Igor Sibaldi, al Rotary club, parla della Civiltà come essere vivente

30 12 2012

72 anni fa, in questo periodo, tirava una brutta aria. Non si parlerà del 2012 stasera, ne avete già sentito parlare troppe volte. E’ un’altra teoria, che è la scoperta di un nuovo essere vivente. Pensavamo di conoscerli già tutti, includendo i parameci, i grandi cetacei, e ce n’era un altro, il più grande di tutti, ma non lo si vedeva, perchè per tanto tempo è sfuggito all’osservazione, é talmente grande che non lo si vedeva. Però è un essere vivente a tutti gli effetti, e si chiama la CIVILTA’. Sono i più grossi esseri viventi attualmente diffusi sul pianeta. Si dividono tutto quanto il pianeta, e saranno in sei o sette, non di più. C’è la civiltà occidentale, quella islamica, quella cinese, quella sudamericana (che non è quella occidentale), c’è anche la civiltà oceanica. Queste civiltà sono tutti esseri viventi, nel senso che nascono, vivono e muoiono.

La nostra civiltà occidentale, quella di cui noi siamo attualmente parte, è cominciata all’incirca alla metà del settecento, così com’è adesso. Alla metà del settecento, intorno al 1750, c’è stata la Prima Guerra Mondiale. E’ stata allora la Prima Guerra Mondiale, cioè la prima guerra svoltasi in tre continenti contemporaneamente. Si chiamò Guerra Dei Sette Anni, ed era combattuta dai laghi canadesi dell’Ontario fino alla Russia, tutta insieme. E ci partecipava, per la prima volta, la neonata Civiltà Occidentale, che si è formata lì. Prima di quella guerra c’era l’Europa, non c’era ancora l’America, la Russia era sconosciuta. Da lì, 1760 circa, si forma un organismo che prende l’Europa, l’America del Nord e la Russia. E dura fino a oggi.

E’ interessante studiare questi esseri viventi. Uno potrebbe obiettare che non possiedono il corpo, invece il corpo ce l’hanno eccome. E’ un corpo che si estende geograficamente, e prova anche dei sentimenti.

Ma da quanto esiste questa teoria che sono esseri viventi? Da tanto tempo; il primo libro sull’argomento è l’Apocalisse di Giovanni. A un certo punto del libro c’è quel numero, il sei sei sei, il “numero del diavolo.” C’è un passo molto bello, tredicesimo capitolo dell’Apocalisse, dove si dice: “Si vede sorgere una Bestia (in greco antico, Toteron), che ha un nome che è un numero, e ci vuole intelligenza per capirlo, e questo numero è un marchio che viene stampato sulla mano destra, e sulla fronte di tutte le persone appartenenti  a questa Bestia. Il nome/numero è sei sei sei. E’ strano che se ne discuta così tanto, perchè la sua interpretazione è molto semplice. Nell’Apocalisse ebraica, le lingue semitiche, e anche il greco, usavano le lettere per indicare i numeri. Per esempio, Aleph è 1, Beth è 2, Ghimel è 3. La lettera 6 era la Wav, la V, traslitterata come W, doppia V (W.) In ebraico, qualsiasi ebreo lo capisce, sei sei sei era Wav Wav Wav, W W W. Qualcosa di familiare.

alfabeto_ebraico

W W W, in ebraico, è un incantesimo, che vuol dire “io ti blocco, ti blocco, ti blocco.” Come mai il W W W (Internet) è così diffuso? All’inizio del secolo scorso, in America, il romanzo più famoso era “Il mago di Oz.” In questo libro c’è il W W W, ed era una siglia che stava per Wicked Witch of the West, la cattiva strega dell’Ovest. Era quella che fermava Dorothy, che combatteva con la protagonista, intralciandola: era la potenza maligna. L’autore, Baum, l’ha chiamata W W W in base al vecchio incantesimo ebraico che vuole bloccare.

Per quanto riguarda Internet, si sa, è una Rete, e una rete è fatta di nodi, che servono proprio un po’ a “bloccare”, per cui W W W, World Wide Web, che vuol dire “ragnatela”, quindi che sia sei sei sei va benissimo. Comunque, questa è una digressione […]

Senza il marchio, il sei sei sei dell’Apocalisse, le persone non possono comprare e vendere […] Tutti hanno questo marchio. Questa è la prima idea di una civiltà come un organismo. Non si differenzia tanto dagli altri organismi, per esempio, il nostro è fatto di cellule, e ciascuna di queste ha un suo mondo. Se noi potessimo intervistare una cellula ci racconterebbe tantissime cose. [A seconda della specializzazione, un tipo di cellula è diverso dall’altro, quelle del cervello da quelle dell’unghia da quelle del midollo spinale.] La civiltà vive proprio in questo modo, solo che le cellule della civiltà siamo noi. Ognuno di noi è una cellula di questo grosso organismo che è la civiltà.

