Gli orfani dell’attesa per il 2012

31 12 2012

E’ un fenomeno a cui stiamo assistendo, e assisteremo ancora di più nei prossimi mesi (o forse no, ma le probabilità ci sono.) Sto parlando di quanto sia stata mitizzata ed esacerbata dai mass media, in particolare da Internet ma non solo, la data della “fine del mondo secondo il Calendario Maya”, e di quanto non sia successo assolutamente NULLA di spettacolare ed evidente per i destini del pianeta in quel giorno lì, il 21 dicembre 2012, ormai gettato nell’archivio della storia o, meglio, della cronaca, più o meno spicciola.

Programmi televisivi, dossier, siti dedicati, milioni di risultati se si clicca(va) su Google la data fatidica, film catastrofici di pessimo gusto, spot pubblicitari con allusioni all’apocalisse (con la a minuscola) in quel giorno…e poi? Un FLOP di dimensioni mostruose.

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Soprattutto i siti dove vengono raccolte le canalizzazioni di “esseri dello spazio” e di “maestri ascesi”, sono in evidente difficoltà e si stanno arrampicando sugli specchi. Questi vari personaggi canalizzati che, come uno stillicidio, una specie di tortura cinese, periodicamente parla(va)no di “Ascensione”, “Fine del ciclo della dualità”, “Cambio dimensionale verso dimensioni più elevate”, “Disclosure extraterrestre con manifestazioni nei cieli di dischi volanti”, “risveglio quantico”, utilizzando un linguaggio paternalista, mieloso, romanticheggiante, non hanno più nulla di sostanziale da dire trascorsa la data del 21 dicembre 2012, traguardo in cui, secondo questi personaggi canalizzati, saremmo entrati nella Golden Age più assoluta e totale, con l’ “atterraggio dei fratelli maggiori cosmici galattici di luce”, o qualcosa del genere.

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Steve Beckow

Se sapete un po’ d’inglese – o traducete con qualche strumento web di traduzione – potete andare su The 2012 scenario, uno dei siti principali di raccolta di questi messaggi canalizzati da personaggi che, come se fossero medium, si fanno strumenti e portavoce da parte di angeli, arcangeli, serafini, cherubini, maestri ascesi, comandanti di flotte intergalattiche, ecc, e scoprirete che Steve Beckow, il gestore e animatore del sito in questione, in certi suoi articoli del 22, 23, 24 dicembre, si mostrava profondamente DELUSO per via del fatto che l’Ascensione non era stata come se l’aspettava, e l’aveva percepita molto più debole di quanto si aspettasse, passato il momento clou, ovvero le 11:11, ora internazionale, del 21 dicembre, in cui, invece, Beckow aveva “avvertito una grande ondata di energia”, la quale poi, però, evidentemente era scemata. Inoltre – sempre secondo uno di questi suoi articoli dei giorni seguenti al 21, che adesso non ho voglia di rintracciare nel sito, ma potete farlo voi se ne avete voglia – Beckow si lamentava del mancato rilascio dei “fondi di prosperità finanziaria”, base di un nuovo sistema finanziario internazionale, quel progetto NESARA, ispirato ai “maestri ascesi” che, altri – un pochettino più seri e attendibili, come David Wilcock – giudicano essere una completa bufala, ma Beckow continua a crederci e, in uno di quegli stessi articoli, si lagnava anche di non aver visto i dischi volanti nei cieli, dicendo: “e le ‘città di luce’ dove sono? Perchè non sono scese dal cielo?”, o qualcosa del genere.

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Il siriano SaLuSa

Addirittura, uno dei suoi sodali, forse Stephen Cook, quando talvolta vengono pubblicate le analisi della situazione geopolitica “segreta” da parte di un investigatore come Benjamin Fulford, scrive una specie di prefazione in corsivo in cui viene detto di “prendere con le pinze ciò che viene riportato da Fulford.” Ora, io, in questo caso, sono perfettamente d’accordo, ma allora perchè prendere, invece, per oro colato, le canalizzazioni di fratelli galattici di luce dalla chioma lunga e fluente, vestiti con la tuta di bordo?

Insomma, gli stessi che, fino ai giorni precedenti al 21 dicembre, tenevano ancora in bella mostra sul sito, l’articolo Welcome in a new and inimmaginable world, in cui si magnificava una specie di “giardino dell’Eden” per il mondo post-21 dicembre, anzi, si diceva apertamente che l'”Ascensione in 4^ o 5^ dimensione”, il volteggiare dei dischi volanti nei cieli, e altre cose di questo tipo, sarebbero potute venire anche PRIMA del 21 dicembre. Adesso, questo articolo è scomparso, come c’era da immaginarsi. C’è da dire che era l’unico articolo del sito aperto ai commenti, gli altri hanno la sezione commenti bloccata, nessuno può commentare.

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Capitan Futuro

Vedendo tutte queste cose, mi sono intristito per questi personaggi, fossi stato nei loro panni, avrei voluto non essere così credulone, anzi essere completamente scettico. Non dico ai livelli del CICAP, o del suo corrispettivo americano (che non mi ricordo come si chiami), ma comunque un po’ con i piedi per terra, e non con la testa sulle nuvole a quei livelli. Non avrei mai voluto, per esempio, organizzare una conferenza intitolata Preparing for Ascension, preparata per il periodo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, a Sedona, non so dove in America, in cui, a un certo punto, Mike Quinsey, il canalizzatore di SaLuSa, ha canalizzato “in diretta” il comandante in capo siriano – nel senso di Sirio e non della Siria – vestito in divisa spaziale come in un cartone animato di inizio anni ottanta. Questo dev’essere stato un momento eccezionale della conferenza, visto che, di solito, Quinsey si limita – e penso non abbia finito passato il 21 dicembre – a scrivere periodicamente questi “messaggi canalizzati” che sono un periodare incentrato sempre sugli stessi argomenti (che potete immaginare) e che lasciano sempre, a chi legge, un senso di attesa per avvenimenti “imminenti”, i quali siamo sempre ancora qui ad aspettarli. Naturalmente, se poi non succede nulla di eclatante e significativo per il periodo che avevano previsto, si ha sempre la carta della affermazioni indimostrabili perchè slegate alla realtà esterna: “l’attivazione della griglia di energia di GAIA”, “l’afflusso di energia spirituale durante l’allineamento planetario e l’allineamento con il centro della Galassia”, e il puntare su queste affermazioni indimostrabili – perchè “sensazioni interiori”, è tipico anche di un altro personaggio, in qualche modo collega di quelli di The 2012 scenario, ovvero un certo Cobra di 2012 portal.

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Maestro Hilarion

Sia chiaro, sono il primo a essere persuaso  che viviamo in tempi di cambiamenti velocissimi, i quali probabilmente rovesceranno la visione del mondo come siamo abituati a conoscerlo, sono convinto (ci sono troppi indizi) che vi sia un cover up – da parte dell’intelligence e dei “poteri forti” internazionali sulla realtà UFO ed extraterrestre, il quale dura perlomeno dagli anni quaranta-cinquanta del secolo scorso. Sono altresì convinto che la realtà UFO ed extraterrestre sia legata a tipi di energie pulite e gratuite (le quali ci sembrerebbero “fantascientifiche” in confronto a ciò che comunemente sappiamo), le quali non sono state ancora desecretate, implementate e diffuse, perchè vi sono forti interessi dietro, legati al sistema economico-finanziario, sì in crisi, ma in cui siamo tuttora immersi (nonostante sia passato quel 21/12/12 nel quale doveva cambiare tutto.) Mi sembra, quindi, probabile che si giungerà a un punto del tempo – presumibilmente entro questo decennio – in cui la convergenza di diversi fattori finanziari, economici, politici, culturali, di mutazione biologica e tecnologica, di velocizzazione esponenziale della comunicazione, porterà al collasso degli schemi millenari con cui leggiamo il mondo noi occidentali e all’emergere di una realtà che ora ci apparirebbe come fantastica: la famosa “SINGOLARITA’ NEL TEMPO”, di cui a volte ho parlato su Civiltà Scomparse.

Ma questo non mi induce a bermi di tutto, a farmi digerire dei minestroni identificabili con un solo aggettivo: new age, ricchi di “età dell’oro prossime venture”, “immagini sognanti tratte da libri fantasy“, “comandanti in capo di flotte interplanetarie dai nomi esotici”, “creature spirituali angelicate” ecc ecc. Oltretutto, questo mi ostacola grandemente, rende la mia posizione difficile – la mia e quella di altri, per esempio Andrea Doria, Marco Garbuglia, Fausto Bonavita – poichè i miei interessi verso argomenti un po’ “eretici”, e che esulano dai normali schemi con cui vediamo – o, meglio, descriviamo – la realtà, possono venir messi nello stesso sacco, dalle persone “scientifiche e razionali”  assieme alle fantasticherie di gente come quelli di The 2012 scenario & C, e farmi quindi venire percepito come “uno di quelli che credono ad Ashrar Sheran e a Maestro Hilarion.” Potrei quasi pensare che si tratti di una precisa opera di disinformazione. Mischiare volutamente possibili realtà esoteriche o tenute all’oscuro dal pubblico dei mass media con stupidaggini popolate da arcangeli, serafini, cherubini, maestri ascesi, comandanti in tuta da Star Trek o da Capitan Futuro, e via così. Non a caso, siti come The 2012 scenario, e anche un altro blog chiamato American Kabuki, alternano articoli – diciamo così – seri, scientifici e razionali inerenti argomenti scomodi taciuti dai mass media, alle ultime canalizzazioni di SaLuSa, Maestro Hilarion, Montague Keen, Matthew Ward, Saint Germain, Arcangelo Michele, persino Gesù (Jesus Sananda)!

