Protetto: MEZZANOTTE, dal sito web di Marco Vuyet

10 06 2018

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Una raccolta degli articoli più caratteristici del blog

5 11 2017

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L’ era postmoderna attuale ( dal 1973 – ma più precisamente dal 1990 ) ha come caratteristica principale l’ inaudita percezione di termine della storia – da intendersi come termine dell’ era dei miti, della ” storia come era una volta “, delle icone simbolo, dell’ innovazione e dei pionieri, e dell’ immaginario futuro. Nessuno storico o sociologo ne parla ma siamo intrappolati da decenni in un bizzarro e continuo riflusso di nostalgia, la musica, la cultura, la televisione, sono ripiegate verso il passato, in un loop continuo di revival, remake, retrò. Ci dovremmo accorgere che nessuna ” icona ” attuale persisterà nei ricordi nei decenni a venire, che la musica stilisticamente ha cessato di cambiare ed è praticamente morta creativamente. E’ un fenomeno inedito nella storia e andrebbe studiato a fondo. Secondo il nostro blog questo fenomeno sta per terminare bruscamente per capovolgersi ( non senza un evento trigger ) e dare luogo a un fenomeno di innovazione assoluta, in tutti gli ambiti della vita e della cultura. Scoprite in che modo e perchè esiste questo fenomeno.

PERCHE’ VISITARE IL BLOG CIVILTA’ SCOMPARSE

  • Scrive interpretazioni culturali e sociologiche inedite, come per esempio la perdita di propulsione creativa e culturale della società occidentale
  • Contiene una serie di ricerche accurate sulla ciclologia insita nel tempo e nella storia con una presentazione di ben 10 cicli storici confermati dai fatti
  • Esplora e interpreta il fenomeno ” della nostalgia retrò ” nella cultura e società e nella musica
    • Introduce nel panorama Italiano la filosofia di Terence Mckenna, un oratore pionieristico
    • Esplora esaustivamente il fenomeno delle ” sincronicità “
    • Introduce nel panorama Italiano la ricerca sul tempo frattale della Timewave Zero, un concetto ideato da Mckenna nel 1974
  • L’ era postmoderna attuale ( dal 1973 – ma più precisamente dal 1990 ) ha come caratteristica principale l’ inaudita percezione di termine della storia – da intendersi come termine dell’ era dei miti, della ” storia come era una volta “, delle icone simbolo, dell’ innovazione e dei pionieri, e dell’ immaginario futuro. Nessuno storico o sociologo ne parla ma siamo intrappolati da decenni in un bizzarro e continuo riflusso di nostalgia, la musica, la cultura, la televisione, sono ripiegate verso il passato, in un loop continuo di revival, remake, retrò. Ci dovremmo accorgere che nessuna ” icona ” attuale persisterà nei ricordi nei decenni a venire, che la musica stilisticamente ha cessato di cambiare ed è praticamente morta creativamente. E’ un fenomeno inedito nella storia e andrebbe studiato a fondo. Secondo il nostro blog questo fenomeno sta per terminare bruscamente per capovolgersi ( non senza un evento trigger ) e dare luogo a un fenomeno di innovazione assoluta, in tutti gli ambiti della vita e della cultura. Scoprite in che modo e perchè esiste questo fenomeno.
  • I cicli storici, e anche del tempo in senso lato, sembrano essere incredibilmente molti, sembrano interallacciarsi e sovrapporsi, e quindi, dal momento che la loro complessità risulta essere davvero alta, programmi informatici come il “TimeWave Zero” – i quali calcolano graficamente i flussi e riflussi del percorso temporale storico – risultano veramente, forse, troppo semplici e “basici” per seguire l’incredibile complessità delle somiglianze tra avvenimenti e delle coincidenze nel corso del tempo e della storia. Ad ogni modo, tutto ciò è soltanto “frutto del caso”, sono solo “banali coincidenze”, o vi è un pattern, un misterioso schema basato sugli archetipi (che condiziona il tempo nonostante se ne trovi fuori) il quale, con una precisione cronometrica, sta dietro lo svolgersi degli avvenimenti?
  • McKenna considerava che il tempo presente veniva “tirato dal futuro verso uno scopo così inevitabile, come una biglia che invariabilmente raggiungerà il fondo di una tazza, quando la si rilascia vicino al bordo finendo a riposo, nello stato con minore energia, ossia in fondo alla tazza stessa. Quello è precisamente il mio modello della storia umana.” Nella “Novelty theory“, Teoria della Novità, determinati periodi storici sono connessi da un rapporto di mutua interferenza costruttiva o entanglement quantistico. Il fattore novità equivale alla densita di connessione sociale – culturale. Mckenna e Meyer interpretavano la storia umana su un software grafico attraverso un sistema frattale autoripetetente attraverso il quale era possibile determinare il livello del fattore novità ( e quindi i vari periodi di cambiamento culturale ) nella storia passata e futura, poichè determinati periodi storici corrispondevano graficamente fra loro.

