I sogni sono fossili di un loop di varianti dello stesso universo? / Confronto fra Fred Hoyle e Terence Mckenna

5 12 2019

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“Certe volte penso ancora che i sogni si svolgono in una “dimensione reale”, ma non saprei definire dove, perché gli universi paralleli non esistono, l’universo è uno solo, ma non sarei così sicuro che i sogni si svolgono nelle nostre teste/ nelle nostre menti … ci deve essere qualche altra risposta … che non includa fantomatici universi paralleli … forse connessioni quantistiche di osservazione temporanea di versioni alternative della nostra realtà di versioni precedenti dell’ universo unico, collassate e dimenticate … riciclate … come se il nostro io osservatore quando sogna fosse in grado di guardare ”nel cestino” dove ci sono “i files” di universi che hanno terminato la loro vita e la nostra coscienza si mettesse a interpretare momentaneamente momenti a caso/decisamente non a caso delle nostre precedenti esistenze in questa precisa identità … invece di universi paralleli, ci sono ricicli dello stesso, dove la nostra esistenza si è svolta in modi completamente diversi, tutti reali, tutti estinti … percepibili solo attraverso i sogni …”

https://civiltascomparse.wordpress.com/2015/04/02/vi-sono-veramente-due-mondi/

I sogni potrebbero quindi essere “memorie del passato” che il cervello “cerca”, connettendosi ad una frequenza in modo da allinearsi, armonizzare, informare, la versione attuale di questo mio individuo e specifico universo, letteralmente frugando, come una sorta di S.E.T.I., che cerca i segnali alieni, noi con i sogni, accediamo ad una incomprensibile area, dove letteralmente esiste un “cestino di universi” dove, una volta agganciato uno specifico “minuto” di un universo estinto, per qualche istante la nostra coscienza si aggancia, apre il file, lo rivive, e poi viene rigettato nella realtà attiva attualmente … e chissà che non ci sia un collegamento con la faccenda della antimateria, e che la porzione dell’ universo di antimateria non sia in realta’ la zona cestino dell’ universo, contenente versioni estinte dell’ universo … sarebbe a dire che si, versioni alternative dell’ universo esistono, ma in sequenza, lasciando solo una traccia accessibile (onirica/ antimateria?), e quindi chissà quante volte mi sono ritrovato ad essere me, e di conseguenza, se già sono stato me stesso, sono già stato in tutti gli altri, tutti gli altri che non sono me stesso, sono comunque me, riciclato in una miriade di versioni diverse … un po’ come appunto, si potrebbe fare per davvero, e non solo per ridere, un paragone con le storie a fumetti, dove ogni storia sembra in realta’ – agente – in un universo a parte (“Topolino”, per dire) dove i personaggi possono vivere situazioni che in altre storie non troveremo più o non sarebbero possibili … suppongo che la stessa cosa valga per noi …”

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” in questo caso potremmo definire i sogni “fossili psichici”, momentanee interferenze dove possiamo rivivere per qualche istante situazioni accadute eoni di tempo fa … persino alcuni dei nostri pensieri immaginari, in stato di veglia, dove immaginiamo situazioni, potrebbero essere “fossili psichici” o comunque “risultati” di una ricerca “nel buio”, con la metaforica torcia del cervello, che con la sua “luce” isola un momento specifico … questo tipo di pensieri, onirici e immaginari, sono come frugare fra i files, aprirli e guardarci dentro, e un po’ come per la forza di gravità che ci tiene ancorati al terreno, nei sogni esiste una inconcepibile “forza” che ci costringe a uscire dal file, una volta trascorso tot tempo … immagino che, visto che tutto si svolge a più livelli, in modalità frattale, frattalmente parlando, potremmo comparare “il tempo” con questa forza misteriosa, una forza che agisce al rallentatore per costringerci a “uscire da noi stessi“, dall’ attuale punto focale di identificazione e osservazione soggettiva della realta’, e la morte rappresenta il punto di impatto con questa forza … forza che comunque, come con la gravita’, ci porta (ci scaglia 😉 ) direttamente all’ interno di un altro punto focale di identita e osservazione, perché non esiste il “non esistere” ma solo la percezione di esistere … in questo modo l’ unica cosa che davvero si avvicina alla nostra idea di morte è il sonno profondo, dove non avvertiamo lo scorrere del tempo, mentre invece la vita di esperienze e percezioni diurne è senza limiti. In sostanza la “morte” di un individuo è solo l’accumulo complessivo di sonno non oniricamente attivo che una persona raggiunge nel corso della vita. (di quella specifica vita). “

