Inaugurazione della ” Domenica della lettura ” – Un nuovo progetto del blog – PSYCHOSIS Cap 1 e 2

2 03 2019

Visualizza immagine di origine

Da oggi si apre un nuovo filone del blog Civiltà Scomparse, del quale sono co – autore. Questi articoli saranno sempre scritti da me, Matteo, e usciranno ogni domenica. Ho deciso di sfruttare la visibilità del blog per mostrare i miei scritti, a scopo di intrattenimento domenicale, e anche a scopo promozionale. Verranno postati due capitoli alla volta dei miei racconti e dei romanzi in via di svolgimento.

Mi raccomando, condividete gli articoli, ma rispettate l’ autore e non copiate questi scritti su nessun altro sito web, perché sono protetti da Copyright Tutti i Diritti Riservati.

Alcuni progetti sono completati, altri sono in fase di svolgimento. Per esempio, del romanzo che inizio a pubblicare oggi ho realizzato dodici capitoli sui ventinove dei quali sarà costituito, finora. Se conoscete qualche casa editrice o qualche persona ” inserita nel giro ” che vuole seguire questa, chiamiamola così, rubrica del blog, fate in modo che venga/ vengano a conoscenza di questo progetto. Io cercherò di impegnarmi a completare i miei scritti.

Oggi cominciamo con PSYCHOSIS, un romanzo che ho iniziato nel 2018, ambientato in una versione romanzata della mia città, e moderatamente ispirato a IT di Stephen King.

new (10) 

 

Questo racconto è protetto dal Copyright Tutti i diritti riservati e non si acconsente alla copiatura del testo su altri siti web e nemmeno all’ utilizzo del testo per altri scopi. E’ quindi un testo di sola lettura. Il plagio è un reato.    

CAPITOLO 1 ‒ Rottura delle acque

Visualizza immagine di origine

2018

Siamo a Ferrofiume, nell’ Italia nordovest, una cittadina costituita da un centro storico denominato Parte Vecchia, attraversata da un fiume, che si può osservare dalla zona del Molo, nei pressi delle due piazze che in certe stagioni ospitano una serie di fiere, la Piazza Giostre e la Piazza Fiere, all’ interno del quartiere della Tartufara. Altri quartieri sono denominati Oltreponte, il San Valentino con l’ oratorio più affollato, la zona Alto Verde, con l’ erba talmente alta che si perde l’ orientamento, il Canale, La Cittadella, Quarto Autunno, la zona della via principale, il centro città caratterizzato dalla Via Signorile, la zona del Castello, Piazza del Cavaliere e Piazza Franceschini, il Quartiere dello Sport, Chinatown, e un quartiere per gli Albanesi che si è esteso negli anni ’90, la Collina dell’ Anna con la sua salita costellata di villette, la frazione di Ferrofiume popolo con le sue cascine e fattorie, la zona industriale caratterizzata dai resti anneriti di Ground Zero, il quartiere ebraico con la sua sinagoga, il Parco Eternità dedicato alle vittime della Generazione Perduta, e la zona di Piccola Milano. Andando avanti con la storia esplorerete questi posti. Ora, però, dobbiamo zoomare su una casa abitata da una donna di circa trent’ anni che si sta facendo la doccia …

1

Visualizza immagine di origine

La donna si stava rilassando, quella sera, dopo una giornata di lavoro, isolarsi dal mondo con la sola compagnia dello scrosciare dell’ acqua era proprio l’ ideale per lei. Finalmente poteva lasciarsi andare, dopo aver mantenuto in piedi il suo personaggio professionale. Aveva da poco iniziato un nuovo lavoro, una grande opportunità per lei, e voleva apparire al meglio.

Aveva chiuso la porta del bagno a chiave, e non si era accorta dell’ uomo che si era introdotto nella sua casa. Non si era fatto sentire. La nuova ondata di crimini non poteva che iniziare con un battesimo di sangue nell’ acqua.

La donna volgeva le spalle alla porta del bagno, mentre si lavava. La porta aveva i vetri oscurati. Ad un tratto la donna sobbalzò. Rumore di vetri. Rivolse lo sguardo a una immagine confusa dall’ acqua che colava. Una mano si introduceva attraverso il vetro infranto e girava la chiave. La donna tenne il fiato sospeso, mentre sentiva il cuore galoppare, e il gelo avvolgerla come una tormenta. La porta venne aperta. L’ uomo era silenzioso. Spalancò con lentezza la porta, e la donna riuscì a vederlo, e mentre osservava la sua nudità si appiattiva contro la parete del bagno.

L’ uomo nudo appoggiò il palmo della sua mano contro il vetro della doccia. La donna chiuse gli occhi quando sentì arrivare un flash. Era stata fotografata? Vide che l’ uomo si abbassava, forse stava appoggiando al pavimento la macchina fotografica. La donna allungò le braccia, e premette contro l’ anta della doccia, per proteggersi e impedirgli di aprirla. Ma l’ uomo fece resistenza. La donna gemette. Doveva resistergli. Ad un tratto cacciò un urlo di terrore. Una lama aveva trafitto il vetro, e l’ uomo si stava aprendo un varco nell’ anta. La donna sbiancò e arrancò all’ indietro, continuando a urlare, mentre l’ uomo si decise a entrare, e le premette una mano sulla bocca, con più dolcezza di quanto la donna si sarebbe mai aspettata. L’ uomo si avvicinò a lei, nudo. Le sfiorò i capelli, e le passò una mano sulla spalla destra e poi lungo il braccio per tentare di calmare i suoi tremori. Nell’ altra mano stringeva un coltellaccio. L’ uomo sollevò il braccio armato, e carezzò con l’ altra mano la guancia della donna. E poi abbassò la lama.

Il taglio era più o meno superficiale, ma la attraversava per intero in verticale, dal fondo della gola fin sotto l’ ombelico. Nel frattempo l’ uomo non aveva detto una parola, e la guardava come un bambino annoiato avrebbe osservato una formica inerme. Le strinse i capelli con forza, Le tagliò la gola. Il gemito della donna sfrigolò nell’ aria, e il suono non riuscì a propagarsi. Nel frattempo l’ acqua continuava a scendere, e il fondo della doccia si stava allagando di sangue.

L’ uomo fece un paio di passi indietro e uscì dalla doccia. Riafferrò la macchina fotografica e fotografò la donna mentre stava morendo. Il flash catturò il momento esatto del trapasso. Poi si dileguò, rivestendosi in un’ altra stanza e fece perdere le sue tracce nella notte.

2

1993

La signora Cercovici era la moglie di un uomo che non poteva fare a meno di farsi notare dovunque andasse, con i suoi monologhi drammatici sulla società in malora, la moglie di un uomo che spesso si ritirava nel suo laboratorio, e che ogni tanto esclamava trionfante « Eureka! » quando aveva completato un altro grande progetto per stravolgere la storia dell’ umanità. Un giorno, diceva lui, le nuove generazioni lo avrebbero studiato a scuola, come erede di Leonardo Da Vinci. Perchè lui era un inventore, un pioniere, viveva alla luce dell’ illuminazione della Lampadina delle Idee, e tutti gli altri non erano che meri ricevitori delle sue critiche, obiettivi del suo dito accusatore puntato contro. Perciò ci si sarebbe dovuto aspettare che un tale uomo non si sarebbe fatto accompagnare da una donna meno capace di lui, e per ovvi motivi, il signor Cercovici non avrebbe condiviso sè stesso con una donna dall’ intelletto superiore al suo. A dire il vero non aveva mai incontrato nessuno capace di andare oltre le sue capacità.

La signora Cercovici entrò in cantina, accese la luce, e spalancò la bocca. Diamine, aveva allagato la cantina! Presto, doveva trovare subito una scusa da raccontare a Sua Maestà Cercovici. La lavatrice aveva allagato la cantina! Un prodotto di quella società di incapaci non poteva che combinare pasticci come quello!

Audace Guglielmo Cercovici conosceva molto bene quello sguardo. La sua signora ne aveva combinata una. E naturalmente l’ arduo compito di risolvere il problema della giornata spettava al padrone di casa. Il signor Cercovici aprì la bocca e cominciò uno dei suoi monologhi:

« Mi chiedo perchè non ti ho lasciata sull’ altare quando era ora di pensarci bene, per la miseria! Possibile che non puoi fare le faccende di casa senza distruggere, danneggiare, rovinare ogni piccola e grande cosa che ti ho portato in casa con i soldi guadagnati col mio lavoro? Sei come quella donna della mitologia, disfi la notte quel che io costruisco di giorno! Animo, bambina mia! Mica ti farai buttare giù da un po’ di critica, guarda che io cerco di renderti una persona migliore, cerco di stimolarti un pochettino, ma ti sei guardata allo specchio stamattina? Sembri invecchiata di dieci anni dalla scorsa settimana! Avanti, vieni con me, andiamo a prendere qualcosa per togliere l’ acqua, e poi prendiamo la cassetta degli attrezzi, che ti faccio vedere io come si aggiustano le cose. Così, una volta, forse, che Dio ti aiuti, mi sorprenderai con un po’ di praticità, manualità, mi chiedo cosa mi passava per la testa il giorno in cui ho deciso di metter su famiglia proprio con te, piccola. Ti si deve stare appresso per ogni cosa!»

La donna non parlò. Il suo sguardo mostrava tutta la sua rassegnazione. Ammirava molto suo marito. Che cervello che aveva! Era una calamita per le idee, Dio le aveva conservate tutte per lui. Lei si era lasciata trasportare via dalla corrente, dalla sua impetuosità, che riempiva il suo vuoto interiore. Nella sua mente non c’ era spazio nemmeno per uno stuzzicadenti. Lui riempiva tutti gli spazi.

Al piano di sopra i due fratelli Cercovici, Sabele ed Enea, si confidavano sui loro affari privati:

« Non dovrebbe interessarti quello che pensano gli altri, Enea. Tutti vengono presi di mira dalle chiacchiere, prima o poi. Se gli altri credono che tu sia uno sfigato è un problema loro. Hai degli amici, abbiamo un padre che inventa cose mirabolanti. Un giorno i giornali se ne accorgeranno, si renderanno conto che papà è un personaggio scomodo perchè pensa fuori dal quadrato. E poi tu conti un sacco per me. Sei il mio fratellino. »

« Non sono tanto più piccolo di te. E poi ormai ho quasi sedici anni. Comunque, quello che pensa la gente conta molto per me. La vita ha senso solo se diventi qualcuno. Se la gente parla bene di te, avranno sempre ricordi positivi. Se sei il capo di un gruppetto di emarginati …la vita fa schifo. Ma su papà hai ragione, lui gliela farà vedere, a tutti quanti. Cambierà il mondo. »

« Tu sei già qualcuno, Enea. Lascia che le parole degli altri ti scivolino addosso. Se cominci a mostrare un po’ più di fiducia in te stesso, la gente lo noterà. E poi te l’ ho detto, la vita alle superiori è come quel che si sente in tv. Ogni giorno la storia cambia, le voci corrono di qua e di là. Siamo tutti sulla stessa barca. I tuoi dubbi, i tuoi problemi, sono sentimenti comuni a tutti gli altri studenti. »

Sabele si zittì, e rimase a meditare per qualche minuto. Stavano conversando dai loro letti, ai lati opposti della stanza, ed Enea lanciava una piccola palla contro il soffitto. Poi, Enea chiese

« Perchè non facciamo un giro? Voglio andare in motocicletta. Ci stai? »

« Mmm… veramente penso che andrò per i fatti miei. Voglio vedere se trovo qualcosa di bello da disegnare. Mi porto dietro il mio quaderno speciale. »

« Non me lo hai mai mostrato. Nascondi qualcosa? » gli sorrise Enea, e Sabele rispose « Io disegno per me stesso. Non ho bisogno di mostrarne i contenuti. »

Enea alzò le spalle « Come vuoi …se ti piace andartene in giro a disegnare paesaggi … »

« Non disegno paesaggi » replicò il fratello « Di solito sono persone. O animali. »

« Attento a non farti scoprire, allora! Magari qualcuno potrebbe reagire male … » ridacchiò Enea.

