A proposito dell’ “accelerazione dei tempi”

5 01 2021

Salve a tutti,

qualche tempo fa, una serie di articoli messi su questo blog e tratti dal blog di Christopher Knowles (ora criptati con password) avevano portato il nostro fedele amico Kxp – il quale di recente ha anche pubblicato un suo articolo qui – a riflettere sul sincromisticismo americano, considerandolo come appesantito dall’obesità della pop culture angolofona ( quella che si è espansa globalmente), la quale zavorra a tal punto il sincromisticismo da fargli spesso perdere il filo, mostrando così tante coincidenze simboliche-mitologiche-astrologiche nei film, nei videoclip, nella musica rock-pop, nelle notizie dei mass media, da portare il sincromisticismo dentro dei vicoli ciechi da cui non si esce, in cui si ci perde e si fatica a sintetizzare e giungere al dunque.

Quegli articoli di Knowles di cui dicevo poco fa, per esempio, erano così pieni zeppi di materiale video da rendere difficoltoso lo scorrimento della pagina web: questa era stata l’unica ragione del mio essere costretto a renderli criptati con password.

Tornando al nostro amico Kxp, gli avevo proposto di scrivere qualcosa al riguardo precisando più dettagliatamente la sua critica al sincromisticismo però, come negli ultimi tempi succede a diversi di quelli che si occupano un po’ di questi argomenti (compreso chi scrive) l’ispirazione latita e il blocco dello scrivere sopraggiunge.

Nonostante tutto, in un recente scambio di messaggi con Kxp, mi ha allegato un testo che ora vi presento, in cui svolge un breve esame critico dell’argomento inerente l’accelerazione dei tempi.

 

 

Terence McKenna (1946-2000)

# Accelerazione

Sono ormai vari anni che cerco di venire a patti una sensazione comune a molti: quella che il tempo stia subendo un’accelerazione e che gli eventi si susseguano  ad un ritmo ormai forsennato, di cui si stenta a tenere il passo.

Chi segue questo blog conosce quasi sicuramente le idee di Terence McKenna che ha realizzato una teoria su basi matematiche nota come «Novelty teory» o teoria delle novità. In essa gli eventi della nostra storia (ciclica e non lineare) si dipanano attraverso una sorta di onda temporale o Timewave soggetta ad un processo di progressiva accelerazione verso l’Eschaton finale.

E’ questa accelerazione percepita il motivo per il quale mi sono accostato la prima volta a questo blog ed è questo argomento che, di tanto in tanto, mi spinge a fare ricerche sul web relative alle  più significative teorie in grado di spiegare l’accelerazione del tempo.

Il fatto che Terence McKenna abbia elaborato una complesso teorico così preciso e verificabile, oltre all’intuizione così cara (e talora così nociva) a tanta controcultura americana degli anni 60 circa la necessità di indagare proprio il fenomeno della percezione, anche attraverso l’uso delle sostanze psicotrope, non preclude comunque il dar credito ad altre ipotesi ed elaborazioni di natura logica, magari più terra terra, ma in grado di interpretare con efficacia, sia utilizzando gli elementi del pensiero analitico, sia quelli della folgorazione intuitiva.

Ad esempio, una lettura nota e comune su base scientifica (o pseudo tale) della sensazione di percepire un tempo accelerato vuole che si tratti di un fenomeno collegato all’età. Poiché quando siamo più vecchi abbiamo già vissuto molto tempo nel passato, il tempo attuale ci sembra molto più breve confrontato con la massa del tempo trascorso la quale, oltretutto, aumenta di anno in anno. Questa idea sembra intuitiva ma mi ha sempre lasciato un po’ perplesso, essendo vagamente tautologica. In altre parole spiega che è così ma non spiega perché è così. Cosa ci impedisce di percepire il tempo semplicemente per quel che è?

Ho trovato invece molto interessante, pur se soggetta teoricamente alla stessa fallacia di fondo, la teoria descritta nel libro, capitatomi casualmente tra le mani, intitolato “Accelerazione e alienazione – Per una teoria critica del tempo nella tarda modernità” di Hartmut Rosa.

Qui la spiegazione del processo di accelerazione non ha la volontà di indagare temi mistico-esoterici o scientifico-fisiologici poiché siamo dalle parti della sociologia ma l’intuizione interessante coinvolge varie riflessioni collegate a questo blog.

L’assunto di fondo è che l’uomo tende a crearsi un prima e un dopo, una storia, un percorso. In pratica ha necessità di passare, mentalmente da un punto A ad un punto B, creando una narrazione coerente.

La percezione di accelerazione dei nostri tempi viene data allora da un semplice fatto: il ritmo del moderno sistema economico, anche a causa di una sorta di dittatura della tecnica (vedi autori quali Jacques Ellui) produce una serie di eventi e doveri slegati dalla nostra volontà e dalla nostra autodeterminazione. Questo susseguirsi frenetico di novità incontrollabili, a cui possiamo semplicemente dare il nome di precarietà (o se volete, come Zigmunt Bauman, «società liquida») mette in crisi la nostra percezione di  camminare lungo un percorso ben definito. La nostra intima narrazione fatica perciò a tenere il passo.

Il risultato è allora un eterno presente insensato, che si è espanso in modo incontrollato, eliminando passato e futuro.

E allora potremmo definire tutte le nostre ansie di catturare il tempo, di interpretarlo attraverso il fenomeno sincromistico, come la volontà di riappropriarcene, di imporre un ritmo più coerente con la nostra necessità di crearne una nostra narrazione (lineare).