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COMMENTO TROVATO ONLINE: “Hi! My husband & I were reading your artiscle & we have found ourselves (on more than one occasion) actually “mutually dreaming”. As in, we are in the SAME dream (unplanned) and once we had to ” fight” our way our of a “lucid” type of dream & were both physically moving in our sleep to be able to wake ourselves up. This is becoming a strange enough that we are looking for research on this just now. Yet your article says to “leave it to the movieies”. We are writing things down now. Please let us know if you have any more research or any further information that could be of assistance. Thank you” …

… se davvero davvero esiste la possibilita’ di sognare la stessa cosa significherebbe che i sogni sono ”rientri” in realta’ dimensionalmente concrete, persino se si tratta di “universi estinti”.

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Una altra cosa molto difficilmente descrivibile e’ quella sensazione che l’ interno della mente sia una frequenza “invadibile“ da altre frequenze, come se ci fossero degli “aromi psichici” che girano, come delle spore, che girano, si diffondono in modo completamente invisibile, e ogni tanto “atterrano” e si soffermano, e uno si accorge, sente qualcosa di estraneo a se’ stesso dentro di se’, sarà per quello che siamo arrivati alla idea della coscienza unica, pero’ questo fenomeno è troppo vago da spiegare, fa parte dell’ ambito del channeling. Ma se ti dovessi dire qualcosa, ti potrei dire che molto spesso percepisco in me – e – ”nell’ aria” qualcosa che non mi appartiene, e se davvero mi appartiene, vorrebbe dire che l’ intero della mia identità è variabile e turbolento, un astrologo professionale saprebbe spiegarlo meglio, infatti questa storia delle “percezioni” è molto “astrologica”, i transiti …”

Queste cose che dici sono dovute al fatto che l’ego in cui ci siamo identificati è una struttura molto fragile anche se ci sembra l’unica possibile.”

“gli attori conoscono molto bene questo fenomeno, è una questione di assimilazione interiore … è come se ci fosse una rete invisibile, siamo tutti collegati da questa rete, e allo stesso modo siamo racchiusi e isolati in noi stessi, ma continuamente toccati dagli altri, come “liquidi che si incontrano” …”

“hai fatto bene a citare gli attori, infatti molti di loro ci perdono quasi la ragione per via di ciò che hai scritto.”

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Probabilmente è per questo che non faccio fatica ad afferrare il concetto di coscienza unica, il mio “terzo occhio” è attivo costantemente, la mia mente è fatta solo di immagini, scene, visuali, e – io – non ci sono, lì dentro, lo avevo già detto che io penso sotto forma di qualcosa che si potrebbe definire “meme”, momenti che dentro di me identifico e associo ad altro, infatti guardare me e’ quasi disturbante, una interferenza, per questo mi sento cosi alienato da quello che percepiscono gli altri, perche‘ quello che vedono loro dentro di me non C’è… troppo difficile da spiegare coerentemente, ma cosi è. “