Studiare uno di questi corpi è una disciplina appassionante. Diversi filosofi russi se ne sono interessati nel secolo scorso. […] All’inizio degli anni novanta, c’era una teoria, quella di Duncan […] in questa teoria si dice che, intorno al 2009-2012, viene raggiunto il picco della produzione di petrolio e di gas naturale. Quindi, a partire dall’inizio del novecento, c’è una salita della curva della produzione di petrolio che determina un mondo. Raggiunto il picco, non è che viene mantenuto, il picco cade. Allora, secondo Duncan, cominciano a prodursi tutta una serie di processi, per cui, dal punto massimo, si torna indietro velocemente a livelli di decenni addietro, fino a giungere al livello (di consumi) del 1930 nel 2030 […]

Il contributo di Igor Sibaldi alla teoria della civiltà è il seguente: così come un organismo vivente ha le sue stagioni, ognuno diverso dall’altro, per esempio il gatto vive circa vent’anni, ma non è che vive meno di noi, vent’anni per il gatto sono centoquindici anni per noi […] E siamo noi ad avere il ritmo delle quattro stagioni, non il gatto.

La civiltà ha il suo anno e le sue stagioni. A Sibaldi risulta che l’anno della civiltà, rispetto al nostro, sia di 72 anni, e c’ha lavorato tanto per scoprirlo. Cosa vuol dire l’anno della civiltà? Per esempio, oggi è il 30 dicembre, se noi pensiamo al 30 dicembre di un anno fa vediamo che il clima più o meno era lo stesso. Non era identico, magari pioveva, però simile, ed era simile anche all’anno precedente, e a quello ancora prima. Ecco, la civiltà, che non è metereologica ma storica, ogni 72 anni ripropone una situazione simile.

Se tu sei solo una cellula della civiltà, non te ne accorgi. Fai la tua parte, hai il tuo compito, sei un suo strumento obbediente.  Se, invece, tu cominci ad accorgerti di essere un individuo dentro la civiltà, allora smetti di essere solamente una sua cellula, e cominci a pensare: “ma io cosa ci guadagno a stare qui dentro?” Io posso essere una goccia d’acqua portata da un fiume oppure una persona che guarda il fiume dalla riva, questa è la differenza. Studiare le civiltà ha come scopo riuscire a essere sulla riva. E, invece di fluire con tutti gli altri, accorgersi di quello che succede, e fare previsioni. Non profezie da palla di cristallo, ma previsioni economiche, politiche, personali, regolandosi in base alla situazione, come si fa con le previsioni del tempo.

Dunque, un anno della civiltà è 72 anni dei nostri, ogni 72 anni si ripete la situazione di 72 anni prima. Le stagioni della civiltà durano 6 anni e sono 12. Sembra complicato ma è semplice. In ogni stagione c’è un clima diverso, per esempio in estate fa caldo, in inverno fa freddo, in autunno fa freschino. [Dentro l’anno della civiltà] ce ne sono dodici varianti. Noi siamo appena usciti, nel 2012, che veramente è un anno di cerniera, tra due stagioni diverse, siamo appena usciti da un periodo che si può chiamare solamente “periodo di ribellione.” Perchè, dal 2006 al 2012, se facciamo i calcoli, togliendo (tre volte) 72 anni, si arriva al 1790 – 1796, epoca dopo la Rivoluzione Francese. Questa rivoluzione qualcuno l’ha fatta, la Francia, qualcun’altro no. Chi l’ha fatta gli è andata bene, perchè era proprio quello che la civiltà in quel momento chiedeva: ribellati!

Poi [72 anni dopo], 1862-1868, [in quest’arco di tempo] due stati han cominciato a darsi da fare in Europa, nella civiltà occidentale, e uno nelle Americhe, gli Stati Uniti. Che cosa han fatto? Hanno rivoluzionato tutto quanto. Gli stati del nord, 1864 in America, han detto “cambiamo tutto”, gli stati del sud han detto “no, restiamo come prima.” Chi ha vinto? Era inevitabile, in quel periodo di ribellione, hanno stravinto gli stati del nord, hanno schiacciato gli stati della confederazione [del sud] e s’è cambiata la storia di un paese.

