Il passaggio dalla “decade ruggente” dei Venti (della mia vita) alla mia imminente “terza vita”

10 02 2020

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E’ proprio così, signore e signori, sto per uscire dalla decade dei Venti della mia vita per giungere in una “nuova era”, quella dei Trenta.

In questo articolo, analizzerò le dinamiche del cambiamento di scenario e di “passaggio fra le ere” nella mia vita.

IL PASSAGGIO DALL’ INFANZIA ALL’ ADOLESCENZA: Nell’ ambito di questo modello di pensiero, la fine dell’ Era Infantile si posiziona durante l’ anno Undicesimo, quindi per me il 2001: ed ecco che eventi come L’ IMPATTO NEL MIO IMMAGINARIO DELL’ 11 SETTEMBRE, il primo dei “tre big bang”, poiché nel mio undicesimo anno mi sono lasciato alle spalle l’ innocenza e purezza infantile, per cominciare a conoscere un mondo diverso. La metaforica “nuvola nera” che si è addensata e soffermata sull’ inconsapevole figura che era il bambino che ero fungeva quindi da “base” per una “saga del malessere e dell’ agitazione interiore” che si sarebbe concentrata alla massima potenza durante il mio “tormentato 2008”. Ricordo molto bene le intense preoccupazioni dei miei genitori a riguardo del mio inspiegabile cambiamento di carattere e atteggiamento…la conoscenza del male, attraverso le cronache di un crimine che ha avuto come vittima un mio coetaneo, ammazzato dalla sorella e dal fidanzato di questa, e di come tutta la mia classe delle elementari nel periodo immediatamente successivo è stata sottoposta ad una sorta di “questionario” riguardo a paure, preoccupazioni e cose del genere. La tematica delle “storie d’ amore” , emersa da quella giornata che si potrebbe definire un po’ “il vero big bang dei Dieci”, il 2 marzo 2003, quando mi sono dichiarato alla mia migliore amica durante una festicciola a casa mia, per il mio tredicesimo compleanno. Il culmine sarebbe avvenuto durante il 2009, l’ anno dell’ Amore Non Corrisposto, catapultato nel mezzo di un High School Love Story, senza futuro …E la scoperta del mio particolare caso di scoliosi, per la quale mi è stato detto che ci sono solo 5 individui in tutta Italia che presentano questa particolare manifestazione, e quindi tutto ciò che riguardava la salute e il corpo fisico. 

L’ IMPATTO CON GLI ANNI VENTI , “I RUGGENTI”: Anche per questa nuova era della mia vita posso isolare una data precisa, il 6 ottobre 2009, “il big bang n. 1 dei Venti” (la base per la successiva manifestazione della mia vita sociale trasformata) , quando ho conosciuto due nuovi “futuri amici” per strada, invece che all’ Università, e la mia vita ha intrapreso un percorso totalmente differente. Non solo, nella settimana successiva è iniziata la “saga onirica” potenzialmente precognitiva che ha acceso il mio immaginario mistico per anni. Curioso che il 6 ottobre 2009 sia anche la data dell’ inizio della serie “Flashforward” sulla precognizione!

Ma quella era solo una – anticipazione -, una ventata d’ aria fresca che si accompagnava ad un “ciclone di novità”, che si sarebbero manifestate in un “falso anno quieto” che si è acceso come fuochi d’ artificio, metaforicamente, a partire dal “25 aprile 2010”, una data nera della mia generazione locale, quando un nostro compagno di classe di elementari e medie è morto in un incidente d’ auto, e abbiamo “appreso la mortalità”. Un tema che simbolicamente o concretamente si sarebbe ancora manifestato nel corso dei Venti, la scomparsa della nonna paterna nel 2012, la “piccola morte” che è stata la separazione improvvisa e non temporanea dal mio “secondo fratello” , il “grande spavento” di dicembre 2014, quando un mio amico si è sentito male al bar ed è stato portato al pronto soccorso, fortunatamente senza conseguenze, il “secondo grande spavento” di maggio 2015 quando un altro mio amico è stato portato all’ ospedale, anche questo senza conseguenze, il piccolo incidente d’ auto di mio fratello nel gennaio 2016, un momento critico e potenzialmente altamente pericoloso della mia vita nel febbraio 2016 , e l’ “effetto mentale della mortalità” che ha tormentato il mio 2018, durante l’ anno 28, e parte del 2019 ( gli anni fra il 27 e il 29 sono gli anni astrologici del “confronto con la propria mortalità” ), la conoscenza di una persona che ha affrontato una malattia terminale, durante quest’ anno, e “il terzo big bang dei Venti, rappresentato dall’ incontro con il mio “secondo fratello” e sua madre, il 18 agosto 2010 (immediatamente seguito dal manifestarsi dei “giorni di fuoco” di agosto, e dello “scontro atomico” fra i miei genitori e la famiglia di un mio amico), e 17 dicembre 2010 (lo stesso giorno dell’ inizio della Primavera Araba) anche se tecnicamente la persona che mi ha fornito le conoscenze che avrebbero determinato la mia “successiva vita di gruppo e compagnie” era stata un’ altra, il mio “pseudocugino”, sempre conosciuto nel 2010. Ma il suo impatto sulla trasformazione della mia vita sociale non si è manifestato fino al 2014.

A dire il vero, della mia vita si potrebbe dire che ci sono state “tre persone fondamentali”: mio fratello fino al 2010, il mio “secondo fratello” dal 2010 al 2013, e il mio amico rumeno dal 2015, ed escludo il mio amico storico di tutta una vita perché lui ha indirizzato “il suo impatto” in altri ambiti, in altre circostanze della mia vita. Quindi posizionerei anche un “altro big bang” al 18 marzo 2015, quando ho iniziato a conoscere meglio il mio amico rumeno, durante l’ anno più trasformativo e intenso della mia vita finora, un anno che mi ha fatto sfornare centinaia di pagine di diario …  

Al momento credo di poter affermare che “l’ anteprima della mia terza vita” è iniziatail 3 marzo 2019 e l’ 11 aprile 2019. Il 3 marzo il mio amico rumeno è tornato nella mia vita dopo una pausa di due anni, in una piacevole serata, e l’ 11 aprile sono stato per la prima volta assieme da solo con la mia “potenziale migliore amica”, che nella lista delle “persone che hanno cambiato la mia vita” è diventata la prima ragazza classificata. L’ amicizia con lei ha portato ad un “nuovo bagaglio di esperienze e immaginario”, ma come accadde per quella sorta di “anomalia della mia vita” con il mio “secondo fratello”, durante la quale ho vissuto a cavallo fra due famiglie, ho la netta impressione che – lei sia una anticipazione della prossima ragazza che sarà la prima femmina in assoluto a determinare l’ inizio di una “nuova era” nella mia vita, e io la conosco già, posso individuarla, ma non posso rivelarla a nessuno, non nella veste della potenzialità che rappresenta. E’ stata “quantisticamente osservata” ma non è stata ancora “concretizzata”. In un certo senso, il periodo fra aprile e giugno 2019 rappresenta per me un “nuovo fenomeno anomalo” perché ho messo da parte la mia vita sociale per concentrarmi su una “micro – saga” completamente estranea.

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LO TSUNAMI DEVE ANCORA ARRIVARE! La mia è l’ anticipazione che il 2020 replicherà lo “shock” simile al 2010, e che sto per conoscere “la persona che mi traghetterà nella TERZA VITA”.

Dustin Hunter Evans in Miracle Dogs Too

E la mia anticipazione è che la CONCRETIZZAZIONE DEL MIO MISTERO ONIRICO rappresenterà il fulcro, il nucleo del “Big Bang” che fungerà da base per la mia terza vita.

Sono diventato un vero esperto nelle anticipazioni, nella decifrazione di eventi simbolici e segnali dal futuro, mi sembra di vivere in un mondo POST – THE ARRIVAL, dove lo svolgimento del flusso del pensiero si modifica, e si comincia a PRE – CORDARE. Ed è questo procedimento CHE VOGLIO INSEGNARVI. Voglio insegnarvi AD ANTICIPARE.

Il campanello d’ allarme? Da inizio ottobre c’è uno “zeitgeist” in corso…

Avevo scritto inizialmente che mi aspettavo un importante segnale al 25 ottobre 2019 … ebbene, fra il 23 e il 24 ottobre ho fatto un’ altra scoperta sincronica e significativa che si allaccia alla “saga dei sogni” ! Che sta a significare che nonostante tutto, questo filone sincronico viaggia molto vicino ai “luoghi della mia vita”, potenzialmente in attesa di una sorta di “Grande rivelazione” che finalmente spieghi tutto.

Ho fiducia. Il filone non si muove più attraverso i sogni, ma predilige episodi distanti fra loro di sincronicità. 

Inoltre c’è stato un segnale molto forte che indica che la mia SECONDA VITA è finita. La saga videoludica di Life is Strange 2 è finita, e ha significato molto per me, vista la tematica del “legame fraterno”. E’ accaduto il 3 dicembre 2019. E in quello stesso periodo il mio amico, che rappresentava una continuazione diretta del filone simboleggiante il mio “amico fraterno” (2011 – 2013), è partito e andato via. Il finale di Life is Strange 2 è stata una esperienza molto emotiva e catartica per me, molto di più che per Life is Strange 1.  

Dopo il periodo di alta intensità di inizio estate 2019, dal 9 giugno a inizio luglio, vi è stato quindi un altro periodo di alta intensità di cambiamento, fra fine novembre e inizio dicembre 2019. 

Il 2020 sarà quindi l’ ANNO DECISIVO. 

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Serie tv in affanno, non solo a causa di "Woke"

19 01 2020
Il “doctor Who” perde milioni di spettatori.
Il culto totalitario-suicida di “Woke” reclama un’altra vittima: il rifacimento del venerabile Doctor Who, il quale fin qui s’era sempre mostrato “devoto ai valori liberali tradizionali”, è l’ultimo sacrificio sull’altare dell’intersezionalità
 
Anche il Doctor Who è stato quindi preso nelle spire della sindrome “Woke”. La sindrome, dei “ricchi di sinistra” posseduti dal demone del politicamente corretto e di quello della difesa dei diritti civili di presunte minoranze perseguitate, ha finito per assorbire film e serie tv.

Probabilmente non si riprenderanno mai anche se la sanità mentale alla fine potrebbe prevalere e il percorso venire corretto. Ma troppi ego che sfoggiano trofei e statuette — e troppi falsi sondaggi dai social media — sono investiti dallo schianto del treno merci della [sotto]cultura pop che adesso colpisce il muro di mattoni della realtà finanziaria.
Mi rendo conto che un mucchio di persone intrattiene fantasie paranoiche sugli angoli degli uffici dell’ “entertainment-industrial-complex” [“complesso industriale d’intrattenimento”, sullo stampo del “military-industrial complex”] pensando sia pieno di grandi capi machiavellici con quozienti intellettivi da super genii, ma il nocciolo della questione è che quegli angoli in realtà sono perlopiù riempiti da banali funzionari, mortalmente terrorizzati di commettere la più debole delle eresie contro l’ortodossia infinitamente arbitraria e quindi cascare giù dall’albero dei loro lauti stipendi.
 
La verità schietta e brutale è che i livelli C di questi conglomerati non hanno una risposta al virus ebola del “Woke”, almeno con le loro solite proposte. Una manciata minuscola di chiusure su Twitter può tenere sotto ricatto anche la più potente multinazionale, e non c’è nulla da fare.
Mettono le mani avanti quelli del Guardian: “Doctor Who troppo ‘woke’? No, al contrario, non è mai stato così offensivo” — Dal momento che è tornato assieme a una dottoressa femmina, ‘doctor Who’ è stato accusato di ‘politicamente corretto’, ma come provano le recenti trame, la verità è ben peggiore.
E il maledetto inferno dovuto a tutto ciò è che non c’è MAI alcun piacere.

 

MAI.

Il “Woke” è come il bicchiere del supplizio di Tantalo su cui posate le labbra e non riuscite mai a bere, ripetutamente all’infinito. Pensando alla metafora del bastone e della carota, la carota non è mai raggiunta e tutto ciò che voi ottenete è solo e sempre il bastone.

Perché niente di ciò ha mai a che fare con la giustizia e tutto ciò ha invece a che fare col narcisismo ferito di mediocrità iper-privilegiate, narcotizzate dal potere effimero.

 
Suppongo che qui ora ci sia in gioco una specie di retribuzione karmica, ma sarà un conforto gelido quando l’intero “eco-sistema” collasserà. Cosa che, col ritmo attuale, avverrà molto prima piuttosto che poi.

Il nocciolo della questione è che la macchina dell’intrattenimento spettacolare, così come esiste oggi,  va avanti per via dell’inerzia e delle eredità del passato, così come va avanti grazie al sudore di migliaia di artigiani sottovalutati i quali fanno prodotti commerciabili che sono spesso una totale e completa mancanza di senso. 

