Racconto breve – Il culto della virtualità

23 12 2018

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         Scritto da Matteo

Si consiglia la lettura ad un pubblico ADULTO, e possibilmente non suscettibile 😉 tutti i diritti sono RISERVATI, per una eventuale condivisione chiedere tramite commento a questo articolo 

  IMPORTANTE: ( Un avviso, nel caso un transgender stesse leggendo, questi sono pensieri che mi sono venuti in mente per allacciarmi alla tematica del mio racconto breve sulla realtà virtuale, e non sono affatto da considerarsi come fattibili e legittimi. Questo è un racconto immaginario, e così deve essere considerato da chi legge ) 

Le persone suscettibili potrebbero provare un’ esperienza di alienazione leggendo il mio testo … se vi ritenete molto suscettibili ignorate questo articolo anche se dubito che ci siano persone più suscettibili di quanto lo sono io! Non so se trasmetterò qualcosa attraverso il mio racconto, ma spero di farvi pensare e ragionare in un modo del tutto nuovo e radicale, perchè quello è sempre stato il mio obiettivo!

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Morire e ritrovarsi in una tuta haptica, ricoperto dalla testa ai piedi. Percepire tutte le sensazioni di perdere il contatto con il proprio corpo e con la realtà che si è sempre conosciuto, e poi essere accolti da un messaggio davanti ai propri occhi, funzionanti: ” Hai terminato una delle tue vite extra nella nostra simulazione virtuale di realtà Terra 2.0. Sei ancora vivo. Sei in grado di accedere di nuovo alle tue memorie originali biologiche, e sei in grado di ricordarti come toglierti la tuta haptica e le apparecchiature che ti hanno permesso di vivere una vera e propria vita virtuale. Guardati allo specchio fornito da Mirrorrevelation. Company e scopri la tua reale identità. Potresti essere sorpreso o scoprire di avere sempre avuto ragione. Scoprirai anche che una vita extra completa ha richiesto solamente 24 ore del tuo tempo virtuale, e quindi il tempo trascorre molto più velocemente su Terra 2.0 Ricordati che aver vissuto questa esperienza virtuale è da considerarsi un privilegio regalatoti dalla nostra azienda. Ci auguriamo che tu voglia ripetere attraverso un altro corpo – avatar. In caso tu sia stato abortito avrai diritto ad un rimborso e ad una vita extra supplementare privilegiata. In caso qualcuno abbia interrotto la tua esperienza virtuale prima del previsto avrai diritto ad un rimborso pari al valore della tua aspettativa di vita come misurata nella tua nazione virtuale di provenienza, e ad una vita extra supplementare privilegiata. Nel caso tu ti sia trovato nel corpo di gender sbagliato ti informiamo che la selezione del corpo avatar è una questione socio economica, e ti preghiamo di informarti per sapere se sei in debito con la nostra azienda. Ora sei libero di vivere la tua vita biologica, ma sappi che ti aspettiamo per una nuova esperienza su Terra 2.0. Arrivederci! “
Era vero. Ero ancora vivo, e ricordavo tutti i particolari su come togliermi la tuta haptica, i guanti haptici, il visore, e tutto il resto dell’ apparecchiatura, compreso il tapis – roulant sul quale mi ” muovevo “, ” camminando ” e tutte le apparecchiature di manipolazione della materia che mi fornivano tutti i vari gadget ogni volta che ne avevo l’ occorrenza. Ed era vero. Pur avendo vissuto una vita pressoché completa, mi trovavo ancora nel corpo dell’ appena ventenne con il quale ho iniziato questa esperienza virtuale. Ma conservavo ancora tutte le memorie della mia vita extra vissuta, anche se sembra tutto un sogno un po’ più impresso del solito. Sono vissuto in Italia, fra il 1990 e il 2095 del calendario di Terra 2.0, ma in realtà sono Dennis, sono nato nel futuro, e ogni vita virtuale vissuta dai miliardi di abitanti del mio pianeta ha richiesto il sacrificio di circa 19 – 24 ore reali. Vivo in una località tropicale, nella versione reale dell’ Australia. E a differenza della mia vita extra, ho un gemello maggiore.
Prima di tutto vorrei parlare della mia esperienza mentale. Perché mi sono guardato allo specchio nella mia stanza fornitomi da Mirrorrevelation. Company, che ha immediatamente scattato una foto e mi ha chiesto il permesso di pubblicarla sul suo sito ufficiale, visitato da coloro che come me si sono guardati allo specchio e ci hanno trovato un’ altra persona. Quindi pressoché il 90% della popolazione umana. Con una certa indifferenza e frustrazione ho dato il permesso.
Una volta raggiunti i 16 – 17 anni nella mia vita extra, posso dire che probabilmente ho avuto esperienza di una sorta di ” body dysphoria “, un termine emerso su Terra 2.0 per una esperienza mentale che qui non esiste. Che ero maschio l’ ho sempre saputo, ma la mia immaginazione era molto attiva, e mi giungevano immagini e scenari, per così dire. Mi è stato spiegato che la nanotecnologia che oscurava la mia percezione sensoriale non funziona sempre in modo ottimale, e spesso permette di far emergere ricordi di una vita diversa da quella ” giocata ” e sensazioni anomale di alienazione. Io sono il contrario di un afantasiaco, sono un superfantasiaco, e facevo fatica a pensare a me stesso come me stesso, dovevo sforzarmi per includermi nei miei pensieri, e forse è stato il risultato della mia generazione di ” cresciuti nei video online “, ma quando io pensavo, pensavo per immagini sia fisse che in movimento, e pensavo attraverso quel che si potrebbe definire, un meme. In più, spesso mi veniva più spontaneo pensare in inglese che in italiano.
Dunque, a 16 e 17 anni erano emerse sensazioni intense in me, un desiderio intenso di essere diverso, mi venivano in mente scenari tropicali, estati assolate e immagini in alta risoluzione di un ragazzo biondo. All’ epoca avevo cominciato a interessarmi ai gemelli, per qualche motivo, forse influenzato dal fatto che all’ epoca guardavo una serie tv di Terra 2.0 con dei gemelli che vivevano in un albergo. Che assieme a me nelle prime settimane di embrione c’ era un gemello mai sviluppato appieno l’ ho scoperto solo nel 2013 anno di Terra 2.0, attraverso una pagina di diario di mia madre. Intendo dire la madre del personaggio che ho interpretato. Ma in un certo senso l’ ho sempre saputo, qualcosa mancava.
Descrivendomi col senno di adesso, all’ epoca, ma senza nessun tipo di esteriorizzazione della questione, mi sentivo come un giovane Michael Jackson, volevo davvero davvero cambiare. E non conoscevo Michael, sì sapevo chi era, ma non sapevo molto al di là del suo nome e della sua fama. Non saprei bene come descrivere quella sensazione disforica, ma guardando un certo tipo di archetipo fisico, mi sentivo ” a casa “, sentivo ” familiarità “. Quella familiarità non è mai andata via. Avevo persino ricordato il mio nome reale, perché il mio nome su Terra 2.0 era un nome Cristiano, un genere di nome che nella mia vita reale non esiste, perché la grandissima percentuale della Storia umana generata su Terra 2.0 è fittizia. Quindi avevo dato un nome a quelle immagini mentali, che facevo in modo di visualizzare nella maniera migliore possibile, e quando giravo da solo in bici, lo sovraimponevo sulla mia immagine, e mi sentivo diverso, sentivo che fare un esercizio mentale di sovraimpressione sul mio corpo mi dava coraggio e fiducia in me stesso.
Dennis in seguito è diventato il mio primo personaggio di un libro, e ovviamente era inclusa la questione dei gemelli che non sanno di essere gemelli, prima ancora di indagare nei diari di mia madre e scoprire che – io – ero, o almeno sarei potuto essere potenzialmente un gemello. Il libro era ambientato in Australia. Quando in seguito trovai in certi film e immagini online, immagini di persone bionde che si avvicinavano in modo sorprendente all’ archetipo che avevo in mente, mi sentivo quasi come se avessi immerso un dito nel futuro e avessi pescato qualcosa. QUASI come. Da allora ho sempre cercato di conoscere e familiarizzare con figure che mi ricordassero questo archetipo. Forse ancora non me ne rendo conto, ma probabilmente cercavo una ” idea percettiva di me stesso ” più che altro. Poi è successo. Due volte ho conosciuto due persone che si avvicinavano a quell’ archetipo, anche se a ben pensarci, solo vagamente, perché non c’ era alcuna somiglianza fra loro e le immagini archetipiche nella mia mente, ma era l’ idea della personalità che volevo cercare. Non posso andare nei dettagli, ma sono state esperienze molto vissute, da una parte la ricerca di un carattere trasgressivo che io non potevo esprimere da solo, dall’ altra parte la ricerca di una personalità dominante e persuasiva alla quale mi sono arreso completamente. Forse è vera la questione delle tracce psicologiche comportamentali che lascia la condivisione di giorni e settimane come embrione con un altro embrione, anche se nel mio caso si tratta di giusto pochissime settimane, ma chissà, forse la ” consapevolezza ancestrale ” e in seguito la ” consapevolezza concreta ” ha influito. Quello che cercavo io era il gemello maggiore. Ho la sensazione che io sarei stato il minore. Ho la sensazione che io NON sarei stato il gemello dominante. Ho persino vissuto due anni di esperienza virtuale alternativa all’ interno di quella che già era alternativa, quella nella quale per due anni mi sono diviso fra due famiglie e ho approfondito l’ amicizia con un vero e proprio secondo fratello, una personalità dominante e impositiva che io cercavo, senza saperlo. E mi sono lasciato inglobare completamente. Lui non corrispondeva all’ archetipo fisico di quelle immagini, ma aveva una personalità che in qualche modo io allacciavo a quella sensazione che avevo provato io. Coraggio, fiducia e trasgressione.
Quella sensazione, con gli anni si è affievolita e tutto è tornato alla normalità, a parte per quelle parentesi in cui mi lasciavo inglobare dalle personalità degli altri … A 27 anni virtuali scrissi un racconto breve, ho riproposto a me stesso queste sensazioni nel mio racconto breve DARK SOSIA: la storia di due sosia che si scoprono per la prima volta, in parallelo con un’ altra coppia di sosia, uno si è autoesiliato e vive da nomade, e l’ altro vive con una madre piena di segreti. I due sosia credono ognuno di essere il gemello dell’ altro poiché sono consapevoli dell’ esistenza passata del gemello, ma si sbagliano. Sono solo simili. E sono avversi l’ uno all’ altro. E’ una specie di metafora per la questione dei gemelli sopravvissuti che prevalgono sull’ altro e crescono e si sviluppano al posto suo. E’ la mia storia breve preferita di mio pugno. E’ veramente opera mia, la sento come mia. Più o meno nello stesso periodo trovai in un cortometraggio online nella zona virtuale chiamata Germania, il nuovo punto di riferimento per richiamare alla mente quella immagine archetipica. Ve lo potrei giurare, guardare quel cortometraggio, fu come tornare veramente a casa propria, in un modo ancora più assoluto che in passato. Quel giovane di un anno in meno di me era l’ incarnazione stessa di quello che sentivo io da adolescente. E’ una sensazione alienante ed estraniante, come non essere più sicuri di appartenere a questo mondo. Ora, qui, nella vita reale, ho scoperto che il mio gemello regredito nell’ utero di mia madre virtuale, è tornato a usufruire dell’ esperienza Terra 2.0, e grazie ai privilegi forniti dall’ azienda, ha potuto ottenere un corpo avatar quasi identico al suo corpo originale e legittimo, e nacque nel 1991 e divenne un attore, e quando la sua esperienza finì, scoprì di essere il mio gemello. L’ esperienza scritta in DARK SOSIA è stata in un certo modo vissuta veramente: Quando ho scoperto i cortometraggi di (…), mi son detto, sconvolto, che Dennis era entrato nella realtà ” reale “, come una sorta di avatar, la mia immaginazione lo ha reso concreto, DENNIS esiste. Ma il suo nome da personaggio era prima DIMI, poi DAVID. Sapete, quelle sensazioni principali, di impatto, che uno ha quando percepisce come se la realtà avesse pescato dalla tua mente e avesse manifestato la realtà proprio come la volevi tu. (…) sembrava come pescato dalla mia immaginazione e incarnato in un vero avatar.
