2001 prossimamente e i disastri (annunciati) di WOKE, il politicamente corretto cool e autoritario

10 05 2022

Nell’attesa che riescano a vedere la luce prima o poi qui sul blog due impegnativi post lunghissimi per la cui stesura ho preso ispirazione da diversi post del blog di Christopher Knowles, faccio un po’ di riscaldamento presentando in italiano qualche suo ultimo aggiornamento.

Mi scuso per aver di recente latitato con i post, ma sono stato molto impegnato in alcune immersioni profonde a livello di Fossa delle Marianne nei rituali senza fine, così come nella tana del coniglio senza fondo della Sibilla [“https://civiltascomparse.wordpress.com/?s=elisabeth+fraser“]. Stiamo parlando qui di sincromisticismo dei più duri. Faccio questo lavoro da quasi trent’anni e ne rimango ancora sbalordito quasi ogni giorno.

Nel caso in questione, il recente lavoro da me svolto su “2001: Odissea nello spazio”, ha legato tutti i tipi di questioni in sospeso con il mio lavoro sulla magia degli astri e la mia ricerca su tutto il ritualismo di alto livello che sembra essere ovunque in questi giorni. Come probabilmente già sapete, “2001” è zeppo di strati su strati su strati di simbolismo, sebbene mi sembra di star cominciando a capire che la maggior parte di essi sia una deviazione dal suo messaggio principale, il che sarebbe del tutto coerente con tutti quei bizzarri rituali che abbiamo visto di recente.

Credetemi, tutto questo ha a che fare con ciò che sta succedendo in questo momento e tutto ciò che ha a che fare con il futuro pianificato per noi!

• Considerate solo che l’uomo più ricco del mondo – sapete, colui che è stato nelle notizie 24 ore su 24 nell’ultimo mese – non solo possiede la sua “agenzia spaziale”, ma ha anche legami tangibili con l’Oracolo dell’Apocalisse.

• Considerate che il dottor Stranamore sta rapidamente diventando una realtà, con membri di alto rango dello Stato di sicurezza nazionale che esaltano le virtù della guerra nucleare.

• Considerate che il seguito di Kubrick a “2001” è stato un film che mostrava tecniche di lavaggio del cervello che sono ovunque oggi, specialmente nelle nostre scuole.

• Si consideri che un oscuro tizio del Congresso, viene preso in giro su tutti i social media per aver incautamente denunciato la sottocultura sessuale tipo “Eyes Wide Shut” nella capitale della nazione.

https://secretsun.blogspot.com/2022/05/hiding-in-plain-rite-livestream-at-6-pm.html

L’Impero delle bugie – cioè l’asse del male che lega Hollywood, la Silicon Valley e i grandi conglomerati dei mass media – sta collassando più rapidamente di quanto chiunque sognerebbe. 

Le news cercano accuratamente e assiduamente di evitare l’argomento, ma chiunque abbia più di due neuroni in testa, sa esattamente cosa sta bombardando a tappeto l’impero delle bugie: quell’ideologia chiamata “Woke.” https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/woke/

Woke, una pseudo-“estrema sinistra” abbracciata quasi esclusivamente da iper-privilegiati quanto malati mentalmente – è stata foraggiata dai miliardi provenienti dalle agenzie d’intelligenze e dalle élites che tengono le redini dei più grossi conglomerati industriali. 
 
Il piano era quello di avvelenare la politica, influenzando i giovani suscettibili ormai clinicamente malati [a causa dell’iper-onnipervadenza dei media], dividendo la cittadinanza facendole lavaggi del cervello inerenti “[pseudo]giustizia sociale e diritti civili”, volendo dividere la popolazione in schieramenti contrapposti per far sì che non sarebbe stata più unita [come ai tempi di “Occupy Wall Street”, diciamo] per domandare giustizia economica alla rapace congrega global-capitalista [la stessa che s’è inventata l’ideologia “Woke.”]

 

Sfortunatamente, quella psyop chiamata “Woke” ha evocato un’infestazione demonica a livello globale, in modi mai visti a memoria d’uomo. E ora i demoni dell’ideologia “Woke” si stanno rivoltando contro gli stregoni che li hanno evocati.

Vedete, un sacco di persone che si definiscono “cercatori di verità” pensano che le élites siano come Lex Luthors e Braniacs, non rendendosi conto che lo stesso Sistema è una EGGREGORA, e i membri che lo compongono non soltanto sono tutt’altro che arguti e previdenti, ma sono anche rimpiazzabili.

 

NIENTE VA##INI PER IL VIRUS WOKE!

Un sacco di persone hanno descritto Woke come un Virus, così come il sottoscritto Christopher Knowles fece nel 2019:

CONSIDERATE QUESTO …
 
E se “Woke” NON fosse un’eruzione spontanea di fervore rivoluzionario, o persino un piano insidioso da parte di George Soros e i sorosiani, per far scoppiare una “rivoluzione colorata” in America?
 
