“Tutti insieme finalmente”: flusso di ricordi causato da antichi “Tv sorrisi e canzoni” scannerizzati dal blog Imago Recensio

30 11 2017

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Sono riuscito a ritrovare delle copie scannerizzate di “Tv sorrisi e canzoni” fine anni Settanta inizio Ottanta sull’eccezionale blog italiano Imago Recensio, che consiglio a tutti gli interessati di consultare approfonditamente.

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Per me i “Tv sorrisi e canzoni” (o “Sorrisi e canzoni Tv” o semplicemente “Tv”) comprati da mia mamma settimana dopo settimana  – e se non mangiavo come dovevo o andavo male a scuola prendendo note sul diario non me li comprava più – partono solo all’incirca dall’anno 1983 in avanti o, perlomeno solo all’incirca dall’anno 1983 in poi iniziano i miei ricordi di essi. Pressapoco dall’anno di questo numero dalla seguente copertina

Su Imago Recensio è riprodotta comunque una copia di “Tv” veramente straordinaria, risalente al marzo 1981, con in copertina un fotomontaggio rappresentante l’attrice Sarah Fawcett (molto in voga a quei tempi in diversi telefilm), Mike Bongiorno, Raffaella Carrà e l’Incredibile Hulk con sotto la scritta “Tutti insieme finalmente” su fondo rosso, ed era scritto così perché, in tutti i numeri precedenti di “Tv” all’interno c’era un inserto staccabile, nella seconda parte del settimanale, coi programmi tv della settimana, con i palinsesti delle più di 300 tv private regionali che c’erano all’epoca. Ovviamente, sul “Sorrisi e canzoni” di una determinata regione italiana si trovavano i programmi tv regionali soltanto di quella determinata regione, nel mio caso (Liguria) c’erano, per esempio, i programmi tv dell’emittente TVS, “la televisione del Secolo XIX (il quotidiano del capoluogo ligure)” e ricordo vagamente che, per me, fu il 1982 più che il 1981 “l’anno di TVS”, l’anno in cui spesso e volentieri mi succedeva di guardare TVS al tv color Blaupunkt prodotto in Germania Ovest, nel salotto di via Biga e mi ricordo vagamente che seguivo, ero attratto da un telefilm dove, puntata dopo puntata, si svolgevano le avventure di un personaggio maschile, forse britannico, con sulla testa sempre la bombetta e in mano sempre l’ombrello. Vestito all’inglese, forse vestito “fumo di Londra”, con la bombetta, chissà che personaggio era, anzi fu.

Ebbene, su quei “Tv” scannerizzati da Imago Recensio volevo vedere se riconoscevo qualcosa che mi ritornava alla mente dopo tanto tempo. Tra l’altro, quel numero di “Sorrisi” di marzo 1981, “Tutti insieme finalmente”, potrei sbagliarmi ma mi pare fosse proprio quello con cui per un po’ mi trastullai quando, penso proprio nell’anno 1981, mi trovavo in via Raitano ex via Pallavicini, dai nonni, ebbi male alla pancia o qualcosa del genere e non potei bere come al solito la gazzosa nella bottiglia di vetro presa dal frigorifero senza freezer ma, anziché la gazzosa, potevo bere solo i granuli di Citrosodina disciolti nell’acqua.

Quando ho visto la pagina delle trasmissioni tv regionali, ho riconosciuto la figura del telegatto, del “supertelegattone” sdraiato sopra uno schermo tv con sopra scritto “riposo”. E infatti mi sono ricordato dopo tanto tempo che su quelle tv ultra-regionali vi erano dei giorni in cui non trasmettevano nulla per tutto il giorno, quelle tv erano appunto “a riposo”.

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Ed era il periodo in cui non c’erano ancora Italia 1 e Rete 4, TVS non era ancora divenuta Italia 1 o Rete 4) e c’era solo Canale 5, in quel 1980-1981, col suo simbolo del serpente che tiene in bocca un fiore, e aveva tutta la sua importanza, all’epoca, per il fatto che c’era solo Canale 5 (ex Antenna 3 Lombardia mi pare) e non ancora Italia 1 e Rete 4, le quali si sarebbero manifestate solo dal 1982-1984 in avanti.

