John Oswald, la plunderphonic e le musicassette vaporwave

24 08 2018

Qui sopra la versione vaporwave del brano Danger Eyez di Tassony e BOOM BO riprodotta da un boombox della Samsung degli anni novanta.

 

 

Noi di Civiltà Scomparse abbiamo avuto modo di parlare in diverse occasioni di un particolare genere musicale – per adesso non ancora molto famoso in Italia – chiamato vaporwave, che di primo acchito la si potrebbe vedere come una specie di pop-music nostalgica del pop (del synthpop soprattutto) di trenta/trentacinque anni fa oppure la si potrebbe vedere come un MEME di internet visto che la vaporwave è parecchio presente per esempio su You Tube e i cartoni animati e le scritte giapponesi, le statue classiche, lo stile windows, i videogiochi vecchi e i palmizi della Florida nei colori del tramonto (che accompagnano la musica) sono diventati, da qualche anno, un qualcosa di così diffuso in rete da essere visto come un vero e proprio meme.

Una moda passeggera, qualcosa di estemporaneo quindi, replicato un eccessivo numero di volte…ma forse non è veramente così. Forse la vaporwave è qualcosa di talmente impalpabile, di così radicalmente nuovo anche – nonostante sia realizzata con materiale più che altro “nostalgico” – che è perciò molto facile fraintendere e soprattutto banalizzare. E’ comodo dunque vederla come una specie di moda memeiola di internet senza alcun futuro vero di fronte a sè, senza capacità alcuna di ulteriore evoluzione, qualcosa di auto-referenziale e adatto solo per i segaioli mentali di internet o per quelli che la vogliono prendere in giro modificando a piacimento la celebre copertina di Floral shoppe di Macintosh plus.

E invece a nostro parere non è così: la vaporwave non solo non è affatto un meme effimero e ha un futuro luminoso davanti ma ha anche dietro di se’ una sua storia rispettabile, che parte proprio da quegli anni ottanta così tanto utilizzati come materia prima da questo genere musicale (che non è solo un genere musicale ma anche un’estetica). Fu infatti verso la fine di quel decennio che un certo John Oswald, un canadese, inventò qualcosa da lui chiamato plunderphonic, basato su una teoria – da Oswald messa velocemente in pratica – secondo cui la stessa registrazione della musica poteva essere utilizzata come uno strumento musicale. Oswald affermava che la registrazione non solo serve per documentare un brano musicale e per diffonderlo a più persone possibile ma ha in sé anche una valenza creativa la quale si può manifestare utilizzando la registrazione proprio come uno strumento musicale. C’è da dire che, nel momento in cui Oswald enunciava la sua teoria nel 1985, i sample pre-registrati già cominciavano a essere massicciamente utilizzati nella musica electro pop, anche quella non di nicchia, anche quella che allora passava per radio.

A fine anni ottanta non esisteva manco l’ombra di un internet di massa e non esisteva nemmeno nessuna forma di “creative commons” e simili perciò le leggi del copyright erano spietate: dunque John Oswald, quando mise in pratica la sua teoria musicale utilizzando come strumento le registrazioni di The Great Pretender di Dolly Parton per creare un brano da lui intitolato Pretender, si vide presto piombare in casa gli ispettori del corrispettivo della SIAE del Canada i quali gli sequestrarono tutte le settantatre copie dell’album successivo, il quale era invece realizzato utilizzando le registrazioni di canzoni di Michael Jackson a quell’epoca trasmesse per radio, e quelle copie furono sequestrate proprio per conto della casa discografica che allora aveva sotto contratto Jackson.

Tutto questo per dire che la vaporwave può vantare nobili origini underground pre-internet e che ridurla a una moda internettiana da prendere in giro e da scimmiottare con i meme rallentando brani anni ottanta famosi non le fa onore.

Di più, lungi dall’essere qualcosa di episodico e passeggero come i più pensano, la sua evoluzione nel futuro potrebbe, anzi, portare a una rivoluzione completa della musica pop.

In questo articoletto https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/04/29/ma-insomma-cosa-diavolo-e-questa-vaporwave/ scrivevamo ciò:

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

Tutto quello qui ora riportato ci risulta ancora piuttosto vero ma ciò che all’epoca non sapevamo ancora è che nonostante la vaporwave sia un nuovo genere che nasce da internet (Finalmente internet ha la sua musica qualcuno scrisse) è anche un genere che, pur utilizzando internet come uno strumento musicale, vuole anche in qualche modo uscire da internet.

In che senso diciamo questo?

Un po’ come la vaporwave non è nostalgica e vintage pur adoperando materiale nostalgico e vintage preso da internet, allo stesso modo, volendo uscire dall’ ON LINE verso l’OFF LINE, fa sì di tornare all’analogico attraverso le musicassette, registrando sui nastri delle musicassette i brani musicali realizzati utilizzando i download da internet.

E quindi effetto nostalgia anche questo? La solita mania retrò, “le musicassette come ai bei tempi”?!

Secondo noi no, secondo noi è così solo apparentemente. La cosa davvero innovativa, e che guarda proprio al futuro, è che la SPERSONALIZZAZIONE dei brani, degli album e delle innumerevoli proposte vaporwave già presenti su internet in generale e su You Tube in particolare, ebbene tale spersonalizzazione prosegue passando dall’on line all’off line, passando dal digitale all’analogico, anzi rendendosi in qualche modo ancora più manifesta portando dentro i nastri delle musicassette l’anonimato prodotto da internet.

