L’occidente ha esaurito la sua spinta propulsiva

15 04 2010
persistenza della memoria

All'inizio degli anni ottanta, uno dei padri politici dell'eurocomunismo, Enrico Berlinguer, criticando l'allora più che asfittico Politburo sovietico (il quale accumulava armi, invadeva stati e perseguiva gli ubriaconi nella madrepatria), aveva detto, durante uno dei suoi comizi, che "la rivoluzione d'ottobre aveva perso la sua spinta propulsiva".
Adesso, quasi nove anni dopo che gli USA hanno commesso lo stesso identico, stupido errore dell'URSS – ovvero l'invasione dell'Afghanistan (e poi l'Iraq) – possiamo affermare che "l'occidente ha esaurito la sua spinta propulsiva".
Possiamo davvero ancora vedere "le magnifiche sorti, e progressive" nel futuro?
Certo, non siamo noi "proletari" a vederle, ma, per esempio, i tecnocrati  dell'Unione Europea, il cui sogno è quello di un superstato continentale con un'unica moneta (sappiamo qual è visto che la maneggiamo tutti i giorni), un'unica bandiera (quella blu con le stelle gialle), un unica banca centrale, un'unica forza militare, magari usata anche all'interno dei confini, per reprimere un domani coloro che non saranno d'accordo con le decisioni di Bruxelles, Strasburgo e Francoforte. Inoltre, secondo alcuni critici del Trattato Di Lisbona – la cui ratifica non l'hanno voluta i cittadini europei ma i politici-banchieri – un domani, sul territorio europeo, si potranno spostare coloro che sono in arresto, da una prigione di ogni zona all'altra del futuro iperstato (dall'Irlanda a Malta a, forse, Israele).
L'obiettivo di queste persone che nessun cittadino europeo ha mai eletto (e non stiamo parlando del parlamento di Strasburgo) è quello di "semplificare il continente", di modo che sarà poi più facile per la Bundesbank, e satelliti, aggregarsi all America Settentrionale della Federal Reserve (e associati) contro tutto il resto del mondo: Russia, Cina, Iran, paesi arabi e America del sud.
Ovvero contro quella parte del mondo che non ci sta a indebitare la propria economia all'usura legalizzata dei grandi colossi bancari anglosassoni.
L'occidente gioca in difesa più che in attacco. Il suo regime che, come abbiamo scritto varie volte, è basato sulla persuasione occulta e la programmazione neurolinguistica di massa, ha vissuto senza dubbio tempi migliori. Un crescente numero di persone nel mondo, grazie all'informazione alternativa diffusa soprattutto attraverso la Rete, si sta rendendo conto di come sia quotidianamente ingannata dall'informazione mainstream del "mondo libero" capeggiato, come al solito, dagli USA.
E il "mondo NON libero" (il quale, fino agli anni ottanta, erano i paesi comunisti e i loro alleati) adesso qual è? Ovvio, sono i "terroristi di matrice islamica", che vogliono mettere le mani sulla bomba nucleare, è (questo è veramente un paradosso!) il minaccioso "riscaldamento globale dovuto alle emissioni di Co2".
E' comunque essenziale informarsi sia presso i canali ufficiali (compresi la radio, i giornali cartacei e la televisione) sia presso quelli non ufficiali, e confrontare spesso le due fonti.
Se la maggior "spinta propulsiva" dell'occidente, dal XVII-XVIII secolo in avanti, è stata l' "evoluzione delle novità" (dovuta anche alla rivoluzione scientifica e la rivoluzione industriale), ciò si è acuito nell'ottocento e nel novecento (velocizzandosi proprio nel periodo delle grandi bufere militari mondiali), per poi raggiungere il picco nei trent'anni successivi alla seconda guerra mondiale.
Negli anni cinquanta e sessanta si poteva ancora parlare tranquillamente di "magnifiche sorti" del progresso, e del lavoro collettivo che produceva questo progresso (dall'illustratore all'operaio). Vi era una certa vastità delle speranze nel futuro, anche tra lo stesso "proletariato" politicizzato. La Storia con la S maiuscola si viveva tutti i giorni, con gli incontri tra Krusciov e Kennedy, le minacce di blocco di Berlino Ovest – che portavano all'edificazione del famigerato muro, gli astronauti e i cosmonauti i quali – grazie alla tecnologia figlia del settecento e dell'ottocento – avrebbero potuto orbitare intorno alla Terra e andare sulla Luna. Vi era Storia tutti i giorni, sulla Domenica Del Corriere e su Paese Sera, nei film di Fellini, Bergman, Godard, Truffaut e Pasolini, nei saggi di Foucault, Calvino, Manganelli, Sartre e Popper, nei romanzi di Nabokov e nei racconti di Borges. Vi erano artisti veri, letterati veri, critici veri, intellettuali veri, musicisti veri di ogni genere, dalla classica al jazz al rock.