Quel 1981 era l’epoca in cui vi erano tutte quelle pubblicità sul settimanale che invitavano i piccoli telespettatori a telefonare a Mazinga Z, Atlas Ufo Robot o Goldrake, e ai piccoli telespettatori avrebbero risposto i doppiatori di quei “cartoni animati giapponesi” fingendosi proprio i robot o i comandanti dei robot di quei cartoni, mandati in onda prima sulla RETE 2 e, successivamente, su molti canali regionali.

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In quel 1981 vi furono i croissant Pavesi nelle buste di plastica, farciti di varie marmellate (anzi, “confetture” come si diceva allora) tra cui quella di ciliegia, penso fosse quella più gettonata.

In seguito, i croissant in busta Pavesi scomparvero completamente, risucchiati dal nulla, anzi da un futuro in cui non vi era più spazio per essi.

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Leggendo quelle vecchie riviste quegli antichi “Sorrisi”, tornano alla mente cose che si erano completamente dimenticate, seppellite dalle cose successe nel cumulo di anni successivi, anni che allora dovevano ancora arrivare.

Per esempio, nell’anno 1983 vi fu l’ ora irricordabile “nuovo programma tv con Pippo Baudo”, Un milione al secondo, su Rete 4, forse ancora di Mondadori e non ancora di Berlusconi.

Mi piacerebbe poter sfogliare la collezione completa di “Tv”, su carta da maneggiare,  dei vent’anni dal 1975 al 1995, dovrei andare in un’emeroteca.

Ho anche rivisto dopo tanto tempo quei due “Sorrisi” dell’anno 1984, dell’estate ottantaquattro, il “Tv” con la cover in cui appare Diego Armando Maradona, appena acquistato dal Napoli, con quattro gelati Eldorado o Tanara o Besana tra le dita e il “Tv” che commemorava i cinquant’anni di Paperino. Nelle due seguenti foto ci sono le uniche testimonianze di quelle copertine riuscite a reperire su internet.

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Ovviamente, all’età di otto anni, ero del tutto indifferente e inconsapevole verso le questioni politico-sociali dell’epoca. Quella politica nazionale e internazionale a cui ho cominciato a interessarmi solo dal 1994-1995 in poi, quando il mondo era del tutto diverso da quello degli anni Ottanta.

Ho avuto modo di rivedere anche quelle pubblicità truffa che pubblicizzavano l’acquisto di semi per corrispondenza – un po’ come la scuola per corrispondenza “radio Elettra” – semi per ottenere delle siepi piene di fragole e, quando l’ho visto, m’è ritornata alla mente l’immagine di quel ragazzino sorridente visto di schiena, con il caschetto di capelli (che non si capisce quasi se sia maschio o femmina) e coglie le fragole da quella siepe gigante di fronte a lui, piena di fragole.

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I vari giorni della settimana li identificavo con i colori dei giorni dei programmi tv sul settimanale: domenica = rosa carne; lunedì = azzurro blu; martedì = rosa arancionato; mercoledì = rosa fucsia; giovedì = viola; venerdì = verde; sabato = rosa;

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Sabato, ultimo giorno della settimana per “Tv” era rosa.

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Leggevo il “cineracconto” (prima di aprire il giornale ricordo mi dicevo: “chissà questa settimana che film avranno cineraccontato“) con a fianco la classifica dei film più visti della settimana.

“Scusate il ritardo”, con Massimo Troisi, Lello Arena e Giuliana De Sio, la quale aveva una sorella cantautrice chiamata Teresa De Sio e Giuliana, tra le due, per me era la più bella.

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Era un “evento” quando andavo – o meglio, mi portavano – al cinema a vedere un film (di norma un film commedia o comico) che era stato cineraccontato su “Tv, sorrisi e canzoni”. Renato Pozzetto, Adriano Celentano, Enrico Montesano. Massimo Troisi e Lello Arena, appunto, con le immagini, i fotogrammi del film più salienti, esplicativi ed iconici.

