Humphrey Bogart e Andrea G. Pinketts

22 12 2018

https://it.wikipedia.org/wiki/Humphrey_Bogart

https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_G._Pinketts

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24 giugno 2018: personaggi morti in questa data correlati all’ufologia (?)

9 07 2018

http://copycateffect.blogspot.com/2018/07/624-703.html

Roswell, 1947.

Come ho detto di recente e di cui ho già parlato in precedenza, il 24 giugno è di importanza fondamentale per gli ufologi. Il 24 giugno 1947, l’era moderna degli UFO cominciò con il drammatico avvistamento di “dischi volanti” da parte di Kenneth Arnold che volava tra il Monte Rainier e il Monte Adams nello Stato di Washington. Dal 1947la storia di questa data è associata alla morte di ufologi [o comunque persone relazionate in qualche modo con l’astrologia].

Il primo articolo di Bill Bequette che utilizzava la parola “disco volante” apparve il 25 giugno 1947per poi diffondersi in tutto il mondo.

Le storie originali furono scritte dai giornalisti di Pendleton East Oregonian , Bill Bequette e Nolan Skiff. La frase “dischi volanti” non compare in nessuno di essi ma è stata inventata (il 27 giugno, probabilmente) da un giornalista o un editore sconosciuto altrove  sulla base delle storie dei fili di Bequette.
Bequette, il caporedattore del giornale, e Skiff ebbero una prima intervista con Arnold nell’ufficio del giornale a mezzogiorno del mattino del 25 giugno, dopo di che le storie iniziali furono originate rapidamente. La prima breve storia del giornalista Nolan Skiff, scritta appena in tempo per fare il fondo della prima pagina del numero di East Oregon, usò la frase “aereo simile a un disco” (saucer-like aircraft), dimostrando che fin dall’inizio Skiff interpretò l’uso di Arnold della parola “piattino” utilizzata per una similitudine di forma.

Impossibile! Forse, ma “vedere è credere”, dice Flier
Kenneth Arnold, assieme ai vigili del fuoco di Boise, stava volando nel sud di Washington ieri pomeriggio alla ricerca di un aereo marino scomparso, fermandosi qui in rotta verso Boise  con una storia insolita – non aspettandosi di essere creduto dalla gente ma che dichiarò essere vera.

Arnold disse di aver avvistato nove aerei simili a un disco volante che volavano in formazione il 3 di ieri, erano estremamente luminosi – come se fossero nichelati – volando a velocità immane. (Pendleton East Oregonian, 25 giugno 1947)

Bequette suggerì ad Arnold che una storia telegrafica avrebbe potuto sciogliere alcune informazioni sugli strani oggetti che lui e Arnold ritenevano fossero una sorta di aerei o razzi dell’esercito dell’aeronautica militare. Scrisse anche un racconto a parte pubblicato dalla Associated Press quello stesso pomeriggio. Coerentemente con la storia di Skiff, anche questo disse che Arnold (erroneamente identificato come impiegato del Servizio Forestale degli Stati Uniti) descrisse di aver visto “nove oggetti luminosi simili ai piattini”:

PENDLETON, Ore., 25 giugno (AP) – Nove oggetti luminosi simili a piattelli volantii a “incredibile” velocità a 10.000 piedi di altezza sono stati segnalati oggi da Kenneth Arnold, Boise, Idaho, pilota che ha affermato di non poter azzardare un’ipotesi di cosa fossero.

Arnold, un impiegato del Servizio Forestale degli Stati Uniti impegnato nella ricerca di un aereo scomparso, ha detto di aver avvistato gli oggetti misteriosi ieri alle tre del pomeriggio. Stavano volando tra il Monte Rainier e il Monte Adams nello Stato di Washington, disse, e sembrava tessere dentro e fuori dalla formazione. Arnold ha detto che ha cronometrato e stimato la loro velocità a 1200 miglia all’ora.
Le inchieste a Yakima la scorsa notte hanno portato solo sguardi vuoti, ha detto, ma ha aggiunto che ha parlato oggi con un uomo non identificato dallo Utah, a sud di qui, che ha detto di aver visto oggetti simili sulle montagne vicino a Ukiah.
“Sembra impossibile”, disse Arnold, “ma è così.” ~ NICAP

Il giornalista dell’East Oregonian Bill Bequette e il montatore Nolan Skiff non hanno immaginato la storia di 191 parole che fecero uscire quel mercoledì giusto in tempo per il giornale della sera facendo sì di far decollare, proprio “come un disco volante” l’Associated Press e catturando l’attenzionedella nazione intera.

Il titolo in fondo alla prima pagina dell’EO per il 25 giugno 1947 recita: “Impossibile! Forse, ma ‘vedere è credere’ “, dice Flyer. “ E nelle sette frasi che seguirono, Bequette e Skiff riportarono le affermazioni di Arnold che il giorno prima vide “nove aerei simili a piattelli che volavano in formazione” a un’altitudine compresa tra 9.500 e 10.000 piedi tra Mount Rainer e Mount Adams e si muovevano velocità di circa 1.200 miglia all’ora. “ The Military Times .

