La follia di Christopher Knowles – parte seconda

3 06 2020

 

27-5

” … applicando la logica dei sogni alla realtà consensuale, la si guarda come un sogno collettivo, analizzando quindi gli eventi da questo punto di vista …”
Christopher Knowles

Come promesso, ecco che esce la seconda parte di una specie di viaggio nelle associazioni mentali di Knowles, lo smanettatore del blog “The secret sun”, in Italia mi risulta soprattutto conosciuto, anche se solo underground, per un libro sulle origini occulte del rock, a cui magari accennerò nella terza parte di questo escursus.

Ormai è un po’ di anni che chi scrive si dedica al tradurre le sincro-connessioni nella pop culture anglofona a cui “The Secret Sun” vuole far portare l’attenzione. Naturalmente, nel mondo anglofono non è affatto l’unico come sappiamo: ed altri, come Loren Coleman di “Twilight language”, Brizdaz di “Just watching the wheels go round”, Wklaus di “I.A.huasca”, Goro Adachi di “Supertorchritual”, Alex Fulton per quanto riguarda la cosiddetta crypto-kubrickologia (#cryptokubrickology), poi lo stesso inventore del termine “sincromisticismo” – ovvero Jake Kotze – lo studioso di coscienza-inconscio collettivo e retrocasualità Eric Wargo e tanti altri nel mondo anglofono.

Ma nei confronti di Knowles riconosciamo di nutrire una specie di affetto particolare poiché, tra i sincromistici, sincromitologi ecc, ci sembra colui che mostra di più la sua vulnerabilità dovuta alla ipersensibilità per queste percezioni sempre poco condivisibili. Insomma, ci sembra quello che più riesce a trasferire la sua fragile umanità nei suoi aggiornamenti in rete. Oltretutto usando uno stile scanzonato che fa ancora più contrasto con ciò che si è appena detto.

Il suo background, diciamo così, il retroterra culturale – pop culturale, ciò che prende le mosse il suo tipo di punto di vista, penso sia generato da un insieme di fattori:

  • Lo svilimento-inflazione progressivo della pop culture americana (e quindi di riflesso la pop culture di tutto il mondo occidentale), processo cominciato a fine anni Ottanta-inizio Novanta del XX secolo e di cui ancora non vediamo la fine (remake, biopic di mostri sacri del passato e riproposizioni di serie tv “golden age”…), scimmiottature di passati che non possono ritornare davvero, fotocopie di fotocopie sempre più sbiadite, che più vengono sbiadite più se ne fanno;
  • Il (contemporaneo) progresso tecnologico della comunicazione internet con la sempre maggiore facilità dei collegamenti-link e della multimedialità collegata ad algoritmi e metadati ( = amplificatori di coincidenze) soprattutto col WEB 2.0/3.0… a partire dal post 2006;
  • L’immensità mitologica della pop culture anglofona, qualcosa di cui non possiamo avere idea noi alloglotti (francesi, tedeschi, italiani, spagnoli, greci ecc) COLONIZZATI però proprio da quella stessa pop culture a partire – molto in sordina – dalla seconda metà degli anni Cinquanta del XX secolo (“Un americano a Roma”)
  • I nuovi studi di frontiera sulla mente collettiva, sulle culture come esseri viventi con una loro mente propria a livello anche planetario, sulla retro-casualità, sulle sincronicità come manifestazione dei cicli che uniscono la storia personale con quella interpersonale e su quanto quella cultura pop di cui si diceva – così condivisa a livello di massa – possa essere veicolo di tutto ciò.

Partendo da quelle premesse, le morti delle ultime rockstar Chris Cornell dei Soundgarden nel 2017, Kurt Cobain dei Nirvana nel 1994 vengono sovradimensionate in un certo modo notando quanto si possano sincronizzare con tutte le altre avventure generatrici di mito di cui è ricca la cultura pop anglofona, compresa quella underground, dal momento che i Cocteau Twins, con la loro particolare versione (iniziata nel fondamentale anno 1982) onirico-ambient-esoterica della new wave, non sono mai stati popolarissimi, in Europa e Italia soprattutto ma penso un po’ anche tra gli stessi angli.

La loro cantante Elisabeth Fraser è vista da Knowles come una specie di “Sibilla” dei tempi contemporanei, un amplificatrice di coincidenze e simbolismi mediatici e, come abbiamo visto nella prima parte, anche la sua strana relazione sentimentale con la rockstar Jeff Buckley (morto esattamente 20 anni prima di Chris Cornell in un contesto simile) assurge a MITO classico, strisciante in molteplici modi prima e dopo che accada, persino in film blockbuster per le famiglie oltre che nelle opere di David Lynch, nelle sue serie tv e in “X files”.

Nella prima parte, non dico di essermi lamentato ma, diciamo, ho constatato con una certa veemenza quanto la pop culture (o comunque la cultura dei mass media) italiana sia POVERA – o comunque forse meno ispirante – rispetto a tutti quegli universi simbolici in cui Knowles può navigare in modo forsennato grazie alla ricchezza dell’ambiente mass-mediatico in cui è vissuto e che quindi un esatto corrispettivo autoctono di ciò che fa Knowles sul suo blog non si possa proporre in Italia.

In passato qualcosa si è provato a fare in proposito, sia altri che il sottoscritto, e ringrazio Kxp per avermelo ricordato.

Sarà forse a causa di certi fenomeni di cui si indaga in quei blog ma proprio una quindicina di anni fa mi girava in mente l’idea – penso abbastanza campata in aria – per un libro che, nelle mie intenzioni di allora, si sarebbe dovuto intitolare “Enigma senza fine” e sarebbe stato centrato su quelle tre morti di cantanti-cantautori conosciuti che in qualche modo sono state quelle che hanno più impressionato la mente collettiva italiana: Fred Buscaglione nel 1960 (incidente mortale sulla sua automobile rosa), Luigi Tenco nel 1967 (suicidio? omicidio?, col mistero della compagna cantante Dalida, morta esattamente 20 anni dopo) e Rino Gaetano nel 1981. Quest’ultima, in particolare, è resa decisamente intrigante dal fatto che, non solo molte canzoni di Rino Gaetano sembrano proprio contenere riferimenti destinati unicamente a cerchie ristrette di personaggi (magari quelli “importanti nell’ombra”), con scomodi segreti di avvenimenti mai chiariti ma anche lo stesso avvenimento della morte di Gaetano – con particolari precisi – sembra essere “stato profetizzato” nel testo di una sua determinata canzone: “La ballata di Renzo”.

Però, tengo a precisare che, se mi dovessi mettere a buttare giù qualcosa su Rino Gaetano e i suoi misteri  – la sua morte fu uno dei diversi avvenimenti di grande impatto del periodo 1978-1982 all’epoca quasi non riconosciuti come tali – non farei certo un’analisi simbolico-ma “complottista” (la quale, tra l’altro, penso sia già stata fatta da studiosi quali Paolo Franceschetti) invece la mia attenzione, ovviamente, sarebbe più rivolta ad aspetti sincro-simbolico/mitici-ciclologici, magari presenti in modo anticipatorio in film, programmi tv, libri, brani musicali, di quei tempi e anche di altri tempi.

Quindi in futuro potrei cercare di concentrarmi maggiormente su aggiornamenti più riguardanti la pop culture italiana, anche se penso sarà difficile farli proprio nello stile di “The secret sun”, ovvero con una grande quantità di materiale multimediale. Staremo a vedere anche perché, a ben pensarci, sarebbe forse anche più intelligente e proficuo fare articoli in inglese su cose sincro-mistiche italiane piuttosto che fare articoli in italiano su cose sincro-mistiche anglofone!

A-250149-1562321646-1214.jpeg

 

L’ossessività patologica e un surplus di tempo libero sono una combinazione patologica per persone quali il qui presente Christopher Knowles.

Stavo infatti scorrendo il post precedente e un’intera moltitudine di nuove sincro-connessioni ha stimolato i miei neuroni danneggiati, rivelando ogni tipo di sotto-testo che avrei dovuto includere in quella che, appunto, ora è la prima parte di questa che è la seconda.
 
Dunque, senza ulteriore indugio, immergiamoci di nuovo.
Tenendo presente il fatto che gli attori interpretano ogni possibile ruolo e il business cinematografico è intrinsecamente incestuoso, diamo un’altra occhiata alla comparsata di Chris Cornell in Singles. 

Dal momento che Cameron Crowe è tutta un’altra storia, per adesso concentriamoci su questo. 

