L’inizio occulto della primavera

7 02 2013

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Un bel po’ di post fa, precisamente a fine ottobre, avevo parlato di “fine occulta dell’estate”, adesso voglio spendere due parole sul periodo in cui ci troviamo attualmente, cioè terza decade di gennaio – prima decade di febbraio.

M’è successo più volte nel corso degli anni, proprio in questo periodo, e significativamente intorno al 20/21 gennaio, di notare giornate di sole sorprendentemente serene e splendenti, dopo tanto tempo, come non se ne vedevano più da mesi (precisamente da fine ottobre.) Sono giornate che le vedo come il primissimo annuncio della primavera, una suo eco che si manifesta.

Questo è anche il periodo in cui si inizia a notare che i minuti di sole durante la giornata – i quali sono cominciati impercettibilmente a crescere a partire dai giorni dopo il solstizio d’inverno il 21/12 – sono palesemente aumentati rispetto a un mese prima.

Sull’aumento dei minuti di luce durante le giornate a partire dalla terza decade di gennaio, esistono diversi detti popolari, questi vengono anche definiti “Giorni Della Merla”, i quali – in teoria – sarebbero i giorni più freddi dell’anno, ma non è sempre così, visto anche che si dice “se i Giorni Della Merla sono freddi la primavera verrà in anticipo, se sono caldi verrà in ritardo”, quindi v’è una specie di ambivalenza al riguardo: non è detto che siano i giorni “più freddi”, l’unico elemento in comune tra le due opzioni è l’annuncio della primavera, dopo il tempo dell’autunno-inverno, di letargo, di “preparazione nascosta”, non manifesta, della durata di due mesi e mezzo (fine ottobre – seconda metà di gennaio.) Di prima COVATA.

Non a caso, questo periodo è anche quello del Grande Caos prima della rigenerazione,  del rimescolamento delle carte, dell’Apocalisse, la RIvelazione (cioè il mettersi in maschera), ovvero il martedì grasso prima del mercoledì delle ceneri, cioè l’inizio del periodo quaresimale, in cui – appunto – si depositano le ceneri del momento di caos precedente, e si sta tranquilli in attesa della piena manifestazione della primavera, quando ritornerà l’ora legale, facendo aumentare le ore di luce della giornata, e l’Agnello di Dio “risorgerà dopo TRE giorni”, di domenica, dopo essere morto il venerdì.

Questa appare come una ripetizione primaverile dei “tre giorni di buio” dal 22 al 25 dicembre, e si collega al martedì grasso e al mercoledì delle ceneri; il giovedì è il momento della (seconda) COVATA (la Quaresima, un giovedì lungo all’incirca quaranta giorni), il venerdì è il momento della stasi totale – somigliante alla morte – prima della domenica, quando si apriranno le uova, e sorgerà finalmente del tutto la primavera, la RIgenerazione, con la Pasqua di resurrezione.

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“La nascita dell’uomo nuovo”, di Salvador Dalì

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Inquietanti coincidenze con cent’anni fa e previsioni per il futuro

30 01 2013

Hescaton ha trovato diverse coincidenze – già avvenute – tra i primi due decenni del XX e del XXI secolo. Si lancia poi a fare previsioni sui prossimi anni, in linea con ciò che ha già scoperto. Degna di nota, e condivisibile, la sua puntualizzazione alla fine.

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Antro della Sibilla cumana

Alcuni eventi attuali sembrano coincidere singolarmente con fatti simili successi esattamente cent’anni fa. Di seguito elencherò la curiose coincidenze già avvenute e poi farò un sorta di “previsione” di quello che potrà ancora accadere sempre seguendo questo ripetersi della Storia.

COINCIDENZE AVVENUTE:

1) Crisi economica 1907: chiamata “il Panico dei banchieri del 1907″, è una crisi finanziaria che ha portato al crollo del 50% della borsa di New York rispetto ai suoi massimi e ha provocato una corsa agli sportelli e una crisi di liquidità che fece fallire molte banche e aziende.
Crisi economica 2007-2013: l’attuale crisi finanziaria tuttora in corso iniziata nell’estate 2007 con lo scoppio della bolla dei mutui subprime, seguita dal fallimento della grande banca americana Lehman Brothers poi dalla crisi dei debiti sovrani europei e dall’esplosione del debito pubblico degli Stati Uniti.

2)Guerra di Libia 1911: guerra combattuta tra il settembre e ottobre del 1911 tra il Regno d’Italia e l’impero Turco per il controllo dei territori libici.
Guerra civile libica 2011:guerra combattuta tra il regime di Gheddafi contro i ribelli appoggiati dall’intervento aereo della di alcuni paesi della NATO tra cui la Francia e l’Italia.

3)Affondamento Titanic 14 aprile 1912: affonda uno tra i più grandi transatlantici della sua epoca.
Affondamento Concordia 13-14 gennaio 2012: affonda una tra le più grandi navi da crociera del gruppo Costa.

Queste coincidenze, soprattutto il ripetersi dello stesso tipo di crisi economica è abbastanza strano e singolare. Ora elencheremo, seguendo questo procedimento dell’analogia di cent’anni fa, alcuni eventi che potrebbero accadere nei prossimi due anni. Ovviamente questa è solo fantapolitica.

1) Marzo 1913, morte John Pierpont Morgan: il banchiere statunitense fondatore dell’omonima banca muore nel 1913 in un grand hotel di Roma.
2013: la banca JP Morgan fallisce a causa dell’enorme buco causato dai titoli derivati proprio a cent’anni dalla morte del suo fondatore.

2) Settembre 1913: in Italia vengono sciolte le camere e indette nuove elezioni.
2013: in Italia avvengono le elezioni politiche, dovranno essere indette di nuovo a causa dell’impossibilità di formare una maggioranza stabile.

3) 1913: viene ucciso il Re della Grecia.
2013: le tensioni popolari in Grecia, sfociano in attacchi armati.

4) 1913: Tibet si dichiara indipendente dalla Cina e inizia la sua ribellione
2013: le continue proteste e immolazioni dei Tibetani sfociano in una ribellione violentemente repressa.

5) 1914: scoppia la prima guerra mondiale
2014: scoppia la terza guerra mondiale per le cause scritte qui

6) 1915: inizia l’attività del Ku Klux Klan, nota organizzazione razzista.
2015:la povertà diffusa negli Usa, sfocia in scontri etnici.

7) 1915: l’Italia entra in guerra.
2015: l’Unione Europea entra in guerra.

8) 1917: cade l’Impero Russo e la Russia esce dal conflitto.
2017: si spaccano definitivamente gli Stati Uniti e finisce l’impero USA.

Ecco queste sono le coincidenze fantasiose che possiamo immaginare seguendo questa analogia. Ovviamente si parla di avvenimenti simili, non uguali, come sono le prime tre coincidenze descritte.

http://www.hescaton.com/wordpress/inquietanti-coincidenze-di-centanni-fa-o-profezie-per-il-futuro/





Jimmy Savile, la fine dell’occidente e il presente infinito

18 01 2013

Sono passati sei mesi da quando, suggestionato da un articolo di Marco Garbuglia uscito poco tempo prima, avevo profetizzato – per meglio dire, m’ero divertito a profetizzare – che sarebbe accaduto qualcosa di grosso nel periodo durante le Olimpiadi 2012 le quali si sarebbero tenute a Londra, la cui preparazione è stata avvolta da stranezze, una su tutte la pesante militarizzazione bellica della città, come se si ci dovesse preparare a un attacco di grandi dimensioni.

Avevo pensato a uno di quei grossi avvenimenti internazionali, i quali poi hanno un grosso impatto massmediatico. M’ero immaginato un evento incentrato sulla torre del parlamento di Westminster, di magnitudine altrettanto simbolica, se non di più, del crollo delle Twin Towers a New York esattamente 11 anni prima. E così come, per anni, l’immagine archetipa del collasso delle torri quel giorno, era stata “annunciata” da particolari dentro fumetti, cartoon, telefilm, pubblicità, ecc, così, per anni, era stato annunciato l’Evento incentrato sul Big Ben, la cui figura mi faceva, personalmente, evocare qualcosa di “storico” (che sarebbe successo in futuro?) fin dai tempi della lontana infanzia, come avevo scritto, citando il fatto che, osservando la copertina di un quaderno usato da mia mamma per le ricette, vedevo quell’immagine come qualcosa di perturbante, forse qualcosa che, un giorno del futuro lontano – dal punto di vista di quei lontani anni ottanta in cui vivevo – si sarebbe concretizzato, passando a ripetizione sui telegiornali.

