Pensieri influenzati dal futuro e le mie esperienze personali

10 04 2022
DAL FILM “One day” POST – SCRIPTUM ho scelto questa immagine solo per poi realizzare che nel trailer, in una delle prime scene dove i due si conoscono lui gli dice “Lo sai che non ci siamo mai incontrati” e lei risponde “In realtà ci siamo incontrati: ti sei imbucato alla mia festa di compleanno, MI HAI CHIAMATO (JULIE) GIULIA …” (WTF? What the actual fuck?) 

Lei è una ragazza con due figlie che mi ha incontrato solo una volta cinque anni fa ad una reception mentre mi consegnava un certificato medico della sua prima figlia e che viveva a pochi metri da me senza saperlo. Io sono un ragazzo che non ha una relazione seria da molto tempo, non so effettivamente niente di lei ma ho “visto” in sogno sua figlia sei anni prima che nascesse. La sua famiglia fa parte del sottofondo dei miei pensieri da tredici anni a causa di “sogni ricorrenti”. Appare come un insondabile mistero, ma la mia sensazione è che un giorno le nostre vite, contro ogni aspettativa, si incroceranno e tutto cambierà. 

UNA SENSAZIONE APPARENTEMENTE PRIVA DI SENSO Se non fosse per la ricorrenza con la quale la sua famiglia è comparsa nei miei sogni da quell’ 11 ottobre 2009, durante la mia prima settimana di università, questo mio platonico “attaccamento sentimentale” alla sua figura non avrebbe senso, visto da un ipotetico osservatore oggettivo. Ma dentro di me è come se tutta la mia vita, nonostante l’ oggettiva cosmica distanza fra le sue (ignote) esperienze e le mie, mi stesse preparando ad un futuro che non riesco a immaginare. Lei è VALENTINA e il ricordo più remoto che riesco a registrare nella mia vita risale al 16 agosto (?) 1994 quando avevo una amichetta che si chiamava Valentina e mio fratello si era fatto male al labbro e aveva dovuto mettere i punti. La mia vita mentale inizia con il suo nome.

LA BAMBINA BIONDA CHE RAPPRESENTA IL MIO MOMENTO “SCARABEO JUNGIANO”  Quando mi è capitato di leggere le ricerche sulla precognizione rappresentata in qualità di “memoria di cose del futuro – memory in reverse – premory” mi sono affezionato al concetto perché io l’ ho vissuto: una mia “immagine mentale”, una figura onirica e un personaggio immaginario della mia eccentrica fantasia infantile ha preso una forma concreta ed è entrata nella realtà “reale”. Da bambino giocavo con mio fratello, e facevamo qualcosa di “ritualistico” e quasi troppo strano per essere descritto: eravamo come piccoli attori, davamo vita a due personaggi immaginari, due idee che vivevano solo attraverso i nostri scambi verbali, che sono andati avanti per anni, e probabilmente, osservato dall’ esterno, questo gioco appariva come qualcosa di “paranormale” nella sua innocenza e spontaneità. Sono sicuro che i ricercatori della psiche avrebbero pagato oro per poterci guardare e ascoltare. Le diramazioni della messinscena dei nostri “amici immaginari” aveva una sorprendente quantità di diramazioni, ma uno degli aspetti centrali era la “scena del dottore” dove il rituale in questione era organizzare “la nascita di GIULIA”, che era una bambina bionda che nasceva sempre d’ estate (per la precisione, e io sono sempre stato attento alle date, il 26 LUGLIO). I nostri due amici immaginari erano marito e moglie e avevano tre figli, ma in realtà gli altri due erano solo comparse, comprimari, perché la parte da protagonista ce l’ aveva lei. Probabilmente la fonte di ispirazione base erano i coniugi Vianello del leggendario show televisivo, ma a parte quello, ciò rappresenta, agli occhi di un trentenne quale sono, un vero mistero. Loro erano MARIO e RITA. Rita era il nome della migliore amica di mia madre, ma non sono affatto sicuro che negli anni ’90 e primi 2000 loro due fossero amiche come lo sono adesso. Io li disegnavo: Mario era effettivamente un mio alter ego, ma Rita, e non ci ho mai pensato fino a qualche giorno fa, somigliava davvero moltissimo ad una attrice di una serie tv che ho cominciato a seguire in modo (l’ adolescenza ha le sue fasi bizzarre) fanatico fra i 14 e i 17 anni. Nel futuro.

Il libro TIME LOOPS di ERIC WARGO mi ha aiutato a comprendere che quando delineavo la mia immagine mentale di RITA stavo “canalizzando” una intensa “memoria del futuro”. Una delle protagoniste della serie televisiva 7TH HEAVEN, ANNIE JACKSON CAMDEN. Disegnavo questa donna da bambino, ma la avrei conosciuta dalla televisione solo a quattordici anni. Non ho con me attualmente dei disegni per provarlo, ma IO SO che è così. Nello sceneggiato lei era LA MADRE dei SETTE FIGLI CAMDEN. Da adolescente avevo colto a livello estremamente superficiale questa somiglianza, ma non ne comprendevo le implicazioni WARGO – IANE della questione, per ovvi motivi, avendo conosciuto l’ autore di TIME LOOPS solo fra il 2017 e il 2018. Curiosamente, l’ età dei 28 anni era un mantra per me da bambino. Continuavo a ripetere che avevo 28 anni. Dentro di me c’ era una sorta di voce interiore che mi diceva che a 28 anni avrei “compreso”.

LA BAMBINA BIONDA CHE RAPPRESENTA IL MIO MOMENTO “SCARABEO JUNGIANO”  PARTE 2 Il “concetto mentale” di GIULIA ha sempre fatto parte della mia vita. Con il tempo, quando fummo cresciuti, ci siamo lasciati da parte quella coppia di “spiriti di voce” che erano, se così vogliamo descriverli, i due genitori di GIULIA. Ma il 2 GIUGNO del 2007 il rituale della nascita estiva di GIULIA riemerse dall’ oblio sotto forma di “episodio onirico”. Il primo sogno che io abbia mai ricordato, una versione FRATTALE del mio primo ricordo del 1994: nel sogno mia madre era con noi in Puglia ed era incinta e noi sapevamo che stava per dare alla luce una bambina di nome GIULIA, che io vidi nel sogno, e io dicevo che sarebbe nata il 9 LUGLIO, e la sua “presentazione al pubblico” assomigliava ad una sorta di interpretazione della presentazione al “regno” di SIMBA nel film del 1994, al cospetto della mia spiaggia al mare del sud. Da quel momento è cominciata la FASE DELLA ATTESA. Dentro di me si era generato qualcosa, come se io sapessi “prima di sapere”, dentro di me sapevo che la questione aveva a che fare con me. LEI tornò in un altro sogno, dove la vidi un po’ più grande, e questa volta eravamo in Veneto, dove vivevano i miei nonni materni, ma non conosco la data, sono indeciso fra due (8 LUGLIO 2008 o 12 AGOSTO 2008), e la seconda attira la mia attenzione perché esattamente cinque anni dopo GIULIA divenne una persona vera (risonanza calendrica onirica Wargoiana). Quanto vorrei poter trovare i miei scritti dell’ epoca, ma è quasi impossibile. Ma dentro di me vive l’ intrigante ipotesi che la data giusta sia la seconda. Il 27 AGOSTO 2013, parlando con la mia amica con la quale condividevo argomenti “mistici”, e dopo aver passato un’ ora e mezza a guardare il film BIG DADDY con protagonista il piccolo JULIAN, scoprii che una certa VALENTINA aveva appena avuto una figlia: GIULIA.

Prima del fenomeno “realizzativo” dell’ agosto 2013, nella mia confusa e annebbiata mente adolescenziale, mi ero convinto che la figura onirica avesse qualcosa a che fare con la PITTRICE AKIANE KRAMARIK, che curiosamente è nata il 9 LUGLIO 1994, celebre per essere una sorta di GIOVANNA D’ ARCO dei nostri tempi, poiché afferma di ricevere visioni “divine” e di essere in contatto con GESU’.

GIULIA era nata, e la questione non emergeva in un contesto “isolato” e separato dal resto per me: la madre era la sorella di un mio conoscente, che in quel momento, da quattro anni appariva in una serie di miei “sogni ricorrenti”. Improvvisamente, nella interpretazione del significato di questi sogni emergeva un “cambiamento di paradigma”, la chiave di volta era lei: la sorella e la figlia, una ragazza che non appariva nei miei sogni, a differenza della madre e di uno dei figli. Il mistero si infittiva, le implicazioni ipotetiche per il futuro …?

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La nascita era prevista per il 1 / 9 (1 settembre). In termini di “distorsioni oniriche Wargoiane” la ricezione dell’ informazione l’ 1 / 9 potrebbe essere diventato un 9/ 7 (9 luglio) nel sogno del 2007

QUOTO DAL LIBRO TIME LOOPS: Ciò dimostra l’ importante fatto che le precognizioni a loop sono esperienze sociali, confluenze di due o più vite che si sviluppano e si incrociano in maniera profonda e destinata, incidenti che sembrano “preconfezionati”, in quanto la precognizione ha una funzione di orientamento sociale, che può manifestarsi con maggiore enfasi particolarmente in situazioni dove una connessione è impedita dalla distanza o da un taboo sociale.”

Queste immagini sono quanto di più vicino posso arrivare a cercare di rappresentare come appariva il mio conoscente, il fratello della madre di GIULIA, nel 2008, un anno prima dell’ inizio della saga dei sogni ricorrenti.

CERCARE UN ALLACCIO nel settembre del 2013 i sogni sul fratello sono ricominciati, e ho cercato di rientrare in contatto con lui ma con scarsi risultati. Nell’ ottobre 2014 gli scrissi e gli rivelai qualcosa sui primi sogni che facevo, e lui mi rispose e mi ringraziò, ma alla fine non ne ricavammo niente. Io ero uno sconosciuto, e i sogni non avevano significato.

IL RITORNO DEI SOGNI E LA COINCIDENZA DEL QUALE ERO INCONSAPEVOLE Il 16 MARZO 2015 sognai che facevo visita all’ intera famiglia. C’ era lei, i genitori, i fratelli, persino la nonna. Entravo in quella che percepivo essere casa loro e la madre mi abbracciava. Io le parlavo della questione dei sogni. Fino al 2019 non ero a conoscenza del fatto che nei giorni circostanti il sogno VALENTINA veniva a vivere con la figlia nella mia stessa via.

LA ANTICIPAZIONE HA UN SEQUEL NEL 2017  Il 4 APRILE 2017 una figura femminile dalle sembianze poco chiare mi apparve in sogno e mi mostrò un test di gravidanza positivo, e mi disse “non dubitare più”. Il 9 OTTOBRE 2017 (a due giorni dall’ ottavo anniversario del primo dei sogni della saga onirica ricorrente) sono al mio posto di lavoro nella reception e all’ ingresso compare VALENTINA con la madre. La ragazza è incinta, e si avvicina a me e così, in un istante, si svolge il nostro unico incontro diretto, lei inconsapevole di tutto, di avere di fronte un ragazzo che ha sognato la sua famiglia per 8 anni, e lei mi dice: “Questo è il certificato di Giulia” e io lo prendo e lo metto nell’ archivio. Ancora adesso non so la data precisa della nascita della sua seconda figlia, ma è comunque avvenuta entro fine dicembre 2017 – inizio gennaio 2018, più o meno a nove mesi di distanza dal sogno del test di gravidanza. Inoltre, il 28 febbraio 2018 il mio amico storico mi annunciò che aspettava un figlio, che sarebbe poi nato a quasi cinque anni esatti dalla data in cui doveva nascere GIULIA e il suo nome è la versione maschile del nome della seconda figlia di lei.

I CICLI VITALI DA ME SCOPERTI E STUDIATI E IL CONCETTO DI ANTICIPAZIONI FRATTALI – DOPO GIULIA, ARRIVA UNA VALENTINA CHE IRROMPE NELLA MIA VITA I cicli vitali sono un fenomeno che studio dal 2013 più o meno, e sono collegati alla “concezione frattale del Tempo” di TERENCE MCKENNA: “esperienze, eventi che risuonano l’ una con l’ altra che si ripresentano in nuove forme a più livelli di magnitudo entro determinate finestre di tempo nel corso della Storia umana”, e di conseguenza anche nelle vite individuali, dove situazioni e atmosfere del passato si ripresentano nel futuro con nuove facce ma con dinamiche familiari. Ho stabilito con certezza che nella mia vita, e probabilmente in quelle di tutti gli altri, questi ritorni alle stesse condizioni ricorrono ogni tre (e multipli di tre) anni a partire dall’ anno in cui sono stato concepito. La figura di GIULIA assomiglia, e forse è stata raffigurata come tale nel sogno del 2007, a mia cugina da piccola, in qualche modo, e lei è nata nel 1995, diciotto anni (multiplo di tre) prima di GIULIA, e il sogno del 2007 si situa a dodici anni (multiplo di tre) dalla nascita di mia cugina, e nel 2013 ho cominciato ad ipotizzare un ipotetico futuro incontro con VALENTINA, la madre di GIULIA, e cosa avviene SEI anni dopo? Una ragazza improvvisamente irrompe nella mia vita e comincia a diventare una figura centrale e protagonistica dei mesi successivi, e lei è probabilmente la ragazza che a me è più cara e ci volevamo davvero bene in quell’ anno, eravamo “la coppia che spacca”: VALENTINA, non la madre della bambina, ma una altra figura (le due hanno comunque frequentato la stessa scuola).

LA QUARTA FIGURA PRINCIPALE DEL “RITUALE INTERPRETATIVO” DELLA MIA INFANZIA

LOUISE BROOKS (LOUISE – LUSSO) È stata talvolta indicata come la prima stella della storia del cinema, l’incarnazione moderna del mito della donna fatale: sensuale, provocante, amorale e pericolosa, ma allo stesso tempo infantile, innocente e pura

POSTSCRIPTUM: durante la realizzazione di questo articolo, dopo aver ascoltato il trailer di ONE DAY svariate volte senza cogliere la frase dove lei dice “mi hai chiamato JULIE”, mentre googlavo il nome VALENTINA mi è comparsa una immagine che mi ha richiamato alla mente la “quarta protagonista” dello “sceneggiato immaginario” interpretato a voce da me e mio fratello nella mia infanzia, creando un secondo potente WHAT THE ACTUAL FUCK, perché avevo già un sospetto che la quarta figura aveva qualche corrispondenza con la ragazza della famiglia dei miei sogni ricorrenti, ma vedere una figura quasi identica alla mia “idea mentale” della donna che immaginavo da bambino che risponde al nome di VALENTINA ROSSELLI, quella dei fumetti del quale fino a questo momento, lo giuro, ignoravo l’ esistenza, e realizzare che quel nome e cognome richiama alla mia mente il nome e cognome della madre di GIULIA mi ha colpito molto. In termini Wargoiani, potrei aver dato origine alla “spinta attraente dal futuro” che catapulterà questa informazione nel mio remoto passato e darà origine (effetto che crea e precede la causa temporalmente) alla figura mentale che immaginavo da bambino. Quindi, in un certo senso, abbiamo la conferma: la QUARTA FIGURA rappresenta VALENTINA, proprio lei.

Non avevo appena descritto il “legame frattale” che collega mia cugina (ANNA) alla bambina (GIULIA) che è figlia di VALENTINA? Ecco, da giovane ero convinto che la QUARTA FIGURA mi fosse stata ispirata dal personaggio di TEKKEN del quale ero fanaticamente appassionato, ANNA WILLIAMS, che per la cronaca, è sorella di una BIONDA, N – INA (VALENTINA – NINA), ma se dobbiamo dare credito alle teorie di ERIC WARGO relative ai TIME LOOPS, chiaramente la ispirazione per essa proviene dal futuro, e forse la fonte proviene dalla notte in cui sto scrivendo tutto questo. Forse è entrambe le cose: la QUARTA FIGURA è una reinterpretazione di ANNA WILLIAMS del videogioco e di VALENTINA ROSSELLI del fumetto. Non rivelerò il nome della QUARTA FIGURA, ma la percezione che mi ero creato era che si trattava di una figura seducente, altolocata, che viveva nel lusso… o forse volevo dire LOUISE? In effetti VALENTINA ROSSELLI è a sua volta ispirata dalla attrice LOUISE BROOKS. Ecco da dove viene, trasmesso in modo distorto nel processo di “invio di informazioni dal futuro al passato”, il nome così particolare della QUARTA FIGURA, che per la cronaca rappresentava una sorta di FIGURA FREUDIANA, connessa ad una idea di TABOO (ma come potevo saperlo quando ero solo un innocente ingenuo eccentrico bambino?) poiché era una sorta di migliore amica e amante del padre di GIULIA, MARIO. Era una sorta di “gag”, poiché nella nostra narrazione rituale immaginaria, lui si alternava fra le due protagoniste femminili. Era quindi un “desiderio proibito”, una figura intima, proprio come nel film di ONE DAY, dove i protagonisti sono migliori amici che continuano ad incontrarsi ma non possono mai stare insieme per davvero perché le loro condizioni di vita e il contesto li ostacola.

HUGO PRATT, il disegnatore del personaggio di VALENTINA ROSSELLI, è nato il 15 giugno, che è il compleanno di mia cugina ANNA e anche la data della morte del mio nonno paterno, mio omonimo di nome e cognome. Valentina Rosselli è una fotografa con problemi realistici che si mescolano a incubi e deliri immaginari e folli (psicoanalisi, mostri, sogni e allucinazioni). 