Certo, è un’interpretazione possibile.

Personalmente però non credo che spieghi tutto.

La domanda di fondo, come in molte questioni scientifiche della post-modernità, è: dobbiamo fidarci della nostra percezione?





La profezia dell’LSD-25

29 11 2019
 
Nel mio primo libro: The Tek-Gnostics Heresies , ho toccato le misteriose origini del composto psichedelico, LSD-25. Oltre alla narrativa scientifica comunemente accettata inerente le sperimentazioni negli anni 30 e 40 del XX secolo alla Sandoz Pharmaceuticals, sperimentazioni di vari composti derivati ​​dall’ergot … Oltre a raccontare le disavventure di Albert Hoffman, il famoso creatore dell’LSD-25 [morto ultracentenario nel 2006] ho anche considerato le sue ramificazioni sincroniche ed esoteriche.
 
“Come vedremo, il parallelo riemergere della cultura psichedelica durante questo periodo, insieme al rinnovato interesse per il paranormale, suggeriscono che questi eventi sincronistici sono nati organicamente, in tandem o” come in risposta “al crescente potere della tecnologia. Il regno della psichedelia sarebbe riemerso nel mondo moderno attraverso la scoperta scientifica del composto chimico, l’LSD-25, rafforza il mito della psichedelia come un contrappeso alla tecnologia. Come se l’esperienza psichedelica fosse nata come una cura alla crescita virale della tecnologia. “
 
Ho anche toccato le ramificazioni e l’interesse che aveva nell’LSD-25 l’intelligence militare ai tempi della Seconda Guerra Mondiale (l’ufficio dei servizi strategici, o OSS, in seguito CIA). Ancora una volta la narrativa comune sosteneva che l’MI era interessato a utilizzare le sostanze psichedeliche appena sintetizzate come siero della verità o, in modo più nefasto, come sostanza chimica per il lavaggio del cervello in stile Candidato manciuriano
 
“La grande ironia è che MK-ULTRA e CIA, nella loro ricerca sinistra per sviluppare e sfruttare il siero della verità supremo, (per usarlo contro agenti stranieri, reali e immaginari, o contro minacce interne indotte dalla paranoia) sono stati fondamentali diffondere queste sostanze in America. Sembra infatti più di una coincidenza che questi psichedelici incredibilmente potenti, sia sintetizzati che naturali, siano improvvisamente resi disponibili alle masse, in un momento così cruciale nella storia americana.
 
Viene detto che l’essere umano è stato inventato dall’acqua, come mezzo per poi uscirne fuori. Allo stesso modo, è come se queste sostanze psichedeliche “avessero una loro agenda”. Le vie dell’universo sono davvero misteriose. In effetti, questi composti psichedelici, visti come “agenti d’intelligence” del nostro misterioso universo, sembravano aver trovato la loro strada, come “di loro spontanea volontà” … per le stesse persone che erano pronte a riceverli. Magic Mushrooms”, “Peyote” e “LSD-25” sono diventati l’eucaristia della controcultura che prese fuoco simultaneamente sulla “west e sulla east coast”, alla fine degli anni ’60 del XX secolo.
 
Con le loro stesse mani, gli spettrali tiranni del complesso militare-industriale USA hanno innescato, senza ovviamente volerlo, una tempesta di resistenza psichedelica alle loro manipolazioni e al loro controllo. Accecati dalla paura, credendo alla propria propaganda, inavvertitamente hanno fatto luce sulle loro attività nefaste. La controcultura degli anni ’60, “attivata” dagli psichedelici, lanciò il primo contrattacco contro l’IMPERO. I “capi” della controcultura trovarono forti alleati nel movimento per i diritti civili e in larga misura diedero origine ai movimenti ambientalisti.”
La settimana passata ho letto un articolo di Xavier Francuski su Psychedelic Times… che esplora la profezia – in senso letterale – della creazione dell’LSD-25… un decennio prima del famoso giro in bicicletta di Hoffmann nel 1933: infatti Leo Perutz pubblicò un racconto intitolato “St Petri-Schnee” (English version – Saint Peter’s Snow [“la neve di San Pietro”]). Dall’articolo in questione:
 
“In the novel, St Petri-Schnee is an ergot-type fungus that attacks wheat, rye, and barley. Perutz tells a story about a gentleman scientist by the name of Baron Malchin, who, inspired by historical records of its sacramental use, isolated a hallucinogenic drug from this fungus. As the story progresses, the effects of this psychotropic substance are covertly tested on the population of a small, isolated village, and the substance itself ends up catalyzing a mass renewal of religious enthusiasm.”
 
“Nel racconto in questione, ‘St Petri-Schnee’ è un fungo di tipo ‘ergot’ che attacca il grano, la segale e l’orzo. Perutz racconta la storia di uno scienziato gentiluomo chiamato Baron Malchin, il quale, ispirato dai ricordi dell’uso sacramentale di quel fungo, ne isola una droga ‘allucinogena’ . Nel proseguimento della vicenda, gli effetti di questa sostanza psicotropa sono testati di nascosto sulla popolazione di un piccolo villaggio isolato e la sostanza stessa finisce per catalizzare un rinnovato entusiasmo religioso di massa”
 
Gli eventi del racconto di Perutz sarebbero emersi un decennio dopo alla “Sandoz Pharmaceuticals”, in un modo molto somigliante. E’ una buona lettura il seguente articolo poiché espande la nostra comprensione pop-storica della psichedelia…