La caduta della sonda Phobos GRUNT non sembra essere simbolica, ma…

16 11 2011
Civiltà ScomparseRecentemente, la Federazione Russa ha inviato nello spazio una navicella con destinazione la zona di Marte, e per la precisione uno delle sue lune, Phobos. La sonda russa in questione, chiamata Phobos GRUNT, avendo smarrito l'orientamento verso i riferimenti spaziali – come altri corpi celesti, le stelle e il sole – rientrerà nell'atmosfera terrestre, secondo il NORAD (comando USA di difesa aereospaziale), il prossimo 26 novembre. Dal momento che alcuni degli elementi di cui è composta la struttura sono stati progettati proprio per resistere a forti pressioni atmosferiche, è possibile che Phobos GRUNT cada sulla terra quasi intatta.
Già in precedenza, questo autunno abbiamo parlato di altri due apparecchiature lanciate dall'uomo oltre la superficie terrestre i cui frammenti sarebbero precipitati dallo spazio nell'atmosfera: il satellite meterologico statunitense UARS e il telescopio orbitale angloUSA-tedesco ROSAT. In entrambi i casi, avevamo cercato di rintracciare un aspetto simbolico in questi due avvenimenti, soprattutto tenendo conto dei loro nomi, legandolo ai tempi di CADUTA che stiamo vivendo, e notando come tutt'e due i corpi celesti artificiali fossero stati messi in orbita una ventina di anni fa, nei primi anni novanta, altro periodo storico di CADUTA occidentale.
In questo caso, la distanza di tempo tra il lancio e la sua caduta non sono anni, ma nemmeno due settimane, dal momento che Phobos GRUNT è partito dalla stazione di Baikonur la notte tra martedì 8 e mercoledì 9 novembre.
A differenza dei casi UARS e ROSAT, questa volta non vogliamo dunque analizzare sincro-simbolicamente il nome della navicella, il quale unisce il nome del mini-satellite che ruota intorno al pianeta Marte (Phobos, in greco Φόβος, che significa "Paura") col termine GRUNT (in russo Фобос-Грунт), che significa SUOLO; vogliamo però notare come anche in questo caso vi sia un rimando a poco più di una ventina di anni fa, precisamente al 1988, quando l'allora URSS (legata alla nostro articolo sulla caduta di UARS) lanciò due sonde chiamate appunto Phobos1 e Phobos2 per lo studio del pianeta rosso e delle due lune (Phobos e Deimos – Δείμος in greco – ovvero "paura" e "terrore", le quali furono inserite dallo scrittore Jonathan Swift in un suo romanzo, PRIMA della loro scoperta!)
Anche quella missione fallì, poichè entrambe le navicelle ad un certo punto si bloccarono: Phobos1 non appena giunse nelle vicinanze della sua zona operativa, Phobos 2 invece giunta quasi al termine della sua missione, nel momento in cui avrebbe dovuto avvicinarsi a circa 50 metri dal suolo dell’omonima luna, per iniziare l'esplorazione in superficie con un lander ed una piattaforma, smise di dare segnali di vita.

Civiltà Scomparse_Rossano Segalerba
Fece scalpore tra gli appassionati di UFO, la pubblicazione, un po' di tempo dopo, dell’ultima foto trasmessa da Phobos 2 prima di spegnersi, dove compariva chiaramente qualcosa che poteva sembrare un oggetto sigariforme lungo una ventina di chilometri circa nelle prossimità del satellite. Di quella foto si parlò molto, e per alcuni l’UFO che vi compare sarebbe coinvolto nel malfunzionamento di almeno una delle due sonde, se non di tutt'e due. Anche se nessuno può dire con certezza cosa sia di sicuro quella sagoma bianca, c'è una versione ufficiale discordante, ovvero che la linea nella foto altro non è che l’ombra del satellite sul terreno di Marte, ripresa in movimento con un sistema a infrarossi che falsa e rovescia le tonalità.

Civiltà Scomparse_Rossano Segalerba
Se teniamo anche conto dell'esistenza di una specie di regolarissimo MONOLITE BIANCO che si staglia piantato sulla superficie di Phobos, la cui presenza è stata divulgata anche dall'astronauta Aldrin, e del fatto che il satellite risulta essere insolitamente leggero, come se fosse CAVO all'interno, ci rendiamo conto che quella zona del sistema solare a noi prossima, è un serbatoio di enigmi.
E questo concentrato di punti interrogativi senza risposta può essere connesso in qualche maniera (del tutto fuori dalla nostra portata) anche con la missione Phobos GRUNT iniziata e terminata, questa volta, a differenza di ventidue anni fa, ben prima di giungere nelle vicinanze del suo obiettivo. Aggiungendosi, così, stranamente, alla lista di oggetti spaziali che – più o meno in frammenti – precipitano al suolo in questo periodo di cadute.

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2 responses

23 11 2011
danilo1966

Caro Rossano, sicuramente questi episodi hanno qualcosa di veramente anomalo. Non mi meraviglierebbe il fatto che sotto ci sia qualcosa da nascondere….!
Hai visto che splinder sta per chiudere? Occorre migrare altrove… Tu cosa farai?

Danilo

23 11 2011
Rossegal

Caro Danilo,
migrerò anch'io, chissà dove!

Ciao

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