In Europa quali stati stavano pigliando la stessa iniziativa? La Prussia e il Piemonte. Il piccolo stato del Piemonte, in quel periodo, stava dicendo: “ma se io metto su, non una ribellione, [bensì] un “Risorgimento”, comincio a far fuori tutti.” Tutti gli stati un po’ arretrati, che non si ribellano […] Per cui lo stato delle Due Sicilie dice: “no, noi siamo fedeli al passato”: distrutto,  lo Stato Della Chiesa: distrutto, tutte le varie repubbliche, tutte quante fatte fuori, l’Austria, legata al passato: distrutta, sconfitta in quel periodo. Perchè? Perchè era il periodo delle ribellioni.

1934-1940 [72 anni dopo], chi si è ribellato questa volta? Uno stato solo, purtroppo: l’America, che proprio in quel periodo ha fatto il New Deal; cosa vuol dire il New Deal? “Cambiamo tutto quanto, non funzionava il modello economico precedente, lo cambiamo del tutto.” E’ stato l’unico (stato) a trovarsi nel momento giusto nella condizione giusta. Gli altri stati europei, purtroppo, hanno perso completamente quel treno lì, l’Italia era ferma, la Germania era ferma: venivano dal periodo precedente, quello dei sei anni precedenti, che si chiama “il periodo delle dominazioni”, il periodo in cui cominciano sempre le dittature, cominciano sempre i capi, in America Roosevelt, in Europa Hitler, in Russia Stalin. Nel periodo appena concluso, si richiedeva alle cellule della civiltà occidentale di ribellarsi, cambiare, scuotere di dosso il vecchio, per affrontare il periodo che comincia quest’anno [72 anni prima, l’inizio della Seconda Guerra Mondiale], 2012-2018, il periodo del “non si può più aiutare nessuno.” Quando la civiltà comincia a “sudare” e a espellere le scorie, è sempre stato così, dal 1750 in avanti, questo periodo qui, se si va indietro, è il periodo in cui la civiltà a incominciato a eliminare, senza pietà, tutto ciò che era attardato, vecchio, e che non aveva fatto in tempo a ribellarsi nel periodo precedente. Nel 1796, tre volte 72 anni prima, chi è che stava arrivando in tutta Italia? Napoleone, un ragazzino di 28 anni, con intorno dei colleghi generali più o meno di quell’età. Pensate a un generale di 28 anni, con truppe equipaggiate male, con i pantaloni [rattoppati?], pensate, in confronto, gli austriaci, elegantissimi; la diplomazia vaticana e quella inglese, potentissime, l’esercito vaticano, i russi, c’erano in questo 1796. Erano tutti convintissimi di poter battere Napoleone. C’era un problema, Napoleone, nel periodo precedente, era appena uscito da uno stato che si era giustamente ribellato nel momento giusto, aveva una propulsione straordinaria, per cui, in un modo che gli storici fanno fatica a spiegare, questo esercito guidato da ragazzini sconfigge tutti i più grandi eserciti europei per sei anni di fila.

72 anni fa cos’è successo? UNO stato ha vinto la Seconda Guerra Mondiale, uno solo, gli altri l’han persa tutti. Dalla Germania alla Russia (che ha avuto 27 milioni di morti.) Chi ha stravinto tutto, in questi sei anni, 72 anni fa? Gli Stati Uniti, quelli che si erano ribellati al momento giusto. E chi ha stravinto tutto 72 anni prima? Piemonte e Prussia. Il Piemonte, nel 1870, spazzati via gli ultimi residui [del vecchio mondo], è diventata una potenza europea, col nome di Regno D’Italia, e la Prussia è diventata la Germania nel 1870. Si vede che c’è una ricorrenza precisa.

Vedendo i vari periodi, si vede che la regolarità c’è senza forzarla. A Igor Sibaldi, quando studiava queste cose, gli sembrava di essere, tutt’ad un tratto, fuori dalla storia e di aver capito, come un bambino capisce le regole del gioco degli scacchi, finalmente capiva come si gioca la storia. Per lui era magnifico, e pensava: “nessuno mi crederà.” Però lo stesso pensiero l’hanno avuto tutti quanti i filosofi della civiltà che han fatto teorie simili sulle epoche.

