L’ Universo Locale, la realtà preconfigurata per l’ individuo osservatore, un nuovo modello di reincarnazione localizzata e il solipsismo di Dio

27 09 2019

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LEGGERE PRIMA QUESTO ARTICOLO: https://civiltascomparse.wordpress.com/2019/09/25/l-universo-mentale-e-la-teoria-filosofica-dell-individualismo-sequenziale-aperto-il-modello-di-una-fisica-spirituale-e-di-una-religione-naturalistica-il-reportage-ufficiale/

UN NUOVO MODELLO DI REINCARNAZIONE LOCALIZZATA e L’ UNIVERSO LOCALE

Lo stesso riduzionismo che abbiamo applicato tramite la scienza nei confronti della natura umana lo dobbiamo applicare nel contesto della “localizzazione” dell’ Universo. L’ universo reale è molto più ristretto di quello che pensiamo, e praticamente non si estende al di là del conosciuto, al di là dell’ accessibilità dell’ osservatore centrale. In sostanza, ciò che un individuo non conosce, letteralmente non esiste. E tutto ciò che ha conosciuto, e che arriverà a conoscere, è preprogrammato ad ogni nuova vita ( universo ricalibrato sul soggetto ).

UN DIALOGO FRA BLOGGERS

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Se questa teoria è giusta ed esiste una super linea temporale, che va sempre verso il futuro, dovrò vivere 4 vite per superare il secondo della mia nascita, e 250 per superare il minuto della mia nascita. Mi aspettano 253 vite tutte nate il 1 marzo 1990 alle 18:34. E stiamo parlando solo delle vite umane. Facendo quindi un calcolo, approssimando che ogni vita duri 80 anni ( che ovviamente non sarà sempre così ), abbiamo un secondo di supertempo che equivale a 320 dei nostri anni, un’ora del supertempo che equivale a 1200000 dei nostri anni, un giorno del supertempo che equivale a 28800000 dei nostri anni, e via dicendo ... insomma, saremmo temporalmente divisi da intere ere geologiche ( anche di più ) per ciascuno di noi. Quindi forse è più semplice pensare che ogni volta che l’ universo si ricalibra su un nuovo punto di vista, piuttosto che seguire una sconfinata timeline, semplicemente usa i “personaggi” che in una vita soggettiva incontriamo intorno a noi ( che possono essere animali, persone all’ estero, persone da tutto il mondo, addirittura persone viste solo alla tv ) e li alterna fra di loro, e ogni volta se ne aggiungono un tot. Se scopriremo forme di vita intelligenti nell’ universo, esse si aggiungeranno come “personaggi disponibili”.

Haha, a questo punto preferirei una “super linea temporale” che funziona in modo diverso, magari le mie future vite saranno tutte incluse fra le persone che ho conosciuto, ( e come tali lo sono state le mie vite passate, tutte nell’ ambito delle persone conosciute in questa vita ) le persone con cui ho parlato anche solo una volta nella mia vita, le persone famose che osservo in televisione, probabilmente avrebbe un senso, per quanto riguarda la riconfigurazione dell’ universo, e considerato che nel 2016 ho parlato con almeno una persona per centinaia di paesi nel mondo …

Comincio a pensare che il range di vite immediate a disposizione rientri in un elenco preprogrammato di persone che incontro e alle quali ho accesso visivo. Solo a queste condizioni si possono definire “comunicanti” . Insomma, una persona esiste solo qualora io la possa incontrare e vedere. E ognuno di quelli che conosco è una mia vita recentemente passata o del futuro prossimo. Ha più senso della sconfinata timeline.

Comunque il mio modello di ambiente preselezionato per il soggetto renderebbe davvero l’ universo come confezionato esclusivamente per l’ individuo. E si ridurrebbero le distanze temporali ad un numero umanamente comprensibile.

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Questa considerazione riaccende il dibattito sulla simulazione di realtà: siamo in un “videogioco” in soggettiva dove l’ ambiente virtuale viene riprodotto ogni tot e calibrato su un singolo personaggio? ( solipsismo) oppure c’è una modalità online e tutti i personaggi che incontriamo sono “supervisionati” da altri utenti su altre console? E magari scambiati fra utenti quando finisce una partita? Chissà, tutto potrebbe essere a questo punto.

Se è una simulazione lo è a un livello stratosferico … ti ricordi quel commento in cui ipotizzo che la visione dello spaziotempo comunemente accettata in realtà è rovesciata (“futuro – presente – passato” e non “passato – presente – futuro”)? Ipotizzo anche che il futuro sia la dimensione più stabile e concreta tra le tre e, chissà, forse è così perché è il punto d’origine della simulazione, il “proiettore” diciamo.

Io ho sempre pensato a due opzioni per la versione simulazione: noi siamo avatar – attori che impersoniamo un personaggio, ma in realtà siamo reali ed esistiamo in un tempo futuro della “vera realtà”, oppure siamo davvero completamente virtuali, e quindi esistiamo solo nella simulazione e non nella “vera realtà”. Per questo sarebbe più semplice ipotizzare che solo gli individui accessibili all’ osservatore soggettivo di base sono “vivi”, e che tutti gli incontri in qualche modo siano già sincronicamente programmati.

Se prendiamo in considerazione l’ ipotesi dell’ ambiente provvisto di “personaggi” che la Coscienza Collettiva alterna fra loro da usare come “osservanti soggettivi” però, rimarremmo ancora “attivi ma temporalmente separati” oppure solo uno di noi è veramente attivo? La logica punterebbe verso la comunicazione fra agenti attivi, e quindi, o prendiamo in considerazione l’ idea che abbiamo vissuto un complessivo di miliardi di anni di vite passate per ciascuno, oppure … forse dovremmo ridurre la distanza temporale fra di noi, e pensare ad un “collettivo” che scorre nel tempo storico, così che solo gli individui circostanti il soggetto di base “esistono” ogni volta, e quindi non tutti gli abitanti della Terra, ma solo quelli accessibili al soggetto di base, sono “attivi” nel “presente suddiviso e condiviso”.