La copertina del quaderno usato come ricettario da mia mamma, che da piccolo attirava stranamente la mia attenzione.

La copertina del quaderno usato come ricettario da mia mamma, che da piccolo attirava stranamente la mia attenzione.

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Tengo a precisare che gli “annunci” sui massmedia degli eventi prima che avvengano (sia quello incentrato sulle torri gemelle sia quello incentrato sul Big Ben) non sono per nulla intenzionali, come amano pensare certi dietrologi che vedono complotti ovunque, ma sono sincronici.

Non c’è nessun essere umano che mette apposta questi messaggi, ma a metterli è un – per adesso ancora misterioso – “campo intelligente”, il quale permea la realtà e forse la genera, legato al fatto che passato, presente e futuro avvengono contemporaneamente, dal punto di vista di una dimensione differente rispetto a quella in cui siamo stati abituati a percepire il mondo.

Ciò si collega anche alla costituzione frattale dell’Universo, dove ogni punto è connesso a ogni altro, senza soluzione di continuità o, per meglio dire, ogni punto è lo stesso punto visto da un’angolazione spaziotemporale differente: l’immagine dell’intero disegno (in questo caso l’intero Universo) è contenuta intera in ogni singolo punto, come nel caso delle immagini olografiche.

Tornando alla profezia di un immaginario “avvenimento d’impatto internazionale” il cui perno sarebbe stato il Big Ben, Londra era il punto centrale della profezia fallita di quest’estate. Ebbene sì, il CROLLO della Torre di Westminster, oltre tutto il polverone e i morti che avrebbe trascinato con sè, avrebbe suscitato l’idea archetipa del Crollo Del Tempo nelle menti di chi vedeva le immagini di distruzione dell’orologio diffuse per ogni dove attraverso i massmedia. A dir la verità, non pensavo proprio a un completo collasso del Big Ben (e magari di parte del Parlamento, culla della democrazia occidentale elettiva moderna), in una specie di attacco isolato, immaginavo una distruzione, anche parziale, della torre, da parte dell’onda d’urto generata dal previsto attentato terroristico nucleare alla chiusura dei giochi olimpici nella zona in cui si svolgevano. L’immagine del Big Bang offeso dall’impatto dell’esplosione, sarebbe stata analoga a quella dello scheletro dell’unico palazzo superstite, quello con la cupola scoperchiata, dopo la distruzione di Hiroshima. Ugualmente simbolica.

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Il Gembaku Dome di Hiroshima

Un avvenimento di questo tipo, di una tale sismicità, avrebbe avuto il potere di “fermare il tempo”, con tutte le conseguenze del caso; il mondo globalizzato si sarebbe spento come si spegne una radio che manda la musica a palla. Quindi il tempo si sarebbe fermato anche concretamente, materialmente, con una torre dell’orologio gravemente ammaccata, inutilizzabile. E questo a pochissima distanza da dove passa il Meridiano O, quello detto di Greenwich, la cosiddetta “ora internazionale”, punto di riferimento dei fusi orari. In effetti, nonostante non sia successo nulla di ciò che avevo immaginato durante il periodo in questione, pochissimo tempo dopo vi era stato un avvenimento di una certa importanza internazionale il quale aveva avuto come perno la città di Londra, ovvero la crisi diplomatica tra il governo britannico e quello dell’Ecuador, riguardante il caso Wikileaks, il cui portavoce Julian Assange, alle prese coi problemi giudiziari riguardanti la sua estradizione, si trovava in pratica assediato dentro l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, perno di questo braccio di ferro internazionale, una crisi avente come pretesto il portare Assange davanti alla giustizia per crimini sessuali, ma che, in realtà, riguarda il tentativo, da parte dei poteri occidentali, di impedire che continuino a essere portati alla luce dei segreti di stato attraverso Wikileaks.

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Julian Assange alla finestra dell’ambasciata ecuadoriana a Londra.

Poi, due mesi dopo, altre novità di rilievo giungevano sempre dalla zona d’origine del Meridiano di Greenwich. I tabloid britannici iniziavano a occuparsi delle testimonianze di molte persone, donne che affermano di essere state “assaltate sessualmente” quando erano ancora bambine, da Jimmy Savile, un volto notissimo della Tv inglese, morto da poco, nell’ottobre 2011, tra i primi deejay, conduttore di trasmissioni come Top of the pops, la superclassifica dei brani più ascoltati, e di un programma in cui esaudiva i sogni dei telespettatori, o qualcosa di simile. Nonostante le voci sul fatto che fosse un pedofilo si rincorressero da anni, Jimmy Savile era comunque sempre stato considerato positivamente, non solo per la sua fama di personaggio televisivo eccentrico e divertente, ma anche perchè investiva parte dei suoi soldi nell’assistenza ai bambini malati, e aveva persino contribuito alla fondazione di un ospedale per l’infanzia. Era solito, però, essere sempre circondato da bambine e ragazzine, e anche nello stesso ospedale, come si è giunto in seguito a sapere, avvenivano fatti torbidi, non solo inerenti la pedofilia ma anche rituali satanici. Ciò non dovrebbe stupire se si pensa che Savile pare avesse anche gusti necrofiliaci. Al momento, secondo le testimonianze raccolte fin d’ora, il numero di bambine e ragazzine che hanno avuto negativamente a che fare col personaggio in questione, va dai duecento ai trecento casi. Le origini della fortuna di questo Jimmy Savile sono oscure, com’è oscuro il fatto che, per anni ed anni, il suo giro di frequenti amicizie è stato, a dir poco, altolocato: oltre che i più alti livelli della BBC, la principale tv inglese di cui Savile è stato per anni tra i personaggi più noti, parliamo di membri dell’aristocrazia reale britannica, deputati del parlamento (proprio quello di Westminster di cui si parlava prima), e anche primi ministri britannici, come Gordon Brown, Tony Blair ed Edward Heath. In un’occasione, o forse più di una, Savile aveva affermato di essere “un’eminenza grigia, una figura d’ombra sullo sfondo.”

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Jimmy Savile

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Jimmy Savile e il suo enorme sigaro, forse simbolico.

Dove voglio arrivare? Forse qualcuno di voi ricorda il caso di Marc Doutroux, il serial killer pedofilo arrestato nel 1996, il quale sconvolse il Belgio e non solo. Le indagini arrivarono a scoprire che Doutroux, tra le tante sue malefatte (tra cui quella di rapire e rinchiudere bambini per violentarli, torturarli e ucciderli), era implicato in giri pedofili che coinvolgevano anche ambienti politici belgi (da cui sembra avesse ricevuto protezione), insomma, questo Doutroux rapiva bambini per fornirli a una rete internazionale di pedofilia e probabilmente di satanismo. Naturalmente, l’inchiesta, una volta giunta a un certo livello, venne bloccata e insabbiata, andando contro a uno dei più classici “muri di gomma” istituzionali. Ebbene, a un caso come questo può essere paragonato quello di Jimmy Savile, con le dovute differenze (egli era sì pedofilo violentatore e forse necrofilo, ma non un killer di bassa manovalanza come Dutroux), per la possibilità che l’inchiesta questa volta riesca ad allargarsi, cioè che l’azione della polizia internazionale non sia bloccata a lungo da “ordini superiori” – dal momento che il sistema non è più stabile come nel 1996 – e che, quindi, una volta uniti tutti i punti, una visione d’insieme inimmaginabile si spalanchi agli occhi dell’opinione pubblica. I punti da unire sono le migliaia di persone, di bambini, che spariscono nel nulla ogni anno in tutto l’occidente, le protezioni delle “alte sfere” nei confronti dei pedofili e delle loro reti, le cerimonie sataniche, in cui era coinvolto lo stesso Savile assieme ai suoi amici potenti, come Edward Heath, primo ministro UK dal 1970 al 1974 il quale, secondo certe fonti dell’M15, il servizio segreto britannico, era solito “prendere e uccidere i bambini.”

Per adesso siamo ancora nel regno dell’immaginazione, ma la realtà in cui abbiamo creduto di vivere potrebbe celare retroscena sconvolgenti. Gli psicopatici sono (purtroppo) nell’ordine dei milioni, e, dal momento che non provano empatia con il prossimo, non provano emozioni e sentimenti umani, hanno un grande sangue freddo come i rettili, una gran capacità di dissimulazione, una tendenza alla sessualità perversa e promiscua e una propensione alla menzogna e all’arrivismo giungendo ad alte posizioni di potere (oppure essendoci addirittura nati dentro certi ambienti iperaristocratici), è logico pensare a una loro folta presenza tra i ranghi delle élite che hanno DA SEMPRE comandato l’occidente a livello finanziario, militare e, soprattutto, a livello di manipolazione simbolica di massa.