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Ashtar Sheran

Restando al campo dei blog in lingua italiana, più o meno del tipo di The 2012 scenario, vi sono Raggio Indaco e Hearthaware. Il primo, intorno a primavera, criticava coloro che commentavano delusi scrivendo “siamo ancora a maggio e non sta ancora succedendo nulla”, minacciando di bloccarli se continuavano ancora a scrivere commenti di quel genere (ma, in realtà, inconsapevolmente, l’autore di Raggio Indaco si rifletteva nelle parole di quei commenti, e forse è per questo che gli faceva male leggerli.) Lo scorso febbraio, Raggio Indaco era tra quelli che riportavano – senz’altro credendoci un po’ – gli articoli tradotti da The 2012 scenario in cui si cianciava di “ospitate di una lista selezionata di persone a bordo della nave madre dei galattici”, ed eravamo ai livelli in cui si parlava tranquillamente di “biciclette spaziali” per raggiungere l’astronave madre, e in cui anche qualcuno dei commentatori in lingua italiana diceva che avrebbe voluto essere nella lista di coloro che avrebbero visitato le navi spaziali, rispondendo in modo acido a coloro che si mostravano increduli di fronte a tutta questa fantasia favolistica spacciata per realtà, e che esternavano questa loro incredulità scrivendo commenti critici verso la creduloneria e malafede imperante.

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Jesus Sananda, ammiraglio della Federazione Galattica Di Luce

Hearthaware è un caso singolare, perchè, nonostante sia un blog in cui vengono criticate, e anche un po’ smontate, le canalizzazioni di personaggi come Sheldan Nidle, Mike Quinsey e di Gregg Gilies della “Federazione Galattica di Luce” (che poi ha fatto una “brutta fine”), e anche gli “spacciatori di meditazioni di massa per il risveglio quantico” come Cobra, si dà comunque spazio a una visione in cui predomina fortemente lo stile fantasy, e non sono rari i commentatori di quel blog che hanno un modo di scrivere così flautato e mieloso da farti desiderare all’istante la visione di un film come Die Hard, duri a morire. Ma fosse soltanto la maniera di scrivere zuccherosa non ci sarebbe nessun problema, non posso mica criticare lo stile (il gergo new age popolato da termini come “namaste” e “Gaia”) anche se non è nelle mie corde. Il punto è che, per diversi commentatori, è stato normale domandarsi se sarebbero ascesi in quarta o quinta dimensione nell’arco di tempo compreso tra il 12/12/12 e il 21/12/12, magari sparendo alla vista delle persone. Tant’è che, in un commento su quel blog, ho chiesto se stessero scherzando. Lotharun, il gestore del blog, mi sembra comunque sufficientemente saggio e più coi piedi per terra di altri, nonostante il suo forte sbilanciamento nelle fantasie, viste come realtà.

Forse qualcuno ricorderà che avevo tra i miei link sia Raggio Indaco sia Hearthaware. Adesso li ho tolti. Il primo l’avevo messo perchè qualche tempo fa mi aveva gentilmente ringraziato per delle traduzioni che avevo reso loro disponibili, ma adesso l’ho tolto, perchè è congelato dall’inizio di novembre, periodo dell’ultimo articolo, un messaggio di Maestro Hilarion, come di consueto pieno di spiritualità un po’ spicciola e wishful thinking. Il secondo l’avevo messo per via del suo approccio critico, che si distanziava un po’ dagli spazi web dello stesso tipo, ma un certo numero di recenti articoli, e soprattutto diversi commenti del tipo che ho citato, m’ha indotto a togliere il link. Tra l’altro, tutti i tag che ci sono qui a fianco, diversi di questi comuni a siti che ho citato, come “2012”, “cambio dimensionale”, “calendario maya”, ecc, li ho inseriti perchè mi aiutano l’indicizzazione, tentando di attirare qui le persone comunque un po’ interessate da questi argomenti, le quali però, magari, potrebbero essere deluse dal mio approccio alternativo verso questi argomenti alternativi. Sinceramente, non so adesso, trascorsa l’ondata di “follia collettiva sul web” inerente il 2012, se in futuro funzioneranno ancora quei tag.

Un altro che – inconsapevole di star facendo disinformazione – mischia notizie alternative verosimili con i testi delle canalizzazioni di SaLuSa, e adirittura – in un’occasione – un messaggio tutto in maiuscolo del famigerato Ashtar Sheran, dando per buone e convincenti le une e le altre, indistintamente, è Nicola Zegrin, di Lo Specchio Del Pensiero. Anche qui, come sull’altra sponda dell’Atlantico, abbiamo persone che, imbambolate dal Cambiamento – che c’è comunque, al di là delle fantasie – sembrano “sbarellare”, dando credito alle fonti web più improbabili, cadendo, con tutte le scarpe, nell’inverosimiglianza e nella mancanza di credito (che poi trascina miseramente con sè anche divulgatori alternativi meno creduloni.)

Ricordo ancora, poco più di un anno fa, intorno al periodo di Occupy Wall Street, e al famoso “portale di novembre, l’ 11 11 11, quale attesa serpeggiasse negli articoli di questi siti. Si stava procedendo verso la fine del 2011 e si stava andando verso l’inizio del 2012, l’anno fatidico, di cui si era tanto parlato negli anni scorsi, almeno a partire dal 2006. Steve Beckow, mettendo nella stessa zuppa le proteste negli USA e le canalizzazioni di extraterrestri buoni, aveva aggiunto “occupy” al titolo del blog, in uno slancio pseudo-sessantottiano, The (occupy) 2012 scenario, lo ricordo bene, ce l’ho ancora nel plug-in di Mozilla Fireworks che mostra i nomi degli spazi web visitati sulla barra degli indirizzi una volta che digiti le lettere iniziali. In effetti, il 2011 era stato un anno ricco di avvenimenti i quali sembravano anticipare un’ulteriore escalation nel 2012, il quale invece è stato sostanzialmente un anno alla Aspettando Godot, ricco di attese che non si sono concretizzate, fino al culmine di queste attese e speranze non concretizzate, ovvero il 21/12. Dove sembra, in un certo senso, che sia davvero finita la storia, perchè anche questa montatura mediatica (come quella del “presidente superman” Obama quattro anni prima) s’è adesso sgonfiata come un palloncino, e quali altre ci potrebbero essere adesso, così fatte pesare? E’ stato mica una specie di esperimento? Qualcuno, come il folle David Icke, direbbe che l’attesa per un cambiamento il 21/12/2012 è stata montata ad arte, creando un Y2k spirituale – per usare una sua espressione – ovvero generando apposta una delusione, per abbassare la vibrazione planetaria, gettando più ancora nello sconforto una buona parte del genere umano in occidente (coloro che “ci credevano”), in modo da succhiare ancora di più le loro energie in modo da manipolarli meglio.

Adesso, entrando in questo 2013 non fatto percepire importante come il 2012, ho personalmente la sensazione, a differenza degli altri San Silvestro, che non si stia concludendo un anno e iniziando uno nuovo, non so bene spiegare a cosa sia dovuto questo, forse potrebbe anche somigliare a una specie di illusione percettiva, o qualcosa di simile.

Una cosa mi pare di poterla affermare: lo sgonfiarsi del 21/12/12 segna comunque la fine di un epoca. Non penso, infatti, che, in futuro, le date profetizzate per la “fine del mondo”, avranno un seguito mediatico confrontabile con quello del 21/12/12. Ci sarà ancora il tempo e la voglia di tirare fuori tutti quegli articoli sul cambiamento d’era e allineamenti planetari, quei video interminabili presentati da Gregg Braden o Roberto Giacobbo, quelle interviste lunghissime ai discendenti dei Maya, e via dicendo? Non penso. E’ difficile pensare al ripetersi di un impegno tale in futuro, qualsiasi altra data possano di nuovo inventarsi per la “fine del mondo”  e adesso tante persone, scottate per questo abisso tra ciò che si immaginava succedesse, e ciò che è effettivamente successo (cioè niente), non penso che abboccheranno presto ad altri Nostradamus.

Quindi, in un certo senso, la “fine del mondo” c’è stata, ma nel modo in cui non è facile rendersene conto immediatamente.

