Le locations del mio romanzo Psychosis

17 02 2018

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Psychosis è ambientato in una versione romanzata della mia città, ma con un nome diverso, che è Ferrofiume ( scelto perché nella prima versione volevo dare un’ ambientazione americana, e in Inglese viene tradotto Iron River ), negli anni 1993 e 2018. Le informazioni e i cambiamenti non sono esattamente gli stessi, ma si può avere un’ idea di come è fatta la città.

I quartieri principali sono definiti: Parte Vecchia ( centro storico ), San Valentino, Oltreponte, Quarto Autunno, zona del Castello ( o della Fortezza, devo ancora decidere ), Quartiere dello Sport, Chinatown ( nella mia città vivono e commerciano molti cinesi ), quartieri albanesi, il quartiere delle fiere e Piazza Giostre ( La Tartufara, un salone che contiene nel romanzo Piazza Fiere ), il centro città con la sua Via Signorile, Collina dell’ Anna, Zona Industriale, quartiere ebraico, Piccola Milano e le frazioni ( per esempio Ferrofiume Popolo, con cascine e fattorie ).

Le locations più usate nel romanzo saranno:

la zona del Molo, che è rappresentato da un paio di barche, una piattaforma sul fiume, una gradinata dove si riuniscono giovani e famiglie, e in tempi più recenti ospita anche alcuni tavoli con vista fiume. Andando sul sentiero a sinistra, si va verso una zona di folta vegetazione che io chiamerò Pozzanghera e Rocce, mentre a destra c’è un percorso, adesso un pochino ricostruito meglio, che io chiamerò ( Viale – nome inventato dai giovani – Riva Amorosa ) perché probabilmente è una zona di coppie, che porta sotto a un ponte, e poi ancora lontano, fino a raggiungere una fabbrica, e un’ altra zona di foresta, dove all’ inizio si può scendere su una piattaforma di rocce nei pressi di un altro ponte, che è una zona molto nascosta. Ancora più in là c’è un’ altra zona che chiamerò la Spiaggia di Sassi, anche quella abbastanza nascosta.

Un’ altra location che userò molto fin dal principio è una zona boschiva preceduta da una breve radura che si trova appena prima della zona di Oltreponte, dove adesso ci sono anche dei tavoli e una fontana. Da lì si può vedere il fiume e dal ponte si possono vedere le persone ai tavoli. Nella mia storia, in fondo a quella zona, nei pressi della parte boschiva avverranno tanti episodi, e si chiamerà Alto Verde, e sarà caratterizzata da erba talmente alta da perdere l’ orientamento, con un sentiero di ghiaia che ci passa attraverso ( in realtà la zona con l’ erba alta è da tutt’ altra parte ).

Possibilmente potrei usare anche un piccolo luogo che qui viene chiamato Il Tendone ( uno spazio quadrato con posti a sedere e due tavoli da ping pong, circondato da grossi sassi ) che si trova in fondo a un parco che viene frequentato da famiglie e bambini, dove in tempi recenti hanno anche messo un campetto da basket.

La zona della Cittadella potrebbe risultare abbastanza usato, si trova nei pressi del Cinema e precede una zona boschiva, dove, se ci si addentra, si vedono alcuni ruderi e una Scorciatoia che viene spesso usata per accorciare il tragitto verso un ipermercato. Nella Cittadella in tempi recenti ogni tanto viene organizzato qualche evento, e ci sono le persone che portano i cani, tavoli per mangiare e incontrarsi in gruppo, e dei percorsi che in un’ epoca passata venivano usati per gare di motocross.

Zona Quarto Autunno è la zona dedicata al 4 Novembre, e contiene una scuola elementare, un piccolo parco giochi, e un famigerato palazzone abbandonato dove si dice si possano trovare barboni, e ci si possa anche perdere. Sarà una location molto usata nel romanzo.

Il centro città potrebbe risultare molto usato come location, e ho scelto di sostituire il banale nome di Via Roma con un più originale Via Signorile, che è una lunga via con i negozi principali del luogo, alcuni bar e locali, e una piazza con una statua al centro, che ho scelto di chiamare Piazza del Cavaliere. Girando a sinistra dopo Piazza Cavaliere si potrà vedere l’ iconico campanile e si potrà raggiungere Piazza Castello / Fortezza. Invece, svoltando in una via che si posiziona più indietro, appena prima della parte centrale di Via Signorile si può raggiungere una piazza dedicata a San Francesco ( che io chiamerò invece Piazza Franceschini ) che fino a qualche anno fa ospitava una scuola IAL.

Nel mio romanzo la nota salita che porta in una zona collinare si chiamerà direttamente Collina dell’ Anna, e nella mia storia sarà costellata di villette.