In quel numero di “Sorrisi e canzoni” del marzo 1981 vi fu anche la locandina del programma “Quark”, della primissima puntata di “Quark” (che negli anni seguenti sarebbe diventata una trasmissione tv famosissima), condotto dal giornalista Piero Angela, allora non così celebre e iconico, “la divulgazione scientifica per tutti” e quella prima puntata di “Quark” ed era NOVITA’ dentro i quadrifoglio verde. Un po’ come c’era la “prima visione tv” dentro un quadrifoglio simile (non so se il quadrifoglio di “prima visione tv” fosse pure quello lì verde oppure di un altro colore.)

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Nel 1983 la prima visione tv del film “Il padrino” e “Il padrino parte II” meritava ben quattro pagine all’epoca su “Tv”.

Vi erano tutte quelle rubriche con le varie giornaliste corrispondenti dalle diverse capitali del mondo occidentale.

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Ritornando su Imago Recensio e guardando meglio, mi sono reso conto che quel “Tv” del 1981, “Tutti insieme finalmente” di cui parlavo prima, non era di settembre, come in un primo momento pensavo, (il “ritorno dei programmi tv dopo l’estate”, la “nuova stagione televisiva”) ma di marzo. Dentro quella copia, come vi ho già detto, vi erano pagine pubblicitarie di prodotti dimenticati, che oggi ben pochi si ricordano, diciamo nessuno; titoli di sceneggiati, show  e telefilm americani in onda di sabato sera su Rai Due (anzi, Rete Due), che anche l’autore di ImagoRecensio non si ricordava affatto.

Fino a quel numero 11 del marzo 1981 (“Tutti insieme finalmente”), i programmi tv giornalieri da domenica a sabato erano solo quelli della “tv del servizio pubblico”, della RAI (e di poche altre reti come la Svizzera e Capodistria), mentre i programmi di tutte le all’epoca numerosissime tv private regionali erano a parte, in un inserto centrale spillato e staccabile.

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L’inserto centrale spillato e staccabile del numero dal 20 al 26 gennaio 1980.

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L’inserto centrale spillato e staccabile del numero dal 30 aprile al 6 maggio 1978.

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L’inserto centrale spillato e staccabile del numero dal 25 al 31 gennaio 1981.

Questo prima del 1982-1984, quando le tv private berlusconiane Fininvest hanno cominciato ad avere una loro fisionomia ben definita e soprattutto uno “spirito” ben definito (qui ci vorrebbe qualche termine preciso, di quelli che usano i filosofi); con la trasmissione “Drive In”, per esempio, e le giovani pin up snelle ma con le forme in evidenza, che si aggiravano tra il pubblico del “Drive In” (USA anni Cinquanta), il quale pubblico erano figuranti pagati e vestiti in maniera inelegante che ridevano alle battute dei comici, e un po’ di quei comici lì di “Drive In” (che nel titolo pareva fare il verso a uno dei programmi tv ammiraglia della rete ammiraglia Uno della RAI, “Domenica In”) erano emersi, sia da un po’ nelle tv private regionali (per esempio quelle del triangolo industriale del nord) sia in certi programmi RAI di fine anni Settanta inizio Ottanta come uno che fu chiamato “Non stop”. E quell’attenzione alle giovani formose, snelle e scosciate, e con molta pelle in esposizione, era uscita fuori sia da programmi tv ultraregionali seconda metà anni Settanta (come uno in zona Torino chiamato “Spogliamoci insieme”) sia da programmi tv RAI – penso Rete Due – quali “Il cappello sulle ventitrè”.