Sarà paradossale, ma nel corso degli anni ho visto che meno variabili si tengono in conto più questo tipo di sincro tende a manifestarsi efficacemente . Non capisco perché o come tutto questo funzioni, ma non c’è molto di più che potrei capire in proposito.
 
Così mentre ci muoviamo attraverso le varie connessioni, teniamo d’occhio le sincs connesse specificatamente ad Apocalisse, controllo mentale e alieni oltre a Chris Cornell e “Nostra Signora Fraser.” 
 
Così come appunto facciamo di solito qui.
Vediamo dunque Chris Cornell fare una comparsata in Singles del 1992 (uscito in Italia anche comeL’amore è un gioco) con Matt Dillon e Bridget Fonda. 

Questo film non lo vedo da quando uscì, quindi da quasi trent’anni — e non m’impressionò per nulla quando lo vidi — ma leggo sulla pagina IMDB relativa a film che Bill Pullman interpreta un chirurgo plastico che si innamora del personaggio di Bridget Fonda.

Bill Pullman avrebbe successivamente interpretato il presidente USA nel film blockbuster alieno-apocalittico Independence Day del 1996. Nel flimato sopra lo vediamo in visita nell’ Area 51.

Pullman, presidenti USA e Area 51 tutti quanti entrati recentemente nel ciclo delle NEWS.

Il presidente USA interpretato da Pullman è guidato da un ufficiale dell’Air Force interpretato da Adam Baldwin, il quale ha anche interpretato un alieno replicante di nome ‘Knowle Rohrer’ in X-Files.

Tanto per entrare anche nell’orbita della cosiddetta criptokubrickologia #cryptokubrology, possiamo ricordare che Baldwin ha co-interpretato Full Metal Jacket. Con il Matthew Modine di Strangers things alla sua sinistra nel fotogramma sopra.

Bill Pullman interpreta il “mystery man” di “Strade perdute” (Lost Highway), l’esordio di David Lynch nel “teatro della dissociazione.”

A metà film, Pullman lo vediamo tramutarsi in Balthazar Getty
 
“Strade perdute” (Lost Highway) fornisce una buona volta a David Lynch l’utilizzo del brano “Song to the Siren” dentro a un suo film utilizzandolo per una specie di scena somigliante a un “videoclip soft porn“, i cui interpreti sono Getty e Patricia Arquette.
 
“Strade perdute” mostra persino una comparsata di Marilyn Manson.
Qualche anno prima la Arquette interpretò “Una vita al massimo” – True Romance, un adattamento filmico di una sceneggiatura di Quentin Tarantino da parte di Tony Scott.
 
In quel film vediamo Brad Pitt (non ancora una superstar) in una scena convulsa nel momento in cui in sottofondo sentiamo il nostro “Cristo Cornuto” e i suoi compari dei Soundgarden.

Per interpretare quel personaggio, Brad Pitt prese esempio dal suo compare Bernie Coulson, che vediamo in questo antico episodio apocalittico di X-Files, “Anasazi”, riguardante gli alieni e il controllo mentale.

Brad Pitt avrebbe vinto un Oscar per la sua interpretazione dello stuntman cioè, in altre parole, il DOPPIO del personaggio dell’attore da parte di Leonardo Di Caprio  (doppio = gemello = “twin”) nel film di Tarantino ambientato ai tempi della strage di Bel Air della famiglia Manson, “C’era una volta a Hollywood”.
 
Nel filmato sopra vediamo Di Caprio nella parte di DeCo(c)teau assieme alla piccola “Trudie FRASER,” una specie di versione più giovane di Jodie Foster (un generatore ad alta frequenza di risonanze con la Fraser.)

In altre parole, Brad Pitt ha vinto un Oscar per l’interpretazione di un “gemello chiamato De Coteau” (cioè deCoteau Twin.)

Assieme alle sue interpretazioni nel “sincro-Chris Cornell” “Una vita al massimo” (True Romance) e nel “sincro-Elisabeth Fraser” “Strade perdute” (Lost Highway), Patricia Arquette, nella serie tv Medium, interpreta anche una necromante chiaroveggente.

Oltretutto, Bill Pullman, il co-interprete assieme alla Arquette di “Strade perdute” (Lost Highway) ha anche interpretato la tremenda miniserie hollywoodiana Revelations

In Revelations abbiamo l’attore Michael Massee, che non solo in X-Files interpreta un personaggio molto simile ma fu anche colui che sparò accidentalmente a Brandon Lee sul set de Il corvo.

La colonna sonora di Il corvo ci presenta una Elisabeth Fraser urlante dentro il brano “Time baby” dei Medicine così come i futuri interpreti musicali che appariranno in Twin Peaks (i Nine inches nails) fanno la cover di “Dead souls” dei Joy Division, considerata una specie di “lettera di suicidio” del loro fondatore Ian Curtis.

Accanto a Bill Pullman e  Michael Massee, in Revelations abbiamo anche Natacha McElhone, che compare anche nel thriller alieno-apocalittico Solaris di Steven Soderbergh.

Dopo Revelations, McElhone avrebbe partecipato a Californication una roba fantastica in cui il David Duchovnic di X Files veste i panni di uno scrittore disoccupato alcolista di mezza età che fa di nome Hank Moody  ed è in qualche modo trovato sessualmente irresistibile da un sacco di simpatiche donne single.

Duchovny, dopo la fine di Californicationsarebbe tornato a interpretare ruoli drammatici interpretando un detective di Los Angeles nella serie Netflix “a tematica Charles Manson” Aquarius, e quindi di nuovo agente FBI nel docu-drama su X Files andato in onda su Fox tv.
Californication avrebbe visto anche la partecipazione di Madeline Zima, nella parte di una delle molte giovani bellezze single che vanno a letto col vecchio scrittore fallito Hank Moody. 
 
FATTOIDE BONUS: le scene nel primo episodio di Californication sono girate presso il cimitero in cui è seppellito Chris Cornell.
 
FATTOIDE BONUS 2: Il creatore di Californication ha anche prodotto quella roba consistente nella serie tv Lucifer.

Madeline Zima sarebbe stata poi accanto a Duchovny per il ritorno di Twin Peaks nel 2016, interpretando una seduttrice sfortunata che incontra un destino orribile, insieme a un personaggio interpretato da Ben Rosenfield.

E naturalmente, Ben Rosenfield lo si vede anche nel biobic sul Jeff Buckley pre-Fraser Greetings from Tim Buckley…

…Tim Buckley, naturalmente, colui della versione originale di “Song to the Siren.”

Presentata in anteprima in un episodio de I Monkees, in cui non solo compaiono droga, alieni e controllo mentale, ma dove sono anche presenti le lettere F-R-A-S-E-R.

Ad aggiungersi a Duchovny, la Zima e Rosenfield nel ritorno di Twin Peaks fu infatti nientemeno che la “Song to the Siren’s” di Balthazar Getty…

…Balthazar Getty, ovvero il bis-nipote di quel  J. Paul Getty, inizialmente interpretato da Kevin “Little” Spacey nel film “Tutti i soldi del mondo” di Ridley Scott, fratello di Tony Scott.
All’interno di Tutti i soldi del mondo troviamo anche Mark Wahlberg nel ruolo dell’agente CIA Chace Fletcher. 

Naturalmente, Mark Wahlberg venne avvolto dalle ali angeliche di “Nostra Signora” in “Gli amabili resti The Lovely Bones” di sir Peter Jackson, prima con il lamento straziante, “Alice”…
Quindi, inevitabilmente, con “Song to the siren”.
Gli amabili resti ci presenta anche un Buckley in pericolo mortale. 

PERCHE’ NIENT’ALTRO AVREBBE POTUTO SUCCEDERE.
La stessa Saoirse Ronan la quale interpreta il ruolo di una colonizzatrice di anime di umani nel dramma alieno strappalacrime The Host. 

Potremmo anche considerare “The Host” una specie di allegoria del progetto MK ULTRA.
Un po’ meno allegorica – o almeno temo – è la performance di Chris Cornell nel videoclip del brano dei Soundgarden “Blow up the outside world”.
PUNTO DI NON RITORNO (1993)
CAOS – Charles Manson, la CIA e la storia segreta degli anni Sessanta.

E dal momento che praticamente ogni teoria del complotto risalente ai tempi in cui i ricercatori svolgevano appunto ricerche degne di questo nome, è stato poi provato essere vera, non dimentichiamoci quanto l’aria mefitica del progetto MK ULTRA, provenga da gente come Joly West, coinvolto nella saga della Manson family.