La Zona Industriale avrà la sua storia, e vi sarà narrato un famigerato incidente che caratterizzerà la storia della città ( che chiamerò Ground Zero ). Appena prima di questa zona vi si trovano delle roulotte e una pista ciclabile che viene usata anche per gli allenamenti di atletica, e in tempi recenti ospita un campo da calcio e da rugby. C’è anche una strada che passa parallela alla parte iniziale della zona Industriale che porta verso una nota piscina, un locale discoteca, e se si va fino in fondo si raggiunge la Diga.

Come bonus extra vi saranno due locali bar con nomi un po’ sopra le righe, Vivere bar ( che nella versione 2018 diventa un ristorante esotico ) – che posizionerò per adesso in Piazza Castello / Fortezza, e Belli e Assetati ( che ovviamente non esiste con questo nome ) che si trova nei pressi di una fermata dei pullman, dove aspettano gli studenti.

I suggerimenti saranno ben accolti. Soprattutto sulla versione del 1993, che non ho potuto vivere perché sono arrivato un po’ più tardi in zona.    

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Seguite la realizzazione del mio nuovo romanzo Psychosis

15 02 2018

Ieri ho iniziato il mio nuovo romanzo PSYCHOSIS! Non posso rivelare nulla sulla trama, ma tratterà del genere Horror – Thriller con un poco di Sovrannaturale. Inoltre, per la prima volta in una mia storia, ho deciso di dargli un’ ambientazione italiana, e perciò ho realizzato una versione romanzata della mia città.

Sul mio sito potrete tenervi aggiornati sulla realizzazione del romanzo e potrete esplorare le locations immaginarie di una città che esiste veramente.

https://psychosis-in-anteprima.webnode.it/home/

 





Lo scisma interiore fra il vuoto cosmico e il disegno del destino

26 12 2017

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Recentemente sono tornato a occuparmi della raccolta di racconti che spero di pubblicare il prossimo anno. Sono storie brevi appena sotto le 50 pagine di genere thriller – horror che parlano di giovani e della morte. Sono storie violente e grintose.

Ho dedicato il Natale ad arricchire la mia collezione di libri di Stephen King e a leggere la biografia dell’ autore, nel quale in certi aspetti mi sono ritrovato, mentre sotto altri aspetti abbiamo vissuto in atmosfere completamente diverse.

” mi sono reso conto che sono arrivato al punto in cui era arrivato lui, giusto prima di debuttare, quando il tempo scarseggiava, la scrittura era faticosa, l’ energia era poca, e il futuro inquietante. Chissà, forse non è un caso. “

Risultato immagine per piccoli brividi

Scrivo perché mi fa bene, perché sento che mi appartiene, mentre cerco di tenere a bada le mie paure dormienti, che negli scorsi anni sono usciti a farmi sgradite sorprese, e che potrebbero ancora farlo in qualsiasi momento.

Il destino in sé non mi spaventa. Ho bisogno di interpretare la vita come un disegno strutturato e coerente. Mentre nell’ adolescenza cercavo di essere il più puritano possibile e una volta cantavo nel coro della chiesa, adesso da anni mi sono svuotato completamente della religione, e non sono sicuro che sia un bene. Credo ancora in una sorta di Dio, ma lo sento sempre più distante, e sempre più umano piuttosto che intangibile e divino.

Le mie paure più grandi sono la morte, il caso, e l’ eventualità dell’ assenza di qualcosa dopo la morte. Pur avendo fatto abbastanza ricerche affini agli argomenti trattati in questo blog, che archiviano il caso come un’ eventualità impossibile e inesistente, è ancora insita in me la grande paura che in un qualsiasi giorno tutto possa cambiare, e forse è per questo che ogni volta che penso alla scrittura mi dico ” accidenti alla possibilità di un eschaton di Mckenna nei mesi a venire! Potrebbe intralciare la mia ancora ipotetica carriera! “.

Credo che la morte a 59 anni di mio nonno mio omonimo quando avevo 3 mesi in un incidente d’ auto mi pesi in un angolino della mente più di quanto vorrei ammettere. Con tutta questa storia delle connessioni fra i destini, mi sono reso conto di considerare le auto delle macchine di morte, motivo per il quale a 27 anni non ho mai preso la patente, e non so ancora se mai la prenderò.

Alcune volte questo tipo di paure nascoste e dormienti si trasformano in rabbia, e ormai penso che dovrei evitare di leggere ogni storia relativa a crimini di ogni genere, perché poi mi viene da pensare cose maligne, e ogni qualche settimana vi sono vicende che mi fanno ribollire il sangue e desiderare pene infernali per chiunque le abbia commesse. Una volta credevo che in tutti ci fosse qualcosa di buono, ora credo invece che in tutti ci sia uno spiritello maligno che ogni tanto decide di combinare qualcosa. Il mio ideale di giustizia assomiglia sempre di più a quello dell’ epoca medievale.