E’ una specie di Idiocracy.

Dal momento che i concetti e le storie su cui si basa l’attuale industria dell’intrattenimento furono creati e perfezionati molto prima di quando la maggior parte della gente in questi film e tv show nemmeno era nata: a continuare a far andare avanti la baracca è quell’impressionante apparato di tecnologie e di saperi, il quale prosegue ormai in modo inerziale.

Per dire, senza gli effetti speciali della computer grafica 3D,  l’intera fantascienza e il genere dei supereroi retrocederebbe nella marginalità, letteralmente dall’oggi al domani. Al ritmo attuale, non so se anche la perenne incombente promessa della realtà virtuale potrà fermare questa emorragia.

Immagino che non dovrebbe sorprendere nessuno che questo Doctor Who abbia avuto origine da un terreno estremamente familiare, almeno per i canoni dei lettori del blog. 

Mi piacerebbe dirvi che tutto quanto è un super-schema di vecchia data, che i semi del collasso imminente vennero piantati sessant’anni fa da una grande congrega invisibile di Blofeld, ma in buona coscienza non posso dirvi una cosa simile. 

Comunque se davvero fosse all’opera una tale congrega, sarebbe composta da gente  magari malvagia, spietata e infinitamente intelligente, ma di fatto stupida. Stupida non nel senso del loro quoziente intellettivo, ma nel fatto che incappano nell’errore di sostituire ai fatti le loro fantasie pre-adolescenziali. Cosa che, tendendo all’apoteosi, li fa allontanare dalle basi stesse del loro potere.

Stiamo vivendo tempi orrendi ma interessanti.

https://secretsun.blogspot.com/2020/01/doctor-who-another-woke-bites-dust.html





Venti – venti, 30 anni e fare i conti con la mediocrità

3 01 2020

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La mia età è la più difficile, sia astrologicamente sia perché si nuota in una palude di REALTA’ , troppa realtà … fra i 28 e i 30 anni si esplora una prospettiva saturnina sulla vita …

Da un po’ di settimane a questa parte mi sono fermato con il blog …diciamoci la verità, mi sto un po’ perdendo alla deriva

Diciamo che devo gestire un “segreto” che da parte mia è come un regalo che non si ha voglia di aprire e far uscire completamente dal pacchetto … il “destino della mediocrità” che da un bel po’ di tempo è diventato il mio spettro nel ripostiglio.

E questo segreto è che ho il sentore di essere destinato ad una “vita mediocre” e di “osservazione del mondo”, reazione, analisi, recensione, piuttosto che creazione.

Stephen King dice che “la vita non è fornita di trama” … io posso solo farmi quattro risate, abbastanza amare in realtà, perché a dirla tutta è abbastanza fastidioso scoprire che molta gente che ha avuto la generosità della fortuna dalla propria parte si diletta con pensieri come “la vita è un lancio di monetina”, come se il fatto che sono diventati dei grandi sia dovuto ad un incidente. Cavolo, a dir la verità un po’ ci si dovrebbe arrabbiare, che diamine, con che coraggio non ti ritieni ancora “selezionato” dalla Grande Trama, quando hai realizzato tutto quello che volevi? Gli scrittori, proprio loro, che ancora si dilettano con le loro idee sugli incidenti di percorso sono proprio paradossali, è proprio vero che coloro che sono più vicini alla sorgente della verità sono anche quelli più lontani dalla comprensione di essa …   

Io, cari lettori del blog, ho da sempre, non solo dai tempi di Mckenna, ma da molto prima, il sentore che la vita abbia una trama molto precisa, così ben delineata che non si può uscire dal copione. E ciò che è stato riservato per me dalla “matrice creatrice” di questo misterioso mondo nel quale probabilmente siamo “personaggi” e non proprio “persone” … potrebbe non essere proprio granchè. Ho questa sensazione che, pur avendo molto da offrire, soprattutto a livello intellettuale più che pratico, perché la praticità non è mai passata dalle mie parti neanche per un breve saluto … certo, il mio collega si sorprende sempre della mia minuziosità e gestione dei particolari, ma le cose sono un po’ diverse … sono qui per osservare “i moti del mondo” con la mia prospettiva particolare, minuziosa, sincro – cosciente e mostrare cosa ci potrebbe essere dietro, in modi che magari nessuno ha mai pensato, ma ci sarà poco da fare al riguardo, la mia è una posizione di nicchia, e così sarà sempre. (? manca poco, ma possiamo ancora riservarci il potere di metterci quel punto interrogativo, fra parentesi, però, per non esagerare con la presunzione …)

Sono situato alla periferia del “mondo degli eventi” e posso guardarlo da una prospettiva interessante, ma non posso farne parte.

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Ora vi racconterò un po’ di quel che si cela dietro alla mia eccentrica figura di “cacciatore di sincronicità” … Su questo blog ho preso in mano argomenti complessi, intricati e sconvolgenti, a volte, dalle implicazioni enormi, ma il cosiddetto “mondo reale” là fuori vede tutto ancora secondo i canoni del “consenso comune” …

Dunque questo lato analizzatore di me non è per niente condivisibile, vivo in mezzo a gente che non potrebbe mai capire, ma cosa vuoi farci, gli vuoi bene lo stesso, sono “innocenti” da un certo punto di vista, la ragione è molto semplice, “non è il loro scopo” essere consapevoli di determinate prospettive sulla vita. E visto che viviamo in un mondo dove a tutti è stato assegnato il proprio compito, bisogna accettare anche questo.

La mia mente sarà anche capace di mettere a fuoco concetti straordinari, ma la vita là fuori è difficile, un esame continuo, perché a dir la verità, la gente ha una “intelligenza sociale” che mi è quasi del tutto estranea, sono socialmente svegli a tal punto che ormai ogni tanto mi riduco a chiedermi se in realtà non ci sia qualcosa che non va – in me – piuttosto che in loro. Può darsi che io presenti tutte le caratteristiche tipiche di una “personalità asperger”, e in effetti dai due test ufficiali che ho fatto, è risultato che sono “fifty – fifty”, metà aspy e metà neurotipico. Ma non sono mai stato diagnosticato ufficialmente, quindi potrebbe essere tutta fuffa.

Mi sento ancora come un giovane ragazzino affascinato dal mondo, ma ormai da un po’ di tempo mi sento anche molto vecchio, la vita sta diventando faticosa, monotona e – accidenti, sai – perbacco, se va veloce! Da qualche mese a questa parte, dopo un melmoso 2018, mi sono reso conto che ora come ora il mio tragitto sembra un treno in corsa, le giornate iniziano che son già finite, e rimane tempo appena per un po’ di eventi, che già bisogna pensare alla prossima … brutto segno? Può darsi, ma pare che io avrò un sacco di tempo per mettere il mio marchio di nicchia e di scarsa influenza sul mio modo di vedere il mondo, perché secondo una teoria astrologica poco conosciuta avrò modo di vivere 105 anni … vedremo!

Comunque, sono un tipo bizzarro, mentre spiego le implicazioni della logica della fisica quantistica, fra poco sarà passato un anno da quando ho iniziato scuola guida e sto ancora cercando di studiare la parte teorica ( diciamocelo, uscito da un liceo classico e da due tentativi universitari colati a picco, a parte quello che mi interessa in modo speciale, io e lo studio siamo diventati estranei ) … ho quasi trent’ anni e ho bisogno di appropriarmi di una macchina, ma la scuola guida è una agonia … c’è poco da fare, dovrò trovare un modo per uscire da questa situazione, farmi piacere il mondo dei motori e basta, perché se non hai una macchina, pare che tu sia un cavernicolo … Comunque, potrebbe essere un problema di procrastinazione, incostanza, e scarsa gestione del proprio tempo, e se è così posso solo annuire ed essere d’ accordo, sono fatto così di mio, sempre fuori dal tempo presente, in un modo o nell’ altro…   

Inoltre vivo a casa con i miei, che non hanno mai avuto intenzione di rendermi indipendente e autosufficiente a sufficienza… un altro “segreto” che cerco di nascondermi, (ma come si fa a nascondersi qualcosa? ) , una altra cosa che sta emergendo è che potrei ritrovarmi solo nella vita adulta più in là… a dir la verità vorrei poter andare a stare altrove, vedere come me la cavo per i fatti miei, ma anche se ogni tot mese diventa un’ idea fissa, sembra ancora un miraggio, un’ idea un po’ balzana …anche se a dir la verità potrebbe essere una delle poche cose che potrebbero anche succedere …in fondo, io ne vedo i segnali premonitori nei miei cicli vitali, nelle mie sincro personali, e quindi annoto il messaggio dall’ universo, e ne tengo conto …

E vabbè, farò di tutto per non finire davvero da solo, anche se il mio studio delle sincronicità e dei cicli, che riguarda anche la vita individuale, ancora a dispetto di chi crede nel “caos della quotidianità”, cosa che ce ne sono ben poche di così stupide a cui pensare … mi sta facendo sospettare che ci potrebbe essere qualche “sorpresa improvvisa” ( dal punto di vista esterno, perché a me non la si fa ) … ma potrebbe non essere così “speciale” come avrei voluto … però forse è così che dovranno essere le cose …

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Sono un po’ depresso, fiacco, scoraggiato, influenzato da tutto quel “mal di vivere” che si legge in giro, sulla rete, ormai tutti sembrano avere lo stesso atteggiamento, cinico, iper – realistico, iper – razionale … temo di non potermi più farmi bastare e farmi affascinare come un tempo dalle “piccole curiosità” della vita, quelle che una volta sembravano tanto grandi dentro di me …

Ecco, insomma, mi sento un po’ “psichicamente malaticcio”, aaaah, accidenti, come le persone si prendono la febbre, io mi sono ammalato di “razionalità”! che è la migliore amica di “ma a cosa serve vivere?” che è figlia della autodistruzione e auto – consumazione che governa questo nostro mondo … che è sempre più pervaso da un nichilismo masochista …   Anche se diciamocelo, io sono molto influenzabile dal  sentito dire, dalla percezione collettiva, è un virus del pensiero che viene dall’ ambiente esterno, dentro di me abita qualcosa di diverso … per questo è così sconcertante per me osservare questa tendenza, questo lato patologico della razionalità, perché la razionalità se manipolata in modo scorretto diventa la fonte di tante patologie …

Ho paura di dovermi accontentare di quel che arriva, e di cose ne arrivano, di situazioni ne arrivano, però ho anche paura di dovermi educare a non desiderare, non bramare, le cose che non arriveranno. E’ la mia filosofia, “tutto arriva da me” quando è arrivato il suo tempo, è inutile andare a cercare e forzare … però si rischia di accomodarsi e vivere in un modo un po’ passivo … trovo che sia davvero molto difficile smettere di desiderare quel che ancora non arriva, trovo che non sia davvero possibile.

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C’è anche una altra questione con la quale prima o poi dovrò confrontarmi pienamente … un altro dei miei “quasi – forse – segreti interiori”, un po’ come un tarlo dispettoso e impertinente che mi sussurra che forse, forse, forse … non sono fatto per essere lo scrittore che vorrei diventare. Forse evidentemente non ne ho la stoffa. Le trame, i personaggi, non sono un problema, creare non è un problema, è la organizzazione della scrittura che è il vero problema … sono un racconta – trame, sono un “quasi – scrittore”, una fucina di idee senza la capacità di svilupparle appieno … forse il mio ruolo centra con la scrittura e la lettura, ma forse non rientra nell’ ambito della “scrittura d’ autore” o “scrittura narrativa”, forse sono un saggista, un blogger, un articolista, qualcosa del genere …

Ogni tot mese credo di essere riemerso dalle nebbie, e ancora mi ci ritrovo avvolto … non ho ancora trovato la Grande Idea, che sia anche abbastanza realizzabile … è così, ho paura di dover rinunciare persino a quello … persino alla scrittura …

Forse sono il padre di, il generatore di un futuro scrittore di successo … un po’ mi sconcerta pensare che il padre di Stephen King era uno scrittore mancato, uno di quelli che ci hanno provato ai loro tempi, ma che non ci hanno ricavato niente, solo un passatempo, e poi guarda chi esce fuori da te … uno come Stephen King … E’ questo il mio destino? Allevare il prossimo genio della letteratura “popolare”?

