TimeWave Zero e…crollo delle borse?

29 04 2012

Solo una coincidenza? Il mercato delle borse e il grafico Timewave Zero condividono un interessante schema tra le date del 3 giugno 2011 e il 30 marzo 2012, il quale indica un possibile futuro crollo monetario e/o corsa agli sportelli.

Questo può essere correlato a ciò di cui vanno dicendo Ben Fulford e l’insider Drake?

L’immagine sotto mostra il grafico del Dow Jones tra il 3 giugno 2011 e il 30 marzo 2012

 

L’immagine sotto mostra il grafico ricavato dal software TimewaveZero nelle identiche date

 

Quando vengono sovrapposte tra loro, il quadro diventa più chiaro

 

Questo è il grafico di TimeWave Zero dal 1°aprile 2012 al 21 dicembre 2012

 

Chissà tutto questo dove ci sta portando. Il tempo ce lo dirà.

da http://in5d.com/timewave-zero-stock-market-crash.html





Ustmamò – Filikudi

28 04 2012

Testo per il gruppo musicale Ustmamò scritto da Giovanni Lindo Ferretti e Stefano Benni intorno al 1990. Le parole in grassetto sembrano suggerire l’idea di una accelerazione temporale. In presenza di eventi che rompono lo status quo precedente, quest’ultimo appare improvvisamente assai lontano nel tempo, anche se magari è passato solo un anno.

Jah… Jah Già?… come già
cos’è l’eternità
che certi pomeriggi
non finiscono mai

Jah… Jah Già?… come già
cos’è l’eternità
se gli anni ‘80
era tanto tempo fa

Padre nostro che sei dei nostri
liberaci dal peccato
pagaci un avvocato

A Filikudi tutti nudi a mangiare i cani crudi
A Filikudi tutti nudi a mangiare i cani crudi

Pakistano maledetto
fammi tornare a casa nel mio letto
Nepalese sii cortese devo andare
non mi suonare, non mi suonare

Jah… Jah cos’è l’eternità
che gli anni ‘80 era tanto tempo fa
che gli anni ’80 era tanto tempo fa
tanto tempo fa





Bonelli editore e Corea del nord

25 04 2012

Premetto subito che non intendo fare una satira di cattivo gusto, o una specie di presa in giro maligna (questo per mettermi al riparo da possibili fraintendimenti), dal momento che sappiamo quale discutibile regime sia la Corea del nord, e non vogliamo certo paragonarla all’innocente Bonelli editore, la quale non ha mai ucciso ne’ segregato nessuno ma, anzi, con le sue pubblicazioni a fumetti ha allietato e divertito generazioni di lettori. Certo però che è un’analogia curiosa il fatto che i capi ereditari di entrambe le “realtà associative”, o “regni” – chiamiamole così per dare loro un minimo comun denominatore – sono finora TRE, e hanno qualcosa che potrei chiamare “parallelismo simbolico”: i leader ETERNI Gianluigi Bonelli e Kim Il Sung (da cui traspare leggendarietà e importanza storica), i capi di mezzo, Sergio Bonelli e Kim Jong Il – esemplari e metodici professionisti, senza “aure” particolari (venuti a mancare entrambi lo scorso anno) – e infine i successivi giovani ereditieri del regno, Davide Bonelli e Kim Jong Un, con alle loro spalle ancora nessuna esperienza di guida, il cui futuro è un punto interrogativo.

Notiamo anche come l’esordio della Bonelli editore si situa negli anni quaranta (quando si chiamava “Audace”), più o meno gli stessi anni in cui ha preso vita il regime stalinista della Corea del nord; il passaggio definitivo alla guida di Tex tra la leggenda Gianlugi Bonelli e il figlio Sergio Bonelli è avvenuto tra gli anni ottanta e i novanta, cioè quando è avvenuto il trasferimento dei poteri tra la leggenda Kim Il Sung e il figlio Kim Jong Il. E infine, come si è detto, i giovani Davide Bonelli e Kim Jong Un hanno iniziato entrambi a portare il fardello di una tradizione ultradecennale propria del XX secolo all’interno di un XXI secolo assai più confuso, meno delineato e stabile del momento storico in cui fecero la propria vita i loro genitori e nonni.





Ritorno al futuro – Analisi del film parte II (Operazione Paperclip ed equilibrio dei principi maschile e femminile)

23 04 2012

Dal momento che sono al 100% d’accordo con la visione d’insieme che è alla base dell’analisi del film Ritorno al futuro da parte di Mediter di Il Mondo Simbolico, la sto riportando interamente su Civiltà Scomparse da un paio di settimane.

Parlando del numero 88 e del forte legame che questo numero ha con i nazisti, vorrei fare un’altra considerazione importante e che come altre cose, spesso la storia ufficiale nasconde: chi naviga in questi lidi probabilmente avrà sentito parlare dell’Operazione Paperclip, un’operazione segreta del’OSS (il servizio segreto che successivamente diventò la CIA), tesa a trasferire gli scienziati nazisti in America dopo la disfatta di Hitler alla fine della seconda guerra mondiale.

E’ un fatto storicamente accertato questo, anche se si tende a dimenticare. La Germania nazista era la nazione più avanzata tecnologicamente in quel periodo, esistono numerose prove di come stessero sperimentando nuovi velivoli (i cosiddetti dischi volanti nazisti) e nuove potenti armi. Furono ben 20mila gli “ex nazisti” trasportati in America, operazione che continuò almeno fino agli anni settanta. Tra questi scienziati profughi nazisti vi è anche il padre della missilistica moderna, Werner Von Braun, che andò a capo del Progetto Paperclip.

Fin qui la storia ufficiale è disposta ad ammettere tutti questi fatti, mentre tace su altri campi che portarono gli USA e l’intero occidente a primeggiare, ovvero la tecnologia per il controllo mentale e tutti gli esperimenti fatti nei campi di concentramento,per non parlare dell’ossessione sulla genetica o meglio sull’eugenetica che è di chiara discendenza nazista, visto che solo i nazisti erano pronti ad ascoltare e a finanziare ricerche di questo tipo, situazione che portò molti personaggi illustri inglesi e americani a simpatizzare con i nazisti.