« Non è mai successo. Sono attento. » sorrise Sabele. Poi si alzò e cominciò a raccogliere gli occorrenti per il disegno, come le sue matite particolari.

« Non startene lì tutto il giorno a guardare il soffitto e a far sbattere quella palla. Trovati qualcosa di più stimolante da fare …e mi raccomando …sei già importante, e sei già qualcuno. Non dimenticarlo. » disse , poi si avviò verso la porta. Enea lo chiamò, e guardandolo negli occhi disse « Grazie »

Sabele alzò il pollice in segno di okay, e poi chiuse la porta. Poco dopo arrivò la madre a bussare.

« Entra »

« Enea …tuo padre vorrebbe che tu lo aiutassi con la lavatrice in cantina. Ho fatto proprio un bel pasticcio … »

Enea balzò in piedi, abbandonando la palla « D’ accordo »

« Allora, io intanto preparo la cena. Sabele non c’è? »

« E’ andato a disegnare in giro chissà dove. Ma credo che tornerà fra un’ ora. Non è mai mancato a cena. »

« Va bene …Enea, fammi un favore. Se un giorno ti sposerai, non trattare tua moglie come sta facendo tuo padre. Non riuscirei mai a dirglielo, ma se sapesse quanto ci sto male …» mormorò.

Enea si slanciò ad abbracciarla, sorprendendola « Ti dai sempre tanto da fare per noi. Non ti dimenticare che io e Sabele ti vogliamo bene. »

« Oh! Ma certo … » mormorò lei, a bocca aperta.

Enea si avviò verso la cantina, e si fermò sulla soglia, chiamando il padre, che gli rispose « Vieni di sotto, dai, così imparerai un po’ di cose. Mi sono sempre chiesto perchè non ti insegnano queste cose nelle vostre ridicole scuole. Non cambiano da secoli. Eppure la vera vita non la includono mai nei loro insulsi programmi scolastici. Poi uno esce con il suo bel diploma, e conosce tutto sui personaggi morti e la cultura. La società! Maledetta società, ricorda, figliolo, la società non ti vuole essere amica! Vuole mangiarti la vita, giorno dopo giorno …ma un giorno ci penseremo noi Cercovici a cambiare le cose. Col tempo vi insegnerò tutto ciò che so … »

Andò avanti così per tutto il tempo. Ben presto, la mente piena di preoccupazioni e dubbi sul suo status sociale di Enea venne invasa da una nuvola di parole, che avrebbe assorbito per intero. Enea non dubitava di suo padre. Sapeva esattamente chi era, che cosa voleva e che cosa era capace di fare. E non perdeva mai occasione di dimostrarlo.

3

Visualizza immagine di origine

1993 ‒ Alto Verde, nei pressi di Oltreponte

Un bambino correva giocando con il suo aquilone, mentre i genitori erano ai tavoli da picnic sulla piattaforma. Tutto preso dalle fantasie del suo piccolo ingenuo mondo, si era allontanato parecchio, tenendo sempre lo sguardo verso l’ alto, apprezzando il rumore del vento che tirava. Si era addentrato nella zona dove c’ era l’ erba alta, lungo un sentiero di ghiaia.

Si fermò solo per qualche istante, a guardarsi indietro. I genitori mangiavano con amici di famiglia. L’ aquilone era più interessante. Si mise a correre, gustandosi quell’ inaspettata libertà di movimento.

Poi sentì un ronzio. Un calabrone gli passò vicino.

« Ah! Vai via! » esclamò il bambino, inorridito. Per lo spavento, perse la presa sul filo. Pur avendone paura, seguì con lo sguardo l’ insetto, e si rese conto che non riusciva più a vedere i tavoli. Forse la libertà non era poi una cosa tanto piacevole. Sarebbe stato molto più rassicurante giocare a ce l’ hai con l’ altro bambino, a pochi metri di distanza dai grandi. Ma quel bambino era antipatico. E ogni volta che uscivano con quegli amici doveva sorbirselo. Quel giorno non ci stava. Aveva scelto il giorno sbagliato per non starci.

Si rese conto di avere la mano che stringeva il filo libera. Fece saettare lo sguardo verso l’ alto, poi a destra e a sinistra, e poi davanti a sè. Verde ovunque. Nient’ altro in vista.

Si allungò sulla punta dei piedi, e scorse una macchia rossa su un albero isolato in mezzo all’ erba alta. L’ unico albero in circolazione. Accidenti a quel calabrone!

Si mise a correre, e raggiunse la zona dell’ albero, che distava una decina di metri. L’ aquilone era incastrato fra le foglie. Il bambino si guardò attorno, preoccupato. Come avrebbe potuto risolvere quel brutto guaio? Un grande avrebbe potuto dargli una mano. Ma forse era arrivata l’ ora di provare a fare da solo. Si sarebbe arrampicato, e avrebbe ricordato questo episodio negli anni a venire. Se solo ci fossero stati tutti quegli anni futuri, per tornare con la mente a quel giorno. Se solo.

Qualcosa lo spinse per terra, facendogli cacciare un urlo di sorpresa, spavento e dolore tutto misto assieme. Due mani strinsero il suo collo, e i suoi occhi si dilatarono. Un ragazzo lo guardava come un lupo affamato, come uno di quei documentari che gli faceva vedere il padre, mentre la madre si lamentava con lui, che era troppo piccolo per guardare gli animali mangiarsi e rincorrersi.

Quella non era la sua immaginazione, non accadeva in uno schermo tv. Quella era la realtà, e quel ragazzo era il predatore.

Il bambino agitò le mani e gli sbattè le dita sulla faccia, cercando di arrivare agli occhi. E poi si sentì sollevare per le spalle e venne fatto cadere a un metro di distanza. Il ragazzo agli occhi del bambino si era tramutato in un felino che si avvicinava a quattro zampe, e gli occhi ricordavano quelli di un’ aquila. Il bambino si fece forza e si sollevò in piedi. Il ragazzo predatore strisciava nell’ erba. Il bambino raggiunse l’ albero, e spinto dal desiderio di sopravvivenza, cominciò ad arrampicarsi.

Il ragazzo balzò in piedi con un sorriso che andava da un orecchio all’ altro e si aggrappò al tronco, venendogli dietro.

Il bambino strillò « Che cosa vuoi da me? Vai via! » e per tutta risposta il ragazzo scoppiò a ridere, facendogli venire la pelle d’ oca.

Il ragazzo famelico allungò un braccio e strinse la caviglia del bambino, cercando di trascinarlo giù, ma il piccolo si stringeva con tutta la sua forza a un ramo.

Riuscì a liberarsi e salì ancora più in alto. Cominciava a sentire le vertigini, ma nulla importava più della paura. Doveva provare a sopravvivere a ogni costo.

Allora il ragazzo si spostò e andò a raccogliere l’ aquilone, sotto gli occhi del bambino che tremava e piagnucolava senza nemmeno rendersene conto.

Il bambino vide il ragazzo voltarsi e sorridere con malignità. Si avventò su di lui stringendo il filo fra le mani.

Il ragazzo maligno ebbe modo di contemplare il bambino che pendeva da un ramo con il collo stretto dal filo che si agitava e si dimenava. Nel frattempo lui disegnava, ritraeva la morte che stava nascendo attraverso quel processo di soffocamento. Rimase a ritrarlo fino agli ultimi spasimi. E poi si dileguò. Passarono altri dieci minuti prima che i genitori si allarmassero, rendendosi conto che il loro bambino non tornava più indietro. Altre due ore trascorsero prima del macabro ritrovamento.

CAPITOLO 2 ‒ Ferrofiume non è posto per volersi bene

1993

1

Visualizza immagine di origine

Marzo, tempo di fiere a Ferrofiume : Piazza Giostre diventa un Luna Park, e Piazza Fiere in zona La Tartufara ospita bancarelle e cibo a volontà. Molta gente viene attirata dagli svaghi, dopo un lungo e sonnolento inverno. Quel febbraio era stato però particolare: la paura cresceva, fra gli abitanti e i genitori del posto, perchè dopo il bambino appeso a un ramo con un filo per aquiloni i ritrovamenti si erano fatti numerosi. Piazza Giostre era situata presso il Molo, e la si poteva raggiungere attraverso il Viale Vistafiume. Il Luna Park attirava però anche i giovani peggiori, i famigerati bulli del posto, e se si associa questo fatto a una coppia di ragazzini maschi che si vogliono bene, allora il pestaggio è assicurato … 

Visualizza immagine di origine

Perseo Fondo, un mingherlino di quindici anni, con i lunghi capelli castani coperti da un cappuccio, spiegava, con occhioni da cerbiatto alla luce dei fari di un’ auto, alla polizia, che gli amici di Bruno Pellocarmine li avevano sfidati al tiro a segno, e il suo amico intimo aveva vinto. Lui ci sapeva fare, mentre Perseo invece non capiva neanche come ci era riuscito.

« Mi dica, agente, è sbagliato volersi bene fra maschi? » mormorò Perseo. Il poliziotto con il quale parlava aveva trovato poche settimane prima il corpo del bambino impiccato. Era in grado di comprendere affetto e intimità fra due maschi, ma non poteva credere che si sarebbe trovato un giorno davanti uno di quelli …un finocchio di quindici anni. Sotto il cappuccio nascondeva i capelli lunghi, pensava il poliziotto, sì, perchè vuole giocare a fare la femmina. Non c’ era niente di macho, niente della pura essenza maschile in quel ragazzino.