Il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe totalmente. In certi ambienti, nei scintillanti palazzi del potere occidentale lussuosi e cerimoniali, dev’essere una specie di ordinaria amministrazione percepirsi come una specie di “divinità a cui tutto e permesso”, della serie “facciamo un po’ quel che ci pare”, secondo gli insegnamenti del Marchese De Sade e di Aleister Crowley; attività oscene e ripugnanti per noi “comuni mortali”, per noi “uomini della strada”, vengono praticate come fossero delle partite a golf da certi personaggi. Non è (purtroppo) del tutto peregrino il sospetto che questi personaggi (magari non proprio tutti, ma qualcuno di loro) siano degli allucinanti Mister Hyde, ben diversi dai rassicuranti Dottor Jekyll che abbiamo sempre visto scorrere sui giornali e in televisione. Un “dietro le quinte” che, tra l’altro, diversi registi hanno provato a tratteggiare, per esempio Stanley Kubrick con “Eyes Wide Shut”, Brian Yuzna con “Society, the horror”, Roman Polansky con “Rosemary’s baby.”

Con un po’ d’immaginazione, si potrebbe immaginare un “caso Doutroux” moltiplicato esponenzialmente per diecimila, che travolgerà tutto, una volta che vi sarà il disvelamento, l’exposure, di tutto questo marciume inconscio, una volta che l’opinione pubblica, le milioni di persone dell’occidente e non solo, scopriranno di essere state totalmente governate per secoli (se non millenni), da una cricca ereditaria di potere transnazionale, in gran parte dedita a pratiche immorali innominabili, in grado di controllare la finanza mondiale e le armi strategiche termonucleari e che – tra l’altro, come afferma un sacco di documentazione in proposito – progetta(va), in mille modi, lo sterminio del 90% dell’umanità (perchè da tempo “siamo in troppi” per loro), una volta che tutto ciò riuscirà a essere diffuso in maniera mainstream, questa specie di “secondo crollo dell’impero d’occidente” sarà una specie di shock post traumatico per milioni, se non miliardi, di persone, le quali scopriranno di aver vissuto all’interno di un inganno perpetrato per secoli. Vi sarà una visione RETROSPETTIVA allucinante di tutta la storia precedente, tale forse da ANNULLARLA. George Orwell una volta disse: “Chi controlla il passato, controlla il futuro”, e, una volta che il passato sarà collassato (perchè ne saranno collassati i controllori), collasserà anche il futuro. Per la prima volta – dopo presumibilmente migliaia di anni – ci aggireremo, smarriti come profughi tra le macerie della Storia, come alla fine di una Guerra Mondiale invisibile, sarà davvero come se una televisione dal volume a palla si fosse spenta dopo secoli. Una volta che tutto ciò che noi credevamo fosse la “realtà delle cose” si sarà sciolto come neve al sole, una volta che tutto ciò che, soprattutto noi occidentali, pensavamo avesse un valore, non ne avrà più alcuno (come una moneta fuori corso legale), vi sarà una sensazione assurda, mai prima sperimentata, di PRESENTE INFINITO, con gli orologi e i calendari che si sciolgono come in un quadro surrealista. Un possibile assaggio di come potrebbe apparire tutto ciò di cui ho appena favoleggiato, lo potete vedere in un filmato realizzato dall’artista Jervè, risalente all’anno che s’è appena concluso.

Nel caso in questione appena illustrato, la visione confusa del futuro, la “profezia” – percepita malamente la scorsa estate – della caduta della torre dell’orologio del parlamento di Westminster – uno dei simboli dell’impero occidentale – avrebbe più o meno lo stesso significato profetico ma una diversa manifestazione nella realtà, più dunque il risultato di indagini, da cui si è riusciti finalmente a rimuovere gli ostacoli, e alla diffusione di documentazione top secret – modello Wikileaks – che a una caduta contemporaneamente simbolica e fisica (come nell’11/09/2001.)

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Se tutto questo scenario, se mai dovesse prendere davvero corpo e non fossero solo immaginazioni assurdo-fantapolitiche, potrebbe partire da questa inchiesta su un vecchio deejay pedofilo e amico dei potenti chiamato Jimmy Savile, un eccentrico personaggio che sembrava vestito sempre – anche negli ultimi anni prima che morisse – come un dandy, in un trionfo della moda Swinging London anni sessanta/settanta, sarebbe anche qualcosa di incentrato, in un certo senso, sulla musica pop di grande consumo. Anche dal momento che Savile è stato, per anni, il conduttore di una trasmissione radio – e poi Tv – originaria del Regno Unito, la quale poi si sarebbe diffusa, come un format (si sarebbe detto in seguito), in tutto l’occidente e oltre, ovvero Top of the pops: la filosofia spettacolare-musicale che sarebbe stata alla base di Mtv, la classifica degli ascolti e delle vendite della musica pop (in Italia, per esempio, un programma simile fu Superclassifica Show), la musica di grande consumo, la quale (come abbiamo scritto diverse volte su Civiltà Scomparse) ha avuto origine a partire dagli anni cinquanta, in contemporanea con l’epoca della nascita dell’universo televisivo, dell’UFOmania, della NATO, del consumismo, insomma di tutto quell’universo semantico di simboli e di significati in cui viviamo ancora adesso. Tra l’altro, almeno due amiconi potenti di Savile si sono cimentati in gioventù col mondo, allora emergente, della musica pop: il principe di Galles Charles Windsor, che suonava il violoncello in una band e l’ex primo ministro Tony Blair (negli USA abbiamo Bill Clinton a cimentarsi come sassofonista, ma forse non è la stessa cosa.)

Quegli anni cinquanta, i quali hanno dato origine al Big Bang della musica di grande diffusione Rock-Pop proveniente dal mondo anglosassone (UK-USA), la quale – si tende a non rendercesene pienamente conto – ha sagomato il mondo del dopoguerra anglosassone-centrico in cui tuttora viviamo nonostanti siano trascorsi sei decenni, sono stati inaugurati dall’ascesa al trono del Regno Unito – e non solo del Regno Unito – di Elisabeth II della casata Windsor. Ora, io voglio puntualizzare bene che non voglio fare del complottismo da quattro soldi, in questo blog non si vuole dare alcuna “informazione alternativa” in tal senso o, meglio, il materiale preso dall’ “universo cospirazionista” circolante soprattutto su internet, voglio impormi di prenderlo assolutamente con le molle, come ho già detto a più riprese. Ciò non toglie che da questo materiale informativo (in cui realtà e immaginazione sono impastate), posso pigliare ciò che m’è utile per dare un corpo a certe sensazioni, a certe connessioni impalpabili, subliminali, subconsce, che vedo snodarsi nel corso della Storia recente, e non solo.

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Coincidenze, combinazioni, sincronicità, più che altro, più che banali idee di “complotti.” Il regno di Elisabetta II lo vedo come l’EVENTO INAUGURATIVO di come noi occidentali siamo stati abituati a leggere il mondo – filtrato da Tv, giornali, radio e internet – dagli anni cinquanta in avanti, e la musica pop ha avuto un grande ruolo in questo, un ruolo che non ha mai avuto prima del 1952, anno in cui Elisabetta è diventata regina. Col suo viso effigiato sulle monete, le banconote, i pound (da noi detta “sterlina”), esattamente come il “soldo” degli antichi romani su cui era effigiato il volto dell’imperatore, da cui ha origine il termine “soldato”: potere, finanza e guerra da secoli intrinsecamente collegate.

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Esattamente cento anni fa, negli anni 10 del secolo scorso – il Novecento tanto celebrato – crollarono casate reali e imperiali ed europee che duravano da secoli, nasceva la grande finanza internazionale con più centri di potere, nasceva il primo impero socialista-progressista, aveva origine il cinema spettacolare hollywodiano, lo star system, primo germe della cultura pop.

Esattamente cinquant’anni dopo, negli anni sessanta, l’occidente sembrò sul punto di rinnovarsi completamente, perchè tutto ciò che ebbe origine negli anni 10 giunse a maturazione: l’impero finanziario con più centri di potere guidava alla grande un’economia che subiva i benefici influssi keynesiani dell’impero socialista-progressista, lo star system e la pop culture erano al loro apice, tanto che Elisabetta II faceva baronetti i più celebri protagonisti di quella pop culture (i quali subito dopo si misero a cambiare quasi del tutto tipo di musica, ispirandosi anche ad Aleister Crowley, colui che si definiva “la bestia 666”, inventore del motto “Do what you want”, Fa ciò che vuoi), e in quegli anni accadevano anche fatti come l’uccisione di un altro volto fortemente simbolico di quei tempi, ovvero John Fritzgerald Kennedy.

