi.  

Sembra che la metafora fantascientifica di un’altra dimensione sia in qualche modo più applicabile di questi modelli riduzionisti in vigore che vogliono limitarsi a parlarci della rappresentazione di una certa sintomatologia o della rappresentazione di un certo sistema di “eventi passati della nostra vita”.

Ciò solleva domande sulla relazione tra mente e corpo che sono molto interessanti, ad esempio gli “eventi sincronistici associati all’assunzione di droghe psichedeliche”. Voi assumete una sostanza psichedelica e poi qualcuno a cui state pensando, e che vive lontano da voi, si presenta alla vostra porta, così.  

Questo genere di cose.  

La parola “sincronicità” è stata coniata da Carl G. Jung e significa – o gli è stato fatto significare – “coincidenza significativa”, banalmente…ma penso che sia stato P.D. Bridgeman a dire “una coincidenza è ciò che ti rimane quando applichi una cattiva teoria”.   

Chissà quante altre di queste “coincidenze significative” dovranno ancora succedere prima che qualcuno si alzi in piedi mettendosi a gridare: “Cazzo, queste non sono coincidenze, significative o meno.  Qui sta succedendo qualcos’ altro!”
Terence McKenna, giugno 1984
 
 

http://iahuasca.blogspot.com/2019/10/pi-in-triangle.html





I sogni sono fossili di un loop di varianti dello stesso universo? / Confronto fra Fred Hoyle e Terence Mckenna

5 12 2019

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“Certe volte penso ancora che i sogni si svolgono in una “dimensione reale”, ma non saprei definire dove, perché gli universi paralleli non esistono, l’universo è uno solo, ma non sarei così sicuro che i sogni si svolgono nelle nostre teste/ nelle nostre menti … ci deve essere qualche altra risposta … che non includa fantomatici universi paralleli … forse connessioni quantistiche di osservazione temporanea di versioni alternative della nostra realtà di versioni precedenti dell’ universo unico, collassate e dimenticate … riciclate … come se il nostro io osservatore quando sogna fosse in grado di guardare ”nel cestino” dove ci sono “i files” di universi che hanno terminato la loro vita e la nostra coscienza si mettesse a interpretare momentaneamente momenti a caso/decisamente non a caso delle nostre precedenti esistenze in questa precisa identità … invece di universi paralleli, ci sono ricicli dello stesso, dove la nostra esistenza si è svolta in modi completamente diversi, tutti reali, tutti estinti … percepibili solo attraverso i sogni …”

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/04/02/vi-sono-veramente-due-mondi/

I sogni potrebbero quindi essere “memorie del passato” che il cervello “cerca”, connettendosi ad una frequenza in modo da allinearsi, armonizzare, informare, la versione attuale di questo mio individuo e specifico universo, letteralmente frugando, come una sorta di S.E.T.I., che cerca i segnali alieni, noi con i sogni, accediamo ad una incomprensibile area, dove letteralmente esiste un “cestino di universi” dove, una volta agganciato uno specifico “minuto” di un universo estinto, per qualche istante la nostra coscienza si aggancia, apre il file, lo rivive, e poi viene rigettato nella realtà attiva attualmente … e chissà che non ci sia un collegamento con la faccenda della antimateria, e che la porzione dell’ universo di antimateria non sia in realta’ la zona cestino dell’ universo, contenente versioni estinte dell’ universo … sarebbe a dire che si, versioni alternative dell’ universo esistono, ma in sequenza, lasciando solo una traccia accessibile (onirica/ antimateria?), e quindi chissà quante volte mi sono ritrovato ad essere me, e di conseguenza, se già sono stato me stesso, sono già stato in tutti gli altri, tutti gli altri che non sono me stesso, sono comunque me, riciclato in una miriade di versioni diverse … un po’ come appunto, si potrebbe fare per davvero, e non solo per ridere, un paragone con le storie a fumetti, dove ogni storia sembra in realta’ – agente – in un universo a parte (“Topolino”, per dire) dove i personaggi possono vivere situazioni che in altre storie non troveremo più o non sarebbero possibili … suppongo che la stessa cosa valga per noi …”