Io invece ho pensato a 3 modalità di presente, siccome se vogliamo eliminare il solipsismo, vuol dire che siamo tutti “vivi” e comunicanti, anche se frammenti di un unico, e quindi ci sarebbe un passato che comunica col presente, e un futuro che comunica col presente, il passato si scrive mentre accade, e il futuro disperde informazioni, non solo tramite la comunicazione diretta, ma anche indirettamente, attraverso sincronicità personalizzate ed episodi collettivi, precognizione, e presentimenti personali. In pratica tutte le azioni sono al presente. In pratica sarebbe una espansione della teoria di Wardo, l’ io futuro che conoscendo maggiori informazioni, comunica con l’ io presente, il quale influenza l’ io passato, ed ecco, questa comunicazione avviene fra i frammenti dell’ io unico, allo stesso modo. 

La cosa dei tre presenti può apparire come giusta pensando anche a tutti quelli che dicono “il presente è l’unico tempo reale, esiste solo il qui e ora”, quindi esisterebbe un presente che c’era e non c’è più (e lo chiamiamo passato ed esiste solo e soltanto nella memoria, che sia solipsistica o condivisa), un presente che C’E’ (e sarebbe il tempo “più concreto” eppure è il più sfuggente di tutti) e poi un presente che “non c’è ancora e ci sarà” (e lo chiamiamo futuro) … poi ci sono quelli (per esempio in quell’articolo) che dicono come passato, presente e futuro in realtà esistono simultaneamente, cioè sono tre tipi diversi di presente. Il passato, dei tre, è decisamente il tempo più debole e irraggiungibile (non a caso quelli che ipotizzano il viaggio nel tempo di solito lo vedono possibile solo verso il futuro, no?) e non è altro che il futuro che si sbriciola nel passato e questo sbriciolamento lo chiamiamo “presente”. Se lo spaziotempo ha una sua propulsione, l’origine della propulsione la vedo nel futuro e non nel passato, poichè più che una propulsione è una forza di attrazione verso una stabilità che passato e presente non hanno e infatti il flusso dello spaziotempo (soprattutto se storico) è tutto tranne che stabile.

Poi mi viene in mente una possibile ulteriore ipotesi – forse da te accennata qualche volta, ovverosia che in sè non vi sia una distinzione vera tra passato e futuro, i due sarebbero intercambiabili, il futuro si sbriciola nel passato e il passato si sbriciola nel futuro (lo sbriciolamento è ciò che chiamiamo presente) … dipende solo dal punto di vista dell’essere umano (com’è organizzato il suo cervello) ricordarsi del passato e non del futuro (infatti se ci si ricordasse del futuro proprio così come del passato non ci sarebbe praticamente più distinzione tra i due!) e ciò mi fa venire in mente l’idea dei due emisferi … il sinistro è quello della memoria del passato e il destro è la memoria del futuro. La memoria del passato è linguisticamente accessibile e quindi diretta, la memoria del futuro no, ha sempre bisogno di essere prima tradotta dalla memoria del passato ed ecco perché le previsioni del futuro sono praticamente sempre condizionate da ciò che già sappiamo del passato. Ora, vuoi ridere? ci sarebbe da mettere assieme tutto quello che ho appena scritto con 1) le sincronicità; 2) i cicli dello spaziotempo sia storico che non; 3) la tua teoria delle varie vite ( * le varie individualità ) che in realtà sarebbero i vari gusci spaziotemporali uno diverso dall’altro che interagiscono vicendevolmente tra di loro.

Voglio un secondo tornare su quella faccenda del nostro cervello che ha memoria sia del passato che del futuro ma per organizzare la realtà nel flusso spaziotemporale a cui siamo abituati ha bisogno di schermare le memorie del futuro rendendole non comprensibili al linguaggio comune dello stato di veglia, il passato diventa il regno della realtà (le cose che si sanno già) il futuro il regno della fantasia e dei sogni (e degli incubi) ( * o della potenzialità che si attualizza ). Le persone creative sono più a contatto con il futuro rispetto alle persone non creative e in un certo senso vanno contro la storia poiché la storia per definizione E’ passato. Detto questo, non se sia un’espressione funzionante “universo confezionato esclusivamente per l’individuo” perché rischia di lasciar pensare che l’individuo percepisca in un modo solipsista quando tutti noi esseri umani, invece, condividiamo la stessa percezione di universo, sennò non potremmo nemmeno comunicare e convivere, no? ( * Ricorda che ogni certificazione che possiamo fare della realtà individualmente percepita, tramite la comunicazione con un “frammento individuale” diverso dal nostro sarà sempre “condivisa e supportata in relazione a te stesso”. “Io ti confermo CHE TU VEDI la stessa cosa che vedo io )

Ma infatti siamo tutti “osservatori vivi e attivi” ma nel mio modello l estensione dell’ universo dovrebbe essere localizzata. Si riducono le distanze temporali che altrimenti sarebbero comparabili alle distanze fra le stelle. In pratica esiste solo l universo osservato dal singolo. Tutto ciò che io non conosco letteralmente non esiste. In questo si potrebbe intuire una comparazione fra i cicli storici e i periodi storici affini con l affinità osservativa fra gli individui. A questo punto si può spaziare ovunque, per esempio il nostro inconscio potrebbe attingere e archiviare informazioni che derivano da vite precedenti e future. E includerle nella personalità. Si creerebbe un contenuto frattale, in questo modo la personalità del soggetto sarebbe un agglomerato di esperienze già vissute, con una affinità di qualità frattale alle vite precedenti, un ricorso ad un ulteriore livello. E cosa possono essere i cicli vitali legati alla vita individuale se non un sistema a loop di scambio di informazioni?

A me ogni tanto sembra che avvenga una specie di effetto webbot nelle esperienze e dialoghi personali, come se ci fosse una forza di attrazione di determinate tematiche e dinamiche a me affini, capaci quindi di richiamare esclusivamente la mia attenzione. Come se mi venisse servito un pacchetto di situazioni organizzate per me. È per questo che noi riconosciamo una specie di senso nella vita, una sorta di destino, è il riconoscimento del fatto che ci si trova in situazioni che ci “raccontano” qualcosa, che facevano già parte di noi.

Come un processo di registrazione e acquisizione di informazioni in modo da presentare a te e a te soltanto un determinato universo percepito.

È come se l intera vita fosse un episodio a tema, un romanzo di genere. Ma la cosa diciamo divertente è che in questo universo ciò che ti viene presentato può essere (anzi succede sempre tutti i giorni) un altro percettore di universo tagliato per lui quindi c’è come un’interrelazione tra i diversi universi. La cosa che viene presentata a uno secondo i dati su di lui registrati puoi essere tu stesso, c’è una forza di attrazione continua tra i diversi universi e tutto questo è la forza propulsiva di ciò che chiamiamo “realtà condivisa”. Un astrologo direbbe che sono i diversi “temi natali” che si incontrano e sono in relazione tra loro.