Poi venne il periodo terminale, finale, dal 1968 al 1971, la Storia finì, ma ciò non venne mai scritto su nessun giornale. Gli "accordi di Bretton Woods" del 1945 (i quali ancoravano ogni valuta del mondo alla quotazione del dollaro USA e questo alle riserve auree di Fort Knox) vennero aboliti dall'amministrazione Nixon, e le maggiori banche monopoliste dell'occidente (prima fra tutte la già citata Federal Reserve) cominciarono davvero – con i cambi fluttuanti – a indebitare interi stati con denaro stampato proveniente dal nulla, e in seguito trasferito telematicamente da una parte all'altra del mondo, con la stessa velocità con cui ora sto scrivendo con la tastiera (e tutto questo esponenzialmente accelerato grazie alle carte di credito ed altre diavolerie, come i microchip RFID).
Nel 1973 venne la crisi petrolifera dovuta alla guerra tra Israele ed Egitto-Siria, e l'arte, il cinema, la musica, la letteratura smisero di esistere. Si, successe da un giorno all'altro e solo pochissimi allora se ne resero conto. Fu in quegli anni che ebbe inizio la fase di crisi profondissima che viviamo ancora oggi anzi, oggi la stiamo toccando con mano nella maniera più piena, assoluta e totale; la vediamo negli sguardi vuoti dei giovani sugli autobus, che ascoltano la musica dei Tokio Hotel, dei Finley o di Marco Carta con gli auricolari leggendo l'ultimo libro di qualche scrittore di cui poi si vedrà tratto un film romantico con Raoul Bova, la vediamo nella sterminata quantità di pornografia che circola a qualsiasi ora del giorno e della notte, nei McDonald's e nelle multisala che proiettano film fuori tempo massimo.
La vediamo nel marketing politico che contagiò persino Fausto Bertinotti nel 2005, e nell'impero mediatico di Rupert Murdoch, la vediamo nei No Global che sono più Global di quelli che combattono (una foto che mostrava uno di questi arrestato dalle "forze dell'ordine" faceva vedere che aveva delle scarpe Nike ai piedi!), la vediamo nei videogiochi e nei film che raccontano sempre la stessa storia da perlomeno quindici anni.
La vediamo in una televisione svuotata di ogni idea, che "ha già (ampiamente) dato".
L'amministrazione Obama cerca ancora di spacciarci il tempo futuro, dicendoci che entro il 2025 o il 2030 "andremo su Marte", in puro sixstiest' style. E ciò ci fa davvero ridere, visto che, secondo certe testimonianze di prima mano che vennero date qualche anno fa a David Wilcock, la tecnologia non rilasciata in mano agli staff delle operazioni segrete USA (i quali retroingegnerizzarono, a partire dagli anni 50, manufatti di origine aliena) avrebbe permesso il teletrasporto – attraverso il cosiddetto jumproom (ovvero un wormhole stabile e attraversabile tra due luoghi distanti nello spazio e magari nel tempo) persino su Marte, appunto, e grazie a un tipo di energia assolutamente pulita, che si serve di una dimensione le cui dinamiche sono state svelate da molti studiosi del XX secolo, da Max Planck a Niels Bohr, da David Bohm a Pierluigi Ighina.
Non casualmente, dal periodo della fine della storia negli anni settanta in poi, l'informazione automatica in tempo reale e ovunque, è stata sempre più presente nelle nostre vite, con la progressiva miniaturizzazione dei calcolatori elettronici, i quali hanno cominciato a elaborare di tutto, anche flussi di dati che si trasformano in brani musicali e film, distribuiti poi in una Rete telematica globale.
E adesso una marea gigantesca di informazioni che si sono in qualche modo accumulate lungo la Storia, circola da una parte all'altra di un globo miniaturizzato rispetto ai secoli passati, che tante persone stanno vedendo come una sorta di prigione prossima ventura.
Comincia ad affermarsi, infatti, in una parte dell'inconscio collettivo l'immagine del "pianeta prigione".