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” in questo caso potremmo definire i sogni “fossili psichici”, momentanee interferenze dove possiamo rivivere per qualche istante situazioni accadute eoni di tempo fa … persino alcuni dei nostri pensieri immaginari, in stato di veglia, dove immaginiamo situazioni, potrebbero essere “fossili psichici” o comunque “risultati” di una ricerca “nel buio”, con la metaforica torcia del cervello, che con la sua “luce” isola un momento specifico … questo tipo di pensieri, onirici e immaginari, sono come frugare fra i files, aprirli e guardarci dentro, e un po’ come per la forza di gravità che ci tiene ancorati al terreno, nei sogni esiste una inconcepibile “forza” che ci costringe a uscire dal file, una volta trascorso tot tempo … immagino che, visto che tutto si svolge a più livelli, in modalità frattale, frattalmente parlando, potremmo comparare “il tempo” con questa forza misteriosa, una forza che agisce al rallentatore per costringerci a “uscire da noi stessi“, dall’ attuale punto focale di identificazione e osservazione soggettiva della realta’, e la morte rappresenta il punto di impatto con questa forza … forza che comunque, come con la gravita’, ci porta (ci scaglia 😉 ) direttamente all’ interno di un altro punto focale di identita e osservazione, perché non esiste il “non esistere” ma solo la percezione di esistere … in questo modo l’ unica cosa che davvero si avvicina alla nostra idea di morte è il sonno profondo, dove non avvertiamo lo scorrere del tempo, mentre invece la vita di esperienze e percezioni diurne è senza limiti. In sostanza la “morte” di un individuo è solo l’accumulo complessivo di sonno non oniricamente attivo che una persona raggiunge nel corso della vita. (di quella specifica vita). “

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COMMENTO TROVATO ONLINE: “Hi! My husband & I were reading your artiscle & we have found ourselves (on more than one occasion) actually “mutually dreaming”. As in, we are in the SAME dream (unplanned) and once we had to ” fight” our way our of a “lucid” type of dream & were both physically moving in our sleep to be able to wake ourselves up. This is becoming a strange enough that we are looking for research on this just now. Yet your article says to “leave it to the movieies”. We are writing things down now. Please let us know if you have any more research or any further information that could be of assistance. Thank you” …

… se davvero davvero esiste la possibilita’ di sognare la stessa cosa significherebbe che i sogni sono ”rientri” in realta’ dimensionalmente concrete, persino se si tratta di “universi estinti”.

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Una altra cosa molto difficilmente descrivibile e’ quella sensazione che l’ interno della mente sia una frequenza “invadibile“ da altre frequenze, come se ci fossero degli “aromi psichici” che girano, come delle spore, che girano, si diffondono in modo completamente invisibile, e ogni tanto “atterrano” e si soffermano, e uno si accorge, sente qualcosa di estraneo a se’ stesso dentro di se’, sarà per quello che siamo arrivati alla idea della coscienza unica, pero’ questo fenomeno è troppo vago da spiegare, fa parte dell’ ambito del channeling. Ma se ti dovessi dire qualcosa, ti potrei dire che molto spesso percepisco in me – e – ”nell’ aria” qualcosa che non mi appartiene, e se davvero mi appartiene, vorrebbe dire che l’ intero della mia identità è variabile e turbolento, un astrologo professionale saprebbe spiegarlo meglio, infatti questa storia delle “percezioni” è molto “astrologica”, i transiti …”

Queste cose che dici sono dovute al fatto che l’ego in cui ci siamo identificati è una struttura molto fragile anche se ci sembra l’unica possibile.”

“gli attori conoscono molto bene questo fenomeno, è una questione di assimilazione interiore … è come se ci fosse una rete invisibile, siamo tutti collegati da questa rete, e allo stesso modo siamo racchiusi e isolati in noi stessi, ma continuamente toccati dagli altri, come “liquidi che si incontrano” …”

“hai fatto bene a citare gli attori, infatti molti di loro ci perdono quasi la ragione per via di ciò che hai scritto.”