Magari neanche quello, perché comincio seriamente a dubitare che costui possa mai arrivare …

Comunque, finchè crederò ancora che ne valga la pena, ci proverò ancora, e ancora, lottando quotidianamente contro la mia assoluta carenza di costanza, sempre preso da un “multi – multi – tasking” intellettuale, un iperattivismo psicologico che è un po’ il mio tormento …

Ma, ehi, prima o poi dovrò fermarmi, se non va, e cercare alternative …

Che cosa posso dirvi, forse sono semplicemente un consumatore di imprese altrui, piuttosto che uno sviluppatore di esse … non è una cattiva cosa …

Del resto sono dieci lunghi anni che continuo ad avere incredibilmente fiducia nella teoria della storia frattale della Timewave … è quella speranza che non muore mai, quella speranza di poter assistere a qualcosa di veramente unico e diverso da tutto …

Quella speranza di sbarazzarsi di tutto il “vecchiume” di questo nostro modo di vivere …

E si spera ancora, eh, contro ogni dispettoso dubbio, perché è ancora affascinante ragionare secondo quella prospettiva, secondo l’ osservazione di risonanze storiche … è un modello di pensiero che se lo assimili così tanto a lungo come me, non riesci più a pensare diversamente …

Ma forse dopo il 2022 sarà più difficile …

E insomma, la vita va avanti, ma la fatica e la frustrazione sono sempre pesanti …

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Diciamo che sono in un periodo un po’ ridondante, un po’ spento, ho fornito una quantità di materiale di riflessione per il 2019, ma non mi sono ancora messo a nuovo per il 2020 …

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In giro leggo di persone che hanno la sensazione di passare la vita ad attendere qualcosa di straordinario … hanno la percezione che la vita sia la fase di attesa di qualcosa di ancora impercettibile … e così mi sento anche io.

Ho la sensazione che qui dentro non ci sia niente di “realistico”, che abbiamo riempito la nostra realtà di “spiegazioni razionali” dove ancora regna il mistero assoluto del – perché siamo qui, come ci siamo arrivati, da dove, cosa stiamo facendo, perché esiste la vita, e tante altre bazzecole che pensiamo di aver già messo da parte …

E’ la mia sensazione, che questa realtà non è reale, che siamo in una dimensione isolante, da cosa non è molto chiaro …  

Eppure, la “realtà” chiama, teoscrive a rapporto, e mi chiede l’ immersione in quel mondo dove io non me la passo granchè bene, quel mondo dove bisogna sopravvivere … mettere da parte il pensare e afferrare l’ azione … agire.

Sono un po’ stanco di giocare a fare lo “straordinario incompreso” … sono una persona qualunque che farà tutte quelle cose normali, anzi, qualcuna può darsi che mancherà all’ appello, e nel frattempo manipolerà con l’ intelletto tutte quelle cose complicate e inarrivabili, e per qualche bizzarro inconcepibile mistero, troverà un sacco di difficoltà nelle cose semplici e quotidiane.

Ora, non è che la mia vita non sia interessante, lo è, lo è ancora, fortunatamente, a questo punto della mia vita, ma temo che non sarà mai abbastanza per uno come me.

Forse, a livello collettivo, mi è stato fatto qualcosa, sembra che qualcosa si sia spento in me, forse sono i miei timori che sono troppo insormontabili …

La grande paura che almeno per quanto riguarda la mia vita individuale e il mio percorso … è tutto qui … c’è poco materiale da elaborare, non è abbastanza, il copione è troppo scarno.

Mi sentivo così anche nel 2013, a dire il vero, poi sono arrivati due anni rivoluzionari …

Però è davvero scoraggiante, anti – ambizioso pensare che possa essere “tutto qui”, che la realtà è questa così come la vediamo, e niente di più.

Io devo avere un motivo per avere una ambizione. Altrimenti semplicemente, non ce l’ ho.

Sono arenato …  





Considerazioni sparse sui nuovi anni venti

30 12 2019

« E’ una dinamica che abbiamo sempre più privilegiato […] e che marca simbolicamente, dal nostro punto di vista, l’installazione di questa nuova capacità dell’osservazione umana degli avvenimenti. […] “Innanzitutto, c’è questo : nello stesso tempo in cui subiamo questo avvenimento di una forza e di una ampiezza estremi, osserviamo questo avvenimento intanto che si sta compiendo e, più ancora, ci osserviamo l’un l’altro mentre osserviamo questo avvenimento. La storia si fa, all’improvviso in uno sviluppo esplosivo e brutale, noi la osserviamo farsi e ci osserviamo osservandola farsi…”). »

https://www.dedefensa.org/article/la-societe-du-spectacle-de-la-catastrophe

Esattamente dieci anni fa, all’inizio degli anni dieci, in un post (scritto in un modo che ora giudico acerbo) tirai in ballo il film considerato un po’ il sequel di “2001 odissea nello spazio”, “2010 l’anno del contatto”, entrambi tratti da due romanzi dello scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke.

Quel film, “2010”, non fu diretto da Stanley Kubrick – alla cui opera accenneremo ancora nel corso di questo post – così come “2001”, però venne dedicato, quando fu appunto realizzato nel 1984, a quello che per quel film sarebbe stato l’ “anno del contatto”. Contatto di che?

Dal momento che non mi permetto di fare spoiler di “2010” per rispetto a chi non l’ha ancora visto, parlando appunto di questo “contatto”, dieci anni fa si sapeva che l’allora nuovo decennio avrebbe contenuto quel “2012” il quale sarebbe stato l’anno il cui 21 dicembre avrebbe stabilito la fine del cosiddetto “lungo computo del calendario dei Maya”… anche se sapevo bene che secondo altri studiosi di calendari e cicli astronomici si sarebbe concluso in un giorno e anche in un anno differente: per esempio il 27 ottobre 2011 secondo lo studioso Carl Johan Calleman, comunque sempre nel decennio degli anni dieci del XXI secolo. I quali cominciarono con un immenso terremoto ad Haiti per poi proseguire con catastrofi ambientali petrolifere nel golfo del Messico, eruzioni di cenere in Islanda che bloccarono i voli di aerei, un altro super terremoto in Cile e uno spettacolare salvataggio di minatori intrappolati nelle viscere della terra sempre nel Cile.

Il 2010 fu l’anno in cui la Chiesa cominciò seriamente a tremare a causa di scandali di ogni tipo che in seguito non avrebbero fatto altro che continuare a scuoterla, fu l’anno in cui l’allora papa venne colpito e fatto ruzzolare a terra (i simboli sono inevitabili quando è in ballo il potere religioso), fu l’anno in cui era uno zombie il governo dell’allora premier italiano e in cui il presidente degli USA perse catastroficamente le elezioni di “mid term” – cose importanti ma il cui ricordo viene poi seppellito dagli avvenimenti successivi  – e il 2010 fu anche l’anno in cui le due coree ebbero uno scontro militare diretto per la prima volta in quasi sessant’anni quasi contemporaneamente allo “scandalo Wikileaks” di Julian Assange, in cui Roma venne sconvolta da manifestazioni violente e, a fine anno,  ci fu l’inizio di quella catastrofe che nei primi mesi del 2011 la soprannominarono “Primavera araba”.

Il 2010 fu il preludio a quel super-ribelle 2011 il quale allora sembrò sfociare spontaneamente in un’accelerazione degli avvenimenti che avrebbe portato a quel 2012 la cui attesa di qualcosa di grosso alla fine di quell’anno secondo la “profezia Maya” era stata fatta tanto pesare dai mass media negli anni precedenti, a partire almeno dal 2006.

Lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke come “presidente USA” contro il regista Stanley Kubrick come “presidente URSS” nella minaccia di guerra che secondo il film “2010” ci sarebbe dovuta essere in quell’anno. Finta copertina del TIME comparsa proprio in quel film, secondo cui, appunto, tra l’altro, ci sarebbe stato ancora l’URSS, quando invece sappiamo che sarebbe crollato quasi vent’anni prima.

Quando verrà l’occasione giusta penso che disquisirò più approfonditamente delle ultime date con le tre cifre tutte uguali prima del 1°gennaio 2101 cioè il 10/10/10, l’ 11/11/11 (a cui in certi ambienti alternativi si diceva gli venisse data un’importanza quasi pari al 21/12/12) e il 12/12/12 appunto. Anche a quest’ultima data – a poco più di una settimana di distanza prima di quel famoso 21/12/12 – negli ambienti alternativi internettiani già citati poco fa, ricordo che venne data una certa importanza simbolica anche se ovviamente non alla stregua del celeberrimo 21 dicembre di quello stesso 2012, data ormai adesso quasi del tutto gettata nell’oblio nonostante avesse tenuto banco per anni e anni nell’immaginario catastrofico/cambio-paradigmatico collettivo, e non solo negli ambienti “new age” più o meno internettiani.
E a proposito di “new age”, personaggi quali la nostra vecchia conoscenza David Wilcock, e soprattutto Steve Bechow, avevano fatto attendere il 2012 al loro pubblico almeno dal 2006-2008 se non prima, ovviamente spingendo sull’acceleratore alla partenza di quell’allora nuovo decennio che ora si avvia alla sua conclusione.

Quando il 21 dicembre 2012 non successe nulla di quello che ormai un mucchio di gente si attendeva da questa data tanto pubblicizzata (dalla fine del mondo all’atterraggio extraterrestre, dagli “arresti di massa” del NWO a un’ “ascensione_illuminazione” collettiva, da una “civilisation breakdown” a uno “showdown” spazio-temporale), passata la delusione quella data venne gettata nel dimenticatoio.
Infatti in alcuni ambienti, più popolati di quanto si potesse pensare, c’era un po’ l’idea che certi processi evolutivi dell’intera umanità si sarebbero velocizzati all’incirca in quella data, nella quale magari si sarebbe aperto uno “stargate” attraverso cui si sarebbe, che so, “usciti dalla matrix degli ‘illuminati’ ” raggiungendo in una sorta di “ascensione” (non si capiva bene se “di massa” o “per pochi eletti selezionati”…) via verso chissà quali dimensioni oltre quelle a cui siamo abituati.

Accanto a coloro che, sobillati da certi libri, film e programmi tv anche italiani – si attendevano ingenuamente terremoti, impatti di meteoriti ed eruzioni di supervulcani oltre a tsunami che avrebbero spazzato via tutto, in quel 2012, inoltre, su internet comparvero un bel po’ di personaggi (da “Cobra” a “Drake” ad altri ancora compreso il “sempreverde” “ex giornalista di Forbes” Benjamin Fulford) i quali si dilungavano a fare rivelazioni disquisendo di come certi processi geo-politici si sarebbero a tal punto intensificati nelle zone calde della mappa del mondo fino a raggiungere l’occidente e in particolare gli USA generando sì uno tsunami ma di ordine politico-militare-giudiziario, il quale avrebbe riguardato il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” contro cui ci sarebbero stati “arresti di massa”, esito finale di una mega operazione d’intelligence coperta super segreta, frutto di un’alleanza internazionale che datava almeno da circa il 1979 secondo certe strane oscure fonti, e che finalmente, dal più profondo underground, avrebbe raggiunto la superficie.

Oggi, si potrebbe pensare a quei “Cobra” e a quei “Drake” del 2012 come a dei “falsi profeti” internettiani ma recentemente quei discorsi sull’ “operazione d’intelligence segreta contro il NWO” sembrano essersi ripresentati, e si direbbe con maggiore ampiezza mediatica: pensiamo a Jordan Sather, a “Q” e anche ad altre figure, sempre su internet ma che somigliano di più a veri giornalisti investigativi (Joe from the Carolinas [oggi Beyond Theory], Bill Ryan, Dark Journalist, C.W. Chanter) i quali oltretutto sembrano approfondire più seriamente e senza sensazionalismi questioni come le “DUMB” (Deep Underground Military Bases) e il “SSP” (Secret Space Program).

In effetti, ripensandoci, più che il 2012 fu il 2011 che avrebbe potuto far pensare all’anno successivo come particolarmente catastrofico da questo punto di vista, anche se le cose poi non andarono così e il 2012 fu un anno invece piuttosto piatto e inconsistente (un po’ come lo fu anche l’anno 2000, altro anno in precedenza fatto tanto attendere), nonostante certi sommovimenti e terremoti (non metaforici) – anche in Italia – avessero magari in certi giorni potuto far pensare che le cose da un momento all’altro avessero potuto darsi una mossa e accelerare fino a un “punto zero”, magari “la fine del tempo” o “la fine della storia” così come la siamo sempre stati abituata a conoscere.

Uno degli studiosi molto noti da chi segue questo blog, cioè Terence McKenna, nei decenni passati aveva fatto concludere la sua “timewave” — un programma informatico che calcolerebbe i processi di flusso e riflusso di abitudine e novità nel corso della storia conosciuta — proprio nel 2012 e proprio in quel 21 dicembre profetizzato dal “lungo computo” del calendario Maya, secondo le interpretazioni più “main-stream”.

