Edmund Sixtus Muskie e John Forbes Kerry – Addendum

31 01 2013

Nel giugno 2010, nella sezione del blog chiamata Separati alla nascita – in cui si mostrano le analogie, più che altro fisiche, tra diversi personaggi – avevo inserito il confronto tra le fisionomie di due uomini politici USA: Edmund Muskie, segretario di stato nell’ultima fase della presidenza di Jimmy Carter (1977-1981), e John Kerry, sfidante di George W. Bush alle presidenziali 2004.

Ora, per una di quelle coincidenze che amiamo molto, John Kerry è diventato segretario di stato, esattamente come il suo sosia.

E sotto una presidenza che è stata paragonata a quella di Carter, da certi suoi critici, per mettere in luce gli aspetti negativi comuni alle due presidenze.

Obama another Jimmy Carter

Barack Obama è solo un altro Jimmy Carter?

Particolare degno d’attenzione, coincidenza nella coincidenza: era noto già da tempo che John Kerry sarebbe stato scelto come segretario di stato per il secondo mandato di Obama, ma solo oggi è stato ufficializzato. Già da tempo avevo idea di postare il seguente pezzo, ma ho iniziato decisamente a scriverlo solo oggi, e PRIMA di sapere da internet dell’ufficializzazione, mentre cercavo una pagina web sulla nomina di Kerry, prima che fosse effettivamente ufficializzata, come è accaduto oggi.

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Inquietanti coincidenze con cent’anni fa e previsioni per il futuro

30 01 2013

Hescaton ha trovato diverse coincidenze – già avvenute – tra i primi due decenni del XX e del XXI secolo. Si lancia poi a fare previsioni sui prossimi anni, in linea con ciò che ha già scoperto. Degna di nota, e condivisibile, la sua puntualizzazione alla fine.

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Antro della Sibilla cumana

Alcuni eventi attuali sembrano coincidere singolarmente con fatti simili successi esattamente cent’anni fa. Di seguito elencherò la curiose coincidenze già avvenute e poi farò un sorta di “previsione” di quello che potrà ancora accadere sempre seguendo questo ripetersi della Storia.

COINCIDENZE AVVENUTE:

1) Crisi economica 1907: chiamata “il Panico dei banchieri del 1907″, è una crisi finanziaria che ha portato al crollo del 50% della borsa di New York rispetto ai suoi massimi e ha provocato una corsa agli sportelli e una crisi di liquidità che fece fallire molte banche e aziende.
Crisi economica 2007-2013: l’attuale crisi finanziaria tuttora in corso iniziata nell’estate 2007 con lo scoppio della bolla dei mutui subprime, seguita dal fallimento della grande banca americana Lehman Brothers poi dalla crisi dei debiti sovrani europei e dall’esplosione del debito pubblico degli Stati Uniti.

2)Guerra di Libia 1911: guerra combattuta tra il settembre e ottobre del 1911 tra il Regno d’Italia e l’impero Turco per il controllo dei territori libici.
Guerra civile libica 2011:guerra combattuta tra il regime di Gheddafi contro i ribelli appoggiati dall’intervento aereo della di alcuni paesi della NATO tra cui la Francia e l’Italia.

3)Affondamento Titanic 14 aprile 1912: affonda uno tra i più grandi transatlantici della sua epoca.
Affondamento Concordia 13-14 gennaio 2012: affonda una tra le più grandi navi da crociera del gruppo Costa.

Queste coincidenze, soprattutto il ripetersi dello stesso tipo di crisi economica è abbastanza strano e singolare. Ora elencheremo, seguendo questo procedimento dell’analogia di cent’anni fa, alcuni eventi che potrebbero accadere nei prossimi due anni. Ovviamente questa è solo fantapolitica.

1) Marzo 1913, morte John Pierpont Morgan: il banchiere statunitense fondatore dell’omonima banca muore nel 1913 in un grand hotel di Roma.
2013: la banca JP Morgan fallisce a causa dell’enorme buco causato dai titoli derivati proprio a cent’anni dalla morte del suo fondatore.

2) Settembre 1913: in Italia vengono sciolte le camere e indette nuove elezioni.
2013: in Italia avvengono le elezioni politiche, dovranno essere indette di nuovo a causa dell’impossibilità di formare una maggioranza stabile.

3) 1913: viene ucciso il Re della Grecia.
2013: le tensioni popolari in Grecia, sfociano in attacchi armati.

4) 1913: Tibet si dichiara indipendente dalla Cina e inizia la sua ribellione
2013: le continue proteste e immolazioni dei Tibetani sfociano in una ribellione violentemente repressa.

5) 1914: scoppia la prima guerra mondiale
2014: scoppia la terza guerra mondiale per le cause scritte qui

6) 1915: inizia l’attività del Ku Klux Klan, nota organizzazione razzista.
2015:la povertà diffusa negli Usa, sfocia in scontri etnici.

7) 1915: l’Italia entra in guerra.
2015: l’Unione Europea entra in guerra.

8) 1917: cade l’Impero Russo e la Russia esce dal conflitto.
2017: si spaccano definitivamente gli Stati Uniti e finisce l’impero USA.