Per non parlare del fatto che Kenneth Anger, uno in combutta con Manson, venne finanziato– ebbene si– dalla Getty Foundation. 

Proprio quei Getty di cui parlavamo prima.

E ricordiamo anche che Anger fece la sua versione originale (finanziata dai Getty) di Lucifer Rising in una casa precedentemente appartenuta al clan Fraser di cui era ospite Jimmy Page, l’eroe di Jeff Buckley (e Cameron Crowe.) Dovrei anche aggiungere che il ruolo di Mark Wahlberg nella versione Tv del dramma del rapimento Getty fu interpretato da…

Brendan Fraser!
Chi è Brendan Fraser e chi è Bridget Fonda?!

Proprio quel Brendan Fraser il quale recitò accanto a Bridget Fonda (che abbiamo già visto relazionata a Chris Cornell e Bill Pullman) nel criminalmente sottovalutato Monkeybone del 2001.

In Monkeybone, nel ruolo dell’alta sacerdotessa Bene Frasserit abbiamo anche Rose McGowan, l’ex ragazza di Marilyn Manson, la quale è stata sotto i riflettori delle NEWS nei tre anni passati.
Bridget Fonda è la figlia di Peter Fonda ed è apparsa quando era piccola in Easy Rider, quindi sullo stesso set assieme alla nostra vecchia conoscenza Dennis Hopper, apparso in “Una vita al massimo True Romance” e naturalmente in “Velluto blu” di Lynch.
Più di recente, Peter Fonda appare in The Harvest, film interpretato da Michael Shannon e la nostra vecchia amica Samantha Morton.
 
Sono stato particolarmente colpito dal trailer che vedete qui sopra, poiché la nostra Samantha, per qualche ragione inesplicabile, ha un aspetto sempre più somigliante a quello di Elizabeth Fraser, mano a mano che le due “sibille” vanno avanti negli anni, .
 
Fattoide bonus:  la Morton interpreta la moglie di Jan Curtis nel biopic Control.

A proposito di doppelgängers, di DOPPI, Bridget Fonda interpretò nei primi Novanta il thriller “Inserzione pericolosa – Single White Female, assieme a Jennifer Jason Leigh…

..la quale di recente è apparsa nelle sequenze di Las Vegas e di Heaven nel ritorno di Twin Peaks…
…e in Annihilation di Alex Garland.
Le scene di Annihilation con l’effetto Shimmer  sono state girate nelle stesse identiche location in esterni di questo videoclip, pieno di umile liturgia.
In una di quelle location vediamo un alligatore albino
…guarda un po’ le coincidenze,  Albino Alligator  è il titolo di un film interpretato da Matt Dillon (assieme a Bridget Fonda in Singles) e diretto da Kevin “Little” Spacey (Il J. Paul Getty di “Tutti i soldi del mondo”)

Matt Dillon è stato inoltre co-protagonista del cine-adattamento di Francis Ford Coppola del grande classico The Outsiders (“I ragazzi della 56^ strada”) del 1983, insieme a una miriade di BRAT-PACKER in erba, Twin Cruise compreso.
Così come il Fato avrebbe voluto, “I ragazzi della 56^ strada The Outsiders” sarebbe uscito lo stesso mese (e mi sa lo stesso giorno) del primo singolo dei Cocteau twins propriamente detto, “Peppermint Pig.” 
Dalla copertina avente una certa”aria di famiglia” con una delle celebri immagini iconiche di “Apocalipse now” di Francis Ford Coppola…
…o la scena del finale di “X Files.”

FATTOIDE BONUS (come ama dire Knowles):

La prima volta che i Cocteau Twins si esibirono alla Tv USA avvenne l’8 aprile 1994, lo stesso identico giorno in cui fu trovato il corpo di Kurt Cobain dei Nirvana.

Versione originale:

https://secretsun.blogspot.com/2020/05/would-you-kids-please-stop-asking-when.html#more





La profezia dell’LSD-25

29 11 2019
 
Nel mio primo libro: The Tek-Gnostics Heresies , ho toccato le misteriose origini del composto psichedelico, LSD-25. Oltre alla narrativa scientifica comunemente accettata inerente le sperimentazioni negli anni 30 e 40 del XX secolo alla Sandoz Pharmaceuticals, sperimentazioni di vari composti derivati ​​dall’ergot … Oltre a raccontare le disavventure di Albert Hoffman, il famoso creatore dell’LSD-25 [morto ultracentenario nel 2006] ho anche considerato le sue ramificazioni sincroniche ed esoteriche.
 
“Come vedremo, il parallelo riemergere della cultura psichedelica durante questo periodo, insieme al rinnovato interesse per il paranormale, suggeriscono che questi eventi sincronistici sono nati organicamente, in tandem o” come in risposta “al crescente potere della tecnologia. Il regno della psichedelia sarebbe riemerso nel mondo moderno attraverso la scoperta scientifica del composto chimico, l’LSD-25, rafforza il mito della psichedelia come un contrappeso alla tecnologia. Come se l’esperienza psichedelica fosse nata come una cura alla crescita virale della tecnologia. “
 
Ho anche toccato le ramificazioni e l’interesse che aveva nell’LSD-25 l’intelligence militare ai tempi della Seconda Guerra Mondiale (l’ufficio dei servizi strategici, o OSS, in seguito CIA). Ancora una volta la narrativa comune sosteneva che l’MI era interessato a utilizzare le sostanze psichedeliche appena sintetizzate come siero della verità o, in modo più nefasto, come sostanza chimica per il lavaggio del cervello in stile Candidato manciuriano
 
“La grande ironia è che MK-ULTRA e CIA, nella loro ricerca sinistra per sviluppare e sfruttare il siero della verità supremo, (per usarlo contro agenti stranieri, reali e immaginari, o contro minacce interne indotte dalla paranoia) sono stati fondamentali diffondere queste sostanze in America. Sembra infatti più di una coincidenza che questi psichedelici incredibilmente potenti, sia sintetizzati che naturali, siano improvvisamente resi disponibili alle masse, in un momento così cruciale nella storia americana.
 
Viene detto che l’essere umano è stato inventato dall’acqua, come mezzo per poi uscirne fuori. Allo stesso modo, è come se queste sostanze psichedeliche “avessero una loro agenda”. Le vie dell’universo sono davvero misteriose. In effetti, questi composti psichedelici, visti come “agenti d’intelligence” del nostro misterioso universo, sembravano aver trovato la loro strada, come “di loro spontanea volontà” … per le stesse persone che erano pronte a riceverli. Magic Mushrooms”, “Peyote” e “LSD-25” sono diventati l’eucaristia della controcultura che prese fuoco simultaneamente sulla “west e sulla east coast”, alla fine degli anni ’60 del XX secolo.
 
Con le loro stesse mani, gli spettrali tiranni del complesso militare-industriale USA hanno innescato, senza ovviamente volerlo, una tempesta di resistenza psichedelica alle loro manipolazioni e al loro controllo. Accecati dalla paura, credendo alla propria propaganda, inavvertitamente hanno fatto luce sulle loro attività nefaste. La controcultura degli anni ’60, “attivata” dagli psichedelici, lanciò il primo contrattacco contro l’IMPERO. I “capi” della controcultura trovarono forti alleati nel movimento per i diritti civili e in larga misura diedero origine ai movimenti ambientalisti.”
La settimana passata ho letto un articolo di Xavier Francuski su Psychedelic Times… che esplora la profezia – in senso letterale – della creazione dell’LSD-25… un decennio prima del famoso giro in bicicletta di Hoffmann nel 1933: infatti Leo Perutz pubblicò un racconto intitolato “St Petri-Schnee” (English version – Saint Peter’s Snow [“la neve di San Pietro”]). Dall’articolo in questione:
 
“In the novel, St Petri-Schnee is an ergot-type fungus that attacks wheat, rye, and barley. Perutz tells a story about a gentleman scientist by the name of Baron Malchin, who, inspired by historical records of its sacramental use, isolated a hallucinogenic drug from this fungus. As the story progresses, the effects of this psychotropic substance are covertly tested on the population of a small, isolated village, and the substance itself ends up catalyzing a mass renewal of religious enthusiasm.”
 