A suo dire, McKenna quando aveva calcolato il punto di fine della sua “timewave” (negli anni settanta) non era a conoscenza che anche i Maya avevano predetto il 21/12/12 come “giorno conclusivo”, fatto sta che il momento di zero abitudine e novità infinita – del calcolo informatico dei flussi e riflussi di novità e abitudine nella storia conosciuta – McKenna lo collocò proprio in quel 21 dicembre. Questa fu una cosa che fece in modo di far perdere interesse agli studi di McKenna sull’ “onda temporale”, una volta passato quel giro di boa che si era così lungamente atteso (almeno a partire dal 2006 se non prima) ma che poi, essendo sembrata la classica montagna che partorisce il topolino, lo si era, come si è detto, gettato nel dimenticatoio, e assieme a lui la faccenda mckenniana della fine dei flussi e riflussi di novità e abitudine.
Solo questo blog e nessun’altro (in Italia di sicuro ma penso anche all’estero) ha continuato nel dopo 2012 a parlare della possibilità di cicli storici ispirandosi alle intuizioni di McKenna.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/12/21/211212-un-anno-dopo/

Infatti noi pensiamo che il 2012 sia stato comunque uno spartiacque. Dopo la fine di quell’anno, infatti, certi processi di degenerazione – che notavamo già nel 2009-2011 – non hanno fatto altro che intensificarsi.
La “bella stagione” iniziata in sordina negli anni cinquanta del XX secolo non poteva più dare alcun frutto, anzi. Tutto sarebbe stato sempre più marcio e freddo, attendendo un Godot che non arrivava.

Mentre a partire da quegli anni cinquanta era la novità a primeggiare sull’abitudine, il primeggiare dell’abitudine (sempre più manifesto a partire da quell’anno 2000 già citato) avrebbe reso il periodo post 2012 straordinariamente somigliante a un gennaio senza speranza. Non a caso so che una delle espressioni di questo decennio è stata “come se non ci fosse un domani”, non a caso. Ormai si sarebbe sempre più vissuti nel regno del disincanto.

Eppure in futuro si noterà che gli anni dieci del XXI secolo sono comunque stati un periodo sì invernale ma in cui sono stati piantati dei semi che avrebbero germogliato una volta conclusasi la “brutta stagione”, brutta poiché il sole delle novità è basso sull’orizzonte (mentre per esempio negli anni sessanta e settanta – e ancora negli ottanta – del XX secolo era bello alto sull’orizzonte).

Insomma, il periodo post 2012 è stato quello del punto più scuro della notte tra il tramonto e l’alba, un periodo perciò mai così occidentale, in cui l’essere occidentale beve fino in fondo l’amaro calice del suo essere il luogo più o meno simbolico dove il sole (dell’ “incanto”, il contrario del “disincanto”) è basso all’orizzonte fino al suo tramontare…anche se penso che ciò (la condizione del tramonto) sia avvenuta un po’ prima, intorno agli anni novanta del XX secolo, senz’altro dopo la fine degli anni ottanta.

Nel post 2012, passate le ultime illusioni (fornite dal vecchio mondo) era ormai notte fonda, gennaio pieno.

Ma nel post 2015 è iniziato qualcosa che probabilmente i cripto-storici del futuro giudicheranno determinante per tutti i decenni seguenti, penso almeno fino agli anni sessanta del XXI secolo. Ciò che dieci anni fa chiamavo “anninovantismo” (ovvero quella specie di strano dis-incanto, però paradossalmente scattante e ottimista! [anche se con la testa sempre slogata all’indietro]) ha cominciato visibilmente a perdere colpi. Solo un cieco, guardando per esempio le figure archetipiche di Donald Trump e Boris Johnson, non si renderebbe conto che qui sono all’opera dinamiche le quali trascendono la semplice consequenzialità meccanicista lineare causa-effetto con cui ancora si baloccano quelli del modo ufficiale di intendere la storia.

Avremo dunque dei “nuovi anni venti”.

Qualche anno fa, intorno al 2010-2011 mi sembra, avevo supposto che l’importanza del 2012 stava anche nel fatto che, dopo gli anni cosiddetti “zero” (un decennio senza storia rispetto ai tanto mitizzati cinquanta, sessanta, settanta, ottanta e un po’ anche novanta) e l’inizio ribelle ma claudicante degli anni dieci, con il 2012 si sarebbe stati ormai bene dentro a quel XXI secolo il quale, per esempio, nel dopo 2001 e fino al 2008/2009 non lo si riusciva ancora bene a percepire, con tutto l’eco del XX secolo ancora che non ce lo si riusciva a togliere dalle orecchie.

Se dunque il “trovarsi ormai bene dentro al XXI secolo” poteva già iniziare a esserci con il 2012, con il 2020 questa condizione ormai non voglio dire sia conclamata ma se non lo è, si tratta comunque di una condizione la quale a questo punto ci si avvicina alquanto, di certo molto più di prima.

http://www.palazzoducale.genova.it/aspettando-gli-anni-venti/

Un capodanno ruggente e sfavillante come i mitici anni venti: la mostra Anni Venti in Italia, aperta straordinariamente fino alle 2, diventa la fonte d’ispirazione per un capodanno in stile con l’accompagnamento musicale della Genova Swing Band.
E’ gradito l’abbigliamento a tema, lasciati ispirare dalle atmosfere anni venti!

Infatti, se gli “anni dieci” (del XX secolo intendo) non sono mai riusciti a farsi percepire come un decennio ricordabile a livello di memoria mito-modernista – nonostante dentro vi furono contenuti avvenimenti grossini come la Grande Guerra – gli “anni venti” del XX secolo sono sempre stati un po’ mostrati come “un decennio facilmente ricordabile simbolicamente” (gli “anni ruggenti”…), un po’ come lo sarebbero stati gli anni cinquanta, sessanta ecc fino ai “zero” esclusi…Anzi, mi viene da dire che i venti del XX secolo sono stati anche più mitizzati dei successivi trenta e dei quaranta, anche perché in questi ultimi due decenni (dopo il terribile 1929!) la “brutta stagione” stava cominciando a farsi ben sentire, soprattutto a partire dal 1940 in poi.

All’inizio degli anni venti del XXI secolo, secondo il romanzo “I figli degli uomini”, scritto nel XX secolo, in Inghilterra vige una dittatura dovuta al catastrofico calo demografico, retta da un presidente populista. Ricordo una certa impressione di “concretezza predittiva” che mi fece questa copertina quando la vidi in una libreria ormai tanti anni fa.

Il mio collega Mediter, nel suo blog, in un’occasione in cui ha parlato di come un processo di accelerazione storica lo si percepisce anche perché “si comincia a vederci doppio”, come appunto succede quando si accelera fortemente: Mediter ha appunto parlato di come il tema del DOPPIO lo si può trovare facilmente in un periodo in cui gli avvenimenti vanno così velocemente da generare una proliferazione esponenziale di cose e fatti, fino a duplicare elementi che siamo sempre stati abituati a vedere singoli e unici. In questo caso, i “doppi anni venti”, con cui ci ritroveremo a che fare e a paragonarli l’un l’altro di qui a poco (quelli del XX e quelli del XXI secolo) possono rientrare in questo discorso.

Un fulmine che colpisce la Madonnina sulla guglia del duomo di Milano.

Naturalmente, pensando al titolo della mostra in corso a Genova in questo momento, “Anni venti in Italia, l’età dell’incertezza” e pensando che con ben due “anni venti” ora tra le mani si possa tendere a paragonarli tra loro volendoci vedere anche affinità, l’ “età dell’incertezza” che si, stiamo vivendo anche ora, a mio umile parere non è però l'”età dell’incertezza” degli altri anni venti che qui da noi in Italia portò prima al fascismo, poi al regime, poi al colonialismo violento poi alle leggi razziali e infine alla guerra catastrofica a partire dal 1940 ma, semmai, la si può paragonare a un’ altra “età dell’incertezza”, quella dell’immediato secondo dopoguerra, l’ “età dell’incertezza” che dieci anni dopo però ci fece approdare all’inizio della televisione, dei supermercati, della motorizzazione di massa e dei viaggi nello spazio: tutte cose che all’epoca sembrarono già tanto, troppo (rispetto a “com’era prima”) ma che, come ben sappiamo oggi, FURONO SOLO L’INIZIO.

Gli anni venti di cento anni fa furono l’autunno che cominciava e andava verso l’inverno, gli anni venti di oggi sono l’inverno che sta per finire ed è diretto verso la primavera. Condizioni “climatiche” stranamente somiglianti anche se vanno in direzione opposta l’un l’altra.

Uroboros.

Nella situazione fino a qui disquisita, si sarebbe testimoni soltanto di una “ricarica ‘uroborica’ periodica del loop spazio-temporale storico occidentale”, quando tutto ciò che una “incarnazione” dell’occidente aveva da dare – in termini soprattutto simbolico-culturali ma anche economici, finanziari, sportivi, tecnologici ecc – si esaurisce definitivamente e si riparte con la successiva “reincarnazione” della stessa storia occidente-centrica, una volta spazzato tutto quel vecchio che non può più dare niente e che ora è capace di fare solo una cosa: di frenare il nuovo.

Però, per esempio, la già citata “timewave” di McKenna suggerisce un momento di discontinuità ancora più radicale, il quale potrebbe portare a un “punto zero” (dove l’abitudine raggiunge lo zero e la novità l’infinito) in cui la stessa storia occidente-centrica verrebbe come risucchiata senza possibilità di “reincarnarsi” più, facendo persino crollare il nostro modo di vedere il mondo frutto non solo di condizionamenti occidentali ma millenari: una cosa così grossa, fuori scala, da farci cancellare collettivamente, forse per sempre, l’idea che ci siamo sempre fatti del passato e della storia.
Insomma, un po’ ciò che alcuni “alternativi” si attendevano dal 21 dicembre 2012 visto come “fine del calendario Maya”.
Il mio collega Teoscrive è tuttora persuaso di questa possibilità, e attraverso le sue ricerche utilizzando il programma informatico “timewave” di McKenna e Peter Meyer, periodicamente cerca di collocare in una determinata data il “punto zero” finale del grafico computerizzato dei corsi e ricorsi storici.
Teoscrive ha visto come anche diverse date successive al 21/12/12, da lui in precedenza ipotizzate, non fossero quelle giuste; recentemente ha stabilito una nuova ipotesi, che vede in un giorno del nuovo decennio, nel 2022, la famosa “onda temporale zero”.
La quale forse potrà trattarsi di ciò che qualcuno ha definito “punto del caos”.

Ad ogni modo, comunque vadano le cose nel futuro, una possibilità che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire è quella di non limitarsi a essere SPETTATORI degli avvenimenti ma esserne anche ATTORI, così come peraltro ci suggerisce il testo messo all’inizio di questo post del blog.





I sogni sono fossili di un loop di varianti dello stesso universo? / Confronto fra Fred Hoyle e Terence Mckenna

5 12 2019

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“Certe volte penso ancora che i sogni si svolgono in una “dimensione reale”, ma non saprei definire dove, perché gli universi paralleli non esistono, l’universo è uno solo, ma non sarei così sicuro che i sogni si svolgono nelle nostre teste/ nelle nostre menti … ci deve essere qualche altra risposta … che non includa fantomatici universi paralleli … forse connessioni quantistiche di osservazione temporanea di versioni alternative della nostra realtà di versioni precedenti dell’ universo unico, collassate e dimenticate … riciclate … come se il nostro io osservatore quando sogna fosse in grado di guardare ”nel cestino” dove ci sono “i files” di universi che hanno terminato la loro vita e la nostra coscienza si mettesse a interpretare momentaneamente momenti a caso/decisamente non a caso delle nostre precedenti esistenze in questa precisa identità … invece di universi paralleli, ci sono ricicli dello stesso, dove la nostra esistenza si è svolta in modi completamente diversi, tutti reali, tutti estinti … percepibili solo attraverso i sogni …”

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/04/02/vi-sono-veramente-due-mondi/

I sogni potrebbero quindi essere “memorie del passato” che il cervello “cerca”, connettendosi ad una frequenza in modo da allinearsi, armonizzare, informare, la versione attuale di questo mio individuo e specifico universo, letteralmente frugando, come una sorta di S.E.T.I., che cerca i segnali alieni, noi con i sogni, accediamo ad una incomprensibile area, dove letteralmente esiste un “cestino di universi” dove, una volta agganciato uno specifico “minuto” di un universo estinto, per qualche istante la nostra coscienza si aggancia, apre il file, lo rivive, e poi viene rigettato nella realtà attiva attualmente … e chissà che non ci sia un collegamento con la faccenda della antimateria, e che la porzione dell’ universo di antimateria non sia in realta’ la zona cestino dell’ universo, contenente versioni estinte dell’ universo … sarebbe a dire che si, versioni alternative dell’ universo esistono, ma in sequenza, lasciando solo una traccia accessibile (onirica/ antimateria?), e quindi chissà quante volte mi sono ritrovato ad essere me, e di conseguenza, se già sono stato me stesso, sono già stato in tutti gli altri, tutti gli altri che non sono me stesso, sono comunque me, riciclato in una miriade di versioni diverse … un po’ come appunto, si potrebbe fare per davvero, e non solo per ridere, un paragone con le storie a fumetti, dove ogni storia sembra in realta’ – agente – in un universo a parte (“Topolino”, per dire) dove i personaggi possono vivere situazioni che in altre storie non troveremo più o non sarebbero possibili … suppongo che la stessa cosa valga per noi …”