Come già nella witch house (che molti già non ricordano più ma noi la ricordiamo benissimo), i miti pop basati sulla personalizzazione, sulle “star” – o comunque sui “nomi” – saltano per aria (forse perché vanno troppo veloci), autori e titoli sono spesso indicati con caratteri non leggibili – per gli occidentali – e così gran parte dei nomi dei brani: in queste musicassette attirano di più i colori, le immagini e scritte rispetto a ciò che questi colori, immagini e scritte vogliono significare, conta di più il significante del significato, anzì significato praticamente non ce n’è, c’è solo estetica, aesthetic, una condizione di (coloratissimo) sbiadimento dei ricordi, come una sovra-registrazione analogica sopra altre registrazioni analogiche precedenti, e questo ci fa ripensare a John Oswald e alla sua pratica di usare la registrazione come strumento musicale: un cerchio che dunque si chiude ma che anche si diffonde, come le onde – radio – concentriche di un sasso lanciato in una pozzanghera.

La “rivoluzione completa” della musica pop, di cui parlavamo prima, sarebbe quindi uno sviluppo delle cose che nei prossimi decenni potrebbe portare alla vaporizzazione dell’intera musica pop una volta che la miscela di velocità dei processi, internetizzazione del mondo  e lontananza negli anni dei ricordi dei vecchi miti (vedere questo articolo) sarà giunta ormai a compimento.

Di seguito, il contenuto degli album su You Tube nelle varie musicassette presentate nel video qui sopra:

Dan Mason ダン·メイソン – Miami Virtual 2.0

bl00dwave : Distance

Aokigahara Online – Mori

Limousine – Wrestling Wave [Full Album]

3D BLAST : 3D: Die a Hero

Cobalt Road – Purgatory Full Album

Cape Coral : Slowed Midnight

Brat’ya : Nightwalker

LUXURY ELITE // SAINT PEPSI : LATE NIGHT DELIGHT

 

Carrellata di immagini di musicassette vaporwave:

https://www.google.it/search?hl=it&authuser=0&tbm=isch&source=hp&biw=1366&bih=631&ei=riKAW4nVK_CDrwSYwavIDQ&q=cassette+vaporwave&oq=cassette+vaporwave&gs_l=img.3..0i19k1j0i8i30i19k1l4.2152.5528.0.6364.19.17.0.1.1.0.291.2365.0j10j4.14.0….0…1ac.1.64.img..4.15.2373.0..0j35i39k1j0i30k1j0i5i30k1j0i5i30i19k1.0.OeY3sd6XIXo#imgrc=_

 

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Life is Strange 2 sarà un viaggio nella psiche maschile

21 08 2018

LIS2

Sui commenti al trailer ufficiale di Life is Strange 2 si sentono solo lamentele e persone sorprese dall’ assenza di Max e Chloe. ERA RISAPUTO che il nuovo LIS avrebbe presentato nuovi personaggi …eppure abbiamo ancora persone che arrivano al trailer senza saperlo. Tutti che si lamentano perchè 1. sono Latinoamericani e non bianchi adoratori di Trump 2. Non sono gay e soprattutto non sono lesbiche 😉 3. Non sono a scuola e sembrano soli 4. vedono un minuto di trailer e già sanno che è noioso e scadente. 5. Costa il doppio del primo 6. Pare non centrare nulla con la demo Captain Spirit

La mia risposta è: prima di tutto è già confermato che ad un certo punto della storia i personaggi torneranno ad Arcadia Bay e incontreranno o Max o Chloe da LIS1. Secondo, la storia è intrigante, perchè si capisce già che il fratello maggiore, Sean, è un personaggio turbolento, fa uso di una pistola, in più E’ AUMENTATO IL PEGI A 18 ( vuol dire possibili scene di sesso, di violenza e persino di droga ), quindi comunque la storia si farà più SERIA. La storia riguarda le scelte che facciamo e come coinvolgeremo il fratello minore Daniel nelle nostre vicende personali. Daniel quindi diventerà o un bambino maturo e autosufficiente o un piccolo criminale a seconda delle scelte che faremo. In più devono ancora rivelare un altro importante personaggio che è CASSIDY e che io prevedo essere un adulto losco o una ragazza che si lascia coinvolgere nella storia. Ad un certo punto è già confermato che rivedremo Chris e che probabilmente si unirà alla fuga dei due fratelli, si sa già che si incontreranno in un albergo ad Arcadia Bay. In più i fratelli non saranno soli per tutto il tempo perchè nella demo li vediamo già che sono stati ospitati da una coppia di anziani signori. Poi, se a qualcuno piace decidere della sessualità del personaggio, cosa che a me sinceramente non può fregarmene di meno, dalla demo si capisce già che Chris è un bambino un po’ ambiguo perchè gli piacciono i giocattoli da femmina. Poi comunque i bambini hanno 9 anni e non credo che spunterà più di qualcosa di ” ambiguo ” fra di loro come vicini di casa. Poi se volete una storia d’ amore magari succede qualcosa fra Sean e Cassidy, se è una ragazza …
Per quanto riguarda l’ aumento di prezzo, pare che sia per via del MAGGIORE CONTENUTO rispetto a LIS 1.
In più è quasi confermato che ad un certo punto SARA’ MULTIPLAYER e potremo controllare anche il fratello minore, e ci saranno SCENE DI GUIDA.
Hanno fatto un trailer poco rivelatore proprio perchè all’ epoca di LIS1 gli avevano detto che era troppo rivelatore.
Per quanto riguarda la mia opinione, secondo me questo gioco rientrerà maggiormente in linea con i miei gusti perchè di giocare sempre con le ragazze non mi va tanto, la storia delle due amiche è conclusa, comunque.
Un MINIMO DI FIDUCIA in DONTNOD che mi ha dato l’ opportunità di giocare una demo senza sapere NULLA di LIS1 e avermi fatto mettere da parte TEKKEN 7 per MESI, completamente rapito dalla trama di LIS1.