Il Military Times ha osservato chiaramente: “Skiff morì nel 1970, Arnold nel 1984 e Bequette nel 2011.”
Arnold morì il 16 gennaio 1984 e Bequette il 24 aprile 2011.
Il necrologio di Bequette iniziò, “WILLIAM C. BEQUETTE 16 settembre 1917 – 24 aprile 2011 Kennewick, Washington, William C. Bequette, redattore di lunga data del Tri-City Herald , è morto nel sonno.” Ha menzionato il suo posto nella storia dei “dischi volanti”. Skiff è stato dimenticato con il passare degli anni, tranne che dalla letteratura ufficiale ufologica.

Perché il 16 gennaio? Il più famoso UFO “a forma di piattino” fotografato era l’ oggetto volante non identificato dell’isola di Trindade , che venne visto e fotografato sopra Ilha de Trindade del Brasile il 16 gennaio 1958.

John Keel parlava spesso dell’elevato tasso di probabilità di avvistamenti UFO alla fine di aprile. Il 24 aprile è sempre sembrato un buon appuntamento per Keel. L’incidente di Lonnie Zamora o Socorro fu un incontro ravvicinato di UFO che avvenne venerdì 24 aprile 1964, verso le 17:50, alla periferia di Socorro, nel New Mexico. Lonnie Zamora, un funzionario di polizia di Socorro all’epoca in servizio, dichiarò di essere andato più vicino all’oggetto non identificato e fornì il resoconto più prolungato e completo. Dopo lunghe indagini, il Blue Book del progetto dell’Aeronautica non è stato in grado di fornire una spiegazione convenzionale e ha elencato il caso come “sconosciuto”.
Ma chi lo sa davvero?

Kenneth Arnold apre l’era moderna dei dischi volanti, nello stato di Washington, il 24 giugno 1947.

Il 24 giugno diventa una data da tenere d’occhio ogni anno. Combina una data celebrativa con la sindrome dell’anniversario, con alcuni traguardi mortali legati a questo punto del calendario.
Ovviamente, gli annunci mortuari spesso non arrivano fino a giorni (o settimane o mesi) più tardi. Ora, passata la prima settimana del mese di luglio, sembra che diversi decessi possano essersi verificati il 24 giugno aventi un collegamento diretto all’ufologia nella cultura popolare.
24 giugno 2018:
Stanley Anderson
Stanley Anderson ha recitato nella prima stagione di Roswell come un ex funzionario ex governativo – in passato ha interpretato anche uno sceriffo che è stato il primo sulla scena di un sito UFO distrutto.
L’attore teatrale, cinematografico e televisivo Stanley Anderson, noto per il suo ruolo di giudice nell’episodio finale di Seinfeld e come General Slocum in Spider Man , è morto il 24 giugno 2018 all’età di 78 anni, sei settimane dopo essere stato diagnosticato un cancro al cervello.

Oltre a Spider Man , il suo curriculum includeva ruoli come presidente degli Stati Uniti in Armageddon e The Rock di Michael Bay. Tra i suoi film più recenti ricordiamo Red Dragon , Legally Blonde 2 e Runaway Jury . In TV, ha avuto un ruolo ricorrente come papà di Drew Carey in The Drew Carey Show e ha interpretato il memorabile ruolo di Judge Vandelay nell’episodio finale di Seinfeld .

Anderson era anche un membro di lunga data di tre sindacati per attori, secondo la sua famiglia, e ha lavorato dietro le quinte facendo il lavoro di voce off in annunci per candidati e problemi democratici in tutto il paese.

“Era molto orgoglioso, in definitiva, del ruolo che ha svolto in politica”, è stata la dichiarazione della sua famiglia.

Ha interpretato:

X-Files (serie TV)
come Agente Schoniger
– ” Closure ” (2000) … Agente Schoniger

– Stanley Anderson (l’agente Lewis Schoniger, che si consulta con Scully durante la visione del nastro di regressione di Mulder) ha avuto un ruolo ricorrente in The Drew Carey Show nel ruolo del padre di Drew;
– L’agente Schoniger prende il nome dal vicino di casa dei nonni di Chris Carter;
– La sceneggiatura originale includeva una scena tra Scully, Skinner e Agent Schoniger che discutevano sul fatto che il Dipartimento del Tesoro non era felice che i record riguardanti il ​​rapimento di Samantha fossero perseguiti. Il sito ufficiale ha persino eseguito la scansione del copione da questa scena che non era nell’episodio finale. Fonte .

Anderson, criptokubrologicamente, come è apparso in…

The Shining (miniserie tv)
Delbert Grady
– ” Episodio # 1.3 ” (1997) … Delbert Grady

Ma il chiaro legame di Anderson con gli UFO è arrivato attraverso le sue apparizioni
Roswell (serie TV)
James Valenti Sr.
– ” Secrets and Lies ” (2001) … James Valenti Sr.

James Valenti, Sr. è un personaggio ricorrente nella stagione 1 della serie di fantascienza WB Roswell .

Ex sceriffo di Roswell, James ha passato la vita cercando di dimostrare che gli alieni sono reali. (Questo ruolo sembra essere stato ispirato dallo sceriffo George Wilcox , che informò l’Esercito sul crash degli UFO di Roswell).

La serie della Westinghouse Broadcasting Network, Roswell, ha esaminato ciò che è accaduto ai giovani della comunità negli anni successivi alla caduta dell’UFO nel 1947.

