2022: un reportage nel futuro potenziale dei prossimi 12 mesi attraverso i cicli storici

2 01 2022
le nostre previsioni di eventi potenziali nei prossimi 12 mesi usando il metodo di ”studio” e interpretazione dei 10 cicli storici scoperti da me nelle mie ricerche del 2013. Catene di cicli storici che collegano anni anche lontani fra di loro. Scopriamo che personalita’ potrebbe avere il 2022.

L’ India diventa il paese più popoloso del mondo. Il primo reattore a fusione sperimentale viene attivato. La Germania rinuncia al nucleare. La prima stazione spaziale cinese è completata. Cominciano i primi conflitti per il controllo delle risorse idriche, e inizia la discesa delle risorse globali. Arrivano i primi vestiti nanotecnologici. Dubai possiede hover taxis automatizzati. 

Quest’ anno faremo un rapporto abbastanza approfondito sull’ interpretazione dei potenziali eventi che interesseranno la geopolitica e il mondo mediatico nel corso dei prossimi dodici mesi. In seguito ci sarà una seconda parte che riguarderà il confronto con ciò che ci si poteva aspettare nel 2021 e la realtà dei fatti.

RIASSUNTO: aumento delle restrizioni relative alla pandemia, chiusure dei negozi, ma è l’ anno finale della “narrazione covidiana” – i primi capitoli di numerose grandi crisi geopolitiche del prossimo futuro: Russia, Messico, Spagna, India, Cina, Stati Uniti – il nostro approccio al nucleare – rischi relativi alla situazione in Ucraina – morte violenta di un membro della famiglia reale o di un politico importante – anno nero dello sport calcistico: guerriglie, tragedie e attentato – una maggiore focalizzazione sull’ ambientalismo – manifestazioni anche violente contro le restrizioni sanitarie – uccisioni di manifestanti negli Usa – crisi o attacco terroristico in un paese mediorientale notoriamente tranquillo: Giordania, Kuwait o Qatar? – incidente nello spazio – il ritorno della ricerca dell’ acceleratore di particelle CERN – comincia un conflitto asiatico – muore l’ ultima icona del Novecento: la Regina Elisabetta II – il Messico soffre un grande conflitto sociale ma ci saranno benefici o esiti favorevoli per il futuro – il popolo Cinese parte di nuovo in marcia – conflitto nel subcontinente Indiano – un altro “report ufficiale” sugli Ufo – blocco dello scambio di risorse fra la Russia e l’ Europa – L’ ultima pagina dei paesi tradizionalmente comunisti – grandi trasformazioni geopolitiche in Corea – Questione vaccini: dal successo al disastro – si configura un nuovo “asse di guerra mondiale” – Transizioni al Vaticano: un nuovo pontefice? – Attacco terroristico a Monaco – Albania e altri paesi balcanici: rievocazioni del passato e una nuova potenziale crisi – Crisi economica nel continente asiatico – evento in Francia relativo ad un dirottamento aereo e le potenzialità – un nuovo capitolo del conflitto Arabo – Israeliano – Kamala Harris (vicepresidentessa Usa) e la carriera a rischio – apartheid vaccinale e un nuovo stile di vita nelle città – La conclusione della vicenda di Hong Kong e la resistenza contro la Cina – Le teorie sul conflitto con l’ Iran diventano realtà –  Allarme rosso sui mondiali di calcio Qatar 2022: rischio di grosso attentato – una nuova pagina della crisi del “terrorismo mondiale” – scioperi generali generalizzati e la Gran Bretagna – La Polonia alza la testa nel mondo geopolitico – Nucleare: proteste, marce e lotta per il disarmo globale – Scandalo nella presidenza Usa – Il dramma delle sparatorie scolastiche in America – La nuova crisi balcanica – Un’ eco dal lontano passato: dirottamenti aerei – Ancora potenziale un grande sisma accompagnato da un devastante tsunami o slavina (Atlantico, Lisbona?) – Tempeste di polvere – Leggi e decreti draconiani – Primavera dei popoli il remake – L’ ultimo giro di chiave del comunismo tradizionale – La Cina e il Giappone si contendono il controllo sulla Corea – L’ Italia replica il novecento storico – Italia: lo shock politico si allinea al 1978 di Moro – Crisi alimentare e scarsità in Europa – Un evento simile a quello di Beirut 2020: enorme esplosione scuote la città, dove? – Una Brexit diversa frammenta di nuovo l’Unione Europea – Il Regno Unito non è più lo stesso: metamorfosi totale – Il presidente Usa si sente male durante una cena in un altro paese? – La Somalia discende di nuovo nell’ anarchia – BLM riaccende la miccia: saccheggi, incendi e violenze – Echi del 1962 e una nuova crisi nucleare: missili ICBM? – La Germania / L’ Europa si immischia nelle vicende messicane innervosendo gli Usa – Attacchi alle ambasciate: i marines Usa in pericolo – Il Centroamerica si piega alle violenze e conflitti  

Vogliamo ricordare che i confini fra le catene di cicli storici non sono netti e un evento connesso al 2021 potrebbe anche verificarsi in ritardo nell’ anno successivo, che sarebbe il 2022 in questo caso

CICLO STORICO DI 87 ANNI: Il 2022 si collega a: 1935 (tempeste di polvere in Usa, leggi fasciste, guerra Italiana all’ Etiopia, Lunga Marcia armata rossa cinese), 1848 (Primavera dei Popoli, manifesto comunista, corsa all’ oro, gli Usa si espandono verso il Messico), 1761 (sisma 8.5 mag. Lisbona, epidemia di influenza londinese) , 1674, 1587 (Stuarda decapitata per tradimento, Inghilterra, Drake attacca la costa iberica), 1500 (Scoperta del Brasile), 1413, 1326 – Qui possiamo vedere una connessione simbolica fra le leggi fasciste e le restrizioni e i decreti relativi alla pandemia covid. Nei primi mesi del 2022 si dovrebbe verificare una intensificazione parossistica per poi volgere verso il declino di queste misure autoritarie. Il 1848 ci indica che il 2022 potrebbe vedere rivolte e rivoluzioni, poi volge alla fine il secolo del comunismo con cambiamenti anche nelle ultime zone della Terra legate a questa ideologia. Si intravede anche la fase iniziale di una grande crisi (messicana / spagnola) (2023 – 1936 guerra civile spagnola) che dovrebbe culminare nel 2023: gli Usa invaderanno il Messico? Ci sarà un sisma disastroso con tsunami atlantico nei pressi di Lisbona in Portogallo? Una figura della famiglia reale britannica si avvicina ad una morte violenta e improvvisa? Oltre al 1587 il 2022 si collega anche con il 1997 della Principessa Diana. 

CICLO STORICO DI 52 ANNI: Il 2022 si collega a: 1970 (Uccisi studenti manifestanti in università Usa, dirottamento aereo, 150.000 vittime di un tifone in Pakistan, Apollo 13 incidente nello spazio), 1918 (Russia esce dalla guerra, muore il Barone rosso, uccisione della famiglia Romanov, la caduta di Damasco e fine del dominio turco, abdicazione del leader tedesco, fine della Grande Guerra, guerra civile russa, pandemia della influenza spagnola, indipendenza dell’ Ucraina), 1866 (trionfo della Prussia), 1814 (Caduta di Napoleone, inglesi invadono l’ America e a fuoco Washington DC e il Capitol Building, attacco anche a Baltimora) (e per il 2023 – 1815 ci sono l’ eruzione del Tambora VEI 6, la fuga di Napoleone, il Congresso di Vienna, Waterloo), 1762 (Caterina di Russia, muore Elisabetta di Russia, olocausto dei Sikh nel Punjab), 1710, 1658, 1606 (nel 2023 – 1607 avremo la connessione al primo insediamento inglese in America), 1554, 1502 (la schiavitù e gli Haitiani), 1450 (L’ invenzione della stampa – la stampante 3d?), 1398 (Tamerlano saccheggia Delhi), 1346 (Guerra dei 100 anni, la piaga della peste in Crimea, bancarotta Italiana) e quindi il (2023 – 1347) si collega alla pandemia di peste – Qui possiamo vedere la potenzialità di un ritorno dei dirottamenti aerei a scopo terroristico, potenzialità di devastanti alluvioni, un incidente nello spazio, i problemi governativi in Russia, la conclusione della guerra Siriana di cui ormai non parla più nessuno, forse in un gioco di potere con la Turchia, la fine della “guerra al Covid” dopo una recrudescenza, i primi grossi movimenti verso una crisi in Ucraina e forse una seconda stagione della presa del Campidoglio a Washington DC, una crisi Indiana relativa ad un conflitto o massacri di persone, il successo crescente della stampante 3d, la vicenda della Crimea che potrebbe sfociare in chissà quale incidente…

CICLO STORICO DI 37 ANNI: Il 2022 si collega a: 1985 (Sciopero nazionale britannico sconfitto, live aid per l’ Etiopia, Guerra Iran vs Iraq, ondata di freddo Italia 1985, 250 soldati periscono in incidente aereo, sanzionato l’ apartheid, attacchi terroristici agli aeroporti: Italia e Austria, l’ anno degli attentati nel mondo) e ricordiamo che il 2021 prevedeva un anno buio per l’ India (1984 anno nero dell’ India) e questa cosa potrebbe riversarsi anche nel 2022. Per il 2023 abbiamo (2023 – 1986) l’ esplosione del Challenger e Chernobyl, forse a significare che si useranno armi nucleari o attacchi chimici – batteriologici nella escalation della crisi Ucraina…!. A seguire il 1948 (Assassinio di Gandhi (connessione alla vice presidentessa Kamala Harris?), nasce Israele, conflitto arabo – israeliano, inizia apartheid, il blocco russo di Berlino, dichiarazione diritti umani) e nel (2023 – 1949) abbiamo la nascita della Rep. Pop. Cinese. Poi 1911 (1910 rivoluzione Messicana) (Machu Picchu, Polo Sud, traballa la dinastia Cinese) e (2023 – 1912 il Titanic), 1874, 1837 (Vittoria diventa Regina, devastante sisma Siriano, Oliver Twist)  (1836 ricordiamo la Battaglia di Alamo in Texas contro il Messico) (2023 – 1838 il Great Trek in Sudafrica), 1800 (Nuova capitale Usa)  (1799 i geroglifici, colpo di stato Napoleone) e (2023 – 1801 nasce il Regno britannico, assassinio dello zar, costituzione Haiti), 1763, 1615.  Qui possiamo vedere la potenzialità di uno sciopero generale britannico, il ritorno sulle scene dell’ Etiopia, una ondata di freddo e neve italiana, il ritorno pesante degli attacchi terroristici, forse anche in Italia, e forse concentrati su aerei e aeroporti, una grande crisi Indiana, il conflitto per l’ Ucraina che parte, pericolo per la vita di Kamala Harris, legata alle simbologie indiane per via delle sue origini [vedere https://civiltascomparse.wordpress.com/2021/01/29/teniamo-docchio-la-vicepresidente-usa-kamala-harris/, il blocco degli scambi di risorse da parte della Russia, la lotta per i diritti umani, la morte della Regina britannica, un colpo di coda nella guerra siriana prima della fine, conflitto fra Texas e Messico alla frontiera, focalizzazione su Washington DC.

CICLO STORICO DI 32 ANNI: Il 2022 si collega a: 1990 (Riunificazione tedesca (Corea del Nord?), dimissioni della Thatcher, Mandela libero, telescopio Hubble (è appena stato lanciato il suo successore), conflitto in Kuwait contro l’ Iraq (la mia idea è che nel 2022 si verificherà una crisi irachena simile a quella dell’ Afghanistan nel 2021), fine della guerra fredda) – (2023 – 1991: sconfitta irachena, salvataggio dei curdi, guerra civile balcanica, colpo di stato in Russia, fine della URSS) e poi: 1958 (il progresso cinese e la mobilitazione, megatsunami in Alaska, nasce la Nasa, la fusione, ribellioni in Venezuela e caduta regime, scandalo nella medicina: talidomide) e nel (2023 – 1959 abbiamo la crisi di Cuba e la fuga del Dalai Lama); 1926 (il primo razzo, sciopero generale britannico, attentato a Mussolini fallisce, scomparsa di Agatha Christie e ritrovamento, la televisione, 1894 (peste di Hong Kong, guerra fra Cina e Giappone per la Corea, affare Dreyfus in Francia, sisma in Calabria), 1862 (guerra civile Usa, 4000 vittime ad Antietam, abolizione schiavitù) (2021 – 1861 unità di Italia e scomparsa del consorte della Regina, proprio come è accaduto nel 2021), 1830 (moti del 30, Carlo di Francia abdica), 1798 (notare 2023 – 1799: colpo di stato Francia) (fallimento della campagna francese in Egitto, il vaccino contro il vaiolo), 1766 (2021 – 1765 primo focolaio della Rivoluzione Americana e l’ allaccio all’ evento del Campidoglio?), 1702 (guerra di successione spagnola, sisma italiano in Irpinia); per quanto riguarda l’ allaccio fra 2021 e 1989 ricordiamo: la Russia lascia l’ Afghanistan (nel 2021 gli Usa, vittoria del movimento Solidarnosc in Polonia e massacro manifestanti cinesi, caduta del Muro e rivoluzione tedesca, rivolta fa cadere il regime in Romania che nel 2021 ha occupato il parlamento contro il Greenpass) che può riversarsi nel 2022. Nel 1990 ricordiamo inoltre un devastante sisma in Iran, uno stampede a La Mecca, attacco con autobomba contro la Thatcher che sopravvive, la Bhutto spodestata (Kamala?), il conflitto di Kuwait). Qui possiamo vedere la possibilità di una trasformazione geopolitica in Corea, ancora indizi della morte della Regina Elisabetta II entro l’ anno, lo scoppio di un conflitto in un paese mediorientale generalmente ritenuto tranquillo (Kuwait? EAU? Qatar? Giordania?), ancora un accenno ad un megatsunami, progressi con la ricerca per la fusione e secondo me si può fare una connessione fra la situazione pandemica covid e lo scandalo della terapia fallimentare del talidomide nel 1958. Ancora sciopero generale in UK, accenno ad un conflitto asiatico relativo a giochi di potere focalizzati sulla situazione coreana, moti rivoluzionari, conflitto potenziale in Egitto, ancora accenno al conflitto “spagnolo – latinoamericano”.

TIME RUNNER ambientato nel 2022
DEATHWAVE (tifone in Thailandia), ambientato nel 2022
THE PURGE (12 ore di crimini legalizzati nella America del 2022 21 marzo)
 

CICLO STORICO DI 44 – 45 ANNI: Il 2022 si collega al 1977 – 1978 (Guerre Stellari, muore Elvis Presley, il wow signal dal SETI, problemi in Sudafrica, debellato il vaiolo e il successo dei vaccini, compromesso in Medio Oriente, guerra civile in Afghanistan e uccisione del leader del paese, il caso dell’ uccisione del primo ministro Moro in Italia, la marcia del milione in Iran, movimento anti nucleare italiano, disastro aereo multiplo di Tenerife, blackout e saccheggi a New York, aborto in Italia, esplosione di camion in un campeggio in Spagna, bioetica e fertilizzazione in vitro, il Papa dei 33 giorni) e il 2021 – 1976 (Grande sisma cinese, morte di Mao Zedong) Ci fanno vedere altri potenziali grandi eventi come un segnale dallo spazio, l’ Afghanistan, in Italia terremoto politico e un potenziale ritorno della situazione degli anni di piombo ma ovviamente per motivi e per vie diverse, inizio dello stravolgimento del paese Iraniano, accenno ad un disastro aereo importante e ad un evento blackout, accenno ad una esplosione di camion e ad un disastro in Spagna. AGGIORNAMENTO:In questa serie il 2022 si collega anche al 1932 – 1934, al 1845 (Texas annesso agli Usa, carestia irlandese), 1890 (la prima celebrazione del 1 maggio giorno dei lavoratori, morte di Van Gogh, massacro di Wounded Knee), 1846 (Scoperta di Nettuno) (Troveremo il Pianeta Nove? Grazie al telescopio James Webb?) (Guerra americo – Messicana ed epidemia di colera), 1755 (Il grande sisma e tsunami di Lisbona – e qui si ripresenta l’ indizio del disastro nella zona dell’ Oceano Atlantico), 1758 (Morte di Papa Benedetto, cometa di Halley) e in connessione con il 1997 potrebbe significare che nel 2022 vedremo una grande cometa?, 1714 (Barcellona cade) e qui ancora l’ indizio sul conflitto in Spagna / Messico, 1665 (scoperta la macchia su Giove, piaga di Londra), 1575 (piaga di Venezia e Sicilia) 1626 (Processi alle streghe, pandemia, San Pietro, New Amsterdam (NY city), 1530 (PARTITA DELL’ ASSEDIO e qui troviamo un’ altro indizio di qualcosa che succederà ai mondiali? Parola chiave “assedio” associata ad una partita di calcio) 1582 (guerra Russia – Polonia), 1538 (carestia ed epidemie in Cina, e in aggiunta nella stessa nazione anche aumento del prezzo del cibo e uno tsunami) 1538 (sisma in Giappone fa 200.000 vittime) 1538 (eruzione dei Campi Flegrei ed esodo di Pozzuoli). Da notare come qui si inserisce anche il ciclo storico (andando di moltiplicazioni) dei 402 anni dove il 2022 si associa al 1620, a significare quindi che LA GUERRA DEI 30 ANNI, catastrofica per l’ Europa, la Germania, a causa delle guerre religiose e delle epidemie (!) si connette al 2020, anno di inizio della crisi pandemica del Covid!

GEOSTORM (disastri climatici nel 2022 e megatsunami come anche la immagine sopra)

CICLO STORICO DI 25 ANNI: Il 2022 si collega: al 1997 (Hong Kong e Cina, morte a Parigi della Principessa Diana – evento stradale e riferimento ad un tunnel, muore Madre Teresa, clonazione, massacri in Algeria, sisma di Assisi, Google, massacro a Luxor in Egitto, sette gemelli in America, influenza aviaria minaccia Hong Kong), 1972 (Domenica di sangue in Irlanda, uccisi manifestanti, presidente Usa va in Cina, lo scandalo presidenziale Watergate, LE OLIMPIADI DEL TERRORE – UCCISIONE DI ATLETI, OSTAGGI, TERRORISTI PALESTINESI, BLITZ FALLIMENTARE DELLE FORZE DELL’ ORDINE, PROSEGUIMENTO DEI GIOCHI E CONTROVERSIA (Questo lo inserisco in grassetto perché si collega alla mia teoria che i Mondiali del 2022, ambientati in un paese come il QATAR siano a grande rischio di attentati o guerriglie calcistiche o incidenti strutturali all’ interno degli stadi) (2023 – 1973 ricordiamo il golpe cileno, la tregua in Vietnam e l’ embargo petrolifero causato dall’ Iran) (altri eventi dal 1972 incidente aereo e sopravvissuti sulle Ande, picco del petrolio in Usa, ebook, microprocessore, Microsoft e Bill Gates, videogioco arcade Pong, il Vietnam del Nord che invade il Sud (allaccio alla Corea?) e a seguire: 1947 (Piano Marshall, fine del dominio britannico in India, gli Ufo e Roswell, partizione del subcontinente Indiano e esodi e massacri in India, crisi alimentare europea) e 1922 (Irlanda e il trattato, Mussolini e la Marcia su Roma, scoperta in Egitto, nasce la URSS, Papa Benedetto muore di polmonite) (2023 – 1923 abbiamo la iperinflazione tedesca), 1897 (Vittoria 60 anni di regno e se Elisabetta II vive fino a febbraio ci sarà una celebrazione inedita per un reale britannico (2021 – 1896 il ritorno delle Olimpiadi e quelle Giapponesi del ’21), 1872 (2021 – 1871 l’ impero tedesco e il grande incendio di Chicago, 1847 (manifestazioni anti borboniche in Italia) e (2023 – 1848 il Quarantotto) e 1822 (Imperatore del Brasile). AGGIORNAMENTO: Il 2022 si connette anche al 1797 (1796 e 2021 vaccinazione antivaiolo e vaccinazioni covid, e quindi 2023 e 1773 e la ribellione del Tea Party di Boston) e poi 1772 (partizione di Polonia, Inghilterra ed emancipazione schiavi) 1722 (RIFORME IN RUSSIA e guerra fra Russia e Persia e fra Afghanistan e Persia), 1697 (MODERNIZZAZIONE DELLA RUSSIA, decreto del Re Italiano chiude il teatro dei comici d’ arte), 1522 (Cortès imperatore), 1497 (falò delle vanità), 1472 (prima edizione stampata della Divina Commedia), e nel ciclo dei 575 anni (andando per moltiplicazioni) il 2022 si collega al 1347! (ANNO DELLA PESTE NERA) e nel ciclo dei 700 anni si connette al 1222 (sisma di Natale di Brescia e cometa di Halley, che si connette a quanto scritto in precedenza!) e nel ciclo dei 775 anni si connette al 1147 (primo riferimento storico alla città di Mosca) e quindi 2023 – 1148 (seconda crociata e assedio farsa di Damasco, Siria – colpo di coda finale della guerra in Siria in arrivo?)  

SAFER AT HOME (film del 2021 ambientato nel 2022 sul covid che devasta il Regno Unito)
THE TOMORROW WAR: viaggiatori nel tempo vestiti da soldati armati piombano nel mezzo della partita Scozia – Brasile dei mondiali di dicembre 2022
 
SEMBRA UNA ESPLOSIONE IN CAMPO (The Tomorrow War)
 
SOLDATI DAL FUTURO DIROTTANO PARTITA DEI MONDIALI 2022 (The Tomorrow War)

CICLO STORICO DI 22 ANNI: Il 2022 si collega: al 2000 (Mappatura del genoma, elezione più controversa della storia americana, Al Gore (e quindi 2023 – 2001: l’ 11 settembre, guerra all’ America, guerra al terrorismo, violenza a Genova e manifestazioni del G8), Putin, primo summit coreano, eruzione solare, crash dell’ aereo concorde in Francia, disastro della funivia di Kaprun (2021 – 1999 abbiamo il crollo dell’ edificio in Puglia con 67 vittime, simile a quanto accaduto di recente in Italia, la guerra e l’ esodo in Kosovo); poi al 1978 e quindi (2023 – 1979 la rivoluzione Iraniana, attacco all’ ambasciata americana e ostaggi, la sindrome cinese e l’ incidente nucleare – ricordiamo che si allaccia anche a Chernobyl – negli Usa, la Thatcher, il pontefice Polacco, la Russia interviene in Afghanistan), al 1956 (2021 – 1955 Il ritiro di Churchill, Disneyland, morte di James Dean, Parks e la rivolta razziale e gli autobus) (Stalin accusato, Elvis e Monroe, nazionalizzazione di Suez, Ungheria rivolta, crisi di Suez, nevicata eccezionale del ’56, pandemia di influenza asiatica, esplosione di 7 camion della Army in Colombia distruggono città e causano un evento simile a quello di Beirut 2020 ma muoiono 10.000 persone —– potrebbe indicare la potenzialità di un grosso attacco terroristico o incidente esplosivo? Dove? – A seguire 1933 (Golden Gate, incendio Reichstag, reazione nucleare a catena, primo campo di concentramento, peggiore anno della depressione economica, fine proibizionismo, chiusura dei negozi ebraici, Germania a partito unico, inizia la dittatura nazista) e 1911, e 1889 (la Torre Eiffel), il 1867 (Il Capitale di Marx, colpo di stato in Messico e leader fucilato, terza guerra di indipendenza Italiana), 1845 (Annessione del Texas), 1823 (Dottrina Monroe), 1801 (Regno britannico si forma, assassinio dello zar russo), 1757 (Guerra dei 7 anni).

CICLO STORICO DI 17 ANNI: Il 2022 si collega: al 2005 (2021 e 2004 – ancora potenziali evento simile a Beslan in Russia, attacco terroristico 11 settembre europeo in Spagna e il grande sisma e tsunami del 2004) (2005 attentato a Londra e in Egitto, furia dell’ uragano Katrina distrugge New Orleans, muore il Papa, matrimonio di Charles, Corea Nord e il nucleare, ucciso il leader libanese, scoperta di Eris, legge anti secessione a Taiwan, sisma 8.6 mag. A Sumatra e 7.6 mag. Nel Kashmir, le vignette controverse danesi, l’ attacco in Giordiania, stampede fa 960 vittime in Iraq); ancora al 1988 (2021 – 1987 la riforma russa, la Intifada palestinese, il collasso economico) (Iraq uccide i curdi con armi chimiche facendo 5000 vittime, rivoluzione in Birmania, disastro aereo in Germania, devastanti incendi a Yellowstone, la vittoria della Bhutto (Kamala?), aereo Iraniano colpito e distrutto dagli Usa, abbattuto aereo statunitense a causa di una esplosione di bomba, il primo virus informatico, il CERN e il web, primo pianeta extrasolare rilevato, siccità e ondate di calore per la estate ’88 in Usa) (e quindi il 2023 si collega all’ importante anno 1989). Al 1971 e poi anche al 1954 (2021 e 1953 la fase REM e gli studi sui sogni e il libro del 2021 sulla precognizione onirica di Eric Wargo, il DNA, la morte di Stalin) (1954 il Rock, la sconfitta della Francia in Vietnam, condannato McCarthy il senatore Usa cacciatore di comunisti, il transfer della Crimea, la vaccinazione contro la polio, i vietcong). Al 1937 (2021 – 1936 abdicazione di Edoardo VIII e la morte del consorte della Regina nel 2021) (Guernica attacco alla Spagna, disastro “aereo” dell’ Hindenburg, epurazione armata rossa di Russia, si scatena la guerra Cina vs Giappone, il massacro di Nanchino) e quindi (2023 – 1938 annessione della Austria, crisi dei Sudeti, falso evento radio sulla invasione aliena, la notte dei cristalli e i saccheggi agli ebrei, la fissione nucleare) (nel 1937 incendi nelle scuole, 17 vittime in Armenia e 500 vittime in America) e ancora: 1920 (Proibizionismo, sisma 8.6 mag. Con slavina in Cina, 180.000 vittime, bomba a Wall Street) e 1903 (il primo volo, incendio nella metropolitana di Parigi, incendio a Chicago) (2021 – 1902 la eruzione del Pelèe collegata a quella del Cumbre Vieja?) e 1886 (prima auto, rivolta di Haymarket a Chicago, inaugurata statua della libertà, Dr. Jekyll e Mr. Hyde), e 1852 (Rivolta dei Taiping e guerra civile cinese), 1801.

