Attenzione!

8 01 2013

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Anche la scienza dice che “la musica non è più quella di una volta”

17 09 2012

Questo articolo è una conferma – basata addirittura su una ricerca scientifica, quindi qualcosa di oggettivo, non fantasie – della progressiva mancanza di novità all’interno dell’impero commerciale della musica pop, rock ecc, in occidente, in un arco di tempo che va dal 1955 (periodo che abbiamo già visto) al 2010. Appiattimento, ripetitività, utilizzo massiccio della citazione e del rifacimento. Riferendosi sempre a “età dell’oro” del passato, che si possono solo rimpiangere, ricordandole costantemente, quasi in modo masochista.

Ciò che pochissime persone fanno – io sono una di queste – è collegare questo esaurimento riguardante il mondo della musica alla perdita di propulsione della stessa storia, dovuta alla quantità di passato che si trascina dietro. Come un mulo che, progressivamente caricato di pesi sempre maggiori da portare sulla groppa, alla fine è costretto a fermarsi perché ha troppa roba addosso e non ce la fa più a proseguire.

Questo “punto zero”, quando il tempo della storia in occidente smetterà di scorrere nella maniera in cui siamo stati abituati, è certo che avverrà entro questo decennio. Troppi indizi e segnali non possono fare a meno di farlo pensare. Ma leggiamo l’articolo a questo indirizzo web, http://it.ibtimes.com/articles/35972/20120917/musica-monotona-contemporanea-studio.htm.

“La musica non è più quella di una volta”: uno studio scientifico lo dimostra

Di Dario Saltari | 17.09.2012 12:06 CEST

La musica contemporanea tende ad essere sempre più uguale a sé stessa, ripetitiva e monotona. Ad affermarlo non è un nostalgico della musica rock anni ’70 o della dance anni ’80 ma un vero e proprio studio scientifico dal titolo “Measuring the Evolution of Contemporary Western Popular Music”.

Elvis Presley, il Mosè della musica di grande consumo degli ultimi cinquantacinque anni.

“Non è sempre la stessa (canzone)?” si chiede lo studio all’inizio dell’introduzione “questa domanda potrebbe essere facilmente posta durante l’ascolto di qualunque radio all’interno di in un paese occidentale”.

Lo studio, realizzato dal Consiglio Superiore di Ricerca Scientifica di Spagna per la rivista Scientific Reports, è andato ad analizzare circa 500mila canzoni (per la precisione 464.111) prodotte tra il 1955 e il 2010 classificabili tra i generi più comuni come rock, pop, hip hop, metal ed elettronica. La mole di musica presa in analisi corrisponde, all’incirca, a 1200 giorni di ascolto continuo.

I ricercatori, attraverso lo studio di tre “parametri musicali” principali ovvero intensità, tonalità e timbro, si sono accorti che le variazioni tra i gruppi di note è andato costantemente diminuendo negli ultimi 55 anni.

“Questi parametri musicali sono come le parole di un testo” ha dichiarato Joan Serrà, uno dei responsabili dello studio, al quotidiano argentino Clarin “ed abbiamo osservato che ci sono sempre meno parole diverse”.





Olimpiadi di Londra 2012: Allarme Rosso

24 05 2012

“Questo logo sembra un puzzle?” “Guarda sotto la risposta”

La patria di Zion (e dei Rothschild)

Attacco o attentato “false flag”, organizzato dai servizi segreti per poi incolparne colui che si vuol mostrare come nemico da combattere — “Dovresti fare la guerra tramite l’inganno” (motto del Mossad)

Londra olimpica militarizzata

con missili sui tetti

Giorni fa i cittadini di Londra si sono svegliati scoprendo che sui tetti di alcune zone strategiche venivano installate batterie lancia-missili. Allarmati, i londinesi hanno subito presentato le loro proteste, dicendo che loro non erano stati consultati prima della decisione, né avvisati in anticipo, ma solo informati a cose fatte. Ma le proteste sono state ignorate.

Il ministero alla Difesa britannico ha scelto 5 zone in cui i missili saranno distribuiti. Lo vediamo in questa immagine che lo ritrae durante l’ispezione del sistema missilistico che le autorità militari sono state incaricate di installare.

Gli inquilini dei palazzi “prescelti”, hanno ricevuto la notizia mediante volantini con l’avviso che tra l’altro: « … un team di almeno 10 soldati e agenti di polizia rimarrà sul tetto (di ogni palazzo con piattaforma missilistica) per l’intera durata dei Giochi».

I volantini inoltre “rassicuravano” gli inquilini che «i missili saranno sparati solo come ultima opzione».