Non c’è niente di peggio che leggere commenti del tipo ” Non compro senza Chloe / senza Max ” , non sia mai che in questa cultura che si aggrappa al passato immediatamente trascorso pur di NON CAMBIARE ci possa essere un po’ di fiducia verso la novità e la differenza. E invece già ci sono persone che scrivono dicendo che è stato bello, ma la loro avventura con Dontnod finisce qui perche’ non ci sono le ragazze nella storia …

Sono pronto a scommettere che sarà un gioco profondo e sconvolgente come il primo, alla faccia di tutti quelli che stanno già facendo le valigie prima ancora di mettersi in viaggio

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/07/21/ipotesi-di-trama-per-life-is-strange-2-secondo-me/

A breve farò un approfondimento del mio precedente articolo analisi su Life is Strange 2 …

Consiglio inoltre la visione del film poco noto HELLION, che rimanda molto alla trama del gioco LIS 2, vista la presenza di un padre alcolizzato e di un fratello maggiore ribelle e frustrato, e un fratello minore separato dalla famiglia in modo forzato.

hellion

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X files X-it e la morte della cultura del complotto, parte seconda e conclusione

4 08 2018

Continua da qui: https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/08/01/the-x-files-x-it-e-la-morte-della-cultura-del-complotto-parte-prima/

Sono un grande fan del motto “stai nella tua corsia” quando si tratta di istituzioni culturali popolari. Non intendo “ripetere la stessa idea finché il mondo non grida pietà”, intendo, “capire cosa ha spinto la gente a pigliare la tua idea da un oceano infinito di concorrenti e bloccarla come una tartaruga.”

Fare così efficacemente richiede saggezza e una più profonda comprensione dell’archetipo e della psicologia di gruppo, cosa per cui i tipi più creativi non sono esattamente conosciuti.
Permettetemi di citare due esempi dal mondo della musica pop come esempi di ciò di cui non sto parlando …

Prima che la formula prendesse piede.

Da un lato avete gli AC / DC. Dopo aver girato con ritmi e modi diversi per alcuni anni, hanno scoperto che la loro interpretazione di “All Right Now” di Free sembrava risuonare meglio con un pubblico di massa quando Back in Black vendeva un milione di copie.
Quindi per i decenni successivi hanno seguito spietatamente quella formula; mid tempo, backbeat a quattro quadrati, riffs ritagliati, bluster blues e cori da inno.
Però io dico di solito: “Mi piace l’AC / DC, hanno un sacco di buone canzoni”.
All’estremo opposto (praticamente in ogni modo possibile) abbiamo i Village People. Il gruppo è partito da un gay scherzoso interpretato su una cultura mainstream sessualmente ingenua, mescolando scimmiottamenti dei Tom of Finland a una disco dance piena di doppi sensi.
Questa specie di barzelletta s’è sgonfiata piuttosto rapidamente, come fanno di solito le battute stupide. E dopo alcuni anni di egemonia culturale ad ampio spettro, i disco-party – anche a causa della cocaina e del nitrato di amile – hanno finito il gas innescando un forte contraccolpo.
Il problema non era tanto la musica, dal momento che la disco dance urban-gay continuava a vendere a prescindere, anche per via della sferzante cultura elitaria che la circondava. Tra l’altro, un catastrofico film [non un film catastrofico…] del 1980 (interpretato da Bruce Jenner) ha contribuito a ridurre i Village People e la stessa disco dance in una specie di barzelletta di successo.

Senti il ​​CRINGE — ogni centimetro di esso.

Così i Village People, che si vantavano di ispirare un’aria commerciale, si aggrappavano ai folli disco-nightclub britannici conosciuti come “New Romantics” per garantirsi una continua rilevanza culturale.

Fu un disastro umiliante, ma così intriso di kitsch, disperazione e ingenuità (il titolo dell’album era Renaissance, speranza contro speranza) che, uhm, entrò negli annali dei grandi film della serie “che-diamine-avevano-in-testa-quando-li stavano-girando”, più o meno allo stesso modo di The Brady Variety Hour.

In una di quelle mosse disperate che ispirano sia la pietà che il disprezzo, il vice-leader si era vestito con abiti apparentemente rubati da Goodwill di Spandau Ballet e aveva girato un video che suonava come qualcosa che Adam Ant avrebbe potuto fare se i suoi conduttori avessero deliberatamente cercato di sabotare la sua carriera.

Renaissance raggiunse il picco al numero 138 nelle classifiche di Billboard.

Il risultato è che mentre i tempi degli AC / DC e dei Village People sotto i riflettori  sono passati da tempo, AC / DC hanno continuato a essere una costante e i Village People sono entrati nell’aldilà dei concerti da sagra estiva, delle navi da crociera e dei party aziendali , con la maggior parte dei membri originali che, dai e ridai, si sono dissipati col tempo.

Quindi cosa c’entra tutto questo con The X-Files?

Chris Carter si vantava sempre che X-Files offriva un luogo “elastico” per la narrazione. E infatti la serie ha spesso approfondito tutti i tipi di ingranaggi diversi, alternando vicende con mini-mostri a episodi di “mitologia” quasi serializzati e di respiro comico.

Ma ciò che X-Files aveva di davvero fatto bene era questo raccontare storie che rendevano normale il paranormale prendendo sul serio la materia e innestando la laconica sensibilità di Carter sulla televisione a episodi alla produzione di valore filmico.

Lo spettacolo scalò la cima dello spirito dei suoi tempi usando una formula alchemica affidabile; la chimica fulminante delle sue giovane guide, il dramma procedurale discreto e la speciale iridescenza della nebbia di Vancouver.