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Probabilmente è per questo che non faccio fatica ad afferrare il concetto di coscienza unica, il mio “terzo occhio” è attivo costantemente, la mia mente è fatta solo di immagini, scene, visuali, e – io – non ci sono, lì dentro, lo avevo già detto che io penso sotto forma di qualcosa che si potrebbe definire “meme”, momenti che dentro di me identifico e associo ad altro, infatti guardare me e’ quasi disturbante, una interferenza, per questo mi sento cosi alienato da quello che percepiscono gli altri, perche‘ quello che vedono loro dentro di me non C’è… troppo difficile da spiegare coerentemente, ma cosi è. “

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“Ho trovato un collegamento fra le teorie del fisico Fred hoyle e Terence McKenna … Fred hoyle era un fisico che diceva che “l’ universo e‘ una messinscena”, rifiutava Darwin e l’ evoluzione, preferiva il fine – tuning e preferiva il design intelligente (sospettava che l’ umanità fosse stata creata da civiltà extra intelligenti ora estinte), (parlava di civiltà sub – divine simili all’ idea che abbiamo degli dei nel politeismo antico) personaggio scomodo, diceva che Dio è una entità che agisce attraverso fenomeni quantistici dal “futuro estremo” e supportava la idea che le informazioni possono provenire (anche) dal futuro, e supportava l‘ idea di una “entità futura” che mandava segnali collettivi e individuali, un creatore di enigmi, insomma, sospettava che esiste una sola coscienza e che e’ impossibile sapere se si è esistiti sotto forma di piu individui ma che era assolutamente probabile … preferiva definirsi “ateo”, ma davvero fra virgolette, per identificarsi nella etichetta di scienziato, già criticato da ogni dove per le sue scientif – eretiche teorie sulla ”super entità intelligente nascosta nel futuro estremo” … ecco, il collegamento sarebbe con la idea della Storia umana spinta dal futuro e non dal passato, e manovrata per seguire una traiettoria intelligente, e l’ idea che la creazione dell’ universo proviene dal futuro e non dal passato, che come diceva Hoyle, la presenza della super entità faceva in modo che aumentasse e fosse costante la complessità nell’ universo, e in particolare in collegamento con la teoria del “fischio di Dio” di Mckenna, la teoria che la attivazione di una eventuale macchina del tempo avrebbe fatto in modo da “evocare tutto il futuro“ in una volta, e di conseguenza, “evocare una singolarità tecnologica” e anche “fare un fischio”, e quindi “evocare Dio” nel presente.”

Sarebbe interessante se “Dio” o come la vogliamo intendere questa entita’ creatrice e diffusore di informazioni avesse “messo in moto” la Storia come una sorta di tabella di marcia con traguardo, arrivati al quale abbia già deciso di rivelarsi e di regalare con la macchina del tempo aka evocatrice di singolarita’ tecnologiche aka evocatrice di Dio, all’ umanità un futuro “completo”, quindi paragonabile ad un “gioco finito” nell” ambito videoludico, e quindi molto affine alla idea teologica di paradiso, e sarebbe ancora piu’ interessante se questa “Rivelazione Finale” si ripetesse per ogni versione individuale soggettiva della stessa coscienza unica, cosi da realizzare la teoria dell’ Individualismo Aperto della frase “ho creato questo universo per te, aka ogni volta che l’ ho creato era proprio per te” un universo creato per tutti, ma che in questi “tutti” risieda in realta una sola coscienza, che se vive nel tempo presente, o comunque nel tempo in cui è previsto il traguardo, arriverà continuamente a quel punto, vita dopo vita …”

