L’ Universo Locale, la realtà preconfigurata per l’ individuo osservatore, un nuovo modello di reincarnazione localizzata e il solipsismo di Dio

27 09 2019

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LEGGERE PRIMA QUESTO ARTICOLO: https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/09/25/l-universo-mentale-e-la-teoria-filosofica-dell-individualismo-sequenziale-aperto-il-modello-di-una-fisica-spirituale-e-di-una-religione-naturalistica-il-reportage-ufficiale/

UN NUOVO MODELLO DI REINCARNAZIONE LOCALIZZATA e L’ UNIVERSO LOCALE

Lo stesso riduzionismo che abbiamo applicato tramite la scienza nei confronti della natura umana lo dobbiamo applicare nel contesto della “localizzazione” dell’ Universo. L’ universo reale è molto più ristretto di quello che pensiamo, e praticamente non si estende al di là del conosciuto, al di là dell’ accessibilità dell’ osservatore centrale. In sostanza, ciò che un individuo non conosce, letteralmente non esiste. E tutto ciò che ha conosciuto, e che arriverà a conoscere, è preprogrammato ad ogni nuova vita ( universo ricalibrato sul soggetto ).

UN DIALOGO FRA BLOGGERS

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Se questa teoria è giusta ed esiste una super linea temporale, che va sempre verso il futuro, dovrò vivere 4 vite per superare il secondo della mia nascita, e 250 per superare il minuto della mia nascita. Mi aspettano 253 vite tutte nate il 1 marzo 1990 alle 18:34. E stiamo parlando solo delle vite umane. Facendo quindi un calcolo, approssimando che ogni vita duri 80 anni ( che ovviamente non sarà sempre così ), abbiamo un secondo di supertempo che equivale a 320 dei nostri anni, un’ora del supertempo che equivale a 1200000 dei nostri anni, un giorno del supertempo che equivale a 28800000 dei nostri anni, e via dicendo ... insomma, saremmo temporalmente divisi da intere ere geologiche ( anche di più ) per ciascuno di noi. Quindi forse è più semplice pensare che ogni volta che l’ universo si ricalibra su un nuovo punto di vista, piuttosto che seguire una sconfinata timeline, semplicemente usa i “personaggi” che in una vita soggettiva incontriamo intorno a noi ( che possono essere animali, persone all’ estero, persone da tutto il mondo, addirittura persone viste solo alla tv ) e li alterna fra di loro, e ogni volta se ne aggiungono un tot. Se scopriremo forme di vita intelligenti nell’ universo, esse si aggiungeranno come “personaggi disponibili”.

Haha, a questo punto preferirei una “super linea temporale” che funziona in modo diverso, magari le mie future vite saranno tutte incluse fra le persone che ho conosciuto, ( e come tali lo sono state le mie vite passate, tutte nell’ ambito delle persone conosciute in questa vita ) le persone con cui ho parlato anche solo una volta nella mia vita, le persone famose che osservo in televisione, probabilmente avrebbe un senso, per quanto riguarda la riconfigurazione dell’ universo, e considerato che nel 2016 ho parlato con almeno una persona per centinaia di paesi nel mondo …

Comincio a pensare che il range di vite immediate a disposizione rientri in un elenco preprogrammato di persone che incontro e alle quali ho accesso visivo. Solo a queste condizioni si possono definire “comunicanti” . Insomma, una persona esiste solo qualora io la possa incontrare e vedere. E ognuno di quelli che conosco è una mia vita recentemente passata o del futuro prossimo. Ha più senso della sconfinata timeline.

Comunque il mio modello di ambiente preselezionato per il soggetto renderebbe davvero l’ universo come confezionato esclusivamente per l’ individuo. E si ridurrebbero le distanze temporali ad un numero umanamente comprensibile.

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Questa considerazione riaccende il dibattito sulla simulazione di realtà: siamo in un “videogioco” in soggettiva dove l’ ambiente virtuale viene riprodotto ogni tot e calibrato su un singolo personaggio? ( solipsismo) oppure c’è una modalità online e tutti i personaggi che incontriamo sono “supervisionati” da altri utenti su altre console? E magari scambiati fra utenti quando finisce una partita? Chissà, tutto potrebbe essere a questo punto.

Se è una simulazione lo è a un livello stratosferico … ti ricordi quel commento in cui ipotizzo che la visione dello spaziotempo comunemente accettata in realtà è rovesciata (“futuro – presente – passato” e non “passato – presente – futuro”)? Ipotizzo anche che il futuro sia la dimensione più stabile e concreta tra le tre e, chissà, forse è così perché è il punto d’origine della simulazione, il “proiettore” diciamo.

Io ho sempre pensato a due opzioni per la versione simulazione: noi siamo avatar – attori che impersoniamo un personaggio, ma in realtà siamo reali ed esistiamo in un tempo futuro della “vera realtà”, oppure siamo davvero completamente virtuali, e quindi esistiamo solo nella simulazione e non nella “vera realtà”. Per questo sarebbe più semplice ipotizzare che solo gli individui accessibili all’ osservatore soggettivo di base sono “vivi”, e che tutti gli incontri in qualche modo siano già sincronicamente programmati.

Se prendiamo in considerazione l’ ipotesi dell’ ambiente provvisto di “personaggi” che la Coscienza Collettiva alterna fra loro da usare come “osservanti soggettivi” però, rimarremmo ancora “attivi ma temporalmente separati” oppure solo uno di noi è veramente attivo? La logica punterebbe verso la comunicazione fra agenti attivi, e quindi, o prendiamo in considerazione l’ idea che abbiamo vissuto un complessivo di miliardi di anni di vite passate per ciascuno, oppure … forse dovremmo ridurre la distanza temporale fra di noi, e pensare ad un “collettivo” che scorre nel tempo storico, così che solo gli individui circostanti il soggetto di base “esistono” ogni volta, e quindi non tutti gli abitanti della Terra, ma solo quelli accessibili al soggetto di base, sono “attivi” nel “presente suddiviso e condiviso”.

Io invece ho pensato a 3 modalità di presente, siccome se vogliamo eliminare il solipsismo, vuol dire che siamo tutti “vivi” e comunicanti, anche se frammenti di un unico, e quindi ci sarebbe un passato che comunica col presente, e un futuro che comunica col presente, il passato si scrive mentre accade, e il futuro disperde informazioni, non solo tramite la comunicazione diretta, ma anche indirettamente, attraverso sincronicità personalizzate ed episodi collettivi, precognizione, e presentimenti personali. In pratica tutte le azioni sono al presente. In pratica sarebbe una espansione della teoria di Wardo, l’ io futuro che conoscendo maggiori informazioni, comunica con l’ io presente, il quale influenza l’ io passato, ed ecco, questa comunicazione avviene fra i frammenti dell’ io unico, allo stesso modo. 

La cosa dei tre presenti può apparire come giusta pensando anche a tutti quelli che dicono “il presente è l’unico tempo reale, esiste solo il qui e ora”, quindi esisterebbe un presente che c’era e non c’è più (e lo chiamiamo passato ed esiste solo e soltanto nella memoria, che sia solipsistica o condivisa), un presente che C’E’ (e sarebbe il tempo “più concreto” eppure è il più sfuggente di tutti) e poi un presente che “non c’è ancora e ci sarà” (e lo chiamiamo futuro) … poi ci sono quelli (per esempio in quell’articolo) che dicono come passato, presente e futuro in realtà esistono simultaneamente, cioè sono tre tipi diversi di presente. Il passato, dei tre, è decisamente il tempo più debole e irraggiungibile (non a caso quelli che ipotizzano il viaggio nel tempo di solito lo vedono possibile solo verso il futuro, no?) e non è altro che il futuro che si sbriciola nel passato e questo sbriciolamento lo chiamiamo “presente”. Se lo spaziotempo ha una sua propulsione, l’origine della propulsione la vedo nel futuro e non nel passato, poichè più che una propulsione è una forza di attrazione verso una stabilità che passato e presente non hanno e infatti il flusso dello spaziotempo (soprattutto se storico) è tutto tranne che stabile.

Poi mi viene in mente una possibile ulteriore ipotesi – forse da te accennata qualche volta, ovverosia che in sè non vi sia una distinzione vera tra passato e futuro, i due sarebbero intercambiabili, il futuro si sbriciola nel passato e il passato si sbriciola nel futuro (lo sbriciolamento è ciò che chiamiamo presente) … dipende solo dal punto di vista dell’essere umano (com’è organizzato il suo cervello) ricordarsi del passato e non del futuro (infatti se ci si ricordasse del futuro proprio così come del passato non ci sarebbe praticamente più distinzione tra i due!) e ciò mi fa venire in mente l’idea dei due emisferi … il sinistro è quello della memoria del passato e il destro è la memoria del futuro. La memoria del passato è linguisticamente accessibile e quindi diretta, la memoria del futuro no, ha sempre bisogno di essere prima tradotta dalla memoria del passato ed ecco perché le previsioni del futuro sono praticamente sempre condizionate da ciò che già sappiamo del passato. Ora, vuoi ridere? ci sarebbe da mettere assieme tutto quello che ho appena scritto con 1) le sincronicità; 2) i cicli dello spaziotempo sia storico che non; 3) la tua teoria delle varie vite ( * le varie individualità ) che in realtà sarebbero i vari gusci spaziotemporali uno diverso dall’altro che interagiscono vicendevolmente tra di loro.

Voglio un secondo tornare su quella faccenda del nostro cervello che ha memoria sia del passato che del futuro ma per organizzare la realtà nel flusso spaziotemporale a cui siamo abituati ha bisogno di schermare le memorie del futuro rendendole non comprensibili al linguaggio comune dello stato di veglia, il passato diventa il regno della realtà (le cose che si sanno già) il futuro il regno della fantasia e dei sogni (e degli incubi) ( * o della potenzialità che si attualizza ). Le persone creative sono più a contatto con il futuro rispetto alle persone non creative e in un certo senso vanno contro la storia poiché la storia per definizione E’ passato. Detto questo, non se sia un’espressione funzionante “universo confezionato esclusivamente per l’individuo” perché rischia di lasciar pensare che l’individuo percepisca in un modo solipsista quando tutti noi esseri umani, invece, condividiamo la stessa percezione di universo, sennò non potremmo nemmeno comunicare e convivere, no? ( * Ricorda che ogni certificazione che possiamo fare della realtà individualmente percepita, tramite la comunicazione con un “frammento individuale” diverso dal nostro sarà sempre “condivisa e supportata in relazione a te stesso”. “Io ti confermo CHE TU VEDI la stessa cosa che vedo io )

Ma infatti siamo tutti “osservatori vivi e attivi” ma nel mio modello l estensione dell’ universo dovrebbe essere localizzata. Si riducono le distanze temporali che altrimenti sarebbero comparabili alle distanze fra le stelle. In pratica esiste solo l universo osservato dal singolo. Tutto ciò che io non conosco letteralmente non esiste. In questo si potrebbe intuire una comparazione fra i cicli storici e i periodi storici affini con l affinità osservativa fra gli individui. A questo punto si può spaziare ovunque, per esempio il nostro inconscio potrebbe attingere e archiviare informazioni che derivano da vite precedenti e future. E includerle nella personalità. Si creerebbe un contenuto frattale, in questo modo la personalità del soggetto sarebbe un agglomerato di esperienze già vissute, con una affinità di qualità frattale alle vite precedenti, un ricorso ad un ulteriore livello. E cosa possono essere i cicli vitali legati alla vita individuale se non un sistema a loop di scambio di informazioni?