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IL POTERE DELLE SINCRONICITA’ Qualche giorno fa ho trovato per caso un articolo sulla difficoltà del cinese … poco tempo dopo arrivo a lavoro e la prima cosa che vedo è un libro scolastico di mandarino della figlia di una collega, e poi è arrivata una cliente cinese! Post scriptum … passano secondi dalla scrittura di questa frase, e un amico mi ha chiamato a caso “cinese”.

Riconoscendo bene quei pattern , un domani potrebbero essere anche previsti e controllati infatti le sincronicità non sono “avvenimenti che accadono” ma sono riconoscimento di pattern che di norma sfuggono a causa dei modi consueti e comunemente accettati (e solidificati dalla storia del passato) di ordinare le percezioni. Le sincronicità hanno dunque a che fare con l’emisfero destro quindi con la memoria del futuro.

Sono stati i miei eccentrici giochi da quasi solipsistico a indirizzarmi verso i cicli vitali personali. Mi verrebbe persino difficili descriverli, però ho pensato spesso che ci fosse un effetto evocazione fra cose del mondo esterno e cose del mondo interiore ed esperienze di vita. ( A questo punto il modello del libro “The Secret” diventerebbe realistico ) a questo punto potremmo comprendere quelle superstizioni ed eccentricità (idiosincrasie) personali che influenzano determinate persone. Ho sempre intimamente creduto che uno crea la vita che vuole, e la “somatizza” per così dire, ne manifesta gli effetti all’ interno del suo campo di azione e reazione. Per farti capire un esempio, una volta ho detto che potrei trovare un corrispondente reale (nella realtà locale) di ogni personaggio di una serie tv di ragazzi … come se fossero archetipi. Ho sempre fatto un ragionamento del tipo “questo assomiglia ad una versione di questo mio amico, di una versione più grande di quell’ altra … E così via.

E’ successo anche a me come puoi intuire.

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DESCRIZIONE DELL’ UNIVERSO LOCALE

Immaginiamo un universo che ci presenta più o meno sempre lo stesso ambiente, in un range di sequel che va avanti per un tot periodo, che si modifica con l’ avanzare del progresso tecnologico, dove il soggetto centrale, colui che ne fa esperienza in soggettivo ( che cambia ogni volta che l’ universo si ricalibra, facendo tabula rasa, e ricostruendosi su un altro “frammento della Coscienza Unica Collettiva ) vive a contatto – esclusivamente – con le sue vite passate e future, umane e animali. ( avevamo deciso nello scorso articolo di escludere le piante e i microorganismi ) – sarebbe in sostanza un universo dove, pur essendo le azioni compiute tutte al tempo presente – il libero arbitrio è sostanzialmente assente. La distanza temporale fra i frammenti della Coscienza Collettiva ( avevamo compreso nello scorso articolo che noi come individui non siamo divisi attraverso lo spazio, ma temporalmente separati, pur agendo sempre ad un livello di presente, presente solo per me/ per te/ per esso ) non è più comparabile con la distanza sconfinata fra le stelle dell’ universo, ma si limiterebbe quindi ad una quantità umanamente comprensibile – in sostanza, la vita più lontana da te nel passato sarebbe quella della persona più anziana che conosci, e la vita più lontana da te nel futuro sarebbe quella della persona più giovane che conosci – quindi la distanza temporale, quantificata, rientrerebbe in una cifra compresa fra (*dal mio punto di vista) 93 anni nel passato, e 28 anni, 6 mesi e 1 giorno nel futuro. La persona che conosci, che è nata nella data più vicina alla tua nel futuro sarebbe la tua vita immediatamente futura ( sono stato in classe per 10 anni con una ragazza che sarebbe nata 1 giorno dopo di me, se non fossi nato 1 settimana prima del previsto, e alle superiori per 5 anni con una ragazza nata lo stesso giorno della precedente, e sono stato per 8 anni compagno di classe con un ragazzo nato lo stesso giorno di queste ragazze ). La stessa cosa nel passato: fra le persone che conosci, o a cui hai avuto accesso visivo e uditivo, senza quindi conoscerla di persona, quella nata nel passato a breve distanza da te sarebbe la tua vita passata immediatamente precedente a quella attuale. Tutto ciò che viene rappresentato nella tua “realtà locale e direttamente accessibile, a livello visivo, auditivo e sensoriale, rappresenta una affinità alle tue caratteristiche, alla tua personalità, alle tue eccentricità e idiosincrasie, e i patterns che si verificano sono tali da poter essere riconosciuti come patterns precisamente da te. C’è il tuo marchio nel mondo. Il tuo inconscio si manifesta nelle esperienze concrete. Tali esperienze sono in sostanza rappresentazioni del tuo pensiero. La realtà si manifesta in modo da accomodarsi alle tue caratteristiche, al modo in cui interpreti le situazioni concrete. Allo stesso modo in cui le sincronicità sembrano dimostrare la potenzialità di un “deus ex machina” e quindi di una interferenza da una mente superiore, è l’ universo stesso, il manifestarsi della realtà che sembra dimostrare la coerenza fra il tuo modello di pensiero e gli avvenimenti concreti. Sei tu a creare, evocare e anticipare, distribuire e rilasciare, disperdere nel tempo i contenuti a cui (hai avuto) avrai accesso (in altre vite). Se decidi che il tuo punto di vista è quello più ragionevole, i fatti della tua realtà ti porteranno sempre a giustificare il tuo punto di vista. Se pensi che la razionalità sia indispensabile e irrinunciabile per spiegare la realtà e le basi della tua esistenza, allora il mondo a te accessibile ti darà sempre ragione, in qualche modo. Se invece pensi che la via della verità si trovi solo nell’ “alternativa al consenso”, allora ti saranno mostrate determinate scorciatoie per giustificare il tuo punto di vista. Ma al di là della vita individuale, resta sempre una ( sorta di ) certezza: la vita persiste ( vita intesa come percezione di esistere, e attività osservatrice tramite la coscienza ), anche se muterà sempre forma, e cambierà sempre vestito, dovunque qualcosa è stato osservato, dovunque esiste la vita, esisti tu, sì, proprio tu. In questa nuova versione della realtà, ogni persona del (tuo) mondo, ogni animale del (tuo) mondo è una versione diversa di te stesso, allo stesso modo in cui il bambino che eri o l’ anziano che sarai è una versione diversa di te stesso, l’ altro è te in un’ epoca diversa. Anche se lo stai vedendo ora. Spogliati del timore della mortalità: finchè esiste la vita attorno a te, là vi è la prova dell’ assenza della morte, della nullificazione della morte in questo universo.

