Sincronicità, coincidenze, fantasie, precognizioni sul coronavirus

15 03 2020

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https://civiltascomparse.wordpress.com/2020/02/27/siamo-nell-era-della-corona-simbolismi-a-cascata-la-fine-dell-inizio-e-qui-gente/

Versione originale:

https://secretsun.blogspot.com/2020/03/foresight-is-2020.html

Una delle maggiori fissazioni del mio lavoro qui su questo blog è pensare che la “pop culture” non sia solo un inerte, inutile passatempo ma possa essere anche una forma di profezia.
 
E non sono sicuro sia sempre una buona cosa.
Sono sicuro che un mucchio di gente sa del virus chiamato “Wuhan” comparso in un romanzo di Dean Koontz del 1981. Ciò che forse non sa è che il “Wuhan virus” era originariamente chiamato “Gorki virus” e venne cambiato in un’edizione successiva del libro. 
 
Non lo posso dare per certo ma dato che Koontz piuttosto inserito può essere che abbia saputo dell’esistenza di un istituto di ricerca virologica dentro Wuhan quando ha modificato quella parte del suo romanzo
 
Anche solo così, è una sincro interessante.
All’incirca nel 2020 una seria malattia polmonare resistente si diffonde attraverso il globo. Di questa malattia crea anche sconcerto il fatto che improvvisamente sparisce così com’è arrivata, attacca ancora dieci anni dopo per poi scomparire completamente.
Quel libro di Sylvia Browne (“End of days”, “Fine dei giorni”) predice un’epidemia virale nel 2020. So che la Browne è vista da un mucchio di gente come un’ingannatrice, ma dovete ammettere che quel passo del suo libro letto ora fa un po’ impressione.
 
E uno si chiede allora quante altre precognizioni possano trovarcisi dentro
Post del 9 gennaio 2020 in cui Christopher Knowles fa notare una corona intorno alla Luna piena.
Fate questo tipo di lavoro abbastanza a lungo e cominciate ad accorgervi che profezia e preveggenza sono ovunque. Penso che le nostre menti abbiano accesso a punti dello spaziotempo a cui non hanno accesso i nostri corpi e che ognuno si può trovare a estrarre informazioni ordinariamente inaccessibili. 
 
Penso che soprattutto le persone creative riescono a trascendere con le loro menti i limiti che ordinariamente poniamo a noi stessi. Il problema è che di solito le fonti di materiale profetico vengono scoperte soltanto dopo gli eventi profetizzati.
 
Ma una volta che mettete da parte la visione meccanicistica causa-effetto lineare dal passato al futuro con cui siamo stati imbottiti fin dalla più tenera età, vi rendete conto che il mondo ci sta continuamente parlando in un linguaggio che la maggior parte di noi ha dimenticato.
 
Il pittore Giorgio De Chirico, conosciuto per i suoi quadri rappresentanti delle “piazze d’Italia” completamente vuote, somiglianti ai luoghi turistici d’Italia pressoché deserti che stiamo vedendo in questi giorni. Nel 2002 lessi la biografia di De Chirico in cui raccontava anche di come contrasse l’influenza spagnola durante la pandemia del 1918-20.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/01/30/inquietanti-coincidenze-di-centanni-fa-o-previsioni-per-il-futuro/

https://www.google.it/search?q=piazze+d%27italia+giorgio+de+chirico&tbm=isch&ved=2ahUKEwiwxaDZkp3oAhVWt6QKHQq1AQwQ2-cCegQIABAA&oq=%22piazze+d%27italia%22&gs_l=img.1.0.35i39j0i30j0i5i30j0i5i10i30j0i5i30j0i8i30l2j0i30j0i24l2.2887083.2891204..2892605…0.0..0.272.2746.0j10j5……0….1..gws-wiz-img…….0j0i7i30j0i7i5i30j0i7i5i10i30j0i8i7i30.iRaMUCjx-AY&ei=03huXvCPGtbukgWK6oZg

Il giornalista Nicola Porro, il primo volto televisivo ad aver contratto il coronavirus, qualche tempo fa conduceva una trasmissione chiamata “Virus”.
Rocco Casalino divenne conosciuto al grande pubblico dei mass media per essere stato uno dei partecipanti alla prima edizione (quella più storica) del “Grande Fratello” nell’anno 2000, durante la precedente congiunzione Giove-Saturno prima di quella di questo 2020, in cui si ritrova, come portavoce del premier, a essere dentro in pieno nella “task force” scientifico-politica che ha messo in quarantena l’Italia. Nella trasmissione “Grande Fratello” i partecipanti rimangono chiusi in casa, come in quarantena, per un determinato tempo che per gli ultimi due che alla fine si contendono la vittoria arriva fino a 90 giorni.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2013/04/25/e-ne-restera-soltanto-uno-la-parabola-di-pietro-taricone/

Nel 2013 dedicai un post a un altro partecipante alla “quarantena” di quella prima edizione del “Grande Fratello” dell’anno 2000, Pietro Taricone, il quale, dal momento che si contese la vittoria con “la bagnina del lago d’Iseo” (di cui non ricordo il nome), [Cristina Pievani, grazie xxp] rimase dentro la casa fino alla fine dei tre mesi.

In quello stesso post paragonai Taricone all’ “Ultimo uomo sulla Terra”, sia dell’omonimo film con Vincent Price sia dell’omonimo numero del fumetto Dylan Dog, il numero 77 di inizio 1993.

Dylan Dog, ultimo uomo sulla Terra in una Londra dopo la “fine dei tempi”.
Ritrovandosi “ultimo uomo sulla Terra” nel secolo XXIII o XXIV (non mi ricordo), Dylan Dog scopre che nell’anno 2001 il mondo è finito a causa di un’epidemia di raffreddore. Il virus del raffreddore altro non è che un CORONAVIRUS “non nuovo”, anzi ormai così antico e così circolante da tempo che, dal momento che l’umanità ormai ne possiede gli anticorpi e lo riconosce, ha smesso di poter degenerare in una polmonite virale potenzialmente molto pericolosa. Tra l’altro, quell’episodio dell’albo n°77 è connesso alla vicenda della “zona del crepuscolo”, infatti si scopre che Dylan Dog finisce in un futuro remoto proprio perché è stato mesmerizzato come gli abitanti della “zona del crepuscolo”.

Pensate al sincro-misticista Loren Coleman, i cui materiali sono stati da me molte volte utilizzati in questo blog, e il suo “linguaggio del crepuscolo” (così come da lui definito il misterioso linguaggio della coscienza collettiva comune a tutti che si manifesta con le coincidenze.)

E Il Dylan Dogofilo, l’unico canale You Tube interamente dedicato a Dylan Dog e ai suoi albi, ha il suo gestore che ultimamente ha inserito un video in cui dice di essere forse stato contagiato dal coronavirus!