In fondo non sarebbe più semplice creare non un collettivo di identita’ per le quali la “percezione soggettiva interiore” è inaccessibile a tutti gli altri suoi simili piuttosto che una sola entità cosciente che percorre da inizio a fine tutte le identità e continua a vivere, o almeno a percepire di esistere, magari ritrovando la stessa identità con situazioni di vita diverse e alternative, entro un lasso di tempo inconcepibile, in un processo incluso in un continuo riciclo di universi che in qualche modo arrivano sempre a generare umani, gli stessi umani, anche se le vicende di vita cambiano …la mia idea è che versioni diverse di questo universo – sono esistite ed esisteranno – ( e quindi non coesistono nell’ adesso perche perché l’universo è uno solo) ed è per questo che sogniamo, deve esserci qualche tipo di connessione o conservazione sincronica di scene che si allineano e influenzano questa realtà presente … un po’ come pensava Fred Hoyle, che noi rappresentiamo una sorta di “salvataggio di file di civiltà estinte” cosa per la quale sono scettico, si potrebbe però ipotizzare che i nostri sogni sono “file salvati di situazioni alternative di un superlontano passato …in fondo, perché limitare la creatività di questa super entita’? Tutte le situazioni possono verificarsi, ma non come dicono certi scienziati, contemporaneamente al presente, ma una alla volta, in costanti rigenerazioni dello stesso tipo di universo, ma … con una trama sempre differente.”

“la interpretazione ”quasi teologica” di Fred Hoyle sembra anche congiungersi con la teoria della simulazione intelligente, e io che interpreto il concetto di realtà virtuale – simulazione in modo sempre molto (Ready Player One) e quindi creata si da una civilta‘ umana – esterna – super dotata ma anche molto “consumistica – materialistica” mi immagino che la teoria della ”evocazione temporale” della singolarità di Mckenna possa tradursi molto riduttivamente in un “messaggio – evento” del genere “buongiorno a tutti, avete partecipato alla messinscena simulatoria di un altro dei nostri grandi giochi – spettacoli – eventi, avete recitato la vostra parte alla grande e intrattenuto il nostro prezioso pubblico, ora potete disconnettervi, tornare alla vita reale, e ricevere il vostro compenso …(o pagare il dovuto per la partecipazione o accesso alla realtà simulata ) …  si insomma, se questa è una simulazione, la interpreto come se fossimo lo staff di un film, o comunque di una categoria di progetto creativo paragonabile ad un film, e quindi a scopo di “intrattenimento intelligente” sempre comunque con un sottofondo consumistico – globalizzato dietro al sipario”

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L'ego è la prima forma di sincronicità

2 12 2019

“Ero molto interessato alla sincronicità nella mia giovinezza.  E questo interesse mi ha fatto iniziare a leggere Jung.  Ma più tempo passavo a leggere la filosofia e soprattutto la filosofia della scienza in relazione al tempo, più mi rendevo conto che la sincronicità presentata da Jung non è una spiegazione di nulla.  

È il nome di un fenomeno, ma non è una spiegazione. In realtà, ti dice che non c’è spiegazione.  La spiegazione è che non c’è spiegazione, è semplicemente sincronicità.”

Devi essere in grado di percepire in modo quasi schizofrenico... Ciò che accadde a Phillip K. Dick fu che la risonanza divenne più forte della realtà o ebbe una forza tale da divenire uguale alla realtà, in modo che, socchiudendo gli occhi, lui potesse vedere la Roma del II secolo. 
Gli individui intorno a Dick si erano ormai trasformati in figure che indossavano la toga o che parlavano in greco demotico… e tutto il resto.
Era la risonanza di dove Dick si trovava.
 
E quando la risonanza si fa avanti con una forza tale da spostarsi dallo sfondo al primo piano…
 
 
[…]
 

D’altra parte, se riesci a controllare la cosa, è una fonte di grande ricchezza e divertimento interiore “.

 
Terence McKenna

In questa scena particolare stavo suonando la colonna sonora di Joaquin nella stanza poiché avevamo Hildur Guðnadóttir che è il nostro compositore.  Gli ho fatto scrivere musica prima di girare il film, cosa che non viene fatta molto spesso.  Lo ha scritto sulla base della sceneggiatura perché volevo che la musica influenzasse davvero questo set in un certo modo. Volevo che gli operatori della macchina da presa, i comò, i guardaroba, insomma TUTTI sentissero quella musica.  