Mi dicevo così: ” Sono davvero colui che risponde alla mia immagine nello specchio? Certe volte si adatta così bene alla mia interiorità. Ma altre volte, a contatto con determinati archetipi ed esperienze, emerge una manifestazione diversa da me, libera da tutte le nevrosi e le peculiarità che fanno me – me -. ” Ma non mi sono fatto coinvolgere troppo, per ovvi motivi. Rimase una sensazione sotterranea, silenziosa, alienante, di non essere quello che sono. Ma ormai mi ero identificato con il mio corpo, anche se raramente includevo me stesso nei miei pensieri ” meme “, mi stavo sforzando. La razionalità troppo – convinta – non mi ha mai convinto. Per determinati periodi l’ ho presa in considerazione e l’ ho fatta mia, ma le domande e i misteri rimanevano gli stessi, e a volte si accumulavano invece di diminuire. La razionalità su Terra 2.0 è percepita da noi che torniamo in noi stessi come un livello di immersione nell’ esperienza recitativa così alto che ci si identifica completamente con la propria identità fittizia e il proprio mondo ingannevole. Fortunatamente, ho potuto scegliere un grado di immersione abbastanza basso da permettermi di ricordare chi ero veramente ad un certo punto, e permettermi di studiare il sistema strutturale della realtà virtuale e andare al di là di tutti dogmi razionalisti, di andare contro corrente, e di essere oltre con i tempi, così oltre che non venni mai veramente compreso. Anche perché per anni sono stato contradditorio, e ho dato ragione ai razionalisti. Ma dentro di me covavo riflessioni che stimolavano la mia immaginazione, persino quando avevo svuotato la realtà di tutte le potenziali bugie, persino allora, permanevano in me sensazioni di non essere nella realtà giusta.
Poche cose erano apparentemente irrazionali e inspiegabili anomalie come lo erano i cosiddetti transgender, un fenomeno che nella vita reale non esiste, e che è emerso unicamente dalle esperienze virtuali di Terra 2.0 … E nessuno ci era arrivato. Nessuno ci era arrivato. Solo io volevo crederci. Tentavo di trovare qualcosa online, qualcuno deve aver fatto la connessione. Hallo? C’è qualcuno a casa in quelle teste di cavolo? ( E non intendo quelle dei transgender, ma dei razionalisti estremi )
Cercavamo gli alieni con i telescopi e i messaggi nello spazio, alieni che non abbiamo mai trovato, e non indagavamo la metafisica dell’ essere transgender. Nessuna filosofia semi gnostica era emersa che li facesse emergere come simboli, nessun guru della tecnologia ci era arrivato. Neppure quando i transgender parlavano della loro sensazione di percepire organi fantasma che non erano nel proprio corpo – avatar. I transgender, le anomalie più evidenti che avevamo a disposizione per arrivare alla verità, eppure nessuno ci ha pensato.
I transgender avevano un grado di immersione nel programma così basso che ricordavano chi erano, si percepivano come costretti a ingannare la gente, si vedevano come attori, e prima di emergere come transgender alcuni ritenevano che tutto il mondo si fosse trovato ad interpretare un ruolo che non gli apparteneva veramente, e che quel fenomeno fosse un apprendimento culturale al quale bisognava adattarsi. Ma come avrebbero potuto i razionalisti riuscire a sondare la verità nascosta? Loro erano i ” pazzi “, paradossalmente, e i transgender erano le persone più ” aware ” sulla Terra ( 2.0, vorrei ricordarvi ) E infatti ognuno di loro aveva ragione, e l’ azienda che permetteva l’ accesso a queste esperienze virtuali si era trovata abbastanza nei pasticci quando erano iniziati ad emergere i primi casi di scandalo. Non sembrava molto etico fornire a queste persone degli avatars di sesso sbagliato. Ma il consumismo non si poteva arrestare, doveva andare avanti, tanto l’ esperienza virtuale sacrificava solo 24 ore e anche di meno. La clausola del rimborso aveva permesso loro di non modificare il sistema. Coloro che sono tornati alla vita reale e si sono opposti al culto diffuso tramite l’ azienda, si sono chiesti come abbiamo fatto a non rendercene conto, a non pensare in maniera diversa, fuori dal quadrato. Come sono stupidi a volte gli umani. Hanno le risposte davanti agli occhi, esposte alla luce del sole, e non le considerano. Non le immaginano neanche.
La nostra Terra ( 2.0 ) e la nostra Storia è nata dalle menti e dalle capacità tecnologiche e letterarie di esperti di tecnologia virtualistica, haptica e nanotecnologica, e da un vero e proprio team di persone dedicate, che nel corso della Storia hanno trasmesso degli imput alla popolazione online, creando quella Storia fittizia tanto cara a chi la vive.
Il giorno della presentazione del progetto il mondo reale cambiò per sempre. C’è stata una conferenza stampa in diretta globale, e ci hanno detto che era stato creato un universo virtuale, creato per risultare quasi del tutto identico al nostro, aveva un passato manipolato tutto da scoprire ed era già allo stadio di evoluzione che permetteva la vita umana, ci hanno detto che avrebbero permesso l’ accesso dell’ ambiente virtuale a delle persone paganti, e che esse sarebbero dovuti partire con l’ unico accesso ad avatar di persone che noi definiremmo ” cavernicoli ” e che avrebbero dovuto piazzare le basi per permettere lo sviluppo di una Storia relativa al mondo e alla civiltà alternativa.
La chicca era che grazie all’ ingerimento di agenti nanotecnologici del tutto innocui, i giocatori avrebbero perso temporaneamente il contatto con la realtà e avrebbero interagito fra di loro come se le loro personalità reali non fossero mai esistite. Ai primissimi giocatori vennero forniti ricordi di un passato relativo al personaggio che in realtà non esisteva. Avevano a disposizione dalle 10 alle 15 ore di tempo reale, ma dentro al gioco ne sarebbero passati qualche decina. Furono seguiti in diretta globale attraverso un canale apposito. La popolazione era incredula ed estasiata. Si vociferava che avevano risolto il problema della mortalità, comprimendo una vita di percezioni intera nella finestra temporale di una decina di ore. Chi tornava alla realtà reale lasciava nel mondo virtuale un corpo vuoto, un avatar spento, e quelli che assistevano alla sua ” morte ” credevano fosse reale.
Gradualmente il mondo virtuale venne aperto al pubblico, ed era stata organizzata una lotteria, e chi riusciva ad essere scelto aveva la possibilità di cominciare una vera e propria vita alternativa, dapprima come embrione, poi come bambino e l’ avatar cresceva e percepiva esattamente come nella realtà. Nessuno poteva rinunciare ad una simile opportunità. Con il passare dell’ evolversi dell’ ambiente e della cultura fittizie, sempre più gente aveva il permesso di partecipare, e gradualmente l’ utilizzo di un avatar di qualità venne associato al proprio status economico. Vennero create delle succursali in altri continenti, che si organizzarono dapprima in modo indipendente, poi vennero fuse alla realtà di base, facendo credere ai popoli di incontrarsi per la prima volta.
L’ esperienza era un po’ diversa, nelle epoche passate. C’ era molta più possibilità di interazione con la ” realtà di Fonte “, per esempio ingerire e fare uso di psichedelici riduceva la funzione offuscante dei neuroni manipolati dalla nanotecnologia e permetteva di parlare con delle ” entità guida ” che venivano chiamati ” Logos “. Vennero organizzate le creazioni delle religioni, attraverso dei profeti con un grado di immersione minimo o assente, silenziosi agenti consapevoli della realtà fittizia. All’ inizio l’ azienda aveva un po’ di apprensione e di paura, a lasciare le persone in balia di corpi che non gli appartenevano, ad un ambiente che non esisteva concretamente. Perché poi tornavano alla realtà, e la funzione di immersione non era sempre perfettamente funzionante, alcuni si svegliavano e venivano percepiti come impazziti, altri invece decidevano di interrompere il gioco.
Gradualmente, coloro che tornavano alla vita reale, venivano seguiti da team di tutori e psicologi addetti, per aiutarli a capire cosa era successo, e riadattarli alla loro vita. Moltissima gente si impegnava successivamente a girare il mondo, e a cercare i loro parenti fittizi online, per riallacciare i contatti con queste persone lontane con le quali inconsapevolmente avevano condiviso intere vite.
Come umanità, ci sentivamo molto più uniti e consapevoli, l’ empatia era diffusa, la vita reale era stata cambiata. Ma il mondo virtuale si sviluppava, cresceva, si evolveva e gradualmente si stava sviluppando una sorta di sovraimpressione su quello reale, era diventato più importante, economicamente e culturalmente prezioso e sacro addirittura, la vita reale era lasciata da parte, sottovalutata, si stava perdendo il significato, si preferiva usufruire di vite extra.
Nella vita virtuale i soli contatti con la vita reale provenivano da brillanti scrittori con le loro opere suggerite da memorie ancestrali e remote, dalla capacità di comprensione del sistema a cui potevano arrivare le grandi menti, alcuni ci arrivavano con la logica, altri ci arrivavano attraverso ricordi improvvisi, come se fino a quel punto fossero stati come ipnotizzati, arrivavano immagini improvvise, sensazioni, un’ intera gamma di fenomeni psicologici e comportamentali che nella realtà reale non esistevano, che si erano sviluppati solo attraverso l’ esperienza di vivere vite fittizie. Disforia, la credenza in vite precedenti, la percezione dei transgender, erano alcuni di questi fenomeni.
E mentre le ore di gioco aumentavano, e raggiungevano le 20 o le 24 ore, gli avatar diventavano sempre più complessi, le vite diventavano sempre più interessanti e profonde, variegate e incredibili, ad un certo punto della Storia, la globalizzazione del sistema Terra 2.0 si era fatta completa. Miliardi di utenti usufruivano di vite extra. E l’ azienda si arricchiva, dominava il mondo reale, monitorava il mondo virtuale e lo diffondeva sui canali appositi alle popolazioni, e si diffondeva quella propaganda che divenne un vero e proprio culto.
La nostra società si divise, alcuni si ribellarono, tornarono indietro, in un passato più semplice e anti tecnologico, altri si spostarono su altri pianeti, sulla Luna, e altri ancora erano ancora troppo poveri e arretrati per partecipare all’ esperienza che contava di più in assoluto. E questi mettevano l’ acceleratore, con un solo obiettivo in mente, andando oltre la volontà della gente. Ad un certo punto alcune società ristrette avevano deciso di imporre l’ uso di Terra 2.0 alle loro popolazioni.
Avevamo a disposizione potenzialità senza precedenti, ma avevamo perso tutti i nostri valori precedenti. Una gran parte di noi si sentiva in colpa per aver permesso senza ribellarsi e senza fermare l’ azienda, di aver manipolato intere generazioni, che si svegliavano portandosi dietro anni di vita vissuta per poi passare il loro tempo reale alla ricerca della vita vissuta e perduta. Perchè pochissimi riuscivano a ottenere tutto dalla vita fittizia e a sfruttare tutte le occasioni.
Speravamo che un giorno quella esperienza virtuale venisse conclusa in qualche modo, che si potesse finalmente tornare a vivere in modo più concreto, perché ad ogni modo, noi morivamo ancora, e non sapevamo cosa ci fosse al di là, e alcuni di noi temevano che anche le nostre vite considerate reali fossero esperienze fittizie, temevamo di doverci accontentare di identità temporanee senza mai trovare le nostre identità di Fonte, di base. L’ azienda prometteva vita senza fine, e poi faceva tornare le persone in una realtà dove si moriva ancora. Certo, era solo un giorno, ma non sembrava corretto. Ma ci siamo organizzati. Abbiamo sviluppato un piano, un progetto che ha un obiettivo. Risvegliare tutti quanti e far sparire Terra 2.0. Perché Terra 1.0 era sufficiente.
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La storia dell’ universo – uovo di Andy Weir