Mi piace veramente questo modello di pensiero. Credo che abbiamo fatto jackpot.

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Per comprendere la natura di Dio, bisogna essere schizofrenici, oppure guardare il mondo con i loro occhi,simularli e interpretare il loro modo di pensare e il loro ruolo nella realtà.

Dio è solipsistico, un creatore che non ha mai varcato i confini di sé stesso. Dio ha creato un palcoscenico, una rappresentazione nella quale lui stesso è l’ unico protagonista, e ogni volta che si svolge la vita di una creatura è Dio a farne esperienza. Io, tu, lui, esso, siamo tutti un ruolo interpretato da Dio. Dio si è plurificato per sperimentare la vita in soggettiva.

https://civiltascomparse.wordpress.com/2018/01/29/la-storia-dell-universo-uovo-di-andy-weir/

Secondo il racconto di Andy Weir, relativo all’ Individualismo Aperto ( che io arricchisco e riconfiguro come Sequenziale ) siamo un Dio allo stato embrionale, “eredi del nostro Dio”, e dobbiamo vivere una “rappresentazione potenziale” di tutte le vite possibili nell’ universo, perché un giorno sarai tu/ sarò io / sarà lui – esso a guidare e gestire un futuro universo che deve essere ancora pensato. L’ universo in cui esistiamo sarebbe una bozza, quindi, di una realtà ancora in sospeso.  

 

 

 

 

 

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Protetto: Forse River Phoenix è ancora fra noi …in un’ altra forma

28 03 2019

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Immaginiamo un mondo fittizio … Teoria della Simulazione di Realtà

8 06 2018

 

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Immaginiamo una società del futuro, non necessariamente lontano nei secoli, che ha la possibilità di realizzare una simulazione di realtà simile a quella del film Ready Number One, con la particolarità unica nella storia dei videogames, che l’ utente ha la possibilità di manipolare ( ma non dopo un certo ” livello di esperienza” ) il livello di immersione totale nell’ ambiente di gioco. Grazie alla nanotecnologia che isola i sensi e la percezione, il gioco viene vissuto come una realtà vera e propria. 

Il principiante deve essere sempre accompagnato da una giocatrice esperta, perché la società dalla quale proviene, è matriarcale, e deve sottoporsi ad una ” nascita virtuale ” che prevede un ” set- up organizzativo ” e una esperienza simbiotica, e la prima esperienza di ” full immersion ” a livello sensoriale. Due giocatori con una lunga esperienza virtuale guidano il principiante in un tutorial, che prevede la simulazione della crescita di età.

I giocatori sono divisi per livello di ” immersione virtuale “, ci sono quelli che hanno deciso di giocare alla massima difficoltà, vivendo una ” vita virtuale ” senza conoscere le ” reali ” leggi della realtà. Tutto quello che sanno dell’ esperienza è conosciuta attraverso le ” informazioni razionali ” della realtà.

Ci sono quelli che hanno deciso di essere coscienti di qualcosa di più grande all’ esterno della realtà virtuale, e sono i religiosi, e i mistici, ma essi non sanno che tutte le figure religiose che hanno deciso di seguire, sono in effetti, collaboratori speciali, ” architetti ” che hanno deciso di svolgere un ruolo pilota per la realizzazione della ” storia fittizia ” , una sorta di ” cameo ” , e hanno potuto farlo perché erano stati ” premiati ” per il loro operato nella realizzazione del sistema su cui si fonda la realtà simulata. Infatti la ” storia umana ” del gioco è di gran lunga differente da quella della realtà vera e propria.

Ci sono i solipsistici che erroneamente pensano di essere in modalità single player. Sono coscienti della realtà come fittizia, ma non sono coscienti della partecipazione collettiva alla simulazione. Sono elementi ribelli e di solito sfuggono alle regole del gioco, e si ritirano in un loro mondo privato.

Ci sono poi quei pochi individui sparsi, che sono vagamente coscienti che c’è qualcosa di diverso, si ricordano di aver già interpretato personaggi diversi, e addirittura cominciano a ricordare chi sono nella realtà vera. Loro sono coscienti del fatto che la ” realtà virtuale ” è governata da sistemi ciclici, decisi dalle varie nazioni della realtà vera, per esempio alcuni aspetti della vita occidentale sono organizzati secondo un sistema che replica i cicli astrologici, mentre l’ organizzazione del sistema che governa i cicli storici è di ” marca cinese “, pensiamo all’ I Ching, e al suo collegamento con il DNA e alla Timewave, grafico che mappa il tempo, realizzato come derivazione dall’ I Ching. L’ Occidente ha deciso di istituire un sistema che gli si frappone, e così vi sono diversi cicli storici che determinano gli eventi e che si differenziano dalla Timewave.

Ma la Timewave è il sistema principale, e determina l’ evoluzione delle ere storiche e l’ equilibrio e il contrasto dei due fattori di ” marca cinese ” abitudine e novità. Alla fine dei cicli l’ intero sistema della realtà virtuale attraversa una transizione , un vero e proprio upgrade verso un livello superiore, simile alla singolarità tecnologica che è stata già in precedenza raggiunta dalla realtà vera.

L’ aspetto significativo è che sono in pochi a conoscere la sua esistenza. Terence Mckenna può quindi rappresentare, o un altro di quei ” ruoli speciali e privilegiati” e quindi può rappresentare l’ ideatore del sistema che si immette nel ” gioco ” come demiurgo e ispiratore, allo scopo di realizzare il suo ideale di ” Eschaton – Omega Point “. Oppure qualcuno ( lui diceva di essere in comunicazione con la saggia voce informatrice del Logos ) ha interferito e gli ha comunicato le informazioni necessarie per generare una simulazione del grafico Timewave.

I futuristi cercano di avvisare il popolo giocante dell’ arrivo della transizione -upgrade. Ma in realtà ognuno è così immerso nel sistema che tutti si aspettano che la realtà circostante è stabile e non può cambiare, e così nemmeno la condizione umana.