Ora, i lettori di lunga data del blog “The secret sun” sanno che circa due anni e mezzo fa Christopher Knowles, quello di quel blog, ha iniziato a fissarsi su un’ idea avuta circa 30 anni prima. L’idea, assolutamente assurda e ridicola, che una semi-oscura cantante new wave che s’è largamente ritirata a partire dai tardi 1990 sia un’ oracolo dell’apocalisse, se non in effetti L’ Oracolo dell’Apocalisse.
D’ora in poi facciamolo parlare in prima persona.
 
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E’ difficile da spiegare ma più si scava in questa “tana (anzi, tunnel) del bianconiglio” senza fondo, più evidenze si trovano. E anche se inizialmente credevo si trattasse di una folle illusione sostenuta da nessun altro sul pianeta, alla fine sono giunto a sospettare che un sacco di persone molto potenti sembrano essere d’accordo con me e provano — da decenni — a fare gli “apprendisti stregoni” con questa illusione.
 
Eventuali dubbi che avrei potuto avere su questa tesi dichiaratamente sbagliata sono stati spazzati via quando lo scorso autunno ho visto lo spettacolo Massive Attack-Adam Curtis alla Radio City Music Hall ed è stato testimone della più letterale presentazione immaginabile come “oracolo dell’apocalisse”.  di questa altrimenti timida e piuttosto fragile donna di mezz’età.
E conoscendo la storia di potenti ma invisibili forze che provano a capitalizzare i suoi poteri, e vedendo ciò che si sta svolgendo intorno a noi ora, non posso dire di essere rassicurato dal fatto che una delle sue più esplicite profezie (“Five-Ten Fiftyfold”) sembra alludere a un’epidemia influenzale che spazzerà via metà della popolazione mondiale, così come discusso qui.
 
 
Notate che nella prima canzone (“2lood 2itch”) nel loro primo album Garlands, lei chiaramente canta per ben due volte la parola “corona”.
 
Il nome “coronavirus” è derivato dal latino “corona”, derivato a sua volta dalla parola greca che sta per “ghirlanda”, “garland” in inglese. Il nome si riferisce all’aspetto del virus al microscopio, virus che ha un aspetto di una “sfera coronata”, somigliante anche alla corona solare.

http://mondo-simbolico.blogspot.com/2017/05/black-hole-sun.html

E che la parola “corona” è derivata dal greco antico e sta per “ghirlanda”, in inglese “garland”.
 
Aggiungo anche che, tenendo conto dei riferimenti all’essere drogati, il titolo Garlands può essere un riferimento al “Garlands Psychiatric Hospital”, che si trovava a Carlisle,  in Cumbria.
Judy GARLAND, la protagonista ragazzina del film “Il mago di Oz”, citata diverse volte in questo blog anche a proposito della cripto-kubrickologia (#cryptokubrology)
Da un po’ di tempo il blog “The Secret Sun” sta monitorando l’interesse di Bill Gates per “possibili pandemie”, andando indietro fino al post del 2017 “The Microbes Are Ready.” (“I microbi sono pronti”.)
 
Notate che la locandina della conferenza della Fondazione Bill Gates  presenta computer grafiche proprio rappresentanti dei coronavirus.
 
Parliamo di profezia, eh? Chi è che una volta ha detto che il miglior modo di predire il futuro è quello di inventarlo?
 
Ad ogni modo, girano un sacco di voci sull’origine del COVID19 e la sua possibile origine come bio-arma. Buzzfeed è arrivato al punto di bannare il sito di contro-informazione “Zero Hedge” da Twitter per aver semplicemente riportato quelle voci, sebbene non sia esattamente chiaro il motivo di questo ban da parte di Buzzfeed.
Ma adesso il governo cinese sta accusando i militari USA di aver sviluppato il virus, portando a grossi attriti diplomatici. A proposito di questo, lungi da Knowles fornire dichiarazioni definitive.

Personalmente, io sono “fan” della versione che vuole l’epidemia di questo nuovo coronavirus iniziata a novembre-dicembre 2019, essere partita da un pipistrello vivo venduto come cibo al mercato di Wuhan, il quale pipistrello da cui si è sviluppato il nuovissimo virus, fino a poco tempo prima “stava chissà dove dentro una giungla”.

E’ proprio la piena concretizzazione nella realtà concreta della famosa metafora della teoria del caos (affine a quella del “cigno nero”) secondo cui “il battere d’ali di una farfalla può causare uno tsunami dall’altra parte de mondo”.

“Event 201”, un’esercitazione tenuta il 18 ottobre 2019 riguardante una pandemia globale.
Esercitazione condotta il 18 ottobre 2019 sulle conseguenze di una pandemia globale, sotto l’egida di Bill e Melinda Gates.

Ma per quanto riguarda le possibili intenzioni rituali sulla creazione e distribuzione di questo patogeno, ci limiteremo a ricordare DOVE la conferenza dell’ “Evento 201”– quella che ha fatto parlare di “coronaspiracy” — ha avuto realmente luogo.

A pochi isolati di distanza dalla sede in cui “l’Oracolo” aveva eseguito una serie di spettacoli assieme ai Massive Attack e all’apocalittico “tour” di Adam Curtis nell’ottobre 2013. 
 
Pensate un attimo a ciò: con tutti i posti nell’intero mondo in cui quella conferenza-esercitazione poteva tenersi, ha avuto luogo proprio in un hotel a poca distanza da quella sede!
 
Per se stessa sarebbe una coincidenza piuttosto insignificante. Ma nel contesto di tutto il resto, è decisamente folle.

E diviene più folle quando ci si rende conto che a un isolato di distanza dal tempio della “Sibilla” c’è Kate Spade di New York, che di certo ha un ruolo in questo vortice di follia

Visto che sappiamo che il nuovo consiglio di amministrazione di Kate Spade a New York ha un nuovo capo, e il suo nome è LIZ FRASER!

La realtà che pensavate di conoscere è finita. Perciò d’ora in poi dovete pianificare le cose di conseguenza.

Bill Gates, il venerdì 13, lascia la Microsoft per dare priorità alle sue attività filantropiche.

Com’è come non è, chissà perché misi in ballo proprio Bill Gates in un assurdo post di inizio 2013, durante i tempi compresi tra le dimissioni di Ratzinger e le elezioni di Bergoglio, assurdo perché in una telefonata ancora più assurda del post la voce di un tizio che mi sembrò quella di quell’Alì Agca che sparò al papa il 13 maggio del 1981 disse a Piero Chiambretti (in chissà quale trasmissione, penso radiofonica) che lui “avrebbe visto bene Bill Gates come prossimo papa”!…

E potete aver saputo che Tom Hanks e sua moglie sono in quarantena in Australia per essere stati scoperti positivi al Covid19, ma potete non aver saputo che sono stati messi in quarantena proprio a Gold Coast in Australia, luogo che i lettori di lunga data lo ricorderanno per essere stato teatro, nell’inverno 1996, di una nuotata di mezzanotte da parte di colui, chiamato Jeff Buckley, il quale spezzò il cuore della Sibilla Liz Fraser: un tipo di attività (la nuotata di mezzanotte) che l’avrebbe poi portato alla morte il 29 maggio 1997.
 