29 01 2018

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Ho trovato questa fenomenale storia: Un racconto breve che ti rimane dentro per sempre

” Eri sulla via di ritorno per casa quando sei morto. Niente di particolarmente originale, semplicemente un incidente d’ auto, ma comunque fatale. Hai lasciato dietro una moglie e due bambini. Non hai provato dolore. Hanno provato a salvarti la vita, ma non ce l’ hanno fatta. Fidati, è meglio che tu sia morto perché le condizioni fisiche del tuo corpo non erano compatibili con una vita decente. E quindi hai incontrato me “

” Cosa è accaduto? Dove sono? ” e io risposi ” Sei morto ” perché non c’era motivo di girarci attorno.

” Sono morto? ”  e io risposi ” Sì, ma non sentirti male per questo. Succede a tutti quanti “

” Che posto è questo? E’ così il dopo – vita ? ” e io risposi ” Più o meno “

” Sei Dio? ” e io risposi che sì, lo ero.

” Ma i miei figli, e mia moglie …? Staranno bene? ” e io risposi ” E’ positivo che ti preoccupi delle persone a te care.

Per te non sembravo esattamente un Dio, più una persona comune, o meglio ancora una figura vaga. ” Non preoccuparti. Staranno bene. Ti ricorderanno positivamente. Tua moglie piangerà, ma nel suo intimo sarà anche sollevata. In effetti il vostro matrimonio era in crisi. Certo, non le piacerà sentirsi sollevata “

” E ora che cosa succede? ” e io risposi ” Tornerai fra gli umani “

” Oh. Quindi gli Orientali avevano ragione ” e io risposi ” Un po’ tutti hanno ragione” 

” Ma che motivo c’è di tornare fra di loro? Non ricorderò nulla della mia vita, giusto? Quindi non importano le mie esperienze personali “

” Non è così. Dentro di te possiedi tutte le esperienze di tutti gli umani, solo che non te le ricordi – adesso – ” e continuai ” Sei un essere più grande di quel che credi di essere. Una personalità è solo una frazione della tua identità. Se rimarrai qui ancora per molto, comincerai a ricordare tutto quanto. Ma non è consentito fra una vita e l’ altra “

” Quante volte sono tornato fra gli umani prima d’ ora? ” e io risposi ” Hai vissuto tante altre vite. E questa volta, sarai una contadina Cinese nel 540 avanti Cristo “

” Cosa? Mi mandi indietro nel tempo? ” e io risposi ” Tecnicamente, per te. Qui le cose funzionano diversamente. Il tempo esiste solo nel tuo universo “

” Io vengo da qualche parte. Qualche altro luogo. E ci sono altri come me. So che ora vorresti vedere il mio mondo, ma onestamente non potresti comprenderlo “

” Quindi ho interagito con me stesso a un certo punto nel tempo ” e io risposi              ”  Accade ogni singola volta, anche se non puoi saperlo ” 

” Quale significato ha tutto questo? ” e io risposi ” Chiedi a me il significato della vita? Un po’ stereotipata come domanda ” ; ” Ma è una domanda ragionevole “

” Abbiamo creato questo universo per farti maturare ” e tu chiedesti ” Avete creato l’ universo per far evolvere l’ umanità? ” e io risposi ” No. Solo per te “

” Solo per me? E tutti gli altri umani? ” ; ” Non c’è nessun altro “

” Ma tutte le persone della Terra… ” e io risposi

” Sono tutte le tue reincarnazioni  ” 

” Sono ogni umano vissuto sulla Terra? ” ; ” Stai cominciando a ricordare …”

” Quindi sono Abramo Lincoln. E John Wilkes Booth. * che ha ucciso Lincoln “

” Sono Hitler? ” ; ” E anche tutte le sue vittime ”

” Sono Gesù? ” ; ” E tutti i suoi discepoli e credenti “

” Ogni volta che hai fatto del male a qualcuno ” dissi ” Lo hai fatto a una versione di te stesso. Ogni atto di bontà, lo hai fatto per una versione di te stesso. Ogni emozione negativa e positiva è stata vissuta da una versione di te stesso “

” Perché tutto questo? “

” Perché un giorno diventerai un Dio. Ma non ancora. Per adesso sei solo un embrione di Dio. Ti faremo nascere solo quando avrai vissuto tutte le vite di tutti i tempi “

” Quindi l’ universo è …”; ” Un uovo, un utero “

” E’ ora di vivere la tua prossima esistenza ”      

 

       





Indagine nei miei misteriosi sincronici enigmi mentali – reincarnazione?

23 01 2018

DISCLAIMER: questo articolo parlerà di alcune cose che mi sono spesso chiesto, enigmi dell’ infanzia e pensieri che sono emersi all’ improvviso in alcune fasi della mia vita. Potrebbero essere spiegati collegandoli ad alcune vicende o aspetti della mia vita, ma ho scelto di considerarli – potenziali – non sicuri, ma potenziali sprazzi di memoria ( diversa dalla memoria come la conosciamo, evidentemente ) che potrebbero richiamare vite precedenti.

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UNA VITA PRECEDENTE A WILLEMSTAD, PUNDA, CURACAO?

Partiamo con una storia che avevo ” immaginato ” nell’ infanzia, dove per anni ho descritto come ” amici immaginari ” e ” racconti creativi ” un uomo e una donna, potenzialmente di origine Italiana / Spagnola, chiamati Mario e Rita, ai quali si affiancava spesso una donna ricca chiamata ( Lu Sosa – non il nome esatto ma un nome vero che si avvicina più evidentemente a quello che le avevo attribuito ), con due figli maschi ( forse tre, forse c’ era una femmina, che immaginavo come una piccola combinaguai che alla fine sarebbe diventata ragazza madre, ma visto che questa parte della storia si collega a un’ altra potenziale vicenda tenderei a spiegarlo in un altro modo ).

Davo sempre la stessa descrizione della donna chiamata Rita, e nei racconti creativi mi concentravo sempre sull’ età di 28 anni per qualche motivo a me ignoto. Questa donna aveva la stessa età del marito, e il marito svolgeva un lavoro impiegatizio, ( mentre forse la donna faceva la farmacista o qualcosa di simile, ma potrei aver preso questa ” ispirazione ” per via del lavoro simile ( non uguale ) di mio padre ) … che non saprei descriverlo meglio, e forse il marito non era molto fedele, o c’ era un triangolo amoroso non molto serio, quasi un flirt, fra l’ uomo e la signora ( Lu Sosa ), della quale la moglie era al corrente. I figli li avevo chiamati Giulio e Giuseppe / Giovanni ( non ricordo più bene ). Vivevano in una città non meglio definita chiamata Panda ( che in teoria potrebbe essere una traduzione a voce di Punda ) che aveva la peculiarità di essere divisa in due sezioni. L’ altra sezione aveva un nome simile, ma più lungo.