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L’Apocalisse nella scena finale di The Truman Show

18 10 2011
Nell’ultimo trentennio, i mass media hanno così contaminato gli eventi del mondo attraverso la loro incontenibile potenza, da essere in grado di costruire una realtà storica da essi stessi prodotta, e farla abitare ai telespettatori. Lo abbiamo già detto. Vi sono centrali della propaganda, come le agenzie “di stampa” internazionali, per esempio la REUTERS, che decidono cosa deve essere riportato e cosa no su tutti i giornali e telegiornali del mondo. Il fatto che vi siano così tante fonti di informazioni sul mercato dà l’impressione dell’esistenza di un pluralismo, per esempio assente nei regimi “non democratici.”
Ma non è così.
Allo stesso modo di come vi sono gli sceneggiatori e i registi che cucinano storie per il cinema, dentro cui vengono invitati a rifugiarsi gli spettatori-clienti-cittadini-sudditi di tutto l’occidente, vi sono – all’interno delle agenzie internazionali di cui sopra – “sceneggiatori e registi” (cioè agenti) i quali diffondono determinate, selezionatissime, notizie e ne cassano innumerevoli altre, perchè non rispondono a quelli che vengono chiamati “criteri di notiziabilità.”
Inoltre, gli avvenimenti e personaggi coinvolti nelle vicende riportate dagli organi di informazione devono essere mostrati al lettore-spettatore seguendo un determinato copione di massima, il quale è comune a TUTTI i giornali e telegiornali (+ internet), di qualsiasi orientamento.
Per esempio, eventi del passato come la crisi del 1929, la Seconda Guerra Mondiale o l’Olocausto degli ebrei (la Shoah), oppure i viaggi astronautici (e il sistema monetario) verranno presentati al lettore-spettatore sempre dalle stesse angolazioni DI BASE, pur con le sfumature inevitabili tra un giornale e l’altro, dovuti alla nazione di appartenenza, al versante politico, o al tipo di finanziatore della testata. Le notizie diramate verso tutto il mondo da questi headquartersmondialisti centrali verranno poi riprese dalle agenzie interne di ogni singolo paese, mantenendo l’ottica di base di cui abbiamo parlato, la narrazione di sottofondo con cui le notizie sono raccontate.Ciò che accade è semplicemente questo: sarà a causa dell’evoluzione percettiva delle coscienze umane, ma da un quindicennio a questa parte – e con un’intensità progressiva dall’autunno del 2001 in avanti – l’informazione ufficiale appare sempre più contaminata dalla finzione pura e semplice. In alcuni lunghi momenti, leggendo i giornali, vedendo la televisione, navigando sulle notizie ufficiali in internet (e, naturalmente, ascoltando i notiziari radio) sembra di essere capitati dritti dritti dentro uno di quei film d’azione tratti da un romanzo di Tom Clancy. Presidenti in pericolo dentro l’Air Force One; cattivoni internazionali che sembrano riassumere l’appellativo con cui era identificato l’attore Erich Von Stroheim, ovvero “L’uomo che vi piacerebbe odiare”; presidenti messi alla gogna mediatica per via di vicende quasi pornografiche o che sembrano Morgan Freeman da giovane i quali (in combinazione col loro vice) sono quasi dei perfetti omonimi dei cattivoni internazionali che organizzano azioni eclatanti, fatte proprio apposta per “bucare lo schermo” e impressionare a fuoco milioni di spettatori; minacce di bancarotta totale catastrofica “se non si trova l’accordo in tempo” portate all’attenzione di tutti i primi titoli; complotti iraniani da avanspettacolo per ammazzare ambasciatori sauditi…e via così.
Ci sarebbe da andare avanti ore se ne avessimo la possibilità e la capacità di rintracciare tutte le volte in cui informazione ufficiale e sceneggiature di film si sono aggrovigliate tra loro in un nodo inestricabile, impossibile da sciogliere.
E sono SEMPRE LORO, sempre gli Stati Uniti, al centro di questo palcoscenico mondiale, di questa Broadway planetaria dove di volta in volta è di scena la commedia o la tragedia (preferibilmente quest’ultima), questo perlomeno dal 1956in avanti. Presidenti assassinati platealmente in pieno giorno, azioni belliche nel sud-est asiatico da cui vengono tratti pacchi di sceneggiature di film dai migliori registi, dimissioni di presidenti in seguito a scandali, attori di serie B che diventano presidenti, leggendarie missioni nello spazio e sulla luna, eclatanti minacce di guerra termonucleare totale che portano alla salvezza del genere umano proprio nell’ultimo minuto utile per sventare la catastrofe (il massimo della cinematograficità!), asteroidi che ci possono colpire e da cui l’eroismo USA ci deve salvare sennò schiattiamo tutti, e via così, come ho detto ci sarebbe da andare avanti per ore.Da un po’ di anni sta avvenendo qualcosa di inconsueto. Utilizzando internet come veicolo, stanno circolando fiumi di informazione – cosidetta alternativa o “cospirazionistica” – con una diffusione sempre maggiore, e con la particolarità di informare su aspetti del nostro mondo che sono praticamente per nulla trattati dall’informazione ufficiale la quale si dirama come una ragnatela dalle principali agenzie internazionali avendo come approdo finale i giornali e i tele-radiogiornali (+ internet) di tutti i paesi. Una grandissima parte dell’informazione “non convenzionale” su internet si può riassumere nella seguente immagineCiviltà Scomparse_Illuminati
E, nonostante un buon numero di tentativi di facciata, ogni informazione di questo tipo è lasciata libera di circolare in lungo e in largo, disponibile a chiunque. Un certo numero di truthseeker (“cercatori di verità”) lo hanno già notato. Non viene fatto NULLA per censurare, o anche solo limitare, tutta questa sconfessione totale della propaganda su cui si regge il mondo occidentale attraverso il suo tipo di informazione consueta, su cui si basano i dibattiti delle personalità in Tv.

Se pensiamo che i film della serie Zeitgeist rilasciati in Rete sono stati visti da centinaia di persone (e il primo di questi tratta esplicitamente di signoraggio, falsità della versione ufficiale dell’11 settembre, governo ombra mondiale millenario) e di come le persone che mostrano “cosa si cela dietro la facciata” pubblichino libri che diventano piccoli best sellers, andando poi in giro pressochè indisturbati facendo un mucchio di conferenze, giungiamo a una sola conclusione: negli anni precedenti è stato seminato un nuovo tipo di opinione pubblica new age e qualcuno sta preparando qualcosa che annienterà per sempre la credibilità dei quotidiani e della televisione, probabilmente in quel 2012 così pubblicizzato.

Come abbiamo già detto nel post citato in precedenza, vi è un film della fine degli anni novanta (un decennio in cui al cinema erano uscita una serie di strane pellicole riguardanti la scoperta di come il mondo in cui viviamo sia tutta un’illusione) dove viene presentato un giovane impiegato, sulla trentina, un certo Truman Burbank, interpretato da un grande e commovente Jim Carrey, il quale comincia a notare che nella sua realtà accadono cose incongrue, come per esempio un faretto televisivo che piomba giù dal cielo, o familiari e colleghi che iniziano come a sbagliare “copione.” Già, perchè il povero Truman è al centro di un programma televisivo, di un reality show si sarebbe detto in seguito, che ha avuto inizio dal momento in cui è nato, ed è andato avanti per anni e anni, in cui ogni momento della sua vita è stato ripreso dalle telecamere e mostrato in diretta a milioni di spettatori.

Alla fine del film, il master, il demiurgo, l’uomo ombra dietro questo programma, ovvero il regista, parla per la prima volta con Truman attraverso il microfono, e la sua voce rimbombante giunge dall’alto, dalle nubi. Ora, notiamo che Truman – per la maggior parte della sua vita, fino alla trentina – non si era mai accorto di nulla, pensava che tutto fosse “come gli veniva raccontato”, ma a un certo momento una serie di indizi gli fanno avere il sospetto che la realtà in cui vive possa essere una montatura durata tantissimo tempo.
Fino a spingerlo a voler scoprire la verità, la quale giungerà, in seguito ad aver sconfitto la sua paura dell’acqua, scoprendo che davvero, invece dell’orizzonte del lago…c’è solo la parete di uno studio di posa televisivo.
E proprio quando la sua mano tocca questo muro dello stesso colore del cielo e del lago, la voce di DIO (del regista) si manifesta, parlandogli per la prima volta a lui direttamente, rivelandogli tutto.
In quel momento, per Truman, è una specie di APOCALISSE, di rivelazione, che conferma la veridicità dei suoi sospetti.
Mettiamoci nei panni di Truman, il momento in cui la FINZIONE passerà dalla ripresa televisiva di attentati terroristici organizzati, di presidenti “alla Morgan Freeman” eletti, di cattivi internazionali arrestati, a riguardare la nostra stessa esistenza.
Visionando in rete tonnellate di cospirazionismo, non ci rendevamo conto di vedere cascare dal cielo faretti televisivi, case che ci ricordavamo essere in un luogo, ce le ritrovavamo in un posto diverso, così come gli interruttori della luce. In modo subliminale, allo stesso modo di film come The Truman Show e Matrix, anche i concetti di “Società dello spettacolo”, i videogiochi e gli stessi reality show, hanno cominciato a farci abituare all’idea che il nostro mondo non è reale.
Ma giungerà davvero per noi il momento della realtà nell’ora dell’Apocalisse?
O di nuovo, come dice Guy Debord, “il vero sarà un momento del falso”?