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Non so se il mio destino comprende anche diventare un buon scrittore. Però so che la scrittura e la lettura sono presenti da sempre nella mia vita. Stephen King è stato segnato dal ritrovamento dei racconti e delle riviste di suo padre, scrittore di racconti mai pubblicati, all’ età di 10 anni, più o meno alla stessa età di quando io scoprii una collezione di Dylan Dog appartenente a mio zio nella casa di mia nonna paterna, una collezione che mi attirava e mi respingeva allo stesso tempo.

Del resto la cruda violenza la potevo leggere anche nella saga degli Animorphs che ha nutrito la mia infanzia con 64 libri di una saga per me indimenticabile con i personaggi più realistici e vivi che abbia mai trovato. Per non parlare della mia passione per i Goosebumps o Piccoli Brividi che amavo collezionare da bambino.

Stephen King ha visto l’ amichetto di 4 anni venire investito da un treno, e io sono passato affianco a un mio compagno di classe per 8 anni che conoscevo appena poche ore prima che morisse in un incidente d’ auto.

Ho vissuto vicende che forse un giorno mi aiuteranno a scrivere libri, se solo fossi capace di farle riemergere dall’ oblio autoimposto in cui le ho ficcate. Per qualche strano motivo ho scritto centinaia di pagine di diario degli anni più contorti e controversi della mia vita per poi smettere giusto in tempo per uscire dal tunnel ed entrare in una più confortevole metropolitana. Forse un giorno brucerò quei diari, o li lascerò a marcire in soffitta o in garage. Non riesco più ad aprirli. Non ci sono storie chissà che, ma hanno lasciato qualcosa dentro di me, che mi condizionano ancora adesso.

Ho paura che in tutto quello in cui ho riposto le mie speranze e le mie teorie personali non ci sia nulla di vero e che sia tutto un voler vedere qualcosa di assente. Cicli storici, cicli nella vita individuale, ritorni di passato, destini, il futuro che influenza il presente e si addentra persino nel passato. Volevo vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Mckenna e voglio vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Stephen King, anche solo il piccolissimo fatto in qualche modo significativo per me che lui è nato nel giorno in cui festeggio l’ onomastico, che io vivo come un – mezzo compleanno – perché sta a sei mesi dal mio compleanno. Poi scopro che King supporta il femminismo, mentre io vedo il femminismo come affine a una pseudo – setta arrogante, ( forse per via di certe ragazze con cui ho avuto a che fare, forse ancora reduce dalla farsa che è la vita di classe alle superiori, quando le ragazze mi parlavano come se fossi un idiota bambinone ) che King leggeva la Bibbia ai figli adolescenti mentre io la ritengo una storia di fiabe. Poi scopro le peripezie mediche di King con orecchie, tonsille, di quando è stato investito e massacrato da un’ auto e ripenso ai miei appuntamenti settimanali con il dentista( ne so abbastanza per poter fare il dentista e togliervi tutti i denti credetemi ) , alla ginnastica fatta a dodici anni per la scoliosi e alla mia quotidiana lotta con le paure nel 2008.  

Spero di non produrre storie che diano vita a film dell’ orrore che non riuscirei a guardare. Mi piacciono i libri dell’ orrore ma NON i film. Ironico detto da uno che ha invitato l’ amichetto a guardare un film fantascienza –  horror – splatter, niente di meno che Starship Troopers, in età elementare per poi farlo vomitare! Non so con quale stomaco guardavo certi film all’ età di 10 anni.  Dico io, come si fa a far vedere a un amichetto una storia di alieni simili a ragni con una bocca per testa con braccia e gambe che volano e una mucca sbriciolata viva dietro un cartello con su scritto censura? 😉  

In un angolo della mia mente trovo molti eventi simbolici nella mia vita che stanno determinando il mio presente. Sono diviso in due. Da una parte sono un essere brancolante nel buio del vuoto dell’ ateismo e del nulla eterno postmortem, dall’ altra parte mi trovo in una immensa libreria di dati, collegamenti, connessioni, segreti e trucchi con le date che sanno di magia, con la certezza che qualcosa di più c’è, anche se completamente diverso dalle aspettative di un religioso. Spero che un giorno questo scisma mentale troverà un accordo diplomatico.