CICLO STORICO DI 15 ANNI: Il 2022 si collega: al 2007 (Sparatoria università Usa, 32 vittime, disputa energetica con la Russia e blocco delle risorse coinvolge Polonia, Germania, Ucraina e Bielorussia, introdotto l’ iPhone, camion bomba a Baghdad, centinaia di vittime e feriti, denuclearizzazione Corea Nord, un altro attacco a Baghdad 200 vittime, ondata di calore colpisce la Grecia, incendi e vittime, collasso della rete elettrica, inizia la crisi economica – bancaria che esploderà l’ anno successivo, ennesimo attacco in Iraq 572 vittime, Israele colpisce un reattore nucleare sospetto in Siria, 15.000 vittime per un tifone in Bangladesh, la Regina Elisabetta II diventa il monarca britannico più longevo, assassinata la Bhutto (collegamento a Kamala Harris, vicepresidentessa Usa?) assieme ad altre 20 persone ad un rally politico, proteste e crisi umanitaria in Kenya 1000 vittime), al 1992 (Clinton, campi di concentramento in Serbia, test nucleare cinese, Presidente Usa ha un malore ad una cena con politici in Giappone, crisi alimentare in Russia, guerriglia razziale a L.A., proteste, incendi e saccheggi, guerra civile balcanica, 20.000 vittime nella crisi in Somalia, Uk annus horribilis), al 1977, al 1962 (Crisi nucleare cubana rischia di sfociare in guerra mondiale, il muro di Berlino, muore la Monroe, prima trasmissione satellitare, embargo di Cuba, liberazione di MLK, indipendenza dell’ Algeria, i Beatles, 10 bombe in Francia, 3000 vittime di una slavina in Perù, Concilio Vaticano, svolta antischiavista in Arabia Saudita) (2021 – 1961 il primo uomo nello spazio e nel 2021 un adolescente e un 82enne assieme a Bezos nello spazio e il primo volo spaziale completamente civile) (e quindi 2023 – 1963: il discorso del Sogno di MLK e la lotta per i diritti civili e l’ assassinio del Presidente Kennedy), 1947, 1932, 1917 (scioperi in Russia, guerra mondiale, Germania tenta di coinvolgere il Messico innervosendo gli Usa, guerra sottomarina totale, guerra civile russa, rivoluzione russa, lo zar abdica, gli Usa entrano in guerra, il ritorno di Lenin, dichiarazione Balfour sulla Palestina, esplosione nel porto di Halifax in Canada, oltre 2000 vittime) e quindi (2023 – 1918 influenza spagnola, uscita della Russia dalla guerra in condizioni negative e altri eventi relativi alla situazione Russa), 1902 (Atto di esclusione della Cina) (1901 muore la Regina Vittoria in Uk e Carrie Nation la donna “saloon smasher” contro il vizio dell’ alcolismo)

CICLO STORICO DI 13 ANNI: Il 2022 si collega: al 2009 (Inizia la presidenza di Obama (collegamento a Kamala Harris?), guerra di Gaza, incendi in Australia, influenza epidemica si focalizza sul Messico e si diffonde nel mondo, rivoluzione Iraniana, morte improvvisa di Michael Jackson, sisma Italiano 6.3 mag., Filippine atto terroristico peggiore che abbia mai colpito i giornalisti nel mondo, il film Avatar, a Natale terrorista nigeriano tenta di far esplodere un aereo, cade un aereo Air France), al 1996 (“trovata” la vita su Marte, schianto aereo su una zona altamente popolata di Sao Paulo in Brasile, Boris vince il secondo turno alle presidenziali in Russia, nasce la pecora clonata, i Talebani conquistano Kabul, dirottamento aereo Etiopico con vittime, fine anno la più grande tragedia navale del dopoguerra nel Mediterraneo), al 1983 (scudo spaziale Usa, manifestanti contro dispiegamento missili nucleari, kamikaze colpiscono militari a Beirut, Libano, crisi alimentare africana, 216 marines vittime di esplosione in Libano, Polonia legge marziale, violenza –  escalation nell’ America Centrale, 600 vittime in proteste violente in India), 1970, 1957 (2021 – 1956: denunciati crimini di Stalin, la crisi di Suez e la nave incagliata nel canale per qualche giorno nel marzo 2021 che ha interrotto il commercio internazionale, segregazione nelle scuole Usa, vaccinazioni per la polio) (1957 inizia la decolonizzazione africana, accordo europeo di libero scambio, il primo satellite in Russia, sventato colpo di stato in Russia, esercitazioni per attacco nucleare nelle scuole americane, l’ anno più difficile per la televisione, segregazione scolastica e Little Rock, crimine giovanile in aumento), 1944 (fine dell’ assedio tedesco di Leningrado, guerra mondiale, il D – Day del 6 giugno in Francia, liberazione di Europa e sbarco in Normandia, fallito attentato a Hitler, deportazione di Anne Frank, liberazione di Parigi, attacchi missilistici contro Londra, liberazione della Crimea, presa di Roma, massacri nei campi di concentramento, guerra civile in Grecia) e quindi (2023 – 1945 la Russia libera i campi di concentramento, Dresda, Tokyo, Hiroshima e Nagasaki, la morte del presidente Roosevelt, la fine di Hitler e Mussolini, la presa di Berlino, attacco atomico al Giappone, fine della guerra mondiale, le Nazioni Unite, il declino di Churchill), 1931 (Crisi bancaria tedesca, alluvioni devastanti in Cina, Empire State Building), 1918, 1905 (Domenica di sangue e spari ai manifestanti in Russia, il Giappone sconfigge la Russia, Einstein e la relatività) e quindi (2023 – 1906 il Big One in California e l’ eruzione del Vesuvio) e 1788 a segnalare che il 2023 si collega fra le altre cose anche al 1789 (Rivoluzione francese).   





Il Grande Black Out

27 12 2021

Correva l’anno 2003, precisamente la notte tra sabato e domenica 28 settembre, durante lo spazio di tempo che intercorse tra l’invasione dell’Iraq da parte degli angloamericani nel marzo-maggio precedente (“aprile è il mese più crudele”) e la – allora futura – cattura del latitante Saddam Hussein con la barba lunga, su tutti gli schermi del globo nel dicembre di quello stesso anno, naturalmente acciuffato nei deserti iracheni dagli angloamericani.

Era la notte di un week end di fine settembre e chi scrive si trovava a un piccolo concerto del gruppo ska italiano Statuto, vestito – come tutti gli altri in un locale vicino Savona – in stile mod, a ballare la musica di quel gruppo, che in quell’anno commemorava i vent’anni dalla sua fondazione, a Torino nel 1983, gruppo nato dagli appuntamenti tra quei allora ventenni vestiti mod in Lambretta, i quali avevano assimilato la nuova ondata ska a quei tempi proveniente da Oltre Manica. In quel 2003, l’album della commemorazione del ventennale fu l’orecchiabilissima compilation intitolata “I campioni siamo noi.

Precedentemente, nel tardo pomeriggio, gli Statuto si erano già esibiti davanti a noi dentro un posto underground di estrema sinistra a Savona e poi si era andati tutti quanti insieme a mangiare a una gran tavolata in pizzeria, a cui avevano partecipato altri gruppi della scena ska e anche “rude boys-oi! punk” italiana, i più noti dei quali erano i Klasse Kriminale.

Una volta conclusasi la pizzata, con gli automezzi avevamo tutti preso la direzione verso la vicina località di Albisola, dove gli Statuto si sarebbero di nuovo esibiti. Dalle 22:00 in poi, con tutti i gruppi coinvolti in quel raduno modernista, si ballava in pista: brani reggae, rythm’n blues, funk e naturalmente ska.

Ogni tanto si usciva fuori per prendere una boccata d’aria e, durante un’ennesima uscita, noi tutti, componenti delle band e partecipanti al raduno dei mods, abbiamo improvvisamente fatto caso a qualcosa che era successo nel frattempo. Non c’era più un lampione acceso che fosse uno in tutto l’isolato in cui ci trovavamo; una volta tornati nel  locale avevamo visto che dentro era tutto e solo avvolto fiocamente dalla luce lunare che proveniva dalle grandi finestre: luci elettriche ovunque spente, tutta la strumentazione ferma, altoparlanti compresi.

Dopo che ogni speranza che la corrente elettrica ritornasse, passata un’ora buona di attesa, aveva abbandonato tutti – componenti delle bands, inservienti della sala da ballo-dance floor e baristi, partecipanti al raduno mods-rude boys in abiti anni ’50-’60 (simpatizzanti compresi) – si era capito che quel black out era più grave di quanto avessimo pensato in un primo momento: intorno alle 4:30-5:00 del mattino, le automobili, gli scooter, le lambrette e i furgoncini con dentro la strumentazione musicale, presero la via del ritorno, ci salutammo al buio completo con gli Statuto, gli altri e noi compresi cioè una delle compagnie di amici vestiti in stile mod della quale io ero un componente, via assieme dentro l’automezzo verso il capoluogo ligure, in un’autostrada spettrale completamente immersa nelle tenebre più fitte, così come la salita consueta che feci per ritornare a casa, ormai alle 6 del mattino passate.

Meditabondo, nella mia cameretta dentro cui non potevo accendere nessuna luce, e fuori dalla finestra nemmeno mezzo lampione era illuminato, nel buio a letto cercavo faticosamente di addormentarmi, con nella testa la preoccupazione che potesse essere successo qualcosa di grave tale da mettere in black out tutta la regione.

Una volta sveglio a mezzogiorno di quella domenica, seppi che la corrente era ritornata e che il black out era avvenuto in TUTTA Italia, isole comprese (https://it.wikipedia.org/wiki/Black_out_in_Italia_del_2003), con alcune regioni che sarebbero state in panne ancora fino al giorno dopo; a Roma era successo durante la prima cosiddetta “notte bianca” (voluta dall’allora sindaco Veltroni) con iniziative inerenti spettacolo & cultura previste quasi fino al mattino, coinvolgenti migliaia di persone e, infatti, molta gente di ritorno dalla notte, rimase bloccata dentro metropolitana e ascensori.

La causa sarebbe stata in seguito rinvenuta in un grosso albero caduto in Svizzera a un’ora ben precisa (le 3:01) che avrebbe provocato il danneggiamento di linee elettriche comuni allo stato elvetico, all’Italia e alla Slovenia, che fu parzialmente coinvolta in quel black out.
L’estate europea del 2003 viene ricordata come una delle più calde della storia, con una lista di vittime all’attivo (soprattutto anziani) mai così lunga  e preoccupazioni per possibili black out (qualcuno anche avvenuto) dovuti a un sovraccarico delle linee elettriche per vie dei tantissimi impianti di refrigerazione e condizionamento d’aria, si erano già avute polemiche, dovute anche proprio al fatto che una bella parte dell’elettricità usata nel territorio italiano è importata da fonti straniere seppur paesi limitrofi (https://www.lavoce.info/archives/21803/gli-enti-locali-ci-regalano-il-black-out/), problema tuttora non risolto, come vedremo.

2020, mai così tanti black out come quest’anno in Italia https://www.prontobolletta.it/black-out-record-italia-2020/

Da un po’ di tempo in qua, galleggia nelle narrazioni alternative (su internet in particolar modo ma forse non soltanto), l’idea di un black out generalizzato che potrebbe bloccare tutto il sistema tecnologico su cui poggia l’ Occidente e il non Occidente, sistema di vita collettiva sociale e di sostentamento stesso, basato soprattutto sull’energia elettrica ma anche sui gas e gli idrocarburi, fonti di energia le quali però stanno in posizione subordinata rispetto all’elettricità: se salta questa infatti salta tutto poiché anche la stessa estrazione di gas, idrocarburi e anche carbone si basa sull’elettricità.

Una versione più mite di un evento di questo tipo, riguarda lo spegnimento soltanto della rete internet e non di tutta la rete elettrica.

Quasi una decina di anni fa, nel luglio 2012, avvenne una tempesta della corona solare, con venti provocati da materia stellare eiettata (https://en.wikipedia.org/wiki/July_2012_solar_storm) che, se fossero andati nella stessa direzione della Terra, avrebbero potuto generare una distorsione del campo elettromagnetico terrestre confrontabile a quella del cosiddetto “evento di Carrington” avvenuto nel 1859: ai tempi, forse anche condizionati da alcune idee fantasmagoriche sulle profezie incentrate sulla data allora futura del 21/12/12, si ritenne che se fosse avvenuto un evento analogo (https://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Carrington), in cui le aurore boreali (https://it.wikipedia.org/wiki/Aurora_polare), per dire, furono viste pure in cieli innaturalmente meridionali (a Roma!), le linee elettriche del mondo avrebbero rischiato di saltare quasi tutte e in effetti nel precedente evento di tempesta solare, quello quarant’anni prima del 2012 (https://en.wikipedia.org/wiki/August_1972_geomagnetic_storm), nell’agosto ’72, delle aurore boreali si videro nei cieli non solo della Britannia ma anche della Spagna, vi furono qui e là  black out di linee soprattutto radio-telefoniche, ci si trovò di fronte a diversi problemi per i progetti astronautici dell’epoca e quell’evento del ’72 causò anche la detonazione accidentale di mine navali USA in Vietnam! (nella tempesta del 1859 saltò invece l’unica e sola tecnologia comunicativa di quei tempi basata sull’elettricità, ovvero il telegrafo.)

Nel 2012, la stessa Unione Europea, in un documento adesso irreperibile nel web (http://ipsc.jrc.ec.europa.eu/fileadmin/repository/sta/docs/SWAD_OUTCOME_EUR.pdf), manifestava preoccupazione che una tempesta solare, interferendo rovinosamente con il campo elettromagnetico della Terra, avrebbe potuto provocare una rottura della rete elettrica potenzialmente a livello globale. Furono tanti coloro che sul web in quel famoso 2012 previdero il “grande black out”, molti di quei documenti e testimonianze sono oggi scomparsi, com’è solito succedere spesso su internet, soprattutto se passa un po’ di tempo.

Per esempio, se provate ad andare sulle pagine web (come questa, http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/09/ancora-sul-blackout-prossimo-venturo.html) in cui il celebre avvocato, complottista e astrologo Paolo Franceschetti, nel 2012, profetizzava il black out totale prossimo venturo provocato dall’ “élite degli Illuminati” che terrebbe in pugno il mondo dall’alto dei suo schemi di potere gerarchico-piramidali, oggi non troverete più nulla, ma solo un “redirect” all’attuale sito di Franceschetti ovvero “Petali di loto.” (https://petalidiloto.com/)

A destra Edgar Cayce, a sinistra David Wilcock, personaggi affini tra loro non solo fisionomicamente.

In quell’anno, inoltre, succedeva che, in fibrillazione per la prossimità della data (21/12/12) della presunta fine del “lungo computo” del calendario Maya, da una parte ci fossero personaggi come Franceschetti i quali mostravano di temere come l’ “élite degli Illuminati” potesse provocare lei stessa un “black out generale totale” per i suoi fini di ulteriore assoggettamento delle popolazioni (in vista della supposta implementazione completa del Nuovo Ordine Mondiale-NWO basato su quei comandamenti scritti sulla pietra delle cosiddette Georgia Guidestones), dall’altra; al contrario, dall’altra parte c’erano personaggi come il divulgatore New Age David Wilcock, i quali invece, a quell’epoca avevano preso l’abitudine di dire, ricevendo informazioni segrete da degli “insiders” e/o “whisteblowers”, che l’élite degli Illuminati (pedofili-satanisti?) era in procinto di essere arrestata tutta al completo cominciando da tutti i suoi tirapiedi e “correvano voci” sul web di come “arresti di massa” di più di diecimila persone, sarebbero stati mostrati al mondo in diretta tv in mondovisione e sarebbero avvenuti in seguito a – anzi, durante – un’interruzione totale dell’energia elettrica in tutto l’Occidente se non in tutto il globo, proprio per spezzare il “mondo di prima” (il quale sarebbe dominato – o almeno molto condizionato – nascostamente da quelle “élites pedofile-sataniste”) dal “mondo di dopo”, una volta che l’élite psicopatica sarebbe stata tutta arrestata e quindi la sua influenza sul mondo debellata; veniva detto segnatamente da uno di quegli “insiders”, un certo DRAKE Bailey, da cui Wilcock diceva di ricevere informazioni sul futuro immediato, di come la durata del black out globale sarebbe comunque stata piuttosto limitata per contenere i danni, all’incirca non più di DUE-TRE SETTIMANE, nemmeno a un mese intero ci si sarebbe arrivati e, anzi, questo Drake suggeriva anche di fare scorte di tutti i generi di prima necessità nei supermercati finché ci se lo poteva ancora permettere, ma soprattutto di fare scorta di carta igienica, tanta carta igienica, perché è di quella che ce n’è più gran bisogno se non la si può reperire, diceva semi-serio quel Drake; all’inizio del testo nella seguente webpage risalente ai primi di luglio ’12, David Wilcock disse di come gli “insiders” dentro l’intelligence gli avessero rivelato di quanto questi “mass arrests” fossero “imminent” e, successivamente, nel corso della disquisizione con Drake al riguardo, Wilcock volle far notare come nella Virginia e nel Maryland, ci fossero già state informazioni in merito a massicce interruzioni di energia elettrica, pure vicino alla città di Washington, “mai così spiccate in USA al di fuori di eventi come gli uragani” (probabilmente i recenti “power outage” in California hanno sorpassato di dimensione quei blocchi della corrente di quell’inizio estate ’12!), ecco la webpage in cui si raccontano tutte quelle cose tenendo presente una lunga precedente intervista di Wilcock a Drake e la “luce verde” del titolo si riferisce a un comando militare tipo “semaforo” che avrebbe fatto scattare la grande…”retata”: https://divinecosmos.com/davids-blog/1062-green-light/

Comunque se andate a ricercare sui motori di ricerca usando le chiavi di ricerca “David Wilcock” “Drake” “Interview”, “Mass Arrests”, potete trovare un mucchio di materiale riguardante l’ “attesa degli arresti di massa” di quella primavera 2012, qualcosa venne anche citato in italiano, https://www.oltre12.net/2012/04/david-wilcock-e-drake-informazioni-su.html, dove, inoltre, è riportata una serie di punti elencati da quel Drake riguardanti la mega operazione militare-di polizia internazionale contro i “cattivi”, tra i quali leggiamo il seguente:

Potrebbero verificarsi interruzioni nelle catene di distribuzione. La nostra società si basa su organizzazione complessa degli approvvigionamenti di cibo, energia ecc.. Pertanto sarebbe opportuno preparare una settimana / auspicabilmente un mese di provviste/acqua e beni di necessità. La cosa è cautelativa ma verosimile, anche se cercheranno di ridurre i disagi al minimo.

L’unica immagine che nel 2012 circolò sul web di Drake Bailey, quel (presunto) “insider”, informatore segreto, di David Wilcock.

Questo blog su cui sto scrivendo, partì nel 2008, intorno ai tempi in cui cominciava a farsi più acuta la grande crisi finanziaria-economica dovuta a crolli di grosse strutture finanziarie negli USA, che si estese anche in Europa dal 2010-11: da quel momento lì in poi non abbiamo fatto altro che far notare quanto e come l’Occidente stesse ristagnando, soprattutto culturalmente e nelle sue psicologie collettive ritmate dai massmedia, di come alla velocità sempre più elevata delle tecnologie della comunicazione si contrapponesse un essere FERMI come intelligenza collettiva, bloccata da atteggiamenti inadeguati e disfunzionali dal momento che tutto il possibile “nuovo” (frutto proprio della grande crescita delle tecnologie comunicativo-telematiche), il quale stava emergendo dal 2006-2008 in avanti, era ostacolato dalle vecchie infrastrutture, soprattutto a livello di pensiero di massa (soprattutto in Italia, ça va sans dire, ma niente affatto soltanto lì) e quel possibile “nuovo”, rovinosamente imbastardito da tutto il vecchio ancora presente, vigente e agente, non poteva che prendere delle pieghe grottesche e ridicole, così come sta succedendo col movimento “woke” ovvero il “politicamente corretto cool” (vedere per esempio a questo proposito https://civiltascomparse.wordpress.com/tag/woke)

Gli anni ’10 del XXI secolo sono stati uno strazio, un muoversi “tecnocraticamente” senza un perché plausibile ma solo coazioni a ripetere collettive, mediate dall’iper-tecnologia “come se non ci fosse un domani”, tutto si muoveva vorticosamente e tutto era fermo contemporaneamente. Tantissima azione e zero (spaccato) vero cambiamento radicale visibile a tutti di cui tanti ormai sentivano la necessità. Le illusioni sono seguite a delusioni senza soluzione di continuità: tanti “salvatori del mondo”, “uomini del destino” mass-mediatizzati, gettati (“nella pattumiera della storia” si sarebbe detto un tempo): ovvio che molti alternativi e “leoni da tastiera”, saltellanti sul web tra la terra di “cospirazionopolis” (ovvero gli USA) e la colonia Italia – ma non solo – si buttavano tra le braccia di illusioni, speranze, timori i più campati in aria mentre gli altri pedalavano anno dopo anno in un “business as usual” tra lavoro e “tempo libero” entrambi parcellizzati da ogni tipo di rete sociale fatta di quei piccoli computers ovunque chiamati smartphone (erano ormai lontani i tempi in cui venivano chiamati soltanto “I phone”)… l’atmosfera era satura di una RETROMANIA ormai divenuta quasi un sistema di lettura della realtà, unita a una tecnocrazia reticolare in cui erano ingoiati persino politici carismatici importantissimi che non si capiva mai da che parte veramente stessero poiché sul web ogni parere sul loro conto veniva sconfessato e smontato da altri pareri di solito equipollenti, vicendevolmente, senza respiro.

Il triennio 2017-2019 fu il peggiore, non farò alcun nome tanto li conoscete tutti: da una parte il politicamente corretto militarizzato che avrebbe dato origine al cosiddetto “movimento woke”, dall’altra “parte della barricata” il bullismo e il…”bomberismo” (https://www.vice.com/it/article/gv3vqx/cose-il-bomberismo-pagine-facebook-italiane) oltre a un cosiddetto “sovranismo” che purtroppo spesso e volentieri era soltanto nazionalismo nostalgico (nel senso di “passato recente pre-globalizzazione”, non nel senso di “ventennio”, sebbene tuttavia ci fossero e ci siano fascisti da quelle parti), eppoi smartphone-social network-dipendenze, videogame (in rete)-dipendenze, siti di dating-dipendenze, l’impossibilità di far finire una volta per tutte sia finti politici vecchi e vecchie vedette musicali bollite, sia i reality e talent show; l’invasione di cuochi stellati, mangioni, mangiatori (anche super-mangiatori influencer sul web) e ovunque il trionfo dell’individualismo tecno-manageriale falsamente mitigato da un’economia della condivisione ancora in gran parte inesistente, sebbene la si volesse vedere in giro più frequentemente di quanto in realtà vi fosse; le centinaia di serie tv dalle trame sempre più involute e nerd nel senso più catastrofico del termine; la musica pop radiofonica e da MTV che mostrava tutta la sua decadenza “fashion-mondana-gossippara” ormai quasi compiaciuta di essere decadente e di far rimpiangere la musica delle radio del passato; le scimmiottature delle icone pop del passato da parte delle numerosissime influencers; sul web complottista, le idee asfittiche che ancora perduravano immobili anno dopo anno in un riciclo perenne; eventi riguardanti personaggi famosi diventati tali in uno schioccare di dita: sia capitane di navi cariche di migranti sia ambientaliste poco più che bambine le quali in fondo – nonostante non l’avrebbero mai ammesso – non convincevano nemmeno poi tanto i veri ambientalisti e antifascisti, ai quali sotto sotto non convincevano nemmeno certi movimenti…spontanei di piazza in rappresentanza di un vuoto spinto pneumatico contro dei “rappresentanti della destra” i quali, dal canto loro, per pubblicizzarsi, facevano leva sull’ “essere pop nei social network”, sull’andare a fare i trasgressivi in spiaggia tra gli aperitivi oppure sfruttando mediaticamente l’essere diventati “virali” per via di un motivetto dance, sempre però dicendo di essere devoti alla patria o a figure religiose.

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Posso dire, in tutta sincerità, che uno degli eventi simbolo di quel 2019, per afferrare un po’ quell’atmosfera collettiva ormai satura d’imbecillità senza rimedio, fu quando la vedette televisiva Pamela Prati girava da un talk show all’altro per confessare affranta che un certo suo “principe azzurro”, la quale credeva di aver sposato per corrispondenza dall’America, che pensava fosse “l’uomo della sua vita”, il “protagonista della sua storia d’amore”, un certo Mark Caltagirone, in realtà aveva poi scoperto essere un uomo assolutamente inesistente, nient’altro che un personaggio di fantasia!!!
Vicenda accoppiabile ad altre, come quella in Argentina dell’ex calciatore del Napoli Claudio Caniggia, per mesi e mesi sui talk show, una certa Marianna Nannis, sua ex moglie, monopolizzava l’attenzione parlando e riparlando – soprattutto sparlando – della “nuova fiamma” dell’ex marito Caniggia: una tale Sofia Bonelli (forse giornalista, sicuramente “influencer” su “insta”, con tutti i suoi “selfie” uno dopo l’altro), dicendo peste e corna di entrambi: il nulla totale imperante, per ore e ore, per mesi spacciato come cose importanti! E questa è solo una, solo una delle migliaia e migliaia – a dir poco – delle vicende di questo tipo, tutte quelle che non so, e che girano tra il web e le tv, a migliaia e migliaia, e sono e restano appunto il vuoto pneumatico, che monopolizza l’attenzione dei milioni di visualizzatori di schermi e che nel 2019 sembrava essere proprio al suo apice!

Nonostante la frenesia tecno-comunicativa, straripante di video-foto su schermi ovunque (e forse persino a causa di questa!) gli anni ’10, soprattutto gli anni 2017-2019, si possono riassumere in una parola sola: STERILITA’.

Ecco, le cose stavano così quando nel marzo 2020 ci fu una (prima, primissima penso) “interruzione dei programmi”, quelli di vita proprio s’intende, di tutti i giorni, come uscire di casa e andare semplicemente al lavoro, a far la spesa al supermercato oppure andare in macchina, al bar, al ristorante, in discoteca. Non si poteva far più niente come prima, si era immobilizzati.
Per due-tre mesi le cose si congelarono, non si fermarono mai proprio completamente (non è mai successo) ma le strade e tutti i locali si svuotarono comunque di botto, i movimenti di umani e automezzi ebbero una forte battuta d’arresto, circolavano dappertutto – anziché le persone – le immagini degli spazi vuoti nelle città normalmente pieni di umani e automezzi e che, talvolta, invece, ora – oltre quelli tutti in tuta d’astronauta protettiva che con le lance schiumavano i marciapiedi – quegli spazi vedevano piante e animali selvatici, i quali mai prima d’ora da chissà quanto tempo, si avventuravano in luoghi fino a qualche mese prima invasi dai turisti, come per esempio la laguna di Venezia: arrivarono fin lì dei delfini, per esempio, cosa che non si vedeva da secoli.

E anche dopo il maggio 2020, nonostante il “ripartire” (che l’ho sempre preferito nell’accezione di “ripartire le ricchezze”  e non di “ripartire con il lavoro per il consumismo” ), nonostante il “ritorniamo alla normalità” promanato dagli organi d’informazione, anche se mai si ritornò agli svuotamenti di strade e gli arresti domiciliari di massa di marzo-maggio 2020 – durante quella che allora la chiamavano ancora “quarantena” e non lockdown –  la socialità libera dai controlli ovunque di prima di marzo ’20, era tuttavia scomparsa…e come ci sarebbe potuta ancora essere, imbavagliati da mascherine, distanziati socialmente, controllati, monitorati, gestiti, salvaguardati per il nostro bene? coi bollettini di contagi e vittime quotidiani, e alla fine anche punzonati in massa facendo lunghe file davanti agli “hub”?
E’ come se i ritmi della storia avessero chiaramente voluto mostrarci, a noi occidentali e occidentalizzati, che eravamo fermi, bloccati, prima soltanto psicologicamente, adesso sempre più anche fisicamente. Il “blocco delle cose”, ormai era come tracimato e si era fatto anche fisico, non solo più psico-cultural-sociale.

Quindi lo ZEITGEIST, lo spirito del tempo, di questo tempo, sembra essere diventato (pericolosamente?): blocco, interruzione. Elettroencefalogramma piatto. Forse non a caso, possiamo dire, il presidente USA (ovvero colui che nei flim di Hollywood anni Ottanta- Novanta era il “comandante in capo del mondo che salvava tutti”) uscito dal 2021, è un tizio che viene chiamato “sleepy Joe” e in molte sue raffigurazioni satiriche che girano, viene mostrato alla stregua di un vecchietto con l’arteriosclerosi, o peggio la sindrome di Alzheimer.