Ecco queste sono le coincidenze fantasiose che possiamo immaginare seguendo questa analogia. Ovviamente si parla di avvenimenti simili, non uguali, come sono le prime tre coincidenze descritte.

http://www.hescaton.com/wordpress/inquietanti-coincidenze-di-centanni-fa-o-profezie-per-il-futuro/





Appunti tratti dal mio quaderno – Special

29 01 2013

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Il filmato di Spot80, lo spot del panettone Galup – il panettone piemontese dalla crosta zuccherina di nocciole – quei tipici ambienti torinesi/pinerolesi, dai portici alti, signorili/risorgimentali, vagamente francesi/mitteleuropei, con la macchietta di Macario, dal forte accento piemontese, che però è resa tipo cartone animato (“cartone” deriva da “cartoon”), è seduto al tavolino, imbandito con una tovaglia bianca, fuori da uno di quei caffè della città, dove si serve il bicerin, e il Galüp – Macario calca ulteriormente la pronuncia piemontese del nome, praticamente mettendo una dieresi sopra la u – è sopra a una specie di piedistallo rialzato di metallo, sulla tavola imbandita. Tutto tipo “cartone animato”, anche se esistono in Rete delle immagini di Macario, le quali suggerirebbero abbia interpretato in carne e ossa lo spot.

Trasmissioni Tv degli anni ottanta, trasmesse alla proto-televisione a colori di allora, dai televisori pesantissimi, ingombranti, Blaupunkt o Grundig, dove comparivano ancora “mostri sacri” del vecchio avanspettacolo italiano come Renato Rascel e, appunto, Macario.

Sotto il video, presentato in un canale YT, c’è scritta un’informazione tipo “documentazione storica”, cioè che si poteva trattare di uno di quegli spot cosiddetti “areali”, i quali venivano trasmessi dalle reti Fininvest, esclusivamente in alcune regioni, in questo caso il Piemonte. Eppure io, me lo ricordo, da bambino sono convinto di averlo visto quello spot in Liguria [la quale, però, confina col Piemonte, quindi vicina all’ “area” in questione.]

Quando uno vede uno di quei filmati di Spot80 che non vedeva da una vita, particolari completamente dimenticati, i quali poi risalgono alla mente una volta rivisto di nuovo lo spot dopo tanto tempo; lo spot, oppure la sigla di un programma Tv dimenticato, di tanti anni prima. Che magari non se lo ricorda nessuno tranne te.

La piemontesità di quando quel “Macario cartoon” dice “A l’è propi bun”: già all’epoca ricordi “all’antica”, di quando la vita e la storia avevano un ritmo diverso, meno veloce e meno affollato.

Il Galup è del 1922. lo spot è del 1988, la morte di zio Oreste (la prima morte di un parente che m’ha colpito) è del 1988, mio zio era piemontese, nato nel 1922.





Jimmy Savile, la fine dell’occidente e il presente infinito

18 01 2013

Sono passati sei mesi da quando, suggestionato da un articolo di Marco Garbuglia uscito poco tempo prima, avevo profetizzato – per meglio dire, m’ero divertito a profetizzare – che sarebbe accaduto qualcosa di grosso nel periodo durante le Olimpiadi 2012 le quali si sarebbero tenute a Londra, la cui preparazione è stata avvolta da stranezze, una su tutte la pesante militarizzazione bellica della città, come se si ci dovesse preparare a un attacco di grandi dimensioni.

Avevo pensato a uno di quei grossi avvenimenti internazionali, i quali poi hanno un grosso impatto massmediatico. M’ero immaginato un evento incentrato sulla torre del parlamento di Westminster, di magnitudine altrettanto simbolica, se non di più, del crollo delle Twin Towers a New York esattamente 11 anni prima. E così come, per anni, l’immagine archetipa del collasso delle torri quel giorno, era stata “annunciata” da particolari dentro fumetti, cartoon, telefilm, pubblicità, ecc, così, per anni, era stato annunciato l’Evento incentrato sul Big Ben, la cui figura mi faceva, personalmente, evocare qualcosa di “storico” (che sarebbe successo in futuro?) fin dai tempi della lontana infanzia, come avevo scritto, citando il fatto che, osservando la copertina di un quaderno usato da mia mamma per le ricette, vedevo quell’immagine come qualcosa di perturbante, forse qualcosa che, un giorno del futuro lontano – dal punto di vista di quei lontani anni ottanta in cui vivevo – si sarebbe concretizzato, passando a ripetizione sui telegiornali.

La copertina del quaderno usato come ricettario da mia mamma, che da piccolo attirava stranamente la mia attenzione.

La copertina del quaderno usato come ricettario da mia mamma, che da piccolo attirava stranamente la mia attenzione.

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Tengo a precisare che gli “annunci” sui massmedia degli eventi prima che avvengano (sia quello incentrato sulle torri gemelle sia quello incentrato sul Big Ben) non sono per nulla intenzionali, come amano pensare certi dietrologi che vedono complotti ovunque, ma sono sincronici.

Non c’è nessun essere umano che mette apposta questi messaggi, ma a metterli è un – per adesso ancora misterioso – “campo intelligente”, il quale permea la realtà e forse la genera, legato al fatto che passato, presente e futuro avvengono contemporaneamente, dal punto di vista di una dimensione differente rispetto a quella in cui siamo stati abituati a percepire il mondo.

