Appunti Witch House tratti da un Moleskine taroccato (aprile dell’anno scorso)

19 02 2013

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Trovo dei parallelismi curiosi tra la vicenda di Ferdinando Carretta, il romanzo Medium di Giuseppe Genna e le stesse vicende della mia vita.

Gli appartamenti.

E due epoche ben precise: il passaggio dalla seconda metà degli anni settanta alla prima metà degli anni ottanta.

E poi, forse, il passaggio dalla seconda metà degli anni ottanta alla prima metà degli anni novanta.

Mi piacerebbe trovare un’altra parola sinonimo di questa, ma l’unica che posso, di cui posso disporre é

inquietante

per definire quel periodo.

Con l’avvento della new wave, le cui tracce, la cui scia arriva fino all’hypnagogic pop e alla witch house
[di cui il video qui è un esempio]

Ma – nello stesso periodo – anche il synth pop e la computer space rocket disco

assieme all’esistenza, ancora, di una grande istituzionalità pubblica-statale.

Democrazia Cristiana.

Istituzionalità molto presente.

Cerimoniosità istituzionale.

Ritualità.

Ritualismo istituzionale.

Partecipazioni pubbliche.

Industria di stato.

Questa situazione raggiungeva i livelli massimi nell’Impero Del Male, nell’URSS.

Quelle parate militari sulla Piazza Rossa davanti ai gerontocrati in tribuna.

Significativo il manifesto del film EvilEnko, col volto del serial killer, pedofilo e cannibale, che indossa degli occhiali [istituzionali] dalla montatura pesante.

E un altro grande simbolo di quella situazione è il telefono grigio della SIP, allora società telefonica gestita INTERAMENTE dallo stato.

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Arthur Rimbaud, XIX secolo

16 05 2012

«Dobbiamo essere assolutamente moderni» disse Rimbaud, e intendeva che le chimere sono anacronistiche, non meno che le superstizioni e i feticci e i credi e i dogmi e tutti gli idoleggiati vaniloqui e stoltezze di cui si compone la nostra vantata civiltà.

Dobbiamo portare luce, non illuminazione artificiale.

«Il denaro sta ovunque deprezzandosi» egli scrisse in una delle sue lettere. Oggi in Europa esso praticamente non ha più nessun valore.

Ciò che gli uomini vogliono sono cibo, riposo, vestiti: le cose fondamentali, e non già denaro.

Il putrido edificio si è sbriciolato proprio sotto i nostri occhi, ma noi siamo restii a credere ai nostri occhi. Speriamo ancora d’essere in grado di fare affari come sempre.

Non ci rendiamo conto né del guasto che è stato arrecato né delle possibilità di rinascita.

Stiamo usando il linguaggio dell’Età della Pietra.

Se gli uomini non riescono ad afferrare l’enormità del presente, come saranno mai capaci di pensare in termini di futuro?

Per qualche migliaio d’anni abbiamo continuato a pensare in termini di passato. Adesso, in un sol tratto, di tutto quel misterioso passato è stata fatta piazza pulita.

Non è rimasto, a guardarci in faccia, che il futuro. Si spalanca come un baratro.

E’ spaventoso, chiunque lo riconosce, perfino il mettersi a congetturare ciò che il futuro tiene in serbo per noi. Assai più spaventoso di quanto sia mai stato per l’addietro.

Nel passato i mostri erano di proporzioni umane; chi fosse abbastanza eroico poteva misurarsi con loro. Ora il mostro è invisibile; ce n’è miliardi in un granello di polvere.





La pigrizia è una forma di depressione?

23 07 2009

La stanchezza provocata dal fumo

Dall’aroma delle sigarette

Come un virus

Crea dipendenzaTi svegli al mattino che sei già a terra

Passa dai bulbi olfattori

Come un aroma inebriante

E intasa i neuroni

Questo dipendere dal tabacco bruciato

Dalla combustione della carta e tutte le sostanze nocive

Che spennellano di catrame i polmoni

E riempono di denso catarro la laringe, la trachea e i bronchi

Le tabaccaie che ti porgono sorridendo

La tua dose di veleno legale

Col monopollio fiscale di stato

Diana Blu da 10

I soldi che vanno in fumo

Ti dici:

“Basta, questa è l’ultima”

“Poi non fumo più”

E invece…

Vorresti calcolare i giorni in cui riesci a non fumare

Ma poi non ci riesci

Fumi di nuovo

Vuoi fare questo vuoi far quello

Alla fine non combini un cazzo

Sei pigro, pigro, pigro

Sei stato due anni e mezzo senza fumare

Poi una sera:

“Vabbè dai…”

“Le scroccherò solamente, semmai…”

“Una al giorno”

E ti ritrovi a dover di nuovo combattere aspramente contro la tentazione

A dover dirti:

“No, quando mi viene lo stimolo”

“Devo ingollare e masticare una gomma Nicorette®”

Ma non ci riesci

Rischiando di farti sballare la circolazione

Riempiendo le tue cellule di merda portata dal sangue

E le tue cellule possono anche impazzire

La pigrizia è una forma di depressione

?