A cosa serve questa teoria? Vale, questa teoria della “ribellione” e del “non si può più aiutare nessuno”, sia sul piano dei grandi numeri sia sul piano individuale. Se nei sei anni scorsi, fate un esamino di coscienza, vi siete ribellati e avete cambiato tutto, e avete preso decisioni mai prese prima, e avete fatto delle grosse svolte, anche andando contro l’opinione della maggioranza, adesso siete nella posizione giusta per entrare in un periodo CATTIVO, un periodo in cui si tratta di fare i Napoleoni, di non guardare in faccia nessuno, perchè, se una persona adesso cercasse di aiutare persone in difficoltà, nel senso, non “l’amico in difficoltà”, ma situazioni che non vogliono cambiare, e che tu aiuti frenandoti, fai del male a loro e a te stesso. E’ un periodo così, in cui, chi si è ribellato negli anni precedenti, ha davanti a se una quantità di possibilità meravigliose, chi non si è ribellato nei sei anni precedenti ha ancora, diciamo un due mesi di tempo [da ottobre a dicembre 2012], quindi si può mettere in pari – sapete che c’è quella bella parabola dell’ “Undicesima ora”, in cui, anche quello che ha lavorato per un’ora viene pagato uguale, che nessuno mai capisce cosa vuol dire quella parabola lì, ma [può essere anche interpretata come]: “se la storia comincia a cambiare, non importa che tu sia in orario fin dall’inizio, basta che tu sia in orario per tempo, basta che sali per tempo sulla nave, poi la nave parte. L’importante è che non arrivi al porto quando la nave è già partita.”

Tradizionalmente, è l’inverno il momento in cui decolla l’anno dopo. Per esempio, nel 1940, ma questo è un discorso su cui ci si dilungherebbe troppo. Quindi, se non vi siete ancora ribellati, ribellatevi, e preparatevi a questo periodo di conquista. Secondo me qualcuno di voi, da dopo l’estate, un’aria nuova l’ha già sentita. Qualcosina ha già sentito che stava cambiando. Io l’ho sentito benissimo. Interiore, esteriore, si sente un periodo diverso che incomincia, ed è sempre bellissimo essere dentro un periodo nuovo.

Tanti vostri conoscenti non ne sanno niente, e sono cellule che vengono portate, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ora dopo ora, non sanno DOVE. Guardando un po’ più in alto, uno dice “ho capito dove va”, quindi so che ci sarà questa corrente, questa marea, che io posso sfruttare.

Se qualcuno è curioso, cosa ci sarà dopo il 2018? Stagione di sei anni 2018-2024? Niente di ottimo, è il periodo che si chiama “apice della tensione.” Le varie tensioni che nei prossimi sei anni, a partire da quest’inverno, si saranno scatenate, dovranno essere frenate un po’. E’ stato così 72 anni prima nella Guerra Fredda, è stato così nell’equilibrio europeo dopo la guerra prussiana, è stato così quando si cercava di frenare Napoleone dopo il 18o2. Poi c’è un altro periodo così così, un altro periodo bruttino, e poi, finalmente, tra trent’anni circa, si sta benissimo. Cioè, “si sta benissimo”, ci sono sei anni molto impegnativi, però chi vince lì…Uno dice “è brutta come cosa, cioè siamo capitati proprio in quel periodo…meglio i miei genitori, che eran capitati in un periodo bellissimo, perchè i quarant’anni precedenti, un crescendo di mutamenti, di innovazioni, di slanci, di cose, meravigliosi i quarant’anni precedenti, meglio ancora i nonni nostri, che avevan fatto il periodo più bello di tutti, quello che ci sarà tra trent’anni, e dura un’altra trentina d’anni, sarà bellissimo, una meraviglia. Ecco, non è detto che non ci si arrivi, perchè, con i progressi della medicina, l’età media è prevista, come sapete, in grande allungamento.

C’è dunque questo miglioramento in corso [della lunghezza della vita media], però non è questo il punto. Il punto è: adesso che io SO che c’è questa civiltà, e che tanti sono solo cellule, è che a me, certo, ogni tanto conviene, essere una cellula, essere parte d’una civiltà, però mi piacerebbe anche essere IO, mi piacerebbe essere una persona libera che, se deve fare la cellula della civiltà e fluire – ribellandosi quando la civiltà decide di ribellarsi, e fare il cattivo quando la civiltà decide di fare il cattivo, ecco, mi piacerebbe essere IO che lo scelgo, di farlo, con anche qualche alternativa. E questa era la posizione che a me interessava di più. Come può una persona essere “radicalmente libero”? Non libero secondo la costituzione, non libero secondo la politica, ma libero dagli esseri, ripeto, più grandi e più potenti, che si stanno adesso dividendo il pianeta, che sono le civiltà. Come faccio io a essere IO, e a non essere solo un occidentale? Come faccio io, quando vado in Arabia, a non sentirmi straniero? Ma a vedere se c’è qualcun altro come me, che non è solo una cellula della civiltà, questo m’interessava. E qui viene tutto il discorso su com’è fatta la civiltà. La civiltà è fatta, non come il corpo umano, di organi e di membra, ma di gruppi, di aggregazioni. Il gruppo più piccolo è la coppia, un pochettino più grande c’è la famiglia, poi la ditta, un po’ più grande c’è il quartiere, poi ci può essere la città, la regione, e così via.

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