Ciò si collega anche alla costituzione frattale dell’Universo, dove ogni punto è connesso a ogni altro, senza soluzione di continuità o, per meglio dire, ogni punto è lo stesso punto visto da un’angolazione spaziotemporale differente: l’immagine dell’intero disegno (in questo caso l’intero Universo) è contenuta intera in ogni singolo punto, come nel caso delle immagini olografiche.

Tornando alla profezia di un immaginario “avvenimento d’impatto internazionale” il cui perno sarebbe stato il Big Ben, Londra era il punto centrale della profezia fallita di quest’estate. Ebbene sì, il CROLLO della Torre di Westminster, oltre tutto il polverone e i morti che avrebbe trascinato con sè, avrebbe suscitato l’idea archetipa del Crollo Del Tempo nelle menti di chi vedeva le immagini di distruzione dell’orologio diffuse per ogni dove attraverso i massmedia. A dir la verità, non pensavo proprio a un completo collasso del Big Ben (e magari di parte del Parlamento, culla della democrazia occidentale elettiva moderna), in una specie di attacco isolato, immaginavo una distruzione, anche parziale, della torre, da parte dell’onda d’urto generata dal previsto attentato terroristico nucleare alla chiusura dei giochi olimpici nella zona in cui si svolgevano. L’immagine del Big Bang offeso dall’impatto dell’esplosione, sarebbe stata analoga a quella dello scheletro dell’unico palazzo superstite, quello con la cupola scoperchiata, dopo la distruzione di Hiroshima. Ugualmente simbolica.

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Il Gembaku Dome di Hiroshima

Un avvenimento di questo tipo, di una tale sismicità, avrebbe avuto il potere di “fermare il tempo”, con tutte le conseguenze del caso; il mondo globalizzato si sarebbe spento come si spegne una radio che manda la musica a palla. Quindi il tempo si sarebbe fermato anche concretamente, materialmente, con una torre dell’orologio gravemente ammaccata, inutilizzabile. E questo a pochissima distanza da dove passa il Meridiano O, quello detto di Greenwich, la cosiddetta “ora internazionale”, punto di riferimento dei fusi orari. In effetti, nonostante non sia successo nulla di ciò che avevo immaginato durante il periodo in questione, pochissimo tempo dopo vi era stato un avvenimento di una certa importanza internazionale il quale aveva avuto come perno la città di Londra, ovvero la crisi diplomatica tra il governo britannico e quello dell’Ecuador, riguardante il caso Wikileaks, il cui portavoce Julian Assange, alle prese coi problemi giudiziari riguardanti la sua estradizione, si trovava in pratica assediato dentro l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, perno di questo braccio di ferro internazionale, una crisi avente come pretesto il portare Assange davanti alla giustizia per crimini sessuali, ma che, in realtà, riguarda il tentativo, da parte dei poteri occidentali, di impedire che continuino a essere portati alla luce dei segreti di stato attraverso Wikileaks.

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Julian Assange alla finestra dell’ambasciata ecuadoriana a Londra.

Poi, due mesi dopo, altre novità di rilievo giungevano sempre dalla zona d’origine del Meridiano di Greenwich. I tabloid britannici iniziavano a occuparsi delle testimonianze di molte persone, donne che affermano di essere state “assaltate sessualmente” quando erano ancora bambine, da Jimmy Savile, un volto notissimo della Tv inglese, morto da poco, nell’ottobre 2011, tra i primi deejay, conduttore di trasmissioni come Top of the pops, la superclassifica dei brani più ascoltati, e di un programma in cui esaudiva i sogni dei telespettatori, o qualcosa di simile. Nonostante le voci sul fatto che fosse un pedofilo si rincorressero da anni, Jimmy Savile era comunque sempre stato considerato positivamente, non solo per la sua fama di personaggio televisivo eccentrico e divertente, ma anche perchè investiva parte dei suoi soldi nell’assistenza ai bambini malati, e aveva persino contribuito alla fondazione di un ospedale per l’infanzia. Era solito, però, essere sempre circondato da bambine e ragazzine, e anche nello stesso ospedale, come si è giunto in seguito a sapere, avvenivano fatti torbidi, non solo inerenti la pedofilia ma anche rituali satanici. Ciò non dovrebbe stupire se si pensa che Savile pare avesse anche gusti necrofiliaci. Al momento, secondo le testimonianze raccolte fin d’ora, il numero di bambine e ragazzine che hanno avuto negativamente a che fare col personaggio in questione, va dai duecento ai trecento casi. Le origini della fortuna di questo Jimmy Savile sono oscure, com’è oscuro il fatto che, per anni ed anni, il suo giro di frequenti amicizie è stato, a dir poco, altolocato: oltre che i più alti livelli della BBC, la principale tv inglese di cui Savile è stato per anni tra i personaggi più noti, parliamo di membri dell’aristocrazia reale britannica, deputati del parlamento (proprio quello di Westminster di cui si parlava prima), e anche primi ministri britannici, come Gordon Brown, Tony Blair ed Edward Heath. In un’occasione, o forse più di una, Savile aveva affermato di essere “un’eminenza grigia, una figura d’ombra sullo sfondo.”

Jimmy+Savile

Jimmy Savile

Jimmy+Savile+

Jimmy Savile e il suo enorme sigaro, forse simbolico.