A me ogni tanto sembra che avvenga una specie di effetto webbot nelle esperienze e dialoghi personali, come se ci fosse una forza di attrazione di determinate tematiche e dinamiche a me affini, capaci quindi di richiamare esclusivamente la mia attenzione. Come se mi venisse servito un pacchetto di situazioni organizzate per me. È per questo che noi riconosciamo una specie di senso nella vita, una sorta di destino, è il riconoscimento del fatto che ci si trova in situazioni che ci “raccontano” qualcosa, che facevano già parte di noi.

Come un processo di registrazione e acquisizione di informazioni in modo da presentare a te e a te soltanto un determinato universo percepito.

È come se l intera vita fosse un episodio a tema, un romanzo di genere. Ma la cosa diciamo divertente è che in questo universo ciò che ti viene presentato può essere (anzi succede sempre tutti i giorni) un altro percettore di universo tagliato per lui quindi c’è come un’interrelazione tra i diversi universi. La cosa che viene presentata a uno secondo i dati su di lui registrati puoi essere tu stesso, c’è una forza di attrazione continua tra i diversi universi e tutto questo è la forza propulsiva di ciò che chiamiamo “realtà condivisa”. Un astrologo direbbe che sono i diversi “temi natali” che si incontrano e sono in relazione tra loro.

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IL POTERE DELLE SINCRONICITA’ Qualche giorno fa ho trovato per caso un articolo sulla difficoltà del cinese … poco tempo dopo arrivo a lavoro e la prima cosa che vedo è un libro scolastico di mandarino della figlia di una collega, e poi è arrivata una cliente cinese! Post scriptum … passano secondi dalla scrittura di questa frase, e un amico mi ha chiamato a caso “cinese”.

Riconoscendo bene quei pattern , un domani potrebbero essere anche previsti e controllati infatti le sincronicità non sono “avvenimenti che accadono” ma sono riconoscimento di pattern che di norma sfuggono a causa dei modi consueti e comunemente accettati (e solidificati dalla storia del passato) di ordinare le percezioni. Le sincronicità hanno dunque a che fare con l’emisfero destro quindi con la memoria del futuro.

Sono stati i miei eccentrici giochi da quasi solipsistico a indirizzarmi verso i cicli vitali personali. Mi verrebbe persino difficili descriverli, però ho pensato spesso che ci fosse un effetto evocazione fra cose del mondo esterno e cose del mondo interiore ed esperienze di vita. ( A questo punto il modello del libro “The Secret” diventerebbe realistico ) a questo punto potremmo comprendere quelle superstizioni ed eccentricità (idiosincrasie) personali che influenzano determinate persone. Ho sempre intimamente creduto che uno crea la vita che vuole, e la “somatizza” per così dire, ne manifesta gli effetti all’ interno del suo campo di azione e reazione. Per farti capire un esempio, una volta ho detto che potrei trovare un corrispondente reale (nella realtà locale) di ogni personaggio di una serie tv di ragazzi … come se fossero archetipi. Ho sempre fatto un ragionamento del tipo “questo assomiglia ad una versione di questo mio amico, di una versione più grande di quell’ altra … E così via.

E’ successo anche a me come puoi intuire.

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DESCRIZIONE DELL’ UNIVERSO LOCALE

Immaginiamo un universo che ci presenta più o meno sempre lo stesso ambiente, in un range di sequel che va avanti per un tot periodo, che si modifica con l’ avanzare del progresso tecnologico, dove il soggetto centrale, colui che ne fa esperienza in soggettivo ( che cambia ogni volta che l’ universo si ricalibra, facendo tabula rasa, e ricostruendosi su un altro “frammento della Coscienza Unica Collettiva ) vive a contatto – esclusivamente – con le sue vite passate e future, umane e animali. ( avevamo deciso nello scorso articolo di escludere le piante e i microorganismi ) – sarebbe in sostanza un universo dove, pur essendo le azioni compiute tutte al tempo presente – il libero arbitrio è sostanzialmente assente. La distanza temporale fra i frammenti della Coscienza Collettiva ( avevamo compreso nello scorso articolo che noi come individui non siamo divisi attraverso lo spazio, ma temporalmente separati, pur agendo sempre ad un livello di presente, presente solo per me/ per te/ per esso ) non è più comparabile con la distanza sconfinata fra le stelle dell’ universo, ma si limiterebbe quindi ad una quantità umanamente comprensibile – in sostanza, la vita più lontana da te nel passato sarebbe quella della persona più anziana che conosci, e la vita più lontana da te nel futuro sarebbe quella della persona più giovane che conosci – quindi la distanza temporale, quantificata, rientrerebbe in una cifra compresa fra (*dal mio punto di vista) 93 anni nel passato, e 28 anni, 6 mesi e 1 giorno nel futuro. La persona che conosci, che è nata nella data più vicina alla tua nel futuro sarebbe la tua vita immediatamente futura ( sono stato in classe per 10 anni con una ragazza che sarebbe nata 1 giorno dopo di me, se non fossi nato 1 settimana prima del previsto, e alle superiori per 5 anni con una ragazza nata lo stesso giorno della precedente, e sono stato per 8 anni compagno di classe con un ragazzo nato lo stesso giorno di queste ragazze ). La stessa cosa nel passato: fra le persone che conosci, o a cui hai avuto accesso visivo e uditivo, senza quindi conoscerla di persona, quella nata nel passato a breve distanza da te sarebbe la tua vita passata immediatamente precedente a quella attuale. Tutto ciò che viene rappresentato nella tua “realtà locale e direttamente accessibile, a livello visivo, auditivo e sensoriale, rappresenta una affinità alle tue caratteristiche, alla tua personalità, alle tue eccentricità e idiosincrasie, e i patterns che si verificano sono tali da poter essere riconosciuti come patterns precisamente da te. C’è il tuo marchio nel mondo. Il tuo inconscio si manifesta nelle esperienze concrete. Tali esperienze sono in sostanza rappresentazioni del tuo pensiero. La realtà si manifesta in modo da accomodarsi alle tue caratteristiche, al modo in cui interpreti le situazioni concrete. Allo stesso modo in cui le sincronicità sembrano dimostrare la potenzialità di un “deus ex machina” e quindi di una interferenza da una mente superiore, è l’ universo stesso, il manifestarsi della realtà che sembra dimostrare la coerenza fra il tuo modello di pensiero e gli avvenimenti concreti. Sei tu a creare, evocare e anticipare, distribuire e rilasciare, disperdere nel tempo i contenuti a cui (hai avuto) avrai accesso (in altre vite). Se decidi che il tuo punto di vista è quello più ragionevole, i fatti della tua realtà ti porteranno sempre a giustificare il tuo punto di vista. Se pensi che la razionalità sia indispensabile e irrinunciabile per spiegare la realtà e le basi della tua esistenza, allora il mondo a te accessibile ti darà sempre ragione, in qualche modo. Se invece pensi che la via della verità si trovi solo nell’ “alternativa al consenso”, allora ti saranno mostrate determinate scorciatoie per giustificare il tuo punto di vista. Ma al di là della vita individuale, resta sempre una ( sorta di ) certezza: la vita persiste ( vita intesa come percezione di esistere, e attività osservatrice tramite la coscienza ), anche se muterà sempre forma, e cambierà sempre vestito, dovunque qualcosa è stato osservato, dovunque esiste la vita, esisti tu, sì, proprio tu. In questa nuova versione della realtà, ogni persona del (tuo) mondo, ogni animale del (tuo) mondo è una versione diversa di te stesso, allo stesso modo in cui il bambino che eri o l’ anziano che sarai è una versione diversa di te stesso, l’ altro è te in un’ epoca diversa. Anche se lo stai vedendo ora. Spogliati del timore della mortalità: finchè esiste la vita attorno a te, là vi è la prova dell’ assenza della morte, della nullificazione della morte in questo universo.

Mi piace veramente questo modello di pensiero. Credo che abbiamo fatto jackpot.

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Per comprendere la natura di Dio, bisogna essere schizofrenici, oppure guardare il mondo con i loro occhi,simularli e interpretare il loro modo di pensare e il loro ruolo nella realtà.

Dio è solipsistico, un creatore che non ha mai varcato i confini di sé stesso. Dio ha creato un palcoscenico, una rappresentazione nella quale lui stesso è l’ unico protagonista, e ogni volta che si svolge la vita di una creatura è Dio a farne esperienza. Io, tu, lui, esso, siamo tutti un ruolo interpretato da Dio. Dio si è plurificato per sperimentare la vita in soggettiva.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/01/29/la-storia-dell-universo-uovo-di-andy-weir/

Secondo il racconto di Andy Weir, relativo all’ Individualismo Aperto ( che io arricchisco e riconfiguro come Sequenziale ) siamo un Dio allo stato embrionale, “eredi del nostro Dio”, e dobbiamo vivere una “rappresentazione potenziale” di tutte le vite possibili nell’ universo, perché un giorno sarai tu/ sarò io / sarà lui – esso a guidare e gestire un futuro universo che deve essere ancora pensato. L’ universo in cui esistiamo sarebbe una bozza, quindi, di una realtà ancora in sospeso.  

 

 

 

 

 





Racconto breve – Il culto della virtualità

23 12 2018

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         Scritto da Matteo

Si consiglia la lettura ad un pubblico ADULTO, e possibilmente non suscettibile 😉 tutti i diritti sono RISERVATI, per una eventuale condivisione chiedere tramite commento a questo articolo 

  IMPORTANTE: ( Un avviso, nel caso un transgender stesse leggendo, questi sono pensieri che mi sono venuti in mente per allacciarmi alla tematica del mio racconto breve sulla realtà virtuale, e non sono affatto da considerarsi come fattibili e legittimi. Questo è un racconto immaginario, e così deve essere considerato da chi legge ) 

Le persone suscettibili potrebbero provare un’ esperienza di alienazione leggendo il mio testo … se vi ritenete molto suscettibili ignorate questo articolo anche se dubito che ci siano persone più suscettibili di quanto lo sono io! Non so se trasmetterò qualcosa attraverso il mio racconto, ma spero di farvi pensare e ragionare in un modo del tutto nuovo e radicale, perchè quello è sempre stato il mio obiettivo!