La nuova scienza uccisa dalla scienza nazista

Insomma la tecnologia che si è sviluppata tutt’oggi è per buona parte di discendenza nazista, l’88 è simbolo non solo del potere, ma anche della scienza nazista e nel film tutto ciò viene anche simboleggiato dai terroristi libici (il potere nascosto, scorpione, plutone), che uccidono la nuova scienza, i nuovi confini, i ricercatori indipendenti, Doc insomma.
Nuova scienza che nel post moderno è ancora legata al potere nazista ed ha bisogno di esso per prosperare. Doc dipende dal plutonio, dalle risorse limitate ed ha bisogno di superare il numero simbolico 88 e quindi la barriera temporale, le risorse limitate che la scienza nazista ci obbliga ad avere. Il potere subdolo, nascosto, il terrorismo lo uccide, ma Doc in realtà grazie al Martin Prometeo non morirà, ma intanto è fatto fuori e il film ce lo mostra come morto, ciò non eviterà a Martin di superare involontariamente la barriera dell’88 in modo incosciente e così cambiare la storia. Martin è quindi rappresentante anche della gente comune che su internet parla di questi argomenti di frontiera in modo incosciente e senza reali basi conoscitive e che indirettamente da fastidio e distrugge la piramide. Siamo noi popolo di internet è la gente comune che lotta contro i mulini a vento, che non conosce cos’è il vero potere, ma la sua umanità e la sua sincerità di azione diventa strumento di cambiamento, siamo noi popolo ignorante, la nostra umanità che si getta in un campo minato, senza sapere dove sono posizionate le mine.
Martin arriva nel 1955 ed è pronto a cambiare la storia.

Il simbolo della Pepsi con i colori tipici delle tre maggiori potenze occidentali (Francia da cui è iniziata la rivoluzione, Gran Bretagna ed Usa), il potere dei marchi, delle multinazionali che domina l'intero mondo