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” in questo caso potremmo definire i sogni “fossili psichici”, momentanee interferenze dove possiamo rivivere per qualche istante situazioni accadute eoni di tempo fa … persino alcuni dei nostri pensieri immaginari, in stato di veglia, dove immaginiamo situazioni, potrebbero essere “fossili psichici” o comunque “risultati” di una ricerca “nel buio”, con la metaforica torcia del cervello, che con la sua “luce” isola un momento specifico … questo tipo di pensieri, onirici e immaginari, sono come frugare fra i files, aprirli e guardarci dentro, e un po’ come per la forza di gravità che ci tiene ancorati al terreno, nei sogni esiste una inconcepibile “forza” che ci costringe a uscire dal file, una volta trascorso tot tempo … immagino che, visto che tutto si svolge a più livelli, in modalità frattale, frattalmente parlando, potremmo comparare “il tempo” con questa forza misteriosa, una forza che agisce al rallentatore per costringerci a “uscire da noi stessi“, dall’ attuale punto focale di identificazione e osservazione soggettiva della realta’, e la morte rappresenta il punto di impatto con questa forza … forza che comunque, come con la gravita’, ci porta (ci scaglia 😉 ) direttamente all’ interno di un altro punto focale di identita e osservazione, perché non esiste il “non esistere” ma solo la percezione di esistere … in questo modo l’ unica cosa che davvero si avvicina alla nostra idea di morte è il sonno profondo, dove non avvertiamo lo scorrere del tempo, mentre invece la vita di esperienze e percezioni diurne è senza limiti. In sostanza la “morte” di un individuo è solo l’accumulo complessivo di sonno non oniricamente attivo che una persona raggiunge nel corso della vita. (di quella specifica vita). “

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COMMENTO TROVATO ONLINE: “Hi! My husband & I were reading your artiscle & we have found ourselves (on more than one occasion) actually “mutually dreaming”. As in, we are in the SAME dream (unplanned) and once we had to ” fight” our way our of a “lucid” type of dream & were both physically moving in our sleep to be able to wake ourselves up. This is becoming a strange enough that we are looking for research on this just now. Yet your article says to “leave it to the movieies”. We are writing things down now. Please let us know if you have any more research or any further information that could be of assistance. Thank you” …

… se davvero davvero esiste la possibilita’ di sognare la stessa cosa significherebbe che i sogni sono ”rientri” in realta’ dimensionalmente concrete, persino se si tratta di “universi estinti”.

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Una altra cosa molto difficilmente descrivibile e’ quella sensazione che l’ interno della mente sia una frequenza “invadibile“ da altre frequenze, come se ci fossero degli “aromi psichici” che girano, come delle spore, che girano, si diffondono in modo completamente invisibile, e ogni tanto “atterrano” e si soffermano, e uno si accorge, sente qualcosa di estraneo a se’ stesso dentro di se’, sarà per quello che siamo arrivati alla idea della coscienza unica, pero’ questo fenomeno è troppo vago da spiegare, fa parte dell’ ambito del channeling. Ma se ti dovessi dire qualcosa, ti potrei dire che molto spesso percepisco in me – e – ”nell’ aria” qualcosa che non mi appartiene, e se davvero mi appartiene, vorrebbe dire che l’ intero della mia identità è variabile e turbolento, un astrologo professionale saprebbe spiegarlo meglio, infatti questa storia delle “percezioni” è molto “astrologica”, i transiti …”

Queste cose che dici sono dovute al fatto che l’ego in cui ci siamo identificati è una struttura molto fragile anche se ci sembra l’unica possibile.”

“gli attori conoscono molto bene questo fenomeno, è una questione di assimilazione interiore … è come se ci fosse una rete invisibile, siamo tutti collegati da questa rete, e allo stesso modo siamo racchiusi e isolati in noi stessi, ma continuamente toccati dagli altri, come “liquidi che si incontrano” …”

“hai fatto bene a citare gli attori, infatti molti di loro ci perdono quasi la ragione per via di ciò che hai scritto.”

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Probabilmente è per questo che non faccio fatica ad afferrare il concetto di coscienza unica, il mio “terzo occhio” è attivo costantemente, la mia mente è fatta solo di immagini, scene, visuali, e – io – non ci sono, lì dentro, lo avevo già detto che io penso sotto forma di qualcosa che si potrebbe definire “meme”, momenti che dentro di me identifico e associo ad altro, infatti guardare me e’ quasi disturbante, una interferenza, per questo mi sento cosi alienato da quello che percepiscono gli altri, perche‘ quello che vedono loro dentro di me non C’è… troppo difficile da spiegare coerentemente, ma cosi è. “

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“Ho trovato un collegamento fra le teorie del fisico Fred hoyle e Terence McKenna … Fred hoyle era un fisico che diceva che “l’ universo e‘ una messinscena”, rifiutava Darwin e l’ evoluzione, preferiva il fine – tuning e preferiva il design intelligente (sospettava che l’ umanità fosse stata creata da civiltà extra intelligenti ora estinte), (parlava di civiltà sub – divine simili all’ idea che abbiamo degli dei nel politeismo antico) personaggio scomodo, diceva che Dio è una entità che agisce attraverso fenomeni quantistici dal “futuro estremo” e supportava la idea che le informazioni possono provenire (anche) dal futuro, e supportava l‘ idea di una “entità futura” che mandava segnali collettivi e individuali, un creatore di enigmi, insomma, sospettava che esiste una sola coscienza e che e’ impossibile sapere se si è esistiti sotto forma di piu individui ma che era assolutamente probabile … preferiva definirsi “ateo”, ma davvero fra virgolette, per identificarsi nella etichetta di scienziato, già criticato da ogni dove per le sue scientif – eretiche teorie sulla ”super entità intelligente nascosta nel futuro estremo” … ecco, il collegamento sarebbe con la idea della Storia umana spinta dal futuro e non dal passato, e manovrata per seguire una traiettoria intelligente, e l’ idea che la creazione dell’ universo proviene dal futuro e non dal passato, che come diceva Hoyle, la presenza della super entità faceva in modo che aumentasse e fosse costante la complessità nell’ universo, e in particolare in collegamento con la teoria del “fischio di Dio” di Mckenna, la teoria che la attivazione di una eventuale macchina del tempo avrebbe fatto in modo da “evocare tutto il futuro“ in una volta, e di conseguenza, “evocare una singolarità tecnologica” e anche “fare un fischio”, e quindi “evocare Dio” nel presente.”

Sarebbe interessante se “Dio” o come la vogliamo intendere questa entita’ creatrice e diffusore di informazioni avesse “messo in moto” la Storia come una sorta di tabella di marcia con traguardo, arrivati al quale abbia già deciso di rivelarsi e di regalare con la macchina del tempo aka evocatrice di singolarita’ tecnologiche aka evocatrice di Dio, all’ umanità un futuro “completo”, quindi paragonabile ad un “gioco finito” nell” ambito videoludico, e quindi molto affine alla idea teologica di paradiso, e sarebbe ancora piu’ interessante se questa “Rivelazione Finale” si ripetesse per ogni versione individuale soggettiva della stessa coscienza unica, cosi da realizzare la teoria dell’ Individualismo Aperto della frase “ho creato questo universo per te, aka ogni volta che l’ ho creato era proprio per te” un universo creato per tutti, ma che in questi “tutti” risieda in realta una sola coscienza, che se vive nel tempo presente, o comunque nel tempo in cui è previsto il traguardo, arriverà continuamente a quel punto, vita dopo vita …”

In fondo non sarebbe più semplice creare non un collettivo di identita’ per le quali la “percezione soggettiva interiore” è inaccessibile a tutti gli altri suoi simili piuttosto che una sola entità cosciente che percorre da inizio a fine tutte le identità e continua a vivere, o almeno a percepire di esistere, magari ritrovando la stessa identità con situazioni di vita diverse e alternative, entro un lasso di tempo inconcepibile, in un processo incluso in un continuo riciclo di universi che in qualche modo arrivano sempre a generare umani, gli stessi umani, anche se le vicende di vita cambiano …la mia idea è che versioni diverse di questo universo – sono esistite ed esisteranno – ( e quindi non coesistono nell’ adesso perche perché l’universo è uno solo) ed è per questo che sogniamo, deve esserci qualche tipo di connessione o conservazione sincronica di scene che si allineano e influenzano questa realtà presente … un po’ come pensava Fred Hoyle, che noi rappresentiamo una sorta di “salvataggio di file di civiltà estinte” cosa per la quale sono scettico, si potrebbe però ipotizzare che i nostri sogni sono “file salvati di situazioni alternative di un superlontano passato …in fondo, perché limitare la creatività di questa super entita’? Tutte le situazioni possono verificarsi, ma non come dicono certi scienziati, contemporaneamente al presente, ma una alla volta, in costanti rigenerazioni dello stesso tipo di universo, ma … con una trama sempre differente.”

“la interpretazione ”quasi teologica” di Fred Hoyle sembra anche congiungersi con la teoria della simulazione intelligente, e io che interpreto il concetto di realtà virtuale – simulazione in modo sempre molto (Ready Player One) e quindi creata si da una civilta‘ umana – esterna – super dotata ma anche molto “consumistica – materialistica” mi immagino che la teoria della ”evocazione temporale” della singolarità di Mckenna possa tradursi molto riduttivamente in un “messaggio – evento” del genere “buongiorno a tutti, avete partecipato alla messinscena simulatoria di un altro dei nostri grandi giochi – spettacoli – eventi, avete recitato la vostra parte alla grande e intrattenuto il nostro prezioso pubblico, ora potete disconnettervi, tornare alla vita reale, e ricevere il vostro compenso …(o pagare il dovuto per la partecipazione o accesso alla realtà simulata ) …  si insomma, se questa è una simulazione, la interpreto come se fossimo lo staff di un film, o comunque di una categoria di progetto creativo paragonabile ad un film, e quindi a scopo di “intrattenimento intelligente” sempre comunque con un sottofondo consumistico – globalizzato dietro al sipario”

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Visione remota di una vita marziana del lontano passato…

15 11 2019
Marte, un milione di anni a.C.
L’uomo che cadde sulla Terra.

Non pensate sia ironico come l’uomo che cadde sulla Terra venne a mancare lo stesso giorno in cui fa gli anni il
remote viewer #1‘, cioè il 10 gennaio?

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/29/top-secret-la-seconda-guerra-civile-americana-e-la-finzione-che-cancella-la-storia/

Partendo da queste tracce messe da Brizdazz ci si potrebbe fare un bel post lungo ma penso che manchino all’appello ancora molti, molti pezzi del puzzle.

https://brizdazz.blogspot.com/2019/11/remote-viewing-of-past-life-on-mars.html





Riflessioni e sincromisticismo personale

15 10 2019

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Dentro di me non c’è una identità precisa. E’ per questo che posso comprendere così bene l’ Individualismo Sequenziale Aperto, sembra una teoria tirata fuori dal cappello di un mago per dare finalmente una risposta alla mia identificazione personale con tutto il mondo.

 

Questa è una specie di parentesi semi – conclusiva sulla storia della mia vita finora, 29 anni raccontati in precedenti articoli

Sì, lo ammetto, sono stato un “bambino paranormale” 😉

Con il senno di adesso, mi rendo conto di aver ragionato “fuori dal tempo”, fuori dalla mia epoca, vivendo sia da “colui che fa esperienza” sia studiando da un punto di vista esterno e oggettivo “self – made” per tutta la vita.  

Quando ho incontrato il concetto di “retro – attività”, di interazione e interferenza del futuro con il passato, l’ ho subito padroneggiato perché nel mio intimo lo conoscevo già.

(Sono il co – autore di questo blog . Sono stato concepito nel 1989, e in origine dovevo essere un gemello, ma l’ altro embrione non si è sviluppato abbastanza.) Sapevo di essere stato concepito come gemello, prima ancora di leggerne la conferma a 23 anni.

(mio nonno mio omonimo è scomparso 105 giorni dopo la mia nascita. ) Ho vissuto come inconsapevole della mia mortalità fino a qualche anno fa, anche se ho ricevuto il nome di un nonno morente, anche se, secondo un ramo sconosciuto dello studio astrologico, il fatto che mio nonno sia morto diversi mesi dopo la mia nascita, potrebbe avermi fornito le “circostanze sincroniche” per vivere 105 anni, dato che lui è morto 105 giorni dopo la mia nascita. Il fatto che vivo a contatto costante con persone più giovani, lo vedo come una “anteprima concettuale” di ciò che potrei ritrovarmi ad affrontare se diventerò davvero così anziano. Da bambino fantasticavo ( o meglio, “mi sintonizzavo su metaforiche frequenze” ) sulla vita adulta, ma da diversi anni sono tornato indietro, e mi sento sempre giovane dentro di me. La mia mente è nel pieno dell’ attività, fluida e scalpitante, arricchita da visualizzazioni mentali spesso nitide come film, nitide come la vita reale.