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Morire e ritrovarsi in una tuta haptica, ricoperto dalla testa ai piedi. Percepire tutte le sensazioni di perdere il contatto con il proprio corpo e con la realtà che si è sempre conosciuto, e poi essere accolti da un messaggio davanti ai propri occhi, funzionanti: ” Hai terminato una delle tue vite extra nella nostra simulazione virtuale di realtà Terra 2.0. Sei ancora vivo. Sei in grado di accedere di nuovo alle tue memorie originali biologiche, e sei in grado di ricordarti come toglierti la tuta haptica e le apparecchiature che ti hanno permesso di vivere una vera e propria vita virtuale. Guardati allo specchio fornito da Mirrorrevelation. Company e scopri la tua reale identità. Potresti essere sorpreso o scoprire di avere sempre avuto ragione. Scoprirai anche che una vita extra completa ha richiesto solamente 24 ore del tuo tempo virtuale, e quindi il tempo trascorre molto più velocemente su Terra 2.0 Ricordati che aver vissuto questa esperienza virtuale è da considerarsi un privilegio regalatoti dalla nostra azienda. Ci auguriamo che tu voglia ripetere attraverso un altro corpo – avatar. In caso tu sia stato abortito avrai diritto ad un rimborso e ad una vita extra supplementare privilegiata. In caso qualcuno abbia interrotto la tua esperienza virtuale prima del previsto avrai diritto ad un rimborso pari al valore della tua aspettativa di vita come misurata nella tua nazione virtuale di provenienza, e ad una vita extra supplementare privilegiata. Nel caso tu ti sia trovato nel corpo di gender sbagliato ti informiamo che la selezione del corpo avatar è una questione socio economica, e ti preghiamo di informarti per sapere se sei in debito con la nostra azienda. Ora sei libero di vivere la tua vita biologica, ma sappi che ti aspettiamo per una nuova esperienza su Terra 2.0. Arrivederci! “
Era vero. Ero ancora vivo, e ricordavo tutti i particolari su come togliermi la tuta haptica, i guanti haptici, il visore, e tutto il resto dell’ apparecchiatura, compreso il tapis – roulant sul quale mi ” muovevo “, ” camminando ” e tutte le apparecchiature di manipolazione della materia che mi fornivano tutti i vari gadget ogni volta che ne avevo l’ occorrenza. Ed era vero. Pur avendo vissuto una vita pressoché completa, mi trovavo ancora nel corpo dell’ appena ventenne con il quale ho iniziato questa esperienza virtuale. Ma conservavo ancora tutte le memorie della mia vita extra vissuta, anche se sembra tutto un sogno un po’ più impresso del solito. Sono vissuto in Italia, fra il 1990 e il 2095 del calendario di Terra 2.0, ma in realtà sono Dennis, sono nato nel futuro, e ogni vita virtuale vissuta dai miliardi di abitanti del mio pianeta ha richiesto il sacrificio di circa 19 – 24 ore reali. Vivo in una località tropicale, nella versione reale dell’ Australia. E a differenza della mia vita extra, ho un gemello maggiore.
Prima di tutto vorrei parlare della mia esperienza mentale. Perché mi sono guardato allo specchio nella mia stanza fornitomi da Mirrorrevelation. Company, che ha immediatamente scattato una foto e mi ha chiesto il permesso di pubblicarla sul suo sito ufficiale, visitato da coloro che come me si sono guardati allo specchio e ci hanno trovato un’ altra persona. Quindi pressoché il 90% della popolazione umana. Con una certa indifferenza e frustrazione ho dato il permesso.
Una volta raggiunti i 16 – 17 anni nella mia vita extra, posso dire che probabilmente ho avuto esperienza di una sorta di ” body dysphoria “, un termine emerso su Terra 2.0 per una esperienza mentale che qui non esiste. Che ero maschio l’ ho sempre saputo, ma la mia immaginazione era molto attiva, e mi giungevano immagini e scenari, per così dire. Mi è stato spiegato che la nanotecnologia che oscurava la mia percezione sensoriale non funziona sempre in modo ottimale, e spesso permette di far emergere ricordi di una vita diversa da quella ” giocata ” e sensazioni anomale di alienazione. Io sono il contrario di un afantasiaco, sono un superfantasiaco, e facevo fatica a pensare a me stesso come me stesso, dovevo sforzarmi per includermi nei miei pensieri, e forse è stato il risultato della mia generazione di ” cresciuti nei video online “, ma quando io pensavo, pensavo per immagini sia fisse che in movimento, e pensavo attraverso quel che si potrebbe definire, un meme. In più, spesso mi veniva più spontaneo pensare in inglese che in italiano.
Dunque, a 16 e 17 anni erano emerse sensazioni intense in me, un desiderio intenso di essere diverso, mi venivano in mente scenari tropicali, estati assolate e immagini in alta risoluzione di un ragazzo biondo. All’ epoca avevo cominciato a interessarmi ai gemelli, per qualche motivo, forse influenzato dal fatto che all’ epoca guardavo una serie tv di Terra 2.0 con dei gemelli che vivevano in un albergo. Che assieme a me nelle prime settimane di embrione c’ era un gemello mai sviluppato appieno l’ ho scoperto solo nel 2013 anno di Terra 2.0, attraverso una pagina di diario di mia madre. Intendo dire la madre del personaggio che ho interpretato. Ma in un certo senso l’ ho sempre saputo, qualcosa mancava.
Descrivendomi col senno di adesso, all’ epoca, ma senza nessun tipo di esteriorizzazione della questione, mi sentivo come un giovane Michael Jackson, volevo davvero davvero cambiare. E non conoscevo Michael, sì sapevo chi era, ma non sapevo molto al di là del suo nome e della sua fama. Non saprei bene come descrivere quella sensazione disforica, ma guardando un certo tipo di archetipo fisico, mi sentivo ” a casa “, sentivo ” familiarità “. Quella familiarità non è mai andata via. Avevo persino ricordato il mio nome reale, perché il mio nome su Terra 2.0 era un nome Cristiano, un genere di nome che nella mia vita reale non esiste, perché la grandissima percentuale della Storia umana generata su Terra 2.0 è fittizia. Quindi avevo dato un nome a quelle immagini mentali, che facevo in modo di visualizzare nella maniera migliore possibile, e quando giravo da solo in bici, lo sovraimponevo sulla mia immagine, e mi sentivo diverso, sentivo che fare un esercizio mentale di sovraimpressione sul mio corpo mi dava coraggio e fiducia in me stesso.
Dennis in seguito è diventato il mio primo personaggio di un libro, e ovviamente era inclusa la questione dei gemelli che non sanno di essere gemelli, prima ancora di indagare nei diari di mia madre e scoprire che – io – ero, o almeno sarei potuto essere potenzialmente un gemello. Il libro era ambientato in Australia. Quando in seguito trovai in certi film e immagini online, immagini di persone bionde che si avvicinavano in modo sorprendente all’ archetipo che avevo in mente, mi sentivo quasi come se avessi immerso un dito nel futuro e avessi pescato qualcosa. QUASI come. Da allora ho sempre cercato di conoscere e familiarizzare con figure che mi ricordassero questo archetipo. Forse ancora non me ne rendo conto, ma probabilmente cercavo una ” idea percettiva di me stesso ” più che altro. Poi è successo. Due volte ho conosciuto due persone che si avvicinavano a quell’ archetipo, anche se a ben pensarci, solo vagamente, perché non c’ era alcuna somiglianza fra loro e le immagini archetipiche nella mia mente, ma era l’ idea della personalità che volevo cercare. Non posso andare nei dettagli, ma sono state esperienze molto vissute, da una parte la ricerca di un carattere trasgressivo che io non potevo esprimere da solo, dall’ altra parte la ricerca di una personalità dominante e persuasiva alla quale mi sono arreso completamente. Forse è vera la questione delle tracce psicologiche comportamentali che lascia la condivisione di giorni e settimane come embrione con un altro embrione, anche se nel mio caso si tratta di giusto pochissime settimane, ma chissà, forse la ” consapevolezza ancestrale ” e in seguito la ” consapevolezza concreta ” ha influito. Quello che cercavo io era il gemello maggiore. Ho la sensazione che io sarei stato il minore. Ho la sensazione che io NON sarei stato il gemello dominante. Ho persino vissuto due anni di esperienza virtuale alternativa all’ interno di quella che già era alternativa, quella nella quale per due anni mi sono diviso fra due famiglie e ho approfondito l’ amicizia con un vero e proprio secondo fratello, una personalità dominante e impositiva che io cercavo, senza saperlo. E mi sono lasciato inglobare completamente. Lui non corrispondeva all’ archetipo fisico di quelle immagini, ma aveva una personalità che in qualche modo io allacciavo a quella sensazione che avevo provato io. Coraggio, fiducia e trasgressione.
Quella sensazione, con gli anni si è affievolita e tutto è tornato alla normalità, a parte per quelle parentesi in cui mi lasciavo inglobare dalle personalità degli altri … A 27 anni virtuali scrissi un racconto breve, ho riproposto a me stesso queste sensazioni nel mio racconto breve DARK SOSIA: la storia di due sosia che si scoprono per la prima volta, in parallelo con un’ altra coppia di sosia, uno si è autoesiliato e vive da nomade, e l’ altro vive con una madre piena di segreti. I due sosia credono ognuno di essere il gemello dell’ altro poiché sono consapevoli dell’ esistenza passata del gemello, ma si sbagliano. Sono solo simili. E sono avversi l’ uno all’ altro. E’ una specie di metafora per la questione dei gemelli sopravvissuti che prevalgono sull’ altro e crescono e si sviluppano al posto suo. E’ la mia storia breve preferita di mio pugno. E’ veramente opera mia, la sento come mia. Più o meno nello stesso periodo trovai in un cortometraggio online nella zona virtuale chiamata Germania, il nuovo punto di riferimento per richiamare alla mente quella immagine archetipica. Ve lo potrei giurare, guardare quel cortometraggio, fu come tornare veramente a casa propria, in un modo ancora più assoluto che in passato. Quel giovane di un anno in meno di me era l’ incarnazione stessa di quello che sentivo io da adolescente. E’ una sensazione alienante ed estraniante, come non essere più sicuri di appartenere a questo mondo. Ora, qui, nella vita reale, ho scoperto che il mio gemello regredito nell’ utero di mia madre virtuale, è tornato a usufruire dell’ esperienza Terra 2.0, e grazie ai privilegi forniti dall’ azienda, ha potuto ottenere un corpo avatar quasi identico al suo corpo originale e legittimo, e nacque nel 1991 e divenne un attore, e quando la sua esperienza finì, scoprì di essere il mio gemello. L’ esperienza scritta in DARK SOSIA è stata in un certo modo vissuta veramente: Quando ho scoperto i cortometraggi di (…), mi son detto, sconvolto, che Dennis era entrato nella realtà ” reale “, come una sorta di avatar, la mia immaginazione lo ha reso concreto, DENNIS esiste. Ma il suo nome da personaggio era prima DIMI, poi DAVID. Sapete, quelle sensazioni principali, di impatto, che uno ha quando percepisce come se la realtà avesse pescato dalla tua mente e avesse manifestato la realtà proprio come la volevi tu. (…) sembrava come pescato dalla mia immaginazione e incarnato in un vero avatar.