 

Cicli storici del grafico timewave : 275.606 anni, 4. 306 anni, 67 anni, 384 giorni, 6 giorni, 2 ore e 25 minuti – A ogni termine di ciclo l’ intera storia umana si ripropone in versione moderna con analogie evidenti negli eventi.  

Primo postulato: il tempo ha una struttura mappabile ( frattale ) su un software, è costituito da elementi che ne determinano la qualità e la direzione. La qualità è determinata da questo software realizzato con la collaborazione di alcuni matematici e si può verificare nel passato, presente e futuro. Esistono principalmente due fattori: ” consuetudine ” e ” novelty ” ( inconsuetudine, cambiamento, progresso ). Secondo la teoria il fattore consuetudine sta gradualmente perdendo di valore e si sta dissolvendo.

Secondo postulato: il tempo è ciclico. La sua struttura grafica presenta segmenti di lunghezza di tempo variabile ma costituiti dalla stessa sequenza di ordine dei ” tasselli ” del grafico che si ripetono sempre nello stesso modo, ma appunto a velocità variabile. Da qui deriva l’ altro aspetto del tempo, tempo che influenza la realtà, tempo che influenza gli eventi umani e naturali, e ne deriva una risonanza degli eventi storici. E’ possibile calcolare attraverso la consultazione del grafico, quando un determinato evento ha una ” finestra temporale ” dove quel particolare segmento si ripete. Teoricamente prevedibile fino a ora e minuto. Solamente in quella determinata finestra è possibile che questo evento ritorni in versione moderna.

Terzo postulato: la struttura del tempo ha una data di scadenza. Secondo la teoria, la perdita graduale del fattore di consuetudine rappresenta un cambiamento graduale delle dinamiche tempo – storia che ci porterà a un momento che rappresenterà tutto il tempo – passato e presente e futuro nello stesso giorno – una vera e propria singolarità, e Mckenna ha interpretato questo giorno posizionato nel prossimo futuro come l’ invenzione e attivazione del primo tentativo di viaggiare nel tempo. Secondo lui sarebbe possibile solamente viaggiare nel futuro e non nel passato, ma l’ attivazione di un primo viaggio nel tempo avrebbe comportato una sorpresa imprevista: secondo lui a quel punto la realtà come la conosciamo cesserà di esistere e verrà sovrapposta da una differente dove ci approcceremo in modo differente allo spazio – tempo. Come se avessimo trovato un codice definitivo che sblocca tutto il futuro, e per questo la struttura del tempo cesserà di avere validità.

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Dimostrazione grafica dal 1993 al 2018 Quando il grafico cambia direzione, la storia è in atto: il movimento verso il basso indica / rappresenta il fattore novità ( progresso e cambiamento ) mentre il movimento verso l’ alto indica/ rappresenta il fattore di consuetudine ( stagnazione o stabilità ) e i picchi sono punti di frizione che segnalano una discesa verso il fattore opposto.