E se “Woke” fosse un tipo di virus artificiale, scatenato da forze sconosciute che desiderano far crollare tutte le istituzioni che formano l’opinione pubblica in America?
 
Considerate che mentre alcuni americani potrebbero vedere queste istituzioni come bastioni del liberalismo, molte altre persone in tutto il mondo le vedono come nient’altro che armi di propaganda per le brutali macchine statunitensi di guerra e debito.
 
E se “Woke” fosse stato davvero progettato per distruggere Hollywood, i media, le università e la Silicon Valley dall’interno?
 
Suona pazzo, vero?
 
Bene, sembra folle solo finché non vi accorgete del monte Everest di cadaveri che “Woke” ha lasciato sulla sua scia.

“Woke” è una Jonestown al rallentatore

Considerando i giocatori e la sequenza temporale, direi che è più che probabile come in origine Woke fosse nientemeno che certi piani operativi di guerra psicologica descritti esaurientemente dal disertore del KGB Yuri Bezmenov [leggete per esempio qui: “https://appelloalpopolo.it/?p=49858“, “

Perché le lezioni del 1984 di un ex-agente del KGB sono ancora attuali

Il che è ironico, visto quanti dei Woke oggi come oggi siano così genocidiaramente anti-russi e desiderosi di guerra contro di loro in questi giorni: e ognuno di loro, se fossero veri i legami coi piani dell’URSS spifferati all’Occidente nel 1984 da Bezmenov, marcerebbe quindi al ritmo del KGB in un modo o nell’altro, come piccoli marmocchi viziati senza cervello, quali peraltro i “wokers” sono, calzati e vestiti.

Non posso fare a meno di chiedermi se i mistici nella cerchia di Putin abbiano preso il modello della guerra psicologica spifferato da Bezmenov e lo abbiano potenziato con incantesimi satanici e demoniaci, soprattutto considerando quanti tra quei Woke parassiti si stanno inesorabilmente spostando verso la magia nera e l’adorazione del diavolo. 

Curiosamente, leggete cosa venne scritto sul blog a un certo punto qui: “https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/11/28/liper-normalizzazione-e-i-memi-dai-ranocchi-di-estrema-destra-alle-pizze-pedo-sataniste/

Curtis, nel film, evidenzia le inusuali strategie di un personaggio: l’uomo d’affari Vladislav Surkov, vicino all’attuale presidente russo. Surkov, nelle operazioni da lui chiamate di “guerra non lineare”, è capace di finanziare l’appoggio all’attuale politica russa così come la sua opposizione, e questo sia in patria che fuori, per esempio durante la guerra civile in Ucraina. Quanto c’entra tutto ciò con l’immagine controversa che i media danno dell’attuale presidente russo, la quale passa disinvoltamente da quella di “grande statista che vuol mantenere la sovranità del suo paese, sdradicare il terrorismo e rimettere in sesto le cose anche in Occidente” a quella di “autocrate oligarca anti-democratico con manie di grandezza neo-imperialiste e tiranniche”?

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che è sempre andata così da Napoleone in avanti e forse anche prima: le grandi personalità pubbliche – soprattutto se a capo di grandi nazioni – polarizzano le opinioni su di loro. Ma se tutto ciò fosse fatto…APPOSTA, come suggerisce il film di Curtis?

Chiusa parentesi.

Imbecilli strapagati a Tinseltown [“https://spiegato.com/cose-tinseltown“] – tutti sicuramente che si stanno muovendo ai ritmi della plutocrazia – hanno succhiato a lungo e voluttuosamente quell’ “oppio dei popoli” consistente nell’ideologia Woke. E come ogni drogato o aderente a una setta, Hollywood sta ora pagando un prezzo terribile per la sua sottomissione a quel fascismo del politicamente corretto chiamato Woke.

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/laffondo-elon-musk-su-netflix-inguardabile-causa-woke-2027908.html

https://www.hdblog.it/mercato/articoli/n554711/elon-musk-netflix-woke-virus-polemica-calo-twitter/

https://www.smartworld.it/streaming/musk-contro-netflix-ideologia-woke.html

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SEDUTI SUL PETARDO DA LORO STESSI COSTRUITO

L’intero scopo di Woke, come promulgato dalla Plutocrazia, è quello di distruggere il tessuto sociale, ridurre i salari in merda e spezzare la schiena alla classe media operaia e proletaria. Questo è tutto. Chiunque vi dica il contrario è cerebralmente morto.