Mi dicevo così: ” Sono davvero colui che risponde alla mia immagine nello specchio? Certe volte si adatta così bene alla mia interiorità. Ma altre volte, a contatto con determinati archetipi ed esperienze, emerge una manifestazione diversa da me, libera da tutte le nevrosi e le peculiarità che fanno me – me -. ” Ma non mi sono fatto coinvolgere troppo, per ovvi motivi. Rimase una sensazione sotterranea, silenziosa, alienante, di non essere quello che sono. Ma ormai mi ero identificato con il mio corpo, anche se raramente includevo me stesso nei miei pensieri ” meme “, mi stavo sforzando. La razionalità troppo – convinta – non mi ha mai convinto. Per determinati periodi l’ ho presa in considerazione e l’ ho fatta mia, ma le domande e i misteri rimanevano gli stessi, e a volte si accumulavano invece di diminuire. La razionalità su Terra 2.0 è percepita da noi che torniamo in noi stessi come un livello di immersione nell’ esperienza recitativa così alto che ci si identifica completamente con la propria identità fittizia e il proprio mondo ingannevole. Fortunatamente, ho potuto scegliere un grado di immersione abbastanza basso da permettermi di ricordare chi ero veramente ad un certo punto, e permettermi di studiare il sistema strutturale della realtà virtuale e andare al di là di tutti dogmi razionalisti, di andare contro corrente, e di essere oltre con i tempi, così oltre che non venni mai veramente compreso. Anche perché per anni sono stato contradditorio, e ho dato ragione ai razionalisti. Ma dentro di me covavo riflessioni che stimolavano la mia immaginazione, persino quando avevo svuotato la realtà di tutte le potenziali bugie, persino allora, permanevano in me sensazioni di non essere nella realtà giusta.
Poche cose erano apparentemente irrazionali e inspiegabili anomalie come lo erano i cosiddetti transgender, un fenomeno che nella vita reale non esiste, e che è emerso unicamente dalle esperienze virtuali di Terra 2.0 … E nessuno ci era arrivato. Nessuno ci era arrivato. Solo io volevo crederci. Tentavo di trovare qualcosa online, qualcuno deve aver fatto la connessione. Hallo? C’è qualcuno a casa in quelle teste di cavolo? ( E non intendo quelle dei transgender, ma dei razionalisti estremi )
Cercavamo gli alieni con i telescopi e i messaggi nello spazio, alieni che non abbiamo mai trovato, e non indagavamo la metafisica dell’ essere transgender. Nessuna filosofia semi gnostica era emersa che li facesse emergere come simboli, nessun guru della tecnologia ci era arrivato. Neppure quando i transgender parlavano della loro sensazione di percepire organi fantasma che non erano nel proprio corpo – avatar. I transgender, le anomalie più evidenti che avevamo a disposizione per arrivare alla verità, eppure nessuno ci ha pensato.
I transgender avevano un grado di immersione nel programma così basso che ricordavano chi erano, si percepivano come costretti a ingannare la gente, si vedevano come attori, e prima di emergere come transgender alcuni ritenevano che tutto il mondo si fosse trovato ad interpretare un ruolo che non gli apparteneva veramente, e che quel fenomeno fosse un apprendimento culturale al quale bisognava adattarsi. Ma come avrebbero potuto i razionalisti riuscire a sondare la verità nascosta? Loro erano i ” pazzi “, paradossalmente, e i transgender erano le persone più ” aware ” sulla Terra ( 2.0, vorrei ricordarvi ) E infatti ognuno di loro aveva ragione, e l’ azienda che permetteva l’ accesso a queste esperienze virtuali si era trovata abbastanza nei pasticci quando erano iniziati ad emergere i primi casi di scandalo. Non sembrava molto etico fornire a queste persone degli avatars di sesso sbagliato. Ma il consumismo non si poteva arrestare, doveva andare avanti, tanto l’ esperienza virtuale sacrificava solo 24 ore e anche di meno. La clausola del rimborso aveva permesso loro di non modificare il sistema. Coloro che sono tornati alla vita reale e si sono opposti al culto diffuso tramite l’ azienda, si sono chiesti come abbiamo fatto a non rendercene conto, a non pensare in maniera diversa, fuori dal quadrato. Come sono stupidi a volte gli umani. Hanno le risposte davanti agli occhi, esposte alla luce del sole, e non le considerano. Non le immaginano neanche.
La nostra Terra ( 2.0 ) e la nostra Storia è nata dalle menti e dalle capacità tecnologiche e letterarie di esperti di tecnologia virtualistica, haptica e nanotecnologica, e da un vero e proprio team di persone dedicate, che nel corso della Storia hanno trasmesso degli imput alla popolazione online, creando quella Storia fittizia tanto cara a chi la vive.
Il giorno della presentazione del progetto il mondo reale cambiò per sempre. C’è stata una conferenza stampa in diretta globale, e ci hanno detto che era stato creato un universo virtuale, creato per risultare quasi del tutto identico al nostro, aveva un passato manipolato tutto da scoprire ed era già allo stadio di evoluzione che permetteva la vita umana, ci hanno detto che avrebbero permesso l’ accesso dell’ ambiente virtuale a delle persone paganti, e che esse sarebbero dovuti partire con l’ unico accesso ad avatar di persone che noi definiremmo ” cavernicoli ” e che avrebbero dovuto piazzare le basi per permettere lo sviluppo di una Storia relativa al mondo e alla civiltà alternativa.
La chicca era che grazie all’ ingerimento di agenti nanotecnologici del tutto innocui, i giocatori avrebbero perso temporaneamente il contatto con la realtà e avrebbero interagito fra di loro come se le loro personalità reali non fossero mai esistite. Ai primissimi giocatori vennero forniti ricordi di un passato relativo al personaggio che in realtà non esisteva. Avevano a disposizione dalle 10 alle 15 ore di tempo reale, ma dentro al gioco ne sarebbero passati qualche decina. Furono seguiti in diretta globale attraverso un canale apposito. La popolazione era incredula ed estasiata. Si vociferava che avevano risolto il problema della mortalità, comprimendo una vita di percezioni intera nella finestra temporale di una decina di ore. Chi tornava alla realtà reale lasciava nel mondo virtuale un corpo vuoto, un avatar spento, e quelli che assistevano alla sua ” morte ” credevano fosse reale.
Gradualmente il mondo virtuale venne aperto al pubblico, ed era stata organizzata una lotteria, e chi riusciva ad essere scelto aveva la possibilità di cominciare una vera e propria vita alternativa, dapprima come embrione, poi come bambino e l’ avatar cresceva e percepiva esattamente come nella realtà. Nessuno poteva rinunciare ad una simile opportunità. Con il passare dell’ evolversi dell’ ambiente e della cultura fittizie, sempre più gente aveva il permesso di partecipare, e gradualmente l’ utilizzo di un avatar di qualità venne associato al proprio status economico. Vennero create delle succursali in altri continenti, che si organizzarono dapprima in modo indipendente, poi vennero fuse alla realtà di base, facendo credere ai popoli di incontrarsi per la prima volta.
L’ esperienza era un po’ diversa, nelle epoche passate. C’ era molta più possibilità di interazione con la ” realtà di Fonte “, per esempio ingerire e fare uso di psichedelici riduceva la funzione offuscante dei neuroni manipolati dalla nanotecnologia e permetteva di parlare con delle ” entità guida ” che venivano chiamati ” Logos “. Vennero organizzate le creazioni delle religioni, attraverso dei profeti con un grado di immersione minimo o assente, silenziosi agenti consapevoli della realtà fittizia. All’ inizio l’ azienda aveva un po’ di apprensione e di paura, a lasciare le persone in balia di corpi che non gli appartenevano, ad un ambiente che non esisteva concretamente. Perché poi tornavano alla realtà, e la funzione di immersione non era sempre perfettamente funzionante, alcuni si svegliavano e venivano percepiti come impazziti, altri invece decidevano di interrompere il gioco.
Gradualmente, coloro che tornavano alla vita reale, venivano seguiti da team di tutori e psicologi addetti, per aiutarli a capire cosa era successo, e riadattarli alla loro vita. Moltissima gente si impegnava successivamente a girare il mondo, e a cercare i loro parenti fittizi online, per riallacciare i contatti con queste persone lontane con le quali inconsapevolmente avevano condiviso intere vite.
Come umanità, ci sentivamo molto più uniti e consapevoli, l’ empatia era diffusa, la vita reale era stata cambiata. Ma il mondo virtuale si sviluppava, cresceva, si evolveva e gradualmente si stava sviluppando una sorta di sovraimpressione su quello reale, era diventato più importante, economicamente e culturalmente prezioso e sacro addirittura, la vita reale era lasciata da parte, sottovalutata, si stava perdendo il significato, si preferiva usufruire di vite extra.
Nella vita virtuale i soli contatti con la vita reale provenivano da brillanti scrittori con le loro opere suggerite da memorie ancestrali e remote, dalla capacità di comprensione del sistema a cui potevano arrivare le grandi menti, alcuni ci arrivavano con la logica, altri ci arrivavano attraverso ricordi improvvisi, come se fino a quel punto fossero stati come ipnotizzati, arrivavano immagini improvvise, sensazioni, un’ intera gamma di fenomeni psicologici e comportamentali che nella realtà reale non esistevano, che si erano sviluppati solo attraverso l’ esperienza di vivere vite fittizie. Disforia, la credenza in vite precedenti, la percezione dei transgender, erano alcuni di questi fenomeni.
E mentre le ore di gioco aumentavano, e raggiungevano le 20 o le 24 ore, gli avatar diventavano sempre più complessi, le vite diventavano sempre più interessanti e profonde, variegate e incredibili, ad un certo punto della Storia, la globalizzazione del sistema Terra 2.0 si era fatta completa. Miliardi di utenti usufruivano di vite extra. E l’ azienda si arricchiva, dominava il mondo reale, monitorava il mondo virtuale e lo diffondeva sui canali appositi alle popolazioni, e si diffondeva quella propaganda che divenne un vero e proprio culto.
La nostra società si divise, alcuni si ribellarono, tornarono indietro, in un passato più semplice e anti tecnologico, altri si spostarono su altri pianeti, sulla Luna, e altri ancora erano ancora troppo poveri e arretrati per partecipare all’ esperienza che contava di più in assoluto. E questi mettevano l’ acceleratore, con un solo obiettivo in mente, andando oltre la volontà della gente. Ad un certo punto alcune società ristrette avevano deciso di imporre l’ uso di Terra 2.0 alle loro popolazioni.
Avevamo a disposizione potenzialità senza precedenti, ma avevamo perso tutti i nostri valori precedenti. Una gran parte di noi si sentiva in colpa per aver permesso senza ribellarsi e senza fermare l’ azienda, di aver manipolato intere generazioni, che si svegliavano portandosi dietro anni di vita vissuta per poi passare il loro tempo reale alla ricerca della vita vissuta e perduta. Perchè pochissimi riuscivano a ottenere tutto dalla vita fittizia e a sfruttare tutte le occasioni.
Speravamo che un giorno quella esperienza virtuale venisse conclusa in qualche modo, che si potesse finalmente tornare a vivere in modo più concreto, perché ad ogni modo, noi morivamo ancora, e non sapevamo cosa ci fosse al di là, e alcuni di noi temevano che anche le nostre vite considerate reali fossero esperienze fittizie, temevamo di doverci accontentare di identità temporanee senza mai trovare le nostre identità di Fonte, di base. L’ azienda prometteva vita senza fine, e poi faceva tornare le persone in una realtà dove si moriva ancora. Certo, era solo un giorno, ma non sembrava corretto. Ma ci siamo organizzati. Abbiamo sviluppato un piano, un progetto che ha un obiettivo. Risvegliare tutti quanti e far sparire Terra 2.0. Perché Terra 1.0 era sufficiente.