L’estremo di benessere materiale generalizzato in occidente a cui la Storia era giunta, fece sì che la prima generazione a sperimentare quel culmine di benessere materiale e “liberazione sessuale” mai sperimentato dalle generazioni precedenti, si mise in testa di voler “far finire la Storia”, naturalmente essendo inconsapevole di questo suo intento nascosto, ed essendo, inoltre, inconsapevole di essere in anticipo di cinquant’anni sulla tabella di marcia. Guarda caso, dagli anni sessanta, questo strano periodo della storia occidentale, uscì fuori proprio quel Jimmy Savile di cui si parlava – il quale, tra l’altro, fu fatto pari d’Inghilterra da quegli stessi poteri aristocratici di cui era grande amicone – il cui look rimase sempre, fino alla fine, quello di quel periodo. Per lui, la “liberazione sessuale” si spinse eccessivamente in avanti, tanto da fargli scoprire quanto diversi membri di quell’élite che lo stava coccolando fosserò già “liberi sessualmente”, e ben molto più di lui. Ed eccoci ora agli anni 10, non più del Novecento, ma del XXI secolo, dopo il 2000 e il 2012. Era ancora troppo presto per finire la Storia, cinquant’anni fa, anche se, nei fatti, era comunque già finita, anche se nessuno se ne rendeva davvero conto, in nuce (qualcuno direbbe “in astrale”, nei “registri akashici”) era già finita, mancava solo la sua manifestazione nella realtà, nel mondo 3D.

Nei decenni successivi si è voluto intenzionalmente bloccare questa “fine della Storia” – come ha ben descritto Paolo Barnard, un giornalista non certo avvezzo alla narrativa fantastica – anche se già una ventina di anni dopo (periodo 1989-1991) i sintomi stavano nuovamente facendosi avvertire…ma oserei dire che già negli anni 10, cent’anni fa, la Storia era in dirittura d’arrivo, ne fa fede, per esempio, la nascita dei movimenti dadaisti, surrealisti tra le due guerre, movimenti culturali che – già all’epoca – avevano intenzione di minare alla base ciò che l’occidente era stato, era e continua a essere: il Dominio (della percezione), la fabbrica del conscio e la repressione dell’inconscio.

Comunque, entro la fine di questo decennio (ne è d’accordo anche il buon Leo Lyon Zagami, guardate qui) finirà un (sotto)ciclo, la fine del “contenitore mediatico anglosassone” in cui siamo immersi dagli anni cinquanta (fase preparatoria dei sessanta), il quale, nella sua implosione, si trascinerà dietro altri cicli più grandi, non solo quello iniziato negli anni 10, non solo quello iniziato con l’Impero Romano, ma addirittura cicli risalenti a prima dell’origine della cultura greco-romana, alla costituzione della prima civiltà del Dominio, nella “Mezzaluna fertile” di millenni prima di Cristo, l’attuale Medioriente.

Con la fine del regno di Elisabetta II (probabilmente anche di altre casate reali europee, travolte da scandali, e non solo) terminerà “L’era del Pop-Rock” (anche se ora ci sembra impossibile immaginarlo), l’era della società dello spettacolo e dei consumi, della radio e della televisione (tanto per dire, del Top of the pops di Jimmy Savile), probabilmente emergeranno verità inerenti a morti eccellenti come quella della principessa Diana Spencer Mountbatten-Windsor – un personaggio chiave, fondamentale per certi progetti esoterici di dominio, il cui destino può essere forse paragonato a quello del personaggio di Mia Farrow in “Rosemary’s baby.” Ma non solo, potrebbero emergere verità su altre morti, da quella di JFK, a quella di papa Giovanni Paolo I, a quella di John Lennon.

Terminando altri cicli millenari – legati al movimento precessionale degli equinozi della durata di 25.960 anni – potrebbe avere anche fine “l’era del soldo e del soldato”, ma per ora non voglio spingermi troppo oltre con la fantasia.





Attenzione!

8 01 2013

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Gli orfani dell’attesa per il 2012

31 12 2012

E’ un fenomeno a cui stiamo assistendo, e assisteremo ancora di più nei prossimi mesi (o forse no, ma le probabilità ci sono.) Sto parlando di quanto sia stata mitizzata ed esacerbata dai mass media, in particolare da Internet ma non solo, la data della “fine del mondo secondo il Calendario Maya”, e di quanto non sia successo assolutamente NULLA di spettacolare ed evidente per i destini del pianeta in quel giorno lì, il 21 dicembre 2012, ormai gettato nell’archivio della storia o, meglio, della cronaca, più o meno spicciola.

Programmi televisivi, dossier, siti dedicati, milioni di risultati se si clicca(va) su Google la data fatidica, film catastrofici di pessimo gusto, spot pubblicitari con allusioni all’apocalisse (con la a minuscola) in quel giorno…e poi? Un FLOP di dimensioni mostruose.

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Soprattutto i siti dove vengono raccolte le canalizzazioni di “esseri dello spazio” e di “maestri ascesi”, sono in evidente difficoltà e si stanno arrampicando sugli specchi. Questi vari personaggi canalizzati che, come uno stillicidio, una specie di tortura cinese, periodicamente parla(va)no di “Ascensione”, “Fine del ciclo della dualità”, “Cambio dimensionale verso dimensioni più elevate”, “Disclosure extraterrestre con manifestazioni nei cieli di dischi volanti”, “risveglio quantico”, utilizzando un linguaggio paternalista, mieloso, romanticheggiante, non hanno più nulla di sostanziale da dire trascorsa la data del 21 dicembre 2012, traguardo in cui, secondo questi personaggi canalizzati, saremmo entrati nella Golden Age più assoluta e totale, con l’ “atterraggio dei fratelli maggiori cosmici galattici di luce”, o qualcosa del genere.

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Steve Beckow

Se sapete un po’ d’inglese – o traducete con qualche strumento web di traduzione – potete andare su The 2012 scenario, uno dei siti principali di raccolta di questi messaggi canalizzati da personaggi che, come se fossero medium, si fanno strumenti e portavoce da parte di angeli, arcangeli, serafini, cherubini, maestri ascesi, comandanti di flotte intergalattiche, ecc, e scoprirete che Steve Beckow, il gestore e animatore del sito in questione, in certi suoi articoli del 22, 23, 24 dicembre, si mostrava profondamente DELUSO per via del fatto che l’Ascensione non era stata come se l’aspettava, e l’aveva percepita molto più debole di quanto si aspettasse, passato il momento clou, ovvero le 11:11, ora internazionale, del 21 dicembre, in cui, invece, Beckow aveva “avvertito una grande ondata di energia”, la quale poi, però, evidentemente era scemata. Inoltre – sempre secondo uno di questi suoi articoli dei giorni seguenti al 21, che adesso non ho voglia di rintracciare nel sito, ma potete farlo voi se ne avete voglia – Beckow si lamentava del mancato rilascio dei “fondi di prosperità finanziaria”, base di un nuovo sistema finanziario internazionale, quel progetto NESARA, ispirato ai “maestri ascesi” che, altri – un pochettino più seri e attendibili, come David Wilcock – giudicano essere una completa bufala, ma Beckow continua a crederci e, in uno di quegli stessi articoli, si lagnava anche di non aver visto i dischi volanti nei cieli, dicendo: “e le ‘città di luce’ dove sono? Perchè non sono scese dal cielo?”, o qualcosa del genere.

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Il siriano SaLuSa

Addirittura, uno dei suoi sodali, forse Stephen Cook, quando talvolta vengono pubblicate le analisi della situazione geopolitica “segreta” da parte di un investigatore come Benjamin Fulford, scrive una specie di prefazione in corsivo in cui viene detto di “prendere con le pinze ciò che viene riportato da Fulford.” Ora, io, in questo caso, sono perfettamente d’accordo, ma allora perchè prendere, invece, per oro colato, le canalizzazioni di fratelli galattici di luce dalla chioma lunga e fluente, vestiti con la tuta di bordo?

Insomma, gli stessi che, fino ai giorni precedenti al 21 dicembre, tenevano ancora in bella mostra sul sito, l’articolo Welcome in a new and inimmaginable world, in cui si magnificava una specie di “giardino dell’Eden” per il mondo post-21 dicembre, anzi, si diceva apertamente che l'”Ascensione in 4^ o 5^ dimensione”, il volteggiare dei dischi volanti nei cieli, e altre cose di questo tipo, sarebbero potute venire anche PRIMA del 21 dicembre. Adesso, questo articolo è scomparso, come c’era da immaginarsi. C’è da dire che era l’unico articolo del sito aperto ai commenti, gli altri hanno la sezione commenti bloccata, nessuno può commentare.

