Un racconto psicologico – L’ uomo che c’è e non c’è

20 06 2018

Jake era un ragazzo di diciotto anni, sensibile, pacato, timido e riflessivo. La sua mente era un ecosistema di idee, immagini, mondi, dimensioni segrete. Una di esse, in particolare, lo accompagnava da quando era un bambino piccolo. Quando entrava dentro a quella dimensione immateriale incontrava una persona.

Quel giorno era particolare, perché era accaduto qualcosa che non aveva mai pensato avrebbe potuto fare. Aveva trovato un giubbotto durante una delle sue passeggiate in solitario, e lo aveva portato a casa.

E ora vagava per la stanza, osservando nervosamente quel giubbotto. Chiunque altro avrebbe visto solo un vestito maschile, ma quello per Jake era una specie di totem, un simbolo di quella dimensione segreta, quella dimensione dove le memorie remote si animavano e interpretavano quello scenario che continuava a ripetersi. Quel giubbotto emanava una personalità, e Jake si sentiva nervoso alla sua presenza, come se avesse portato a casa una ragazza che voleva fare cose con lui.

Per un attimo quando aveva trovato quel giubbotto incustodito, si era guardato intorno alla ricerca dell’ ” uomo della dimensione “, incredulo, pensava che era riuscito a uscire da lì, e materializzarsi nella realtà. Ma non poteva essere, perché quell’ uomo era una memoria fantasma.

Jake non era un ladro, ma era così che si sentiva. Nella sua mente, segretamente credeva che quel tipo di giubbotto avesse lo stesso significato per tutti, emanava la stessa attrazione gravitazionale che provava lui, quindi per quanto lo riguardava aveva appena portato a casa la ragazza di un altro uomo, che lo avrebbe scoperto, lo avrebbe trovato e gliel’ avrebbe fatta pagare. Ma non era esattamente così, perché quel vestito era un maschio, nella mente di Jake.

Toccare quel giubbotto sarebbe stato come premere un pulsante e tele trasportarsi in quella dimensione dove lo aspettava l’ uomo in nero. Jake si sarebbe presentato a lui sotto una veste diversa, lo avrebbe preso di sorpresa, perché aveva deciso di imitarlo.

E così si immerse nella dimensione, come mettere i piedi nell’ acqua di una piscina, come una realtà virtuale, era altrove, era andato a trovare l’ uomo che lo aspettava. Ma chi era quell’ uomo? Quando Jake aveva quattro o cinque anni, era un giovane uomo, un amico di famiglia, ma Jake non lo aveva più rivisto, erano passati tanti anni, e quell’ uomo aveva assunto una aura mitologica, c’ era stato e ora non c’ era più, e quell’ assenza si sentiva, Jake era nostalgico, avrebbe voluto ritornare piccolo e chiedergli di portarlo via con sé. Avrebbero vissuto come quel duo, il piccolo e il    ” gigante ” di quel film, ” Un mondo perfetto “. In un certo senso, si aspettava che da un momento all’ altro un uomo sarebbe venuto a prenderlo, e si sarebbero fatti compagnia a vicenda, come due amici. Era sbagliato? A volte combatteva questo desiderio, a volte aveva paura di quest’ uomo che avrebbe potuto portarlo via, ma c’ era qualcosa in lui, che lo attraeva in modo incomprensibile. Se glielo avesse chiesto in un certo modo, se glielo avesse proposto, avrebbe certamente accettato.

Ognuno ha il suo fantasma, così crede Jake. Gli angeli custodi non ci sono. Ci sono questi personaggi totemici, questi archetipi immateriali, fantasmi appunto. Ogni tanto si manifestavano nella realtà. Jake un po’ si illudeva di cercare veramente degli amici, ma se si sarebbe potuto risalire alla fonte di tutto, alla fonte c’ era la ricerca di quell’ uomo. Quando si manifestava nella realtà, come un riverbero che aveva il volto di un amico, Jake lo riconosceva. Ma solo inconsciamente.

Jake era sempre preso dai suoi pensieri, dai suoi ideali, dalle sue astrazioni e di solito era distaccato con gli altri, trattava tutti allo stesso modo, e preferiva contemplare la realtà da solo, il più possibile, ma c’ erano personalità che lo trasformavano, quando si verificava uno scenario di scontro, di impatto, personalità meteoritiche che transitavano nel suo regno solo temporaneamente, lasciavano una traccia profonda, un solco. E allora Jake sentiva l’ attaccamento, lo sentiva così forte che lo metteva a disagio, cominciava a fissarsi, a orbitare come un satellite attorno alla persona, e allo stesso tempo cercava di disfarsi di queste catene. Queste persone avevano una caratteristica particolare, e si elevavano dalla massa, nella sua percezione. Jake non se ne rendeva conto, ma al di là delle apparenze, lui in queste persone rivedeva quell’ uomo. E aveva vissuto già due volte quel distacco, quella rottura del cordone, come quando aveva cinque anni. E ogni volta era traumatico.   

Che cosa gli aveva fatto quell’ uomo all’ epoca? Era davvero accaduto quello che spesso Jake sospettava, oppure si era immaginato tutto? Era solo uno scherzo della mente, una falsa memoria? Jake non ricordava nulla, ma percepiva qualcosa a livello corporale, sapeva che era stato un bambino precoce, alle medie si sentiva chiedere dai compagni quando aveva iniziato a fare certe cose in privato, ma lui non rispondeva mai, distoglieva lo sguardo, e dentro di sé mormorava ” Prima di tutti voi “. Sì era precoce, e lo faceva in pubblico, ma poi i genitori lo rimproveravano e da allora aveva preso l’ abitudine di farlo di nascosto, in silenzio, come una trasgressione, stimolarsi il piacere era diventato un peccatuccio, era diventato il pulsante che lo rimandava direttamente al cospetto di quell’ uomo.

Jake cercava di razionalizzare lo scenario, si era detto che con tutta probabilità non era successo niente di particolare, niente di sbagliato, niente di perverso. Ma non poteva esserne sicuro al cento per cento. Quel giubbotto lo conosceva meglio di quanto poteva rendersi conto di sé stesso. Era una tentazione, una trasgressione alle regole.

Come si affrontano le paure? Si cerca di ammansirle, di renderle amichevoli, si agisce in modo diplomatico. Ecco, quell’ uomo emanava un’ aura di protezione, era uno dei grandi, era forte, non si faceva impressionare. Ma ogni tanto quella memoria fantasma assumeva le sembianze di un incubo, di un essere pericoloso, inquietante, insisteva, prendeva il comando. A volte Jake era il creatore, la mano che inscenava e decideva cosa accadeva nella reinterpretazione dello scenario, altre volte era un osservatore passivo, vedeva i pensieri galleggiare davanti ai suoi occhi, e si allarmava.

Solo un vestito, un oggetto inanimato …oppure una mano che lo afferrava, lo gettava al cospetto del suo lato oscuro, quello che ” poteva essere “. Ma Jake era troppo consapevole di sé stesso. Era lui a tenere le redini, sempre. Era lui a decidere quanto tempo restare nella dimensione, era lui a decidere quando la realtà prevaleva e quando separarsi nettamente da quei pensieri contorti, e inspiegabili. Jake era sempre lo stesso Jake, non quella immagine distorta. Non era simile all’ uomo in nero. Non avrebbe mai intrapreso quella strada. Sì, c’ era un demone dentro di lui, ma era un demone in catene, in ostaggio della giustizia. Spettava a Jake il compito di lasciarlo sfogarsi per un poco e poi ricacciarlo in gabbia. Quel bastardo non sapeva con chi aveva a che fare. Jake aveva una forza interiore, una resistenza, un carapace, uno scudo. Dominava sé stesso.

Jake era empatico, sapeva cosa si provava a stare nei panni degli altri. Era qualcosa di innato, e a volte era come uno schiaffo, un ritorno alla realtà, una doccia fredda e rassicurante. Dentro di lui c’ era un ecosistema, e doveva ricordarlo.