In questo mondo persino la rete sociale è determinata dalle azioni del passato, nel senso che si è riusciti a digitalizzare e artificializzare il fenomeno sincronicistico, e il libero arbitrio non è completo, ma segue lo schema dei moderni giochi a scelta multipla, a ramificazioni. La libertà risiede nella possibilità di scegliere determinate ramificazioni di eventi, ma effettivamente, anche a causa delle regole genetiche simulate, il libero arbitrio è di gran lunga limitato.

Esistono diversi stili di vita e opzioni di gioco : la simulazione di milizia, la competizione sportiva, l’ opzione di vita a contatto con la natura, l’ opzione materialista, dove si perde interamente la percezione del sé reale, l’ opzione che predilige il sociale e l’ incontro con amici, la vita in famiglia, lo studio della storia fittizia, la ricerca fossile che si gratta la testa per via delle incongruenze con il pensiero Darwinista, la recitazione, in effetti l’ attore che intraprende un ruolo recitativo, la vita scolastica, l’ opzione scientifica, basata su leggi preorganizzate che moderano e supportano la realtà fittizia, lo stile di vita artistico, lo stile di vita psicologico, lo stile di vita criminale, lo stile di vita adolescenziale, il nomade e viaggiatore, esploratore, lo stile di vita religioso, lo stile di vita dogmatico, la scalata al successo, la realizzazione di grandi e ambiziosi progetti, lo stile di vita basato sulla passione per il futuro e le tecnologie, e poi ci sono quelli che si fanno le grandi domande – perché esistiamo? Siamo davvero soli? C’è qualcosa oltre?

Tutti questi stadi di vita e simulazione possono essere vissuti attraverso le – 12 – vite a disposizione, ognuna delle quali preclude la conoscenza del livello precedente, ma il sistema esterno archivia tutti i dati, e anche i punteggi, che determinano le condizioni di vita disponibili nel livello successivo. Insomma, anche qui , le libertà sono abbastanza limitate, non puoi interpretare quel che preferisci, devi attenerti a delle regole.

La simulazione unisce e comprende tutti i generi – avventura – azione ( per esempio per i soldati c’è lo sparatutto ), per i lottatori c’è il picchiaduro, il genere musicale per i music show, i rompicapo, i videogiochi di ruolo per le persone famose e i personaggi storici, le simulazioni, per chi pratica la guida ai trasporti, o chi si concentra sul suo mondo privato e locale, il gestionale / manageriale per chi fa carriera, quello sportivo, l’ opzione strategica per il mondo militare e politico, educativo per le scuole, open world per chi gira per le città e chi viaggia. Poi il Survival, per chi si trova in situazioni critiche da risolvere, l’ horror, medico, romantico, vacanze, domesticazione di animali, università, vita notturna, tempo libero, super naturale e psichedelico, ma c’è anche l’ opzione di simulazione in condizioni psicologiche che simulano le malattie mentali. Queste persone non sono adatte a intraprendere un ruolo nella simulazione. 

Le idee sono trasferite e selezionate da un sistema di ricerca inconscio, che scandaglia un settore simile a un Cloud, un archivio di download, ed è così che le idee giungono all’ utente. Ci sono i pacchetti espansione per chi attua un trasferimento o per chi attua un cambiamento di stile di vita. Sono presenti una miriade di Easter Eggs, abilmente nascosti e accessibili solo a quelli abbastanza svegli da capire.

I sogni sono una serie di downloads specifici e individuali, accessibili nella fase REM del sonno. Probabilmente c’è l’ opzione di lasciare la realtà simulata temporaneamente durante la fase del sonno pre- REM. Infatti il corpo – avatar stesso lo richiede dopo un tot di ore. ( Il tempo ovviamente scorre in modo ben differente nella realtà vera )

Il gioco si svolge in multiplayer e ogni singolo individuo rappresenta un ruolo interpretato da una persona reale. Non esistono personalità coscienti ma artificiali, usate solo come comparse. La personalità del giocatore nella realtà vera può e spesso è completamente differente.

Nella simulazione probabilmente sono escluse civiltà extraterrestri, anche per dare la possibilità di una espansione universale dell’ umanità, e capire come si sarebbero comportati gli umani se fossero stati soli e unici partecipanti progrediti dell’ universo. Siccome tutti i libri e i romanzi sono idee ” pescate ” dal sistema che archivia i download, molti di essi potrebbero rappresentare la realtà vera e propria.

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Nella PRIMA vita è come dover seguire un tutorial …Siamo guidati dagli altri e la nostra personalità non è forte, non si espone. Tendiamo a comunicare in modo lamentoso e malinconico, e viviamo in una famiglia autoritaria o addirittura potente e inglobante. Avremo probabilmente contatti frequenti con l’ acqua, che sia quella di un fiume, di un mare, di un oceano, di un lago o semplicemente della piscina comunale …probabilmente siamo ancora a stretto contatto psichico – spirituale con la Fonte dalla quale siamo partiti, e quindi avremo impressioni particolari e una spiccata immaginazione. Nessuno ci crederà quando parliamo di cose esterne a questo mondo …potremmo vivere in un luogo dove l’ inverno è buio, e il clima costringe a un ritiro nella propria casa. I ricordi della Fonte sono ancora più evidenti e spontanei.

Nella SECONDA vita, reagiamo alla passività e alla debolezza approcciandoci con grande energia e passione al mondo esterno. Potremmo apprendere un’ arte marziale, subire o entrare in guerra, o anche solo fare il soldato per un anno senza combattere, potremmo anche reincarnarci in una figura negativa, in un bullo arrogante che tormenta i ragazzini più piccoli, magari quelli che in una vita precedente tormentavano lui. Viviamo probabilmente in un posto più caldo che nella vita di prima, gli ormoni ci mettono in subbuglio, ci ribelliamo alle autorità e viviamo in un ambiente casalingo rustico ed elementare. Potremmo avere un forte rapporto karmico con una figura debole e necessitante che ci spinge ad ammorbidirci, che ci spinge ad assumere un approccio protettivo. Da tormentatori diventiamo difensori.