« Ricominciamo dall’ inizio » propose il collega del poliziotto « Vi siete allontanati assieme da Piazza Giostre e vi siete diretti di sotto in zona molo. Ma non vi siete fermati. Siete andati oltre, se rammento bene. »

« Ci siamo allontanati per nasconderci! Perchè questa città è piena di imbecilli! Ormai sono tutti sospettosi …quando ci vedono assieme …mi sento gli occhi puntati addosso …ma non stavamo facendo nulla di male! State facendo parlare quei ragazzi? Lo hanno picchiato, io ero lì, ho visto cosa gli hanno fatto! »

« Che direzione avete preso esattamente? »

2

In un’ altra stanza adibita agli interrogatori, altri due agenti erano stati incaricati di far cantare uno di quei ragazzacci, separatamente, per poi confrontare quanto sarebbe trapelato. Avevano fra i diciassette e i diciotto anni, e solo uno aveva fra i quindici e i sedici anni, e quello era Tommy Timoteo Furia. Bruno Pellocarmine era un uomo fatto, ed era un osso duro. Sorrideva senza mostrare i denti, quel volpone. Non l’ avevano convinto a togliersi il cappello. La visiera gli faceva ombra sugli occhi. Aurelio Capinero era un bullo cresciuto dai genitori della zona bene di Ferrofiume. Un bullo alla moda, con i migliori vestiti firmati addosso e una faccia da modello, e un ciuffetto alla Elvis Presley. Fosco Chiavelli se la sarebbe vista brutta in casa, con quel padre sempre pronto a scavalcare chiunque pur di far carriera, fissava i poliziotti con sguardo truce, la mente ribollente di rancore. Una mina vagante in carica. Alano Brosu a momenti non passava per la porta, talmente era alto. Lo sguardo era quello solito: imbronciato. Tommy Timoteo era quello annoiato, che si guardava intorno cercando qualche distrazione. Era grande e grosso e riempiva tutta la sedia. I poliziotti avevano puntato le loro speranze sull’ imbecille della compagnia: Renato Valieri, un palestrato con una capigliatura anni ’60 che ripeteva l’ anno scolastico per la seconda volta. Non era mai stato particolarmente brillante in qualcosa, se non nel fare esercizi, e non sarebbe andato molto lontano, se avesse deciso di varcare i confini della sua città natale.

« Dall’ inizio, avanti » disse il poliziotto. Renato rispose « Non volevamo pestarlo in quel modo. Cioè, prima del tiro a segno volevamo solo prenderlo un po’ in giro, perchè, cavolo, quello è un finocchio, no? Ci sta. Ma poi ha vinto. Non potevamo permettergli di andare a vantarsi con gli altri cretinetti. Abbiamo una reputazione « poi continuò « Però noi abbiamo fatto anche qualcosa di buono …cioè, più o meno, insomma, io avevo cercato di salvarlo, ma … »

« Salvare chi? Di cosa diamine stai parlando? »

« Il ragazzo aggredito sotto al ponte. Gli altri non ve l’ hanno detto? C’ era quel killer che aggredisce le persone, proprio là, in fondo al Viale Riva Amorosa. »

« E’ così che voi ragazzi chiamate quella stradina che passa affianco al fiume? »

« Sì, perchè lì ci portiamo le ragazze » poi si incupì, e un’ espressione più o meno rabbiosa ( in realtà non era capace di esprimere la rabbia ) si dipinse sul suo volto « Ma quei ragazzini finocchi stavano per infangare la reputazione della zona … »

« Non stai dicendo la verità. Non c’ era il killer sotto il ponte. Avevate un conto in sospeso con la vittima? »

« Cazzo, sì che c’ era, agente! Non potrei scordarmelo, quello era una bestia! Guardi che non sto dicendo cazzate, signore. »

« Esprimiti in modo educato, avanti! » lo rimproverò l’ altro agente « Siete in un mare di guai se c’ entrate qualcosa con la macabra aggressione sotto il ponte! »

« Noi apprezziamo l’ onestà prima di tutto, Renato. »

« Pensi di essere dalla parte del giusto? Perseguitare un ragazzino confuso ti pare il modo giusto di approcciarsi alla situazione? »

« Non mentire, ragazzo. Avete ucciso il ragazzo ritrovato oggi pomeriggio sotto al ponte? Hai partecipato o hai solo assistito senza fare un cazzo? »

« Porca troia, ho cercato di salvarlo, agenti! Non abbiamo ucciso nessuno! »

« Eppure eravate in vena di vendette, non è così ? Non vi andava giù di perdere al tiro al segno e di sprecare i vostri soldi. »

« Questo sì, ma … » Renato chiuse la bocca di scatto, costringendosi a pensare, solo per una volta, prima di parlare. Il suo sguardo saettava da un agente all’ altro.

« Devi dircelo, Renato. Dobbiamo sapere. »

« Abbiamo picchiato il finocchio. Non abbiamo ucciso il ragazzo sotto al ponte. Non avevamo nulla contro di lui. Anzi, a me stava simpatico. Ci siamo spaventati, a vedere quella scena. Abbiamo visto il killer … »

« Cosa faceva il killer? Che aspetto aveva? » secondo gli agenti poteva benissimo trattarsi di una scusa, un escamotage. Tirare fuori il killer che terrorizzava la zona di recente per coprire una resa dei conti finita male.

« A un certo punto si è messo a scrivere …o a disegnare, non si capiva molto bene. Il ragazzo era lì a rantolare, e quello lo fissava e poi con lo sguardo fissava la pagina. Quando ci siamo arresi sembrava non rendersi conto della nostra presenza. Ma mi ha soffiato addosso, come un gatto infuriato, quando ho afferrato la vittima. »

E poi la realtà cominciò a prendere piede nell’ animo torturato dalla confusione di quel ragazzo imbecille, una cosa più grande di lui « Accidenti …ho assistito a un omicidio, vero? » le lacrime sgorgavano da due occhi che ora assomigliavano tanto a quelli di Perseo Fondo.

« Era ridotto in condizioni terribili. Agente, lo giuro, siamo innocenti. Siamo fuggiti, avevamo paura di fare la stessa fine … »

Si coprì la faccia con le mani « Cazzo, lo vedo dappertutto, in ogni momento! Il volto della vittima, sembrava uno zombie, era pieno di tagli! Dovete fermare quel folle! O non riuscirò più a uscire di casa, accidenti! »

3

Cainan_Wiebe

I due poliziotti che interrogavano Tommy Timoteo erano stati chiamati in corridoio da altri due agenti. Avevano chiuso la porta, e parlando a bassa voce, avevano discusso di alcune domande da rivolgere al ragazzo annoiato. Tommy Timoteo era impaziente di andarsene, e rivolgeva lo sguardo alla porta. Dopo qualche minuto, i due agenti rientrarono nella stanza e l’ interrogatorio riprese, ma l’ argomento richiesto cambiò completamente.

« Dimmi un po’, è vero che non eravate soli, là sotto al ponte? Intendo dire, oltre ai tuoi amici e ai due ragazzini c’ era anche …un ragazzo ferito? »

Gli occhi di Tommy Timoteo si illuminarono. L’ altro agente chiese « Avete visto il killer sotto al ponte? L’ avete colto sul fatto? »

« Ah …è di questo che parliamo. Sì, abbiamo visto quella scena. Abbiamo cercato di aiutarlo, sa. Ci verrà riconosciuto questo? Non siamo cattivi, sa. »

« Sicuro. Non siete affatto dei balordi. Avete pestato un ragazzino. Ora è ricoverato in ospedale. Come ti senti a riguardo? Soddisfatto? »

« Come ti senti a riguardo? » ridacchiò Tommy « Non sono mica da uno strizzacervelli qui »

« E’ vero, ma se un giorno finirai al riformatorio, in una di quelle comunità per squinternati e poveracci, prima o poi qualcuno ti strizzerà qualcos’ altro. »

« Ehi, ehi. Piano con le parole. Non ci metto niente a denunciarvi. State abusando di un minorenne. »

« Lasciamo perdere il riformatorio e parliamo di quello che avete visto sotto al ponte, vuoi? »

« Quel tizio disegnava il ragazzo che moriva. Renato ha cercato di tirarlo via da lì, ma quello tirava dalla sua parte, e non lasciava la presa. »

« Sapresti descrivermi il killer? »

« Si era messo all’ ombra. Era pomeriggio tardi, non si vedeva molto. Si vedeva la sagoma di una matita però, e una specie di quaderno, o forse erano solo fogli tenuti assieme … »

« E il ragazzo ferito che aspetto aveva? C’ erano segni di tagli per caso? »

« Il ragazzo è morto. E quello stava lì a disegnarlo. Che scena, avrei voluto fargli una foto. Non è una cosa che si vede tutti i giorni, sapete. »

« Descrivici la vittima, dai. »

« La faccia sembrava uno di quegli schemi, di quando si gioca a tris, aveva tagli dappertutto. Un buco qui » si indicò un punto sotto il pomo d’ Adamo « Proprio al centro della gola. Colava tutto il sangue. »

« Quindi il killer c’ era veramente. Puoi confermarlo … »

« Cosa sta succedendo? Pensate che saremmo capaci di conciare a quel modo un povero ragazzo?»

« Ti devo ricordare che il ragazzino che perseguitate si trova all’ ospedale, per caso? »

« Sì, ma quello è andato giù con facilità, voglio dire, era solo un pestaggio. Niente di che. Non ci siamo neanche impegnati tanto. Quella scena era tutt’ altra cosa, mi spiego? Noi non siamo così crudeli. »

« E come vi definite, sentiamo? Non capite che quei ragazzini sono confusi? Se vi foste trovati nei loro panni? »

« Giammai! Non è una cosa normale, è inaccettabile! »

« Però loro non fanno del male a nessuno, su questo sei d’ accordo con noi, vero? Che motivo ci sarebbe di perseguitarli? »

Tommy Timoteo volse lo sguardo lontano dagli occhi dell’ agente, sbuffando.

« Confermi la presenza del killer? »

« Sì, confermo. Soddisfatti? »

« Confermi anche la vostra fuga gambe in spalla? Vigliacchi. Non ci pensate due volte a malmenare un ragazzino, però di fronte a un’ aggressione ve la battete di corsa. Perché non avete dato l’ allarme? Perché non avete bloccato l’ aggressore? »

« Ci tengo alla mia vita, sa. Se non fossimo fuggiti, adesso stareste indagando su una strage. Sono convinto che ci avrebbe ammazzati tutti quanti. E poi nessuno ci avrebbe dato ascolto. C’ era una riunione di quegli strampalati felici e contenti, sa, quelli che vanno dietro a quello strambo tizio, il signor Cercovici. Quelli non danno retta a nessuno.»

4

Perseo Fondo aveva atteso il ritorno degli agenti, che si erano riuniti per confrontare le ammissioni dei ragazzacci con la sua. Si guardava intorno con nervosismo, cercando, senza rendersene veramente conto, di nascondersi, di farsi più piccolo di quel che già era. Avevano avvisato suo padre, che stava accorrendo a recuperarlo alla centrale di polizia. Temeva che avrebbe dovuto spiegare il motivo, il reale motivo, per il quale quei ragazzi più grandi lo perseguitavano. Si chiedeva se ne sarebbe stato capace, di ammetterlo. Quella cosa che fino a poco tempo prima non riusciva ad ammettere nemmeno a sé stesso. Non l’ aveva detto nemmeno a sua madre.

Non avrebbero capito. Quei tempi non ammettevano situazioni del genere. E forse non sarebbero mai stati accettati pienamente.

Le sue riflessioni vennero interrotte dal ritorno degli agenti.