Forse era destino che quella dimensione orbitasse nella sua mente per così tanto tempo. Ricordava di aver letto che Stephen King sentiva di essere diventato uno scrittore dell’ horror, perché a quattro anni aveva rimosso la memoria di aver assistito alla tragica morte del suo amichetto, investito da un treno. Non ricordava nulla, ma sua madre lo aveva visto tornare a casa stordito e scioccato, e gliel’ aveva raccontato. Ecco perché Jake era uno scrittore dilettante così psicologico. Qualcosa, qualsiasi cosa fosse, era successa all’ epoca, e in un certo senso, lo legava a Stephen King. Quanto di tutti i suoi lavori si poteva ricercare all’ origine di quel Big Bang? Quanto sarebbe stato compreso della sua personale realtà? Quanti aspetti della sua complicata personalità si potevano far risalire a quell’ epoca?

Per un certo periodo, Jake si era lasciato trascinare in una compagnia di ragazzi trasgressivi, gli stessi archetipi che alle medie guardava da lontano, con preoccupazione, negli occhioni di chi guarda e si chiede ” dove andremo a finire? “. Che cosa rappresentava quella situazione se non una rievocazione di quello scenario? Jake aveva voluto trasgredire, sentirsi uno della ” banda “, provare esperienze nuove. In retrospettiva, poteva interpretarla così. Era stata una esperienza transitoria, una specie di anomalia sociale nella sua vita.

Era accaduto tutto spontaneamente, aveva trovato un’ altro archetipo totemico con il quale provare nuove esperienze, tutto quello a cui prima aveva rinunciato, aveva allargato i confini di quel che si poteva fare. Era stato un po’ come tornare alla fonte. Aveva trovato di nuovo quell’ attaccamento, era diventato un satellite, era inevitabile perché la storia si ripete, in un certo senso. Sarebbe stato difficile spiegarlo, che lui vedeva qualcun altro in certi individui. Li vedeva con la percezione interiore. Gli si era presentata l’ occasione, lui non aveva fatto niente per arrivare a quel punto, aveva trovato la persona che lo tentava. Era lui che voleva che facesse determinate cose. E lui aveva abboccato all’ amo. In fondo, sapeva che lo avrebbe fatto prima o poi, da quando, a sedici anni rovistava nei cassetti alla ricerca delle sigarette.

Aveva trovato un nuovo feticcio, una nuova dimensione da interpretare, un nuovo personaggio, una nuova curiosità, e se ne era fatto avvolgere, si era fatto inglobare e si era impantanato. Ora aveva bisogno di quella persona, lui fungeva da tramite, da sciamano fra lui e il suo nuovo vizio. Era nato un nuovo rituale, e il modo subdolo e quasi beffardo con la quale veniva tentato era irresistibile. Gli ricordava un po’ quell’ uomo. Era ridiventato piccolo, era curioso, necessitava di una caratteristica da condividere, cercava quella simbiosi e assonanza che tanto gli mancava. Ma si era impantanato perché quel vizio stava salendo le scale troppo presto. Non doveva esagerare, non doveva farsi trasportare dal momento, da quella personalità che gli chiedeva se lo voleva, “se voleva il biscottino”, perché il tono era quello. Ma si sentiva bene quando erano da soli, solo loro due e il loro vizio. Non voleva che smettesse.

Ma a volte la realtà è dura. Quell’ amico aveva fatto qualcosa di grave, lo aveva traumatizzato, era andato oltre, e per un attimo si era trasformato in quel demone. E così si era trovato con una lama avvicinata alla gola. Proprio nel periodo in cui tutto andava così bene. Era stato solo un istante, ma era tutto cambiato. Non poteva più fidarsi pienamente di lui. Aveva reinterpretato tutta quanta la faccenda. Quella persona credeva di poterlo plasmare, di poterlo manipolare, ma Jake aveva ricordato lo scudo, il carapace, si era fatto forza e aveva deciso di prendere le distanze.

Era così che era andata con l’ uomo? Prima era il suo protettore, il grande che si prendeva cura di lui, e poi aveva gettato la maschera e aveva assunto un comportamento improvvisamente negativo? Jake credeva nei ritorni, tutto torna, tutto si ripresenta, finchè non viene compreso. Una volta che qualcosa è compreso, ritrova i suoi confini, viene incastonato, non esce come una mano che ti afferra alla gola all’ improvviso.

Ma Jake in fondo non aveva certezze. Poteva solamente lavorare su sé stesso, tirarsi su dal pantano e andare avanti. La sua vita era una sfida continua. Conosceva sé stesso meglio di quanto tutti gli altri avrebbero potuto immaginare. A volte prendeva le distanze persino da sé stesso e si auto – psicanalizzava, diventava un corpo estraneo da osservare al microscopio. Così aveva un controllo maggiore. In quelle circostanze percepiva la presenza del ” fantomatico ” osservatore esterno. Sì qualcuno osservava. Era distante, ma lui poteva avvicinarvisi quando prendeva le distanze da sé stesso.

A volte Jake si dimenticava di quanto fossero complesse le persone. Lui ne era un esempio lampante. Chi poteva immaginare che dietro di lui ci fosse un retroscena simile? Un simile ecosistema di percezioni?

Entrare in quella dimensione richiedeva la soddisfazione di un impulso, ma in un certo senso non centrava nulla con l’ impulso stesso. Era molto di più come una esperienza mnemonica, un palcoscenico mentale, una astrazione remota, un fantasticare simile allo stato meditativo. La nostra memoria si disperde, si isola, galleggia attraverso tutto il nostro organismo, e Jake aveva semplicemente trovato il meccanismo per ricostruire il puzzle.

E così aveva scoperto che certe memorie ci sono e non ci sono allo stesso tempo, e riverberano nel tempo. Era una fortuna che avesse trovato quel giubbotto. Adesso poteva mettere i confini a quella dimensione. Il giubbotto era la chiave, la serratura, ma era anche un castello nel quale rinchiudere l’ uomo misterioso. E quando tornava a trovarlo, si trattava di una visita ad un recluso. E adesso, se lo voleva, poteva ” coltivarlo “, allevarlo come un essere che gli avrebbe permesso di scrivere e creare determinati scenari. Quello era il suo posto, il suo ruolo.

E Jake poteva essere sé stesso, sensibile, empatico, pacato, riflessivo.

FINE

 

 

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Quando i sogni profetici diventano veri

18 06 2018

Oggi noi di civiltascomparse vi presentiamo un trafelato aggiornamento del sincrostudioso Goro Adachi a proposito del terremoto a Osaka in Giappone:

https://www.supertorchritual.com/when-prophetic-dream-comes-true/

Ci dilettiamo un po’ con i “poteri psi” qui su Super Torch Ritual (non ancora nello spazio pubblico del sito) e abbiamo appena avuto un drammatica “botta predittiva” basata su un sogno profetico: un terremoto letale che ha colpito Osaka in Giappone. Normalmente qui non si parla di sogni ma nove giorni fa ne ho avuto uno da me percepito come “guidato da poteri psi” e probabilmente profetico, e ho deciso di parlarne. Oggi ci siamo accorti che quel sogno era davvero profetico.

Qui una mia breve nota nella sezione premium di STR postata il 9 giugno:

Mi sono svegliato questa mattina dopo aver fatto un breve sogno su un terremoto devastante che colpiva Osaka in Giappone (una città non proprio conosciuta per i suoi terremoti). Non so come interpretarlo ma ho pensato comunque di menzionarlo, nel caso potesse diventare utile.

Potete andare sullo spazio della nota, che ho reso pubblico per l’occasione.

Nove giorni dopo (oggi 18 giugno), un terremoto letale ha colpito Osaka in Giappone.