Commentava il giornalista Brian Whelan, anche inquilino di uno dei palazzi designati: «ci hanno informato che nei prossimi giorni inizieranno i test dei missili ad alta velocità proprio sul tetto di questo palazzo. Gli agenti e i militari rimarranno per due mesi in questo palazzo, 24 ore su 24. Sembra che durante quei due mesi vogliano vivere nel nostro palazzo. Abbiamo una palestra e una piscina, che loro hanno visto – e quindi si suppone che l’edificio diventerà una sorta di base militare. Non è proprio una situazione idilliaca. Mi sono documentato bene su questi missili e, credetemi, non sembrano affatto il tipo di artiglieria che vorresti vedere sparata da un’area ad alta densità di popolazione».

Successivamente Brian Whelan ha fornito nel suo blog una descrizione dettagliata del sistema missilistico HVM A5 installato sui tetti di Londra e ne ha citato i pericoli che rappresenta per i cittadini.

Facciamo notare che si tratta di missili terra-aria. Cosa si aspettano, un attacco come quello dell’11 settembre a New York? [su cui ormai si è accumulato un dossier enciclopedico di prove scientifiche e giuridiche fornite dagli esperti a sostegno della tesi che si è trattato di una “operazione sotto falsa bandiera” la cui esecuzione è imputata ai servizi segreti dei soliti noti].

E possiamo solo sperare che non sia in programma un altro falso attentato da imputare ai musulmani, tenendo conto di chi è in comando della manifestazione. Sappiamo che si sta tentando di indottrinare l’opinione pubblica diffondendo false accuse contro la leadership di Siria e Iran, e non ci sorprenderebbe affatto se si montasse un falso caso da imputare ad uno dei due paesi – o anche ad entrambi, sul modello che ha preceduto l’invasione di Iraq e Afghanistan.

Poi, incredibilmente, in un’area non frequentata del complesso condominiale in cui abita, Brian Whelan ha scoperto alcuni razzi e altro arsenale bellico lasciati incustoditi dalle autorità militari incaricate delle operazioni anti-terrorismo che stanno terrorizzando i cittadini di Londra.

I mezzi da guerra impiegati durante le Olimpiadi

Qualche giorno dopo, ecco presentarsi alla vista dei londinesi un altro spettacolo inquietante. Stava facendo il suo ingresso nella città la più grande nave da guerra della Marina Militare britannica, avanzando minacciosa sul Tamigi, scortata dai battelli della polizia metropolitana. Si tratta della porta-elicotteri HMS Ocean, che l’anno scorso è stata impiegata per la guerra contro la Libia.

Consigliamo vivamente di guardare il video sull’avanzata della Ocean sul Tamigi , pubblicato dal noto quotidiano Telegraph di Londra. Dura solo un minuto ed è impressionante. Qui in basso alcune immagini catturate dal video.

In basso: mentre procedeva sul fiume di Londra, sul ponte della Ocean erano ben visibili i militari della Marina in assetto da combattimento, sotto il comando del Gen. Nick Parker, nominato “Coordinatore Capo delle Forze Armate per le Olimpiadi”.

In Basso: la Ocean ospita a bordo una serie di elicotteri Lynx della Royal Navy. Oltre alla gigantesca Ocean verrà dispiegato anche il caccia-torpediniere Bulwark e altre navi da guerra nelle zone periferiche di Londra.

La RAF dispiegherà i jet Typhoon ad alta velocità oltre agli elicotteri da combattimento Puma. Mentre la Royal Navy (marina militare) mette a disposizione gli elicotteri da ricognizione per allarme tempestivo.

http://civiumlibertas.blogspot.it/





Grattacielo Pirelli 2002 e Torre Galfa 2012

13 05 2012

Vi ricordate quando dieci anni fa, esattamente il 18 aprile 2002, un aereo da turismo proveniente da Locarno, nella Svizzera italiana, si rovesciò sugli ultimi piani del grattacielo Pirelli di Milano? Alla guida del piccolo aereo vi era un pilota sessantaquattrenne che provocò il disastro, a causa di manovre errate nonchè di confusione nel tragitto, e morì nell’incidente, trascinando con sè altre due persone, impiegati della Regione Lombardia, la cui sede si trovava e si trova dentro il grattacielo Pirelli, chiamato popolarmente “Il Pirellone.”

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Le Twin tower in fiamme

L’incidente, all’epoca – relativamente piccolo ma con un certo impatto spettacolare – fece rumore, anche per via del fatto che avveniva a pochi mesi di distanza dall’attentato terroristico del WTC di New York a Manatthan,  l’11 settembre dell’anno prima, la molla che fece scattare la cosiddetta “Guerra al terrorismo” da parte della bellicosa amministrazione di George W. Bush. Infatti, lo schianto del Rockwell Commander nel grattacielo Pirelli era molto simile a una specie di grottesca, tragicomica imitazione in scala ridotta di ciò che era avvenuto negli Stati Uniti.