Una certa aria che ha tirato in questo 2021, già ben ben distopico per conto suo (con i coprifuoco, le separazioni, le mascherine, le file per andarsi a vaccinare, i lasciapassare, i bollettini, le divisioni e inimicizie ovunque), è stata quella di “paura per il rischio di carenza/mancanza di approvvigionamenti di materie prime” (cercatele sui motori di ricerca e vedrete, soprattutto se aggiungete anche “black out”); a proposito poi di “insiders”, so che il giornalista economico-finanziario Leopoldo Gasbarro, venne qualche mese fa avvisato da uno di questi che la situazione al riguardo non fosse affatto rosea per il futuro, i vari indici non sono positivi e la situazione potrebbe anche sfuggire di mano, e ciò, Gasbarro ha lasciato intendere, potrebbe essere anche sinonimo di “black out.”

Spot andato in onda in Germania negli ultimi tempi.

https://www.ilcambiamento.it/articoli/aumento-materie-prime-e-rischi-di-black-out-gli-stregoni-dell-economia-sono-allo-sbaraglio

Se dunque questo “spirito del tempo” chiamato “blocco”, che possiamo chiamare “non si può più andare avanti” dovesse ulteriormente crescere d’intensità e magnitudo, forse potrebbe davvero concretizzarsi anche nel mondo reale questa, chiamiamola, “leggenda urbana proveniente dal futuro”, la quale aleggia nell’info-sfera da anni, inerente appunto un “black out globale prossimo venturo.” Così come ciò che successe – e continua a succedere – dal marzo-maggio 2020 in poi fu un’intensificazione di magnitudine del “lockdown socio-culturale” degli anni precedenti, il “black out prossimo venturo” potrebbe essere visto come un ulteriore step verso una ulteriore “interruzione di tutte le cose.”

In sintonia simbolica, oltretutto, con l’idea di quel RESET, ormai da anni presente nella mente collettiva e che negli ultimi due anni s’è fatto ancora più presente (vedere a questo proposito l’ultimo articolo sul blog gemello “Il mondo simbolico”, http://mondo-simbolico.blogspot.com)

Anche diversi autori famosi di libri, negli anni passati, hanno scritto di questo argomento, Umberto Eco come vedremo in seguito e, alquanto recentemente, uno degli scrittori statunitensi più celebrati dalla critica, Don De Lillo. con il romanzo “Silenzio.”

Il silenzio: il blackout prossimo venturo secondo DeLillo

La trama è molto semplice. Siamo nel 2022; una coppia, in volo verso New York, è coinvolta in un incidente aereo generato da un improvviso blackout totale.
In città, in un appartamento nell’East Side, tre amici li attendono per guardare tutti insieme il Super Bowl alla TV: una professoressa in pensione, suo marito, fervente tifoso, e un suo ex studente visionario e disadattato.
All’improvviso irrompe il silenzio. Lo schermo del televisore rimane nero e tutta la moderna tecnologia digitale ammutolisce, con tutti gli esiti devastanti che possiamo ben immaginare.
Cos’è accaduto? Una guerra alle porte, un nuovo attacco terroristico dopo l’11 settembre, evento peraltro di cui DeLillo si è occupato? Oppure si è verificata la temutissima implosione della tecnologia, dalla quale dipendiamo tutti, sia a livello personale che globale?

Gli effetti del blackout tecnologico
La descrizione dello smarrimento e delle reazioni dei vari personaggi allo spegnimento della tecnologia è quanto mai verosimile:

Adesso questi tossicodipendenti digitali non possono fare niente, i cellulari sono fuori uso, ogni cosa è fuori uso, completamente totalmente fuori uso. (…) Tutto quello che sta accadendo non era in fondo scontato? Non è quello che alcuni di noi stanno pensando? Era la nostra meta. Niente più meraviglia, niente più curiosità.

“Prossimo venturo” si, ma quando?
Non lo sappiamo…ma una finestra temporale potrebbe forse essere quella che ci suggerisce Marco Celada, un astrologo professionista ex cibernetico, consulente di grandi gruppi industriali, che in un’intervista nel 2013 previde la pandemia iniziata nel 2020 e ci dice che i primi mesi del 2022 avrebbero, secondo le sue analisi, “la configurazione più brutta di tutto il secolo.”

https://www.corriere.it/cronache/21_dicembre_17/marco-celada-fisico-cibernetico-ad-astrological-coach-manager-nel-2013-annunciai-pandemia-segreto-tutto-compleanni-8142245e-5f71-11ec-9db8-81822b3ce727.shtml

Aveva previsto la pandemia con sette anni di anticipo. Lo fece in un’intervista uscita nel 2013 su un quotidiano nazionale, firmata da tale Stefano Lorenzetto. Disse: «Dal 2015 al 2021 ci sarà il periodo più negativo di questo secolo. Più che bellica, l’emergenza sarà ambientale e sanitaria, con lo scoppio di epidemie molto aggressive». […] a suo dire, il peggio deve ancora arrivare: «Da febbraio a maggio, l’indice ciclico planetario raggiungerà il culmine della negatività, una situazione che mai più si ripeterà nel corso di questo secolo. Ma da giugno cominceremo a uscirne».

Dal momento che, negli anni passati, in particolare da dopo il 2008-2010 per culminare nel 2012, la questione del “black out totale prossimo venturo” è stata talvolta convergente a quelle leggende sulle manovre d’intelligence segrete in azione “underground” da tanti decenni, le quali sarebbero a un certo punto sfociate in un’ operazione di polizia internazionale contro quella cabala-deep state (con i suoi centri nevralgici in ordine crescente d’importanza, a Washington, Londra e Roma) responsabile del sistema occulto di potere criminale del pianeta, è chiaro come, dal momento che il black out è visto, in questa linea di pensiero, come il necessario momento di “vuoto operativo” (nel senso di vuoto in cui si opera) tra il mondo vecchio condizionato dalla cabala crudele, perversa e psicopatica e il mondo nuovo in cui ci si sarebbe finalmente liberati, dopo tanto tempo, dal giogo della stessa cabala (arrestata in massa durante l’interruzione globale di energia elettrica): se però passati i giorni e settimane del “grande black out”, una volta ritornata la corrente, si sarebbero viste le cose della politica e della società ritornare lentamente più o meno allo stesso identico modo di prima, allora a quel punto sarebbe stato davvero chiaro una volta per tutte, che le storie circolanti in Rete sugli arresti della cabala oscura dominatrice del mondo, erano state appunto sempre soltanto favole senza fondamento.

Non sappiamo se accadrà nei mesi della prima metà del 2022, non sappiamo nemmeno se accadrà presto o se nemmeno accadrà davvero, fatto sta che dal nostro punto di vista – che di certo non è quello “scientifico-pratico” bensì quello “simbolico-sincromistico” – la direzione che il nostro mondo occidentale e occidentalizzato ha preso da quasi due anni a questa parte, pensiamo abbia uno zeitgeist, cioè uno “spirito del tempo” molto più propizio adesso rispetto che qualche anno fa, per uno sviluppo storico di questo tipo che noi energia elettrica-dipendenti, lo vediamo del tutto inaccettabile e non augurabile nella maniera più assoluta…ma leggiamo cosa va dicendo il fisico dell’Università di Roma Andrea Aparo von Flüe in un’intervista a “Il Giorno”, https://www.ilgiorno.it/economia/blackout-totale-1.7116347

Qualche settimana fa la notizia di un assalto ai ferramenta in Spagna per acquistare bombole di gas e torce nel timore che un enorme blackout potesse “spegnere la luce” nel Paese per giorni aveva suscitato reazioni fra lo stupore e l’ilarità. L’ipotesi di uno stop prolungato alla fornitura di energia elettrica in un mondo iperconnesso e abituato a impiegare le tecnologie 24 ore su 24 pare lontana, anche se l’esplosione dei consumi nel primo periodo della pandemia – seguente anche al ricorso generalizzato allo smart working – è stato uno dei cambiamenti più evidenti nel mondo travolto dal coronavirus. Andrea Aparo von Flüe, fisico, dirigente d’azienda (ha occupato ruoli di responsabilità all’interno della galassia Finmeccanica ma anche in Ansaldo) e docente all’università Sapienza di Roma, dove insegna Strategia aziendali, spiega perché l’ipotesi non è da considerarsi così peregrina.

Professore, perché dobbiamo preoccuparci?
“In Europa stiamo spingendo al limite della capacità il sistema di produzione e distribuzione dell’elettricità. Quanto più ci si avvicina al limite, tanto aumenta la probabilità di una crisi. Ricordando la legge di base di Murphy, ovvero ‘Se qualcosa può andare male lo farà’, nonché la legge di Drucker ‘Se una cosa va male, tutte le altre faranno lo stesso, allo stesso tempo’, c’è davvero da essere preoccupati.
Inoltre la capacità del sistema di soddisfare eventuali picchi della domanda è molto limitata a causa della modifica del mix dei modi di produzione. Abbiamo chiuso per motivi economici ed ecologici le centrali a carbone, ridotto quelle ad olio combustibile, aumentato le sorgenti intermittenti, non investito a sufficienza nei sistemi di accumulo. Insomma, abbiamo fatto di tutto per complicarci la vita”.

Quali sono le cause che potrebbero provocare un grande blackout?
“Un eccesso di domanda di energia rispetto a quanto viene effettivamente prodotto. Oppure una qualunque interruzione di linea del sistema di distribuzione. Pericoli a cui si aggiungono la criticità sul fronte delle scorte, l’aumento dei prezzi dei combustibili e l’obsolescenza di impianti e infrastrutture”.

Quanto potrebbe durare e quali sono le dimensioni dell’area che potrebbe essere coinvolta, se dovesse riguardare l’Europa?
“Per rimettere in piedi l’intero sistema viene stimato un tempo compreso fra i 7 e i 14 giorni. [caso strano, proprio lo spazio di tempo che disse “Drake” a Wilcock nel 2012!] Anche perché il sistema cui facciamo riferimento non si limita alla sola Europa. La cosiddetta ‘Area sincrona continentale’, già conosciuta con la sigla UCTE, è la più grande rete elettrica al mondo. 400 milioni di utenti in 30 Paesi. Comprende Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo Romania, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Ungheria, nonché Algeria, Marocco, Tunisia e Turchia [di certo quindi non si tratterebbe di qualcosa di analogo a ciò che successe ai due paesi toccati a fine settembre 2003…]

Quali sarebbero gli effetti di questo spegnimento “globale” sulla nostra vita quotidiana?
“Colpirebbe qualunque dispositivo o sistema che per funzionare ha bisogno di energia elettrica. Quindi se non tutto, quasi tutto. Telefoni, Internet, sportelli Bancomat, sistemi di pagamento, semafori, metropolitane, il comparto dei trasporti, ascensori, reti idriche e fognarie, televisione, radio, frigoriferi, lavatrici, lavapiatti, auto elettriche. Consiglio, come gioco da fare, di trovarne il maggior numero possibile”.

E se dovesse verificarsi cosa sarebbe necessario avere in casa per passare indenni l’intero periodo di black-out?
“Bisognerebbe avere in casa la dotazione prevista per eventi di emergenza, come terremoti e altre catastrofi naturali. Acqua da bere, almeno due litri al giorno a persona. Cibo. Disinfettanti, medicinali e generi di prima necessità per la cura della persona, carta igienica compresa. Sacchi per spazzatura. Candele e altri dispositivi di illuminazione non elettrici. Combustibile per cuocere e per il riscaldamento. Coperte. Una radio a batterie per eventuali comunicazioni di emergenza. E fatemi aggiungere anche una buona scorta di libri da leggere, giochi di società. E possibilmente una compagnia gradevole”.

Persino un ministro dell’attuale governo, recentemente ha toccato la questione: https://www.ilmessaggero.it/video/politica/giorgetti_black_out_energetico_non_da_escludere_attuale_sistema_approvvigionamento-6354632.html:
(Agenzia Vista) Roma, 30 novembre 2021 “Un black out non è da escludere rispetto all’attuale assetto dell’approvvigionamento energetico. Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di sterilizzare questo tipo di impatto nei confronti delle famiglie, al netto che a livello europeo si definisca un piano per evitare conseguenze peggiori come arrivare a un black out”. Lo ha afferma il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti durante l’assemblea di Confartigianato. Confartigianato Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev agenziavista.it
Questa volta evitiamo di parlare di kW o di Kwh, non parliamo di potenza elettrica o di energia elettrica: parliamo della seria possibilità che ci si possa ritrovare, per un periodo di tempo significativo, senza l’una e senza l’altra. Semplicemente al buio.

Sicuramente, il più dettagliato degli articoli da noi letti al riguardo, è apparso sullo spazio web di un quotidiano italiano a grande diffusione, https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/11/19/non-sono-un-indovino-ma-siamo-vicini-a-un-grande-blackout-ipotesi-assurda-per-nulla/6396634/, lo stesso fisico dell’Uniroma intervistato da “Il Giorno”, approfondisce la cosa entrando meglio nella questione:

Ricordate il 28 settembre 2003? Ore 3:01 del mattino, l’Italia dorme. Il carico della rete elettrica è basso, circa 28 mila MW. Il 25% viene importato da Francia e Svizzera. Notte di tempesta sul Lucomagno, al confine fra il cantone Ticino e quello dei Grigioni, Svizzera centro-meridionale. Il vento fa avvicinare troppo un ramo alla linea a 380kV che trasporta energia elettrica verso l’Italia, interrompendola. Il carico viene ridistribuito fra gli altri collegamenti in funzione, sovraccaricandoli. Intervengono le protezioni. Uno dopo l’altro, si interrompono anch’essi.

Il gestore svizzero alle 3:11, non riuscendo a ristabilire i collegamenti interrotti, telefona al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale – oggi si chiama Terna – chiedendogli di ridurre la richiesta di potenza di 300 MW. Poca roba. Alle 3:21 Grtn soddisfa la richiesta e alle 3:25 le protezioni interrompono la linea del San Bernardino, sempre in Svizzera, sovraccarica al 110%. Segue altra sequenza di chiusura di collegamenti, il sistema elettrico italiano diventa instabile. La frequenza che caratterizza le grandezze sinusoidali di tensione e corrente inizia a oscillare. Dai nominali 50 Hz scende a 47,6 Hz, frequenza non sostenibile dal sistema che collassa alle 3:27.

La maggior parte dei 59 milioni di italiani continua a dormire, con l’eccezione dei romani, che stanno vivendo la “Notte Bianca”, ma al buio. La rete elettrica cade come in un domino, una tessera dopo l’altra. Per rimettere il tutto in piedi si segue la stessa dinamica, senza scorciatoie. La corrente torna verso le 9:00 del mattino nel nord-Italia, al centro alle 16:30 e al sud alle 19:00. In Sicilia si torna alla normalità alle 22:00. Solo la Sardegna e alcune isole minori rimangono sempre accese, perché non collegate alla rete principale.

Ci vollero due minuti e mezzo per spegnere tutto, ma circa 19 ore per rimettere in sesto la rete elettrica italiana. Domanda: poiché l’intero sistema di distribuzione dell’elettricità in Europa è interconnesso, Regno Unito compreso – alla faccia della Brexit – cosa potrebbe accadere se l’intera rete europea diventasse instabile e cadesse?

Ipotesi assurda, diranno i più. Invece no, non è assurda per nulla. Anzi.
Sabato 4 novembre 2006: più di 15 milioni di europei rimangono senza corrente elettrica per due ore. Venerdì 8 gennaio 2021, ore 13:04. Problema di fornitura in Romania. La frequenza inizia a essere instabile, viene raggiunto il terzo dei quattro livelli di attenzione della Entso-e (European Network of Transmission System Operators for Electricity, ovvero Rete europea degli operatori per la trasmissione dell’energia elettrica) che raggruppa 42 soggetti, che recita: “Situazione deteriorata, inclusa interruzione di rete a grande scala. Elevato pericolo per i sistemi adiacenti. Princìpi di sicurezza non soddisfatti. Sicurezza globale a rischio”.

Siamo molto vicini al grande buio. Per stabilizzare la rete vengono avviate le centrali in grado di generare energia elettrica in modo rapido, ovvero impianti idroelettrici e a turbogas. L’intervento di emergenza ha successo, questa volta. Cosa accadrà la prossima?
La crescente quota parte delle fonti di energia rinnovabile, altamente volatili, insieme all’eliminazione di grandi impianti sia dedicati a soddisfare il carico di base (nucleare e carbone), sia di scorta (back-up a turbogas), stanno peggiorando la situazione. In passato sono state registrate 15 operazioni di emergenza all’anno. La media annuale degli ultimi anni è di 240 interventi.

Possiamo solo sperare che il prossimo inverno sia mite, perché se fosse rigido aumenterebbero i consumi di energia elettrica. Per stabilizzare la rete in caso di domanda eccessiva occorre avviare le centrali a turbogas e farle andare nel tempo. Purtroppo l’Europa sta registrando una massiccia riduzione dei suoi approvvigionamenti di gas, le scorte sono limitate. Intervenire con successo, in caso di necessità, diventa più difficile, se non impossibile.

27 ottobre 2021. Klaudia Tanner, ministro austriaco della Difesa, dichiara che esiste un’elevata probabilità di un black-out elettrico che avrà significativi impatti su reti informatiche, telefonia cellulare e utenze private, non solo in Austria, ma su scala europea (NdA: La Difesa austriaca non è nuova a predizioni azzeccate: nel 2017 avevano parlato di una possibile epidemia nella prossima decade che avrebbe paralizzato il mondo. Nessuna magia, nessun “gomblotto”, solo buon senso…). Il che significa affermare che la questione non è se ci sarà un black-out, ma quando. Comunque, le conseguenze saranno catastrofiche.

Cosa fare se si spegne tutto? Bisogna avere cibo, almeno due litri di acqua al giorno a persona, combustibile, candele, batterie per radio e per torce tascabili, denaro contante perché Atm e Pos non funzionano, medicine. Si fermano le infrastrutture: semafori, trasporti pubblici, treni, impianti idrici, ascensori, trattamento rifiuti, frigoriferi. Niente televisione. Si spengono computer e quanto è digitale. No Facebook, no social, no web. Nessun cinguettio. Per quanto tempo? La stima è che per rimettere in piedi la rete europea servono da un minimo di sette al massimo di quindici giorni.

Si consiglia di prepararsi per tempo seguendo un corso di pronto soccorso, prevedere un punto di incontro per familiari e amici se il black-out non permette di comunicare, distribuire compiti e responsabilità fra vicini per gestire al meglio le risorse disponibili (aspetto positivo: sospensione delle liti condominiali?).Nessuno sa esattamente quali saranno le conseguenze di un black-out europeo. Di sicuro non si riuscirà a tornare alla normalità in modo rapido. Si deve prevenire per quanto possibile e prepararsi a gestire la crisi.

Ovviamente stanno già rumoreggiando i complottisti anonimi: “Si tratta di azione concertata dai poteri forti per convincere le masse della bontà della costruzione di impianti nucleari…”; “Per evitare di rispondere alle critiche sull’efficacia del green-pass e dei vaccini, per sostenere la menzogna dell’esistenza di un virus Covid, i digerati, i digitati, le cavallette di Sion, i marinai della Potëmkin, o chi per loro, stanno pianificando l’interruzione programmata del sistema di distribuzione elettrica”; “Si tratta di una strategia di diversione finalizzata all’interruzione del sistema economico-finanziario mondiale per permettere ai rettiliani di prendere il controllo del mondo…”.

Siamo spiacenti di informare che un black-out su scala europea – o nord-americana, perché non sono messi molto meglio di noi – è un evento possibile, basato su solide basi statistiche e di probabilità, funzioni dell’architettura e della complessità del sistema che è stato messo in posto negli anni, delle decisioni molto spesso politiche e non tecniche che sono state assunte.

Il poter finire tutti al buio per un paio di settimane non è una previsione, una divinazione, il risultato di complicati calcoli astrologici o altre tecniche di divinazione, bensì semplice evidenza sperimentale. Dati i consumi, la tipologia delle capacità installate, i sistemi di riserva, le scorte di combustibili, il possibile andamento climatico della prossima stagione invernale, i conti non tornano e, se spingendo i dati un po’ di qua e un po’ di là, li facciamo tornare, il margine è così sottile da non tranquillizzare nessuno.
Dovesse accadere prendete nota che non sono stato io, non ho predetto nulla, anche perché non scrivo quartine, non mi interessano le frattaglie animali o i fondi di tazze di thè e non frequento Cuma e nemmeno Delfi. Meditate gente, meditate, e non dimenticate di fare scorta di coperte calde. Si è dimenticato di citarle.

Torniamo al 2012, torniamo alle profezie di allora, di Paolo Franceschetti, gran parte di esse oggi irreperibili sul web…si faceva evidentemente avvertire la paura del “grande black out” il quale, nel luglio di quell’anno, come si seppe solo in seguito, fu un’eventualità tutt’altro che remota, tutt’altro che favoleggiata solo da complottisti o fuori di testa:
La tempesta solare perfetta (che mancò la Terra)
https://www.lescienze.it/news/2014/03/19/news/tempesta_solare_magnetica_perfetta_espulsioni_plasma_corona_sole-2055531/

La super tempesta solare del 2012 così come l’evento di Carrington. La NASA: siamo stati fortunati
https://www.meteoweb.eu/2014/07/super-tempesta-solare-2012-come-levento-carrington-nasa-fortunati/305914/

Tempesta solare: nel 2012 avrebbe potuto distruggere la Terra
https://www.nextme.it/scienza/universo/sistema-solare/8107-tempesta-solare-2012-distruggere-terra
Etc, etc…

 

Nel seguente aggiornamento che Franceschetti postò nel 2012, l’avvocato-complottista-astrologo presenta uno strano testo di Umberto Eco che il famosissimo semiologo e romanziere italiano fece pubblicare dal settimanale “L’espresso” nel 2003 [vi ricorda qualcosa quest anno?] e che, presentato nella sua rubrica “La bustina di Minerva”, venne poi raccolto nel volume “A passo di gambero.” L’atmosfera di quel raccontino è del tutto in linea con l’idea di un “reset di tutte le cose”, un “nuovo inizio”, uno “staccare la spina dopo così tanto tempo in cui non veniva staccata”, un’ “interruzione dall’ipnosi dei gadget multimediali”, che di certo ha raggiunto livelli d’intensità maggiore adesso rispetto al 2003.

Certo, lo scenario del testo è immensamente più grave e radicale rispetto a quello che finora abbiamo tratteggiato, e Umberto Eco, lo noto leggendo, a questa sua fantasticheria fanta-apocalittica, vi mescola arbitrariamente dei suoi ricordi risalenti a quella seconda guerra mondiale da lui vissuta quando era bambino.

https://forum.comedonchisciotte.org/opinioni/franceschetti-sul-black-out-globale-prossimo-venturo/

Come ho detto nella conferenze e in alcuni articoli, pare si prepari un black out globale, di proporzioni mondiali, che toglierà la luce elettrica per settimane in tutto il globo.
http://paolofranceschetti.com/?p=655 (se ci cliccate sopra finite su uno spazio web vuoto)
I segnali erano diversi e inquietanti.
Attualmente poi ne iniziano a parlare quotidiani come Repubblica e il Sole 24 ore. E già nel 2003 era comparso questo inquietante articolo di Umberto Eco, su L’espresso, segnalatoci da un lettore. Ve lo propongo perché, casualmente, dice le stesse cose che diciamo noi su questo blog da tempo, prospettando scenari possibili, ma anche le soluzioni:

Sogno che dopo un Black Out mondiale si scateni una guerra planetaria

Ho sognato l’Apocalisse.
Quando qualcuno dice “io sogno che…” oppure “ho fatto un sogno”, s’intende di solito che in quel sogno si siano materializzati, o svelati, i suoi desideri. Ma un sogno può anche essere un incubo, in cui si annuncia ciò che non si desidera affatto, oppure un sogno divinatore, che richiede l’intervento dell’interprete autorizzato, il quale ci dica che cosa esso annunciava, prometteva o minacciava. Di questa terza natura è il mio sogno, e lo racconto così come lo sogno, senza chiedermi in anticipo se corrisponda ai miei desideri o alle mie paure.

Sogno dunque che dopo un ‘black out’ globale, che immobilizza l’intero mondo civile, nella ricerca folle delle responsabilità, e nel tentativo di reagire a una minaccia, si scateni una bella guerra planetaria. Ma di quelle coi fiocchi, non un incidente marginale come la seconda guerra mondiale, che ha fatto solo cinquanta milioni di morti. Una guerra vera, di quelle che la tecnica ci consente oggi di fare, con intere aree del pianeta desertificate dalle radiazioni, con almeno la metà della popolazione mondiale che scompare, per fuoco amico, fame, pestilenze, insomma una cosa per bene, fatta da generali competenti e responsabili, all’altezza dei tempi. Naturalmente (si è egoisti anche nei sogni) sogno che io, i miei cari, i miei amici, viviamo in una zona del pianeta (possibilmente la nostra) in cui le cose non siano andate del tutto in modo disperato.

Naturalmente, non avremo più comunicazioni televisive, per non parlare d’Internet, visto che anche le linee telefoniche saranno ormai andate in tilt. Sopravviverà qualche comunicazione radio, usando vecchi apparecchi a galena. Non ci saranno più le linee elettriche, ma rabberciando alla buona alcuni pannelli solari, specie nelle case di campagna, si potrà avere qualche ora di luce, e per il resto si andrà a borsa nera per alimentare dei lumi a petrolio, tanto nessuno starà ancora a raffinare benzina per macchine che, se ancora esistono, non hanno più strade dove correre. Al massimo qualche camioncino, e per il resto carretti e calessi trainati da cavalli. A questa luce scarsa, e possibilmente accanto a un caminetto alimentato con parsimonia disboscando di qua e di là, di sera, ai miei nipoti, ormai privi della televisione, potrò leggere vecchi libri di fiabe ritrovati in solaio, o raccontare di come fosse il mondo prima della guerra.

A una cert’ora ci accucceremo davanti alla radio e capteremo alcune trasmissioni lontane, che ci informano su come stanno andando le cose, e ci avvertono se si addensano pericoli nella nostra area. Ma per comunicare si saranno anche riaddestrati colombi viaggiatori, e sarà bello staccare dalla loro zampetta l’ultimo messaggio in arrivo, che ci dice che la zia ha la sciatica ma tutto sommato continua a campare, o trovare il quotidiano di ieri in ciclostile. Può darsi che, se ci siamo rifugiati in campagna, nel paesino abbiano tenuto in piedi una scuola, e in tal caso darei il mio contributo, insegnando grammatica o storia – non geografia, perché i territori saranno nel frattempo così mutati che parlare di geografia sarebbe lo stesso che parlare di storia antica. Se poi la scuola non ci fosse, radunerei i nipoti e i loro amici e farei scuola in casa, prima le aste, per addestrargli il polso, e non solo alla scrittura, ma ai molti lavori manuali che dovranno fare, e poi via via, se ci fossero ragazzi più grandi potrei fare anche delle buone lezioni di filosofia. Può darsi che per i ragazzi rimanga il cortile della parrocchia, dove sarà sopravvissuto un campetto di calcio (e si potrà giocare anche con una palla di stracci), forse sarà stato ricuperato dalla cantina un vecchio calciobalilla e il parroco avrà fatto costruire dal falegname un ping pong, che i giovani scopriranno più appassionante e creativo dei videogiochi di un tempo.