Dove voglio arrivare? Forse qualcuno di voi ricorda il caso di Marc Doutroux, il serial killer pedofilo arrestato nel 1996, il quale sconvolse il Belgio e non solo. Le indagini arrivarono a scoprire che Doutroux, tra le tante sue malefatte (tra cui quella di rapire e rinchiudere bambini per violentarli, torturarli e ucciderli), era implicato in giri pedofili che coinvolgevano anche ambienti politici belgi (da cui sembra avesse ricevuto protezione), insomma, questo Doutroux rapiva bambini per fornirli a una rete internazionale di pedofilia e probabilmente di satanismo. Naturalmente, l’inchiesta, una volta giunta a un certo livello, venne bloccata e insabbiata, andando contro a uno dei più classici “muri di gomma” istituzionali. Ebbene, a un caso come questo può essere paragonato quello di Jimmy Savile, con le dovute differenze (egli era sì pedofilo violentatore e forse necrofilo, ma non un killer di bassa manovalanza come Dutroux), per la possibilità che l’inchiesta questa volta riesca ad allargarsi, cioè che l’azione della polizia internazionale non sia bloccata a lungo da “ordini superiori” – dal momento che il sistema non è più stabile come nel 1996 – e che, quindi, una volta uniti tutti i punti, una visione d’insieme inimmaginabile si spalanchi agli occhi dell’opinione pubblica. I punti da unire sono le migliaia di persone, di bambini, che spariscono nel nulla ogni anno in tutto l’occidente, le protezioni delle “alte sfere” nei confronti dei pedofili e delle loro reti, le cerimonie sataniche, in cui era coinvolto lo stesso Savile assieme ai suoi amici potenti, come Edward Heath, primo ministro UK dal 1970 al 1974 il quale, secondo certe fonti dell’M15, il servizio segreto britannico, era solito “prendere e uccidere i bambini.”

Per adesso siamo ancora nel regno dell’immaginazione, ma la realtà in cui abbiamo creduto di vivere potrebbe celare retroscena sconvolgenti. Gli psicopatici sono (purtroppo) nell’ordine dei milioni, e, dal momento che non provano empatia con il prossimo, non provano emozioni e sentimenti umani, hanno un grande sangue freddo come i rettili, una gran capacità di dissimulazione, una tendenza alla sessualità perversa e promiscua e una propensione alla menzogna e all’arrivismo giungendo ad alte posizioni di potere (oppure essendoci addirittura nati dentro certi ambienti iperaristocratici), è logico pensare a una loro folta presenza tra i ranghi delle élite che hanno DA SEMPRE comandato l’occidente a livello finanziario, militare e, soprattutto, a livello di manipolazione simbolica di massa.

Il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe totalmente. In certi ambienti, nei scintillanti palazzi del potere occidentale lussuosi e cerimoniali, dev’essere una specie di ordinaria amministrazione percepirsi come una specie di “divinità a cui tutto e permesso”, della serie “facciamo un po’ quel che ci pare”, secondo gli insegnamenti del Marchese De Sade e di Aleister Crowley; attività oscene e ripugnanti per noi “comuni mortali”, per noi “uomini della strada”, vengono praticate come fossero delle partite a golf da certi personaggi. Non è (purtroppo) del tutto peregrino il sospetto che questi personaggi (magari non proprio tutti, ma qualcuno di loro) siano degli allucinanti Mister Hyde, ben diversi dai rassicuranti Dottor Jekyll che abbiamo sempre visto scorrere sui giornali e in televisione. Un “dietro le quinte” che, tra l’altro, diversi registi hanno provato a tratteggiare, per esempio Stanley Kubrick con “Eyes Wide Shut”, Brian Yuzna con “Society, the horror”, Roman Polansky con “Rosemary’s baby.”

Con un po’ d’immaginazione, si potrebbe immaginare un “caso Doutroux” moltiplicato esponenzialmente per diecimila, che travolgerà tutto, una volta che vi sarà il disvelamento, l’exposure, di tutto questo marciume inconscio, una volta che l’opinione pubblica, le milioni di persone dell’occidente e non solo, scopriranno di essere state totalmente governate per secoli (se non millenni), da una cricca ereditaria di potere transnazionale, in gran parte dedita a pratiche immorali innominabili, in grado di controllare la finanza mondiale e le armi strategiche termonucleari e che – tra l’altro, come afferma un sacco di documentazione in proposito – progetta(va), in mille modi, lo sterminio del 90% dell’umanità (perchè da tempo “siamo in troppi” per loro), una volta che tutto ciò riuscirà a essere diffuso in maniera mainstream, questa specie di “secondo crollo dell’impero d’occidente” sarà una specie di shock post traumatico per milioni, se non miliardi, di persone, le quali scopriranno di aver vissuto all’interno di un inganno perpetrato per secoli. Vi sarà una visione RETROSPETTIVA allucinante di tutta la storia precedente, tale forse da ANNULLARLA. George Orwell una volta disse: “Chi controlla il passato, controlla il futuro”, e, una volta che il passato sarà collassato (perchè ne saranno collassati i controllori), collasserà anche il futuro. Per la prima volta – dopo presumibilmente migliaia di anni – ci aggireremo, smarriti come profughi tra le macerie della Storia, come alla fine di una Guerra Mondiale invisibile, sarà davvero come se una televisione dal volume a palla si fosse spenta dopo secoli. Una volta che tutto ciò che noi credevamo fosse la “realtà delle cose” si sarà sciolto come neve al sole, una volta che tutto ciò che, soprattutto noi occidentali, pensavamo avesse un valore, non ne avrà più alcuno (come una moneta fuori corso legale), vi sarà una sensazione assurda, mai prima sperimentata, di PRESENTE INFINITO, con gli orologi e i calendari che si sciolgono come in un quadro surrealista. Un possibile assaggio di come potrebbe apparire tutto ciò di cui ho appena favoleggiato, lo potete vedere in un filmato realizzato dall’artista Jervè, risalente all’anno che s’è appena concluso.