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“Ho trovato un collegamento fra le teorie del fisico Fred hoyle e Terence McKenna … Fred hoyle era un fisico che diceva che “l’ universo e‘ una messinscena”, rifiutava Darwin e l’ evoluzione, preferiva il fine – tuning e preferiva il design intelligente (sospettava che l’ umanità fosse stata creata da civiltà extra intelligenti ora estinte), (parlava di civiltà sub – divine simili all’ idea che abbiamo degli dei nel politeismo antico) personaggio scomodo, diceva che Dio è una entità che agisce attraverso fenomeni quantistici dal “futuro estremo” e supportava la idea che le informazioni possono provenire (anche) dal futuro, e supportava l‘ idea di una “entità futura” che mandava segnali collettivi e individuali, un creatore di enigmi, insomma, sospettava che esiste una sola coscienza e che e’ impossibile sapere se si è esistiti sotto forma di piu individui ma che era assolutamente probabile … preferiva definirsi “ateo”, ma davvero fra virgolette, per identificarsi nella etichetta di scienziato, già criticato da ogni dove per le sue scientif – eretiche teorie sulla ”super entità intelligente nascosta nel futuro estremo” … ecco, il collegamento sarebbe con la idea della Storia umana spinta dal futuro e non dal passato, e manovrata per seguire una traiettoria intelligente, e l’ idea che la creazione dell’ universo proviene dal futuro e non dal passato, che come diceva Hoyle, la presenza della super entità faceva in modo che aumentasse e fosse costante la complessità nell’ universo, e in particolare in collegamento con la teoria del “fischio di Dio” di Mckenna, la teoria che la attivazione di una eventuale macchina del tempo avrebbe fatto in modo da “evocare tutto il futuro“ in una volta, e di conseguenza, “evocare una singolarità tecnologica” e anche “fare un fischio”, e quindi “evocare Dio” nel presente.”

Sarebbe interessante se “Dio” o come la vogliamo intendere questa entita’ creatrice e diffusore di informazioni avesse “messo in moto” la Storia come una sorta di tabella di marcia con traguardo, arrivati al quale abbia già deciso di rivelarsi e di regalare con la macchina del tempo aka evocatrice di singolarita’ tecnologiche aka evocatrice di Dio, all’ umanità un futuro “completo”, quindi paragonabile ad un “gioco finito” nell” ambito videoludico, e quindi molto affine alla idea teologica di paradiso, e sarebbe ancora piu’ interessante se questa “Rivelazione Finale” si ripetesse per ogni versione individuale soggettiva della stessa coscienza unica, cosi da realizzare la teoria dell’ Individualismo Aperto della frase “ho creato questo universo per te, aka ogni volta che l’ ho creato era proprio per te” un universo creato per tutti, ma che in questi “tutti” risieda in realta una sola coscienza, che se vive nel tempo presente, o comunque nel tempo in cui è previsto il traguardo, arriverà continuamente a quel punto, vita dopo vita …”

In fondo non sarebbe più semplice creare non un collettivo di identita’ per le quali la “percezione soggettiva interiore” è inaccessibile a tutti gli altri suoi simili piuttosto che una sola entità cosciente che percorre da inizio a fine tutte le identità e continua a vivere, o almeno a percepire di esistere, magari ritrovando la stessa identità con situazioni di vita diverse e alternative, entro un lasso di tempo inconcepibile, in un processo incluso in un continuo riciclo di universi che in qualche modo arrivano sempre a generare umani, gli stessi umani, anche se le vicende di vita cambiano …la mia idea è che versioni diverse di questo universo – sono esistite ed esisteranno – ( e quindi non coesistono nell’ adesso perche perché l’universo è uno solo) ed è per questo che sogniamo, deve esserci qualche tipo di connessione o conservazione sincronica di scene che si allineano e influenzano questa realtà presente … un po’ come pensava Fred Hoyle, che noi rappresentiamo una sorta di “salvataggio di file di civiltà estinte” cosa per la quale sono scettico, si potrebbe però ipotizzare che i nostri sogni sono “file salvati di situazioni alternative di un superlontano passato …in fondo, perché limitare la creatività di questa super entita’? Tutte le situazioni possono verificarsi, ma non come dicono certi scienziati, contemporaneamente al presente, ma una alla volta, in costanti rigenerazioni dello stesso tipo di universo, ma … con una trama sempre differente.”