Si mangerà molta verdura, se la zona non sarà ancora radioattivizzata, e saranno buone le ortiche cotte, che sembrano spinaci. Siccome si moltiplicano per vocazione, non mancheranno dei conigli, e forse ci sarà un pollo di domenica, alla più piccola il petto, al più grande la coscia, l’ala al papà, l’anca alla mamma, e per la nonna che è di bocca buona il collo, la testa e il portacoda, che nei polli ruspanti è il più saporito. Si riscoprirà il piacere delle passeggiate a piedi, il tepore dei vecchi giacconi fuori moda, e dei guanti di lana, con cui si può anche giocare a palle di neve. Non dovrebbe mancare il vecchio medico condotto, capace di mettere insieme qualche riserva di aspirina e di chinino. Si sa, senza più le camere iperbariche, le tac e le ecografie, la vita umana tornerà su una media di sessant’anni, ma non sarà male, calcolando la lunghezza della vita media in altre zone del globo. Rifioriranno sulle colline i mulini a vento. Davanti alle loro grandi braccia i vecchi racconteranno la storia di don Chisciotte, e i piccoli scopriranno che è bellissima. Si farà musica, e tutti impareranno a suonare qualche vecchio strumento ritrovato, per male che vada con un coltellino e una canna si possono fare intere orchestrine di flauti, alla domenica si danzerà sull’aia, e forse qualche fisarmonicista sopravvissuto suonerà la Migliavacca.

Nei bar e nelle osterie si giocherà a briscola, bevendo spuma e vino giovane. Circolerà di nuovo lo scemo del paese, costretto ad abbandonare la vita politica. I giovani demotivati si consoleranno aspirando vapori di camomilla con un asciugamano sulla testa, e diranno che è uno sballo. Riprenderanno fiato, a mezza montagna, molti animali, tassi, faine, volpi, e lepri a non finire, e anche gli animalisti accetteranno di andare talora a caccia per procurarsi cibo proteinico, con vecchie doppiette se ci sono, con archi e frecce in ogni caso, e vibratili cerbottane. Nella notte, a valle, si udranno abbaiare i cani, ben nutriti e tenuti in gran conto, perché si sarà scoperto che sostituiscono a poco prezzo sofisticati sistemi elettronici d’allarme. Nessuno li abbandonerà più sull’autostrada, sia perché avranno acquistato un valore commerciale, sia perché non ci sono più le autostrade, sia perché se anche ci fossero nessuno le prenderebbe più, perché arriverebbe troppo in fretta in zone che sarà meglio evitare, ‘ubi sunt leones’.

Rifiorirà la lettura, perché i libri, tranne casi di incendio, sopravvivono a molti disastri, saranno ritrovati in stanzoni abbandonati, sottratti alle grandi biblioteche cittadine andate in rovina, circoleranno per prestito, verranno regalati a Natale, ci terranno compagnia nei lunghi inverni e persino d’estate, quando faremo i nostri bisogni sotto un albero. Pur udendo dalla radio a galena voci inquietanti, sperando di farla franca, ringraziando il cielo ogni mattina perché siamo ancora vivi e il sole risplende, i più poetici tra di noi inizieranno a dire che, tutto sommato, sta rinascendo un’età dell’oro. Calcolando che questi rinnovati piaceri dovrebbero essere pagati con almeno tre miliardi di morti, la scomparsa delle piramidi e di San Pietro, del Louvre e del Big Ben (New York nemmeno a parlarne, sarà tutto Bronx), e che dovrò fumare paglia, se non sarò riuscito almeno a perdere il vizio, mi sveglio dal mio sogno con molta inquietudine e – dico la verità – spero che non si avveri.

Ma sono andato da uno che pratica la mantica e sa persino leggere le viscere degli animali e il volo degli uccelli, e costui mi ha detto che il mio sogno non annuncia soltanto qualcosa di orrendo: suggerisce anche come quell’orrore potrebbe essere evitato se riuscissimo a contenere i nostri consumi, astenerci dalla violenza, non eccitandosi neppure troppo a quella altrui, e riassaporare ogni tanto gli antichi riti e i desueti costumi – perché dopotutto anche oggi si può spegnere il computer e il televisore e – invece di partire in volo charter per le Maldive – raccontare qualcosa accanto al fuoco, basta averne la voglia.
Ma, ha aggiunto il mio oniromante, proprio questo è un sogno, che si abbia il coraggio di fermarci un momento per evitare che di sogni si avveri l’altro. E quindi, ha aggiunto l’oniromante, che è saggio ma stizzoso come tutti i profeti a cui nessuno dà retta, andate un poco a farvi fot…e tutti quanti, perché è anche colpa vostra.

Possiamo dire che Umberto Eco, nel testo che abbiamo appena presentato, è riuscito a farci comunque evocare certe cose che sarebbero probabilmente presenti in una realtà la quale, a causa della mancanza dell’iper-tecnologia ovunque, farebbe riemergere comportamenti e interessi umani che la computerizzazione portata agli estremi e l’ipnosi della multimedialità 24/7 aveva fatto dimenticare e fatto diventare desueti.
Se, secondo quelle previsioni che abbiamo visto, l’interruzione di energia elettrica su grande scala, dovesse durare al massimo sette, quattordici giorni – a dir davvero tanto un mese – forse non ci sarebbe nemmeno il tempo di abituarcisi ma, anche solo durasse qualche giorno e nel frattempo ci fossero spesso certe nottate invernali limpidissime, la visione della volta celeste stellata non disturbata da nessun tipo di inquinamento luminoso, potrebbe attirare quei tanti che, soprattutto tra quelli nati negli ultimi decenni, uno spettacolo così nel cielo non l’avevano mai visto in vita loro nelle città.
Non sapendo che altro fare nelle prime ore della notte, anche solo per un periodo di tempo non lunghissimo, in una realtà in cui è venuta a mancare del tutto l’energia elettrica, molti – soprattutto i cosiddetti “alternativi” ma non solo – potrebbero aggregarsi a osservare i cieli notturni che, soprattutto nelle zone molto urbanizzate, da tempi immemorabili non avevano avuto più modo di far vedere degli astri così ben visibili!

Concludo questo lungo post, sperando abbiate avuto la pazienza di seguirlo da cima a fondo, aggiungendo una MORALE (?), diciamo così, come alla fine di una fiaba e, infatti, molto recentemente, il 21 dicembre passato, mi sono imbattuto nella seguente storiella, scritta su pannelli su una stradina vicino ai boschi, per invogliare i più piccoli al rispetto della natura: avendo già in testa di postare questo post, mi ha fatto un certo effetto leggerla:

In un luogo molto, molto lontano e circondato dalla natura, due proprietari terrieri di nome Dorothy e Riccardo volevano costruire nuove fabbriche e così iniziarono a disboscare il bosco.
In quel bosco però vivevano il Mago della Natura e la Strega Ghignetta che, preoccupati per la salute delle piante e degli animali che abitavano il bosco, decisero di trasformare Riccardo in un tasso e Dorothy in un capriolo per fargli smettere di distruggere la natura circostante.
Dorothy e Riccardo così trasformati, dentro quei nuovi corpi si sentivano un po’ strani, tuttavia provarono ad adattarsi e a cercare cibo e rifugio nel bosco.
Stanchi e affamati, dopo alcuni giorni decisero di andare a cercare il Mago e la Strega per supplicarli e convincerli a farli tornare umani.
Così si misero in viaggio. Lungo il tragitto, quasi nascosta da un arbusto d’alloro trovarono una volpe ferita, era stata investita da un camion diretto al cantiere della nuova fabbrica in costruzione.
Il tasso e il capriolo la soccorsero, le procurarono acqua e cibo e la curarono con un infuso di bacche di sambuco e foglie di nocciolo.
Una volta guarita la volpe, che voleva sdebitarsi coi suoi nuovi e gentili amici, si offrì di aiutarli a cercare il nascondiglio segreto e per farlo chiese aiuto al suo fidato compagno, il cinghiale grufolante.
Il cinghiale non sapeva dove si trovasse il rifugio ma conosceva qualcuno che poteva saperlo: il saggio gufo, lui di solito era informato di tutti i fatti che accadevano nel bosco.
Il gufo abitava in cima a un’altissima montagna , protetto tra i rami di un’antica roverella.

Il viaggio per raggiungerlo fu lungo e faticoso, pieno d’imprevisti ma grazie alle capacità di ognuno e al lavoro di squadra, gli animali riuscirono a raggiungere la cima.
Giunti a destinazione, dopo essersi rifocillati con un’abbondante scorpacciata di ciliegie e fichi, incontrarono il saggio gufo, che in effetti conosceva il luogo dove abitavano il Mago e la Strega, ma lo avrebbe rivelato solo se avessero prima superato una prova: il tasso e il capriolo dovevano salvare il nido dell’aquila che si trovava in pericolo.
Il capriolo e il tasso passarono tutta la notte a parlare e studiare un piano e il giorno dopo, di buon mattino, partirono alla ricerca del nido.
Nessuno sa veramente cosa combinarono, ma tornarono poco prima del tramonto, portando tra le zampe le uova di aquila intatte.
La prova era stata superata brillantemente!!!
Il gufo sorrise e rivelò la sua vera identità: era lui il Mago della Natura e l’aquila era la Strega Ghignetta!
Durante il tempo trascorso nei panni di un tasso e di un capriolo, Dorothy e Riccardo avevano capito l’importanza della natura e della sua tutela.
Supplicarono il Mago e la Strega di farli tornare umani e promisero in cambio di non costruire più fabbriche.
I due, finalmente umani, decisero di costruire al posto della fabbrica un’oasi protetta per animali e piante, dove pian piano arrivarono abitanti da tutto il bosco.
Gli animali, le piante e gli umani vissero così felici e contenti senza più fabbriche!!!





Intervallo narrativo: 32 anni – la mia storia romanzata

11 11 2021

“32 ANNI” Ispirato al libro “4321” di Paul Auster

“A tiene ‘na cosa da raccuntà? SI! E dimmèl!!!” quotazione dal film “E’ STATA LA MANO DI DIO” di Sorrentino, il 15 dicembre 2021 su Netflix

Logline: Una semi – autobiografia dell’ autore, che mescola eventi reali ed eventi fittizi, e romanzati, una narrazione che si estende dal 1989 al 2022

La storia che vi accingete a leggere è una storia romanzata basata in gran parte sulle circostanze della mia vita, a partire dal background degli anni precedenti il 1990 fino a immaginare il 2022 che verrà. E’ una raccolta di esperienze ed eventi per la maggior parte reali, ma per arricchire e movimentare la trama ho deciso di inserire qui e là alcuni eventi fittizi oppure modificati e riadattati e la maggior parte dei nomi dei personaggi che ricalcano persone reali sono stati cambiati e sostituiti in modo creativo. La narrazione sarà in terza persona e verranno approfondite le dinamiche della vita in famiglia, i mondi interiori dei protagonisti cercando di portarvi alla realizzazione che le nostre vite individuali non sono solo eventi caotici e sconnessi fra loro, ma che invece si intravede dietro le quinte un filone narrativo, una trama ben definita, con anticipazioni costanti di quel che si intravede all’orizzonte.

Si comincerà con la narrazione della prima infanzia con tutte le sue ingenue e mirabolanti impressioni sul mondo circostante, si parlerà del distacco dal proprio ambiente natale e dell’ inserimento in un nuovo ambiente, si arriverà a descrivere le dinamiche del rapporto fra coetanei da bambini sia in un contesto scolastico che in un altro genere di contesto, si potrà viaggiare nel mondo interiore di un bambino ricco di fantasia e immaginazione, dove la mente trasforma quello che vede e richiama quello che apparentemente non c’è. Si analizzeranno i piccoli traumi e impatti con situazioni imprevedibili e spiacevoli e si prenderà coscienza delle graduali ma inesorabili trasformazioni nella fase di transizione dall’ infanzia all’ adolescenza e tutto ciò che comporta per lo sviluppo della personalità e nel carattere in tutte le sue contraddizioni. Si parlerà della gestione di rapporti sentimentali e di tutte quelle turbolenze emotive e la confusione generatasi nella adolescenza, della ricerca di persone di fiducia, della curiosità verso il mondo esterno e nei confronti delle persone più grandi e più giovani, si parlerà del difficile e sempre complicato confronto con l’ altra metà dell’ umanità, il genere femminile, si cercheranno verità nascoste e motivazioni per ciò che succede, si esploreranno le passioni, gli hobbies, gli interessi di carattere intellettuale, si farà menzione di tutta una serie di titoli, fra libri, fumetti e videogiochi, ma anche articoli di blog. Si troveranno narrazioni analitiche delle dinamiche di gruppo in una classe delle superiori ma anche nelle compagnie di amici “delle strade”, si sonderanno alcune delle parti più nascoste dell’ inconscio individuale, e il lettore si troverà a riflettere assieme al protagonista sui ragionamenti e considerazioni di una mente affamata di sapere e pronta ad aprire la porta o anche solo uno spiraglio verso cose e concetti fra i più incredibili, improbabili e assai controversi per quel genere di persone monolitiche e dal modo di essere convenzionale. Si sonderà l’atmosfera di mistero e anticipazione mistica che generano i sogni notturni del protagonista, si verrà sorpresi da coincidenze e sincronicità, si verrà allietati da incontri e congiunzioni fra due persone che cercano di comunicare il loro modo di intendere l’esterno oltre la mente, le loro soggettive interpretazioni della realtà. Si faranno riflessioni sulla mortalità, si troveranno casi di “deus ex machina” e alcuni easter eggs tutti da decifrare, sparsi qui e là. Si ragionerà fino in fondo sullo svilupparsi di relazioni intense, drammatiche, turbolente, che lasciano segni e arrancano come fantasmi interiori negli anni a venire. Si troveranno analisi di come si modifica la interpretazione della situazione geopolitica nel corso del tempo, si scoprirà in sostanza a cosa il protagonista sente di appartenere, verso dove prende direzione il pensiero, lo stile di vita. Ci si tufferà a ripescare quelle che una volta erano vaghe percezioni e idealizzazioni del passato, anche remoto. La narrazione verrà strutturata in modo da far intravedere il curioso fenomeno da me indagato meticolosamente da otto anni a questa parte, quello dei “cicli vitali”, una dimensione alternativa a quella dei “cicli storici collettivi”, quindi per esempio si passerà dal 1989 al 1992 al 1995, in tre sequenze a catena distinte. Sarete voi a intuire le vostre preferenze, se leggere gli anni in ordine oppure seguire il corso delle vicende saltando da un anno all’ altro, alla ricerca di analogie.

9 marzo 1979. Questa è la data in cui l’esistenza di Martino Pacelli venne catturata da un entanglement quantistico e il suo destino venne direzionato verso la realizzazione nella realtà concreta. Questo avvenne quando Nazareno Pacelli, un ventiduenne, si incontrò per la prima volta faccia a faccia con Rosanna Gianelli, una venticinquenne, ad una festa di studenti universitari alla quale entrambi inizialmente esitarono a partecipare. Fu in quel momento che l’intricata sequenza di azioni successive uscì dalla sospensione della potenzialità quantistica e cominciò a concretizzarsi, e le vicende delle loro vite erano già scritte, anche se avrebbero dovuto aspettare dieci anni e tre mesi prima di confrontarsi con il fatto che avrebbero vissuto una vita a tre, interrompendo per sempre quel periodo di una durata anomala in cui furono semplicemente una coppia convivente senza figli e poi marito e moglie divisi fra lavoro e studio, con pochissimo tempo da dedicare a se stessi. E mentre il ragazzo della Puglia e la ragazza del Veneto, trapiantata in Piemonte dal 1961, si parlavano, gli architetti di una dimensione superiore e inaccessibile al pensiero umano cominciavano a tessere le trame di un futuro ancora lontano, decidendo lo svolgersi dei fatti del 1989, la gravidanza gemellare e l’incidente che avrebbe fatto calare un sipario oscuro sugli ultimi giorni dell’anno.

Martino Pacelli giaceva quindi, sospeso nella dimensione della potenzialità quantistica, incorporeo e incosciente, e nel frattempo un esercito di invisibili entità dalle capacità essenzialmente divine cominciavano ad accumulare informazioni sul futuro, decidendo tutto quel che sarebbe stato, costruendo pezzo per pezzo l’identità di Martino, come un essere umano avrebbe fatto con un Sims al computer.

Nazareno Pacelli era uno studente di medicina, uscito da tre anni dal liceo classico, motivo di orgoglio per lui, elemento di spicco di una famiglia di contadini, un ragazzo immerso nella creatività del nuovo e nella continua trasformazione degli stili di vita, ma con la mente ancora ben radicata nelle tradizioni del sud, sempre ben pettinato, un po’ spartano, modesto e pronto a mettersi in gioco, dai modi gentili alle volte, spicci le altre, viveva a Torino in un appartamento per studenti assieme all’ amico storico Michele Balanzone, dedito allo studio ma non in modo così ossessivo come avrebbe fatto credere ai figli in futuro, lui che tentava sempre di sfuggire alle feste dei coetanei e dei ragazzi del circondario, che lo mettevano in imbarazzo e lo forzavano a indossare temporaneamente una maschera di carattere che non si sentiva appartenergli, si era lasciato convincere a partecipare a quella festa perché era evidente che qualcuno aveva intercettato una informazione dal futuro e aveva inspiegabilmente intuito che se Nazareno avesse incontrato una certa Rosanna Gianelli, si sarebbe potuto creare un legame duraturo e forse definitivo fra di loro. Nel frattempo anche la suddetta ragazza, che davvero aveva la testa da tutt’ altra parte, immersa in tutte le riflessioni che si addicono ad una giovane insegnante di matematica alle elementari, veniva circondata dalle amiche, presa per mano senza tante spiegazioni e trascinata ad una festa che in circostanze normali non avrebbe nemmeno preso in considerazione, perché ormai era ora, era arrivato il tempo di conoscere il ragazzo con i baffi, fare un salto nell’ ignoto e vedere se succedeva qualcosa di intrigante.

Nazareno era il secondogenito di Martino Pacelli e Maria Secchio, dai quali si era separato nell’ infanzia degli anni delle elementari, mentre i suoi genitori andavano a vivere in Germania per lavorare in fabbrica, e in quel periodo lui visse con i nonni, Celeste e Riccardo, in una casa isolata nella campagna brulla del Gargano, in condizioni di profonda povertà, senza elettricità e privi di qualsiasi genere di comfort, tanto che anche un ragazzino così comprensivo della necessità di fare qualche sacrificio per continuare a campare e lavorare duro era stato spinto al limite della sopportazione, e così, un giorno, appena trovata l’ occasione, generando suo malgrado tanto dispiacere ai nonni, mise in moto la Vespa azzurra della famiglia e si lanciò sulla strada, fuggendo dal podere di famiglia, convinto di vivere un’ esistenza ingrata e disagiata, con le lacrime agli occhi, diretto verso la città di Sannicandro Garganico, dove avrebbe chiesto ospitalità ad altri parenti, che ce n’ erano in quantità. Le lacrime e il desiderio di riscattarsi, la mancanza dei genitori che lo avevano lasciato al suo destino, o almeno così formulava i suoi pensieri da infante, mentre invece Martino e Maria si davano da fare per permettergli un futuro di agi modesti e di studio intenso. Quando i due coniugi tornarono in Italia, la cerchia di famiglia aveva compreso la fame di sapere e la determinazione a confrontarsi con il mondo di Nazareno e avevano deciso di proporgli gli studi classici. Era il figlio della speranza, lui, si chiamava come il fratello maggiore, scomparso a due anni perché affetto da poliomielite, e lo spirito dei tempi che erano richiedeva lo sviluppo graduale di un enorme salto di qualità intellettivo fra una generazione e l’altra. Rosanna era la primogenita di Giovanni Gianelli e Fernanda Duò, un operaio che era stato in guerra e una casalinga e contadina dedita alla fattoria di famiglia. In origine aveva vissuto in Veneto, nella piccolissima località di Corbola, anni di giri in bicicletta a guardare il fiume Po che scorreva imperterrito e sempre uguale a se stesso, di abitudini rurali, dando da mangiare alle galline e ai gatti nella fattoria di famiglia, gestita dalla donna decisa e operosa che era Fernanda, mentre il mite, introverso e riservato Giovanni si recava a lavoro e faceva il suo dovere in silenzio. A sei anni le venne affidato il compito di contribuire a prendersi cura del nuovo nascituro, il fratellino Antonio, e a otto anni, il 13 ottobre del 1961, la famiglia Gianelli, che aveva messo in vendita la fattoria, cercò miglior fortuna in Piemonte, e si trasferì a Pinerolo. Rosanna era una ragazzina sensibile e una perspicace osservatrice, sempre dedita a carpire intenzioni, espressioni e pensieri interiori di chi le stava attorno, cercando di analizzare l’ atmosfera che tirava ed era ben consapevole di ciò che accadeva e di cosa esso rappresentasse, anche se il filone dei suoi vorticosi pensieri era influenzato da una sfumatura considerevole di vittimismo e rassegnazione, che però la spinsero sempre a dare il meglio di sé per emergere e dimostrare di che pasta era fatta. La sua era una famiglia a gestione materna, poiché la Fernanda era una personalità moderatamente dominatrice, mentre il Giovanni preferiva lasciare a lei le redini, e così l’ adolescenza di Rosanna venne plasmata da quella presenza pressante, quella madre con cui si metteva spesso in competizione e dalla quale avrebbe preso le potenzialità genetiche per diventare una donna in carriera, sebbene insicura e in difficoltà nei primi anni, una volta diventata una donna di quarant’ anni sarebbe diventata anche lei una donna forte che non si lasciava mettere i piedi in testa da nessuno, ma in quegli anni di adolescenza, questo futuro le era inaccessibile, e dunque ecco che lottava per farsi riconoscere per le sue capacità. Pensava al futuro, lei, anche mentre annotava il flusso dei suoi pensieri sui suoi quaderni che doveva strappare di mano al ribelle fratellino, che non aveva alcun permesso di sbirciare nella sua vita di parole, frasi che rappresentavano uno sfogo, espressione di una chiusura in se stessa, perché lei percepiva l’ importanza di costruirsi una rete sociale e di vivere libera negli anni più spensierati, ma la realtà che le premeva addosso era che le sue uscite di casa erano ridotte al lumicino da una famiglia che, lei riteneva, in nessun modo poteva arrivare a comprenderla fino in fondo, e così, mentre la madre diventava sempre più imponente e a tratti minacciosa, inarrestabile nella sua tenacia, e il padre diventava sempre più piccolo e inerme, almeno nella sua soggettiva e incompleta visione delle cose, perché l’ incomprensione della vastità interiore era reciproca e mai espressa a gran voce, lei si trovava a gestire lunghi periodi di solitudine, leggendo, studiando, preparandosi ad un futuro migliore, e fantasticando nei suoi racconti una vita come quella in televisione, e crescendo diventava sempre più sensibile, ma nel contempo sempre più ordinata e meticolosa, determinata a diventare una donna vera, ancora inconsapevole di quanto corredo caratteriale avrebbe trasmesso geneticamente al primogenito. E così decise di iscriversi alle magistrali e studiare da insegnante per bambini. Nazareno Pacelli, inconsapevolmente diretto verso questa giovane donna, studiava al liceo classico in Puglia, si faceva tanti amici, fra i quali i due più importanti erano Michele Balanzone ed Elio Pifferaio, dimostrando un carattere abbastanza estroverso, anche se sarebbe rimasto eternamente ignaro di alcune delle sue caratteristiche eccentriche, era ben inserito nel contesto dei giovani pischelletti del Gargano. Aveva trovato la sua passione nel calcio, e una grande ispirazione nel piacere di acculturarsi e di essere lui quello che insegnava ai genitori i fatti del mondo, antico e moderno. Aveva un innato senso del dovere e non si faceva problemi a rendersi disponibile per aiutare il padre a raccogliere i pomodori e fare altri lavori manuali e pratici, anche perché aveva ben presente l’atmosfera in cui viveva, ed era ben disciplinato. Aveva rispetto e comprensibile timore del padre, che era un brav’ uomo, ma non si faceva scrupoli nel lanciare qualche scappellotto al figlio per fargli capire come comportarsi. Nazareno aveva sviluppato un certo grado di superiorità nei confronti della gentaglia dei quartieri della sua città, quei ragazzi ribelli e perditempo che si lasciavano attrarre dalla piccola criminalità e dai vizi, e si organizzavano in bande, e lui, che aveva il pallino della giustizia ed una vena innata di moralismo, si scaldava per poco, e diventava un leone quando assisteva ad episodi di bullismo oppure veniva coinvolto dalla smania di far casino dei turbolenti, rumorosi e faciloni ragazzi del sud, e così faceva mettere le mani nei capelli alla madre con le sue frequenti azzuffate e accese discussioni. Visse così, figlio unico e personaggio locale, fino a quando sua madre lo sorprese con un fratellino a diciannove anni. E mentre lui partiva per il nord, i suoi genitori iniziavano un nuovo capitolo in famiglia.   

1989

L’ anno dell’incubazione

1

Erano passati dieci anni dall’ incontro fra il ventiduenne con i baffi castani e dal fisico atletico e la venticinquenne dai lunghi capelli neri che sembrava uscita da un film in bianco e nero, e dopo lunghi anni di costante contatto, conoscenza delle rispettive famiglie, viaggi e convivenza, i due si erano sposati il 6 giugno del 1987, ed erano andati in Grecia per il viaggio di nozze. Rosanna Gianelli era un’insegnante di matematica alle elementari e Nazareno Pacelli si dedicava ai duri turni da guardia medica. Avevano deciso di stabilirsi a Torino, in un appartamento al quarto piano di un condominio grigio scuro, dalle tapparelle verdi, nella frazione di Nichelino. Il bambino che aveva sorpreso la famiglia Pacelli si avviava a diventare un tredicenne in agosto, ed era un bel ragazzino, con i capelli castani a caschetto e la corporatura esile, e viveva con il padre e la madre di Nazareno, che erano riusciti ad avviare il percorso universitario più rinomato, quello per gli studi di medicina, il figlio calciatore propenso alle azzuffate con i ragazzacci di strada, e avevano avuto in dono dall’ ironia del destino una terza chance, dopo che il loro primo figlio gli era stato strappato via dalla malattia, e così ora crescevano il giovanotto Enzo Pacelli. I genitori di Rosanna erano tornati nelle campagne del Veneto, nella minuscola località di Corbola, comprando una casa nei pressi della chiesa, con un cortile e un grande giardino sul retro, che era un po’ come una giungla, dove avevano sistemato il pollaio, dove crescevano le galline alle quali di tanto in tanto la nonna Fernanda torceva il collo schiacciandole con un manico di scopa, e possedevano anche un paio di gatti, assieme ai quali spesso si aggiravano per casa dei randagi venuti a banchettare. Il fratello di Rosanna, Antonio, ventinovenne, aveva trovato da diverso tempo una fidanzata e si preparava a sposarla in quel maggio.

Per l’Epifania, Rosanna aveva assistito alla vecchia tradizione del rogo della Vecia, dove si appiccava il fuoco al fantoccio raffigurante una vecchia dal mantello nero con la scopa, che tutte le feste si portava via, e i due giovani coniugi erano andati al cinema a vedere Chi ha incastrato Roger Rabbit.

Nazareno veniva addestrato al duro lavoro preparatorio al mestiere di medico ufficializzato, e passava diversi giorni e diverse notti lontano da casa. Avrebbe compiuto trentadue anni il giorno di San Valentino. Certi fine settimana li passavano a pranzo o a cena dagli amici di famiglia o dai colleghi di lavoro, oppure si recavano in montagna per mangiare al ristorante abituale del Gran Truc.

Nazareno guidava una fiat 127 rosso mattone che si rompeva ormai sempre più spesso, gettandolo nella frustrazione, mentre Rosanna possedeva invece una fiat 126 che quell’ anno venne ammaccata da una giovane donna alle prime armi con la patente.