Vice Valenti sul luogo dell’incidente nel 1947

Dai file wifi di Roswell :

Dopo aver prestato servizio nella seconda guerra mondiale, James si unì al Dipartimento dello sceriffo di Roswell. Il vice James Valenti era sulla scena del Crash nell’estate del 1947. Nei successivi dodici anni, James divenne padre (Jim Jr., nato nel 1951) e infine sceriffo della contea di Chavez.

Il 16 novembre 1959, lo sceriffo James Valenti Sr. scoprì il cadavere di James Atherton. Nello stesso anno, Valenti ha indagato sulla morte di un’attrice morta a causa di un bizzarro fulmine durante le riprese di They Are Among Us proprio a Roswell. Secondo la truccatrice Bess Covendall, le indagini di Valenti hanno causato “un bel po ‘di scalpore”. Gli sforzi di Valenti per scoprire la verità gli valsero il ridicolo dell’FBI e il soprannome di “Sgt. Martian”. Il figlio di otto anni, Jim Jr., era un testimone oculare della crescente ossessione del padre.
Nel 1972, Valenti incontrò Everett Hubble. Valenti apprese che la moglie di Hubble fu uccisa nello stesso modo di Atherton; l’assassino non lascia segni se non una mano d’argento. Hubble convinse Valenti che l’assassino si era camuffato da vagabondo, e i due uomini rintracciarono dentro a un silos questo personaggio sospetto. Hubble sparò al vagabondo, ma Valenti cadde in disgrazia perdendo il lavoro come sceriffo e iniziando una lenta discesa nella demenza.

Jim Valenti, Jr. alla fine fu costretto a mettere suo padre in una casa di cura, dove le sue visite sono diventate sempre meno frequenti. Fonte .
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Otto Binder, dal 1941 al 1953, scrisse 986 di 1743 storie Marvel. Ha scritto Liquidation of the UFO Investigators del 1971. Binder fu uno dei primi scrittori a notare il significato del 24 giugno. Binder, egli stesso, morì il 13 ottobre 1974, lo stesso giorno in cui morì anche il personaggio televisivo americano Ed Sullivan.
Ecco la mia lista di alcuni decessi UFO allineati negli ultimi 24 giugno:
(1) 24 o 23 giugno (c’è qualche disputa), 1964, muore Frank Scully, 72 anni, autrice di uno dei primi libri sui “dischi cadenti” , Behind the Flying Saucers (1950).
(2 e 3) 24 giugno 1967, due contattati UFO britannici, Ernest Arthur Bryant, un contattore, e Richard Church, autore e presidente di CIGIUFO, muoiono.
(4) Il 23 giugno (USA) o 24 (Regno Unito) del 1967 muore Frank Edwards, 55 anni, autore popolare di UFO e personalità radiofonica negli anni ’50, anticipando Arthur Bryant di qualche ora. Infatti, Edwards scompare poco prima della mezzanotte del 23, che sarebbe stata la mattina del 24 giugno nel Regno Unito, quindi la stessa data della morte di Ernest Arthur Bryant. James Moseley stordisce i delegati riuniti per il Congresso degli Ufologi del 1967 all’Hotel Commodore di New York il 24 giugno, con la notizia della morte improvvisa di Frank Edwards.
(5) Il 24 giugno 1969 muore Willy Ley, 62 anni, scienziato missilistico e autore stile Charles Fort. Willy Ley fu uno dei primi stimati scienziati moderni a tentare di rispondere alla domanda su cosa sia un disco volante. Nel 1952, fu uno dei primi, se non il primo, a dire che l’85% degli avvistamenti UFO sono non identificati, lasciando l’altro 15% aperto a nozioni di “viaggi interplanetari”, di cui iniziò a scrivere nel 1926.
(6) 24 giugno 1978 muore Robert Charroux, 69 anni il famoso nome de plume di Robert Joseph Grugeau. Charroux era un autore francese noto per le sue teorie sugli antichi astronauti e scritti su altri argomenti alla Charles Fort, in libri come Masters Of The World: Groundbreaking New Revelations About The Ancient Astronauts (1979).

(7) Il 24 giugno 1987 muore Jackie Gleason all’età di 71 anni, l’attore che fu uno dei primi sostenitori della ricerca sui dischi volanti. Il noto interesse di Gleason per gli UFO avrebbe spinto il presidente Richard Nixon a condividere alcune informazioni con lui ea rivelare pubblicamente certi dati sugli UFO.