« Allora, adesso devi avere tanta pazienza, ragazzino, e raccontarci di nuovo tutto dal principio. »

Perseo emise un lungo sospiro, e con il labbro tremante riprese a raccontare …

Perseo e il suo amico intimo si stavano dirigendo all’ uscita di Piazza Giostre, e si accingevano ad attraversare le strisce pedonali per dirigersi verso la zona del Molo. Per ovvi motivi non provavano neanche a farsi vedere mano nella mano, non si poteva fare se non si era assolutamente sicuri di trovarsi in un luogo isolato. Non si erano resi conto di essere osservati dagli occhi dei ragazzi che avevano sconfitto al tiro a segno.

Si diressero giù per la discesa di ghiaia e invece di svoltare a sinistra in direzione del Molo continuarono ad andare avanti, introducendosi nel Viale Riva Amorosa, un nome che ufficialmente non esisteva, per quella stradina di ghiaia che passava proprio accanto al corso d’ acqua e si estendeva per intero al di sotto del Viale Vistafiume.

« Ecco. Fondo ha messo il braccio attorno alla sua spalla. Quel fottuto finocchio del cazzo sporcherà il posto dove i ragazzi veri portano le loro ragazze. » sibilò con disgusto Bruno Pellocarmine.

« Che cosa facciamo adesso? Li seguiamo? » chiese Aurelio.

« Prima osserviamo un po’ la situazione. C’è tanta gente seduta sui gradini, e a fare picnic sull’ erba. » replicò Fosco Chiavelli, che era il secondo nella gerarchia di quel gruppo.

« Tutto bene? » chiese Perseo al suo amico, vedendolo pensieroso e con una nota di tristezza in volto. L’ altro gli rispose « A scuola stanno cominciando a capire …mi sono ritrovato un biglietto orribile nello zaino. »

« Fammi vedere, ti va? Ce l’ hai con te? »

« Sì …volevo appunto mostrartelo …guarda che roba … »

Perseo lesse SE SCOPRIAMO CHI E’ IL KILLER, CHIAMO MIO CUGINO E LUI LO MANDERA’ DA TE e anche VIEN DI NOTTE E TI TAGLIA PROPRIO LI’, VIEN DI NOTTE E TI EVIRA, STRAMBOIDE.

« Sono solo parole, provocazioni, non vanno prese sul serio » commentò Perseo.

« E invece io mi sono rotto le scatole. Volevo parlarti di questo …secondo te è arrivato il momento di andare a far denuncia? »

« Ma poi scoprirebbero …e poi ci andrei di mezzo io …secondo me è meglio se eviti. Peggioreresti soltanto la situazione. »

« Ma i miei genitori già lo sanno …sanno che sono …hai capito … »

« I miei no! E non intendo dirglielo ancora per qualche anno. Per favore, non coinvolgermi. »

Si fermarono a guardarsi negli occhi « Come preferisci …ma non resisterò ancora per molto. Ma non farei mai il tuo nome. »

E poi il loro sguardo cominciò a esprimere interesse reciproco, attrazione, e il resto del mondo si annebbiava, almeno a livello psicologico, e i loro volti si avvicinarono …

« Ehi, froci del cazzo, siamo tornati a conciarvi per le feste! » tuonò la voce di Alano Brosu, campione della squadra di atletica locale. I due ragazzini si voltarono, sorpresi sul fatto.

Erano arrivati tutti assieme, l’ imperscrutabile Bruno, il palestrato Renato, Tommy Timoteo che aveva la stessa stazza di Frankenstein, il gigante e spilungone Alano, il bullo chic Aurelio e la mina vagante Fosco. Tommy si lanciò ad afferrare l’ amico intimo di Perseo, e Aurelio invece decise di tener fermo Perseo.

« Vi stavate per baciare? Non siete proprio normali, voi due. Siete una vergogna, fate schifo a tutti quanti. » pronunciò Bruno.

« Adesso vi daremo una bella lezione, una di quelle che non dimenticherete! Comincia il pestaggio! » annunciò Fosco.

« NO! » esclamò Perseo, prima che Aurelio gli coprisse la bocca con una mano.

« Guardalo bene, il tuo fidanzatino. Fra pochi minuti verrai conciato allo stesso modo. » sibilò Aurelio.

« Lasciatemi andare! Vi denuncerò tutti quanti! » esclamò l’ amico di Perseo.

« Provaci, e ti perseguiteremo ancora di più! Non puoi fermarci! » esclamò di rimando Tommy Timoteo.

E poi si avventarono su di lui, picchiando e calciando, fino a quando non si accasciò a terra. Bruno non partecipò, ma rimase a osservare col sorriso.

Perseo non poteva fare a meno di piangere e singhiozzare « Lasciatelo stare! Non facciamo niente di male!

Bruno stava per rispondere, quando ad un tratto, sotto la visiera del suo cappello, cambiò espressione e perse un po’ di colorito.

Il suo sguardo si era spostato sotto al ponte, a una quindicina di metri di distanza. Qualcuno aveva urlato. Nel trambusto di pugni e calci, quasi nessuno degli altri aveva sentito. Ma Fosco si fermò all’ improvviso. L’ amico di Perseo si accasciò al terreno, e anche gli altri smisero di picchiarlo.

Perseo guardava a bocca aperta l’ amico che perdeva i sensi. Aurelio lo lasciò andare, e lui gli corse appresso urlando il suo nome.

« Non è da solo » osservò Fosco a voce bassa.

« Andiamo a vedere » decise Bruno per tutti.

Renato, il più imbecille fra loro, si avviò per primo, mentre gli altri lo seguivano lasciando un metro di distanza.

« Sono seduti? Che cazzo sta succedendo, quello a destra sembra ferito …» disse Aurelio.

« Mi sembra che uno stia scrivendo qualcosa, e sta fissando quell’ altro …» osservò Bruno.

Quando si avvicinarono abbastanza da vedere con chiarezza, sebbene il tizio a sinistra fosse oscurato dall’ ombra, videro i tagli sulla faccia del tizio a destra. Non era seduto, era accasciato a terra con la schiena alla parete, e la testa era piegata in modo strano. A quel punto solo Renato avanzò ancora.

L’ imbecille toccò la spalla del ragazzo ferito, e si rese conto che respirava ancora. Cercò di smuoverlo e lo tirò verso di sè per un braccio. L’ altro tizio lasciò a terra i fogli e tirò dall’ altra parte, soffiando come un gatto imbizzarrito. Renato arretrò. Il tizio disegnatore, perchè quello era ciò che faceva, ricominciò a usare la matita, come se nulla di tutto quello fosse successo.

Alano afferrò l’ imbecille per la spalla, facendolo sobbalzare « Andiamo via, e vedi di muoverti » sussurrò.

Cominciarono a battersela. Tommy Timoteo si fermò per un istante a guardare Perseo che cercava di soccorrere il suo amico.

« Finocchio, è meglio che te ne vai, e alla svelta. Il killer sta uccidendo una persona sotto al ponte. Porta via anche il tuo amico … »

Perseo alzò lo sguardo, fissandolo a bocca aperta, allarmato e confuso da quella frase.

Tommy si abbassò « Ti aiuto a sollevarlo. »

« Come hai detto? » mormorò Perseo, ma poi collaborò con lui per sollevare il suo amico, e cominciarono a camminare velocemente.

Ma arrivati ai piedi della salita di ghiaia, Tommy lo appoggiò delicatamente al suolo.         « Dai l’ allarme. Qualcuno ti darà una mano. Ma se parli di noi sei fottuto. Ricordatelo. »

« Sono corso fra la gente a chiedere aiuto. Qualcuno dai gradini del molo si è voltato, ma nessuno di quelli che facevano picnic sull’ erba mi diede ascolto. Mi sono sentito un fantasma. Sembrava proprio che non mi sentissero. Loro erano lì che se la ridevano beati, mentre io sembravo un disperato. E’ stata un’ esperienza sconcertante. Alla fine ho convinto qualcuno ai gradini ad aiutarmi con il mio amico. »

Qualche istante dopo, un altro agente bussò alla porta, e annunciò « E’ arrivato il padre del ragazzino. Possiamo farlo entrare? »

« Ancora qualche istante, Maurizio » poi chiese a Perseo « Quindi tu non hai effettivamente visto il killer … »

« Ho portato un tizio in fondo al Viale …ci siamo avvicinati alla zona del ponte …c’ era solo la vittima. Ma ho colto sincerità nelle parole di Timoteo. E poi quei balordi se la sono data a gambe più in fretta che mai. Sono sicuro che lo hanno visto per davvero. »

Poco dopo, il padre di Perseo Fondo venne fatto accomodare. Gli venne spiegato dai due agenti che suo figlio e il suo migliore amico ( anche se Perseo non condivideva questa affermazione ) subivano una vera e propria persecuzione da parte di alcuni ragazzi più grandi. Il padre chiese il motivo. Gli agenti guardarono Perseo, chiedendosi se lo avrebbe ammesso.

Lui annuì « Papà, credo che sia arrivato il momento che tu lo sappia. »

« Cosa dovrei sapere, scusa? Hai fatto qualche torto a quei ragazzi? Che cosa sta succedendo? »
« Non accettano quello che provo. »

« Cosa vorresti dire con questo? »

« Mi piacciono i maschi. Quello che hanno pestato non è il mio migliore amico. E’ il mio ragazzo, capisci? »

« Ma cosa stai dicendo? » chiese il padre, sconcertato.

« Non ho scelto io. E’ successo. »

« Io penso solo che tu hai tanta confusione in testa. »

« Non sono confuso. Sono nato così. Devi accettarlo. »

« Non dire stupidaggini, figliolo. Tu non sai chi sei e che cosa vuoi. Sei troppo giovane. »

Gli carezzò i capelli con la mano, togliendogli il cappuccio « Domani andiamo dal barbiere e ti faccio tagliare questi capelli. Sono troppo lunghi. » Perseo sospirò.

 

 

Annunci




Quando i sogni profetici diventano veri

18 06 2018

Oggi noi di civiltascomparse vi presentiamo un trafelato aggiornamento del sincrostudioso Goro Adachi a proposito del terremoto a Osaka in Giappone:

https://www.supertorchritual.com/when-prophetic-dream-comes-true/

Ci dilettiamo un po’ con i “poteri psi” qui su Super Torch Ritual (non ancora nello spazio pubblico del sito) e abbiamo appena avuto un drammatica “botta predittiva” basata su un sogno profetico: un terremoto letale che ha colpito Osaka in Giappone. Normalmente qui non si parla di sogni ma nove giorni fa ne ho avuto uno da me percepito come “guidato da poteri psi” e probabilmente profetico, e ho deciso di parlarne. Oggi ci siamo accorti che quel sogno era davvero profetico.

Qui una mia breve nota nella sezione premium di STR postata il 9 giugno:

Mi sono svegliato questa mattina dopo aver fatto un breve sogno su un terremoto devastante che colpiva Osaka in Giappone (una città non proprio conosciuta per i suoi terremoti). Non so come interpretarlo ma ho pensato comunque di menzionarlo, nel caso potesse diventare utile.

Potete andare sullo spazio della nota, che ho reso pubblico per l’occasione.