Davo sempre la stessa descrizione della donna ( Rita ) con la quale quest’ uomo viveva. Capelli ricci, biondi o rossi, ma più sull’ arancione, quindi comunque chiari. ( pare quasi la descrizione della amica di mia madre …ma non sono affatto sicuro che lo fossero all’ epoca in cui ho cominciato a raccontare questo …e in ogni caso sono sicuro che non pensavo a lei, anzi sinceramente non ricordo quasi per niente la sua presenza nella mia vita , mentre invece c’è in anni recenti  )

SOLUZIONE? Qualche anno fa avevo scoperto che la ” città ” di Punda esiste veramente, anche se in realtà è più un distretto, incluso nella città dal nome ufficiale di Willemstad, nei Caraibi, a Curacao, città che è effettivamente divisa in due distretti affini, Punda e Otrobanda. Qualche giorno fa ho scoperto che nella città c’è un locale ristorante chiamato   ” da Mario ” …in più per qualche oscuro motivo ( a Willemstad si parla / scrive perlopiù – come seconda lingua ufficiale l’ olandese ) a diciassette anni, se ricordo bene che età avevo, ho cominciato per un breve periodo , improvvisamente a studiare da solo l’ olandese e volevo impararlo bene. Non so se quelle persone esistessero veramente, ma sono stupito dal fatto che Lu Sosa sia un nome reale. Nei miei racconti creativi, Lu Sosa era una donna ricca, bella, forse un po’ vanitosa e invitante, se si può dire così, e forse aveva capelli corti e rossi …

SINCRONICITA’: ho avuto solo una storia sentimentale nella mia vita, fra i quindici e i sedici anni …per qualche motivo la ragazza forse a livello inconscio assomigliava a quella figura immaginaria ma di capelli era più scura, ce li aveva praticamente neri. Non ho mai capito chiaramente come sono andate le cose, ma sapevo che nel frattempo avevo una migliore amica, che era anche sua amica, e forse c’ era stata una discussione fra di loro. Il ricordo più nitido è quello della prima volta in cui ci siamo lasciati …stavo al telefono con due persone quel giorno, lei e la sua / mia amica …

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IMMAGINI ” EMERSE ” DALL’ INCONSCIO …C’E’ UN SIGNIFICATO?

Più o meno nel periodo in cui ho scritto il mio primo racconto lungo a mano, all’ inizio del 2006, ( 15 – 17 anni ) era cominciata ad

emergere una immagine dentro di me …impegnato con lo studio, non ero molto bravo nel sociale, e avevo immaginato in frequenti ” meditazioni ” ( se così le vogliamo definire …sono più pensieri emersi in automatico ) che rappresentavano quasi metaforicamente ” qualcuno / qualcosa di meglio di me “, una personalità più sicura di sé …mi divertivo a vedere fin dove potevo arrivare a immaginare questa figura fino al massimo di nitidezza da me immaginabile, me lo immaginavo sempre alla luce del sole per qualche motivo …

Bè … non so spiegare questa cosa, forse avevo voluto dare un’ immagine a una parte di me perché, come faccio spesso, pensavo sempre troppo e avevo un sacco di dialoghi interiori dentro di me. Chiaramente volevo essere diverso per qualche motivo che non ricordo più bene …fatto sta che questa immagine mi è sempre parsa familiare da allora …l’ ho quindi inserita nel racconto, e in altri racconti, per esempio il più recente Dark Sosia. Anche il nome che gli avevo dato nel primo racconto del 2006 aveva un suo senso, perché non so come mai nella mia mente mi dicevo …se esistesse una persona così credo dovrebbe chiamarsi Dennis.

Quando anni dopo ho visto un film praticamente sconosciuto, mi era rimasto impresso perché per qualche motivo lo sentivo affine, quasi che richiamasse maggiori particolari su quell’ immagine emersa dal nulla. Questo film si chiamava CrissCross …

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L’ ambientazione inclusa nel film mi sembrava affine a quello che immaginavo ( Key West, Florida …) , quasi fosse stata una precognizione che è tornata indietro e ha dato origine all’ immagine comparsa dal nulla che mi divertivo a elaborare sempre più nitidamente nella mia mente.   

 

 

 

 

Risultato immagine per contact 2010

ABORTITO NELLA VITA PRECEDENTE A QUESTA?

Come spiegavo nell’ articolo precedente, c’è un collegamento fra la mia storia onirica ricorrente della quale ho parlato spesso in questo blog …

Nell’ ottobre del 2009 avevo appena iniziato a studiare in una città vicino alla mia, e ho cominciato a sognare …un ragazzo e sua madre i protagonisti, un po’ a turno … https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/13/il-mio-mistero/

Nessuna spiegazione apparente, il ragazzino era un tizio qualunque che avevo conosciuto e con il quale avevo scambiato un paio di conversazioni e che all’ epoca dell’ inizio dei sogni, alle prese con il nuovo inizio dell’ università e con tutti altri pensieri, non vedevo da tantissimo tempo … quasi una cosa a random.

Fino al Gennaio del 2011, quando la mattina dell’ Epifania sognai che sua madre e mia madre si incontravano e si preparavano a una riunione fra famiglie, con tanto di regali da scambiare, e nel quale la donna mi diceva che era imparentata con mia madre. Ci avevo ragionato sopra, ma avevo concluso che era altamente improbabile che ci fosse una parentela del quale nessuno era al corrente. All’ epoca tenevo ancora in grande considerazione i sogni, come messaggi di qualcosa di realistico, forse futuro, ma ora non ne sono più tanto convinto. Rimane il fatto che i sogni mi hanno sempre donato particolari intriganti che mi aiutano a riflettere.

I sogni si sono ripetuti a distanza di mesi l’ uno dall’ altro, e ancora adesso ogni tanto emergono ( l’ ultimo giusto a capodanno scorso ), e uno in particolare mi ha di nuovo dato tanto da pensare …16 Marzo 2015, visitavo la casa del ragazzo e della donna, e per la prima volta c’ erano anche gli altri componenti della famiglia che non avevo mai sognato prima …mi sentivo leggermente a disagio, quasi timido e indeciso sul da farsi …venivo fotografato e ad un tratto la donna mi abbracciò e mi chiamò ” figlio mio ” …

Fra Gennaio 2011 e Marzo 2015 avevo pensato molto a questa storia, cercavo di spiegarmi perché avrei dovuto sognare persone che vivevano nella mia città , ma con  i quali non c’ era alcun legame di qualche tipo, estranei, sconosciuti che diventavano familiari e consueti nei sogni …

Tornando alla storia della bambina, essa faceva sia parte di un gioco – rituale che facevo da bambino con mio fratello, nel quale cercavamo sempre di far nascere questa bambina, sempre d’ estate, sempre con il nome di Giulia …e faceva anche parte di una serie di sogni che erano emersi per la prima volta nel 2007, quando sognai che sarebbe nata al Sud, d’ estate, ( la data era 9 Luglio ) e la vedevo anche da cresciuta, bionda con gli occhi scuri, e per qualche motivo veniva mostrata a una folla, fra i quali riconoscevo i miei nonni materni. La bambina è sempre apparsa o assieme a mia madre o assieme ai miei nonni materni ( forse richiamava la figura di mia cugina del lato materno? Perché ci somigliava anche se nei sogni aveva i capelli sì biondi ma più lunghi, e di faccia era diversa.

Sono stato persino sognato dalla mia amica, c’ eravamo io, lei e questa bambina …

Qualche anno fa alla famiglia di sconosciuti concittadini che nei sogni diventavano misteriosamente familiari e amici si è aggiunto un altro membro …indovinate un po’, una bambina somigliante a quella dei miei sogni ricorrenti. Stesso nome. Estate. Mi è capitato altre volte di sognare scene del futuro ( se così si può spiegare questa incredibile coincidenza ) per esempio quando , un anno prima di conoscerla, sognai una amica di penna di NY, Brooklyn, dove ci incontravamo di persona, e quando la conobbi su fb riconobbi immediatamente immagini dello stadio dove ci eravamo incontrati nel sogno che lei teneva nel suo profilo …la figura era la stessa, dai capelli alla corporatura ai vestiti …

Dicevo nello scorso articolo che ipotizzo che se in una vita si viene abortiti teoricamente si dovrebbe ripetere il turno nello stesso segno o ascendente, perché nessuno stadio spirituale di reincarnazione si può saltare. In questo caso l’ affinità fra la vita successiva e quella dell’ ” incidente di percorso ” in utero potrebbe essere più affine del solito, e se fosse vero , ciò potrebbe richiamarsi alla memoria attraverso sogni e sincronicità di vite che viaggiano su linee parallele che non si incontrano mai, non importa quanto siano vicini …si può descrivere così questa mia circostanza, anche se ho avuto occasioni rarissime di scambiare giusto una manciata di parole con alcuni dei componenti della famiglia, ma sono solo episodi momentanei, mentre le nostre vite si intersecano in certi periodi ma mai si congiungono …Quindi mi chiedo, dovevo nascere fra loro? E’ per questo che sono emersi quei sogni, a partire dalla settimana in cui ho cominciato a studiare nella città dove tutti i figli di questa donna sono nati? Ed è per questo che nella vita successiva ( sarei quindi sostanzialmente a una tappa doppia, son dovuto ripartire … ) vivo a poca distanza da loro? Cosa sarà successo fra il 2 e il 16 Giugno 1989? Nella mia ipotesi di reincarnazione, c’è un periodo di ” riposo e ricostruzione ” fra la morte e la nascita successiva , il periodo che trascorriamo nell’ utero …come per i bruchi e le farfalle quando passano per la crisalide.

Sapete che 8 persone su 10 vengono concepite assieme a un gemello che di solito non riesce mai a progredire e muore? I concepimenti di gemelli sono numerosissimi rispetto alle effettive nascite gemellari. Spesso i sopravvissuti e/ o i loro genitori non ne vengono mai al corrente. Naturalmente si tratta del mio caso, cosa che ho scoperto solo da una riga di diario di mia madre. Cosa succede in questi casi se si ragiona secondo i metodi della reincarnazione? Si è morti assieme a qualcuno e ci si separa in quel modo? Per poi magari ritrovarsi più avanti? Oppure si viveva una vita da gemelli ma nella successiva bisogna separarsi? Un gemello ripete il turno? Forse il grande sistema che regola le reincarnazioni non è da attribuirsi a operazioni divine …Forse dobbiamo accontentarci di un sistema umano che sta dietro al sipario, a regolare tutto questo …umano dunque fallimentare.

Le persone che vivono a contatto con interferenze di personalità ( personalità multipla ) e il fenomeno del gemello fantasma potrebbero spiegarsi in questo modo …errori del sistema.  🙂            





Il mistero del mio puzzle onirico – Il remake

11 10 2017

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Era una mattina di otto anni fa ( 11 ottobre 2009 ) quando iniziò il primo sogno che andò a formare un vero e proprio puzzle onirico.

Vidi un ragazzino mio conoscente entrare in casa mia, e mettersi sul divano con una faccia triste. Per distrarlo, gli mostrai una console di videogiochi. Poco dopo arrivò una donna che disse che doveva portarlo via, ma nel frattempo io chiesi a mia madre se lui sarebbe rimasto con noi. E lei disse di sì.

Avevo conosciuto il ragazzino nel marzo dell’ anno prima ( la mia memoria mi porta al 21 marzo 2008 ), mentre passavo in bici per il parco e un ragazzino dell’ oratorio mi fermò per salutarmi e mi presentò i suoi amici. Giocavano a carte. Più avanti lo ritrovai sempre al parco che teneva compagnia a due miei amici più grandi, che all’ epoca erano i miei migliori amici.