zeitgeist_the movie
 

Il Regime è nel voler – da parte delle élite dominanti, con la determinante collaborazione delle masse anestetizzate dai media e da un'alimentazione sbagliataproseguire una Storia che non c'è più, una visione di accumulo temporale "dal passato al futuro seguendo una linea retta" che è ampiamente screditata, ma che fa il gioco dei mutui da accendere in banca, e dei contributi per la pensione prossima ventura (che non ci sarà mai).
 





L’Europa di plastica dell’UE e le ultime elezioni italiane

17 03 2010

Come abbiamo già scritto in più di un post su "Civiltà scomparse", il presente anno vedrà probabilmente il punto più basso del modo di pensare occidentale, mai così al tramonto e in crisi come oggi.
Mentre si sparano le ultime cartucce dei reality in televisione (dieci anni dopo dal loro debutto sulle reti Mediaset), nei quali si aggirano delle persone famose quanto fallite, l'Unione Europea continua a presentarsi come un iperstato – non scelto da nessuno dei popoli che lo compongono – guidato da personaggi molto più a loro agio nella postmodernità aziendale delle superbanche centrali che tra le istituzioni noiose dei singoli stati europei (con già alte dosi di statalismo centralista al loro interno).
L'UE sembrerebbe una specie di fascismo postmoderno che vorrebbe smantellare la sovranità e l'autodeterminazione dei popoli con la forza della tecnofinanza, aiutata da leggi che le spianino la strada nelle nostre vite.
Da dove diavolo è uscita fuori quella bandiera blu col cerchio di stelle gialle?
Da dove è diavolo uscita questa valùta chiamata Euro?
Non si sa, ma, intanto, tutti gli antiberlusconiani di professione (Partito Democratico, Italia Dei Valori, Sinistra E Libertà) sono tra i più convinti europeisti, senza che nessuno dei loro elettori gliel'abbia mai chiesto.

Lo stesso Beppe Grillo, come ho già scritto una volta, ha dedicato un post del blog che sponsorizza, al problema di certe perplessità che sorgono leggendo diversi passaggi del Trattato Di Lisbona, e poi ha preferito lasciare cadere l'argomento e continuare con il presentare i progetti pubblicitari e di marketing (creazione di un determinato tipo di domanda dalla clientela per poi dargli il prodotto giusto) della Casaleggio.

Non si sa bene dove ci porterà questa specie di progressismo postmoderno, attivo dagli anni 90 – avvallato anche da diversi ambienti che un tempo si sarebbero detti di "destra liberale" – ma intanto, alle stazioni di Milano e Torino, i passeggeri devono sorbirsi quotidianamente la loro dose di pubblicità europeista, con il nuovo spot "spaziale" che presenta il Trattato Di Lisbona, assieme a trailer di film che non sanno di niente, i quali presentano sempre le solite storie fuori tempo massimo.
Questa non sembra essere l'Europa dei popoli, delle comunità locali, ma l'Europa delle multinazionali, delle corporation, degli affari e delle speculazioni sulla pelle degli europei.