Penso che gli Hanks saranno ospitalizzati per 17 giorni.
Hanks si trovava nella Gold Coast per le riprese di un film biografico su Elvis: Anche lo stesso Elvis gioca un ruolo chiave nell’eterno psicodramma rievocato in tempo reale dalla Sibilla e dal suo Pastore.
 
Alla fine dell’anno scorso, avevo trasferito tutto questo materiale sulla “Sibilla” in un blog privato ma, sfortunatamente, il blog privato si dimostrò non così privato come avevo sperato.
 
Stava infatti avendo un bel po’ di traffico web non desiderato, soprattutto dal mezzo del nulla assoluto dei deserti della California e del Nevada, così come da una grande organizzazione di cui ho parlato in passato, un’organizzazione conosciuta per impiegare una forza di polizia privata ben più grande della maggior parte dei dipartimenti di polizia normali.
 
Pensate se un’intelligenza artificiale fosse programmata per voler coltivare quante più fragole possibili e così coltivare nulla più di fragole e basta sulla superficie terrestre? Quindi ci sarebbero “Strawberry fields forever”! (“campi di fragole per sempre”, citando l’omonima canzone dei Beatles.)
Sebbene questa non può che essere una “casuale coincidenza”, nientemeno che un luminare quale lo stesso Elon Musk in persona ha postato l’enigmatico tweet di cui sopra solo un paio di ore dopo un mio post su Philip K. Dick (nel mio blog privato) e la sua epifania “Strawberry Fields Forever”, così come la Sophia posseduta dall’intelligenza artificiale nel romanzo di Dick VALIS.
 
Dovrete amare quelle coincidenze.
Elon Musk sta anche avendo un bambino assieme a Grimes, una ben nota fan dei Cocteau Twins.
 
Dovrete amare queste sincro.

Oltretutto, Kate Perry– la cui canzone del 2017 “Tsunami” fu una riscrittura di “Watchlar” dei Cocteau Twins— ha annunciato la sua propria gravidanza con l’attore Orlando Bloom in un videoclip in cui Kate Perry è avvolta da “garlands”, ghirlande (=”corone” dunque, secondo l’etimologia antica greca)

Così come ha fatto Beyonce quando ha annunciato la nascita delle #CarterTwins, nel trentacinquesimo anniversario dell’uscita di Garlands
 
“Love Draught” di Beyonce e stata anche piena di riferimenti ai Cocteau Twins, quasi sicuramente a causa del contributo di The Weekend, grande fan dei Cocteau Twins.
Più recentemente, Janelle Monae si è abbigliata di “Garlands”!
 
Riuscite a vedere questo pattern che si ripete?

Successivamente, nel suo articolo, Christopher Knowles, fa notare altri sincro-legami, i quali però perdono nella traduzione dalla lingua inglese a quella italiana, per esempio il titolo in lingua inuit “Oomingmak” della prima canzone dell’album “Victorialand” dei Cocteau Twins significa “Musk” (ovvero il cognome di “Elon Musk”), che in italiano è “muschio”.

Il titolo della seconda canzone dello stesso album è “Little Spacey” e Knowles fa notare come nel 1986, anno di uscita dell’album, l’attore Kevin Spacey non lo conosceva nessuno al di fuori dei teatri di New York e negli ultimi tempi, sui mass media, si è letto di William Little, il quale ha asserito di essere stato molestato sessualmente da Kevin Spacey.

La cosa che mi fa pensare è che questi patterns notati dal punto di vista di Knowles, personalmente, è come se li riuscissi (moolto vagamente, per ora) a notare anche dal MIO punto di vista, cioè secondo il mio punto di vista della mia ben determinata vita. Noto delle assonanze spaziotemporali in ciò che viene mostrato da Knowles, per esempio riguardanti il mio vissuto in certi determinati anni da lui citati. Devo averlo già accennato in qualche precedente post.

Secondo le interviste, il titolo della canzone strappalacrime “The Thinner the Air” è riportato abbia un riferimento alle difficoltà che la gente ha nel respirare nelle più alte, elevate zone dell’Antartide. 
 
Respirare difficoltosamente è una possibilità che preoccupa moltissimi nel mondo in questi giorni.

Permettete che vi domandi questo: diciamo che state guardando un film — forse di Igmar Bergman o Andrej Tarkowskji o qualcun altro — riguardante un “oracolo dell’apocalisse” e la sua colonna sonora suona esattamente come “The Thinner the Air.” Vi sembrerebbe così strano?

 
Abbastanza interessante, no?

Così, ricapitoliamo: Due LP dei Cocteau Twins venerdì saranno ri-editati. La prima canzone del primo album ha la parola “corona” che si ripete due volte nel secondo verso. Il titolo dell’ultima canzone sull’altro album si riferisce a problemi di respirazione.

 

Ce ne sarebbe ancora da trattare…le cose potrebbero essere ampliate a dismisura, come amo dire al mio collega di blog Teoscrive, probabilmente servirebbe un’applicazione somigliante a quella di un motore di ricerca web per stare dietro a tutte le connessioni possibili.

Concludo citando ancora due cose che Knowles fa notare:

Il riferimento alle cavallette (proprio nell’ultimo mese ce n’è stata una super-invasione in Africa) nella canzone dei Cocteau Twins “In the Gold Dust Rush, e il riferimento a un “invasione di alieni invisibili attorno a noi” nella canzone, sempre dei CT, “Glass Candle Grenades”.

C’è tanto da imparare…





Il paradosso della razionalità

27 01 2019

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Nella mia mente sono scisso … la razionalità mi spaventa e mi aliena, ho la tendenza a pensare in modo così razionale che sento che la vita non ha più nessun senso di esistere e che è una assoluta tragedia … ma da altra parte percepisco anche questa super razionalità come illusoria e generata da una cultura psicotica e paradossale … quando vivi in un mondo paradossale e ancora oscuro e nebuloso in moltissime sue caratteristiche … trovo che pensare che la nostra epoca abbia risposto a tutte le domande sia uno sbaglio grossolano. Da altra parte però spesso temo che sia vero e che davvero non si possa uscire dalla concezione di “ universo orologio “ anche se io difficilmente aggiungerei a questo concetto anche una assenza di Dio, per vari motivi. È una mia debolezza … paradossalmente mi sento più irrazionale quando formulo pensieri e teorie super razionali. Cerco di immedesimarmi in questi super scienziatoni che affermano che l’ Uomo non è realmente cosciente di se’, e per la miseria mi chiedo perché non li rinchiudono tutti in un manicomio, perché come si fa ad affermare una cosa simile e vivere in modo normale? Come mai non li vediamo uscire fuori di testa e fare qualche follia? Purtroppo io ho questa capacità di immedesimazione, riesco a sentirmi proprio come loro e a formulare pensieri affini ai loro pur trovandoli bizzarri e privi di senso, privi di connessione con la realtà del vissuto. 