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Potrei essere l’ unica persona al mondo che ha un modello di pensiero come il mio, che tiene in conto delle ciclicità e della – minuziosissima pianificazione – insita nella vita di tutte le persone, al contrario della maggioranza che crede di vivere in balia del caso, mentre invece, il mio motto dice, “La vita non esce mai dal copione”. Se esiste Dio, noi siamo i suoi personaggi, se come dice la teoria dell’ Universo Mentale e dell’ Individualismo Aperto, io sono Dio, allora sto interpretando un ruolo, in una vita pianificata come un romanzo, dove ogni cosa che accade doveva accadere da sempre, e dove ogni cosa che accade rientra nei parametri. E’ quindi questione di adattarsi ad una sorta di solipsismo sociale, dove riconosci che tutto il panorama che ti ritrovi davanti fa parte di te, e dove ti rendi conto che ogni esperienza ti appartiene e ti trasmette qualcosa, che è confezionata apposta per te. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Marcel_Proust

Risultato immagine per Marcel Proust

A volte ho la sensazione di somigliare un po’ al Marcel Proust, in versione 21esimo secolo. Dentro di me c’è questa passione solipsistica per l’ analisi oggettiva della mia vita, il desiderio di essere studiato (da me stesso) come modello di individuo e come archetipo. Ho sempre saputo di essere completamente diverso dalle altre persone, e allo stesso tempo, di essere percepito come noioso e poco significativo. Di sicuro non voglio essere identificato con il mal di vivere patologico che ha afflitto e continua ad affliggere un sacco di persone. Mi fido del mio pensiero. Ammiro le capacità analitiche della mia mente. Vorrei cambiare ogni cosa, ma mantenere la mia mente così come è.

Il mal di vivere patologico deriva dall’ associazione con un sistema predatorio e crudele fornito dal nichilismo meccanicista ottocentesco. Glorifichiamo quella psicosi assetata di sangue che è stata la Rivoluzione Francese, l’ evento che ci ha liberati tutti dalle catene della spiritualità per farci entrare in un mondo di bestie illuminate. Gli antichi ci erano superiori in tutto.

(Imparai a leggere con Topolino, e non ho MAI smesso di comprarlo e di leggerlo, ne possiedo quindi almeno un migliaio, non ho mai mancato un numero finora. ) A questo punto della mia vita, rimango sempre indietro con la lettura, ma nei momenti di ispirazione ho sempre voglia di tornare a focalizzarmi su Topolino, che io identifico con la mia infanzia ( una infanzia vera e pura, incontaminata per almeno 10 anni dalle brutture del mondo ). Secondo me, se Dio non avesse voluto disperdersi e frammentarsi in un gioco di ruolo in soggettiva come si ritrova ad esistere il nostro mondo, sarebbe stata una buona idea inventare un mondo che funziona come nei fumetti.

Con il tempo mi sono reso conto che i due fratelli, ragazzi grandi, con i quali trascorrevo il tempo a casa della zia, nei miei pensieri e remoti ricordi, erano diventate ” figure mitologiche “, in qualche modo non potevo arrivarci, non potevo percepirlo, ma mi mancavano e il distacco fu percepito intensamente, attraverso il tempo. ) La mia vita si è sempre divisa in – scompartimenti -. C’è un intero sistema di esistenze mentali che di fatto non esistono se non dentro di me, e che sono completamente intangibili a chiunque altro, sono caratteristiche che mi appartengono che si ripiegano su loro stesse. C’è la mia persona come viene percepita dentro casa, la mia persona come viene percepita all’ esterno, agli occhi della gente, e c’è la mia persona come viene percepita dal mio onnipresente osservatore esterno intangibile, e poi ci sono universi visuali che solo io percepisco.

(Cominciai a frequentare il corso di nuoto al centro dove lavoro ora) Da bambino raccontavo il mio futuro. Dicevo di avere 28 anni e sapevo già che cosa avrei fatto arrivato a questo punto della mia vita. Avevo due amici immaginari, che impersonavo come un perfetto attore, assieme a mio fratello, ed erano un maschio e una femmina, e vivevano in una città divisa in due sezioni (sono sempre stato minuzioso e attento ai dettagli, pur se immerso nella nebulosità della immaginazione) che successivamente, arrivato a qualche settimana da compiere 28 anni, ho scoperto che esiste, ed è localizzata a Curacao, Willemstad. Ho fatto una mia ricerca personale, e ho scoperto che esiste un locale ristorante che si chiama come uno dei miei personaggi immaginari, e sono arrivato fino a fingere di stare cercando informazioni su due persone, un maschio e una femmina, che ho scoperto essere fratello e sorella. Non sono mai andato fino in fondo, non ho mai comunicato con loro, ma mi chiedo se non sono stato in comunicazione quantistico – telepatica con loro, impersonando due persone realmente esistenti?

(Giocavamo sempre al medico, facendo finta che la donna fosse un peluche gigante di orso polare, e la aiutavamo a far nascere sempre la stessa figlia, che chiamavo Giulia, come un rituale. Le mie storie erano molto dettagliate, e vivevano in una città dettagliata.) Il paranormale e il mistero ha sempre fatto parte della mia vita. Che cosa stavo realmente producendo, quando arrivava l’ ora di far nascere Giulia? Che cosa doveva rappresentare quel rituale? Nel 2007 iniziai persino a sognarla, ed è stato il motivo che mi ha spinto ad interessarmi sull’ ancora misterioso e nebuloso mistero dell’ onirica. Sono stato persino sognato assieme a questa bambina. L’ ho vista nei sogni, da bambina piccola, ho compreso che era nata d’ estate come la Giulia immaginaria, l’ ho vista da bambina più grande, era bionda e aveva i capelli lunghi.

Credo che la sua figura rappresenti un riverbero del futuro remoto, che in questo mondo senza passato e senza futuro, ha prodotto il mio rituale, come dispersione di segnale, come focalizzazione quantistica. In un certo senso, ritengo che sia una persona reale, e che un giorno arriverò alla piena comprensione di questo mistero, che si allaccia alla – saga onirica – che mi ha reso testimone di un mistero senza risposte, dal 2009 al 2014 circa. Quando sarà arrivato il momento per la grande manifestazione nella realtà, questa rivelazione diventerà il mio Eschaton personale, un po’, come dire, “La Grande Risposta”.

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Quest’ anno, un sogno di 11 anni prima si è parzialmente avverato. Le preoccupazioni a riguardo che avevo nel settembre 2008 si sono manifestate in aprile 2019, nella realtà.  

Ho sempre pensato, anche quando non lo pensavo in modo esplicito e comprensibile anche a me stesso, che prima o poi avrò a che fare con almeno un figlio non mio. Un figlio non biologico.

(Questo fu l’ anno dove ho fatto amicizia con il mio vicino di casa, e con il mio amico storico, con il quale sono amico e in contatto costante ancora adesso. )La mia amicizia con lui è sempre stata come quella fra Topolino e Pippo. Io ero quello che si affidava al misticismo, come se lo conoscessi tanto quanto le mie tasche, proprio come Pippo, che sa sempre verso dove orientarsi anche nel suo apparente caos esistenziale. Lui è una persona che ha sempre dato molta sicurezza, con lui ci si sente in una botte di ferro, ho sempre identificato la sua vita come quella perfetta, con pochissimi incidenti di percorso, lui che ha trovato la ragazza della sua vita da adolescente, l’ ha sposata e ha avuto un figlio, e io, che vivo ancora con i miei genitori, e che non ho una ragazza dall’ età di 16 anni. Lui che ha scelto medicina, e io che ho scelto il sincromisticismo da blogger ;). 

( Ma la mia vita erano gli Animorphs, all’ epoca. Ho collezionato fino al 2002 ben 52 libri della serie. Letture sofisticate per la mia età, storie mature, di guerra e conflitti interiori. La base di tutte le mie future storie, personaggi vivi che erano come migliori amici. ) Ho sempre assistito alla manifestazione dell’ immaginario nel reale, e i protagonisti degli Animorphs li ho incontrati nella vita reale, attraverso modelli di archetipi che la mia tendenza all’ identificazione di patterns non poteva mancare di riconoscere. Ho riletto la saga innumerevoli volte, sovrapponendo mentalmente persone reali ai personaggi dei libri. Ho vissuto intere dimensioni parallele della stessa sagaChiunque ha perso di vista gli Animorphs, ha mancato di conoscere quelli che io ritengo i personaggi più realistici che io abbia mai incontrato in letteratura, forse perché quei libri erano sempre arricchiti dal punto di vista del racconto in soggettiva e della riflessione interiore, così che quei personaggi diventavano vivi.

In quei libri, e anche nelle varie serie televisive dei Digimon che guardavo c’ era la simbologia della vita di gruppo, una cosa che mi era estranea fino a quando non ho compiuto 24 anni e sono entrato in una nuova era della mia esistenza sociale. Io ero uno che viveva concentrandosi su una persona alla volta.

( Il mio amico provò a dare una festicciola in casa sua, ma avvenne un episodio, dove l’ altro nostro amico era diventato super invidioso e super arrabbiato, perché io avevo portato un libro di indovinelli e lui credo non riusciva a indovinare, e tirò giù una sfuriata memorabile, che rimase impressa nella mia psiche, ma forse non era quell’ evento drammatico che io ricordavo con memorie distorte. Forse era solo una sfuriata da bambino, ma particolarmente intensa, e ci furono discussioni fra famiglie, e questo me lo ricordo. ) Ecco un episodio archetipico che si sarebbe presentato di nuovo in forma diversa, con protagonisti diversi, nel corso della mia vita futura, ed ecco che questo episodio, da un punto di vista oggettivo e onnisciente o almeno futur – sciente, diventa – la scena madre – . Ma si sa che in un contesto di mondo precognitivo, la scena prima è sempre un amalgamo, un impasto di scene del futuro, una dimensione dove l’ inizio è la fine e la fine è l’ inizio.

( I miei compagni erano molto più “maturi” di me, io ero un bambino vero e fantasioso. Loro usavano già parole da adulti che io non mi azzardavo a usare, mai. ) Ecco che qui si rivela il mio status di – Outsider – … fino ai 21 anni sono stato una specie di puritano represso, perché sono maturato tardi, e con l’ idea che trasgredire in qualsiasi contesto e modalità era – faccenda d’ altri – anche se dentro di me ribollivano atmosfere quasi Kinghiane – ed ecco perché uno scrittore come Stephen King è stato poi capace di catturarmi così profondamente ( d’ altro canto, in effetti, io leggevo spesso I Piccoli Brividi, e d’estate mi capitava di essere inevitabilmente attratto dalle immagini forti di Dylan Dog, quindi anche qui il tema dell’ anticipazione ha messo radici robuste – , in un contrasto impensabile fra il buio e la luce. Ma dai 21 anni in poi sono diventato “una persona normale” e ormai quell’ adolescenza puritana mi è completamente estranea.

(Poi l’ 11 SETTEMBRE arrivò come un ciclone …rimanemmo a guardare la tv tutto il giorno. Mia madre lasciò una pagina vuota sul suo diario di quell’ anno, per la prima volta da quando aveva cominciato a scriverli. Mi ricordo una conversazione, lunga anche, che ebbi con il mio migliore amico, al telefono, sull’ 11 settembre. ) Ed ecco qui da dove si origina – giunge il traguardo, la mia attenzione verso il mondo mass mediatico e della Storia in divenire, l’ aver vissuto, in una età così fondamentale come l’ undicesimo anno di vita, l’ impatto immaginifico dell’ 11 settembre, un – mini Eschaton – che avrebbe poi dato luogo ad una nuova classificazione di eventi. C’ erano i giorni belli, portatori di belle notizie, c’ erano i giorni no, quelli che proprio non riusciva ad andarti bene niente, e poi c’ erano gli 11 settembre(s), quei giorni cruciali.

Una cappa oscura, un temporale si era soffermato temporaneamente sulla mia vita, nel mio undicesimo anno. La conoscenza del male è avvenuta attraverso l’ attenzione mediatica data dall’ omicidio perpetrato da Erika e Omar di una madre e di un bambino della mia età (ucciso barbaramente in una vasca da bagno con la musica a palla a coprire le sue urla), e dall’ attacco terroristico dalle conseguenze planetarie. Queste storie reali di crimini mi riempivano di odio, quando ero diventato un po’ più grande, il mio senso della giustizia era feroce, mi immaginavo assassini che venivano immersi in una vasca piena di piranha.

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(Da “creatore di mondi” in questa fase della mia vita sono diventato scrittore occasionale, e la mia fantasia è ancora attiva. ) Ho cominciato a scrivere da giovane, ma non sono ancora sicuro di possedere la costanza e lo stile di vita adatto per trasformare tutto ciò in una carriera. Temo che il mio modo di vivere il mondo che mi circonda risulti incomprensibile, perché effettivamente è così profondamente personalizzato.