La storia dell’ universo – uovo di Andy Weir

29 01 2018

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Ho trovato questa fenomenale storia: Un racconto breve che ti rimane dentro per sempre

” Eri sulla via di ritorno per casa quando sei morto. Niente di particolarmente originale, semplicemente un incidente d’ auto, ma comunque fatale. Hai lasciato dietro una moglie e due bambini. Non hai provato dolore. Hanno provato a salvarti la vita, ma non ce l’ hanno fatta. Fidati, è meglio che tu sia morto perché le condizioni fisiche del tuo corpo non erano compatibili con una vita decente. E quindi hai incontrato me “

” Cosa è accaduto? Dove sono? ” e io risposi ” Sei morto ” perché non c’era motivo di girarci attorno.

” Sono morto? ”  e io risposi ” Sì, ma non sentirti male per questo. Succede a tutti quanti “

” Che posto è questo? E’ così il dopo – vita ? ” e io risposi ” Più o meno “

” Sei Dio? ” e io risposi che sì, lo ero.

” Ma i miei figli, e mia moglie …? Staranno bene? ” e io risposi ” E’ positivo che ti preoccupi delle persone a te care.

Per te non sembravo esattamente un Dio, più una persona comune, o meglio ancora una figura vaga. ” Non preoccuparti. Staranno bene. Ti ricorderanno positivamente. Tua moglie piangerà, ma nel suo intimo sarà anche sollevata. In effetti il vostro matrimonio era in crisi. Certo, non le piacerà sentirsi sollevata “

” E ora che cosa succede? ” e io risposi ” Tornerai fra gli umani “

” Oh. Quindi gli Orientali avevano ragione ” e io risposi ” Un po’ tutti hanno ragione” 

” Ma che motivo c’è di tornare fra di loro? Non ricorderò nulla della mia vita, giusto? Quindi non importano le mie esperienze personali “

” Non è così. Dentro di te possiedi tutte le esperienze di tutti gli umani, solo che non te le ricordi – adesso – ” e continuai ” Sei un essere più grande di quel che credi di essere. Una personalità è solo una frazione della tua identità. Se rimarrai qui ancora per molto, comincerai a ricordare tutto quanto. Ma non è consentito fra una vita e l’ altra “

” Quante volte sono tornato fra gli umani prima d’ ora? ” e io risposi ” Hai vissuto tante altre vite. E questa volta, sarai una contadina Cinese nel 540 avanti Cristo “

” Cosa? Mi mandi indietro nel tempo? ” e io risposi ” Tecnicamente, per te. Qui le cose funzionano diversamente. Il tempo esiste solo nel tuo universo “

” Io vengo da qualche parte. Qualche altro luogo. E ci sono altri come me. So che ora vorresti vedere il mio mondo, ma onestamente non potresti comprenderlo “

” Quindi ho interagito con me stesso a un certo punto nel tempo ” e io risposi              ”  Accade ogni singola volta, anche se non puoi saperlo ” 

” Quale significato ha tutto questo? ” e io risposi ” Chiedi a me il significato della vita? Un po’ stereotipata come domanda ” ; ” Ma è una domanda ragionevole “

” Abbiamo creato questo universo per farti maturare ” e tu chiedesti ” Avete creato l’ universo per far evolvere l’ umanità? ” e io risposi ” No. Solo per te “

” Solo per me? E tutti gli altri umani? ” ; ” Non c’è nessun altro “

” Ma tutte le persone della Terra… ” e io risposi

” Sono tutte le tue reincarnazioni  ” 

” Sono ogni umano vissuto sulla Terra? ” ; ” Stai cominciando a ricordare …”

” Quindi sono Abramo Lincoln. E John Wilkes Booth. * che ha ucciso Lincoln “

” Sono Hitler? ” ; ” E anche tutte le sue vittime ”

” Sono Gesù? ” ; ” E tutti i suoi discepoli e credenti “

” Ogni volta che hai fatto del male a qualcuno ” dissi ” Lo hai fatto a una versione di te stesso. Ogni atto di bontà, lo hai fatto per una versione di te stesso. Ogni emozione negativa e positiva è stata vissuta da una versione di te stesso “

” Perché tutto questo? “

” Perché un giorno diventerai un Dio. Ma non ancora. Per adesso sei solo un embrione di Dio. Ti faremo nascere solo quando avrai vissuto tutte le vite di tutti i tempi “

” Quindi l’ universo è …”; ” Un uovo, un utero “

” E’ ora di vivere la tua prossima esistenza ”      

 

       





Indagine nei miei misteriosi sincronici enigmi mentali – reincarnazione?

23 01 2018

DISCLAIMER: questo articolo parlerà di alcune cose che mi sono spesso chiesto, enigmi dell’ infanzia e pensieri che sono emersi all’ improvviso in alcune fasi della mia vita. Potrebbero essere spiegati collegandoli ad alcune vicende o aspetti della mia vita, ma ho scelto di considerarli – potenziali – non sicuri, ma potenziali sprazzi di memoria ( diversa dalla memoria come la conosciamo, evidentemente ) che potrebbero richiamare vite precedenti.

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UNA VITA PRECEDENTE A WILLEMSTAD, PUNDA, CURACAO?

Partiamo con una storia che avevo ” immaginato ” nell’ infanzia, dove per anni ho descritto come ” amici immaginari ” e ” racconti creativi ” un uomo e una donna, potenzialmente di origine Italiana / Spagnola, chiamati Mario e Rita, ai quali si affiancava spesso una donna ricca chiamata ( Lu Sosa – non il nome esatto ma un nome vero che si avvicina più evidentemente a quello che le avevo attribuito ), con due figli maschi ( forse tre, forse c’ era una femmina, che immaginavo come una piccola combinaguai che alla fine sarebbe diventata ragazza madre, ma visto che questa parte della storia si collega a un’ altra potenziale vicenda tenderei a spiegarlo in un altro modo ).

Davo sempre la stessa descrizione della donna chiamata Rita, e nei racconti creativi mi concentravo sempre sull’ età di 28 anni per qualche motivo a me ignoto. Questa donna aveva la stessa età del marito, e il marito svolgeva un lavoro impiegatizio, ( mentre forse la donna faceva la farmacista o qualcosa di simile, ma potrei aver preso questa ” ispirazione ” per via del lavoro simile ( non uguale ) di mio padre ) … che non saprei descriverlo meglio, e forse il marito non era molto fedele, o c’ era un triangolo amoroso non molto serio, quasi un flirt, fra l’ uomo e la signora ( Lu Sosa ), della quale la moglie era al corrente. I figli li avevo chiamati Giulio e Giuseppe / Giovanni ( non ricordo più bene ). Vivevano in una città non meglio definita chiamata Panda ( che in teoria potrebbe essere una traduzione a voce di Punda ) che aveva la peculiarità di essere divisa in due sezioni. L’ altra sezione aveva un nome simile, ma più lungo.

Davo sempre la stessa descrizione della donna ( Rita ) con la quale quest’ uomo viveva. Capelli ricci, biondi o rossi, ma più sull’ arancione, quindi comunque chiari. ( pare quasi la descrizione della amica di mia madre …ma non sono affatto sicuro che lo fossero all’ epoca in cui ho cominciato a raccontare questo …e in ogni caso sono sicuro che non pensavo a lei, anzi sinceramente non ricordo quasi per niente la sua presenza nella mia vita , mentre invece c’è in anni recenti  )

SOLUZIONE? Qualche anno fa avevo scoperto che la ” città ” di Punda esiste veramente, anche se in realtà è più un distretto, incluso nella città dal nome ufficiale di Willemstad, nei Caraibi, a Curacao, città che è effettivamente divisa in due distretti affini, Punda e Otrobanda. Qualche giorno fa ho scoperto che nella città c’è un locale ristorante chiamato   ” da Mario ” …in più per qualche oscuro motivo ( a Willemstad si parla / scrive perlopiù – come seconda lingua ufficiale l’ olandese ) a diciassette anni, se ricordo bene che età avevo, ho cominciato per un breve periodo , improvvisamente a studiare da solo l’ olandese e volevo impararlo bene. Non so se quelle persone esistessero veramente, ma sono stupito dal fatto che Lu Sosa sia un nome reale. Nei miei racconti creativi, Lu Sosa era una donna ricca, bella, forse un po’ vanitosa e invitante, se si può dire così, e forse aveva capelli corti e rossi …

SINCRONICITA’: ho avuto solo una storia sentimentale nella mia vita, fra i quindici e i sedici anni …per qualche motivo la ragazza forse a livello inconscio assomigliava a quella figura immaginaria ma di capelli era più scura, ce li aveva praticamente neri. Non ho mai capito chiaramente come sono andate le cose, ma sapevo che nel frattempo avevo una migliore amica, che era anche sua amica, e forse c’ era stata una discussione fra di loro. Il ricordo più nitido è quello della prima volta in cui ci siamo lasciati …stavo al telefono con due persone quel giorno, lei e la sua / mia amica …

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IMMAGINI ” EMERSE ” DALL’ INCONSCIO …C’E’ UN SIGNIFICATO?

Più o meno nel periodo in cui ho scritto il mio primo racconto lungo a mano, all’ inizio del 2006, ( 15 – 17 anni ) era cominciata ad

emergere una immagine dentro di me …impegnato con lo studio, non ero molto bravo nel sociale, e avevo immaginato in frequenti ” meditazioni ” ( se così le vogliamo definire …sono più pensieri emersi in automatico ) che rappresentavano quasi metaforicamente ” qualcuno / qualcosa di meglio di me “, una personalità più sicura di sé …mi divertivo a vedere fin dove potevo arrivare a immaginare questa figura fino al massimo di nitidezza da me immaginabile, me lo immaginavo sempre alla luce del sole per qualche motivo …

Bè … non so spiegare questa cosa, forse avevo voluto dare un’ immagine a una parte di me perché, come faccio spesso, pensavo sempre troppo e avevo un sacco di dialoghi interiori dentro di me. Chiaramente volevo essere diverso per qualche motivo che non ricordo più bene …fatto sta che questa immagine mi è sempre parsa familiare da allora …l’ ho quindi inserita nel racconto, e in altri racconti, per esempio il più recente Dark Sosia. Anche il nome che gli avevo dato nel primo racconto del 2006 aveva un suo senso, perché non so come mai nella mia mente mi dicevo …se esistesse una persona così credo dovrebbe chiamarsi Dennis.