Rosanna era ancora molto legata alle sue radici e alla famiglia, e visitava di frequente il sonnolento paesino popolato da anziani, Corbola, mentre il fratello aveva optato per tagliare il cordone con i suoi e dedicarsi pienamente alla vita di marito, ed era diventato un autista di autobus di linea.

2

L’ anno della resilienza di Nazareno e Rosanna

Rosanna aveva trentacinque anni e il chiodo fisso della sua vita in quel periodo nebuloso era la sensazione di essere in balia di circostanze incontrollabili. Aveva passato una adolescenza percependo il tempo come un lento flusso di meditazioni e osservazioni e poi a ventun’ anni aveva deciso di iniziare a lavorare, e nel frattempo studiava, si arrovellava sui suoi libri e sui suoi appunti frenetici.   

Nonostante tutta la sua dedizione al mondo del lavoro e all’ insegnamento, dentro di sé percepiva la mancanza di qualcosa, un vuoto da riempire.

Dentro di lei, intangibili agli occhi esterni, vagavano i fantasmi del passato. La voce della madre che chiamava ancora di frequente, talvolta anche due volte nello stesso giorno.

I timori della solitudine e dell’inadeguatezza adolescenziale, flussi di pensiero che sfociavano inevitabilmente nel vittimismo, le sue condizioni di vita attuale che le suscitavano queste malinconie a livello inconscio. Se qualcuno avesse sbirciato nella sua mente, con quegli ingranaggi neuronali che continuavano a girare in tondo avrebbero saputo riconoscere la sua inconsapevolezza nel sentirsi sola contro tutti e tutto. Forse era per via della vita abbastanza “ritirata” che conduceva, come se credesse che il suo ruolo nel mondo era dietro le quinte invece che sul palcoscenico della ribalta, che a lungo andare influenzava la sua personalità e la spingeva a lamentarsi silenziosamente di tutto. Sembrava arrivata ad un punto morto, non trovava più la soddisfazione dei tempi d’ oro, le mancavano le energie, tutto appariva come una montagna da scalare e anche quando le amiche e gli amici del marito la invitavano a pranzi, eventi e passeggiate, qualche volta lei vi rinunciava. Non erano le persone in se il problema, ma il fatto che nella sua interiorità faticava ad ammettere di aver perso le tracce del senso di ciò che faceva e di ciò di cui faceva esperienza.

Lo staff della scuola dove insegnava la metteva sotto pressione e lei si ripeteva che bisognava andare avanti nonostante tutto, dimostrarsi capaci e superiori, e si creava tutta una serie di discorsi interiori che erano praticamente delle strategie di autoconvincimento e scavava nel suo comportamento, cercando sempre un modo per migliorarsi, che però in sostanza era tutto basato sulla percezione di dover apparire in un modo più deciso di come si sentiva quando era sincera con se stessa, quando sapeva di non avere gli occhi addosso e si poteva lasciar andare alle sue riflessioni, automagnificate e pregne di emotività.

I suoi bisogni e le sue esigenze erano forti, insistenti, divoranti a tratti. Spazi vuoti da riempire con la presenza altrui, la percezione di sentirsi distaccata dal marito, che non era mai a casa con lei, che dedicava il suo tempo agli altri e non a lei, il desiderio impellente di vedersi in un qualche vago altrove, di emergere dall’ apparente squallido stile di vita che conduceva, ma lei era incapace di percepire i meccanismi del Grande Sistema Universale e non poteva sbirciare fra le pieghe del tempo e andare a far visita al suo io del futuro e anticipare i successi del futuro e le costanti trasformazioni alla quale sarebbe andata incontro. Lei era lì che si aggrappava alla trottola del Tempo, e anche se i giorni scorrevano, a lei sembrava di vivere in un presente senza confini. E così trasferiva le sue scottanti frustrazioni sullo stato della sua vita sul marito, accusandolo di essere improduttivo e intrappolato nell’ immobilismo quando invece le giornate del marito erano piene fino all’ orlo di costante attività, e lei alternava sensazioni di delusione e disillusione con picchi di gratitudine e amore incondizionato verso Nazareno, che era ormai una parte di sé, una dimensione congiunta della sua mente, una figura talmente familiare da trascendere ogni cosa, e allora quell’ uomo distratto, distante, poco emotivo oppure troppo apprensivo, diventava improvvisamente l’ uomo più meritevole dei beni del mondo, una persona amica da rispettare senza riserve, perché a Nazareno piaceva stupire e quando era su di giri faceva apparire tutto speciale, particolare, giocoso, divertente, i suoi discorsi intrisi di magnificenza e carisma. Erano piccole effimere incostanti gemme che andavano assaporate, bisognava prendere la palla al balzo perché c’ erano sempre in agguato le piccole cafonerie fastidiose, le parole avvolte in confezioni di rabbia e rimandate al destinatario, la fatica del quotidiano e la tenera magia di questi momenti poteva dissolversi come neve al sole. E fu così che in un giorno di giugno 1989, Rosanna decise di accendere la luce nel suo mondo di nebbia e grigiore, e chiese a Nazareno di fare l’amore. Ci avevano provato per anni a generare un figlio e dare una svolta alle proprie vite, ma avevano incontrato notevoli difficoltà, e quando decidevano di farlo, il percorso zigzagato a mò di flipper delle loro conversazioni centrava spesso l’argomento figlio e riproduzione. Ma quel giorno Rosanna e Nazareno concordavano sulla stessa linea: vada come vada e non prendiamoci troppo sul serio. E fu così che richiamarono senza rendersi conto i legislatori extradimensionali della teoria del dimentica e ottieni: quando si abbassano le aspettative e si smette temporaneamente di focalizzare le energie mentali su qualcosa, ecco che tutto si incastra alla perfezione e magicamente si aprono le porte più impensabili. Da qualche parte nelle smagliature del Tempo e dello Spazio una certa entità si trasformò da una condizione di sospensione incorporea in un embrione fisico e concreto. Una nuova vita che si accompagnava ad un’altra. Nell’ utero di Rosanna prendevano forma due gemelli. La madre in divenire non ebbe molto tempo per razionalizzare quell’ immediata sensazione che qualcosa era cambiato, perché il suo corpo venne assalito in modo repentino da tutte le sintomatiche di una gravidanza in corso, e la sua vita prese un ritmo più affrettato, alle prese con quella che si preannunciava come una gestazione difficile.

I primi malesseri cominciarono fra il 14 e il 15 giugno, e quando Rosanna avvisò Nazareno, stressato dalla pesantezza della routine, lui reagì come di consueto: con una rabbia velata da paura. Fu così che, pensando a cosa stava succedendo con sua moglie, si distrasse alla guida ed ebbe una colluttazione con un motociclista. Superata la fase di rabbia reattiva, Nazareno decise che Rosanna andava ricoverata, e così Rosanna passò i giorni fra il 18 e il 20 giugno caracollando fra il divano e il letto, e Nazareno rinunciò alla guardia medica per starle vicino. Rosanna venne ricoverata di nuovo fra il 23 e il 24 giugno, e passava ore e ore con la nausea, che spariva solo verso sera. Il 26 giugno, in una giornata che percepiva come pessima, con un malessere da incubo, venne confermato il suo stato di gravidanza. Il giorno successivo venne messa sotto flebo e paracentesi. Il 28 giugno le venne tolto il drenaggio ma per il 3 luglio rientrava in ospedale per il quinto ricovero di quelle settimane. Fortunatamente, a farle compagnia in quella circostanza c’ era la madre, venuta a trovarla, che restò fino alla prima ecografia del 9 luglio, mentre invece il 4 luglio Nazareno partiva per Roma per partecipare al Mediterranean Congress of Urology, un congresso dedicato alla specializzazione che lui aveva scelto. Il 7 luglio Rosanna credeva di poter tornare a casa, ma invece venne tenuta dentro. Il 10 luglio era esasperata dalle condizioni stressanti del ricovero. Il 12 luglio con una nuova ecografia arrivò la conferma: si trattava di due gemelli. Una delle camere era un po’ più bassa del previsto, e probabilmente questo fatto avrebbe comportato alcuni problemi che si sarebbero dovuti risolvere. Il 14 luglio, ancora presa dalla nausea, Rosanna faceva ancora difficoltà a capacitarsi che tutto fosse vero, e per qualche minuto cercava di autoconvincersi che no, non c’era nessuna gravidanza, ma che la nausea invece fosse dovuta a problemi di ansia psicosomatica. Ma nel frattempo, la realtà delle cose riemergeva sempre dall’ apnea, e Rosanna venne fatta tornare a casa. Le venne spiegato che quel che si era verificato era una ascite al fegato dovuta alle cure contro la sterilità.

Il 19 luglio diede la grande notizia all’ amica Antonella Egitto, originaria della Calabria, e il 28 luglio scoprì che il termine della gravidanza era fissato per l’ 8 febbraio del 1990. Il 1 agosto constatò da una nuova ecografia che andava tutto bene, e il 4 agosto ricominciò a studiare tutti i giorni, decisione che però la fece ritirare di nuovo nel suo vortice dei pensieri alimentati dalla routine casalinga. L’ 8 agosto venne ricoverata di nuovo per il cerchiaggio, che le provocò dolori, mentre il 9 agosto Enzo Pacelli, giovane fratello di Nazareno, compiva tredici anni. Il 19 agosto Rosanna credeva che le sue giornate da incinta sarebbero cominciate a diventare piuttosto discrete, ma dovette ritirare le sue parole il giorno successivo quando i malesseri ricominciarono. Era di nuovo sprofondata in una sensazione di vuoto interiore, ed entro la fine del mese si sentiva stufa e annoiata. Era sempre sola, costretta a riflettere sulla sua condizione di vita, e troppo spesso Nazareno trascorreva le notti in guardia medica.

Il 17 ottobre, tramite una nuova visita, Rosanna e Nazareno scoprirono di aspettare due maschietti. Avevano già cominciato a tirare fuori una lista di nomi potenziali. Era più che probabile che sarebbero stati chiamati Martino e Giovanni. Entro il 6 novembre, come ad anticipare psicologicamente il grande strappo nella Storia che rappresentava la notte stupefacente del 9 novembre 1989, la caduta del Muro di Berlino e la folla che si accalcava chiedendo di superare il confine fra le due parti della Germania, Rosanna cominciò ad avere serie difficoltà di respiro, che si scoprì successivamente che erano dovute ad un edema. Per il 18 e 19 novembre Rosanna ricominciò a sentirsi male, così tanto che, intimorita dalla tachicardia e dall’ annebbiamento della vista, svenne, battendo la faccia sul pavimento e spaccandosi un dente.

Nei giorni successivi Rosanna ricominciò a proiettare le sue frustrazioni interiori sul marito, accusandolo di nuovo di arrancare nell’ improduttività, di essere troppo pigro, lui era sempre stanco ma non poteva nemmeno cominciare a capire la sua stanchezza, la sua condizione, era semplicemente fuori dalla sua portata. La loro vita sembrava affondare in una palude di immobilismo, e Rosanna si sentiva bloccata in ogni sua iniziativa, perché la vita con Nazareno comportava sempre dei limiti, delle restrizioni, e lei si sentiva frustrata dal suo atteggiamento dogmatico.

Il 26 novembre le giunse all’ orecchio la notizia in anteprima che i genitori e i nonni paterni di Nazareno avevano intenzione di far loro visita per una riunione di famiglia nelle vacanze di Natale, e per lei ricominciarono i timori relativi alla sua sensazione di inadeguatezza nei loro confronti, si sentiva fuori posto in quella famiglia, lei desiderava solo stare con il suo Nazareno e pensare al loro futuro da genitori.

3

Il 19 dicembre 1989 e la discesa nell’ abisso

L’ agitazione interiore di Rosanna era in una fase di crescendo ogni giorno che passava, la preoccupazione le gorgogliava nello stomaco, continuava a immaginarsi lo scenario natalizio, con i genitori e i nonni di Nazareno che arrivavano con il ragazzino tredicenne, e si sentiva frustrata dall’ impossibilità di scegliere una alternativa, la più piacevole delle quali era rimanere finalmente sola con suo marito, a festeggiare a modo loro, invece che essere costretta a sedersi di fronte a delle facce, a conversare degli affari suoi, a sentire la tensione che fremeva appena sotto pelle. Nazareno aveva addirittura fatto un acquisto abbastanza eccentrico il 7 dicembre, un albero di Natale che a Rosanna parve così grande e ingombrante che si chiedeva perché, che cosa voleva dire con quell’ affare, credeva davvero che a lei interessasse passare un intero pomeriggio a inserire le palline sull’ albero, le stelle filanti, e districarsi fra i fili delle lucine? Eppure eccolo lì, che si ergeva a padrone del salotto, quell’ albero così alto, che le ricordava costantemente l’arrivo del Natale e dei temuti pranzi e cene in famiglia. Ormai si sentiva consegnata al suo destino, di nuovo sola contro il mondo, e così si rassegnò, e aiutò suo marito ad addobbare, ricordandogli comunque che lei preferiva un bel Presepe e che dovevano cominciare a tirare fuori le statuine, e soprattutto doveva accompagnarla a Messa senza tante scuse.

Proprio quando il dado sembrava ormai tratto, in una giornata che venne trascorsa in modo normale, alle dieci e mezza della sera arrivò una telefonata drammatica da Sannicandro Garganico. Era il martedì 19 dicembre 1989, una data che sarebbe rimasta impressa nella memoria collettiva della famiglia.

Nazareno e Rosanna erano sgomenti. Era accaduto qualcosa di impossibile, un fulmine a ciel sereno. Gli scenari ripetutamente immaginati riferiti alle vacanze di Natale si dissolsero e uscirono repentinamente di scena, come se fosse esplosa una bomba.

Martino Pacelli, il padre di Nazareno, era solito recarsi al podere alla guida del suo Ape a tre ruote, e poco dopo il tramonto era stato colto da un colpo di sonno, lui che di solito era un uomo operoso e instancabile, che si faceva venire la pelle scura sotto il sole, e si era andato a schiantare.

La prognosi era fin troppo drammatica: Martino era in coma e le sue gambe erano seriamente danneggiate, e probabilmente non avrebbe più camminato.

Nazareno non aveva alcuna intenzione di lasciare la madre Maria e il fratellino Enzo ad affrontare questa impensabile situazione da soli, e così chiamò immediatamente il suo migliore amico, Michele Balanzone, e il giorno dopo i due si recarono all’ aeroporto, diretti a Bari. Michele era un uomo onesto e generoso e si era reso disponibile senza esitare.

Rosanna lo vide partire e fu come se fosse stato inghiottito in un’altra dimensione. Furono giorni di silenziosa contemplazione, una discesa negli abissi dell’inconscio, e tutto sommato adesso Rosanna avrebbe di gran lunga preferito la paziente sopportazione di un pranzo e una cena con voci un po’ più rumorose del consueto piuttosto che assistere a quella che per lei sembrava la frantumazione di quel nucleo famigliare.

Di nuovo il futuro si presentava come ignoto e temibile, un salto nel buio. Se un evento del genere poteva accadere e trascinare tutti quanti nella disperazione, che cos’ altro poteva aspettarsi?

Di nuovo si sentiva come se tutto fosse sbagliato, come se fosse intrappolata in un incubo accidentale dal quale non riusciva a svegliarsi. All’ improvviso si sentì come una donna con il velo da sposa che era stata abbandonata all’ altare, con il futuro marito che non si era presentato all’ appuntamento con il Signore. La verità era che lei si percepiva come una donna sola, isolata, alienata dall’ ambiente circostante, mentre Nazareno era membro di una famiglia numerosa e non poteva fare finta di niente di fronte a tutto questo, come poteva lei anche solo pensare di poterlo tenere stretto a sé mentre la sua famiglia attraversava quella tempesta, lui apparteneva anche a loro e non era una sua esclusiva. Furono le vacanze più anomale e insignificanti della sua vita. Nazareno non si fece vivo con una chiamata né alla Vigilia né il giorno di Natale, il 26 dicembre chiamò ben due volte, ma la sua voce non era più la stessa. Sapevano che era l’inizio di un incubo. A Martino venne amputata una gamba e anche l’altra era assai malmessa. Il coma continuava.

1992

Le stelle cadenti portano una nuova vita e il giovane Enzo trascorre l’estate con il fratello e la sua famiglia

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Enzo Pacelli era un giovane di quindici anni, dal fisico atletico e i capelli neri, che viveva con la madre a Sannicandro Garganico, nelle immediate vicinanze della scuola gestita dalle suore e della strada più trafficata della zona, che portava verso il mare, al lido di Torre Mileto. In città aveva un sacco di amici ed era un bravo ragazzo, disinvolto e sportivo. Abitava in una casa a tre piani, con la caratteristica tipica della regione della serranda che veniva chiusa la notte di fronte all’ ingresso, la cucina al piano terra, tre bagni, due microscopici e uno grande vicino alla sua stanza, che era accanto al salotto e al piccolo terrazzino, una camera di dimensioni modeste, con un quadretto raffigurante un angioletto sulla parete sopra al suo letto, due rampe di scale per arrivarci, e due cuori rossi con su scritto “mamma” e “papà” sulla parete in cima alla prima scala. Il padre Martino era morto due anni prima a causa di un incidente stradale, quando aveva solo 59 anni. Nella sua camera c’ era una libreria, dove manteneva la sua collezione di fumetti di Dylan Dog, una passione che forse celava una dimensione ombrosa nella sua personalità, un certo gusto per il macabro e il fascino del mistero e del paranormale. Suo fratello maggiore, Nazareno, aveva diciannove anni quando era nato lui e due mesi dopo già partiva per studiare medicina a Torino, perciò Enzo era stato cresciuto come un figlio unico a tutti gli effetti. Il fratello in quell’ anno si stava specializzando in urologia e pur risiedendo a Torino, nella frazione di Nichelino, lavorava a Casale Monferrato. Enzo era radicalmente diverso da lui e dopo le difficoltà della scuola media aveva deciso di lasciare gli studi a sedici anni, che avrebbe compiuto il 9 agosto. Enzo vivacizzava notevolmente la vita della madre, che come da tradizione doveva vestirsi sempre di nero fino alla fine dei suoi giorni, che lo cresceva da solo ed era una donna semplice e affettuosa. Enzo da bambino era stato influenzato dallo stile di vita spartano e dinamico del padre, un uomo che già a cinquanta anni mostrava i segni dell’età, le profonde rughe sulla faccia, un fisico magrolino e i capelli grigi. Maria era una donna che portava gli occhiali, i capelli scuri ed era rotondetta, occhi sereni, e si occupava di tutte le faccende di casa. Mano a mano che cresceva, assumeva un atteggiamento ironico e amichevole con la madre, che nulla avrebbe potuto farci se il figlio fosse cresciuto come uno dei delinquentelli della zona, ma non era questo il caso perché Enzo non aveva vissuto la necessità di spiccare del fratello, di interrompere il ciclo di una generazione di contadini e operai, ma si capiva subito che era comunque un ragazzo onesto e rispettoso.

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Rosanna e Nazareno, di trentotto e trentacinque anni, vivevano con il figlioletto Martino, che aveva due anni. Nazareno continuava a fare turni di lavoro in luoghi distanti da casa, e la coppia trascorreva le giornate importanti e i weekend con vari amici di famiglia, come per esempio Antonella Cairo, oppure Ornella e Paolo, una insegnante delle elementari collega di Rosanna e un impiegato delle poste, che avevano due figli adolescenti e vivevano anche loro a Nichelino, i coniugi Balanzone, Michele e Lara, e la famiglia dell’ altro amico storico di Nazareno, Elio Pifferaio, che era sposato con la donna affascinante che era Maria, che aveva una certa somiglianza con Rosanna, con la quale aveva due figli, un maschio e una femmina nati negli anni ottanta. Michele si stava specializzando in dermatologia, Lara era una segretaria, mentre Elio lavorava in una azienda e Maria era una casalinga. In questo gruppo di cari amici era consuetudine aggregarsi per un pranzo in un certo albergo – ristorante di montagna che si chiamava “Il Gran Truc”. A Nazareno piaceva l’ atmosfera calma della montagna e l’ immersione nella natura, così si organizzavano con frequenza per delle gite di gruppo, per poi rilassarsi con un picnic collettivo e scattare delle foto da accumulare e inserire in dei quadernetti della Fonsati o della Marvin, perché quelli erano ancora tempi in cui possedere delle fotografie era ritenuto importante e necessario, era un mondo quasi del tutto privo di cellulari, ben lontano dalle mirabolanti tecnologie degli anni a venire, che avrebbero cancellato la cultura delle fotografie conservate per decenni.

Per le vacanze di Pasqua e i ponti primaverili erano soliti andare a trovare i genitori di Rosanna, a Corbola, nelle campagne idilliache del Veneto, dove viveva anche Antonio, il fratello di Rosanna, in una villetta, che aspettava assieme alla moglie il primo figlio, Alessio, che sarebbe nato nel luglio di quell’ anno.

In estate erano soliti trascorrere settimane lontano da casa, facendosi dalle otto alle dieci ore di macchina per raggiungere la Puglia e andare in spiaggia, dove Nazareno si dilettava a fare il sub e Rosanna prendeva il sole e si distaccava dalla smania del lavoro, e al ritorno si soffermavano per almeno due settimane ancora in Veneto. Quell’ anno a Corbola sarebbe stato diverso perché Fernanda e Giovanni avevano deciso in maggio di dare ospitalità, in una sorta di “adozione”, alla sorella di lei, una donnina minuta, diabetica e incapace di badare a sé stessa autonomamente, a causa di una disabilità mentale. E così, ora in cucina, seduta sulla poltrona, c’ era la zia Agnese, silenziosa, che sfogliava una rivista partendo dall’ ultima pagina, e ogni tanto faceva qualche commento sconnesso ai discorsi che sentiva attorno a sé, oppure chiedeva se c’ era la guerra oppure una bambolina con cui giocare, perché dentro di sé, pur essendo abbastanza anziana, era ancora una bambina. Ogni sera, Fernanda e Giovanni si organizzavano per farle la puntura per il diabete.

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Rosanna era diventata una preside nel settembre del 1991, e in quest’ anno di narrazione lavorava a San Giorgio e cercava di ottenere il trasferimento, ma non le venne offerto. In febbraio aveva ricevuto uno dei rarissimi regali da parte di Nazareno, forse addirittura il primo, non si ricordava bene, degli orecchini che lei apprezzò moltissimo. Avevano trascorso il trentacinquesimo compleanno di lui con i Balanzone, Michele e Lara. Per il secondo compleanno di Martino avevano organizzato una giornata con gli amici di famiglia al ristorante di montagna, il Gran Truc. Ogni tanto Rosanna faceva visita, assieme a suo figlio, alla biondissima amica Antonella Cairo, che tanto apprezzava la presenza di quel bambino, e ascoltare dei suoi progressi nella crescita. In maggio, Rosanna cominciò a credere per diversi giorni di essere incinta a causa di alcune piccole sintomatiche che percepiva nel suo corpo, ma in realtà non era così, o almeno non ancora. Forse queste percezioni improvvise erano una sorta di inconscio flashforward per quello che sarebbe successo in agosto. Rosanna a metà giugno aveva discusso al telefono con Maria, la suocera, delle difficoltà scolastiche di Enzo e di come affrontarle, e lei e suo marito Nazareno erano rimasti un po’ contrariati e dispiaciuti, in seguito, quando avevano appreso che Enzo voleva lasciare la scuola, ma non potevano fare altro che farsene una ragione e vedere cosa sarebbe successo. In luglio, Martino si prese la bronchite. Quando si fu ripreso completamente, nella serata del 25 luglio Rosanna e Nazareno, assieme a lui, partirono per Sannicandro Garganico, arrivando a destinazione poco prima delle sei di mattina del giorno dopo. Rimasero assieme a Maria ed Enzo e a fare le giornate alla spiaggia o agli scogli e le serate nell’ animato centro cittadino fino all’ 8 agosto, e poi, nonostante fosse il suo sedicesimo compleanno, Enzo decise di accompagnare il fratello e la moglie, con il figlioletto, nella seconda tappa del consueto viaggio estivo, le campagne del Veneto. Partirono di notte e arrivarono a Corbola alle 9:30 del mattino del suo compleanno, dove venne accolto da Fernanda e Giovanni, e i genitori di Martino pensarono spesso che era come avere un altro figlio, e così, nella notte delle stelle cadenti, fra il 10 e l’ 11 agosto, scoprirono di aver concepito un altro bambino. Rosanna era esterrefatta e aveva dedicato una nota a mò di striscione a caratteri enormi su quelle due pagine della sua agenda, chiedendosi quando era successo. Fecero ritorno a Torino in tre per il 25 di agosto, mentre Enzo prese il treno per tornare in Puglia. In quel periodo avevano fatto delle gite anche al mare Adriatico della zona, nella località di Rosolina, dove però il mare era più sporco e ricco di alghe, la sabbia era ben diversa, e l’ atmosfera totalmente differente. In quella zona si poteva fare un percorso naturalistico lungo il quale quell’ estate si misero in cammino. Il lido di Torre Mileto era molto diverso, c’ era una spiaggia ben curata, con un bar – pizzeria, frequentata solo dalla gente locale, dove ci si conosceva tutti e ci si aggiornava con quelli che vivevano lontano sui fatti dell’ anno trascorso. Intorno a quel lido c’ era una spiaggia libera, costellata di ombrelloni che la gente portava da casa, sempre tremendamente affollata, e più in là c’ erano gli scogli, che erano spesso occupati da gente che parcheggiava i camper abusivamente e si fermava a cucinare grigliate.

Ancora più in là c’ era la nota Torre di Mileto, una costruzione biancastra, con una scala che portava ad una porticina, ma solo in rare occasioni era visitabile. Ad ogni modo, attorno alla costruzione si poteva ammirare la bellezza del mare profondo. Appena dietro il lido c’ era un albergo, un bar con l’ edicola e una zona dove si poteva campeggiare. Rosanna e Nazareno pensavano che non c’ era nessun paragone possibile con altre zone di Italia, e quindi tornavano sempre con piacere.

Il 3 settembre venne data la conferma a Rosanna di essere incinta. Mancava qualche settimana al suo trentanovesimo compleanno. In quei giorni, Fernanda e Giovanni si erano concessi uno dei loro rarissimi viaggi, decidendo di andare in Puglia a trovare Maria ed Enzo e a visitare la zona di San Giovanni Rotondo. In settembre, Rosanna ricordò i terribili giorni del 1989, quando le tornarono i temuti malesseri della gravidanza, una sensazione di nausea infinita. La madre aveva riservato per la figlia dei dubbi su questa nuova gravidanza, come avrebbe fatto con il lavoro, come avrebbe mantenuto due figli, quanto tempo avrebbe lei e l’ anziano marito di più di settant’ anni potuto veder crescere questo bambino, e quindi Rosanna era rimasta un po’ delusa dalla conversazione con la madre. Aveva scelto il giorno del suo compleanno, consapevole che lei avrebbe chiamato, per annunciare alla suocera Maria del fatto che aspettava un altro bambino, e lei aveva reagito con stupore e un po’ più di contentezza per la buona novella.

Ad un certo punto, ad ottobre, Rosanna continuava a chiamare in Veneto, e aveva cominciato a sospettare che fosse successo qualcosa di strano, quando notava che rispondeva sempre il padre, e dopo un po’ fu lui a riferirle che la madre aveva subito una operazione al seno che era andata a buon fine, e che lei voleva mantenere il silenzio, ma lui pensava che lei dovesse comunque saperlo. Proprio quel giorno, Martino fece un brutto ruzzolone, e Rosanna lo portò di corsa al pronto soccorso, temendo che si fosse rotto qualcosa, ma il bambino aveva le ossa di ferro e non si era procurato nulla di grave.