Matteo     





Oumuamua, il visitatore da Altrove

24 11 2017

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In passato, noi di Civiltà Scomparse, ci siamo dedicati a cose del cielo, del cosmo, nell’atmosfera e oltre l’atmosfera, che attirano l’attenzione di noi terrestri

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/10/17/la-caduta-del-satellite-rosat-puo-essere-simbolica/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/26/la-caduta-del-satellite-uars-e-simbolica/

e dunque non potevamo esimerci ora dal fare un breve accenno a un’importantissima scoperta avvenuta nell’ottobre scorso: il primo asteroide interstellare conosciuto, ovvero un astro, un corpo celeste non del Sistema solare penetrato all’interno del Sistema solare. E per essere riuscito a compiere un’impresa del genere (si ritiene che il corpo celeste provenga da un punto della costellazione della Lira, vicino alla stella Vega) pensiamo a che tipo di orbita pazzesca e inusitata debba avere questo asteroide proveniente da altri mondi. Così come per le comete interstellari, precedentemente si pensava agli asteroidi interstellari solo come a un’ipotesi, ma il 18 ottobre scorso gli strumenti di un osservatorio hawaiano sono riusciti a registrarne concretamente la presenza, calcolando che verso settembre la sua distanza dal Sole è stata minima a settembre e ancora più minima la distanza dalla Terra poco dopo metà ottobre, quando gli strumenti lo hanno rilevato, parliamo di un pugno di poche decine di milioni di chilometri, un niente per le distanze spaziali.

In onore del luogo da dove è avvenuta la scoperta, l’asteroide interstellare lo si è battezzato con un nome hawaiano, Oumuamua, nome significante “messaggero che arriva in anticipo a portare un messaggio”. Il nome, a nostro parere, è particolarmente azzeccato per questo “alieno”: l’asteroide si presenta con un aspetto molto differente dagli astri conosciuti del nostro Sistema solare, i quali, anche se irregolari, mantengono sempre una forma vagamente tondeggiante, questo visitatore da Altrove, invece, appare assai lungo, elongato. Inoltre, l’esame spettrografico ha mostrato come i suoi riflessi siano cangianti e tendenti al rossiccio e il materiale da cui è composto può essere di natura metallica.

Naturalmente, un oggetto cosmico siffatto non ha potuto che dare briglia sciolta all’immaginazione dei sincromistici su internet (soprattutto nella blogosfera anglofona)

https://secretsun.blogspot.it/2017/11/the-carnivals-of-death-and-antarctica.html

https://www.supertorchritual.com/rendezvous-with-destiny/

Su “Supertorchritual”, Goro Adachi fa una disanima comprendente una cosiddetta “capsula del tempo” (un oggetto sigillato in cui si infilano dentro cose destinate agli uomini del futuro o di un altro pianeta) comparsa sia nel film Knowing (“Segnali dal futuro”) sia in un romanzo di Arthur Clarke, “Incontro con Rama”.

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La scena di “Segnali dal futuro” in cui nel 1959 vengono inseriti oggetti per gli uomini del futuro dentro la capsula del tempo, la quale verrà poi sigillata e aperta solo nel 2009, dopo cinquant’anni. In questa scena i bambini paragonano la capsula a un robot e a una nave spaziale.

In entrambi i casi la “capsula del tempo” è un oggetto proveniente da Altrove, di forma cilindrica allungata: nel caso di “Segnali dal futuro”, ambientato nel 2009, la capsula proviene da cinquant’anni prima nel passato, dal 1959; nel caso del romanzo di Clarke, ambientato nel XXII secolo, la “capsula del tempo” è di origine extraterrestre, è destinata a esseri di altri pianeti (in questo caso noi terrestri) ed è chiamata Rama, nome abbastanza affine per gli occidentali a Oumuamua, nel senso che sono entrambi nomi esotici per noi. Tra l’altro, nel romanzo, la capsula spaziale aliena Rama viene rintracciata attraverso il “Project Spaceguard”, un complesso programma radar di tracciamento dell’orbita di ogni asteroide, varato dopo che il giorno 11 settembre 2077 un grosso bolide celeste è piovuto in Italia, sulla Pianura Padana, provocando ovviamente una catastrofe.

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La capsula del tempo extraterrestre chiamata Rama che compare nel romanzo del 1972 di Arthur C. Clarke “Incontro con Rama”

Per associazione mentale, penso a come ultimamente abbia parlato sul blog di uno schianto sulla Pianura Padana, precisamente quello del super-petroliere Enrico Mattei avvenuto il 27 ottobre 1962.