(8) Il 24 giugno 2006 muore Lyle Stuart, 83 anni, l’editore rinnegato che nel 1959 pubblicò Stranger than Science dello scrittore anomalo Frank Edwards, un libro alla Charles Fort pieno di informazioni sull’ufologia e altri racconti inspiegabili.
(9) Il 24 giugno 2013, James Martin, 79 anni, un ex scienziato missilistico, scienziato informatico e autore di After the Internet: Alien Intelligence (2000), venne trovato a galleggiare morto sulle acque al largo dell’isola di Agar. Il dottor Martin acquistòl’isola di Agar nel 1977 e fece la sua casa a Bermuda dove il miliardario mantenne sempre un profilo regolarmente basso.
(10) Il 24 giugno 2013, Alan Myers, 58 anni, il più importante batterista (1976-1987) della band Devo, muore di cancro allo stomaco a Los Angeles. I Devo facevano musica punk, art rock, post-punk e new wave, eseguendo anche spettacoli teatrali in cui mescolavano temi kitsch di fantascienza, umorismo surrealista e satira sul moralismo. I Devo erano soliti registrare presso i propri UFO Studios. Di più
e
(11) 24 giugno 2015 muor Mario Biaggi, 97 anni, un ex membro del Congresso del Bronx coinvolto nel movimento di “rivelazione UFO”. Una volta venne raffigurato sulla copertina del n°4 di Ideal’sUFO Magazine del dicembre 1978. Nel periodico apparve l’intervista a Mario Biaggi intitolata There Is A UFO Cover-Up By the Government. L’immagine di copertina mostrava Biaggi assieme all’allora presidente Carter. Di più
(12) Il 24 giugno 2017 muore Loren Janes, 85 anni, un leggendario stuntman e coordinatore degli stunt. Fu coinvolto in alcuni intriganti film relativi agli UFO.
Loren Janes (conosciuto anche come Loren James) fu coordinatore degli stunt di sicurezza per il film cult ufologico, Repo Man , che ha la sua giusta dose di battute di UFO su dischi volanti, giochi di nomi, “Men in Black” e teorici della cospirazione. Era in ” Ritorno al futuro” (1985), per le sue acrobazie, e nella “storia degli UFO” di Steven Spielberg in 1941 (1979).
(13) 24 giugno 2018, Stanley Anderson, 78. Vedi sopra.
Dan Ingram
La voce della radio di New York, Dan Ingram, 83 anni, è morto il 24 giugno 2018.

Mentre gli UFO spazzavano i cieli, Ingram era al microfono WABC di New York il 9 novembre 1965, quando l’elettricità cominciò a mancare prima del Grande black out del Nord-est. Vennero riportati avvistamenti UFO durante quel black out.
Frank Evans Heart
Muore a 89 anni Frank Evans Heart, ingegnere informatico americano (ha lavorato al primo computer di routing per ARPANET, il predecessore di Internet).
Carlos Lopez, Jr.
Carlos Lopez, Jr. muore per suicidio (arma da fuoco) il 24 giugno 2018. Attore, 2017, American Made (capo della CIA); Attore, 2014, Capitan America: Winter Soldier (membro SWAT) Attore / Sceneggiatore, 2012, PTSD-An American Tragedy . Altri
George Cameron
Il batterista dei Left Banke, Justo George Cameron, 70 anni, è morto il 24 giugno 2018 al Mount Sinai Medical Center di Manhattan dopo una battaglia contro il cancro. Nato a Manhattan il 16 ottobre 1947, George era il figlio del compianto Justo e Dominga (Alvarez) Cameron.

George è stato un membro fondatore della band pop barocca, The Left Banke, che ha guadagnato popolarità alla fine degli anni ’60 per i singoli di successo Walk Away Renee e Pretty Ballerina. Il coinvolgimento di George con la band è rimasto fino alla sua morte, spesso ospitando concerti e tour di reunion, rilasciando ulteriori canzoni e album e esibendosi in molti eventi di beneficenza per bambini in tutta New York City.

Dal brano Walk Away Renee dei The Left Banke:
Testo capito male:
Don’t walk away, Renee 
You won’t see me in my UFO. 
Testo originale:
Just walk away Renee 
You won’t see me follow you back home.
[Temo che qui sopra Loren Coleman abbia un po’ esagerato: vale a dire, Coleman himself ha capito male un pezzetto di una canzone di George Cameron pensando che parlava di UFO quando non era così e per questo motivo ha inserito George Cameron, morto il 24 giugno, tra coloro che hanno avuto a che fare con l’ufologia tutti morti in quella data???]
Dale Arthur “Gabby” Park
Dale Arthur Park è morto il 24 giugno dopo una breve malattia. Dale nacque a Trinidad, in Colorado, il 18 gennaio 1938, a Glen “Tuffy” e Opal McLaughlin Park. Si trasferì a Los Angeles con la sua famiglia allargata quando aveva quattro anni. Dopo che suo nonno morì, Dale traslocò con la nonna nella zona di La Puente e si occupò di lei fino alla sua morte nel 1964. Dale iniziò una carriera come stuntman cinematografico pochi anni dopo. Acquisì pure un abito da gorilla, apparendo come tale in diversi film, TV e spettacoli dal vivo. Nel 1968 Dale sposò Laura (Doolin) Barton, l’ex moglie del suo defunto cugino Jerry Barton. Vivevano in Covina con diversi cani e altri animali. Dale e Laura traslocarono poi nella Victor Valley nel 1997, al fine di avere una proprietà in cui poter tenere i loro cavalli. Dale divenne noto per la sua imitazione del compagno occidentale George “Gabby” Hayes, apparendo come Gabby al Roy Rogers Museum e in molte altre località. Lui e Laura hanno vissuto in Oro Grande dal 1998 in avanti, inclusi due anni nell’ex ranch di Roy Rogers. Dale era membro di lunga data della Victor Church Bible Church dove serviva come anziano e, in alcune occasioni, durante il sermone della domenica. Ha diretto molti servizi di “Cowboy Church” nella zona. Dale è stato anche coinvolto con la Fondazione Happy Trails Children’s. Era un cavaliere compiuto, artista e scrittore. Sua moglie Laura e dal suo figliastro Kelly Barton di Oak Park, in California gli sono sopravvissuti. Il servizio funebre è programmato per le 10:00 il 6 luglio a Desert View Funeral Home, 11478 Amargosa Road, Victorville, CA 92392. Al posto dei fiori, le donazioni possono essere fatte a Victor Valley Bible Church, 16349 Hughes Road, Victorville, CA 92395.
Pubblicato sulla Daily Press il 1 luglio 2018.
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Il 24 giugno e il 2 luglio sono World UFO Day (s), e celebrano la consapevolezza degli oggetti volanti non identificati. Ce ne sono due all’anno: il 24 giugno perché in tale data Kenneth Arnold ebbe il primo avvistamento di “dischi volanti” nel 1947. Il 2 luglio commemora l’incidente UFO a Roswell (NM) del 1947.
John Keel era importante, su tutta la linea. Da Google …
Fenomeno del mercoledì