“la interpretazione ”quasi teologica” di Fred Hoyle sembra anche congiungersi con la teoria della simulazione intelligente, e io che interpreto il concetto di realtà virtuale – simulazione in modo sempre molto (Ready Player One) e quindi creata si da una civilta‘ umana – esterna – super dotata ma anche molto “consumistica – materialistica” mi immagino che la teoria della ”evocazione temporale” della singolarità di Mckenna possa tradursi molto riduttivamente in un “messaggio – evento” del genere “buongiorno a tutti, avete partecipato alla messinscena simulatoria di un altro dei nostri grandi giochi – spettacoli – eventi, avete recitato la vostra parte alla grande e intrattenuto il nostro prezioso pubblico, ora potete disconnettervi, tornare alla vita reale, e ricevere il vostro compenso …(o pagare il dovuto per la partecipazione o accesso alla realtà simulata ) …  si insomma, se questa è una simulazione, la interpreto come se fossimo lo staff di un film, o comunque di una categoria di progetto creativo paragonabile ad un film, e quindi a scopo di “intrattenimento intelligente” sempre comunque con un sottofondo consumistico – globalizzato dietro al sipario”

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I temi dei miei progetti di scrittura

2 03 2019

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In questo articolo vi parlerò delle tematiche chiave dei miei attuali progetti di scrittura, nella speranza, un giorno, di riuscire a farsi pubblicare qualcosa.

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P. S. Nei link la punteggiatura dei racconti è in fase di aggiustamento, ed eventuali errori nella disposizione del testo derivano dall’ imperfetta trasposizione del testo dalle pagine di Word. Per adesso concentratevi sulla lettura, la fase degli aggiustamenti tecnici verrà a suo tempo.

Ho dedicato ( una tradizione ormai ) il Natale ad arricchire la mia collezione di libri di Stephen King e a leggere la biografia dell’ autore, nel quale in certi aspetti mi sono ritrovato, mentre sotto altri aspetti abbiamo vissuto in atmosfere completamente diverse.

Mi sono reso conto che sono arrivato al punto in cui era arrivato lui, giusto prima di debuttare, “quando il tempo scarseggiava, la scrittura era faticosa, l’ energia era poca, e il futuro inquietante. ” Chissà, forse non è un caso.

Scrivo perché mi fa bene, perché sento che mi appartiene, mentre cerco di tenere a bada le mie paure dormienti. Le mie paure più grandi sono la morte, il caso, e l’ eventualità dell’ assenza di qualcosa dopo la morte. Pur avendo fatto abbastanza ricerche affini agli argomenti trattati in questo blog, che archiviano il caso come un’ eventualità impossibile e inesistente, è ancora insita in me la grande paura che in un qualsiasi giorno tutto possa cambiare. Credo che la morte a 59 anni di mio nonno mio omonimo quando avevo 3 mesi in un incidente d’ auto mi pesi in un angolino della mente più di quanto vorrei ammettere. Una volta credevo che in tutti ci fosse qualcosa di buono, ora credo invece che in tutti ci sia uno spiritello maligno che ogni tanto decide di combinare qualcosa. Non so se il mio destino comprende anche diventare un buon scrittore. Però so che la scrittura e la lettura sono presenti da sempre nella mia vita. Stephen King è stato segnato dal ritrovamento dei racconti e delle riviste di suo padre, scrittore di racconti mai pubblicati, all’ età di 10 anni, più o meno alla stessa età di quando io scoprii una collezione di Dylan Dog appartenente a mio zio nella casa di mia nonna paterna, una collezione che mi attirava e mi respingeva allo stesso tempo.

Del resto la cruda violenza la potevo leggere anche nella saga degli Animorphs che ha nutrito la mia infanzia con 64 libri di una saga per me indimenticabile con i personaggi più realistici e vivi che abbia mai trovato. Per non parlare della mia passione per i Goosebumps o Piccoli Brividi che amavo collezionare da bambino.

Stephen King ha visto l’ amichetto di 4 anni venire investito da un treno, e io sono passato affianco a un mio compagno di classe per 8 anni che conoscevo appena poche ore prima che morisse in un incidente d’ auto.

Volevo vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Mckenna e voglio vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Stephen King, anche solo il piccolissimo fatto in qualche modo significativo per me che lui è nato nel giorno in cui festeggio l’ onomastico, che io vivo come un – mezzo compleanno – perché sta a sei mesi dal mio compleanno.