“Nel racconto in questione, ‘St Petri-Schnee’ è un fungo di tipo ‘ergot’ che attacca il grano, la segale e l’orzo. Perutz racconta la storia di uno scienziato gentiluomo chiamato Baron Malchin, il quale, ispirato dai ricordi dell’uso sacramentale di quel fungo, ne isola una droga ‘allucinogena’ . Nel proseguimento della vicenda, gli effetti di questa sostanza psicotropa sono testati di nascosto sulla popolazione di un piccolo villaggio isolato e la sostanza stessa finisce per catalizzare un rinnovato entusiasmo religioso di massa”
 
Gli eventi del racconto di Perutz sarebbero emersi un decennio dopo alla “Sandoz Pharmaceuticals”, in un modo molto somigliante. E’ una buona lettura il seguente articolo poiché espande la nostra comprensione pop-storica della psichedelia…
 
 
 
 
 




Protetto: Mandate i pagliacci (assassini)…non vi preoccupate, sono già qui

22 09 2019

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci di seguito la password:





Raccontando storie fuori dal normale: Allucinazione perversa

28 02 2019

https://secretsun.blogspot.com/2019/02/telling-tales-out-of-school-jacobs.html

Gli Dei delle sincro sono una lotteria capricciosa, si tuffano nelle nostre vite mostrandoci stuzzicanti interconnessioni, e rispondono a una domanda nello stesso momento in cui ce ne fanno altre mille.

E così, proprio mentre una realizzazione che cambiava il gioco ha sfondato la nebbia del mio intricato flusso di pensieri,  strani segnali sincro-sferici mi cadevano sulla testa come piccole gocce di rugiada cosmica…

Successivamente, un recente (e un po ‘sconsiderato) tentativo di rivedere Allucinazione perversa [in originale “Jacob’s ladder”, la scala di Giacobbe]) ha posto gli ultimi pezzi del puzzle con questa pazzesca teoria dei fan su XF.

Ho visto Allucinazione perversa (“Jacob’s ladder”) almeno un centinaio di volte, probabilmente molte di più. Guardavo il VHS, lo riavvolgevo e poi lo guardavo di nuovo. Ogni notte, per un bel po ‘di tempo.

C’è qualcosa di sbagliato in me. Sono il primo ad ammetterlo.

Comunque, avendo passato troppo tempo nel primo decennio della mia vita A., allucinato, B., vivendo febbri pericolosamente alte, C., avendo incubi estremamente vividi , e D., soffrendo per lunghi periodi in un losco ospedale municipale. † La Scala di Giacobbe sembrava risuonare su livelli che preferirei che non fosse così.

Inoltre, uno dei primi ricordi della mia vita è stato portare mio zio all’aeroporto di Logan per prendere un certo numero di voli di collegamento verso il Vietnam, dove ha volato con elicotteri Medevac per i Marines (il SOB [Son Of Bitch, Figlio Di Puttana] pazzo  abbandonò il college per andare a strappare le lacrime intorno al ‘Nam, cercando la merda) .º

E come tutto ciò non bastasse, avevo questo incubo ricorrente in cui ero un soldato in qualche foresta mitteleuropea. Finiva sempre con un milite tedesco che balzava da dietro un grosso albero, intagliando il mio coraggio – abbastanza stranamente – con un fucile a baionetta. A un certo punto, poco più tardi, ne ho approfittato per passare così tanto tempo della mia infanzia nell’immediata periferia di Fort Devens, allora conosciuta come “US Army Intelligence School”.

In ogni caso, son sicuro di dire che con due membri stretti della mia famiglia in servizio durante il Viet Nam – con Fort Devens incombente come Mordor – che l’esercito era una presenza potente nella mia mente giovane e impressionabile.

Mentre stavo rimuginando tutta questa follia nella mia mente, la pazza zia Rosanne ci ha regalato un video intitolato “La scala di Giacobbe”, in cui depone una confusa pseudo-Kabbalah flibbledy-fleh, la quale, come mi rendo conto, è ridondante. Anche così, alcuni dei vlogger complottisti erano un po ‘agitati per via di quell’incantesimo lì.

Non ci sarà il remake di “Allucinazione perversa” questo febbraio.

Per poi scoprire, con mio grande orrore, che Allucinazione perversa sarebbe stata l’ultima vittima del terribile virus del remake che affligge Hollywood. Da ciò che ero in grado di raccogliere dalle prove disponibili, sembrava una roba assolutamente merdosa, come e ancora peggio del remake di Wicker Man . Dal cast da solo ho avuto l’impressione che fosse al livello di qualche schifoso video “straight-to”, un obbrobrio che persino la Redbox si sarebbe rifiutata di trasmettere.

In effetti, l’opinione sul progetto sembrava del tutto negativa e quindi sembra che, in un raro caso di terribile giudizio, …

Ritardo indefinito per il remake di Allucinazione perversa – “Jacob’s Ladder” — — Quando “Jacob’s Ladder” debuttò nel 1990 significò uno shift verso l’ horror più psicologico nella decade seguente. E’ stato riportato che un remake fosse in preparazione, sebbene lo studio responsabile ha rivelato che il film sarebbe stato procrastinato indefinitamente.

Meno male che tale aborto garantito sarebbe rimasto soltanto in agguato dentro un armadietto da qualche parte dal 2016. La mia opinione è che qualunque distributore abbia perso una scommessa e/o sia stato ingannato nello scatenare questo pasticcio o probabilmente è rinsavito e ha deciso di non lasciare cadere questo carico fumante di cacca che cola sulle teste del pubblico.
Bene, tutto questo è davvero scintillante. Mi sembra di sentirvi pensare: “ma che diamine c’entra tutto questo con  X-Files e questa ultima teoria fuori di testa di cui stai chiacchierando?” Andiamo ai nastri VHS …

Allucinazione Perversa – Jacob’s Ladder è stato scritto da Bruce Joel Rubin, con TinselTown che è stato il suo primo grande successo assieme alla sua storia per il film del 1983, Brainstorm .

Significativamente, questo è stato l’ultimo film di Natalie Wood prima della sua morte per annegamento, un dramma che ha anche co-interpretato Christopher Walken.

Notare anche la presenza di Louise Fletcher in Brainstorm , l’attrice vincitrice di un Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo, un film ispirato ai giorni di Ken Kesey come cavia per il progetto MKULTRA.

Non penso abbiate bisogno di un tutorial del Dr. Colin Ross per raccogliere qui i sottotesti.

Fletcher in seguito recitò in Star Trek: Deep Space Nine come sacerdotessa dei Profeti, un’incarnazione (molto) sottilmente velata del Concilio dei Nove.

Significativamente, la prima di Brainstorm è avvenuta meno di un mese prima di La Zona Morta , in cui Walken interpreta un sensitivo che acquisisce i suoi doni dopo una NDE [Near Death Experience]. Come ormai tutti si aspettano, il co-protagonista di La Zona Morta Martin Sheen è arrivato per la prima volta in The Outer Limits , in particolare un episodio in cui il nostro uomo Leslie Stevens si è degnato di raccontare alcuni racconti fuori dalla scuola riguardo ai programmi militari del MK.

(“Nightmare” era originariamente programmato per il 25 novembre 1963, a causa di…[ciò che sapete]).

Più tardi Rubin ha generato dei grossi dollari con le sue sceneggiature per Ghost e Deep Impact ma non è riuscito a ottenere niente per Allucinazione Perversa – Jacob’s Ladder, che languiva in studio, fino a quando il regista britannico Adrian Lyne – fresco della sua strepitosa Fatal Attraction – lo ha preso in custodia.
Lyne ha davvero bisogno di essere considerata una co-sceneggiatrice per questo film, dal momento che la sceneggiatura originale di Rubin è stata pesantemente rivista poiché non era proprio così eccezionale. Sono generalmente un fan del lavoro di Rubin ma devo ammettere che la sceneggiatura originale di Jacob’s Ladder è una roba piuttosto banale. Quindi Lyne ha tirato fuori tutti i mostri della tentazione di Sant’Antonio e quant’altro, sostenendo che il pubblico avrebbe semplicemente riso dei demoni cornuti e del resto.

Lyne sviluppò quindi un vocabolario visivo completamente nuovo per i demoni, rifuggendo i movimenti dei rotori di elicotteri per le terribili crisi che i demoni mostravano. Lyne ruba anche enormi strati di stile e atmosfere di Friedkin da L’Esorcista, una pietra di paragone ovvia per questo film.

Ci sono più demoni tradizionali nel mix, ma li avete visti soltanto con la coda dell’occhio. E così è stato per il milione di video metal nati negli anni ’90 assieme apparentemente al franchise di Silent Hill.

Così com’ è stato per  X-Files.

Quindi mi sono sconcertato su questo strano schema che corre per l’intera serie di X-Files e cioè che ogni episodio che tratta di alieni e / o nella serie (Mytharc) è stato accoppiato nell’ordine di esecuzione con un episodio che tratta esplicitamente di controllo mentale, e molto spesso assieme ai loro corollari quali allucinogeni, culti, ipnotismo e feticismo sessuale violento.