Non sarà mica che l'Unione Europea viene vista come il primo passo, la prima tessera del famoso "Nuovo Ordine Mondiale"?
Dopo forse verrà l'Unificazione Nordamericana
(con un'unica valùta chiamata Amero) e Sudamericana, e poi ancora altre semplificazioni continentali, fino forse ad arrivare a un Unico Governo, agli Stati Uniti Del Mondo, ma non quelli di cui parlava il grande Gustavo Rol nel 1987, bensì un Governo Mondiale con alla guida coloro che aboliranno il denaro liquido di carta, moneta e carte di credito – oltre ai documenti cartacei – per rimpiazzarli con un microchip RFID che, nei loro piani, inseriranno sotto la nostra superficie cutanea attraverso una iniezione, magari con la scusa di inoculare un vaccino contro un'influenza che potrebbe degenerare in pandemia (a stare a dar retta ai mass media).
All'interno del microchip RFID, vi sarebbero tutti i dati relativi alla persona che lo ospita, da quelli anagrafici al suo conto corrente.
Una persona priva di microchip RFID nel suo corpo, sarebbe semplicemente un escluso totale dall'organizzazione sociale, un paria.
Personalmente, non so quanto di vero ci possa essere in storie di questo genere, che si possono trovare facilmente in Rete, basta cercarle, ma è abbastanza credibile immaginarsi certi personaggi di plastica a Bruxelles e Strasburgo (e soprattutto i loro occulti referenti) avere di queste fantasie malate.

E' tutto quanto fuori tempo massimo sulla presente linea spaziotemporale; ogni tanto appaiono brani musicali, o testi, od opere audiovisive che sembrano bucare l'epoca penosa in cui sono state realizzate, ma poi vengono rapidamente sommerse dalla cronica mancanza di memoria tipica dei mezzi di comunicazione di massa che non siano internet, in cui qualunque informazione e documento perdurano, anche se vengono cancellati, come dimostra un portale chiamato WebArchive.

Le prossime elezioni regionali sono un'altro evento (che costa tanto denaro pubblico) fuori tempo massimo.
Io voglio ringraziare l'attuale governo per aver fatto sì che, in questo periodo, non vi siano trasmissioni di propaganda elettorale. E' stata veramente una benedizione!
E' probabile che si siano resi conto di quanto sia diventato penoso il loro parlare di argomenti futili spacciati per roba essenziale per la sopravvivenza dell'attuale società italiana.
E' futile l'attuale destra ed è futile l'attuale sinistra, entrambi gli schieramenti sono una marmellata senza un perchè. Sembrano finiti, per loro, i bei tempi "anni 50", da "guerra fredda" alla Don Camillo vs Peppone, della campagna elettorale per le politiche 2006, forse le elezioni più vergognose che si siano mai viste in Italia, in cui la sinistra radicale, la sinistra comunista, tifava Goldman Sachs, la potente multinazionale finanziaria "che fa il gioco di Dio", e l'estrema destra radicale tifava colui che "s'è fatto da solo", amico di mafiosi e massoni deviati, che ha incarnato le profezie più oscure di Pier Paolo Pasolini.
E' imbarazzante vedere i loro enormi manifesti a fianco delle strade, subito strappati o ricoperti da pezzi di carta bianca.
La loro pubblicità martellante è superflua e ridicola.
Abbiamo visto lo spettacolo di certi precari che vanno in giro per le strade su un Ape50 Piaggio con sopra il manifesto con la faccia del candidato pidiellino!
In quanto ai mass media, semplicemente non hanno più nulla di dire. Tutto ciò che avevano da dire ormai l'hanno detto. Sono fuori tempo massimo.

Personalmente, mi auguro davvero che quelli che stiamo vivendo siano gli ultimi anni di questa attuale civiltà basata sulla separazione e la menzogna tra gli esseri umani, sulle grandi limitazioni della mente condizionata dal Potere (nelle maniere più subdole), sull'insensibilità contagiosa come un virus.

Voglio pensarla come Jay Widner, quando scrive:
"Il mondo sta andando incontro a un grande cambiamento. Il passato scomparirà, la storia diventerà leggenda e infine mito. La nostra destinazione è sconosciuta. L'unica cosa che sappiamo con certezza è che tutto cambierà".