Diffidate di qualsivoglia interpretazione onirica e considerate invece questo (della serie – un cactus non è un tridente o una croce – trattasi di cactus ;) )

13 10 2017

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Ogni volta che leggo di discussioni a scopo interpretativo dei sogni metaforicamente sbatto la testa contro un muro perchè la gente non si rende conto di scrivere interpretazioni che NON hanno senso logico. Ci sono quelli che vanno a cercare i significati più astrusi e SCONNESSI e poi ci sono gli altri balordi che minimizzano e ridicolizzano tutto, facendo tanti giri di parole per dirti che le emozioni che scaturiscono dai tuoi sogni sono banali e poco interessanti senza rendersi conto dell’ egoismo e della noncuranza che scaturisce dalle loro frasi. I sogni, amici miei, sono le cose più misteriose e mistiche che ci appartengono e dovrebbero essere studiati a fondo ma senza quelle ridicole interpretazioni che gli attribuiamo. Ci sono diverse categorie di sogni, e alcuni possono riguardare sì le nostre paure e la nostra interiorità, ma altri invece sembrano una finestra su altre realtà e sottolineo realtà, e non centrano nulla con il nostro essere.

CATEGORIE DI SOGNI:

  •  SOGNO LA PAURA: sono connessi alle nostre paure interiori ma non si celano dietro a chissà quale simbologia. Sono molto diretti. Sono sogni dove morite o affrontate un pericolo.
  • SOGNO MESSAGGERO : di solito centra un parente scomparso che riappare in sogno, quando questo succede, anche se si accompagna a persone vive, si tratta di qualcosa che vogliono farvi sapere. E’ l’ unico modo che hanno per comunicarvi qualcosa.
  • SOGNO MULTIVERSO: e se i sogni aprissero finestre su un’ altra realtà? Che esiste, certamente esiste, ma in un luogo irraggiungibile che rappresenta un universo parallelo? Quando nei sogni le cose sembrano stranamente simili ma allo stesso tempo diverse probabilmente siete riusciti ad aprire una finestra su un universo parallelo. Se ci pensate spesso i sogni ci mostrano versioni e scelte alternative rispetto alla nostra realtà e ci sono esperti scienziati che si sono dedicati allo studio della fase REM che sono aperti a questa eventualità e ipotizzano un trasferimento di percezioni e dati fra due individui di due universi differenti – https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi32uOVie7WAhVLVxQKHRqQBQ0QFggwMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.psychologytoday.com%2Fblog%2Fdream-catcher%2F201407%2Fdreams-and-the-many-worlds-interpretation-quantum-physics&usg=AOvVaw0omISO4EaeQaXarRKZfThv
  • SOGNO PREMONITORE: per esempio sognare una persona prima di conoscerla e rendersi conto che è uguale a quella in sogno, oppure sognare di un evento che dopo un certo tot di tempo si realizza , anche se non proprio allo stesso modo, anche solo una parte di esso.
  • SOGNO LUCIDO : è un sogno nel quale avete coscienza di star sognando e di solito appare con colori più vividi del solito. Attenzione quando vi svegliate, potreste trattenere per un istante il sogno e vedere un cane sul comodino come è successo a me 😉
  • SOGNO DILATATO NEL TEMPO: quando sognate periodi di giorni o settimane in pochissimo tempo.
  • SOGNO LA TV: non so voi, ma a me capita spesso di guardarmi film o show televisivi in sogno.
  • SOGNO L’ INVENZIONE: fatevi una ricerca su Google e scoprite quanti famosi inventori hanno avuto l’ ispirazione in sogno.

Ora che sapete come stanno le cose buttate via tutto ciò che riguarda o tratta delle interpretazioni dei sogni, perché fanno collegamenti assolutamente sconnessi e non hanno senso. NON HANNO SENSO. La realtà è che i sogni andrebbero studiati, e non è ammissibile che metaforicamente la gente vi dica che 2+2 fa 5, perché è così che vi raccontano dei significati dei sogni. Le cose sono evidenti. E diffidate anche degli scettici e dei disinteressati, perché non hanno capito niente. Non sono in grado di apprezzare il mistero che rappresenta l’ onirica. Non lasciate che vi dicano che le vostre emozioni scaturite dai sogni sono banali e poco interessanti.

 

  





La seconda edizione di ” Poteva accadere ” – nuove “quasi catastrofi”

14 07 2017

 

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Questa seconda edizione di eventi catastrofici che potevano accadere ( vedi prima edizione qui : https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/avvenimenti-che-potevano-succedere-e-non-sono-accaduti/ ) è un elenco di eventi incredibili e catastrofici che solo per pura fortuna non sono accaduti…

  • Mezzanotte esplosiva per l’ aviazione evitata per secondi: il 7 Luglio 2017 quasi a mezzanotte fra il 7 e 8, un aereo canadese stava atterrando nell’ aeroporto di San Francisco quando ad un tratto sbaglia pista e si immette nella pista di decollo dove 4 aerei pieni di carburante e di centinaia di passeggeri stavano attendendo di decollare. Per pochi secondi è stato evitato un 9/11 accidentale che avrebbe causato il peggior disastro della storia dell’ aviazione con quasi 1000 vittime. Uno degli aerei ( uno era diretto a Sydney, uno diretto alle Filippine e uno a Orlando in Florida ) ha riferito che l’ aereo canadese gli è passato sopra. Se la torre di controllo avesse ritardato di 7 secondi l’ ordine di rinunciare all’ atterraggio questo disastro sarebbe successo e i 5 aerei sarebbero esplosi all’ istante causando una mezzanotte di fuoco. L’ accaduto è stato rivelato la settimana successiva.   