Quindi diamo ora una breve occhiata a come se la cavano i nostri signori Woke quando si tratta di giustizia economica…

Apprezzate l’ironia: le gerarchie globo-capitaliste hanno visto l’ideologia Woke – ricordiamo, un vecchio programma di guerra psicologica del KGB – come un modo per spianare noi poveracci spingendo salari e redditi il più vicino possibile allo zero. Ma questi sono signori cresciuti dentro tali livelli di benessere economico e comforts da far sembrare dei barboni i principi del Rinascimento però, nello stesso tempo, non li potreste certo inquadrare come persone sveglie e lungimiranti. E quindi, come Wily Coyote, si sono sparati nelle palle usando la stessa pistola che avevano puntato per spararci a noi.
 
Perciò, se avete qualche familiare o amico infettato dal contagio dell’ideologia Woke, dovreste provare a fargli sapere che se le cose stanno in effetti cominciando ad andare in vacca, gli ex burattini faranno letteralmente a pezzi i burattinai lanciandoli ai lupi senza batter ciglio. Alle persone affamate, di solito non piace essere istruite sui loro “privilegi.” 
 
Sarebbe l’ora di svegliarsi rendendosi conto di essere come dentro una specie di gigantesca setta, e fare i conti con la realtà.

Questa è soltanto l’umile opinione del sottoscritto Christopher Knowles.

https://secretsun.blogspot.com/2022/05/rude-awokening-for-empire-of-lies.html





Fino a quando abuserete della nostra pazienza?

13 02 2020

Raddoppiare un errore può essere costoso. Triplicare, quadruplicare e quintuplicare uno schema fallace mascherato da filosofia politica convincente potrebbe portare tutto — e intendo tutto— a crollare.

Il problema è che nessuno sembra proprio sottrarsi a tutta quella dopamina saporita, dolce e deliziosa.

Come qualcuno di voi sa, sto tenendo traccia di tutti i bassi ascolti record che questi show di premiazioni continuano a raggiungere, e l’altra notte gli Oscar hanno flirtato con il fondo. 

Non è un mistero il perché. La gente si sta davvero irritando a morte nel guardare un mucchio di quelli che Ricky Gervais ha spietatamente etichettato come “ricchi parassiti sessuali” che parlano come Robespierre e camminano come Maria Antonietta. A un certo punto le contraddizioni non potranno più essere contenute.

Certo, il potere delle star, tutte le loro stupidaggini, grazie alle fontane di denaro possono funzionare ancora per un po’, specialmente quando la stampa e Silicon Valley fanno da loro portatori d’acqua.

Però segnatevi queste mie parole: le sabbie del tempo si stanno esaurendo molto, molto più velocemente di quanto ognuno di loro possa immaginare. La strega sprofonda sempre nella cacca quando il glamour svanisce e i truffatori colpiscono sempre il marciapiede una volta che la loro presa viene messa a nudo. Non posso nemmeno immaginare come sarà il contraccolpo quando la gente inizierà a risvegliarsi dall’essere ipnotizzata dalle celebrity.

I social media hanno MOLTO a che fare con questo. Le divinità sono discese dall’Olimpo da quando usano i loro smartphone e si sono rivelati essere un gruppo di stupidi, pazzi stronzi matricolati. Non posso nemmeno calcolare quante chiamate al risveglio abbia ricevuto, quante persone che una volta tenevo in qualche forma di stima, abbiano completamente mandato in pezzi la mia illusione a causa dei loro insuccessi comunicativi su Twitter.

Intendiamoci, con alcune ammirevoli eccezioni.

Ma c’è un motivo del perché studios, agenzie e manager lavorassero così duramente nei vecchi tempi per “pettinare” tutto ciò che le celebrità facevano e dicevano. Perché l’alternativa la vediamo oggi con le loro cinguettate sui social network.

Jane Fonda si vanta di aver indossato dei GIOIELLI di Pomellato [chissà il loro prezzo!] perché sono fatti con oro estratto eticamente e i diamanti sono ecologicamente sostenibili. Risposta di The Secret Sun: “Guardate il mio delirante benessere e privilegio ereditario condito da un’infusione di vuoto atteggiamento “Woke”. [Mi piacerebbe che ci facessero ma temo che ci siano!]

E a un certo punto una di quelle persone che sono state spinte a vivere sulle strade o nelle loro auto dalle stesse politiche economiche che gli esperti dentro quelle “istituzioni intelligenti” lassù in alto hanno sfornato una legislatura dopo l’altra — sapete, una di quelle stesse genti impoverite che circondano completamente tutti questi ELOI di Los Angeles in questi giorni — una di loro dirà: “Ehi, la sapete una cosa? Questo mattone sembrerebbe terribilmente bello se passasse attraverso la finestra di quella Tiffany laggiù!”

O “quella tanica di benzina sembrerebbe uno ‘schianto’ in fiamme e gettata attraverso la finestra del passeggero di quella Maserati da $300,000 che esce da lì alle cinque!” 