La storia dell’ universo – uovo di Andy Weir

29 01 2018

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Ho trovato questa fenomenale storia: Un racconto breve che ti rimane dentro per sempre

” Eri sulla via di ritorno per casa quando sei morto. Niente di particolarmente originale, semplicemente un incidente d’ auto, ma comunque fatale. Hai lasciato dietro una moglie e due bambini. Non hai provato dolore. Hanno provato a salvarti la vita, ma non ce l’ hanno fatta. Fidati, è meglio che tu sia morto perché le condizioni fisiche del tuo corpo non erano compatibili con una vita decente. E quindi hai incontrato me “

” Cosa è accaduto? Dove sono? ” e io risposi ” Sei morto ” perché non c’era motivo di girarci attorno.

” Sono morto? ”  e io risposi ” Sì, ma non sentirti male per questo. Succede a tutti quanti “

” Che posto è questo? E’ così il dopo – vita ? ” e io risposi ” Più o meno “

” Sei Dio? ” e io risposi che sì, lo ero.

” Ma i miei figli, e mia moglie …? Staranno bene? ” e io risposi ” E’ positivo che ti preoccupi delle persone a te care.

Per te non sembravo esattamente un Dio, più una persona comune, o meglio ancora una figura vaga. ” Non preoccuparti. Staranno bene. Ti ricorderanno positivamente. Tua moglie piangerà, ma nel suo intimo sarà anche sollevata. In effetti il vostro matrimonio era in crisi. Certo, non le piacerà sentirsi sollevata “

” E ora che cosa succede? ” e io risposi ” Tornerai fra gli umani “

” Oh. Quindi gli Orientali avevano ragione ” e io risposi ” Un po’ tutti hanno ragione” 

” Ma che motivo c’è di tornare fra di loro? Non ricorderò nulla della mia vita, giusto? Quindi non importano le mie esperienze personali “

” Non è così. Dentro di te possiedi tutte le esperienze di tutti gli umani, solo che non te le ricordi – adesso – ” e continuai ” Sei un essere più grande di quel che credi di essere. Una personalità è solo una frazione della tua identità. Se rimarrai qui ancora per molto, comincerai a ricordare tutto quanto. Ma non è consentito fra una vita e l’ altra “

” Quante volte sono tornato fra gli umani prima d’ ora? ” e io risposi ” Hai vissuto tante altre vite. E questa volta, sarai una contadina Cinese nel 540 avanti Cristo “

” Cosa? Mi mandi indietro nel tempo? ” e io risposi ” Tecnicamente, per te. Qui le cose funzionano diversamente. Il tempo esiste solo nel tuo universo “

” Io vengo da qualche parte. Qualche altro luogo. E ci sono altri come me. So che ora vorresti vedere il mio mondo, ma onestamente non potresti comprenderlo “

” Quindi ho interagito con me stesso a un certo punto nel tempo ” e io risposi              ”  Accade ogni singola volta, anche se non puoi saperlo ” 

” Quale significato ha tutto questo? ” e io risposi ” Chiedi a me il significato della vita? Un po’ stereotipata come domanda ” ; ” Ma è una domanda ragionevole “

” Abbiamo creato questo universo per farti maturare ” e tu chiedesti ” Avete creato l’ universo per far evolvere l’ umanità? ” e io risposi ” No. Solo per te “

” Solo per me? E tutti gli altri umani? ” ; ” Non c’è nessun altro “

” Ma tutte le persone della Terra… ” e io risposi

” Sono tutte le tue reincarnazioni  ” 

” Sono ogni umano vissuto sulla Terra? ” ; ” Stai cominciando a ricordare …”

” Quindi sono Abramo Lincoln. E John Wilkes Booth. * che ha ucciso Lincoln “

” Sono Hitler? ” ; ” E anche tutte le sue vittime ”

” Sono Gesù? ” ; ” E tutti i suoi discepoli e credenti “

” Ogni volta che hai fatto del male a qualcuno ” dissi ” Lo hai fatto a una versione di te stesso. Ogni atto di bontà, lo hai fatto per una versione di te stesso. Ogni emozione negativa e positiva è stata vissuta da una versione di te stesso “

” Perché tutto questo? “

” Perché un giorno diventerai un Dio. Ma non ancora. Per adesso sei solo un embrione di Dio. Ti faremo nascere solo quando avrai vissuto tutte le vite di tutti i tempi “

” Quindi l’ universo è …”; ” Un uovo, un utero “

” E’ ora di vivere la tua prossima esistenza ”      

 

       





Lo scisma interiore fra il vuoto cosmico e il disegno del destino

26 12 2017

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Recentemente sono tornato a occuparmi della raccolta di racconti che spero di pubblicare il prossimo anno. Sono storie brevi appena sotto le 50 pagine di genere thriller – horror che parlano di giovani e della morte. Sono storie violente e grintose.