Nel caso in questione appena illustrato, la visione confusa del futuro, la “profezia” – percepita malamente la scorsa estate – della caduta della torre dell’orologio del parlamento di Westminster – uno dei simboli dell’impero occidentale – avrebbe più o meno lo stesso significato profetico ma una diversa manifestazione nella realtà, più dunque il risultato di indagini, da cui si è riusciti finalmente a rimuovere gli ostacoli, e alla diffusione di documentazione top secret – modello Wikileaks – che a una caduta contemporaneamente simbolica e fisica (come nell’11/09/2001.)

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Se tutto questo scenario, se mai dovesse prendere davvero corpo e non fossero solo immaginazioni assurdo-fantapolitiche, potrebbe partire da questa inchiesta su un vecchio deejay pedofilo e amico dei potenti chiamato Jimmy Savile, un eccentrico personaggio che sembrava vestito sempre – anche negli ultimi anni prima che morisse – come un dandy, in un trionfo della moda Swinging London anni sessanta/settanta, sarebbe anche qualcosa di incentrato, in un certo senso, sulla musica pop di grande consumo. Anche dal momento che Savile è stato, per anni, il conduttore di una trasmissione radio – e poi Tv – originaria del Regno Unito, la quale poi si sarebbe diffusa, come un format (si sarebbe detto in seguito), in tutto l’occidente e oltre, ovvero Top of the pops: la filosofia spettacolare-musicale che sarebbe stata alla base di Mtv, la classifica degli ascolti e delle vendite della musica pop (in Italia, per esempio, un programma simile fu Superclassifica Show), la musica di grande consumo, la quale (come abbiamo scritto diverse volte su Civiltà Scomparse) ha avuto origine a partire dagli anni cinquanta, in contemporanea con l’epoca della nascita dell’universo televisivo, dell’UFOmania, della NATO, del consumismo, insomma di tutto quell’universo semantico di simboli e di significati in cui viviamo ancora adesso. Tra l’altro, almeno due amiconi potenti di Savile si sono cimentati in gioventù col mondo, allora emergente, della musica pop: il principe di Galles Charles Windsor, che suonava il violoncello in una band e l’ex primo ministro Tony Blair (negli USA abbiamo Bill Clinton a cimentarsi come sassofonista, ma forse non è la stessa cosa.)

Quegli anni cinquanta, i quali hanno dato origine al Big Bang della musica di grande diffusione Rock-Pop proveniente dal mondo anglosassone (UK-USA), la quale – si tende a non rendercesene pienamente conto – ha sagomato il mondo del dopoguerra anglosassone-centrico in cui tuttora viviamo nonostanti siano trascorsi sei decenni, sono stati inaugurati dall’ascesa al trono del Regno Unito – e non solo del Regno Unito – di Elisabeth II della casata Windsor. Ora, io voglio puntualizzare bene che non voglio fare del complottismo da quattro soldi, in questo blog non si vuole dare alcuna “informazione alternativa” in tal senso o, meglio, il materiale preso dall’ “universo cospirazionista” circolante soprattutto su internet, voglio impormi di prenderlo assolutamente con le molle, come ho già detto a più riprese. Ciò non toglie che da questo materiale informativo (in cui realtà e immaginazione sono impastate), posso pigliare ciò che m’è utile per dare un corpo a certe sensazioni, a certe connessioni impalpabili, subliminali, subconsce, che vedo snodarsi nel corso della Storia recente, e non solo.

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Coincidenze, combinazioni, sincronicità, più che altro, più che banali idee di “complotti.” Il regno di Elisabetta II lo vedo come l’EVENTO INAUGURATIVO di come noi occidentali siamo stati abituati a leggere il mondo – filtrato da Tv, giornali, radio e internet – dagli anni cinquanta in avanti, e la musica pop ha avuto un grande ruolo in questo, un ruolo che non ha mai avuto prima del 1952, anno in cui Elisabetta è diventata regina. Col suo viso effigiato sulle monete, le banconote, i pound (da noi detta “sterlina”), esattamente come il “soldo” degli antichi romani su cui era effigiato il volto dell’imperatore, da cui ha origine il termine “soldato”: potere, finanza e guerra da secoli intrinsecamente collegate.

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Esattamente cento anni fa, negli anni 10 del secolo scorso – il Novecento tanto celebrato – crollarono casate reali e imperiali ed europee che duravano da secoli, nasceva la grande finanza internazionale con più centri di potere, nasceva il primo impero socialista-progressista, aveva origine il cinema spettacolare hollywodiano, lo star system, primo germe della cultura pop.