Il mondo tra il 1978 e il 1981 era proprio tanto tanto diverso dal mondo post 1981. Quel mondo a cui ero abituato e affezionato dal 1982-1984 fino a inizi anni Novanta (con quel tipo o modello di “Tv sorrisi e canzoni” settimana dopo settimana, nella epoca Fininvest piena) non c’era affatto prima del 1981, e ancor di più fino al 1979. Solo nell’anno 1978 cominciarono ad apparire i cartoni animati giapponesi (in Italia non venivano ancora chiamati di certo “anime” come a partire dai Novanta…) con gli ufo robot intergalattici superpotenti guidati da ragazzi inguainati in tute spaziali e caschi dentro la sala comandi dentro la testa dei robot. C’era una specie di ingenuità generalizzata che investiva in pieno anche il mondo degli adulti, non solo quello dei bambini. Basti pensare che i dischi 45 giri delle sigle dei cartoni animati Heidi, Remi e Anna dai capelli rossi sfioravano la vetta delle classifiche, anzi delle superclassifiche.

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La doppia pagina del numero 14 “Tv” dal 2 all’8 aprile 1978 che presentava il cartone animato giapponese Atlas Ufo Robot, era il numero della prima settimana di programmazione in assoluto, sulla Rete Due, di Atlas Ufo Robot, fu un evento televisivo totale di cui oggi non riusciamo ad avere idea, merita di essere letto tutto per intero, e più volte, l’articolo di ImagoRecensio dedicato a questo numero 14 del 1978: http://imagorecensio.blogspot.it/2016/04/tv-sorisi-e-canzoni-n-14-dal-2-al-8.html

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http://imagorecensio.blogspot.it/2016/04/tv-sorisi-e-canzoni-n-14-dal-2-al-8.html Per l’occasione venne anche scomodato il grande Peter Kolosimo.

Da pochissimo tempo la tv italiana aveva cominciato a trasmettere completamente a colori – dall’anno prima, il 1977 – e come una valanga inizia la programmazione di una novità assoluta per l’Italia come Atlas Ufo Robot: certi giornalisti o redattori di “Sorrisi e canzoni”, abbacinati da tutta quella fantascienza giapponese in technicolor, quasi davano di matto e si spingevano (in avanti nel futuro) a scrivere che quel nuovo cartone animato era progettato interamente con i computer (anzi “cervelli elettronici” come li chiamavano allora), leggete leggete.

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L’esplosione del Tv color dopo il 1977, pronta per l’arrivo di Atlas Ufo Robot.

Contestualmente, guarda caso, proprio quel 1978 fu per l’Italia un anno picco di avvistamenti e fenomeni UFO.

Ancora due anni dopo, quando Atlas Ufo Robot venne ribattezzato Goldrake, si ci ostinava a non negare che tutto o quasi il cartone animato giapponese venisse realizzato al computer, anzi al cervellone elettronico.

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L’invasione dei robot alla tv italiana in quel 1978-1981.

Dalle pagine scannerizzate su Imago Recensio ho scoperto che trasmettevano non ben identificati “cartoni animati ungheresi” sulla Rete Tre Rai, la quale ha cominciato a trasmettere nel 1979 ed era del P.C.I.

 

Tanti anni dopo, tra il 1991 e il 1992 fui testimone di un altro cambiamento, di un’altra mutazione rispetto a prima: ora i programmi tv ci sarebbero stati tutta la notte, 24 h su 24, non ci sarebbe stata più l’interruzione dei programmi da una cert’ora della notte fino alla loro ripresa il mattino seguente. Fino ad allora soltanto certe tv private trasmettevano 24/24.

Pensare che, mi pare proprio, nella seconda metà degli Ottanta, mi chiedevo a volte perché le reti tv Fininvest e le reti RAI non trasmettessero tutta la notte come certe tv private regionali. Così come mi chiedevo perché i telefoni fossero solo fissi e non ci potessero essere dei telefoni senza filo per parlare a distanza come coi walkie talkie giocattolo.

Ma di tutto questo parleremo un’altra volta.

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2 responses

6 12 2017
Mediter

Se esistesse un articolo vaporwave, ecco sarebbe fatto in questo modo eeH
il mio periodo storico di esperienza tv (e quindi nel bene e nel male di formazione culturale e di mentalità) furono i primi anni 90, in realtà più precisamente dall’89 in poi.

11 12 2017
Luca Zanoski

A questo link, rielaborazioni sonore di temi cari a chi ha vissuto la tv anni 80 https://lucazanoski.bandcamp.com/releases

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