VALENTINA DEL 2019 COME “ANTICIPAZIONE” E “PREPARAZIONE” AL FUTURO Torniamo alla questione della mia migliore amica VALENTINA 19 (fra l’ altro nata il 26 LUGLIO – ricordate il compleanno che avevo dato alla GIULIA del rituale della nascita di cui avevo parlato in precedenza? Wow, eh?) che, gradualmente, si è introdotta con tenacia e intraprendenza nella mia vita e mi ha portato ad una notevole focalizzazione. Ci siamo conosciuti a metà febbraio 2019, lei è stata invitata a casa mia per la mia festicciola di compleanno in marzo, e ad aprile abbiamo cominciato ad uscire assieme io e lei, e lei mi disse da subito che ci sarebbe sempre stata per me, ma entro il mese di maggio la atmosfera di questa amicizia si intensificò e i toni si fecero più profondi, quando lei cominciò a parlarmi della malattia di sua madre… ma qui non posso andare avanti, ma ad ogni modo, entro l’ inizio dell’ estate il nostro legame di amicizia era consolidato, anche se durante l’ estate ci fu un allontanamento, lei ritornò sui suoi passi in autunno, e a dicembre eravamo “la coppia che spacca”. Ho trascorso una considerevole parte delle mie giornate del lockdown della primavera 2020 sotto casa sua, e poi le nostre vite hanno preso direzioni diverse nel febbraio 2021, e da allora ci vediamo assai raramente. Ma lei in tutta questa storia ha un ruolo cruciale: la sua apparizione mi ha permesso di stabilire con maggiore potenziale che davvero l’ incontro con la VALENTINA madre di GIULIA avverrà, secondo il sistema dei cicli vitali e dei multipli di tre, nel 2022 o nel 2025, perché lei è chiaramente una “figura di preparazione”, un “riflesso frattale” di ciò che sta più in là nel Tempo, lei sta alla VALENTINA del 2022 – 2025 come la GIULIA del mio rituale immaginario dell’ infanzia stava rispetto alla GIULIA che poi nacque nella realtà concreta nel 2013. Proprio oggi, prima di scrivere questo articolo, quando fra l’ altro ho riguardato il trailer e alcune scene di BIG DADDY, un rimando al 2013, ho appreso che la sua vita ha intrapreso un nuovo capitolo. E la situazione della madre potrebbe riflettersi in futuro come un termine chiave relativamente alla eventuale situazione che si creerà. Ne deduco che nel momento in cui (non mi spiego ancora come, soprattutto, a volte lo ritengo una impresa semplicemente impossibile) il nostro incontro avverrà lei si troverà in una situazione molto difficile, e io sarò possibilmente una figura di supporto e di riferimento, e che il nostro legame gradualmente si rafforzerà, fino a pervadere tutta la mia vita e quotidianità, ma stavolta non sarà un “legame periodico”, ma potenzialmente “definitivo”.

IL PIU’ RECENTE “SALUTO ONIRICO” DI GIULIA E LE PRIME AVVISAGLIE DI UNA ALTRA ANTICIPAZIONE GIULIA è tornata nei miei sogni per la terza volta il 18 OTTOBRE 2020, in una settimana dove, proprio come avveniva nel 2009, la mia vita stava iniziando un nuovo capitolo: nel sogno eravamo io e lei in automobile, sull’ autostrada, e io guidavo abbastanza bene (anche se tutt’ ora sto cercando di superare la fase pratica della patente di guida) e ad un certo punto non eravamo più per strada in viaggio, e io le ho chiesto come stanno i GEMELLI?”il primo seme di un nuovo “cambiamento di paradigma”? (in realtà sono stato addirittura sognato da una altra persona assieme a lei, dalla mia amica con cui condividevo l’ interesse per gli argomenti mistici, il giorno del primo compleanno da madre di VALENTINA, nel 2013) … il 26 NOVEMBRE del 2020 ho fotografato un SETTE nel cielo (7TH HEAVEN – ANNIE JACKSON – HEAVEN in senso di CIELO) durante una passeggiata, e il 27 NOVEMBRE del 2020 ho sognato di nuovo mia madre incinta e venivano menzionati “GEMELLI MASCHI”. Attraverso il concetto del “trasferimento onirico” Freudiano sappiamo che attributi che appaiono in sogno spesso corrispondono ad altre persone e vengono proiettati su figure a noi più familiari.

We can’t find the origins of our thoughts because those origins haven’t happened yet. We haven’t yet gotten to where we (will have) thought them in the first place.

The future intrudes on the present as a void or absence that nevertheless shapes our thought and behavior in subtle ways. Meaning always awaits us in the future

QUEL CHE CI ATTRAE HA SEMPRE UN PERCHE’, E LA TESI DEL “SIGNIFICATO NEL FUTURO” DI ERIC WARGO IN TIME LOOPS Per ERIC WARGO, l’ universo non è infuso di significato evidente in modo spontaneo, non ci sono “significati preconfezionati” in attesa di essere scoperti dall’ uomo, o almeno, questi significati emergenti non sono attivi nel presente del now, ma emergono invece sempre nel futuro, e possono essere realizzati solo in retrospettiva. Così anche gli eventi, o ciò da cui siamo attratti. Spesso le passioni che ci coinvolgono nel presente, quando le si osserva da un punto di vista retrospettivo, appaiono anacronistiche rispetto a ciò che effettivamente farà parte della nostra quotidianità nel futuro. Nel presente non bisogna preoccuparsi che le cose “abbiano un senso”, perché è evidente che la fonte di gran parte dei nostri pensieri ha origine nel futuro, e quindi sarà il futuro a farci scoprire le ragioni del passato. E’ ormai sempre più evidente che gli effetti possono anticipare le cause.

Abbiamo stabilito nella prima parte dell’ articolo che i sogni ricorrenti sul mio giovane conoscente sono emersi a causa della connessione che egli aveva con la ragazza che sarebbe diventata la madre di GIULIA, e in un certo senso, ora potrei anche interpretare la sua figura come un potenziale “elemento accessorio”, comparso per guidare il flusso dei miei pensieri e farmi focalizzare su un nome in particolare (sei mesi e mezzo dopo il primo sogno su di lui un suo quasi omonimo – il suo nome era una variante – un mio ex compagno di classe è morto in un incidente) e sulla associazione fra due nomi che da quando sono iniziati quei sogni sarebbero (lo sono ancora adesso) comparsi ASSOCIATI ASSIEME, spesso in modo evidente e concreto, ma anche in modi che solo io posso notare: ALESSANDRO E NICOLA e le loro molteplici varianti: ALEX, ALESSIO, NICCOLO’, NICOLAS … tutto è cominciato quando, durante il pomeriggio di quello che era il mio primo giorno di università, nel 2009, venni avvicinato per strada da un certo ALEX  e dal suo amico, e così, nel giro di qualche settimana cominciammo a vederci spesso e uscire assieme … contro ogni mia aspettativa precedente la mia vita non sarebbe cambiata all’ università, ma avrebbe intrapreso un percorso totalmente differente a partire dai miei incontri per le strade della mia città, e gradualmente tutto ciò avrebbe ricostruito e plasmato tutto quanto concerneva la mia vita: fu lui a introdurmi, o meglio, fu lui a fare in modo che una certa persona mi vedesse per la prima volta, ad una persona che, per il suo ruolo nella narrazione della mia vita, posso definire PIVOTALE perché tutto ciò che sarebbe successo dal 2014 in poi, fino al nuovo RESET occorso nella vita nel 2020, lo devo in un certo senso all’ aver conosciuto lui. Il PARTICOLARE che in un certo senso rappresenta UNA GROSSA PARTE del significato potenziale incluso nell’ emergere della saga onirica è che 5 giorni dopo aver incontrato questo ALEX ho cominciato ad avere i sogni ricorrenti su NICOLA. Il 2010 in particolare, cioè l’ anno seguente, fu un ANNO SATURATO DALLA SINCRONICITA’ DI ALEX & NICO, a partire dalla morte di NICOLAS in aprile, fino ai due ragazzini del centro estivo, il NICOLA conosciuto in estate, fino al giorno di SAN NICOLA, quando ho iniziato un nuovo stage lavorativo dove avrei visto abbastanza spesso sia il NICOLA dell’ estate precedente… sia il fratello di NICOLA e VALENTINA… ma come mi volevate dire che non avete ancora afferrato l’ incredibile sincronicità che si allaccia a quanto scritto in precedenza? VALENTINA ha due fratelli: ALESSIO & NICOLA. L’ altro fratello non l’ ho mai conosciuto direttamente, so solo chi è di vista, anche se nel 2010 ci sono state almeno quattro occasioni in cui le nostre vite si sono momentaneamente incrociate: la prima a due anni di distanza esatti dall’ aver conosciuto il fratello, il pomeriggio prima dell’ incidente che concluse la vita di NICOLAS, e in un momento cruciale dell’ agosto successivo mentre ero alle prese con l’ altro ragazzo NICOLA conosciuto in estate. E poi in dicembre, quando sentii parlare per la prima volta la loro madre.

LA MIA PERCEZIONE DEL PROTAGONISTA DEI SOGNI RICORRENTI COME “PROTAGONISTA MANCATO” DELLA MIA NARRAZIONE PERSONALE

UN AMICO FRATERNO E LA MIA PERCEZIONE DI LUI COME “IMPOSTORE” Il giorno in cui vidi per la prima volta la madre di VALENTINA e dei suoi fratelli e la sentii parlare precede di tre giorni il momento in cui, quella che considero la persona che più in assoluto ha influenzato la mia vita, anche guardandomi indietro, in retrospettiva da un momento futuro, un ragazzo che poi sarebbe diventato un “amico fraterno” (nel senso che a tutti gli effetti abbiamo vissuto per più di due anni esattamente come se fossero fratelli – stavo più a casa sua che nella mia, ma anche a definire la estenuante intensità che pervadeva la nostra quotidianità) lui mi fece entrare per la prima volta in casa sua e mi presentò sua madre, una figura che otto mesi dopo, più o meno, sarebbe diventata una costante, la terza parte di questo nostro duo. Non posso negare che certe volte, nella confusione dei miei sfuggenti fluttuanti pensieri, è emersa la sensazione che, quasi il timore che lui rappresentasse una “distorsione nella timeline”; la mia percezione era che LUI non doveva accadere, non dovevamo legarci in quel modo, non coincideva con quello che ancora risiedeva nel background dei miei pensieri, il “mistero onirico” che, letteralmente, a parte un singolo sogno nel maggio 2012 e un sogno nel gennaio 2011 (le nostre famiglie che si scambiavano regali e le nostre rispettive madri che si conoscevano e diventavano amiche) per tutto il 2011 fino ad agosto 2013, venne relegato in soffitta a “girarsi i pollici” mentre la mia vita veniva gradualmente avvolta nelle sue spire soffocanti, un cambiamento di rotta che in un certo senso mi ricorda ciò che avvenne, in maniera molto più positiva, con la VALENTINA del 2019, quella che poteva essere la svolta decisiva che mi avrebbe fatto uscire dalla a volte inquietante ciclicità della mia vita, ma nel 2012 mi stavo rendendo conto che se non si interveniva in qualche modo questa amicizia fraterna non avrebbe più lasciato spazio a nulla nel mio futuro. NON DOVEVA ESSERE LUI, mi dicevo, non gli toccava, non era così che doveva andare… in effetti io mi aspettavo che il NICOLA dei sogni ricorrenti prima o poi sarebbe diventato una figura significativa nella mia vita invece di rimanere (ancora adesso) relegato a “figura idealizzata” connessa solo ad una serie di sogni, se di – solo – si può parlare. In fondo ero curioso, volevo capire, volevo sapere, perché tutto questo, chi era lui, cosa mi si stava cercando di dirmi… ma ora posso reinterpretare questa fantomatica “distorsione”, un enorme buco nella narrazione, come una sorta di “esperienza anticipatoria frattale” di un potenziale rapporto con un mio potenziale futuro figlio, visto che io e lui avevamo una certa differenza di età, e alle volte, sì, appariva come un rapporto fra due fratelli, ma per certi versi, secondo me, in certe occasioni si poteva azzardarsi a interpretarlo anche come un rapporto diverso. C’ era questa situazione, che si sarebbe ripetuta nel futuro: LA MIA VITA “RAPITA” E TELETRASPORTATA IN UN NUOVO AMBIENTE, una focalizzazione intensa che mi avrebbe allontanato da quasi tutto ciò che conoscevo, un po’ quello che in teoria succede quando una persona diventa padre e ha un figlio.

Questa vicenda ebbe fine in modo drastico e turbolento nella primavera del 2013, e poi a metà settembre riallacciai i contatti con l’ amico ALEX del 2009 – 2010 (e a inizio mese avevo provato a riallacciare i contatti anche con il NICOLA dei sogni ricorrenti, e praticamente tre giorni dopo mi sveglio con un nuovo impressionante sogno incentrato su NICOLA. Quel giorno il mio ex “amico fraterno” tentò di parlare con me inseguendomi per strada. A enfatizzare ancora una volta la immancabile connessione fra i due nomi e la questione dell’ “impostore”.

LA MANCANZA DI RISPOSTE Non è sempre stato facile portarsi appresso la faccenda dei sogni ricorrenti, l’ aura di mistero che li circonda, la mancanza di risposte ed evidenze accessibili e conciliarle con la realtà dei fatti. Per me, in quanto studioso e seguace delle teorie di TERENCE MCKENNA, l’ attesa di DICEMBRE 2012 era importante. Nella vita reale non era una tappa decisiva per nessuno, ma su Internet, fra gli appassionati di MCKENNA e della TIMEWAVE ZERO, e nel mio piccolo circolo di connessioni, passare oltre dicembre 2012 senza l’ avverarsi delle previsioni così a lungo idealizzate è stato uno smacco, un duro colpo da incassare, ne seguì certamente un’ ondata di DELUSIONE e SCETTICISMO COLLETTIVO, e questo influì per un certo periodo anche su di me, almeno fino a quando non ho trovato la mia piattaforma di ispirazione ed espressione, cioè questo blog, nell’ estate del 2013. Ma c’è anche un’ altra cosa che mi ha fatto vivere una profonda, anche se silenziosa, frustrazione: nell’ ottobre 2014 ero molto nervoso, sentivo il bisogno di rendere consapevole NICOLA dell’ esistenza di questa mia esperienza “mentale” dei sogni ricorrenti, e quindi gli scrissi. Ne seguì un breve ininfluente scambio di parole, lui mi ringraziò per averglielo detto ma mi disse anche che secondo lui non c’ era chissà quale significato dietro e non volle approfondire. Insomma, lui girava pagina e si lasciava alle spalle la mia bizzarra eccentrica quanto “inutile” rivelazione, e io mi sentivo vuoto, come se sentissi che non era possibile venirne a capo. Inoltre ci fu anche una altra questione: nel maggio 2021 conobbi una persona che in estate sarebbe diventato un mio amico stretto e fra noi ci furono lunghi scambi di confidenze reciproche. Lui era ALESSIO, e avevamo (abbiamo ancora) un migliore amico in comune, che io interpreto come il – precursore diretto – di quello che sarà il ritorno del NICOLA dei sogni ricorrenti, prima o poi, come avevo in precedenza definito VALENTINA del 2019 come la “anticipazione” del futuro. Ebbene, la nostra amicizia durò solo tre mesi, quando io speravo che questo “trio” sarebbe stato di considerevole importanza, in quanto nel mio schema di pensiero rappresentava una anticipazione del futuro… siccome ALESSIO si confidava con me, io gli raccontai tutta la questione di VALENTINA, di NICOLA e dei sogni ricorrenti… però in seguito, lui decise di tagliare bruscamente e definitivamente i rapporti di amicizia e di confidenza e io rimasi molto deluso e rancoroso per mesi. Nella mia testa sono ancora convinto che lui abbia “rovinato tutto”, e in me persiste la sensazione che questa sia una questione karmica che mi fa sentire come si deve essere sentito il mio amico fraterno quando decisi di tagliare io i rapporti bruscamente e definitivamente, ma anche qualche sotterraneo timore per ciò che tutto questo rappresenta, e di cosa potrebbe significare se davvero lui è il precursore del fratello di VALENTINA, e se dovesse avvenire una “risonanza frattale”. Soprattutto considerato che lo stesso giorno in cui la nostra amicizia è finita, ho scoperto anche che VALENTINA non abitava più nella mia via ma che si era trasferita in un altro quartiere. Come a simboleggiare che si era in un periodo di FINALITA’. L’ altro migliore amico, quello che abbiamo in comune, rimane tale, anche se ovviamente il nostro legame è cambiato profondamente per via di questa divisione fra me e il suo amico. Manco a dirlo, la compagnia a cui i due appartengono, e che mi ha coinvolto nell’ estate 2021 e anche un po’ nel 2022 contiene, oltre a questo ALESSIO, anche un altro dallo stesso nome, e un ALESSANDRO. Manco a dirlo, quel genere di nome adesso, nella mia percezione, assume un’ aura di negatività… ad ogni modo, ciò che mi fa pensare che il mio attuale migliore amico sia una anticipazione diretta di NICOLA è la stessa passione per la palestra (addirittura, un giorno, il 5 agosto 2021, mentre io e lui ci allenavamo in un campo adibito all’ aperto, per un po’ lui era lì vicino a noi, una cosa che per me ha un determinato significato) e anche il fatto che il suo compleanno coincide con la data di uno dei sogni più intensi, quello che ha rappresentato il ritorno dall’ oblio della questione onirica, nel 2013.

IL POTERE DI UNA IMMAGINE MENTALE Da ragazzino cercavo di evadere dalla realtà e giocavo, in silenzio, a quello che io definivo “tecnica del channelling (canalizzazione)”, una focalizzazione intensa sulla visualizzazione mentale, e mi ero creato nella testa un altro “personaggio mentale” …qualcuno potrebbe prendere in considerazione l’ ipotesi che io mi perdessi in una sorta di nebuloso quasi clinico distacco dalla realtà, ma io ero sempre pienamente consapevole e cosciente, era solo la forza della mia mente, la ricerca di una alternativa… la capacità di inscenare “cortometraggi mentali” per conto mio nella totale inconsapevolezza di chi mi circondava… immaginavo di essere una figura molto simile a quello che vedete nelle immagini, volevo usare il potere della mia mente e immedesimarmi in lui, gli avevo dato anche un nome, DENNIS, quello che sarebbe diventato il mio primo PERSONAGGIO in un progetto di scrittura, nel mio primo breve libro scritto a mano, ambientato in Australia, la terra delle spiagge. Ebbene, anni fa ho realizzato che la vera ispirazione alla quale attingevo quando mi sforzavo di visualizzare quella faccia era… il futuro. Un futuro che si è concretizzato, quando ho incontrato David Arnott del film di CRISSCROSS, ambientato in una famosa località BALNEARE della Florida, e successivamente, in modo ancora più chiaro quando ho visto il cortometraggio di BEACH BOY nel 2017. Tom Gramenz E’ DENNIS LOTAWN, il mio personaggio. Nell’ altro cortometraggio, FUNFSECHSTEL, lui fa la parte del protagonista – antagonista, in un ruolo che si avvicina molto a quello del mio DENNIS del mio libro del 2006 (fra l’ altro ricorre anche l’ uso della D per i personaggi, in BEACH BOY è Dimi, in FUNFSECHSTEL è David). Attraverso questa rivelazione ho potuto creare la trama del mio racconto del 2017, DARK SOSIA, ambientato in una località dell’ Australia. La domanda è: siamo, in determinate fasi della nostra vita, allacciati alla nostra coscienza nel futuro attraverso un “link” che si potrebbe definire “entanglement quantistico”? Come è arrivata a me una immagine del 2017 nel 2006? Attraverso quale scorciatoia o traiettoria?