Nella TERZA vita ci evolviamo a confronto con gli altri, i pari, i coetanei soprattutto. Il carattere si ammorbidisce, e ci prendiamo meno sul serio. Viviamo in un ambiente che ci permette di concentrarci sulla scuola e su un ristretto gruppo di fidati amici, un paese moderno, con programmi tv, riviste, libri, e siamo portati per la scrittura, e il parlato. Potremmo condividere questa esperienza davvero con un gemello, che però successivamente perderemo di vista. Forse è colui / colei che è morto/ a assieme a noi nella vita precedente. Possiamo vivere questa esperienza alla leggera. Ma tutto viene vissuto come effimero e passeggero, e poco rimane di quel che impariamo qui se non stiamo attenti. 

Nella QUARTA vita impariamo a prendere sul serio le amicizie, lavoriamo sul sociale, il carattere è più aereo ma torna la ribellione. Gli adulti non sono molto influenti in questa esperienza, è come se facessero da contorno. Dobbiamo cavarcela da soli, oppure ci appoggiamo a una compagnia fissa, agli amici della vita. Siamo indipendenti e necessitiamo di vivere in un ambiente di spazi aperti, che allo stesso tempo soddisfi le nostre esigenze tecnologiche. Viviamo pensando più al futuro che al presente, e quindi manca il ricordo della vita precedente, che è stata vissuta ad alta velocità e ci è sfuggita di mano … E’ difficile che in questa vita si abbiano dei figli, e comunque come padri saremmo distaccati e probabilmente poco attenti alla vita del figlio, sempre persi in riflessioni e utopie. Si rimane sempre giovani dentro. 

La QUINTA vita, è sempre un po’ selvaggia e libertina …In questa vita decisamente si è portati al rischio, ancora recuperiamo la ribellione dalla vita precedente, e abbiamo una intensa vita sessuale, ma anche una forte individualità che non ci permette di approfondire il rapporto …Forse perché ci fidiamo poco degli altri o perché siamo sempre indaffarati, fra viaggi e studi. In questa vita probabilmente riusciremo a laurearci, se si tratta di una esperienza positiva, incontreremo culture diverse, e vivremo in paesi con grandi spazi aperti e dotati di un efficiente sistema di trasporti. Se invece l’ esperienza è più negativa potrebbe rappresentare la tappa più oscura … E allora c’è un’ alta probabilità di finire in prigione o vittime di malintenzionati. Se si muore in modo violento potremmo trovarci tracce del trauma nella vita successiva. In questa versione della quinta vita abbiamo comunque rapporti con personalità contorte e controverse, sia che siamo buoni o cattivi. Potremmo assumere atteggiamenti minacciosi o voler spaventare le persone. Pagheremmo comunque un forte debito per le nostre azioni …Siamo pecore nere, abbiamo un carisma che può risultare pericoloso e non abbiamo quasi nessun dubbio sul nostro carattere e i nostri obiettivi.

Tutto si sistema …Nella SESTA vita il carattere torna di nuovo nel recinto, ci concentriamo sulla vita lavorativa e sulla cura del fisico. Potremmo lavorare per tutte le persone alle quali abbiamo complicato la vita in una vita precedente. Ci sentiamo umili, modesti, non abbiamo tutto quel grande talento che crediamo di avere, oppure lavoriamo in silenzio facendo il nostro dovere. Impariamo cosa vuol dire impegno e ripartiamo dalla gavetta. Non è una esistenza particolarmente intrigante o interessante, non siamo famosi, ma siamo comunque necessari e fondamentali. 

Nella SETTIMA vita torniamo ad avere una certa influenza nel sociale, possiamo rilassarci un poco, il carattere si è equilibrato, e condividiamo probabilmente questa esistenza con fidati colleghi, soci, alleati, partners, mariti, mogli. Abbiamo una particolare propensione al design, ci si interessano le regole del buon vivere, abbiamo compreso la lezione. Certo, non tutti in questa vita riescono a sposarsi o addirittura a trovare un lavoro …In questo caso bisognerà accontentarsi di un amore giovanile, ma di sicuro, per quanto breve la vita potrebbe essere nei casi sfortunati, la compagnia non mancherà …E’ una esistenza dove possiamo rappresentare una figura moderatamente conosciuta, moderatamente famosa. Non c’è spazio per l’ eccesso. La perfezione è una aspirazione impossibile, persino qui.

Nella OTTAVA vita non vogliamo ancora espanderci troppo … Anzi, i rischi si evitano, e l’ unico vero rischio rappresenta l’ aumento di peso e l’ arrugginirsi del carattere …Gli oggetti che tanto ci piacevano nella vita precedente hanno ancora un fascino particolare, siamo collezionisti, ricerchiamo la qualità in tutte le cose. Diciamo che in questa vita ci si rapporta con il ” non umano “, il mondo naturale e con tutte le cose artificiali. Abbiamo un lavoro stabile, non ci mancano i soldi, e se mancano li cerchiamo con tutte le nostre forze. Se siamo sfortunati, passeremo per un’ esistenza da senzatetto, come una persona che dorme in macchina e mangia quel che trova, con l’ unica compagnia della coperta e la soddisfazione effimera dei pochi soldi elemosinati …Oppure di un cane che non ci vuole abbandonare. Qui conta di più il possesso, il proprio territorio, fa parte del nostro destino. Non ci interessa molto il mondo sociale, siamo contenti di poco o insistiamo per ottenere più del necessario …Siamo realisti e materialisti. 

Nella NONA vita contiamo solo noi …E’ un’ esperienza un po’ solipsistica …Nella vita precedente ci siamo circondati di oggetti, qui invece vogliamo richiamare una audience, un pubblico vivo e fremente, che urla il nostro nome. Avremo un forte rapporto karmico con figli, e con una fidanzata, potremmo avere esperienza di fama e successo, quello vero, oppure quello un po’ illusorio della rockstar. Ci siamo specializzati in un talento che dobbiamo assolutamente dimostrare. Viviamo in un paese caldo, di alto livello, possibilmente. Possiamo raggiungere il punto più alto delle dodici tappe. Nella vita precedente ci siamo aggrappati alla cultura che ci circondava, adesso abbiamo l’ opportunità di partecipare e di creare con il nostro stile, di metterci il nostro marchio, di creare nuove culture. 