Top Secret, La seconda guerra civile americana e la finzione che cancella la storia

29 09 2011
All’inizio dell’anno, o poco più, mi è successo di fare una scoperta singolare. In una via della mia città, mentre passeggiavo, ho guardato per caso all’interno di un bidone per la raccolta della plastica. Dentro mi sono accorto che vi erano un sacco di custodie di videocassette VHS. Guardando meglio, e prendendone una, ho scoperto che dentro le custodie erano presenti anche le videocassette! In mezzo a qualche titolo italiano, c’erano perlopiù film di produzione USA, e sono stato subito attirato da due di questi, poichè sentivo che vi era una certa affinità tra i due, riguardante un certo discorso che già da allora volevo esporre, ma poi non mi era più capitata l’occasione. Fino a ora.Civiltà scomparse_Rossano Segalerba
Civiltà scomparse_Rossano Segalerba
I due film sono “Top Secret”, di Jim Abrahms, David e Jerry Zucker e “The second civil war (La seconda guerra civile americana)”, di Joe Dante. Si tratta di una coppia di film dall’atmosfera piuttosto esagerata e brillante. “Top Secret”, essendo stato ideato dal trio Abrahms-Zucker-Zucker, è anche abbastanza scervellato, visto che gli autori sono gli stessi di “L’aereo più pazzo del mondo”, “L’aereo più pazzo del mondo sempre più pazzo” e “Una pallottola spuntata.”Tra un sacco di gag e trovate demenziali di ogni tipo, in “Top Secret”, risalente al 1984, viene mostrata la storia di un cantante rock’n roll “alla Elvis” (interpretato da Val Kilmer) che riesce a fare una tappa della sua tourneé europea oltre la “cortina di ferro”, nella Berlino Est del muro e della polizia segreta Stasi (i cui componenti qui somigliano a nazisti), e mette in agitazione i militari dell’allora Repubblica Democratica Tedesca, non solo a causa dei suoi scatenati costumi musicali occidentali nel bel mezzo dell’ideologia sovietica. Finisce anche in cella cercando di evadere dalla tazza del gabinetto, aiuta uno scienziato prigioniero dei tedesco-orientali la cui figlia si è innamorata di lui, si unisce a una assurda brigata di partigiani in combattimento, guidati da una specie di ricciolino biondo appena uscito da film romantici come “Laguna blu”, all’assalto di una fortezza comunista, e alla fine la malcapitata stella del rock si ritrova persino nel bel mezzo di una scazzottata western subacquea sotto il fiume Elba!

Nel più celebre (e celebrato) “La seconda guerra civile americana”, la demenzialità cede il passo a una satira della politica e dei mass media USA, per molti versi anticipatrice e profetica. E’una storia che si svolge nel primo decennio del XXI secolo, dove abbiamo un governatore di uno stato USA, l’Idaho, il quale si rifiuta di ospitare migliaia di profughi, bambini orfani a causa di una guerra nucleare tra India e Pakistan, giungendo a chiudere le frontiere dello stato. Viene così scatenata una crisi che coinvolge i rapporti tra il governo centrale di Washington e l’Idaho, i quali diventano sempre più tesi, fino a giungere al punto di rottura quando – in seguito a un ultimatum – il governatore Farley attira verso la sua rigida posizione conflittuale anche le guardie nazionali di altri stati degli USA, e persino diverse minoranze etniche. Insomma, tutto lascia presagire lo scatenarsi di una nuova guerra civile americana, la quale purtroppo alla fine scoppierà, a causa di uno stupidissimo equivoco nella dichiarazione del governatore prima della scadenza dell’ultimatum.

Entrambi i film sono emblematici per capire l’attuale presente, il postmoderno che sfocia nel ridicolo, la ripetizione della storia dove la versione originale degli avvenimenti è tragedia e la seconda versione – tutte le volte che si ripresenta – è farsa, qualcosa di troppo simile alla FINZIONE di un film o di uno spettacolo TV.

Civiltà Scomparse_Rossano Segalerba
In “Top Secret” abbiamo il cantante rock’n roll fifties’style, una specie di versione anni ottanta di Elvis Presley, il quale si esibisce in una sorta di enorme sala da ballo popolata da (americanissime) ragazze urlanti nel pieno della Berlino Est del 1984, cantando brani simili a Love me tender, Hound dog, Are you lonesome tonight? mentre qui e là ai lati della sala, e seduti ai tavoli, appaiono guardinghi agenti e militari sovietico-tedeschi dell’est somiglianti a gerarchi nazisti. Abbiamo qui una mescolanza di ambientazioni, un riassunto paradossale di diversi momenti della storia iperstoricizzati, ovvero CLASSICI, seguendo la definizione di classico come “ciò che è dato una volta per sempre (e può essere in futuro solo imitato o scimmiottato).” E, a questo proposito, ci viene in mente quanto fosse stata un melange di questo tipo la cosiddetta Guerra nel Kosovo avvenuta nel simbolico 1999, molto anticipato nelle profezie e nelle tradizioni futuribili precedenti a quell’anno. Si trattava come di un riassunto delle guerre più memorabili del XX secolo che stava finendo. L’attacco alla Serbia da parte della NATO faceva venire in mente l’analogo attacco alla Serbia da parte dell’Impero Austro-Ungarico quasi ottantacinque anni prima, nell’agosto del 1914 – che si trasformò dopo poco nella prima guerra mondiale -; il bombardamento di Belgrado era confrontabile (anche nella tempistica) con quello compiuto dalle forze aeree naziste esattamente cinquantotto anni prima, nel 1941, che fece ritardare di mesi l’invasione dell’URSS da parte di Hitler; la pulizia etnica del Kosovo ad opera delle truppe serbe era una versione in minuscolo di ben più vaste ed estese operazioni del passato; la tensione tra i paesi ortodossi legati alla Serbia (tra cui la Russia, suo stretto partner) e la NATO (compresi gli Stati Uniti) era un farsesco remake dei momenti più brutti della guerra fredda tra USA e URSS, con l’ultranazionalista Zirjnovskij che reclutava nel centro di Mosca “volontari per mandarli a combattere a fianco di Milosevic.” Non ci veniva nemmeno risparmiato il ricordo della guerra del Vietnam, evocata come scenario nel caso si fosse giunti a un’operazione di terra. Con lo stesso spirito, del tutto inconsapevolmente com’è ovvio, nel film “Top Secret” viene mostrata la scena in cui il cantante rock partecipa alla liberazione dello scienziato rapito e della figlia (di cui è innamorato), tenuti in ostaggio dai militari tedesco-orientali che sembrano nazisti. E il cantante si trova dunque in mezzo a un gruppo di volontari di diversa nazionalità – capeggiati dal’ex amante della figlia dello scienziato – che in certi momenti assomigliano a partigiani della seconda guerra mondiale, e in certi altri ad “armate della liberazione contro i comunisti” di qualche ex colonia occidentale dell’America centrale o dell’Africa.

L’operazione militare contro la Libia dell’anno in corso, è stato un altro esempio di questo tipo, una situazione che ricorda simultaneamente eventi del passato già codificati, come le schermaglie aeree con gli USA nel Golfo della Sirte del 1981 e la pioggia di missili su Tripoli del 1986 nonchè l’invasione del canale di Suez da parte di Francia e Gran Bretagna nel 1956, come ritorsione coloniale all’allora presidente Nasser che aveva nazionalizzato il canale, il tutto incrociato con diverse guerre civili avvenute in precedenza nei paesi africani.

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In “La seconda guerra civile americana” il gioco si fa ancora più scoperto. La farsa degli “eventi storici” in piena epoca postmoderna è mostrata in modo beffardamente crudele. Ricordiamo che il film è del 1997. Abbiamo la copertura mediatica estrema e ultraspettacolare “di ciò che sta avvenendo nel mondo in tempo reale”, con il direttore di studio della (c)NN che sceglie i primi piani migliori da mandare in onda degli orfanelli provenienti dalla guerra tra India e Pakistan appena scesi dall’aereo. Vediamo le “dichiarazioni storiche” in TV di un presidente USA perennemente guidato dal suo consulente di immagine James Coburn, che un giorno gli consiglia di ispirarsi a Eisenhower per un suo discorso, un’altro giorno a Lincoln, quando deve scandire il drammatico ultimatum al governatore dell’Idaho, che scade dopo 69 ore e mezza e non dopo 72 ore, per non sovrapporsi alla trasmissione di una soap opera! E’ significativo che questo film fosse stato trasmesso su Rai Tre una notte, per commemorare i dieci anni dalla guerra del golfo, ovvero l’inizio della spettacolarizzazione tv totale degli eventi bellici, in una continua maggiore finzione anno dopo anno, fino a giungere oggi alla piazza di Tripoli “invasa dai ribelli insorti”, ricostruita negli studios dell’emittente del Qatar Al Jazeera, e alle continue mistificazioni mediatiche da parte dei network occidentali (denunciate persino dal settimanale cattolico “Famiglia Cristiana”!), per cercare di vendere al pubblico la giustezza della guerra in Libia.