Così un membro di STR ha già commentato il post: “Se questa non è una prova che dimostra la psi, non so cosa possa essere. Fantastico!”

Questo è stato davvero un caso misteriosamente chiaro di un sogno profetico ben specifico che si realizzava inconfondibilmente solo pochi giorni dopo, dimostrando innegabilmente la realtà del psi (funzionamento psichico). E questo non resterà un incidente isolato. Pensate a questo più come a un inizio delle cose che verranno…
Ecco un altra nota di STR scritta e pubblicata solo poche ore dopo il sogno profetico discutendo la rilevanza dei poteri psi:
“Il problema dei poteri psi è fondamentalmente rilevante per le cose multicontestuali che normalmente abbiamo discusso qui su STR. Senza prendere in considerazione il psi, tutte le “coincidenze” sconcertanti che vediamo intorno a noi sarebbero inevitabilmente considerate solo il risultato di grandi cospirazioni orchestrate coscientemente da un gruppo satanico. Facile da capire, non richiede molte riflessioni ed è terribilmente fuori luogo. Le cospirazioni sono ovviamente ovunque, si tratta di un aspetto della natura umana, ma non si può semplicemente usarle pigramente per spiegare ogni cosa insolita al mondo. Tenendo presente i “poteri psi” [ma come si può tradurre in modo soddisfacente e credibile in italiano questa sigla?!], le cose non sono così semplici. Se c’è una “forza” “paranormale”che influenza la realtà da sotto la superficie di ciò che possiamo percepire, proprio come il regno sub / inconscio della consapevolezza lo fa nei confronti della mente cosciente – che non è realmente separata dal nostro essere centrale – allora è un intero gioco diverso con un insieme di regole completamente diverse (e sconosciute). Qui a Super Torch Ritual facciamo meglio di molti altri a interpretare gli eventi sincronici in parte perché prestiamo molta attenzione e prendiamo in considerazione il “fattore psi”[“fattore psichico”]  nella realtà e sappiamo un po ‘di più sulle sue “regole” nascoste. Quindi sì, lo psi [psiche collettiva] non è solo rilevante, ma fondamentale per comprendere lo stato multicontestuale / intertemporale della nostra esistenza. E presto lo spingeremo oltre i normali confini della realtà…”
Le placche tettoniche della Realtà stessa stanno iniziando a cambiare … Come sopra, così in basso; come dentro, così fuori. La Forza si risveglia.




Immaginiamo un mondo fittizio … Teoria della Simulazione di Realtà

8 06 2018

 

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Immaginiamo una società del futuro, non necessariamente lontano nei secoli, che ha la possibilità di realizzare una simulazione di realtà simile a quella del film Ready Number One, con la particolarità unica nella storia dei videogames, che l’ utente ha la possibilità di manipolare ( ma non dopo un certo ” livello di esperienza” ) il livello di immersione totale nell’ ambiente di gioco. Grazie alla nanotecnologia che isola i sensi e la percezione, il gioco viene vissuto come una realtà vera e propria. 

Il principiante deve essere sempre accompagnato da una giocatrice esperta, perché la società dalla quale proviene, è matriarcale, e deve sottoporsi ad una ” nascita virtuale ” che prevede un ” set- up organizzativo ” e una esperienza simbiotica, e la prima esperienza di ” full immersion ” a livello sensoriale. Due giocatori con una lunga esperienza virtuale guidano il principiante in un tutorial, che prevede la simulazione della crescita di età.

I giocatori sono divisi per livello di ” immersione virtuale “, ci sono quelli che hanno deciso di giocare alla massima difficoltà, vivendo una ” vita virtuale ” senza conoscere le ” reali ” leggi della realtà. Tutto quello che sanno dell’ esperienza è conosciuta attraverso le ” informazioni razionali ” della realtà.

Ci sono quelli che hanno deciso di essere coscienti di qualcosa di più grande all’ esterno della realtà virtuale, e sono i religiosi, e i mistici, ma essi non sanno che tutte le figure religiose che hanno deciso di seguire, sono in effetti, collaboratori speciali, ” architetti ” che hanno deciso di svolgere un ruolo pilota per la realizzazione della ” storia fittizia ” , una sorta di ” cameo ” , e hanno potuto farlo perché erano stati ” premiati ” per il loro operato nella realizzazione del sistema su cui si fonda la realtà simulata. Infatti la ” storia umana ” del gioco è di gran lunga differente da quella della realtà vera e propria.

Ci sono i solipsistici che erroneamente pensano di essere in modalità single player. Sono coscienti della realtà come fittizia, ma non sono coscienti della partecipazione collettiva alla simulazione. Sono elementi ribelli e di solito sfuggono alle regole del gioco, e si ritirano in un loro mondo privato.

Ci sono poi quei pochi individui sparsi, che sono vagamente coscienti che c’è qualcosa di diverso, si ricordano di aver già interpretato personaggi diversi, e addirittura cominciano a ricordare chi sono nella realtà vera. Loro sono coscienti del fatto che la ” realtà virtuale ” è governata da sistemi ciclici, decisi dalle varie nazioni della realtà vera, per esempio alcuni aspetti della vita occidentale sono organizzati secondo un sistema che replica i cicli astrologici, mentre l’ organizzazione del sistema che governa i cicli storici è di ” marca cinese “, pensiamo all’ I Ching, e al suo collegamento con il DNA e alla Timewave, grafico che mappa il tempo, realizzato come derivazione dall’ I Ching. L’ Occidente ha deciso di istituire un sistema che gli si frappone, e così vi sono diversi cicli storici che determinano gli eventi e che si differenziano dalla Timewave.

Ma la Timewave è il sistema principale, e determina l’ evoluzione delle ere storiche e l’ equilibrio e il contrasto dei due fattori di ” marca cinese ” abitudine e novità. Alla fine dei cicli l’ intero sistema della realtà virtuale attraversa una transizione , un vero e proprio upgrade verso un livello superiore, simile alla singolarità tecnologica che è stata già in precedenza raggiunta dalla realtà vera.

L’ aspetto significativo è che sono in pochi a conoscere la sua esistenza. Terence Mckenna può quindi rappresentare, o un altro di quei ” ruoli speciali e privilegiati” e quindi può rappresentare l’ ideatore del sistema che si immette nel ” gioco ” come demiurgo e ispiratore, allo scopo di realizzare il suo ideale di ” Eschaton – Omega Point “. Oppure qualcuno ( lui diceva di essere in comunicazione con la saggia voce informatrice del Logos ) ha interferito e gli ha comunicato le informazioni necessarie per generare una simulazione del grafico Timewave.

I futuristi cercano di avvisare il popolo giocante dell’ arrivo della transizione -upgrade. Ma in realtà ognuno è così immerso nel sistema che tutti si aspettano che la realtà circostante è stabile e non può cambiare, e così nemmeno la condizione umana.

In questo mondo persino la rete sociale è determinata dalle azioni del passato, nel senso che si è riusciti a digitalizzare e artificializzare il fenomeno sincronicistico, e il libero arbitrio non è completo, ma segue lo schema dei moderni giochi a scelta multipla, a ramificazioni. La libertà risiede nella possibilità di scegliere determinate ramificazioni di eventi, ma effettivamente, anche a causa delle regole genetiche simulate, il libero arbitrio è di gran lunga limitato.

Esistono diversi stili di vita e opzioni di gioco : la simulazione di milizia, la competizione sportiva, l’ opzione di vita a contatto con la natura, l’ opzione materialista, dove si perde interamente la percezione del sé reale, l’ opzione che predilige il sociale e l’ incontro con amici, la vita in famiglia, lo studio della storia fittizia, la ricerca fossile che si gratta la testa per via delle incongruenze con il pensiero Darwinista, la recitazione, in effetti l’ attore che intraprende un ruolo recitativo, la vita scolastica, l’ opzione scientifica, basata su leggi preorganizzate che moderano e supportano la realtà fittizia, lo stile di vita artistico, lo stile di vita psicologico, lo stile di vita criminale, lo stile di vita adolescenziale, il nomade e viaggiatore, esploratore, lo stile di vita religioso, lo stile di vita dogmatico, la scalata al successo, la realizzazione di grandi e ambiziosi progetti, lo stile di vita basato sulla passione per il futuro e le tecnologie, e poi ci sono quelli che si fanno le grandi domande – perché esistiamo? Siamo davvero soli? C’è qualcosa oltre?