Ormai spesso mi trovo a pensare al concetto di libero arbitrio, e come sapete le mie scoperte sui cicli storici mi spingono a pensare che il libero arbitrio non esiste o che almeno in gran parte, a livello collettivo non esiste.

Poi leggo che il modo di vedere il mondo come un “ orologio prevedibile “ della razionalità illuminista anti – Dio e anti libertà, è stato superato da cose come la “ teoria del caos “ la teoria della complessità e la fisica quantistica …
Ma allo stesso tempo leggo anche come la fisica quantistica sia una illusione o un fraintendimento, come gli universi paralleli che quasi sicuramente non esistono, perché intangibili.
Qualcuno che ne sa di più potrebbe spiegarmi se sono cose attendibili oppure superate?
Cosa ne pensate sul libero arbitrio? È ancora razionale parlare di libero arbitrio? E l’ universo orologio prevedibile è razionale e realistico?

Comunque, quando penso ad un mondo in assenza di libero arbitrio, la razionalità comincia a perdere di valore e di senso, almeno dal mio punto di vista, e non capisco perché dovrebbe anche coincidere con l’ assenza di un Dio, e non capisco perché i super razionali sono così sicuri che non ci sia Dio …
Okay, i geni, il DNA, ma queste cose non sono spontanee, non si mettono assieme in modo spontaneo …

Io penso che se non c’e Un libero arbitrio, allora siamo come personaggi di un libro, i personaggi di un libro hanno un Dio, il loro autore, lo scrittore de libro, oppure anche ai personaggi dei videogiochi, anche loro hanno un copione e sono prevedibili, ma sono stati creati e hanno un Dio, e persino degli spettatori esterni alla loro realtà, e completamente intangibili.

Però allo stesso tempo allora in assenza di libero arbitrio saremmo praticamente oggetti in balia di qualcosa, qualsiasi cosa essa sia. Ed è abbastanza terrificante.

Quindi insomma, poi leggo che la concezione dell’ universo orologio è – rassicurante – e il determinismo è – rassicurante – ma io non so dove trovino tutta questa sicurezza e accettazione … io vivrei meglio in un mondo imprevedibile e caotico.

D’ altra parte la nostra vita è un paradosso perché noi percepiamo la nostra vita sempre come l’ unica, sempre imprevedibile, non sappiamo mai cosa accadrà fra 2 minuti ma magari possiamo prevedere un evento attraverso un ciclo storico.
Anche questa cosa, poi, dei cicli storici, okay, è arbitrario come concetto, ma perché, perché accidenti funziona? Se fosse falso non funzionerebbe, e non sarebbe possibile trovarne nemmeno uno, nemmeno sforzandosi. E invece ne troviamo, e più di uno.

Insomma, come facciamo a razionalizzare l’ assenza di libero arbitrio in un mondo che ci fa sentire esattamente come se prendessimo noi ogni decisione?

Che valore ha la razionalità dal punto di vista di un super razionale? Come affronta la sua vita un super razionale?

Anche questa cosa della diffusione dell’ ateismo, a me sinceramente spaventa, io ho questa debolezza, quando penso ad un ateo convinto faccio subito la connessione ai serial killer, perché dal mio punto di vista ogni serial killer, ogni persona capace di uccidere è necessariamente atea, anche se spesso non è così, io percepisco così.

Quindi magari la religione è irrazionale, è da sradicare, chissà, ma io avrei più paura a vivere in un mondo privo di religione, perché tale mondo spegnerebbe il valore di ogni vita. Perché allora vuol dire che il bene e il male non hanno senso, e “ tutto è lecito “.
Quindi se la natura di una persona è maligna, allora è lecito soddisfare le sue esigenze assassine …
Una volta sono capitato su una intervista al padre di un cannibale …tale padre aveva inculcato al figlio l’ ateismo spinto e l’ evoluzionismo … e si è ritrovato un figlio cannibale, convinto che la vita non avesse valore, e che le sue esigenze fossero lecite perché lo dice la natura.

Capite, viviamo in un mondo paradossale, e la razionalità non aiuta a capirlo.

perche’ gli Atei si riproducono? Non è una situazione assolutamente egoista portare al mondo una persona che poi necessariamente dovrà morire, che senso ha fare un figlio in un mondo ateo, che è un mondo dove la nascita equivale alla morte? Sinceramente quando penso in modo ateo, che attenzione, la mia è tutta immedesimazione siccome non ci riesco proprio ad essere ateo, trovo assurdo voler fare figli, e portarli in questa trappola mortale.

Ultimamente, quando gioco a certi videogiochi, sento anche un po’ di alienazione, anche perché ormai ci inseriscono pure la religione, e la religione in un videogioco sinceramente mi disturba, perché quando guardi dei personaggi pregare senti immediatamente come la religione in se’ possa non avere alcun significato …io penso dovremmo evitare di inserire la religione nei videogiochi, proprio come si evita di inserirla in certi fumetti …

Eppure la religione è necessaria in un certo senso, e trovo sbagliato etichettarla come malattia mentale, perché a tutti gli effetti è una caratteristica innata dell’ uomo e una esigenza naturale, e poi a tutti gli effetti “ siamo programmati per credere “ e ho letto un articolo dove la percezione della presenza di Dio è equiparata alla sensazione del gusto …
Come puoi negare che la sensazione del gusto esiste?
Allo stesso modo come puoi negare quella sensazione della presenza di Dio o chi per lui?
Puoi negare il gusto? Se trovi che una torta è gustosa, è irrazionale pensare così?

Comunque capisco perché i super razionalisti hanno un problema con l’ ipotesi di Dio. Dal loro punto di vista un Dio potrebbe essere, o qualcuno che non interviene e che non aiuta e che ci scarica con la morte e tanti saluti, oppure qualcuno che ci manovra e possiede completamente, oppure come dicono i credenti nella teoria della simulazione …
Che viviamo in un ambiente dal quale non possiamo uscire e che viviamo in una realtà molto simile ad un videogioco …
Qui ci sono due varianti, chi crede che siamo come in Ready Player One, che quindi siamo avatars in una realtà virtuale e che il nostro vero corpo e la nostra vera coscienza sia altrove …e che possiamo accedervi eventualmente dopo la morte.
E chi invece crede che siamo proprio personaggi, e che magari viviamo la nostra vita continuamente, in modalità e scelte diverse, in un continuo ritorno …e che siamo virtuali al cento per cento.

Comunque, io sinceramente mi chiedo come fanno quei super scienziati che affermano che l’ uomo non è realmente cosciente e che la coscienza di se’ sia una illusione, come fanno a vivere la loro vita normalmente. Io trovo che questi pensieri siano da malati mentali.