Nove giorni dopo (oggi 18 giugno), un terremoto letale ha colpito Osaka in Giappone.

Così un membro di STR ha già commentato il post: “Se questa non è una prova che dimostra la psi, non so cosa possa essere. Fantastico!”

Questo è stato davvero un caso misteriosamente chiaro di un sogno profetico ben specifico che si realizzava inconfondibilmente solo pochi giorni dopo, dimostrando innegabilmente la realtà del psi (funzionamento psichico). E questo non resterà un incidente isolato. Pensate a questo più come a un inizio delle cose che verranno…
Ecco un altra nota di STR scritta e pubblicata solo poche ore dopo il sogno profetico discutendo la rilevanza dei poteri psi:
“Il problema dei poteri psi è fondamentalmente rilevante per le cose multicontestuali che normalmente abbiamo discusso qui su STR. Senza prendere in considerazione il psi, tutte le “coincidenze” sconcertanti che vediamo intorno a noi sarebbero inevitabilmente considerate solo il risultato di grandi cospirazioni orchestrate coscientemente da un gruppo satanico. Facile da capire, non richiede molte riflessioni ed è terribilmente fuori luogo. Le cospirazioni sono ovviamente ovunque, si tratta di un aspetto della natura umana, ma non si può semplicemente usarle pigramente per spiegare ogni cosa insolita al mondo. Tenendo presente i “poteri psi” [ma come si può tradurre in modo soddisfacente e credibile in italiano questa sigla?!], le cose non sono così semplici. Se c’è una “forza” “paranormale”che influenza la realtà da sotto la superficie di ciò che possiamo percepire, proprio come il regno sub / inconscio della consapevolezza lo fa nei confronti della mente cosciente – che non è realmente separata dal nostro essere centrale – allora è un intero gioco diverso con un insieme di regole completamente diverse (e sconosciute). Qui a Super Torch Ritual facciamo meglio di molti altri a interpretare gli eventi sincronici in parte perché prestiamo molta attenzione e prendiamo in considerazione il “fattore psi”[“fattore psichico”]  nella realtà e sappiamo un po ‘di più sulle sue “regole” nascoste. Quindi sì, lo psi [psiche collettiva] non è solo rilevante, ma fondamentale per comprendere lo stato multicontestuale / intertemporale della nostra esistenza. E presto lo spingeremo oltre i normali confini della realtà…”
Le placche tettoniche della Realtà stessa stanno iniziando a cambiare … Come sopra, così in basso; come dentro, così fuori. La Forza si risveglia.




L’ incomprensibile mondo degli afantasiaci. Sei uno di loro?

30 05 2018

Risultato immagine per aphantasia

Visualizza immagine di origineSe queste immagini ti fanno sentire confuso, ti sei mai chiesto perché? Perché fai quello che fai nel modo in cui lo fai?

GLI AFANTASIACI :

  • Non visualizzano nessun tipo di immagine mentale con l’ ” occhio della mente”
  • Molti di loro non sognano la notte, ma la maggior parte sì. Ma non si rendono conto di cosa voglia dire esattamente ” daydreaming – sognare a occhi aperti “.
  • Non sono soggetti a distrazioni, sono più capaci di concentrazione e non soffrono di ansia.
  • Non visualizzano la storia istante per istante durante la lettura di un libro.
  • Alcuni di loro non ricordano le facce. Se il loro parente più stretto dovesse sparire e gli venisse chiesto loro di creare un identikit visivo non saprebbero farlo. Necessitano di foto e filmati per ” rivedere ” il passato.
  • Hanno ricordi di altro tipo, usando altri sensi, ma non possono richiamare scenari del passato.
  • Perfettamente funzionali, non si rendono conto della loro condizione fino all’ età adulta. La condizione stessa è stata scoperta solo qualche anno fa.
  • Quando si rendono conto della loro diversità si sentono molto spaesati, e pensano di essere circondati da gente con superpoteri. 
  • Spesso hanno problemi di orientamento, con le mappe e cose del genere. Trovare l’ auto parcheggiata fra le tante altre richiede un grande sforzo.
  • Non capiscono l’ interesse per la fantasia, e sono generalmente più tendenti allo scetticismo e al realismo assoluto.

I SUPER FANTASIACI:

  • Hanno immagini mentali paragonabili alla realtà, spesso anche più nitide dei sogni notturni. Possono manipolare queste immagini e visualizzarle a 360 gradi da tutti i punti di vista.
  • Questa abilità quotidiana funziona meglio a occhi aperti, e non richiede alcuno sforzo, è assolutamente spontanea.
  • Possono soffrire di ansia perché le immagini mentali sono come tatuate ed è difficile staccarsele di dosso.
  • Potrebbero visualizzare una loro giornata tipo rimanendo a pensare nel letto.
  • Ricordano le facce persino degli sconosciuti visti una volta nella vita. Rammentano più particolari delle persone nella media.
  • Possono applicare tutti i sensi nella loro immaginazione.
  • Probabilmente sono soggetti a episodi di sinestesia, per esempio sprazzi di colore ( della durata di un istante ) in reazione a suoni o altro.

Mi chiedo, essendo io appartenente alla media , e probabilmente un poco più su della media, quali siano le implicazioni per queste persone a riguardo della coscienza umana, a riguardo della loro spiritualità, che probabilmente è in loro assente e abbastanza incomprensibile, da qui forse deriva la concezione della matematica e del tempo come costrutti di invenzione umana, e si può dedurre quindi che l’ ateismo è stato inizialmente concepito da un afantasiaco?

Dilemmi che per ora non hanno risposta. Però sarebbe molto interessante confrontarsi con queste persone e capire che concezione hanno dei concetti astratti e meno legati alla realtà ” nuda e cruda ” della vita …

L’ umanità non si è accorta fino al 2010 di questa sindrome? Ringraziate gli scienziati che derisero l’esperto in cerca di prove e pareri dai suoi colleghi , che lo derisero dicendo che la ” visualizzazione mentale non esiste ” !!!!!

da Wikipedia:
To my astonishment, I found that the great majority of the men of science to whom I first applied, protested that mental imagery was unknown to them, and they looked on me as fanciful and fantastic in supposing that the words ‘mental imagery’ really expressed what I believed everybody supposed them to mean.
Per la mia meraviglia, scoprii che la maggioranza degli uomini di scienza ai quali mi sono rivolto ( 1880 ) inizialmente per verificare questa sindrome protestarono che la visualizzazione era a loro assolutamente sconosciuta, argomento allucinatorio e di fantasia era supporre che la visualizzazione mentale fosse realmente quello che la gente supponeva di possedere.

 

  

 





Diffidate di qualsivoglia interpretazione onirica e considerate invece questo (della serie – un cactus non è un tridente o una croce – trattasi di cactus ;) )

13 10 2017

image

Ogni volta che leggo di discussioni a scopo interpretativo dei sogni metaforicamente sbatto la testa contro un muro perchè la gente non si rende conto di scrivere interpretazioni che NON hanno senso logico. Ci sono quelli che vanno a cercare i significati più astrusi e SCONNESSI e poi ci sono gli altri balordi che minimizzano e ridicolizzano tutto, facendo tanti giri di parole per dirti che le emozioni che scaturiscono dai tuoi sogni sono banali e poco interessanti senza rendersi conto dell’ egoismo e della noncuranza che scaturisce dalle loro frasi. I sogni, amici miei, sono le cose più misteriose e mistiche che ci appartengono e dovrebbero essere studiati a fondo ma senza quelle ridicole interpretazioni che gli attribuiamo. Ci sono diverse categorie di sogni, e alcuni possono riguardare sì le nostre paure e la nostra interiorità, ma altri invece sembrano una finestra su altre realtà e sottolineo realtà, e non centrano nulla con il nostro essere.

CATEGORIE DI SOGNI:

  •  SOGNO LA PAURA: sono connessi alle nostre paure interiori ma non si celano dietro a chissà quale simbologia. Sono molto diretti. Sono sogni dove morite o affrontate un pericolo.
  • SOGNO MESSAGGERO : di solito centra un parente scomparso che riappare in sogno, quando questo succede, anche se si accompagna a persone vive, si tratta di qualcosa che vogliono farvi sapere. E’ l’ unico modo che hanno per comunicarvi qualcosa.
  • SOGNO MULTIVERSO: e se i sogni aprissero finestre su un’ altra realtà? Che esiste, certamente esiste, ma in un luogo irraggiungibile che rappresenta un universo parallelo? Quando nei sogni le cose sembrano stranamente simili ma allo stesso tempo diverse probabilmente siete riusciti ad aprire una finestra su un universo parallelo. Se ci pensate spesso i sogni ci mostrano versioni e scelte alternative rispetto alla nostra realtà e ci sono esperti scienziati che si sono dedicati allo studio della fase REM che sono aperti a questa eventualità e ipotizzano un trasferimento di percezioni e dati fra due individui di due universi differenti – https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi32uOVie7WAhVLVxQKHRqQBQ0QFggwMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.psychologytoday.com%2Fblog%2Fdream-catcher%2F201407%2Fdreams-and-the-many-worlds-interpretation-quantum-physics&usg=AOvVaw0omISO4EaeQaXarRKZfThv
  • SOGNO PREMONITORE: per esempio sognare una persona prima di conoscerla e rendersi conto che è uguale a quella in sogno, oppure sognare di un evento che dopo un certo tot di tempo si realizza , anche se non proprio allo stesso modo, anche solo una parte di esso.
  • SOGNO LUCIDO : è un sogno nel quale avete coscienza di star sognando e di solito appare con colori più vividi del solito. Attenzione quando vi svegliate, potreste trattenere per un istante il sogno e vedere un cane sul comodino come è successo a me 😉
  • SOGNO DILATATO NEL TEMPO: quando sognate periodi di giorni o settimane in pochissimo tempo.
  • SOGNO LA TV: non so voi, ma a me capita spesso di guardarmi film o show televisivi in sogno.
  • SOGNO L’ INVENZIONE: fatevi una ricerca su Google e scoprite quanti famosi inventori hanno avuto l’ ispirazione in sogno.

Ora che sapete come stanno le cose buttate via tutto ciò che riguarda o tratta delle interpretazioni dei sogni, perché fanno collegamenti assolutamente sconnessi e non hanno senso. NON HANNO SENSO. La realtà è che i sogni andrebbero studiati, e non è ammissibile che metaforicamente la gente vi dica che 2+2 fa 5, perché è così che vi raccontano dei significati dei sogni. Le cose sono evidenti. E diffidate anche degli scettici e dei disinteressati, perché non hanno capito niente. Non sono in grado di apprezzare il mistero che rappresenta l’ onirica. Non lasciate che vi dicano che le vostre emozioni scaturite dai sogni sono banali e poco interessanti.

 

  





Il mistero del mio puzzle onirico – Il remake

11 10 2017

safe-dreaming

Era una mattina di otto anni fa ( 11 ottobre 2009 ) quando iniziò il primo sogno che andò a formare un vero e proprio puzzle onirico.