Il grafico è rimasto invariato dal 1993 – In basso l’ immagine grafica dell’ 11 Settembre 2001

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In questi articoli troverete il fulcro delle nostre considerazioni, ricerche e argomentazioni di storia, cultura e società, e anche di ciclologia:

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/15/loccidente-ha-esaurito-la-sua-spinta-propulsiva/

L’ Occidente ha esaurito la sua spinta propulsiva

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/16/chi-ha-paura-della-fine-del-tempo/

Chi ha paura della fine del tempo?

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/16/chi-ha-paura-della-fine-del-tempo/

La singolarità tecnologica ben spiegata

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/25/la-singolarita-tecnologica-ben-spiegata/

Quattro momenti di una conferenza tenuta da Terence Mckenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/11/quattro-momenti-di-una-conferenza-tenuta-da-terence-mckenna/

Carmelo Bene

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/04/23/come-e-quando-tutto-e-cominciato-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/05/03/come-e-quando-tutto-e-cominciato-2/

Sincronicità e caso – coincidenze significative Jung e Pauli

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/27/sincronicita-e-caso-coincidenze-significative-carl-gustav-jung-e-wolfgang-pauli/

Sincronicità relazione di significato e acausalità

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/30/sincronicita-relazione-di-significato-e-acausalita/

Sincronicità principio verum factum e caso probabilità e complessità

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/03/sincronicita-principio-verum-factum-e-casoprobabilitacomplessita/

Sincronicità caso ed evoluzione – relazione globale tra psiche e materia

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/08/sincronicita-caso-ed-evoluzione-relazione-globale-tra-psiche-e-materia/

Sincronicità correlazioni olistiche e fenomeni sincronici tra materia e psiche 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/12/sincronicita-correlazioni-olistiche-e-fenomeni-sincronici-tra-materia-e-psiche/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/21/sincronicita-le-correlazioni-olistiche-sono-rare/

 

Considerazioni fantasie coincidenze su Trump

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/11/20/considerazioni-fantasie-coincidenze-su-donald-trump-co/

La teoria dell’ onda temporale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/06/29/la-teoria-dell-onda-temporale-timewave-theory/

Terence Mckenna l’ ambasciatore iperdimensionale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/08/terence-mckenna-lambasciatore-iperdimensionale/

L’ idea centrale della metafisica computazionale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/16/lidea-centrale-della-metafisica-computazionale/

La metafisica della realtà virtuale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/20/la-metafisica-della-realta-virtuale/

I misteri della cospirazione e della linea spaziotempo 1956

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/16/i-misteri-della-cospirazione-e-della-linea-spaziotempo-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/18/ancora-sulla-linea-spaziotempo-post-1956/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/10/02/ulteriori-precisazioni-sugli-anni-da-cui-tutto-e-cominciato/

Cosa è esattamente il fenomeno sincronicità

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/05/cose-esattamente-il-fenomeno-conosciuto-come-sincronicita-popolarmente-noto-come-coincidenza-1/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/08/cose-esattamente-il-fenomeno-conosciuto-come-sincronicita-popolarmente-noto-come-coincidenza-2/

 

Segnali di esaurimento delle novità nella maniera consueta di vedere il mondo e la storia

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/21/segnali-di-esaurimento-delle-novita-nella-maniera-consueta-di-vedere-il-mondo-e-la-storia/

Jazz 33 giri

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/09/03/jazz-33-giri/

La storia: un’ automobile a tutta velocità contro un muro 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/11/03/un-automobile-a-tutta-velocita-contro-un-muro/

La sincronicità e la mente di Dio

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/05/06/la-sincronicita-e-la-mente-di-dio/

Anche la scienza ci dice che la musica non è più quella di una volta

https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/09/17/anche-la-scienza-dice-che-la-musica-non-e-piu-quella-di-una-volta/

Destini clonati

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/03/02/destini-clonati-siamo-dentro-a-un-videogioco/

Vivere in una simulazione olografica

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/12/16/vivere-in-una-simulazione-olografica/

La storia è un processo di metamorfosi

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/03/17/la-storia-e-un-processo-di-metamorfosi/