Ma da altra parte, chi davvero è malato, e chi davvero è razionale? Un po’ come i transgender …se hanno ragione loro non sono malati, se si sentono diversi non sono necessariamente psicotici, siamo noi che siamo stupidi e superstiziosi e invece loro sono più razionali di noi …

E quindi chi è una persona razionale e chi invece non lo è? È davvero così semplice dire che un religioso e’ irrazionale e un ateo è sano? E se fosse il contrario?
E se fosse questa idea di super razionalità ad avere i caratteri di una malattia mentale?

Io vi posso dire, a me preoccupano assai di più i super razionali piuttosto che i religiosi, mi sembra che i primi abbiano maggiore potenzialità di passare oltre ogni moralità …

Sono ancora convinto che ogni ateo sia anche necessariamente potenzialmente pericoloso per via della sua filosofia di vita fatalista e potenzialmente permissiva di tutti i mali …
Scusate se è offensivo, ma io la penso così …





L’umile clessidra diventa un laboratorio per fisici esotici

17 06 2018

Oggi civiltascomparse vi presenta un breve interessantissimo estratto da un vecchio articolo del blog di David Wilcock risalente a più di undici anni fa.

L’UMILE CLESSIDRA DIVIENE UN LABORATORIO PER FISICI ESOTICI

Sebbene ciò possa suonare bizzarro, alcuni scienziati hanno per davvero compiuto delle simulazioni al computer su come si muovono le particelle di sabbia dentro una clessidra.

Essi hanno calcolato la posizione di ogni particella, dove è più facile che si muoverà in seguito, e quanto veloce questa particella si muoverà per raggiungere un determinato punto.

Mano a mano che il sistema diventa sempre più instabile, all’improvviso tutte le particelle si fondono misteriosamente in un Tutto.

Essi non sono più granelli di sabbia separati — Essi ora sono Uno.

Dopo che questa (ahem) CONVERGENZA avviene, non è possibile in alcun modo per il computer predire la posizione, la direzione o la velocità di movimento di ogni singola particella.

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Tutto ciò che gli scienziati sanno è che avviene come una piccola valanga, e le particelle della clessidra si RI-ARRANGIANO spontaneamente, in un livello di ordine più elevato.

L’ INTERO SISTEMA si trasforma in qualcosa di più sofisticato, di più avanzato.

Il sistema si comporta come un organismo vivente [https://civiltascomparse.wordpress.com/2012/12/30/igor-sibaldi-al-rotary-club-parla-della-civilta-come-essere-vivente/], e impara dal suo proprio passato.

Pensate al 2012 [https://civiltascomparse.wordpress.com/2008/12/15/il-punto-del-caos/] [ma ora sappiamo bene che non era stato l’anno giusto :-)]… e voi potreste non essere così creduloni così come i vostri amici, familiari, vicini, colleghi e animali domestici crederebbero.

Voi potreste solo stare vedendo l’approssimarsi di un definitivo Strano Attrattore  [https://civiltascomparse.wordpress.com/2016/05/01/teoria-del-caos-e-complessi-psicologici-di-iona-miller-1991/]  — un termine proprio della teoria del caos  [https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/03/21/la-speranza-nellattesa-del-caos/] — Strano Attrattore sta per giungere nel [nostro] spaziotempo.

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E ricordate… OGNI MEMBRO di questo sistema potrebbe diventare SINGOLARMENTE PIVOTALE nel modo in cui riforma [l’intero sistema]

{Ciò significa TU.}





Teoria del caos e complessi psicologici, di Iona Miller, 1991

1 05 2016

 

C’è una similarità tra gli “strani attrattori” della teoria del caos e la nozione junghiana dei complessi psicologici, qualcosa che può essere più di una metafora. Un complesso è un gruppo di rappresentazioni inconsce che suscitano sensazioni ricche di significato. E’ una sorta di collettore del simbolismo tutto collegato a uno stesso archetipo, variazioni su un tema avvolti nelle infrastrutture della nostra mente subconscia. Gli attrattori esibiscono la loro capacità interattiva nella psiche, dimostrando il loro attrattivo o seduttivo potere come fenomeni, idee, teorie, umori e comportamenti. La metafora scientifica fornita dalla teoria del caos ci permette di descrivere la psiche in termini congruenti con la realtà fisica come attualmente intesa nei SCD (sistemi complessi dinamici).

 

Che le persone dovrebbero soccombere a quelle immagini eterne è del tutto normale, in effetti è ciò per cui sono fatte quelle immagini. Esse sono fatte per attrarre, per convincere, per affascinare e sopraffare. Sono create dalla massa primordiale di rivelazione.

C.G. Jung.

 

Se la carica di uno – o più – dei “punti nodali” diventa così potente che “magneticamente” (agendo come il nucleo di una cellula), attrae tutto a se stessa e così confronta l’ego con un’entità aliena, divenuta autonoma – allora abbiamo un complesso —

Jolande Jacobi

 

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Secondo il mito greco classico, solo il Caos esisteva all’inizio. L’ “Impero del Caso” alla fine ha prodotto Gea, il profondo respiro della Terra, detto anche Materia. Per necessità d’esistere, anche la forza di attrazione è dovuta comparire  (Eros). Urano, il cielo stellato, l’impulso evolutivo, è figlio primogenito di Gea.

In altre parole, la prima discesa della materia sulla soglia dell’esistenza concreta, proveniva da una matrix caotica. Il Caos, le fauci spalancate dello spazio aperto, è un principio cosmico puro. Questa trinità cosmica di caos, materia e attrazione è al centro della teoria del caos, il campo dei sistemi dinamici complessi (SDC).

Proprio come l’antico pantheon ha contribuito a orientare i Greci come un punto di vista fondamentale, i SDC forniscono gli strumenti per la costruzione di mappe cognitive le quali funzionano in un modo pratico per avvantaggiarci nella nostra evoluzione. I SDC ci forniscono fenomeni, modelli e metafore come il caos deterministico, gli “strani attrattori”, la turbolenza, l’estensione pieghevole dello spaziotempo, e i fenomeni non lineari.

Diversi psicologi junghiani, in particolare Ernest Rossi, hanno osservato che la nuova scienza della teoria del caos, con i suoi strani attrattori, è indicativa di alcune delle più basilari affermazioni di Jung sulla psiche. In realtà, essi hanno notato come il concetto di “strani attrattori” è l’ archetipo nella sua essenza.

Nelle scienze in generale, questo concetto di attrattori caotici ha preso la caratteristica di un archetipo attivato nell’inconscio collettivo. Ancora una volta, l’attrattore mostra la sua capacità auto-iterativa dimostrando il suo attrattivo o seduttivo potere come un fenomeno, un’idea o una teoria. I sistemi caotici mostrano certe caratteristiche come i cicli complessi di feedback, l’ auto-organizzazione, un comportamento olistico, l’ imprevedibilità intrinseca. Molti di questi descrittori qualitativi si applicano direttamente alle concezioni di Jung sulla psiche.