Vidi un ragazzino mio conoscente entrare in casa mia, e mettersi sul divano con una faccia triste. Per distrarlo, gli mostrai una console di videogiochi. Poco dopo arrivò una donna che disse che doveva portarlo via, ma nel frattempo io chiesi a mia madre se lui sarebbe rimasto con noi. E lei disse di sì.

Avevo conosciuto il ragazzino nel marzo dell’ anno prima ( la mia memoria mi porta al 21 marzo 2008 ), mentre passavo in bici per il parco e un ragazzino dell’ oratorio mi fermò per salutarmi e mi presentò i suoi amici. Giocavano a carte. Più avanti lo ritrovai sempre al parco che teneva compagnia a due miei amici più grandi, che all’ epoca erano i miei migliori amici.

Non sapevo quasi niente di lui, e avevo appena iniziato l’ università, quindi avevo la mente concentrata su grandi cambiamenti e su un’ altra città. Non mi spiego, ancora adesso, come mai proprio lui e come mai proprio in quel momento.

Per un certo periodo il mistero si concentrò su di lui …I sogni continuarono e nel frattempo nella vita reale, sia prima di ottobre che nei mesi successivi , non lo vedevo più in giro e frequentavo l’ università. Due settimane dopo sognai che il ragazzino non si trovava, in città lo stavano cercando, e io per qualche motivo lo avevo incontrato recentemente e lo stavo cercando anch’ io …

A dicembre sognai che lui e la sua famiglia si sarebbero trasferiti e che lasciavano la casa ad un altro proprietario. Li vidi sistemare pacchetti da portar via e coprire i divani con un telo trasparente. Tenete conto che – non conoscevo nessuno della sua famiglia – non ancora , almeno.

A gennaio 2010 ( e visto che annoto sempre i sogni interessanti, era il 10 gennaio ) ho sognato che il ragazzino era in cucina da me, e chiedeva a mia madre di farlo restare perché non aveva un altro posto dove andare. Se ricordo bene, vicino al tavolo da cena c’ era un seggiolino da bambino piccolo, ma non mi spiego il perché.

Nel frattempo, durante l’ anno, il suo fratello maggiore cominciò a rivolgermi la parola quando mi incontrava, ma non lo conoscevo, e si trattavano solo di incontri senza molto significato. Ma nel frattempo – due eventi FORTI nella mia vita – catalizzarono la mia attenzione su un certo nome – il nome del ragazzino – e furono: la morte di un mio compagno di classe che vidi il giorno prima in giro e che passò affianco a me poche ore prima di morire e un’ amicizia ” del destino “, di quelle che provocano un IMPATTO e lasciano un SEGNO. Ho trasformato la mia estate per un sogno perché nel giorno del funerale del compagno morto, avevo sognato che avrei incontrato un suo omonimo e che saremmo stati amici. La faccenda è complicata e non posso raccontarla. Ma posso dire che non dimenticherò mai le due TEMPESTE che sono scoppiate intorno a quel NOME.

Nel frattempo l’ 8 aprile 2010 ( che 7 anni dopo sarebbe stato il giorno del funerale di mio nonno materno ) sognai che eravamo a un funerale realmente accaduto nel 2009 e il ragazzino e la madre avevano raggiunto la chiesa e la madre ringraziò la mia famiglia per essersi preso cura di lui ( ? )…All’ epoca non capivo.

Nel dicembre del 2010 ( ovviamente nel giorno del Santo di quel nome ) iniziai uno stage lavorativo in una scuola, e cominciai a vedere più spesso il fratello maggiore del ragazzino. E poi un giorno sua madre entrò e parlò con il nostro staff. Forse è stato quello a triggerare il sogno che cambiò le cose in gennaio.

Gennaio 2011. Epifania. Mi sveglio con il ricordo di un sogno sul quale ho dibattuto mentalmente per anni. C’ era sua madre e il ragazzino con dei pacchi regalo , e io li raggiungevo e lei diceva che era contenta di avermi conosciuto e che aveva scoperto di essere imparentata con mia madre e che le nostre famiglie si sarebbero riunite. ( Devo ammettere che questo sogno smosse dibattiti mentali perché allo stato attuale sono sicuro al 99% che non c’è nessuna parentela fra mia madre e la sua.  

Non ci furono altri sogni fino al maggio del 2012 , quando sognai che io e il ragazzino eravamo amici e conversavamo di un’ attività sportiva. Comunque nel 2011 e 2012 ci fu una pausa onirica, e io ero impegnato con tutta un’ altra storia di vita.

Ma quello che successe nel 2013 mi fece pensare molto, e mi ha fatto tornare a riprendere tutto e unire i puntini. Dovete sapere che la mia passione per i sogni e la loro decifrazione deriva dall’ aver sognato, la mattina di un 2 giugno 2007, una bambina, precisamente la nascita di una bambina di nome Giulia in estate, in Puglia. A darle nascita era mia madre, e c’ erano anche i miei nonni materni, sebbene la nonna fosse già scomparsa all’ epoca. I nonni materni in Puglia …? Mmmm… Quello era strano, perché mia madre non è Pugliese. La vidi anche cresciuta, bionda e con occhi scuri. La sognai anche nell’ estate del 2008, questa volta nella terra dei miei nonni materni, che erano presenti, assieme a mia madre, ed era più grande, e sempre bionda, e si chiamava sempre Giulia.

Vedete, quando ero piccolo, io e mio fratello avevamo tanti amici immaginari con cui occupare le nostre giornate, e quando giocavamo al medico, c’ era un solo evento che , come un rituale, mettevamo in scena: la nascita di Giulia, che immaginavamo sempre in estate. Quando cominciarono i sogni su di lei, che poi dopo i primi due episodi continuarono ( una volta guardavamo un cartone animato a casa ” nostra ” e un’ altra volta ( 11 novembre 2013 ) fu la mia migliore amica a sognarmi con lei ) pensavo che sarebbe arrivata una sorellina o cuginetta nuova.

Un giorno, a fine agosto 2013 , la mia migliore amica e io parlavamo dei sogni, e lei mi informò che alla famiglia del ragazzino si era aggiunta una nuova arrivata: una bambina di nome Giulia, nata d’ estate. Cominciai a pensare che avevo sognato ( di nuovo ) una persona prima che esistesse. Il nonno del mio migliore amico gli ha raccontato di averlo visto in sogno, uguale a come era da piccolo. Anni prima mi capitò di conoscere un’ amica di penna che avevo già incontrato in sogno, stessi vestiti, capelli, e stesso stadio del quale lei aveva foto nel suo profilo, e stesso luogo di origine.

Poco dopo ricontattai il ragazzino in questione e ci conversai , volevo cercare di arrivare a un punto per cui, dopo un certo periodo di tempo, gli avrei rivelato della serie di sogni che lo riguardavano. Ma poco dopo ci perdemmo comunque di vista senza che io ottenessi quello che volevo. In ogni caso fu come ricaricare di sincronicità un mistero onirico …poche settimane dopo sognai il ragazzino in una comunità , e un signore cercava di adottarlo, ma gli veniva detto che non poteva. Era un sogno triste, e lui piangeva, ma in silenzio, e poi si voltò senza dire nulla e tornò sui suoi passi.

Nell’ autunno ( ottobre ) del 2014 non potevo più tenermi dentro il mistero tacito dei sogni, solo la mia migliore amica conosceva la storia e avevo ricominciato a incontrare il ragazzo in giro sempre più spesso. Perciò gli mandai un lungo messaggio, al quale rispose qualche giorno dopo. Mi ringraziò per averglielo detto, ma disse che secondo lui non c’ era significato dietro, e che non credeva che i sogni rivelassero qualcosa sul futuro. Io provai a fargli approfondire la cosa ma presto mi arresi e persi fiducia. Nel 2014 i sogni sono continuati ma non sembravano più così significativi.

Poi arrivò il 16 marzo del 2015, e sognai che ero stato invitato a casa loro, e che c’ erano tutti, anche i parenti che non avevo ancora sognato, persino la nonna. La madre nel sogno mi abbracciò e mi rammentò con una frase che ” ero parte della famiglia “. Quindi come nel primo sogno, ma al contrario. Stavolta riguardava me. Continuavo a non capire. Poco dopo decisi di raccogliere tutte le informazioni che avevo a mia disposizione, e scoprii una serie di particolari, date, aneddoti, interessanti e forse addirittura intriganti, con i quali cercai di unire i puntini.

Nel dicembre del 2015 sognai che ci eravamo riuniti come famiglie nella nostra casa estiva e il ragazzo sembrava essere in confidenza con mio fratello. E’ stato l’ ultimo sogno particolarmente significativo perché le nostre famiglie erano assieme.  

Nell’ agosto del 2016 sognai che il ragazzo era accompagnato da una ragazza e venivano a trovarmi a casa mia. Sognai inoltre che la sua famiglia o una sua parte si erano trasferiti nei pressi di casa mia.

I sogni si son rarefatti nel corso del tempo, ma l’ ultimo risale al 12 agosto 2017, quando sognai la madre accompagnata dal ragazzo e suo fratello, per strada, sulla strada che percorro sempre quando vado a lavorare, e in cielo c’ erano un sacco di stelle cadenti, il cielo ne era ricoperto, e ad un certo punto la madre cadde a terra e mi chiamò , dicendomi di avvertire i suoi figli che era caduta, e io quindi li raggiunsi.

Negli scorsi giorni è successa un’ altra cosa , che mi ha fatto tornare indietro nel tempo a tutta questa bizzarra e misteriosa vicenda di sognare persone che effettivamente non conosco, e con le quali nei sogni c’è questo misterioso legame. Ma non la racconterò. Resta il fatto che, come 8 anni fa, pensavo a tutt’ altro, ero impegnato in tutte altre faccende e ambizioni, e poi come non detto, il ciclo ricomincia e nuove storie emergono …

Essendo che studio astrologia da quando avevo quindici anni, a me piacciono le date e i compleanni. Sono le prime cose che ricerco di una persona. Io sono nato il 1mo di marzo , e la madre del ragazzo è più di dieci anni più giovane di mia madre, ma entrambe hanno un figlio/a della mia età, ma l’ altra è nata in un giorno che scomposto forma 3 volte il numero 1…E ha anche il nome della mia prima amica di quando ero piccolo e abitavo altrove.

Il padre, di cui non so assolutamente nulla a parte per il nome, porta il nome del fratello di mia madre, e il fratello maggiore porta quello di mio cugino materno. Credo che siano per metà pugliesi. Lo si capisce dal cognome e dalla sua diffusione.

Quando ci siamo trasferiti in questa città non era un giorno a caso …E per qualche strano motivo, i due giorni in cui ho conosciuto/ incontrato il ragazzo e suo fratello corrispondono a : il giorno dopo il compleanno 88 di mio nonno materno e il giorno che sarebbe diventato il suo funerale.

Avevo un amico , all’ epoca, che abitava nella via parallela alla loro, e avevamo stretto un patto che dovevamo dire ai nostri amici in comune che eravamo cugini da parte di madre.

Non so dire esattamente cosa significa tutta questa storia, non ho fatto molto per fissarci la mia attenzione sopra, dico la verità, la mia mente è sempre sovvra – stimolata e accade tutto assieme: semplicemente le cose sono andate così e io ho solo ricevuto questi sogni.