LA CONCLUSIONE E’: “quello che ci attrae e influisce sulla nostra mente, in mancanza di evidenze alternative, trova spesso la sua fonte di ispirazione, come causa che segue all’ effetto, una esperienza del futuro. Non dobbiamo cercare un significato nel presente, ma dobbiamo necessariamente attendere che si manifesti nel futuro.”

L’ IDEALE DEL “GRUPPO” E DELLA AMICIZIA E IL PROCESSO FOCALIZZAZIONE – IDEALIZZAZIONE – CONCRETIZZAZIONE Un altro tema che è stato una costante della mia vita è stato il “fascino dei gruppi di amici”, la “vita in una compagnia”: nell’ infanzia i “sette DIGIPRESCELTI” DI DIGIMON ADVENTURE (che in realtà erano otto), e i “SEI PIU’ UNO ANIMORPHS” della saga dei libri (se contiamo anche EREK o DAVID), più avanti fra il 2015 e il 2017 i “SETTE PERDENTI”.

IL NUMERO SETTE CHE RITORNA PERIODICAMENTE

RICORDATE? QUELLO CHE CI ATTRAE NASCONDE UNA MOTIVAZIONE “INCONSCIA” e per ERIC WARGO l’ inconscio in sé non è altro che “la versione futura della percezione conscia”. I GRUPPI DI AMICI sono stati una costante nel mio immaginario infantile e adolescenziale, ma in realtà L’ ERA DELLE COMPAGNIE DI AMICI nella mia vita non è iniziata fino al 2014. Quel che ci appassiona entra a far parte automaticamente del materiale che si riverbera nel futuro. E le questioni dell’ immaginario possono trovare uno sbocco materiale e concreto. Tematiche che tornano in una nuova veste. Prima la fase della focalizzazione (la passione), poi la idealizzazione (la speranza) e poi la concretizzazione. Finora è stata una ricorrenza: dal 2014 ogni TRE anni ho trovato una compagnia differente, nuova. Le prossime tappe saranno 2023 e 2026.

Hey! You forgot us! 2016 was the year of STRANGER THINGS

I SETTE DI 7TH HEAVEN

I SEI (PIU’ UNO) DI SHAMELESS, che ironicamente è la antitesi esatta di 7th HEAVEN
HOME IMPROVEMENT, la famiglia con tre figli maschi
CHEAPER BY THE DOZEN

LE MANIE DEL PUNTO INTERROGATIVO: LE GRANDI FAMIGLIE E I GEMELLI un giorno di marzo del 2004, io che ero un adolescente che guardava molto (troppo?) spesso qualsiasi cosa gli capitasse in televisione, accadde che trasmettevano un episodio di 7TH HEAVEN, e da allora venni preso da una passione molto forte per questa serie tv e questa famiglia, alla quale mi affezionai moltissimo. In origine erano cinque figli e due genitori, poi arrivarono DUE GEMELLI, e alla fine della serie ognuno dei primi tre figli aspettava dei GEMELLI e il quarto si metteva assieme ad una ragazza madre (il conto è SETTE) (è stata una serie a due finali, se uno vuole interpretare l’ undicesima stagione come una sorta di “universo parallelo”). All’ epoca frequentavo molto la parrocchia, l’ oratorio, i centri estivi, tutte cose connesse alla fede religiosa e le tematiche educative e morali di 7TH HEAVEN avevano molta presa su di me. Poi c’è stato il film di CHEAPER BY THE DOZEN, più avanti gli episodi di HOME IMPROVEMENT con i tre fratelli, e nel 2020 durante il lockdown mi sono guardato tutti gli episodi di SHAMELESS, che ironicamente è una serie che rappresenta a livello morale il polo opposto di 7TH HEAVEN, ma i suoi personaggi sono in grado di farti affezionare con grande facilità. Ad ogni modo, questo mio interesse eccentrico e forse “anacronistico” e “privo di contesto” apparente con le faccende della mia vita hanno fatto sì che chi mi conosceva, chi viveva con me, era assai perplesso da quello che stavano osservando.

All’ epoca pensavo che le due ragazze di questo gruppo assomigliassero alla mia idea dei miei due personaggi immaginari RITA e LA QUARTA PROTAGONISTA, rispettivamente quella a sinistra e quella a destra

Inoltre, nel 2007 e 2008 sono stato in contatto per un considerevole periodo principalmente con le due ragazze del gruppo di SEI GEMELLI DILLEY, che vivono nello stato dell’ Indiana negli USA. Penso attraverso le chat di MYSPACE ma anche su FACEBOOK. Ad un certo punto gli altri fratelli si incuriosirono di questo scambio di conversazioni online, e strinsi amicizia online persino con alcuni dei loro (compagni di classe? / vicini di casa?) amici. Era un momento abbastanza bizzarro… io, un ragazzo qualunque dall’ Italia che conversava con queste MICROCELEBRITA’ americane. Ovviamente ciò che aveva inizialmente attirato la mia attenzione era che erano SEI GEMELLI, qualcosa che per me sembrava un fenomeno inaudito, ma negli anni, facendo ricerche, e leggendo su “LIST OF MULTIPLE BIRTHS” su WIKIPEDIA, ho realizzato che non è un fenomeno così unico come possiamo percepirlo da lontano, ma che bisogna davvero avere tanta fortuna affinchè lo sviluppo di questi gruppi gemellari vada bene. Alcuni di questi gruppi ne hanno perso almeno uno durante la gravidanza, o pochi giorni dopo la nascita, altri possono diventare autistici, oppure essere affetti da disabilità fisiche e neurologiche, e anche se riescono a nascere, i primi mesi possono diventare una battaglia per la resistenza. Quando va davvero male, muoiono tutti, anche dopo la nascita. Ma a volte si vince alla lotteria. La famiglia DILLEY è in questo senso eccezionale.

Nell’ ambito delle “famiglie” BOBBI MCCAUGHEY ha vissuto un percorso vagamente simile alla storia di J. K. Rowling, nel senso che “prima non c’ era nulla e poi c’ era – tutto – e anche di più” …Bobbi era una donna sposata che non riusciva ad avere figli, e partecipava alle occasioni celebrative altrui con un senso di vuoto e malinconia, e aveva quasi perso le speranze. Temeva che la sua vita non le avrebbe mai permesso di essere una madre come le sue amiche e colleghe e vicine di casa. Poi la medicina ha trovato una soluzione e ha avuto una figlia. Probabilmente nei primi anni ’90 non avrebbe potuto mai nemmeno lontanamente immaginare che un giorno del 1997 una copertina del TIME sarebbe stata dedicata a lei, a suo marito e all’ incredibile evento che avrebbe trasformato per sempre la sua vita: infatti, dopo la nascita della bambina, i due coniugi diventarono i primi genitori al mondo con SETTE GEMELLI che riuscirono a sopravvivere e diventare adulti. Una storia Rowling – iana. Anche J. K. Rowling ha dovuto soffrire questa sensazione di vuoto, di sofferenza, frustrazioni, difficoltà, ostacoli, questa “percezione di assenza” che probabilmente la pervadeva ma che la spingeva anche a continuare a scrivere. E’ possibile che queste percezioni che in certi periodi della vita affliggono queste persone, inconsapevoli della MAGNITUDO del FUTURO che li attende al varco da lì a relativamente poco, in NETTO CONTRASTO con la situazione che vivono nel loro presente, siano dovute ad un RIFLESSO DEL FUTURO che fa emergere queste sensazioni di vuoto, perché in qualche modo il loro inconscio è consapevole dell’ IMPATTO che avrà sull’ intero blocco della loro esistenza, un evento così intenso e trasformativo?

Insomma, un così profondo RIEMPIMENTO nel futuro potrebbe riverberare nel passato, ma essere distorto ed essere percepito come… un “desiderio ritenuto impossibile”, un intenso “desiderio” che in quel momento non trova via di espressione…?

Oppure potrebbe manifestarsi come un “interesse settato sul pilota automatico” che a causa del contrasto con il contesto del presente risulta “fuori luogo” o genera “perplessità” visto da un punto di vista oggettivo?

 L’ IPOTESI DEL 2026 E LE INTERPRETAZIONI DEI CICLI VITALI Ora, chiariamo una cosa: io attualmente non conosco il mio futuro, ho certamente una marcia in più che potrebbe aiutare Eric Wargo a delineare meglio la sua percezione delle informazioni sul futuro come “distorte, inarrivabili, poco comprensibili, realizzabili solo in retrospettiva”, e questa marcia in più sono i cicli vitali che mi permettono di analizzare gli eventi del mio passato e anticiparne le “risonanze future” con un po’ di intuizione, perché come avevo detto, ho scoperto che, a distanza di tre anni e multipli, tutto ciò che concerne la mia vita, dalle persone agli eventi, ma anche le piccole cose, ritornano in una nuova veste, “clonandosi” con una magnitudo differente ma evocando contesti già affrontati in precedenza, e quindi la mia percezione del futuro POTREBBE essere meno distorta di quella delle altre persone, perché se è vero che il futuro influenza il presente e il passato in modo da far sì che esso stesso si possa manifestare, è anche vero che la vita è ciclica e questo sistema di ritorni ciclici si manifesta attraverso una “qualità frattale”, e quindi tanto più informazioni uno conosce sul proprio passato, tanto più “lucida” e “coerente” può dimostrarsi la interpretazione del futuro, e io da questo punto di vista sono davvero fortunato. La mia attuale ipotesi è che nel 2026 la faccenda dei GEMELLI troverà la “manifestazione”, la grande causa che segue agli effetti, e potrebbe emergere anche in modo assai eclatante! Anche se dubito che verranno fuori per davvero sette gemelli, nulla è tecnicamente impossibile. Il 2026 è collegato alla mia nascita, a quella di mio fratello, all’ inizio delle elementari, all’ arrivo del nostro gatto di casa, alla fine della saga degli Animorphs in Italia, all’ anno della mia relazione sentimentale adolescenziale, al 2008 dei Dilley, al 2011 del mio “amico fraterno” e dell’ altro ragazzo che avrebbe influenzato la mia vita, all’ emergere della prima compagnia sociale che mi ha incluso, nella mia vita, all’ anno dei “sette di IT” di King (e la seconda compagnia) e al 2020, l’ anno della terza compagnia e dell’ inizio di un vero e proprio nuovo capitolo, un reset sociale nella mia vita. Ho scelto il 2026 e non il 2023 perché pare che ci sia un salto di sei anni con queste cose (il sogno su GIULIA nel 2007 e la sua nascita nel 2013, e VALENTINA del 2013 e quella del 2019)… Diciamo che la “catena di allacci” giusta è quella descritta.

Il 2020, un anno di LOCKDOWN e INTERRUZIONE forzata di tutto, una primavera mancata, nella mia vita si è trasformato nell’ anno del NUOVO RESET. Un’ altra volta, dopo il 2009, la mia vita è cambiata per strada, in ottobre. Non sono mai stato realmente “fedele” al contesto “normale” che riguarda la mia età e la mia generazione, ho sempre cercato di fare in modo di “stare al passo con i tempi”, e alla mia età mantenere le amicizie è complicato, e la mia vita non mi ha mai permesso di “crescere” per davvero fino in fondo… e così, dopo un 2018 dedicato alla scrittura, un 2019 che ha visto protagonista la mia cara amica, e un 2020 in lotta contro “il pensiero unico”, si è sviluppata una “grande rottura” con il passato: è arrivato il futuro, ma questo futuro non è NUOVISSIMO, ma in realtà ha fatto resuscitare il contesto sociale emerso per me nel 2014, ma sotto una nuova veste… Qualcuno mi ha detto che più vado avanti con gli anni, più si abbassa l’ età media dei miei amici e conoscenti. Ormai si è creato un “personaggio” nel mio ambiente locale, sono abbastanza conosciuto, vengo percepito come un “vecchio (saggio” forse per alcuni, per altri invece non sono mai davvero cresciuto, ma ovviamente non approfondiscono le mie riflessioni di blog…) e il distacco da tutto ciò a cui ero abituato è stato graduale ma assai notevole… nella mia personale interpretazione, questa potrebbe essere un’ anteprima, un RIFLESSO del mio futuro.

E poi c’è stato quel SETTE nel cielo, il mese dopo l’ inizio del RESET (fra l’ altro una tappa accompagnata dal ritorno onirico di GIULIA con una menzione di “gemelli”), e un giorno prima del secondo sogno che menzionava i gemelli… la mia ipotesi è: se succede veramente, se ho davvero “spiato dal buco della serratura” rispetto all’ ipotetico scenario futuro è che saranno sei maschi e una femmina. Oppure, semplicemente, due gemelli maschi. Nel 2026.       





Time Loops: precognizione, retrocausalità, inconscio, loop temporali – Una nuova realtà con Eric Wargo

28 03 2022
“I miei pensieri sul tempo, la causalità, la precognizione si sono formati e sono stati stimolati da molte conversazioni, discussioni negli anni passati con amici e lettori del mio blog (The Nightshirt), alcuni dei quali hanno condiviso sorprendenti, divertenti o drammatiche esperienze personali sulla precognizione del futuro” (ERIC WARGO)

“Più faccio ricerche su queste anomalie, più mi addolora l’ arroganza e la ostilità verso questi argomenti da parte delle autorità intellettuali – culturali. L’ idea è che ciò che appare ai nostri occhi casuale o incerto o impossibile da prevedere potrebbe in realtà riflettere gli effetti di influenze invisibili dal futuro, agendo in modo retroattivo sul presente. La retrocausalità è questo, è il fatto che le casualità sarebbero in realtà influenze di eventi futuri su quelli del presente e del passato. Gli esperimenti sulla precognizione hanno generato una intensa ostilità, imbarazzo, derisione da parte degli esperti e professionisti di psicologia e scienza tradizionale. La causalità come la conosciamo fa parte dei nostri sistemi di credenze e ha una base culturale radicata. Ma la nostra società moderna è l’ unica che non lascia spazio per la percezione del futuro e per la rilevanza TELEOLOGICA delle cause finali nella narrazione delle vicende umane.”

Future physics and neuroscience will be able to crack the nut of how psi works, but we need to give it time—including time for many of the current anxiously “classical” generation of skeptics to die off. (La fisica e la neuroscienza del futuro saranno in grado di capire come funziona il fenomeno psi, ma dobbiamo dargli tempo, incluso il tempo per gli scettici ansiosi della presente generazione classica per morire)

“Moltissime persone di ogni genere e cultura, persone comuni hanno riportato anticipazioni di eventi traumatici e premonizioni e molte tradizioni religiose danno voce all’ abilità di certi individui di parlare e scrivere di eventi futuri (profezie). Molti ricercatori hanno accumulato evidenze robuste e affidabili per la capacità umana di percepire inconsciamente il futuro, generando presentimenti. Questi esempi vengono prontamente ignorati o “debunkati” dagli scettici, che li liquidano come false memorie, bias cognitivi, deja vu o errori. Sogni premonitori, strane memorie di cose che non sono ancora accadute ed esperienze in cui ci sembra di conoscere qualcosa in anticipo su noi stessi potrebbero farci capire che noi pensiamo attraverso quattro dimensioni. “

E se il presentimento su un incidente fosse un risultato diretto dello stesso incidente? Un presentimento può essere percepito solo se l’ incidente accade veramente? Questi presentimenti riguardano la nostra futura sopravvivenza da eventi che scombussolano la nostra vita e le nostre emozioni, e possono addirittura orientarci verso “premi emotivi” che vengono percepiti in questi contesti. Anche se la precognizione spesso emerge in contesti di stress e traumi o prima che qualcuno muoia, in realtà può essere qualcosa che ci orienta verso una consapevolezza di sé rinnovata e intensificata.

A time loop may not only be self-canceling, as in the famous grandfather paradox … it could also be self-amplifying. (Un loop temporale potrebbe non essere solo auto – eliminante come nel famoso paradosso del nonno ma anche auto – amplificante)

TIME LOOPS: Sono situazioni circolari nella loro causalità, che ci lasciano stupiti, nei quali una esperienza precognitiva contribuisce in parte al realizzarsi dell’ evento previsto: una “profezia auto – avverante”.

L’ evidenza fornita da test in laboratorio supporta fortemente la tesi che informazioni dal nostro futuro in qualche modo sono in grado di esercitare una influenza sul nostro comportamento nel presente e passato, anche se quasi sempre in modo distorto, con scarsa possibilità che venga riconosciuto in modo conscio come tale. La precognizione potrebbe essere un sistema guida basico e primitivo che potrebbe apparire come condiviso nel regno animale. E’ sempre più plausibile che sistemi biologici possono, entro certi limiti, essere in grado di pre – rispondere a stimoli futuri.

E’ come se la precognizione avesse un campo di forza, una nebbia densa e intimidatoria, un taboo che tende a distrarre le persone, anche quelle che notano le sue operazioni dietro al sipario, in modo da generare negazione e dimenticanze. Si preferisce aggrapparsi a spiegazioni alternative piuttosto che provare ad approfondire e comprendere. La PSICOANALISI è fondamentale per trovare una luce guida in mezzo a questa nebbia che avvolge l’ argomento sulla precognizione.

E’ noto che FREUD con un sogno ha inconsapevolmente visualizzato una anticipazione della malattia che avrebbe compromesso e messo fine alla sua vita decadi nel futuro. Freud negava esplicitamente che i sogni fossero connessi a qualcosa nel futuro, e questa è stata la sua tragica mancanza. Freud era un uomo perseguitato da Time Loops che non aveva intenzione di affrontare. Phillip DICK ha scritto molto sulla precognizione perché sembrava un fenomeno costante nella sua vita personale. La precognizione non è anticipare qualcosa al di fuori della propria vita e del proprio sé, non è visualizzare eventi là fuori, ma è un incontro con realizzazioni soggettive e personali di grande significato o una esperienza che insegna qualcosa, che produce informazioni sulla vita individuale.

La “neurosi freudiana” e la “mente inconscia” in realtà rappresentano la nostra coscienza dispersa (a ritroso?) nel tempo.