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Capitan Futuro

Vedendo tutte queste cose, mi sono intristito per questi personaggi, fossi stato nei loro panni, avrei voluto non essere così credulone, anzi essere completamente scettico. Non dico ai livelli del CICAP, o del suo corrispettivo americano (che non mi ricordo come si chiami), ma comunque un po’ con i piedi per terra, e non con la testa sulle nuvole a quei livelli. Non avrei mai voluto, per esempio, organizzare una conferenza intitolata Preparing for Ascension, preparata per il periodo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, a Sedona, non so dove in America, in cui, a un certo punto, Mike Quinsey, il canalizzatore di SaLuSa, ha canalizzato “in diretta” il comandante in capo siriano – nel senso di Sirio e non della Siria – vestito in divisa spaziale come in un cartone animato di inizio anni ottanta. Questo dev’essere stato un momento eccezionale della conferenza, visto che, di solito, Quinsey si limita – e penso non abbia finito passato il 21 dicembre – a scrivere periodicamente questi “messaggi canalizzati” che sono un periodare incentrato sempre sugli stessi argomenti (che potete immaginare) e che lasciano sempre, a chi legge, un senso di attesa per avvenimenti “imminenti”, i quali siamo sempre ancora qui ad aspettarli. Naturalmente, se poi non succede nulla di eclatante e significativo per il periodo che avevano previsto, si ha sempre la carta della affermazioni indimostrabili perchè slegate alla realtà esterna: “l’attivazione della griglia di energia di GAIA”, “l’afflusso di energia spirituale durante l’allineamento planetario e l’allineamento con il centro della Galassia”, e il puntare su queste affermazioni indimostrabili – perchè “sensazioni interiori”, è tipico anche di un altro personaggio, in qualche modo collega di quelli di The 2012 scenario, ovvero un certo Cobra di 2012 portal.

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Maestro Hilarion

Sia chiaro, sono il primo a essere persuaso  che viviamo in tempi di cambiamenti velocissimi, i quali probabilmente rovesceranno la visione del mondo come siamo abituati a conoscerlo, sono convinto (ci sono troppi indizi) che vi sia un cover up – da parte dell’intelligence e dei “poteri forti” internazionali sulla realtà UFO ed extraterrestre, il quale dura perlomeno dagli anni quaranta-cinquanta del secolo scorso. Sono altresì convinto che la realtà UFO ed extraterrestre sia legata a tipi di energie pulite e gratuite (le quali ci sembrerebbero “fantascientifiche” in confronto a ciò che comunemente sappiamo), le quali non sono state ancora desecretate, implementate e diffuse, perchè vi sono forti interessi dietro, legati al sistema economico-finanziario, sì in crisi, ma in cui siamo tuttora immersi (nonostante sia passato quel 21/12/12 nel quale doveva cambiare tutto.) Mi sembra, quindi, probabile che si giungerà a un punto del tempo – presumibilmente entro questo decennio – in cui la convergenza di diversi fattori finanziari, economici, politici, culturali, di mutazione biologica e tecnologica, di velocizzazione esponenziale della comunicazione, porterà al collasso degli schemi millenari con cui leggiamo il mondo noi occidentali e all’emergere di una realtà che ora ci apparirebbe come fantastica: la famosa “SINGOLARITA’ NEL TEMPO”, di cui a volte ho parlato su Civiltà Scomparse.

Ma questo non mi induce a bermi di tutto, a farmi digerire dei minestroni identificabili con un solo aggettivo: new age, ricchi di “età dell’oro prossime venture”, “immagini sognanti tratte da libri fantasy“, “comandanti in capo di flotte interplanetarie dai nomi esotici”, “creature spirituali angelicate” ecc ecc. Oltretutto, questo mi ostacola grandemente, rende la mia posizione difficile – la mia e quella di altri, per esempio Andrea Doria, Marco Garbuglia, Fausto Bonavita – poichè i miei interessi verso argomenti un po’ “eretici”, e che esulano dai normali schemi con cui vediamo – o, meglio, descriviamo – la realtà, possono venir messi nello stesso sacco, dalle persone “scientifiche e razionali”  assieme alle fantasticherie di gente come quelli di The 2012 scenario & C, e farmi quindi venire percepito come “uno di quelli che credono ad Ashrar Sheran e a Maestro Hilarion.” Potrei quasi pensare che si tratti di una precisa opera di disinformazione. Mischiare volutamente possibili realtà esoteriche o tenute all’oscuro dal pubblico dei mass media con stupidaggini popolate da arcangeli, serafini, cherubini, maestri ascesi, comandanti in tuta da Star Trek o da Capitan Futuro, e via così. Non a caso, siti come The 2012 scenario, e anche un altro blog chiamato American Kabuki, alternano articoli – diciamo così – seri, scientifici e razionali inerenti argomenti scomodi taciuti dai mass media, alle ultime canalizzazioni di SaLuSa, Maestro Hilarion, Montague Keen, Matthew Ward, Saint Germain, Arcangelo Michele, persino Gesù (Jesus Sananda)!

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Ashtar Sheran

Restando al campo dei blog in lingua italiana, più o meno del tipo di The 2012 scenario, vi sono Raggio Indaco e Hearthaware. Il primo, intorno a primavera, criticava coloro che commentavano delusi scrivendo “siamo ancora a maggio e non sta ancora succedendo nulla”, minacciando di bloccarli se continuavano ancora a scrivere commenti di quel genere (ma, in realtà, inconsapevolmente, l’autore di Raggio Indaco si rifletteva nelle parole di quei commenti, e forse è per questo che gli faceva male leggerli.) Lo scorso febbraio, Raggio Indaco era tra quelli che riportavano – senz’altro credendoci un po’ – gli articoli tradotti da The 2012 scenario in cui si cianciava di “ospitate di una lista selezionata di persone a bordo della nave madre dei galattici”, ed eravamo ai livelli in cui si parlava tranquillamente di “biciclette spaziali” per raggiungere l’astronave madre, e in cui anche qualcuno dei commentatori in lingua italiana diceva che avrebbe voluto essere nella lista di coloro che avrebbero visitato le navi spaziali, rispondendo in modo acido a coloro che si mostravano increduli di fronte a tutta questa fantasia favolistica spacciata per realtà, e che esternavano questa loro incredulità scrivendo commenti critici verso la creduloneria e malafede imperante.

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Jesus Sananda, ammiraglio della Federazione Galattica Di Luce

Hearthaware è un caso singolare, perchè, nonostante sia un blog in cui vengono criticate, e anche un po’ smontate, le canalizzazioni di personaggi come Sheldan Nidle, Mike Quinsey e di Gregg Gilies della “Federazione Galattica di Luce” (che poi ha fatto una “brutta fine”), e anche gli “spacciatori di meditazioni di massa per il risveglio quantico” come Cobra, si dà comunque spazio a una visione in cui predomina fortemente lo stile fantasy, e non sono rari i commentatori di quel blog che hanno un modo di scrivere così flautato e mieloso da farti desiderare all’istante la visione di un film come Die Hard, duri a morire. Ma fosse soltanto la maniera di scrivere zuccherosa non ci sarebbe nessun problema, non posso mica criticare lo stile (il gergo new age popolato da termini come “namaste” e “Gaia”) anche se non è nelle mie corde. Il punto è che, per diversi commentatori, è stato normale domandarsi se sarebbero ascesi in quarta o quinta dimensione nell’arco di tempo compreso tra il 12/12/12 e il 21/12/12, magari sparendo alla vista delle persone. Tant’è che, in un commento su quel blog, ho chiesto se stessero scherzando. Lotharun, il gestore del blog, mi sembra comunque sufficientemente saggio e più coi piedi per terra di altri, nonostante il suo forte sbilanciamento nelle fantasie, viste come realtà.