Forse un giorno capirò … nel frattempo ” celebro ” questa data mistica e misteriosa con un nuovo articolo che è a sua volta ciclico, perché anche essi ritornano …esattamente come i nuovi particolari della storia che sono riemersi dall’ oblio e sono giunti a me, come un cerchio che si chiude, e forse si tratta di una spinta verso l’ eschaton di questa storia …

      Matteo

LA MIA INTERPRETAZIONE:  Allora, per cominciare cerchiamo di spezzettare gli eventi e cerchiamo di dare una minima spiegazione sulle cause: i sogni sono cominciati durante la prima settimana da me trascorsa all’ università nella città dove ( ho scoperto in seguito ) tutti i figli della famiglia sono nati …mmm interessante no?Il primo sogno rimane misterioso, non so come sia potuto verificarsi perchè non ero più in contatto e non incontravo nemmeno più il diretto interessato nei mesi intorno alla data del primo sogno …Invece il sogno relativo alla madre è arrivato 3 settimane dopo averla vista bene per la prima volta …potrebbe aver funzionato da trigger …

All’ inizio intorno al 2011 pensavo veramente che ci fosse qualcosa dietro e che ci fosse una parentela sconosciuta / segreta fra le nostre famiglie, prevalentemente da parte materna, ma scoprendo la loro regione di origine ho dovuto arrendermi all’ evidenza che al 99% non c’è parentela. Ho mostrato una foto della donna a mia madre ma lei mi ha detto che non la conosce. Sta di fatto che sia come date, che come nomi, c’è una connessione con il lato materno della mia famiglia…Ma ci si ferma a una similitudine. Dopo che si è aggiunto un nuovo membro le mie teorie sono aumentate e comunque è stranissimo il collegamento con un mio rituale dell’ infanzia che condividevo con mio fratello …Io come blogger faccio da anni ricerche sul tempo e come funziona il tempo e ho fatto esperimenti con risultati e conclusioni che non si trovano altrove e sono per certi versi inaudite …E’ possibile che ci sia stato un evento nel futuro che abbia avuto un effetto riverbero ( come quando si tira un sasso in un lago per dire ) che è rimbalzato nel passato e mano a mano se ne sentono gli effetti …Quindi se uno degli eventi è già passato e potrebbe riguardare quel nuovo membro mi chiedo quale sia allora il prossimo. Secondo me l’ evento causa potrebbe non essere da ricercarsi nel passato ma nel futuro.

Questa tematica dell’ ” ospite ” e dell’ ” adozione ” che compare in alcuni di questi sogni potrebbe collegarsi in qualche modo con la storia di una famiglia che conosciamo da tantissimi anni che è un po’ parallela alla mia …i nostri genitori fanno lo stesso tipo di lavoro, io assomiglio alla prima figlia, mio fratello e il loro altro figlio sono nati molto vicini di data …e hanno praticato lo stesso sport per un bel po’ di tempo …e guarda caso 3 anni prima dell’ inizio di questi sogni hanno deciso di adottare un ragazzino che ha lo stesso nome e la stessa età del diretto interessato dei miei sogni. Questa è una possibile spiegazione che posso dare anche se non vedo perchè nei miei sogni questa storia dovrebbe reinterpretarsi dopo così tanto tempo.





Dal Big Bang al Big Vision – La soluzione al modello di viaggio nel tempo di Mckenna

27 06 2017

FlashForward

” Sono Matteo, e sto osservando la situazione alla televisione…E’ passata una settimana dall’ evento che ha letteralmente catalizzato l’ attenzione globale. Nel tardo pomeriggio di Domenica 8 Luglio 2018, ( La data zero della timewave è una — stima — di Meyer – se dovesse accadere nulla impedisce che avvenga mesi prima o mesi dopo )  orario Italiano, di mattina per l’ America, di notte per gran parte dell’ Asia, ogni singolo essere umano sulla Terra ( e pare anche ogni componente delle specie animali più intelligenti e dotate di autocoscienza ) ha avuto una visione attraverso uno stato di ipnosi simile al ” petite mal ” che fa parte della gamma dei sintomi degli epilettici. In questa visione i sopravvissuti mano a mano che passavano i minuti hanno raccontato di aver ricevuto immagini e momenti della loro vita futura, fino alla morte. Non tutti hanno potuto raccontare ciò che gli è accaduto. Milioni di individui, che in quel preciso momento si trovavano in posizioni e luoghi ora definiti ” a rischio ” ( autostrade, rampe di scale, grandi altezze, paracadutisti, aeroplani, mari e oceani ) sono deceduti in seguito alla sovrapposizione della visione rispetto alla realtà del presente. Ironicamente nessun detenuto è perito nel disastro globale.

Il mondo si è fermato. Una settimana dopo strade di tutte le città e di tutte le campagne sono sgombre, e i cieli sono occupati solo dagli uccelli. A parte per quanto riguarda gli ospedali e le operazioni di sgombero dei corpi e dei rottami, in nessun posto al mondo si sta lavorando. Le folle stanno cercando rifugio nelle chiese per cercare una risposta, un conforto. L’ Illuminismo è morto folgorato. Siamo improvvisamente tornati in quella stasi e perdita della ragione appartenente al Medioevo. Una nuova pseudo religione legata alle visioni si sta diffondendo online. Un sito ufficiale sta raccogliendo informazioni da tutti i volontari per arrivare, mattoncino dopo mattoncino, a formare dettagliate descrizioni degli anni futuri e dei destini delle persone più note. Mckenna lo aveva detto in una delle sue storie: aveva descritto l’ arrivo di un UFO sulla Terra, da cui sarebbero scesi alieni superiori a noi, che avrebbero dispensato doni e moniti, e che poi se ne sarebbero andati all’ improvviso. Secondo lui per almeno un millennio, successivamente, i popoli avrebbero accantonato la scienza incapace di fornire risposte, e avrebbero sviluppato un senso di abbandono e di devozione verso quella civiltà superiore, e si sarebbe impegnata con ogni sua forza per imitarla, perlomeno, o per raggiungerla e ricongiungersi. Ma ora cosa abbiamo? La maggior parte pensa sia stata opera di Dio, ma i mass media ci stanno dicendo proprio ora che si tratta delle conseguenze imprevedibili di un esperimento per viaggiare nel tempo. Le nostre esistenze si sono rivelate a noi, srotolandosi nelle nostre coscienze come tappeti rossi, ed essenzialmente siamo ora tutti dei fantasmi. Se il libero arbitrio si dimostrasse illusorio, e avessimo le conoscenze di tutta la nostra vita futura, allora vorrebbe dire che siamo come dei morti che camminano. Alcuni scienziati ci stanno avvisando che probabilmente abbiamo visionato una versione della nostra esistenza in una timeline dove questo evento globale non è avvenuto, e che si tratterebbe solo di una delle infinite versioni possibili nel multiverso.  

Ci dicono che siamo passati attraverso una nuova era dell’ umanità. Dal Big Bang al Big Vision. La storia come la conosciamo è finita, sbriciolando tutti i grandi conflitti e tutti i problemi al cospetto dell’ enigma del libero arbitrio e del tempo. Chi diceva che il tempo non esiste? Ora rappresenta un fattore di enorme peso nelle nostre esistenze. La gente si sta facendo sempre più cauta e paurosa. C’è la possibilità che questo fenomeno non dipenda precisamente dall’ esperimento del viaggio nel tempo e che quindi possa replicarsi, mettendo a rischio altre milioni di persone. Avremo ancora modo di osservare i bambini giocare? Il centro estivo è stato annullato, e nessun genitore sta portando fuori suo figlio a giocare. Troppo rischioso. La mia stessa famiglia si trova davanti a dover essere molto cauta nel scendere e risalire le scale, così abbiamo messo dei cuscini sul fondo di ogni rampa. Forse sarà così la nostra nuova vita. Cuscini e materassi ovunque.

La cosa positiva è che stanno spuntando inventori e progetti futuristici ovunque. Potremo avanzare di decenni in poco tempo. E infine questo fenomeno è condivisibile da tutti, tutti ricorderemo dove eravamo e cosa stavamo facendo prima, in quella era che ora sembra già preistoria, inimmaginabile oramai, dove nessuno sapeva cosa sarebbe successo fra un mese, meno che mai di cosa sarebbe morto. Ma ora siamo tutti enormemente più uniti. Uniti nel dolore, nella soddisfazione se la visione è andata bene, uniti anche nei molteplici malesseri e sogni infranti, uniti dalla compassione e collaborazione reciproca. I crimini sembrano essersi estinti, perché ogni persona malintenzionata conosce le conseguenze del suo gesto, e sente il peso della cella prima ancora di finirci dentro. La gente viene tenuta d’ occhio per vedere se effettivamente succederà quanto descritto dalla visione. Il mondo intero si è attaccato con le unghie all’ astrologia , che permette di organizzare la giornata senza rischi, e alla filosofia, che permette di dire la propria sul nuovo modo di guardare alla nostra vita. Dobbiamo capire se queste visioni rappresentano un futuro fisso e quindi impossibile da cambiare, o se il fatto stesso di aver appreso dettagli sulla vita futura comporterà la rottura con questa modalità di tempo fisso e l’ ingresso nel caos più totale. Forse il libero arbitrio sta cercando di nascere proprio ora. Forse avevamo bisogno di questo momento per far sì che le diramazioni del possibile raggiungessero la libertà.   “

