Nessuna risposta – Il mio ultimo articolo da co-autore?

17 10 2014

image

La verità di questo mondo e’ che siamo tutti analfabeti, e siamo tutti piccoli e insignificanti di fronte all’ ignoto in ogni sua categoria, il futuro in tutte le sue salse, l’ onirica contaminata dalla tragedia del’ interpretazione Freudiana, la vita dopo la morte e l’ esistenza di altre realtà , dal multiverso alla matrice, fino alle dimensioni ” alienanti ” descritte da Mckenna.

Il misticismo ha una nemesi che si chiama scetticismo, realismo e nichilismo, quel genere di commento che ti viene detto ” esistiamo e basta ” senza farsi domande, senza cercare qualcosa in più, facendosi imboccare dalla religione, dalle guide che sono in realtà ciechi che guidano altri ciechi.

La verità e’ che il viaggio all’ incontro con l’ ignoto e’ un viaggio solitario, di sacrifici, come quello della morte, che richiede di lasciare tutto quanto dietro e ” uscire “.

Per far parte della società ed esser reputato dignitoso, non bisogna mai nemmeno accennare all’ ignoto, pena l’ essere additato, isolato e giudicato. Non parlo di me in particolare, ma in generale.

Non è’ la prima volta che mi ritrovo coi punti interrogativi intorno alla testa, e così pieno di pensieri che si affollano senza uscire, senza trovare il loro tragitto, la loro meta. Il cervello e’ in sciopero. Non c’è in me la capacità di affrontare l’ ignoto fino in fondo.

Io mi son preso un arduo compito, che e’ quello di prendere la teoria della Timewave di Mckenna e rivalutarla agli occhi degli altri, cambiando il corso di una idea nata nel 1971 che altrimenti avrebbe già trovato il suo capolinea. E’ arduo perché non so se nel corso della vita troverò la soluzione, il traguardo che essa richiede. E’ arduo perché mi fa entrare in una categoria, una etichettatura, un genere di cose che a me non appartengono perché io mi ritengo al di fuori di ogni etichetta.

E ci sono delle volte in cui temo, come Mckenna inorridito dal ” nulla e dalla mancanza di risposte e significato ” durante una sua famosa meditazione che lo cambio’ per sempre, di aver risollevato una idea che non ha futuro o significato concreto.

Non sopporto di non avere le risposte, ma soprattutto di non avere le risorse per andarle a cercare e la capacità di prendermi i miei rischi e andare fino in fondo. C’è qualcosa che mi blocca.

Non sopporto di essere in grado di unire tutti i puntini , unico nella massa, di persone che non vedono proprio nessun punto da unire.

Ammetto di farmi influenzare alle volte, da cose come lo scetticismo, la chiusura mentale e il nichilismo, ma lo faccio con paura. Paura di una umanità che non ha bisogno dell’ ignoto, che lo nasconde sotto il tappeto, non ne parla e non lo affronta. Non importa quanto siamo andati avanti nella scienza , siamo ancora li’ , uomini primitivi di fronte a ” tutto il resto ” .

Ci sono periodi in cui sento il bisogno di staccare, almeno mentalmente, dal’ affannarsi della società, affannarsi per riempirsi di cose concrete tralasciando l’ unica cosa che davvero ci può riempire. Tutto quanto materiale non lo è’. Ci sono momenti in cui sono stanco, stanco di rimanere in un mondo privo di misteri, dove il disegno, QUEL disegno, e’ noto solo ai pochi, non mi sembra reale. Non mi sembra reale di trovarmi proprio qui.

Le amebe vivono e basta. Le piante lo fanno. Noi siamo uomini. Non ce ne scordiamo.