E’ facile cominciare tratteggiando analogie col suo concetto del sé, i complessi, gli archetipi e gli effetti apparentemente caotici che infondono sull’ego e i suoi concetti di controllo e ordine. Jung giunge alle sue teorie della psiche attraverso osservazioni empiriche di prima mano sui suoi pazienti. Egli condivide un interesse nelle sue speranze, sogni, problemi, sistemi di credenze e miti che danno i loro significati di vita.

Jung ha fiducia nella sua percezione dei fenomeni psicologici quando delinea le caratteristiche dei sistemi complessi dinamici da noi chiamati psiche. La complessità della psiche riflette non solo gli argomenti della salute mentale e del benessere. Ancora più fondamentalmente riguarda direttamente gli argomenti della sopravvivenza e dell’evoluzione. Un sistema complesso è più creativo e flessibile nel risolvere tutti i problemi che la vita ha da offrire.

Heinz Pagel, nel libro I sogni della ragione, suggerisce che la scienza ha snobbato le relazioni di base tra il caos, l’ordine e l’evoluzione: i sistemi complessi mostrano un ordine più spontaneo di quanto supporremmo e che la teoria evoluzionistica ha ignorato. Ma questa consapevolezza inizia solo a dare forma al nostro problema…Adesso il compito diventa molto più ostico, perché dobbiamo non solo dare un’immagine alle proprietà di auto-ordinamento dei sistemi complessi, ma anche provare a capire quanto tali interazioni di auto-ordinamento guida, consente, costringe e interagisce con la selezione naturale. Vale la pena notare come questo problema non sia stato mai affrontato.

Lo psicologo Abraham Maslov descrive il processo di sviluppo degli esseri umani come una serie di risalite periodiche che iniziano con  problemi di sopravvivenza di base e culminano con l’auto-realizzazione. La capacità di eseguire il proprio libero arbitrio aumenta in modo esponenziale. Questo perché l’energia e la libido, precedentemente avvolte in schemi bloccati, diventano disponibili all’ego per utilizzarli come meglio crede.

Malgrado il fatto che Jung avesse un profondo desiderio nel vedere una specie di “teoria del campo unificato” tra la fisica e la psicologia, continuò a supportare le sue proprie osservazioni, piuttosto che restringerle alle limitate metafore scientifiche del suo tempo. Le scienze fisiche non si erano ancora nemmeno avvicinate ai concetti junghiani. La sua visione della psicologia profonda basata su ARCHETIPI (leggi “ATTRATTORI”) sfugge al letto di Procuste delle vedute limitate della fisica.

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Finalmente, le nuove scienze  forniscono qualche giustificazione alla sua idea che la psiche non è differente dalla materia. Nel loro articolo “Pensiero junghiano e sistemi dinamici” (PSYCHOLOGICAL PERSPECTIVES, Spring 1989, Vol. 20, #1), May e Groder riassumono la caratteristica principale delle idee di Jung che si collegano alla teoria del Caos: la descrizione junghiana dei fenomeni psicologici è molto simile alle descrizioni dei sistemi provenienti dalla nuova scienza del caos…Jung descrive regolari e ricorrenti forme qualitative (archetipi) contenute nelle interazioni umane; egli sottolinea la natura polare interazionale dei fenomeni umani (anima/animus – ombra/luce); e nota il potenziale per schemi di eventi correlati in un modo oltre l’immediata relazione causa-effetto. Uno dei più grandi contributi di Jung fu il suo insistere sulla validità di tali fenomeni davanti alle restrittive metafore scientifiche del suo tempo. Caos e sistemi dinamici adesso forniscono termini di scienza “dura” che si adattano e supportano le osservazioni di Jung.

La metafora scientifica fornita dalla teoria del caos ci permette di descrivere la psiche in termini congruenti con la realtà fisica come attualmente intesa. Essa fornisce una metafora comprensiva per unificare la realtà fisica, emozionale, mentale e spirituale. Ciò ricorda molto da vicino le parole di Ermete Trismegisto, “Così in alto così in basso”; essa fornisce un ponte per dispiegare il “Paradiso in Terra”, un mezzo per manifestare e radicare energia spirituale, che non mira solo a creare ma anche a guarire.

Un fondamento empirico è essenziale per ogni filosofia di vita ben radicata nella realtà e per una realistica visione di sé. Ci aiuta a evolvere fuori dalla divisone corpo-mente/natura-spirito instillata durante l’era della scienza meccanicista. Le grandi menti, come quella di Jung, si sono mosse in questa direzione, aspettando che la scienza li raggiungesse prima o poi.

La coscienza può essere un campo onnipervasivo, ma la consapevolezza può essere immaginata più come una torcia che può selettivamente mettere a fuoco aree differenti. Si può ampliare il raggio ed espandere l’auto-consapevolezza e includere sempre più coscienza attraverso esperienze di psicoterapia, meditazione e la comprensione mentale della natura fisica della realtà.

La meccanica newtoniana è ottima per descrivere il movimento dei pianeti e dei sistemi stellari. La meccanica dei quanti, con la sua incertezza intrinseca, la non località e la sua “confusionarietà”, descrive i misteri del regno subatomico. Gli esseri umani sicuramente partecipano in entrambe le scale, ma piuttosto che solo macro e micro sistemi, abbiamo bisogno di uno che si adatti alla scala umana. Tale modello ha bisogno di essere compatibile con le capacità umane e le esperienze.

In questa gamma mediana (mesocosmo) sembra che il caos regni supremo. Vediamo il caos nelle varie forme del movimento turbolento e nella naturale crescita in natura. Lo vediamo nel volo degli uccelli, nei semi del girasole, nelle rapide del fiume, nei modelli climatici, e in molto altro. E lo vediamo nei nostri destini. Possiamo anche trovare qualche significativo principio ordinativo in quel caos che chiamiamo divino.

Questo modello di caos, intuitivo e propositivo, è forse un aspetto sottostante al concetto di karma. Può non apparire a un individuo perché certi tipi di esperienza vengono, ma sembra esserci un sottostante ordine e proposito, anche se può rimanere inconscio. Le scelte implicite nel libero arbitrio insite nei sistemi caotici sembrano avere qualche responsabilità sull’ego in evoluzione. Un atto di libera volontà rappresenta la comprensione razionale a partire da esperienze passate, interessi personali e potenziali ricompense.

La teoria del caos ci dà un linguaggio matematico visuale per la creazione di strani grafici attrattori in sistemi dinamici, che possono essere applicati nella psiche individuale o nelle relazioni interattive. Tale tecnologia è già stata applicata al comportamento umano. Ordine e caos nel campo emozionale sono stati studiati da matematici e studiosi della psiche. I loro studi [vedi “Psychology today”, maggio 1989, pag 21] han prodotto modelli del comportamento caotico e instabile di una persona in comparazione col suo comportamento stabile. Il comportamento stabile può essere immaginato come il cielo, quello instabile come montagne, con piccole tasche o “grotte” di serenità dentro di esse.