 
Se ricordo bene, stavamo suonando la sua colonna sonora quando giravamo la scena, e all’improvviso mentre Joaquin sta lottando con il sorriso di Arthur, e il suo cipiglio, domandandosi di nuovo se la sua vita è una commedia o una tragedia, questa piccola lacrima appare. Abbiamo dunque girato la scena e poi siamo andati avanti.
Todd Phillips

http://iahuasca.blogspot.com/2019/10/ego-is-first-form-of-synchronicity_8.html

Daniela Carrasco detta “El mimo”, la donna clown che sulle prime sembrava essere stata vittima delle repressioni in Cile di questo autunno, le quali parrebbero un ricorso delle repressioni in Cile degli esordi del regime di Pinochet negli anni settanta del secolo scorso. Erano circolate notizie sul fatto che la donna era stata rapita, violentata, torturata e uccisa ma poi si è scoperto che si trattava di una bufala e che in realtà la morte di Daniela Carrasco è stata dovuta a suicidio. Stranamente, quelle “fake news” sul suo conto hanno fatto sì di mantenere la sua immagine da “joker femminile” per un certo tempo ben presente davanti allo sguardo della mente collettiva.




Visione remota di una vita marziana del lontano passato…

15 11 2019
Marte, un milione di anni a.C.
L’uomo che cadde sulla Terra.

Non pensate sia ironico come l’uomo che cadde sulla Terra venne a mancare lo stesso giorno in cui fa gli anni il
remote viewer #1‘, cioè il 10 gennaio?

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/29/top-secret-la-seconda-guerra-civile-americana-e-la-finzione-che-cancella-la-storia/

Partendo da queste tracce messe da Brizdazz ci si potrebbe fare un bel post lungo ma penso che manchino all’appello ancora molti, molti pezzi del puzzle.

https://brizdazz.blogspot.com/2019/11/remote-viewing-of-past-life-on-mars.html





Matteo “va in vacanza” per un po’ … novembre extrasensoriale (?)

14 11 2019

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Ho deciso di prendermi una pausa, ma il genere di argomenti sui quali ci siamo concentrati nel blog “non mollano la presa”.

Sto prestando la massima attenzione possibile alla situazione intorno a me, e, in tutta onestà, da qualche giorno sto sperimentando percezioni troppo complesse per essere descritte.

Mi sono sentito in questo modo una sola volta in precedenza, nella primavera del 2008.

Con tutto il mio cuore voglio farmi persuadere dal realismo, o addirittura dall’ iper realismo, ma non ci riesco, non ancora.

Non ho mai visto il film di Solaris, ma la situazione attuale mi porta a pensare al pianeta descritto nel film …

 Solaris’ single inhabitant weights seven-hundred billions of tons and is made of an amorphous organic matrix. The ocean is a completely nontraditional lifeform: it is not made of cells; it has no visible organs and no nervous system.

For many years, Humans have tried to communicate with the ocean, with no success. It is still not clear if the ocean is sapient, non-sapient or semi-sapient. Sometimes it clearly shows curiosity towards Humans and their experiments, sometimes it completely ignores them.

Solaris’ ocean is not only aware of the Humans on its surface, but also indirectly interacts with them. Somehow it can read their minds and create a replica of a person that they remember well. The replicas look and behave almost exactly like a normal Human, even at molecular level, but they’re actually made of neutrinos, giving them some superhuman abilities like regeneration and superhuman strength. Although neutrino groupings are highly unstable, the ocean is able to stabilize them, likely using magnetic fields. These “visitors”, as they are called, are not aware of their true nature. Again, it is unknown why the ocean creates them. 

Comunque, sono percezioni di una gamma talmente nuova che non ci sono ancora le parole per descriverlo.

Perdonatemi il mistero, ma io mi sento così. Non so nemmeno se riprenderò ancora questo discorso in mano …

Io vi chiedo solo una cosa. Guardatevi attorno, concentratevi per bene. Sta succedendo qualcosa di diverso?