Nel film di Joe Dante, i veri leader sono gli esperti della comunicazione mediatica: il consulente d’immagine del presidente, il giornalista capo della (c)NN che fa il regista degli avvenimenti drammatici sugli schermi, visti da lui come ghiotti bocconcini da mandare in onda per il pubblico spettatore delle soap opera. Quindi sono gli indici d’ascolto a decidere che un ultimatum il quale potrebbe – se non rispettato – far partire la seconda guerra civile americana, sia di 69 ore e mezzo e non di 72, com’era preventivato! In confronto a questi, il presidente degli Stati Uniti del film fa la magra figura di una persona qualsiasi – timida, tonta e vanesia – pronto a diventare un attore a comando davanti alle telecamere per scimmiottare i CLASSICI Eisenhower e Lincoln, presidenti di quando esisteva ancora la storia, o perlomeno di quando veniva ancora presa sul serio. Qui abbiamo la fine della storia fagocitata dalla finzione e, al momento in cui ci troviamo adesso – con la variabile aggiunta dell’informazione e controinformazione su internet – le difficoltà a capire dove finisce la realtà e inizia la finzione, e viceversa, sono più estreme che mai.

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Osama Bin Laden – chissà quando è davvero morto – era veramente il nemico numero uno, o si trattava di una specie di attore (più o meno consapevole) manovrato dalla CIA? Gheddafi ha davvero ammazzato 12.000 connazionali lo scorso febbraio? C’era davvero la piazza piena zeppa di persone, come abbiamo visto sui giornali, quando hanno tirato giù la statua di Saddam Hussein a Baghdad? L’11 settembre è andata proprio come ce l’hanno raccontato alla CNN? E’vero che George W. Bush aveva un quoziente intellettivo più basso della media? Il vero nome dell’attuale presidente è proprio Obama, ed è nato negli USA, o in realtà si chiama Barry Soetoro, ed è nato altrove? Silvio Berlusconi ha preso veramente un modellino del duomo di Milano in piena in piena faccia o è stata tutta una sceneggiata?

Chissà, se ci trovassimo a essere complottisti, potremmo pensare che vi sia un intento preciso nel rendere sempre più così infiltrata dalla FINZIONE pura e semplice l’informazione dei grossi network, quasi senza alcun rispetto per la verosimiglianza, e con un mucchio di prove contrarie che incastrano ma (per adesso) non vengono mostrate sugli stessi schermi. Però, dal momento che “Nella società dello spettacolo il vero è un momento del falso”, come ha detto Guy Debord, anche future contromosse e rivelazioni potrebbero benissimo far parte dello stesso gioco. Un gioco al massacro che potrebbe portare alla distruzione completa e totale della storia, non più seriamente registrabile per i posteri su alcun libro, enciclopedia, sussidiario.

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In un altro film uscito lo stesso anno di “La seconda guerra civile americana”, ovvero “Wag the dog – Sesso e potere” vediamo di nuovo un consulente d’immagine (questa volta interpretato da Dustin Hoffman) il quale, in combutta con Robert De Niro, l’agente per le relazioni esterne del presidente USA, confeziona mediaticamente una FINTA GUERRA CON L’ALBANIA, da mandare su tutti i giornali e telegiornali, per cercare di mettere in secondo piano – diciamo non nei primi titoli – uno scandalo di tipo sessuale che ha rischia di travolgere l’inquilino della Casa Bianca.
Il fatto straordinario è che in quella fine degli anni 90, la realtà della cronaca e della storia (o ciò che consideravamo come tale) e la finzione cinematografica si stavano mischiando in modo davvero impressionante: una guerra nei Balcani era effettivamente in preparazione, come abbiamo scritto prima, e Bill Clinton rischiava di essere rimosso dall’incarico perchè aveva mentito al paese raccontando bugie pietose su una sua relazione sessuale dentro gli uffici governativi. E ciò era avvenuto DOPO l’uscita del film, e non PRIMA. Senza contare che, in nuce, quel film raccontava l’essenza di tutti i dibattiti sul ruolo dei grossi media nell’informazione, che si sarebbero svolti nel decennio successivo, tra l’altro quello in cui è ambientata “La seconda guerra civile americana.”

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Nello stesso periodo – piuttosto INIZIATICO, per così dire – erano usciti al cinema altri titoli significativi, come “The Truman Show”, dove un tenerissimo Jim Carrey scopre che la sua intera vita fino ad allora era stata una finzione televisiva, e che era ripreso a sua insaputa 24 ore al giorno tutti i giorni, e tutto era sotto la guida di una specie di MASTER nascosto, di un regista-demiurgo che alla fine si svela.
Chissà, potrebbe essere questo, per tutti noi, l’approdo definitivo, tra qualche tempo. L’informazione alternativa, in questi anni, ha demolito completamente la versione mainstream di numerosi esempi, ma già in alcuni momenti ci sentivamo come spettatori di una finzione smaccata, come “se vedessimo un film”, per dirla con le persone intervistate dopo un avvenimento d’impatto. Si, ci sarà un momento, particolarmente anomalo, e non vogliamo fare nessunissima data, in cui LA CONSAPEVOLEZZA DELLA FINZIONE raggiungerà livelli estremi, tali da coinvolgere la nostra stessa vita quotidiana, tali da farci provare la sensazione di trovarci a essere come il protagonista di “The Truman Show” alla fine del film.
Quando l’illusione della storia “come ce l’hanno sempre raccontata e come abbiamo sempre creduto che fosse” diventerà troppo plateale per continuare a crederci. E sentiamo che in tutto questo avrà un ruolo la differenza tra ciò che verrà presentato in TV e sui giornali e ciò che verrà presentato in rete.





Fantapolitica americana prossima ventura

13 05 2011
Considerate la seguente situazione archetipicadella storia: c’è un capo alla guida di un impero che è in crisi inarrestabile. Ed è stretto tra due opposizioni politiche opposte, la prima opposizione lo considera troppo conservatore, la seconda opposizione lo giudica troppo riformista. Tuttavia, il capo viene visto al momento attuale come l’unico che può mantenere in piedi l’impero. Poi succede qualcosa, il capo (carismatico, dall’eloquenza efficace e gli “occhi da buono”), è alla vigilia di un annuncio che punta a cambiare profondamente le cose. La seconda opposizione, ben sapendo cosa sta per succedere, si precipita a contrapporsi alla decisione del capo in una maniera energica, ma viene bloccata dalla prima opposizione – che sembra stare dalla parte del capo – e riceve sostegno da un POTERE ESTERNO all’impero. Tuttavia, l’intero sistema è così screditato che risulta ormai indifendibile dal capo il quale, spinto dalla prima opposizione, rassegna le dimissioni, rendendo di fatto l’impero non più esistente.Nel periodo 1990-1991, nell’allora impero sovietico, l’operato del segretario del PCUS era osteggiato da due opposizioni, a loro volta opposte. La prima opposizione, di cui facevano parte i liberali e la presidenza della Russia, accusava il segretario di non procedere abbastanza spedito con le riforme democratiche e di tenere troppo all’unità di un impero che non era più saldo e coeso come un tempo, la seconda opposizione, di cui facevano parte ampi settori del politburo, del KGB e del ministero della difesa, lo accusava di stare correndo il rischio, a causa delle riforme democratiche portate avanti troppo rapidamente, di un indebolimento del PCUS e dello stesso stato sovietico.
Quando, nell’agosto 1991, Gorbaciov si preparava a comunicare, dalla più alta tribuna del partito, che un nuovo patto tra le varie repubbliche le quali componevano l’URSS stava per essere firmato, e che avrebbe comportato una maggiore sovranità delle repubbliche (per giunta col PCUS mutato in senso socialdemocratico), un certo numero di appartenenti alla seconda opposizione – tra i quali il presidente del KGB Viktor Kryuchkov e il ministro della difesa Dimitri Yazov – fece si che Gorbaciov non potesse ritornare a Mosca dalla sua dacia in Crimea, in cui stava passando le vacanze prima di ritornare nella capitale per esporre il nuovo accordo tra le repubbliche per poi siglarlo e renderlo operativo. Gli organizzatori del colpo di stato, temendo che il potere gli sarebbe sfuggito dalle loro poltrone, fecero quindi blocco per mantenere le strutture dell’impero per far sì che il regime si mantenesse intatto, e dunque la loro posizione politica all’interno di esso. A questo tentativo di golpe si opposero i democratici e i liberali stretti attorno al presidente della Russia Boris Eltsin il quale, a bordo di un carro armato sulle strade di Mosca, rispose all’improvvisato e incerto comunicato dei golpisti letto dal vicepresidente dell’URSS Ghennadi Jenaev, con dei forti proclami al megafono di tornare indietro sulle loro posizioni perchè – dal momento che le immagini di ciò che succedeva a Mosca giravano in tutto il mondo tramite Tv come la CNN – la loro azione non sarebbe potuta andare avanti senza il sostegno dell’opinione pubblica internazionale.