Forse qualcuno ricorderà che avevo tra i miei link sia Raggio Indaco sia Hearthaware. Adesso li ho tolti. Il primo l’avevo messo perchè qualche tempo fa mi aveva gentilmente ringraziato per delle traduzioni che avevo reso loro disponibili, ma adesso l’ho tolto, perchè è congelato dall’inizio di novembre, periodo dell’ultimo articolo, un messaggio di Maestro Hilarion, come di consueto pieno di spiritualità un po’ spicciola e wishful thinking. Il secondo l’avevo messo per via del suo approccio critico, che si distanziava un po’ dagli spazi web dello stesso tipo, ma un certo numero di recenti articoli, e soprattutto diversi commenti del tipo che ho citato, m’ha indotto a togliere il link. Tra l’altro, tutti i tag che ci sono qui a fianco, diversi di questi comuni a siti che ho citato, come “2012”, “cambio dimensionale”, “calendario maya”, ecc, li ho inseriti perchè mi aiutano l’indicizzazione, tentando di attirare qui le persone comunque un po’ interessate da questi argomenti, le quali però, magari, potrebbero essere deluse dal mio approccio alternativo verso questi argomenti alternativi. Sinceramente, non so adesso, trascorsa l’ondata di “follia collettiva sul web” inerente il 2012, se in futuro funzioneranno ancora quei tag.

Un altro che – inconsapevole di star facendo disinformazione – mischia notizie alternative verosimili con i testi delle canalizzazioni di SaLuSa, e adirittura – in un’occasione – un messaggio tutto in maiuscolo del famigerato Ashtar Sheran, dando per buone e convincenti le une e le altre, indistintamente, è Nicola Zegrin, di Lo Specchio Del Pensiero. Anche qui, come sull’altra sponda dell’Atlantico, abbiamo persone che, imbambolate dal Cambiamento – che c’è comunque, al di là delle fantasie – sembrano “sbarellare”, dando credito alle fonti web più improbabili, cadendo, con tutte le scarpe, nell’inverosimiglianza e nella mancanza di credito (che poi trascina miseramente con sè anche divulgatori alternativi meno creduloni.)

Ricordo ancora, poco più di un anno fa, intorno al periodo di Occupy Wall Street, e al famoso “portale di novembre, l’ 11 11 11, quale attesa serpeggiasse negli articoli di questi siti. Si stava procedendo verso la fine del 2011 e si stava andando verso l’inizio del 2012, l’anno fatidico, di cui si era tanto parlato negli anni scorsi, almeno a partire dal 2006. Steve Beckow, mettendo nella stessa zuppa le proteste negli USA e le canalizzazioni di extraterrestri buoni, aveva aggiunto “occupy” al titolo del blog, in uno slancio pseudo-sessantottiano, The (occupy) 2012 scenario, lo ricordo bene, ce l’ho ancora nel plug-in di Mozilla Fireworks che mostra i nomi degli spazi web visitati sulla barra degli indirizzi una volta che digiti le lettere iniziali. In effetti, il 2011 era stato un anno ricco di avvenimenti i quali sembravano anticipare un’ulteriore escalation nel 2012, il quale invece è stato sostanzialmente un anno alla Aspettando Godot, ricco di attese che non si sono concretizzate, fino al culmine di queste attese e speranze non concretizzate, ovvero il 21/12. Dove sembra, in un certo senso, che sia davvero finita la storia, perchè anche questa montatura mediatica (come quella del “presidente superman” Obama quattro anni prima) s’è adesso sgonfiata come un palloncino, e quali altre ci potrebbero essere adesso, così fatte pesare? E’ stato mica una specie di esperimento? Qualcuno, come il folle David Icke, direbbe che l’attesa per un cambiamento il 21/12/2012 è stata montata ad arte, creando un Y2k spirituale – per usare una sua espressione – ovvero generando apposta una delusione, per abbassare la vibrazione planetaria, gettando più ancora nello sconforto una buona parte del genere umano in occidente (coloro che “ci credevano”), in modo da succhiare ancora di più le loro energie in modo da manipolarli meglio.

Adesso, entrando in questo 2013 non fatto percepire importante come il 2012, ho personalmente la sensazione, a differenza degli altri San Silvestro, che non si stia concludendo un anno e iniziando uno nuovo, non so bene spiegare a cosa sia dovuto questo, forse potrebbe anche somigliare a una specie di illusione percettiva, o qualcosa di simile.

Una cosa mi pare di poterla affermare: lo sgonfiarsi del 21/12/12 segna comunque la fine di un epoca. Non penso, infatti, che, in futuro, le date profetizzate per la “fine del mondo”, avranno un seguito mediatico confrontabile con quello del 21/12/12. Ci sarà ancora il tempo e la voglia di tirare fuori tutti quegli articoli sul cambiamento d’era e allineamenti planetari, quei video interminabili presentati da Gregg Braden o Roberto Giacobbo, quelle interviste lunghissime ai discendenti dei Maya, e via dicendo? Non penso. E’ difficile pensare al ripetersi di un impegno tale in futuro, qualsiasi altra data possano di nuovo inventarsi per la “fine del mondo”  e adesso tante persone, scottate per questo abisso tra ciò che si immaginava succedesse, e ciò che è effettivamente successo (cioè niente), non penso che abboccheranno presto ad altri Nostradamus.

Quindi, in un certo senso, la “fine del mondo” c’è stata, ma nel modo in cui non è facile rendersene conto immediatamente.





Igor Sibaldi, al Rotary club, parla della Civiltà come essere vivente

30 12 2012

72 anni fa, in questo periodo, tirava una brutta aria. Non si parlerà del 2012 stasera, ne avete già sentito parlare troppe volte. E’ un’altra teoria, che è la scoperta di un nuovo essere vivente. Pensavamo di conoscerli già tutti, includendo i parameci, i grandi cetacei, e ce n’era un altro, il più grande di tutti, ma non lo si vedeva, perchè per tanto tempo è sfuggito all’osservazione, é talmente grande che non lo si vedeva. Però è un essere vivente a tutti gli effetti, e si chiama la CIVILTA’. Sono i più grossi esseri viventi attualmente diffusi sul pianeta. Si dividono tutto quanto il pianeta, e saranno in sei o sette, non di più. C’è la civiltà occidentale, quella islamica, quella cinese, quella sudamericana (che non è quella occidentale), c’è anche la civiltà oceanica. Queste civiltà sono tutti esseri viventi, nel senso che nascono, vivono e muoiono.

La nostra civiltà occidentale, quella di cui noi siamo attualmente parte, è cominciata all’incirca alla metà del settecento, così com’è adesso. Alla metà del settecento, intorno al 1750, c’è stata la Prima Guerra Mondiale. E’ stata allora la Prima Guerra Mondiale, cioè la prima guerra svoltasi in tre continenti contemporaneamente. Si chiamò Guerra Dei Sette Anni, ed era combattuta dai laghi canadesi dell’Ontario fino alla Russia, tutta insieme. E ci partecipava, per la prima volta, la neonata Civiltà Occidentale, che si è formata lì. Prima di quella guerra c’era l’Europa, non c’era ancora l’America, la Russia era sconosciuta. Da lì, 1760 circa, si forma un organismo che prende l’Europa, l’America del Nord e la Russia. E dura fino a oggi.

E’ interessante studiare questi esseri viventi. Uno potrebbe obiettare che non possiedono il corpo, invece il corpo ce l’hanno eccome. E’ un corpo che si estende geograficamente, e prova anche dei sentimenti.

Ma da quanto esiste questa teoria che sono esseri viventi? Da tanto tempo; il primo libro sull’argomento è l’Apocalisse di Giovanni. A un certo punto del libro c’è quel numero, il sei sei sei, il “numero del diavolo.” C’è un passo molto bello, tredicesimo capitolo dell’Apocalisse, dove si dice: “Si vede sorgere una Bestia (in greco antico, Toteron), che ha un nome che è un numero, e ci vuole intelligenza per capirlo, e questo numero è un marchio che viene stampato sulla mano destra, e sulla fronte di tutte le persone appartenenti  a questa Bestia. Il nome/numero è sei sei sei. E’ strano che se ne discuta così tanto, perchè la sua interpretazione è molto semplice. Nell’Apocalisse ebraica, le lingue semitiche, e anche il greco, usavano le lettere per indicare i numeri. Per esempio, Aleph è 1, Beth è 2, Ghimel è 3. La lettera 6 era la Wav, la V, traslitterata come W, doppia V (W.) In ebraico, qualsiasi ebreo lo capisce, sei sei sei era Wav Wav Wav, W W W. Qualcosa di familiare.

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W W W, in ebraico, è un incantesimo, che vuol dire “io ti blocco, ti blocco, ti blocco.” Come mai il W W W (Internet) è così diffuso? All’inizio del secolo scorso, in America, il romanzo più famoso era “Il mago di Oz.” In questo libro c’è il W W W, ed era una siglia che stava per Wicked Witch of the West, la cattiva strega dell’Ovest. Era quella che fermava Dorothy, che combatteva con la protagonista, intralciandola: era la potenza maligna. L’autore, Baum, l’ha chiamata W W W in base al vecchio incantesimo ebraico che vuole bloccare.