Tutti questi stadi di vita e simulazione possono essere vissuti attraverso le – 12 – vite a disposizione, ognuna delle quali preclude la conoscenza del livello precedente, ma il sistema esterno archivia tutti i dati, e anche i punteggi, che determinano le condizioni di vita disponibili nel livello successivo. Insomma, anche qui , le libertà sono abbastanza limitate, non puoi interpretare quel che preferisci, devi attenerti a delle regole.

La simulazione unisce e comprende tutti i generi – avventura – azione ( per esempio per i soldati c’è lo sparatutto ), per i lottatori c’è il picchiaduro, il genere musicale per i music show, i rompicapo, i videogiochi di ruolo per le persone famose e i personaggi storici, le simulazioni, per chi pratica la guida ai trasporti, o chi si concentra sul suo mondo privato e locale, il gestionale / manageriale per chi fa carriera, quello sportivo, l’ opzione strategica per il mondo militare e politico, educativo per le scuole, open world per chi gira per le città e chi viaggia. Poi il Survival, per chi si trova in situazioni critiche da risolvere, l’ horror, medico, romantico, vacanze, domesticazione di animali, università, vita notturna, tempo libero, super naturale e psichedelico, ma c’è anche l’ opzione di simulazione in condizioni psicologiche che simulano le malattie mentali. Queste persone non sono adatte a intraprendere un ruolo nella simulazione. 

Le idee sono trasferite e selezionate da un sistema di ricerca inconscio, che scandaglia un settore simile a un Cloud, un archivio di download, ed è così che le idee giungono all’ utente. Ci sono i pacchetti espansione per chi attua un trasferimento o per chi attua un cambiamento di stile di vita. Sono presenti una miriade di Easter Eggs, abilmente nascosti e accessibili solo a quelli abbastanza svegli da capire.

I sogni sono una serie di downloads specifici e individuali, accessibili nella fase REM del sonno. Probabilmente c’è l’ opzione di lasciare la realtà simulata temporaneamente durante la fase del sonno pre- REM. Infatti il corpo – avatar stesso lo richiede dopo un tot di ore. ( Il tempo ovviamente scorre in modo ben differente nella realtà vera )

Il gioco si svolge in multiplayer e ogni singolo individuo rappresenta un ruolo interpretato da una persona reale. Non esistono personalità coscienti ma artificiali, usate solo come comparse. La personalità del giocatore nella realtà vera può e spesso è completamente differente.

Nella simulazione probabilmente sono escluse civiltà extraterrestri, anche per dare la possibilità di una espansione universale dell’ umanità, e capire come si sarebbero comportati gli umani se fossero stati soli e unici partecipanti progrediti dell’ universo. Siccome tutti i libri e i romanzi sono idee ” pescate ” dal sistema che archivia i download, molti di essi potrebbero rappresentare la realtà vera e propria.

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Nella PRIMA vita è come dover seguire un tutorial …Siamo guidati dagli altri e la nostra personalità non è forte, non si espone. Tendiamo a comunicare in modo lamentoso e malinconico, e viviamo in una famiglia autoritaria o addirittura potente e inglobante. Avremo probabilmente contatti frequenti con l’ acqua, che sia quella di un fiume, di un mare, di un oceano, di un lago o semplicemente della piscina comunale …probabilmente siamo ancora a stretto contatto psichico – spirituale con la Fonte dalla quale siamo partiti, e quindi avremo impressioni particolari e una spiccata immaginazione. Nessuno ci crederà quando parliamo di cose esterne a questo mondo …potremmo vivere in un luogo dove l’ inverno è buio, e il clima costringe a un ritiro nella propria casa. I ricordi della Fonte sono ancora più evidenti e spontanei.

Nella SECONDA vita, reagiamo alla passività e alla debolezza approcciandoci con grande energia e passione al mondo esterno. Potremmo apprendere un’ arte marziale, subire o entrare in guerra, o anche solo fare il soldato per un anno senza combattere, potremmo anche reincarnarci in una figura negativa, in un bullo arrogante che tormenta i ragazzini più piccoli, magari quelli che in una vita precedente tormentavano lui. Viviamo probabilmente in un posto più caldo che nella vita di prima, gli ormoni ci mettono in subbuglio, ci ribelliamo alle autorità e viviamo in un ambiente casalingo rustico ed elementare. Potremmo avere un forte rapporto karmico con una figura debole e necessitante che ci spinge ad ammorbidirci, che ci spinge ad assumere un approccio protettivo. Da tormentatori diventiamo difensori.

Nella TERZA vita ci evolviamo a confronto con gli altri, i pari, i coetanei soprattutto. Il carattere si ammorbidisce, e ci prendiamo meno sul serio. Viviamo in un ambiente che ci permette di concentrarci sulla scuola e su un ristretto gruppo di fidati amici, un paese moderno, con programmi tv, riviste, libri, e siamo portati per la scrittura, e il parlato. Potremmo condividere questa esperienza davvero con un gemello, che però successivamente perderemo di vista. Forse è colui / colei che è morto/ a assieme a noi nella vita precedente. Possiamo vivere questa esperienza alla leggera. Ma tutto viene vissuto come effimero e passeggero, e poco rimane di quel che impariamo qui se non stiamo attenti. 

Nella QUARTA vita impariamo a prendere sul serio le amicizie, lavoriamo sul sociale, il carattere è più aereo ma torna la ribellione. Gli adulti non sono molto influenti in questa esperienza, è come se facessero da contorno. Dobbiamo cavarcela da soli, oppure ci appoggiamo a una compagnia fissa, agli amici della vita. Siamo indipendenti e necessitiamo di vivere in un ambiente di spazi aperti, che allo stesso tempo soddisfi le nostre esigenze tecnologiche. Viviamo pensando più al futuro che al presente, e quindi manca il ricordo della vita precedente, che è stata vissuta ad alta velocità e ci è sfuggita di mano … E’ difficile che in questa vita si abbiano dei figli, e comunque come padri saremmo distaccati e probabilmente poco attenti alla vita del figlio, sempre persi in riflessioni e utopie. Si rimane sempre giovani dentro. 

La QUINTA vita, è sempre un po’ selvaggia e libertina …In questa vita decisamente si è portati al rischio, ancora recuperiamo la ribellione dalla vita precedente, e abbiamo una intensa vita sessuale, ma anche una forte individualità che non ci permette di approfondire il rapporto …Forse perché ci fidiamo poco degli altri o perché siamo sempre indaffarati, fra viaggi e studi. In questa vita probabilmente riusciremo a laurearci, se si tratta di una esperienza positiva, incontreremo culture diverse, e vivremo in paesi con grandi spazi aperti e dotati di un efficiente sistema di trasporti. Se invece l’ esperienza è più negativa potrebbe rappresentare la tappa più oscura … E allora c’è un’ alta probabilità di finire in prigione o vittime di malintenzionati. Se si muore in modo violento potremmo trovarci tracce del trauma nella vita successiva. In questa versione della quinta vita abbiamo comunque rapporti con personalità contorte e controverse, sia che siamo buoni o cattivi. Potremmo assumere atteggiamenti minacciosi o voler spaventare le persone. Pagheremmo comunque un forte debito per le nostre azioni …Siamo pecore nere, abbiamo un carisma che può risultare pericoloso e non abbiamo quasi nessun dubbio sul nostro carattere e i nostri obiettivi.