Analisi di un mondo post viaggio nel tempo

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/06/27/macchina-del-tempo/

Tempo a sandwich – Il presente ha origine dal futuro

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/07/20/tempo-a-sandwich-il-presente-ha-origine-nel-futuro/

Umanità fantasma – la vita dopo internet e i cellulari

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/08/29/umanita-fantasma-la-vita-dopo-internet-e-i-cellulari/

La storia occidentale secondo la dialettica di Hegel

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/07/la-supersintesi-della-storia-occidentale-pensando-alla-dialettica-di-hegel/

Mckenna e un mondo senza Cristianesimo: la mia ricostruzione

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/11/19/ricostruzione-di-un-mondo-senza-cristianesimo-introduzione-alla-visione-di-mckenna/

L’ imminente cambiamento paradigmatico

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/12/06/l-imminente-cambiamento-paradigmatico/

Indagine nei loop – risonanze storiche nella vita personale – I ritorni di persone 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/09/indagine-nei-loop-della-vita-risonanze-storiche-nella-vita-personale-i-fantomatici-ritorni-di-persone/

Come funziona il tempo secondo Mckenna – Timewave Zero 

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/04/06/come-funziona-il-tempo-secondo-mckenna-meyer-timewave-zero/

La teoria delle due terre di Terence Mckenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/06/la-teoria-delle-due-terre-da-una-lecture-di-terence-mckenna-in-inglese/

Le basi della teoria del tempo frattale di Mckenna

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/29/le-basi-della-teoria-del-tempo-frattale-di-mckenna/

Postulati della teoria del tempo frattale

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

Ecco come è tornata la seconda guerra mondiale questa primavera ed estate

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/03/la-seconda-guerra-mondiale-e-tornata-questa-primavera-estate-ecco-come/

( Altri ) cicli storici : la complessità aumenta – elenco cicli storici trovati

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/09/03/altri-cicli-storici-la-complessita-aumenta/

 





Joan Lui, Celentano e un dodicenne davanti all’Apocalisse in prima serata su Canale 5

23 04 2014
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La locandina di “Joan Lui – ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì” di martedì 24 dicembre 1985.

Dal momento che questo blog è, in qualche modo, specializzato in ritorni, in corsi e ricorsi (anche non storici), pure all’interno dello stesso blog, riparliamo di Adriano Celentano, dopo che avevamo già dedicato al molleggiato un post riguardante una sua canzone, dedicata ai mass media, che aveva precorso i tempi.

Questa volta parliamo di un suo film uscito nelle sale nel dicembre 1985, tale “Joan Lui, ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì”, che fece un po’ di scalpore (mi piacerebbe dire “molto scalpore” ma non è così) dalla seconda metà degli anni ottanta in poi. L’opera cinematografica inaugurò ufficialmente l’epopea messianico-profetica di Celentano, cominciata in sordina qualche anno prima in alcune sequenze nell’altro suo film da regista “Geppo il folle” del 1978, proseguita nella fiaba ecologista del 1982 “Bingo Bongo” e poi, dopo appunto “Joan Lui” sfociata nella sua conduzione animalista-profetica dello show del sabato sera di Rai Uno, “Fantastico 5” e in altri programmi in prima serata dove lui era incontrastato mattatore.

C’è da dire che tutto ciò venne anticipato da alcune sue canzoni e album degli anni settanta e da quella canzone del 1966 che abbiamo citato all’inizio, coeva alla molto più nota “Il ragazzo della via Gluck.” Celentano, fin da quei tempi lontani, s’è sempre mostrato attratto dal lato oscuro della civilizzazione occidentale.