Esattamente cinquant’anni dopo, negli anni sessanta, l’occidente sembrò sul punto di rinnovarsi completamente, perchè tutto ciò che ebbe origine negli anni 10 giunse a maturazione: l’impero finanziario con più centri di potere guidava alla grande un’economia che subiva i benefici influssi keynesiani dell’impero socialista-progressista, lo star system e la pop culture erano al loro apice, tanto che Elisabetta II faceva baronetti i più celebri protagonisti di quella pop culture (i quali subito dopo si misero a cambiare quasi del tutto tipo di musica, ispirandosi anche ad Aleister Crowley, colui che si definiva “la bestia 666”, inventore del motto “Do what you want”, Fa ciò che vuoi), e in quegli anni accadevano anche fatti come l’uccisione di un altro volto fortemente simbolico di quei tempi, ovvero John Fritzgerald Kennedy.

L’estremo di benessere materiale generalizzato in occidente a cui la Storia era giunta, fece sì che la prima generazione a sperimentare quel culmine di benessere materiale e “liberazione sessuale” mai sperimentato dalle generazioni precedenti, si mise in testa di voler “far finire la Storia”, naturalmente essendo inconsapevole di questo suo intento nascosto, ed essendo, inoltre, inconsapevole di essere in anticipo di cinquant’anni sulla tabella di marcia. Guarda caso, dagli anni sessanta, questo strano periodo della storia occidentale, uscì fuori proprio quel Jimmy Savile di cui si parlava – il quale, tra l’altro, fu fatto pari d’Inghilterra da quegli stessi poteri aristocratici di cui era grande amicone – il cui look rimase sempre, fino alla fine, quello di quel periodo. Per lui, la “liberazione sessuale” si spinse eccessivamente in avanti, tanto da fargli scoprire quanto diversi membri di quell’élite che lo stava coccolando fosserò già “liberi sessualmente”, e ben molto più di lui. Ed eccoci ora agli anni 10, non più del Novecento, ma del XXI secolo, dopo il 2000 e il 2012. Era ancora troppo presto per finire la Storia, cinquant’anni fa, anche se, nei fatti, era comunque già finita, anche se nessuno se ne rendeva davvero conto, in nuce (qualcuno direbbe “in astrale”, nei “registri akashici”) era già finita, mancava solo la sua manifestazione nella realtà, nel mondo 3D.

Nei decenni successivi si è voluto intenzionalmente bloccare questa “fine della Storia” – come ha ben descritto Paolo Barnard, un giornalista non certo avvezzo alla narrativa fantastica – anche se già una ventina di anni dopo (periodo 1989-1991) i sintomi stavano nuovamente facendosi avvertire…ma oserei dire che già negli anni 10, cent’anni fa, la Storia era in dirittura d’arrivo, ne fa fede, per esempio, la nascita dei movimenti dadaisti, surrealisti tra le due guerre, movimenti culturali che – già all’epoca – avevano intenzione di minare alla base ciò che l’occidente era stato, era e continua a essere: il Dominio (della percezione), la fabbrica del conscio e la repressione dell’inconscio.

Comunque, entro la fine di questo decennio (ne è d’accordo anche il buon Leo Lyon Zagami, guardate qui) finirà un (sotto)ciclo, la fine del “contenitore mediatico anglosassone” in cui siamo immersi dagli anni cinquanta (fase preparatoria dei sessanta), il quale, nella sua implosione, si trascinerà dietro altri cicli più grandi, non solo quello iniziato negli anni 10, non solo quello iniziato con l’Impero Romano, ma addirittura cicli risalenti a prima dell’origine della cultura greco-romana, alla costituzione della prima civiltà del Dominio, nella “Mezzaluna fertile” di millenni prima di Cristo, l’attuale Medioriente.

Con la fine del regno di Elisabetta II (probabilmente anche di altre casate reali europee, travolte da scandali, e non solo) terminerà “L’era del Pop-Rock” (anche se ora ci sembra impossibile immaginarlo), l’era della società dello spettacolo e dei consumi, della radio e della televisione (tanto per dire, del Top of the pops di Jimmy Savile), probabilmente emergeranno verità inerenti a morti eccellenti come quella della principessa Diana Spencer Mountbatten-Windsor – un personaggio chiave, fondamentale per certi progetti esoterici di dominio, il cui destino può essere forse paragonato a quello del personaggio di Mia Farrow in “Rosemary’s baby.” Ma non solo, potrebbero emergere verità su altre morti, da quella di JFK, a quella di papa Giovanni Paolo I, a quella di John Lennon.

Terminando altri cicli millenari – legati al movimento precessionale degli equinozi della durata di 25.960 anni – potrebbe avere anche fine “l’era del soldo e del soldato”, ma per ora non voglio spingermi troppo oltre con la fantasia.





Umberto II e Giorgio Napolitano

16 01 2013

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Umberto II di Savoia, ultimo re d’Italia, e Giorgio Napolitano, attuale presidente della Repubblica Italiana.