Tutto si sistema …Nella SESTA vita il carattere torna di nuovo nel recinto, ci concentriamo sulla vita lavorativa e sulla cura del fisico. Potremmo lavorare per tutte le persone alle quali abbiamo complicato la vita in una vita precedente. Ci sentiamo umili, modesti, non abbiamo tutto quel grande talento che crediamo di avere, oppure lavoriamo in silenzio facendo il nostro dovere. Impariamo cosa vuol dire impegno e ripartiamo dalla gavetta. Non è una esistenza particolarmente intrigante o interessante, non siamo famosi, ma siamo comunque necessari e fondamentali. 

Nella SETTIMA vita torniamo ad avere una certa influenza nel sociale, possiamo rilassarci un poco, il carattere si è equilibrato, e condividiamo probabilmente questa esistenza con fidati colleghi, soci, alleati, partners, mariti, mogli. Abbiamo una particolare propensione al design, ci si interessano le regole del buon vivere, abbiamo compreso la lezione. Certo, non tutti in questa vita riescono a sposarsi o addirittura a trovare un lavoro …In questo caso bisognerà accontentarsi di un amore giovanile, ma di sicuro, per quanto breve la vita potrebbe essere nei casi sfortunati, la compagnia non mancherà …E’ una esistenza dove possiamo rappresentare una figura moderatamente conosciuta, moderatamente famosa. Non c’è spazio per l’ eccesso. La perfezione è una aspirazione impossibile, persino qui.

Nella OTTAVA vita non vogliamo ancora espanderci troppo … Anzi, i rischi si evitano, e l’ unico vero rischio rappresenta l’ aumento di peso e l’ arrugginirsi del carattere …Gli oggetti che tanto ci piacevano nella vita precedente hanno ancora un fascino particolare, siamo collezionisti, ricerchiamo la qualità in tutte le cose. Diciamo che in questa vita ci si rapporta con il ” non umano “, il mondo naturale e con tutte le cose artificiali. Abbiamo un lavoro stabile, non ci mancano i soldi, e se mancano li cerchiamo con tutte le nostre forze. Se siamo sfortunati, passeremo per un’ esistenza da senzatetto, come una persona che dorme in macchina e mangia quel che trova, con l’ unica compagnia della coperta e la soddisfazione effimera dei pochi soldi elemosinati …Oppure di un cane che non ci vuole abbandonare. Qui conta di più il possesso, il proprio territorio, fa parte del nostro destino. Non ci interessa molto il mondo sociale, siamo contenti di poco o insistiamo per ottenere più del necessario …Siamo realisti e materialisti. 

Nella NONA vita contiamo solo noi …E’ un’ esperienza un po’ solipsistica …Nella vita precedente ci siamo circondati di oggetti, qui invece vogliamo richiamare una audience, un pubblico vivo e fremente, che urla il nostro nome. Avremo un forte rapporto karmico con figli, e con una fidanzata, potremmo avere esperienza di fama e successo, quello vero, oppure quello un po’ illusorio della rockstar. Ci siamo specializzati in un talento che dobbiamo assolutamente dimostrare. Viviamo in un paese caldo, di alto livello, possibilmente. Possiamo raggiungere il punto più alto delle dodici tappe. Nella vita precedente ci siamo aggrappati alla cultura che ci circondava, adesso abbiamo l’ opportunità di partecipare e di creare con il nostro stile, di metterci il nostro marchio, di creare nuove culture. 

Nella DECIMA vita,  si passa dal caldo al freddo, da Los Angeles all’ Irlanda, dalle stelle alle stalle, da un fisico forte e dominante ma sempre agile, a un fisico sì forte e dominante, ma portato ad acciacchi e di riflessi lenti. Ci tocca tornare al lavoro, costruendoci di nuovo una carriera che ci farà sentire sì importanti, ma non toccherà le vette gradite, anzi, arrivati in cima ci chiederemo perché, e se davvero ne valeva la pena. In questa vita dobbiamo capire la vecchiaia, sia all’ età di bambino e ragazzo, sia da adulto, ci rapportiamo con i più grandi, con il capo, con i nonni, con chi ne sa di più. Ci sentivamo tanto importanti nella scorsa vita, adesso cerchiamo di imparare da chi sa come stanno davvero le cose. Siamo realisti, non esageriamo più. Il pubblico è scomparso, siamo in una vita dove si ascolta il silenzio. Abbiamo vissuto una vita agiata, ora invece ci dobbiamo guadagnare tutto con la fatica, partendo da nulla. Possiamo rappresentare una identità che si porta dietro vaghi ricordi di una vita migliore, mentre ora trascorre una esistenza modesta, limitata, con una famiglia ottusa e invadente, oppure che richiede troppo. Invece di cercare un pubblico ci si ritira nella propria casa e ci si rifugia nel conosciuto. Spuntano fuori tante memorie delle vite precedenti e ci fanno impressione. Se prima guidavamo gli altri ora ci lasciamo invece trasportare dai comandi altrui e cerchiamo di interferire il meno possibile con la società.  

UNDICESIMA vita, se prima pensavamo al nostro ego e adoravamo le persone importanti e le celebrità che volevamo imitare, ora invece siamo costretti o portati spontaneamente a occuparci degli invisibili, dei deboli e degli sfruttati. Probabilmente ne facciamo addirittura parte. Siamo persone che salvano vite, che consolano chi ha bisogno, facciamo i medici e gli infermieri oppure aiutiamo i carcerati a cambiare e a rientrare in società. Abbiamo ideali umanitari e attribuiamo importanza alla religione. Ci portiamo dietro il bagaglio interiore di esperienze di fatica e limitazione. Forse nella vita precedente eravamo troppo freddi, distaccati e avari e ora dobbiamo lavorare su questo, diventando empatici, sensibili …Oppure, mentre costruivamo carriere e tiravamo su famiglie abbiamo allontanato tante persone che avevano bisogno di noi e ora rimediamo servendo appunto chi necessita più attenzioni. Abbiamo del lavoro da fare, siamo cresciuti emotivamente, non abbiamo bisogno di particolari attaccamenti alla famiglia e nemmeno alla patria. Abbiamo rafforzato il carattere, attraversato una fase di tutorial, e ora siamo più sicuri di noi stessi. Dobbiamo mantenerci da soli, con le proprie forze, senza chiedere a nessuno, e solo il minimo indispensabile.

Strane cose accadono nell’ ULTIMA vita, abbiamo memorie emergenti di altre vite, sensazioni, intuizioni, premonizioni, abbiamo esperienza di sincronicità, la fantasia può diventare realtà, il sogno si realizza, il destino dalle mille strade interseca spesso il nostro percorso. Dobbiamo imparare a capire cosa conta davvero. E’ come se fossimo a un bivio, fra una vita cattiva e una buona, e possiamo vivere il paradiso che ci offre la vita o tutto ciò che di peggio c’è al mondo. Forse siamo guide spirituali, forse non abbiamo capito molto della vita e torniamo a fare i selvaggi. Forse ci interessa di più l’ esperienza sessuale, forse apparteniamo più al mondo in negativo che a quello dei bravi e simpatici. Siamo certamente in grado di analizzare la situazione dal punto di vista psicologico, ormai conosciamo a fondo l’ umanità e sappiamo a cosa andiamo incontro. Forse scegliamo di fare del buono ogni giorno, e forse invece abbiamo scelto di minacciare interi paesi. C’è la possibilità di fare notizia in questa vita, sia da un lato che dall’ altro. Forse facciamo una scoperta importante che apporta benefici all’ umanità, o forse ci si macchia di un crimine. Si salvano vite, o si sfruttano vite.

 

     

    

 

 





L’ incomprensibile mondo degli afantasiaci. Sei uno di loro?