Ricordo che con un amico nel passato feci una battuta su “Ritorno al Futuro” affermando che il film era un lungo ed enorme spot sulla Pepsi. A quei tempi pensavo che ciò era dovuto semplicemente al fatto che la pepsi probabilmente era uno dei maggiori finanziatori del film e che i registi in modo geniale e non fastidioso, erano riusciti a sponsorizzare alla grande i loro finanziatori. In realtà quest’incredibile accennare alle marche (mi viene in mente anche la Nike, che “cane pazzo” Turner dell’ottocento crede essere un nome indiano o le mutande firmate Levis Strauss, che faranno credere alla mamma di Martin del 1955, che suo figlio si chiama Levis Strauss e così il nostro Prometeo sarà costretto a chiamarsi in questo modo nel 1955).
Questo forte bombardamento di spot è anomalo anche per Hollywood che evita di inserire pubblicità, a differenza dei film italiani spesso spudorati almeno fino agli anni ottanta.
Insomma visto che questo bombardamento di grandi marche in un solo film è un qualcosa di più unico che raro nel panorama hollywoodiano, la scelta dei registi non è semplicemente di marketing, ma in realtà è principalmente una scelta di sceneggiatura che rinforza il carattere di film sulla post-modernità che ha “Ritorno al Futuro”.
Appena arrivato nel 1955 Martin chiede da bere prima una “pepsi senza” e poi una “fanta”. Il Barista pensa che Martin si stia prendendo gioco di lui. Quello era per me uno dei momenti più divertenti del film e ora a distanza di tempo lo ritengo uno dei più rivelatori riguardo l’elemento post-modernità, o meglio il paragone che viene fatto tra due periodi temporali diversi: il mondo di Martin chiama una bevanda non per quello che è, ma con la sua marca. I suoi vestiti sono firmati, parla spesso per citazioni: eccovi a voi servito l’uomo creato ad immagine e somiglianza della pop culture, l’uomo la cui sua identità è creata dall’immaginario cinematografico, televisivo e musicale, l’uomo che perde le sue origini, l’uomo post-moderno in cui le marche, i prodotti  non hanno più una funzione utilitaristica, ma sono uno status symbol. Negli anni 50 sicuramente vi era molta più ingenuità ed innocenza, il rock era agli albori e la pop culture stava muovendo i primi passi. Ci troviamo a quella comparazione che è stata fatta spesso anche in alcuni film italiani, mi viene in mente “Il ragazzo di campagna” con Renato Pozzetto, film degli anni 80, dove il ragazzo di campagna è la civiltà contadina italiana storica, mentre Milano, la città, è la metropoli post-moderna. Gli uomini diventano schiavi dei marchi e dell’immaginario, usano essi per costruire la propria identità, ma perdono anche l’innocenza ed escono dallo stato infantile. Il Post-moderno pieno di luci e di bagliori, di una scienza asservita al male che tiene in vita un sistema consumistico, paradossalmente è un mondo che toglie l’umanità dallo stato infantile, quello del relegare a Dio, al Sovrano, allo statista, la propria vita.
L’immaginario post-moderno abbatte tutti i valori, ci fa sentire più tristi, ansiosi, soli, in preda alla confusione, ma ci libera anche dagli dei, dall’intermediazione, un processo duro di cui forze oscure approfittano, ma necessario per far prendere all’umanità le proprie responsabilità e farla uscire dalla fase infantile.
Il post-moderno con il suo consumismo, l’individualismo estremo, la ribellione giovanile, la caduta delle ideologie e di tutte le certezze, rappresenta un enorme stargate che porta l’umanità verso l’adolescenza e si spera, a riconquistare il paradiso perduto.
Martin nel 1955 ovvero nel mondo storicizzato, sacro, senza i lustrini del post-moderno, naturalmente si sente un pesce fuor d’acqua, perché lui è già oltre la storia, oltre le convenzioni sociali, oltre la famiglia patriarcale, oltre il sacro, lui è nel post-moderno, nel caos, lui è Prometeo, colui che fa incazzare gli dei, che toglie sacralità, che distrugge la storia e per questo nel film il suo passaggio provoca sconcerto e rabbia (in Biff naturalmente, la tradizione), ma anche meraviglia (lo skateboard senza la tavola di legno di appoggio per le mani che Martin crea destando scalpore, esempio di tecnica prometeica e post-moderna dove la tecnologia è subordinata al piacere, i consigli che da in tema di corteggiamento al padre) e naturalmente la chitarra elettrica. Martin è il vaso di Pandora del post moderno, lui insieme a Doc suo compare, sono la relatività einsteiniana che si impone nel mondo.
Un altro elemento tra i più simpatici di “Ritorno al futuro” è Biff che ogni volta che incontra Martin, nel futuro come nel passato ed anche nel presente, gli chiede di salutargli la mamma o comunque cerca in genere di importunarla. La mamma di Martin è il femminile ridotto ad oggetto sessuale, l’emisfero destro subordinato al cervello rettiliano e razionale, la parte sensibile ed intuitiva che viene continuamente contrastata e ridicolizzata.
nella nostra civiltà. Il post-moderno cercherà di portare maggior equilibrio tra maschile e femminile, ma questo provocherà spesso guai a non finire ovvero mercificazione del corpo femminile, bombardamento sessuale, crisi del mondo maschile. I principi maschile e femminile nel post-moderno sono in lotta tra di loro in cerca di un equilibrio.
Fin quando nel periodo storico vi era un netto predominio del principio maschile, non vi erano problemi di sorta perchè la donna era subordinata e nessun uomo si sentiva attaccato nella sua “virilità” e nel ruolo di potere che la società gli forniva e quindi non vi era nessuno scontro tra maschio e femmina. Con il post-moderno, la funzione riequilibratrice si riattiva e ciò provoca una reazione negativa del principio maschile  (Biff che impone il suo machismo storico, tentando di violentare la sera del ballo la madre di Martin) o il padre di Martin, codardo e senza spina dorsale; due opposti maschili negativi, Biff il macho e George Mcfly, l’uomo senza palle, due maschi che a modo loro reagiscono ad una donna sempre più libera.
Il primo incontro che Martin avrà con Doc è abbastanza traumatico, perchè il nostro scienziato del 1955 è ancora legato alla scienza galileaiana, copernicana (il nome del cane di Doc è infatti Copernico) che ancora non è imbevuta di relativismo e fisica quantistica. Ha bisogno di prove che Martin gli darà, intanto reputa impossibile che un attore come Ronald Reagan sia diventato presidente, evento tipico post-moderno, spettacolare, lontano dal mondo fatto di categorie lineari come quelle di Doc, dove il politico è tale al 100%, dove Berlusconi, Cicciolina e l’intera spettacolarizzazione e decadenza della politica erano di là da venire. Noi siamo alle fasi finali del post-moderno, siamo anche oltre il tempo di Martin, la politica è morta, alla faccia di chi ancora crede che questa realtà sarà eterna, tutto sta decadendo, in questo Grillo è stato un profeta quando riferendosi ai politici parlava di Zombie che non sanno di essere morti.
Martin insomma convince Doc che lui arriva dal 1955 e parlando di plutonio come carburante della macchina del tempo, in Doc sembra rafforzarsi lo stereotipo, tutto degli anni
’50, di un mondo futuro dove vi è stata la guerra nucleare e si gira con delle tute anti-radiazioni, lo rimarca Doc quando vede il video in cui lui è con una tuta anti-radiazioni pensando che dipenda dagli effetti della guerra atomica e pensa anche che sia facile nel 1985 procurarsi del Plutonio “scommetto che nel 1985 si vende sotto casa” dirà Doc.
Come si sa il futuro non è mai quello creduto o prospettato dalla visione comune e tutto sommato non è mai così nero come viene immaginato, specie dagli autori fantascientifici, basti pensare Blade Runner e seguiti che parlano di dominio delle macchine, città asfissianti sotto cupole o scenari apocalittici post-nucleari.

Il Libro di George McFly, l'unione di maschile e femminile accellerato dalla pop-culture, da una cultura non più planetaria, ma galattica che richiede nuove regole

Quello che deve fare Martin ora è far incontrare sua madre e suo padre, perchè a causa del suo arrivo, ciò non si è verificato e senza questo evento lui non nascerà mai e Biff, il mondo macho e storicizzabile, continueranno ad imperare, infatti mentre Martin sta sparendo quando suona la chitarra, il tipico macho cerca di provarci con sua madre e quindi oltre alla chitarra elettrica, a Martin per innescare il post-moderno serve anche  che sua madre incontri un uomo meno macho, più sensibile, più post-moderno appunto: George McFly che ante-litteram incarna già il tipico nerd della nostra epoca, amante di storie di fantascienza e ossessionato dalla pop-culture (diventerà poi scrittore nel futuro positivo creato da Martin).
La fantascienza è già post-moderno perchè impone all’uomo lo sguardo oltre i propri confini e mette in moto la voglia di futuro tipica dei nostri tempi. Nel post-moderno la fantascienza esce dalla sua fase pionieristica e diventa elemento per interpretare la realtà, con il fenomeno UFO che ci impone ad andare oltre lo sguardo umano-centrico e a porci la domanda “siamo soli nell’universo?”. La fantascienza è uno dei generi letterari che meglio di altri riuscirà a porre riflessioni sulla nostra società (2001 odissea nello spazio, Blade Runner, Matrix ecc.), il genere che più sarà utilizzato come nuova mitologia, come testo sacro del post-moderno, del post-Roswell, ci prepara ai viaggi spaziali, anticipa l’era dei computer, di internet e si spera la fine del lavoro che sarà gettato definitivamente nelle mani delle macchine. La fantascienza è pop-culture e Martin la utilizza per convincere il padre a corteggiare sua madre (l’immaginario, la pop-culture come elemento di identità e di azione nella vita, basti pensare i trekker).
Il Prossimo articolo concluderà l’analisi del primo Ritorno al futuro




Illuminati princess.gif, di ▂▅▇█▓░✌✌✌░▓█▇▅▂

22 04 2012

Witch House

Teehn Bwitches
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http://soundcloud.com/teehnbwitches





Appunti sparsi tratti dal mio quaderno

20 04 2012

Ho deciso di rendere partecipe il pubblico di Civiltà Scomparse di una serie di appunti presi direttamente da uno dei miei quaderni. In un certo senso, tra le righe, avevo già – più o meno consapevolmente – deciso che questa roba scritta a mano sarebbe finita sul blog, basta leggere l’inizio.