Domenica ho realizzato cosa stava descrivendo Terence Mckenna nel suo modello di “ primo viaggio nel tempo “: l’ ho capito leggendo il libro Flashforward
Mckenna diceva che mettere in pratica il viaggio nel tempo avrebbe significato comprimere il tempo in un singolo punto nello spazio – tempo, determinando un fenomeno imprevisto che avrebbe fatto apparire il futuro immediatamente sovvraposto al presente. Lo ha chiamato fenomeno del God Whistle.
Avevo già compreso che avrebbe implicato una singolarità tecnologica, ma non ero ancora arrivato a visionare per bene tutto questo processo da lui ipotizzato:
Bene, quindi se un individuo dovesse testare il viaggio del tempo per la prima volta, secondo il modello di Mckenna, ciò vorrebbe dire che un millesimo di secondo dopo la coscienza di ogni essere umano ( e forse persino creatura animale ) sulla Terra verrebbe trasferita in uno stato mentale non ancora sperimentato da creatura alcuna, simile alla fase REM del sonno. Ma a differenza del libro Flashforward dove si vede un tempo 20 anni nel futuro, o della serie , dove vediamo un tempo 6 mesi nel futuro, – noi vedremmo tutta la nostra vita come se qualcuno ci trasmettesse un file nel cervello – quindi tutto il possibile futuro da noi percepibile. Ciò potrebbe avere implicazioni inaudite e assolutamente imprevedibili.
Nel grafico timewave c’è un solo punto nello spazio tempo che fa collassare il sistema. Mckenna aveva persino pensato si sarebbe trattato della fine dell’ umanità…Ma non sarà così …sarà infatti l’ unico momento nella storia dell’ umanità dove mancherà un osservatore e uno stato di coscienza. Inoltre ci sarà la minore attività umana e cosciente nella storia del pianeta. E sarà una esperienza che ogni umano ( e forse ogni creatura animale abbastanza cosciente di sè ) potrà vivere. Dunque questo evento è l’ unico in grado di far davvero collassare il sistema, cambiare la nostra percezione del tempo, la nostra percezione di libero arbitrio, cambierebbe ogni cosa, dalle religioni alle filosofie, e la scienza dovrà trovare un modo di fronteggiare questo enigma globale. Mi chiedo però se vedremo la nostra vita come si svolgerà senza possibilità di cambiarla, quasi come una sorta di punizione globale per aver osato provare a viaggiare nel tempo ( mi ricorda la leggenda del frutto proibito ) oppure sarà uno dei milioni di futuri possibili.
Come ci comporteremmo se sapessimo come andrà la nostra vita? In effetti è molto ma molto inquietante, ma forse il fatto stesso di venire a saperlo azzererebbe tutto. Chi capisce come funziona la timewave, sa che il libero arbitrio viene messo in difficoltà perchè il grafico è in grado di segnalarci i momenti nel tempo ( anche se la timeline e la data zero prevista dal successore spirituale di Mckenna, Meyer, è attualmente accettabile solo come stima ) con più fattore di novità e progresso e fattore di abitudine e stagnazione, e grazie alla ricorsività storica insita in esso ( insita nel tempo stesso ) anche le finestre di tempo dove un conflitto o un qualunque evento di importanza storica ha la potenzialità di tornare in forma moderna.
Io stesso con i miei esperimenti sulla ciclicità nella mia vita personale, non credo molto nel libero arbitrio come è normalmente inteso, ma come libertà di scegliere qualcosa che porterà a ramificazioni determinate. Libertà di scelta, ma poi la storia va avanti in modo determinato.
Vi consiglio di leggere FlashForward o di guardare la serie per avere una idea, seppur non identica, di come potremmo fronteggiare un tale evento di magnitudo inaudita. Potrebbe persino succedere prima della data zero ( forse al punto del Grande Picco 8 mesi e 12 giorni prima? ) e poi forse si vorrà cercare di replicare l’ evento, che darebbe luogo a preparazioni colossali e a un giorno in cui tutta l’ umanità sarà sveglia e attenta, ma nessuna vera attività avrà luogo. Forse nel primo flashforward vedremmo eventi nella data che sarà poi riconosciuta come – data zero – e quindi non vedremo la nostra intera vita ma ci sarà un fenomeno di attrazione temporale verso una certa data, e solo in quella data, a fenomeno replicato, vedremmo la nostra vita intera srotolarsi davanti ai nostri occhi, per poi tornare al presente.
Forse i sogni stessi sono una traccia di questo evento futuro che ha attraversato le epoche come una sorta di riverbero…
La nostra conversazione via chat – me e il proprietario del blog:

Curioso anche che il libro di flashforward sia stato pubblicato nel 1999 anno di matrix e la serie tv sia stata mandata in onda nel 2009 quando la ricerca della timewave era nel suo culmine!

E’ indubbio che qualsiasi cosa succederà coinvolgerà ogni essere umano sul pianeta a partire dall’occidente industrializzato, ogni essere umano a prescindere se connesso o no al sistema tecno-comunicativo: dici che gli occidentali, o comunque quelli non del terzo mondo, avvertiranno più intensamente la botta, che poi si estenderebbe anche a coloro non connessi al sistema dei mass media e della comunicazione globale o dici che sarà una cosa riguardante esclusivamente la coscienza degli umani a prescindere se siano tecno-connessi tra loro?

Bè io penso che la timewave è una impronta della coscienza prevalentemente umana, anche se i cicli di mckenna andavano indietro di miliardi nel tempo io mi fermerei a 200.000 e passa anni , quindi io suppongo che riguarderà l’ osservatore più intelligente sulla Terra, quindi prevalentemente l’ uomo, a tutti i livelli dagli aborigeni ai membri del MENSA

Quindi sarà il primo avvenimento della storia che coinvolge la coscienza di davvero tutti gli umani, nessuno escluso.

Ci sta con ciò di cui discutiamo da anni: il punto di massima connessione tra le menti.

Ironicamente in quei minuti ognuno sarebbe concentrato nella sua bolla mentre assiste a un film della sua vita

Certo se succedesse come nella storia del libro dove ogni umano colto in una azione o posizione a rischio muore o viene ferito ci sarebbero enormi rischi per i coinvolti. Del resto mckenna aveva detto che tanto più la morte entra nel sistema sociale umano tanto più è alto il fattore di novità perchè la morte è la nostra definizione di ignoto. Del resto sarebbe il fenomeno di taglio genetico più imponente da noi vissuto…Purtroppo temo che l’ aftermath non sarà accessibile a determinati milioni di individui ( la stima nella serie e libro era di 20 milioni di vittime )

Forse moriremo tutti nello stesso momento, nessuno escluso, per trasferirci in massa chissà dove, nel futuro estremo, qualcosa di indescrivibile.

sì mckenna lo aveva messo in conto però io credo che ci saranno sopravvissuti. Solo come scritto sopra quelli in posizioni e luoghi a rischio se in stato di non coscienza perirebbero. Ci devono essere sopravvissuti in quantità per generare un nuovo livello di esperienza sociale – storica – religiosa – e quant’ altro.

Ma io preferisco un modello più scientificamente attendibile possibile quindi un mondo dove questo fenomeno accade ma ci sono sopravvissuti – la timeline può ricominciare da capo con tutti i cicli oppure azzerarsi ma per poi ricominciare in qualche modo – confido che ci saranno abbastanza sopravvissuti da continuare la società quasi come nel passato – certo saremmo tutti stravolti e ci sembrerà di aver vissuto in un film ma il mondo andrà avanti

C’è chi non crede nell’ esistenza del tempo…E se il fenomeno tempo facesse il suo ingresso trionfale nel mondo degli umani con questo evento? Davanti a conoscenze sul nostro futuro il tempo avrebbe il maggior peso sulla nostra esistenza

Io a volte ho ipotizzato che il punto zero sarà il punto in cui ci si renderà conto che la successione temporale può essere letta nelle due direzioni: dal passato verso il futuro e dal futuro verso il passato e in entrambi i casi è coerente e quindi il punto di fine coincide col punto d’inizio.

Io lo vedo come un punto collegato indistintamente con tutti i tempi, perlomeno nel limite della generazione attuale. L’ unico luogo nel tempo dove tutto il futuro viene attirato e chiamato verso il presente. Mckenna faceva paragoni con un buco nero, un big bang al contrario, o con una palla attirata dentro a una ciotola che inevitabilmente toccherà e si incastrerà nel suo fondo

Forse colui o colei che fungerà da sperimentatore e viaggiatore nel tempo si troverà a visionare tutta la storia dell’ universo …In ogni caso una esperienza condivisibile con ogni persona nel mondo avrà implicazioni sulla unione sociale e tutto il mondo si chiederà se quanto visionato è fisso nel tempo , un monito oppure solo un futuro possibile a seconda delle condizioni attuali. Prepariamoci a un salto nel medioevo, la scienza dovrà davvero darsi da fare per fronteggiare una ondata spiritual – filosofica di tale magnitudo

Comunque sia, qualcosa che scardina alla base la nostra percezione comune della realtà a cui siamo abituati.

Mi dispiace però non fidarmi completamente della stima sulla data zero fornita da Meyer, ci sono troppe alternative potenziali, può accadere in diverse date di quest’ anno e dell’ anno prossimo. Forse Meyer ha ragione e nel Luglio 2018 vedremo la data zero, ma nulla impedisce che possa accadere mesi prima o mesi dopo …

questo tuo articolo mi fa venire in mente una forte credenza escatologica tra chi studia le profezie cattoliche, proprio nel periodo 1998-99 (a cavallo del nuovo millennio), quando ancora avevo qualche piccolo residuo di cattolicesimo che avevo paura di abbandonare, sentivo parlare di “avvertimento”, non so se uscì fuori da medjugorie o da qualche altra visione, ma diciamo la voce si diffuse e quindi era una credenza abbastanza diffusa ed è praticamente il fenomeno che hai descritto tu, solo che nella morale cattolica veniva descritta come una punizione del tipo “tutti vedranno la propria vita o meglio il male che hanno fatto e nulla sarà più lo stesso”, questo avverrebbe prima dell’apocalisse vera e propria. C’è però anche da rimarcare che questo fenomeno secondo l’esoterismo ed anche certe esperienze pre-morte è pratica che tutti un giorno dovremo affrontare anche senza punto zero, certo affrontarla in consapevolezza e nella tridimensionalità, senza il velo di maya che per chi crede a varie incarnazioni, giunge tra di noi, è sicuramente differente.

Sì in effetti si può collegare in un certo senso alle religioni, se ciò dovesse diventare realtà verrebbe interpretato come un evento simile alla venuta di cristo. Mckenna faceva il paragone con la storia di un disco volante che si materializza all’ umanità, e fornisce alcuni moniti e insegnamenti, portando doni ma anche avvertimenti, per poi sparire all’ improvviso. Anche se l’ evento del disco volante durasse una settimana tutta la storia del millennio futuro girerebbe intorno orbitando attorno a quella settimana. Un evento di visioni globali di questo genere riscriverebbe tutti i propositi e obiettivi, tutte le leggi umane e ogni persona contribuirebbe a fornire un mattoncino del futuro così da generare una immagine di tutti i tempi – e comunque anche se le visioni ci dovessero fornire informazioni sulle tecnologie future dovremmo realisticamente aspettarci una nuova grande stasi perchè tutta l’ umanità sarà concentrata sullo scoprire la verità e analizzare tale evento in ogni sua sfaccettatura. Saremmo obbligati a fermare il presente per studiare questo fenomeno.

In effetti un collegamento con l’ 11 settembre 2001 ( data di ancoraggio per stimare la data zero secondo Meyer ) c’è, sarà una specie di analogia, sicuramente come nel libro un flashforward provocherebbe danni globali , purtroppo anche potenzialmente milioni di vittime ( senza coscienza del presente non potremo renderci conto dei pericoli ) e il transito di ogni veicolo subirebbe un arresto quasi totale, visto che la gente per lungo tempo, molto più lungo del 2001, non si fiderebbe più di nessun veicolo, la gente diventerebbe incredibilmente più attenta a evitare qualunque rischio nel caso si ripetesse il fenomeno flashforward. Non so se il fatto che difficilmente sarà replicabile fungerà da rilassante a lungo andare, certo se fosse replicabile in un secondo tempo, le implicazioni sulla paura dei rischi forse si estenderebbe indefinitamente come ora abbiamo paura del terrorismo…Se nel 911 i cieli erano sgombri da aerei in un possibile aftermath della data zero questo tempo potrebbe estendersi per settimane/mesi/anni/ che dir si voglia addirittura, e non solo al cielo, ma anche alla terraferma e all’ acqua. Ne scaturirà un timore reverenziale come della guerra nucleare nel novecento