Ho voluto rimodernare un po’ il blog

1 03 2013

Togliendo, per esempio, la descrizione del blog qui a fianco, sotto l’immagine Gravatar, perchè mi dava l’aria di essere inutilmente verbosa e in fondo non voleva dire granché;  ho tolto le “nuvole” dei tag e delle categorie, che li vedevo ormai  ammuffiti, anacronistici e fuori luogo; ho tolto parecchi link inutili (per esempio, “mistero”, “scettici” e gli archivi doppioni su iobloggo e altervista, i quali sono ancora lì da quando li avevo scelti, sulle prime, per portare lì i contenuti da Splinder); ho levato le immagini frattali, ipercubiche, e roba simile, giudicate ora troppo pretenziose e pseudo-alternative, come anche le due pagine “chi sono” e quella per il “dopo 2012”, le quali volevano spiegare troppo e in realtà non spiegavano niente; ho tolto le immagini troppo personalizzate dello sfondo e dell’ header (la parte dove c’è il titolo) e, praticamente ho cambiato tema di WordPress, non mi ricordo più come si chiami ma so che inizia per “f.” Ho, insomma, voluto dare una svecchiata al blog, ho voluto aprire le finestre, fare entrare un po’ di aria fresca, meno piena di roba, di vecchio, meno personalizzata, più umana. Una specie di via di mezzo tra il buttare via la roba dalla finestra a capodanno e le pulizie di primavera.

Vi lascio con un brano di Com Truise, un altro che se ne intende di Glo-fi, musica elettronica anti-revival, e cose così.

A presto, ma non troppo.

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Luglio melanconico

4 07 2012

La melancolia, di Durer

Ho in preparazione un articolo, ma non so se vedrà la luce. Anche se, ammesso che decida di scriverlo e pubblicarlo, deve comunque vedere la luce entro poco tempo, almeno un mese prima della metà di agosto.

Vari problemi che mi riguardano, troppo prolissi per essere illustrati qui, mi impediscono di avere la serenità sufficiente per scrivere e postare.

Questo momento in cui non si può più essere sicuri di nulla, ci mette senz’altro del suo a rendermi la situazione difficile, e un po’ frustrante.

Accuso in pieno il “tempo di non tempo” che si sta vivendo. E questo mi genera malinconia.

Oltretutto ci si mette anche il ricordo di Splinder, la storica piattaforma web su cui girava questo blog prima che, nel gennaio scorso, fosse smantellata.

Splinder era una piattaforma di blog tutta italiana, ha fatto la storia del web italiano, dal 2001-2003, prima che ci fosse il boom, anche in Italia, di Blogspot e WordPress.

E ho vissuto gli “anni ruggenti di Splinder”, quando Civilta Scomparse si chiamava in un altro modo ed era tutto diverso.

Splinder era ristretta alla lingua italiana, aveva il template html/css a nudo, molto semplice da modificare. Ci sentivamo un po’ una grande famiglia noi di Splinder. Un paese dove si conoscevano tutti. WordPress ha, invece, una concorrenza internazionale, soprattutto in lingua inglese, milioni di persone, le modifiche di ogni cosa sono rapidissime, versatili e molto avanzate…ma la malinconia che mi suscita il pensiero della semplicità innocente e ingenua di Splinder, della sua atmosfera paesana,  non si può guarire con l’ultratecnologia a costo zero.

Certo, qualcuno mi direbbe, ma perchè non vai su Iobloggo (visto che hai già trasferito i tuoi contenuti là) o su Altervista (che tra l’altro gira su WordPress), e anche lì hai già trasferito i tuoi contenuti nell’autunno scorso?

Il problema è il template, cioè l’aspetto generale del blog. Solo qui su WordPress ne ho trovato un paio che fanno al caso mio, il più possibile simili a quello che avevo su Splinder – quello attuale si chiama Contempt – su Iobloggo e Altervista (a meno che le cose nel frattempo non siano cambiate) non ne ho trovato di somiglianti. Cioè a due colonne, col testo ben in evidenza a destra o a sinistra, i contenuti fissi bene ordinati a lato, e una bella testata in alto, con un’immagine inserita in un rettangolo su cui c’è il titolo e il sottotitolo. Su Altervista non mi ricordo di avere trovato qualcosa di simile, e comunque adesso non ho più voglia di traslocare ancora una volta tutti i miei contenuti.

Splinder, mi manchi!