Nella DECIMA vita,  si passa dal caldo al freddo, da Los Angeles all’ Irlanda, dalle stelle alle stalle, da un fisico forte e dominante ma sempre agile, a un fisico sì forte e dominante, ma portato ad acciacchi e di riflessi lenti. Ci tocca tornare al lavoro, costruendoci di nuovo una carriera che ci farà sentire sì importanti, ma non toccherà le vette gradite, anzi, arrivati in cima ci chiederemo perché, e se davvero ne valeva la pena. In questa vita dobbiamo capire la vecchiaia, sia all’ età di bambino e ragazzo, sia da adulto, ci rapportiamo con i più grandi, con il capo, con i nonni, con chi ne sa di più. Ci sentivamo tanto importanti nella scorsa vita, adesso cerchiamo di imparare da chi sa come stanno davvero le cose. Siamo realisti, non esageriamo più. Il pubblico è scomparso, siamo in una vita dove si ascolta il silenzio. Abbiamo vissuto una vita agiata, ora invece ci dobbiamo guadagnare tutto con la fatica, partendo da nulla. Possiamo rappresentare una identità che si porta dietro vaghi ricordi di una vita migliore, mentre ora trascorre una esistenza modesta, limitata, con una famiglia ottusa e invadente, oppure che richiede troppo. Invece di cercare un pubblico ci si ritira nella propria casa e ci si rifugia nel conosciuto. Spuntano fuori tante memorie delle vite precedenti e ci fanno impressione. Se prima guidavamo gli altri ora ci lasciamo invece trasportare dai comandi altrui e cerchiamo di interferire il meno possibile con la società.  

UNDICESIMA vita, se prima pensavamo al nostro ego e adoravamo le persone importanti e le celebrità che volevamo imitare, ora invece siamo costretti o portati spontaneamente a occuparci degli invisibili, dei deboli e degli sfruttati. Probabilmente ne facciamo addirittura parte. Siamo persone che salvano vite, che consolano chi ha bisogno, facciamo i medici e gli infermieri oppure aiutiamo i carcerati a cambiare e a rientrare in società. Abbiamo ideali umanitari e attribuiamo importanza alla religione. Ci portiamo dietro il bagaglio interiore di esperienze di fatica e limitazione. Forse nella vita precedente eravamo troppo freddi, distaccati e avari e ora dobbiamo lavorare su questo, diventando empatici, sensibili …Oppure, mentre costruivamo carriere e tiravamo su famiglie abbiamo allontanato tante persone che avevano bisogno di noi e ora rimediamo servendo appunto chi necessita più attenzioni. Abbiamo del lavoro da fare, siamo cresciuti emotivamente, non abbiamo bisogno di particolari attaccamenti alla famiglia e nemmeno alla patria. Abbiamo rafforzato il carattere, attraversato una fase di tutorial, e ora siamo più sicuri di noi stessi. Dobbiamo mantenerci da soli, con le proprie forze, senza chiedere a nessuno, e solo il minimo indispensabile.

Strane cose accadono nell’ ULTIMA vita, abbiamo memorie emergenti di altre vite, sensazioni, intuizioni, premonizioni, abbiamo esperienza di sincronicità, la fantasia può diventare realtà, il sogno si realizza, il destino dalle mille strade interseca spesso il nostro percorso. Dobbiamo imparare a capire cosa conta davvero. E’ come se fossimo a un bivio, fra una vita cattiva e una buona, e possiamo vivere il paradiso che ci offre la vita o tutto ciò che di peggio c’è al mondo. Forse siamo guide spirituali, forse non abbiamo capito molto della vita e torniamo a fare i selvaggi. Forse ci interessa di più l’ esperienza sessuale, forse apparteniamo più al mondo in negativo che a quello dei bravi e simpatici. Siamo certamente in grado di analizzare la situazione dal punto di vista psicologico, ormai conosciamo a fondo l’ umanità e sappiamo a cosa andiamo incontro. Forse scegliamo di fare del buono ogni giorno, e forse invece abbiamo scelto di minacciare interi paesi. C’è la possibilità di fare notizia in questa vita, sia da un lato che dall’ altro. Forse facciamo una scoperta importante che apporta benefici all’ umanità, o forse ci si macchia di un crimine. Si salvano vite, o si sfruttano vite.

 

     

    

 

 





La mia teoria sulla reincarnazione

21 01 2018

Risultato immagine per reincarnation

Ultimamente ho riflettuto molto sulla teoria della reincarnazione e mi sto convincendo che potrebbe essere qualcosa che succede veramente, e in tutti i momenti.

Prima di tutto, visto che io studio l’ astrologia da anni, dovete sapere che c’è un importante ramo dell’ astrologia che mette al centro il ciclo delle ( dodici ) reincarnazioni, ognuna delle quali si concentra su determinati aspetti della vita, per esempio una persona alla prima reincarnazione è senza passato, vede la vita in bianco e nero, e non è spiritualmente evoluta, perché la sua esistenza è basata su azioni impulsive e sulla forza fisica. Poi si passa a una vita dove la natura e i sensi sono messi al centro dell’ esistenza. Spiritualmente la persona è ancora a un livello basico, dove si crede solo alla percezione dei sensi. Poi si passa a un’ esistenza dove si sviluppa l’ interazione e la comunicazione, ma la maturità della persona generalmente si sviluppa solo superficialmente. Questa esistenza viene vissuta come una specie di gioco e si vive nel presente e basta. L’ esperienza successiva è basata sul valore della famiglia e per la prima volta si comincia a guardare al passato. Siamo ancora immersi in esperienze perlopiù emotive, dove la persona si aggrappa a quel che possiede. Nell’ esperienza successiva la persona cerca di trovare il suo posto nel mondo e cerca di essere sempre su un palcoscenico all’ attenzione di tutti i presenti. Il valore della famiglia è ancora forte, e si tratta di un’ esperienza che in certi aspetti esplora un’ ideale solipsistico ( dove la propria personalità è la prima e in alcuni casi l’ unica cosa che conta e l’ unica cosa in cui si crede con certezza ). L’ esperienza successiva esce dal palco della vita e si rifugia nell’ ombra, esplorando il concetto di lavoro, servizio agli altri, e approfondendo la cura e la preservazione del proprio corpo. L’ emotività si abbassa di brutto e si comincia a esplorare la vita dal punto di vista della parte razionale della mentalità. Si smette di esplorare il corpo e i sensi e si comincia l’ esplorazione della mente vera e propria.

Nell’ esperienza successiva si torna ad approfondire l’ aspetto interattivo ma invece di concentrarsi sulla quantità ci si basa sulla qualità, e generalmente si cerca di mantenere un certo equilibrio. E’ una vita che non è ancora pronta per saltare nel buio e cerca invece di aggrapparsi alla luce. Non si fanno salti nel vuoto.