Una volta che X-Files raggiunse il suo apice, i suoi produttori iniziarono a fare l’amore con la formula del suo successo. Il primo lungometraggio si mostrò eccessivamente widescreen, cancellando quella specie di intimità in grado di rendere le storie stravaganti così credibili.

La produzione si è poi trasferita da Vancouver a Los Angeles, sbarazzandosi della magia e dell’atmosfera del suo ex ospite. La prima stagione di LA è stata caricata di deboli commedie alternate a episodi di alto profilo, perdendo tutto quel sapore “questo-è-proprio-ciò-che-sta-accadendo-ora”, che si è lavorato così duramente per creare.

I conflitti personali e professionali cominciarono a mostrarsi sullo schermo e la serie sembrò priva di radici e senza scopo per gran parte della sesta e settima stagione. La qualità è sempre rimasta alta ma la magia sembrava essere sparita.

I produttori dell’ottava stagione hanno lavorato duramente per tornare alle origini, ma con un David Duchovny part-time la serie aveva comunque fatto troppe giravolte e ciò aveva influito sull’umore negativo che ormai aveva preso possesso di molti fan, ormai manifesto anche davanti alla nona stagione.

Sfortunatamente, i produttori non sembravano davvero capire esattamente perché così tante persone fossero entusiaste per il ritorno nel 2016. E così si sono dati il compito di far sbucare qualche altro coniglio dal cilindro, nel tentativo che lo spettacolo potesse essere ancora “rilevante” per le cose del XXI secolo, quando praticamente tutti volevano che lo show mostrasse il dito medio al XXI secolo, riportandoci in massa ai bei vecchi tempi.

Non so esattamente cosa sia successo ma sembrava ovvio che Carter e compagni non avrebbero più commesso lo stesso errore.

Quindi, Marty McFly, dai gas alla De Lorean che si ritorna al 1995!

Sfortunatamente, questa decisione è stata presa un po ‘troppo tardi.

Il lancio del 2016 ha spaventato la maggior parte dei fan del bel tempo andato e gli annunci di Gillian Anderson – in ottobre e gennaio – che questa sarebbe stata la sua ultima stagione, probabilmente ha dato a molti altri l’impressione che la Anderson – e quindi l’alchimia inimitabile dello show – non si sarebbero visti in giro quest’anno.

Ma l’altro problema è che David Duchovny e la Anderson non sono più giovani e graziosi. È una cosa orribile, superficiale, ma per la televisione è un fatto dei più terribilmente concreti. Non sono troppo orgoglioso di ammettere che crogiolarsi nella scintillante e feconda bellezza delle labbra morbide di Gillian Anderson sia stata una delle ragioni principali per cui seguivo la serie, ai tempi.

Fatemi causa.

Per di più, Scully non è davvero il propulsore emotivo di una volta, e l’avrete certo notato. Io l’ho fatto. Nemmeno una volta m’è capitato di pensare: “Oh, questo bambino sarà di certo migliore in presenza del papà!”.

Quindi le cose non erano certamente uguali agli anni novanta, anzi.

La Anderson era perfettamente funzionale (e resta comunque una donna perfettamente attraente) ma ciò non ha fatto di certo il suo gioco. Duchovny, d’altro canto, ha fatto finta di niente nelle sue scene, il che potrebbe essere il motivo per cui gli sceneggiatori si sono rivolti nella sua direzione, in particolare Chris Carter con “My Struggle IV”.

X-FILES BY NUMBERS

“Ghouli” – il secondo passaggio di Jim Wong per armonizzare l’architettura dello show con i suoi standard – mi ha ricordato un vecchio aneddoto che ho sentito una volta in cui Jim Shooter, l’editore in capo della Marvel degli anni ottanta, fornì tutti i collaboratori di un “Marvel-by-numbers” della storia su cui lui e gli altri stavano lavorando. Si trattava di una lezione oggettiva su come Jim Shooter voleva che le storie venissero raccontate in modo che anche chi non avesse mai letto prima un fumetto avrebbe saputo esattamente il cosa, chi, quando e il dove nella storia.

Quindi, piuttosto che essere sepolto da un quarto di secolo di continuity, Wong ha creato un episodio archetipo di X-Files con “Ghouli”, in quanto inizia come un episodio di “Monster of the Week”, scava nel laghetto parapsicologico della serie da cui si è così tanto spesso pescato, prima di trasformarsi in un Mytharc ep in versione classica, che ci reintroduce a William Mulder e ai giocatori del Deep State che lo inseguono.

Non so quanto c’abbiano dato dentro qui Wong e Carter, ma “Ghouli” ha sicuramente dato il là per il finale della serie. Così ha fatto in effetti anche l’episodio “Founder’s mutation”.

Wong sembrava consapevole del fatto che dopo ben oltre 200 storie di X-Files era difficile inventarsi qualcosa che avrebbe ancora sorpreso qualcuno, così si è preferito rispolverare i vecchi episodi preferiti: “Ghouli” si tuffa nell’angoscia adolescenziale di eps come “Die Hand Die Verletz” e “Syzygy”, prendendo pezzi di trama da eps come “Pusher” e “Folie a Deux” e si abbevera a tutti i tipi di prototipi del melodramma intorno al letto ospedaliero.

Gabe Rotter, l’uomo di lunga data di Carter, ha anche scelto X-Files by Numbers con “Kitten”, un episodio che non è sembrato impressionare fan o critici anche perché di sicuro non è l’episodio meglio diretto di sempre. 