Spero di non produrre storie che diano vita a film dell’ orrore che non riuscirei a guardare. Mi piacciono i libri dell’ orrore ma NON i film. Ironico detto da uno che ha invitato l’ amichetto a guardare un film fantascienza –  horror – splatter, niente di meno che Starship Troopers, in età elementare per poi farlo vomitare! Non so con quale stomaco guardavo certi film all’ età di 10 anni.

Ho sempre avuto una certa attitudine a cercare di entrare ed esplorare la mentalità altrui, in particolare quella degli antagonisti della vita. Per esempio nel breve e incompleto progetto del 2014 de “ Ieri il bullo ero io “ capovolgo la situazione, e inserisco la ” vittima di bullismo ” nel corpo del suo persecutore, e dimostro che la vittima in realtà è un personaggio senza scrupoli che si approfitta della situazione, ha un cuore oscuro, e si accanisce persino con sé stesso, inconsapevole che il suo corpo ospita ora la mente del suo bullo, che è vittima delle sue sfortunate e tragiche circostanze di vita, e non riesce ad adattarsi alla sua nuova collocazione nella piramide sociale. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-11-pagine-di-ieri-il-bullo-ero-io-2014/

Anche la tematica della vendetta è presente in alcuni miei racconti, per esempio in ” Gli angeli sterminatori “ anche se ho una certa tendenza a inserire violenza gratuita, un particolare che probabilmente dovrò modificare per non rendere il tutto troppo gore. Questo racconto in particolare è praticamente uno splatter. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-gli-angeli-sterminatori-incompleto-2017/

La differenza fra me e Stephen King è che io tendo a vedere la donna e la ragazza come antagonista piuttosto che santerellina, un po’ come viene mostrato in Carrie, un po’ per le mie esperienze personali, un po’ come ispirazione da altre storie, per esempio da Rachel e Taylor di Animorphs. Nel mio romanzo in modalità lavori in corso ” Discordia “, una donna è la antagonista principale, come anche in ” Esme, rossa e diabolica “. E a differenza di Stephen King, io sono un antifemminista, e del politically correct non me ne frega niente. Tendo spesso a mettermi in correlazione con Stephen King, e posso dirvi che a differenza delle sue storie che attingono quasi sempre dal paranormale e situazioni un po’ troppo cinematografiche, io cercherò il più possibile di restare sul realistico e sul fattibile, anche se nel mio romanzo in formazione “Psychosis”  faccio una eccezione alla regola.

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I miei personaggi vivono situazioni traumatiche e le conseguenze, come in ” La missione di Dennis ”  dove il protagonista si porta dietro una immagine traumatica che all’ improvviso si materializza, e questa storia prende vaga ispirazione dalle vicende di Captain Spirit di Life is Strange 2. Questo potenziale romanzo, del quale finora è stata realizzata solo la trama, potrebbe essere il corrispettivo di Shining di King, a causa delle atmosfere invernali e della tematica del padre alcolizzato. A dire il vero anche qui ci sarebbe del paranormale, ma potrebbe anche trattarsi di un semplice scherzo del cervello o un temporaneo fenomeno di dissociazione dalla realtà, a fin di bene …

Sarà molto sentita anche la tematica della tentazione, poiché molti miei personaggi vedono emergere il proprio lato oscuro, o vengono manipolati dagli antagonisti allo scopo di cadere in atti di violenza e distruzione, come è il caso di    ” Alleviamo un killer “ , dove un ragazzino viene manipolato a compiere riti di iniziazione che diventano sempre più violenti, da un gruppo di ventenni senza limiti.

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  ” Esme, rossa e diabolica “ sarà il corrispettivo di Christine di Stephen King, ma invece di essere ammaliato e posseduto dall’ automobile, il protagonista verrà manipolato e persuaso dalla sua fidanzata.