Dopo tutto questo, nella prossima vita si attraversa una fase dove si esplora il lato oscuro dell’ essere umani, il concetto di mortalità, di finalità, di sessualità, si esplora la vita da un punto di vista psicologico, in alcuni casi arrivando anche ad avere esperienze fuori dal normale. Poi si trova la luce di nuovo, perché l’ esperienza successiva entra nella fase ” globalizzata ” dell’ esistenza, concentrandosi sui viaggi, sulla diversità, lo studio, le religioni e le culture. Successivamente si entra in una vita che torna a occuparsi della carriera e dello status sociale e status quo. Anche questa esperienza sfiora il solipsismo perché l’ esperienza sociale è messa da parte per l’ esperienza successiva, dove ci si concentra su gruppi di persone, il futuro, la tecnologia e la sua influenza sulla persona, e mentre prima ci si chiudeva nel proprio regno ci si apre alla diversità più disparata.

L’ ultima esperienza è speciale e particolare, perché la persona dovrebbe riuscire ad avere ricordi del subconscio ( direi quasi ricordi a livello sincronicistico, intuitivo più che tangibile ) e si esplora la parte profonda della mente, il concetto di fantasia, creatività e immaginazione, l’ onirica, e dopo ben tre esperienze lontano dalle emozioni profonde si ritorna alla fonte. Dovrebbe essere l’ esistenza con più collegamenti con il passato, e la persona a livello intuitivo dovrebbe riuscire a rendersi conto di aver già vissuto ed essere stato/a molte persone, quindi aumenta l’ empatia e l’ immedesimazione. Queste persone spesso non sono pienamente concentrate sul presente, ma su un limbo fra il passato e l’ infinito.

Forse io potrei saperne qualcosa, visto che il mio segno ( nell’ astrologia tradizionale e non nella siderale – anche se forse mi sto convincendo di nuovo della validità della tradizionale ) è alla fine del ciclo ( anche se ho letto da molte parti che sarebbe in realtà l’ ascendente a indicare il collegamento con una vita precedente, e in tal caso io mi troverei ancora a metà strada ) ( – questo ha un suo senso perché l’ ascendente è la parte privata interiore ( alcuni invece dicono la parte pubblica esteriore ) del proprio essere, e io forse sono un po’ tirato da una parte e dall’ altra perché il mio ascendente è esattamente opposto al segno solare.

Ho pensato che il processo di reincarnazione potrebbe funzionare dunque così:

il concetto di reincarnazione si allinea perfettamente a quello affine di realtà reale ai sensi ma effettivamente artificiale / virtuale …i cicli vitali di ogni tappa delle potenziali 12 vite possono essere vissute in piccolo in una vita sola se si arriva alla vecchiaia, e in grande possono nella loro totalità rappresentare una grande unica vita – quel che ho detto lo rende un fenomeno FRATTALE e sappiamo che i FRATTALI fanno parte di ogni aspetto della realtà

  • E’ collegato all’ astrologia ( un concetto che riguarda la ciclologia, che come sanno chi segue questo blog, è presente in ogni esperienza umana )
  • Potrebbe essere limitato, ma non è detto ( se per esempio siamo in una realtà virtuale, un nuovo ciclo si potrebbe ricominciare in ogni momento )
  • Cosa succede se un neonato muore, o se non riesce nemmeno ad arrivare alla nascita? Io penso che in questi casi potrebbe dover rifare un turno, quindi riprendere quell’ esperienza necessaria all’ evoluzione spirituale da capo in una nuova personalità ( che in questo caso potrebbe essere affine a quella persa – ho il sospetto che è quello che potrebbe essermi accaduto nell’ esperienza precedente alla mia attuale – e potrebbe ” salvarsi ” nella memoria sincronicistica – intuitiva e farsi strada attraverso l’ esplorazione onirica )
  • La reincarnazione potrebbe cominciare da uno stadio di spermatozoo e richiedere nove mesi di ” riposo e ricostruzione ” – quindi non funzionerebbe come dicono alcuni che quando si muore si nasce immediatamente dopo in una persona nuova – ma in effetti si muore quando nell’ altra vita successiva si viene concepiti )
  • Ho riflettuto anche sui collegamenti che si possono fare fra la corsa degli spermatozoi e la ” vittoria del migliore ” e ho pensato che: o la nuova vita è completamente casuale o completamente NON casuale e quindi destinata e / o addirittura precostruita dal ( se esiste ) ” sistema ” ( design ).
  • Ho riflettuto anche su quella scoperta alla quale avevo dedicato un articolo secondo cui la maggior parte delle persone nel mondo ( il 90% non ne è mai stato e / o non ne sarà mai al corrente ) è stato concepito come gemello. Forse ciò significa che si è morti assieme a qualcuno ( nello stesso momento ) oppure che nella scorsa vita si era un gemello ( ma solo uno di essi può far parte della nostra vita futura mentre l’ altro rifà il turno ), e quindi se si pensa ai gruppi di gemelli che arrivano fino a otto ( il record finora, anche se il record di concepimento è quindici ) si può pensare che nella scorsa vita sono persone che sono morte assieme ed erano in qualche modo legate ( anche se sappiamo che centinaia di persone sono morte assieme nello stesso posto e orario e per lo stesso motivo e quindi forse manca qualcosa nel mio ragionamento ).
  • A questo punto è evidente che si parte entrando in una ( realtà diversa da quella originale – che sta al di fuori di tutte le varie esperienze vissute ) e che quindi il concetto di reincarnazione in un certo senso richiede l’ esistenza di una realtà originale di base esterna e una realtà ai sensi reale ma effettivamente fabbricata ( design ).
  • L’ astrologia funziona perché fa parte del ” sistema determinante della realtà ai sensi reale ma effettivamente fabbricata “, come i cicli storici e vitali funzionano perché sono parte del sistema che struttura la nostra realtà.   
  • Le persone affette dal disturbo di personalità multipla esistono perché esiste il concetto di reincarnazione, ma sono in un certo senso in una esperienza che funziona male, affetta da interferenze
  • Le persone con sessualità diversa da quella standard etero potrebbero aver avuto esperienze come femmina o maschio in un’ altra vita ( quindi questo indicherebbe che non si nasce sempre maschi o femmine per tutte le volte )