Il modello tradizionale di X-Files di gemellaggio di un Myth ep con una storia di allucinogeni tiene banco in questo episodio, che è incentrato su MK-NAOMI, il programma successivo a MK-ULTRA.
Modificando diverse parti componenti non solo dei precedenti X-Files eps ma di Jacob’s Ladder, Full Metal Jacket e Beyond the Black Rainbow , “Kitten” torna ai giorni di Skinner in Vietnam e mostra come l’esposizione a un agente nervino senza nome ha trasformato uno spaventoso Marine draftee in una crudele e sadica macchina da guerra.

Sfortunatamente, la guerra non finì mai per “Kitten” e continuò a essere messo alla prova in un manicomio militare. Peggio ancora, l’esercito seleziona la sua vecchia città come terreno di prova per una versione nuova e migliorata del gas NAOMI.

In tutto l’episodio ci sono echi di classici del complottismo di XF come “Blood” e “Wetwired” e l’ospite dell’ep-star Haley Joel Osment degli anni ’90 in un duplice ruolo. Osment sembra davvero aver fatto una vita dura fin dai suoi giorni di gloria e, come tale, s’è trattato di una scelta azzeccata.

Rotter mette in luce la guerra a bassa intensità che l’America ha sempre intrapreso sulla sua classe lavoratrice – in particolare la classe operaia bianca e rurale (leggi: “scozzese-irlandese”) – sin dalla sua fondazione. In questo, l’agente nervoso NAOMI potrebbe anche essere un Oxycontin disperso nell’aria, devastando intere comunità e lasciando dietro di sé solo resti umani.

Dopo “Kitten”, sono tornate le ambientazioni da incubo techno  con “Follower”, scritto da Kristen Cloke (che ha recitato in “The Field Where I Died” interpretando Lara Means in Millennium ) e Shannon Hamblin.

Un sacco di critici hanno visto questo eps come se The X-Files avesse cercato di rubare un po delle atmosfere di Black Mirror , ma i veri fan sapevano che questi stessi temi sono da sempre collegati a X-Files e risalgono a “Ghost in the Machine” addirittura all’inizio della prima stagione.

Alcuni potrebbero vedere questo episodio come una sorta di esercizio in “X-Files Lite”, ma quello che stiamo veramente guardando è un esercizio di umorismo nero post-moderno.

Non ho potuto fare a meno di pensare alle critiche rivolte ai produttori di This is Spinal Tap. Certuni urlavano che il film non era proprio una commedia, perché tutte quelle barzellette apparenti mostravano come funzionava davvero il business rock. Ma questo è esattamente il motivo per cui il film è così incredibilmente esilarante.

Allo stesso modo, le battute sui “follower” [dei social network penso] esagerano solo un po’ la realtà attuale. Quindi forse questo è in realtà il più spaventoso X-Files mai realizzato, perché le vostre probabilità di svegliarvi in questa particolare distopia sono di certo più alte che un incontro con vampiri, alieni o scienziati pazzi.

Questa è una distopia che molti teorici della cospirazione degli anni novanta non hanno profetizzato. Perché preoccuparsi delle truppe d’assalto e del controllo mentale quando si può semplicemente guidare qualcuno verso il delirio, verso una follia sbavante, semplicemente utilizzando una linea di servizio clienti automatizzata.

Il nuovo scrittore Benjamin Van Allen, con l’episodio “Famiglio”, c’è probabilmente andato molto vicino al perché di questo orribile secolo con cui tutti siamo stati puniti, ed è riuscito a evocare dalla tomba della storia quel sapore sfuggente di metà anni novanta.

In quanto tale, “Famiglio” ha un doppio significato malvagio; si parla di famigli nel senso della magia nera, ma si tratta anche di un episodio deliziosamente familiare, nel tono e nello spirito, ai fan di lunga data.

Al diavolo, se gli anni novanta di CGI e Anderson e Duchovny si affacciassero su questo presente, avreste un episodio in cui il 1995 guiderebbe legioni di svitati affetti dall’Effetto Mandela pronti ad andare al looney bin.

In altre parole, Van Allen ha deciso di scrivere un classico X-Files ep e c’è riuscito ben oltre i sogni più sfrenati di chiunque. Ma sotto il bagliore ricco e accogliente della nostalgia c’è un rimuginare sulla stregoneria, sugli abusi sui minori e sull’isteria di massa.

Il brutto scherzo qui è che allo stesso tempo abbiamo Mulder e Scully i quali sembrerebbero solo metaforicamente alle prese con la caccia alle streghe e il maccartismo, in realtà stanno cacciando una vera strega il cui incantesimo sta massacrando bambini molto piccoli nel modi più orribili. (Intendiamoci, “Famiglio” non si avvicina minimamente a una commedia, è solo un modo di dire).

Qui c’è la classica “messaggistica” di X-Files al lavoro: certo, ci sono isteriche e metaforiche cacce alle streghe e sono faccende terribili. Ma indovinate un po? Ci sono anche delle vere streghe là fuori e pure quelle sono orribili.

“Famiglio” non affronta direttamente le controversie sulla pedofilia, ma in realtà non è necessario. È molto più efficace e decisamente meno polemico, affrontarle indirettamente. Dà una specie di audience a coloro che vogliono ridimensionare l’argomento  ma illustra molto chiaramente che certe cosacce nascoste non sono solo farina del sacco della propaganda di “estrema destra”.

Fermare chi vede i figli come preda dovrebbe essere un problema politicamente non partigiano. Ma non ci è più permesso questo lusso, vero?

Il vero problema dell’isteria di massa è che troppo spesso divora gli innocenti e lascia i colpevoli liberi sulla base di pregiudizi e malintesi. In quel contesto, vi fa pensare che “Famiglio” sarebbe stato più efficace in un campus universitario d’élite piuttosto che in una stereotipata cittadina.