P. S. se vi devo dire la verità, a volte sospetto che la mia tendenza a vedere nella femmina una antagonista potrebbe derivare da un mio periodo di depressione infantile, e pensieri negativi, cominciati più o meno in concomitanza con il duplice omicidio perpetrato da Erika nel 2001. Avevo undici anni ed era una storia importante all’ epoca. Ho persino inserito una scena che richiama quell’ evento, dopo aver letto esattamente come è avvenuto il fatto ( per mia sfortuna ) in ” La Morte nasce a tredici anni ”   dove l’ antagonista principale lamenta dolore dal morso del bambino che ha pugnalato a morte. Sappiate che quando leggerete quella scena, l’ immagine che voglio evocare è quella del bambino ucciso da Erika e dal suo compagno.

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” Psychosis ” è invece il corrispettivo di IT di Stephen King, ma senza il clown, rimpiazzato da un serial killer, e con l’ aggiunta di uno ” scienziato pazzo “, un romanzo del quale ho già scritto 12 capitoli, e che sarà ambientato nella mia città, romanzata per l’ occasione. In questo romanzo c’è la tematica della trasformazione dal bene al male, del bullismo, delle indagini su assassinii, un aggancio alla tematica LGBT, esperienze di povertà e famiglie disastrate, la forza dell’ amicizia, una antagonista isterica femminile, e ci saranno molti allacci alla saga degli Animorphs, protagonista della mia infanzia. https://psychosisromanzoonline.wordpress.com/

Copy of Cutting Edge Magazine Cover - Made with PosterMyWall (3)

Ho già in mente la trama di un corrispettivo alla rovescia di ” Misery ” di Stephen King. Il titolo è ” Ghostwriter “  e l’ antagonista è uno scrittore che si accanisce sul suo fan numero 1 per costringerlo a scrivere un manoscritto al posto suo, minacciandolo di ordinare ai suoi ” amici immaginari “, i suoi mostri dell’ orrore che si rivelano reali, di assalirlo, qualora decidesse di rifiutarsi o tentare di fuggire.   

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Un vago allaccio a ” La metà oscura ” di Stephen King si trova nel mio racconto breve completato, fra i miei preferiti ” Dark Sosia: due gemelli lontani e un doppelganger sociopatico ”  , un intreccio fra gemelli, con un solo innocente fra un quattro. Con un finale scioccante e memorabile. Che cosa faresti se, una volta giunto nella tua nuova città, dopo un trasferimento, scoprissi che lì vive un tuo sosia sociopatico che crede che tu sia il suo ” gemello violento ” scappato di casa tempo fa? E che cosa penseresti se tu fossi a conoscenza del tuo gemello rapito alla nascita? https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-dark-sosia-due-gemelli-lontani-e-un-doppleganger-sociopatico/

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” Discordia ” è un romanzo che sto scrivendo, che è il corrispettivo di Cose Preziose di Stephen King, poiché anche a me piace dirigere storie con decine di personaggi e coinvolgere intere piccole città nelle mie storie. La differenza principale sta nel fatto che l’ antagonista è una donna che viene percepita da ognuno in maniera differente.

Copy of Dark Brushed Metal Background - Made with PosterMyWall (10)

Adesso sto leggendo ” Rose Madder ” che mi ha preso e procede molto bene, e chissà che non ne venga fuori ispirazione per una futura storia.

Una nuova trama che ho realizzato di recente è quella di ” Demoni ” , la storia di un uomo che vive una vita ai margini della vita di comunità, e che racconta ad un ragazzo adolescente che viene coinvolto nella sua vita, di avere la tendenza a uccidere le persone. La sua filosofia di vita è collegata ad un evento traumatico avvenuto nella sua infanzia, che lo ha convinto che ormai tutto è perduto e dentro di lui si annida il male. Sarà la furbizia e la perspicacia del ragazzo a fargli comprendere che ci deve essere una sconvolgente verità nascosta dietro a tutte le sue storie. Che cosa scoprirà? Potrebbe esserci una ” connessione alla rovescia ” con il Miglio Verde di King, anche se ne ho letto solo la trama.