Non sapevo quasi niente di lui, e avevo appena iniziato l’ università, quindi avevo la mente concentrata su grandi cambiamenti e su un’ altra città. Non mi spiego, ancora adesso, come mai proprio lui e come mai proprio in quel momento.

Per un certo periodo il mistero si concentrò su di lui …I sogni continuarono e nel frattempo nella vita reale, sia prima di ottobre che nei mesi successivi , non lo vedevo più in giro e frequentavo l’ università. Due settimane dopo sognai che il ragazzino non si trovava, in città lo stavano cercando, e io per qualche motivo lo avevo incontrato recentemente e lo stavo cercando anch’ io …

A dicembre sognai che lui e la sua famiglia si sarebbero trasferiti e che lasciavano la casa ad un altro proprietario. Li vidi sistemare pacchetti da portar via e coprire i divani con un telo trasparente. Tenete conto che – non conoscevo nessuno della sua famiglia – non ancora , almeno.

A gennaio 2010 ( e visto che annoto sempre i sogni interessanti, era il 10 gennaio ) ho sognato che il ragazzino era in cucina da me, e chiedeva a mia madre di farlo restare perché non aveva un altro posto dove andare. Se ricordo bene, vicino al tavolo da cena c’ era un seggiolino da bambino piccolo, ma non mi spiego il perché.

Nel frattempo, durante l’ anno, il suo fratello maggiore cominciò a rivolgermi la parola quando mi incontrava, ma non lo conoscevo, e si trattavano solo di incontri senza molto significato. Ma nel frattempo – due eventi FORTI nella mia vita – catalizzarono la mia attenzione su un certo nome – il nome del ragazzino – e furono: la morte di un mio compagno di classe che vidi il giorno prima in giro e che passò affianco a me poche ore prima di morire e un’ amicizia ” del destino “, di quelle che provocano un IMPATTO e lasciano un SEGNO. Ho trasformato la mia estate per un sogno perché nel giorno del funerale del compagno morto, avevo sognato che avrei incontrato un suo omonimo e che saremmo stati amici. La faccenda è complicata e non posso raccontarla. Ma posso dire che non dimenticherò mai le due TEMPESTE che sono scoppiate intorno a quel NOME.

Nel frattempo l’ 8 aprile 2010 ( che 7 anni dopo sarebbe stato il giorno del funerale di mio nonno materno ) sognai che eravamo a un funerale realmente accaduto nel 2009 e il ragazzino e la madre avevano raggiunto la chiesa e la madre ringraziò la mia famiglia per essersi preso cura di lui ( ? )…All’ epoca non capivo.

Nel dicembre del 2010 ( ovviamente nel giorno del Santo di quel nome ) iniziai uno stage lavorativo in una scuola, e cominciai a vedere più spesso il fratello maggiore del ragazzino. E poi un giorno sua madre entrò e parlò con il nostro staff. Forse è stato quello a triggerare il sogno che cambiò le cose in gennaio.

Gennaio 2011. Epifania. Mi sveglio con il ricordo di un sogno sul quale ho dibattuto mentalmente per anni. C’ era sua madre e il ragazzino con dei pacchi regalo , e io li raggiungevo e lei diceva che era contenta di avermi conosciuto e che aveva scoperto di essere imparentata con mia madre e che le nostre famiglie si sarebbero riunite. ( Devo ammettere che questo sogno smosse dibattiti mentali perché allo stato attuale sono sicuro al 99% che non c’è nessuna parentela fra mia madre e la sua.  

Non ci furono altri sogni fino al maggio del 2012 , quando sognai che io e il ragazzino eravamo amici e conversavamo di un’ attività sportiva. Comunque nel 2011 e 2012 ci fu una pausa onirica, e io ero impegnato con tutta un’ altra storia di vita.

Ma quello che successe nel 2013 mi fece pensare molto, e mi ha fatto tornare a riprendere tutto e unire i puntini. Dovete sapere che la mia passione per i sogni e la loro decifrazione deriva dall’ aver sognato, la mattina di un 2 giugno 2007, una bambina, precisamente la nascita di una bambina di nome Giulia in estate, in Puglia. A darle nascita era mia madre, e c’ erano anche i miei nonni materni, sebbene la nonna fosse già scomparsa all’ epoca. I nonni materni in Puglia …? Mmmm… Quello era strano, perché mia madre non è Pugliese. La vidi anche cresciuta, bionda e con occhi scuri. La sognai anche nell’ estate del 2008, questa volta nella terra dei miei nonni materni, che erano presenti, assieme a mia madre, ed era più grande, e sempre bionda, e si chiamava sempre Giulia.

Vedete, quando ero piccolo, io e mio fratello avevamo tanti amici immaginari con cui occupare le nostre giornate, e quando giocavamo al medico, c’ era un solo evento che , come un rituale, mettevamo in scena: la nascita di Giulia, che immaginavamo sempre in estate. Quando cominciarono i sogni su di lei, che poi dopo i primi due episodi continuarono ( una volta guardavamo un cartone animato a casa ” nostra ” e un’ altra volta ( 11 novembre 2013 ) fu la mia migliore amica a sognarmi con lei ) pensavo che sarebbe arrivata una sorellina o cuginetta nuova.

Un giorno, a fine agosto 2013 , la mia migliore amica e io parlavamo dei sogni, e lei mi informò che alla famiglia del ragazzino si era aggiunta una nuova arrivata: una bambina di nome Giulia, nata d’ estate. Cominciai a pensare che avevo sognato ( di nuovo ) una persona prima che esistesse. Il nonno del mio migliore amico gli ha raccontato di averlo visto in sogno, uguale a come era da piccolo. Anni prima mi capitò di conoscere un’ amica di penna che avevo già incontrato in sogno, stessi vestiti, capelli, e stesso stadio del quale lei aveva foto nel suo profilo, e stesso luogo di origine.

Poco dopo ricontattai il ragazzino in questione e ci conversai , volevo cercare di arrivare a un punto per cui, dopo un certo periodo di tempo, gli avrei rivelato della serie di sogni che lo riguardavano. Ma poco dopo ci perdemmo comunque di vista senza che io ottenessi quello che volevo. In ogni caso fu come ricaricare di sincronicità un mistero onirico …poche settimane dopo sognai il ragazzino in una comunità , e un signore cercava di adottarlo, ma gli veniva detto che non poteva. Era un sogno triste, e lui piangeva, ma in silenzio, e poi si voltò senza dire nulla e tornò sui suoi passi.

Nell’ autunno ( ottobre ) del 2014 non potevo più tenermi dentro il mistero tacito dei sogni, solo la mia migliore amica conosceva la storia e avevo ricominciato a incontrare il ragazzo in giro sempre più spesso. Perciò gli mandai un lungo messaggio, al quale rispose qualche giorno dopo. Mi ringraziò per averglielo detto, ma disse che secondo lui non c’ era significato dietro, e che non credeva che i sogni rivelassero qualcosa sul futuro. Io provai a fargli approfondire la cosa ma presto mi arresi e persi fiducia. Nel 2014 i sogni sono continuati ma non sembravano più così significativi.

Poi arrivò il 16 marzo del 2015, e sognai che ero stato invitato a casa loro, e che c’ erano tutti, anche i parenti che non avevo ancora sognato, persino la nonna. La madre nel sogno mi abbracciò e mi rammentò con una frase che ” ero parte della famiglia “. Quindi come nel primo sogno, ma al contrario. Stavolta riguardava me. Continuavo a non capire. Poco dopo decisi di raccogliere tutte le informazioni che avevo a mia disposizione, e scoprii una serie di particolari, date, aneddoti, interessanti e forse addirittura intriganti, con i quali cercai di unire i puntini.

Nel dicembre del 2015 sognai che ci eravamo riuniti come famiglie nella nostra casa estiva e il ragazzo sembrava essere in confidenza con mio fratello. E’ stato l’ ultimo sogno particolarmente significativo perché le nostre famiglie erano assieme.  

Nell’ agosto del 2016 sognai che il ragazzo era accompagnato da una ragazza e venivano a trovarmi a casa mia. Sognai inoltre che la sua famiglia o una sua parte si erano trasferiti nei pressi di casa mia.

I sogni si son rarefatti nel corso del tempo, ma l’ ultimo risale al 12 agosto 2017, quando sognai la madre accompagnata dal ragazzo e suo fratello, per strada, sulla strada che percorro sempre quando vado a lavorare, e in cielo c’ erano un sacco di stelle cadenti, il cielo ne era ricoperto, e ad un certo punto la madre cadde a terra e mi chiamò , dicendomi di avvertire i suoi figli che era caduta, e io quindi li raggiunsi.

Negli scorsi giorni è successa un’ altra cosa , che mi ha fatto tornare indietro nel tempo a tutta questa bizzarra e misteriosa vicenda di sognare persone che effettivamente non conosco, e con le quali nei sogni c’è questo misterioso legame. Ma non la racconterò. Resta il fatto che, come 8 anni fa, pensavo a tutt’ altro, ero impegnato in tutte altre faccende e ambizioni, e poi come non detto, il ciclo ricomincia e nuove storie emergono …

Essendo che studio astrologia da quando avevo quindici anni, a me piacciono le date e i compleanni. Sono le prime cose che ricerco di una persona. Io sono nato il 1mo di marzo , e la madre del ragazzo è più di dieci anni più giovane di mia madre, ma entrambe hanno un figlio/a della mia età, ma l’ altra è nata in un giorno che scomposto forma 3 volte il numero 1…E ha anche il nome della mia prima amica di quando ero piccolo e abitavo altrove.

Il padre, di cui non so assolutamente nulla a parte per il nome, porta il nome del fratello di mia madre, e il fratello maggiore porta quello di mio cugino materno. Credo che siano per metà pugliesi. Lo si capisce dal cognome e dalla sua diffusione.

Quando ci siamo trasferiti in questa città non era un giorno a caso …E per qualche strano motivo, i due giorni in cui ho conosciuto/ incontrato il ragazzo e suo fratello corrispondono a : il giorno dopo il compleanno 88 di mio nonno materno e il giorno che sarebbe diventato il suo funerale.

Avevo un amico , all’ epoca, che abitava nella via parallela alla loro, e avevamo stretto un patto che dovevamo dire ai nostri amici in comune che eravamo cugini da parte di madre.

Non so dire esattamente cosa significa tutta questa storia, non ho fatto molto per fissarci la mia attenzione sopra, dico la verità, la mia mente è sempre sovvra – stimolata e accade tutto assieme: semplicemente le cose sono andate così e io ho solo ricevuto questi sogni.