Ho dedicato il Natale ad arricchire la mia collezione di libri di Stephen King e a leggere la biografia dell’ autore, nel quale in certi aspetti mi sono ritrovato, mentre sotto altri aspetti abbiamo vissuto in atmosfere completamente diverse.

” mi sono reso conto che sono arrivato al punto in cui era arrivato lui, giusto prima di debuttare, quando il tempo scarseggiava, la scrittura era faticosa, l’ energia era poca, e il futuro inquietante. Chissà, forse non è un caso. “

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Scrivo perché mi fa bene, perché sento che mi appartiene, mentre cerco di tenere a bada le mie paure dormienti, che negli scorsi anni sono usciti a farmi sgradite sorprese, e che potrebbero ancora farlo in qualsiasi momento.

Il destino in sé non mi spaventa. Ho bisogno di interpretare la vita come un disegno strutturato e coerente. Mentre nell’ adolescenza cercavo di essere il più puritano possibile e una volta cantavo nel coro della chiesa, adesso da anni mi sono svuotato completamente della religione, e non sono sicuro che sia un bene. Credo ancora in una sorta di Dio, ma lo sento sempre più distante, e sempre più umano piuttosto che intangibile e divino.

Le mie paure più grandi sono la morte, il caso, e l’ eventualità dell’ assenza di qualcosa dopo la morte. Pur avendo fatto abbastanza ricerche affini agli argomenti trattati in questo blog, che archiviano il caso come un’ eventualità impossibile e inesistente, è ancora insita in me la grande paura che in un qualsiasi giorno tutto possa cambiare, e forse è per questo che ogni volta che penso alla scrittura mi dico ” accidenti alla possibilità di un eschaton di Mckenna nei mesi a venire! Potrebbe intralciare la mia ancora ipotetica carriera! “.

Credo che la morte a 59 anni di mio nonno mio omonimo quando avevo 3 mesi in un incidente d’ auto mi pesi in un angolino della mente più di quanto vorrei ammettere. Con tutta questa storia delle connessioni fra i destini, mi sono reso conto di considerare le auto delle macchine di morte, motivo per il quale a 27 anni non ho mai preso la patente, e non so ancora se mai la prenderò.

Alcune volte questo tipo di paure nascoste e dormienti si trasformano in rabbia, e ormai penso che dovrei evitare di leggere ogni storia relativa a crimini di ogni genere, perché poi mi viene da pensare cose maligne, e ogni qualche settimana vi sono vicende che mi fanno ribollire il sangue e desiderare pene infernali per chiunque le abbia commesse. Una volta credevo che in tutti ci fosse qualcosa di buono, ora credo invece che in tutti ci sia uno spiritello maligno che ogni tanto decide di combinare qualcosa. Il mio ideale di giustizia assomiglia sempre di più a quello dell’ epoca medievale.

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Non so se il mio destino comprende anche diventare un buon scrittore. Però so che la scrittura e la lettura sono presenti da sempre nella mia vita. Stephen King è stato segnato dal ritrovamento dei racconti e delle riviste di suo padre, scrittore di racconti mai pubblicati, all’ età di 10 anni, più o meno alla stessa età di quando io scoprii una collezione di Dylan Dog appartenente a mio zio nella casa di mia nonna paterna, una collezione che mi attirava e mi respingeva allo stesso tempo.

Del resto la cruda violenza la potevo leggere anche nella saga degli Animorphs che ha nutrito la mia infanzia con 64 libri di una saga per me indimenticabile con i personaggi più realistici e vivi che abbia mai trovato. Per non parlare della mia passione per i Goosebumps o Piccoli Brividi che amavo collezionare da bambino.

Stephen King ha visto l’ amichetto di 4 anni venire investito da un treno, e io sono passato affianco a un mio compagno di classe per 8 anni che conoscevo appena poche ore prima che morisse in un incidente d’ auto.

Ho vissuto vicende che forse un giorno mi aiuteranno a scrivere libri, se solo fossi capace di farle riemergere dall’ oblio autoimposto in cui le ho ficcate. Per qualche strano motivo ho scritto centinaia di pagine di diario degli anni più contorti e controversi della mia vita per poi smettere giusto in tempo per uscire dal tunnel ed entrare in una più confortevole metropolitana. Forse un giorno brucerò quei diari, o li lascerò a marcire in soffitta o in garage. Non riesco più ad aprirli. Non ci sono storie chissà che, ma hanno lasciato qualcosa dentro di me, che mi condizionano ancora adesso.