Poesia Sul Lavoro Di Oggi

22 07 2009
Avere soldi

Avere denaro

Ti devi vendere

A meno che non investi in qualche modoFai la puttana

E ti ritrovi a dover scimmiottare il tuo capo

Se vuoi comprare

Devi renderti finto

Devi renderti quello che non sei

Sentendoti

Tutti i muscoli della faccia tirati

Quando sorridi per poi avere i soldi

Ti infili nel “mondo del lavoro”

Ti infili in un labirinto burocratico

In cui ti ritrovi ad avere fogli da tutte le parti

Un casino incredibile

Pieno di cassetti

Fogli di ricevute, documenti che devi consegnare

Code da fare

Ecc…

Non riesci a “imparare un mestiere”

Non riuscirai a dire

“ho lavorato quaranta-cinquant’anni”

“adesso me ne posso andare in pensione”…

Non riuscirai a essere un medico che a 78 anni

Festeggerà il suo Giubileo Professionale

Strapieno di FORMALITA’ e CERIMONIE

Trovare un posto nel mondo

Essere ARRIVATI

Avere un posto al sole

Incasellati in una spiacevole società FINTA

Piena di cifre digitali (e digitate)

Senza, magari, un corrispettivo CONCRETO dietro

Non si parla, di oro, argento, pietre preziose

Ma di galline che razzolano, di orti

Di conigli

O anche di acciaierie infinite

Che sbuffano materiale incandescente

La fine della civiltà del petrolio

E continua la società “alla Maria De Filippi”

In cui puoi diventare una STAR

(si, vabbe’, credici…)

In cui l’inglese “GLOBISH”

Scardina le lingue deboli, ma IMPORTANTISSIME

Portatrici di una cultura

Ma che non servono per la scienza delle Multinazionali

(anche se, per fortuna, la diplomazia parla ancora francese)

Insomma, comunque sia,

Se sfogli questi giornali di concorsi in cui SI CERCA LAVORO

(e devi ancora poi dire GRAZIE – genuflettendoti –

se ti hanno assunto, devi ringraziare baciando il terreno

come il papa sceso dall’aereo in un viaggio in Africa)

I capi sono tutto…i capi sono tutto…

Vogliono solo gente dal cervello FORMATTATO

Non vogliono ribelli

Non vogliono rivoluzionari

.





Dio, ti prego, fammi votare Berlusconi

29 03 2009
Visto che il nervoso che mi faccio
Non fa male ai potenti ma a me stesso
Ti prego, Dio, fammi votare Berlusconi

Fa sì che possa gioire e godere
Tra lo sventolìo delle bandiere azzurre
Mentre il cavaliere dal palco parla

Moltiplicato dai teleschermi dietro di lui
E sorridere, e ridere, alle sue parole
In mezzo al Popolo Della Libertà

Dio, ti prego, dammi la forza di votare il PDL
Di amare Bettino, e te ne sarò grato

Per l'eternità
.





Diversamente titolata

24 02 2009

Quando si ha un'infiammazione
Al cavo orale
Si pensa male

Sono davvero stanco
Pieno di energie inespresse
Che dieci anni fa mi hanno fatto partire il ginocchio
Sinistro

Prendo una manciatina
Di
Cenere
Di
Sigarette finte
Sigarette mentolo e malva

E' come fumarsi una tisana

Un pivello
Mi ha azzoppato
Sulle striscie

E non gli ho neanche chiesto i dati

Mia mamma me l'ha menata
.





Questa poesia aveva un altro titolo

3 02 2009

Piegare i cucchiaini
Con la forza della mente
E' sempre stato un mio desiderio.

Vedo un mondo di cartapesta
Che si ostina a credersi reale

Villaggi Potemkin
I quali dettano legge

Esagero col mettermi in bocca
Troppi chewingum
E alla fine mi stanco di
Masticare

La paura della morte
E' stata inculcata ad arte
Per dominarci meglio

La nostra civiltà
La nostra società
Sono basate sulla
Paura della morte

L'Ego senza coscienza
Consapevolezza
E' una catastrofe per l'umanità
Una ferita che distrugge il mondo
Facendo franare tutto intorno

L'essere umano è obsoleto
E non vuole accettare

Questo

Il mio Ego
E' una cacchetta di pollo

L'energia che fa andare
L'orologio dell'Universo
E' il solo Dio
Motore immobile di tutto quanto

Con questo la poesia non è finita qui
.