Secondo Jerome Sashin dell’ “Harvard medical school”, “Se impedissimo allo stato mentale di una persona di cadere in una di queste caverne, il suo comportamento si stabilizzerebbe”. Forse la cura dei sogni, attraverso il caos, è la strada più breve qui. Spesso si va direttamente dentro le “grotte” simboliche.

Anche la malattia mentale può riguardare i fenomeni di attrattori strani nel cervello o nel campo emotivo. Alcuni ricercatori ritengono, per esempio, che un certo numero di disturbi mentali, come la malattia maniaco-depressiva e la schizofrenia, si verificano quando i sistemi regolatori biologici cessano di funzionare al loro normale punto fisso, e cambiano improvvisamente in un altro punto stabile, ma anormale. Nella teoria del caos, quando un attrattore scompare a causa di improvviso cambiamento catastrofico, il sistema diventa senza struttura e sperimenta un periodo di “caos transitorio” prima che venga trovato un altro attrattore. Infatti si possono  sperimentare delle crisi d’identità durante i maggiori passaggi della vita.

Forse non è un caso che la teoria dei complessi di Jung condivide una relazione semantica ed essenziale con la dinamica dei sistemi complessi. Sia i complessi che gli archetipi funzionano come strani attrattori, disegnando numerose associazioni attorno a sé. Questi punti di connessione psichica sono strumenti nella fondazione di sistemi di credenze, risposte emotive e comportamento. Ogni archetipo ha i suoi parametri, ma all’interno del  mito vi sono una miriade di possibilità confuse che vengono riprodotti attraverso la personalità apparentemente a caso, almeno per un osservatore casuale. Eppure ognuna ha il suo scopo e il suo caratteristico aspetto.

L’attivazione di un MITEMA in una vita viene decodificato notando i suoi effetti corrispondenti, nei sogni e nello stato di veglia. Il mito personale, o mitema, di un individuo, potrebbe essere concepito come un attrattore caotico attivato. In un altra fase della vita, l’attenzione potrebbe cambiare per gli altri. Qualche volta queste transizioni avvengono in modo abbastanza liscio, altre volte in maniera competitiva, altre volte catastrofica, gettando via la vecchia struttura in una maniera incontrollabile.

L’ego può soffrire grandemente da questo essere come strappato da profonde forze interiori, specialmente se non ci sono abbastanza informazioni e quindi non si può ottenere significato dall’esperienza. Per qualcuno, l’interruzione può portare a una rottura psicotica, mentre ad altri apre le porte a una nuova libertà e a un senso espanso del sé e della creatività. Ci sono molte domande che sorgono dentro il modello di sviluppo umano basato sulla teoria del caos.

Possiamo congetturare sul perché si formano certi attrattori o complessi. Veramente, non sappiamo perché alcuni emergano e altri rimangono sullo sfondo. Ma sappiamo che quando due o più sono in competizione per differenti comportamenti e attitudini, la risultante scissione psichica può essere dolorosa, facendo partire un profondo conflitto che può non essere semplice da risolvere. La libera scelta può essere un fattore, ma le nostre scelte sono limitate dalle nostre attitudini concernenti ciò che crediamo sia possibile per noi. L’unica soluzione è quella di immergersi a livelli più profondi, alla ricerca di trasformazioni rivoluzionarie, un salto quantico in consapevolezza.

Il primo passo è capire come questi attrattori che ci riguardano abbiano a che fare coi nostri complessi personali, le nostre esperienze distorte del nostro grezzo potere archetipico.

Ci sono certi ovvi paralleli tra gli strani attrattori e i fenomeni psicologici dei complessi. Il complesso è un sensitivo-sensoriale gruppo di rappresentazioni nell’inconscio. E’ una sorta di collettore di simbolismi tutti connessi allo stesso archetipo, variazioni sul tema, avvolte nell’infrastruttura della nostra mente subconscia. I complessi possono essere “cablati” nel nostro sistema psichico. Noi non siamo mai potuti esistere senza di loro e i loro vari gradi d’influenza. I complessi consistono non solo nei significati ma anche nei valori, e ciò dipende dall’intensità del tono sensoriale, secondo Jung. Tutti loro possono mostrare sintomi psichici e somatici, e combinazioni dei due.

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Un complesso inconscio agisce come un secondo ego in conflitto con l’ego cosciente, un alter ego. Questo conflitto piazza l’individuo in mezzo a due verità, due correnti contrastanti della volontà, minacciando di strappare loro in due. Un complesso può inghiottire o sopraffare l’ego attraverso una parziale o totale identificazione tra gli ego e il complesso. Un complesso può manifestarsi sottoforma di spiriti, suoni, animali, figure ecc. Un profondo conflitto inconscio può apparire come la visione di un UFO o anche un rapimento o qualche altro fenomeno psichico. Si tratta di una specie di chiamata iniziatica al Mistero. L’ego può prendere diverse attitudini verso il complesso:

  1. Totale inconsapevolezza della sua esistenza
  2. Identificazione
  3. Proiezione
  4. Confronto

Ma solo il confronto, o l’empatica identificazione conscia, può aiutare l’ego a venire alle prese con il complesso e portare alla sua risoluzione. Andare avanti e indietro tra l’ego e il complesso genera polarizzazione. Per Jung, i complessi erano i “nodali o focali punti della vita psichica, che non dovrebbero essere assenti, perché se lo fossero l’attività psichica verrebbe a un punto morto”. Essi costituiscono questi “punti nevralgici” nella struttura psichica, ai quali si aggrapperanno elementi indigesti, inaccettabili, elementi di conflitto.

Portare i nostri complessi è di solito un peso doloroso e imbarazzante. Ma il fatto che essi siano dolorosi non prova che siano anche disturbi patologici. Noi patologizziamo sempre ma fino a che punto e come agiamo su questo? Tutti gli esseri umani hanno complessi. Essi costituiscono la struttura della parte inconscia della psiche e sono la sua normale manifestazione. Dal punto di vista del comportamento, i tratti della personalità sono strani attrattori.

Jung afferma che “i complessi rappresentano ovviamente un tipo di inferiorità nel senso più ampio — una dichiarazione che devo subito qualificare dicendo che avere complessi non significa necessariamente indicare inferiorità. Significa solo che qualcosa di incompatibile, non assimilato e conflittuale esiste — forse come un ostacolo, ma anche come uno stimolo per maggiori sforzi e così, forse, come un’apertura a nuove possibilità di realizzazione”.