Ho paura che in tutto quello in cui ho riposto le mie speranze e le mie teorie personali non ci sia nulla di vero e che sia tutto un voler vedere qualcosa di assente. Cicli storici, cicli nella vita individuale, ritorni di passato, destini, il futuro che influenza il presente e si addentra persino nel passato. Volevo vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Mckenna e voglio vedere qualcosa di mio nella storia di vita di Stephen King, anche solo il piccolissimo fatto in qualche modo significativo per me che lui è nato nel giorno in cui festeggio l’ onomastico, che io vivo come un – mezzo compleanno – perché sta a sei mesi dal mio compleanno. Poi scopro che King supporta il femminismo, mentre io vedo il femminismo come affine a una pseudo – setta arrogante, ( forse per via di certe ragazze con cui ho avuto a che fare, forse ancora reduce dalla farsa che è la vita di classe alle superiori, quando le ragazze mi parlavano come se fossi un idiota bambinone ) che King leggeva la Bibbia ai figli adolescenti mentre io la ritengo una storia di fiabe. Poi scopro le peripezie mediche di King con orecchie, tonsille, di quando è stato investito e massacrato da un’ auto e ripenso ai miei appuntamenti settimanali con il dentista( ne so abbastanza per poter fare il dentista e togliervi tutti i denti credetemi ) , alla ginnastica fatta a dodici anni per la scoliosi e alla mia quotidiana lotta con le paure nel 2008.  

Spero di non produrre storie che diano vita a film dell’ orrore che non riuscirei a guardare. Mi piacciono i libri dell’ orrore ma NON i film. Ironico detto da uno che ha invitato l’ amichetto a guardare un film fantascienza –  horror – splatter, niente di meno che Starship Troopers, in età elementare per poi farlo vomitare! Non so con quale stomaco guardavo certi film all’ età di 10 anni.  Dico io, come si fa a far vedere a un amichetto una storia di alieni simili a ragni con una bocca per testa con braccia e gambe che volano e una mucca sbriciolata viva dietro un cartello con su scritto censura? 😉  

In un angolo della mia mente trovo molti eventi simbolici nella mia vita che stanno determinando il mio presente. Sono diviso in due. Da una parte sono un essere brancolante nel buio del vuoto dell’ ateismo e del nulla eterno postmortem, dall’ altra parte mi trovo in una immensa libreria di dati, collegamenti, connessioni, segreti e trucchi con le date che sanno di magia, con la certezza che qualcosa di più c’è, anche se completamente diverso dalle aspettative di un religioso. Spero che un giorno questo scisma mentale troverà un accordo diplomatico.

Matteo     





Umberto Eco da “In cosa crede chi non crede?”

26 02 2016

umberto eco

Come dimostrazione che a volte mi succede di rimanere un po’ lontano dal mondo, ho saputo in ritardo (ieri) della morte di Umberto Eco avvenuta il 19 febbraio.

Eco, un uomo di grande cultura, con luci e ombre, come tutti gli uomini. Sarà forse perché avvenuta nel pieno dell’inverno, ma mi ha messo una certa tristezza questa morte. Nello stesso periodo, due giorni dopo, s’è spenta Ida Magli, un’intellettuale italiana della stessa generazione di Eco: quest’ultimo era un’icona massmediatica per molti, Ida Magli solo per una ristretta cerchia di persone.

Esattamente venti anni prima, nel gennaio 1996, Umberto Eco, durante uno scambio di lettere col cardinale Carlo Maria Martini, poi raccolte nel volume “In cosa crede chi non crede?”, scrisse una lettera intitolata “Quando entra in scena l’altro nasce l’etica” e lui, da razionalista-materialista-scettico qual era, si azzardò a scrivere una fantasia sulla “vita dopo la morte”:

Non vorrei che si instaurasse una opposizione secca tra chi crede in un Dio trascendente e chi non crede in alcun principio sovraindividuale. Vorrei ricordare che proprio all’Etica era intitolato il grande libro di Spinoza, che inizia con una definizione di Dio come causa di se stesso. Salvo che questa divinità spinoziana, ben lo sappiamo, non è né trascendente né personale: eppure anche dalla visione di una grande e unica Sostanza cosmica in cui un giorno saremo riassorbiti, può emergere una visione della tolleranza e della benevolenza proprio perché  all’equilibrio e alla armonia dell’unica Sostanza siamo tutti interessati. Lo siamo perché in qualche modo pensiamo che è impossibile che questa Sostanza non venga in qualche modo arricchita o deformata da quello che nei millenni anche noi abbiamo fatto. Così che oserei dire (non è un’ipotesi metafisica, è solo una timida concessione alla speranza che non ci abbandona mai) che anche in tale prospettiva si potrebbe riproporre il problema di una qualche vita dopo la morte. Oggi l’universo elettronico  ci suggerisce che possano esistere delle sequenze di messaggi  che si trasferiscono da un supporto fisico all’altro senza perdere le loro caratteristiche irripetibili, e sembrano persino sopravvivere come puro immateriale algoritmo nell’istante in cui, abbandonato un supporto, non si sono ancora impressi su un altro. E chissà che la morte, anziché implosione, sia esplosione e stampo, da qualche parte, tra i vortici dell’universo, del software (che altri chiamano anima) che noi abbiamo elaborato vivendo, fatto anche di ricordi e rimorsi personali, e dunque sofferenza insanabile, o senso di pace per il dovere compiuto, e amore.