Da giovane le mie storie preferite dei Piccoli Brividi erano quelle dei gemelli malvagi, dei sosia, ma anche quelle ” classiche ” dei campeggi maledetti, per questo ho realizzato un racconto in fase di svolgimento chiamato ” La setta in tenda ” , un campeggio estivo che si rivela invece essere il quartier generale di una setta oscura. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-la-setta-in-tenda-il-campeggio-dei-sadici-incompleto-2017/

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Una vaga connessione a Blaze di King c’è nel mio racconto breve completato ”  Dylan & Alan: un ragazzino e un delinquente in fuga “ , una storia abbastanza soft per i miei standard. Adesso che ci penso, ci potrebbero essere anche vaghi richiami a ” Finders Keepers ” di King, sebbene non lo avevo ancora letto quando ho realizzato Dylan & Alan. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-dylan-alan-un-delinquente-e-un-ragazzino-in-fuga/ 

Siccome il primo libro di Stephen King che ho letto è stato ” The Dome “, avevo realizzato nel 2015 un romanzo in formazione chiamato ” Interferenze ” con una vaga connessione alla Cupola, ma ho deciso di non continuarlo, e trasferire i suoi personaggi in altri racconti e romanzi, poiché hanno sicuramente del potenziale.

Leggendo la trama di ” Desperation ” di King, che non ho ancora letto, trovo correlazioni vaghe con la mia ex saga a episodi – ora romanzo in formazione            ” Entity ”  , nel quale ragazzi da tutto il mondo si ritrovano in una misteriosa città, manipolati da due voci, divisi in fazioni e messi l’ uno contro l’ altro. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-entity-scelti-dalle-voci-2017/

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” Il buio dietro agli occhi ” è una storia ispirata al racconto ” A volte ritornano ” di Stephen King, con un allaccio ( sorprendentemente, per il terrore che mi ha provocato quel film ) a Funny Games. Narra la storia di un gruppo di studenti che prende in ostaggio la famiglia di un professore che sta indagando su una serie di omicidi. Uno di loro, recentemente coinvolto nella vita di questa famiglia, dovrà decidere da che parte stare. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-il-buio-dietro-gli-occhi-incompleto-2018/

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Un vago corrispettivo a ” I bambini del grano ” di King potrebbe trovarsi nel mio romanzo in formazione ” L’ ipnotista “, dove affronto il tema del ” bambino malvagio “, con qualche vago allaccio a ” The Killing of a sacred deer “. Il tema del bambino malvagio la ritroverete se realizzerò la narrazione della mia trama           ” Padre, figlio e oscurità “  , che narra di un bambino posseduto dal male in una specie di Frailty alla rovescia. E anche in ” Allevati a uccidere “ , dove un padre vedovo ha allevato i due figli maschio e femmina alla violenza.

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Ho anche realizzato un racconto breve che è la versione oscura di ” Stand By Me ” il film del 1986 allacciato a ” Il corpo ” di Stephen King. Nel mio ” La Morte nasce a tredici anni ” , con notevoli allacci ad un poco noto film canadese “The Boys Club “, un gruppo di ragazzini deve affrontare un giovane novello assassino che ha nascosto il corpo di un bambino da lui assassinato. https://raccontidefcon.wordpress.com/leggi-la-morte-nasce-a-tredici-anni/

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Per allacciarmi ad ” Apt Pupil ” di Stephen King, avevo pensato ( e iniziato a scrivere ) ad un racconto ” La vittima e il burattinaio “, nel quale un giovane uomo spinto da una voce misteriosa e da sogni indicatori, a trovare una singola vittima da assassinare si imbatte in un vero serial killer adolescente e si ritrova costretto a fermare la sua catena di violenza, ma non mi piace la direzione che ha preso, e per adesso è in sospeso.

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Di recente ho anche creato una serie di personaggi per una grande trama intrecciata ” Minds ” , ma probabilmente li riutilizzerò in futuri progetti. Alcuni di loro sono ispirati ai personaggi delle stagioni di Skins. Invece “Indovina chi uccide” si allaccia vagamente e alla rovescia con la serie di 13 Reasons Why, e si tratterò quindi di un thriller scolastico.