1) Il sommergibile radioattivo: il 29 Dicembre 2011 Chernobyl ha rischiato di ripetersi 25 anni dopo ( vedi articoli sul ciclo storico dei 25 anni su questo blog ) quando un sommergibile contenente bombe nucleari si è incendiato in fase di riparazione in zona Russa. Sarebbe stato necessario evacuare migliaia di persone. Il sommergibile aveva 4 armi nucleari a bordo.

2) Il primo ministro Inglese stava per abbattere un aereo passeggeri sopra Londra: l’ 11 Settembre 2001 la catena di eventi stava per coinvolgere Londra quando un aereo non identificato che si stava avvicinando a Londra ha fatto sì che venisse domandato al primo ministro di decidere se abbatterlo o meno. L’ aereo passeggeri in quei minuti aveva un problema tecnico e non poteva essere identificato o contattato. Se il ministro avesse deciso di abbatterlo i suoi resti sarebbero caduti sulla città.

3) Il più grande attacco terroristico della storia sventato a Tokyo: la setta di Aum Shinrikyo il 1 Luglio 1993 aveva pianificato un attacco oltremodo devastante: un congegno posizionato sul tetto di un palazzo aveva spruzzato una nube di antrace sulla città fra le più popolose del mondo. La scoperta sul materiale usato venne fatta solo 2 anni dopo: antrace aerosolizzata. Ma siccome avevano accidentalmente usato uno strain sviluppato per le vaccinazioni invece di eliminarle avevano immunizzato tali persone dalla malattia.

4) 300- 600 persone quasi coinvolte in incidente ferroviario in Inghilterra: il 7 Marzo 2015 si stava per verificare un incredibile incidente ferroviario. Venne evitata una collisione per 60 secondi. Sarebbe stato un errore umano.

5) Il raggio radioattivo che transita inosservato : l’ 11 Marzo 2002 in Inghilterra una compagnia di trasporto di waste disposal medico trasportò un congegno altamente radioattivo per 200 km. Per un errore umano il posizionamento di esso aveva generato un raggio radioattivo invisibile che provocava una altissima dose di radiazioni. Se invece fosse stato posizionato orizzontalmente avrebbe esteso il raggio di azione delle radiazioni a 300 metri dal veicolo. L’ agenzia ricevette una multa di 151.000 sterline.    

6) Un altro grande attacco a Madrid nel 2004 sventato: l’ ETA stava per attaccare Madrid con esplosivi ” giganteschi “. L’ esplosione avrebbe ucciso o ferito gravemente tutti coloro che si sarebbero trovati nel raggio di 1 km dall’ epicentro. Il camion contenente tali esplosivi venne però fermato e identificato in un controllo di routine stradale.

7) Rischiata ecatombe a Ekaterinburg: il 2 Aprile 1979 in Russia poteva essere un giorno apocalittico. Una fuga di un agente batteriologico ( antrace aerosolizzata ) ha quasi causato la morte di centinaia di migliaia di persone! Ma la direzione del vento ha salvato la città.

8) Un terremoto inferiore al 7.0 di magnitudo poteva causare una ecatombe negli Stati Uniti se una diga fosse venuta giù: Nella Valle di San Fernando il 9 Febbraio 1971 all’ alba stava per succedere l’ inimmaginabile. Un terremoto del 6.7 di magnitudo ha rischiato di causare il collasso di una diga ( Van Norman Reservoir ) . Una stima della UCLA ha concluso che lo tsunami di acqua avrebbe causato la morte di almeno 70.000 – 125.000 persone. Ma la diga era piena solo a metà quel giorno.

9) Il 9/11 della Spagna che poteva accadere prima del 9/11 originale: la settimana prima di Natale del 1999 poteva essere tremenda per Madrid. Il 21 e 22 Dicembre due furgoni pieni di esplosivo vennero scoperti abbandonati e pronti all’ uso nell’ immediato. Il piano era di abbattere la Picasso Tower, incredibilmente simile nell’ aspetto alle Torri Gemelle alle 20:00 circa dell’ ultimo giorno lavorativo prima delle vacanze natalizie, un orario di punta del traffico. In quella torre ci lavorano 5.000 persone.