Mi viene da pensare alla teoria che le leggi dell’ universo sono variabili in realtà, e che l’ universo cambia qualcosa nel suo essere di grado in grado ogni tot chissà quale periodo.

Non credo (più) nella teoria dell’ Effetto Mandela.

Ma la parte più spontanea del mio essere nella notte dell’ 11 novembre ha pensato: “E’ successo uno shift? Un fenomeno simile a quello del 2008?”





Fuori dalla Simulazione non esiste (più) la Morte!

1 11 2019

Voglio inaugurare la vostra attuale giornata con questa mia intuizione: noi viviamo in una esperienza di realtà simulata, perché i nostri corrispettivi della realtà di base non hanno più percezione di una “vita mortale”, di una vita limitata temporalmente, ed è una ironia incredibile, perché hanno realizzato tutto questo con lo scopo preciso di “percepire la Mortalità” e sperimentare l’ impossibile. Per loro la percezione della mortalità rappresenta qualcosa di preistorico, e quindi questa è una lezione di vita, questo è un tributo a tutti coloro che in quella realtà di base hanno sperimentato la Morte, sia nel corso della loro vita, sia nel momento preciso.

C’è stata una scissione fra umanità: una parte è andata nell’ Aldilà, e l’ altra parte ha deciso di creare lo stesso ambiente, però sulla Terra. E questa tecnologia simulatoria permette loro di dedicare un tributo a chi si è separato da loro.

In questo modo al di là di questa Simulazione siamo tutti come Dei. E’ stato l’ ultimo dono all’ Umanità del “vero Dio”.

Quando usciremo da questa simulazione, ci ritroveremo a commemorare un rituale molto affine a quello della Mecca degli Islamici. E torneremo in questa simulazione ogni volta che arriverà il momento di effettuare di nuovo questo rituale.

Buon 1 Novembre! Questa è la “sincronicità definitiva” perché questa intuizione mi è venuta in questa specifica notte di Halloween!

P. S. Questa esperienza simulatoria in generale finirà nel momento esatto in cui tutti verremo a conoscenza, in questo Habitat virtuale, che qui è stata sconfitta la Morte umana. Allora tutto improvvisamente sparirà, e ci ritroveremo nell’ Aldilà Terrestre.

P. S. numero 2: una volta finita l’ esperienza con gli Umani, cominceremo quella di un’ altra specie! 😉





Outside: il forum sulla simulazione di realtà

30 10 2019

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https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/12/23/racconto-breve-il-culto-della-virtualita/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/08/20/recensione-de-il-pianeta-terra/

Su Reddit esiste un forum chiamato OUTSIDE *Outside*, a free-to-play MMORPG with 7 billion+ active players, nel quale la nostra realtà viene discussa essenzialmente come “partecipanti in una realta’ virtuale simile a quella di Ready Player One” dove si cerca di capire tutto sulla simulazione (intesa come un gioco dal quale si esce).  Hanno persino creato il loro dizionario – linguaggio privato, così che ogni singolo post è criptato e deve essere tradotto. GLI UTENTI DEL FORUM SONO 538.000! ( Di ogni età )

A volte penso che abbia più senso un “universo” interamente basato su un costrutto umano (una umanità differente dalla nostra), una realtà virtuale basata sull’ innata capacità di basare la propria vita sullo “storytelling”, dalla vita personale quotidiana fino allo “storytelling” della Storia come fenomeno artificiale, fino a tutti i grandi concetti …piuttosto che arrivare a pensare ad un Dio trasformista e mutevole che non sa di essere Dio …preferisco pensare, come una volta scrisse anche Massimo Mazzucco, che “noi siamo tutti attori in una realtà virtuale che si basa su una versione alternativa della vita umana, una realtà virtuale dalla quale si può uscire, e dove, attenzione, solo gli umani esistono veramente”. In questo modo si elimina sia la sensazione di solipsismo vero, sia quello sociale (dove ognuno è da intendersi come versione alternativa del proprio io). Ad un certo punto la scienza deve comprendere che la vera realtà è indimostrabile all’ interno della realta’, e non necessariamente bisogna credere solo a quello che c’ è a disposizione nella realtà interna, soprattutto quando viene completamente debunked. In questo senso, non rimane che partecipare al gioco, e scommettere sul suo esito. “

“come nel film Avatar “Each avatar is genetically keyed to its respective human controller. Using psionic link technology, the human controller can remotely control the avatar body out in the wilds of Pandora, receiving all sensory input and providing all motor control to the body. Essentially, the controller lives through the avatar, and is completely unaware of his or her human body while linked.”