(Le mie letture si sono concentrate sui libri di testo scolastici. ) Nonostante io abbia passato l’ adolescenza chino sui libri, la conoscenza vera e propria, e le passioni per la Storia e la Filosofia sono venute dopo, solo in tempi recenti. Se potessi tornare a scuola con la mentalità di adesso, pur avendo rinunciato all’ Università per ben due volte, probabilmente potrei cambiare tutti quei voti mediocri.

(in primavera ho cominciato ad appassionarmi di una serie tv americana su una famiglia ( 7th Heaven ) che mi ha appassionato per 4 anni.) Perdonatemi se vi dico che ho passato l’ adolescenza a guardare sceneggiati alla televisione, quando ora ne ho quasi dimenticato l’ esistenza, di quell’ apparecchio …però, pur essendo basato quel programma sul modello di vita della famiglia americana protestante, mi ha insegnato molto. Ero una specie di fanatico, all’ epoca. Peggio di una ragazzina, accidenti ;). Così concentrato sulla scuola come ero, con una scarsa vita sociale, pensavo che il fulcro della vita fosse la famiglia, quando ormai ho abbandonato quasi del tutto quel modo di pensare, e ritengo la costruzione di una vita sociale fondamentale.

( Per i primi mesi ero stato soprannominato “il silenzioso”. I cambiamenti non erano il mio forte. ) Ero il tipico compagno di classe da tappezzeria, non parlavo, possedevo un diario pieno di codici misteriosi e piccoli segreti, chiacchierato e discusso come se fosse una specie di reperto extraterrestre, e non andavo in bagno. Al primo anno sono passato inosservato, quasi disdegnando io stesso i miei coetanei, per osservare e dare attenzione a quelli più grandi. Poi all’ ultimo anno mi sono ritrovato inspiegabilmente come (fallito) rappresentante di classe e protagonista di una love story senza futuro. Una vicenda degna di Quelli dell’ Intervallo, la sitcom televisiva.

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(Avevo due migliori amiche, ma con l’ altra nuova c’ erano solo conversazioni al telefono e messaggi. … Con la mia amica platonica, invece, questo fu l’ anno più intimo. Andavo spesso a passare i pomeriggi a casa sua. ) Con l’ universo femminile ho sempre avuto un rapporto complicato. Sono come intrappolato in una confezione brutta e ingannevole. Una voce sgradevole, capelli scombinati, difetti ovunque, e una scomoda introversione, che però negli anni si è evoluta e adattata alle esigenze del momento. In sostanza, però, il mio archivio di conoscenze femminili è sempre stato di occasioni mancate e personalità controverse ed episodi imbarazzanti e spiacevoli.

per una “casualità” durante i miei giri in libreria, comincio ad appassionarmi all’ astrologia, dapprima superficialmente, ma poi, una volta compresa la versione professionale, questa passione non mi ha mai più lasciato. ) Ed ecco il mio primo incontro con il pianeta delle sincronicità, essendo questo concetto la base ultima della Astrologia. Per la mia famiglia era un interesse inspiegabile, una specie di incidente imbarazzante. A me ha fornito una occasione di approfondimento psicologico che mi ha aiutato a conoscere le basi psicologiche delle persone prima di verificarle nella realtà.

(Nel 2006 * in gennaio partecipai ad una festa doppia di compleanno fuori città, e il mio migliore amico mi raccomandava di non azzardarmi a bere alcolici, ma poteva stare tranquillo, perché ero letteralmente un puritano all’ epoca. Quella festa mi rimase molto impressa. Ci fu un compagno che si fece tutte le ragazze, e io osservavo con invidia. Io facevo da tappezzeria e lui era il più spigliato della classe.) Questo è stato un raro caso di anticipazione del futuro. Non avrei più vissuto esperienze del genere fino al 2015, quindi fino ai 25 anni.

(Conobbi una amica di penna sul forum dedicato alla serie tv americana. Curiosamente aprii all’ epoca un sito dedicato assieme ad una misteriosa amica di Malta, ( una di tre gemelle ) e durò per molto tempo.) Ed ecco che ancora una volta, nascosta nell’ ombra, vi è una anticipazione del mio ruolo nel mondo online.

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( *E’ stato a partire da quest’ anno, che durante i miei giri in bicicletta meditativi, da solo, ho cominciato a fare giochi mentali di “channeling” cercando di evocare un’ altra personalità da sovrapporre alla mia, senza alcuna influenza sulla realtà dei fatti. Ho sempre voluto essere una persona diversa da come sono veramente. ) Ancora una testimonianza della scissione fra il mio panorama mentale e visualizzato, e quello reale e quotidiano.

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Penso che quegli esperimenti di visualizzazione mentale fossero una sintonizzazione con il futuro, perché le due immagini di cui sopra mi mostrano esattamente il genere di persona sulla quale mi focalizzavo da adolescente. Lo chiamavo – Dennis -, e loro sono Dimi e David. Ma fondamentalmente ritengo che l’ immaginario dell’ epoca attingesse dal futuro remoto e individuale, a confronto con un mio amico di questa epoca della mia vita, iniziata nel 2014.

( Quell’ anno al grest conobbi il mio primo “pseudofratello” ) Ecco che qui, nel 2007, ritroviamo ancora una volta una vera e propria anticipazione dell’ ecosistema sociale che avrebbe costituito il mio futuro, a partire dal 2010. Tutte le persone che conosco, che noi tutti conosciamo, sono allacciate fra di loro in modi che a loro non saranno mai tangibili, siamo tutti archetipi, siamo tutti rimpiazzi, evocazioni di precedenti, e anticipazioni del futuro, io lo sono per altri, come loro lo sono per me. Questa è una altra legge della mia vita, la ripetizione frattale di esperienze attraverso personaggi concatenati fra di loro. Il concetto di pseudofratello avrebbe assunto connotati veramente letterali nella mini epoca 2011 – 2013, periodo nel quale ho messo da parte la mia vita per inglobarmi in un’ altra saga. Da protagonista del mio mondo sono diventato per un lungo periodo la principale guest star di un altro personaggio. Colui che ha creato questa ambientazione e la mia storia, ha come per dire, prestato i diritti d’ autore ad un altro copione, un altro regista, producendo quindi una parentesi anomala ma allo stesso tempo assolutamente rientrante nei miei parametri caratteriali, e potenziale anticipazione di un futuro recentemente vissuto e / o ancora da vivere attraverso modalità imprevedibili e ignote.

Una altra regola fondamentale: tutti, ma proprio tutti, tornano prima o poi. A parte quelli che si trasferiscono lontano, o che per stile di vita hanno deciso di allontanarsi dal mio contesto personale, decidendo di dedicarsi ad altro. La vita sociale è davvero come un albergo, c’è chi viene solo per una breve visita, chi si sofferma per anni, chi viene approfondito solo in seguito, e chi invece rimane e si trasforma davanti ai tuoi occhi, in anni di cambiamenti.

( Ricordo pochissimo i primi mesi a scuola, invece in autunno mi ricordo che ebbi il primo dei miei ricorrenti attacchi di panico ) Il 2007 è stato solo una anticipazione del “tormentoso 2008” che a causa della psico – somatizzazione mi ha perseguitato con malesseri inspiegabili e paranoie mentali ed emotive. Difatti a 18 anni ho cominciato a concentrarmi sulle notizie alternative, cominciando a conoscere il mondo geopolitico e mediatico, e forumistico, non come una pecorella della tv – fonte di verità, ma come esploratore di punti di vista alternativi, che però, si mettevano in contrasto con le consapevolezze precedenti, e la frizione ha causato un forte effetto – influsso traumatico.

(  A dicembre, io, mio fratello, mia madre e la sua migliore amica, siamo andati in comitiva in viaggio a New York. ) Sì, negli anni dell’ adolescenza ero appassionato di tutto il modo di vivere all’ Americana, tanto da desiderare di trasferirmi e da farmi appassionare al mondo del cinema Hollywoodiano e di periferia. Ora, ovviamente, il mio punto di vista si è trasformato. Non esiste solo l’ America. E l’ America non è la Terra Promessa.

( questi anni ero appassionato di lingue straniere e me le studiavo da solo. Per esempio quest’ anno imparai l’ olandese.  )  Ho sempre avuto dimestichezza con le lingue, io ero uno che entrava in libreria (anche) per acquistare dizionari. Ho provato a fare l’ Università di lingue straniere, nel 2017 ho studiato il Giapponese ad un corso, e quest’ anno mi sto improvvisando autodidatta di Cinese. Ma questa incostanza, ah, che avversaria! Il mio entusiasmo dura poco, poi tutto si sgonfia, per essere ripreso molto tempo dopo, ripescato dall’ oblio. Nel 2016, grazie al sito Penpals, ho parlato con almeno 1 persona da quasi tutti i paesi del mondo.

( Quest’ anno catalizzai l’ attenzione di un forum online con le mie biografie, a decine ) di personaggi di Tekken. ) Questa era una anticipazione della mia attività forumistica italiana nel futuro. Ovviamente, cercavo sempre un modo per farmi notare, per esprimermi, e per spiccare fra la massa.

( Il 2008 fu un anno molto complicato e tortuoso per me. In gennaio rimasi molto impressionato dalla morte di Brad Renfro … vidi il film più commovente di sempre, The Cure, che mi distrusse. Nel film c’ era anche l’ attore morto. ) Ecco un incontro con il concetto di mortalità e dell’ aura che scaturisce da chi ci lascia prematuramente. Ed ecco una anticipazione emotiva in un film di alcune caratteristiche di un futuro che avrei vissuto entro 3 anni, almeno dal punto di vista dell’ amicizia a 2. Visto il finale che poi ci sarebbe stato, alcuni penserebbero ad una conseguenza del passato, ma io lo vedo sempre come un riverbero dal futuro. Ho vissuto il distacco dal mio amico come una “piccola morte”.

( A marzo divenni maggiorenne, ma fui l’ unico della classe a non fare la patente. ) Curiosamente, forse perché mio nonno mio omonimo, è morto per le conseguenze di un incidente stradale, ho esitato per anni a prendere la patente, preferendo l’ uso della bici, più adatta alla mia personalità osservatrice e contemplativa, e alla mia mentalità interiore dinamica. Ma ormai anche questa idiosincrasia dovrà essere messa da parte …

(conobbi anche un ragazzino che l’ anno dopo sarebbe entrato a far parte di una mia mistica misteriosa saga onirica mai spiegata.) Come spiegarsi la faccenda di sognare una persona e una famiglia con la quale si ha avuto una interazione concreta solo minima, in una saga onirica andata avanti per anni, come una sorta di puzzle da ricostruire, letteralmente emersa dal nulla, priva di motivazioni trigger nel passato? La mia unica spiegazione è che il mistero verrà in qualche modo risolto nel futuro lontano, sicuramente lo era lontano nel 2009. Il nome della persona che vedevo nei sogni mi avrebbe perseguitato in una serie di eventi traumatici nell’ anno successivo. A volte dimentico questa faccenda per lunghi periodi, ma poi ci ritorno inevitabilmente, e mi rendo conto che probabilmente c’è una intera saga dal contenuto profondamente mistico – sincronico – rivelatore in quella manciata di sogni, dalla simbologia ancora complessa da decifrare.

(  E’ anche l’ estate della Timewave e di Terence Mckenna. Mi ricordo qualcosa di remoto a proposito di quella teoria di come i miei compagni avevano scoperto questa mia passione, durante gli ultimi giorni, e mi prendevano in giro. ) Terence Mckenna rappresenta una figura fondamentale e formativa, nella mia vita, forse adesso un po’ di meno, rimpiazzato da Stephen King ( ho imparato che ogni epoca della mia vita è influenzata da un guru differente ). In rete ho trovato così tanto materiale su di lui, che è come se lo avessi conosciuto di persona, e mi sono auto – eletto suo erede, in un certo senso, forse adesso meno di allora. Terence Mckenna ha letteralmente cambiato il mio carattere. Bizzarro come una persona che non c’è più possa influenzare e produrre trasformazioni in una maniera di cui non sarà mai consapevole, o almeno non lo è stato in vita.

(In autunno, a ottobre, avvenne un cambio di Era nella mia vita. Cominciai l’ università di lingue straniere in un’ altra città, e lo stesso giorno, nella mia città, conobbi due nuovi amici che volevano conoscermi, mentre giravo da solo in bici.) Si dice che il treno delle occasioni, e la scissione fra abitudine e cambiamento si verifichi quando si è impegnati a focalizzarsi su altro. Da quel 6 ottobre 2009 si potrebbe dire che la mia vita non è più la stessa, eppure mi ero soffermato a guardare la vetrina di una edicola per dare un’ occhiata ad una rivista di giochi per Playstation. E invece di conoscere gente all’ Università, la mia vita sociale si ricreò per strada.

E questo è stato l’ ultimo anno di quella che ormai considero come “la mia prima vita”, completamente separata da tutto quello che riguarda la seconda.