Ogni atteggiamento “Woke” nel mondo non farà più alcuna differenza. Se le genti saranno abbastanza disperate non si preoccuperanno se l’autista voti o meno per Gavin Newsom, o se quella elegante boutique dà in beneficenza centinaia di migliaia di dollari all’anno ai campi per bambini transgender. 

Certo, potete provare ad arginare l’assalto con la polizia privata e tutto il resto, ma quella roba consuma i margini di profitto più velocemente di quanto immagini la maggioranza delle persone, specialmente durante una crisi seria.  E le guardie del corpo che assediavano gli aristocratici è come hanno iniziato tutti i gangsters dalle ossa spezzate alla fine divenuti le famiglie reali d’Europa.

Non passò molto tempo prima che decisero di essere stufi di tutti questi patrizi profumati e piagnucolosi, così li sollevarono dalle loro fortune. E anche dalle loro vite.

Battersi contro il patriarcato camminando sul
“red carpet” indossando abiti e gioielli firmati i quali costano più del salario della maggior parte degli americani.

E’ una cosa terribile e un’eventualità con cui nessuna persona sana di mente vorrebbe confrontarsi, ma questo è veramente iniziare a vedere come ogni regno sull’orlo del collasso apparisse prima che venisse giù tutto per sempre. E abbiamo un mucchio di regni in questo nostro impero.

Non c’è nulla di speciale a Los Angeles che la metta al riparo dalle stesse spietate forze della Storia le quali hanno in passato cancellato altre città inimmaginabilmente ricche e potenti. Pensate alla “capitale dell’auto” Detroit.

Un milione di spettatori in meno dal primo al settimo episodio.

Per l’amor del cielo, quanti altri miliardi di dollari sono disposti a esser sacrificati sull’altare dell’identità politica? Stanno finendo le oche d’oro da cucinare. E sapete perché? Non ci sono abbastanza uova nelle incubatrici. Inoltre sembra che l’ intersezionalismo abbia legato per sempre le tube delle oche.

Tutto procede sempre alla grande fino a che improvvisamente non procede più. 

SIMBOLICAMENTE PARLANDO

La notte degli Oscar? Niente di entusiasmante. Continuavo a chiedermi perché la scenografia del palcoscenico sembrava una colonscopia del Kraken. Era una fonte di distrazione. Qui e là qualche immagine della “scala di Giacobbe”…

Il Joker, ovviamente.

GARLANDS, le ghirlande….

…e LA Garland.

Sto sentendo un sacco di pareri positivi su Parasite anche da persone che stimo.

Immergiamoci davvero, ma non fermiamoci a lamentarci e discutiamo invece su un mucchio di strategie per far poi riemergere le nostre teste dalle acque.

Versione originale di Christopher Knowles:

https://secretsun.blogspot.com/2020/02/where-will-it-end.html





Il politicamente corretto negli USA forse sta tirando le cuoia

11 02 2020
“Birds of prey” al botteghino peggio di quanto si pensava.

Mi sono a lungo domandato se il movimento chiamato “Woke” — o PC (Politicamente Corretto), o in qualunque modo vogliate chiamarlo — non sia per caso un’operazione di controspionaggio vasta, insidiosa e auto-replicante ingegnosamente progettata non solo per sabotare ma per distruggere e disintegrare le aziende e le istituzioni di quelli che abboccano a questo amo.

Perché, anche se non è così, lo sembra proprio. E ora le fondamenta marce stanno cominciando a sgretolarsi…

Penso che Woke seminerà ancora molta più distruzione ma anche che siamo forse all’inizio della sua fine, quando persino il torrente di innumerevoli miliardi di cui molti di questi Woke sono dotati non riesce più a riciclarsi e rallenta fino a divenire un rigagnolo.

E’ come un applauso dopo un discorso di Stalin: a quei tempi nessuno osava applaudire in ritardo mentre qui nessuno osa correre il rischio di saltare giù per primo dal treno suicida. 

C’è una pressione insopportabile che porta non solo ad aderire a ogni singolo, diktat “Woke” – pena il “ban” da Twitter – ma c’è così impegno a mostrarsi costantemente più “Woke” degli altri tale che nessuno osa sottolineare come quasi l’intera infrastruttura dell’opinione pubblica nel mondo occidentale sta buttando centinaia di milioni– se non miliardi– nel cesso di “Woke”.

E ogniqualvolta a Hollywood gli gira di dar gas al “Woke”, le cose finiscono solitamente in lacrime e rovina.

Così vediamo l’attore Ewan McGregor affermare orgoglioso che il film “Birds of prey” affronta la MISOGINIA di tutti i giorni e queste tematiche sono sempre lì presenti a tal punto nella loro testa che lo stesso McGregor e il suo collega Chris Messina congetturano sui “cattivi” di “Birds of prey”, i quali sono probabilmente GAY. 