30 05 2018

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Visualizza immagine di origineSe queste immagini ti fanno sentire confuso, ti sei mai chiesto perché? Perché fai quello che fai nel modo in cui lo fai?

GLI AFANTASIACI :

  • Non visualizzano nessun tipo di immagine mentale con l’ ” occhio della mente”
  • Molti di loro non sognano la notte, ma la maggior parte sì. Ma non si rendono conto di cosa voglia dire esattamente ” daydreaming – sognare a occhi aperti “.
  • Non sono soggetti a distrazioni, sono più capaci di concentrazione e non soffrono di ansia.
  • Non visualizzano la storia istante per istante durante la lettura di un libro.
  • Alcuni di loro non ricordano le facce. Se il loro parente più stretto dovesse sparire e gli venisse chiesto loro di creare un identikit visivo non saprebbero farlo. Necessitano di foto e filmati per ” rivedere ” il passato.
  • Hanno ricordi di altro tipo, usando altri sensi, ma non possono richiamare scenari del passato.
  • Perfettamente funzionali, non si rendono conto della loro condizione fino all’ età adulta. La condizione stessa è stata scoperta solo qualche anno fa.
  • Quando si rendono conto della loro diversità si sentono molto spaesati, e pensano di essere circondati da gente con superpoteri. 
  • Spesso hanno problemi di orientamento, con le mappe e cose del genere. Trovare l’ auto parcheggiata fra le tante altre richiede un grande sforzo.
  • Non capiscono l’ interesse per la fantasia, e sono generalmente più tendenti allo scetticismo e al realismo assoluto.

I SUPER FANTASIACI:

  • Hanno immagini mentali paragonabili alla realtà, spesso anche più nitide dei sogni notturni. Possono manipolare queste immagini e visualizzarle a 360 gradi da tutti i punti di vista.
  • Questa abilità quotidiana funziona meglio a occhi aperti, e non richiede alcuno sforzo, è assolutamente spontanea.
  • Possono soffrire di ansia perché le immagini mentali sono come tatuate ed è difficile staccarsele di dosso.
  • Potrebbero visualizzare una loro giornata tipo rimanendo a pensare nel letto.
  • Ricordano le facce persino degli sconosciuti visti una volta nella vita. Rammentano più particolari delle persone nella media.
  • Possono applicare tutti i sensi nella loro immaginazione.
  • Probabilmente sono soggetti a episodi di sinestesia, per esempio sprazzi di colore ( della durata di un istante ) in reazione a suoni o altro.

Mi chiedo, essendo io appartenente alla media , e probabilmente un poco più su della media, quali siano le implicazioni per queste persone a riguardo della coscienza umana, a riguardo della loro spiritualità, che probabilmente è in loro assente e abbastanza incomprensibile, da qui forse deriva la concezione della matematica e del tempo come costrutti di invenzione umana, e si può dedurre quindi che l’ ateismo è stato inizialmente concepito da un afantasiaco?

Dilemmi che per ora non hanno risposta. Però sarebbe molto interessante confrontarsi con queste persone e capire che concezione hanno dei concetti astratti e meno legati alla realtà ” nuda e cruda ” della vita …

  

 





Il pensiero razionale non basta per capire il corso degli avvenimenti

27 05 2018

 

Un estratto da un articolo di Goro Adachi di Etemenanki (oggi su Super Torch Ritual) risalente al 18 aprile 2011:

Quello di cui scrivo su questo sito – tutte le cose “MULTICONTESTUALI” – tende a rendere perplessa la gente. E’ così fuori allineamento con il normale modo di pensare della maggior parte delle persone, le quali perciò si disorientano e finiscono per provare un senso di confusione. La loro conoscenza interiore può riconoscere un ordine superiore di “verità” ma la mente cosciente necessita di molto più convincimento e di tempo prima che possa digerire tutto ciò e cominci [con molta fatica] a riconoscere che esiste una cosa come la “coerenza multicontestuale” – tipicamente espressa come sincronicità – la quale sta alla base della realtà oltre la soglia di ciò che è normalmente considerato possibile.

Una cosa è notare alcuni pezzi di “coincidenze significative” nella vita. È innocuo. Numerologia? Carina. Simbolismo? Divertente. Forse anche stimolante. Ma quando si parla di una super coerenza intercontestuale – che è ciò che evidenzio e dimostro su questo sito – le cose diventano un po ‘sconcertanti e persino “SPAVENTOSE” per molti. La mente ordinaria cerca di trovare un modo per scacciare tutto ciò, dimodoché l’ordine sia ripristinato e non ci sia più bisogno di rivedere radicalmente la propria visione del mondo poiché accettare la VISIONE NASCOSTA significherebbe rifiutare una base fondamentale della comprensione pratica [ma incompleta] della realtà. Sarebbe come sopravvivere a un terremoto catastrofico e dover ricostruire una città. È un compito arduo. Ci vuole un grande sforzo e impegno, a cui normalmente rifuggiamo.

Perciò capisco gli effetti psicologici. Può trattarsi di un subitaneo bivio in cui la mente ha da prendere una grande decisione concernente la stessa natura della realtà. Consciamente o inconsciamente, tale pressione è avvertita e non è comoda per molti. Ma tale è la natura della verità. La verità, non è affatto raro sia SCOMODA. Voi potete sceglierlo se accettarlo o negarlo. La vita è una serie di queste decisioni. Voi potete continuare a negare ma poi pagate il pedaggio. Ci siete voi, c’è la verità e nel mezzo c’è il TEMPO.

Più noi andiamo contro la verità più noi siamo intrappolati nel tempo ed esso diventa sempre più incomprensibile e faticoso fino a collassare, come una stella collassa in un buco nero. Abbiamo bisogno di cortocircuitare il processo e fuggire dal tempo. Per questo, ricercando la verità e accettando ciò come nostra priorità. Ciò ci prende un sacco di energia e attenzione perché la verità si nasconde come una volpe e noi dobbiamo cacciarla dentro il buco del coniglio bianco dove c’è buio e quindi si deve avere bisogno di una mappa altrimenti finite per girare semplicemente in cerchio. Questa “mappa” o “radar” è ciò che io chiamo COERENZA MULTICONTESTUALE O INTERCONTESTUALE.

È un po ‘come usare un diagramma di Venn; andate nell’area più pesante per la “risposta” più universale. In altre parole, è come una “meta analisi” di sincronicità. Una “coincidenza significativa” qui, un’altra sincronicità lì, e un altra là … Qualcosa che molta gente può notare e cercare di interpretare ciascuno di questi “segni”. Ma non pensa o non sa come trovare connessioni tra queste “coincidenze” che le uniscono. L’area di tale unificazione – coerenza – è il blip sul radar o una freccia che indica la direzione della verità.

In sostanza, è vedere gli avvenimenti in successione sui mass media attraverso l’emisfero destro del cervello (quello “irrazionale”) e non sempre e solo attraverso l’emisfero sinistro del cervello (quello “razionale”).

Ecco perché spesso il futuro giunge inaspettato e imprevisto, perché l’abbiamo previsto utilizzando soltanto la logica consequenziale e tenendo presente avvenimenti che sono già accaduti e che si pensa accadranno di nuovo in futuro più o meno NELLO STESSO MODO. Anche su questo stesso blog si sono usate analisi previsionali di questo tipo, quelle classiche che usano gli ESPERTI.

Non basta.

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Terremoto del Nepal il 25 aprile 2015, il tetto del mondo.

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Violenti scenografici scontri il 1°maggio 2015 per l’inaugurazione dell’Expo di Milano. Terremoto e scontri sono avvenuti esattamente in mezzo al periodo di tempo intercorso tra le due stragi di Parigi del 2015 e poco prima dell’annuncio di Donald Trump a candidarsi come presidente degli USA.

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La torre di Dubai in fiamme a inizio 2016, anno intenso e di rottura che fa presagire valanghe e terremoti.