 

 





Diffidate di qualsivoglia interpretazione onirica e considerate invece questo (della serie – un cactus non è un tridente o una croce – trattasi di cactus ;) )

13 10 2017

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Ogni volta che leggo di discussioni a scopo interpretativo dei sogni metaforicamente sbatto la testa contro un muro perchè la gente non si rende conto di scrivere interpretazioni che NON hanno senso logico. Ci sono quelli che vanno a cercare i significati più astrusi e SCONNESSI e poi ci sono gli altri balordi che minimizzano e ridicolizzano tutto, facendo tanti giri di parole per dirti che le emozioni che scaturiscono dai tuoi sogni sono banali e poco interessanti senza rendersi conto dell’ egoismo e della noncuranza che scaturisce dalle loro frasi. I sogni, amici miei, sono le cose più misteriose e mistiche che ci appartengono e dovrebbero essere studiati a fondo ma senza quelle ridicole interpretazioni che gli attribuiamo. Ci sono diverse categorie di sogni, e alcuni possono riguardare sì le nostre paure e la nostra interiorità, ma altri invece sembrano una finestra su altre realtà e sottolineo realtà, e non centrano nulla con il nostro essere.

CATEGORIE DI SOGNI:

  •  SOGNO LA PAURA: sono connessi alle nostre paure interiori ma non si celano dietro a chissà quale simbologia. Sono molto diretti. Sono sogni dove morite o affrontate un pericolo.
  • SOGNO MESSAGGERO : di solito centra un parente scomparso che riappare in sogno, quando questo succede, anche se si accompagna a persone vive, si tratta di qualcosa che vogliono farvi sapere. E’ l’ unico modo che hanno per comunicarvi qualcosa.
  • SOGNO MULTIVERSO: e se i sogni aprissero finestre su un’ altra realtà? Che esiste, certamente esiste, ma in un luogo irraggiungibile che rappresenta un universo parallelo? Quando nei sogni le cose sembrano stranamente simili ma allo stesso tempo diverse probabilmente siete riusciti ad aprire una finestra su un universo parallelo. Se ci pensate spesso i sogni ci mostrano versioni e scelte alternative rispetto alla nostra realtà e ci sono esperti scienziati che si sono dedicati allo studio della fase REM che sono aperti a questa eventualità e ipotizzano un trasferimento di percezioni e dati fra due individui di due universi differenti – https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi32uOVie7WAhVLVxQKHRqQBQ0QFggwMAE&url=https%3A%2F%2Fwww.psychologytoday.com%2Fblog%2Fdream-catcher%2F201407%2Fdreams-and-the-many-worlds-interpretation-quantum-physics&usg=AOvVaw0omISO4EaeQaXarRKZfThv
  • SOGNO PREMONITORE: per esempio sognare una persona prima di conoscerla e rendersi conto che è uguale a quella in sogno, oppure sognare di un evento che dopo un certo tot di tempo si realizza , anche se non proprio allo stesso modo, anche solo una parte di esso.
  • SOGNO LUCIDO : è un sogno nel quale avete coscienza di star sognando e di solito appare con colori più vividi del solito. Attenzione quando vi svegliate, potreste trattenere per un istante il sogno e vedere un cane sul comodino come è successo a me 😉
  • SOGNO DILATATO NEL TEMPO: quando sognate periodi di giorni o settimane in pochissimo tempo.
  • SOGNO LA TV: non so voi, ma a me capita spesso di guardarmi film o show televisivi in sogno.
  • SOGNO L’ INVENZIONE: fatevi una ricerca su Google e scoprite quanti famosi inventori hanno avuto l’ ispirazione in sogno.

Ora che sapete come stanno le cose buttate via tutto ciò che riguarda o tratta delle interpretazioni dei sogni, perché fanno collegamenti assolutamente sconnessi e non hanno senso. NON HANNO SENSO. La realtà è che i sogni andrebbero studiati, e non è ammissibile che metaforicamente la gente vi dica che 2+2 fa 5, perché è così che vi raccontano dei significati dei sogni. Le cose sono evidenti. E diffidate anche degli scettici e dei disinteressati, perché non hanno capito niente. Non sono in grado di apprezzare il mistero che rappresenta l’ onirica. Non lasciate che vi dicano che le vostre emozioni scaturite dai sogni sono banali e poco interessanti.