Centomila punture di spillo

15 02 2010
Negli ambienti della contronformazione, o informazione alternativa a quella della tv e dei giornali, abbiamo notato come vi sia a volte qualcuno che spera in una apertura dei mezzi di comunicazione di massa agli argomenti che finora si aggirano soltanto nelle cantine del cyberspazio.
Si pensa, per esempio, che sul Tg1 – o in uno di quei salotti televisivi – vengano affrontati argomenti scomodi che i giornalisti non hanno mai toccato fino ad ora.
E quel qualcuno non spera tanto in uno SpecialeTG sul "governo ombra", che svelerebbe i propositi secolari (Novus Ordo Seclorum) per l’instaurazione del "Regno dell’uomo" contro il "Regno di Dio", non si illude di vedere prima o poi una trasmissione televisiva o radiofonica sui
progetti che prevedono un unico centro di potere economico finanziario mondiale gestito da una élite ristretta di miliardari burocrati che pensano ai loro piani tra la City di Londra e New York, tra Washington e Bruxelles, non si immagina di vedere pubblicata sui giornali una tabella di metodi per rendere ancora più manipolabile la popolazione attraverso sostanze nocive sprigionate dalle scie di certi aerei – le quali, tra l’altro, cambiano il clima –  oppure attraverso vaccini preparati per questo scopo con il pretesto di pericolose "pandemie" di influenze che fanno meno vittime di un raffreddore, oppure attraverso un’alimentazione scadente e manipolata dalla genetica, no, quel qualcuno non parla di tutto questo, ma di dare spazio alla Tv, alla radio, sui giornali, alle "battagile di Beppe Grillo", lo sponsorizzatore di un nuovo partito italiano nato dalle interazioni sul web chiamato "Movimento 5 stelle" (strapieno di marketing dalla testa ai piedi, come si è già scritto su questo blog), il capopopolo che ha riempito le piazze, con due "VDay", nel settembre 2007 e nell’aprile 2008, e poi ha lasciato grillini e travaglini abbastanza a bocca asciutta andandosene all’estero, mentre ora come ora "Kriptonite"Di Pietro (il quale è stato nominato così da Grillo per mostrarlo come un eroe dei fumetti che si batte contro il marcio del mondo politico), sembra allineato quasi più col sinistro Bersani che con l’eroe DeMagistris, il quale sappiamo quanto stia dalla parte del progetto (mefistofelico!) chiamato "Eurolandia" .
Del "Trattato di Lisbona", Grillo ne ha trattato in un post del 2008 e poi ha lasciato perdere. L’agenzia di marketing e comunicazione chiamata
Casaleggio  preferisce organizzare i calendari dei santi laici e continuare nella creazione di una categoria dell’immaginario, quella inerente al far pensare che "i partiti sono tutti morti", "per essere un buon politico bisogna avere la fedina penale pulitissima" e "senza se e senza ma a fianco della magistratura (una supercasta che può essere eccome guidata da poteri antidemocratici transanazionali)".
Su una cosa siamo d’accordo in tutto e per tutto con Grillo & C: cioè sulla difesa della Rete da coloro che vogliono imbavagliarla, regolamentarla, farla diventare meno libera insomma. Su questo c’è piena sintonia di vedute, poichè il presente blog pensa che l’attuale Web sia lo stadio embrionale di una coscienza unica del pianeta, che vedremo affermarsi.
Non siamo d’accordo, invece, su alcune strategie del blog di Beppe: sull’eroificazione di Marco Travaglio, per esempio, sulla glorificazione di Michele Santoro e sul voler creare una fetta di opinione pubblica basata sulla rabbia nei confronti di questa classe politica.
E’ vero che la Rai di oggi è sul serio inguardabile, da ogni punto di vista la si guardi, appunto: il controllo totale dei partiti sulla "televisione di stato" (non parliamo poi di Mediaset!) ha creato un mostro di piattume e conformismo da fare invidia ai momenti più bui degli anni cinquanta.
Lo dico con cognizione di causa dal momento che la mia famiglia (nonna, mamma e papà) la guarda in continuazione, e vedo che questa tv attuale è una specie di energia ipnotizzatrice negativa senz’alcuna idea nuova, senz’anima, coi soliti tizi coi contratti a tempo indeterminato che si spostano da uno studio all’altro di Via Teulada senza un perchè plausibile. Deve venire senz’altro utilizzata la Programmazione Neuro Linguistica nell’invenzione o scelta di certe musichette commoventi durante alcuni momenti cardine del programma condotto da Lamberto Sposini, "La vita in diretta"; poi abbiamo Carlo Conti e Max Giusti, i quali sono due conduttori che chiamerei piuttosto "servi del sistema" vista la glorificazione del Dio Danaro e del conformismo più patologico che viene "commessa" dalle trasmissioni da loro condotte quotidianamente, mentre poi vengono annunciati i "titoli del Tg1", ovvero la disinformazione della sera, che ricorda vagamente quella di Goebbels in Germania negli anni 30.