10) La fine di un impero nel 1908: ( anche se pensavo fosse San Pietroburgo che il bolide di Tunguska stava per colpire ) il 30 Giugno 1908 se il meteorite/ gigantesco bolide per motivi a noi sconosciuti avesse ritardato di 6 ore il suo impatto con la Terra l’ impero britannico avrebbe avuto fine: poteva infatti colpire Londra e toglierla dalla faccia della Terra! All’ epoca era la città più popolosa e importante del mondo!

11) Un altro disastro delle Canarie poteva avere luogo a New York: il 20 Giugno 2011 una collisione fra aerei, uno egiziano e uno Lufthansa è stata evitata per pochi secondi, un incidente che avrebbe tolto la vita a circa 600 persone in un aeroporto di New York.     

12) La tempesta solare definitiva: fra il 22 e il 23 Luglio 2012 c’è stata una tempesta solare di enorme intensità. Se avesse colpito la Terra ( per esempio una settimana prima circa ) avrebbe causato danni per diversi miliardi e avrebbe causato un black out generalizzato che avrebbe cambiato la storia del mondo.  

 





Ma insomma cosa diavolo è questa vaporwave?

29 04 2017

Continua da: https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/23/eroi-di-un-sogno-di-sixthclone/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/01/17/la-chiamavano-vaporwave/

La vaporwave è un genere musicale ispirato dalla EDM (Electronic Dance Music),  dal seapunk, dalla dance indipendente chillwave, dalla synthwave, dal glo fi, dalla summermusic, dalla newretrowave (che però è filosoficamente tutta un’altra cosa rispetto al vaporwave); è stato ispirato anche dall’hypnagogic pop e dal cosiddetto futur funk, oltre che dalla muzak o elevator music (la musica degli ascensori, dei supermercati e delle sale di attesa) ed è stato influenzato pure dallo smooth jazz, dal contemporary rythm’blues e dalla lounge music. Il genere vaporwave eredita anche lo spirito della house music – dal momento che si può fare comodamente a casa con applicazioni di manipolazione audio gratuiti e scaricabili – ed è un genere fatto per la Rete. I brani musicali vengono downloadati dalla Rete e, rimasticati, vengono poi uploadati nella stessa Rete, è il genere musicale di internet e dei prosumer, è il genere musicale della Casaleggio Associati.

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I file audio – soprattutto di brani electro synth pop anni ottanta novanta – vengono modificati stiracchiandone il tempo, rallentandoli, rimontandoli in dei modi inediti con gli effetti audio dei software di audio editing. La vaporwave è anche conosciuta per il suo uso di ideogrammi orientali (preferibilmente giapponesi ma non solo, anche coreani) dentro i titoli delle tracce sonore. Gli ideogrammi fanno ricordare il mondo dei romanzi postmoderni di Banana Yoshimoto, e dei cartoni animati giapponesi, gli anime. Non a caso, visto che il postmoderno giapponese è il postmoderno più postmoderno che ci sia.

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Il genere vaporwave è stato spesso descritto come una satira della cultura della globalizzazione neoliberista delle multinazionali e del consumismo e, nello specifico, una critica verso il mondo della musica pop dance elettronica commerciale.

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La sua storia è la seguente: secondo un articolo del Chicago Reader, il genere vaporwave emerge nel luglio 2011 con la comparsa dell’album New Dreams LTD di Laserdisc Visions, il quale fu successivamente definito utilizzando la parola “vaporwave” dal produttore texano Will Burnett.

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Il produttore texano Will Burnett.

Il primo conosciuto uso del termine fu pubblicato in una recensione per l’album Surfs Pure Hearts di Girlhood nel blog musicale Weed Temple il 13 ottobre 2011.

C’è stato un numero di album descritti da molti nella comunità vaporwave per essere stati una sorta di catalizzatori per il genere o “proto-vaporwave.” Questi album includono una pubblicazione di Daniel Lopatin (anche conosciuto come Oneohtrix Point Never) sotto Chuck Person, intitolata Chuck Person’s Eccojams vol. 1 e poi abbiamo l’album di James Ferraro Far Side Virtual. La musica di Eccojams’ consiste in ciò che Lopatin ha definito come “echo jams” (ovvero “inceppamenti di eco”) dove le forme di musica pop, di solito degli anni ottanta, sono rallentate e qualche volta messe a loop oltre che tagliate e avvitate. I temi e lo stile di Far Side Virtual di Ferraro sono simili a quelli del vaporwave: la globalizzazione, la cultura internet e la critica della cultura consumista postmoderna, una critica fatta con campionamenti musicali di sample e loop che ricordano (cioè che vengono proprio fatte con) musiche di ascensore, musichette di windows e altra roba di questo tipo. Fino a qui il testo su http://knowyourmeme.com/memes/cultures/vaporwave

Possiamo aggiungere che il termine sembra derivare dal neologismo informatico vaporware, con cui si indicano, sarcasticamente, i prodotti informatici (hardware e software) di cui viene indicata una data ufficiale di uscita sul mercato ma poi questi prodotti informatici alla fine non escono, si vaporizzano e c’è chi dice che sembra anche derivare da un passo del “Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels in cui si scrive che “Tutti i solidi alla fine si vaporizzeranno nell’aria.”