Forse un giorno capirò … nel frattempo ” celebro ” questa data mistica e misteriosa con un nuovo articolo che è a sua volta ciclico, perché anche essi ritornano …esattamente come i nuovi particolari della storia che sono riemersi dall’ oblio e sono giunti a me, come un cerchio che si chiude, e forse si tratta di una spinta verso l’ eschaton di questa storia …

      Matteo

LA MIA INTERPRETAZIONE:  Allora, per cominciare cerchiamo di spezzettare gli eventi e cerchiamo di dare una minima spiegazione sulle cause: i sogni sono cominciati durante la prima settimana da me trascorsa all’ università nella città dove ( ho scoperto in seguito ) tutti i figli della famiglia sono nati …mmm interessante no?Il primo sogno rimane misterioso, non so come sia potuto verificarsi perchè non ero più in contatto e non incontravo nemmeno più il diretto interessato nei mesi intorno alla data del primo sogno …Invece il sogno relativo alla madre è arrivato 3 settimane dopo averla vista bene per la prima volta …potrebbe aver funzionato da trigger …

All’ inizio intorno al 2011 pensavo veramente che ci fosse qualcosa dietro e che ci fosse una parentela sconosciuta / segreta fra le nostre famiglie, prevalentemente da parte materna, ma scoprendo la loro regione di origine ho dovuto arrendermi all’ evidenza che al 99% non c’è parentela. Ho mostrato una foto della donna a mia madre ma lei mi ha detto che non la conosce. Sta di fatto che sia come date, che come nomi, c’è una connessione con il lato materno della mia famiglia…Ma ci si ferma a una similitudine. Dopo che si è aggiunto un nuovo membro le mie teorie sono aumentate e comunque è stranissimo il collegamento con un mio rituale dell’ infanzia che condividevo con mio fratello …Io come blogger faccio da anni ricerche sul tempo e come funziona il tempo e ho fatto esperimenti con risultati e conclusioni che non si trovano altrove e sono per certi versi inaudite …E’ possibile che ci sia stato un evento nel futuro che abbia avuto un effetto riverbero ( come quando si tira un sasso in un lago per dire ) che è rimbalzato nel passato e mano a mano se ne sentono gli effetti …Quindi se uno degli eventi è già passato e potrebbe riguardare quel nuovo membro mi chiedo quale sia allora il prossimo. Secondo me l’ evento causa potrebbe non essere da ricercarsi nel passato ma nel futuro.

Questa tematica dell’ ” ospite ” e dell’ ” adozione ” che compare in alcuni di questi sogni potrebbe collegarsi in qualche modo con la storia di una famiglia che conosciamo da tantissimi anni che è un po’ parallela alla mia …i nostri genitori fanno lo stesso tipo di lavoro, io assomiglio alla prima figlia, mio fratello e il loro altro figlio sono nati molto vicini di data …e hanno praticato lo stesso sport per un bel po’ di tempo …e guarda caso 3 anni prima dell’ inizio di questi sogni hanno deciso di adottare un ragazzino che ha lo stesso nome e la stessa età del diretto interessato dei miei sogni. Questa è una possibile spiegazione che posso dare anche se non vedo perchè nei miei sogni questa storia dovrebbe reinterpretarsi dopo così tanto tempo.





Channeling: essere un altro

1 03 2015

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Il Channeling e’ una pratica mentale per cui bisogna avere grande concentrazione, grande senso di immedesimazione, ma solamente mentale, non fisica, non reale.
Io riesco a farlo solo quando sono solo.
Significa immergersi nel mondo e nella personalità di un altro, e basicamente e’ una tecnica di fuga dal mondo fisico.
Io ho una sensibilità che non fa parte di questo mondo, e la mia mente e’ intensa come quella di certi personaggi che si possono vedere solo nei film, quelli drammatici dove il personaggio pensa e riflette.
A me non piace niente di come sono, mi sento nel corpo e nella vita sbagliata. Per questo credo nella realtà virtuale, un concetto di Oltre la vita, dove ti stai immedesimando in un personaggio. Non c’è niente di veramente reale nella nostra realtà. Io a volte mi sento così immerso nella coscienza globale da poter ricreare nella mia mente i pensieri di un’ altra persona e viverli come se fossero miei, effettivamente ” giocando ” o ” interpretando ” per un giorno un’ altra persona.
Quante volte voglio dimenticare ogni cosa, spegnere il mondo intorno a me e immergermi completamente nell’ universo immenso e inesplorato della mia mente. Non credo in una sola vita. Sarebbe la cosa più deprimente nella storia del’ umanità. Voglio poter vivere vite diverse.
Alle volte uso ” personalità ” immaginarie, ma altre volte se vengo a contatto con persone ” interessanti ” e ” insolite ” anche solo attraverso una foto, e’ come sentire una frequenza, una eco nel’ aere, posso spegnere me stesso senza che nessuno se ne renda conto, e nella mia mente sfogliare i pensieri di un altro, oppure immaginarli come se li stessi osservando dall’ esterno, come se in altri universi tutti i film fossero reali, e si potessero accedere con la forza della mente.
Forse avrei dovuto essere un attore, pur non essendo in grado di apparire in pubblico, mi sarebbe piaciuto così tanto poter immergere la mia mente nella personalità di un altro.
Io non riesco a credere in una divinità come Dio nel modo in cui lo interpretano le religioni. Per me l’ universo e’ un meccanismo cosciente, e’ evidente che lo e’ perché rappresenta un insieme di persone che osservano questo universo e questo pianeta, perché qui nulla e’ reale. Le sincronicita’ , i cicli temporali, i ritorni delle persone in altre vesti in un loop, non può che essere un programma, un processo comandato.
Ora devo solo capire perché, fra le tante vite disponibili, ho scelto proprio questa.





Eppur vicino ma inesorabilmente lontano – seguito di ” Una storia onirica “

10 02 2015

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Prima di leggere questo nuovo articolo, leggete questo mio precedente :https://civiltascomparse.wordpress.com/2014/10/13/il-mio-mistero/

Ricordo come la notte prima del funerale del mio compagno di scuola, nel 2010, ebbi un vero e proprio sogno del futuro. Ho visto ” lui ” su una bici, in un determinato posto, che mi ha mostrato il futuro.

Quel ” lui ” si sarebbe rivelato un suo quasi omonimo che 4 mesi dopo avrebbe stravolto la mia estate, causando indirettamente la fine di una amicizia fraterna, con la persona che ancora adesso più mi manca nella vita. Ho seguito il sogno, ho seguito il nome, mi sono fidato. Ho trasformato la mia estate per un sogno.

A volte sognare il futuro funziona veramente, sapete? Altrimenti come spiegare la amica di penna di Brooklyn, New York, che avevo già sognato in precedenza, con nel profilo facebook le foto di uno stadio protagonista del sogno dove avevo già visto questa ragazza, stessi capelli, stessi vestiti, stessi colori. Stesso luogo.

Come spiegare l’ aver sognato un anno prima la stessa espressione di un amico la prima volta che entrò in casa mia? L’ unica differenza era che nel sogno eravamo solo noi due mentre nella realtà c’erano altre due persone con noi.

Non crederò mai che i sogni non siano reali, che non siano realtà da qualche parte. Può essere che viviamo contemporaneamente una miriade di versioni diverse della nostra vita.

La morte potrebbe non esistere, almeno da dentro, perché potremmo saltare verso la più vicina frequenza mentale attiva giusto al momento della nostra morte.

Ricordo una sera che io e mio padre ci perdemmo nel buio, per la strada verso la mia città, di ritorno da un’ altra…ci eravamo persi, e il buio era un buio profondo. Quella sera vidi per la prima volta il ragazzo che e’ stato ( misteriosamente ) protagonista di una lunga serie di miei inspiegabili sogni ricorrenti, che sembravano raccontare la stessa storia in un puzzle.

Devo ammettere che quella sera del 19 Marzo 2008, nel buio, potrebbe anche essere successo qualcosa. Quello è’ stato l’ anno in cui comincio’ ad avere l’ attenzione dei forumisti un nuovo fenomeno, quello dei salti temporali, spostamenti dimensionali, per spiegarlo il meglio possibile. Cambiamenti minimi, minori o enormi nella propria vita, tali da far ritenere possibile che in realtà passare da un universo all’ altro, da una timeline alternativa all’ altra sia molto più facile di quello che si pensi, e che sia per lo più un fenomeno incontrollato e incontrollabile.

Sono davvero tutti pazzi quelli che un giorno dichiarano che tutto e’ cambiato, e che dichiarano di aver fatto un ” cambio “?

Io non penso veramente sia successo questo, però questo concetto può spiegare come mi sono sentito nei mesi successivi a quella data.

A me pare che in quel giorno qualcosa sia cambiato, e che in un certo senso sia iniziato un po’ un loop sincronicistico che ormai sta girando attorno alla radice come se il nastro che lo facesse girare stesse giungendo a termine.

Fu una strana primavera quella. Dall’ inspiegabile ” attacco convulsivo cosciente ” in un paio di minuti in cui semplicemente non riuscivo a smettere di agitarmi ( ero dal dentista ), cosa che non si è’ mai mai ripetuta, ed e’ avvenuto in perfetta coscienza. E poi il giorno in cui guardando alla finestra ebbi una strana sensazione che portò il mio cuore ad accellerare, costringendomi a chiamare i vicini di casa e mio padre per tranquillizzarmi.

Il mio primo attacco di panico fu intorno al 22/23 Novembre 2007. L’ ultimo Il 29 Maggio 2014. Sentivo quasi che la luce era cambiata, ed ero diventato più o meno fotofobico, se la luce si muoveva a scatti mi impressionava.

Quando scrissi l’ articolo sulla storia onirica era il 13 Ottobre 2014. Il 17 Ottobre rivelai finalmente l’ esistenza dei sogni ricorrenti e lo stesso articolo del nostro blog al diretto interessato. Il 21 Ottobre abbiamo avuto una conversazione a riguardo.

Tutto sembrava finito, il mistero si era sbriciolato in una mancanza di significato, un vuoto. Almeno dentro di me per un po’ ho sentito questo. Eppure, eppure le sincronicita’, quelle continuano. Il mio intuito non può fare a meno di collegare le cose come se avessi uno schemino davanti.

L’ 8 Febbraio ho finito Under The Dome, comprato il 19 Dicembre 2014. Credo che farò un articolo un giorno a riguardo. La cosa davvero interessante e’ che la storia si apriva con questo grande mistero della cupola nel giorno del 21 OTTOBRE. Proprio quella data, fra le tante.