Penso che anche lo stesso Confalonieri, lo stesso Letta, lo stesso Berlusconi non riescano davvero più a controllare il mostro Rai (i primi due canali soprattutto), che è una specie di spandiletame colorato a getto continuo, una creatura che ormai sembra vivere di vita propria.
E le copie di "Chi", "DiPiù", "Sorrisi&CanzoniTV" assieme a tutte le migliaia di riviste di pettegolezzi VIP nelle edicole, sembrano essere delle specie di appendici cartacee di tutta la roba condizionante che passa in Tv ogni giorno, ormai fuori controllo, la quale sembra somigliare al Blob dell’omonimo film degli anni cinquanta come, del resto, avevano profetizzato Enrico Ghezzi e Marco Giusti vent’anni fa.
Tornando a Beppe Grillo e al suo blog gestito dalla Casaleggio, si può dire che, nonostante tutte le "battaglie" lanciate, quelle vinte sono veramente poche. A cosa serve portare centomila persone in piazza a Bologna e a Torino se poi non cambia praticamente nulla nel concreto a distanza di due, tre anni di ciò che si era proposto e il "Parlamento pulito", per esempio, è invece sporco come e più di prima?!
Sono del parere che questi "personaggi scomodi" si siano ritagliati una loro fetta all’interno del panorama politico italiano, una loro percentuale (%) in cui continuare a fare i capopopolo con un popolo che è più che altro virtuale, crede che "il bene stia da una parte sola (la loro, Travaglio, Santoro, DiPietro ecc)" e li vota perchè "sono quelli del cambiamento" quando invece sono essenzialmente i meno peggio (ma quanto meno?), e non sono altro che i servi buoni dei soliti padroni del vapore (quelli del NWO e dintorni). Ricordano, a tratti, un po’ Fausto Bertinotti e la sua "Rifondazione Comunista" quando nel maggio 2001 – dopo una debacle spettacolare del centrosinistra – si era mostrato felice di fronte alle telecamere di Bruno Vespa perchè il partito da lui capeggiato era riuscito a prendere il 7-8%, quella percentuale che – ironia della sorte – sarebbe servita a Rutelli e compagnia bella per sorpassare il centrodestra, e sì che ne avevano speso denaro pubblico nei manifesti 4m x 6 per cercare di emulare "Mr. Comunicazione", da Arcore.
Per non parlare di quella polemica antipatica – sempre a quei tempi – quando il regista Nanni Moretti, il futuro guidatore del movimento dei "girotondi" si era mostrato scandalizzato – sempre attraverso le telecamere della Rai – del comportamento di Bertinotti il quale non aveva fatto vincere il centrosinistra per ritagliarsi una fetta tutta sua – da comunista "radicale" che incontra nientemeno che il "Comandante Marcos", negli anni 90 – all’interno dell’emiciclo parlamentare.
Il bello è che tutti questi personaggi – tutti assieme appassionatamente, si potrebbe scrivere! – pendono pericolosamente dalla parte di "Eurolandia", dei padroni del denaro, di quelli che fanno il gioco delle tre carte planetario attraverso il signoraggio e la riserva frazionale, di quelli che vorrebbero vedere il "Regno dell’Uomo" (in cui un’umanità ridotta di dimensione è completamente schiava del potere finanziario e burocratico) che sostituirebbe il cosiddetto "Regno di Dio", ovvero la saggezza cosmica tramandata dalla Tradizione Aghartiana basata sull’intelligenza universale che si esprime dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo senza soluzione di continuità, e di cui la nostra condizione materiale è solo un passaggio, che, però, alcuni "geni" vorrebbero far diventare definitivo (Novus Ordo Seclorum, appunto).
In quella ormai famosa puntata di AnnoZero del marzo 2008 in cui Giulio Tremonti parlava esplicitamente di "illuminati" dietro le quinte della globalizzazione degli anni ’90-’00, gli ospiti Fausto Bertinotti, Marco Travaglio e lo stesso Michele Santoro, facevano la figura degli ingenui che cascano dalle nuvole, di fronte alla realtà del vero Potere Incommensurabile rivelata in diretta tv dal popolare economista valtellinese.
Ma come? Tremonti che parla di "illuminati" come se fosse David Icke?!
E adesso, due anni dopo da quella rivelazione storica sbandierata in diretta sulla Rai come niente fosse, l’opposizione è ancora lì a stare dietro a Nicki Vendola, PierLuigi Bersani e Tonino DiPietro i quali, se non ci fosse Sua Emittenza nello "schieramento avverso" sarebbero probabilmente disoccupati, come ho lasciato intendere in un altro post del blog.