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Non vi stupirete, dunque, se scrivo che, fin e soprattutto dai tempi della mia infanzia, ho sempre trovato INQUIETANTE e quasi pauroso l’Adriano nazionale, che passava tranquillamente dalla comicità demenziale alla Jerry Lewis (suo mentore di gioventù) ad agghiaccianti presagi di sventura per l’Occidente intero. Quand’ero bambino, ovviamente, non potevo rendermi conto di certe cose, ma percepivo, comunque, la cupezza e l’angoscia di ciò che vedevo sullo schermo, guardando un film che, da commedia idiota si trasformava in una specie di horror denso di particolari da incubo e molto più paurosi, poiché non riguardavano Frankenstein, Dracula o l’Uomo Lupo ma orribili realtà della vita di tutti i giorni in Occidente.

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Già con “Bingo Bongo”, visto all’età di sette anni in un cinema scomparso della mia città, m’aveva angosciato l’umano-scimmia che mostra la sua forza atavica sollevando un camion in una zona malfamata della città, mentre poco prima era inseguito da brutti ceffi che volevano fargli la pelle, il tutto intervallato da immagini di una torbida orgia in un locale, ma “Joan Lui”, visto su Canale 5 in prima serata – e in prima visione – in non so quale sabato di novembre 1988, fu davvero una collezione di pugni nello stomaco, in crescendo. E ciò ancora più pauroso perché totalmente contrastante con la comicità stile “Drive In” che si respira soprattutto nella prima parte.

Vado a memoria: disperati che si bucano nel cesso del treno, sparatorie sanguinose in pieno giorno (tra l’altro nella mia città, dove girarono quelle scene), rapimenti di ragazze altolocate poi costrette a vivere legate in un tugurio tra ratti di fogna e con un folle che le sta per ammazzare con una siringa mentre vi è il “momento paranormale” – il quale  quindi genera ulteriore stranezza e inquietudine – del messia Celentano-Joan Lui che, dallo schermo Tv – dopo un interminabile momento di silenzio con gli occhi fissi – parla direttamente al drogato-rapitore intimandogli di liberare la ragazza, utilizzando giri di parole da messia; l’incontro con una specie di Anticristo orientale, magrissimo e terribile (che prima era assurdamente tra gli storpi che Celentano aveva miracolosamente guarito!) il quale si rivela essere una specie di “eminenza grigia” del Male che domina i governi del mondo; donne altolocate, apparentemente equilibrate, e poi in preda all’autodistruzione, annunci sibillini di Joan Lui in diretta Tv alla polizia che poi si rivelano anticipazioni telepatico-profetiche inerenti un carico di feti umani destinati alle multinazionali, dentro un treno merci fermo alla stazione…e poi la scena apocalittica finale, dove tutti i sinistri presagi dell’intero film hanno un esito tragico per l’intero pianeta, la Casa Bianca crolla, il demone orientale si trasforma in uno zombi dopo avere vomitato roba biancastra dentro una chiesa ormai completamente sconsacrata, coi crocefissi fatti a pezzi, Claudia Mori (una giornalista sovietica) rimane travolta dalle rovine mentre scrive a macchina e, sotto le macerie tra le sue dita sanguinanti, compare un foglietto con scritto “Ti amo.”

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La scena di “Joan Lui” dove Celentano e l’orientale hanno assurdamente la stessa voce (quella del molleggiato) e Celentano dice “Un tempo avevamo la stessa voce…”

La terribilità di tutte queste cose viene esaltata da un montaggio delle attrazioni – ad opera dello stesso Celentano – e da musiche ad hoc. Tra l’altro, in quel lontano sabato di novembre 1988, venne mandata in onda su Canale 5 la versione integrale, quella non tagliata, quella di più di due ore e mezza. Inoltre, il film, fin dall’inizio fu maledetto, costò uno sproposito ai produttori italiani (tant’è che dovettero persino essere aiutati da certi figuri della Germania Est), venne distribuito male, fece litigare Celentano con mezzo mondo e fu, infine un flop al botteghino.

Ripeto, all’età di dodici anni appena compiuti, dopo aver ricevuto in precedenza qualche avvisaglia dalla visione di “Bingo Bongo” (e successivamente qualche scena anomala di “Geppo il folle”), quel film mi scombussolò, e ciò fu probabilmente l’intenzione di Celentano, il quale ebbe come l’intenzione, tra una risata e l’altra (?!) di mostrare al pubblico come sia meglio non chiudere gli occhi di fronte alle cose più tremende dietro alla scena del mondo come lo conosciamo; a tratti pare che il molleggiato mostri uno strano piacere malefico nell’indugiare negli aspetti più turpi dell’ “anima nera” dell’Occidente.