Quando anni dopo ho visto un film praticamente sconosciuto, mi era rimasto impresso perché per qualche motivo lo sentivo affine, quasi che richiamasse maggiori particolari su quell’ immagine emersa dal nulla. Questo film si chiamava CrissCross …

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L’ ambientazione inclusa nel film mi sembrava affine a quello che immaginavo ( Key West, Florida …) , quasi fosse stata una precognizione che è tornata indietro e ha dato origine all’ immagine comparsa dal nulla che mi divertivo a elaborare sempre più nitidamente nella mia mente.   

 

 

 

 

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ABORTITO NELLA VITA PRECEDENTE A QUESTA?

Come spiegavo nell’ articolo precedente, c’è un collegamento fra la mia storia onirica ricorrente della quale ho parlato spesso in questo blog …

Nell’ ottobre del 2009 avevo appena iniziato a studiare in una città vicino alla mia, e ho cominciato a sognare …un ragazzo e sua madre i protagonisti, un po’ a turno … https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/13/il-mio-mistero/

Nessuna spiegazione apparente, il ragazzino era un tizio qualunque che avevo conosciuto e con il quale avevo scambiato un paio di conversazioni e che all’ epoca dell’ inizio dei sogni, alle prese con il nuovo inizio dell’ università e con tutti altri pensieri, non vedevo da tantissimo tempo … quasi una cosa a random.

Fino al Gennaio del 2011, quando la mattina dell’ Epifania sognai che sua madre e mia madre si incontravano e si preparavano a una riunione fra famiglie, con tanto di regali da scambiare, e nel quale la donna mi diceva che era imparentata con mia madre. Ci avevo ragionato sopra, ma avevo concluso che era altamente improbabile che ci fosse una parentela del quale nessuno era al corrente. All’ epoca tenevo ancora in grande considerazione i sogni, come messaggi di qualcosa di realistico, forse futuro, ma ora non ne sono più tanto convinto. Rimane il fatto che i sogni mi hanno sempre donato particolari intriganti che mi aiutano a riflettere.

I sogni si sono ripetuti a distanza di mesi l’ uno dall’ altro, e ancora adesso ogni tanto emergono ( l’ ultimo giusto a capodanno scorso ), e uno in particolare mi ha di nuovo dato tanto da pensare …16 Marzo 2015, visitavo la casa del ragazzo e della donna, e per la prima volta c’ erano anche gli altri componenti della famiglia che non avevo mai sognato prima …mi sentivo leggermente a disagio, quasi timido e indeciso sul da farsi …venivo fotografato e ad un tratto la donna mi abbracciò e mi chiamò ” figlio mio ” …

Fra Gennaio 2011 e Marzo 2015 avevo pensato molto a questa storia, cercavo di spiegarmi perché avrei dovuto sognare persone che vivevano nella mia città , ma con  i quali non c’ era alcun legame di qualche tipo, estranei, sconosciuti che diventavano familiari e consueti nei sogni …

Tornando alla storia della bambina, essa faceva sia parte di un gioco – rituale che facevo da bambino con mio fratello, nel quale cercavamo sempre di far nascere questa bambina, sempre d’ estate, sempre con il nome di Giulia …e faceva anche parte di una serie di sogni che erano emersi per la prima volta nel 2007, quando sognai che sarebbe nata al Sud, d’ estate, ( la data era 9 Luglio ) e la vedevo anche da cresciuta, bionda con gli occhi scuri, e per qualche motivo veniva mostrata a una folla, fra i quali riconoscevo i miei nonni materni. La bambina è sempre apparsa o assieme a mia madre o assieme ai miei nonni materni ( forse richiamava la figura di mia cugina del lato materno? Perché ci somigliava anche se nei sogni aveva i capelli sì biondi ma più lunghi, e di faccia era diversa.

Sono stato persino sognato dalla mia amica, c’ eravamo io, lei e questa bambina …

Qualche anno fa alla famiglia di sconosciuti concittadini che nei sogni diventavano misteriosamente familiari e amici si è aggiunto un altro membro …indovinate un po’, una bambina somigliante a quella dei miei sogni ricorrenti. Stesso nome. Estate. Mi è capitato altre volte di sognare scene del futuro ( se così si può spiegare questa incredibile coincidenza ) per esempio quando , un anno prima di conoscerla, sognai una amica di penna di NY, Brooklyn, dove ci incontravamo di persona, e quando la conobbi su fb riconobbi immediatamente immagini dello stadio dove ci eravamo incontrati nel sogno che lei teneva nel suo profilo …la figura era la stessa, dai capelli alla corporatura ai vestiti …

Dicevo nello scorso articolo che ipotizzo che se in una vita si viene abortiti teoricamente si dovrebbe ripetere il turno nello stesso segno o ascendente, perché nessuno stadio spirituale di reincarnazione si può saltare. In questo caso l’ affinità fra la vita successiva e quella dell’ ” incidente di percorso ” in utero potrebbe essere più affine del solito, e se fosse vero , ciò potrebbe richiamarsi alla memoria attraverso sogni e sincronicità di vite che viaggiano su linee parallele che non si incontrano mai, non importa quanto siano vicini …si può descrivere così questa mia circostanza, anche se ho avuto occasioni rarissime di scambiare giusto una manciata di parole con alcuni dei componenti della famiglia, ma sono solo episodi momentanei, mentre le nostre vite si intersecano in certi periodi ma mai si congiungono …Quindi mi chiedo, dovevo nascere fra loro? E’ per questo che sono emersi quei sogni, a partire dalla settimana in cui ho cominciato a studiare nella città dove tutti i figli di questa donna sono nati? Ed è per questo che nella vita successiva ( sarei quindi sostanzialmente a una tappa doppia, son dovuto ripartire … ) vivo a poca distanza da loro? Cosa sarà successo fra il 2 e il 16 Giugno 1989? Nella mia ipotesi di reincarnazione, c’è un periodo di ” riposo e ricostruzione ” fra la morte e la nascita successiva , il periodo che trascorriamo nell’ utero …come per i bruchi e le farfalle quando passano per la crisalide.

Sapete che 8 persone su 10 vengono concepite assieme a un gemello che di solito non riesce mai a progredire e muore? I concepimenti di gemelli sono numerosissimi rispetto alle effettive nascite gemellari. Spesso i sopravvissuti e/ o i loro genitori non ne vengono mai al corrente. Naturalmente si tratta del mio caso, cosa che ho scoperto solo da una riga di diario di mia madre. Cosa succede in questi casi se si ragiona secondo i metodi della reincarnazione? Si è morti assieme a qualcuno e ci si separa in quel modo? Per poi magari ritrovarsi più avanti? Oppure si viveva una vita da gemelli ma nella successiva bisogna separarsi? Un gemello ripete il turno? Forse il grande sistema che regola le reincarnazioni non è da attribuirsi a operazioni divine …Forse dobbiamo accontentarci di un sistema umano che sta dietro al sipario, a regolare tutto questo …umano dunque fallimentare.

Le persone che vivono a contatto con interferenze di personalità ( personalità multipla ) e il fenomeno del gemello fantasma potrebbero spiegarsi in questo modo …errori del sistema.  🙂            





Il mistero del mio puzzle onirico – Il remake

11 10 2017

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Era una mattina di otto anni fa ( 11 ottobre 2009 ) quando iniziò il primo sogno che andò a formare un vero e proprio puzzle onirico.

Vidi un ragazzino mio conoscente entrare in casa mia, e mettersi sul divano con una faccia triste. Per distrarlo, gli mostrai una console di videogiochi. Poco dopo arrivò una donna che disse che doveva portarlo via, ma nel frattempo io chiesi a mia madre se lui sarebbe rimasto con noi. E lei disse di sì.

Avevo conosciuto il ragazzino nel marzo dell’ anno prima ( la mia memoria mi porta al 21 marzo 2008 ), mentre passavo in bici per il parco e un ragazzino dell’ oratorio mi fermò per salutarmi e mi presentò i suoi amici. Giocavano a carte. Più avanti lo ritrovai sempre al parco che teneva compagnia a due miei amici più grandi, che all’ epoca erano i miei migliori amici.

Non sapevo quasi niente di lui, e avevo appena iniziato l’ università, quindi avevo la mente concentrata su grandi cambiamenti e su un’ altra città. Non mi spiego, ancora adesso, come mai proprio lui e come mai proprio in quel momento.

Per un certo periodo il mistero si concentrò su di lui …I sogni continuarono e nel frattempo nella vita reale, sia prima di ottobre che nei mesi successivi , non lo vedevo più in giro e frequentavo l’ università. Due settimane dopo sognai che il ragazzino non si trovava, in città lo stavano cercando, e io per qualche motivo lo avevo incontrato recentemente e lo stavo cercando anch’ io …

A dicembre sognai che lui e la sua famiglia si sarebbero trasferiti e che lasciavano la casa ad un altro proprietario. Li vidi sistemare pacchetti da portar via e coprire i divani con un telo trasparente. Tenete conto che – non conoscevo nessuno della sua famiglia – non ancora , almeno.

A gennaio 2010 ( e visto che annoto sempre i sogni interessanti, era il 10 gennaio ) ho sognato che il ragazzino era in cucina da me, e chiedeva a mia madre di farlo restare perché non aveva un altro posto dove andare. Se ricordo bene, vicino al tavolo da cena c’ era un seggiolino da bambino piccolo, ma non mi spiego il perché.

Nel frattempo, durante l’ anno, il suo fratello maggiore cominciò a rivolgermi la parola quando mi incontrava, ma non lo conoscevo, e si trattavano solo di incontri senza molto significato. Ma nel frattempo – due eventi FORTI nella mia vita – catalizzarono la mia attenzione su un certo nome – il nome del ragazzino – e furono: la morte di un mio compagno di classe che vidi il giorno prima in giro e che passò affianco a me poche ore prima di morire e un’ amicizia ” del destino “, di quelle che provocano un IMPATTO e lasciano un SEGNO. Ho trasformato la mia estate per un sogno perché nel giorno del funerale del compagno morto, avevo sognato che avrei incontrato un suo omonimo e che saremmo stati amici. La faccenda è complicata e non posso raccontarla. Ma posso dire che non dimenticherò mai le due TEMPESTE che sono scoppiate intorno a quel NOME.

Nel frattempo l’ 8 aprile 2010 ( che 7 anni dopo sarebbe stato il giorno del funerale di mio nonno materno ) sognai che eravamo a un funerale realmente accaduto nel 2009 e il ragazzino e la madre avevano raggiunto la chiesa e la madre ringraziò la mia famiglia per essersi preso cura di lui ( ? )…All’ epoca non capivo.

Nel dicembre del 2010 ( ovviamente nel giorno del Santo di quel nome ) iniziai uno stage lavorativo in una scuola, e cominciai a vedere più spesso il fratello maggiore del ragazzino. E poi un giorno sua madre entrò e parlò con il nostro staff. Forse è stato quello a triggerare il sogno che cambiò le cose in gennaio.