Il 4 novembre prese parte al funerale della moglie di Giuseppe, fratello della madre Fernanda. A novembre frequentava spesso la località di Pinerolo e andava al Gran Truc. L’ 11 novembre Martino festeggiò il suo onomastico assieme alle “zie”, le migliori amiche della madre, Antonella Cairo e Ornella Racugno Diana.

Il 18 novembre Rosanna accompagnò il marito Nazareno a presentare la sua tesi con la quale riuscì a completare la sua specializzazione in urologia. Rosanna aveva trovato quell’ autunno una babysitter per Martino, che era una giovane e vivace ragazza che si chiamava Giovanna.

Il 10 dicembre ricevette i risultati della amniocentesi e le venne dato conferma che il secondo figlio sarebbe stato un altro maschio, e che era sano, fugando i piccoli timori di essere ingravidata così tardi con l’ età. Lei e il marito decisero che si sarebbe chiamato Riccardo Pacelli.

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Per Nazareno, uno degli eventi più memorabili dell’ anno era accaduto nella domenica del 19 gennaio, che lui, la moglie e il bambino avevano trascorso al ristorante Gran Truc con gli amici di famiglia, e quando fecero visita ad Antonella Cairo, l’ altra migliore amica della moglie, Ornella Racugno Diana, chiamò al telefono spaventata perché era stata avvertita che i due figli adolescenti, Massimo e Daniel, erano stati coinvolti in un incidente automobilistico. Nazareno si lanciò subito in missione, e dentro di lui venivano rievocati a livello inconscio immagini e rapidissime scene di ciò che aveva visto una volta giunto in Puglia dopo l’ incidente gravissimo subito da suo padre. Quando Nazareno si presentò sul luogo dell’ accaduto, constatò che la situazione non era così devastante come era accaduto al padre, ma fece comunque tutto quello che poteva fare per dare una mano. I due erano messi maluccio, si erano rotti un arto ciascuno, Massimo un braccio e Daniel una gamba, e c’ erano altre lievi ferite qui e là. I due fratelli vennero raggiunti al pronto soccorso anche dai genitori, e ovviamente Nazareno era lì, non poteva tirarsi indietro, e aveva deciso che sarebbe rimasto a monitorare la situazione fino alla mezzanotte.

1995

L’ anno del trasferimento a Casale Monferrato

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Nel 1995 Rosanna e Nazareno avevano un particolare obiettivo per il futuro: cambiare casa e città e trasferirsi a Casale Monferrato, a poco più di un’ ora di distanza da Nichelino, Torino. Dopo qualche mese di riflessioni avevano optato per rifiutare l’ opzione di trasferirsi in una casa di campagna nei pressi di Morsingo e Solonghello e avevano visitato il 13 ottobre del 1994 una casa nei pressi della stazione di Casale che li aveva soddisfatti, e così decisero di acquistarla ufficialmente il 28 gennaio 1995. Il trasferimento sarebbe avvenuto più avanti, in autunno. Nel frattempo Rosanna, preside scolastica, venne trasferita da San Giorgio a Ozzano Monferrato, e Antonio, suo fratello, che aveva un figlio di tre anni, Alessio, si preparava alla nascita del secondo, una femmina, che si sarebbe chiamata Anna, e sarebbe nata il 15 giugno, quinto anniversario della morte di Martino Pacelli, padre di Nazareno.  Anna sarebbe diventata una bella bambina bionda e solare, mentre Alessio avrebbe avuto una vaga somiglianza con Martino e avrebbe portato gli occhiali. Per il padre del bambino di quattro anni che era Martino, questo fu l’ anno del suo viaggio in America, per un congresso internazionale di medicina, dove visitò il Grand Canyon in Arizona, e il Nevada, principalmente nella località di Las Vegas, una avventura esplorativa che venne inaugurata a pochi giorni dal terribile attacco terroristico da parte di un lupo solitario, che era avvenuto a Oklahoma City il 19 aprile 1995.

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Martino aveva ora un fratello minore, Riccardo, che aveva due anni, un bimbo dai lunghi capelli castani che i genitori gli avevano lasciato crescere, e una forte espressività facciale. Martino frequentava la scuola materna di Nichelino, e avrebbe partecipato alla sua prima gita di gruppo in quel maggio, lui che non voleva mai allontanarsi troppo da casa e dai suoi genitori. Era un bambino un poco alto per la sua età, aveva i capelli scuri e tenuti sempre abbastanza corti, occhi seri e contemplativi. A causa delle loro abitudini lavorative, si trovava a passare molto tempo con la “zia” Ornella Racugno Diana e i suoi due figli adolescenti, che essendo figure maschili un po’ anomale nella vita di Martino, ed essendo più grandi, lo affascinavano. Massimo aveva una certa vaga somiglianza nel viso con il padre, mentre Daniel aveva una espressione da duro, i capelli chiari e folti, sul biondo – arancio, ed era alto e ben slanciato. Martino in particolare, nel corso degli anni, avrebbe ricordato i loro giubbotti di pelle, quello di Massimo, spesso e con le scritte dietro, e quello di Daniel, più lungo, un po’ come quello del film Matrix che sarebbe uscito più avanti, e questi ricordi sarebbero rimasti talmente impressi che Martino negli anni successivi, anche dopo il trasferimento, quando non avrebbe più rivisto questi due ragazzi, avrebbe espresso il desiderio di possedere un giubbotto di pelle, ma avrebbe dovuto aspettare di avere diciassette anni per cominciare a indossarli. Inoltre queste figure che erano come un duo di finti fratelli maggiori si sarebbero replicati in altre vesti, seguendo tempistiche cicliche, nel corso degli anni futuri. Martino non poteva immaginarlo nel breve termine, ma successivamente al trasferimento, quando queste figure sarebbero rimaste a galleggiare nella memoria così vaga e frammentata come è quella di un bambino piccolo, avrebbe continuato a tentare di evocarle, a cercarle negli altri, per esempio in un gruppo di giovani incontrati in spiaggia in altri anni, in particolare quel ragazzo di cui avrebbe comunque mantenuto memorie vaghissime, Lucio, con cui avrebbe avuto momenti di interazione durante le sue vacanze in Puglia, oppure più avanti, persino nei primi due anni di scuola superiore. Zia Ornella era una brava donna, di fede devota e una figura attenta e gentile, dal carattere pacato, senza rigidità, che accoglieva Martino e alle volte anche Riccardo, in casa sua, gli preparava il pranzo o la cena e quando era davvero tanto piccolo lo imboccava, inventando filastrocche e dicendo che stava arrivando il trenino. Poi Martino era libero di giocare con le macchinine e altri giocattoli, sparsi sul tappeto, sul pavimento e sul divano.

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Il trasferimento da Nichelino a Casale Monferrato avvenne il 24 ottobre 1995 e il processo di spostamento del mobilio e del resto dell’ arredamento durò almeno un intero giorno e una intera notte, e Nazareno e Rosanna accumularono una quantità abbondante di scatoloni, alcuni dei quali sarebbero finiti nella mansarda, altri nel garage, questi ultimi, per la maggior parte destinati a non essere quasi mai riaperti, e ancora nei decenni a venire alcuni oggetti sarebbero rimasti lì dentro.

Martino venne lasciato in affido per il tempo necessario per sistemare tutto, a casa di zia Ornella mentre Riccardo venne accolto dalla babysitter Stefania.

La famiglia Pacelli lasciava quindi l’ appartamento al quarto piano di quel grigio condominio con le tapparelle verdi, situato in un quartiere che, Rosanna temeva, stava diventando troppo malfamato, malfrequentato per i loro gusti, e si sarebbero spostati in una casa dalle tonalità rosa – rosse, un appartamento a due piani, se si comprendeva la mansarda, che era una vera e propria succursale della casa, con il suo tetto in legno, un ripostiglio, dove sarebbero state riposte le cose da vestire del calcio di Nazareno e alcuni giocattoli, più gli attrezzi da riparazione vari ed eventuali, e una buona quantità di scatoloni vennero sistemati nella zona camera da letto della mansarda, in cui venne preparato anche un bagno e una sorta di salotto.

La casa era situata nei pressi di una casa di riposo, in una zona molto vicina alla stazione dei treni e abbastanza vicina al centro, che si poteva raggiungere in cinque minuti, ma aveva il difetto di essere proprio accanto ad una delle strade più trafficate della città. Molto vicino ad essa, inoltre, c’ erano i giardini della stazione, una ampia area di verde. La casa era molto più ampia dell’appartamento precedente, includeva un grande salotto, che all’ epoca avrebbe funzionato anche da area giochi per i due bambini, la possibilità di installare grandi librerie che ricoprivano l’intera parete. Una di esse aveva le ante rivestite in vetro. Poi c’ era una camera condivisa per i bambini, che dava sul balcone, una camera da letto sempre condivisa per i bambini, la camera da letto dei due coniugi, due bagni, uno molto piccolo e privo di finestre, dove venne installata la doccia, e uno più grande che dava sul terrazzo, una cucina abbastanza ampia che dava sul terrazzo, che era un quadrato di tre o quattro metri dove si potevano far crescere una quantità di piante da vaso, e sul fondo del quale c’ era una specie di casetta adibita a lavanderia, una succursale del bagno, in sostanza.

Iniziava così una nuova fase della vita di questa famiglia. Martino cominciò a frequentare la scuola materna locale e a conoscere i suoi futuri compagni di classe elementare, e il grembiule ufficiale della sua classe era rosso e c’ erano tre insegnanti che controllavano lui e i suoi piccoli compagni.

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Nella prima settimana di novembre, Martino e Riccardo conobbero la loro futura babysitter ufficiale che avrebbe accompagnato e gestito le loro giornate nel corso degli anni: Miranda Zannicelli, una ragazza un po’ paffuta, con i capelli scuri e ricci, un bel sorriso e un carattere un pochino riservato, ma gentile, a tratti giocosa, ma anche rigida quando era necessario. Miranda li portava ai giardinetti a raccogliere le castagne e fare una passeggiata, oppure si inventava delle attività da svolgere in casa, oppure guardavano assieme degli sceneggiati in tv, oppure si raccontavano fiabe e storie creative.

La voce di Miranda, in particolare, avrebbe influenzato le abitudini espressive di Riccardo, che spesso rievocava la sua voce in modo giocoso quando parlava, una caratteristica che avrebbe contrastato duramente con il suo atteggiamento futuro nel corso degli anni, quando la sua voce si fece più profonda e il suo comportamento meno vivace e un po’ più cupo, chiuso in sè stesso, duro e impassibile.

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Nazareno cercava i suoi spazi di libertà e individualità e spesso si faceva coinvolgere dalle occasioni di viaggio date dai congressi di medicina e decideva di darsi all’ avventura da solo. Nel 1995 esplorò il Grand Canyon e visitò “La Città dei Vizi” che era Las Vegas, in Nevada, un luogo che non lo impressionò, troppo casino, uno stile di vita che contrastava fortemente con il suo, e i suoi dogmatici principi, e quindi in quelle circostanze preferì concentrarsi sul congresso in corso e sulle opportunità proposte dall’ albergo. Ad ogni modo, portò a casa un grande quadro raffigurante il Canyon, e per i bambini, due pistole finte da cowboy del Far West. Non si era lasciato impressionare dall’ allerta terrorismo annunciata dopo il terribile attacco di Oklahoma City pochi giorni prima della sua partenza per gli States. 





Riepilogo ufficiale Timewave Zero – Guardiamo all’ estate 2021 – Eschaton in arrivo

29 04 2021

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/07/08/terence-mckenna-lambasciatore-iperdimensionale/
Terence McKenna fu per qualcuno un guru più che un uomo, il cui stile di vita venne plasmato da esperienze molto profonde di una realtà alternativa. Per il resto della sua esistenza, si sarebbe sforzato di portare consapevolezza di tale dimensione nella nostra realtà, che lo spinse ad uno status di quasi guru, anche se non si è mai sentito tale, considerando addirittura il termine guru in senso negativo.
McKenna ha realizzato una formula matematica la quale divenne nota come la “teoria delle novità” e l’ “Onda Temporale” (TimeWave). Inizialmente, McKenna non vedeva che uso potesse fare di quella formula, un sistema che mostra come le “NUOVE COSE” (novità, novelty factor) costituirebbero i balzi nella nostra cronologia.
Il tempo in sè – diceva – è un’onda frattale basata sull’apparizione di novità, gli output di quest’onda. Il tempo si è quindi sviluppato attorno a una serie di nuove idee e cambi di paradigma, eventi che hanno cambiato il mondo. Il problema era come ancorare la formula all’interno del nostro calendario, dove si sarebbe visto un giorno in cui l’Onda Temporale collassa in un PUNTO ZERO.
L’Onda Temporale è rimasta un argomento intrigante dopo la morte di McKenna, specificamente con gli attacchi dell’11 settembre 2001 o lo tsunami in Asia del 26 dicembre 2004. McKenna indicò il 2012 come una probabile data per l’ Eschaton, un crollo tremendo del tempo attuale che ci costringerà ad entrare in un nuovo tempo. Sebbene infatti questo potrebbe essere lo scopo dell’Onda Temporale, non sono stati gli abitanti [dell’Iperspazio] ad ancorarlo alla nostra cronologia ma soltanto McKenna. Perciò l’ancoraggio non è una certezza ma solo una teoria.

Sebbene l’Onda Temporale coincida in gran parte con gli eventi significativi che i media occidentali hanno riferito, non esiste nessuna classificazione scientifica su come comprendere il significato delle novità in una scala globale. Il mondo è cambiato l’11 settembre, o quando Bush ha deciso di invadere l’Afghanistan? E, benchè seguito in modo avvincente dai mass media, si è trattato sul serio di un evento globale? Ed importa indipendentemente da fatto che l’umanità cambi, o soltanto quell’evento che potrebbe cambiare l’umanità accade? Tali questioni rimangono in sospeso.
McKenna univa una voce unica ad un metodo specifico e intrigante di esposizione, sia che parlasse in pubblico o meno.
Nonostante ciò, i suoi interventi e le conferenze pubbliche – come pure le discussioni private – mi hanno rivelato rapidamente come McKenna fosse molto lucido, e la parte più intrigante dei suoi discorsi era quella più nascosta. Si trattava di un uomo dai molti strati.

“Assai pochi profeti vivono vedendo realizzarsi le loro profezie. Non è accaduto neanche a Joachim de Fiore, non è successo nemmeno a Marx. Se [qualcosa] succederà, succederà, non ha bisogno di tifosi. E’ inerente alla stessa morfologia dello spazio e del tempo. Una cosa molto divertente su di me e la mia carriera è che è diversa da quella di [Timothy] Leary, diversa da tutta questa gente: questo strano rapporto verso le profezie e l’apocalisse. I miei fan non ci capiscono niente di quella roba, e anche i miei critici faticano a comprendere cosa essa sia. Perciò abbiamo tutti solo da conviverci fino a che non si toglie di mezzo.”

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/03/27/terence-mckenna-filosofo-e-oratore-teorico-di-storia-ciclica/

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Etnobotanico, mistico, psiconauta, oratore, scrittore, esperto di psichedelia, enteogenetica, metafisica, alchimia, linguistica e teorie dell’ evoluzione del linguaggio, filosofia, teorie sulla coscienza umana, di un altissimo livello culturale e di raffinatissimo modo di parlare laureato in ecologia, sciamanesimo e conservazione delle risorse naturali. Un giorno studierete nei libri di storia quest’ uomo, se la sua teoria sul tempo si rivelerà fattibile e concreta.

“La storia è fatta di cicli di ritorni, e ogni epoca ( evolutiva ) è più breve di quella precedente. L’ evento alla fine dei cicli è anticipato da varie ” tracce fantasma ” attraverso il corso del tempo ( anticipazioni ) e quando partecipi alla storia, entri nella dimensione esteriore del campo temporale di attrazione della concrescenza.”

” Le credenze di uno sciamano Witoto e quelle di un fenomenologo della Princeton hanno uguale possibilità di essere corrette, siccome non ci sono arbitri per ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non abbiamo assimilato la spiritualità.”

“Il fattore novità insito nel tempo indica la densità di connessione. Siamo alle prese con una specie di attrattore, una esperienza assolutamente inedita attende il genere umano. La storia viene attratta dal futuro, e i concetti di causa ed effetto si capovolgono. Non riusciamo a concepire le società del passato, immerse in un mondo lento, meta – stabile. “

“Il punto di vista della scienza è che tutti i processi in ultima analisi, corrono verso il basso, ma l’entropia è massimizzata solo in qualche lontano, lontano futuro. L’idea dell’entropia fa supporre che le leggi del continuum spazio-temporale siano infinitamente e linearmente estendibili nel futuro. Nello schema di tempo a spirale del Timewave questo presupposto non è fattuale. Piuttosto, attraversare epoche di tempo significa passare da un insieme di leggi che condizionano l’ esistenza ad un altro insieme radicalmente diverso di leggi. L’universo è visto come una serie di scompartimenti o epoche le cui leggi sono molto diverse l’una dall’altra, con transizioni da un’epoca ad un’altra che si verificano improvvisamente e inaspettatamente. “

“Sono più interessato alle persone che sono in disaccordo con me. Le mie idee rappresentano esperienze di testimonianza e di esperienza concreta e reale. Non è questione di fede.”

Ogni cosa che pensi di sapere è sbagliata. E’ un concetto liberatorio, ciò significa che tutti i problemi che pensavi di avere possono essere visti da un punto di vista differente. E’ un concetto che rende il mondo irriconoscibile. Non comprendiamo che cosa sia la coscienza a livello profondo.”

la Coscienza e la Storia sono due facce della stessa moneta. E’ la Coscienza che produce la Storia e la Storia produce la Coscienza, in un intescambio reciproco.

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Sto andando avanti con la ricerca di una data per la transizione denominata Eschaton anticipata dalla teoria della Timewave di Mckenna , una ricerca indipendente cominciata dopo il ” Grande Errore del 2012 ” e mandata avanti in parallelo con Meyer.
Meyer espone diversi metodi per trovare una data zero/ di transizione che si allinei alle ripetizioni storiche dei cicli storici del grafico timewave:
1.Trovare un evento di grande impatto negli anni ’70;
Inoltre a circa (24.576 se non erro) giorni dalla transizione dovrebbe esserci un punto di ripartenza del ciclo temporale
2.Controllare le ” risonanze storiche ” con la formula da usare con i giorni giuliani e un calcolatore online ((64*ggiuliano2) – ggiuliano1)/63
3.Controllare che tali timelines ricostruite indichino l’ 11 Settembre 2001 come esempio di ” mega- evento ” in un punto di novità altissimo.
4.Ci sono dei punti sulla timeline ( qualsiasi essa sia ) che indicano punti di grande importanza come i cambiamenti di ciclo a 384 giorni dalla transizione ( come anche 6 giorni e 24. 576 giorni ) e quelli che rappresentano picchi di shift come quello a 8 mesi e 12 giorni dalla data zero, e anche 2 periodi di novità altissima di 64 giorni a 2 e a 4 anni di distanza dalla data zero

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/05/07/emmanuel-macron-luomo-dei-ricorsi-concentrati/
Noi di questo blog abbiamo ripetuto più volte come, a nostro parere, la linea spaziotemporale della storia incentrata sull’Occidente non è una linea dritta, continua e uniforme, indefinitamente dal passato al futuro, ma una specie di spirale di Fibonacci, e a un certo punto di quello che per noi è il futuro, si arriverà a una specie di “anomalia spazio temporale” della storia occidentale, un punto di fine-origine della spirale.

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Il processo di progressiva accelerazione verso questo punto di fine-origine è dato dal ripetersi ricorsivo di avvenimenti già accaduti in passato che ricorrono e si ripropongono sotto altre vesti, contemporaneamente vecchie e nuove.

In questo stesso blog sono state compiute parecchie analisi incentrate su questa ricorsività degli avvenimenti della storia occidentale, analisi compiute in massima parte dal mio socio di blog ,con le sue indagini basate sulle ripetizioni storiche utilizzando il software Timewave inventato dall’etnobotanico Terence McKenna e perfezionato dal ricercatore Peter Meyer. Il punto di fine-origine della spirale del tempo (e il punto zero del grafico della Timewave, in cui l’abitudine raggiunge lo zero.

Tornando a noi e a oggi, quando le ricorsività cominciano a concentrarsi, cioè quando un avvenimento di rilevanza storica (oggi come oggi definito come di rilevanza massmediatica) è il ricorso di parecchi altri (avvenimenti del passato) contemporaneamente, vuol dire che i giri della spirale stanno diventando sempre più piccoli; quando un avvenimento massmediatico rilevante ne ricorda contemporaneamente parecchi altri già avvenuti nel passato, vuol dire che la linea spaziotemporale della – presunta – linearità storica occidentale sta raggiungendo la meta, ormai non più tanto lontana come prima, si è ormai abbastanza prossimi al punto di fine-origine, all’occhio della spirale.

Il fenomeno Emmanuel Macron, tornando al discorso principale del post, è il nostro “gendarme testa d’aquila” che ci fa capire come la fine del percorso della spirale non sia lontano, che i numeri sono sempre più piccoli e vicini allo zero: questo avvenimento è una specie di “accartocciamento ricorsivo” di una quantità di altri avvenuti in precedenza, è il ripetersi di tutti questi altri, contemporaneamente e in modo condensato.
Ma una cosa la possiamo affermare con una certa relativa sicurezza: non manca molto al punto zero della spirale dello spaziotempo storico occidentecentrico o, perlomeno, non manca moltissimo.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/06/27/dal-big-bang-al-big-vision-la-soluzione-al-modello-di-viaggio-nel-tempo-di-mckenna/
https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/11/03/terence-mckenna-aveva-predetto-flashforward-senza-saperlo/

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Immaginiamo che lo scenario escatologico previsto da Terence Mckenna si realizzi per davvero. Questa è la narrazione di uno scenario ipotetico, frutto di una INTUIZIONE riguardo allo scenario che si sarebbe verificato, secondo Terence Mckenna, durante il primo pionieristico esperimento di viaggio nel tempo. Lui non è arrivato a questa esatta conclusione, ma le sue stesse parole si allineano perfettamente allo scenario descritto nel libro Flashforward pubblicato nel 1999 con una serie tv dedicata uscita nel 2009. Potremmo essere davanti a uno scenario da film nella realtà, ma le dinamiche secondo cui questo fenomeno potrebbe realmente verificarsi sono ad ora inspiegabili. Ma se Mckenna ha ragione, questo fenomeno si verificherebbe in concomitanza con il primo esperimento di viaggio nel tempo.

Mckenna diceva che mettere in pratica il viaggio nel tempo avrebbe significato comprimere il tempo in un singolo punto nello spazio – tempo, determinando un fenomeno imprevisto che avrebbe fatto apparire il futuro immediatamente sovrapposto al presente. Lo ha chiamato fenomeno del God Whistle.

Bene, quindi se un individuo dovesse testare il viaggio del tempo per la prima volta, secondo il modello di Mckenna, ciò vorrebbe dire che un millesimo di secondo dopo la coscienza di ogni essere umano ( e forse persino creatura animale ) sulla Terra verrebbe trasferita in uno stato mentale non ancora sperimentato da creatura alcuna, simile alla fase REM del sonno. Ma a differenza del libro Flashforward dove si vede un tempo 20 anni nel futuro, o della serie , dove vediamo un tempo 6 mesi nel futuro, – noi vedremmo tutta la nostra vita come se qualcuno ci trasmettesse un file nel cervello – quindi tutto il possibile futuro da noi percepibile. Ciò potrebbe avere implicazioni inaudite e assolutamente imprevedibili.

Nel grafico timewave c’è un solo punto nello spazio tempo che fa collassare il sistema. Mckenna aveva persino pensato si sarebbe trattato della fine dell’ umanità…Ma non sarà così …sarà infatti l’ unico momento nella storia dell’ umanità dove mancherà un osservatore e uno stato di coscienza. Inoltre ci sarà la minore attività umana e cosciente nella storia del pianeta. E sarà una esperienza che ogni umano ( e forse ogni creatura animale abbastanza cosciente di sè ) potrà vivere. Dunque questo evento è l’ unico in grado di far davvero collassare il sistema, cambiare la nostra percezione del tempo, la nostra percezione di libero arbitrio, cambierebbe ogni cosa.

Chi capisce come funziona la timewave, sa che il libero arbitrio viene messo in difficoltà perchè il grafico è in grado di segnalarci i momenti nel tempo ( anche se la timeline e la data zero prevista dal successore spirituale di Mckenna, Meyer, è attualmente accettabile solo come stima ) con più fattore di novità e progresso e fattore di abitudine e stagnazione, e grazie alla ricorsività storica insita in esso ( insita nel tempo stesso ) anche le finestre di tempo dove un conflitto o un qualunque evento di importanza storica ha la potenzialità di tornare in forma moderna.

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Vi consiglio di leggere FlashForward o di guardare la serie per avere una idea, seppur non identica, di come potremmo fronteggiare un tale evento di magnitudo inaudita. Potrebbe persino succedere prima della data zero ( forse al punto del Grande Picco 8 mesi e 12 giorni prima? ) e poi forse si vorrà cercare di replicare l’ evento, che darebbe luogo a preparazioni colossali e a un giorno in cui tutta l’ umanità sarà sveglia e attenta, ma nessuna vera attività avrà luogo. Forse nel primo flashforward vedremmo eventi nella data che sarà poi riconosciuta come – data zero – e quindi non vedremo la nostra intera vita ma ci sarà un fenomeno di attrazione temporale verso una certa data, e solo in quella data, a fenomeno replicato, vedremmo la nostra vita intera srotolarsi davanti ai nostri occhi, per poi tornare al presente.

“E’ indubbio che qualsiasi cosa succederà coinvolgerà ogni essere umano sul pianeta a partire dall’occidente industrializzato, ogni essere umano a prescindere se connesso o no al sistema tecno-comunicativo: dici che gli occidentali, o comunque quelli non del terzo mondo, avvertiranno più intensamente la botta, che poi si estenderebbe anche a coloro non connessi al sistema dei mass media e della comunicazione globale o dici che sarà una cosa riguardante esclusivamente la coscienza degli umani a prescindere se siano tecno-connessi tra loro?”

“…io penso che la timewave è una impronta della coscienza prevalentemente umana, anche se i cicli di mckenna andavano indietro di miliardi nel tempo io mi fermerei a 200.000 e passa anni , quindi io suppongo che riguarderà l’ osservatore più intelligente sulla Terra, quindi prevalentemente l’ uomo, a tutti i livelli dagli aborigeni ai membri del MENSA. “

“Ci sta con ciò di cui discutiamo da anni: il punto di massima connessione tra le menti.”

“Certo se succedesse come nella storia del libro dove ogni umano colto in una azione o posizione a rischio muore o viene ferito ci sarebbero enormi rischi per i coinvolti. Del resto mckenna aveva detto che tanto più la morte entra nel sistema sociale umano tanto più è alto il fattore di novità perchè la morte è la nostra definizione di ignoto. Del resto sarebbe il fenomeno di taglio genetico più imponente da noi vissuto…Purtroppo temo che l’ aftermath non sarà accessibile a determinati milioni di individui ( la stima nella serie e libro era di 20 milioni di vittime )”

“Sì in effetti si può collegare in un certo senso alle religioni, se ciò dovesse diventare realtà verrebbe interpretato come un evento simile alla venuta di cristo. Mckenna faceva il paragone con la storia di un disco volante che si materializza all’ umanità, e fornisce alcuni moniti e insegnamenti, portando doni ma anche avvertimenti, per poi sparire all’ improvviso. Anche se l’ evento del disco volante durasse una settimana tutta la storia del millennio futuro girerebbe intorno orbitando attorno a quella settimana. Un evento di visioni globali di questo genere riscriverebbe tutti i propositi e obiettivi, tutte le leggi umane e ogni persona contribuirebbe a fornire un mattoncino del futuro così da generare una immagine di tutti i tempi – e comunque anche se le visioni ci dovessero fornire informazioni sulle tecnologie future dovremmo realisticamente aspettarci una nuova grande stasi perchè tutta l’ umanità sarà concentrata sullo scoprire la verità e analizzare tale evento in ogni sua sfaccettatura. Saremmo obbligati a fermare il presente per studiare questo fenomeno.”