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Bene, se pensate che quanto scritto sopra vi abbia spaccato la testa (ancor prima di iniziare a sentire un singolo suono di questa musica) ciò è niente in confronto alla pagina wikipedia inglese alla voce vaporwave dove ci si infila dentro anche il surrealismo, il cyberpunk, la glitch music (quella fatta con gli errori delle apparecchiature acustiche), la stock music, il retrofuturismo, l’hardvapour, il seapunk, Friedrich Nietzsche, l’utopismo, l’ipercontestualizzazione, una “distopia dada”, fino a giungere alla simpson wave e alla trump wave! (in Italia sembra sia nato il filone costanzo wave.)

Colpevolmente, a nostro parere, viene dimenticato il possibile apporto della witch house a tutto questo: la musica house fatta rielaborando sonorità estremamente gotic e dark, “de paura.” La quale si diffuse su You Tube qualche anno fa, con immagini e video di tipo creepy che accompagnavano i brani, generando una determinata atmosfera torbida e morbosa.

Ebbene, qui si è iniziato col classico, col modo classico di parlare di musica, anche quella più pop e contemporanea: gli album (magari definiti DISCHI addirittura!), gli artisti, le pubblicazioni, i rilasci, i generi, i sottogeneri, le recensioni, le riviste di musica ecc.

Tuttavia, la vaporwave, a nostro parere, va OLTRE tutto questo. La maggior parte della roba vaporwave (soprattutto quella più memica, il MEME vaporwave, quello dei rallentamenti dei brani del passato, ma non solo) non ha assolutamente nessun artista, nessun album alle spalle, sono tutti anonimi, con nickname. I titoli sul tubo (su You Tube) sono per una buona parte in giapponese e la parte non in giapponese è fatta con i caratteri, con il font vaporwave.

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Una cosa importante dell’attuale vaporwave (da qualcuno definita sorpassata e defunta ma secondo noi non è vero, anzi è appena agli inizi) è che non si limita affatto alla semplice musica, ai semplici suoni manipolati ma è una sinergia tra suoni e immagini e anche titoli. E’ la creazione di un ambiente, di un clima psichico, una specie di realtà virtuale fatta di

  1. Elaborazione audio, più o meno estrema, di brani pop radiofonici del recente passato;
  2. Titoli in ideogrammi, caratteri ASCII, font particolarmente “estetico”;
  3. Immagini di anime giapponesi, grafica windows del passato, statue classiche, ambienti palmizi tipo Florida o California, estetica multinazionale anni ottanta novanta;
  4. A tutto ciò (di base, di default diciamo) si aggiunge qualsiasi altra cosa: per noi in Italia, ad esempio, la cedrata Tassoni o il Cinzano o Jerry Calà e Umberto Smaila di Colpo Grosso e le FIAT Tipo ecc. (vedere per esempio https://www.facebook.com/vaportorino/?fref=ts)

ci vuole tanto vapore

E il tutto può benissimo essere fatto “in diretta”: ho visto in un video dedicato all’iperstizione (hyperstition) e al cosiddetto “accelerazionismo” (spero ne riparleremo sul blog) dove viene mostrata della gente che fa vaporwave in diretta, in un qualche evento in un locale – come fossero dei deejay – utilizzando you tube, you tube converter, ricerca di immagini google, photoshop, effetti sonori mp3, applicazione scaricate di manipolazione audio, e ci dà dentro, smanetta e crea lì sul momento l’aesthetic vaporwave per tutti i presenti.

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Si, perché un concetto centrale di tutto questo è che il risultato di queste manipolazioni audio-video-immagini di questa specie di NET.ART (arte di internet) è creare AESTHETICS. Cioè, quelle manipolazioni non devono portare a qualcosa di gratuito, di brutto e fastidioso anche se strano e originale, ma devono avere come obiettivo l’estetica, il bello, il meraviglioso in una forma di scintillante decadenza postmoderna controllata oltre che allucinata, psichedelica, distaccata e critica.

La vaporwave è un po’ il punto di vaporizzazione dei solidi (come si è detto prima citando Marx ed Engels), quando la complessità tipo matrioska dei sottogeneri musicali pop rock synyh jazz electro funk R&B ecc contemporanei diventa così estrema da andare fuori controllo ed arrivare a essere sostanzialmente irrintracciabile giungendo a qualcosa d’indescrivibile, una specie di caos magico.