Sembra quasi che Celentano sia in preda a una specie di “volontà di svegliare la gente prima che sia troppo tardi”, e si senta in diritto e dovere – utilizzando la sua popolarità e la sua esposizione mediatica – di dare il suo contributo per sensibilizzare il pubblico su realtà spiacevoli le quali trovano poco spazio nell’agenda massmediatica, tutta intenta, invece, a minimizzare e occultare gli aspetti spaventosi del sistema criminale in cui l’Occidente si trovava e si trova immerso.

Dicendo che ho altri pensieri al riguardo di questa sorta di MISSIONE di Celentano – la quale dura fin dal 1966 – ma che non esterno (ancora) perché troppo dietrologici, presento la scena del film dove l’Anticristo orientale fa lo stesso monologo che appare in un film americano di qualche anno prima, di Sidney Lumet, “Network”, in Italia “Quinto Potere.”





La fine del coma

13 01 2014

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Nel gennaio 2006, l’allora premier israeliano ARIEL SHARON, sofferente di salute da diverso tempo, entrò IN COMA, in un periodo in cui era molto attivo (al punto da fondare addirittura un nuovo partito politico, Kadima) e dove aveva davanti a sé impegni importanti, come il dossier nucleare dell’Iran, che, proprio nel 2006 sarebbe entrato nel vivo.

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L’immagine impressionante di Ariel Sharon, in una condizione come di non vita e non morte.

Quell’evento aprì una stagione di declino per l’Occidente in generale e Israele in particolare, qualcosa di simile a una lunga agonia: batosta militare contro gli Hezbollah nel luglio 2006 durante la seconda invasione del Libano, fine della “guerra al terrorismo” prima maniera, post 2001 – apparentemente vittoriosa per l’Occidente – con l’espulsione dai pulsanti del potere di molti capi politici di quella guerra, come Donald Rumsfeld, Paul Wolfovitz, John Bolton; corsa al “Centro”, alle “Grosse coalizioni” nelle politiche di stati come la Germania (Angela Merkel) per cominicare a stabilizzare il Potere in Europa in vista della crisi finanziaria che sarebbe partita nel 2007-08 (anche in Italia, nell’aprile 06, si pensava già a una “Grande coalizione”, poi concretizzatasi nel 2011-13), rimonta della Russia in senso antioccidentale nel 2007, l’anno prima della batosta militare dell’agosto 2008, quando l’esercito Georgiano, che aveva invaso la Sud Ossezia per conto dell’establishment USA-Israeliano, venne clamorosamente sconfitto da un contrattacco lampo della Russia; la caduta della banca Lehman Brothers che, nel settembre, rese conclamata la crisi finanziaria, portando l’Occidente a reagire finanziando con soldi pubblici le banche private; sbriciolamento dei piani strategici per l’Iraq e l’Afghanistan; l’inedita coalizione russo-americana che, nel 2009. fece naufragare certi piani bellicosi della stella di Davide; la “crisi del debito” esplosa in Europa nel 2010, la pessima immagine internazionale di Israele nel giugno 2010, durante la faccenda della sparatoria alle navi turche che portavano aiuti umanitari nella Striscia di Gaza; il primo concretizzarsi di una sede ONU per un entità statale palestinese (contro gli interessi israeliani); i periodici tentativi di attaccare l’Iran dal 2006 in poi, sempre bloccati e, da ultimo, il clamoroso dietrofront dell’agosto-settembre 2013, quando la guerra contro la Siria, che sembrava ormai imminente, venne bloccata da una specie di coalizione guidata dalla Russia.

Esattamente otto anni dopo, nel gennaio 2014, il COMA di ARIEL SHARON è finito. Egli è MORTO.

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