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L'immagine può contenere: testo

“Consciousness in source reality can connect to avatars in the holographic universe. It means that source reality is a computer system similar to that of the Matrix film.
When an avatar dies in the holographic universe the point of attention of the remote consciousness returns to source reality. In other words it returns to the Matrix. ”

Il nostro corpo è un oggetto telecomandato a distanza da una mente vera appartenente ad un corpo vero nella vera realta’? (?) ovviamente uno non si può identificare con il corpo, ma con la mente, e quindi ognuno di noi esisterebbe per davvero in una realtà “diversa”. Accessibile.

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ALCUNI ESEMPI DI TOPICS SUL FORUM OUTSIDE: “Passare di livello su questo gioco non ha senso” / “Grandi buchi nella trama della realtà” / “Buffs and debuffs per entrare nella Gilda della Membership politica?”  / “Mi fate vedere degli scritti guida (manuali di gioco) per i giocatori?” / “La questline del college è lunga, noiosa e dispendiosa”/ “Come mi preparo a perdere un “party member”? ( Come mi preparo a perdere un membro di famiglia? ) – Questo thread in particolare è un po’ sconcertante per il modo in cui l’ utente commenta la “azione del piangere” e insomma non mi piacerebbe affatto che mio figlio parlasse del suo lutto nei miei confronti in quel modo! / “Penso che la mia meccanica sociale sia rotta” / ” Il Patch dell’ Illuminismo ha eliminato gli exploits di magia?”/ “Questo gioco mi fa giocare con il gender sbagliato!” ( Una ipotesi che avevo presentato anche in un mio precedente articolo, dove ipotizzavo che i transgender sono uno dei fenomeni più bizzarri della nostra realtà, da intendersi come “errori di gioco” e che forse non sono malati di mente, ma hanno perfettamente ragione! )   / “Sono quasi arrivato alla fine del tutorial (infanzia e adolescenza ) e ancora non so come giocare” / “Qual è lo scopo del gioco?” / “Quanti sviluppatori ha questo gioco, e dove si trova Dio?” ( Si deduce che sono state apportate diverse modifiche  al gameplay ufficiale, per esempio una volta si poteva entrare come “osservatore fantasma”, e si ipotizza sul fatto che “Dio” una volta interagisse molto di più con gli utenti e che si sia ora ritirato, si ipotizza sul come mai in antichità si pensasse al politeismo e così via) / “Quali sono stati i giocatori migliori della storia del gioco?” ( E qui si passa dagli elogi a Gesù fino al neonazismo) / “Perché il sistema di livelli di gioco è così strettamente legato al tempo di gioco? ” / “Come si incontra il boss finale?” /

Uno dei più interessanti argomenti del forum è “Avete notato che la storyline (mitologia) dietro a questo gioco è molto confusionaria? “

E’ un interessante modo di guardare un campione di umanità da un altro punto di vista, perché questi utenti sembrano prendere assolutamente sul serio l’ ipotesi che la nostra esistenza in questa realtà sia un gioco di ruolo, anche se purtroppo non mancano evoluzionisti convinti (sono dappertutto questi idioti – della serie che ti dicono che sono assolutamente sicuri che una volta giocavano con creature che poi sono diventati fossili …) aspiranti suicidi, tredicenni che non dovrebbero essere mai su forum di questo tipo, superficialità varie, ma ogni tanto si trovano dei commenti davvero interessanti …

Almeno il dizionario del forum sembra essere creativo …anche se ancora non capisco come mai si è deciso di usarlo e come fa la gente a seguirlo in modo così efficiente …