(1898)

Secondo Eric Wargo non si potrebbe chiedere una dimostrazione più definitiva sulla fisica Newtoniana dello scontro del Titanic contro il noto iceberg che l’ ha fatto affondare. Ma in realtà i fisici sono messi a confronto con una densa nebbia di impossibili coincidenze riguardo a questo disastro, rendendolo una lezione perenne, oggetto di studio per fenomeni psichici e paranormali. Uno psichiatra e ricercatore del paranormale Ian Stevenson ha compilato 20 accounts di queste coincidenze negli anni ’60.

(1898)

E’ noto che lo stato di semi veglia (hypnagogic) produce un considerevole numero di realizzazioni creative e anticipazioni del futuro. Nella sera del 14 aprile 1912, due ore prima della collisione del Titanic con l’ iceberg, un reverendo metodista distante migliaia di miglia ha udito in questo stato un inno religioso. Non poteva sapere che nello stesso momento sul Titanic stavano cantando quello stesso inno, per invocare la protezione dei naviganti, come richiesto da un passeggero, un altro reverendo.

Un passeggero, giornalista e avido spiritualista, Stead, negli anni ’80 dell’ 800 aveva pubblicato un articolo fittizio su un disastro relativo ad una nave da crociera, avvisando che la causa delle numerose vittime era da accreditarsi alla mancanza del giusto numero di scialuppe di salvataggio, e nel 1892 scrisse un’ altra storia che descriveva la collisione fra una nave da crociera e un iceberg con un solo sopravvissuto, salvato dal capitano Smith, che 20 anni dopo, sarebbe stato il nome del capitano del Titanic. Nel 1900 Stead ha anche avuto una visione premonitoria sulla sua morte.

Inoltre nel 1898 venne pubblicato un romanzo di Morgan Robertson (Futility) che descrive la collisione di una nave da crociera di lusso chiamata Titan con un iceberg. Il percorso della nave immaginaria è come quello del Titanic vero, e persino la data della collisione era “metà aprile” nel Nord Atlantico, e veniva evidenziata la mancanza del numero necessario di scialuppe. Nel libro ci furono solo 13 sopravvissuti.

Sta avvenendo una completa revisione della nostra comprensione dei sistemi viventi. Emerge la possibilità che il cervello umano abbia proprietà che sono “time – defying”. E’ ragionevole pensare che non ci siano capacità umane ancora da scoprire, catalogare, investigare?

E’ noto che esiste una scultura realizzata da una vittima dell’ 11 settembre che si trovava all’ interno di una delle Torri: del 1999, di Michael Richards, nominata “Tar Baby vs St. Sebastian”, che raffigura un pilota che viene circondato da aerei che lo pungono in ogni parte del corpo, che è eretto e rigido come una torre, si potrebbe dire.

1999, di Michael Richards, “Tar Baby vs St. Sebastian

L’ artista, nei cinque anni precedenti al 2001 era ossessionato da disastri aerei e dal concetto di martirio. Gli amici hanno detto che due delle sue opere finali rappresentavano sé stesso impalato da aerei, circondato dalle fiamme. Il numero 596 di “Le avventure di Superman”, pubblicato il 12 settembre 2001, ma ovviamente disegnato e scritto nelle settimane precedenti, mostra due grattacieli gemelli distrutte da un attacco in un conflitto fra supereroi. Nel giugno 2001, il gruppo hip hop The Coup hanno creato una cover per il loro CD che mostrava le torri gemelle che esplodevano. Il 4 marzo 2001, l’ episodio pilota di The Lone Gunmen riguardava un piano del governo per un dirottamento aereo per dirigerlo a schiantarsi contro il World Trade Center. Il Rhine Center, che raccoglie premonizioni di disastri, ha ricevuto più chiamate riguardanti sogni e altro per l’ 11 settembre che in ogni altro momento. Un professore d’ arte in pensione, David Mandell, di Londra, ha raccontato per un documentario tv del 2003 che l’ 11 settembre 1996 aveva fatto un sogno sconvolgente che lo ha portato a dipingere uno scenario riguardante due grattacieli identici che crollavano.

Il giorno prima del tragico disastro della scuola di Aberfan (21 ottobre 1966), sepolta da una slavina di fango, una bambina di 10 anni (che sarebbe morta il giorno dopo) raccontò ai genitori che aveva sognato che la scuola era sparita perché qualcosa di nero l’ aveva completamente ricoperta.

Eric Wargo ritiene che la precognizione è una funzione neurobiologica relativa alla memoria e che bisogna darne una spiegazione fisica e materialistica. Deve essere compresa all’ interno del contesto della vita di un individuo ed essere soggetta agli stessi metodi ermeneutici che sono familiari agli psicoanalisti, critici letterari e filosofi. La precognizione non riguarda la anticipazione di eventi in generale nel futuro, ma è l’ accedere del soggetto a informazioni sul proprio futuro, direttamente collegato ad esperienze che lo attendono in futuro, piacevoli o disturbanti.

J.W. DUNNE era un soldato britannico, divenuto in seguito ingegnere e filosofo, e autore di un libro “Un esperimento con il Tempo” riguardante la realtà sui sogni premonitori. La sua teoria sul Tempo si chiamava – serialismo – da bambino aveva sperimentato estasi religiose e da adolescente era diventato un piccolo profeta, ma il suo interesse per i sogni si focalizzò nell’ anno 1899, a 24 anni. Aveva sognato che il suo orologio si era fermato alle 4:30, proprio come egli trovò il suo vero orologio nella realtà dopo essersi svegliato. In seguito Dunne documentò una vasta serie di altri sogni premonitori. In particolare Dunne aveva sognato il disastro della eruzione del Monte Pelèe, pensando che le vittime fossero 4000, e Dunne possedeva un giornale che diceva che le vittime erano 40.000, ma Dunne rimase convinto, a causa di un errore di lettura che le vittime fossero 4000, e nelle conversazioni con altre persone continuò a ripetere quel numero errato. Scoprì la verità solo 15 anni dopo. Poi in realtà si accertò che le vittime della eruzione furono 30.000. Dunne, riflettendo su questo sogno, gli apparve chiaro che era stato triggerato dalla lettura di quell’ articolo e non dall’ evento in sé, e nel sogno il suo errore di lettura per distrazione era stato registrato, e anticipato. Per Dunne era l’ evidenza che il futuro deve esistere già formato in qualche modo, in un certo senso.

Nel sonno o in uno stato di coscienza alterata, la nostra coscienza può essere libera di scandagliare ed esplorare tutta la nostra personale “world line” (linea temporale individuale), sia nel passato che nel futuro. Dunne comprese che la nostra coscienza è duale: non possediamo solo una mente individuale ma siamo anche parte di una “mente universale” (anche se Eric Wargo preferisce evitare di favorire questa teoria) che è condivisa da tutti e che è equivalente a ciò che noi intendiamo come Dio. Nel corso della Storia, molti mistici sono giunti alla stessa conclusione, anche se i loro testi non sono supportati da grafici ed equazioni come i testi di Dunne sul serialismo.

La regola che riguarda i Time Loops è che l’ universo permette che informazioni viaggino attraverso il tempo in modo tale da stimolare l’ individuo che le percepisce a realizzare e mettere in moto le azioni che faranno verificare l’ evento anticipato (piuttosto che evitarlo o sabotarlo). Se un evento non accadesse come anticipato, non sarebbe possibile ricevere informazioni su di esso. Le anticipazioni riguardano solo eventi che certamente accadranno.

Kurt Vonnegut il mattino del 15 settembre del 1958 lasciò all’ improvviso il suo studio e tornò a casa, perché, colto da una sensazione bizzarra, sentì il bisogno di chiamare un suo parente con cui non conversava quasi mai. Chiamò al suo ufficio, ma costui non ci arrivò mai perchè alle 10:30 del mattino il suo treno, del quale era passeggero, cadde da un ponte ed egli annegò assieme a 47 altre persone. Sua moglie, nelle due settimane precedenti, continuava a dire “sento che stanno arrivando dei rifugiati”, e infatti in seguito alla tragedia ospitarono 4 bambini orfani.

Eric Wargo poi procede a parlare della ipotesi sul fenomeno della telepatia, che però non riesce a convincerlo pienamente, e che in un certo senso, si appresta a debunkare. Wargo suggerisce che non c’è una trasmissione fisica di informazioni, non come la possiamo comprendere noi. Non c’è un ovvio meccanismo fisico, che è un impedimento nel fare in modo che il fenomeno sia credibile per gli scienziati. Il cervello comunica con sé stesso attraverso il Tempo. La precognizione esiste come un fenomeno “memoria in senso opposto, memoria di cose future”. Si tende a preferire di dire che questo fenomeno riguarda solo la memoria a breve termine, anche se in effetti si sono verificati casi di anticipazioni che dovettero attendere anche decadi per essere verificate.

I ’d bet money that select neurons deep within specific circuits of the brain are going to turn out to be finely tuned time machines that fire before they are stimulated. (Scommetterei che neuroni selezionati nel profondo di specifici circuiti del cervello verranno riconosciuti essere raffinate macchine del tempo che si attivano prima di essere stimolati)

Il problema che rende poco riconoscibili e comprensibili queste memorie dal futuro è che spesso non abbiamo un contesto dove inserirle, non possiamo interpretarle e valutarle, e spesso non ci accorgiamo nemmeno della loro esistenza, e non possiamo richiamare memorie del futuro a comando come facciamo con quelle del passato. Il momento in cui queste informazioni sono apprese nel futuro è lo stesso momento in cui vengono mandate indietro nel passato. Quindi il fenomeno della telepatia non è da intendersi come tale, ma come precognizione non riconosciuta in modo conscio come tale.

Secondo Eric Wargo la più interessante e seria esplorazione letteraria dell’ argomento è quella del romanzo del 1973 di Thomas Pynchon “Gravity’s Rainbow”. L’ implicazione è che l’ abilità precognitiva potrebbe essere legata a riflessi involontari, ed emerge in modo inconscio. E’ una funzione sempre attiva, ma anche sempre “fuori dalla vista”, sottocoperta, dietro al sipario. E’ una caratteristica basica, legata all’ adattamento, una funzione di orientamento sociale. E’ collegata a stati di coscienza alterati, sogni, trance, meditazione, semi veglia, alterazioni dovute a stupefacenti e allucinogeni. E’ collegata a “flow states”, quindi ad attività creative, quando si è davvero molto coinvolti e concentrati nell’ atto (full immersion), o attività eccitanti, divertenti, fisiche, coinvolgenti, quando si recita, si canta, si suona uno strumento, si è più stimolati e accessibili alla precognizione. Nel mondo antico, la profezia si manifestava con il canto. L’ intelletto critico deve essere soppresso. L’ atto della scrittura creativa, in particolare, risulta essere un ottimo conduttore della precognizione, perché la immaginazione induce ad uno stato alterato capace di attirare informazioni dal futuro personale dell’ autore.

La qualità frattale del processo, e la nostra ignoranza e inconsapevolezza di essi creano la causalità circolare dei Time Loops, che sono una “feature” universale del mondo.

Eric Wargo non favorisce il concetto di “mente estesa” che trascende il corpo, e che è metaforicamente o letteralmente in entanglement quantistico con tutto quanto e ogni persona. Questo concetto viene visto come la cancellazione delle prove della riduzione materialistica della psicologia e delle neuroscienze. Ricordiamo che Wargo è laureato come antropologo ed è un uomo di scienza. Per lui il significato è centrale. Secondo lui l’ universo non è pre – saturato dal significato, ma è l’ uomo che vi attribuisce il significato, che non è innato alla natura.

E’ la realizzazione futura del significato da attribuirvi, questo traguardo, che causa il comportamento precedente, che è necessariamente parte del background causale di     quel traguardo futuro, un Time Loop. Ciò che ci rende “malati / sofferenti”) in senso psicoanalitico potrebbe essere qualcosa di relativo al nostro futuro, e non solo a causa di traumi del passato o conflitti irrisolti.  

Il fatto che il presente venga influenzato dal futuro può essere compreso e realizzato solo quando quel futuro influente è diventato momento presente. E’ una cosa che si capisce guardando in retrospettiva. Questo effetto spesso si manifesta in contesti privati, come quelli delle storie d’ amore, dimensioni scarsamente condivisibili della nostra vita e personalità. Questo è il motivo per cui l’ ufficio di uno psicoanalista (dove si scandaglia e analizza la mentalità, i segreti e altre cose dell’ inconscio e della vita privata)  è il posto perfetto per l’ emergere di questi fenomeni e per studiare queste dinamiche di influenza dal futuro.

Il 17enne Nabokov aveva avuto una precognizione della notizia che la compagnia di produzione di Kubrick avrebbe comprato i diritti per il suo romanzo che avrebbe scritto decadi nel futuro, e questa informazione è giunta con 42 anni di anticipo e si manifestò attraverso un sogno.

Minkowski ha estrapolato che i corpi di cui facciamo esperienza sono “cross – sections” in tre dimensioni di “worm like beings” in quattro dimensioni a distanza di (idealmente) decadi, attraverso un blocco a quattro dimensioni, spazio – tempo.

Edipo, che ha sposato la sua stessa madre, era un viaggiatore nel tempo pre – moderno essenzialmente.

Eventi che vengono anticipati di anni o decadi sembrano non avere senso in un universo che include l’ effetto farfalla dove ogni piccola decisione porta ad un futuro completamente diverso. Ciò che anticipiamo sono futuri reali, attraverso un meccanismo retrocausale.

Per Eric Wargo la precognizione è un meccanismo uguale alla memoria ma in senso inverso (premoria), e il cervello comunica con sé stesso attraverso la sua storia. Non centra con eventi che rimarranno fuori dalla nostra esperienza diretta di essi. Infatti queste informazioni dal futuro possono anche contenere errori o omissioni perché saremo noi nel futuro a percepirle in modo scorretto. E questo viene incluso nella percezione.

La precognizione è stata osservata operare con principi legati alla associazione (connessione fra idee ed esperienze). L’ abilità di fare associazioni controintuitive è una misura della creatività, un tratto associabile alla abilità precognitiva. I sogni premonitori fanno associazioni fra esperienze del passato e del futuro, e usano metafore e distorsioni di nomi e parole.

Inoltre la memoria è stimolata dalle forti emozioni. Ciò ci orienta verso nuove informazioni relative alla nostra potenzialità di sopravvivenza (a livello di evoluzione). Dobbiamo sapere le cose che ci spaventano o che ci fanno piacere (sensazioni che ci premiano).

La funzione precognitiva si focalizza sulle piacevoli sorprese e sulle minacce alla nostra persona. Come funziona con gli anniversari per la memoria, la precognizione (premoria) potrebbe emergere in date particolari che corrispondono ad altrettanti eventi particolari in quelle date nel nostro futuro.

Secondo Wargo è facile modificare e dare forme diverse alle memorie delle persone, influenzando i dettagli (anche se io non condivido questo aspetto) e infatti l’ incertezza, l’ obliquità delle informazioni ricevute non danno origine a paradossi, in questo modo.

La sopravvivenza è la chiave della precognizione. Informazioni che risuonano attraverso il Tempo sopravvivono alla ricezione del cervello dell’ individuo solo se non potranno essere usate per identificare ed evitare le condizioni future dalle quali tali info sono partite. Nella retrocausalità un evento è causa di sé stesso. Tautologie causali e profezie auto – avveranti dovrebbero essere caratteristiche costanti della nostra vita in un “universo a blocco” di Minkowski.

L’ universo fisico ha un linguaggio dalla grammatica perfettamente ambigua. Ogni evento fisico può essere interpretato in due modalità differenti, una causale e l’ altra teleologica, entrambe valide, non importa il contesto.

Di solito i fisici disapprovano fortemente quando i parapsicologi usano concetti relativi alla fisica quantistica per spiegare fenomeni psichici e anomalie. Parlare di “coscienza quantica” potrebbe essere una garanzia di ricevere un pugno in faccia da parte di un uomo di scienza, attualmente. Ma noi ci troviamo nel mezzo di un cambiamento di paradigma monumentale nel modo di interpretare il comportamento della materia nel mondo quantistico. Non sono coscienze separate che sono collegate dall’ “entanglement” attraverso lo spazio, ma ogni cosa composta da materia incluso il cervello, potrebbe riportare le tracce di un “entanglement” in tutte le direzioni nel Tempo.

Nell’ esperimento del “double – split”, in laboratorio, John Wheeler ha dimostrato nel 1978 che se si cambiano i parametri mentre le particelle sono già in moto, loro cambiano la loro natura retro – attivamente, come se sapessero in anticipo che cosa si chiede loro di fare. Non è che il comportamento delle particelle prima delle misurazioni è ignoto (uno dei dogmi centrali della fisica quantistica – non si può predire come un fotone individuale o una particella si comporterà in una qualsiasi situazione) ma è che non c’è proprio una realtà esistente per queste particelle fino a quando non vengono osservate. Questa è la nota “interpretazione di Copenhagen”. Il fatto che l’ osservazione determina la forma che la materia prenderà (particella o onda) e che quella scelta influenzerà il destino della particella, forma l’ idea di un “universo partecipatorio” dove l’ universo per esistere necessita della osservazione da parte di una coscienza attiva.

Nonostante sembri un concetto radicale, la retrocausalità potrebbe semplificare una gran quantità di misticismo e stranezza nei meccanismi della fisica quantistica e spiegare perché le particelle sembrano conoscere già il loro destino. Nemmeno il decadimento delle particelle radioattive sarebbe casuale, a questo punto. Le particelle conoscono il futuro perché a tutti gli effetti sono già state là. O meglio, si trovano già a metà nel futuro, sono sempre quasi a destinazione.

La fisica quantistica ha eliminato la presunzione classicista Einsteiniana per la quale soggetto e oggetto e osservatore e osservato potevano essere distinti. Non c’è una realtà oggettiva indipendente dall’ osservatore ed esterna ad esso e gli apparati usati per misurare la realtà e quindi non c’è una vera distinzione – separazione fra osservatore e cosa osservata. Sono un tutt’uno. Noi e il Tempo siamo un tutt’ uno. Il passato non cessa mai di essere influenzato e riallineato dal futuro e noi stessi non cessiamo mai di essere influenzati da decisioni e azioni che stanno avanti a noi nel Tempo.