Gennaio 2011. Epifania. Mi sveglio con il ricordo di un sogno sul quale ho dibattuto mentalmente per anni. C’ era sua madre e il ragazzino con dei pacchi regalo , e io li raggiungevo e lei diceva che era contenta di avermi conosciuto e che aveva scoperto di essere imparentata con mia madre e che le nostre famiglie si sarebbero riunite. ( Devo ammettere che questo sogno smosse dibattiti mentali perché allo stato attuale sono sicuro al 99% che non c’è nessuna parentela fra mia madre e la sua.  

Non ci furono altri sogni fino al maggio del 2012 , quando sognai che io e il ragazzino eravamo amici e conversavamo di un’ attività sportiva. Comunque nel 2011 e 2012 ci fu una pausa onirica, e io ero impegnato con tutta un’ altra storia di vita.

Ma quello che successe nel 2013 mi fece pensare molto, e mi ha fatto tornare a riprendere tutto e unire i puntini. Dovete sapere che la mia passione per i sogni e la loro decifrazione deriva dall’ aver sognato, la mattina di un 2 giugno 2007, una bambina, precisamente la nascita di una bambina di nome Giulia in estate, in Puglia. A darle nascita era mia madre, e c’ erano anche i miei nonni materni, sebbene la nonna fosse già scomparsa all’ epoca. I nonni materni in Puglia …? Mmmm… Quello era strano, perché mia madre non è Pugliese. La vidi anche cresciuta, bionda e con occhi scuri. La sognai anche nell’ estate del 2008, questa volta nella terra dei miei nonni materni, che erano presenti, assieme a mia madre, ed era più grande, e sempre bionda, e si chiamava sempre Giulia.

Vedete, quando ero piccolo, io e mio fratello avevamo tanti amici immaginari con cui occupare le nostre giornate, e quando giocavamo al medico, c’ era un solo evento che , come un rituale, mettevamo in scena: la nascita di Giulia, che immaginavamo sempre in estate. Quando cominciarono i sogni su di lei, che poi dopo i primi due episodi continuarono ( una volta guardavamo un cartone animato a casa ” nostra ” e un’ altra volta ( 11 novembre 2013 ) fu la mia migliore amica a sognarmi con lei ) pensavo che sarebbe arrivata una sorellina o cuginetta nuova.

Un giorno, a fine agosto 2013 , la mia migliore amica e io parlavamo dei sogni, e lei mi informò che alla famiglia del ragazzino si era aggiunta una nuova arrivata: una bambina di nome Giulia, nata d’ estate. Cominciai a pensare che avevo sognato ( di nuovo ) una persona prima che esistesse. Il nonno del mio migliore amico gli ha raccontato di averlo visto in sogno, uguale a come era da piccolo. Anni prima mi capitò di conoscere un’ amica di penna che avevo già incontrato in sogno, stessi vestiti, capelli, e stesso stadio del quale lei aveva foto nel suo profilo, e stesso luogo di origine.

Poco dopo ricontattai il ragazzino in questione e ci conversai , volevo cercare di arrivare a un punto per cui, dopo un certo periodo di tempo, gli avrei rivelato della serie di sogni che lo riguardavano. Ma poco dopo ci perdemmo comunque di vista senza che io ottenessi quello che volevo. In ogni caso fu come ricaricare di sincronicità un mistero onirico …poche settimane dopo sognai il ragazzino in una comunità , e un signore cercava di adottarlo, ma gli veniva detto che non poteva. Era un sogno triste, e lui piangeva, ma in silenzio, e poi si voltò senza dire nulla e tornò sui suoi passi.

Nell’ autunno ( ottobre ) del 2014 non potevo più tenermi dentro il mistero tacito dei sogni, solo la mia migliore amica conosceva la storia e avevo ricominciato a incontrare il ragazzo in giro sempre più spesso. Perciò gli mandai un lungo messaggio, al quale rispose qualche giorno dopo. Mi ringraziò per averglielo detto, ma disse che secondo lui non c’ era significato dietro, e che non credeva che i sogni rivelassero qualcosa sul futuro. Io provai a fargli approfondire la cosa ma presto mi arresi e persi fiducia. Nel 2014 i sogni sono continuati ma non sembravano più così significativi.

Poi arrivò il 16 marzo del 2015, e sognai che ero stato invitato a casa loro, e che c’ erano tutti, anche i parenti che non avevo ancora sognato, persino la nonna. La madre nel sogno mi abbracciò e mi rammentò con una frase che ” ero parte della famiglia “. Quindi come nel primo sogno, ma al contrario. Stavolta riguardava me. Continuavo a non capire. Poco dopo decisi di raccogliere tutte le informazioni che avevo a mia disposizione, e scoprii una serie di particolari, date, aneddoti, interessanti e forse addirittura intriganti, con i quali cercai di unire i puntini.

Nel dicembre del 2015 sognai che ci eravamo riuniti come famiglie nella nostra casa estiva e il ragazzo sembrava essere in confidenza con mio fratello. E’ stato l’ ultimo sogno particolarmente significativo perché le nostre famiglie erano assieme.  

Nell’ agosto del 2016 sognai che il ragazzo era accompagnato da una ragazza e venivano a trovarmi a casa mia. Sognai inoltre che la sua famiglia o una sua parte si erano trasferiti nei pressi di casa mia.

I sogni si son rarefatti nel corso del tempo, ma l’ ultimo risale al 12 agosto 2017, quando sognai la madre accompagnata dal ragazzo e suo fratello, per strada, sulla strada che percorro sempre quando vado a lavorare, e in cielo c’ erano un sacco di stelle cadenti, il cielo ne era ricoperto, e ad un certo punto la madre cadde a terra e mi chiamò , dicendomi di avvertire i suoi figli che era caduta, e io quindi li raggiunsi.

Negli scorsi giorni è successa un’ altra cosa , che mi ha fatto tornare indietro nel tempo a tutta questa bizzarra e misteriosa vicenda di sognare persone che effettivamente non conosco, e con le quali nei sogni c’è questo misterioso legame. Ma non la racconterò. Resta il fatto che, come 8 anni fa, pensavo a tutt’ altro, ero impegnato in tutte altre faccende e ambizioni, e poi come non detto, il ciclo ricomincia e nuove storie emergono …

Essendo che studio astrologia da quando avevo quindici anni, a me piacciono le date e i compleanni. Sono le prime cose che ricerco di una persona. Io sono nato il 1mo di marzo , e la madre del ragazzo è più di dieci anni più giovane di mia madre, ma entrambe hanno un figlio/a della mia età, ma l’ altra è nata in un giorno che scomposto forma 3 volte il numero 1…E ha anche il nome della mia prima amica di quando ero piccolo e abitavo altrove.

Il padre, di cui non so assolutamente nulla a parte per il nome, porta il nome del fratello di mia madre, e il fratello maggiore porta quello di mio cugino materno. Credo che siano per metà pugliesi. Lo si capisce dal cognome e dalla sua diffusione.

Quando ci siamo trasferiti in questa città non era un giorno a caso …E per qualche strano motivo, i due giorni in cui ho conosciuto/ incontrato il ragazzo e suo fratello corrispondono a : il giorno dopo il compleanno 88 di mio nonno materno e il giorno che sarebbe diventato il suo funerale.

Avevo un amico , all’ epoca, che abitava nella via parallela alla loro, e avevamo stretto un patto che dovevamo dire ai nostri amici in comune che eravamo cugini da parte di madre.

Non so dire esattamente cosa significa tutta questa storia, non ho fatto molto per fissarci la mia attenzione sopra, dico la verità, la mia mente è sempre sovvra – stimolata e accade tutto assieme: semplicemente le cose sono andate così e io ho solo ricevuto questi sogni.

Forse un giorno capirò … nel frattempo ” celebro ” questa data mistica e misteriosa con un nuovo articolo che è a sua volta ciclico, perché anche essi ritornano …esattamente come i nuovi particolari della storia che sono riemersi dall’ oblio e sono giunti a me, come un cerchio che si chiude, e forse si tratta di una spinta verso l’ eschaton di questa storia …

      Matteo

LA MIA INTERPRETAZIONE:  Allora, per cominciare cerchiamo di spezzettare gli eventi e cerchiamo di dare una minima spiegazione sulle cause: i sogni sono cominciati durante la prima settimana da me trascorsa all’ università nella città dove ( ho scoperto in seguito ) tutti i figli della famiglia sono nati …mmm interessante no?Il primo sogno rimane misterioso, non so come sia potuto verificarsi perchè non ero più in contatto e non incontravo nemmeno più il diretto interessato nei mesi intorno alla data del primo sogno …Invece il sogno relativo alla madre è arrivato 3 settimane dopo averla vista bene per la prima volta …potrebbe aver funzionato da trigger …

All’ inizio intorno al 2011 pensavo veramente che ci fosse qualcosa dietro e che ci fosse una parentela sconosciuta / segreta fra le nostre famiglie, prevalentemente da parte materna, ma scoprendo la loro regione di origine ho dovuto arrendermi all’ evidenza che al 99% non c’è parentela. Ho mostrato una foto della donna a mia madre ma lei mi ha detto che non la conosce. Sta di fatto che sia come date, che come nomi, c’è una connessione con il lato materno della mia famiglia…Ma ci si ferma a una similitudine. Dopo che si è aggiunto un nuovo membro le mie teorie sono aumentate e comunque è stranissimo il collegamento con un mio rituale dell’ infanzia che condividevo con mio fratello …Io come blogger faccio da anni ricerche sul tempo e come funziona il tempo e ho fatto esperimenti con risultati e conclusioni che non si trovano altrove e sono per certi versi inaudite …E’ possibile che ci sia stato un evento nel futuro che abbia avuto un effetto riverbero ( come quando si tira un sasso in un lago per dire ) che è rimbalzato nel passato e mano a mano se ne sentono gli effetti …Quindi se uno degli eventi è già passato e potrebbe riguardare quel nuovo membro mi chiedo quale sia allora il prossimo. Secondo me l’ evento causa potrebbe non essere da ricercarsi nel passato ma nel futuro.

Questa tematica dell’ ” ospite ” e dell’ ” adozione ” che compare in alcuni di questi sogni potrebbe collegarsi in qualche modo con la storia di una famiglia che conosciamo da tantissimi anni che è un po’ parallela alla mia …i nostri genitori fanno lo stesso tipo di lavoro, io assomiglio alla prima figlia, mio fratello e il loro altro figlio sono nati molto vicini di data …e hanno praticato lo stesso sport per un bel po’ di tempo …e guarda caso 3 anni prima dell’ inizio di questi sogni hanno deciso di adottare un ragazzino che ha lo stesso nome e la stessa età del diretto interessato dei miei sogni. Questa è una possibile spiegazione che posso dare anche se non vedo perchè nei miei sogni questa storia dovrebbe reinterpretarsi dopo così tanto tempo.