Non contenta di spiare il nido di calabrone della pedofilia (che è un termine improprio, il termine appropriato dovrebbe essere la pedopatia ), X-Files poi ci offre un’altra commedia nera con “Nothing lasts forever”.

La crescente oscurità satanica che rosicchia il demonio di Hollywood sembra essere un sottofondo inespresso in questa stagione. Avete uno dei serial killer in “Plus One” identificati come un’attrice famosa, avete dei personaggi televisivi kiddie che uccidono i bambini in “Famiglio” e gentaglia di Hollywood da lungo tempo dedita a cannibalismo e bevute di sangue.
L’episodio è stato scritto da Karen Nielsen, pupillo di Glen Morgan, ma qui non si può fare a meno di un po ‘di baseball al lavoro, nella classica tradizione di X-Files.
Il cattivo principale dell’episodio, Barbara Beaumont, è una star televisiva di successo che si immagina una diva pop, anche se non sa cantare per nulla. Il suo scagnozzo è un genio pazzo che si nutre parassiticamente della forza vitale di un’attrice dissolvendola e innestandosela sul suo corpo.
Forse è solo la mia immaginazione, ma serpeggia mica una sottile scia di cattiveria nel triumvirato al potere di X-Files? Non posso dirlo, ma non sarebbe certo fuori luogo in questo spettacolo pensando anche alla leggendaria lotta intestina di Ten Thirteen, una volta famosa [di qualunque cosa si trattasse].

Dopo una stagione di confortevole familiarità, Chris Carter ha chiuso il tutto con un episodio che mi ha davvero piacevolmente sorpreso.

Avevo temuto “My Struggle IV”, in particolare dopo “My Struggle III”. Ma mi resi conto dopo la vertiginosa corsa di “Plus One” che il problema di questa mitologia degli ultimi giorni era la noia e l’esasperazione di Carter nonostante qualsiasi buon viso a cattivo gioco avesse mostrato.

“My Struggle” era imperfetto in molti punti ma non difettava di passione. Sembrava un purgante per le peggiori paure di Carter, che devono essere particolarmente inquietanti considerando quanto egli sia connesso a quelli che hanno potere dentro i servizi segreti.

“My Struggle II” è un casino, e per questo do la colpa al superlavoro e alla sceneggiatura in prima stesura. Avrebbe potuto andare molto meglio se Carter lo avesse consegnato a uno dei suoi scrittori per sgrezzare un po’ i dialoghi. Ma anche questo mostrava un ‘urgenza sotterranea, nonostante l’effetto fosse attenuato dalla scrittura distratta.

“My Struggle III” è invece un naufragio, un tentativo di ri-tracciare una storia che era quasi certamente destinata ad essere un finale di serie. Alcuni critici lo hanno paragonato al finale di Sopranos , in cui i fan sono stati lasciati a chiedersi se non fosse stato progettato per dare un senso all’assassinio di Tony.

Questa volta, sapevo di essere nei guai quando Anne Simon, la consulente scientifica di Carter, ha scritto su Twitter come Carter avesse appena finito la sceneggiatura di “My Struggle III” nello stesso periodo in cui la stagione era prevista per le riprese.

Mai un buon segno.

Detto questo, adoro assolutamente “My Struggle IV” e non ho alcuna esitazione nel gettarmi sulla gogna per difenderlo come un’opera di genio e l’ unico vero modo per porre fine a questa torturante mitologia XF del 2018.

Dopotutto, chiedere a Carter di trascinare la mytharc fuori dalla naftalina dopo 15 anni sarebbe sempre stata una richiesta dubbia, nello stesso modo in cui era irragionevole chiedere a Jack Kirby di porre fine alla saga del quarto mondo con un paio di storie 15 anni dopo aver messo via baracca e burattini.

Inoltre, il vero potere dietro il trono del “triumvirato” della mitologia XF (mytharc) è sempre stato il produttore esecutivo Frank Spotnitz, che ha preso il controllo della trama nella terza stagione dopo aver svolto nella seconda una specie di apprendistato intensivo.

Sia chiaro,  Carter è sempre stato profondamente coinvolto nella mitologia XF, ma è sempre stato Spotnitz a stabilire il ritmo.

Si trattava di una cosa sia buona sia cattiva: Spotnitz aveva una grande abilità nei complotti e nei bizantinismi, ma ogni tanto poteva piazzarsi in un angolo. La forza di Carter era nella resa emotiva del dramma e quindi avevate dei momenti in cui Carter non sarebbe stato cotto nella torta tanto quanto mescolato alla glassa quando non era coinvolto nella trama originale.

Perciò l’effetto “punz-in-the-face” di episodi come “The Erlenmeyer Flask”, “Duane Barry” e “Paperclip” non era sempre presente nel menu.

In un mondo perfetto, Carter avrebbe lavorato con i suoi scrittori per produrre una serie di episodi-evento nel 2016 e sciogliere tutti i nodi di anni di continuità in modo appropriato. Non è ciò che è successo, dal momento che Carter ha deciso invece di dare ai fan quello che dicevano di volere.

C’è un senso di continuità molto più forte nell’undicesima stagione e il team di tag Wong-Carter ha lavorato bene nel tentativo di quadrare alcuni cerchi, in particolare la demarcazione tra i miti e i mostri.

Ma ho avvertito molto, con “My Struggle IV”, che Carter ha semplicemente rinunciato ai fardelli del passato ed è tornato alle origini, in questo caso il suo amore eterno per Kolchak: The Night Stalker.

Ed è così che Carter ha deciso di concludere la serie con un mostro nell’episodio della settimana.