Per quanto riguarda Internet, si sa, è una Rete, e una rete è fatta di nodi, che servono proprio un po’ a “bloccare”, per cui W W W, World Wide Web, che vuol dire “ragnatela”, quindi che sia sei sei sei va benissimo. Comunque, questa è una digressione […]

Senza il marchio, il sei sei sei dell’Apocalisse, le persone non possono comprare e vendere […] Tutti hanno questo marchio. Questa è la prima idea di una civiltà come un organismo. Non si differenzia tanto dagli altri organismi, per esempio, il nostro è fatto di cellule, e ciascuna di queste ha un suo mondo. Se noi potessimo intervistare una cellula ci racconterebbe tantissime cose. [A seconda della specializzazione, un tipo di cellula è diverso dall’altro, quelle del cervello da quelle dell’unghia da quelle del midollo spinale.] La civiltà vive proprio in questo modo, solo che le cellule della civiltà siamo noi. Ognuno di noi è una cellula di questo grosso organismo che è la civiltà.

Studiare uno di questi corpi è una disciplina appassionante. Diversi filosofi russi se ne sono interessati nel secolo scorso. […] All’inizio degli anni novanta, c’era una teoria, quella di Duncan […] in questa teoria si dice che, intorno al 2009-2012, viene raggiunto il picco della produzione di petrolio e di gas naturale. Quindi, a partire dall’inizio del novecento, c’è una salita della curva della produzione di petrolio che determina un mondo. Raggiunto il picco, non è che viene mantenuto, il picco cade. Allora, secondo Duncan, cominciano a prodursi tutta una serie di processi, per cui, dal punto massimo, si torna indietro velocemente a livelli di decenni addietro, fino a giungere al livello (di consumi) del 1930 nel 2030 […]

Il contributo di Igor Sibaldi alla teoria della civiltà è il seguente: così come un organismo vivente ha le sue stagioni, ognuno diverso dall’altro, per esempio il gatto vive circa vent’anni, ma non è che vive meno di noi, vent’anni per il gatto sono centoquindici anni per noi […] E siamo noi ad avere il ritmo delle quattro stagioni, non il gatto.

La civiltà ha il suo anno e le sue stagioni. A Sibaldi risulta che l’anno della civiltà, rispetto al nostro, sia di 72 anni, e c’ha lavorato tanto per scoprirlo. Cosa vuol dire l’anno della civiltà? Per esempio, oggi è il 30 dicembre, se noi pensiamo al 30 dicembre di un anno fa vediamo che il clima più o meno era lo stesso. Non era identico, magari pioveva, però simile, ed era simile anche all’anno precedente, e a quello ancora prima. Ecco, la civiltà, che non è metereologica ma storica, ogni 72 anni ripropone una situazione simile.

Se tu sei solo una cellula della civiltà, non te ne accorgi. Fai la tua parte, hai il tuo compito, sei un suo strumento obbediente.  Se, invece, tu cominci ad accorgerti di essere un individuo dentro la civiltà, allora smetti di essere solamente una sua cellula, e cominci a pensare: “ma io cosa ci guadagno a stare qui dentro?” Io posso essere una goccia d’acqua portata da un fiume oppure una persona che guarda il fiume dalla riva, questa è la differenza. Studiare le civiltà ha come scopo riuscire a essere sulla riva. E, invece di fluire con tutti gli altri, accorgersi di quello che succede, e fare previsioni. Non profezie da palla di cristallo, ma previsioni economiche, politiche, personali, regolandosi in base alla situazione, come si fa con le previsioni del tempo.

Dunque, un anno della civiltà è 72 anni dei nostri, ogni 72 anni si ripete la situazione di 72 anni prima. Le stagioni della civiltà durano 6 anni e sono 12. Sembra complicato ma è semplice. In ogni stagione c’è un clima diverso, per esempio in estate fa caldo, in inverno fa freddo, in autunno fa freschino. [Dentro l’anno della civiltà] ce ne sono dodici varianti. Noi siamo appena usciti, nel 2012, che veramente è un anno di cerniera, tra due stagioni diverse, siamo appena usciti da un periodo che si può chiamare solamente “periodo di ribellione.” Perchè, dal 2006 al 2012, se facciamo i calcoli, togliendo (tre volte) 72 anni, si arriva al 1790 – 1796, epoca dopo la Rivoluzione Francese. Questa rivoluzione qualcuno l’ha fatta, la Francia, qualcun’altro no. Chi l’ha fatta gli è andata bene, perchè era proprio quello che la civiltà in quel momento chiedeva: ribellati!

Poi [72 anni dopo], 1862-1868, [in quest’arco di tempo] due stati han cominciato a darsi da fare in Europa, nella civiltà occidentale, e uno nelle Americhe, gli Stati Uniti. Che cosa han fatto? Hanno rivoluzionato tutto quanto. Gli stati del nord, 1864 in America, han detto “cambiamo tutto”, gli stati del sud han detto “no, restiamo come prima.” Chi ha vinto? Era inevitabile, in quel periodo di ribellione, hanno stravinto gli stati del nord, hanno schiacciato gli stati della confederazione [del sud] e s’è cambiata la storia di un paese.

In Europa quali stati stavano pigliando la stessa iniziativa? La Prussia e il Piemonte. Il piccolo stato del Piemonte, in quel periodo, stava dicendo: “ma se io metto su, non una ribellione, [bensì] un “Risorgimento”, comincio a far fuori tutti.” Tutti gli stati un po’ arretrati, che non si ribellano […] Per cui lo stato delle Due Sicilie dice: “no, noi siamo fedeli al passato”: distrutto,  lo Stato Della Chiesa: distrutto, tutte le varie repubbliche, tutte quante fatte fuori, l’Austria, legata al passato: distrutta, sconfitta in quel periodo. Perchè? Perchè era il periodo delle ribellioni.

1934-1940 [72 anni dopo], chi si è ribellato questa volta? Uno stato solo, purtroppo: l’America, che proprio in quel periodo ha fatto il New Deal; cosa vuol dire il New Deal? “Cambiamo tutto quanto, non funzionava il modello economico precedente, lo cambiamo del tutto.” E’ stato l’unico (stato) a trovarsi nel momento giusto nella condizione giusta. Gli altri stati europei, purtroppo, hanno perso completamente quel treno lì, l’Italia era ferma, la Germania era ferma: venivano dal periodo precedente, quello dei sei anni precedenti, che si chiama “il periodo delle dominazioni”, il periodo in cui cominciano sempre le dittature, cominciano sempre i capi, in America Roosevelt, in Europa Hitler, in Russia Stalin. Nel periodo appena concluso, si richiedeva alle cellule della civiltà occidentale di ribellarsi, cambiare, scuotere di dosso il vecchio, per affrontare il periodo che comincia quest’anno [72 anni prima, l’inizio della Seconda Guerra Mondiale], 2012-2018, il periodo del “non si può più aiutare nessuno.” Quando la civiltà comincia a “sudare” e a espellere le scorie, è sempre stato così, dal 1750 in avanti, questo periodo qui, se si va indietro, è il periodo in cui la civiltà a incominciato a eliminare, senza pietà, tutto ciò che era attardato, vecchio, e che non aveva fatto in tempo a ribellarsi nel periodo precedente. Nel 1796, tre volte 72 anni prima, chi è che stava arrivando in tutta Italia? Napoleone, un ragazzino di 28 anni, con intorno dei colleghi generali più o meno di quell’età. Pensate a un generale di 28 anni, con truppe equipaggiate male, con i pantaloni [rattoppati?], pensate, in confronto, gli austriaci, elegantissimi; la diplomazia vaticana e quella inglese, potentissime, l’esercito vaticano, i russi, c’erano in questo 1796. Erano tutti convintissimi di poter battere Napoleone. C’era un problema, Napoleone, nel periodo precedente, era appena uscito da uno stato che si era giustamente ribellato nel momento giusto, aveva una propulsione straordinaria, per cui, in un modo che gli storici fanno fatica a spiegare, questo esercito guidato da ragazzini sconfigge tutti i più grandi eserciti europei per sei anni di fila.

72 anni fa cos’è successo? UNO stato ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, uno solo, gli altri l’han persa tutti. Dalla Germania alla Russia (che ha avuto 27 milioni di morti.) Chi ha stravinto tutto, in questi sei anni, 72 anni fa? Gli Stati Uniti, quelli che si erano ribellati al momento giusto. E chi ha stravinto tutto 72 anni prima? Piemonte e Prussia. Il Piemonte, nel 1870, spazzati via gli ultimi residui [del vecchio mondo], è diventata una potenza europea, col nome di Regno D’Italia, e la Prussia è diventata la Germania nel 1870. Si vede che c’è una ricorrenza precisa.