Non so esattamente cosa ancora significhi, ma è troppo coerente e ossessivo per essere casuale. In effetti, gli episodi della Mytharc spesso vanno a parare nel MK ultra e argomenti correlati direttamente nella trama, inclusi i primissimi episodi dell’intera serie.

Inoltre, l’altra serie principale di Chris Carter, Millennium, ha fatto spesso lo stesso, abbinando il suo pilota a un episodio successivo (“Gehenna”) riguardante le droghe allucinogene e il culto del controllo mentale.

Millennium alla fine ha anche coinvolto le grandi ossessioni di Carter, vale a dire i programmi psi e i programmi di controllo mentale del governo. I primi due episodi della terza stagione (aventi un tipo di racconto fuori dalla normale scuola carteriana), riguardavano una famiglia di telespettatori (tutti con Betty Fraser Eyes, non per caso) cacciati e uccisi.

Gli ultimi due episodi hanno fatto saltare in aria la premessa della serie sostenendo che il Millennium Group (originariamente ritratto come un semplice gruppo di consulenti ma poi trasformato come culto cripto-massonico) stava infatti programmando tutti i serial killer dello spettacolo che aveva servito per giustificare la loro esistenza e acquisire potere e influenza.

 

L’influenza di Allucinazione perversa – Jacob’s Ladder su X-Files è sempre stata in agguato sullo sfondo, almeno secondo me.

Ma se in realtà la mia ipotesi  è corretta e X-Files riguarda in realtà due soggetti coinvolti in un programma di eugenetica (e psi) di lunga durata e gli alieni e quelli che incontrano sono o falsi e / o allucinogene – allusioni ispirate, le connessioni di Allucinazione perversa – Jacob’s Ladder assumono quindi improvvisamente un significato molto più grande.

La mia ultima proposta  è che non solo i nostri eroi vengono utilizzati per allevare i superumani, ma sono anche usati per i soggetti Rik-Dekker in fuga da precedenti esperimenti genetici. Sono programmati per pensare che siano tutti mostri o alieni o qualsiasi altra cosa salvi le loro coscienze.

Non ridete; questo è essenzialmente ciò che riguardava il clone di TXF, Fringe .

Quindi i vostri Tooms e i vostri Flukemen e i vostri assaggiatori di tumori è tutta gente lasciata libera o fuggita. Il lavoro di Mulder e Scully era di riportarli indietro o di dargli una grattatina. Più spesso quest’ultimo.

Ciò non è una speculazione inerte da parte mia: questa era in effetti la trama effettiva degli episodi della prima stagione come “Eve”, “Young at Heart” e, soprattutto, “The Erlenmeyer Flask”.

In tal caso, la seconda e la terza puntata (e certamente terribile) seconda parte della trama di “My Struggle” assumono improvvisamente una nuova dimensione. Perché?

Perché Jacob’s Ladder è stato parzialmente ispirato al racconto di Ambrose Bierce, “An Occurrence at Owl Creek Bridge “.

Voglio dire, questo è Chris Carter per voi. Frattale.

La trama essenziale di Allucinazione perversa – Jacob’s Ladder – soldati di combattimento in Viet Nam usati in soggetti per test di droghe allucinogene – è stata sostanzialmente pubblicata in Front Street nell’episodio “”Kitten” della 11a stagione.

Posso solo immaginare l’incontro della storia: “OK, ci stiamo avvicinando alla conclusione qui, se dovessimo riscrivere semplicemente Jacob’s Ladder: ora o mai più”.

Questo episodio ha pure un nome che è tutto un programma vero e proprio: [MK]NAOMI.

E nel caso non aveste notato il modello, “Kitten” è seguito da “Ghouli”, il  che ci introduce per la prima volta al giovane William Mulder, il prodotto definitivo del programma eugenetico del dopoguerra. Per addolcire il piatto, uno dei poteri mentali del giovane William è … aspettate … il controllo mentale.

Oh, e chi interpreterà esattamente la parte di William?

Non altri che Milen Robbins.

Figlio della star di “Allucinazione perversa” Tim Robbins e di Susan Sarandon.

Ma questa non è la sola connessione diretta tra “Allucinazione perversa” e “X Files”.

C’è anche Brett Hinkley che ha recitato in “Genderbender” come – avete indovinato – un alieno Amish controllato mentalmente (ma amoroso).

Fattoide bonus: tali alieni Amish amorosi (“i Fratelli”) sono basati sugli Shaker, il cui insediamento principale era proprio lì fuori e si chiamava – aspettate – Fort Devens.

C’è anche Pruitt Taylor Vince, che ha recitato in “Unruhe” nella quarta stagione. Questo probabilmente sarà uno shock per tutti voi, ma “Unruhe” si occupa di droghe e tecniche di controllo mentale. Inoltre, Psi.

Incredibile, lo so.

Ci sono altri dettagli strani. Il punteggio di Mark Snow in “The Jersey Devil” ha sollevato i riff del Coro Bulgaro dalla colonna sonora di Allucinazione perversaJacob’s Ladder quando non erano ancora diventati un cliché. La regista e produttrice di X-Files , Kim Manners, ha detto di aver preparato “Grotesque” (incredibilmente sul controllo della mente demoniaca) suonando la stessa colonna sonora.

Ci sono gli Alieni senza volto (che incontriamo nella sessione di ipnosi di Scully in “Il rosso e il nero”), che assomigliano a quel macabro compagno di JL.

C’è anche il fatto che quando “Sveta” appare (nella prima puntata di “My Struggle”)  assomiglia molto a Elizabeth Peña in Allucinazione perversaJacob’s Ladder , è solo decisamente meno sexy.

Niente di cui affliggersi, poiché non ci sono molte persone che potrebbero essere altrettanto sexy come Elizabeth Peña in Allucinazione perversaJacob’s Ladder.

Ci sono altre cose, come le scene ospedaliere di Mulder in “Kill Switch” e “The Sixth Extinction”, il bagno di ghiaccio di Mulder in “Endgame”. L’esplosione inspiegabile dell’auto in Fight the Future. L’ascensione di Emily in “All Souls”e probabilmente qualcos’altro che non m’è ancora venuto in mente.

Ma non potete fare a meno di chiedervi se gli eventi visti in Allucinazione perversaJacob’s Ladder siano solo fantasie di un soldato drogato e morente (nell’episodio XF “Amor Fati”), in realtà ciò è affine alla mia teoria che gli eventi di  X – file sono il risultato della pesante programmazione di controllo mentale che è vista o implicita ancora e ancora e ancora in quella serie?

Quando tirate le vostre somme, ricordate che anche Harsh Realm di Carter, di breve durata, ruotava attorno ai militari e alle realtà false e il suo pilota in The After era pensato per essere un rimuginare sul Purgatorio, così come per Allucinazione perversa Jacob’s Ladder.

Perciò qui c’è una specie di schema, non credete? Sfogate le vostre preoccupazioni, osservazioni e contributi nella sezione dei commenti.

 

 

 

º Abbastanza stranamente, finì per lavorare in un ospedale psichiatrico statale piuttosto famoso quando uscì dal servizio. Non ho ancora ultimato quel puzzle. Non sono proprio sicuro di volerlo.

† In seguito venni a sapere che una signora, tale Amy Anderson, si trovava spesso nello stesso ospedale e apparentemente per lo stesso motivo. Con mio grande sgomento.

* In realtà mi sono imbattuto in Miles Robbins– letteralmente– una strana notte sulla Sixth Avenue. Mi stavo dirigendo verso la stazione PATH e quasi inciampai in una Susan Sarandon dall’aspetto molto aspro e dal suo pancione di considerevoli dimensioni. Allora [Robbins]  era dunque solo un bambino.

Ma aspettate; C’è più!
 
A quel tempo, il nostro primo figlio sembrava esattamente – e intendo esattamente – come Macaulay Culkin nel film. È per questo che mia moglie ha sempre lasciato la stanza durante i miei tempi di osservazione di Allucinazione perversaJacob’s Ladder (sembra più simile a Daniel Craig ora, solo più magro).

E poiché l’Universo è pazzo, quando ho visto il film avevo anche appena iniziato a vedermi con un chiropratico, che nella logica dei sogni standard non assomigliava a Danny Aiello, ma piuttosto ad Elizabeth Pena (di fatto era originaria di Città del Messico).