L’impero sovietico, dunque, si autoscreditò in modo definitivo con quel tentativo di colpo di stato da operetta; il segretario del PCUS riuscì a tornare a Mosca dalla Crimea, ma il suo peso politico aveva ormai i mesi contati poichè il suo compito sarebbe stato quello di difendere una struttura statale desueta, con le repubbliche ex sovietiche che stavano per volersi staccare dall’orbita della capitale una dopo l’altra, e con il POTERE ESTERNO (USA ed Europa) che ormai designava come suo interlocutore nelle relazioni internazionali il presidente della Federazione Russa Boris Eltsin.

Gorbaciov si dimise in dicembre con un discorso storico alla Tv; dal punto più alto del Cremlino venne ammainata la bandiera rossa con la falce e martello gialla, e l’anno successivo si aprì con l’URSS che non esisteva più. Abbiamo visto in questo blog, precisamente in un articolo dello scrittore François Masson, come gli avvenimenti si ripresentano all’interno del flusso causato dall’ONDA TEMPORALE. Questo succede sia nel percorso di vita di un essere umano, sia in quello di organizzazioni più grandi, dalle famiglie alle aziende alle nazioni, alle relazioni tra queste. Un avvenimento ritorna puntualmente, certo sotto altre condizioni, ambienti e personaggi differenti, durata differente, magnitudo (ovvero intensità dell’avvenimento) differente. Ciò è legato, limitandoci alla terra, alla posizione che il pianeta ha in rapporto con gli astri in un determinato processo che coinvolge il guscio di distorsione spaziotemporale in cui siamo inseriti e siamo abituati a percepire la realtà che ci circonda, in cui ogni elemento muta in relazione a ogni altro elemento, attirato da diversi ATTRATTORI, e il maggiore tra questi si trova nel PUNTO CENTRALE della spirale spaziotempo, a cui si giungerà in una data imprecisata, molti pensano il 21 dicembre 2012 ma non è detto.

L’archetipo che abbiamo illustrato prima, il quale si è già manifestato verso la fine del XX secolo e si dev’essere senz’altro presentato in altri punti del tempo, della storia recente e antica e in diverse parti del mondo (naturalmente con livelli di magnitudine differenti), e vi è una linea di probabilità che ci dice si possa manifestare nuovamente in futuro.

Abbiamo un impero in crisi, un capo carismatico, e dalla loquela facile, che lo difende, e che viene osteggiato da due opposizioni. La prima opposizione vede il governo Obama come troppo propenso ad accettare che la Federal Reserve prosegua la linea dell’indebitamento-indebolimento dell’economia USA, con la finanziarizzazione slegata da questa e il dominio su cui è a capo, e che riguarda anche il mantenimento delle basi militari americane in gran parte del mondo. Inoltre, in nome della sicurezza non si oppone anche a una legislazione che ostacola i diritti garantiti costituzionalmente. Una figura che mostra chiaramente questo antagonismo politico a Obama è quella del deputato repubblicano Ron Paul. La seconda opposizione all’attuale amministrazione USA si sarebbe tentati di identificarla in una buona parte dei circoli conservatori-populisti-religiosi degli Stati Uniti, in Mitt Romney, Sarah Palin, o in magnati antigovernativi come Donald Trump e i fratelli Koch. Certo, questi gruppi hanno la loro importanza nell’osteggiare l’attuale inquilino della Casa Bianca, ma riteniamo come zoccolo duro di questa seconda opposizione i personaggi facenti parte del potere decisionale il quale fa da tramite tra istituti di credito privati, l’industria degli armamenti e il non rilascio di tecnologie in grado di scardinare l’attuale sistema monetario-economico, tecnologie presumibilmente legate al fenomeno UFO, costantemente tenuto al livello più alto di segretezza da oltre sessant’anni.

Cosa può succedere a un certo punto di quello che per noi ora è l’avvenire? Immaginiamolo, facendo un po’ di fantapolitica. Come candidato, le primarie del Great Old Party scelgono Ron Paul contro Obama, dal momento che sulla piazza repubblicana non si è trovato di meglio per i tempi che corrono, e la situazione per gli USA è diventata talmente brutta e problematica che tutte le riserve sulla spinta verso questa candidatura sono state gradualmente annullate (nel 2007-2008 si era giunti addirittura a voler quasi censurare certe apparizioni di Paul nei dibattiti Tv!).
Nello stesso momento, la spinta di una certa parte dell’opinione pubblica verso la fine del segreto nazionale sul fenomeno Ufo, in crescita ormai incontrollabile in seguito all’accumularsi senza fine di documenti, prove, avvistamenti, fenomeni anomali sempre più frequenti, costringe l’amministrazione statale di un impero indebolito e privo di futuro, a fare grossi passi avanti in proposito aprendo un dossier dopo l’altro, senza che mai la differenza tra informazione e disinformazione sia ben visibile. Ci si ritrova dentro una situazione che irrita sempre più una buona parte dell’intelligence e dell’establishment militare.

Nel frattempo, nazioni appartenenti alla NATO come la Germania, tendono a voler distaccarsene approfondendo il solco creato con la non partecipazione all’intervento in Libia. Questo anche a causa della forte crescita dei Verdi e la loro influenza sulle decisioni politiche dello stato guida della zona Euro che però ha assai meno fiducia della BCE e della sua valuta rispetto a un tempo. La nuova Germania ha idea di cominciare a ruotare nell’orbita di una direzione diversa, più verso l’Asia, assieme a un’altro paese NATO, la Turchia. Questa nuova atmosfera internazionale, alquanto movimentata, è resa tale anche dalla diffusione molto ampia di nuove idee (per esempio quella del “Movimento Zeitgeist”) che considerano la possibilità per la società globale di uscire dal sistema moneta-debito delle banche private e, fondamentalmente, di uscire dalla società del profitto e addirittura del denaro. Inoltre, vi è pure il blocco economico-strategico delle nazioni del BRIC (Brasile Russia India Cina) che, forte e influente com’è diventato, può permettersi adesso di fronteggiare l’impero decadente. Con il fantasma mediatico di Osama Bin Laden scomparso per sempre dai teleschermi e la “guerra al terrorismo” che perde di immaginario, gli USA si vogliono concentrare sulle faccende interne – in special modo la loro effettiva produzione nazionale di beni e servizi, le loro esportazioni – e vedono che è un disastro.

Pochi ricordano il George W. Bush che dibatteva con il rivale Al Gore nelle presidenziali 2000, e mostrava di essere piuttosto isolazionista – in linea con la vera tradizione del suo partito – e affermava cose come “promettere di riportare indietro i marines dai Balcani”. Ebbene, quando Ron Paul parla di ridurre i problemi finanziari togliendo le tende dalle basi militari sparse in giro per il pianeta, è in linea con questo tipo di pensiero, che mostrava anche di avere il Bush prima del 2001. A differenza di quest’ultimo, però, va a testa bassa contro le politiche dell Federal Reserve, fino ad augurarsi il suo scioglimento.


Dunque, fantapolitica: un giorno qualsiasi della primavera o estate 2012. Dopo una faticosa e lunghissima trattativa (come quella che Gorbaciov fece nel 1991 con i rappresentanti delle varie repubbliche dell’URSS) il presidente Obama decide una data per annunciare agli Stati Uniti QUALCOSA DI INAUDITO (questo febbraio la Commissione per le comunicazioni federali, FCC ha detto che prossimamente ci sarà un test del sistema di allerta chiamato EAS, che copre ogni possibile mass media compresi telefoni e cellulari, inviando milioni di messaggi e sms preregistrati). Conoscendo in anticipo le intenzioni dell’amministrazione Obama, vi è una reazione del genere “colpo di stato” proveniente da settori della Federal Reserve, della CIA e soprattutto dagli ambienti delle “operazioni segrete” – o Black Ops – legati agli esponenti dell’élite che spingono per l’edificazione di un Governo Mondiale in seguito all’allarme suscitato da un finto attacco extraterrestre da loro stessi preparato. I contenuti di ciò che sarebbe esposto pubblicamente da Obama, in seguito a una preparazione durata anni, farebbero saltare in aria i piani delle Black Ops, collegate al sistema finanziario e al sistema militare. Chissà, forse verrà fatto in modo che il presidente, impegnato in un viaggio o in una vacanza, NON ritorni a Washington nella data prevista per il discorso preventivato, tenendolo praticamente in ostaggio, tentando di ammazzarlo, oppure suscitando tumulti che potrebbero anche accelerare i cinici propositi mirati alla creazione di un regime militarizzato. Ricordiamo che tutto ciò sta avvenendo nel pieno della campagna elettorale per la corsa alla presidenza che vede come sfidanti Obama e Ron Paul.