Vedendo i vari periodi, si vede che la regolarità c’è senza forzarla. A Igor Sibaldi, quando studiava queste cose, gli sembrava di essere, tutt’ad un tratto, fuori dalla storia e di aver capito, come un bambino capisce le regole del gioco degli scacchi, finalmente capiva come si gioca la storia. Per lui era magnifico, e pensava: “nessuno mi crederà.” Però lo stesso pensiero l’hanno avuto tutti quanti i filosofi della civiltà che han fatto teorie simili sulle epoche.

A cosa serve questa teoria? Vale, questa teoria della “ribellione” e del “non si può più aiutare nessuno”, sia sul piano dei grandi numeri sia sul piano individuale. Se nei sei anni scorsi, fate un esamino di coscienza, vi siete ribellati e avete cambiato tutto, e avete preso decisioni mai prese prima, e avete fatto delle grosse svolte, anche andando contro l’opinione della maggioranza, adesso siete nella posizione giusta per entrare in un periodo CATTIVO, un periodo in cui si tratta di fare i Napoleoni, di non guardare in faccia nessuno, perchè, se una persona adesso cercasse di aiutare persone in difficoltà, nel senso, non “l’amico in difficoltà”, ma situazioni che non vogliono cambiare, e che tu aiuti frenandoti, fai del male a loro e a te stesso. E’ un periodo così, in cui, chi si è ribellato negli anni precedenti, ha davanti a se una quantità di possibilità meravigliose, chi non si è ribellato nei sei anni precedenti ha ancora, diciamo un due mesi di tempo [da ottobre a dicembre 2012], quindi si può mettere in pari – sapete che c’è quella bella parabola dell’ “Undicesima ora”, in cui, anche quello che ha lavorato per un’ora viene pagato uguale, che nessuno mai capisce cosa vuol dire quella parabola lì, ma [può essere anche interpretata come]: “se la storia comincia a cambiare, non importa che tu sia in orario fin dall’inizio, basta che tu sia in orario per tempo, basta che sali per tempo sulla nave, poi la nave parte. L’importante è che non arrivi al porto quando la nave è già partita.”

Tradizionalmente, è l’inverno il momento in cui decolla l’anno dopo. Per esempio, nel 1940, ma questo è un discorso su cui ci si dilungherebbe troppo. Quindi, se non vi siete ancora ribellati, ribellatevi, e preparatevi a questo periodo di conquista. Secondo me qualcuno di voi, da dopo l’estate, un’aria nuova l’ha già sentita. Qualcosina ha già sentito che stava cambiando. Io l’ho sentito benissimo. Interiore, esteriore, si sente un periodo diverso che incomincia, ed è sempre bellissimo essere dentro un periodo nuovo.

Tanti vostri conoscenti non ne sanno niente, e sono cellule che vengono portate, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ora dopo ora, non sanno DOVE. Guardando un po’ più in alto, uno dice “ho capito dove va”, quindi so che ci sarà questa corrente, questa marea, che io posso sfruttare.

Se qualcuno è curioso, cosa ci sarà dopo il 2018? Stagione di sei anni 2018-2024? Niente di ottimo, è il periodo che si chiama “apice della tensione.” Le varie tensioni che nei prossimi sei anni, a partire da quest’inverno, si saranno scatenate, dovranno essere frenate un po’. E’ stato così 72 anni prima nella Guerra Fredda, è stato così nell’equilibrio europeo dopo la guerra prussiana, è stato così quando si cercava di frenare Napoleone dopo il 18o2. Poi c’è un altro periodo così così, un altro periodo bruttino, e poi, finalmente, tra trent’anni circa, si sta benissimo. Cioè, “si sta benissimo”, ci sono sei anni molto impegnativi, però chi vince lì…Uno dice “è brutta come cosa, cioè siamo capitati proprio in quel periodo…meglio i miei genitori, che eran capitati in un periodo bellissimo, perchè i quarant’anni precedenti, un crescendo di mutamenti, di innovazioni, di slanci, di cose, meravigliosi i quarant’anni precedenti, meglio ancora i nonni nostri, che avevan fatto il periodo più bello di tutti, quello che ci sarà tra trent’anni, e dura un’altra trentina d’anni, sarà bellissimo, una meraviglia. Ecco, non è detto che non ci si arrivi, perchè, con i progressi della medicina, l’età media è prevista, come sapete, in grande allungamento.

C’è dunque questo miglioramento in corso [della lunghezza della vita media], però non è questo il punto. Il punto è: adesso che io SO che c’è questa civiltà, e che tanti sono solo cellule, è che a me, certo, ogni tanto conviene, essere una cellula, essere parte d’una civiltà, però mi piacerebbe anche essere IO, mi piacerebbe essere una persona libera che, se deve fare la cellula della civiltà e fluire – ribellandosi quando la civiltà decide di ribellarsi, e fare il cattivo quando la civiltà decide di fare il cattivo, ecco, mi piacerebbe essere IO che lo scelgo, di farlo, con anche qualche alternativa. E questa era la posizione che a me interessava di più. Come può una persona essere “radicalmente libero”? Non libero secondo la costituzione, non libero secondo la politica, ma libero dagli esseri, ripeto, più grandi e più potenti, che si stanno adesso dividendo il pianeta, che sono le civiltà. Come faccio io a essere IO, e a non essere solo un occidentale? Come faccio io, quando vado in Arabia, a non sentirmi straniero? Ma a vedere se c’è qualcun altro come me, che non è solo una cellula della civiltà, questo m’interessava. E qui viene tutto il discorso su com’è fatta la civiltà. La civiltà è fatta, non come il corpo umano, di organi e di membra, ma di gruppi, di aggregazioni. Il gruppo più piccolo è la coppia, un pochettino più grande c’è la famiglia, poi la ditta, un po’ più grande c’è il quartiere, poi ci può essere la città, la regione, e così via.





Berlusconi in blu

29 12 2012

Nelle ultime due interviste che il presidente e cavaliere Silvio Berlusconi ha concesso, a una settimana di distanza l’una dall’altra, non a due giornalisti, ma a una show-woman e a uno show-man,  il colore di sfondo dello studio era il BLU.

La prima intervista risale a domenica (live) 16 dicembre, la seconda a domenica (in) 23 dicembre.

I due improvvisati intervistatori sono stati, rispettivamente, Barbara D’Urso e Massimo Giletti.

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Il BLU è il colore del silenzio, della calma e della tranquillità, della tenerezza, della gioia di vivere. È il colore della contemplazione e della spiritualità. Induce alla quiete, alla placida e profonda soddisfazione o adattamento o armonia.

L’azzurro è il colore del mare e del cielo. Per i cinesi il blu è il colore dell’immortalità.

È associato alla forma geometrica del cerchio, simbolo dell’eterno moto dello spirito, un mix di quiete e dinamicità.

In una stanza blu i battiti cardiaci diminuiscono e la sensibilità al freddo aumenta, mentre gli oggetti sembrano più piccoli e leggeri.

Il carattere “blu” è dolce e gentile, tenero, romantico, semplice e sensibile, ama la natura, gli animali e i bambini. Ha grandezza d’animo, buona fede, ingenuità e dedizione, in genere ha un aspetto giovanile, ed emana un forte senso di calma. Apprezza la sincerità e l’onestà, cerca rapporti cordiali e duraturi, ama studiare, riflettere, è attratto dal mistero. Sa comunicare molto bene e si esprime con grande facilità. E’ una persona degna di fiducia e fedele. Riesce molto bene in attività intellettuali. Un buon compagno, comprensivo e tollerante, affettuoso e per nulla geloso.

E’ un colore ampiamente usato, dal blu scuro al blu marine. E, come tale, significa il classico, il tradizionale. Il turchese però ha un aspetto di modernità e vivacità.

Il blu riflette anche il significato di pulizia perché è il colore dell’acqua, quindi è immediato il suo riferimento al cielo e al mare: indicato per pubblicizzare i viaggi.

Il blu è il colore più importante nella percezione visiva di sicurezza e solidità.

Da solo o associato al bianco è stato molto utilizzato per i marchi di prodotti collegati alla finanza, all’attività bancaria o ai trasporti.

Polizia e Carabinieri vestono divise blu e azzurre, così com’è il colore delle loro macchine, per dare un senso di tranquillità, di pace e quindi di fiducia.

http://www.homolaicus.com/linguaggi/teoria-colori2.htm