E già questa fu una sincronicità (coincidenza significativa) mica da ridere.

Dieci anni dopo (quasi) esatti, precisamente il 5 maggio 2012, un altro grattacielo di Milano torna a far parlare di sè: ovverosia la torre Galfa, in stato di abbandono e degrado da anni, edificata contemporaneamente al Pirellone. In quel giorno, il complesso architettonico di proprietà dell’immobiliare Lombarda, è stato occupato da un collettivo di artisti e professionisti della comunicazione e dello spettacolo in lotta contro il “precariato lavorativo.” Tutte queste persone, per ora più di 300, intendono risistemare la torre e farne una specie di “centro per le arti” aperto a chiunque abbia delle idee e voglia di aiutare e partecipare, sperimentando nuovi tipi di rapporti sociali ed economici all’interno del mondo dell’arte e della cultura e fuori dal circuito delle logiche finanziarie vigenti. Il nome di questa iniziativa, somigliante al prendere possesso di edifici inabitati mettendo su un centro sociale o uno squat, è Macao, nome che condivide – oltre che con una striscia di terra sul mar della Cina – con il titolo di una trasmissione di Gianni Boncompagni rimasta nella storia della Tv per il suo essere fuori dagli schemi (una specie di Non è la Rai serale in cui fu invitato Carmelo Bene in una puntata) risalente a 15 anni prima esatti, primavera 1997.

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La torre Galfa

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La torre Galfa e Macao

Nonostante le minacce di “ritorno alla legalità” (= sgombero) da parte delle istituzioni della città, questo avvenimento sembra di buon auspicio, a differenza dello schianto di quel piccolo aereo su un’altra torre. Quello veniva DOPO un evento analogo di magnitudine maggiore. Questo possiamo pensare avvenga PRIMA di un qualcosa di analogo di magnitudine maggiore?…

Concludiamo, ricordando, come abbiamo già detto, che Macao, il nome del progetto di occupazione culturale della torre Galfa, viene condiviso con una striscia di terra autonoma che si affaccia sul mare della Cina, la cui aspettativa di vita risulta essere la più alta del pianeta. Speriamo tanto che anche questo sia di buon auspicio.





Il premio Nobel Luc Montaigner afferma tranquillamente che il DNA si può trasmettere con le onde elettromagnetiche

27 03 2012

L’amico Negue72 mi ha informato di una puntata di Voyager andata in onda ieri sera nella quale il premio Nobel francese per la biologia Luc Montaigner informa su diversi esperimenti che mostrano come l’informazione contenuta nella molecola dell’acido desossiribonucleico (DNA) può essere trasmessa attraverso un campo elettromagnetico da una provetta d’acqua all’altra.

Allora non sono solo certi seguaci della New Age a fare affermazioni di questo tipo!

Mi ha fatto anche in qualche modo pensare a questo articolo che ho scritto a novembre.





La caduta della sonda Phobos GRUNT non sembra essere simbolica, ma…

16 11 2011
Civiltà ScomparseRecentemente, la Federazione Russa ha inviato nello spazio una navicella con destinazione la zona di Marte, e per la precisione uno delle sue lune, Phobos. La sonda russa in questione, chiamata Phobos GRUNT, avendo smarrito l'orientamento verso i riferimenti spaziali – come altri corpi celesti, le stelle e il sole – rientrerà nell'atmosfera terrestre, secondo il NORAD (comando USA di difesa aereospaziale), il prossimo 26 novembre. Dal momento che alcuni degli elementi di cui è composta la struttura sono stati progettati proprio per resistere a forti pressioni atmosferiche, è possibile che Phobos GRUNT cada sulla terra quasi intatta.
Già in precedenza, questo autunno abbiamo parlato di altri due apparecchiature lanciate dall'uomo oltre la superficie terrestre i cui frammenti sarebbero precipitati dallo spazio nell'atmosfera: il satellite meterologico statunitense UARS e il telescopio orbitale angloUSA-tedesco ROSAT. In entrambi i casi, avevamo cercato di rintracciare un aspetto simbolico in questi due avvenimenti, soprattutto tenendo conto dei loro nomi, legandolo ai tempi di CADUTA che stiamo vivendo, e notando come tutt'e due i corpi celesti artificiali fossero stati messi in orbita una ventina di anni fa, nei primi anni novanta, altro periodo storico di CADUTA occidentale.
In questo caso, la distanza di tempo tra il lancio e la sua caduta non sono anni, ma nemmeno due settimane, dal momento che Phobos GRUNT è partito dalla stazione di Baikonur la notte tra martedì 8 e mercoledì 9 novembre.
A differenza dei casi UARS e ROSAT, questa volta non vogliamo dunque analizzare sincro-simbolicamente il nome della navicella, il quale unisce il nome del mini-satellite che ruota intorno al pianeta Marte (Phobos, in greco Φόβος, che significa "Paura") col termine GRUNT (in russo Фобос-Грунт), che significa SUOLO; vogliamo però notare come anche in questo caso vi sia un rimando a poco più di una ventina di anni fa, precisamente al 1988, quando l'allora URSS (legata alla nostro articolo sulla caduta di UARS) lanciò due sonde chiamate appunto Phobos1 e Phobos2 per lo studio del pianeta rosso e delle due lune (Phobos e Deimos – Δείμος in greco – ovvero "paura" e "terrore", le quali furono inserite dallo scrittore Jonathan Swift in un suo romanzo, PRIMA della loro scoperta!)
Anche quella missione fallì, poichè entrambe le navicelle ad un certo punto si bloccarono: Phobos1 non appena giunse nelle vicinanze della sua zona operativa, Phobos 2 invece giunta quasi al termine della sua missione, nel momento in cui avrebbe dovuto avvicinarsi a circa 50 metri dal suolo dell’omonima luna, per iniziare l'esplorazione in superficie con un lander ed una piattaforma, smise di dare segnali di vita.