In realtà i fisici pongono obiezioni filosofiche (che non sono in questo caso effettive e valide) alla retrocausalità perché vorrebbero preservare intatto il concetto di indeterminazione e libero arbitrio, e che la causa genera sempre un effetto e non viceversa, ed è per questo che si tratta di un così forte argomento taboo.

Secondo Wargo il significato di qualcosa relativo a informazioni dal futuro non si può misurare in nessun modo perché dipende dalle interpretazioni soggettive dell’ agente che riceve l’ info. Inoltre secondo Wargo i computer quantistici sono in grado di computare attraverso il Tempo.

SINTROPIA: in opposizione al concetto di entropia, rappresenta futuri nodi di convergenza e armonia, attrattori che esercitano una influenza nel passato e che si esprime attraverso precognizione e presentimenti. L’ amore è un concetto legato a questa sintropia perché dirige gli individui verso il traguardo di convergenze significative.

Persino la fotosintesi necessita della quantistica, visto che un processo chiamato tunneling quantistico è risultato essenziale. Le piante quindi sarebbero simili a computer quantistici. Attualmente è in corso una corsa all’ oro per verificare e scoprire processi quantistici che spiegherebbero l’ origine della coscienza nel cervello umano. Ciò che si dovrebbe teoricamente trovare è, come l’ “occhio interiore” che permette la visualizzazione nel cervello dei pensieri, è un “occhio temporale” che sia in grado di osservare e registrare l’ asse temporale invece dell’ asse spaziale come l’ occhio che conosciamo.

Nella storia della scienza spesso accade che nuove scoperte vengono fatte basate su vecchi dati che erano stati interpretati in modo scorretto perché le teorie esistenti all’ epoca non lasciavano spazio ad essi. Noi potremmo aver già scoperto in modo sotterraneo questa evidenza diretta della precognizione, da almeno 40 anni.

Il fatto che ci appare tutto sincronizzato riflette il fatto che noi tutti viviamo sempre mezzo secondo nel passato. Libet ha scoperto che i neuroni cominciano ad essere stimolati un quinto di secondo prima che la decisione di muoversi venga fatta in modo conscio. Invece di avere un vero libero arbitrio, abbiamo un potere di veto su azioni pre – iniziate. Ramachandran lo ha chiamato “libertà di non fare” (free will – free won’t). La nostra volontà può intercedere in una finestra di tempo di 200 millisecondi per dire no ad una azione impulsiva iniziata dal nostro cervello.

E’ possibile che quando rievochiamo una azione dell’ immediato passato nella mente in effetti la stiamo mettendo in moto quella azione, dal futuro? (si chiede Wargo). La mente non è “infinita” secondo Wargo ma perlomeno è molto più grande, vasta, “più lunga” di quanto noi crediamo, ed è in effetti “trascendente”. L’ idea che il cervello è un computer quantistico propone l’ intrigante possibilità che più un essere cosciente vive nel tempo, più viene causata una intelligenza più elevata, perché si accrescerebbero le risorse computative disponibili.

Come mai le cause efficienti, che spingono dal passato, sono molto più ovvie e comprensibili intuitivamente di quelle teleologiche che riverberano dal futuro? E’ una preferenza biologica, dipende dall’ aggiornamento delle connessioni sinaptiche, è una funzione delle nostre credenze culturali e aspettative, che restringono le nostre abilità precognitive? Potrebbe essere persino qualcosa di così semplice come il modo in cui formuliamo le nostre frasi lungo una singola direzione?

Potrebbe veramente essere che il “now” (ora) della nostra esperienza conscia ha una relazione simile con l’ intero spettro del nostro pensiero lungo tutta la nostra vita, come un punto di luce focalizzato da una lente di ingrandimento ce l’ ha con il Sole intero che proietta quella luce. Secondo Wargo, tutto ciò che noi chiamiamo inconscio è la parte conscia della coscienza che viene dispersa o distribuita attraverso il Tempo.

Precognition may even be the flip side of repression: Repression would be a process of trading unwanted data into the past, and precognition would be the corresponding process of receiving that repressed information from the future. (La precognizione potrebbe essere il “polo opposto” della repressione: la repressione sarebbe il processo di mandare info indesiderate nel passato e la precognizione sarebbe il processo corrispondente di ricevere le informazioni represse dal futuro)

E’ stato Freud, più di qualunque altro pensato dell’ età moderna, a prendere seriamente e mappare precisamente le forme di auto – inganno e auto – ignoranza che rendono la precognizione possibile in un universo “post – selezionato”. Questi messaggi dal futuro devono necessariamente essere oscuri, rilasciare scarse tracce / indizi, ed essere ricchi di metafore, e quasi sempre non appariranno avere una chiara origine. Il loro significato non potrà essere chiarito fino a quando gli eventi non si verificheranno nel presente reale.

Secondo Wargo, le tattiche di Freud, in opposizione alle forme di “misticismo” e paranormale erano modi di negare, evadere, sorvolare sopra alla possibilità, che per lui era profondamente inquietante: che il nostro destino possa essere scritto, e l’ autore principale non essere il passato, ma il futuro.

La possibilità che la “fantasia giovanile” di fama di Freud potesse essere stata una premonizione, e che se ne sia reso conto mentre veniva onorato dai suoi seguaci durante una celebrazione di un suo compleanno non viene presa in considerazione dagli studiosi, perché lui aveva effettivamente bandito ogni sorta di discorso sulle profezie dalla psicoanalisi. Freud non comprese mai, né nel 1899 né mai nella sua vita che i sogni possono fare entrambe le cose: mostrarci i nostri desideri e mostrarci il nostro futuro, o che possono fare una cosa in servizio dell’ altra. Per esempio che il desiderio di incontrare un determinato amante possa essere stata la causa o spinta preparatoria per Frau B. per anticipare che lo avrebbe incontrato per strada la notte prima che accadesse.

Da Freud, il nostro inconscio è stato riconosciuto come maggiormente sensibile della nostra mente conscia: come se sapesse di più e potesse suggerire di più con le informazioni disponibili. Gli psichiatri vittoriani hanno a lungo combattuto con le percezioni paradossali, le memorie e l’ intelligenza dimostrata a volte dagli isterici sotto ipnosi o da pazienti affetti da attacchi isterici con un distacco dalla realtà o personalità multiple. Anche i medium spirituali nelle loro trances auto indotte avevano spesso accesso a informazioni impossibili. Secondo Sartre invece non c’è nessun inconscio, solo una negazione della responsabilità.

L’ affermazione che la mente subconscia può essere esplorata e indagata solo attraverso un processo soggettivo di interpretazione era una cosa che offendeva il filosofo della scienza Popper, uno dei critici più aspri di Freud. Per alcuni scienziati, studiosi della coscienza e neuroscienziati contemporanei l’ inconscio è completamente sommerso: la punta dell’ iceberg (la mente conscia) è un miraggio.

Per Freud una parte centrale della teoria era che ogni cosa di cui abbiamo esperienza, persino durante la prima infanzia, rimane preservata intatta nella nostra memoria, e che nella vita mentale qualsiasi cosa abbia preso forma non può dissolversi mai. Ma la memoria, secondo Wargo, è estremamente frammentaria, costantemente in stato di trasformazione, e nei primi anni di vita poco o niente viene preservato, e persino che molti nostri ricordi possono essere dei costrutti o fittizi.

Noi confondiamo la nostra difficoltà ad accettare ed elaborare il concetto della precognizione con la supposizione che per il cervello accedere ad abilità precognitive sia complicato e laborioso, ma non è così affatto. Freud in realtà è stato per tutta la vita privatamente incuriosito e aperto di mente rispetto ai vari fenomeni occulti, e ha messo in atto esperimenti di telepatia con sua figlia e uno psicoanalista ungherese (Ferenczi) e i risultati lo hanno persuaso che c’è un fondo di verità in questo fenomeno paranormale. E durante la sua carriera non poteva di certo evitare di osservare delle coincidenze rispetto ai sogni dei suoi pazienti e i sintomi inspiegabili che essi avvertivano.

Un giorno un paziente gli scrisse, da uomo per niente coinvolto nell’ occultismo e ovviamente intelligente, che aveva sognato che sua moglie dava alla luce dei gemelli, ma il giorno dopo ricevette un telegramma che lo informava che la figlia aveva dato luce a dei gemelli, la stessa notte del sogno. Lui sapeva che era incinta, ma non si aspettava una nascita precoce.

Era un uomo insoddisfatto della seconda moglie che voleva che fosse come sua figlia ed è per questo che il sogno ha operato questo scambio per distorcere la notizia? Secondo Jule Eisenbud, come scrisse nel 1982 nel suo libro “Paranormal foreknowledge” l’ abitudine precognitiva e problemi o questioni sessuali edipiche vanno mano nella mano, sono connesse, appaiono assieme.

L’ espressione della precognizione riflette un attivo e irrisolto complesso Edipico, mentre la negazione della precognizione rappresenta la salutare non nevrotica internalizzazione o identificazione con l’ ordine simbolico fallico – patriarcale.

Le sole informazioni che sopravvivono all’ essere mandate nel passato sono quelle che favoriscono il verificarsi stesso dell’ evento nel futuro, e non quelle che potrebbero interferire o impedirlo, quindi non esistono paradossi. Gli eventi impossibili non possono essere anticipati. Quindi ogni profezia può essere inclusa in qualche modo molto distorto nel background di ciò che era stato anticipato.

Oltre al libro di Dunne “An Experiment with Time”, il libro di Eisenbud “Paranormal Foreknowledge” potrebbero essere i più interessanti e informativi libri scritti sulla precognizione.

Secondo Wargo, le meccaniche della fisica quantistica non possono applicarsi solo e semplicemente alle particelle subatomiche, ma sono invece il vero substrato della nostra intera esistenza fisica, e la precognizione è una costante delle nostre vite.

Ciò che Freud ha identificato come il linguaggio simbolico dell’ inconscio non è niente altro che le leggi associative che governano il modo in cui il cervello contiene e ricerca informazioni, le regole con cui ogni esperienza nuova della nostra vita viene collegata a quelle vecchie. Stiamo imparando che è precisamente nello stato onirico, nei sogni, che queste associazioni vengono forgiate. Ironicamente il pioniere dei sogni Freud aveva negato questa possibilità, che regolò il suo destino in un modo “tragicamente bizzarro” come avvenne appunto per la storia di Edipo.

Secondo Freud bisogna fare “libera associazione” rispetto ad ogni elemento separato del sogno, riflettere quindi con onestà e in modo spontaneo su ogni figura, oggetto, elemento degno di nota e vedere fin dove si arriva, quale è il traguardo, la deduzione finale. In teoria, un sogno che potrebbe essere spiegato in un breve paragrafo potrebbe esplodere in pagine e pagine di associazioni che secondo Freud in tutti i casi presentano in molteplici modalità un pensiero singolo coerente e latente e inconscio o un nesso di pensieri relativi fra di loro.

Gli scritti di Freud hanno fatto in modo che le cause psicologiche siano viste come complesse in modo sublime e misteriose, e gli occidentali hanno potuto capire come le loro vite e loro stessi abbiano infinite forse insondabili profondità. Richiamare la attenzione sulla nostra dimensione di ambivalenza nella nostra vita mentale è stato il più importante e basico contributo alla psicoanalisi di Freud, anche se la precisa natura e location dell’ inconscio è oggetto di dibattito.

Riconoscere la mancanza di un modo per aggiudicare in modo scientifico e “corretto” un significato ad un sogno non equivale a dire che non può esserci alcun significato nei sogni. Si concede solo che non si può valutare secondo i metodi scientifici classici della quantificazione e replicazione, siccome il sognatore è un soggetto (n of 1).

La neuroscienza negli scorsi anni ha fatto pace con Freud, essendosi trovata obbligata dalle evidenze a riconoscere che la sua teoria di base sull’ inconscio descrive accuratamente molte dimensioni della cognizione. Le ricerche hanno rivendicato anche alcune sue idee sui sogni, anche se con alcune modifiche chiave.

E’ stato provato che gli animali che alla nascita si trovano in uno stato di dipendenza dal supporto genitoriale mostrano più tendenza al sonno REM degli animali nati già con tutte le funzioni pronte all’ uso. Da ciò si deduce che più una creatura ha bisogno di imparare per sopravvivere e funzionare, più il suo cervello è attivo la notte e produce sogni. L’ ippocampo, che è una sorta di libreria o archivio del cervello, è estremamente attivo durante il sonno. Gli scienziati sono sempre rimasti frustrati nel tentare di connettere il contenuto dei sogni con la formazione di nuove memorie perché essi raramente ripropongono esperienze delle giornate precedenti in maniera letterale, e hanno sempre un’aura surreale e bizzarra. Essi utilizzano analogie, scambi, distorsioni, giochi di parole, compromessi (fra desideri in conflitto) e sostituzioni per creare bizzarre e memorabili immagini mnemoniche. Llewellyn suggerisce che i sogni sono una modalità in cui la nostra memoria opera con il pilota automatico. La modalità del sogno potrebbe essere descritta come il metabolismo notturno della esperienza diurna, in analogia con il metabolismo del cibo dal sistema digerente. Senza saperlo, Freud era un pioniere delle ricerche sulla memoria, avendo mappato le modalità illogiche e poetiche che il cervello usa per “creare dei file mentali” e ritrovare le informazioni richieste.


L’ ipotesi mnemonica di Llewellyn è la più soddisfacente e funzionale finora offerta da uno scienziato del mainstream. Siccome la psicoanalisi presume che la ricerca del significato nei sogni è privata e piena di idiosincrasie, come confermato anche dalle tecniche mnemoniche, è virtualmente impossibile quindi proporre un esperimento rigoroso per testare l’ ipotesi in modo adeguato (scientificamente approvabile). E’ sempre difficile scoprire in un sogno nella media un qualunque episodio correlato ad un evento del passato cronologicamente definito. Anzi, più un sogno contiene “verità precognitive” maggiore è il livello della sua ambiguità nel simbolismo.


Se uno dovesse sognare la morte del compagno di stanza in un incidente aereo, ciò potrebbe semplicemente significare che il sogno stava anticipando un pensiero del tipo “e se accadesse” che il sognatore formulerà nel momento in cui sarà informato dalla televisione o da internet di quell’ incidente aereo nel futuro, e non che il suo compagno di stanza effettivamente morirà, e ciò potrebbe accadere perché magari tale figura è un rivale in amore, e quindi si tratta di una precognizione sull’ incidente aereo unita ad un desiderio inconscio Freudiano sulla morte della figura in questione. Ciò che viene trasmesso dal futuro al passato è una immagine mentale o un pensiero transitorio e momentaneo che avviene quando si apprende la notizia sull’ evento in questione, nel futuro.


I sogni potrebbero assemblare mattoncini dal futuro per costruire un “edificio produttore di desideri soddisfatti”, questo secondo Dunne, ma secondo Wargo i mattoncini vengono sia dal passato che dal futuro per anticipare, associare e decodificare un pensiero del futuro. La interpretazione di esso dovrebbe essere fatta da un punto di vantaggio temporale al momento in cui il sognatore avrà quello specifico pensiero nella vita conscia nel futuro. Di solito è una questione di ore, giorni, ma potenzialmente anche anni e decadi nel tempo.

In seguito nel libro Wargo si focalizza per un periodo sul fattore “senso di colpa” che potrebbe affliggere un sognatore qualora avvenissero premonizioni di disastri, incidenti e tragedie. Wargo cerca di spiegare che questo senso di colpa non ha motivo di esserci perché quasi sempre non è possibile comprendere il dove o il quando o il SE questi eventi accadranno. Spesso allo scrutinio dei sogni si trovano fenomeni frattali, come quando per esempio viene inclusa addirittura una rappresentazione della sorpresa di aver sognato l’ evento in questione, oppure il valore che avrà in seguito il sogno per il sognatore. Queste sono self – similarità o spirali frattali di self – referenza e livelli di significato psicodinamico. Spesso non è l’ evento in sé che provoca e mette in moto il time loop, ma il messaggio che riferisce al sognatore l’ evento. Ed è questa la causa futura che scatena e riversa i suoi effetti nel passato. Quindi anche pensieri ed emozioni dei momenti circostanti l’ avverarsi dell’ evento nel futuro possono riverberare nel passato ed essere rappresentati in sogno.

The emergence of cells able to bind time would have been a decisive threshold or horizon for the universe. Post-selection created a protective Calvinistic crust on the open-endedness of molecular destiny. (L’ emergere di cellule capaci di piegare il tempo sarebbe un traguardo decisivo per l’ universo. La post – selezione ha creato una protezione Calvinista sulla libertà finale del destino molecolare)

Robert Moss, in relazione al sogno che ha predetto (anche se Freud non se ne è mai reso conto in modo cosciente, o forse che ha sempre negato di riconoscere) la malattia che avrebbe complicato gli ultimi anni per poi farlo morire, propone che una singola cellula affetta dalle sintomatiche del cancro già nascosta nel suo corpo nel 1895 possa aver mandato una “allerta chimica” al suo cervello che si manifestò sotto forma di un sogno di avvertimento. E’ controverso perché propone di fornire ai tessuti corporei un “superpotere informativo” e la questione dell’ intenzionalità attiva dell’ inconscio appare paradossale in ogni caso (pensare che la cellula lo abbia fatto di proposito). Freud aveva notato che spesso i sogni scambiano e proiettano attributi fra persone e situazioni e spesso forniscono caratteristiche indesiderate o indesiderabili del sognatore, o proiettano situazioni indesiderabili su altre persone mentre invece sono riferite proprio al sognatore e al suo specifico futuro. Il sogno di Freud ha quindi messo in atto proprio questo, partendo da una fonte nel 1923 per distorcerla tramite la sua paziente Anna nel 1895, e quando lui le ha detto che “in verità è solo colpa tua” era in realtà un rimprovero a sé stesso.

Il modo in cui le informazioni sono immagazzinate nel nostro cervello non riflette le caratteristiche di un “universo a blocco” dove ogni cosa del passato esiste ancora e ogni cosa nel futuro esiste già adesso. La scienza ha demolito le affermazioni di Freud sulla memoria che preserva tutto intero e intatto. Invece i ricordi sono soggetti a revisioni e aggiornamenti costanti, e ricostruzioni fatte dal futuro. E tutto ciò viene messo in atto attraverso i sogni, come una opera di restauro e messa a nuovo notturna, abbellendo di qua, riparando di là, e costruendo cose nuove, e mandando nell’ oblio il passato remoto per fare spazio a episodi e preoccupazioni più contemporanee e pertinenti. E cose nuove vengono costruite per motivi e funzioni che ancora non possono essere anticipate e immaginate.