Così come abbiamo visto con altre catastrofi a nove cifre, la Warners ha speso un sacco di tempo e denaro nel “Woke-marketing” di Birds of Prey, e come tutte le volte sono finiti a bagno.

“Birds of prey” “crociata femminista contro il patriarcato” delude le aspettative finanziarie.
E’ questo il miglior modo di illustrare quanto sia suicida rischiare centinaia di milioni di dollari a caccia di un pubblico che non risponde all’appello sostenendo i prodotti commercializzati appositamente per loro?
 
Cooptando giornalisti e critici a cui comunque gli lasci visionare gratis i film? Dove sta qui la salute mentale?
 
Naturalmente, uno dei problemi è che molti contratti d’affari per questi film vennero chiusi anni fa e le penalità per averli infranti di solito sono piuttosto rigide, il risultato è che quindi ora sugli schermi scorrono tutti questi film lanciati da infallibili scialacquatori di denari.
 
Scommetto che nello specifico molti di quei contratti furono chiusi nel 2017, quando sembrava che l’America stesse avendo un crollo psicotico tale da poter essere vittima di una “rivoluzione colorata”.
 
Questo potrebbe essere stato il piano, ma sfortunatamente, i piani divengono pii desideri una volta che sono andati a bagno.
Elisabeth Banks, nonostante il crollo al botteghino del suo remake “Woke” di “Charlie’s Angels”, eccola lanciarsi di nuovo in una nuova impresa!

Non so voi, ma io non sono ottimista sul fatto che finirà presto. Hollywood è troppo abituata al denaro facile, ed è una tale serra soffocante, devota ipocritamente a questa ortodossia maoista del “Woke”, che i fallimenti catastrofici meritati vengono ricompensati con altre opportunità per spremere dagli investitori somme ancora più grandi di denaro. 

Lo vediamo con Elizabeth Banks consegnare un nuovo progetto che finirà in bancarotta, poche settimane dopo la bancarotta del suo remake politicamente corretto di Charlie’s Angels.

Allo stesso modo, Hollywood non sembra stancarsi mai di bruciare centinaia di milioni di dollari in olocausto all’altare pagano dell’appello al botteghino immaginario di Kristen Stewart.

Si noti che il risultato mondiale per il suo Alien è arrivato a una piccola frazione di ciò che serviva a raggiungere il pareggio di bilancio. Sono sicuro che ci sono paesi la cui cifra del PIL è più bassa dei soldi che Hollywood ha perduto provando a fare di questa tizia senza fascino una star.

 
Ma come ho detto, è del tutto possibile che i contratti per la sfilata di fallimenti della Stewart vennero chiusi quando le sue interpretazioni nei film di Twilight diedero un’aura scintillante di popolarità milionaria ai suoi sguardi senza carisma.
Il popolare sito d’intrattenimento “CollegeHumour” crolla dopo due decenni di sciocche battute virali.

Più di recente, abbiamo visto il crollo del sito College Humor, un tempo molto popolare, il quale si è suicidato auto-infliggendosi col “Woke”. Forse avrebbero dovuto rimanere fedeli allo spaccio di sciocche battute da far diventare virali e non assecondare il politicamente corretto in modo insincero e ipocrita.

Allo stesso modo, l’un tempo molto popolare cracked.com ha finito per soccombere alle inevitabili conseguenze della “wokeificazione”. 

Nessuno va più in quel sito. Ormai è come visitare una casa di riposo per millennials moribondi. 

Come la chiusura dei college americani sta devastando le famiglie – quando i college chiudono della gente soffre.
Potete visitare QUI una lista di “fabbriche di indottrinamento maoista” (una volta conosciute come “college di arti liberali”) che si sono negli ultimi anni lasciate assoggettare dal “Woke”. 
 
Per non dimenticare mai come le tendenze suicide di coloro che lavorano nel “Woke” hanno un prezzo devastante per delle famiglie innocenti.

I promotori di “Woke” non stanno scherzando con il loro proprio denaro, ma con il benessere e il livello di vita di persone comuni che non c’entrano nulla con quelle scorribande nella follia.

 
Quando arriverà la resa dei conti — perché arriverà, segnate le mie parole — i costi della Woke-mania in sangue e oro dovranno essere messi nel conto.
 
E ora che abbiamo internet, sapremo esattamente dove andare a cercare.

AGGIORNAMENTO: Questo è interessante. Salon, il quale ha permesso di farsi spogliare e ischeletrire dal cancro di “Woke”, sta ora immergendo le dita dei piedi nell’ anti-Woke

 
 
Versione originale di Christopher Knowles:
 




Serie tv in affanno, non solo a causa di “Woke”

19 01 2020
Il “doctor Who” perde milioni di spettatori.
Il culto totalitario-suicida di “Woke” reclama un’altra vittima: il rifacimento del venerabile Doctor Who, il quale fin qui s’era sempre mostrato “devoto ai valori liberali tradizionali”, è l’ultimo sacrificio sull’altare dell’intersezionalità
 
Anche il Doctor Who è stato quindi preso nelle spire della sindrome “Woke”. La sindrome, dei “ricchi di sinistra” posseduti dal demone del politicamente corretto e di quello della difesa dei diritti civili di presunte minoranze perseguitate, ha finito per assorbire film e serie tv.