Schiavi della tirannia finanziaria

Tutto ciò che sto per scrivere si basa su impressioni non razionali e quindi i cosiddetti esperti possono benissimo passare oltre.

[Iniziamo col dire che] non ce li vedo Gingrich o Romney come “presidenti degli Stati Uniti”. Ciò che mi fa un po’ pensare è che ultimamente ho sognato diverse volte una figura che somigliava, o identificavo, con Gingrich. In un’occasione, invece, devo aver sognato il mio articolo di settembre su “Ron Paul prossimo presidente USA” che perdeva valore perchè Paul non diventava presidente. E poi c’è Obama. Fin dal suo avvento ho percepito come fosse la “reincarnazione” di Gorbaciov. Perciò – a meno che le mie intuizioni irrazionali siano sballate – non so davvero questo anno elettorale come andrà a finire. Potrebbe crearsi anche una situazione somigliante al novembre 2000. Una fine di ciclo che risuona con diversi anni. Gli ultimi sono stati 2000 – 2006 – 2008 [e si potrebbe tornare indietro fino all’antichità, fino all’epoca dell’Impero romano nei primi anni dell’era cristiana]. Avverto come tutto ciò c’entri con la “tirannia finanziaria.”

Sandro Pascucci ha cominciato a parlare di “signoraggio” e “riserva frazionaria” nel 2005, Joseph Ratzinger è salito al più alto scranno del Vaticano, col nome di Benedetto XVI nello stesso anno, Ahmadinejad pure è stato eletto “presidente della repubblica islamica dell’Iran” nello stesso anno.

George W. Bush ha cominciato il suo secondo mandato nello stesso anno.

Il “blog di Beppe Grillo” è iniziato nello stesso anno.

You Tube è stata lanciata nello stesso anno.

E, nello stesso anno, ho cominciato a dare gli esami al “corso universitario delle figurine”, con un “24” firmato da quel tipo giovane dagli occhi ingranditi mostruosamente dalle lenti degli occhiali, come succedeva a Ugo Tognazzi (il “maestro cremonese della besciamella”) in certi film della commedia all’italiana nei sixsties, durante gli anni clamorosi del boom.

All’inizio dello stesso anno – quando nessuno in giro parlava ancora di “crisi economica” e c’erano ancora Ciampi, Chirac, Sharon, Blair, Greenspan…- avevo “divorziato” da Luca e Paolo, dopo aver mangiato troppi salumi la notte di capodanno, e un tramezzino – termine inventato da Gabriel D’Annunzio – la mattina dopo prima di prendere il treno per Genova, da Torino, treno dentro cui è successo il fattaccio. Qualche giorno avanti, il 26 dicembre 2004, c’era stato lo tsunami che aveva colpito una vasta zona del sud-est asiatico, dall’India alle coste orientali dell’Africa. Da tutto ciò ne deriva che, con facilità, quel 2005 posso vederlo come un “anno portale“, secondo la definizione di Mediter. [Inoltre], le lezioni di semiotica tenute da Roberto Pellerey – allievo di Umberto Eco – le avevo concluse prima del 26 dicembre 2004.

Vari avvenimenti che convergono. Ma quando ci potrà di nuovo essere un “avvenimento internazionale”, degno di un'”edizione straordinaria” del Tg1, di quegli avvenimenti [tradizionalmente] riportati da Negue su AltroGiornale?

Da piccolino, non so bene per quale esatta ragione, ero attratto dall’anno 1982. L’anno di John Rambo e di quando avevo iniziato la prima elementare (stavo per scrivere la “prima guerra mondiale.”)

Ciò che avevo letto esattamente dieci anni fa, nel 2002, su quel sito TerraVista, in un italiano direttamente tradotto dal portoghese con strumenti informatici, il quale aveva come titolo, come uno dei titoli delle pagine: “Hanno deciso, la guerra nucleare è l’unica soluzione”, accompagnato da un’immagine .gif in movimento di un fungo atomico che esplodeva. Riguardava la Guerra Del Kosovo, durata da marzo a giugno 1999, una campagna di bombardamenti aerei e navali sulle città della Serbia, compresa la capitale Belgrado. Azioni guidate dal generale [NATO] Wesley Clark, di una violenza bellica terribile, che nella località di Pancevo avevano anche fatto esplodere una fabbrica chimica. La Russia, la Bielorussia e la Cina erano contro tutto questo. Persino il giornalista neocon Christian Rocca, anni dopo, parlando di Massimo D’Alema (implicato in questo crimine), aveva scritto che non si trattò di una “guerra umanitaria” (come i mass media dell’epoca l’avevano spacciata) ma di un conflitto [schiettamente] geopolitico.

[Dunque], su quel sito TerraVista, portoghese, ora scomparso da internet, veniva paventata la decisione – da parte del gruppo delle nazioni più ricche del mondo, quelle dell’80% delle risorse – di scatenare una guerra a colpi di BOMBE H, dentro i missili intercontinentali dentro i silos, contro la Russia del 1999 – la quale avrebbe contrattaccato con i suoi missili ICBM – Russia del 1999 (nella fase in cui Eltsin cambiava i suoi primi ministri come fazzoletti di carta) che certi giornalisti confondevano con l’URSS, e una volta anche mio papà c’era cascato.