Recentemente ci sono stati intensi e improvvisi avvenimenti nei miei dintorni. Nei miei dintorni personali. E come un computer la mia mente ne ha ricavato un ” tema ” , un nome, la data del’ inizio dei sogni e un compleanno. Come se questo strano mondo mi stesse di nuovo lanciando un qualche messaggio.

Gli appassionati di sincronicita’ ritengono che l’ universo sia ” vivo ” nel senso di cosciente di noi e che sparga messaggi attraverso intuizioni profonde ed epifanie.

Il tutto e’ culminato intorno all’ 8 Febbraio, data per me simbolica per motivi che solo i miei amici sanno, e proprio quando ero arrivato alle ultime pagine del libro. Una data che per me, nel ” ciclo ” dei 4 mesi ( secondo la mia teoria dei giorni collegati, la teoria delle svolte ) e’ collegata all’ 11 Ottobre. Questo per quel che successe il 25 Aprile e 22 Agosto del 2010 ( relativo alla prima frase di questo articolo ).

Quel libro, Under The Dome, presenta scene di visioni, attacchi convulsivi semi coscienti e cambiamenti di luce. Molto molto interessante. Per non parlare del fatto che l’ autore nel libro rende noto il giorno in cui ha iniziato a scrivere il racconto vero e proprio, ultimo dei suoi tentativi di spiegare questa storia. Più’ o meno intorno al 22/23 Novembre 2007. (!!! )

A me pare di essere nella mia cupola, una cupola di loop, sincronicita’, dove tutto ha un suo significato, e dove c’è , anche se pare impossibile, c’è un puzzle da aggiustare.

Non so perché ma io sento qualcosa, qualcosa di familiare, inspiegabile e così profondo che e’ quasi intangibile, eppure e’ come se ci fosse una barriera, come quella della cupola di Stephen King. Persone così vicine ma così lontane allo stesso tempo, così sconosciute ma così familiari allo stesso tempo. Come qualcuno che sta cercando di ricordare qualcosa che non percepisce esattamente cosa. Ecco come spiegare il mio mistero. Ed ecco perché forse nella dimensione onirica, questa barriera viene sollevata.

Ed ecco che si possono vedere cose che altrimenti sarebbero troppo ” lontane temporalmente ” . Come la bambina bionda, la ” sorella ” o ” parente ” che ricorre in una altra serie dei miei sogni, miei e di persone che sognano me, fra l’ altro, con lei, e che forse esiste veramente, forse così lontana forse un po’ più ” vicina” ma allo stesso tempo inesorabilmente lontana. Io la chiamavo la mia sorella onirica, e l’ ho sognata per la prima volta il 2 Giugno 2007, e proprio questo sogno mi ha fatto interessare all’ immenso mistero dei sogni. Negli anni e’ diventata ricorrente. L’ 11 Novembre 2013 la mia migliore amica mi ha sognato mentre ero assieme a questa bambina.

Come allo stesso modo non solo una delle persone della mia vita. Vicine si’ spazialmente ma inesorabilmente lontane. Anche quando c’è qualcosa che attira la mia attenzione, che stimola la mia intuizione. Come il fatto che nella via parallela, vicina ma lontana, a quella dove vive lui,( il ragazzo dei miei sogni ricorrenti che descrivo nell’ articolo nel link ” una storia onirica ” vive colui che tutti credono essere mio cugino, per un gioco fra noi, glielo lasciamo credere. Una specie di scherzo ironico di questo furbo universo col sorrisetto sotto ai baffi. Visto che nei sogni sembra rivelarsi una specie di misteriosa, apparentemente impossibile ” parentela ” fra me e l’ interessato.

Il sogno del 6 Gennaio 2011 in cui sua madre mi dice che da poco hanno scoperto che mia madre e’ la sua sorella ” segreta ” e che presto le nostre famiglie si sarebbero riunite mi e’ rimasto profondamente impresso.

E con la data zero della timewave potenzialmente così vicina, e’ possibile che il nastro si riavvolga fino alla fine? Questo grande mistero avrà mai una qualche sua conclusione?





Destini clonati: siamo dentro a un videogioco?

2 03 2013

Piuttosto ingenuamente, diversi gruppi di persone vedono le straordinarie coincidenze tra le vite dei due presidenti USA Abraham Lincoln e John Fritzgerald Kennedy, come prova che quest’ultimo è la reincarnazione del suo predecessore. In realtà, non si tratta affatto di “reincarnazione”, ma di un tourbillon di avvenimenti sincronici comuni ai due personaggi. Queste sincronie tra diverse vite sarebbero generate da una specie di “piattaforma virtuale di calcolo”, sottostante al mondo della manifestazione materiale, e farebbero somigliare la realtà in cui viviamo a una specie di simulazione, di videogioco di cui siamo i personaggi. E può succedere (molto più spesso di quanto si possa pensare) che diversi personaggi giochino più o meno lo stesso ruolo, essendo testimoni di “scherzi del destino” tali da far pensare a un’ “intelligenza creativa superiore”, dotata di fantasia supportata da una notevole capacità di calcolo degli elementi simbolici e numerici della realtà che sperimentiamo. Ci stupisce la precisione con cui una specie di “divinità” burlona sembra divertirsi con noi e le nostre vite come uno scrittore, un regista o un inventore di videogiochi si diverte coi suoi personaggi. E risulta quasi stupido pensare subito, scetticamente, a un “puro caso”, a una “pura coincidenza”, è evidente che qui siamo di fronte a un’intelligenza concreta che manovra gli elementi di ciò che chiamiamo “mondo reale” con la precisione e la fantasia di un computer dotato di coscienza.

Vedere anche il seguente articolo di AutomiRibelli: Rich Terrile: siamo dentro a un videogioco?

E anche questi due di CiviltàScomparse: La metafisica della realtà virtuale e L’idea centrale della metafisica computazionale.

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http://cosco-giuseppe.tripod.com/misteri/destini_clonati.htm

QUESTO INQUIETANTE ARTICOLO DI GIUSEPPE COSCO E’ STATO PUBBLICATO DALLA RIVISTA OLTRE LA CONOSCENZA, N. 21, (FEBBRAIO 1998)..

UNO STUDIO METTE IN LUCE UNA REALTA’ SCONOSCIUTA LE VITE PARALLELE

Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un “sosia”, un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino.

Lo studioso J. Goodavage è riuscito a raccogliere, in molti anni di lavoro, numerose vicende degne di essere analizzate a fondo. Egli ha infatti, in diversi casi, riscontrato un notevole parallellismo tre le vite di persone, anche molto lontane tra loro, o comunque che ignoravano ognuna l’esistenza dell’altra. Le coincidenze prese in esame sono a volte davvero sorprendenti, non rientrano nel normale ordine delle cose. Goodavage, nel suo libro “Astrology: The Space Age Scienze”, racconta, ad esempio, di numerosi aspetti in comune tra la vita e la morte di due individui: Donald Chapman e Donald Brazill, entrambi nati il 5 settembre del 1933, il primo, nella cittadina di Eureka e, il secondo, a Ferndale in California.

Una domenica mattina del 10 settembre 1956, esattamente cinque giorni dopo il compleanno di Chapman e di Brazill, i due giovani guidavano la propria auto sulla statale 101 a sud di Eureka e ritornavano alle proprie abitazioni. Avevano riaccompagnato le proprie fidanzate, ciascuna delle quali risiedeva nella città dell’altra, quando, improvvisamente, si scontrarono frontalmente con le proprie auto morendo sul colpo. I certificati di morte indicano che tutti e due morirono per le gravi ferite riportate alla testa.

Un caso altrettanto evidente di parallelismo, narrato sempre da Goodavage, riguarda due donne nate nello stesso giorno e aventi lo stesso nome ma senza alcun rapporto di parentela: Edna Hanna e Edna Osborne. Nel 1939, nell’ospedale di Hackensack nel New Jersey, tutte e due partorirono, nello stesso istante, due bambine, a cui diedero lo stesso nome: Patricia Edna. Goodavage, interrogate le due donne, scoprì dell’altro.

I loro mariti svolgevano lo stesso lavoro ed erano proprietari di un’automobile della stessa marca e di identico colore. Entrambe le coppie si erano sposate esattamente tre anni e mezzo prima, nello stesso giorno. I due uomini erano nati nello stesso anno, mese e giorno; identica circostanza per le loro mogli. Le due donne avevano i capelli castani e gli occhi azzurri, la stessa altezza e lo stesso peso. Entrambe le coppie avevano comprato nello stesso giorno un cane a cui avevano dato il nome di Spot.

Esistono molti altri casi ancora in cui le vite di alcuni individui presentano somiglianze impressionanti. L’ 8 novembre del 1981 “Il Giornale d’Italia” riportò un fatto incredibile relativo alla morte contemporanea di due fratelli. Ada e Guido P. cessarono di vivere alla stessa ora, in circostanze analoghe e per cause identiche. I fratelli morirono l’uno distante dall’altro circa 300 chilometri. Il professore Guido P. docente alla “Normale” di Pisa con la sua “127” nei pressi di Pisa, causa un probabile malore, perde il controllo dell’auto e va a schiantarsi contro un albero. Soccorso, muore prima di arrivare in ospedale, sono le tredici. Alla stessa ora, a Milano, sua sorella Ida, pure insegnante, mentre guida la sua auto veniva colta da un malore e andava a sbattere violentemente contro un albero, morendo.

Non meno sconcertante è il caso narrato dal professor T. Bouchard dell’Università del Minnesota sul “Corriere del Medico” del 12 giugno del 1980. I gemelli Jim Springer e Jim Lewis erano stati adottati da due famiglie dell’Ohio e nessuno dei due sapeva dell’esistenza dell’altro. Entrambi si laurearono in legge e iniziarono a lavorare part-time come aiuto sceriffo. Tutti e due scelgono la Florida per trascorrere le ferie. Acquistano un cane che chiamano Toy. Le loro mogli si chiamano, entrambe, Linda. Divorziati, sposano due ragazze di nome Betty. I figli si chiamano James Allan. Fumano le stesse sigarette e si intendono tutti e due di falegnameria.

Un altro fatto che merita di essere raccontato si è verificato recentemente in Germania. Franz Block, un professore tedesco, si è accorto con raccapriccio di essere venuto in possesso, casualmente, di una macchina fotografica, che getta il malocchio alle persone ritratte con essa. Il signor Block ha scoperto che dei dieci amici fotografati: sei erano morti in incidenti stradali, uno in un incendio, due annegati mentre erano a pescare con la barca e il decimo morto strozzato da un ossicino del pollo che stava mangiando.