Probabilmente non si riprenderanno mai anche se la sanità mentale alla fine potrebbe prevalere e il percorso venire corretto. Ma troppi ego che sfoggiano trofei e statuette — e troppi falsi sondaggi dai social media — sono investiti dallo schianto del treno merci della [sotto]cultura pop che adesso colpisce il muro di mattoni della realtà finanziaria.
Mi rendo conto che un mucchio di persone intrattiene fantasie paranoiche sugli angoli degli uffici dell’ “entertainment-industrial-complex” [“complesso industriale d’intrattenimento”, sullo stampo del “military-industrial complex”] pensando sia pieno di grandi capi machiavellici con quozienti intellettivi da super genii, ma il nocciolo della questione è che quegli angoli in realtà sono perlopiù riempiti da banali funzionari, mortalmente terrorizzati di commettere la più debole delle eresie contro l’ortodossia infinitamente arbitraria e quindi cascare giù dall’albero dei loro lauti stipendi.
 
La verità schietta e brutale è che i livelli C di questi conglomerati non hanno una risposta al virus ebola del “Woke”, almeno con le loro solite proposte. Una manciata minuscola di chiusure su Twitter può tenere sotto ricatto anche la più potente multinazionale, e non c’è nulla da fare.
Mettono le mani avanti quelli del Guardian: “Doctor Who troppo ‘woke’? No, al contrario, non è mai stato così offensivo” — Dal momento che è tornato assieme a una dottoressa femmina, ‘doctor Who’ è stato accusato di ‘politicamente corretto’, ma come provano le recenti trame, la verità è ben peggiore.
E il maledetto inferno dovuto a tutto ciò è che non c’è MAI alcun piacere.

 

MAI.

Il “Woke” è come il bicchiere del supplizio di Tantalo su cui posate le labbra e non riuscite mai a bere, ripetutamente all’infinito. Pensando alla metafora del bastone e della carota, la carota non è mai raggiunta e tutto ciò che voi ottenete è solo e sempre il bastone.

Perché niente di ciò ha mai a che fare con la giustizia e tutto ciò ha invece a che fare col narcisismo ferito di mediocrità iper-privilegiate, narcotizzate dal potere effimero.

 
Suppongo che qui ora ci sia in gioco una specie di retribuzione karmica, ma sarà un conforto gelido quando l’intero “eco-sistema” collasserà. Cosa che, col ritmo attuale, avverrà molto prima piuttosto che poi.

Il nocciolo della questione è che la macchina dell’intrattenimento spettacolare, così come esiste oggi,  va avanti per via dell’inerzia e delle eredità del passato, così come va avanti grazie al sudore di migliaia di artigiani sottovalutati i quali fanno prodotti commerciabili che sono spesso una totale e completa mancanza di senso. 

E’ una specie di Idiocracy.

Dal momento che i concetti e le storie su cui si basa l’attuale industria dell’intrattenimento furono creati e perfezionati molto prima di quando la maggior parte della gente in questi film e tv show nemmeno era nata: a continuare a far andare avanti la baracca è quell’impressionante apparato di tecnologie e di saperi, il quale prosegue ormai in modo inerziale.

Per dire, senza gli effetti speciali della computer grafica 3D,  l’intera fantascienza e il genere dei supereroi retrocederebbe nella marginalità, letteralmente dall’oggi al domani. Al ritmo attuale, non so se anche la perenne incombente promessa della realtà virtuale potrà fermare questa emorragia.

Immagino che non dovrebbe sorprendere nessuno che questo Doctor Who abbia avuto origine da un terreno estremamente familiare, almeno per i canoni dei lettori del blog. 

Mi piacerebbe dirvi che tutto quanto è un super-schema di vecchia data, che i semi del collasso imminente vennero piantati sessant’anni fa da una grande congrega invisibile di Blofeld, ma in buona coscienza non posso dirvi una cosa simile. 

Comunque se davvero fosse all’opera una tale congrega, sarebbe composta da gente  magari malvagia, spietata e infinitamente intelligente, ma di fatto stupida. Stupida non nel senso del loro quoziente intellettivo, ma nel fatto che incappano nell’errore di sostituire ai fatti le loro fantasie pre-adolescenziali. Cosa che, tendendo all’apoteosi, li fa allontanare dalle basi stesse del loro potere.