[Su quel sito, TerraVista] si parlava anche di come i superstiti di questa guerra mondiale termonucleare, scatenata a partire dalla guerra del Kosovo, sarebbero diventati “schiavi tecnologici alla Terminator” dei Khazari-Sionisti. I Rothschild [col loro braccio armato, la NATO], le nazioni classiche dell’Europa occidentale, il Regno Unito e gli USA, e la loro potenza di fuoco contro la Serbia “comunista” di Milosevic, spalleggiata dalla Russia e dalla Cina. C’era un’aria alla Gog & Magog che gravava sul mondo. Con Israele che, in quell’occasione (poco più di un anno prima della “seconda intifada”) rimaneva defilato.

Quel documento di TerraVista – come ho detto, tradotto dal portoghese all’italiano tramite non so quale programma informatico – conteneva anche riferimenti al “Terzo segreto di Fatima” e al paragone con ciò che era successo decenni prima, ma nello stesso secolo, ovvero nel 1914, quando anche in quel caso tutto era partito dalla Serbia.

Bene. Per ora finisco qui perchè, in seguito, gli appunti si fanno più incomprensibili per voi, dal momento che trattano di cose troppo personali.





Ritorno al futuro – analisi del film

17 04 2012

http://mondo-simbolico.blogspot.it/2012/04/ritorno-al-futuro-analisi-del-film.html

Un film che tratta i viaggi del tempo non poteva che aprirsi in maniera classica, con una miriade di orologi e nello sfondo la normale routine post-moderna ovvero la pubblicità della Toyota (multinazionale giapponese delle automobili) in una radio, a simbolizzare anche in un certo senso il forte potere economico orientale che avrà presa nella seconda fase post-moderna (Giappone, Cina, Corea del Sud) prologo del riequilibrarsi degli emisfero destro e sinistro, maschile e femminile, occidente ed oriente, come già scritto in articoli passati.