Quest’ultimo, assieme ai suoi sostenitori mediatici – come per esempio Alex Jones – farebbe si di riuscire a riversare nelle piazze di Washington e New York migliaia e migliaia di persone, portando dalla sua parte anche forze di polizia, per opporsi in nome della “carta costituzionale dei padri fondatori dei primi tredici stati”, a questo colpo di stato organizzato dagli “irriducibili dell’impero globalista”, e sarebbe spalleggiato, forse non in modo esplicito, da un POTERE ESTERNO agli USA. Nello stesso tempo questa controreazione con a capo l’attuale deputato repubblicano alla Camera dei rappresentanti, sembrerebbe in apparenza stare dalla parte di Obama ma, una volta sgominato il colpo di mano degli “oscuri”, l’ex benevolo impero USA giunge a un tale grado di discredito internazionale che il suo ultimo difensore (e sembrava impensabile appena un anno prima!) PERDE clamorosamente le elezioni di novembre, e la vittoria del liberale Ron Paul fa si che lo scioglimento della Federal Reserve e lo smantellamento delle basi USA nel mondo divengano una realtà, e senza alcun bisogno di una “Guerra Mondiale contro la Cina” o catastrofi prossime venture del genere (come è avvenuto per il tracollo dell’impero sovietico, senza sparare un colpo.)
Inoltre, la fine del segreto sul fenomeno UFO e il rilascio di tante invenzioni criptate, nascoste – riguardanti soprattutto l’energia basata sulla forza nucleare elettrodebole, sull’antigravità e il punto zero – in precedenza mantenute segrete, farà sì che il turbine del cambiamento giungerà a un livello tale di distorsione rispetto allo stato di cose presente da rendere irriconoscibile rispetto a prima l’intera realtà, forse addirittura cancellando persino il ricordo dell’attuale – violenta – civilizzazione.

E’interessante notare come sia presente una specie di simbologia archetipica in tutto questo racconto. Il paleoconservatore Ron Paul intende vedere demolito l’impero foraggiato della Federal Reserve, un sistema nato nel XX secolo in seguito a riorganizzazioni di tipo politico-sociale ottenute attraverso la violenza delle armi, della finanza, dei mass media, ma non intende certo demolire gli Stati Uniti originari di George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, tutt’altro. Anzi, è l’idea originaria di “nuovo occidente al di fuori dell’Europa”, di “terra della libertà”, che la si vedrebbe risorgere trionfalmente, dopo essere stata seppellita da una visione del potere USA (peraltro sfruttato da organizzazioni non nazionali) proiettata in senso violentemente globale, in pratica come “gendarme del mondo” a cui tutti gli altri devono rendere tributo, e presente in maniera ossessiva nel discorso pubblico di tutto il mondo. La MULTIPOLARITA’ dei centri di potere del globo, portata alle sue conseguenze estreme, potrebbe significare che ognuno di questi – ora cosciente della sua forza ma anche dei suoi limiti – non avrebbe più alcun desiderio di creare “blocchi militari” in una realtà tanto globalizzata come l’attuale e quella che verrà, oltretutto se non ci fosse più necessità di combattere per accaparrarsi le risorse energetiche non rinnovabili in via di esaurimento. Ricordiamoci che l’ultima alleanza militare riconosciuta storicamente, cioè la NATO, risale a un periodo storico assai lontano, ovvero l’indomani della Seconda Guerra Mondiale, prima ancora della formazione degli arsenali nucleari, quando lo “spirito del tempo” era ben differente e il concetto, marcatamente storico e frutto di una mentalità patriarcale e gregaria, di imperi armati l’uno contro l’altro lo si poteva ancora considerare a livello economico, e di investimenti finanziari. Ora non più. Un’ultima considerazione: è in un certo senso affascinante vedere come dagli Stati Uniti, idee radicali e di rottura riguardanti la politica vengano da vecchi alquanto dinamici quali appunto il deputato texano Ron Paul, settantaseienne, e l’ingegnere ultranovantenne Jacque Fresco che abbiamo già avuto modo di citare. Possono essere figure come queste i “PADRI riFONDATORI” di cui l’America, e il mondo, hanno disperatamente bisogno? E il loro momento può giungere in pratica sul finire delle loro vite?





Il BlueBeam project, il Venus Project e Obama

14 04 2011
In certi ambienti della controinformazione in rete, vi sono alcuni che pensano che un film come Zeitgeist – e in particolare i suoi due seguiti, Zeitgeist addendum e Zeitgeist moving forward – siano di provenienza dell’élite occulta che manipola l’intera umanità da dietro le quinte, ovvero coloro che molti chiamano “Illuminati”, e che avrebbero intenzione di giungere a un completo controllo del globo unificando tutte le nazioni sotto un unico governo alla loro guida, infine manifestata apertamente alle popolazioni di tutta la terra, in precedenza nascosta, chiamata sinarchia o stegocrazia (= “esercito il potere mantenendomi nascosto”).Blue beam civiltà scomparse
Secondo diversi studiosi di cospirazioni, questo “Nuovo ordine mondiale” dovrà essere preceduto da un tranello ultratecnologico, al limite del fantascientifico – organizzato dal governo nascosto. Poichè tale fascismo globale (come definito da certi) avrà bisogno di essere basato su unica religione, le principali tradizioni religiose del mondo – in particolare cristianesimo e islamismo – verrebbero liquidate attraverso il cosiddetto PROGETTO BLUEBEAM, il quale fu rivelato nel 1996 dal giornalista Serge Monast, morto dopo poco tempo per infarto.Il Bluebeam viene illustrato come un incredibile manipolazione mediatica di inusitata potenza e su larghissima scala, in cui sarebbe coinvolta la NASA. Verrebbero proiettati ologrammi intensamente realistici su uno strato di sodio fluttuante a 100 km dalla superficie terrestre i quali mostrerebbero nientemeno che la venuta del Messia! Tutto ciò verrebbe anticipato da sconvolgenti scoperte archeologiche, giunte alla luce in seguito a smottamenti e cataclismi artificiali, probabilmente frutto dell’azione di HAARP, che mostrerebbero come i fondamenti su cui si basano le maggiori religioni della terra sono tutti sbagliati, generando secoli di discordie e sangue. A questo punto, soprattutto in certi territori del pianeta, si scatenerebbe un’ondata di isterismo collettivo, amplificata ulteriormente dalla cosiddetta “notte delle mille stelle”, una specie di apocalisse olografica estremamente realistica – generata da satelliti della NASA che proiettano gli ologrammi sul famoso strato di sodio – dove i demoni più tremendi e gli alieni più cattivi si scateneranno, venendo poi sconfitti dagli alieni buoni (forse quelli che Corrado Malanga chiama “Lux”?) accompagnati dal RITORNO DEL MESSIA “che unifica finalmente tutti i popoli in un’unica religione e un’unica nazione mondiale”. Inoltre, le vittime di questo bizzarro scenario – ovvero gran parte dei popoli del pianeta se non tutti, ma in particolare i territori delle maggiori religioni – verrebbero ulteriormente irretite da “voci” che avvertirebbero DENTRO di loro, e nella loro specifica lingua, generate da onde ELF, SLF, ULF, e VLF, a bassissima frequenza. L’effetto di queste “voci ultraterrene” simulanti la comunicazione telepatica, assieme a tutto il resto, sarebbe di portata incalcolabile, l’inconscio collettivo di milioni di persone verrebbe rivoltato come un guanto, e nel giro di poco tempo, il famoso motto Ordo ab Chao (ordine dal caos) acquisterebbe un pieno significato.

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Su internet si può trovare da tempo una gran massa di informazioni riguardanti il BLUEBEAM PROJECT, il quale sarebbe una delle varie operazioni segrete, come il MONTAUK, di cui qualche “insider” ogni tanto esce fuori dando informazioni le quali non si sa quanto siano attinenti al vero. Ma se ci rendiamo conto di quanti documenti non desecretati vi siano, di quanti tecnologie e brevetti (migliaia!) non siano MAI stati rilasciati al pubblico, è possibile che un progetto delirante come il Bluebeam abbia, per quanto pazzesco possa essere, un possibile fondo di verità. Certi pensano sia collegato ai “contattisti UFO” presenti fin dagli anni cinquanta anche in Italia, e ciò dimostrerebbe quanto di lunga data sia la preparazione di questo progetto, altri giungono a vedere ASHTAR SHERAN come parte di tale allucinante idea.

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Un personaggio extraterrestre da cartone animato anni 70-80 “comandante di una flotta di astronavi galattiche che vigilano sull’umanità”, il quale invia messaggi al pianeta tramite i terrestri da lui contattati. Diversi testi provenienti dall’ambiente dell’informazione alternativa pensano che questa iniziativa, denominata anche “FALSA fine dei tempi”, sia ancora operativa e pronta a scattare – forse il 21/12/2012?! – altri hanno ricevuto notizie riguardanti l’abbandono di tecnologie e documentazione compromettente al riguardo lasciate dagli emissari degli “Illuminati” dopo la precipitosa fuga dalla Sud Ossezia durante la guerra Russia-Georgia 8-16 agosto 2008. I Russi, e assieme a loro altre nazioni che avversano l’élite, probabilmente i componenti del BRIC e del “Gruppo di Shanghai” , avrebbero tra le mani il modo per far sì che il Progetto Bluebeam sia ormai roba del passato.