Stiamo vivendo tempi orrendi ma interessanti.

https://secretsun.blogspot.com/2020/01/doctor-who-another-woke-bites-dust.html





The Secret Sun su Ricky Gervais ai Golden Globes

8 01 2020
#RickyGervais dopo aver lasciato i Golden Globes

Se avete vissuto nei boschi — o soltanto saggiamente evitato i “social media” — probabilmente non avete sentito ancora parlare del monologo di Ricky Gervais ai Golden Globes di domenica scorsa. 




Gervais si è del tutto sottratto al fenomeno degli iper-privilegiati milionari di Hollywood– la cui combinazione di ricchezza, lusso e leggerezza combinati insieme non ha precedenti in tutta la storia umana ricordata — i quali tra l’altro si arrogano il diritto di dare un giudizio morale sulle decine di milioni di americani che lottano per tirare a campare.

Inchinati, servo.

La cosa è poi diventata più tardi doppiamente deliziosa quando una tardona sexy degli anni 90, Patricia Arquette, s’è alzata dal suo posto iniziando a far vagare in modo incoerente i suoi matronali golden globes pendenti dal suo abito firmato il quale probabilmente costa più denaro di quello che la maggior parte della popolazione vede in un mese.

La contusione di Joey King dopo essere stata colpita dal Golden Globe di Patricia Arquette

A sua volta la cosa è divenuta triplamente deliziosa quando la Arquette — generalmente non considerata uno degli intelletti guida dello “show system” — ha colpito con il trofeo la sua giovane co-protagonista, lasciandole una specie di  bernoccolo sulla fronte.

I manager di Gervais non avrebbero mai potuto sperare in una pubblicità migliore.

L’unico riferimento in italiano che sono riuscito a trovare sull’accaduto: https://movieplayer.it/news/patricia-arquette-colpito-joey-king-alla-testa-foto_74712/

S’è trattato di una cosa bellissima. Ma con il senno di poi non posso fare a meno di pensare a Gervais semplicemente come a una specie di sicario, il quale ha svolto il suo lavoro seguendo direttive le quali assai probabilmente giungevano da molto più in alto.

In precedenza abbiamo parlato del fenomeno “Woke” cioè la finta sinistra da boutique destinata ai ricchi e ai loro figli, la quale sta velocemente diventando un culto alla “Heaven’s Gate” del XXI secolo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Heaven%27s_Gate_(setta)

“Woke” è un po’ un cancro o virus memetico, o un “re Mida” al contrario, in quanto inevitabilmente porta alla distruzione tutto ciò che gli riesce di catturare. Il problema è che è molto difficile resistergli, ed è quasi impossibile da espellere una volta che s’è metastasizzato. Inoltre inevitabilmente crea tale cattiva volontà e risentimenti da avvelenare le acque da cui beve. 

In questo momento, non posso pensare a nulla che sia sopravvissuto alla infezione di “Woke”, e questa febbre sta ancora imperversando.

Woke ha quasi distrutto i programmi umanistici, ha interamente devastato i “colleges di arti liberali” da cui si è diffusa, sta incenerendo i media mainstream (questa è una buona cosa), e ha persino messo in ginocchio la Gillette, dandole grattacapi poiché a causa di uno spot pubblcitario in stile “Woke” (quindi anti-suprematista bianco/patriarcale) ha buttato nel cesso la cifra di otto miliardi di dollari , essendo poi costretta anche alla vendita della proprietà di lunga data di un suo campus a Boston, punto di riferimento tradizionale per le persone della zona.

Senza falsa modestia, l’allegoria di “Heaven’s gate” per questa roba “Woke” è piuttosto geniale, in quanto era il nome di un culto suicida (un po’ come quello di Jonestown) oltre che uno dei peggiori disastri al botteghino della storia del cinema (in Italia, “I cancelli del cielo” diretto da Michael Cimino) di cui si ha memoria, con una produzione costata 44,5 milioni di dollari e un ricavo di 3,5 milioni.

Cosa che ci riporta a Ricky Gervais.

Al botteghino, “Guerre stellari, l’ascesa di Skywalker” soffre di una massiccia flessione dell’81%.

Per ragioni non interamente chiare a nessuno su questo pianeta, da qualche anno Hollywood ha abbracciato completamente il “woke” e a questa divinità ha deciso di offrire in olocausto tutte le oche d’oro a sua disposizione.

Nel corso di pochi mesi precipita l’interesse verso la serie “Star Trek: Discovery”

Non so bene cosa sia successo per davvero ma la mia ipotesi attuale è che i geni di Tinseltown (il quartiere di Hollywood) non hanno ricevuto ragguagli sul fatto che i sondaggi e gli “indici d’ascolto”, anche quelli su internet, erano in pratica, si può dire, costruiti di sana pianta. 

E così sono stati raggirati da delle specie di truffatori, di conseguenza hanno sovrastimato l’interesse, l’ “audience” del pubblico verso le tematiche “Woke”.