Pochi lo sanno, anzi in Italia sono in molti ma tacciono, ma quando la gente scherzando allude al fatto che il Presidente Napolitano sembra il figlio di Re Umberto II tanto ne è il sosia, sbaglia. Nel senso che Napolitano non sembra, E’ il figlio naturale del nostro ultimo Re. (http://www.radiovostok.com/sito/?p=3871)

 





Status Quo Über Alles

15 01 2013

Il seguente articolo, dedicato al problema euro, di cui la versione originale è a questo indirizzo, ben identifica – soprattutto all’inizio – come gli attuali poteri politici dell’occidente, per far sì che non frani tutto, siano obbligati a non muoversi di un passo, a seguire sempre gli stessi schemi, sempre gli stessi programmi, dentro una specie di regno dell’immobilismo ristagnante. Esattamente come un cliente del supermercato che, per non far rotolare la piramide di scatole per terra, non si azzarda a spostarne nemmeno una. Infatti, da anni e anni, all’interno delle istituzioni europee e americane, all’interno del “regime occidentale”, circolano sempre le stesse facce che fanno sempre le stesse cose.

La quiete, anzi il “quieto vivere”, che precede la tempesta?

La palude dentro cui cade dentro il meteorite?

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 «Governare per non cambiare nulla»: oggi, questa è la cifra di tutti i poteri politici nel mondo, secondo la geniale intuizione di Fedor Lukianov, eccezionale analista della Novosti.
«L’aspirazione al potere per non fare nulla è un fenomeno nuovo della politica internazionale», per giunta in un mondo che invece cambia freneticamente.
Il presidente Obama è un modello addirittura caricaturale di questo immobilismo: ha chiesto per la seconda volta i voti per governare, e dopo non aver fatto nulla la prima, non sta facendo nulla nella seconda.
L’indecisionismo, la timorosa incertezza di Francois Hollande in Francia è diventato oggetto di satire e vignette.
Ma per Lukianov, anche Putin «nelle sue azioni mette l’accento soprattutto sui molteplici rischi da cui occorre proteggersi. I suoi tentativi di assicurare la stabilità interna s’incagliano sull’instabilità estera; ma questa dipende da fattori innumerevoli su cui Mosca non può influire». Per cui il governo «cerca soltanto di minimizzare i rischi». Non è solo un limite di «capacità», ma «di comprensione»: eccesso di complessità globale, ormai indominabile intellettualmente.
E non parliamo delle oligarchie che hanno preso il potere senza voto in Europa. Un’Europa, dice Lukianov: «dove gli uomini politici non osano neppure parlare di cambiamenti strutturali in seno all’Unione Europea, preferendo tappare i buchi indefinitamente. LEuropa ha perduto la sua forza innovatrice e il desiderio di cambiamento» (Gouverner pour ne rien changer).
Ahimè, quanto la politica italiana entra perfettamente in questo modello. Il Paese ha bisogno di una riforma fondamentale dello Stato, della costituzione e dell’amministrazione pubblica, ma non c’è una voce che ne delinei almeno i contorni, e nessun politico che la vuole, né che sia capace intellettualmente di porre il tema. Berlusconi chiede per la sesta volta voti per non far nulla, nemmeno fà finta di avere un programma. Il Pd sta per andare al potere ma tutto quel Bersani sa dire delle sue intenzioni è: «Servono più equità, più lavoro» (d’accordo: ma come? In che modo, nella pratica? Non lo dice), e per il resto gli va bene «l’agenda Monti». Ma anche l’agenda Monti, come Monti stesso (e i suoi reggicoda del «centro») è non far nulla, oltre che il «tappare i buchi – del debito, e delle banche a livello europeo – ordinatoci dall’eurocrazia e da Berlino, cura che tutti sanno peggiorare il male, ma che nessuno fa nulla per cambiare.
Si può dire che la democrazia terminale, la lunga egemonia del «pensiero unico», i disegni sovrannazionali oligarchici tipo UE che hanno avuto l’effetto di de-responsabilizzare il politici nazionali, sia il potere su di essi del turbo-capitalismo letale (che i politici li compra e congiura alla stessa de-responsabilizzazione), hanno ottenuto questo risultato: «politici» che chiedono voti e mancano delle tre qualità elementari necessarie all’uomo di stato: audacia, visione e previsione, e decisione esecutiva. Gli aspiranti a governarci sono invece vigliacchi, e mancano di ogni forza intellettuale per concepire visioni alternative a quelle, rovinose, dello status quo imposto dai profittatori.
Questa deficienza intellettuale vien prima della loro disonestà e corruzione, e ne è la causa: non avendo una visione complessiva da proporre ed attuare, cedono a tutti gli interessi particolari che li premono, a tutte le lobby. Persino risibili, come la lobby dei gestori di spiagge in Italia; figurarsi se possono resistere alla lobby bancaria mondiale e locale e imporre, poniamo, la separazione fra l’attività commerciale e quella speculativa. Mancando di idee alternative, accontentano tutti i gruppi che hanno qualche interesse da difendere, che li pagano o in cui sperano di trovare un elettorato.