I traumi che caratterizzano e influenzano la nostra vita possono essere in realtà non esclusivamente legati a episodi nel passato ma anche mossi e provocati da episodi e situazioni nel futuro.

Alec Guinness
James Dean

Wargo poi descrive come Alec Guinness, un attore, è stato mosso da un inconscio “pilota automatico” a preannunciare a James Dean, che gli aveva mostrato la sua nuova automobile, che se accelerava troppo vi sarebbe morto dentro. Guinness ricorda che quella sera durante la cena, nonostante l’ umore gaio di chi lo circondava, lui si era sentito vagamente a disagio. Passata una settimana, James Dean morì per davvero a bordo della sua nuova vettura. Procedeva al doppio della velocità consentita. A Guinness è successo due volte di incontrare una persona nuova e avere anticipazioni tragiche sul suo futuro, dopo una limitata connessione momentanea.

Ma ciò per cui Guinness è davvero noto è il suo ruolo a bordo del Millenium Falcon, in rotta verso Alderaan in Star Wars, la sua frase: “ho avvertito una grande interferenza nella Forza” (“I felt a great disturbance in the force”), nella sua interpretazione di Obi Wan Kenobi. In effetti Alderaan era caduta a causa della Death Star “come se milioni di voci gridassero improvvisamente, in preda al terrore, e fossero state improvvisamente silenziate. Temo che sia avvenuto qualcosa di terribile”. L’ attore potrebbe aver avvertito anticipazioni inconsce dell’ atto di recitare con questa frase, nel suo lontano passato.

Secondo Myers, i traumi sono la energia che fornisce potenza ai “messaggi telepatici” poiché questi fenomeni spesso si focalizzano su tragedie e morti, malattie o altri episodi critici, e che sono queste emozioni intense che trascendono le distanze temporali fra le persone coinvolte. Al momento noi sappiamo che non sono possibili connessioni “a entanglement” fra due cervelli umani, nemmeno se condividono i geni, quindi non funzionerebbe per connettere due persone che partecipano ad una cena assieme.

Una innovazione chiave nel campo della psicoanalisi, apportata da Freud, è che il trauma non consiste in ciò che accade ai pazienti, ma nel modo in cui il paziente pensa e riflette su ciò che gli accade di traumatico. I traumi sono qualcosa di secondario, supplementare. Bisogna trovare e analizzare la fonte di essi. Pur cercando catene di associazioni e tracce nel passato, esplorando le memorie, si potrebbe anche non trovare niente di traumatico “là dietro”.

Freud era perplesso dalla tendenza dei suoi pazienti a voler rimettere in atto e rivivere in modo compulsivo e poco piacevole l’ evento traumatizzante, invece di volerlo dimenticare. E’ ciò che accade ai veterani di guerra che sognano le battaglie, che accade ai nevrotici che sembrano non avere intenzione di “lasciare la presa” sui propri traumi, e che invece cercano di rinforzarli e replicarli invece di andare avanti.

Bliss has a circular quality, so when we try to translate it into linear and logical terms, it produces the tricksterish and sci-fi effects that arise in a world that resolutely only believes in linear causality. (L’ estasi ha una qualità circolare, così quando proviamo a tradurlo in termini lineari e logici, produce gli effetti fantascientifici e ingannevoli che emergono in un mondo risoluto nel credere esclusivamente nella causalità lineare)

The Trickster function causes us to find perverse reward precisely in signs of things we don’t want to happen. (La funzione trickster, cioè ingannevole, ci causa premi o traguardi perversi precisamente in simboli di cose che non vogliamo che accadano – indesiderabili)

Questa compulsione era un vero e proprio dilemma per Freud. E quindi Freud ha suggerito che si trattasse di un complesso sistema di pensiero che inconsciamente richiama al “piacere della distruzione” o “dell’ annullamento” come un rilascio di tensione psichica, che si traduce in un “paradossale piacere” ed è un impulso che si può trovare alla radice di questi comportamenti. (Jouissance secondo Lacan, “piacere doloroso” o “dolore piacevole”, letteralmente qualcosa al di là del piacere che “prende possesso” del nevrotico traumatizzato). C’è una enfasi sulla ambivalenza o repellenza di questo particolare fenomeno. E’ un “piacere indesiderato / indesiderabile”. Secondo Lacan la jouissance è l’ unica sostanza che concerne la psicoanalisi. Secondo Freud era un modo per metabolizzare o esorcizzare il dolore, ma secondo Lacan si tratta in realtà di un adattamento ad un nuovo regime, una nuova modalità nel provare piacere, una riorganizzazione del sistema, per trarre piacere da qualcosa che a livello conscio è spiacevole.

If it takes deaths and tragedies to make us aware of our larger nonlocal self, do we really want that? Well, some amoral unconscious part of us would say “yes.” That’s the problem, and fascination, of psi. (Se è richiesto che avvengano morti e tragedie per renderci consapevoli del nostro più grande IO non locale, lo vogliamo veramente? Be’, una parte inconscia e immorale di noi direbbe di sì. E’ questo il problema ma anche il fascino della psi)

Poi Wargo nel libro si focalizza sulla connessione fra la entropia e la premonizione: spesso i sogni si focalizzano anche su eventi riguardanti “caos” ed “esplosioni”, in altre parole situazioni che cambiano rapidamente da uno stato di ordine ad uno di disordine, a livello di fisica. Gli individui particolarmente sensibili potrebbero fare utilizzo di una ancora non conoscibile “retina psichica” che riesce ad individuare nel futuro rapidi e grandi cambiamenti nella entropia, cose che disperdono calore rapidamente, oppure corpi nei quali la coscienza si spegne, che quindi cominciano una transizione. Questo genere di informazioni sono particolarmente utili e interessanti e perciò noi umani potremmo essere inconsciamente vigili su questo.

Un bias attenzionale sui gradi di entropia. Si tratterebbe quindi di una jouissance riferita a segni di distruzione e annullamento. Una caccia al tesoro riguardo a eventuali minacce.
Questa inconscia estetica del sublime (sebbene paradossale e quasi perversa) che ritroviamo nelle scene di distruzione potrebbero aiutarci a capire come mai sono state avvertite numerose anticipazioni sugli eventi circostanti l’ 11 settembre 2001 e la distruzione delle Torri Gemelle.
(1988)

Come ha notato il filosofo Zizek, il 9/11 a livello di “immaginazione fantastica” è stato “anticipato” per decenni dai film a tema disastro e terrorismo e anche dai crescenti antagonismi sociali nella società americana. Per molti americani e cittadini di altre nazioni si trattava di un desiderio represso di assistere ad un evento “cinematografico” che coinvolgeva persone sconosciute e distanti, ma anche di vedere icone del potere e della ricchezza distrutte in questo modo “apocalittico” ed eccezionale. Siamo come vampiri, deriviamo un piacere e un coinvolgimento controverso da questi eventi infusi di sofferenza e morte. Quando noi riguardiamo quei video degli impatti e del collasso delle torri stiamo mettendo in atto un sintomo nevrotico, una compulsione, e da ciò traiamo soddisfazione per la nostra sopravvivenza.

if you are not already keeping a dream diary, what are you waiting for?

Unacceptable emotions about 9/11 may have been sacrificed to the past, retroactively giving rise to the countless premonitory and precognitive dreams and visions experienced by Americans during the previous days and weeks.

Emozioni inaccettabili relative alle anticipazioni sull’ 11 settembre (inconsce) potrebbero essere state sacrificate al passato, dando luogo retroattivamente agli innumerevoli sogni premonitori e visioni sperimentati dagli americani nei giorni e nelle settimane precedenti all’ attentato.

Nell’ “universo a blocco” dove il passato e il futuro esistono sempre, “nulla sta cambiando, tutti i frames sono fissi al loro posto e immobili, fino a quando il “proiettore” (la nostra coscienza) non si focalizza su di essi, mettendo in moto gli eventi nel Tempo. “ La realtà dipende dall’ osservazione della stessa da parte di un soggetto cosciente e consapevole, altrimenti semplicemente non esiste, è in uno stato di sospensione quantistica.

If anyone’s innocence is lost here, it should be yours: Time is not what you were raised to think it is. Neither is your own mind. (Se l’ innocenza di qualcuno viene perduta, qui, quella dovrebbe essere la tua: il Tempo non è quello per cui ti hanno cresciuto a pensare. E così non lo è nemmeno la tua mente)

Jung provava un fenomeno di “controtrasferimento”, una sorta di proiezione, un affetto per una sua paziente venticinquenne, una aristocratica, Maggy Quarles van Ufford, la famosa donna dello scarabeo di Jung, il più memorabile aneddoto, il caso specimen della sua teoria sulla sincronicità. L’ episodio dello scarabeo espressosi nella realtà ebbe un effetto trasformativo su questa paziente iper – razionale e chiusa in sé stessa, e fu ciò che la abilitò a fare progressi nella terapia psicoanalitica. Fu il fatto che lei gli raccontò il suo sogno a fare in modo che il dottore notasse e facesse entrare l’ insetto attraverso la finestra nell’ ufficio, e ciò è un esempio di time loop.

Wargo propone che le sincronicità non sono il prodotto di patterns di antichi archetipi che si impongono sulle nostre vite, ma sono in realtà time loops non riconosciuti come tali, che emergono dalla nostra mancata consapevolezza della precognizione. Lo scarabeo non è stato “evocato” attraverso la telepatia, secondo Wargo. La sincronicità è un principio di connessione senza cause, è una risonanza (un allaccio) fra la vita mentale di un individuo e l’ ambiente esterno. E’ un modo per spiegare come tutto è connesso, e che non c’è vera separazione fra “interno ed esterno”, fra la nostra mente e la materia esterna. E’ una simultaneità di episodi relativi ad una connessione nel tempo, non una questione di causa ed effetto.

Secondo Jung tutte le coincidenze di questo tipo hanno una base archetipica nell’ inconscio collettivo, e implicano l’ esistenza di un “field” (campo) di significati condivisi che esistono al di là degli individui e che interagiscono direttamente con il mondo materiale. Jung si chiedeva “come mai persino gli oggetti inanimati sembrano comportarsi come se fossero a conoscenza dei miei pensieri interni?” La risposta era nel fenomeno sincronico. E’ ciò che lo ha portato a congiungere i suoi due lati, quello scientifico, e quello mistico. Ciò potrebbe spiegare perché i pazienti analizzati in modo Jungiano tendono a riportare sogni di tipo archetipico o alchemico e quelli analizzati in modo Freudiano tendono a riportare invece sogni di tipo Edipico.

Ma come può un desiderio intenso evocare creature come lo scarabeo della paziente di Jung? Come può aver magnetizzato proprio quello specifico genere di insetto? Esiste una coscienza onnisciente capace di allineare le nostre intenzioni con reti infinitamente complesse di causazione materiale che governano lo sviluppo degli eventi? Una spiegazione causale per le sincronicità non è più così paradossale o impensabile come ai tempi di Jung. Sembra che si possa convergere verso una plausibile, e materialistica, risposta sul come esperienze del nostro futuro possano riverberarsi nel passato e informarci attraverso i sogni, o altri pensieri (presentimenti). La causazione davvero sembra procedere in entrambe le direzioni, nel tempo.

La spiegazione più semplice per l’ episodio dello scarabeo di Jung è che il sogno di Maggy l’ abbia orientata verso un momento del suo futuro imminente assai significativo, verso un traguardo, un premio. Ciò dipese in parte dalle sue stesse azioni (raccontare il sogno al suo analista) e quindi l’ effetto fu la causa di sé stesso. L’ apparizione dello scarabeo dipendeva dal suo racconto come il racconto dipendeva dal sogno sull’ episodio, che a sua volta dipendeva dall’ apparizione nel futuro. Senza racconto sarebbe mancata la sincronicità e quindi la apparizione, e senza sogno sarebbe mancato il racconto.

Jung stesso ebbe una visione “intensa” di uno scarabeo, in precedenza, nel dicembre 1913, sei anni prima di incontrare Maggy. Fu la sua prima visione che lo mise a confronto con l’ inconscio. Jung ebbe un ruolo di supporto e completezza nell’ episodio dello scarabeo, mentre la vera protagonista di tutta la faccenda è stata Maggy. E quindi questo tipo di “traguardi / premi” sono spesso esperienze sociali, una confluenza di due o più persone che assieme affrontano qualcosa in modo profondo e “fateful”, “destinato”. Ciò si può verificare soprattutto in situazioni di connessioni romantiche, situazioni che sembrano allestite in modo “preconcerted”, quando sembra che ci sia “lo zampino di qualcosa di superiore”, perché la precognizione serve anche come una funzione di orientamento sociale. Avviene quindi soprattutto in situazioni dove la connessione desiderata è impedita dalla separazione fisica o da un taboo sociale, come quello fra una paziente e il suo analista. I contesti delle terapie psicoanalitiche, sono infusi da questo fenomeno di trasferimento e controtrasferimento, proiezioni, che sono perfetti per “evocare” e catturare time loops.

Alcuni pazienti avvertono il futuro anche somatizzandolo con il corpo, attraverso determinate sintomatiche, in quelle che appaiono come seduzioni isteriche, sintomatiche erotiche con una fonte nel futuro. Ma l’ inconscio non può “già sapere” il significato di ciò che produce, poiché esso emerge solo quando viene interpretato in retrospettiva, nel futuro divenuto presente.

Secondo Wargo la spiegazione sulla sincronicità è un concetto che spiega solo “parzialmente” il fenomeno della precognizione. Il setting della clinica a tutti gli effetti potrebbe trasformare il paziente in un medium o un oracolo, stimolato dalla ricostruzione della sua precognizione inconscia in senso di patologia, per pagare il dottore che diverrebbe quindi una sorta di cliente egli stesso.

Il modello dell’ Universo secondo la tesi dell’ Eternalismo: il passato e il futuro esistono contemporaneamente al presente e sono fissi e immutabili. Niente è perduto, non le persone, non gli animali, non gli oggetti, non le molecole. Nessun evento accade o è in moto. E’ tutto lì per sempre, e l’ unica cosa che può mettere tutto in stato di movimento e che quindi dona vita è l’ osservazione di quella finestra di tempo da parte di un soggetto cosciente e consapevole.

In essence, eternalism proposes that space-time forms a block—‘imagine it as a big glass football’, Moore suggests—where past and future are endlessly, immutably fixed, and where human lives are ‘like tiny filaments, embedded in that gigantic vast egg’. He gestures around him at the rubbish-strewn path, his patriarch’s beard waving in the wind. ‘What it’s saying is, everything is eternal,’ he tells me. ‘Every person, every dog turd, every flattened beer can—there’s usually some hypodermics and condoms and a couple of ripped-open handbags along here as well—nothing is lost. No person, no speck or molecule is lost. No event. It’s all there for ever. And if everywhere is eternal, then even the most benighted slum neighbourhood is the eternal city, isn’t it? William Blake’s eternal fourfold city. All of these damned and deprived areas, they are Jerusalem, and everybody in them is an eternal being, worthy of respect.’

Wargo deduce che le persone che maggiormente percepiscono pensieri ed emozioni relative al fallimento, alla colpa e alla vergogna sono più suscettibili al fenomeno precognitivo e sono quelli più stimolati a cercare evidenze dei suoi meccanismi. L’ “universo a blocco” implica che il nostro destino non dipende da noi, ma è al di là di noi, e che quindi “non c’è responsabilità, non c’è colpa” nelle nostre azioni. Le persone che credono nel destino credono anche che non si possa fare niente per impedirlo e sono più portate ad escludere la “colpa” dalle loro emozioni riguardo agli eventi.

L’ autore di “Futility”, il libro il cui episodio ha anticipato il disastro del Titanic, era afflitto dal problema dell’ alcolismo e sempre sul filo della povertà, ed era pervaso da un senso di ambivalenza nei confronti del caso e del destino. Robertson riportava la sensazione che quando metteva giù parole sulle pagine, che stesse canalizzando qualche anima disincarnata, qualche entità spirituale con abilità letteraria, a cui era negata espressione fisica, che pervadeva il suo corpo e la sua mente quando scriveva. Gli artisti creativi in effetti entrano in una condizione ipnotica, telepatica e “percipient”, ed entrano a contatto con un reame subliminale di fatti sconosciuti, in un reame privo di tempo, secondo Wargo, quando sono focalizzati sulla produzione delle loro opere. Robertson riteneva che il bere fosse necessario per evocare la sua musa ispiratrice. Quando non ispirato si sentiva inadatto alla scrittura. E quindi a volte la precognizione è un fenomeno “sovrannaturale” ma anche “inutile” per prevenire eventi futuri (Da qui “futility” cioè “futile”, inutile, quando non c’è niente che si possa fare per …)

Il ritrovamento del relitto del Titanic fu un altro momento di “oggetto sublime” della nostra epoca, che rimanda alla jouissance, al piacere della distruzione. Era un genere di disastro che non appariva come impensabile e impossibile, all’ epoca, ma che era addirittura stato “pre – immaginato”, “pre – interpretato” a livello fittizio. E la storia di vita di Robertson era tipicamente nevrotica: la storia di un sabotaggio, di essere stato tagliato fuori, essere incapace di capitalizzare o beneficiare dai suoi sforzi e dai suoi doni precognitivi. Uno può avvertire il tuono dei “no” prodotti dai suoi genitori nel corso della prima parte della sua vita, a livello di immaginazione. Robertson chiaramente voleva essere assolto per la sua compulsione che lui temeva fosse una scelta.

La regola psicoanalitica è che “niente è un incidente”. Per Robertson la premonizione sul Titanic veniva trattata come una realtà del presente, una aura costante, come se il disastro fosse già avvenuto o fosse sempre sull’ orlo di essere imminente. Quando ciò avvenne per davvero lui era già affondato da tempo, coinvolto nel suo alcolismo distruttivo. Wargo scrive che Robertson aveva anticipato anche lo sviluppo del radar e addirittura che sarebbe avvenuto un attacco a sorpresa dal Giappone contro gli Stati Uniti (Pearl Harbor) anche se non è chiaro come la sua abilità precognitiva fosse coinvolta in questo.