La battuta finale è che il prodotto finale di tutti gli sforzi, sofferenze e sofferenze che Mulder e Scully hanno subito nella loro ricerca della “Verità” alla fine si traduce nel loro figlio che si rivela essere il mostro più pericoloso che abbiano mai incontrato, la somma di tutte le loro paure (Ho i miei dubbi sulla paternità di Smoking Man in ma non rischierò di ridicolizzarmi citando un precedente).

In altre parole, Scully ha dato alla luce l’Anticristo e non il figlio di Cristo come i fan si aspettavano da tempo. Probabilmente non è un messaggio che qualcuno vuole sentire.

So che molti fan non amano il finale ma va bene così. Tutti commettiamo errori. Penso che il passare del tempo permetterà alle persone di guardare indietro all’episodio e giudicarlo per i propri meriti e non sotto il peso di un quarto di secolo di speculazioni e delusioni.

Quello che mi è particolarmente piaciuto è che la scrittura era libera dal chris-claremontismo di Carter,  tutta quell’insalata di parole ampollosa e proclamatoria a cui abbiamo così tanto assistito nel precedente “My Struggles”.

Carter non è uno scrittore perfetto ma può scrivere dialoghi abbastanza nitidi quando è coinvolto nella storia, nonostante qualche mia personale pignoleria che posso avere sulle scelte carteriane.

Quindi alla fine quello che abbiamo qui è un momento di vittoria per un segno distintivo della cultura pop anche se la maggior parte degli spettatori non l’ha capito.

Ho amato The X-Files al meglio quando era una serie di nicchia. Mi piaceva meno quando era ormai divenuto un prodotto onnipresente sul mercato di massa, specialmente  un prodotto che le persone di cui non ne sapevano nulla si sentivano in diritto di esprimere opinioni. I fan che si sono sintonizzati sul serial in questa stagione sono stati il nocciolo duro, , quindi di solito era interessante sentire cosa avevano da dire.

Ironia della sorte. il serial ha conservato il suo slancio profetico anche se le masse di fan lo hanno abbandonato assieme alle realtà della breakaway civilization, del programma spaziale segreto e dei virus spaziali usati come arma.

All of which being plucked from the back pages of the news no one bothers to read anymore.

Nessuno si preoccupa di leggere più tutto ciò che viene messo nell’ultima pagina delle news.

E come abbiamo visto, lo stato della tecno-sorveglianza, la predazione dei bambini e il satanismo d’élite erano tutti ben referenziati nel revival di XF così come i cibi transgenici, CRISPR CAS9 e tutti gli altri orrori del mondo reale che troppi ignorano attentamente mentre combattono su Trump e l’identità politica.

A nessuno sembra importare molto di combattere il potere. Ora la lotta è finita su chi riesce esattamente a controllare le macchinazioni di morte di massa e il controllo completo. Le persone – specialmente i Repubblicani di Rockefeller che indossano la tuta scamosciata del Partito Democratico a lungo defunto – non hanno più problemi con la guerra infinita, l’oligarchia o la sorveglianza. Vogliono solo sedersi il più vicino possibile al tavolo dei big.

Tutti loro avranno una gran brutta sorpresa, è tutto ciò che mi viene da dire in questo momento.

In questo contesto, William Mulder non è solo un mostro da film, è un avatar . È l’ angelo della morte, l’inevitabile risultato dello stato di sicurezza nazionale. La battaglia non finisce per allontanarlo dal suo orribile destino, la battaglia è finita su chi si troverà esattamente dietro al volante.

Penso che tutti lo capiscano, almeno a livello inconscio. I fan attenti l’ hanno capito nella nona stagione. E in quanto tale, The X-Files lascia il palcoscenico con una profezia che nessuno vuole sentire ma nel suo cuore avverte che è vera.

NOTA: ho sentito un sacco di brontolii sul fatto che fosse irrealistico il fatto che la cinquantenne e qualcosa Scully sia di nuovo incinta. Bene, ho un’amica rimasta incinta a 50 anni e ha avuto tre gemelli. Quindi forse non è tutto così assurdo.

 

 

https://secretsun.blogspot.com/2018/08/the-x-files-x-it-death-of-conspiracy.html





P.S.: Knock knock

2 08 2018

Post di sole immagini (non fatto da me) in integrazione a https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/07/28/cigno-nero/ http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/black-swan.html

Chi è lì?

Giusto o […]sbagliato?

Wrong or Wright?

"Il tempo è fuori di sesto, o maledetto dispetto! / Che mai sono nato per sistemarlo bene!"
Amleto, atto primo scena quinta.


“Tempo fuori di sesto” di Philip Dick.


http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/ps-knock-knock.html




Cigno nero

28 07 2018

Post di sole immagini (non mio).

Black Swan

http://themaskofgod.blogspot.com/2018/07/black-swan.html

Destinazione?

https://civiltascomparse.files.wordpress.com/2018/07/e6eba-p3588907_p_v8_aa.jpg?w=510





Un coleottero è solo un coleottero finché non decidi che sia qualcos’ altro

12 07 2018

https://brizdazz.blogspot.com/2018/07/a-beetle-is-just-beetle-until-you.html

Ho ricevuto una e-mail (nella foto sopra) dal Dr. Beitman ieri con un link a un articolo intitolato “On Coincidence” , che è stato presentato ad uno spettacolo chiamato AEON .

White Rabbit Episodio 1: The New Eone
Ho trovato questo molto divertente da un punto di vista personale, perché stavo leggendo il “Libro della Legge” di Aleister Crowley e stavo cercando di capire di quanto tempo consisteva un eone in termini generali.
Quanto liberi ci sentiamo noi come EGO ed è qualcosa su cui vale la pena di pensare?