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La torre Grenfell in fiamme presso Londra il 14 giugno 2017 giorno del compleanno di Donald Trump, circa un anno dopo l’uscita dell’UK dall’UE. Nel 2017 l’UK ha subito tre attentati, due a Londra.

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La Trump tower in fiamme a gennaio 2018.

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La Trump tower in fiamme ad aprile 2018.

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Episodi di autobus in fiamme in questi ultimi anni.

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12 luglio 2016, scontro frontale di due treni (due mezzi di trasporto) in Puglia in un momento di scontro frontale politico, in Italia e non solo: due giorni dopo avvenne un attentato nella città di Nizza con molte vittime, usando un grosso mezzo di trasporto.

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Terremoto spaventoso nel CUORE d’Italia il 24 agosto 2016.

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Il 2016 in Italia si conclude con un terremoto politico.

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Il 2017 si apre con una valanga dal monte più alto del cuore dell’Italia, valanga che invase tutti i mass media.

 

 

 

 





Classifica dei libri di Stephen King

8 03 2018

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Quelli che ho comprato: ( ordine di uscita )

27 Libri, 8 finiti

  • CARRIE: online in inglese, finito
  • OSSESSIONE : Pdf in inglese, finito ( fuori commercio )
  • A VOLTE RITORNANO sto leggendo
  • THE STAND : versione completa, sto leggendo
  • LA ZONA MORTA sto leggendo
  • CUJO sto leggendo
  • STAGIONI DIVERSE finito
  • CHRISTINE finito
  • PET SEMATARY sto leggendo
  • IT finito, in rilettura
  • MISERY sto leggendo
  • TOMMYKNOCKERS sto leggendo
  • LA META’ OSCURA sto leggendo
  • QUATTRO DOPO MEZZANOTTE sto leggendo
  • COSE PREZIOSE finito
  • INCUBI E DELIRI sto leggendo
  • INSOMNIA sto leggendo
  • MUCCHIO D’ OSSA sto leggendo
  • LA TEMPESTA DEL SECOLO sto leggendo
  • L’ ACCHIAPPASOGNI sto leggendo
  • LA CASA DEL BUIO sto leggendo
  • LA STORIA DI LISEY finito
  • THE DOME finito
  • CHI PERDE PAGA sto leggendo
  • IL BAZAR DEI BRUTTI SOGNI sto leggendo
  • ON WRITING finito

Quelli in prova, che comprerò prossimamente:

17 libri

  • SHINING
  • L’ INCENDIARIA
  • USCITA PER L’ INFERNO
  • L’ ULTIMO CAVALIERE
  • IL TALISMANO
  • L’ OCCHIO DEL MALE
  • ( SCHELETRI )
  • DOLORES CLAIBORNE
  • ROSE MADDER
  • I VENDICATORI
  • CUORI IN ATLANTIDE 
  • BLAZE
  • DUMA KEY
  • JOYLAND
  • MR. MERCEDES
  • ( LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY ) DAL 20  Marzo in Italia
  • THE OUTISDER da Maggio in America, lo prendo online

Quelli che non intendo comprare e classificare:

  • Le notti di Salem – non mi interessano i vampiri
  • Indeciso – La lunga marcia e Un uomo in fuga  – argomenti poco interessanti
  • Saga della Torre Nera – proverò il primo ma non penso faccia per me
  • Unico indizio la luna piena – fuori commercio e non mi interessano i lupi mannari
  • Gli occhi del drago – argomento poco interessante
  • ( Scheletri ) ( Tutto è fatidico ) ( Al crepuscolo ) – non sono le migliori raccolte
  • Il gioco di Gerald – non fa per me
  • ( forse ) Desperationtroppo simile ai Vendicatori, e non credo faccia per me
  • Il miglio verde – NON fa proprio per me
  • La bambina che amava Tom Gordon – argomento poco interessante
  • Buick 8 – Troppo simile a Christine e di minore qualità
  • Colorado Kid – scarso nelle recensioni
  • Cell scarso nelle recensioni
  • ( forse ) Notte buia, niente stelle – argomento non proprio interessante, ma proverò
  • Revival – Non fa per me
  • 22/ 11/ 63 – L’ ho provato, non mi piace
  • Fine turnoargomento poco interessante
  • Sleeping Beauties – argomento poco interessante

CLASSIFICA!

  1. IT, scritto divinamente, è il culmine della carriera di King, l’ ho finito in 2 anni, e la parte prima della fine ti fa fare full immersion in una atmosfera extra dimensionale, imperdibile, personaggi che entrano nella storia della letteratura
  2. COSE PREZIOSE impossibile da metter giù, la seconda metà fila via come l’ olio in un turbinio di eventi e rivelazioni, una vera sorpresa
  3. THE DOME il mio primo libro di King, mi ha conquistato dalla prima pagina, grande trama, ottimi personaggi, scorre facilmente, caldamente consigliato anche se il finale non è proprio stellare, ma ciò che conta è quel che si trova in mezzo
  4. THE STAND VERSIONE COMPLETA lo sto ancora leggendo, ma si vede già che è un ottimo libro, scorre via più veloce che mai, personaggi che ti sembra di conoscere, mi aspetto ancora molto
  5. CHRISTINE una vera sorpresa, presto lo rileggerò, ottimi personaggi, una bella amicizia e una storia intrigante, non molto conosciuto ma caldamente consigliato, ideale per adolescenti
  6. LA STORIA DI LISEY Un ‘ altra sorpresa, personaggi originali e interessanti, una lettura vissuta con tante emozioni, mi aspetto un buon finale. Non preoccupatevi se vi sembra che il libro non finisca mai, ha la particolarità di contenere il finale più allungato della storia della letteratura. L’ avventura finisce infatti almeno 70 pagine prima della fine del romanzo.   
  7. STAGIONI DIVERSE ho letto tre delle quattro storie, ottima quella del carcerato anche se come tematica non mi attira affatto, non mi stupisce che sia una delle storie più ricordate; spicca ovviamente THE BODY che è la storia del film STAND BY ME che ho letto d’ estate ed è una storia che mi sta molto a cuore. UN RAGAZZO FURBO – APT PUPIL è inquietante, probabilmente la più inquietante di King letta da me finora, infatti ho faticato ad andare avanti perché vedere questi genitori IGNARI e tranquilli convivere con un figlio serial killer di una freddezza quasi pari al protagonista di AMERICAN PSYCHO mi fa rabbrividire. Presenti due casi di atroce violenza animale e tanta morbosità. Però siamo nel genere horror e ci sta bene.
  8. MISERY non ho ancora completato la lettura, ma si vede già che ti prende e ti invoglia a continuare, forse addirittura troppo corto
  9. QUATTRO DOPO MEZZANOTTE di queste quattro storie brevi ricordo che mi hanno reso inquieto, anche se in realtà ho letto solo la prima e l’ ultima, I Langolieri e il Fotocane
  10. LA ZONA MORTA procede molto bene, anche se il succo della trama è lento da arrivare,  mi aspetto molto di più dalla continuazione dello svolgimento
  11. DUMA KEY sono ancora all’ inizio ma promette molto bene e scorre veloce

QUELLI CHE PREVEDO SARANNO NELLA TOP 10:

LA CASA DEL BUIO è stato scritto da due autori, King e Straub, ed è già dall’ inizio il libro più truce di Stephen King. Finora sembra un rifacimento di IT, ma visto dagli adulti e quindi molto più nero. Davvero, è macabro ai limiti di quanto sia possibile scrivere legalmente.

MUCCHIO D’ OSSA a dispetto del titolo, questo è un libro su uno scrittore con il blocco, e parla anche del suo modo di affrontare un lutto. In ogni caso, per la mia felicità, è lungo almeno quanto la Casa del buio 🙂 e fila via bene.