In realtà, il mio bel chiropratico messicano sembrava esattamente come Robey in venerdì 13, la serie, che è un’altra strana sincro data l’intera connessione XF con quello spettacolo. Era persino una rossa. La mia vita è stata molto strana.




X files X-it e la morte della cultura del complotto, parte seconda e conclusione

4 08 2018

Continua da qui: https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/08/01/the-x-files-x-it-e-la-morte-della-cultura-del-complotto-parte-prima/

Sono un grande fan del motto “stai nella tua corsia” quando si tratta di istituzioni culturali popolari. Non intendo “ripetere la stessa idea finché il mondo non grida pietà”, intendo, “capire cosa ha spinto la gente a pigliare la tua idea da un oceano infinito di concorrenti e bloccarla come una tartaruga.”

Fare così efficacemente richiede saggezza e una più profonda comprensione dell’archetipo e della psicologia di gruppo, cosa per cui i tipi più creativi non sono esattamente conosciuti.
Permettetemi di citare due esempi dal mondo della musica pop come esempi di ciò di cui non sto parlando …

Prima che la formula prendesse piede.

Da un lato avete gli AC / DC. Dopo aver girato con ritmi e modi diversi per alcuni anni, hanno scoperto che la loro interpretazione di “All Right Now” di Free sembrava risuonare meglio con un pubblico di massa quando Back in Black vendeva un milione di copie.
Quindi per i decenni successivi hanno seguito spietatamente quella formula; mid tempo, backbeat a quattro quadrati, riffs ritagliati, bluster blues e cori da inno.
Però io dico di solito: “Mi piace l’AC / DC, hanno un sacco di buone canzoni”.
All’estremo opposto (praticamente in ogni modo possibile) abbiamo i Village People. Il gruppo è partito da un gay scherzoso interpretato su una cultura mainstream sessualmente ingenua, mescolando scimmiottamenti dei Tom of Finland a una disco dance piena di doppi sensi.
Questa specie di barzelletta s’è sgonfiata piuttosto rapidamente, come fanno di solito le battute stupide. E dopo alcuni anni di egemonia culturale ad ampio spettro, i disco-party – anche a causa della cocaina e del nitrato di amile – hanno finito il gas innescando un forte contraccolpo.
Il problema non era tanto la musica, dal momento che la disco dance urban-gay continuava a vendere a prescindere, anche per via della sferzante cultura elitaria che la circondava. Tra l’altro, un catastrofico film [non un film catastrofico…] del 1980 (interpretato da Bruce Jenner) ha contribuito a ridurre i Village People e la stessa disco dance in una specie di barzelletta di successo.

Senti il ​​CRINGE — ogni centimetro di esso.

Così i Village People, che si vantavano di ispirare un’aria commerciale, si aggrappavano ai folli disco-nightclub britannici conosciuti come “New Romantics” per garantirsi una continua rilevanza culturale.

Fu un disastro umiliante, ma così intriso di kitsch, disperazione e ingenuità (il titolo dell’album era Renaissance, speranza contro speranza) che, uhm, entrò negli annali dei grandi film della serie “che-diamine-avevano-in-testa-quando-li stavano-girando”, più o meno allo stesso modo di The Brady Variety Hour.

In una di quelle mosse disperate che ispirano sia la pietà che il disprezzo, il vice-leader si era vestito con abiti apparentemente rubati da Goodwill di Spandau Ballet e aveva girato un video che suonava come qualcosa che Adam Ant avrebbe potuto fare se i suoi conduttori avessero deliberatamente cercato di sabotare la sua carriera.

Renaissance raggiunse il picco al numero 138 nelle classifiche di Billboard.

Il risultato è che mentre i tempi degli AC / DC e dei Village People sotto i riflettori  sono passati da tempo, AC / DC hanno continuato a essere una costante e i Village People sono entrati nell’aldilà dei concerti da sagra estiva, delle navi da crociera e dei party aziendali , con la maggior parte dei membri originali che, dai e ridai, si sono dissipati col tempo.

Quindi cosa c’entra tutto questo con The X-Files?

Chris Carter si vantava sempre che X-Files offriva un luogo “elastico” per la narrazione. E infatti la serie ha spesso approfondito tutti i tipi di ingranaggi diversi, alternando vicende con mini-mostri a episodi di “mitologia” quasi serializzati e di respiro comico.

Ma ciò che X-Files aveva di davvero fatto bene era questo raccontare storie che rendevano normale il paranormale prendendo sul serio la materia e innestando la laconica sensibilità di Carter sulla televisione a episodi alla produzione di valore filmico.

Lo spettacolo scalò la cima dello spirito dei suoi tempi usando una formula alchemica affidabile; la chimica fulminante delle sue giovane guide, il dramma procedurale discreto e la speciale iridescenza della nebbia di Vancouver.

Una volta che X-Files raggiunse il suo apice, i suoi produttori iniziarono a fare l’amore con la formula del suo successo. Il primo lungometraggio si mostrò eccessivamente widescreen, cancellando quella specie di intimità in grado di rendere le storie stravaganti così credibili.

La produzione si è poi trasferita da Vancouver a Los Angeles, sbarazzandosi della magia e dell’atmosfera del suo ex ospite. La prima stagione di LA è stata caricata di deboli commedie alternate a episodi di alto profilo, perdendo tutto quel sapore “questo-è-proprio-ciò-che-sta-accadendo-ora”, che si è lavorato così duramente per creare.

I conflitti personali e professionali cominciarono a mostrarsi sullo schermo e la serie sembrò priva di radici e senza scopo per gran parte della sesta e settima stagione. La qualità è sempre rimasta alta ma la magia sembrava essere sparita.

I produttori dell’ottava stagione hanno lavorato duramente per tornare alle origini, ma con un David Duchovny part-time la serie aveva comunque fatto troppe giravolte e ciò aveva influito sull’umore negativo che ormai aveva preso possesso di molti fan, ormai manifesto anche davanti alla nona stagione.

Sfortunatamente, i produttori non sembravano davvero capire esattamente perché così tante persone fossero entusiaste per il ritorno nel 2016. E così si sono dati il compito di far sbucare qualche altro coniglio dal cilindro, nel tentativo che lo spettacolo potesse essere ancora “rilevante” per le cose del XXI secolo, quando praticamente tutti volevano che lo show mostrasse il dito medio al XXI secolo, riportandoci in massa ai bei vecchi tempi.

Non so esattamente cosa sia successo ma sembrava ovvio che Carter e compagni non avrebbero più commesso lo stesso errore.

Quindi, Marty McFly, dai gas alla De Lorean che si ritorna al 1995!

Sfortunatamente, questa decisione è stata presa un po ‘troppo tardi.

Il lancio del 2016 ha spaventato la maggior parte dei fan del bel tempo andato e gli annunci di Gillian Anderson – in ottobre e gennaio – che questa sarebbe stata la sua ultima stagione, probabilmente ha dato a molti altri l’impressione che la Anderson – e quindi l’alchimia inimitabile dello show – non si sarebbero visti in giro quest’anno.

Ma l’altro problema è che David Duchovny e la Anderson non sono più giovani e graziosi. È una cosa orribile, superficiale, ma per la televisione è un fatto dei più terribilmente concreti. Non sono troppo orgoglioso di ammettere che crogiolarsi nella scintillante e feconda bellezza delle labbra morbide di Gillian Anderson sia stata una delle ragioni principali per cui seguivo la serie, ai tempi.

Fatemi causa.

Per di più, Scully non è davvero il propulsore emotivo di una volta, e l’avrete certo notato. Io l’ho fatto. Nemmeno una volta m’è capitato di pensare: “Oh, questo bambino sarà di certo migliore in presenza del papà!”.

Quindi le cose non erano certamente uguali agli anni novanta, anzi.

La Anderson era perfettamente funzionale (e resta comunque una donna perfettamente attraente) ma ciò non ha fatto di certo il suo gioco. Duchovny, d’altro canto, ha fatto finta di niente nelle sue scene, il che potrebbe essere il motivo per cui gli sceneggiatori si sono rivolti nella sua direzione, in particolare Chris Carter con “My Struggle IV”.

X-FILES BY NUMBERS

“Ghouli” – il secondo passaggio di Jim Wong per armonizzare l’architettura dello show con i suoi standard – mi ha ricordato un vecchio aneddoto che ho sentito una volta in cui Jim Shooter, l’editore in capo della Marvel degli anni ottanta, fornì tutti i collaboratori di un “Marvel-by-numbers” della storia su cui lui e gli altri stavano lavorando. Si trattava di una lezione oggettiva su come Jim Shooter voleva che le storie venissero raccontate in modo che anche chi non avesse mai letto prima un fumetto avrebbe saputo esattamente il cosa, chi, quando e il dove nella storia.