La scoperta più agghiacciante il professore l’ha fatta quando, indagando per curiosità su uno dei tanti passanti che apparivano per caso sulle foto, ha saputo che era stato stroncato, due giorni dopo la foto, da un’emorragia cerebrale. Franz Block ha subito donato l’apparecchio fotografico ad alcuni studiosi di parapsicologia e, terrorizzato, ha detto: “Questa macchina fotografica è stata fabbricata dal diavolo in persona e viene direttamente dall’inferno”.

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Misteri analoghi a quelli finora raccontati costellarono persino la vita e la morte dei presidenti americani Abraham Lincoln (1809-1865) e John Fitzgerald Kennedy (1917-1963). Si racconta inoltre che Lincoln appaia sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e pare, infatti, che sia apparso anche a John Kennedy il giorno prima di partire per Dallas, sua ultima fatale visita. Tantissime e straordinarie furono le coincidenze, che costellarono la vita e la morte di questi due presidenti. Troppe, per essere sbrigativamente attribuite al caso.

Innanzitutto, Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni dopo, nel 1960. Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della moglie. Anche Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua moglie, e di venerdì. Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due furono colpiti da dietro e alla nuca. Subito dopo l’attentato, ricevettero i primi soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy morirono senza riprendere conoscenza.

Oltre ai particolari della morte in comune, ne esistono altri. La moglie del presidente Lincoln perse un figlio, mentre risiedeva alla Casa Bianca. La stessa cosa accadde alla moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto 4 figli e, al momento della loro uccisione, solo 2 di questi erano vivi. Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si chiamava, pure, Johnson ed era nato nel 1908, a distanza di 100 anni esatti dall’altro.

L’assassino di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed era nato nel 1839. L’assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald, era nato nel 1939, 100 anni dopo l’altro. E’, pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle lettere che compongono nome e cognome dell’assassino di Lincoln dà 15 come totale e così è anche per l’assassino di Kennedy.

Ma le coincidenze straordinarie non finiscono qui. John Wilkes Booth e Lee Harvey Oswald erano entrambi sudisti. Tutti e due i presidenti avevano condotto aspre battaglie per i diritti civili dei negri: Lincoln con il Proclama di Emancipazione e Kennedy con la legge sui Diritti Civili. Al momento dell’attentato Lincoln e Kennedy si trovavano assieme, oltre alle proprie mogli, ad una coppia di amici. Per quanto riguarda le coppie di amici, le donne rimasero illese, gli uomini furono feriti dagli attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865 e il governatore Connally nel 1973).

Il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di dissuadere il presidente dall’andare a teatro quella sera. La segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln e, anche lei, tentò di convincere il presidente a non andare a Dallas. Un altro fatto abbastanza singolare è che il marito della donna si chiamava Abraham, come Lincoln. Quando avvenne l’attentato, Kennedy stava attraversando le vie di Dallas su un’auto – guarda caso – di marca Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth assassinò Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e si rifugiò in un teatro. Booth spirò 11 giorni dopo Abramo Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì 48 ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A Lincoln successe Andrew Johnson e a Kennedy Lindon Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza, sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato.

Alcuni studiosi attribuiscono ai numeri particolari poteri. Vi sono strabilianti casi di ciclicità storica. Mouèsan de la Villoret enuncia, al proposito, sette leggi. La prima afferma che esiste “…un rapporto costante fra il numero effettivo dei capi di uno Stato o dei principi di una dinastia e la somma delle cifre, sia della prima, che dell’ultima data o delle due riunite”.

Studiando la dinastia dei Merovingi, Mouèsan de la Villoret scoprì che l’incoronazione di Clodione, primo re, si verificò nell’anno 427, che, sommato a sé stesso, (4+2+7) dà 13 e che anche quella dell’ultimo re, Childerico II, che avvenne nell’anno 670, (6+7) dà ancora 13. I re Merovingi furono 13.

Un altro enunciato afferma che, capovolgendo la data iniziale di una monarchia, si ottiene l’anno della sua fine. Ad esempio, l’anno d’inizio dei Carolingi: il 789 invertito ci dà l’anno dell’estinzione della monarchia carolingia. Il dogato di Venezia ha inizio il 697; invertendo l’anno in questione si ottiene quello della sua fine: 1796.

Il numero 3 influenzò, con insistenza, la vita del principe Bismark. Egli, infatti, servì 3 sovrani, combattè 3 guerre, fu l’artefice della stipulazione di 3 trattati di pace, rese possibile l’incontro di 3 inperatori e preparò la Triplice Alleanza. I simboli araldici del suo casato furono le foglie del trifoglio e 3 foglie di quercia col motto “In trinitate rebur”. Ebbe, ancora, 3 figli, 3 possedimenti e controllò 3 partiti: i conservatori, i liberali e gli ultramontani.

In relazioni a certi cicli, che segnano eventi luttuosi, vi è un esempio molto illuminante ci viene dalla storia dei re d’Inghilterra. Sto parlando del “sabato nero” della monarchia inglese. Un sabato, il 18 marzo del 1702, morì Guglielmo II. Un sabato, l’1 agosto del 1704, trapassò la regina Anna. Anche di sabato, il 10 giugno 1727, morì Giorgio I° e, sempre di sabato, il 25 ottobre 1760, si spense Giorgio II°. Di sabato morì anche Giorgio III°, era il 30 gennaio 1820. Ancora di sabato, il 26 giugno 1830, morì Giorgio IV. Identica sorte toccò ad Eduardo VII, quando morì era sabato 7 maggio 1910.

J. G. Bourgeat illustra un interessante esempio di queste sottili relazioni, a dir poco singolari, fornendo un eclatante esempio col numero 539. Riassumo lo studio di Bourgeat, che, a sua volta, trae dal libro “Ricerche sulle funzioni provvidenziali delle date e dei nomi negli annuali di tutti i popoli”:

Sommando all’anno di nascita di Luigi IX, (23 aprile) 1215, il numero 539 otteniamo l’anno di nascita di Luigi XVI, (23 agosto) 1754. Addizionando il 539 al 1225, anno di nascita della sorella di Luigi IX, Elisabetta, otteniamo 1764, che è l’anno in cui nacque la sorella di Luigi XVI, pure di nome Elisabetta. Aggiungendo il 539 all’anno della morte, il 1226, del padre di Luigi IX, Luigi VIII, otteniamo 1765, che è l’anno di morte del padre di Luigi XVI, Luigi (Delfino).

Effettuando la stessa operazione per l’anno di matrimonio di Luigi IX, il 1231 (1231+ 539) otterremo come totale 1770, che è l’anno di matrimonio di Luigi XVI. Addizionando 539 al 1225, anno della maggiore età e del governo personale di Luigi IX, otteniamo 1774, che corrisponde all’anno dell’avvento di Luigi XVI. Il 1243, anno in cui Luigi IX stipulò una tregua con Enrico III, sommato a 539 dà come totale 1782; anno in cui Luigi XVI iniziò i preliminari della pace con Giorgio III.

Nel 1249 un nobile orientale, con un ambasciatore, fece sapere a Luigi IX di volersi convertire al cristianesimo. Addizionando all’anno in questione 539 otteniamo 1788, che corrisponde all’anno in cui un ambasciatore d’Oriente annunciò a Luigi XVI che il suo principe desiderava abbracciare la religione cristiana. Il 1250, anno della prigionia di Luigi IX e dell’abbandono dei suoi, sommato al 539 dà come totale 1789, che corrisponde all’anno della prigionia di Luigi XVI (5 e 6 di ottobre) e dell’abbandono dei suoi.

Aggiungendo 539 al 1253, anno della morte della madre di Luigi IX, la regina Bianca, otteniamo 1792 che è pure l’anno della morte del regno di Lys, detta anche morte della monarchia bianca. Nel 1254 Luigi IX abbandonò il mondo per farsi Giacobino e, sempre nello stesso anno, visita la Maddalena in Provence. Sommiamo l’anno in questione al 539 e otteniamo 1793, anno in cui Luigi XVI è preso dai Giacobini e condotto al patibolo. Viene inumato nel cimitero della Maddalena dove fu portato dai Provenzali chiamati Marsigliesi.

Certi numeri sembrano davvero avere strane relazioni con la vita delle persone. E’ il caso della vita di padre Pio, tutta costellata misteriosamente dal numero 5. Egli nacque il 25/5/1887 alle 5 pomeridiane. L’anno della sua nascita cadeva nel quinto centenario di quella di san Francesco, perciò fu chiamato Francesco. Il paese del santo, Pietrelcina, allora contava 5 mila anime. I genitori Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio ebbero in tutto 5 figli. Entrato nell’Ordine dei Cappuccini prese il nome di San Pio V, la cui festa cade il 5/5. Ordinato sacerdote a maggio (ancora 5) del 1910 rimase a Pietrelcina per 5 anni, poi partì per la prima guerra mondiale. Nell’anno 1918 fu mandato al convento di San Giovanni Rotondo, in cui vi erano 5 sacerdoti e gli fu assegnata la cella n. 5. Gli fu data la pensione di guerra di quinta categoria. Dal 5 al 7 agosto 1918, Padre Pio ha il primo e folgorante incontro con Dio. Quarantaquattro giorni dopo riceverà le Stigmate. La mattina del 5 ottobre 1925 viene operato d’urgenza, di ernia inguinale dal prof. Giorgio Festa.

Padre Pio profetizzò, nel 1936, la morte di Giorgio V, re d’Inghilterra, il giorno prima. Dopo l’ apparizione delle stigmate fu visitato più volte dal professor Luigi Romanelli, per volere del Padre Provinciale di Foggia, che nella relazione finale, tra l’altro, scriveva: “Ho visitato Padre Pio cinque volte in 15 mesi…”. Il 5/5 del 1956 padre Pio inaugura il grande complesso ospedaliero, da lui voluto e appena ultimato, celebrando la Santa Messa sulla scalinata dell’ospedale. Le stigmate (5 piaghe, nelle mani, nei piedi e al costato) hanno segnato le membra del santo frate per 5 decenni.

E che dire inoltre dei destini replicati dei pontefici Sisto V e Clemente XIV? I due entrarono dell’ordine dei frati francescani. Furono entrambi innalzati alla soglia pontificia, eletti all’unanimità, allo scoccare del 64esimo anno. Furono papi per l’identico periodo di tempo: 5 anni, 4 mesi e 3 giorni. Morirono entrambi a 69 anni.

Coincidenze impressionanti, vero? Troppo impressionanti e misteriose per non pensare che nella vita degli uomini non vi siano segrete connessioni, sinapsi in un fitto reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte.

Giuseppe Cosco