I risultati sono stati uniformemente terribili. Specialmente nel settore del merchandising, da cui Hollywood ha dipeso sempre più nel corso degli ultimi decenni. Basta dare un’occhiata alla multinazionale “Toys ‘R’ Us”.

Che ha cessato l’attività a causa di troppi debiti.

Episodi interrotti.

La stregoneria alchemica della contabilità di Hollywood sta nascondendo il danno — ed enormi sussidi dal MIC aiutano a fermare le emorragie — ma l’ondata “Woke” sta massacrando tutto, franchising dopo franchising: Terminator e Charlie’s Angels le vittime più recenti.

Questo è specialmente folle, dati gli indici di natalità in caduta libera, i quali si traducono in un sempre più ristretto pool di clienti giovani negli anni a venire.

Nemmeno “Star Wars” riesce a salvare il 2019 al botteghino — Nel 2019, Hollywood ha fatto uscire 58 film in franchise incluso “L’ascesa di Skywalker”. La vendita dei biglietti va giù.

Come fermare questo marciume che ha ingannato le industrie dei media facendo sì di radicare il “Woke” più che mai?

Nonostante i “Woke” dei social siano presumibilmente un gruppo non maggioritario, comunque i media affamati di clickbait sono troppo felici d sfruttare le loro crociate “liberal” che influenzano i “normies” distratti, in particolare le madri dell’alta borghesia le quali fanno economia domestica controllando il budget per l’intrattenimento per tutta la famiglia, vivendo nel terrore mortale di violare i sempre mutevoli dettami di “Woke”.

Quindi, se siete il responsabile di uno studio o un gestore di hedge fund che osserva sanguinare i suoi assets migliori, cosa dovete fare?

Facile: dovete mettere su in tutta fretta una campagna “anti-Woke”.

Con dei portavoce dalle credenziali “liberal” generalmente solide. Bill Maher ha iniziato a immergere le dita dei piedi nell’acqua, ma il suo fascino e il suo pubblico sono limitati. JK Rowling, la scrittrice di Harry Potter, ha giocato con l'”anti-Woke”, ma dev’essere stata una sua prerogativa personale, vista anche la situazione del Regno Unito negli ultimi tempi.

Ricky Gervais sembra una buona scelta. È inglese, quindi non verrà tacciato di essere un “trumpista” anche se fosse un “tory” conservatore, cosa che non credo lo sia. È la mente dietro a The Office, una delle cose che ha prodotto più denaro nella storia della tv.

E’ soprattutto un ateo sferzante perciò non verrà manco tacciato di essere la reincarnazione di Fred Phelps.

Ora, non sono affatto scarse le probabilità che Gervais sia riuscito a fare il suo monologo perché protetto da gente molto in alto coinvolta in uno dei più importanti show di premiazione. Esistono tempi tv, illuminazioni, telecamere e coreografie ben precise per monologhi come quello, quindi di sicuro ogni sua battuta è passata preventivamente attraverso un comitato.

Gervais ha anche affrontato coloro che stanno sicuramente rendendo i dirigenti di Hollywood molto nervosi con i loro servizi di streaming, dipingendo una realtà di milionari che vivono fuori dal mondo come quelli della reggia di Versailles prima del 1789.

Sicuramente Gervais non sarà il portabandiera della “contro-insurrezione anti-Woke”, ma è una scelta ragionevolmente buona per dare il via.

Se c’è davvero qualcosa all’opera dietro le quinte potrebbe essere simile a quel  #metoo che ha potato molti “rami secchi” pagati in eccesso.

Le “star del cinema” non significano più nulla. Una “stella” non può più “rendere migliore” un film mediocre, per non dire di merda. Il vostro tabellone è pieno di film di cui non avete mai sentito parlare riempiti di “grandi star” di cui siete stufi da morire.

Gli stipendi gonfiati che i cosiddetti “A-listers” ancora richiedono sono una reliquia, una traccia di una Hollywood morta da tempo.

Avere una “sagoma” molto intelligente come Gervais che fa sembrare stupide tutte queste “celebrities” pagate in eccesso, è un modo eccellente per dare il via ai prossimi tagli di budget. Si è vista su Twitter qualche richiesta di quattrini (del tutto andata a vuoto), ma per quanto ne so sta solo peggiorando le cose per quelli che si occupano dei pagamenti delle “celebrities”.

Hollywood non può più permettersi il pesante prezzo dei “radical chic”. Non so se riuscirà veramente a riprendersi dal coma indotto dai “Woke” e dubito che gli anni post-’77 torneranno mai – ma deve fare qualcosa.

E non posso fare a meno di chiedermi se quel “qualcosa” sia esattamente ciò che abbiamo visto domenica sera.

https://secretsun.blogspot.com/2020/01/the-insanity-assassin.html