Non è un dettaglio forzato questo, perchè quando Martin in “Ritorno al Futuro III” ritornerà di nuovo indietro nel 1955, Doc guardando il malfunzionamento di un microchip dirà: ” Incredibile, un affaretto così piccolo rappresenta un problema così grande. Ecco perché non ha funzionato: c’è scritto MADE in JAPAN”; Marty risponde “E che vuol dire Doc? Tutta la roba migliore è fatta in Giappone”, al che il Doc provenendo da un mondo machista, dominato dall’occidente, non globalizzato e legato fortemente alla sua cultura, appunto moderno e storicizzabile (non ancora post), esclamerà “Incredibile!”.
Si accende anche la tv che naturalmente parla di terroristi libici, nordafricani, possiamo aggiungere mediorientali (tenendo in conto l’immaginario che evoca la figura del terrorista). Questi terroristi hanno rubato del plutonio, materiale importantissimo nel film, tramite il quale la macchina del tempo riesce a spostarsi nel tempo.
Abbiamo quindi una multinazionale straniera e il pericolo terrorismo, tutto in queste prime sequenze del film (insomma tipica routine quotidiana post-moderna ovvero dominio delle multinazionali e il terrorismo come strumento di paura nella popolazione, simbolo di un potere nascosto) e naturalmente il plutonio simbolo dell’energia nucleare post-moderna che si è accoppiata all’energia fossile (moderna) e in alcune parti ne ha a preso il posto. L’energia nucleare è l’energia del post-moderno e suo forte simbolo. E’ l’energia che apre scenari cupi, tiene il mondo nell’equilibrio della guerra fredda, del pericolo nucleare. Un anno dopo “Ritorno
al futuro” vi sarà il disastro di Chernobyl e nessuno può dimenticare il recente disastro di Fukushima e i referendum svolti in Italia, un problema sentito, che paradossalmente ha evitato una nuova guerra mondiale al mondo.
Il Plutonio richiama Plutone dio Dell’Ade e degli inferi che il nucleare può scatenare, divinità delle ombre, di tutto ciò che è oscuro. Il pianeta Plutone è anche l’ultimo ad esser stato scoperto (1930 decennio in cui si è parlato per la prima volta di post-moderno) ed è il pianeta simbolo della trasformazione, della rigenerazione, della rinascita. Plutone poiché ricrea tutto, ama distruggere ed infatti questo pianeta governa anche il crimine e la malavita, il terrorismo e la dittatura. Questo pianeta a cui è associato il segno zodiacale del potere, Scorpione, è associato quindi a tutto ciò che è segreto e nascosto alla vista.
La macchina del tempo rappresenta così Plutone, la forza distruttrice che fa tabula rasa della storia, la stessa storia complottista, il potere che nel post-moderno diviene sempre più segreto e sempre più invasivo, diviene globale e viene conosciuto come nwo e mezzo di distruzione del mondo e di cambiamento e superamento
della realtà, quello che appunto farà la macchina del tempo, simbolo della liquidità che tutto spazza via e prepara ad Aquario.
Dopo questa scena, Martin si rende conto che gli orologi del Doc sono messi intenzionalmente 25 minuti indietro e si preoccupa per aver fatto tardi a scuola:
il post-moderno è post-industriale, frenetico, amante delle metropoli e della multirazzialità, veloce, schiavo del tempo, avevo usato in passato il simbolo del coniglio presente in “Alice nel paese delle meraviglie” come perfetto rappresentante della nostra società inclusa in logiche piramidali e schiava degli orari, del tempo, del lavoro e della routine, perennemente in ritardo.
Dopo questa scena Martin incontra il preside Strickland che lo sgrida per essere giunto tardi a scuola con Jennifer la sua ragazza e gli ricorda l’inutilità sua e della sua famiglia che non ha mai inciso nella storia della cittadina di Hill Valley, al che Martin risponde che la storia cambierà. Martin è infatti Prometeo, ma anche l’uomo medio post-moderno che nella società sovrapopolata ed atomizzata, diviene un numero e non agisce attivamente nelle dinamiche della società.
Strickland è simbolo del potere autoritario che al contrario di Martin guida e cambia la storia, ma come preannunciato da Andy Warhol, ognuno nel futuro avrà i suoi 15 minuti di celebrità, le categorie del potere e la società piramidale collasserà e quindi anche noi con Martin possiamo affermare che la storia cambierà.
Dopo la fallita audizione musicale in cui compare per la prima voltà la chitarra elettrica, ovvero il fuoco che il nostro Prometeo Martin accenderà per dar via al post-moderno, sentiamo parlare per la prima volta (da dei megafoni) di uno dei più simpatici personaggi secondari del primo Ritorno al futuro, ovvero il presidente nero Obama (ehm pardon), volevo dire il sindaco nero Goldie Wilson,che si ricandida alla carica, contrapposto al candidato Thomas degli anni 50. Una scelta particolare quella di scegliere un nero come uomo più potente di Hill Valley e proprio per questo salta subito all’occhio, anche se visto gli eventi del film, la sceneggiatura é brava a rendere la scelta di un sindaco nero come qualcosa di scontato e normale. Certamente una scelta di sceneggiatura simile fatta oggi non avrebbe la stessa incisione che magari poteva avere negli anni 80, dove la scelta risulta almeno più originale.
Goldie Wilson simbolo di multirazzialità, globalizzazione, post-modernità, contrapposto alla linearità del candidato anni ’50 che viene prima dei tumulti razziali  in Usa degli anni 60. Goldie Wilson nel 1955 è un semplice cameriere che grazie all’eroe post-moderno Martin, deciderà di diventare sindaco e parole sue “ripulire una volta per tutte la città di Hill Valley”.
Ritorno al futuro alla fine non descrive altro che la creazione della post-modernità e le sue fasi finali e quindi sincronicamente Wilson potrebbe essere visto come Obama, colui in cui tutto il mondo (e non solo gli americani) hanno riposto e tutt’ora ripongono, grandi speranze, dopo gli anni oscuri dei neo-con, del patrioct act, della libertà messa a rischio, della guerra al terrorismo, di Guantanamo ecc. ecc. Obama viene eletto giusto allo scoppiare della crisi economica e suo compito é ripulire tutto il marciume precedente e ciò
che ha generato. Wilson è sempre un ingranaggio del potere, ma un forte simbolo di sollievo e di speranza che è pronto a chiudere il sipario sul potere piramidale, una volta che anche Martin e la sua famiglia incideranno nella storia.
Dopo questa scena incontriamo uno dei personaggi più importanti della saga, ovvero Biff Tannen:
il nome Biff ha radice da Punch (colpire, dare un pugno) ma anche Hit (stesso significato in diverso contesto, ovvero colpire anche come segno di successo, azzeccare, cogliere). Nel film è sempre la canaglia, la nemesi della famiglia McFly, in realtà non ha un vero potere materiale, lo crea lui stesso con la sua arroganza e presunzione. In ogni epoca, lui o un suo parente è la “testa calda”, l’uomo che crea guai. Biff Tannen è colui che ci colpisce e ci piega: sono i nostri amici che ci accusano di essere tra le nuvole, utopistici, che vedono la nostra bontà come debolezza, approfittandone, ma anche la nostra famiglia che sperava in un futuro diverso per noi e può essere indicato anche come l’uomo medio post-moderno nel senso negativo del termine, colui che cambiare il mondo è una pazzia perchè tanto rimarrà tutto uguale, lo schiavo della routine. Biff Tannen sono anche i sociopatici o i misantropi che prima o poi incontriamo nel nostro cammino e ridono della nostra umanità. Biff insomma è l’ostacolo, il cane rabbioso verso i cambiamenti, altro che nwo, Biff viene visto come teppistello o che vive nell’illegalità nel west, eppure paradossalmente peggiore dell’nwo, perchè è con lui che dobbiamo vivere e confrontarci ogni giorno, indirettamente è il cane da guardia delle elite al potere. Come diceva Morpheus a Neo, una volta che hai conosciuto Matrix, tutti diventano tuoi potenziali nemici perchè loro lotteranno per preservare il sistema. Biff è il cane da guardia che controlla il pollaio stando attendo che nessuno possa volare; in inglese volare é to fly, Mcfly il cognome di Martin, che però è ancora un bruco che non si è trasformato in farfalla e non è pronto a volare.
E’ anche la burocrazia post-moderna, nella prima scena in cui Biff compare infatti tiene sotto ricatto il padre di Martin, George Mcfly, per uno stupido problema di assicurazione, incolpandolo senza ragione come responsabile dell’incidente che invece ha fatto Biff e così facendo non permette a Martin di usare la sua automobile. E’ la tremenda macchina della routine che blocca l’uomo comune, nei piccoli problemi che diventano poi grossi, come tasse, debiti, mancanza di lavoro, tutto ciò che ci allontana dal pensare alle cose veramente importanti della vita ed infatti il quadro che il film ci da della tipica famiglia post-moderna di Martin McFly (simbolo dell’intera famiglia post-moderna) non è lusinghiero:
la madre sguardo spento e alcolizzata, il padre senza spina dorsale, la sorella brutta e senza nessun uomo, il fratello il tipico superficiale tutto tv e lavoro ed anche un pò tamarro, un’umanità chiusa nella routine, senza scintilla, con le ali tarpate, una famiglia a-sacrale.
Il programma che Gerge McFly e suo figlio Dave guardano è importante perchè sarà visto anche dalla famiglia McFly nel 1955, nel loro primo giorno in cui possiedono il nuovo televisore; si tratta di “Honeymooners”, una delle serie americane più influenti mai create e che non a caso tratta di due uomini che cercano di migliorare la loro vita venendo sempre frustrati nel tentativo ed infatti è una sitcom che è in forte contrasto con quelle della sua epoca perchè è ambientata tra le classi basse.
A questo punto Martin non può che accettare l’invito a tarda notte di Doc, il guru, il matto, il caos, quella scintilla che ogni tanto ci da un segnale nella nostra vita, quella forza vitale nascosta dal grigiore quotidiano, le nostre ali tarpate. Doc è la nuova scienza, i nuovi confini (come vedremo a fine film, la macchina del tempo di Doc non userà più energia nucleare), la fisica quantistica, il dopo Einstein, Doc gli assomiglia molto è condivide il concetto di relatività del tempo e quindi il concetto di viaggio del tempo.
L’incontro che cambierà la vita a Martin avviene al “twin pines mall”, un centro commerciale che ha come simbolo due pini gemelli. Qui il sincromisticismo ci mostra la sua magia e l’evidente assonanza con quell’incredibile stargate che è stato l’11 settembre, con la caduta delle twin towers.
Come si vede dall’immagine Martin arriva all’1:16 (o meglio all’1:15 e poi subito scatta l’orario 1:16 e visto al contrario (grazie all’ottimo forum Synchromisticism forum) ho potuto notare che un’immagine speculare gemella ci da 9:11, giorno del crollo delle torri gemelle (o dei pini gemelli che sembrano in fiamme nell’immagine), l’inizio dell’odissea, dello stargate, l’inizio del countdown, del risveglio, come indicato anche dalla carta dei tarocchi in cui la torre che cade e brucia simbolizza il crollo delle certezze e l’avvento del nuovo, ma di questo ho parlato già fino allo sfinimento. Si può solo notare che l’11 settembre ci ha tolto letteralmente la terra sotto i piedi dopo l’ultima certezza rimasta (invincibilità della potenza americana e fiducia nel mercato), l’11 settembre taglia l’ultimo appiglio, l’ultimo elemento storico rimasto e da inizio ufficialmente alla fine della storia.
Il viaggio nel tempo però non avverrà nell’orario simbolico in cui Martin arriva al Twin Pines Mall, lui non ha niente da perdere, la sua vita fa schifo, non ha certezze per il futuro, non decolla infatti la sua carriera musicale, la sua famiglia, con un padre zimbello e uno zio in carcere, non risulta un punto stabile, l’unica nota positiva nella vita di Martin è Jennifer, ovvero come suggeritoci dal film quando Martin la saluta, “the power of love” (la canzone che sta in sottofondo appena i due si baciano e si salutano), ovvero ciò che ci rende umani, l’amore.
Dopodichè c’è un bellissimo gioco metaforico quando il Doc fa il primo esperimento per testare la funzionalità della macchina del tempo, ovvero usa come  passeggero cavia il suo cane Einstein. L’eperimento riesce, la macchina del tempo scompare e Martin dice “hai disintegrato Einstein”, il Doc gli dice che non ha disintegrato un bel niente, perché il viaggiare nel tempo non distrugge la teoria della relatività, semmai la conferma.
L’esperimento di Doc ci rimanda anche al primo lancio di razzo spaziale russo negli anni 50 in cui stesso un cane fu mandato per testare il successo dell’operazione, cane che è simbolo di Sirio, in cui come esposto in modo esauriente nel blog “Secretsun” è uno dei simboli più forti e presenti nel nostro pianeta e per molti rappresenterebbe i nostri visitatori, creatori, extraterrestri, chiamateli come volete.
Doc intanto ricorda l’importanza del 1955 nella storia della scienza, cosa che si può leggere anche come data importante per l’umanità che entra in un ciclo astorico che la prepara alla singolarità, al nuovo mondo. Dopodiché essendo ancora in un mondo dipendente dall’energia fossile, il Doc dichiara che sfortunatamente serve ancora del plutonio; l’umanità non è ancora giunta alla singolarità, non ha sconfitto il tempo ed è ancora legata ad energie di tipo limitato ed esauribili che la tiene letteralmente coi piedi per terra. Importante il fatto che sottolinea che non funziona con la benzina normale.
Nel post-moderno il petrolio è il cuore della nostra economia, ma il nucleare può essere visto come lo spirito, ciò che pompa sangue al cervello.Il Nucleare ha segnato tutta la guerra fredda e più del petrolio ci ha posto il problema di superare lo scoglio di risorse limitate e pericolose.