Channeling: essere un altro

1 03 2015

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Il Channeling e’ una pratica mentale per cui bisogna avere grande concentrazione, grande senso di immedesimazione, ma solamente mentale, non fisica, non reale.
Io riesco a farlo solo quando sono solo.
Significa immergersi nel mondo e nella personalità di un altro, e basicamente e’ una tecnica di fuga dal mondo fisico.
Io ho una sensibilità che non fa parte di questo mondo, e la mia mente e’ intensa come quella di certi personaggi che si possono vedere solo nei film, quelli drammatici dove il personaggio pensa e riflette.
A me non piace niente di come sono, mi sento nel corpo e nella vita sbagliata. Per questo credo nella realtà virtuale, un concetto di Oltre la vita, dove ti stai immedesimando in un personaggio. Non c’è niente di veramente reale nella nostra realtà. Io a volte mi sento così immerso nella coscienza globale da poter ricreare nella mia mente i pensieri di un’ altra persona e viverli come se fossero miei, effettivamente ” giocando ” o ” interpretando ” per un giorno un’ altra persona.
Quante volte voglio dimenticare ogni cosa, spegnere il mondo intorno a me e immergermi completamente nell’ universo immenso e inesplorato della mia mente. Non credo in una sola vita. Sarebbe la cosa più deprimente nella storia del’ umanità. Voglio poter vivere vite diverse.
Alle volte uso ” personalità ” immaginarie, ma altre volte se vengo a contatto con persone ” interessanti ” e ” insolite ” anche solo attraverso una foto, e’ come sentire una frequenza, una eco nel’ aere, posso spegnere me stesso senza che nessuno se ne renda conto, e nella mia mente sfogliare i pensieri di un altro, oppure immaginarli come se li stessi osservando dall’ esterno, come se in altri universi tutti i film fossero reali, e si potessero accedere con la forza della mente.
Forse avrei dovuto essere un attore, pur non essendo in grado di apparire in pubblico, mi sarebbe piaciuto così tanto poter immergere la mia mente nella personalità di un altro.
Io non riesco a credere in una divinità come Dio nel modo in cui lo interpretano le religioni. Per me l’ universo e’ un meccanismo cosciente, e’ evidente che lo e’ perché rappresenta un insieme di persone che osservano questo universo e questo pianeta, perché qui nulla e’ reale. Le sincronicita’ , i cicli temporali, i ritorni delle persone in altre vesti in un loop, non può che essere un programma, un processo comandato.
Ora devo solo capire perché, fra le tante vite disponibili, ho scelto proprio questa.





Eppur vicino ma inesorabilmente lontano – seguito di ” Una storia onirica “

10 02 2015

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Prima di leggere questo nuovo articolo, leggete questo mio precedente :https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/13/il-mio-mistero/

Ricordo come la notte prima del funerale del mio compagno di scuola, nel 2010, ebbi un vero e proprio sogno del futuro. Ho visto ” lui ” su una bici, in un determinato posto, che mi ha mostrato il futuro.

Quel ” lui ” si sarebbe rivelato un suo quasi omonimo che 4 mesi dopo avrebbe stravolto la mia estate, causando indirettamente la fine di una amicizia fraterna, con la persona che ancora adesso più mi manca nella vita. Ho seguito il sogno, ho seguito il nome, mi sono fidato. Ho trasformato la mia estate per un sogno.

A volte sognare il futuro funziona veramente, sapete? Altrimenti come spiegare la amica di penna di Brooklyn, New York, che avevo già sognato in precedenza, con nel profilo facebook le foto di uno stadio protagonista del sogno dove avevo già visto questa ragazza, stessi capelli, stessi vestiti, stessi colori. Stesso luogo.

Come spiegare l’ aver sognato un anno prima la stessa espressione di un amico la prima volta che entrò in casa mia? L’ unica differenza era che nel sogno eravamo solo noi due mentre nella realtà c’erano altre due persone con noi.

Non crederò mai che i sogni non siano reali, che non siano realtà da qualche parte. Può essere che viviamo contemporaneamente una miriade di versioni diverse della nostra vita.

La morte potrebbe non esistere, almeno da dentro, perché potremmo saltare verso la più vicina frequenza mentale attiva giusto al momento della nostra morte.

Ricordo una sera che io e mio padre ci perdemmo nel buio, per la strada verso la mia città, di ritorno da un’ altra…ci eravamo persi, e il buio era un buio profondo. Quella sera vidi per la prima volta il ragazzo che e’ stato ( misteriosamente ) protagonista di una lunga serie di miei inspiegabili sogni ricorrenti, che sembravano raccontare la stessa storia in un puzzle.

Devo ammettere che quella sera del 19 Marzo 2008, nel buio, potrebbe anche essere successo qualcosa. Quello è’ stato l’ anno in cui comincio’ ad avere l’ attenzione dei forumisti un nuovo fenomeno, quello dei salti temporali, spostamenti dimensionali, per spiegarlo il meglio possibile. Cambiamenti minimi, minori o enormi nella propria vita, tali da far ritenere possibile che in realtà passare da un universo all’ altro, da una timeline alternativa all’ altra sia molto più facile di quello che si pensi, e che sia per lo più un fenomeno incontrollato e incontrollabile.

Sono davvero tutti pazzi quelli che un giorno dichiarano che tutto e’ cambiato, e che dichiarano di aver fatto un ” cambio “?

Io non penso veramente sia successo questo, però questo concetto può spiegare come mi sono sentito nei mesi successivi a quella data.

A me pare che in quel giorno qualcosa sia cambiato, e che in un certo senso sia iniziato un po’ un loop sincronicistico che ormai sta girando attorno alla radice come se il nastro che lo facesse girare stesse giungendo a termine.

Fu una strana primavera quella. Dall’ inspiegabile ” attacco convulsivo cosciente ” in un paio di minuti in cui semplicemente non riuscivo a smettere di agitarmi ( ero dal dentista ), cosa che non si è’ mai mai ripetuta, ed e’ avvenuto in perfetta coscienza. E poi il giorno in cui guardando alla finestra ebbi una strana sensazione che portò il mio cuore ad accellerare, costringendomi a chiamare i vicini di casa e mio padre per tranquillizzarmi.

Il mio primo attacco di panico fu intorno al 22/23 Novembre 2007. L’ ultimo Il 29 Maggio 2014. Sentivo quasi che la luce era cambiata, ed ero diventato più o meno fotofobico, se la luce si muoveva a scatti mi impressionava.

Quando scrissi l’ articolo sulla storia onirica era il 13 Ottobre 2014. Il 17 Ottobre rivelai finalmente l’ esistenza dei sogni ricorrenti e lo stesso articolo del nostro blog al diretto interessato. Il 21 Ottobre abbiamo avuto una conversazione a riguardo.

Tutto sembrava finito, il mistero si era sbriciolato in una mancanza di significato, un vuoto. Almeno dentro di me per un po’ ho sentito questo. Eppure, eppure le sincronicita’, quelle continuano. Il mio intuito non può fare a meno di collegare le cose come se avessi uno schemino davanti.

L’ 8 Febbraio ho finito Under The Dome, comprato il 19 Dicembre 2014. Credo che farò un articolo un giorno a riguardo. La cosa davvero interessante e’ che la storia si apriva con questo grande mistero della cupola nel giorno del 21 OTTOBRE. Proprio quella data, fra le tante.

Recentemente ci sono stati intensi e improvvisi avvenimenti nei miei dintorni. Nei miei dintorni personali. E come un computer la mia mente ne ha ricavato un ” tema ” , un nome, la data del’ inizio dei sogni e un compleanno. Come se questo strano mondo mi stesse di nuovo lanciando un qualche messaggio.

Gli appassionati di sincronicita’ ritengono che l’ universo sia ” vivo ” nel senso di cosciente di noi e che sparga messaggi attraverso intuizioni profonde ed epifanie.

Il tutto e’ culminato intorno all’ 8 Febbraio, data per me simbolica per motivi che solo i miei amici sanno, e proprio quando ero arrivato alle ultime pagine del libro. Una data che per me, nel ” ciclo ” dei 4 mesi ( secondo la mia teoria dei giorni collegati, la teoria delle svolte ) e’ collegata all’ 11 Ottobre. Questo per quel che successe il 25 Aprile e 22 Agosto del 2010 ( relativo alla prima frase di questo articolo ).

Quel libro, Under The Dome, presenta scene di visioni, attacchi convulsivi semi coscienti e cambiamenti di luce. Molto molto interessante. Per non parlare del fatto che l’ autore nel libro rende noto il giorno in cui ha iniziato a scrivere il racconto vero e proprio, ultimo dei suoi tentativi di spiegare questa storia. Più’ o meno intorno al 22/23 Novembre 2007. (!!! )

A me pare di essere nella mia cupola, una cupola di loop, sincronicita’, dove tutto ha un suo significato, e dove c’è , anche se pare impossibile, c’è un puzzle da aggiustare.

Non so perché ma io sento qualcosa, qualcosa di familiare, inspiegabile e così profondo che e’ quasi intangibile, eppure e’ come se ci fosse una barriera, come quella della cupola di Stephen King. Persone così vicine ma così lontane allo stesso tempo, così sconosciute ma così familiari allo stesso tempo. Come qualcuno che sta cercando di ricordare qualcosa che non percepisce esattamente cosa. Ecco come spiegare il mio mistero. Ed ecco perché forse nella dimensione onirica, questa barriera viene sollevata.

Ed ecco che si possono vedere cose che altrimenti sarebbero troppo ” lontane temporalmente ” . Come la bambina bionda, la ” sorella ” o ” parente ” che ricorre in una altra serie dei miei sogni, miei e di persone che sognano me, fra l’ altro, con lei, e che forse esiste veramente, forse così lontana forse un po’ più ” vicina” ma allo stesso tempo inesorabilmente lontana. Io la chiamavo la mia sorella onirica, e l’ ho sognata per la prima volta il 2 Giugno 2007, e proprio questo sogno mi ha fatto interessare all’ immenso mistero dei sogni. Negli anni e’ diventata ricorrente. L’ 11 Novembre 2013 la mia migliore amica mi ha sognato mentre ero assieme a questa bambina.

Come allo stesso modo non solo una delle persone della mia vita. Vicine si’ spazialmente ma inesorabilmente lontane. Anche quando c’è qualcosa che attira la mia attenzione, che stimola la mia intuizione. Come il fatto che nella via parallela, vicina ma lontana, a quella dove vive lui,( il ragazzo dei miei sogni ricorrenti che descrivo nell’ articolo nel link ” una storia onirica ” vive colui che tutti credono essere mio cugino, per un gioco fra noi, glielo lasciamo credere. Una specie di scherzo ironico di questo furbo universo col sorrisetto sotto ai baffi. Visto che nei sogni sembra rivelarsi una specie di misteriosa, apparentemente impossibile ” parentela ” fra me e l’ interessato.

Il sogno del 6 Gennaio 2011 in cui sua madre mi dice che da poco hanno scoperto che mia madre e’ la sua sorella ” segreta ” e che presto le nostre famiglie si sarebbero riunite mi e’ rimasto profondamente impresso.

E con la data zero della timewave potenzialmente così vicina, e’ possibile che il nastro si riavvolga fino alla fine? Questo grande mistero avrà mai una qualche sua conclusione?