E sono sempre lì a parlare di "rilancio dell’economia!" di "prima di tutto il lavoro!" e altre cose retrò-novecentesche di questo tipo (mi viene in mente il manifesto elettorale 4×6 di quel tipo, Tirreno Bianchi, di Rifondazione, con un elmetto rosso in testa, il cui slogan è "Diritti al lavoro", un doppiosenso degno di Gianni Drudi).
E, nello stesso tempo, "Il Giornale" diretto dal perfido Vittorio Feltri, confeziona un articolo sul signoraggio bancario e addirittura ne parla in televisione un alleato di Berlusconi, tale Storace, mentre Mario Borghezio, all’europarlamento di Strasburgo, critica le nomine politiche europee provenienti dal Gruppo Bilderberg, critica il Trattato Di Lisbona e apre anche a coloro che chiedono il Disclosure sugli UFO ed extraterrestri da parte di Usa e Russia dopo che hanno aperto gli archivi sugli UFO i paesi minori, soprattutto quelli del SudAmerica.
Tornando alle "speranze" che i mezzi di comunicazione di massa, i mezzi di comunicazione mainstream riescano prima o poi a far filtrare della roba dal sottobosco dell’informazione alternativa o controinformazione (un po’, forse, come sta facendo Adam Kadmon alla radio nello "Zoo di 105"), c’è da dire che si è di fronte a ciò che possiamo chiamare "ingorgo stradale di diverse disinformazioni".
Cosa voglio dire con questo?
Che Beppe Grillo e il suo blog parlano di "fuori i condannati dal parlamento" ma non di un nuovo sistema finanziario contrario agli interessi, squisitamente occidentali, dei "Bilderbergers"; che i "Berluscones" sono visceralmente antieuropeisti e contro la mafia finanziaria-globalista occidentale ma se ne fregano se il parlamento italiano è diventato un covo di non impuniti, e con la costituzione del 1948 si ci puliscono le scarpe dopo essere entrati a casa; i Vendoliani-Bersaniani parlano di "diritto al lavoro" ma guai se muovono critiche dirette alle loro banche amiche e stanno sempre dalla parte dei diktat dell’Unione Europea; DiPietro è a fianco dei magistrati e della costituzione "senza se e senza ma" ma nella scorsa legislatura ha votato contro la commissione d’inchiesta sui fatti sanguinosi durante il G8 del 2001 a Genova.
Insomma, "diciamo questo, ma non diciamo quello", un’informazione parziale che non fa che confondere ulteriormente le idee a una massa di elettori intontita, confusa, ma – chissà perchè – sempre pronta a dare fiducia (votando l’uno per paura che vinca l’altro) a un sistema di potere implicitamente oppressivo e ultraburocratico, il quale sfrutta ogni possibile divisione partitica o pseudopolitica per continuare nei suoi due giochetti preferiti: "azione-reazione-soluzione" e "divide et impera" mentre il concetto di "appartenenza politico-partitica", specialmente e fortunatamente nelle nuove generazioni, si sta sgretolando a una velocità supersonica, di cui non ci si rende conto del tutto.
Perciò, in ultima analisi, dico questo: non è molto sensato attendere un "disclosure informativo" da parte dei mezzi di comunicazione di massa, poichè i gruppi di potere che tengono le redini di questi ultimi non avvertono il desiderio di aprirsi davvero al sottobosco dell’informazione alternativa, tranne alcuni casi rari, come una puntata di Matrix su Canale cinque dedicata ai dubbi sulla versione ufficiale dell’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono (tema mai affrontato da Travaglio, Santoro o Grillo!), una puntata di Mistero su Italia uno dedicata ai cambiamenti climatici artificiali attraverso le scie chimiche e alla tecnologia occulta HAARP, e il programma Rebus sulla rete regionale Videolina condotto dal presentatore Maurizio DeCollanz.
E’ senz’altro sensato, invece, vedere in tutta questa diffusione di notizie "non allineate", in questa diffusa "nebulizzazione" quotidiana – soprattutto attraverso gli strumenti che ci offre la telematica contemporanea – una specie di formiche rosse che mangiucchiano, comportandosi come i tarli nei mobili, un sistema di potere informativo-ipnotizzante centralista sempre più sorpassato e contraddittorio (vedi il dietrofront recente sull’influenza H1N1, per esempio).
Per dirla con il titolo di un libro uscito da poco, il quale tratta solo molto marginalmente degli argomenti di questo blog, vi saranno "Centomila punture di spillo" che renderanno sempre più povero di vita l’attuale universo, "in chiaro", delle notizie circolanti controllate rigidamente da persone i cui piani non coincidono esattamente con, scriviamo così, la saggezza universale la quale esiste soltanto in una specie di "tunnel di luce", senza soluzione di continuità, che va dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande e nel quale il mondo "a misura d’uomo" che conosciamo non è affatto "misura di tutte le cose", come impongono di pensare i padroni del mondo, nei modi più subdoli.