Il tempo funziona come se il presente fosse in mezzo a un sandwich, e riceve informazioni sia dal passato che dal futuro
Infatti gran parte del nostro presente anche se non ce ne accorgiamo è costruito dai residui retroattivi del futuro
Il tempo ha una struttura frattale e autoripetente presentata sotto forma di grafico grazie alla teoria della timewave di Mckenna – Meyer

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https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/07/20/tempo-a-sandwich-il-presente-ha-origine-nel-futuro/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/02/16/timewave-zero-post-di-sole-immagini-only-pictures-and-captions/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/11/06/la-storia-come-fenomeno-artificiale/

La Storia dovrebbe essere studiata e interpretata come un inspiegabile fenomeno artificiale inserito in un contesto naturale. Se l’ uomo è una singolarità nel mondo animale, la Storia è una singolarità fenomenica e trasformativa del mondo materiale. E’ ciò che rende l’ uomo una creatura unica nel suo genere, è uno dei fenomeni che vanno oltre qualunque interpretazione materialistica, perché non c’è niente di più trasformativo e immersivo della trasformazione che la storia attua sull’ ambiente che ne viene pervaso.

Storia e religioni sono interconnesse, infatti Terence Mckenna diceva che il Cristianesimo rappresenta un motore potentissimo per la cultura e tutto ciò che concerne la Storia. Di solito dove si svolge la Storia c’è anche un background religioso, mentre in altre circostanze essa è guidata e ispirata dall’ ideologia.

La Storia è un grande spettacolo collettivo nato spontaneamente in un mondo che come ci viene spiegato non dovrebbe essere possibile. E’ un grande mistero, ma come al solito noi di solito indaghiamo i misteri in contesti straordinari , mentre le grandi verità sono sempre in bella vista.

La collettività del quotidiano è un fenomeno periferico rispetto al grande spettacolo, e con l’ insorgere dei media ci siamo immersi in un ruolo di audience. In passato anche le ” comparse dimenticate dalla Storia” erano a stretto contatto con questo fenomeno artificiale. Ora, invece, noi la osserviamo da grande distanza, tranne per quanto riguarda alcune Scene Madri che avvengono e cambiano i paradigmi, come l’ 11 settembre.

La quotidianità è una storia secondaria di questo grande spettacolo, è come un premio di consolazione per chi non sarà ricordato dagli archivi del futuro. E’ una dimensione più bassa della realtà. Ed è proprio per questo che quando qualcuno vive immerso nella versione soggettiva e quotidiana della realtà, perde quel sentore di spiritualità che invece avvolge completamente gli eventi storici e chi ne è protagonista e ricevente diretto. Si dice che la vita vera va vissuta con piena intensità perché è allora che emerge una ” trama, un significato, uno scopo ” mentre invece la meccanicità della vita ripetitiva ci fa disconnettere.

La Storia è ciclica, periodica, in un certo senso , adesso stiamo imparando come, quantificabile, e spinta da una fonte iniziale verso uno scopo. Non è ancora chiaro se ci stiamo dirigendo verso un grande finale collettivo, oppure se ne siamo lontani, ma eventualmente ad un certo punto questo momento atteso si verificherà. La Pausa degli anni ’90 è stato solo un breve intervallo.

Se ci pensate, tutte le potenze della Storia sono state accompagnate da una religione dominante, da una icona, da una ideologia e comunque da un credo collettivo, qualunque esso era. Chi è lontano dalla Storia , a parte le ormai rare civiltà tribali, è lontano dalla religione, ed è lontano dagli sguardi. E’ come se le nazioni di periferia fossero dominate dal fattore soggettivo – quotidiano, mentre le nazioni con un passato culturale e storico e un presente dominante non possono fare a meno di mischiare la quotidianità con la fenomenologia storica.

Oggi ho letto che partecipare a un comizio di Trump sta diventando un movimento spirituale più che politico. Trump è in questo momento la creatura dominante del pianeta, in un certo senso, e gli americani stanno vivendo la sua vita attraverso la collettività. Trump è l’ incarnazione stessa della sua nazione. E’ quindi ovvio che raggiunga un successo così elevato, il suo carisma è ammaliante, e spirituale.

In un certo senso si può quindi ancora una volta interpretare il costrutto di Terence Mckenna della timewave, cosa che per diversi mesi abbiamo messo da parte, un concetto parzialmente errato, non ancora perfezionato, ma in un certo senso fondamentalmente valido, in questo modo: i due fattori sono novità e abitudine, e la novità è sempre percepita e vissuta dalla collettività, mentre l’ abitudine è sempre vissuta in modo soggettivo e quotidiano. La novità è quella interferenza che rende la vita speciale e straordinaria.

Ed è per questo che noi siamo così attaccati al passato, così intrisi di nostalgia. Noi abbiamo nostalgia di un aspetto spirituale della vita, perché la Storia è una realtà superiore, separata completamente dalla vita ” realistica “, del tran tran di tutti i giorni e generalmente non straordinaria.

Io e il mio collega blogger ci siamo detti: questo è un concetto evidente, elementare, di una realtà disarmante, eppure non sembra una interpretazione comune, sembra ancora essere una interpretazione troppo innovativa e troppo pionieristica, quindi per questo ancora difficile da capire.

Ed è tutto questo che ci riporta sempre verso una verità: la nostra realtà è artificiale, e non naturale. Shakespeare aveva ragione: la vita è un grande spettacolo. Mckenna interpretava il mistero della Storia come una dimensione psichedelica della realtà, una crisalide dell’ essenza umana, attraverso la quale un giorno emergerà una creatura del tutto differente e superiore. Mckenna parlava di simulacro.

Ne risulta quindi che chi vive la vita con scetticismo e attaccamento al materiale, vive questa dimensione con un grado di immersione più elevato e concentrato , a differenza di chi , quasi sempre alienato e a disagio nei confronti della dimensione che noi interpretiamo come ” realistica ” della vita, percepisce qualcosa di differente e distorto. Chi la vede come noi vede una visione di insieme, e ha una coscienza superiore, una consapevolezza differente. Noi siamo un po’ impacciati nella realtà che la visione razionale ha costruito perché compensiamo queste difficoltà con una visione differente, e questo cambia tutto.

Anche se noi non sappiamo perchè siamo proprio noi in questo modo e perché altri sono in un altro. Del resto non è forse stato scoperto che la materia in sé non esiste? Non c’è altra esperienza al di fuori del panorama mentale. E questo dice tutto.

Guardatevi intorno. Non fate sì che l’ apparente naturalezza e ” banalità ” della vita vi distolga dal concetto su cui dobbiamo focalizzare la nostra attenzione. La Storia con tutta la sua artificialità e con tutta la sua trama è concreta ed è il grande Elefante in mezzo alla stanza, la Verità in piena vista.

E non è una interpretazione ispirata dalla nostra attualità mediatica e focalizzata sul cinema. La Storia è emersa prima di tutto questo. E’ il fulcro dell’ attività umana.    

Cicli storici : 250.000 anni, 4306 anni, 67 anni, 384 giorni, 6 giorni, 1 ora e 25 poi minuti, secondi e zero – Historical cycles 250.000 years, 4306 years, 384 days, 6 days, 1 hour and 25 minutes than less minutes, than seconds, than zero
Time travel invention is the expected deus ex machina that will change the structure of time.

2280   avanti Cristo Antico Egitto Sesta dinastia – Ciclo 2154 anni: 130 avanti Cristo Confucianesimo e prima guerra schiavi dell’ Imp. Romano / Primavera del 1954 “Rock around the clock” – Ciclo trigrammatico: 33 anni 19 ottobre 1987 crollo Wall Street Ciclo trigrammatico: 269 anni Giugno 1752 esperimento aquilone Franklin / Picco del grafico standard: Estate del 1976 Trigrammatico: Aprile – Luglio 1993 / Ciclo trigrammatico: 6 mesi e 12 giorni (Nov 2020 – Gen 2021) Ciclo trigrammatico: 4 anni, 2 mesi e mezzo (29 marzo 2017) / Ciclo iniziato fra il 6 maggio e il 17 luglio 2020 / Ciclo trigrammatico: 24 giorni (Fra il 1 maggio e l’ 11 luglio 2021) / Fra il 19 maggio e il 29 luglio 2021 / Ciclo trigrammatico: 3 giorni 

LA DATA ZERO E’ una delle seguenti date: 25 maggio, 12 giugno, 17 giugno, 21 giugno, 14 – 16 luglio, 4 agosto, nel 2021

Primo postulato: il tempo ha una struttura mappabile ( frattale ) su un software, è costituito da elementi che ne determinano la qualità e la direzione ( in senso verticale non orizzontale perchè sì il tempo va avanti sempre dal presente verso il futuro ). La qualità è determinata da questo software realizzato con la collaborazione di alcuni matematici e si può verificare nel passato, presente e futuro. Esistono principalmente due fattori: ” consuetudine ” e ” novelty ” ( inconsuetudine, cambiamento, progresso ). Secondo la teoria uno di questi fattori sta gradualmente perdendo di valore e si sta dissolvendo.

Secondo postulato: il tempo è ciclico. La sua struttura grafica presenta segmenti di lunghezza di tempo variabile ( 250.000 anni, 3406 anni, 67 anni, 384 giorni, 6 giorni ) ma costituiti dalla stessa sequenza di ordine dei ” tasselli ” del grafico che si ripetono sempre nello stesso modo, ma appunto a velocità variabile. Da qui deriva l’ altro aspetto del tempo, tempo che influenza la realtà, tempo che influenza gli eventi umani e naturali, e ne deriva una risonanza degli eventi storici. E’ possibile calcolare con la formula da me data sopra, e attraverso la consultazione del grafico, quando un determinato evento ha una ” finestra temporale ” dove quel particolare segmento si ripete. Teoricamente prevedibile fino a ora e minuto. Solamente in quella determinata finestra è possibile che questo evento ritorni in versione moderna. Con la formula si arriva a capire che collegando due date e mettendole in una formula si arriva a un risultato che rappresenta ” la data finale / di transizione quindi ” che l’ accoppiamento di questi eventi storici determina. Più volte si ottiene lo stesso risultato, tanto più è probabile che quella sarà la data di transizione perchè vuol dire che gli eventi si stanno effettivamente ripetendo nell’ ordine che la teoria ci propone.

Terzo postulato: la struttura del tempo ha una data di scadenza. Secondo la teoria, la perdita graduale del fattore di consuetudine rappresenta un cambiamento graduale delle dinamiche tempo – storia che ci porterà a un momento che rappresenterà tutto il tempo – passato e presente e futuro nello stesso giorno – una vera e propria singolarità, e Mckenna ha interpretato questo giorno posizionato nel prossimo futuro come l’ invenzione e attivazione del primo tentativo di viaggiare nel tempo. Secondo lui sarebbe possibile solamente viaggiare nel futuro e non nel passato, ma l’ attivazione di un primo viaggio nel tempo avrebbe comportato una sorpresa imprevista: secondo lui a quel punto la realtà come la conosciamo cesserà di esistere e verrà sovrapposta da una differente dove ci approcceremo in modo differente allo spazio – tempo. Come se avessimo trovato un codice definitivo che sblocca tutto il futuro, e per questo la struttura del tempo cesserà di avere validità.

In sostanza: tempo dotato di struttura ( teorica ), frattale, dotato di qualità e fattori, ripetizione ciclica degli eventi storici e naturali, fattori matematici, possibilità di mappare tale struttura e consultarla, anticiparne le dinamiche future, fattore di transizione verso un differente approccio allo spazio – tempo.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/05/11/quattro-momenti-di-una-conferenza-tenuta-da-terence-mckenna/
1 – Il revival arcaico:
La Storia sta per finire perché la cultura dominante ha condotto la specie umana in un vicolo cieco e, mentre la catastrofe inevitabile si avvicina, la gente è in cerca di metafore e risposte adeguate per descrivere la situazione.
4 – Timewave Zero:
Salve a tutti…bene. Avete mai notato come, mmh, ci sia una certa QUALITA’ della realtà che va e viene, e la natura dei flussi e riflussi, e nessuno ne parla mai o le dà un nome per esprimerla, tranne alcuni. Per esempio, qualcuno chiama un determinato giorno “non adatto per tagliare i capelli”, oppure alcune persone dicono: “Le cose stanno andando davvero in modo strano recentemente.” E penso che non ci facciamo caso e ne parliamo mai perché siamo incorporati in una cultura in cui ci si aspetta di credere che tutti i tempi siano sostanzialmente uguali l’un l’altro, e che il vostro conto in banca non abbia fluttuazioni eccetto in relazione alle vicissitudini della vostra esistenza. In altre parole, ci si aspetta che ogni momento sia uguale all’altro, e tuttavia questo non è ciò che sperimentiamo. E così quello che ho notato è che la realtà è in esecuzione attraverso il flusso e riflusso delle novità. E alcuni giorni, e alcuni anni, e alcuni secoli sono molto insoliti in effetti, e alcuni non lo sono. E vanno e vengono a ogni scala (giorno, anno, secolo) in modo diverso, intrecciandosi, risuonando. Questo è ciò che il tempo sembra essere. La scienza ha trascurato questo, il più saliente dei fatti riguardanti la natura: cioè che la natura stessa è una macchina per conservare le NOVITA’.
Ciò che noi rappresentiamo non è un evento collaterale, o un epifenomeno, o un qualcosa di accessorio, o altro, sul bordo del nulla. Ciò che rappresentiamo è il nesso di novità concrescente il quale si è mosso, spostato tutto assieme, si è complessificato, si piega su se stesso per miliardi e miliardi di anni. Non vi è, per quanto ne sappiamo, niente di più avanzato di quello che è seduto dietro i vostri occhi. La NEOCORTECCIA umana (il neopallio) è la struttura più densamente ramificata e complessa dell’universo conosciuto.
Non le informazioni genetiche, non la mutazione genetica, non la selezione naturale, ma l’attività EPIGENETICA: scrittura, teatro, poesia, danza, arte, tatuaggi, piercing e filosofia.
E queste cose hanno accelerato l’ingresso di novità in modo che siamo diventati UN’IDEA espellendo forza della natura per costruire templi, costruire le città, costruire macchine, motori sociali, i piani, e questa idea si diffonde sulla terra, nello spazio, nel dominio micro-fisico.
L’ondata di novità che si è srotolata ininterrotta fin dalla nascita dell’universo, è ora concentrata e fusa nella nostra specie.

“TimeWaveZero” è un sistema di calcolo informatico, inventato da McKenna negli anni settanta con la collaborazione di alcuni matematici, basato sui cicli temporali dei 64 esagrammi dell’oroscopo cinese, l’I Ching. La sua ultima versione risale al 1993, ed è quella tuttora utilizzata. Esso parte dalle premesse che il tempo della storia umana è basato su due elementi in contrapposizione tra loro: le novità (per esempio, un tempo anche un oggetto comune come la ruota fu novità) e la conservazione delle abitudini (le quali un tempo furono novità.) Inoltre, gli eventi della storia umana si ripetono in maniera autosomigliante – come i frattali – anche se con personaggi, situazioni e intensità differenti, e possono dunque essere calcolati e mappati da un grafico ciclico, il quale quando la sua linea è ascendente vuol dire che la conservazione delle abitudini predomina sulle novità e il contrario quando è discendente. La cosa fondamentale da sapere su questo grafico è che non prosegue indefinitamente, ma ha un termine, un punto finale dove la conservazione delle abitudini raggiunge lo zero e la novità raggiunge l’infinito. Dove quindi avviene un Evento che non ha paragoni con nessun altro evento nella storia dell’uomo, un momento di rottura quindi, di forte discontinuità con tutto ciò accaduto precedentemente.

Questo punto, nel programma informatico, viene calcolato partendo da una data nel tempo in cui è avvenuto qualcosa di particolarmente significativo, quindi una rottura dell’abitudine evidente, aggiungendo un determinato numero di giorni a partire da quella data e facendo si che tutto torni, nella storia del mondo, utilizzando quel determinato punto nella mappatura temporale del programma.

Il problema dei problemi é di far sì, (a parte avere fede nel funzionamento del programma e nella realtà delle premesse su cui si basa) in un certo senso, che “la mappa coincida col territorio”, il territorio è il tempo della storia umana, la mappa è il software “TimeWaveZero” e, a seconda di dove si mette il puntatore, diciamo così, a seconda di dove, all’interno del grafico, si dica “Questo punto del ciclo rappresenta proprio quella determinata data”, bisogna vedere poi se vi sia davvero coincidenza tra il punto del ciclo e una determinata data scelta come quella più indicata per far quadrare tutto. Insomma, il gioco è quello di scegliere una data nella storia dell’uomo che si vede come particolarmente indicata per essere un forte punto di discontinuità con ciò che è accaduto prima, un forte momento di novità, di ampliamento di coscienza collettiva e – attraverso determinati calcoli – trovare il punto finale, verificando poi, a partire da questo, che altri punti del grafico coincidano con altre date significative.

Il modo in cui il Timewave è costruito a partire dalla sequenza degli esagrammi dell’I Ching, implica che determinati periodi hanno un significato particolare, vale a dire i periodi di una giornata (corrispondente a una riga in un esagramma), sei giorni (dal momento che un esagramma ha 6 linee) , e 6 * 64 = 384 giorni (dato che l’I Ching ha 64 esagrammi). E, conseguentemente, tutti i periodi composti da 384 moltiplicato per una potenza di 64, come in 384 * 64 = 24,576 mila giorni (circa 67 anni), 384 * 64 * 64 = 1.572.864 giorni (circa 4306 anni) e così via. Questi periodi possono essere chiamati “cicli”.

Terence McKenna presume che ogni punto della Timewave precedente al punto zero per un certo numero di giorni in qualunque di questi periodi, cioè, ogni punto che è l’inizio o la fine di un ciclo, deve essere un punto di grande novità (rispetto agli altri punti della Timewave), dimodoché, quando viene effettuata una corrispondenza tra il tempo della Timewave e quello storico (fissando la data zero), i punti nel tempo corrispondenti a questi punti del grafico mostreranno grande novità. In particolare, il punto di 16.834 giorni ( 45 anni ) precedenti al punto zero sarebbe un momento di grande novità.

In questo modo, Peter Meyer ci mostra come si possa trovare un punto di particolare novità nel grafico, mettiamo in qualche momento del periodo 1969-1979 per ottenere una data di punto zero nel periodo 2014-2024.

La storia umana si sta ripetendo in un processo a spirale, che grazie alla teoria della timewave zero, e’ possibile non solo studiare e analizzare, ma anche anticipare. Questo processo e’ matematicamente calcolabile, e si è’ svolto in un ciclo di 4306 anni, e un altro di 67 anni, e ora siamo nel ciclo dei 384 giorni. Tutta la storia umana viene replicata in versione moderna come se vivessimo in un loop dove ogni evento storico gode di una chance in più di replicarsi, magari in un paese diverso, ma che in certi aspetti fa da paese specchio.

la teoria implica che gli ultimi due anni prima della data zero siano come fratelli gemelli, siccome nel penultimo finisce il ciclo dei 67 anni, e inizia quello dei 384 giorni, facendo in modo che gli eventi moderni si ripetano in due circostanze specchiate.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/10/29/le-basi-della-teoria-del-tempo-frattale-di-mckenna/

La “Timewave zero” è un software grafico basato su formule matematiche. Secondo McKenna dovrebbe calcolare il flusso e riflusso della “novità”, definita come aumento nel tempo dell’interconnessione nell’Universo, oppure la complessità organizzata.[16]Basandosi sull’interpretazione di McKenna della sequenza “King Wen” delle tessere dell’ I Ching cinesi, il grafico sembra mostrare grandi periodi di novità, corrispondenti con i maggiori cambiamenti nell’evoluzione biologica e nei cambiamenti socioculturali dell’umanità. Secondo Mckenna il tempo e’ in eterno conflitto fra una situazione statica, stagnante, abitudinaria e conservativa, e una situazione turbolenta, inusuale, progressiva e caotica, e quest’ ultima situazione è destinata a prevalere sulla prima sempre di più col passare del tempo fino all’ annullamento della prima.
Questa teoria che dimostra che il tempo è mappabile e che la storia è ciclica , e inoltre il comportamento umano nei confronti della storia è prevedibile.

Terence Mckenna ha sempre avuto due idee precise per cosa sarebbe accaduto alla fine del grafico: il primo viaggio nel tempo. / il contatto con una civiltà extraterrestre

Terence Mckenna diceva che saremmo passati dallo spazio-tempo al tempo-spazio, e secondo lui sarebbe stato come attivare tutti i trucchi di un videogioco e ” completare ” il gioco, diceva che sarebbe seguita subito un’ anticipata singolarità tecnologica e avremmo avuto a disposizione di tutto e all’ istante.

Diceva che il viaggio nel tempo non implicherà un vero e proprio macchinario che il pubblico potrà usare per viaggiare fra le epoche, ma che causerebbe una modifica delle leggi della natura causando la trasformazione della epoca presente nella versione più evoluta immaginabile del futuro. Per evitare ogni paradosso tipico dei viaggi nel tempo sarà il futuro stesso a sovrapporsi al presente e ad arrivarci incontro.

Quindi il grafico non sarebbe potuto essere lo stesso. In teoria il grafico esce fuori scala, e assume un movimento unico, e l’ abitudine nella storia non esisterà più, sarà proprio debellata e vivremo in un mondo dove la novità e il progresso prevale su tutto.

le ripetizioni degli eventi avvengono secondo tematiche: il grafico è in grado di descriverci una sorta di orologio biologico-storiologico umano, cioè è in grado di dirci quando ci sono maggiori potenziali per guerre, rivoluzioni e periodi di progresso. Guardando al passato, alla traccia sul grafico, possiamo capire esattamente cosa ci aspetta in un determinato periodo futuro. Non c’ entra occidentale od orientale. E’ un processo globale. Direi proprio biologico.
Ne consegue che esiste un fenomeno sincronicistico secondo il quale epoche diverse hanno la stessa struttura grafica per cui gli eventi si ripresentano in forma moderna e in maniera sempre più compressa tanto è che un anno del passato viene compresso in sei giorni del presente.


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Queste sono le condizioni che deve avere l’ evento finale…
– Non deve avere precedenti nella storia
– Deve mantenere una connessione fra gli esseri umani ( non deve danneggiare le comunicazioni globali )
– Deve essere immediatamente percepibile da tutto il mondo
– Dovrà avere un ruolo nel modo in cui cambieremo la nostra percezione del tempo
– Dovrà porre fine alla possibilità degli eventi di ripetersi secondo il modello convenzionale.
In teoria ogni civiltà evoluta nell’ universo dovrebbe avere una sua versione di timewave ( orologio biologico ) e se due civiltà si incontrassero, le loro timewave si fonderebbero…L’ evento finale infatti è chiamato un’ interferenza nella storia convenzionale.

Il concetto di I-Ching vede il tempo come un numero finito di distinti e irriducibili elementi, nello stesso modo in cui gli elementi chimici compongono il mondo della materia. Tali elementi sono 64. Il grafico è un modello di tempo che incorpora la conservazione e l’ ingresso della novità.
Gli esagrammi accadono in coppia nella sequenza King Wen. Il secondo è l’ inverso del primo. In ogni sequenza di 64 esagrammi ce ne sono 8 che non cambiano una volta invertiti, e sono accoppiati con esagrammi in cui ogni linea del primo esagramma è diventato il suo opposto.

Mckenna è partito dal calcolo del numero delle linee che cambiano dal passaggio da un esagramma al successivo in una serie elaborando una sequenza di base.
 Zero
 2 ore e 25 minuti
 6 giorni
 384 giorni
 67 anni – 1951
 4306 anni ( 67 X 64 ) – 2300 a. C.
 275.000 anni ( 4300 X 64 ) – l’ emergere dell’ homo sapiens
 18 milioni di anni ( 275.000 X 64 ) – l’ inizio dell’ era dei mammiferi
 1.3 miliardi di anni – l’ inizio della vita sul pianeta
http://www.fractal-timewave.com/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2017/11/05/una-raccolta-degli-articoli-piu-caratteristici-del-blog/

L’ era postmoderna attuale ( dal 1973 – ma più precisamente dal 1990 ) ha come caratteristica principale l’ inaudita percezione di termine della storia – da intendersi come termine dell’ era dei miti, della ” storia come era una volta “, delle icone simbolo, dell’ innovazione e dei pionieri, e dell’ immaginario futuro. Nessuno storico o sociologo ne parla ma siamo intrappolati da decenni in un bizzarro e continuo riflusso di nostalgia, la musica, la cultura, la televisione, sono ripiegate verso il passato, in un loop continuo di revival, remake, retrò. Ci dovremmo accorgere che nessuna ” icona ” attuale persisterà nei ricordi nei decenni a venire, che la musica stilisticamente ha cessato di cambiare ed è praticamente morta creativamente. E’ un fenomeno inedito nella storia e andrebbe studiato a fondo. Secondo il nostro blog questo fenomeno sta per terminare bruscamente per capovolgersi ( non senza un evento trigger ) e dare luogo a un fenomeno di innovazione assoluta, in tutti gli ambiti della vita e della cultura.

McKenna considerava che il tempo presente veniva “tirato dal futuro verso uno scopo così inevitabile, come una biglia che invariabilmente raggiungerà il fondo di una tazza, quando la si rilascia vicino al bordo finendo a riposo, nello stato con minore energia, ossia in fondo alla tazza stessa. Quello è precisamente il mio modello della storia umana.” Nella “Novelty theory“, Teoria della Novità, determinati periodi storici sono connessi da un rapporto di mutua interferenza costruttiva o entanglement quantistico. Il fattore novità equivale alla densita di connessione sociale – culturale.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/04/15/loccidente-ha-esaurito-la-sua-spinta-propulsiva/
https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/16/i-misteri-della-cospirazione-e-della-linea-spaziotempo-1956/
https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/08/18/ancora-sulla-linea-spaziotempo-post-1956/
https://civiltascomparse.wordpress.com/2010/10/02/ulteriori-precisazioni-sugli-anni-da-cui-tutto-e-cominciato/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2011/03/21/segnali-di-esaurimento-delle-novita-nella-maniera-consueta-di-vedere-il-mondo-e-la-storia/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/03/17/la-storia-e-un-processo-di-metamorfosi/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/04/06/come-funziona-il-tempo-secondo-mckenna-meyer-timewave-zero/

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/03/29/reportage-di-storia-ciclica-parte-2-dove-siamo-arrivati-con-le-ripetizioni-storiche/

IN COSA CONSISTE IL FATTORE NOVELTY negli eventi storici:

– Eventi inaspettati, nuovi, diversi, bizzarri
– Aggregazioni di persone, coinvolgimento di massa
– Connettività fra le persone
– Eventi di valore storico, in grado di finire sui libri di storia
– Eventi di grande scissione fra le epoche, separazione dal passato
– Lavoro creativo
– Eventi generatori di numeri massimi di audience mediatica
– Nuove informazioni e scoperte
– Distruzioni ambientali ed eventi a livello estinzione o generatori di un grande numero di morti
– Eventi che generano cambiamenti culturali
– Eventi che generano progresso tecnologico
– Eventi che generano una riduzione delle barriere
– Eventi che generano sincronicità

IN COSA CONSISTE IL FATTORE HABIT negli eventi storici:

– Routine, eventi programmati, regolari, soliti, nella media, mediocrità
– Individualità e azioni solitarie
– Disgregazione di persone
– Problemi di connettività sociale
– Periodi triviali, poco significativi, periodi di transizione
– Conservazione e continuazione di abitudini passate, tradizioni
– Stagnazione culturale
– Maggiori limitazioni e barriere più forti

Sul grafico timewave sei giorni di tempo corrispondono alla ripetizione storica di un anno di storia, e un mese corrisponde a cinque anni di storia rievocata. Di conseguenza ogni anno che passa vengono rievocati sessanta anni di storia. Questo vuol dire che in 5 anni si ripetono 300 anni di storia, ogni 10 anni 600 anni di storia,  ogni 15 anni si ripetono 900 anni di storia , e ogni 25 anni equivalgono a 1500 anni.