Civiltà Scomparse_Rossano Segalerba
Fece scalpore tra gli appassionati di UFO, la pubblicazione, un po' di tempo dopo, dell’ultima foto trasmessa da Phobos 2 prima di spegnersi, dove compariva chiaramente qualcosa che poteva sembrare un oggetto sigariforme lungo una ventina di chilometri circa nelle prossimità del satellite. Di quella foto si parlò molto, e per alcuni l’UFO che vi compare sarebbe coinvolto nel malfunzionamento di almeno una delle due sonde, se non di tutt'e due. Anche se nessuno può dire con certezza cosa sia di sicuro quella sagoma bianca, c'è una versione ufficiale discordante, ovvero che la linea nella foto altro non è che l’ombra del satellite sul terreno di Marte, ripresa in movimento con un sistema a infrarossi che falsa e rovescia le tonalità.

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Se teniamo anche conto dell'esistenza di una specie di regolarissimo MONOLITE BIANCO che si staglia piantato sulla superficie di Phobos, la cui presenza è stata divulgata anche dall'astronauta Aldrin, e del fatto che il satellite risulta essere insolitamente leggero, come se fosse CAVO all'interno, ci rendiamo conto che quella zona del sistema solare a noi prossima, è un serbatoio di enigmi.
E questo concentrato di punti interrogativi senza risposta può essere connesso in qualche maniera (del tutto fuori dalla nostra portata) anche con la missione Phobos GRUNT iniziata e terminata, questa volta, a differenza di ventidue anni fa, ben prima di giungere nelle vicinanze del suo obiettivo. Aggiungendosi, così, stranamente, alla lista di oggetti spaziali che – più o meno in frammenti – precipitano al suolo in questo periodo di cadute.





Il digitale terrestre, lo switch off e il cambio di epoche

16 10 2011

Civiltà Perdute_Switch-off

Questa pubblicità, che sta apparendo un po’ dappertutto, per esempio alle fermate degli autobus, annuncia il passaggio definitivo della Tv italiana al digitale terrestre, durante i mesi di ottobre e novembre. Dal momento che il segnale analogico viene spento, chi non provvede in tempo a prendersi un decoder, o uno dei nuovi televisori dove è già incorporato, non può più captare i canali trasmessi dal vecchio segnale, poichè si è concluso il periodo di “Switch over” (cioè la compresenza dei due sistemi) aprendosi quello di “Switch off”, il momento in cui, come dice la pubblicità, “Il vecchio segnale Tv viene spento per sempre.”
No, non sto facendo volontariato informativo per i vecchietti che potrebbero non riuscire più a sintonizzarsi sull’ultima puntata dell’ennesima serie di “Don Matteo”, ma voglo esporre una sensazione avuta guardando questo manifesto in giro per le vie.
Una specie di rito di passaggio mostrato come DEFINITIVO, e che riguarda un oggetto diffusissimo, ovvero il televisore, diventato di colpo inutilizzabile in mancanza di un altro apparecchio che “traduce il segnale.” Il decoder potrebbe essere visto quasi una specie di Shock addizionale per continuare a vedere la televisione.
Nello stesso periodo in cui avviene questa transizione presentata come EPOCALE (e per la quale bisogna premunirsi), ho avuto modo di notare come diversi divulgatori in Rete parlino di una possibile DATA STORICA in un lasso di tempo compreso tra il 28 ottobre e il 15 novembre, ovvero proprio nel pieno del cosiddetto “Switch off”.
Come dice Adam Kadmon di Italia 1, prendete ciò che vi dico come frutto dell’immaginazione, ma meditateci sopra se volete.