Jung ha anche ritenuto che certi complessi sono tratti interamente da una situazione reale, sopratutto quelli che appaiono nella crisi spirituale di mezz’età. Di qualcuno di questi complessi non se n’è mai avuto consapevolezza precedentemente. Essi crescono dall’inconscio e invadono la mente conscia con i loro bizzarri e inaccettabili impulsi. Interferiscono coi complessi dell’ego e la funzionalità. Jung credeva anche che certi complessi sorgono in seguito a stressanti e dolorose esperienze di vita. Quando sperimentiamo un trauma questo può diventare un complesso.

Questi complessi inconsci sono di natura personale. Sono una fonte di stress subliminale post-traumatico. Ma ci sono anche altre, autonome sub-personalità, che provengono da una fonte che non ha nulla a che fare con la nostra vita quotidiana. Essi hanno a che fare con i profondi irrazionali contenuti della psiche –di cui in precedenza non si ha mai avuto consapevolezza. Jung li nominava “ombra”, “anima/animus” e il sé.

A differenza dei contenuti dell’inconscio personale, che sembra “appartenere solo a noi”, i contenuti dell'”inconscio collettivo” ci sembrano alieni (Non-io), come se ci invadessero dal di fuori. La reintegrazione del complesso personale ha l’effetto di rilasciare e spesso di guarire, mentalmente e fisicamente.

Ma l’invasione del complesso dalla psiche collettiva profonda è un disturbante, anche minaccioso, fenomeno. Il parallelo con le credenze primitive nelle anime e negli spiriti è ovvio. Ciò è da dove vengono queste energie e queste immagini. Le anime corrispondono ai complessi autonomi dell’inconscio personale. Gli spiriti a quelli dell’inconscio collettivo. In psicoterapia, solo un certo numero di complessi, che variano a seconda degli individui, possono essere resi consci. Nessuno potrà mai afferrare l’intero contenuto della psiche o del sé. Tentare una cosa simile sarebbe più che qualcosa di “supereroico”, un errore dell’ego. E’ qualcosa di troppo grande da prendere in considerazione.

I restanti complessi continuano a esistere come “punti nodali” o “elementi nucleari” che appartengono alla matrix eterna di ogni psiche umana. Essi rimangono potenziali e non si sviluppano nel mondo oggettivo. Sebbene l’energia psichica operi continuamente, funziona come funzionano i quanti che, nella nostra comparazione sono i complessi: numerevoli piccoli incroci di una rete invisibile.

Secondo Jung e Jacobi, proprio qui, in questi incroci, distinti dallo “spazio vuoto”, è concentrata la carica energetica della psiche collettiva, la quale in un certo senso agisce COME IL CENTRO DI UN CAMPO MAGNETICO. Se la carica di uno, o più, di questi “punti nodali” diventa così potente da ATTRARRE “MAGNETICAMENTE” (agendo come il nucleo di una cellula) OGNI COSA A SE’,  a questo modo l’ego è come a confronto con un’entità aliena, una “scheggia di psiche” diventata autonoma–e quindi abbiamo un complesso.

Se tale entità si esprime attraverso imago trans-personali mitiche o universali, esse sono originate dall’inconscio collettivo. Se essa è contaminata da materiale individuale e personalistico, se appare come un conflitto personalizzato, ha origine dall’inconscio personale. In definitiva, i complessi hanno: 1) due tipi di radici – traumi infantili o eventi e conflitti reali; 2) due tipi di natura – patologica o sana; 3) due tipi di espressione – bipolare, positiva e negativa.

I complessi, come strani attrattori di una non definita energia psichica, sono in realtà proprio le generiche e dinamiche strutture della psiche. I complessi stessi sono essenziali, componenti sani della psiche, non sono “scherzi del destino”. Ciò che proviene dall’inconscio collettivo può essere intenso, ma non è mai “patologico.” Tutti i nostri malesseri provengono da disturbi dell’inconscio personale. Ed è proprio qui che i puri complessi vengono tinti dai nostri conflitti individuali.

Quando il complesso viene purificato dal bagaglio emotivo dell’espressione personalistica, il suo puro, vero, centro archetipico brilla e traspare. Il personale è sovrapposto al transpersonale, ma ciò può venire cambiato dalla psicoterapia, aumentando la consapevolezza cosciente, e quindi il cuore o nucleo archetipico si mostra attraverso. Quando il conflitto sembra irrisolvibile per la consapevolezza, quando i suoi desideri sono continuamente ostacolati, noi spesso scopriamo che è il contenuto della psiche collettiva a essere intrattabile. Se un complesso rimane solo un più o meno grande strano attrattore nelle psiche collettiva, se non viene gonfiato con troppo bagaglio personale, allora di solito è qualcosa di positivo. Funziona come una cellula che fornisce energia, da cui fiorisce tutta la vita psichica. Ma se è sovraccaricata, finisce per essere qualcosa di negativo, sottoforma di nevrosi e psicosi.

Erich Neumann commentò in Origini e storia della consapevolezza: “Noi possiamo vedere nei casi patologici, nelle idee fisse e compulsive, manie e anche stati di possessione – e anche in ogni processo creativo dove il lavoro assorbe e drena tutti i contenuti estranei, come un contenuto inconscio attira tutti gli altri a se stesso, consumandoli, subordinandoli e co-ordinandoli, formando con essi un sistema di relazioni da esso dominate. Quando la mente conscia non può far fronte a questi contenuti, il risultato è frammentazione, disorganizzazione, disintegrazione — caos.”

Il ruolo del complesso è determinato dalla sua interazione con la mente cosciente, quali stati essa crea, se non lo si capisce, la personalità viene destabilizzata. Ma comprendendolo, il complesso apre la possibilità di riposizionarsi a un altro livello. Ci vuole comprensione e dunque assimilazione e integrazione del complesso per placare la sua energia distruttiva. In caso contrario, la mente cosciente cade vittima di una regressione ed é inghiottita dalla psiche profonda. Torna al punto di partenza della ricerca dell’eroe: l’uccisione del drago. Il pericolo, l’ansietà e lo stress prodotti durante un confronto con i complessi della psiche transpersonale, che possono creare una personale catastrofe.

Il caos catastrofico, di solito porta a ciò che viene chiamata una biforcazione o scissione dell’energia in due direzioni diverse. L’esperienza può essere sconvolgente. Ma talvolta la regressione aiuta il processo di evoluzione e porta a una creativa trasformazione e rinnovamento del sé. Dunque, il beneficio potenziale fa che i rischi valgano la pena. Può portare alla creatività espressiva e anche artistica.

 

Riferimenti:

PSYCHOLOGICAL PERSPECTIVES, Vol. 20, Number 1, Spring-Summer 1989.
COMPLEX, ARCHETYPE, AND SYMBOL, Jolande Jacobi, Princeton University Press, 1959.
THE ORIGINS & HISTORY OF CONSCIOUSNESS, Erich Neumann, Princeton University Press, 1954.

http://holographicarchetypes.weebly.com/archetype-attractors.html