The tendency for weird physical manifestations to surround powerfully precognitive individuals suggests that the universe may be straining, hysterically, to protect the timeline. (La tendenza che fa in modo che individui particolarmente sensibili ad un livello potente di abilità precognitiva subiscano bizzarre manifestazioni fisiche suggerisce che l’ universo stia cercando disperatamente e istericamente di proteggere la nostra timeline)

Wargo poi si focalizza su Philip Dick, che scriveva, una decade prima di John Wheeler (it from bit) che l’ universo era composto da informazioni. Era un fenomeno sempre più evidente per Dick di come lui scrivesse riguardo a ossessioni culturali appena prima che si esprimessero nella realtà e che questo carburava il “mito della sua personalità” che si sviluppò in seguito, come una leggenda della precognizione. La sua vita privata era un intreccio di costanti sincronicità. Ci ha lasciato un voluminoso archivio di lettere e diari che ci permettono di correlare i suoi sogni con i suoi eventi reali e con le sue opere di scrittura. Crescono le sue ricerche per la sua biografia e le interviste agli amici, alle sue mogli, amanti. I time loops hanno caratterizzato la sua vita personale, la sua carriera e la sua vita spirituale.

La sua idea del Tempo come di una spirale di energia la cui polarità può essere “reversed” venne letta nel 1967 da lui in un articolo del fisico e parapsicologo russo Kozyrev. Dick era affascinato dalla sua idea del tempo come un “campo di torsione” che pensò che l’ articolo lo abbia influenzato nella scrittura di Ubik tre anni PRIMA. Una entusiasmante lettura nel futuro potrebbe costituire il seme di una precedente ispirazione creativa nel passato. Dick aveva dedotto che la fonte delle trame dei suoi libri spesso derivavano da informazioni provenienti dal suo futuro.

We can’t find the origins of our thoughts because those origins haven’t happened yet. We haven’t yet gotten to where we (will have) thought them in the first place. (Non possiamo trovare le origini dei nostri pensieri perchè queste “fonti” non hanno ancora avuto esordio, non sono ancora accadute, non siamo ancora arrivati al momento nel futuro in cui li penseremo per la prima volta – quando il futuro si tramuta nel presente del NOW)

Probabilmente, in un fenomeno che sembra essere simile ad un entanglement quantistico, nel momento in cui a 49 anni stava leggendo affascinato quell’ articolo, simultaneamente, nel suo passato, che per lui era presente, a 46 anni si metteva a ideare la sua interpretazione del Tempo che assomigliava a quanto letto nel futuro. In Ubik, Dick aveva anche in qualche modo anticipato la focalizzazione mediatica sulle bombolette spray ad aerosol che causavano il buco nell’ ozono, e di come le bombolette diventarono “l’ anti cristo”, la “eresia” come simbolo, per il movimento ambientalista. Ubik inoltre assomiglia e si può connettere al supplemento dietetico “ubiquinol”, che divenne oggetto di ricerca negli anni ’70 in Giappone per cercare benefici per la salute del cuore. Si diceva che avesse una benefica proprietà di “age reversal”, più o meno all’ epoca della morte di Dick. Ubik quindi sembra rappresentare una immagine onirica Dunniana – Freudiana che ha condensato molteplici idee culturali nel futuro rispetto a quando la storia emerse dal cervello intossicato di Dick nel 1966. Forse stava canalizzando i meme della “scienza pop” attraverso il suo romanzo?

Quando Dick lesse in un articolo che la Disney stava per mettere in mostra un Abraham Lincoln robotico, era certo che avesse anticipato quell’ allaccio fra alta tecnologia e nostalgia americana. Egli andò persino “a vedere quella dannata cosa” all’ esibizione quando aprì. Nel 1977, in una intervista, Dick affermò il suo stupore nello scoprire che una donna che viveva nel suo stesso edificio lavorava a Disneyland e che il suo lavoro consisteva nell’ applicare make up al Lincoln animatronico ogni notte dopo la chiusura del parco.

Nel suo romanzo, all’ inizio della narrazione, il narratore immagina Pris da solo con il simulacro, lavorando a tutte le ore per fornire più realismo alla sua creazione, nello specifico applicando “paint” o “make up” alla sua faccia. (nel suo libro “Do androids dream of electric sheep?”). La narrazione che coinvolge una persona che Dick avrebbe incontrato molti anni dopo, prima emersa come personaggio in una sua narrazione e poi come co – abitante del suo stesso palazzo, potrebbe rappresentare un presentimento intrappolato nell’ ambra. Esplorare il lato mistico e profetico dell’ autore ormai è diventato una sorta di industria.

Come per Robertson, Dick aveva una vita profondamente ambivalente, torturata e rovinata dalle dipendenze (anfetamina – una prescrizione a sei anni per l’ asma lo portò ad assumere per tutta la vita una serie di diversi stimolanti), un senso di colpa per la vita (la perdita della sua sorella gemella in gravidanza) e sentimenti edipici irrisolti. Dick ebbe una ossessione a vita per la figura della sua gemella mancata. Ciò divenne il framework totale per la comprensione di sé stesso. La fonte della sua immaginazione visionaria e le sue ossessioni può essere identificata in questo suo trauma.

Una volta ammise alla sua terza moglie, Anne, che in adolescenza aveva avuto un sogno in cui dormiva assieme (in modo erotico?) con sua madre. La sua vita sentimentale adulta era un ottovolante di relazioni pervase da ossessioni e bisogni intensi, con donne di crescente giovinezza e distanza dalla sua età. Esse sembravano rappresentare una versione fittizia della sua sorella perduta oppure del fatto che per lui queste donne si tramutavano spesso in persone fredde e prive di sentimenti di amore, come fu sua madre. Quando le sue relazioni fallivano, era sempre colpa della sua partner, del loro fagotto di zavorre emotive, della loro agitazione e follia. Dick soffriva anche di una forma debilitante di agorafobia. Cosa che potrebbe essere stata una paura della sua stessa ostilità caratteriale, poiché era solito comportarsi in modo cattivo o imbarazzante in pubblico, persino con sprazzi di violenza.

La pressione nella vita di Dick culminò intorno al 1973, quando mise incinta la giovane adolescente Tessa, e la sposò in modo frettoloso, un matrimonio che divenne presto, come al solito, ingestibile e forzato emotivamente. Fu questo il contesto in cui avvenne la sua esperienza mistica sul “2 -3 – 74“, triggerata dalla luce proveniente da un pendaglio a forma di pesce, simbolo Cristiano, attorno al collo di una ragazza che gli stava portando degli antidolorifici a casa dopo un intervento dentistico, esperienza centrale nella leggenda di Dick.

Per lui la esperienza era una “metanoia”, una trascendenza che risulta in una maggiore integrazione nella sua personalità e quindi nella sua guarigione spirituale.

How could we ever know whether a person’s psychotic or obsessive behavior is not, really, a sacrifice being made to forestall some personal or cosmic tragedy by isolating it in a bubble universe? Are some madmen really martyrs? (Come potremmo mai capire se quello che noi riteniamo essere un comportamento psicotico o ossessivo da parte di un individuo non possa in realtà essere un sacrificio fatto per isolare una tragedia collettiva – cosmica o personale in una bolla di universo? Alcuni di questi matti sono quindi forse niente meno che …martiri?)
Since the beginning, humans have talked about gods and spirits and spirit worlds and telepathy, without understanding that we are really talking about the tunneling into our own future timelines enabled by the quantum brain. (Fin dalle origini, gli umani hanno parlato di Dei e spiriti, e di mondi spirituali e di telepatia senza comprendere che ciò che stavamo realmente descrivendo era il canalizzare del nostro futuro soggettivo abilitato dal cervello quantistico)

Negli otto anni seguenti fino alla sua morte, Dick scrisse migliaia di pagine di analisi per provare a capire cosa gli fosse accaduto, e dire che fu il prodotto di un esaurimento nervoso non diminuisce il valore o il genio del suo testo, la Exegesis, che è una incarnazione della sua nostalgia psicospirituale. Si potrebbe ipotizzare che molti testi spirituali a noi noti possono essere stati prodotti in una simile condizione di crisi nervosa. Forse quando Dick scriveva la sua Exegesis, a livello inconscio, stava sperando di far scaturire a livello culturale una nuova religione?

Zen is the religion of our future precognitive selves. When we step out of the linear world of desire, we enter the circular world of enjoyment, taking immense pleasure in things just as they are. (Lo ZEN è la religione dei nostri io futuri precognitivi. Quando usciamo dal lineare mondo del desiderio, entriamo nel mondo circolare della passione Jouissance, e proviamo immenso piacere dal capire le cose proprio come esse sono)
In this fifth dimension time, things are ‘now’ if they possess a common constituent; viz: ‘now’ signifies any and all of our fourth dimensional worlds where such a common constituent … is; … in a five dimensional world, that golden fish sign was in USA 1974 and Syria A.D. 70 simultaneously.

Le lettere scritte ad una sua amica di penna, un mese dopo la esperienza mistica riportano affascinanti e sorprendenti esperienze di precognizione. Anche in questo contesto, con il suo tono affettuoso e “flirtatious” avvenne una sorta di “trasferimento” o “proiezione”. Claudia, la sua amica di penna, rappresentava chiaramente una fantasia edipica, una giovane donna intelligente, una sua ammiratrice che non aveva i problemi e le zavorre emotive che lo coinvolgevano nella sua vita reale assieme alla giovane Tessa. Non si sono mai incontrati di persona, i due, ma è chiaro che lei divenne una sorta di musa durante questo oscuro e intenso periodo della sua vita.

Il 9 maggio 1974, mentre le ammetteva il suo sospetto di essere afflitto dal disturbo di personalità multipla, le rivelò anche che “ciò che più mi inquieta è che io spesso ricordo il futuro”. E questo può essere verificato, siccome abbiamo un archivio, quasi giornaliero, dei suoi sogni, che ci permette di costruire una anatomia della precognizione onirica. Wargo menziona, per esempio, il suo sogno su Mrs. Fields, una donna che in realtà era una nota marca di biscotti che venne fondata solo due anni DOPO il sogno che la menzionava. La sua opera VALIS del 1974 potrebbe trovare la sua fonte di ispirazione dal futuro nel libro di VALLEE del 1975, che descrive gli UFO come un “sistema di controllo”. Dick avrebbe sognato anche una figura riversa al suolo di come venne trovato fra il tavolino e il divano, privo di sensi, dopo il primo dei suoi infarti nel 1982, che successivamente lo uccisero a 53 anni. Quello che più Dick desiderava era un determinismo radicale, che lo assolvesse completamente dalle sue azioni e sensi di colpa, che lo privasse della libertà. Dick, unico fra gli scrittori, era in grado di guardare attraverso le mistificazioni della cultura della causazione lineare. Wargo poi si focalizza momentaneamente su ipotesi derivanti dal nome stesso di Phil Dick, che in un certo senso in inglese suona in modo erotico come “feel the dick” (“senti il pene”) che potrebbe essere simbolico del suo status leggendario di precognitivo, a livello di interpretazione Freudiana. Per Wargo, Dick era un martire del suo stesso nome.

“Time is a sphere, and I have been reincarnated in the same time at which I exist!” —Bachman, Silicon Valley

Poi Wargo cambia argomento e dice nel suo libro che di tutti i film che centrano qualcosa con la precognizione, Arrival del 2016 è quello che “arriva più vicino” ad averci azzeccato qualcosa di sostanzioso. Ma a differenza del passato, il futuro non si esprime in un linguaggio che possiamo chiaramente riconoscere.

Secondo Wargo, il fotone nell’ esperimento della “double – slit” nel suo stato “non misurato” appare come un nevrotico ambivalente che intraprende i due percorsi simultaneamente perché non può decidersi. Questa ambivalenza è letteralmente una sorta di “self – interference” che caratterizza il comportamento osservato della materia ad un livello fondamentale. Quando la funzione onda collassa in qualcosa di definito, è come rendere conscio l’ inconscio (fittizio, metaforico) del fotone. Dove l’ inconscio – era – l’ ego conscio – sarà – . Dove l’ onda era, la particella sarà. Questo mondo di funzioni onda “self – interfering” è essenzialmente l’ inconscio della materia.

Dark matter may be the “missing meaning” of the classical-causal universe, the unconscious of spacetime. (La materia oscura potrebbe essere il “significato mancante” dell’ universo causale classico, e quindi l’ inconscio dello spazio – tempo)

Feynman è stato colui che ha raffinato la fisica quantistica, trasformandola nella più efficiente teoria predittiva mai creata. La sorprendente accuratezza delle equazioni predicono il comportamento statisticamente “random” (casuale) della materia.

Poi Wargo fa ipotesi sul fatto che la luce è veloce così come è perché è la destinazione del raggio di luce che riverbera come influenza dal futuro, accelerando il suo arrivo. Quello che appare come una casualità capricciosa delle particelle è in realtà una flessione sul comportamento delle particelle dalle loro “storie” nel futuro. Il comportamento della materia è quindi tautologico e “time looping”.

Our conscious intent could be unknowingly pulling our meat puppet’s strings from a position dislocated slightly into the future, where the results of the action are already more or less known. (Il nostro intento inconscio potrebbe inconsapevolmente tirare il nostro pupazzo di carne che chiamiamo corpo da una posizione dislocata leggermente nel futuro, dove i risultati delle nostre azioni sono già più o meno noti)
The more an organism feeds its past with useful information, the more constrained its “free will” is. But that sacrifice gives it a marginal survival advantage.
The predestined future includes all your “freely willed” actions that bring it about. There is no escaping the responsibility of action. (Quanto più un organismo nutre il suo passato con informazioni utili, tanto più forzato e ristretto sarà il suo libero arbitrio. Ma questo sacrificio può fornirgli un vantaggio marginale di sopravvivenza. Il futuro predestinato include anche tutte le azioni “liberamente prodotte” che lo rendono realizzato. Non si può sfuggire alla responsabilità della azione)

Quando noi pensiamo di usare il nostro libero arbitrio, in realtà siamo “esseri destinati a” che prendono decisioni sotto il miraggio della incertezza, limitati da firewalls per evitare paradossi. In ogni momento potremmo scoprire come le nostre scelte del presente erano già incluse nel passato e lo hanno spinto a realizzarsi in quel preciso modo. La cura psicoanalitica potrebbe essere la causa retroattiva delle sintomatiche psichiche e le interpretazioni dei sogni potrebbero essere la causa dell’ emergenza di questi sogni. Per Zizek la libertà consiste nella abilità di scegliere le frecce causali che ci hanno spinto alle nostre specifiche azioni, una sorta di engagement ermeneutico con il nostro passato. Quindi consiste nel modo in cui definiamo queste azioni dettate dall’ inconscio. E le azioni nel presente di un individuo potrebbero non solo dare forma al proprio passato individuale, ma anche a quello di altre persone che interagiscono e collaborano con lui.

Wargo ipotizza che adesso si può solo ipotizzare quanto coerenti e profondi gli effetti delle ricerche e degli scritti attuali abbiano avuto sulla letteratura e cultura del passato, e se ci saranno storici e studiosi della cultura nel ventiduesimo secolo, potrebbero ritrovarsi a mappare gli effetti soft subliminali sulla conoscenza e l’ esperienza umana di uno zeitgeist che si muove in modo retrogrado attraverso la Storia.

Wargo poi descrive nel dettaglio un suo vecchio sogno, dove la parte più sorprendente appare essere quella della figura riversa sul suolo, che si connette, in un periodo in cui lui era inconsapevole delle vicende di Dick, non conosceva nemmeno l’ autore e ne aveva letto solo un libro da adolescente, al modo in cui è stato trovato Dick, riverso al suolo e privo di sensi. E anche che, secondo lui, quando sogniamo conoscenti o persone a noi poco note, centra la questione relativa al loro nome. Wargo ritiene che non c’è niente di più triste di vivere una vita credendo che i sogni siano privi di significato e utilità.





Eric Wargo – Time Loops, libro

17 09 2018

 

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Disponibile a 10 euro su Amazon 

Eric Wargo has a PhD in anthropology from Emory University and works as a science writer and editor in Washington, DC. In his spare time, he writes about science fiction, consciousness, and the paranormal at his popular blog, The Nightshirt. Time Loops is his first book.

“I will not be shy. I consider Time Loops to be the most significant intellectual work on a paranormal topic in the last fifty years, since Jacques Vallee’s Passport to Magonia (1969), to be precise. Not only does Eric Wargo show us how strong the evidence for precognition really is–already a major accomplishment. He gives us scientific, psychological, and interpretive tools for thinking about these phenomena in strikingly original ways. In the process–the real stunner for me–he points us toward (or looks back from) the future of knowledge, a future in which the humanities are as crucial as the sciences. Buckle up tight and get ready for the roller coaster ride of your life. And why not? As Wargo shows us with astonishing rigor and humor, these ‘time loops’ may well be our lives.” — Jeffrey J. Kripal, the J Newton Rayzor Professor of Religion at Rice University, and the author Mutants and Mystics and Secret Body and co-author of Changed in a Flash

“Eric Wargo writes with epic breadth, keen observation, deep rigor and–above all–great integrity on a topic of innate controversy. He succeeds gloriously in providing this century’s first historical and analytic overview of precognition and its causes.”
— Mitch Horowitz, PEN Award-winning author of Occult America and The Miracle Club

Time Loops is the definitive inquiry into cases of people who remember their future. Eric Wargo is the Sherlock Holmes of retrocausation.”
— Nick Herbert, author of Quantum Reality and Faster Than Light

“For those who wonder if experiences of precognition are real, or perhaps just coincidences or mistakes of memory, Time Loops provides a well written, balanced overview of the latest scientific interpretations of these mind-bending phenomena. Spoiler alert: Based on an increasing body of experimental evidence, yes, precognition is real.”
— Dean Radin, Chief Scientist at the Institute of Noetic Sciences and the author of Entangled Minds and Real Magic

 

PRIMA PARTE: Profezie e disastri, coincidenze impossibili e prospettiva dal presente / Universo con futuro fisso / Evidenza scientifica per la precognizione / Presentimenti e futuro che influenza il presente

SECONDA PARTE: Catturare le precognizioni, memoria e premoria, termodinamica; fisica quantistica, come costruire un congegno che ” vede ” il futuro ; Tesseract brain / Non solo umani

TERZA PARTE:  I taboo del tempo, psicologia e repressione / desideri e metabolizzazione del futuro nei sogni / traumi, sopravvivenza e il sublime precognitivo

QUARTA PARTE: Vite dei precognitivi / Jung e lo scarabeo / Destino, libero arbitrio e futilità / Ricordare il futuro / P. K. Dick / The Arrival il film , significato e la Creazione del passato   

 

La storia umana interferisce, riverbera e interpenetra se stessa. Se ci sono 3 dimensioni temporali la storia potrebbe addirittura avere volume. Un flusso storico – temporale – causale a loop produrrebbe strani fenomeni e turbolenze.