Quindi, piuttosto che essere sepolto da un quarto di secolo di continuity, Wong ha creato un episodio archetipo di X-Files con “Ghouli”, in quanto inizia come un episodio di “Monster of the Week”, scava nel laghetto parapsicologico della serie da cui si è così tanto spesso pescato, prima di trasformarsi in un Mytharc ep in versione classica, che ci reintroduce a William Mulder e ai giocatori del Deep State che lo inseguono.

Non so quanto c’abbiano dato dentro qui Wong e Carter, ma “Ghouli” ha sicuramente dato il là per il finale della serie. Così ha fatto in effetti anche l’episodio “Founder’s mutation”.

Wong sembrava consapevole del fatto che dopo ben oltre 200 storie di X-Files era difficile inventarsi qualcosa che avrebbe ancora sorpreso qualcuno, così si è preferito rispolverare i vecchi episodi preferiti: “Ghouli” si tuffa nell’angoscia adolescenziale di eps come “Die Hand Die Verletz” e “Syzygy”, prendendo pezzi di trama da eps come “Pusher” e “Folie a Deux” e si abbevera a tutti i tipi di prototipi del melodramma intorno al letto ospedaliero.

Gabe Rotter, l’uomo di lunga data di Carter, ha anche scelto X-Files by Numbers con “Kitten”, un episodio che non è sembrato impressionare fan o critici anche perché di sicuro non è l’episodio meglio diretto di sempre. 

Il modello tradizionale di X-Files di gemellaggio di un Myth ep con una storia di allucinogeni tiene banco in questo episodio, che è incentrato su MK-NAOMI, il programma successivo a MK-ULTRA.
Modificando diverse parti componenti non solo dei precedenti X-Files eps ma di Jacob’s Ladder, Full Metal Jacket e Beyond the Black Rainbow , “Kitten” torna ai giorni di Skinner in Vietnam e mostra come l’esposizione a un agente nervino senza nome ha trasformato uno spaventoso Marine draftee in una crudele e sadica macchina da guerra.

Sfortunatamente, la guerra non finì mai per “Kitten” e continuò a essere messo alla prova in un manicomio militare. Peggio ancora, l’esercito seleziona la sua vecchia città come terreno di prova per una versione nuova e migliorata del gas NAOMI.

In tutto l’episodio ci sono echi di classici del complottismo di XF come “Blood” e “Wetwired” e l’ospite dell’ep-star Haley Joel Osment degli anni ’90 in un duplice ruolo. Osment sembra davvero aver fatto una vita dura fin dai suoi giorni di gloria e, come tale, s’è trattato di una scelta azzeccata.

Rotter mette in luce la guerra a bassa intensità che l’America ha sempre intrapreso sulla sua classe lavoratrice – in particolare la classe operaia bianca e rurale (leggi: “scozzese-irlandese”) – sin dalla sua fondazione. In questo, l’agente nervoso NAOMI potrebbe anche essere un Oxycontin disperso nell’aria, devastando intere comunità e lasciando dietro di sé solo resti umani.

Dopo “Kitten”, sono tornate le ambientazioni da incubo techno  con “Follower”, scritto da Kristen Cloke (che ha recitato in “The Field Where I Died” interpretando Lara Means in Millennium ) e Shannon Hamblin.

Un sacco di critici hanno visto questo eps come se The X-Files avesse cercato di rubare un po delle atmosfere di Black Mirror , ma i veri fan sapevano che questi stessi temi sono da sempre collegati a X-Files e risalgono a “Ghost in the Machine” addirittura all’inizio della prima stagione.

Alcuni potrebbero vedere questo episodio come una sorta di esercizio in “X-Files Lite”, ma quello che stiamo veramente guardando è un esercizio di umorismo nero post-moderno.

Non ho potuto fare a meno di pensare alle critiche rivolte ai produttori di This is Spinal Tap. Certuni urlavano che il film non era proprio una commedia, perché tutte quelle barzellette apparenti mostravano come funzionava davvero il business rock. Ma questo è esattamente il motivo per cui il film è così incredibilmente esilarante.

Allo stesso modo, le battute sui “follower” [dei social network penso] esagerano solo un po’ la realtà attuale. Quindi forse questo è in realtà il più spaventoso X-Files mai realizzato, perché le vostre probabilità di svegliarvi in questa particolare distopia sono di certo più alte che un incontro con vampiri, alieni o scienziati pazzi.

Questa è una distopia che molti teorici della cospirazione degli anni novanta non hanno profetizzato. Perché preoccuparsi delle truppe d’assalto e del controllo mentale quando si può semplicemente guidare qualcuno verso il delirio, verso una follia sbavante, semplicemente utilizzando una linea di servizio clienti automatizzata.

Il nuovo scrittore Benjamin Van Allen, con l’episodio “Famiglio”, c’è probabilmente andato molto vicino al perché di questo orribile secolo con cui tutti siamo stati puniti, ed è riuscito a evocare dalla tomba della storia quel sapore sfuggente di metà anni novanta.

In quanto tale, “Famiglio” ha un doppio significato malvagio; si parla di famigli nel senso della magia nera, ma si tratta anche di un episodio deliziosamente familiare, nel tono e nello spirito, ai fan di lunga data.

Al diavolo, se gli anni novanta di CGI e Anderson e Duchovny si affacciassero su questo presente, avreste un episodio in cui il 1995 guiderebbe legioni di svitati affetti dall’Effetto Mandela pronti ad andare al looney bin.

In altre parole, Van Allen ha deciso di scrivere un classico X-Files ep e c’è riuscito ben oltre i sogni più sfrenati di chiunque. Ma sotto il bagliore ricco e accogliente della nostalgia c’è un rimuginare sulla stregoneria, sugli abusi sui minori e sull’isteria di massa.

Il brutto scherzo qui è che allo stesso tempo abbiamo Mulder e Scully i quali sembrerebbero solo metaforicamente alle prese con la caccia alle streghe e il maccartismo, in realtà stanno cacciando una vera strega il cui incantesimo sta massacrando bambini molto piccoli nel modi più orribili. (Intendiamoci, “Famiglio” non si avvicina minimamente a una commedia, è solo un modo di dire).

Qui c’è la classica “messaggistica” di X-Files al lavoro: certo, ci sono isteriche e metaforiche cacce alle streghe e sono faccende terribili. Ma indovinate un po? Ci sono anche delle vere streghe là fuori e pure quelle sono orribili.

“Famiglio” non affronta direttamente le controversie sulla pedofilia, ma in realtà non è necessario. È molto più efficace e decisamente meno polemico, affrontarle indirettamente. Dà una specie di audience a coloro che vogliono ridimensionare l’argomento  ma illustra molto chiaramente che certe cosacce nascoste non sono solo farina del sacco della propaganda di “estrema destra”.

Fermare chi vede i figli come preda dovrebbe essere un problema politicamente non partigiano. Ma non ci è più permesso questo lusso, vero?

Il vero problema dell’isteria di massa è che troppo spesso divora gli innocenti e lascia i colpevoli liberi sulla base di pregiudizi e malintesi. In quel contesto, vi fa pensare che “Famiglio” sarebbe stato più efficace in un campus universitario d’élite piuttosto che in una stereotipata cittadina.

Non contenta di spiare il nido di calabrone della pedofilia (che è un termine improprio, il termine appropriato dovrebbe essere la pedopatia ), X-Files poi ci offre un’altra commedia nera con “Nothing lasts forever”.

La crescente oscurità satanica che rosicchia il demonio di Hollywood sembra essere un sottofondo inespresso in questa stagione. Avete uno dei serial killer in “Plus One” identificati come un’attrice famosa, avete dei personaggi televisivi kiddie che uccidono i bambini in “Famiglio” e gentaglia di Hollywood da lungo tempo dedita a cannibalismo e bevute di sangue.
L’episodio è stato scritto da Karen Nielsen, pupillo di Glen Morgan, ma qui non si può fare a meno di un po ‘di baseball al lavoro, nella classica tradizione di X-Files.
Il cattivo principale dell’episodio, Barbara Beaumont, è una star televisiva di successo che si immagina una diva pop, anche se non sa cantare per nulla. Il suo scagnozzo è un genio pazzo che si nutre parassiticamente della forza vitale di un’attrice dissolvendola e innestandosela sul suo corpo.
Forse è solo la mia immaginazione, ma serpeggia mica una sottile scia di cattiveria nel triumvirato al potere di X-Files? Non posso dirlo, ma non sarebbe certo fuori luogo in questo spettacolo pensando anche alla leggendaria lotta intestina di Ten Thirteen, una volta famosa [di qualunque cosa si trattasse].