Articolo 31 – 2030

8 01 2013

Nel 1996, all’interno dell’album Così com’è, il gruppo rap italiano Articolo 31, fece uscire un brano che, all’epoca mi colpì (come, penso, tanti altri miei coetanei), e aveva come titolo 2030. Il rap mostrava gli aspetti deteriori del presente di allora diventare ancora più intensi ed esacerbati in un futuro che veniva da loro collocato nell’anno 2030, appunto. Stupisce notare come, sotto certi aspetti, J Ax e Dj Jad abbiano profetizzato qualcosa che – dal loro punto di vista (“prima del 2000/tanti anni fa”) – doveva in effetti ancora succedere, ed è successo ben prima di quanto s’aspettassero, ovvero l’inflazionamento totale della musica pop, il suo svilimento, la sua deriva verso la ripetitività e la mancanza perenne di vere novità di rilievo (“c’era la musica/la musica”) fenomeno che, all’epoca, pur essendo già presente, non era certo ancora così marcato come oggi. Interessanti anche i passi “non si sapeva come e dove/ma si sapeva ancora perchè” e “si parla solo tramite internet.”

Tra l’altro, il 2030 è l’anno in cui Richard Duncan (citato da Obama e da Igor Sibaldi), nella sua Teoria di Olduvai ha previsto la fine della civiltà industriale (un altro modo per dire “civiltà occidentale”), cento anni dopo il suo inizio.

Analizzando la serie storica del rapporto tra produzione di energia mondiale e popolazione mondiale, si può notare che questo ha avuto una grossa ascesa tra il 1945 e il 1970, una debole crescita tra il 1970 e il 1979 e infine una fase di stasi tra il 1979 e il 2003, che Duncan chiama “plateau di Olduvai”.

La teoria di Olduvai afferma che tra il 2008 (precedentemente l’inizio del cosiddetto “precipizio di Olduvai” era stimato per il 2012) e il 2030 ci sarà un declino esponenziale dell’energia prodotta pro capite; se questo si avvererà, la popolazione mondiale diminuirà dai 6.6 miliardi di persone del 2008 ai 5 miliardi nel 2030.

Nel 2006 Duncan ha rivisto la sua teoria confermandone le previsioni e anticipando la data del “precipizio di Olduvai” di alcuni anni.

Roma 28 Febbraio 2035 ore 18, archivio Nucleo Operativo Comitato Censura Audio, sequestro n 61440031, brano di contenuto sovversivo n 2354779, provenienza Milano blocco Venier, Baraccopoli smantellati, autori processati e condannati a riprogrammazione neuronica, in data 5 Agosto 2031, mix completo.

Corre l’anno 2030, e mi ritrovo che di anni quasi ne ho 60, il mio pizzetto è grigio, e di capelli sono senza e Ambra è’ il primo presidente donna. Uhuu ! ! Il cielo quasi non si vede più, si esce con la maschera antigas, sull’autobus c’è la business class, e per entrare in chiesa, uhuu, ci vuole il pass. Ormai si parla solo tramite Internet, e il parlamento c’ha la sede ad Hammamet, ci si spara nella metropolitana, fra Nord e Sud c’e’ la dogana, pero’ tutti si veste Dolce & Gabbana. E la mia mente indietro vola, veloce fila a prima del 2000, tanti anni fa, quando si era in tempo, adesso no, e oltre contro c’erano i pro… perciò… ohh…Tanta nostalgia degli anni ’90, quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noè, era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche’. C’era chi aveva voglia, c’era chi stava insieme, c’era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c’era la musica, ricordo, la musica, la musica, c’era la musica, la musica. Siamo nell’anno 2030, loro controllano televisione e radio, c’è un comitato di censura audio, valutano, decidono, quello che si, quello che no, ci danno musica innocua, dopo il collaudo, ci danno San Remo, presenta ancora Baudo, con i fiori e la scenografia spettacolare, quest’anno ha vinto Bossi che e’ tornato a cantare, corre l’anno 2030, l’Italia ha venduto il Colosseo alla Francia, Venezia affonda, 2030 e un giorno si e uno si scoppia una bomba, 2030 e stiamo senza aria, ma odio ce ne abbiamo in abbondanza, prima divisero Nord e Sud, poi città e città, e, pensa, adesso ognuno e’ chiuso nella propria stanza, l’intolleranza danza, non c’e’ speranza, oh…Tanta nostalgia degli anni ’90, quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noe’, era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perchè. C’era chi aveva voglia, c’era chi stava insieme, c’era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c’era la musica, ricordo, la musica, la musica, c’era la musica, la musica. Questo e’ l’anno 2030 qui chi pensa e’ in minoranza, ma non ha importanza non serve piu’, uhuu, 2030 l’indifferenza e’ una virtu’ i cyber-nazi fanno uno show in TV, i liberatori picchiano barboni in nome di Gesu’, uhuu, l’inno nazionale suona tipo marcia funebre, il sesso virtuale e’ piu’ salubre in quanto che c’è un virus che si prende tramite il sudore, e in 90 ore si muore, l’HIV in confronto sembra un raffreddore, é un esperimento bellico sfuggito e il risultato e’ che nessuno fa l’amore. E io sono fuorilegge in quanto di questo parlo, in quanto penso a quando questo potevamo anche fermarlo adesso è tardi, per un poeta pirata che spera i bei ricordi e ha…Tanta nostalgia degli anni ’90, quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noe’, era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche’. C’era chi aveva voglia, c’era chi stava insieme, c’era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c’era la musica, ricordo, la musica, la musica, c’era la musica, la musica. Tanta nostalgia degli anni ’90, quando il mondo era l’arca e noi eravamo Noe’, era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche’. C’era chi aveva voglia, c’era chi stava insieme, c’era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c’era la musica, ricordo, la musica, la musica, c’era la musica, la musica…

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