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Tornando a Zeitgeist, vi sono coloro che pensano possa trattarsi di una delle tante carte in mano all’élite, e più propriamente in mano alla fazione dei Rothschild, di cui si dice sia come ossessionata dalla religione universale, satanista e/o panteista, dal mito della natura e da una dittaura globale basata su di esso. La connessione Zeitgeist-Rothschild potrebbe anche essere vista nell’attacco a OGNI religione planetaria, e specificatamente il cristianesimo, che viene compiuto nella prima delle tre parti del film Zeitgeist, oltre ai legami tra la religione teosofica – i libri di Helena Blavatsky ed Alice Bailey – e i consulenti/collaboratori del regista Peter Joseph che si trovano nei credit alla fine del film, come per esempio lo studioso cospirazionista Jordan Maxwell, il cui stesso nome sembra tratto da una figura simbolica che si trova in un testo della Blavatsky.

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Pare che la teosofia, anche grazie all’opera della Bailey, sia confluita in una visione religiosa incentrata sulla natura e sul moderno concetto di “Gaia”, che oltrepassa le vecchie tradizioni dell’occidente e dell’oriente. Qualcuno afferma che si tratta della prospettiva spirituale dell’ONU, portando come esempio la strana “camera di meditazione” , densa di simbolismi, che si trova nel cuore sotterraneo del palazzo di vetro a New York. Da qui, i critici di Zeitgeist giungono a vedere un possibile sostegno dell’ONU al Venus Project (che non c’entra nulla col Bluebeam Project!), un nuovo modello di società basato sulle risorse del pianeta e non sul sistema finanziario, dove tutte le decisioni riguardanti la cittadinanza sono prese secondo il “metodo scientifico” da supercomputer collegati in una rete mondiale all’interno di città circolari, in cui le attività umane non vengono più svolte in funzione del guadagno monetario ma per rendere stabile e progredita l’intera civiltà umana, non più basata sulla competizione e sul profitto.

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L’ingegnere ultranovantenne Jacque Fresco è a capo di questa iniziativa e, assieme alla sua socia Roxanne Meadows hanno partecipato a un recente meeting sul futuro e la sostenibilità sotto l’egida delle Nazioni Unite, assieme a diverse personalità provenienti dall’establishment globale (seppur in veste “alternativa”…) tra cui persino uno che di cognome fa Rockefeller! Ovviamente, con questi presupposti, quelli che vogliono cogliere dappertutto lo zampino della cospirazione mondiale, si sono scatenati, pubblicando testi e video che smascherano Zeitgeist e il Venus Project, vedendolo come una delle carte in mano all’élite occulta.

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A nostro parere, questo modo di procedere HA DEI LIMITI, fa perdere la visione d’insieme. Anche se proposte come Zeitgeist fossero tranelli sarebbero comunque un sintomo molto evidente di un cambiamento che riguarda l’attuale scorrere del tempo, giunto a uno stadio paradossalmente vorticoso e ristagnante contemporaneamente. Ristagnante secondo il modello della vecchia energia MASCHILE basata sul dominio, il controllo, l’occultamento. Vorticoso per ciò che riguarda l’accelerarsi della comunicazione a livello planetario, e il flusso di informazioni – certo, anche contraddittorie, confuse, opache – ma i cospirazionisti analitici e implacabili, coloro che dicono di scoprire altarini e appoggi dall’establishment persino dietro figure che mostrano pure loro di essere “contro il sistema” (per esempio, Alex Jones), così come, per esempio, i maniaci del dettaglio che smonta la versione ufficiale degli attacchi del 09/11/2001, guardano molto con la lente d’ingrandimento e poco col binocolo (e soprattutto col cuore), rischiando di essere tra quelli che, nel famoso proverbio, vedono il dito e non la luna.

E’ comunque significativo che proposte assolutamente rivoluzionarie e pazzesche come Zeitgeist-Venus Project, siano state diffuse in una maniera così capillare in tutto il mondo, una cosa simile sarebbe stata impensabile anche solo cinque anni fa. Il punto non è se verranno davvero costruite le città di Jacque Fresco di forma circolare concentrica, e se una rete collegata a un supercomputer farà in modo di guidare robot che sostituiscono il lavoro umano smantellando nello stesso tempo l’economia basata sulla moneta, il punto è che idee come queste circolino capillarmente, siano o non siano sostenute dall’ONU e dai poteri forti.

Idee come queste in circolazione così intensiva presuppongono qualcosa di grosso nel prossimo futuro, e non pensiamo sia tanto l’edificazione del Nuovo Ordine Mondiale, ma la fine della storia come siamo stati abituati a percepirla, forse, come si è detto più volte in questo blog, persino la fine del tempo, poichè tutte le possibilità della storia all’interno dell’attuale paradigma vanno verso il loro esaurimento definitivo. Si potrebbe pensare che all’interno dell’élite si sia a conoscenza di questa faccenda, e il Bluebeam Project di cui si scriveva prima possa essere stato visto come rimedio da “ultima spiaggia” nel tentativo di anticipare, contrastandola, la liberazione dal “pianeta prigione” attraverso tecnologie avanzatissime in grado di far credere realtà solo ciò che è invenzione e tranello per far disperatamente proseguire il circo della storia.

Dobbiamo inoltre dire che, lungi dall’essere una specie di creatura con un’unica mente e un’unico obiettivo, che si riunisce ogni anno (il cosiddetto “Gruppo Bilderberg”, come viene chiamato), le divergenze tra le diverse fazioni della stegocrazia (=”esercito il potere nascondendomi”), verrebbero alla luce proprio in questi meeting, i quali si terrebbero proprio con il proposito di comporre i motivi di scontro tra i vari centri del controllo nascosto globale.

Tra l’altro, in un video come questo qui sopra, il ricercatore Richard Hoagland si sofferma su quante iniziative, a volte con modalità e finalità opposte tra loro, vengano preparate e organizzate dai servizi segreti deviati o meno, dai gruppi di potere occulto. Alcune di queste attività sotterranee raggiungono il livello dei mass media mainstream – atti terroristici, azioni militari, rivelazioni, scoperte importanti avvenute “per puro caso”, rivolte armate, rivoluzioni ecc – altre vengono rimandate, annullate, e le voci su di esse si trasformano in informazioni sottotraccia al limite della leggenda urbana, che possono poi circolare indisturbate (e deformate) negli ambienti della controinformazione.

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Prendiamo un’altro personaggio assolutamente bersagliato negli ambienti di questa controinformazione, da Jeff Rense ad Alex Jones a tutti gli altri di seguito, ovvero l’attuale presidente degli USA Barack Hussein Obama, visto come una docile marionetta nelle mani dei globalisti NWO, delle multinazionali, del complesso militare industriale, e indulgente verso la “banca del Monopoli” di nome Federal Reserve.

Eppure, nonostante tutto, lo vediamo come SIMBOLO POSITIVO, quando invece l’amministrazione precedente, coi neocon e George W. Bush era SIMBOLICAMENTE NEGATIVA. Obama, nonostante tutte le sue relazioni pericolose e il suo essere a capo di un “Impero del male” militarizzato, ha gli occhi da buono e una figura che suscita speranza, e si tratta di considerazioni istintive, non mediate da ricerche e analisi razionali, eccessivamente legate al piano mentale della coscienza ordinaria, dove contano i fatti registrati e riportati.

Nel mondo simbolico la sua parte è quella del JOLLY, di un personaggio spartiacque tra il negativo e il positivo, che pencola e media tra questi due opposti, anche senza rendersene pienamente conto. Anche qui abbiamo a che fare con il ricorso di un ciclo storico all’interno della spirale-onda temporale autosomigliante.

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Nel 1990-1991 il segretario del soviet supremo e presidente di un URSS IN PIENA CRISI Mikail Sergeievic Gorbaciov era stretto tra due correnti di azione politica che criticavano la sua linea: i riformatori (come Boris Eltsin) del sistema che spingevano per uno scioglimento dello stato sovietico e una trasformazione della Russia in senso liberale, e coloro che invece vedevano le riforme di Gorbaciov troppo liberalizzatrici e volevano conservare l’URSS e l’impero sovietico così com’era precedentemente (come l’allora capo del KGB).

Vediamo la situazione attuale in USA – IN PIENA CRISI – e notiamo sorpresi le somiglianze: da una parte si critica Obama (come fa Ron Paul) perchè continua a sostenere l’esoso e antieconomico impero militare, e soprattutto la Federal Reserve, dall’altra lo si critica perchè “è troppo di sinistra” – come ha dimostrato il suo piano sanitario e i suoi tagli agli armamenti – e non fa abbastanza per “gli interessi vitali degli USA nel mondo” (come dice buona parte del cosiddetto “Tea party”, diversi repubblicani e magnati di imperi finanziari come i fratelli Koch).
Sappiamo com’è finita per quanto riguarda l’URSS, e per quanto riguarda gli USA come finirà? Non penso dovremo attendere molto per scoprirlo.