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Un’ automobile a tutta velocità contro un muro
3 / 11 / 2011

Ho già scritto precedentemente che gli ultimi decenni del xx secolo – così ricordabili e fatti ricordare – possono essere riconducibili a una specie di traguardo (ma questa parola non mi piace) situato nel FUTURO. In quello che per le genti dei decenni del novecento – secolo strapieno di violenza e di speranza, così mitizzato – era il futuro.
Ora, io non credo per principio a nessuna profezia codificata, sono dell’idea che “credere o non credere” sia soltanto avere o meno dei pregiudizi, la realtà va sperimentata.
Io osservo. Il mio inconscio incamera e fornisce delle visioni, di tipo quasi “sciamanico”, nel pieno dell’occidente ipertecnologico e devoto alle elaborazioni dell’emisfero sinistro del cervello. Fatico molto a riportare le visioni su carta o su questo blog, dal momento che il mio livello culturale (legato allo stato cosciente di veglia, e quindi alla condizione ipnotica dovuta al linguaggio) non è per niente adeguato, non è sufficiente a riportare in un modo soddisfacente le esplosioni simboliche, archetipe, visionarie, profetiche che bussano al di là della porta socchiusa che fa da tramite tra l’inconscio e il conscio.
Il mio livello culturale è inadeguato!
Qualche anno fa, quasi scherzando, avevo detto a un amico, mentre avevamo tutt’e due i cellulari in mano: “Eh, di questo passo, la miniaturizzazione progressiva della tecnologia dell’informazione-comunicazione, ci porterà a cosa? Alla telepatia?!” Lui si era mostrato scherzosamente d’accordo con me, e aveva aggiunto una constatazione che ora non ricordo.
Un cambiamento di paradigma scientifico potrebbe avvenire, non in termini di decenni o secoli, ma in termini di ore, anzi di secondi.
La percezione di un campo di coscienza strutturatrice di forme attraverso schemi frattali basati su ciò che viene chiamato “geometria sacra”. Un tipo di visione della realtà – dove ogni elemento di essa è strettamente legato a ogni altro elemento, come le cellule di un organismo – che sarebbe fondata su un tipo di energia ILLIMITATA e SENZA COSTI, attinta dallo stesso tessuto dello spaziotempo.
Il cambiamento di percezione sarebbe del tutto radicale, paragonabile a quello di un essere umano appena uscito urlante dal grembo materno. Si tratterebbe del frutto ultimo di ricerche sperimentali sviluppate tra il XIX e il XX secolo, e poi interrotte, insabbiate, dagli anni 10 del novecento. ( …)
Quindi vi è la necessità di far andare le cose “di male in peggio” sempre più velocemente ma, nello stesso tempo, sarà sempre più rapida anche l’emersione di quel NUOVO ASSOLUTO, INFINITO, di cui dicevo. L’attuale rovesciamento della situazione internazionale in cui viviamo, il procedere verso la cosiddetta UTOPIA REALE (fine del sistema di scambi corrente,pace definitiva nel mondo, comunismo autentico, energia illimitata, possibile contatto extraterrestre) non può che avvenire in un tempo assai breve, una volta che il movimento verso questo esito avrà acquistato sempre maggiore velocità. In qualsiasi momento ciò partirà, non avrà bisogno di secoli o millenni, ma di una giornata o anche meno. Esattamente come lo sterminio di miliardi di persone in una guerra mondiale termonucleare. Sarà qualcosa paragonabile a un uomo a cui non gli è quasi successo mai nulla nella sua vita, e che gli succede di tutto e di più l’ultimo giorno che ha da vivere.
Vi sarà una polarizzazione crescente della situazione, immediatamente prima di questo rovesciamento. Come dice il mio amico, non si potrà più mediare tra le spinte evolutive e quelle involutive, tra le spinte dell’ego e quelle del sè, si arriverà a un punto in cui bisognerà prendere una decisione netta: o di qua o di là. Intanto sembrerà di trovarsi dentro un frullatore alla massimo dei giri!
Premettendo che si tratta di un’IMMAGINE POSITIVA, è come se fossimo su un’automobile che va a tutta velocità contro un muro (diamo un’occhiata a queste statistiche sul sito del futurologo Peter Russell…), e il momento dello scontro sarà il punto esatto in cui la nuova umanità verrà alla luce dal grembo della terra, dopo una gravidanza durata secoli, millenni. Si potrebbe pensare a una SUPER-CONVERGENZA di tutte le attuali apparecchiature/mezzi per la comunicazione/informazione – televisione, radio, internet, telefono, cinema, libri – attraverso le nanotecnologie, oppure il campo di coscienza unificata esposto da nuovi ricercatori come Nassim Haramein, o anche entrambe le cose. Da quel momento lì in poi non vi sarà più alcuna distinzione tra realtà virtuale e realtà reale, in un trascendimento completo di entrambe. Nel rendersi conto che avevamo scambiato una realtà virtuale per una realtà reale, e che per realtà virtuale si intende ogni punto di vista di una coscienza centrale che si percepisce:
1) Separata dal mondo;
2) Circondata da coscienze altre che avverte come diverse, estranee a essa e appartenenti a quel mondo separato;
3) L’interazione con queste coscienze esterne da estraneo a estraneo.

Si tratterà di un momento SINCRONICO totale di estrema rilevanza. Pensiamo allo scambio di battute alla fine del film “The Truman Show” tra Truman e il regista della sua vita: “Allora non c’era niente di vero…” “TU eri vero!”

Peccato che, per quanto mi riguarda, ciò che ho scritto è del tutto insoddisfacente. Ciò che ho appena esposto è solo un’idea banale, che non riesce per nulla a evocare ciò che avverrà nel bel mezzo del “punto di biforcazione.” Totalmente inimmaginabile. Si tratterrà di qualcosa somigliante all’emersione di un ricordo lontanissimo, quasi come se, nel nostro profondo, avessimo sempre saputo che la storia del mondo sarebbe andata a finire così.

Come le immagini CLASSICHE di un avvenimento storico conosciutissimo, come le immagini dei comizi di Hitler, delle folle durante la crisi del 1929 e le barricate giovanili in strada a Parigi nel 1968, o… E non è nemmeno corretto chiamarlo “punto finale” della storia del mondo, dal momento che in realtà sarà un “punto iniziale.” O, meglio, una specie di CONVERGENZA tra la fine e l’inizio della storia. Un “punto di biforcazione”, appunto. Conto di ritornarci sopra, più dettagliatamente, in un prossimo articolo sul fatto che in realtà è come se percepissimo la direzione del tempo in maniera rovesciata. Intanto, voglio ricordare questa frase del surrealista Andrè Breton, il cui spirito è affine a ciò che ho appena scritto.

Mi piace parlare di “magnitudine” in relazione alla potenza e all’influenza di certi avvenimenti storici, utilizzando il gergo con cui si misura l’intensità delle scosse sismiche. Alla FINE di tutto, in qualunque punto dell’attuale direzione temporale questa fine si trovi, vi sarà un avvenimento paragonabile alla caduta dell’Impero Romano, alla rivoluzione americana, alla rivoluzione francese, alla rivoluzione russa ecc…ma di magnitudine estremamente più elevata, tale da riguardare l’intero pianeta e non solo. Già soltanto la fine del dominio millenario dei mercanti-prestatori di danaro a interesse – e del controllo dei “sacerdoti del tempio” – potrebbe scatenare un effetto domino dagli esiti imprevedibili.

Stiamo parlando di “un’automobile che va a tutta velocità contro un muro”, e fu proprio l’industria dell’automobile a motore a scoppio basato sull’utilizzo degli idrocarburi, che prevalse dall’inizio del secolo scorso in poi, quel monopolio sulle energie inquinanti e non rinnovabili, il quale ebbe così parte nell’implementazione del sistema finanziario federale americano, esteso in seguito a tutto il mondo dopo due sanguinose guerre mondiali.

E’ accaduto QUALCOSA nel primo decennio del novecento.
Sono state bloccate ricerche scientifiche le quali andavano nella direzioni contraria ai grandi monopoli finanziari basati sulla gestione della scarsità e sulla distribuzione di energia ad alto costo di estrazione. Mantenendo e portando avanti negli anni una struttura di potere tuttora esistente. E’ stato negli anni dieci del XX secolo che questa struttura di potere (figlia diretta – nel corso dei secoli – di “Babilonia la grande” e dell’Impero Romano), ha cominciato a pensare all’obiettivo di estendersi, dominando sull’intero pianeta, a partire dall’ “estremo occidente.”
In una rivista di estrema destra non complottista, ho visto nominare questa estensione della N.A.T.O. sull’intero pianeta terra, come “Impero del Demiurgo”, una pseudodivinità che, secondo lo gnosticismo, reggerebbe tutte le cose del mondo volendosi far scambiare dagli uomini per il vero Dio.
Persino una questione che avrebbe creato tanti problemi in futuro, ovvero quella del sionismo, e dello stato confessionale ebraico in territorio palestinese, è iniziata a concretizzarsi davvero in quel decennio di cento anni fa, con la cosiddetta DICHIARAZIONE BARFOUR del 1917, dove l’impero britannico (per tramite dei Rothschild) dichiarava il suo nulla osta per uno stato sionista in Medio Oriente, da costruire sulle spoglie dell’Impero Ottomano il quale si stava sbriciolando nella Grande Guerra.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/04/23/timewave-zero-fattore-novelty-come-densita-di-interconnessione-fra-menti-coscienti-a-livello-globale/

Considerando che Terence Mckenna identificava il fattore novelty del grafico di mappatura della struttura del tempo frattale Timewave Zero come livello di interconnessione cosciente fra menti individuali, e livello di intensità e aggregazione di pensiero – linguaggio verso un singolo argomento – evento, possiamo cercare un altro modo di individuare eventi apportatori di novelty crescente , per esempio fra eventi che hanno generato una audience televisiva di numeri che vanno da 1 a 3 miliardi di telespettatori,  ma anche eventi che hanno coinvolto folle di milioni di persone.

In questo modo possiamo anche mettere un attimo da parte gli eventi scioccanti, imprevedibili, sorprendenti, unici, tecnologicamente innovativi, e quelli che hanno aggiunto qualcosa di importante alla nostra conoscenza informativa del mondo. In questa modalità di indagine e ricerca ci occuperemo degli eventi che hanno attratto il maggior numero di menti individuali a visualizzare, essere coinvolti come partecipanti o come spettatori, discutere e osservare un singolo evento.

Peter Meyer, sviluppatore del software della Timewave, pensava che il 9/11 fosse l’ evento apportatore del più intenso livello di novelty della storia dell’ uomo. Un evento che è stato visualizzato alle televisioni del globo da 2 miliardi di individui di tutte le nazioni. Ma se non fosse così? Se il crescendo costante dell’ influenza sul fenomeno Storia e sulla coscienza globale del fattore novelty dipendesse invece dalla diffusione di televisori e dalla trasmissione di programmi ed eventi di spettacolo globali allo scopo di concentrare sempre più l’ attenzione – osservazione delle menti coscienti verso un’ unica direzione – evento? Allora il 9/11 sarebbe solo un evento fra i tanti che hanno coinvolto più di 1 miliardo di osservatori contemporaneamente.

Scopriremo quindi che l’ evento televisivo con la più grande audience di tutti i tempi è avvenuto durante la inaugurazione delle Olimpiadi Statunitensi ad Atlanta il 19 luglio 1996, con l’ incredibile audience di 3 miliardi e mezzo di persone.

Scopriremo anche che il periodo di interconnessione globale continuato in un breve periodo più intenso di tutti i tempi si è verificato nell’ agosto del 2008, fra l’ 8 e il 24 agosto 2008, con la inaugurazione delle Olimpiadi Cinesi, visualizzata da 2 miliardi di persone, una Olimpiade che ha generato una audience giornaliera costante di 593 milioni di persone per ogni giorno della sua trasmissione.
Per fare un paragone, ogni match dei mondiali del 2018 ha generato 191 milioni di spettatori ogni giorno fra giugno e luglio 2018.

Capiamo quindi che cosa sta crescendo veramente, la capacità degli eventi di spettacolo e intrattenimento sportivo – musicale – tributativo di concentrare l’ attenzione mediatica globale tramite l’ utilizzo della televisione e di Internet, che continuerà ad aumentare fino a raggiungere il culmine assoluto, si suppone durante l’ Eschaton generato dalla struttura frattale del tempo secondo la formula di Mckenna.

Ci avviciniamo ad un momento nella storia unico nel suo genere, che sarà in grado di concentrare l’ osservazione e l’ attenzione mediatica di tutti gli umani viventi in tutte le nazioni e le zone del mondo. E’ sempre più vicino quel momento, è un fenomeno che si ritiene sia impossibile da evitare, essendo esso l’ obiettivo finale del bizzarro, innaturale, artificialmente congetturato e coscientemente modellato e guidato fenomeno della STORIA UMANA. La nostra ipotesi è che nell’ estate 2021 esso si verificherà.

Se davvero il grafico di mappatura frattale del Tempo di Mckenna è in grado di misurare e individuare la concentrazione intensificata del – coinvolgimento in esperienze -, della osservazione collettiva di un evento, e della aggregazione e solidificazione della struttura (metafisica) della Coscienza Globale, fusione dell’ enorme numero di attività coscienti individuali, allora dovremmo trovare un modo di individuare sul grafico tutti questi eventi di magnitudo storico – mediatica globale, e le aggregazioni fisiche delle folle di persone.

Noi sappiamo che all’ incirca ogni 2 anni il grafico Timewave presenta un -salto di novità- della durata di 2 mesi      ( 64 giorni per l’ esattezza ), che si tratta di un periodo di intensificazione del fattore novelty ( progresso, eventi scioccanti, eventi di grande impatto mediatico, concentrazione della coscienza globale su un singolo evento – argomento
) , e sappiamo che quando la linea del grafico si alza, significa che le cose tornano alla normalità, le persone si – disgregano – e si fanno azioni che si focalizzano sulla propria individualità personale, fino a raggiungere un punto di frizione ( i picchi del grafico ) che indicano, probabilmente, annunci di eventi che concentreranno l’ attenzione, e l’ inizio di una transizione fra individualità e disconnessione reciproca verso una condizione di collettività e interconnessione collettiva – mediatica – globale. Il picco del grafico più importante e significativo si verifica a 16. 384 giorni dalla – data zero Eschaton – , quindi per il periodo 2019 – 2024 si dovrebbe trovare negli anni della decade dei Settanta del 20° secolo.





La Timewave Zero rivoluzionata dall’ evento Covid – 19

20 01 2021

In seguito all’ evento del Covid – 19 le mie considerazioni e prospettive sulla Timewave Zero sono cambiate. Non si può infatti negare quanto questo evento ridimensioni l’ 11 settembre del 2001 e si proponga come l’ evento più trasformativo della Storia da quando sono in vita, quindi dal 1990 in poi. Questa prospettiva ci aiuta a posizionarlo sul grafico timewave. E’ abbastanza logico posizionare questa settimana di metà marzo (dall’ 8 marzo 2020) come punto di inizio di un periodo di eccezionale novità, che sul grafico timewave arrivano ogni tot anni e durano sempre 64 giorni. Non è detto che debba proprio essere così, ma se fosse, sappiamo che il prossimo punto di eccezionale novità (oppure il Punto Zero) arriverebbe a 2 anni e 38 giorni di distanza dal punto in cui vogliamo posizionare la discesa nella novità (propongo 8 marzo 2020 ma potrebbe essere in un qualsiasi giorno fra l’ 8 e il 16 marzo 2020). Quindi la data zero dovrebbe essere necessariamente nel 2022 – 2024 – 2026.


Ho raccolto tutte le date che finiranno nella Storia del cataclisma Covid ( 18 ottobre i giochi militari a Wuhan, conclusi il 27 ottobre, giorno dell’ annuncio dell’ abbattimento del capo dell’ Isis, il 17 novembre – 1 dicembre quando vennero segnalati i primi casi di Covid, il 31 dicembre 2019, quando vennero avvisate le “autorità di monitoraggio epidemie”, il 2 – 3 gennaio 2020 quando venne abbattuto Soleimani in Iraq. 9 gennaio la prima morte per Covid, il 20 gennaio quando la epidemia comparve per la prima volta nelle notizie internazionali. Il 23 gennaio quando venne avviata la quarantena di Wuhan, estesa poi alla zona di Hubei, il 30 gennaio 2020 quando venne dichiarata la epidemia, l’ 11 febbraio quando venne coniato il nome di Covid. Il 21 febbraio 2020 quando la epidemia comparve a Milano, e nei giorni successivi anche in Corea del Sud e in Iran, e il 26 febbraio quando venne proibito l’ accesso alla Mecca per la prima volta nella Storia (ironicamente nell’ anniversario del primo attacco alle Torri Gemelle nel 1993), il 27 febbraio 2020 quando avvenne il primo dei 4 crolli finanziari di questo periodo. E già tutte queste date potrebbero essere posizionate come inizio di eccezionale novità, ma viste le incredibili trasformazioni mondiali che stanno capitando in questo pazzo marzo 2020 proporrei come ufficiale la data della messa in quarantena dell’ Italia fra l’ 8 marzo e il 10 marzo 2020, mentre anche avveniva il secondo crollo finanziario (lunedì nero 9 marzo) e il giovedì nero, il 12 marzo. Ma anche l’ 11 marzo 2020 (un altro di questi 11 marzo (Spagna, Giappone)) quando venne dichiarata la pandemia. Con il secondo lunedì nero del 16 marzo 2020 abbiamo ufficialmente superato il crollo economico del 1929. Tutte queste date entreranno nella Storia ufficiale del mondo, mentre l’ 11 settembre 2001 improvvisamente si vedrà ridurre lo spazio cartaceo dedicato.

3 gennaio 2020 + 64 giorni – 8 marzo 2020 / 9 gennaio 2020 – 14 marzo 2020 / 20 gennaio 2020 – 25 marzo 2020 / 23 gennaio 2020 – 28 marzo 2020 /30 gennaio 2020 – 4 aprile 2020 / 11 febbraio 2020 – 16 aprile 2020 / 27 febbraio 2020 – 2 maggio 2020 / 21 febbraio 2020 – 26 aprile 2020 / 8 marzo 2020 – 11 maggio 2020 / 10/ 11 marzo 2020 – 13 – 14 maggio 2020/ 9 – 12 marzo 2020 – 12 – 15 maggio 2020

3 gennaio 2020 – 9/10 febbraio 2022 # 9 gennaio 2020 – 15 febbraio 2022 # 20 gennaio 2020 – 26 febbraio 2022 # 23 gennaio 2020 – 1 marzo 2022 # 30 gennaio 2020 – 8 marzo 2022 # 11 febbraio 2020 – 20 marzo 2022 # 21 febbraio 2020 – 30 marzo 2022 # 27 febbraio 2020 – 5 aprile 2022 # 8 marzo 2020 – 15 aprile 2022 # 9/10/11/12 marzo 2020 – 16 – 19 aprile 2022

Da qui si può calcolare quando è avvenuto il precedente eccezionale salto di novità, nel 2017 o 2018.

26 novembre 2017 – 29 gennaio 2018 # 2 dicembre 2017 – 4 febbraio 2018 # 13 dicembre 2017 – 15 febbraio 2018 (il giorno delle proteste dopo l’ ennesimo school shooting americano di troppo) # 16 dicembre 2017 – 18 febbraio 2018 # 23 dicembre 2017 – 25 febbraio 2018 # 4 gennaio 2018 – 9 marzo 2018 (il giorno in cui Trump ha accettato l’ invito del leader nord coreano) # 14 gennaio 2018 – 19 marzo 2018 (il giorno dopo la rielezione di Putin e il giorno della dichiarata estinzione di una specie di rinoceronte) # 20 gennaio 2018 – 25 marzo 2018 (in gennaio la Turchia annuncia una missione militare in Siria, in marzo parte la operazione di manifestazioni March for Our Lives degli studenti americani) # 30 gennaio 2018 – 4 aprile 2018 # 31 gennaio – 3 febbraio 2018 – 5 – 8 aprile 2018 ( 8 aprile 2018 quando avvenne un altro attacco Sarin in Siria)

In queste settimane, ad ogni modo, sto analizzando delle timelines che prevedono la Data Zero nell’ estate 2021 (14 – 16 luglio o 4 agosto 2021) e in quel contesto tutta questa vicenda avviene nel periodo fra il 1929 (fine febbraio 2020) e la rievocazione della seconda guerra mondiale (aprile – maggio 2020) dove Italia e Spagna rappresentano la “guerra di preparazione” della Guerra Civile Spagnola prima che si diffonda in tutto il mondo. Ma il grafico che queste date implicano non sembra allinearsi bene alla percezione dell’ impatto con la eccezionale novità, di inaudito livello, di queste settimane.

Inoltre bisogna considerare anche i cicli storici implicati dalla teoria della timewave zero, sia quelli diretti e standard, sia quelli trigrammatici. Quelli standard prevedono che siamo all’ interno di un ciclo di 67 anni iniziato pressochè intorno al 1953 (anno della scoperta del DNA – 28 febbraio 1953 – 10/11 giugno 2020 e 25 aprile 1953 – 6 agosto 2020). Io proporrei di considerare che siamo già da tempo all’ interno del ciclo dei 384 giorni dove tutta la Storia umana viene compressa ancora più rapidamente. Nel ciclo dei 67 anni ogni 6 giorni viene rievocato e compresso un singolo anno di Storia. Proporrei quindi di considerare questa epidemia italiana come una rievocazione trigrammatica di due potenziali eventi: 1347 la Peste Nera, visto lo zeitgeist dei nostri tempi, oppure della Peste Manzoniana della Lombardia del 1629 – 30. Questo implicherebbe che la data zero è imminente, e avverrà nel 2021.

Se però vogliamo considerare questa epidemia come una risonanza storica diretta (non trigrammatica) di quei due specifici eventi, dobbiamo quindi mettere ( ottobre 1347 – 21 febbraio 2020 – 23/24 ottobre 2030) oppure (22 ottobre 1629 – 21 febbraio 2020 – 3 maggio 2026) e quindi la data zero sarebbe ancora molto lontana (nel 2026).   

C’è anche la possibilità che questa è la finestra di tempo che Mckenna indicava come “precursore dell’ Eschaton” e che lui in base alla Timewave settata per il 2012 si attendeva nel 1996 (fra febbraio e maggio 1996). Meyer invece aveva posizionato questa finestra di tempo all’ 11 settembre 2001 ottenendo una Data Zero nel 2018. Se scegliamo invece di posizionarla al periodo fra 31 dicembre 2019 e 24 marzo 2020 come periodo più significativo e trasformativo delle decadi recenti otteniamo una finestra di tempo per la Data Zero che va dal 27 ottobre 2036 al 19 gennaio 2037 (5 novembre 2036, 16 nov 2036, 26 nov 2036, 8 dicembre 2036, 24 dic 2036, 3 gennaio 2037, 5 – 6 gennaio 2037, ognuna ha la particolare potenzialità di essere quella vera, The One)


Se però vogliamo far iniziare il ciclo dei 384 giorni in una di queste date recenti propongo il periodo 23 – 25 gennaio 2020, che implicherebbe come data zero 12 febbraio 2021, una data per la quale avevo trovato alcune risonanze storiche. Per le altre date la data zero implicata rientrerebbe comunque nella finestra di tempo con limite 4 aprile 2021.

Curiosamente, in un altro ciclo trigrammatico, il ciclo dei 28 anni (di distanza fra un altro di questi grandi picchi di frizione e il punto zero) il 21 febbraio 2020 è collegato direttamente alla fondazione della Unione Europea il 7 febbraio 1992, della quale quindi rappresenterebbe la Data Zero!

Nel ciclo trigrammatico dei 33 anni (una versione alternativa del ciclo dei 67 anni ) vediamo collegati il 25 febbraio 1986 (riforme sovietiche) e il 18 ottobre 2019, il 26 aprile 1986 (Chernobyl) con il 17 dicembre 2019, il 14 giugno 1988 (devastanti incendi nel parco del supervulcano Yellowstone) e (4) febbraio 2022, 23 giugno 1988 (dichiarato iniziato il Global Warming) e il 13 febbraio 2022, e l’ 11 agosto 1988 (fondazione di Al Qaeda) e il 3 aprile 2022.

Noi del blog ( a dire il vero io) a gennaio avevamo individuato, seguendo la timeline del 2022, la potenzialità. secondo il grafico Sheliak, diverso dal Kelley e dal Watkins usati da Peter Meyer, sviluppatore del software, di una enorme e duratura discesa nella novità in un periodo compreso fra il 9 gennaio 2020 (prima vittima del Covid – 19) e l’ 11 febbraio 2020 (coniato nome del Covid) che sarebbe culminato fra il 17 luglio 2020 e il 19 agosto 2020, e questa è una forte potenzialità che sia effettivamente accaduto in questo modo, una cosa che valorizzerebbe le timelines che avevamo analizzato negli anni scorsi in seguito alla rivoluzione dei Gilet Gialli in Francia: 21 giugno 2022, 10 luglio 2022, 24 luglio 2022. Secondo questa prospettiva, allora fra il 14 maggio e il 16 giugno 2020 dovremmo vedere la fine dei periodi di quarantena, con la risonanza diretta del debutto delle automobili e dell’ enorme cambiamento che hanno apportato nella società. La versione dei grafici Kelley e Watkins per questa timeline non sembra essere corretta, visto che posiziona un eccezionale discesa nella novità più avanti, fra maggio e agosto 2020, mentre noi sappiamo che dovrebbe essere già iniziata.

LA GUERRA AL COVID IN RISONANZA CON LE GUERRE MONDIALI DEL NOVECENTO

“COVID-19 is, in effect, World War III (or later) in terms of the level of innovation we’re seeing. Almost every aspect of society is faced with significant challenges, forced to adjust, to adapt.”

(Il Covid – 19 è a tutti gli effetti una sorta di Terza Guerra Mondiale (o altro numero) in termini del livello di innovazione e cambiamenti che stiamo osservando. Quasi ogni aspetto della società ha affrontato enormi sfide e ostacoli , forzata ad adattarsi e a cambiare)

Ecco quindi una altra prospettiva: allacciare la “guerra al coronavirus” direttamente alle due guerre mondiali del ‘900. Otteniamo così date zero nel 2021: (11 novembre 2019 anniversario e 28 giugno 1914 – 14 luglio 2021 oppure 12 marzo 2020 la prima celebrità colpita dal Covid è stato Tom Hanks con moglie, che potrebbe allacciarsi all’ assassinio dell’ Arciduca e moglie il 28 giugno 1914 – data zero qui sarebbe 15 novembre 2021) (Se invece connettiamo l’ 8 – 11 marzo 2020 al 1 settembre 1939 otteniamo data zero 17 – 21 giugno 2021)