Se la storia non è lineare il futuro può influenzare il passato. Vediamo il futuro costantemente ma lo interpretiamo come qualcosa di altro. La nozione di tempo ciclico descrive una potente intuizione umana sull’ esperienza di precognizione.

Riarrangiamo il passato costantemente – attraverso la rimodellazione di memorie – e gli diamo una nuova forma simbolica. La memoria seleziona da un infinito magazzino di associazioni quelle che si collegano a eventi veri e producono quelle che in retrospettiva sono impossibili coincidenze o destini.

L’ architettura associativa della memoria è un principio di connessione acausale. Informazioni ed emozioni viaggiano temporalmente indietro nel tempo a partire da una – fonte – che è un evento traumatico o comunque suscitante forti emozioni. Quando eventi reali corrispondono a desideri inconsci le persone reagiscono con emozioni conflittuali fra loro che non riconoscono o processano appieno. Si genera anche in loro fascino ed eccitazione inconscia e quindi la notizia avrebbe una impressione forte su di essi.

Siccome questo fascino esiste sospeso in uno stato protetto di non conoscenza , assomiglia alla funzione onda nella fisica quantistica : non può essere misurato differenziato e localizzato ed è quindi non locale sia nel tempo che nello spazio – questo sentimento è quindi atemporale acausale e contrasta con l’ analisi razionale perché la sua ragione di essere e il suo significato – causa risiede sempre nel futuro.

Sintomi psicoanalitici possono essere causati da un evento futuro che funge anche da cura attraverso una logica a time loop  Secondo JW Dunne – An experiment with time – i sogni premonitori non sono su eventi futuri ma sul modo in cui l’ individuo viene a conoscenza dell’ evento e quindi la reazione all’ evento è ciò che riverbera all’ indietro nel tempo. Funge proprio da principio di connessione acausale a cui Jung attribuiva il suo poco chiaro concetto di sincronicità. I sintomi ( di genere psicoanalitico – emotivo ) sono in grado di trasferire certi pensieri ed emozioni in un posto ” introvabile ” quale è il passato.

Le sincronicità sembrano effetti del passato ma lo sono del futuro, poiché stimolate da un presentimento o premonizione del loro ” imminente arrivo “. L’ esempio dello scarabeo della paziente di Jung è il miglior esempio di ” sintomo ” causato dalla cura. Le nostre intenzioni / emozioni causano effetti nel futuro che diventano le future cause degli effetti presenti.

Le sincronicità sono una ” scusa ” concettuale per difenderci dalla verità delle nostre funzionalità precognitive – bisognerebbe rimpiazzarle con un migliore framework teorico. Siccome l’ informazione viaggia nel tempo amplifica il significato di un evento attraverso un effetto feedback. Le sincronicità sono un mistero fondamentale, sembrano arrangiate e manipolate in un modo che sembra impossibile senza immaginare una intelligenza superiore attiva che si interessa di noi e ci guida e organizza gli eventi – molte persone si sentono comunque a disagio in un mondo di segnali.

Gli archetipi sono un effetto illusorio prodotto dalla nostra incapacità di riconoscere azioni che si autoconfermano rese possibile dalla natura a loop del tempo. Il nostro inconscio riceve costantemente e reagisce a informazioni future senza sapere e senza riconoscere che esse vengono dal futuro perché esso non ha un senso del tempo – le sincro hanno una qualità ricorsiva , frattale e autosomigliante ed è per questo che più se ne riconosce l’ esistenza e più volte si percepiranno le sincro – credere in esse produce sincro che rafforzano la credenza verso di esse.

Viviamo in un mondo che curva e si biforca ed è in loop con se stesso e ciò esercita una forza formante sulle nostre vite e sugli eventi ma non lo riconosciamo siccome viviamo linearmente e siamo scettici – viviamo in un mondo piu vicino alla fantascienza che al “realismo” e per crescere dobbiamo riconoscerlo. Siamo orientati verso una emozione – ricompensa – risultato / premio – una emozione di soddisfazione premiante senza esserne consci. In un mondo di libero arbitrio e di attori consci la precognizione tenderebbe a negare se stessa.

L’ informazione precognitiva produce bolle di storia alternative che sono isolate dalla corrente / flusso di causalità attraverso l’ azione conscia e volontaria del ricevente dell’ informazione futura. Esperienze deja vu potrebbero essere memorie di sogni che accadono allo stesso tempo in cui diventano realtà. Il concetto di sincronicità è destinato ad essere rimpiazzato da uno più coerente ? Quando registriamo una coincidenza stiamo captando l’ emozione provata. Più ci orientiamo verso un certo modo di pensare più riceviamo conferme dello stesso.

E’ la gratificazione che viene suscitata quando il mondo oggettivo conferma le nostre credenze e i nostri desideri e aspettative. Attraverso una logica circolare e self – fulfilling non solo la credenza ma anche il fascino / l’ emozione per la coincidenza ci abilita come pre requisito a beneficiare delle nostre capacità di precognizione. Sono stati fatti test che indicano che le persone estroverse fiduciose e che vogliono richiamare l’ attenzione sono più propense a riconoscere il fenomeno della sincronicità. Quello che riverbera nel passato è la scena di conferma dell’ evento e non l’ evento stesso. Onorare e contribuire ai successi personali della precognizione contribuisce a crearli secondo un effetto feedback. Fenomeni ipnagogici ( visioni pre – sonno ) potrebberoessere risorse di informazione precognitiva.

Il lavoro creativo attrae sincronicità e potrebbe considerarsi come una vera e propria varietà specifica del fenomeno quella derivata dal lavoro creativo. Se viviamo nell’ universo associativo dello sviluppatore di software invece che quello del fisico dello spazio – tempo allora i miracoli non sono più da considerarsi eventi irrazionali – dovrebbe quindi essere creata una nuova teoria dell’ informazione.

Il fatto che le sincronicità riflettono fortemente una logica associativa piuttosto che causale ci indica che non possono essere considerate solamente fattori della realtà oggettiva. La presunzione fisicalista che la coscienza proviene dall’ attività cerebrale non può essere supportata filosoficamente ed empiricamente – per la gran parte le informazioni potrebbero non essere immagazzinate nel cervello come rappresentazioni Il cervello può essere considerato ricevente ( metafora che sta diventando obsoleta? ) come mediatore fra coscienza e gli eventi della realtà fisica – oppure come immagine della localizzazione della nostra esperienza egoica nel campo della coscienza – La neuroscienza del futuro potrebbe arrivare un giorno a capire che il cervello è un sistema ( motore di ricerca ) per trovare l’ informazione richiesta nel campo ( quantum field ) non locale che sarebbe come una registrazione di informazioni o un sistema di accesso come in un sito ( Google ).

Le strutture del tempo e della causalità come ne abbiamo esperienza sono dettate da collegamenti associativi fra informazioni simboliche – tenere eventi che accadono assieme associati l’ un l’ altro è l’ unico modo per preservare un senso biografico e quindi di identità personale. Nel cercare nella memoria per informazioni cerchiamo associazioni fra eventi che operano in modo non logico con metafore , giochi di parole , e artifici letterari e modi di dire figurati nella logica del surrealismo , del mito e del folklore – situati in distinti ambienti spaziali che risultano familiari collegati alla infanzia e agli anni formativi La mente ha accesso al nostro passato cosi´ come si fa con una libreria o una collezione

La precognizione potrebbe essere funzionale e utile solo in caso di esperienza futura che confermi o meno che quanto previsto sia vero o falso. Tutto quello che non sappiamo è quanto abbiamo dimenticato di sapere o dimenticato che potevamo sapere se solo sapessimo come chiederlo Le nostre azioni / intenzioni causano effetti nel futuro che diventano le cause future degli effetti presenti

E se il precognitivo non sta realmente osservando una scena del futuro ma sta producendo un comportamento che ottiene un premio – risultato per essere precognitivo? La precognizione potrebbe non operare direttamente sulla realtà attuale ma sull’ inattualizzato potenziale ( quantistico ) degli stati sovrapposti / sovraimposti prima dell’ osservazione fisica – il “Non Ancora Qualsiasi cosa” rimane inosservato e indeterminato e questo dovrebbe teoricamente rendere grandi porzioni del passato soggette a cambiamento ( dal punto di vista mentale – mnemonico – psicologico )  – dietro la superficie di quel che esiste già deve esserci una vasta riserva di potenzialità inosservata – il futuro quindi non potrebbe esistere là fuori pienamente formato in un preesistente ” regno platonico “.

Secondo Eric Wargo questo suggerisce che questa asimmetria e non chiusura include anche il passato esistito – se la precognizione è un’ interazione con possibilità che interagiscono con effetti reali prima dell’ osservazione fisica potrebbe spiegare i fenomeni precognitivi – ciò che rimane inosservato è quindi indeterminato e ciò renderebbe porzioni del passato ( emotivo – psicologico – mnemonico ) soggette a cambiamento. Se ciò coinvolge alterazione inconscia con il potenziale latente degli stati sovraimposti ( superimposed ) quantistici prima dell’ osservazione fisica potremmo continuamente traversare la ”  zona proibita ” del non ancora creando quindi il nostro ordine e muovendoci verso di esso nascosti sia agli occhi di un ipotetico Dio che a quelli di Heisenberg.

Potremmo organizzare inconsciamente opportunità o ostacoli per noi stessi che potrebbero influenzare il nostro futuro attraverso l’ interferenza con il passato attraverso la nostra attenzione e intenzione / azione. Se viviamo in un universo aperto e non deterministico sogni di eventi futuri che potrebbero accadere non accadono – la precognizione potrebbe essere percepita solo in una ” stretta banda ” al confine della coscienza. Quindi il passato e il futuro influenzerebbero il presente solo dove siamo ignoranti delle nostre vere emozioni – il futuro  deriva il “potere di influenza ” dal fatto di non essere ” visto ” e ” non conoscibile” .

Alcuni artisti probabilmente prendono non solo ispirazione e influenza dal passato ma anche dal futuro preconoscendo i loro stessi libri e non solo, anche i libri di altri che leggeranno in seguito.

Nel mondo letterario la precognizione sembra caratterizzare più spesso scrittori frenetici di livello di qualità non eccellente come scrittori di fortuna e / o esordienti – la precognizione emerge quindi nella concentrazione creativa e sarebbe la cosiddetta musa ( Dick – Robertson – il fumettista Kirby che ha anticipato la faccia su Marte ) La neuro – psicologia del futuro riguardo la precognizione si concentrerà quindi sulla dopamina e i circuiti dopaminergici del sistema di reward ( premio – risultato ) poiché la dopamina è il neuro trasmettitore più associato ai segnali anticipatori.

Le idee si potrebbero diffondere fra contemporanei precognitivamente attraverso condivisioni e convergenze future – persone che non si sono ancora incontrate potrebbero condividere idee attraverso la preconoscenza di interazioni future o dell’ incontro di tali idee sotto forma di libro futuro – gli artisti si potrebbero leggere l’ un l’ altro precognitivamente e si prestano idee attraverso una specie di intangibile ” internet precognitivo ”  Indicatore di ciò è quando l’ elemento presumibilmente prestato da un lavoro del passato / del futuro si trova scomodamente fuori luogo o poco sviluppato a confronto con il lavoro futuro – si nota più spesso negli autori poco apprezzati in vita o non eccezionali oppure sottovalutati per circostanze di carriera.

Jon Taylor ha proposto una teoria molto interessante di precognizione come memoria delle proprie esperienze future, basato su una “risonanza” ( similitudine ) tra gli stati del cervello simili in diversi punti nel tempo. Egli basa questa idea sulla tesi di David Bohm che le configurazioni spaziali simili sono in qualche modo naturalmente collegate attraverso lo spazio e il tempo. La somiglianza delle configurazioni di firing corticale a punti nel tempo differenti potrebbe, suggerisce  Taylor, permettere una tal risonanza ( similitudine ) fra i punti differenti nella timeline del cervello e così produrre gli effetti precognitivi. Questi favoriscono preferibilmente la precognizione degli eventi più vicini piuttosto che più lontani nel tempo, a causa della plasticità in corso (creazione di nuove connessioni sinaptiche) che cambia gradualmente la connettività neuronale. La telepatia limitata inoltre è potenzialmente sostenuta dal modello del Taylor, anche se sarebbe meno comune data la dissomiglianza relativa dei cervelli differenti della gente (la somiglianza dei fratelli  e dei gemelli, fra i quali le esperienze telepatiche sono segnalate comunemente, sono l’eccezione che prova la regola). L’ipotesi di Taylor assomiglia alla tesi di Rupert Sheldrake sulla “risonanza morfica” come base della memoria; la precognizione sarebbe essenzialmente uno specchio futuro-risonante di risonanza della memoria con il cervello passato

La precognizione è solo informazione nella misura in cui può essere confrontata con la realtà, e questo probabilmente cade in una gradazione o categoria. Non ci sono informazioni assolutamente corrette o precognizioni totali, perché allora non ci sarebbe un “fuori” per le informazioni, e nessun modo di sapere che è esistito ; d’ altra parte, all’ altro estremo, le informazioni completamente errate non sarebbero informazioni, soltanto rumore e nessuno potrebbe agire secondo esse.

Il futuro sta esercitando un’influenza onnipresente su di noi, al livello più intimo della materia e dell’energia che ci costituiscono e del nostro mondo. È proprio qui, in questo momento, un tutto avanti indietro di ” onde di marea ” di causalità che è altrettanto importante per dettare il dispiegarsi della natura come lo è  il passato ; è solo molto più oscuro. E la natura permette-e Seth Lloyd lo ha dimostrato- situazioni particolari in cui piccoli pezzi di quella ondata massiccia all’indietro di influenza possono essere utilizzati per informarci di eventi nel futuro.

Ma la precognizione umana non deve essere totale e perfetta, non più di qualsiasi informazione sensoriale è totale e perfetta. Ha solo bisogno di essere “abbastanza buona per il lavoro del governo”, come si dice.

Con miliardi di cellule che eseguono calcoli precognitivi simili, il cervello potrebbe arrivare ad un’adeguata approssimazione, un “rapporto maggioritario” che è abbastanza buono per guidare il suo comportamento.

Se il cervello è un computer quantistico, potrebbe funzionare creando sistemi coerenti di particelle “entangled ” che sono abbastanza isolate, per abbastanza a lungo, che sono in grado di manipolare le informazioni in modi ben oltre ciò che i computer convenzionali possono raggiungere, tra cui l’invio di informazioni coerenti nel passato e l’estrazione di informazioni che arrivano dal futuro.

Prevedo che una qualche forma di negoziazione e di estrazione di informazioni coerenti attraverso il tempo può rivelarsi una funzione di base della corteccia. Il cervello può essere proprio qualcosa come il tesseract di Nolan ( Interstellar ), un organo che è veramente un tunnel attraverso il tempo, che si estende in tutta la nostra vita intera. La precognizione è così fondamentalmente memoria- per esempio nel modo in cui si comporta. Così come possiamo solo ricordare il nostro passato e non il passato altrui, possiamo solo ricordare il nostro futuro.

E oltre ad essere personale, la precognizione è anche associativa – di nuovo, proprio come la memoria. Questi messaggi dal futuro sono di solito obliqui nella loro essenza, quindi poco decifrabili e distorti. Gli unici messaggi precognitivi che “sopravvivono” sono quelli che portano al loro essere inviati indietro nel tempo, in primo luogo. Tra i parametri di tale Tesseract sarebbe una tendenza per i più chiari esempi di precognizione di essere solo consapevolmente riconoscibile dopo il fatto, a meno che non vi è alcuna possibilità di impedire il futuro risultato in cui l’informazione è stata inviata al presente.

L’ ippocampo produce la nostra libreria autobiografica – I sogni sono come i codici a barre dei nuovi capitoli della nostra vita. La precognizione è l’ altra faccia della repressione – che è processo di scambio/ trasporto di dati non voluti nel passato. La precognizione è il processo corrispondente di ricezione della info repressa dal futuro. Precognizione – Apparizione di nuove info senza saperne la causa. La repressione è una causa che sembra perdere il suo effetto perdendo parte della sua influenza.

Siamo specialmente precognitivi verso gli eventi che non vogliamo pienamente affrontare quando accadono. Se il cervello può raggiungere attraverso la propria timeline, l’accesso alle informazioni nel suo futuro e passato, allora potrebbe essere caratterizzato come un processore di informazioni completamente quadri-dimensionale, in grado di utilizzare tutta la sua potenza di calcolo per tutta la sua vita intera, per non parlare di capitalizzare su tutte le altre fantastiche abilità di “qubits”.

Se il cervello è un computer quantistico (o più probabile, un assemblaggio di miliardi di computer quantistici collegati classicamente) — e se così può, in un dato momento, utilizzare tutti i suoi stati attraverso il tempo, così come tutti i percorsi possibili per ottenere la risposta a una domanda di ricerca in memoria-allora non solo le sue capacità precognitive, ma le sue capacità di calcolo in generale sarebbero davvero formidabili. L’idea che il cervello potrebbe essere un computer quantistico che calcola attraverso tutta la sua storia solleva una possibilità ulteriore: che la durata della vita ( se più lunga ) causa  un’ intelligenza superiore, aumentando le risorse di calcolo a quattro dimensioni del cervello dell’individuo.

Questo potrebbe forse fornire una spiegazione alternativa per la correlazione genetica. ” Ho proposto un possibile collegamento quantum-classico nel precedente articolo – fondamentalmente che il comportamento quantistico “precognitivo” nei neuroni influenzerebbe la loro attivazione, innescando associazioni di “memoria” che sostanzialmente corrispondono (o sono coerenti con) a future esperienze/modelli di attivazione del cervello. (ovviamente è molto speculativo.) Non sono sicuro se questo risponde alla tua domanda.

Basicamente, la precognizione/presentimento sarebbe una perturbazione o una deviazione dell’attivazione del cervello in risposta ad una situazione futura non-ancora-attuale. La situazione non esiste ancora, e non è nemmeno rappresentata in/dal cervello, ma un alone di associazioni per l’evento futuro è attivato, e in alcuni casi può preparare la nostra risposta-o semplicemente  ci coinvolge attraverso sogni strani.