Dopo una stagione di confortevole familiarità, Chris Carter ha chiuso il tutto con un episodio che mi ha davvero piacevolmente sorpreso.

Avevo temuto “My Struggle IV”, in particolare dopo “My Struggle III”. Ma mi resi conto dopo la vertiginosa corsa di “Plus One” che il problema di questa mitologia degli ultimi giorni era la noia e l’esasperazione di Carter nonostante qualsiasi buon viso a cattivo gioco avesse mostrato.

“My Struggle” era imperfetto in molti punti ma non difettava di passione. Sembrava un purgante per le peggiori paure di Carter, che devono essere particolarmente inquietanti considerando quanto egli sia connesso a quelli che hanno potere dentro i servizi segreti.

“My Struggle II” è un casino, e per questo do la colpa al superlavoro e alla sceneggiatura in prima stesura. Avrebbe potuto andare molto meglio se Carter lo avesse consegnato a uno dei suoi scrittori per sgrezzare un po’ i dialoghi. Ma anche questo mostrava un ‘urgenza sotterranea, nonostante l’effetto fosse attenuato dalla scrittura distratta.

“My Struggle III” è invece un naufragio, un tentativo di ri-tracciare una storia che era quasi certamente destinata ad essere un finale di serie. Alcuni critici lo hanno paragonato al finale di Sopranos , in cui i fan sono stati lasciati a chiedersi se non fosse stato progettato per dare un senso all’assassinio di Tony.

Questa volta, sapevo di essere nei guai quando Anne Simon, la consulente scientifica di Carter, ha scritto su Twitter come Carter avesse appena finito la sceneggiatura di “My Struggle III” nello stesso periodo in cui la stagione era prevista per le riprese.

Mai un buon segno.

Detto questo, adoro assolutamente “My Struggle IV” e non ho alcuna esitazione nel gettarmi sulla gogna per difenderlo come un’opera di genio e l’ unico vero modo per porre fine a questa torturante mitologia XF del 2018.

Dopotutto, chiedere a Carter di trascinare la mytharc fuori dalla naftalina dopo 15 anni sarebbe sempre stata una richiesta dubbia, nello stesso modo in cui era irragionevole chiedere a Jack Kirby di porre fine alla saga del quarto mondo con un paio di storie 15 anni dopo aver messo via baracca e burattini.

Inoltre, il vero potere dietro il trono del “triumvirato” della mitologia XF (mytharc) è sempre stato il produttore esecutivo Frank Spotnitz, che ha preso il controllo della trama nella terza stagione dopo aver svolto nella seconda una specie di apprendistato intensivo.

Sia chiaro,  Carter è sempre stato profondamente coinvolto nella mitologia XF, ma è sempre stato Spotnitz a stabilire il ritmo.

Si trattava di una cosa sia buona sia cattiva: Spotnitz aveva una grande abilità nei complotti e nei bizantinismi, ma ogni tanto poteva piazzarsi in un angolo. La forza di Carter era nella resa emotiva del dramma e quindi avevate dei momenti in cui Carter non sarebbe stato cotto nella torta tanto quanto mescolato alla glassa quando non era coinvolto nella trama originale.

Perciò l’effetto “punz-in-the-face” di episodi come “The Erlenmeyer Flask”, “Duane Barry” e “Paperclip” non era sempre presente nel menu.

In un mondo perfetto, Carter avrebbe lavorato con i suoi scrittori per produrre una serie di episodi-evento nel 2016 e sciogliere tutti i nodi di anni di continuità in modo appropriato. Non è ciò che è successo, dal momento che Carter ha deciso invece di dare ai fan quello che dicevano di volere.

C’è un senso di continuità molto più forte nell’undicesima stagione e il team di tag Wong-Carter ha lavorato bene nel tentativo di quadrare alcuni cerchi, in particolare la demarcazione tra i miti e i mostri.

Ma ho avvertito molto, con “My Struggle IV”, che Carter ha semplicemente rinunciato ai fardelli del passato ed è tornato alle origini, in questo caso il suo amore eterno per Kolchak: The Night Stalker.

Ed è così che Carter ha deciso di concludere la serie con un mostro nell’episodio della settimana.

La battuta finale è che il prodotto finale di tutti gli sforzi, sofferenze e sofferenze che Mulder e Scully hanno subito nella loro ricerca della “Verità” alla fine si traduce nel loro figlio che si rivela essere il mostro più pericoloso che abbiano mai incontrato, la somma di tutte le loro paure (Ho i miei dubbi sulla paternità di Smoking Man in ma non rischierò di ridicolizzarmi citando un precedente).

In altre parole, Scully ha dato alla luce l’Anticristo e non il figlio di Cristo come i fan si aspettavano da tempo. Probabilmente non è un messaggio che qualcuno vuole sentire.

So che molti fan non amano il finale ma va bene così. Tutti commettiamo errori. Penso che il passare del tempo permetterà alle persone di guardare indietro all’episodio e giudicarlo per i propri meriti e non sotto il peso di un quarto di secolo di speculazioni e delusioni.

Quello che mi è particolarmente piaciuto è che la scrittura era libera dal chris-claremontismo di Carter,  tutta quell’insalata di parole ampollosa e proclamatoria a cui abbiamo così tanto assistito nel precedente “My Struggles”.

Carter non è uno scrittore perfetto ma può scrivere dialoghi abbastanza nitidi quando è coinvolto nella storia, nonostante qualche mia personale pignoleria che posso avere sulle scelte carteriane.

Quindi alla fine quello che abbiamo qui è un momento di vittoria per un segno distintivo della cultura pop anche se la maggior parte degli spettatori non l’ha capito.

Ho amato The X-Files al meglio quando era una serie di nicchia. Mi piaceva meno quando era ormai divenuto un prodotto onnipresente sul mercato di massa, specialmente  un prodotto che le persone di cui non ne sapevano nulla si sentivano in diritto di esprimere opinioni. I fan che si sono sintonizzati sul serial in questa stagione sono stati il nocciolo duro, , quindi di solito era interessante sentire cosa avevano da dire.

Ironia della sorte. il serial ha conservato il suo slancio profetico anche se le masse di fan lo hanno abbandonato assieme alle realtà della breakaway civilization, del programma spaziale segreto e dei virus spaziali usati come arma.

All of which being plucked from the back pages of the news no one bothers to read anymore.

Nessuno si preoccupa di leggere più tutto ciò che viene messo nell’ultima pagina delle news.

E come abbiamo visto, lo stato della tecno-sorveglianza, la predazione dei bambini e il satanismo d’élite erano tutti ben referenziati nel revival di XF così come i cibi transgenici, CRISPR CAS9 e tutti gli altri orrori del mondo reale che troppi ignorano attentamente mentre combattono su Trump e l’identità politica.

A nessuno sembra importare molto di combattere il potere. Ora la lotta è finita su chi riesce esattamente a controllare le macchinazioni di morte di massa e il controllo completo. Le persone – specialmente i Repubblicani di Rockefeller che indossano la tuta scamosciata del Partito Democratico a lungo defunto – non hanno più problemi con la guerra infinita, l’oligarchia o la sorveglianza. Vogliono solo sedersi il più vicino possibile al tavolo dei big.

Tutti loro avranno una gran brutta sorpresa, è tutto ciò che mi viene da dire in questo momento.

In questo contesto, William Mulder non è solo un mostro da film, è un avatar . È l’ angelo della morte, l’inevitabile risultato dello stato di sicurezza nazionale. La battaglia non finisce per allontanarlo dal suo orribile destino, la battaglia è finita su chi si troverà esattamente dietro al volante.

Penso che tutti lo capiscano, almeno a livello inconscio. I fan attenti l’ hanno capito nella nona stagione. E in quanto tale, The X-Files lascia il palcoscenico con una profezia che nessuno vuole sentire ma nel suo cuore avverte che è vera.

NOTA: ho sentito un sacco di brontolii sul fatto che fosse irrealistico il fatto che la cinquantenne e qualcosa Scully sia di nuovo incinta. Bene, ho un’amica rimasta incinta a 50 anni e ha avuto tre gemelli. Quindi forse non è tutto così assurdo.

 

 

https://secretsun.blogspot.com/2018/08/the-x-files-x-it-death-of-conspiracy.html