SINCRONICITA’ Le correlazioni olistiche sono rare?

21 06 2010
Si conclude su CIVILTA’ PERDUTE il lungo articolo sulla SINCRONICITA’ indagata dallo psicologo Carl Jung e dal fisico Wolfgang Pauli, articolo da noi tradotto da questo indirizzo:http://www.metapsychique.org/Synchronicite-et-Hasard.htmlAllo stesso indirizzo potete anche trovare i ringraziamenti e una ricca bibliografia sull’argomento.

11. Le correlazioni olistiche sono rare?
Nella vita quotidiana, raramente osserviamo le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen. L’esistenza delle correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen non ha bisogno di spiegazioni dal punto di vista teorico, ma come spiegare la loro assenza nella vita quotidiana? La questione dell’esistenza non ha certo niente a che vedere con la questione della sua messa in evidenza. Però si afferma spesso che le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen sono rare. Così, Jürgen Audretsch scrive per esempio:”Due fotoni qualsiasi non mostrano, per dirla schiettamente, nessuna correlazione E-P-R. Si ha bisogno di molta abilità per preparare uno stato a due fotoni – come quello descritto precedentemente – nel pieno di un esperienza. In effetti, questo non è stato possibile in maniera convincente che negli ultimi anni. Perciò non si attende in generale nessun comportamento olistico tra due oggetti macroscopici qualsiasi.”

Affermazioni come queste non sono pertinenti, tuttavia si ha certamente bisogno di grandi capacità sperimentatrici per mettere quantitativamente in evidenza le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen tra due sistemi senza interazioni spazialmente separate. Ma non è difficile produrre degli stati in correlazione E-P-R. Secondo la meccanica quantistica, l’esistenza delle correlazioni E-P-R è generica, cioè generalmente – ma non sempre – i sistemi fisici sono intrecciati indipendentemente dalla loro distanza o dalla loro relazione. La meccanica quantistica moderna può infatti spiegare come mai le correlazioni E-P-R presenti dappertutto sono abitualmente impercettibili nella vita quotidiana. Gli oggetti quotidiani sono la maggior parte del tempo caratterizzati quantisticamente da modelli collettivi, i quali possono essere descritti da un insieme di proprietà compatibili. In seguito alla disuguaglianza di Bell generalizzata, non si possono avere correlazioni olistiche tra modelli collettivi di questo tipo.

Se si considera il concetto di Jung di un coordinatore delle significazioni tra la psiche e la materia come teoricamente accettabile, allora, così come con le correlazioni di Einstein-Podolsky-Rosen, si ci pone la domanda: perchè si vedono raramente queste correlazioni nella vita quotidiana? Secondo la concezione originale di Jung è una caratteristica della sincronicità quella di apparire sporadicamente. Inoltre, gli effetti sincronici sono unicamente emanazioni di un ARCHETIPO costellato (cioè ATTIVATO), ma non di un archetipo latente. Tali fenomeni si producono “soprattutto in situazioni ad alto impatto emotivo, come quando vi è un decesso, una malattia, un incidente, ecc. La maggior parte dei fenomeni sincronici si producono quindi in delle situazioni archetipiche, per esempio legate al pericolo, al rischio, a dei moti dell’animo funesti, ecc.”

Jung, però, ha evidenziato nelle note in fondo alla pagina del suo articolo La sincronicità come un principio di relazioni acausali:

“Devo comunque sottolineare nuovamente la possibilità che il rapporto tra i corpi e l’anima possa essere compreso come una relazione sincronica. Questa è unicamente una supposizione ma, se viene confermata, allora la mia attuale concezione che vede la sincronicità come un fenomeno raro [da percepire?] dovrebbe essere corretta.”

“Dato che la sincronicità non è unicamente un fenomeno psicofisico, ma può prodursi lo stesso senza l’intervento della psiche umana, direi che in questo caso si dovrebbe parlare di un’identità o una conformità, piuttosto che di una significazione.”

La proposta di considerare la possibilità di correlazioni olistiche nel rapporto tra il mondo fisico e la psiche ha senz’altro bisogno di una messa a punto più precisa. Per esempio, la questione di sapere se è possibile(e quindi in che modo?) produrre e distruggere delle correlazioni psicofisiche, resta del tutto senza risposta. Per evitare fraintendimenti, sottolineo che le correlazioni olistiche qui discusse sono forse generiche ma sicuramente non universali. Effettivamente, esistono comunque degli stati non correlati. Per questa ragione, le correlazioni psicofisiche olistiche non implicano in nessun modo che la realtà abbia ininterrottamente un’anima.

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