 





Come funziona la BORSA

14 02 2010

Adesso vi spiego come funziona la borsa.

Una volta arrivò al villaggio un signore ben vestito , prese alloggio nell’unico albergo e mise un avviso sulla singola pagina del giornale locale dicendosi disposto ad acquistare ogni girasole che gli avessero portato per 10 euro.

I contadini, che sapevano che i prati erano pieni di girasoli, corsero a coglierli. L’uomo acquistò le centinaia di girasoli che gli portarono a 10 euro ciascuna.

Siccome già rimanevano pochi girasoli nei campi, gli agricoltori persero l’interesse, allora l’uomo offrì 20 euro per girasole e i contadini corsero di nuovo nei prati. Anche in questo caso i girasoli erano in diminuzione e l’uomo alzò l’offerta a 25 euro per cui i contadini tornarono nella foresta per cogliere i restanti girasoli.

A questo punto, l’uomo offrì 50 euro per ogni girasole, ma siccome aveva affari da sbrigare in centro, lasciò il villaggio e diede l’incarico al suo aiutante di acquistare i girasoli.

L’assistente andò dai contadini dicendo loro: “Vi offro di vendervi i girasoli del mio capo a 35 euro e quando il mio padrone ritorna dalla città glieli vendete a 50 euro ciascuna come quanto lui ha già accordato”. I contadini racimolarono tutti i loro risparmi e acquistarono le migliaia di girasoli che stavano in una serra , e attesero il ritorno del “capo”.

Da quel giorno non videro più nè l’assistente nè il capo.

L’unica cosa che videro fu una serra piena di girasoli che acquistarono con i risparmi di tutta la loro vita.

Ora avete una nozione ben chiara di come funziona il Mercato dei Valori e la Borsa.





Le pubblicità, le elezioni regionali 2010 ed “Essi vivono”

4 02 2010
Cari amici di Civiltà Scomparse,
avete notato che le pubblicità affisse ai muri (e su video alle stazioni delle città principali) e i manifesti per le elezioni del 2010 si avvicinano, nello spirito, sempre più a questo spezzone di Essi Vivono?

Già me lo vedo il prossimo anno, il marketing politico e pubblicitario  diffondere cartelli con su scritto esplicitamente:

"OBBEDISCI", "COMPRA", "NON PENSARE", "COPULA E PROLIFICA", "LAVORA 8 ORE DIVERTITI 8 ORE DORMI 8 ORE".

Continuo a pensarlo con grande lucidità e chiarezza: quest’anno raggiungeremo probabilmente il punto più infimo del vecchio modo di pensare basato sul denaro, l’apparenza e l’affermazione sociale a scapito degli altri.
Se ne vedranno delle "belle", insomma.