La parte successiva è una sequenza chiave del film ed anche per questo la parte più difficile da analizzare. Prima di tutto Doc afferma che c’è bisogno di arrivare alla velocità di 88 miglia all’ora per superare la barriera del tempo. 88 è il numero più importante per i nazisti, rappresenta Heil Hitler, H=8, ed era spesso sostituito al saluto heil. Ora chi ha visitato il sito Synchromysticismforum nel 2010, probabilmente si sarà imbattuto in un divertente ed interessante thread chiamato “Due Date”, Data di nascita, in cui veniva richiamata anche la pellicola che sto analizzando. Tutto parte da una miriade di segnali di nascita che il 2010 – anno del contatto, faceva presagire. Nel 2010 vi fu anche un’importante ricorrenza e un grande incontro tra i fan di “Ritorno al futuro”, si festeggiavano infatti i 25 anni (numero importante nel film) della pellicola e si rimarcava come desiderio di Doc prima di morire di andare 20 anni (dal 1985) nel futuro, nel 2010 quindi e non nel 2015. Ritorniamo ora al numero 88: tutto parte dal terremoto di Concepcion in Cile del febbraio 2010, di magnitudo 8.8, per molti quel terremoto visto il nome della città colpita, era un segnale, confermato successivamente da altri vari segnali che indicavano una nascita imminente. Consiglio alcuni miei articoli di quel periodo e di TheSynopticon e il thread “due date” nel forum di synchromysticismforum per capire
di cosa si sta parlando, ma dalle varie perdite delle “acque”, dal golfo del Messico o al disastro ambientale in Ungheria col fiume divenuto rosso, inquinato dalla perdita di sostanze chimiche, nella citta di Ajka che oltretutto ha prefisso 88, al simbolismo dei minatori cileni allo stesso cinema con pellicole quali “Inception”, la “Due Date”, che veniva confermata anche da un film che con questo titolo usciva a novembre del 2010. La data di nascita veniva quindi vista da molti siti americani che si occupano di queste materie, come novembre, tenendo in conto che la gravidanza dura 9 mesi e partendo il tutto da fine febbraio (tempo in cui è avvenuto il terremoto a Concepcion), si arrivava proprio a novembre ed infatti in quei mesi furono in molti ad aspettarsi un grande evento, una nascita importante. In quel periodo usciva anche un cartone in 3d, Megamind che parlava di un tiranno che si affacciava sulla scena mondiale e che parodiava alcuni slogan di Obama.
La ricorrenza dell’88 faceva pensare molti addirittura alla nascita dell’anticristo, di un nuovo Hitler, di un personaggio che nella scena mondiale avrebbe impersonificato l’avatar, la divinità scelta dall’elite per guidare il nostro mondo in una nuova era.
A novembre 2010 non successe nulla di così significativo apparentemente. Il guaio di chi studia le sincronie spesso é di prendere alla lettera il tutto, la nascita era un evento simbolico e la “rottura delle acque” poteva rimandare ad Aquario, ma non per forza bisognava adattare i cicli cosmici temporali a quelli umani. I 9 mesi che si facevano partire dal giorno del terremoto della concezione, erano una intrigante speculazione ma anche forzata.
In “Ritorno al futuro” si può dire che quando Martin supera le 88 miglia all’ora, iniziano gli eventi davvero clou, insomma si parla di un inizio, di un segnale, Martin dopo il superamento del numero 88 può praticamente cambiare la storia e qui tutto coincide con la mia teoria che dal 2010 siamo entrati in una dimensione fuori dal tempo che praticamente ha accellerato eventi nella vita personale di ognuno che nel passato richiedevano anni, ha aumentato le possibilità di riuscita in ogni nostro progetto ad una velocità vertiginosa. Fate un resoconto di fine 2010-2011, paragonateli al passato, probabilmente come me avete avuto anni frenetici dove sono successe cose nella vostra vita che mai avreste immaginato, anni abbastanza caotici e confusionari, ma anche pieni di energia, insomma siamo come Martin entrati nel non tempo con la possibilità di cambiarlo, da qui l’accellerarsi della crisi economica, dei rischi default, della rivoluzione mondiale, di fenomeni come wikileaks, anonymous e nel silenzio dei media, incredibili scoperte scientifiche e la conferma che è possibile energia gratuita.Dalle manifestazioni per ritirare i soldi dalla banca (ricordo il famoso giocatore Cantona che propose a fine 2010 questa  iniziativa), al lancio di uova e verdure contro i reali di Inghilterra e la quasi invasione del parlamento (anche in Italia), per non parlare di regimi decennali fatti fuori in poco tempo in gran parte del Nordafrica e i tumulti nel medioriente ecc.ecc. ecc., insomma una vera anarchia, sembrava di essere giunti al “mondo senza regole” presente nel film “Dark Knight” in cui Batman cercava comunque di tenere tutto sotto controllo, ma la forza del caos prevaleva.
Ed è qui che il numero 88 ci viene in aiuto, perchè se il 2010 siamo entrati in una specie di anomalia temporale come Martin Mcfly, chi vuole conservare questa attuale realtà si è adoperato per forgiare il nuovo mondo e tenere tutto così come è.
L’88 diviene quindi simbolo del potere oppressivo, burocratico, di ciò che rende schiavo l’uomo e solo superando questa barriera si potrà volare ed essere noi ( e non una piccola elite), i protagonisti della vita.
Nel film “Ritorno al futuro” uno dei simboli più importanti è la torre dell’orologio che è guasta e il cui tempo si è fermato ma che il sindaco vuole far ripartire, mentre al contrario ci viene mostrata una cittadina arrabbiata
che raccoglie fondi per far rimanere la torre così come è ora.
Il simbolismo qui è forte. Il potere che vuole far ripartire il tempo e i cittadini che hanno paura del nuovo e rimangono ancorati al passato; in entrambi i casi il tempo diviene schiavo e tutto è iniziato nel 1955, dove il tempo della torre dell’orologio che rimanda specularmente alla torre del big ben di Londra, L’inghilterra, nazione simbolo del tempo e teatro delle olimpiadi del 2012 in cui il simbolismo del tempo è forte, nazione con cui si mettono in regola orologi e fusi orari mondiali, da cui passa il meridiano di Greenwich. Nel 1955 il tempo della torre dell’orologio si ferma, ovvero finisce la storia ed entriamo in una sua parodia, nel tempo-a-storico che i cittadini di Hill Valley vogliono prolungare, mentre il potere, rappresentato da Goldie Wilson, vuole riattivare una nuova realtà schiava del tempo.
A Novembre 2010 fu fatto l’annuncio del fidanzamento ( preludio del matrimonio avvenuto poi nel 2011) tra William e Kate. William come indicato da molti siti che trattano di sincromisticismo è (visto anche la sua carta astrologica di nascita)  è la personificazione della nuova era? L’avatar scelto per traghettare l’umanità verso un nuovo mondo? O forse L’Hitler temuto? Diciamo che la vita di Williams e ciò che lo circonda ha in se simboli forti e potenti, ma in realtà a noi questo interessa poco era giusto una curiosità che molti avevano
tirato fuori. Come in alto così in basso si dice e nella storia dell’umanità molti sono i personaggi che incarnano nel piccolo, nel microcosmo, eventi macrocosmici
Per ora finisce qui questa lunghissima prima parte.

Un Ringraziamento va al sito www.ritornoalfuturo.it che contiene le sceneggiature e i frame del film che sono stati fondamentali 
in questa analisi