Da In che cosa crede chi non crede?, Liberal 1996, pp 77-78.

Vedere anche:

Umberto Eco e la bustina di Minerva





Un pensiero sull’ ignoto infinito del’ Oltre

20 01 2015

Ed eccomi di nuovo qui, con una delle mie riflessioni personali…le mie sono sempre molto simpatiche, sarcasticamente parlando, perché non sono capace di fare small talk io, devo sempre parlare di qualcosa di grande e importante, di profondo e intangibile, qualcosa di irreversibile come andarsene verso l’ Oltre.

Si, avete capito…intendo la Fine, la Dipartita, in sostanza, la Morte. E’ una mia reazione questa ai recenti eventi locali, che non possono non farmi riflettere, pur da un luogo molto lontano perché non ne sono coinvolto direttamente, e teoricamente non sono mai stato colpito direttamente da eventi del genere se non dalla morte di nonni o zie…

Sono nato mentre il mio onomimo nonno stava più verso di la che verso di qua, ancora prima dei 60 anni, per poi morire più o meno un anno esatto dal giorno in cui venni concepito…quindi in qualche modo qualche lieve imprinting c’è stato…anche solo sepolto dentro qualche arcano angolo della mia mente…

Ho conosciuto la morte in uno dei giorni più caldi della storia, nel pieno di Agosto 2003, alla giovane età di 13 anni, e anche se era una zia incapace di comunicare in modo coerente per problemi di nascita, ne sono rimasto abbastanza spiazzato…non importa quanta luce ci fosse in quei giorni, per me era tutto buio…

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Per quanto riguarda la morte animale, si potrebbe dire che la prima vera esperienza e’ stata quella del mio piccolo merlo nero, che viveva sul terrazzo di casa mia, e che un giorno, di ritorno a casa, ho raccolto da morto, proprio il giorno in cui la baby sitter doveva venire a conoscerlo…

Ma una scena in particolare mi rimarrà impressa…il passerotto ferito che raccolsi una volta in Puglia, e portai a casa della nonna, e che durante il pranzo, sono andato a fare visita, e nel momento in cui arrivai da lui, il passerotto decise di andarsene li davanti a me…ho visto un corpo attivo diventare spento e inattivo…

La morte trasforma, scombussola tutti i legami umani, li cambia, li rinnova, li consuma, li confonde, li rafforza, li rompe…

Anche i conoscenti in un certo senso assumono quindi una dimensione quasi simbolica…come il ragazzo che fu mio compagno di classe per 8 anni ma che non ebbi mai modo di conoscere bene, che nel giorno in cui se ne andò, incontrai e osservai per qualche minuscolo secondo in centro città…ricordo ancora come era vestito…e lo sguardo…e poi la mattina dopo mia madre mi informa della sua morte…

E’ una cosa decisamente sconcertante…E questo e’ il più vicino dei modi in cui la morte mi abbia in qualche modo coinvolto…la morte mi ha sfiorato, forse più vicino di tutte quelle volte in cui ho rischiato grosso sulla bicicletta…e ne sono stato cambiato…perché da allora, ogni persona intorno a me può andare via, e ogni persona ha un tempo, un tempo da usare al meglio dei modi, perché poi non si sa…

Sono ancora convinto che tutto va esattamente come deve andare, che nonostante la certezza Dell’ ingiustizia della morte, c’è qualcosa sopra tutti noi, al di la di tutti noi, che crea delle storie, che non è’ cattivo, ma e’ soltanto un maestro, un designer delle vite del mondo, e insomma io credo che ci siano delle cose destinate ad accadere, perché la morte e’ in se’ l’ ultimo evento di tutti noi, il momento in cui la nostra realtà cambia per sempre, ma la morte NON è’ la fine, e’ una transizione, e ci sono cose, cose buone, cose che sono ora ai più incomprensibili, ma che un giorno tornando indietro con la mente, si capiranno, che non avrebbero avuto modo di accadere fossero le cose andate in modo diverso…

La mia storia e’ cambiata dopo queste cose, il mio modo di pensare e’ stato quasi del tutto eroso via e plasmato a nuovo da questi eventi…

La morte ha un effetto smascheratore di tutte le ipocrisie, di tutte le innaturali barriere che poniamo verso il mondo, perché può essere capace di unire chi non era unito, e di avvicinare chi aveva bisogno di essere avvicinato.

Noi abbiamo, tutti noi, bisogno di riflettere, di crescere ed evolverci mentalmente, psicologicamente, filosoficamente, e arrivano momenti e periodi nella vita in cui dobbiamo sederci un attimo, e prendere coscienza di questa vita sfrenata e veloce che abbiamo , e fermarci, prendere fiato, pensare, perché il pensiero crea, il pensiero e’ tutto ciò che rappresenta noi stessi, perché non siamo altro che il nostro pensiero…

La mente non ha confini, non ha un luogo vero, c’è, c’è e basta, e non e’ detto che sia nata nel giorno in cui siamo stati concepiti, e non e’ quindi nemmeno detto che non possa continuare a esserci anche quando il corpo la libera e la lascia andare…