Perché Crowley scrisse che il “nuovo eone” di Horus iniziò quando fu scritto il libro che canalizzò (nel 1904 circa) 
Stavo anche ascoltando un podcast in cui mi ero imbattuto quando lessi l’e-mail del Dr. Beitman a “White Rabbit” riguardo al nuovo eone –

Questa discussione si apre con il primo capitolo di Iniziazione dell’Eone del Bambino, Scheletro di una Nuova Verità e si concentra sul termine eone, alcuni tratti fondamentali degli eoni precedenti, quello della Matriarca e quello del Patriarca e conduce all’introduzione dell’Eone del Bambino, chiamato Eone di Horus. “

Hadit su collana di perline.

Hadit ” , il Grande Dio, il signore del cielo, “è raffigurato sulla Stele della Rivelazione nella forma del disco alato del Sole , Horus of Behdet (noto anche come il Behdeti) .
Tuttavia, mentre gli antichi egizi trattavano il Sole e le altre stelle come separati, Thelema collega il dio-sole Hadit con ogni singola stella.
Inoltre, il libro della legge dice: “Ogni uomo e ogni donna è una stella ” .

La precedente versione egiziana passò sotto il nome di Heru-Behdeti o Horus di Behdet ( Edfu ), Haidith in greco .

Thoth gli lasciò prendere la forma del disco solare per aiutare una versione più giovane di Horus-Re-Horakhty, o Ra-Hoor-Khuit, in una battaglia con Set e il suo esercito.
Entrambe le versioni di Horus appaiono nell’immagine egizia che i Thelemiti chiamano Stele 666 , un Dynasty 25 o 26 offre una stele precedentemente nel Museo Boulaq, ma ora nel Museo Egizio del Cairo, noto anche come Stele della rivelazione .
Ho scritto l’e-mail di cui sopra al Dr. Beitman dopo aver letto l’articolo al link al sito web di AEON che mi ha inviato nella sua e-mail.

Il nostro scambio di mail è iniziato quando ho detto al Dr. Beitman che dopo aver ascoltato l’intervista a David Hand sul suo podcast show avevo scritto un post sulle probabilità e “la mano nascosta” in gioco nella vita – Il principio di improbabilità: quali sono le probabilità?

Proprio come random è la vita e c’è una mano nascosta nel gioco?

Non vedo il libro di Crowley più importante di “VALIS” di Philip Kindred Dick e non altrettanto importante quanto gli scritti di Jung.
Crowley stava ovviamente attingendo a qualcosa di profondo nel collettivo, oltre a tirare la lana sui suoi stessi occhi con i suoi giochi nel vestire?
Ma rivelando il “dio” dell’universo?
Vaffanculo te illusa e confusa anima egoica e ribelle colpita dalla lettura della Bibbia!

Un coleottero è solo un coleottero finché non decidi che non lo è.

Placebo universale – Niente funziona meglio

Un disco solare alato volante, un globo o solo un placebo ?

Immagino che la vita sia piena di magia se pensi che lo sia.

Potresti dire che la magia è solo “mente” nella materia, in un certo senso, penso 😉

 





La Standpipe di Thomas Hill nel Derry di Stephen King

12 07 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/07/Standpipe.html

Questo è un regalo speciale fattomi da mia moglie, Jenny.
Perché è speciale?
(1) Jenny l’ha fatto a mano per il mio compleanno, il 12 luglio di quest’anno. E ‘stato un regalo premuroso.
(2) Colleziono souvenir di edifici e sono un membro della Souvenir Building Collector Society . Se ti interessa potresti essere dei nostri.
Quest’anno abbiamo provato ad andare alla loro convention, dal momento che fanno una regione alla volta e nel 2018 è stato il turno del New England. Ma è successo qualcosa di spiacevole e così abbiamo dovuto cancellare la nostra prenotazione
Ad ogni modo, abbiamo provato a cercare una piccola replica della Standpipe. Esistono tutte le riproduzioni di edifici e di protagonisti di film del mondo e niente Standpipe? Perchè no?
Beh, c’è una replica che sono riuscito a rintracciare, ma dal momento che Jenny non ha potuto ottenerla, penso che in questo caso abbia semplicemente fatto del suo meglio.

La riproduzione gigante della standpipe di Thomas Hill è situata al Bangor International Airport.

 

Prospettiva distorta?

 

L’edificio originale.

 

Bangor, Maine = “Derry, Maine” di Stephen King.

(3) L’edificio, la Thomas Hill Standpipe, è una meraviglia architettonica di Bangor, nel Maine, la città natale di Jenny. Il serbatoio di acqua di metallo è alto 50 piedi e 75 piedi di diametro, e venne costruito nel 1897.

(4) La standpipe è un “personaggio” di fondo importante nel romanzo It, scritto da Stephen King nel 1986 ; Stephen King’s It, miniserie televisiva del 1990; e It: Chapter One , il film del 2017 di Andy Muschietti.

E infine…

(5) It di Stephen King ha il famoso Pennywise, e voi ragazzi sapete quanto per me siano importanti i Phantom Clowns.
Thomas Hill Standpipe , che contiene 1.750.000 galloni americani (6.600.000 litri) di acqua, è un serbatoio in ferro battuto rivettato in una struttura di legno situata su Thomas Hill a Bangor, nel Maine, Stati Uniti.
Il serbatoio di metallo è alto 50 piedi (15 metri) e 75 piedi (23 metri) di diametro. Costruito nel 1897, è un punto di riferimento architettonicamente distintivo della città, ed è stato inserito nel Registro Nazionale dei luoghi storici nel 1974. Fonte .
Ora tornate a guardare le ultime notizie sul name game Fayette, Killer Clowns, le sparatorie di Waffle House e Bunnymen!