A VOLTE RITORNANO è una raccolta di racconti, alcuni sono interessanti, e sarebbe stato preferibile se fossero state storie più lunghe, perché a dire la verità, la maggior parte di esse sembrano più dei riassunti o degli accenni piuttosto che storie brevi vere e proprie. Non ho ancora letto I Figli del Grano, che dovrebbe essere la storia più notevole della raccolta

INCUBI E DELIRI Per adesso in questa raccolta spiccano La fine del gran casino, dove un genio propone una scoperta che potrebbe mettere fine alla violenza nel mondo, e c’ entra anche un vulcano, niente di meno, ma combina un enorme pasticcio …e una storia che è molto più agghiacciante del libro proibito di King, Rage ( fuori commercio perché ispirava alcuni ragazzi a compiere sparatorie scolastiche ). In Bambinate, infatti, un’ insegnante con allucinazioni un giorno prende ad uno ad uno i suoi alunni e li porta in uno stanzino, compiendo una vera e propria esecuzione a ripetizione …:0

DELUSIONI:

  • THE MIST una storia breve, sto leggendo quella cartacea, ma ho visto il film e mi dicono che è simile, e il finale vi farà lanciare il libro e mandare a quel paese il protagonista. Molto intrigante la parte narrata nel supermercato con la nascita di una setta in poche ore, ma giunti all’ esterno diventa cliché con mostri da film di serie C
  • TOMMYKNOCKERS tipico esempio di storia che non decolla mai, sono già a buon punto con le pagine, ma del succo della storia non c’è ancora traccia, e si vede ancora con il binocolo. Si poteva fare di più.
  • L’ ACCHIAPPASOGNI sono ancora relativamente all’ inizio, ma per la miseria quanta volgarità! Tante cose ripetitive e molto volgari. Un po’ di classe da parte di uno scrittore ci vuole. Se continua così sarà difficile seguire la trama, rischia di essere uno dei libri che non riuscirò a portare avanti.
  • CELL evitatelo, è una storia di zombie in un’ atmosfera metropolitana




Blocchi di ” vita vissuta ” – Quando non siamo ” Off the air “

1 03 2018

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La vita vista dal mio punto di vista è strana. Ho avuto solo due amici fraterni nella mia vita. Con il primo siamo diventati amici all’ incirca a 10 anni e lo siamo ancora adesso, e quest’ anno la sua vita raggiungerà una tappa fondamentale.

Il secondo l’ ho conosciuto a 20 anni e poco dopo il mio 23esimo compleanno, mi trovavo consumato psicologicamente dall’ amicizia più intensa della mia vita passata e futura. Lo sentivo più vicino del mio vero fratello. Ho vissuto più a casa sua che nella mia per 2 anni. Negli ultimi mesi passavamo insieme un minimo di quattro ore al giorno. Avevamo otto anni di differenza, e lui era più giovane.

La mia vita si è scissa per anni. Mi sentivo fratello, insegnante, padre, non sto scherzando, probabilmente si è trattato di un test, non so se si tratta di un fenomeno di quelli che affrontiamo qui, riverberi dal futuro, non so. Il fatto è che l’ ho conosciuto nel momento più difficile per un ragazzo. E’ stato quello a condannarci.

Se era un test, non ero pronto. Ero un ventunenne – ventiduenne e avevo voglia di nuove prospettive e libertà, indipendenza e spazi personali, e ho perso ogni contatto con la mia vita in quel periodo, completamente assorbito e plasmato. Lui era il mio primo e ultimo pensiero.

Pensare a quel periodo, in qualche modo, mi fa sentire più a contatto con una certa linea di pensiero spirituale. Era un incontro designato. Non ho dubbi a riguardo. Nella parte centrale mi sentivo più maturo, mentre ora sono regredito a giovincello. Certo, nella parte conclusiva del ” test ” ero assolutamente fragile psichicamente. La separazione è stata forzata, ma io lottavo. Mi sentivo vuoto senza quella condivisione giornaliera. Ho deciso di chiudere il portone quando le giornate si allungavano, e cominciavo a stare a casa sua per per il 95% del giorno.

L’ ho chiamato un giorno ” out of the blue ” ( all’ improvviso ) e ho detto che bisognava terminare tutto. Ero scisso internamente, ed ero affranto. Lui era freddo, incomprensivo, rancoroso.

L’ anno successivo è stato il più solitario e isolato della mia vita. Non riuscivo più a condividere il tempo con nessuno, ero traumatizzato, pensavo che chiunque altro poteva succhiarmi la vita, ma un anno esatto dopo ho cominciato un nuovo lavoro, quello che ho ancora, e tutto è cambiato.

Ma non sono sicuro di aver fatto la cosa giusta. Certo, la mia vita deve avere valore e deve essere sfruttata per le mie passioni e le mie ambizioni, ma sono sicuro che non troverò nessuno che dedicava tanto tempo a me. Due anni dopo un estate, nella casa delle vacanze, solo, mi sono reso conto che forse avrei dovuto riallacciare i contatti. Non siamo durati 24 ore. E così l’ ho ” abbandonato ” due volte. Quella volta è crollato anche lui. Avevamo disseppellito qualcosa che forse doveva rimanere lì, nel passato.

L’ ho seguito mentre studiava, con lezioni quotidiane, per due anni. L’ esperienza ha messo alla prova il mio senso del dovere. Non sono riuscito ad apprezzare quello che era apprezzabile, e non sono riuscito a rientrare nel ” ruolo ” che le circostanze mi hanno assegnato. Nessuno l’ ha imposto, nessuno l’ ha chiesto, è accaduto, è accaduto che mi sono messo a fare il ” mentore “.

La separazione mi ha segnato con una cicatrice profonda. Ho cominciato a voler riportare la ” situazione ” in quello stato, ho cominciato a cercare una figura sostitutiva, e ci sono riuscito, ma il karma mi ha assegnato un altro test. Sono diventato lui. Ero io questa volta che chiedevo più tempo assieme, ero io quello più coinvolto a livello emotivo, e sono stato io quello abbandonato.

Col tempo ho imparato a condividere relazioni di amicizia sane, e meno intense a livello psicologico. Il ciclo che corrisponde a quella ” timeline ” è tornato l’ anno scorso, e ho incontrato una figura di amico che rappresenta lo stesso archetipo, ma non è più un test. Sono cambiato, sono maturato, non chiedo, non pretendo, non mi sacrifico, non mi lascio inglobare. E’ condivisione del tempo per accettazione reciproca.

Ho scritto questo per mostrarvi come la vita spesso ti mette sotto test e ti fa affrontare periodi di vita particolarmente intensi, che, a mio parere possono essere visti come ” predictive – previsionistici “.

La stessa persona che ho incontrato a 20 anni era a sua volta una ripetizione di un test precedente, che ho attraversato a 17 anni. E mentre il primo test, nel quale mi sentivo fratello maggiore, e, solo in modo vago, padre, finiva, quello successivo iniziava. Non scherzo. L’ ho conosciuto la stessa settimana in cui un altro evento improvviso metteva fine alla conoscenza precedente. E’ stato un passaggio.

Negli scorsi anni sono tornato indietro con l’ età a livello psicologico, perché mi sentivo già come un adulto traumatizzato. La mia età non è lineare, è psicologica. E la vita non è lineare, ma ti fa crescere ed evolvere apportando una parentesi fra la tua vita di prima e la tua vita dopo, e in quella parentesi ” si vive “, mentre nel frattempo ” si attende “. E’ come un corso intensivo.

La parte spirituale della vita si vive attraverso questo, si vive nella parentesi, nel blocco dove la vita, come fa la tenaglia quando afferra i pupazzi nel distributore alle giostre, ti prende e ti trasporta altrove.

E lo spettacolo inizia. E’ un nuovo episodio, una nuova stagione, e qualcuno guarda. Potete starne certi. Qualcuno guarda. Nel tempo che separa ogni blocco di ” vita vissuta ” siamo off the air.