(Poi ad aprile un mio compagno di classe di elementari e medie MORI’ IN UN INCIDENTE D’ AUTO, un evento che rimase impresso a fuoco nella mia psiche perché lo incontrai lo stesso pomeriggio per strada. ) Oggettivamente parlando, al di là della tragedia di questa determinata situazione, non ci sarebbero motivi per imprimersi nella mente questa vicenda come se l’ avessi vissuta da un punto di vista più vicino e intimo. E invece, io sapevo che un frammento di questa vicenda si allacciava con il mistero onirico dei mesi addietro, come se fosse suonato un campanello di allerta che mi stesse dicendo: “focalizzati su questo nome”, e così fu effettivamente, poiché per davvero questo fu un anno – marchiato – da due vicende disconnesse fra di loro, ma allacciate per me, incentrate sul nome “Nico”.

(Fu occasione per un AGOSTO DI FUOCO quando, poco dopo aver recuperato i contatti con il mio “pseudofratello”, conobbi un ragazzo del 1996 che lo conosceva, che entrò di impatto nella mia vita con una pallonata sulla mia testa, data per errore. …Io tentai di affrontarlo da solo, ma i miei genitori scoprirono il furto ed eruttarono in uno SCONTRO ATOMICO con i genitori di questo ragazzo … La vicenda del furto aveva causato un terremoto nella mia psiche. … Loro non lo seppero mai, ma in autunno io e il ragazzo del 1996 ritornammo in contatto per qualche settimana, in maniera pacata e tranquilla.)

Ma questa persona era una anticipazione archetipica di un altro che avrebbe influito ancora di più nella mia vita, e con il quale sono in contatto da anni, fra una pausa e l’ altra. E qui introduco un’ altra regola della vita: quando avviene un distacco, si prepara il terreno per il rimpiazzo. Potrebbe essere molto vicino temporalmente, come anche distante di anni. Ma arriverà ad ogni modo una rievocazione di quel personaggio nella tua vita. In questo caso c’è stato come un passaggio di staffetta. L’ ho conosciuto quasi contemporaneamente al distacco con il primo. E ancora adesso mi dico “quella persona l’ ho conosciuta due volte”.

( Fu una occasione per riprendere i contatti con la mia amica delle elementari, fu lei a contattarmi per prima il 2 maggio. ) L’ impatto con la morte di qualcuno funge anche da trigger per il riavvicinamento di persone affini in qualche modo, che si erano perse di vista. Con lei potevo parlare di tutto, diciamo che sfogavo il mio lato mistico sull’ interazione con lei, anche se adesso già da diverso tempo ci siamo di nuovo persi di vista.

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(Sarebbe diventato COME UN SECONDO FRATELLO PER ME, anche di più del mio reale fratello, e divenne il rapporto di amicizia e fratellanza più intenso della mia vita.) Ancora una volta, una conoscenza dalla strada trasforma completamente il mio stile di vita. Negli anni 2011 e 2012 e per una parte del 2013 è stato come aver cambiato cognome, e come menzionato prima, entrare in uno “sceneggiato” diverso, una frattura improvvisa nella mia vita, una saga dalla quale mi sarei catapultato fuori alla stessa velocità con la quale vi sono entrato. Ed ecco, che, accerchiato da una vita consumata dall’ abitudine e dal senso del dovere, si è prodotta l’ aspettativa per l’ Eschaton di Mckenna. Vivevo quel periodo come consapevole che dopo le cose sarebbero cambiate per sempre, e quindi ho tollerato fino alla fine del 2012, quella situazione difficile.

( Il mio secondo fratello era un ragazzino difficile all’ epoca, affezionato perché mi chiamava spesso al telefono per conversazioni serali, ma anche difficile da gestire e da capire. Abbiamo avuto tre discussioni intense durante il corso dell’ anno, ma invece di crollare il nostro rapporto di fratellanza si faceva sempre più stretto. Divenni completamente inglobato nella sua vita, letteralmente mettendo da parte la mia. )

Un’ altra regola di vita: quando credi che nella tua vita non ci sarà più niente da raccontare, quando ti percepisci come senza futuro, senza sbocchi e scorciatoie, attendi. Non hai ancora visto niente. Quanto più lunga sarà la fase di transizione, quanto più improvvisa sarà la frizione con il cambiamento, e tanto più intensa sarà la fase di trasformazione.

E inoltre: attenzione a ciò che desideri, potresti renderti conto che è troppo per i tuoi standard. Ad ogni modo, allo stesso tempo, struggersi e sforzarsi per ottenere qualcosa o qualcuno, è inutile, o addirittura compromettente. The universe delivers when necessary, quindi, l’ universo concede ciò che è necessario, e nella mia vita non ho mai dovuto cercare nessuno. Tutti sono capitati sul mio cammino.

(  Cominciai anche a raccogliere particolari sul mio passato, stimolato dalla teoria della timewave. …Cominciai anche a leggere tutti i diari di mia madre per raccogliere i dati sul mio passato. ) La peculiarità del mio caso umano è anche determinata dall’ attività di scrittura di diario – agenda di mia madre, così che ho avuto a disposizione la possibilità di leggere di ogni singolo giorno del mio passato, dall’ inizio della mia vita fino alle scuole medie.

(Poi arrivò il giorno in cui mi venne un acufene all’ orecchio sinistro, che rimane ancora adesso nel 2019. Per un mese persi il controllo, scosso e preso dai timori per questa condizione. Poi me ne feci una ragione e divenne come il battito cardiaco, un suono normale del mio corpo. Erano tornati gli attacchi di panico. Non so se fu perché quel giorno il mio secondo fratello era tornato dalla gita, e quindi, in qualche modo psicologicamente preoccupato, consapevole di essere rimasto inglobato completamente nella sua vita, ciò ha avuto un effetto fisico sul mio corpo. Non so. )

Il 2013 è stato l’ anno dove il mio io interiore ha avuto il monopolio, un anno di solitudine meditativa quasi assoluta, un viaggio nel tempo come ritorno ad un passato che credevo non avrei mai più percepito.

Il 2013 fu anche l’ anno in cui conobbi l’ autore principale di questo blog, che è diventato l’ “amico di penna” più durativo della mia vita ( quasi 6 anni ormai ) e una specie di “mentore a distanza” e “compagno di pensieri e riflessioni”.  

Nel frattempo mi ero chiuso in me stesso, recuperando il mio mondo interiore, incapace di fidarmi delle persone, nel timore che potessero inglobarmi nella loro rete.

Provai ad entrare in contatto con il ragazzo della mia storia onirica ricorrente, e i sogni ripresero all’ improvviso, ma non riuscii a raccontargli la verità sui sogni. In autunno, per solitudine, ripresi i contatti online con il ragazzo del furto, e chiarimmo tutta la situazione, decidendo di essere amici da quel momento.

(Quest’ anno inoltre cominciai ad appassionarmi ad una serie canadese sulla scuola superiore, Degrassi, che andava avanti dagli anni ’80 con una pausa fino al 2001, e mi guardai – tutti – gli episodi online. ) Successivamente mi sono reso conto che persiste la manifestazione di archetipi ed evocazioni di personaggi immaginari nel contesto sociale reale. In sostanza, potrei conoscere “una versione” di quasi tutti questi personaggi – o meglio, li ho conosciuti dopo, ovviamente -.

A dispetto della stasi più o meno vuota di attività sociale del 2013 …( Il 2014 è stato l’ anno fondante della mia seconda vita, diciamo la fase secondaria, e l’ anno con più “momenti memorabili” della mia vita. E’ stato anche il primo anno ” della compagnia”, un cambiamento di stile di vita per me, e il primo approccio con la “vita di gruppo” piuttosto che con le amicizie a due. )

( In settembre si era formato un gruppo molto affiatato, e io ero il più grande. Loro erano fra il 1996 e il 1999. Lo possiamo chiamare IL GRUPPO CLASSICO. … ci sentivamo come una “grande famiglia di amici”.  ) Questa faccenda del “gruppo” si sarebbe poi manifestata in forme diverse molteplici volte, con gli allacci più imprevedibili, e addirittura controparti maschili e femminili dello stesso archetipo.

(Quest’ anno mi sono concentrato molto sulla scrittura del mio diario personale. Entro la fine del 2015 queste “note” avrebbero raggiunto le centinaia di pagine. Questa fase è durata fino alla prima metà del 2016, quando ho interrotto.) Quest’ anno ho ripreso, anche se con più lentezza e meno costanza, e meno particolari, la scrittura dei ricordi delle giornate trascorse, e ho fatto un conto di pagine. Possiedo la produzione di circa 800 pagine di diario scritte a mano, nell’ arco 6 – 7 anni. Non so ancora se è materiale da mandare al Guinness dei Primati! 😉

Il 2015 è stato l’ anno più sociale della mia vita, una vera esplosione di nuove conoscenze, dove la protagonista assoluta è stata l’ espansione del gruppo compagnia. E’ stato anche l’ anno più trasformativo in assoluto per me.

In un certo senso, la mia vera adolescenza sociale si situa nell’ era dei 20 anni, nella quale ho potuto ricreare quasi tutto ( a parte una storia sentimentale ) ciò che avevo mancato di vivere negli anni del liceo. La mia vita in un certo senso, è completa da questo punto di vista. Non avevo vissuto praticamente niente, e invece poi, mi sono trovato di fronte al “tutto”.

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(La mia soffitta era diventata un luogo di riferimento per la compagnia, in numerose occasioni. ) Dalle mie parti c’è passata mezza città e classi intere, da una generazione all’ altra, ho imparato a vivere, non solo fuori dal tempo, ma fuori dal concetto di età. Arrivi ad un certo punto che l’ età è solo un numero poco significativo. Sono diventato un individuo familiare a molti in città, conosciuto come “quello della bici”.

(Il 2018 è stato un altro anno di ritiro della marea, l’ anno più scarso di cambiamenti della mia vita, che ha superato il vecchio 2013 per momenti di solitudine. Un anno di transizione. ) La differenza fra il 2018 e gli anni in precedenza vissuti era stata così profonda che … ( A Natale ho scritto un messaggio al mio “secondo fratello”, conosciuto nel 2010, e dal quale mi sono allontanato nel 2013, per chiedergli ufficialmente di tornare nella mia vita. ) Cosa che non ha funzionato.

Ha funzionato invece, far ritornare un’ altra persona, e così sono stato trascinato di nuovo nel contesto delle “compagnie”, ma …dove tutto sembra uguale a prima ( In autunno ho cominciato inoltre a guardarmi tutti gli episodi della serie di SKINS, le cui tematiche, curiosamente e sincronicisticamente, avrebbero anticipato alcuni aspetti della mia vita del 2019. Se la compagnia pre – 2017 aveva i toni degli episodi di Degrassi, si può dire che gli amici del 2019 mi rimandano ai personaggi di Skins.) Cambia lo sceneggiato, cambia anche l’ atmosfera nel concreto, mesi dopo, ed ecco che si ripresenta questo fenomeno.

Questo 2019, (Quest’ anno Marzo ha portato grandi cambiamenti: non solo ho iniziato scuola guida ufficialmente, ma, sempre all’ insegna dei ritorni ciclici, ho riscoperto due persone … Dopo una pausa sociale durata per quasi tutto il 2018, ho ripreso i contatti con diversa gente … C’è stata un’ altra festicciola in soffitta, un evento che ha inaugurato una nuova compagnia formata da “vecchie leve” e nuovi arrivati …La nuova amica che ho conosciuto fra febbraio e aprile è un altro caso di persona piombata nella mia vita, e questa volta è diventata la mia migliore amica in un lampo, e lei rappresenta un misto di tutte le ragazze principali che ho conosciuto. Grazie a lei si è creata una sub-compagnia dove praticamente sono tutte persone che negli anni scorsi, principalmente nel 2015 e 2016, erano dal mio punto di vista nel background della mia vita, e invece ora vengono approfonditi.  )

Per adesso quest’ anno ha provveduto a rifarsi dalla bizzarra pausa del 2018, e continua a scorrere sulla tematica della “vita di gruppo”, dimostrando costantemente che i cicli vitali funzionano con una precisione incredibile. Ad ogni modo prevedere il futuro rimane un azzardo, perché il futuro prende sempre scorciatoie che nel momento presente e immediato non possiamo cogliere.

Ho 29 anni e l’ adolescenza sembra non finire mai. La diceria che arrivati a 25 anni si comincia a conoscere sempre meno gente, semplicemente non è il mio caso, visto che nel 2019 ho conosciuto – ancora più gente – di quanta ne avevo conosciuta durante il periodo dell’ espansione della compagnia. La maggior parte di queste persone per ora rimane in sospeso nel background, ma suppongo che prima o poi avranno una storia da raccontarmi, una vicenda nella quale coinvolgermi.

Difatti, un’ altra regola della vita è: osserva il contorno della tua vita perché è là che si cela il tuo prossimo futuro.